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Assinform, rallenta la crisi dell’Information Technology

Rallenta la crisi dell'IT nel nostro Paese. I dati Assinform evidenziano come per la prima volta dall’avvio della crisi, si sia manifestata una tendenza all’attenuazione del calo di mercato. Con il -2,5% segnato a fine giugno 2010, l’IT italiana ha recuperato oltre 6 punti percentuali rispetto al -9,0% registrato a fine giugno 2009. Il recupero ha interessato tutte le componenti informatiche, dall’hardware, al software, ai servizi, ma con notevoli differenziazioni e prospettive.

Crescono i Pc
Il fenomeno nuovo, oggi potenzialmente più significativo, riguarda la crescita della domanda di Pc e server da parte delle imprese. Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, il mercato dei Pc portatili, desktop e server ha registrato, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, un incremento in volume di + 12,9%, pari a oltre 400.000 unità, assorbite per l’80% dalle imprese, la cui domanda è passata da -2,5% del 2009 all’attuale +10,3%. In particolare la domanda di server è salita del 12,3% (era stata -29% nello stesso periodo 2009), quella di desktop del + 13,4% (-21,5% nel 2009), mentre l’incremento dei Pc portatili è stato del 12,7% (simile al +14,8% dell’anno precedente).

Gasparetto di Rovigo vince il Global Innovator Award Italia 2010

Il Global Innovator Award, premio internazionale che coinvolge 22 Paesi, è promosso da IHA (International Houseware Association) e IHHS International Home and Houseware Show di Chicago. Casastile ne è partner per l’Italia.
La cerimonia di premiazione, svoltasi durante la riunione
Art al Macef appena concluso, ha assegnato il titolo di vincitore assoluto a Gasparetto di Rovigo ritenuto un reale interprete dei trend di consumo contemporanei "come capacità di interazione e di
proposizione di un universo sociale attraverso sia il web sia il legame con il territorio" recita la  motivazione stilata dalla giuria composta da docenti universitari, giornalisti, esperti, di retail e consumi.

Gasparetto andrà a Chicago nel marzo 2011 per rappresentare il nostro Paese in occasione della premiazione internazionale
dell'award.

I 18 store premiati

GASPARETTO Rovigo

CUMINI Gemona del Friuli (UD)
MARSEGLIA HOME Vairano (CE)

CINQUESENSI Oderzo (TV)

ELISABETTA MONDO Manfredonia (FG)

IN&OUT Empoli (FI)

MORANDIN Treviso

VIA GARIBALDI 12 Genova

AREA DOC Ostia (RM)

LONGO JOY Palermo

HOKI Bagnaria Arsa (PD)

GALATI Capo d'Orlando A67 Milano

IL BAMBU' Firenze

TRANGONI Udine

FANTASIE D'AUTORE Torremaggiore (FG)

INTESA Comiso (RG)

ARTE REGALO San Salvo (CH)

GRASSO San Severo (FG)

Premi speciali
Store Layout - MARSEGLIA HOME Vairano Pantenora (CE)
Visual - MORANDIN REGALI Treviso
Concept Innovativo - HOKI STORE Bagnaria Arsa (UD)
Store Promotion - IN&OUT Empoli (FI)
Web Marketing - CINQUESENSI Oderzo (TV)

Alce Nero lancia un format all’insegna della sostenibilità

Si basa su una formula ibrida, che alla vendita dei prodotti abbina la somministrazione a 360° (dalla colazione all'aperitivo, passando per il pranzo, preparato internamente nella cucina a vista), il nuovo concept lanciato da Alce Nero & Mielizia con l'obiettivo di creare una vera e propria catena di pdv all'insegna della salvaguardia dell'ambiente, dell'uomo e della salute.
Le prime due aperture saranno due pdv diretti, uno a Cesena (che verrà inagurato il 18 settembre) e uno a Bologna, la cui inagurazione è prevista a inizio ottobre, realizzato grazie a un ampliamento di un negozio di alimenti biologici preesistente. "Le prime due aperture, una in un contesto urbano e l'altra su una
strada di campagna,  serviranno da test per poter mettere a punto il
progetto dello sviluppo rete", spiega Nicoletta Maffini, responsabile marketing Alce Nero, che -incontrata da Gdoweek in occasione di Sana- non nasconde l'ambizione di poter aprire a Roma e a Milano entro il 2011.

Biologico ed etico, ovvero sostenibile
Ovviamente, tutti i prodotti proposti e/o utilizzati nei pdv Alce Nero Cibo Cucina Caffè Bio saranno rigorosamente "da agricoltura biologica" -alcuni dei quali provenienti dal circuito equosolidale o da quello del movimento Libera Terra- ma sono i pdv stessi ad essere all'insegna della sostenibilità, tanto è vero che si avvarranno del nuovissimo marchio Spreco Zero ideato da Last Minute Market che garantisce l’adesione ai principi del recupero e di un uso intelligente e condiviso delle risorse. Così per esempio non è prevista la vendita di acqua in bottiglia, ma ai tavoli si servirà in caraffa l’acqua comunale, ulteriormente filtrata dai residui. E, secondo il progetto Braille intrapreso da Alce Nero da qualche anno, nei punti di vendita tutti i prodotti, i menù e le principali informazioni a scaffale saranno disponibili anche nella versione con alfabeto per i non vedenti.
L'allestimento -curato da Costa Group- utilizza solo
materiali
naturali come legno, ferro, marmo e vetro e dà enfasi a suggerimenti di
"buone pratiche ambientali" attraverso una comunicazione ad hoc,
realizzata sottoforma di scritte murales o lavagnette a gessetto, in
linea con il tono informale prescelto per il locale, il cui format tipo
si basa su una metratura di circa 400 mq, con una ventina di posti a
sedere.

Jo No Fui conquista Milano

GDOWEEK 31 2010

editoriale

Quattro punti cardinali per non smarrirsi nel prossimo futuro

osservatorio

Migliora il sentiment dei consumatori italiani

Discount vs super
il tavolo IDM-GDO
Monini e Megamark (Gruppo Selex)

intervista

Matteo Motterlini ”La scelta d’acquisto? Nasce dalla lotta tra piacere e dolore”

cover story

Immobiliare: il retail posiziona il lusso al centro

Centri commerciali: Dove funzionano tengono i fatturati annui dei pdv

Fondi: Cresce la fiducia negli immobili commerciali

Locazioni: Affittare rende, basta trovare l’inquilino

Licenze: Incasso doppio, valore quadruplicato

retail

La ricetta Mercadona per alimentare il Trust

La nuova casa di laRinascente

La Filiera Cooperativa di Coop Adriatica

Track All “legge gli allergeni”

Cina, megamercato in espansione

sviluppo reti

petfood

Etico, sostenibile e sempre più umano: i trend in divenire del petfood

industria

P&G lancia in Italia Dash Ecodosi

Anche in Italia il trend del vino analcolico

Nuovo concept interattivo Disney

Cafè do Brasil si rinnova

Emporia lancia cellulari user-friendly

Del Monte valorizza la frutta

differenze inventariali

Il taccheggio? Non è per niente in crisi

Dieci insegne leader sotto la lente Cermes

I lettori Kentron E-Book protetti alla fonte con Checkpoint Systems

laRinascente, alleanza strategica con ADT

servizi

“Mantenere l’equilibirio tra grandi e piccole superfici”

Ue prepara la revisione delle norme sull’e-commerce
Una lattina ne contiene di plus, parola di Impress

Energia: Innowatio aiuta la gdo a ridurre la bolletta

Chep, il pallet a noleggio è tre volte sostenibile

opinioni

Accordo di Pomigliano: hanno avuto tutti ragione!

culture

Una guida per agenti & rappresentanti

L’agroalimentare di qualità esce dalla nicchia

L'Italia si conferma leader a livello europeo nella produzione agroalimentare di qualità, che di anno in anno continua a ottenere nuovi riconoscimenti a livello comunitario: secondo quanto evidenziano gli ultimi dati resi disponibili dall'Istat, al 31 dicembre 2009 i prodotti Dop, Igp e Stg riconosciuti nel nostro paese erano 194 (19 in più rispetto all'anno precedente), di cui 180 risultano attivi (ovvero quelli per cui viene effettuata, controllata e certificata la produzione e/o la trasformazione nell'anno di riferimento). Grazie a queste cifre l'Italia è al primo posto tra i paesi europei per numero di riconoscimenti conseguiti, decisamente davanti a Francia (167 prodotti tutelati) e Spagna (129).

Il record dei Dop
Il primato del nostro paese, non a caso, è garantito dalla netta prevalenza del marchio Dop (ben 122 specialità), che è attribuito a prodotti specifici di un determinato territorio. Nel corso del 2009 otto specialità nazionali hanno ottenuto questo riconoscimento; cinque appartengono al segmento ortofrutticoli e cereali, mentre un nuovo riconoscimento a testa è stato attribuito anche alle preparazioni di carni, ai formaggi, ai prodotti di panetteria e alle spezie. Prendendo invece in esame tutte e tre le certificazioni, l'analisi Istat evidenzia come il comparto ortofrutticoli e cereali sia nettamente in testa per numero di riconoscimenti (69 prodotti), seguito dagli oli extravergine di oliva (38), dai formaggi (36) e dalle preparazioni di carni (32), mentre le carni e gli altri settori comprendono, rispettivamente, 3 e 16 specialità.

Più produttori che trasformatori
Complessivamente gli operatori ammontano a 82.120, con un incremento di 1.686 (+2,1%) rispetto al 2008; il 92,6% di questi svolge esclusivamente attività di produzione, il 5,7% solo trasformazione e il restante 1,7% effettua entrambe le attività. Nel confronto con l'anno precedente si registra un aumento sia dei produttori (+1.464 aziende agricole, +1,9%) che dei trasformatori (+253 unità, pari a +4,3%). I produttori, in particolare, risultano fortemente concentrati sul piano territoriale: il 52,3% delle aziende agricole è localizzato in sole tre regioni, Sardegna, Toscana e Trentino-Alto Adige, con un peso pari, rispettivamente, al 18,9%, 16,9% e16,5% del totale nazionale. Altre tre regioni (Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto) raggruppano il 23,9% dei produttori, mentre il restante 23,8% risulta distribuito nelle restanti 14 regioni.

Cresce il Sud
Tra le notizie positive, la buona performance del Sud nel 2009: nelle regioni meridionali sono infatti aumentati sia i produttori (+2.449 aziende, +12,4%) che i trasformatori (+194 imprese, +14,3%), nonché gli allevamenti (+1.919 strutture, +12,6%) e la superficie (+7,9 mila ettari, pari a +28,8%). I migliori incrementi regionali sono stati quelli di Sardegna (1.846 produttori, +14,5% e 1.907 allevamenti (+14,8%), Puglia (620 produttori, +60,7% e 6,4 mila ettari, +70,3%), Calabria (100 trasformatori, +105,3% e 104 impianti, +71,2%) ed Emilia-Romagna (68 trasformatori, +5,5% e 156 impianti, +10,1%).

Oltre la nicchia
È perciò oggi difficile definire soltanto una nicchia la produzione agroalimentare di qualità: la crescita della filiera nel quinquennio 2004-2009, osserva l'Istat, è stata netta. In questo periodo si è assistito a un consistente incremento sia del numero delle specialità riconosciute e attive che dei produttori (+42,9%), nonchè delle strutture produttive (allevamenti e superfici coltivate, + 22,5%); più contenuto risulta invece l'aumento dei trasformatori (+5,6%). Nel complesso, quindi, il comparto, pur mantenendo alcuni connotati tipici dei prodotti di nicchia, sta assumendo dimensioni sempre più significative. In particolare, le specialità Dop, Igp e Stg sono aumentate tra il 2004 e il 2009 da 146 a 194 (48 prodotti in più, +32,9%).

Digital technology: ritorna il segno positivo per hardware e software

Nel secondo trimestre del 2010 l'andamento del mercato ICT in Italia è rimasto sostanzialmente invariato rispetto allo stesso trimestre del 2009. Una situazione che, secondo Sirmi, deriva per il mercato IT da una variazione positiva, per la prima volta da tempo, dei prodotti Hardware e Software, compensata dalla variazione ancora negativa dei Servizi; flat le TLC.
La spesa End User per prodotti e servizi IT si attesta nel II Q 2010 a 5.399 milioni di euro, registrando un del -0,8% rispetto allo stesso trimestre del 2009, mentre la spesa in TLC raggiunge il valore di 10.228,5 milioni di euro, praticamente senza variazione rispetto al secondo trimestre dell'anno precedente.
Il mercato Software conferma l'incremento della spesa già fatto registrare nel I Q, con una variazione positiva totale del 2,6% rispetto allo stesso trimestre del 2009, dovuto principalmente alla crescita delle componenti di Middleware.
Nel II Q 2010 la spesa in Servizi IT registra un calo del 3,2% rispetto allo stesso Q del 2009: tale decremento è il risultato di una diminuzione della spesa in servizi di sviluppo (-4,2%) e dell'andamento negativo dei servizi di gestione che fanno segnare una diminuzione del 2,4%, dovuta al costante calo delle tariffe professionali, soprattutto su progetti sulle top aziende.

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ANDAMENTO MERCATO ICT IN ITALIA - Risultati II
trimestre 2010

 

IIQ 2009

IIQ 2010

 

Spesa End User

 

Variazione su anno
precedente

Spesa End User

 

Variazione  su anno precedente

 

milioni di euro

%

milioni di euro

%

Hardware

1.906,2

-16,1%

1.918,0

0,6%

Software

1.050,9

-4,4%

1.078,0

2,6%

Servizi di sviluppo

1.099,0

-7,3%

1.052,4

-4,2%

Servizi di gestione

1.384,4

-5,7%

1.351,2

-2,4%

Totale IT

5.440,5

-9,7%

5.399,6

-0,8%

di cui PC

770,0

-17,0%

809,6

5,1%

TLC Fissa

4.462,7

-4,3%

4.428,5

-0,8%

TLC mobile

5.760,9

0,5%

5.800,0

0,7%

Totale TLC

10.223,6

-1,6%

10.228,5

0,0%

Totale ICT

15.664,1

-4,6%

15.628,1

-0,2%

Totale Consumer Electronics

2.293,4

-8,4%

2.257,8

-1,6%

Fonte: SIRMI SPA - Luglio 2010



TLC, andamento piatto
Nel II Q 2010 il mercato TLC evidenzia nel complesso un andamento della spesa flat rispetto allo stesso trimestre del 2009 dovuto da una parte ad una leggera flessione delle TLC fisse compensate da un piccolo incremento delle TLC mobili.
Grande evidenza del II Q 2010, è l'ingresso nel mercato italiano dei Tablet PC; a fianco dei Notebook con touch screen già presenti da tempo in questa categoria di prodotti, sono arrivate le “tavolette” o “slate”, prodotti di peso ridotto, internet ready, con tastiera virtuale sullo schermo, di uso prevalentemente consumer. Questi prodotti giunti in quantitativi notevoli nel II Q, hanno portato un incremento notevole delle consegne di PC Client in volume (+9,4%) e del 5,4% come fatturato.
Un'altra famiglia di prodotti che ha segnato un forte incremento sull'anno precedente è quella dei Netbook con un 29,4% nelle consegne pari ad un 8,3% nel fatturato.
Ripresa nelle consegne di Desktop Professionali, a conferma che l'economia italiana è in, seppur lenta, ripresa e calo dei prodotti di fascia consumer (-24,9%) cui vengono preferiti i portatili (+5,3%).
I sistemi proprietari e i sistemi Unix, complessivamente considerati per come si compongono le ultime architetture, registrano nel II Q 2010 un calo dei fatturati di circa il 20%, che corrisponde ad una diminuzione dei volumi del 16% circa rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente; nel caso dei sistemi Unix e Proprietari si osserva ancora il fenomeno del downpricing.

Da Novamont ed Ecor la prima ecovaschetta per la IV gamma

Arriva il packaging no-ogm biodegradabile e compostabile in Mater-Bi per l’insalata, realizzato grazie alla collaborazione tra Novamont ed Ecor. Nasce da un progetto sperimentale, novità in Italia, il primo in Europa a riguardare le insalate pronte in IV gamma certificate Demeter, ovvero provenienti da agricoltura biodinamica.

Prodotti marcati Filogea
"Le insalatine Filogea saranno le prime ad essere distribuite con l’eco-packaging messo a punto da Novamont – spiega Roberto Zanoni, direttore generale di Ecor NaturaSì  - e rappresentano uno dei tanti progetti che l'azienda ha intrapreso nell'ottica della riduzione e nel miglioramento della qualità degli imballi. Il nostro intento è inoltre quello di rendere questa sperimentazione una soluzione di imballo sostenibile sempre più diffusa tra i prodotti di IV gamma bio”.

Il mater-Bi è la
bioplastica sviluppata da Novamont, biodegradabile e compostabile
naturalmente ai sensi della norma italiana UNI EN 13432 in grado di
garantire resistenza e tenuta del tutto simili alle plastiche
tradizionali, ma contiene risorse rinnovabili di origine agricola.
Diminuisce le emissioni di gas ad effetto serra, riduce il consumo di
energia e di risorse non rinnovabili, completa un circolo virtuoso: le
materie prime di origine agricola tornano alla terra attraverso processi
di biodegradazione o compostaggio senza il rilascio di sostanze
inquinanti.

Può essere smaltito con l'umido
L’innovativo imballaggio composto da un cartoncino "spalmato" in Mater-Bi e confezionato con un film in Mater-Bi che potrà essere smaltito assieme agli scarti di cucina. Dopo oltre un anno di ricerca la soluzione èstata  possibile dagli sviluppi del Mater-Bi di 2a generazione che incrementa la percentuale di contenuto rinnovabile del prodotto. Questo all’interno del piano strategico di Novamont che prevede ulteriori step per arrivare al Mater-Bi di III e IV generazione, con aumenti sempre maggiori di contenuto rinnovabile da filiera italiana (da olii specifici, monomeri e polimeri biodegradabili).

Con 4000 referenze a catalogo, un fatturato 2009 di 121 milioni di euro, Ecor è il più importante distributore
in Italia di prodotti biologici e serve oltre 800 negozi di alimentazione naturale - tra i quali oltre 250 negozi
associati al brand Cuorebio e 72 supermercati ad insegna NaturaSì.

Spot virale per Comunicare il Vino

Tonno, i clienti pescano dei prodotti in

Nutrirsi in maniera sana, senza perdere
tempo ai fornelli e spendendo poco: sono
tre caratteristiche offerte dal tonno in scatola
che spiegano l’ottimo stato di salute
del mercato che, ad aprile 2010, ha fatto
segnare, stando ai dati IRI aggiornati a
marzo 2010, una crescita a volume del
5,5% e a valore del 6,3%. L’aumento delle vendite riguarda
in maniera pressoché omogenea tutti i segmenti
di mercato: salgono significativamente più della media i
filetti, con una crescita dell’11,7%. Un dato clamoroso è
quello della pressione promozionale, che tocca il livello
record del 48,4%. Una quota così alta si spiega sia con
la facilità di stoccaggio sia per i lunghissimi tempi di
conservazione delle scatolette, ma anche, crediamo, con
una fedeltà alla marca abbastanza traballante dei clienti.
L’incremento degli sconti fa sì che il prezzo medio effettivamente
pagato dai clienti sia rimasto sostanzialmente
fermo (+0,8%). Tra l’altro il dato è ancora più rilevante se
si ricalcola al netto dei prodotti a marchio: in questo caso
si giunge al 53,6%. Il prodotto a marchio comunque è in forte ascesa.

Allegati

Tonno, i clienti pescano dei prodotti in
Mercato | Gdoweek | 21 giugno 2010 |

Conserve Italia cede a Olam Int. l’uso del marchio De Rica in Africa

Conserve Italia ha firmato nei giorni scorsi un accordo con la multinazionale Olam International di Singapore, quinto gruppo alimentare mondiale, che prevede la cessione e l’utilizzo del marchio De Rica per il solo continente africano, dove la multinazionale asiatica è già leader di mercato e il marchio De Rica sviluppa un fatturato inferiore al milione di euro.
Per quanto riguarda l’Italia, e il resto del mondo quindi -come l'azienda tiene a precisare- il marchio De Rica resta saldamente in mano a Conserve Italia.

Nell’ambito della stessa operazione, Conserve Italia ha siglato un protocollo per la fornitura preferenziale ad Olam International di prodotti ortofrutticoli italiani, in particolare pomodoro, da destinare ai suoi mercati esteri di riferimento.

Le risorse finanziarie ricavate dall'operazione -secondo quanto dichiarato dall'azienda- verranno investite in programmi di sviluppo commerciale in Paesi dove il gruppo ha già avviato concreti progetti di sviluppo a marchio Cirio, come Francia, Spagna, Svizzera, Belgio, Inghilterra, e oltreoceano Canada, Australia e Nuova Zelanda.

“La collaborazione ad ampio raggio avviata con la multinazionale Olam International -rileva Angel Sanchez, direttore generale di Conserve Italia- fa assumere al gruppo Conserve Italia una dimensione ancor più internazionale, perché consente una maggior presenza commerciale in paesi di rilevante importanza economica, a fronte della cessione di un ramo di attività del tutto marginale”.

OVS apre il 500° store e cambia format

Una nuova grande profumeria all’ingresso, ampi spazio agli accessori, soprattutto alle calzature, esposizioni per stile e un nuovo brand, Grand&Hills, marchio per uomo giovane realizzato in collaborazione con Davide De Giglio, creatore del marchio Vintage 55: queste alcune delle novità del 500° store Ovs industry aperto in centro a Milano, in via Torino angolo Spadari, proprio dove si trovava il flagship di Upim.

Layout ed offerta
Suddiviso su tre piani, il livello terra è focalizzato, oltre che sulla profumeria, che segmenta la bellezza per destinazione d’uso con suddivisioni per marca (tra le spiccano Project, la Pl sulla quale Upim aveva lavorato in maniera approfondita, ed essence, firma di fascia più alta), sugli accessori e proposte moda più giovani (come Baby Angel, la linea di Elio Fiorucci) e trendy, mentre il primo piano si focalizza sull’abbigliamento donna più formale e sull’uomo, sia classico sia per giovani, con una parete personalizzata per il nuovo brand Grand&Hill.
Infine, il livello meno uno è dedicato al mondo bambino.

L’atmosfera industriale con mattoni a vista e travi in acciaio si trasforma lascia il posto a pareti bianche e a specchio, con scaffalature leggere alte fino al soffitto per proporre, per i diversi target, look diversi in più stili.
L’obiettivo è adottare questo format in tutte le prossime aperture dell’insegna, adattandolo ai diversi spazi.

In occasione dell’inaugurazione, sono state create delle mini collection da parte di alcune tra le principali testate italiane che si occupano di moda (Velvet, Max, Grazia e Elle.it), selezionate tra tutti i capi delle linee OVS industry.

Progetti in divenire
"Inauguriamo il 500.simo negozio Ovs industry nel mondo in un momento di grande dinamismo per il nostro Gruppo -dichiara Stefano Beraldo, amministratore delegato di Gruppo Coin- Il flagship store di via Torino rappresenta un momento importante, per la novità del design e per l'ingresso di nuovi brand realizzati in collaborazione con creativi italiani, come Ennio Capasa, che hanno riconosciuto in Ovs industry il contesto migliore per promuovere una moda di alta qualità ma democratica".

In particolare, il progetto Eequal con i capi disegnati da Capasa saranno disponibili a partire dalla collezione PE 2011.

“Per quanto riguarda il recente andamento -ha concluso Beraldo- ad oggi le vendite a parità di tutte le insegne del gruppo sono positive, con volumi superiori alle aspettative. Molto bene le vendite nei mesi di giugno, luglio, agosto e in questo inizio di stagione autunnale. Dopo le riaperture del primo semestre, continuano intensamente le attività di conversione dei negozi ex Upim. Ad oggi sono stati riaperti ulteriori 14 negozi Ovs industry con i primi risultati di vendita che confermano le ottime crescite delle prime conversioni”.

Ismea, il piacere del bio porta a +9% i consumi

Agli italiani piace sempre più il bio: nel primo semestre del 2010 è continuata la crescita dei consumi di alimenti biologici.
Infatti, in base agli ultimi dati Ismea, presentati il 10 settembre nel convegno Il Biologico tra valore e valori al Sana di Bologna, gli acquisti domestici di prodotti biologici confezionati sono cresciuti del 9% nella prima metà del 2010, consolidando la dinamica positiva degli ultimi anni (+6,9% la variazione 2009/2008, +5,2% quella 2008/2007).
In riferimento alla dinamica degli acquisti in valore, le referenze bio che hanno registrato variazioni positive sia nel primo semestre 2010 sia nell’arco del 2009 sono l’ortofrutta fresca e trasformata (+26,6% la variazione 2009/2008, +0,9% quella relativa al primo semestre 2010 sul pari periodo 2009), le bevande (+5,7% in entrambi i periodi), le uova (+21,8%, +8%), il miele (+14%, +13,7%), il pane e sostituti (+8,7%, +19,2%), i salumi ( +91,2%, +20,4%).
Hanno invece registrato delle buone performance di mercato nel primo semestre del 2010, a fronte di un trend negativo nel 2009, i lattiero caseari (+11,2%), i prodotti per la prima colazione ( +17,3%), quelli per l’infanzia (+31,1%), gli oli (+9,9%), la pasta e il riso (+7,9%).

Le top ten del biologico

Nella top ten dei prodotti bio più consumati nel 2009 e nel primo semestre 2010 (in base ai dati in valore), figurano al primo posto le uova, seguite da latte fresco e yogurt.
“Il buon andamento degli acquisti in questa prima metà dell’anno -sottolinea Ismea- è anche attribuibile al ribasso medio dei prezzi al consumo (-2,3% rispetto al primo semestre 2009)”.
Le elaborazione dell’Istituto, infatti, evidenziano una domanda piuttosto elastica rispetto alle variazioni di prezzo.

Canalizzazione e aree geografiche
Riguardo alla ripartizione degli acquisti bio per canale distributivo (la rilevazione non include i negozi specializzati), prosegue nel 2010 la crescita degli acquisti negli ipermercati, che registrano un incremento del 19,6%, mentre i supermercati perdono il 3,2% e i negozi tradizionali dopo aver ceduto il 30% nel 2009 guadagnano il 48,6% nel 2010, anche se il valore degli acquisti in questo canale è limitato.
In merito alla variazione degli acquisti bio per area geografica relativi al primo semestre 2010, l’indagine mostra le aree del Nord Ovest e Nord Est in costante aumento, rispettivamente con un +6,3% e un +10,6% sul primo semestre 2009. Particolarmente soddisfacente la performance delle regioni del Sud, passate da una variazione negativa registrata nel corso del 2009 (-11,5%) al +20,9% del 2010, anche se in associazione a valori di acquisto ancora molto contenuti.

L’area geografica che invece -nell’anno in corso- mostra un leggero decremento degli acquisti bio, è la zona Centro e Sardegna: dal +16,9% registrato nello scorso anno al +8,2% di quest’anno.

Primo urban store Unieuro all’interno di laRinascente Duomo

Proprio di fronte alle scale mobili, che scendono al Design Supermarket dello store laRinascente di Milano piazza Duomo, Unieuro ha inaugurato il suo primo Urban store, uno spazio di 55 mq specializzato in elettronica di consumo.

“Crediamo molto nell'abbinamento tra moda ed elettronica di consumo e per questo abbiamo accettato con entusiasmo la proposta di la Rinascente, condividendola solo con quei fornitori che, come noi, hanno creduto sin da subito in questo progetto”, ha spiegato Fabio Godano, direttore generale di Unieuro.

Lo spazio, infatti, è, a sua volta, suddiviso in shop-in-shop con aree personalizzate, a parete e a scaffale, dedicate a Nokia, Samsung, Hp, Apple, Nikon, Microsoft (che, in occasione dell'apertura, ha presentato in esclusiva Kinect, la nuova modalità di gioco che utilizza non sole mani, ma tutto il corpo), Bose, Nintendo, Cellular Line, Skullcandy, Panasonic, Philips, Western Digital, Belkin, Verbatim, Scan Disk, Crumpler ed Energizer.
Non manca uno spazio Vodafone, alla cassa, e la proposta di tariffe specifiche abbinate ai cellulari Nokia.

Postazione internet

Per garantire un'offerta più ampia, è attiva una postazione internet presso la quale i consumatori, con il supporto del personale Unieuro, potranno scegliere tra gli oltre 30.000 prodotti disponibili sul sito (appena rinnovato). I prodotti potranno essere provati e acquistati direttamente nello spazio all'interno di Rinascente nel giro di un paio di giorni.

Layout
L'area di vendita, il cui progetto è stato curato dall'architetto Giulio Ceppi, è contraddistinta dal colore blu con l'obiettivo di “creare uno spazio dinamico, diviso tra una dimensione lucida e una opaca per generare uno spazio asimmetrico, ma ordinato. Così, immaginiamo il rapporto con la tecnologia e i marchi che la rappresentano, sospeso tra razionalità ed emozione”, ha concluso l'architetto.

Programmi
futuri
Ancora prematuro prevedere i possibili sviluppi della formula, la cui difficoltà principale al momento ha riguardato la costruzione di un assortimento più ridotto, rispetto ai classici 1.000-1.500 mq su cui normalmente opera la catena. Molte le aspettative. Se i risultati saranno positivi, come lasciano pensare le vendite realizzate nei primi 3 giorni, non è da escludere lo sviluppo della partnership con la Rinascente, a partire dal flagship store di Roma nel 2013, piuttosto che la realizzazione di collaborazioni con altri partner.

Rapporto Coop 2010: per la ripresa dei consumi occorre far evolvere il mondo del lavoro

Presentato oggi il Rapporto Coop 2010 “Consumi e distribuzione” redatto dall'Ufficio Studi di Ancc-Coop con la collaborazione scientifica di Ref. (Ricerche per l'Economia e la Finanza) e con contributi originali di Nielsen. A illustrarlo, Enrico Migliavacca, vicepresidente Ancc-Coop, Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia e Aldo Soldi, presidente Ancc-Coop. Dallo studio emerge, in modo inequivocabile, la tenacia della crisi, o meglio dei suoi effetti, che, purtroppo, promettono di essere duraturi. L'inversione di rotta è modesta e, quindi, di ripresa non si può affatto parlare, cosicché, nelle prime 33 settimane di quest'anno, la gd registra una flessione delle vendite dello 0,3%. Il dato più problematico è rappresentato dal calo dei consumi alimentari. Diminuiscono in quantità prodotti di base come la pasta di semola (- 2,8%), le conserve a base pomodoro (-2,3%), l'olio di oliva (-1,7%) e gli olii di semi (-5%). Emblematico un dato: il 21% degli italiani (a fronte di una media Ue che non supera il 12%) ammette di avere più difficoltà a sostenere spese necessarie come quelle relative alla cura dei propri bambini.

I segni della crisi

Una dinamica negativa coerente con l'andamento degli ultimi due anni che hanno visto diminuire, tra gli altri, i consumi di pane e cereali (-5,2% nel biennio 2007/2009), pesce (-4,3%), latte formaggi e uova (-3,3%), olii e grassi (-3,4%). Parimenti, la crisi ha fatto cadere la domanda dei prodotti il cui acquisto è ritenuto rinviabile: arredamento (-7% a quantità nel 2007/2009), elettrodomestici (-8,7%), abbigliamento (-10.9%). In controtendenza, si trova l'elettronica di consumo, trainata dai televisori a schermo piatto e dagli smartphone che segna un ben + 16%. Inoltre, nella prima metà del 2010, sono tornati a crescere i prodotti etnici, quelli relativi al comparto salute e i piatti pronti.

Il mondo del lavoro soffre

Il sistema Coop in qualche misura ha tenuto e tiene ma le contromisure adottate (convenienza, eticità, private label, liberalizzazioni) possono fino a un certo punto, poiché, come ha tenuto a sottolineare Soldi, il nodo cruciale per il rilancio dei consumi è riuscire far evolvere il mercato del lavoro. Le cifre fornite sono eloquenti: negli ultimi 2 anni di crisi si è registrata una perdita di 817.000 posti di lavoro. A pagare di più sono i giovani (nella fascia d'età fra i 15 e i 24 anni e fra i 25 e i 34 cadute del 14 e dell'11%), gli autonomi e i lavoratori a termine, gli occupati del Sud (-4% rispetto al -1% nelle regioni del centro nord). Ovvio che, parafrasando una frase celebre, “no reddito, no consumi.

La normativa sull’autotrasporto fa chiarezza sull’utilizzo dei pallet

Lo scorso 4 agosto è diventato legge il pacchetto di norme sull'autotrasporto che regolamentano l'utilizzo dei pallet. Fra i punti salienti: nessun obbligo da parte del vettore di gestire gli imballaggi nelle attività di trasporto; esercizio dell'attività di commercio delle unità di movimentazione subordinato al possesso di una apposita licenza; richiamo al rispetto della normativa comunitaria e nazionale in merito all'igiene e alla salute pubblica.
In particolare, la normativa prevede che al termine del viaggio, il vettore che ha trasportato merce imballata o stivata su apposite unità di movimentazione non ha alcun obbligo relativo alla gestione e alla restituzione di tali unità utilizzate durante il trasporto.
Inoltre, il possesso di una apposita licenza rilasciata dalla questura competente per l'esercizio dell'attività di movimentazione del pallet e gli adempimenti al quale è soggetto il titolate di tale licenza pongono un freno all'attività illecita di riciclo e contraffazione dei bancali praticata da soggetti non autorizzati.

Cambiamento di rotta

“L'accordo siglato con il Governo contiene importanti provvedimenti per la competitività dell'autotrasporto -commenta Giuseppina Della Pepa, segretario generale di Anita (Associazione nazionale imprese trasporti automobilistici)-. Sul versante dei bancali si registra finalmente un cambiamento di rotta che mira a garantire maggiore trasparenza nella pratica d'interscambio tra vettori e committenti e al tempo stesso a contrastare il traffico illecito del riutilizzo dei bancali”.
Anita da tempo aveva suggerito alle proprie imprese di abbandonare la pratica dell'interscambio a causa dei contenziosi che spesso ne conseguivano e degli oneri gestionali e amministrativi a carico del vettore.

Riduzione di costi per il settore

La normativa entrata in vigore -esonerando i vettori dall'obbligo di gestire l'imballaggio, e limitando in tal modo il rischio di traffico e gestione illecita di tali unità di movimentazione- genererà una riduzione notevole di costi per il settore che, sulla base di calcoli effettuati dagli studi del Centro di Ricerca sulla Logistica dell'Università Carlo Cattaneo di Castellanza e dal Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, sono stimati in circa 30 milioni di euro.
Inoltre, tale provvedimento potrà contribuire ad affermare pratiche professionali di gestione dei pallet portando le imprese committenti ad affidarsi ad operatori specializzati nella fornitura, gestione e movimentazione di bancali.
“Le disposizioni sui pallet rappresentano un primo passo positivo che però deve avere un seguito -ribadisce il segretario generale Anita. Il prossimo obiettivo deve essere un'armonizzazione comunitaria sulla sanitarizzazione dei bancali nel trasporto di prodotti alimentari per garantire maggiore igiene, integrità e salubrità della merce”.

Temporary store DimmidiSì all’aeroporto di Verona

Il temporary store DimmidiSì è posto nella zona degli arrivi. La durata è di sei mesi a partire da inizio agosto. Su una superficie di 40 mq, i prodotti sono posti all'interno di espositori refrigerati. La gamma di prodotti DimmidiSì è costituita da: i Frullati, le Spremute, la Frutta, le Zuppe, le Paste, il Purè, I Piatti Unici e le Insalatone nei formati adatti al consumo fuori casa. Un'offerta pensata per chi arrivando vuole risparmiare tempo nel fare la spesa acquistando prodotti sostanzialmente diversi da quelli che usualmente vengono offerti in spazi come le stazioni e gli aeroporti così come precisa
Massimo Bragotto, direttore commerciale e logistica de La Linea Verde: “Dopo le esperienze positive dei temporary shop DimmidiSì, in cui fondamentali per il successo delle operazioni si sono dimostrati il contatto con il pubblico e la possibilità di far assaggiare i prodotti, abbiamo deciso di investire su uno store completamente dedicato al nostro brand, in un'ottica di allargamento di canali di vendita. Questa formula è possibile grazie alla ricca offerta dei prodotti del marchio, in grado di offrire un pasto
completo (dal primo alla frutta) e nutriente, diverso dalle classiche proposte alimentari che si trovano nei
tradizionali punti ristoro”.

Eco Hotel Spa Yves Rocher

Detersivi lavastoviglie, la crescita rallenta

Si mangia di più in casa per effetto della crisi,
ma i piatti si lavano ancora prevalentemente
a mano. Le difficoltà economiche hanno
di molto rallentato, negli ultimi mesi, il driver
fondamentale per lo sviluppo del mercato
dei detersivi per lavastoviglie, e cioè la
diffusione dell’elettrodomestico presso le
famiglie. Le vendite di apparecchi sono diminuite per
tutto il 2009 e le prospettive non appaiono rosee nemmeno
per i prossimi mesi.
Anche l’altro aspetto decisivo per il mercato dei detersivi
per il lavaggio dei piatti, l’innovazione di prodotto
e il miglioramento delle performance, ha subìto un rallentamento,
anche perché risultava obiettivamente difficile
inventarsi un “sei in uno” od oltre. Nel frattempo,
le private label, costrette negli scorsi anni a inseguire
le continue accelerazioni delle grandi marche (tutte
appannaggio delle multinazionali), sono riuscite a
ridurre leggermente il distacco. Nonostante queste premesse
il mercato qui esaminato può vantare, secondo i
dati di IRI e riferiti all’anno terminante ad aprile 2010, un
andamento nettamente migliore rispetto alla media della
cura casa e del mass market in generale; la crescita a
volumi è limitata all’1,7% (proprio per il numero ridotto di
nuove famiglie trattanti), mentre il valore delle vendite in
gdo si è attestato a 230 milioni di euro, con un aumento
del 5,1% rispetto all’anno precedente. Per un termine di
confronto, si può segnalare che, a inizio 2009, i trend
rilevati erano rispettivamente di 3,4% a volume e 6,3%
a valore.

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Detersivi lavastoviglie, la crescita rallenta
Mercato | Gdoweek | 21 giugno 2010 |

Dogfood. I reparti di Auchan e Carrefour, i pareri di Unicoop Tirreno ed Etruria Sma

Assortimento ampio e profondo per cogliere
l’attenzione di un cliente che vuole trovare
un’offerta sempre più segmentata e innovativa,
coniugandola con la massima convenienza
possibile. Nel dualismo tra gdo e
specializzato, che caratterizza il mercato di
petfood e petcare in generale e il mercato
del dogfood in particolare, la chiave di volta competitiva
sta proprio nel fattore espositivo. Giocato dapprima
in favore dello specializzato, che da sempre ha fatto
valere la sua offerta più ampia e profonda con brand
di nicchia e soluzioni iperspecializzate, ora sono le
catene della gdo a impegnarsi più a fondo su questo
mercato, che mostra una dinamica d’acquisto che
non si differenzia da altre categorie del Lcc in questa
congiuntura di crisi dei consumi.
I risultati stanno dando ragione alle catene “generaliste”:
secondo il rapporto 2010 di assalco, l’Associazione
nazionale che riunisce le imprese che offrono prodotti
per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia,
dopo oltre un decennio, la gdo ha mostrato un maggiore
dinamismo, crescendo a un tasso superiore rispetto al
canale petshop.

Intervengono:
Unicoop Tirreno, Paolo Turchetta
Etruria Sma, Marco Baroni

Segue analisi con dati Ac Nielsen e intervista con Luisa Padalino:
La ricerca di convenienza non incrina la dinamica
positiva del comparto

e infine l'analisi delle opinioni dei consumatori sul web da parte di We Are Social
Un nutrito scambio di informazioni
caratterizza il settore dogfood

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Dogfood. I reparti di Auchan e Carrefour, i pareri di Unicoop Tirreno ed Etruria Sma
Mercato | Gdoweek | 21 giugno 2010 |

Gastronomia ittica fresca. I pareri di Ergon, Conad, Coop, Seven

Categoria di sicuro interesse, la gastronomia
ittica fresca rappresenta una delle punte più
avanzate nell'offerta dei freschi da parte dei
retailer. Un mercato che vive di un'accurata
segmentazione, che sconta tutte le difficoltà
di una gestione delicata del prodotto, in particolare
riguardo alla sua movimentazione ed
alla sua conservazione nel punto di vendita, ma che può
giocare le carte di un elevato contenuto di servizio verso
il consumatore e della capacità di fondere i concetti di
leggerezza e gusto che stanno alla base della cucina
contemporanea di successo. Ovvio che, con queste premesse,
la gastronomia ittica fresca abbia visto aumentare
lo spazio a propria disposizione all'interno dei pdv, super
o ipermercati che siano. Sia come estensione del banco
pescheria -spesso la naturale collocazione del reparto
nel layout delle grandi superfici a rappresentare un anello di
congiunzione tra pesce fresco e “fresco ricettato”- oppure
come spazio, più o meno vasto, all'interno del banco specializzato
nella gastronomia pronta, che, passato da pochi
item a linee sempre più complete e ampie, ha comportato
una riallocazione degli spazi e una conseguente riprogettazione,
oggi la gastronomia ittica fresca finisce sempre
più spesso nel carrello degli italiani. Con una certa inerzia
rispetto al prezzo.

Intervengono:
Ergon (Interdis), Concetta Lo Magno
Seven (Agorà Network), Marco Penasa
Coop Adriatica, Sabrina Patuelli
Conad Centro Nord

Segue un'analisi di We Are Social, la conversation agency
Coinvolgere il consumatore è la ricetta vincente 

e l'analisi dei trend in termini di plus e criticità da parte di
Milena Colussi, Gpf:
Ricettazioni, informazioni e cura nella presentazione
per rendere più profittevole la gastronomia ittica fresca

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Gastronomia ittica fresca. I pareri di Ergon, Conad, Coop, Seven
Mercato | Gdoweek | 21 giugno 2010 |

I deodoranti di nuova generazione. I pareri di Conad, Coop Italia, Multicedi, Realco

Beneficia di continue innovazioni e investimenti in comunicazione
superiori alla media dell’home care e,
per questo, anche nell’ultimo periodo si conferma in
trend. La categoria dei deodoranti casa, che -sotto il
profilo merceologico- evolve in linea con le esigenze
edonistiche emergenti, nell’area basica registra risultati
sostanzialmente allineati con quelli dell’anno mobile
precedente ma, con riferimento ai prodotti di ultima generazione,
evidenzia differenziali di ottimo livello. Tale segmento,
trainante per l’intero mercato, viene accreditato di una penetrazione
ancora inferiore al 10% e, quindi, di un buon potenziale
di sviluppo. Soprattutto se le aziende riusciranno a catalizzare
l’interesse di ulteriori user -attraverso nuovi articoli, profumazioni
e messaggi appealing- e se i pdv presenteranno display, magari
meno ricchi, ma più comprensibili, e iniziative promozionali
mirate e tempestive.

Intervengono:
Coop Italia, Marco Baudini
E. Leclerc Conad, Giuliano Chiariello
Multicedi (Interdis), Alberto Sangiovanni
Realco (Sigma), Fulvio Staccia

Segue un'analisi di Nielsen, con intervista Enrico Fracchia
Innovazione, design e comunicazione
tra i driver per la crescita del mercato 

e l'analisi dei trend di consumo da parte Flavia Rubino del The Talking Village
A naso ... si direbbe che i consumatori
ricercano naturalità e semplicità d’uso

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I deodoranti di nuova generazione. I pareri di Conad, Coop Italia, Multicedi, Realco
Mercato | Gdoweek | 21 giugno 2010 |

Berggruen acquisisce Karstadt

Si è conclusa con il passaggio di proprietà nelle mani del miliardario Nicolas Berggruen la vicenda della cessione della catena di grandi magazzini tedeschi Karstadt. La procedura di insolvenza era iniziata nel giugno 2009; Berggruen aveva presentato la migliore offerta ma il benestare da parte del Tribunale di Essen, che aveva giurisdizione sulla procedura fallimentare, era condizionato al raggiungimento di un accordo con i creditori e in particolare con Highstreet, il consorzio proprietario degli edifici dei grandi magazzini di cui fanno parte Goldman Sachs, Deutsche Bank, Generali, Pirelli Re e la famiglia Borletti.

Con Bcgg
Partner di Berggruen nell'operazione è il gruppo tessile Usa Bcgg, che avrà una quota di minoranza. Highstreet, aveva cercato di proporre una controofferta di acquisto ma alla fine si è trovato un accordo. Il problema era nel fatto che per ridurre i costi Berggruen chiedeva una riduzione dei canoni di locazione degli stores e che Highstreet, che ne aveva acquisito la proprietà con un forte ricorso alla leva, non poteva accettare tagli drastici delle entrate.

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Carrefour riconferma la fiducia a Datalogic Mobile

Carrefour ha scelto Datalogic Mobile per la fornitura dei terminali per i propri punti di vendita. I nuovi dispositivi andranno ad aggiungersi alle soluzioni che Datalogic Mobile fornisce a Carrefour già dal 2004.

Grazie all’esperienza di Datalogic Mobile ed alla capacità di soddisfare anche i requisiti più impegnativi del mercato retail, il suo ultimo contratto con Carrefour è stato rinnovato per i prossimi tre anni.

Le soluzioni

Datalogic Mobile Memor ™ e Falcon ® verranno utilizzati per varie applicazioni, sia di shop floor (punto di vendita) che di backroom (magazzino), riducendo in modo significativo i tassi di errore e rendendo tutte le attività, dall'inventario al rifornimento degli scaffali, più rapide ed efficienti.
A questo si aggiunge la soluzione in-store di Datalogic Scanning che, utilizzando i presentation scanner, i lettori manuali e fissi copre l'intera catena Carrefour Group.

Esselunga vende profumi alta gamma via web

Si arricchisce l'offerta di Esselunga sul sito di e-commerce con alcuni prodotti tratti dall'offerta di Olympia Beauté, catena di profumerie presente nei centri commerciali Esselunga. Pur mancando brand importanti come Chanel, Dior, Hermes, si tratta comunque di un'operazione significativa, perché in questo modo una catena legata ad un'offerta tipicamente food e largo consumo diventa veicolo sul web di una categoria caratterizzata da prodotti per la cura persona di alta gamma, con una battuta di cassa molto elevata rispetto alla media.

Burger King in vendita

Burger King a Peschiera Borromeo (Mi)
Burger King a Peschiera Borromeo (Mi)

Burger King è in «trattative avanzate» con 3G Capital Management, una società brasiliana interessata al rilancio dell'insegna secondo gruppo di fast food negli Usa. Burger King è presente in 75 paesi nel mondo, Europa, America Latina e Asia comprese e anche in Italia. Nel 2002 la società, allora di proprietà del gruppo britannico Diageo, era stata acquistata per 1,5 miliardi di dollari da Texas Pacific, Bain Capital Partners e Goldman Sachs Funds, che l'hanno poi quotata nel 2006 in una Ipo da 425 milioni di dollari.

Fattoria Scaldasole, partnership con greenMe.it all’insegna dell’ecosostenibilità

Uno stile di vita ecosostenibile inizia dalle piccole scelte quotidiane. E' questo uno dei punti fermi di Fattoria Scaldasole, storico marchio che ha favorito la diffusione del biologico in Italia. A partire da settembre gli Yogurt di Fattoria Scaldasole con greenMe.it saranno ancora più “Buoni con la Terra” grazie alla partnership tra l'azienda e il portale di lifestyle ecologico greenMe.it, una delle voci più autorevoli nel green consuming.
greenMe.it fornirà, con cadenza trimestrale, i testi dei contenuti presenti all'interno delle confezioni di yogurt Fattoria Scaldasole.

Testi informativi sui retropack

I testi informativi dei retropack, realizzati in cartone riciclabile, riguarderanno argomenti legati a tematiche quali l'ecologia, l'ambiente, la sostenibilità, le fonti rinnovabili, il riciclo e i consigli per ridurre il proprio impatto ambientale. Tutti temi sui quali greenMe.it si è contraddistinto diventando in poco più di un anno la prima testata giornalistica online sul green, raggiungendo 300.000 utenti unici mensili e 650.000 pagine viste.

Nel packaging degli yogurt biodinamici Demeter, sugli scaffali della grande distribuzione dal prossimo autunno, si parlerà, ad esempio, di “Come far germogliare i semi dai rifiuti”; mentre nel retropack degli yogurt Fattoria Scaldasole, il pubblico potrà conoscere “Come riciclare i vasetti di yogurt”.
“Questa partnership con Fattoria Scaldasole per noi è come se fosse un premio, ma ne vale molti di più, anche perché ci viene conferito da un brand tra i più prestigiosi -commenta Mario Notaro, Responsabile Marketing di greenMe.it-. Inoltre, ci offre l'opportunità di parlare direttamente al nostro target non più solo attraverso la rete; in questo modo greenMe.it esce dal monitor. Crediamo che la condivisione di una piccola operazione di marketing, si tradurrà in una grande condivisione di valori e di benefici”.

Un milione di confezioni l'anno

Fattoria Scaldasole considera molto importante il proprio impegno nella diffusione di informazioni legate alle tematiche ecologiche, ed è per questo che la scelta di mettere a disposizione lo spazio libero sui propri pack è stata spontanea. Si tratta di circa 1 milione di confezioni all'anno, che significano altrettante occasioni di contatto con i consumatori.

Ncr: i consumatori vogliono canali di vendita controllati

I consumatori italiani preferiscono i retailer che offrono più controllo su luogo, tempo e metodo di interazione attraverso i diversi canali -inclusi social media e smart phone. Lo dice  una nuova ricerca commissionata da NCR:  quasi la metà (il 45%) dei consumatori europei cambia supermercato per trovare promozioni più convenienti e avere un numero maggiore di punti fedeltà: in Italia il dato si attesta al 40%. Gli italiani, inoltre, utilizzano sempre di più la tecnologia nel ricercare i migliori affari. Il 68% usa internet per trovare prodotti e verificare i prezzi prima di acquistarli, mentre la media europea è del 61%.

Controllo dei canali
La fedeltà è anche trainata dal desiderio dei consumatori di avere più controllo in maniera fluida attraverso tutti i canali: vorrebbero avere offerte e informazioni in linea con le proprie preferenze, e riceverle ovunque si trovino: tramite internet, telefono cellulare o direttamente sul punto vendita. Uno schiacciante 84% di italiani intervistati -contro una media europea del 76%, l’83% degli americani, l’82% dei canadesi, il 94% dei cinesi, il 92% dei brasiliani e l’88% degli Indiani- ammette di essere più propenso a scegliere i retailer che permettono di interagire tramite la combinazione preferita di canali online, mobile, self-service o presso il pdv.

Nel nostro sito Gdoweek diventa sfogliabile (flip magazine)

Avviso ai navigatori: grossa novità, Gdoweek, in formato elettronico, diventa sfogliabile direttamente sul vostro Pc.

È evidente che questo servizio offre uno straordinario strumento di lavoro per i nostri lettori (professionisti retail e industria, studenti e accademici, mondo della comunicazione) che possono così leggere gli articoli in modo immediato a prescindere dai tempi postali e possono altresì avere prontamente online un archivio dei numeri pubblicati, senza l'obbligo di pesanti ricerche manuali degli articoli interessanti e l'utilizzo di post-it.
In questo modo Gdoweek diventa davvero a portata di click e compie un passo significativo verso lo sviluppo dei nuovi media interattivi.

Il flip magazine si accosta al cartaceo
Questo
nuovo servizio, ovviamente, non toglie il piacere di leggere la versione
normale del nostro magazine stampata su carta, che continuerà a
esistere e a essere distribuita nei tempi e nei modi consueti.

Come accedere: un solo click

In alto a destra nell'home page c'è un immagine (riportata anche in foto)
con titolo I flip magazine di GDOWEEK.
Appaiono 5 cover: 4 di Gdoweek e 1 di Layout. Cliccando sopra una di esse, la stessa cover si apre in una nuova pagina a dimensione ben leggibile. Lo sfoglio avviene cliccando intuitivamente sui triangoli posti ai lati della pagina/e.

Comandi particolari di utilità
In alto sopra la pagina ci sono i vari comandi, fra questi segnaliamo da sinistra:
- full screen
- aggiungi segnalibro
- prima pagina
- ultima pagina
- vai alla pagina (digitando un numero)
- cerca (basta scrivere il nome per ricevere il n° di pagina in cui questo compare)
- scarica il book (il numero in esame)
In basso c'è il comando per scorrere la rivista con il formato mini-pagine.

Voci di opa per Saks

Rumors di vendita per Saks, i magazzini del lusso con flagship store sulla Quinta Avenue di New York e presenti con 49 pdv in 23 Stati degli Usa. Per il retailer avrebbe manifestato interesse un fondo di private equity anglo americano. Sulla notizia aleggia però il sospetto che si tratti di una voce messa in giro ad arte per alimentare la speculazione di borsa, al punto che sarebbe intervenuta la Sec, l'Ente Federale che vigila sulla trasparenza dei mercati finanziari Usa.

Il ruolo di Della Valle
I magazzini sono controllati da un pool di investitori che vedono con la quota di maggioranza relativa (16%) il magnate messicano delle telecomunicazioni Carlos Slim e in seconda battuta (9,4%) il padron di Tod's, Diego della Valle (nella foto).
Quest'ultimo però ha dichiarato di non avere intenzione di cedere la sua quota affermando che la partecipazione del suo Gruppo in Saks risponde a una logica industriale. C'è però da dire che se le voci sull'Opa fossero fondate (stando ai citati rumors il fondo offrirebbe 11 dollari per azioni) Della Valle incamererebbe una plusvalenza da 80milioni di dollari.

Picard insegna preferita dai francesi

La catena preferita dai consumatori francesi è Picard, catena specializzata nella distribuzione di prodotti surgelati.  Questo è il risultato di una recente ricerca sull'attrattività delle insegne distributive, effettuata dalla società di consulenza OC&C in sei Paesi (Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Usa e Cina), che ha coinvolto 14.000 consumatori e 289 insegne analizzando aspetti quali il livello di prezzo, il servizi, l'assortimento, ecc,

Il risultato è considerato dall'azienda tanto più rappresentativo in quanto Picard “sorpassa” insegne come Ikea (che si aggiudica il secondo posto), seguita da Sephora, Decathlon e Amazon, ex aequo al terzo posto.

Posizioni di retroguardia, invece, per le insegne della gdo, con Carrefour in difficoltà, superato non sol da Picard, ma anche da Leclerc, Auchan e Lidl.

Particolarmente positiva la performance di Amazon, che si posiziona primo retailer in ben tre Paesi (Germania, Uk e Usa).

Picard in Italia
Attualmente Picard, che opera in Francia con oltre 800 store, in Italia è presente con 29 pdv in 4 regioni del nord (Piemonte Lombardia, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia).

A fine ottobre è prevista l'apertura di un nuovo store a
Milano (invia Mario Pagano), a cui dovrebbero seguirne altre 3, entro la fine
dell'anno.

Sma, l’eco-risparmio è una formula vincente

Il binomio risparmio economico e salvaguardia del pianeta si sta rivelando una formula vincente per Sma, che quest’anno nei suoi supermercati ha registrato un significativo aumento di volumi: 42 tonnellate di merce sfusa venduta ogni mese.
In particolare, per quanto riguarda i detersivi, nel mese di luglio sono state vendute circa 24 tonnellate di merce che rappresentano il 30-40% delle vendite complessive.
L’acquisto dei prodotti senza confezione significa per il consumatore un risparmio fino al 50% per ogni articolo. Inoltre, l’assenza del packaging di marca permette una minore immissione di rifiuti nell’ambiente e, di conseguenza, la spesa ha un minore impatto ambientale. Il 90% degli acquisti di detersivi sfusi, infatti, avviene con l’uso di confezioni che gli acquirenti si portano da casa, il che significa meno confezioni, meno imballaggi, meno rifiuti e meno emissioni di CO2.

Ritorno al futuro

Era il 1998 quando Sma decise di intraprendere la politica di contenimento degli sprechi, dedicando a pasta e detersivi liquidi sfusi un unico reparto ad hoc. Con l’aumento della domanda, la catena ha in seguito deciso di inserire un distributore all’interno dei reparti di riferimento del prodotto. Attualmente, oltre a detersivi liquidi e pasta, vengono proposti anche cereali, caramelle, vino, frutta secca, pet-food e gelati.

“I dati -ha commentato Carlo Delmenico, direttore responsabilità sociale d’impresa della catena- segnano il successo di un percorso che Sma ha intrapreso ben dodici anni fa. La società italiana e con essa i consumatori stanno cambiando. Appaiono nuovi modelli di nuclei familiari e nel contempo il consumismo sta ricercando un equilibrio fra impatto ecologico e conto economico”.
 Ad oggi, i punti di vendita Sma che offrono il servizio di vendita di prodotti sfusi sono arrivati a quota 39 e sono presenti, tra le altre, anche a Brescia, Milano, Roma, Osimo e a Senigallia, dove Sma, sempre attenta al tema dell’ecologia, ha inaugurato poco più di un mese fa il primo IperSimply completamente ecosostenibile d’Italia.

Barriere Gunnebo per gli uffici Fenice di Torino

EDF Fenice, filiale italiana del Gruppo EDF (Electricité de France), leader nell'offerta di servizi energetici e ambientali, ha di recente rinnovato la propria direzione generale a Rivoli Cascine Vica (To). L’intervento eco-innovativo di restyling, curato dagli architetti torinesi Davide Maria Giachino ed Alessandro Lussoglio dello studio Element, ha interessato gli interni della palazzina uffici ed anche gli aspetti di controllo degli accessi.

Per quanto sia importante poter contare su di un efficace sistema di rilevazione delle presenze, garanzia di maggior efficienza e sicurezza, EDF Fenice ha richiesto che questo sistema non si concretizzasse in semplici barriere respingenti, ma in complementi dall’elevato contenuto estetico oltre che funzionale, capaci di valorizzare il contesto in cui sarebbero state installate.
Per ottenere il meglio, su entrambi i fronti -sicurezza e design- EDF Fenice, attraverso Honeywell che si è occupata del progetto, ha scelto Gunnebo.

Per questa installazione è stata scelta la barriera motorizzata Gunnebo GlasStile.
Il suo elegante design è stato oggetto di riconoscimenti internazionali quali il prestigioso IF Award tedesco per il disegno industriale. Le sue ante in cristallo, pur essendo robustissime, sono perfettamente trasparenti e non sottraggono luminosità all’ambiente. Silenziosa e discreta, GlasStile è servoassistita e adatta la velocità di apertura al passo di chi la attraversa, consentendo un utilizzo praticamente senza contatto.

VeriFone ha acquisito la WAY Systems

VeriFone Systems Inc, multinazionale leader mondiale nel settore dei sistemi di pagamento elettronico, ha reso nota l'acquisizione della società WAY Systems Inc, azienda leader nel settore del mobile payment e servizi gateway per i negozianti e servizi ambulanti.

Questa acquisizione viene a completamento del già vasto bouquet di prodotti a marchio VeriFone.

Scarica GdoweekM@il 29 2010

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Gdoweek | 6 settembre 2010 |

Bershka apre il più grande megastore della catena

STORE & RETAIL MANAGEMENT

In programma a Milano dal 27 settembre 2010 - 3a edizione.

La 3a edizione del Master “Store & Retail Management” rappresenta un percorso di specializzazione, articolato in formula part time - sei sessioni di due giorni, che si pone l'obiettivo di trasferire ai partecipanti le conoscenze necessarie per ricoprire il ruolo di di Retail Manager e operare in aziende organizzate secondo logiche moderne e strutturate.


Negli ultimi anni il Retail è diventato una vera e propria area di Business per le aziende dalla quale dipende in maniera consistente il fatturato complessivo, la valorizzazione del Brand e lo sviluppo di nuovi mercati.

Chi opera in questa area strategica per l'azienda, il Retail Manager, ha assunto una progressiva specializzazione diventando una delle figure professionali più ricercate.

In linea con queste finalità, la Business School del Sole 24 ORE organizza dal 27 settembre un Master di Specializzazione, per analizzare i nuovi trend nel settore Retail dettati dalle nuove esigenze dei consumatori, fornire le conoscenze per promuovere il punto di vendita e le tecniche per creare una shopping experience che sappia coinvolgere ed emozionare il cliente.

Tutti gli argomenti sono affrontati attraverso una metodologia didattica interattiva, affiancando l'analisi dei singoli argomenti con Case-History, esercitazioni e testimonianze tra cui Cristina Lazzati direttore responsabile di GDOWEEK.



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SANA – 22° Salone Internazionale del Naturale

Sana ritorna a settembre in un clima internazionale e con uno sguardo mediterraneo rivolto all'apertura dell'area di libero scambio, prevista per il 2011. L'eliminazione di quote e dazi offrirà opportunità interessanti e per questo Sana ha invitato a Bologna una delegazione di buyers provenienti dai paesi di quest'area. Inoltre, grazie alla rinnovata intesa operativa tra il Ministero dello sviluppo economico, FederBio e ICE per il sostegno all'internazionalizzazione del Biologico italiano, è in programma la visita di buyers dagli Usa e dall'America del Sud.

Il bio fuori casa è il tema del “cuore mostra”. Accoglierà i visitatori un'area dimostrativa con un bio-bar con la funzione di “ristorazione veloce” e un bio-ristorante. Sana infatti sarà la piattaforma di lancio della normativa, in via di definizione, relativa alla somministrazione degli alimenti bio. Si tratta di un canale estremamente promettente perché il numero di pasti fuori casa è in continua crescita. I menu biologici apriranno nuove opportunità alla ristorazione commerciale.

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PERCORSI BIO. RISTORANTI E BAR, LE ESPERIENZE DEI PIONIERI


Una serie di interviste di Antonio Mungai ad alcuni dei pionieri della ristorazione bio

Angelo Naj Oleari, fondatore del Centro Botanico di Milano, Amos Romano del ristorante Don Claudio di Jesolo e lo chef Pietro Leeman del ristorante vegetariano Joia - Alta cucina naturale - di Milano, a vario titolo determinanti interpreti del bio, raccontano la propria avventura nelle interviste di Antonio Mungai, direttore del mensile Ristoranti - Imprese del Gusto, Gruppo24Ore.




Scelte professionali e di vita sono al centro di testimonianze volte a individuare le aree strategiche dell’impresa bio: l’acquisizione di competenze sugli alimenti e la filiera produttiva, la formazione del personale di cucina e di sala, la comunicazione dell’identità e dell’attività.


Nell’evento anche l’inedita proposta del decalogo “Il locale virtuoso”, che profila un modello d’attività adeguato all’importanza del biologico nell’economia e cultura dello stile alimentare italiano.

10 settembre - Ore: 11.00 - 13.00
Spazio incontri al BIObar,
Quadriportico, Centro Servizi


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IL BIO ESCE DI CASA (e con tutte le carte in regola)

Oggi, soprattutto nelle grandi città, per chi pranza fuori, casa bar e tavole calde sono l'unica possibilità e l'offerta (tranne qualche esempio virtuoso) è di qualità medio-bassa con scarsa attenzione alle qualità nutrizionali, alla freschezza, alla varietà.

Le proposte di cucina biologica hanno finora trovato difficoltà ad affermarsi a causa dell'assenza di una normativa precisa, relativa alla somministrazione degli alimenti bio. Una bozza di questa normativa è stata però realizzata prima dell'estate e Sana ne è la piattaforma di lancio.

Il convegno sarà infatti un'occasione importante per coinvolgere gli operatori e le organizzazioni professionali e illustrare le nuove opportunità offerte dall'opzione biologica al settore della ristorazione veloce.
 
Oggi infatti è considerevole il numero di pasti fuori casa, soprattutto nelle grandi città, in cui si concentra la maggior parte dei consumatori biologici o, comunque, di quelli che ne possiedono le caratteristiche socio-economiche. L'opportunità quindi di proporre menu biologici consente alla ristorazione commerciale (soprattutto ai bar) una diversificazione e la possibilità di soddisfare un segmento crescente di consumatori.

Agli aspetti normativi, si affiancheranno interventi sugli aspetti organizzativi, sulle complessità gestionali e sull'importanza degli aspetti nutrizionali dell'opzione biologica. Un ulteriore contributo verrà dalla testimonianza di operatori di bar, ristoranti e locali che già sperimentano menù biologici.

Moderatore Antonio Mungai,
direttore Ristoranti -Imprese del Gusto.

12 settembre - Ore: 10.30 - 13.00
Sala Concerto blocco D- Centro Servizi


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TRACE.ID FASHION

Come perseguire il miglioramento, anzi l'ottimizzazione dei processi logistici nell'industria tessile e del fashion?

Come proteggere e valorizzare i propri marchi, in modo che raggiungano il mercato nel modo più efficiente e più sicuro?


A queste domande di base, ma anche a tante altre, intende rispondere quella che nasce come quarta edizione di Trace.ID, ma che rispetto alle edizioni precedenti si presenta con un'importante novità.

L'evento infatti non intende più trattare della tracciabilità tout court, cosa che era sicuramente valida alcuni anni fa quando la manifestazione ebbe inizio, ma si specializza volta per volta in determinati settori industriali: il modo giusto, oggi, per renderla fruibile agli utenti finali ai quali è indirizzata.
Il target di questa edizione è quindi la filiera del fashion, in tutti i suoi aspetti,dalla produzione alla distribuzione al punto vendita, dall'industria tessile alle confezioni, passando per calzature e accessori.

A tal proposito sarà presentato un ricco panel di presentazioni, molte delle quali di carattere internazionale, con contenuti ed esperienze di utenti finali realizzate dagli attori del settore.

Fra le aziende di primo piano che hanno già confermato la propria presenza, possiamo citare Tagsys, leader mondiale nella RFID e specializzata nella filiera fashion, che illustrerà le sue applicazioni presso brand importanti come Bóboli, Serge Blanco/Gilbert Rugby e Rica Lewis.
Oltre alla tradizionale presenza dell'Università di Parma, che illustrerà i risultati del proprio Fashion Logistics Pilot, sarà presente anche la School of Management SDA Bocconi, con un progetto che coinvolge la griffe Versace.
E questo solo per citare alcuni nomi.

L'evento rientra nell'organizzazione della “due giorni della logistica”, il doppio appuntamento con l'ottimizzazione dei processi proposto quest'anno da Editrice TeMi.
Il giorno precedente infatti, il 10 novembre, grazie alla collaborazione con Ailog, Associazione Italiana di Logistica e Supply Chain Management, e Consorzio Dafne, Distribuzione Aziende Farmaceutiche Network Edi, si svolgerà il convegno interamente dedicato al mondo farmaceutico e sanitario, dal titolo: “L'efficienza della supply chain sanitaria, innovazione, tecnologie e casi eccellenti”. Tutte le informazioni saranno a breve disponibili sul sito www.ailog.it.

Il format per entrambi gli appuntamenti è quello di mostra-convegno, con i seguenti orari di massima: dalle ore 10.00 alle ore 17.30.

Per informazioni:

Editrice TeMi: tel 039 2302398

marketing@editricetemi.com

www.trace-id.eu.



CIBO E MIGRAZIONE ALL’IMAFESTIVAL

Cibo come tradizione culturale che crea un ponte tra il paese che ospita e la terra d'origine del migrante;
cibo come ricchezza e bagaglio di sapori, aromi e gusti capace di far sedere “attorno allo stesso tavolo” popoli e paesi diversi.
 
Cibo e migrazione secondo la visione dell'IMAF sono fonte d'ispirazione per opere d'arte.

Il Festival infatti è rivolto ad artisti di ogni provenienza, dai ventuno anni in poi, che vogliono mettere alla prova il proprio talento esprimendolo in varie forme artistiche.
Tutte le opere inviate devono essere originali.

Il festival si articola in tre concorsi indipendenti nelle città di Milano, New York e Los Angeles.

Le quattro categorie artistiche in competizione sono le seguenti:
• Film: cortometraggi (max 10'), documentari (max 15'), puntate pilota di web-magazine o web-series (max 5').
• Letteratura: racconti brevi (max 5000 battute), poesia.
• Visual Art: pittura, scultura, video, installazioni e fotografia.
• Musica: musica di ogni genere, interpretata da gruppi o solisti (max 8'). I bandi apriranno il 16 Giugno 2010 e si chiuderanno il 10 Dicembre 2010.

Le premiazioni si terranno nelle seguenti date:
• Marzo 2011 a Milano
• Aprile 2011 a New York
• Maggio 2011 a Los Angeles

In ogni città verranno selezionati 40 finalisti (10 per categoria) e 5 vincitori (1 per categoria e 1 premio del pubblico).
I finalisti e i vincitori del concorso saranno premiati con opportunità concrete: visibilità e contatti con esperti del proprio settore.

L'IMAF ha ricevuto il sostegno di diverse istituzioni.
A Milano:
• Ministero dei Beni e delle Attività Culturali;
• Provincia di Milano;
• Comune di Milano;
• GDOWeek (Il Sole24 Ore Business Media); • EMI Music;
• Subway Edizioni.

A New York:
• Istituto Italiano di Cultura (NY);
• Scalabrini International Migration Network (SIMN);
• Consolato Italiano (NY);
• Village East Cinema

A Los Angeles:
• Istituto Italiano di Cultura (LA);
• Consolato Italiano (LA).

IMAF è organizzato dall'associazione EatArt. EatArt è un'Associazione apolitica che non ha scopo di lucro, fondata come entità legale per il coordinamento interno e delle attività esterne dell'IMAF (International Migration Art Festival). EatArt ha come finalità aiutare e promuovere talenti artistici in differenti campi culturali: dal cinema alla letteratura, dalla musica alle arti figurative affinché possano emergere in contesti nazionali e internazionali.

Ulteriori informazioni 
(dal 10 Giugno 2010).

Confcommercio, consumi in fase di stop and go

L’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) segnala, sia a giugno sia a luglio 2010, una diminuzione dell’1,3% in termini tendenziali, mentre in termini congiunturali si registra nell’ultimo bimestre una contenuta tendenza al rialzo della spesa per consumi in termini reali, con variazioni pari a +0,3% a giugno e +0,1% a luglio. “Dati, questi ultimi –segnala Confcommercio- che vanno letti con estrema, prudenza in considerazione del fatto che la spesa per consumi resta su livelli assoluti decisamente distanti dai valori ante-crisi”.

Domanda ancora debole

La debolezza della domanda e le incertezze che caratterizzano i comportamenti delle famiglie sembrano avvalorati dall’ulteriore ripiegamento mostrato dal clima di fiducia delle famiglie nel mese di agosto. Sulla base di queste evidenze, si può argomentare che la debole ripresa in atto dell’economia italiana poggia esclusivamente sulla spinta delle esportazioni. Ciò rende improbabile la prospettiva di una crescita del Pil nel 2010 sensibilmente superiore al punto percentuale.

Il sentiment delle imprese

Articolata appare la situazione sul versante del sentiment delle imprese. Ad agosto a fronte di un miglioramento del clima di fiducia degli operatori delle aziende manifatturiere e dei servizi, gli imprenditori del commercio segnalano un peggioramento.
 La presenza di aspettative più favorevoli da parte delle imprese manifatturiere deriva dal miglioramento registrato dalla produzione, tendenza che interessa in misura più contenuta i beni di consumo rispetto ad altri segmenti.
Il graduale recupero dell’attività produttiva, guidato in larga misura dal miglioramento dell’export, dovrebbe essere proseguito anche nei mesi estivi.
Stando ai risultati dell’indagine rapida di Confindustria, a luglio la produzione è aumentata dell’1,2% rispetto a giugno e gli ordinativi del 3,1%.

Dinamica dei consumi

La dinamica tendenziale dell’ICC di luglio riflette una riduzione dei volumi acquistati dalle famiglie per i beni (-2,0% a giugno e luglio) ed un moderato aumento della domanda di servizi (+0,4% a luglio).
I prezzi dei beni e servizi che compongono l’ICC hanno evidenziato, a luglio 2010, un’accelerazione rispetto a quanto registrato a giugno (+1,1% a fronte dello 0,4%% del mese precedente).
Il dato ha riflesso in larga parte gli aumenti registrati nel comparto dei servizi, in particolare di quelli relativi alla mobilità.
La domanda per beni e servizi ricreativi ha mostrato, rispetto a luglio del 2009, una diminuzione dello 0,4% proseguendo nella tendenza al ridimensionamento dei consumi.
La spesa per i servizi di ristorazione e d’alloggio ha evidenziato, a luglio, una flessione dello 0,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, proseguendo in un trend riflessivo che permane ormai da mesi.

Ancora in crisi il settore mobilità

Anche a luglio 2010 i consumi per beni e servizi per la mobilità hanno registrato una sensibile diminuzione in termini tendenziali (-17,1%), conseguenza del netto ridimensionamento della domanda per autovetture e motocicli a cui continua ad associarsi un’evoluzione negativa della spesa per i carburanti. In progressivo miglioramento è risultata la domanda di trasporti aerei.
Si conferma anche la tendenza positiva della domanda di beni e servizi per le comunicazioni e per l’ICT domestico (+2,8% tendenziale). A questa dinamica ha contribuito essenzialmente la componente relativa ai beni mentre per i servizi la fase negativa non sembra essersi ancora esaurita.
La domanda per beni e servizi per la cura della persona ha mostrato una crescita dell’1,2% dei volumi acquistati dalle famiglie.
Gli articoli di abbigliamento e calzature hanno evidenziato, a luglio 2010, un incremento dei volumi acquistati dalle famiglie dello 0,3%. La contenuta tendenza al miglioramento registrata nell’ultimo bimestre non appare peraltro in grado di attenuare lo stato di difficoltà di un settore che sconta ormai da tempo un ridimensionamento dei consumi.

Nel mese di luglio la domanda di beni e servizi per la casa ha mostrato una crescita dell’1,5%, tendenza che continua ad essere legata, in larga parte, alla dinamica registrata dagli acquisti di elettrodomestici e TV.
Infine, per quanto concerne i consumi delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, la stima per luglio segnala una crescita dello 0,5% dei volumi acquistati.

Dinamiche congiunturali

I dati destagionalizzati e corretti per i valori erratici mostrano a luglio 2010 un contenuto miglioramento dell’ICC rispetto al mese precedente (+0,1%).
La modesta tendenza alla crescita registrata nell’ultimo bimestre non è comunque sufficiente a garantire il recupero dei livelli di consumo registrati ad inizio anno, già inferiori rispetto ai livelli ante-crisi, e conferma la stagnazione della domanda anche al netto della componente relativa alle autovetture.
La variazione registrata a luglio è sintesi di una stabilità della componente relativa ai servizi e di un contenuto aumento della domanda di beni.
L’andamento dell’ultimo mese evidenzia peraltro come per molti segmenti della domanda le dinamiche congiunturali presentino ancora un andamento non favorevole. Le uniche variazioni positive si registrano per la domanda di beni e servizi ricreativi, per i beni e servizi per la casa e per gli alimentari, bevande e tabacchi.
L’indicatore destagionalizzato indica le difficoltà dei consumi reali delle famiglie a trovare una sicura direzione di crescita.

GDOWEEK 30 2010

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A Vado Ligure al via Molo 8.44

Dalla lavorazione del carbone allo shopping. È l'insolito percorso architettonico prescelto per il recupero dell'ex cockeria cittadina di Vado Ligure (Sv) dove il Gruppo Armatoriale Ignazio Messina ha dato vita a Molo 8.44 che oggi apre al pubblico: si tratta di un nuovo centro commerciale promosso da Global Retail, società di sviluppo che ha trasferito in questo progetto le esperienze acquisite nella realizzazione di soluzioni innovative per il real estate commerciale.
Per la sola bonifica dell'area sono stati investiti oltre 8 milioni di euro, inoltre il sito è stato
rimodellato attraverso un organico progetto di ristrutturazione urbanistica che ha richiesto tempi lunghi.

Le insegne
CBRE-Espansione Commerciale è stata incaricata della gestione e della successiva commercializzazione del progetto. Tra le insegne presenti, oltre a Coop che gestisce la locomotiva alimentare, Decathlon, Darty, H&M, Conbipel, Biella Scarpe, Undercolors of Benetton.
Caratterizzato da grandi spazi aperti, terrazze e giardini, Molo 8.44 ambisce a diventare un punto di shopping e  di socializzazione per residenti e turisti della Riviera di Ponente, e si propone di attirare anche il pubblico in transito verso il terminal crociere di Vado Ligure. La struttura gode anche di una location molto favorevole, poiché si posiziona tra Piemonte, Liguria e Lombardia, a 90 minuti da Milano, a 70 minuti da Torino e a soli 10 minuti da Savona.

I numeri del progetto
Superficie commerciale: 21.000 mq

Proposte commerciali: 65

Punti Ristoro: 7 tra ristoranti e ristobar

Superficie terrazze: 12.500 mq

Parcheggi: 1500 posti auto

Distanza dal mare: 400 metri

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