Si distingue per il nuovo logo e la confezione verde brillante.
Sant'Anna BioBottle rappresenta, a livello mondiale, la prima acqua minerale nel formato da 1,5 l con pack naturale, una speciale bottiglia prodotta con la bioplastica Ingeo™, che si ricava dalle piante anziché dal petrolio.
E' stata lanciata alla fine del 2008 da Fonti di Vinadio, proprietà della famiglia piemontese Bertone, da mezzo secolo attiva nel settore dell'edilizia e da 10 anni nel comparto acque minerali con il marchio Sant'Anna, oggi leader nazionale.
L'azienda, che da alcuni anni realizza continui investimenti in tecnologia ed innovazione, è convinta che un minore impatto ambientale si possa ottenere anche e soprattutto attraverso i prodotti mass: la nuova biobottiglia, infatti, si può smaltire con i rifiuti organici ed avviare ai siti di compostaggio.
Fonti di Vinadio presenta la verde Sant’Anna BioBottle
Guardini: con Pizza&Mania la pizza si gusta in compagnia
La pizza è non solo un cibo prelibato, ma anche una passione per l’Italia e i suoi sapori.
Oggi il piacere di una buona pizza si può provare anche a casa propria: basta impastare con amore farina, sale, acqua, pomodoro e passare il tutto in forno con una teglia Guardini.
La nuova linea di tegami per pizza antiaderenti Pizza&Mania, disponibili in diversi formati, permette di cucinare il piatto simbolo della tradizione gastronomica italiana ottenendo risultati eccezionali, che non hanno nulla da invidiare ai prodotti dei maestri napoletani: cottura uniforme, crosta dorata, sformatura facilitata grazie al rivestimento antiaderente Teflon Prima Dupont. Un accessorio ideale per tutte le occasioni conviviali è la Griglia Porta Pizza, struttura in filo d’acciaio che permette di cuocere fino a 5 pizze contemporaneamente.
Vitakraft introduce un’inedita linea di Premium Snack
Chi dice che i cani non possano degustare cioccolato ed altri dolci umani?
Vitakraft ha presentato con successo una nuova linea di Premium Snack: tavolette, barrette, praline, bastoncini di riso e cioccolatini con forme invitanti e gusto appetitoso, che richiamano le prelibate dolcezze per i consumi umani.
Si tratta di una gamma innovativa, composta da 26 snack-premio contenenti tante vitamine e preziosi ingredienti, quali la lecitina per favorire l’apprendimento,
la L-carnitina per la vitalità ed il calcio per un’ossatura sana; il cacao è presente solo in alcuni prodotti e fino ad un massimo del 2,4%, percentuale adatta al metabolismo del cane.
Fra i plus della nuova linea, la qualità premium garantita dal marchio Vitakraft, l’alta appetibilità, i pack tascabili salva-aroma, provvisti di grafica accattivante
Per i mesi freddi Medeghini offre il Gorgonzola e il Taleggio
Nella stagione autunno/inverno, il clima induce il consumatore alla ricerca di cibi che riscaldino la tavola e alleggeriscano l’umore.
E’ il caso di 2 importanti specialità casearie Dop di Medeghini. Innanzitutto il pregiato Gorgonzola, formaggio morbido dolce o piccante con il classico colore bianco paglierino screziato di verde, grazie al processo di lavorazione atto a formare delle speciali muffe che ne caratterizzano l’aspetto ed il sapore: può essere consumato da solo o utilizzato come ingrediente di svariati piatti della cucina tradizionale italiana.
Si distingue, invece, per la pasta morbida ed il sapore dolce e delicato con sfumature aromatiche, in alcuni casi con retrogusto leggermente acidulo, il notissimo Taleggio, tipico formaggio semigrasso che dà il meglio di sé se gustato a fine pasto o come secondo piatto.
Madi Ventura regala i Fichi al cioccolato fondente
Cioccolato e frutta secca, due prelibatezze tipicamente da grandioccasioni.
Madi Ventura ha messo a punto una nuova ricetta ad elevato contenuto di bontà: si tratta dei Fichi al cioccolato fondente, irresistibili bonbon che promettono di gratificare il palato dei gourmet più esigenti. Il connubio fico-cioccolato rappresenta un peccato di gola storicamente molto praticato; anche oggi tutti i golosi vorranno commetterlo, così da allietare i propri giorni di festa con dolci momenti di puro godimento. In termini più razionali, si deve considerare che, comunque, il contenuto calorico del fico non è molto elevato: l’acqua presente si aggira attorno all’80% e lo zucchero al 12%. Ed anche l’occhio vuole la sua parte: i Fichi al cioccolato fondente vengono commercializzati in un’elegante confezione da 200 g
Vodafone Italia e RIM lanciano lo smartphone BlackBerry Storm
Si propone come dispositivo multimediale perfetto per il lavoro e il tempo libero.
BlackBerry Storm -creato in esclusiva per Vodafone- è il nuovissimo smartphone di BlackBerry che porta l’intrattenimento, l’informazione e le note funzionalità delle soluzioni BlackBerry® direttamente sulla punta delle dita grazie al primo schermo touch-screen “cliccabile” al mondo. In vendita da dicembre 2008 nei pdv Vodafone Italia e on-line sul sito www.vodafone.it, il prodotto -dotato di display brillante, connettività in banda larga mobile (HSDPA), ricevitore GPS integrato- offre la possibilità di visualizzare le pagine web come dal proprio pc; dispone, inoltre, di una foto e video camera integrata e permette di usufruire di potenti funzionalità di messaggistica, concepite per garantire all’utente la più grande e veloce esperienza BlackBerry
VI.P: esperienza multisensoriale con le mele Val Venosta
Si presenta con forma e colore invitanti, buccia lucente, profumo fresco, polpa croccante, sapore inconfondibile.
La mela Val Venosta garantisce, già dal primo morso, un piacevole viaggio attraverso i cinque sensi. Si comincia con la vista, rapita da sfumature che vanno dal giallo della Golden Delicious al rosso intenso della Stark Delicious, dal rosso cinabro della Pinova al rosso-arancio della Gala.
Al tatto, poi, la mela risulta sinuosa, con buccia liscia e levigata, oppure granulosa ma sempre soda; avvicinandola al viso, anche l’olfatto viene catturato dalla sua fragranza intensa, gradevolmente aromatica.
A questo punto, si passa al gusto: ogni varietà di mela Val Venosta promette di deliziare il palato con il proprio sapore caratteristico, allietando anche l’udito, visto che sotto ai denti la sua polpa scrocchia allegramente
Smart introduce la nuova gamma di cordless MOTOLIVN D11
Fino a 10 di ore di conversazione e 100 ore in stand-by, coniugando funzioni complete ad un utilizzo davvero intuitivo.
E’ la promessa di Motorola LIVN D11, nuova linea di cordless distribuita da Smart, realtà specializzata nei servizi tecnici pre e post vendita per la telefonia cellulare. Fra i plus di prodotto si annoverano l’ampio display, le 10 suonerie polifoniche, la segreteria telefonica e la funzione Sms.
Sotto il profilo estetico/funzionale, si tratta di apparecchi eleganti, pratici e leggeri, adatti alla scrivania dell’ufficio come a quella di casa: molto maneggevoli, sono provvisti di tasti morbidi e software che li rendono simili a telefoni cellulari. Sono anche dotati della funzione ECO, che regola automaticamente la potenza del telefono per ottimizzare l’output, riducendo il consumo della batteria ed aumentando l’autonomia in conversazione.
Borotalco lancia i deodoranti per un asciutto senza limiti
Combattono il sudore e promettono un asciutto imbattibile.
Sono i deodoranti di nuova generazione della linea Dry Power, garantiti dalla tradizionale expertise del brand Borotalco: la loro efficacia antisudore, antibatterica ed antiodore è il risultato della combinazione di 1 milione di particelle di microtalco e di una formula a rapido assorbimento, che assicura un’efficacia non stop per 48 ore.
Ecco perché Dry Power si propone come deodorante ultra-performante, dedicato a chi esige il massimo in tutte le situazioni. Qualità ed innovatività si ritrovano anche nel pack, caratterizzato da una grafica impattante e dal colore argento metallizzato, che ne identifica il mondo di riferimento, fatto di performance e tecnologia avanzata. Borotalco Dry Power è offerto nei formati spray da 150 ml, roll-on da 50 ml e stick da 40 ml
Sutter propone Emulsio CuraLegno, “crema di bellezza” per i mobili
Sembra una crema solare, nella sua elegante confezione glamour marrone scuro. Il logo Emulsio, però, fa immediatamente capire che si tratta di un articolo dedicato alla cura dei mobili in legno più preziosi: si tratta di CuraLegno, nato dagli studi dei laboratori Sutter -azienda specializzata nella produzione di prodotti per l’house-care- e garantito da Le Fablier, market leader nel settore dei mobili classici in legno.
Emulsio CuraLegno è una crema ricca di cera d’api, che promette di nutrire il legno e di proteggerlo da polvere e tarli, oltre che di preservare il colore originario e la brillantezza dei mobili nel tempo. Per applicare correttamente il prodotto, basta agitare il flacone e spruzzarne una piccola dose su un panno morbido ed asciutto: si procede, quindi, con la lucidatura degli arredi sino a renderli splendenti.
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Il fast fashion H&M chiude il 2009 a + 13% e continua l’espansione mondiale
Il gruppo svedese Hennes & Mauritz, ovvero H&M, gigante del fast fashion e sinonimo dell’abbigliamento cool a piccoli prezzi, ha chiuso l'esercizio 2008 (terminato il 30 novembre) con un utile in rialzo del 12,5%, pari a 1,44 miliardi di euro.
In crescita anche il giro d'affari, che ha toccato gli 8,3 miliardi di euro, con un progresso del 13%. Per il mese di gennaio, l’azienda si attende un incremento delle vendite del 9% sullo stesso mese dello scorso anno.
Gli eventi in agenda per il 2009
H&M, che è presente in 33 Paesi e occupa circa 73mila addetti, prospetta l'apertura di 225 nuovi store entro il 2009 (tra cui Pechino, nella prossima primavera) e la creazione di 6-7mila nuovi posti di lavoro. Nell’ambito del piano di espansione annunciato rientra anche l’Italia, dove attualmente i negozi di H&M sono 46, di cui 15 inaugurati nel 2008.
Tra le novità per il 2009, a marzo, vi è l’inserimento di una linea childrenswear (da 1 a 4 anni) nell’ambito degli store a insegna Cos, la catena d’abbigliamento di target più alto dell’azienda svedese (per ora solo in Europa).
Matthew Williamson, che ha fondato la sua maison a Londra nel 1997, sarà il prossimo guest designer di H&M: dal 23 aprile del 2009 in alcuni punti di vendita selezionati della catena sarà distribuita una collezione primaverile di womenswear da lui firmata. A seguire, da metà maggio, le linee estate uomo e donna saranno presenti negli store del retailer svedese di tutto il mondo. Per questa partnership, lo stilista britannico esordisce con i primi capi maschili.
Anche quest’anno, considerato il successo della scorsa edizione, H&M propone Art by, una mini collezione realizzata in collaborazione con illustratori famosi.
I pezzi della prossima Art by, in vendita da febbraio, saranno firmati da Mehdi Hercberg, in arte Shoboshobo, giovane artista francese, insegnante di design grafico a Parigi. Si stratta di una serie di T-shirt, canotte, maglie e felpe colorate caratterizzata da grafiche che rappresentano figure fantastiche e mostri ironici.
A Smau Business Bari un’area dedicata al retail
Apre oggi, al Padiglione 9 della Fiera del Levante, Smau Business Bari, la rassegna dedicata alle nuove tecnologie per il business, che attende oltre 2.000 imprenditori, funzionari della Pubblica Amministrazione locale e professionisti ICT.
Nell’area Innovazione per il retail e la gdo, organizzata in collaborazione con Comufficio e Confcommercio Puglia -dedicata ai professionisti e decisori aziendali del settore del commercio- saranno presentate le più innovative soluzioni per il punto di vendita e si farà il punto sul comparto attraverso quattro convegni sui temi del commercio specializzato, l’hospitality e la ristorazione, la gdo e il contrasto alla criminalità nei negozi.
Sofidel aderisce al Climate Savers del WWF
Il gruppo cartario italiano Sofidel, noto in Italia con il marchio Regina, è la prima grande azienda italiana a prendere parte al programma internazionale del WWF, Climate Savers, che coinvolge 18 grandi aziende, tra cui IBM, Sony, Nokia, Johnson&Johnson, Catalyst, Hewlett Packard, Xanterra, tutte aziende che si sono poste l’obiettivo di ridurre in maniera sostanziale le emissioni di CO2, fra le principali cause dei cambiamenti climatici. Il Gruppo si è impegnato a ridurre, entro il 2012, le emissioni di CO2 dell’11% rispetto al livello del 2007, che ammontava a 531.315 tonnellate.
Per raggiungere tale obiettivo è stato definito un piano strategico di medio/lungo periodo comprendente un insieme di misure tra le quali:
• il miglioramento dell’efficienza energetica all’interno dei siti produttivi attraverso l’ottimizzazione dei processi e delle macchine;
• il rafforzamento di un approccio strutturato per l’Energy and Carbon Management;
• l’incremento dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabile quali la fotovoltaica, l’idroelettrica e l’ eolica;
• l’utilizzo di impianti di cogenerazione in grado di ridurre le emissioni grazie al più contenuto consumo di energia.
Le azioni di riduzione riguarderanno le emissioni dirette derivanti dai processi produttivi e dal consumo di energia elettrica. Inoltre, l’accordo prevede un ulteriore miglioramento dell’inventario delle proprie emissioni ed un potenziamento del processo di raccolta dei dati relativi ai fornitori, con l’obiettivo di definire un ulteriore target di riduzione delle emissioni indirette, associate alla produzione delle materie prime e alla distribuzione dei prodotti finiti. L’accordo tra WWF e Sofidel prevede inoltre un sistema di monitoraggio periodico e di verifica dei risultati raggiunti.
Selex: un 2009 all’insegna della crescita e dell’efficienza
Archiviato il 2008 con un fatturato previsto pari a 8.200 milioni di euro, Gruppo Selex ha inaugurato il 2009, anno in cui festeggia 45 anni di attività, con l'ingresso di un nuovo socio: si tratta di Brix Distribuzione, azienda lombarda attiva nelle province di Brescia, Bergamo, Mantova, Cremona e Pavia con una rete di 48 pdv, a insegna Family Market (35), Quality (9), Supermercato Taddei, (3) e Supermercato Stella (1), che nel giugno dello scorso anno aveva creato un polo logistico con Zerbimark (già socio Selex).
La crescita della rete
Ma lo sviluppo sul territorio per Selex non avviene solo l'arrivo di nuovi soci, ma soprattutto grazie all'ampliamento della rete, cresciuta in 6 anni del 39%. Oggi Selex, con la sua logica multicanale e multinsegna, è presente con 3.247 pdv, per la maggior parte di proprietà: questi generano l'87% del giro d'affari, che nel 2009 dovrebbe toccare la cifra di 8.800 milioni. Il restante 13% deriva dall'affiliazione, per lo più minimercati A&O.
Per il 2009, sono previste 92 nuovi aperture per oltre 86.000 mq, che richiederanno un investimento di 275 milioni di euro.
Modernizzare i formati distributivi
Nella logica di migliorare le performance della rete e milgiorare l'efficienza, prosegue anche il processo di ammodernamento e ottimizzazione in atto dal 2001, che quest'anno si concentrerà soprattutto sui supermercati: è prevista una nuova segmentazione con un riequilibrio tra freschi, grocery e non food in termini di superficie espositiva e di assortimenti.
Crescono anche i C+C, saliti a 83 strutture, confermando Selex al primo posto per numero di unità e al secondo per quote di mercato.
Prodotti a marchio
In crescita anche le private label, conseguenza di un piano di rilancio, avviato già da qualche anno, che nel 2008 ha portato al lancio della linea premium Selex Più, mentre quest'anno è previsto l'inserimento sugli scaffali di una linea di primo prezzo.
La segmentazione della rete Selex *
| Formato distributivo | N° pdv | Mq |
| Ipermercati > 4.500 mq | 22 | 121.593 |
| Superstore e miniper | 48 | 139.343 |
| Supermercati integrati | 202 | 351.256 |
| Supermercati | 686 | 481.816 |
| Superette | 477 | 129.355 |
| Hard e soft discount | 626 | 363.059 |
| Minimercati | 768 | 78.426 |
| Specializzati | 335 | 62.467 |
| TOTALE RETE DETTAGLIO | 3.164 | 1.727.315 |
| Cash and carry | 83 | 217.203 |
| TOTALE RETE | 3.247 | 1.944.518 |
* all'1-1-2009
Al via il patto di sistema tra Conad e Regione Siciliana
Siciliano e agrumicoltore, è Pippo Baudo il testimonial prescelto per la campagna di comunicazione -Tv, radio e stampa- a sostegno della promozione da oggi in atto presso i 3.000 pdv della rete distributiva di Conad, che sino al 31 gennaio propongono una reticella di 3 kg di Arance rosse di Sicilia Igp al prezzo di 0,60 euro al chilo.
I volumi movimentati durante i quattro giorni dell’operazione -che verrà pubblicizzata anche attraverso 15.000 locandine poste all’interno dei pdv e la distribuzione di oltre 4 milioni di volantini- sono di 20.000 q.
“Far provare la qualità del prodotto -spiega Francesco Pugliese, direttore generale Conad- è il sistema più efficace per educare il consumatore a un consumo più consapevole. I forti investimenti stanziati per quest’iniziativa sono giustificati dall’effetto trascinamento, che ci attendiamo sosterrà per tutta la campagna di commercializzazione (305mila i quintali di tarocco, tutti di origine nazionale, commercializzati nel 2007), ma anche all’importanza che i reparti dei freschi rivestono in un’ottica di fidelizzazione all’insegna”.
Obiettivo export con la filiera corta
L’operazione rappresenta solo il primo atto di un accordo di collaborazione più ampio stretto tra il gruppo cooperativo e la Regione Siciliana. Obiettivo comune: la valorizzazione delle produzioni ortofrutticole isolane di qualità attraverso la realizzazione di una filiera corta, utile anche a garantire una migliore marginalità ai produttori agricoli, tuttora penalizzati da un’eccessiva frammentazione.
Non solo: il piano, che prossimamente pare verrà esteso anche al pomodoro di pachino Igp, ha ambizioni internazionali. Conad infatti –grazie al ruolo di capofila per l’ortofrutta nazionale all’interno di Copernic- si farà carico di condurre le contrattazioni per la distribuzione degli agrumi siciliani presso i soci esteri: Colruyt (Belgio), Coop Suisse (Svizzera), E. Leclerc (Francia) e Rewe (Germania).
Decisamente più propensi a inserire in assortimento ortofrutta italiana da quando Conad ne gestisce direttamente la logistica attraverso la piattaforma di Avignone (Francia).
Etichette troppo piccole, NaturaSì fornisce lenti di ingrandimento
Consumatori di tutte le età con problemi di vista hanno di che ringraziare NaturaSì, che mette a disposizione delle lenti di ingrandimento per consentire di fare la spesa con maggiore consapevolezza su quanto si sta acquistando.
Per l’iniziativa, promossa in tutti i 66 punti di vendita italiani, la catena di supermercati del biologico ha coniato lo slogan Cresce il gusto di vederci chiaro. Segnalate da apposite bandierine e attaccate ad una catenella, sugli scaffali sono state collocate numerose lenti di ingrandimento, da utilizzare per leggere con più facilità le etichette dei prodotti, spesso con caratteri così piccoli da scoraggiarne la lettura, e informarsi così sulla composizione del prodotto, sul peso e sulle certificazioni.
Il progetto si propone come messaggio chiaro a favore della trasparenza nei confronti del consumatore: NaturaSì incoraggia la lettura delle etichette sia per approfondire la conoscenza dei prodotti, in particolare la loro provenienza e tracciabilità, sia per rendere disponibili tutte le garanzie di un biologico di qualità e sicuro. Inoltre, nella bacheca dei punti di vendita sono già da tempo pubblicate le analisi effettuate a campione sui prodotti presenti negli scaffali e gli esiti delle ispezioni compiute dagli Organismi di controllo.
Norme vigenti e future
Attualmente, sulle etichette dei prodotti alimentari le indicazioni relative al peso e al volume sono facilmente leggibili, grazie a caratteri tipografici ben in evidenza. Non è così per l'elenco degli ingredienti e degli additivi, spesso stampati con caratteri quasi invisibili per disincentivare qualsiasi lettura. La legge vigente prevede diciture chiaramente leggibili e indelebili, ma non definisce i dettagli, per cui bisogna affidarsi alla buona volontà del produttore. Stranamente però l'indicazione del peso sfugge a questa logica. Il motivo è da ricercare in un Dpr del 1980 che fissa le dimensioni minime di questa dicitura. L'altezza del carattere tipografico, precisa il testo, deve variare dai 2 mm per i prodotti di peso inferiore a 50 g sino a 6 mm per quelli di 1 kg. Lo scopo del legislatore è di evitare che il consumatore sia tratto in inganno da prodotti che, pur avendo una dimensione analoga (per esempio le tavolette di cioccolato) non hanno lo stesso peso e inducono il consumatore ad acquistare quella che costa meno.
Intanto, la Commissione europea, già dal gennaio 2008, ha proposto ai 27 Stati membri di rendere le etichette dei prodotti alimentari più chiare e più rispondenti alle esigenze dei consumatori. Il nuovo modello di etichettatura, che dovrebbe essere approvato a breve, prevede anche la segnalazione di eventuali allergeni e riguarderà sia i prodotti confezionati sia quelli sfusi, come il pane. Nella parte anteriore degli alimenti dovranno essere indicate tutte le informazioni nutrizionali essenziali: l'apporto energetico, il tenore di grassi, grassi saturi, carboidrati con un riferimento specifico al contenuto di zuccheri e sale ed, infine, la proporzione di questi elementi rispetto ai consumi di riferimento.
La proposta prevede anche l'obbligo che l'etichetta sia chiara e leggibile (con caratteri di almeno 3 mm).
Tecnologie vocali: più produttività e meno errori in magazzino con il voice
Nell'ottimizzazione delle attività della supply chain, l'operatività del magazzino riveste un ruolo sempre più cruciale: efficienza delle operazioni, velocità di risposta, precisione nell'esecuzione e nel picking, visibilità delle attività e stato dell'inventario sono aree che possono aiutare a fare la differenza, in uno scenario competitivo complesso e in continua evoluzione. A fronte di una ormai consolidata presenza di soluzioni mobile e wireless, da qualche anno si sta facendo strada nei centri di distribuzione la tecnologia vocale a supporto delle classiche attività logistiche di magazzino: ricevimento, messa a stock, picking, preparazione degli ordini per la spedizione.
Allegati
- Tecnologie vocali: più produttività e meno errori in magazzino con il voice
- Gdoweek 459 | 18 novembre 2008 |
Bricolage, il retail ricerca soluzioni innovative
Nonostante la crisi economica, alcuni comparti del mondo retail non food continuano a mostrare segnali di dinamismo. Tra questi, va annoverato il bricolage, segno emblematico anche di una ricerca di contenimento delle spese nelle famiglie (vedi alle pagine 6 e 7 di questo stesso numero di Gdoweek), al cui interno i principali operatori sono fortemente impegnati a trasformare progressivamente la propria rete di vendita in linea con nuovi trend di consumo. Così le nuove aperture e il remodeling delle superfici di vendita si caratterizzano sia per l’individuazione di nuovi segmenti all’interno dei punti di vendita -come dimostra la crescente attenzione al risparmio energetico che sta spingendo anche verso la creazione di nuove insegne, accanto al macro trend della decorazione, ambito tipico di un pubblico femminile- sia rispondendo ai bisogni di una clientela sempre più multicanale, che passa dal discount alla fascia premium, in funzione delle esigenze del momento non solo legate al portafoglio.
Allegati
- Bricolage, il retail ricerca soluzioni innovative
- Gdoweek | 11 novembre 2008 |
Il Melograno (IV gamma) traccia la filiera con Rfid Softwork
Il tema della tracciabilità e rintracciabilità nel settore agroalimentare è di stretta attualità e trova ne Il Melograno un interprete significativo. Fondata nel 1987, l'azienda focalizza la sua attività nella lavorazione e trasformazione delle colture in insalate, verdure e frutta pronte per l'uso e confezionate in busta, vassoi filmati, vassoi in flowpack, la cosiddetta IV gamma. L'obiettivo principale dell'azienda è quello del controllo e gestione dell'intera filiera: dalla coltivazione, selezionando i fornitori nel rispetto di un disciplinare di produzione specifico, alla distribuzione finale, passando attraverso lo stoccaggio, dove la giacenza dei prodotti è ridotta al minimo per garantirne la freschezza al consumatore finale.
Il rapporto con la gdo
L'azienda vive una svolta decisiva nel 1990, quando stringe rapporti commerciali con la gdo (Coop Italia/Conad) ed inizia così a rifornire la grande distribuzione; nel 1999 Il Melograno amplia i suoi programmi produttivi con aziende biologiche, da cui derivano un incremento e una diversificazione dell'attività commerciale (linea BIO per Coop Italia). Ad avvalorare una simile filosofia aziendale, sintetizzata anche nel pay-off New Food Generation, interviene l'Rfid nel processo produttivo, per poter meglio garantire l'affidabilità ed il buon marchio dei propri prodotti.
Il sistema Rfid implementato da Il Melograno raccoglie e memorizza lungo la linea di produzione le informazioni rilevanti di avanzamento del singolo prodotto, lotto, unità di trasporto o di carico, rispondendo così all'esigenza primaria di creare un legame certo ed inscindibile tra il flusso logistico dei prodotti e quello delle informazioni nei sistemi software. Il flusso operativo de Il Melograno si snoda in 3 fasi.
Ricevimento del prodotto
Al ricevimento le materie prime sono sottoposte ad un rigoroso controllo qualitativo e quantitativo: operazioni di pesatura e controllo visivo della qualità, facendo proseguire solamente quella idonea lungo il processo produttivo a seguito breve stoccaggio in cella.
La materia prima viene così “identificata” mediante la scrittura di un tag Rfid apposto al bancale, dove è memorizzato un riferimento univoco che lo lega ai dati contenuti nel documento di trasporto ed a quelli rilevati dal responsabile del ricevimento; il tag, in particolare, è apposto sui contenitori delle materie prime.
Produzione
Nella fase di produzione, in cui il prodotto è sottoposto al lavaggio con acqua in apposite vasche ed all'asciugatura, i cassoni contenenti i semilavorati sono identificati con un tag; ogni lotto (di produzione) è automaticamente generato dal sistema ed il suo riferimento univoco è scritto sul tag a fine linea di lavorazione. Per garantire una maggior precisione e correttezza in questa fase, un sistema di segnalatori ottici guida l'operatività degli utenti sulle linee di lavorazione. La lettura e smarcatura dei tag lungo le linee di produzione viene effettuata sempre manualmente dagli operatori di linea che hanno come riferimento i reader Rfid di inizio linea di lavaggio e fine linea di lavaggio. Nel lotto di produzione viene tenuta traccia della linea di lavorazione, della durata del processo, degli scarti di produzione e delle anomalie operative quali l'utilizzo di materie prime differenti da quelle impostate nella ricetta del prodotto.
Confezionamento e spedizione
In questa fase del flusso operativo il prodotto in uscita dalle linee di lavaggio (semilavorato) viene caricato nelle linee di confezionamento mediante i cassoni (bin), ognuno identificato con un tag. Il risultato è quello di conoscere con esattezza il contenuto di ogni singolo bin e di conseguenza avere la possibilità di destinare un determinato prodotto ad un cliente piuttosto che ad un altro in base ad esigenze specifiche di produzione. L'operatore responsabile dell'imbustatrice effettua l'operazione di timbratura del tag Rfid nel relativo reader di inizio linea di confezionamento indicando così al sistema il codice lotto di produzione associato al cassone di semilavorato. Il sistema si collega alle timbratrici orizzontali e verticali, inserendo automaticamente il codice di tracciabilità sulla confezione e salvando lo stesso su database. A questo punto della filiera il prodotto viene destinato alla vendita o stoccato nelle apposite celle frigorifere.
Perché l'Rfid?
L'Rfid garantisce meglio la tracciabilità e rintracciabilità di filiera, intesa come l'identificazione documentata dei flussi materiali e degli operatori che concorrono alla formazione del prodotto finito, venduto al consumatore, in entrambe le direzioni: da monte a valle della filiera e da valle a monte. Ciò significa, quindi, che, a differenza di altri supporti tecnologici, l'Rfid assicura la gestione dei lotti, tracciando in modo sia ascendente sia discendente la storia del prodotto.
Possibili evoluzioni
La soluzione che inizialmente mirava a soddisfare esclusivamente le richieste della normativa cogente si è evoluta negli anni fino a diventare efficace strumento di controllo della filiera produttiva. Avendo il controllo totale di tutta la materia prima in lavorazione sulle singole linee si possono estrarre dati di decisiva importanza quali gli sfridi di produzione, resa effettiva della materia prima con relativa efficienza e produttività delle singole linee.
La tecnologia rfid di Softwork
L'architettura Rfid implementata opera alla frequenza di 13.56MHz e si compone dei seguenti elementi: proximity reader PR101 con antenna integrata, appositamente customizzati da Softwork per Il Melograno, al fine di recepire una serie di I/O ed essere gestiti tramite interfacciamento Ethernet. Per rispondere all'habitat operativo della linea di produzione de Il Melograno, caratterizzata dalla presenza di acqua ed umidità, le componenti Rfid sono infatti inglobate all'interno di un box di protezione in Pvc.
In particolare, il controller PR101 assicura una distanza di lettura/scrittura dei tag fino a 18 cm. I transponder sono invece in formato badge 54x86mm in Pvc, conformi allo standard Iso15693, I-Code SLI.
Nutrition & Santè sta per diventare giapponese
L'accordo è stato firmato a inizio gennaio tra il gruppo giapponese Otsuka Pharmaceutical e i fondi Abénex Capital e L Capital, che controllano attualmente Nutrition & Santè leader europeo nell'alimentazione dietetica e biologica. La cessione avverrà nel corso del primo trimestre 2009 salvo autorizzazione da parte dell'antitrust.
"L'annuncio non può che essere positivo per noi -commenta Pierluigi Crovetto direttore generale di N & S Italia- vista la dimensione di Otsuka Pharmaceutical e il fatto che fin'ora sia stata pochissimo presente in Europa. Questo ci apre notevoli possibilità di crescita". Il progetto di acquisizione da parte di Otsuka Pharmaceutical permetterà dunque a Nutrition & Santé di crescere pur rimanendo comunque "in una posizione di autonomia, che è una caratteristica tipica - continua Crovetto- della strategia di Otsuka: lasciare ampio margine di autonomia alle sue filiali in tutto il mondo".
Il gruppo Otsuka Pharmaceutical
Otsuka Pharmaceutical, ha un fatturato 2008 intorno ai 9,3 miliardi di dollari, dispone di 33.000 collaboratori nel mondo ed è la terza casa farmaceutica giapponese, titolare di 77 fabbriche e 35 centri di Ricerca e Sviluppo. Le 106 società di Otsuka Pharmaceutical sono principalmente organizzate in due distinti settori: il settore farmaceutico e il settore nutrizionale, di cui Nutrition & Santé entrerà a far parte.
Il Settore Nutrizionale (che rappresenta il 30% del fatturato del gruppo), ha una posizione di grande rilievo in Asia con i marchi Pocari Sweat et CalorieMate. È inoltre presente negli Stati Uniti attraverso la Società Pharmavite, il cui marchio NatureMade è leader del mercato dei VMS (Vitamines / Minerals / Supplements). Ha inoltre lanciato con successo dal 2006 il marchio SoyJoy in Giappone, in Cina e negli Stati Uniti. Infine due aspetti interessanti per N & S: nel settore nutrizionale Otsuka non è attualmente presente in Europa e l'espansione internazionale è la sua maggiore priorità per i prossimi anni.
“Dalla tua parte, noi”: al via nuova campagna Coop anticrisi
Per fronteggiare la crisi in corso, Coop da lunedì 26 gennaio lancia la campagna “Dalla tua parte, noi”, destinata ad abbattere i prezzi di un paniere articolato di spesa di una percentuale compresa tra il 20 e il 30%.
In particolare, nell'operazione sono coinvolti 100 prodotti a marchio, scelti tra i più venduti che entrano nella spesa quotidiana dei consumatori, ai quali viene applicata una riduzione di prezzo pari al 20%; a questi, ogni settimana, sono aggiunti 4 articoli di ortofrutta e 2 di carne, ribassati almeno del 30%.
“Di fronte a una crisi che sarà lunga e complessa, agiamo su due fronti -dichiara Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia- da un lato combattiamo le richieste ingiustificate dei prezzi da parte dell'Idm; dall'altro interveniamo drasticamente sui nostri prodotti a marchio”.
Con questa campagna aumenta ancora la forbice di prezzo tra i prodotti di marca e le analoghe Pl. “Se prima il gap tra i nostri prodotti e quelli dell'industria di marca era mediamente dell'ordine del 25% -precisa Tassinari- oggi la differenza sarà mediamente del 40%, a dimostrazione della coerenza con quanto fatto in precedenza, quando abbiamo abbassato i prezzi dei prodotti a firma Coop in concomitanza con la diminuzione del costo delle materie prime”.
Previsioni 2009
Per quest'anno, Coop, che prevede di chiudere il 2008 con un preconsuntivo di 12,7 miliardi di euro, stima che i consumi food registreranno una riduzione dello 0,3-0,5%, mentre nel non alimentare la contrazione dovrebbe essere dell'ordine tra il 3 e il 5%.
Gestione dati e relazioni con il cliente sempre più mobile
Lo dimostrano alcuni esempi come l'implementazione di un sistema WiFi di GD negli ipermercati a insegna E.Leclerc Conad, che ha permesso di verificare in modalità wireless un prezzo senza doversi muovere dalla propria zona. Un vantaggio non da poco per pdv che vanno da 5 a 7mila mq.
Soluzioni multimediali anche per Mediaworld, Coop e Gruppo Lombardini.
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- Dossier | Gdoweek 421 | 12/02/2008 |
Innovazione + servizi=più consumi?
Il consumatore è il vero interlocutore del sistema IDM-GDO. Esigente, smaliziato, apprezza le innovazioni e i servizi in grado di apportare benefici reali al suo sistema di vita e ricerca un corretto rapporto qualità-prezzo.
Le riflessioni in esclusiva di Gdoweek sulla base delle considerazioni di manager e rappresentanti della distribuzione.
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- Dossier | Gdoweek 416 | 12/12/2007 |
I centri commerciali cambiano pelle
Boom di presenze dall'Est Europa e un mercato italiano ancora molto lontano dalla saturazione: si lavora sul refurbishment e su strategie di differenziazione, come la declinazione su superfici molto ridotte o l'apertura in location cittadine. E la food court è la nuova chiave di volta: un esempio su tutti la nascita del food center al settimo piano de laRinascente.
Prossimo step: parchi commerciali con più magneti, spesso senza ipermercati o con strutture incentrate su entertainment, fashion & leisure.
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- Dossier | Gdoweek 418 | 15 gennaio 2008 |
Visual merchandising, l’estetica della relazione per costruire pdv coerenti e in linea con i clienti
Si sa, i negozi presentano forti affinità con il teatro. Fin dall'ingresso, lo spazio che si sviluppa davanti agli occhi del visitatore è diviso in due parti distinte: la platea (il luogo dell'osservazione) e la ribalta (il luogo della rappresentazione). Nessuna procedura progettuale non può non tenere conto di questa natura scissa del punto di vendita che divide lo spazio in retroscena, ribalta e platea. I primi due aspetti appartengono al retailer-attore, il terzo al cliente-spettatore
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- Gdoweek 451 | 23 settembre 2008 |
Shopping experience, il gruppo Metro apre una nuova era
Negozio del futuro capitolo secondo. Dopo aver stupito il mondo con l'Extra Future Store di Rheinberg aperto nel 2003, concentrato di tecnologie innovative capitanate dall'Rfid, il gruppo Metro apre ora una nuova era con il Real Future Store inaugurato a Toenisvorst, nel nord della Westfalia-Renania. Un punto di vendita nel quale il retailer tedesco testa le tecnologie più avanzate ed i più innovativi concept per lo shopping
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- Gdoweek 445 | 15 luglio 2008 |
Verso le premium per affermarne la brand identity
Nessuna industria ha la possibilità di offrire una brand extention quale quella delle private label. Un vantaggio, questo, che le insegne della gdo stanno sfruttando sempre più, spaziando in ogni categoria, coprendo tutte le fasce di prezzo, penetrando mercati innovativi e di nicchia, segmentando l'offerta. Si tratta di un'impresa ciclopica, che basa il suo successo sulla capacità di creare fiducia nel consumatore nei confronti dell'insegna. Fattore che in Italia non pare così consolidato, visto che le quote di mercato delle Pl crescono sì di anno in anno, ma in percentuali scarsamente significative
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- Gdoweek 446 | 26 agosto 2008 |
Museum store: brand experience
Dopo centri commerciali e parchi tematici, musei e monumenti sono tra le attrazioni turistiche più visitate nel mondo e non di rado nelle statistiche si pongono a confronto i visitatori di grandi shopping mall con quelli di Disneyland e del Louvre. Non sono confronti azzardati: il settore dei musei è da molti oggi considerato un comparto dell'industria dell'intrattenimento e del tempo libero (leisure industry), che soddisfa, oltre a bisogni culturali, anche esigenze emergenti di divertimento, gratificazione e socializzazione.
In questa prospettiva i “servizi periferici” dei musei quali ristorazione e luoghi per lo shopping assolvono un ruolo strategico nella creazione di una relazione diretta tra museo e visitatori.
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- Gdoweek 443 | 1 luglio 2008 |
Centri a misura … Duomo
Mentre la gdo ripensa al modello di shopping extraurbano, le arterie commerciali cittadine sono sempre più richieste dai retailer.
Un tour nelle principali strade commerciali di Roma, Napoli e Torino, Firenze e Bologna commentate dagli analisti immobiliari.
Focus su Milano, in particolare Corso Vittorio Emanuele: cambiamenti dal 2005 e al 2008.
I prezzi delle città italiane confrontati con le capitali estere, commenti su strategie di penetrazione, mix merceologico e marginalità ...
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- Dossier | Gdoweek 439 | 3 giugno 2008 |
Pack sostenibile, ci vogliono soluzioni alternative ai derivati del petrolio
Se è vero che già negli anni Ottanta erano stati sviluppati i primi studi e brevetti, è in questi ultimi anni che i grandi nomi della chimica mondiale -ma anche alcune aziende vocate espressamente alla ricerca su questo fronte- hanno intensificato l'attività di R&S di nuovi materiali plastici ecocompatibili. Materiali derivati da fonti rinnovabili e caratterizzati da un'elevata biodegradabilità
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- Dossier | Gdoweek 441 | 17 giugno 2008 |
Despar Nordest sceglie l’Ecorispetto e propone shopper biodegradabili
Cresce la sensibilità ambientale nel mondo della distribuzione. Aspiag Service -Despar del Nordest, con 606 pdv al 31/12/2008 e + 13% rispetto a 1,4 mld di fatturato nel 2007- ha infatti deciso di anticipare l'obbligo di legge, che introduce dal 1° gennaio 2010 il divieto sia di produzione sia di commercializzazione delle borse in plastica, proponendo con il marchio Ecorispetto due alternative eco-compatibili: gli stopper biodegradabili al costo di 0,008 euro (0,005 quelli in plastica) e quelli in cotone.
I clienti dei punti di vendita Despar, Eurospar e Interspar del Triveneto e della provincia di Ferrara, infatti, potranno acquistare, dal prossimo marzo le borse della spesa Despar Ecotone, robuste, lavabili in lavatrice e riutilizzabili per lunghissimo tempo. Da subito, invece, entrano in commercio le borse della spesa Despar Ecompostabili realizzate in Mater-Bi®, una famiglia di bioplastiche realizzate grazie a Novamont e costituite da materie prime rinnovabili di origine agricola (amidi e olii vegetali non ogm). Le borse Despar ecompostabili sono completamente biodegradabili e compostabili, ovvero idonei per la raccolta differenziata dei rifiuti organici, obbligatoria in molti Comuni italiani.
I numeri del risparmio ambientale
In Italia, ogni anno, finiscono tra i rifiuti 2 milioni di tonnellate di plastica, 300 mila delle quali derivano da oltre 4 miliardi di shopper della spesa. Con la loro messa al bando sarà possibile “risparmiare” l'equivalente di 430mila tonnellate di petrolio e ridurre di circa 200mila tonnellate le emissioni di CO2 nell'atmosfera.
“Solo nei nostri punti di vendita -spiega Francesco Montalvo, direttore marketing Despar- vengono acquistati circa 40 milioni di sacchetti in plastica, che corrispondono ad un'immissione dell'atmosfera di 2000 tonnellate di CO2: nel 2009, utilizzando anche soltanto il 20% di sacchetti in meno grazie alle nostre alternative eco-compatibili, stimiamo di poter già ridurre le emissioni di CO2 di almeno 400 tonnellate. L'iniziativa Ecorispetto è parte di un progetto più ampio, Le buone abitudini, con cui Despar ha attivato un percorso di informazione ed educazione alimentare e ambientale assieme ai propri clienti”.
I partner dell'operazione
Partner di Despar nel progetto Ecorispetto è Novamont, realtà industriale nata da un gruppo di ricercatori, e Legambiente, l'associazione ambientalista italiana più diffusa sul territorio, con oltre 115.000 tra soci e sostenitori.
“L'iniziativa Ecorispetto -sottolinea Catia Bastioli, Ad Novamont- è un segnale per lo sviluppo di una cultura orientata sulla sostenibilità economica ed ambientale e la minimizzazione dei rifiuti”.
Per Stefano Ciafani, responsabile ufficio scientifico di Legambient. "Ricerca, innovazione, ambiente e mercato si incontrano in questa insolita alleanza per dare vita ad un progetto importante per l'ambiente e i consumatori. I comportamenti individuali sono fondamentali per contribuire alla salvaguardia del Pianeta, ma è necessario un impegno della gdo in questa direzione per rendere efficace lo sforzo dei consumatori”.
Sodexo, un carnet ricco di motivazioni
Sodexo, multinazionale francese della ristorazione collettiva, cambia posizionamento e si presenta come “Motivation company”.
Ma che cosa significa in concreto per il cliente, traducendo dal linguaggio immaginifico del marketing? innanzitutto un nuovo impatto davanti ai pdv convenzionati con le nuove vetrofanie. E poi la completa rivisitazione del carnet Pass Lunch, che per il 2009 presenta una serie novità editoriali e dedicate al benessere personale, alla qualità della vita, alle proprietà e ai valori nutrizionali di ciò che si sta consumando.
Una piccola rivoluzione nel quotidiano degli utilizzatori che in pausa pranzo, si ritroveranno immersi negli esercizi di training mentale proposti sul loro carnet o sceglieranno direttamente sul buono pasto il viaggio che da tempo sognavano dopo averne letto la recensione. La pausa pranzo diventa momento di informazione, di curiosità, di shopping e addirittura di gioco.
Sul web
Anche il sito internet istituzionale, www.sodexo.com è stato rinnovato nella struttura e nei contenuti attraverso la suddivisione in due percorsi di navigazione incrociati. Sarà infatti possibile da un lato esplorare tutti i prodotti offerti da Sodexo (area Motivation Box), dall’altro approfondire informazioni corporate focalizzate su specifici target (area Motivation Company).
La Motivation Box è anche il supporto della nuova brochure digitale: all’interno di una confezione brandizzata è racchiusa una memoria usb, che contiene il company profile di Sodexo, uno strumento flessibile e inerattivo per presentare l’azienda come società multi-servizi.
La multinazionale francese, con questi nuovi obiettivi, considera "la motivazione quale valore che accomuna tutte le soluzioni offerte alle imprese", per gratificare gli utilizzatori e soprattutto per fidelizzare le aziende clienti.
Coop e Carrefour promuovono i mirtilli cileni
I reparti ortofrutta di Coop e Carrefour si tingono di blu: il 30 e 31 gennaio 2009 una selezione di pdv del nord Italia delle due insegne ospiterà la in-store promotion promossa dal Berry Committee attraverso la CFFA (Chilean Fresh Fruit Association).
L'operazione mette l'accento sulle caratteristiche nutrizionali dei mirtilli.
Nei pdv coinvolti verrà allestito un corner interamente dedicato ai
mirtilli cileni, dove una promoter offrirà ai clienti un assaggio di
prodotto e distribuirà depliant informativi.
La Chilean Exporters Association (ASOEX), che fa capo alla CFFA, riunisce 500 società di esportazione che rappresentano oltre il 90% delle esportazioni di frutta fresca cilena, ossia il 24% del totale delle esportazioni alimentari del Paese, per un valore annuo di oltre 8 miliardi di dollari.
Biscaldi, 2008 in crescita
Consumi stagnanti e perdita dal portafoglio di un marchio prestigioso come Corona extra: le premesse per un 2008 in salita per Biscaldi c’erano tutte. Eppure l’azienda, specialista nell’import e commercializzazione di beverage, è riuscita a chiudere lo scorso anno in maniera molto positiva: il fatturato, al netto dei risutati raggiunti nel 2007 da Corona, è cresciuto del 50%. Segno questo che la politica commerciale e le persone che la attuano hanno un loro peso specifico, tanto più significativo in periodi sfavorevoli come l'attuale.
La performance è stata possibile proponendo al mercato prodotti di qualità e prestigio di livello internazionale fra i quali le birre Asahi, Miller Genuine Draft, Viru e Budějovický Budvar; l’acqua Ty Nant e Tau, lo champagne Tsarine e il vino Versus.
Punte di diamante si sono dimostrati la birra giapponese Asahi, con una crescita del +50% del fatturato, e il marchio Miller Genuine Draft, distribuito sul territorio italiano da aprile 2008, che ha già dato notevoli risultati, suscettibili di miglioramento nel 2009.
Road show di Liquigas nei centri commerciali
Un tour itinerante che toccherà alcuni tra i maggiori centri commerciali del Nord Italia. Si tratta del Green Planet Liquigas e si svolgerà fino a fine aprile, con partenza il 30 gennaio da Orio al Serio (BG).
Green Planet Liquigas, promosso dalla società leader in Italia nella commercializzazione del gpl, sarà incentrato sugli stili di vita eco sostenibile e dello sport. L'azienda infatti è sponsor di un team ciclistico di successo; la bici da corsa adoperata dai ciclisti in gara sarà disponibile nell'area ludica degli stand, dove sarà possibile simulare un allenamento e anche concorrere alla possibilità di prendere parte a una tappa del Giro d'Italia 2009.
Animazioni per i più picoli, grazie alla presenza negli stand della mascotte Twiny, l'ultima bombola nata in casa Liquigas; funzionari commerciali saranno poi a disposizione per rispondere a tutte le domande dei visitatori.
L'iniziativa prevede la permanenza degli stand per tre giorni in ogni centro commerciale; dieci le megastrutture coinvolte dall'iniziativa presso le seguenti località Orio al Serio (BG), Arma di Taggia (IM), Modena, Trento, Montebello della Battaglia (PV), Marcon (VE), San Martino B.A. (VR), Cuneo
Udine, Rimini.
A Parma un centro commerciale dedicato allo sport
Una nuova generazione di shopping center che concilia shopping, relax e sport all'interno di un'architettura industriale di tendenza: questi i criteri adottati per la realizzazione di Pr Parma Retail da Stores Development, società che offre consulenza e servizi nel settore immobiliare commerciale, che di recente ha realizzato, a nord di Roma, il Soratte Outlet Shopping, per conciliare arte e shopping.
La struttura commerciale, situata nei pressi dell'uscita Parma Centro dell'autostrada del Sole, si estenderà su una superficie di oltre 39.000 mq, sarà dotata di parcheggio per 2.500 posti auto e avrà un'offerta commerciale composta da 90 negozi con una decina di medie superfici, tra le quali non è prevista la locomotiva alimentare. Inoltre, saranno attivi articolati spazi dedicati alle attività sportive, curati nei dettagli anche dal punto di vista architettonico per integrarsi con la città e il suo bacino di utenza. Per caratterizzare in maniera più originale la struttura, Stores Development, ha deciso di utilizzare un approccio “open street style", con materiali come vetro, cemento e acciaio per creare elementi impattanti e giochi di luce.
Festa di compleanno con sconti a Eataly
Clima di consumo cambiato, voglia di farsi conoscere meglio, o semplice volontà di festeggiare un indubbio successo? Forse è un mix di tutto questo l’iniziativa di Eataly che a Torino per festeggiare l’anniversario dell’inaugurazione al Lingotto da giovedì 22 a martedì 27 gennaio propone ben 50 prodotti di alta qualità a un euro. Tra questi tagliolini, yogurt, biscotti, birra, grissini, latte crudo (in confezione da ben 2 litri), mozzarella. Non solo, i picoli produttori locali che costituiscono al spina dorsale dell’offerta del pdv presenteranno la loro offerta in un mercatino appositamente costitituito. E sabato e domenica fette di torta di compleanno per tutti i visitatori.
Metro: una ristrutturazione annunciata
Un programma duro, quello annunciato dal Gruppo Metro, un programma che probabilmente non risparmierà in posti di lavoro, alcune fonti parlano di 15.000 licenziamenti su 300.000 dipendenti.
Metro è uno dei gruppi più importanti a livello internazionale opera in 32 paesi con circa 2.200 punti di vendita e non è da oggi che si trova in difficoltà, tanto è vero che la ristrutturazione annunciata, in realtà, ha già iniziato a muovere i suoi primi passi in Germania con i supermercati Real.
“Decentralizzare quanto possibile, centralizzare quanto è necessario”, questo il principio base di Shape 2012, il programma, lanciato il 20 gennaio, che ha l’obiettivo di rendere il gruppo tedesco “più trasparente, attento al cliente e gestito con maggiore efficienza e minore complessità”. Seguendo il principio fondamentale del gruppo: la crescita attraverso l’internazionalizzazione.
Sono 5 i punti principali di Shape 2012 così come sono stati annunciati:
Un nuovo modello di leadership per promuovere la centralità del mercato e del consumatore
Per meglio perseguire l’obiettivo della crescita internazionale, molti centri decisionali verranno ulteriormente decentralizzati e quindi i singoli paesi avranno una maggiore autonomia; per avvicinarsi al mercato, Metro Cash & Carry condurrà le sue operazioni principalmente da tre regioni: Europa Occidentale, Europa Orientale e Asia.
Responsabilità diretta delle divisioni vendite nella gestione del business Metro Cash & Carry, Real, Media Markt, Saturn, Galleria Kaufhof gestiranno l’intera catena del valore, dal fornitore al cliente. Sempre alle divisioni vendite andrà la responsabilità diretta della logistica e degli approvvigionamenti.
Rafforzato il focus sull'organizzazione per finanza, amministrazione e controllo e risorse umane
Tali funzioni verranno gestite direttamente dal quartier generale di Düsseldorf, questo per limitare al massimo i rischi finanziari e facilitare la gestione dei flussi. Per quanto riguarda l’area personale, la centralizzazione vuole così rafforzare l’importanza della selezione e dello sviluppo delle qualità manageriali interne.
Il portfolio real estate diventa centro di profitto
Gestite a sé, le proprietà immobiliari del gruppo verranno affittate a prezzo di mercato alle divisioni vendite.
Gestione controllata attraverso obiettivi di guadagno centralizzati
La nuova struttura assicurerà un focus più attento sulla gestione dei costi e accrescerà l’efficienza. Le unità operative che non saranno in grado di centrare i propri obiettivi saranno sistematicamente ristrutturate o dismesse.
Interdis punta sulle private label
Sviluppare e valorizzare la marca privata per allinearsi ai risultati dei migliori comptitor della gdo è uno degli obiettivi di Interdis per il 2009. Il Gruppo, che attualmente raggiunge, tramite le oltre 2.100 referenze a marca privata, una quota del 12% del totale sellout a valore, punta infatti a incrementare di 3-4 punti percentuali le vendite.
Per raggiungere l’obiettivo, Interdis si avvarrà le leve del marketing mix, focalizzandosi su alcuni elementi chiave, tra cui il completamento della rivisitazione del packaging di tutti i prodotti dei tre brand (Dimeglio, Mondo, Sidis), ricorrendo anche a tecniche espositive specifiche. Un altro punto di forza sarà il lancio di una linea premium price, che sarà sviluppata in maniera selettiva, al fine di essere presenti in quei segmenti di mercato in cui la Pl è in grado di sostenere un ruolo di eccellenza.
Meno copacker più efficienza
In ambito di copacker, verrà effettuata una forte scrematura (attualmente 126) per arrivare a un unico fornitore per ogni tipologia di prodotto per tutte le insegne, raggiungendo così ulteriori economie di scala e stringendo partnership più forti.
Interdis, che nell'ambito dei progetti speciali pianificati ha sottoscritto con La Piemontese Assicurazioni, divisione Rem (Gruppo Reale Mutua Assicurazioni) un accordo per la vendita di prodotti assicurativi per la famiglia, ha chiuso il 2008 con un fatturato consolidato di 6.103 milioni di euro, realizzato tramite le vendite nei suoi 2.909 pdv (di cui 50 cash & carry).
Il Consorzio del Parmigiano-Reggiano dirotta verso l’export 50mila forme
Per uscire dalla complessa crisi che da tempo fa registrare quotazioni al di sotto del valore dei costi di produzione e rilanciare il mercato, il Consorzio del Parmigiano-Reggiano metterà in atto due azioni approvate dall’Assemblea generale dei delegati del Consorzio. Mentre è atteso per i prossimi giorni il bando dell’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) per il ritiro di forme di Parmigiano-Reggiano e Grana Padano da destinare agli indigenti per un valore di 50 milioni di euro (27 dei quali per il primo e 23 per il secondo), il Consorzio procederà innanzitutto ad un’integrazione delle risorse pubbliche per 2 milioni di euro, così da consentire il ritiro di 100mila forme (pari al 5% della produzione di otto mesi), a un prezzo superiore alle attuali quotazioni di circa il 7%, cedendo le opzioni di vendita raccolte in queste settimane tra i caseifici alla ditta che si aggiudicherà il bando.
A questa prima azione se ne affiancherà un’altra del tutto inedita nei 70 anni di vita del Consorzio, ovvero un intervento diretto che porterà a ulteriori ritiri di prodotto, pari a 50mila forme, inserite in un progetto promozionale sull’estero finalizzato all’ampliamento dei mercati internazionali.
L’intervento – condotto in sinergia con Buonitalia, che comparteciperà finanziariamente al progetto – riguarderà forme caratterizzate dal marchio di 1° categoria, sottoposte a un’ulteriore espertizzazione a 18 mesi per l’apposizione del marchio export e da avviare sui mercati internazionali a stagionatura completata a spese del Consorzio.
Rischio ponderato
Con il doppio intervento, dunque, dal mercato domestico sarà distolto il 7,5% della produzione di otto mesi, e per il ritiro condotto autonomamente dal Consorzio i caseifici conferenti percepiranno 7,5 euro al kg. “L’obiettivo -spiega il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai- è evidentemente quello di concorrere a tonificare le quotazioni, e la sua importanza è pari alla sua urgenza, tanto da indurci a un’azione che non ha precedenti e porta il Consorzio ad un ruolo decisamente più attivo sui mercati, con un’assunzione di compiti e di responsabilità che vanno al di là della tutela e della promozione dell’immagine del prodotto. In questo modo il Consorzio si fa carico di un rischio, comunque ben ponderato, ma ad esso non ci si può sottrarre nel momento in cui si è di fronte ad un pericolo ben più grave che riguarda centinaia di caseifici e migliaia di produttori”.
Grana padano, 2008 poco esaltante per i produttori
Un bilancio con più ombre che luci per il Grana padano nel 2008. Il Consorzio di tutela ha reso noti i primi dati sul 2008. Sul fronte produttivo, dopo un’annata del tutto atipica come quella del 2007, fortemente influenzata dal calo dei prezzi del latte nei mesi estivi, si segnala un leggero calo rispetto al 2006 (-0,04% però calcolata su un giorno lavorativo in meno, a parità di giorni la discesa è stata dello 0,31%). Dai dati resi noti dal presidente del Consorzio, Nicola Cesare Baldrighi, si ricava che le scorte nel 2008 sono calate del -7,12% rispetto al 2007, attestandosi a 1.084.163 il livello più basso degli ultimi dieci anni. Questo anche perché le vendite sono cresciute.
Il mercato
“I consumi nazionali dell’ultimo bimestre, secondo i dati Nielsen ottobre/novembre 2008 – precisa Baldrighi - sono cresciuti dell’1,4%, portando l’annata dicembre 2007/ novembre 2008 a registrare un +2,6% rispetto a quella precedente”.
L’export sembra invece aver registrato una battuta d’arresto, calando del 3% (dato tendenziale riferito ai primi 8 mesi); per quanto riguarda i formati, è ulteriormente cresciuto il segmento grattugiato e bocconcini, attestandosi al 15,5% del totale; pure i pezzi con crosta crescono leggermente, (35,9% del totale) e le forme vendute intere alla distribuzione occupano il rimanente 48,6%.
Le ombre di cui dicevamo sono rappresentate dalla scarsa remunerazione per i caseifici. “Dopo un andamento altalenante nel primo semestre 2008, dalla metà di luglio si è progressivamente perso un euro al kg, pari al 18% circa del costo di produzione – rileva Baldrighi- Invece il prezzo medio di vendita al pubblico, rilevato da Nielsen, si è attestato sugli 11 euro al kg, rimanendo praticamente costante in ogni rilevazione bimestrale”.
Le aziende si affidano sempre di più ai consumatori
Se il web 2.0 ha trasformato il mondo di Internet, grazie ai contenuti generati dagli utenti, anche il mondo dell'economia e dell'impresa è da anni attraversato da un fenomeno che ha rimesso in discussione le regole fondamentali del marketing. Stiamo parlando della customer energy, ovvero l'approccio partecipativo da parte dei clienti, che sono sempre più pronti a mettere a disposizione delle aziende le proprie idee ed energie per dar vita a nuovi prodotti e servizi.
Le potenzialità della customer energy
Una recente ricerca internazionale condotta dalla società di consulenza A.T. Kearney ha fatto il punto sulle dimensioni della customer energy. Lo studio, (che sarà presentato nel dettaglio in occasione del convegno "Come fare Brand 2.0. Guida al marketing interattivo e partecipativo sul Web") ha preso in esame un campione di circa 3000 società, di cui 1050 italiane. I risultati dimostrano come, nonostante un certo ritardo diffuso, le possibilità di sviluppo di questo fenomeno siano molto significative: l'80% delle aziende interpellate dichiara di non sapere nulla delle potenzialità dei clienti in termini di customer Energy. Oltre il 50% del campione non conosce quali siano i propri clienti “energetici” e quindi non ha neanche un canale adatto a ricevere suggerimenti e contributi, capace di trasformarli in qualcosa di concreto. D'altra parte, anche i consumatori hanno il medesimo problema: il 60% dei clienti non ha idea di come far pervenire i propri contributi alle società verso le quali prova interesse. Ma le aspettative delle aziende sullo sviluppo di questa ambito sono molto elevate: secondo il campione, da qui al 2015 il 16% dei loro ricavi sarà a rischio a causa di eventuali attività "ostili" dei consumatori oppure per l'insufficiente sfruttamento della customer energy. Se invece si riuscisse a sfruttare al meglio questo fenomeno i dirigenti si attendono un aumento dei ricavi almeno del 4-7% e un potenziale di riduzione costi almeno del 5-7%.
Buone prospettive per i beni di consumo
Attualmente, però, le società utilizzano solo in minima parte questa risorsa. L'area aziendale a maggior impatto, secondo il sondaggio, dovrebbe essere qualla della produzione e qualità (47%), seguita da ricerca e sviluppo (39%) e marketing (32%). I manager prevedono una crescente importanza della customer energy in tutti i settori. I più coinvolti dovrebbero essere i beni di consumo (in una scala di importanza da 1 a 6: 3,2 oggi - 4,8 nel 2010 - 5,7 nel 2015), i media (nello stesso intervallo di tempo si passerà dal 2,2 al 3,6 e al 4,4) e le telecomunicazioni (rispettivamente 2,1 poi 3,7, poi 4,7). Il comparto meno coinvolto dovrebbe essere quello delle utility (1,4 oggi - 2,3 nel 2010 - 3,4 nel 2015). La ricerca ha poi distinto i clienti in tre diverse categorie per quanto riguarda il loro apporto alla customer energy: innanzitutto i creator (11% del totale), ovvero chi ha idee nuove e parteciperebbe proattivamente. Poi ci sono i contributor (36%), cioè quelli che rispondono se opportunamente sollecitati. Infine la terza tipologia ricomprende i viewer (53%), ovvero coloro che si limitano a fruire dei servizi offerti ma osservano e sono influenzati dal comportamento degli altri clienti.
Il caso di Procter & Gamble
La ricerca internazionale effettuata di A.T. Kearney ha anche preso in esame i casi più interessanti di successo della customer energy. Nel mondo delle multinazionali del largo consumo, spicca il caso di Procter & Gamble, che dal 2000 sta utilizzando la collaborazione dei consumatori per la progettazione e il lancio di una quantità di nuovi prodotti compresa fra il 15 e il 35%. I consumatori sono chiamati non solo a dar consigli di taglio generale, ma anche su problemi di carattere tecnico e scientifico. I risultati sono stati così soddisfacenti che è stato possibile diminuire gli investimenti in ricerca e sviluppo dal 4,8% al 3,4% del fatturato, senza che questo avesse alcuna conseguenza negativa sul tasso di innovazione dell'azienda. Al contrario, la percentuale di successo delle innovazioni di Procter&Gamble risulta più che raddoppiata.
Il successo di Expedia
Un altro esempio di utilizzo vantaggioso della Customer Energy viene dal caso Expedia, il sito Internet dedicato alla prenotazione di servizi di viaggio a prezzi scontati. Per ogni albergo o casa in affitto proposti, Expedia riporta le impressioni dei clienti precedenti, chiamati a giudicare la struttura visitata e la qualità del servizio, facendo un vero e proprio racconto del loro viaggio e sintetizzando l'esperienza con un rating compreso fra uno e cinque. L'iniziativa è particolarmente efficace (il 70% dei clienti consulta la pagina dei commenti) perché sottoposta a controllo: possono partecipare solo i clienti che, prenotando con Expedia, hanno effettivamente alloggiato nell'albergo o nella casa recensiti, e rimane quindi esclusa l'auto pubblicità degli operatori turistici “travestiti” da clienti.
L'iniziativa della Barilla
Anche in Italia si possono individuare esempi postivi di customer energy. Per esempio, il marchio Mulino Bianco di Barilla ha rafforzato la sua relazione con i clienti coinvolgendoli nell'iniziativa "Un biscotto in cerca d'autore". Nel maggio 2008 è stata lanciata una campagna che invitava i consumatori a suggerire un nome adatto a dei biscotti che sarebbero stati lanciati di lì a poco. L'iniziativa era articolata in due fasi. Nella prima, aperta a tutti, l'azienda chiedeva a ognuno di registrarsi sul sito della Barilla per proporre un nome. La risposta del pubblico è stata positiva, tanto che sono arrivate ben ventunomila proposte di nomi. Da qui ne sono stati selezionati cinque, che sono stati poi sottoposti a una votazione finale dei consumatori .
Condiriso passa definitivamente a Berni Alimentare
Berni Alimentare S.p.A -società partecipata dalla cooperativa di trasformazione di pomodoro CO.PAD.OR di Collecchio (Parma) e da COPRA di Piacenza- ha definitivamente acquisito i marchi Condiriso, Condipasta e Louit Frères, nonché il complesso aziendale di Gragnano Trebbiense (Piacenza), già di proprietà della vecchia Berni Spa.
Acquisita nel 1960 da Nestlé, che ne incrementò l'attività, nel 2002 l'azienda venne rilevata da un imprenditore veneto con la partecipazione di un fondo di investimento. Nel 2006, ne venne scongiurato il fallimento grazie alla costituzione di Berni Alimentare, che lo ha gestito in affitto per 18 mesi in vista dell'attuale cessione definitiva.
“Oltre ad avere salvaguardato prestigiosi marchi italiani -ha commentato Paolo Bruni, presidente di Fedagri-Confcooperative-. l'operazione ha un valore importante dal punto di vista della tenuta occupazionale, in quanto Berni rileverà l'intero stabilimento industriale che dà lavoro a 50 dipendenti e che fattura ogni anno 30 milioni di euro con la produzione di sottoli, sottaceti, salse e condimenti”.




















































































