A Chiavari (Ge), nella centralissima Corso Garibaldi, PetHit, insegna di supermercati specializzati in articoli per animali da compagnia, che fa capo a GFE, impresa del circuito nazionale VéGé, ha aperto all'interno di spazi che ospitavano il cinema-teatro Cantero: un ennesimo esempio di conversione e rivitalizzazione immobiliare che ha come protagonista un progetto retail, in questo caso ideato nel 2012 da Federico Massari che dalla Liguria (dove PetHit ha aperto a Sarzana, La Spezia, Lavagna, Albenga e appunto Chiavari) vuole esportare il concetto anche in altre regioni italiane.
PetHit può contare sul supporto di Gruppo VéGé, che è già attivo su questo mercato (il Pet Care) con i punti di vendita a insegna Ayoka di gruppo Multicedi.
“Il dinamismo e gli eccellenti risultati raggiunti in pochi anni da PetHit e da Ayoka testimoniano le non comuni doti imprenditoriali dei nostro soci - commenta Nicola Mastromartino, Presidente di Gruppo VéGé. Il comparto del pet care e pet food, dopo un biennio di crescite marginali, sta vivendo un nuovo boom e come Gruppo VéGé investiremo molto anche in questa area”.
PetHit, il petfood di VéGé, apre a Chiavari e punta a nuovi orizzonti
Eataly al World Trade Center di New York
Inaugurato due mesi fa (a inizio agosto) e costato circa 30 milioni di dollari, il punto di vendita Eataly Downtown, all’interno del Westfield World Trade Center mall di New York, si sta già dimostrando all’altezza delle aspettative e dell’investimento: la media è di 10-15.000 clienti al giorno. Lo store (3.500 mq di superficie) è il secondo aperto nella Grande Mela, dopo Eataly NYC Flatiron: cosa che fa di New York l’unica città non italiana, insieme a Dubai, ad avere due negozi Eataly.
La location
Un’apertura di grande valore simbolico, quella di Downtown: il nuovo punto di vendita si trova di fronte a Ground Zero. Proprio per la sua valenza emotiva, Oscar Farinetti, l’ideatore della catena, lo giudica: “Luogo ideale per promuovere messaggi di pace, di convivenza e unione tra le diverse culture”. Valori che il patron di Eataly intende diffondere, in questo store, anche grazie alla forza aggregante del cibo. Non a caso, il tema scelto per il punto di vendita (per tradizione ogni Eataly è dedicato a un soggetto) è quello del pane, pietanza diffusa in tutte le tradizioni alimentari e, quindi, metafora dello spirito di comunità e unione fra i popoli, alla base della rinascita del polo del World Trade Center. In quest’ottica, in negozio è stato collocato un tavolo conviviale, realizzato dall’azienda Riva 1920 con il contributo artistico di Renzo Piano, dove la clientela può condividere il pane, ma anche le proprie opinioni e la propria cultura, nello scenario di una delle città più multietniche al mondo.
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Coin inaugura un nuovo store con vetrina digitale
Coin rafforza la sua presenza nei principali Mall italiani inaugurando un nuovo department store al centro commerciale Carosello di Carugate (Mi). Il punto di vendita, esteso su oltre 2.300 metri quadrati, si presenta con una vera e propria vetrina digitale. Sono infatti stati allestiti 10 mq di pannelli led inseriti in una cornice realizzata con materiali metallici verniciati a mano, che segnano un connubio sempre più stretto tra multimedialità, artigianato e design.
L’offerta. Le proposte di abbigliamento offrono una combinazione equilibrata tra brand italiani e internazionali. Il
format propone la consueta area per l’universo beauty con marchi di target alto, gli spazi dedicati all’abbigliamento uomo, donna e bambino con una mirata selezione di marchi anche per gli accessori. Oltre al mondo della bellezza, si affaccia sulla vetrina Nespresso, che, a consolidamento della lunga partnership con Coin, inaugura un nuovo concept di acquisto: i clienti della Boutique verranno accolti dai Coffee Specialist nelle varie postazioni. L’ordine, effettuato attraverso un tablet, verrà inviato direttamente al back office che si occuperà della preparazione della shopper contenente i prodotti acquistati. Completa l’offerta Coincasa che presenta la propria
selezione dedicata all’home decoration, che si arricchisce nel mondo gardening e profumazioni con i partner consolidati EDG, Millefiori e Yankee Candle oltre a Cargo.
I servizi. Per valorizzare e migliore rare la shopping experience, l’insegna mette a disposizione dei clienti un servizio di personal shopper che li guiderà nella scelta dei capi di tendenza suggerendo proposte diverse per ogni occasione.
IperSoap mette al centro i clienti
Poco meno di 250 punti di vendita, dislocati nel nord Italia e in Toscana, con assortimenti dedicati alla cura della persona, alla profumeria e all’igiene della casa: queste le caratteristiche di IperSoap, marchio di General, che, parte del consorzio Promotre (seconda realtà del segmento drug italiano con 589 punti di vendita), è associata a Gruppo Crai. Si tratta di una realtà dinamica e in crescita, con novità all’orizzonte, come ci anticipa Pietro Paolo Tognetti, presidente Consorzio Promotre e titolare di General.
Quali sono i progetti per il 2017?
Intanto il Customer relationship management targato IperSoap. Vogliamo porre sempre di più il cliente, e non il prodotto, al centro del nostro business. Proprio grazie all’ausilio dell’IperSoap Card e dell’enorme banca dati a disposizione, individueremo e gestiremo i profili degli shopper più fedeli, cercando di comprenderne le esigenze, le aspettative e la propensione agli acquisti, definendo una comunicazione più personalizzata in grado di raggiungerli con puntualità, oltre che informarli su promozioni e offerte. A questo si aggiungerà la collaborazione con la centrale Crai per fare sistema e ottimizzare ancora di più la nostra forza nel mondo drug. Infine, ci sarà il lancio del marchio ‘C’ come segno distintivo da inserire nelle insegne drug parte della Centrale Crai: partito in questi mesi, sarà a regime nel 2017.
Intanto, come sta andando il comparto drug?
Dopo la timida ripresa dell’anno scorso, il comparto sta confermando il trend positivo. Sembra superato quel periodo di persistente incertezza che portò alla riduzione della propensione all’acquisto delle famiglie. Non possiamo dire di essere fuori dalla crisi e le difficoltà sono sempre presenti in un mercato complesso come il nostro, articolato e caratterizzato da un continuo confronto con una concorrenza in aumento.
Il prezzo continua a essere il fattore più importante che influenza l’acquisto?
È importante, ma non è tutto. La nostra tipologia di prodotto è disponibile ovunque e tutti corteggiano i clienti con promozioni, offerte e prezzi tagliati. Perciò, oggi la differenza si fa con la formazione del personale addetto alle vendite che deve essere sempre più in grado di soddisfare le aspettative e i bisogni dei consumatori. Noi puntiamo con decisione su questo aspetto. Non dobbiamo limitarci a consigliare un prodotto: dobbiamo raccontarlo e renderlo adatto alle specifiche e sempre più personalizzate richieste dei clienti. È quasi irrinunciabile.
Obiettivi di sviluppo.
Sono in programma tante nuove aperture, puntando sui format casa/toilette e profumeria. I nostri punti di vendita vanno dai 150 ai 300 mq, anche se abbiamo sia negozi più piccoli di 100 mq sia alcuni intorno ai 1.000. La costante crescita qualitativa e quantitativa della rete distributiva è una mission, fatta di passione e professionalità. Per noi fare impresa significa investire sul futuro e sul lavoro, all’insegna dell’innovazione e della buona occupazione.
Quali scelte privilegiate a livello di offerta?
Stiamo puntando a tre cluster, tarati sulla specificità dei singoli punti di vendita. I nostri sono negozi prevalentemente di vicinato che devono garantire servizi coerenti: ciò significa una rivisitazione attenta della profondità. Garantiamo una completa adesione ai trend di mercato più performanti (come il naturale), contraendo la presenza dei prodotti in declino e ampliando quelli in crescita.
Che ruolo giocano le private label?
Stiamo investendo molto sui prodotti a marchio. Se i consumatori scelgono di fare acquisti da IperSoap, le nostre private label devono rappresentare un’ulteriore buona opportunità di acquisto col miglior rapporto qualità-prezzo, con la garanzia del brand IperSoap.
Quali le azioni in campo per aumentare la fedeltà all’insegna?
Lavoriamo a tutto campo facendo attenzione ai bisogni dei clienti. Vuol dire lavorare in termini di accoglienza, professionalità e cortesia, oltre che sull’assortimento e continue e variegate opportunità di risparmio: dal volantino, al web, ai social network. Curiamo molto la comunicazione, non solo commerciale.
Rinascente Duomo Milano accoglie il primo pop-up store Malone Souliers
All’interno della Rinascente Duomo Milano, il brand inglese di scarpe made in Italy, Malone Souliers, disegnato da Mary Alice Malone, fa il suo ingresso con il primo pop-up store italiano che sarà aperto dal 18 al 30 ottobre. L’offerta comprende i modelli di punta della collezione autunno-inverno 2016 esposti in un’area dedicata al brand, all’interno dell’area calzature del terzo piano. Per l’occasione sarà in vendita anche una special edition, Emmanuelle, la décolleté iconica del brand, che sarà presentata in una versione in nappa rosa con dettagli in pelliccia di cashmere color verde menta. La collaborazione con la Rinascente continuerà nel corso dell'anno con l'arrivo, nel mese di novembre, delle collezioni Primavera-Estate 2017.
Aldi sviluppa il non food e lancia una linea di abbigliamento
L'insegna Aldi compete con i giganti del retail non food e programma nuove iniziative per potenziare la propria quota di mercato. La sfida, nello specifico, è mirata a insegne come H&M. Si inserisce in questo obiettivo il lancio della gamma di abbigliamento donna e uomo a prezzi competitivi. La catena di supermercati tedesca, che sta intensificando la guerra dei prezzi nel settore alimentare nel Regno Unito, propone la sua nuova collezione di moda a prezzi più bassi fino al 60 per cento rispetto alle catene del settore.
L’amministratore delegato Tony Baines sottolinea che l'insegna intende offrire ai clienti una gamma di qualità e in linea con le nuove tendenze di moda.
Accordo Nordfrost e Stef per la logistica dei sugelati in Europa
Lidl mette a scaffale la ricetta di un cliente
Ribaltare sia le logiche di assortimento sia il processo di sviluppo del prodotto, partendo dal cliente e da ciò che vuole trovare in assortimento: è con questa finalità che Lidl ha industrializzato il piatto vincitore del talent show culinario “La ricetta perfetta – dal fornello al carrello”, trasmesso da Canale 5 la scorsa stagione televisiva. Stiamo parlando di “Che Seppia”, nome con cui è stata ribattezzata la ricetta finalista (seppie in umido con crema di piselli e menta creata dalla chef amatoriale Samantha Alborno), che è stata messa in produzione e distribuita nella rete Lidl sotto il marchio Italiamo. Continua così un percorso di co-creazione del prodotto con il cliente iniziato con Pizza Fantastica e Gelato Fantastico. Per capire le differenze rispetto al passato, le difficoltà e i vantaggi di un’operazione di questo genere , abbiamo parlato con Lorenzo Pirami, responsabile acquisti food dell’insegna e anche con Massimiliano Orsi, Mdd manager gdo e discount di Piatti Freschi Italia,il fornitore che ha seguito il progetto, dalla ricetta alla messa a scaffale.
Quali sono state le principali sfide da affrontare per immettere il prodotto sul mercato il prodotto vincitore del talent sho televisivo La Ricetta Perfetta?
Sicuramente il rispetto delle tempistiche ha rappresentato la criticità maggiore. In proposito va ricordato che, per sviluppare un prodotto dalla sua ideazione fino alla sua realizzazione, e farlo successivamente arrivare sul punto di vendita, ci vogliono mediamente 4-5 mesi. In questo caso ce ne sono bastati solo 2 e mezzo: abbiamo infatti contattato il fornitore a inizio aprile e già nella prima metà di giugno Che Seppia era in vendita.
Un processo impegnativo da gestire aanche sul fronte interno ...
Naturalmente abbiamo dovuto lavorare sempre con l’acceleratore premuto: ad esempio abbiamo snellito i tempi di approvazione della ricetta che il fornitore ci ha sottoposto. Inoltre, siamo stati più rapidi di quanto lo siamo normalmente nello sviluppo grafico, gestito in toto dalla nostra azienda. E rapidità, come è facile intuire, è stata la parola d’ordine anche in ambito logistico. Per essere chiari: l’ultima puntata del talent è stata trasmessa domenica 12 giugno e lunedì 13, all’apertura dei nostri store, Che Seppia era presente in tutti i 570 punti di vendita Lidl.
Ne è valsa la pena?
Certamente sì. I primi riscontri sono molto positivi, anche se il tempo dei bilanci verrà più in là nel tempo, quando sarà passato in maniera definitiva l’”effetto talent”. Siamo così soddisfatti che abbiamo già in programma nuove iniziative che prevedono il coinvolgimento del consumatore nella realizzazione del prodotto. Del resto, questi progetti ci hanno sempre dato soddisfazione, perché creano un rapporto nuovo, di collaborazione, con il consumatore, rendendolo vero protagonista delle proprie scelte d’acquisto.
Sono progetti che cambiamo anche la relazione con il fornitore ...
La rafforzano, piuttosto. La partnership diviene reale: solo parlandosi in modo franco, dettando gli obiettivi e lasciando da parte i limiti negoziali e commerciali, si riescono a superare le difficoltà che, altrimenti, ci sarebbero in una trattativa normale.
Il Gruppo Crai cresce nei canali food e drug
Crescita a doppia cifra per il Gruppo Crai, operativo nei canali food e drug, così come sottolineato dalla Guida Nielsen Largo Consumo, pubblicata a settembre, che evidenzia nel canale alimentare un trend di crescita (+11,83%) rispetto all’anno precedente, registrando una quota di mercato di 2,36%. In particolare, nel formato tipico dei negozi di prossimità con superfici da 100 a 399 metri quadrati, la quota di mercato cresce fino ad arrivare a quota 11,36%. La crescita del Gruppo si manifesta anche nel formato 400 – 800 mq arrivando a una quota del 4,75%.
“Abbiamo una squadra molto forte in centrale ed un rapporto con i nostri cedi molto stretto - afferma Marco Bordoli,

amministratore delegato Crai Secom - A dimostrazione della fiducia che Crai riscuote nel mercato appaiono anche i dati nel canale Drug: abbiamo raggiunto il 25,8% di quota confermandoci il secondo player del mercato erodendo quote alla concorrenza in un mercato altamente concentrato”.
Banzai, una nuova sede sulla linea dell’innovazione
Non si tratta semplicemente di un cambio di sede. Per Banzai l’inaugurazione della propria nuova casa, nel centro storico di Milano, significa un ripensamento degli spazi e delle relazioni sia al proprio interno, sia nel contesto cittadino.
Per la sua nuova sede, Banzai ha scelto infatti via San Marco 29, un edificio completamente ristrutturato che si trova in un contesto di ideale contiguità con altri player che stanno perseguendo importanti percorsi di innovazione. Nella stessa zona si sono infatti trasferite Facebook, Google e nel mese di febbraio del prossimo anno arriverà anche Microsoft, che ha a sua volta scelto di spostarsi da Segrate alla nuova sede di Fondazione Feltrinelli.
Ma il ripensamento degli spazi guarda anche all’interno: i cinque piani nei quali la società conta di ospitare i migliori talenti dell’eCommerce italiano sono stati pensati come un continuum privo di barriere.
L’architetto Franz Siccardi, che ha ideato i nuovi spazi, ha voluto che non vi fossero soluzioni di continuità tra le aree di lavoro, quelle relax, quelle ricreative o di ristoro, con l’obiettivo di favorire quanto possibile l’interazione informale tra le persone.
Caratterizza la nuova sede un grande murale all’ingresso, realizzato da Francesco Poroli, che illustra la “via italiana all’eCommerce” e tutto sommato sintetizza il nuovo corso della società, che dopo aver ceduto le attività legate al mondo media a Mondadori, dopo aver annunciato la vendita di SaldiPrivati a Showroomprivé, oggi sembra fortemente intenzionata a focalizzarsi su ePrice.
Se il murale arricchisce l’ingresso, la verticalità dell’edificio viene caratterizata da un Led Wall che lo attarversa, riproponendo le immagini di Poroli.
Nella foto, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, Paolo Ainio, presidente esecutivo di Banzai, e l'amministratore delegato Pietro Scott Jovane
Gruppo Coin cede il brand food Eat’s
La società Eat’s Italia, che raggruppa un gruppo di imprenditori veneti, ha acquisito Eat’s, il brand food di Gruppo Coin, presente all’interno del luxury department store Excelsior Milano che amplia così la sua offerta alimentare.
La food hall di Galleria del Corso ospiterà, infatti, un’ampia selezione di eccellenze enogastronomiche italiane e internazionali con un’attenzione sempre maggiore alla produzione biologica e ai prodotti salutistici. Tra le novità dello store, l’ampliamento dell’offerta che si estenderà anche al piano -1 e, nelle prossime settimane, un allestimento dedicato ad una speciale proposta gourmet per le festività natalizie.
Metro dedica ai clienti la Festa delle attività in proprio
Per celebrare i professionisti che hanno avviato e gestiscono un’attività indipendente e, in particolare, chi lavora nel settore dell’horeca, il Gruppo Metro organizza oggi la prima Festa delle Attività in Proprio che si terrà annualmente ogni secondo martedì di ottobre. A supporto dell’iniziativa, l’azienda ha lanciato una piattaforma digitale, visitabile all’indirizzo www.11ottobre2016.it , dove i professionisti possono registrarsi gratuitamente e pubblicare offerte e menù speciali per attrarre i consumatori finali. La piattaforma, geolocalizzata, permette a tutti gli utenti di trovare e scegliere in pochi click i locali nelle loro vicinanze con le offerte più accattivanti, per celebrare insieme ai gestori l’iniziativa.
Manuela Mallia, responsabile branding e innovazione di Metro Italia, spiega: "Questo è un settore molto frammentato. Se da un lato la frammentazione del mercato garantisce una fortissima varietà nell’offerta, dall’altro ci è ormai chiaro che i professionisti non possano essere lasciati soli ad affrontare le sfide di questo mercato”.
Coop: siamo leader e innoviamo format e pl
La presentazione del Rapporto Coop 2015 è stata l’occasione per fare il punto sulle novità Coop in merito al mercato, ai formati e al rinnovamento dei prodotti a marchio. “La spesa per i beni di largo consumo resta al palo, ma le nostre vendite sono rimaste stabili -ha raccontato il presidente di Coop Italia, Marco Pedroni-. Secondo le rilevazioni Nielsen disponibili (Fonte Nielsen Gncl, gennaio 2016, super+iper+Lis+discount) rappresentiamo una quota di mercato pari al 14,7%, mentre il secondo (Conad) è all’11,9%: siamo leader e intendiamo mantenere la leadership in Italia; inoltre, manteniamo l’impegno al Sud e in altri contesti difficili e stiamo muovendo i primi passi a livello internazionale”.
Nuovi format
Non mancano altri obiettivi, tra cui la realizzazione di concepti innovativi seguendo, da un lato, formule come FiorFood aperto a Torino nel dicemebre 2015 e caratterizzato da 2.500 referenze, il 70% delle quali a marchio Coop, mentre il resto è riservato a prodotti di eccellenza locale, vini, birre e liquori; dall’altra, “recuperando” e sviluppando sul territorio la proficua esperienza del Supermercato del Futuro, presentato a Expo, che ha garantito un milione e mezzo di biglietti nel corso del semestre della manifestazione milanese. “Si tratta di un concept che unisce semplicità e innovazione, con i prodotti che si raccontano in modo interattivo grazie all’etichetta aumentata -ha spiegato Pedroni-. Gli scaffali ritornano banchi e il supermercato diventa una piazza aperta”. La tecnologia, nelle intenzioni del gruppo della gdo, serve non solo per migliorare l’esperienza di acquisto, ma anche per “riscoprire il passato e riaffermare i nostri valori di sicurezza alimentare, sostenibilità e trasparenza”, a riportare le parole di Pedroni. Un’esperienza che, nelle intenzioni di Coop, farà da base per il lancio a Milano di “un nuovo punto di vendita, dove adegueremo gli elementi del concept di successo di Expo ad un contesto commerciale reale, quotidiano e permanente”. Il nuovo super del futuro sarà un laboratorio all’interno del quale Coop intende testare sul campo le soluzioni più innovative per il settore: sorgerà nella periferia nord–est del capoluogo lombardo, in prossimità della sede dell’Università della Bicocca e di molti edifici direzionali, all’interno del complesso commerciale Bicocca Village, in cui ha sede un grande cinema multisala, una palestra e altre attività commerciali e di ristorazione.
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Le Coq Sportif apre il quinto store a Parigi
Il marchio sportivo francese Le Coq Sportif consolida la sua presenza a Parigi con un nuovo flagship store, il quinto in città e l’undicesimo in Francia, realizzato a Saint-Germain-Des-Prés, nella celebre Boulevard Saint-Germain.
L’offerta. Il flagship Boulevard Saint Germain ha una selezione di articoli di abbigliamento dalla linea Essentiels, Tricolore e Stadium, insieme ad una selezione di scarpe e un corner permanente con la collezione Racing 92.
Caratteristiche del punto di vendita. Lo spazio, sviluppato su 133 mq di superficie, dà l’idea di un ambiente moderno,
minimal e attento ai dettagli. L’art director Jean-Charles de Castelbajac ha aggiunto il suo tocco con una serie di elementi, unendo passato, presente e futuro. Propone ampie finestre che lo rendono luminoso, effetto accentuato dall’interno bianco. L’arco d’ingresso è una finestra piena di palle da rugby, un cenno al ritorno del marchio a questo sport, attraverso la sponsorizzazione di Racing Club 92, a partire dalla stagione 2016-2017. Le maniglie all’ingresso, a forma di due galli, definiscono il concept francese dai primi passi al suo interno. Sono presenti i rooster anche nelle porte nei camerini, questi ultimi realizzati in blu, in omaggio a Jean-Pierre Rives, e in rosso, in omaggio a Yannick Noah, due ambasciatori del brand. Il logo e gli specchi sono disposti in modo da rendere i selfie più spontanei e divertenti. È stata allestita anche una Wall of fame con quindici date importanti nella storia dell’insegna, incise sul pavimento del negozio. Accenni di blu e rosso brillante contrastano il bianco dominante del negozio. Il tricolore, firma del brand sin della sua fondazione, è anche un dettaglio fondamentale nelle sue collezioni. All’interno spicca un affresco realizzato da Jean Charles de Castelbajac e Jordane Saget mixando aspetti dell’identità del marchio, interpretando, a loro modo, la visione del brand parigino, che fa parte del patrimonio francese.
Con il progetto “In Zona” le edicole italiane diventano uffici postali evoluti
Nexive, primo operatore postale privato in Italia, SINAGI, Sindacato Nazionale Giornalai d'Italia, e SNAG, Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai, siglano un accordo triennale volto a valorizzare la presenza delle edicole sul territorio per offrire servizi postali sempre più evoluti, efficienti e vicini alle esigenze di cittadini, pubbliche amministrazioni e imprese. Si punta a coinvolgere circa 12.000 edicole in tutta Italia.
Una collaborazione, quella tra Nexive, Sinagi e SNAG, nata con un duplice obiettivo: in primis aiutare le edicole a ripensare il proprio modello di business e a sviluppare attività a valore aggiunto che vadano oltre la classica distribuzione di giornali e riviste, e in secondo luogo, l’accordo mira a innovare il servizio postale tradizionale, offrendo una risposta concreta alle necessità di cittadini, pubbliche amministrazioni ed imprese a fronte del crescente disinvestimento nei servizi postali sul territorio.
“In un momento in cui il servizio pubblico si sta ritirando dal territorio, è fondamentale ripensare in modo originale i servizi di prossimità a vantaggio dei cittadini: la partnership con SINAGI e SNAG nasce proprio con questo obiettivo – spiega Luca Palermo, CEO di Nexive. Il progetto ‘In Zona’ capitalizza il costante impegno di Nexive per guidare l’innovazione del settore postale grazie all’integrazione tra fisico e digitale e insieme alle edicole coinvolge anche cartolerie, tabaccherie e altri piccoli esercizi commerciali. Ad oggi abbiamo oltre 1400 punti su tutto il territorio nazionale per consentire di ritirare e inviare buste e pacchetti in modo sempre più comodo e flessibile.”
Con il progetto “In Zona” Nexive fa squadra con gli edicolanti italiani per ampliare la capillarità del proprio network e consentire ai cittadini non solo di ricevere ma anche di inviare corrispondenza e pacchi in maniera più comoda, grazie a punti di prossimità diffusi sul territorio e aperti con orari più flessibili rispetto a quello dei tradizionali uffici postali e anche nel weekend. Il progetto recupera quindi il ruolo delle edicole quali punti di aggregazione e prossimità sul territorio, riconoscendo però loro anche un ruolo nuovo nel semplificare la comunicazione tra aziende, amministrazioni pubbliche e privati e sostenere lo sviluppo di un settore strategico come l’eCommerce, che nell’ultimo anno ha superato i 16 miliardi di Euro. Grazie a questa partnership, non solo servizi come il ritiro della corrispondenza in giacenza, ma anche l’invio di lettere, raccomandate e pacchi, finora offerti solo a clienti business, vengono estesi anche ad un’utenza consumer.
“L'obiettivo che il Sinagi si prefigge, è di valorizzare la funzione e il ruolo delle edicole tradizionali, e diventare a tutti gli effetti, il centro dei servizi per tutti i cittadini cioè l'edicola come centro polifunzionale per la diffusione dell’informazione e per i servizi al cittadino - ha affermato Giuseppe Marchica, segretario generale SINAGI.
“Secondo una vecchia regola del marketing, portare le persone in negozio aumenta le possibilità di vendita”– commenta Armando Abbiati, presidente del Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai. Per questo accogliamo positivamente le nuove partnership come quella stipulata con Nexive: i potenziali lettori, infatti, avranno più opportunità di avvicinarsi all’edicola per usufruire dei servizi e saranno stimolati ad acquistare i prodotti editoriali offerti, a vantaggio degli edicolanti ma anche degli editori”.
Nei prossimi mesi Nexive, SNAG e SINAGI ingaggeranno gli edicolanti interessati e collaboreranno per fornire formazione e supporto e per lo sviluppo di nuove soluzioni al servizio del cittadino.
dm drogerie markt pianifica l’ingresso in Italia
La catena di negozi per la bellezza, salute e casa a insegna dm drogerie markt programma il suo ingresso in Italia pianificando nuove aperture nell’area nord del Paese e una sede dm Italia situata nella zona tra Verona e Padova. Nel 2005 l’azienda tedesca aveva messo a punto il primo tentativo di ingresso nella penisola per decidere poi di concentrarsi sull'Europa centrale e del sud-est. “Le recenti riforme del governo italiano hanno stabilito un nuovo quadro, che ha reso possibile nuovi investimenti e la creazione di nuovi posti di lavoro” spiega il Ceo Hubert Krabichler che ufficializza la ricerca di manager italiani per le nuove società dm drogerie markt Italia, finalizzata alla preparazione dell’ingresso sul mercato italiano nel corso del 2017. “Vogliamo offrire ai nostri

clienti una proposta completa e continuamente aggiornata di prodotti cosmetici a prezzi estremamente interessanti, e sorprenderli grazie alla consulenza competente e cordiale del nostro personale” aggiunge.
L’offerta. L’insegna propone un assortimento medio di oltre 14.000 prodotti cosmetici con i due principali core business concentrati nei settori della Bellezza e del Benessere, con un’ampia offerta di prodotti per la cura del viso e del corpo, oltre alla cura dei capelli, lo styling, prodotti per l’igiene personale fino a prodotti di cosmesi e profumi. Sono disponibili anche alimenti dietetici adatti a persone con intolleranze alimentari, una vasta gamma di prodotti biologici e cosmetici naturali, oltre a prodotti per la casa, per la cura e la nutrizione del bambino. L’assortimento si amplia e si completa con l’offerta di alimenti per animali domestici e articoli per la fotografia. “In Italia, la nostra offerta unirà i migliori marchi internazionali e marchi italiani insieme ai nostri marchi dm”, conclude Krabichler.
dm in Europa. dm drogerie markt, che aprì il primo negozio nel 1973, ha conquistato importanti fette di mercato espandendosi prima in Austria per ampliarsi nel 1993 anche nell’Europa sud-orientale. È attualmente presenti in 12 Paesi. Nel 2015, con le filiali di Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Romania, Bulgaria e Macedonia, tutto il Gruppo ha registrato un fatturato di circa 9 miliardi di euro.
Leader Price arriva in Italia, partner di Crai
La notizia risale a questa estate: Crai ha firmato con Geimex (Gruppo Casinò) una lettera d’intenti finalizzata a concludere un accordo di partenariato per lo sviluppo in Italia della catena di discount francese a insegna Leader Price. “Crai non ha mai avuto una presenza strutturata nel mondo del discount -afferma Marco Bordoli, Ad Crai Secom- ma, stimolata dagli imprenditori e dalle organizzazioni che ne fanno parte, è stata chiamata a una riflessione sull’opportunità di sviluppare questo tipo di mestiere. Per questo ci siamo rivolti a un partner importante come il Gruppo Casinò e l’insegna Leader Price”.
Fase iniziale
Il primo contatto risale a una decina di anni fa ed è rimasto tale fino a un anno fa, per arrivare alla formalizzazione di agosto. “Leader Price è una firma di riferimento in Francia e ha anche una dinamica di sviluppo internazionale -prosegue Bordoli-. Da loro ci aspettiamo la cultura di un format basato sui concetti di rigore ed efficienza sviluppato in Francia e all’estero, e il sostegno per quanto riguarda masse critiche di acquisto per i prodotti compatibili”. Da qui a fine anno verrà costituita la società Leader Price Italia “totalmente autonoma dall’organizzazione di Crai Secom -ci tiene a sottolineare Bordoli-, con una governance italiana e nella quale Crai avrà probabilmente una quota di proprietà, ma il cui elemento organizzativo, gestionale e commerciale verrà svolto da persone diverse da Crai Secom, con competenze specifiche. Anche la struttura logistica sarà autonoma e indipendente, perché tali sono i parametri di servizio e di quantità”. Questo per non interferire con il percorso del marchio e della rete Crai che, come assicura Bordoli: “Intende proseguire la propria crescita, migliorando le performance nel mercato della prossimità e dell’ultra-prossimità”.
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Decò tra i protagonisti di Futuro Remoto
Decò (Multicedi) consolida la collaborazione, ormai triennale, con Città della Scienza su una serie di progetti volti alla valorizzazione delle eccellenze del territorio campano. L’insegna partecipa, infatti, a Futuro Remoto, la prima manifestazione di diffusione scientifica e tecnologica in Italia, in programma dal 7 al 10 ottobre a Napoli in piazza del Plebiscito, nella veste di Main Sponsor del dome dedicato a Il futuro del cibo, uno dei nove padiglioni tematici presenti. All’interno verranno realizzati percorsi esperienziali che consentiranno agli ospiti, dai più piccoli ai più grandi, di imparare “le buone abitudini alimentari” divertendosi..
La spesa virtuale. In materia di cibo futuribile, Decò, in collaborazione con InVRsion, proporrà un percorso di spesa virtuale, con la riproduzione di un supermercato digitale tramite Realtà Aumentata, all'interno del quale potersi muovere liberamente ed effettuare acquisti. Una virtual room che darà una piccola anteprima della spesa del futuro.
Una corretta alimentazione. Decò presenterà, inoltre, in collaborazione con Berna, il progetto La buona colazione, una serie di giochi interattivi, tra cui Dimmi che colazione fai e ti dirò chi sei! durante il quale i presenti potranno combinare gli ingredienti della loro colazione ideale per scoprirne poi il profilo corrispondente. Si potranno conoscere le proprietà degli alimenti, la giusta combinazione per cominciare al meglio la giornata, e soprattutto scoprire le tendenze del futuro circa il cibo e la corretta alimentazione. Sono previsti durante la manifestazione anche momenti informativi e formativi, laboratori scientifici, come ad esempio quello dedicato al processo produttivo del latte con Berna, che riproporrà in loco le varie fasi dei processi di microfiltrazione e delattosizzazione.
Ikea sostiene il Fondo Ambiente Italiano
A sostegno del Fai, attivo nella salvaguardia del patrimonio artistico e paesaggistico italiano, Ikea avvia un’iniziativa in programma fino al 23 ottobre, consolidando una collaborazione quindicennale. Per ogni zerbino della serie Trampa e Sindal venduto, Ikea donerà 2 euro a sostegno della campagna Ricordiamoci di Salvare l’Italia promossa dal Fai.
L’insegna svedese, inoltre, ha coinvolto direttamente i propri clienti sensibilizzandoli a fare una donazione di 1 euro in cassa a favore del Fondo Ambiente Italiano, indipendentemente dall’acquisto.
Conad lancia il progetto Scrittori di classe
Nasce con l’obiettivo di alimentare nei giovani il piacere della lettura e della scrittura creativa, il concorso Scrittori di classe, voluto e ideato da Conad, quest’anno alla sua terza edizione.
Le classi coinvolte potranno scrivere il soggetto di un fumetto legato al mondo della buona alimentazione e caricarlo sul sito www.insiemeperlascuola.it entro il 18 novembre, mentre agli sceneggiatori e disegnatori di Walt Disney spetterà il compito di trasformare in fumetti le storie dichiarate vincitrici.
Modalità di partecipazione. Gli studenti, prendendo spunto dagli 8 incipit preparati dagli autori Disney, e coordinati dai loro insegnanti, dovranno scrivere, con un lavoro di squadra, un racconto di classe e valutare gli elaborati dei compagni di tutta Italia. Le 8 migliori storie si trasformeranno in veri e propri fumetti che verranno pubblicati all’interno di “libri a fumetti”, collezionabili nei punti di vendita Conad a partire da marzo 2017 per otto settimane. Si riceverà un bollino ogni 15 euro di spesa e con 8 bollini si avrà un libro gratis.
Il progetto didattico Buona e corretta alimentazione è stato sviluppato per Conad da Editrice Scuola in collaborazione con l’Associazione nazionale dietisti nell’ambito delle linee guida tracciate dal Ministero della Pubblica istruzione. Per ciascuno dei livelli scolastici a cui è rivolto sono state predisposte delle lezioni concepite per potersi integrare in modo ottimale nei programmi scolastici, otto schede attraverso cui lo studente è in grado di verificare le conoscenze acquisite e un gioco di carte sul “potere” degli alimenti – Good food cart – che è possibile scaricare dal sito dedicato.
Il direttore marketing canali distributivi Conad, Alberto Moretti, afferma: “E’ un argomento educativo, che parla direttamente allo studente di salute, di sostenibilità, di corretta informazione, di equità. Nella consapevolezza che la salute si “costruisce” fin dai banchi di scuola per imparare poi a difenderla a ogni età scegliendo un’alimentazione sana e equilibrata”.
Il Gigante di Sesto San Giovanni riapre con un nuovo look
Riapre, dopo i lavori di restyling, Il Gigante (associato Selex) di Sesto San Giovanni (Mi). Il supermercato di via Monti, situato all’interno di uno stabile rimodernato per l’occasione con cappotto termico, serramenti con doppi vetri, tetto coibentato, è stato ampliato rispetto al passato, corredato da accorgimenti ecosostenibili e arricchito di nuovi servizi e prodotti. È stata introdotta la cottura del pollo allo spiedo, il banco assistito in macelleria per tutta la carne di filiera, la cottura di pizze, focacce, snack e brioche calde.
“Riaprire e rinnovare Il Gigante di via Monti significa dare seguito alla tradizione – afferma Giancarlo Panizza, presidente e fondatore del gruppo Il Gigante – sia per quanto riguarda la qualità dei prodotti, sia per quello che concerne la tutela dell’ambiente. Sono particolarmente legato a questo punto di vendita e ai cittadini sestesi perché l’ho visto nascere e dal 1978 rappresenta concretamente l’impegno che questa azienda ha sempre profuso per creare un ambiente attraente e confortevole, servire i clienti nel modo più efficiente, essere un’azienda italiana che difende i valori e le tradizioni, soddisfacendo le nuove esigenze”.
I sistemi di pagamento sempre più in mobilità
I riflessi dell’accelerazione impressa dall’avvento del digitale nell’era contemporanea impattano sulla struttura dello store e sul processo di acquisto, per quanto riguarda ingaggio del consumatore, politiche di loyalty, shopping experience e Crm. Ma è il settore dei pagamenti, con il ricorso sempre più massiccio a formule alternative al contante, il segmento che, in questo momento, mostra le più ampie potenzialità evolutive. Grazie alla capillare diffusione dei digital device in chiave mobile, smartphone e tablet stanno diventando interfacce attraverso le quali i retailer possono articolare le loro campagne promo e di marketing, ma diverranno sempre più in futuro strumenti grazie ai quali tutte le funzioni che costruiscono la struttura complessiva del processo di acquisto così com’è inteso nel modern retail, saranno convergenti in un unico apparecchio portatile. Con ripercussioni e interazioni tra le varie funzioni inimmaginabili fino a qualche stagione fa, in un processo di “fusione” tra attività di marketing, Crm e payment.
Proximity
I pagamenti tramite cellulare all’interno dei punti di vendita (i cosiddetti pagamenti proximity) a fine 2015 sono ancora una componente trascurabile a livello di transato, ma di sicuro svilupperanno un importante potenziale per i prossimi anni. “Diversi esercenti –spiega Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano- hanno ormai attivato iniziative di vendita tramite App o mobile site e la crescita del transato di mobile payment & commerce degli ultimi anni dimostra come si sia accresciuta anche la predisposizione degli italiani verso gli acquisti da smartphone. Negli ultimi mesi sono stati lanciati infatti alcuni servizi di mobile payment che utilizzano la tecnologia Nfc e permettono di pagare semplicemente avvicinando lo smartphone a un Pos contactless. Ma è il 2017 che promette di essere l’anno del vero boom di soluzioni: crediamo infatti che anche i grandi attori internazionali - come Apple, Samsung e Google - entreranno nel mercato italiano con le loro soluzioni e a questi si affiancheranno altri servizi proposti da alcune banche. Stimiamo che a fine 2018 il solo mercato del Mobile Proximity Payment potrebbe valere tra i 2,7 e i 3,6 miliardi di euro”. I pagamenti Nfc non sono però l’unico trend che sta coinvolgendo i negozi tradizionali. “Negli ultimi mesi -aggiunge Ivano Asaro ricercatore dell’ Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano- sono nati infatti diversi servizi che permettono lo scambio di denaro tra privati tramite App, in modalità peer-to-peer e in maniera istantanea. Alcuni di questi, come ad esempio Satispay e Jiffy, permettono di utilizzare la stessa modalità di pagamento anche in negozio e recentemente hanno integrato i loro servizi con i Pos tradizionali utilizzati dai retailer, rendendo più facilmente utilizzabile questa modalità. Al momento sono servizi che registrano poco a livello di importo complessivo (circa 10 milioni di euro a fine 2015), ma che crediamo abbiano il potenziale per ritagliarsi una buona fetta del mercato pagamenti in negozio”.
Sviluppo frenato dall’hardware?
Possiamo suddividere il mondo dei pagamenti in mobilità in tre grandi segmenti, che stanno incrementando la loro penetrazione in Italia, seppur con velocità differenti tra loro. “Tra i fenomeni in crescita maggiore -dichiara Claudio Carli, Italy marketing & communication director Eastern Europe & Africa di Ingenico Group- abbiamo il mobile payment che il cliente utilizza per pagare online, nelle sue operazioni di mCommerce, ossia commercio svolto in mobilità, e di ticketing/parking, anch’esso fenomeno molto in crescita; il mobile in emulazione carta, ossia l’uso dello smartphone sul terminale Pos ‘fisico’, come se fosse una carta contactless che offre ai clienti un servizio comodo, con un solo strumento in mano dimenticando il portafogli, e veloce, grazie all’approccio tap&go. Finora questo strumento ha trovato ostacoli nella sua diffusione, in particolare per i numerosi passaggi necessari tra telco e banca. Infine il mobile payment in mano al commerciante e usato come strumento di incasso. In questo caso lo smartphone funziona come cassa e deve avere un lettore di carte associato, divenendo un mobile Pos. Questa formula sta avendo un gran successo in Italia, negli ultimi due anni ci sono stati circa 80mila utenti in Italia, tra mercati, agriturismi, professionisti e ora sta decollando anche presso le reti organizzate come consegne a domicilio, agenti di commercio e agenti assicurativi”. “In Italia -dichiara Renato Buontempo, partner e Cio E crm Group- il retail è molto attento al tema del mobile payment e nel 2015 i pagamenti digitali hanno registrato una lieve crescita, circa il +5,6%. In generale i retailer sono entusiasti delle innovazioni che i pagamenti mobile possono introdurre nella customer experience, ma sono spaventati dagli investimenti tecnologici necessari per supportare tale innovazione. Infatti, Tra le principali difficoltà che incontriamo nel proporre le nostre soluzioni di mobile payment legate al mondo delle gift card e della loyalty sono proprio le integrazioni con gli hardware del retailer, che spesso non solo non supportano tecnologie come Nfc, ma non possiedono nemmeno scanner in grado di leggere bar code o Qr code dagli schermi dei mobile”. “Inizialmente -aggiunge Andrea Serra, vice presidente South Europe di Verifone- il mobile Pos è stato relegato al ruolo di soluzione economica da fornire ad esercenti con transati molto bassi, riscuotendo un certo successo nel numero di installazioni, ma rivelando alcune difficoltà nella applicazioni sul campo dovute alla necessità di integrare il terminale con i dispositivi più disparati in possesso dell’esercente. All’atto pratico, molti degli esercenti che si sono dotati di Mpos, ad oggi, non lo stanno utilizzando propriamente. Noi abbiamo sviluppato una soluzione con un maggior grado di integrazione, sia a livello hardware (chassis dedicati per l’integrazione con i tablet più diffusi sul mercato) che software, in grado di fornire all’esercente un valido strumento per indirizzare gli acquisti. Per arrivare a questo risultato occorre permettere le transazioni di pagamento con modalità semplici, rapide e sicure. Partiremo a breve in alcuni Pdv campione e capiremo sul campo l’applicabilità nel retail italiano, ma, forti della nostra esperienza internazionale, ci attendiamo ottimi risultati”.
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Lush apre a Milano il negozio più grande d’Italia
Prosegue il piano di sviluppo di Lush, brand etico di cosmetici freschi e fatti a mano, attivo sul territorio italiano con 35 negozi. A Milano, in piazza Duomo, Lush, inaugura il 5 novembre un nuovo flagship store, il più grande negozio dell’insegna in Italia sviluppato su una superficie da 200 metri quadrati, una grandezza 4 volte superiore alla media dei negozi Lush nel nostro Paese.
Il nuovo store di Lush Milano Duomo propone un approccio multisensoriale. Ospita al suo interno l’area Skincare realizzata come un’oasi di relax, separata dal resto del negozio per favorire una customer experience ottimale, caratterizzata anche da una musica lounge dedicata ispirata al concept delle Lush Spa internazionali. È presente il concept Hair Lab, al momento unico in Italia, per provare i trattamenti haircare direttamente in negozio da una poltrona vintage. allestite anche le aree dedicate alla scoperta della collezione di profumi Gorilla Perfume, un banco interamente dedicato ai saponi al taglio e uno spazio avvolto dai colori e dai profumi delle bombe e degli spumanti da bagno. Lo spazio di vendita è stato progettato in nome della sostenibilità. Gli arredi del negozio sono realizzati a mano con legno di recupero proveniente da antichi fienili della Brianza e il pavimento è per la prima volta realizzato in resina naturale certificata. Anche il sistema illuminotecnico è pensato nel pieno rispetto dell’efficienza energetica con un impianto di illuminazione LED.
Alessandro Andreanelli, amministratore delegato di Lush Italia, commenta: “Sono passati 18 anni dall’apertura del nostro primo store italiano in Brera a Milano e non potremmo essere più orgogliosi di poter celebrare questa ricorrenza regalando alla prima città che ci ha ospitato il nostro progetto più ambizioso: uno spazio multisensoriale che incarna il futuro del nostro brand.” Michele Serafini, direttore finanziario di Lush Italia, aggiunge: “Negli ultimi anni i consumatori italiani ci hanno premiato con un solido e costante supporto: i nostri 35 negozi hanno registrato un tasso di crescita del +16% tra il 2015 e il 2016 per un fatturato totale di 24 milioni di euro”.
Si inaugura a Roma il Mercato Centrale
All’interno della stazione Termini a Roma trova spazio il Mercato Centrale che, dopo Firenze, fa il suo ingresso nella Capitale, in via Giolitti 36, proprio sotto la Cappa Mazzoniana, grazie all’idea dell’imprenditore Umberto Montano. “La formula è semplice – spiega – c’è un solo proprietario e un'unica società che seleziona senza oneri di democrazia gli artigiani e affida loro una bottega che produce e vende anche take away ma soprattutto invita a mangiare in questo spazio dove i visitatori trovano wi-fi e tavoli comuni con posti a sedere, senza pressioni di orari”.
In 1.900 metri quadrati di superficie sono disponibili 500 posti a sedere e 15 botteghe a vista al piano terra tutte intorno alla Cappa, più una dispensa, l'area dedicata al vino e la tavola del ristorante al livello superiore, il terzo piano invece per il momento sarà dedicato ad eventi gastronomici e culturali.
Ampia l’offerta che spazia dal pane di Gabriele Bonci, al pesce dell'Antica Pescheria Galluzzi, dalla carne della Bottega Liberati al trapizzino di Stefano Callegari. E ancora si trovano i fritti street food di Pastella, o i supplì con miele e guanciale di Cremilla. Al piano superiore lo chef Oliver Glowig e il campano Salvatore De Gennaro si occupano di piatti romani, ma non solo, del ristorante "La tavola, il vino e la dispensa". Non ultime le specialità siciliane di Carmelo Pannocchietti, il tartufo marchio Savini, l'hamburger de La Toraia, i carciofi e i funghi di Conti e La Rocca.
Un concetto fondamentale dello spazio è quello della condivisione reso concreto anche nel design, curato dallo studio Q-bic di Firenze dei fratelli Luca e Marco Baldini. Lo sviluppo degli spazi è pensato per offrire la massima visibilità del prodotto e delle persone che lo lavorano. Tra i materiali utilizzati per gli arredi ci sono legno, ferro, ceramica, resina, nel loro colore di origine. Scelta non casuale perché mira a ricreare l’atmosfera tipica dei mercati rionali.
Mercatone Uno, Gasperini nuovo direttore generale
Gaetano Gasperini è direttore generale di Gruppo Mercatone Uno, nominato dai Commissari Straordinari Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari. Gasperini, 54 anni, ha finora ricoperto l’incarico di direttore acquisti e marketing di Mercatone Uno, incarico che manterrà ad interim. Ha seguito, assieme al gruppo dirigente dell’azienda, il programma di rilancio a seguito del commissariamento, occupandosi prevalentemente del riposizionamento strategico e del rinnovamento dei punti vendita.
Gasperini, in Mercatone Uno dal 2014, ha ricoperto incarichi di responsabilità in alcune tra le principali catene, italiane e europee, della grande distribuzione non food.
I Commissari Straordinari, in collaborazione con il Mise, stanno lavorando alla redazione del nuovo bando per la vendita del gruppo, con condizioni di maggiore flessibilità rispetto al precedente.
Le private label secondo Amazon
Amazon adotta logiche da retailer brick & mortar per erodere lo spazio di mercato alle insegne che operano sul mercato fisico, negli Stati Uniti e in tutto lo scenario internazionale. Uno degli elementi più evidenti di questa mutazione è il crescente uso della leva delle private label nelle politiche assortimentali, attraverso il lancio di linee a proprio marchio sui mercati più significativi. Infatti, partito da segmenti legati alla sua iniziale maggiore focalizzazione sulla tecnologia (chiavette Usb, cavi, ecc), Amazon ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, approdando agli accessori sempre del mondo hi-tech (zaini, borse, ecc) per sbarcare nell’abbigliamento (ad oggi sviluppato principalmente in Usa e Canada) e arrivare, di recente, al debutto nel food: Mama Bear, la firma del babyfood, e Happy Belly, il fantasy name usato per caffè, frutta secca e snack salati, sono gli ultimi lanci che spostano il campo di battaglia da un’attività di e-tailer puro a un’identità ibrida nella quale convergono diverse anime. “I pure player dell’eCommerce -dichiara Cristina Ziliani, Professore Associato di Marketing del Dipartimento di Economia dell’Università di Parma e Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Fedeltà- stanno elevando drasticamente le aspettative dei consumatori nei confronti delle esperienze di acquisto del mondo fisico, lavorando su pricing, servizio, Crm e iniziative loyalty”.
Il portafoglio prodotti
Difficile oggi dire con precisione quanti sono esattamente i brand in portafoglio, non solo per la globalità dell’offerta, ma anche per l’utilizzo di nomi di fantasia. Non solo: ricercando, attraverso il database del website Justia.com, specializzato in questioni legali, copyright, proprietà dei marchi, si scopre che Amazon Technologies Inc. (società parte dell’universo Amazon) ha già registrato all’incirca 400 brand dedicati a diversi mercati, food e non food, la maggiore parte dei quali ancora nel cassetto (con anche poche possibilità di trasformarsi realmente in linee di prodotto). Al di là del folklore, alimentato anche dalla proverbiale riservatezza di Amazon, la stima odierna è che sono circa 3.000 gli item a marchio presenti nell’offerta del leader mondiale dell’eCommerce, con una netta impennata dei lanci nell’ultima stagione. Il debutto nel food che fa presagire un cambio di passo, che avverrà su scala planetaria.
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Amazon si prepara al Natale con proposte ad hoc
Amazon.it ripropone l'Officina del Natale, con un assortimento indirizzato alle prossime festività natalizie mirato su prodotti specifici e diverse soluzioni che permettono di ricevere il prodotto entro venerdì 23 dicembre.
Tempi e modalità di consegna. Gli ordini si possono effettuare fino al 22 dicembre e si possono ricevere a casa con spedizione o il 19 dicembre con la spedizione standard in 3-5 giorni, gratuita per ordini superiori a 29 euro. Gli abbonati ad Amazon Prime, a soli 19,99 euro annui, godono di spedizioni veloci illimitate, senza costi aggiuntivi. Per i 44 comuni dell’area milanese è inoltre disponibile il servizio Spedizione Sera che consente di ricevere il pacco in giornata, mentre con Spedizione Mattino 1.301 cap italiani possono ricevere il prodotto entro le ore 12 del giorno successivo.
I clienti Prime di più di 6000 comuni, per ricevere i prodotti in tempo per il Natale, possono ordinare fino al 22 dicembre scegliendo tra oltre un milione di prodotti. Negli altri casi è possibile ordinare fino al 20 o 21 dicembre utilizzando le spedizioni Rapida o 2 giorni.
Inoltre, i clienti Amazon possono ricevere i prodotti presso gli Amazon Locker installati in 38 città in Lombardia, Piemonte e Veneto all’interno dei supermercati U2 Supermercato ed Unes e presso le stazioni di servizio della compagnia petrolifera Repsol. O nei Punti di ritiro Amazon presenti in più di 10.000 uffici postali in tutta Italia e nelle librerie Giunti al Punto. Con la app Prime Now, disponibile per i dispositivi iOS e Android, la consegna arriva in un’ora al costo di 6,90 euro; non sono invece previste spese di spedizione scegliendo di ricevere il proprio ordine in finestre di due ore.
Lista desideri. Per far conoscere ad amici e parenti tutti i propri desiderata per Natale, Amazon.it permette di creare la propria Lista Desideri personalizzata direttamente sul sito. Mentre nel caso in cui il regalo non abbia l’effetto desiderato su chi lo riceve, il reso su Amazon.it può essere effettuato entro 30 giorni dalla ricezione dei prodotti.
Item natalizi. L’offerta proposta dalla piattaforma di eCommerce varia da regali come borse e gioielli interamente creati o assemblati a mano, all'insegna della creatività realizzati dagli artigiani e piccoli produttori del negozio Handmade passando per le specialità culinarie regionali di Gourmet di Made in Italy. Nel negozio cucina si trovano gli strumenti per realizzare qualsiasi manicaretto mentre AmazonBasics fornisce piatti e bicchieri valorizzando il rapporto qualità-prezzo. Tra le proposte anche Decorazioni di Natale e le ultime novità di AmazonModa e del negozio Bellezza.
Crai e Coralis siglano un accordo di collaborazione
Accordo stipulato tra Crai e Coralis che procederanno fianco a fianco, concretizzando un rapporto sinergico e di collaborazione pluriennale che mira a sviluppare sinergie sulle tematiche commerciali e gestionali. Crai è operativa sul territorio italiano con 3.400 punti di vendita con la formula multicanale mentre il consorzio Coralis raggruppa operatori attivi sia sul canale tradizionale che sul canale ingrosso e cash & carry. E' presente su tutto il territorio nazionale, ma con una maggiore capillarità nel centro-sud, e conta 37 consorziati con una rete di vendita di circa 690 punti vendita e di 26 cash&carry.
Nell’ambito dell’attività commerciale, i due gruppi proseguiranno nella collaborazione con la Centrale Sma-Auchan per la gestione della contrattualistica nazionale. In questo ambito saranno definite ulteriori opportunità comuni per valorizzare le rispettive reti di vendita che operano nel canale della prossimità. Sul piano gestionale, invece, Crai e Coralis collaboreranno per ottenere maggiore efficienza e per sviluppare competitività della proposta verso i consumatori/clienti. Entrambe le aziende sottolineano l’importanza strategica di questa alleanza.
Fast moving consumer goods, quali benefici dalla Fabbrica 4.0?
È indirizzato ai costruttori di macchine automatiche per il trattamento, il confezionamento e l'imballaggio, agli end user e agli operatori nel Fast Moving Consumer Goods ( System Integrators, Società di consulenza, ecc. ) l’evento FAB4: La Fabbrica a Zero Difetti in programma il prossimo 18 ottobre a Modena, a Villa Marchetti.
Una giornata di lavoro, alla quale prendono parte realtà come Cisco, Ibm, Wi-NEXT nella quale si analizzerà come l’IoT e più in generale la digitalizzazione delle fabbriche possano essere strumenti di cambiamento e crescita non solo per le grandi imprese, ma anche per le piccole e medie che costituiscono il tessuto nervoso del nostro sistema Paese.
Si parlerà di cambiamenti culturali, ma anche di come smart manufacturing e advanced analytics possono portare vantaggi pratici e a medio termine per aumentare la competitività delle aziende, ad esempio implementando tecnologie predittive in grado di impattare significativamente sull’efficienza .
Tra i relatori, il Prof. Giambattista Gruosso, Professore di Elettrotecnica presso il Politecnico di Milano e Direttore del Master in Innovazione e Digitalizzazione per le Macchine Automatiche, Paolo Gambuli Direttore di UCIMA, Michele Dalmazzoni Responsabile Commerciale Industry 4.0 in Cisco Italia, Paolo Massardi Senior Partner di Roland Berger, Nicola De Carne Direttore Marketing di Wi-NEXT e altri.
Tra i casi di studio, l’utilizzo di tecnologie di analisi delle performance e di analisi predittive sulle linee di produzione di capsule per caffè.
Per informazioni e iscrizioni, seguire questo link
Nuovi servizi per Conad Centronord

Puntare sulla marca privata, sulla professionalità degli operatori e la qualità dell’offerta. A livello di format si lavora alla creazione di ‘centri commerciali di marca’. Per quanto riguarda le promozioni, da poche settimane è iniziata una sperimentazione in uno store in provincia di Pavia, che non distribuisce pi
ù i classici volantini. Queste le strategie commerciali di Conad Centronord (240 punti di vendita tra Lombardia ed Emilia nord-occidentale e un fatturato che supera i due miliardi), descritte dal direttore generale Ivano Ferrarini.
Quali sono le peculiarità del territorio in cui operate?
Come tutti sanno è una zona con Pil molto alto, però è anche il territorio dove più forte è la concorrenza. Nonostante il reddito pro capite sia superiore rispetto ad altre parti d’Italia, anche qui i consumi sono al palo. Nel 2015 abbiamo fatto segnare un +0,7% di crescita, un grande risultato considerato il periodo. I negozi che vanno meglio sono i Sapori&Dintorni, perché meno caratterizzati dalla spesa classica, ma più legati ad acquisti d’impulso, oltre che frequentati da turisti.
Che strategia commerciale avete impostato per rispondere al vostro mercato di riferimento? Su quale format state puntando?
La nostra strategia commerciale prevede un’offerta chiara a prezzi giusti, con un grado di ampiezza e profondità sufficiente a soddisfare tutte le esigenze. Ovviamente cerchiamo di modulare lo scaffale anche in base alle tendenze di mercato. A livello di format puntiamo a creare dei centri commerciali di marca, cioè, oltre al classico supermercato, mettiamo a disposizione dei clienti anche altri servizi, come parafarmacia, distributori di benzina e da poco i Petstore. Location Reggio Emilia e Parma.
Quale ruolo hanno fornitori locali e prodotti a marchio nei vostri scaffali?
Entrambi molto importante. La private label continua a crescere e ormai vale il 30-35% dell’offerta: è il nostro biglietto da visita. Anche i fornitori locali
sono strategici per la nostra filosofia aziendale.Con loro cerchiamo di instaurare rapporti duraturi, per garantire continuità nell’offerta e perché, lavorando
sul territorio, sono quelli che meglio hanno il polso delle varie realtà locali e possono fornire consigli sui prodotti che i consumatori chiedono. Inoltre, sono il motore dell’economia e ci teniamo a contribuire al loro business. Tra breve, per mettere ancora di più in evidenza i prodotti locali: creeremo corner dedicati nei punti di vendita.
I freschi sono un fiore all’occhiello di Conad: come affrontate l’offerta, in particolare di ortofrutta e macelleria?
Controllo e tracciabilità della filiera sono le nostre parole d’ordine per quanto riguarda freschi e freschissimi: sulla credibilità ci giochiamo tutto. Inoltre, stiamo facendo un importante lavoro di formazione degli operatori a banco. Vorrei sottolineare l’importanza della qualità, che nei freschi deve essere massima.
Quali politiche promozionali state attuando? Il classico volantino è ancora indispensabile?
Come noto, già da tempo abbiamo sposato il sistema promozionale dei “Bassi e fissi”. Per il resto, il classico volantino c’è ancora, anche perché spesso sono le marche a chiederlo, ma stiamo lavorando a qualcosa di diverso. Da un paio di mesi, in un superstore in provincia di Pavia, stiamo sperimentando di non stampare più volantini. Siamo in attesa dei dati.
Quali i nuovi cantieri a cui state lavorando?
Di certo faremo ristrutturazioni di negozi esistenti e rivitalizzeremo alcuni pdv che non rendono come dovrebbero. Inoltre, per quest’anno e il 2018 abbiamo in programma una decina di aperture.
Nuovo look per il sito di Unieuro dotato di shopping assistance
Nuovo layout grafico per il sito di Unieuro che lancia il rinnovato look sul web con l’obiettivo di integrare al meglio online e offline. Il sito è oggi completamente responsive, ovvero fruibile su qualsiasi device mobile. Il motore di ricerca con filtri dinamici permette una modalità di interazione con il sito definita shopping assistance che supporta nelle varie fasi del processo di acquisto online interpretando i bisogni dell’utente, fin dalle prime scelte di navigazione.
Un sito user friendly. Anche i contenuti nel nuovo unieuro.it sono stati ripensati per essere veramente user friendly: ciascun prodotto a catalogo è corredato da immagini di alta qualità e da una scheda tecnica dettagliata, ma anche spiegato attraverso banner interattivi e video. Sono state rinnovate anche le ambientazioni dei prodotti nelle diverse aree della casa, che permettono al consumatore di visualizzare, per esempio, una cucina con i relativi elettrodomestici e di cliccare su ciascuno di essi, per ricevere informazioni dettagliate. Una volta finalizzato l'acquisto online è possibile optare per il servizio di ritiro in negozio, oggi disponibile in oltre 400 punti di vendita dell'insegna, pagando in contanti o utilizzando le principali carte di credito. Una novità riguarda poi il servizio di reso gratuito: il diritto di recesso acquistando su unieuro.it infatti viene applicato anche allo shopping online, con la possibilità di riconsegnare nel negozio fisico la merce di cui non siamo soddisfatti.
A breve un'app. “Unieuro oggi è pronta ad affrontare la Digital Revolution, già in atto da tempo intorno a noi - sottolinea Bruna Olivieri, chief omnichannel officer di Unieuro - Il primo passaggio è stato il rinnovamento profondo del nostro sito, per garantire un'esperienza d'uso totalmente nuova agli utenti. Ma il percorso di innovazione di Unieuro passerà anche attraverso il wi-fi gratuito in tutti i negozi e il rilascio di molte altre novità pensate per sfruttare tutte le potenzialità dell'ecosistema digitale. L'obiettivo è raggiungere il cliente online, conoscerlo, profilarlo, rispondere alle sue esigenze e poi farlo diventare un cliente instore”. Enzo Panetta, direttore del settore digitale marketing & innovazione di Unieuro, aggiunge: “A breve lanceremo la nuova app per dispositivi mobili per garantire ai nostri utenti un'esperienza d'acquisto instore unica”.
L’ultimo saluto a Bernardo Caprotti
Un parterre ristretto di circa 200 persone ha appena dato l’ultimo saluto a Bernardo Caprotti, patron di Esselunga scomparso pochi giorni fa all’età di 90 anni. I funerali si sono tenuti come da programma in forma privata nella chiesa di San Giuseppe a Milano, dove hanno preso parte alla cerimonia le persone e i collaboratori più vicini all’imprenditore.
Tra i familiari presenti la seconda moglie Giuliana Albera con la figlia Marina Sylvia e i figli di prime nozze Giuseppe e Violetta. Come riportato dal Sole 24 Ore, il testamento di Caprotti dovrebbe essere aperto mercoledì nello studio del notaio Carlo Marchetti, che ha partecipato a sua volta al funerale.
La salma dell’imprenditore verrà trasferita a Monza, nello specifico nel cimitero di Albiate.
Gdoweek, il n. 15 in distribuzione
Nel n. 15 la Cover Story: Quando il web aiuta a far crescere la fedeltà. Anche la fidelizzazione diventa multicanale: l'esperienza degli e-tailer
Le private label sono importanti anche per un big dell'eCommerce come Amazon
E' il caso del momento: Esselunga in vendita. Chi sono i contendenti e che cosa vogliono
Levoni va in America con un biglietto firmato Eataly ed è subito "made in Italy"
Editoriale: il web si interroga sul destino di Esselunga
Che cosa sarà di Esselunga lo scopriremo prima o poi (forse già lo sapremo quando questo editoriale uscirà o forse passeranno ancora anni). Interessante però studiare le prime reazioni a caldo: abbiamo i patrioti, che manifestano il dispiacere che nei nomi che circolano nessuno sia italiano. I pacifici che sostengono si tratti solo di una transazione immobiliare. I postatomici, che decretano la sparizione dell’insegna troppo identificata con il suo fondatore. I geografici, che studiano pesi e misure dell’insegna che si approprierà di questi spazi per capire se ci sarà e chi sarà il nuovo leader gdo in Italia. Noi nel nostro piccolo, non abbiamo opinioni, ma una richiesta: sappiamo che dietro ogni grande uomo, c’è una grande squadra e la invitiamo a farsi avanti. È giunto il momento di dare dei volti e una profondità a queste figure. Se ci deve esser un passaggio è bene che questo avvenga con chi, insieme a Bernardo Caprotti, ha fatto grande Esselunga.
Fidelizzare con il web
L’evoluzione digital deflagra sul concetto di loyalty e su tutto il mondo delle promozioni, aprendo scenari differenti rispetto a quanto visto finora. L’interfaccia digitale permette, infatti, di potere personalizzare le attività promozionali in base ai gusti, alle preferenze e al comportamento di acquisto di ogni singolo individuo, sia nel mondo virtuale che in quello brick & mortar, grazie a sistemi di geolocalizzazione dei dispositivi mobili e all’interazione con i pdv mediata da smartphone e tablet. E i consumatori, vedono, ogni giorno, come i concetti promozionali di brand loyalty oggi si siano trasferiti alla sfera virtuale, con gli operatori dell’eCommerce che stanno alzando l’asticella della sfida/fedeltà.
Consumatore multipartner
Guardando agli Usa, mercato più evoluto rispetto ai concetti di orientamento alla fidelizzazione della clientela da parte di aziende, operatori finanziari e retail, si può vedere come oggi gli americani siano considerati consumatori “multipartner”, ossia sono, allo stesso tempo, fedeli a brand/insegne/eCom player, ma anche molto inclini al “tradimento”. Un ossimoro che può essere spiegato con i numeri: secondo lo studio reso noto da Colloquy, istituto di ricerca statunitense specializzato in loyalty, in media la casalinga Usa è iscritta a 29 programmi fedeltà, per un totale di 3,3 miliardi di carte sparse sul territorio, il 26% in più rispetto al 2013, tra retail, operatori finanziari, turismo e servizi alla persona. Tuttavia solo 12 dei 29 programmi sono realmente utilizzati, il 4,5% in meno rispetto al 2013. In un mercato maturo come quello Usa, nel quale lo switch tra commercio fisico e digitale ha radici più profonde rispetto al nostro Paese, la fedeltà “classica” ha lasciato il posto a una fedeltà “fluida”, per la quale non si tratta più di un rapporto one-to-one, anche estremamente personalizzato, di identificazione valoriale, ma di un complesso di fattori convergenti che riguarda più aspetti della vita digitale dell’individuo, dall’advertising al Crm, dai pagamenti ai couponing, fino a sfociare nel mondo delle applicazioni e del gaming, nei quali i brand devono prevedere operazioni di ingaggio più articolate.Si tratta di una fedeltà più precaria, vista la facilità con la quale il consumatore può cambiare sponda nel mondo digitale, sotto la pressione delle “tentazioni”.
Tentazione digitale
“Il concetto di loyalty si fonda sempre sulle sue due dimensioni costituenti: vale a dire, quella cognitiva, nel senso di elevata preferenza, e comportamentale, riferita al tasso di riacquisto nel tempo -dichiara Sandro Castaldo, docente di marketing all’Università Bocconi- . Pur cambiando l’oggetto della loyalty (lo store online invece di quello fisco) non si modifica il concetto. La differenza sta nella dimensione comportamentale, che, se nel commercio offline richiede spostamenti nello spazio non banali, nell’eCommerce è a portata di clic e questo rende relativamente più facile lo switch da un’insegna all’altra. Anche se non bisogna ignorare i costi di switch online connessi al dover fornire i dati ad un nuovo sito, con i relativi problemi di privacy e costi di tempo, il dover apprendere un nuovo pattern di navigazione e l’impossibilità di utilizzare la propria storia di acquisti. Sono comunque elementi che determinano un’inerzia, così come capita per un punto di vendita abituale”.
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Negozi chiusi lunedì per Esselunga
Tutti i negozi di Esselunga sul territorio italiano lunedì 3 ottobre resteranno chiusi fino alle ore 12, in segno di lutto e di rispetto per la morte del suo fondatore Bernardo Caprotti. A confermarlo è il portavoce della catena.
“Ricordiamolo per la sua fierezza”
"Un grande imprenditore, un uomo non facile, Bernardo Caprotti lascia un’eredità importante, complessa. Non sappiamo come sarà il futuro di Esselunga, ma siamo certi che a tutto il mondo della gdo lascia in eredità il saper fare retail come nessun altro. Con grinta, passione, mai umile sempre fiero di essere un uomo dei supermercati, così lo voglio ricordare, così lo dobbiamo ricordare. Alla moglie, ai figli e ai nipoti le nostre condoglianze".
Addio a Bernardo Caprotti, patron di Esselunga
Bernardo Caprotti, fondatore di Esselunga, è morto all’età di 90 anni, dopo aver fatto la storia della grande distribuzione italiana. Il 7 ottobre ne avrebbe compiuti 91. Caprotti nell’ultimo periodo si stava occupando del futuro della catena, oggetto di interesse da parte di 4 fondi private equity. Un’insegna nata nel 1957 e costruita nell’arco di un’intera vita.
Il portavoce Esselunga conferma che lunedì, in segno di lutto e rispetto, tutti i negozi resteranno chiusi fino alle ore 12. Lo stesso giorno dovrebbe tenersi il funerale in forma strettamente privata. A quest'ultimo non seguiranno necrologi, come richiesto dallo stesso Caprotti.
Esselunga nelle mire dei fondi Blackstone e Cvc
Si fanno sempre più insistenti le voci secondo le quali Bernardo Caprotti sarebbe concretamente intenzionato a cedere l'adorata Esselunga, 153 pdv, a due fondi di private equity, in particolare MF - Milano Finanza fa i nomi del fondo Usa Blackstone e di Cvc. Il passaggio potrebbe avvenire nei prossimi mesi e la cifra messa sul piatto da Blackstone ammonterebbe a 6 miliardi di euro. È dal 2007 che si parla di una possibile operazione di m&a per Esselunga, dal 2007 quando era stata ventilata la quotazione in borsa, poi mai attuata, e nessun passaggio è mai avvenuto, anzi Caprotti ha vinto le cause legali sulla proprietà intentate dai figli Giuseppe e Violetta.
Esselunga e Comune di Montecatini: firma per il nuovo superstore
30Esselunga firma una convenzione con il Comune di Montecatini per la realizzazione del nuovo superstore nell’area di via Machiavelli per il quale sono previsti oltre quattro milioni di investimenti, nei quali sono compresi anche lavori pubblici che saranno avviati a fine ottobre. Si partirà dalla bonifica del terreno. L’apertura dello store, che si svilupperà su una superficie di 2.500 metri quadrati, è in programma per la fine del 2017 e l’inizio del 2018. L’intero fabbricato dovrebbe invece coprire un’area 5.900 mq e comprenderà un parcheggio da 400 posti auto. Gli accordi siglati con l’amministrazione comunale prevedono il mantenimento del punto di vendita dell’insegna già esistente in città, ubicato in via Lucchese, ma pare che sia previsto un suo ridimensionamento.
Riqualificazione urbana. Il vicesindaco Ennio Rucco sottolinea che “Gli oneri di urbanizzazione secondaria del progetto, che ammontano a circa 186mila euro saranno interamente destinati alla realizzazione di un’area giochi per i bambini all’interno della pineta acquisita dalle Terme circa 5 anni fa”. E aggiunge: “È previsto il rifacimento della rotatoria davanti al centro estetico e di quelle in via Caduti del Lager e dopo il lavaggio. Abbiamo chiesto anche che sia realizzata una nuova struttura di questo genere nella zona del Gallo. Grazie ai soldi in arrivo di Esselunga, potremo provvedere anche alla riasfaltatura delle strade e al rifacimento dell’illuminazione pubblica in vari tratti della zona Sud”.
Esselunga: alcuni store continueranno a chiudere alle 22
“Esselunga di Curno continuerà a chiudere alle 22 almeno per altri sei mesi”. È quanto riferisce Mario Colleoni, segretario generale della Filcams-Cgil di Bergamo, asserendo che “oltre alle aperture serali, Esselunga ha previsto anche una graduale apertura domenicale pomeridiana per un numero sempre maggiore di punti di vendita. A Bergamo questa novità coinvolgerà il supermercato di via Corridoni mentre quelli di Stezzano, Curno e Nembro svolgono già questo tipo di apertura”.
La notizia arriva dai sindacati ma ci viene confermata anche da Esselunga che però, al momento, non rilascia dichiarazioni in merito.
“Per declinare a livello locale, e specificatamente per via Corridoni, l’accordo nazionale firmato lo scorso gennaio in tema di modifiche di orario di lavoro, abbiamo già fissato un incontro con i rappresentanti di Esselunga il 26 settembre a Milano - prosegue Colleoni -.Successivamente ci occuperemo della trattativa per il punto di vendita di Curno”.
Classifica di BEM Research: Esselunga in prima posizione
Esselunga scalza dalla prima posizione della classifica di BEM Research, che analizza l’andamento di 19 marchi del settore online, Ipermercati Iper che scende al secondo posto. Esselunga ottiene il punteggio massimo per trend di ricerca, velocità e usabilità; Ipermercati Iper fa meglio per visibilità, ma è indietro con i trend di ricerca. Al terzo posto si conferma Coop che a giugno condivideva la posizione con Decathlon, che si sposta al quarto posto. La cinquina è chiusa da Bricocenter.
Esselunga totalizza 46,6 punti-indice; Ipermercati Iper 46 e Coop 41,6. “Nella top-five ci sono quattro brand italiani, con Decathlon unica presenza straniera – spiega Mariachiara Marsella, Web marketing manager di BEM Research – È un settore che ha saputo innovarsi e che continua a farlo. Chi vende prodotti agroalimentari riesce a raggiungere un pubblico sempre più ampio e aumenta la base dei propri clienti grazie all’e-commerce. La gdo può contare, inoltre, su un pubblico fedele disposto a cercare online il proprio distributore preferito”.
Esselunga dona materiale scolastico a 8.000 scuole
Esselunga, grazie al sostegno dato all’operazione Amici di Scuola, ha donato oltre 19 milioni di euro in materiale scolastico a oltre 8.000 scuole italiane. L’iniziativa si ripeterà anche quest’anno a partire dal prossimo anno scolastico e, nell’attesa, l’insegna distributiva di Bernardo Caprotti ha attivato il servizio di prenotazione dei libri scolastici per ricevere i primi buoni, per le scuole secondarie di primo grado (medie) e di secondo grado (superiori). Il servizio è attivo sul sito www.esselunga.it, mentre in tutti i negozi la prenotazione avviene direttamente al banco Fìdaty e, ove presente, presso il reparto Multimediale. Il cliente, una volta prenotati i libri, verrà avvisato con un sms o una e-mail e potrà ritirare i testi scolastici direttamente nel supermercato pagando alla consegna. Per i possessori di carte Fìdaty Esselunga, l’acquisto dei testi scolastici dà diritto a uno sconto del 15% e alla raccolta dei Punti Fìdaty. Ogni 25 euro di spesa si riceverà un buono valido per la campagna Amici di Scuola 2016.
Per il prossimo anno scolastico inoltre Esselunga mette a disposizione un carrello pieno di materiale didattico al prezzo più conveniente. Con una spesa massima di 25 euro si potrà acquistare, dal 30 giugno al 9 ottobre, un kit scolastico composto da prodotti di qualità garantita con marchi rinomati a livello nazionale e europeo come Fabriano per gli album da disegno, Blasetti per i quaderni, Pelikan per matite e pennarelli, Bic per le penne e 3M per la colla. In più, sempre fino al 9 ottobre, la promozione “speciale scuola” propone quaderni e blocchi, diari e cancelleria, materiale da disegno, astucci e zaini, dizionari e libri delle migliori marche con sconti fino al 40%.
Esselunga si aggiudica la Stefana di Ospitaletto per 51 milioni
Dall'acciaio all'Esselunga. La catena di superstore di Bernardo Caprotti si è aggiudicata il sito (900.000 mq) della Stefana di Ospitaletto (acciaieria e impianto di laminazione) sul quale svilupperà un nuovo centro distributivo da completarsi entro due anni. L'altro stabilimento -quello di via Brescia a Nave (il laminatoio da 46.000 mq)- è entrato a far parte di gruppo Feralpi dei Pasini che controlleranno Nave attraverso Feralpi. Si avvia, quindi, alla conclusione l'iter intrapreso circa 5 mesi fa dallo studio Aiardi, incaricato della liquidazione del gruppo Stefana.
Esselunga aveva già incontrato le organizzazioni sindacali ribadendo l’impegno al riassorbimento di tutti i 187 dipendenti dello stabilimento di Ospitaletto, ai quali verrà applicato il Contratto nazionale di lavoro del commercio e il contratto integrativo aziendale Esselunga.
Per chiudere il fascicolo "Stefana" rimangono da collocare i siti di via Bologna (196 dipendenti) e Montirone (71 addetti). Il bando per la cessione si chiude fra pochi giorni (30 maggio).
Lego Certified, il prossimo “store” a Grugliasco
È vicina (6 ottobre) l'apertura del Lego Certified Store di Grugliasco (To) nel centro commerciale Le Gru, uno dei più grandi e attrattivi d'Italia. Il nuovo punto di vendita Lego è il quarto di una serie di negozi, gestiti da Percassi, che saranno aperti nei prossimi anni su tutto il territorio nazionale.
Il primo Lego Certified ha inaugurato ad Arese ne IlCentro (nella foto). Al quale sono seguiti i negozi di Marcianise (Centro Campania), Bergamo (Oriocenter).
Fra i prodotti/servizi nei Lego Certified Store ricordiamo il “Pick a Brick”, l'acquisto di mattoncini sfusi fra una vasta scelta di pezzi disponibili; un’altra novità è “Build a mini”, ossia la possibilità di costruire, personalizzare e acquistare la propria "minifigure", scegliendo ogni più piccolo dettaglio del personaggio collezionabile Lego, dal cappello al colore degli abiti.
Con Tua!Card i clienti votano i premi preferiti in catalogo
I titolari de LaTua!Card, il programma fedeltà di Auchan, Simply e Lillapois, possono votare i propri premi preferiti e costruire il nuovo catalogo de LaTua!Collection 2017/2018. L’iniziativa, realizzata in partnership con Inthera, la società del Gruppo Mondadori specializzata in strategia, progettazione e sviluppo di soluzioni di content & data driven marketing, sarà valida fino al 4 novembre.
Per partecipare sarà sufficiente accedere al sito www.latuascelta.com e, settimana dopo settimana, votare attraverso un sistema di gioco i premi tra quelli presenti in cinque categorie: Coupon sconto e servizi, Cucina, Casa, Wellness e Tecnologia. I premi più votati entreranno a far parte del catalogo LaTua!Collection 2017/2018. Inoltre i titolari de LaTua!Card che effettueranno una spesa con attribuzione di punti nel periodo del concorso, in uno dei punti di vendita Auchan, Simply e Lillapois, riceveranno un codice Gioco digitale che potrà essere utilizzato sul sito www.latuascelta.com per provare a vincere i premi in palio.
In.prof nuovo socio di VèGè
Gruppo VéGé amplia la propria dimensione multicanale e rafforza il presidio sul segmento Home & Personal Care con l’ingresso nella compagine del Consorzio IN.PROF, che opera con 60 consorziati che svolgono sia il ruolo di distributori all’ingrosso sia di proprietari di punti di vendita specializzati. Con una rete di 320 store a insegna Mr Soap, il Consorzio stima di raggiungere un fatturato superiore ai 600 milioni di euro a fine 2016. 
“Per In.Prof si apre un nuovo percorso di collaborazione e sviluppo con un partner che ha registrato ragguardevoli risultati di crescita, oltre ad avere dimostrato la capacità di sostenere concretamente le strategie e i progetti di espansione delle proprie imprese -ha commentato Rinaldo Zomparelli, presidente In.Prof-.
Confidiamo, perciò, che con il contributo di Gruppo VéGé saremo in grado di ampliare la gamma dei servizi a disposizione dei nostri consorziati e perseguire obiettivi di crescita sfidanti.”
Gruppo VéGé è già presente nei segmenti Home & Personal Care, Toiletries e Cosmoprofumeria con le imprese Gargiulo & Maiello (Idea & Bellezza), Caputo Saverio, Bava, Detercart Lombardo ed il gruppo Comipro.
Le ambizioni di Gruppo VéGé: crescere e attirare nuovi soci
Si respira aria di soddisfazione in casa di Gruppo VéGé, nato in Italia nel 1959, che, dopo anni difficili, con la presidenza di Nicola Mastromartino è tornato a crescere con performance superiori rispetto a quelle del mercato retail. "Abbiamo lavorato in modo trasparente e leale. Così abbiamo recuperato quote di mercato, dimostrando le nostre capacità. E oggi siamo pronti ad attirare nuovi soci". 
Azienda performante. Le rilevazioni Nielsen di settembre 2016 evidenziano la progressione della quota di mercato del Gruppo, che passa dal 3,4% di gennaio scorso all’attuale 3,7% (GNLC - Ed. Settembre 2016 - Potenziale Total Store). Un incremento che prosegue da tre anni, visto che gli stessi dati del 2013 indicavano una quota dell’1,4% al 3,7%. “In questi stessi anni è aumentata la numerica dei punti di vendita (circa 90%), la superficie complessiva è cresciuta del 116% e il fatturato è passato da 2,6 miliardi di euro a 3,3 miliardi di euro della chiusura 2015 -spiega l’amministratore delegato Giorgio Santambrogio-. Se le stime attuali troveranno conferma, il Gruppo potrebbe chiudere il 2016 con un ulteriore balzo in avanti nel giro d’affari, che si assesterebbe oltre quota 5,5 miliardi di euro”. 
Il Gruppo oggi. Oggi Gruppo Vègè rappresenta 32 imprese (dalle 25 del 2015 grazie all’ingresso di Supermercati Tosano Cerea Srl, Bava Srl, Asta SpA, F.lli Arena Srl, Multicedi Srl, Dolcitalia-Svive SpA e Convì-Geda Srl) che operano sull’intero territorio nazionale, soprattutto con supermercati e superette, con una logica multinsegna (30), che vuole privilegiare il legame dei brand locali con il territorio, la cui valorizzazione è stata ulteriormente aumentata con l’introduzione graduale del nuovo logo Gruppo VéGé alle insegne, che hanno un profondo radicamento territoriale.
Il digitale è il futuro. “Per arrivare al 3000, con storia e valori nati nel 1959, la tecnologia è essenziale -spiega ancora Santambrogio-: per noi, questo si traduce nella rapida implementazione della tecnologia beacon nella rete di vendita. A meno di un anno dall’introduzione, sono oltre 250 gli store dotati di questi dispositivi in radiofrequenza che dialogano con gli smartphone dei clienti, segnalando in tempo reale promozioni e sconti disponibili nelle corsie. L’obiettivo di Gruppo VéGé è arrivare a quota mille entro il 2017.
Linee strategiche 2017. La tecnologia beacon è ampiamente presente anche nella nuova sede, completamente rimodernata con giardino zen, un corner museo con la storia del gruppo attraverso spot, private label e pubblicazioni, ma in arrivo c’è dell’altro. In termini operativi. Le priorità del gruppo prevedono:
- l’ulteriore rafforzamento nel settore Home & Personal Care, con la creazione di un polo di servizi ad hoc, come conferma l’adesione di In.Prof dal 2017;
- ampliamento del portfolio promozionale con ulteriori attività
- conclusione dell’opera di restyling assortimentale delle piccole e medie superfici di vendita, destinate a vedere rafforzato il loro ruolo di canale core.
Unicoop Tirreno apre il suo primo Enercoop
Unicoop Tirreno progetta il suo primo impianto di rifornimento carburanti a marchio Enercoop che troverà spazio nell’area del nuovo centro commerciale Maremà, inaugurato probabilmente a fine ottobre, nel Pis, il Piano Integrato dei Servizi, nella zona del Commendone, in area nord a Grosseto.
Il nuovo distributore Enercoop, che potrebbe entrare in funzione nel giro di qualche settimana, è costituito da sei isole con trentasei le pistole-erogatrici, tra super e gpl. L’impianto erogherà benzina e gasolio in modalità self service no stop e Gpl con personale di servizio. Saranno quattro gli addetti assunti. Per quanto riguarda i prezzi, l’azienda spiega in una nota: “Come per ogni altro prodotto Coop i prezzi saranno molto competitivi. E i soci Coop riceveranno uno sconto aggiuntivo di 1 centesimo al litro”.
Il centro. Locomotiva alimentare sarà l’Ipercoop che si svilupperà su una superficie di 4.200 mq circa e ospiterà al suo interno un punto ristoro con 80 posti a sedere e un self service, pizzeria, gelateria e yoguteria e bar. In galleria troveranno spazio 45 negozi tra cui Oviesse, Euronics, Zara.
Il centro commerciale è stato realizzato con un investimento di 110 milioni di euro comprese le risorse che sono state destinate alla viabilità che consentirà di poter accedere alla zona da quattro punti diversi. Un altro edificio previsto dal progetto del Pis ma non ancora in fase di costruzione è l’area expo vicina alle quattro medie distribuzioni: si tratta di una struttura espositiva destinata alla vendita delle merci ingombranti a consegna differita, si tratta quindi di quei beni che non vengono ritirati dal cliente il giorno dell’acquisto. Ci saranno due parcheggi distribuiti su quasi quattro ettari: uno verrà ceduto al Comune, l’altro rimarrà di proprietà della Coop ma sarà comunque aperto al pubblico.



















































