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Vorwerk Point supera i 30 store in Italia

vorwerk point
Vorwerk Point presidia il territorio con 32 store dedicati ad assistenza, riparazioni, vendita di ricambi e accessori originali di Folletto e Bimby

Vorwerk Point prosegue il piano di consolidamento sul territorio e supera le 30 strutture, aperte nelle principali località italiane. Si tratta di 32 store dedicati ad assistenza, riparazioni, vendita di ricambi e accessori originali di Folletto e Bimby, collocati in centri commerciali o luoghi di grande passaggio. I negozi offrono al consumatore una consulenza qualificata su tutte le ultime novità del mondo Vorwerk e una serie di servizi dedicati: ritiro a domicilio dell'apparecchio, riparazioni su prenotazione, servizio di consegna lampo, avviso via sms. All’interno dei punti di vendita è disponibile un vasto assortimento di libri e ricettari Bimby oltre alla nuova Linea di prodotti Vorwerk Folletto, composta da Robot Folletto VR200, Aspirabriciole Folletto VC100 e Lavavetro Folletto VG100.

“Abbiamo scelto di aprire i Vorwerk Point come esempio di evoluzione del modo di porci sul mercato e per far crescere ulteriormente la conoscenza del brand attraverso punti di contatto fisici sul territorio. - commenta Daniele Zanotti, responsabile del Servizio Assistenza Clienti per Folletto e Bimby - Se la dimostrazione del prodotto a casa del cliente resta al centro del modello di vendita, i Vorwerk Point sono punti di riferimento nel rapporto quotidiano con il consumatore, che può avere a disposizione personale preparato e ricevere attenzioni su misura. Siamo molto soddisfatti dei risultati ad oggi raggiunti e puntiamo a crescere con nuove aperture nei prossimi mesi”.

I Vorwerk Point sono attualmente presenti nelle seguenti località: Ancona, Aosta, Assago (Milano), Bari, Orio al Serio (Bergamo), Bologna, Bolzano, Brescia, Catania, Cagliari, Catanzaro, Chieti, Firenze, Genova, Marcianise (Caserta), Milano, Modena, Napoli, Pordenone, Potenza, Roma, Salerno, Sassari, Sesto San Giovanni (Milano), Taranto, Torino, Trento, Verona.

Mondadori Store sceglie Payback per il programma fedeltà

Mondadori Store Payback
Con la nuova carta Payback si possono raccogliere punti in tutti i Mondadori Store di Italia e sul sito Mondadoristore.it o facendo acquisti presso i partner

Mondadori Store, con una rete di oltre 600 store, e attiva sul web con il sito di e-commerce Mondadoristore.it, sceglie Payback come nuovo programma fedeltà per offrire ai propri clienti una più rapida raccolta punti e un più facile accesso a sconti e premi. Payback è il programma fedeltà multipartner che ad oggi conta 9 milioni di clienti che utilizzano la carta fedeltà per accumulare punti grazie alle proprie spese presso Esso, Carrefour, con l’abbonamento a Mediaset Premium, con gli abbonamenti o le ricariche di 3 Italia, ma anche grazie ai voli Alitalia, ai partner finanziari American Express, BNL e Carrefour Banca e agli oltre 60 partner online aderenti al programma.

Con la carta messa a disposizione del consumatore si possono raccogliere punti presso tutti i Mondadori Store presenti in Italia e sul sito Mondadoristore.it, oppure facendo acquisti presso tutti gli altri partner. Grazie alla partnership, i titolari della carta Payback di Mondadori da oggi possono accumulare 2 punti Payback per ogni euro speso per l’acquisto di un libro ed 1 punto Payback per ogni euro speso per l’acquisto di tutti gli altri prodotti di musica, cinema, tecnologia, giocattoli e cartoleria nei canali Mondadori. In più fino al 31 marzo 2016 tutti i clienti Payback accumulano tripli punti sul loro primo acquisto. Ulteriori informazioni su www.mondadoristore.it e www.payback.it.

 

 

Esselunga a Palazzo Barbieri di Verona: i capigruppo di opposizione fanno ricorso al Tar

Esselunga
Esselunga di Verona nel mirino dei capigruppo di opposizione del consiglio comunale che con un ricorso al Tar intimano l'alt fino all'arrivo della sentenza

Esselunga che dovrebbe realizzarsi a Palazzo Barbieri, a Verona, dopo aver fatto fronte ai ritardi e alle lungaggini burocratiche, è ora nel mirino dei consiglieri comunali che hanno presentato ricorso al Tar contro la delibera approvata il 17 novembre scorso in consiglio comunale.  Firmatari del ricorso sono i capigruppo di opposizione: Daniele Polato per Forza Italia, Gianni Benciolini per MsS e Michele Bertucce per il Pd che chiedono non soltanto un giudizio nel merito ma anche che tutto rimanga fermo fino a sentenza emessa. Si tratta di 51 pagine di contestazioni.

Il ricorso è contro il Comune, Esselunga, il Polo Fieristico e la Regione Veneto, e chiede di annullare tutto quanto fatto finora, a partire dalla variante al Piano degli Interventi che consente la costruzione di Esselunga tra viale del Lavoro e viale dell'Industria, laddove doveva, secondo quanto spiegano i ricorrenti, rimanere il grande parcheggio a servizio della Fiera. Il ricorso dei tre partiti cita le osservazioni critiche dei tecnici comunali sul traffico, le richieste della Quinta Circoscrizione e ricorda il primo no della Regione al progetto, nella Conferenza dei servizi del giugno scorso. Secondo quanto spiegano i ricorrenti “il Comune ha dovuto adottare la variante, poi votata in consiglio senza il via libera della commissione competente”.

La paura è che Bernardo Caprotti, patron di Esselunga, blocchi a questo punto il pagamento del saldo pari a 21,5 milioni di euro.

Pam Panorama inaugura il primo Bio Shop

Bio Shop Pam Panorama
All'interno dell'Ipermercato Panorama di Lunghezza (Rm), Pam Panorama inaugura un negozio eslusivamente dedicato ai prodotti biologici e naturali che conta circa 1.400 referenze

Pam Panorama valorizza le nuove tendenze di consumo e inaugura, all'interno dell'Ipermercato Panorama di Lunghezza (Rm), il primo Bio Shop, un negozio esclusivamente dedicato ai prodotti biologici e naturali. Questo nuovo progetto si rivolge ai consumatori attenti ai temi dell'alimentazione naturale e biologica, con un target prevalentemente giovane ma tendenzialmente trasversale a tutti i mondi di consumo, vista l'espansione e la forte richiesta di prodotto biologico. Si tratta di uno shop in shop che si estende su una superficie di circa 100 metri quadrati presidiato da personale specializzato, al cui interno si possono trovare circa 1.400 referenze tra cui carne, pesce, affettati, gastronomia, formaggi e derivati, bevande, snack dolci e salati, prodotti da forno, condimenti, pasta, riso, ma anche prodotti per la cosmesi naturale, prodotti per animali, referenze per l’igiene della casa. Il logo e il nome Bio Shop riprendono la comunicazione dei prodotti Bio a marchio Pam e Panorama, insegne che da tempo hanno dedicato specifici reparti al mondo del salutistico e del benessere accomunati anche in comunicazione dal payoff Il benessere abita qui. In buona parte della rete sono stati, infatti, aperti i reparti Veg&Veg, dedicati ai prodotti per vegani e vegetariani, mentre particolare cura è dedicata ai prodotti senza glutine e senza lattosio, cui sono dedicate intere sezioni dell'assortimento. Altri reparti Bio sono stati infine attivati in molti Supermercati Pam ed Ipermercati Panorama nell'intero territorio nazionale, e diversi altri verranno inaugurati nel corso del 2016.

 

U2 Supermercato propone la nuova shopper bag Eco U!

Shopper bag U2 supermercato
Acquistabile a partire da oggi, in tutti gli store dell'insegna, la nuova shopper bag in tessuto non tessuto per la nuova stagione primavera estate 2016

Per la primavera/estate 2016, U2 Supermercato propone la nuova shopper bag Eco U!, ecologica e in linea con i colori di tendenza della moda. Quest’anno è stato scelto il rosso fiesta, un mix tra il fragola e il rosso. La nuova edizione della borsa in tessuto non tessuto, che si rinnova al variare di ogni stagione, sarà in vendita a partire da martedì 16 febbraio 2016 in tutti i punti di vendita U2 Supermercato.

Sul retro della borsa la parola U!nique ha una duplice valenza: è un messaggio per sottolineare l’unicità sia delle borse TNT di U2 Supermercato, che di chi le sceglie, dimostrando di essere Eco in maniera originale. U2 Supermercato è, per filosofia aziendale, fortemente attento alla sostenibilità, e da sempre porta avanti politiche di salvaguardia dell’ambiente. In questa ottica si colloca la promozione della shopper bag, in vendita al prezzo di 0,50 centesimi. “Porre maggiore attenzione all’ambiente può essere bello, divertente, addirittura fashion e un toccasana per il portafoglio. – sottolinea l’azienda - La creazione di una linea di borse in tessuto non tessuto, che comprende tre edizioni annuali, rientra nel progetto di U2 Supermercato volto a stimolare costantemente la clientela ad adottare comportamenti ECO-attenti, a renderli dunque partecipi alla filosofia dell’insegna, nell’ambito della quale l’attenzione all’ambiente ricopre un ruolo di fondamentale importanza”.

Isa si struttura per category manager

I buyer si interfacciano a monte con i colleghi della centrale, a valle con i fornitori diretti. Il direttore commerciale fa da collegamento nel rapporto tra centrale e cedi (da Gdoweek 2 - 2016)

Dal 1° gennaio 2016 sono entrate a far parte di Gruppo Végé nuove aziende distributive: Bava Srl, Asta Spa, F.lli Arena Srl, Multicedi Srl e Dolcitalia. Il numero di imprese associate sale quindi a 31 e i punti di vendita 2.300.

Come avviene per la maggior parte delle imprese della Gdo, Isa è un cedi con doppio interfacciamento dei suoi buyer: a monte con i buyer Végé, di cui è società mandante, a valle con i fornitori diretti, a livello locale. Ciascun responsabile degli acquisti in Isa Spa è responsabile di categoria.

La centrale Végé ha i suoi buyer che si interfacciano con il responsabile commerciale Isa, Mauro Meloni, e con i responsabili acquisti. Il cedi Isa si relaziona con VéGé tramite appunto Mauro Meloni, che partecipa alle commissioni commerciali del Gruppo. Poi i singoli buyer VéGé si relazionano con i buyer del Cedi Isa.

Tutti i contratti e le condizioni commerciali sono condivisi tramite una piattaforma web profilata.  L’ufficio acquisti Isa è supportato dall’ufficio riordini e dall’ufficio vendite oltre che dal team marketing.

(articolo completo su Gdoweek 2 – 2016 L’articolo completo su Gdoweek n. 2 – 2016)

Conad fa dietrofront e rinuncia al centro commerciale di Udine

conad antica milizia
Conad pare non abbia più intenzione di gestire il centro commerciale di Cusignacco per il quale è previsto un investimento da 20 milioni di euro

Conad avrebbe rinunciato alla gestione del centro commerciale di Cusignacco, in provincia di Udine, che sorgerà dove c’era lo stabilimento della Coca Cola, in viale Palmanova. Secondo quanto ha dichiarato Antonio Rossit, rappresentante della Coca Cola center Snc che ha acquisito l’area dismessa, la rinunzia di Conad non dovrebbe comportare alcun cambiamento del progetto in corso. Uno dei motivi che avrebbe spinto Conad a fare dietrofront potrebbe essere l’alta concentrazione di supermercati presenti in zona dove sono attivi Lidl, Ecospin e Panorama.
Conad si è ritirata ma il progetto, che prevede circa 20 milioni di euro di investimento, prosegue” assicura Rossit che aggiunge “al posto di Conad sarà un altro gruppo a gestire il supermercato ma al momento non sono stato autorizzato ad anticipare nulla di più”.
Il piano di recupero prevede la ristrutturazione di soli due edifici esistenti, tutto il resto sarà demolito. Nel complesso sorgerà il ristorante self-service che fungerà da mensa per i lavoratori della Saf, un negozio di casalinghi e un supermercato dotato di ampio parcheggio e di spazi verdi.
È prevista anche la pista ciclabile che collegherà Cussignacco al centro città. Si attende ora l’ingresso di una nuova insegna distributiva che prenda il posto di Conad.

Simply Italia: 1.200 negozi aderiscono a M’illumino di meno

mi illumino di meno simply italia
Simply Italia aderisce alla Giornata del Risparmio Energetico ideata dalla popolare trasmissione radiofonica di Radio 2 RAI Caterpillar

Simply Italia aderisce per il nono anno consecutivo a M’illumino di meno, la Giornata del Risparmio Energetico ideata dalla popolare trasmissione radiofonica di Radio 2 RAI Caterpillar, con l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica, l’adesione del Senato e della Camera dei Deputati, il Patrocinio del Parlamento Europeo, e l’adesione di centinaia di Comuni. In totale saranno circa 1.200 i supermercati aderenti, diretti e in franchising, a insegna Simply, IperSimply e PuntoSimply, distribuiti su tutto il territorio nazionale: la sede centrale di Rozzano (Mi) e le cinque sedi regionali di Milano, Brescia, Roma, Ancona e Catania, 267 supermercati diretti, 536 supermercati affiliati e alcuni Master Franchisee tra cui il Gruppo 3A di Asti con 250 supermercati, la Cooperativa Etruria di Monteriggioni con 50 supermercati e la Fratelli Ibba di Oristano con 31 supermercati.

L’obiettivo di Simply Italia è di utilizzare tutti i mezzi di comunicazione, interna ed esterna, per accrescere la conoscenza e la diffusione di comportamenti più sostenibili nei consumi energetici domestici ai 4 milioni di clienti settimanali e ai 9 mila collaboratori, nella convinzione che anche piccoli gesti se ripetuti quotidianamente portano a grandi risultati.

Le iniziative intraprese. Per raggiungere questo obiettivo l’insegna distributiva ha avviato per venerdì 19 febbraio diverse simply italiainiziative all’interno dei propri punti di vendita. A partire dalle ore 17,30 Simply Italia spegnerà tutte le luci non strettamente necessarie al regolare e sicuro svolgimento delle normali attività delle sedi e dei negozi: nei supermercati, ad esempio, sarà spento il 50% delle luci dell’area vendita e tutte le luci dei reparti dove non si effettua lavorazione. Inoltre nelle varie strutture aderenti all’iniziativa sarà trasmesso via radio l’inno ufficiale della campagna 2015 realizzato dal gruppo musicale Panda in Pigiama e sarà esposto alle casse il Decalogo dei consigli, con alcuni suggerimenti di buone abitudini che possono essere adottati nelle proprie abitazioni per risparmiare energia. Il messaggio #MilluminoDiMeno sarà anche diffuso attraverso il sito Simplymarket.it e i canali social ViviSimply e, per sensibilizzare i collaboratori, sarà veicolato sulla intranet e sul giornale aziendale SimplyNews. I clienti della Cooperativa Etruria saranno anche informati attraverso le due pagine dedicate alla campagna sul numero di febbraio del magazine mensile gratuito SiDice.
Il bello di andare a scuola. Per quanto riguarda l’invito di Caterpillar a promuovere la mobilità sostenibile, i supermercati Simply di Jesi aderiscono alla campagna indetta dall’amministrazione comunale Il bello di andare a scuola insieme, donando per tutto l’anno scolastico a tutte le famiglie che utilizzano il carpooling e il piedibus buoni sconto mensili del valore di 5 euro; mentre i supermercati Simply all’interno dell’area C di Milano consegnano mediamente ogni mese 250 spese a domicilio con i risciò Simply, biciclette a pedalata assistita ed emissione zero, quindi totalmente eco-compatibili.

Sainsbury’s manda in pensione le promozioni multi-buy

Sainsbury's senza casse
Sainsbury's senza casse
Sainsbury's accompagnerà alla porta tutte le promozioni "multi-buy" entro agosto 2016, sia sul canale fisico (tradizionale) sia sul sito per gli acquisti on-line. Una decisione per assecondare le nuove tendenze di consumo

Sainsbury's ha deciso di esaurire entro il mese di agosto 2016 tutte le promozioni, in-store e on-line, basate sul concetto di multi-buy, metà delle quali  sono state già tagliate.  Sainsbury's, come ha già fatto Asda, sposterà sul prezzo, e non sulla quantità di prodotti, l'attuale componente attrattiva e altovendente delle promozioni "multi-buy" (per es. il tre per due, i multi-pack a prezzo scontato, ecc.) in linea con le tendenze osservate da tempo sui cambiamenti nei comportamenti di acquisto. La decisione non è da poco perché modifica non solo il rapporto industria-distribuzione ma anche gli assetti logistici e commerciali del mercato. I retailer inglesi sembra stiano prendendo atto che una parte sempre più cospicua di clienti "acquista meno per singola visita ma più frequentemente -osserva Paul Mills-Hicks, direttore commerciale food di Sainsbury's, citato da The Guardian- cercando spesso solo quello di cui hanno bisogno".

Le ragioni di questa decisione sono molteplici e riportano non solo a questioni prettamente commerciali (per esempio, fare in modo che i carrelli della spesa diventino più variegati e ricchi dal punto di vista dell'assortimento; incentivare la spesa quotidiana o settimanale e non quella concentrata solo nei periodi di multi-promo), ma rientrano in un discorso più ampio di eco-sostenibilità con il risparmio di confezioni e materiale.

 

Jeff Bezos: cosa ci differenzia da Walmart e altri competitor

Focus sulle esigenze dei consumatori per anticiparne i bisogni senza guardare ai concorrenti, ma sulla base della propri esperienza e capacità di individuare quello di cui i propri clienti sentiranno la necessità: questo il pensiero del fondatore di Amazon per differenziarsi da tutti gli altri concorrenti

"Il focus ossessivo sul consumatore e sulla capacità di individuare in anticipo le sue esigenze e di soddisfare le in tempi brevi: è questa la vera differenza che c'è oggi tra noi e Walmart, quello che ci rende più forti e ci avvantaggia sul mercato": Bezos-Amazon-e1421161028363-1940x1090non usa mezze misure Jeff Bezos, fondatore e Ceo di Amazon, nel definire le ragioni del successo della sua azienda. "Noi non guardiamo a quello che fanno i nostri concorrenti, siamo concentrati su quello che è meglio offrire ai nostri consumatori per soddisfarli ogni giorno di più".

In un lungo colloquio Bezos chiarisce il proprio pensiero sul futuro di Amazon: "Vogliamo che Amazon diventi sempre più uno standard di riferimento per le altre aziende. Siamo un'impresa che ha come principale leva competitiva la soddisfazione delle esigenze dei consumatori (da Amazon Fresh all'opzione Dash) . Non ci interessa guardare ai competitori, ma ci muoviamo su scenari di lungo periodo , certi che non si possano perseguire i nostri obiettivi con strategie di breve periodo".

Whole Foods Market amplia negli Usa la rete 365

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L'insegna espande la rete dei negozi a insegna 365 by Whole Foods Market e firma nuovi contratti di locazione. A breve l'ingresso anche a Los Angeles dove aprirà il primo store

Whole Foods Market, azienda distributiva operativa in Usa, Canada e Regno Unito, firma altri cinque contratti di locazione per gli store statunitensi a insegna 365 by Whole Foods Market  portando a quota 13 il totale dei  contratti di locazione sottoscritti. Le strutture affittate si trovano a Evergreen Park, Illinois; Gainesville, Florida; e Concord, Claremont e Los Alamitos, California. I nuovi contratti di locazione seguono quelli già annunciati realizzati in Bellevue, Washington; Cedar Park, Texas; Cincinnati, Ohio; Houston, Texas; Portland, Oregon; e San Francisco e Santa Monica, in California. Il primo negozio aprirà a maggio nel quartiere Silver Lake di Los Angeles. Le superfici di Lake Oswego, Oregon, e Bellevue, Washington, sono in programma tra luglio e agosto. La società prevede di aprire 10 negozi prima di ottobre 2017. "Abbiamo messo insieme un team fantastico di persone che hanno lavorato senza sosta per creare un'innovativa esperienza di shopping che si rivolge a nuovi e già affezionati clienti Whole Foods Market - ha dichiarato il presidente Jeff Turnas - Siamo tutti impazienti di fare il nostro ingresso a Los Angeles con l’apertura del nostro primo negozio in città, realizzato in poco più di 100 giorni".

Gli store saranno orientati verso prodotti che invitano a un’alimentazione sana, ad una spesa facile da fare tutti i giorni e con un buon rapporto qualità prezzo e saranno realizzati nel rispetto degli standard di qualità già adottati da Whole Foods Market.

 

Ovs: fatturato e rete vendita in crescita

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Ovs ha aumentato nel 2015 la propria rete con 35 nuovi store full format a gestione diretta che hanno dato un contributo del +5,8% sul fatturato totale

Ovs chiude il 2015 con risultati soddisfacenti che evidenziano cifre in crescita sia in termini di fatturato che di punti di vendita. L’azienda ha registrato nell’ultimo trimestre del 2015, a totale esercizio di vendite pari a circa 1,32bn di euro (+1,8% rispetto all’anno prima), un aumento del 7,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Rete vendita in espansione. Ovs ha consolidato la propria presenza sul territorio italiano con 35 nuovi store full format a gestione diretta che hanno dato un contributo del +5,8% sul fatturato totale.  Significativo è stato anche l’incremento dei negozi kids attraverso accordi di franchising. La quota di mercato è in costante crescita (7,0% a dicembre 2015), circa +60 bps rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo quanto sottolinea l’azienda “il Gross Margin si è mantenuto sostanzialmente stabile e il rafforzamento del dollaro è stato compensato da più favorevoli costi d’acquisto in valuta locale ed un attento controllo delle attività promozionali. Alla luce delle azioni intraprese e dell’andamento corrente, al momento il management prevede una sostanziale stabilità del Gross Margin anche nell’esercizio in corso. La posizione finanziaria  netta è in linea con le aspettative ed in forte miglioramento rispetto ad un anno fa, grazie sia alla generazione di cassa della gestione operativa che alla raccolta effettuata con l’Ipo avvenuta il 2 marzo 2015, che ha comportato un aumento del capitale netto di 349,1 milioni di euro”. I risultati definitivi di chiusura dell’esercizio 2015 di Ovs spa verranno pubblicati il 14 aprile 2016.

Unicoop Firenze e la Spesa SOSspesa

Unicoop Firenze ha avviato un progetto promosso da Arciconfraternita di Misericordia e Caritas Diocesana di Siena in collaborazione con supportato dall’assessorato al Sociale del Comune di Siena per le famiglie indigenti della zona. Chiamato SOSspesa, dà la possibilità di scegliere tra sei panieri di beni differenziati, oltre che nei costi da 2 a 8 euro anche per tipologia alimentare e per l’igiene e la cura della persona e della casa, e di effettuare acquisti a favore delle persone in difficoltà.

Dean & Deluca apre negli Emirati Arabi

L'icona newyorkese della cucina gourmet, Dean & Deluca,  ha aperto nel Mall of Emirates. La catena di ristorazione abbina una selezione italiana di piatti della tradizione a specialità da tutto il mondo rendendo disponibili i trend globali nel food market.

Business Company supporta il servizio al cliente

Fabio Fasolinodi Barbara Trigari

“È ormai una scelta prioritaria investire sul rapporto con i propri clienti nel tempo, ancor di più per le realtà della gdo e gds, ma anche dell’online, vista la significativa frequenza d’acquisto”. Lo afferma Fabio Fasolino, direttore generale di Business Company Spa (nella foto), e prosegue: “I servizi post vendita, come per esempio l’estensione del servizio tecnico nel tempo, sono in grado di rafforzare il valore di qualsiasi prodotto di elettronica di consumo e si rivelano una risorsa preziosa per produttori e distributori”. L’importanza di questa tipologia di servizi si concretizza nella fidelizzazione del cliente e nella generazione di un consistente margine aggiuntivo, su tipologie di prodotto che presentano complessità di gestione per il retailer.

logo business company HDAl fianco del retail
Business Company opera a fianco di numerose catene distributive in Italia, tra cui Auchan, Coop, Brendolan, Dixie, Datamatic, Despar, Esselunga, Grancasa e Iperal, con il servizio denominato Opera di installazione a domicilio per informatica, audio, video ed elettrodomestici, l'estensione del servizio tecnico denominato Garanzia3, rinnovato nel 2015 con Garanzia3 Cover a copertura del danno accidentale nell’elettronica di consumo, proposto al consumatore senza anticipo di denaro o franchigia, con durata 12 mesi e tre massimali, per adattarsi alle diverse categorie merceologiche. GR3-500 F“L’estensione multicategoria Garanzia3 è anche in versione completamente virtuale, precisa Fasolino, per le esigenze specifiche dei retailer online, per i quali la semplicità d’uso è un must”. Ci sono due tipologie di servizio: con Garanzia3 - Estensione del servizio tecnico per 3 anni in più dopo lo scadere della garanzia legale, esistono 4 massimali, ovvero i costi massimi definiti per ciascun intervento, mentre con Garanzia3 Cover vi sono 3 massimali, sempre a copertura del danno accidentale, per una singola riparazione.

I servizi post vendita di Business Company si rivolgono a produttori e distributori di elettrodomestici e sono disponibili in diversi Paesi europei. “Sicuramente questi paesi non sono il Regno Unito  -prosegue Fasolino- dove il post vendita ha raggiunto livelli significativi, ma negli ultimi anni si sta constatando un’attenzione sempre maggiore verso i prodotti di estensione del servizio tecnico e di sicurezza del consumatore. Il mercato sta raggiungendo la consapevolezza di quanto il post vendita sia un’area sempre più strategica su cui investire per differenziarsi dalla concorrenza e per aumentare la qualità e la durata della relazione con il consumatore finale, oltre che arricchire i margini di ricavo”.

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Mercato Metropolitano raddoppia la presenza

A Torino, all’interno di uno storico edificio ottocentesco apre il secondo store ideato e realizzato per la prima volta a Milano (da Gdoweek 2 - 2016)

Dopo il successo di Milano, dove nei mesi di Expo ha registrato oltre 3 milioni di presenze, Mercato Metropolitano ha trovato una nuova location a Torino nello storico edificio ottocentesco di Porta Susa. Cambia la location, ma la mission del format, ideato da Andrea Rasca, imprenditore specializzato in “food diplomacy” ed internazionalizzazione, rimane la stessa: essere un luogo dove incontrarsi, comprare e degustare prodotti tipici della tradizione gastronomica italiana, di qualità garantita, grazie a un modello sostenibile basato sulla filiera corta. “Il nostro modello è replicabile e si basa su un principio fondamentale: dare al consumatore una nuova consapevolezza rispetto al mondo dell’artigianato, aggregando artigiani e piccoli imprenditori per farli diventare grandi” spiega Rasca, che prevede di aprire, entro l’anno, altri tre store in Italia e all’estero.

(articolo completo su Gdoweek 2 – 2016 L’articolo completo su Gdoweek n. 2 – 2016)

 

 

Da Amazon al Governo Renzi, una nuova vita per Diego Piacentini

Prenderà due anni di aspettativa e lavorerà pro bono come Commissario all'innovazione e alla digitalizzazione

Due anni di aspettativa a partire dalla prossima estate. È questo l’annuncio che arriva in queste ore dal quartier generale di Amazon: Diego Piacentini, senior vice president della società lascerà per un periodo di due anni il proprio incarico per tornare in Italia e assumere il ruolo di manager digitale del Governo.
Ed è lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi a darne conferma con un tweet nel quale ringrazia direttamente Jeff Bezos per l’opportunità di poter lavorare con Piacentini sull’innovazione.
Jeff Bezos Renzi Piacentini tweet

Tweet Renzi Piacentini
Dopo 16 anni in Amazon – scrive invece nella nota ufficiale lo stesso Piacentini è il momento per me di fare qualcosa per il Paese nel quale sono nato e ho vissuto per 40 anni”.
Piacentini svolgerà il suo incarico pro bono e si trasferirà a Roma, anche se, sono sempre le note ufficiali a darne notizia, per lui si apre di fatto un periodo di pendolarismo tra l’Italia e Seattle, dove intende tornare regolarmente per trovare la sua famiglia.

Le lezioni di Amazon serviranno all’Italia?

Piacentini, 55 anni, un passato in Apple prima di entrare in Amazon, è convinto di poter portare parte di ciò che ha acquisito in azienda al servizio del nostro Paese.
A partire dal Kindle.
Per sua stessa ammissione, avendo imparato, negli allora difficili anni di Apple, quanto fosse duro vendere hardware, si era mostrato alquanto scettico di fronte al progetto di Jeff Bezos.
I fatti gli hanno dato evidentemente torto.
Da qui la prima lezione: “Mai dire non funzionerà mai”, scrive lui stesso nella nota.
La seconda lezione che intende portare con sé in Italia è la necessità di una ferrea organizzazionequando si tratta di grandi idee o progetti. Ci vogliono pensiero innovativo, trasparenza, autocritica, visione di lungo termine, sostiene: “Mai farsi ossessionare dai risultati di breve termine. E soprattutto, mettere sempre il cliente al primo posto”.

Buonissimo cerca nuovi inquilini per lo store di Brescia

buonissimo
Conad e Mondadori avrebbero chiesto metri quadri, canoni e piani disponibili. Gli spazi al momento sono comunque ancora da affittare

Buonissimo, di proprietà del Gruppo Martini, brand specializzato nella ristorazione, cerca nuovi inquilini per lo store di corso Mameli a Brescia. Pare che all’affitto della struttura siano interessati, ma la notizia non è confermata, Conad e Mondadori che avrebbero chiesto metri quadri, canoni e piani disponibili. Gli spazi al momento sono comunque ancora disponibili: offerte, documenti e progetti per affittare l’ex Buonissimo vanno spediti entro e non oltre il 29 febbraio agli uffici di via Triumplina. In città, Conad opera con due store: Margherita, zona San Bartolomeo, e il Superstore di via Triumplina. Mondadori ha chiuso il negozio di via Mazzini qualche mese e presidia il territorio con una struttura al Frecciarossa.
In affitto dovrebbero esserci il piano terra, l’ammezzato e l’interrato del palazzo, che fu comprato da Brixia Sviluppo a novembre 2009 per 8 milioni e 770 mila euro. Il canone prevede una parte fissa di 77.500 euro all’anno e una quota variabile non inferiore al 2% del volume d’affari (un minimo di 25 mila euro all’anno dal secondo triennio e da 35 mila nel terzo). Il contratto d’affitto porta la data di scadenza del 2025. Il bando richiede la presentazione di un curriculum di almeno dieci anni nel settore merceologico alimentare e non alimentare e somministrazione di alimenti e bevande, cinque store già aperti e un volume d’affari di due milioni di euro l’anno minimo.

Naracamicie avvia il restyling degli store italiani ed esteri

Naracamicie Montenapoleone Milano
L’immagine dei negozi sarà curata dallo studio C&P architetti di Venezia che ha realizzato il flagshipstore di Montenapoleone, il primo test-matrice

Il 2016 per Naracamicie inizia nel segno del rinnovamento. Il brand milanese, leader della camiceria, sta avviando una serie di restyling nei propri punti di vendita. Il patron dell’azienda, Valter Annaratone, ha infatti da poco inaugurato il nuovo concept degli store monobrand Naracamicie. L’immagine dei negozi sarà curata dallo studio C&P architetti di Venezia che ha realizzato il flagshipstore di via Montenapoleone a Milano, la via più lussuosa del capoluogo meneghino. Si tratta del primo test-matrice della nuova immagine dei negozi Nara. “Per il restyling – commenta Annaratone - abbiamo voluto Luca Cuzzolin ed Elena Pedrina, due architetti che hanno saputo mantenere l’anima del progetto originale, arricchendola e aggiornandola di contenuti più attuali”.
Il grigio acciaio resta il tratto distintivo degli ambienti, che risultano più caldi grazie alla presenza del legno, per il banco e la parete centrali, entrambi in rovere. La vetrina si fa più minimal e meno affollata di prodotto; i manichini a diverse altezze ampliano il campo visivo del consumatore.
Il progetto di soft restyling coinvolgerà da subito le prossime aperture e, nell’arco dell’anno, le principali città italiane ed estere. Per arrivare entro il 2017 alla copertura degli oltre 200 punti di vendita in Italia e i 150 nel mondo.

Drive o Click&Collect, come avvicinarsi all’eCommerce

Qualunque sia la formula prescelta, la direzione è sempre quella in Italia e in Europa: l’omnichannel è un must (da Gdoweek 2)

L’eCommerce è cresciuto del 16% nel 2015, con un valore di 16,6 miliardi di euro (fonte School of Management/Netcomm): il confronto con la gdo non è più rimandabile e si cercano soluzioni alternative, tappe di avvicinamento all’online. Possono essere considerate in questo modo formule come il drive e il click&collect, soluzioni preferite ad oggi dai retailer perché permettono di mantenere un legame più stretto con la rete fisica di negozi.

La formula drive nella gdo
In Italia, diverse insegne -Iper, La grande i, Coop, Auchan e Tigros- stanno investendo nella formula drive: si compra online e si ritira in location precise appoggiate ai punti di vendita della catena, ma senza obbligo di ingresso. Solitamente gratuito, tra i suoi minus ha la complessità logistica e la non replicabilità su tutte le location con il risultato, talvolta, di una presenza a macchia di leopardo. In termini di offerta, viene ricalcata la struttura tradizionale di assortimento di un supermercato, con una divisione per categorie (freschi, freschissimi, ecc) con gli stessi prezzi proposti nella rete tradizionale e promozioni.
Diversa la scelta di Gruppo Auchan che, pur avendo inizialmente abbracciato il drive classico con gli ipermercati (attivato per la prima volta a Torino) ha poi optato per Chronodrive: un magazzino ad hoc, con una vita a sè, dedicato solo alla spesa online, al quale si accede inserendo nei totem all’ingresso un codice di accesso. Un format che per il momento si è fermato ad un pilota, a Rozzano (Mi), anche se probabilmente sono prevedibili nuovi sviluppi, visto che la nuova organizzazione di Auchan pone l’eCommerce come una priorità. Va anche detto che non tutte le sperimentazioni sono andate a buon fine: l’esperienza a Torino di Conad, nello store vicino allo stadio, non è andata a buon fine, e anche Auchan, a Torino, ha chiuso il ChronoDrive. In Francia, sempre Auchan, dopo avere creato un Chrono Village, per coinvolgere nella spesa online anche negozi specializzati (panettiere, fiorista, macellaio), a fine 2015, ha chiuso lo spazio che soffriva di cattiva viabilità ed eccesso di traffico, fattori che complicavano l’arrivo dei clienti.

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Rinascente non acquisterà il cinema Odeon di Milano

la rinascente
Sfuma la trattativa che, secondo voci insistenti, vedeva interessata Rinascente all'acquisto del cinema Odeon di proprietà di Finivest

Rinascente acquista o meno il cinema Odeon di via Santa Radegonda a Milano? Pare proprio di no. Sembra sia sfumato l’accordo per l’acquisto di Odeon The Space, di proprietà di Fininvest, della famiglia Berlusconi. La stessa azienda settimane fa ci aveva smentito categoricamente che ci fosse stata una qualche trattativa e un affare in porto da 80 milioni di euro. Ma i bene informati erano pronti a giurare che sì, la trattativa c’era. Rumors dunque, nulla di più. Oggi i soliti bene informati danno per certo che sia stata posta la parola fine a queste ipotesi. Rinascente dunque non acquisterà Odeon. Sul destino del multisala meneghino, quindi, non si può ancora dar nulla per scontato. C’è chi dice che entro il 2017 il cinema dovrebbe chiudere per oltre un anno per una totale ristrutturazione degli spazi. Al termine della quale perderebbe alcune delle sue dieci sale, a favore di spazi commerciali. Una trattativa che non riguarda la Rinascente che non avrebbe trovato conveniente il costo della transazione, reputato eccessivo. Il problema insormontabile potrebbe essere stato rappresentato dal fatto che due piani debbano comunque restare dedicati alle proiezioni cinematografiche, almeno stando a una normativa che tutela i cinema storici, non convertibili in area commerciale.

Leroy Merlin avvia a Milano i laboratori fai da te per i bambini

leroy merlin
Il progetto Farò, Crescere con Leroy Merlin offre ai bambini la possibilità di scoprire il piacere di creare con le proprie mani

Leroy Merlin dedica ai più piccoli il progetto Farò, Crescere con Leroy Merlin e offre ai bambini la possibilità di scoprire il piacere di creare con le proprie mani. L’insegna di bricolage, attiva in Italia con 47 store e con un fatturato di oltre 1 miliardo di euro, avvia così un ciclo di otto appuntamenti ad ingresso gratuito indirizzato ai bambini dai 7 agli 11 anni, che si terrà un sabato al mese, presso Open Milano. Il primo appuntamento è previsto per il 27 febbraio, l’ultimo il 3 dicembre.

Ogni appuntamento sarà animato da un esperto selezionato e formato da Leroy Merlin e tratterà una tematica legata ad una ricorrenza o alla stagionalità. Al termine di ogni laboratorio, i bambini potranno portare a casa l’oggetto che hanno realizzato. Parte dei laboratori inoltre saranno dedicati al giardinaggio, sfruttando durante la bella stagione lo spazio all’aperto offerto dalla terrazza realizzata per Open da Leroy Merlin.

Ogni laboratorio prevede la partecipazione di 12 bambini e si potrà prenotare on line con prenotazione libera che potrà essere effettuata di volta in volta seguendo le indicazioni pubblicate sulla pagina Facebook di Open: www.facebook.com/openmilano.
I corsi partiranno sabato 27 febbraio presso Open, in viale Monte Nero 6, ed il primo appuntamento sarà un laboratorio durante il quale i bambini di quarta e quinta elementare potranno realizzare una cornice portadisegni.

Esselunga e Università di Parma organizzano il Master in Store management

esselunga master store management
L’obiettivo del master è di formare giovani laureati destinati a un percorso di carriera all’interno della rete vendita Esselunga

Nuove opportunità per i giovani che vogliono entrare nel settore retail. Esselunga avvia la prima edizione del Master universitario di 1° Livello in Store Management, nato grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Parma con l’obiettivo di formare e consolidare giovani laureati destinati a un percorso di carriera all’interno della rete vendita Esselunga. I destinatari sono i laureati di età non superiore ai 29 anni con forte orientamento al cliente, capacità organizzative, problem solving e motivazione a ricoprire ruoli di coordinamento operativo. Il master di Store management, della durata di 12 mesi e con un costo di 6mila euro da versare in tre rate, avrà inizio ad aprile 2016 e sarà composto da 3 mesi di formazione teorica in aula e da 9 mesi di formazione pratica. La frequenza è obbligatoria e full time, 6 giorni su 7. La formazione teorica si terrà nella sede del Dipartimento di Economia, in via Kennedy 6, a Parma mentre la formazione pratica si svolgerà nei negozi Esselunga dell’Emilia Romagna.
Come partecipare. Per dare avvio al processo di selezione è necessario inviare il proprio curriculum vitae dettagliato con lettera motivazionale all’indirizzo mail: masterinstore@unipr.it. L’iter di selezione avrà inizio a febbraio 2016 e si svilupperà in lavori di gruppo, test e colloqui individuali. I candidati selezionati potranno mettersi alla prova frequentando un corso di perfezionamento che prevede una settimana d’aula e un tirocinio formativo della durata di un mese. Tutti i partecipanti, ultimato il tirocinio, riceveranno un diploma di frequenza. I candidati che avranno terminato con successo il corso di perfezionamento accederanno al master e verranno inseriti con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.

Né super, né discount: la risposta è D’italy

Gdoweek_2_2015_DitalyUn profondo legame con il territorio per cogliere i segnali provenienti dai consumatori e dare risposte mirate in tempi brevi; un gruppo di lavoro permanente che definisce assortimenti e condizioni commerciali in un continuo processo di revisione; un assortimento incentrato su prodotti a marchio di qualità, con una forte attitudine alla costruzione dell’identità d’insegna. Secondo Mirco Pincelli, Ad di Italy Discount, catena con 221 punti di vendita a insegna D’italy che sviluppano vendite per 390 mio €, sono questi i punti di forza del retailer focalizzato sulla “spesa economica di vicinato”. “L’insegna D’italy -spiega Pincelli- è una risposta italiana all’evoluzione del mercato: coglie gli aspetti positivi del supermercato, come la qualità del fresco, l’ambientazione, l’attenzione e il servizio al cliente in termini di semplificazione e velocizzazione, e il meglio del discount, alternativa all’industria di marca con prodotti con un rapporto qualità-prezzo vincente. Per questo non ci definiamo né supermercato  né discount, ma semplicemente D’italy”.

Spieghiamo le caratteristiche del format
Ne abbiamo due: da 400 e da 800 mq, store che, al Nord, sono più orientati al servizio e al fresco rispetto al  Sud. Ci differenziamo dai competitor per la capacità di cogliere le peculiarità del territorio, dall’assortimento alle attività promozionali, al legame con il contesto sociale in cui operiamo, grazie a imprenditori associati che vivono il territorio e sono in grado di capire, meglio di altri, le sue esigenze e le opportunità che offre.

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Amazon.it apre ai clienti le porte del centro di distribuzione

amazon.it
Amazon.it ripete l'iniziativa già avviata lo scorso anno che permette ai clienti di visitare il centro di distribuzione di Castel San Giovanni

Amazon.it rilancia l’offerta rivolta ai propri clienti di partecipare al tour per scoprire il “dietro le quinte” del proprio centro di distribuzione italiano a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza.
L'iniziativa, lanciata in Italia nel mese di giugno 2015, viene riproposta e si svolgerà dal 25 febbraio al 29 settembre.
Per ogni giornata sono previsti tre tour della durata di circa un’ora ciascuno: 9.30, 11.30 e 14.00. Il numero massimo di partecipanti sarà di 30 persone per ogni turno. Per registrarsi è sufficiente collegarsi al sito http://amazontours.it e compilare il modulo di iscrizione. Sarà possibile effettuare la prenotazione nell’arco della prima settimana di ogni mese.
Le visite guidate si svolgeranno nella giornata di giovedì e saranno aperte a tutti i clienti con età superiore ai 6 anni.
“Scoprire cosa accade dopo aver cliccato "Acquista" sul sito Amazon.it ha sempre suscitato molta curiosità nei clienti - commenta Tareq Rajjal, amministratore delegato di Amazon Italia Logistica - Vogliamo offrire a tutti l’opportunità di osservare da vicino l'impegno dei nostri 907 dipendenti che spediscono decine di milioni di pacchi ogni anno. Siamo molto orgogliosi del modo in cui serviamo i clienti e vogliamo permettere ai visitatori di vivere in prima persona l'attività all’interno dei nostri magazzini”.

Amazon, che offre oltre 80 milioni di articoli in 20 categorie di prodotti, ha aperto nel luglio 1995 nel World Wide Web.

Coop Lombardia per San Valentino Alimenta l’Amore

coop san valentino

Dove c’è amore c’è famiglia, questo il claim che accompagna l’iniziativa Alimenta l’Amore, lanciata da Coop Lombardia per il 13 e il 14 febbraio in collaborazione con Lega Nazionale del Cane e con il patrocinio del Comune di Milano. In occasione di San Valentino, tutti i cittadini sono invitati a farsi fotografare in compagnia del loro animale domestico presso il Portico dell’Elefante all’interno del Castello Sforzesco di Milano, gli scatti entreranno poi a far parte di un libro e di una mostra che verrà inaugurata in loco nel mese di maggio.

Le foto saranno realizzate da Silvia Amodio, autrice che da diversi anni si occupa di indagare la relazione tra l’uomo e gli animali, e i partecipanti riceveranno come omaggio lo scatto migliore.

Per questa iniziativa Coop sceglie ancora una volta una comunicazione di tipo inclusivo, indirizzandosi a nuclei famigliari eterogenei e rafforzando la relazione con quel 43,3% di italiani che convive con un animale e se ne occupa quotidianamente.

Walmart punta sul carburante: in apertura stazioni proprie

Il retailer chiude la partnership con la company Murphy Usa e si prepara a brandizzare e a gestire in autonomia i prossimi distributori di benzina esterni agli store.

Dopo 20 anni di partnership con l’azienda Murphy Usa, situata in Arkansas, il colosso del retail Walmart prende il controllo del business carburanti. Le prossime stazioni di benzina in apertura all’esterno degli store saranno infatti brandizzate con il marchio della catena e gestite in completa autonomia da quest’ultima.

Murphy UsaAllo stato attuale, Walmart controlla solo un paio di centinaia di distrubutori, mentre la maggioranza, pari a circa 1.100, è gestita da Murphy Usa. La company continuerà a supervisionare tali stazioni, proseguendo con il piano che prevede di aprirne altri 60, ma in virtù della nuova strategia sarà esclusa dalle successive inaugurazioni.

Il cambio di rotta comporterà l’impiego alle pompe di benzina dei dipendenti di Walmart, che potrà così raccogliere i proventi oltre che del carburante degli articoli convenience e delle sigarette. L’idea è quella di aprire quante più stazioni possibili nei pressi dei punti di vendita, implementando parallelamente l’esperienza globale della clientela, come confermato dal portavoce della catena Randy Hargrove.

Amazon-Walmart: chi vincerà la sfida dei prossimi anni?

Due modelli di business, uno scontro destinato a incidere sul futuro del retail globale: l’eCommerce è ormai imprescindibile, ma cresce anche il valore della fisicità degli store. Gli analisti si interrogano e... (da Gdoweek 2-2016)

Gdoweek_2_2015_CoverStoryNon solo due concorrenti, c’è molto di più dietro la competizione tra Amazon, la creatura di Jeff Bezos nata nel 1994 come libreria online, e Walmart, fondato nel 1962 da Sam Walton con un fatturato 2015 pari a 485,7 mld di dollari pari al 3% dell’intero Pil a stelle e strisce. La sfida tra i due retailer riguarda la visione del retailer del futuro, il cui risultato finale porterà a un nuovo equilibrio, nazionale e anche sul piano globale e si gioca tutta sull’eCommerce, in una nuova battaglia di volumi e di capacità di raggiungere il consumatore.

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Gruppo Alì vola oltre il miliardo di fatturato 2015

Alì Marcon
Un risultato in aumento dell’8% rispetto allo scorso anno per il socio Selex, che premia i dipendenti con 800mila euro in linea con una crescita solidale.

Un 2015 di crescita per Gruppo Alì, che supera il miliardo di euro di ricavi mettendo a segno un aumento dell’8% sullo scorso anno. Il socio Selex ha scelto di condividere il successo con tutto il personale dell’azienda, devolvendo a quest’ultimo un premio di oltre 800mila euro, in linea con un proposito di sviluppo sostenibile e solidale.

Perseguendo tale obiettivo, il gruppo padovano ha investito nell’ultimo anno 600mila euro in formazione del personale e devoluto oltre 1 milione di euro a sostegno di iniziative benefiche e sponsorizzazioni sociali.

Francesco Canella patron Gruppo Alì“Di strada ne abbiamo fatta molta da quando, nel 1971, il primo punto vendita con il marchio Alì raggiunse il fatturato di 5 milioni di vecchie lire. Oggi vogliamo condividere con tutto il personale dell’azienda gli importanti traguardi che abbiamo raggiunto grazie alla fiducia che i clienti ripongono in noi”, ha commentato il patron del gruppo Francesco Canella.

L’azienda conta attualmente 3.200 dipendenti, di cui 300 assunti nel corso del 2015, e 108 supermercati in Veneto ed Emilia Romagna.

Pam sostiene le famiglie: una gift card per i nuovi nati

gruppo pam
Un’iniziativa in collaborazione con il Comune di Leini (Torino), che dona 50 euro spendibili nell’arco di un anno e un libro di fiabe.

Pam rinsalda il legame con il territorio a partire dalle famiglie. La catena di supermercati ha infatti lanciato in collaborazione con il Comune di Leini, in provincia di Torino, un’iniziativa a carattere local che dona per ogni nuovo nato del 2016 una gift card dal valore di 50 euro e un libro di fiabe.

La carta sarà spendibile nell’arco di un anno e insieme ai regali è prevista la consegna di una lettera contenente informazioni pratiche per la nuova famiglia, dalle modalità per ottenere il bonus bebè ai servizi comunali messi a disposizione.

Gruppo Pam sceglie così di entrare ulteriormente nella quotidianità del consumatore attraverso la condivisione di un'esperienza fondante all'interno della sua vita privata, a cui si propone di fornire supporto.

NRF: “Una piccola catena non potrà mai esser tutto per tutti e non deve nemmeno sforzarsi di esserlo”

Dal #NRF16 un granello di saggezza, cui ne seguono altri dedicati, tutti, ai grandi protagonisti dell’anno passato e in quello appena iniziato: i piccoli retailer. Condivido di seguito.

Dal # NRF 16 un granello di saggezza, cui ne seguono altri dedicati, tutti, ai grandi protagonisti dell’anno passato e in quello appena iniziato: i piccoli retailer. Condivido di seguito.

1) Trovatevi una nicchia e rimanete fedeli alla linea, che sia geografica, demografica o di un qualche interesse speciale: meglio esser tutto per un target che poca cosa per tutti.

2) Decidete chi volete essere e per chi: si devono stabilire degli obiettivi quantificabili e indentificare le risorse necessarie per raffiungerli.

3) Il tempo è denaro, laddove -come spesso succede- le strategie sono determinate dall’imprenditore è necessario che questi trovi il tempo per “pensare” e deleghi compiti meno strategici a qualcun altro.

4) La tecnologia non è appannaggio solo dei grandi gruppi, e non deve essere completamente in outsourcing. Il provider deve essere un partner e non un mero venditore.

5) I canali digitali sono affilati strumenti per competere con i big. I social network vivono di autenticità e personalizzazioni caratteristiche intrinseche alle catene più piccole. Un’opportunità per raccontarsi, per dare la propria visione e affermare ciò che si è.

6) Investite nella crescita e differenziate i sistemi di credito dal crowdfunding alle vendite passando per le carte di credito. Necessario un cambio di passo: dalla contabilità all’amministrazione finanziaria.

7) Siate mobile friendly, dall’accertarsi di apparire su Google map, all’accettare i pagamenti online: i clienti sono tutti su mobile, facciamo in modo che possano trovarci.

Gruppo Maiora punta su formazione e innovazione come leve per la crescita

incontro maiora
Il Gruppo Maiora, che gestisce l'insegna Despar in sud Italia, lancia un invito alle istituzioni: create un percorso formativo abilitante al commercio. A Corato (Ba) si è tenuto un incontro moderato dal direttore di Gdoweek e Mark Up, Cristina Lazzati

Sul binomio formazione-innovazione si articola la filosofia imprenditoriale del gruppo Maiora, centro di distribuzione Despar del sud Italia, operativa con 307 store diretti e in franchising. Pippo Cannillo, amministratore delegato di Maiora, marca con una certa enfasi il concetto in occasione dell’incontro “Il mezzogiorno alla sfida della crisi: formazione e innovazione leve per la crescita. Il caso Maiora e le politiche della distribuzione moderna”, promosso proprio da Maiora, moderato dal direttore di Gdoweek e Mark Up, Cristina Lazzati, e svoltosi al teatro comunale di Corato (Ba).

“Rinnovarsi continuamente non è una scelta ma un’esigenza di mercato – sottolinea Cannillo – Per farlo occorrono energie e idee sempre nuove. Ma quel che più è importante è capire quanto sia necessario fare fronte comune. Per sopravvivere le aziende devono unire le proprie forze”.  La formazione sembra essere tra gli obiettivi principali del gruppo, come sottolineato da Lucia Zitoli, responsabile della formazione di Maiora, e da Marco Peschechera, Cfo del gruppo. Peschechera ha sottolineato la necessità di dare vita a scuole di formazione professionale dedicate al mondo del commercio. “Vogliamo diventare leader nel settore della gdo e per questo motivo puntiamo sulle risorse umane. Spesso però i giovani conoscono poco o nulla del retail – spiega – siamo quindi costretti a formarli da zero. Il nostro invito alle istituzioni è il seguente: creare un percorso formativo abilitante al commercio”.  Disponibile a future collaborazione si è detto Felice Uricchio, Rettore dell’Università Aldo Moro di Bari. Un invito ai giovani arriva invece da Diego Antonacci, Impact HUB, Bari che sottolinea: “I giovani devono avere coraggio e pazienza”.

Se di innovazione si parla, esperto in materia è Enrico Martines, direttore Formazione, Sviluppo  e innovazione sociale in Hewlett Packard Enterprise che afferma: “La nostra azienda promuove un approccio multigenerazionale, per parlare il giusto linguaggio agli interlocutori e sostenere le specifiche attitudini. Nell'economia delle idee punto nodale è la velocità. Chi non va veloce resta fermo. Oggi economia digitale ed economia delle idee devono andare di pari passo”.

Protagonista della seconda parte dell’incontro, incentrata su innovazione e mercato, è l’esperienza di collaborazione tra azienda e ricerca che ha dato vita al progetto New Gluten World, nato dalla partnership tra l’Università di Foggia e la Molino Casillo spa, che intende valorizzare il metodo Gluten Friendly. Si tratta del primo processo in grado di rendere il glutine del grano innocuo per i celiaci. “Agendo sull’immunogenicità del glutine siamo riusciti a ottenere un grano sicuro” chiosa Carmela Lamacchia, responsabile del progetto per l’Università di Foggia. Per Pasquale Casillo, ad dell’azienda, “si tratta di un’innovazione dalle potenzialità rivoluzionarie”.

Gdoweek, il n. 2 in distribuzione

Nel numero 2 di Gdoweek si affronta l'analisi della sfida del secolo: Amazon vs Walmart. Due modelli di business differenti per i quali da una parte l'eCommerce cresce inarrestabile ma anche il negozio fisico mantiene un valore fondamentale.

E a proposito di modelli di business si parla anche di click&collect e drive come strategia di avvicinamento all'eCommerce. E ancora D'italy, Mercato Metropolitano, Isa, Emd, Testro del Gusto, Unieuro. Olè e tant'altro.

Gdoweek_2_2015_Sommario

Coop@home DriveIn: video di come funziona

Cosa scegliere tra DriveIn e Click&Collect per garantire un migliore servizio ai propri consumatori? Coop Suisse ha scelto da tempo Coop@home, realizzando una serie di punti di ritiro propri, dedicati a chi fa la spesa online e vuole ottimizzare il tempo dedicato al ritiro della spesa.

Tra eCommerce, Drive e Click&Collect, Coop Suisse ha optato da tempo per una soluzione autonoma di DriveIn, che si avvale di una struttura dedicata appositamente alla spesa online (secondo un modello simile a quello usato dall'insegna francese Auchan con ChronoDrive) non ollegata direttamente a un punto di vendita della rete formata, per la maggior parte, dalla formula supermercato. estero_coop drive svizzeraLa struttura presso la quale i clienti devono passare per il ritiro della propria spesa si chiama Coop@home, esattamente come il sito di eCommerce che la Coop svizzera ha implementato da tempo ed è attualmente attiva in una quindicina di store Coop@home. L'offerta comprende oltre 13.000 prodotti, offerti allo stesso livello di prezzo proposto nella classica di supermercati bricks&mortar.

Prospettive. L'obiettivo della cooperativa è quello di ampliare questa tipologia di servizio anche in altre aree. Per questo, è stata creata una centrale di distribuzione anche nella Svizzera francese, allo scopo di sviluppare la formula.

Branca celebra da Eataly la movida argentina

Fratelli Branca Distillerie anima le serate dell’inverno milanese con Branca&Cola, l’amaro simbolo dell’eccellenza del made in Italy all’estero, che è stato tra i protagonisti della serata argentina organizzata in un contesto d’appeal come Eataly Smeraldo a Milano.

Con un’apertura serale eccezionale di Eataly gli ospiti hanno potuto assaporare il gusto della movida argentina grazie al rinomato Branca&Cola, cocktail a base di Fernet-Branca famoso in tutto il paese sudamericano e molto amato tra i giovani. Prepararlo è semplicissimo, basta versare in un bicchiere ghiaccio a piacere, un dito di Fernet-Branca e completare con cola, mescolando poi con cura gli ingredienti. Il long drink testimonia il forte legame tra Branca e l’Argentina, dove ha riscosso tanto successo da diventare il cocktail più bevuto. Proprio lì infatti, a Buenos Aires, ha sede l’altro stabilimento di Branca dove oggi l’azienda vanta quattro moderne linee di produzione ed ospita nel sottosuolo gigantesche botti di rovere dove il liquore riposa per un anno.

Mercato Ittico di Milano senza contante per gli operatori

PNP_0778-1024x684Con un giro d’affari di circa 200 milioni di euro l’anno e un bacino di utenza di 10 milioni di persone, il mercato Ittico di Milano è il più grande in Italia e uno dei principali in Europa, da tutti considerato un punto di riferimento in termini di qualità e freschezza della merce. Si è mosso per essere il primo mercato all’ingrosso italiano ad adottare la “Cassa Mercato”, un innovativo sistema gestionale in grado di rendere facili e sicuri tutti i pagamenti effettuati dagli operatori con l’obiettivo di abolire i pagamenti in contanti. Cassa Mercato nasce dalla partnership tra Sogemi, società del Comune di Milano che gestisce i mercati agroalimentari all’ingrosso della città, e Intesa Sanpaolo.

PNP_0819-150x150“Cassa Mercato –spiega Nicolò Dubini, amministratore unico di Sogemi– è un’innovazione importantissima, da estendere anche all’ortomercato. Tra le più recenti e significative innovazioni che hanno interessato il mercato ittico ricordiamo l’introduzione, a luglio, del Marchio di Qualità del Mercato Ittico, una certificazione che non ha eguali in Italia e che attesta l’assoluta qualità della merce attraverso controlli che interessano l’intera filiera: dalla fase di raccolta (pesca e allevamento) alla tavola. Innovazioni, queste, che sono replicabili e per questo fanno dell’ittico di Milano un modello per tutti i mercati all’ingrosso del Paese”.

Intesa Sanpaolo ha voluto essere partner del progetto. “Grazie all’applicazione che abbiamo realizzato su misura per il Mercato Ittico di Milano -commenta Alessandro D’Oria, direttore regionale Milano e Provincia di Intesa Sanpaolo-, la gestione e il controllo delle transazioni economiche diventano più facili e consentono agli operatori di sviluppare business in modo efficiente e sicuro”.

Oltre a garantire la totale tracciabilità di tutti i pagamenti, il sistema registrerà i volumi e i valori di scambio, dando all’ente gestore e agli operatori la possibilità di consultare listini prezzi e statistiche aggiornati in tempo reale. Grazie alla tracciabilità dei pagamenti, inoltre, gli acquirenti morosi riceveranno automaticamente i solleciti di pagamento. Gli acquirenti che non provvederanno al saldo entro un tempo stabilito saranno inseriti in una black-list e impossibilitati ad accedere al mercato. Una soluzione, questa, che va nell’ottica di tutelare gli operatori, costretti in talune occasioni ad attendere diversi mesi prima di riscuotere i pagamenti. Inizialmente  Cassa Mercato è finalizzata  solo alle transazioni tra gli operatori..

OVS Spa: Ismail Seyis guida la nuova Direzione International

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La società controllata dal Gruppo Coin dopo lo sbarco in Piazza Affari rafforza il percorso d’internazionalizzazione del suo top brand.

OVS Spa sempre più proiettata verso l’estero con la costituzione interna della nuova Direzione International. Alla guida di quest’ultima l’inglese Ismail Seyis (in foto), 43enne forte di significative esperienze nel Regno Unito, Medio Oriente ed Est Europa per marchi del mondo retail come Gap.ismail seyis

L’incarico di Seyis sarà quello di rafforzare il percorso d’internazionalizzazione del fashion brand, fiore all’occhiello della società  quotata in Borsa lo scorso anno e controllata dal Gruppo Coin, che ne detiene la maggioranza.

Dopo l’ingresso di OVS Spa in Piazza Affari, che segna il prosieguo di uno sviluppo parallelo per il marchio, il gruppo che vede alla vicepresidenza Stefano Beraldo prepara l’ottimizzazione della rete di vendita per le insegne Coin ed Excelsior.

Amazon apre 400 librerie?

La notizia arriva dal mondo immobiliare: dopo l'apertura della prima libreria a Seattle, Amazon avrebbe in mente una serie di punti di vendita in tutto il Paese

Il fatto curioso non sono i numeri in sé, ma come la notizia ha preso rapidamente piede sulle cronache internazionali.
Amazon, dopo aver aperto lo scorso mese di novembre la sua prima libreria fisica a Seattle, sarebbe intenzionata a dare il via a una serie di aperture su tutto il territorio statunitense, arrivando fino a 400 punti di vendita.
Non lo ha annunciato la società fndata da Jeff Bezos, che anzi in questo caso si trincera dietro il più canonico dei “no comment”.
La notizia arriva da Sandeep Mathrani, chief executive di General Growth Properties, società attiva nel real estate specializzata nello sviluppo e nella gestione di centri commerciali su tutto il territorio statunitense.
Presentando agli investitori i risultati di bilancio, Mathrani avrebbe giustificato alcuni dati previsionali relativi al nuovo esercizio fiscale con il fatto che Amazon avrebbe intenzione di aprire una rete di 300/400 librerie fisiche, seguendo le orme di altri brand statunitensi, come Warby Parker o Bonobos, che dopo aver ottenuto successo con le vendite online, ora stanno guardando di nuovo al fisico.

A la Jolla si cercano gestori del punto di vendita

La notizia, che ha avuto immediato contraccolpo sulle azioni di Barnes & Noble, probabilmente le realtà che più potrebbe essere toccata da una strategia così di impatto da parte di Amazon, se da un lato non ha avuto alcun riscontro da parte di Amazon, dall’altro ha avuto il potere di scatenare la stampa Usa alla caccia di indizi che la potessero confermare.
Così, da un lato Mathrani fa un parziale passo indietro, sostenendo che le sue dichiarazioni non possono essere prese come chiave di lettura per le strategie di un’altra società (senza tuttavia smentire quanto affermato precedentemente), dall’altro un’attenta ricerca di posizioni aperte all’interno della struttura di Amazon lascia emergere la ricerca di gestori di punti di vendita, ad esempio a La Jolla, nell’area di San Diego.
L’idea, dunque, è che il piano di espansione ci sia, anche se probabilmente le 400 aperture potrebbero non essere previste tutte nei prossimi mesi.

Aldi è il top retailer del vino: battuti Waitrose e Sainsbury’s

Aldi

Aldi è stato incoronato all’unisono come miglior supermarket in cui comprare vino nel Regno Unito. Un risultato confermato dai dati, tanto che una bottiglia su 13 venduta nel Paese nel corso del 2015 proviene proprio dagli store del retailer.

aldiPrevalendo su player di fascia più elevata come Waitrose e Sainsbury’s, Aldi dimostra come la categoria merceologica e il reparto alcolico possano essere ampiamente valorizzati anche all’interno di un discount e di una strategia incentrata sulla convenienza.

ALDI_vinoL’assortimento eterogeneo di Aldi, oltre che dai consumatori ingleso, è stato apprezzato a livello internazionale e gli è valso ben 167 diversi riconoscimenti solo lo scorso anno, in relazione a birre, vini e superalcolici. Tra i premi ottenuti figura il Multiple Wine Retailer of the Year, consegnatogli nel corso dei Drinks Retailing Awards in UK.

Un panel di esperti del settore ha inoltre assegnato alla catena il titolo di Supermarket dell’Anno, decretando il successo di Aldi anche nei confronti del diretto competitor Lidl, che nel Regno Unito sta mettendo a punto un massiccio piano di sviluppo.

aldi vinoUn contributo importante per la vittoria di Aldi è rappresentato infine dal suo approccio alla comunicazione vinicola. Online, ad esempio, il retailer dedica all'e-commerce del prodotto e alla sua presentazione uno spazio dall'appeal moderno e dalla navigazione agevole, con offerta visionabile in base a diversi parametri di ricerca.

PittaRosso apre all’abbigliamento con i jeans Carrera

PittaRosso

Un estensione di orizzonti e di assortimento per PittaRosso, che per la prima volta debutta in un comparto merceologico diverso dalle scarpe, aprendo al mondo del denim. L’insegna padovana di calzature ha infatti raggiunto un’intesa con il fashion brand Carrera, che porterà in un centinaio di store italiani ed esteri la linea di abbigliamento maschile del marchio.

Il format espositivo è quello dell’isola interna ed oltre ai jeans per uomo è prevista la successiva implementazione dell’offerta nei prossimi mesi con i capi donna. I primi negozi a dare concretezza al progetto saranno quello di Limbiate (Centro Commerciale Carrefour), di via Mantova a Brescia e di Marcianise (Centro Commerciale “Campania”).

La partnership tra le due aziende venete nasce da una visione strategica comune, che condivide gli stessi valori di qualità, comfort e stile con convenienza. “PittaRosso è un’insegna che propone scarpe di marca a prezzi competitivi, in perfetta linea con la filosofia Carrera Jeans”, conferma Gianluca Tacchella, amministratore delegato di Carrera.

Esselunga: i numeri del nuovo superstore di Livorno

progetto Esselunga Livorno

Esselunga prepara lo sbarco a Livorno. Dopo anni di blocco e trattative con il Comune risolte in un nulla di fatto, il via libera era arrivato lo scorso novembre dalla giunta penta stellata guidata dal sindaco Filippo Nogarin.

Ora, la catena di Caprotti ha presentato alla città il progetto per trasformare l’area ex Fiat situata su viale Petrarca in un nuovo Superstore Esselunga con annessa area verde di dimensioni importanti. Ecco i numeri del piano di costruzione e riqualificazione:

  • 4.000 metri quadrati di punto di vendita, arretrato rispetto a viale Petrarca
  • 700 posti auto con parcheggio interrato
  • 5.000 metri quadrati di verde pubblico, per un nuovo parco urbano recuperato dall’area parcheggio e senza ulteriore consumo di suolo non edificato.
  • 140 assunzioni iniziali
  • 18 mesi di lavori

Esselunga Monza viale LibertàIn previsione anche il miglioramento e la razionalizzazione della viabilità con tre nuove rotatorie, sempre evitando l’impegno di altro suolo non edificato.

Il disegno di Livorno prende così vita dopo lungo periodo, marcando un’ulteriore tappa nello sviluppo di Esselunga, che nel frattempo si prepara a consolidare la propria presenza a Novara, dopo la recente inaugurazione del nuovo superstore di Monza (in foto).

Anche Kaufland entra in Emd

L'ingresso di Kaufland in Emd, la più grande centrale europea, permetterà al gruppo tedesco di incrementare le opportunità per i fornitori dei paesi dell'Europa orientale nei quali è fortemente attiva, come Repubblica Ceca, Polonia, Bulgaria

Il gruppo tedesco Kaufland porterà tutte le attività di acquisto relative alla rete nell'Europa del'Est (Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Croazia, Romania e Bulgaria) negli uffici di Pfäffikon, sede di Emd (in foto Philippe Gruyters, managing director Emd Ag), la più grande centrale europea di acquisti e marketing , rimpolpata dal recentissimo ingresso di Asda.

European Marketing Distribution (Emd) rappresenta un network paneuropeo che esprime alle casse un giro d'affari di 178 miliardi di euro, attivo in 19 Paesi con 500 società e oltre 150.000 negozi.

L'ingresso in Emd è un ulteriore passo che consolida una partnership pluriennale. "Da molti anni siamo impegnati nell'alleanza con Emd -è il commento di Frank Hirnschal, membro del cda Kaufland e responsabile delle private label e del marketing - soprattutto nei mercati dell'Est: a parte il rafforzamento del potere d'acquisto, questo ingresso garantisce nuove opportunità per i nostri partner industriali cechi, slovacchi, polacchi, romeni e bulgari".

Kaufland è attualmente uno dei maggiori player in 6 paesi dell'Europa dell'Est, ma opera in tutta Europa con circa 1.200 filiali.

 

Banane italiane: già disponibili nei mercati di Coldiretti

images3ISOHPVRLe banane made in Italy? Sono già una realtà. E tra qualche anno saranno anche più diffuse sulle tavole degli italiani. Le produce la cooperativa palermitana Valle dell’Oreto e al momento i quantitativi si aggirano sui 500 quintali all’anno venduti nei mercati Coldiretti di Campagna Amica e nel negozio della Cooperativa. La coltivazione, guidata dalla famiglia Marcenò, è situata nella Conca d’Oro: le piante equatoriali portate dall’America Latina verso il 2010, si sono ben adattate al clima subtropicale della vallata. Si tratta di varietà molto antiche, la Musa capriciosa, lunga e tozza, e la Musa paradisiaca, più piccola e tondeggiante.

Israel_banana_trees_3Valle dell’Oreto è la prima realtà italiana ad aver avviato la produzione industriale di questo frutto tropicale, e la domanda in rapida crescita orienta la scelta di espandere la coltivazione nei terreni confinanti dell’azienda, che al momento sono inutilizzati. L'obiettivo è di passare dalle attuali 1.200 piante di banane ad almeno 4 mila. I consumatori mostrano già una preferenza verso le banane naturali italiane rispetto a quelle che arrivano dall’altra parte del mondo. Quelle della Cooperativa Valle dell’Oreto non risultano trattate con sostanze di sintesi e le piante vengono irrigate con tanta acqua, concimate con materiale organico e, a seconda del clima, con prodotti biologici a base di alghe.

Carrefour: il futuro del commercio è “ibrido”

Carrefour non è solo un grande retailer: Carrefour è la storia della grande distribuzione in Europa, oltre ad essere il 6° retailer del mondo  e il 2° in Europa a pochissima distanza di fatturato da Tesco. In Francia Carrefour è un'istituzione e forse il più grande datore di lavoro: riceve 1 milione di curricula all'anno. Intervistato da Philippe Bertrand, giornalista di Les Echos, quotidiano francese che segue molto (e bene) l'economia mondiale e la distribuzione francese in particolare, Georges Plassat, 67 anni, presidente e direttore generale di Carrefour dal 2012, indica al lettore (e agli addetti ai lavori) le direzioni da seguire nel cammino alquanto incerto della distribuzione.

Il segreto è multiformat

Una delle vie da seguire, secondo Plassat, parte dalla multicanalità e dal multiformat, base imprescindibile per fornire ai cliente il ventaglio più ampio possibile di offerte e soluzioni, e passaggio obbligato per uscire dall'attuale crisi: "Nel nostro mercato è l'offerta che fa la differenza. Avere i format giusti in rapporto alle esigenze territoriali e assortimentali schiude ampie e ricche prospettive. Per fare due esempi: gli ipermercati garantiscono la potenza dei volumi, i supermercati e i punti di vendita più piccoli danno l'agilità della prossimità. In tutti i paesi siamo ormai multiformat con graduale spostamento del baricentro verso la prossimità".

La crisi delle economie emergenti

Plassat sostiene che si tende a dare troppa importanza ai sentimenti e alle reazioni del momento. In effetti, non ha tutti i torti. Quindi, parlando di crisi delle nuove economie, come il Brasile e la Cina, non bisogna, secondo Plassat, cedere alla tentazione del "brevetermismo" ("court-termisme"). Il Brasile, per esempio, rimane un buon mercato per Carrefour, che vi lavora da quarant'anni: secondo Plassat il Brasile ha un problema di "self-confidence", di mancanza di certezze sul futuro e soprattutto su come si evolverà lo Stato sociale.

La Cina sta attraversando un cambiamento di modelli di vita e di approccio industriale: i cinesi tendono a risparmiare di più per assicurarsi un miglior tenore di vita (acquisto dell'abitazione, per esempio), e hanno un eCommerce ben più competitivo. Ma Carrefour, che ha aperto il suo primo punto di vendita 20 anni fa, vuole mantenere una visione sul lungo periodo, favorita anche, precisa Plassat, dalla buona immagine di cui gode il gruppo.

eCommerce: "c'è veramente chi sogna un futuro di clausura domestica?"

Secondo Plassat, l'eCommerce non entra necessariamente e sempre in concorrenza con il commercio tradizionale ("brick&mortar") e comunque la tendenza, in termini sociologici e consumeristici, è quella della ricerca del contatto diretto, dell'esperienza, fenomeni favoriti dalla ricca rete di negozi che ancora contraddistingue paesi come la Francia e l'Italia: per esempio, in Francia un consumatore dista in media 4 minuti da un punto di vendita alimentare. In ogni caso, il modello di business di un grande distributore, soprattutto se internazionale, non può prescindere da un'integrazione fra l'offline e l'online.

 

 

 

I processi di retailing sono in real time con Apparound

Una soluzione tecnologica tutta italiana che sta facendo strada nel mondo. Apparaund fondata a Pisa nel 2008 offre un'interpretazione della gestione vendite innovativa
Apparaund è un'applicazione per mobile e web espressamente progettata per il mondo retail. Alla base del progetto vi è la volontà di realizzare un sistema in grado di monitorare le performance di vendita in tempo reale e allo stesso modo aggiornare le informazioni sui prodotti così come creare promozioni e offerte in pochi secondi. Una filosofia di utilizzo che si estende anche ai contratti tanto che Apparound integra la tecnologia grafometrica per le firme.
Uno degli aspetti più interessanti di Apparound è che si tratta di un'impresa italiana, fondata da Gianluca Cagiano all'interno del Polo tecnologico di Navacchio (Pisa) nel 2008 e oggi ha una sede nella Silicon Valley. Next step: apertura di un'ufficio a Londra.
Il cuore di Apparaund è il concetto di CPQ, configure-price-quote che consente di trasformare e digitalizzare i processi di vendita favorendo una shopping experience coinvolgente, collaborativa e rapida per il venditore e per l’acquirente. I moduli principali di Apparaund sono Digital Content Distribution ed il Configure-Price-Quote implementati con una tecnologia aperta che facilita l'integrazione con sistemi di Crm, Erp.

Arrivano i pannolini e assorbenti certificati “halal”

Pannolini globali. Quella ottenuta da Fas per i suoi prodotti igienici è una certificazione pensata per andare incontro alle esigenze ed alle consuetudini di una comunità costituita dai cittadini di fede musulmana (circa 2,04 miliardi nel mondo, 55 milioni in Europa secondo AT Kearny e 1,5 milioni in Italia secondo il Ministero Affari Esteri. Nel solo capoluogo pugliese 15.000). Fas spa, azienda barese produttrice dal 1982 di pannolini per bambini e assorbenti igienici per signora ottiene il riconoscimento Halal che garantisce la qualità dei propri prodotti e dei processi rispetto alle prescrizioni della legge coranica e della dottrina islamica.

L'azienda produce da tempo con contratto nazionale per un consorzio farmaceutico. Attualmente i suoi pannolini sono presenti in oltre 9.000 farmacie in Italia: numeri che consegnano alla FAS una presenza nel 50% del mercato farmaceutico nazionale. Nel 2013 l’azienda pugliese ha incrementato del 7% la propria presenza di prodotti nelle farmacie italiane. Da poco Fas è presente con i suoi prodotti anche nei negozi specializzati, grazie ad un importante accordo con Cam (riferimento nel mercato della puericultura pesante), per cui Fas produce un nuovo prodotto a marchio. In Puglia e in Italia l’azienda vanta una consolidata presenza in gdo, sia con il proprio marchio che in private label.

Sainsbury’s, “l’acquisizione di Argos migliora la nostra offerta”

Sainsbury's rileva la catena Argos da Home Retail Group: è un'acquisizione che comporterà una forte integrazione tra i negozi Argos e l'offerta non-food dei supermercati Sainsbury's. Argos è una catena molto forte anche nell'online: il suo valore sul mercato è di circa 1 miliardo di sterline (756 milioni di euro)

Sainsbury's, secondo retailer alimentare inglese, sembra deciso a mettere nel suo carrello "deal&acquisitions" Argos, una catena di proprietà di Home Retail Group, (la stessa di Homebase) che ha 1.051 punti di vendita e 47.000 addetti..

Mike Coupe, Ceo di Sainsbury's, ,  sostiene che l'acquisizione di Argos, catena di elettrodomestici che opera sul doppio canale fisico/online, fornirà ai propri clienti opportunità maggiori di acquisto diversificando e potenziando l'assortimento non solo nel "core" business di Argos.

Con un'offerta di 161,3 pence ad azione, Sainsbury's punta ad acquisire tutto il pacchetto (o almeno la quota di maggioranza) di Argos, per un controvalore in sterline di 1,32 miliardi (pari a 1,7 miliardi di euro). L'offerta rappresenta un premium del 63% rispetto al valore di chiusura delle azioni Argos il 4 gennaio, quando è emerso l'effettivo interesse di Sainsbury's verso lo specialista dell'elettronica di consumo, che ha 840 punti di vendita, ma è anche molto conosciuto e apprezzato nel mondo dell'e-commerce.

Sainsbury's ha avvicinato Home Retail Group, proprietaria di Argos e Homebase (catena di cui Sainsbury's è co-fondatrice e che vendette nel 2000 per 969 milioni di sterline), già l'anno scorso: ma la finalizzazione del deal, come precisa Chris Johnston (bbc.com), dipende dalla cessione di Homebase all'australiana Wesfarmers per 340 milioni di sterline (450 milioni di euro), che ha già accettato.

L'obiettivo principale di Sainsbury's è portare i negozi e il marchio Argos, con l'esaurirsi dei contratti d'affitto, dentro i suoi superstore/supermercati, in una logica di shop-in-shop stabile e strutturato che canalizzi anche tutta la gamma textile/homeware di Sainsbury's. Questa operazione comporterà un intervento strutturale sulla rete Sainsbury's: i costi di questa ristrutturazione saranno almeno di 140 milioni di sterline (185 milioni di euro) nei prossimi tre anni.

 

Coop Centro Italia presenta il Piano Industriale

Coop Centro Italia
Il gruppo, che opera attraverso 74 punti di vendita a insegna Coop e 32 store a insegna Superconti, punta al raggiungimento di un fatturato di un miliardo di euro

Coop Centro Italia ha presentato il Piano Industriale 2016-2019, deliberato dal consiglio di amministrazione, approvato dagli Stati Generali (l’organismo composto dai rappresentanti della base sociale della Cooperativa) e condiviso con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori. Il gruppo, che opera in 9 province (Arezzo, Siena, Perugia, Terni, Rieti, L’Aquila, Viterbo, Macerata e Roma) attraverso 74 punti di vendita a insegna Coop e 32 store a insegna Superconti, punta al raggiungimento di un fatturato di un miliardo di euro.
Nuove aperture in programma. L’obiettivo dichiarato è di incrementare le quote di mercato, realizzabile grazie alla diversificazione societaria e strategica tra Coop Centro Italia e Superconti, e l’apertura di 20 nuovi punti di vendita. Lo sviluppo e l’occupazione saranno sostenuti dalla redditività necessaria in grado di ricostituire in 8 anni il capitale investito per l’acquisto della catena Superconti e di assicurare ulteriore sviluppo sia in aree di tradizionale radicamento, con gli insediamenti in corso nelle province di Perugia, Terni e Siena, sia nei nuovi territori di recente espansione ossia le province di Viterbo e di Roma.
Le scelte del Piano Industriale 2016-2019 prevedono un riassetto lavorativo per circa 90 persone cui viene assicurata, grazie all’ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro, stabilità occupazionale e retributiva. “Il Piano Industriale presentato – ha dichiarato Giorgio Raggi, Presidente del consiglio di amministrazione – permetterà di rafforzare la nostra leadership”.

Crai registra aumento di fatturato e di associati

crai
Nel 2015 Crai ha aggiunto alla sua rete 243 nuovi punti di vendita alimentari e 107 nel comparto drug. Il fatturato cresce del 13%

Crai ottiene buone perfomance e conferma nel 2015 l'incremento del fatturato sul 2014 del 13%. "L'impegno di questo ultimo anno ha dato i suoi frutti e le performance delle nostre insegne sono soddisfacenti. Questo successo è ancora più significativo se si pensa che nel 2014 siamo cresciuti del 24% operando in un contesto competitivo e socio economico molto sfidante - dichiara Marco Bordoli, amministratore delegato CRAISecom - La crescita del Gruppo Crai infatti, sia a rete costante che a rete corrente, è opera di un forte lavoro di squadra tra la centrale, i cedi e i negozi. Strategia e obiettivi sono chiari, il negozio gioca un ruolo fondamentale".

Cresce anche il numero di associati: nel 2015 il gruppo ha aggiunto alla sua rete 243 nuovi punti di vendita alimentari e 107 nel comparto drug. “Per il 2016 contiamo di consolidare ulteriormente la nostra posizione, rafforzando la rete" aggiunge Bordoli. Per sviluppare questo obiettivo, l’azienda ha dato vita a CraiFidi, con cui affiancherà gli imprenditori che decideranno di ristrutturare il proprio negozio ricorrendo al credito, sostenendo gli interessi del finanziamento. L'imprenditore, in sostanza, rinnoverà il proprio punto di vendita, a fronte di un ingente investimento a interessi zero.

Gli obiettivi. Per il futuro Crai intende rafforzare l'immagine del proprio marchio, rilanciare le attività dirette ai clienti con piani marketing efficaci e innovativi in cui focus sono la relazione personale con il cliente e la qualità del servizio offerto, e il lancio, previsto per fine febbraio, della nuova linea di prodotti a marchio biologici Crai Bio con un primo assortimento di oltre 70 referenze: un ulteriore sviluppo nell'area "healthy living" proprio per rispondere al trend ormai consolidato del settore alimentare e alle esigenze di consumatori sempre più informati e attenti alla salute a tavola.

Auchan Retail seleziona leader e avvia Graduate Program 2016

Fondazione Auchan
Graduate Program 2016 è un percorso di carriera internazionale della durata di 4 anni, che offre opportunità per acquisire ruoli di responsabilità all’interno del gruppo

Auchan Retail ha aperto le selezioni per il Graduate Program 2016 in ambito retail rivolto a giovani laureati offrendo un’opportunità di formazione e lavoro per quanti sognano di diventare leader all’interno dell’azienda distributiva.

Chi può candidarsi. Il programma Graduate Program 2016 è, infatti, un percorso di carriera internazionale della durata di 4 anni, che offre opportunità per acquisire ruoli di responsabilità all’interno del gruppo. Il programma prevede opportunità di job rotation in diverse funzioni aziendali e attività di coaching finalizzate all’inserimento in azienda. È riservato a laureati in Economia, Ingegneria, Marketing o Finanza, in possesso di un’ottima conoscenza della lingua inglese. Le selezioni sono accessibili anche a Junior Manager già operativi in Auchan, anche se privi del titolo di studio richiesto.

le fasi di selezione. Auchan effettuerà una prima scrematura dei curricula pervenuti, con i candidati più in linea con i requisiti richiesti che verranno invitati a presentarsi in video e ad effettuare un test di lingua inglese. Le fasi successive prevedono un colloquio con gli addetti HR e il direttore operativo, lo svolgimento di un test relativo alle abilità cognitive, partecipazione ad una giornata presso il centro di sviluppo Auchan e lo svolgimento di un test di personalità. Come ultimo step sarà necessario presentare il proprio case study al cda del gruppo, la cui valutazione positiva permetterà l’accesso al programma 2016.

Gli interessati a prendere parte al Graduate Program 2016 di Auchan possono candidarsi visitando la pagina dedicata al progetto presente sul sito ufficiale del Gruppo (http://www.auchangraduateprogram.com/), da cui registrare il curriculum vitae a una propria lettera di presentazione.

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