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H&M prevede 425 aperture nel 2016 e la conquista di nuovi mercati

H&M
H&M cresce del 5% nel 2015 e prosegue il piano di espansione per il 2016 con aperture in Paesi come Nuova Zelanda, Cipro e Portorico

H&M chiude il 2015 registrando una crescita del 5% rispetto all’anno precedente con profitti netti pari a 20,9 miliardi di corone svedesi, che corrispondono a circa 2,2 miliardi di euro. Nel corso dell’anno il gruppo svedese ha aperto 413 negozi, di cui 249 nell'ultimo trimestre, creando 16.000 posti di lavoro. Nel 2016 le inaugurazioni a budget sono 425 e permetteranno l'ingresso in nuovi mercati come Nuova Zelanda, Cipro e Portorico. L'e-commerce, invece, sarà esteso a nove mercati.

Nel quarto trimestre del 2015 H&M ha dovuto fare i conti da un lato con l'apprezzamento del dollaro, dall’altro con un inverno particolarmente caldo. Le vendite sono aumentate del 14% a 48,7 miliardi di corone ma il margine lordo è passato dal 60,4% al 57,5% e i profitti ante-imposte sono scesi dell'8% a 7,1 miliardi, sotto le stime degli analisti sentiti da Bloomberg. Alla Borsa di Stoccolma il titolo H&M registra un calo del 5,2% in chiusura di seduta, al prezzo di 280,7 corone svedesi.

Il ceo Karl-Johan Persson ha definito il 2015 un anno di espansione evidenziando che “i profitti hanno raggiunto il più alto valore nella storia del gruppo nonostante il dollaro forte abbia reso più cari gli approvvigionamenti di materie prime”. Vengono pagati in dollari, infatti, i maggiori fornitori asiatici della società che controlla anche i marchi Cos, Monki, Weekday, & Other Stories e Cheap Monday.

Usa e getta, basici vs premium, la dialettica è infinita. Le tendenze dell’industria

Rimane alta la numerosità delle referenze a scaffale. Le confezioni si orientano verso pezzature che consentono una battuta di cassa più contenuta (da Gdoweek 1 - 2016)

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Un mercato nel complesso stagnante e, da tempo, cristallizzato in segmenti con dinamiche decisamente poco plastiche. “Nuova stagione negativa per le stoviglie monouso, che -secondo le rilevazioni Iri riferite all’At a novembre 2015- registrano nel canale gdo nazionale una perdita a valore sul dato precedente (-1,3%), a fronte di un interessante balzo in avanti in termini di volumi (+0,6%)”, riferisce Antonio De Danieli, direttore commerciale e marketing di DOpla. “Osservando le dinamiche dei macrosegmenti in cui si articola la categoria, notiamo un abbattimento del prezzo medio di vendita delle confezioni di piatti, dovuto essenzialmente al trasferimento delle scelte di acquisto su pezzature con minore battuta di cassa. Nel contempo, resta pressoché inalterata la pressione promozionale, sempre elevatissima (30% circa), così come decisamente alta rimane la numerosità delle referenze a scaffale (oltre 60)”.

L’evoluzione della categoria dei prodotti disposable prosegue nel solco di un tracciato già rilevato e descritto negli anni appena trascorsi: le scelte dei consumatori, infatti, tendono a premiare da un lato le referenze più basiche (private label ed unbranded) e, sul fronte opposto, le collezioni premium, nel cui ambito svettano le serie caratterizzate da qualità eccellente, colori di tendenza, design appealing. In tale contesto sta avanzando -seppure con una certa lentezza- la market share appannaggio degli item che si ispirano ai temi della sostenibilità, del riciclo, della difesa della natura, come quelli manufatti in nuovi materiali ecocompatibili (pet, polpa di cellulosa, pla ecc).

“All’interno del mass market, nel nostro canale di riferimento -cioè la gdo e, in particolare, le private label- la gd ha evidenziato una sostanziale tenuta in termini quantitativi, anche se con una pressione promozionale particolarmente intensa, mentre più in difficoltà si è dimostrata la do, che ha fatto registrare situazioni di sofferenza e chiusure”, spiega Giacomo Vitelli, direttore commerciale Italia di Flo. “Con riferimento alle diverse tipologie di prodotti, buone si sono rivelate le dinamiche delle linee colorate, del polipropilene nei bicchieri di grandi capacità (300-400-500 cc) ed anche del biodegradabile, segmento che sta gradualmente ritagliandosi uno spazio definito nella categoria di riferimento”.

Picco di vendite nei mesi caldi
La scorsa estate -contrassegnata quasi ovunque da un clima decisamente favorevole ai consumi di stoviglie monouso- ha generato aspettative di sell-out che non sono state confermate dalla dinamica degli ultimi mesi dell’anno. “Nel 2015 il nostro settore ha evidenziato risultati altalenanti”, osserva Ermanno Brancolini, responsabile commerciale Italia della Business unit foodservice packaging di Ilip. “Se il primo trimestre ha fatto segnare dati sostanzialmente in linea con i valori 2014, nel periodo estivo si è verificato un sensibile incremento delle vendite, seguito da un successivo ridimensionamento, che da settembre ha portato il comparto su livelli leggermente inferiori a quelli dell’anno scorso. Relativamente ai trend dei diversi segmenti, si riconferma l’andamento positivo dei prodotti per party, ricorrenze e festività, che noi presidiamo con linee dedicate”. Quando si tratta di articoli in plastica bianca, gli shopper non hanno esitazioni nel preferire le proposte con marchio d’insegna, decisamente imbattibili sul terreno del rapporto qualità-prezzo. Per questo i brand industriali devono battagliare su altri versanti competitivi: oggi le attività di R&S delle maggiori aziende produttrici risultano finalizzate a mettere a punto linee di stoviglie originali per cromie, formati, confezioni, combinazioni, occasioni d’uso, tali cioè da centrare le nuove richieste emergenti sul mercato. In particolare, si coglie l’intento di creare gamme contraddistinte da colori attraenti e versatili in termini di occasioni d’impiego: piatti, bicchieri, posate ed accessori usa & getta che si rivelino belli da vedere e pratici da usare nel ménage quotidiano, come pure in feste e ricorrenze. Quando la destinazione d’uso è la festicciola dei bambini, continuano a riscuotere un apprezzabile successo i prodotti contrassegnati da licenze con i personaggi, le serie tv e i film preferiti dai target infantili.

Nuovo Iper Sidis per il Gruppo Ferì, socio di VéGé

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Il Gruppo Ferì, attivo in Puglia, prosegue il suo programma di espansione sul territorio con il nuovo store di Manduria (Ta) che si sviluppa su una superficie di 1.200 metri quadrati

Gruppo Enzo Ferì, impresa socia di Gruppo VéGé, operativa nelle province pugliesi di Lecce, Brindisi e Taranto con 54 punti di vendita a insegna Dimeglio e Sidis, prosegue la sua strategia espansiva con l’inaugurazione a Manduria (Ta) di un nuovo store a insegna Iper Sidis.
Lo store di via Idomeneo si sviluppa su una superficie di 1.200 metri quadrati e offre i più importanti reparti del fresco, incluso Enzo Feriun forno che garantirà la disponibilità di pane caldo a tutte le ore del giorno.

“Crediamo che lo sviluppo e il continuo miglioramento delle strutture esistenti siano vitali per il futuro del Gruppo. Perciò siamo orgogliosi dell’apertura del nuovo Iper Sidis a Manduria, che rappresenta il coronamento di un 2015 pieno di successi e la premessa per un 2016 altrettanto performante” commenta Enzo Ferì, Presidente del Gruppo Enzo Ferì.

Giorgio Santambrogio, amministratore delegato di Gruppo VéGé sottolinea: “L’eccellente performance che il Gruppo Ferì ha fatto registrare nel 2015 testimonia come, anche in un contesto economico difficile, passione, impegno e investimento di risorse siano la chiave per il successo imprenditoriale e per lo sviluppo del territorio: due obiettivi cui Gruppo VéGé tiene particolarmente”.

Il Gruppo Ferì. Fondato da Enzo Ferì a metà degli anni ’50 come piccola ditta specializzata nella consegna di merci sfuse, Gruppo Ferì è cresciuto nel tempo strutturandosi come organizzazione della do con le insegne nazionali Dimeglio e Sidis, forte di oltre 23.000 metri quadri di superficie distributiva.

Gruppo Migross e La Pral: fusione fatta

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La Pral è diventata La Nuova Pral srl presieduta da Giuseppe Mion e dal primo gennaio di quest’anno è stata incorporata per fusione nel Gruppo Migross

La cooperativa La Pral, presieduta per 12 anni da Sergio Residori, che proseguiva la storia del Forno militare di Veronetta, cambia volto, cambia ragione sociale. Dal mese di agosto dello scorso anno La Pral è diventata La Nuova Pral srl presieduta da Giuseppe Mion e dal primo gennaio di quest’anno è stata incorporata per fusione nel Gruppo Migross. I forni continueranno a funzionare nella nuova sede al Quadrante Europa nel centro freschi e surgelati del Gruppo Migross che sta completando la piattaforma da 35mila metri quadri.
La Pral è stata riferimento nel settore della panificazione per Verona e i suoi cittadini. L’azienda ha servito per anni scuole, ospedali, istituzioni, Gardaland. A fine degli anni Sessanta produceva centomila panini al giorno. Nella sede a Porta Nuova in un solo anno erano stati prodotti oltre un milione di chili di pane con un fatturato di 120 milioni di lire. L’azienda, negli anni, iniziò a produrre anche pasta, tortellini, aumentando il proprio potenziale produttivo. Scelta non condivisa da tutti i soci. Nel 1971 la scomparsa prematura di Alessandro Mion, che aveva fortemente voluto la produzione dei tortellini, comportò l’abbandono della produzione e la cessione dell’impianto capace di produrne 60 chilogrammi l’ora. Quelle attrezzature furono acquistate da Giovanni Rana che stabilì con la famiglia Mion un rapporto di grande amicizia. Oggi inizia un nuovo capitolo della storia dell’azienda.

La sfida Amazon-Walmart si gioca sull’ecommerce

Alcuni analisti di mercato si chiedono come si evolverà la sfida tra Amazon e Walmart, oggi in difficoltà per il ritardo accumulato nella sfida sull'ecommerce, che oggi è il principale ambito sul quale sta lavorando, in un contesto economico non brillante, visto che i pessimi risultati registrati nel 2015

"E' l'eCommerce oggi il punto debole della strategia di Walmart nei confronti di Amazon e ci vorrà del tempo prima che il colosso fondato da Sam Walton riuscirà a recuperare questo gap, nonostante le dimensioni, le risorse, la capacità di reazione". Questo il pensiero di James Stewart, analista del New York Times che, in questo video, traccia, insieme ad altri colleghi, un quadro della situazione e cerca di immaginare quali potrebbero essere le prossime mosse di Walmart per recuperare questo distacco.

Auchan lancia la comunicazione online Tutto a 1 euro

Oggi cosa ci fai con una moneta da 1 euro? A rispondere a questa domanda è Auchan che ha veicolato una nuova comunicazione online focalizzata proprio sulla moneta da 1 euro. A occuparsi della nuova sfida digitale del retailer francese è Plan.Net, agenzia del gruppo Serviceplan, che ha in carico, non solo la cura del profilo social, bensì l'intera l'operazione "Tutto a 1 euro". Tre i video realizzati per la campagna, diffusi principalmente su Facebook e YouTube, il tutto supportato da un piano editoriale ad hoc. Nei video le situazioni richiamano momenti della vita quotidiana: dal nonno a spasso con il nipote, ai giocatori di calcio al momento del testa e croce fino a due innamorati a bordo fontana, tutti con un forte richiamo alla moneta da 1 euro che, in ogni contesto, si trasforma in un diverso prodotto Auchan in offerta. La comunicazione è stata realizzata sotto la direzione creativa di Stefano Rho, coadiuvato da Luca Jacchia, copywriter, e Igor Bajin, art director.

Coop e Ikea aperte a tutti i tipi di famiglia

ikeaUna delle 10 linee guida della comunicazione per il 2016 è proprio la presa di posizione rispetto alle grandi tematiche sociali. Ikea in questo ha già da diverso tempo le idee chiare e ha confermato ancora una volta la propria visione inclusiva nei confronti della famiglia con il lancio dell’inziativa #IKEAFAMILYday, che si è svolta sabato 30 gennaio in tutti i 21 punti di vendita italiani e che risponde per contrasto all'evento Family Day tenutosi lo stesso giorno in Italia contro le unioni civili.

coop_qualunque_sia_laTua_famigliaSempre il 30 gennaio, anche Coop si è schierata sul fronte dell'apertura a fianco d'Ikea, lanciando sui social una comunicazione che recita Qualunque sia la tua famiglia. La Coop sei tu, associata all'eloquente immagine di tre diverse coppie di mele. Tante le reazioni positive degli utenti, che confermano la crescente sensibilità del consumatore al tema della diversity.

Per il retail emerge così, come per i brand, la necessità di affrontare la polarizzazione dell'audience in merito a fondamentali questioni sociali, a fronte di insegne che hanno fatto da apripista, invitando implicitamente anche gli altri player a fare outing.

ikea_famiglia_omosessuali_gay advL'iniziativa Ikea
Dalle ore 15, presso tutti i ristoranti interni agli store, i soci IKEAFamily sono stati invitati ad interrompere lo shopping per celebrare con un bacio la propria idea di famiglia. Il momento è stato accompagnato dalle note della canzone All you need is love ha lasciato come ricordo un bollino da apporre sulla relativa carta.

Un evento all'insegna dell'engagement emozionale, accompagnato dal claim Per fare una famiglia non c’è bisogno di istruzioni, che sottolinea ulteriormente i valori portati avanti da Ikea con coerenza tematica rispetto al business.

 

I mercati di Gdoweek: casalinghi per colore e community, riscaldano la casa

Cucina e piacere dell’alimentazione danno dinamismo ai segmenti dei casalinghi (da Gdoweek 1 - 2016)

Casalinghi: colore e community riscaldano la casa
(articolo completo su Gdoweek 1 - 2016 L’articolo completo su Gdoweek n. 1 – 2016)

La paGdoweek1_2015_Mercati_pentolessione per la cucina ed il piacere dell’alimentazione –sana o gourmand che sia– continuano a sostenere i versanti più dinamici della macrocategoria casalinghi. Stimolati da un’ancora intensa pressione mediatica e consigliati da motivazioni di ordine diverso -dalla convivialità all’autogratificazione, dal risparmio sulle spese all’emulazione dei cuochi famosi- gli italiani riconfermano il grande interesse per i segmenti cookware e bakeware, dove alcune tipologie di prodotti stanno vivendo una fase di notevole popolarità. Il fenomeno viene supportato dalle politiche d’innovazione dei maggiori competitor, i quali stanno puntando sulle soluzioni più qualitative e manufatte in materiali hi-tech, sempre più affini agli articoli professionali. In poche parole, è sempre la cottura a tenere in piedi il mercato: in particolare, i consumi vanno orientandosi verso gli strumenti muniti di rivestimenti antiaderenti rinforzati con particelle minerali, ma non disdegnano affatto i classici coating neri Ptfe, decisamente rivalutati in virtù dei risultati prestazionali che riescono a garantire.

Datalogic cresce a due cifre nel 2015 con trend crescente

I ricavi preliminari si attestano a 535,1 milioni di euro, in aumento del 15,2% rispetto al 2014

I ricavi preliminari si attestano a 535,1 milioni di euro, in aumento del 15,2% rispetto al 2014

Un anno di successi per Datalogic, il leader mondiale del settore dell’acquisizione automatica dei dati. Il positivo preliminare di vendita del 2015 è superato, in termini di performance, dal quarto trimestre 2015 con il 15,5% di crescita e 143,8 milioni di euro, rispetto allo stesso trimestre 2014 chiuso a 124,5 milioni di euro.
Nel dettaglio la divisione Automatic Data Capture (Adc) ha marcato un fatturato di 96,2 milioni di euro (+15,7% 2015 su 2014) grazie a progetti nel settore retail nel continente Nord Americano. La divisione Industrial Automation, ha raggiunto i 42,7 milioni di euro con una crescita del 21,3% rispetto al quarto trimestre 2014. Sul business ha impattato favorevolmente  una prima tranche di ordini con Royal Mail per un importo pari a circa 4,2 milioni di Euro.
Il Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Datalogic, Romano Volta, ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti dei ricavi conseguiti nell’ultimo trimestre e nell’intero esercizio 2015, che evidenziano un andamento superiore a quello di mercato e in linea con le aspettative. In particolare continua la crescita a tassi sostenuti della Divisione ADC grazie al lancio di nuovi prodotti nel segmento degli scanner fissi e dei lettori manuali, che hanno un andamento molto positivo sul mercato americano e quello asiatico. La Divisione Industrial Automation conferma la ripresa in tutti i segmenti di riferimento ed in tutte le aree geografiche con una forte ripresa in Nord America”.

Accordo tra Coop Lombardia e Car Server: il noleggio auto entra nella gdo

car server e coop lombardia
Drive Different by Car Server metterà a disposizione una rete di assistenza capillare che prevede officine e gommisti ubicati a meno di 20 km dai punti di vendita di Coop Lombardia

La nuova proposta di Coop Lombardia per i soci, che ammontano a oltre 1.100.000, è il noleggio a lungo termine effettuabile all’interno del supermercato grazie alla convenzione in esclusiva con Car Server, avviata all’inizio del 2016. Car Server è una società attiva nel settore del noleggio di flotte aziendali e gestione della mobilità in genere alle imprese attraverso il brand Drive Different, nato specificatamente per aprire il noleggio a lungo termine ai privati e allo small business.

Cosa prevede l'accordo. Drive Different by Car Server metterà a disposizione una rete di assistenza capillare che prevede officine e gommisti ubicati a meno di 20 km dai punti di vendita di Coop Lombardia, per garantire la massima comodità di servizio. Oltre a questi vantaggi, i soci di Coop Lombardia che decideranno di sottoscrivere un contratto con Drive Different potranno contare su altri privilegi in esclusiva, in primis un Buono Spesa del valore di 200 euro. Avranno inoltre la possibilità di scegliere un vantaggio aggiuntivo extra tra: sconto sul canone, servizio gomme termiche, azzeramento della penale risarcitoria RCA e Roomy Car e cioè un servizio che permette in alcuni periodi dell’anno di usufruire di un’auto di categoria superiore alla propria, come, per esempio, una monovolume con più spazio per andare in vacanza.
Drive Different by Car Server sarà presente a rotazione all’interno dei supermercati di Coop Lombardia con un corner dedicato per illustrare il nuovo servizio.

Risparmio e mobilità. Guido Galardi, presidente di Coop Lombardia, chiarisce su quali punti si basa la nuova proposta evidenziando due parole chiave: risparmio e mobilità. “Obiettivo di DriveDifferent – spiega Galardi - è sollevare le famiglie da un esborso importante come quello del cambio auto". E assicura: “Anche per la nostra flotta, prima di proprietà, utilizzeremo questa formula”. “Proprio pensando ai privati e allo small business – prosegue Andrea Compiani, Direttore Commerciale dell’azienda emiliana - Car Server ha già sviluppato attraverso Drive Different alcune esperienze pilota, come l’inaugurazione di due store dedicati all’autonoleggio, uno a Milano e il secondo a Reggio Emilia”.

La supply chain orientata al cliente è un flusso dinamico. La vision Jda

Fondamentale per i retailer adottare strumenti in grado di gestire la complessità del business (da Gdoweek 1 - 2016)

Gdoweek1_2015_Jda1“La supply chain è un affare complicato”, così esordisce Baljit S. Dail, Ceo e chairman of board di JDA Software aprendo il Focus Connect 2015 a Barcellona, e cruciale per decretare il successo o il fallimento di un’impresa. Infatti, le tendenze in atto tendono a complicare il quadro, piuttosto che a semplificarlo, anche a fronte dell’ingresso nel mercato di un operatore come Amazon, che l’executive vice president, general manager & chief revenue officer Razat Gaurav definisce “Un fornitore di logistica unico al mondo, che sta cambiando i giochi”.

L’articolo completo su Gdoweek n. 1 – 2016

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Eataly all’interno di Autogrill: lavori in corso

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Sono stati avviati i lavori per la realizzazione della struttura che sancisce la collaborazione tra Eataly e Autogrill. Il primo punto di vendita nascerà nella zona di Secchia Ovest

Sulla strada in comune che Autrogrill e Eataly stanno percorrendo si sanno certamente due cose: la prima è che a breve l’insegna delle eccellenze enogastronomiche italiane farà il suo ingresso nelle stazioni di servizio, la seconda è che questa tipologia di vendita ideata da Oscar Farinetti farà la pizza cotta a legna, la pasta e panini espressi, non avrà gratta e vinci né bibite americane né frutta e verdura fuori stagione. Questi i dati certi.
La collaborazione è stata più volte confermata da Oscar Farinetti che ha sempre sottolineato la lungimiranza dei vertici di Autogrill. La conferma viene oggi dall’ufficio stampa di Autogrill che sui dettagli della nuova struttura, che nascerà nella zona di Secchia Ovest (Modena), preferisce però non sbilanciarsi. Tutte le informazioni sul primo punto di vendita in Italia che vedrà l’ingresso di Eataly all’interno di un Autogrill saranno rese note poco prima dell’inaugurazione ufficiale. E sull’ipotesi della data di aprile l’ufficio stampa non si sbilancia. I lavori sono iniziati, altro non è dato sapere. La struttura dovrebbe essere sviluppata su un doppio livello (ma il condizionale è d’obbligo). Eataly dovrebbe estendersi sul piano superiore.
L’insegna ideata da Farinetti è operativa con 12 punti di vendita aperti in Italia (oltre al progetto di Eataly in campagna aperto in una cascina ristrutturata San Damiano d’Asti), e otto nel mondo: New York, Monaco, Seul, Instanbul, Chicago, San Paolo, Dubai, fino in Giappone.

Comparto in ripresa: forti le potenzialità dei copacker italiani

Marca 2016 di Bologna è indice dello stato di salute dei produttori delle marche dei distributori e con essi i copacker (da Gdoweek 1 - 2016)

L’articolo completo su Gdoweek n. 1 – 2016

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Gli assortimenti a marchio dei retailer italiani per un buon decennio hanno vissuto un trend estremamente positivo (sino al 2013, la crescita era stata mediamente di quasi un punto percentuale annuo, ma in talune stagioni questo tetto è stato raggiunto e superato). Tutto sembrava indicare che tale onda non dovesse avere riflussi, principalmente perché testimonianza di un moto di adeguamento del mercato italiano a situazioni più in linea con altre esperienze consolidate in Europa. Il fatto che comunque -al di là degli evidenti successi- il panorama italiano avesse un gap consistente da recuperare rispetto a situazioni limitrofe, autorizzava a considerare tale divario equivalente a un potenziale ancora inespresso, destinato però a concretizzarsi. In realtà non è stato così: il 2014 ha messo in scena una brusca frenata, mentre il 2015 è risultato interlocutorio. Fino all’ultimo trimestre dell’anno la quota di mercato media degli assortimenti in private label ha danzato attorno al 18,2%: un dato confortante in ottica di arresto della contrazione precedente, ma che lascia in sospeso la questione fondamentale per gli operatori del settore: la corsa verso l’alto è destinata a riprendere?

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Carrefour al fianco di Campagna Amica per sostenere i produttori abruzzesi

Carrefour e Campagna Amica
La collaborazione intende contribuire al rilancio dei produttori locali duramente provati dal terremoto de L’Aquila del 2009

Carrefour ha avviato una collaborazione con Campagna Amica, una rete di produttori a marchio del territorio abruzzese promossa da Coldiretti, per contribuire al rilancio dei produttori locali duramente provati dal terremoto de L’Aquila del 2009. Per consolidare la collaborazione oggi si sono incontrati nel capoluogo abruzzese i buyer regionali di Carrefour Centro, il direttore provinciale Coldiretti, Massimiliano Volponi, e il coordinatore provinciale di Campagna Amica, Maurizio Gallucci.
La collaborazione, ufficializzata durante l’incontro del 19 gennaio 2016, ha come obiettivo quello di promuovere le eccellenze agroalimentari dell’Abruzzo dando l’opportunità ai piccoli produttori locali di far conoscere i propri prodotti e di avviare una carrefour e campagna amicapossibile collaborazione che possa estendere la loro rete di vendita. All’incontro scorso avevano già partecipato il direttore regionale commerciale di Carrefour Alessandro Pascutti, il capo area Mario Pentenè, i responsabili dei due punti di vendita coinvolti, Maurizio Panepucci e Edoardo Tieri, i rappresentanti di Coldiretti e Campagna Amica e i rappresentati delle aziende territoriali produttori di vino, frutta e verdura, olio d’oliva, e pesce del mare adriatico. Di fatto la collaborazione aveva cominciato a prendere forma dal 19 marzo 2015 quando i due Carrefour Market dell’Aquila, in via Antonio Panella e in via Vicentini, avevano posto le basi della collaborazione con Coldiretti offrendo ai produttori sotto il marchio Campagna Amica, nel piazzale antistante ai supermercati, uno spazio per esporre i propri prodotti ogni mercoledì e venerdì.

“Carrefour – spiega l’azienda - è da sempre attento alle richieste dei consumatori e offre alla propria clientela i migliori prodotti del territorio, garantendo in questo modo freschezza, qualità e sostenibilità durevole. Crediamo fortemente in questo tipo di collaborazioni e pensiamo che esse siano il modo migliore per valorizzare le imprese italiane e per promuovere la qualità e la tradizione del Made in Italy”.

Poli, buyer in interfaccia con i category manager

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Franco Tabarelli de Fatis, 49 anni, direttore commerciale di Gruppo Poli, lavora nell’azienda trentina da 26 anni, dove ha percorso le principali tappe che portano all’attuale direzione, ivi compresa l’esperienza di buyer interno e nelle commissioni di centrale. Dal 2000 Gruppo Poli fa pGdoweek1_2015_Agorà__Numeriarte di Agorà Network insieme a tre catene della grande distribuzione del Nord Italia: la genovese Basko, la varesina Tigros e la sondriese Iperal. Dal 2007 Poli condivide con questi tre gruppi una piattaforma comune per la gestione acquisti e logistica dei “secchi” e del surgelato. Gli acquisti all’interno di Agorà-Poli si sviluppano su tre livelli: Esd Italia, Agorà e Poli. Lo stesso vale ovviamente per gli altri 3 soci.

L’articolo completo su Gdoweek n. 1 – 2016

Esselunga fa il suo ingresso a Roma e seleziona 100 addetti con il Job Day

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Esselunga lancia il Job Day per assumere il personale da impiegare nel primo superstore della città. Sono oltre 13.000 le candidature

Esselunga ha avviato a Roma la selezione di 100 persone da assumere nel nuovo superstore di via Prenestina, il primo nella capitale, promuovendo il Job Day Esselunga, evento che proseguirà fino al 29 gennaio.
Le candidature raccolte via web sul sito Esselungajob (www.jobday-el.it) lo scorso mese di dicembre sono state circa 13.000 e per l’iniziativa già in corso in questi giorni sono state convocate oltre 1.400 persone. I 100 selezionati saranno inizialmente formati nei negozi Esselunga di Milano e Firenze; altre 30 risorse, assunte lo scorso anno, stanno già seguendo specifici programmi di formazione per ruoli di responsabilità nei vari reparti.
Esselunga fa il suo ingresso a Roma. Il nuovo superstore di Roma Prenestina è il secondo negozio in Lazio dopo l'apertura nel 2014 della struttura inaugurata ad Aprilia, in provincia di Latina. Lo store si estenderà su una superficie di 4.600 metri quadrati, avrà oltre 800 posti auto a raso e interrati nel parcheggio. Al suo interno saranno realizzati il Bar Atlantic, uno spazio nursery con educatrici, e sarà aperto 7 giorni su 7.
L’azienda. Esselunga, fondata nel 1957 con un fatturato di oltre 7 miliardi di euro e oltre 22.000 dipendenti, è attiva con una rete di 154 superstore e supermarket in Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Liguria e Lazio.

Ikea e sindacati verso la firma dell’accordo integrativo

Ikea
L'accordo integrativo tra Ikea e sindacati prevede maggiorazioni per il lavoro domenicale pari al 60%, per il lavoro festivo pari all'8o%

È pronto per la firma l'accordo integrativo di Ikea che, a parere dei vertici aziendali, porta “elementi innovativi e avanzati sia sui terni della conciliazione tra lavoro e vita privata, che sui terni del welfare aziendale prevedendo miglioramenti del potere d'acquisto e nuovi istituti a supporto di inclusione, diversity e malattie croniche”. Si prevedono maggiorazioni per il lavoro domenicale pari al 60% (invece del 30% del Ceni), per il lavoro festivo pari all'8o%, per le ultime 3 domeniche di dicembre pari al 75%, il premio aziendale mantenuto e riconosciuto come retribuzione fissa e il welfare aziendale.
Anche i sindacati intervengono sulla questione. Giuliana Messina, della Filcams Cgil, chiarisce: “Abbiamo completato la stesura finale del testo unico. E non ci saranno sorprese”.
Adesso si attende la formalizzazione dell’accordo tra azienda e organizzazioni sindacali che interesserà gli oltre 6.000 addetti di Ikea.

L’accordo era già stato siglato con le organizzazioni sindacali il 28 ottobre del 2015, e successivamente sottoposto a referendum, convocato il 16 novembre. L’esito dichiarò che sette lavoratori di Ikea su dieci, e cioè il 73%, aveva dato parere favorevole. Un risultato salutato con grande soddisfazione dall’azienda svedese. “Il risultato del referendum – si evidenzia in una nota aziendale - riflette una consapevolezza nuova, da parte di buona parte dei lavoratori Ikea, di quanto sia mutato negli ultimi anni il contesto di mercato nel quale l’azienda si trova ad agire. Questo voto ha fatto prevalere i valori di equità su logiche più individualiste legate a rendite di posizione. Equità che, insieme a solidarietà e senso di responsabilità, rientra nei valori fondativi della filosofia Ikea”.

Il Viaggiator Goloso, successo per il temporary store di Unes

Foto vetrina Temporary il viaggiator goloso
Sono oltre 40.000 i visitatori registrati nel periodo di apertura del temporary store all'interno del quale sono stati venduti 12.000 panettoni

Ottiene ottime perfomance il temporary store di Unes Il Viaggiator Goloso aperto a Milano durante le festività natalizie, dal 5 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016. L’azienda distributiva ha sottolineato, in occasione della partecipazione a Marca 2016, il successo della sua linea top di gamma che ha caratterizzato il temporary store. L’insegna nel 2015 ha conseguito vendite a valore il Viaggiator Goloso pari a 34.9 milioni di euro (+26.4% rispetto al 2014) con un’incidenza della private label Unes sul volume totale vendita 2015 pari al 38.5% di cui 6.4% il Viaggiator Goloso.

I risultati. Dall’analisi dei dati consuntivi del Temporary Store Il Viaggiator Goloso, emergono alcuni numeri che ne Foto panoramica_il viaggiator goloso Temporarytestimoniano il successo: in 150 mq sono stati ottenuti 48.000 euro di incassi al mq con oltre 40.000 visitatori nel periodo di apertura. Sono stati venduti 12.000 panettoni con una media di circa 400 panettoni al giorno. Lo spazio, interamente dedicato a Il Viaggiator Goloso, è rimasto aperto tutti i giorni dalle ore 9 alle 20, proponendo oltre 100 referenze della linea: dalle 5 varietà di panettoni (Panettone ai Frutti Esotici, arricchito di morbidi e delicati cubetti di ananas, guava, papaia e jack fruit; Panettone con gocce di Cioccolato; Panettone senza Uvetta e Canditi; Panettone Classico e la Veneziana, ricoperta da una croccante glassa alle nocciole), oltre a una selezione di articoli disponibili tutto l’anno nei punti vendita Unes e U2 Supermercato, come la pasta fresca ripiena in tutte le sue varianti e le prelibate linee di pasticceria.

Mario Gasbarrio AD Unes“Un vero e proprio investimento sul brand Il Viaggiator Goloso che, arricchitosi negli anni di prodotti diversi fra loro, ci ha consentito di proporlo in uno store interamente dedicato, offrendo l’occasione di vederlo e conoscerlo nel suo insieme, come un vero e proprio giacimento di prodotti straordinari provenienti direttamente dal nostro territorio” ha dichiarato Mario Gasbarrino, ad Unes.

Kikke è il nuovo format di Kasanova lanciato a Napoli

Kikke di Kasanova
L’insegna di articoli per la casa e per la lista nozze propone il format Kikke all’interno della Galleria Ipogea della Stazione Garibaldi di Napoli

Kasanova, l’insegna di articoli per la casa e per la lista nozze creata da F.lli Fontana srl, lancia un nuovo format a insegna Kikke realizzato all’interno della Galleria Ipogea della Stazione Garibaldi di Napoli, uno spazio commerciale 2.0 realizzato a dieci metri di profondità, opera dell'archistar transalpino Dominique Perrault.

Kasanova sperimenta così un boutique store, sviluppato su 120 metri quadrati di superficie di vendita, che racchiude le chicche a tema più sfiziose e intriganti del mercato, esposte secondo logiche di uso, preparazione e collocazione in casa. Il tutto animato da un visual hi-tech, tra video emozionanti e cartelli esplicativi. L'anima di Kikke è la semplificazione dell'acquisto, il cuore è l'ambiente.
Un interno caldo e accogliente che vuole mettere a proprio agio il cliente per l'acquisto veloce e contenuto. Le categorie merceologiche propongono prodotti per il tempo libero, articoli per la pulizia e la detergenza, il tessile da bagno, la profumeria, accessori per il cambio armadi, profumi e candele, bicchieri e posate, e tutto per la cucina e la cottura dei cibi.

L’azienda. Kasanova opera sul territorio italiano con 180 negozi in quasi tutte le regioni del territorio. L’azienda ha sede ad Arcore in provincia di Milano e nel 1994 ha sperimentato con successo il passaggio da grossista a catena di negozi in franchising con il marchio Kasanova. L’amante della Casa.

Esselunga e sindacati raggiungono l’accordo su domenica e festivi

Esselunga
L'accordo tra Esselunga e sindacati prevede in via sperimentale una programmazione trimestrale del lavoro domenicale su base volontaria

Stretta di mano tra Esselunga e organizzazioni sindacali che hanno raggiunto un accordo, valido per un anno con inizio dal primo maggio 2016, che prevede in via sperimentale una programmazione trimestrale del lavoro domenicale su base volontaria.
L’intesa, siglata da Fisascat Cisl, Filcams Cgil, Uiltucs e dai vertici aziendali di Esselunga, stabilisce 22 domeniche lavorative per gli addetti dei reparti DroGem e 24 prestazioni domenicali per gli addetti degli altri reparti e introduce la possibilità per lavoratori part-time a tempo indeterminato di incrementare l'orario di lavoro settimanale aggiungendo la domenica tra le giornate contrattualmente previste. Rispetto alle previsioni dell'integrativo aziendale, sono previste 6 domeniche di riposo domenicale per i full time e 4 per i part-time. L'intesa prevede che il 50% delle giornate di riposo domenicale possano essere concordate a livello territoriale o di singola filiale. Si potranno concordare inoltre 2 giornate di riposo consecutivo di sabato e domenica ogni 10 domeniche di lavoro effettuate. Rimangono esclusi dalla programmazione del lavoro domenicale i genitori di bambini con età inferiore a 3 anni e i lavoratori che assistono portatori di handicap o affetti da patologia grave e continuativa.
L’accordo regola anche le maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo in vigore dal 1° gennaio 2016 con la previsione di sette fasce di trattamento economico, dal 30% all'80% rapportate al numero di prestazioni effettuale dalla prima alla 28esima ed oltre le 29esima giornata lavorativa.
Esprimono soddisfazione le sigle sindacali che definiscono l’intesa “innovativa”.

Conad del Tirreno investe su una nuova piattaforma logistica

Conad del Tirreno
Il progetto preliminare di Conad del Tirreno è di 20 milioni di euro per la realizzazione di un importante centro di smistamento logistico del centro Italia

Conad del Tirreno ha presentato al sindaco di Montopoli, in Val D’Arno, in provincia di Pisa, un progetto preliminare di circa 20 milioni di euro per il futuro del grande magazzino nella zona industriale di Fontanelle che, in base alle previsioni, dovrebbe diventare un importante centro di smistamento logistico del centro Italia. Conad del Tirreno pare abbia infatti l’obiettivo di concentrare nella sede di Montopoli anche la forza lavoro attualmente impiegata nello stabilimento di Altopascio. Si tratta di 23 persone in tutto, di cui 3 dipendenti Conad e 20 di cooperative, che andranno ad aggiungersi ad una forza lavoro che ne conta circa 160. L’amministrazione comunale ha dato il benestare per un primo intervento di ampliamento. Il piano preliminare individua nella fascia tra la provinciale e la ferrovia l’area destinata alla logistica. Non è escluso che in un secondo momento anche il ramo logistico di Pistoia possa fare rotta verso Montopoli.
Esprime soddisfazione il sindaco della cittadina, Giovanni Capecchi, che sottolinea: “Un investimento da oltre 20 milioni di euro, nel nostro territorio non può non avere ricadute positive sul nostro territorio sia per l’economia che per il Comune”. E aggiunge: “Il piano prevede una nuova rotatoria sulla provinciale Romanina, e la separazione dei flussi viari pubblici da quelli destinati all’attività. Questi interventi permetteranno di eliminare i problemi che vedono oggi i mezzi pesanti occupare la strada provinciale, sia in sosta che in movimento”.

Despar Nordest recupera e dona cibo per 4 milioni di euro

Despar Nordest
Despar Nordest ha collaborato con Last Minute Market e Banco Alimentare coinvolgendo la rete di 219 supermercati nel progetto per il recupero alimentare

Aspiag Service, la concessionaria Despar Nordest, grazie alla collaborazione con Last Minute Market e Banco Alimentare, e con il coinvolgimento della rete di supermercati aderenti al progetto per il recupero alimentare, nel 2015 ha recuperato e rimesso in circolo merce per un valore totale di 4.173.287,13 di euro.
L’azienda ha, infatti, abbinato 219 proprie filiali a insegna Despar, Eurospar e Interspar in Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige ad almeno un’associazione di riferimento che, con cadenza regolare, ritira e ridistribuisce tutta la merce perfettamente commestibile ritirata dagli scaffali perché, per diverse ragioni, non può più essere venduta.

“La lotta allo spreco alimentare è parte integrante della nostra responsabilità sociale d’impresa: i nostri primi progetti di recupero delle eccedenze alimentari risalgono al 2003”, racconta Paul Klotz, amministratore delegato di Despar Nordest. L’impegno dell’insegna distributiva si è sviluppato anche sul fronte dell’educazione alimentare, con il progetto didattico Le Buone Abitudini, che in dieci anni ha coinvolto oltre 1.500 insegnanti e 40.000 bambini. “Promuovere l’educazione alimentare – prosegue Klotz - è una battaglia centrale per favorire una svolta culturale sui temi dell’alimentazione e della salute, restituendo il giusto valore al cibo”.

Situazione critica in Italia. Secondo quanto sottolinea l’azienda, i numeri dello spreco alimentare nel mondo dipingono una situazione critica: si stima che sia perso, convertito o sprecato circa il 50% del cibo prodotto, con notevoli variazioni da Paese a Paese e di stagione in stagione. Nella sola Italia, ogni anno, lungo l’intera catena alimentare si formano oltre 20 milioni di tonnellate di rifiuti, con inevitabili ripercussioni non soltanto economiche ma anche ambientali e sociali. Buona parte del cibo diventa rifiuto proprio nelle nostre case: il valore stimato dello spreco domestico è di circa 8 miliardi l’anno.

Tesco chiude due “food-to-go”: forse troppo alti gli affitti

Tesco abbassa la saracinesca dei due piccoli negozi di Londra (posizioni centrali, e quindi costose come affitti), specializzati in prodotti e piatti pronti da asporto, aperti un anno e mezzo fa per un target di impiegati e lavoratori.

L'esperimento di Tesco, aprire due piccoli supermercati del cibo d'asporto per gente indaffarata ("food-to-go") non era mal concepito: l'idea e il target erano azzeccati, offrire una selezione di sandwich e piatti pronti soprattutto a lavoratori in pausa.  Tesco offriva una varietà di 100 diverse referenze su una superficie inferiore a 100 mq, cioè il format più piccolo del gruppo. Obiettivo primario e originario di questa sperimentazione era di entrare nel ricco mercato (5,8 miliardi di euro) dei panini e dei piatti pronti, vista la quantità di gente costretta a mangiare fuori per lavoro o studio come succede ormai in tutte le grandi città.

Ma una serie di circostanze ha portato il gruppo alla decisione di staccare la spina ai due supermercati aperti a Londra in due “prime” location che molto probabilmente, proprio perché “prime”, hanno soffocato i conti con gli affitti pesanti. Il primo punto di vendita è stato aperto in settembre 2014 a Philpot Lane, a due passi dal grattacielo Walkie Talkie, il secondo nel marzo 2015 a Villiers Lane, vicino alla stazione ferroviaria di Charing Cross. Secondo il Grocer, la ragione per cui Tesco chiude i due concept store è molto più banalmente legata al fatto che i clienti preferiscono i supermercati Tesco a insegna Express e Metro perché là vi trovano una scelta più ampia.

 

 

 

 

Vog a Fruitlogistica con un focus su Envy

7c06bf583fVog si prepara a partecipare a Fruit Logistica, in programma a Berlino dal 3 al 5 febbraio. In occasione dell’edizione 2016 della rassegna, il Consorzio presenterà ai visitatori la sua ultimissima novità varietale di club: Envy. Originaria della Nuova Zelanda, questa mela si contraddistingue per dolcezza e un intenso gusto fruttato e aromatico. La sua polpa croccante e succosa si abbina ad un aspetto accattivante, grazie alle grandi dimensioni dei frutti e alle eleganti striature rosse della buccia. Nasce da un incrocio tra Royal Gala e Braeburn. Vog è parte integrante insieme a Vip del piano di coltivazione per l'Italia. Quello di quest'anno è il primo raccolto commerciale con 300 t disponibili per la vendita. Arriveranno a 5.000 t a piena produttività degli impianti già messi a dimora.

 

Concorrenza sempre più tesa tra marca e Pl

L’Osservatorio Quaster-Gdoweek, giunto all’11a edizione, racconta lo stato dei rapporti e delle attività svolte in condivisione fra industria e distribuzione (da Gdoweek n.1 - 2016)

Le marche industriali dei leader recuperano terreno, tanto che nel 2015 la quota di mercato è stimata in crescita dell’1,1% (fonte Iri). L’Osservatorio Quaster-Gdoweek spiega questo fenomeno a partire da alcuni dati che hanno caratterizzato l’ultimo anno: tutti i leader industriali sono stati impegnati nel lancio di nuovi prodotti ed è cresciuto il valore strategico delle operazioni promozionali. A fronte di questi comportamenti, gli indici di condivisione tra industria e distribuzione accusano una lieve flessione. Tuttavia, con alcune catene, l’industria riesce a mantenere alto il livello di collaborazione, tanto da far registrare un incremento del bartering.

L’articolo completo su Gdoweek n. 1 – 2016

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SicilConad si aggiudica il bando per rilevare 10 store Sottocasa

sicilconad
I 10 store Sottocasa verranno riaperti grazie al bando che li metteva in vendita al prezzo di un milione di euro. Si riaccendono le speranze per i lavoratori

SicilConad rileva dieci supermercati palermitani a insegna Sottocasa. Si tratta di strutture che inizialmente appartenevano a Sigma ma che successivamente, dall'ex Centro Supermercati Sicilia Occidentale, erano transitate nell'azienda Marta srl cambiando insegna in Sottocasa. Il contratto di affitto di ramo d’azienda si era risolto e Marta Srl aveva restituito al curatore i supermercati per mancanza di liquidità. Le strutture erano rimaste chiuse e i lavoratori a casa sospesi a zero ore. Lo scorso 12 dicembre il curatore fallimentare aveva pubblicato un bando per la cessione. Ora la trattativa riparte con l’obiettivo di salvare il personale.
SicilConad si aggiudica il bando, con il quale si mettevano in vendita i dieci supermercati al prezzo di poco più di un milione di euro, le cui buste sono state aperte oggi. “Si riaccende così la speranza per i 115 lavoratori - comunica la Uiltucs Sicilia guidata da Marianna Flauto – La Uiltucs è al lavoro per provare a salvaguardare tutto il personale perché nel frattempo alcuni proprietari dei locali dove erano ospitati i supermercati hanno fatto ricorso a sfratto esecutivo. Chiediamo immediatamente un incontro al curatore fallimentare – dice Marianna Flauto - per capire la disponibilità degli immobili e per poter avviare una trattativa che ci consenta di salvaguardare il personale”.

Ekom rinnova sul web la propria immagine: online il nuovo sito

Ekom
Ekom, che prevede nuove aperture e importanti investimenti sull’ammodernamento della rete, si propone al consumatore via web con una nuova immagine

Ekom, l’insegna discount del gruppo Sogegross, presenta il nuovo sito www.ekomdiscount.it, fruibile anche dai dispositivi mobile. L’insegna, che prevede nuove aperture e importanti investimenti sull’ammodernamento della rete, si propone al consumatore via web con una nuova immagine. Tra le caratteristiche del nuovo sito la presenza di una sezione dedicata alle attività promozionali, uno store locator per consentire ai clienti di trovare il punto di vendita più vicino e le relative informazioni su servizi e orari. Presenti anche due sezioni dedicate al lavoro: una per chi vuole proporre la propria candidatura come dipendente, e una dedicata agli imprenditori che vogliono entrare a far parte della famiglia di Ekom attraverso l’affiliazione del proprio negozio o l’apertura di un nuovo franchising. Inoltre c’è una sezione news con le ultime novità del mondo Ekom.

Chiarezza e trasparenza. “La nostra è un’azienda sana, in espansione, che continua a lavorare e a investire sul territorio– afferma Giuseppe Marotta, direttore generale Ekom - Per un’azienda che vuole crescere e far conoscere le proprie qualità era arrivato il momento di avere una presenza adeguata anche sul web. Abbiamo voluto puntare sulla chiarezza, sulla facilità di consultazione e sulla trasparenza, da sempre uno dei caratteri distintivi della nostra insegna”.

L’insegna Ekom conta circa 120 punti di vendita con superfici tra i 300 e i 1.500 mq, dislocati fra Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana, Emilia e Valle d’Aosta, di cui 49 di proprietà diretta del Gruppo Sogegross e la rimanente parte in franchising.

Coop Alleanza 3.0 riapre sette store in Friuli

Coop Alleanza
Coop Alleanza 3.0, la cooperativa di consumatori, nata dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e Coop Estense, apre sette store chiusi da dicembre

Tornano a nuova vita sette punti di vendita ex CoopCa, riaperti al pubblico da Coop Alleanza 3.0. La cooperativa di consumatori, nata dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e Coop Estense, ha inaugurato il 22 gennaio i supermercati a Pordenone, Brugnera (Pn), Tarcento Sud (Ud), Rivignano (Ud), Majano (Ud), Fagagna (Ud) e Precenicco (Ud) riassumendo tutti i 66 lavoratori precedentemente assunti da CoopCa. I sette supermercati, per lo più di vicinato, con metrature che vanno dai 1.429 metri quadrati di Precenicco ai 377 mq di Brugnera sotto stati sottoposti a lavori di ristrutturazione. “Abbiamo effettuato alcuni interventi necessari per il cambio d’insegna e l’adeguamento agli standard e ai servizi della nuova cooperativa, a partire dall’estensione degli orari di servizio– afferma Massimo Ferrari, amministratore delegato alla Gestione di Coop Alleanza 3.0 – Abbiamo inoltre coinvolto i lavoratori in alcuni incontri di formazione. Nei nuovi negozi, soci e clienti potranno trovare accoglienza, con un assortimento più ampio e interessanti promozioni”. Fino al 27 gennaio, i consumatori avranno uno sconto del 15% su tutti gli articoli. Inoltre, i soci e i possessori di carta fedeltà di CoopCa che, fino al 30 giugno, sceglieranno di diventare soci di Coop Alleanza 3.0 riceveranno 5 buoni da 5 euro spendibili fino al 30 luglio su una spesa minima di 30 euro.

“Coop Alleanza 3.0 – afferma Paolo Cattabiani, amministratore delegato a Finanza e Sviluppo ed ex presidente di Coop Consumatori Nordest – ribadisce così il sostegno e la vicinanza concreta a questo territorio che vanta un’antica storia di cooperazione di consumo. Una scelta importante, che si aggiunge alla decisione di erogare a titolo di liberalità 13,5 milioni di euro, pari al 50% dei crediti, a favore dei soci prestatori di CoopCa”.

Colruyt Group lancia un nuovo carrello refrigerato “green”

Funziona con il ghiaccio liquido che permette di mantenere la temperatura per 48 ore e di ridurre l’impatto ambientale del 58% (da FreshPointMagazine.it)

Articolo tratta da Freshpointmagazine

Si chiama “liquid ice container” ed è il nuovo carrello per il trasporto refrigerato di prodotti freschi nei magazzini appena lanciato da Colruyt Group. La catena ha già in uso circa 600 carrelli e prevede la progressiva sostituzione di tutti i vecchi che sarà completata nel giro di circa tre anni.

L’innovazione. È stato progettato dallo staff di ricerca dell’azienda e rappresenta un’innovazione unica nel settore dal momento che è un carrello che viene alimentato da energia verde che permette di iniettare ghiaccio liquido nei contenitori, un congelante che può essere riutilizzato a ciclo continuo permettendo una riduzione dell’impatto ambientale del 58%.

La tecnologia. Il ghiaccio liquido, per capirci, è una miscela di acqua ed etanolo congelata ma liquida. Un refrigerante che viene fabbricato nel centro di distribuzione di Halle utilizzando l’energia eolica e solare prodotta localmente. La miscela viene pompata nei carrelli refrigerati appositamente progettati per questo scopo, che raggiungono la temperatura desiderata in meno di 30 minuti. Dopo essere stati riempiti con prodotti freschi e spediti in camion nei negozi tradizionali, al rientro in magazzino, possono essere nuovamente “ricaricati”. Nel senso che la miscela viene estratta dal carrello, viene raffreddata nuovamente e riutilizzata ancora.

I benefici. Con questo sistema i carrelli refrigerati possono rimanere in temperatura fino a 48 ore, il che rende la logistica più flessibile ed efficiente. «Questa maggiore autonomia – afferma l’ingegnere Benjamin De Cooman del gruppo di ricerca di Colruyt – ci dà più margine di manovra nella catena di fornitura. I nuovi contenitori appositamente progettati, inoltre, offrono anche più spazio di carico, quindi abbiamo bisogno di un minor numero di carrelli e siamo in grado di trasportare più carico con meno viaggi. In breve, possiamo pianificare il nostro trasporto in modo più flessibile ed efficiente e quindi risparmiare in chilometraggio e limitare le emissioni di gas serra».

Con questa innovazione Colruyt Group fa un passo avanti nel raggiungimento del proprio piano di riduzione delle emissioni di CO2 che prevede che – entro il 2020- le emissioni di gas serra saranno ridotte del 20%.

Apre il Nam la più moderna struttura logistica d’Italia

Il 31 gennaio chiuderanno i cantieri della nuova area mercatale di Bologna che avrà il 65% in più degli operatori rispetto a prima. Già allo studio l’ipotesi di un’ulteriore espansione (da Freshpointmagazine.it)

Articolo tratto da Freshpointmagazine.it

In dirittura d’arrivo i lavori della Nam, la Nuova area mercatale di Bologna in cui si trasferiranno gli uffici e i concessionari del Caab, il centro agroalimentare. Mentre i cantieri non sono ancora chiusi fioccano le richieste da parte di nuovi concessionari che hanno portato ad occupare il 100% dell’area prevista contro il 60% della vecchia sede.

Il piano di espansione. «Le nuove richieste – ci spiega il direttore generale Caab Alessandro Bonfiglioli – hanno già superato la superficie attrezzata disponibile sicché stiamo già pensando di attrezzare altri 10mila metri quadrati adiacenti con tutte le nuove tecnologie usate per il Nam di modo da riuscire a soddisfare tutte le domande che continuano ad arrivare. Intanto però siamo occupati ad insediarci». La conclusione dei lavori è prevista per il 31 gennaio, non appena saranno perfezionati i collaudi funzionali delle strutture, i piccoli ripristini di cantiere (come, ad esempio, le riprese di tinteggiature, le riparazioni di piccoli danneggiamenti, la chiusura di piccole perdite di acqua, ecc.) ed effettuate le pulizie generali.

Le tecnologie. «Ma già a partire da questa settimana – continua Bonfiglioli – i magazzini e gli uffici vengono consegnati provvisoriamente ai concessionari per iniziare a trasportare materiali e archivi. Una tempistica record, quella della realizzazione di Nam: dodici mesi a fronte degli oltre dieci anni che erano serviti per l’edificazione della precedente sede di Caab. Uno dei motivi per cui stanno arrivando molte richieste di concessione da nuovi operatori, in controtendenza nazionale, dipende dal fatto che si tratta della più moderna struttura presente in Italia, con i più elevati standard in Europa: antisismica e sprinkler, autosufficiente dal punto di vista energetico grazie all’impianto fotovoltaico su tetto più grande d’Europa in fase di ampliamento (100.000 mq per 11 milioni di Kwh), dotata di wifi e fibre ottiche su tutta la struttura, con illuminazione a led e basso consumo, con riscaldamento con pompe di calore, con 50 bocche di carico su tutto il perimetro e 30 nell’area comune, e con celle frigo nuove a basso impatto energetico».
La nuova piattaforma iper-attrezzata sta intercettando – fra gli altri – gli operatori provenienti da centri agroalimentari minori più in difficoltà del centro e nord Italia in linea con il processo di espansione voluto da Bologna che mira a crescere nel suo ruolo di punto di riferimento logistico del centro-Nord non senza cercare di sviluppare il suo potenziale verso l’estero che attualmente si esplica con le partnership con il mercato all’ingrosso di Perpignan in Francia, quello di Istanbul in Turchia ed alcuni dell’est Europa.

La strategia di rete. «Le merci che transitano da noi – precisa Bonfiglioli – raggiungono gran parte del mercato nazionale. In questo senso vogliamo aumentare il peso di questa direttrice perché stiamo lavorando per diventare un polo di attrazione nazionale. In questo senso è strategica anche la nostra adesione ad Italmercati che ci fa entrare in un network di mercati di grandi dimensioni che hanno esigenze simili. Del resto la logica stessa di Italmercati, che ci ha spinto ad aderire alla rete, è che si sta pensando al Paese nel suo insieme e non più pensando solo al proprio orticello».

In quest’ottica potrebbe diventare strategica – in funzione degli obiettivi della rete di Italmercati – la vicinanza geografica tra i centri agroalimentari di Bologna e Verona, per fare un esempio, dove il primo è specializzato sul mercato nazionale mentre il secondo ha una forte vocazione all’export».

Progetto “Fico”. Anche perché bisogna aggiungere ce con l’operatività della Nuova Area Mercatale si apre la volata finale per il completamento del parco agroalimentare Fico Eataly World, un grande progetto di educazione alimentare per la città e per l’Italia.

«Siamo arrivati – – spiega il presidente Caab Andrea Segrè – senza un euro di contributi pubblici e anzi restituendo anticipatamente il noto finanziamento del Comune di Bologna che risaliva agli anni Novanta, cioè al momento della prima costruzione del mercato. E, ancora prima di quello, per il ‘vecchio’ Caab, erano stati investiti oltre 100 milioni di fondi pubblici. Più o meno quanto oggi siamo riusciti a mettere insieme con il fund raising per il Fondo Pai preposto alla realizzazione di Fico. L’investimento privato complessivo, in poco più di 2 anni, ha superato oggi la quota di 100 milioni di euro. Un lavoro in progressione dal momento che proprio la scorsa settimana la Cassa previdenziale dei Periti Agrari Enpaia ha confermato un incremento dell’investimento nel progetto di 1.000.000 di euro. A pochi mesi da Expo, quindi, Bologna “City of food” potrà raccogliere il testimone della mobilitazione planetaria sul tema del cibo e della sostenibilità. Fico sarà una fattoria per il futuro del cibo italiano, in cui imparare concetti chiave per il nostro futuro, quelli di biodiversità e sostenibilità».

Eurospar apre un supermercato green a Giovinazzo

Il Nuovo Eurospar di Giovinazzo
Lo store è stato realizzato in linea con la filosofia ecosostenibile. Sul tetto dello stabile sono stati installati circa 450 pannelli fotovoltaici

Si allinea ai più moderni standard di ecosostenibilità il nuovo Eurospar inaugurato il 20 gennaio 2016 a Giovinazzo (Ba), in via Bari, ad angolo con via Toselli. Il supermercato si sviluppa su una superficie di vendita di 1400 mq circa e propone un assortimento con circa 9000 referenze alimentari e non, focalizzata sui prodotti freschi e freschissimi.

Maiora, concessionaria del marchio, ha messo a punto una serie di condotte nella realizzazione dei suoi punti di vendita che rappresentano l’impegno quotidiano dell’azienda contro il degrado ambientale. Massima attenzione è stata dedicata alla scelta di impianti di refrigerazione e condizionamento di ultima generazione a basso consumo: i congelatori e i frigoriferi sono dotati di sportelli, che permettono di ridurre il consumo energetico del 45%, mentre gli impianti di illuminazione sono a tecnologia LED, con un consumo elettrico inferiore del 50% rispetto agli impianti convenzionali. Sul tetto dello stabile sono stati installati circa 450 pannelli fotovoltaici.
All’interno del negozio Eurospar ci saranno tutti i reparti freschi: macelleria, ortofrutta, pescheria, panetteria, gastronomia calda, surgelati oltre ad un ampio spazio dedicato al take away di carni e salumi confezionati. Inoltre ampio spazio ai prodotti locali del territorio, assortimento salutistico e benessere con articoli per intolleranze alimentari, selezione di vini da cantine locali.

“Si tratta di un negozio moderno, innovativo e all’avanguardia per diversi motivi: dall’utilizzo di materiali eco – sostenibili, provenienti da zone vicine per ridurre tempi, costi e sprechi, all’utilizzo dell’impianto fotovoltaico su tutta la superficie della struttura, fino alla proposta commerciale che verrà presentata nel supermercato, all’assortimento molto concentrato sui reparti freschi, alla vendita assistita e ai prodotti locali del territorio” spiega Pippo Cannillo, presidente e amministratore delegato Maiora.

Clivo, il salotto polifunzionale e gastrò di Roma

Clivo01Nasce Clivo, nuovo ed accogliente bistrot-salotto policulturale, che ha aperto da poco i suoi battenti nel cuore di Monteverde a Roma. Monica Ribustini e Simo Badri concepiscono una cucina sempre  leggera, espressa e all’insegna della qualità e stagionalità e uno spazio multifunzionale dedicato al benessere e alla cultura: dai laboratori creativi alle proiezioni di corti e documentari; dai corsi di yoga ai massaggi shiatzu; dagli incontri in libreria, anche per bambini, alle serate musicali di coro, jazz e musica etnica, classica e d’autore, curate dall’ACMT (associazione musicale Marco Taschler) fino alle lezioni di tango personalizzate.

Nello spazio riservato ai bambini dai 2 ai 5 anni in programma anche matinée di gioco musicale in spagnolo seguiti da uno speciale pranzetto a base di pappa biologica. L’offerta gastronomica: un trionfo di dolci dall’orario di colazione in poi, menu alla carta a pranzo ogni giorno e a cena il venerdì e il sabato, e ogni domenica il bio-brunch composto da un piatto unico a base di proteine, carboidrati (cous cous, quinoa e farro con fagioli, le costanti) e verdure. Vini biologici, vegani, biodinamici e senza chimica e solfiti aggiunti, con particolare attenzione agli IGP del Lazio, costituiscono invece la carta del beverage insieme a centrifughe, succhi biologici, birre artigianali, tè francesi e tisane. In arrivo il tè marocchino, digestivo, servito durante e dopo i pasti.

Esselunga: entro l’anno il nuovo superstore di Ververi

Esselunga
I lavori per la realizzazione del nuovo centro commerciale sono già iniziati. La struttura sarà realizzata in corso della Vittoria 70, dove fino al 2012 sorgeva Carrefour

Esselunga firma il contratto per un nuovo superstore nel parco commerciale di Ververi che potrebbe essere inaugurato entro l'anno. L’insegna distributiva consoliderà così la sua presenza a Novara e dintorni dove solo un paio di anni fa aveva inaugurato uno store, in corso Vercelli nel capoluogo di provincia.
I lavori per la realizzazione del nuovo centro commerciale sono già iniziati. La struttura sarà realizzata in corso della Vittoria 70, dove fino al 2012 sorgeva l’ex Carrefour, chiuso dopo 11 anni di attività. Il complesso era rimasto in stato di abbandono fino a quando il Comune non approvò nel 2014 il piano proposto dalla società Amteco di Vercelli, proprietaria dell’area. Il progetto, già in fase operativa, prevede un’area commerciale di 109.00 metri quadrati di cui 21.800 circa di vendita. Il superstore Esselunga dovrebbe estendersi su una superficie di circa 4.500 metri quadrati. Nello stesso centro saranno realizzati anche quattro negozi di vicinato di non più di 250 mq, presumibilmente bar, profumeria e parafarmacia. Accanto a Esselunga sorgerà, inoltre, un negozio di bricolage. La galleria del centro ospiterà Piazza Italia per l’abbigliamento, Scarpe&Scarpe per le calzature, Unieuro per l’elettronica di consumo e Maison du Monde per l’arredamento. L’area ristoro vedrà l’ingresso di Roadhouse. Sarà, inoltre, costruito un albergo sviluppato su tre piani.
Il costo dell’operazione è quantificato a 60 milioni di euro. Una volta completato il nuovo centro dovrebbe favorire l’assunzione di 400 persone.

La Store Wars Gdo-Idm è una saga senza fine

Conta più il prezzo o la qualità? Come sono cambiati i criteri per scegliere un copacker affidabile? E come e quando mettere a scaffale una referenza innovativa? Quando si sottoscrivono contratti di fornitura, pesa più l’efficienza logistica o i livelli di sostenibilità ed etica del produttore?

L’articolo completo su Gdoweek n. 1 - 2016

Il punto di vista della Gdo

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Carrefour: più articoli in store con il totem multimediale

Un strumento installato nel negozio di Carugate (Milano) che consente al cliente di accedere a un catalogo virtuale con 1.600 articoli, ordinarli e riceverli poi a casa o ritirarli nel punto di vendita.

Carrefour prosegue nel suo progressivo percorso di digitalizzazione in store, testando nuove formule e strumenti tecnologici. Presso il punto vendita di Carugate è stato infatti installato per la prima volta un totem multimediale che consentirà ai clienti di accedere a un assortimento virtuale con oltre 1.600 articoli che non sono presenti in negozio.

Il cliente interessato all'acquisto potrà così effettuare l'ordine attraverso il totem, scegliendo poi se ricevere il prodotto direttamente a domicilio o se ritirarlo nel punto di vendita entro 3 giorni. Per assistere i consumatori durante la procedura i venditori riceveranno a breve anche alcuni tablet, la stessa dotazione già in uso per il personale dei negozi di Assago e Paderno. 

L'area dedicata alla tecnologia rimane collegata all'ambiente casa e a fornire soluzioni ad hoc per gli ambiente in cui si vive, dalla demotica, ai televisori
L'area dedicata alla tecnologia del Carrefour di Carugate
L’operazione è comunque concepita per essere semplice, con navigazione suddivisa in base alle diverse categorie merceologiche e una scheda tecnica approfondita a disposizione per ogni prodotto.

L'obiettivo è quello di estendere l'assortimento, dando all'utente finale la possibilità di scegliere tra una serie di articoli che per motivi di spazio non sono presenti in store e introducendolo parallelamente ad uno spazio virtuale più ampio rispetto ai vincoli fisici del negozio.

Il punto di vendita di Carugate è già stato oggetto di diverse implementazioni tecnologiche, a partire da un digital signage usato come veicolo informativo e pubblicitario. Parlando dell’evoluzione di Carrefour in tal senso, la Chief Information Officer dell’azienda Debora Guma ha sottolineato:“Continuiamo a sviluppare un numero sempre maggiore di servizi sulla mobile app MyCarrefour e stiamo sperimentando il lancio sul mercato di un’innovativa modalità di fruizione di promozioni personalizzate, così come il wi-fi gratuito per tutti i clienti e il nuovo servizio Clicca & Ritira”.

 

Il Caseificio Tomasoni punta sul latte di capra

soffio-di-capra-100gr_lSolo latte di capra proveniente da una decina di allevamenti selezionati della zona del trevigiano. Il Caseificio Tomasoni ha deciso di investire sempre di più nei prodotti a latte di capra con lo scopo di creare una gamma di formaggi caprini che vanno a completare il ventaglio di oltre 30 referenze già proposte al consumatore.

capriccio-di-capra_lIn tre anni di studi e ricerche sulle materie prime di alta qualità, il caseificio ha ampliato la propria produzione fino realizzare oggi cinque diverse referenze a latte caprino. Una scelta dettata anche dalle nuove esigenze dei consumatori, sempre più attenti alla corretta alimentazione e ad uno stile di vita sano ed equilibrato. I formaggi di capra, infatti, sono altamente digeribili anche per chi è intollerante al latte vaccino, e particolarmente indicati nell’alimentazione di bambini e anziani grazie all’alto contenuto di calcio. Sono inoltre apprezzati per il ridotto apporto di calorie, circa 76 kcal per 100 ml di latte, e per il minore contenuto di colesterolo rispetto ai formaggi a base di latte vaccino.

Tra le referenze più apprezzate, lo Stracchino e il Capriccio di capra, dal gusto originale ed intenso rispondenti all’esigenza dei consumatori sempre più orientati ad una dieta leggera ma ricca di gusto, il Soffio di Capra, una ricottina delicata e adatta alla preparazione di ricette sia dolci che salate, e la Caciotta.

Rio Mare: con #UnTonnoPerTutti supporta le famiglie in difficoltà

3865_promo_untonnopertuttiÈ giunto alla terza edizione il progetto di Rio Mare che rinnova il suo impegno a favore del Banco Alimentare con l’iniziativa #UnTonnoPerTutti. L’obiettivo è sostenere le persone in difficoltà e rendere più completi e bilanciati i loro pasti grazie alle caratteristiche del tonno in scatola che mantiene intatte tutte le proteine nobili del pesce fresco, i sali minerali e le vitamine del gruppo B, che spesso risultano carenti in particolare nelle famiglie che soffrono di povertà alimentare.

Come azienda impegnata a promuovere una nutrizione corretta ed equilibrata e a sostenere il territorio in cui operiamo, pensiamo sia fondamentale intraprendere attività solidali che possano aiutare le famiglie in difficoltà a rispondere in modo adeguato ai propri fabbisogni alimentari” - afferma Luciano Pirovano, CSR director di Bolton Alimentari.

tonno-2Fino al 20 marzo 2016, negli oltre 2.500 punti vendita distribuiti su tutto il territorio nazionale che aderiscono all’iniziativa, i consumatori che acquisteranno 5 euro di prodotti Rio Mare e inseriranno i dati dello scontrino sul sito www.riomare.it, doneranno una scatoletta da 80 gr di Tonno Rio Mare al Banco Alimentare e potranno provare a vincere ogni settimana 500 euro di spesa da utilizzare nel proprio punto vendita di fiducia. Grazie a questa iniziativa, l’azienda nel 2015 ha donato alla fondazione oltre 100.000 scatolette di tonno. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto di Corporate Social Responsibility di Rio Mare Qualità Responsabile e testimonia l’impegno dell’azienda per una qualità a 360° perseguita lungo tutta la filiera.

Rio Mare sostiene il Banco Alimentare dal 2011 donando inoltre le eccedenze della propria produzione e i prodotti non vendibili provenienti dai punti vendita della GDO, un impegno, questo, che nel biennio 2013-2014, ha raggiunto 1.500.000 di lattine donate. Infine, attraverso il programma Siticibo, l’Azienda recupera i pasti non consumati dalla mensa dello stabilimento di Cermenate e dal 2011 ha donato al Banco Alimentare un totale di circa 11.400 pasti.

Amazon: nuovi investimenti e assunzioni in Europa e Italia

amazonAmazon annuncia soddisfazione per il proprio percorso di sviluppo in Italia e in Europa, dove prepara un 2016 di nuovi investimenti grazie alle buone performance e alla crescente domanda da parte dei clienti. Gli obiettivi sono l’espansione della rete propria di centri di distribuzione, l’aumento delle attività di ricerca e sviluppo con base nel continente e la costruzione di nuove infrastrutture per supportare la crescente attività nel mercato del cloud computing per le aziende.

Prevista conseguentemente l’apertura di migliaia di nuove posizioni lavorative attinenti ai diversi ambiti, che andranno ad incrementare i 40mila dipendenti attuali in Europa, Italia compresa. Solo nel 2015, il colosso statunitense ha creato sul continente 10mila posti di lavoro, il numero più alto mai realizzato in un solo anno, con crescita del 50%. Dal 2010 ad oggi, inoltre, Amazon ha investito più di 15 miliardi di euro in infrastrutture e attività.

Ecco i numeri nel nostro Paese:

  • Nel 2015 Amazon ha creato oltre 600 posti di lavoro a tempo indeterminato, superando i 1.400 dipendenti.
  • In Italia continuerà ad assumere presso la sede di Milano, il Customer Service di Cagliari e i due centri di distribuzione di Castel San Giovanni e Milano. Al momento sono aperte oltre 30 posizioni: da Business Analyst a In-stock Manager, da Assistente Risorse Umane al Responsabile Produzione.
  • Dal 2010 Amazon ha investito oltre 450 milioni di euro nell’economia italiana per costruire e gestire il proprio business.

Francois Nuyts, Country Manager di Amazon Italia e SpagnaFrancois Nuyts (in foto), Country Manager di Amazon per l’Italia e la Spagna, ha commentato: “L’Italia è cresciuta velocemente grazie all’alta qualità dei nostri dipendenti che hanno veicolato ai clienti italiani l’innovazione e l’eccellenza di Amazon. Ad esempio, la maggiore selezione di prodotti e vorrei ricordare l’apertura dei negozi Alimentari, Cura della Persona e Made in Italy. Oppure le spedizioni più rapide che ci hanno consentito di recapitare i prodotti in un giorno agli abbonati Prime e addirittura nel giro di un’ora a Milano tramite Prime Now. Questi nuovi posti di lavoro sono la prova della fiducia che riponiamo nell’economia italiana, di cui Amazon è orgogliosa di fare parte”.

 

Eataly chiude il 2015 con giro d’affari a 400 milioni

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Un risultato che fa gola a molti gruppi internazionali. Ma Farinetti non cede e guarda alla quotazione e al raddoppio dei ricavi, trainati dalle prossime aperture in programma oltreconfine.

Eataly conferma trend di crescita e obiettivi futuri chiudendo il 2015 con giro d’affari a quota 400 milioni di euro e margine operativo lordo pari a 35 milioni. Un rapido sviluppo con ancora tanto potenziale per la catena di Oscar Farinetti, che non a caso attrae diversi potenziali acquirenti internazionali.

Stando alle indiscrezioni si tratta di gruppi industriali di matrice americana e cinese, mentre un’importante offerta sarebbe arrivata anche dal colosso del retail Walmart. Il patron di Eataly non cede tuttavia alle lusinghe e prosegue nell’intento di portare la società verso la quotazione a Piazza Affari per il 2017 e comunque non oltre il 2018.

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L'interno di Eataly a Milano

Il secondo traguardo da raggiungere è poi il raddoppio dei ricavi nel giro di due anni, massimo tre, arrivando al miliardo di fatturato. Un percorso che evolverà sotto la guida di Andrea Guerra,  ex consigliere del presidente del Consiglio Matteo Renzi che dal 1° ottobre 2015 ha assunto il ruolo di  direttore esecutivo dell’azienda.

Al traino del percorso anche le nuove aperture oltreconfine previste prossimamente da Eataly, che hanno preso il via con il primo store europeo inaugurato di recente a Monaco di Baviera. L’espansione toccherà oltre alla Germania anche l’Austria e la Svizzera, mentre si attendono un secondo punto di vendita a New York, lo sbarco quest’anno a Londra e l’arrivo a Parigi nel 2018.

Vini Corvo: in-store promotion con Brandani

Corvo 2Saranno negli ipermercati di tutta Italia a partire dalla metà di marzo i nuovi gift on pack che Corvo ha realizzato in collaborazione con Brandani. La partnership tra Corvo, azienda vinicola siciliana, e Brandani, marchio di articoli da regalo e per la casa, testimonia l’incidenza potenziale delle attività di consumer marketing nel punto di vendita per i brand di vini, opzioni che nel corso degli ultimi anni sono andate sostituendosi alle tradizionali attività promozionali. 

image001Si tratta di un doppio regalo colorato e di stile per chi acquisterà una bottiglia di Bianco o di Rosso della casa. L'omaggio principale è un tappo in silicone che ospita quattro segna bicchieri, anch’essi in silicone, colorati, da collezionare in quanto realizzati in soggetti diversi, come farfalle, uccellini e gufi.

L'iniziativa dimostra la volontà dell'azienda vinicola di svincolarsi da una logica basata esclusivamente sul prezzo e l'orientamento alla costruzione di un brand dall’identità forte e distintiva, per la creazione di un rapporto solido con il consumatore.

Intervista a Maniele Tasca: priorità e prospettive Selex nel 2016

Maniele Tasca, direttore generale Selex gruppo Commerciale
Il gruppo è focalizzato sulla ricerca di assortimenti innovativi e di qualità, sul rafforzare le private label, sull’individuare nicchie e tendenze per giocare un ruolo unico (da Gdoweek 1 - 2016)

Maniele Tasca, direttore generale gruppo Selex

Il gruppo è focalizzato sulla ricerca di assortimenti innovativi e di qualità, sul rafforzare le private label, sull’individuare nicchie e tendenze per giocare un ruolo unico (da Gdoweek 1 - 2016)

“Siamo soddisfatti dei risultati del 2015, derivati da una stagionalità più favorevole e un clima di fiducia in lieve crescita. La somma di questi due effetti ha portato il mercato a un lieve incremento permettendo a Selex di crescere, a parità di rete, del 2% (che diventa un 11% comprese le nuove aperture e l’ingresso de Il Gigante )”.

Parte da questi elementi Maniele Tasca, direttore generale di Selex, per spiegare le priorità e le prospettive del Gruppo dal 2016.

L'intervista esclusiva su Gdoweek n.1 - 2016

Selex_dati

Privalia è il Sito più Popolare 2015 per lo shopping

sito web dell'anno 2015È Privalia il Sito più Popolare del 2015 secondo il concorso Sito Web dell’Anno, organizzato dall’omonimo portale. L’outlet online di moda e lifestyle è stato premiato nella categoria shopping, una delle 19 in gara sottoposta a votazione tra ottobre e novembre scorso, per un totale di 795mila giudizi espressi dagli utenti. I parametri di valutazione sono stati il design, il contenuto, la navigazione e il Net promoter Score.

PrivaliaNata a Barcellona nel 2006, l’azienda conta oggi più di 28 milioni di clienti totali iscritti, ed è presente oltre che in Spagna in Italia, Brasile e Messico. A contribuire al suo successo è stata una strategia focalizzata già da diverso tempo sul mobile, che consente di fare acquisti tramite IPhone, IPad, Android, Blackberry, Windows Phone e Windows10. Attraverso i dispositivi mobile, Privalia registra non a caso il 70% delle visite e il 56% delle vendite.

Da sottolineare anche l’attenzione a un’offerta ampia e selezionata, con assortimento proveniente direttamente dai produttori o dai distributori ufficiali. Una filosofia seguita su tutti i mercati, che ha fatto sì che Privalia si aggiudicasse lo stesso riconoscimento anche in Spagna.

Mercato Metropolitano raddoppia a Torino

Replicato a Torino, negli ex locali della stazione dismessa, il format di Mercato Metropolitano, i cui elementi distintivi sono cibo di qualità a filiera corta, presenza di una ristorazione artigiana e volontà di definirsi come un luogo di riferimento per la città, anche a livello di intrattenimento

A metà dicembre dello scorso anno, a Torino, nella stazione dismessa di Porta Susa, ha aperto Mercato Metropolitano, 4QG31VJQ5092il format lanciato a Milano in occasione di Expo e diventato un riferimento per la città come luogo di incontro, di consumo e di intrattenimento. "Siamo un format difficile da catalogare, che non modelli simili nel mondo -precisa nel video Andrea Rasca, ideatore e fondatore del modello -. Per questo ci siamo ispirati a diverse insegne e tipologie di vendite, viste nel mondo, da Whole Foods a Chelsea Market di Londra. Il nostro obiettivo è offrire cibo di qualità a filiera cortissima, basandoci su artigiani e produttori locali, noti per le loro specialità".

Mercato-Metropolitano-Torino-480x271Lo store si sviluppa su una superficie di 2.500 mq, comprendendo uno spazio dedicato al mercato, cui si aggiungono botteghe artigiane che propongono specialità locali, anche se non manca un corner internazionale dedicato alla cucina tradizionale di Osaka (Giappone).

Big Show: in diretta da #NRF2016 – giorno 3

Ancora in diretta da New York con Marco Cuppini su quello che accadrà nel settore retailing nel 2016. Gli insight più interessanti dal Big Show

di Marco marco-cuppini-bassaCuppini,
Research and Communication Director di GS1 Italy

Chris Bye, stratega della customer experience, oggi ha raccontato come anche l'approccio per capire il consumatore sia cambiato. Non è più sufficiente indagare sulle sue dichiarazioni; il consumatore quando risponde a ricerche di mercato recita un ruolo, vuole fare bella figura, qualche volta mente. Ecco perché nei "vecchi" focus group, il 75% dei rispondenti dichiaravano sempre di essere intenzionati a comprare il prodotto appena provato (possibile che fosse sempre il 75% !?). Il consumatore bisogna studiarlo nei suoi comportamenti reali, cercando di capire non solo cosa fa, ma perché lo fa. Questa del "why", del "perché", me la sono trovata in altre presentazioni. Stacey Ferriera, giovanissima co-fondatrice e Ceo di Forrge e autrice del libro " 2 Billion under 20, how Millenials are breaking down barriers & changing the world", ha raccontato la sua storia, che è la storia della generazione dei Millenial. Una generazione profondamente diversa da noi "boomer". Riguardo ai consumi ci dice che "They don't buy what you do, buy why you do it". Quindi conta la reputazione e la credibilità di chi vende; se story telling dev'essere, che sia vero, credibile e coinvolgente. Ma perché negli Stati Uniti si parla così tanto di Millenial? Un motivo più che valido e che nel 2025 qui il 75% della forza lavoro sarà di Millenial. Una generazione che, a differenza dei genitori, non ha più il mito del posto fisso o di fare poche esperienze lavorative nella propria vita. Il valore più importante per loro è la flessibilità; da qui l'idea di fondare una società che trova forza lavoro on-demand per le aziende di distribuzione (che notoriamente usano tanto part-time, per la precisione il 40%). Molti tratti distintivi di questa generazione me li sono trovati non solo raccontati da una brillante giovane manager come Stacey, ma anche, inaspettatamente, chiacchierando su un taxi. Lontani anni luce dallo stereotipo del Taxi driver interpretato da Robert De Niro, il mio interlocutore era un giovane di colore che dopo un secondo ha scoperto che sono italiano. "I love Italy, I love Milano, bla bla bla. Mi aspettavo il solito copione. Invece il ragazzo mi ha dato uno spaccato molto simile. Da giovane (!) ha fatto il modello per Dolce&Gabbana a Milano, adesso fa il taxista a Manhattan per guadagnare un po' di soldi, ma siccome odia il freddo, nei prossimi giorni andrà in California. Tornerà a Milano perché ama il nostro modo di vivere, di vestire, di mangiare che sono innate in noi e prescindono dai soldi che si hanno. Flessibilità, fare quello che gli piaceva, pensare ai soldi come a un mezzo e non un fine. In fondo ho trovato molto allineati la giovane startupper col giovane taxista. Alla prima ho fatto un grande applauso all'ultima conferenza del NRF 2016, al secondo ho dato una grande mancia. Alla prossima edizione di NRF.

Apre a Roma il Caffè Pasticceria Roscioli

Fratelli-RoscioliAlessandro e Pierluigi Roscioli hanno rilevato la storica Pasticceria Bernasconi e hanno creato la loro personale versione del caffè romano. Dopo un’accurata ristrutturazione apre a Roma in Piazza Benedetto Cairoli, a due passi dalle storiche insegne di famiglia, il Roscioli Caffè, un format che unisce classico e contemporaneo: al mattino propone il caffè e la pasticceria dei classici lievitati romani, a pranzo panini gourmet e il tramezzino, nel pomeriggio tè e infusi e infine, all’ora dell’aperitivo, si possono degustare ostriche, sfizi, salumi e formaggi e piccoli assaggi per accompagnare cocktail, miscelati, vini e Champagne. “La filosofia della nuova pasticceria – spiega Pierluigi Roscioli - sarà quella che da sempre ci contraddistingue: grande attenzione alla materia prima, alle preparazioni, al lavoro in laboratorio e al cliente, sia a livello di narrazione del prodotto che di accoglienza.” “Un numero limitato di posti a sedere nella sala interna, intima ma conviviale, un’offerta variegata di pasticceria tradizionale italiana –precisa Alessandro Roscioli - ma anche ostriche, cocktail e sandwich gourmet con tutta la nostra attenzione alla selezione dei prodotti”.

Roscioli-Caffè-menu1-800x533Il format. Dalla premessa si intuisce che il format è doppio, si declina infatti in due spazi, con tanto di colori e offerte diverse. Entrando ci s’imbatte nella zona giorno di Pierluigi, chiara e solare, definita da un grezzo e materico color sabbia. Qui dalla mattina presto alla sera si degusta la pasticceria prodotta nel laboratorio retrostante, pensata rielaborando la tradizionale “pastarella romana,” da abbinare ad espresso o cappuccino, insieme a qualche novità che non manca mai. La selezione del caffè è un must di questo nuovo format, che si sviluppa a partire da una macchina manuale modificata ad hoc per gestire miscele differenti e quindi diverse pressioni e temperature. Un blocco della macchina del caffè è a pompa napoletana manuale, un secondo blocco è a pompa volumetrica, riunite in un solo corpo. Caffè Roscioli estrae ogni giorno solo Arabica da chicchi macinati al momento. A rotazione, a seconda delle stagioni e delle annate, si degustano caffè selezionati, tostati e miscelati da Gianni Frasi tra Sud America e soprattutto dal Guatemala col suo Caffè delle terre alte di Huehuetenango, una miscela di 3 arabiche africane (Kenya, Ethiopia e un’Arabica segreta) dall’aroma primitivo ed estremo e caffè indiani dalle interessanti note acide. Affascinanti anche le declinazioni di caffè filtro con  selezioni di miscele a tostature diverse, di infusi e tè, nonché di mieli. untitledLa seconda zona del locale invece si tinge di nero e parla di Alessandro Roscioli: un unico tavolo di design, conviviale e centrale, con un servizio diretto, dinamico e più intimo. Intorno all’isola quadrata si sviluppa la preparazione di miscelati tradizionali e non, oltre alla mescita di vini e Champagne, e ci si siede per assaggiare ostriche e sandwich, panini espressi con i pani dell’Antico Forno Roscioli e le farciture selezionate dalla Salumeria di famiglia. Ostriche dalla Normandia, dal bacino Marennes-Oléron, ma anche dall’Irlanda insieme a qualche frutto di mare e crostaceo locale e una carta dei vini che attinge alla ricca cantina Roscioli arricchiscono l’offerta.

Carrefour accelera la crescita dei dipendenti grazie a “2.0 e oltre” di Logotel

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Carrefour si affida ai corsi di formazione Logotel per consolidare la professionalità dei propri addetti, da mettere al servizio di una nuova relazione con il cliente

Carrefour si affida ai corsi di formazione Logotel per accelerare la crescita di competenze dei propri dipendenti. L’obiettivo è di valorizzare, migliorare, consolidare la professionalità dei propri addetti, da mettere al servizio di una nuova relazione con il cliente. I corsi Logotel sono partiti a settembre 2014 e proseguiranno per tutto il 2016 e sono stati inseriti da Carrefour all’interno dei corsi di formazione aziendale.
I corsi avviati da Logotel per Carrefour sono stati denominati “2.0 e oltre”. Si tratta di un percorso di aggiornamento e di trasformazione pensato per coinvolgere sia chi lavora nella sede centrale della catena francese, dal marketing al buyer, sia coloro che lavorano operativamente sul territorio in tutti i punti di vendita dell’insegna. Al momento sono state coinvolte un centinaio di persone. Il loro compito è di acquisire conoscenza e di diffonderla a tutti i livelli aziendali. Si inizia da una prima esperienza in aula per procedere poi con un periodo di accompagnamento digitale, che possa stimolare nuovi comportamenti, la condivisione di esperienze con i propri colleghi, e offrire approfondimenti ed esercitazioni sui temi affrontati.
“Non offriamo il solito corso sulle nuove tecnologie o sui fenomeni emergenti del web 2.0, o una panoramica su quanto sta accadendo nel mercato – spiega Daniele Cerra, Senior Manager e Digital Innovation Officer Logotel e responsabile di “2.0 e oltre” – ma lavoriamo con workshop interattivi affinché le persone di Carrefour acquisiscano le basi per proporre servizi di valore aggiunto per i clienti, favorendo la creazione di idee e progetti che proseguiranno in azienda”.

Walmart chiude 269 store: le valutazioni di Bloomberg

Cosa significa per Walmart la chiusura di oltre 200 punti di vendita, concentrati negli Stati Uniti e per lo più a insegna Walmart Express, che identifica store di minori dimensioni. "Per noi questa operazione rientra nelle scelte di valutare correttamente il nostro portafoglio in modo da costruire un Walmart più forte nel prossimo futuro sfruttando tutte le possibili interazioni dei vari canali, su scala planetaria", specifica Doug Mcmillan, Ceo e presidente di Walmart.

Il Ceo e presidente di Walmart Dough McMillon ha annunciato la chiusura di 269 store, nel 90% dei casi localizzati negli Stati Uniti. L'operazione coinvolge soprattutto la rete dei Walmart Express, i punti di vendita di piccole dimensioni di cui è prevista la chiusura, nel corso dell'anno, di 103 store,cui si aggiungeranno altri 23 Neighborhood Market, l'insegna dedicata alla prossimità. doug-mcmillon-walmart"Oggi più che mai per noi è importante valutare correttamente il nostro portafoglio e fare scelte che ci permettano di costruire un Walmart più forte nel prossimo futuro sfruttando tutte le possibili interazioni dei vari canali, su scala planetaria -chiarisce McMillon-. Il nostro obiettivo è quello di essere i primi a consegnare una shopping experience seamless".

Nel video le valutazioni di alcuni esperti di Bloomberg rispetto a queste decisioni

Confimprese prevede 900 nuove aperture nel 2016

Secondo Confimprese le aperture di nuovi punti di vendita nel 2016 sono in aumento del 18% rispetto al 2015: in tutto 904 i negozi previsti dagli associati. Occhi puntati sul mega centro commerciale di Arese (Mi), in apertura (prevista) per primavera.

Secondo il rapporto Confimprese, il 2016 si prospetta come un anno di crescita per i multiple retailer, soprattutto dal punto di vista degli associati cui fanno capo le catene retail attive con negozi diretti e in franchising in tutte le principali location urbane (centro città) ed extra-urbane (centri commerciali, aeroporti/stazioni ferroviarie).

Le aperture dirette e in franchising sono in aumento del 18% sul 2015: per il 2016 Confimprese stima l'attivazione di 904 negozi per un totale di 4.942 nuovi addetti. L’attenzione dei retailer è puntata sul nuovo Arese Shopping Center, fra i più grandi centri commerciali italiani, la cui inaugurazione, salvo slittamenti, è prevista in primavera, con almeno 250 punti di vendita.

Metà delle nuove aperture nell'abbigliamento

“A crescere nel 2016 – aggiunge Mario Resca, presidente Confimprese – non sono solo i comparti tradizionali come abbigliamento e alimentari/ristorazione, ma anche i settori più specializzati, come ottica, arredamento, prodotti erboristici, oggettistica per la casa. L’abbigliamento, che rappresenta il comparto con più associati (23%), spicca per numero di nuove aperture (454, il 50% del totale), seguito dall’alimentare con 159 nuovi locali: lo street food si conferma tra le nuove tendenze del comparto”.

Figure professionali richieste e tipologie contrattuali

Alcune note preliminari. Di questi oltre 4.900 nuovi addetti previsti il Rapporto Confimprese non specificia il breakdown per tipologia contrattuale. Ma nel commercio in generale (tutto: a partire da quello familiare-tradizionale) il tempo indeterminato full time è rara avis, essendo la flessibilità (e la precarietà, step-child della flessibilità) le due modalità contrattuali dominanti oggi nel retail. In più, nella ristorazione siamo nel regime dei "voucher a go-go".

(By the way, solo a Milano sono stati venduti più di 8 milioni di voucher nel 2014, 18 milioni in Lombardia).

Le figure più richieste sono addetti alla vendita, cassieri, ma anche assistant store manager e store manager nel comparto “abbigliamento, accessori, ottica, entertainment mentre food”, mentre nella ristorazione si cercano cuochi, addetti di sala, alla griglia, camerieri, magazzinieri, cassieri.

Franchisor e franchisee richiedono anche disponibilità a muoversi sul territorio e a lavorare nei turni serali, di domenica e nei festivi soprattutto nei picchi di alta stagionalità.

Per le tipologie contrattuali, il commercio ringrazia il Jobs Act. Il cui contributo alla stabilizzazione del mercato del lavoro è ritenuto, da Confimprese, "significativo", anche se non viene specificato né quante sono le posizioni a tempo indeterminato con la formula delle tutele crescenti né il numero di tirocini convertiti in contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.

Nei negozi ogni 4 persone c’è un’impiegata part-time, e nella ristorazione è frequente (se non dominante) il contratto a chiamata, preferibilmente "voucherato" e utilizzato per lo più nei momenti di maggiore affluenza (week end e periodi festivi).

 Nuovi format per Pianoforte (Yamamay e Carpisa)

Nell’abbigliamento-calzature, Confimprese segnala Yamamay e Carpisa (gruppo Pianoforte Holding), che crescono del 10%, e prevedono oltre 100 aperture fra negozi monomarca e shop in shop con una media di 4/5 persone per punto di vendita. Nel 2016 debutterà un nuovo format, frutto del lavoro congiunto tra Pianoforte Academy e la scuola di moda Saint Martin di Londra. I punti di vendita pilota sono soprattutto negli aeroporti.

Anche per Camomilla il "travel retail" e l’internazionalizzazione giocano un ruolo fondamentale per l’espansione commerciale e il rafforzamento del marchio, che conta di aprire circa una quindicina di punti di vendita. I prossimi saranno negli aeroporti di Milano e nella stazione ferroviaria di Bologna Centrale. Il gruppo punta anche alle location nei centri storici di grandi città come Milano e Roma e sta lavorando per potenziare la presenza in Puglia, in alcuni centri commerciali, come gli Auchan a Taranto e a Mesagne.

...e per Piazza Italia

Piazza Italia apre 40 negozi per un totale di 400 nuove risorse (12 a punto di vendita). Nel 2016 svilupperà un nuovo format nei settori abbigliamento, accessori, calzature e intimo con 5 nuovi IntelliGent Store, di 3.000 mq ciascuno e 24 addetti alla vendita (120 persone totali). Il bacino di utenza sarà di almeno 300.000 abitanti, con target medio/basso e prezzi medi aggressivi (circa il 40% più bassi rispetto al prezzo medio Piazza Italia).

Tally Weijl, multinazionale svizzera del fast fashion, continua la strategia di sviluppo in Italia con l’apertura di 30 negozi monomarca, accelerando rispetto ai 25 negozi del 2015, in location attrattive come Euroma2, Firenze Stazione Santa Maria Novella, Siena, Grosseto, Livorno e Catanzaro. Tally Weijl impiega in media 4-5 persone per negozio. Ha in programma un nuovo concept con l’apertura di un flagship store di 4 piani.

Due nuovi marchi in arrivo per Primadonna che prevede 40 punti di vendita e un totale di 200 nuovi assunti. I due nuovi brand saranno Valerio 1966 (capi d’abbigliamento, calzature e accessori) per un target medio alto, e Centmark, negozio multispecializzato di 500 mq studiati sul modello dei warehouse americani e situati nelle vicinanze di grandi centri commerciali facilmente raggiungibili. I prodotti rientrano nell'abbigliamento, calzature, oggettistica casa e valigeria.

Original Marines aspetta Arese

Nell’abbigliamento bambino Confimprese segnala 5 punti di vendita in arrivo per Original Marines, per lo più nei centri commerciali, a partire da quello previsto in primavera ad Arese. Gli altri apriranno nel Grande Apulia a Foggia, nello shopping centre Ikea a Rocadelle (Bs), ne Le Cotoniere a Salerno e nel centro commerciale Igd previsto, a fine 2016, a Grosseto. In totale le persone assunte saranno 20.

Chiudiamo la contabilità dello sviluppo previsto con Miniconf (8 aperture a marchio Ido e 4 Sarabanda per 48 addetti), Claire’s (100 concessioni in tutta Italia all’interno di Upim e Toys Center con una stima di circa 10-15 merchandiser totali), Del Mare 1911 (1 negozio in Arese Shopping Center), Max Moda (calzature, accessori e valigeria) che inaugurerà un nuovo format, Ritmo Shoes, sempre ad Arese, Bimbo Store (36 aperture, alcune in sinergia con Toys, 15 addetti a punto di vendita), Pittarosso (40 negozi di circa 1.500 mq l'uno e un totale di 150 nuovi assunti) e Bata (10 negozi a marchio Bata con 40 addetti alla vendita in totale e 20 a marchio AW Lab con 80 addetti).

ALIMENTARI E RISTORAZIONE: Kfc punta sul format "drive" e sviluppo "COQ Nice Chicken"

La Piadineria, acquisita nel 2015 dal fondo Taste of Italy, ha festeggiato il traguardo dei 100 punti di vendita. Per il 2016 prevede almeno 10 nuovi negozi con 7 persone ciascuno, per un totale di 70 nuovi posti di lavoro. Prioritario lo sviluppo sul territorio italiano, con focus su shopping center e Factory outlet/Retail park.

Lagardère Travel Retail ha in preventivo una decina di aperture nei tre canali di attività (food&beverage, travel essential e duty free). Assumerà a 150 persone. Quanto ai format aprirà a Mestre il primo locale in franchising di una catena americana di caffe, “chock full o’ nuts”, di proprietà di Segafredo, e lancerà in Italia il format di "travel essential relay" con le prime aperture negli aeroporti di Fiumicino e Bologna.

La catena spagnola 100 Montaditos apre 16 locali e assume 72 addetti.

Per EcorNaturasì sono in arrivo 33 nuovi supermercati, cui si aggiungono 11 trasferimenti e 17 ristrutturazioni e ampliamenti. In media le persone assunte per ogni punti di vendita sono 6/7 per un totale di 226 nuove figure professionali. I nuovi punti vendita saranno di 500 mq, mediamente superiori ai negozi storici.  In alcuni sarà affiancata un’area snack/bar.

Per KFC è prevista la realizzazione di 6 nuovi ristoranti in luoghi di grande attrattiva commerciale orientati al format drive su strade di grande traffico e comunicazione. Ogni nuova apertura genera mediamente 50 posti di lavoro. Per le novità di brand nel 2015 il gruppo ha lanciato il marchio COQ Nice Chicken, che per i prossimi anni sarà sviluppato su strada e nei centri commerciali.

Sempre nel franchising alimentare, Fry Chicken & Chips conta di aprire 14 nuovi locali di street food, soprattutto nei centri commerciali, per un totale di 56 nuovi addetti.

Continua l’espansione in Italia anche per Rossopomodoro (gruppo Sebeto), che aprirà 10 ristoranti, con una media di 16 persone assunte per singolo locale.

Aperture anche per Roadhouse Grill (Gruppo Cremonini): 20 le steakhouse di prossima inaugurazione in molte regioni d’Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio e Sicilia), per un totale di 500 persone assunte, soprattutto giovani. Buone previsioni per Select-Trade, che apre 5 punti vendita a marchio Lindt con 5 addetti ciascuno. L’attenzione è ancora una volta su Arese, i restanti esercizi commerciali, completi anche delle gelaterie, apriranno prevalentemente nei centri città.

La Yogurteria, marchio di proprietà del gruppo italiano Penta, ha programmato 14 locali con 2 addetti ciascuno per un totale di 28 persone che, dopo un periodo di formazione iniziale, saranno assunte a tempo indeterminato.

Sono 25 i punti di vendita che aprirà Yogorino per circa 60 nuovi posti di lavoro (tra le 2/3 persone per locale). Anche nel 2016 verranno inseriti nuovi prodotti all’interno dei punti vendita.

Street food, la tendenza del momento

Il piano industriale di Le Botteghe di Leonardo prevede l’apertura nel 2016 di 4 negozi di cui uno in località primaria e centrale tra Milano, Venezia e Roma, mentre gli altri 3 saranno sulla direttrice Milano-Venezia, Lazio e Campania. Previsto anche  l’avvio del lean franchising con la soluzione mobile (4 Apecar brandizzati) per la ristorazione su strada (street food). L’impatto lavorativo è di circa 15 nuovi posti di lavoro. Per la location dei nuovi negozi la scelta cade sui centri metropolitani o località ad alta attrazione turistica, in zone centrali e di grande passaggio.

Lo street food rappresenta la tendenza del momento: già apprezzato nelle più importanti metropoli di tutto il mondo, è destinato a diventare la nuova moda gastronomica anche nel nostro Paese. A questo proposito Queen’s Chips (patatineria take away) prevede 50 aperture, di cui alcune imminenti a Livorno, Pisa, Crema, Padova, Roma e Frascati. Gli addetti saranno 350 in totale, 7 a punto vendita. Richiesti principalmente addetti al banco.

COSMETICI NATURALI E PRODOTTI ERBORISTICI

L’Erbolario: 20 nuovi negozi con 60 persone in totale. Un punto di vendita aprirà sicuramente in primavera nel nuovo centro commerciale di Arese.

Lavanda di Venzone, azienda friulana con oltre 1.000 articoli (food, ceramiche, prodotti per la casa, saponerie), apre 30 negozi soprattutto nel nord e centro Italia, con 60 figure professionali, soprattutto giovani, che vengono formati direttamente dai manager dell’azienda.

OTTICA, ARREDO CASA, OGGETTISTICA, CULTURA, AUTOMOTIVE

Nau! prosegue lo sviluppo, soprattutto nel Nord, nei centri storici delle città e nei centri commerciali con 20 negozi e un totale di 100 persone impiegate.

Natuzzi continua lo sviluppo partito già nel 2015 del format shop in shop, di cui il gruppo pugliese prevede 20 nuove aperture: corner di 100 mq all’interno di negozi multibrand alto di gamma, che non comportano nuove assunzioni. Quanto a Divani & Divani sono previste 10 aperture con una media di 3 persone ciascuno.

Thun: 50 negozi con 170/180 assunzioni.

Libri: Mondadori Retail, oltre 600 librerie, ha avviato un processo di rinnovamento del format e di ampliamento della rete. Tra le prime aperture 2016, il nuovo bookstore nell’Arese Shopping Center. Al libro, il network di Mondadori Store affianca diverse esperienze di intrattenimento, ampliando l’assortimento con nuovi servizi integrati come Mondadori Café, Mondadori Travel e Book on demand.

IMMOBILIARE

Tecnocasa: nel 2016 160 agenzie in arrivo con 4 agenti ciascuna, per un totale di 240 persone.

Midas dichiara una previsione di 13 aperture per un totale di circa 45/50 posti di lavoro.

 

Walmart Stores: i supermercati Express verso la chiusura

Walmart Stores
Walmart Stores rimodula la propria rete e decide di chiudere 269 strutture, per lo più a insegna Walmart Express, negli Stati Uniti e nel mondo

Walmart Stores comunica l’intenzione di chiudere 269 strutture negli Stati Uniti e nel mondo. La decisione riguarda in modo particolare i format a insegna Walmart Express, ossia superfici di dimensioni ridotte. “Chiudere punti di vendita non è mai una decisione facile da prendere – spiega Doug McMillon, presidente e Ceo di Walmart Stores – ma è una scelta necessaria per mantenere intatta la forza della compagnia e il nostro posizionamento sul mercato per il futuro. Vogliamo crescere ma vogliamo farlo con criterio e in maniera disciplinata”. Soltanto negli Stati Uniti l’azienda distributiva chiuderà 154 superfici mettendo a rischio 10.000 posti di lavoro che però, considerate le nuove aperture, potrebbero essere ricollocati in altri negozi. All’estero il Paese più colpito dai tagli sarà il Brasile dove chiuderanno 60 negozi. Il resto riguarda il sud America. Walmart allo stato attuale gestisce 11.600 punti di vendita in tutto il mondo e 4.500 negli Usa. Gli store destinati alla chiusura rispondono per meno dell’1% del fatturato e della superficie di vendita globali. Chiudono i battenti, dunque, i più piccoli e meno produttivi, per lo più a insegna Walmart Express, l’insegna di prossimità sorta nel 2011, e che pare non si sia rivelata produttiva e in linea con le aspettative.
Di fatto il colosso della grande distribuzione sta affrontando un periodo di profondi cambiamenti rimodulando da un lato la sua offerta e razionalizzando la sua presenza sul territorio con supermercati più rispondenti alle esigenze del consumatore, dall’altro consolidando e rafforzando la vendita on line puntando sempre più insistentemente sul canale e-commerce.

Editoriale: “Dal 2004 è cambiato il mondo, così come il cliente. Solo IDM e GDO non se ne sono accorti (o fingono)” @mgasbarrino

lazzatiNell’interrogarci sui rapporti industria e distribuzione, annoso problema che contraddistingue il settore del largo consumo, non passa inosservato come per molti retailer il ragionamento stia spostandosi dalla marca al prodotto. Se in passato si chiedeva ai produttori di sostenere lo scaffale prima con attività di comunicazione, poi con attività promozionali, oggi possiamo forse dire che, su quel lato, si è chiesto tutto e si è avuto oltre il tutto, anche qualcosa che sarebbe stato meglio non chiedere.

Gdo01-2016_Editoriale_twitLa marca si è piegata, ha fatto quanto richiesto e ha perso valore, non tanto agli occhi del cliente finale, ma a quelli dei buyer della gdo. I distributori non più hanno paura a “fare marca”, non scopiazzano più, aprono boutique ad essa dedicate, giocano di fioretto con il gourmet, con il fresco. Le carte buone le hanno in mano, ma qualcuno ha detto che il tavolo è cambiato … non più poker ma scacchi. Forse è meglio dargli retta.

Italian Food Excellence

dmc

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