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Gdoweekly #171. Arena (VéGé) inaugura L’Arena. Il 2025 di Conad Nord Ovest e di Penny Italia

Il SuperConveniente più grande. Così cresce CNO Conad Nord Ovest. Penny, in Italia ricavi 1,6 mld €. L’Esg in Esselunga. Signorvino (Oniverse) in outlet e centri

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

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Old Wild West si aggiunge alla food court di Waterfront Mall

Old Wild West è al primo piano del Waterfront Mall a Genova. Si sviluppa su una superficie di 332 mq con circa 130 posti a sedere

Un'altra insegna di rilievo nazionale, Old Wild West (Gruppo Cigierre) si aggiunge all'offerta F&B del Waterfront Mall di Genova. Old Wild West rafforza l'offerta food & beverage del Waterfront Mall, servendo non solo i visitatori del centro commerciale, ma anche il pubblico del Palasport, della Marina, delle nuove residenze e degli uffici presenti nell'area. 

Dall’apertura, il 27 marzo, Waterfront ha inaugurato numerose nuove insegne come il supermercato Coop, fortemente caratterizzato dai prodotti locali, McDonald's,  O'Tacos, La Yogurteria, Caffetteria San Giorgio e Hamerica's, format ispirato alla tradizione gastronomica americana, che ha aperto nello spazio accanto a Popeyes.

Nel non-food ricordiamo anche MS King, insegna specializzata nell'abbigliamento sportivo (capi, calzature e accessori per uomo, donna e bambino); Amy Pet che ha anche una come spa felina, spazio toelettatura e una cat room, Marville, OroCash, Homeland, Miniso, I Mitici Parrucchieri, i-Pharma, Naïma.

Il nuovo Old Wild West, gestito da uno staff di una trentina di persone, si sviluppa su una superficie di 332 mq con circa 130 posti a sedere. È al primo piano di questa singolare struttura circolare nella quale la ristorazione non forma un'unica compatta food court ma è diffusa in più poli del mall, in corrispondenza delle quattro porte di accesso. Old Wild West si trova vicino a Tosca, Yoomi, La Piadineria, e davanti a Cioccolatitaliani e C-House. In corrispondenza della Porta del mare, sempre al primo piano,  troviamo Mc Donald's, Popeyes, e Smashie. Nel quadrante opposto (Porta della Città) Alice Pizza e Bottega del Caffè.

Editoriale | Per investire nel futuro bisogna imparare a scegliere

Ogni ricerca che analizza le aspettative dei consumatori verso la gdo arriva, più o meno, alle stesse conclusioni: le persone chiedono punti di vendita più semplici da frequentare, personale preparato e disponibile, assortimenti coerenti con i loro bisogni, promozioni comprensibili, tecnologie utili e non invasive. Chiedono, in sostanza, un’esperienza migliore. Anche le insegne sembrano avere le idee chiare. Le priorità indicate dalla maggior parte dei retailer riguardano il servizio, la formazione delle persone, la personalizzazione dell’offerta, la valorizzazione dei territori e l’uso della tecnologia per migliorare la relazione con il cliente. Il problema è che tra ciò che si vorrebbe fare e ciò che si riesce a fare esiste una variabile che raramente compare nelle ricerche: le risorse. Perché personale più competente significa investire nella formazione; tecnologie più efficaci significano investimenti continui e non interventi una tantum; personalizzazione significa dati, competenze e capacità di analisi. Inoltre, valorizzare il territorio richiede lavoro sull’assortimento e sulle filiere e persino la consegna dell’ultimo miglio, che molti consumatori danno ormai per acquisita, continua a richiedere investimenti significativi. Negli ultimi anni, il retail ha imparato a fare molto con poco, ma forse stiamo entrando in una fase diversa. Una fase in cui non sarà sufficiente aggiungere nuove iniziative, nuovi servizi o nuovi progetti: sarà necessario scegliere. Scegliere quali attività generano davvero valore per il cliente e quali, invece, continuano a sopravvivere per inerzia. Scegliere dove concentrare risorse e attenzione, quali investimenti meritano continuità e quali possono essere ridimensionati. Perché il rischio è quello di voler presidiare tutto: prezzi, promozioni, digitale, sostenibilità, retail media, quick commerce, loyalty, servizi, contenuti. Un elenco che cresce anno dopo anno, mentre i margini non seguono la stessa traiettoria. In fondo, i consumatori hanno aspettative molto concrete e non chiedono necessariamente di più ma chiedono che le cose funzionino meglio ed è questa la sfida dei prossimi anni. Non fare di più, ma fare meglio, con la consapevolezza che ogni investimento richiede continuità e che, la vera innovazione, talvolta, consiste anche nel trovare il coraggio di rinunciare a qualcosa per costruire ciò che conta davvero.

Cristina Lazzati

Editoriale di Gdoweek n.11, 30 giugno 2026

Sviluppo rete in Area 4 dal 19 al 26 giugno 2026

Moderna2020 rafforza la presenza del modello Etè in Campania con un supermercato di 500 mq a Portico di Caserta (Ce)

ETÈ
Via Alessandro Volta
Portico di Caserta (Ce)
500 mq
Moderna2020 (VéGé)

Data di apertura
20 giugno 2026
Format e location
Rispecchia la classica formula dell’insegna con macelleria e gastronomia servite.
Offerta
Classica offerta dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-sab 7.30-20.15; domenica 8-13.
Addetti e casse
Non disponibile.

SuperConveniente (Arena-VéGé): il più grande della Sicilia, locomotiva de L’Arena

L'Arena di Catania è il secondo centro commerciale del Gruppo Arena (VéGé) con locomotiva alimentare SuperConveniente, il più grande della rete con 4.120 mq di area vendita

Secondo centro commerciale di prossimità per il Gruppo Arena (VéGé) che inaugura L'Arena di Catania, a poco più di un anno di distanza dall'apertura di Misterbianco (Ct), definito lo store più performante della regione con un fatturato di 50 milioni. Il gruppo continua a puntare sul suo formato di convenienza per assecondare le esigenze del consumatore moderno in un contesto, come quello siciliano, in cui il discount cresce a doppia cifra (circa il 35% la sua quota di mercato), decisamente più alta rispetto al resto del Paese.

Lo store

  • Si sviluppa su un'area di 4.120 mq (il più grande della Sicilia)
  • Dispone di 14 casse tradizionali e 5 self check out
  • Nel parcheggio sono presenti 1.500 posti auto.

Come già testato a Misterbianco, lo store apre sul bazar, mentre le corsie portano il cliente verso l'area freschi posizionata sul perimetro di fondo e su quello laterale. Ancora una volta è stato allestito lo spazio horeca dedicato ai grandi formati con numerose referenze sia di marca privata che brand industriali nazionali. L'ortofrutta, presente con un assortimento di oltre 300 referenze, apre l'area dei freschi dove è presente anche il corner per il sushi, a libero servizio, fornito direttamente ogni mattina.

La macelleria è a libero servizio, mentre pescheria, gastronomia, pasticceria e panetteria sono presenti sia con banchi serviti che con proposte take away, con un'ampia proposta di piatti pronti di cui sono fornite ricette e abbinamenti con salse e vini.

La cantina si sviluppa attraverso un'esposizione cpn arredi bianchi, particolarmente visibili, suddivisi per vini bianchi, rossi e rosati e in una logica di complementarietà; questo corridoio si completa anche con isole che propongono prodotti per aperitivi o per accompagnare la degustazione del vino. Stessa logica in macelleria dove la carne è legata a corner fuori banco di vini e salse si accompagnamento.

La Comunicazione

La comunicazione interna evidenzia la presenza di alcune categorie e la loro suddivisione in reparto: ne sono un esempio i prodotti nichel free o bio in ortofrutta, e gli articoli Veg Veg negli armadi refrigerati dei latticini. In questo store sono stati inseriti  adesivi sul pavimento che evidenziano la qualità e le offerte disponibili, ma anche monitor interattivi disposti vicino ai banchi dei freschi e freschissimi.

 

Alice Pizza cambia proprietà e va in un fondo Lifestyle

Alice Pizza, la più grande catena italiana di pizza al taglio, passa dal fondo iDeA Taste of Italy a Made in Italy Fund II, insieme a Capdesia Group e ad altri co-investitori

Alice Pizza passa di nuovo di mano: Green Arrow Capital, il principale gruppo indipendente attivo nei private market e negli investimenti alternativi in Italia, e tra i primi in Europa con 8 miliardi di volumi gestiti, ha siglato un accordo vincolante per la cessione del 100% della partecipata Alice Pizza SpA a Made in Italy Fund II insieme  a Capdesia Group e ad altri co-investitori. La cessione avviene attraverso il fondo Taste of Italy che rientra nel perimetro di Green Arrow Capital Alternative Funds SGR in seguito all’acquisizione di DeA Capital Alternative Funds. Per semplificare diciamo che il fondo Taste of Italy detiene indirettamente circa il 70% di Alice Pizza, mentre il restante 30% del capitale è in mano ai soci fondatori Luna, Lorenzo e Domenico Giovannini.

L’operazione, il cui perfezionamento (closing) è previsto entro l'inizio di settembre 2026, è l'apice di un percorso che ha visto il fondo accompagnare, durante il periodo di investimento, la crescita e l’evoluzione di una delle prime cinque catene di ristorazione casual dining in Italia, sostenendone lo sviluppo organizzativo, commerciale con il rafforzamento del brand e l’espansione internazionale.

Alice Pizza e Achille Lauro

Made in Italy Fund II è uno dei fondi di Quadrivio Group & Pambianco: focus, quindi, su lusso, lifestyle e made in Italy, non (almeno storicamente e per ora) sulla ristorazione. E infatti uno dei marchi appartenenti al fondi I di Quadrivio, Dondup (denim jeans) ha come direttore creativo Luca De Marinis, certamente più noto come Achille Lauro, il cantante. Alice Pizza è quindi una novità per questo fondo (il fondo II), e possiamo ipotizzare (al momento non ci sono dichiarazioni al riguardo) una svolta luxury nel riposizionamento di Alice, che speriamo avvenga tenendo presente gli equilibri di pricing che hanno contribuito al successo di questa catena.

 “Alice Pizza è diventato un punto di riferimento per la pizza al taglio in Italia e all’estero con oltre 230 punti vendita -sottolinea Claudio Baitelli, amministratore delegato di Alice Pizza- e il suo successo poggia su un prodotto di alta qualità, un brand riconoscibile, una struttura operation forte e un format replicabile che permette di mantenere ogni giorno la promessa verso i nostri clienti. Il merito è delle persone che in questi anni hanno creduto in questo progetto esprimendo attraverso il proprio lavoro quelli che sono i valori di Alice: affidabilità e autenticità”.

Claudio Baitelli

Fondata a Roma nel 1989, Alice Pizza è oggi la più grande catena italiana di pizza al taglio quadrata, con una rete di 231 punti di vendita, di cui 220 in Italia (Roma e Milano) e 11 all’estero, con presenze in Francia, Hong Kong, Malta, Spagna, e Stati Uniti. Circa il 50% della rete è gestito direttamente mentre il restante 50% in franchising. Nel 2025 Alice Pizza ha registrato un fatturato superiore a 115 milioni di euro, incluse le vendite dei franchisee, e un Ebitda consolidato pari a 12,6 milioni di euro pari a un margine del 20% sui ricavi netti della società.

Il modello di business si basa su un format scalabile e standardizzato sviluppato negli ultimi 40 anni, e che "combina elevata qualità del prodotto, forte riconoscibilità del brand, elevata fidelizzazione dei clienti e rapidità del servizio, il tutto a un prezzo accessibile". A rafforzare  il posizionamento contribuisce l’Accademia di Alice, fondata nel 2013 come scuola di formazione e aggiornamento per i pizzaioli, un centro di ricerca e sviluppo di nuove ricette oltre che lo strumento di trasmissione della cultura e dei valori aziendali.

Durante il periodo di investimento, il fondo Taste of Italy ha affiancato la famiglia fondatrice (Giovannini) e il management team di Alice Pizza nel piano di espansione contribuendo al consolidamento del modello di business e alla crescita del marchio sul mercato domestico e internazionale. Nel nuovo percorso di sviluppo, la società punta a consolidare la propria leadership con l’obiettivo di rafforzare la presenza nei mercati strategici quali Europa, Asia e Stati Uniti.

“Il percorso realizzato da Alice Pizza negli ultimi anni rappresenta un esempio concreto della nostra capacità di creare valore attraverso una strategia di crescita sostenibile, innovazione e sviluppo internazionale, in linea con l’approccio all’investimento di Green Arrow Capital -commenta Stefano Caspani, ad di Taste Of Italy (Green Arrow Capital Alternative Funds SGR)-. Siamo orgogliosi di aver accompagnato con il fondo Taste of Italy l’azienda in questa importante fase di trasformazione e desidero ringraziare la famiglia fondatrice Giovannini, l’amministratore delegato di Alice Pizza, Claudio Baitelli e tutto il management team per la visione condivisa e il grande impegno volto al raggiungimento degli importanti risultati durante il periodo di investimento. Oggi vediamo un futuro brillante per questa Italian Champion che, siamo certi, proseguirà nell’importante percorso di crescita con l’espansione anche su diverse geografie per portare la pizza al taglio in nuovi mercati internazionali, rafforzando ulteriormente la leadership nel mercato italiano”.

Emanuela Pettenò, PwC

Il ruolo di PwC

Green Arrow Capital è stata assistita da Houlihan Lokey in qualità di financial advisor dell’operazione, da PedersoliGattai per gli aspetti legali. PwC ha supportato Alice Pizza e il fondo Idea Taste of Italy fund detenuto da Green Arrow Capital Sgr (ex DeA Capital Sgr) nella cessione a Capdesia e Italian Lifestyle Fund II di Quadrivio & Pambianco, affiancati da altri co-investitori industriali e finanziari. PwC ha svolto attività di vendor due diligence coordinata dalla partner Emanuela Pettenò. L’attività di financial due diligence è stata gestita da Maria Teresa Ceglia (director) e Maria Elena Amantia (manager), con il supporto di Francesco Terenzi (partner), Luca Gaddoni (senior manager) e Francesco Di Carlo (senior associate) per le attività di Data Analytics. La tax due diligence è stata svolta da un team gestito dal partner Francesco Nuzzolo e dal director Pietro Bertolotti. Le attività di HR & Labour due diligence sono state seguite dal partner Marzio Scaglioni e dal direttore Ivan Arrotta.

Signorvino, lo sviluppo incontra anche location storiche

Signorvino punta a raggiungere i 50 punti di vendita entro la fine del 2026. Prossime aperture a Udine (Caffè Contarena) e a Vicenza nello storico Caffè Garibaldi

Signorvino, 43 punti vendita in Italia e due all’estero (Parigi e Praga), fondata nel 2012 da Sandro Veronesi, patron di Gruppo Oniverse, orienta i suoi obiettivi di sviluppo su location di rilevanza storica, nelle zone centrali delle principali città italiane, in linea con la sua strategia di riportare il vino italiano al centro della vita cittadina. Le aperture a Udine e Vicenza sono un chiaro esempio di questa strategia. A Vicenza apre nello storico Caffè Garibaldi e rafforza la presenza di Signorvino in città.

"La nostra crescita segue il modo in cui le persone si avvicinano al vino - commenta Federico Veronesi, amministratore delegato di Signorvino-. Oggi chi beve vuole capire di più, conoscere il produttore, vivere un'esperienza più che fare un semplice acquisto. Aprire in spazi centrali e riconoscibili come quelli scelti per il 2026 risponde esattamente a questo: riportare il vino al centro della socialità urbana e renderlo accessibile, anche alle generazioni più giovani, senza banalizzarlo".

Signorvino punta a raggiungere i 50 punti di vendita entro la fine del 2026. Le prossime aperture, quelle fra luglio e agosto, sono a Udine (Caffè Contarena), a Vicenza nello storico Caffè Garibaldi, a Marcianise (Reggia Designer Outlet) e a Milano CityLife, questi ultimi due nella formula dell'enoteca con cucina. In programma anche i locali a Napoli centro (Galleria Navarra), Erbusco e PadovaMilano CityLife porta a otto i locali Signorvino nell'area milanese. Tra le novità anche un locale in centro a Napoli, nella Galleria Navarra. Entro l'inizio del 2027 è previsto il raddoppio della presenza a Praga.

Caffè storico italiano

L'apertura del Caffè Contarena, locale storico nel cuore di Udine, conferma una strategia che il brand segue da tempo: essere nelle piazze più rilevanti d'Italia con spazi di valore architettonico e storico. Caffè Contarena non è il primo locale di rilevanza storica nel circuito Signorvino, ma è sicuramente tra i più significativi. Progettato nel 1888, si trova al piano terra di Palazzo D'Aronco ed è inserito nel circuito dei caffè storici italiani: un salotto della Belle Époque sottoposto a vincolo del Ministero dei beni culturali per il suo interesse storico. Signorvino ha condotto un restauro di tipo conservativo, mantenendo gli ornamenti originali: fregi, specchi e mosaici. La gestione di aperture di questa complessità, con interventi di restauro su immobili vincolati, è parte integrante della capacità operativa che il brand ha sviluppato negli anni.

Luca Pizzighella (a sin.) e Federico Veronesi

"Portare a Udine il nostro modello di ospitalità e di cultura enogastronomica in uno spazio di questo valore è per noi un risultato importante -commenta Luca Pizzighella, general manager di Signorvino-. Lavoriamo per valorizzare il patrimonio enologico e culturale del Paese, e una struttura come questa ne è un esempio. L'obiettivo è offrire un'esperienza che unisce vino, cucina italiana di qualità e un contesto centrale e riconoscibile, com'è da sempre nello stile del brand".

Il vino al centro della vita urbana

In linea con la strategia di Signorvino (promuovere l'eno-conoscenza in modo più leggero, ma non banale) si sintonizza la programmazione di eventi e degustazioni. I locali funzionano come centri di divulgazione enogastronomica, con un calendario che spazia dalle Cene con degustazione, in cui i produttori raccontano le proprie etichette in abbinamento a piatti dedicati, agli eventi lifestyle (showcooking, aperitivi con DJ set) pensati per un pubblico ampio, inclusa la Gen Z, che spesso sceglie il momento dell'aperitivo per avvicinarsi a nuove categorie.

Norwegian Seafood Council e Bar Atlantic rinnovano l’intesa per il 2026

Rinnovata per il 2026 la collaborazione tra l’ente norvegese e la catena di ristorazione del gruppo Esselunga

L'ente per la promozione dei prodotti ittici norvegesi e i Bar Atlantic del gruppo Esselunga, presenti in oltre 100 supermercati in tutta Italia, rinnovano la loro collaborazione anche per il 2026. Da aprile e fino al prossimo autunno, i Bar Atlantic proporranno piatti a base di salmone norvegese, spaziando dai sapori tradizionali ad abbinamenti freschi e contemporanei.
La collaborazione nasce dall’incontro tra due realtà che condividono gli stessi valori: attenzione alla qualità, sicurezza alimentare e sostenibilità. In questo contesto, il marchio Seafood from Norway si conferma uno strumento fondamentale per aiutare i clienti a identificare e scegliere l'origine norvegese al momento del consumo.

Siamo molto soddisfatti di proseguire questa collaborazione con Bar Atlantic, una realtà che dimostra grande attenzione verso la qualità dell’offerta e l’esperienza del cliente -ha commentato Tom-Jørgen Gangsø, direttore Italia del Norwegian Seafood Council-. Il rinnovo della partnership conferma una visione condivisa: valorizzare un ingrediente d’eccellenza come il salmone norvegese attraverso proposte gustose, accessibili e in linea con le nuove sensibilità dei consumatori, sempre più attenti all’origine e alla sostenibilità”.

Il menu 2026: tradizione e influenze internazionali

Anche quest'anno, la proposta gastronomica pensata per la partnership esalta la versatilità del salmone con ricette adatte a ogni preferenza attraverso i classici (Salmone norvegese con gratin e contorno, per chi predilige i sapori tradizionali) e le proposte fresche ed esotiche come il Salmone norvegese delicatamente affumicato accompagnato da salsa tzatziki e cetrioli, oppure un'insalata ispirata alla cucina thailandese. A queste si somma anche un'opzione bilanciata con Fiocchi di salmone norvegese abbinati ad arancia e finocchi. Si tratta di un menu sviluppato per intercettare i nuovi trend di consumo in Italia. Come evidenziato dalle ricerche presentate al Seafood Seminar 2026 del Norwegian Seafood Council, il consumo fuori casa è, infatti, in continua evoluzione: gli italiani cercano un'esperienza di qualità, privilegiando piatti equilibrati capaci di valorizzare la materia prima.

Il salmone norvegese continua a essere amato dagli italiani grazie alla sua capacità di adattarsi a diverse occasioni di consumo -conclude Tom-Jørgen Gangsø-. Collaborazioni come questa sono fondamentali per avvicinare il pubblico alla cultura del seafood norvegese e per raccontare il valore e la trasparenza della filiera che c’è dietro ai nostri prodotti”.

B2Cheese 2026: la fiera del lattiero-caseario accelera su export e gdo

Il comparto lattiero-caseario italiano fattura 28,5 miliardi di euro. Con il record dell'export e la forza dei formaggi Dop, B2Cheese 2026 (23 e 24 settembre, Fiera di Bergamo) si conferma l'hub strategico per connettere produzione d'eccellenza, mercati internazionali e buyer della gdo

Lo scenario macroeconomico globale si muove oggi su un doppio binario, sospeso tra persistenti elementi di incertezza e fiducia nelle prospettive di crescita del business. Secondo i dati della recente Global CEO Survey di PwC, i vertici aziendali globali e italiani continuano a monitorare con attenzione minacce complesse come la volatilità dei mercati, la pressione inflazionistica, i rischi informatici e la rapidità dell'evoluzione tecnologica.

Ciononostante, emerge ottimismo: il 62% dei ceo italiani prevede una crescita economica nei prossimi 12 mesi e il 35% si dichiara fiducioso sull'aumento del proprio fatturato a breve termine, una quota che sale al 53% su un orizzonte a tre anni.

In questo contesto il settore lattiero-caseario italiano si conferma un pilastro fondamentale dell'agroalimentare e del made in Italy. Per rispondere in modo coordinato alle sfide del mercato e capitalizzare l'ottimismo dei manager, la filiera necessita di piattaforme professionali capaci di connettere la produzione d'eccellenza, le istituzioni e i canali della distribuzione moderna.

È in questa cornice strategica che si inserisce la quarta edizione di B2Cheese, la fiera internazionale B2B del settore lattiero-caseario in programma il 23 e 24 settembre alla Fiera di Bergamo, presentata ufficialmente il 22 giugno presso la Torre PwC a Milano.

La manifestazione si propone come un hub commerciale reale per fare sistema e spingere l'internazionalizzazione della filiera, offrendo ai buyer della grande distribuzione uno strumento per presidiare un comparto ad altissimo valore aggiunto.

Quanto vale il settore lattiero-caseario italiano

L'industria lattiero-casearia italiana è una risorsa strategica dal forte valore economico ed occupazionale. Nel 2025 il comparto ha generato circa 28,5 miliardi di euro di fatturato, posizionandosi al terzo posto nell'intera industria alimentare nazionale, a cui contribuisce per l'11% del valore totale. A determinare questa solidità è soprattutto la straordinaria performance sui mercati esteri.

Il formaggio italiano ha infatti raggiunto nel 2025 il valore di 6,7 miliardi di euro di export complessivo, mettendo a segno una crescita del 4,6% rispetto all'anno precedente, risultando l'elemento decisivo per garantire alla bilancia commerciale del settore un saldo attivo di circa +1 miliardo di euro.

A livello continentale, la produzione di formaggio da latte vaccino nell'Unione Europea ha raggiunto i 10,1 milioni di tonnellate, registrando un incremento del 9,8% nel periodo recente. In questa geografia produttiva, l'Italia detiene una quota del 12% dei volumi europei (pari a 1,22 milioni di tonnellate), posizionandosi stabilmente alle spalle di Germania (2,55 milioni) e Francia (1,80 milioni).

Per quanto riguarda le destinazioni delle nostre merci, l'Europa si conferma il mercato di riferimento principale, assorbendo il 73% dell'export nazionale, con la Francia che guida i flussi e cresce del 21% anno su anno. Al di fuori dei confini comunitari, spiccano il consolidamento del mercato americano (USA al 10% del totale, +11% su base annua), il Regno Unito (7% del totale, +22%) e le importanti progressioni registrate nei mercati emergenti del Medio Oriente, dove gli Emirati Arabi Uniti segnano un incremento del 40%.

Il peso delle Dop e la centralità della Lombardia

Il successo del modello italiano risiede in larga parte nella valorizzazione delle produzioni certificate e protette, che rappresentano un fattore di fortissima attrazione sia per i consumatori interni sia per i mercati globali.

Il segmento dei 59 formaggi a denominazione DOP italiani esprime un valore alla produzione che sfiora i 6 miliardi di euro. Nel 2025 la produzione certificata ha raggiunto le 632mila tonnellate, crescendo del 3,8% rispetto al 2024. Il mercato appare fortemente concentrato: il 74% dei volumi complessivi di formaggi DOP fa capo alle prime tre grandi eccellenze nazionali, ovvero Grana Padano (37%), Parmigiano Reggiano (27%) e Gorgonzola (10%).

La scelta della Fiera di Bergamo come sede di B2Cheese risponde a una logica di profonda coerenza territoriale. La Lombardia è infatti il vero motore produttivo del lattiero-caseario italiano: da sola realizza il 46,5% del latte nazionale e trasforma oltre la metà della propria materia prima in formaggi DOP, generando un valore economico superiore ai 2 miliardi di euro lungo una filiera integrata ed etica.

Bergamo, riconosciuta città creativa Unesco per la gastronomia e fulcro delle cosiddette Cheese Valleys, rappresenta il punto di sintesi ideale tra una tradizione millenaria e la necessità di proiettare l'identità dei territori verso una dimensione globale.

Il format di B2Cheese 2026 tra internazionalizzazione e mercati esteri

Per rispondere a mercati internazionali sempre più complessi e volatili, B2Cheese 2026 ha scelto di rafforzare ulteriormente il proprio format verticale e specializzato. La manifestazione si sviluppa su una superficie di 9.000 metri quadrati, ottimizzando tempi e spazi all'interno di due sole giornate dedicate esclusivamente agli operatori professionali.

L'asse strategico della nuova edizione è il potenziamento del programma di incoming buyer, sviluppato in stretta collaborazione con Ice Agenzia e supportato dall'attività dell'ambassador Michaël Belissa, maître artisan fromager. L'obiettivo è favorire l'incontro mirato e diretto tra le aziende espositrici e i manager dei principali mercati esteri target per il comparto.

Le novità di B2Cheese 2026 per i buyer della gdo e i decision-maker

Accanto alla platea internazionale, la fiera conferma la centralità del canale della distribuzione moderna e organizzata nazionale. B2Cheese punta a coinvolgere attivamente l'intero network dei decision-maker della GDO: buyer di catene di supermercati, responsabili acquisti di gruppi distributivi, operatori del cash and carry, discount, grossisti e professionisti del catering commerciale.

Per la GDO, l'evento orobico costituisce un'opportunità unica per valutare la varietà merceologica e l'innovazione di prodotto direttamente a contatto con i produttori.

Tra le principali novità del 2026 spicca il progetto World Cheese Capital, che accompagnerà la fiera portando a Bergamo autorevoli professionisti globali – come cheese monger, maître fromager e affinatori – espandendo il dibattito tecnico oltre la pura dimensione espositiva attraverso masterclass professionali dedicate.

Strumenti e sinergie per la competitività della filiera

Il consolidamento e l'apertura internazionale di un comparto così rilevante richiedono anche un adeguato supporto in termini di infrastrutture finanziarie e di credito. In questa direzione si muove la partnership con BCC Milano (Gruppo BCC Iccrea), presente a sostegno della manifestazione per affiancare le imprese agricole e di trasformazione nei percorsi di innovazione, transizione tecnologica e sostenibilità. Sostenere le dinamiche economiche locali significa preservare il patrimonio imprenditoriale e culturale unico delle valli, traducendolo in un fattore di competitività globale.

Per i manager e i buyer della Gdo, B2Cheese 2026 si profila come un appuntamento irrinunciabile per governare le tendenze di una categoria merceologica alto-rotante e strategica per i margini del punto vendita.

La capacità della manifestazione di riunire attorno allo stesso tavolo produzione, finanza, istituzioni e distribuzione rappresenta la risposta corretta per trasformare la qualità d'eccellenza del formaggio italiano in relazioni commerciali concrete, stabili e di lungo periodo.

Metro Italia: lo store di Cagliari celebra 30 anni di attività

Tre decenni di attività per lo store Metro di Elmas (Ca), il terzo nella regione, che fu inaugurato il 19 giugno del 1996

Un traguardo che unisce sviluppo economico e valorizzazione del territorio. Metro Italia celebra il trentesimo anniversario dello storico punto di vendita di Elmas (Cagliari), inaugurato il 19 giugno 1996 e diventato nel tempo un pilastro per i professionisti della ristorazione sarda. Un impegno che oggi si traduce in una solida realtà occupazionale, con 120 collaboratori assunti a tempo indeterminato nel solo store cagliaritano.

"Essere presenti stabilmente da trent’anni in Sardegna significa aver scritto una storia di successo -ha commentato Stefano Oggiano, territory manager di Metro Cagliari-. La nostra offerta multicanale ha sostenuto un settore fondamentale per l’identità e la prosperità dell’isola. Valorizzare il patrimonio gastronomico sardo significa promuoverne l'unicità e sostenere concretamente chi, con passione, ne racconta l'autenticità ogni giorno".

Il legame con il territorio

La Sardegna riveste un ruolo centrale nelle strategie di Metro: con tre punti di vendita attivi (Cagliari, Sassari e lo store di Olbia, inaugurato lo scorso anno), l'isola è la regione del Centro-Sud con la maggior densità di store dopo il Lazio. Il legame con il territorio è filiera corta: su circa 7.000 prodotti locali presenti nell'assortimento nazionale di Metro Italia, ben 800 sono di origine sarda, frutto della sinergia con oltre 100 piccole e medie imprese locali.

Esselunga: a Milano un nuovo supermercato di medie dimensioni

Un modello che si posiziona tra la prossimità dei punti vendita laEsse e l'ampia offerta dei superstore Esselunga, presentandosi come una soluzione di medie dimensioni.

Nuovo punto di vendita Esselunga nel capoluogo lombardo, in piazzale Piola, in una delle aree più rinomate del quartiere Città Studi, caratterizzata da un vivace contesto universitario, con una posizione strategica tra viale Romagna, viale Gran Sasso e via Pacini.

Lo store

  • Si sviluppa su 700 mq
  • Impiega 39 persone tra il supermercato e il Bar Atlantic
  • Il Bar Atlantic comprende 18 posti a sedere al piano terra e una sala da 64 posti al piano superiore.

Lo store si trova all’interno di un edificio realizzato nel 1956, su progetto dell’architetto e ingegnere Elio Frisia, significativo esempio di architettura urbana del dopoguerra. La struttura si distingue per le originali travi Vierendeel, che sorreggono i piani residenziali superiori permettendo di mantenere ampi spazi liberi al piano terra. È qui che, dopo la chiusura nel 2007 dello storico cinema Splendor, apre oggi il supermercato Esselunga, un tassello fondamentale per la rivitalizzazione del quartiere. L'area freschi, come da consuetudine, rappresentano il cuore dell'offerta con i reparti assisiti, tradizionalmente sul perimetro, di gastronomia e panetteria, con la pasticceria Elisenda, oltre ai reparti latticini e salumi, frutta e verdura anche sfusi, pesce e carne. Presente anche l'enoteca con ambientazione distintiva per caratterizzare gli ambienti.

I servizi

Il Bar Atlantic, posizionato sul fronte d’ingresso del negozio, dispone di servizio di caffetteria, panineria e una selezione di piatti caldi per il pranzo e aperitivi. Lo spazio è inoltre dotato di servizio digitale tramite chioschi per gli ordini e videowall per la comunicazione. Sono attivi il servizio locker per il ritiro della spesa e il servizio di consegna a domicilio.

Mova accelera sul mercato italiano: omnicanalità strategica e posizionamento premium

Dallo sbarco nelle catene della gdo specializzata alle soluzioni per il fai-da-te, fino al direct-to-consumer: l’analisi dei canali distributivi e della strategia del brand Mova

Nel panorama della smart home e dell'elettrodomestico intelligente, il mercato italiano si
conferma uno dei banchi di prova più complessi e, al tempo stesso, ricchi di opportunità per i brand emergenti. Ne è un chiaro esempio Mova, marchio nato nel 2024 con sede principale a Suzhou, in Cina che opera come sub brand di Dreame Technology. Mova è specializzato in soluzioni smart integrate con intelligenza artificiale e sta pianificando una strategia di penetrazione commerciale altamente strutturata, unendo una solida presenza sul territorio con un posizionamento premium su una gamma di articoli che vanno dagli aspirapolveri intelligenti, ai phon passando per tagliaerba e robot pulisci piscine. Senza dimenticare il trend del momento rappresentato dal pet care con lettiere smart o dispenser di croccantini.

L'obiettivo dichiarato della filiale europea è chiaro: andare oltre la semplice visibilità di prodotto per costruire una credibilità di lungo periodo a supporto del canale distributivo. Mova ha per esempio scelto come brand ambassador Luka Modric, campione di calcio croato nell'ultima stagione al Milan dopo una carriera al Real Madrid, che in occasione del lancio della nuova gamma di prodotti Mova è stato ospite del Poretcast, il podcast condotto da Giacomo Poretti nella puntata disponibile su Youtube a questo indirizzo.

La centralità del retail fisico: focus sulla gdo specializzata

Sebbene le abitudini d'acquisto stiano evolvendo verso il digitale, l’Italia rimane un mercato
profondamente ancorato all’esperienza di acquisto nel negozio fisico. Per i prodotti ad alto contenuto tecnologico e con un prezzo al pubblico posizionato nella fascia premium, il consumatore italiano esprime ancora un forte bisogno di toccare con mano il prodotto, valutarne le finiture e interagire fisicamente con il brand prima di finalizzare l'atto d'acquisto.

Mova sì è dunque affidata ai canali digitali, ma ha anche investito nel retail fisico attraverso una partnership strategica. L’azienda opera infatti sul territorio nazionale attraverso un distributore esclusivo per l’Italia, una mossa che ha permesso un ingresso rapido e capillare nelle principali insegne della grande distribuzione organizzata specializzata ed elettronica di consumo. I prodotti Mova sono oggi capillarmente distribuiti nei punti di vendita di MediaWorld, Unieuro, Euronics, Expert e Trony. Questa presenza a scaffale rappresenta un pilastro fondamentale per la costruzione della brand awareness e della fiducia nel marchio, offrendo ai partner della distribuzione un catalogo ad alto valore aggiunto capace di attrarre consumatori altospendenti.

L'equilibrio digitale: D2C e marketplace

A completamento di una strategia rigorosamente omnicanale, Mova presidia l’universo digitale attraverso un doppio binario che non entra in conflitto con il retail tradizionale, ma ne completa la portata. Sul fronte dei marketplace puri, il brand è presente in modo strutturato su Amazon, una piattaforma considerata cruciale per intercettare la domanda digitale, ampliare la base clienti e raccogliere preziosi feedback in tempo reale sul gradimento dei prodotti.

Allo stesso tempo, Mova ha attivato la propria piattaforma Direct-to-Consumer (D2C)
sul sito it.mova-tech.com. L'elemento differenziante e abilitante di questa strategia digitale è la presenza di una rete logistica locale dedicata sul territorio italiano. Disporre di un asset logistico interno all'Italia consente a Mova di garantire un’evasione degli ordini estremamente efficiente, tempi di consegna ridotti e una gestione fluida della catena di fornitura, ottimizzando l'esperienza d'acquisto complessiva e rafforzando l'efficienza dei servizi di assistenza post-vendita.

Consumer education: la strategia per il giardino e l'energia

L’approccio commerciale di Mova è diverso a seconda delle categorie merceologiche, applicando logiche di canale differenziate. Se l'assistenza domestica e il floorcare trovano la loro naturale collocazione nella gdo specializzata, i segmenti emergenti o a maggiore complessità installativa richiedono presidi alternativi. È il caso dei robot tagliaerba e dei sistemi di accumulo energetico da balcone (che devono ancora arrivare in Italia), due categorie in forte espansione ma che necessitano di un elevato livello di consulenza in fase di vendita.

Per i robot tagliaerba, Mova ha scelto di presidiare le principali catene del fai-da-te presenti in Italia. In questo contesto, il punto di vendita non è un semplice spazio espositivo, ma un hub consulenziale dove il personale qualificato può guidare l’utente nella scelta, illustrando i vantaggi della delimitazione virtuale degli spazi e della gestione tramite app. Parallelamente, per i sistemi di accumulo energetico da balcone -categoria che tocca i temi sensibili della transizione energetica e del risparmio in bolletta- il canale specializzato diventa l'anello di congiunzione fondamentale per fare "education" verso il consumatore. In questi comparti, la fiducia e la spiegazione tecnica sono i veri abilitatori del mercato, e Mova punta sui retailer specializzati per accelerare il time-to-market e garantire un'esperienza soddisfacente pre e post-vendita.

Innovazione di prodotto come leva di valore: il Mova V70 Ultra Complete

Dal punto di vista dell'offerta, la strategia di Mova mira a incrementare il valore medio delle vendite nel comparto del floorcare. Ne è un esempio il nuovo robot aspirapolvere di punta: il Mova V70 Ultra Complete, lanciato sul mercato al prezzo al pubblico consigliato di 1.399 euro. Il posizionamento in una fascia chiaramente premium è giustificato dall'introduzione di risposte concrete a limiti storici del settore.

Il dispositivo implementa il sistema MaxiReachX, che combina un'estensione del mocio lavapavimenti di 16 cm (misura record per il comparto) con una spazzola laterale estensibile di 12 cm, risolvendo definitivamente il problema della pulizia di spigoli, angoli e bordi. Ulteriori elementi di forte attrattiva per il consumatore finale – e quindi di forte argomentazione per i venditori in store – sono il sistema EcoCyclone, che elimina l'utilizzo dei sacchetti usa e getta grazie a un contenitore lavabile con 100 giorni di autonomia, la tecnologia StepMaster 2.0 per il superamento di ostacoli e gradini fino a 9 cm, e una potenza di aspirazione che tocca i 40.000 Pa, supportata da una stazione all-in-one con asciugatura ad aria calda a 70 °C.

Sviluppo rete in Area 3 dal 19 al 26 giugno 2026

Si consolida la presenza del format CraiGo! in Sardegna con uno store di 99 mq a Porto Cervo (Ot) e un'offerta orientata al drink e food to go

CRAIGO!
Strada provinciale 49
Porto Cervo (Ot)
99 mq
Crai

Data di apertura
18 giugno 2026
Format e location
Lo spazio è stato concepito come un vero e proprio hub pensato per la vita dinamica e le esigenze specifiche di una località d'eccellenza. Si trova in prossimità della Stazione di Servizio Eni.
Offerta
L’offerta spazia dai prodotti freschi alle soluzioni Food & Drink to Go, ideali per chi cerca un pasto veloce o uno snack.
Servizi
Orario: lun-dom 7-22.
Addetti e casse
Non disponibile.

Esselunga: piano di sostenibilità 2026-2030

Con il piano 2026-2030 Esselunga sposta il focus su filiera, persone, spreco e obiettivi misurabili, ricomponendo i temi del passato

Il nuovo Piano di Sostenibilità 2026-2030 di Esselunga segna un passaggio di fase: meno racconto per aree separate e più integrazione della sostenibilità nella gestione quotidiana dell’impresa, lungo tutta la catena del valore. Il nuovo claim Ogni scelta conta sintetizza questa impostazione: la sostenibilità non viene presentata come un capitolo laterale, ma come il risultato di una serie di decisioni operative che coinvolgono azienda, collaboratori, fornitori, clienti e comunità.

Gerarchia per temi e misurabilità per obiettivi

Rispetto al piano precedente Abbiamo a cuore il futuro” 2020-2025, cambia la gerarchia dei temi. Il nuovo piano si articola attorno a tre pilastri: sostenere le persone e le comunità, sviluppare le filiere e i prodotti, salvaguardare il clima e le risorse. Alcune aree restano centrali ma vengono ricollocate: la biodiversità, per esempio, viene ricondotta alla tutela ambientale e alla valorizzazione dei territori. Allo stesso modo, comunicazione trasparente, innovazione ed eccellenza sono più integrate nel presidio della qualità, della sicurezza alimentare e dell’offerta.
Il cambio di passo più evidente riguarda la misurabilità degli obiettivi. Entro il 2030 Esselunga punta a ridurre del 30% lo spreco alimentare, a valutare con criteri ESG oltre il 90% dei fornitori ad alto impatto, a donare più di 20 milioni di pasti e ad aumentare del 10% le referenze donabili. Il tema dello spreco diventa una leva trasversale:

  • ambientale, perché riduce l’impatto delle eccedenze;
  • sociale, perché alimenta le donazioni;
  • gestionale, perché richiede sistemi di misurazione, prevenzione e recupero più strutturati.

Persone, uno dei fronti principali

Il 94% dei collaboratori è assunto con contratto a tempo indeterminato e, dal 2018, sono state erogate circa 4 milioni di ore di formazione, di cui oltre 536.000 nel solo 2025. Nel nuovo piano, il perimetro si amplia: alla formazione si affiancano in modo più esplicito salute e sicurezza, welfare, supporto psicologico, mentoring, sviluppo di carriera, coinvolgimento e inclusione. Il riferimento non è più solo alla crescita professionale, ma alla costruzione di un ambiente di lavoro più stabile, sicuro e rappresentativo, con attenzione a genere, età, background culturale, diverse abilità, fragilità e vittime di violenza.

Legame con la comunità

Questo rapporto viene confermato attraverso scuola, sport, cultura, ricerca scientifica e recupero delle eccedenze. Il programma Amici di Scuola e dello Sport ha superato i 169 milioni di euro donati dal 2015 e ha coinvolto più di 250.000 studenti e insegnanti in incontri educativi. Nel 2025, inoltre, Esselunga e i propri clienti hanno devoluto oltre 1,7 milioni di euro a Fondazione AIRC per la ricerca oncologica pediatrica, mentre proseguono le collaborazioni con istituzioni culturali come il Teatro alla Scala di Milano e il Salone Internazionale del Libro di Torino.

Antispreco, uno dei cardini del piano

Nel 2025 Esselunga ha donato oltre 3,7 milioni di pasti, pari a più di 1.800 tonnellate di cibo, grazie alla collaborazione con Fondazione Banco Alimentare e numerose organizzazioni del territorio. A questo si aggiunge la partnership con Too Good To Go, che dal 2021 ha permesso di recuperare 125.000 pasti. Il nuovo obiettivo dei 20 milioni di pasti donati entro il 2030 rende questa linea di intervento una delle più misurabili del piano.

Il fronte ambientale

Esselunga punta su efficientamento energetico, fotovoltaico, packaging e circolarità. Nel 2025 sono stati investiti oltre 11 milioni di euro in interventi di efficientamento energetico e gli impianti fotovoltaici hanno raggiunto quota 87 installazioni. Il 92% del peso delle confezioni dei prodotti a marchio è realizzato in materiali riciclati, riciclabili o compostabili. Il coinvolgimento dei clienti passa anche da modelli di raccolta e recupero: oltre 12,4 milioni di bottiglie in Pet, più di 118.000 chilogrammi di capsule di caffè esauste e oltre 76.000 chilogrammi di oli vegetali usati raccolti nel 2025.

Il rapporto con i fornitori

La filiera rimane un baricentro. Esselunga sottolinea la propria mission di food company con centri di produzione e lavorazione propri e una forte valorizzazione del Made in Italy: circa l’88% dei prodotti a marchio è realizzato in Italia. Nel 2025 sono stati analizzati oltre 73.000 campioni e l’azienda ha sviluppato o rinnovato oltre 2.700 prodotti a marchio negli ultimi anni, anche con nuove linee in risposta all’evoluzione delle abitudini alimentari, come quella 100% vegetale.
La sostenibilità entra sempre più nella relazione con i fornitori. La valutazione ESG di oltre il 90% dei fornitori ad alto impatto entro il 2030 segnala la volontà di spostare il presidio oltre i confini aziendali, includendo diritti umani, condizioni di lavoro, impatti ambientali, governance, tracciabilità e trasparenza.

 

Lidl lancia Pop Up Sushi: la novità on the go

Una versione ready to eat per il consumo on the go. Lidl introduce nel suo assortimento Pop Up Sushi in due varianti

Il sushi cambia forma e diventa a portata di mano. Negli oltre 800 punti di vendita Lidl Italia debutta Pop Up Sushi, una novità assoluta pensata per rivoluzionare il consumo del piatto giapponese più amato in modalità on-the-go. L'innovazione sta tutta nel formato: un  packaging cilindrico che permette di spingere i pezzi verso l'alto e gustarli uno dopo l'altro con la massima praticità, senza bisogno di bacchette o vassoi scomodi. Una soluzione "pop", ideale per una pausa pranzo veloce in ufficio o per un aperitivo all'aperto. Con questo lancio, Lidl Italia conferma la sua forte spinta verso l'innovazione di prodotto e l'intercettazione dei nuovi trend di consumo legati al ready-to-eat.

Disponibile direttamente nel reparto banco pesce, il prodotto viene lanciato in due ricette classiche e trasversali: Futomaki Roll al salmone per gli amanti del gusto tradizionale e California Roll alle verdure, un'alternativa più leggera e fresca. Ogni confezione (dal peso di 145 o 155 grammi a seconda della variante scelta) verrà proposta al prezzo di 4,99 euro, in linea con la filosofia della catena che punta a rendere accessibili le ultime tendenze gastronomiche.

Penny Italia: fatturato del 2025 in crescita a 1,68 miliardi

Penny Rewe
Con un risultato di 1,68 miliardi di euro, Penny Italia archivia un 2025 in crescita del 2,4%: centrale la pl
Arnd Riehl, ceo Penny Italia

Penny Italia (Rewe), retailer tedesco con una rete di circa 460 punti di vendita nel nostro Paese e una quota di mercato prossima al 6% nel canale discount, ha chiuso il 2025 con un fatturato a 1,68 miliardi di euro, in crescita del 2,44% rispetto a 1,64 miliardi di euro del 2024. Uno sviluppo sostenuto da nuove aperture, interventi di modernizzazione della rete e dal miglioramento dell’efficienza operativa, comunica il retailer.

Nuove aperture, appunto: i dati sono calcolati includendo il fatturato generato anche dai 15 nuovi negozi aperti nel 2025, 15.

“La fiducia del gruppo -comunica il ceo Penny Italia, Arnd Riehl- si traduce in investimenti per crescere e rispondere sempre meglio alle esigenze dei nostri clienti e delle nostre persone”.

La rete di Penny Italia: 30 nuove aperture entro il 2028

Nel piano industriale è previsto uno sviluppo selettivo e sostenibile della rete. 15 nuove aperture sono già programmate nell’anno in corso, in linea con il 2025, con circa 30 ulteriori aperture nel biennio 2027–2028. Il tutto mentre si articola anche un programma di ristrutturazione che interesserà circa 70 store esistenti.

Il piano è supportato da investimenti per 72 milioni di euro nel 2026 e di circa 200 milioni complessivi entro il 2028. In questa cifra sono compresi anche gli interventi destinati al potenziamento delle infrastrutture logistiche e dei magazzini.

Penny: il ruolo della mdd e dei freschi

Il modello commerciale di Penny si fonda sullo sviluppo della marca privata, che incide per circa il 60% del fatturato (oltre 950 milioni di euro) e che sarà rafforzata con la revisione e il rilancio di oltre 1.000 prodotti tra il 2026 e il 2027. La mdd funge primariamente da elemento centrale nella garanzia di convenienza per il cliente, ma l’azienda continua a investire anche sulla qualità dell’offerta e sul servizio, con i freschi che rappresentano circa il 40% del fatturato. I banchi serviti sono presenti in circa il 60% dei negozi.

Una radice territoriale per Penny in Italia

Penny enfatizza il suo ruolo come bastione della difesa dei territori in cui opera. Sono italiani circa il 90% dei fornitori del discounter, che offre circa un 75% di prodotti made in Italy.

Il retailer dà poi lavoro a oltre 5.100 collaboratori, a cui ha erogato più di 55.000 ore di formazione nel 2025.

Aldi esalta la convenienza nella sua nuova campagna adv

Nuovo spot per Aldi Italia che ribadisce il posizionamento dell'insegna focalizzato sulla convenienza realizzato con l'agenzia VML Italy

The Cheapest Campaign Ever è il nuovo format di comunicazione con cui Aldi torna on air in Italia. La campagna, sviluppata in collaborazione con l'agenzia VML Italy e prodotta da Think Cattleya, punta su un approccio ironico e controcorrente: ribaltare i cliché del mondo pubblicitario per raccontare il Dna del brand. Il primo soggetto, firmato dal regista Justin Reardon, è visibile dal 21 giugno e gioca proprio sul concetto di produzione low-budget. La scena si svolge tra le corsie di un punto di vendita dove un manager Aldi si presta a fare l’attore tra le corsie, diretto da un regista emergente su un set in cui figurano addetti vendita che si improvvisano troupe televisiva e clienti che irrompono sulla scena.

Il concept

"Noi amiamo il risparmio, per questo risparmiamo sulla pubblicità: così tu puoi risparmiare sulla spesa", recita il protagonista nello spot. Il messaggio forte del brand punta a superare la logica delle promozioni temporanee, offrendo ai clienti una convenienza stabile e quotidiana. Il claim che chiude il video riassume efficacemente la strategia: “La nostra migliore pubblicità è il prezzo”.

La campagna rappresenta la traduzione creativa del nuovo posizionamento di Aldi in Italia. Dopo otto anni di crescita e consolidamento sul territorio nazionale, l'insegna ha avviato una fase di ritorno alle origini, focalizzandosi su tre pilastri: prezzo, qualità e fiducia. Un percorso concreto che negli ultimi mesi ha già portato alla riduzione del prezzo di oltre 1.000 prodotti e a un assortimento più compatto e ottimizzato.

Un format annuale e una strategia cross-canale

Il format avrà una sua continuità nell'arco dell'anno e coinvolgerà ulteriori soggetti dando spazio alle offerte stagionali e ai momenti chiave del calendario retail. Ai contenuti firmati da VML Italy si affiancheranno inoltre creatività prodotte internamente dal team dell'insegna. La pianificazione media, curata da Starcom Italia, prevede una copertura cross-canale massiccia che include televisione con spot nei formati da 15’’, 20” e 30” sui principali network nazionali (Rai, Mediaset, La7, Sky, Warner Bros. Discovery e canali kids PRS), digital e social con una presenza integrata su connected TV, display e piattaforme social e, infine, OOH e radio con campagne out of home e passaggi radiofonici a livello nazionale.

Chateau d’Ax accelera in Italia: ordinativi a +24% e nuovo piano di sviluppo

Il brand rilancia la rete nazionale e cerca nuovi affiliati in sei regioni strategiche; al centro della strategia resta lo showroom fisico

Chateau d’Ax apre il 2026 registrando numeri positivi e lancia un'importante offensiva di crescita sul mercato italiano. Nel primo trimestre dell'anno, l'azienda ha registrato un balzo in avanti degli ordinativi pari al +24% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un trend positivo che fa da trampolino di lancio per il nuovo piano di sviluppo della rete retail, focalizzato sulla ricerca di nuovi partner e affiliati su tutto il territorio nazionale.

Le regioni strategiche

La strategia di espansione mira a consolidare la presenza del marchio in aree ad alto potenziale commerciale. I riflettori sono puntati in particolare su sei regioni chiave: Veneto, Emilia-Romagna, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Per sostenere questa crescita, il brand ha pianificato consistenti investimenti pubblicitari a livello nazionale.

L'esperienza fisica resta centrale

Nonostante l'evoluzione del digitale, per il settore dell'arredo la fisicità rimane un asset insostituibile. A confermarlo è una ricerca quantitativa condotta da Chateau d'Ax in collaborazione con Emg Different secondo cui il 96% dei consumatori italiani dichiara di voler testare e scegliere il proprio divano direttamente in negozio.

Per questo motivo e in linea con questi risultati, il nuovo modello di showroom monomarca si evolverà seguendo il concept Stay Together, il recente posizionamento del brand che reinterpreta la casa e il divano come fulcri di convivialità, comfort e relazioni.

L'affiliazione

Per rafforzare la rete vendita, il marchio punta su operazioni di affiliazione attraverso una campagna già ufficialmente aperta, attraverso cui Chateau d’Ax si rivolge a imprenditori e professionisti del settore arredamento interessati a sviluppare store monomarca. I requisiti chiave per i nuovi punti di vendita richiedono location ad alta visibilità, caratterizzate da un forte passaggio automobilistico e da una spiccata vocazione commerciale.

Coop Reno amplia la partnership con Prosolia per l’energia rinnovabile

Ampliata la partnership strategica tra Coop Reno e Prosolia Energy attraverso contratti PPA per sette punti di vendita

Sette supermercati emiliano-romagnoli produrranno in autonomia la propria energia azzerando gli investimenti iniziali, grazie alla sinergia tra Coop Reno e l'operatore europeo Prosolia Energy che porta a quasi 1 MWp la capacità solare installata sulla rete commerciale. L'accordo prevede la fornitura di energia rinnovabile a sette punti vendita in Emilia-Romagna attraverso contratti PPA (Power Purchase Agreement) di lungo termine. L'obiettivo è duplice: efficientare i costi operativi in un settore storicamente energivoro e supportare i target del Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima.

La sinergia tra le due realtà ha preso il via nel 2024 con i primi impianti pilota a Castel Guelfo di Bologna e Ponte Rivabella. Visti i risultati positivi, il modello è stato esteso ad altri cinque comuni della regione:

  • Bagnara di Romagna
  • Casalfiumanese
  • Riolo Terme
  • Silla di Gaggio Montano
  • Renazzo di Cento.

I progetti, vincolati da contratti PPA a 15 anni, combinano installazioni fotovoltaiche sui tetti degli edifici e pensiline nei parcheggi. La formula scelta è quella dello "zero-CAPEX": Coop Reno azzera gli investimenti di capitale iniziale e i costi di gestione operativa, delegati a Prosolia, ottenendo in cambio elettricità green a prezzi competitivi e bloccati. Un vantaggio che si riflette anche sull'utenza, che beneficia di aree di sosta ombreggiate durante la spesa. Sul fronte della sostenibilità, il portafoglio di impianti eviterà l'emissione di circa 210 tonnellate di CO2 all'anno, traducendosi in oltre 3.150 tonnellate di emissioni mitigate nell'arco di vita dei contratti.

Le voci dei protagonisti

"Questa collaborazione riflette esattamente il modello che Prosolia Energy vuole esportare nel settore del Large-Scale Retail in Italia - ha commentato Graziano Cucciolini, country manager di Prosolia Energy in Italia-. Garantire la certezza del prezzo nel lungo termine senza alcun onere operativo per il cliente è la chiave per permettere al retail di affrontare la transizione energetica. Il rinnovo della fiducia da parte di un partner come Coop Reno dimostra che stiamo costruendo qualcosa di solido e distintivo sul mercato".

Soddisfazione espressa anche da Andrea Mascherini, presidente di Coop Reno, che ha sottolineato la valenza strategica dell'operazione a fronte delle recenti crisi geopolitiche e della volatilità dei mercati: "Energia pulita, prezzi calmierati, maggior comfort per i clienti e zero consumo di suolo, dato che sfruttiamo spazi già costruiti come tetti e parcheggi. Usando una metafora alimentare a noi cara, questi sono gli ingredienti perfetti per una ricetta salutare sotto il profilo economico, ambientale e sociale".

Sviluppo rete in Area 2 dal 19 al 26 giugno 2026

Despar Nord consolida la presenza in Emilia Romagna con un supermercato Despar di 700 mq a Rimini con reparti serviti di gastronomia, macelleria, pane fresco, pizzeria e pescheria

DESPAR
Viale Siracusa 35
Rimini
700 mq
Despar Nord

Data di apertura
23 giugno 2026
Format e location
Il layout apre con ortofrutta anche in porzioni take-away già pronte al consumo, poi c’è il corner pizzeria e panetteria, il banco gastronomico e l’area pescheria, dotato di banco sushi. Verso le casse si apre, oltre ai prodotti extra food, l’area libri. Ogni reparto è personalizzato con una grafica ad hoc e insegne chiare e visibili per orientare i
percorsi di spesa e far trovare facilmente quello che il cliente cerca. Grande attenzione alle soluzioni green per il risparmio energetico e la riduzione degli sprechi.
Offerta
Le referenze totali food sono 11.000, quelle degli articoli non food 3.500. Ampio spazio è dedicato ai 𝗦𝗮𝗽𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼, con eccellenze romagnole che valorizzano filiere, tradizioni e produttori locali.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20; domenica 9-20. Il parcheggio privato conta 43 posti auto.
Addetti e casse
In organico 28 persone ed è dotato di 7 casse di cui 4 self.

Aeon, retailer giapponese, porta il made in Italy a scaffale

Aeon italia retailer giapponese
Attraverso Aeon Italia, il retailer giappone attivo con le insegne crea un ponte tra i produttori italiani e il mercato giapponese, lavorando su sourcing, buying, private label e linee dedicate.

Aeon Italia , che nel 2025 ha compiuto dieci anni di attività, è determinata a rafforzare il proprio ruolo di ponte tra i produttori italiani ed europei con uno dei principali gruppi retail asiatici. Fondata nel 2015, la società è il presidio italiano del gruppo giapponese Aeon per le attività di sourcing, negoziazione e buying, con un focus particolare sull’alimentare e sul beverage.

Cosa fa Aeon Italia

"Il nostro ruolo specifico è lavorare con fornitori diretti, selezionando aziende in grado di sostenere un rapporto strutturato con il Giappone -spiega Paolo Smafora, ceo di Aeon Italia-. Lavoriamo soprattutto per il mercato giapponese, che è molto rigoroso e richiede un approccio diverso rispetto ad altri Paesi. Non basta, infatti, proporre un buon prodotto: bisogna garantire continuità, affidabilità, certificazioni su caratteristiche organolettiche e packaging, capacità di rispettare gli accordi e un livello di servizio coerente con le aspettative di un grande gruppo internazionale come Aeon".

Per i produttori italiani, l’accesso ad Aeon significa confrontarsi con un sistema retail articolato e con un consumatore molto attento al rapporto tra qualità, servizio e prezzo. "Il target price è fondamentale, perché la svalutazione dello yen rende il prezzo ancora più determinante -osserva Smafora-. Il made in Italy ha un valore riconosciuto, ma deve essere sostenibile anche dal punto di vista economico. Il nostro lavoro consiste proprio nel trovare il punto di equilibrio tra la qualità del prodotto italiano, le esigenze del fornitore e le condizioni richieste dal mercato giapponese".

 

Identikit dei fornitori ideali

Il Giappone non è un mercato d’ingresso immediato: i tempi di costruzione del rapporto possono richiedere diversi mesi e le condizioni vengono rinegoziate ogni anno. Ma, una volta superata la fase iniziale, il modello premia stabilità e correttezza. "Lavorare con i giapponesi significa confrontarsi con interlocutori integerrimi -sintetizza Smafora-. I cambiamenti improvvisi creano scompiglio, perché il metodo di lavoro è molto organizzato e programmato. Però, quando un accordo viene definito, viene rispettato: nei pagamenti, nelle scadenze, nelle condizioni concordate. Per un fornitore italiano è una palestra impegnativa, ma anche una grande opportunità".

 

La selezione dei fornitori coinvolge soprattutto aziende medie e medio-grandi, capaci di affrontare un percorso di accreditamento non breve. "Cerchiamo fornitori solidi, non necessariamente di grandi dimensioni, anzi, ma che devono essere pronti a lavorare con standard molto precisi -aggiunge Smafora-. In questo senso, sono fondamentali le principali certificazioni internazionali su qualità e sostenibilità, così come l’etichettatura deve essere gestita in inglese e giapponese, mentre il packaging deve rispondere alle richieste di un mercato in cui cresce l’attenzione verso materiali e soluzioni più sostenibili. Sono tutti elementi che incidono sulla possibilità di costruire una relazione duratura".

Focus su linee dedicate

Aeon Italia lavora anche su linee dedicate, private label ed esclusività, con categorie come olio e Parmigiano Reggiano tra gli ambiti di maggiore interesse. Il food resta il cuore dell’attività, ma il perimetro si sta ampliando anche al non food e a partnership strutturate con insegne italiane. In questo senso, gli oltre dieci anni di Aeon Italia non rappresentano solo un punto di arrivo. "Raggiungere questo traguardo è un’emozione e un onore che condividiamo con tutti coloro che hanno contribuito a rendere Aeon Italia una realtà di successo -conclude Smafora-. Ma è anche l’inizio di una nuova fase, con obiettivi ancora più stimolanti e ambiziosi, e con la volontà di continuare a essere un partner affidabile e strategico nel commercio internazionale".

Chi è Aeon

Aeon Co. Ltd. è una holding giapponese con sede a Chiba (nella regione di Kantō, nella parte centro-meridionale dell'isola di Honshū, all'estremità nord-orientale della baia di Tokyo) e una presenza internazionale in 14 Paesi. Il gruppo opera con 17.817 tra negozi e location, circa 570mila dipendenti e ricavi operativi consolidati per 9.116,8 miliardi di yen. Il perimetro è molto ampio: supermercati, ipermercati, centri commerciali, discount, convenience, drugstore, con diverse insegne: Aeon firma ipermercati, centri commerciali e mall, a cui si aggiungono Aeon Style, Daiei, MaxValu, Maruetsu, My Basket per i supermarket, Ministop per i convenience store, Welcia per i drugstore, oltre a Aeon Cinema movie, Aeon Bank e attività internazionali in Cina e nei Paesi Asean.

Tra gli asset strategici del retailer rientra anche la marca privata Topvalu, oggetto di sviluppo e riposizionamento all’interno della strategia di supply chain del gruppo.

Aeon italia retailer giapponese

Jollibee riapre il suo storico e primo locale milanese

Jollibee, una delle più grandi catene internazionali, di origine filippina, debuttò in Italia con il locale di Piazza Diaz a Milano, oggi riammodernato

Jollibee, insegna nata nelle Filippine e specializzata nel pollo fritto, era più nota a livello internazionale (è in 33 paesi del mondo). In Italia ha debuttato quasi dieci anni fa, nel 2018, con un ristorante in Piazza Diaz, nei portici sotto la Terrazza Martini. Dopo 8 anni il Jollibee di Piazza Diaz si è affidato a un restyling di circa due mesi per uscire più fresco e rinnovato. Con una superficie complessiva di 432 mq, il nuovo Jollibee di Piazza Diaz rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita e radicamento del brand nel mercato italiano. Il progetto nasce con l’obiettivo di elevare l’esperienza dei clienti, portando negli spazi la stessa Joy che da sempre caratterizza il marchio e la croccantezza del suo pollo fritto, il Chickenjoy, ambassador di Jollibee, realizzato con pollo 100% italiano.

Il Jollibee di Piazza Diaz è stato dunque la piattaforma di lancio dell'insegna filippina in Italia. Alla sua inaugurazione sono seguite due altre aperture importanti per dimensioni, a Roma e ancora a Milano in Corso XXII Marzo.

Pur legato alle proprie origini, Jollibee non si presenta come marchio legato alla cucina tradizionale filippina. La catena ha sviluppato un modello di ristorazione veloce di ispirazione occidentale, con un menu che combina influenze orientali e occidentali.

Nuovo concept ispirato alla “next-level crispiness”

Il progetto, affidato a Spazio Futuro, responsabile della ristrutturazione e general contractor per la realizzazione, è centrato sull’immersione totale di un ambiente fortemente evocativo del brand filippino, caratterizzato però da un’impronta più contemporanea. Il rosso Jollibee diventa protagonista degli ambienti; le note di viola e di arancione contribuiscono a creare un’atmosfera calda evidenziando a colpo d’occhio una narrazione coerente con il posizionamento del marchio in Italia.

Elemento centrale dell’intero progetto è il concetto next-level crispiness, ovvero la croccantezza che contraddistingue il prodotto iconico del brand (il pollo fritto) che, nel nuovo scenario, viene tradotta anche nel linguaggio architettonico degli ambienti.

“Il nuovo Jollibee Piazza Diaz è per noi molto più di un restyling -commenta Glenn Umali, country general manager Italia e Spagna-. È il primo store che abbiamo aperto a Milano nel 2018 e resta il cuore della nostra storia in Italia e in Europa, da dove è iniziato il nostro percorso ancora prima dell’espansione nel Regno Unito e in Spagna”. 

Innovazione digitale e valorizzazione del design italiano

L'installazione di sette chioschi digitali per l’ordinazione, inclusa una postazione in grado di accettare sia pagamenti in contanti sia con carta offre un percorso più fluido, veloce e accessibile a tutti gli ospiti. Il progetto sviluppato dal quartier generale Jollibee e realizzato da Spazio Futuro, rappresenta inoltre un esempio concreto di integrazione tra la visione globale del brand e l’eccellenza italiana. Il valore del made in Italy qui si concretizza dagli arredi tutti realizzati in Italia.

“Il nostro concept internazionale prende vita grazie all’ingegneria, all’architettura e al saper fare italiani, fino agli arredi interamente realizzati in Italia -aggiunge Glenn Umali-. Questo rinnovamento riflette anche il nostro impegno per la sostenibilità e per il domani, in linea con la nostra agenda Joy for Tomorrow, e si inserisce pienamente nella missione del Gruppo Jollibee: servire cibo dal gusto eccellente portando a tutti la gioia del mangiare. È un passo importante nel nostro percorso di crescita e di radicamento nel mercato italiano e non vediamo l’ora di accogliere i nostri ospiti in questo spazio rinnovato nel cuore di Milano”.

Camst sperimenta nuovi format nella ristorazione

Camst Group è attivo anche nella ristorazione commerciale con Tavolamica, NOI e Dal 1945 Gustavo Italiano, oltre al banqueting con Dettagli catering

Camst group (Società Cooperativa Benefit) ha compiuto 80 anni proprio nel 2025 di cui ora trasmettiamo i risultati usciti dall’assemblea dei soci. Nata nel 1945 a Bologna, l’azienda ha oltre 10.000 dipendenti e produce 80 milioni di pasti l'anno (dato 2025). Non è soltanto tra le principali realtà in Italia nella ristorazione collettiva, servendo scuole, aziende, ospedali e case di cura; è attiva anche nella ristorazione commerciale attraverso marchi come Tavolamica, NOI e Dal 1945 Gustavo Italiano, oltre al banqueting con il brand Dettagli catering. Nel corso degli anni, Camst group ha ampliato la sua offerta includendo anche il facility management, offrendo una vasta gamma di servizi sia ai clienti pubblici che privati.

Camst group ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 610 milioni di euro, Ebitda a 26 milioni di euro e un utile di 13,6 milioni. Significativo anche il dato della riduzione dell'indebitamento con posizione finanziaria netta (PFN) a 65 milioni di euro, quasi 25 milioni in meno rispetto al 2024, e rapporto PFN/Ebitda che migliora da 2,9 a 2,5. Il patrimonio netto del gruppo sale a 142 milioni di euro.

Sono i principali dati del bilancio 2025 approvato dall'assemblea generale dei soci di Camst group a cui hanno preso parte circa 500 persone, ultima tappa di un percorso che ha coinvolto complessivamente 1.800 soci in otto incontri territoriali in Piemonte, Toscana, Emilia, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, Veneto e Romagna, svolti nelle settimane precedenti.

Per la capogruppo Camst, i ricavi si attestano a 544 milioni di euro, con un utile ante imposte di 4,8 milioni di euro. È aumentato il prestito sociale che raggiunge 52 milioni di euro, tre milioni in più rispetto al 2024, segnale di un’aumentata fiducia dei soci nella cooperativa. Camst conta oggi 6.481 soci lavoratori e 3.848 soci sovventori. Il gruppo gestisce complessivamente 1.853 attività in Italia di cui 319 gestioni di facility service, a cui si affiancano 90 ristoranti self-service e bar e 41 centri cottura. Si registrano risultati positivi anche sul fronte degli appalti pubblici, con 280 gare della pubblica amministrazione vinte nel corso del 2025, tra cui la gestione della ristorazione per l’Esercito (Ministero della Difesa) nei lotti della Sardegna e del Piemonte.

Cresce inoltre la Cheval Blanc in Danimarca che chiude il 2025 con un fatturato di 44,2 milioni di euro, +9% rispetto ai 40,5 milioni del 2024, e dando lavoro a 346 dipendenti.

Il 2025 è stato un anno positivo per il nostro core business: i risultati economici sono in linea con il piano strategico e con il budget che avevamo definito -commenta Francesco Malaguti, presidente di Camst group-. In particolare, registriamo un aumento del margine di contribuzione e della creazione di valore, accompagnato da una significativa riduzione dell’indebitamento. Questo rafforza ulteriormente la struttura finanziaria e ci consente di continuare a investire con responsabilità. Ma per noi i risultati non si esauriscono nei numeri: il premio Tempo speso bene e le borse di studio che consegniamo raccontano una cooperativa che continua a mettere al centro le persone, valorizzando il loro percorso e restando vicina alle comunità in cui opera”.

I risultati di Camst group confermano come il modello cooperativo sia in grado di coniugare solidità economica, crescita e responsabilità sociale -aggiunge Simone Gamberini, presidente di Legacoop-. Camst rappresenta una delle eccellenze della cooperazione italiana, un’impresa che investe, crea occupazione, innova e mantiene forte il legame con le persone e con i territori. La crescita dei ricavi, il rafforzamento patrimoniale e la riduzione dell’indebitamento testimoniano una gestione capace di guardare al futuro con visione e prudenza. Ma altrettanto rilevante è la capacità di Camst di essere protagonista dell’innovazione nella ristorazione e nei servizi, sviluppando modelli di gestione sempre più efficienti, sostenibili e attenti alla qualità. Un impegno che si traduce in investimenti concreti nella sostenibilità ambientale, nella valorizzazione delle persone e nella creazione di valore condiviso per le comunità”.

La ristorazione commerciale si sviluppa nel territorio

Nel 2025 Camst group ha ampliato la propria presenza sul territorio con quattro nuove aperture, tra nuovi format e riqualificazioni di spazi esistenti. A Civitanova Marche ha aperto Tavolamica NOI, un ristorante self-service con bar, caffetteria e pizzeria nella zona industriale A della città: un investimento di circa 350.000 euro, 10 nuovi posti di lavoro e  quinta presenza Tavolamica nelle Marche, regione in cui Camst opera dagli anni '90.

A Bastia Umbra, all'interno del centro fieristico Umbriafiere, ha preso vita Prendiamoci Gusto, nato dalla completa riqualificazione di uno spazio rimasto chiuso per anni. Grazie un investimento di circa 200.000 euro, sono stati creati 220 posti a sedere e 6-7 nuovi posti di lavoro.

Completano il quadro la riapertura con il marchio Tavolamica del ristorante self-service di San Giovanni in Persiceto (Bologna), dopo un intervento di restyling, e l'apertura di Food & Talent a Cernusco sul Naviglio, nuovo ristorante self-service all'interno di un centro direzionale.

Il Tempo speso bene

Nato in continuità con la campagna istituzionale per l'80° anniversario di Camst, Il tempo di far bene, il gruppo ha istituito il premio Tempo speso bene, un riconoscimento a realtà che, con il loro lavoro quotidiano, trasformano il tempo dedicato agli altri in valore concreto per le persone e le comunità. Quest'anno è stato assegnato a Fondazione ANT - Franco Pannuti, che da oltre quarant'anni porta assistenza e cure oncologiche direttamente nelle case dei pazienti: con Camst la collaborazione dura da oltre dieci anni, con la donazione di oltre 2.500 pasti nell'ultimo anno e centinaia di visite di prevenzione gratuite ai dipendenti della cooperativa.

Il secondo riconoscimento è andato a Bologna For Community di PMG Italia e Bologna FC1909 realizzato in collaborazione con Io Sto Con ETS  che rende accessibile la partecipazione allo stadio Renato Dall'Ara alle persone con disabilità durante le partite del Bologna: Camst sostiene l'iniziativa offrendo la merenda a ogni match casalingo dei rossoblù e supportando altre iniziative nel corso dell’anno.

Borse di studio

Camst Group ha consegnato sette borse di studio da 1.000 euro ai figli dei dipendenti dell'area di Bologna che hanno conseguito la laurea con il massimo dei voti: Giusy D'Auria, Gabriele Baldassarri, Arianna Ranuzzini, Giada Martelli e Milena Cesari (Università di Bologna), Luca Montanari (Università Vita-Salute San Raffaele di Roma) e Sergio Trebbi (Sapienza Università di Roma). Un riconoscimento che si inserisce in un percorso più ampio: nel corso delle assemblee territoriali, altri 27 studenti meritevoli hanno già ricevuto la borsa di studio nelle rispettive regioni.

Conad Nord Ovest: i risultati del 2025 e le strategie per la crescita

Conad, svolta nella logistica dei punti di vendita con Emilog
Il Piano Strategico 2025-2027 stanzia 582 milioni di euro, con 162 milioni già investiti nel 2025 per aprire e ristrutturare negozi e ottimizzare la logistica

I risultati ottenuti nel 2025 sono significativi per Conad Nord Ovest che ha registrato vendite sell-out per 5,51 miliardi di euro (+3,4% rispetto all'anno precedente), mentre l’utile d’esercizio si è attestato a 76,7 milioni di euro e il patrimonio netto ha superato per la prima volta la soglia del miliardo di euro (1.055 milioni di euro). La rete, guidata da 342 soci imprenditori, oggi conta 588 punti di vendita e 19.500 occupati tra Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Emilia (province di Bologna, Modena e Ferrara), provincia di Mantova, Toscana, Lazio (province di Roma e Viterbo) e Sardegna.

In un momento storico caratterizzato da estrema incertezza macroeconomica, Conad Nord Ovest risponde facendo leva sui propri tratti identitari: capacità di adattamento, centralità del cliente, attrattività e una radicata cultura della prossimità -commenta l'Ad Adamo Ascari-. Attraverso una chiara leadership al plurale, difendiamo la redditività del nostro modello concentrandoci sui fondamentali: quote di mercato, competitività, sviluppo della marca del distributore, valorizzazione e qualità dei reparti freschi e fidelizzazione".

Le sfide e gli obiettivi

Per diversificare il business, Conad Nord Ovest ha attivato alcune operazioni strategiche: la prima è l'acquisizione della catena PiùMè, attualmente al vaglio dell'Antitrust, già raccontata su Gdoweek nell'articolo a questo link, che proietta la cooperativa nel mercato dei drugstore; la seconda è il lancio di un nuovo formato chiamato Benessity, dedicato al benessere come stile di vita. A questo si somma anche un'altra azione di acquisizione come quella di Realco (Dit), realizzata in collaborazione con Conad Centro Nord. A riguardo l'Ad dice: “Un’operazione rilevante lato business ma anche di grande responsabilità sociale verso i territori in cui operiamo, con l’obiettivo di dare risposta concreta alle difficoltà di una cooperativa storica”.

La cooperativa ha inoltre inaugurato una stagione di "rigorosa spending review e di efficientamento dei costi, indispensabile per continuare a rimanere attori di riferimento per le nostre comunità". Inoltre, Conad Nord Ovest ha confermato il proprio ruolo di ammortizzatore economico a tutela del potere d'acquisto dei consumatori, in una congiuntura economica complessa. Sempre nel 2025, le politiche di pricing e le campagne promozionali della Cooperativa hanno generato un risparmio complessivo di 257 milioni di euro. Una boccata d'ossigeno che ha beneficiato direttamente oltre 2,9 milioni di cittadini possessori di Carta Insieme, confermando la centralità del modello cooperativo nel tessuto socio-economico del Paese.

Mdd

I prodotti mdd hanno raggiunto il 33% di quota sulle vendite complessive, per un valore di 1,60 miliardi di euro. Tra le linee dedicate a stili di vita sani e consapevoli spiccano Verso Natura, Piacersi, Alimentum, Baby, Essentiae LAB e Petfriends. L'iniziativa nazionale Bassi e Fissi, che offre 746 prodotti di uso quotidiano a prezzi ribassati stabili, ha fatto registrare un risparmio medio per le famiglie stimato al 27,75%.

Localismi

In termini di sostegno ai localismi, la cooperativa ha collaborato con 1.471 fornitori del territorio per un giro d'affari di 477 milioni di euro. Di questi, 139 milioni di euro sono stati generati attraverso il progetto identitario I Nostri Ori.

L'espansione

Il Piano Strategico 2025-2027 prevede investimenti complessivi per 582 milioni di euro, di cui 162 milioni già stanziati nel 2025. Questa prima tranche ha finanziato 26 nuove aperture e 43 ristrutturazioni, ripartendo le risorse su tre asset chiave: 80 milioni per lo sviluppo immobiliare, 32 milioni per l'efficientamento energetico dei negozi e 50 milioni per l'ottimizzazione della logistica.

Parallelamente cresce il digitale con la piattaforma HeyConad, che offre servizi integrati che spaziano dal tempo libero alle assicurazioni, fino a salute e benessere. Sul fronte dell'eCommerce, se il servizio Ordina&Ritira copre ormai 268 punti di vendita, la consegna a domicilio si conferma il canale più amato, registrando un +20% di ordini. Nel complesso, HeyConad Spesa online ha aumentato la propria base clienti di oltre il 10%, generando un volume d'affari di 14,3 milioni di euro.

Ambiente e sostenibilità

Sul piano dell'impatto ambientale, la Cooperativa ha confermato la crescente attenzione verso l'adozione di energia pulita attraverso continui investimenti in impianti fotovoltaici per i quali il 18,5% del consumo complessivo di energia elettrica dei Ce.di e delle sedi è coperto da fonti rinnovabili. Inoltre, il progressivo ammodernamento del parco mezzi e il maggior ricorso a veicoli Euro 6, ha portato a ridurre del -29,3% le emissioni di particolato. Sul fronte dello spreco alimentare, invece, sono stati ottimizzati i processi di recupero e la donazione delle eccedenze a enti caritativi dei territori, e recuperati 609.228 kg di prodotti alimentari (equivalenti a oltre 685.700 pasti), per un valore economico di 2,74 milioni di euro. Infine, la solidarietà e il sostegno al territorio si sono concretizzati in 9,17 milioni di euro destinati a progetti sociali e di comunità, ripartiti in: 66% solidarietà, 20% sport, 14% scuola, cultura e tempo libero, con grande attenzione alle giovani generazioni.

Sviluppo rete in Area 1 dal 19 al 26 giugno 2026

Doppietta di aperture per iN's Mercato (Pam) che arriva a Revello (Cn) e Codogno (Lo) con due discount rispettivamente di 700 e 889 mq

IN’S MERCATO
Via Saluzzo 81
Revello (Cn)
700 mq
iN’s Mercato (Pam)

Data di apertura
24 giugno 2026
Format e location
Realizzato secondo i più recenti standard di efficienza energetica e sostenibilità ambientale, il negozio dispone di un impianto fotovoltaico in copertura con sistema di scambio sul posto, illuminazione interamente a Led e banchi frigoriferi di ultima generazione.
Offerta
Si allinea alla consueta formula.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20; domenica 9-13 e 15.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

IN’S MERCATO
Via Marconi
Codogno (Lo)
889 mq
iN’s Mercato (Pam)

Data di apertura
24 giugno 2026
Format e location
Come da consueto format.
Offerta
Il reparto ortofrutta propone ogni giorno oltre 90 referenze, mentre la macelleria mette a disposizione oltre 70 referenze provenienti da filiere selezionate. Completano l’offerta i reparti gastronomia, panetteria, latteria e salumi & formaggi e pescheria.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20; domenica 9-13 e 15.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

Dual Power accelera sulla detergenza tech

Flacone di detergente Dual Power Lavapavimenti Profumato specifico per robot domestici, posizionato su un pavimento in legno accanto a un robot lavapavimenti bianco in funzione
L'innovazione nel comparto della cura della casa passa da soluzioni ad alta specializzazione. Italchimica risponde ai nuovi trend di consumo lanciando due importanti novità a marchio Dual Power: il detergente per robot lavapavimenti e il piatti gel concentrato con carboni attivi

L’innovazione nella cura della casa passa sempre più dalla specializzazione. In questa direzione si muove Italchimica che, con il brand Dual Power, amplia la propria offerta con due novità: il nuovo Lavapavimenti Profumato Robot e il Piatti Gel Concentrato con Carboni Attivi.

Nel comparto floor care, la crescita dei robot domestici sta cambiando le abitudini di pulizia. Secondo un’indagine Doxa (marzo 2025), i robot per la pulizia sono presenti in circa il 30% delle famiglie italiane, con un forte sviluppo dei modelli wet & dry, capaci di aspirare e lavare contemporaneamente.

A conferma di ciò, anche quanto riportato dall'Osservatorio Assocasa: i consumatori danno sempre più importanza alla comodità, delegando e favorendo soluzioni che fanno risparmiare tempo.

Uno scenario che apre nuove opportunità per detergenti formulati specificamente per dispositivi automatizzati.

Dual Power risponde a questo trend con il detergente Lavapavimenti Profumato Robot che, grazie alla formula a bassa schiumosità, è particolarmente adatto a questi elettrodomestici. Caratterizzato da una profumazione floreale intensa e persistente, il nuovo prodotto Dual Power è adatto anche per superfici delicate, come marmo, gres e parquet.

Scopri di più su Dual Power Lavapavimenti Profumato Robot

Dual Power: la specializzazione diventa visibile a scaffale

A scaffale, il posizionamento premium è valorizzato dal flacone con camera dosatrice integrata, elemento distintivo che comunica immediatamente specializzazione e praticità d’uso. Una soluzione che guida il consumatore verso un corretto dosaggio, evitando sprechi e aumentando la percezione tecnologica della referenza.

Concentrati e premium trainano il mercato stoviglie

Anche nel mercato dei detergenti manuali per stoviglie, che vale circa 277 milioni di euro (NIQ AT2025), cresce la domanda di prodotti concentrati e ad alta specializzazione. I consumatori cercano formule performanti, funzionali e sempre più evolute.

In questo contesto si inserisce il nuovo Dual Power Piatti Gel Concentrato con Carboni Attivi, proposta che combina carboni attivi, enzimi e tecnologia Odour Stop.

La formula concentrata ultra sgrassante aiuta a rimuovere sporco incrostato e cattivi odori. Le particelle di carbone attivo favoriscono la rimozione dello sporco anche con un delicato effetto scrub rispettoso delle stoviglie, mentre gli enzimi potenziano l’azione sui residui organici già a basse temperature.

La tecnologia antiodore agisce in sinergia con i carboni attivi per contrastare gli odori persistenti. In aggiunta, il prodotto è anche dermatologicamente testato, intercettando un consumatore evoluto che ricerca efficacia, innovazione e praticità.

Con queste novità, Italchimica conferma la propria capacità di trasformare i trend emergenti in innovazione concreta per la grande distribuzione, attraverso prodotti ad alta specializzazione che rafforzano la segmentazione dello scaffale e creano nuove opportunità di valore per il trade.

Scopri di più su Dual Power Piatti Gel Concentrato con Carboni Attivi

L’innovazione nel fresco: Fiorani reinventa l’esperienza tra tradizione e formati “ready to eat”

Visual promozionale della linea Ready to Meat Fiorani carne con i nuovi Nuggets di Pulled Pork in primo piano, la vaschetta ATP del prodotto e i pack di involtini, bombette e bocconcini di suino
Dalle novità gourmet per Hamburger e Tartare fino al restyling completo della gamma suino: le tre linee strategiche con cui Fiorani risponde ai nuovi trend di consumo veloci e conviviali

Fiorani trasforma l’immagine della propria offerta carni fresche atp. Attraverso un sapiente equilibrio tra materie prime e praticità, l’azienda annuncia novità nelle sue tre linee strategiche per il mercato Retail.

La missione di Fiorani è portare nelle case dei consumatori prodotti che semplificano la preparazione senza mai scendere a compromessi sulla qualità.

L’evoluzione dell’offerta Fiorani va dalla nuova ricetta per l’hamburger e tartare, fino al restyling completo della gamma suino, pensata per i nuovi trend di consumo veloci e conviviali.

Le tre linee strategiche del brand Fiorani: la carne risponde ai nuovi trend di consumo

Hamburger Gourmet:  accanto ai grandi classici di filiera, debutta il nuovo Hamburger Speck e Asiago DOP. Un connubio che celebra l'identità italiana in un formato da 180g, perfetto per chi cerca un “comfort food” ricercato e distintivo.

Tartare: rispondendo alla crescente richiesta di piatti freschi e pronti all'uso, ideali per la stagione estiva, Fiorani amplia la gamma delle sue iconiche tartare. Oltre alla versione con Parmigiano Reggiano, riflettori accesi sulla nuovissima Tartare al Tartufo, pensata per un palato esigente che cerca l'eleganza del gourmet in pochi gesti.

Ready to Meat - Finger Food Revolution: profondo restyling estetico per la linea a base suina, che si presenta con un look fresco e "svecchiato". Sotto il cappello Ready to Meat, Fiorani raggruppa referenze alto-vendenti come involtini, bocconcini e bombette con lo stecco.

La vera punta di diamante è l'innovazione assoluta sul mercato: i Nuggets ripieni di Pulled Pork, un finger food irresistibile e trasversale, capace di intercettare i gusti delle nuove generazioni e non solo.

Il futuro della carne fresca secondo Fiorani è in tre aggettivi: autentico, semplice, buono.

Scopri di più sui prodotti Fiorani

Gdoweekly #170. Aldi torna alle origini. Iper Tosano a Milano. Pac 2000 A e Conad C.N.

Aldi: edlp e pl. Iper Tosano (VéGé) a Le porte di Milano. I conti di Pac 2000 A e Conad C.N.. L’app Lidl Plus a 8 milioni di iscritti. Ecco Amici Pet Sì

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

Questa settimana:

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Retail media e omnicanalità: Valiuz guida la sinergia tra Volkswagen e Tecnomat

Con il coordinamento di Valiuz, Volkswagen Veicoli Commerciali e Tecnomat lanciano una campagna omnicanale che unisce retail media e presenza sul territorio

Consolidare il posizionamento nel mercato B2B e intercettare i professionisti direttamente nei loro luoghi di riferimento. Con questo obiettivo Valiuz, concessionaria specializzata in retail media e data alliance, ha coordinato il deployment della nuova campagna omnicanale nata dalla partnership strategica tra Tecnomat, specializzata nei settori dell'edilizia, ristrutturazione e manutenzione, e Volkswagen Veicoli Commerciali.

L'iniziativa punta a rafforzare la presenza del brand automobilistico presso il target strategico di artigiani e imprese, sfruttando le potenzialità del retail media attraverso una strategia d'ingaggio simultanea su tre livelli: visibilità, considerazione e conversione. I KPI dell'operazione sono focalizzati sul traffico in store, sul tasso di engagement, sulle richieste di test drive e sulla generazione di lead qualificati.

Un approccio omnicanale

Il cuore del progetto risiede in una strategia che unisce la capillarità sul territorio alla precisione del digitale. Volkswagen Veicoli Commerciali ha investito nei punti di vendita Tecnomat con una modalità d'azione complementare: da un lato i veicoli della gamma sono esposti direttamente nei parcheggi esterni dei negozi, consentendo ai professionisti di valutare il prodotto in un contesto d’uso concreto e allineato alla loro quotidianità lavorativa. A questo si somma dall'altro lato l'esposizione esterna, supportata da materiali visivi e totem posizionati all'interno dei punti vendita. Il piano integrato punta a massimizzare la visibilità online per convogliare traffico qualificato verso la rete delle concessionarie Volkswagen. Grazie ai canali di Tecnomat, il brand tedesco accede a un bacino d'utenza altamente profilato. I negozi dell'insegna registrano infatti oltre 4 milioni di visitatori mensili, composti per circa il 70% da professionisti e piccole e medie imprese. "Combinando la presenza sul territorio con i canali digitali, la campagna consente a Volkswagen Veicoli Commerciali di rivolgersi ai professionisti nel momento più rilevante del loro percorso", ha dichiarato Angelo Laino di Valiuz.

La campagna

Attiva dall'8 al 21 giugno in una selezione di punti di vendita Tecnomat, la campagna si inserisce nella strategia 2026 di Volkswagen Veicoli Commerciali e ne sposa il concept Sempre più vicini al tuo business, volto a proporre soluzioni di mobilità ritagliate sulle esigenze reali dei lavoratori autonomi e delle aziende.

Popeyes arriva a 25 ristoranti in meno di due anni

Popeyes è a quota 25 ristoranti aperti in Italia, incluse le ultime aperture a Parma e Vicenza (foto). L'obiettivo nel medio termine è arrivare a 50 locali

Con le aperture a Parma (primo locale in Emilia Romagna) e Vicenza, Popeyes Famous Louisiana Chicken arriva a 25 ristoranti in Italia in meno di due anni dal suo ingresso nel mercato italiano. L'inaugurazione di Vicenza, in viale Mazzini 66, rafforza la presenza del brand nel Nord Est. Entrambi locali, Parma e Vicenza, contribuiscono ad ampliare la rete Popeyes che ha già messo le sue bandierine in Abruzzo, Emilia-Romagna,Lombardia, Lazio, Piemonte,  Sardegna e Veneto.

Dal suo arrivo in Italia, novembre 2024, Popeyes ha avviato un piano di sviluppo mirato su posizioni strategiche in centri urbani, aree ad alto traffico e centri commerciali, con l’obiettivo di raggiungere una numerica di 50 ristoranti in tre anni e creare 1.000 posti di lavoro. In questo periodo di neanche due anni sono state vendute oltre 200 tonnellate di pollo. A Milano, in particolare, è stato venduto almeno un prodotto Popeyes (tra tender, spicy wing, pezzi di pollo e sandwich) per ogni abitante della città.

"Raggiungere i 25 ristoranti in Italia in così poco tempo dimostra non solo la solidità del nostro piano di espansione, ma anche l’ottima accoglienza da parte dei consumatori italiani -commenta Alessandro Carluccio, general manager di Popeyes Italia-. Il nostro obiettivo è continuare a crescere e consolidarci come uno dei principali punti di riferimento nel segmento del pollo in Italia, portando Popeyes in sempre più città italiane".

Sviluppo rete Non food dal 19 al 26 giugno 2026

Doppio opening per Acqua&Sapone che debutta a Castel D'Ario (Mn) e Gattinara (Vc). Cisalfa Sport arriva a Elmas (Ca) con uno store di 2.250 mq

ACQUA & SAPONE
Via Piave 1
Castel D’Ario (Mn)
Cesar

Data di apertura
17 giugno 2026
Format e location
Nasce in una posizione di immediata visibilità, all’ingresso della città e lungo un’arteria stradale ad alto traffico contribuendo a portare la Lombardia a 147 store.
Offerta
Classica offerta drugstore.
Servizi
Orario: lun-sab 8.45-19.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

ACQUA & SAPONE
Corso Giuseppe Garibaldi 365
Gattinara (Vc)
Cesar

Data di apertura
17 giugno 2026
Format e location
Si colloca nel cuore del centro cittadino, in una posizione centrale e facilmente raggiungibile, con la disponibilità di un ampio parcheggio privato. Anche in questo caso si tratta della prima apertura nella città, con il Piemonte che raggiunge 51 punti di vendita.
Offerta
Tradizionale offerta dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-sab 9-20; domenica 9-13 e 14.30-19.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

CISALFA SPORT
Viale Elmas 216
Elmas (Ca)
2.250 mq
Cisalfa Sport

Data di apertura
10 giugno 2026
Format e location
Frutto di un investimento di circa 1.4 milioni di euro, il nuovo store è l’undicesimo della regione e quarto della città di Cagliari, e si trova al centro commerciale Fass Shopping Center.
Offerta
Sono oltre 5.100 le referenze suddivise per 89 brand, tra i quali Nike, Adidas, Puma, Salomon, New Balance, Calvin Klein e Tommy Hilfiger.
Servizi
Orario: lun-dom 9-21.
Addetti e casse
Impiega 39 addetti.

Cioccolatitaliani apre al Fass di Cagliari Elmas

Nuova apertura per Cioccolatitaliani, questa volta a Cagliari, all'interno del centro commerciale Fass, che ha fra l'altro una nutrita food court composta da quasi 20 locali

Nuova apertura per Cioccolatitaliani, questa volta a Cagliari, all'interno del centro commerciale Fass, che ha fra l'altro una bella food court composta da quasi 20 locali, incluse insegne on the cutting edge nella ristorazione casual dining odierna come Alice Pizza, Burger King, I Love Poke, Kebhouze, La Piadineria, Smashie. Per il marchio fondato dalla famiglia Ferrieri nel 2009 non è un debutto nella bella Ichnusa, visto che in Sardegna aveva già aperto nel 2023. La scelta di consolidare la presenza nell’isola rientra in una strategia di sviluppo focalizzata su uno dei territori più interessanti per il brand, a partire dall'attrazione turistica di questa terra e dalla crescente attenzione verso format capaci di unire qualità del prodotto ed esperienza.

Cioccolatitaliani è protagonista nell'espansione nazionale e internazionale di Gioia Group che ha oltre 80 punti di vendita e mira a doppiare la boa dei 120 entro il 2028, consolidando la propria presenza sia in Italia sia nei mercati esteri.

L'essenza del format di Cioccolatitaliani sta nell'esperienza retail che unisce gelateria, caffetteria e pasticceria. L'azienda definisce questo approccio con il termine di Chocology, l'arte cioè di combinare il migliore cioccolato con il gusto e la tradizione italiana.

"L'apertura di questo nuovo store rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita di Cioccolatitaliani e assume per noi un significato particolare perché nasce insieme a un partner locale con cui condividiamo la stessa visione di sviluppo e valorizzazione del territorio -commenta Vincenzo Ferrieri, fondatore e ceo di Gioia Group-. Siamo particolarmente felici di raggiungere questo traguardo insieme a una realtà che condivide i nostri valori e le nostre ambizioni. Crediamo infatti che i progetti più solidi nascano proprio dalla condivisione di obiettivi comuni e dalla capacità di costruire relazioni durature nel tempo".

Arneg presenta PRISMA: la compattezza è centrale

Due unità della gamma di centrali transcritiche a CO2 Arneg PRISMA esposte su fondo nero. Le macchine, progettate per la refrigerazione commerciale compatta, mostrano i ventilatori integrati e i vani tecnici accessibili, evidenziando il design industriale della linea Arneg PRISMA per piccoli punti vendita
PRISMA di Arneg è la nuova linea di centrali transcritiche a CO2 ottimizzata per minimarket e piccoli punti vendita. Prestazioni elevate, installazione semplificata e design compatto per una refrigerazione commerciale sostenibile.

Nel settore della refrigerazione commerciale, lo spazio è fondamentale. Ogni centimetro conta, soprattutto nei minimarket e nei punti vendita di piccole dimensioni. Da questa esigenza nasce PRISMA di Arneg, la nuova famiglia di centrali transcritiche a CO₂ progettata per offrire alte prestazioni in dimensioni ridotte. Una soluzione compatta, efficiente e sostenibile, pensata per chi cerca la massima libertà di installazione senza rinunciare alla tecnologia.

PRISMA di Arneg: meno ingombro, più libertà

Il punto di forza di PRISMA è l’integrazione del gas cooler all’interno della struttura. Questa scelta progettuale riduce gli ingombri complessivi e semplifica l’installazione, eliminando la necessità di componenti esterni. Il risultato è un sistema compatto e completo, ideale per contesti urbani o spazi tecnici limitati, dove la gestione dello spazio è una vera sfida.

Una gamma su misura

La famiglia PRISMA è disponibile in molteplici versioni per rispondere a esigenze diverse, mantenendo sempre la stessa filosofia costruttiva: massima efficienza, minimo ingombro.

PRISMA a 1 ventilatore
La versione più compatta della gamma, ideale per gli ambienti più piccoli.
Dimensioni ridotte, prestazioni garantite.

PRISMA a 2 ventilatori
Solida, efficiente, versatile. Con una lunghezza di soli 1.900 mm, rappresenta la scelta ideale per piccoli punti vendita con esigenze refrigerative specifiche.

PRISMA a 4 ventilatori
Per chi cerca prestazioni superiori in uno spazio ancora contenuto. Con 2.550 mm di lunghezza, combina potenza e compattezza in una struttura unica.

PRISMA di Arneg: installazione semplice, risultati immediati

PRISMA è stata progettata per semplificare la vita a installatori e progettisti. Tutti i componenti principali sono già integrati, riducendo tempi e costi di montaggio. L’unità è pronta all’uso e facilmente posizionabile all’esterno, anche in contesti complessi o con vincoli architettonici.

Pratica fuori, avanzata dentro

Sotto la sua struttura compatta, PRISMA nasconde una tecnologia evoluta e affidabile:

Compressori TN e BT

Ventilatori EC assiali o radiali

Recupero di calore integrato

Separatore olio con riserva interna

Funzionamento stabile fino a 45 °

Efficienza ad alte temperature

Grazie alla sua configurazione tecnica ottimizzata, PRISMA mantiene prestazioni elevate anche a temperature esterne fino a 45 °C. Un vantaggio che si traduce in risparmio energetico, affidabilità operativa e riduzione dei costi di gestione, anche nei contesti climatici più sfidanti.

Il freddo sostenibile e accessibile

PRISMA utilizza CO₂ (R744) come refrigerante naturale, in linea con le normative europee e gli obiettivi di sostenibilità ambientale. La struttura è realizzata con materiali resistenti e trattamenti anti-corrosione, per garantire una lunga durata anche in installazioni esterne.
È la soluzione che porta la refrigerazione sostenibile anche nei piccoli punti vendita.

Scopri di più su PRISMA

 

Pac2000A Conad: oltre 8 miliardi di fatturato nel 2025

Il giro di affari complessivo si è attestato a 5,866 miliardi di euro, un utile netto di 99,85 milioni di euro e un patrimonio netto di 1,118 miliardi

Il Bilancio d’esercizio 2025 di Pac 2000A Conad, appena approvato in occasione dell'assemblea del gruppo, registra risultati importanti per la cooperativa che archivia il 2025 con un fatturato di 8,031 miliardi di euro con una rete vendita, estesa in Umbria, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, di 1.678 punti di vendita distribuiti su oltre 1 milione di metri quadrati. La quota di mercato complessiva nei territori di riferimento si è attestata al 20,15%, confermando la leadership nelle cinque regioni in cui opera. Il giro di affari complessivo si è attestato a 5,866 miliardi di euro, un utile netto di 99,85 milioni di euro e un patrimonio netto di 1,118 miliardi.

Il 2025 ha confermato la complessità di un contesto in rapido mutamento, segnato da incertezza macroeconomica, tensioni geopolitiche e da un consumatore sempre più attento e selettivo. In questo scenario, Pac 2000A Conad ha continuato a crescere con coerenza, rafforzando la propria rete, consolidando il posizionamento competitivo e investendo sui fattori che oggi fanno davvero la differenza: qualità dell’offerta, ampiezza dell’assortimento, convenienza e prossimità ai territori" dichiara l'Ad Danilo Toppetti.

Le attività e i risultati

La collaborazione con 2.420 fornitori delle cinque regioni di operatività ha generato 1,190 miliardi di euro di valore economico nei territori. A questo si affianca un sostegno di oltre 2,5 milioni di euro destinato a progetti sociali, culturali e formativi.

Il nostro impegno è volto a rafforzare la competitività della rete attraverso l’evoluzione dell’offerta, la valorizzazione della mdd, l’innovazione dei format di vendita e il costante sviluppo delle competenze delle persone. Parallelamente, stiamo proseguendo il percorso di trasformazione digitale e di ammodernamento della rete commerciale, con l’obiettivo di offrire ai clienti un’esperienza sempre più efficace e vicina alle loro esigenze”, prosegue il direttore generale Francesco Cicognola.

La mdd

La marca del distributore si conferma una leva strategica per la differenziazione e la crescita del Gruppo. I prodotti a marchio Conad hanno registrato ottime performance sul fatturato complessivo della rete. In particolare incidono il 28,9% nel comparto del largo consumo confezionato e il 38,7% nei freschissimi.

Il Progetto Assortimento

L'iniziativa mira a ottimizzare l'offerta e l'esperienza d'acquisto, allineando la struttura dello scaffale alla reale domanda dei consumatori. Il progetto coinvolge 630 punti di vendita, 18 categorie merceologiche revisionate, mentre l'87% del fatturato della rete è coperto dall'iniziativa.

Fidelizzazione

La relazione con il cliente è sostenuta da un sistema di fidelizzazione sempre più centrale nelle dinamiche di vendita. Le carte fedeltà attive hanno raggiunto quota 3,561 milioni, mentre il transato con carta è pari a 5,49 miliardi di euro, che corrispondono all'82,3% delle vendite totali della Cooperativa.

Sviluppo della rete

Nel 2025 sono stati inaugurati 63 store tra cui diverse insegne Conad e 10 nuovi negozi Todis. A fine anno la rete contava 123 strutture specializzate (tra PetStore, Parafarmacie, Ottici e distributori di carburante).

La presenza nelle regioni

Nel 2025, la cooperativa ha ottenuto una quota di mercato complessiva del 20,15%. Pac2000A Conad ha ottenuto risultati importanti in tutte le regioni in cui è presente:

  • Lazio: 3,504 miliardi (+4,6% vs 2024) con 587 punti di vendita e una quota del 31,09%.
  • Campania: 1,400 miliardi (+3,3% vs 2024) con 347 store e 14,15% di quota di mercato.
  • Sicilia e Malta: 1,231 miliardi (+1,7% vs 2024) e 348 negozi (13,50%).
  • Calabria: 968,2 milioni (+7% vs 2024) con 206 store (28,60%).
  • Umbria: 817 milioni (+2% vs 2024) e 190 punti di vendita (32,42%).

 

Sviluppo rete in Area 4 dal 12 al 19 giugno 2026

Multicedi (VéGé) apre un supermercato Decò a Mugnano (Na) con macelleria e salumeria servite. Invece, Lidl consolida la rete a Napoli con un discount di 1.400 mq

DECÒ
Corso Italia 8
Mugnano (Na)
Multicedi (VéGé)

Data di apertura
29 maggio 2026
Format e location
Sul perimetro i banchi serviti di macelleria e salumeria.
Offerta
Fedele alla classica formula.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 9-13.
Addetti e casse
Due le casse in barriera.

LIDL
Via Pimentel Fonseca
Napoli
1.400 mq
Lidl Italia

Data di apertura
11 giugno 2026
Format e location
Lo store è stato costruito seguendo i più recenti standard di sostenibilità, dando vita a un edificio ad alta efficienza energetica, certificato in classe A4. Il supermercato è alimentato al 100% da fonti rinnovabili e dispone di un impianto fotovoltaico da 142 kWp.
Offerta
Rispecchia la classica offerta.
Servizi
Orario: lun-sab 8-21.30; domenica 8.30-21.30.
Addetti e casse
Sono state assunte 15 persone.

Nasce l’insegna Amici Pet Sì: il format bio di NaturaSì e Robinson

Primo punto di vendita Amici Pet Sì, nato dalla joint venture tra NaturaSì e Robinson Pet Shop, con un'offerta esclusivamente bio dedicata agli animali. Lo store di 40 mq si trova al Mercato Rombon di Milano

Dalla collaborazione tra l'insegna biologica NaturaSì e la catena Robinson Pet Shop nasce un format che coniuga i valori di entrambi gruppi. Il primo negozio Amici Pet Sì è stato inaugurato a Milano, all'interno del Mercato Rombon, accanto al già attivo supermercato NaturaSì.

Lo store

  • Si sviluppa su 40 mq
  • Comprende 800 referenze in assortimento
  • Dispone di una cassa.

A differenza dei petstore tradizionali, il format compie una scelta radicale: esclude totalmente le grandi marche industriali per concentrare in un unico spazio solo il meglio del cibo naturale e biologico disponibile sul mercato. Questa selezione rigorosa ed essenziale elimina la necessità di layout monumentali – tipici dei classici megastore da 200 metri quadrati – permettendo di presidiare superfici più contenute, comprese tra i 40 e i 50 metri quadrati, senza sacrificare la profondità dell'offerta. L'organizzazione interna dello store è stata studiata per offrire una visibilità ottimale e immediata. Gli spazi dedicati a cani e gatti sono nettamente distinti a livello espositivo, mentre le scaffalature a parete si integrano con gondole basse per garantire al cliente una visione ad ampio raggio del negozio.

L'offerta

L'offerta spazia tra crocchette naturali e fresh food, ricette grain-free e umido biologico, la dieta Barf monoporzione, una proposta innovativa già collaudata con successo nei negozi Robinson. La filosofia "zero chimica" non si limita al cibo: anche i giochi, la guinzaglieria e i prodotti per la cura e la pulizia dell'animale sono rigorosamente green-friendly, realizzati esclusivamente con materiali naturali, formulazioni bio o plastica riciclata.

La strategia

L'obiettivo di questa alleanza strategica è di trasferire l'ecosostenibilità e la cultura del benessere anche nel mondo degli animali da compagnia, esplorando segmenti di business ancora poco battuti. "Gli animali domestici fanno parte delle nostre famiglie e non vanno esclusi dalla visione e dal progetto di un’alimentazione sana per loro e sostenibile per l’ambiente", spiega Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì. A fargli eco è Gianni Casadei, presidente di Amici Pet Sì e titolare di Robinson Pet Shop, che sottolinea la volontà di offrire prodotti trasparenti, autentici e privi di Ogm o sostanze chimiche: "Il progetto nasce dalla totale condivisione dei valori di naturalità e sostenibilità. Se nel settore dell'alimentazione umana queste logiche sono consolidate da decenni, nel comparto dei pet la cultura della salute e della prevenzione è un fenomeno più recente".

 

I punti Fìdaty di Esselunga diventano crediti di mobilità con Scuter

Esselunga a Milano permette ai possessori di Fìdaty di trasformare i punti in crediti di mobilità da usare per il noleggio dei mezzi elettrici di Scuter

Esselunga a Milano dà il la a una partnership con Scuter, azienda che mette a disposizione mezzi di trasporto elettrici a 3 ruote disponibili da 5 mesi nell’area metropolitana.

Come funziona la partnership tra Esselunga e Scuter

Quali sono i vantaggi per i clienti fidelizzati del retailer? Potranno, tramite sito e app del player, trasformare i propri punti Fìdaty in crediti di mobilità da utilizzare per noleggiare i mezzi di Scuter. Si tratta di ciclomotori (fabbricati in Italia) equipaggiati di baule e pedana per alloggiare anche le borse della spesa.
Esselunga e Scuter si impegnano in questa maniera a incentivare comportamenti più green.

Accordo Esselunga-Scuter si allargherà ad altre città

L’accordo con Esselunga parte da Milano ma accompagnerà lo sviluppo in altre grandi città: attualmente operativo nel capoluogo lombardo con una flotta in espansione, il servizio di Scuter crescerà attraverso accordi in franchising in nuove città.

Scuter a Milano

Per ora, nei primi 5 mesi a Milano, l’app di Scuter ha superato i 12.000 download. La sua offerta è di “un sistema integrato -per come lo descrive Gianmarco Carnovale, ceo di Scuter- che comprende veicolo, piattaforma e servizio, […] capace di offrire un’alternativa […] all’auto privata nei contesti urbani”.

La mobilità a Milano

Ne comune di Milano quello della mobilità sostenibile è un tema spesso agli onori delle cronache, tant’è che l’amministrazione vuole incentivare i cittadini ad adottare scelte ecologicamente responsabili. L’ultima, da questo punto di vista, è la proposta di adesione del comune al programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana, istituito dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in collaborazione con Mef e Infrastrutture, programma che mette a disposizione 500 milioni di euro per le città metropolitane e i principali comuni al fine di sostenere progetti che migliorino la qualità dell’aria, ridurre le emissioni e promuovere forme di mobilità più sostenibili. Per Milano è prevista una quota di finanziamento pari a 17,57 milioni di euro. Tra le proposte del comune c’è la promozione della domanda di mobilità sostenibile e intermodale, anche con l’erogazione di incentivi a chi cambia mezzo di trasporto nel tragitto casa-lavoro e casa-studio, tra e altre cose.

Esselunga apre a Everli: la spesa online diventa un ecosistema

Euronics investe su fedeltà e innovazione omnicanale

Euronics Italia_Presidente Diego Crisafulli e i VicePresidenti Elena Vipiana e Raffaele La Torre
Euronics supera i 2 miliardi di fatturato al dettaglio. Omnicanalità, AI e loyalty trainano la relazione con i clienti

Euronics ha rafforzato la propria presenza sul territorio con l’apertura di 16 nuovi punti di vendita nel 2025, tra diretti e affiliati, senza trascurare lo sviluppo omnicanale e dei servizi a valore aggiunto. Oggi Euronics ha 258 punti di vendita diretti a insegna Euronics, Comet e SME e nei 164 affiliati, per una rete totale del Gruppo di 423 store e 7.200 collaboratori. Nell’esercizio chiuso il 31 dicembre 2025 e approvato il 27 maggio 2026, Euronics ha registrato un fatturato di oltre 250 milioni di euro e un utile ante imposte superiore a 330.000 euro. Le vendite al pubblico realizzate dalle imprese socie hanno superato 2 miliardi di euro (al netto Iva). Euronics ha una quota di mercato nei technical goods che sfiora il 24%.

Diego Crisafulli, nuovo presidente di Euronics

Contestualmente all'approvazione del bilancio 2025, l’assemblea dei soci ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione di Euronics Italia SpA e il nuovo presidente, Diego Crisafulli, affiancato dai vicepresidenti Elena Vipiana e Raffaele La Torre.

Il Gruppo ha continuato a investire nell’innovazione tecnologica e nell’integrazione tra canali fisici e digitali, con l’obiettivo di offrire un’esperienza sempre più fluida, personalizzata e vicina alle esigenze dei clienti. L’indice NPS (Net Promoter Score) ha raggiunto il massimo storico di 73% anche grazie al lancio del nuovo programma fedeltà Star Club che registra performance in crescita rispetto alla precedente edizione: in sole 6 settimane oltre  300.000 iscritti.

Aumenta di oltre 12 punti percentuali rispetto alla precedente edizione anche l’incidenza delle transazioni loyalty sul totale, accompagnata da una crescita dell’87% dello scontrino medio loyalty. In forte aumento anche l’interesse verso i meccanismi premiali del programma: i buoni sconto Euronics richiesti tramite conversione punti crescono del 38%, e sono più che raddoppiate le richieste dei coupon messi a disposizione dai partner del programma.

La crescita dei servizi click&collect e "ship from store"

Il negozio online (+11% rispetto al 2025), si conferma un asset strategico per il Gruppo e centrale nell’esperienza dei clienti mentre il servizio Click&Collect con una quota del 27%, conferma la sinergia tra canale fisico e digitale. In espansione il progetto di “Ship from Store” che riduce i tempi di consegna.

Rimanendo nell’ambito dell’innovazione digitale, Euronics è stata la prima a lanciare in Italia il personal shopper AI, denominato Ronics, con risultati a quanto pare incoraggianti (+53% di conversion rate dei clienti che hanno utilizzato Ronics) che inducono l’azienda a sviluppare anche nel 2026 servizi a supporto del cliente mediati dall’intelligenza artificiale.

Euronics continua a investire nello sviluppo delle competenze e nella formazione attraverso Euronics Academy, coinvolgendo collaboratori e rete vendita in percorsi dedicati all’evoluzione del retail, dei servizi e delle nuove tecnologie. Nel 2025 creati 183 nuovi posti di lavoro.

Massimiliano Iovino, direttore generale Euronics

Il 2025 ha rappresentato per Euronics un anno di consolidamento e rafforzamento del proprio posizionamento sul mercato -commenta Massimiliano Iovino, direttore generale di Euronics Italia Spa-. I risultati raggiunti confermano la solidità di un modello fondato sulla vicinanza al cliente, sulla competenza della rete e sulla capacità di evolvere interpretando rapidamente i cambiamenti del mercato e dei consumi. In uno scenario in continua trasformazione, abbiamo continuato a investire nello sviluppo dei servizi, nell’innovazione omnicanale e nella qualità della relazione con le persone, con l’obiettivo di rendere la tecnologia sempre più accessibile, concreta e vicina alla vita quotidiana dei clienti”.

Bar e pubblici esercizi, calo inarrestabile di imprese

Indagine Fipe sulla demografia d'impresa: il settore dei pubblici esercizi ha perso quasi 10.000 imprese in dieci anni. Profondo rosso per i bar (-18,2%)

Bar e tabacchi sono i campioni della prossimità per consistenza numerica. È un dato acquisito, storico: non c’è quartiere cittadino che non abbia uno o più bar. E le tabaccherie hanno una presenza più capillare anche delle farmacie. Lo conferma lo studio realizzato da Fipe-Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne. Su 7.900 comuni italiani, soltanto 162, pari ad appena il 2% del totale, sono privi di almeno un bar o un ristorante, e quel totale è rappresentato da una rete capillare di oltre 262.000 imprese attive con una densità pari a un esercizio ogni 182 abitanti.

Il rovescio della medaglia è che questo settore non si sviluppa più a ritmo galoppante: la sua storia oggi è costellata di chiusure (anche di attività storiche, punti di riferimento per decenni di quartieri cittadini) e vendite o subentri gestionali, fenomeni imputabili a una variegata serie di fattori, primo dei quali la difficoltà di rimanere sul mercato a causa dei costi di gestione (soprattutto il caro-affitti). In dieci anni, dal 2015 al 2025, ha perso 10.000 imprese a livello nazionale, con un calo del 3,7%. La crisi è in particolare dei bar: in un decennio sono diminuiti di 22.300 unità (-18,2%) in tutta Italia: secondo Fipe, la diminuzione è da attribuirsi principalmente alla trasformazione di bar in ristoranti, più che a una vera e propria chiusura di attività.

Chiusure al Nord, boom al Sud

Grandi divergenze vediamo, inoltre, avvicinando la lente alla geografia del Paese: molte città del Centro-Nord guidano la classifica delle chiusure, con Trieste che ha registrato la flessione maggiore perdendo 172 attività (-16%), seguita da Pisa (-114 imprese, -14,6%), Pesaro (-92, -18,3%) e Ancona (-78, -17%); succede il contrario in diverse piazze del Mezzogiorno dove bar, ristoranti, take away e gelaterie/pasticcerie aumentano: Napoli è in testa, con 704 nuove attività (+19,7%), seguita da Palermo (+163 imprese, +8,7%), Bari (+76, +5,8%) e Taranto (+71, +10,6%), a conferma che la ristorazione resta un’efficace modalità di autoimpiego in alcune zone del Paese, dove l’occupazione è più problematica.

L’indagine Fipe analizza anche l’evoluzione del settore nei centri storici delle grandi e medie città, aree nelle quali le mode del mercato hanno spesso causato un’eccessiva concentrazione dell’offerta e lo sviluppo di forme di ristorazione più informali che fanno dell’assenza di servizio, di personale e di spazi ridotti all’osso il punto di forze del business. Il risultato sta nella crescita di rilevanti esternalità negative in termini di pressione antropica, rumore, rifiuti,

Alcuni esempi: nella zona di Porta Venezia a Milano le attività di ristorazione con somministrazione sono aumentate del 53,2% e quelle da asporto del 32%, mentre a Roma, in una porzione del quartiere di Trastevere, i take away registrano un +33,3% mentre i bar tradizionali calano del 24,1%. Spinte da affitti ormai insostenibili e da costi di gestione sproporzionati (come la Tari calcolata su parametri poco rappresentativi), molte attività si sono trasformate in locali di metratura ridotta senza servizio e con poco personale. Questa proliferazione di take away, orientati in moltissimi casi a forme di vendita aggressive e focalizzati principalmente sull’offerta di bevande alcoliche per tenere i prezzi bassi, produce pesanti esternalità negative. L'abuso di alcol, il rumore e il degrado urbano danno vita a forme di malamovida che penalizzano cittadini e imprenditori.

Proposta Fipe contro la malamovida

Crisi o non crisi, i bar rimangono punti di riferimento per la vita dei quartieri. Fipe sottolinea il servizio essenziale dei pubblici esercizi, ma anche il loro ruolo di “presidio vitale di relazioni sociali e sicurezza sul territorio”. Non si possono però negare crescenti problemi legati alla sicurezza che sorgono soprattutto (ma non solo) in certe vie dei centri urbani dove più "pulsante" (per usare uno stereotipo) è la vita serale e notturna. Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio, ritiene ineludibile un cambio di cultura e approccio da parte delle amministrazioni locali per governare meglio il territorio:

“Le dinamiche in atto nei nostri centri storici richiedono un governo attento e una visione strategica, non semplici interventi tampone, con ordinanze che si limitano solo ad introdurre nuovi divieti -commenta Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio-Affrontare le criticità legate alla malamovida esclusivamente attraverso ordinanze restrittive sugli orari e sulle modalità di svolgimento dell’attività significa colpire le imprese sane, senza risolvere il problema alla radice. Va invece ripresa la capacità di governare il territorio e lo sviluppo ordinato delle attività commerciali soprattutto nelle aree critiche delle nostre città, limitando la proliferazione indiscriminata di format che dequalificano la vocazione dei centri storici. Programmare questa attività preventiva oggi è possibile grazie a strumenti normativi attenti alla sostenibilità ambientale, sociale e alla mobilità urbana, oltre che alla tutela e salvaguardia delle zone di pregio artistico, architettonico e monumentale delle città. Per questo chiediamo alle amministrazioni locali di tornare ad esercitare una vera funzione di governo del territorio limitando l’apertura di nuove attività in aree già critiche e contrastando tutte le forme di dumping commerciale che oggi non sono dannose solo per i pubblici esercizi, ma per la vivibilità stessa delle città. Lasciare libertà di accesso indiscriminato salvo poi intervenire con ordinanze che limitano lo svolgimento dell’attività è un rimedio peggiore del male".

Ristorazione 2026: consumi a 100 miliardi di euro ma calano imprese e occupazione

Gruppo Gabrielli (Selex) al fianco del Banco Alimentare

Il 18 giugno si terrà l'evento Un dono per il Banco che vedrà coinvolti 31 punti di vendita Oasi del Gruppo Gabrielli in 5 regioni

Il supporto alle comunità locali è per tanti retailer un punto fermo della propria filosofia e importante strumento per consolidare il legame con il territorio. In questo ambito si collocano le iniziative attivate da Gruppo Gabrielli (Selex) che sosterrà ancora una volta la Fondazione Banco Alimentare Ets in occasione dell'appuntamento Un dono per il banco programmato per il 18 giugno.

"Questa iniziativa rappresenta uno dei pilastri fondamentali della nostra strategia di responsabilità sociale d'impresa, ma soprattutto un modo concreto per restituire valore ai territori in cui operiamo attraverso il concetto cardine di vicinanza alle persone -ha dichiarato Barbara Gabrielli, direttore della comunicazione di Gruppo Gabrielli-. Siamo convinti che la vera solidarietà si esprima attraverso azioni di prossimità: questo progetto, infatti, va oltre la semplice donazione economica e mira a creare una filiera della solidarietà condivisa”.

Come si svolge l'attività

In questa azione saranno coinvolti i 31 punti di vendita del gruppo, situati in 5 regioni, della rete Oasi con il duplice obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della povertà diffusa e di dare continuità a una partnership storica tra il Gruppo marchigiano e Banco Alimentare, che già nell'edizione del 2025 ha permesso all'azienda di donare prodotti.

Il cuore dell'iniziativa risiede nel coinvolgimento attivo dei cittadini, basato su una dinamica d'acquisto semplice. Con una spesa minima di 30 euro, i clienti riceveranno alla cassa un invito speciale: scegliere uno tra tre talloncini, ciascuno corrispondente a un bene di prima necessità cruciale per le strutture caritative:

  1. Polpa o passata di pomodoro
  2. Tonno sott'olio
  3. Olio di semi o extravergine d'oliva.

Una volta selezionata la propria preferenza, il cliente, supportato dal personale di cassa, potrà inserire il talloncino nell'urna dedicata, posizionata nel totem informativo all'uscita delle casse. Ad affiancare la clientela durante l'intera giornata del 18 giugno ci saranno anche i volontari del Banco Alimentare, presenti nei punti di vendita per dialogare con i cittadini e sensibilizzare la comunità sull'importanza della condivisione.

Al termine della giornata l'azienda effettuerà lo spoglio delle urne, quantificherà i prodotti più votati e provvederà direttamente all'acquisto e alla consegna della merce ai magazzini del Banco Alimentare. Da qui, la rete logistica dell'associazione si occuperà della distribuzione capillare alle organizzazioni partner e alle famiglie del territorio.

Su questa collaborazione, Marco Piuri presidente di Fondazione Banco Alimentare Ets, dice: "Un dono per il Banco è una iniziativa molto importante per la nostra rete, perché ci permette di integrare le eccedenze recuperate dai negozi con alimenti molto ricercati e necessari per chi fa aiuto alimentare".

I risultati delle passate attività

Nel corso del 2025, questa attività ha coinvolto 19 store, consentendo il recupero complessivo di oltre 54.270 kg di prodotti alimentari. Un dato di forte rilievo sociale che, secondo le metriche del Banco Alimentare, equivale a circa 108.540 pasti distribuiti (calcolati su un'unità di misura di 500 grammi a pasto).

Pret a Manger, crocevia internazionale per i viaggiatori

Pret A Manger è un'insegna molto focalizzata sul canale travel: lo conferma l'apertura alla stazione di Bologna Centrale

Pret A Manger ha aperto nella stazione dell'Alta Velocità Bologna Centrale il secondo punto di vendita all'interno di uno scalo ferroviario. Questa nuova apertura, anticipata da Gabriele Morisi, direttore sviluppo canale travel di Chef Express, in occasione del debutto di Pret a Manger a Milano Stazione Centrale, fa parte di un piano di sviluppo che poterà la catena a una trentina di aperture nei prossimi dieci anni, ed è al momento la nona in Italia della catena inglese di caffetterie nota per i suoi piatti preparati al momento e il caffè biologico. Il marchio è gestito in Italia in esclusiva da Chef Express (Gruppo Cremonini), che ne sta guidando l’espansione nei principali snodi di trasporto, tra cui stazioni ferroviarie, aeroporti e aree di servizio autostradali. Il punto vendita nella stazione ferroviaria dell'alta velocità di Bologna si trova nella Hall al livello -2. Offre 60 posti a sedere e darà lavoro a circa 30 nuovi dipendenti. È aperto tutti i giorni dalle 6 alle 21.30.

Sempre a Bologna, Pret A Manger ha recentemente aperto un punto di vendita all’interno dell’aeroporto Guglielmo Marconi, area partenze tra i gate 4 e 5.

Attualmente Pret A Manger in Italia è negli aeroporti di Milano Malpensa (3 punti di vendita), di Bergamo Orio al Serio (2), e Bologna, e nelle stazioni di Milano Centrale, Bologna Centrale e nell’area di servizio San Martino sull’autostrada A1 vicino a Parma. Prossime aperture sono previste alla Stazione Termini di Roma e agli aeroporti di Roma Fiumicino e Venezia.

I panini di Pret A Manger, prodotti iconici della catena

Il menu

Due parole sull'offerta perché caratteristica di Pret A Manger. Come in ogni negozio Pret, il personale servirà un menu composto da caffè biologico e piatti preparati al momento ogni giorno nella cucina interna. Il menu di Bologna Alta Velocità propone alcuni dei panini più popolari di Pret, tra cui il Classic Super Club con petto di pollo, pancetta affumicata e pomodori freschi; un'ampia selezione di baguette come quella vegetariana con cheddar e chutney di cipolle; e la baguette più venduta con pollo e pancetta, condita con Caesar.

Il menu comprende anche zuppe e insalate fresche. Per colazione e pomeriggio pasticcini, croissant salati caldi, vasetti di yogurt e frutta, frullati. I dolci di Pret, tra cui biscotti, muffin e barrette, sono accompagnati da una selezione di bevande preparate dal barista, tra cui latte macchiato, cappuccino, mocha e tè, serviti caldi o freddi con latte biologico e alternative ai lattici 

Il piano di Sainsbury’s per rivoluzionare la spesa quotidiana

Sainsburys
Sainsbury's ha lanciato una nuova etichettatura Full on Fibre su oltre 500 prodotti per migliorare la spesa degli inglesi e promuovere un'alimentazione sana

Una ricerca condotta da Sainsbury's rivela che, sebbene tre quarti degli intervistati dichiarino di sapere cosa siano le fibre, appena la metà riconosce la frutta (52%) o i legumi (58%) come fonti principali. Parte da questa consapevolezza la nuova operazione dell'insegna che intende rendere l'alimentazione sana più semplice ed economica. Da qui parte la strategia che porterà l'insegna ad aggiungere migliaia di tonnellate di fibre e milioni di porzioni extra di frutta e verdura nei piatti delle famiglie britanniche. Attraverso una serie di nuove iniziative, l'azienda aiuterà i consumatori a superare la complessità delle diete moderne, rimettendo il cibo fresco e ricco di fibre al centro di ogni pasto.

Nasce con questo intento l'etichettatura Full on Fibre su oltre 500 prodotti: 100 di questi prodotti sono già inclusi nelle promozioni Aldi Price Match o Nectar Price, applicati ad alimenti base della spesa quotidiana come avena, fagioli e broccoli. Il bollino sarà presente anche su nuovi prodotti in lancio quest'estate, come i Burger vegetariani in stile mediterraneo di Sainsbury's e la Granola con mela e mix speziato.

"Vogliamo cambiare le cose. Stiamo facendo un passo in più per offrire i prodotti salutari di uso quotidiano a un ottimo prezzo, partendo da fibre, frutta e verdura, eliminando la confusione" spiega l'Ad Simon Roberts. Anche Anna Taylor, direttrice esecutiva di The Food Foundation, ha commentato positivamente l'iniziativa: "Accogliamo con favore la decisione di introdurre un programma di integrazione per l'iniziativa Healthy Start; vorremmo che venisse adottato da tutti i retailer per sensibilizzare l'opinione pubblica e garantire un migliore accesso a frutta e verdura per i bambini piccoli".

Il sostegno ai più piccoli e alle famiglie vulnerabili

In parallelo, Sainsbury's sostiene i breakfast club scolastici (i club della colazione gratuiti del Dipartimento dell'Istruzione) fornendo alle scuole buoni regalo. Finora il progetto ha supportato oltre 1.250 scuole, offrendo colazioni gratuite a più di 300.000 bambini in tutta l'Inghilterra. Dall'inizio del programma, sono già state servite dieci milioni di colazioni gratuite. Invece, per chi ha redditi più bassi, Sainsbury's sta sviluppando soluzioni mirate, tra cui un contributo aggiuntivo di 3 sterline destinato ai beneficiari del programma statale Healthy Start Scheme, per supportare le famiglie che ne hanno più bisogno.

Sviluppo rete in Area 3 dal 12 al 19 giugno 2026

Conad Nord Ovest rinnova il supermercato Conad di Pontremoli (Ms) di 350 mq, dotato di panetteria, pasticceria e macelleria serviti e pescheria a libero servizio

CONAD
Via Monsignor Giovanni Sismondo 24/30
Pontremoli (Ms)
350 mq
Conad Nord Ovest

Data di apertura
11 giugno 2026
Format e location
Riapre dopo il restyling con spazi rinnovati.
Offerta
L’offerta si concentra sui reparti freschi e sulle eccellenze della Lunigiana, valorizzate da oltre 400 referenze locali e della linea I Nostri Ori. Tra specialità artigianali, come testaroli e torte d’erbi, spiccano anche produzioni interne, carni selezionate, pesce fresco e vini di pregio.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 8-13. Tra i servizi: wi-Fi gratuito, pagamento bollettini, ricariche telefoniche, utilizzo di buoni pasto e buoni celiaci. È inoltre consentito l’accesso agli animali domestici, attraverso l’utilizzo degli appositi carrelli per piccole taglie.
Addetti e casse
Impiega 13 addetti.

Tra aperture e ristrutturazioni: i programmi di Inditex per l’Italia

La vetrina d'angolo in Via Torino 15 a Milano
Dall’azienda arriva una panoramica delle strategie nella Penisola, a valle di conti trimestrali in sensibile crescita

Nuove aperture e ristrutturazioni di alcuni punti di vendita per Inditex in Italia. Il colosso spagnolo, proprietario di marchi come Zara, Pull&Bear, Oysho e Bershka, ha chiuso i conti del primo trimestrale fiscale (dal 1° febbraio al 30 aprile con vendite per 8,75 miliardi di euro, in crescita dell'8,8% a cambi costanti. L'utile netto del trimestre è salito del 5,4%, raggiungendo quota 1,4 miliardi di euro, mentre il margine lordo si è attestato al 61,2%, in aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

La presentazione di questi dati è stata l’occasione per fare il punto sulla strategia dell’azienda. “Il 2026 continua ad andare bene”, fanno sapere. “Le nostre collezioni sono state accolte molto positivamente dai clienti, con risultati molto soddisfacenti sia nei negozi sia online, positivi in tutti i format e in tutte le aree geografiche”.

L’Italia continua a essere uno dei mercati chiave per il gruppo iberico. Nel 2025, le nostre collezioni sono state accolte molto positivamente dai clienti, con una crescita delle vendite che ha contribuito ai solidi risultati raggiunti dal gruppo, confermando la nostra posizione sul mercato. “Parallelamente abbiamo investito nell’ammodernamento dei nostri negozi esistenti, rinnovandoli e ampliandoli per migliorare l’esperienza d’acquisto e, soprattutto, il coinvolgimento dei nostri clienti, che rappresenta uno dei pilastri del nostro modello di business”.

Tra le novità: apertura di Zara Home a Milano, in Viale Pasubio; riapertura di Zara Palazzo Bocconi dopo il restyling; apertura di Zara Palazzo Verospi, negozio interamente dedicato alla collezione Uomo nello storico edificio di Via del Corso; apertura di Zara e Zara Man all’interno del centro commerciale CityLife di Milano; ristrutturazione di Bershka a Napoli, in Via Toledo; apertura di un negozio Pop-Up Pull&Bear a Milano, in Via Capelli; apertura del secondo negozio Lefties in Italia all’interno del centro commerciale Il Leone di Lonato, a Brescia. Guardando in prospettiva, inoltre, durante la seconda metà dell’anno in corso, Massimo Dutti aprirà un flagship store a Roma, all’interno di uno storico edificio situato in Via del Corso.

Quanto ai concept commerciali “si basa su negozi ampi, dotati degli strumenti tecnologici più innovativi per offrire al cliente un’esperienza unica e integrata con le piattaforme online”. Questo, aggiunge, “comporta nuove aperture e ristrutturazioni in location strategiche, l’espansione dei nostri format in nuove città e territori e il lancio di nuovi servizi per elevare ulteriormente l’esperienza di acquisto”. Infine, conclude, “il nostro team continua a essere un elemento fondamentale del nostro successo: oggi contiamo quasi 10 mila dipendenti che lavorano con noi, una forza lavoro che ci consente di portare avanti i nostri obiettivi di crescita e innovazione”.

Coralis traccia il futuro del retail di prossimità alla Convention 2026

Il Consorzio Coralis si riunisce a Cefalù tra analisi di mercato, retail tour e focus sull'integrazione della marca privata

Il valore della distribuzione indipendente non risiede soltanto nei numeri, ma soprattutto nella capacità di creare relazioni, generare comunità e valorizzare i territori in cui gli operatori si muovono ogni giorno. Con questa riflessione Eleonora Graffione, presidente di Coralis, traccia il bilancio e sintetizza lo spirito della Convention 2026 del Consorzio, svoltasi al Pollina Resort, alle porte di Cefalù (Pa).

L'appuntamento annuale ha visto la partecipazione di circa sessanta professionisti tra soci, partner e collaboratori, riuniti in Sicilia. L'edizione di quest'anno è stata strutturata per alternare momenti di approfondimento professionale e sessioni strategiche a visite sul territorio e occasioni di confronto informale. Questo approccio integrato ha confermato la centralità della condivisione e del networking associativo, elementi considerati fondamentali dal Consorzio per consolidare la presenza della distribuzione indipendente e il suo legame con il tessuto locale.

"Abbiamo vissuto giorni intensi e ricchi di contenuti -ha evidenziato Eleonora Graffione-. La Sicilia, con la sua storia, la sua cultura e la sua energia imprenditoriale, è stata la cornice ideale per riflettere sul valore dei territori e sulle opportunità che nascono quando persone, imprese e comunità lavorano insieme."

La convention

Il programma dell'evento ha preso il via con un retail tour incentrato su una delle realtà più dinamiche del Consorzio. I partecipanti hanno visitato alcuni punti di vendita di Prezzemolo&Vitale e l'enoteca con cucina Retrobottega L'Enoluogo di P&V, osservando da vicino un modello distributivo capace di coniugare alta qualità, specializzazione e forte radicamento territoriale. La visita ha offerto anche l'opportunità di analizzare l'inserimento delle linee a marchio del distributore firmate Coralis all'interno di assortimenti già consolidati. I lavori congressuali, moderati da Cristina Lazzati, direttrice di Gdoweek e Mark Up, si sono aperti con i contributi di Equilibra e MartinoRossi, due aziende di primo piano nel comparto del largo consumo. Giovanni Ventimiglia (Area Manager di Equilibra) ha analizzato i trend legati al benessere e alla cura della persona, evidenziando la capacità di intercettare le nuove richieste dei consumatori. Roger Puglisi (National Account Manager di MartinoRossi) ha invece illustrato l'evoluzione dei prodotti a base vegetale e degli ingredienti funzionali, mercati in forte crescita spinti dall'attenzione verso la salute, la sostenibilità e l'inclusività alimentare.

Sul fronte del marketing e del loyalty, Pierpaolo Rossi e Corrado Marchetti di Coro Marketing hanno delineato le prossime attività promozionali del Consorzio. I nuovi progetti mirano a incrementare il traffico nei punti di vendita e a rafforzare la relazione con i clienti, combinando la valorizzazione dell'identità dei singoli soci con la forza complessiva del sistema Coralis.

Il quadro macroeconomico e competitivo è stato tracciato da Oriana Romeo, Senior Economist dell'Area Studi Mediobanca. Dalla ricerca è emersa la solidità della grande distribuzione organizzata italiana, caratterizzata dalla crescita costante della marca privata, da forti investimenti in tecnologia e risorse umane e dalla centralità dei territori. L'analisi ha evidenziato in particolare le ottime performance delle imprese del Sud Italia, capaci di superare in diversi casi la media nazionale grazie a flessibilità organizzativa, logica di prossimità e profonda conoscenza del consumatore locale.

Il ruolo sociale del retail di prossimità

La relazione di Giorgio Di Tullio, consulente ed esperto di trasformazione organizzativa, è stata incentrata sul concetto di "Glocality" e sul punto di vendita inteso come infrastruttura sociale. Di Tullio ha spiegato come il futuro del commercio non sia legato necessariamente alle dimensioni delle organizzazioni, bensì alla loro rilevanza nei contesti locali. In un'epoca segnata da forte digitalizzazione e spopolamento di diverse aree del Paese, il negozio di prossimità supera la funzione di semplice luogo di acquisto per diventare un presidio del territorio capace di generare fiducia e mantenere vive le comunità.

La transizione richiesta alla distribuzione moderna è il passaggio da una logica di pura catena di fornitura (supply chain) a una catena di valore (value chain) basata sulla qualità delle relazioni. La sfida attuale consiste nel far dialogare merci e luoghi in modo bidirezionale, trasformando il punto vendita in uno spazio di cultura e appartenenza. Questo approccio si inserisce coerentemente nella visione dei soci Coralis, storicamente legati alle economie di prossimità.

I lavori si sono conclusi con la tavola rotonda Dai territori alla rete: cosa significa oggi non essere isolati, moderata sempre da Cristina Lazzati. Il dibattito, che ha visto il confronto tra Giusy Vitale, Pierpaolo Schierano e Roberta Gigante, ha permesso di condividere esperienze e modelli gestionali differenti, confermando l'importanza del confronto diretto tra imprenditori come pilastro per lo sviluppo futuro del Consorzio.

Ekom Up: la nuova app del discount Ekom (Sogegross-Agorà)

Gruppo Sogegross debutta con il suo primo ecosistema digitale: una nuova app dedicata ai clienti e un sito completamente rinnovato,

Gruppo Sogegross (Agorà) potenzia l'esperienza digitale con il lancio della nuova app Ekom Up, dedicata al canale discount Ekom, nata dall'osservazione delle tendenze di consumo dei consumatori: più informati, più connessi, più attenti al valore di ogni acquisto. L'app risponde a queste nuove esigenze digitalizzando l'esperienza d'acquisto direttamente sullo smartphone. Una volta completata la registrazione, il cliente ha accesso a vantaggi esclusivi come offerte per i titolari di carta fedeltà, coupon e buoni sconto strutturati sulle proprie abitudini di spesa. L'iniziativa supera la logica delle tradizionali promozioni di massa per dare vita a un piano di fidelizzazione personalizzato, capace di creare un rapporto stabile, diretto e duraturo tra il brand e il suo pubblico.

La strategia

Il lancio dell'app si affianca al rinnovamento del sito Ekom, riprogettato per offrire una navigazione più intuitiva e coerente con la nuova identità digitale dell'insegna. La grafica è stata aggiornata, mentre i contenuti sono stati riorganizzati per garantire una piena fruibilità da smartphone e desktop.

"Il lancio di Ekom Up rappresenta una tappa importante nel percorso di crescita della nostra insegna -dichiara Giuseppe Marotta, direttore business unit discount del Gruppo Sogegross-. Con questa nuova piattaforma mettiamo a disposizione dei clienti strumenti semplici e immediati per accedere a vantaggi esclusivi, consultare le promozioni e restare sempre aggiornati sull'offerta Ekom. Il nostro obiettivo è rendere l'esperienza di spesa ancora più comoda e vicina alle esigenze delle famiglie." E aggiunge: "Con Ekom Up e il nuovo sito poniamo le basi di un percorso destinato a evolvere nel tempo. Continueremo a sviluppare servizi e strumenti capaci di offrire un supporto concreto ai nostri clienti, mantenendo al centro i valori che da sempre caratterizzano Ekom: convenienza, qualità e attenzione alle persone.”

Sviluppo rete in Area 2 dal 12 al 19 giugno 2026

Ama Crai Est rinnova il supermercato Crai di Villa Estense (Pd) di 510 mq ampliando l'offerta in ortofrutta e la bakery con una selezione più ricca di prodotti da forno

CRAI
Via Cimitero Vecchio 4
Villa Estense (Pd)
510 mq
Ama Crai Est

Data di apertura
16 giugno 2026
Format e location
Lo store, riferimento storico della cittadina, è stato riorganizzato per valorizzare l’offerta dei prodotti freschi e delle specialità locali. Particolare attenzione è stata dedicata all’area bakery, ampliata e valorizzata con una selezione ancora più ricca di prodotti da forno, come il rinomato pane del Deserto, e di dolci tipici locali.
Offerta
In assortimento circa 4.000 referenze nelle varie categorie.
Servizi
Orario: lun-ven 8-13 e 15.30-20; sabato 8.30-20; domenica 9-13. Lo store accetta i buoni pasto e dispone di testi scolastici.
Addetti e casse
Nel punto vendita sono presenti 6 collaboratori (3 uomini e 3 donne) alcuni con una permanenza di oltre 20 anni.

 

Aldi torna alle origini: prezzi bassi ogni giorno, assortimento più compatto e marca privata

Corradomaria Vella, head of commercial Aldi Italia
Corradomaria Vella, head of commercial di Aldi Italia, racconta la nuova fase dell’insegna: più efficienza, oltre l’85% di mdd e convenienza al centro

A otto anni dall’ingresso in Italia, Aldi apre una nuova fase commerciale e torna all’essenza del proprio modello: assortimento compatto, prezzi bassi ogni giorno, freschi al centro e marca privata come principale veicolo di identità. Corradomaria Vella, head of commercial Aldi Italia, spiega come il “Back to Basics” diventi una scelta di posizionamento: meno complessità, più efficienza e una promessa di convenienza stabile, pensata per trasformare il punto di vendita in una destinazione di spesa sempre più riconoscibile.

Dall’ingresso in Italia, Aldi sembra essere entrata in una nuova fase di maturità commerciale: quali sono oggi le leve prioritarie su cui state lavorando per rendere il format sempre più riconoscibile, efficiente e competitivo?

Esatto. Siamo entrati in una nuova fase del nostro percorso in Italia. Dopo i primi anni, in cui abbiamo costruito la nostra presenza nel Paese e consolidato il rapporto con clienti, fornitori e territori, oggi ci poniamo un obiettivo ambizioso: rendere il modello Aldi ancora più riconoscibile e competitivo.
È nel nostro dna: il “Back to Basics”, che per noi si traduce in un ritorno alle origini della formula discount inventata più di 100 anni fa proprio da Aldi ma anche in una virata decisa verso l’essenziale. Cosa significa nel concreto? Un assortimento ancora più compatto, selezionato con cura e prezzi più bassi ogni giorno. Il cambiamento si vede anche nei negozi. Layout, percorsi, visibilità delle categorie, comunicazione interna e merchandising sono ripensati per rendere la spesa più semplice e veloce, senza fronzoli.
Il primo intervento concreto per dimostrare che la convenienza da Aldi è credibile e duratura è stato abbassare il prezzo di oltre 1000 prodotti, metà dell’assortimento, aumentando il price gap verso i nostri diretti competitor. L’abbiamo fatto fin da inizio anno e lo stiamo raccontando oggi in modo chiaro in punto vendita, nei volantini e su tutti i nostri touchpoint.

Partiamo dall’assortimento: quali sono oggi le categorie che più rappresentano l’identità commerciale di Aldi in Italia?

L'assortimento è il perno sul quale ruota questo importante cambio di passo ed è lì che si vede con più chiarezza il nostro approccio al discount moderno: essenziale, concreto, contemporaneo.
Prezzo, qualità e italianità sono i tre pilastri che guidano ogni scelta assortimentale di Aldi in Italia. Un’offerta di valore resa possibile anche grazie alle relazioni solide e di lungo periodo costruite con i nostri fornitori.
I freschi restano il cuore della nostra identità distintiva: ortofrutta, convenience, carne, latticini. Sono il biglietto da visita che proponiamo al cliente.
Nel nuovo posizionamento commerciale che stiamo presentando ai nostri clienti, anche il non-food diventa sempre più strategico. Lo abbiamo reso protagonista del percorso d’acquisto: più visibile, più intuitivo e più centrale anche nella comunicazione. Oltre metà del nuovo volantino "gira-volta" è dedicata proprio a queste referenze.
Il cliente Aldi oggi vuole convenienza e semplicità. Ha necessità di trovare quello che gli serve, al miglior prezzo e velocemente, scegliendo i nostri negozi come “main shop”. È esattamente quello che stiamo offrendo.

In un contesto in cui il carrello resta sotto pressione, come si costruisce una politica di prezzo credibile nel tempo e non solo aggressiva nel breve periodo?

Questo è il vero punto di svolta del nostro nuovo posizionamento commerciale: "Back to Basics", un ritorno all’essenza del discount, al modello originale inventato proprio da Aldi che si traduce in prezzi bassi ogni giorno. Per mantenere questa promessa serve un modello operativo estremamente efficiente: assortimento compatto e altamente selezionato, logistica semplificata, categorie razionalizzate sulle esigenze di spesa, controllo rigoroso dei costi lungo la filiera.
Il tutto è pensato per difendere ciò che conta davvero: il prezzo finale al cliente. È un approccio molto diverso dalla logica promozionale tradizionale.
Il consumatore deve sapere che entrando da Aldi trova convenienza reale ogni giorno, senza dover rincorrere il prezzo migliore. Possiamo dire che abbiamo un price gap significativo sugli articoli comparabili nei confronti dei retailer full range. È una relazione di fiducia fondata sulla trasparenza.
Da inizio anno abbiamo già abbassato i prezzi di oltre 1000 prodotti, metà dell'assortimento. È un impegno concreto che comunichiamo in negozio, a volantino e su tutti i canali. E da fine giugno una nuova campagna pubblicitaria racconterà questa filosofia con un tono autentico, semplice e, come sempre nelle nostre corde, ironico.

Aldi lavora con un assortimento più selezionato rispetto ad altri modelli distributivi. Qual è il punto di equilibrio tra semplicità di scelta per il cliente e capacità di coprire i diversi bisogni di consumo?

La semplicità è una scelta strategica e una delle forze principali del nostro modello. Il nuovo assortimento è ancora più compatto - 2.000 referenze - perché il consumatore oggi ha necessità di una spesa intuitiva, veloce ed efficiente mantenendo le priorità di prezzo e qualità.
Ogni prodotto è selezionato dai nostri buyer sulla base di dati di mercato, indici di rotazione e ascolto continuo dei clienti. Questo ci permette un controllo rigoroso su qualità, ricette, packaging e coerenza della proposta.
L'alta rotazione dei prodotti è fondamentale: garantisce leadership di costo, efficienza operativa e freschezza.
Tutto si traduce in ciò che conta davvero per il cliente: trovare i prezzi più bassi ogni giorno.

“Prezzi bassi ogni giorno” è la vostra nuova filosofia, una leva commerciale, ma anche una promessa. Quali sono gli elementi che permettono di mantenerla: scala, efficienza, selezione assortimentale, filiera, logistica?

Il nostro modello funziona perché ogni leva è perfettamente integrata con le altre. Aldi oggi può contare su una scala realmente internazionale, costruita anche in mercati competitivi come Stati Uniti, Regno Unito e Australia, dove l’every day low price si sta affermando perché risponde a bisogni reali: convenienza stabile, semplicità e affidabilità. La nostra dimensione globale ci consente efficienze negli acquisti, processi più evoluti e ottimizzazione lungo tutta la filiera. Disciplina e coerenza fanno il resto. Ogni scelta ha un obiettivo preciso: eliminare costi inutili per trasferire valore al cliente. E l’innovazione tecnologica in questo percorso avrà un ruolo sempre più centrale.
Per noi convenienza significa adottare un modello intelligente che faccia risparmiare alle famiglie italiane tempo e denaro, liberandole dalla rincorsa continua alle promozioni. È un cambio di paradigma.

Quanto pesa oggi la marca privata nel vostro modello e come si è evoluta rispetto ai primi anni di presenza in Italia?

La private label è il cuore pulsante di Aldi in Italia e rappresenta più dell’85% dell’intero assortimento. Non è solo convenienza: è la nostra identità. Attraverso le nostre linee controlliamo direttamente qualità, ricette, packaging, filiera e innovazione. Questo ci permette di costruire un rapporto di fiducia forte e continuativo con il cliente. Ed è grazie ai rapporti consolidati con i nostri fornitori che possiamo innovare continuamente, affinare formulazioni e dare spazio alle eccellenze territoriali.
Dietro questo modello ci sono rapporti solidi con fornitori italiani che consideriamo veri partner strategici. Circa l'80% della nostra offerta food proviene da fornitori italiani: è un elemento identitario fortissimo e un asset su cui continueremo a investire. Brand come "Regione Che Vai" e "I Colori del Sapore" lo dimostrano perfettamente: prodotti riconoscibili, territoriali, autentici e sempre più apprezzati dai clienti. Raccontano un'evoluzione consapevole dove la marca privata non è più soltanto uno strumento di convenienza, ma il principale veicolo della nostra identità. È autenticità e qualità accessibile, fatta di fiducia reciproca.

La marca privata nel discount non è più percepita solo come alternativa economica. Come lavorate su qualità, packaging, innovazione e distintività dei vostri prodotti a marchio?

Il nostro punto di partenza è la qualità, senza compromessi.
Oggi il cliente sceglie la private label per convenienza e qualità dettate dalla fiducia, costruite su coerenza, controllo e innovazione continua. Il nostro assortimento alimentare è in larga parte italiano e questo è un elemento distintivo forte nel mercato. Collaboriamo con fornitori selezionati attraverso relazioni di lungo periodo. Lavoriamo insieme su ogni dettaglio: qualità delle materie prime, ricette, packaging, leggibilità, posizionamento, certificazioni.
Con una rete agile di circa 200 negozi abbiamo una grande capacità di reazione: intercettiamo rapidamente trend emergenti, testiamo novità e portiamo innovazione in modo veloce ed efficace.
Brand come "Bonlà" (100% latte italiano da allevamenti selezionati), "Il Tagliere del Re" (salumi pregiati di tradizione artigianale) o "Il Podere" (carni 100% lavorate in Italia) raccontano perfettamente questa filosofia: prodotti di qualità italiana autentica, che mantengono un prezzo accessibile.

Il fresco è una delle aree più sensibili per il consumatore italiano. Che ruolo hanno ortofrutta, carne, gastronomia, pane e prodotti freschi nella vostra strategia commerciale?

I freschi sono un asse portante della nostra proposta. Parliamo di una selezione costruita con grande attenzione alla stagionalità, ai territori e alle abitudini di consumo locali. Fino a 130 referenze tra frutta e verdura che garantiscono convenienza, qualità e freschezza quotidiana. Ortofrutta, carne, salumi e latticini: applichiamo la stessa logica rigorosa per tutte le nostre categorie, cioè filiere controllate, origine tracciata, certificazioni, partnership consolidate con fornitori che conosciamo direttamente.
Il vero vantaggio? Il cliente entra, vede il meglio della nostra proposta, e il suo carrello si riempie di qualità già dalla prima corsia. Uova, pasta, sughi, olio, prodotti essenziali nella dieta mediterranea. Spesa quotidiana fatta con velocità, praticità e intelligenza. Il modello dei prezzi bassi ogni giorno rende tutto ancora più forte: il cliente non deve rincorrere promozioni, sa già che troverà convenienza reale.
La nostra idea di spesa è semplice: prezzi più bassi, più qualità, più velocità. E tutto inizia dai freschi. È lì che sentiamo la responsabilità di una vera promessa: qualità accessibile, ogni giorno.

Aldi propone circa 2.000 referenze e un assortimento molto razionale. Dove si innestano i nuovi trend di mercato?

Siamo sempre attenti ai trend di mercato e alle esigenze dei nostri consumatori. Non ci limitiamo alle referenze base, ma prodotti come kefir, skyr, yogurt greco, plant-based o, più di recente, la pinsa, sono parte del nostro assortimento. Inoltre, le promozioni “in & out” a prezzi imperdibili fino ad esaurimento scorte ci consentono di introdurre novità, prodotti tematici e referenze legate a momenti di consumo specifici. È un approccio che nasce dal dna di Aldi e che i clienti italiani apprezzano sempre di più perché porta varietà e dinamismo senza perdere semplicità.

Qual è il rapporto con i fornitori italiani? Che cosa chiedete loro e che cosa può offrire Aldi in termini di continuità, volumi, visibilità e crescita?

I fornitori italiani sono un tassello fondamentale della nostra identità e della proposta di valore per i nostri clienti. Cerchiamo, infatti, aziende che condividano la nostra visione: qualità costante, affidabilità, capacità di innovare e attenzione alla sostenibilità della filiera. In cambio offriamo continuità, programmazione e prospettive di crescita concrete grazie alla forza internazionale del Gruppo Aldi. Nelle mie esperienze precedenti nel Global Sourcing ho visto molte aziende italiane crescere proprio grazie alla possibilità di portare le proprie eccellenze nei mercati europei ed extraeuropei attraverso Aldi.
Quando un prodotto italiano eccelle, può raccontare l’Italia nel mondo. E noi vogliamo essere un acceleratore di questo percorso.

Le promozioni restano centrali nel mercato italiano. In un modello come il vostro, che punta molto sulla convenienza continuativa, che ruolo ha la leva promozionale?

Stiamo portando avanti un cambio di paradigma molto netto. Per anni il retail italiano si è basato soprattutto sulla pressione promozionale, ora noi stiamo invertendo questa logica.
Vogliamo che il cliente scelga Aldi consapevole di poter contare su prezzi trasparenti e affidabili, senza dover inseguire un’offerta temporanea di prezzo.
Ci tengo a chiarire che questo non significa eliminare completamente le promozioni. Queste ultime, fatte in periodi temporanei, con quantitativi limitati e prezzi particolarmente competitivi, continueranno ad avere un ruolo importante per creare scoperta, curiosità ed esperienza d’acquisto.
La vera evoluzione sarà il valore continuativo della nostra proposta presente ogni giorno, non limitata dunque all’eccezione promozionale.
La definirei una trasformazione culturale prima ancora che commerciale.

Il cliente Aldi è cambiato in questi anni? Avete intercettato nuovi target o nuove occasioni di consumo?

Il cliente oggi è molto più consapevole, informato ed esigente rispetto a qualche anno fa. E questo, per noi, è uno stimolo continuo a evolvere. Chi entra nei nostri negozi cerca convenienza, certamente, ma non solo. Cerca qualità, efficienza, semplicità di scelta e un’esperienza di spesa veloce e concreta.
Negli anni abbiamo intercettato pubblici sempre più trasversali: famiglie, giovani, consumatori attenti al rapporto qualità-prezzo ma anche clienti che prima non frequentavano il canale discount.
Credo che questo sia avvenuto perché il mercato sta premiando modelli chiari e coerenti. Oggi il consumatore vuole sapere cosa aspettarsi e vuole fidarsi dell’insegna che sceglie.
Il fatto di avere un assortimento coerente e riconoscibile su tutta la rete è un elemento molto forte di rassicurazione e affidabilità per i nostri clienti.

Quanto conta il punto di vendita nella costruzione della fiducia? Il format Aldi punta su leggibilità, velocità e semplicità: sono ancora elementi differenzianti?

Il punto vendita è senza dubbio la rappresentazione fisica della nostra promessa al cliente. È il motivo per cui abbiamo investito molto nel ripensamento del merchandising e dell’esperienza in negozio, ridisegnando completamente la disposizione delle categorie per rendere la spesa ancora più intuitiva, veloce e leggibile.
Il negozio di Aldi oggi è diverso da come era in passato. È un'altra rappresentazione del nostro cambiamento.
Blocchi verticali chiari, percorsi fluidi, comunicazione immediata e un’organizzazione costruita attorno alle reali esigenze di acquisto.
L’ingresso vede protagonista il reparto ortofrutta con una testata dove evidenziamo una selezione di prodotti del momento con prezzi particolarmente competitivi. La prima corsia è dedicata alla spesa essenziale degli italiani: uova, pasta, olio, sughi.
Il non-food è stato reso ancora più visibile e centrale, mentre gli spazi sono stati ottimizzati e le corsie sono state allargate per migliorare la fruibilità del negozio e agevolare chi fa spesa con grandi volumi.
Il nuovo posizionamento segue una logica molto semplice: il negozio deve essere funzionale al cliente e oggi, semplicità, velocità e leggibilità sono ancora elementi fortemente differenzianti.

Se dovesse indicare tre priorità commerciali per il 2026, quali metterebbe al primo posto: prezzo, qualità, freschi, marca privata, fornitori, sostenibilità, innovazione?

A otto anni dal nostro ingresso in Italia stiamo entrando in una nuova fase, più identitaria e coerente con il dna originale di Aldi, attraverso un modello di spesa differenziante che ha già dimostrato il suo valore a livello globale.
Se però devo sintetizzare la direzione del 2026, punterei su tre pilastri: prezzo, qualità e fiducia.
La convenienza resta il nostro terreno distintivo, il fiore all’occhiello che ha caratterizzato la nostra presenza in Italia sin dal 2018. Oggi la vera sfida è dimostrare che il prezzo basso ogni giorno può essere una promessa credibile, stabile e sostenibile nel tempo. È chiaro che si tratta di un cambio culturale importante all’interno di un mercato storicamente abituato a logiche promozionali sempre più spinte.
La qualità è ciò che rende quella promessa solida ed è un valore a 360 gradi, in termini di prodotti, filiere, relazioni con i fornitori ed esperienza complessiva in negozio.
E poi c’è la fiducia, che è il vero capitale da costruire e che implica coerenza, trasparenza e affidabilità, garantendo giorno per giorno quello che promettiamo.
Far parte di un grande Gruppo internazionale con standard qualitativi, etici e ambientali molto elevati ci consente di affrontare questa fase con una visione chiara e strutturata.
A otto anni dal nostro ingresso in Italia torniamo alle origini, ma con uno sguardo molto contemporaneo sul modo di fare retail oggi.

TheFork, un piatto prelibato per American Express

American Express ha comunicato la proposta di acquisto di TheFork per un corrispettivo di 700 milioni di dollari

TheFork, una delle più note piattaforme online per la ricerca e la prenotazione di ristoranti in Europa, Italia inclusa dove è molto conosciuta anche per via della pubblicità televisiva, potrebbe finire nel portafoglio di American Express che ha annunciato la proposta di acquisizione da Tripadvisor, con l'obiettivo di rafforzare la propria offerta nella ristorazione in Europa. TheFork, fondata nel 2007, mette in contatto milioni di utenti con oltre 50.000 ristoranti in 11 Paesi europei attraverso la propria piattaforma per la gestione delle prenotazioni, la relazione con i clienti e le attività dei ristoratori, affiancata da un’app e da un sito web per scoprire e prenotare ristoranti. American Express acquisterà TheFork per un corrispettivo pari a 700 milioni di dollari. L'operazione dovrebbe essere finalizzata entro fine 2026.

La proposta di acquisizione si inserisce nella più ampia strategia di American Express nel settore ristorazione e segue il successo delle acquisizioni di Resy e Tock. Nel loro insieme, queste piattaforme dovrebbero consentire ad American Express di estendere il proprio network a circa 75.000 ristoranti prenotabili.

Attraverso l'acquisizione di TheFork, American Express rafforzerebbe la propria offerta nella ristorazione in Europa e la capacità di offrire ai titolari di carta e ai consumatori l’accesso a ristoranti particolarmente richiesti, sostenendo al contempo la crescita del proprio business internazionale, uno dei principali motori di crescita del Gruppo.

TheFork continuerebbe a operare sotto la guida dell'attuale management, beneficiando al contempo della portata globale e della capacità di supporto di American Express.

"La ristorazione rappresenta uno dei principali ambiti attraverso cui le persone entrano in contatto con il nostro brand -commenta Rafa Marquez, presidente International Card Services di American Express-. Nel tempo, la proposta di acquisizione ci consentirebbe di rafforzare il nostro modello distintivo di membership, offrendo ai titolari di carta nuove opportunità per scoprire, prenotare e accedere a ristoranti di qualità, supportando al contempo i nostri partner della ristorazione nell'ampliare la propria clientela e sviluppare il proprio business. TheFork ha costruito una piattaforma di successo in tutta Europa, sviluppando solide relazioni con gli operatori del settore della ristorazione che arricchirebbero la nostra attuale offerta di servizi".

"TheFork è nata con l'obiettivo di supportare la crescita dei ristoranti e di rendere più semplice per i consumatori scoprire e prenotare ottimi ristoranti -aggiunge Almir Ambeskovic, chief executive officer di TheFork-. Grazie al supporto di Tripadvisor, abbiamo sviluppato una delle principali piattaforme europee per la prenotazione di ristoranti. American Express condivide il nostro impegno verso innovazione, qualità del servizio e ospitalità. Insieme avremo l'opportunità unica per accelerare la nostra missione, creando ancora più valore per i ristoranti e offrendo esperienze sempre più ricche e semplici a milioni di utenti in Europa".

Street Smash Burgers in una delle piazze storiche di Torino

Edited in Tezza with: Contraste, Brillo, & Exposición
Torino è al quarto posto in Italia nella classifica delle città con più alta domanda di smash burger, in base ai dati della piattaforma Glovo

Prima burgheria torinese per Street Smash Burgers, in via Principe Amedeo 49, a pochi passi da Piazza Vittorio Veneto, una delle piazze storiche e porticate del capoluogo piemontese, forse la più grande in Europa in questo senso. L’apertura fa parte di un programma di sviluppo che ha già portato all’inaugurazione di 5 locali a Milano e uno a Roma. Sviluppo, dunque, solo nei centri urbani di grandi città, come anticipato nel 2025 nell'intervista a Beatriz Santillana della quale riprendiamo alcuni brani in fondo all'articolo.

La nuova apertura torinese rappresenta una tappa importante nella strategia di sviluppo italiana di Street Smash Burgers, che vede in Torino una piazza ad alto potenziale per consolidare la propria community e rispondere a nuovi consumatori, sia nello store fisico sia attraverso la piattaforma Glovo, dove la città rimane una delle maggiori per importanza e numero di ordini a livello nazionale. Su Glovo gli smash burgers hanno registrato una crescita del 68% negli ultimi dodici mesi, con quasi 660.000 burger consegnati Torino, che si posiziona come la quarta città a livello nazionale per ordini in questa categoria. Anche grazie alla rinnovata collaborazione con Glovo, già rodata in Portogallo, i torinesi potranno provare non solo le specialità classiche di Street ma anche il nuovo prodotto in edizione limitata: il pastrami burger, sviluppato in collaborazione con Kau Barbecue.

Rafael Narvaez, direttore commerciale Glovo Italia

Street Smash Burgers è un esempio concreto di come Glovo possa supportare la crescita di brand food innovativi e il loro ingresso in nuovi mercati -commenta  Rafael Narvaez Gracia, general manager di Glovo Italia-. L’apertura a Torino rappresenta infatti un passaggio importante della nostra collaborazione per consolidare la presenza di Street nelle città italiane: dopo Milano e Roma, il brand arriva in una città che mostra già un forte interesse per la categoria degli smash burger e che si conferma strategica per Glovo per numero di ordini a livello nazionale”.

Street Smash Burgers è nata a Lisbona nel 2024 come iniziativa di quartieree si è rapidamente affermata nel segmento degli smash burger in Portogallo, per poi avviare un percorso di crescita internazionale che oggi vede 28 locali tra Portogallo, Italia e Svizzera.

 

Beatriz Santillana Martinez

Da Gdoweek 16_2025, intervista a Beatriz Santillana Martinez, cofondatrice di Street Smash Burgers

Sviluppo in Italia: aprirete direttamente o attraverso partner locali e in franchising?

Apriremo noi direttamente. Gestiremo in prima persona l’espansione, dai nostri uffici in Portogallo e a Milano. Questo ci dà la possibilità di tenere sotto controllo l’esperienza e di restare coerenti con i valori del brand, posizionandoci in modo forte dal primo giorno.

Qual è il vostro punto di vista sui centri commerciali? Li considerate una location importante per lo sviluppo?

Adesso ci stiamo concentrando sulle location urbane, ma non escludiamo i centri commerciali in futuro.

Come vi differenziate dalle altre catene specializzate nello smash burger?

La differenza, per noi, la fanno la qualità del prodotto, una ricetta segreta con la quantità di grasso perfetta e una tecnica smash infallibile, che ci permette di creare un burger come in Italia non si è mai visto. Oltre al prodotto, abbiamo un approccio autentico: cerchiamo una connessione con i clienti e creiamo l’atmosfera giusta. Siamo un’azienda giovane, creativa, piena di energia, e tutto questo si avverte anche nell’esperienza del consumatore.

Quali sono i vostri target in termini di fatturato, visitatori, ecc.?

Quest’anno (2025, ndr) chiuderemo a 10 milioni di euro di fatturato. La nostra traiettoria di crescita mostra quanto sono forti sia il concept, sia la risposta del pubblico.

Non pensate che il mercato degli smash burger sia già affollato?

Non pensiamo che il mercato dei burger in Italia sia troppo affollato, o almeno non con un concept come il nostro. Ci sono diverse grandi catene, sì, ma non offrono la nostra stessa qualità ed esperienza. Il nostro prodotto e il nostro brand sono molto diversi, e i clienti lo dimostrano ogni giorno.

A sostenere la crescita è una proposta pensata per il consumo contemporaneo, che unisce smash burger con brioche bun, alternative vegetariane e gluten free, patatine in diverse varianti: classiche, sweet e al tartufo e il pastrami burger, una novità che è già cult tra i clienti.

Italian Food Excellence

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