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Clai rafforza l’assortimento con tre referenze a marchio proprio

Si amplia l'offerta di Clai che presidia il segmento della carne confezionata con tre articoli hamburger, mini hamburger e tramezzini

Tre nuovi prodotti e ulteriori lanci nelle prossime settimane rafforzano l'offerta di Clai nel settore delle carni fresche. "La filiera Clai diventa ancora più forte e si consolida la nostra presenza nel libero servizio: i consumatori possono ora acquistare prodotti di carne fresca con la garanzia della qualità a marchio Clai", sottolinea Antonio Giovanetti, direttore generale Clai.

Si tratta di una scelta strategicamente importante per la realtà agroalimentare romagnola, che decide di entrare nel mondo delle carni fresche con una proposta di prodotti a marchio proprio. E lo fa grazie alla collaborazione commerciale con Cem, una realtà specializzata nel confezionamento, realizzato con le più moderne tecnologie per mantenere in modo ottimale le condizioni organolettiche della carne.

"Nel corso del tempo abbiamo maturato la necessità strategica di stringere un legame più stretto rispetto a quello che abbiamo sempre mantenuto con le realtà che si trovano a monte della filiera della carne: Clai è il partner giusto con cui condividere questo progetto" aggiunge spiega Marco Magnani, direttore generale Cem.

L'offerta

La linea comprende hamburger, mini hamburger e tramezzini con prosciutto e formaggio: tutti realizzati con carne di bovino e suino 100% italiana. Nello specifico, l’hamburger, dal peso di 150 gr, è presentato su un vassoio a cartoncino certificato FSC e ha una shelf life pari a 17 giorni. Il packaging film è sottovuoto skin, una tecnica di imballaggio in cui una pellicola plastica trasparente aderisce perfettamente alla superficie del prodotto. Invece, i mini hamburger si trovano in confezione da sei, di 35 grammi ciascuno, con carne di bovino e suino nati e una shelf life di nove giorni. Il packaging film è l’Atp: la carne in questo caso viene dunque inserita in una vaschetta sigillata dove l'aria è sostituita da una miscela di gas controllati con funzione protettiva. Infine, i tramezzini con prosciutto cotto e formaggio, realizzati con carne di bovino e suino, si presentano in vassoio da due pezzi, con una shelf life di otto giorni e con packaging film in Atp.

Editoriale | Creare valore oggi significa sapere anche a cosa rinunciare

Cristina Lazzati 2023

Per anni, crescere nel retail ha significato soprattutto aggiungere: punti di vendita, metri quadrati, assortimenti, promozioni, servizi, canali. Oggi, la crescita ha una grammatica diversa. Non meno ambiziosa, ma certamente più selettiva, perché quando i margini si assottigliano, aggiungere non è sempre sinonimo di creare valore.
La questione non è soltanto contenere i costi. Il punto è capire quali producono valore, quali investimenti costruiscono un vantaggio e quali complessità finiscono invece per alimentare soprattutto se stesse.
La diagnosi di Bain, che raccontiamo in questo numero, mette insieme crescita, produttività ed efficienza e restituisce un’indicazione netta: le risorse non possono più essere distribuite in modo uniforme: bisogna scegliere dove spingere, dove fermarsi, cosa semplificare e cosa rafforzare. E qui entrano in campo due P su cui si combatte da sempre al centimetro: prezzo e promozione; restano decisive, ma quando tutti presidiano la convenienza, la convenienza da sola distingue sempre meno.
Diventa allora più importante sapere che cosa rappresenta un’insegna, oltre al prezzo che espone sullo scaffale. Coop, Lidl, Coin e Mango sono casi diversi, ma pongono la stessa questione: un posizionamento funziona quando produce riconoscibilità e coerenza. Assortimento, servizio, linguaggio e negozio diventano pezzi della stessa identità. Poi c’è la rete e, anche qui la direzione non è semplicemente “più fisico” o “più digitale”.
Conad Nord Ovest torna vicino ai luoghi della vita quotidiana; Lidl Plus lega la relazione digitale alla frequenza nel negozio; Leroy Merlin usa il marketplace per ampliare l’offerta senza trasferire tutta quella complessità nei metri quadrati della rete.
Modelli diversi, accomunati dalla ricerca di una combinazione più produttiva tra prossimità, spazio fisico e digitale. Forse è proprio questo il punto. In un mercato maturo crescere non significa necessariamente occupare più spazio, ma usare meglio quello che si ha: capitale, negozi, dati, attenzione del cliente e forza del brand. È una crescita meno muscolare e più precisa. Richiede di rinunciare all’idea che tutto debba essere presidiato allo stesso modo e di accettare che la strategia serva anche a stabilire dove non andare. Per il retail potrebbe essere la forma più difficile della crescita, ma anche quella che vale di più.

Cristina Lazzati

Editoriale di Gdoweek n.14, 30 settembre 2026

Gdoweekly #181. MediaWorld 35. Esselunga-Adidas. Despar Nord

MediaWorld guarda al 2030. Esselunga, scarpe con Adidas. Despar Nord local. Benetton Jean's West a Roma. Granoro: pasta al centro

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

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Sviluppo rete Non food dal 25 settembre al 2 ottobre 2026

Mango sbarca a Parma nel nuovo centro commerciale Promenade con un negozio di 700 mq. Doppietta per Prénatal a Ferrara e Genova due punti di vendita, rispettivamente di 500 e 380 mq

MANGO
Via Samuel Morse 14
Parma
700 mq
Mango

Data di apertura
23 settembre 2026
Format e location
Il negozio si trova all’interno del nuovo centro commerciale Promenade.
Offerta
Propone le più recenti collezioni woman, man e kids del marchio.
Servizi
Orario: lun-dom 10-23.
Addetti e casse
Creati 15 posti di lavoro.

PRÉNATAL
Via Bologna 631
Ferrara
500 mq
Prénatal

Data di apertura
24 settembre 2026
Format e location
Il negozio si trova accanto allo store Toys center e rispecchia le direttive dell’insegna.
Offerta
Tipica offerta dedicata all’infanzia con abbigliamento e accessori.
Servizi
Orario: lun-ven 9.30-13 e 15-19.30; sabato 9.30-19.30; domenica 9.30-13 e 15.30-19.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

PRÉNATAL
Via Enrico Albareto 23
Genova Sestri Ponente
380 mq
Prénatal

Data di apertura
24 settembre 2026
Format e location
Anche questo store è stato aperto accanto a un negozio Toys Center in una logica di complementarità del gruppo che intende rafforzare le sue insegne.
Offerta
Offre collezioni di abbigliamento dedicate alle future mamme, ai neogenitori e a bambine e bambini da 0 a 10 anni, prodotti per la prima infanzia, dalla puericultura pesante alla puericultura leggera, fino ai prodotti essenziali per la cura quotidiana.
Servizi
Orario: lun-dom 9.30-19.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

Logistica senza attriti

Rendere efficienti i processi logistici permette di ridurre i costi che valgono fino all’11% del fatturato: servono investimenti mirati e una visione prospettica

La gestione della logistica e della catena di fornitura rappresenta oggi uno degli ambiti più critici, complessi ed evoluti dell’intero panorama economico legato alla moderna distribuzione e al settore del largo consumo. Diversi incontri nell’estate 2026 hanno fatto il punto sulle buone pratiche da mettere in campo per arrivare agli obiettivi, tra i convegni all’Università Liuc di Castellanza (VA), quello di Ecr Italia sui costi nascosti e la relazione tra produzione e distribuzione, oltre al convegno sulla filera e l’importanza della gestione da parte di un 3PL (Third Part Logistic), che abbiamo tenuto con Number1.

Per comprendere l’impatto di questo comparto sulle dinamiche delle aziende distributive, occorre partire dall’analisi quantitativa dell’incidenza dei costi logistici sul fatturato totale di un’impresa. In media, il peso della logistica sul fatturato si attesta intorno al 9 o 10%, ma questa cifra è condizionata da molteplici fattori come la categoria merceologica, la dimensione dell’azienda, la struttura della rete distributiva e il livello di digitalizzazione dei processi. La dimensione aziendale gioca un ruolo altrettanto determinante, poiché le piccole e medie imprese, non potendo beneficiare delle medesime economie di scala e di saturazione dei trasporti delle grandi multinazionali, arrivano a registrare incidenze superiori all’11%.

Quando si parla di obiettivi di risparmio e di efficienza, l’attenzione degli addetti ai lavori si concentra sulla forbice prestazionale che separa le imprese cosiddette virtuose o di alto livello da quelle caratterizzate da processi frammentati, poco trasparenti o anacronistici. Il divario di costo tra una gestione ottimizzata e una inefficiente può superare il 30 o persino il 40% dei costi logistici complessivi. All’interno di questa enorme distanza economica si collocano le opportunità di risparmio, che non devono essere perseguite riducendo la qualità del servizio al cliente o tagliando i compensi dei fornitori, bensì eliminando in modo sistematico i costi nascosti, le ridondanze operative e le disfunzioni d’interfaccia. Una filiera integrata può porsi l’obiettivo realistico di recuperare tra il 15 e il 30% delle proprie spese logistiche, trasformando gli sprechi in margine operativo e capacità d’investimento. Negli ultimi anni si è assistito a una crescita sostenuta e altamente volatile dei costi di tutti i principali fattori produttivi della logistica. Il prezzo del carburante per l’autotrazione, le tariffe dell’energia elettrica indispensabili per alimentare i magazzini e soprattutto le celle frigorifere, i canoni di locazione degli immobili logistici situati nelle aree strategiche del paese, l’aumento dei tassi d’interesse per il finanziamento delle scorte e il rialzo dei costi delle risorse umane e dei materiali di imballaggio hanno creato un ambiente economico particolarmente severo. Tra i materiali di imballaggio, la gestione dei supporti di carico e in particolare dei pallet ha registrato picchi di costo, rendendo la spesa per il parco imballi un fattore critico di bilancio. A questa spinta inflazionistica sui fattori produttivi si intreccia una trasformazione profonda della domanda e delle abitudini di consumo. I mutamenti demografici, caratterizzati dall’aumento costante dei nuclei familiari composti da una sola persona e dal progressivo invecchiamento della popolazione, hanno modificato la struttura della spesa.

Per la logistica, questo cambiamento si traduce nella necessità di rifornire una rete capillare di punti di vendita con frequenze d’ordine molto più elevate, lotti di consegna più piccoli e finestre orarie di scarico estremamente rigide, aumentando in modo esponenziale la complessità operativa e i costi di trasporto. In un contesto così dinamico e pressante, le inefficienze più gravi e onerose non si generano quasi mai all’interno dei singoli magazzini o lungo le tratte di linea gestite da un solo attore, ma si concentrano nell’area di contatto e scambio tra il produttore e il distributore. L’interfaccia dove il processo di evasione dell’ordine dell’industria incontra il processo di ricevimento della gdo è il terreno ideale in cui si sviluppano e proliferano i costi nascosti. Sono spese indirette, spesso non rendicontate in una specifica voce di bilancio ma spalmate sui costi amministrativi generali, nate dalla mancanza di qualità, da errori procedurali e dalla scarsa trasparenza informativa. Una delle fonti primarie di questi costi nascosti è rappresentata dai disallineamenti nelle anagrafiche dei prodotti. Quando il codice identificativo, il peso, le dimensioni della confezione, il numero di colli per strato o le caratteristiche fisiche dell’articolo non coincidono perfettamente tra il sistema informatico del produttore e quello del distributore, il flusso logistico si blocca.

Ogni discrepanza richiede l’intervento manuale degli operatori per effettuare verifiche, rettificare le bolle di accompagnamento, emettere note di credito o sbloccare i pagamenti. L’impatto economico di questi controlli e correzioni manuali è enorme, poiché moltiplica le ore di lavoro d’ufficio e rallenta la movimentazione fisica delle merci. A questo problema si affianca il deficit di digitalizzazione che ancora caratterizza ampi settori della filiera. Nonostante la disponibilità da diversi decenni di standard consolidati per lo scambio elettronico dei dati, una quota consistente di transazioni viene gestita tramite eMail, fogli di calcolo o persino documenti cartacei. La mancata adozione dell’avviso elettronico di spedizione impedisce al magazzino di destinazione di conoscere in anticipo e con certezza matematica l’esatto contenuto del camion in arrivo. Di conseguenza, il personale del centro distributivo è costretto a scaricare l’intero veicolo e a contare o verificare collo per collo la merce ricevuta, allungando a dismisura i tempi di permanenza del mezzo alla baia di scarico.
Le lunghe attese dei camion nei piazzali dei centri di distribuzione costituiscono una delle inefficienze più gravi dell’intero sistema dei trasporti. Quando un veicolo pesante rimane fermo in coda per tre o quattro ore prima di poter scaricare, il vettore perde la produttività del mezzo e dell’autista, ed è costretto a ribaltare questo costo sul committente attraverso tariffe più alte o richieste di indennizzo. Il fenomeno ha assunto rilevanza tale da spingere il legislatore a intervenire con norme specifiche volte a sanzionare le soste prolungate oltre una determinata franchigia oraria, trasformando l’inefficienza dello scarico in un costo diretto e immediatamente contabile. Un altro ambito dove si generano pesanti attriti operativi e costi nascosti è la gestione dei supporti di carico, con particolare riferimento al sistema dei pallet intercambiabili in legno.
Il meccanismo dell’interscambio immediato, basato sull’assunto che il vettore scarichi il pallet pieno e riceva contestualmente dal destinatario un pallet vuoto di pari qualità, nella pratica quotidiana incontra continui ostacoli. Succede di rado che la restituzione avvenga in rapporto uno a uno e con standard qualitativi idonei. Molto spesso sorgono contestazioni sulla qualità del legno al momento dello scarico, oppure il centro distributivo rifiuta la restituzione immediata per mancanza di spazio o di disponibilità di vuoti, rilasciando un buono cartaceo.

Analizzando le dinamiche della catena di fornitura, emergono differenze profonde tra la gestione delle merci appartenenti al comparto del secco e quelle del comparto del fresco. Il settore del secco è caratterizzato da grandi volumi, da una vita utile del prodotto relativamente lunga e da una logica di stoccaggio a magazzino. In questo ambito, le inefficienze principali sono legate alla marcata stagionalità degli ordini e soprattutto al fenomeno del picco di fine mese. Guidate dal completamento dei budget commerciali o dalla scadenza delle promozioni, le catene distributive tendono a concentrare una quota sproporzionata degli ordini negli ultimi giorni del mese. Questa pratica genera un’estrema variabilità dei flussi, costringendo i magazzini dei produttori e le flotte dei vettori a picchi di lavoro straordinario difficilmente sostenibili, seguiti da periodi di relativa inattività. Nel comparto del fresco e del freschissimo, la logica gestionale è diametralmente opposta. La durata limitata dei prodotti, la rigidità della catena del freddo e la necessità di garantire al consumatore una vita residua a scaffale il più lunga possibile impongono tempi d’attraversamento ridotti a poche ore. Molti prodotti freschi vengono gestiti attraverso la modalità della ventilazione o del cross-docking, in cui la merce inviata dal produttore non viene stoccata nel centro distributivo, ma viene subito smistata e ripartita sui camion diretti ai singoli punti di vendita. Se da un lato la ventilazione riduce le giacenze, dall’altro richiede una precisione d’esecuzione impeccabile. L’allestimento di colli frazionati gestito in tempi rapidissimi espone la merce a rischi elevati di danneggiamento, rottura delle confezioni primarie o difformità quantitative, che si traducono immediatamente in resi totali o parziali di prodotti che, vista la ridotta scorta di vita residua, non possono più essere riposizionati sul mercato e finiscono per trasformarsi in uno scarto alimentare ed economico. La spinta della distribuzione verso la riduzione delle scorte nei magazzini periferici e nei negozi ha portato a una crescente richiesta di personalizzazione delle unità di carico e a una frammentazione degli ordini. Sempre più spesso la distribuzione richiede ai fornitori la preparazione di pallet multilivello, di pallet contenenti un solo strato di prodotto o addirittura l’allestimento di colli singoli preparati mediante picking manuale.

Quando un produttore è costretto ad allestire un pallet con un’altezza inferiore allo standard industriale per fare in modo che possa essere inserito direttamente nelle scaffalature del punto di vendita destinatario, si verifica un’imponente perdita di efficienza volumetrica all’interno dei veicoli di trasporto. Spedire camion caricati con pallet bassi significa trasportare aria, raddoppiando il numero dei viaggi necessari per movimentare la medesima quantità di merce e incrementando l’impatto economico ed ecologico dei trasporti. Allo stesso modo, ordinare lotti di consegna ridotti e frammentati riduce la dimensione media della spedizione, costringendo il vettore a effettuare consegne complesse presso molteplici punti di scarico, con un aumento vertiginoso del costo unitario di consegna per singolo collo. Per quantificare in modo oggettivo questi attriti e comprendere dove si annidino i costi extra, le imprese più evolute hanno superato la misurazione unilaterale delle prestazioni, introducendo sistemi di valutazione incrociata lungo la filiera. Se tradizionalmente è la distribuzione a monitorare l’operato dei fornitori attraverso indicatori di vendor rating che tracciano la puntualità, la completezza e la conformità delle consegne per applicare eventuali sanzioni o penali, oggi anche i produttori industriali si sono dotati di strumenti analitici per valutare i propri clienti. Attraverso il rating dei centri distributivi, le aziende produttrici misurano i tempi medi di stasi dei veicoli presso le baie dei diversi clienti, la percentuale di appuntamenti di scarico cancellati o modificati con scarso preavviso, la frequenza di rifiuto della merce e la flessibilità nell’accettazione dei lotti. Questa misurazione trasparente consente al produttore di conoscere il reale costo di servizio associato a ciascuna catena distributiva, identificando con chiarezza i clienti virtuosi e quelli i cui processi generano un surplus di costo non più sostenibile.

I dati raccolti dalla ricerca analitica confermano che, scomposizione alla mano, le diverse voci di spesa della logistica hanno un peso ben preciso: il trasporto rappresenta in media circa il 46% del costo logistico totale, le attività di stoccaggio e movimentazione all’interno dei magazzini incidono per il 24%, l’onere finanziario legate alle giacenze delle scorte assorbe il 17% e le attività gestionali e amministrative rappresentano il restante 13%. All’interno di questa struttura di costo, gli extra-costi dovuti a errori anagrafici, resi, ritardi, inefficienze di carico e attese allo scarico arrivano a pesare per una quota compresa tra il quattordici e il sedici per cento del costo logistico totale, con picchi che nei casi peggiori superano il trenta per cento. Se si traducono queste percentuali in cifre assolute, si parla di una dispersione di valore pari a centinaia di milioni di euro ogni anno su scala nazionale, una cifra imponente che, se recuperata, potrebbe garantire risorse preziose per l’innovazione, la sostenibilità e la tutela dei margini di profitto delle imprese. La risoluzione di queste criticità non può essere affidata all’azione isolata di un singolo operatore, ma richiede una trasformazione culturale che porti al superamento della tradizionale contrapposizione negoziale tra produzione e distribuzione a favore di un modello di governance collaborativa di filiera. Il primo passo di questo percorso deve essere compiuto all’interno delle singole organizzazioni aziendali, dove occorre abbattere i silos funzionali che spesso separano la struttura commerciale dalla struttura logistica. In molte aziende si assiste a un cortocircuito strategico: la funzione commerciale, con l’obiettivo di raggiungere i budget di vendita, accetta passivamente qualsiasi condizione richiesta dal cliente, promettendo consegne urgenti, lotti ridotti, altezze pallet speciali e frequenze d’ordine esasperate, mentre la funzione logistica si trova a dover gestire la complessità operativa derivante da tali promesse, vedendo schizzare verso l’alto i costi di allestimento e trasporto. Per eliminare queste incoerenze è necessario armonizzare gli incentivi interni e introdurre figure organizzative d’integrazione, capaci di valutare l’impatto economico globale delle scelte commerciali e di presentarsi alle trattative industriali con una visione unificata della redditività. Sul piano operativo e inter-aziendale, la collaborazione di filiera si sviluppa attraverso l’adozione di pratiche integrato e strumenti condivisi.

Tra questi spicca la pianificazione collaborativa delle previsioni e dei riassortimenti, un processo formale in cui produttore e distributore condividono i dati sui consumi effettivi registrati dalle casse dei punti di vendita, i piani di promozione futuri e i livelli delle giacenze a magazzino. L’integrazione di questi dati consente di elaborare previsioni di vendita condivise e molto più accurate, eliminando l’effetto frusta, ovvero quell’amplificazione progressiva delle oscillazioni della domanda lungo la catena di fornitura che porta i magazzini a sovradimensionare le scorte di sicurezza per cautelarsi contro fittizi picchi d’ordine. Un’altra modalità avanzata di collaborazione è la gestione diretta delle scorte da parte del fornitore, dove il produttore assume la responsabilità di monitorare la giacenza presso i magazzini del distributore e di programmare autonomamente le spedizioni di riassortimento entro parametri di scorta concordati. In questo modo, l’industria può pianificare la produzione e i trasporti con maggiore regolarità e saturare i veicoli a carico completo, mentre la distribuzione beneficia della garanzia di un tasso di presenza del prodotto a scaffale elevato, riducendo i propri costi di gestione inventariale. Chiudiamo parlando di pratiche sostenibilità, che non devono finire solo sulla carta nei bilanci delle aziende, ma che se ben strutturate possono rappresentare un importante chiave per contenere i costi della fase logistica. In questo senso è interessante esaminare i risultati della Green Logistics Survey, nata nel 2022 insieme al Green Logistics Radar all’università Liuc, che si è evoluta per analizzare non solo le soluzioni sul mercato, ma anche la percezione e il reale livello di diffusione della sostenibilità nelle aziende. Dall’analisi emerge un chiaro cambio di tendenza nelle spinte agli investimenti green: se in passato prevalevano la cultura interna e la reputazione, oggi la pressione finanziaria (investitori e banche) e le direttive governative rappresentano le leve strategiche principali. L’impegno aziendale si è focalizzato in particolare sugli imballaggi e sulle unità di carico, spinto da normative europee come la Ppwr, superando l’attenzione precedentemente rivolta principalmente alla gestione dei magazzini.

Tra le soluzioni maggiormente diffuse figurano l’illuminazione Led, l’elettrificazione dei carrelli e gli imballaggi in materiale riciclato. Oltre il 78% delle aziende riscontra benefici operativi e ritorni economici misurabili, sebbene spesso percepiti come marginali a causa delle complessità nella misurazione dei dati. Infine, le principali barriere rilevate -tra cui i limiti tecnici, le infrastrutture carenti e l’elevato investimento iniziale-, non sono viste come vincoli insuperabili, bensì come sfide operative che il settore sta già gradualmente affrontando.

I CASI DI CONAD, COOP ED ESSELUNGA CON NUMBER1

Nel panorama della gdo, l’evoluzione dei processi logistici può trasformare l’operatore da semplice fornitore di servizi a vero e proprio consulente di filiera. Durante il convegno organizzato con Mark Up e Gdoweek, Number 1 Logistics Group ha presentato un bilancio concreto sui progetti di collaborazione attivati con tre dei principali player del retail italiano: Coop (Alleanza 3.0) e Conad (Nord-Ovest) Esselunga sotto l’egida degli standard Gs1. Sperimentato nel polo logistico di Quiliano (SV) insieme a Conad Nord-Ovest, Bauli e Nestlé, il progetto integra il Tms (Transportation Management System) di Number 1 con la geolocalizzazione dei vettori per ricalcolare in tempo reale l’Eta (Estimated Time of Arrival) e aggiornare le finestre di banchina. Mentore Giorgetti, project supply chain manager di Conad Nord Ovest, ne ha descritto l’impatto operativo: “Lo slot dinamico con Eta risolve una delle principali criticità della logistica inbound: la scarsa sincronizzazione tra orario pianificato e arrivo reale causa traffico. L’83% dei mezzi dotati di Eta arrivati in anticipo è stato scaricato ed è ripartito entro 15 minuti dall’arrivo, contro il 45% di quelli senza Eta. Questa flessibilità ha creato efficienza su tutto il sistema”. Con appena il 5% dei mezzi dotati di Eta si è coperto il 17-18% dei pallet movimentati ogni giorno. Nato all’interno del tavolo di lavoro Value for Food, il modello sviluppato tra Number 1 e Coop Alleanza 3.0 ha introdotto la prenotazione dinamica degli slot e la gestione flessibile dell’anticipo d’ordine per ottimizzare la saturazione dei mezzi e la stabilità delle scorte. Paolo Rangoni, logistic director di Coop Alleanza 3.0, ha ricordato la genesi dell’intesa: “Il fatto di non dover discutere di costi o tariffe ci ha consentito di lavorare open book e creare valore condiviso. L’assurdo da cui siamo partiti è che un operatore virtuoso come Number 1 non trovava gli slot di scarico perché già prenotati. Abbiamo definito slot pre-allocati e un anticipo flessibile: se Number 1 ha bisogno di saturare i mezzi o noi abbiamo un picco di stock, anticipiamo la consegna di un giorno in accordo tra le parti”. La copertura è stata estesa a tutti i 7 Ce.Di. di Coop Alleanza 3.0 sul territorio nazionale. Sono stati gestiti 16.200 ordini nel 2025 (con un 56% di crescita dei volumi). Sono diminuiti del 50% i tempi di sosta dei vettori nei depositi e del 30% il tasso di dirottamento delle consegne tra il 2023 e il 2025. Tra i casi concreti il progetto sviluppato da Number1 con Esselunga sul sistema Desadv, che digitalizza il processo di ricevimento merci. Il modello prevede l’utilizzo di flussi elettronici e codici Sscc (Serial Shipping Container Code) per precaricare automaticamente le informazioni logistiche nei sistemi di magazzino. “Ci siamo accorti che l’azienda voleva investire nel ridurre i tempi di ricevimento in ribalta ed eliminare le attività a basso valore aggiunto -dice Luca Di Giovine, supply chain manager di Esselunga-. Oggi gestiamo circa il 22% degli ingressi nei magazzini ambiente in DesaDV. Vorremmo eliminare la carta, le tre copie del documento cartaceo, le riserve in bolla e i contenziosi con i fornitori. Crediamo tanto nella digitalizzazione”. Sono stati 45 i fornitori gestiti da Number 1 integrati nel flusso e più di 21.000 messaggi DesaDV sono inviati nel 2025 verso i quattro Ce.Di. di Esselunga. La sosta media dei mezzi in attesa nei depositi si è ridotta del 78% e del 72% il dirottamento e respingimento delle merci.

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La filiera a confronto su logistica, dati condivisi e collaborazione

PUNTARE SU ESTERNALIZZAZIONE DELLA LOGISTICA QUALIFICATA E LA CO-OPETITION

L’esternalizzazione della logistica a fornitori terzi (Third-Party Logistics - 3PL o Fourth-Party Logistics - 4PL) non deve essere ridotta a una semplice ricerca del minor costo della manodopera. Gli operatori logistici qualificati agiscono come veri e propri abilitatori tecnologici e consolidatori di flussi. Attraverso grandi piattaforme multi-cliente, i 3PL sono in grado di combinare le merci di produttori anche concorrenti diretti indirizzate verso le medesime destinazioni distributive (co-opetition o multisupplier consolidation), trasformando spedizioni parziali e frammentate in carichi completi a pieno riempimento. Questo azzera i viaggi a vuoto, riduce i costi di trasporto e migliora la sostenibilità ambientale dell’intera catena.

L’IMPORTANZA DELLA TRACCIABILITÀ INFORMATIVA E DEGLI STANDARD GS1

Un processo logistico fluido e privo di extra-costi richiede la perfetta sovrapposizione tra il flusso fisico della merce e il relativo flusso informativo. L’impiego capillare degli standard internazionali di codifica GS1 rappresenta la condizione essenziale per azzerare gli attriti. L’utilizzo del codice Sscc (Serial Shipping Container Code) applicato all’etichetta logistica di pallet e colli, combinato con l’invio tempestivo del messaggio di avviso di spedizione avanzato (DesaDV) via Edi, consente al magazzino ricevente della gdo di conoscere con assoluta certezza il contenuto esatto del carico prima ancora che il camion arrivi alla baia di scarico. In questo modo si passa dai tradizionali controlli fisici esaustivi o a peschereccio -lenti, costosi e causa di code- a procedure di accettazione automatizzate e veloci, trasformando il ricevimento merci in una semplice operazione di scansione e registrazione.

TRASPORTI CONDIVISI ED ECOLOGICI: LA SINERGIA VINCENTE TRA FERRERO, LUCART E ITALTRANS

Abbattere i costi logistici, ottimizzare la saturazione dei mezzi e ridurre drasticamente l’impatto ambientale: è questo il triplice obiettivo raggiunto dalla partnership strategica siglata tra due nomi dell’industria come Ferrero e Lucart, e un operatore di riferimento della logistica come Italtrans nel progetto Green Routes. L’iniziativa rappresenta un modello virtuoso di collaborazione orizzontale di filiera tra realtà non concorrenti, capace di trasformare la gestione dei trasporti in un driver di sostenibilità ed efficienza. Il progetto nasce dall’analisi congiunta dei flussi distributivi lungo direttrici strategiche nazionali. Invece di far viaggiare i veicoli con percorrenze a vuoto -una delle inefficienze più onerose del settore-, le tre aziende hanno ingegnerizzato un routing integrato bidirezionale. I mezzi dedicati, forniti da Italtrans, effettuano il primo viaggio trasportando le merci Ferrero e, una volta scaricate, sono immediatamente riallestiti per prendere in carico le spedizioni di prodotti cartacei Lucart verso la medesima macro-area geografica. Per rendere operativa la sinergia è stato necessario superare vincoli tecnici e organizzativi, armonizzando le diverse tipologie di carico e le finestre orarie di scarico. Il risultato logistico è un circuito a ciclo chiuso a elevata saturazione che ha consentito di abbattere la percentuale di viaggi a vuoto dal 25% medio di mercato a circa il 10%. I benefici dell’operazione sono concreti: oltre a una significativa riduzione dei chilometri percorsi complessivamente e a un’ottimizzazione dell’impiego degli autisti, il progetto garantisce un risparmio annuo stimato in circa 170 tonnellate di emissioni di CO2, utilizzando una motrice elettrica.

Articolo estratto da Gdoweek n. 13-2026

Despar: nuova campagna adv per la mdd di convenienza S-Budget

Nuova campagna di comunicazione per la linea di convenienza S-Budget che oggi comprende 250 articoli salvaborsellino presenti negli store di 17 regioni in cui l'insegna opera

La linea S-Budget, entrata negli store della rete Despar dai primi mesi del 2025, si sta ritagliando spazi sempre più importanti nell'assortimento dell'insegna. Dopo una prima campagna ufficiale, lanciata alla fine dello scorso anno, la gamma torna a essere protagonista di una nuova iniziativa di comunicazione, ideata dall’agenzia creativa AD 010 srl e pianificata dall’agenzia media Initiative, con una strategia digital cross-screen su TV connesse, desktop e mobile. La pianificazione prevede attività geolocalizzate su Mediaset Play, con formati Lanner sulle connected TV, Spotify, con audio no skip e banner targetizzati, Facebook e Instagram, oltre a un’attivazione geolocalizzata su Amazon Fire TV.

La gamma S-Budget

S-Budget comprende oggi circa 250 articoli salvaborsellino per la spesa quotidiana, nati per assecondare il potere di acquisto del consumatore moderno e per questo motivo particolarmente orientati alla convenienza.
La linea comprende sia prodotti alimentari che non alimentari che spaziano dalla pasta ai surgelati, dai latticini ai salumi, e comprende prodotti per la casa e la persona. La gamma, oggi presente in tutte e 17 le regioni in cui l'insegna opera, garantisce un risparmio medio fino al 30% sul carrello della spesa.

La campagna

Per tre settimane, fino al 13 ottobre, l’iniziativa porta al centro della comunicazione il tema del risparmio, attraverso il concept Tutto questo a meno di 15 euro.

Al centro della campagna c'è un paniere di 11 prodotti di diverse categorie, acquistabili complessivamente a meno di 15 euro. L'icona del borsellino animato è l'elemento distintivo he rappresenta in modo immediato la filosofia del marchio mdd di Despar che vuole offrire una proposta accessibile, con prezzi più contenuti e la qualità garantita dal marchio Despar.

“La convenienza e l’attenzione alla tutela del potere d’acquisto delle famiglie rappresentano un impegno costante per Despar, che vogliamo tradurre in proposte concrete e accessibili – commenta Filippo Fabbri, direttore generale di Despar Italia-. Con S-Budget vogliamo offrire una risposta concreta alle diverse esigenze di spesa, attraverso un assortimento ampio di prodotti di uso quotidiano, accessibili e di qualità. Abbiamo scelto di raccontare questa proposta attraverso un messaggio semplice e immediato, capace di rendere tangibile il valore della convenienza.”

Kfc, nuova apertura in Emilia Romagna, a Parma Promenade

Kfc-Kentucky Fried Chicken ha 10 locali in Emilia Romagna, una delle regioni strategiche per lo sviluppo della catena

Kentucky Fried Chicken (Kfc) non poteva mancare nella nuova Parma Promenade, uno dei progetti di riqualificazione/rilancio retail-to-retail più importanti a livello nazionale (e non sono tanti in Italia). Il nuovo locale crea 30 posti di lavoro sul territorio e conferma il ruolo strategico dei centri commerciali nel piano di sviluppo di Kfc in Italia: un canale che permette al marchio del Colonnello Sanders e a molti altri della ristorazione e del retail  di attrarre flussi qualificati e proporre un’esperienza accessibile, integrata con shopping, servizi e intrattenimento, e di raggiungere i consumatori in occasioni diverse, dalla pausa veloce di lavoro o durante gli acquisti al consumo in famiglia o con gli amici.

“L’apertura di Parma Promenade rappresenta un nuovo passo nel percorso di crescita di Kfc in Italia, che ha nei centri commerciali uno dei canali più rilevanti –conferma Corrado Cagnola, amministratore delegato di KFC Italia – A livello nazionale, 89 dei nostri 159 ristoranti sono collocati in centri commerciali, circa il 56% della rete. Anche in Emilia-Romagna, dove abbiamo 10 ristoranti Kfc, 5 si trovano in questo canale: Parma Promenade rafforza quindi una presenza regionale già significativa e ci consente di entrare sin da subito in un ecosistema vivo, dinamico e con un forte potenziale di sviluppo per il territorio”.

A Parma e provincia ci sono 3 Kfc, tutti gestiti da Just in Food: lo store a Parma in viale Gramsci, aperto nel 2023, quello nel centro commerciale La Galleria, aperto nel 2024, e da oggi anche lo store al Promenade.  Il ristorante si sviluppa su una superficie di 400 mq e dispone di 120 posti a sedere. Aperto tutti i giorni dalle 11 alle 23, offre ai clienti un’esperienza completa e omnicanale: è possibile ordinare tramite chioschi digitali, consumare sul posto o scegliere l'asporto utilizzare coupon e usufruire del servizio di home delivery, attivo negli stessi orari attraverso Deliveroo, Glovo e Just Eat.

Dopo aver raggiunto i 150 ristoranti a fine 2025, l’accelerazione dello sviluppo di Kfc in Italia prevede 35 nuove aperture nel 2026, per arrivare a 185 locali con oltre 800 nuovi posti di lavoro sul territorio nazionale e circa 35 milioni di euro di investimenti nell’anno. Nel medio periodo, l’obiettivo è raggiungere 250 ristoranti entro il 2028, con oltre 6.000 persone occupate e un investimento complessivo di 105 milioni di euro, portando la presenza del brand in tutte le regioni italiane e rafforzando un modello di crescita basato su franchising, gestione diretta, innovazione ed esperienza nei ristoranti

Macfrut 2027, la gdo entra nel futuro dell’ortofrutta

Dal 20 al 22 aprile a Rimini la 44esima edizione. Tra le novità, Macfrut N.e.x.t., il nuovo evento del 19 aprile a Cesena dedicato a retail, buyer e decision maker

Riflettori puntati sull’ortofrutta con la 44esima edizione di Macfrut, presentata a Torino nello spazio della Regione Piemonte a Terra Madre-Salone del Gusto, con gli interventi dei rappresentanti di Cesena Fiera, Agenzia Ice, Regione Piemonte, Cile e Growtech Europe. Dal 20 al 22 aprile 2027 il Rimini Expo Centre ospiterà una manifestazione che punta su business, networking e contenuti, con un nuovo layout espositivo, la contemporaneità con Growtech Europe, nuovo appuntamento europeo dedicato al pre-raccolta, e con Fieravicola. 

Un comparto che risponde ai nuovi trend 

L’ortofrutta è sempre più attenzionata dai retailer: intercetta alcuni dei principali trend che stanno accompagnando la rivoluzione dei consumi: salutismo, plant-based, proteine vegetali, convenience food. Non a caso Conad e Coop Italia, i due principali player della grande distribuzione italiana, erano presenti a Macfrut 2026 con una propria area espositiva. Anche l’internazionalizzazione rappresenta un elemento di interesse crescente. Lorenzo Galanti, direttore generale Agenzia Ice, ha evidenziato che nei primi sei mesi del 2026 l’export agroalimentare è cresciuto dello 0,71%, mentre quello ortofrutticolo ha registrato un incremento del 4,18%. 

Macfrut N.e.x.t., il confronto chiesto dalla distribuzione 

Per il 2027 sono previsti oltre un centinaio di eventi dedicati ai principali temi della filiera. Alle esigenze della distribuzione guarda Macfrut N.e.x.t., nuovo appuntamento in programma il 19 aprile a Cesena Fiera, alla vigilia dell’apertura della kermesse. L’evento sarà dedicato a espositori, produttori, buyer, retail e decision maker italiani e internazionali e affronterà grandi scenari: demografia, macroeconomia, consumi, innovazione e nuovi modelli di sviluppo. “Macfrut vuole essere anche un crocevia di contenuti: questo è il principale -ha spiegato Luigi Bianchi, executive manager di Cesena Fiera-. Un evento esclusivo che vuole offrire una lettura particolare a quei grandi scenari che sono destinati a influenzare l'ortofrutta del domani”. I dettagli del programma non sono ancora stati resi noti.  La novità nasce anche “da una richiesta della gdo”, come ha sottolineato Galanti, che ha richiamato l’esigenza della distribuzione organizzata di disporre di un foro di discussione internazionale sui grandi temi che riguardano il settore. Tra gli appuntamenti già annunciati figura anche il Mediterranean Stone Fruit Outlook 2027, dedicato alle drupacee nel Mediterraneo e rivolto anche a buyer della gdo e category manager. Il confronto analizzerà produzioni, consumi e prospettive future di uno dei comparti più rilevanti per l’offerta ortofrutticola del punto di vendita. 

Il nuovo format e i numeri della fiera 

I numeri dell’ultima edizione restituiscono la dimensione raggiunta dalla manifestazione: 1.300 espositori, il 40% dei quali internazionali, oltre 900 buyer internazionali e circa 5.400 incontri B2b. Il nuovo layout prevede una completa riorganizzazione degli spazi espositivi per aree merceologiche, con cinque padiglioni in più rispetto alle precedenti edizioni. La partnership con Growtech Europe porterà inoltre a sei i padiglioni dedicati al pre-raccolta, creando un collegamento più stretto tra tecnologie agricole e resto della filiera. Prodotto simbolo sarà il kiwi (l’Italia è il primo produttore dell’Unione Europea); Il Piemonte la Regione partner, il Cile, Paese d’onore. Il Paese sudamericano porterà a Rimini una filiera interessante, in particolare per i prodotti di controstagione, dalle ciliegie (primo esportatore mondiale) alla frutta secca.  

 

Telecamere e Ai per le perdite al self check out in real time

perdite self check out
La soluzione di supervisione del self check out basata sulle telecamere e sull'intelligenza artificiale funziona in tempo reale, per intervenire subito

Il self check out ha rivoluzionato la zona casse ma spesso fa crescere gli ammanchi inventariali del 33% rispetto ai puti di vendita che non lo utilizzano. Scandit ha ideato una soluzione di supervisione basata sulle telecamere e sull'intelligenza artificiale, che funziona in tempo reale, permettendo di intervenire subito sul problema.

Telecamere e Ai per la gestione perdite al self check out

La soluzione di Scandit si chiama Self-Checkout Loss Prevention utilizza le telecamere già in uso presso le postazioni di self check out dei negozi, e analizza le immagini con la Ai in tempo reale, a caccia di pattern di perdita e irregolarità.

In questo modo il cliente può correggere l'errore, oppure può intervenire il personale, individuando subito la cassa interessata dall'anomalia, senza ritardi. Il sistema è pensato per ridurre al massimo le perdite, o scoraggiarle, fino al 75% in meno, e per migliorare l'esperienza del cliente e il tempo del personale in store.

Secondo i dati forniti da Scandit (Self-Checkout Loss Report 2026 di Ecr Retail Loss), i negozi che hanno adottato il self check out lo impiegano per il 54% delle transazioni, ma con il 33% in più di perdite rispetto ai punti di vendita con le casse tradizionali, e una crescita del +22% per il primo anno successivo all'installazione delle casse automatiche. Alle perdite si aggiungono i disservizi: il cliente che vede crescere i tempi, mentre cercava di ridurli, il personale impiegato in attività non core.

Come funziona il sistema di loss prevention

Quando si verifica un caso come una scansione mancata, un articolo saltato intenzionalmente o lasciato nel carrello, il sistema di Scandit invia una notifica prima al cliente, che ha la possibilità di correggersi, e poi in caso di recidiva anche all'addetto del punto di vendita.

Il sistema ha un'architettura basata sulla singola postazione cassa, dunque è semplice da attivare, non richiede server, ed è scalabile alla bisogna.

Si basa sulle videocamere già impiegate dal sistema check out del cliente, qualsiasi esso sia, dunque non serve cambiarlo, e questo riduce i costi. Il video ripreso viene elaborato direttamente su ciascuna postazione, rispettando Gdpr, Eu Ai Act per la privacy e il divieto di rilevamento facciale. Scandit inoltre ha la certificazione Iso 27001.

Rispetto ad altri sistemi, il vantaggio sta nella rilevazione immediata del problema, senza stacco temporale: così il cliente in buona fede può correggersi e la sua esperienza migliora, mentre in caso di mala fede interverrà l'addetto, ma in maniera certa sulla postazione interessata.

La scansione non corretta insieme alla verifica dell'età sono i due colli di bottiglia della barriera casse affrontati da Scandit con le proprie soluzioni.

 

Charter a Valencia: soluzioni di refrigerazione per la prossimità

Charter refrigerazione
L'insegna di prossimità Charter della cooperativa spagnola Consum ha adottato le soluzioni di refrigerazione di Epta

L'insegna Charter della cooperativa spagnola Consum ha adottato le soluzioni di refrigerazione di Epta con l'obiettivo di valorizzare i prodotti ad alta marginalità entro un contesto di retail di prossimità.

Charter: la refrigerazione per la prossimità

Un esempio delle soluzioni Epta proposte per l'insegna Charter si trova nella nuova apertura di Alzira (Valencia), la terza in collaborazione con Epta di Alper Alimentación Alzira.

Due gli obiettivi del cambio di allestimenti: valorizzare i prodotti ad alta marginalità e ottimizzare le performance dei nuovi punti di vendita.

Per l'area freschi è stato scelto il modello Zenith Vp Integral Advance Plus di Costan, nella configurazione murale, estesa nel negozio di Alzira per oltre 20 metri lineari. Si tratta di un frigorifero verticale positivo che si presta alla conservazione ed esposizione di referenze di vario tipo: ortofrutta, prodotti lattiero-caseari, carne, salumi.

Charter refrigerazione
Il murale di oltre 20 metri di Zenith VP Integral Advance Plus di Costan

Tra le caratteristiche del banco, l'attento utilizzo di ogni centimetro di spazio per valorizzare i prodotti: la profondità è ridotta di 10 cm così da ottimizzare l'ingombro al suolo a parità di capacità espositiva. Una soluzione ottenuta collocando gli elementi tecnici del banco nella sezione superiore, invece che in quella inferiore.

Il modello Zenith VP Integral è dotato di un'unità frigorifera completamente integrata nel banco, progettata per coniugare le migliori prestazioni delle soluzioni remote con la semplicità di installazione di un plug-in, offrendo massima versatilità applicativa.

La configurazione prescelta, L375 a 6 porte, è la prima a essere alimentata da un unico circuito e da un solo compressore. Questo è stato possibile grazie all'isolamento a doppia struttura: i vetri hanno prestazioni elevate, Ug=1,1 W/m²·K, ci sono guarnizioni magnetiche, compressore ed evaporatore di ultima generazione. Tutti aspetti che contengono la dispersione termica del banco, con un risparmio energetico fino al 28% rispetto alla generazione precedente, e una riduzione del rumore generato dal sistema.

Le scelte tecniche di efficienza non impattano sull'estetica e sulla trasparenza per valorizzare i prodotti: il concept Zenith si contraddistingue per porte e pannelli laterali in vetro, che alleggeriscono la percezione della struttura e mostrano il prodotto a tutto campo.

L'allestimento del reparto surgelati

I verticali negativi per l'area surgelati di Charter sono i GranBering Integral Ultra in versione Air. Fanno parte della famiglia GranFit di Costan e si contraddistinguono per la classe energetica B, le cui prestazioni rispetto alla generazione precedente sono superiori del 35%.

A determinare queste prestazioni sono il triplo circuito di refrigerazione, compressori con inverter, il sistema defrost ibrido.

Lo strumento di gestione della rete frigorifera

Oltre ai banchi, Epta ha fornito a Charter la propria soluzione di gestione MyEpta ad architettura modulare, la piattaforma all-in-one che riunisce dati tecnici, strumenti digitali e servizi, a cui è possibile accedere attraverso la semplice scansione del tag Nfc, applicato su ogni arredo.

In questo modo il tecnico della catena retail può accedere a una reportistica dedicata al singolo arredo: manualistica, kpi, contratti, storico degli interventi. Inoltre, il retailer può contare su una dashboard centralizzata di monitoraggio di tutti i banchi installati nel negozio, e così pianificare le manutenzioni e fare scelte basate su dati reali.

Il brand specializzato nella prossimità ha aperto 22 punti di vendita nella prima metà del 2026, a conferma di un piano di espansione ambizioso supportato dagli allestimenti di Epta, mirati per ciascuna nuova apertura.

 

 

 

Sviluppo rete in Area 4 dal 18 al 25 settembre 2026

Md rinnova il discount di Mugnano di Napoli (Na), inaugurato nel 1994. Magazzini Gabrielli (Selex) rifà il look allo store Oasi di Lanciano (Ch)

MD
Via Cesare Pavese 2
Mugnano di Napoli (Na)
Md

Data di apertura
Settembre 2026
Format e location
Riaperto dopo il restyling lo storico discount che fu inaugurato nel 1994. La ristrutturazione ha riguardato sia gli spazi esterni sia l’organizzazione interna. All’interno il discount, a pianta rettangolare e organizzato su 3 corsie, presenta un percorso d’acquisto più semplice. Il reparto ortofrutta è stato posizionato all’ingresso con banco murale da 5 metri, mentre il banco carne take away è stato ampliato a 5 metri e collocato in entrata. Inserito il reparto ittico take away con vasca da 1,80 metri, ampliato il banco salumi e latticini da 17,50 a oltre 21 metri, inserita anche una vasca promozionale take away da più di due metri.  Anche l’area non food è stata aggiornata, passando da 6 a 8 bancarelle promo più una testata.
Offerta
L’offerta al cliente comprende banchi a libero servizio, macelleria take away, reparto ittico confezionato e panetteria con pane confezionato
Servizi
Orario: lun-sab 8-20.30; domenica 8.30-13.30 e 16.30-20.30.
Addetti e casse
Dispone di 3 casse.

OASI
Via Santo Spirito
Lanciano (Ch)
Magazzini Gabrielli (Selex)

Data di apertura
Settembre 2026
Format e location
Rinnovato lo store aperto nel 2000, il primo all’epoca per il gruppo. Tra le principali novità, il reparto cucina con piatti pronti e specialità da asporto, il corner sushi, una nuova area ristoro e una cantinetta vini con un assortimento ampliato.
Offerta
In linea con la tradizione dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-dom 9-21.
Addetti e casse
Non disponibile.

Bonollo 1908 protagonista nel retail con Le Colonne del Gusto

Bottiglie della linea Bonollo Le Colonne del Gusto con le quattro referenze Black 6 Anni, Riserva 3 Anni, Giovane e Miele disposte su fondo chiaro
La storica distilleria padovana dedica una collezione esclusiva al canale retail e alla Gdo, coniugando l'expertise ultracentenaria del Sistema Unico Bonollo, l'eleganza del packaging e la massima sensibilità sensoriale

Bonollo 1908, punto di riferimento e precursore d'eccellenza nel panorama della distillazione italiana, con la linea “Le Colonne del Gusto” intercetta le esigenze del canale retail e della distribuzione moderna: la linea è stata studiata per offrire un'esperienza appagante e di altissima qualità, rendendo accessibile lo straordinario know-how aziendale su uno scaffale sempre più attento e qualificato.

La collezione incarna l’eredità nobile della distilleria padovana, trasferendo in quattro referenze da 50cl il perfetto equilibrio tra tradizione di famiglia e versatilità di degustazione. Ogni proposta nasce da una rigorosa selezione delle materie prime e dall’applicazione delle metodologie esclusive di Casa Bonollo, presentandosi in una bottiglia dal design slanciato ed elegante per garantire massima visibilità a scaffale.

Le quattro referenze della gamma Bonollo Le Colonne del Gusto

Le quattro referenze della gamma:

• Bonollo Black Grappa Riserva 6 Anni (50 cl - 40% Vol.): fiore all'occhiello della linea, ottenuta da vinacce plurivarietali selezionate e sottoposte a doppia distillazione in alambicchi discontinui. L'invecchiamento di sei anni in botti di rovere dona calde sfumature ambrate e un profilo aromatico franco e avvolgente, dove la frutta rossa matura si fonde con note vanigliate e speziate. Disponibile con astuccio dedicato.

• Bonollo Grappa Riserva 3 Anni (50 cl - 40% Vol.): nasce dalla distillazione di vinacce di uve rosse e bianche. Il riposo di tre anni in rovere ne affina la morbidezza regalando tonalità ambrate e un profilo olfattivo e gustativo amabile e suadente, con accenni fruttati e spezie delicate.

• Bonollo Grappa Giovane (50 cl - 40% Vol.): pensata per chi cerca un carattere schietto e vivace. Ottenuta da vinacce freschissime, si presenta limpida, con ricchi richiami alla frutta matura, morbidezza al palato e un finale di grande persistenza.

• Bonollo Miele - Liquore con Grappa (50 cl - 35% Vol.): unisce la struttura di grappe invecchiate in barrique per oltre dodici mesi alla dolcezza balsamica del Miele dei Colli Euganei, per un connubio di rotondità, corposità e finezza che valorizza il territorio padovano.

Un'opportunità ad alto valore per la Gdo

Sviluppata per le dinamiche della distribuzione moderna, la linea unisce un formato versatile da 50cl, la cura estetica di etichette e bottiglie e la forza del marchio Bonollo 1908. La proposta assicura un’ottima rotazione a scaffale e garantisce al consumatore finale un prodotto dall'alto valore percepito e di assoluta garanzia qualitativa.

Scopri di più sulle grappe Bonollo 1908

Italmark (Selex) rimodula lo store di Cremona e inserisce il Bistrot

Italmark (Selex) di Cremona si rinnova con un'attenzione al design, ai freschi e alla comunicazione interna. Tra le novità il Bistrot

Spazi rinnovati nel punto di vendita Italmark (Selex) di via Dante 10 a Cremona,  all'interno dell'omonimo centro commerciale che comprende anche quattro ulteriori attività.

Lo store

  • Si sviluppa su un'area di 2.500 mq
  • Aperto al pubblico da lunedì a sabato dalle 8 alle 20 e la domenica dalle 8.30 alle 19.30.

Lo store è stato ripensato con una forte attenzione al design, alla comunicazione visiva e alla valorizzazione dei reparti freschi. Tra le novità c’è il nuovo food corner È Caffè Bistrot,  ideale per una pausa instore con un'offerta che spazia dai primi piatti alle pizze alla pala, dalle proposte gastronomiche fino agli aperitivi. L'ingresso principale del punto di vendita si inserisce all'interno di un edificio polifunzionale, caratterizzato da grandi vetrate. I banchi serviti posti sul perimetro sfruttano un'architettura aerea in metallo nero e grandi lettere luminose per indicare la categoria di riferimento (Salumi, Formaggi, Forneria, Pizzeria) che richiamano uno stile industrial-chic, rendendo l'orientamento del cliente intuitivo. Il banco dei salumi presenta una scenografia espositiva verticale d'impatto con prosciutti interi in primo piano, mentre la vetrina refrigerata inferiore mette in risalto un vasto assortimento di formaggi locali e di eccellenza. L'area dedicata a Forneria e Pizzeria esalta la produzione interna, mentre i prodotti da forno sono disposti su lunghi banchi con espositori curati anche nella parte inferiore. La presenza di cartellonistica promozionale integrata nel reparto (come le offerte sul caffè) evidenzia una strategia mirata a stimolare acquisti d'impulso e a legare il reparto panetteria alla colazione o alla pausa pranzo.

I sessant'anni di attività

Nell'articolo a questo link, abbiamo raccontato l'importante traguardo raggiunto da Italmark che ha sviluppato buona parte del suo business sul valore della prossimità. Gli asset su cui si è concentrato il gruppo sono vari, tra questi ci sono risorse umane, territorio e sostenibilità. Nello specifico, il legame con il territorio si traduce in scelte assortimentali concrete, come nel caso dello store di Cremona che dedica ampi spazi ai localismi. In generale, il gruppo opera con oltre 900 referenze provenienti da produttori locali, artigiani e piccole e medie imprese regionali in modo da valorizzare da un lato le eccellenze e dall'altro un modello di economia circolare che accorcia le distanze e riduce l'impatto logistico.

Sviluppo rete in Area 3 dal 18 al 25 settembre 2026

Magazzini Gabrielli prosegue lo sviluppo grazie al franchising e inaugura una superette Tigre Amico di 250 mq a Roma dotata di gastronomi servita con piatti pronti

TIGRE AMICO
Via Tiburtina 364
Roma
250 mq
Magazzini Gabrielli (Selex)

Data di apertura
10 settembre 2026
Format e location
Lo store è situato in una delle principali direttrici della città, tra la Tangenziale Est e a pochi minuti dalla Stazione Tiburtina. Tra i servizi distintivi figura la gastronomia, che propone pizza artigianale e piatti pronti. È inoltre disponibile, su richiesta, la consegna della spesa a domicilio. L’offerta sarà completata da uno spazio esterno attrezzato, dedicato al consumo dei prodotti acquistati nel punto di vendita.
Offerta
Propone un assortimento con circa 1.200 referenze dedicate ai prodotti freschi.
Servizi
Orario: lun-dom 8-22. Tra i servizi: lo sconto del 10% per gli studenti universitari e il venerdì per gli over 70. Il supermercato accetta inoltre i buoni pasto delle principali società emettitrici, offrendo un servizio anche per la pausa pranzo.
Addetti e casse
Non disponibile.

MediaWorld festeggia proiettando le strategie 2030

Da sin. Francesco Sodano (direttore marketing), Emanuele Cosimelli (ceo), Daria Dodonova (cfo) e Sven Degezelle (Cco)
MediaWorld prevede una nuova fase di sviluppo, tra espansione della rete, accelerazione digitale e crescita delle nuove aree di business

MediaWorld (MW) ha compiuto 35 anni in Italia. Dal 1991, quando Pierluigi Bernasconi (che aveva fondato Media Market nel 1990) aprì a Curno il primo punto di vendita in Italia, ad oggi, MW ha accompagnato tutti noi -o quasi- in quella che si suole un po' pomposamente definire la rivoluzione digitale. Nel 1991 il massimo del consumer tech erano alcuni videogiochi. Per comunicare a distanza non si andava al di là del fax e del telex. Si ascoltavano le musicassette e i walkman. Faceva capolino la rete Gsm con i primi telefonini. Dominavano ancora le videocassette. I personal computer erano appena entrati negli uffici da non più di due anni. Insomma si era agli albori di una nuova era. E a 35 anni di distanza MediaWorld si (ci) riproietta per forza nel futuro, anticipando le strategie con cui punta a consolidare la propria leadership omnicanale entro il 2030, accelerando su tre direttrici: rete fisica, digitale e nuove aree di business complementari al retail tradizionale.

Nuove aperture e format differenziati

In ambito offline cioè sul territorio, MediaWorld punta ad ampliare la rete fisica con nuove aperture e format differenziati: sono 5 i nuovi store previsti già entro la prossima stagione di picco, oltre 12 nel 2027, con l'obiettivo di raddoppiare il ritmo di sviluppo nei prossimi cinque anni. Tra le prossime tappe, il 18 novembre a Milano, con l'apertura in Piazza Gae Aulenti di uno store in formato Smart.
Sul fronte digitale, l'ambizione è raddoppiare il business online, intervenendo su assortimento, velocità e flessibilità delle consegne e su modalità di ricerca, scelta e assistenza sempre più personalizzate, anche grazie all'intelligenza artificiale.

Parallelamente, l'azienda intende accelerare sulle Aree di Crescita (Growth Areas). Marketplace, Services & Solutions, Retail Media, Retail-as-a-Service e Private Label ampliano il perimetro d'azione, diversificando le fonti di valore e intercettando esigenze che accompagnano il cliente anche dopo l'acquisto.

Dall'accesso alla tecnologia alla capacità di orientarsi

Intelligenza artificiale, nuovi canali e un'offerta sempre più vasta stanno modificando il modo in cui i consumatori scoprono, confrontano, acquistano e utilizzano prodotti e servizi. All'aumentare delle possibilità, cresce anche il bisogno di orientarsi. In questo scenario cambia il ruolo di MediaWorld: non soltanto rendere disponibile l'innovazione, ma aiutare le persone a comprenderla, individuare ciò che risponde davvero alle proprie esigenze e sfruttarne al meglio le potenzialità. A realizzare questo obiettivo MediaWorld si affida a Moments of Trust, la strategia di Gruppo lanciata nel luglio 2026 per rafforzare la fiducia in ogni interazione con il cliente e sostenere una crescita duratura. AI e strumenti digitali diventano così leve per semplificare le decisioni e valorizzare il contributo umano, creando maggiore continuità tra negozio e canali online.

Le performance dell'NPS e dell'NPP

La fiducia si rafforza tramite valide interazioni: un consiglio competente, una ricerca intuitiva, una consegna affidabile, un'assistenza efficace anche dopo l'acquisto. E gli indicatori principali dimostrano che funziona: nei primi tre trimestri dell'anno fiscale 2026, il Net Promoter Score ha raggiunto quota 68 punti, il livello più alto mai registrato dall'azienda, con l'obiettivo di arrivare a 80 entro il 2030. MediaWorld punta inoltre a portare l'NPP, che misura la soddisfazione dei collaboratori, a 55. L'offerta si estende inoltre all'intero ciclo di vita del prodotto comprese le fasi di installazione, servizi post-vendita, resi e soluzioni dedicate alla circolarità e al ricondizionato.

A sostenere questa evoluzione contribuiscono gli investimenti: dal 2020 MediaWorld ha investito circa 200 milioni di euro nella trasformazione e nell'espansione del business, rafforzando rete, infrastrutture, competenze e strumenti digitali.

“Oggi contiamo 153 punti di vendita in Italia e, rispetto al 2020, i ricavi sono cresciuti del 15%, le vendite digitali del 40% e la quota di mercato ha raggiunto il 29,7% nel panel di riferimento, in aumento di quasi 2 punti percentuali e al livello più alto di sempre -precisa Emanuele Cosimelli, ceo di MediaWorld-. Dal 2020 abbiamo inoltre investito circa 200 milioni di euro nella trasformazione e nell'espansione del business. Ora vogliamo accelerare ulteriormente, con un'ambizione precisa: costruire entro il 2030 una MediaWorld ancora più forte e rilevante per i clienti, capace di coniugare innovazione e valore delle persone. In un mercato in cui aumentano scelta e complessità, la leadership si misura anche attraverso la fiducia che si riesce a costruire e la capacità di fornire ai clienti soluzioni rapide ed efficaci che possano fare differenza nella loro vita”.

“Non partiamo da una promessa, ma da risultati concreti -aggiunge Daria Dodonova, Cfo di MediaWorld-. Nei primi tre trimestri del FY26, rispetto allo stesso periodo del FY25, le vendite sono cresciute del 5%, mentre gli investimenti sono aumentati del 16%. Abbiamo costruito una base solida su cui ora vogliamo fare leva per accelerare nelle aree a maggiore potenziale: espansione della rete, digitale e Growth Areas. L'obiettivo non è soltanto aumentare la scala del business, ma farlo attraverso una struttura più diversificata, efficiente e in grado di generare valore sostenibile nel tempo”.

A supporto del racconto di questa evoluzione, Media World ha presentato il nuovo film dedicato al 35° anniversario (“35 Years of WOW Moments. Together”), cuore della campagna in onda dal 3 ottobre e che avvierà un programma di iniziative che includono promozioni dedicate, esperienze nei punti di vendita, attività digital e social, contenuti e momenti di coinvolgimento per clienti e collaboratori, facendo delle “prime volte” il filo conduttore del racconto.

“In 35 anni abbiamo visto cambiare tutto: i prodotti, i media, i comportamenti e persino il modo in cui le persone decidono cosa acquistare -commenta Francesco Sodano, marketing director di MediaWorld-. E siamo cambiati con loro. Siamo passati da un retail costruito soprattutto intorno a prodotto, prezzo e promozione a un ecosistema in cui negozi, digitale, servizi, loyalty e contenuti devono funzionare come un'unica esperienza. Per questo abbiamo scelto di celebrare questo anniversario nello stesso modo: non con un singolo momento, ma costruendo una piattaforma di comunicazione che attraverserà tutti i nostri touchpoint, dalle promozioni commerciali alle attivazioni in store ai contenuti digitali ed esperienze fisiche. Un unico racconto che coinvolgerà clienti, partner e le nostre persone. Perché oggi le persone non ragionano per canali: cercano esperienze rilevanti, semplici e capaci di parlare davvero a loro. È da qui che vogliamo partire per costruire insieme le prossime prime volte di MediaWorld”.

Oltre il menù, il nuovo progetto lanciato da Metro Italia

Dal 23 settembre i vodcast Metro Italia accendono i riflettori sul dietro le quinte di ogni piatto al ristorante: formazione, conto economico, stagionalità, lavoro e ricerca di personale

"Oltre il Menù. Dietro le quinte della ristorazione”. È un nuovo progetto editoriale (una serie vodcast in tre episodi) lanciato da Metro Italia nato per dare voce ai professionisti del settore Horeca e raccontare tutto quello che i clienti non vedono quando ordinano un piatto al ristorante: competenze professionali, scelte imprenditoriali, attività di formazione, gestione dei costi, organizzazione del lavoro, ricerca e gestione del personale, adattamento a consumatori e trend. Un insieme di sfide che ogni giorno mettono alla prova la sopravvivenza delle attività di ristorazione e non emergono agli occhi dei clienti.

Oltre il Menù. Dietro le quinte della ristorazione” è una produzione Metro Italia realizzata con il supporto di Nevago. La serie è disponibile dal 23 settembre 2026 con pubblicazione settimanale degli episodi su OnePodcast, sul sito di la Repubblica, sui siti del Gruppo Gedi, sui canali social del network e sulle principali piattaforme audio e video, tra cui Spotify, Apple Podcasts e YouTube.

Moderati dalla giornalista Giulia Cimpanelli, ristoratori, accademici e associazioni di categoria approfondiscono le principali tematiche che stanno ridefinendo il settore Horeca.

"Ogni giorno Metro è al fianco di migliaia di professionisti della ristorazione -commenta Alessandra Teruggi, Head of Corporate Communication & PR di METRO Italia- e sappiamo quanto impegno, competenze e capacità imprenditoriali siano richieste per garantire ai clienti un servizio e un’offerta di qualità. Con questo progetto abbiamo voluto metterci anche noi dietro le quinte e far raccontare ai protagonisti del settore ciò che spesso rimane invisibile agli occhi del cliente”.

“Con questa serie vodcast vogliamo parlare ai molti giovani che hanno il desiderio di intraprendere una carriera nel settore HoReCa -aggiunge Luca Cigliano, Corporate Communication & PR Manager di Metro Italia-. La scelta di farlo con un vodcast, uno strumento moderno e molto diffuso tra le giovani generazioni, risponde alla volontà di fornire loro un’utile panoramica delle principali tematiche da prendere in considerazione se si vuole gestire un’attività di ristorazione".

Episodio 1: nuovi trend di mercato

Mami Hirazawa di Poporoya, il primo ristorante giapponese di Milano, e Magda Antonioli, docente di economia del turismo all'Università Bocconi, riflettono sull'evoluzione dei consumatori, sui nuovi trend del mercato e sulla capacità delle imprese di adattarsi ai cambiamenti senza perdere autenticità, qualità e riconoscibilità. Un confronto che racconta come tradizione e innovazione possano convivere e rappresentare un fattore di successo nel lungo periodo, soprattutto in città in continua evoluzione come Milano.

Episodio 2: passaggi generazionali

Valentina e Arianna Scarnecchia (Trattoria della Stampa, Roma), e Luciano Sbraga, direttore ufficio studi Fipe-Confcommercio, si confrontano sul ruolo delle imprese familiari nella ristorazione italiana, sull'importanza della formazione, sul passaggio generazionale e sulle competenze necessarie per affrontare le sfide del settore.

Episodio 3. Strategia, personale e conto economico

Gianluca Fasolino, titolare di Gentedimare a Golfo Aranci, e Giacomo Del Chiappa, docente di marketing del turismo all'Università di Sassari, approfondiscono le difficoltà che caratterizzano le attività della ristorazione nelle destinazioni turistiche. Dalla ricerca di personale alla gestione della stagionalità, dall'organizzazione operativa all'equilibrio economico di imprese che concentrano gran parte della propria attività in pochi mesi all'anno.

Sviluppo rete in Area 2 dal 18 al 25 settembre 2026

Lidl rinnova il discount di Lugo (Ra), oggi con una superficie di 1.200 mq, più ampia di 180 mq e soluzioni per l'efficientamento energetico

LIDL
Via Brignani 22
Lugo (Ra)
1.200 mq
Lidl Italia

Data di apertura
10 settembre 2026
Format e location
L'edificio, originariamente costruito nel 2010, è stato al centro di un intervento di restyling ed efficientamento. Sul tetto è operativo un impianto fotovoltaico con potenza di picco pari a 122 kWp. La restante quota di energia elettrica acquistata proviene da fonti rinnovabili, coperte da Garanzie d’Origine verificate tramite il sistema di tracciabilità dell'immissione in rete.
Offerta
Tradizionale offerta dell’insegna con ortofrutta in apertura, panetteria self service oltre alla zona per il non food.
Servizi
Orario: lun-sab 8-21; domenica 8.30-20. Nel parcheggio da oltre 90 posti auto sono state installate due colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Attiva Lidl Plus, l’app gratuita che consente di accedere a buoni sconto personalizzati, promozioni esclusive e volantini digitali direttamente dal proprio smartphone.
Addetti e casse
Non disponibile.

Il brevetto Pewex (Selex) per i formaggi confezionati

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy riconosce a Pewex (Selex) il brevetto industriale per i formaggi confezionati

Pewex (Selex) attiva un centro di lavorazione dedicato ai formaggi con operatori specializzati che curano la porzionatura, mentre sistemi avanzati di confezionamento preservano freschezza, gusto e proprietà organolettiche, prolungando la shelf life del prodotto.

La novità sta nel brevetto industriale che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha riconosciuto al discounter per uno stampo destinato all'imballaggio di prodotti alimentari e per il relativo metodo di confezionamento. "Il nostro centro di lavorazione -spiega l'azienda- è accreditato per la lavorazione e il confezionamento di prodotti Dop. Tra questi figurano Pecorino Romano, Pecorino Toscano, Asiago ed Emmental svizzero. Il tutto avviene nel rispetto dei territori, delle tradizioni e dei più rigorosi standard di qualità. Innovazione, competenza e attenzione alla qualità: sono questi i principi alla base del nostro centro di lavorazione dedicato ai formaggi".

Il progetto è nato per gestire internamente le fasi di lavorazione del formaggio che vanno dalla porzionatura al confezionamento. A sottolineare l'importanza di questo riconoscimento, Pewex si affida al claim Come al banco! per evidenziare la natura strategica di questa lavorazione.

Despar Nord: Una crescita costruita sui territori

Francesco Montalvo, Ad Despar Nord. Foto: GDS
Rete di vendita, imprenditori affiliati, filiere corte e prodotti a marchio sostengono i risultati di Despar Nord, che accelera sugli investimenti e punta a rafforzarsi nelle cinque regioni in cui opera

Più 3,1%: questa la crescita del fatturato 2025 di Despar Nord. “Un risultato che nasce dalla combinazione tra sviluppo della rete, rafforzamento del canale affiliato ed evoluzione della proposta commerciale -chiarisce Francesco Montalvo, Ad di Despar Nord, che gestisce 242 punti di vendita diretti e 305 negozi affiliati in cinque regioni (Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Lombardia)-. A sostenerci in questo percorso sono stati, oltre che una squadra di quasi 10.000 persone, l’integrazione tra sviluppo commerciale e prossimità e la capacità di generare valore locale, coinvolgendo produttori e imprenditori affiliati. Per Despar Austria, la cultura degli assortimenti, in particolare locali, è un elemento fondamentale. Una vocazione che orienta anche la strategia dei prodotti a marchio”.

Nel 2025 avete investito quasi 100 milioni. Su cosa vi siete concentrati?

La rete di vendita è la nostra principale leva strategica e deve essere rafforzata e rinnovata con continuità. Nel 2025 abbiamo inaugurato 13 nuovi store, tra diretti e affiliati, e completato 15 ristrutturazioni, intervenendo su layout, tecnologie, efficienza operativa e qualità dell’esperienza d’acquisto. Un contributo importante è arrivato dagli affiliati, che hanno registrato performance molto positive. Continuiamo, inoltre, a investire nell’infrastruttura logistica, fondamentale per garantire efficienza, qualità del servizio e supportare lo sviluppo della rete. Sostenibilità energetica e innovazione infrastrutturale accompagnano tutti gli investimenti: nuove aperture e ristrutturazioni puntano a ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza energetica. Nel 2025 abbiamo raggiunto i 90 siti certificati ISO 14001 tra negozi, sedi e piattaforme logistiche.

Anche le private label rimangono al centro delle vostre strategie.

Oggi rappresentano quasi il 33,5% del fatturato complessivo. La nostra proposta a marchio vuole coprire tutti i bisogni del cliente, da chi cerca convenienza a chi sceglie prodotti premium, Free From o biologici. Nel 2025 abbiamo introdotto quasi 800 nuove referenze, rispondendo alla crescente ricerca di qualità e convenienza.

Cosa deve avere oggi un punto di vendita Despar per essere competitivo?

Il nostro punto di forza è la coerenza con un posizionamento che ha sempre puntato su prodotti e servizi di qualità e su un’esperienza di spesa piacevole. Il format si è evoluto per proporre soluzioni attuali e aderenti ai contesti in cui opera, ma riteniamo che debbano cambiare soprattutto i contenuti e il livello di servizio, più che l’ambiente del punto di vendita. Per noi, la competitività passa dalla capacità di interpretare bisogni e abitudini specifici, senza perdere coerenza tra le diverse insegne. Per questo formiamo le nostre persone per rendere il rapporto con il cliente sempre più personale e radicato localmente. Contenuti e comunicazione devono seguire questa logica e, quando necessario, differenziarsi da regione a regione. La sfida è rendere il risultato economico sostenibile, mantenendo un delicato equilibrio tra qualità dell’offerta, servizio ed efficienza.

Come stanno cambiando i format Eurospar e Interspar?

Si sviluppano in coerenza con questa visione che, grazie alle dimensioni più ampie, riescono a esprimere ancora meglio. Salvo eccezioni, il format per noi più soddisfacente è quello compreso tra 1.000 e 2.000 mq, anche in funzione dei territori. Sopra i 2.000 mq, in particolare, diventa fondamentale interpretare bene servizi e assortimenti complementari, come il non food. Anche i formati più piccoli continuano a garantire risultati positivi.

Quanto pesa l’affiliazione per voi?

È una leva fondamentale per sostenere il territorio e l’impresa locale. In questo senso, mettiamo a disposizione degli imprenditori il know-how applicato nei negozi diretti, costruendo un rapporto basato su reciprocità e appartenenza. Offriamo contratti non troppo vincolanti e un supporto completo su assortimento, marketing, gestione del personale e consulenza tecnica, oltre che immobiliare, legale e di controllo. La qualità dei servizi e dell’assistenza è la leva più efficace per mantenere gli imprenditori vicini alle nostre insegne e garantire rapporti duraturi. Noi stessi siamo nati come piccoli imprenditori e sappiamo che la sensibilità al mercato e la capacità di pensare in modo micro-locale possono fare la differenza.

In tema di micro-localismi, quanto conta per i clienti sapere che un prodotto arriva da pochi chilometri dallo store?

Il legame con il territorio è un criterio di scelta sempre più rilevante, insieme a qualità, autenticità e tracciabilità. I micro-localismi rispondono a questa esigenza con referenze identitarie, spesso disponibili solo nei negozi dell’area in cui vengono prodotte. Nel 2025 abbiamo coinvolto oltre 150 micro-produttori nelle cinque regioni in cui siamo presenti, portando a scaffale circa 1.000 prodotti realizzati a pochi chilometri dai negozi. Nel complesso, i progetti di valorizzazione delle filiere corte e del territorio coinvolgono più di 600 produttori e oltre 5.000 referenze. Il modello offre ai clienti prodotti legati alle tradizioni locali e, allo stesso tempo, sostiene piccole imprese ed economie territoriali, rafforzando il nostro posizionamento nella prossimità.

Nel medio termine, quale equilibrio cercherete tra crescita commerciale, responsabilità territoriale e sostenibilità misurabile?

Non si tratta di obiettivi alternativi, ma di dimensioni che devono procedere insieme. Per questo, vogliamo continuare a crescere nelle aree in cui operiamo, investendo in una rete moderna ed efficiente, integrata con le esigenze delle comunità, oltre che puntando sulle capacità delle persone, in primis i giovani. Lo sviluppo passerà dal rinnovamento dei punti di vendita, ma anche dalla valorizzazione delle filiere corte, dei produttori locali e dei micro-localismi. Allo stesso tempo, vogliamo rendere sempre più misurabili gli impatti, integrando gli obiettivi Esg nelle decisioni operative e negli investimenti. Efficienza energetica, riduzione dell’impatto ambientale, sicurezza, inclusione e qualità delle relazioni con gli stakeholder sono ormai elementi strutturali del nostro modo di fare impresa. La sfida futura, quindi, dovrà coniugare sviluppo, innovazione e sostenibilità, generando benefici concreti per clienti, collaboratori, fornitori e territori e mantenendo la capacità di misurare e rendicontare i risultati.

Articolo tratto da Gdoweek n. 13-2026

Esselunga rilancia sullo streetwear e firma una sneaker con Adidas

L’insegna fa un altro "passo" fuori dalle corsie con 3.000 paia di Adidas Grand Court 3.0 personalizzate, vendute online a 85 euro, in periodo di Milano Fashion Week

C’è un vago ricordo di Lidl in questa Esselunga che, in periodo di Milano Fashion Week 2026, decide di mettere il proprio logo su 3.000 Adidas Grand Court 3.0 in edizione limitata. Difficile infatti non ripensare subito alle sneaker gialle, blu e rosse lanciate dal discount tedesco in Italia nel 2020 al prezzo di 12,99 euro e diventate subito un fenomenale oggetto di culto.

Il posizionamento di Esselunga è in questo caso diverso e in linea con l'identità dell'insegna: le scarpe sono infatti vendute a 85 euro, dal 22 settembre, solo attraverso il canale online. Il digitale, in generale, è infatti uno spazio dove la catena negli ultimi anni sta investendo per fortificarsi come love brand anche presso le nuove generazioni, tra sbarco su TikTok e digital drop di successo come la "borsa del cavolo", ma non solo. Considerato poi che l'età media dell'acquirente online di Esselunga è abbastanza alta, l'iniziativa sembra parimenti voler portare quei giovani digitalizzati dei social anche sull'eCommerce.

Il tutto, come evidente dalle stesse immagini di lancio sopra e sotto, senza venir meno a quel tono ironico e trendy, quasi da "milanesi imbruttiti", che accompagna la comunicazione da generazione Z dell'insegna.

L'incursione di Esselunga nella moda e nel lifestyle non è una novità, già nel 2024 aveva ad esempio lanciato la collezione Esselove con fragole, pomodori e riferimenti ortofrutticoli storici presenti su abbigliamento e accessori, seguita da The Cozy Drop con 150 capi personalizzati dalla designer Linea Daria. Il "passo avanti", qui, è che si tratta di un co-branding che, per tipologia di partnership, alza l'asticella, solleticando un immaginario più distante ed esclusivo di quello della basilare spesa settimanale.

Sul fronte del design, la sneaker presenta il logo Esselunga e un lace tag coordinato, mentre all’interno della confezione sono inclusi lacci e soletta brandizzata. Per ogni paio acquistato a 85 euro, che sul mercato costa normalmente tra 45 e 65 euro, l'azienda devolverà 20 euro a Fondazione Humanitas per la Ricerca a sostegno del programma AYA – Adolescents & Young Adults , che punta a migliorare la qualità della vita dei pazienti tra i 16 e i 39 anni che stanno affrontando una malattia onco-ematologica.

 

Ristorazione in Europa: i cambiamenti generazionali

Le presenze nella ristorazione non rispecchiano il peso demografico delle generazioni: i più giovani incidono più rispetto alla loro quota, i Baby Boomer restano sottorappresentati

Da uno studio sulla ristorazione in Europa realizzato da Circana, l'età non è più un indicatore diretto dei comportamenti di consumo. In altre parole, la quota della popolazione è un indicatore poco efficace. Per esempio, la Gen Z rappresenta il 16% della popolazione nei cinque principali mercati europei Ue/non Ue (Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna e Italia), ma registra il 39% di visite in più nella ristorazione rispetto a quanto ci si aspetterebbe sulla base del suo peso demografico. Anche Millennials e Gen X registrano performance superiori rispetto al loro peso sulla popolazione. Al contrario, i Baby Boomer, pur rappresentando il 29% della popolazione, registrano un indice pari ad appena 60. La Generazione Alpha, nonostante sia il gruppo generazionale più giovane, rappresenta già una porta d’accesso alla categoria; la sua spesa è tuttavia orientata soprattutto verso i canali retail di consumo immediato, più che verso la ristorazione tradizionale.

Il mercato europeo della ristorazione ha raggiunto una spesa annua di 361,2 miliardi di euro. Secondo l'analisi Circana questa performance complessivamente stabile nasconde, tuttavia, un’evoluzione fondamentale: stanno cambiando sia i consumatori che trainano il mercato sia le loro aspettative. Nei cinque principali mercati europei (Ue/extra Ue) della ristorazione (Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna e Italia) la spesa è aumentata (+1,4%) nell’anno terminato a giugno 2026, a fronte di una diminuzione delle visite (-0,7%). La spesa media per consumatore è aumentata del 2,1%, portando il valore complessivo della ristorazione a 361,2 miliardi di euro.

“A prima vista, la ristorazione europea appare straordinariamente stabile -commenta Edurne Uranga, VP Foodservice Europe di Circana-. La spesa continua a crescere, le presenze hanno registrato variazioni marginali e i consumatori continuano a mangiare fuori casa. Tuttavia, questa apparente stabilità è ingannevole, perché i comportamenti delle diverse generazioni stanno evolvendo. L’età non è più un indicatore diretto dei comportamenti. I nostri dati restituiscono un quadro molto più complesso, in cui tecnologia, salute, pressioni economiche, cambiamenti negli stili di vita e fase della vita stanno ridisegnando le scelte dei consumatori. È evidente che il consumatore del futuro nella ristorazione non si comporterà semplicemente come una versione più giovane del consumatore adulto di oggi”.

Invece di costruire modelli sempre più complessi per spiegare il divario tra pressioni macroeconomiche e domanda dei consumatori, Circana sostiene che il modo più chiaro per interpretare questa fase sia tornare alle basi: comprendere gli stili di vita, le esigenze e la fase della vita che guidano i comportamenti di ciascuna generazione nella ristorazione.

La differenza tra generazioni è particolarmente evidente nei ristoranti di marca. I format di marca rappresentano complessivamente il 29% della spesa nei ristoranti commerciali, ma la quota sale al 40% per la Generazione Alpha, al 35% per la Gen Z e al 35% per i Millennials, rispetto al 24% della Gen X e al 16% dei Baby Boomer. Circana attribuisce parte di questa differenza generazionale alle diverse aspettative che i consumatori portano con sé quando scelgono la ristorazione. Le generazioni più giovani, native digitali, attribuiscono maggiore importanza all’immediatezza e alla personalizzazione: per questo i format riconoscibili e di marca risultano particolarmente adatti al modo in cui scoprono, ordinano e vivono la ristorazione attraverso i canali digitali e il delivery.

Per gli operatori si apre quindi una duplice opportunità: rispondere alla crescente influenza dei consumatori più giovani e, al contempo, trovare nuovi modi per coinvolgere una popolazione più anziana, numericamente consistente ma ancora poco presente nella ristorazione.

Gen Z e salutismo

L’attenzione alla salute è uno degli esempi più evidenti dell’evoluzione dei comportamenti generazionali. La ricerca di Circana mostra che il 12% dei consumatori della Gen Z pratica il digiuno intermittente, rispetto al 7% della popolazione complessiva, mentre il 24% presta attenzione al consumo di proteine e il 20% sceglie prodotti biologici o naturali. Un ulteriore 13% dichiara di evitare il caffè.

I risultati indicano che la Gen Z adotta un approccio più intenzionale al cibo e alle bevande: proteine, ingredienti naturali e nuovi ritmi dei pasti influenzano cosa, quando e dove consumare. Per gli operatori, questo significa andare oltre i singoli prodotti better-for-you e valutare in che modo l’offerta complessiva possa riflettere routine e priorità in evoluzione.

Nella Generazione Alpha, il ricorso al delivery è già 1,3 volte superiore alla media della popolazione e sette volte maggiore rispetto a quello dei Baby Boomer, e potrebbe aumentare ulteriormente con la diffusione dei canali digitali.

Il consumo solitario

Uno dei cambiamenti più evidenti nella struttura delle occasioni di consumo è la crescita dei gruppi di dimensioni ridotte: oggi quasi il 60% delle occasioni nella ristorazione vede coinvolte una o due persone, mentre il consumo in solitaria rappresenta da solo un terzo di tutte le visite legate al pasto principale. Contrariamente all’idea che il consumo in solitaria sia caratteristico soprattutto di persone anziane e isolate, i dati di Circana mostrano che sono i Millennials a trainare questa occasione e che, quando mangiano da soli, spendono circa il 70% in più rispetto a quando consumano lo stesso pasto in gruppo.

L’opportunità non è ancora pienamente sfruttata: quando mangiano da soli, i consumatori ordinano molto meno frequentemente piatti come pesce, frutti di mare, pasta o noodles rispetto a quando consumano in gruppo. Questo suggerisce che gli operatori non abbiano ancora adattato porzioni e format dei menù a questa occasione.

Il prezzo non è tutto

La ricerca Circana mette, inoltre, in discussione alcune convinzioni sulla Gen X e sul valore. Sebbene il 69% indichi il costo della vita come una preoccupazione, il prezzo non è il principale criterio nella scelta di un ristorante. Al primo posto, con il 35%, si colloca l’offerta di prodotti, seguito dalla praticità, con il 33%, mentre il fattore prezzo si ferma al 27%. “La Gen X è molto consapevole delle pressioni legate al costo della vita, ma prodotto e praticità continuano a influenzare la scelta del ristorante, più del fattore prezzo -aggiunge Uranga-. I consumatori prestano attenzione alle proprie disponibilità economiche ma continuano a dare priorità a esperienze che ritengono meritevoli della spesa, perché semplificano la loro vita”.

Baby Boomer sottovalutati

I Baby Boomer restano l’esempio più evidente di una generazione ancora poco attenzionata da parte degli operatori. La loro minore frequenza nella ristorazione dipende meno dal “quando” e più dal “quanto”: le occasioni serali sono significativamente sotto-indicizzate, perché la stanchezza li porta a preferire il rientro a casa anticipato. Tuttavia, quando scelgono di mangiare fuori casa, desiderano trattenersi più a lungo e mostrano una preferenza superiore alla media per pranzi che durano oltre due ore, abitudine in controtendenza rispetto a un mercato generale orientato verso occasioni più brevi. Questa generazione si traduce in un ampio margine di crescita per i ristoranti di marca: i format di marca rappresentano appena il 16,1% della spesa dei Baby Boomer, contro il 29% del mercato complessivo. È un’opportunità di crescita significativa, ancora non sfruttata, per gli operatori disposti a pensare occasioni più lente e conviviali.

DEFINIZIONI

  • Generazione Alpha: <16 anni / nati tra il 2010 e il 2026
  • Generazione Z: 16-29 anni / nati tra il 1996 e il 2009
  • Millennials: 30-44 anni / nati tra il 1981 e il 1995
  • Generazione X: 45-59 anni / nati tra il 1965 e il 1980
  • Baby Boomer: 60 anni e oltre / nati tra il 1935 e il 1964

 

Carrefour a Torino rinuncia alle aperture h24 in attesa del rebranding

Si rimodulano le aperture notturne dei supermercati Carrefour a Torino, che presto passeranno a insegna Gs

La presenza dell'insegna Carrefour, pioniera in Italia delle aperture continuative e notturne dei supermercati, fa dietrofront e rinuncia a questa modalità. Dopo il passaggio a NewPrinces Group, l'insegna sta rimodulando la sua presenza sul territorio italiano dove saranno presto convertiti i negozi in Gs. Luca Sanna, segretario generale aggiunto di UilTucs Piemonte, afferma:  "Ci hanno comunicato che la nuova proprietà ha deciso di riconsiderare questo cammino. La percezione è che i costi di gestione siano superiori agli incassi, tra dipendenti, riscaldamento, energia elettrica e sicurezza". Per le sigle sindacali, com'è ovvio, la priorità è che non si perdano i posti di lavoro negli store interessati da questa misura.

Su questa scelta è intervenuto anche il presidente di NewPrinces, Angelo Mastrolia, che ne spiega le motivazioni. "Abbiamo valutato il tema della sicurezza -evidenzia il presidente della società-, e della reale esigenza dei cittadini che gravitano nelle zone interessate analizzando l’effettiva affluenza degli utenti. Da qui la scelta di rimodellare l'offerta alla clientela". Mastrolia però chiarisce che non si tratta di eliminare in toto il servizio ma di renderlo efficace laddove c'è una reale necessità, analizzando di volta in volta i costi di gestione e la fattibilità delle misure.

Sul lato occupazionale, Luca Sanna tiene a precisare: "Ci auguriamo che la scelta di non aprire di notte segni l’inizio di una riflessione più ampia in tutto il settore della grande distribuzione, superando un modello che ha mostrato tutti i suoi limiti, comprese le aperture domenicali".

Camion elettrico a guida autonoma: Lidl ed Einride sperimentano in Germania

Al via il progetto pilota in Germania con il primo camion elettrico senza cabina e pilota umano, operativo sulle strade pubbliche per rifornire uno store dal magazzino Lidl

Einride, azienda tecnologica svedese pioniera nel trasporto merci elettrico e a guida autonoma, e Lidl Germania (Gruppo Schwarz), hanno annunciato l'avvio operativo del primo camion con sistema di guida autonoma di livello Sae 4 impiegato nelle attività ordinarie su viabilità pubblica in Germania. Il veicolo, totalmente sprovvisto di cabina e senza alcun operatore di sicurezza o conducente a bordo, è già impiegato nell'area di Edermünde per il trasporto quotidiano di merci tra un centro logistico di Lidl e un punto di vendita della catena.

Il livello Sae 4 identifica la guida autonoma elevata (High Automation). A questo livello, il sistema di bordo è progettato per gestire completamente e in autonomia tutte le funzioni dinamiche di guida, senza richiedere alcun intervento umano e senza che una persona a bordo debba essere pronta a prendere il controllo.

Questo progetto pilota segna uno spartiacque normativo e tecnologico rispetto al passato: il mezzo circola infatti sotto l'egida di un'autorizzazione ufficiale rilasciata dalla Kraftfahrt-Bundesamt (Kba), l'autorità federale dei trasporti tedesca. Si tratta del primo permesso di questa tipologia concesso in Germania.

Innovazione digitale e decarbonizzazione del trasporto merci, l'obiettivo di Lidl

Alimentato a trazione 100% elettrica e governato da avanzati sistemi di intelligenza artificiale per la navigazione e la gestione del tragitto, il camion azzera le emissioni locali e offre una risposta concreta a una delle emergenze più pressanti per la logistica europea: la grave e crescente carenza di autisti di mezzi pesanti. Mantenere la catena di approvvigionamento stabile e resiliente, assicurando che i generi alimentari giungano a destinazione con regolarità e puntualità, costituisce una priorità strategica per tutte le aziende 

"Einride effettua già consegne autonome con volumi e programmi reali per importanti clienti in Europa e negli Stati Uniti -ha sottolineato Roozbeh Charli, Ceo di Einride-. La Germania è un mercato cruciale ed ottenere il via libera dalle autorità federali della Kba certifica l'affidabilità della nostra tecnologia, ponendo basi solide per scalare il servizio con piena fiducia". Dal canto suo, Lidl intende testare soluzioni all'avanguardia calandole nei flussi operativi reali. Come dichiarato da Thomas Dangelmayer, responsabile della logistica per Lidl Germania, l'innovazione tecnologica mira ad assicurare ai consumatori la reperibilità costante delle merci sugli scaffali al momento opportuno e con standard qualitativi ottimali.

La spola tra polo logistico e punto di vendita rappresenta solo la prima tappa: la partnership punta infatti a evolvere verso itinerari "milkrun" con consegne a fermate multiple e ulteriori integrazioni all'interno del più ampio ecosistema del Gruppo Schwarz, confermando che la transizione verso una mobilità autonoma e sostenibile è ormai una realtà quotidiana.

Sviluppo rete in Area 1 dal 18 al 25 settembre 2026

Doppio opening per iN's Mercato (Pam) che inaugura due discount a Cisliano (Mi) e Castell'Alfero (At), entrambi su una superficie di 900 mq

IN’S MERCATO
Via Cavalier Angelo Refaldi 16
Cisliano (Mi)
900 mq
iN’s Mercato (Pam)

Data di apertura
23 settembre 2026
Format e location
Segue le direttive standard dell’insegna.
Offerta
Il cuore dell'offerta è rappresentato dal comparto freschi: l’ortofrutta conta quotidianamente oltre 90 referenze, comprensive di proposte bio; alla pescheria si affianca la macelleria con più di 70 articoli da filiere controllate. Completano panetteria, gastronomia, latteria e salumi & formaggi.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

IN’S MERCATO
Strada Statale 27 L
Castell’Alfero (At)
900 mq
iN’s Mercato (Pam)

Data di apertura
23 settembre 2026
Format e location
Si allinea al tradizionale format dell’insegna.
Offerta
L’assortimento replica la classica formula.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

Benetton Group testa a Roma il flex store monomarca Jean’s West

Al brand Jean's West, Benetton Group sta dedicando un progetto di rinnovamento e valorizzazione. In questo contesto si inserisce anche il lancio del nuovo format sperimentato a Roma

Nasce in Via Frattina 113 a Roma uno spazio dedicato al brand Jean's West, marchio che Benetton Group intende valorizzare e sviluppare con l'obiettivo di un’identità sempre più definita e riconoscibile. Lo store occupa un locale precedentemente dedicato a Sisley K, oggi ripensato per ospitare una vetrina dedicata alle collezioni del brand. Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione del portafoglio di marchi di Benetton Group e punta a consolidare il rilancio di Jean’s West, portando in primo piano i suoi codici estetici distintivi. A rafforzare la riconoscibilità del marchio è il logo dei tre cavalli, elemento storico dell’identità Jean’s West e recentemente aggiornato con un design più contemporaneo. Il simbolo compare sull’etichetta posteriore dei pantaloni e diventa protagonista delle T-shirt e delle felpe attraverso stampe dedicate, trasformandosi in uno dei principali elementi visivi e narrativi della nuova collezione.

L'assortimento

Nato nel 1974, Jean’s West ha costruito nel tempo la propria identità attorno al denim e all’immaginario western, reinterpretandone gli elementi più autentici. La nuova collezione mantiene saldo questo legame con la tradizione, traducendolo però in un linguaggio pensato per dialogare anche con le nuove generazioni. Il denim rimane il protagonista della stagione, con una proposta che include anche lavaggi dall’effetto vintage. L’ispirazione rétro si ritrova nell’outerwear, tra montoni e rider in panno a quadri, mentre flanella, velluto e camicie texane completano il guardaroba. La maglieria aggiunge volume e calore con lavorazioni a grosse trecce e motivi jacquard, ampliando l’universo stilistico del brand.

La collezione FW26 si articola nelle linee uomo e donna e introduce inoltre il segmento Kids, portando per la prima volta l’estetica di Jean’s West anche nel guardaroba dei più piccoli.

Pasta italiana a un bivio: tra commodity e valore

Nel corso del convegno ‘La Pasta al Centro’, industria e distribuzione si sono confrontati su presente e futuro di un prodotto italiano per eccellenza. Tra i dati Circana, la testimonianza di Granoro sulla filiera controllata e i risultati dell'indagine della sociologa Marilena Colussi, spunti e riflessioni su come superare il tema del prezzo e ritornare a costruire valore in questa categoria

Lo scorso 16 settembre, al Palazzo della Cultura di Milano, si è svolto il convegno La Pasta al Centro Chi crea valore oggi nella categoria simbolo del Made in Italy?, organizzato da Gdoweek e mark Up, con la collaborazione di Granoro: si è trattato di momento di confronto tra i principali attori della filiera dell'industria di marca e della gdo- per fare il punto sul presente del prodotto simbolo della cucina italiana e provare a delinearne le prospettive future. L'incontro, moderato da Cristina Lazzati, direttrice di Gdoweek e Mark Up, si è aperto con un'analisi dei dati e delle dinamiche che caratterizzano la categoria pasta in Italia.

Il mercato della pasta: la dipendenza dalla leva promozionale

Dallo studio di mercato illustrato da Marco Raimondi, Senior Director CPG di Circana, è emerso anzitutto il peso rilevante che questo comparto riveste, per volumi e ampiezza assortimentale, all'interno di gdo e discount. Al tempo stesso, è stata evidenziata la forte dipendenza della categoria dalla leva promozionale, ormai diventata strutturale: il 41% dei volumi viene venduto con sconti medi superiori al 30%, generando un moltiplicatore di 2,2 volte.

Un quadro che richiede un ripensamento da parte di tutti i player per recuperare marginalità dal lato sia industriale sia della distribuzione moderna.

Pur mantenendo una connotazione fortemente mainstream, la categoria mostra segnali che aprono a scenari di maggiore valorizzazione: con il riassestamento dei prezzi, il consumatore sembra meno orientato al risparmio a tutti i costi e maggiormente propenso a scegliere prodotti di fascia premium.

Il punto di vista di Pasta Granoro

In questa direzione è risultato particolarmente significativo l'intervento di Marina Mastromauro, amministratore delegato del Pastificio Granoro, che ha ribadito quanto sia cruciale una filiera tracciata per dare risalto a un prodotto ottenuto solo da grano coltivato in Italia: “A partire dal 2010 abbiamo avviato un programma di selezione durato circa due anni, che ha portato l'azienda a collaborare con cooperative agricole operanti in un area prossima al nostro stabilimento pugliese: dopo la stesura di un capitolato, la sperimentazione su due raccolti e una produzione pilota, nel 2012, in occasione del Salone Slow Food, è stata così presentata la prima confezione di pasta nata da questa filiera controllata”, ha commentato Mastromauro.

Come i retailer vivono la categoria

Nel coso del convegno presentati i risultati dell'indagine condotta da Marilena Colussi sociologa di mercato che ha curato la ricerca coinvolgendo manager e responsabili acquisti, category e commerciale di 18 realtà della gdo con competenze specifiche sulla categoria.

Secondo Marilena Colussi, la pasta resta una categoria solida che si trova, però, a un bivio: da un lato, continuare a seguire logiche di prezzo e promozione, evidenziando il proprio ruolo di commodity; dall'altro, cercare nuove possibilità per (tornare a) generare valore puntando su qualità, origine, filiera, identità, segmentazione e narrazione del prodotto.

La giornata si è chiusa con una tavola rotonda che ha messo a confronto diversi retailer sulle tensioni e gli equilibri che attraversano la categoria. Il dibattito, moderato da Cristina Lazzati, ha visto la partecipazione di Eleonora Graffione, presidente di Consorzio Coralis; Mario Favaretto, direttore acquisti grocery di Unicomm (Selex); Fabrizio Maggiore, coordinatore ufficio acquisti grocery food di Megamark (Selex) e Andrea Spitale, buyers coordinator grocery salata, surgelati, detergenza, non food di Penny.

Affogato: il nuovo format di Alberto Marchetti e Caffè Vergnano

Caffè e gelato al centro dell'offerta del format nato dalla sinergia tra Caffè Vergnano e Alberto Marchetti con un primo locale a Torino

Dalla sinergia tra gelato e caffè espresso nasce un concept che coniuga due anime. Affogato è il modello appena lanciato a Torino da Alberto Marchetti e Caffè Vergnano, nella storica cornice della Gran Madre, un chiosco antico che torna a vivere. Il concept nasce per enfatizzare il connubio tra il gelato e l'espresso, in un contesto informale. Questa operazione si incardina in un percorso di espansione di Caffè Vergnano che ha appena debuttato in Irlanda con il suo primo coffee shop, come già raccontato su Gdoweek.

L'offerta

Al centro dell'offerta c'è il gelato di Alberto Marchetti disponibile in 20 gusti, pensati per accompagnare il caffè e valorizzarne le diverse caratteristiche, a cui si sommano due granite al caffè e alla mandorla. Per questo nuovo concept, Caffè Vergnano ha scelto la Linea 1882 Original in grani, una delle proposte Premium dedicata al mondo Horeca, pensata per garantire un espresso di alta qualità e una resa costante in tazza. La miscela esprime sentori di frutti rossi, amaretto e caramello, mentre la presenza di Robusta indiana contribuisce a una crema alta e persistente e a un retrogusto di cioccolato al latte e liquirizia.

Le dichiarazioni

"Il caffè e il gelato sono un abbinamento perfetto: due mondi che, quando si incontrano,
riescono a creare qualcosa di semplice ma sorprendente. E c’è un valore in più, quello di lavorare insieme a Caffè Vergnano, una realtà orgogliosamente torinese come la mia. Credo sia bello vedere due aziende del territorio incontrarsi e provare a raccontare Torino attraverso un’idea nuova, immediata e soprattutto molto golosa" sottolinea Alberto Marchetti.

Dal canto suo, Enrico Vergnano, presidente del consiglio di amministrazione di Caffè Vergnano, aggiunge: "Le collaborazioni più riuscite sono quelle che nascono da valori condivisi. Con Alberto Marchetti abbiamo costruito un progetto che unisce due realtà accomunate dalla stessa idea di qualità, fatta di cura, artigianalità e rispetto per il prodotto. Affogato reinterpreta in chiave contemporanea un grande classico italiano e siamo felici che questa idea prenda vita proprio a Torino, la città da cui entrambe le nostre storie hanno avuto inizio".

 

Gdoweekly #180. Caddy’s passa a VéGé. Unieuro testa un nuovo store. Decathlon fa franchising

Caddy's: addio Drug Italia, c’è VéGé. Unieuro: test dal negozio di Lissone (Mb). Decathlon: il franchising in Italia. Terrazza Coin a Brescia. La pizza con Walmart

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

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Sviluppo rete Non food dal 18 al 25 settembre 2026

Mondadori consolida la rete in Sicilia con la nuova libreria di Belpasso (Ct) su 350 mq. Upim replica il format gallery a Orio al Serio (Bg) su un'area di 1.450 mq

MONDADORI BOOKSTORE
Contrada Valcorrente
Belpasso (Ct)
350 mq
Mondadori

Data di apertura
3 settembre 2026
Format e location
La librerai si trova al centro commerciale Etnapolis.
Offerta
Dispone di un catalogo con 13mila titoli.
Servizi
Orario: lun-dom 9.30-21.
Addetti e casse
Non disponibile.

UPIM
Via Portico 71
Orio al Serio (Bg)
1.450 mq
Upim

Data di apertura
10 settembre 2026
Format e location
All’interno del centro commerciale Oriocenter, situato di fronte lo scalo aeroportuale bergamasco, l’insegna replica il format gallery.
Offerta
Classica offerta che spazia dall’abbigliamento e accessori uomo, donna e bambino al beauty.
Servizi
Orario: lun-dom 9-22.
Addetti e casse
Impiega 18 addetti.

Il fatturato in Italia di Jysk si attesta a 190 milioni di euro (+25%)

L'esercizio si chiude per Jysk con un incremento sia a livello italiano, sia a livello globale con un fatturato complessivo di 7 miliardi

A livello globale, Jysk chiude il 2025 con un fatturato di 7 miliardi di euro e un incremento del 12,9%. La crescita in Italia, invece, raggiunge la percentuale del 25% e una cifra di 190 milioni di euro. “I risultati dimostrano chiaramente la resilienza e la solidità del concept Jysk in un mercato retail che continua a risentire delle incertezze globali e della scarsa fiducia dei consumatori. Nel corso dell’anno abbiamo mantenuto un andamento positivo, concentrandoci sui nostri clienti, su grandi offerte e su un assortimento rilevante e attrattivo”, afferma Rami Jensen, presidente e Ceo di Jysk.

La rete Jysk

La catena opera in tutte le 20 regioni italiane e continua a sviluppare il suo piano di espansione in più aree geografiche. Soltanto lo scorso anno ha inaugurato 13 store e realizzato 3 restyling di negozi esistenti secondo il più recente Store Concept 3.0. Sul piano internazionale, invece, l'insegna ha aperto 168 nuovi negozi, il numero più elevato mai raggiunto in un singolo esercizio, e ha investito in 226 interventi sulla propria rete, tra trasferimenti, ampliamenti e rinnovamenti dei negozi esistenti.

"Continuiamo a investire con convinzione nel mercato italiano, ampliando la nostra rete di negozi e rafforzando la notorietà del brand. La prossima apertura del nostro centro di distribuzione in Italia rappresenta un passaggio strategico per sostenere la nostra crescita e migliorare ulteriormente la customer experience" afferma Cesare Bailo, Ad e country director di Jysk Italia.

La soddisfazione dei collaboratori

Come da sua consuetudine, Jysk ha testato la soddisfazione dei collaboratori attraverso un'indagine biennale, l’Employee Satisfaction Survey, alla quale ha partecipato una percentuale record del 98% dei collaboratori di negozi, centri di distribuzione e uffici nei 29 Paesi gestiti direttamente da Jysk, ottenendo, per la prima volta, il livello Top in Class per tutti i principali fattori analizzati. Il parametro in questione identifica il 25% delle aziende con le migliori performance tra quelle incluse nel Global Employee and Leadership Index di Ennova, la società di consulenza responsabile dell’indagine.

Unieuro ridisegna il negozio: più servizi, nuove categorie e Ai in corsia

A Lissone (Mi) debutta il nuovo format dell’insegna: un concept modulabile che amplia l’assortimento, porta i servizi al centro del punto di vendita e integra Ai, catalogo digitale ed etichette elettroniche. Un laboratorio, che sarà esteso alla rete a moduli, in funzione delle dimensioni dei negozi

Il negozio di elettronica non basta più. Con il nuovo format presentato a Lissone, Unieuro sposta il baricentro del punto vendita dalla semplice esposizione di prodotto a un nuovo modello nel quale assortimento, servizi, consulenza e tecnologia convivono lungo lo stesso percorso. Un cambio di impostazione che punta a ridefinire il ruolo dello store fisico nella relazione con il cliente.

Nuove categorie oltre l’elettronica tradizionale

Accanto ai comparti consolidati entrano nuovi mondi di consumo. Aria e clima acquistano maggiore visibilità, mentre fitness e cura della persona vengono riuniti in un’area dedicata al benessere, con wearable, beauty-tech e piccoli elettrodomestici anche da provare in store. Si amplia inoltre il fronte energia, con soluzioni che possono comprendere fotovoltaico, wallbox e pompe di calore, abbinate a servizi e consulenza (anche per valutare quali sono le soluzioni più adatte ai consumi casalinghi dei singoli consumatori)

Il Client Hub porta i servizi al centro

Il secondo asse è quello dei servizi. Nel cuore del negozio trova spazio il Client Hub, quasi 85 mq che concentrano assistenza, riparazioni, installazioni, servizi finanziari, Click & Collect, consulenza ed energia. Qui entra anche l’intelligenza artificiale, a partire da Miro, il chatbot pensato per dialogare con il cliente, orientarlo nello store e fornire informazioni su prodotti e servizi. L’Ai si affianca così agli addetti, con l’obiettivo di amplificarne la capacità di consulenza.

Un negozio paperless, dal prezzo al catalogo

Il nuovo store è sostanzialmente senza carta. Le etichette elettroniche permettono, attraverso i qrCode, di accedere direttamente dallo scaffale al catalogo digitale e alle informazioni sui prodotti. A questa infrastruttura si aggiungono gestione digitale delle attese, pulsanti per richiedere assistenza, self checkout, pagamenti in reparto, device mobili per il personale e schermi utilizzabili anche per attività di retail media.

Qui Bruna Olivieri, country manager di Unieuro, e Luigi Fusco, Chief Retail Officer di Unieuro, raccontano in video cosa rappresenta questo store all'interno della strategia di sviluppo del retailer

Campagna pubblicitaria

Il debutto del format sarà accompagnato anche da una campagna pubblicitaria dedicata, pensata per raccontare al consumatore l'evoluzione del posizionamento dell’insegna e il peso crescente assunto dai servizi.

Lissone come laboratorio per tutta la rete

Lissone, però, non è un modello destinato a essere replicato in maniera identica in tutta la rete. Si tratta di un laboratorio, nel senso che il concept è stato progettato secondo criteri di modularità, sostenibilità economica e scalabilità e verrà misurato attraverso KPI e logiche di test & learn. Le soluzioni che funzioneranno potranno essere trasferite, integralmente o per singoli moduli, sia nei nuovi store sia nei negozi esistenti.

A facilitare il percorso c’è anche l’infrastruttura tecnologica già realizzata nei punti vendita e nell’intera organizzazione. La base, dunque, esiste già: Lissone serve ora a capire quali elementi innestare sulla rete, con quali tempi e con quale livello di investimento. Più che il prototipo di un singolo negozio, il nuovo format si propone così come una piattaforma per la prossima evoluzione della rete Unieuro.

Caffè Borbone tra i banchi di scuola

Per l'occasione è stata lanciata una limited edition Il Caffè del Birbantello 2026 con un packaging dedicato al caffè in cialda

Il progetto educativo Il Caffè del Birbantello, quest'anno alla sua quarta edizione, ha coinvolto 900 alunni delle scuole primarie di varie città italiane chamati a interpretare attraverso il disegno il tema Una storia di casa, per raccontarne il valore simbolico come primo luogo di esperienze, relazioni e crescita. L'iniziativa, sviluppata da Caffè Borbone con la divisione educational del gruppo Withub, è stata realizzata durante le ore di educazione civica con l'obiettivo di accompagnare gli alunni in un percorso di sviluppo dei propri talenti. Istituto capofila simbolico è l’Istituto Ozanam del Rione Sanità di Napoli.

Una limited edition

Per l'occasione è stata lanciata una special edition Il Caffè del Birbantello 2026 con un packaging dedicata per il caffè in cialda, disponibile negli store della distribuzione moderna, nei negozi specializzati, sull’eCommerce di Caffè Borbone e su Amazon.

Premi e giuria

A giudicare i lavori una giuria composta da rappresentanti di Caffè Borbone e Fondazione Pesenti Ets che ha scelto gli elaborati di sei scuole, premiate per la capacità di restituire il legame che ogni bambino vive con il proprio ambiente domestico. Le sei scuole premiate riceveranno infine un contributo economico per l’acquisto di materiale artistico, scientifico, musicale, sportivo e digitale. Inoltre, ospiteranno incontri con l'ambassador di questa edizione, Lorenzo Branchetti, volto noto che vestirà i panni di maestro d’eccezione in un workshop dedicato all’arte della narrazione.
“Di questo progetto ho apprezzato in particolare la volontà di Caffè Borbone di accompagnare i bambini a scoprire che la creatività non è solo fantasia, ma un modo per conoscersi, esprimersi e dare forma al proprio sguardo sul mondo”, afferma Lorenzo Branchetti.

Le scuole vincitrici

La giuria ha premiato sei scuole:

  • Istituto paritario Federico Ozanam di Napoli
  • Istituto Comprensivo Alberto Manzi, plesso De Amicis, di Roma
  • Scuola primaria Balducci di Firenze
  • Scuola primaria di Masone (Ge)
  • Istituto Comprensivo Simona Giorgia di Milano
  • Scuola primaria Giovanni Pascoli di Roverchiara (Vr).

Popeyes apre a Roma Termini: è l’ottavo ristorante nella Capitale

Popeyes sbarca a Roma Termini con il suo ottavo ristorante romano, a poco più di un anno dal debutto in città

Popeyes apre il suo ottavo ristorante a Roma, questa volta dentro la stazione Termini, il principale snodo ferroviario della Capitale. Il locale, realizzato in collaborazione con Grandi Stazioni Retail, si trova nella Food Court di Terrazza Termini, occupa 470 mq e conta 136 posti a sedere; sarà aperto tutti i giorni dalle 11 alle 22, con servizio al tavolo, asporto, chioschi per l'ordinazione autonoma e refill gratuito delle bevande. Il punto di vendita impiega un team di 20 persone.

L'apertura è legata alla campagna "Il pollo fritto che sa aspettare", costruita attorno alle 12 ore di marinatura del pollo fresco, uno degli elementi distintivi della ricetta Popeyes: in un luogo dove tutto corre, il brand propone l'attesa come occasione per fermarsi prima di ripartire.


Il nuovo locale arriva a poco più di un anno dal debutto di Popeyes in città, avvenuto nel maggio 2025 al Maximo Shopping Center: da allora Popeyes ha venduto oltre 400.000 pezzi di pollo a Roma, con una media di 360 clienti al giorno. La scelta di Termini punta sui numeri della stazione, che secondo i dati diffusi dall'azienda accoglie quasi 600.000 persone ogni giorno e oltre 150 milioni di visitatori l'anno.

“L'apertura di Roma Termini ha per noi un significato particolare. In poco più di un anno siamo arrivati a otto ristoranti nella Capitale, una città che ha accolto Popeyes con entusiasmo sin dal primo -ha dichiarato Alessandro Carluccio, general manager di Popeyes Italia. Termini rappresenta una delle location più iconiche e frequentate d'Italia e ci permette di entrare in contatto ogni giorno con centinaia di migliaia di persone tra residenti e visitatori. È esattamente il tipo di location strategica attraverso cui vogliamo continuare a far crescere Popeyes in Italia”.

Con questa apertura Popeyes arriva a 28 ristoranti in Italia in meno di due anni dal lancio, avvenuto nel 2024 con il master franchisee Restaurant Brands Europe. L'obiettivo dichiarato dal gruppo è raggiungere circa 50 locali nei primi tre anni di attività, con una ricaduta occupazionale stimata in oltre 1.000 posti di lavoro.

Caddy’s lascia Drug Italia ed entra nel Gruppo VéGé

A partire dal primo gennaio del 2027, Caddy's, insegna drugstore del Gruppo Dmo, attiva con 302 negozi diretti, entrerà in VéGé

Nuovo ingresso nel Gruppo VéGé che accoglie l'insegna drugstore Caddy's, gestita dal Gruppo Dmo, e precedentemente in Drug Italia con cui chiuderà la collaborazione il 31 dicembre del 2026. “L'ingresso in Gruppo VéGé rappresenta per noi un passaggio importante e coerente con il percorso di crescita che stiamo portando avanti da anni -dichiarano Fabio e Annalisa Celeghin, presidente e vicepresidente di Dmo-. Crediamo nel valore delle aggregazioni quando sono in grado di generare progettualità concreta, visione industriale e nuove opportunità per le imprese, per l'industria e per i consumatori.”

La rete Caddy's

La catena, nata 52 anni fa, opera con 302 punti di vendita diretti. Negli ultimi anni ha avviato un percorso di evoluzione del proprio format commerciale, puntando su una proposta sempre meno dipendente dalla sola leva promozionale. Caddy's si inserisce nel contesto di un gruppo, come VéGé, attivo con 32 imprese mandanti, 3.590 punti di vendita su tutto il territorio nazionale e un fatturato che nel 2025 ha raggiunto 16,2 miliardi di euro.

Le dichiarazioni

“L'alleanza tra Gruppo VéGé e Dmo rappresenta una risposta concreta e strutturata - dichiara Giovanni Arena, presidente di Gruppo VéGé-. L’ambizioso Progetto VéGé 2030, che non significa soltanto raggiungere il traguardo dei 20 miliardi di euro, ma soprattutto costruire un Gruppo sempre più coeso, solido e di qualità, si sta, passo dopo passo, trasformando in realtà.”

L'Ad di VéGé, Giorgio Santambrogio, sottolinea invece la centralità del canale drugstore in una fase di profonda evoluzione dei consumi. "Cura della persona, beauty, igiene, oral care, casa e benessere quotidiano sono categorie sempre più rilevanti per le famiglie italiane e richiedono modelli distributivi capaci di coniugare specializzazione, prossimità, innovazione e servizio -dice-. Insieme vogliamo costruire un polo drugstore forte, moderno e competitivo.”

Su questa collaborazione interviene anche il Dg di VéGé Edoardo Gamboni. "Con Dmo -dichiara- valorizzeremo al massimo le potenzialità del canale drugstore costruendo progettualità condivise, valorizzando i lanci di prodotto e rendendo l'innovazione una leva pianificata all'interno dei punti di vendita, oltre a rilanciare un programma di iniziative promozionali che possa esprimere consumi e convenienza”.

Infine, François Xavier Tah, direttore commerciale di Dmo, afferma: “Il nostro obiettivo è continuare a far crescere Caddy's come insegna moderna, riconoscibile e sempre più vicina alle esigenze dei consumatori”.

Sole365 (Ap Commerciale-Selex) riceve il Best Customer Service

sole365 gruppo megamark
Per il secondo anno consecutivo l'insegna edlp Sole365 riceve il riconoscimento nella categoria Supermercati

Disponibilità del servizio, orientamento al cliente, competenza professionale, qualità della comunicazione e disponibilità a raccomandare il brand: sono i requisiti su cui si sono basati oltre 300mila consumatori in Italia per scegliere le migliori insegne. L'analisi, condotta come ogni anno dal Corriere della Sera, premia per il secondo anno consecutivo Sole365, insegna every day low price del gruppo Ap Commerciale (Megamark-Selex) che ha guadagnato una posizione rispetto all’anno precedente, conquistando il secondo posto nella categoria Supermercati con un punteggio di 8,51. Inoltre, la catena ottiene il primato assoluto per la voce Disponibilità del servizio registrando il punteggio più alto della sottocategoria. In questo ambito, è stata premiata l'efficacia della propria presenza, la facilità di contatto e la rapidità nel rispondere alle esigenze dei propri clienti.

Le scelte

Persone e servizi sono, infatti, i due asset su cui Sole365 punta per soddisfare l'esperienza del consumatore. Questo vuol dire puntare su formazione e personale specializzato per assicurare un rapporto vis a vis in store che gratifichi il cliente.
“Ricevere per il secondo anno consecutivo il riconoscimento Miglior Servizio Clienti e
migliorare ulteriormente il nostro posizionamento rappresenta per Sole365 un risultato di
grande valore. Il secondo posto nella categoria Supermercati e il primato nella voce
Disponibilità del servizio confermano che la direzione intrapresa è quella giusta: essere
sempre più vicini ai nostri clienti, ascoltarne le esigenze e trasformare ogni giorno il
servizio in un elemento concreto di qualità”, dichiara Antonio Apuzzo, amministratore
delegato di AP Commerciale.

La bottega del Caffè e Il Forno della bottega: un nuovo store in Abruzzo

Quinta apertura dall'inizio dell'anno per La bottega del Caffè e Il Forno della bottega che sbarcano a San Teatino (Ch) con una classica offerta di caffetteria e food

Cibiamogroup continua il percorso di crescita della rete La bottega del Caffè e Il Forno della bottega con una nuova apertura (a gestione diretta) all'interno del Centro d’Abruzzo di via Po 14 a San Giovanni Teatino (Ch), la quinta dall'inizio del 2026, dopo gli store al Waterfront Mall di Genova (l'unica in franchising), di Lingotto (Torino), La Grandemela (Verona), Cittàfiera (Udine).

"Essere presenti in territori nuovi e strategici significa per noi consolidare il rapporto con i nostri clienti e, allo stesso tempo, continuare a costruire una rete capace di esprimere in modo coerente i valori e l’identità del brand" spiega Alessandro Ravecca, presidente e fondatore.

Il format e l'offerta

Lo store appena inaugurato segue il modello già testato nelle precedenti aperture che vede la compresenza delle due insegne La bottega del Caffè e Il forno della bottega con un'offerta pensata per le varie ore della giornata, dalla colazione all'aperitivo. In particolare, il menu comprende caffè in tutte le varianti, gelato sfuso, pinse e focacce farcite e cocktail.

La rete vendita

La bottega del Caffè, brand di punta di Cibiamogroup, conta circa 40 punti di vendita in tutta Italia. Il format si distingue per la capacità di adattarsi a diverse superfici con una tipica offerta di caffetteria e food.

La strategia di espansione

Il programma di espansione si articola su aperture sia in gestione diretta che in franchising. Per sviluppare l'affiliazione, il gruppo ha annunciato la partecipazione al Salone del Franchising di Milano, importante fiera dedicata al settore, in programma dall’1al 3 ottobre 2026.

La Piadineria punta sul franchising per lo sviluppo

La Piadineria punterà sull'affiliazione per lo sviluppo: la partecipazione al Salone del Franchising (1-3 ottobre) ne è una conferma

Anche La Piadineria partecipa al Salone Franchising Milano, in programma dall'1 al 3 ottobre 2026 all'Allianz MiCo. La catena ha 525 locali a gestione diretta e 45 in franchising. Non è la prima volta al Salone per La Piadineria che ha partecipato anche l'anno scorso ma dopo diversi anni di assenza. La presenza anche all'edizione 2026 della Fiera più importante a livello nazionale nel settore coincide con un momento strategico per il marchio che punta ad attribuire al franchising un ruolo sempre più rilevante nella propria crescita. Dopo anni di sviluppo prevalentemente diretto, che hanno permesso di testare il format nei diversi canali del food retail e consolidare il modello operativo, La Piadineria è oggi pronta a trasferire questo patrimonio di esperienza a partner imprenditoriali qualificati, affiancando gradualmente il franchising alla gestione diretta.

Il rilancio del franchising -aggiunge l'azienda- è confermato anche dal fatto che Floriano Giorato si è insediato da meno di un anno nel suo nuovo ruolo preposto allo sviluppo del franchising.

Floriano Giorato, Franchisee Manager La Piadineria

“Il Salone Franchising Milano è per noi una piattaforma importante per raccontare la solidità del nostro modello, illustrare il supporto che offriamo agli affiliati e presentare le opportunità di crescita future -commenta Floriano Giorato, Franchisee Manager La Piadineria-. Ci aspettiamo di incontrare imprenditori interessati a sviluppare un progetto di lungo periodo insieme a un brand leader nel proprio segmento: vogliamo cogliere questa occasione per rafforzare la visibilità del progetto franchising La Piadineria e avviare nuove relazioni con partner che condividano i nostri valori di qualità, affidabilità e attenzione al cliente. Il franchising assumerà un ruolo progressivamente più importante nella nostra crescita, mantenendo però lo stesso approccio selettivo che ci ha permesso di costruire un modello solido in questi anni”.

Sviluppo rete in Area 4 dall’11 al 18 settembre 2026

Moderna2020 (VéGé) rafforza la rete di prossimità con un nuovo supermercato Etè (200 mq) a gestione diretta con macelleria, gastronomia e panetteria servite. Eurospin, invece, apre un discount a Rosolini (Sr)

ETÈ
Via Prudente 39
Salerno
600 mq
Moderna2020 (VéGé)

Data di apertura
Settembre 2026
Format e location
Quinto store a gestione diretta del gruppo che replica il suo classico format con ortofrutta ad apertura, macelleria, gastronomia e panetteria servite.
Offerta
In linea con il tradizionale assortimento.
Servizi
Orario: lun-dom 7.30-22.
Addetti e casse
Non disponibile.

EUROSPIN
Via Eloro 75
Rosolini (Sr)
Eurospin

Data di apertura
10 settembre 2026
Format e location
L’insegna rafforza la sua presenza in Sicilia con un discount che replica il suo modello.
Offerta
Migliaia le referenze sia alimentari che non alimentari.
Servizi
Orario: lun-dom 8.30-21.
Addetti e casse
Non disponibile.

Decathlon Italia si svilupperà anche in franchising

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Decathlon ha individuato 91 location potenziali per lo sviluppo della nuova rete, da realizzare nel prossimo quadriennio, in tutte le regioni italiane

Per Decathlon il franchising non è un modello del tutto nuovo: lo adotta da circa vent'anni in diversi mercati internazionali, soprattutto nei Paesi nei quali le condizioni locali rendono più complesso lo sviluppo diretto. Un format che poteva prestarsi allo sviluppo indiretto era Decathlon City, inaugurato nel 2021, su circa 600 mq, che poi si è fermato. Gli store Decathlon hanno le caratteristiche tipiche delle Gss: posizione extra-urbana, necessità di parcheggi, superfici di vendita medio-grandi: difficilmente si sposano a un progetto di franchising su vasta scala. Un esempio fra i più recenti è il nuovo Decathlon inaugurato a Rescaldina nell’omonimo centro commerciale, un punto di vendita da 3.500 mq (e non è il più grandi della rete Decathlon).

La prospettiva è però cambiata: il franchising viene introdotto anche nei mercati europei in cui Decathlon dispone già di una presenza consolidata. L'obiettivo non è ovviamente sostituire la rete esistente, ma creare un modello misto, nel  quale negozi diretti e in franchising  contribuiscono alla  diffusione dello sport e allo sviluppo del brand. “L’Italia è un Paese fatto di territori molto diversi tra loro, per dimensioni, caratteristiche e culture sportive -commenta Massimo Trabattoni, country franchising leader, Decathlon Italia-. Il franchising ci offre la possibilità di interpretare meglio questa eterogeneità, adattando la nostra presenza alle specificità locali e creando nuove opportunità per rendere lo sport sempre più vicino alla vita quotidiana delle persone”.

Con il franchising, Decathlon punta così a unire la forza di un marchio globale già radicato sul territorio italiano dal 1993 alla conoscenza locale degli imprenditori,  accorciando la distanza dalle comunità sportive e rendendo ancora più capillare la propria presenza nel Paese.

Progetto declinato su due format

Decathlon ha individuato 91 location potenziali per lo sviluppo della nuova rete, da realizzare nel prossimo quadriennio, in tutte le regioni italiane. Il progetto si concentra su due ambiti in base alla catchment area: aree con bacini di circa 100-120.000 abitanti  raggiungibili in 20 minuti e destinazioni turistiche caratterizzate da una forte  stagionalità e da una specifica vocazione sportiva.

Due i format previsti. Uno, Essential, superficie di circa 1.000 mq, destinato principalmente a centri e bacini urbani nei quali Decathlon non è ancora presente. L'assortimento potrà essere generalista oppure maggiormente focalizzato sugli sport più praticati nel territorio. L'altro, Seasonal, superficie compresa indicativamente tra 200 e 500 mq, rivolto alle destinazioni turistiche di mare e montagna, potrà seguire la stagionalità dei flussi. Assortimento e servizi saranno calibrati sulle caratteristiche della località, dagli sport invernali e all'aperto (outdoor) fino al ciclismo e agli sport acquatici.

Scelta dei partner

Decathlon cerca imprenditori ovviamente solidi sul piano finanziario e capaci di sviluppare più punti  di vendita, ma che abbiano anche una conoscenza profonda del territorio e una forte vicinanza al mondo dello sport. Il franchisee ideale non è solo il gestore di un negozio, ma un  partner capace di interpretare le esigenze della comunità sportiva locale.
Anche la composizione della gamma rifletterà questo equilibrio tra identità Decathlon e specificità locali: almeno il 70% dell’assortimento sarà composto da prodotti dei brand Decathlon, mentre fino al 20% potrà includere marchi internazionali già presenti nel catalogo del Gruppo. Il restante 10% potrà essere selezionato dal franchisee, nel rispetto dei criteri definiti da Decathlon, per rispondere alle esigenze specifiche del territorio.

Uniformità con la rete di diretta

I punti di vendita in franchising adotteranno gli stessi codici di identità visiva, layout, strumenti e standard di servizio della rete diretta. Centrale sarà anche la trasmissione del know-how: nella fase precedente e in quella immediatamente successiva all’apertura, i team dei nuovi negozi saranno affiancati da quelli dei punti di vendita diretti con l’obiettivo di trasmettere la cultura aziendale e i valori di Decathlon e le principali abilità operative. A questo percorso si aggiungerà poi un programma continuativo di formazione su prodotti, servizi e competenze.
I nuovi negozi potranno inoltre offrire i servizi del mondo Decathlon come laboratorio, noleggio, membership, gift card e ritiro degli ordini online. Il noleggio sarà molto importante nei format Seasonal: si potrà, per esempio, prenotare online l'attrezzatura prima della partenza e ritirarla direttamente nel punto di vendita della località turistica.

Caffè Vergnano sbarca in Irlanda con il suo primo coffee shop

Inizia a concretizzarsi il programma di espansione internazionale di Caffè Vergnano che arriva in Irlanda e progetta ulteriori aperture in varie aree geografiche

L'apertura di Caffè Vergnano nella città di Limerick segna il debutto dell'insegna in Irlanda, nell'ambito del piano di espansione della rete di caffetterie annunciato lo scorso maggio, che prevede 10 nuovi Coffee Shop tra Italia ed estero entro la fine del 2026, oltre a interventi di restyling e ampliamento di locali già esistenti. L’inaugurazione del primo locale irlandese rappresenta un nuovo tassello della collaborazione con Coca-Cola HBC, partner strategico di Caffè Vergnano per la crescita internazionale del brand, attraverso il supporto di Coca-Cola HBC Ireland and Northern Ireland.

Al momento la rete, attiva da 25 anni, conta 203 locali complessivi, di cui 154 in Italia, 22 in Europa e 27 nel resto del mondo, con una presenza in 22 Paesi e 120 città.

Lo store

Il menù propone espresso e preparazioni a base caffè, le miscele Caffè Vergnano e un'offerta food pensata per accompagnare i diversi momenti della giornata, all’interno di un
ambiente contemporaneo e accogliente.

“Siamo molto soddisfatti per l’apertura di questo nuovo Coffee Shop 1882 a Limerick, che consente di far crescere la presenza di Caffè Vergnano in Irlanda - dichiara Carolina Vergnano, Ad di Caffè Vergnano-. Da oltre quattro generazioni, la nostra famiglia si
dedica a condividere nel mondo l’autentica cultura italiana del caffè, mantenendo la qualità, la passione e la maestria artigianale che definiscono il nostro brand. Il team irlandese condivide questi stessi valori e siamo orgogliosi di collaborare con loro per portare l’esperienza Caffè Vergnano agli appassionati”.

Il valore che resta: il primo Bilancio di sostenibilità di F.G. Holding

Nel bilancio si inseriscono le attività delle società Magazzini Gabrielli (socia Selex e attiva con le insegne Oasi, Tigre e Tigre Amico), e F.G. Gallerie Commerciali

All'interno del primo Bilancio di Sostenibilità di F.G. Holding convergono le attività delle società Magazzini Gabrielli (socia Selex e attiva con le insegne Oasi, Tigre e Tigre Amico), e F.G. Gallerie Commerciali (specializzata nello sviluppo e gestione di centri e parchi commerciali).  il bilancio, redatto su base volontaria e chiamato Il valore che resta, registra ricavi consolidati nel 2025 per 1,323 miliardi di euro e una presenza capillare composta da oltre 320 punti di vendita e 13 centri commerciali distribuiti tra Marche, Abruzzo, Molise, Umbria, Lazio e lo Stato della Città del Vaticano.

"Con questo primo Bilancio di Sostenibilità rendicontiamo in modo unitario un percorso che appartiene alla nostra storia e che oggi assume una forma più strutturata. L'attenzione agli impatti ambientali, sociali e di governance non è una novità per noi: è parte integrante del nostro modo di fare impresa. Oggi abbiamo messo a sistema questo patrimonio, rafforzandone la misurabilità e l'integrazione nelle scelte strategiche”, ha dichiarato Cesira Gabrielli, presidente di F.G. Holding spa.

La Doppia Materialità

Tra i punti cardine del bilancio risulta il completamento della prima analisi di Doppia Materialità (Materialità d'Impatto e Materialità Finanziaria), per individuare le priorità lungo la filiera, dai fornitori ai clienti finali. L'analisi considera la sostenibilità da due prospettive: l'impatto delle attività sul contesto esterno e, viceversa, l'influenza dei fattori ambientali e sociali sulla solidità e sulle prospettive future. A partire dall'analisi di 66 potenziali scenari tra rischi, opportunità ed effetti concreti, sono state individuate 46 tematiche rilevanti, ricondotte a 23 pilastri d'azione. Questa mappa ha permesso di orientare gli investimenti futuri.

Gli elementi green

Nel 2025, le aziende del Gruppo hanno dato una forte accelerata agli investimenti infrastrutturali per ridurre la propria impronta di carbonio. Il percorso ha visto protagonista l'autoproduzione da fonti rinnovabili, arrivando a gestire 30 impianti fotovoltaici che hanno prodotto oltre 4.200 MWh di energia pulita. L'impegno per l'ambiente si estende anche alla protezione della biodiversità, con diversi progetti tra piantumazione e percorsi educativi per la tutela del mare, e l'impiego di alveari di api locali come bioindicatori naturali.

Certificazioni

Magazzini Gabrielli ha ottenuto la certificazione ufficiale ISO 50001 per la gestione dell'efficienza energetica, grazie all'installazione nei propri negozi di oltre mille contatori digitali in grado di monitorare e ottimizzare i consumi a distanza in tempo reale. Anche F.G. Gallerie Commerciali ha avviato il percorso verso la certificazione ambientale BREEAM per i centri commerciali Il Girasole di Fermo e Battente Shopping&More di Ascoli Piceno.

Le azioni anti-spreco

In questo ambito, significativa è la collaborazione tra Magazzini Gabrielli e la Fondazione Banco Alimentare Ets attraverso il progetto Siticibo: nel 2025 questa sinergia ha permesso di recuperare e convertire in risorsa oltre 54 tonnellate di cibo edibile invenduto, prelevato da 19 punti vendita e donato alle mense e alle famiglie bisognose. A questo impegno quotidiano si è affiancata la campagna Un dono per il Banco, che ha permesso di donare ulteriori 45.000 euro in beni di prima necessità.

Inoltre, l'apertura del supermercato Tigre Annona, raccontato su Gdoweek, all'interno della Città del Vaticano ha dato il via all'intesa diretta con l'Elemosineria Apostolica del Papa per la donazione quotidiana di eccedenze invendute a favore delle strutture di accoglienza di Roma.

Il sostegno alle persone e alla sanità

Nel corso dell'anno sono state erogate oltre 40.500 ore di formazione ed è stato avviato l'iter per ottenere la certificazione ufficiale sulla Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022).

Nell'ambito del sostegno alle fasce più deboli, F.G. Gallerie Commerciali ha abbattuto le barriere dell'accessibilità lanciando l'app proprietaria Battente Ti Guida nel centro commerciale di Ascoli Piceno, con sensori di prossimità che permettono alle persone non vedenti e ipovedenti di muoversi in completa autonomia.

Per quanto riguarda invece il supporto alla sanità del territorio, si è concretizzato con la donazione di tecnologie all'avanguardia come una poltrona specialistica Multitrac al reparto di Ginecologia e Ostetricia dell'Ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno, per l'assistenza al parto, e un ecografo ad alte prestazioni all'Unità Operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell'Ospedale Torrette di Ancona.

Best Friend Moussy Cat: snack cremosi ad alta rotazione

Confezioni degli snack cremosi per gatti Moussy Cat di Best Friend nei gusti pollo, salmone e anatra
Rinaldo Franco SpA valorizza la propria presenza nel segmento snack felino con Moussy Cat, la gamma di cremosi grain-free ideata per massimizzare la resa del metro lineare e rispondere ai trend di consumo

Rinaldo Franco SpA risponde alle esigenze di marginalità ed alta rotazione con la linea di snack Moussy Cat, studiata per garantire la massima redditività del metro lineare attraverso prodotti ad alto valore aggiunto, in linea con l’andamento in forte crescita del mercato degli snack gatto.

Moussy Cat: l'innovazione cremosa per il benessere del gatto

Tra le proposte di punta risalta la gamma di snack cremosi Moussy Cat, pensata per intercettare i trend più attuali di consumo nel mondo felino. Questa linea si distingue per la massima versatilità d'uso: è ideale come gustosa ricompensa, come momento di coccola o come topping per rendere ancora più appetibile l'alimento principale.

La sua formula nutrizionale avanzata offre una ricetta 100% grain-free, integrata con taurina e vitamine essenziali per il supporto del benessere del gatto. Garantisce massima trasparenza e qualità in quanto è completamente priva di coloranti e conservanti aggiunti. Per quanto riguarda il formato ad alta rotazione, la distribuzione avviene nel pratico pack settimanale da 7 pezzi, appositamente studiato per incentivare l'acquisto frequente.

Assortimento gusti per l'ottimizzazione dello scaffale

Per soddisfare i palati più esigenti e garantire la copertura dei principali gusti ad alta richiesta, Moussy Cat propone tre varianti in pratici format display da 12 pezzi: Pollo (84g - 7 stick), Salmone (84g - 7 stick) e Anatra (84g - 7 stick).

Con la linea Moussy Cat, Best Friend offre al consumatore moderno il modo ideale per premiare il proprio pet supportandone il benessere, assicurando al contempo al canale distributivo elevate performance di business e un'ottima resa espositiva nello spazio vendita.

Scopri l’assortimento completo

Mango Style Club: il nuovo programma fedeltà debutta in Italia

Spazio al nuovo programma Mango Style Club che prevede percorsi personalizzati e tre livelli di fedeltà del consumatore

Prosegue il rollout internazionale del programma fedeltà di Mango che conquista nuove aree, tra cui l'Italia, ma anche Regno Unito, Irlanda, Germania, Austria e Svizzera. Mango Style Club, già lanciato nel 2025  in Spagna e Francia, sbarca nel nostro Paese nell'ambito di un piano di espansione nella Penisola dove conta 120 store. Nel 2025, infatti, il brand ha registrato una crescita dei ricavi di quasi il 30% e ha rafforzato ulteriormente la propria presenza sul territorio con l’apertura di oltre 20 nuovi punti di vendita. A livello globale, il fatturato ha invece registrato quasi 3,8 miliardi di euro, in aumento di circa il 13% rispetto all’anno precedente.

Lo sviluppo in Italia e l'alleanza con Coin

In questo quadro di espansione in Italia, si inserisce anche l'alleanza che Mango ha stretto con Coin, già raccontata in questo articolo. L'accordo prevede l'apertura di  13.500 mq di superfici di vendita con shop-in-shop all'interno di 22 dei 29 department store a gestione diretta da parte dell’insegna Coin in Italia. Questa operazione dovrebbe partire ad ottobre, mese durante il quale saranno comunicate le varie azioni sul territorio e le location coinvolte.

Il programma fedeltà

Il programma rientra nel più ampio investimento che l'insegna sta sviluppando nel campo dell’innovazione digitale e dei dati e rafforza la filosofia omnicanale già attivata nei suoi store.  del programma,

Tre i livelli di fedeltà che lo compongono: Style Insider, Style Curator e Style Icon, nati con l'obiettivo di coinvolgere vari target di clienti, dagli shopper occasionali fino ai più affezionati. I clienti avanzano nel programma attraverso acquisti e interazioni come l’iscrizione alla newsletter o la visita in negozio per riciclare capi, effettuare il reso di ordini online o ritirare i propri acquisti. Il programma crea così un percorso gratificante che avvicina i clienti al brand, offrendo vantaggi ed esperienze personalizzati che rafforzano il loro senso di appartenenza alla community.

Questa operazione rappresenta l’evoluzione del precedente programma fedeltà chiamato Mango Likes You che fu lanciato nel 2019 e che ha dato vita a una community attiva di oltre 42 milioni di clienti in 16 Paesi. Oggi, si tende a personalizzare maggiormente il programma introducendo nuovi vantaggi ed esperienze. La continuità è garantita dalla possibilità per i consumatori di poter traghettare dal vecchio programma al nuovo, mentre i “like” già accumulati verranno convertiti in punti.

Sviluppo rete in Area 3 dall’11 al 18 settembre 2026

Conad Nord Ovest ristruttura i supermercati di prossimità Conad City di Livorno e Ghilarza (Or), rispettivamente di 200 e 175 mq

CONAD CITY
Via Borgo San Jacopo 83/85
Livorno
200 mq
Conad Nord Ovest

Data di apertura
14 settembre 2026
Format e location
Il supermercato è stato rinnovato in ottica sostenibile con nuovi banchi refrigerati, impianti di illuminazione e linea elettrica ottimizzata.
Offerta
L’ortofrutta apre l’area freschi, seguono macelleria con prodotti pronti da cuocere, gastronomia, panetteria e pasticceria. Il legame con il territorio è ulteriormente valorizzato dalla presenza di 100 referenze di localismo e 50 de I Nostri Ori, con un’area dedicata alle produzioni delle aziende locali.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 8-13. Attivo il servizio Ordina e Ritira, oltre a Wi-Fi, ricariche telefoniche e accesso libero agli animali. Il supermercato inoltre accetta i buoni pasto e i buoni celiaci.
Addetti e casse
Dispone di 2 casse tradizionali e di un team di 8 collaboratori.

CONAD CITY
via Amsicora 5
Ghilarza (Or)
175 mq
Conad Nord Ovest

Data di apertura
14 settembre 2026
Format e location
Lo store riapre dopo la ristrutturazione che lo uniforma al modello di prossimità dell’insegna.
Offerta
Anche in questo store sono presenti articoli di ortofrutta, ampliata negli spazi, macelleria take away, gastronomia con piatti pronti, panetteria e pasticceria con prodotti da forno, tra cui baguette e pizze in teglia sfornate internamente.
SERVIZI Orario: lun-sab 8-13 e 17-30; domenica 8.30-13. Tra i servizi attivi, il Wi-Fi, il pagamento dei bollettini, le ricariche telefoniche e l’accesso libero agli animali. Il supermercato inoltre accetta i buoni pasto, i buoni celiaci e aderisce alle convenzioni Blu Vet.
Addetti e casse
Impiega un team di 4 addetti, di cui 1 nuova assunzione, e dispone di 2 casse tradizionali.

Ipsos Doxa sugli elettrodomestici: la durata vince sul prezzo

Ipsos Doxa elettrodomestici
www.albertofeltrin.com
Acquistare meno, ma meglio. È il trend che emerge dalla ricerca condotta da Ipsos Doxa: la longevità dell'elettrodomestico diventa un driver di acquisto

Acquistare meno, ma meglio. È il trend che emerge dalla ricerca condotta da Ipsos Doxa per Miele, in occasione del 65esimo della presenza in Italia e per l'inaugurazione della nuova sede di Bolzano. Per gli elettrodomestici si delinea una "long term economy", poiché la longevità dell'elettrodomestico diventa un driver di acquisto, e non solo una caratteristica tecnica.

La ricerca Ipsos Doxa sugli elettrodomestici

Secondo la ricerca commissionata da Miele, per il 97% del campione la durata dell'elettrodomestico è importante, prende rilievo tra le caratteristiche del prodotto, per il 58% è il primo criterio nella scelta d'acquisto. Percentuale che sale al 64% se si parla della generazione tra 18 e 34 anni.

Nella classifica dei driver di acquisto, il prezzo è al terzo posto:

  • 58% durata
  • 55% Consumi energetici
  • 33% prezzo
  • 26% Riparabilità
  • 14% Innovazione tecnologica
  • 4% Design

A beneficiare di questo focus sulla durata del prodotto sono in particolare i dispositivi considerati indispensabili, di uso quotidiano, centrali nella vita domestica: frigorifero (81%), lavatrice (72%). Quest'ultima è l'elettrodomestico cui fanno più attenzione gli over 55, il 79% ne valuta prima la durata, mentre il forno è quello scelto dalla fascia 18-34 anni: il 49% ritiene fondamentale la durata.

Prezzo e durata, quale relazione?

Il 91% del campione considera realistica l'aspettativa sulla durata, all'acquisto, per il 61% è una delle principali aspettative, e il 97% si dichiara disposto a spendere di più, se l'elettrodomestico garantirà una durata superiore.

Ipsos Doxa elettrodomestici
Quanto sarebbe disposto a spendere di più per un elettrodomestico destinato a durare il doppio rispetto alla
media?

In particolare, se la lavatrice o il frigorifero garantissero una durata doppia rispetto alla media, il 14% del campione sarebbe disposto a spendere tra il 21% e il 30% in più, mentre il 9% anche oltre il 30% in più, soprattutto per il frigorifero.

La durata che varrebbe l'investimento varia per il campione: il 39% la stima in 8-10 anni, il 50% la fissa a 11 anni, circa il 20% ritiene adeguata una durata oltre i 15 anni.

La durabilità ha un valore emotivo

Un prodotto che rimane in casa per anni acquista un valore emotivo: per l'80% degli intervistati gli oggetti durevoli entrano nella storia della famiglia, per il 6% addirittura un ricordo importante nella vita. Infatti, il 71% può ricordare almeno un elettrodomestico di lunga durata. Si tratta soprattutto di frigoriferi (35%) e lavatrici (34%). La durata porta con sé un senso di continuità, di fiducia, non è solo una caratteristica tecnica.

Rispetto alla fiducia, per il 91% degli intervistati i brand che progettano prodotti pensati per durare ispirano più fiducia. Alle aziende che lo fanno, gli intervistati chiedono anche di garantire supporto e assistenza negli anni (45%).

Nel concetto di fiducia e affidabilità c'è anche la propensione delle aziende a investire stabilmente in Italia (62%), ed essere un marchio storico (76%). In particolare per la propria fiducia si richiedono alle aziende:

  • 55% Affidabilità dei prodotti
  • 52% Qualità
  • 37% Assistenza

I vantaggi della tecnologia: riduzione dei consumi e durata

Cosa rende una tecnologia veramente interessante per l'utente finale?

  • 59% la capacità di tagliare i consumi energetici
  • 40% far durare i prodotti più a lungo
  • 26% riduce la necessità di manutenzione
  • 18% offre nuove funzionalità

La possibilità di avere un vantaggio con nuove funzionalità interessa poco le persone, che preferiscono focalizzarsi su vantaggi tangibili: riduzione dei consumi, durata, minori costi di manutenzione. Basti pensare che per l'84% del campione l'elettrodomestico più sostenibile è quello che non va sostituito frequentemente. Per il 64% la sostenibilità è la capacità di prolungare la vita utile del prodotto, poi c'è l'efficienza energetica (54%). La riparabilità è importante per il 94%, è molto importante per il 54%, che diventano il 64% nella fascia 55-64 anni. Per il 64% il prodotto longevo avvantaggia in egual misura persone e ambiente.

**Il campione è di 1.000 individui rappresentativi della popolazione italiana tra 18 e 64 anni - Rilevazione condotta tra 21 e 24 Luglio 2026

Upim replica a Bergamo il format gallery

A Bergamo, all'interno del centro commerciale Oriocenter, arriva il format Upim gallery, il quinto della rete italiana, ispirato al concetto del department store con spazi dedicati per ogni singola categoria

Dopo il lancio lo scorso anno e la recente apertura del negozio di Palermo, già raccontato su Gdoweek, Upim ripropone il modello Gallery all'interno del centro commerciale Oriocenter di Bergamo, situato proprio di fronte lo scalo aeroportuale bergamasco. Con questa apertura salgono a cinque gli store Upim Gallery realizzati sul territorio italiano.

Lo store

  • Si sviluppa su una superficie di vendita di 1.450 mq
  • Impiega 18 addetti
  • Aperto al pubblico da lunedì a domenica dalle 9 alle 22.

Lo spazio si estende su doppio livello e propone un'esperienza di spesa pensata per valorizzare le singole categorie in spazi dedicati. Il concept, infatti, si ispira al concetto di department store con l'idea di creare un contenitore in cui proporre al cliente una selezione di marchi e merceologie differenti, ognuna con un proprio spazio dedicato. L’offerta spazia dall’abbigliamento e accessori per donna, uomo e bambino, fino al mondo beauty con un’importante selezione di marchi capaci di soddisfare stili ed esigenze differenti.

"Con Upim Gallery vogliamo offrire un’esperienza di acquisto in grado di coniugare accessibilità, stile e qualità, rispondendo alle esigenze di tutta la famiglia -dichiara Massimo Iacobelli, direttore generale di Upim-. Portare il nuovo format all'interno di una cornice strategica come Oriocenter conferma la nostra volontà di consolidare la presenza sul territorio, offrendo un punto di riferimento moderno e completo per lo shopping cittadino".

Nova Coop: un accordo decennale per l’energia rinnovabile

A Vercelli è operativo il primo impianto fotovoltaico di Nova Aeg che produrrà 5.000 MWh l’anno, destinati a Nova Coop tramite un accordo decennale

Quarantatremila metri quadrati di terreno industriale trasformati in una nuova fonte di energia rinnovabile. È entrato in funzione a Larizzate, in via Nelson Mandela, il primo impianto fotovoltaico di proprietà di Nova Aeg. Un investimento da circa 3 milioni di euro che punta a produrre, a regime, 5.000 MWh di energia elettrica all’anno, destinati interamente a Nova Coop attraverso un accordo decennale. Il campo fotovoltaico ha una potenza installata di 4,071 MWp ed è stato realizzato su un’area adiacente alla sede direzionale di Nova Coop, fino a oggi inutilizzata.

Il progetto si inserisce nella strategia di Nova Coop per ridurre l’impatto dei propri consumi e aumentare il ricorso alle fonti rinnovabili. Nel 2025 gli impianti fotovoltaici già installati sui tetti di diverse strutture della cooperativa hanno prodotto complessivamente 4.825 MWh, con una potenza installata di 5,56 MW. Nello stesso anno il fabbisogno energetico complessivo di Nova Coop è stato di 84.266 MWh.

L'inaugurazione

L’impianto è stato inaugurato ufficialmente alla presenza del presidente di Nova Coop Ernesto Dalle Rive, del direttore tecnico e patrimonio Antonio Audo, del presidente di Nova Aeg Patrizio Dettoni, del direttore generale Marco Sola Titetto e del vicesindaco di Vercelli Domenico Sabatino.

L’impianto era entrato in esercizio alla fine di luglio e, nel primo mese di attività, ha già prodotto circa 730 MWh, fino al 31 agosto.

Un contratto di dieci anni

La novità non riguarda soltanto la realizzazione del nuovo impianto, ma anche il modello con cui l’energia verrà utilizzata. Nova Aeg e Nova Coop hanno infatti sottoscritto un Power Purchase Agreement (PPA) della durata di dieci anni. In base all’accordo, Nova Coop acquisterà l’intera produzione dell’impianto a un prezzo stabilito contrattualmente per tutta la durata del rapporto. La cooperativa potrà inoltre acquisire le Garanzie di Origine, i certificati che attestano la provenienza da fonti rinnovabili dell’energia prodotta. A regime, i circa 5.000 MWh annui generati dal campo di Larizzate corrisponderanno a circa il 6% del fabbisogno elettrico complessivo di Nova Coop. L’energia sarà immessa nella rete elettrica e resa disponibile alla cooperativa attraverso il PPA.

Sul fronte ambientale, l'impianto consentirà di evitare ogni anno l'emissione di circa 1.700 tonnellate di CO₂. Un valore che, secondo le stime, equivale alla capacità di assorbimento di circa 68.000 alberi adulti in un anno.

Selex rilancia e promuove l’insegna di prossimità A&O

Al centro della campagna c'è il nuovo character A&Olina, protagonista della campagna mirata a valorizzare il modello di prossimità del gruppo

Il rilancio del format A&O parte dalla comunicazione declinata su vari strumenti e canali e volta a consolidare la relazione quotidiana con i clienti e radicare la presenza nelle aree in cui opera. Selex punta sul modello di prossimità attivando un piano di valorizzazione che si basa su alcuni asset: un posizionamento più distintivo e una comunicazione capace di valorizzare, accanto alla convenienza, la qualità dell’offerta, il servizio e il legame con i territori.

I risultati

Nel 2025, l'insegna ha totalizzato un fatturato alla vendita di 685 milioni di euro (+6%) su una rete di 368 punti di vendita. Nel 2026, l'ingresso di Etruria Retail (tramite GMF appartenente al Gruppo Unicomm) ha dato una forte spinta alla crescita con l'ampliamento di 270 store nel mondo A&O arrivato così a quota 640 negozi complessivi per oltre 150.000 mq di superficie commerciale.

La campagna di comunicazione

La strategia definisce un posizionamento che coniuga semplicità e qualità dell'offerta con convenienza e servizio. L'intento è di esprimere in modo chiaro vicinanza concreta alle persone e ai territori. Al centro della campagna c'è il nuovo character A&Olina.

Il nuovo percorso di comunicazione si traduce anche in un rafforzamento della presenza
digitale con l’apertura del profilo Instagram nato per rafforzare il dialogo diretto con i consumatori, attraverso contenuti istituzionali, promozionali e di intrattenimento.
Contestualmente, è stata attivata la campagna istituzionale dedicata ai valori fondanti del marchio, presente su radio nazionali e locali, social media, canali digitali e materiali POP in-store, per gli ultimi quattro mesi del 2026 e per tutto il 2027.

Walmart rafforza il servizio di delivery veloce

I clienti Walmart potranno ordinare dalle pizzerie e ristoranti Papa John’s attraverso il sito del retailer o dalla app mobile

Walmart si può permettere qualunque mestiere collaterale al core business cioè all’attività principale e storica: può competere con Amazon e ora si lancia nel delivery aggregando nel suo servizio espresso le pizzerie Papa John’s. È un debutto. Secondo Bloomberg e poi Progressive grocer, il colosso di Bentonville, Arkansas, comincerà a breve ad offrire un servizio di consegna in 30 minuti (o meno) degli ordini delle pizzerie Papa John’s in migliaia di location negli Stati Uniti, dopo un breve periodo di prova, quest’autunno, all’interno di aree geografiche selezionate in ottica di “pilot”.

I clienti potranno ordinare dalle pizzerie e ristoranti Papa John’s attraverso il sito di Walmart o dalla app mobile. I pasti possono essere ordinati separatamente o aggiunti al carrello online insieme ad altri prodotti grocery, come parte del servizio consegne veloci di Walmart. La parte logistica della consegna sarà gestita da terzi indipendenti attraverso la app di Spark.

Consegne con la rapidità dei droni

Questa partnership è uno dei più importanti investimenti del gigante del retail per ampliare il raggio d’azione e la velocità del suo network di consegne. Ora che alla flotta tradizionale su gomma si sono aggiunti i droni, Walmart ha portato il suo service rapido (sotto i 30 minuti) in 33 metropoli di 17 Stati americani.

Fra i ristoranti che hanno firmato accordi con Walmart spiccano Subway e Dunkin’, attraverso una collaborazione con la controllata Inspire Brands. Espandere il business della ristorazione oltre il perimetro dei propri store è una declinazione del futuro del retail e di Walmart in particolare.

Circa 280 milioni di clienti visitano settimanalmente i 10.900 punti di vendita in 19 Stati. Con ricavi di 713 miliardi di dollari nel 2026, Walmart impiega 2,1 milioni di collaboratori a livello mondiale.

Riponi Bama, la nuova linea di mobili contenitori per interni ed esterni

Mobili contenitori ed effetto legno della linea Riponi Bama per l'organizzazione di spazi interni ed esterni con attrezzi da giardino e prodotti per la pulizia
Bama Group lancia Riponi, la nuova linea di mobili contenitori ed effetto legno, 100% Made in Italy e riciclabile, pensata per organizzare con praticità e design gli spazi domestici e professionali

Riponi è la nuova linea di mobili contenitori perfetta per chi cerca complementi d’arredo pratici e durevoli, senza rinunciare all’eleganza e alla funzionalità: indispensabili per organizzare, ottimizzare lo spazio e mantenere ordine in qualsiasi ambiente.

Dal design effetto legno, la linea è ideale sia interni che esterni, si pulisce facilmente, basta un panno bagnato nell’acqua.

I mobili sono dotati di ripiani regolabili, di maniglie orizzontali per agevolare l’apertura e la chiusura delle ante e di predisposizione di chiusura anche con lucchetto.

Le soluzioni della linea Riponi Bama per l'organizzazione degli spazi

Armadietto basso Riponi

Dotato di un ripiano regolabile, questo pratico armadietto non ha limiti di utilizzo, Il design compatto e funzionale lo rende perfetto per organizzare e riporre prodotti per la casa, attrezzi, accessori da giardino e molto altro, ottimizzando lo spazio e mantenendo tutto in ordine e facilmente accessibile.

Armadio alto Riponi

Armadio versatile e funzionale, ideale sia per gli ambienti interni che per gli spazi esterni. Dotato di ripiani regolabili e 4 pratici ganci inclusi per appendere utensili, accessori e altri oggetti. Capiente e facile da organizzare, è perfetto per riporre prodotti per la casa, attrezzi da lavoro, accessori da giardino e molto altro, mantenendo tutto in ordine e a portata di mano.

Armadio portascope Riponi

Dotato di tre ripiani regolabili, di divisorio per riporre scope, secchi, rastrelli e non solo, di maniglie orizzontali per agevolare l’apertura e la chiusura delle ante e di predisposizione di chiusura anche con lucchetto. Inclusi nella confezione quattro pratici agganci per oggetti da appendere.

Pattumiera Riponi

La Pattumiera Riponi è perfetta per chi cerca un complemento d’arredo pratico e durevole, senza rinunciare all’eleganza e alla funzionalità.

Grazie ai due scomparti dotati di coperchi e anelli porta sacchi, consente di contenere due sacchi da 100 litri per una raccolta efficiente ma discreta. Niente più sacchi in vista.

Dal design effetto legno, il mobile pattumiera si adatta facilmente a diversi contesti sia interni che esterni e grazie alla resina con cui è realizzato si pulisce facilmente, basta un panno bagnato nell’acqua.

Slim spogliatoio Riponi

Realizzato interamente in polipropilene mediante stampaggio a iniezione, oltre che igienico risulta facile da pulire posizionabile in qualsiasi ambiente di lavoro. Completo di 2 appendiabiti regolabili e 4 ganci appenditutto. È possibile collegare tra loro 2 o più armadi. Predisposto inoltre per chiusura con lucchetto.

Come tutti i prodotti di Bama, quelli a brand Riponi sono 100% Made in Italy e 100% riciclabile alla fine del loro ciclo di utilizzo.

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