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CE.DI. Marche entra in Selex

Ce.Di. Marche, con un volume d’affari al dettaglio di 250 milioni di euro nel 2009, 120 store e un centro di distribuzione di 28.000 mq ubicato a Camerata Picena (An), entra a far parte di Selex da gennaio 2010.
Il gruppo opera con l’ insegna “Sì – con te” nei formati superstore, supermercati e market, occupando 1.200 addetti. Per il 2010, ha pianificato l’apertura di 4 nuovi supermercati, per un totale di 5.400 mq di superficie di vendita.
L’ingresso di Ce.Di. Marche è coerente con la politica di sviluppo di Selex, da sempre favorevole all’ampliamento della società a medie imprese indipendenti e dalla consolidata esperienza, con strategie e valori in linea con quelli del Gruppo.

«Con questa operazione – dichiara Giovanni Pomarico, presidente di Selex – il nostro Gruppo rafforza la sua presenza nelle regioni del centro Italia, dove già detiene posizioni di rilievo in numerose province, e conferma la sua vocazione a farsi interprete di una distribuzione moderna, di qualità, profondamente radicata sul territorio e vicina ai consumatori».

Le origini
Ce. Di. Marche nasce nel 1971, quando 18 negozianti della provincia di Ancona fondano un gruppo di acquisto per rifornire le loro piccole attività commerciali. «Siamo passati dal ruolo di “grossista” degli anni Settanta e Ottanta -spiega Renato De Angelis, direttore generale della società- a un ruolo di promotore dello sviluppo delle attività dei propri associati, della ristrutturazione e ammodernamento della propria rete di vendita.»
«Il nostro nuovo marchio SI’, con te – conferma De Angelis - è l’ultimo tassello di una strategia di differenziazione e di identificazione rispetto all'omologazione degli operatori distributivi che, in parte, caratterizza anche il nostro territorio».
Ce.Di. Marche, presente su un’area concentrata, raggiunge i consumatori con un’offerta più legata al territorio locale e, soprattutto nei settori deperibili (carne, ortofrutta e pesce), con maggiori garanzie di qualità e freschezza a prezzi competitivi.

GDOWEEK 505

A In.Al.Pi. il premio Responsabilità sociale d’impresa Margherita Miolano

In.Al.Pi. spa, di Moretta (Cn), ha ricevuto il premio Responsabilità Sociale d’Impresa intitolato a Margherita Miolano -imprenditrice scomparsa lo scorso anno- come frutto del lavoro sulla sicurezza alimentare e del progetto di sprayzzazione del latte che coinvolgerà gli allevatori del basso torinese e del cuneese.

L’Ad di In.Al.Pi. Ambrogio Invernizzi ha dedicato il premio alla comunità morettese, sostenendo l’importanza per una impresa di “vivere il territorio”.
“Le difficoltà che la comunità morettese ha dovuto affrontare negli ultimi tempi sono state tante: molte realtà imprenditoriali sono cadute a causa della crisi. Noi abbiamo deciso di reagire investendo e anche se i posti di lavoro persi saranno di più rispetto a quelli che si recupereranno, è importante dare un segno di ottimismo e speranza. Il compito di un imprenditore è, a nostro parere, di essere attento e sensibile alle problematiche del territorio perché in esso e con esso l’impresa vive.”

L’idea di In.Al.Pi. consente l’avvio di un’attività unica a livello nazionale ed è frutto di un progetto a filiera integrata, con la partecipazione di Coldiretti, Cooperativa “Piemonte Latte” e privati.

Un superstore ecocompatibile firmato da Coop Lombardia

Insieme alle classiche peculiarità dei punti di vendita Coop, quello inaugurato lo scorso 18 novembre a Desio (Milano) è anche in linea con la sostenibilità ambientale. Estesa su una superficie di 2.500 mq, infatti la struttura è stata progettata e realizzata, in collaborazione con la società Empowernet, con soluzioni e accorgimenti tecnici in grado di migliorare l’accessibilità e la fruibilità da parte di persone diversamente abili e con innovazioni tecnologiche che consentono risparmio energetico e rispetto per l’ambiente. Sul tetto, per esempio, è in funzione un impianto fotovoltaico della potenza di circa 45 kWp. La produzione annua stimata dell’impianto è pari a 50.000 kWh: una produzione che consentirà di evitare l’immissione in atmosfera di 29.050 kg di CO2, equivalente al consumo medio annuale di 19 famiglie.

L’ecologia al superstore
Tra gli altri accorgimenti ecocompatibili, nel pdv, per la produzione di acqua calda per l’impianto di climatizzazione si utilizza uno scambiatore di calore nel quale circola fluido caldo prodotto dal termovalorizzatore dalla locale società di teleriscaldamento Brianza Energia. Per l’impianto di condizionamento viene utilizzato il gas ecologico R134A, il quale ha un ODP (Ozone Depletion Parameter) uguale a zero, ovvero non distrugge l’ozono atmosferico. E ancora: tutti i banchi surgelati adottano coperture scorrevoli per contenere dispersione del freddo e permettono un risparmio energetico del 35%.
Nell’area di vendita e nel parcheggio si utilizza la tecnologia di illuminazione a Led (vedi foto). Rispetto alla soluzione tradizionale con tubo fluorescente, in un anno l’impianto a Led del parcheggio interrato consentirà una riduzione dei consumi di energia elettrica di circa il 76%. La riduzione dei consumi annui rispetto alla soluzione tradizionale è pari a circa 182.000 kWhe evitando così l’immissione in atmosfera di 105.558 kg di CO2. La riduzione corrisponde al consumo medio annuale di 68 famiglie.
Il negozio è, inoltre, dotato di un sistema di supervisione e controllo che consente automaticamente il controllo delle temperature e del confort ambientale, la regolazione dei livelli di illuminazione artificiale, in funzione dell’apporto di luce naturale dalle grandi vetrate. I consumi ed i parametri di funzionamento degli impianti sono costantemente monitorati da una centrale operativa per il mantenimento delle prestazioni e dei risparmi.

I servizi per la persona e la famiglia
Nell’ambito dei servizi è presente il Salvatempo, il self scanning che aiuta a risparmiare tempo nel fare la spesa.
È anche presente un distributore di detergenti sfusi ecologici linea Vivi Verde (marchio Coop). Questo solleciterà un comportamento virtuoso da parte della clientela verso un minor impatto ambientale delle proprie scelte d’acquisto, beneficiando allo stesso tempo di un immediato risparmio sulla propria spesa.

Coop realizza a Prato un polo logistico non food “verde”

È un magazzino verde al 100%, dal tetto alle fondamenta. Già attivo dallo scorso 17 novembre, entrerà a pieno regime a gennaio 2010: da qui si movimenteranno circa 730mila metri cubi di merci destinate a rifornire i reparti non food di oltre 1.400 pdv Coop in tutta Italia.
“Un esempio di razionalizzazione logistica, oltre che un polo all’avanguardia dal punto di vista ambientale –spiega Maurizio Martini, presidente Consorzio Nazionale Non Alimentari Coop Italia-. Per Coop è un investimento significativo: poco meno di 100 milioni di euro di cui 13,5 per l’impianto fotovoltaico. Da quando, già dal 2004, abbiamo cominciato il processo di centralizzazione acquisti e consegne dei fornitori tutti gli indicatori di efficienza logistica sono migliorati: dal valore medio per metro cubo di merce, al costo logistico per metro cubo movimentato, al costo logistico complessivo sul volume di vendite. Avevamo fra gli obbiettivi la realizzazione di un grande magazzino centrale per ridurre ancora i costi di navettaggio e movimentazione. Da qui la nascita del grande polo della logistica Coop per i non alimentari”.

Un impegno per l'ambiente
Il polo è parte integrante di un impegno di Coop nei confronti
dell’ambiente che data da tempi non sospetti. Il criterio della
progettazione sostenibile è riferimento per tutti gli ultimi
insediamenti. Solo sul fotovoltaico, Coop prevede, entro la fine del 2009, la messa in funzione di circa 50 impianti per complessivi 12000 kW, equivalenti a un investimento di oltre 50 milioni di euro sostenuti dalle 9 grandi cooperative di consumo.
“La sensibilizzazione avviata da Coop sui temi dell’ambiente procede a tutto campo –conferma Aldo Soldi, presidente Coop-Ancc-. Tuttora abbiamo in corso due importanti campagne consumeriste sul risparmio energetico: Risparmia le energie, che coinvolge 2.500 famiglie in tutta Italia e Coop For Kyoto, che interessa 151 stabilimenti produttivi fornitori di prodotto a marchio. Inoltre, continua il lavoro di Inres, il nostro consorzio di progettazione, per ideare e costruire edifici secondo criteri di efficienza e di rigore ambientale. Prima si valutano i consumi di energia, acqua, la produzione dei rifiuti, le emissioni rumorose, il traffico indotto; poi si scelgono tecnologie e sistemi di gestione in grado di ridurre emissioni e consumi per arrivare all’obiettivo di un punto di vendita a “impatto zero”.

Le caratteristiche del polo
Il nuovo edificio di Prato occupa un’area di circa 100mila mq ed è costituito da un fabbricato ad uso magazzino di 50mila mq di superficie, di una palazzina uffici di circa 7700 mq suddivisi su 4 piani, oltre a circa 35.000 mq fra piazzali di manovra e aree di sosta. L’acciaio e l’uso di ampie vetrate caratterizzano architettonicamente l’intera struttura.
Il tetto ospita l’impianto fotovoltaico, primo per dimensione in Italia tra gli impianti montati su un singolo edificio, e tra i primi venti in Europa. Progettato da Inres, si compone di 15.650 pannelli in silicio policristallino forniti da Mitsubishi Electric che vanta oltre 25 anni di esperienza nell’industria solare, una superficie pari a quella di 5 campi da calcio e una produzione a regime, di 3.200.000 kWh di energia elettrica. Una produzione questa che consente di non immettere in atmosfera 1.860.000 kg di anidride carbonica all’anno, pari, per esempio, al consumo medio annuale di 1.185 famiglie.
In termini energetici complessivi, l’impianto non solo sarà in grado di soddisfare al completo fabbisogno di energia del nuovo polo logistico, ma produrrà un quantitativo di energia eccedente; il surplus, stimato in 500.000 Kw, sarà immesso e ceduto sulla rete di distribuzione nazionale.
L’impianto sul tetto è inoltre integrato da 5 inseguitori solari, costituiti da 60 pannelli fotovoltaici Mitsubishi Electric, della potenza complessiva di 11,4 kW posizionati all’entrata del parcheggio che si orienteranno per massimizzare la produzione.
L’intera progettazione dell’edificio, ad opera di Tecnopolis, è comunque stata sviluppata integrando tra loro le migliori soluzioni atte alla riduzione dei consumi energetici e dei carichi ambientali, tanto da poter essere considerata un esempio di sviluppo sostenibile.

La curiosità
Il cantiere, aperto nel maggio 2008 con le prime opere di realizzazione delle fondazioni, si è chiuso nell’ottobre di quest’ anno. Mediamente vi hanno lavorato 120 persone con punte di 230 lavoratori. Presenza di lavoratori dell’Est europa (Kirkisistan, Ucraina, Moldavia) e Africa. Un melting pot di nazionalità: in totale sono 15 i Paesi rappresentati (compresa l’Italia).
Coop Italia, inoltre, ha stretto un rapporto di collaborazione con il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci: nell’atrio d’ingresso con cadenza annuale saranno proposte opere d’arte contemporanea della collezione.

Video Retail Summit 2009: parla Sami Kahale di P&G

I furti nel retail costano all’Italia 3,8 miliardi di euro

Si impenna l'entità dei furti nel retail a livello internazionale, un fenomeno che vede l'Italia conquistare un triste primato: la percentuale di differenze inventariali rispetto al fatturato dei distributori è stata pari all'1,36%, con un incremento del 6,2% rispetto allo stesso dato del 2008; il furto è costato ai retailer italiani ben 3.8 miliardi di euro. L'ammontare dei furti in questo settore ha raggiunto globalmente quota 84,165 miliardi di euro nel 2009, pari ad un incremento del 5,9% rispetto allo scorso anno. Sono questi alcuni dei dati di sintesi contenuti nella terza edizione del Barometro Mondiale dei Furti nel Retail, indagine indipendente sul numero e la tipologia di furti commessi all'interno dei punti di vendita e della grande distribuzione, condotta dal Centre for Retail Research di Nottingham (UK) e patrocinata da Checkpoint Systems.

Un aumento trasversale

Lo studio ha considerato i costi -legati alle differenze inventariali e alla criminalità nel settore del retail globale- registrati dal mese di luglio 2008 al mese di giugno 2009 ed ha evidenziato che l'aumento del tasso di differenze inventariali è stato trasversale in tutte le regioni prese in esame, con dati particolarmente significativi nei paesi del Nord America (dove l'incremento si è attestato al +8,1%), Africa Medio Orientale (+7,5%) ed Europa (+4,7%).

Per ciò che concerne il contesto italiano, la percentuale di differenze inventariali è stata pari all'1,36% rispetto a fatturato del retail, con un incremento del 6,2% rispetto agli stessi dati del 2008.
“Un aumento dei tentativi di furto non porta necessariamente ad un aumento delle differenze inventariali” -sostiene Salvador Cañones, country manager di Checkpoint Systems per l'Italia (nella foto)-. Avere delle strategie di prevenzione dei furti che funzionano significa riuscire a fermare più taccheggiatori o a vanificare i loro tentativi, e la protezione sistematica dei prodotti ad alto rischio può ridurre le perdite.”

Alimentari freschi i più rubati in Italia
Analizzando le tipologie di prodotti maggiormente rubati emerge che, a livello globale le cifre più elevate sono state rilevate nel settore abbigliamento e capi firmati/accessori (1,84%) e nel settore cosmetici/profumi/prodotti per la bellezza/farmacia (1,77%).
L'Italia rispecchia le tendenze globali, con alcune specificità tipiche del nostro Paese: nella classifica dei dieci prodotti maggiormente rubati figurano al primo posto gli alimentari freschi come carne, pesce, salumi e latticini, seguiti dagli articoli per la cura e l'igiene del corpo -cosmetici, profumi, ma anche pasta per dentiere e collutori- e da vini e superalcolici. I capi di abbigliamento si posizionano al quinto posto, salendo di ben due posizioni rispetto alla classifica italiana dello scorso anno.
Per quanto riguarda invece i prodotti che hanno subito gli incrementi più significativi nei furti, quest'anno si registra un +17,8% per pile e batterie ricaricabili, un aumento del 14,3% nei prodotti per la cura del corpo -sia maschile che femminile- seguiti poi da alimentari freschi (+ 10%), alcolici (+ 7,2%) e piccoli elettrodomestici ed articoli per il fai da te, che hanno registrato l'incremento del + 6,5%.

Metà dei furti commessi dai clienti

In Italia i furti commessi dai clienti rappresentano la causa principale delle differenze inventariali: sono infatti il 50,8% i taccheggi ad opera di bande organizzate o ladri per così dire “amatoriali”. Rispetto alla media europea, che si attesta sui 47,5%, il nostro Paese registra un livello maggiore di perdite da parte dei clienti pari a 3,3 punti percentuali. I dipendenti disonesti costituiscono la seconda maggiore causa, con il 30,9% del totale; le frodi da parte di fornitori/ produttori e i furti nelle consegne sono stati stimati pari al 6,1% delle perdite, mentre il 12,2% delle differenze inventariali è da attribuire ad errori interni.

Una tassa “invisibile” di 190 euro

“Dell'aumento del crimine nel retail pagano le spese i consumatori onesti, costretti a sopportare annualmente una sorta di “tassa invisibile” che ricade sull'acquisto dei prodotti pari a 190 euro per nucleo familiare -commenta Sandro Castaldo, chairman marketing dept. della SDA Bocconi-. “Di questo i retailer devono tenere conto, non cedendo alla tentazione, naturale in questo momento di crisi, di ridurre gli investimenti in innovazione, ma considerando anzi l'attività di gestione delle differenze inventariali come elemento strategico per il successo e la crescita dell'azienda”.
L'aumento delle differenze inventariali è infatti anche strettamente legato alla riduzione degli investimenti in loss prevention. A livello globale, l'investimento in sicurezza registrato nel 2009 è stato in media pari allo 0,31% del fatturato retail, mentre in Italia gli investimenti ammontano allo 0,33%, con un calo di 3 punti percentuali rispetto al 2008.

Nuovi sistemi di protezione

“Nonostante sia stato possibile nel corso del
2009 bloccare ben 5,8 milioni di taccheggi e recuperare quasi 4.398 milioni di euro in articoli rubati, non è stato riscosso il medesimo successo nel prevenire efficacemente le perdite inventariali
-spiega Salvador Cañones-. Permangono tuttavia alcuni aspetti del fenomeno non ancora sufficientemente gestiti: il 28% dei prodotti che risultano più attraenti agli occhi dei taccheggiatori sono ancora privi di protezione. Abbiamo assistito all'introduzione, negli ultimi anni, di numerose innovazioni significative
apportate al settore, dalle strategie di protezione completa dell'articolo fino ai sistemi di gestione delle perdite decisamente all'avanguardia. Se combinati, questi diversi approcci consentono ai retailer di proteggere sempre più efficientemente le
proprie attività e gettare le fondamenta per una crescita redditizia. proprie attività e gettare le fondamenta per una crescita redditizia”.

L’Erbolario adotta terminali vocali Vocollect per il cedi

L'Erbolario, produttore di cosmetici naturali, ha scelto per il proprio magazzino di Lodi le soluzioni Vocollect Voice implementate da KFI - Vocollect Voice® Total Solution Provider.
Negli anni il business de L'Erbolario è cresciuto esponenzialmente così come la gamma dei prodotti immessi sul mercato, attualmente sono oltre 400 prodotti a catalogo, con soluzioni per ogni tipo di esigenza. La distribuzione capillare dei prodotti -in Italia e nel mondo- è una fase molto importante e delicata della supply chain aziendale: infatti ogni errore commesso (come l'invio del prodotto sbagliato oppure di quantità non corrette) comporta la restituzione del reso oppure un nuovo ordine, con conseguente innalzamento del costo per l'azienda.
Nel 2008 il management de L'Erbolario ha così deciso di implementare una soluzione per la gestione del magazzino di Lodi -con una superficie di 3.000 mq- per ridurre gli errori relativi alla compilazione degli ordini e valutando diverse soluzioni tra cui quella vocale.

Vocollect Voice

Considerando che nel magazzino de L'Erbolario vengono preparati 200 ordini al giorno, pari a 1.400 colli e 40.000 pezzi giornalieri, l'analisi effettuata da KFI ha individuato in Vocollect Voice la soluzione più idonea per le esigenze dell'area logistica di Lodi. KFI ha così preso in carico l'onere di implementare i 15 terminali Vocollect Talkman T5 che permettono al personale di effettuare con correttezza il prelievo degli ordini a loro assegnati, senza commettere errori grazie alla voce del terminale che li guida passo passo verso la conclusione del proprio task. Vocollect Voice permette inoltre ad ogni addetto di lavorare con occhi e mani libere, agevolando lo svolgimento del proprio lavoro in totale sicurezza. “KFI ci ha supportati e guidati nel migliore dei modi permettendo un impatto minimo sulle procedure già in essere e senza richiedere stravolgimenti del cedi- spiega Roberto Mazza, direttore Sistemi Informativi e Organizzazione de L'Erbolario-. Risultato: 20% in più di ordini evasi grazie a minor errori e maggior precisione”.

Meno errori e maggiore velocità di esecuzione

I benefici ottenuti a seguito dell'implementazione della soluzione vocale hanno rispecchiato quanto prospettato inizialmente da KFI e permesso una riduzione significativa degli errori di compilazione, oltre alla velocizzazione dell'evasione degli ordini. Le potenzialità di Vocollect Voice hanno fin da subito permesso a L'Erbolario di evadere il 20% in più di ordini rispetto al precedente utilizzo di liste cartacee. “Da subito ci siamo accorti delle potenzialità di Vocollect Voice -afferma Mazza- e ci siamo così avvalsi immediatamente di un numero maggiore di terminali - 15 in tutto. Grazie alla nuova soluzione vocale i nostri operatori riescono a essere più produttivi e a commettere un numero minore di errori, con un notevole beneficio sulla qualità del servizio offerto”.

Agostino Santoni nuovo AD di SAP Italia dal gennaio 2010

Agostino Santoni assumerà la carica di amministratore delegato di SAP Italia a partire dal 1° gennaio 2010. Augusto Abbarchi, attuale AD, manterrà la completa responsabilità della società fino al termine del 2009, con un graduale passaggio di consegne a Santoni.

Santoni riporterà a Rolf Schwirz, Head of Mature Markets in Europa, e avrà la responsabilità di guidare la crescita di SAP sul mercato italiano, rafforzando il posizionamento dell’azienda quale partner di riferimento per le imprese e consolidando le sinergie, sia con i grandi clienti, che con il segmento della piccola e media impresa.

A partire dal 1° gennaio 2010, Augusto Abbarchi ricoprirà il ruolo di Vice President Emea GFO Task Force, SAP AG. Nel nuovo ruolo, Abbarchi metterà a disposizione dell’organizzazione Emea le sue competenze ed esperienza manageriale per garantire la continuità del business, il coordinamento dei processi di Interim Management, la formazione dei nuovi managing director, intervenendo direttamente sui clienti strategici.

Legambiente crea l’etichetta a sostegno della green economy

Tra i diversi strumenti incoraggiati dall'Unione europea, le politiche integrate di prodotto nel “far lavorare” il mercato per la sostenibilitàhanno hanno un peso rilevante: l'etichetta di Legambiente Per il clima si inserisce in questa logica offrendo alle imprese l'opportunità di compiere un atto di assunzione di responsabilità nei confronti del consumatore e dell'ambiente.
“Con l'etichettatura volontaria per il clima -dice Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente- lanciamo la nostra offensiva a sostegno della green economy, vale a dire, un generale processo di riconversione che investe tutti i beni e i servizi che conosciamo oggi”.
Per la prima volta in Italia viene propone un'etichettatura volontaria che informa il consumatore sul quantitativo di carbonio emesso
durante il ciclo di vita del prodotto.
In Francia, il Governo ha proposto accordi con le grandi aziende perché tutti i prodotti siano a basse emissioni e in Inghilterra c'è il Carbon trust, che guida le società verso una riconversione ecosostenibile dei prodotti.
“In Italia -aggiunge Poggio- la nostra iniziativa è partita, nel vuoto delle istituzioni, per coinvolgere il mondo produttivo e i consumatori in un'azione concreta e tangibile a favore dell'ambiente”.
L'etichetta Per il clima si pone come opportunità anche sotto il profilo del marketing: oggi più della metà degli italiani si dichiara sensibile all'impatto ambientale di ciò che acquista e ben l'80% sarebbe favorevole a introdurre delle etichette che evidenzino le emissioni di gas serra dei beni prodotti (fonte: Eurobarometer, Europeans' attitudes towards the issue of sustainable consumption and production).

Le attuali adesioni
Philips è la prima azienda che ha aderito all'iniziativa di Legambiente. E ha realizzato la sua etichetta Per il clima dichiarando, volontariamente, le emissioni di gas serra (CO2eq) emesse da alcuni tipi di lampadine ad alta efficienza nelle loro fasi d'uso e smaltimento.
Anche Fiat ha aderito al progetto: la nuova Delta turbo, l'ammiraglia Lancia dotata del motore 1.4 turbo jet da 120 Cv a doppia alimentazione (Gpl e benzina) è la prima vettura sulla quale Legambiente ha apposto la sua etichetta.
Siamo all'inizio -conclude Poggio- ma la nostra ambizione è che, in un prossimo futuro, su ogni prodotto possa comparire l'impronta di CO2. I criteri di scelta tra prodotti dello stesso tipo non saranno solo qualità e convenienza, ma anche l'impatto che essi hanno sul clima”.

Giorgia Teglio di Icat Food è l’imprenditrice dell’anno

AIDDA, Associazione imprenditrici e donne dirigenti di azienda ha deciso di insignire Giorgia Teglio, dal 2000 presidente e Ad di Icat Food spa, del premio Imprenditrice dell’anno 2009. La motivazione è la seguente:
“Subentrata con determinazione al vertice dell’azienda Giorgia Teglio non ha esitato a cambiare radicalmente il corso della sua vita, passando dal ruolo di moglie e madre, a quello di imprenditrice, per rendere omaggio e continuità all'opera che la famiglia Teglio aveva iniziato 150 anni prima nel settore dell'importazione e distribuzione delle migliori conserve del mare”.

Icat Food, azienda degli “esperti del mare”, importa da oltre 150 anni e distribuisce in Italiaconserve ittiche di primissima qualità. Intuizione, fedeltà alla tradizione, costante ricerca
dell’eccellenza e rispetto delle sapienti regole della pesca e della conservazione sono le chiavi del successo di questa azienda italiana che oggi offre un ricco assortimento di linee e marchi sempre trainati da prodotti di qualità tra cui Consorcio, Tonno Moro e Angelo Parodi.

Ferrero e Hershey stanno per tentare di scalare Cadbury

Reuters già ieri ha riportato la notizia, poi ripresa dai principali quotidiani americani e inglesi, che la statunitense Hershey Co. e Ferrero spa stavano considerando di fare insieme un'opa non ostile per aiutare la britannica Cadbury PLC a contrastare l'offerta ostile di Kraft Foods Inc.

Reuters riportava voci provenienti da ambienti molto vicini a Hershey e Ferrero, che rivelavano che la trattativa è per ora solo allo stadio preliminare e non è ancora chiaro se si farà o no. Sembra anche che Hershey spinga di più di Ferrero verso l'obiettivo.
Kraft ha svelato il suo interesse verso Cadbury in settembre e ha fatto diventare ostile la sua proposta il 9 novembre.
Cadbury ha respinto come "risibili" i $16.2 miliardi di dollari offerti in prima istanza da Kraft e ha spinto per ricevere un'offerta più adeguata soprattutto in funzione delle due linee Trident e Halls che vantano i margini più elevati.
Il Chicago Tribune, alla ricerca di una dichiarazione da parte di Ferrero, Cadbury e Kraft, ha ricevuto un "no comment", cui il portavoce di Kraft, Michael Mitchell, ha aggiunto anche che si rifiutava di commentare sulla base di "market rumors".

Casa Coop, sitcom online di Coop

Commedia, soap, cortometraggio sul canale internet: nasce da questa miscellanea di stili e generi Casa Coop, la sitcom pensata per il web in onda dalle 12,00 del 13 novembre su www.casacoop.net.

Per Coop, l'iniziativa rappresenta una nuova tappa nelle strategie di comunicazione che vedono in Internet uno strumento importante da utilizzare. Infatti, la sitcom rientra in una più ampia logica di modernizzare la comunicazione e definire il nuovo social network di Coop.

Sei le puntate previste, ognuna di circa 6 minute, che con cadenza settimanale racconteranno le vicende di gruppi di persone accomunate dalla convivenza in uno condominio (dalla cantina al tetto) e dalla frequentazione di un supermercato.

Protagonisti del cast Andrea Tidona (“I cento passi” e “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana), qui in un'inedita chiave comica, e Sergio Sgrilli, il comico con la chitarra di Zelig.

Granarolo definisce il nuovo assetto industriale

Granarolo Spa ha presentato il nuovo piano industriale 2009-2011, che prevede una concentrazione delle produzioni di yogurt e di latte a lunga conservazione nel complesso di Pasturago di Vernate (Milano), dove confluiranno le attività dello yogurtificio di Castel San Pietro Terme (Bologna) e del sito di Novara (latte Uht).
Un'operazione che comporta la chiusura dei due stabilimenti ma che, per effetto degli investimenti in atto, consente di portare a compimento il piano, salvaguardando l'occupazione. L'azienda infatti si è impegnata a riassorbire progressivamente all'interno dei propri organici i 95 addetti dei due siti produttivi dismessi -in mobilità da gennaio 2010- in un arco di tempo sostenibile, da definire
in relazione al calendario dei lavori di ampliamento e di impiantistica
nei siti che dovranno accogliere le nuove risorse.

“Se la chiusura di uno stabilimento è sempre un esito doloroso, la salvaguardia di tutti i posti di lavoro è invece un risultato straordinario, conseguito grazie al contributo responsabile di tutte le parti coinvolte - ha dichiarato Rossella Saoncella, direttore generale di Granarolo Spa, in occasione della chiusura dell'accordo sindacale l'11 novembre scorso-. Un risultato che assume maggior valore, se si considera che nello stesso accordo viene formalizzato un robusto piano di investimenti industriali nel triennio 2009-2011, con il quale intendiamo puntare con forza sullo sviluppo dei nostri business”.

Esuberi scongiurati
Il reimpiego dei lavoratori di Castel San Pietro Terme (45 persone) è
legato agli interventi di ampliamento in atto nello stabilimento dei
caseari di Bologna: 12 milioni di euro di investimenti industriali solo
nel 2009, per triplicare la capacità produttiva e saturarla a fine 2010
con il reintegro delle produzioni attualmente affidate a copacker e
mediante lo sviluppo sui mercati.
Anche lo stabilimento di Pasturago
-oggi il più grande complesso industriale del Gruppo- ha sufficiente
capacità di assorbimento nei confronti dell'organico di Novara
(composto da 50 persone), in virtù del trasferimento delle produzioni,
pur con le difficoltà legate alla maggiore distanza tra i due siti.

Parola d'ordine: concentrazione

L'operazione di concentrazione produttiva nelle aree yogurt e latte Uht è finalizzata ad elevare la capacità competitiva del Gruppo. “La precedente riorganizzazione attuata nel 2008 fu decisiva al fine di riportare in equilibrio i conti -ha commentato Saoncella- ma l'assetto produttivo del Gruppo non era ancora adeguato a sostenere il confronto con i competitor, sia nel mercato dello yogurt sia in quello del latte Uht. Se a questo aggiungiamo che Granarolo, proprio in virtù della sua leadership, è particolarmente esposta all'attacco sferrato dalla marca privata nel mercato del latte fresco e di Alta Qualità, l'esigenza di intervenire su ogni possibile sovrapposizione di costo in tutte le aree di attività del Gruppo è diventata una necessità non più procrastinabile”.

I vertici dell'azienda hanno infine confermato che è allo studio un progetto imprenditoriale co-promosso insieme ai due principali partner logistici (Ctl e Coopser), che prevede un'assunzione di responsabilità diretta da parte di Granarolo nel governo del sistema logistico-distributivo, attualmente affidato a operatori esterni.

La tecnologia di consumo contiene i danni con il digitale terrestre

Per i beni di consumo elettronici il 2009 si avvia, salvo il recupero generato dalle imminenti vendite natalizie, a chiudere senza sorprese, in calo rispetto al 2008. La nota positiva è che il trend di caduta, rispetto ala prima parte dell'anno, si è un po' allentato.
I risultati del terzo trimestre rilevati da Gfk Temax (servizio di mercato di Gfk Retail and Technology) mettono infatti in luce un calo del 3,9% nel valore delle vendite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per una cifra in valore assoluto nei tre mesi pari a 4,6 milioni di euro, a fronte di una riduzione del 6,6% considerando i primi nove mesi dell'anno. I differenti comparti che compongono il panel di Gfk definito come “technical consumer goods”si comportano però diversamente.

Una sola categoria col segno più
L'elettronica di consumo, per esempio, torna a crescere nel terzo trimestre (+3,1%) dopo oltre un anno di contrazione continua, confezionando vendite a valore nel periodo pari a 1,2 milioni di euro e confermandosi il comparto più importante di tutti i beni durevoli di consumo. L'andamento è trainato dal passaggio al digitale terrestre e, non a caso, la crescita si concentra su due settori: Tv a schermo piatto e decoder per il Dtt. Il settore dell'informatica, invece, limita i danni a un -1,7% (781 milioni di euro) spinta dalle vendite di prodotti per la connettività al Web e per la mobilità. Difatti, se i notebook continuano a valere oltre la metà del mercato, sono i netbook e le chiavette per Internet a frenare la caduta.

La fotografia fanalino di coda
Grandi e piccoli elettrodomestici, apparecchiature da ufficio e telefonia calano in modo più consistente: al -6,5% dei primi (981 milioni di euro), cui non sembrano aver giovato gli incentivi per la sostituzione (ad eccezione di lavastoviglie e asciugatrici, uniche a crescere), segue la diminuzione del 7,7% dei piccoli elettrodomestici, causata soprattutto dai condizionatori, in sofferenza nelle ultime due estati Qui fanno eccezione alla crisi i prodotti per l'igiene orale e le macchine per il caffè.
La telefonia cala invece del 6,9%, con l'isolata nota positiva rappresentata dagli smartphone che hanno ormai quasi completato la sostituzione dei cellulari di fascia alta. Ma tutto il comparto è segnato da un forte decremento del prezzo medio dei prodotti. I prodotti per ufficio chiudono il terzo trimestre con un trend negativo dell'8% e un giro d'affari di 338 milioni di euro, confermando l'andamento non certo brillante dei trimestri precedenti. Solo le cartucce per stampanti registrano un aumento, determinato dal peso crescente dei modelli per stampanti laser, caratterizzati da un prezzo più elevato.
Il fanalino di coda dei beni elettronici di consumo è la fotografia: la diminuzione delle vendite è infatti a due cifre (-12,3%), segnata non solamente dalla diminuzione dei prezzi ma anche da quella dei volumi, che oltre alle compatte comincia a interessare anche le fotocamere reflex.

Confcommercio, rilanciare i redditi

Un’ennesima anche se leggera crescita dei costi obbligati, il Pil che pur salendo forse più di quanto la prima metà 2009 lasciava presagire ci porterà nei prossimi due anni a pareggiare rispetto al livello di inizio millennio, redditi reali in calo. Non lascia spazio a grandi ottimismi l’ultimo rapporto dell’Ufficio studi di Confcommercio sul “Commercio dentro la recessione”.

L’analisi

In particolare, l’analisi di piazza Belli conduce a ritenere che nel giro di due anni il peso dei consumi obbligati (casa, energia ecc) sulla spesa delle famiglie sarà destinata a salire al 39% contro l’attuale 38,8%. Nel 2000 la quota era del 35,1%. Se si considera l’erosione del potere d’acquisto avvenuta nel decennio l’effetto sui consumi di beni ha avuto un impatto dirompente.
La crescita delle spese obbligate, sempre secondo la Confcommercio, sarà trainata anche dalla dinamica inflattiva, perché il tasso di aumento sarà in ragione dell’1,8% a fronte dell’1,2% dell’alimentare e dello 0,9% di servizi e non food.

I redditi

Come si può cambiare almeno in parte lo scenario? Per Confcommercio la strada obbligata è quello di una politica dei redditi (ad esempio defiscalizzando le tredicesime), perché la crisi attuale deriva da problemi di reddito e di risparmi. Il 60% delle merci consumate in Italia è di produzione completamente italiana; solo aumentando le disponibilità di spesa aumenta il giro d’affari dell’industria e in definitiva del Paese.

Biodiversità: prosegue la partnership tra Chiquita e Rewe

Prosegue con successo la partnership di Chiquita con Rewe per il progetto di tutela ambientale della riserva naturale di San San Pond Sak a Panama. A 10 mesi dall’annuncio della realizzazione del Rewe-Chiquita Biodiversity Project, l’iniziativa di salvaguardia di un’area umida catalogata tra le Biosfere dell’Unesco e caratterizzata da un’eccezionale ma fragile biodiversità, il retailer tedesco ha promosso un’iniziativa di sensibilizzazione e raccolta di fondi che coinvolge direttamente la sua clientela.
Per tutta la seconda settimana di novembre, per ogni chilo di banane Chiquita acquistate in uno dei 3.500 punti vendita Rewe presenti sul territorio tedesco, 10 centesimi di euro saranno destinati a questo progetto di sviluppo sostenibile che ha già consentito di pianificare un intenso programma di educazione ambientale per adulti e bambini, di mettere a dimora oltre 24.000 piante di diverse specie autoctone e di contribuire al rilancio dell’economia dell’area attraverso lo sviluppo di attività produttive.

Da alcuni giorni è possibile seguire le attività programmate e verificarne i risultati attraverso il sito www.tropenprojekt-panama.com.

Nuovo tetto fotovoltaico al parco logistico di Castel San Giovanni

In sole due settimane da quando è entrato in funzione, ha evitato l'emissione di 10,7 tonnellate di CO2 e ha prodotto 20.000 kWh di energia. Si tratta del Parco Logistico di Castel San Giovanni in provincia di Piacenza che ha una superficie coperta di 300 mila mq su 750 mila mq totali. La parte interessata alla copertura è la copertura del “Corpo L” di  22.000 mq, con 5.392 pannelli fotovoltaici in silicio monocristallino, aventi una potenza nominale di circa 1.000 kWp per una produzione annua di energia elettrica superiore al milione di kWh. Il general contractor è Engineering 2K, mentre lo sviluppatore è Vailog, la stessa accoppiata autrice della realizzazione del centro logistico Upim a Pontenure, poco distante da Castel San Giovanni, dove allo stesso modo sono stati implementati i pannelli solari per riscaldare acqua calda.
“Sulla base di questi dati – afferma Armando Lorenzini Ad Engineering 2K– prevediamo che l'impianto risparmierà ogni anno all’atmosfera circa 600 tonnellate di anidride carbonica”.
Non è da escludersi che, grazie alle incentivazioni statali, possano essere previsti ulteriori adattamenti per l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici a copertura degli immobili già costruiti all’interno del parco logistico di Castel San Giovanni.

Il nuovo corso del made in Sicily

Certo non si può dire che la cucina sia la prima molla ad attrarre da tutto il mondo il flusso turistico che ogni anno interessa la Sicilia, ma indubbiamente allieta il soggiorno e magari, fissandosi nel ricordo, li invita a ritornare. Questo grazie anche alla ricchezza del patrimonio enogastronomico -la cui punta d’eccellenza è rappresentata dai 28 prodotti Dop/Igp (di cui 10 in fase transitoria) e dai 30 vini Docg/Doc/Igt- frutto di condizioni pedoclimatiche e culturali uniche.

“In Sicilia, la biodiversità rappresenta un baluardo delle produzioni di qualità -commenta Michele Cimino, assessore Agricoltura e Foreste Regione Siciliana-. Lo confermano tre dati: il più alto numero di aziende agricole biologiche del Paese, l’aumento delle produzioni certificate e il numero delle produzioni agroalimentari tipiche riconosciute. Sono questi gli elementi da rafforzare e che ci permetteranno di mantenere alto il consumo dei nostri prodotti in Italia e all’estero”.

Arriva il marchio ombrello
Grazie all’accordo siglato tra l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Siciliana e il Coribia (Consorzio regionale di ricerca sul rischio biologico in agricoltura), la qualità, il territorio e la sicurezza alimentare dei prodotti regionali di origine vegetale passeranno attraverso il marchio Sicilia Agricoltura. A tutto vantaggio dei consumatori e delle stesse aziende che in questo modo avranno la possibilità di meglio penetrare nei mercati.
La certificazione Sicilia Agricoltura viene rilasciata dal Coribia -che provvederà anche alle verifiche annuali secondo il piano di controlli approvato- su richiesta delle organizzazioni interessate, a quei prodotti agroalimentari di origine vegetale che rispettano i requisiti minimi specificati dal disciplinare. Tra questi, accanto alla provenienza siciliana e alla tracciabilità, anche l’assenza di Ogm, la certificazione Globalgap e, per i prodotti trasformati, il rispetto delle norme di buona fabbricazione.
Inoltre, la strategia di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari isolane attuata dalla Regione Siciliana guarda con crescente interesse alla gdo. Obiettivo: far incontrare il mondo della produzione e il mondo della commercializzazione per accorciare la filiera, garantendo così una migliore remunerazione ai produttori, una buona marginalità ai retailer, ma anche prezzi al pubblico competitivi. Su questa linea, l’amministrazione regionale ha già concordato importanti accordi di fornitura con alcune primarie insegne nazionali: basti ricordare quello dell’inverno scorso con Conad per le arance rosse di Sicilia Igp e quello sottoscritto durante l’ultimo Macfruit con Coop Italia per la fornitura di 7mila quintali di uva da tavola di Canicattì Igp.

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Il nuovo corso del made in Sicily
Territori Gourmet | Gdoweek 504 | 16 novembre 2009 |

Salame, vince il localismo

Crisi economica e attenzione alla dieta penalizzano anche se in maniera non drammatica il mercato dei salami a libero servizio. I dati forniti da Iri e relativi all’anno terminante ad agosto 2009 nelle strutture della gdo evidenziano vendite per quasi 1.600 tonnellate, con una diminuzione del 3,7% rispetto all’anno precedente; grazie alla dinamica dei prezzi, che sono cresciuti in linea con l’inflazione alimentare, i valori del mercato sono rimasti pressoché invariati, a 29,3 milioni di euro, con una marginale limatura rispetto ai 12 mesi precedenti. Non c‘è stata dunque quella caduta verticale della domanda che le prime notizie sulla pandemia di influenza che veniva definita “suina” facevano paventare. Resta trascurabile la quota delle marche private, confinate al 5,7% a volume e al 2,9% in valore anche se in termini relativi si registra una crescita a volume del 10,7% e a valore del 5,7%: bisogna infatti sottolineare come la forte incidenza del costo della materia prima non consente di tenere il prezzo basso se non a scapito della marginalità.

Segmentazione
Per quanto riguarda la canalizzazione, i supermercati rappresentano il 60,9% a volume e il 59,4% a valore, gli ipermercati il 28% a volume e il 27,4% a valore e, infine, le superette pesano per l’11% a volume e il 13,2% a valore. La tenuta del mercato farebbe pensare a una staticità che invece non si registra perché le performance di vendita delle varie tipologie sono estremamente variegate.
All’interno della categoria risultano, infatti, in netta diminuzione i salami cacciatore (-19% a valore) e tipo Milano (-22%). Al contrario segnalano in crescita i salamini snack (+1,5%) e il mercato comunque pare premiare le innovazioni di prodotto (salami a basso tenore di grasso o di pratico consumo).

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Salame, vince il localismo
Mercato | Gdoweek 493 | 16 novembre 2009 |

Il tratto forte è la stagionalità

Mercato ampio e segmentato, caratterizzato da un forte picco di stagionalità durante il bimestre agosto/settembre, altresì  dominato da una distribuzione prevalentemente specialistica. In gdo la categoria degli articoli da scrittura sviluppa performance che dipendono in larga misura dall’andamento del back-toschool, la supercampagna settoriale in cui le aree e le promozioni dedicate crescono significativamente, specie fuori banco, catalizzando oltre 1/3 del giro d’affari annuale.
Più o meno in tutti i segmenti emerge il potere della marca, specie se questa riesce a garantire un buon rapporto qualità-prezzo. I maggiori player, comunque, continuano ad enfatizzare la targettizzazione delle gamme per tipologie di utilizzatori: la domanda è rappresentata da un pubblico sempre più esteso, stratificato ed esigente di bambini, teenager, adulti disposti ad acquistare articoli posizionati in area premium, purché in possesso di plus distintivi in termini di qualità, innovatività e design.

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Il tratto forte è la stagionalità
Mercato | Gdoweek 504 | 16 novembre 2009 |

Fotocamere digitali scattano le reflex

Sostanzialmente stabile, il mercato delle fotocamere digitali in Italia, ha un andamento a differente velocità tra compatte e reflex e un generale calo dei prezzi medi.
Se il ridotto potere di acquisto delle famiglie ha certamente influito sull'acquisto di fotocamere digitali così come su altri prodotti tecnologici, occorre segnalare come il segmento degli “early adopter”, cioè coloro che passano per la prima volta da una macchina fotografica a pellicola tradizionale a un apparecchio digitale, è oggi estremamente ridotto.
Nel 2008, secondo dati Aif (Associazione italiana foto&digital imaging) in Italia sono state vendute 3 milioni di compatte, dato sostanzialmente in linea con l'anno precedente, mentre le reflex digitali hanno evidenziato un balzo in avanti del 16%.

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Fotocamere digitali scattano le reflex
Mercato | Gdoweek 504 | 16 novembre 2009 |

La giuria ha giudicato i progetti Ethic Award 2009

Cosa è Ethic Award,
Premio per un futuro sostenibile

Ethic Award, Premio per un futuro sostenibile

è l’iniziativa di GDOWEEK, il magazine di retail de

Il Sole 24 ORE Business Media, volta a riconoscere, segnalare e premiare l’impegno che le imprese stanno dimostrando attraverso iniziative concrete in logica di “sviluppo sostenibile”, atte quindi ad un miglioramento della qualità della vita, dell’ambiente, del lavoro, delle relazioni sociali e della cultura.

Ethic Award si avvale della sponsorizzazione di
Barilla

Illy

Palm

Procter&Gamble
 

e del patrocinio di
Indicod-Ecr

Ethic Award è aperto alle imprese di beni di consumo, di servizi, di attrezzature  e di retail che operano sul territorio nazionale.

 

La partecipazione è gratuita, le aziende che desiderano candidarsi sono invitate a sottoporre le proprie iniziative compilando, per ogni iniziativa, la “Scheda di partecipazione” scaricabile all’indirizzo riportato qui sotto.

Le candidature dovranno pervenire entro il 30 settembre alla segreteria organizzativa del Premio, ethicaward.gdoweek@businessmedia24.com

 

Saranno considerati solo i progetti realizzati nel periodo gennaio 2007 – giugno 2009 e che rispondono alla filosofia del Premio.

Le iniziative candidate troveranno spazio su tutti i media di GDOWEEK.

 

La selezione dei premi -Ethic Award primo assoluto più sette premi di categoria-  ha tenuto in considerazione gli aspetti di maggior criticità della società contemporanea e sui quali è ormai indispensabile investire, per un futuro non solo migliore, ma semplicemente possibile.

 

La invitiamo a prendere visione del regolamento del premio e di tutte le informazioni relative
all’indirizzo Ethic Award e
per eventuali necessità non esiti a contattarci.


Leggi il Regolamento

Scarica la “Scheda di partecipazione”

La cultura del tè arriva con il Twinings Tea Tour

Dal 20 novembre al 17 dicembre toccherà le piazze principali di dieci città del Nord Italia il ‘Twinings Tea Tour, la promozione itinerante dedicata alla cultura del tè.

Un originale London Bus rosso fiammante del 1967, operativo a Londra fino al 2003 sulla linea 11, è stato trasformato in una esclusiva Tea Room viaggiante firmata Twinings, arredata con alcuni oggetti vintage per ripercorrere gli oltre 300 anni di storia del noto marchio.

Al piano superiore verrà allestito un Tea Bar con circa 20 posti a sedere dove, con l’assistenza del personale presente a bordo, sarà possibile degustare tutte le miscele Twinings distribuite in Italia da D&C.
Il piano inferiore è dedicato all’esposizione e alla vendita dei prodotti che compongono la gamma Twinings: 40 referenze tra tè neri, tè verdi, tè aromatizzati, tisane, infusi di frutta ed erbe, ma anche oggetti esclusivi del mondo Twinings quali le Mug Twinings e le scatole in legno Twinings di vari formati, da personalizzare scegliendo le miscele preferite.

Trudi persevera nella strategia di brand extension

Trudi debutta nel settore food grazie all'accordo di licensing siglato con Dalla Costa Alimentare, azienda veneta
specializzata nella produzione di paste alimentari tricolore e aromatizzate che dal 1998 ha in catalogo una linea bimbo caratterizzata da formati speciali creati ad hoc. Oggi questa linea si arricchisce con la Trudi Pasta, un formato dedicato ai bambini che riproduce un orsetto, inconfondibile icona di tradizione, qualità ed affetto delle collezioni Trudi. I prodotti saranno disponibili nel canale gdo, nelle catene Autogrill e nei negozi specializzati in Italia e all'estero a partire dai primi mesi del 2010.

Verrà invece presentata al Pitti Bimbo di gennaio l'anteprima della nuova collezione Trudi Socks, nata dal recente accordo di licensing siglato da Trudi con Calzificio Prisco: una vivace collezione di calze, babbucce e calzini antiscivolo per bimbi a ragazzi da 0 a 14 anni. Particolare attenzione sarà dedicata all'offerta per il mondo baby, attraverso l'importante sviluppo della linea rivolta ai bebè.

Brand extension

Oltre alle due linee sopra annunciate, sono nate anche Trudi Kidswear (abbigliamento per bambini), Trudi Homewear (biancheria per la casa), Trudi Floorwear (tappeti per la cameretta), Trudi Baby Care (la linea di cosmetologia per l'infanzia), Trudi Atelier (abbigliamento fashion per donna, ad alto posizionamento), Trudi Time by Chronotech (orologi) e Sevi by Erbesi (arredamento per la cameretta a marchio Sevi).

Come il food retail costruisce un brand

In questo dossier, la brand naming expert Beatrice Ferrari, coadiuvata, per la parte grafica, da Martina De Rui, esamina il naming delle private label in ambito gourmet.
“All'interno delle diverse linee gastronomiche -spiega Ferrari- si riconosce una tendenza comune nell'esprimere visivamente la qualità, l'eccellenza e l'unicità attraverso l'uso di colori che comunicano tali valori: dominano i blu scuri, i viola, i neri. La tradizione e la storia vengono veicolati, invece, attraverso i marroni o i verdi scuri. Sono colori ricercati, particolari, originali. A livello tipografico la tendenza al classico e al tradizionale si esprime con l'utilizzo di font graziate o corsive: forme tonde, morbidi ed avvolgenti, che esprimono la cura e il rispetto, ma anche l'eleganza e la raffinatezza. La semplicità delle composizioni favorisce invece un'immediata comprensione da parte del pubblico”.
Per quanto riguarda i filoni verbali utilizzati per le linee gastronomiche si impongono sostanzialmente due aree di espressioni: quella della qualità con l'uso di parole o espressioni come Fior fiore, Scelto o Top, e quella della bontà con nomi come Piaceri, Gusto, Passione, Buoni ecc… A queste due aree viene in alcuni casi definita l'origine geografica con indicazioni quali Italia o Italiano. I nomi sono globalmente molto semplici e diretti, comprensibili da qualsiasi tipo di target, e sono tratti per lo più del vocabolario italiano.
Un analogo trend viene confermato anche nei retailer esteri dove “Si sono sviluppate -spiega Ferrari-numerose linee premium gastronomiche, con proposte culinarie sia locali sia internazionali: Tesco Finest e Sainsbury's Taste The Difference sono gli apripista che per primi hanno riconosciuto questo crescente e diffuso interesse da parte del consumatore per le scelte di tipicità nell'alimentazione”.
Il dossier, infine, propone l'approfondimento sul naming e sulla grafica di sei brand premium price della gdo italiana, Carrefour, Conad, Coop, Crai, Esselunga, Sigma.

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Come il food retail costruisce un brand
Dossier | Gdoweek 490 | 13/7/2009 |

Per il debutto francese, Apple sceglie il Louvre

Apple ha aperto sabato 7 novembre il suo primo store francese nel centro commerciale che sorge sotto il museo del Louvre, a Parigi. Dove, soltanto due settimane prima, Microsoft aveva aperto un caffè a tema per promuovere il nuovo sistema operativo Windows 7.
Insomma, nonostante la congiuntura non certo favorevole, le due società sembrano decise a voler aggredire il mercato tecnologico francese, che appare in netto ritardo rispetto a quelli britannico e tedesco. Anche se la spesa per prodotti come l'iPhone risulta invece sostenuta:  France Telecom ha venduto 1,3 milioni di iPhone tra il novembre 2007 e il settembre scorso, mentre SFR e Bouygues Telecom ne hanno venduti altri 200mila, dopo che in primavera France Telecom ha perso l'esclusiva (Fonte Reuters).

Al via lo sviluppo rete in Francia
Il nuovo Apple Store parigino sorge all’interno del centro commerciale noto come Carrousel Du Louvre e si sviluppa su due piani, per un totale di 700 metri quadrati.
Nel corso della presentazione alla stampa del nuovo pdv del Louvre, Ron Johnson, responsabile settore retail di Cupertino, avrebbe confermato che Apple è intenzionata ad aprire a breve un significativo numero di punti di vendita in Francia.
Per il 14 novembre, è prevista l’apertura di un secondo negozio Apple a Montpellier, presso il centro commerciale Odysseum, mentre pare che un terzo negozio aprirà a Parigi in zona Opera, prima dell'estate.

Mele, frutti per tutte le occasioni

È uno dei pochi del settore ortofrutticolo dove viene fatta una
vera politica di marca: eppure, nonostante queste credenziali, resta ancora molto da fare per dare impulso al mercato e per sostenerne il consumo, che è in continuo calo. Sembra andare controcorrente solo il segmento del biologico, che nel primo semestre 2009, secondo i dati Ismea/Nielsen, ha visto la spesa per l’acquisto di mele avanzare del 2,9%. Il 55% degli italiani si accerta sulla provenienza nazionale prima di deciderne gli acquisti, con valori sopramedia in particolare tra i responsabili acquisti e tra chi, anche in seguito alla crisi, preferisce la qualità alla quantità. Un climax che sembra quindi favorevole per le mele a denominazione, tanto che i bollini Dop e Igp si stanno moltiplicando e, a fianco di quelli consolidati sul mercato (come la Dop Val di Non e l‘Igp Alto Adige), si stanno affacciando nuovi competitor, dalla Valtellina al Friuli.

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Mele, frutti per tutte le occasioni
Mercato | Gdoweek 499 | 19 ottobre 2009 |

I contratti flessibili a misura di budget

Il prossimo 16 novembre, dalle ore 17 in poi, presso il Blue Note di Milano (noto locale jazz), accompagnati dalle note del pianista jazz Michele di Toro, il professor Tiziano Treu, il Giudice del Lavoro di Milano Nicola di Leo, alcuni manager dell’associazione di direttori del personale HR Community, e i giuslavoristi dello studio DLA Piper (organizzatori insieme a Top Legal dell'evento), si confronteranno sul tema dei contratti flessibili.

Il posto fisso
Il tema è di estrema attualità.
Negli ultimi giorni di ottobre, infatti, il Ministro Tremonti ha riaperto il dibattito sulla materia, definendo il rapporto di lavoro a tempo indeterminato come "la base della stabilità sociale", presa di posizione che non deve e non può tuttavia essere fraintesa.
E' naturale che l'obiettivo di tutte le parti sociali sia quello di creare i presupporti che permettano a tutti, nessuno escluso, di fruire della maggior stabilità lavorativa possibile. Il problema è come raggiungerla, questa stabilità.
Oggi (diversamente che in passato) le aziende devono essere nelle condizioni di sopravvivere alla enorme flessibilità dei mercati (che può talvolta sfociare in crisi drammatiche come quella in atto).
La stabilità del lavoro, dunque, si raggiunge non più con l'apparente (come dimostrano i licenziamenti in atto in questo periodo) solidità dei contratti a tempo indeterminato, ma con la flessibilità.
Soltanto i contratti elastici, infatti, consentono alle aziende di adattarsi continuamente alle mutevoli esigenze del mercato, agevolano l'ingresso al lavoro dei dipendenti e garantiscono stabilità di lavoro e reddito.
Una stabilità che non sarà mai più sinonimo di "un unico rapporto di lavoro con un'unica azienda", ma che si concretizzerà in "una unica carriera lavorativa con tante aziende e sotto tante, diverse e variegate, forme contrattuali" (una "stabilità flessibile", per intenderci).
Perseguire un obbiettivo contrario, equivarrebbe ad auto-invitarsi a pranzo a casa di un amico che … non ha più la casa.

* DLA Piper Milano

Nordiconad, in partnership con Agribologna, dimezza il prezzo delle verdure di stagione

L'iniziativa, denominata Verdure convenienza è il progetto realizzato da Nordiconad e Agribologna per contribuire a fronteggiare la crisi economica, ma anche contribuire a una più corretta educazione alimentare incentivando il consumo di frutta e verdura di qualità, oggi alquanto basso soprattutto tra i più giovani.
Dopo la fase di test condotta nei primi mesi del 2009, dallo scorso 6 novembre il cliente dei punti di vendita Nordiconad trova un “paniere” di cinque prodotti a rotazione stagionale del peso di 5 kg al prezzo di 4 euro, anziché i circa 8 euro che comporterebbe il loro acquisto separato.
Coerentemente, il primo paniere è composta da finocchi, zucchine verdi, cavolfiore bianco, bietole e carote di produzione esclusivamente nazionale, sottoposte a un'attenta selezione qualitativa e controllate per il rispetto del peso minimo garantito complessivo di 5 kg. Tutte le verdure sono certificate Conad Percorso Qualità, il marchio con cui Conad presidia il mercato del freschissimo con un posizionamento di qualità sicura grazie ai controlli continui e superiori a quelli previsti dalla legge e al minor impiego di trattamenti chimici sulle colture.
I prodotti, posti in vendita in un imballo a perdere, sono accompagnati da un opuscolo informativo che richiama la loro stagionalità e contiene suggerimenti pratici e raccomandazioni su come acquistare e conservare prodotti ortofrutticoli freschi, ma anche una serie di indicazioni sulle proprietà nutrizionali e sugli effetti per la salute.
L'iniziativa rientra nell'ambito di una serie di interventi che Conad ha in questi anni realizzato aderendo alle diverse azioni promosse dalle istituzioni locali e, nello specifico, sarà identificata dal logo Spesa bene della Regione Emilia-Romagna.

La partnership di filiera
Il fornitore delle verdure è il Consorzio Agribologna (società cooperativa che associa oltre 160 produttori ortofrutticoli organizzati in 6 imprese cooperative distribuite sul territorio nazionale) partner storico di Nordiconad, in grado, tra l'altro, di conferire adeguate quantità di prodotto anche in momenti di contrazione dei consumi sfruttando le eccedenze produttive e mettendo in atto la  filiera corta a vantaggio del consumatore, in quanto la commercializzazione dei prodotti avviene senza altri intermediari.
Il progetto prevede anche la partecipazione degli orticoltori associati ad Agribologna nei punti di vendita selezionati da Nordiconad. Lo scopo è testimoniare, con la loro presenza, la professionalità, i metodi di coltivazione e le pratiche agronomiche adottate, in modo che il “racconto dell'esperienza, della conoscenza e della competenza agricola” diventi il messaggio più efficace per dimostrare come Conad sia in grado di portare il prodotto dal campo direttamente nel carrello della spesa del consumatore, accrescendo la convenienza dell'offerta.

Sanpellegrino, caldaia a biomassa nello stabilimento di Pejo

Sanpellegrino ha introdotto nello stabilimento di Pejo, in Trentino, la caldaia a biomassa, una soluzione tecnologica innovativa che consente di utilizzare una fonte di energia rinnovabile come combustibile nei processi produttivi e di riscaldamento, riducendo le emissioni di CO2 e minimizzando l’impatto ambientale del sito produttivo sul territorio.

La biomassa è ricavata dallo scarto dell’attività produttiva della Regione, caratterizzata soprattutto da aziende agricole -fra tutte la coltivazione delle mele, da attività forestali- manutenzione dei boschi e da industrie per la lavorazione del legno.
Questa tecnologia consentirà a Sanpellegrino di supportare il territorio nei processi di smaltimento delle grandi quantità di legno di scarto, dando vita ad un efficace sistema impresa - territorio.

Verrà in questo modo creata una filiera corta in collaborazione con il Comune di Pejo e il Parco Nazionale dello Stelvio: le distanze coperte dai trasporti non supereranno i 40 km, garantendo un approvvigionamento del sito in equilibrio con l’ambiente.
La caldaia a biomassa è stata realizzata in collaborazione con Enerprom, società che si occupa di energia alternativa sul territorio.

Salmone in busta anche da confezionato naviga controcorrente

Il salmone affumicato, anche confezionato, va controcorrente. Il
prezzo medio è pressoché stabile, ma le
vendite sono da anni in sicura crescita, sia a
volume che a valore. Il mercato, nonostante
la congiuntura (o forse grazie ad essa, visto
che si mangia di più a casa e se si vogliono
intrattenere ospiti si lesina meno sulle spese), sembra
avviarsi sulla strada che i produttori auspicavano:
ottenere la destagionalizzazione delle vendite dopo
decenni in cui il salmone era annoverato tra i prodotti
da ricorrenza.
I dati resi noti da IRI relativi all’anno terminante a luglio
2009 indicano un incremento del 7,1% a valore e del
5,4% a volume. Il mercato in gdo oramai rappresenta un
valore di oltre 150 milioni di euro.
Notevole la quota delle Pl, con una crescita però non molto accentuata nell’ultimo anno: il giro d’affari supera i 41 milioni di euro.

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Salmone in busta anche da confezionato naviga controcorrente
Mercato | Gdoweek 499 | 19 ottobre 2009 |

Colluttori, il business è ancora in forma smagliante

Sempre più attento al benessere e alla cura della propria persona, oggi il consumatore è pronto a provare gli svariati prodotti
che promettono di migliorare l’igiene e la bellezza della bocca. Ne ha beneficiato, in particolare, la salute della categoria collutori, che negli ultimi anni ha fatto segnare una decisa impennata. Con riferimento all’anno 2008, a questo mercato Unipro attribuisce un valore del venduto vicino ai 150 milioni di euro. Poco utilizzati in passato, oggi i collutori fanno sempre
più parte integrante dell’igiene quotidiana degli italiani. I dati Nielsen evidenziano, per l’AT ad agosto 2009 e relativamente al mass market, volumi complessivi pari a 9,6 milioni di litri, a
fronte di un fatturato totale di quasi 71,8 milioni di euro, il che origina differenziali anno su anno pari, nell’ordine, a +8% e +12,6%.

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Colluttori, il business è ancora in forma smagliante
Mercato | Gdoweek 499 | 19 ottobre 2009 |

Alleanza cooperativa internazionale contro la crisi ortofrutticola

Le cooperative di Italia, Francia e Spagna presentano al Parlamento Ue un documento congiunto contenente proposte per il rilancio del settore in seguito alla crisi del settore ortofrutticolo che investe da mesi tutti i paesi europei e tutte le produzioni. Per questo le organizzazioni cooperative italiane, spagnole e francesi hanno chiesto alla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo che il settore rimanga oggetto di un sostegno e di un bilancio adeguato dopo il 2013 e che resti imperniato sulle Organizzazioni di Produttori.

Il documento congiunto è stato presentato il 10 novembre nel corso di un incontro con l'on. Paolo De Castro e altri membri della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, chiedendo che venga preso in considerazione in occasione della discussione sul futuro della Politica Agricola Comunitaria e sulle disposizioni specifiche in materia di OCM (Organizzazione Comune di Mercato) ortofrutticoli.

Le organizzazioni firmatarie del documento sono: Fedagri-Confcooperative, Legacoop-agroalimentare e AGCI-AGRITAL (Italia), Cooperativas Agroalimentarias (Spagna) e FELCOOP, Federazione francese della cooperazione ortofrutticola (Francia).
Francia, Italia e Spagna sono i tre principali paesi produttori di
ortofrutticoli dell'Ue, nei quali la produzione cooperativa rappresenta
il 76% della frutta ed il 64% degli ortaggi commercializzati.

I punti della richiesta

Per far fronte ad un mercato in cui la domanda è sempre più concentrata, le associazioni firmatarie sono concordi sul fatto che i produttori e le loro cooperative debbano rafforzarsi in termini dimensionali e di competitività.

Nello specifico, sono state richieste le seguenti misure chiesto: il mantenimento di una OCM ortofrutticoli anche oltre il 2013, dotata di un bilancio specifico per finanziare gli aiuti imperniati sulle OP e sui Programmi Operativi, l'adeguamento e miglioramento degli strumenti di prevenzione e di gestione crisi all'interno dell'OCM in previsione della campagna 2010, la definizione nel quadro comunitario di un sistema orizzontale di "gestione di crisi gravi", capace di garantire un reddito ai produttori.

Altre proposte specifiche hanno riguardato il mantenimento delle norme di commercializzazione UE, il miglioramento delle condizioni di esportazione e l'opposizione alla liberalizzazione delle importazioni, la necessità di misure comunitarie per evitare abusi commerciali e per responsabilizzare la gdo, con l'obiettivo di garantire la copertura dei costi di produzione sopportati dagli agricoltori.

L’offerta di benessere è trasversale e gode di ottima salute

Il concetto di wellness si trasforma in base ai bisogni e ai valori della società, suggerendo nuovi stili di vita e fornendo nuovi stimoli a industria e distribuzione. Dal benessere come ricchezza degli anni Sessanta al benessere come riscoperta della forma fisica degli anni Settanta, sino a quello olistico stile new age degli anni Duemila, alla ricerca di un nuovo equilibrio tra corpo e mente, tra salute ed evasione.

Dalle Torri gemelle sino all'attuale crisi finanziaria-economica -complici la rarefazione dei rapporti sociali da un lato, l'allungamento dell'attesa di vita dall'altro, ma soprattutto a fronte delle tante incertezze sul futuro (lavoro, reddito, pace sociale, ambiente ecc)- la domanda di benessere è diventata sempre più diffusa, pervasiva e, soprattutto, rivolta al soddisfacimento di desideri immateriali.

L'unicità del corpo

Sebbene il concetto di benessere assuma rappresentazioni diverse a seconda di età, estrazione socioculturale, capacità di spesa e tempo libero, è evidente la tendenza ad investire di più su se stessi: unico capitale certo, non erodibile dalla crisi.

Il fitness diventa più slow

Alla palestra non si rinuncia: secondo l'indagine condotta da NetS per l'Osservatorio su Profili e Consumi del Wellness di Rimini Fiera, gli italiani appassionati di fitness/wellness spendono mediamente 700 euro l'anno pro capite per seguire la loro passione. Considerando 8 milioni i consumatori italiani di fitness e wellness, si desume che la spesa complessiva sia pari a 5,5 miliardi di euro di cui 2,2 miliardi (pari al 40%) relativi alle attività di fitness compresa la piscina, 1,815 miliardi (pari al 33%) per i trattamenti per la cura della persona e 1,485 (pari al 27%) per i prodotti cosmetici.

Il business del futuro
Insomma, guardando ai numeri della wellness-mania, non è poi difficile comprendere la tesi dell'economista Paul Zane, che nel libro La nuova rivoluzione del benessere sostiene: “ci troviamo di fronte a un business da miliardi di dollari, al momento ancora sconosciuto, come lo era l'industria automobilistica nel 1908 o quella del personal computer nel 1981”.

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Allegati

L’offerta di benessere è trasversale e gode di ottima salute
Dossier | Gdoweek 494 | 14 settembre 2009 |

Rewe a Vienna fa il test al concept Billa Box

Penetrare nel cuore delle metropoli e inserirsi in nel florido mercato della ristorazione fuori casa, conquistando nuove fasce di consumatori. Con questi obiettivi, la moderna distribuzione non esita a coniare nuovi concept, in grado di strappare a tavole calde e bar numerosi clienti. Ed ecco che Billa (Gruppo Rewe) si mette alla prova nel centro di Vienna con Billa Box.

Il concept Billa Box
Snack freschi, come macedonie o insalate (con relativi condimenti), piatti pronti (ricette diverse ogni giorno), da cuocere, sandwich, caffè, bibite. Insomma, tutto quello che serve per una cucina veloce e appetitosa, con la garanzia di una qualità elevata a prezzi convenienti.
Si declina così il concept di Billa Box, un progetto pilota aperto lo scorso 10 novembre nel centro di Vienna –aperto dalle sette del mattino- per sedurre tutti coloro che non hanno tempo o voglia di cucinare e amanti della cucina tradizionale, ma anche internazionale (non manca neppure il sushi).
Sviluppato su una media superficie, complessivamente propone circa 250 prodotti, oltre ai piatti pronti proposti con la formula del take away.
Un concept che, come si diceva, va a competere direttamente con la ristorazione veloce ed è in grado di attrarre anche consumatori giovani e desiderosi di cambiare, con fantasia, menu ogni giorno.
Ovviamente, se il pilot avrà successo, verrà poi sviluppato, oltre che a Vienna, nella altre città dell’Austria. E, successivamente, nei Paesi dove Billa è presente con i suoi supermercati.

Wallpaper apre uno spazio al Design Supermarket di Rinascente

Inedita alleanza tra editoria e retail: Wallpaper, la nota rivista di design, fashion e lifestyle, ha aperto all'interno del Design Supermarket dello store Rinascente di Piazza Duomo di Milano Wallspace, un corner con una quarantina di referenze.

In questo spazio esclusivo, aperto dal 10 novembre, che, secondo il direttore di Wallpaper* Tony Chambers intende essere lo "sguardo attento e acuto che la rivista porta direttamente alcliente", è presentata una selezione del meglio di alcuni dei designer e dei brand più promettenti a livello mondiale selezionati dalla redazione della rivista

Si parte con pezzi per la cucina, la tavola e lo studio, che arrivano dalla Finlandia come da Hong Kong,passando per Germania e Turchia, convolgono Sudamerica e Usa, si concentrano al Design Incubator Centre di Singapore e sull'elettronica Plus Minus Zero di Naoto Fukasawa 

Non mancano anche i prodotti italiani firmati da designer realizzati da Casamania, Serafino Zani, Oscar Maschera ed Alessi, con il nuovo servizio Tonale di David Chipperfield.

GDOWEEK 504

Inditex spinge sull’espansione e punterebbe sull’Italia con Uterqüe

Uterqüe, l’ultima “firma” di Inditex, il colosso spagnolo del fast fashion, dovrebbe arrivare prossimamente anche a Milano. Il concept di Uterqüe, che in latino significa “l'uno e l’altro” o “entrambi” (il nome si riferisce al legame tra ready-to-wear e accessori) propone infatti collezioni di borse, scarpe, articoli in pelle, occhiali e ombrelli, affiancate da una linea di abbigliamento in pelle prodotte in Spagna dagli stessi fornitori che da anni lavorano con il gruppo. La collezione, disegnata interamente dal team di creazione di Uterqüe,
mixa l’estetica delle ultime tendenze moda con l’esclusività del
prodotto, l’uso di materiali di qualità e un attento processo di
fabbricazione.
“Il merchandise -dicono dall’azienda- è classico e il design interno
ricorda tanto quello di una boutique tradizionale degli anni novanta
con un tocco industriale.  Abbiamo voluto creare un ambiente decisamente
femminile, elegante e contemporaneo che accolga e non intimidisca. I
negozi e il prodotto devono essere comprensibili al cliente".
E che il concept sia un altro dei successi firmato dal gruppo spagnolo lo conferma anche il fatto che, a distanza di appena un anno dall’inaugurazione del primo store in Spagna, oggi se ne contino già oltre 40 in Spagna, Portogallo, Grecia, Belgio, Qatar, Kuwait e Emirati Arabi Uniti, Mesico.

I numeri del gruppo
Inditex, che a luglio ha presentato un risultato delle vendite pari a 4.861 milioni di euro, con un incremento del 9% sullo stesso periodo del 2008, è il maggiore gruppo internazionale di fast fashion.
A luglio 2009 contava 4.430 store in 73 Paesi -166 quelli aperti in 35 città alla fine del primo semestre 2009- che si avvalgono di insegne affermate, quali Zara (1.341 store), Zara kids (219), Zara Home (250), Pull and Bear (602), Massimo Dutti (488), Bershka (626), Stradivarius (482), Oysho (382), Uterqüe (40).

Gruppo Pam: sorgono problemi dopo accertamenti della Guardia di Finanza

A seguito di accertamenti della Guardia di Finanza di Venezia sembra sia stata contestata al Gruppo Pam un'evasione di 600 milioni di euro a cui sarebbe da aggiungere un'evasione dell'Iva per 120 milioni di euro.
La notizia è circolata in data odierna, ma sulla vicenda gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo.

Il Gruppo Pam, che appartiene alla Gecos la società dei tre fondatori, fattura 2,6 miliardi di euro, ha 426 pdv, 231 affiliati e ha 10.492 dipendenti.

Nestlé, parco fotovoltaico per la produzione dei Baci

Nestlé ha inaugurato, presso lo stabilimento di San Sisto (PG), un parco fotovoltaico in grado di fornire tutta l’energia necessaria alla produzione dei Baci e Bacetti Perugina. L’iniziativa rientra nel progetto “Sole Amico” che prevede l’installazione di impianti fotovoltaici negli stabilimenti produttivi di Nestlé Italiana, quello umbro è uno dei primi realizzati dal gruppo a livello mondiale.

2.200 moduli
L’impianto, collocato a copertura del parcheggio dello stabilimento, è composto da 2.200 moduli fotovoltaici, per una superficie attiva di 10.000 mq e una potenza installata di più di 450 KWp in grado di produrre fino a 0.55 GWh di energia.
Accanto al parco fotovoltaico inaugurato a San Sisto, è già attivo dal 2007 un impianto di cogenerazione per la produzione di energia ad alta efficienza: grazie a queste innovative strutture parte dell’energia necessaria per lo stabilimento viene prodotta senza generare emissioni inquinanti, l’equivalente di quanto servirebbe per soddisfare le esigenze energetiche di più di 3700 famiglie, e allo stesso tempo evitando l’emissione di oltre 8.000 tonnellate di CO2 ogni anno.

Sole Amico si inserisce tra le attività sviluppate da Nestlé nell’ambito del suo impegno per la tutela dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile e la promozione del benessere dei territori e delle comunità locali, in coerenza con la filosofia di "Creazione di Valore Condiviso".

Liquori dolci, il mercato tiene i brand si riposizionano

Il mercato dei liquori sta registrando negli ultimi anni
una decisa polarizzazione dei consumi. Il
valore complessivo del mercato sta scendendo perché le abitudini alimentari stanno cambiando e, inoltre, il trend dei consumi è influenzato da comportamenti più
salutistici.  Anche la crisi economica penalizza
l'acquisto di prodotti con battuta di cassa mediamente elevata.
La dinamica del particolare mercato dei liquori dolci evidenziata
da Iri segnala una diminuzione delle vendite del 7,1%
a volume e del 4,4% a valore, il fatturato complessivo
è di 139 milioni di euro; oltre un quarto del mercato è
rappresentato dalle sambuche, che peraltro tengono
meglio, limitando le perdite a valore allo 0,6%.

Detergenza pavimenti il target si segmenta

Il mercato della detergenza pavimenti tiene,
nonostante la tensione nella capacità di spesa
delle famiglie italiane imponga un cambiamento
nel comportamento d'acquisto. Sul fronte valore si evidenzia una leggera
flessione e contribuisce a quest'andamento
anche la scelta delle responsabili d'acquisto
di privilegiare i canali a
maggior tasso di risparmio,
come i discount e gli specialisti
casa, che mostrano crescite superiori
al 5%.
Grande fattore di segmentazione riguarda la formulazione
per le modalità d'uso: alcuni detergenti necessitano
di risciacquo, altri no; per alcune referenze
l'uso avviene “tal quale” direttamente sul pavimento,
per altre occorre una diluizione in acqua.

Allegati

Detergenza pavimenti il target si segmenta
Mercato | Gdoweek 499 | 19 ottobre 2009 |

Stagione positiva per i piccoli frutti di Sant’Orsola

Con oltre 5.600 tonnellate di prodotto venduto, Sant'Orsola, leader nazionale nella produzione di piccoli frutti, fragole e ciliegie tardive, chiude positivamente i primo otto mesi della stagione 2009, registrando un +6,75% rispetto al pari periodo del 2008.

Grazie a un inverno freddo e una primavera rigida ma soleggiata i frutti coltivati dai 1.200 soci della realtà di Pergine Valsugana (Tn) si sono sviluppati in maniera ottimale e il raccolto è stato qualitativamente e quantitativamente elevato: sono state oltre 5.000 le tonnellate conferite nei centri di raccolta, con un aumento di circa il 18% rispetto al 2008 (a.t. 31 agosto).

“Nonostante il 2009 sia stato definito l'anno della crisi per il settore ortofrutticolo -commenta Michele Scrinzi, Direttore Generale della Cooperativa Sant'Orsola- stiamo vivendo una stagione positiva. Gli elementi che ci hanno permesso di mantenere la nostra posizione sul mercato sono due: i piccoli frutti sono in linea con gli stili di consumo attuali, che prediligono prodotti salutistici e convenience, pronti per essere mangiati, e il fatto che i consumatori non rinunciano ai beni di cui si fidano”.

Conformità al Global Gap

I dati della ricerca di mercato condotta nel 2009 confermano infatti che la brand awarness di Sant'Orsola è oggi pari al 30% e che i consumatori si fidano del brand e gli riconoscono alti valori di qualità e genuinità.
Il percorso di qualità intrapreso dalla Cooperativa di Pergine Valsugana prosegue con successo: nel 2009 le aziende socie certificate GlobalGAP, considerato il maggiore e più importante standard mondiale nella produzione primaria, sono salite da 320 a 850 e al termine del 2009 il 95% della produzione trentina di piccoli frutti, fragole e ciliegie tardive sarà conforme ai requisiti Global GAP.

“La grande sfida che attende la nostra Cooperativa per il futuro è quella tecnica -prosegue Scrinzi- nei prossimi anni vogliamo organizzare con ancora maggiore impegno la presenza del personale tecnico nell'accompagnamento dei nostri soci attraverso incontri specifici, visite in campagna, presenza al conferimento”.

Nel corso della stagione autunno-inverno Sant'Orsola ha  programmato una serie di incontri tecnici per i soci, volti ad approfondire il programma commerciale per il 2010 e un'intensa attività di ricerca e sviluppo, sia presso il campo catalogo di Vigolo Vattaro sia all'interno della serra calda.

DHL Supply Chain, prima azienda italiana ad ottenere la TÜV Certification for Credit Management

DHL Supply Chain, società del gruppo DHL specializzata nella gestione dei servizi di logistica integrata, annuncia di essere la prima azienda italiana certificata da TÜV Rheinland, azienda leader globale e indipendente attiva nel campo delle certificazioni di qualità e sicurezza di prodotti, servizi e sistemi
aziendali, per la propria capacità e qualità dimostrata nella gestione del credito.

La certificazione rilasciata da TÜV Rheinland, riconosce a DHL Supply Chain Italia la
capacità e la qualità nelle operazioni di controllo della situazione creditoria globale e analitica della società, nei processi di valutazione dell’applicazione delle forme di copertura del rischio, nel coordinamento e gestione delle operazioni di recupero crediti limitando al massimo eventuali difficoltà organizzative.

La certificazione è relativa al controllo di tutti i documenti economico-finanziari della società ed ha una validità di tre anni (il secondo e terzo anno verranno comunque verificate le condizioni che hanno
portato a tale riconoscimento l’azienda attraverso degli audit specifici).

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