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ADT promuove i nuovi manuali di GS1 EPCglobal per soluzioni Eas

ADT Security Services ha annunciato il proprio sostegno alle due nuove pubblicazioni di GS1 EPCglobal, i manuali Strategic Overview Guide e Technical Implementation Guide: documenti che aiutano i rivenditori a capire come implementare le soluzioni antifurto basate sulla tecnologia EPC/Rfid nei propri pdv.

Gli standard di GS1 EPCglobal integrano un insieme di specifiche sviluppate per consentire l'identificazione degli oggetti, l'acquisizione dei dati e la condivisione delle informazioni tra i partner della catena di fornitura.

ADT, azienda di riferimento per il settore della vendita al dettaglio grazie alle sue soluzioni intelligenti per la protezione degli articoli Sensormatic® Eas, è tra i fondatori dell'ente normativo GS1 EPCglobal e fa parte del Eas Phase 2 Joint Requirement Group che ha contribuito alla redazione dei manuali.

L’Acquario di Genova certifica l’ecosostenibilità del tonno di Carloforte

La Fondazione Acquario di Genova Onlus ha rilasciato la certificazione internazionale con il marchio Ecocrest© alla Carloforte Tonnare PIAM s.r.l., la società che gestisce le tonnare di Porto Scuso ed Isola Piana-Carloforte, entrambe nei pressi dell'Isola di San Pietro, Sardegna.
La certificazione Ecocrest© copre la produzione del 2009 ottenuta dalle tonnare di Porto Scuso ed Isola Piana - Carloforte, intendendo sia il pescato commercializzato fresco, sia quello inscatolato dalla medesima società, oltre che i prodotti accessori, quali la bottarga.

Ecocrest© è il primo marchio fiduciario che certifichi materiali e prodotti di origine acquatica provenienti da filiere ecosostenibili ed eticamente corrette. Creato dalla Fondazione Acquario di Genova Onlus, può essere concesso in tutti i Paesi del mondo per diverse tipologie e categorie di prodotto. Obiettivo: favorire presso aziende di diversi settori l'uso di filiere produttive che contribuiscano a migliorare gli ambienti acquatici o a conservare specie ed ecosistemi particolarmente in pericolo.

Bunge adotta il pooling di pallet Chep

Fondata nel 1818, Bunge Limited è una delle principali aziende del comparto agroalimentare a livello mondiale. In Ungheria, nel 2003 Bunge ha acquisito Cereol Rt, trasformatore di semi oleiferi e imbottigliatore. L'impianto di Martfű, situato nel cuore della regione ungherese dei girasoli, è il centro dell'attività di trasformazione. Bunge è attualmente il più grande trasformatore e produttore ungherese del principale olio in bottiglia, commercializzato con i marchi Floriol e Vénusz.
Bunge Hungary ha implementato miglioramenti chiave in varie aree di attività, cercando di raggiungere efficienze per ottenere vantaggi competitivi ed espandere l'attività. Come componente chiave di questa strategia, Bunge ha preso la decisione di appaltare le attività non-core, tra cui la gestione dei pallet, a operatori del settore come Chep. In particolare, Bunge ha adottato la soluzione di pooling di attrezzature offerta da Chep: ciò ha garantito alla società nuove efficienze operative, una gestione amministrativa semplificata e un risparmio sui costi.

I pallet bianchi in interscambio
Bunge Hungary lavora con Chep dal marzo 2008 e si ritiene “soddisfatta sotto tutti i punti di vista,” come spiega Szolt Szlivka, responsabile della logistica. “Il sistema di pallet bianchi in interscambio è complesso da gestire e implica molti costi nascosti, per esempio il costo per l'acquisto di nuovi pallet in sostituzione delle attrezzature perse, oltre al tempo necessario a risolvere le controversie tra distributori e fornitori di logistica in merito alla disponibilità e alla qualità dei pallet. Riteniamo che la soluzione offerta da Chep sia economicamente vantaggiosa e più efficiente.”

Sostenibilità ambientale 

Bunge Hungary, oltre ad essere pienamente conforme alle leggi e alle normative applicabili ai nostri processi, è anche membro fondatore di Ökopannon Kht, il principale coordinatore ungherese per la raccolta e il recupero dei rifiuti da imballaggio. “Siamo rimasti molto impressionati dal contributo offerto da Chep nei confronti della sostenibilità ambientale -aggiunge Szlivka-. Abbiamo trovato il Calcolatore ambientale sviluppato da Chep molto utile per quantificare i vantaggi offerti dall'uso della soluzione di pooling di pallet Chep nei confronti del sistema di pallet bianchi in interscambio”. Lo strumento calcola il numero di alberi salvati dal taglio e la quantità di CO2 non immessa nell'atmosfera come risultato della decisione di abbandonare il sistema di pallet bianchi in interscambio. “Ridurre i rifiuti immessi nell'ambiente è una delle nostre principali priorità, e lavorando con Chep e utilizzando attrezzatura in pool le nostre operazioni avranno un minore impatto ambientale -continua Szlivka-. Stiamo, inoltre, cercando di utilizzare il sistema di pooling di pallet Chep per i flussi internazionali verso i nuovi paesi membri dell'UE e i Balcani, nei quali la nostra società genera i volumi di vendite più significativi”.

Vantaggi del sistema di pooling Chep
 
- Il servizio di pooling di pallet Chep consente a Bunge Hungary di distribuire i propri prodotti attraverso la supply chain nel modo più efficiente ed efficace possibile dal punto di vista dei costi.

- Chep è in grado di fornire attrezzature di elevata qualità laddove richiesto, al momento giusto e nella giusta quantità, per soddisfare le esigenze della supply chain di Bunge Hungary.

- Utilizzando Chep, Bunge Hungary non ha più bisogno di acquistare pallet, e può utilizzare il capitale per investire nelle sue attività core.

- La collaborazione con Chep non solo elimina i lunghi compiti amministrativi necessari per supportare il sistema dei pallet bianchi in interscambio, ma anche una serie di costi aggiuntivi che generalmente si celano dietro altre attività della supply chain.

- Chep possiede e gestisce i propri asset, non vi sono quindi costi legati al trasporto per il recupero delle attrezzature.

- Chep utilizza centri di assistenza dedicati per ispezionare i pallet al completamento di ogni trasporto. Le riparazioni vengono effettuate in base alle necessità e ai clienti vengono consegnati solo pallet di buona qualità.

- I centri di assistenza Chep sono strategicamente dislocati presso produttori, fabbricanti e distributori allo scopo di mantenere i costi di trasporto al minimo e offrire immediata risposta alle esigenze e alla domanda dei clienti.

Datalogic riceve il premio “Imprese per l’innovazione”

In occasione della VII Giornata della Ricerca, organizzata da Confindustria, è stato conferito il Premio Imprese per l’Innovazione a Datalogic, gruppo attivo nei lettori di codici a barre, di mobile computer per la raccolta dati, di sistemi a tecnologia Rfid e di dispositivi fotoelettrici per il settore dell’automazione industriale.

Datalogic è stata insignita dell’Award, categoria Grandi Imprese, per “avere migliorato la propria posizione competitiva in un mercato fortemente innovativo, tramite il change management e la costante innovazione in tutte le aree dell’organizzazione”.

Datalogic vanta un patrimonio di oltre 850 brevetti in tutto il mondo e investe circa il 9% del fatturato in R&D ogni anno.

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Gdoweek 503 | 9 novembre 2009 |

Petcare: la ricerca del benessere mantiene in buona salute le vendite

Nonostante il rapporto quasi filiale che sempre più caratterizza la dinamica tra owner e pet, il mercato degli accessori per gli animali da compagnia mostra qualche segnale di rallentamento. In controtendenza i prodotti con posizionamento salute come fotografato da The Nielsen Company, che prende in esame il mercato degli accessori pet a totale Italia, nell'anno terminante ad agosto 2009.
Il mercato del petcare vive infatti una fase di calo delle vendite, in parte determinata, così come sta avvenendo nell'ultimo biennio, dagli effetti della crisi economica che sta colpendo la capacità di spesa delle famiglie.
Oggi il mercato vale oltre 18,6 milioni di euro, con una flessione del 2% rispetto allo stesso periodo precedente, mentre il numero delle confezioni vendute è calato ancor più sensibilmente, passando da poco più di 4,5 a 4,3 milioni, con una flessione di 4,2 punti percentuali.

Sostanzialmente invariate la pressione promozionale e il numero medio di referenze presente in ogni punto di vendita della distribuzione moderna (7); il prezzo medio rilevato da The Nielsen Company, invece, ha subito un lieve ritocco verso l'alto del 2,3%, passando da 4,23 a 4,33 euro. Un aumento di prezzo medio che certo non può spiegare da solo la flessione delle vendite. Tanto più che in un settore così vasto e dai confini non così chiaramente marcati, visto che le aree più marginali del petcare, soprattutto quello dedicato a cani e gatti, si sovrappongono alle fasce più esterne del food, quello degli snack, i vari segmenti mostrano andamenti differenziati tra loro.
Bene tutti i prodotti dedicati alla salute, agli articoli sanitari e quelli per la toelette; con un buon andamento i giochi, mentre hanno mostrato una leggera frenata tutti gli accessori “più durevoli” come ciotole, guinzagli e altro, per i quali, forse, vale la logica di rimandare l'acquisto proprio in occasione del bisogno, cedendo meno alle lusinghe della moda rispetto solo a qualche anno fa.

Per saperne di più scarica il Pdf-white paper cliccando sopra

Debutta Carrefour Market, la nuova firma per i super Gs

Il Gruppo Carrefour Italia inizia dalla Lombardia il processo di convergenza delle insegne, con la trasformazione del primo Gs (quello di via G. Modena, già uno dei prototipi della formula Top) in Carrefour Market.

Negli ultimi due mesi dell’anno, più di 70 store, tra Gs e DìperDì cambieranno insegna con l’obiettivo di estender il progetto a tutta la rete entro il 2010, coinvolgendo oltre 6 milioni di clienti a settimana (stime Carrefour).

“Il progetto ha l’obiettivo di rispondere con la firma Carrefour a un’esigenza di sempre maggiore convenienza fortemente espressa dai clienti”, dichiara Luca Catzola, direttore marketing del gruppo Carrefour.

L’operazione rientra in un più ampio piano di riorganizzazione internazionale del Gruppo, già iniziato da tempo in Francia e destinato a portare benefici in termini di razionalizzazione dei costi e di prezzi più competitivi.

Tre i pilastri del progetto:

  • prezzi più bassi, in linea con la vocazione di convenienza di Carrefour;
  • inserimento della Pl Carrefour e delle sue declinazioni in tutti e tre i formati;
  • rafforzamento di un unico programma fedeltà sotto la firma SpesAmica

Inoltre, dall’8 novembre è pianificata su tutti i mezzi una campagna televisiva per rafforzare il marchio Carrefour, caratterizzata dal claim "Ogni giorno è positivo".

La campagna porta da firma di Paolo Montanari e Paola Rolli con la direzione creativa di Agostino Toscana e Alessandro Orlandi di Saatchi&Saatchi.

Nella Food Hall de la Rinascente Milano apre il Perrier-Jouët Oyster Bar

La Food Hall de la Rinascente è praticamente un must per i brand di prestigio che vogliano incontrare una platea nazionale, ma sempre più cosmopolita, come quello che frequenta lo store di piazza Duomo. Lo conferma anche la scelta di Perrier-Jouët che, l'ha selezionata come seconda location italiana, dopo quella di Poltu Quatu, in Costa Smeralda.
A partire da novembre, infatti, per chi desidera gustare una flûte di Perrier-Jouët, per coloro che desiderano regalarsi una pausa speciale all'insegna del gusto tra un acquisto e l'altro, apre il Perrier-Jouët Oyster Bar.
Qui, nel cuore gourmet di Milano, la Maison ha dato vita a un'area degustazione, coinvolgente anche nella sua architettura, dove una flûte Perrier-Jouët viene accompagnata da ostriche, le tondeggianti Belon o le lunghe e concave Fines de Claire (flûte e 3 ostriche si potranno degustare a 15 euro).
In occasione del Natale, inoltre, la Maison ha creato un angolo per l'acquisto delle confezioni regalo. Un corner altamente scenografico 'animato' dall'opera della giovane fotografa svedese Barbro Andersson, un'allegoria contemporanea del gesto creativo della cuvée Belle Epoque.

Approfondimenti
Fondata nel 1811 ad Epernay, nel cuore della Champagne, la Maison Perrier-Jouët fin dai suoi esordi, abbina sensibilità artistica e gusto artigianale.
La Maison Perrier-Jouët lavora esclusivamente su piccoli volumi privilegiando la rarità e l'eccellenza rispetto alla quantità, con un rigoroso approccio “limited edition” e con uno spirito decisamente pionieristico creando vini d'eccezione: è stata proprio la Maison di Epernay a introdurre per la prima volta il concetto di champagne brut ed è sempre lei ad avere creato quest'anno il primo champagne tailor made, Belle Epoque By and For.

Ogni giorno 15 milioni di persone spendono 0,72 euro alla vending machine

Caffè, acqua minerale, snack, a tutte le ore e in ogni luogo: il servizio è in cima alla classifica del successo di un settore in costante crescita, che vale intorno ai 2,8 miliardi di euro. E questo grazie a un'utenza che negli ultimi 6 mesi, secondo l'indagine Censis per Confida e Venditalia, ha raggiunto i 15 milioni di persone, pari al 42% della popolazione italiana tra i 18 e i 64 anni, che ha acquistato alimenti e bevande dalle “macchinette” automatiche.

Servizio ed efficienza
L'indagine evidenzia anche che è ormai alle spalle lo stereotipo di "macchinetta mangiasoldi" da prendere a calci. Anzi, gli italiani valutano positivamente questo canale, apprezzandolo in primis per l'apertura 24 ore su 24, per 365 giorni all'anno (un punto di forza per l'87,3% degli utilizzatori), in secondo luogo per la pulizia e l'igiene (81,9%), poi per la qualità dei prodotti (76,8%), i tempi di erogazione (75,9%), la reperibilità nei luoghi frequentati abitualmente (75,4%), la varietà della scelta (73,9%), i sistemi di pagamento (72,2%), il non doversi relazionare con un commesso (64%) e, infine, la dimensione delle porzioni (59,7%).
Il 58% di quanti non se ne servono motiva la scelta con il fatto che semplicemente non è capitato di fruirne (per il 42,8% dei casi), con la preferenza per altri canali distributivi nel 31,6% dei casi, o perché non trova le macchinette nei luoghi frequentati (31,5%). La preclusione verso il canale si ha per il 28,2% dei non utilizzatori, che dichiara di non essere attratto dal distributore, dal 16,6% che ritiene di non trovare prodotti di interesse o di non fidarsi della qualità nel 10,9% dei casi.

Soprattutto al lavoro
Per quanto riguarda la frequenza d'uso, se ne serve quotidianamente il 25,3% di coloro che utilizzano il vending, mentre vi ricorre occasionalmente il 59,3% e, nell'ordine delle 2/3 volte alla settimana, il 15,4%. 
Il 41% degli utilizzatori vi ricorre sui luoghi di lavoro, il 31% nei luoghi di attesa, il 18,9% in quelli di studio, il 12,2% in quelli di transito, il 9,2% nei centri commerciali e il 5,6% nei luoghi dedicati allo svago.
Il giudizio di soddisfazione delle macchinette per la pausa caffè nei luoghi di lavoro è positivo per il 54,9% degli utilizzatori, più cauto il 21%, giudizio negativo per l'1% (solo il 22,9% non ha la disponibilità di distributori nel posto di lavoro).
L'analisi condotta dal Censis ha rilevato anche le positività connesse ai distributori nei luoghi di lavoro. Per il 32% contribuisce a creare un clima di lavoro più sereno e cordiale fra i colleghi, per 28,5% permette di acquistare prodotti a prezzi contenuti, per il 25,3% è sintomo di attenzione alle esigenze dei dipendenti da parte della direzione dell'ufficio, per il 14,2% è la varietà di scelta dei nuovi distributori l'asset da sottolineare.
Per quanto attiene l'impulso all'acquisto di prodotti dalle macchinette è "la voglia di un caffè" che regola la scelta per il 43,1% dei consumatori, seguita dal "saziare velocemente fame o sete" per il 31,4%. L'assenza di alternative vale per il 17,7% del campione, il risparmio insieme alla qualità della referenza è segnalato dall'11,4%, mentre "l'occasione per socializzare con amici e colleghi" dal 7,7%.

La spesa media
Se si osservano poi quanti consumano fuori casa pasti e bevande -e si tratta del 67% del campione- si trova che la spesa media sostenuta quotidianamente è di 5,27 euro, mentre per l'acquisto presso distributori automatici si spendono mediamente 0,72 centesimi. Al punto che un lieve innalzamento dei prezzi per il 41% è ininfluente nella scelta, mentre per il 21,5% un aumento è accettabile solo a fronte di prodotti di migliore qualità o per il 9,6% di una maggiore varietà nell'offerta. I prezzi sono, invece, valutati fin troppo elevati dal rimanente 27,9% del campione. Da segnalare, inoltre, che la quota di utenti che a causa della crisi ha ridotto i propri acquisti presso i distributori automatici è del 6,8% sul totale degli utilizzatori.

I desiderata
Come si è visto, è il caffè il prodotto che stimola maggiormente all'acquisto. Ma l'indagine del Censis rivela anche quali altri prodotti "meno convenzionali" sarebbero graditi e consumati regolarmente dagli italiani se fossero resi disponibili: caffè al ginseng e d'orzo (per il 18,7% degli utilizzatori abituali della distribuzione automatica), yogurt (12,1%), frutta o verdura (10,9%), prodotti a basso contenuto calorico (10,2%), prodotti del commercio equo e solidale (7,8%), prodotti biologici (7,6%), prodotti tipici regionali (6,2%) e infine piatti pronti (4,7%).
In termini di possibili sviluppi strategici, i consumatori utilizzatori segnalano alcuni indirizzi: per il 41,7% una variabile critica di successo è rappresentata dal proporre una maggiore qualità e varietà dei prodotti, il 20,3% apprezzerebbe un ambiente più confortevole dove consumare, il 17,5% auspica una maggiore diffusione dei distributori, il 10,6% sollecita migliori performance di efficienza, l'8,1% soluzioni di pagamento innovative, infine il 5,2% macchine più belle e semplici da usare.

Longino&Cardenal e Dawn insieme per la carne inglese

Longino&Cardenal e Dawn Uk hanno stipulato un accordo per la distribuzione in esclusiva per il mercato italiano della carne inglese a marchio Ridings Reserve.
Nello specifico, l’azienda milanese, che da oltre 20 anni è specializzata nella fornitura di prodotti alimentari di alto livello a ristoranti, alberghi e gastronomie, distribuirà una pregiata carne maturata, Extra Matured English Beef, prodotta nella prestigiosa Riserva Ridings nello Yorkshire.

La carne di manzo Ridings Reserve ha eccellenti qualità organolettiche e viene prodotta seguendo norme ben precise, così come afferma Fabrizio Pavesi, responsabile Dawn Uk: “Ridings Reserve è il brand di punta dello stabilimento del Dawn Meats Group, Dawn Carnaby. Il posizionamento del macello è nel cuore dell’East Yorkshire, da sempre riconosciuto come l’oasi verde ed incontaminata della Gran Bretagna. Grazie a questa collocazione strategica ed alla elevata macellazione annuale (circa 1.200 capi bovini alla settimana e 7.500 ovini) Dawn Carnaby è in grado di selezionare settimanalmente, dagli allevamenti che rispettano rigidi disciplinari di allevamento controllati da Eblex, le migliori scottone da destinare al Ridings Reserve”.

Per Eblex, l’Ente che rappresenta le carni inglesi in tutta Europa, l’accordo rappresenta una delle tappe più prestigiose del percorso di promozione di questi prodotti nel nostro Paese.

GDOWEEK 500

La dieta mediterranea ridisegna la piramide alimentare

Scienziati ed esponenti di istituzioni internazionali presenti alla III Conferenza Internazionale del Ciiscam (Centro Interuniversitario Internazionale di Studi sulle Culture Alimentari Mediterranee), tenutasi a Parma il 3 novembre, si sono confrontati sull’evoluzione della dieta mediterranea e hanno elaborato la nuova piramide alimentare per la dieta mediterranea moderna.

“È la prima volta che, alla base di una piramide, vi sono cereali, verdura e frutta, cioè alimenti di origine vegetale -commenta Carlo Cannella, presidente dell’INRAN, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione-. Ed è la prima volta che la piramide MD viene strutturata con gli alimenti che compongono un pasto principale alla base e, via via a salire, gli altri alimenti necessari a completare il pasto, distribuiti, a seconda che la frequenza di consumo consigliata sia giornaliera o settimanale”.

La nuova piramide della dieta mediterranea moderna, rivolta a tutti gli individui di età compresa tra i 18 e i 65 anni, tiene conto dell’evoluzione dei tempi e della società, evidenziando l’importanza basilare dell’attività fisica, della convivialità a tavola e dell’abitudine di bere acqua e suggerendo di privilegiare il consumo di prodotti locali su base stagionale.
Una dieta mediterranea rivisitata all’insegna della modernità e del benessere, senza trascurare però le diverse tradizioni culturali e religiose e le differenti identità nazionali.
“La nuova piramide -conclude Cannella- può davvero rappresentare una macro-struttura in grado di adattarsi alle esigenze attuali delle popolazioni mediterranee, nel rispetto di tutte le varianti locali della dieta mediterranea”.

Viene così sottolineato il valore strategico della candidatura della dieta mediterranea come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell'UNESCO.

La Primavera apre a Verona un pdv diretto

Apre il 7 novembre, nella nuova sede di via Magellano 9, a Verona, il primo punto di vendita diretto al dettaglio della Cooperativa La Primavera di Campagnola di Zevio (Vr), che quest'anno festeggia i vent'anni di attività.

Nel nuovo pdv di Borgo Trento (100 mq di superficie espositiva, più 50 mq di magazzino) sarà protagonista l'ortofrutta biologica certificata proveniente dal territorio veronese, affiancata dagli altri prodotti a marchio Brio Biorganic.

L'allestimento del pdv prevede un ampio uso di cartellonistica studiata ad hoc per permettere ai consumatori di avvicinarsi alla conoscenza dell'agricoltura biologica e dei suoi prodotti, che verranno riforniti ogni mattina, a garanzia della massima freschezza.
In pratici espositori si potrà così toccare con mano la qualità della frutta e della verdura biologica di stagione prodotte dagli agricoltori biologici veronesi della Cooperativa.

In calendario anche diverse iniziative che godono del sostegno del Fondo Europeo per il Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007-2013: una serie di incontri con il medico e gli agricoltori bio avvicineranno il consumatore finale al mondo biologico, ai produttori che ogni giorno si adoperano per risultati concreti nella produzione biologica e ai medici che spiegheranno l'importanza, per la nostra salute, di una produzione agricola che si avvale dei metodi naturali, nel rispetto dell'uomo e della natura.

Esselunga Retailer dell’anno 2009

È Esselunga la catena che si aggiudica il titolo di Retailer of the year 2009, premio alla sua seconda edizione italiana e organizzato da Q&A Research & Consultancy, in collaborazione con Corio, Gdoweek, Mark Up  e Metro.

Il premio nasce dall’analisi di un sondaggio che ha coinvolto 60mila consumatori su 121 catene distributive attive in Italia e operanti in 19 settori merceologici.
Per ogni catena, al consumatore, attraverso un apposito questionario, è stato chiesto di esprimere un giudizio su aspetti considerati strategici per ogni retailer, dal rapporto qualità/prezzo all’assortimento, dal livello dei prezzi all’ambientazione, senza dimenticare il livello di servizio, oltre che la cortesia e competenza del personale. In totale, sono stati raccolti 100.000 giudizi, grazie al fatto che potevano essere date risposte multiple. Inoltre i dati, che comunque non hanno lo stesso peso, sono stati tarati sulla popolazione con il risultato di creare una sorta di indice da ponderare con la media dei voti raccolti.
Ma passiamo all’elenco dei vincitori.

I vincitori

Oltre a Esselunga, numero uno anche nella categoria supermercati, Media World ha vinto in tutte le categorie in cui era presente (vale a dire Cd, Ddv e videogiochi, Elettronica, Informatica e Hi-fi, oltre che telefonia), mentre H&M si è imposto nella categoria moda donna, Prenàtal in quella moda bimbo e prima infanzia, Tezenis nell’ambito lingerie e intimo.
Nel mondo della profumeria, il primo posto è stato aggiudicato a Sephora così come a Decathlon primeggia negli articoli sportivi, mentre Ikea si è confermata, come lo scorso anno, la migliore catena nelle categorie grandi magazzini e articoli per la casa e nell’arredamento casa; anche Leroy Merlin ha confermato nel 2009 la posizione di leadership nella categoria del fai-da-te, già occupata lo scorso anno. Nella categora erboristeria, i consumatori hanno premiato Bottega Verde, nel Food da asporto McDonald’s, nelle borse e accessori Carpisa, nelle calzature Pittarello, nei libri Feltrinelli e, infine, nei giocattoli Toys Center.

Le caratteristiche del premio
Nato in Olanda nel 2003 su iniziativa di Q&A Research & Consultancy, il concorso Retailer of the Year nel giro di pochi anni ha allargato i suoi confini a Belgio, Germania, Francia e Spagna, approdando in Italia nel 2008, anno in cui Ikea è stata designata retailer vincente del 2008.

Consumer & Retail Summit 2009: la crisi e il dopo crisi. Tutti i link ai video

La crisi pesa sui rapporti tra idm e gdo. È una delle evidenze che si possono ricavare dall'ultima affollatissima edizione del terzo Consumer & Retail summit promosso da Il Sole 24 ORE in collaborazione con le testate del Gruppo GDOWEEK, MARK UP e Trasporti.

I tempi di pagamento
Uno dei temi al centro del dibattito è stato infatti il ritardo dei pagamenti ai fornitori da parte della gdo, con il presidente di Centromarca Luigi Bordoni che ha denunciato come insegne  complessivamente rappresentanti i tre quarti del mercato abbiano ormai dilatato del 50% i tempi di pagamento rispetto alle previsioni contrattuali.
Al di là delle ragioni e dei torti (Vincenzo Tassinari, presidente di Coop ha replicato in diretta, Federdistribuzione ha emanato un'immediata dichiarazione contestando i dati) resta il fatto che quando la coperta diventa più stretta si cerca di tirarla il più possibile dalla propria parte: con il credit crunch disporre di denaro liquido è fondamentale.

Un rilancio sostenibile
Ma non sono soltanto le questioni contrattuali a preoccupare idm e gdo: entrambe devono fare i conti con un consumatore che sta profondamente cambiando abitudini e le strategie da implementare ne dovranno tenere conto se si vuole arrivare a un rilancio effettivo dei consumi.
Nel suo intervento di apertura nella sessione mattutina, coordinata dal direttore di MARK UP Luigi Rubinelli, Federico Lalatta Costerbosa, Partner & Managing Director di The Boston Consulting Group ha segnalato che si prospettano tempi duri per i follower per chi presenta un'offerta media; la polarizzazione dei consumi infatti è stata accentuata dalla crisi.

Crisi che, peraltro, non ha avuto solo aspetti negativi: con un'efficace citazione manzoniana, Giampaolo Fabris, ordinario di Sociologia dei Consumi all'Università San Raffaele di Milano, ha ricordato come Don Abbondio, alla conclusione della peste, dice che alla fine dei conti l'epidemia non ha fatto solo del male perché ha fatto sparire anche Don Rodrigo; analogamente il consumatore, già convinto di dover spendere meno, grazie alla crisi ha scoperto la necessità di spendere per consumi più sostenibili, e questo è un trend destinato a rafforzarsi, al di là dell'eventuale ripresa economica.

Nelle due tavole rotonde successive rappresentanti di gdo e idm hanno dibattuto dei temi del pricing e dei rapporti contrattuali tra insegne e fornitori.

Nel pomeriggio tecnologia, sostenibilità e segmentazione
La seconda parte della giornata, moderata dal caporedattore di GDOWEEK Ugo Stella, ha visto Fabio Vacirca di Accenture illustrare i rapporti fra crisi e cambiamenti introdotti dalla rivoluzione digitale nel reatil inteso come canale di comunicazione. Luca Pellegrini, ordinario di marketing Iulm di Milano, ha parlato dei driver che guideranno la spesa del consumatore nel dopo crisi, mettendo l'accento sulle tematiche della sostenibilità. Flavio Ballerini, Ad Ncr, ha illustrato i più interessanti sviluppi tecnologici riguardanti la distribuzione, mentre ancora sulla sostenibilità come fattore chiave dei prodotti acquistati dagli italiani era incentrato l'intervento di Francesco Fuselli, di Scs Consulting. Fabrizio Morandi di Tns ha parlato di come sostenere la marca in tempi difficili.
Indi si è svolta una tavola rotonda presenti idm e distribuzione sul tema della segmentazione da cui è emerso che la migliore conoscenza possibile del proprio consumatore, unita alla fidelizzazione sono elementi in grado di contrastare il fenomeno del trading down. Infine Giuseppe Minoia, presidente di GFK Eurisko ha tirato le fila del convegno parlandoci di nuove percezioni della realtà, nuove visioni del mondo e nuovi atteggiamenti del consumatore di fronte alla crisi.

Video Retail Summit 2009 – i sociologi: Giuseppe Minoia

Ipsos analizza gli acquisti multicanale per la cura di cani e gatti

In Italia circa una famiglia su tre ha in casa un animale da compagnia (si parla di circa 6.500 famiglie). Del tutto marginale la presenza di roditori, uccellini e pesci: si tratta innanzitutto di cani (57%) e gatti (51%). E in ben il 30% circa delle famiglie che possiede un animale domestico, vi è la co-presenza di cane e gatto.
Chi possiede un animale da compagnia ha un'età maggiormente concentrata nella fascia 45-54 anni, vive primariamente al nord, in centri piccoli (fino a 30 mila abitanti).

In media gli italiani accolgono nelle loro case un unico esemplare di cane o gatto, ma esiste una nicchia di persone (variabile tra il 10% e il 20%, in funzione del tipo di animale posseduto) che ne ha più di uno. Nel caso di famiglie con gatti, la presenza di più di un animale è più alta (nella maggioranza dei casi due).
Cani e gatti da compagnia sono in realtà una vera e propria “compagnia domestica”; infatti in oltre il 60% dei casi essi vivono prevalentemente/esclusivamente in casa.

Questo rappresenta un primo “scorcio” sul fenomeno “animali da compagnia in Italia”, che emerge da una ricerca condotta a settembre 2009 da Ipsos Italia in esclusiva per GDOWEEK, effettuata presso un campione nazionale rappresentativo dell'universo individui dai 15 anni e più.

Cani e gatti da compagnia risultano essere oggetto di una certa cura da parte dei proprietari; infatti circa il 65% di questo target acquista prodotti e accessori per la loro pulizia e cura.
Nel caso dei cani, tra i prodotti maggiormente acquistati troviamo prodotti (shampoo, deodoranti, anti pulci ...) e accessori (spazzola, pettine ...) per la toelettatura e giocattoli-snack per la dentatura (50% e oltre di citazioni).
Questi vengono acquistati principalmente all'ipermercato/supermercato.
Seguono in ordine di importanza collari e guinzagli (40-50% dei padroni di cani), in questo caso acquistati primariamente in altre tipologie di negozi (piccoli negozi rionali, grandi superfici specializzate). Infine a seguire, troviamo ciotole e giocattoli, con citazioni tra il 30% ed il 40% sul totale universo di riferimento. Entrambi questi prodotti sono acquistati indistintamente all'iper/supermercato o in altre realtà commerciali più specializzate.

Il “mondo gatto” sembra essere meno ricco di prodotti/accessori per la loro pulizia e cura. Infatti, tra gli articoli acquistati per i nostri amici felini troviamo ancora una volta prodotti e accessori per la toelettatura (50%-60% di citazioni), anche in questo caso acquistati principalmente all'iper/supermercato, seguiti a breve distanza da lettiere e ciotole. Molto inferiore la scelta di collarini e giocattoli.

Comodità, convenienza e consigli per gli acquisti
La scelta del canale di acquisto è fondamentalmente ancorata alla comodità (sia nel caso della grande distribuzione che in quello del negozio specializzato), affiancata dalla convenienza per l'ipermercato/supermercato e dall'assortimento e assistenza per i piccoli negozi specializzati. Tali ragioni possono essere a sostegno della scelta di acquisto in un canale o in un altro.
Infine, il driver primario di acquisto è rappresentato oggi dall'area prezzo -declinata in prezzo più basso (35%) e offerta speciale (20%)- seguita dalla marca (per un 27% delle citazioni).
Altri elementi che determinano il marketing mix di questi prodotti (es. innovazione/sofisticazione del prodotto, packaging) sembrano avere un ruolo marginale nel guidare le scelte.
Infine, nel caso del “mondo gatto” il veterinario, affiancato a pari merito dal passaparola di amici e parenti, è il vettore di riferimento per l'informazione su questi articoli; soprattutto nel caso del cane, il veterinario emerge quale contatto privilegiato.

Commento a cura di Raffaella Merlini (Ipsos Italia)

Coin sviluppa nei suoi store un esclusivo food concept

Coin, dallo scorso 15 ottobre, nello store di Genova –in via XX Settembre- ospita il primo food concept della catena Quanto Basta Cucina e Mercato.
L’innovativo concept -che rientra nell'ormai consolidata strategia di marketing di shopping experience sviluppata dal Gruppo- propone un mercato di 1.200 referenze in cui è possibile acquistare specialità tradizionali, ma anche gustare una cucina pronta sana, leggera e veloce, che permette di non rinunciare ai colori e ai profumi, per un momento di effettivo relax che coinvolge tutti i sensi.

Peculiarità
L’obiettivo di Quanto Basta è garantire un prodotto di elevatissima qualità a prezzi accessibili, con una particolare attenzione alla scelta dei prodotti.
Per la selezione dei prodotti, Coin si è basata sulle loro caratteristiche di gusto e qualità, il loro stretto legame con il territorio d'origine e l'utilizzo di metodi di lavorazione e preparazione tradizionali.  Un’attenzione particolare è stata posta agli ingredienti, al valore nutrizionale, alla sicurezza, alla trasparenza e, quindi, alla tracciabilità.

Futuro
Secondo dichiarazioni aziendali, l’apertura rientra nel progetto di sviluppo che prevede l’implementazione in altri store Coin del concept Quanto Basta.

Sostenibilità e semplificazione i nuovi driver dei casalinghi

Il mondo
dell’houseware, settore che ormai da alcuni anni
non brilla per rotazioni e fatturati. Oggi i tempi sono
cambiati, ma non necessariamente in peggio: se le
ristrettezze economiche a carico di ampie frange di
popolazione comportano un significativo contenimento
dei loro stili di consumo -con conseguenze
negative sui livelli totali di produzione industriale- i
player più lungimiranti, facendo leva sugli argomenti
di tendenza, riescono comunque ad ottenere discrete
performance.
L’ambiente domestico si arreda di prodotti eco-compatibili.
Trasversalmente alle varie categorie componenti l’universo casalinghi, i temi oggi più ricorrenti sono il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni nocive durante la lavorazione, la minimizzazione dei consumi al momento dell’uso dell’oggetto (per esempio, pentole che cuociono in minor tempo), l’utilizzo di
materie prime riciclate ed anche la possibilità di riciclo di prodotti e pack.

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Sostenibilità e semplificazione i nuovi driver dei casalinghi
Mercato | Gdoweek 493 | 7 settembre 2009 |

Succhi funzionali il benessere evolve

Rallentano le vendite dei succhi di frutta in
Italia, e le aziende premono sull’innovazione,
indirizzando la propria attenzione
nei confronti dell’area funzionale, ritenuta
il segmento più dinamico e con una maggiore
capacità d’attrazione nei confronti
del consumatore contemporaneo.
Elemento interessante,
che caratterizza
lo scenario competitivo del
mercato dei succhi funzionali,
è l’ingresso di aziende
che hanno il loro core business
in altre categorie, ma
che sfruttano la capacità dei
succhi di frutta di veicolare
promesse funzionali, magari
come completamento di
gamme più ampie destinate
al benessere.

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Succhi funzionali il benessere evolve
Mercato | Gdoweek 393 | 7 settembre 2009 |

Shampoo, segmentazione con forte taglio specialistico

Cresce il mercato degli shampoo. Si evidenziano due trend
principali: una segmentazione sempre più
spinta dei prodotti e un'enfatizzazione dei
contenuti “medicali” degli shampoo.
Una
doppia logica che mira da un lato a coprire
un ampio spettro di destinazioni d'uso, con
iperspecializzazione della promessa di funzionalità
su particolari tipologie di capelli che ha fatto nascere
gamme molto profonde da parte delle marche leader.
La categoria, infatti, assume un ruolo di primo piano nell'area
bellezza/toiletries di tutti gli store ed è proprio negli ampi spazi degli ipermercati che lo shampoo può dispiegare tutte le sue
potenzialità.

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Shampoo, segmentazione con forte taglio specialistico
Mercato | Gdoweek 493 | 7 settembre 2009 |

Sait rinnova la barriera casse con System Retail

Il progetto di rinnovamento tecnologico della barriere casse in Sait nasce da esigenze comuni nella gdo:

- uniformare le attività promozionali sulla rete di pdv e vendere servizi sempre più complessi;

- centralizzare le informazioni di controllo di gestione per migliorare i risultati e i processi della centrale e dei pdv.

In vista di una revisione complessiva dei sistemi informativi della rete di vendita, ha assunto un ruolo strategico il rinnovo tecnologico delle barriere casse. Sait, sulla base di queste esigenze, ha deciso di aprire una selezione su diversi fornitori HW e SW, con l'obiettivo di avere un'unica soluzione software di front‐end nei pdv, su piattaforme hardware diverse, e con il fine di centralizzare in sede la gestione anche di questo stato applicativo dei sistemi informativi di pdv.

Le caratteristiche del progetto
Quello avviato da Sait è un progetto ambizioso e complesso, che parte da alcuni punti fermi:
- qualità dei prodotti sull'hardware, un elemento misurabile nelle prestazioni;

- qualità dei prodotti e servizi software, un elemento misurabile oggi, ma che deve avere le potenzialità per un costante miglioramento e sviluppo domani;

- qualità e competenza nei servizi d'installazione e assistenza.

"Sait e Famiglie Cooperative Associate hanno collaborato per scegliere un percorso comune che possa portare ad un miglioramento organizzativo e un'economia nello sviluppo e
nell'innovazione -spiega Maurizio Bonmassari, responsabile Crm e Sistemi Informativi Rete Territoriale - Sait Soc.Coop-. La commissione composta da Sait e alcune cooperative socie, ha scelto System Retail con la soluzione di front end Sys@Evo su piattaforma hardware System Retail
e Epson. Condizione base per la partecipazione alla selezione è stata la certificazione del software di front end su più piattaforme hardware”.

La scelta del software
“Per quanto riguarda la soluzione software -prosegue Bonmassari -abbiamo considerato la variabilità dei comportamenti e abitudini in barriera casse da parte delle aziende socie, e quindi abbiamo
soppesato la flessibilità e intercambiabilità di utilizzo dei sistemi di cassa. L'elemento chiave nella scelta di Sys@Evo è stata la massima flessibilità nell'ergonomia operativa di pdv: la possibilità che dà il front end di utilizzare indifferentemente la tastiera, tastiera e monitor 8 pollici, piuttosto che un touch monitor solamente e un touch e tastiera. Altro elemento qualificante sono il linguaggio e la piattaforma standard con cui è stato realizzato
il software, e la flessibilità di configurazione del prodotto, che ci rende autonomi in alcuni elementi di gestione e sviluppo di personalizzazioni. Infine, ma non da ultimo, le qualità della soluzione Touch. In fase di selezione è stato un elemento a cui inizialmente avevamo dato meno rilevanza, ma che infine è risultato determinante perché valutato come la migliore soluzione in termini di usabilità: la completa accessibilità, l'ergonomia e la possibilità di estendere considerevolmente le funzionalità
operative oggi già presenti e progettabili per il futuro. Oltretutto, oggi, dopo la prima istallazione ci rendiamo conto che la semplicità d'uso e l'intuitività del sistema sono centrali
proprio per la soddisfazione e il buon lavoro degli operatori in cassa.”


I tempi di roll out


Il progetto si avvia in questo periodo con una fase di formazione del personale tecnico dei concessionari e personale Sait sulle soluzioni HW e SW. Questo periodo è fondamentale
proprio per definire e completare il quadro organizzativo del progetto che vede coinvolti i seguenti attori:

- il personale Ced Sait: come capofila progetto, assistenza di I livello, controllo dei servizi di installazione e assistenza;

‐ il personale di R&D di System Retail per l'analisi e sviluppo del software e assistenza di II livello;

‐ il personale tecnico dei concessionari per la distribuzione dell'HW, installazione e supporto HW e SW sul pdv;

- i soci Famiglia Cooperativa, come fruitori di questo servizio e parti integranti dell'organizzazione attiva del progetto.

I tempi di roll out sono di circa un anno e mezzo di attività tra rinnovi e nuove aperture.

Concept innovativo: il pdv Coop di Trento
Un test esemplificativo di molti dei progetti che sta portando avanti la cooperativa è il pdv Coop aperto il 27 agosto scorso in piazza Lodron a Trento, a due passi da piazza Duomo, un concept innovativo caratterizzato da una superficie vendita di 600 mq, 4 punti cassa e 30 addetti.
L'assortimento è dedicato alla prossimità e al superfresco, con inserimenti di non food in logica category e una proposta di specialità trentine, con una cantina accurata.
Altri elementi caratterizzanti sono:
- un innovativo distributore automatico per la spesa d'urgenza self service 24 ore su 24;
- la comunicazione Digital Signage con gli spot pubblicitari Coop e le promozioni di volantino;
- l'attenzione all'ecologia: sono stati eliminati gli shopper di plastica a favore di borse riutilizzabili e in materiale biodegradabile, sono state inserite le vaschette in pla, incarti in ovtene, carrelli e cestini in plastica riciclabile. Il pdv è stato ristrutturato utilizzando criteri di risparmio energetico e sistema ecologico per tutte le attrezzature di vendita.
- il nuovo sistema di barriera cassa di System Retail con la soluzione Touch.

Test dell'innovazione sulla rete
“Questo punto di vendita ha l'obiettivo di misurare l'innovazione nei termini complessivi di rete -dichiara Tullio Waldner,  responsabile vendite Sait Soc. Coop-. Testiamo delle soluzioni che possono essere portate sulla rete, come il nuovo sistema di barriera cassa touch: abbiamo assistito increduli a come la formazione delle cassiere sia stata più rapida e intuitiva, a come sia facile e immediato lo sfogliare e scorrere lo scontrino, la correzione delle righe con il gesto dell'eliminazione, la personalizzare delle funzioni, dei colori, delle dimensioni dei tasti e dell'ergonomia per i cassieri mancini. E' già in programma l'integrazione a sistemi di cassa self payment e già individuata la zona di barriera dedicata. I risultati di questo punto di vendita sono stati subito evidenti: + 18% di fatturato, + 24% di clienti rispetto allo stesso periodo precedente la ristrutturazione”.

Lazio, dove mangiare è … Capitale

Dalle abbuffate trasteverine dei film anni Cinquanta agli odierni Cesaroni - tanto per restare sul popolare- le citazioni mangerecce che hanno come teatro la Capitale sono tali e tante che forse buona parte degli abitanti del pianeta ha appuntato nella memoria il nome di una trattoria romana (magari immaginaria, oppure chiusa da tempo). Così come, andando con la mente a piatti e prodotti tipici laziali, il rischio di scadere nella retorica -abbacchio, puntarelle, carciofi alla giudia e via dicendo- è quasi una certezza.
E pensare che, invece, il settore agricolo, che è poi quello che sta alla base di qualsiasi produzione agroalimentare tipica, sta dando prova di forte dinamicità. Anche se, con un fatturato di 2 miliardi di euro, contribuisce solo nella misura del 12% al Pil regionale.
Nel 2008, infatti, il Lazio è stata l'ottava regione con il più alto numero di nuove aziende agricole: ben 1.200, molte di esse gestite da giovani e donne sotto i 35 anni. E sono in aumento le società agricole di capitali e di persone. Le prime sono passate da 624 a 649 unità. Le seconde da 1.694 a 1.729. Diminuiscono invece le ditte individuali che passano da 55.269 a 50.945.
“Ciò significa -sottolineano dall'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio- che stiamo assistendo ad una riorganizzazione del sistema delle aziende e del modo di fare impresa che diventa sempre più moderno e competitivo”. Basti pensare al caso di successo rappresentato dall'Igp kiwi di Latina.

I prodotti d'eccellenza
Del milione di ettari che costituiscono la superficie della regione, ben 730 mila -cioè circa tre quarti- sono destinati all'agricoltura. La superficie agricola coinvolta da Dop e Igp interessa invece quasi 4.300 ettari, pari al 6,5% delle regioni centrali e al 3,3% del totale Italia.
La filiera regionale di qualità Dop/Igp coinvolge oltre 3.800 strutture produttive, il 65% delle quali sono aziende agricole. Il valore della produzione laziale con riconoscimento comunitario è di oltre 797 milioni di euro, pari al 14,22% del totale nazionale; il peso più consistente nel paniere Lazio spetta ai formaggi e ai salumi, che totalizzano rispettivamente quasi 509 milioni di euro e oltre 250 milioni di euro.
In questi ultimi anni, sono stati cinque i nuovi riconoscimenti europei (una Dop, Ricotta Romana, due Igp, Abbacchio Romano e Sedano Bianco di Sperlonga, una Docg, Cesanese del Piglio, e una Doc Moscato di Terracina), 11 i prodotti che hanno terminato l'iter nazionale, ottenendo la protezione transitoria, e 14 i dossier Doc/Igt in revisione.

A testimonianza della tipicità di produzioni inscindibilmente legate agli usi e alle tradizioni del territorio, è importante rilevare che il Lazio -con 354 specialità- si colloca al 4° posto a livello nazionale per numero di prodotti tradizionali registrati, dopo la Toscana (455), il Veneto (371) e il Piemonte (366).

Le specialità che presentano un peso maggiore nel paniere del Lazio sono i prodotti della panetteria e della pasticceria (42%), seguiti dai prodotti ortofrutticoli (26%) e dalla categoria carni e salumi (13%).
La regione ha inoltre una produzione annua di 33 milioni di bottiglie di vino e, secondo una ricerca commissionata dall'ARSIAL, il 90,5% dei ristoratori regionali ha inserito i vini del Lazio nella propria carta dei vini con una scelta del numero di etichette sempre più varia e in costante aumento, a testimonianza dell'apprezzamento crescente dei consumatori per i vini laziali di qualità.

Schede e caratteristiche, anche dei prodotti tradizionali e riconosciuti, sono consultabili sul portale dell'ARSIAL (www.arsial. regione.lazio.it), che in poco tempo dall'attivazione ha già raggiunto i 31 mila visitatori.

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Lazio, dove mangiare è … Capitale
Gdoweek 499 | 19 ottobre 2009 | di Fiorenza De Vincenzi |

Verdure IV gamma risultati positivi

Il mercato delle verdure di IV gamma è entrato in una nuova fase. Dopo la costante crescita anno per anno dal lancio sul mercato italiano ora lo scenario di mercato è mutato. La diminuzione del pricing medio e l’aumento della pressione promozionale.
Un altro fenomeno importante è legato ai discount.
A fronte dei valori negativi del canale supermercati si segnala
l’avanzata del discount, che registra un +44% a
valore e un +41,9% a volume.

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Verdure IV gamma risultati positivi
Mercato | Gdoweek 493 | 7 settembre 2009 |

Seat Pagine Gialle, il 10% delle imprese investe solo sul Web

Per avere un'idea di quanto e come le Pmi italiane sfruttino il Web per pubblicizzarsi, i numeri di Seat Pagine Gialle appena presentati in occasione dello Iab Forum sono senz'altro un termometro indicativo. Si scopre, così, che su un totale di oltre 500.000 imprese clienti, sono più di 180.000 quelle che hanno scelto di puntare sulle piattaforme di advertising online messe a disposizione dall'azienda; di queste 18.000, ossia il 10%, investono esclusivamente su Internet.
Andando a vedere come si comportano queste 180.000 aziende sul fronte di una presenza diretta sul Web, tuttavia, risulta che solo un terzo dispone di un sito Web strutturato.
Tra i settori industriali che presentano una maggiore presenza di siti Internet, al primo posto si colloca il comparto Ricezione alberghiera (65,80%), seguito dalle categorie Forniture per uffici e aziende (59,43%), Chimica (52,77%), Trasporti (52,75%), Meccanica (52,23%), Computer/Internet (50,73%) e Arredamento (49,91%).
La tendenza ad investire sul Web non sembra legata in modo particolare alla suddivisione geografica Nord, Centro e Sud, ma piuttosto alla propensione a innovare presente in singole regioni distribuite su tutto il territorio italiano. Difatti, le regioni con l'incidenza più elevata di aziende che presentano un sito Web sono, nell'ordine, il Lazio (48,98%), la Puglia (47,60%), la Lombardia (47,27%), la Campania (47,14%), la Sardegna (45,33%), il Piemonte (45,15%) e la Toscana (44,83%).

Continua il boom del bio che incassa un ulteriore +7,4%

Rispettano l'ambiente e sono salutari. Sono probabilmente questi due fattori a determinare un costante trend positivo dei prodotti biologici. Infatti, secondo i dati provenienti dal panel di famiglie italiane Ismea/Nielsen, gli acquisti di biologico confezionati nel primo semestre del 2009 sono aumentati, a valore del 7,4%1, registrando un incremento superiore a quello rilevato nel 2008 (+5,4%). Un dato che risulta ancora più significativo se si considera che l'andamento dei consumi alimentari, nel loro complesso, sono rimasti sostanzialmente stabili in valore nel primo semestre 2009.

Ortofrutta premium
Il trend a valore della prima metà dell'anno in corso, comunque, deriva anche dai forti aumenti fatti registrare da alcune delle principali categorie di prodotti biologici.
In particolare l'ortofrutta fresca e trasformata che ha visto crescere il valore delle vendite del 38% circa, trainata dal consistente incremento di frutta e ortaggi freschi, ma anche dal notevole rialzo degli acquisti di confetture.
Trend molto positivo anche per le uova (+24%) e le bevande (alcoliche e non alcoliche +11,6%), tra cui spiccano gli incrementi dei succhi di frutta, della birra e del vino.
Trend negativo del 3-4%, invece, per gli  acquisti di lattiero-caseari e di prodotti della prima colazione (caffè, tè, biscotti, dolciumi ecc), comparto quest'ultimo che aveva già negli anni scorsi mostrato, in controtendenza rispetto al dato generale, segnali di cedimento.
Perdono terreno rispetto anche i prodotti per l'infanzia (-18,2%) e l'aggregato pane, pasta, e riso (-13% circa)3.
Una discreta crescita registrano invece gli acquisti in valore di miele (+10,4%) e di gelati e surgelati (+7,1%).

I best seller
Nonostante le variazioni riportate, la distribuzione della spesa è rimasta sostanzialmente simile a quella degli ultimi anni: le prime tre categorie in ordine d'importanza - ortofrutta fresca e trasformata, lattiero caseari, prodotti prima colazione- coprono oltre il 55% del totale acquisti, a dimostrazione di una consistente concentrazione dei consumi. Permane dunque ancora una forte concentrazione degli acquisti su pochi prodotti, anche se il fenomeno è in diminuzione rispetto al 2008.
Il prodotto bio più consumato in termini monetari nella prima metà del 2009 è ancora rappresentato dalle uova, grazie anche al buon incremento registrato rispetto al primo semestre 2008 (+24,3%). Le uova inoltre presentano un peso sul valore totale dei consumi domestici di bio confezionato pari ad oltre l'8%.

I consumi per area geografica
Il consumo di prodotti bio nel primo semestre 2009 evidenzia una concentrazione, come negli anni passati, nelle regioni settentrionali del paese (Nord Ovest 43,8%, Nord Est 28,0%), mentre il Centro e la Sardegna (20,4%) e in particolare il Sud e la Sicilia (7,8%) rivestono ancora un peso minore. Rispetto ai primi sei mesi del 2008, inoltre, ha guadagnato quote di mercato in modo particolare il Nord Est, mentre perdono terreno esclusivamente le aree del Sud e della Sicilia.
Tali tendenze dipendono dalle diverse dinamiche che hanno interessato gli acquisti nella prima metà del 2009. I trend dell'anno in corso, infatti, evidenziano da un lato lacrescita più sostenuta dei consumi nel Nord Est (+12% circa), e in misura minore (intorno all'8%) nel Nord Ovest e nel Centro e nella Sardegna.
Dall'altro lato si evidenzia invece un forte calo, anche se in associazione a valori di mercato ancora contenuti, nel Sud e nella Sicilia (-10,7%, Tabella 2) che accentua il divario tra le aree centro-settentrionali e meridionali in termini di consumi.

L'andamento per canale distributivo
Il trend per canale evidenzia una crescita in quasi tutti i quelli monitorati: ipermercati e supermercati, con un andamento migliore dei primi rispetto ai secondi (+13,5% contro +5,4%); notevole crescita si registra nelle superette (39,7%), a cui si è contrapposto un calo pressoché della stessa entità (-40%) nei negozi tradizionali, sebbene tali variazioni in entrambi i canali siano associate a livelli di acquisto modesti.
Crescono invece i consumi nei discount (+16% circa), canale che però riveste un ruolo ancora limitato nell'ambito del biologico.

Nel convegno di Assolatte presso il Cibus Tec si è parlato di latte crudo

L'evoluzione della tecnologia e i progressi dell'alimentazione sono stati tema del convegno Tecnologia a servizio della qualità. Il caso latte organizzato da Assolatte nell'ambito della manifestazione Cibus Tec di Parma.

Fra gli interventi, in evidenza quello di Carlo Cannella presidente Inran che, dopo aver sottolineato come i trattamenti termici e i moderni sistemi di confezionamento hanno permesso di combattere sia le carenze nutrizionali che le intossicazioni alimentari, ha manifestato senza mezzi termini le preoccupazioni del mondo scientifico circa il latte crudo.
“Bere latte crudo è come giocare alla roulette russa. È da incoscienti portare il latte crudo nelle scuole, sollecitando i bambini a berlo”. Il presidente dell'INRAN è stato molto critico anche nei confronti della propaganda che viene fatta su questo prodotto. “Vengono vantate fantomatiche prerogative nutrizionali (stimola il sistema immunitario; ha proprietà nutraceutiche per il trattamento di varie patologie; aumenta le difese fisiologiche; favorisce il processo per la coagulazione del sangue) che non trovano alcun riscontro nella letteratura scientifica. Siamo quindi in presenza di pubblicità ingannevole”. E a proposito delle differenze di valore nutritivo ha ricordato che dalla letteratura scientifica emerge chiaramente infine che non esistono differenze nutrizionali significative tra il latte crudo e quello sottoposto a trattamento termico. “Le minime differenze tra i due prodotti sono ampiamente annullate da un regime alimentare corretto - ha concluso Cannella”.

Gfk Eurisko studia il valore della lontananza per le gss

La lontananza "si sa è come il vento", ma se fa risparmiare ha anche i suoi pregi. Lo si ricava dalla lettura dei dati di una ricerca che Gfk Eurisko ha svolto per conto di Indicod Ecr e volta a misurare – nei mercati dell’elettronica di consumo e del bricolage- “l’ampiezza di ruolo” riconosciuto a tre tipologie di canale: il negozio di prossimità e le grandi superfici, distinte in grandi superfici specializzate (gss) e ipermercati.
I risultati indicano che non esiste un orientamento “a priori” del consumatore verso una delle tre tipologie di canale. Ciascuna di esse raccoglie, infatti, il favore di diverse porzioni di consumatori e la risposta dipende dal tipo di prodotto da acquistare e dai punti vendita disponibili nella propria zona.

I dati
Il risultato è analogo nei due mercati dell’elettronica di consumo e del bricolage. Il livello di prezzo del prodotto da acquistare, sia esso di elettronica di consumo che di bricolage, può  modificare in modo rilevante gli orientamenti; sono stati considerati pertanto tre livelli diversi: 20-30, 150-200 e 500-700 euro.

Ad un livello di prezzo contenuto ci si orienta in modo quasi equivalente tra il negozio di prossimità e le grandi superfici, anche se l’interesse per queste ultime è prevalente. Al crescere del valore economico dell’acquisto, l’interesse per le grandi superfici si accentua e diventa nettamente prevalente per le spese di importo maggiore. Il 56% dei consumatori complessivamente preferisce le gss per articoli di valore tra i 20 e i 30 euro; la quota sale al 67% per articoli tra 150 e 200 euro e arriva al 71% per la fascia di prezzo dei 500-700 euro.

Microsoft inaugura in Usa i suoi primi store

L'aveva preannunciato a febbraio 2009 adesso è cosa fatta: Microsoft ha aperto a fine ottobre due nuovi store: nel Scottsdale Fashion Center di Scottsdale, Arizona, e a Mission Viejo, California.

L'obiettivo è quello di creare una rete che garantisca esperienza e visuale a tutta la gamma di prodotti firmati Microsoft, seguendo le orme che Apple percorre già da tempo.

Gli store sono stati pensati e realizzati per garantire ai clienti la migliore esperienza di tutto il mondo Microsoft (e dei suoi partner), proponendo una vasta offerta di laptop, netbook, Pc di ultima generazione, console Xbox e relativi giochi, la telefonia suddiviso in quattro zone che si focalizzato sulle diverse categorie e sulla possibilità di interazione con i singoli clienti.

Ovviamente ampia la scelta di software e giochi.

Cartello pasta, il Tar del Lazio conferma la sanzione di 12 milioni dell’Antitrust

Il Tar del Lazio ha confermato le multe inflitte dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il 25 febbraio 2009 a 22 aziende produttrici di pasta e due associazioni per aver creato un “cartello” per i prezzi della pasta.
I produttori sanzionati rappresentano circa il 90% del mercato nazionale della pasta.
Le multe, quindi, rimangono del medesimo importo: 12 milioni di euro complessivamente e variano dai 5 milioni di euro circa (la più alta a Barilla) ai 1.000 euro (a Unionealimentare, una delle due associazioni).

Le aziende coinvolte sono e fra parentesi l'importo in euro della multa: Barilla (5,2 mio), Amato (405mila), Colussi (748mila), De Cecco (1,7 mio), Divella (1 mio circa), Garofalo (395mila), Nestlè (105mila), Rummo (529mila), Zara (89mila), Berruto (50mila), Delverde (149mila), Granoro (401mila), Riscossa (103mila), Tandoi (359mila), Cellino (49mila), Chirico (218mila), De Matteis (143mila), Di Martino (30mila), Fabianelli (37mila), Liguori (137mila), Mennucci (60mila), La Molisana (86mila).

Le motivazioni
Secondo l'Autorità garante della concorrenza le aziende hanno creato un'intesa restrittiva della concorrenza, nel periodo che va da ottobre 2006 a marzo 2008 per concertare “due intese restrittive della concorrenza” e quindi violato l'articolo 81 del Trattato Ce. Detto in maniera esplicita: avrebbero concordato gli aumenti del prezzo di vendita della pasta secca di semola da praticare al settore distributivo.
Il Tribunale amministrativo ha inoltre confermato anche le sanzioni inflitte dall'Autorità Antitrust a Unionalimentari e Unipi (Unione industriali pastai italiani), l'Associazione di categoria più rappresentativa, multata con circa 13mila euro.
Il tribunale non ha invece esaminato il ricorso presentato da Russo (la società era stata sanzionata con 145mila euro) a causa dell'interruzione del giudizio legata al fallimento della società dichiarato lo scorso luglio dal Tribunale di Napoli.
Tre delle società multate dall'Antitrust non avevano presentato ricorso: Ferrara, Tamma e Valdigrano.

Ikea apre a Villesse

Su una superficie di circa 33.000 mq di superficie, di cui 18.000 mq dedicati all’esposizione e alla vendita di mobili e complementi d’arredo, Ikea ha aperto a Villesse (Go) il suo 16° store, che segue le classiche direttrici che caratterizzano l’insegna svedese ed è completato da un ristorante con 520 posti, un bar, un bistrot e una Bottega svedese.

Circa 1.800 i posti auto previsti, tra coperti e scoperti, mentre la barriera casse è composta da 34 casse, di cui 20 nella versione self-service.

Inoltre, in linea con l’anima sostenibile dell’insegna, una navetta collega lo store tutti i giorni, festivi compresi alla Stazione ferroviaria: il servizio, che prevede corse ogni 30 minuti, dalle 9:30 fino alle 19:00 effettua due fermate intermedie.

Il nuovo store friulano ha raggiunto nel giorno di apertura un fatturato di 260.000 euro, mentre il ristorante interno ha fatturato oltre 31.400 euro.

Un parco commericale firmato Ikea
La particolarità di questa superficie Ikea sta nel fatto di essere il punto di riferimento della catena come primo shopping center italiano gestito direttamente da Ikea. Questo significa che il parco commerciale sarà dotato di un’offerta e di servizi espressamente dedicati alla famiglia e dovrebbe diventare operativo nell’arco di cinque anni con una ventina di marchi della grande distribuzione ed altre cinquanta piccole attività commerciali ad interesse locale.

Inoltre, entro poco più di un anno dovrebbe diventare operativo anche un ipermercato Coop.

Il parco si estenderà su una superficie coperta di circa 130mila mq, che potrebbero aumentare fino a 180mila mq, se verrà rilasciata la concessione edilizia al gruppo Fogliata.
Questo ampliamento candida il parco come il quinto in Italia per superficie coperta.

Clausole contrattuali non conformi: lo Stato francese rinvia a giudizio nove insegne

Lo Stato francese ha deciso di rinviare a giudizio 9 insegne della distribuzione (Auchan, Carrefour, Leclerc, Casino, Cora e Système U quelle alimentari, mentre le altre tre del comparto non food non sono note) per pratiche abusive nei confronti dei fornitori. L'annuncio è stato dato ieri da Hervé Novelli, ministro del dicastero Commercio e consumo francese.
“Nei prossimi giorni -ha precisato il ministro- il giudice civile determinerà se le clausole per cui sono chiamate in giudizio le aziende della distribuzione sono effettivamente abusive”.

Contratti tipo
La Direzione della Concorrenza, del consumo e della repressione delle frodi ha controllato 400 contratti “tipo”, con riferimento alla legge francese sulla Modernizzazione dell'economia dell'agosto 2008 e “tra questi, diversi evidenziano delle clausole controverse”.
Le clausole cui si fa riferimento, riguardano, per esempio, l'imposizione ai fornitori di ritirare la merce invenduta allo stesso prezzo oppure prevedono forti penalità -imposti dal distributore- in caso di ritardo delle consegne. E ancora, contratti che obbligano i fornitori ad accettare ad accettare di effettuare ribassi di prezzi sui loro prodotti, senza contropartita reale.
Lo Stato francese intende chiedere, per ogni insegna, un ammenda fino a 2 milioni di euro.

Information Technology e Web 2.0, si profila un nuovo scenario

È in fase di evoluzione verso un nuovo scenario il rapporto tra player dell’Information Technology e Web 2.0. Questa una delle evidenze emerse dalla survey promossa da 1000Ottani e Surveye.info sull’utilizzo degli strumenti web 2.0 da parte delle aziende IT italiane, indagine svolta in collaborazione con Quorum PR.

L’indagine ha visto la partecipazione di 98 aziende, principalmente vendor, eterogenee per dimensione, tipologia merceologica specifica e segmenti di mercato di riferimento. Il 96% dei partecipanti appartiene ai reparti direzione generale, direzione marketing e direzione vendite.

Conoscenza del fenomeno

La conoscenza generale del fenomeno risulta considerevole: più del 90% dichiara infatti di conoscere Blog, Social Network, Web Video e Forum. La presenza del Web 2.0 appare superiore nella vita privata che nelle strategie delle aziende. L’89% dei rispondenti frequenta infatti personalmente ambiti di Social Networking, mentre le imprese che utilizzano in generale i nuovi strumenti sono il 52% del panel analizzato. In azienda al momento prevalgono Web Video, Forum e Social Networking. Il 72% dei player che frequenta attivamente ambiti web 2.0 lo fa da meno di un anno.
Il 74% delle aziende che non lo fa intende attivarsi in futuro prevalentemente con soluzioni sviluppate internamente. Gli investimenti marketing nei prossimi anni verranno indirizzati verso il web 2.0, per il 79% dei partecipanti.

“Dopo le iniziali perplessità di manager ed aziende verso la novità del Web 2.0 riscontrate negli anni scorsi, siamo in presenza di una fase di incremento di conoscenza ed interesse che porterà entro breve ad una adozione massiva di nuovi strumenti –commenta Matteo Ranzi di 1000Ottani-. Si tratta di una evoluzione epocale che modificherà il modo di fare marketing e di rapportarsi con il pubblico di riferimento anche nel settore I.T.”

Conad vede il business nei negozi di ottica

Prosegue la spinta all’innovazione e al servizio al consumo di Conad: dopo le parafarmacie (6 di prossima apertura) e gli impianti di distribuzione carburanti (anche qui sono previste altre 6 nuove location), ora si appresta ad entrare nel settore dell’ottica, grazie anche alla sua collaudata partnership con il gruppo francese E.Leclerc, che in Francia ha già da tempo sviluppato punti di vendita di ottica e che, quest’anno, ampliando il servizio al cliente, ha anche inaugurato spazi per chi ha problemi di udito (oltre ad esami specifici, anche apparecchiature e tecnologie ad hoc).

Diversificazione
Conad, che, a fine 2008, registra un giro d’affari di 8,757 miliardi di euro e una quota di mercato del 9,4 per cento, prevede di aprire, già entro la fine di quest’anno, 9 punti di vendita in altrettanti supermercati e ipermercati del gruppo. I nuovi negozi – il primo nel Conad di Savigliano in provincia di Cuneo, cui seguirà quello nello store di Casal del Marmo a Roma, avranno l’insegna Concept Stores Ottica E. Leclerc Conad oppure di Ottica Conad, a seconda che sia all’interno di un ipermercato o in un supermercato. E, anche le dimensioni dei punti di vendita si differenziano: corner tra i 40 e gli 80 mq se all’interno dello store Conad o Conad–E.Leclerc,  negozi tra gli 80 e i 120 mq, se nelle gallerie di centri commerciali.
I plus dei punti di vendita – dove il personale è qualificato e specializzato - insieme a un’offerta ampia, che include anche marchi prestigiosi che spaziano anche negli occhiali, sono i prezzi, che consentiranno un risparmio anche del 30% rispetto alla media del mercato.

Successo internazionale del 1° Barilla Pasta Day

Si è svolta a Milano in Piazza Castello, a Roma nei Giardini di Castel Sant'Angelo e a Napoli in Piazza Dante la prima edizione del Barilla Pasta Day, una grande festa dedicata alla “gioia di stare insieme”, indetta in occasione del World Pasta Day, giornata mondiale dedicata alla pasta.  Le tre città italiane teatro dell'evento sono state scelte dai quasi 200.000 italiani che hanno espresso la loro preferenza attraverso il sito internet www.barilla.it e nelle gallerie di 30 centri commerciali di tutta Italia.

Un programma coinvolgente
Alle 13 in punto, in tutte le piazze, ma anche nelle case di tutti i consumatori che in Italia  hanno seguito la radiocronaca in diretta su Radio Deejay -partner dell'iniziativa- è stata buttata, e quindi scolata, la pasta: un'esperienza globale di condivisione di questo gesto che accompagna gli italiani tutti i giorni.

A sottolineare l'importanza di questa giornata e il successo internazionale della pasta, il Pasta Day Barilla è stato festeggiato anche in alcune città in Germania. Per l'organizzazione dell'evento a Berlino è stata prescelta una location prestigiosa: il Sony Center di Potsdamer Platz (in foto).

Ad accomunare gli eventi il colore del Pasta Day, il “Blu Barilla”,
preferito da oltre 1 italiano su 3, e “Una splendida giornata” di Vasco
Rossi, scelta tra 80 brani per scandire i momenti più significativi
della giornata.

Allo sviluppo e realizzazione del progetto Pasta Day Barilla hanno collaborato le agenzie Jakala/Bye Bye Baby e Young & Rubicam.

Epta vince il RAC Cooling Industry Awards 2009 nel settore retail

Epta -gruppo specializzato nella refrigerazione commerciale per la distribuzione organizzata, con i marchi Costan, Bonnet Névé, BKT, George Barker ed Euro'Cryor- si è aggiudicato il RAC Cooling Industry Awards 2009 per la migliore installazione eco-compatibile, nel settore retail.
Epta era giunta in finale con due installazioni, lo store Tesco di Cheetham Hill ed il vincente Klimamarkt Tengelmann di Mulheim an der Ruhr.

Le scelte perseguite nella realizzazione del Klimamarkt e l'ottimizzazione delle performance delle soluzioni refrigeranti Epta, hanno, permesso una diminuzione dei consumi di energia quantificabile intorno al 50% rispetto ad un tradizionale supermercato e un abbattimento delle emissioni di anidride carbonica. I banchi installati operano con gas CO2, refrigerante naturale, alternativo ai tradizionali HFC.

Epta, per raggiungere il massimo dell'efficienza, ha dotato l'impianto di refrigerazione a CO2 di inverter sia sul lato BT (bassa temperatura) sia su quello TN (temperatura normale), costituiti rispettivamente da due e quattro compressori.
Tutti i banchi installati hanno un'illuminazione a led e sono stati completamente chiusi con coperture scorrevoli e porte in vetro, che hanno permesso una diminuzione dei consumi elettrici di rilevante portata, sia per i mobili a temperatura positiva (-30%) sia per i banchi per surgelati (-50%). Nell'incremento del rendimento energetico è stata decisiva la scelta, per i banchi per surgelati, di sostituire le tradizionali resistenze antiappannanti con porte aventi migliori proprietà isolanti.

Recupero acqua piovana

Inoltre, Epta, nel Klimamarkt di Mulheim an der Ruhr, ha utilizzato, per la prima volta, una soluzione per il recupero dell'acqua piovana che, mediante un sistema di nebulizzazione, migliora il raffreddamento dell'impianto di refrigerazione e ne incrementa le prestazioni.
Infine, un ulteriore contributo dell'azienda all'eco-compatibilità del punto di vendita, si è concretizzato nella fornitura di apposite apparecchiature in grado di riutilizzare il calore proveniente dagli impianti di refrigerazione, per soddisfare la maggior parte del fabbisogno per il riscaldamento dello store: dopo un periodo di ottimizzazione dell'impianto si prevede di far fronte al 75% della richiesta.

L’Isvi pubblica la prima guida in inglese per salumi Dop e Igp

Raccontare la storia della salumeria italiana attraverso informazioni sulle tradizioni, sulla produzione, ma anche gli abbinamenti enogastronomici consigliati e tante curiosità: questo l'obiettivo della pubblicazione “A guide to PDO and PGI deli meats: Territories, tastes, traditions, recipes and tales of the great traditional deli meats” realizzata dall'Istituto Valorizzazione Salumi Italiani -  IVSI, che contiene le schede informative complete sui 31 salumi italiani che hanno ottenuto gli ambiti riconoscimenti Dop e Igp.

“La necessità di comunicare ad un pubblico straniero di consumatori e professionisti del settore le qualità intrinseche dei salumi italiani -ha commentato Monica Malavasi, Responsabile della Comunicazione IVSI- è da sempre obiettivo fondamentale delle attività del nostro Istituto. La nuova pubblicazione costituisce uno strumento di marketing e di comunicazione necessario ad esportare la cultura della salumeria italiana nei Paesi europei e in quelli oltreoceano”.

Chi fosse interessato a ricevere la  pubblicazione (44 pagg, in lingua inglese) può richiederla scrivendo a ivsi@ivsi.it

Maurizio Gardini è il nuovo presidente di Fedagri-Confcooperative

Maurizio Gardini, 50 anni, subentra a Paolo Bruni, in carica dal 2003, che assume la delega ai rapporti comunitari in Confcooperative.
“Sono sicuro che Gardini saprà lavorare con ottimi risultati -ha dichiarato Bruni- proseguendo sulla strada del rafforzamento del sistema cooperativo di Fedagri, il cui fatturato è passato dai 17 miliardi di euro del 2003 agli attuali 25”.
Per Paolo Bruni, inoltre, la scorsa settimana è stata ufficializzata a
Bruxelles la sua candidatura, condivisa e sostenuta dai rappresentanti
di tutti i paesi UE, alla presidenza della Cogeca, Confederazione
Generale Cooperative Agricole europee
.

Gli incarichi in essere di Gardini
Dal 1996 ricopre la carica di presidente di Confcooperative Emilia Romagna. È Presidente di Fondosviluppo SpA, società che opera per lo sviluppo e la promozione della cooperazione. Dal 2000 è presidente di Conserve Italia.

OVS Industry inaugura il primo negozio a Shangai

OVS industry venerdì 23 u.s. ha inaugurato a Shanghai il primo store in Cina e in Estremo Oriente. Questa apertura viene dopo quella di Lisbona, prosegue il progetto di diffusione dell'insegna oltre frontiera. Il negozio è uno dei quasi 60 OVS industry attualmente aperti fuori dall'Italia, che diventeranno circa 70 entro la fine del 2009.

Location
Il nuovo store è situato lungo la high street Nanjing West Lu di Shanghai, offre un'esclusiva selezione delle collezioni fast fashion OVS industry dedicate all'uomo e alla donna per diventare il luogo ideale per lo shopping di clienti curiosi e attenti allo stile, oltre che alla qualità. Il negozio OVS industry si presenta come un moderno open space, un loft metropolitano con mattoni a vista e travi in acciaio, arredato con dettagli ricercati dal gusto vintage.

Tutti i prodotti OVS, inoltre, sono realizzati nel rispetto delle più rigide norme nazionali e internazionali di social responsibility. Per questo, OVS industry viene scelta ogni anno da più di 11 milioni di clienti, per oltre 100 milioni di capi venduti.

Inaugurato nuovo magazzino eco-sostenibile Ceva a Martinengo

Ceva Logistics ha inaugurato una nuova piattaforma logistica eco-sostenibile in Italia, a Martinengo (BG), destinata ai clienti del settore elettronico.
Il magazzino, con una superficie di 45.000 metri quadrati, consente di produrre annualmente circa 1.600 MWh (pari al consumo di circa 450 unità abitative) con un risparmio di emissione di CO2 pari a circa 840.000 kg all'anno.
La struttura è caratterizzata dalla presenza di un impianto fotovoltaico dotato di 5.300 moduli, corrispondenti ad una superficie di circa 10.000 metri quadrati. Il magazzino è inoltre dotato di pannelli solari per la produzione di acqua calda e di vasche di recupero dell'acqua piovana per l'irrigazione delle aree verdi. La struttura è dotata di impianti elettrici ad alta efficienza e basso consumo, con sensori crepuscolari e di movimento.

Investiti  8 milioni di euro
Il magazzino è stato realizzato in collaborazione con FAP Investments, società specializzata nel settore della logistica immobiliare e con FAP Energy, la cui missione è di sviluppare sistemi fotovoltaici ad alta efficienza e all'avanguardia nel campo delle energie rinnovabili. L'investimento per l'installazione fotovoltaica del magazzino di Martinengo è stato di 8 milioni di euro.
FAP Energy produce già 5,5 MegaWatt di energia per Ceva. Entro il 2010, essa sarà in grado di fornire 2 MegaWatt aggiuntivi di energia sempre per Ceva.

Strategia sviluppo ecosostenibile
Ceva prosegue nella sua strategia di sviluppo di investimenti eco-sostenibili a livello mondiale. Questa struttura si affianca ad altre 7 strutture che l'azienda ha già realizzato o si appresta a realizzare in Italia entro il 2010. Le superfici totali delle strutture saranno di 250.000 metri quadrati e una produzione di energia fotovoltaica di oltre 10.000 MWh, permettendo a Ceva di risparmiare complessivamente 5,5 milioni di kg di immissioni di CO2 su base annua.
Ceva ha da poco inaugurato una struttura eco-sostenibile di 55.000 metri quadrati ad Ontigola, in Spagna e avvierà a Dubai una struttura di oltre 60.000 metri quadrati entro il 2010.

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Gdoweek | 26 ottobre 2009 |

Bioexpress attiva il servizio di consegna a domicilio anche a Roma

Il servizio Bioexpress, già attivo nelle regioni Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e
Triveneto ora è approdato a Roma.
È possibile scegliere tra 3 diversi tipi di cassette: con sola frutta biologica, con sola verdura biologica, mista di frutta e verdura biologica.

Dopo il primo ordine, le consegne vengono effettuate automaticamente con scadenza
settimanale, senza però alcun impegno fisso da parte del consumatore.
E in questa libertà del consumatore, unita alla comodità, sta l'idea originale che funziona.

Farmer market con distribuzione nazionale
Bioexpress è un gruppo di produttori dell’Alto Adige che da anni coltivano frutta e verdura, seguendo rigorosamente le regole della
produzione biologica e prestando particolare attenzione alla commercializzazione diretta.  Al domicilio del consumatore viene consegnata una cassetta colma di prodotti freschissimi e di stagione, appunto una volta la settimana. In questo modo si è creato un rapporto virtuoso fra produttori e consumatori visto che c'è un vantaggio per entrambi. Saltando uno step della filiera si può vendere, infatti, a un prezzo che è conveniente sia per la famiglia sia per il produttore, nonostante che i prodotti bio abbiano maggiori costi di produzione.

L’imprenditoria informatica dimostra vitalità

Sono più di 85mila e crescono del 4,9% in un anno e del 13,9% in cinque. Hanno un interscambio con l'estero di 7 mld di euro. Il settore più numeroso è quello dell’elaborazione e registrazione elettronica di dati segue quello della consulenza software.

La Lombardia è al primo posto
Secondo i dati della Camera di commercio di Milano ricavati dai dati del registro
imprese al II trimestre 2009, 2008, 2004 e Istat a giugno 2009, è la Lombardia ad avere la leadership, visto che vi si trova oltre un quinto delle imprese attive in Italia. Pesa per il 63% sull’interscambio di componenti e schede elettroniche, computer e unità periferiche, prodotti di elettronica di consumo audio e video.
Tra le province per numero di imprese la prima è Milano, con circa 9mila attività nel 2009, seguita da Roma che ne conta 8mila, terza Torino con 4mila imprese.

Un premo per gli studenti milanesi tecnologi
Il concorso Premio Fausto Sartori, giunto alla sua sedicesima edizione, offre agli studenti l’opportunità di realizzare un sito, un video, sistemi di navigazione in realtà virtuali, blog o social group, strumenti multimediali erogabili via web sul tema dei trasporti e della mobilità sostenibile. Il concorso è promosso dalla Camera di commercio di Milano attraverso la società consortile DigiCamere, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Milano.
Il concorso Sartori si svolgerà nel periodo compreso tra settembre 2009 (avvio iscrizioni) e 14 aprile 2010 (consegna elaborato finale). La scadenza per l’iscrizione è fissata per il 30 ottobre 2009.

Gdoweek incontra Aldo Soldi, presidente Ancc

I prodotti Biotrend di Lidl

Lidl Italia sta ampliando la linea di prodotti BIO, a marchio proprio, Biotrend lanciata durante l'estate. È costituita da prodotti dell’agricoltura biologica, coltivati utilizzando per le concimazioni sostanze d’origine naturale e organica e prodotti naturali per la difesa contro i parassiti.
Biotrend si colloca nell’ambito della nuova filosofia aziendale Sulla via del domani che manifesta concretamente l’attenzione di Lidl verso i clienti orientati a scelte di consumo etico-responsabili. Per questo motivo l’assortimento Lidl è stato arricchito con prodotti equo solidali a marchio Fairglobe certificati Fairtrade, prodotti MSC (Marine Stewardship Council) a tutela del patrimonio ittico, una nuova linea di prodotti per la casa a basso impatto ambientale a marchio W5 e con prodotti dietetici Linessa.

Le referenze  
• Drink soia naturale: bevanda a base di soia. La soia utilizzata è di origine esclusivamente italiana, coltivata secondo il metodo di agricoltura biologica, lavorata e confezionata in Italia.

• Succo di mela: succo di mela prodotto solo con mele tedesche provenienti dalla regione del Bodensee (Lago di Costanza), coltivate secondo il metodo di agricoltura biologica e confezionate in Germania.

• Farina “00”: la farina è ottenuta da grano tedesco coltivato secondo il metodo di agricoltura biologica prodotta e confezionata in Germania.

Si riapre il megastore UniEuro a Roma Muratella

A supporto dell'annuncio della riapertura dello storico megastore di Roma, Località Muratella (uscita 31 del GRA), UniEuro ha escogitato una iniziativa di guerrilla marketing nel centro di Roma. Il messaggio che si vuole esprimere è il seguente: gli elettrodomestici, saputo del grande "sottocosto" lanciato da UniEuro, sono stati colti da un tale sconforto e dal terrore di essere sostituiti da prodotti di ultima generazione, da preferire di "farla finita" buttandosi dalle finestre dei loro proprietari. Per questo sono state create per strada installazioni di elettrodomestici schiantati sul cemento.
Ulteriore supporto comunicazionale viene fornito dalle emittenti radiofoniche e televisive locali e sul circuito cinema, le affissioni di via Flaminia e via Colombo, nonché operazioni di street marketing per la diffusione del volantino usufruendo di Segway, Smart e Fiat 500 brandizzate.

Non solo assortimento
Con una superficie di 5.000 mq e oltre 15.000 referenze, il megastore punta non solo sull'assortimento da parte delle marche più importanti, ma anche su una shopping experience più gratificante. Sono state concepite, infatti, aree emozionali come la grande
area del game e l'ampio reparto lista nozze.
I 135 addetti coprono le aree di esposizione e i 19 shop in shop di Indesit, Whirlpool, Sony, Apple, Hp, Acer, Samsung, Nespresso Nestlé, Bialetti, Tim, Vodafone e H3G.

All'interno dello store si trova anche PC City, lo specialista di informatica, che si estende su un'area di 800 mq. Oltre ad offrire la più ampia gamma di prodotti,
garantisce servizi di assistenza fra cui PC Clinic per
tutte le esigenze tecniche dei personal computer e PC City Business che propone soluzioni e
vantaggi per le aziende e per i possessori di partita Iva.

Lo store segue l'orario continuato dal lunedì al sabato dalle
9.00 alle 21.00 e la domenica dalle 10.00 alle 21.00.
Il parcheggio offre 1.500 posti auto. C'è anche un bar interno.

Italian Food Excellence

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