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La sfida di Upim: più traffico con i clienti fedeli

"Upim non è più una parolaccia: abbiamo creato un progetto robusto con linee strategiche definite, in grado di resistere anche alle difficoltà di oggi, come dimostra l'aumento del numero degli scontrini registrato in questi mesi”. Con la lucidità e la chiarezza che gli sono propri conditi da una forte determinazione, Luca Rossetto, Ad di Upim, spiega come si muoverà l'azienda nel 2009: “Caratterizzazione ulteriore dei pdv, focus maniacale sulla qualità, nuovi stand alone, riaggiornamento dello scaffale, politiche di marketing più mirate: sono solo alcuni dei titoli, non in ordine di importanza, che incarnano le priorità sulle quali Upim intende concentrare i propri sforzi a partire dal 2009”.

Essere più attraenti

A questo scopo, Rossetto, oltre che incentivare la promozionalità soprattutto sulle nuove collezioni, punta a ridefinire lo scaffale. “Dopo le operazioni attuate nel 2005-06, oggi è il tempo di nuovi interventi di raffinamento degli spazi, cercando di capire meglio le esigenze e le necessità delle nostre clienti. Vogliamo costruire assortimenti con spazi per le diverse merceologie stabiliti in funzione di quello che esse occupano nell'armadio delle nostre clienti e non soltanto sulla base della disponibilità delle nostre superficie di esporre merce. Allo stesso tempo, vogliamo migliorare la capacità di attrazione e rotazione, garantendo, nell'abbigliamento donna, uomo e bambino, 5-6 nuove immissioni nell'arco di una stagione, vale a dire ogni 3-4 settimane”. Eppure il fast fashion di Zara lavora su tempi ancora più ridotti ... “Zara rimane un modello, soprattutto per la capacità di creare emotività nel pdv, non in tema di prodotto, ambito nel quale ritengo che Upim abbia lavorato nella giusta direzione, a livello di qualità complessiva, compresa la portabilità dei capi, tessuti e filati”. Le fibre naturali, infatti, rimangono un elemento strategico distintivo di Upim, percepito dai clienti disposti, come evidenziato anche in una recente ricerca interna, a spendere di più per un capo a maggiore valore aggiunto.

Direttrici 2009

Il 2009 sarà soprattutto l'anno del marketing. “Finora abbiamo lavorato ancora poco in quest'area estremamente importante per un distributore, ma dal prossimo anno lavoreremo in maniera approfondita sulla store loyalty”. Allo stesso tempo, a livello di revisione dell'assortimento, gli sforzi principali si concentreranno sull'intimo donna e sul marchio Rosa Thea dedicato al conformato. “Nel primo caso, vogliamo dimostrare, nonostante la forza dei category killer, di avere tute le carte in regola per competere grazie a un assortimento più ampio e profondo, oltre che una qualità in linea con i nostri standard. In questo senso, stiamo lavorando molto sul prodotto, oltre che valutando diverse soluzioni espositive di evidenziazione. Temi analoghi saranno affrontati rispetto al nostro marchio Rosa Thea, al quale vogliamo dare una riconoscibilità più netta a livello di ambiente, assortimento e servizi, con camerini dedicati, personale specifico e uno spazio coerente come le piccole riparazioni sartoriali, disponibili per l'intera offerta di abbigliamento. Vogliamo lavorare imitando per livello di servizi e assortimento alcune grandi catene americane della casa e dell'uomo, che propongono un tipo di informalità che ancora non riusciamo a esprimere. In questo senso, ci piace molto anche la semplicità e la linearità di Monoprix, oltre che la sua capacità di esprimere qualità al giusto prezzo”.

Stand alone e collaborazioni
con despecializzati

Il rafforzamento del reparto casa, già avviato con il lancio di Croff, sarà rafforzato con stand alone Croff, come sta avvenendo per BluKids (il 5° pdv è stato aperto a Lecce). In prospettiva, si aprono anche nuove collaborazioni con insegne della gdo. “Già da un anno, stiamo lavorando con una primaria insegna per valutare un assortimento tessile adatto a super e ipermrkt senza che compaia la firma Upim. Certo, siamo interessati sia ad ampliare collaborazioni di questo genere, firmandola, sia a gestire corner in pdv despecializzati, perchè vogliamo essere dove ci sono grandi flussi. Ma dobbiamo prima di tutto dimostrare di essere veri generatori di traffico. è questa la sfida che vogliamo vincere”.

Rete di vendita diretta per Bauer

Dopo essere stata seguita per anni da un distributore esterno, dal primo dicembre 2009, Bauer Spa -azienda trentina specializzata nella produzione di specialità gastronomiche (dadi, preparati per brodo e insaporitori senza glutammato monosodico aggiunto- gestisce direttamente il rapporto commerciale con la distribuzione italiana attraverso una propria struttura di vendita diretta.
Obiettivo: aumentare la distribuzione e quindi la penetrazione del
portafoglio di prodotti a marchio Bauer in ambito nazionale e
valorizzare il ruolo della marca nella distribuzione moderna, con un
approccio orientato alla collaborazione.
Alla guida della nuova struttura commerciale interna, Marco Ariodante, che vanta una pluriennale esperienza nel settore presso  aziende quali Eurofood, Palmera, Masterfood e Kraft- assume la carica di direttore vendite.
 “I risultati raggiunti in Trentino -spiega Giovanna Flor, amministratore unico di Bauer Spa- dove le rotazioni dei nostri prodotti core sono equiparabili a quelle del leader di mercato e le quote in crescita in ambito nazionale ci fanno ben sperare. Con la nuova rete di vendita nazionale, vorremmo estendere l’approccio “puntuale” che da anni abbiamo in Trentino Alto Adige anche alle altre regioni, per garantire un servizio più efficiente e di valore anche per il trade”.

Co.Pad.Or. acquisisce il 100% di Berni

Il Co.Pad.Or. (Consorzio Padano Ortofrutticolo) di Collecchio (Pr) ha acquisito l'intera proprietà di Berni Alimentari spa, comprando la quota di partecipazione societaria della cooperativa Copra di Piacenza.
Questo annuncio, per altro atteso, rappresenta un ulteriore passo nel percorso di sviluppo di Berni, la cui base societaria è passata dai tre soci iniziali a due, dopo che la Dac di Flero (Bs) era uscita dalla compagine aziendale. Con questa operazione anche il secondo socio Copra, cedendo la sua quota, conclude il suo compito di sostegno, lasciando a Co.Pad.Or. il controllo delle attività industriali e commerciali di Berni Alimentari.
“La decisione di acquisire il 100% di Berni, marchio storico del panorama alimentare italiano, e la conseguente adozione di una politica di marca da parte di Co.Pad.Or. -sottolinea il presidente Fausto Gandolfi- nasce dall'esigenza di diversificare le opportunità commerciali, nell'ottica di valorizzare al massimo la produzione della nostra base sociale”.

I numeri Co.Pad.Or. e di Berni Alimentari
Con un fatturato di 75 milioni di euro, un patrimonio netto di 40 milioni di euro, 350.000 tonnellate di prodotti freschi lavorati e 4.400 ettari di pomodori coltivati da 160 soci nel parmense, Co.Pad.Or. è la maggiore azienda di trasformazione del pomodoro operante in Europa.
Berni Alimentari sviluppa un fatturato di oltre 20 milioni di euro, sviluppati per il 10% all'estero in Europa, Australia ed America del Nord. Lo stabilimento di Gragnano Trebbiense (Pc) produce quasi 15 milioni di vasetti/anno ripartiti su 120 referenze di prodotti vegetali sott'olio e sott'aceto, passate, sughi, condimenti per riso e food service.

Rinnovato il cda di Crai Secom

È stato rinnovato il Consiglio di Amministrazione di Crai Secom SpA -società partecipata all’80% dai poli distributivi del territorio e al 20% dalla Cooperativa Crai con sede a Segrate- che detiene la proprietà del marchio e segue tutte le attività di servizio ai Soci del Gruppo Crai.

La Presidenza è andata a Piero Boccalatte, Vice Presidente di Codè di Leinì (Torino) – Polo Crai Ovest e già VicePresidente di Crai Secom, che succede nell'incarico allo scomparso Sergio Facin.

Sono inoltre entrati in Consiglio due nuovi consiglieri: Gianfranco Scola (Direttore Generale di Ama di Montebelluna (Treviso) – Polo Crai Est) e Marco Bordoli come Consigliere esterno.

Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 10 novembre 2009, ha conferito la carica di Vice Presidente Vicario a Umberto dall'Aglio, Presidente di Padial di Piacenza e del Polo Crai Nord, e di Ad a Marco Bordoli, che conserva la funzione di Direttore Generale.

Nel Consiglio siedono altri tre consiglieri: Oriano Filippi (Presidente della Cooperativa Nealco di Lugo di Ravenna e del Polo Crai Adria Nord), Giangiacomo Ibba (Presidente della Cooperativa Crai, della Società F.lli Ibba di Oristano, del Polo CRAI Sardegna e del Consorzio Crai Tirreno) e Gennaro Regina (Amministratore Unico di Cedis Regina - Polo Crai Sud).

Al via il Trasporto Intermodale di Kraft Foods e DHL Supply Chain

Partirà nel prossimo gennaio il progetto Trasporto Intermodale, per una logistica a minor impatto ambientale, promosso da Kraft Foods, DHL Supply Chain Italia e Trenitalia Divisione Cargo. Grazie a questa iniziativa è stata sperimentata una nuova modalità di trasferimento/distribuzione di alcuni prodotti alimentari (Simmenthal in questa prima fase di prova) attraverso un percorso combinato strada-rotaia.

Il primo test del progetto, a maggio 2009, ha applicato la nuova modalità combinata di trasporto sul percorso da Aprilia (Latina) al sito di Corteolona (Pavia) e ha visto il coinvolgimento e la collaborazione di diverse funzioni aziendali: logistica, planning, controllo qualità e manufacturing. L'idea del progetto è stata quella di sperimentare fattibilità e benefici di un trasporto combinato strada-rotaia che potesse sostituirsi a quello solo su strada, con l'obiettivo primario di promuovere una logistica a minor impatto ambientale, riducendo quindi le emissioni nocive provocate dal trasporto su gomma.

Positiva la fase di test

“La fase di test ha dato risultati incoraggianti -sottolinea Rocco Nola, project leader del progetto Trasporto Intermodale di Kraft Foods in Italia-. Trasferendo il 60% delle tonnellate di Simmenthal che annualmente vengono trasportate sul territorio nazionale su rotaia, si percorreranno 180mila Km in meno su strada”.
Con questa iniziativa si stimano, in un anno, il 64% in meno di emissioni di agenti inquinanti, oltre a una serie di vantaggi meno quantificabili, ma da sottolineare, come la diminuzione del rischio di incidenti e la riduzione dei costi di manutenzione delle infrastrutture.


Veicolo elettrico con emissioni zero

In ambito mobilità sostenibile, DHL Supply Chain a livello globale ha adottato una campagna per la protezione dell'ambiente orientata alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. La multinazionale tedesca, infatti, lo scorso anno ha commissionato il più grande veicolo elettrico ad alte prestazioni al mondo e con emissioni zero, costruito quasi interamente con materiali riciclabili. La scelta verso il furgone Smith Newton rientra in un più ampio impegno di DHL per provare nuove tecnologie allo scopo di ridurre le emissioni di anidride carbonica e consolidare il proprio impegno a tutela dell'ambiente (attualmente DHL utilizza in tutto il mondo una serie di veicoli ibridi a bassa emissione ma Smith Newton sarà il primo veicolo completamente elettrico della flotta).

GDOWEEK 507

Coop testa la vendita di carburanti

Brindisi, Piacenza e, a breve, Matera: parte da questi centri commerciali la volontà di Coop di misurarsi con il mondo dei carburanti.

“Per noi si è trattato di un'opportunità legata all'acquisizione degli ipermercati Carrefour avvenuta lo scorso luglio -precisa Tino Cesari, vicepresidente di Coop Estense-. Le location sia di  Brindisi sia di Matera sono dotati di stazioni di servizio in modalità diverse che ci permetteranno di valutare pro e contro nella gestione di questo business per noi nuovo”.

Da questa prudenza nasce la scelta di firmare le stazioni non come coop ma con il nome Mongolfiera, “la nostra firma per i centri commerciali in Puglia, un nome di riferimento e noto.
Al di là del nome, il nostro obiettivo non cambia: vogliamo diventare la pompa di benzina più conveniente della piazza di Brindisi -precisa Cesari-. Per questo abbiamo adottato una politica molto aggressiva che ha comportato una riduzione media del prezzo della benzina di 7 centesimi”.

I risultati sembrano premiare questa scelta. Infatti, la stazione di Brindisi, attiva dalla metà di ottobre in concomitanza con la riapertura dell'ipermercato con l'insegna Ipercoop, sta registrando vendite giornaliere pari a circa 30.000 litri, dati che lasciano per sperare per il prossimo futuro. “

Speriamo di ottenere risultati altrettanto positivi anche a Matera, dove l'area di servizio sarà aperta nel giro di qualche mese, autorizzazioni permettendo -chiarisce Cesari-. Per noi si tratta di un'esperienza significativa, di due test importanti, dai quali otterremo indicazioni più precise su caratteristiche e abitudini dei consumatori visto anche che le modalità di gestione sono diverse: post-pay Brindisi, pre-pay Matera”.

Sul terreno delle benzine, si sta muovendo anche Coop Consumatori Nordest che, a Piacenza, all'interno del c.c.i Il Gotico ha aperto una stazione di servizio a firma Enercoop, energia militante.

Intermedia si scioglie. Auchan e Metro verso una nuova alleanza

Dopo vent'anni di attività, chiude i battenti Intermedia 1990, la centrale acquisti nata nell'ottobre del 1989 per volontà di Lombardini Holding e Gruppo Garosci della quale facevano parte Auchan e Sma, Metro, Pam, Bennet, Lombardini e il Gruppo Sun (Cadoro, Gabrielli, Italmark, Orvea e Superconti).

La decisione del Consiglio di Amministrazione, in seguito alla volontà di tutti i soci di porre termine all'iniziativa comune entro la fine dell'anno, è certo destinata a modificare fortemente gli equilibri della gdo italiana e ad aprire nuovi scenari, che si verificheranno il prossimo anno.

In discussione, soprattutto, è stato messo il ruolo stesso svolto oggi dalle supercentrali, la loro rigidità in un mondo che, invece, richiede sempre più flessibilità.

Conferma Gruppo Pam: “Intermedia è un modello di supercentrale superato e troppo complesso, non più in grado di rispondere alle esigenze di flessibilità richieste dal mercato. Saper guardare oltre il modello negoziale, riconducibile a questo genere di struttura, potrà generare importanti opportunità per l'intera filiera, non solo per industria e distribuzione, ma anche -e soprattutto- per il consumatore finale”.

Di fatto, mentre Auchan, Sma (con il master franchising Crai) e Metro, con i loro numeri, volumi e forza per trattare con i fornitori anche in virtù dei loro collegamenti internazionali, prevedono la possibilità di un nuovo percorso comune, che non esclude l'apertura verso altri operatori nazionali, i soci italiani -Pam, guidato dalle famiglie Bastianello, Dina e Giol, Lombardini e Bennet (famiglia Ratti) Gruppo Sun- hanno deciso di prendersi un periodo di riflessione, gestendo da soli gli acquisti.

Non è esclusa l'ipotesi di creare collaborazioni più flessibili, in grado di cogliere opportunità contingenti per singoli mercati e canali, evitando legami troppo gravosi in termini di risorse, sia finanziarie sia umane.

Serpeggia, comunque, anche il dubbio che la mossa possa anche essere una premessa ad eventuali cessioni.

I numeri

Per quanto riguarda il fatturato aggregato alla vendita, Intermedia nel 2008 ha vendite aggregate pari a 13,1 miliardi di euro, che nel 2009 sono diventati 13,6, a fronte di 6,3 miliardi di acquistato del 2008, valore sceso a 6,1 del 2009. A livello di quote di mercato, questi dati attribuiscono a Intermedia un peso di circa il 18,4% (dati Nielsen luglio 2009) destinata ad aumentare ulteriormente intorno al 2% (ndr, Nielsen non rileva Metro il dato è frutto di valutazioni aziendali).

Dopo I Gigli, Thun apre il suo 251° monomarca a Euroma 2

Thun negozio

Con l'apertura, a fine novembre, del centro commerciale I Gigli di Campo Bisenzio (FI), Thun -azienda altoatesina specializzata nella produzione di oggetti in ceramica per regalistica e arredo- festeggia l'apertura del suo 250° monomarca in Italia. Che è stato seguito a ruota dall'inaugurazione, ieri giovedì 3 dicembre, a Roma di un Thun shop di 100 mq all'interno del centro commerciale Euroma 2.

Franchising ma non solo

Due eventi che confermano l'espansione della rete di franchising che l'azienda sta attuando da qualche tempo, al ritmo di 50 aperture l'anno.
Proprio lo sviluppo della rete di vendita cosituisce il vero motore
della ripresa per il Mondo Thun, che chiuderà il bilancio 2009 in
sostanziale pareggio, con un fatturato di 213 milioni di euro, ma per
il 2010 prevede un aumento del faturato intorno al 7%.
“La realtà del franchising si sta rivelando vincente, perché offre una visibilità maggiore al marchio e permette un controllo diretto della gestione -commenta l'Ad Paolo Denti-. Ogni Thun shop deve seguire precisi standard pensati per valorizzare la qualità degli oggetti. Gli innovativi strumenti informatici forniti ai negozi, inoltre, aiutano a monitorare l'attività, ottimizzare la gestione del magazzino e il riassortimento".
Forte di questi risultati, il brand punta a incrementare ulteriormente la rete: per la fine dell'anno, sono previste un'altra ventina di aperture di pdv in franchising, per arrivare entro il 2010 a quota 330 Thun shop. Ma i progetti retail dell'azienda non riguardano solo il franchising: entro l'anno prossimo, infatti, è prevista anche l'apertura di 15 monomarca di proprietà, in location strategiche e prestigiose, che affiancheranno i due pdv diretti di Bolzano e Mantova.
Tale espansione sarà supportata dal Centro Logistico di Mantova, inaugurato un anno fa, che grazie al suo Sorter -un sitema di automazione all'avanguardia del valore di 10 milioni di euro- è in grado di movimentare 35 milioni di pezzi l'anno.

Aperto a Palermo il Mondadori Multicenter

Inaugurato ieri nel centro storico di Palermo, all’interno di Palazzo Guarnaschelli, lil nuovo store Mondadori Multicenter si sviluppa su una superficie di 2.800 mq, suddivisi su quattro livelli:
 - il piano terra accoglie l’ingresso principale del Multicenter, le aree Libri Novità, Bestseller e Romanzi, l’Emporio e la cartolibreria;
- il primo piano offre l’intero catalogo libro (80.000 titoli), suddiviso per argomenti e aree tematiche, ed ospita lo spazio dedicato ai bambini e ai giovani lettori;

- il secondo è il piano della telefonia e dell’informatica, arricchito dallo Spazio Apple e da numerose postazioni interattive dove è possibile provare i prodotti esposti;

- il terzo piano è riservato alla tecnologia di ultima generazione, ai televisori in alta definizione e al catalogo film, musica e videogames;

- l’ultimo piano ospita la Sala Lettura e di consultazione e lo Spazio Eventi.

Grazie a un calendario di eventi gratuiti, tra cui incontri con gli autori, corsi, esposizioni artistiche e presentazioni di nuovi prodotti informatici, il Mondadori Multicenter si propone come un importante polo di attività culturali della città.

Orari di apertura estesi dalle 9 alle 21 e la presenza di punti informativi dedicati alle attività organizzate agevolano la partecipazione del pubblico.

Media e advertising, prospettive di ripresa nei prossimi 4 anni

Il 2009 sarà archiviato come l'anno nero per la raccolta pubblicitaria. Il mercato però risalirà la china. Lo spiega l'Entertainment & Media outlook presentato da Pcw (PricewaterhouseCoopers).
Secondo il rapporto, nel 2009, il valore totale del mercato E&M si attesterà intorno ai 30,7 miliardi di euro, con una flessione del 3,4% rispetto al 2008. In particolare, risultà in netto calo l'advertising, con -12,5%. Già nel 2010 però il trend dovrebbe registrare un'inversione, che si accentuerà negli anni successivi. La crescita complessiva negli anni tra il 2009 e il 2013 sarà pari al 2,4%, con una performance migliore rispetto a quelle degli altri Paesi industrializzati, come mostra la tabella sottostante.

Fattori evolutivi

Tre i fattori che oltre alla congiuntura economica porteranno secondo Pcw al cambiamento del mercato: il primo è la “Digital Migration”, che porterà le tecnologie digitali a diffondersi sempre più in tutti i segmenti del mercato, l'evoluzione del comportamento dei consumatori, che tenderanno sempre più ad acquisire il controllo su come, dove e quando usufruire dei contenuti e infine l'evoluzione delle modalità di comunicazione promozionale, in quanto gli investitori pubblicitari sposteranno parte delle loro risorse coerentemente con la crescente frammentazione dell'audience. La combinazione di questi tre fattori porterà allo sviluppo di nuovi modelli di business, con un approccio più personalizzato e orientato al consumatore.

Tassi annui di crescita 2009-2103
Entertainment & Media

Paese  Crescita
 Usa  1,2%
 Francia  2,3%
 UK  1,3%
 Giappone  1,0%
 Germania  0,9%
 Italia  2,4%

 

L’Ambasciatori festeggia il suo primo anniversario

Inaugurato un anno fa, l'Ambasciatori -l'ex cinema e mercato ottocentesco nel centro storico di Bologna, recuperato e riaperto da Coop Adriatica dopo anni di abbandono- festeggerà sabato 5 dicembre il suo primo anniversario. In occasione del quale, dal 5 al 10 dicembre, sono in programma appuntamenti con autori e promozioni su libri e prodotti alimentari; i festeggiamenti culmineranno giovedì 10 dicembre alle 18 con l'incontro con Stefano Benni, già ospite d'onore dell'apertura, protagonista di un reading dal suo ultimo libro “Pane e tempesta”.

I numeri del primo anno
Durante il suo primo anno di vita, la struttura -che su tre piani riunisce una libreria.coop, bar, ristorante e osteria gestiti da Eataly- ha registrato circa 850mila ingressi, per una media di oltre 2.300 visitatori al giorno e ha ospitato oltre 500 eventi e incontri con scrittori, chef, protagonisti della cultura.
Una formula che ha permesso all'Ambasciatori di diventare uno dei luoghi più animati del centro storico e raggiungere gli obiettivi economici prefissati: l'ex mercato ora unisce libri e cibi di qualità in uno spazio di grande fascino storico, dove ogni giorno dalle 8 alle 24 è possibile leggere, mangiare, comprare, navigare in internet, seguire incontri per adulti e bambini.

All'Ambasciatori lavorano oggi 68 persone: 23 in libreria e 45 nei tre spazi ristorazione. La libreria, di 780 mq, ospita un patrimonio librario d'eccezione, con un assortimento di 140 mila volumi e 66 mila titoli; qui hanno fatto acquisti 170 mila persone. In catalogo ci sono 650 sigle editoriali, dai best seller ai testi proposti da editori locali, come quelli della piccola e media editoria indipendente e locale, oltre all'intero catalogo de Il Mulino.
Altrettanto successo hanno ottenuto gli spazi dedicati al cibo di Eataly, che occupano un'area di quasi 500 mq: dal dicembre dello scorso anno l'osteria e la vineria hanno servito oltre 100mila coperti; più di 50mila persone hanno invece comprato un panino al bar caffetteria, 100mila hanno gustato un caffè e in 84mila hanno acquistato i prodotti in vendita.

Coop Adriatica si era aggiudicata nel marzo 2007 il bando del Comune per la ristrutturazione, il restauro, la manutenzione e la gestione, per 12 anni, dell'ex cinema in disuso, realizzando un investimento di 3,7 milioni di euro destinato anche a riqualificare quest'area di Bologna.

Delverde passa all’argentina Molinos Rio de la Plata

Dopo la definizione del nuovo assetto societario, operata in varie fasi nel corso del 2009, che ha visto l’acquisizione del 99,5% del capitale sociale di Delverde Industrie Alimentari Spa da parte di Molinos Rio de la Plata, il pool di manager e di professionisti guidato dall’Ad Leonardo Valenti sta ultimando il passaggio di consegne ai nuovi manager che assumeranno la responsabilità di gestione a partire dal 1 gennaio 2010.

Molinos Rio de la Plata, leader nel settore agroalimentare in Sud America e primo esportatore argentino di prodotti alimentari e oleari con 2,5 miliardi di dollari di fatturato nel 2007, nel confermare Pierluigi Zappacosta nel ruolo di presidente del Cda di Delverde, ha dato grande merito al gruppo dirigente che ha guidato il pastificio negli ultimi quattro anni.

Il piano industriale portato avanti dall’amministratore delegato Leonardo Valenti e dal suo staff -che nel 2005 ebbe l’intuizione di costruire la cordata per l’acquisizione dell’azienda dal fallimento- è stato definito da molti osservatori come una case history di successo, perché nell’innescare un raro esempio di doppio turn-around, riguardante sia la proprietà sia l’aspetto gestionale, ha consentito di salvaguardare il lavoro di 120 dipendenti, un patrimonio di esperienze produttive e un marchio conosciuto in tutto il mondo.

Nei quattro anni sono stati infatti sviluppati investimenti per 3 milioni di euro per lo stabilimento di Fara S. Martino e per 4 milioni di euro in operazioni sul trade e sulla marca per il recupero di quote di mercato in Italia e nei 52 Paesi all’estero: il fatturato di Delverde è così tornato  a crescere, passando da 25 milioni di euro nel 2006, a 28 nel 2007 e a 29,6 nel 2008, con una stima di 30,5 milioni nel 2009, nonostante negli ultimi due anni abbia dovuto affrontare la più grande crisi del settore pastaio e la crisi finanziaria globale tuttora in atto.

Video Retail Summit 2009 – gli esperti Federico Lalatta

Essere Benessere allarga gli orizzonti all’ottica

Il primo reparto di ottica, dopo un pilot nell’area di Milano, è stato aperto a novembre nel Villaggio della Salute Essere Benessere di piazzale Corvetto, sempre a Milano.
Lo shop offre un’ampia scelta e un servizio personalizzato. Sono oltre 700 le referenze proposte, tra occhiali da vista e da sole, lenti oftalmiche e tutti i tipi di lenti a contatto (terapeutiche e cosmetiche), insieme a soluzioni per lenti a contatto.
La misurazione della vista e la scelta del tipo di occhiale più adatte alle esigenze del singolo avviene con la consulenza di un ottico optometrista sempre presente in reparto. I costi? Si va dal primo prezzo al migliori marche: occhiali da vista completi di lenti antiriflesso a partire da 89 euro.

Chi è Fd Consultants
Si tratta di una holding che controlla 5 società attive in altrettante linee di business: Comifin (servizi finanziari per le farmacie), Essere Benessere (Servizio di gestione integrata a farmacie e parafarmacia) Medical (Gestione poliambulatori), Quidnovi (commercializzazione di prodotti parafarmaceutici), Parafarco (Deposito e distribuzione farmaci e parafarmaci). Relativamente a Essere Benessere, il network  di farmacie (38 store) con location prevalentemente nel nord Italia, i dati del 2008 evidenziano un fatturato di 50 milioni di euro.

Trend Micro entra nella gdo per diventare il numero 1

“Per noi la presenza sugli scaffali delle insegne della gdo, oltre quelle specializzate, rientra in una strategia precisa di marketing attraverso la quale vogliamo aumentare tanto la nostra visibilità quanto la nostra quota di mercato. Già da qualche mese stiamo lavorando in questa direzione, con l'obiettivo di offrire al mercato consumer soluzioni tecnologiche efficaci e semplici in tema di sicurezza”. Con queste parole, Carla Targa, marketing manager di Trend Micro, leader globale nella sicurezza dei contenuti internet, chiarisce le logiche alla base della scelta di entrare nella gdo: diventare un interlocutore privilegiato per utenti domestici e piccoli uffici, che rimangono, al momento, ancora marginali per la società, il cui business è principalmente focalizzato su grandi imprese (industrie, banche, ecc).

La partnership con Distram

In questa operazione Trend Micro ha scelto come partner Distram, distributore specializzato nei canali gdo e gss che opera sul territorio nazionale. “Trend Micro è il primo vendor di prodotti software a entrare nella nostra offerta -precisa Massimo Vezzoni, presidente di Distram- Per noi si tratta di una scelta strategica orientata ad offrire un completamento della gamma con l'idea di diventare il numero 1”.

Al momento, i prodotti Trend Micro sono presenti in una cinquantina di superfici di vendita tra cui Finiper (per ora 8 ipermercati con l'intenzione di una copertura totale della rete e con l'estensione a Unes), Coop (attualmente 9 ipermercati, 5 di Coop Lombardia e 4 di Novacoop) e 30 pdv di Comet. Anche con Il Gigante e Trony le trattative sono ormai alle battute finali.

Per migliorare la visibilità della gamma, sono allo studio anche soluzioni espositive particolari, sia preferenziali sia come shop-in-shop, come già avviene all'estero, visto che le referenze sono già disponibili da insegne come Fnac, Media World, Carrefour e Staples.

Nuovo direttore commerciale per Nova (Euronics)

Remo Guidi assume la direzione commerciale di Nova Spa, storico socio Euronics, al quale riporteranno le aree acquisti, marketing, vendite dei pdv diretti e il customer care.

Con la nomina di Guidi, una lunga esperienza nel mondo del retail e dell'industria, l'azienda si propone di rafforzare le attività connesse al retail diretto e a incrementarne il fatturato.

Cremonini si aggiudica il servizio ristorazione a bordo di tutti i treni spagnoli

Il 1° dicembre, il Gruppo Cremonini, attraverso la controllata Cremonini Rail Iberica S.A., ha avviato la nuova attività per i servizi di ristorazione on board su tutti i treni della rete spagnola ad alta velocità (AVE), i treni a lunga percorrenza (Larga Distancia ed Euromed) e i treni notte (Trenhotel, Elipsos, Lusitania), per un totale di oltre 320 treni serviti al giorno.
Il contratto ha una durata di quattro anni, ed è rinnovabile per ulteriori due anni. Il fatturato complessivo previsto per i primi quattro anni è di circa 470 milioni di euro.

Nel campo della ristorazione ferroviaria on board, si tratta della più importante gara mai bandita da una rete ferroviaria europea.
Indetta dalla società delle ferrovie spagnole RENFE, la gara era suddivisa in tre lotti secondo le aree geografiche di business “Nordeste y Transversales”, “Norte y Este Mediterraneo” e “Sur”: Cremonini se li è aggiudicati tutti e tre, per un totale di oltre 24 milioni di clienti serviti all’anno.
L'accordo prevede la gestione dei servizi di ristorazione sulle Carrozze Bar di tutti i treni, il servizio di vassoio al posto per le classi “Club” e “Preferente”, la gestione delle Carrozze Ristorante e dei servizi notturni per Trenhotel, Elipsos e Lusitania.

La Cremonini Rail Iberica opera nel mercato spagnolo dal 2006 dove fino a ieri deteneva circa il 20% del mercato della ristorazione a bordo treno. La società in questi anni ha gestito i servizi di ristorazione sull’alta velocità spagnola garantendo un’offerta adeguata al target dei nuovi passeggeri dei treni veloci, preparandosi così a cogliere le nuove opportunità di business.

Con questa gara sono circa 1.200 i treni serviti da Cremonini ogni giorno in 8 Paesi europei con 5.400 dipendenti,  di cui 2.300 in Spagna. Il Gruppo, oltre alla Spagna, è presente sui treni inglesi Eurostar che collegano Londra, Parigi e Bruxelles attraverso il tunnel sotto la Manica, sui treni belgi Thalys che percorrono le tratte Bruxelles, Parigi, Colonia, Dusseldorf e Amsterdam, sui treni italo-svizzeri Cisalpino, e su oltre l’80% della rete ferroviaria francese (treni ad alta velocità TGV e iDTGV, e i treni Corail).

Nel 2008, la divisione ristorazione di Cremonini ha realizzato ricavi totali per 474,7 milioni di euro, di cui 198,6 milioni di euro realizzati dalla divisione On Board.

Dolce Gusto apre a Milano temporary store fino al 24 dicembre

Anche utilizzandolo come semplice pit stop durante la corsa allo shopping natlzio, assaporando un espresso o una delle altre bevande che è possibile realizzare, in soli 30 secondi, grazie alle macchine e alle capsule del suo innovativo sistema, il temporary store Nescafé Dolce Gusto avrebbe già assolto un grande compito. In realtà, offre molto di più. Per esempio, è possibile usufruire delle indicazioni di una personal shopper in carne ed ossa, che 7 giorni su 7, consiglierà sui regali di maggior tendenza, che si tratti di un semplice e divertente gadget o di oggetti super esclusivi, indicando anche dove poterli trovare. In più nello store sono presenti alcune postazioni pc che permettono di accedere ad un software creato ad hoc per visionare una selezione di oggetti suddivisa per categoria (moda, design, food, sport, hi-tech e curiosità) e prezzo (dai 5 ai 180 Euro), facilmente e liberamente consultabile dal pubblico.
“Non volevamo creare uno spazio dedicato esclusivamente alla promozione e alla vendita di Nescafé Dolce Gusto -sostiene Alberto Vercelli, marketing manager Nescafé-. La scelta di aprire un temporary store nel cuore delle vie dello shopping milanese è legata alla volontà di incontrare i nostri consumatori, offrire loro un caffè, un cappuccino o una delle tante gustose bevande e di proporre un concreto servizio di consulenza personalizzata in grado di suggerire, in base alle loro diverse esigenze, idee regalo curiose e unconventional che spaziano dalla moda al design alla tecnologia.”

L’innovazione di Nescafé
Ovviamente, nello store è possibile acquistare l’intera gamma di prodotti Nescafé Dolce Gusto, dalle macchine nei due modelli, la Melody2 e la nuovissima Circolo disponibili in diversi colori, alle capsule che consentono di creare quattro varietà di espresso oltre a Cappuccino ovvero: Latte Macchiato, Chococino, Cappuccino Ice e Mocha. A completare il “mondo” di Nescafé Dolce Gusto sono gli accessori di design, dalle tazzine ai cucchiaini e ai portacapsule, per ricreare a casa propria un vero angolo bar.

Gli sconti non bastano a moltiplicare le vendite

Promozioni e tagli ai prezzi hanno tenuto a galla le vendite in alcuni settori in questi mesi di crisi economica, soprattutto per i prodotti ad alta tecnologia. Tuttavia, l'aumento degli acquisti non è riuscito a compensare la discesa dei listini, conservando il segno meno anche nei settori più vitali. Questa l'analisi emersa dall'Osservatorio annuale di Findomestic Banca sui consumi degli italiani.

La tecnologia paga, ma non abbastanza
Per quanto riguarda i beni per la casa, le vendite sono salite del 3%, ma gli sconti medi del 9% hanno provocato una perdita di valore pari al sei per cento. Sono i prodotti a maggior contenuto tecnologico (smartphone, televisori lcd, decoder e notebook) ad aver centrato i migliori risultati. Al contrario, i beni costosi ma senza particolari innovazioni, come i mobili e gli elettrodomestici bianchi, hanno sofferto maggiormente gli effetti della crisi sui portafogli dei cittadini. Gli elettrodomestici bruni hanno mostrato una crescita del venduto pari al 16%, favorita, però da una limata del 20% ai prezzi che ha prodotto una perdita in valore del quattro per cento. Tra i protagonisti del settore figurano i televisori lcd e al plasma e i decoder.

Analoga situazione per la telefonia con +9% di vendite ma -6% di fatturato considerando la riduzione dei listini. L'informatica, invece, ha visto una sforbiciata del 18% sui prezzi e nonostante ciò un calo delle vendite pari al sette per cento. Le macchine fotografiche segnano una riduzione su entrambi i fronti: -5% in quantità e -12% in valore (con i prezzi mediamente tagliati del 7%). Il settore dei mobili dovrebbe aver toccato il fondo nel 2009 con una diminuzione del venduto di circa il dieci per cento.

Vento in poppa per le auto ecologiche
Per quanto riguarda, invece, il settore delle automobili, il 2009 si chiude con un calo delle immatricolazioni che sfiora il 3%, con le vetture diesel (-20%) e benzina (-15%) a segnare le perdite maggiori a ottobre, rispetto allo stesso mese del 2008. Le auto alimentate a gpl, metano e quelle elettriche, invece, sono balzate in alto del 186%, costituendo il 20% delle immatricolazioni complessive. Per i ciclomotori di cilindrata 50cc, gli ordini sono diminuiti del 18%, mentre le cilindrate superiori hanno retto l'urto della crisi. Gli scooter più potenti hanno anzi aumentato le vendite del nove per cento. Batosta peri camper (-30%) nonostante gli incentivi.

La Rinascente sceglie Oracle Retail per razionalizzare la pianificazione finanziaria

La Rinascente ha adottato Oracle Retail Merchandise Financial Planning per ottimizzare le proprie capacità di pianificazione finanziaria e razionalizzare le operazioni nell'area del lusso e dell'alta moda.
L'implementazione di questa soluzione fornirà a La Rinascente un'applicazione di pianificazione condivisa a supporto della gestione dei piani pre-stagionali e stagionali, mettendo a disposizione una serie di KPI (Key Performance Indicator) relativi a vendite, markdown, entrate, magazzino, margine lordo e open-to-buy.

Il nuovo sistema è destinato ad aiutare La Rinascente a creare piani di vendita sia strategici ad alto livello, sia di dettaglio a livello più basso sulla base di accurate previsioni della domanda.
La Rinascente ha identificato in Oracle Retail la soluzione più affidabile per le attività dei propri negozi in quanto fornisce un sistema di pianificazione scalabile e strategico, capace di produrre valore rapidamente e, per i clienti, di supportare un'esperienza di acquisto di alto livello.

Le fasi dell'implementazione
La prima fase dell'implementazione è iniziata lo scorso maggio e, secondo le previsioni della società, il sistema sarà operativo sulle collezioni stagionali entro la fine dell'anno; verrà quindi eseguita l'installazione permanente dell'applicazione a supporto delle collezioni del prossimo anno.
“L'impegno de La Rinascente è quello di promuovere lo sviluppo del proprio business e di investire in sistemi di respiro internazionale, in linea con la strategia di trasformazione adottata dall'azienda” spiega Alberto Baldan (nella foto), direttore generale de La Rinascente-. Oracle Retail ci aiuterà a ottimizzare la nostra capacità di pianificazione finanziaria e supportare l'ampliamento e la sempre più accentuata complessità delle nostre operazioni”.
“Oracle ha come obiettivo quello di fornire a La Rinascente un supporto strategico allo sviluppo di attività ancora più flessibili e competitive -aggiunge Alessandro Della Monica, country leader Oracle Retail, Oracle Italia-. Siamo pronti a mettere a frutto tutta l'esperienza maturata con altri grandi nomi del settore retail per aiutare La Rinascente a migliorare le performance di business e fornire valore”.

Be Chic, shop in shop e nuova private label di Iper

È un vero e proprio shop in the shop, con il plus di avere un proprio ingresso direttamente sulla galleria del centro commerciale (nella foto quello del Fiordaliso di Rozzano).
Si tratta delle boutique Be Chic –sii elegante- realizzate da Iper (10, per il momento gli store coinvolti), che propongono prodotti di bellezza (linee make up, prodotti viso e corpo, profumeria ecc) e gioielleria (dagli orecchini oro e diamanti a 576 euro fino anelli in argento a 9,90 euro). Be Chic è anche il brand con cui sono firmati molti dei prodotti proposti nello shop in shop, come le linee di make up e dei gioielli: una nuova Pl di Iper.

Auchan apre il terzo ipermercato nella provincia di Bari

È il terzo ipermercato firmato Auchan nella provincia di Bari, dopo quello di Casamassima, aperto nel 1995, e quello di Modugno, del 2004. A livello nazionale, l'apertura di oggi, a Triggiano, porta a quota 48 gli ipermercati di Auchan in gestione diretta.
“Questo ipermercato -dice Christian Iperti, direttore generale di Auchan- viene inaugurato a vent'anni esatti dal nostro debutto italiano. Oggi, come allora, siamo guidati dall'energia di una visione forte. Vogliamo, infatti, in un processo di miglioramento continuo, avere un impatto positivo sul potere d'acquisto dei consumatori. Ci riusciamo. Mettendo in campo un sistema di valori molto semplici e proprio per questo importanti”.

Lo sviluppo dell'economia del territorio
Ipermercato, all'interno del Centro commerciale BariBlu di Triggiano, occupa una superficie di 7.500 mq, realizzata ampliando l'area precedentemente occupata dell'Iperstanda, creando 200 posti di lavoro (47 ex dipendenti Standa), oltre ai 50 occupati dall'azienda a cui Auchan affida le proprie attività in outsourcing. Anche a Triggiano quindi, dà vita a un “circolo virtuoso” di cui beneficia l'intero contesto socioeconomico.
All'interno dell'ipermercato sono infatti proposti, sui 5mila complessivi, oltre 1.500 prodotti tipici, gioielli della tradizione pugliese. Prodotti provenienti dalla creatività di oltre cento aziende locali, per la maggior parte di dimensioni medio piccole, che grazie alla grande vetrina di Auchan affrontano nuovi orizzonti commerciali. Inoltre, Auchan porta questi prodotti anche in tutti gli altri ipermercati italiani e, molti di essi, anche sugli scaffali degli ipermercati di tredici Paesi nel mondo.
In più, le 200mila famiglie che rappresentano il bacino d'utenza dell'ipermercato avranno uno stimolo in più per rendere i loro comportamenti più armonici con l'ambiente, usufruendo delle alternative firmate WWF che sostituiscono i sacchetti in polietilene, osservando tutte le misure messe in atto per il risparmio energetico e la riduzione dei rifiuti: da Auchan lo vedono, a casa lo fanno.
Infine, i clienti potranno fare la spesa in modo diverso è veloce. Questo grazie alla logica dei “negozi nel negozio“ come ad esempio il reparto bio, quello equosolidale e il self discount, e grazie anche ai sistemi di casse self service Cassamica e CassaXpress, che permettono di ridurre in maniera considerevole le code in uscita.

Hollister arriva in Italia aprirà il 10 dicembre a Roma Est

Atteso, desiderato, sognato da folle di teen ager per il suo mix di abbigliamento, musica fra gli 85-90 decibel, immagine eroico-romantica sud californiana. Con l’arrivo di Hollister Co, a Roma si assisterà al replay di quanto successo a Milano per l’apertura di Abercrombie & Fitch? Lo vedremo il prossimo 10 dicembre, con l’inaugurazione dello store, nella galleria dello shopping center Roma Est.  Per la cronaca, la recente inaugurazione del flagship Abercrombie
& Fitch a Milano, nel primo weekend, oltre a code interminabili di giovani, ha generato un fatturato di 1,2 mio $ (fonte A&F). Ora, sarà anche vero che, come si compiacciono alcuni operatori del fast fashion che  “di Abercrombie ce n’è uno solo, sono altri i competitor da temere”, ma fatturare cifre simili in un weekend è pur sempre un risultato non indifferente.

Lo stile Sud California
Esteso su 750 mq, anche lo store di Roma propone il format tradizionale dei negozi Hollister (abbreviato in Hco), caratterizzati, in particolare, dalla facciata esteriore, che ricorda quella di un capanno della spiaggia dei surfisti californiani(nella foto, lo store in apertura a Roma Est).
Per capire meglio, Hollister Co.  è un lifestyle brand Usa della Abercrombie & Fitch Co. Il concept è ideato per attrarre il target young teens (tra i 14-18 anni), attraverso la sua immagine ispirata all’abbigliamento casual SoCal (South California). Se in Italia ai meno giovani può forse essere un marchio pressoché sconosciuto, a livello internazionale, nel 2008, è risultato  il secondo brand preferito nell’ambito di quelli dell’abbigliamento teen.
Come ogni altro brand di A&F (inclusi Ruehl No. 925 e Gilly Hicks), l’immagine è costruita su una romantica storia di fantasia, divenuta leggenda, e legata a John M. Hollister, personaggio del primo ‘900, che rimanda all’amore, alla bellezza, giovinezza, al mare in particolare allo sport del surf), allo sport, all’avventura. Insomma, un’immagine in grado di coinvolgere anche emotivamente, le new generation.

I numeri di A&F
Il primo store Hollister è stato aperto nel 2000 all’Easton Town Center in Columbus (Ohio). L’ultima apertura europea, in ordine di tempo, è dello scorso maggio a Londra, che oggi conta sette store Hollister.
In luglio, però, a New York City (SoHo district) l’azienda ha inaugurato il primo flagship Hollister Epic, che dovrebbe, nel 2010, essere replicato nella Fifth Avenue.
In totale, alla data del 13 novembre 2009, il retailer statunitense conta -negli States- 347 store Abercrombie & Fitch, 209 abercrombie store, 509 Hollister Co, 27 Ruehl No. 925 e 16 Gilly Hicks. A livello internazionale, invece, A&F è presente, oltre che, come detto, in UK, in Canada con 3 abercrombie e 6 Hollister Co. Secondo fonti aziendali, “È in fase di accelerazione lo sviluppo in Europa, in particolare in Francia, Germania e Spagna, che vedranno a breve le aperture di Hollister”.
Bisogna, però, sottolineare che anche A&F ha subito pesantemente gli effetti della crisi economica internazionale: gli ultimi dati del 13 novembre, riferiti al terzo trimestre 2009, evidenziano una perdita del 15% del giro d’affari, passato da 839,34 a 765,40 mio $ (ma, a parità di store, la perdita sale al 22%).

Location strategica per il pdv della cooperativa Frutta da Favola

Fare la spesa di frutta e verdura fresca mentre si aspetta il turno per il pieno di benzina: è la proposta della cooperativa Frutti da favola, aperto a Modena, che sabato 28 novembre ha aperto al pubblico un punto di vendita ubicato nell’area del distributore Total di via Emilia Ovest 314, di fronte al parco Ferrari.
L'assortimento del negozio -che si trova accanto  al primo distributore di latte fresco aperto in città- comprende ortofrutta, rigorosamente di stagione, latticini e formaggi, salumi e vini. Tutti prodotti delle 14 aziende agricole -dieci modenesi, le altre distribuite tra le province di Bologna e Reggio Emilia- che l'aprile di quest'anno hanno costituito la cooperativa, che ha come obiettivo quello di far gustare ai clienti la qualità di frutta e verdura raccolte nel perfetto punto di maturazione e consegnate in giornata.

Filiera corta
“È come avere un mercato contadino aperto tutti i giorni, nel nostro caso tutti i pomeriggi, giovedì compreso (solitamente giorno di riposo in E. Romagna, ndr) dalle 15,30 alle 19 -spiega Antonio Maccaferri, presidente della cooperativa si San Cesario sul Panaro (Mo), aderente a Confcooperative Modena-. Noi vendiamo esclusivamente frutta e verdura coltivata e prodotta dalle nostre aziende, quindi di qualità garantita. Ci siamo costituiti in cooperativa per abbattere i costi della distribuzione e cerchiamo nuovi soci per offrire ai consumatori modenesi una gamma ancora più ampia”.

Oltre al nuovo negozio, la cooperativa Frutti da favola ha un paio di gazebo che funzionano come pdv stagionali aperti in alcuni periodi dell’anno sulla via Vignolese a Modena e sulla via Emilia Est a S. Anna.

DNV certifica le filiere sostenibili e illycaffè fa da benchmark

L'ente di certificazione Det Norske Veritas ha sviluppato un innovativo standard per la certificazione dell'approccio alla sostenibilità delle aziende attraverso l’analisi dei processi e delle relazioni con gli stakeholder lungo tutta la filiera produttiva, con particolare riguardo alla supply chain.
Per farlo, DNV è partito dal modello che illycaffè ha messo a punto negli ultimi vent'anni di rapporto diretto con i produttori di caffè del Sud del mondo.

DNV ha sviluppato questo standard integrando il modello illy con le linee guida attuali ed emergenti in tema di sostenibilità e responsabilità d’impresa, nonché gli standard di riferimento per le attività di certificazione ed accreditamento.
“Questo standard di certificazione della supply chain è particolarmente innovativo -ha affermato Vittore Marangon, Ad Det Norske Veritas Italia- in quanto orientato alla costruzione di valore nel lungo termine, attraverso il raggiungimento di elevati standard di qualità e il loro perpetuarsi nel tempo, anche attraverso politiche sociali a sostegno della catena di fornitura”.

Lo schema di certificazione, valido per qualsiasi tipologia di catena di approvvigionamento della materia prima e aperto a qualsiasi azienda e settore in tutto il mondo, ha sviluppato come primo esempio di attuabilità uno specifico protocollo esecutivo per la filiera del caffè.
Ovviamente, sarà proprio illycaffè la prima azienda a iniziare il processo di certificazione secondo il nuovo schema.

“La mancanza, fino a oggi, di uno standard verificabile da una terza parte che valorizzasse nella supply chain comportamenti responsabili considerando anche la capacità di fare qualità, ha portato confusione -ha commentato Andrea Illy, presidente e Ad dell’azienda triestina-. Grazie a questa certificazione il mercato finalmente disporrà di uno strumento efficace e basato su un sistema concreto di indicatori che rispondono anche a parametri di controllo e di qualità.”

Le caratteristiche della certificazione

Lo standard sviluppato da DNV è basato su criteri innovativi e nasce dall’integrazione, l’analisi e il confronto degli altri modelli di certificazione del settore, delle linee guida attuali ed emergenti sulla sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa, delle linee guida e gli standard di riferimento per le attività di certificazione e accreditamento nonché dall’esame del modus operandi di illycaffè.

Il modello è stato costruito tenendo in considerazione:

- la definizione di requisiti che rappresentano le migliori prassi disponibili nel settore;

- la concreta e capillare diffusione della politica di responsabilità sociale;

- la determinazione di specifici obiettivi di prestazione in ambito qualitativo, sociale, ambientale e della sicurezza;

- la valutazione dello stato di raggiungimento degli obiettivi;

- l’applicazione di un “riconoscimento economico” in funzione dell’impegno socio-ambientale.

L’approccio DNV è basato sulla verifica di Key Performance Indicators (KPI). Attraverso questo approccio viene introdotta una gestione dei fornitori basata su relazioni costanti, con la verifica del rispetto di alcuni requisiti di base e la definizione di obiettivi, che variano di area in area secondo le maggiori criticità locali individuate. Al raggiungimento di questi obiettivi, aspetto particolarmente innovativo in un’ottica evolutiva, per i fornitori sono previsti riconoscimenti di tipo sociale, non meramente economico, e orientati alla mutua sostenibilità.

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Gdoweek 506 | 30 novembre 2009 |

Novarese Zuccheri opta per le bustine in Mater-Bi

La gamma dei prodotti per il catering in Mater-Bi® realizzati da Novamont si amplia con un nuovo prodotto, soltanto all'apparenza insignificante: basta considerare i volumi prodotti, ma soprattutto la facilità di dispersione nell'ambiente. Dopo le posate, i piatti e i bicchieri, ecco quindi che arriva la bustina per lo zucchero biodegradabile e compostabile, realizzata grazie alla collaborazione con Novarese Zuccheri.

A stampa personalizzabile, le nuove bustine sono in carta, accoppiata tramite extrusion coating, ad uno specifico grado di Mater-Bi®.
Questo innovativo packaging ha le stesse prestazioni tecniche di quello
tradizionale ma è anche ecocompatibile, essendo biodegradabile e
compostabile; quindi può essere smaltito assieme al rifiuto organico.

I laminati con Mater-Bi via extrusion coating sono in grado di garantire prestazioni d'uso simili a quelle ottenute con plastiche tradizionali. Offrono una barriera contro i grassi e i gas, e un'ottima resistenza termica. Quest'ultimo aspetto rende questa tipologia di laminati  adatta per l'imballaggio degli alimenti.

Rinnovato il sito MarcoPoloShop.it

Nuova veste per MarcoPoloShop.it, il sito di e-commerce di Marco Polo Expert (proprietà di SGM Distribuzione) che punta su una grafica semplice ed efficace e migliora le funzionalità di base, come quella che permette all'utente di confrontare diversi articoli o come il pannello di ricerca che consente di selezionare i prodotti in base alle loro caratteristiche.
La caratteristica distintiva del web site è quella di offrire tutte le referenze disponibili all'interno della totalità dei magazzini e della piattaforma logistica e di porsi come un vero e proprio “magazzino virtuale unico” che garantisce al consumatore più informazioni, più scelta e opportunità di acquisto sull'intero assortimento dell'azienda. “Siamo molto soddisfatti del successo che in questi anni ha riscosso il nostro portale di e-commerce MarcoPoloShop.it” -dichiara Giancarlo Nicosanti AD di SGM Distribuzione-. Il fatturato 2008 è stato di 12 milioni di euro e prevediamo che possano diventare 20 quest'anno. In un mercato del retail sempre più dinamico, aggressivo e competitivo il nuovo MarcoPoloShop.it rappresenta un passo fondamentale nella strategia multicanale di Marco Polo Expert: aumentare il fatturato di gruppo sfruttando in modo sinergico ed integrato i canali di contatto con il consumatore, siano essi fisici o digitali.”
Ai quasi 2 milioni i clienti MarcoPoloClub è riservata un'area personalizzata di accesso direttamente dall'home page, la possibilità di sottoscrivere la propria fidelity card direttamente online, offerte dedicate e l'aggiornamento automatico del saldo punti in tempo reale.

Brand awareness in crescita

Marco Polo ha condotto attraverso la ricerca commissionata a Smart Research, un sondaggio per capire quali sono i punti di forza apprezzati dagli utenti e quali i margini di miglioramento.
L'indagine ha evidenziato una brand awareness totale di circa il 29%, in crescita rispetto alla precedente rilevazione di inizio 2009.

Gli aspetti del sito maggiormente apprezzati sono la sicurezza degli acquisti (82,6%) e l'aggiornamento costante e continuo del sito (77,9%), la disponibilità di acquistare prodotti innovativi (72,4%) e di scegliere tra le numerose offerte quelle dei prodotti più di tendenza (67%).
MarcoPoloShop.it viene scelto per i propri acquisti dal 7% del campione totale. Di questi acquirenti il 63,3% ha usufruito del ritiro presso il punto di vendita per evitare il pagamento online e non vedersi addebitate le spese di consegna, mentre il 27,7% ha scelto di completare l'acquisto online e di farsi spedire il prodotto a casa esclusivamente per comodità o perché non ha un punto di vendita Marco Polo Expert nelle vicinanze.
La customer satisfation è alta: circa l'87% degli acquirenti MarcoPoloShop.it ha espresso un alto livello di soddisfazione relativamente alla gestione dell'ordine e della consegna del prodotto. Tra coloro che conoscono il sito, più della metà si dichiara certo di effettuare un acquisto sul sito in futuro perché si fida di MarcoPoloShop.it e perché trova prezzi convenienti; si tratta perlopiù di persone di età compresa tra i 45 e i 54 anni che hanno comperato un prodotto online negli ultimi mesi. Per questo gruppo di persone, inoltre, il sito risulta migliore rispetto ad altri per la possibilità di ritirare i prodotti presso i negozi, per la ricchezza del catalogo, per la possibilità di accumulare punti sulla fidelity card e di poter contattare un help desk.

Storia di essenze

Selex cresce del 5% e sale al terzo posto in gdo

Grazie all'ingresso di un nuovo socio, Gruppo Selex, da gennaio 2010, incrementa la sua competitività e raggiunge un quota di mercato del 9,5% (totale canali di vendita, fonte IRI Infoscan proiezioni del 30 giungo '09) diventando il terzo distributore nazionale, dopo Coop Italia (14,3%) e Conad (10,9%).
Nel 2008 A&O ha realizzato un fatturato al consumo di 8.092 milioni di euro e prevede di chiudere il 2009 a quota 8.500 milioni, con una crescita del +5%. I dati sono stati presentati nel corso dell'Assemblea generale, svoltasi il 27 novembre a Trezzano sul Naviglio (Mi), sede della Centrale del Gruppo.
Selex è presente su tutto il territorio nazionale con una rete commerciale di 3.254 punti di vendita a insegna A&O, Famila, C+C e numerosi altri storici brand regionali, e conta oltre 30mila occupati.

Il futuro prossimo
Con l'ingresso della società Ce.Di. Marche di Ancona, da gennaio 2010,
presente nelle regioni del centro Italia con 120 pdv, salgono a 24 gli associati Selex. Un pool di medie imprese regionali, accomunate da una profonda esperienza sul territorio e
orientate al mercato locale.
Nel 2009, anno particolarmente critico per l'economia del Paese, le
imprese Selex hanno aperto oltre 90 punti di vendita e creato 750 nuovi posti di lavoro, per 275 milioni di euro di investimenti diretti. Per il 2010, hanno già messo in cantiere 102 nuove unità e diverse ristrutturazioni, per investimenti complessivi pari a 286 milioni di euro e l'ingresso di 1.130 nuovi occupati.
Grazie a questo piano di sviluppo, l'obiettivo di fatturato per il 2010 dovrebbe raggiungere 9.140 milioni di euro (+7,5%).
“I tassi di sviluppo del nostro gruppo negli ultimi anni confermano la vitalità delle medie imprese indipendenti italiane -ha sottolineato Riccardo Francioni, procuratore generale del Gruppo Selex- che, proprio in virtù dei cambiamenti nelle scelte dei consumatori, sono capaci, attraverso le loro strutture distributive, di rispondere meglio di altri alle esigenze d'acquisto delle famiglie nelle diverse regioni italiane”.

Gianmarco Laviola è il general manager di Mareblu Mwbrands

Gianmarco Laviola, 38 anni, laureato in Bocconi, da ottobre è il nuovo general manager di Mareblu srl - MWbrands.

Arriva alla nuova carica, nella sede italiana del più grande gruppo seafood confezionato europeo, dopo Kpmg, Unilever divisione gelati e surgelati, dove ha seguito progetti di marketing e trade marketing sulla linea di prodotti 4 Salti in Padella, e Anheuser, multinazionale americana, come responsabile del business Budweiser in Italia e nei paesi del Mediterraneo.

Mareblu, società del gruppo MWBrands, garantisce nel suo tonno la qualità della varietà pinna gialla che viene pescata secondo gli standard dettati dalle organizzazioni internazionali di tutela delle specie.

The Coca Cola Company riduce l’impatto ambientale delle bottiglie

Saranno 2 miliardi le bottiglie che The Coca Cola Company produrrà entro il 2010  utilizzando un innovativo tipo di PET parzialmente ottenuto da risorse rinnovabili.

La PlantBottle -questo il nome del nuovo imballaggio- utilizza un 30% di bioetanolo ricavato da canna da zucchero e melassa.
Questo permette di ridurre la dipendenza dell'azienda di Atlanta dalle materie prime petrolchimiche e a tempo stesso di ridurre l’impatto ambientale dei nuovi contenitori, che potendo venire smaltiti attraverso la normale raccolta differenziata della plastica, potranno venire riciclati come accade per il normale PET.

Le nuove Plant Bottle -che inizialmente verranno utilizzate per le tre cole (Coca-Cola Classic, Coca-Cola Light e Coca-Cola Zero) e per l’acqua minerale Dasani- saranno distribuite di qui a un anno in vari mercati del Nord America (Canada e alcuni paesi occidentali degli Stati Uniti), del Centro America (Messico), del Sud America (Brasile) e del Far East (Cina e Giappone).

Per quanto riguarda l’Europa, l’unico paese interessato al test per ora è la Danimarca, dove verrà utilizzata una formulazione diversa: 15% di bioetanolo e 50% di PET da riciclo purificato.

“L’introduzione della PlantBottle pone The Coca-Cola Company all’avanguardia nello sviluppo di packaging a base di materiali organici -ha commentato Scott Vitters, Director of Sustainable Packaging della multinazionale-. La nostra visione è quella di continuare a sostenere la ricerca sino ad arrivare ad ottenere una bottiglia realizzata con il 100% di materiale di origine vegetale, che risulti completamente riciclabile”.

I negozi affollati sono la prima fonte di stress negli acquisti natalizi

TNS Italia nella sua ricerca condotta per conto di eBay.it rivela che per 8 milioni di italiani oltre alla ressa nei negozi fonti di stress legata al Natale, sono le inevitabili abbuffate, il portafoglio che si svuota e le abbuffate ai cenoni e infine l'idea di ridursi sempre a fare tutto all'ultimo
minuto.
Ovviamente fra le soluzioni messe in campo per risparmiare, ben 5 milioni di italiani quest'anno si rivolgeranno al web per i loro acquisti, mentre altri “salteranno” il regalo per la suocera.
E a giudicare dai dati gli internauti hanno già iniziato la kermesse: il 16 novembre è risultato il giorno di maggior affluenza su eBay.it con circa 100 oggetti venduti ogni minuto e oltre 1,5 milioni di visitatori. Le categorie con il maggior numero di acquisti sono state: computer, orologi e gioielli, abbigliamento e accessori e cellulari (Moncler, Iphone e Notebook le parole più cercate).

Cambia molto la percezione dell'evento
Volendo paragonare lo spirito natalizio 2009 rispetto a quello di 10 anni fa, il costo del Natale che oggi preoccupa il 46% degli italiani, nel 1999 era fonte d'ansia solo per il 26%; anche lo stress natalizio è aumentato (47% vs il 33%) e la percezione più commerciale dell'evento (36% vs 28%).
A conferma della percezione del cambiamento è interessante notare che per il 75% degli italiani lo spirito natalizio si è perso, mentre in media il miglior Natale è stato vissuto all'età di 20 anni.

Spesa media
Secondo l'indagine italiana, la spesa media per cenone e regali sarà di circa 700 euro, di cui 260 euro, in media, per i doni ai parenti. Visto che sarà comunque inevitabile investire un po' di soldi per il Natale, si sta già pensando alle strategie per risparmiare, come: comprare i regali nei mercatini dell'usato (dichiarato da 17 milioni di connazionali) o nei mercatini eco-solidali (10 milioni) o più in generale rivolgersi a canali alternativi per risparmiare tempo e denaro quali i portali ecommerce come eBay. La ricerca dice che sono infatti 5 milioni gli italiani che si rivolgeranno alla rete per avere ampia scelta, abbinata al risparmio.

I dati europei
La crisi si farà sentire e gli europei spenderanno meno dell’anno scorso. I top spender del 2009 saranno gli austriaci con 231 euro (confermando il primato del 2008 in cui avevano  speso 241 euro) mentre saranno i polacchi quelli che spenderanno meno con 113 euro. L'Italia si pone giusto a metà classifica con 174 euro. 
Chi vedrà contrarsi di più la spesa, rispetto al 2008, sarà l'Irlanda con una diminuzione dell'11,5%, risultato in un certo senso atteso visto che è il paese europeo che ha maggiormente accusato gli effetti della crisi in atto. Quelli che ridurranno di meno la loro spesa saranno di nuovo i polacchi con solo 2 euro in meno.

Geodis Züst Ambrosetti lancia TOP48 anche in Germania

A seguito del favore riscontrato dal TOP48 Francia, Geodis Züst Ambrosetti ha deciso di estendere i confini europei del proprio prodotto TOP ed ha varato TOP48 Germania, il servizio di distribuzione capillare, mono e multicollo, in 48h garantite sull’intero territorio tedesco.

Con questo servizio, Geodis Züst Ambrosetti eleva i limiti di responsabilità a due volte il valore della copertura CMR: sicurezza e garanzia per i clienti sono così raddoppiate. A questo si aggiungono la copertura geografica capillare (resa di 48h ore in qualsiasi località del territorio francese e tedesco); il customer service preventivo (il servizio clienti avvisa in anticipo il cliente di eventuali anomalie di consegna); la tracciabilità.

Per l’inizio del 2010 Geodis Züst Ambrosetti conta di far varcare al prodotto TOP i confini di UK e Spagna.

Aperto a Palermo il centro commerciale Forum

Si chiama Forum Palermo ed è il primo grande shopping center che apre i battenti nel capoluogo siciliano. Il progetto, di complessivi 65mila metri quadri con 124 unità commerciali, è firmato da Multi Development–C Italia. L’investimento è di 225 milioni di euro, mentre i posti di lavoro creati sono oltre 900.
Situato nel quartiere Brancaccio, in prossimità dell’autostrada che collega Palermo a Messina e Trapani, la struttura comprende un centro commerciale di 55mila metri quadrati, un ipermercato di 13.500 mq a insegna Ipercoop e un’ancora esterna dedicata al bricolage di Leroy Merlin, che sarà inaugurata entro il prossimo autunno. Prima però, nella primavera del 2010, è prevista l’apertura di un cinema multiplex Uci.
Il concept è stato ideato da T+T Design (masterplan) e Progetto CMR e Lombardini 22.
Insieme alla food court, che offre una selezione di proposte gastronomiche etniche e locali, la galleria include insegne, tra le altre, quali Cisalfa, Conbipel, H&M, New Yorker, Piazza Italia, Scarpe & Scarpe e Mediaworld.  Secondo le previsioni, a regime il centro sarà visitato mediamente da circa nove milioni di persone ogni anno.

Il quarto Ipercoop siciliano
All’interno del Forum di Palermo è stato aperto il quarto Ipercoop siciliano. Progettato da Inres (il Consorzio nazionale di progettazione del sistema Coop), si sviluppa su una superficie 13.500 mq. Le casse tradizionali sono 26, più 10 self check out, completamente automatizzate, come quelle già attive nell’ipermercato di Catania-Gravina.
L’offerta sia nei reparti alimentari sia nel non food è completa: si entra da quella che può definirsi una sorta di quartiere dell’innovazione, con le ultime novità della tecnologia, e si finisce in una “piazza del mercato” nella quale si trovano i banchi dell’ortofrutta, quelli della forneria e tavola calda, il reparto gastronomia (piatti pronti e take away) e della pescheria. Buona parte delle produzioni avvengono all’interno dell’iper. Tra i reparti vi è anche CoopSalute.
Parte dei fornitori sono imprese siciliane: circa 120 sia commerciali (in grado di assicurare l’approvvigionamento di oltre 2.000 prodotti) sia di servizi. Alcuni di questi fornitori, in virtù dell’arrivo di Ipercoop Sicilia, stanno entrando nel circuito nazionale dei fornitori Coop, qualcuno anche nel novero più ristretto e ancora più selezionato dei fornitori di prodotti a marchio Coop. Nel complesso Ipercoop Sicilia genera, già oggi, con i fornitori dell’isola, un fatturato pari a 7 milioni di euro su base annua.

È Alce Nero & Mielizia, con Consorzio Libera Terra Mediterraneo, il vincitore assoluto di Ethic Award

Sono stati ben 89 i progetti che hanno concorso all'Ethic Award 2009, per i 7 premi di area (Processi industriali, Greening, Retailer locale e territorio-comunità, I giovani, Il consumatore, Minoranze e società, Il Sud del mondo) oltre al riconoscimento di Premio assoluto.
La giuria, presieduta da Monica Fabris di Gpf, ha assegnato il premio di Vincitore Assoluto Ethic Award 2009 ad Alce Nero & Mielizia insieme al Consorzio Libera Terra Mediterraneo, per promuovere prodotti buoni, puliti e giusti ottenuti dalle terre confiscate alla mafia.  Le motivazioni sono state così sintetizzate: "il coraggioso modo di fare economia valorizzando la terra e offrendo opportunità di lavoro e nuove prospettive ai giovani per fare sistema nella bonifica sociale e ambientale del nostro Paese.Un progetto dall'alto valore dimostrativo per la collocazione geografica e per la nobiltà dell'intento, che sa concretizzarsi in competenze sul territorio e riappropriazione dei valori. Un progetto dalla forte valenza sociale e di alto impatto simbolico a difesa della legalità."

Gli altri vincitori sono stati
Gli altri Ethic Award sono stati assegnati a:
-per l'area Greening, SMA con il progetto Supermercato ecocompatibile;
-per i Processi Industriali, Guna con il progetto No Patent;
-per Retailer locale e territorio-comuunità, Nordiconad con il progetto Last Minute Market;
-per l'area Il Consumatore ha premiato Ancc - Coop con il progetto Campagna Risparmia le energie
-per I giovani, Alce Nero & Mielizia
-per Minoranze e Società, Coop Adriatica con il progetto Biblioteca interculturale Mobile;
-per Il Sud del Mondo, Pedon con il progetto Scuola per figli dei lavoratori nello stabilimento del gruppo Pedon in Etiopia.

Un premio già storico
Ethic Award, creato da Gdoweek e che ha visto la prima edizione nel 2002, nasce con l'intento di premiare l'impegno che le imprese di beni di consumo, servizi, attrezzature e retailer realizzano, attraverso iniziative concrete, in una logica di sviluppo sostenibile, e quindi tendenti a un miglioramento della vita, dell'ambiente, del lavoro, della relazioni sociali e della cultura. In questa logica, il dibattito che ha preceduto la cerimonia di premiazione, in maniera del tutto innovativa e in linea l'evoluzione degli stili di vita, ha visto come protagonisti i blogger, che hanno espresso la loro visione della sostenibilità attraverso il dialogo creato da Cristina Lazzati, direttore di Gdoweek, con il supporto di Monica Fabris.

Giuria e collaborazioni
La Giuria di Ethic Award 2009 è composta da 16 membri (Giancarlo Longhi - Conai, Anna Bartolini - Consiglio Europeo dei consumatori, Marella Caramazza - Fondazione Istud, Sissi Semprini di Green Bean, Donatella Bollani - Area Architettura Gruppo 24 Ore, Laura La Posta - Il Sole 24 Ore, Marco Cuppini- Indicod ECR, Andrea Poggio - Legambiente, Gabriele Masera - Politecnico di Milano dip. Building Enviroment Science and Technology, Anna Meroni - Politecnico di Milano dip. Industrial Design, Arts, Communication and Faschino, Carlo Federico Bovini - Programma mondiale alimentare delle Nazioni Unite, Cristina Gabetti - scrittrice, Alberto Masetti Zannini - The Hub, Eric Ezechieli - The natural step, Paolo Pastore - Transfair Italia, Irma Biseo - WWF Italia) e dal presidente di giuria Monica Fabris - Gpf.
Ethic Award 2009 è realizzato con il patrocinio di Indicod-Ecr, in collaborazione con Gpf e con il contributo di Barilla, Illy, Palm e Procter & Gamble in qualità di sponsor.

Gli abiti dello show room eGo non si acquistano, si usano

È come avere a disposizione un grande armadio contenente moltissimi capi fra cui scegliere, senza però che questo armadio sia nella propria camera e senza doversi preoccupare poi di lavare né stirare gli abiti e neppure dei cambi di stagione. Il tutto a prezzi modici: ogni capo costa all’incirca quello del lavaggio di un abito in tintoria.
È quanto, in sintesi, propone eGo -ecologico Guardaroba organizzato- che ha già avuto il suo store pilot a Brescia e che ora apre uno show room (150 mq su due livelli) anche a Milano, in via Pietrasanta.

Condivisione
Basato sul concetto di una condivisione tra gruppi di donne degli stessi capi di abbigliamento, si tratta di una sorta di esperienza take-away dedicata alla donna impegnata, sempre di corsa in cerca praticità e di “soluzioni” su misura che le facciano risparmiare tempo e fatica.
Il meccanismo è semplice. Con un abbonamento annuale, si ha la possibilità di scegliere tra una collezione costituita da gonne, camicie, pantaloni, maglie e abiti interi, declinata in 5 taglie (dalla 40 alla 48) per ogni modello e prevede 8 differenti stili (tecnico, romantico, casual, folk, classico, glam, dandy, sport). “Si tratta di prestigiosi capi made in Italy –spiega Vittoria Bono, ideatrice di eGo- e per la loro realizzazione occorre una programmazione della produzione per le diverse stagioni”.
L’adesione al servizio è a numero limitato (circa 350) ed è aperta fino al 15 dicembre 2009.

Inaugurato a Bassano del Grappa il Grifone Shopping Center

Esteso su una superficie di 55mila mq e strutturato su tre livelli, ieri è stato inaugurato, a Bassano del Grappa (Vi), Il Grifone Shopping Center, centro commerciale con un ipermercato Interspar di 7mila mq, 40 negozi e punti ristorazione, e 2.200 parcheggi, di cui mille coperti. Lo shopping center servirà un bacino d'utenza a 40 minuti di percorrenza di circa 280.000 persone.

La location
Situato in un crocevia strategico tra le province di Vicenza, Padova e Treviso, tra le 40 insegne delle due gallerie (superficie totale di 18.300 mq) propone un'offerta variegata: dal megastore di elettronica Mediaworld, passando per i settori abbigliamento, con l'insegna H&M, calzature, con Pittarello, e Cisalfa, con gli articoli sportivi. Non mancano i negozi dedicati a salute, bellezza e accessori, e gli spazi destinati ai servizi.
La food court, posta in un'area al primo piano, propone tre punti per la ristorazione: il fast restaurant L'Albero, il fast food Pepè Italian Food e la pizzeria Tarantella; l'offerta di ristorazione è completata da due bar torrefazione e una gelateria.

La struttura
Posta ai piedi delle Prealpi vicentine, la struttura - il Gruppo Paterno ne è il promotore- de Il Grifone, nel pensiero del suo progettista, l'architetto Valentino Ivano Sebellin, si integra con il territorio circostante. Il design trae ispirazione dagli elementi naturali che fanno da sfondo: le montagne e le nubi. La facciata principale è infatti caratterizzata al centro da 6 creste, che simulano lo skyline delle Dolomiti. Il tutto si inserisce nella struttura ondulata in acciaio verniciato che vuole riprodurre il passaggio delle nuvole spostate dal vento, così come spesso si può ammirare da questo punto osservando l'orizzonte verso nord. L'interno è contraddistinto dall'ampia hall che ospita i tappeti mobili e gli ascensori panoramici e collega, sia verticalmente sia visivamente, i tre livelli. Il soffitto del terzo piano è costituito da una struttura ondulata che continua il movimento della facciata esterna, scaldandolo però con i toni del legno, con il quale è realizzato.

La gdo punta ancora sul volantino

Cresce l'importanza delle promozioni e le insegne riscoprono un vecchio ma efficace sistema per comunicarle: il volantino. La divisione Store audit di Nielsen ha implementato nel 2004 il servizio Folder@net, analizzando numero di pagine e prodotti, dimensioni e collocazione delle foto, composizione delle offerte merceologiche e modalità promozionali, potenzialità grocery dei pdv coinvolti.

Il 2009

I dati del primo semestre 2009 indicano un forte incremento delle promozioni: rispetto alla media 2008 il numero di referenze mediamente in promozione è passato dal 10% al 10,8% e la pressione promozionale (fatturato ottenuto mediante vendite di prodotti in offerta) è passata dal 22,7 al 24,2%. Dalla lettura dei dati dei volantini si evince che sono in continuo aumento le referenze presenti per singolo folder. Nel grocery in maniera più marcata (l'aumento è stato circa 10% in due anni, da 159 a 177) e scapito del mondo no-grocery, passato da 73 a 66. Anche se si tratta di prodotti promozionati è ancora diffusa la scelta di non pubblicare il confronto tra prezzi tagliati e prezzi originari anche se la trasparenza si sta facendo strada, poiché il consumatore si è fatto decisamente più accorto. Comunque le promozioni di entità non dichiarata sono ancora il 64% delle offerte in volantino.
Quanto alla tipologie di prodotto presenti fanno la parte del leone il fresco e la drogheria alimentare, la prima con una quota del 27,6%, la seconda con il 27,1%. Cresce l'importanza delle Pl, salite al 15%.

Retail Summit 2009 tutti i video

La crisi pesa sui rapporti tra idm e gdo. È una delle evidenze che si possono ricavare dall'ultima affollatissima edizione del terzo Consumer & Retail summit promosso da Il Sole 24 ORE in collaborazione con le testate del Gruppo GDOWEEK, MARK UP e Trasporti.

I tempi di pagamento
Uno dei temi al centro del dibattito è stato infatti il ritardo dei pagamenti ai fornitori da parte della gdo, con il presidente di Centromarca Luigi Bordoni che ha denunciato come insegne complessivamente rappresentanti i tre quarti del mercato abbiano ormai dilatato del 50% i tempi di pagamento rispetto alle previsioni contrattuali.
Al di là delle ragioni e dei torti (Vincenzo Tassinari, presidente di Coop ha replicato in diretta, Federdistribuzione ha emanato un'immediata dichiarazione contestando i dati) resta il fatto che quando la coperta diventa più stretta si cerca di tirarla il più possibile dalla propria parte: con il credit crunch disporre di denaro liquido è fondamentale.

Un rilancio sostenibile
Ma non sono soltanto le questioni contrattuali a preoccupare idm e gdo: entrambe devono fare i conti con un consumatore che sta profondamente cambiando abitudini e le strategie da implementare ne dovranno tenere conto se si vuole arrivare a un rilancio effettivo dei consumi.
Nel suo intervento di apertura nella sessione mattutina, coordinata dal direttore di MARK UP Luigi Rubinelli, Federico Lalatta Costerbosa, Partner & Managing Director di The Boston Consulting Group ha segnalato che si prospettano tempi duri per i follower per chi presenta un'offerta media; la polarizzazione dei consumi infatti è stata accentuata dalla crisi.

Crisi che, peraltro, non ha avuto solo aspetti negativi: con un'efficace citazione manzoniana, Giampaolo Fabris, ordinario di Sociologia dei Consumi all'Università San Raffaele di Milano, ha ricordato come Don Abbondio, alla conclusione della peste, dice che alla fine dei conti l'epidemia non ha fatto solo del male perché ha fatto sparire anche Don Rodrigo; analogamente il consumatore, già convinto di dover spendere meno, grazie alla crisi ha scoperto la necessità di spendere per consumi più sostenibili, e questo è un trend destinato a rafforzarsi, al di là dell'eventuale ripresa economica.

Nelle due tavole rotonde successive rappresentanti di gdo e idm hanno dibattuto dei temi del pricing e dei rapporti contrattuali tra insegne e fornitori.

Nel pomeriggio tecnologia, sostenibilità e segmentazione
La seconda parte della giornata, moderata dal caporedattore di GDOWEEK Ugo Stella, ha visto Fabio Vacirca di Accenture illustrare i rapporti fra crisi e cambiamenti introdotti dalla rivoluzione digitale nel reatil inteso come canale di comunicazione. Luca Pellegrini, ordinario di marketing Iulm di Milano, ha parlato dei driver che guideranno la spesa del consumatore nel dopo crisi, mettendo l'accento sulle tematiche della sostenibilità. Flavio Ballerini, Ad Ncr, ha illustrato i più interessanti sviluppi tecnologici riguardanti la distribuzione, mentre ancora sulla sostenibilità come fattore chiave dei prodotti acquistati dagli italiani era incentrato l'intervento di Francesco Fuselli, di Scs Consulting. Fabrizio Morandi di Tns ha parlato di come sostenere la marca in tempi difficili.
Indi si è svolta una tavola rotonda presenti idm e distribuzione sul tema della segmentazione da cui è emerso che la migliore conoscenza possibile del proprio consumatore, unita alla fidelizzazione sono elementi in grado di contrastare il fenomeno del trading down. Infine Giuseppe Minoia, presidente di GFK Eurisko ha tirato le fila del convegno parlandoci di nuove percezioni della realtà, nuove visioni del mondo e nuovi atteggiamenti del consumatore di fronte alla crisi.

Una settimana ricca di aperture per il fast fashion H&M

Il gruppo svedese Hennes & Mauritz, ovvero H&M, gigante del fast fashion e sinonimo dell'abbigliamento cool a piccoli prezzi, inaugura questa settimana 4 store in 4 centri commerciali: due degli store, quello di Bassano del Grappa e quello di Palermo, coincidono con l'apertura dei centri commerciali, rispettivamente Il Grifone, avvenuta ieri, mentre oggi è la volta del Forum di Brancaccio.
Il
26 novembre, a Biella, sarà quindi il turno di quello nel centro commerciale Gli Orsi ed, infine, il 27 novembre a Beinasco (To) all'interno del centro commerciale Le Fornaci.
Con queste aperture, l'Italia raggiunge la quota 63 punti vendita H&M, che quest'anno, con riscontri davvero significativi (come dimostra il successo di folla e di vendita dello store di piazza san Babila a Milano), ha ampliato la rosa degli stilisti che legano una loro collezione esclusiva con H&M: dalla metà di novembre, in 200 negozi selezionati in tutto il mondo, sono disponibili modelli di scarpe firmati dal noto stilista Jimmy Choo, in grado di creare calzature glamour e sexy allo stesso tempo.
È la prima volta che H&M firma una collezione design di accessori, che comprenderà scarpe, borse e altri accessori per donna e uomo.

L'offerta dei quattro store
Lo store di Bassano del Grappa si estende su una superficie di 1.350 mq. Alle collezioni donna, con completi coordinati ed eleganti e per tutti giorni, si aggiunge sia il reparto underwear che accessori, a completamento delle diverse linee una grande offerta di denim, L'uomo potrà trovare le collezioni per tutti i giorni, i capi più casual, un ricco assortimento denim Per i più piccoli saranno disponibili capi per tutte le fasce d'età da 0 a 14 anni.
Anche il punto vendita di Palermo, si estende su un unico piano per una superficie complessiva di 1.134 mq, al cui interno si possono trovare le diverse collezioni donna insieme agli accessori. Le collezioni uomo saranno disponibili in tutte le declinazioni: dai completi per tutti i giorni, ai capi casual, dal denim agli accessori e intimo. La linea per i bambini è presente con un ricco assortimento. Entrambi i punti di vendita avranno nuovi interni, dall'effetto cabina armadio che si sviluppa in un perfetto guardaroba, arricchito e aggiornato costantemente.
Il punto di vendita di Biella, invece, si estende su una superficie di 1.000 mq su un unico piano, dove i clienti potranno trovare le collezioni donna con capi everyday, casual e eleganti, arricchiti dalla linea cosmetica, anche il reparto uomo è completato dall'intimo e da una vasta gamma di denim. Il reparto bambino, anche in questo punto vendita,è fornito di capi dal neonato all'adolescente.
Lo store di Beinasco, alle porte di Torino, invece, si sviluppa su due piani, su una superficie di 1.000 mq al piano terra si trovano le collezioni per uomo e donna complete di accessori, mentre al primo piano lo spazio sarà dedicato al bambino dalla sua nascita fino all'adolescenza.

Lo shopping di Natale sarà come quello dello scorso anno

I regali di Natale rappresentano una spesa necessaria per la maggioranza degli italiani (il 70%) e, di questi, quasi la metà la ritiene anche una spesa piacevole. Chi acquista regali lo farà prevalentemente per i familiari più stretti (87,3%) e poco meno della metà (il 45,5%) comprerà più o meno gli stessi prodotti del Natale 2008.
Tra gli articoli che saranno più gettonati spiccano i capi di abbigliamento (70,5%), i libri (63,2%), i generi alimentari (56,7%) e il vino (40,9%), gli articoli sportivi (35,4%), Cd e Dvd (33,9%). Queste le intenzioni di consumo e il sentiment delle famiglie a un mese dal Natale che emergono dall'indagine Confcommercio-Format ricerche di mercato sui consumi degli Italiani per le prossime festività natalizie.

Le buone intenzioni
Gli italiani che si comporteranno in modo analogo al Natale 2008, relativamente agli acquisti per i regali, sono il 45,5%, mentre il 33,4% dichiara che rinuncerà certamente a fare alcuni degli acquisti che avrebbe desiderato. L'11,4% è ancora indeciso sul da farsi e il 9,7% dichiara che non effettua mai gli acquisti per i regali di Natale.
Tra coloro che faranno gli stessi acquisti, prevalgono gli uomini, chi ha un'età compresa tra i 18 ed i 44 anni e chi risiede nelle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est. L'atteggiamento di rinuncia allo shopping per doni di Natale prevale, invece, più tra le donne, tra chi ha un'età tra i 45 ed i 54 anni, e tra chi vive nelle regioni del Centro e del Sud Italia.

Gli italiani e i regali di Natale
Complessivamente, i regali di Natale rappresentano una spesa necessaria per il 70% degli italiani. Di questi, il 48,1% la ritiene necessaria e piacevole (atteggiamento proprio di tutte le fasce di età, fatta eccezione per chi ha un'età tra i 35 ed i 44 anni, e fortemente accentuato nelle regioni del Mezzogiorno), mentre il 21,9%, pur considerandola necessaria, ne farebbe volentieri a meno.
Per il 30% si tratta, invece, di una spesa inutile che, nella maggior parte dei casi (il 16,5%) si è anche costretti a sostenere, mentre solo il 13,5% oltre a ritenerla inutile riesce anche ad evitarla.
I destinatari dei regali natalizi sono prevalentemente i familiari (coniuge, figli, genitori, fratelli), con l'87,3% di risposte in questo senso. Il 75,5% li dedica ad “altre persone di famiglia”, il 68,3% agli amici, il 67,1% li acquista per se stesso. Il 53,3%, infine acquista i regali per i “conoscenti”, ovvero le persone con le quali intrattiene relazioni di lavoro (clienti e fornitori), una relazione professionale (il proprio medico, avvocato, ecc), o di altro genere.

Autogrill e Negroni presentano il panino Sua maestà il culatello

Autogrill, in collaborazione con Negroni, ha presentato a Zibello (Parma) il primo panino gourmet con Culatello di Zibello Dop, da sempre universalmente riconosciuto come il gioiello dell'alta salumeria italiana.

Da oggi, 24 novembre, sarà possibile trovare nei 480 Autogrill presenti lungo le autostrade, negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, nelle città e nei centri commerciali d'Italia il panino “Sua Maestà il Culatello”, creato da Autogrill per deliziare il palato di tutti i viaggiatori.

Per Autogrill i panini speciali e tipici del territorio -con vendite in crescita di oltre il 10% nel 2008- rappresentano oggi la tipologia più venduta con circa 7 milioni di pezzi commercializzati in un anno, circa 2.700 tonnellate di salumi e formaggi acquistati.

Secondo dati aziendali, sono oltre 4 milioni i consumatori che ogni giorno consumano uno dei pasti principali lungo le infrastrutture della mobilità, ai quali si aggiungono i circa 31 milioni che scelgono il panino come pasto almeno una volta alla settimana.

Ad Asti apre Tuit per Eataly che abbina prodotti e ristorazione firmata

Si trova in via Carlo Grandi, a due passi dal Teatro Alfieri di Asti, ed è il prossimo store di Eataly: nasce dalla collaborazione con Tuit srl (che gestirà il negozio), con cui condivide la stessa filosofia, cioè quella di valorizzare i prodotti di alta qualità della tradizione agroalimentare italiana, e si coniuga il binomio ristorazione e vendita di prodotti tipici.

Piatti tipici firmati
Lo store si estende su 600 mq su due livelli e l'assortimento è di circa 2.000 referenze selezionate. Sette le postazioni del supermercato: frigo con carni sottovuoto, salumi, formaggi e latticini e pane fresco sfornato all'alba; sugli scaffali paste, conserve, scatolame, dolci e biscotti e tante altre specialità con il brand di Eataly.
Al primo piano vi è anche il ristorante per il pranzo veloce con 50 coperti, mentre al piano superiore si trova la sala per la cena, il cui prezzo medio è intorno ai 35 euro.
A Tuit - Eataly si potranno degustare piatti tipici italiani preparati dallo chef Davide Sproviero, dal suo staff e da un consulente d'eccezione: Luca Zecchin, chef stellato di “Da Guido di Costigliole”.
Tra le altre iniziative, sono previste escursioni nelle aziende agricole della zona in modo da far conoscere i prodotti locali e le tecniche di produzione che li rendono eccellenti.

Nuova alleanza tra Sisa e Unes

Unes acquisisce il 20% delle azioni di Sisa Spa, il motore del sistema Sisa, l'azienda proprietaria dell'insegna e dei marchi del gruppo. Un annuncio che non giunge, però, come un fulmine a ciel sereno: dai due gruppi, infatti, nei giorni scorsi erano venuti segnali sulla necessità di un'aggregazione che aumentasse la taglia delle due insegne in un mercato sempre più competitivo.

Per ora non ci sono maggiori dettagli sull'operazione di partnership: si sa soltanto che, nel prossimo futuro, sarà approntato un piano industriale comune, con lo scambio dei consiglieri nei rispettivi CdA e che i due gruppi distributivi lavoreranno insieme per lo sviluppo di format di prossimità e su progetti legati alle private label.

“Abbiamo abbattuto il muro di preconcetti e pregiudizi che divideva gd e d.o. -dichiara l'ad di Unes Mario Gasbarrino-. Ora possiamo lavorare insieme a Sisa, condividendo lo stesso mercato, quello di super e superette, la stessa visione di presidio del territorio e la stessa visione del futuro. In un settore in cui i primi 5 gruppi controllano il 53% del mercato e il rimanente 47% è detenuto da altre 22 catene, occorre accrescere la propria taglia”.

Sergio Cassingena, presidente di Sisa, ha invece voluto sgombrare il campo dalle voci di difficoltà del gruppo determinate dal periodo nero e dai rischi di default di alcuni soci (come, ad esempio, il Cedi Sisa Calabria): “Abbiamo una leadership forte -dichiara il presidente- e questa alleanza con Unes porterà sicuramente nuovo business. Dal canto nostro, dobbiamo fare un passo in più verso una maggiore concentrazione del gruppo, magari lavorando per un'ulteriore razionalizzazione dei 6 cedi su cui si basa il sistema Sisa”.

Lidl dà il via alla seconda edizione del concorso “Un minuto di spesa gratis”

Fare la spesa divertendosi e per di più gratuitamente. Basta essere veloci. Lidl dà il via alla seconda edizione di Un minuto di spesa gratis, il concorso che lo scorso anno ha riscosso grande consenso

Velocità di spesa
Nella prima fase di gioco, dal 23 novembre al 20 dicembre, tutti i clienti che effettueranno un acquisto di almeno € 25 potranno iscriversi al concorso comunicando il codice che trovano sullo scontrino via telefono, Sms o compilando il modulo nel sito internet www.1minutodispesagratis.it.
Maggiore sarà il numero di scontrini, maggiori saranno le possibilità di vincere. In seguito verranno estratti 540 vincitori, uno per ciascun punto di vendita Lidl aderente all'iniziativa.
La corsa al Minuto di spesa gratis vera e propria si svolgerà in quattro domeniche, dal 17 gennaio al 7 febbraio 2010.
I 540 partecipanti avranno a disposizione 60 secondi per riempire il carrello senza pagare alla cassa. Inoltre, tutti i vincitori riceveranno un buono spesa da € 25 da utilizzare successivamente a proprio piacimento presso un punto vendita Lidl.
Il concorso verrà promosso attraverso una campagna pubblicitaria - on air a partire dal 19 novembre su internet, stampa e tv nazionale - volantini e comunicazioni in store.

Coop aderisce a Dall’etica all’etichetta e incentiva un consumo sostenibile

Duecento prodotti verdi, proposti e segnalati nei punti vendita Coop di Faenza, per invogliare i clienti a fare la spesa con maggiore attenzione all’ambiente e al consumo sostenibile.
È l’iniziativa Scegli ambiente, con la quale Coop Adriatica partecipa al progetto Dall’etica all’etichetta, promosso dal Centro di educazione ambientale del Comune di Faenza insieme alla facoltà di Scienze ambientali dell’Università di Bologna, sede distaccata di Ravenna. Obiettivo dell’iniziativa –finanziata dalla Regione Emilia e Romagna- è favorire il diffondersi di abitudini di consumo compatibili con l’ambiente.
Gli articoli -biologici, ecologici, confezionati con materiale riciclato, oppure a imballaggio ridotto o riutilizzabile, tutti a marchio Coop o Libera Terra- sono segnalati sugli scaffali da un cartellino verde con un albero stilizzato: tra gli altri, i detersivi in contenitori di plastica riciclata, i dentifrici senza involucro di cartone, il tonno pescato con tecniche sostenibili, il caffè con confezioni ridotte al minimo, i formaggi venduti senza vaschetta.
“Vogliamo verificare se è possibile aiutare e stimolare i clienti a fare la spesa ragionando anche in termini di tutela ambientale -spiega il direttore delle politiche sociali di Coop Adriatica, Marco Gaiba- Scegli Ambiente contribuirà infatti alla realizzazione della ricerca per la costruzione dell’Indice sui consumi sostenibili, curata dall’Università: uno studio sulla possibilità della grande distribuzione di incidere sui comportamenti d’acquisto dei consumatori, indirizzandoli verso scelte più sostenibili”.
Coop Adriatica darà inoltre sostegno anche ai laboratori nelle scuole e al concorso a premi promossi dal Comune, che porteranno alla realizzazione di un “Portale del consumo sostenibile” e alla diffusione di un block notes con riflessioni scritte dai ragazzi per una spesa attenta all’ambiente.

Coop Adriatica e la sostenibilità
L’adesione al progetto Dall’etica all’etichetta risponde alla strategia per la sostenibilità che Coop Adriatica (152 pdv, di cui 16 ipermercati, 1.926 mio/euro il fatturato 2008) ha messo in atto da alcuni anni, i cui risultati (economici, sociali e ambientali) sono riportati annualmente nel bilancio di sostenibilità.
Nelle aree in cui è presente -oltre alla Romagna, anche a Bologna, in Veneto, nelle Marche e in Abruzzo- Coop Adriatica ha realizzato numerose iniziative verdi: dall’utilizzo dei banchi frigo per i surgelati chiusi da uno sportello, all’introduzione dei sacchetti per la spesa biodegradabili o riutilizzabili, dall’eliminazione sugli scaffali delle lampadine a incandescenza, all’installazione degli erogatori di detersivi alla spina. A fine anno, inoltre, saranno 25 i punti di vendita della Cooperativa dotati di impianti fotovoltaici per la produzione di energia pulita.
Per ridurre gli sprechi e offrire risposte concrete alle persone bisognose, Coop Adriatica si è attivata con Brutti ma buoni, il progetto di donazione di alimentari invenduti -prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni estetiche, ma ancora buoni e commestibili- ad associazioni sociali. Il recupero degli invenduti a fini sociali è attivo oggi in 58 negozi: nel 2008, nei 51 punti di vendita coinvolti, è stato possibile recuperare circa 730 tonnellate di alimenti, a beneficio di 97 associazioni, che hanno potuto risparmiare quasi 3 milioni di euro e reinvestire così in attività di miglioramento delle strutture e della qualità della vita delle persone assistite.

Il Gruppo Finiper adotta soluzioni di sicurezza TippingPoint

Il Gruppo Finiper -l'azienda proprietaria della catena di ipermercati Iper, la grande I- ha una rete dedicata che collega tutti i punti di vendita, con due server farm principali ospitate presso le sedi Telecom di Rozzano e Cesano Maderno, e una server room -di dimensioni minori -all'interno di ogni pdv. L'infrastruttura di information technology supporta tutte le attività dell'azienda, sia nella sede centrale sia nei magazzini periferici sia nei punti vendita, per cui la presenza di server, terminali windows e personal computer è diffusa in tutte le aree. La rete è interamente basata su router Cisco, e protetta da firewall. Recentemente, all'interno di alcuni punti di vendita è stata installata un'infrastruttura di rete wireless - basata su wireless switch Cisco, con tecnologia Aruba - per l'applicazione di autolettura della spesa, che utilizza la soluzione Datalogic.

Intrusion Prevention Systems
Il Gruppo Finiper utilizza più di 30 sonde TippingPoint per la prevenzione delle intrusioni (Intrusion Prevention Systems, o IPS), installate in serie con i firewall, per l'analisi del traffico in ingresso nei propri data center. Le sonde sono di due tipi diversi: nei due data center sono installate due 1200E con un throughput aggregato di 1,2 gigabit al secondo, in grado di gestire oltre 750.000 connessioni al secondo, mentre nelle data room presso i pdv sono installate 30 210E con un throughput aggregato di 200 megabit al secondo, in grado di gestire oltre 8.000 connessioni al secondo.

"La funzione principale delle sonde TippingPoint -spiega Giovanni Oteri, responsabile dell'infrastruttura di information technology del Gruppo Finiper- è quella di analizzare il traffico in entrata verso la rete dell'azienda e bloccare l'attacco o il traffico malevolo quando il contenuto dei pacchetti viene identificato come malware". Il Gruppo Finiper è molto attento alla sicurezza, e gestisce con grande attenzione l'aggiornamento delle protezioni e i privilegi di accesso delle singole postazioni di lavoro. Nonostante queste attenzioni, però, ritiene indispensabile avere una barriera all'ingresso che faccia da filtro contro qualsiasi tipo di attacco da parte di malware.
“La nostra rete è complessa, per cui è difficile, se non impossibile, tenere costantemente sotto controllo tutto il traffico e garantire l'aggiornamento del sistema operativo di tutte le macchine -afferma Giovanni Oteri-. Come dimostra il recentissimo breakout del worm Conficker, basta poco per mettere in ginocchio l'intera rete di un'azienda. Nel nostro caso, non è successo nulla perché le sonde TippingPoint hanno bloccato tutti gli attacchi, e ci avrebbe avvertito in tempo reale della loro esistenza, potendo disporre del tempo necessario per definire una strategia di difesa anche nella malaugurata eventualità che il malware - nonostante le protezioni - riuscisse comunque a entrare nella rete”.
 
Gli IPS TippingPoint

I sistemi di prevenzione dalle intrusioni TippingPoint offrono un elevato livello di protezione delle reti da tutti i tipi di attacco dall'esterno, e in particolare dagli attacchi dei worm e dei virus. Le sonde vengono installate in modo trasparente all'interno della rete e analizzano il contenuto dei pacchetti in tempo reale, nel momento in cui essi passano al loro interno, per determinare se il contenuto è legittimo o pericoloso. Questa forma di protezione rappresenta il modo più efficace per difendersi dagli attacchi, così come  confermato dalle dichiarazioni degli esponenti del Gruppo Finiper.

Il sistema è basato sul Threat Suppression Engine (letteralmente: motore di eliminazione delle minacce) di TippingPoint, una piattaforma hardware specializzata che combina tecnologie di elaborazione allo stato dell'arte e sviluppate da TippingPoint in grado di eseguire contemporaneamente migliaia di controlli su ciascun pacchetto senza bloccare il traffico di rete. L'elaborazione parallela, infatti, assicura un flusso continuo dei pacchetti all'interno dell'IPS con una latenza -ovvero, un rallentamento- inferiore a 84 microsecondi, indipendentemente dal numero dei filtri che viene applicato.

Parte integrante della soluzione è il servizio di Digital Vaccine, sviluppato all'interno dei laboratori di ricerca Tipping Point (DVLabs), che fornisce i filtri di sicurezza contro le vulnerabilità. Questi filtri sono in grado di riconoscere l'origine dell'attacco -dal più semplice alle molteplici varianti di alcune vulnerabilità- senza compromettere le prestazioni della rete, e vengono aggiornati due volte alla settimana o immediatamente dopo la scoperta di minacce o vulnerabilità di tipo critico.

Le motivazioni della scelta
Il Gruppo Finiper ha effettuato delle prove sul campo dei prodotti Tipping Point, e dei confronti con le altre soluzioni disponibili sul mercato, e ha rilevato che la protezione garantita dai suoi Intrusion Prevention Systems è quella che risponde nel modo migliore alle proprie esigenze. Il Threat Suppression Engine, infatti, grazie alla presenza di diversi ASIC dedicati, è in grado di applicare simultaneamente quattro tipologie di filtri -indipendenti e complementari- al flusso dei dati, che nel loro insieme individuano e prevengono tutte le minacce: filtri basati sulle vulnerabilità, signature degli attacchi, e filtri sulle anomalie del traffico e dei protocolli.

Le prestazioni delle sonde vengono completate dalle biblioteche di documentazione sulle caratteristiche degli attacchi, che vengono alimentate dall'attività del laboratorio di ricerca TippingPoint sul Digital Vaccine (DVLabs), che è continuamente alla ricerca di informazioni sulle vulnerabilità e sulle relative soluzioni. Questa documentazione consente anche al personale del Gruppo Finiper di essere continuamente aggiornato sui problemi creati dai breakout dei worm o dalle infezioni dei virus.

Gli sviluppi futuri
In futuro, Il Gruppo Finiper ha in programma l'implementazione di una soluzione TippingPoint per il controllo degli accessi alla rete (Network Access Control, o NAC), che consentirà di assicurare l'applicazione delle policy di sicurezza a livello di utente e di singola apparecchiatura, per garantire la massima uniformità delle regole all'interno della rete. L'integrazione degli IPS già in funzione nei data center e nelle data room con i NAC permetterà quindi di estendere ulteriormente il controllo sugli accessi alla rete e sull'uso della stessa da parte di tutti gli utenti, e di ottenere una maggiore uniformità nell'applicazione delle policy di sicurezza.

Synco presenta Quick mounting, la praticità nella comunicazione

Quick mounting di Synco, il nuovo sistema con tubo in alluminio, si presenta come una soluzione leggera, pratica ed estetica, studiata per mettere in evidenza e permettere la rapida sostituzione del manifesto prezzo / offerta.
L’inserimento dei giunti nei tubi è ottimale e veloce grazie ad un sistema a molla innovativo che permette all’operatore un montaggio “ Fai da Te ”.

Italian Food Excellence

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