IBM, soluzioni per un mondo più intelligente
Il nostro mondo e i nostri sistemi stanno diventando sempre più intelligenti e non solo in senso metaforico: le nostre strade possono essere meno trafficate, l'acqua meno inquinata e più disponibile, le cure mediche più efficaci e meno costose, il cibo più sicuro e tracciabile”. Kevin Bishop, IBM Marketing &Communications Vice President Northeast Europe, ne è convinto, e vede davanti a sé un mondo in cui l'intelligenza sta permeando sistemi, processi e infrastrutture che permettono di sviluppare, produrre, comprare, distribuire e vendere qualunque tipo di prodotto. Grazie a una rete di interconnessioni sempre più profonde, tutti i dati a disposizione delle aziende possono essere trasformati in tempo reale in indicazioni basilari per il miglioramento degli oggetti di uso quotidiano e del nostro modo di vivere.
Anche il retail è interessato da questa trasformazione?
Tutti i settori si stanno evolvendo e niente è più dinamico e aggiornato del modo in cui vendiamo e compriamo: dall'agorà dell'antica Grecia ai moderni superstore, i mercati sono sempre stati il barometro più sensibile dei cambiamenti sociali ed economici. Tuttavia, oggi, il modello comune di retail è in difficoltà: le perdite si aggirano sui 40 miliardi di dollari all'anno, pari al 3,5% delle vendite, a causa di inefficienze della supply chain. Anche nell'industria alimentare si registrano enormi sprechi, quantificabili in 48 miliardi di dollari ogni anno solo negli USA, senza contare le inefficienze generate dai cosiddetti “food miles”: migliaia di chilometri lungo cui viaggiano i prodotti prima di raggiungere il mercato su cui saranno venduti.
Ci sono conseguenze dirette sui comportamenti di consumo?
Certamente. Un recente studio condotto da IBM Institute per Business Value su 30mila consumatori mostra come l'ansia per la crisi economica spinge ad appoggiarsi sempre più alle insegne di fiducia, da un lato, e a prendere in considerazione nuove possibilità, dall'altro. Saranno quindi solo i retailer in grado di attivare strategie reali e concrete a mantenere una posizione di leadership, mentre la gran parte dei player attuali è ancora ferma su un modello ormai superato.
Quali sono, quindi, le tre direttive principali lungo cui muoversi?
È il nuovo modello economico mondiale a chiedere al sistema di adattarsi a catene logistiche globali, nuovi modi e location inedite -fisiche e virtuali- per interagire con un consumatore più attento e “sveglio”. Dovrà essere un modo di fare business interconnesso a ogni livello, così che il sistema possa essere rimodellato sulle indicazioni dei consumatori in ogni momento, dal design del prodotto alla sua distribuzione. E poi tracciabile e misurabile, e intelligente, così da consentire la trasformazione di una quantità enorme di dati in valore reale, in tempo reale.
Per ripartire, gli economisti consigliano di investire in infrastrutture
Dinamiche e trend dell'economia globale e italiana. Sono stati in sintesi gli argomenti trattati nella prima mattinata della tre giorni di conferenze de L'Incontro Nielsen 2009. A coordinare gl'interventi di alcuni accademici e di un manager il professor Roberto Ravazzoni dell'Università di Modena.
La kermesse è iniziata con le considerezioni di Andrea Boltho, Fellow Tutor in Economics de The Magdalene College of Oxford che ha paragonato l'attuale situazione congiunturale mondiale con due grandi crisi del passato: il New Deal e il crollo del sistema bancario scandinavo degli anni 90.
Ciclicità e cupidigia
“Cupidigia” è la parola chiave utilizzata da Boltho per spiegare le cause dell'estrema debolezza dei mercati internazionali e in particolare di quello americano e cupididigia è anche il cavallo su cui puntare per uscire dalla recessione. Infatti, il professore ha dimostrato come la fase di flessione odierna sia iniziata nel mercato immobiliare statunitense a causa della smodata concessione di mutui sub. Agevolazione creditizia che, in concomitanza con gli sbalzi di prezzo di petrolio e materie prime, ha determinato la caduta dei titoli finanziari nelle borse di tutto il mondo: “Le crisi sono cicliche e durano mediamente un triennio -ha detto l'economista keynesiano-. Potrebbe andare anche peggio, ma le manovre fiscali di alcuni Paesi dimostrano una possibilità di ripresa”. In questo senso, non ha precedenti storici la politica economica della Cina che nel breve periodo ha deciso di investire circa il 6% del suo pil per incentivare la crescita.
La situazione italiana
Focus sull'Italia per Francesco Daveri, professore ordinario del dipartimento di economia dell'Università di Parma: “Purtroppo non è vero che in Italia la crisi sia inferiore rispetto quella di altri Stati -ha spiegato il docente-. Infatti, nel nostro Paese la contrazione del Pil rispetto all'anno scorso si attesta al -4,5% contro il -3% di media dell'area euro. Percentuale, quella dello stivale che ammonterebbe al -20% se proiettata a ritroso negli ultimi 15 anni:
“L'Italia è carente negli investimenti in tecnologia -ha detto Daveri- elemento che ha , invece, garantito una netta ripresa del pil in Irlanda e Finlandia”.
Il web e le connessioni
Dello stesso avviso Kevin Bishop, Marketing & Communication Vice President Northeast Europe di IBM, durante il suo intervento ha stimato che entro il 2011 saranno 2 miliardi le persone con accesso al web: “Grazie a una rete di interconnessioni tra infrastrutture sempre più intense -ha detto Bishop- i dati a disposizione delle imprese possono essere impiegate per ottenere informazioni al fine di migliorare la vita delle persone”. L'innovazione che invertirà le tendenze negative dell'economia globale.
L’Incontro Nielsen 2009 fotografa il cambiamento
L'economia dell'esperienza modifica i rapporti tra i soggetti della business community e il modo con cui avvicinare con profitto il consumatore contemporaneo. La 25esima edizione de L'Incontro Nielsen, in svolgimento al Forte Village di Santa Margherita di Pula (Ca) fino al 16 maggio, incentra la sua attenzione sul cambiamento in atto nel modo di fare business, sulle modalità con cui industria e distribuzione possono uscire da questa fase e su come la politica può accompagnare e facilitare questa rivoluzione. Tra linguaggi alternativi e un approccio più evoluto al modo di produrre e vendere, nonostante la crisi economica in atto scenari foschi per il futuro a breve. Tre giorni di lavori in terra sarda, incentrati sulle relazioni virtuose possibili tra i vari soggetti economici, che si snoderanno tra i contributi dell'economista Jeremy Rifkin e la sua terza rivoluzione industriale all'idrogeno, introdotto da Stefano Galli, Ad di The Nielsen Company, tra le richieste del mondo imprenditoriale portate avanti da Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, e le risposte della politica per bocca di Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione che parteciperanno agli incontri in programma, insieme ad esponenti del mondo accademico, della distribuzione e dell'industria di marca.
Gdoweek seguirà tutto lo svolgimento de L'Incontro Nielsen con il suo Daily, quotidiano realizzato e distribuito durante la manifestazione, mentre Il Sole 24 ORE Business Media, con le sue due testate Gdoweek e Mark Up, dedicherà ai 500 manager intervenuti, in rappresentanza di 250 aziende leader della produzione di beni di consumo, media, servizi e nuove tecnologie, una mostra multimediale incentrata sull'evoluzione del mondo del retail.
Da ProCarton sensibilità ambientale e tutela dei soggetti deboli
Pro Carton presenta a L'Incontro Nielsen 2009 una mostra interattiva che racconta l'approccio degli ipovedenti al packaging e l'attenzione che l'industria di marca mette (o dovrebbe mettere) nella realizzazione di aperture facili e nell'uso di materiali confortevoli, per chi non può contare in maniera completa sull'uso dei 5 sensi.
Nata sulla base dei risultati di una ricerca realizzata in collaborazione con il Politecnico di Milano, la mostra coinvolgerà i partecipanti al Convegno in una sessione di prova al buio di riconoscimento delle confezioni e di apertura e chiusura delle stesse, per sensibilizzare sul tema, che sarà oggetto anche di una relazione tenuta da ProCarton durante la 3 giorni sarda.
“Il nostro obiettivo è spiegare che si può investire in modo intelligente su un packaging che lavori in un'ottica di servizio, migliorando la vita quotidiana di un numero crescente di persone”, precisa Piero Capodieci, presidente di Pro Carton. Che si dice ottimista e fiducioso sul mood attuale e crede nella ripresa, capace di aprire buone prospettive anche per il mercato del cartone e cartoncino, dal momento che le vendite dei prodotti che utilizzano questi materiali come imballo sono calate a fine 2008 e nella prima parte dell'anno per la riduzione delle scorte, e non tanto dei consumi. “La situazione non potrà che migliorare nel corso del 2009, anche se alcune dinamiche di consumo saranno cambiate per sempre: c'è una nuova scala di priorità, in cui il consumatore attiva un ripensamento delle spese inutili e si concentra anche sulla portata 'etica' del suo acquisto”. Anche in considerazione della crescente attenzione che industria e distribuzione dimostrano per i temi dell'ecocompatibilità, del risparmio energetico e dello smaltimento dei rifiuti: “Oggi la sensibilità ambientale sta diventando un elemento di differenziazione, soprattutto per le insegne, che hanno saputo cogliere, oltre al riscontro positivo in termini di immagine, l'importanza dei risparmi che questo approccio consente, sul fronte logistico e degli imballaggi, per esempio”.
Capodieci, infine, guarda al futuro convinto che lo scenario di crisi e turbamento attuale si sia quasi completamente normalizzato, ma con qualche preoccupazione: “Gli interventi degli Stati e i piani programmatici fissati durante il G20 hanno dato un senso di tranquillità generale, ma per le imprese di produzione probabilmente il peggio deve ancora venire: non ci sarà meno rigore sull'erogazione di credito, e dal momento che le società italiane -soprattutto quelle che lavorano con beni di investimento- sono sottocapitalizzate, si potrebbero verificare chiusure e tagli”.
Antegnate Shopping Center
Il commercio elettronico è fermo ai valori del 2008
Turismo fermo e crescita delle vendite di abbigliamento. Questa è una delle tendenze attuali dell'e-commerce in Italia così come emergono dall'Osservatorio B2C del Politecnico di Milano presentato presso l'evento organizzato da Netcomm (il Consorzio del commercio elettronico italiano).
Lo scorso anno il fatturato dell'e-commerce è cresciuto del 18% sul 2007, arrivando a quasi 6 miliardi di euro (5,914 nello specifico), costituiti per il 55% dal turismo online, per il 21% da servizi come ticketing e ricariche, per il 9% da informatica ed elettronica, per meno dell'8% dalle assicurazioni. Si tratta di un valore assoluto di poco inferiore a quanto era stato previsto ad ottobre, prima della grande crisi, ma comunque positivo alla luce di ciò che è seguito.
Il "polso" del 2009
L'andamento registrato per i primi tre mesi del 2009, infatti, è a crescita zero: 1.280 milioni di euro di fatturato, come nel 2008. Non che ci si potesse aspettare un trend molto diverso e anche Alessandro Perego, responsabile scientifico Osservatorio B2C, lo conferma: “Il dato è in linea con le nostre aspettative e anche con la situazione internazionale”. Le previsioni sono logicamente piatte per tutto il 2009: attualmente il Politecnico stima un modesto +0,4% di crescita in valore, ma il dato potrebbe cambiare molto quando sarà presentata, il prossimo ottobre, la prossima edizione dell'Osservatorio B2C.
Questo, tuttavia, non significa che il commercio elettronico rallenterà nel complesso: diminuirà del 10% lo scontrino medio, passando dai 250 euro del 2008 a 225 ma, per contro, è atteso un aumento del 10% delle vendite in volumi. Una speranza è alimentata dall'opinione delle aziende interpellate dall'indagine del Politecnico, che per l'80% si dichiarano fiduciose in un incremento del proprio giro d'affari online. Inoltre, c'è la linfa che potrebbero portare le vendite all'estero, attualmente pari al 17% del totale ma attese in crescita del 20%.
Dominano i servizi, crescono i prodotti
Se l'utenza nostrana del Web continua a essere restia nell'acquistare sulla Rete (solo 5,6 milioni di persone hanno vissuto l'esperienza almeno una volta), anche l'offerta italiana di siti di e-commerce persevera nella propria generale arretratezza. Vi sono casi di eccellenza messi in campo da aziende che da anni operano del settore, sottolinea Perego, ma in linea generale gli operatori nel nostro Paese sono ancora pochi e, soprattutto, balza all'occhio l'assenza dalla Rete della grande distribuzione con particolare riferimento a quella food, settore dove solo 1 azienda su 10 opera online.
Sarà anche per questo motivo che in Italia sulle vendite Web continuano a prevalere i servizi (nel 2008 sono stati il 68% del totale) mentre alcuni prodotti non sono acquistati affatto. “I consumatori non comprano i prodotti semplicemente perché non li trovano; provate ad acquistare dei mobili online e vedete se ci riuscite”, commenta provocatoriamente Perego.
I dati del primo trimestre 2009 segnalano tuttavia un cambiamento nel paniere italiano degli acquisti online: diminuisce il fatturato dei servizi (-3% per il turismo) e si muovono in controtendenza molti beni tangibili: +4% per informatica ed elettronica, +19% per editoria e audiovisivi e, come si accennava, un netto +36% per l'abbigliamento, che segnala la vitalità del modello di comportamento degli italiani e anche una tendenza all'evoluzione dell'offerta.
Il Gigante di Assago (Mi): freschi e convenienza
Iper Vittuone: piazza dei freschi abbinata a mondi non food sempre più distintivi
L’ipermercato Auchan dell’Antegnate Shopping Center
Barilla Center for Food & Nutrition, un aiuto alla qualità della vita
Una fucina “di pensiero” che racchiuda i contributi delle personalità più importanti in ambito accademico, scientifico ed economico per raccogliere le sfide lanciate dalla modernità, in tema di sostenibilità, salvaguardia, cultura e “funzione sociale” del cibo. In sintesi è questa la mission di Barilla Center for Food & Nutrition, think tank promosso dal gruppo alimentare parmense per formulare proposte concrete che siano in grado di influenzare l’inerzia del mondo politico e sociale su temi legati a cibo e nutrizione.
“Siamo un’azienda alimentare leader -spiega Francesco Del Porto, direttore market unit Italy di Barilla Cfn- e fortemente sensibile alle tematiche sociali. Per questo abbiamo sentito il dovere di dare il nostro contributo mettendo non solo a disposizione la nostra esperienza di quattro generazioni, ma soprattutto dando la possibilità ad alcune personalità di grande rilievo (da Mario Monti a Umberto Veronesi, passando per eminenti accademici, sociologi, economisti, ndr) sia dal punto di vista delle loro esperienze professionali di assoluto successo che per la indiscussa credibilità, di formulare pensieri e proposte utili a rispondere concretamente ai grandi e veloci cambiamenti in atto che stanno impattando sulla società in tutto il pianeta. Auspichiamo che Barilla Cfn possa contribuire a migliorare la qualità della vita di molti milioni di persone nel mondo”.
Verso quale direzione sarà indirizzata la vostra attività?
Le personalità coinvolte saranno responsabili di individuare i temi prioritari ed emergenti che necessitano di una risposta urgente nel campo della nutrizione ed alimentazione e su questi di formulare proposte e ipotesi di lavoro. Non si tratta di un progetto chiuso: il Center evolverà nel tempo, aggregando nuove forze, e rispondendo prontamente a quelle che sono le necessità e le richieste della società sui temi più importanti, dal cibo per tutti all’accesso all’acqua, dal cibo come salute alla lotta all’obesità.
Se la globalizzazione, così come è stata definita finora, ha fallito, come può un grande gruppo multinazionale calarsi in questa realtà neo-localista? Esiste una ricetta Barilla?
Non esiste una ricetta unica, e non parlerei di fallimento della globalizzazione o di approccio localista. Come Barilla cerchiamo, invece, di essere molto pragmatici, lontani il più possibile da ideologie o logiche di pensiero. Prendiamo semplicemente atto che vi sono dei temi che necessitano di una risposta urgente e di fronte ai quali non possiamo fare finta di nulla: come Barilla, attraverso il Center for Food & Nutrition, faremo la nostra parte”.
Carrefour lancia Pronto PC, tessera ricaricabile per assistenza pc
Sarà esteso a tutta la rete dei 70 ipermercati Carrefour, il servizio Pronto PC, già attivo in 4 ipermercati del gruppo (Assago/Mi, Carugate/Mi, Paterno Dugnano/Mi e Grugliasco /To) e realizzato in collaborazione con unTecnico, società specializzata nei servizi di assistenza a domicilio e remoto in tutta Italia.
Il servizio di assistenza –in remoto o a domicilio- viene attuato attraverso l’acquisto della carta ricaricabile Pronto PC, disponibile in diversi tagli di ricarica e di minuti di assistenza: si parte da 9,90 euro per 10 minuti di assistenza per arrivare fino a 99 euro per 120 minuti passando per tagli intermedi di 30, 55 e 79 euro (corrispondenti a 30, 60 e 90 minuti).
Tecnologie retail: porte aperte alla Fujitsu Services
Fujitsu Services organizza, a partire dal 15 maggio, una serie di open day per presentare a retailer e operatori della gdo la propria offerta di servizi tecnologici per il punto vendita, mettendola in mostra presso la propria sede di Agrate Brianza (Mi).
Durante gli open day, sarà possibile comprendere come le tecnologie possano rendere unica e stimolante l'esperienza d'acquisto e portare immediati benefici ai retailer in termini di incremento delle vendite e di miglioramento dell'efficienza. Si parlerà, fra l'altro, di strumenti multimediali di interazione con la clientela, efficace gestione della loyalty, nuove modalità di gestione del back office, soluzioni per l'area checkout.
Tra le varie proposte, saranno operative anche le ultime soluzioni che
Fujitsu Services offre ai propri clienti grazie ad una serie di
partnership stipulate con aziende della comunicazione in store e del
settore Rfid, come la radio in store -frutto della partnership con Box
Communication- e le nuove applicazioni del magicmirror™, lo “specchio
magico” prodotto da The Big Space e distribuito da Fujitsu Services per
l'Italia, che consente al cliente di ottenere informazioni sul brand e
sui prodotti indossati solo avvicinando il capo allo specchio.
Workshop personalizzati
Nell'ambito di queste giornate sarà possibile, inoltre, seguire dei workshop con sezioni personalizzate per confrontarsi sulle effettive esigenze dei singoli comparti della grande distribuzione e del commercio.
“Gli operatori della media e grande distribuzione sono costantemente alla ricerca di applicazioni innovative per stupire e coinvolgere la propria clientela e che rappresentino un investimento perseguibile e dal Roi certo -spiega Denis Nalon, marketing manager di Fujitsu Services Italia-. Per questo, abbiamo voluto organizzare queste giornate, per mettere la nostra competenza trentennale in ambito retail a disposizione di chi crede che la chiave del successo e della competitività sia nell'accuratezza del servizio al cliente”.
Per informazioni e iscrizioni: denis.nalon@it.fujitsu.com
Ups cede Mail Boxes Etc. all’italiana Fineffe
Fineffe, holding di partecipazioni che fa capo alla famiglia Fiorelli, ha firmato un accordo per l'acquisizione di Mail Boxes Etc da MBE, Inc, società controllata al 100% da UPS (quotata al New York Stock Exchange).
L'accordo prevede anche che UPS continui ad essere il corriere privilegiato per i servizi di spedizione espresso offerti nei negozi internazionali.
Fondata nel 1980, a San Diego, in California, Mail Boxes Etc è tra le maggiori reti nel mondo di negozi in franchising nel campo dei servizi postali, di comunicazione e di supporto all'attività di aziende e privati.
Il contratto, firmato il 12 maggio, negli Stati Uniti, sancisce l'acquisizione da parte di Fineffe, attraverso la nuova società controllata MBE Worldwide, di tutte le attività a livello internazionale di Mail Boxes Etc, pari a 1.223 centri operativi in più di 30 Paesi per un giro d'affari aggregato nel 2008 di circa 330 mio/euro. Il contratto include il marchio ed il business format. Inoltre, prevede il trasferimento a Fineffe di tutti i contratti di master franchising attualmente in essere a livello mondiale (con eccezione del Nord America ed India che rimarranno in capo a MBE Usa). L'accordo prevede anche che i rapporti di business con UPS siano
ulteriormente rafforzati attraverso la firma di un accordo globale per
accrescere ulteriormente la cooperazione tra le due società ed i
rispettivi Network. Dal punto di vista finanziario, l'acquisizione è stata perfezionata anche con il ricorso a un finanziamento da parte del Gruppo Intesa San Paolo.
Strategie di Fineffe
Per Fineffe l'operazione ha un rilevante valore strategico perché trasferisce a livello mondiale, attraverso la controllata MBE Worldwide (che diventa il franchisor internazionale di MBE) la leadership già acquisita a livello europeo, dove la società guidata da Graziano e Paolo Fiorelli controlla le attività Mail Boxes Etc. in Italia, Spagna, Germania e Austria.
Più in particolare, Fineffe gestisce attualmente una rete di 807 centri operativi MBE, di cui 529 in Italia, 136 in Spagna e 142 complessivi in Germania e Austria, per un giro d'affari aggregato 2008 di 216 mio/euro, in crescita del 12% rispetto al 2007.
I protagonisti
Gruppo Fineffe è la holding di partecipazioni della famiglia Fiorelli che dal 1993 opera nella distribuzione organizzata al dettaglio di servizi, attraverso le catene ad insegna Mail Boxes Etc., Western Union, Direfarestampare e Credit Planet. Graziano Fiorelli, fondatore e presidente, insieme al figlio Paolo, amministratore delegato del Gruppo, dirigono dal quartier generale di Milano gli oltre 300 collaboratori.
La società ha generato nel 2008 un fatturato consolidato che supera i 145 milioni di Euro.
UPS è la maggiore società di spedizioni al mondo e leader mondiale nella gestione della supply chain e dei servizi cargo. Con sede ad Atlanta, USA, UPS serve oltre 200 paesi e territori in tutto il mondo.
“25 anni, imprese, uomini, ricordi. Un privilegio”
Guardare indietro fa un po' vecchio”... A dirlo è Roberto Gritti, padrone di casa e volto per antonomasia de L'Incontro Nielsen. Nel celebrare i 25 anni di “incontri” firmati Nielsen, si tagliano i nastri di partenza per i prossimi 25 e che cosa c'è di più saggio dell'inoltrarsi nel domani con i piedi ben piantati nell'oggi e sulla scorta dell'ieri? Il tempo passato, se ben coniugato, favorisce noi italiani, che di storia ne vantiamo parecchia, la saggezza è nel non “rimpiangerla”, cosa che farebbe, per l'appunto, vecchio. Molto più “savio” è il moto del ricordo ... Gritti: “Ricordo il meeting attraverso gli uomini che lo hanno fatto grande: Massimo D'Alema, il primo dei politici intervenuti, che è arrivato tre giorni dopo aver perso le elezioni. Sorriso forzato e poca voglia di parlare. L'invasione di carabinieri all'arrivo di Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica”. Così come è impossibile dimenticare le dispute “in punta di fioretto” tra Luciano Sita e Vincenzo Tassinari, nelle storiche tavole rotonde. Tanti i nomi illustri, economisti, sociologi, uomini di industria, ma soprattutto uomini di pensiero “e tra tutti, mi piace ricordarne due, straordinari, che sono passati da noi: il Cardinale Ersilio Tonini. che suscitò affetto ed emozioni e Ernesto Illy, illuminato Presidente di Centromarca, un uomo di cultura e umanità”.
Molti, tanti sono stati gli incontri, le conoscenze, le esperienze.
Torniamo con la mente agli albori, a Nielsen 25 anni fa: “Fu un'idea di Luciano Sita, subito condivisa da Nielsen: così nacque il primo Incontro Industria-Distribuzione. Organizzammo un torneo di tennis alle porte di Milano, tanta la partecipazione e l'entusiasmo; poi una grande festa al Circolo del Giardino di Milano, salutata dal primo dei temporali che avrebbero accompagnato la nostra manifestazione”, Roberto Gritti racconta così i primi passi de L'Incontro; ha ragione, dal primo all'ultimo anno, da Milano alla Sardegna de Il Forte Village, tanti sono stati i cambiamenti, anche un certo (non eccessivo) ricambio generazionale, molte le sorprese, ma una certezza c'è sempre stata: all'Incontro Nielsen un temporale non manca mai ...
“Nel giro di qualche edizione l'evento si è trasformato, sviluppando una maggiore attenzione ai momenti professionali, con una struttura organizzativa più complessa, ma sempre con l'idea di incontrarsi per sviluppare relazioni e parlare di business in modo informale e rilassato. La scoperta del Forte Village ha poi aiutato a modellare un meeting su misura”. Si rafforza, infatti, in Sardegna il microcosmo che permette l'umanizzazione dei rapporti, dall'arrivo dove tutti, o quasi, sono un poco ingessati, all'ultimo giorno in cui, complici gare e competizioni sportive, industria e distribuzione smettono i volti da lavoro e intrecciano rapporti più casual.
Il 2009, si sapeva, non sarebbe stato un anno facile e in fondo qualcuno potrebbe dire che di festeggiare non se ne sentiva un gran bisogno, ma è proprio qui che è indispensabile giocare la carta del futuro, infatti è tempo di guardare avanti non con paura, ma con determinazione e voglia di cambiare, senza nascondere le difficoltà, ma trovando insieme una strada per il rinnovamento, concorda Gritti: “I 25 anni cadono in un momento non facile che ha messo in forse la realizzazione di questa edizione. La decisione di Nielsen di non interrompere la continuità de L'Incontro e la forza e la generosità degli sponsor, che hanno voluto confermare il loro impegno, ci consentono di essere qui, più francescani, ma con lo stesso entusiasmo della prima edizione. Sarà comunque un meeting per cui vale la pena esserci”.
Sigma lancia Tre per te, promotion per vincere tre volte
Un concorso con una vincita immediata, un secondo con un’estrazione finale e una raccolta punti per una mini collezione: questa l’innovativa meccanica di Tre per te, l’operazione promozionale che Sigma propone, da maggio a luglio, in 1.000 pdv della sua rete.
“È un’operazione sperimentale, utilizzata per la prima volta in Italia che risponde a una logica di di breve periodo -spiega Paolo Palomba, direttore commerciale e marketing di Sigma-. Il nostro l’obiettivo è quello di di sviluppare le vendite a prezzo pieno e, allo stesso tempo, valorizzare le presenze nei pdv di prossimità e l’acquisto di impulso. Soprattutto vogliamo valorizzare, ancora una volta, la nostra idea di collaborazione con l'idm”.
La meccanica
L’operazione prevede che, a fronte di un acquisto minimo di 15 euro che comprenda almeno un prodotto a marchio Sigma e della linea premium Scelto, vengano consegnati alle casse una cartolina “Cancella & Vinci” e un bollino.
Nel caso di acquisti di prodotti di aziende sponsor -tra cui figurano nomi come Ferrero e Barilla- il consumatore ha diritto, nelle prime 4 settimane, a un’ulteriore cartolina che, nelle successive sei, si "trasforma" nell’erogazione di un bollino. Tutti i prodotti coinvolti in queste operazioni promozionali sono facilmente identificabili, grazie a materiale Pop esposto negli store nei quali è presente l’iniziativa.
Inoltre, per sostenere quest’attività, dall’11 al 24 maggio, è prevista una campagna pubblicitaria basata su brevi spot di 15 secondi –realizzati da Italia Advertising- che saranno trasmessi su La7, Sky, Sky Calcio e sul Digitale Terrestre.
I premi
Per il concorso a vincita immediata, sono messe in palio diverse tipologie di premi ritirabili direttamente alle casse, vale a dire buoni spesa di valore fino a 50 euro e tazze che, all’interno, contengono un pupazzetto mini The Dog. Questi stessi pupazzi sono l’oggetto da collezionare proposto nella raccolta punti, che prevede un collezionamento di 6 animaletti.
Infine, l'estrazione finale, che sarà effettuata entro il 30 luglio, prevede la possibilità di vincere 20 week-end a Londra per tre persone.
L’elasticità al prezzo cresce poco con la crisi
La rincorsa al taglio prezzo e alla promozione più spinta sono davvero la scelta strategica migliore in una fase di crisi? No, o meglio, non lo sono sempre e soprattutto non lo sono per tutte le categorie del largo consumo.
La risposta si può ricavare dalle analisi sull’elasticità al prezzo che Nielsen sta conducendo; ne parliamo con Maria Grazia Bolognesi e Romolo de Camillis, rispettivamente Custom Analytics Director Italy & East Med. e Director Retailer Service Italy.
Per elasticità al prezzo si intende la reattività della domanda al variare del costo di un bene. “Un approfondito studio compiuto negli Stati Uniti -dicono i nostri interlocutori- ha dimostrato che l’elasticità è meno accentuata di quanto ci si sarebbe aspettato; i risultati infatti evidenziano solo leggeri spostamenti nei periodi considerati”. Questo nonostante da tutte le indagini sui consumatori si evidenziasse una sempre più spiccata propensione al risparmio.
Lo studio
L’analisi condotta negli Usa ha preso in esame 300 prodotti a marca industriale e di insegna di 50 categorie del largo consumo e si è articolata in tre diversi step temporali: 2007, primo semestre 2008, secondo semestre 2008, in un arco temporale complessivo che ha visto dapprima l’incremento drammatico dei costi delle materie prime, riflessosi in un aumento proporzionale delle commodities (pane e pasta, latticini, oli) e dopo lo scoppio della bolla finanziaria. “Lo studio dimostra non solo che nonostante la congiuntura i movimenti della domanda sono stati complessivamente limitati ma anche che esistono significative differenze tra le categorie: sono più sensibili al prezzo gli item di cui ci si approvvigiona con maggiore frequenza, come gli yogurt, gli snack e le bevande e i prodotti a lunga conservazione come il latte Uht, mentre hanno un comportamento più rigido i freschi, i prodotti di maggiore prezzo unitario (la ricerca Usa indica come barriera i 5 dollari, circa 4 euro), tutto quello che si acquista con minore frequenza o si presta a una lunga conservazione in frigorifero, i surgelati e i freschi”.
Le Private label
Un aspetto interessante dello studio riguarda le Pl, che mediamente registrano un’elasticità al prezzo inferiore del 30% rispetto ai prodotti di marca. “Apparentemente è un paradosso perché i rincari appaiono più evidenti quando il prezzo di partenza è più basso -aggiungono Bolognesi e de Camillis- ma in realtà chi acquista un prodotto a marchio è già convinto di fare una scelta di convenienza. Questo come altri aspetti della ricerca a nostro avviso si adatta anche alla realtà italiana”. Risvolti pratici per Idm e Gdo? “Conoscere l’elasticità al prezzi -concludono i nostri interlocutori- comporta due importanti conseguenze nei punti di vendita: il primo è che si possono effettuare promozioni mirate su prodotti e marchi per i quali si rivelerebbero efficaci, la seconda è che consente una razionalizzazione dello scaffale con una scelta forse più limitata di prodotti, ma più efficace e utile anche per il consumatore”.
La politica del latte secondo Granarolo
Dal 1 aprile l’UE ha consentito all’Italia d’incrementare di 640.000 t la produzione annuale di latte. Dunque variano i parametri quantitativi che regolano la concorrenza nel settore lattiero caseario. Nel contempo le aziende del comparto sono chiamate al confronto con un richiamo all’etica e con la maggiore competitività dei marchi privati. Su questi temi risponde Luciano Sita, Presidente di Granarolo.
Secondo le ultime disposizioni Ue nel 2009 la produzione di latte sarà del 6% in più rispetto al 2008.
Cosa cambia?
Per sanare la posizione di chi non ha mai rispettato i parametri e a condizione che non salga la produzione complessiva, l’Italia ha ottenuto un anticipo dell’aumento delle quote produttive di latte, che negli altri paesi sono scaglionate in cinque anni. È un deterrente contro l’aumento indiscriminato della produzione, ma forti sono i dubbi circa la possibilità di estinzione dei quantitativi prodotti “in nero”. Al problema dell’eccedenza, che è globale, si aggiunge la difficoltà di esportazione dei prodotti caseari, soprattutto DOP, per il prezzo molto alto rispetto alla media degli altri Paesi. L’Ue ha annunciato che nel 2015 scadrà il regime delle quote latte.
A quel punto la concorrenza sarà effettiva?
Di certo si registrerà una selezione dei produttori meno efficienti e un’intensificazione progressiva della concorrenza, ma una produzione europea senza regolatori di mercato è piuttosto improbabile. L’Unione ha previsto di passare dal sostegno ai prezzi del latte, al sostegno del reddito degli allevatori e dell’ambiente. Così saranno avvantaggiate le imprese agricole che promuoveranno attività sostenibili.
Lei è tra i fondatori di Impresa Etica.
È possibile che la ripresa generale dei consumi passi attraverso un’economia etica e sostenibile?
L’etica in senso stretto non può generare una ripresa dei consumi, ma in un mercato più etico è possibile creare le condizioni per un’economia reale caratterizzata da imprese virtuose perché sostenibili. Oggi siamo testimoni del deficit, di ricchezza ed esperienza, provocato dal perseguimento senza regole di valori effimeri.
A proposito di consumi i report Granarolo del 2008 dimostrano un segno negativo a volume nel segmento Alta Qualità (-8,5%), mentre le PL (+5,1%) incrementano. Come si spiegano questi trend?
La crescita è avvenuta mediante un posizionamento di prezzo che dimostra la capacità competitiva delle insegne. Ora in molte zone la situazione si è stabilizzata seppure la fase d’introduzione delle Pl di latte fresco nella gdo non sia ancora esaurita.
Cauto Vittorio Radice: “La ripresa sarà nel 2012”
“La ripresa non ci sarà prima del 2012, anno in cui speriamo di tornare agli stessi livelli del 2007”: questa la previsione non particolarmente ottimistica espressa da Vittorio Radice, Ad di la Rinascente, nel corso di un recente intervento a Barcellona durante l’edizione 2009 del World Retail Congress.
“Il piano di ristrutturazione aziendale di 7 anni che abbiamo messo a punto aveva cominciato a produrre risultati interessanti: nei primi sei mesi del 2008 avevamo registrato, nelle vendite, tassi di crescita del 20%, scesi al 10% nei sei mesi successivi –precisa Radice-. I primi quattro mesi del 2009, invece, le vendite sono piatte con il risultato che il nostro trend di crescita si è drasticamente fermato”.
Nel 2008, la Rinascente ha chiuso l'anno con ricavi pari a 425 milioni di euro, con una crescita complessiva del 10,6%, mentre per il 2009 è previsto un bilancio "conservativo, ma non in discesa". In quest'ottica, non sono previste riduzioni di costi nè di investimento: l’obiettivo è proseguire nella strada intrapresa, “anche perché abbiamo organizzato l’azienda in modo da essere preparati a fronteggiare anche questo genere di situazione”.
Inaugurato l’Alta Cucina Culinary Center
Ha aperto agli inizi di maggio, il nuovo Alta Cucina Culinary Center, tra Madison e Park Avenue, sulla 38th strada, a New York. "Un posto unico -spiega Paolo Vannini, uno dei soci di fondatori della società-, dove gourmand, aspiranti chef, sommelier, ristoratori e apassionati di cibo in genere possono trovare ispirazione imparando dai migliori sul campo". Infatti, sono previsti corsi di cucina, degustazioni e guide all'assaggio di vini, oltre alla possibilità di organizzare eventi e cene private, il tutto affidato ai special guest altamente selezionati nel mondo del food, da famosi chef a prestigose firme del giornalismo.
Inoltre, il centro accoglierà i meeting dei membri di Alta Cucina, "un posto per incontrarsi e condividere il piacere della buona tavola e della compagnia" prosegue Vannini.
Prossimamente, dal 16 al 19 maggio, il centro ospiterà Bank una mostra dedicata al porcellino salvadanaio: opere in ceramica e allumio firmate dall'artista partenopeo Lello Esposito in collaborazione con la società newyorchese Viromare Design.
Sponsor di Alta Cucina Culinary Center: Alberti, Bauli, Molinari, Natura Water e Rocco Bormioli.
Dinon, il ready meal ittico cresce nonostante le tensioni sulle materie prime
La fase di start up della trasformazione in Gruppo Dinon è ormai alle spalle: l'azienda ha raggiunto un consolidato di 50 milioni di euro “34 milioni di euro di fatturato per Dinon e altri 16 milioni per Sialco e il pastificio Panda -dice Antonio Dinon (a sinistra nella foto, assieme ad Adriano Lubrano, responsabile comunicazione Dinon) amministratore delegato del gruppo- con una crescita del 4%”.
Fatto il gruppo, ora è importante razionalizzare l'offerta…
Ci stiamo lavorando, anche se non vogliamo perdere lo spirito creativo che anima le varie business unit dell'azienda. Non è facile conciliare l'ordine nella proposta dei vari marchi sotto l'egida Dinon e al tempo stesso continuare sulla strada della flessibilità, che è un plus che ci è riconosciuto dalla gdo.
Materia scottante è quella dei prezzi delle materie prime.
Cosa può dirci sull'argomento?
Tralasciando l'olio che ha ricevuto aumenti davvero rilevanti, il problema è che il fenomeno ha influito anche sul prezzo del pesce già sottoposto a tensioni vista la plafonatura della produzione a fronte di una domanda globale che cresce. È un fenomeno irreversibile che è iniziato alcuni anni fa con cui dovremo fare i conti in termini di prezzi al consumatore finale.
La gdo come si rapporta a questi aumenti?
È un problema serio dato che la gdo impone margini di trattativa molto ristretti che mettono a rischio i profitti delle aziende serie come la nostra e della categoria in genere. Questo pur in presenza di una domanda vivace che a quanto ci risulta nel ready meal sarebbe disposta anche a pagare un 10% in più pur di avere la qualità cui è abituata.
Qualità cui avete puntato con i nuovi sughi Marinara?
I nostri sughi Marinara applicano in maniera estensiva il concetto di qualità a cominciare dall'impiego di vetro per il pack per arrivare all'impiego del “fumetto”, il tradizionale brodo di pesce, come base per le ricette. Senza conservanti né additivi, sono da provare per sentire la loro freschezza e il gusto.
Coop Adriatica chiude bene il 2008 e pensa allo sviluppo sostenibile
“Nonostante il calo dei consumi, l'anno si è chiuso per Coop Adriatica con risultati positivi dal punto di vista economico, sociale e ambientale. O nostri margini prima delle imposte -sia della gestione caratteristica sia finanziari- sono stati piuttosto contenuti; tuttavia è proprio nei momenti più difficili che siamo chiamati a stare dalla parte dei soci e dei cittadini con forza e, quindi, anche ad offrire i sostegno diretto sulla Cooperativa al poter d'acquisto dei consumatori".
Con queste parole, Gilberto Coffari, presidente di Coop Adriatica, commenta i risultati 2008 della Cooperativa che ha registrato vendite pari a 1.926 milioni di euro, con una crescita del +2,4% rispetto all'anno precedente.
Per il 2009, l'obiettivo è arrivare a vendite pari a 1.989 milioni di euro, vale a dire 1.922,645 milioni di euro a parità di rete.
La rete di vendita
Il principale formato della rete è rappresentato dai supermercati, che rappresentano 135 negozi su 150; i rimanenti sono Ipercoop, che quest'anno aumenteranno di un'unità grazie all'apertura dell'Ipercoop di Faenza (Ra), prevista per il 3 giugno che, su 6.000 mq, riprenderà il modello low cost già testato a inizio 2008 a Schio (Vi), che sta per passare ad un'alimentazione con energia idroelettrica.
Per il 2009, sono in calendario altri 5 nuovi super, oltre alla ristrutturazione di 3 pdv, mentre è in crescita anche il formato di vicinato InCoop, destinato ai centri cittadini, già aperti a Bologna, Padova e Forlì.
Proprio la scelta di passare alla fornitura di energia da fonti
rinnovabili e alla dotazione sia di impianti fotovoltaici sia di banchi
frigo ecologici in 110 pdv ha permesso di abbattere le emissioni
inquinanti di anidride carbonica di 11.853 tonnellate, l'equivalente
della piantumazione di 17 mila alberi.
A conferma della volontà di proseguire sulla strada di uno sviluppo sostenibile, mercoledì 13 maggio a Bologna, il premio Nobel Amartya Sen sarà ospite in una lectio magistralis sulla situazione insieme al presidente Coffari.
- Le misure di Coop Adriatica per un 2009 conveniente e sostenibile
- Coop Adriatica e consumatori Nordest sostengono con il 10% di sconto i disoccupati
- Coop Adriatica verso il centro commerciale verde
- Coop Adriatica, librerie.coop e Eataly: aperto a Bologna l’Ambasciatori
- Coop Adriatica trasforma i Plenty Market in InCoop
Industria-Retail: il fascino indiscreto delle partnership
Da sempre caratterizzati da conflittualità, oggi i rapporti idm-gdo, argomento spinoso, ma intrigante, sembrano aggiungere alla tradizionale asprezza la ricerca di soluzioni innovative.
Qualcosa si sta muovendo in direzioni diverse con un unico obiettivo: rafforzare la shopping experience dei consumatori, attraverso collaborazioni di nuova generazione tra retailer e idm, che guardano oltre il category.
Spazio dunque a gestioni condivise di reparto per creare zone di attrazione e di traffico, che garantiscano maggiori vendite e rotazioni più elevate, come
dimostrano i casi:
- della cosmetica nell’ultimo Iper (Finiper) a Vittuone (Mi),
- del petfood, settore nel quale Purina e Carrefour
stanno passando dalla gestione del lineare alla realizzazione di
shop-in-shop (soluzione in progressivo sviluppo in gdo come nelle gss)
focalizzati sul servizio, proponendosi come un’area di consulenza a
360.
Anche il concetto di “consulenza” assume nuove accezioni e diventa sinonimo di:
- decentralizzazione del reparto (come nell’ormai pluriennale esperienza Quick -Sisa- ed Amadori);
- partnership, intesa come comune visione e coinvolgimento del business, nel caso dell’area dell’abbigliamento di Coop e Olimpias (Gruppo Benetton);
- differenziazione,
con l’inserimento di aree distintive, che suggeriscano un
posizionamento diverso: rientra in questa categoria la collaborazione,
nata per caso, tra Unes e Academia Barilla, in fase di ampliamento. - collaborazione con esperti, come nell'esperienza Il Gigante La Camera della Moda Italiana.
- terziarizzazione della logistica di reparto, come nella sperimentazione Gruppo Megamark (Selex) e Unilever.
In crescita anche le operazioni promozionali con “respiri” educativi, legate
- al tema ecologico come nel caso di Esselunga, Philips e a2aGdoweek 475, 30/3/09, pag. 25),
- a benessere-bellezza-alimentazione, come nell’operazione AlixirBarilla e Sephora.
Shop-in-shop e rapporti diretti con i consumatori
Esperienza maturata da tempo dai department store, classico esempio laRinascente e Coin, oggi, la formula shop-in-shop va diffondendosi anche al di fuori di abbigliamento e accessori, rivelandosi particolarmente adatta alle esigenze di visibilità e differenziazione delle insegne di elettronica di consumo.
Le soluzioni variano da isole brandizzate, sorta di esposizioni privilegiate che sottolineano lo sforzo innovativo dell’azienda, a spazi di circa 40 mq nei quali presentare l’intera gamma aziendale nel nuovo stile di comunicazione. Proposte che potrebbero funzionare anche negli ipermercati, che negli ultimi anni hanno visto “sfumare” il business legato all’elettronica di consumo a favore proprio delle gss.
Alcuni esempi significativi:
DimmidiSì con Sadas (Despar), Hp con Saturn e Carrefour, LG con Euronics, Saturn e Media World, Tim
L’opportunità dell’internazionalizzazione
Un altro genere di collaborazione, ancora tutta da valutare, è legata alle potenzialità che un’insegna può garantire alle aziende nello sviluppo di reti all’estero. È il caso di Crai che, con l’apertura dello store Piazza Italia a Pechino, apre nuove opportunità anche per le aziende italiane, elemento essenziale per costruire veri assortimenti made in Italy.
Gestione comune dei dati
È una delle aree che possono contribuire in misura significativa a generare efficienza nel rapporto tra industria e distribuzione. Proprio dalla necessità di migliorare la precisione e l’affidabilità del processo di comunicazione e sincronizzazione delle informazioni di prodotto, nasce il nuovo servizio di Catalogo Elettronico lanciato da Indicod-ECR basato sugli standard di GS1, in partnership con il provider SA2 Worldsync che fornisce l’infrastruttura tecnologica e le operation.
Coop Italia e Johnson Wax sono state le prime due aziende in Italia a collaborare su un progetto di catalogo elettronico per lo scambio delle informazioni logistiche e di marketing sui prodotti.
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Allegati
- Industria-Retail: il fascino indiscreto delle partnership
- Cover story | Gdoweek 480 | 4 maggio 2009 | di Marina Bassi, Enrico Sacchi |
- DimmidiSì ha il suo temporary shop nel Despar Express di Milano
- A scuola di petcare con Purina
- Amadori e Uno Mobile: nuova iniziativa di co-marketing
- Ecco Joyful, la nuova linea di abbigliamento Coop–Olimpias
- Esselunga, A2A e Philips insieme per il risparmio energetico
- Con Piazza Italia Crai porta a Pechino il top del tipico
Nuova essenza maschile Diesel in due centri commerciali
Totem bifacciali agli ingressi e nei punti di maggior traffico, banner aerei nel mall centrale, lumen girevoli: per il lancio della nuova fragranza maschile di Diesel Only the Brave L'Oréal, che lo produce, ha deciso di utilizzare i mezzi innovativi del circuito Total Domination di GrandiCentri per dare vita a un percorso evocativo del prodotto abbinato alla sensualità della campagna.
Per l'occasione, sono stati utilizzati il CentroSarca di Milano e I Gigli di Firenze.
“L'effetto scenografico offerto dagli impianti di GrandiCentri contribuisce, da un lato, a spettacolarizzare l'immagine della campagna pubblicitaria e, dall'altro, di diffondere tra i visitatori il fascino del brand”, spiega Andrea Piu, socio fondatore di GrandiCentri.
Sigma aiuta l’Abruzzo
Per aiutare le popolazioni terremotate dell’Abruzzo, Sigma ha deciso di mettere a disposizione della Croce Rossa Italia di Avezzano 50mila bottiglie di acqua naturale Sigma per un totale di 75mila litri.
Il trasporto delle confezioni da 1,5 litri è stato effettuato attraverso gli automezzi della società logistica di Parma Number One, che li ha messi a disposizione gratuitamente.
È Ferrero l’azienda con la migliore reputazione mondiale
Nel 2008 occupava la quarta posizione, ma quest’anno la multinazionale piemontese del cioccolato –conosciuta in tutto il mondo grazie alla forza di marchi del calibro di Nutella e Rocher- è riuscita a guadagnare il titolo di azienda con la migliore reputazione a livello mondiale.
Condotta intervistando più di 60.000 persone in 32 paesi, l'indagine Global Pulse, effettuata annualmente dall'istituto di ricerca internazionale Reputation Istitute, punta a misurare il grado di affidabilità registrato da oltre 1.000 tra le maggiori società del mondo in base a criteri di fiducia, ammirazione, rispetto, sensazioni positive e stima complessiva, oltre che su parametri più specifici quali l’innovazione, la governance e la qualità delle performance.
La forza del made in Italy
La graduatoria, stilata in base al punteggio calcolato su una scala da 1 a 100, vede appunto Ferrero piazzarsi al primo posto, con 85 punti, proprio grazie alla forza dei propri prodotti.
Altre società italiane presenti nella lista delle prime 200 migliori aziende del mondo sono Pirelli, al 90° posto, Eni al 117° e Coop al 120°.
Retail: in testa due insegne spagnole
L'elenco delle top ten prosegue con la svedese Ikea (84) e la statunitense Johnson&Johnson (83), che si posizionano rispettivamente sul secondo e sul terzo gradino del podio.
A seguire, due società brasiliane (Petrobras e Sadia), seguite dalla giapponese Nintendo, dalla francese Christian Dior, dalla multinazionale Usa Kraft Food, dalla spagnola Mercadona e quindi (unica compagnia aerea classificata) da Singapore Airlines. Da segnalare la presenza, al 14° posto, di un altro retailer spagnolo: El Corte Ingles.
Meliconi aggiorna il software dei telecomandi
Obiettivo: il top della versatilità.
Dall’inizio del 2009 Meliconi ha avviato l’aggiornamento del database dell’intera gamma telecomandi, così da renderla compatibile con tutti gli apparecchi audiovideo più diffusi: dai tv Crt tradizionali ai nuovi Lcd e Plasma, dai decoder digitali terrestri a quelli satellitari, dai decoder delle tv via cavo agli Hard Disk/Media Center esterni, dai videoregistratori tradizionali ai lettori Dvd.
Non solo: presto anche i telecomandi tv di sostituzione (modelli Facile, linea Speedy) saranno dotati di memoria permanente, che mantiene i codici programmati pure in assenza di batterie per un lungo periodo. L’ultima novità riguarda il Gumbody Universal 5 500, telecomando multi-dispositivo che verrà dotato della possibilità di memorizzare una successione di comandi associandola alla pressione di un unico tasto.
Eurofood offre un gustoso giro del mondo in 4 salse
Un viaggio goloso attraverso i continenti alla scoperta di nuovi ed intensi sapori, profumi, abbinamenti di cibi e colori.
Dall’Europa all’India e poi negli USA, per finire in Giappone, degustando 4 salse esclusive che connotano le tradizioni gastronomiche dei rispettivi paesi d’origine. Garantisce Eurofood, distributore nazionale di prestigiose specialità alimentari provenienti da tutto il mondo.
Partenza da Parigi, con le salse classiche a marchio Maille, fra cui primeggia la famosa senape di Digione; la tappa successiva è Londra -con digressione in India- grazie alla salsa Worcester per definizione, la Lea & Perrins; si attraversa l’Atlantico per sbarcare negli States, rappresentati dal Tabasco® Mc.Ilhenny, apprezzato da ben 125 anni; dopo un altro oceano, il tour si conclude in Giappone, con la notissima salsa di soia Kikkoman.
Gfk Eurisko: Internet, miti da sfatare e nuove opportunità
Al di là dei miti ricorrenti su Internet -dalla percezione che ne hanno gli utenti alle modalità di fruizione- esiste un modo alternativo di guardare alla Rete che può aprire delle nuove opportunità, anche in ambito pubblicitario. È questa la visione di Gfk Eurisko, che da anni conduce l'indagine New Media Internet -nel quadro di un articolato sistema di ricerche sul web- attività che le consente di fotografare i fenomeni più interessanti in questo momento.
“Esistono una serie di falsi miti da sfatare -spiega Edmondo Lucchi, direttore dipartimento New Media Gfk Eurisko- il primo dei quali vuole farci credere che Internet è il mondo 'virtuale', in opposizione a quello reale. Al contrario, le nostre ricerche confermano che Internet è profondamente concreto per le persone che lo usano. La loro vita e le loro azioni si esprimono, passano anche attraverso Internet. E in questo passaggio non perdono certo sostanza, semmai si rafforzano, si ampliano e si potenziano”. Internet si usa per la vita quotidiana, il lavoro, lo studio, il tempo libero, la comunicazione, le vacanze ecc.
Non solo Facebook
È altrettanto falso, sostiene Gfk Eurisko, che su Internet tutti usano Facebook, chattano, guardano le news. Studiare Internet in base al concetto di “utente medio” o “tipico” è un errore. Ad esclusione della posta elettronica, il generico browsing e il ricorso ai motori di ricerca, tutte le altre attività si sviluppano presso una minoranza di utenti. “Commercio elettronico, social networking, instant messaging, blogging, peer to peer, uploading, downloading -puntualizza Lucchi- sono tutte attività con un proprio specifico target. Ne segue inevitabilmente che ogni iniziativa condotta su Internet deve partire dall'individuazione di un target molto preciso”.
Valorizzare le relazioni
Non corrisponde al vero neanche la convinzione che chi controlla le informazioni in Internet ha potere.
Nessuno dei grandi standard di Internet (Google, eBay, YouTube, Facebook, Amazon) è, di fatto, un produttore di contenuti.
Le vere opportunità (quelle che producono margini di bilancio, o almeno quotazioni crescenti di borsa) si aprono per chi riesce a controllare il processo di intermediazione, scambio e valorizzazione delle relazioni
tra informazioni e persone. Gli utenti internet cercano in realtà “soluzioni”, “esperienze”, “significati”. “Di fronte a questa situazione -spiega Lucchi- spetta all'Offerta farsi carico dei bisogni e dei desideri del proprio cliente. L'integrazione nelle piattaforme digitali dei progetti e delle identità degli utenti è probabilmente il futuro del marketing online. Un approccio per niente virtuale ma molto concreto e reale, misurabile sul campo in modo rigoroso”.
Marlene, partnership con Mulino Bianco
Le mele Marlene, raccolte in Alto Adige dai soci del Consorzio Vog, sono dallo scorso primo maggio partner di Mulino Bianco per il progetto “Colazione all’italiana, un gesto d’amore”, il tour che in due anni toccherà circa 100 piazze delle province italiane promuovendo il valore e l’importanza di un corretto risveglio.
Durante ciascuna tappa una struttura itinerante a forma di mulino accoglie i visitatori che possono compilare un test per scoprire il proprio profilo di risveglio e provare una colazione personalizzata. Biscotti e brioche Mulino Bianco, insieme ad altri prodotti messi a disposizione dai partner di questa iniziativa, formano il vassoio della colazione all’italiana; le mele Marlene disponibili per l’occasione sono di quattro varietà: Golden Delicious per un buongiorno morbido, Fuji per un inizio energico, Stark Delicious per cominciare allegri e Granny Smith per una partenza leggera.
A Como
Il primo appuntamento si è tenuto con successo a Como, in Piazza della Vittoria fino al 3 maggio. “La partnership con Mulino Bianco si fonda sulla condivisione di precisi valori che accomunano i nostri marchi, entrambi fatti di tradizione, salute, autenticità e sentimenti puri” ha commentato Hannes Waldmüller, responsabile marketing di Vog.
Marlene è uno dei brand più noti in Italia nel settore ortofrutticolo. È stato creato nel 1995 con l’obiettivo di comunicare in modo unitario la produzione di mele del consorzio; 19 le cooperative coinvolte e 11 le varietà proposte al mercato italiano ed estero.
Cassingena riconfermato presidente Sisa
Anche per i prossimi tre anni, Sergio Cassingena è stato riconfermato presidente di Sisa Spa, mandato che ricopre da 25 anni.
Confermati anche i due vicepresidenti: Aldo Pettorino (Cedi Sisa Centro Sud) e Rinaldo Carta (Cedi Sisa Sardegna).
Sono state rinnovate anche le cariche del Consiglio di Amministrazione, che, oltre al nuovo ingresso di Alfio Morfino, attuale presidente di Cedi Sisa Sicilia in sostituzione di Paolo Sgroi, recentemente scomparso, vive nel segno della stabilità con il mantenimento delle cariche per Maria Cristina Amadeo (Cedi Sisa Calabria), Luciano Paglia (Cedi Sisa Centro Nord), Elpidio Politico (Cedi Sisa Centro Sud), Oreste Santini (Cedi Sisa Nord Ovest) e Giuseppe Sechi (Cedi Sisa Sardegna).
Sisa ha chiuso il 2009 con un fatturato di 4.289 milioni di euro, oltre 12.000 dipendenti e una erte totale di 2.475 pdv.
Nanoforum 2009 si sposta a Torino
Dopo quattro anni di ospitalità presso il Politecnico di Milano, con il pieno accordo dell'Ateneo lombardo, la quinta edizione della mostra-convegno dedicata alle nanotecnologie si terrà dal 9 all'11 giugno presso il Centro Congressi Torino Incontra.
Organizzato da ITER insieme a Camera di commercio di Torino, ICE (Istituto per il Commercio Estero), Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Università di Torino, Università del Piemonte Orientale, INRiM (Istituto Nazionale Ricerca Metrologica) con il supporto di partner locali, l'evento vanta un ricco calendario di iniziative, che comprende un tutorial generale e tutorial specifici su nanomeccanica, nanomedicina ed energia, più di venti sessioni di convegni focalizzati sui principali settori industriali (aerospace, agrofood, cultural heritage, energy, functional materials, nanomedicine, textile e molti altri ancora), oltre ad una mostra altamente specializzata e ad una giornata dedicata allo scambio di tecnologie (www.nanoforum.it).
Grazie al sostegno delle istituzioni e degli sponsor, l'ingresso alla manifestazione è gratuito, per facilitare la partecipazione anche delle piccole e medie imprese.
Timberland definisce il suo flagship ecologico
Recipease, acquisti facili e consigli da chef
Dogdays giorni da cani, ma chic
Brio S.p.A. apre a Verona il primo C&C dedicato al biologico
Accorciare la filiera dal produttore al consumatore rendendo così il prodotto biologico accessibile a tutti: è con questo obiettivo che la veneta Brio ha deciso di aprire presso la nuova sede di Verona Mercato (in via Sommacampagna 63) un cash&carry interamente dedicato alla commercializzazione appunto di prodotti freschi e generi vari - tutti rigorosamente certificati da agricoltura biologica- tra i quali ampio assortimento di formaggi, salumi, prodotti a base di pomodoro, pasta fresca e secca, cereali, legumi, ma anche latte vaccino, di riso, soia o avena, yogurt, burro, uova, olio, vino, the e caffè, succhi, tofu, seitan, pappa reale e naturalmente frutta e verdura fresca confezionata presso la sede di Campagnola di Zevio.
Facilmente raggiungibile dalle tangenziali e dall’autostrada e dotato di un ampio parcheggio, il C&C si rivolge principalmente a negozi, ristoratori e catering, enti e associazioni nonché a privati e gruppi di acquisto.
Fondata dalla Cooperativa La Primavera, tuttora socia di maggioranza, per valorizzare il prodotto ortofrutticolo dei soci locali, Brio S.p.A. ha chiuso il 2008 con un fatturato di circa 40 milioni di euro, di cui 35% di export.
Il normal trade fa rete con la spes@casasottocasa
Gli alimentaristi recepiscono la necessità di innovare. E aggiungono al tradizionale assortimento 1.500 prodotti (a regime) del territorio della Lombardia: la proposta per il cliente è virtuale, poiché si tratta di un catalogo (visibile anche online), ma ha alle spalle una realtà consolidata, il magazzino del Gam, Gruppo alimentaristi milanesi. Non solo, con l’iniziativa spes@casasottocasa, aggiungono elementi innovativi e di maggiore servizio al cliente, consentendogli di interagire attraverso le ultime tecnologie, quali l’acquisto on-line abbinato alla consegna a domicilio. E anche i prezzi sono competitivi, consentendo un risparmio medio del 15%. Per il momento si tratta di piccoli numeri: 30 i punti di vendita coinvolti, con 16 produttori per un totale di 50 referenze, ma entro la fine del 2009. si prevedono ottimi sviluppi, soprattutto considerando la forte evoluzione dell’acquisto on line dell’area milanese.
Gran Tour valorizza le pmi
L’iniziativa è stata presentata questa mattina nell’ambito dell’apertura del Gran Tour della Qualità Alimentare 2009, attiva fino all’8 maggio a Milano: si tratta di una manifestazione che punta a sostenere, sia nella distribuzione e sia tra i consumatori, la diffusione delle produzioni agroalimentari di qualità, garantite, tipiche e biologiche, in particolare di piccoli e medi produttori. L’iniziativa è sostenuta, tra l’altro, dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Camera di Commercio e dalla Confcommercio di Milano.
A scuola di petcare con Purina
A scuola per imparare a gestire al meglio la convivenza con il proprio cane. È il tema che caratterizza un ciclo di incontri gratuiti, teorici e pratici, nelle principali città italiane promossi da Purina. Un primo corso si chiama “A scuola di petcare - il cane in città”, organizzato in partnership con la scuola di formazione cinofila Il Biancospino: 4 incontri teorico pratici del tutto gratuiti avviati oggi a Milano, e saranno poi replicati nelle prossime settimane a Genova, Torino, Roma e Bologna; è prevista la presenza di veterinari, allevatori, istruttori e legali e il patrocinio delle amministrazioni comunali coinvolte. Alle lezioni seguirà l’esperienza sul campo (anzi sul marciapiede) con il “Dog training pro plan”, un corso pratico di educazione base durante il quale gli esperti Purina aiuteranno i proprietari a mettere in pratica le nozioni acquisite durante le lezioni.
I due corsi si inseriscono nel più vasto ambito di iniziative che rientrano nel programma educativo “A scuola di petcare-impariamo a conoscere i nostri amici animali”; una campagna che dal 2004 a oggi ha raggiunto 90 province in tutte le regioni, con oltre 240mila alunni e 22mila insegnanti.
Soluzioni mobile per il retail: alleanza tra Datalogic Mobile e Wincor Nixdorf
Datalogic Mobile e Wincor Nixdorf, hanno siglato un’intesa strategica per la fornitura di soluzioni mobile al mercato retail.
In base all’intesa, Wincor Nixdorf includerà i prodotti Datalogic Mobile nell’offerta di soluzioni a clienti effettivi e potenziali in tutto il mondo. La partnership tra Wincor Nixdorf e Datalogic Mobile coinvolge sia le sedi che le filiali, dando vita così ad una collaborazione nella distribuzione dei dispositivi Datalogic Mobile per le operazioni commerciali, nei punti vendita e nei magazzini, ma anche per le operazioni di self-service, come quelle di self-shopping.
Nella scelta dei formaggi quel che conta è il rapporto qualità/prezzo
Oltre 89 consumatori su 100 non intendono rinunciare alla qualità dei formaggi freschi e dei latticini per risparmiare sullo scontrino della spesa. Lo rivela una ricerca condotta per Assolatte a marzo 2009 dal Cermes dell’Università Bocconi, che ha indagato i comportamenti d’acquisto dei consumatori riguardo diverse merceologie di largo consumo.
È emerso, così, che il downgrading della qualità non viene preso in considerazione neppure quando si tratta di comprare il latte (è così per l’82,6% degli intervistati), la mozzarella (80,7%) e lo yogurt (70,4%).
Più attenzione al value for money
Indubbiamente gli italiani sono diventati più attenti alla convenienza di quello che mettono nel carrello della spesa: oltre a ridurre i quantitativio acquistati non sono certo disposti ad acquistare prodotti più scadenti solo perché costano di meno.
Dallo studio infatti emerge come il consumatore non cerchi il prezzo più basso a tutti i costi (se non all’hard discount), quanto piuttosto il value for money, ossia il miglior rapporto tra il prezzo del prodotto e le sue caratteristiche positive (qualità, servizio, marca ecc).
Un atteggiamento confermato da molti fattori, come la stabilità degli
acquisti di prodotti di primo prezzo e la crescita inferiore alle
aspettative del discount, sui cui scaffali da qualche tempo sono
comunque approdati anche i prodotti di marca.
“Questo approccio sta premiando i prodotti lattiero-caseari realizzati dalle industrie alimentari italiane -commenta Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte- che soddisfano le esigenze espresse dai consumatori in termini di qualità, sicurezza, informazione, trasparenza, servizio e praticità".
Ad esempio -fa notare Ambrosi- nel mercato dei formaggi grana, i formati tradizionali quali forme e fette coprono ancora circa l’80% del mercato, ma a crescere sono soprattutto i prodotti più innovativi, come i grattugiati, che sono cresciuti dello 0,7% nel 2008 arrivando a rappresentare il 16,4% di tutte le vendite della categoria (dati Nielsen, Servizio Retail Index).
Insomma, se è vero che le promozioni sono sempre più attrattive, non solo certo l'unico driver di scelta d'acquisto.
Migliorano in modo significativo i conti di Barilla Holding
Il fatturato consolidato 2008 di Barilla Holding spa, che comprende Barilla G. e R. Fratelli, con tutti i principali marchi, e Lieken AG, con Golden Toast, Lieken Urkorn e Kamps, è di 4.535 milioni di euro, in crescita del 6,8%. L'Ebitda, stabile rispetto al 2007, è di 444 milioni di euro, ma il dato più importante è la forte riduzione del debito che è sceso da 1.267 a 869 milioni di euro attestandosi a un livello di 1,96 volte l'Ebitda. Dato tanto più significativo se si pensa che nel 2003 il debito sfiorava i 2 Mld di euro ed era 3,90 volte l'Ebtida. Alla ulteriore diminuzione dell'indebitamento netto nel corso del 2008 hanno senza dubbio contribuito le cessioni di GranMilano e di Quality Bakers Olanda appartenente al gruppo Lieken. “Le performance positive del Gruppo, che ha continuato nel trend di crescita, ci hanno consentito -commenta Guido Barilla- di dimezzare il debito negli ultimi 3 anni, nonostante le complessità derivanti da uno scenario così difficile". L'aumento in valore del fatturato, a fronte di un leggero calo dei
volumi, è da attribuirsi all'aumento dei prezzi derivati dagli aumenti
dei costi della materia prima che, ancora adesso nonostante la crisi
internazionale, è superiore del 20% rispetto ai valori del 2006.
Barilla G. e R. Fratelli si conferma leader
Con un fatturato di oltre 3 miliardi di euro, Barilla si conferma
leader mondiale nella pasta. Anche negli Stati Uniti Barilla ha confermato la posizione di leader nella pasta raggiungendo
una quota del 27% (+1,5%) e con un fatturato di circa 300 milioni di euro (+33% rispetto al 2007).
Vocazione industriale
Robert Singer, durante la presentazione, ha puntualizzato che non è intenzione quotarsi in borsa poichè "portando a termine questa ristrutturazione, Barilla è un'azienda solida in grado di sostenere la competizione senza il supporto finanziario di una quotazione che comunque condiziona l'attività e la mission aziendale, spostando il focus strategico dai prodotti al valore delle azioni. Barilla, infatti, intende puntare sempre di più sulla sua vocazione industriale". Singer ha anche sottolineato come siano costanti gli investimenti in R&D, pari a 36 milioni di euro, mentre i CAPEX si sono attestati a 154 milioni di euro (3% circa del fatturato). Si tratta di un livello fisiologico necessario per garantire alti livelli di sicurezza ed efficienza degli impianti produttivi e la riduzione rispetto all'anno precedente (226 milioni di euro pari al 5%) si spiega con gli straordinari progetti di investimento completati nel 2007, quali lo stabilimento di Avon (NY) e il nuovo Mulino di Pedrignano (Parma). Infine, Kamps: Barilla non è riuscita a trovare un acquirente in grado di fare una proposta adeguata, la disponibilità a vendere però rimane.
Nuovo assetto manageriale
Barilla ha comunicato che, con l'approvazione del Bilancio, Robert Singer lascia l'incarico di CEO di Barilla Holding. Con Singer, che resterà comunque come consigliere indipendente nel CDA di Barilla G. e R. F.lli, esce dall'azienda anche Marco Biagioni, CFO di Barilla Holding. Tutte le attività operative, che fanno capo a Barilla Holding, entrano nelle competenze di Massimo Potenza, CEO di Barilla G. e R. Fratelli.
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Italia Zuccheri Commerciale, 2008 positivo
Il mercato dello zucchero è sempre più frammentato e competitivo dopo la liberalizzazione in ambito Ue che porta a una maggiore presenza della produzione da paesi terzi, un fenomeno destinato a diventare ancora più evidente nei prossimi anni. In questo quadro, al bilancio 2008, approvato ieri da Italia Zuccheri Commerciale, va data una lettura decisamente positiva. La società, creata nel novembre 2006 dalla joint-venture fra il gruppo Co.Pro.B-Italia Zuccheri (50,1%) e la tedesca Pfeifer & Langen (49,9%), chiude il secondo anno d’esercizio con un fatturato pari a 234 milioni di euro e con un utile di 673.300 di euro.
Riconferme
La società oggi detiene la leadership del mercato italiano, con una quota del 20,7%. Il 70% della produzione è rappresentato dalla gamma destinata all’industria alimentare, il 17% viene distribuito ai grossisti e il13% al canale retail.
”Siamo consapevoli che anche il prossimo triennio ci richiederà grandi sforzi per poter competere alla pari in un contesto di forte liberalizzazione del mercato, con il possibile ingresso di competitors non solo europei ma di livello mondiale -sottolinea l’Ad Stefano Montanari (nella foto)- contiamo però su due punti di forza: essere, per i clienti italiani, un elemento di sicurezza e rappresentare un’alleanza tra la produzione locale e una produzione europea di qualità”.
L’assemblea ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali confermando la precedente composizione: presidenza a Giovanni Tamburini e vice presidenza a Bernhard Greubel. Confermati anche l’Ad Montanari, il Dg Stefano Dozio e il presidente del Collegio Sindacale Georg Augustin.


















































































































