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Etichette troppo piccole, NaturaSì fornisce lenti di ingrandimento

Consumatori di tutte le età con problemi di vista hanno di che ringraziare NaturaSì, che mette a disposizione delle lenti di ingrandimento per consentire di fare la spesa con maggiore consapevolezza su quanto si sta acquistando.
Per l’iniziativa, promossa in tutti i 66 punti di vendita italiani, la catena di supermercati del biologico ha coniato lo slogan Cresce il gusto di vederci chiaro. Segnalate da apposite bandierine e attaccate ad una catenella, sugli scaffali sono state collocate numerose lenti di ingrandimento, da utilizzare per leggere con più facilità le etichette dei prodotti, spesso con caratteri così piccoli da scoraggiarne la lettura, e informarsi così sulla composizione del prodotto, sul peso e sulle certificazioni.
Il progetto si propone come messaggio chiaro a favore della trasparenza nei confronti del consumatore: NaturaSì incoraggia la lettura delle etichette sia per approfondire la conoscenza dei prodotti, in particolare la loro provenienza e tracciabilità, sia per rendere disponibili tutte le garanzie di un biologico di qualità e sicuro. Inoltre, nella bacheca dei punti di vendita sono già da tempo pubblicate le analisi effettuate a campione sui prodotti presenti negli scaffali e gli esiti delle ispezioni compiute dagli Organismi di controllo.
 
Norme vigenti e future
Attualmente, sulle etichette dei prodotti alimentari le indicazioni relative al peso e al volume sono facilmente leggibili, grazie a caratteri tipografici ben in evidenza. Non è così per l'elenco degli ingredienti e degli additivi, spesso stampati con caratteri quasi invisibili per disincentivare qualsiasi lettura. La legge vigente prevede diciture chiaramente leggibili e indelebili, ma non definisce i dettagli, per cui bisogna affidarsi alla buona volontà del produttore. Stranamente però l'indicazione del peso sfugge a questa logica. Il motivo è da ricercare in un Dpr del 1980 che fissa le dimensioni minime di questa dicitura. L'altezza del carattere tipografico, precisa il testo, deve variare dai 2 mm per i prodotti di peso inferiore a 50 g sino a 6 mm per quelli di 1 kg. Lo scopo del legislatore è di evitare che il consumatore sia tratto in inganno da prodotti che, pur avendo una dimensione analoga (per esempio le tavolette di cioccolato) non hanno lo stesso peso e inducono il consumatore ad acquistare quella che costa meno.
Intanto, la Commissione europea, già dal gennaio 2008, ha proposto ai 27 Stati membri di rendere le etichette dei prodotti alimentari più chiare e più rispondenti alle esigenze dei consumatori. Il nuovo modello di etichettatura, che dovrebbe essere approvato a breve, prevede anche la segnalazione di eventuali allergeni e riguarderà sia i prodotti confezionati sia quelli sfusi, come il pane. Nella parte anteriore degli alimenti dovranno essere indicate tutte le informazioni nutrizionali essenziali: l'apporto energetico, il tenore di grassi, grassi saturi, carboidrati con un riferimento specifico al contenuto di zuccheri e sale ed, infine, la proporzione di questi elementi rispetto ai consumi di riferimento.
La proposta prevede anche l'obbligo che l'etichetta sia chiara e leggibile (con caratteri di almeno 3 mm).

Sui prezzi c’è una valida partnership tra gd e consumatori

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Sui prezzi c’è una valida partnership tra gd e consumatori
Gdoweek 461 | 2 dicembre 2008 |

Tecnologie vocali: più produttività e meno errori in magazzino con il voice

Nell'ottimizzazione delle attività della supply chain, l'operatività del magazzino riveste un ruolo sempre più cruciale: efficienza delle operazioni, velocità di risposta, precisione nell'esecuzione e nel picking, visibilità delle attività e stato dell'inventario sono aree che possono aiutare a fare la differenza, in uno scenario competitivo complesso e in continua evoluzione. A fronte di una ormai consolidata presenza di soluzioni mobile e wireless, da qualche anno si sta facendo strada nei centri di distribuzione la tecnologia vocale a supporto delle classiche attività logistiche di magazzino: ricevimento, messa a stock, picking, preparazione degli ordini per la spedizione.

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Tecnologie vocali: più produttività e meno errori in magazzino con il voice
Gdoweek 459 | 18 novembre 2008 |

Bricolage, il retail ricerca soluzioni innovative

Nonostante la crisi economica, alcuni comparti del mondo retail non food continuano a mostrare segnali di dinamismo. Tra questi, va annoverato il bricolage, segno emblematico anche di una ricerca di contenimento delle spese nelle famiglie (vedi alle pagine 6 e 7 di questo stesso numero di Gdoweek), al cui interno i principali operatori sono fortemente impegnati a trasformare progressivamente la propria rete di vendita in linea con nuovi trend di consumo. Così le nuove aperture e il remodeling delle superfici di vendita si caratterizzano sia per l’individuazione di nuovi segmenti all’interno dei punti di vendita -come dimostra la crescente attenzione al risparmio energetico che sta spingendo anche verso la creazione di nuove insegne, accanto al macro trend della decorazione, ambito tipico di un pubblico femminile- sia rispondendo ai bisogni di una clientela sempre più multicanale, che passa dal discount alla fascia premium, in funzione delle esigenze del momento non solo legate al portafoglio.

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Bricolage, il retail ricerca soluzioni innovative
Gdoweek | 11 novembre 2008 |

Il Melograno (IV gamma) traccia la filiera con Rfid Softwork

Il tema della tracciabilità e rintracciabilità nel settore agroalimentare è di stretta attualità e trova ne Il Melograno un interprete significativo. Fondata nel 1987, l'azienda focalizza la sua attività nella lavorazione e trasformazione delle colture in insalate, verdure e frutta pronte per l'uso e confezionate in busta, vassoi filmati, vassoi in flowpack, la cosiddetta IV gamma. L'obiettivo principale dell'azienda è quello del controllo e gestione dell'intera filiera: dalla coltivazione, selezionando i fornitori nel rispetto di un disciplinare di produzione specifico, alla distribuzione finale, passando attraverso lo stoccaggio, dove la giacenza dei prodotti è ridotta al minimo per garantirne la freschezza al consumatore finale.

Il rapporto con la gdo

L'azienda vive una svolta decisiva nel 1990, quando stringe rapporti commerciali con la gdo (Coop Italia/Conad) ed inizia così a rifornire la grande distribuzione; nel 1999 Il Melograno amplia i suoi programmi produttivi con aziende biologiche, da cui derivano un incremento e una diversificazione dell'attività commerciale (linea BIO per Coop Italia). Ad avvalorare una simile filosofia aziendale, sintetizzata anche nel pay-off New Food Generation, interviene l'Rfid nel processo produttivo, per poter meglio garantire l'affidabilità ed il buon marchio dei propri prodotti.
Il sistema Rfid implementato da Il Melograno raccoglie e memorizza lungo la linea di produzione le informazioni rilevanti di avanzamento del singolo prodotto, lotto, unità di trasporto o di carico, rispondendo così all'esigenza primaria di creare un legame certo ed inscindibile tra il flusso logistico dei prodotti e quello delle informazioni nei sistemi software. Il flusso operativo de Il Melograno si snoda in 3 fasi.

Ricevimento del prodotto

Al ricevimento le materie prime sono sottoposte ad un rigoroso controllo qualitativo e quantitativo: operazioni di pesatura e controllo visivo della qualità, facendo proseguire solamente quella idonea lungo il processo produttivo a seguito breve stoccaggio in cella.
La materia prima viene così “identificata” mediante la scrittura di un tag Rfid apposto al bancale, dove è memorizzato un riferimento univoco che lo lega ai dati contenuti nel documento di trasporto ed a quelli rilevati dal responsabile del ricevimento; il tag, in particolare, è apposto sui contenitori delle materie prime.

Produzione

Nella fase di produzione, in cui il prodotto è sottoposto al lavaggio con acqua in apposite vasche ed all'asciugatura, i cassoni contenenti i semilavorati sono identificati con un tag; ogni lotto (di produzione) è automaticamente generato dal sistema ed il suo riferimento univoco è scritto sul tag a fine linea di lavorazione. Per garantire una maggior precisione e correttezza in questa fase, un sistema di segnalatori ottici guida l'operatività degli utenti sulle linee di lavorazione. La lettura e smarcatura dei tag lungo le linee di produzione viene effettuata sempre manualmente dagli operatori di linea che hanno come riferimento i reader Rfid di inizio linea di lavaggio e fine linea di lavaggio. Nel lotto di produzione viene tenuta traccia della linea di lavorazione, della durata del processo, degli scarti di produzione e delle anomalie operative quali l'utilizzo di materie prime differenti da quelle impostate nella ricetta del prodotto.

Confezionamento e spedizione

In questa fase del flusso operativo il prodotto in uscita dalle linee di lavaggio (semilavorato) viene caricato nelle linee di confezionamento mediante i cassoni (bin), ognuno identificato con un tag. Il risultato è quello di conoscere con esattezza il contenuto di ogni singolo bin e di conseguenza avere la possibilità di destinare un determinato prodotto ad un cliente piuttosto che ad un altro in base ad esigenze specifiche di produzione. L'operatore responsabile dell'imbustatrice effettua l'operazione di timbratura del tag Rfid nel relativo reader di inizio linea di confezionamento indicando così al sistema il codice lotto di produzione associato al cassone di semilavorato. Il sistema si collega alle timbratrici orizzontali e verticali, inserendo automaticamente il codice di tracciabilità sulla confezione e salvando lo stesso su database. A questo punto della filiera il prodotto viene destinato alla vendita o stoccato nelle apposite celle frigorifere.

Perché l'Rfid?

L'Rfid garantisce meglio la tracciabilità e rintracciabilità di filiera, intesa come l'identificazione documentata dei flussi materiali e degli operatori che concorrono alla formazione del prodotto finito, venduto al consumatore, in entrambe le direzioni: da monte a valle della filiera e da valle a monte. Ciò significa, quindi, che, a differenza di altri supporti tecnologici, l'Rfid assicura la gestione dei lotti, tracciando in modo sia ascendente sia discendente la storia del prodotto.

Possibili evoluzioni

La soluzione che inizialmente mirava a soddisfare esclusivamente le richieste della normativa cogente si è evoluta negli anni fino a diventare efficace strumento di controllo della filiera produttiva. Avendo il controllo totale di tutta la materia prima in lavorazione sulle singole linee si possono estrarre dati di decisiva importanza quali gli sfridi di produzione, resa effettiva della materia prima con relativa efficienza e produttività delle singole linee.

La tecnologia rfid di Softwork 

L'architettura Rfid implementata opera alla frequenza di 13.56MHz e si compone dei seguenti elementi: proximity reader PR101 con antenna integrata, appositamente customizzati da Softwork per Il Melograno, al fine di recepire una serie di I/O ed essere gestiti tramite interfacciamento Ethernet. Per rispondere all'habitat operativo della linea di produzione de Il Melograno, caratterizzata dalla presenza di acqua ed umidità, le componenti Rfid sono infatti inglobate all'interno di un box di protezione in Pvc.
In particolare, il controller PR101 assicura una distanza di lettura/scrittura dei tag fino a 18 cm. I transponder sono invece in formato badge 54x86mm in Pvc, conformi allo standard Iso15693, I-Code SLI.

Nutrition & Santè sta per diventare giapponese

L'accordo è stato firmato a inizio gennaio tra il gruppo giapponese Otsuka Pharmaceutical e i fondi Abénex Capital e L Capital, che controllano attualmente Nutrition & Santè leader europeo nell'alimentazione dietetica e biologica. La cessione avverrà nel corso del primo trimestre 2009 salvo autorizzazione da parte dell'antitrust.

"L'annuncio non può che essere positivo per noi -commenta Pierluigi Crovetto direttore generale di N & S Italia- vista la dimensione di Otsuka Pharmaceutical e il fatto che fin'ora sia stata pochissimo presente in Europa. Questo ci apre notevoli possibilità di crescita". Il progetto di acquisizione da parte di Otsuka Pharmaceutical permetterà dunque a Nutrition & Santé di crescere pur rimanendo comunque "in una posizione di autonomia, che è una caratteristica tipica - continua Crovetto-  della strategia di Otsuka: lasciare ampio margine di autonomia alle sue filiali in tutto il mondo".

Il gruppo Otsuka Pharmaceutical
Otsuka Pharmaceutical, ha un fatturato 2008 intorno ai 9,3 miliardi di dollari, dispone di 33.000 collaboratori nel mondo ed è la terza casa farmaceutica giapponese, titolare di 77 fabbriche e 35 centri di Ricerca e Sviluppo. Le 106 società di Otsuka Pharmaceutical sono principalmente organizzate in due distinti settori: il settore farmaceutico e il settore nutrizionale, di cui Nutrition & Santé entrerà a far parte.
Il Settore Nutrizionale (che rappresenta il 30% del fatturato del gruppo), ha una posizione di grande rilievo in Asia con i marchi Pocari Sweat et CalorieMate. È inoltre presente negli Stati Uniti attraverso la Società Pharmavite, il cui marchio NatureMade è leader del mercato dei VMS (Vitamines / Minerals / Supplements). Ha inoltre lanciato con successo dal 2006 il marchio SoyJoy in Giappone, in Cina e negli Stati Uniti. Infine due aspetti interessanti per N & S: nel settore nutrizionale Otsuka non è attualmente presente in Europa e l'espansione internazionale è la sua maggiore priorità per i prossimi anni.

“Dalla tua parte, noi”: al via nuova campagna Coop anticrisi

Per fronteggiare la crisi in corso, Coop da lunedì 26 gennaio lancia la campagna “Dalla tua parte, noi”, destinata ad abbattere i prezzi di un paniere articolato di spesa di una percentuale compresa tra il 20 e il 30%.
In particolare, nell'operazione sono coinvolti 100 prodotti a marchio, scelti tra i più venduti che entrano nella spesa quotidiana dei consumatori, ai quali viene applicata una riduzione di prezzo pari al 20%; a questi, ogni settimana, sono aggiunti 4 articoli di ortofrutta e 2 di carne, ribassati almeno del 30%.

“Di fronte a una crisi che sarà lunga e complessa, agiamo su due fronti -dichiara Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia- da un lato combattiamo le richieste ingiustificate dei prezzi da parte dell'Idm; dall'altro interveniamo drasticamente sui nostri prodotti a marchio”.

Con questa campagna aumenta ancora la forbice di prezzo tra i prodotti di marca e le analoghe Pl. “Se prima il gap tra i nostri prodotti e quelli dell'industria di marca era mediamente dell'ordine del 25% -precisa Tassinari- oggi la differenza sarà mediamente del 40%, a dimostrazione della coerenza con quanto fatto in precedenza, quando abbiamo abbassato i prezzi dei prodotti a firma Coop in concomitanza con la diminuzione del costo delle materie prime”.

Previsioni 2009
Per quest'anno, Coop, che prevede di chiudere il 2008 con un preconsuntivo di 12,7 miliardi di euro, stima che i consumi food registreranno una riduzione dello 0,3-0,5%, mentre nel non alimentare la contrazione dovrebbe essere dell'ordine tra il 3 e il 5%.

Gestione dati e relazioni con il cliente sempre più mobile

Maggiore efficienza operativa nel trattamento delle informazioni sul pvd, ma anche nuovi servizi per i clienti: l'auto identificazione sta cambiando il retail.

Lo dimostrano alcuni esempi come l'implementazione di un sistema WiFi di GD negli ipermercati a insegna E.Leclerc Conad, che ha permesso di verificare in modalità wireless un prezzo senza doversi muovere dalla propria zona. Un vantaggio non da poco per pdv che vanno da 5 a 7mila mq.

Soluzioni multimediali anche per Mediaworld, Coop e Gruppo Lombardini.

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Gestione dati e relazioni con il cliente sempre più mobile
Dossier | Gdoweek 421 | 12/02/2008 |

Innovazione + servizi=più consumi?

Il consumatore è il vero interlocutore del sistema IDM-GDO. Esigente, smaliziato, apprezza le innovazioni e i servizi in grado di apportare benefici reali al suo sistema di vita e ricerca un corretto rapporto qualità-prezzo.

Le riflessioni in esclusiva di Gdoweek sulla base delle considerazioni di manager e rappresentanti della distribuzione.

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Innovazione + servizi=più consumi?
Dossier | Gdoweek 416 | 12/12/2007 |

I centri commerciali cambiano pelle

L'ultima edizione di Mapic segna un +22% nelle presenze, ma l'impressione di Gdoweek è che le trattative risentano della fase congiunturale poco positiva.

Boom di presenze dall'Est Europa e un mercato italiano ancora molto lontano dalla saturazione: si lavora sul refurbishment e su strategie di differenziazione, come la declinazione su superfici molto ridotte o l'apertura in location cittadine. E la food court è la nuova chiave di volta: un esempio su tutti la nascita del food center al settimo piano de laRinascente.

Prossimo step: parchi commerciali con più magneti, spesso senza ipermercati o con strutture incentrate su entertainment, fashion & leisure.

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I centri commerciali cambiano pelle
Dossier | Gdoweek 418 | 15 gennaio 2008 |

Visual merchandising, l’estetica della relazione per costruire pdv coerenti e in linea con i clienti

Si sa, i negozi presentano forti affinità con il teatro. Fin dall'ingresso, lo spazio che si sviluppa davanti agli occhi del visitatore è diviso in due parti distinte: la platea (il luogo dell'osservazione) e la ribalta (il luogo della rappresentazione). Nessuna procedura progettuale non può non tenere conto di questa natura scissa del punto di vendita che divide lo spazio in retroscena, ribalta e platea. I primi due aspetti appartengono al retailer-attore, il terzo al cliente-spettatore

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Visual merchandising, l’estetica della relazione per costruire pdv coerenti e in linea con i clienti
Gdoweek 451 | 23 settembre 2008 |

Shopping experience, il gruppo Metro apre una nuova era

Negozio del futuro capitolo secondo. Dopo aver stupito il mondo con l'Extra Future Store di Rheinberg aperto nel 2003, concentrato di tecnologie innovative capitanate dall'Rfid, il gruppo Metro apre ora una nuova era con il Real Future Store inaugurato a Toenisvorst, nel nord della Westfalia-Renania. Un punto di vendita nel quale il retailer tedesco testa le tecnologie più avanzate ed i più innovativi concept per lo shopping

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Shopping experience, il gruppo Metro apre una nuova era
Gdoweek 445 | 15 luglio 2008 |

Verso le premium per affermarne la brand identity

Nessuna industria ha la possibilità di offrire una brand extention quale quella delle private label. Un vantaggio, questo, che le insegne della gdo stanno sfruttando sempre più, spaziando in ogni categoria, coprendo tutte le fasce di prezzo, penetrando mercati innovativi e di nicchia, segmentando l'offerta. Si tratta di un'impresa ciclopica, che basa il suo successo sulla capacità di creare fiducia nel consumatore nei confronti dell'insegna. Fattore che in Italia non pare così consolidato, visto che le quote di mercato delle Pl crescono sì di anno in anno, ma in percentuali scarsamente significative

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Verso le premium per affermarne la brand identity
Gdoweek 446 | 26 agosto 2008 |

Museum store: brand experience

Dopo centri commerciali e parchi tematici, musei e monumenti sono tra le attrazioni turistiche più visitate nel mondo e non di rado nelle statistiche si pongono a confronto i visitatori di grandi shopping mall con quelli di Disneyland e del Louvre. Non sono confronti azzardati: il settore dei musei è da molti oggi considerato un comparto dell'industria dell'intrattenimento e del tempo libero (leisure industry), che soddisfa, oltre a bisogni culturali, anche esigenze emergenti di divertimento, gratificazione e socializzazione.
In questa prospettiva i “servizi periferici” dei musei quali ristorazione e luoghi per lo shopping assolvono un ruolo strategico nella creazione di una relazione diretta tra museo e visitatori.


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Museum store: brand experience
Gdoweek 443 | 1 luglio 2008 |

Centri a misura … Duomo

Mentre la gdo ripensa al modello di shopping extraurbano, le arterie commerciali cittadine sono sempre più richieste dai retailer.

Un tour nelle principali strade commerciali di Roma, Napoli e Torino, Firenze e Bologna commentate dagli analisti immobiliari.

Focus su Milano, in particolare Corso Vittorio Emanuele: cambiamenti dal 2005 e al 2008.

I prezzi delle città italiane confrontati con le capitali estere, commenti su strategie di penetrazione, mix merceologico e marginalità ...

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Centri a misura … Duomo
Dossier | Gdoweek 439 | 3 giugno 2008 |

Pack sostenibile, ci vogliono soluzioni alternative ai derivati del petrolio

Se è vero che già negli anni Ottanta erano stati sviluppati i primi studi e brevetti, è in questi ultimi anni che i grandi nomi della chimica mondiale -ma anche alcune aziende vocate espressamente alla ricerca su questo fronte- hanno intensificato l'attività di R&S di nuovi materiali plastici ecocompatibili. Materiali derivati da fonti rinnovabili e caratterizzati da un'elevata biodegradabilità

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Pack sostenibile, ci vogliono soluzioni alternative ai derivati del petrolio
Dossier | Gdoweek 441 | 17 giugno 2008 |

Despar Nordest sceglie l’Ecorispetto e propone shopper biodegradabili

Cresce la sensibilità ambientale nel mondo della distribuzione. Aspiag Service -Despar del Nordest, con 606 pdv al 31/12/2008 e + 13% rispetto a 1,4 mld di fatturato nel 2007- ha infatti deciso di anticipare l'obbligo di legge, che introduce dal 1° gennaio 2010 il divieto sia di produzione sia di commercializzazione delle borse in plastica, proponendo con il marchio Ecorispetto due alternative eco-compatibili: gli stopper biodegradabili al costo di 0,008 euro (0,005 quelli in plastica) e quelli in cotone.
I clienti dei punti di vendita Despar, Eurospar e Interspar del Triveneto e della provincia di Ferrara, infatti, potranno acquistare, dal prossimo marzo  le borse della spesa Despar Ecotone, robuste, lavabili in lavatrice e riutilizzabili per lunghissimo tempo. Da subito, invece, entrano in commercio le borse della spesa Despar Ecompostabili realizzate in Mater-Bi®, una famiglia di bioplastiche realizzate grazie a Novamont e costituite da materie prime rinnovabili di origine agricola (amidi e olii vegetali non ogm). Le borse Despar ecompostabili sono completamente biodegradabili e compostabili, ovvero idonei per la raccolta differenziata dei rifiuti organici, obbligatoria in molti Comuni italiani.

I numeri del risparmio ambientale
In Italia, ogni anno, finiscono tra i rifiuti 2 milioni di tonnellate di plastica, 300 mila delle quali derivano da oltre 4 miliardi di shopper della spesa. Con la loro messa al bando sarà possibile “risparmiare” l'equivalente di 430mila tonnellate di petrolio e ridurre di circa 200mila tonnellate le emissioni di CO2 nell'atmosfera.
“Solo nei nostri punti di vendita -spiega Francesco Montalvo, direttore marketing Despar- vengono acquistati circa 40 milioni di sacchetti in plastica, che corrispondono ad un'immissione dell'atmosfera di 2000 tonnellate di CO2: nel 2009, utilizzando anche soltanto il 20% di sacchetti in meno grazie alle nostre alternative eco-compatibili, stimiamo di poter già ridurre le emissioni di CO2 di almeno 400 tonnellate. L'iniziativa Ecorispetto è parte di un progetto più ampio, Le buone abitudini, con cui Despar ha attivato un percorso di informazione ed educazione alimentare e ambientale assieme ai propri clienti”.

I partner dell'operazione
Partner di Despar nel progetto Ecorispetto è Novamont, realtà industriale nata da un gruppo di ricercatori,  e Legambiente, l'associazione ambientalista italiana più diffusa sul territorio, con oltre 115.000 tra soci e sostenitori.
“L'iniziativa Ecorispetto -sottolinea Catia Bastioli, Ad Novamont- è un segnale per lo sviluppo di una cultura orientata sulla sostenibilità economica ed ambientale e la minimizzazione dei rifiuti”.
Per Stefano Ciafani, responsabile ufficio scientifico di Legambient. "Ricerca, innovazione, ambiente e mercato si incontrano in questa insolita alleanza per dare vita ad un progetto importante per l'ambiente e i consumatori. I comportamenti individuali sono fondamentali per contribuire alla salvaguardia del Pianeta, ma è necessario un impegno della gdo in questa direzione per rendere efficace lo sforzo dei consumatori”.

Sodexo, un carnet ricco di motivazioni

Sodexo, multinazionale francese della ristorazione collettiva, cambia posizionamento e si presenta come “Motivation company”.
Ma che cosa significa in concreto per il cliente, traducendo dal linguaggio immaginifico del marketing? innanzitutto un nuovo impatto davanti ai pdv convenzionati con le nuove vetrofanie. E poi la completa rivisitazione  del carnet Pass Lunch, che per il 2009 presenta una serie novità editoriali e dedicate al benessere personale, alla qualità della vita, alle proprietà e ai valori nutrizionali di ciò che si sta consumando.
Una piccola rivoluzione nel quotidiano degli utilizzatori che in pausa pranzo, si ritroveranno immersi negli esercizi di training mentale proposti sul loro carnet o sceglieranno direttamente sul buono pasto il viaggio che da tempo sognavano dopo averne letto la recensione. La pausa pranzo diventa momento di informazione, di curiosità, di shopping e addirittura di gioco.

Sul web
Anche il sito internet istituzionale, www.sodexo.com è stato rinnovato nella struttura e nei contenuti attraverso la suddivisione in due percorsi di navigazione incrociati. Sarà infatti possibile da un lato esplorare tutti i prodotti offerti da Sodexo (area Motivation Box), dall’altro approfondire informazioni corporate focalizzate su specifici target (area Motivation Company).
La Motivation Box è anche il supporto della nuova brochure digitale: all’interno di una confezione brandizzata è racchiusa una memoria usb, che contiene il company profile di Sodexo, uno strumento flessibile e inerattivo per presentare l’azienda come società multi-servizi.
La multinazionale francese, con questi nuovi obiettivi, considera  "la motivazione quale valore che accomuna tutte le soluzioni offerte alle imprese", per gratificare gli utilizzatori e soprattutto per fidelizzare le aziende clienti.

Coop e Carrefour promuovono i mirtilli cileni

I reparti ortofrutta di Coop e Carrefour si tingono di blu: il 30 e 31 gennaio 2009 una selezione di pdv del nord Italia delle due insegne ospiterà la in-store promotion promossa dal Berry Committee attraverso la CFFA (Chilean Fresh Fruit Association).

L'operazione mette l'accento sulle caratteristiche nutrizionali dei mirtilli.
Nei pdv coinvolti verrà allestito un corner interamente dedicato ai
mirtilli cileni, dove una promoter offrirà ai clienti un assaggio di
prodotto e distribuirà depliant informativi.

La Chilean Exporters Association (ASOEX), che fa capo alla CFFA, riunisce 500 società di esportazione che rappresentano oltre il 90% delle esportazioni di frutta fresca cilena, ossia il 24% del totale delle esportazioni alimentari del Paese, per un valore annuo di oltre 8 miliardi di dollari.

Biscaldi, 2008 in crescita

Consumi stagnanti e perdita dal portafoglio di un marchio prestigioso come Corona extra: le premesse per un 2008 in salita  per Biscaldi c’erano tutte. Eppure l’azienda, specialista nell’import e commercializzazione di beverage, è riuscita a chiudere lo scorso anno in maniera molto positiva: il fatturato, al netto dei risutati raggiunti nel 2007 da Corona, è cresciuto del 50%. Segno questo che la politica commerciale e le persone che la attuano hanno un loro peso specifico, tanto più significativo in periodi sfavorevoli come l'attuale. 
La performance è stata possibile proponendo al mercato prodotti di qualità e prestigio di livello internazionale fra i quali le birre Asahi, Miller Genuine Draft, Viru e Budějovický Budvar; l’acqua Ty Nant e Tau,  lo champagne Tsarine e il vino Versus.
Punte di diamante si sono dimostrati la birra giapponese Asahi, con una crescita del +50% del fatturato, e il marchio Miller Genuine Draft, distribuito sul territorio italiano da aprile 2008, che ha già dato notevoli risultati, suscettibili di miglioramento nel 2009.

Road show di Liquigas nei centri commerciali

Un tour itinerante che toccherà alcuni tra i maggiori centri commerciali del Nord Italia. Si tratta del Green Planet Liquigas e si svolgerà fino a fine aprile, con partenza il 30 gennaio da Orio al Serio (BG).

Green Planet Liquigas, promosso dalla società leader in Italia nella commercializzazione del gpl, sarà incentrato sugli stili di vita eco sostenibile e dello sport. L'azienda infatti è sponsor di un team ciclistico di successo; la bici da corsa adoperata dai ciclisti in gara sarà disponibile nell'area ludica degli stand, dove sarà possibile simulare un allenamento e anche concorrere alla possibilità di prendere parte a una tappa del Giro d'Italia 2009.
Animazioni per i più picoli, grazie alla presenza negli stand della mascotte Twiny, l'ultima bombola nata in casa Liquigas; funzionari commerciali saranno poi a disposizione per rispondere a tutte le domande dei visitatori.

L'iniziativa prevede la permanenza degli stand per tre giorni in ogni centro commerciale; dieci le megastrutture coinvolte dall'iniziativa presso le seguenti località Orio al Serio (BG), Arma di Taggia (IM), Modena, Trento, Montebello della Battaglia (PV), Marcon (VE), San Martino B.A. (VR), Cuneo
Udine, Rimini.

A Parma un centro commerciale dedicato allo sport

Una nuova generazione di shopping center che concilia shopping, relax e sport all'interno di un'architettura industriale di tendenza: questi i criteri adottati per la realizzazione di Pr Parma Retail da Stores Development, società che offre consulenza e servizi nel settore immobiliare  commerciale, che di recente ha realizzato, a nord di Roma, il Soratte Outlet Shopping, per conciliare arte e shopping.

La struttura commerciale, situata nei pressi dell'uscita Parma Centro dell'autostrada del Sole, si estenderà su una superficie di oltre 39.000 mq, sarà dotata di parcheggio per 2.500 posti auto e avrà un'offerta commerciale composta da 90 negozi con una decina di medie superfici, tra le quali non è prevista la locomotiva alimentare. Inoltre, saranno attivi articolati spazi dedicati alle attività sportive, curati nei dettagli anche dal punto di vista architettonico per integrarsi con la città e il suo bacino di utenza. Per caratterizzare in maniera più originale la struttura, Stores Development, ha deciso di utilizzare un approccio “open street style", con materiali come vetro, cemento e acciaio per creare elementi impattanti e giochi di luce.

Festa di compleanno con sconti a Eataly

Clima di consumo cambiato, voglia di farsi conoscere meglio, o semplice volontà di festeggiare un indubbio successo? Forse è un mix di tutto questo l’iniziativa di Eataly che a Torino per festeggiare l’anniversario dell’inaugurazione al Lingotto da giovedì 22 a martedì 27 gennaio propone ben 50 prodotti di alta qualità a un euro. Tra questi tagliolini, yogurt, biscotti, birra, grissini, latte crudo (in confezione da ben 2 litri), mozzarella. Non solo, i picoli produttori locali che costituiscono al spina dorsale dell’offerta del pdv presenteranno la loro offerta in un mercatino appositamente costitituito. E sabato e domenica fette di torta di compleanno per tutti i visitatori.

Metro: una ristrutturazione annunciata

Un programma duro, quello annunciato dal Gruppo Metro, un programma che probabilmente non risparmierà in posti di lavoro, alcune fonti parlano di 15.000 licenziamenti su 300.000 dipendenti.
Metro è uno dei gruppi più importanti a livello internazionale opera in 32 paesi con circa 2.200 punti di vendita e non è da oggi che si trova in difficoltà, tanto è vero che la ristrutturazione annunciata, in realtà, ha già iniziato a muovere i suoi primi passi in Germania con i supermercati Real.

“Decentralizzare quanto possibile, centralizzare quanto è necessario”, questo il principio base di Shape 2012, il programma, lanciato il 20 gennaio, che ha l’obiettivo di rendere il gruppo tedesco “più trasparente, attento al cliente e gestito con maggiore efficienza e minore complessità”. Seguendo il principio fondamentale del gruppo: la crescita attraverso l’internazionalizzazione.

Sono 5 i punti principali di Shape 2012 così come sono stati annunciati:

Un nuovo modello di leadership per promuovere la centralità del mercato e del consumatore

Per meglio perseguire l’obiettivo della crescita internazionale, molti centri decisionali verranno ulteriormente decentralizzati e quindi i singoli paesi avranno una maggiore autonomia; per avvicinarsi al mercato, Metro Cash & Carry condurrà le sue operazioni principalmente da tre regioni: Europa Occidentale, Europa Orientale e Asia.

Responsabilità diretta delle divisioni vendite nella gestione del business Metro Cash & Carry, Real, Media Markt, Saturn, Galleria Kaufhof gestiranno l’intera catena del valore, dal fornitore al cliente. Sempre alle divisioni vendite andrà la responsabilità diretta della logistica e degli approvvigionamenti.

Rafforzato il focus sull'organizzazione per finanza, amministrazione e controllo e risorse umane
Tali funzioni verranno gestite direttamente dal quartier generale di Düsseldorf, questo per limitare al massimo i rischi finanziari e facilitare la gestione dei flussi. Per quanto riguarda l’area personale, la centralizzazione vuole così rafforzare l’importanza della selezione e dello sviluppo delle qualità manageriali interne.

Il portfolio real estate diventa centro di profitto
Gestite a sé, le proprietà immobiliari del gruppo verranno affittate a prezzo di mercato alle divisioni vendite.

Gestione controllata attraverso obiettivi di guadagno centralizzati
La nuova struttura assicurerà un focus più attento sulla gestione dei costi e accrescerà l’efficienza. Le unità operative che non saranno in grado di centrare i propri obiettivi saranno sistematicamente ristrutturate o dismesse.

Interdis punta sulle private label

Sviluppare e valorizzare la marca privata per allinearsi ai risultati dei migliori comptitor della gdo è uno degli obiettivi di Interdis per il 2009. Il Gruppo, che attualmente raggiunge, tramite le oltre 2.100 referenze a marca privata, una quota del 12% del totale sellout a valore, punta infatti a incrementare di 3-4 punti percentuali le vendite.
Per raggiungere l’obiettivo, Interdis si avvarrà le leve del marketing mix, focalizzandosi su alcuni elementi chiave, tra cui il completamento della rivisitazione del packaging di tutti i prodotti dei tre brand (Dimeglio, Mondo, Sidis), ricorrendo anche a tecniche espositive specifiche. Un altro punto di forza sarà il lancio di una linea premium price, che sarà sviluppata in maniera selettiva, al fine di essere presenti in quei segmenti di mercato in cui la Pl è in grado di sostenere un ruolo di eccellenza.

Meno copacker più efficienza
In ambito di copacker, verrà effettuata una forte scrematura (attualmente 126) per arrivare a un unico fornitore per ogni tipologia di prodotto per tutte le insegne, raggiungendo così ulteriori economie di scala e stringendo partnership più forti.
Interdis, che nell'ambito dei progetti speciali pianificati ha sottoscritto con La Piemontese Assicurazioni, divisione Rem (Gruppo Reale Mutua Assicurazioni) un accordo per la vendita di prodotti assicurativi per la famiglia, ha chiuso il 2008 con un fatturato consolidato di 6.103 milioni di euro, realizzato tramite le vendite nei suoi 2.909 pdv (di cui 50 cash & carry).

Il Consorzio del Parmigiano-Reggiano dirotta verso l’export 50mila forme

Per uscire dalla complessa crisi che da tempo fa registrare quotazioni al di sotto del valore dei costi di produzione e rilanciare il mercato, il Consorzio del Parmigiano-Reggiano metterà in atto due azioni approvate dall’Assemblea generale dei delegati del Consorzio. Mentre è atteso per i prossimi giorni il bando dell’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) per il ritiro di forme di Parmigiano-Reggiano e Grana Padano da destinare agli indigenti per un valore di 50 milioni di euro (27 dei quali per il primo e 23 per il secondo), il Consorzio procederà innanzitutto ad un’integrazione delle risorse pubbliche per 2 milioni di euro, così da consentire il ritiro di 100mila forme (pari al 5% della produzione di otto mesi), a un prezzo superiore alle attuali quotazioni di circa il 7%, cedendo le opzioni di vendita raccolte in queste settimane tra i caseifici alla ditta che si aggiudicherà il bando.
A questa prima azione se ne affiancherà un’altra del tutto inedita nei 70 anni di vita del Consorzio, ovvero un intervento diretto che porterà a ulteriori ritiri di prodotto, pari a 50mila forme, inserite in un progetto promozionale sull’estero finalizzato all’ampliamento dei mercati internazionali.
L’intervento – condotto in sinergia con Buonitalia, che comparteciperà finanziariamente al progetto – riguarderà forme caratterizzate dal marchio di 1° categoria, sottoposte a un’ulteriore espertizzazione a 18 mesi per l’apposizione del marchio export e da avviare sui mercati internazionali a stagionatura completata a spese del Consorzio.

Rischio ponderato
Con il doppio intervento, dunque, dal mercato domestico sarà distolto il 7,5% della produzione di otto mesi, e per il ritiro condotto autonomamente dal Consorzio i caseifici conferenti percepiranno 7,5 euro al kg. “L’obiettivo -spiega il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai- è evidentemente quello di concorrere a tonificare le quotazioni, e la sua importanza è pari alla sua urgenza, tanto da indurci a un’azione che non ha precedenti e porta il Consorzio ad un ruolo decisamente più attivo sui mercati, con un’assunzione di compiti e di responsabilità che vanno al di là della tutela e della promozione dell’immagine del prodotto. In questo modo il Consorzio si fa carico di un rischio, comunque ben ponderato, ma ad esso non ci si può sottrarre nel momento in cui si è di fronte ad un pericolo ben più grave che riguarda centinaia di caseifici e migliaia di produttori”.

Grana padano, 2008 poco esaltante per i produttori

Un bilancio con più ombre che luci per il Grana padano nel 2008. Il Consorzio di tutela ha reso noti i primi dati sul 2008. Sul fronte produttivo, dopo un’annata del tutto atipica come quella del 2007, fortemente influenzata dal calo dei prezzi del latte nei mesi estivi, si segnala un leggero calo rispetto al 2006 (-0,04% però calcolata su un giorno lavorativo in meno, a parità di giorni la discesa è stata dello 0,31%). Dai dati resi noti dal presidente del Consorzio, Nicola Cesare Baldrighi, si ricava che le scorte nel 2008 sono calate del -7,12% rispetto al 2007, attestandosi a 1.084.163 il livello più basso degli ultimi dieci anni. Questo anche perché le vendite sono cresciute.

Il mercato
“I consumi nazionali dell’ultimo bimestre, secondo i dati Nielsen ottobre/novembre 2008 – precisa Baldrighi - sono cresciuti dell’1,4%, portando l’annata dicembre 2007/ novembre 2008 a registrare un +2,6% rispetto a quella precedente”.
L’export sembra invece aver registrato una battuta d’arresto, calando del 3% (dato tendenziale riferito ai primi 8 mesi); per quanto riguarda i formati, è ulteriormente cresciuto il segmento grattugiato e bocconcini, attestandosi al 15,5% del totale; pure i pezzi con crosta crescono leggermente, (35,9% del totale) e le forme vendute intere alla distribuzione occupano il rimanente 48,6%.
Le ombre di cui dicevamo sono rappresentate dalla scarsa remunerazione per i caseifici. “Dopo un andamento altalenante nel primo semestre 2008, dalla metà di luglio si è progressivamente perso un euro al kg, pari al 18% circa del costo di produzione – rileva Baldrighi- Invece il prezzo medio di vendita al pubblico, rilevato da Nielsen, si è attestato sugli 11 euro al kg, rimanendo praticamente costante in ogni rilevazione bimestrale”.

Le aziende si affidano sempre di più ai consumatori

Se il web 2.0 ha trasformato il mondo di Internet, grazie ai contenuti generati dagli utenti, anche il mondo dell'economia e dell'impresa è da anni attraversato da un fenomeno che ha rimesso in discussione le regole fondamentali del marketing. Stiamo parlando della customer energy, ovvero l'approccio partecipativo da parte dei clienti, che sono sempre più pronti a mettere a disposizione delle aziende le proprie idee ed energie per dar vita a nuovi prodotti e servizi.

Le potenzialità della customer energy
Una recente ricerca internazionale condotta dalla società di consulenza A.T. Kearney ha fatto il punto sulle dimensioni della customer energy. Lo studio, (che sarà presentato nel dettaglio in occasione del convegno "Come fare Brand 2.0. Guida al marketing interattivo e partecipativo sul Web") ha preso in esame un campione di circa 3000 società, di cui 1050 italiane. I risultati dimostrano come, nonostante un certo ritardo diffuso, le possibilità di sviluppo di questo fenomeno siano molto significative: l'80% delle aziende interpellate dichiara di non sapere nulla delle potenzialità dei clienti in termini di customer Energy. Oltre il 50% del campione non conosce quali siano i propri clienti “energetici” e quindi non ha neanche un canale adatto a ricevere suggerimenti e contributi, capace di trasformarli in qualcosa di concreto. D'altra parte, anche i consumatori hanno il medesimo problema: il 60% dei clienti non ha idea di come far pervenire i propri contributi alle società verso le quali prova interesse. Ma le aspettative delle aziende sullo sviluppo di questa ambito sono molto elevate: secondo il campione, da qui al 2015 il 16% dei loro ricavi sarà a rischio a causa di eventuali attività "ostili" dei consumatori oppure per l'insufficiente sfruttamento della customer energy. Se invece si riuscisse a sfruttare al meglio questo fenomeno i dirigenti si attendono un aumento dei ricavi almeno del 4-7% e un potenziale di riduzione costi almeno del 5-7%.

Buone prospettive per i beni di consumo
Attualmente, però, le società utilizzano solo in minima parte questa risorsa. L'area aziendale a maggior impatto, secondo il sondaggio, dovrebbe essere qualla della produzione e qualità (47%), seguita da ricerca e sviluppo (39%) e marketing (32%). I manager prevedono una crescente importanza della customer energy in tutti i settori. I più coinvolti dovrebbero essere i beni di consumo (in una scala di importanza da 1 a 6: 3,2 oggi - 4,8 nel 2010 - 5,7 nel 2015), i media (nello stesso intervallo di tempo si passerà dal 2,2 al 3,6 e al 4,4) e le telecomunicazioni (rispettivamente 2,1 poi 3,7, poi 4,7). Il comparto meno coinvolto dovrebbe essere quello delle utility (1,4 oggi - 2,3 nel 2010 - 3,4 nel 2015). La ricerca ha poi distinto i clienti in tre diverse categorie per quanto riguarda il loro apporto alla customer energy: innanzitutto i creator (11% del totale), ovvero chi ha idee nuove e parteciperebbe proattivamente. Poi ci sono i contributor (36%), cioè quelli che rispondono se opportunamente sollecitati. Infine la terza tipologia ricomprende i viewer (53%), ovvero coloro che si limitano a fruire dei servizi offerti ma osservano e sono influenzati dal comportamento degli altri clienti.

Il caso di Procter & Gamble 
La ricerca internazionale effettuata di A.T. Kearney ha anche preso in esame i casi più interessanti di successo della customer energy. Nel mondo delle multinazionali del largo consumo, spicca il caso di Procter & Gamble, che dal 2000 sta utilizzando la collaborazione dei consumatori per la progettazione e il lancio di una quantità di nuovi prodotti compresa fra il 15 e il 35%. I consumatori sono chiamati non solo a dar consigli di taglio generale, ma anche su problemi di carattere tecnico e scientifico. I risultati sono stati così soddisfacenti che è stato possibile diminuire gli investimenti in ricerca e sviluppo dal 4,8% al 3,4% del fatturato, senza che questo avesse alcuna conseguenza negativa sul tasso di innovazione dell'azienda. Al contrario, la percentuale di successo delle innovazioni di Procter&Gamble risulta più che raddoppiata.

Il successo di Expedia
Un altro esempio di utilizzo vantaggioso della Customer Energy viene dal caso Expedia, il sito Internet dedicato alla prenotazione di servizi di viaggio a prezzi scontati. Per ogni albergo o casa in affitto proposti, Expedia riporta le impressioni dei clienti precedenti, chiamati a giudicare la struttura visitata e la qualità del servizio, facendo un vero e proprio racconto del loro viaggio e sintetizzando l'esperienza con un rating compreso fra uno e cinque. L'iniziativa è particolarmente efficace (il 70% dei clienti consulta la pagina dei commenti) perché sottoposta a controllo: possono partecipare solo i clienti che, prenotando con Expedia, hanno effettivamente alloggiato nell'albergo o nella casa recensiti, e rimane quindi esclusa l'auto pubblicità degli operatori turistici “travestiti” da clienti.

L'iniziativa della Barilla
Anche in Italia si possono individuare esempi postivi di customer energy. Per esempio, il marchio Mulino Bianco di Barilla ha rafforzato la sua relazione con i clienti coinvolgendoli nell'iniziativa "Un biscotto in cerca d'autore". Nel maggio 2008 è stata lanciata una campagna che invitava i consumatori a suggerire un nome adatto a dei biscotti che sarebbero stati lanciati di lì a poco. L'iniziativa era articolata in due fasi. Nella prima, aperta a tutti, l'azienda chiedeva a ognuno di registrarsi sul sito della Barilla per proporre un nome. La risposta del pubblico è stata positiva, tanto che sono arrivate ben ventunomila proposte di nomi. Da qui ne sono stati selezionati cinque, che sono stati poi sottoposti a una votazione finale dei consumatori .

Condiriso passa definitivamente a Berni Alimentare

Berni Alimentare S.p.A -società partecipata dalla cooperativa di trasformazione di pomodoro CO.PAD.OR di Collecchio (Parma) e da COPRA di Piacenza- ha definitivamente acquisito i marchi Condiriso, Condipasta e Louit Frères, nonché il complesso aziendale di Gragnano Trebbiense (Piacenza), già di proprietà della vecchia Berni Spa.

Acquisita nel 1960 da Nestlé, che ne incrementò l'attività, nel 2002 l'azienda venne rilevata da un imprenditore veneto con la partecipazione di un fondo di investimento. Nel 2006, ne venne scongiurato il fallimento grazie alla costituzione di Berni Alimentare, che lo ha gestito in affitto per 18 mesi in vista dell'attuale cessione definitiva.

“Oltre ad avere salvaguardato prestigiosi marchi italiani -ha commentato Paolo Bruni, presidente di Fedagri-Confcooperative-. l'operazione ha un valore importante dal punto di vista della tenuta occupazionale, in quanto Berni rileverà l'intero stabilimento industriale che dà lavoro a 50 dipendenti e che fattura ogni anno 30 milioni di euro con la produzione di sottoli, sottaceti, salse e condimenti”.

Bormioli Rocco presenta la collezione 2009

In occasione del Macef Bormioli Rocco ha presentato le novità della collezione 2009 e lo ha fatto in maniera inconsueta, con un cocktail a base di preparazioni della scuola internazionale di cucina Alma, presieduta da Gualtiero Marchesi e di cui Bormioli Rocco è sponsor e fornitore.

L'azienda, nata nel 1825 come realtà artigianale, oggi rappresenta una delle realtà industriali più importanti sul mercato italiano e internazionale. L'azienda è strutturata in 5 Business Unit: Casa, Packaging Plastica, Packaging Food, Packaging Profumeria & Cosmetica, Packaging Farmacia, con esportazioni in oltre 100 paesi e
negozi mono-marca nei più importanti outlet italiani.

In particolare, la divisione casa presenta un alto livello di differenziazione: dai calici ai bicchieri, dai piatti ai complementi per la tavola, dalle insalatiere alle coppe gelato. Mentre tra i prodotti destinati alla conservazione, emergono Frigoverre (in quest'ambito è stata lanciata la nuova coloratissima linea Fun), Frigoverre Plus e Quattro Stagioni (nella foto un esempio).
Bormioli Rocco è licenziatario ufficiale per l'Europa di Disney e Warner Bros per le licenze Looney Tunes e Tom & Jerry.

In lancio nuove segmentazioni per le PL Conad

Sigep, un percorso internazionale dedicato al gusto artigianale

Un aggiornamento professionale a 360° finalizzato a scoprire l'innovazione in tema di materie prime, ingredienti, impianti e attrezzature, arredamento e servizi, ma anche a partecipare o assistere a concorsi internazionali e campionati, dimostrazioni, corsi e seminari di aggiornamento. In sintesi, è quanto propone Sigep, arrivato alla sua trentesima edizione.

Eventi di professionalità
Per esempio, domani, 20 gennaio, tra le altre iniziative, si svolgerà il Sigep Bread Cup, il campionato internazionale della panificazione, ambientato con un lay out da borgo antico: dieci squadre si sfideranno nella produzione di un pane tradizionale, un pane innovativo, una scultura di pane, un dolce da forno. In gara: Belgio, Australia, Israele, Irlanda, Ungheria, Italia, Spagna, Francia, Messico e Portogallo. La Germania, aggiudicatasi la Sigep Bread Cup 2008, sarà presente nell’area dimostrativa con i propri esponenti.
In contemporanea, si terrà anche il concorso -per gelatieri italiani ed esteri- Gelato alla nocciola e mille idee per un nuovo gusto, promosso da Rimini Fiera e dall’Associazione italiana gelatieri. Inoltre, si svolgerà Sicily Days, evento dedicato ai prodotti dolciari tipici della Sicilia e ai maestri pasticcieri e i gelatieri dell'isola, dove cassate, cannoli, granite, miele, ricotta, pistacchi, fichi, la frutta martorana, il cioccolato di Modica, i sorbetti e tutte specialità della Sicilia saranno protagonisti. Sicily Days è parte di un progetto del Sigep dedicato alla valorizzazione delle specialità dolciarie delle regioni italiane.

Tra gli stand
Oltre alle tecnologie e materie prime per pizze, pane e gelato, la fiera presenta un’area dedicata all’arredamento, attrezzature e complementi d’arredo per il punto di vendita. Nell’area Hall Sud (Stand 05) è possibile visionare l’esposizione video di progetti sviluppati durante i corsi di specializzazione postuniversitaria per architetti Food Experience Design – Panetteria, Pasticceria, Gelateria e Pizza Experience Design proposti da Poli.design - Consorzio del Politecnico di Milano, di cui Sigep è partner accademico esclusivo dei corsi.

I numeri e info pratiche del Sigep
Nel 2008, Sigep ha richiamato oltre 100.000 visitatori provenienti da 128 paesi del mondo, che hanno potuto conoscere i prodotti di 734 espositori del settore.
Sigep tiene aperti i battenti fino al 21 gennaio 2009 alla Fiera di Rimini. L'orario di apertura è dalle 8.00 alle 18.30, tranne l'ultimo giorno che è fino alle 17.00. L'orario di accesso ai visitatori è dalle 9.30 alle 18.30 e l'ultimo giorno fino alle 17.00. L'ingresso della manifestazione è sud, est e ovest.

Coop: dopo l’aspirina in arrivo nuovo OTC a marchio

Carrefour e Sisa premiati per l’innovazione nella Pl

In chiusura di Marca, è stato assegnato il premio per l’innovazione, rivolto alle novità presentate nel periodo 2007-2008.
Alla base dei criteri di selezione e assegnazione, l’originalità e la creatività del prodotto e della confezione, oltre al suo grado di innovazione nella funzione d’uso e nel servizio.

In quest'ottica, nella categoria grocery, il premio è stato attribuito a Terre d’Italia (Carrefour), per la cassettina di legno che racchiude quattro diverse tipologie di olii regionali. La confezione, realizzata da B&G, è stata considerata distintiva per il suo design raffinato ed elegante, che permette di servire direttamente in tavola il prodotto.

Nella categoria freschi, invece, è Sisa con la sua linea di piatti pronti Lo Spuntino (prodotta dal salumificio Furlotti) ad essersi aggiudicata il premio. Alla base di questa scelta, la funzionalità della linea, composta da più referenze, come affettati combinati con parmigiano o bresaola con condimento o carpaccio e rucola, che garantisce velocità d’uso.

Carrefour più spazio alla marca-insegna e a primi prezzi

Marca, la fiera “gioiello” dedicata alle PL

Gruppo Carrefour: vendite 2008 oltre i 90 miliardi di euro

Con vendite complessive per il 2008 pari a 97,6 miliardi di euro, Carrefour, analizzando i dati dell’ultimo trimestre 2008, mostra una crescita complessiva “organica” del 4.5%, in linea con quella del 2007 (+4,7). Certo la crescita è trainata dalle performance positive dei Paesi emergenti (America Latina, Asia, Est Europa, Grecia e Turchia), che portano a casa incrementi totali del 19,7% a tassi di cambio costanti, mentre Francia ed Europa continuano a mostrare evidenti segnali di maturità, con crescite legate essenzialmente allo sviluppo della rete.

“Carrefour può e deve migliorare le proprie performance. Del resto abbiamo le risorse e la forza finanziaria per affrontare le sfide grazie alla nostra impronta internazionale, la multicanalità dei formati, la forza del brand Carrefour e la competenza di tutti i nostri dipendenti -ha precisato Lars Olofsson (nella foto), dal 1 gennaio chief executive del gruppo-. Ma per rinforzarci ancora, dobbiamo lavorare su tre asset: anticipazione, velocità ed eccellenza nell’esecuzione delle nostre scelte strategiche”.

Le performance dei paesi

In Francia, gli ipermercati (oltre 53% delle vendite complessive) continuano a mostrare segnali di crisi, mentre i supermercati (22% delle vendite totali) hanno registrato, soprattutto nell’ultimo trimestre, un leggero incremento sia nel traffico (+0,8) sia nella spesa media (+1,2%).
Spagna stabile, grazie soprattutto all’ampliamento della riconversione dei pdv in Carrefour Express.
L’Italia registra una caduta delle vendite nell’ultimo trimestre pari all'1,8% con un fatturato 2008 totale stimato in 7.156 milioni di euro, con performance poco brillanti per tutti i formati a parità di rete, che però migliorano se si tiene conto dello sviluppo.

Vendite consolidate 2008

2008 2007
Francia 42.488 42.085
Spagna 15.181 14.386
Italia 7.156 7.158
EUROPA 36.079 34.359
AMERICA LATINA 12.271 9.775
ASIA 6.722 6.053
TOTALE GRUPPO 97.560 92.272

* compresa Iva- valori in milioni di euro

I pdv della rete a fine dicembre 2008

Ipermercati 1.302
di cui:
Francia
Europa (esclusa Francia)
America Latina
Asia
228
494
288
292
Supermercati 2.919
di cui:
Francia
Europa (esclusa Francia)
America Latina
Asia
1.001
1.737
151
30
Hard discount 6.252
di cui:
Francia
Europa (esclusa Francia)
America Latina
Asia
914
4.279
737
322
Convenience 4.813
di cui:
Francia
Europa (esclusa Francia)
America Latina
3.245
1.560
8
TOTALE 15.430
di cui:
Francia
Europa (esclusa Francia)
America Latina
Asia
5.517
8.085
1.184
644

Enogastronomia, bellezza e bricolage tra i prodotti più venduti su eBay

Poco considerato come competitor dal commercio tradizionale, molto apprezzato dagli utenti virtuali. Il canale e-commerce, infatti, è in forte crescita anche in Italia, come dimostrano anche gli ultimi dati di eBay.it, il sito che, secondo Nielsen Net Ratings (ottobre 2008) è al primo posto fra quelli in Italia, con circa 8 milioni di visitatori e più di 900 milioni di pagine viste.

Cosa acquistano gli italiani
Se è vero che ai vertici tra gli oggetti più acquistati su eBay.it rimangono stabili i prodotti tecnologici, sono stati sempre più numerosi gli italiani che, rispetto al 2007, hanno scelto, per risparmio o per comodità, il canale virtuale anche per prodotti che si sarebbe pensato difficile accettare di comprare online. Secondo l’indagine realizzata da eBay.it, i trend di acquisto dell’anno appena passato, rispetto al 2007, hanno evidenziato una passione crescente per i prodotti enogastronomici, che nel complesso hanno visto un’impennata nelle vendite del 62% sull’anno precedente. In particolare, su eBay.it si sono venduti più di tutto dolci, biscotti, tè e caffè (182%), ma anche birra (+95%) e tutti gli accessori e strumenti per l’enologia. Nel 2008, tanto per dare un’idea di come il canale sia sempre più competitivo anche per il food, su eBay.it è stata venduta una bottiglia di vino ogni 3 minuti e un prodotto enogastronomico ogni 60 secondi.
Anche i prodotti per la cura della casa e il fai da te, con una crescita del 37%, sono stati molto gettonati: solo sul sito italiano si è acquistato un articolo di arredamento e bricolage ogni 24 secondi. Relativamente alla casa, la preoccupazione più importante è stata quella di proteggerla; la vendita di antifurti e sistemi di sicurezza infatti è aumentata su del 55% rispetto all’anno scorso, ma un deciso incremento si è constatato anche nella vendita di oggetti per la cura e l’allestimento del giardino (+53%).
Molti di coloro nel 2008 si sono dedicati al fai da te e agli hobby creativi, lo ha fatto acquistando il necessario su eBay.it (+58%).
Al terzo posto tra i prodotti più acquistati vi sono gli articoli per la salute e bellezza (+24%), in particolare i prodotti di erboristeria, la cui vendita è aumentata lo scorso anno del 67% rispetto al 2007.
Tra le altre categorie di prodotti più vendute vi sono, poi, gli accessori e i ricambi per le auto e le moto, le cui vendite sono aumentate, rispettivamente, del 73% e 72%; senza trascurare i videogiochi e console, in particolare la Sony PlayStation 3 (+272%), Nintendo Wii (+195%), alle quali si uniscono giochi da bar e flipper (+141%). In tutto lo scorso anno su eBay.it si è venduto un videogioco o una console ogni 28 secondi.

I numeri di eBay nel mondo
Fondata nel settembre 1995, eBay -presente in 39 Paesi - è il mercato online più grande del mondo e circa 86 milioni di utenti. In attivo fin dal suo lancio, nel solo terzo trimestre del 2008, eBay ha fatturato 2,12 miliardi di dollari, sviluppando una crescita annuale del 8.6% (il 53% del fatturato ha origine dai siti internazionali).
Nel terzo trimestre del 2008 su eBay sono stati venduti oggetti per un totale di 14,28 miliardi di dollari.
Le dimensioni di eBay si evincono anche dai numeri del suo mercato: ogni momento ci sono più di 112,3 milioni di oggetti sul sito in tutto il mondo, con circa 7,1 milioni di nuovi oggetti al giorno. Nel terzo trimestre 2008 sono stati messi in vendita, a livello mondiale, 700 milioni di oggetti. E, sebbene eBay sia nota per il meccanismo dell’asta elettronica, gli utenti possono anche comprare e vendere a prezzo fisso: nel terzo trimestre del 2008, quest’ultima opzione è stata utilizzata nel 48% dei casi.

Al via il convenience made in Italy con pasti italiani e menù bilanciati per calorie

In linea con la tendenza sempre più forte di risparmiare tempo e la conseguente affermazione di prodotti salva tempo, viene proposto oggi il primo convenience italiano, che si differenzia dalle tradizionali formule già ampiamente diffuse nel nord Europa e negli Stati Uniti, per un’ampia offerta di pasti made in Italy che, pur pronti in pochi minuti, non rinunciano a qualità, gusto e genuinità.

Promotore dell’iniziativa è So fresh!, la mostra convegno dedicati ai prodotti freschissimi allestita all’interno di Marca, la manifestazione organizzata da Fiere Bologna ormai tradizionale appuntamento annuale per fare il punto sul mondo dei prodotti a marchio in Italia.

Esposizione per funzione d’uso

I prodotti, che possono anche consumati direttamente nel pdv grazie alla presenza di forni microonde, sono esposti seguendo l’andamento di un tipico pasto all’italiano, vale a dire dall’antipasto al dessert: si parte con i primi piatti a base di pasta fresca, sia già conditi sia da condire con vari sughi proposti in successione, per passare ai secondi di carne e di pesce, già riscaldati o ancora da scaldare, per terminare con una serie di piatti unici -tra cui le classiche insalate- seguiti da dessert a base di frutta. Alla pizza fresca napoletana è dedicato un corner specializzati, dotato di forno a legna così come non mancano frullati.

Comporre menù bilanciati
Il consumatore può scegliere un menù o costruirne uno personalizzato, tra tre diversi stili alimentari: sportivo, gourmet e light. Viene anche fornito l’apporto calorico di ciascun piatto, grazie a una comunicazione che non solo trasmette messaggi rassicuranti, ma fornisce indicazioni caloriche utilizzando una scala colorimetrica:

  • verde identifica piatti a basso contenuto calorico;
  • l’arancione quelli con un contenuto medio;
  • il rosso quelli con l’apporto più elevato.

In questo modo il consumatore viene aiutato a comporre un pasto completo bilanciato.

Francioni (Selex): prossimità e private label i driver del 2009

Il 2009 sarà un anno duro per via della crisi e i consumatori si orienteranno sempre più sui prodotti a marca privata e verso i punti vendita di prossimità. Ad esprimere queste previsioni è Riccardo Francioni, procuratore generale del Gruppo Selex (A&O, Famila, C+C Cash and Carry e numerose insegne regionali), in occasione dell'apertura della fiera Marca di Bologna. “Le private label incontrano sempre più la domanda di convenienza e qualità da parte dei consumatori -afferma Francioni- tanto è vero che nel 2008 hanno raggiunto una quota di mercato del 14,7%, con una crescita di oltre il 13% rispetto all'anno prima (Nielsen, novembre 2008)”.

Private label Selex +20%
Nel 2008, le vendite delle marche commerciali Selex hanno segnato un incremento di oltre + 20%, con 1.900 referenze (1.200 food e 700 non food). Le previsioni per quest'anno confermano gli stessi ritmi di crescita, con un notevole ampliamento delle categorie coinvolte. Atteso l'ingresso, tra gli altri, nel mondo dell'abbigliamento intimo uomo e donna. Il marchio Selex presidia anche il segmento della qualità controllata attraverso i suoi prodotti di filiera. Circa 40 referenze, nel settore ortofrutticolo.

Rilancio dei super di media grandezza

Sul versante dei formati distributivi, Francioni prevede un grande rilancio dei supermercati di media grandezza. “I supermercati di prossimità, dislocati nei quartieri sono in grado di presentare un assortimento di prodotti sufficientemente ampio e prodotti locali che meglio soddisfano le esigenze dei consumatori. La clientela non cerca solo la convenienza, ma si orienta su un mix di prodotti indispensabili e prodotti ad alto contenuto di servizio, e privilegia il supermercato sotto casa”. Nel 2009 il Gruppo Selex prevede l'apertura di 92 nuovi punti di vendita per un totale di 86.000 mq di superficie e la ristrutturazione di molte unità esistenti; l'investimento complessivo sarà di 275 milioni di euro. “Il 2009 si prospetta come un anno difficile -conclude Francioni- ma con le giuste strategie distributive si potranno raggiungere risultati positivi”.

Breganze in festa per i 40 anni della Doc Torcolato

Una piccola Doc di pregio: per festeggiarne il quarto decennale il comune vicentino, che ha recentemente fatto il suo ingresso nel circuito delle Città del Vino, ha organizzato per domenica 18 gennaio una grande manifestazione che raggiungerà il clou con la spremitura delle uve passite in piazza.

La giornata sarà l'occasione per presentare il manuale della zonazione vinicola realizzato con Veneto Agricoltura e l'Università di Milano, nonché le modifiche apportate al disciplinare della Doc, che ha visto l'introduzione del taglio bordolese nel Breganze Rosso e le bollicine del Vespaiolo Spumante.

Il Consorzio di tutela Vini Doc Breganze conta 17 aziende aderenti.

Penny Market: lavori in corso per testare il nuovo supermercato low price

Come fare Brand 2.0

Esselunga: il 2009 sarà difficile, ma il cliente rimane al centro

Il ruolo delle informazioni nel retail: questa la premessa per l'intervento di Bernardo Caprotti, presidente di Esselunga, che, ospite al seminario: “La pianificazione e il controllo di gestione nel retail”, organizzato da Steering e Oracle, ha fornito spunti e riflessioni sul ruolo del retail e sulla situazione di oggi con un approccio pragmatico, semplice e diretto. Il suo stile aziendale.

Il mestiere del retailer
“Al contrario di quel che molti pensano, anche fra gli imprenditori di altri settori, il mestiere del retailer è difficile e complesso, richiede un'attenzione spasmodica ai dettagli. Un mestiere in continua evoluzione, che si impara dall'esperienza sul campo, dagli errori compiuti. In questo contesto, l'informatica è uno strumento di ottimizzazione dei processi logistici, strategica, quindi, per servire in maniera ottimale negozi e consumatori”.

Gestire le informazioni

“Per questo, ai retailer servono pochi dati, 'veri' e rigorosi, obiettivo non semplice vista l'enorme mole oggi disponibile. Anzi, il rischio dell'informatica è proprio che produca troppi dati, ma poca informazione. Ed invece è di queste che ogni retailer ha bisogno, per costruire assortimenti e stabilire con precisione tempi, percorsi, posizioni delle merci, sia nelle piattaforme sia nei punti di vendita”.

Gli elementi base

Location, format, logistica delle merci e logistica del cliente, quest'ultima intesa come lo sforzo di creare percorsi interni che facilitino i clienti durante la spesa: sono questi gli elementi su cui ogni retailer deve concentrarsi. “I negozi vanno realizzati pensando ai clienti: per questo, Esselunga li fa sempre uguali, avendo codificato procedure, percorsi, attrezzature, materiali”.

Le insegne inossidabili

Bernardo Caprotti ha indicato anche alcune insegne che considera punti di riferimento, ieri, oggi e nel prossimo futuro: Aldi, “il numero uno al mondo”, Waitrose, Kroger, Morrison, Wegmans, “la più bella catena: non vogliono diventare grandi perché sanno che la dimensione si concilia male con un lavoro sofisticato come quello richiesto dai loro negozi di 8.000 mq solo di alimentare. In Esselunga, seguiamo la loro scia: siamo convinti che diventare troppo grandi possa essere un pericolo mortale”.

Lo sviluppo

Valutazione, questa, che, comunque, non esclude la crescita: anzi, nel 2009, Esselunga sbarcherà a Torino con due superfici, cui si aggiungeranno altre 2-3 aperture. “Non mancano negozi da rottamare, per usare un gergo automobilistico: vale per la maggiore parte della gdo italiana e anche per Esselunga, che ne ha circa una ventina. Ci lavoreremo”.

Le prospettive del 2009

Sull'attuale situazione economica, Caprotti si dichiara preoccupato. “Siamo all'inizio di una situazione complessa, un tunnel da cui molti non usciranno vivi. Il 2009 sarà un anno difficile e i nodi verranno al pettine a febbraio-marzo, ma i segnali ci sono già: in Esselunga registriamo incrementi consistenti nelle vendite di pesce azzurro e pollo, a scapito di prodotti più pregiati come branzino e manzo. Preoccupa soprattutto questa iniezione di liquidità, che potrebbe portare a un ritorno dell'inflazione a livello mondiale”. L'innovazione è una strada per uscirne? “Sì, ma richiede tempi lunghi, difficili da sostenere in mezzo a una crisi che ci obbliga a realizzare fatturati con spese di minore valore economico. Ci vorranno soprattutto nervi saldi”.

Una birra e tanti gadget con il brand Milano

Nasce da una rivisitazione dello stemma della città il nuovo brand Milano registrato dal Comune di Milano - Assessorato al Turismo, Marketing territoriale, Identità con l'obiettivo di rafforzare l'identità del capoluogo lombardo nel mondo, attraverso prodotti -gadget ma non solo- che per potersi fregiare del marchio ufficiale dovranno superare il vaglio di una giuria dell'amministrazione, che ne giudicherà la coerenza alla mission di milanesità insita nel progetto.

Quattro i progetti già al via
Per il lancio del brand Milano, sono quattro i progetti già approvati, tra i quali spicca l'accordo di licensing relativo a Birra Milano, una ale ambrata di produzione artigianale, nata nel 1907 ma uscita dal commercio da oltre vent'anni, che da quest'anno verrà prodotta e commercializzata da una società guidata da Renato D'Allarmi, che nel 1996 ne ha rilevato il marchio, con l'etichetta originale in stile Liberty disegnata da Mario Borgoni, mentre in retroetichetta comparirà il nuovo brand Milano accompagnato dalla scritta “Bere meno, bere meglio”. Per l'utilizzo del marchio Milano, l'azienda corrisponderà al Comune di Milano royalties pari al 2% del fatturato che l'amministrazione utilizzerà per contribuire a finanziare campagne di sensibilizzazione sul consumo di alcolici. 
Altri tre accordi in co-marketing sono stati stretti con Ricordi che ha realizzato 25 gadget -mug, t-shirt, ombrelli, pins ecc- che seguiranno la mostra That's Opera in giro per il mondo, con Nava per il calendario da tavolo “Tempo Zero 2009”, con Skira per la nuova guida “Milano città d'arte” di Roberto d'Adda (da febbraio anche in lingua inglese).

Al vaglio l'apertura di un Milano Store
L'obiettivo è quello di raggiungere, in vista di Expo 2015, un vasto
assortimento di prodotti di ogni fascia di prezzo -dalle cartoline ai
capi di abbigliamento griffati- per la cui commercializzazione il
Comune ha già stretto accordi con i bookshop dei musei, ma in
prospettiva starebbe valutando l'apertura di un Milano Store ufficiale
(in piazza della Scala) nonché l'allestimento di corner in spazi
commerciali cittadini selezionati.

GDOWEEK 465

Kleenex e Ricola nelle Alpi abitano gli igloo a fondo pista

È un'operazione di co-marketing in cui saranno associati il marchio Kleenex con Ricola nelle stazioni sciistiche più rinomate con un sampling di 20mila fazzoletti Kleenex Balsam. Il punto di incontro saràGli appassionati di sport invernali potranno trovare un “igloo” per il ristoro dove alcune hostess distribuiranno tisane e caramelle Ricola insieme ai fazzoletti Kleenex® Balsam, i più adatti ai periodi freddi dell'anno, perché arricchiti con uno speciale balsamo protettivo con estratti di Calendula Officinalis, una pianta nota per le proprietà lenitive e anti-rossore. Il punto di incontro sarà un igloo alla base delle piste dove gli appassionati di sport invernali potranno trovare alcune hostess che distribuiranno tisane e caramelle Ricola, insieme ai fazzoletti Kleenex Balsam.
Il tour Kleenex Balsam Ricola dopo dieci tappe si concluderà a marzo a Canazei in Trentino, coronando la stagione del benessere apertasi in autunno con diverse iniziative che hanno portato Kleenex accanto alle persone sulle piste da sci e nelle loro attività preferite, sottolineando l'attenzione di Kimberly-Cark per la salute e il benessere dei suoi consumatori.

La recessione farà risparmiare

Nonostante la recessione o, se si preferisce, proprio perché c'è la recessione, nel 2009 molte famiglie italiane avranno più risorse a disposizione grazie al calo dei prezzi delle materie prime, del costo del denaro e agli interventi del governo.
L'Ufficio studi di Federdistribuzione stima che in media ogni famiglia italiana, considerando carburanti, farmaci e tariffe energetiche potrà ipotizzare un risparmio medio annuo nel 2009 di 410 euro, circa l'1,1% dei consumi familiari. In particolare 273 euro per i carburanti pensando ad una stabilità dei prezzi sui livelli attuali, 85 euro per le bollette di energia elettrica, gas e combustibili liquidi in considerazione delle riduzioni annunciate  e 62 euro per i medicinali come effetto della riduzione dei prezzi medi ottenuti anche grazie alla parziale liberalizzazione del settore.

I mutui e le misure anticrisi
Per quanto riguarda le famiglie che hanno contratto un mutuo a tasso variabile (sono circa 1,8 milioni per un valore medio del mutuo di 130.000 euro) considerando la diminuzione dei tassi nel 2009 rispetto al 2008 si giunge a ipotizzare un beneficio di 1.917 euro. Infine prendendo in considerazione le decisioni varate con il decreto anti crisi il bonus straordinario destinato a 8 milioni di famiglie a basso reddito, le cifre stanziate dall'esecutivo dovrebbero generare un beneficio medio per famiglia di 300 euro mentre la social card rappresenterà un beneficio per i soggetti interessati (1,3 milioni a regime) di 480 euro l'anno al quale va aggiunto lo sconto del 5% deciso dai pdv della gdo associati a Federdistribuzione aderenti all'iniziativa.
Informazioni sul sito www.federdistribuzione.it.

Mario Efrem Conte direttore vendite Media World

Mario Efrem Conte è il nuovo direttore vendite vendite di Media World.
Bergamasco, classe 1962, Mario Efrem Conte è entrato nella catena di elettronica dopo aver maturato importanti esperienze professionali nel retail: è stato direttore Nord Italia per la catena di supermercati Sma-Auchan - e ha lavorato in qualità di Business Operation Director in Castorama Italia, sua ultima occupazione.

Dal 7 gennaio Conte gestisce le vendite degli 81 pdv Media World presenti sul territorio nazionale.
“Questo nuovo incarico rappresenta una sfida ambiziosa che raccolgo con entusiasmo”, commenta Mario Efrem Conte. “Media World è leader nel mondo della distribuzione, un'azienda in continua espansione che soddisfa quotidianamente le esigenze di migliaia di clienti. È per me, quindi, motivo di grande soddisfazione contribuire allo sviluppo di una realtà così importante”.

Italian Food Excellence

dmc

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