Nuove opportunità per i giovani che vogliono entrare nel settore retail. Esselunga avvia la prima edizione del Master universitario di 1° Livello in Store Management, nato grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Parma con l’obiettivo di formare e consolidare giovani laureati destinati a un percorso di carriera all’interno della rete vendita Esselunga. I destinatari sono i laureati di età non superiore ai 29 anni con forte orientamento al cliente, capacità organizzative, problem solving e motivazione a ricoprire ruoli di coordinamento operativo. Il master di Store management, della durata di 12 mesi e con un costo di 6mila euro da versare in tre rate, avrà inizio ad aprile 2016 e sarà composto da 3 mesi di formazione teorica in aula e da 9 mesi di formazione pratica. La frequenza è obbligatoria e full time, 6 giorni su 7. La formazione teorica si terrà nella sede del Dipartimento di Economia, in via Kennedy 6, a Parma mentre la formazione pratica si svolgerà nei negozi Esselunga dell’Emilia Romagna.
Come partecipare. Per dare avvio al processo di selezione è necessario inviare il proprio curriculum vitae dettagliato con lettera motivazionale all’indirizzo mail: masterinstore@unipr.it. L’iter di selezione avrà inizio a febbraio 2016 e si svilupperà in lavori di gruppo, test e colloqui individuali. I candidati selezionati potranno mettersi alla prova frequentando un corso di perfezionamento che prevede una settimana d’aula e un tirocinio formativo della durata di un mese. Tutti i partecipanti, ultimato il tirocinio, riceveranno un diploma di frequenza. I candidati che avranno terminato con successo il corso di perfezionamento accederanno al master e verranno inseriti con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.
Esselunga e Università di Parma organizzano il Master in Store management
Né super, né discount: la risposta è D’italy
Un profondo legame con il territorio per cogliere i segnali provenienti dai consumatori e dare risposte mirate in tempi brevi; un gruppo di lavoro permanente che definisce assortimenti e condizioni commerciali in un continuo processo di revisione; un assortimento incentrato su prodotti a marchio di qualità, con una forte attitudine alla costruzione dell’identità d’insegna. Secondo Mirco Pincelli, Ad di Italy Discount, catena con 221 punti di vendita a insegna D’italy che sviluppano vendite per 390 mio €, sono questi i punti di forza del retailer focalizzato sulla “spesa economica di vicinato”. “L’insegna D’italy -spiega Pincelli- è una risposta italiana all’evoluzione del mercato: coglie gli aspetti positivi del supermercato, come la qualità del fresco, l’ambientazione, l’attenzione e il servizio al cliente in termini di semplificazione e velocizzazione, e il meglio del discount, alternativa all’industria di marca con prodotti con un rapporto qualità-prezzo vincente. Per questo non ci definiamo né supermercato né discount, ma semplicemente D’italy”.
Spieghiamo le caratteristiche del format
Ne abbiamo due: da 400 e da 800 mq, store che, al Nord, sono più orientati al servizio e al fresco rispetto al Sud. Ci differenziamo dai competitor per la capacità di cogliere le peculiarità del territorio, dall’assortimento alle attività promozionali, al legame con il contesto sociale in cui operiamo, grazie a imprenditori associati che vivono il territorio e sono in grado di capire, meglio di altri, le sue esigenze e le opportunità che offre.
(articolo completo su Gdoweek 2 – 2016 L’articolo completo su Gdoweek n. 2 – 2016)
Amazon.it apre ai clienti le porte del centro di distribuzione
Amazon.it rilancia l’offerta rivolta ai propri clienti di partecipare al tour per scoprire il “dietro le quinte” del proprio centro di distribuzione italiano a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza.
L'iniziativa, lanciata in Italia nel mese di giugno 2015, viene riproposta e si svolgerà dal 25 febbraio al 29 settembre.
Per ogni giornata sono previsti tre tour della durata di circa un’ora ciascuno: 9.30, 11.30 e 14.00. Il numero massimo di partecipanti sarà di 30 persone per ogni turno. Per registrarsi è sufficiente collegarsi al sito http://amazontours.it e compilare il modulo di iscrizione. Sarà possibile effettuare la prenotazione nell’arco della prima settimana di ogni mese.
Le visite guidate si svolgeranno nella giornata di giovedì e saranno aperte a tutti i clienti con età superiore ai 6 anni.
“Scoprire cosa accade dopo aver cliccato "Acquista" sul sito Amazon.it ha sempre suscitato molta curiosità nei clienti - commenta Tareq Rajjal, amministratore delegato di Amazon Italia Logistica - Vogliamo offrire a tutti l’opportunità di osservare da vicino l'impegno dei nostri 907 dipendenti che spediscono decine di milioni di pacchi ogni anno. Siamo molto orgogliosi del modo in cui serviamo i clienti e vogliamo permettere ai visitatori di vivere in prima persona l'attività all’interno dei nostri magazzini”.
Amazon, che offre oltre 80 milioni di articoli in 20 categorie di prodotti, ha aperto nel luglio 1995 nel World Wide Web.
Coop Lombardia per San Valentino Alimenta l’Amore
Dove c’è amore c’è famiglia, questo il claim che accompagna l’iniziativa Alimenta l’Amore, lanciata da Coop Lombardia per il 13 e il 14 febbraio in collaborazione con Lega Nazionale del Cane e con il patrocinio del Comune di Milano. In occasione di San Valentino, tutti i cittadini sono invitati a farsi fotografare in compagnia del loro animale domestico presso il Portico dell’Elefante all’interno del Castello Sforzesco di Milano, gli scatti entreranno poi a far parte di un libro e di una mostra che verrà inaugurata in loco nel mese di maggio.
Le foto saranno realizzate da Silvia Amodio, autrice che da diversi anni si occupa di indagare la relazione tra l’uomo e gli animali, e i partecipanti riceveranno come omaggio lo scatto migliore.
Per questa iniziativa Coop sceglie ancora una volta una comunicazione di tipo inclusivo, indirizzandosi a nuclei famigliari eterogenei e rafforzando la relazione con quel 43,3% di italiani che convive con un animale e se ne occupa quotidianamente.
Walmart punta sul carburante: in apertura stazioni proprie
Dopo 20 anni di partnership con l’azienda Murphy Usa, situata in Arkansas, il colosso del retail Walmart prende il controllo del business carburanti. Le prossime stazioni di benzina in apertura all’esterno degli store saranno infatti brandizzate con il marchio della catena e gestite in completa autonomia da quest’ultima.
Allo stato attuale, Walmart controlla solo un paio di centinaia di distrubutori, mentre la maggioranza, pari a circa 1.100, è gestita da Murphy Usa. La company continuerà a supervisionare tali stazioni, proseguendo con il piano che prevede di aprirne altri 60, ma in virtù della nuova strategia sarà esclusa dalle successive inaugurazioni.
Il cambio di rotta comporterà l’impiego alle pompe di benzina dei dipendenti di Walmart, che potrà così raccogliere i proventi oltre che del carburante degli articoli convenience e delle sigarette. L’idea è quella di aprire quante più stazioni possibili nei pressi dei punti di vendita, implementando parallelamente l’esperienza globale della clientela, come confermato dal portavoce della catena Randy Hargrove.
Amazon-Walmart: chi vincerà la sfida dei prossimi anni?
Non solo due concorrenti, c’è molto di più dietro la competizione tra Amazon, la creatura di Jeff Bezos nata nel 1994 come libreria online, e Walmart, fondato nel 1962 da Sam Walton con un fatturato 2015 pari a 485,7 mld di dollari pari al 3% dell’intero Pil a stelle e strisce. La sfida tra i due retailer riguarda la visione del retailer del futuro, il cui risultato finale porterà a un nuovo equilibrio, nazionale e anche sul piano globale e si gioca tutta sull’eCommerce, in una nuova battaglia di volumi e di capacità di raggiungere il consumatore.
(articolo completo su Gdoweek 2 – 2016 L’articolo completo su Gdoweek n. 2 – 2016)
Gruppo Alì vola oltre il miliardo di fatturato 2015
Un 2015 di crescita per Gruppo Alì, che supera il miliardo di euro di ricavi mettendo a segno un aumento dell’8% sullo scorso anno. Il socio Selex ha scelto di condividere il successo con tutto il personale dell’azienda, devolvendo a quest’ultimo un premio di oltre 800mila euro, in linea con un proposito di sviluppo sostenibile e solidale.
Perseguendo tale obiettivo, il gruppo padovano ha investito nell’ultimo anno 600mila euro in formazione del personale e devoluto oltre 1 milione di euro a sostegno di iniziative benefiche e sponsorizzazioni sociali.
“Di strada ne abbiamo fatta molta da quando, nel 1971, il primo punto vendita con il marchio Alì raggiunse il fatturato di 5 milioni di vecchie lire. Oggi vogliamo condividere con tutto il personale dell’azienda gli importanti traguardi che abbiamo raggiunto grazie alla fiducia che i clienti ripongono in noi”, ha commentato il patron del gruppo Francesco Canella.
L’azienda conta attualmente 3.200 dipendenti, di cui 300 assunti nel corso del 2015, e 108 supermercati in Veneto ed Emilia Romagna.
Pam sostiene le famiglie: una gift card per i nuovi nati
Pam rinsalda il legame con il territorio a partire dalle famiglie. La catena di supermercati ha infatti lanciato in collaborazione con il Comune di Leini, in provincia di Torino, un’iniziativa a carattere local che dona per ogni nuovo nato del 2016 una gift card dal valore di 50 euro e un libro di fiabe.
La carta sarà spendibile nell’arco di un anno e insieme ai regali è prevista la consegna di una lettera contenente informazioni pratiche per la nuova famiglia, dalle modalità per ottenere il bonus bebè ai servizi comunali messi a disposizione.
Gruppo Pam sceglie così di entrare ulteriormente nella quotidianità del consumatore attraverso la condivisione di un'esperienza fondante all'interno della sua vita privata, a cui si propone di fornire supporto.
NRF: “Una piccola catena non potrà mai esser tutto per tutti e non deve nemmeno sforzarsi di esserlo”
Dal # NRF 16 un granello di saggezza, cui ne seguono altri dedicati, tutti, ai grandi protagonisti dell’anno passato e in quello appena iniziato: i piccoli retailer. Condivido di seguito.
1) Trovatevi una nicchia e rimanete fedeli alla linea, che sia geografica, demografica o di un qualche interesse speciale: meglio esser tutto per un target che poca cosa per tutti.
2) Decidete chi volete essere e per chi: si devono stabilire degli obiettivi quantificabili e indentificare le risorse necessarie per raffiungerli.
3) Il tempo è denaro, laddove -come spesso succede- le strategie sono determinate dall’imprenditore è necessario che questi trovi il tempo per “pensare” e deleghi compiti meno strategici a qualcun altro.
4) La tecnologia non è appannaggio solo dei grandi gruppi, e non deve essere completamente in outsourcing. Il provider deve essere un partner e non un mero venditore.
5) I canali digitali sono affilati strumenti per competere con i big. I social network vivono di autenticità e personalizzazioni caratteristiche intrinseche alle catene più piccole. Un’opportunità per raccontarsi, per dare la propria visione e affermare ciò che si è.
6) Investite nella crescita e differenziate i sistemi di credito dal crowdfunding alle vendite passando per le carte di credito. Necessario un cambio di passo: dalla contabilità all’amministrazione finanziaria.
7) Siate mobile friendly, dall’accertarsi di apparire su Google map, all’accettare i pagamenti online: i clienti sono tutti su mobile, facciamo in modo che possano trovarci.
Gruppo Maiora punta su formazione e innovazione come leve per la crescita
Sul binomio formazione-innovazione si articola la filosofia imprenditoriale del gruppo Maiora, centro di distribuzione Despar del sud Italia, operativa con 307 store diretti e in franchising. Pippo Cannillo, amministratore delegato di Maiora, marca con una certa enfasi il concetto in occasione dell’incontro “Il mezzogiorno alla sfida della crisi: formazione e innovazione leve per la crescita. Il caso Maiora e le politiche della distribuzione moderna”, promosso proprio da Maiora, moderato dal direttore di Gdoweek e Mark Up, Cristina Lazzati, e svoltosi al teatro comunale di Corato (Ba).
“Rinnovarsi continuamente non è una scelta ma un’esigenza di mercato – sottolinea Cannillo – Per farlo occorrono energie e idee sempre nuove. Ma quel che più è importante è capire quanto sia necessario fare fronte comune. Per sopravvivere le aziende devono unire le proprie forze”. La formazione sembra essere tra gli obiettivi principali del gruppo, come sottolineato da Lucia Zitoli, responsabile della formazione di Maiora, e da Marco Peschechera, Cfo del gruppo. Peschechera ha sottolineato la necessità di dare vita a scuole di formazione professionale dedicate al mondo del commercio. “Vogliamo diventare leader nel settore della gdo e per questo motivo puntiamo sulle risorse umane. Spesso però i giovani conoscono poco o nulla del retail – spiega – siamo quindi costretti a formarli da zero. Il nostro invito alle istituzioni è il seguente: creare un percorso formativo abilitante al commercio”. Disponibile a future collaborazione si è detto Felice Uricchio, Rettore dell’Università Aldo Moro di Bari. Un invito ai giovani arriva invece da Diego Antonacci, Impact HUB, Bari che sottolinea: “I giovani devono avere coraggio e pazienza”.
Se di innovazione si parla, esperto in materia è Enrico Martines, direttore Formazione, Sviluppo e innovazione sociale in Hewlett Packard Enterprise che afferma: “La nostra azienda promuove un approccio multigenerazionale, per parlare il giusto linguaggio agli interlocutori e sostenere le specifiche attitudini. Nell'economia delle idee punto nodale è la velocità. Chi non va veloce resta fermo. Oggi economia digitale ed economia delle idee devono andare di pari passo”.
Protagonista della seconda parte dell’incontro, incentrata su innovazione e mercato, è l’esperienza di collaborazione tra azienda e ricerca che ha dato vita al progetto New Gluten World, nato dalla partnership tra l’Università di Foggia e la Molino Casillo spa, che intende valorizzare il metodo Gluten Friendly. Si tratta del primo processo in grado di rendere il glutine del grano innocuo per i celiaci. “Agendo sull’immunogenicità del glutine siamo riusciti a ottenere un grano sicuro” chiosa Carmela Lamacchia, responsabile del progetto per l’Università di Foggia. Per Pasquale Casillo, ad dell’azienda, “si tratta di un’innovazione dalle potenzialità rivoluzionarie”.
Gdoweek, il n. 2 in distribuzione
Nel numero 2 di Gdoweek si affronta l'analisi della sfida del secolo: Amazon vs Walmart. Due modelli di business differenti per i quali da una parte l'eCommerce cresce inarrestabile ma anche il negozio fisico mantiene un valore fondamentale.
E a proposito di modelli di business si parla anche di click&collect e drive come strategia di avvicinamento all'eCommerce. E ancora D'italy, Mercato Metropolitano, Isa, Emd, Testro del Gusto, Unieuro. Olè e tant'altro.
Coop@home DriveIn: video di come funziona
Tra eCommerce, Drive e Click&Collect, Coop Suisse ha optato da tempo per una soluzione autonoma di DriveIn, che si avvale di una struttura dedicata appositamente alla spesa online (secondo un modello simile a quello usato dall'insegna francese Auchan con ChronoDrive) non ollegata direttamente a un punto di vendita della rete formata, per la maggior parte, dalla formula supermercato.
La struttura presso la quale i clienti devono passare per il ritiro della propria spesa si chiama Coop@home, esattamente come il sito di eCommerce che la Coop svizzera ha implementato da tempo ed è attualmente attiva in una quindicina di store Coop@home. L'offerta comprende oltre 13.000 prodotti, offerti allo stesso livello di prezzo proposto nella classica di supermercati bricks&mortar.
Prospettive. L'obiettivo della cooperativa è quello di ampliare questa tipologia di servizio anche in altre aree. Per questo, è stata creata una centrale di distribuzione anche nella Svizzera francese, allo scopo di sviluppare la formula.
Branca celebra da Eataly la movida argentina
Fratelli Branca Distillerie anima le serate dell’inverno milanese con
, l’amaro simbolo dell’eccellenza del made in Italy all’estero, che è stato tra i protagonisti della serata argentina organizzata in un contesto d’appeal come Eataly Smeraldo a Milano.
Con un’apertura serale eccezionale di Eataly gli ospiti hanno potuto assaporare il gusto della movida argentina grazie al rinomato Branca&Cola, cocktail a base di Fernet-Branca famoso in tutto il paese sudamericano e molto amato tra i giovani. Prepararlo è semplicissimo, basta versare in un bicchiere ghiaccio a piacere, un dito di Fernet-Branca e completare con cola, mescolando poi con cura gli ingredienti. Il long drink testimonia il forte legame tra Branca e l’Argentina, dove ha riscosso tanto successo da diventare il cocktail più bevuto. Proprio lì infatti, a Buenos Aires, ha sede l’altro stabilimento di Branca dove oggi l’azienda vanta quattro moderne linee di produzione ed ospita nel sottosuolo gigantesche botti di rovere dove il liquore riposa per un anno.
Mercato Ittico di Milano senza contante per gli operatori
Con un giro d’affari di circa 200 milioni di euro l’anno e un bacino di utenza di 10 milioni di persone, il mercato Ittico di Milano è il più grande in Italia e uno dei principali in Europa, da tutti considerato un punto di riferimento in termini di qualità e freschezza della merce. Si è mosso per essere il primo mercato all’ingrosso italiano ad adottare la “Cassa Mercato”, un innovativo sistema gestionale in grado di rendere facili e sicuri tutti i pagamenti effettuati dagli operatori con l’obiettivo di abolire i pagamenti in contanti. Cassa Mercato nasce dalla partnership tra Sogemi, società del Comune di Milano che gestisce i mercati agroalimentari all’ingrosso della città, e Intesa Sanpaolo.
“Cassa Mercato –spiega Nicolò Dubini, amministratore unico di Sogemi– è un’innovazione importantissima, da estendere anche all’ortomercato. Tra le più recenti e significative innovazioni che hanno interessato il mercato ittico ricordiamo l’introduzione, a luglio, del Marchio di Qualità del Mercato Ittico, una certificazione che non ha eguali in Italia e che attesta l’assoluta qualità della merce attraverso controlli che interessano l’intera filiera: dalla fase di raccolta (pesca e allevamento) alla tavola. Innovazioni, queste, che sono replicabili e per questo fanno dell’ittico di Milano un modello per tutti i mercati all’ingrosso del Paese”.
Intesa Sanpaolo ha voluto essere partner del progetto. “Grazie all’applicazione che abbiamo realizzato su misura per il Mercato Ittico di Milano -commenta Alessandro D’Oria, direttore regionale Milano e Provincia di Intesa Sanpaolo-, la gestione e il controllo delle transazioni economiche diventano più facili e consentono agli operatori di sviluppare business in modo efficiente e sicuro”.
Oltre a garantire la totale tracciabilità di tutti i pagamenti, il sistema registrerà i volumi e i valori di scambio, dando all’ente gestore e agli operatori la possibilità di consultare listini prezzi e statistiche aggiornati in tempo reale. Grazie alla tracciabilità dei pagamenti, inoltre, gli acquirenti morosi riceveranno automaticamente i solleciti di pagamento. Gli acquirenti che non provvederanno al saldo entro un tempo stabilito saranno inseriti in una black-list e impossibilitati ad accedere al mercato. Una soluzione, questa, che va nell’ottica di tutelare gli operatori, costretti in talune occasioni ad attendere diversi mesi prima di riscuotere i pagamenti. Inizialmente Cassa Mercato è finalizzata solo alle transazioni tra gli operatori..
OVS Spa: Ismail Seyis guida la nuova Direzione International
OVS Spa sempre più proiettata verso l’estero con la costituzione interna della nuova Direzione International. Alla guida di quest’ultima l’inglese Ismail Seyis (in foto), 43enne forte di significative esperienze nel Regno Unito, Medio Oriente ed Est Europa per marchi del mondo retail come Gap.
L’incarico di Seyis sarà quello di rafforzare il percorso d’internazionalizzazione del fashion brand, fiore all’occhiello della società quotata in Borsa lo scorso anno e controllata dal Gruppo Coin, che ne detiene la maggioranza.
Dopo l’ingresso di OVS Spa in Piazza Affari, che segna il prosieguo di uno sviluppo parallelo per il marchio, il gruppo che vede alla vicepresidenza Stefano Beraldo prepara l’ottimizzazione della rete di vendita per le insegne Coin ed Excelsior.
Aldi è il top retailer del vino: battuti Waitrose e Sainsbury’s
Aldi è stato incoronato all’unisono come miglior supermarket in cui comprare vino nel Regno Unito. Un risultato confermato dai dati, tanto che una bottiglia su 13 venduta nel Paese nel corso del 2015 proviene proprio dagli store del retailer.
Prevalendo su player di fascia più elevata come Waitrose e Sainsbury’s, Aldi dimostra come la categoria merceologica e il reparto alcolico possano essere ampiamente valorizzati anche all’interno di un discount e di una strategia incentrata sulla convenienza.
L’assortimento eterogeneo di Aldi, oltre che dai consumatori ingleso, è stato apprezzato a livello internazionale e gli è valso ben 167 diversi riconoscimenti solo lo scorso anno, in relazione a birre, vini e superalcolici. Tra i premi ottenuti figura il Multiple Wine Retailer of the Year, consegnatogli nel corso dei Drinks Retailing Awards in UK.
Un panel di esperti del settore ha inoltre assegnato alla catena il titolo di Supermarket dell’Anno, decretando il successo di Aldi anche nei confronti del diretto competitor Lidl, che nel Regno Unito sta mettendo a punto un massiccio piano di sviluppo.
Un contributo importante per la vittoria di Aldi è rappresentato infine dal suo approccio alla comunicazione vinicola. Online, ad esempio, il retailer dedica all'e-commerce del prodotto e alla sua presentazione uno spazio dall'appeal moderno e dalla navigazione agevole, con offerta visionabile in base a diversi parametri di ricerca.
PittaRosso apre all’abbigliamento con i jeans Carrera
Un estensione di orizzonti e di assortimento per PittaRosso, che per la prima volta debutta in un comparto merceologico diverso dalle scarpe, aprendo al mondo del denim. L’insegna padovana di calzature ha infatti raggiunto un’intesa con il fashion brand Carrera, che porterà in un centinaio di store italiani ed esteri la linea di abbigliamento maschile del marchio.
Il format espositivo è quello dell’isola interna ed oltre ai jeans per uomo è prevista la successiva implementazione dell’offerta nei prossimi mesi con i capi donna. I primi negozi a dare concretezza al progetto saranno quello di Limbiate (Centro Commerciale Carrefour), di via Mantova a Brescia e di Marcianise (Centro Commerciale “Campania”).
La partnership tra le due aziende venete nasce da una visione strategica comune, che condivide gli stessi valori di qualità, comfort e stile con convenienza. “PittaRosso è un’insegna che propone scarpe di marca a prezzi competitivi, in perfetta linea con la filosofia Carrera Jeans”, conferma Gianluca Tacchella, amministratore delegato di Carrera.
Esselunga: i numeri del nuovo superstore di Livorno
Esselunga prepara lo sbarco a Livorno. Dopo anni di blocco e trattative con il Comune risolte in un nulla di fatto, il via libera era arrivato lo scorso novembre dalla giunta penta stellata guidata dal sindaco Filippo Nogarin.
Ora, la catena di Caprotti ha presentato alla città il progetto per trasformare l’area ex Fiat situata su viale Petrarca in un nuovo Superstore Esselunga con annessa area verde di dimensioni importanti. Ecco i numeri del piano di costruzione e riqualificazione:
- 4.000 metri quadrati di punto di vendita, arretrato rispetto a viale Petrarca
- 700 posti auto con parcheggio interrato
- 5.000 metri quadrati di verde pubblico, per un nuovo parco urbano recuperato dall’area parcheggio e senza ulteriore consumo di suolo non edificato.
- 140 assunzioni iniziali
- 18 mesi di lavori
In previsione anche il miglioramento e la razionalizzazione della viabilità con tre nuove rotatorie, sempre evitando l’impegno di altro suolo non edificato.
Il disegno di Livorno prende così vita dopo lungo periodo, marcando un’ulteriore tappa nello sviluppo di Esselunga, che nel frattempo si prepara a consolidare la propria presenza a Novara, dopo la recente inaugurazione del nuovo superstore di Monza (in foto).
Anche Kaufland entra in Emd
Il gruppo tedesco Kaufland porterà tutte le attività di acquisto relative alla rete nell'Europa del'Est (Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Croazia, Romania e Bulgaria) negli uffici di Pfäffikon, sede di Emd (in foto Philippe Gruyters, managing director Emd Ag), la più grande centrale europea di acquisti e marketing , rimpolpata dal recentissimo ingresso di Asda.
European Marketing Distribution (Emd) rappresenta un network paneuropeo che esprime alle casse un giro d'affari di 178 miliardi di euro, attivo in 19 Paesi con 500 società e oltre 150.000 negozi.
L'ingresso in Emd è un ulteriore passo che consolida una partnership pluriennale. "Da molti anni siamo impegnati nell'alleanza con Emd -è il commento di Frank Hirnschal, membro del cda Kaufland e responsabile delle private label e del marketing - soprattutto nei mercati dell'Est: a parte il rafforzamento del potere d'acquisto, questo ingresso garantisce nuove opportunità per i nostri partner industriali cechi, slovacchi, polacchi, romeni e bulgari".
Kaufland è attualmente uno dei maggiori player in 6 paesi dell'Europa dell'Est, ma opera in tutta Europa con circa 1.200 filiali.
Banane italiane: già disponibili nei mercati di Coldiretti
Le banane made in Italy? Sono già una realtà. E tra qualche anno saranno anche più diffuse sulle tavole degli italiani. Le produce la cooperativa palermitana Valle dell’Oreto e al momento i quantitativi si aggirano sui 500 quintali all’anno venduti nei mercati Coldiretti di Campagna Amica e nel negozio della Cooperativa. La coltivazione, guidata dalla famiglia Marcenò, è situata nella Conca d’Oro: le piante equatoriali portate dall’America Latina verso il 2010, si sono ben adattate al clima subtropicale della vallata. Si tratta di varietà molto antiche, la Musa capriciosa, lunga e tozza, e la Musa paradisiaca, più piccola e tondeggiante.
Valle dell’Oreto è la prima realtà italiana ad aver avviato la produzione industriale di questo frutto tropicale, e la domanda in rapida crescita orienta la scelta di espandere la coltivazione nei terreni confinanti dell’azienda, che al momento sono inutilizzati. L'obiettivo è di passare dalle attuali 1.200 piante di banane ad almeno 4 mila. I consumatori mostrano già una preferenza verso le banane naturali italiane rispetto a quelle che arrivano dall’altra parte del mondo. Quelle della Cooperativa Valle dell’Oreto non risultano trattate con sostanze di sintesi e le piante vengono irrigate con tanta acqua, concimate con materiale organico e, a seconda del clima, con prodotti biologici a base di alghe.
Carrefour: il futuro del commercio è “ibrido”
Carrefour non è solo un grande retailer: Carrefour è la storia della grande distribuzione in Europa, oltre ad essere il 6° retailer del mondo e il 2° in Europa a pochissima distanza di fatturato da Tesco. In Francia Carrefour è un'istituzione e forse il più grande datore di lavoro: riceve 1 milione di curricula all'anno. Intervistato da Philippe Bertrand, giornalista di Les Echos, quotidiano francese che segue molto (e bene) l'economia mondiale e la distribuzione francese in particolare, Georges Plassat, 67 anni, presidente e direttore generale di Carrefour dal 2012, indica al lettore (e agli addetti ai lavori) le direzioni da seguire nel cammino alquanto incerto della distribuzione.
Il segreto è multiformat
Una delle vie da seguire, secondo Plassat, parte dalla multicanalità e dal multiformat, base imprescindibile per fornire ai cliente il ventaglio più ampio possibile di offerte e soluzioni, e passaggio obbligato per uscire dall'attuale crisi: "Nel nostro mercato è l'offerta che fa la differenza. Avere i format giusti in rapporto alle esigenze territoriali e assortimentali schiude ampie e ricche prospettive. Per fare due esempi: gli ipermercati garantiscono la potenza dei volumi, i supermercati e i punti di vendita più piccoli danno l'agilità della prossimità. In tutti i paesi siamo ormai multiformat con graduale spostamento del baricentro verso la prossimità".
La crisi delle economie emergenti
Plassat sostiene che si tende a dare troppa importanza ai sentimenti e alle reazioni del momento. In effetti, non ha tutti i torti. Quindi, parlando di crisi delle nuove economie, come il Brasile e la Cina, non bisogna, secondo Plassat, cedere alla tentazione del "brevetermismo" ("court-termisme"). Il Brasile, per esempio, rimane un buon mercato per Carrefour, che vi lavora da quarant'anni: secondo Plassat il Brasile ha un problema di "self-confidence", di mancanza di certezze sul futuro e soprattutto su come si evolverà lo Stato sociale.
La Cina sta attraversando un cambiamento di modelli di vita e di approccio industriale: i cinesi tendono a risparmiare di più per assicurarsi un miglior tenore di vita (acquisto dell'abitazione, per esempio), e hanno un eCommerce ben più competitivo. Ma Carrefour, che ha aperto il suo primo punto di vendita 20 anni fa, vuole mantenere una visione sul lungo periodo, favorita anche, precisa Plassat, dalla buona immagine di cui gode il gruppo.
eCommerce: "c'è veramente chi sogna un futuro di clausura domestica?"
Secondo Plassat, l'eCommerce non entra necessariamente e sempre in concorrenza con il commercio tradizionale ("brick&mortar") e comunque la tendenza, in termini sociologici e consumeristici, è quella della ricerca del contatto diretto, dell'esperienza, fenomeni favoriti dalla ricca rete di negozi che ancora contraddistingue paesi come la Francia e l'Italia: per esempio, in Francia un consumatore dista in media 4 minuti da un punto di vendita alimentare. In ogni caso, il modello di business di un grande distributore, soprattutto se internazionale, non può prescindere da un'integrazione fra l'offline e l'online.
I processi di retailing sono in real time con Apparound
Arrivano i pannolini e assorbenti certificati “halal”
Pannolini globali. Quella ottenuta da Fas per i suoi prodotti igienici è una certificazione pensata per andare incontro alle esigenze ed alle consuetudini di una comunità costituita dai cittadini di fede musulmana (circa 2,04 miliardi nel mondo, 55 milioni in Europa secondo AT Kearny e 1,5 milioni in Italia secondo il Ministero Affari Esteri. Nel solo capoluogo pugliese 15.000). Fas spa, azienda barese produttrice dal 1982 di pannolini per bambini e assorbenti igienici per signora ottiene il riconoscimento Halal che garantisce la qualità dei propri prodotti e dei processi rispetto alle prescrizioni della legge coranica e della dottrina islamica.
L'azienda produce da tempo con contratto nazionale per un consorzio farmaceutico. Attualmente i suoi pannolini sono presenti in oltre 9.000 farmacie in Italia: numeri che consegnano alla FAS una presenza nel 50% del mercato farmaceutico nazionale. Nel 2013 l’azienda pugliese ha incrementato del 7% la propria presenza di prodotti nelle farmacie italiane. Da poco Fas è presente con i suoi prodotti anche nei negozi specializzati, grazie ad un importante accordo con Cam (riferimento nel mercato della puericultura pesante), per cui Fas produce un nuovo prodotto a marchio. In Puglia e in Italia l’azienda vanta una consolidata presenza in gdo, sia con il proprio marchio che in private label.
Sainsbury’s, “l’acquisizione di Argos migliora la nostra offerta”
Sainsbury's, secondo retailer alimentare inglese, sembra deciso a mettere nel suo carrello "deal&acquisitions" Argos, una catena di proprietà di Home Retail Group, (la stessa di Homebase) che ha 1.051 punti di vendita e 47.000 addetti..
Mike Coupe, Ceo di Sainsbury's, , sostiene che l'acquisizione di Argos, catena di elettrodomestici che opera sul doppio canale fisico/online, fornirà ai propri clienti opportunità maggiori di acquisto diversificando e potenziando l'assortimento non solo nel "core" business di Argos.
Con un'offerta di 161,3 pence ad azione, Sainsbury's punta ad acquisire tutto il pacchetto (o almeno la quota di maggioranza) di Argos, per un controvalore in sterline di 1,32 miliardi (pari a 1,7 miliardi di euro). L'offerta rappresenta un premium del 63% rispetto al valore di chiusura delle azioni Argos il 4 gennaio, quando è emerso l'effettivo interesse di Sainsbury's verso lo specialista dell'elettronica di consumo, che ha 840 punti di vendita, ma è anche molto conosciuto e apprezzato nel mondo dell'e-commerce.
Sainsbury's ha avvicinato Home Retail Group, proprietaria di Argos e Homebase (catena di cui Sainsbury's è co-fondatrice e che vendette nel 2000 per 969 milioni di sterline), già l'anno scorso: ma la finalizzazione del deal, come precisa Chris Johnston (bbc.com), dipende dalla cessione di Homebase all'australiana Wesfarmers per 340 milioni di sterline (450 milioni di euro), che ha già accettato.
L'obiettivo principale di Sainsbury's è portare i negozi e il marchio Argos, con l'esaurirsi dei contratti d'affitto, dentro i suoi superstore/supermercati, in una logica di shop-in-shop stabile e strutturato che canalizzi anche tutta la gamma textile/homeware di Sainsbury's. Questa operazione comporterà un intervento strutturale sulla rete Sainsbury's: i costi di questa ristrutturazione saranno almeno di 140 milioni di sterline (185 milioni di euro) nei prossimi tre anni.
Coop Centro Italia presenta il Piano Industriale
Coop Centro Italia ha presentato il Piano Industriale 2016-2019, deliberato dal consiglio di amministrazione, approvato dagli Stati Generali (l’organismo composto dai rappresentanti della base sociale della Cooperativa) e condiviso con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori. Il gruppo, che opera in 9 province (Arezzo, Siena, Perugia, Terni, Rieti, L’Aquila, Viterbo, Macerata e Roma) attraverso 74 punti di vendita a insegna Coop e 32 store a insegna Superconti, punta al raggiungimento di un fatturato di un miliardo di euro.
Nuove aperture in programma. L’obiettivo dichiarato è di incrementare le quote di mercato, realizzabile grazie alla diversificazione societaria e strategica tra Coop Centro Italia e Superconti, e l’apertura di 20 nuovi punti di vendita. Lo sviluppo e l’occupazione saranno sostenuti dalla redditività necessaria in grado di ricostituire in 8 anni il capitale investito per l’acquisto della catena Superconti e di assicurare ulteriore sviluppo sia in aree di tradizionale radicamento, con gli insediamenti in corso nelle province di Perugia, Terni e Siena, sia nei nuovi territori di recente espansione ossia le province di Viterbo e di Roma.
Le scelte del Piano Industriale 2016-2019 prevedono un riassetto lavorativo per circa 90 persone cui viene assicurata, grazie all’ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro, stabilità occupazionale e retributiva. “Il Piano Industriale presentato – ha dichiarato Giorgio Raggi, Presidente del consiglio di amministrazione – permetterà di rafforzare la nostra leadership”.
Crai registra aumento di fatturato e di associati
Crai ottiene buone perfomance e conferma nel 2015 l'incremento del fatturato sul 2014 del 13%. "L'impegno di questo ultimo anno ha dato i suoi frutti e le performance delle nostre insegne sono soddisfacenti. Questo successo è ancora più significativo se si pensa che nel 2014 siamo cresciuti del 24% operando in un contesto competitivo e socio economico molto sfidante - dichiara Marco Bordoli, amministratore delegato CRAISecom - La crescita del Gruppo Crai infatti, sia a rete costante che a rete corrente, è opera di un forte lavoro di squadra tra la centrale, i cedi e i negozi. Strategia e obiettivi sono chiari, il negozio gioca un ruolo fondamentale".
Cresce anche il numero di associati: nel 2015 il gruppo ha aggiunto alla sua rete 243 nuovi punti di vendita alimentari e 107 nel comparto drug. “Per il 2016 contiamo di consolidare ulteriormente la nostra posizione, rafforzando la rete" aggiunge Bordoli. Per sviluppare questo obiettivo, l’azienda ha dato vita a CraiFidi, con cui affiancherà gli imprenditori che decideranno di ristrutturare il proprio negozio ricorrendo al credito, sostenendo gli interessi del finanziamento. L'imprenditore, in sostanza, rinnoverà il proprio punto di vendita, a fronte di un ingente investimento a interessi zero.
Gli obiettivi. Per il futuro Crai intende rafforzare l'immagine del proprio marchio, rilanciare le attività dirette ai clienti con piani marketing efficaci e innovativi in cui focus sono la relazione personale con il cliente e la qualità del servizio offerto, e il lancio, previsto per fine febbraio, della nuova linea di prodotti a marchio biologici Crai Bio con un primo assortimento di oltre 70 referenze: un ulteriore sviluppo nell'area "healthy living" proprio per rispondere al trend ormai consolidato del settore alimentare e alle esigenze di consumatori sempre più informati e attenti alla salute a tavola.
Auchan Retail seleziona leader e avvia Graduate Program 2016
Auchan Retail ha aperto le selezioni per il Graduate Program 2016 in ambito retail rivolto a giovani laureati offrendo un’opportunità di formazione e lavoro per quanti sognano di diventare leader all’interno dell’azienda distributiva.
Chi può candidarsi. Il programma Graduate Program 2016 è, infatti, un percorso di carriera internazionale della durata di 4 anni, che offre opportunità per acquisire ruoli di responsabilità all’interno del gruppo. Il programma prevede opportunità di job rotation in diverse funzioni aziendali e attività di coaching finalizzate all’inserimento in azienda. È riservato a laureati in Economia, Ingegneria, Marketing o Finanza, in possesso di un’ottima conoscenza della lingua inglese. Le selezioni sono accessibili anche a Junior Manager già operativi in Auchan, anche se privi del titolo di studio richiesto.
le fasi di selezione. Auchan effettuerà una prima scrematura dei curricula pervenuti, con i candidati più in linea con i requisiti richiesti che verranno invitati a presentarsi in video e ad effettuare un test di lingua inglese. Le fasi successive prevedono un colloquio con gli addetti HR e il direttore operativo, lo svolgimento di un test relativo alle abilità cognitive, partecipazione ad una giornata presso il centro di sviluppo Auchan e lo svolgimento di un test di personalità. Come ultimo step sarà necessario presentare il proprio case study al cda del gruppo, la cui valutazione positiva permetterà l’accesso al programma 2016.
Gli interessati a prendere parte al Graduate Program 2016 di Auchan possono candidarsi visitando la pagina dedicata al progetto presente sul sito ufficiale del Gruppo (http://www.auchangraduateprogram.com/), da cui registrare il curriculum vitae a una propria lettera di presentazione.
H&M prevede 425 aperture nel 2016 e la conquista di nuovi mercati
H&M chiude il 2015 registrando una crescita del 5% rispetto all’anno precedente con profitti netti pari a 20,9 miliardi di corone svedesi, che corrispondono a circa 2,2 miliardi di euro. Nel corso dell’anno il gruppo svedese ha aperto 413 negozi, di cui 249 nell'ultimo trimestre, creando 16.000 posti di lavoro. Nel 2016 le inaugurazioni a budget sono 425 e permetteranno l'ingresso in nuovi mercati come Nuova Zelanda, Cipro e Portorico. L'e-commerce, invece, sarà esteso a nove mercati.
Nel quarto trimestre del 2015 H&M ha dovuto fare i conti da un lato con l'apprezzamento del dollaro, dall’altro con un inverno particolarmente caldo. Le vendite sono aumentate del 14% a 48,7 miliardi di corone ma il margine lordo è passato dal 60,4% al 57,5% e i profitti ante-imposte sono scesi dell'8% a 7,1 miliardi, sotto le stime degli analisti sentiti da Bloomberg. Alla Borsa di Stoccolma il titolo H&M registra un calo del 5,2% in chiusura di seduta, al prezzo di 280,7 corone svedesi.
Il ceo Karl-Johan Persson ha definito il 2015 un anno di espansione evidenziando che “i profitti hanno raggiunto il più alto valore nella storia del gruppo nonostante il dollaro forte abbia reso più cari gli approvvigionamenti di materie prime”. Vengono pagati in dollari, infatti, i maggiori fornitori asiatici della società che controlla anche i marchi Cos, Monki, Weekday, & Other Stories e Cheap Monday.
Usa e getta, basici vs premium, la dialettica è infinita. Le tendenze dell’industria
Un mercato nel complesso stagnante e, da tempo, cristallizzato in segmenti con dinamiche decisamente poco plastiche. “Nuova stagione negativa per le stoviglie monouso, che -secondo le rilevazioni Iri riferite all’At a novembre 2015- registrano nel canale gdo nazionale una perdita a valore sul dato precedente (-1,3%), a fronte di un interessante balzo in avanti in termini di volumi (+0,6%)”, riferisce Antonio De Danieli, direttore commerciale e marketing di DOpla. “Osservando le dinamiche dei macrosegmenti in cui si articola la categoria, notiamo un abbattimento del prezzo medio di vendita delle confezioni di piatti, dovuto essenzialmente al trasferimento delle scelte di acquisto su pezzature con minore battuta di cassa. Nel contempo, resta pressoché inalterata la pressione promozionale, sempre elevatissima (30% circa), così come decisamente alta rimane la numerosità delle referenze a scaffale (oltre 60)”.
L’evoluzione della categoria dei prodotti disposable prosegue nel solco di un tracciato già rilevato e descritto negli anni appena trascorsi: le scelte dei consumatori, infatti, tendono a premiare da un lato le referenze più basiche (private label ed unbranded) e, sul fronte opposto, le collezioni premium, nel cui ambito svettano le serie caratterizzate da qualità eccellente, colori di tendenza, design appealing. In tale contesto sta avanzando -seppure con una certa lentezza- la market share appannaggio degli item che si ispirano ai temi della sostenibilità, del riciclo, della difesa della natura, come quelli manufatti in nuovi materiali ecocompatibili (pet, polpa di cellulosa, pla ecc).
“All’interno del mass market, nel nostro canale di riferimento -cioè la gdo e, in particolare, le private label- la gd ha evidenziato una sostanziale tenuta in termini quantitativi, anche se con una pressione promozionale particolarmente intensa, mentre più in difficoltà si è dimostrata la do, che ha fatto registrare situazioni di sofferenza e chiusure”, spiega Giacomo Vitelli, direttore commerciale Italia di Flo. “Con riferimento alle diverse tipologie di prodotti, buone si sono rivelate le dinamiche delle linee colorate, del polipropilene nei bicchieri di grandi capacità (300-400-500 cc) ed anche del biodegradabile, segmento che sta gradualmente ritagliandosi uno spazio definito nella categoria di riferimento”.
Picco di vendite nei mesi caldi
La scorsa estate -contrassegnata quasi ovunque da un clima decisamente favorevole ai consumi di stoviglie monouso- ha generato aspettative di sell-out che non sono state confermate dalla dinamica degli ultimi mesi dell’anno. “Nel 2015 il nostro settore ha evidenziato risultati altalenanti”, osserva Ermanno Brancolini, responsabile commerciale Italia della Business unit foodservice packaging di Ilip. “Se il primo trimestre ha fatto segnare dati sostanzialmente in linea con i valori 2014, nel periodo estivo si è verificato un sensibile incremento delle vendite, seguito da un successivo ridimensionamento, che da settembre ha portato il comparto su livelli leggermente inferiori a quelli dell’anno scorso. Relativamente ai trend dei diversi segmenti, si riconferma l’andamento positivo dei prodotti per party, ricorrenze e festività, che noi presidiamo con linee dedicate”. Quando si tratta di articoli in plastica bianca, gli shopper non hanno esitazioni nel preferire le proposte con marchio d’insegna, decisamente imbattibili sul terreno del rapporto qualità-prezzo. Per questo i brand industriali devono battagliare su altri versanti competitivi: oggi le attività di R&S delle maggiori aziende produttrici risultano finalizzate a mettere a punto linee di stoviglie originali per cromie, formati, confezioni, combinazioni, occasioni d’uso, tali cioè da centrare le nuove richieste emergenti sul mercato. In particolare, si coglie l’intento di creare gamme contraddistinte da colori attraenti e versatili in termini di occasioni d’impiego: piatti, bicchieri, posate ed accessori usa & getta che si rivelino belli da vedere e pratici da usare nel ménage quotidiano, come pure in feste e ricorrenze. Quando la destinazione d’uso è la festicciola dei bambini, continuano a riscuotere un apprezzabile successo i prodotti contrassegnati da licenze con i personaggi, le serie tv e i film preferiti dai target infantili.
Nuovo Iper Sidis per il Gruppo Ferì, socio di VéGé
Gruppo Enzo Ferì, impresa socia di Gruppo VéGé, operativa nelle province pugliesi di Lecce, Brindisi e Taranto con 54 punti di vendita a insegna Dimeglio e Sidis, prosegue la sua strategia espansiva con l’inaugurazione a Manduria (Ta) di un nuovo store a insegna Iper Sidis.
Lo store di via Idomeneo si sviluppa su una superficie di 1.200 metri quadrati e offre i più importanti reparti del fresco, incluso
un forno che garantirà la disponibilità di pane caldo a tutte le ore del giorno.
“Crediamo che lo sviluppo e il continuo miglioramento delle strutture esistenti siano vitali per il futuro del Gruppo. Perciò siamo orgogliosi dell’apertura del nuovo Iper Sidis a Manduria, che rappresenta il coronamento di un 2015 pieno di successi e la premessa per un 2016 altrettanto performante” commenta Enzo Ferì, Presidente del Gruppo Enzo Ferì.
Giorgio Santambrogio, amministratore delegato di Gruppo VéGé sottolinea: “L’eccellente performance che il Gruppo Ferì ha fatto registrare nel 2015 testimonia come, anche in un contesto economico difficile, passione, impegno e investimento di risorse siano la chiave per il successo imprenditoriale e per lo sviluppo del territorio: due obiettivi cui Gruppo VéGé tiene particolarmente”.
Il Gruppo Ferì. Fondato da Enzo Ferì a metà degli anni ’50 come piccola ditta specializzata nella consegna di merci sfuse, Gruppo Ferì è cresciuto nel tempo strutturandosi come organizzazione della do con le insegne nazionali Dimeglio e Sidis, forte di oltre 23.000 metri quadri di superficie distributiva.
Gruppo Migross e La Pral: fusione fatta
La cooperativa La Pral, presieduta per 12 anni da Sergio Residori, che proseguiva la storia del Forno militare di Veronetta, cambia volto, cambia ragione sociale. Dal mese di agosto dello scorso anno La Pral è diventata La Nuova Pral srl presieduta da Giuseppe Mion e dal primo gennaio di quest’anno è stata incorporata per fusione nel Gruppo Migross. I forni continueranno a funzionare nella nuova sede al Quadrante Europa nel centro freschi e surgelati del Gruppo Migross che sta completando la piattaforma da 35mila metri quadri.
La Pral è stata riferimento nel settore della panificazione per Verona e i suoi cittadini. L’azienda ha servito per anni scuole, ospedali, istituzioni, Gardaland. A fine degli anni Sessanta produceva centomila panini al giorno. Nella sede a Porta Nuova in un solo anno erano stati prodotti oltre un milione di chili di pane con un fatturato di 120 milioni di lire. L’azienda, negli anni, iniziò a produrre anche pasta, tortellini, aumentando il proprio potenziale produttivo. Scelta non condivisa da tutti i soci. Nel 1971 la scomparsa prematura di Alessandro Mion, che aveva fortemente voluto la produzione dei tortellini, comportò l’abbandono della produzione e la cessione dell’impianto capace di produrne 60 chilogrammi l’ora. Quelle attrezzature furono acquistate da Giovanni Rana che stabilì con la famiglia Mion un rapporto di grande amicizia. Oggi inizia un nuovo capitolo della storia dell’azienda.
La sfida Amazon-Walmart si gioca sull’ecommerce
"E' l'eCommerce oggi il punto debole della strategia di Walmart nei confronti di Amazon e ci vorrà del tempo prima che il colosso fondato da Sam Walton riuscirà a recuperare questo gap, nonostante le dimensioni, le risorse, la capacità di reazione". Questo il pensiero di James Stewart, analista del New York Times che, in questo video, traccia, insieme ad altri colleghi, un quadro della situazione e cerca di immaginare quali potrebbero essere le prossime mosse di Walmart per recuperare questo distacco.
Auchan lancia la comunicazione online Tutto a 1 euro
Oggi cosa ci fai con una moneta da 1 euro? A rispondere a questa domanda è Auchan che ha veicolato una nuova comunicazione online focalizzata proprio sulla moneta da 1 euro. A occuparsi della nuova sfida digitale del retailer francese è Plan.Net, agenzia del gruppo Serviceplan, che ha in carico, non solo la cura del profilo social, bensì l'intera l'operazione "Tutto a 1 euro". Tre i video realizzati per la campagna, diffusi principalmente su Facebook e YouTube, il tutto supportato da un piano editoriale ad hoc. Nei video le situazioni richiamano momenti della vita quotidiana: dal nonno a spasso con il nipote, ai giocatori di calcio al momento del testa e croce fino a due innamorati a bordo fontana, tutti con un forte richiamo alla moneta da 1 euro che, in ogni contesto, si trasforma in un diverso prodotto Auchan in offerta. La comunicazione è stata realizzata sotto la direzione creativa di Stefano Rho, coadiuvato da Luca Jacchia, copywriter, e Igor Bajin, art director.
Coop e Ikea aperte a tutti i tipi di famiglia
Una delle 10 linee guida della comunicazione per il 2016 è proprio la presa di posizione rispetto alle grandi tematiche sociali. Ikea in questo ha già da diverso tempo le idee chiare e ha confermato ancora una volta la propria visione inclusiva nei confronti della famiglia con il lancio dell’inziativa #IKEAFAMILYday, che si è svolta sabato 30 gennaio in tutti i 21 punti di vendita italiani e che risponde per contrasto all'evento Family Day tenutosi lo stesso giorno in Italia contro le unioni civili.
Sempre il 30 gennaio, anche Coop si è schierata sul fronte dell'apertura a fianco d'Ikea, lanciando sui social una comunicazione che recita Qualunque sia la tua famiglia. La Coop sei tu, associata all'eloquente immagine di tre diverse coppie di mele. Tante le reazioni positive degli utenti, che confermano la crescente sensibilità del consumatore al tema della diversity.
Per il retail emerge così, come per i brand, la necessità di affrontare la polarizzazione dell'audience in merito a fondamentali questioni sociali, a fronte di insegne che hanno fatto da apripista, invitando implicitamente anche gli altri player a fare outing.
L'iniziativa Ikea
Dalle ore 15, presso tutti i ristoranti interni agli store, i soci IKEAFamily sono stati invitati ad interrompere lo shopping per celebrare con un bacio la propria idea di famiglia. Il momento è stato accompagnato dalle note della canzone All you need is love ha lasciato come ricordo un bollino da apporre sulla relativa carta.
Un evento all'insegna dell'engagement emozionale, accompagnato dal claim Per fare una famiglia non c’è bisogno di istruzioni, che sottolinea ulteriormente i valori portati avanti da Ikea con coerenza tematica rispetto al business.
I mercati di Gdoweek: casalinghi per colore e community, riscaldano la casa
Casalinghi: colore e community riscaldano la casa
(articolo completo su Gdoweek 1 - 2016 L’articolo completo su Gdoweek n. 1 – 2016)
La pa
ssione per la cucina ed il piacere dell’alimentazione –sana o gourmand che sia– continuano a sostenere i versanti più dinamici della macrocategoria casalinghi. Stimolati da un’ancora intensa pressione mediatica e consigliati da motivazioni di ordine diverso -dalla convivialità all’autogratificazione, dal risparmio sulle spese all’emulazione dei cuochi famosi- gli italiani riconfermano il grande interesse per i segmenti cookware e bakeware, dove alcune tipologie di prodotti stanno vivendo una fase di notevole popolarità. Il fenomeno viene supportato dalle politiche d’innovazione dei maggiori competitor, i quali stanno puntando sulle soluzioni più qualitative e manufatte in materiali hi-tech, sempre più affini agli articoli professionali. In poche parole, è sempre la cottura a tenere in piedi il mercato: in particolare, i consumi vanno orientandosi verso gli strumenti muniti di rivestimenti antiaderenti rinforzati con particelle minerali, ma non disdegnano affatto i classici coating neri Ptfe, decisamente rivalutati in virtù dei risultati prestazionali che riescono a garantire.
Datalogic cresce a due cifre nel 2015 con trend crescente
I ricavi preliminari si attestano a 535,1 milioni di euro, in aumento del 15,2% rispetto al 2014
Accordo tra Coop Lombardia e Car Server: il noleggio auto entra nella gdo
La nuova proposta di Coop Lombardia per i soci, che ammontano a oltre 1.100.000, è il noleggio a lungo termine effettuabile all’interno del supermercato grazie alla convenzione in esclusiva con Car Server, avviata all’inizio del 2016. Car Server è una società attiva nel settore del noleggio di flotte aziendali e gestione della mobilità in genere alle imprese attraverso il brand Drive Different, nato specificatamente per aprire il noleggio a lungo termine ai privati e allo small business.
Cosa prevede l'accordo. Drive Different by Car Server metterà a disposizione una rete di assistenza capillare che prevede officine e gommisti ubicati a meno di 20 km dai punti di vendita di Coop Lombardia, per garantire la massima comodità di servizio. Oltre a questi vantaggi, i soci di Coop Lombardia che decideranno di sottoscrivere un contratto con Drive Different potranno contare su altri privilegi in esclusiva, in primis un Buono Spesa del valore di 200 euro. Avranno inoltre la possibilità di scegliere un vantaggio aggiuntivo extra tra: sconto sul canone, servizio gomme termiche, azzeramento della penale risarcitoria RCA e Roomy Car e cioè un servizio che permette in alcuni periodi dell’anno di usufruire di un’auto di categoria superiore alla propria, come, per esempio, una monovolume con più spazio per andare in vacanza.
Drive Different by Car Server sarà presente a rotazione all’interno dei supermercati di Coop Lombardia con un corner dedicato per illustrare il nuovo servizio.
Risparmio e mobilità. Guido Galardi, presidente di Coop Lombardia, chiarisce su quali punti si basa la nuova proposta evidenziando due parole chiave: risparmio e mobilità. “Obiettivo di DriveDifferent – spiega Galardi - è sollevare le famiglie da un esborso importante come quello del cambio auto". E assicura: “Anche per la nostra flotta, prima di proprietà, utilizzeremo questa formula”. “Proprio pensando ai privati e allo small business – prosegue Andrea Compiani, Direttore Commerciale dell’azienda emiliana - Car Server ha già sviluppato attraverso Drive Different alcune esperienze pilota, come l’inaugurazione di due store dedicati all’autonoleggio, uno a Milano e il secondo a Reggio Emilia”.
La supply chain orientata al cliente è un flusso dinamico. La vision Jda
“La supply chain è un affare complicato”, così esordisce Baljit S. Dail, Ceo e chairman of board di JDA Software aprendo il Focus Connect 2015 a Barcellona, e cruciale per decretare il successo o il fallimento di un’impresa. Infatti, le tendenze in atto tendono a complicare il quadro, piuttosto che a semplificarlo, anche a fronte dell’ingresso nel mercato di un operatore come Amazon, che l’executive vice president, general manager & chief revenue officer Razat Gaurav definisce “Un fornitore di logistica unico al mondo, che sta cambiando i giochi”.
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Eataly all’interno di Autogrill: lavori in corso
Sulla strada in comune che Autrogrill e Eataly stanno percorrendo si sanno certamente due cose: la prima è che a breve l’insegna delle eccellenze enogastronomiche italiane farà il suo ingresso nelle stazioni di servizio, la seconda è che questa tipologia di vendita ideata da Oscar Farinetti farà la pizza cotta a legna, la pasta e panini espressi, non avrà gratta e vinci né bibite americane né frutta e verdura fuori stagione. Questi i dati certi.
La collaborazione è stata più volte confermata da Oscar Farinetti che ha sempre sottolineato la lungimiranza dei vertici di Autogrill. La conferma viene oggi dall’ufficio stampa di Autogrill che sui dettagli della nuova struttura, che nascerà nella zona di Secchia Ovest (Modena), preferisce però non sbilanciarsi. Tutte le informazioni sul primo punto di vendita in Italia che vedrà l’ingresso di Eataly all’interno di un Autogrill saranno rese note poco prima dell’inaugurazione ufficiale. E sull’ipotesi della data di aprile l’ufficio stampa non si sbilancia. I lavori sono iniziati, altro non è dato sapere. La struttura dovrebbe essere sviluppata su un doppio livello (ma il condizionale è d’obbligo). Eataly dovrebbe estendersi sul piano superiore.
L’insegna ideata da Farinetti è operativa con 12 punti di vendita aperti in Italia (oltre al progetto di Eataly in campagna aperto in una cascina ristrutturata San Damiano d’Asti), e otto nel mondo: New York, Monaco, Seul, Instanbul, Chicago, San Paolo, Dubai, fino in Giappone.
Comparto in ripresa: forti le potenzialità dei copacker italiani
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Gli assortimenti a marchio dei retailer italiani per un buon decennio hanno vissuto un trend estremamente positivo (sino al 2013, la crescita era stata mediamente di quasi un punto percentuale annuo, ma in talune stagioni questo tetto è stato raggiunto e superato). Tutto sembrava indicare che tale onda non dovesse avere riflussi, principalmente perché testimonianza di un moto di adeguamento del mercato italiano a situazioni più in linea con altre esperienze consolidate in Europa. Il fatto che comunque -al di là degli evidenti successi- il panorama italiano avesse un gap consistente da recuperare rispetto a situazioni limitrofe, autorizzava a considerare tale divario equivalente a un potenziale ancora inespresso, destinato però a concretizzarsi. In realtà non è stato così: il 2014 ha messo in scena una brusca frenata, mentre il 2015 è risultato interlocutorio. Fino all’ultimo trimestre dell’anno la quota di mercato media degli assortimenti in private label ha danzato attorno al 18,2%: un dato confortante in ottica di arresto della contrazione precedente, ma che lascia in sospeso la questione fondamentale per gli operatori del settore: la corsa verso l’alto è destinata a riprendere?
Carrefour al fianco di Campagna Amica per sostenere i produttori abruzzesi
Carrefour ha avviato una collaborazione con Campagna Amica, una rete di produttori a marchio del territorio abruzzese promossa da Coldiretti, per contribuire al rilancio dei produttori locali duramente provati dal terremoto de L’Aquila del 2009. Per consolidare la collaborazione oggi si sono incontrati nel capoluogo abruzzese i buyer regionali di Carrefour Centro, il direttore provinciale Coldiretti, Massimiliano Volponi, e il coordinatore provinciale di Campagna Amica, Maurizio Gallucci.
La collaborazione, ufficializzata durante l’incontro del 19 gennaio 2016, ha come obiettivo quello di promuovere le eccellenze agroalimentari dell’Abruzzo dando l’opportunità ai piccoli produttori locali di far conoscere i propri prodotti e di avviare una
possibile collaborazione che possa estendere la loro rete di vendita. All’incontro scorso avevano già partecipato il direttore regionale commerciale di Carrefour Alessandro Pascutti, il capo area Mario Pentenè, i responsabili dei due punti di vendita coinvolti, Maurizio Panepucci e Edoardo Tieri, i rappresentanti di Coldiretti e Campagna Amica e i rappresentati delle aziende territoriali produttori di vino, frutta e verdura, olio d’oliva, e pesce del mare adriatico. Di fatto la collaborazione aveva cominciato a prendere forma dal 19 marzo 2015 quando i due Carrefour Market dell’Aquila, in via Antonio Panella e in via Vicentini, avevano posto le basi della collaborazione con Coldiretti offrendo ai produttori sotto il marchio Campagna Amica, nel piazzale antistante ai supermercati, uno spazio per esporre i propri prodotti ogni mercoledì e venerdì.
“Carrefour – spiega l’azienda - è da sempre attento alle richieste dei consumatori e offre alla propria clientela i migliori prodotti del territorio, garantendo in questo modo freschezza, qualità e sostenibilità durevole. Crediamo fortemente in questo tipo di collaborazioni e pensiamo che esse siano il modo migliore per valorizzare le imprese italiane e per promuovere la qualità e la tradizione del Made in Italy”.
Poli, buyer in interfaccia con i category manager
Franco Tabarelli de Fatis, 49 anni, direttore commerciale di Gruppo Poli, lavora nell’azienda trentina da 26 anni, dove ha percorso le principali tappe che portano all’attuale direzione, ivi compresa l’esperienza di buyer interno e nelle commissioni di centrale. Dal 2000 Gruppo Poli fa p
arte di Agorà Network insieme a tre catene della grande distribuzione del Nord Italia: la genovese Basko, la varesina Tigros e la sondriese Iperal. Dal 2007 Poli condivide con questi tre gruppi una piattaforma comune per la gestione acquisti e logistica dei “secchi” e del surgelato. Gli acquisti all’interno di Agorà-Poli si sviluppano su tre livelli: Esd Italia, Agorà e Poli. Lo stesso vale ovviamente per gli altri 3 soci.
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Esselunga fa il suo ingresso a Roma e seleziona 100 addetti con il Job Day
Esselunga ha avviato a Roma la selezione di 100 persone da assumere nel nuovo superstore di via Prenestina, il primo nella capitale, promuovendo il Job Day Esselunga, evento che proseguirà fino al 29 gennaio.
Le candidature raccolte via web sul sito Esselungajob (www.jobday-el.it) lo scorso mese di dicembre sono state circa 13.000 e per l’iniziativa già in corso in questi giorni sono state convocate oltre 1.400 persone. I 100 selezionati saranno inizialmente formati nei negozi Esselunga di Milano e Firenze; altre 30 risorse, assunte lo scorso anno, stanno già seguendo specifici programmi di formazione per ruoli di responsabilità nei vari reparti.
Esselunga fa il suo ingresso a Roma. Il nuovo superstore di Roma Prenestina è il secondo negozio in Lazio dopo l'apertura nel 2014 della struttura inaugurata ad Aprilia, in provincia di Latina. Lo store si estenderà su una superficie di 4.600 metri quadrati, avrà oltre 800 posti auto a raso e interrati nel parcheggio. Al suo interno saranno realizzati il Bar Atlantic, uno spazio nursery con educatrici, e sarà aperto 7 giorni su 7.
L’azienda. Esselunga, fondata nel 1957 con un fatturato di oltre 7 miliardi di euro e oltre 22.000 dipendenti, è attiva con una rete di 154 superstore e supermarket in Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Liguria e Lazio.
Ikea e sindacati verso la firma dell’accordo integrativo
È pronto per la firma l'accordo integrativo di Ikea che, a parere dei vertici aziendali, porta “elementi innovativi e avanzati sia sui terni della conciliazione tra lavoro e vita privata, che sui terni del welfare aziendale prevedendo miglioramenti del potere d'acquisto e nuovi istituti a supporto di inclusione, diversity e malattie croniche”. Si prevedono maggiorazioni per il lavoro domenicale pari al 60% (invece del 30% del Ceni), per il lavoro festivo pari all'8o%, per le ultime 3 domeniche di dicembre pari al 75%, il premio aziendale mantenuto e riconosciuto come retribuzione fissa e il welfare aziendale.
Anche i sindacati intervengono sulla questione. Giuliana Messina, della Filcams Cgil, chiarisce: “Abbiamo completato la stesura finale del testo unico. E non ci saranno sorprese”.
Adesso si attende la formalizzazione dell’accordo tra azienda e organizzazioni sindacali che interesserà gli oltre 6.000 addetti di Ikea.
L’accordo era già stato siglato con le organizzazioni sindacali il 28 ottobre del 2015, e successivamente sottoposto a referendum, convocato il 16 novembre. L’esito dichiarò che sette lavoratori di Ikea su dieci, e cioè il 73%, aveva dato parere favorevole. Un risultato salutato con grande soddisfazione dall’azienda svedese. “Il risultato del referendum – si evidenzia in una nota aziendale - riflette una consapevolezza nuova, da parte di buona parte dei lavoratori Ikea, di quanto sia mutato negli ultimi anni il contesto di mercato nel quale l’azienda si trova ad agire. Questo voto ha fatto prevalere i valori di equità su logiche più individualiste legate a rendite di posizione. Equità che, insieme a solidarietà e senso di responsabilità, rientra nei valori fondativi della filosofia Ikea”.
Il Viaggiator Goloso, successo per il temporary store di Unes
Ottiene ottime perfomance il temporary store di Unes Il Viaggiator Goloso aperto a Milano durante le festività natalizie, dal 5 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016. L’azienda distributiva ha sottolineato, in occasione della partecipazione a Marca 2016, il successo della sua linea top di gamma che ha caratterizzato il temporary store. L’insegna nel 2015 ha conseguito vendite a valore il Viaggiator Goloso pari a 34.9 milioni di euro (+26.4% rispetto al 2014) con un’incidenza della private label Unes sul volume totale vendita 2015 pari al 38.5% di cui 6.4% il Viaggiator Goloso.
I risultati. Dall’analisi dei dati consuntivi del Temporary Store Il Viaggiator Goloso, emergono alcuni numeri che ne
testimoniano il successo: in 150 mq sono stati ottenuti 48.000 euro di incassi al mq con oltre 40.000 visitatori nel periodo di apertura. Sono stati venduti 12.000 panettoni con una media di circa 400 panettoni al giorno. Lo spazio, interamente dedicato a Il Viaggiator Goloso, è rimasto aperto tutti i giorni dalle ore 9 alle 20, proponendo oltre 100 referenze della linea: dalle 5 varietà di panettoni (Panettone ai Frutti Esotici, arricchito di morbidi e delicati cubetti di ananas, guava, papaia e jack fruit; Panettone con gocce di Cioccolato; Panettone senza Uvetta e Canditi; Panettone Classico e la Veneziana, ricoperta da una croccante glassa alle nocciole), oltre a una selezione di articoli disponibili tutto l’anno nei punti vendita Unes e U2 Supermercato, come la pasta fresca ripiena in tutte le sue varianti e le prelibate linee di pasticceria.
“Un vero e proprio investimento sul brand Il Viaggiator Goloso che, arricchitosi negli anni di prodotti diversi fra loro, ci ha consentito di proporlo in uno store interamente dedicato, offrendo l’occasione di vederlo e conoscerlo nel suo insieme, come un vero e proprio giacimento di prodotti straordinari provenienti direttamente dal nostro territorio” ha dichiarato Mario Gasbarrino, ad Unes.
Kikke è il nuovo format di Kasanova lanciato a Napoli
Kasanova, l’insegna di articoli per la casa e per la lista nozze creata da F.lli Fontana srl, lancia un nuovo format a insegna Kikke realizzato all’interno della Galleria Ipogea della Stazione Garibaldi di Napoli, uno spazio commerciale 2.0 realizzato a dieci metri di profondità, opera dell'archistar transalpino Dominique Perrault.
Kasanova sperimenta così un boutique store, sviluppato su 120 metri quadrati di superficie di vendita, che racchiude le chicche a tema più sfiziose e intriganti del mercato, esposte secondo logiche di uso, preparazione e collocazione in casa. Il tutto animato da un visual hi-tech, tra video emozionanti e cartelli esplicativi. L'anima di Kikke è la semplificazione dell'acquisto, il cuore è l'ambiente.
Un interno caldo e accogliente che vuole mettere a proprio agio il cliente per l'acquisto veloce e contenuto. Le categorie merceologiche propongono prodotti per il tempo libero, articoli per la pulizia e la detergenza, il tessile da bagno, la profumeria, accessori per il cambio armadi, profumi e candele, bicchieri e posate, e tutto per la cucina e la cottura dei cibi.
L’azienda. Kasanova opera sul territorio italiano con 180 negozi in quasi tutte le regioni del territorio. L’azienda ha sede ad Arcore in provincia di Milano e nel 1994 ha sperimentato con successo il passaggio da grossista a catena di negozi in franchising con il marchio Kasanova. L’amante della Casa.
Esselunga e sindacati raggiungono l’accordo su domenica e festivi
Stretta di mano tra Esselunga e organizzazioni sindacali che hanno raggiunto un accordo, valido per un anno con inizio dal primo maggio 2016, che prevede in via sperimentale una programmazione trimestrale del lavoro domenicale su base volontaria.
L’intesa, siglata da Fisascat Cisl, Filcams Cgil, Uiltucs e dai vertici aziendali di Esselunga, stabilisce 22 domeniche lavorative per gli addetti dei reparti DroGem e 24 prestazioni domenicali per gli addetti degli altri reparti e introduce la possibilità per lavoratori part-time a tempo indeterminato di incrementare l'orario di lavoro settimanale aggiungendo la domenica tra le giornate contrattualmente previste. Rispetto alle previsioni dell'integrativo aziendale, sono previste 6 domeniche di riposo domenicale per i full time e 4 per i part-time. L'intesa prevede che il 50% delle giornate di riposo domenicale possano essere concordate a livello territoriale o di singola filiale. Si potranno concordare inoltre 2 giornate di riposo consecutivo di sabato e domenica ogni 10 domeniche di lavoro effettuate. Rimangono esclusi dalla programmazione del lavoro domenicale i genitori di bambini con età inferiore a 3 anni e i lavoratori che assistono portatori di handicap o affetti da patologia grave e continuativa.
L’accordo regola anche le maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo in vigore dal 1° gennaio 2016 con la previsione di sette fasce di trattamento economico, dal 30% all'80% rapportate al numero di prestazioni effettuale dalla prima alla 28esima ed oltre le 29esima giornata lavorativa.
Esprimono soddisfazione le sigle sindacali che definiscono l’intesa “innovativa”.
Conad del Tirreno investe su una nuova piattaforma logistica
Conad del Tirreno ha presentato al sindaco di Montopoli, in Val D’Arno, in provincia di Pisa, un progetto preliminare di circa 20 milioni di euro per il futuro del grande magazzino nella zona industriale di Fontanelle che, in base alle previsioni, dovrebbe diventare un importante centro di smistamento logistico del centro Italia. Conad del Tirreno pare abbia infatti l’obiettivo di concentrare nella sede di Montopoli anche la forza lavoro attualmente impiegata nello stabilimento di Altopascio. Si tratta di 23 persone in tutto, di cui 3 dipendenti Conad e 20 di cooperative, che andranno ad aggiungersi ad una forza lavoro che ne conta circa 160. L’amministrazione comunale ha dato il benestare per un primo intervento di ampliamento. Il piano preliminare individua nella fascia tra la provinciale e la ferrovia l’area destinata alla logistica. Non è escluso che in un secondo momento anche il ramo logistico di Pistoia possa fare rotta verso Montopoli.
Esprime soddisfazione il sindaco della cittadina, Giovanni Capecchi, che sottolinea: “Un investimento da oltre 20 milioni di euro, nel nostro territorio non può non avere ricadute positive sul nostro territorio sia per l’economia che per il Comune”. E aggiunge: “Il piano prevede una nuova rotatoria sulla provinciale Romanina, e la separazione dei flussi viari pubblici da quelli destinati all’attività. Questi interventi permetteranno di eliminare i problemi che vedono oggi i mezzi pesanti occupare la strada provinciale, sia in sosta che in movimento”.
Despar Nordest recupera e dona cibo per 4 milioni di euro
Aspiag Service, la concessionaria Despar Nordest, grazie alla collaborazione con Last Minute Market e Banco Alimentare, e con il coinvolgimento della rete di supermercati aderenti al progetto per il recupero alimentare, nel 2015 ha recuperato e rimesso in circolo merce per un valore totale di 4.173.287,13 di euro.
L’azienda ha, infatti, abbinato 219 proprie filiali a insegna Despar, Eurospar e Interspar in Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige ad almeno un’associazione di riferimento che, con cadenza regolare, ritira e ridistribuisce tutta la merce perfettamente commestibile ritirata dagli scaffali perché, per diverse ragioni, non può più essere venduta.
“La lotta allo spreco alimentare è parte integrante della nostra responsabilità sociale d’impresa: i nostri primi progetti di recupero delle eccedenze alimentari risalgono al 2003”, racconta Paul Klotz, amministratore delegato di Despar Nordest. L’impegno dell’insegna distributiva si è sviluppato anche sul fronte dell’educazione alimentare, con il progetto didattico Le Buone Abitudini, che in dieci anni ha coinvolto oltre 1.500 insegnanti e 40.000 bambini. “Promuovere l’educazione alimentare – prosegue Klotz - è una battaglia centrale per favorire una svolta culturale sui temi dell’alimentazione e della salute, restituendo il giusto valore al cibo”.
Situazione critica in Italia. Secondo quanto sottolinea l’azienda, i numeri dello spreco alimentare nel mondo dipingono una situazione critica: si stima che sia perso, convertito o sprecato circa il 50% del cibo prodotto, con notevoli variazioni da Paese a Paese e di stagione in stagione. Nella sola Italia, ogni anno, lungo l’intera catena alimentare si formano oltre 20 milioni di tonnellate di rifiuti, con inevitabili ripercussioni non soltanto economiche ma anche ambientali e sociali. Buona parte del cibo diventa rifiuto proprio nelle nostre case: il valore stimato dello spreco domestico è di circa 8 miliardi l’anno.


























































