Ritorno al passato per Sainsbury's che ha annunciato l'intenzione di proporre in assortimento i dischi in vinile, non più in vendita dal 1980. L’insegna ha avviato l’iniziativa già ieri rifornendosi di una gamma limitata di dischi di artisti come David Bowie, The Beatles, Nirvana e Adele in 171 dei suoi negozi in tutto il Regno Unito. I prezzi per la gamma del vinile di Sainsbury's, che comprende anche gli LP classico di Amy Winehouse, The Eagles e Fleetwood Mac, partiranno da 12 sterline. Per completare l’offerta, l’insegna propone anche un Crosley Cruiser giradischi al prezzo di 80 sterline.
Sainsbury’s torna al vinile: in assortimento i dischi di un tempo
Migross si sposta dalla storica sede di Caprino e inaugura un nuovo store
Migross valorizza la propria presenza nel veronese e inaugura un nuovo store a Caprino realizzato nell’ottica dell’ecosostenibilità. L’insegna della famiglia Mion trasloca e dalla vecchia storica sede del paese si trasferisce in zona San Pancrazio con una struttura certificata in classe energetica A, dotata di pannelli fotovoltaici (42 Kw), illuminata completamente a led e con refrigeranti pensati per il rispetto dell'ambiente. La filosofia ecosostenibile è visibile anche nell’offerta merceologica che proppone diversi prodotti a chilometro zero. Lo store si sviluppa su una superficie di 1.500 metri quadrati.
Nuova linfa per i succhi di frutta
Lo scaffale beneficia del fenomeno salutistico e vede in aumento il pubblico adulto, che seleziona il prodotto in base alle sue proprietà nutritive. In ridimensionamento anche le promozioni

La categoria dei succhi di frutta si sta progressivamente rinnovando per rispondere alle richieste di una clientela sempre più attenta alla salute, che predilige bevande con poco zucchero, anche per i bambini, e si mostra disponibile a provare nuovi gusti, soprattutto se i frutti in essi contenuti vantano proprietà benefiche per l’organismo. Accanto ai tradizionali succhi e nettari proposti nelle confezioni per il consumo casalingo o fuori casa, sono arrivati sugli scaffali dei supermercati una serie di bevande alla frutta funzionali che vantano un ampio assortimento di gusti, anche esotici; e poi i cosiddetti smoothie, ovvero frullati 100% frutta senza aggiunta di acqua o zucchero, che vengono incontro all’esigenza sempre più sentita di ridurre il consumo di zucchero.
(L’articolo completo su Gdoweek n. 4 – 2016)
Sainsbury’s, vicina l’acquisizione di Home retail
Semaforo verde per l'Opa da 1,4 miliardi di sterline (quasi 1,8 miliardi di euro) da parte di Sainsbury's su Home Retail Group, dopo che la concorrente rimasta in gara, la sudafricana Steinhoff International, ha rinunciato a formalizzare la propria proposta. Dopo la chiusura della Borsa di Londra, il numero due del retail britannico ha ufficializzato la sua offerta per acquisire la connazionale, attiva nel fai-da-te con i marchi Habitat e Homebase, ma anche nel retail generalista con la catena Argos, a 173,2 pence per azione.
Conforama in pole position per conquistare Darty
Conforama, secondo retailer europeo nel mercato del fai-da-te, controllato dalla sudafricana Steinhoff International, che correva anche Oltremanica per l'acquisizione di Argos (ma si è ritirata), ha formalizzato venerdì la sua offerta di 125 pence per azione, pari a 673 milioni di sterline (864 milioni di euro al cambio attuale) interamente in contanti, per acquisire Darty, uno dei più noti gruppi nel consumer electronics, francese di origine (e per molti ben noto anche ai consumatori italiani), ma inglese in termini di proprietà dal 1993 (quotato a Londra), anche se è sul mercato transalpino che genera la gran parte dei suoi ricavi (70%). Sembra, quindi, sfumare il precedente accordo per il takeover da parte di Fnac che aveva valutato l'azienda 716 milioni di euro (105 pence per azione), con un proposta che, adifferenza di quella Steinhoff, aveva già ottenuto l'appoggio di soci che comprendono Knight Vinke Asset Management e Dnca Finance e che insieme controllano il 23,6% del capitale).
Sogegross acquisisce quattro Gros Market
Firmato l'accordo tra le famiglie Gattiglia (gruppo Sogegross) e Lombardini (Gros market) per la cessione a Sogegross dei 4 punti di vendita (Cash and carry) di Cernusco sul Naviglio (Mi), Costa Masnaga (Lc), Montano Lucino (Co) e Dalmine (Bg) che passeranno a nuova gestione con tutti i 140 dipendenti cui verrà applicato il contratto nazionale Confcommercio, con gli aumenti che Carrefour (ex proprietaria di Gros Market) non aveva applicato, in quanto allineata sulle posizioni di Federdistribuzione (no agli integrativi e agli aumenti per il lavoro extra feriale).
Tre anni fa (esattamente tra maggio e giugno 2013) Carrefour aveva "restituito" l'azienda (Gros Market Lombardini) e la rete di pdv allo stesso gruppo (Lombardini) dal quale l'aveva rilevata -attraverso Gs spa, la società che gestiva il canale ingrosso di Carrefour Italia- con affitto di ramo d'azienda. In ballo c'erano (allora) 180 dipendenti, divisi tra 52 direzionali e 128 di rete.
Tornando all'attuale accordo, rimangono momentaneamente fuori dall'operazione di assorbimento i lavoratori (34) dei due punti di vendita di Lecco e Cologno Monzese, riguardo i quali sono in corso trattative per il ricollocamento.
Sigma: numeri gustosi per la promozione Dolci Idee
Un buon riscontro per la promozione Dolci Idee attivata dal 28 gennaio al 28 febbraio nei punti di vendita Sigma delle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Sardegna.
La formula prevedeva a fronte di una spesa minima di 15 euro, unita a un contributo all’acquisto, la possibilità per i clienti di collezionare una linea di 7 stampi da forno e da pasticceria realizzati dall’azienda marchigiana TVS.
Nel giro di un mese i consumatori hanno raccolto circa 100mila esemplari dello speciale set in alluminio, caratterizzato da rivestimento antiaderente e abbinato a una proposta di ricetta. Un dato che conferma il successo del trend cucina domestica e della soluzione collezionabile, che abbinati sanno dare vita a gustosi risultati di engagement.
Carrefour Italia spegne le insegne per l’Ora della Terra
Carrefour Italia aderisce a Earth Hour, l’Ora della Terra, l’iniziativa globale di WWF dedicata al risparmio energetico. L’insegna ha infatti previsto lo spegnimento di tutte le insegne nell’Ora della Terra che quest’anno ricorrerà dalle 20.30 alle 21.30 di sabato 19 marzo. Sono inoltre previste anche attività di sensibilizzazione dirette ai clienti in ciascun punto di vendita e ai propri dipendenti.
“Siamo molto orgogliosi di essere protagonisti di questa importante iniziativa – commenta Alfio Fontana, Energy Manager di Carrefour Italia – poiché si pone obiettivi che noi di Carrefour condividiamo da sempre. Earth Hour è solo l’ultima occasione grazie alla quale Carrefour dimostra ancora una volta la massima attenzione nell’attuare efficaci politiche di risparmio energetico. Anno dopo anno siamo felici di contribuire in modo sempre più tangibile e di portare avanti la mission di Carrefour per una maggiore responsabilità sociale verso l’ambiente che ci circonda”.
L'impegno per il rispetto dell'ambiente. Carrefour Italia, dal 2005, ha messo a punto un piano strutturato per l’ottimizzazione dei consumi energetici con l’obiettivo di diminuire, entro il 2020, del 30% i consumi di energia per metro quadrato di ogni proprio punto vendita e uffici operativi. All’interno dei propri store ha adottato vari accorgimenti green: sono stati installati infatti impianti di illuminazione FULL LED che garantiscono un risparmio del 50% per ogni singola lampada installata nei punti di vendita dotati inoltre di sistemi di Energy Management. In ogni negozio tutti i reparti che prevedono la conservazione dei prodotti a basse temperature, sono stati dotati di sistema di isolamento termico. Molti sono ad oggi gli impianti di refrigerazione alimentare realizzati da Carrefour che non utilizzano gas chimici ma gas naturali per proteggere l’ambiente. Carrefour ha anche implementato una piattaforma di monitoraggio in real time in grado di fornire tutti i dati necessari per avere una stima diretta dell’impatto del consumo di energia su fattori esterni come la temperatura.
Aldi amplia l’offerta on line al non food e propone gli Specialbuys
Aldi, catena discount tedesca, ha ampliato la gamma di prodotti sul suo sito e-commerce inglese, aggiungendo prodotti non alimentari, quali elettrodomestici e attrezzi da giardino. Aldi amplia quindi la propria offerta con gli item denominati Specialbuys indirizzandosi verso prodotti che vanno dall'elettronica all'abbigliamento, ai mobili.
A sette settimane dal suo lancio, pare che la piattaforma e-commerce di Aldi stia dando risultati soddisfacenti attirando circa un milione di utenti ogni settimana, molti dei quali residenti a Londra e nel sud-est dell'Inghilterra. Per favorire il lancio del nuovo servizio, l’insegna offrirà la spedizione gratuita per un tempo limitato sui vini e sulle referenze Specialbuy.
Il Regno Unito è un’area geografica in cui l’insegna tedesca punta molto e dove ha registrato una quota di mercato in aumento del 5,8 per cento in dodici settimane. Il piano di sviluppo prevede, infatti, oltre 80 nuovi negozi, con l’obiettivo di raggiungere 1.000 store entro il 2022.
Il distributore di carburanti Conad a Prato compie un anno. È tempo di bilanci
Il distributore di carburanti Conad in Via di Maliseti a Prato festeggia un anno di attività e traccia un primo bilancio. Conad del Tirreno sostiene di aver permesso un risparmio agli automobilisti di 1,93 milioni di euro e di aver determinato “un effetto calmierante sui prezzi della concorrenza anche nei comuni limitrofi”. Secondo i calcoli dell’azienda, con un media di due rifornimenti al mese da 50 litri l’uno, in un anno il risparmio per ogni automobilista ammonta a 105 euro.
“Il risultato conferma il nostro impegno per assicurare convenienza anche in un servizio centrale quanto oneroso per tantissime famiglie che non possono rinunciare all’auto - sottolineano Paolo, Fabio e Tommaso Signorini, padre e figli soci di Conad del Tirreno, proprietari del distributore e dei punti di vendita Conad a Prato - Abbiamo scelto di investire risorse nella distribuzione dei carburanti, ancor più in una fase della vita del Paese in cui è richiesto a tutti uno sforzo per sostenere l’economia e i redditi delle famiglie. Il distributore di Prato è la dimostrazione che, con impianti efficienti e moderni, è possibile praticare prezzi bassi tutto l’anno anche per i carburanti e produrre una efficace azione calmieratrice che aiuta il mercato”.
11 distributori per Conad del Tirreno. Con questo di Prato sono 11 i distributori di carburanti aperti da Conad del Tirreno di cui 8 in Toscana: Gallicano (Lucca), Donoratico (Livorno), Lari (Pisa), Lucca, Grosseto, Altopascio (Lucca), Venturina (Livorno) e Prato, 2 in Sardegna: Carbonia (Carbonia Iglesias) e Porto Torres (Sassari) e 1 nel Lazio, a Bracciano (Roma). Nel 2015, gli 11 impianti hanno erogato 82,1 milioni di litri, con un risparmio diretto per gli automobilisti di oltre 7 milioni di euro, pari a 9 centesimi di euro al litro (calcolati rispetto ai prezzi medi Italia pubblicati dal ministero dello Sviluppo economico - Direzione generale per l’energia e le risorse minerarie).
Moderna spa, socia VéGé, installa eco-compattatori in 20 store eté
Moderna Spa, impresa socia di Gruppo VéGé di proprietà della famiglia Mastromartino, ha fatto installare in 20 punti di vendita etè dislocati in Campania e Basilicata, eco-compattatori dedicati alla raccolta di plastica e alluminio. L’operazione è iniziata ad agosto dello scorso anno e il gruppo traccia già un bilancio. La raccolta tramite questi macchinari, che verranno presto posizionati anche nei negozi presenti in Calabria, ha dato risultati positivi: nei primi sei mesi di attività, da agosto a dicembre 2015, infatti, è passata da un totale di 13.400 conferimenti di materiale pet e alluminio con 1.116 presenze al mese, a 234.530 consegne per 19.688 presenze su rete non completa.
Moderna Spa ha, quindi, voluto estendere l’iniziativa anche fuori dai propri store sponsorizzando l’eco-compattatore per la raccolta di plastica e alluminio installato all’interno dell’Istituto Nautico Giovanni XXIII di Salerno.
I clienti che si attengono alle regole dell’eco-sostenibilità, depositando nel macchinario bottiglie di plastica e di lattine di
alluminio, hanno in cambio incentivi economici, espressi in eco-punti del valore ciascuno di 5 centesimi di euro, sfruttabili all’interno di tutti i supermercati etè della Campania. Maggiore sarà la quantità di materiali conferiti all’interno dell’eco-compattatore più elevato sarà il risparmio sulla spesa.
“Sono orgoglioso che Moderna Spa sia la prima impresa di Gruppo VéGé ad aver installato gli eco-compattatori nelle sue strutture - commenta Nicola Mastromartino Presidente di Gruppo VéGé - Questa scelta rappresenta soltanto l’inizio di un processo di eco-sostenibilità al quale ho certezza aderiranno altri soci del Gruppo”.
Maiora: trovato l’equilibrio, è tempo per lo sviluppo
Nato tre anni fa, il gruppo punta a crescere con l’obiettivo di estendere i format Eurospar e Interspar. Oltre a sperimentare Express nelle stazioni
Guarda lontano Pippo Cannillo, amministratore delegato di Maiora, evidenziando l’intenzione di veder crescere esponenzialmente la società nata solo tre anni fa, ma basata sulle solide basi di gruppi consolidati nella gdo.
(L’articolo completo su Gdoweek n. 4 – 2016)
Aspiag Service supera i 2 miliardi di fatturato
Aspiag Service, la concessionaria Despar per il Nordest, entrata nel 2015 nella centrale d’acquisto ESD Italia, che fa parte di EMD AG, ha chiuso lo scorso anno con un bilancio che ha superato la soglia dei 2 miliardi di fatturato, per l’esattezza 2.010,18 milioni di euro, con un incremento del 5,5% rispetto all’anno precedente. Il fitto programma di aperture messo a punto dall’azienda ha visto l’inaugurazione di 25 nuovi punti di vendita e 18 ristrutturazioni, per un investimento complessivo che supera i 100 milioni di euro, con relativo aumento di personale: 331 in più rispetto al 2014. Tra i nuovi supermercati figurano anche i 7 negozi che Aspiag Service ha rilevato in Venezia Giulia dalle Cooperative Operaie di Trieste. “Arrivare a 7.200
collaboratori è un traguardo decisamente significativo - dichiara il presidente Rudolf Staudinger - Il fatto di aver salvato il posto di lavoro di un centinaio di ex dipendenti delle Cooperative Operaie di Trieste, e averne creato tanti altri grazie alle nuove aperture, ci rende molto orgogliosi”.
Oltre alle nuove assunzioni, nel corso del 2015, l’azienda ha consolidato 300 rapporti trasformandoli in contratti a tempo indeterminato: in prevalenza si tratta di giovani sotto i 25 anni; inoltre ha erogato premi di risultato (di entità variabile, fino ad un massimo di 600 euro) per 4.341 collaboratori impiegati presso le filiali Despar, Eurospar e Interspar che l’azienda gestisce nel Triveneto e in Emilia Romagna.
Il rispetto per l’ambiente. Aspiag Service ha conseguito a fine 2013 la certificazione UNI EN ISO 14001:2004 per il proprio sistema di gestione ambientale. Inoltre, nel corso del 2015 l’azienda ha esteso il perimetro di applicazione della certificazione ambientale fino a comprendere, oltre alle 2 sedi di Mestrino e Udine, ben 13 punti vendita Interspar; altri 5 saranno inclusi nel corso del 2016. “La prevenzione dello spreco - conclude Staudinger - assieme all’educazione alimentare, è parte del nostro impegno per favorire una svolta culturale sui temi dell’alimentazione e della salute, restituendo il giusto valore al cibo”.
Gruppo Spar Austria. Il bilancio senza essere positivo anche per il Gruppo Spar Austria, di cui Aspiag Service fa parte assieme alle organizzazioni Spar di Austria, Slovenia, Croazia e Ungheria. Sono infatti stati superati i 13 miliardi di fatturato (+4,3% rispetto all’anno precedente), con 3.004 punti vendita complessivi e 74.942 dipendenti.
Il reparto vino rosso punta ad attrarre il consumatore
Principale problema degli attori del settore vinicolo, siano essi produttori o distributori, è quello di porre un freno al calo storico dei consumi, anche di fronte all’aggressività di altri comparti del beverage. Il trend degli acquisti di vino confezionato nella gdo è stato negli ultimi anni di costante flessione, con l’eccezione dello scorso anno nel quale i format moderni hanno evidenziato una leggera crescita in volume, pari allo 0,6%. Significativa è soprattutto la ripresa della classica bottiglia da 0,75 litri (+2,5%) che insieme a formati minori più marginali rappresenta quasi il 50% degli oltre 500 milioni di litri veicolati dalla gdo.
(L’articolo completo su Gdoweek n. 4 – 2016) con l'analisi di canale e la promozionalità.
Ikea, gli apripista che possono cambiare il mondo
di Nadia Tadioli
Negli ultimi 10 anni Ikea Italia ha ridotto le emissioni di Co2 di circa il 75%. Continuando a fare profitto. Basta questo per comprendere le ragioni del 10° rapporto di sostenibilità di Ikea. "Questi 10 anni sono la dimostrazione di quanto Ikea Italia abbia realizzato in termini di performance ambientali e di attenzione al sociale", ha detto Belen Frau, amministratore delegato di Ikea Italia.
"Essere sostenibili significa generare un impatto positivo e duraturo, grazie a scelte che creano anche valore economico". E mentre, dopo COP 21, i governi tentennano, Ikea chiede più ambiente e più rinnovabili. E non è l'unica. "Questo perché la sostenibilità, non è un dettaglio, ma è uno dei pilastri su cui si regge il nostro business", ha aggiunto Stefano Brown, Sustainability Manager di Ikea Italia. "E si sposa alla nostra missione di design democratico, quindi economicamente accessibile. Chi l'ha detto che un prodotto ecologico debba anche costare di più?"
Ambiente. L'azienda ha lavorato molto anche sulla sostenibilità delle materie prime, soprattutto le più usate: il 50% del legno utilizzato è ormai certificato FSC e il cotone è ormai completamente sostenibile, avendo ridotto il 18% di fertilizzanti e pesticidi e il 20% d'acqua. La raccolta differenziata è arrivata al 98% e il riciclo o il riutilizzo supera il 90%. Il 98% dell'energia elettrica proviene da fonti rinnovabili, il 53% è addirittura autoprodotta, grazie ai 250 mila pannelli fotovoltaici installati e alla conversione all'illuminazione a led.
Sociale. L'impegno sociale è stato testimoniato invece dalle tante associazioni presenti: con Save the children hanno salvato circa 12 milioni di bambini, al Fai Ikea ha donato gli arredi per le foresterie e i locali dei volontari, con il Wwf è impegnata dal 2012 nel progetto Terre dell'oasi per portare cibi biodinamici nella ristorazione. "In oltre 3 anni abbiamo servito 600 mila pasti, 500 mila doggy bag per ridurre gli sprechi e anche il menu bambino. Una case history di eccellenza che pensiamo di esportare anche in altri paesi", ha testimoniato Paola Silva del Wwf. Senza contare l'appoggio incondizionato a Parks, l'associazione che si occupa dell'inclusione delle persone Lgbt. D'altra parte Ikea non ha mai fatto mistero di non discriminare le famiglie arcobaleno.
Risorse umane. "Abbiamo oltre 6000 collaboratori in Italia (il 90% è assunto a tempo indeterminato), ma se consideriamo anche l'indotto diamo lavoro a circa 21 mila persone, generando un fatturato di oltre 1 miliardo di euro. D'altra l'Italia è uno dei principali fornitori di Ikea, che compra qui circa l'8% dei suoi prodotti", ha sottolineato Frau. Ma forse a dare la misura dell'approccio è sufficiente dire che in azienda è possibile anche fare il manager part time. Grazie al job sharing.
Maiora coinvolge i bambini in un progetto di educazione alimentare
Previeni Giocando - benessere a scuola e nella vita è il progetto di educazione alimentare, nato con lo scopo di valorizzare il cibo al di là del suo valore meramente nutritivo, mettendone in luce gli aspetti culturali e legati alle tradizioni, promosso da Maiora, titolare del marchio Despar per il Sud Italia, insieme all’associazione Lions di Barletta, con la collaborazione dell’Associazione Italiana Lions per il diabete, delle Istituzioni Universitarie e la cooperazione dei Club Lions di Foggia Arpi, Corato, Giovinazzo, Gargano di San Giovanni Rotondo e Cerignola.
Le fasi del progetto. Il percorso, partito a ottobre con lezioni tenute da esperti dell’alimentazione, ha coinvolto le classi 5^ delle scuole primarie dei centri nei quali operano i Club Lions coinvolti nell’iniziativa, autori di lavori artistici di gruppo, che saranno in seguito oggetto di selezione per l’accesso alla seconda fase del progetto. I migliori elaborati artistici, selezionati e giudicati da una giuria esterna, permetteranno a dodici classi, due per città, di accedere alla seconda fase del progetto, che prevede visite guidate agli stabilimenti produttivi di alcune industrie alimentari locali.
Previeni Giocando entra ora nella fase clou: tutte le classi coinvolte hanno visitato il supermercato Despar della propria città per comprendere tutte le attività che si svolgono nei punti di vendita: ordini e preparazione reparto ortofrutta, come viene assicurata la freschezza dei prodotti, i severi controlli nei reparti freschi. A conclusione della prima fase, a tutti i partecipanti sarà riconosciuto un diploma simbolico di esperto dell’alimentazione. Despar, oltre a finanziare interamente il progetto, ha messo in palio premi del valore di 8000 euro, destinati alle scuole che maggiormente si saranno distinte, insieme ai loro bambini, durante il percorso.
“Maiora-Despar Sud Italia desidera avere un ruolo sempre più attivo e di sostegno sul territorio – spiega Luigi Peschechera, direttore acquisti e marketing Maiora-Despar Sud – Previeni Giocando rappresenta il punto di partenza di un progetto sull’alimentazione che al momento interessa solo ad alcune città della Puglia, ma che desideriamo portare ben oltre l’area test, estendendolo a livello nazionale”.
Iper, La grande i adotta il codice a barre GS1DataBar®
Iper, La grande i sostituisce nei propri store il tradizionale codice a barre EAN-13 con lo standard GS1 DataBar® per la codifica dei prodotti a peso variabile confezionati. Il nuovo codice a barre è più piccolo ma contiene un maggior numero di informazioni e può catturarle in una sola lettura: oltre all’identificativo del prodotto GTIN-13, può registrare anche la data di scadenza, il peso netto, il numero di lotto. È ideale, quindi, per prodotti di dimensioni ridotte, per gli alimentari freschi a peso variabile e per gli articoli che richiedono la stampa di informazioni supplementari. Il passaggio di Iper al nuovo sistema di codifica ha interessato complessivamente 17 mila referenze tra carne e salumi, pesce, ortofrutta, gastronomia, formaggi, pane, pasta, pasticceria, ed ha coinvolto diversi dipartimenti interni all’azienda e dei fornitori di attrezzature
L’adozione è partita nel punto di vendita di Vittuone a metà luglio 2015. L’adozione del GS1 DataBar prosegue tutt’ora al ritmo
di un negozio a settimana, si prevede quindi il completamento del progetto, che coinvolgerà 26 ipermercati Iper, nel corso del 2016. Sarà allineato all’iniziativa anche il nuovo punto di vendita di Arese, la cui apertura è prevista ad aprile 2016.
Un modello da seguire. “Il progetto pilota sviluppato con Iper rappresenta un modello per l’intero settore della gdo italiana - afferma Massimo Bolchini, Standard Development Director di GS1 Italy. - Il GS1 DataBar ha consentito al distributore di ottimizzare la codifica dei prodotti a peso variabile, che ora avviene in modo centralizzato ed univoco, e di rilevare le quantità effettivamente vendute. Può essere utile anche per gestire la tracciabilità e per la pianificazione delle promozioni relative ai prodotti in scadenza”. Valerio Cortese, Direttore Sistemi Informativi di Iper Montebello Spa, aggiunge: “L’adozione della simbologia GS1 DataBar offre a Iper l’opportunità di migliorare i processi gestionali, ma garantisce anche una migliore sicurezza all’esperienza di acquisto del proprio cliente e introduce tecniche di tracciabilità che saranno in futuro sempre più un fattore di qualificazione e distinzione del prodotto alimentare”.
Carrefour Bio si sviluppa in Francia: apre il sesto store dell’insegna
Carrefour Francia sviluppa l’insegna Carrefour Bio e apre a Parigi, nei prossimi giorni, il sesto negozio della catena. Un format vincente che ha spinto l’azienda a investire sul brand e potenziare la sua presenza sul territorio della capitale francese e zone limitrofe dove gli store Carrefour Bio arriveranno a quota 10 entro il 2016. Dopo i primi anni di sperimentazione del format, Carrefour sembra infatti voler premere l’acceleratore e puntare sulla valorizzazione del mondo biologico. "Abbiamo venduto più di 125 milioni di prodotti nel 2015, il che significa che Carrefour Bio è il più grande marchio bio della Francia", sostiene Richard Vavasseur, direttore del brand. I negozi Carrefour Bio sono aperti dalle 8 alle 21, dal lunedì al sabato, e la domenica mattina, e non si limitano alla vendita di prodotti esclusivamente biologici, ma sposano in toto la filosofia dell’eco-sostenibilità, come dimostrano gli accorgimenti green adottati all’interno delle strutture: mobili chiusi di raffreddamento, illuminazione a LED, frutta e verdura venduta in sacchetti di carta.
Il primo store risale a tre anni fa. Nel corso degli ultimi tre anni, sono stati aperti cinque negozi in totale. Probabilmente Carrefour ha testato i risultati della nuova formula, modificandola con il passare del tempo. Se la prima struttura infatti si sviluppava su una superficie di 170 metri quadrati, e offriva un assortimento di circa 2.000 prodotti, le nuove superfici si sono stabilizzate su un range tra 200 e 300 mq, 3.700 referenze in assortimento e con 1.500 prodotti a marchio privato. Per promuovere l’insegna, il gruppo ha promosso una campagna pubblicitaria televisiva in onda a marzo e aprile.
Maiorana, struttura atipica ma funzionale
Il gruppo aderente a C3 ha una struttura commerciale e di marketing snella e veloce che opera articolandosi sui molteplici canali di vendita
Gruppo Maiorana, da 44 anni fortemente radicato nel Lazio, ha 4 cash & carry a insegna Maiorana e 43 supermercati Emme Più, un centro di distribuzione grocery di 15.000 mq e 4 piattaforme alimentari per carne, pesce, ortofrutta e surgelati.
Di recente ha avviato lo sviluppo e la gestione nell’Italia centrale dei Supermercati Vivo, insegna di proprietà di C3. Maggiorino Maiorana, presidente di Gruppo Maiorana, è anche al vertice di C3 che, con i suoi attuali 18 associati, ha stipulato un accordo commerciale con Auchan. “È un gruppo molto snello e veloce -precisa Domenico Salvoni, direttore marketing di Gruppo Maiorana- e non abbiamo un direttore acquisti ma una struttura commerciale e di marketing che sovrintende sia alle operazioni di acquisto che alle connesse politiche commerciali”.
(L’articolo completo su Gdoweek n. 4 – 2016)
Conad del Tirreno investe nell’hub logistico di Montopoli
Un investimento da 20 milioni di euro entro i prossimi quattro anni, risparmi attesi per 1,5 milioni di euro l’anno: sono queste le cifre salienti del nuovo progetto logistico annunciato in giornata da Conad del Tirreno.
Di fatto un ripensamento dell’attuale centro di distribuzione di Montopoli, in provincia di Pisa, destinato a diventare hub logistico per il centro Italia, concentrando in un’unica struttura anche le attività finora dislocate ad Altopascio.
Sviluppato in partnership con Jungheinrich, il nuovo polo verrà realizzato in tre fasi, la prima delle quali dovrebbe arrivare a completamento nel primo trimestre del prossimo anno e prevede la messa in opera di un impianto automatico per lo stoccaggio delle merci che si estenderà su una superficie di 1500 metri quadri e per 25 metri in altezza.
Le altre due fasi avranno come oggetto il miglioramento dei servizi di viabilità, con nuovi elementi infrastrutturali per alleggerire il traffico pesante.
“Il nuovo hub – ha dichiarato Paolo Vadalà, direttore Logistica di Conad Tirreno – è stato progettato con un occhio attento alla sostenibilità ambientale e agli aspetti paesaggistici. A livello tecnologico, l’elevato livello di automazione e l’utilizzo dei robot saranno elementi importanti per garantire la tracciabilità dei prodotti e alti livelli di servizio lungo tutta la supply chain”.
Per altro, la sola dismissione del centro di Altopascio poterà a una riduzione di 3500 viaggi l’anno di mezzi pesanti tra le due strutture distributive, con un impatto positivo sia dal punto di vista dei costi, sia dal punto di vista ambientale.
A livello occupazione, nessun timore: tutti i dipendenti di Altopascio si trasferiranno nell’hub di Montopoli, mentre a regime la nuova struttura potrebbe passare dagli attuali 430 a circa 500 dipendenti, con una immissione di una settantina di nuove figure più qualificate.
Plasmon innova nei latti formulati con la linea Nutrimune
Kraft-Heinz Plasmon punta sull’innovazione: frutto di una lunga ricerca condotta in Italia, è ora disponibile il Latte Fermentato con Lactobacillus paracasei CBA L74, in commercio con il nome di , una nuova gamma di latti formulati. La peculiarità dell’ingrediente presente nella nuova linea è la fermentazione realizzata da questo particolare lattobacillo e il successivo processo di pastorizzazione. In aggiunta all’innovativo ingrediente, i latti formulati Plasmon Nutrimune 2, 3 e 4 contengono le vitamine A, C e D che contribuiscono al normale funzionamento del sistema immunitario. La nuova linea, inoltre, è senza olio di palma.
Il latte materno è l’alimento ideale per il lattante ed è raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in forma esclusiva fino ai 6 mesi e come parte integrante di un’alimentazione diversificata durante lo svezzamento e dopo l’anno di vita. Da oggi Plasmon presenta un latte formulato di nuova generazione disegnato per andare incontro ai complessi bisogni nutrizionali dei più piccoli.
L’Autorità della concorrenza belga approva la fusione tra Ahold e Delhaize Group
Ahold e Delhaize Group hanno appena avuto parere favorevole da parte dell'Autorità della concorrenza belga (BCA) per la loro fusione. L'approvazione, però, è subordinata alla cessione di 13 negozi già esistenti di cui 8 a insegna Albert Heijn e 5 in franchising Delhaize. Una decisione presa per regolamentare la competizione nel Paese secondo le regole vigenti.
Nessun negozio rischia comunque la chiusura a seguito delle limitazioni volute dall’Autorità della concorrenza belga che intende, invece, salvaguardare le attuali condizioni dei lavoratori che continueranno a usufruire delle norme sul lavoro. I negozi coinvolti dovranno, quindi, essere trasferiti ad un acquirente di comprovata esperienza che riesca a mantenerli sul mercato, assicurando così che restino come concorrenti validi e attivi per Ahold Delhaize e per altre società operanti sul territorio. Solo quando si rispetteranno le regole sottolineate da Bca, si potrà procedere alla fusione.
Il primo annuncio della volontà di fusione risale al 24 giugno 2015 quando Ahold e Delhaize esposero pubblicamente la loro intenzione. L’obiettivo era quello di affidarsi a un rivenditore internazionale in grado di sostenere le insegne che contano più di 6.500 punti di vendita, più di 375.000 collaboratori e oltre 50 milioni di clienti ogni settimana in Europa e negli Stati Uniti. Insieme, Ahold e Delhaize svilupperanno una nuova strategia per consolidare la propria presenza in tutti i mercati. La transazione dovrebbe essere completata a metà 2016.
Referendum Esselunga sul lavoro domenicale: il 60% vota sì
Il referendum indirizzato ai lavoratori di Esselunga, invitati ad esprimere la propria opinione sull'ipotesi di accordo sul lavoro domenicale siglata lo scorso 22 gennaio tra l’insegna distributiva e le sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, si conclude con il 60,3% di voti favorevoli e il 38,55% sfavorevoli. Probabilmente ci si aspettava una schiacciante vittoria del sì che raggiunge invece la maggioranza per appena il 10% di votanti.
Al referendum, che si è svolto il 26 e 27 febbraio negli store Esselunga, hanno partecipato 15.190 addetti “elettori” su 19.732 aventi diritto. Dall’iniziativa sono rimasti esclusi alcuni depositi e alcune sedi.
A questo punto, sulla base dei risultati ottenuti, il nuovo accordo entrerà in vigore il 2 maggio e sarà sperimentato per un anno.
Le organizzazioni sindacali ritengono questo accordo “uno strumento utile a migliorare le relazioni sindacali con una delle più importanti imprese italiane e auspicano pertanto che Esselunga dimostri nella fase di gestione, disponibilità ad accogliere con spirito costruttivo le proposte che le RSU/RSA di negozio di volta in volta avanzeranno”.
La Filcams Cgil spiega: “Nei negozi si effettueranno confronti preventivi per definire gli organici necessari a garantire il presidio domenicale. La volontarietà rimarrà il criterio prioritario. Ai lavoratori assunti con obbligo della prestazione verranno garantite domeniche libere dal lavoro che la contrattazione decentrata potrà ampliare nella numerica di partenza prevista dall’accordo nazionale. Sempre la contrattazione di punto di vendita potrà agire sul numero massimo delle domeniche potenzialmente lavorabili e introdurre compensazioni quali un sabato e domenica liberi ogni 10 domeniche lavorate”.
C'è chi dissente. E se i sindacati confederali hanno lavorato fianco a fianco sostenendo una linea comune, c’è chi invece non ha sostenuto la linea del sì. È il caso della Confederazione Unitaria di Base (CUB) sindacato di base operante nel nostro Paese e presente nel CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro i cui componenti sono designati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri prendendo a base la rappresentatività). Flaica Cub, che gestisce il settore del commercio e dell’industria alimentare, utilizza toni forti per sottolineare, dal loro punto di vista, l'assunzione, da parte del lavoratore, di nuovi obblighi per senza contropartita.
Accordo da monitorare. Stefano Franzoni, segretario nazionale Uiltucs Uil, precisa: “La materia è delicata e sofferta, abbiamo impiegato un anno per arrivare alla firma dell’accordo e la scelta del referendum è stata fatta proprio per questo motivo. Le percentuali non ci sorprendono, per molti lavorare la domenica continua a essere un elemento di sofferenza e forse anche di ingiustizia. Ma ritengo sia facile giudicare senza aver preso parte alle trattative. Se mi si domanda, invece, se si poteva fare di meglio, rispondo sì. Infatti, questo accordo ha una durata ben precisa perché l’azienda sa che la materia dovrà essere ripresa in occasione del rinnovo del contratto aziendale”.
Illy presenta il decaffeinato ad acqua
Il processo di estrazione studiato da illy è totalmente naturale ed assicura un risultato in tazza impeccabile, il gusto unico del blend illy 100% Arabica di sempre. Questo innovativo metodo naturale di decaffeinizzazione ad acqua utilizza i carboni attivi per trattenere la caffeina, che viene rimossa direttamente dal caffè verde, senza l’uso di alcun additivo chimico durante l’intero processo. L’innovazione consiste nell’evitare che, durante la lavorazione, insieme alla caffeina vengano perse anche le proprietà aromatiche del caffè. L’acqua, infatti, è un solvente poco selettivo nei confronti della sola caffeina e, senza i dovuti accorgimenti caratteristici di questo metodo, estrarrebbe tutte le sostanze idrosolubili. L’acqua viene fatta transitare ripetutamente su un letto di carboni attivi speciali, dotati di una buona selettività nei confronti della caffeina. Quindi torna nell’estrattore, arricchita delle sostanze idrosolubili prelevate dal caffè ma privata della caffeina. Alla fine di questa fase – la cui durata varia in relazione al contenuto di caffeina residua che si vuole ottenere – la soluzione acquosa residua (priva di caffeina) viene reincorporata al caffè affinché gli aromi precedentemente estratti possano penetrare nuovamente nel chicco.
Il grado di tostatura è stato studiato specificatamente per questo prodotto: ha una tostatura leggermente più scura per mantenere l’aroma di frutta secca e le note delicate di caramello e cioccolato caratteristici del blend illy. Il nuovo decaffeinato ad acqua è disponibile nel formato barattolo da 250 grammi di caffè macinato.
Tosano acquisisce Bennet nel Nord est e rilancia gli store
Nato nel 1970, radicato nelle province di Mantova, Verona e Vicenza, Tosano è una delle imprese distributive più forti a livello locale nel Nord-Est (area 2 Nielsen). Storico socio di C3, è passato l'anno scorso nel circuito Végé.
Le voci di mercato secondo le quali Tosano guardava con interesse i Bennet nelle province di Padova e di Ferrara, sono tutte confermate, anche se la catena di Montano Lucino (Co), contattata da Gdoweek sul merito delle cessioni, non risponde.
Agli 8 punti di vendita Tosano classificati come ipermercati a insegna Ipertosano bisogna quindi aggiungere i 4 ex Bennet, uno dei quali, l'iper di San Fidenzio Megliadino (Pd), riaperto il 10 marzo, ha registrato fatturati di 20.000 euro al mq dopo il passaggio d'insegna.
Fra i 4 Bennet rilevati ci sono quello di Iesolo (Ve) in apertura con la nuova insegna, e il Bennet del parco commerciale Diamante (Fe). L'iper padovano di San Fidenzio Megliadino, che ha appena cambiato insegna (da Bennet a Ipertosano) ha 66 dipendenti passati tutti (stando alle cronache locali) alla nuova gestione Tosano, sembra senza traumi. L'ex Bennet di Megliadino, magnete di un centro commerciale con 55 negozi, è un esempio (e non il primo) di una crisi che ha colpito il gruppo comasco, riflesso ed emblema di quello che è successo nel mercato del retail real estate italiano negli ultimi cinque anni. Bennet ha dovuto fermare il locomotore dello sviluppo bloccato dalla necessità di razionalizzare il portfolio sui "core asset": non a caso, Megliadino e Diamante non sono nel perimetro di Gallerie commerciali Bennet, la società che gestisce i mall di Bennet; e non a caso Bennet si è tenuta stretta il centro commerciale Le Valli a Comacchio, uno degli investimenti secondo noi più intelligenti, in una posizione che dire straordinaria è poco. Non è da escludere che Bennet possa cedere l'iper a qualche operatore locale (forse Tosano o più probabilmente Despar), ma si terrebbe certamente la galleria.
Tosano, sede a Cerea (Vr), impresa che impiega 1.500 persone, ha fatturato nel 2014 (valore della produzione) circa 485 milioni con un utile netto di 11 milioni: è un'azienda poco indebitata rispetto agli attivi e alla liquidità disponibile che sommati arrivano a circa 110 milioni di euro. Tosano ha anche un distributore di carburanti a S. Pietro di Legnago.
KFC apre a Freccia Rossa (Bs) il primo ristorante lombardo
A Brescia, nel centro commerciale Freccia Rossa (di proprietà di Sonae Sierra), è prevista la prossima apertura di KFC-Kentucky Fried Chicken, la catena fondata da Harald Sanders (nato nel 1890 Henryville-Indiana e morto nel 1980) che la fondò nel 1952, cedendola poi nel 1964 per 2 milioni di dollari. Oggi la proprietà (Yum Brands!) è la stessa di Pizza Hut e Taco Bell.
KFC è la più famosa catena al mondo di ristoranti specializzati nei menu a base di pollo fritto, imitatissima anche in Italia: fra le catene più importanti citiamo Fry Chicken & Chips di Alberto Langella, cui dedicheremo un profilo a parte.
L’imminente apertura a Freccia Rossa è la prima con marchio KFC in Lombardia. A breve seguirà il secondo ristorante nella nostra regione, quello che verrà inaugurato in aprile nell'Arese Shopping Center alle porte di Milano.

Prossime aperture in drive-through
Al momento i 4 ristoranti KFC in Italia si trovano tutti all’interno di centri commerciali, a Torino, Roma, Genova e Chieti.
Per il futuro sono previste 3-4 aperture in modalità drive-through tra Milano e Roma, ossia con il servizio di acquisto senza dover lasciare l’auto. L’obiettivo è di aprire 100 ristoranti in 5 anni.
"Noi abbiamo una strategia di lungo termine -commenta Corrado Cagnola- e non siamo per politiche mordi e fuggi. Abbiamo quindi bisogno di certezze in termini di location e normative. Consideri che aprire un nostro ristorante richiede un investimento di almeno 1 milione di euro".
Superstore campioni di produttività al mq
Il superstore si conferma il formato più efficiente della Gdo con vendite medie pari a 8.300 euro al metro quadro, seguito dall’ipermercato che però è in netto calo, da 7.600 a 6.200 euro al mq. I discount hanno una produttività più bassa (da 4.200 a 4.600 euro al mq), ma in costante crescita. Sono alcuni dei dati più interessanti del Rapporto Mediobanca che si focalizza su un campione di operatori (tutte le grandi coop di consumo, Esselunga, Auchan-Sma, Canova 2007, Eurospin, Carrefour), ma esclude i sistemi distributivi di rilievo nazionale come Conad, che è il secondo gruppo distributivo per fatturato aggregato, Selex (terzo gruppo italiano per “banner sale” aggregate) e Sigma.
E a proposito di superstore, rimane solidamente ancorata al trono di regina delle vendite la macchina distributiva di Bernardo Caprotti che, pur registrando un lieve calo (-1,1%), è sempre sul podio delle vendite per mq, con oltre 15.842 euro al mq. Solo Unicoop Firenze può esibire valori avvicinabili (13.825 euro al mq) a Esselunga.
Fatturati per punti di vendita (migliaia di euro) delle principali imprese distributive italiane
| Fatt. x pdv 2014 | Var. % 2014-2010 | Superficie per pdv | Fatturato per mq (euro) | Var.% 2014/2010 | |
| Esselunga | 47.039 | +6,1 | 3.013,4 | 15.842,4 | -1,1 |
| Coop | 13.207 | +21,3 | 1.861,4 | 6.944,2 | +0,6 |
| Auchan-Sma | 12.874 | -11,9 | 2.361,8 | 4.955,2 | -15,2 |
| Carrefour | 7.875 | -21,6 | 1.509,5 | 4.873,6 | -17,1 |
Fonte: Mediobanca
Una logistica su misura per la frutta di Amazon
Qualità dei prodotti e rapporto con i fornitori: i punti centrali di Fresh. Parola di Marco Ferrara, city manager di Prime Now (da Gdoweek n 4 - 2016)
La definisce una genesi “molto amazoniana”. Per Marco Ferrara, city manager di Prime Now, il percorso che ha portato Amazon ad attivare anche in Italia il comparto dei freschissimi, vale a dire frutta e verdura, ha un punto di partenza quasi ovvio nella sua semplicità: le richieste arrivate da parte dei clienti dopo il lancio di Prime Now. “Ci siamo basati sui feedback e sulle richieste dirette arrivate fin dal lancio del servizio, ma anche da analisi più complesse, per esempio quelle derivanti dalle ricerche effettuate sul motore di ricerca interno al servizio, o ancora dai feedback sulla App e dai canali social”. Identificata l’esigenza, il passo successivo è stato l’organizzazione del servizio.
(L’articolo completo su Gdoweek n. 4 – 2016)
Apre a Perugia un nuovo Emporio Caritas
È stato inaugurato oggi a Perugia l’Emporio Caritas Divina Misericordia, in via Sacconi 27, nella zona industriale della città. L’Emporio, realizzato grazie al sostegno delle comunità parrocchiali delle Unità pastorali di San Sisto-Sant’Andrea delle Fratte-Lacugnano, Castel del Piano-Pila-Bagnaia, Olmo-Ellera-Chiugiana-Fontana, San Mariano-Girasole, Solomeo, Mugnano-Fontignano, sarà fruibile al mattino, il lunedì e il sabato (dalle ore 9 alle 13), e nel pomeriggio, il mercoledì (dalle ore 15 alle 19). L'Emporio Caritas avrà il supporto di 80 volontari, che hanno già svolto un periodo di formazione. “Per la sua realizzazione - spiega la Caritas diocesana - sono stati spesi 170 mila euro”.
“Quest’opera aiuta la Chiesa ad essere quello che deve essere – ha sottolineato monsignor Giulietti –, cioè un luogo in cui le persone si servono reciprocamente alla luce dell’esperienza pasquale e della misericordia di Gesù. Papa Francesco ci ha ricordato che la Chiesa non è una Ong, non gestisce supermercati. La Chiesa educa alla carità e questo deve essere un luogo in cui ci educhiamo alla carità. E’ un segno affinché le comunità cristiane non dicano ai poveri: “A voi ci pensano i volontari della Caritas parrocchiale”. Ai poveri ci deve pensare tutta la comunità cristiana, perché ha finalmente un luogo dove può essere svolto questo servizio in maniera più dignitosa, più efficace, ma sempre come espressione della comunità”.
Monsignor Giulietti ha anche invitato i presenti a scaricare da Internet il Sussidio formativo della Caritas che fa “comprendere il senso di quest’opera ed invita a sensibilizzarsi tutti sul problema dello spreco alimentare, sulle esigenze dei nuovi stili di vita e sulla nuova solidarietà”.
Basko lancia il concorso Vinci Rio
È valido fino al 27 marzo il concorso Vinci Rio, lanciato da Basko, insegna dei supermercati del gruppo Sogegross. Ogni 25 euro di spesa o con l’acquisto di determinati prodotti Sponsor, i consumatori ottengono una cartolina grazie alla quale si potrà tentare la fortuna. In ogni supermercato Basko sono stati allestiti dei totem che rimarranno per tutta la durata del concorso e nei quali si potranno avere informazioni aggiuntive. Bisogna registrarsi sul sito creato ad hoc all’indirizzo www.baskovincirio.it e inserire il codice della cartolina. Non resterà che attendere la buona sorte e l’estrazione finale.
In premi in palio. Si potranno vincere Smart TV Samsung Curvo 48 pollici, iPhone 6s, Apple Watch Sport, auricolari ad alta definizione. Non ultimo c’è la possibilità di concedersi una vacanza di 7 giorni a Rio de Janeiro per due persone in un hotel a quattro stelle con prima colazione e trasferimenti dall’aeroporto all’hotel inclusi. Il viaggio potrà essere utilizzato dal 5 al 21 agosto, prenotando entro il 30 aprile.
“Vinci Rio è il nuovo grande concorso di Basko per premiare i nostri clienti con un viaggio a Rio in occasione delle prossime Olimpiadi - spiega Giovanni D’Alessandro, direttore vendite, marketing e comunicazione di Basko - Il montepremi è ricco di tanti “oggetti del desiderio” e in più ci sono migliaia di confezioni delle nuove linee di Percorsi di Gusto, i prodotti di Alta Qualità Primia, e Via Verde Bio, la linea Biologica sempre firmata Primia.”
E-commerce per il food? Gli analisti assicurano: “Sono soldi sprecati”
Che insegne come Kroger , Whole Foods e Walmart investano sul commercio on line del grocery non è una novità. L’elemento nuovo sta nel fatto che alcuni analisti pensano che i retailer stiano, però, sprecando il loro denaro. Stando a sentire l’analista di Hsbc, David McCarthy, per esempio, “il mercato di generi alimentari online continua a crescere solo la metà di quanto non crescano invece i discount non ancora on line come Aldi e Lidl”. Hsbc non è l'unico a mettere in discussione la fattibilità del supermercato “virtuale”. Dello stesso parere pare sia anche un rapporto di Bmo Capital Markets che evidenzia le basse percentuali di clienti convertiti all’e-commerce: il 16% degli abitanti di New York ha acquistato generi alimentari on line alla fine del 2014, a Los Angeles solo il 4 %.
I retailer continuano a investire sull'e-commerce. Le insegne distributive sembrano non prestare attenzione alle convinzioni per nulla ottimiste e positive degli analisti e continuano a investire sul web. Ne è esempio Kroger che negli Usa ha avviato una fusione con la catena di alimentari Harris Teeter, e con la società e-commerce attiva nel settore del food salutare Vitacost.com. Un’operazione costata 2,7 miliardi di dollari. La catena di alimentari sta anche testando la consegna a domicilio di oltre 36.000 prodotti biologici e sani a Denver. Whole Foods, invece, nel tentativo di consolidare la vendita di alimentari su internet, ha firmato una partnership con Instacart. Walmart, infine, intende investire 1,1 miliardi di dollari l'anno prossimo sul commercio on line orientandosi proprio sul food. Un mercato che sta diventando appetibile anche per aziende come Amazon che avviato AmazonFresh in alcune zone del Regno Unito. Stesso interesse ha dimostrato Google che ha lanciato il servizio Google Fresh a Los Angeles e San Francisco.
Cosa suggeriscono gli analisti. Su come continuare a investire in questo settore, pare che gli analisti non abbiano dubbi: se commercio on line deve essere sia, ma che sia supportato da metodi innovativi, più adatti alle esigenze dei consumatori che si approcciano all’acquisto on line e pronto a intercettare un nuovo modello di shopping virtuale.
Carrefour Francia rimodula le funzioni on line per il reclutamento di personale
Carrefour Francia è letteralmente invasa da richieste di assunzione e riceve ogni anno un milione di curricula, di questi 700.000 arrivano tramite web. Un risultato certamente lusinghiero per l’insegna francese che fa fatica però a gestire una mole di richieste così enorme, specie se molte di queste risultano approssimative, non bene indirizzate al ruolo che si vuole ricoprire e con qualche errore di troppo. Ecco perché Carrefour ha individuato nuove metodologie per permettere a chiunque di candidarsi in maniera più semplice e, si ipotizza, priva di errori. L’insegna mantiene quindi nel suo sito francese http://www.carrefour.fr/ lo spazio di reclutamento modificando però le sue funzioni e proponendo da un lato una community manager, un nuovo team di comunicazione che potrà interagire direttamente con gli utenti, dall’altro un sito dedicato ai dirigenti di sourcing. La speranza di Carrefour è ora di limitare gli errori e di ottenere un risultato migliore.
I candidati saranno, infatti, accompagnati da “tutor” digitali che potranno suggerire i posti vacanti e l’iter da seguire. Ogni applicazione può essere eseguita in un tempo che può andare da 2 a 15 minuti. Per chi invece intende trovare un lavoro stagionale o per gli studenti, il sito offre la possibilità di trascrivere curriculum vitae compilando un modulo stabilito. E per chi accetta la possibilità di poter essere geolocalizzato, Carrefour offre l’opzione al richiedente di visualizzare le opportunità lavorative vicino casa.
Thun apre un nuovo negozio a Roma
C’è un nuovo store Thun a Roma. Appena inaugurato in via Cola di Rienzo, segna una tappa importante per l’azienda di Bolzano che da oltre 60 anni crea doni in cui è racchiusa la maestria e la passione di esperti artigiani. “L’entusiasmo riscontrato per l’evento di apertura – ha commentato Paolo Denti, amministratore delegato di Thun – è un’ulteriore risposta positiva alla nostra ambiziosa politica di apertura nel 2016 di 40 nuovi punti vendita diretti in tutta Italia. Una scelta che ci permette di garantire il massimo livello di servizio al cliente, facendolo incontrare con la qualità e lo stile inconfondibile delle creazioni Thun. Una strategia sostenuta dal buon andamento dell’azienda che ha chiuso il 2015 al +4% e ora sta viaggiando a +12%. Queste nuove aperture, che aprono a 160 nuove assunzioni, sono una conferma del buon andamento del business e dell’interesse verso il brand.”
Il negozio di Via Cola di Rienzo 220 è gestito direttamente dall’azienda, per trasmettere in modo integrale il valore della marca fatto di qualità, rispetto della tradizione e capacità di innovazione, uniti al servizio e alla personalizzazione. “Questo tipo di store, guidato direttamente dall’azienda – prosegue Denti - ci permette di implementare al meglio tutte le azioni commerciali e le strategie di marketing. E potendo contare su personale assunto e formato dall’azienda, garantisce il massimo livello di servizio al cliente. Infine, impegnandosi economicamente in prima persona, il brand può permettersi di scommettere su location di prestigio, in pieno centro, dove oggi il singolo imprenditore farebbe fatica a entrare”.
È proprio di questi giorni il lancio negli store di tutta Italia della nuova linea Everyday, colorata e floreale, caratterizzata da uno stile fresco e contemporaneo e da un’ampia funzionalità grazie ad articoli di uso quotidiano: colorate calcolatrici, quaderni, matite, graffette, mug, tovagliette colazione, cucchiaini e grembiuli, candele profumate. Non mancano le borse, dalla travel shopper al secchiello, alla tracolla, i portafogli e le trousse coordinate. E per le anime più smart, Powerbank per ricaricare il cellulare, cover Iphone e custodie per tablet e Pc.Tutti disponibili in due varianti: i colori tenui del design Tuilpano e lo stile spensierato del design Farfalla.
Amazon Books raddoppia: i 4 punti vincenti della strategia retail

Il colosso dell’e-commerce Amazon punta a fare scuola anche nel mondo del mattone. Il concept fisico ideato per Amazon Books, la prima libreria inaugurata a Seattle a novembre 2015, sembra infatti portare buoni frutti, tanto che il big statunitense si prepara a una seconda apertura a San Diego.
Come riportato dalla stampa locale, la location sarà ancora una volta legata a un grande centro shopping dall’utenza giovane, nello specifico lo University Towne Center Mall. Nei pressi del negozio, che dovrebbe essere operativo da quest’estate, anche un Apple Store con cui Amazon sembra voler impostare un confronto diretto (in libreria vengono venduti anche dispositivi elettronici quali Echo).
Secondo indiscrezioni non confermate da Amazon, del resto, il piano messo a punto dovrebbe prevedere da 300 a 400 aperture su tutto il territorio nazionale. Uno sviluppo ambizioso, dunque, che crede nel successo di un format (in video qui) la cui ricetta vincente, come sostengono gli esperti di GeekWire, si può riassumere in 4 fondamentali punti:
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Conversione positiva dello showrooming in un punto di forza. Il temuto fenomeno che vede i consumatori cercare prodotti in store per poi comprarli a costi inferiori online qui trova soluzione virtuosa attraverso prezzi equivalenti, a cui si aggiunge il bonus della gratificazione esperienziale e istantanea. In sintesi, si rimuove la paura del “miglior affare” che stressa il consumatore con un costante confronto dei prezzi e si invita direttamente il cliente a verificare la specularità per rassicurarlo. - Incoraggiamento alla consultazione e alla serendipità. La disposizione degli spazi e la scelta del legno, passando per l’area bambini e le sedute vicino alle finestre. Tutti elementi che favoriscono la visita senza vincoli e obblighi di percorso, invitando a fare nuove scoperte e a lasciarsi guidare dalla curiosità disimpegnata.
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Confronto fisico e diretto dei prodotti a marchio Amazon, proposti per una prova diretta che spinge parallelamente la vendita online, consentendo al clienti di toccare con mano le caratteristiche dei dispositivi. Le due dimensioni così si rafforzano a vicenda, grazie al contatto tangibile con il cliente. -
Integrazione e-commerce. Amazon ha preso quello che ha imparato sul web e l’ha portato sul canale fisico, a partire dal sistema del rating e delle classifiche con le stelle, riportate nell’esposizione anche in store. I consumatori in negozio sono invitati a interagire attraverso il mobile, a rilasciare il loro indirizzo email e le loro recensioni, a scattare foto dei codici a barre dei prodotti per leggere il parere degli altri. In sostanza: a partecipare. Non solo, anche i servizi per gli utenti registrati sono integrati tra loro, compreso l’invio automatico di ricevuta di pagamento alla posta elettronica.
Prendiamo spunto, traiamo ispirazione e restiamo in attesa per capire se si tratta di un modello dal successo consolidato.
Leroy Merlin “ingaggia” nuovi artigiani
Leroy Merlin apre le porte agli artigiani offrendo loro la possibilità di diventare partner dell’insegna di bricolage. Il primo incontro ufficiale, organizzato per presentare l’azienda francese e il suo servizio di posa alle imprese del sistema casa associate a Confartigianato, è in programma domani, martedì 15 marzo, a Bari. La giornata sarà anche l’occasione per un’attività di recruitment che coinvolgerà gli artigiani del territorio. Leroy Merlin e Confartigianato, infatti, selezioneranno tra le aziende che si sono registrate al convegno i migliori artigiani, che potranno così cogliere nuove opportunità di lavoro dal portafoglio clienti di Leroy Merlin che si affida già a 500 artigiani sul territorio nazionale per garantire la posa dei prodotti entro 15 giorni dalla data di disponibilità della merce. L’obiettivo di questa collaborazione è quindi quello di consentire a tutti i clienti la possibilità di realizzare i propri progetti per la casa in modo semplice e immediato.
Maggiori servizi ai clienti. “Siamo molto orgogliosi di questa sinergia che si propone di promuovere il know-how artigiano della Regione Puglia e creare nuove opportunità lavorative – ha commentato Tommaso Moroni, Direttore Servizi e Relazione Cliente di Leroy Merlin. - Per noi è molto importante soddisfare le esigenze dei nostri clienti grazie a una vasta offerta di prodotti di alta qualità e a servizi come quello di posa e installazione. Conoscere le realtà locali è molto importante anche per un’azienda internazionale come Leroy Merlin, per garantire ai nostri clienti il massimo della professionalità e un risultato a regola d’arte”.
Secondo Francesco Sgherza, Presidente di Confartigianato Imprese Puglia, “la collaborazione con un’azienda leader in questo settore rappresenta per i nostri artigiani non solo una nuova occasione di lavoro, ma anche la possibilità di dimostrare ad una clientela sempre più esigente tutte le proprie capacità e le proprie competenze”.
Auchan Holding, “I risultati 2015 sono solidi e in crescita”
Parola di Wilhelm Hubner, capo del “directoire” di Auchan Holding, nell’odierna presentazione dei principali dati del bilancio 2015. Il messaggio positivo attenua l’andamento negativo del risultato netto relativo al gruppo (518 milioni di euro) che segna -11,9% a cambi correnti. Hubner sottolinea nella conferenza stampa di oggi che il 2015 è stato un anno difficile, ma anche decisivo, di svolta (“une année charnière”) a partire dalla riorganizzazione del gruppo che dal mese di ottobre 2015 ha cambiato denominazione in Auchan Holding in seguito a un processo di semplificazione della governance: oggi Hubner è al timone di un transatlantico strutturato su 3 livelli (o “grandi mestieri”): Auchan Retail che opera in 16 paesi del mondo sia attraverso una rete fisica di 962 ipermercati e 2.874 punti di vendita di vicinato e prossimità, sia con l’eCommerce; il polo immobiliare che fa capo a Immochan (379 gallerie commerciali in 12 paesi del mondo) e l’attività finanziaria gestita dal Oney Banque Accord.
Il brusco calo (quasi -12%) del risultato netto finale imputabile alle attività del gruppo è legato principalmente ai costi di ristrutturazione e ai deprezzamenti che pesano già da soli per 113 milioni di euro.
Europa dell'est e Asia trainano i fatturato
Veniamo ai principali risultati di bilancio comunicati dalla Holding stessa. Il 2015 si è chiuso con giro d’affari complessivo (netto Iva) consolidato a 54,2 miliardi di euro, +1,5% rispetto al 2014 (+1,7% senza considerare gli effetti del carburante e delle variazioni valutarie). l’Ebitda è migliorato del 2,7% salendo a 2.683 milioni di euro, e ancor meglio è andato l’utile di gestione corrente (1.181 milioni), +5,5%. La progressione del risultato netto rettificato è +10,5%.
Lo sviluppo del fatturato si deve soprattutto all’apertura o all’acquisizione di 54 ipermercati, in particolare in Cina (+38 unità), e in Russia (+8), di 63 punti di vendita di prossimità (di cui 29 in Russia e 25 in Italia), e di 22 gallerie commerciali.
Prossimità e eCommerce
Auchan Retail realizza 52.731 milioni di euro, +1,5% a tassi di cambio correnti. L’attività commerciale resta difficile in Francia (dove si registra un regresso del 2,7%, con il canale prossimità che va meglio degli ipermercati), ma anche in area Euro dove la Holding registra un decremento del 4,1% dovuto soprattutto ai risultati negativi in Italia. Al contrario l’attività è trainata dagli incrementi in Europa centrale e dell’est (+9%) e in Asia (+5,1%).
Nel complesso la redditività gestionale (Ebitda) della parte retail è positiva: +7,5%.
In Francia Auchan prosegue nello sviluppo del cross-channel che ha registrato una progressione del 20% delle visite su Auchan.fr che con 120 milioni di visitatori annuali è il 14° sito di eCommerce in Francia.
Lavoro festivo: la sentenza del Tribunale di Rovereto
Un nuovo tassello si aggiunge sul versante del lavoro domenicale all'interno dei punti di vendita della gdo. Sul tema è intervenuto anche il Tribunale di Rovereto (Tn), con una sentenza riguardante l'organizzazione delle aperture nei giorni festivi. Sostanzialmente, la sentenza del tribunale trentino indica che mentre è nelle disposizioni delle organizzazioni sindacali quanto attiene al lavoro nei punti di vendita nei giorni feriali (e quindi tali organizzazioni sono titolate a essere controparte per quanto concerne il contratto di lavoro collettivo), allo stesso modo le organizzazioni sindacali non dispongono del diritto di regolamentare la presenza o meno degli addetti sul posto di lavoro nei giorni festivi. In questo caso, la controparte parrebbe restare direttamente il singolo lavoratore, né il tema può essere inserito fra le clausole obbligatorie del contratto collettivo. Nel quale rimarrebbe un semplice accordo di indirizzo.
Come dire che il lavoro festivo deve prevedere accordi aggiuntivi ad hoc tra retail e lavoratori favorevoli. Che, se verificati positivamente, consentono l'apertura del negozio, in caso negativo invece no.
La sentenza è legata al ricorso contro provvedimenti disciplinari presentato da alcune addette di Aspiag (Despar) in merito ad assenze dal lavoro in giorni festivi. Chiamato a esprimersi, il tribunale ha riconosciuto l’annullabilità delle clausole contenute nei contratti individuali di lavoro volte a rendere obbligatoria e automatica la prestazione lavorativa in giorno festivo. Il diritto soggettivo ad astenersi dal lavoro in giorno festivo -aggiunge una nota della Uil- va oltre qualsiasi deroga eventuale o patto stabilito tra azienda e sindacato.
Unicoop Tirreno all’ingresso in Coop Alleanza 3.0

Un’ipotesi già avanzata su queste pagine a ottobre 2015 e che trova ora conferma ufficiale. Coop Alleanza 3.0, il nuovo polo cooperativo nato dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nord Est si prepara ad accogliere tra le sue fila anche Unicoop Tirreno.
La prima cooperativa di consumo italiana, che è anche la seconda impresa distributiva del nostro Paese con quasi 5 miliardi di giro d’affari alle casse, ottiene così in dote un pacchetto ricavi pari a circa 970 milioni di euro. Nell’ambito di una doppia operazione finanziaria, inoltre, è prevista da parte di Unicoop Tirreno un’iniezione di denaro pari a 21,3 milioni di euro.
Gli step e l’orizzonte temporale della procedura d’ingresso sono ancora da delineare e, come reso noto da Il Tirreno, durante le odierne assemblee dei soci è prevedibile si facciano passi avanti.
Quello che al momento è noto è che i negozi laziali ed umbri andranno al fronte emiliano-adriatico al 30%, mentre al 70% a Tirreno, viceversa la rete di vendita campana finirà in gestione a una società per il 70% in mano a Coop Alleanza 3.0 e per il restante 30% alla coop labronica.
Esselunga regala mille Smart Forfour e vola al Guinness dei primati
Per festeggiare il ventennale della Carta Fidaty, Esselunga ha indetto mesi fa un concorso che, sviluppato tra ottobre e dicembre, si è appena concluso con la consegna dei premi: mille automobili Smart Forfour, affidate chiavi in mano ad altrettanti fortunati vincitori.
Ai clienti bastava fare una spesa di almeno 30 euro per avere in dono dei codici tra i quali sono stati estratti i premi in palio. I vincitori sono stati convocati a Milano, nella sede della Mercedes di via Daimler e hanno ricevuto la chiave della propria vettura, un pezzo unico, numerato da uno a mille.
Premi non da poco che hanno permesso alla catena di Bernardo Caprotti di volare dritto dritto verso il Guinness dei primati: pare che il concorso, proprio per l’ammontare del montepremi, sia stato definito il più importante d’Europa.
Lo sviluppo dell’insegna. Lo sviluppo di Esselunga intanto prosegue anche nel 2016, anno in cui assisteremo alla conquista di Roma da parte dell’insegna distributiva che ad Aprilia è pronta ad aprire una nuovo store. Manca poco anche per l’apertura prevista a Livorno.
“Grazie” a Caprotti in una lettera aperta
Un grazie a pubblico a Caprotti. C’è chi il ringraziamento a Bernardo Caprotti sente l'esigenza di rivolgerlo pubblicamente e a suon di avvisi a pagamento. Al quotidiano economico Italia Oggi è infatti arrivata una lunga lettera di un ex dipendente della catena di supermercati che ha voluto ringraziarne il patron, definito “un grande uomo”.
L’ex impiegato scrive: “Ho trascorso in Esselunga anni fondamentali per la mia formazione...” (...). “L'ho lasciata molti anni fa l'Esselunga, ma non l'ho mai dimenticata”. “Posso dire di non aver mai conosciuto il Dottore. Solo un paio di fugaci strette di mano, irrilevanti per lui ma di una certa importanza per me. Ho invece incontrato e portato con me i valori che ho appreso nella sua Esselunga: dare sempre il massimo, l'attenzione ai dettagli, il rispetto per i clienti...”.
Carrefour Italia brinda alla svolta
Carrefour Italia brinda al 2015 come l’anno della svolta dal punto di vista economico: le vendite nel full year hanno segnato un balzo del +5,2% nel nostro Paese (+3,5% a parità di rete -LFL- nel quarto trimestre dell’anno), migliore prestazione in assoluto a livello europeo, esclusa la Francia, le cui vendite sono cresciute nel 2015 del 5,3% a cambi costanti. Per la prima volta in sette anni, le vendite in Europa tornano a crescere. Trend che continua in America Latina, il cui giro d’affari, nel 2015, è aumentato, a parità di rete, dell’11,7%; unico segnale negativo dall’Asia, che registra (LFL) un decremento delle vendite del 10,3%. Rispetto al 2014, la rete totale di gruppo scende di 1.436 punti di vendita. Per l’Italia questi dati sono un grande sollievo, se consideriamo che Carrefour Italia viene da un periodo 2010-2014 di pesante calo delle vendite: -19,1% nel quadriennio 2010-2014, come emerge dalla ricerca Mediobanca sui maggiori gruppi italiani della gdo alimentare. Il risultato positivo in Italia si deve all’implementazione di una nuova strategia di mercato voluta dall’attuale management, basata su forti investimenti per la riqualificazione dei punti di vendita, e la radicale innovazione nella proposta di modelli distributivi, come il lancio in Italia della formula Gourmet, che caratterizza supermercati di prossimità e vicinato, con posizione urbana e assortimento posizionato sui prodotti freschi e premium. L’incremento delle vendite, a parità di aperture e al netto delle vendite di carburante, si ridimensiona a +0,8% per l’Italia, dato leggermente inferiore alle performance registrate in Francia (+1,3% a parità di rete) .
Il Gruppo Sogegross punta sulla Lombardia e acquisisce nuovi cash&carry
Lo sguardo del gruppo Sogegross volge lontano, oltre la Liguria e si spinge fino in Lombardia. Pare, infatti, che l’azienda della famiglia Gattiglia, che la gestisce dal 1920, sia pronta a sbarcare con il cash&carry nella vicina regione lombarda attraverso l'acquisizione di quattro nuovi negozi.
Senza tradire la propria terra di origine, il gruppo vuole però proseguire il suo importante piano di sviluppo cercando di glissare le difficoltà burocratiche incontrate in “casa propria”. Pare che a Genova la complessa burocrazia della macchina amministrativa rallenti l'attuazione di un piano che non punta solo sull'apertura di nuovi store e su nuove acquisizioni, ma che intende scommettere anche sul fronte dell'innovazione come per esempio sull'estensione degli orari serali, la vendita sfusa
per i reparti ortofrutta e pane, l'e-commerce a doppia modalità di consegna, a domicilio o in negozio, il totem multimediale per gli sconti all'entrata del supermercato. Non è un caso che le nuove aperture del 2016 siano tutte state effettuate al di fuori dei confini del capoluogo ligure. L’ultima apertura genovese risale al 2009. L’amministratore delegato Maurizio Gattiglia spiega infatti: “Paradossalmente per noi è più difficile realizzare nuovi progetti nella nostra città. I più recenti investimenti hanno riguardato trasferimenti di strutture già esistenti. E non è certo nostra volontà”.
Piano di sviluppo. Il Gruppo Sogegross, che conta 220 punti di vendita Basko, cash&carry Sogegross, soft discount Ekom, supermercati e superette in franchising Doro e ricavi per 750 milioni, ha messo a punto un piano di sviluppo da 100 milioni di euro con 5 acquisizioni già concluse nel 2016 e le quattro da attuare nel corso dell’anno. Il direttore generale di Basko, e direttore sviluppo del gruppo, Antonio Mantero, sottolinea: “La nostra azienda ha progetti e investimenti fermi da molti anni, in diversi contesti abbiamo acquistato i terreni trent'anni fa ed è ancora tutto fermo. Non possiamo più tollerare ulteriori rallentamenti”.
Editoriale: “#tracciabilità e #origine sono questioni comunitarie non nazionali”
Martina aggiunge: “Non abbiamo né i numeri né il fisico per reggere il colpo della competitività a livello globale”. Ancora una volta si fa appello all’unità, alla filiera, alla valorizzazione di un comparto che da solo non vince, ma ha bisogno di tutti i suoi protagonisti: dai produttori di latte alla distribuzione. Il punto fondamentale da difendere rimane la tracciabilità e di conseguenza la trasparenza; ha ragione il presidente di ADM quando dice che “Latte italiano o sloveno o lituano ... non è la Maserati, l’Audi o la Panda, è l’acciaio della carrozzeria”. La coscienza però non “fa”, non decide, necessario fare un passo avanti, insieme. Non è solo il latte a soffrire della mancanza di unitarietà e, dirsi che l’individualismo è radicato nella nostra cultura non aiuta anzi giustifica l’ingiustificabile. Il made in Italy del food non può prescindere dalla qualità delle materie prime e il futuro della gdo è strettamente legato ai freschi dall’ortofrutta a salumi e latticini: necessario produrre di più e meglio con costi di filiera trasparenti e giusti.
Gruppo Megamark rende accessibile la spesa
È una presenza di spicco in una vasta area dell’Italia meridionale, che va dalla costa adriatica a quella ionica e tirrenica, estendendosi dal Molise alla Puglia, dalla Campania alla Basilicata fino alla Calabria. Su questo disomogeneo territorio, il Gruppo Megamark (Selex) è presente con oltre 400 punti di vendita a insegna Dok, Famila, A&O, Sole 365 e Sunrise. Una rete di vendita articolata e in espansione, che per la fine del 2016 vedrà otto inaugurazioni e 14 ristrutturazioni (per un investimento di 18 milioni di euro), per consentire al gruppo di rispondere alle nuove esigenze della clientela, come spiega il direttore vendite, Moreno Bellinzona.
Quali sono gli aspetti comuni e le differenze di approccio nelle regioni in cui siete presenti?
Nelle nostre regioni le quote di mercato dei discount sono tra le più elevate d’Italia e la crisi delle grandi superfici è intensa. La percentuale del reddito destinata alla spesa alimentare è superiore a molte altre zone d’Italia. Altre peculiarità delle aree in cui operiamo sono l’abitudine di rifornirsi dai produttori per i freschissimi così come l’autoproduzione e l’autoconsumo.
L'intervista completa su Gdoweek n. 4 - 2016 - (L’articolo completo su Gdoweek n. 3 – 2016)
Bevilacqua nuovo direttore generale di MD
Francesco Bevilacqua, classe 1959 e una laurea in Economia e commercio, subentra ad Angelo Dell’Anna come nuovo direttore generale di MD. Un cambio legato ai sopraggiunti limiti di età al termine di un mandato di oltre vent'anni che ha caratterizzato il percorso di Dell'Anna. Il cambio di ragione sociale annunciato a inizio anno si concretizza così in una prima nuova figura di vertice che affiancherà il Cavalier Patrizio Podini nella fase di decisa espansione in cui il Gruppo si trova impegnato attualmente. Il focus attuale è sullo sviluppo della rete vendita e sul consolidamento della posizione sul mercato italiano della gdo. MD punta alla massima efficienza organizzativa nel segno della continuità con l’identità aziendale costruita negli anni. Francesco Bevilacqua vanta una lunga esperienza in Arthur Andersen e in diversi gruppi fra i quali EMIT, Romeo, Emas e, negli ultimi anni, in G&C Holding, gruppo che opera nel retail tessile.
Non chiamateli eCommerce: sono i nuovi servizi 2.0
Dopo il successo in Usa di Instacart, il cui valore stimato nel 2015 superava i 2 mld di dollari, e GoogleExpress, la vendita online per i prodotti alimentari, freschi e non, ha visto la nascita di numerose startup e sperimentazioni. Non si tratta di eCommerce in senso stretto, ma servizi innovativi indipendenti da un magazzino e da un’insegna, obiettivo: la consegna della merce al cliente quanto prima possibile. Un punto d’incontro tra domanda e offerta nel canale digitale, utile proprio a quei retailer alimentari ancora non attrezzati sulle vendite online.
In tendenza
Mentre per l’eCommerce “classico”, l’utente sceglie un oggetto alla volta, che viene spedito a casa o in un punto ritiro, con una logistica organizzata attorno a un magazzino centralizzato, nei nuovi servizi per l’alimentare, soprattutto se fresco e freschissimo, l’acquisto è composto da un paniere di prodotti per essere comparabile con la spesa settimanale. Cambia la logistica, che diventa forzatamente locale, ed entra in gioco il tempo di consegna, che deve essere inferiore (almeno nella percezione) al tempo occorrente al consumatore per fare la spesa da solo al supermercato. In questo spazio di bisogno sono nati siti di cui Instacart è il riferimento, che propongono la spesa a domicilio effettuata nel pdv preferito dai consumatori da “shopper” incaricati e specializzati, in abbonamento o con un ricarico sui costi della spesa, cui si aggiunge il costo per la consegna, funzione di diverse variabili: gli accordi con i retailer e la loro disponibilità a fidelizzare anche questi consumatori prevedendo sconti piuttosto che, invece, a ricarica la spesa; il rapporto con i personal shopper e la loro formazione e capacità di costruire una relazione anche con i consumatori; la disponibilità di app; le formule di pagamento, che, in alcuni casi, iniziano a prevedere anche i ticket restaurant.
(L’articolo completo su Gdoweek n. 3 – 2016)
Nordiconad promuove il turismo e sostiene gli albergatori di Savona
Nordiconad, che conta una rete vendita diretta e associata composta da 465 punti di vendita, si schiera al fianco degli albergatori della provincia di Savona per promuovere il turismo dando vita a un progetto sperimentale di co-marketing, finalizzato a valorizzare il territorio del ponente ligure e le sue strutture alberghiere. Nella sua fase iniziale, all’iniziativa hanno aderito oltre 80 strutture del territorio.
Come si partecipa. I clienti dell’ipermercato Conad di Torino, dal 15 marzo al 15 maggio, riceveranno buoni sconto del 10 per cento, da utilizzare sul sito http://www.inriviera.info al fine di prenotare i propri soggiorni in riviera e nell’entroterra della provincia di Savona a prezzi vantaggiosi. Il progetto viene avviato con l’intento di poterlo diffondere ulteriormente in tutto il nord Italia e in Europa, per ottenere flussi turistici importanti.
"Si tratta di una bella operazione di marketing tra grande distribuzione e albergatori” spiega Giorgio Rocca, direttore Nordiconad per Liguria e basso Piemonte, che aggiunge: “I buoni saranno distribuiti in forma gratuita ai nostri clienti, che attraverso l’apposito sito Internet potranno effettuare le prenotazioni nelle strutture che hanno aderito. Riusciremo a fare un doppio salto di qualità, perché questo progetto porterà ad aumentare le presenze turistiche sul territorio, e a far crescere Nordiconad in Piemonte e in Liguria”.
Ikea va a nozze con la moda e lancia l’home furnishing
Ikea avvia una partnership con la moda e propone, a partire dal prossimo 1° aprile, la prima proposta realizzata con una stilista lanciando così la collezione Giltig, che in svedese significa valido, firmata dalla londinese Katie Eary. Sarà un’edizione limitata di articoli per la tavola e tessile per la casa. “Possiamo imparare molto dal modo in cui gli stilisti lavorano con colori, stampe, motivi e forme – dichiara Henrik Most, creative leader di Ikea of Sweden -. Devono costantemente reinventare se stessi e i loro prodotti, e sono abituati ad anticipare le nuove tendenze in fatto di stili e cromie”.
Al momento si tratta di un esperimento in fase di test. Se dovesse portare i risultati sperati potrebbe aprire la strada a nuove collaborazioni nel mondo della moda internazionale. In occasione dell’iniziativa, Ikea ha lanciato l’hashtag #ikeafashion.
Chi è Katie Eary. È una stilista che crea moda maschile utilizzando la tecnica della stampa digitale che lei stessa definisce “fotorealistica”: come a voler dire che quel che vedi avrai. Katie Eary si è dichiarata contenta di poter dar vita a questo connubio e ammette di aver imparato molto dalla collaborazione con Ikea. “E’ interessante – spiega la creativa - vedere le mie creazioni in un contesto così diverso dal consueto”.
Autogrill spa: vendite in aumento. Cresce l’area International
Autogrill spa registra vendite in aumento del 4,9% nelle prime 8 settimane del 2016 e cambi costanti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+6,5% a cambi correnti). La società ha appena approvato il bilancio del 2015 con ricavi consolidati di 4.369,2 milioni di euro in crescita dell’11,2% rispetto al 2014 e un risultato netto di 64,2 milioni di euro. “Nel 2015 Autogrill ha raggiunto ottimi risultati. - dichiara Gianmario Tondato Da Ruos, amministratore delegato di Autogrill - Abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro portafoglio concessioni, aumentando la nostra presenza nel canale aeroportuale e nel ferroviario. In particolare abbiamo colto significative opportunità di crescita in Nord Europa e Asia, dove abbiamo aperto nell’anno oltre 100 nuovi locali. La redditività è risultata in aumento in tutte le nostre regioni di presenza: Nord America, Europa e International”.
In Nord America i ricavi hanno registrato un incremento complessivo del 3,8%. Nell’area International si registra una crescita
del 23%, anche grazie alle nuove aperture. Prosegue in Europa il trend di ripresa, con ricavi in aumento sia in Italia (+2,4%) sia negli Altri Paesi europei (+3,9%). “Sono risultati che ci fanno guardare con ottimismo al futuro, un futuro per il quale stiamo lavorando con determinazione, ampliando il nostro portafoglio contratti, sviluppando brand interni forti e innovativi – un esempio per tutti è Bistrot – apprezzati e competitivi in Italia ed esportati con successo nei mercati internazionali", conclude Tondato.
Cresce il canale autostradale. Nel canale autostradale i ricavi registrano un crescita del 3,4% (-0,4% a cambi costanti) grazie all’ottima performance registrata sulle autostrade statunitensi che ha compensato le minori vendite, che derivano da rinnovi selettivi in Italia durante la stagione di gare 2013/2014. Al netto del differente perimetro delle attività italiane, i ricavi del canale autostradale risultano in aumento del 5,3% (+1,4% a cambi costanti).
Le vendite nel canale stazioni ferroviarie sono risultate in calo dello 0,8% (-2,9% a cambi costanti): le aperture effettuate in Spagna nel 2014 e la buona performance di Milano Centrale hanno in buona parte controbilanciato gli effetti delle chiusure temporanee di alcuni locali e l’uscita da alcuni contratti nelle stazioni francesi.
Il futuro. Nel 2016 il Gruppo punterà ad aumentare fatturato e redditività in Nord America, facendo leva sulla buona dinamica del traffico, su iniziative commerciali specifiche e su programmi di efficiente gestione delle risorse. Nell’area International il management si concentrerà sulla messa a regime dei molti contratti aggiudicati nel 2014 e 2015, oltre a perseguire ulteriori opportunità di sviluppo nei Paesi di presenza. In Italia Autogrill punta a realizzare una crescita delle vendite e dei margini, sfruttando al meglio i segnali di ripresa del traffico e dei consumi che si sono manifestati nel 2015. Negli Altri Paesi europei la strategia del Gruppo è improntata a cogliere una possibile ripresa dei consumi, mantenendo nel contempo un approccio selettivo nella valutazione delle opportunità di investimento che ha visto una crescita elevata del traffico passeggeri negli aeroporti mondiali (+6,1%), la più alta dal 2010.
Ovs lancia un piano di ricerca con l’Università Tor Vergata
Ovs amplia il suo raggio di azione e avvia una collaborazione con Tor Vergata per sostenere un piano di ricerca triennale con l’Università degli Studi di Roma. La partnership è già stata avviata nel corso del 2015 quando, in sinergia con il dipartimento di Ingegneria Industriale, è stato intrapreso un iter per iniziare a lavorare concretamente su aspetti portanti del proprio modello operativo, ed inventare nuovi algoritmi matematici applicati ai processi operativi.
“Dobbiamo gestire più di un miliardo e mezzo di combinazioni - afferma l’amministratore delegato, Stefano Beraldo - e per farlo in maniera efficace dobbiamo avvalerci del supporto della scienza e della matematica. Abbiamo iniziato con specifici contratti di collaborazione e ricerca con l’Università di Roma Tor Vergata. Abbiamo quindi deciso di finanziare un posto da ricercatore a tempo determinato della durata di tre anni ed estenderemo questa collaborazione con ulteriori opportunità di tesi e stage presso la nostra azienda”.
Ad un anno dall’avvio della collaborazione con il gruppo coordinato dal professore Paolo Mancuso, i risultati si sono concretizzati nel deposito di brevetti industriali e copyright su elementi che caratterizzano i nuovi processi di pianificazione, acquisto e distribuzione che l’azienda sta progressivamente cambiando, e che stanno contribuendo ai risultati positivi degli ultimi semestri.
Matematica e marketing. Ovs ha deciso inoltre di andare oltre la pura matematica, ed estendere le iniziative realizzate con l’Università al mondo del marketing, realizzando recentemente un Business Game con gli studenti dell’ultimo anno di Ingegneria Gestionale. Quasi 100 giovani sono stati invitati a proporre idee sull’utilizzo della tecnologia wearable nel mondo dell’abbigliamento, con la possibilità per i vincitori di presentare il loro progetto al Comitato Innovazione di Ovs.



















































