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Federalimentare: per il 2010 l’export dà segnali positivi

Anche se i mercati finanziari non risparmiano brividi che potrebbero riflettersi sui comportamenti di consumo, il peggio per l'industria alimentare italiana forse è alle spalle. Lo dice un numero, piccolo ma significativo, un +2,5% di ripresa delle esportazioni, che compensano il calo del 2% delle vendite sul mercato interno. Il dato è stato fornito dal Presidente Gian Domenico Auricchio (nella foto) nella relazione che ha aperto i lavori dell'assemblea di Federalimentare al Cibus di Parma, un consesso caratterizzato anche dalla presentazione di un'indagine del sentiment delle aziende con oltre un secolo di storia alle spalle e che ha rivelato come oltre l'80% di queste imprese di lungo corso guardi al futuro con mederato ottimismo. I lavori sono stati chiusi dall'intervento del ministro della Salute Antonio Fazio che ha sottolineato l'efficacia delle politiche di sicurezza attuate dai nostri produttori.

La relazione

Tornando all'intervento di Auricchio, il presidente ha sottolineato l'importanza che il settore ha per l'economia italiana: se infatti nell'ultimo decennio l'industria nazionale nel complesso ha fatto segnare una decrescita del 18,6%, l'Italian food ha visto un aumento del giro di affari del 10%, confermandosi il secondo settore produttivo nazionale, con 120 miliardi di euro a valore. Sarebbero molti di più se sui mercati internazionali vi fosse tutela dei marchi e delle origini dei prodotti e se l'export italiano potesse recuperare quote di mercato oggi appannaggio della contraffazione.
Di grande rilievo anche un altro punto dell'intervento, quello sui rapporti con la distribuzione: In arrivo c'è un protocollo di intesa con Federdistribuzione, Ancc-Coop e Ancd Conad finalizzato a instaurare un dialogo permanente, regole condivise e una camera di conciliazione.

Consumi fuori casa: un mondo in fermento

Si fa presto a dire bar. In realtà il termine identifica ormai locali molto diversi tra di loro. Alla tipologia classica, che offre in orario di apertura diurno colazione, pranzo veloce e caffè per arrivare sino all'ora dell'aperitivo, si sono aggiunti locali a maggiore specializzazione, derivante dall'ubicazione (aeroporti, stazioni: in questo caso si parla di traffic bar, località turistiche con afflussi; in periodi ristretti dell'anno, e allora si parla di seasonal bar ecc ).
La segmentazione può però avvenire anche a seconda del target di clientela cui ci si rivolge: in un'area direzionale, ad esempio, il bar più logicamente punta le sue carte sul lunch, in un terminal delle autolinee si specializzerà sulle colazioni, nei quartieri della movida porrà l'accento soprattutto sull'happy hour. Ormai i bar specializzati sono i tre quarti del totale, come ha rivelato un'indagine di TradeLab in occasione del convegno sul fuori casa promosso da Aidi - Associazione italiana dell'industria dolciaria- e da Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi.

I numeri

Il bar attrae oltre il 70% della popolazione italiana e rappresenta il 43% del giro d'affari del fuori casa. Nonostante una superficie media alquanto modesta (69 metri quadrati) cresce l'offerta di posti a sedere: il 97% dei bar ne dispone; e un quarto degli esercizi ha anche posti all'aperto. Lo scontrino medio negli ultimi tre anni è aumentato proprio grazie al cambio di posizionamento che ha portato gli esercizi a puntare su occasioni di consumo a maggior valore aggiunto. Ed è stata una scelta vincente perché la colazione al bar (che pure rappresenta l'occasione che convoglia il maggior numero di atti di acquisto sia pure a basso scontrino) sta diventando un lusso per molti italiani: la riprova è la crescita delle vendite dei prodotti da prima colazione in gdo. Cresce invece la vendita di snack, grazie anche alla diminuzione dell'età media dei clienti: il dolciario, infatti, rappresenta oltre il 15% del fatturato per il canale.

Il business del pranzo

Dal 1992 a oggi è raddoppiato il numero di italiani che mangiano fuori casa a mezzogiorno; si tratta di un cambiamento epocale, sottolineato da Fipe, che però segnala un problema per il futuro: l'invecchiamento della popolazione porterà a invertire il trend e per i locali sarà necessario puntare su un'offerta conveniente ed accattivante. Necessità che ci sarebbe già oggi: TradeLab infatti segnala che la soddisfazione dei clienti è in calo.

Al Fayed vende i magazzini Harrods

Dopo un primo rifiuto di alcune settimane fa, il magnate egiziano -da 25 anni proprietario di Harrods- ha raggiunto un accordo per vendere lo storico department store londinese a Qatar Holding, società di investimenti del paese del Golfo, per 1,5 miliardi di sterline.

Il miliardario Mohammad al Fayed, che ne ha assunto l’incarico di presidente onorario, avrebbe deciso di lasciare Harrods per trascorrere più tempo con la famiglia, secondo quanto dichiarato dal suo portavoce.

Tempio del lusso
Al Fayed aveva comprato Harrods nel 1985 per 615 milioni di sterline e, con la sua gestione, li ha trasformati in un marchio del lusso riconosciuto a livello globale.
Fondati nel 1834 nella zone di Stepney, nell’East London, da Charles Henry Harrod, i grandi magazzini Harrods furono trasferiti in centro, a Knightsbridge, nel 1849.

Tappa obbligata per i milioni di turisti, il retailer oggi copre una superficie di circa 90mila metri quadrati divisi in oltre 330 reparti e accoglie ogni anno circa 15 milioni di clienti.

Il nuovo sito di Parmacotto è all’insegna della multimedialità

Da oggi, Parmacotto è on line con il nuovo sito web www.parmacotto.com, completamente rinnovato nella grafica, nella struttura e nei contenuti, a coronamento di una nuova strategia di comunicazione aziendale.

La grafica, semplice e lineare, conduce a una navigazione di
impostazione tradizionale: brevi cenni sulla storia e identità del
marchio, grande risalto alla sezione prodotti, opportunamente
valorizzati da immagini inedite. Ma il restyling del sito -realizzato dall'agenzia di comunicazione digitale Bitmama (joint venture Reply - Armando Testa) specializzata in comunicazione digitale creativa multicanale- prevede molte novità: prima tra tutte, la homepage sincronizzata con il profilo aziendale su Flickr, il social network aggregatore di immagini. Un'innovazione strutturale che consente l'upload di foto degli eventi social cui Parmacotto parteciperà nel corso dell'anno e la visualizzazione diretta sulla pagina principale del sito.

Strategico il presidio dei social media
Innovazione che testimonia il feeling che l'azienda di Parma ha scoperto nei confronti dei social media, ma non l'unica: la realizzazione del nuovo sito web ha coinciso con una strategia di presidio istituzionale anche su Twitter e, soprattutto, su Facebook, principe dei social network per numero di utenti e versatilità.
Proprio su Facebook trova piena espressione la natura multimediale del nuovo progetto online di Parmacotto. A cominciare dalla promozione dell'evento food Cibus 2010, festa al salone Fiera e festa in città, fino al progetto Eat Me, promosso per valorizzare il talento degli artisti parmigiani emergenti. Una mostra di venti opere con tema “il cibo”: nella galleria virtuale di Facebook gli utenti potranno votare esprimendo “mi piace” e dialogare con l'autore.

Procter & Gamble e Alliance Boots, partnership per il mercato italiano

Una partnership inedita per il mercato italiano, che vede Alliance Boots, tra le maggiori catene internazionali farmaceutiche e creatrice di prodotti beauty e salute, affidare a Procter & Gamble la distribuzione esclusiva per l’Italia di Serum 7 e Serum Lift, due linee di prodotti antietà per la cura della pelle studiati appositamente per il canale farmaceutico.

Le linee Serum

Clinicamente testate alla stregua di un farmaco, le due linee sono state sviluppate da farmacisti per i farmacisti e dedicate alle consumatrici di questo canale: in UK sono 7 milioni le donne che acquistano questi prodotti. Attualmente, al di fuori del Regno Unito, sono già commercializzati in Francia, dove hanno raggiunto quote considerevoli, e in Portogallo, dove hanno la leadership del mercato.

L’accordo per il mercato italiano rientra nelle strategie di Procter & Gamble di entrare in nuovi settori di business e canali distributivi.

Positivo il bilancio consuntivo e di sostenibilità di Coop Adriatica

Coop Adriatica ha chiuso il 2009 con un fatturato di 1.949 milioni di euro (+1,3% sul 2008), di cui 937 milioni nei 16 Ipercoop e 1.012 nei 138 supermercati.
È quanto si evince dal bilancio consuntivo e di sostenibilità che sarà discusso e votato dai soci in 93 assemblee separate, in Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo dal 12 al 28 maggio. Ai soci sono andate il 74,7% delle vendite (+2,3% sul 2008).

Positivi i dati del prestito sociale: i depositi hanno superato quota 1,9 miliardi di euro (+7% sul 2008) e hanno garantito una remunerazione lorda di 26 milioni di euro a oltre 225 mila soci prestatori.

La convenienza

Molte le iniziative per contenere l’inflazione e tutelare il potere d’acquisto delle fasce sociali più colpite dalla crisi: abbassati del 20%, in tutti i pdv, il prezzo di 100 prodotti della spesa quotidiana a marchio Coop e varato lo sconto del 10% sulla spesa settimanale per persone in cassa integrazione o licenziate. Un’opportunità, prorogata anche nel 2010 ed estesa ai lavoratori precari, che l’anno scorso ha dato un sostegno concreto a 16.500 famiglie.
Coop Adriatica ha anche offerto alternative convenienti in settori innovativi come i farmaci -con il lancio nei 16 corner CoopSalute del Paracetamolo Coop, il secondo medicinale a marchio-, la telefonia mobile con Coop Voce, la cultura con le librerie.coop, i viaggi con Robintur.

Rete di vendita e ambiente

Nel 2009 la cooperativa ha investito 64,5 milioni di euro per ampliare e riqualificare la propria rete di vendita: i pdv a fine dicembre erano 154, 16 iper e 138 super, per una superficie totale di 247.199 mq (+3,1% sul 2008).
Tra i nuovi servizi, l’introduzione del pagamento delle bollette di diverse società di utenze, l’installazione delle casse per lo scontrino fai-da-te e l’estensione del dei buoni pasto accettati.

L’impegno per limitare l’impatto ambientale si è intensificato nel 2009. A fine anno erano 23 i negozi della cooperativa dotati di impianti fotovoltaici per la produzione di energia, 4 dei quali alimentati anche con energia idroelettrica. In 107 punti di vendita sono stati installati i banchi frigo “ecologici” dei surgelati, chiusi da uno sportello, mentre in altri 6 si sperimentano erogatori di detersivi sfusi.

Mercatone Uno, fornitore a 360° di alberghi a Rimini

Servizi di progettazione, arredamento, messa in opera di servizi accessori, assistenza tecnica e di realizzazione, facilitazioni di pagamento:  questo il contenuto dell'accordo che Mercatone Uno ha siglato con G.A.R.H., il gruppo di acquisto che comprende l'Associazione Albergatori di Rimini e la società cooperativa Promozione Alberghiera.

“Questo accordo intende soddisfare una tipologia complessa di clientela-spiega Susanna Cenni, direttore sviluppo e customer care di Mercatone Uno-. Per questo abbiamo previsto una serie di agevolazioni e servizi specifici per tutti coloro che gestiscono strutture alberghiere e ricettive, dalle stanze d'albergo agli appartamenti vacanza fino ai
residence, comprese le aree esterne come piscine e zone attrezzate per il relax e
il tempo libero".

Servizi personalizzati
Questo significa, ad esempio, ampia scelta di prodotti e prezzi per adeguarsi al passaggio al digitale terrestre, con apparecchiature con funzioni hotel, piuttosto che condizioni di pagamento particolarmente vantaggiose grazie anche all'emissione di un card personalizzata.

I numeri di Mercatone Uno
Attualmente Mercatone Uno è presente con una rete di 90 punti di vendita -di cui 2 nell'area di Rimini- che hanno generato, nel 2009 un fatturato di  oltre 800 milioni di euro.

Candy Group e l’importanza del design

Presentate oggi a Milano le due nuove linee di frigoriferi di Candy Group. Si tratta di Candy Kriò e Hoover Dynamic Cool; destinati a due target differenti di consumatori (Hoover è un premium brand, Candy ha una vocazione più mainstream) sono caratterizzati da scelte innovative di design, sottolineate dal fatto che i nuovi modelli sono stati presentati da modelle in passerella; altri punti qualificanti sono la silenziosità al top del mmercato  e le eccellenti prestazioni energetiche (classificazione solo in classe A+ e A++).
Sette milioni di euro è il livello degli investimenti varati per l'innovazione tecnologica presente nei nuovi prodotti.

Il Gruppo

La presentazione è stata anche l'occasione per il management del Gruppo, capitanato dal presidente e Ceo operativo Aldo Fumagalli (nella foto) di fare il punto sul mercato degli elettrodomestici bianchi. Il 2010 si è aperto con una buona ripresa degli ordinativi (nell'ordine del 7%) in Europa anche  se i livelli rimangono ancora depressi rispetto al pre crisi. Il Continente però sta viaggiando a due velocità perché a una ripresa sostenuta dei Paesi dell'area euro e del Nord Europa fa riscontro una estrema debolezza dell'Est. Candy Group sta comunque guadagnando quote di mercato. In Italia l'azienda e il settore scommettono sul miglioramento dei conti anche grazie agli incentivi sul risparmio energetico.

Anthropologie raddoppia a Londra

Conforama Pensa già azzurro e … parte

"Pensa azzurro... e parti" è il nuovo volantino che Conforama (Gruppo PPR) propone dal 30 aprile al 18 maggio 2010: la particolarità consiste nel fatto, che, accanto a tradizionali offerte sull'assortimento, abbina iniziative legate ai Mondiali ed alle prossime vacanze.

Infatti, i clienti che acquisteranno un televisore del valore minimo di 349 euro riceveranno un buono per un soggiorno vacanza da scegliere, in base ai propri gusti e necessità, all'interno del catalogo di Leader Vacanze.

In quest'ottica, in vista dei prossimi Mondiali, per garantire alla propria clientela la massima scelta a prezzi convenienti, l'insegna del gruppo PPR ha ampliato l'assortimento di televisori.

Quest'operazione rientra in un più ampio processo di riposizionamento che Conforama sta vivendo da tempo (vedi Gdoweek 2/18/1/2010, pag. 24) attraverso il quale vuole trasmettere ai propri consumatori il piacere di arredare low cost.

Nuovo logo
Proprio le parole e i concetti che contraddistinguono  il nuovo logo e il nuovo playoff, curati da Publicis.
“Abbiamo iniziato ad usare il pay off nuovo sotto il logo Conforama dal
volantino di gennaio 2010 per riassumere ed enfatizzare i valori predominanti
del concept -precisa una nota dell'insegna-  Il piacere di arredare low cost si declina in tanti aspetti della formula commerciale di
Conforama, dove con low cost, intendiamo prezzi convenienti, nel senso di accessibilità
per tutti i tipi di budget di non privarsi di nulla per vivere
liberamente e in armonia la propria casa".

 


Luigi Predeval diventa presidente di So.ge.mi.

Il 30 aprile presso gli uffici di via Lombroso 54, So.ge.mi. che per conto del Comune di Milano gestisce tutti i mercati agroalimentari all’ingrosso della Città, ha ratificato la nomina di Luigi Predeval a presidente, come indicato dal Sindaco di Milano, Letizia Moratti.

Luigi Predeval nel corso del Suo mandato si occuperà del delicato compito di portare i Mercati milanesi, i più grandid’Italia, al livello degli altri grandi Mercati europei, avviando un qualificato piano di ristrutturazione e di sviluppo che ridisegnerà l’intera area mercatale, dotandola di strutture logistiche e commerciali e sistemi operativi innovativi in grado di offrire risposte a nuove utenze e anche alla distribuzione moderna.

Luigi Predeval, 62 anni, laureato in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica di Milano, nel corso della sua carriera ha ricoperto qualificati incarichi manageriali in società operanti in differenti comparti di attività Unilever, Mc Kinsey, Gruppo Sme, Mediaworld, Metro, Carrefour.

Arriva Zoè, nuovo petshop di Etruria

“I petstore Zoè nascono con l'obiettivo di diversificare l'offerta del gruppo, in favore di un settore, che, negli ultimi anni, sta mostrando una dinamica di crescita positiva”, afferma Piero Profeti, direttore commerciale Etruria per sottolineare la scelta dell'azienda di inserirsi, con un proprio format, nel mondo del petfood e del petcare.

Del resto, secondo l'ultimo rapporto Assalco (Associazione Nazionale Imprese per l'Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia), questo mercato ha registrato un tasso di crescita complessivo a valore del canale petshop di +9,3%.

L'obiettivo dell'azienda è di riuscire ad aprire, in Toscana e Umbria, circa una decina di store entro il prossimo anno.

Il concept

Questo primo store di Orbetello si caratterizza per una dimensione di 250 mq con circa 6.000 referenze, che vanno dagli alimenti agli accessori, scelti tra le marche premium e superpremium delle principali marche.

Inoltre, è disponibile un servizio di toelettatura, con personale specializzato.
Nello store è possibile richiedere anche la carta fedeltà Carta Club Zoè, gratuita, che dà la possibilità di accedere a sconti e promozioni specifiche.

Jll, mercato immobili commerciali in crescita

Forte ripresa di interesse per il mercato immobiliare del retail in Europa. Nel primo trimestre 2010 il volume degli investimenti è stato di 5,4 miliardi di euro, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2009. In particolare, secondo le analisi di Jll (acronimo di Jones Lang LaSalle nel report The Big 5) i mercati europei più importanti (UK, Francia, Germania, Italia e Spagna) continuano ad attirare l’interesse degli investitori, con volumi che rappresentano più dell’80% del totale delle transazioni registrate in Europa.

Il ritorno degli investitori
Questo risultato è stato raggiunto grazie al ritorno sul mercato dei principali investitori istituzionali, dei fondi e delle property company, che hanno passato la maggior parte del 2009 raccogliendo finanziamenti e concentrandosi sui propri asset. La loro attenzione si concentra soprattutto sui più importanti centri commerciali prime. La diminuzione del numero dei contratti fornisce un’ulteriore prova dei maggiori volumi delle transazioni e dell’attenzione verso i centri commerciali. Nel primo trimestre 2010 sono state concluse 94 transazioni, con un valore medio per transazione in aumento da 42 a 57 milioni di euro. Sono state registrate 10 operazioni superiori ai 100 milioni, un valore più alto della media trimestrale degli ultimi due anni (6 operazioni). La Germania si è distinta come il mercato più attivo nel primo trimestre, con transazioni per 2,3 miliardi di euro, sorpassando il Regno Unito (1,4 miliardi) per la prima volta negli ultimi 10 anni. Jones Lang LaSalle è stata consulente per il 50% circa del volume delle transazioni nel settore retail in Europa Continentale, incluse tre importanti acquisizioni: da parte di Corio del portfolio Multi in Germania, Spagna e Portogallo; da parte di Union Investment dell’Alexa Shopping Centre a Berlino e, infine, da parte di Allianz dell’Allee Shopping Centre a Budapest.

Rue Le Bec: piccolo mondo post-moderno tra ristorazione e commercio

Trend positivo per s.Oliver Che chiude il 2009 a + 9,45%

s.Oliver non teme la crisi e chiude il 2009 a quota 893 milioni di euro, con un incremento del 9,45%. Il giro d'affari ammonta così a 1,16 miliardi di euro, che corrisponde a un aumento pari a 5,1%.

Per il suo business, basato su fashion e lifestyle, l'azienda tedesca si avvale di un team di stilisti e designers per la realizzazione di 10 linee di prodotto, che si traducono ciascuna in 12 collezioni diverse ogni anno.  I prodotti s.Oliver sono presenti in oltre 30 paesi.

Gli store nel mondo

Nel 2009, l'azienda ha potenziato il suo fatturato grazie anche all'estensione di 46 nuove filiali in punti strategici e 25 negozi in franchising (36 filiali e 3 negozi in franchising nel 2008) e allo stesso tempo ha consolidato la propria presenza nel settore nazionale ed internazionale.
Al momento l'azienda conta 173 store monomarca, 400 filiali, ed è presente in 1.991 negozi.
Il brand tedesco, già presente in Italia dal 2006 con due negozi monomarca in franchising, a Vipiteno e a Catania ha di recente aperto in Italia 22 corner in 19 sedi Coin, tra cui Milano e Roma e mira ad espandersi ulteriormente.

Relativamente alla segmentazione per canale, l'attività  di s.Oliver è dominata dalla grande distribuzione con il 54% di fatturato, mentre con gli sotre realiza il 33% di ricavo.
Il settore del retail è quello che è cresciuto maggiormente rispetto all'anno precedente, con il 23,69% di fatturato in più, mentre al secondo posto si trova il segmento dello shop-online, con un incremento del 17%.

L’espansione continua

Al di fuori del proprio Paese, l’azienda tedesca ha registrato un incremento del 26% del fatturato: in Slovacchia e Repubblica Ceca i punti di vendita in franchising si sono trasformati in società e, in India, è stata fondata una joint venture, dove dal 2009, oltre ai propri store, hanno preso avvio le concessionarie. In India l’espansione del brand si avvale della strategia dello shop in shop: a gennaio 2010 è stato inaugurato un nuovo corner nel centro commerciale Shopper's Stop a Juhu, Mumbai, mentre a marzo altri 4 shop in shop sono stati inaugurati nell'India del nord.

Per il 2010 sono previste 18 nuove aperture in Germania, 3 in Austria, 2 in Olanda, Belgio e India, e un nuovo punto divendita sia in Polonia sia in Slovacchia.

La moda in tessuto riciclato di Clothing at Tesco

Coop, una nuova cartellonistica contro l’eccessivo consumo di alcol

In occasione dell’Alcohol Prevention Day, tenutosi il 29 aprile a Roma (manifestazione organizzata dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità e promosso dal Ministero della Sanità), Coop, nel confermare il proprio impegno per evitare abusi di alcol, ha annunciato che, dal prossimo giugno, nei reparti bevande di oltre 1.400 store sarà inserita un’apposita cartellonistica.

L’obiettivo di garantire un’informazione più corretta ai consumatori su un adeguato consumo di bevande alcoliche prevede suggerimenti, quali quello di bere solo durante i pasti e con moderazione, di non consumare alcol se ci si deve mettere alla guida o si assumono farmaci; inoltre, viene consigliato di non bere a chi ha meno di 18 anni, durante la gravidanza e l’allattamento.

La nuova cartellonistica prevede anche il marchio “Cuore che sorride”, a testimonianza dell’adesione di Coop al programma Guadagnare salute, promosso dal Ministero della Salute per adottare uno stile di vita sano.

Si tratta, del resto, di un percorso di sensibilizzazione che Coop sta seguendo da tempo, in linea con la propria politica valoriale: il primo passo, nel gennaio dello scorso anno, è stato il divieto di vendere alcolici ai minori di 18 anni, a cui è seguita la decisione di inserire, nell’etichetta dei vini a marchio Coop, i “Suggerimenti per una corretta assunzione di bevande alcoliche”.

La shopping experience Coin si consolida in tutta Italia

Il 7 Aprile è stato inaugurato a Lecco un negozio Coin derivante da una conversione Upim, il giorno successivo è stata la volta della conversione a Reggio Calabria e il 13 Aprile il terzo negozio Coin a Pisa, cui sono seguite le inaugurazioni di Pavia, Messina e Parma. “Complessivamente –dicono dall’azienda- entro la fine di aprile saranno 6 i negozi ex Upim ristrutturati e riaperti con il format Coin: i primi risultati di vendita e di affluenza del pubblico sono molto positivi”.
"Completata questa prima fase di riconversione –dicono ancora da Coin- è iniziata la seconda fase, con la chiusura, nella prima settimana di
aprile, di ulteriori 13 negozi Upim che, dopo le attività di ristrutturazione, riapriranno entro la prima quindicina di maggio con la formula OVS industry".
 Complessivamente, nel 2010 l’attività di conversione sarà in parte ridimensionata rispetto all’ultimo triennio (circa 20 negozi ristrutturati all’anno) per poi riprendere non appena sarà conclusa la riapertura
dei 64 negozi ex Upim con insegna OVS industry.

I partner di Coin

Per la riconversione dei negozi, Coin si è affidata New Store Europe Italia, chiamata a dirigere i lavori dei 6 punti di vendita, per un totale complessivo di circa 13.000 mq.
New Store Europe è infatti una multinazionale europea specializzata nell’arredo di spazi commerciali, con la sua filosofia “chiavi in mano” si occupa della nascita del concept, attraverso la creazione del progetto; della gestione (curando l’allestimento, la consegna e il montaggio); e della manutenzione.

Per garantire l’apertura nell’arco di due settimane dei sei store
Coin (aperture avvenute, appunto, tra il dal 7 al 21 Aprile), New Store Europe Italia ha coinvolto più di 100 installatori, movimentato oltre 70 bilici di merce e montato circa 14.500 elementi d’arredo fra ripiani, pannelli e pedane.

Iper lancia Iper Kids

Garantire una corretta nutrizione senza rinunciare al gusto e al divertimento: questo l’obiettivo di Iper, La grande i nella nuova linea per bambini Iper Kids.

Si tratta di 26 referenze –snack, dolci, surgelati, fazzoletti, spazzolino da denti e dentifricio- caratterizzate da un equilibrato apporto di ingredienti: non ci sono grassi idrogenati, né coloranti artificiali né conservanti.

Inoltre, tutte le confezioni, sulle quali è riportata l’immagine di Scooby-Doo, indicano “la giusta porzione” in modo da aiutare bambini (e genitori) a nutrirsi in maniera corretta.

“Grazie a Scooby-Doo, la marca di Iper diviene immediatamente familiare e appetibile al consumatore, mentre la qualità di Iper non fa che rinforzare ulteriormente il percepito positivo del nostro personaggio -commenta Maurizio Distefano, General Manager Italy e Agent Markets di Warner Bros. Consumer Products-. Si crea, così un legame funzionale e emozionale tra consumatore e prodotto acquistato, che unisce alla qualità della marca Iper i valori positivi e la riconoscibilità della brand equity di Scooby-Doo”.

P&G batte le stime sull’utile netto per azione

Il fatturato netto di P&G è aumentato del 7% per il trimestre, a 19,2 miliardi dollari, grazie alla crescita in volume del 7%. La crescita organica del fatturato organico, che esclude l'impatto di  acquisizioni, dismissione e cambi, è stata del 4%.
L'aumento dei volumi è guidato da un programma di forte innovazione, una maggiore attività di marketing e supporto di merchandising. Le iniziative chiave lanciate in questo trimestre per l'Europa occidentale comprendono Always Simply Fit e Pampers Underjams.
"Siamo molto soddisfatti dei risultati di questo trimestre -ha detto Bob McDonald, presidente del Cda e Ceo- La crescita del volume è stata sostenuta come conseguenza dell'accelerazione del ritmo di innovazione e supporto di marketing. Solidi risultati nel fatturato unitamente ad una attenzione ai costi e agli sforzi di produttività, ci hanno permesso di superare i nostri obiettivi negli utili per azione. La nostra principale strategia di crescita  -  migliorare la vita di più consumatori, in più parti del mondo, in modo più completo - sta funzionando".

Dividendo in crescita da 54 anni
Sulla base della forza dei suoi risultati di business e dei risultati di cassa, P&G ha annunciato un aumento del 9,5% del suo dividendo trimestrale, all'inizio di questo mese. Questo è il 120° anno consecutivo - dal momento che P&G è stata costituita come società di capitale nel 1890 - in cui l' azienda ha versato un dividendo e il 54 anno consecutivo in cui il dividendo è aumentato. Nel corso degli ultimi 54 anni, il dividendo P&G è cresciuto a un tasso composto annuo di circa il 9,5%. Inoltre, la P&G ha aumentato a circa 6 miliardi dollari le sue previsioni per il riacquisto di azioni per l'anno fiscale 2010, in aumento rispetto alla stima precedente che era di circa 5 miliardi di dollari.

Come è valutata l’offerta di abbigliamento di Tesco

Assirm, caos calmo sui consumi

L'espressione più brillante è venuta dalla sala, quando, nel corso del convegno su Le domande del consumatore e le prospettive dei consumi proposta dal Centro studi e formazione Assirm e tenutasi ieri a Milano si è proposto di cambiare la definizione del mood di consumo presentato dagli analisti: invece di "calma piatta", "caos calmo", perché a fronte di dati di mercato più o meno stabili si nascondono movimenti sotterranei che fanno sottendere mutamenti strutturali. La crisi insomma ha lasciato un segno definitivo, come ha sottolineato nella sua apertura ai lavori il presidente di Assirm, Silvestre Bertolini (nella foto) e ribadito  il direttore del centro studi e formazione Assirm, Claudio Bosio.


I dati dei settori

IRI ha presentato le rilevazioni riguardanti il food: 46 miliardi il giro di affari nel 2009, con una crescita a volume del 2,5% e pressi fermi. I consumi però si sono radicalizzati: crescono i primi prezzi e il discount ma anche i prodotti premium a più alta valenza salutistica.
Nielsen ha presentato i dati del non food, in leggera crescita(+0,4%) rispetto all'anno precedente. 12 miliardi circa il giro d'affari, con toiletry in leggera crescita e cura casa in flessione. Crescono pressione promozionale e Pl.
Di downgrading del carrello ha parlato Gfk Eurisko, che ha messo anche in luce come il fenomeno della quarta settimana si sia accentuato. La diminuzione di acquisti nell'ultima parte del mese è superiore del 25% rispetto a quella registrata nella prima parte.
Venendo a tre settori specifici, Sita Ricerca si è occupata del mercato dell'abbigliameno e delle calzature, che ha continuato a flettere, con un fenomeno che ormai si registra dall'introduzione dell'euro. In controtendenza solo gli accessori. Le previsioni sono di un'ulteriore discesa dei consumi anche nel 2010 anche se le prospettive per l'alta gamma appaiono migliori.
In ottima salute il mercato della salute: Ims Health segnala crescite a valore del 4,4% e a volume del 3,3% per i farmaci e il parafarmaco. Il trend dovrebbe proseguire anche se i farmaci di autocura non potranno presumibilmente aumentare ancora i loro prezzi.

Infine, l'elettronica ed elettrodomestici, analizzate da Gfk Retail and Technology, vedono la crescita di un solo comparto: quello delle Tv, trainato dallo switch verso il digitale. La grande crescita delle vendite ha portato l'intero settore di elettronica ed elettrodomestici a limitare la diminuzione del giro d'affari all'1,6%. Per i prossimi mesi i Mondiali aiuteranno...
Sul prossimo numero cartaceo di Gdoweek pubblicheremo alcuni dei dati più significativi presentati al convegno Assirm.

Gli italiani vanno a caccia dei prodotti low cost

Sotto la superficie di un'apparente calma piatta, ovvero una crescita ridotta ai minimi termini, il mondo del consumo è in realtà attraversato da una serie di microfenomeni destinati a perdurare anche quando arriverà la ripresa economica. In particolare, secondo quanto rilevato dall'Osservatorio sui consumi 2009 organizzato Assirm, la crisi sembra aver definitivamente convinto gli italiani a prestare più attenzione al portafoglio. La tendenza appare evidente soprattutto nel food confezionato, che in Italia nel 2009 ha messo a segno un fatturato di 46 miliardi di euro, con una crescita del 2,6% rispetto al 2008. Ma l'incremento appare “drogato” dalla corsa alle promozioni e dalla crescita delle private label: la crescita dei volumi del 2,5% è stata sostenuta infatti da prezzi deboli (+0,1%), al di sotto del valore statistico dell'inflazione, effetto anche del ribasso delle commodities alimentari a livello mondiale.

Il fenomeno private label
Scendendo più nel dettaglio, i consumatori italiani hanno premiato in questa fase soprattutto le private label, ovvero le marche della grande distribuzione organizzata, che nel 2009 hanno conosciuto un aumento di 10 punti percentuali nel food, coprendo ormai una quota 14,5% del mercato e andando ormai a intaccare anche la forza dei brand leader. Discorso simile nel largo consumo non food, dove le marche private raggiungono addirittura il 18,5% del fatturato complessivo. Alla faccia dei discorsi accademici che raccomandano alle aziende di investire sui propri marchi e fidelizzare i propri clienti «Le private label hanno successo perché preservano un'immagine di qualità del prodotto - ha spiegato Francesco Franceschini, di SymhonyIri Group - che può essere così acquistato in sostituzione di quelli delle marche tradizionali». I grandi nomi del food e non, nonostante tutte le promesse che si sono sentite negli ultimi tempi sulla necessità di difendere i margini, hanno reagito con l'arma tradizionale a disposizione, quella delle promozioni (+6% tra i prodotti leader), che ormai rappresentano circa un quarto dei volumi acquistati dai consumatori italiani.

Poca innovazione
Molto ridotta, al contrario, l'enfasi sulla innovazione di prodotto, anche qui a dispetto delle tante parole sentite in convegni e articoli di settore: le nuove referenze food immesse sul mercato nel 2009 sono state inferiori all'1% del totale, mentre negli anni scorsi ci si aggirava intorno al 3%. L'unico prodotto che sembra aver davvero sbancato il mercato italiano nel 2009 - sebbene non esattamente una novità - è quello dei disinfettanti per le mani che, sull'onda del panico per l'influenza suina, ha registrato un incremento dei volumi del 508%.

Consumatori più razionali o più poveri?
Dal canto loro i consumatori tendono, a fronte di un budget stabile, a diminuire lo scontrino medio e ad aumentare la frequenza delle proprie spese; per quanto riguarda invece il non food è sempre più privilegiato l'acquisto in negozi specializzati e discount, anche qui alla caccia di sconti e promozioni. Pure nell'abbigliamento una ricerca Sita segnala nel 2009 la crisi per i capi di fascia alta e un crescente successo del fenomeno fast fashion (ovvero low cost). Un po' a sorpresa però, secondo l'analisi di Assirm, tutti questi segnali starebbero a indicare soprattutto una maggiore razionalità dei consumatori - che pianificherebbero con più attenzione i propri acquisti - piuttosto che il “disperato” tentativo degli italiani medi di difendere il proprio sempre più basso potere d'acquisto attraverso la caccia alle promozioni e ai prodotti private label.

2010 con poca crescita
Le prospettive per il 2010 sono più o meno le stesse per tutti i settori: il potere d'acquisto dei consumatori rimarrà debole limitando un ulteriore sviluppo dei consumi interni. I primi mesi dell'anno in corso hanno inoltre confermato come il fenomeno private label sia destinato ad aumentare di consistenza (l'Italia d'altronde non ha toccato i livelli di paesi come Francia e Gran Bretagna), così come quello dei negozi specializzati. Da valutare l'impatto del prezzo dei prodotti alimentari, che torneranno a crescere dalla tarda primavera in poi.

La Regione Piemonte revoca le autorizzazioni per i centri commerciali

Su iniziativa del neo assessore regionale al Commercio William Casoni, lo scorso 26 aprile, è stata presentata, discussa e approvata  in Giunta Regionale la delibera che segna il profondo cambio di rotta per il commercio subalpino, voluto dalla nuova Amministrazione guidata da Roberto Cota.

Maggiore coordinamento del settore

Il provvedimento, in sintonia con la normativa esistente e le direttive comunitarie, revoca le precedenti Deliberazioni della Giunta regionale n. 100-13283 del 3 agosto 2004 e 66-13719 del 29 marzo 2010 (relative a disposizioni e successive integrazioni in merito al rilascio di nuove autorizzazioni per le grandi strutture di vendita) e, motivando la delibera con la necessità di un maggiore e più efficace coordinamento, non dà ulteriore corso alle istanze fino ad oggi pervenute e non ancora concluse.
Il comunicato stampa della Regione Piemonte, riporta anche le dichiarazioni di Casoni relative alla sua visione del settore. “L’eccessiva proliferazione di grandi centri commerciali negli ultimi anni –ha commentato l’assessore Casoni– ha segnato con profonda negatività il piccolo commercio e la vita sociale dei centri storici in tutto il Piemonte, dalle grandi località fino nei più piccoli paesi delle nostre provincie. Abbiamo quindi ritenuto estremamente importante inviare da subito un segnale chiaro del cambio di rotta e di una maggiore attenzione della nuova Amministrazione nei confronti del commercio. Ora, a tutte le istanze per l’apertura di grandi strutture di vendita non ancora concluse, non verrà dato seguito e, altresì, torneremo ad un ragionamento di sviluppo dell’esistente e di un maggiore radicamento sul territorio, nei centri storici e nei piccoli paesi, con un maggiore e più efficace coordinamento”.

Emi, nuovo marchio ombrello per Gmf – Gruppo Unicomm

Nel panorama della distribuzione organizzata italiana nasce una nuova insegna: è Emi, il marchio ombrello realizzato da Gmf, Grandi Magazzini Fioroni (aderente a Gruppo Unicomm di Vicenza, associato Selex), per dare uniformità e coerenza alla rete di vendita.
La nuova insegna coinvolgerà oltre 50 punti di vendita in Umbria, Toscana, Alto Lazio e Marche, e sarà declinata a seconda del format: Emi Superstore, Emi Supermercato, Emi Market, Emi Spesa. Il pay off comune, Mi piace, Mi conviene, sintetizza l’orientamento qualitativo e l’impegno sul fronte del contenimento dei prezzi.
“Si tratta di un primo passo della nostra strategia di riposizionamento che interesserà tutta la nostra rete commerciale -spiega Giancarlo Paola, direttore di Gmf-. Accanto a un programma di nuove aperture, stiamo avviando infatti un rinnovamento dei punti di vendita esistenti, per offrire alla clientela una scelta ancora più articolata, con una proposta mirata e in linea con le tendenze e con le caratteristiche del territorio".

In provincia di Perugia il primo Emi

Il primo punto di vendita targato Emi è il supermercato che sarà inaugurato 29 aprile, a San Mariano di Corciano (Pg).
Sviluppato  su una superficie di 1.500 mq, oltre al reparto pescheria, con anche uno spazio friggitoria, il supermercato propone la macelleria, la gastronomia e latticini, l’ortofrutta e la panetteria, reparti in cui  è riservata una particolare atenzione ai prodotti tipici locali.

Il nuovo supermercato è realizzato con soluzioni intelligenti e rispettose dell’ambiente, nell’ottica della sostenibilità: dai pannelli solari per la produzione di energia ai macchinari elettrici tarati sul minore consumo possibile.
Una piattaforma dei freschi di 10mila mq, inaugurata a Madonna del Piano (Pg) lo scorso gennaio, tecnologicamente avanzata, consente di gestire al meglio la catena del freddo nel rifornimento di tutta la rete di vendita e di rafforzare ulteriormente la collaborazione con i produttori locali.

I numeri di Gfm e del Gruppo Selex

Gmf, che prevede 4 nuove aperture e 12
ristrutturazioni (supermercati e discount) nel 2010, è presente in 7 regioni e copre 25 province, con una rete multicanale: dai cash&carry ai discount, dai negozi di vicinato agli ipermercati, con circa 5.700 dipendenti.
Il Gruppo Selex opera sull’intero territorio nazionale con 3.254 punti di vendita, per un fatturato al consumo 2009 di 8,5 miliardi di euro e 30mila addetti. In termini di quota di mercato italiano, il Gruppo rappresenta il 9,5% (Fonte: Iri), che lo colloca al terzo posto tra le organizzazioni del commercio moderno.

Nuova linea produttiva per frollini di Balocco

La nuova linea di produzione Balocco, che fa salire a otto gli impianti installati nel sito produttivo di Fossano, è composta da un sistema di impasto, un forno con una superficie di cottura di 112 mq e da un sistema automatico di confezionamento. Produrrà 60 tonnellate di biscotti frollini al giorno, portando il totale della capacità produttiva giornaliera del reparto biscotti della Balocco a 150 tonnellate al giorno.
In caso di massimo sfruttamento della capacità produttiva (330 giorni lavorativi su 365) su base annua si potranno contare oltre 70 milioni di confezioni da 700g di frollini.

Negli ultimi anni, infatti, l’azienda nota per i dolci da ricorrenza ha deciso strategicamente di diversificare e sviluppare il proprio business nel mercato dei prodotti continuativi, frollini in particolare, tanto che oggi la divisione è arrivata a rappresentare il 50% circa del fatturato. Ed è in questa direzione che Balocco intende proseguire per la crescita futura.

Un 2009 molto positivo
Il fatturato 2009 ha registrato 118 milioni di euro segnando un +14% tanto più fuori dal comune essendo stato realizzato nell'annus horribilis. Si tratta del culmine di un processo di crescita complessiva dell’azienda a tutti i livelli, nella produzione e nell’organico. In 5 anni la produzione è aumentata del 75%, passando dalle 23.000 tonnellate del 2005 alle 40.000 del 2009 (+15% rispetto al 2008) e nello stesso periodo l’organico medio è salito di oltre 55 dipendenti: un dato molto positivo anche per la ricaduta occupazionale sull’intero territorio, infatti oggi Balocco impiega un organico medio di circa 307 addetti (con punte di 370 nel periodo natalizio).

Sony promuove Road to Zero per la salvaguardia ambientale

Sony Corporation ha presentato il piano ambientale Road to Zero. Il programma, che ambisce al raggiungimento di un impatto ambientale pari a zero entro il 2050, sfrutta i metodi di backcasting (calcolo a ritroso) per fissare obiettivi ambientali specifici a medio termine per i prossimi cinque anni, in linea con l'obiettivo principale a lungo termine.

Impronta ecologica

Il significato attribuito da Sony al concetto di “impronta ecologica a impatto zero” non si limita all'eliminazione delle emissioni di anidride carbonica, ma include anche il settore dello smaltimento e del riciclo di materiali finiti, come la plastica vergine derivata dal petrolio.
Gli obiettivi si fondano su quattro aspetti ambientali - cambiamenti climatici, conservazione delle risorse, sostanze chimiche e biodiversità - che riguardano l'intero ciclo di vita dei prodotti, dalle attività di ricerca e sviluppo al riciclo. Gli obiettivi a medio termine saranno perseguiti a livello globale da tutto il Gruppo Sony a partire dall'esercizio 2011 (aprile), fino alla fine dell'esercizio 2015 (marzo 2016), quando saranno fissati nuovi traguardi da raggiungere entro i successivi 5 anni.

“Ci stiamo impegnando a fondo per mettere a disposizione il nostro spirito innovativo e le nostre conoscenze tecnologiche per affrontare le sfide ambientali - affermato Howard Stinger, Chairman, CEO e Presidente di Sony Corporation-. Dallo sviluppo di nuovi materiali e tecnologie ad alta efficienza energetica, al miglioramento dei processi di lavorazione e produzione, agiremo in modo risoluto per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che ci siamo prefissati e per creare, allo stesso tempo, un modello di comportamento da seguire in tutte le nostre attività”.

Sony ha già registrato importanti progressi, a livello mondiale, nella riduzione del proprio impatto ambientale. Tra il 2000 e il 2009, ad esempio, le sedi di Sony in Europa hanno ridotto di circa il 93% le proprie emissioni di CO2, derivanti dall'impiego di elettricità e dal riscaldamento delle strutture. Inoltre, gran parte dei TV della gamma Sony BRAVIA è certificato Ecolabel,  un'etichetta ecosostenibile introdotta dall'Unione Europea per certificare i prodotti più verdi ed ecocompatibili, che rispettano rigidi criteri ambientali.
Sony Europe è anche uno dei membri fondatori della piattaforma europea per il riciclo European Recycling Platform (ERP). Operativa a pieno regime in 11 paesi europei, la ERP gestisce efficacemente la raccolta e il riciclo di tutti i prodotti elettronici eliminati dai consumatori. Nel 2008, sono state raccolte e riciclate per conto di Sony circa 60.000 tonnellate di rifiuti elettronici in 20 paesi europei.

Approvazione del WWF

Gli obiettivi di riduzione delle emissioni dei gas serra e del consumo di elettricità fissati da Sony per l'esercizio fiscale 2015, sono stati rivisti e approvati dal World Wide Fund for Nature (WWF), a testimonianza dell'impegno assunto dal Gruppo nell'ambito del programma internazionale Climate Savers. Dal 2006, infatti, Sony è membro del programma Climate Savers promosso da WWF International per sensibilizzare le aziende alla riduzione dei gas serra.

Nuovo Ad per Briko: Gianluca Pellegrinelli

Da pochi giorni il nuovo Ad Briko, il brand leader nella produzione di abbigliamento e accessori per gli sport invernali e per il ciclismo è Gianluca Pellegrinelli. La società Briko srl fa capo al Gruppo BHolding della famiglia Boroli.
Nato a Mantova nel 1964 ma cresciuto in Veneto, Gianluca Pellegrinelli, dopo il diploma di perito elettrotecnico inizia una carriera lavorativa con una forte formazione di base consolidata nell’area commerciale del largo consumo, con esperienze in Procter&Gamble Italia e Montenegro. Un know how sviluppato ed esportato con successo nel settore dell’articolo sportivo, prima nell’area produttiva/industriale del Gruppo Tecnica spa con l’incarico della direzione vendite Italia e poi commerciale/distributiva in Intersport Italia dove Pellegrinelli ricopre le cariche di direttore generale e di amministratore delegato.

In uscita l’ottava edizione della Guida Gallo

Nel 1998, Riso Gallo pubblicò la prima Guida ai migliori Risotti d'Italia. I più grandi ristoranti, i loro chef e le loro ricette. A distanza di dodici anni, Giunti Editore pubblica l'ottava edizione di questa guida che, nel tempo, si è arricchita di ricette e ha assunto una sempre maggiore connotazione internazionale, grazie al testo bilingue italiano/inglese, all’edizione francese/tedesco e alla sempre più incisiva presenza di celebri ristoranti stranieri, situati in ogni parte del mondo.

A Moriconi del Pomiroeu il Premio Gallo Risotto dell'anno
La Guida Gallo 8a edizione passa in rassegna, oltre alla “carica dei 101 risotti”, 53 ristoranti sul territorio italiano e 48 all'estero -in ben 24 nazioni- rafforzando la sua connotazione internazionale, corredando ciascun ristorante di scheda descrittiva, nota sullo chef, indicazioni utili e cartina di riferimento, il tutto alternato dalle immagini dei risotti.
In copertina, lo still life di un “Riso mantecato alla ricotta di bufala leggermente affumicata e colatura di alici con battuto di gamberi rossi e tartufo nero”, la ricetta di Fabio Moriconi, vincitore del Premio Gallo Risotto dell’anno, classe 1984, nato a Trevigliano (FR), talentuoso esponente dello staff dell’Osteria del Pomiroeu di Seregno (Monza-Brianza), guidato dall’esperienza e la professionalità dello chef Giancarlo Morelli.

Il patron della pasta presenta il riso
 Come tradizione, la prefazione è stata affidata a un prestigioso nome dell’italian style. Dopo le ultime due firme di Giorgio Armani e Ferruccio Ferragamo, il “testimone” abbandona l’alta moda per passare ad un altro importante ambasciatore del made in Italy: Paolo Barilla.

Ad arricchire questa nuova edizione della Guida Gallo anche alcuni itinerari dedicati alle regioni e ai prodotti più significativi del nostro territorio, dall’Alto Monferrato al Ragusano, dalla Franciacorta al cuore verde dell’Umbria, dal Golfo del Tigullio alla campagna pugliese e così via.

Chiude e completa il volume un vero e proprio ricettario dei 101 risotti.

Monouso compostabili e raccolta differenziata da Grom

L'orientamento alla qualità che da sempre contraddistingue il protailer torinese -che entro fine anno porterà a 38 pdv la catena di gelaterie- non poteva di certo escludere gli ambiti del sociale e dell'ambiente.
E infatti, Grom ha deciso di sostituire  tutta la plastica tradizionale con il Mater-Bi, la famiglia di bioplastiche sviluppate e commercializzate da Novamont.
 In particolare Grom ha deciso di adottare nei propri negozi i nuovi cucchiaini biodegradabili e compostabili in Mater-Bi progettati con Giulio Iacchetti, ma anche sacchetti portarifiuti e  shopper che potranno così essere riutilizzati per la raccolta differenziata della frazione organica.

Coppette, bicchieri, tovagliolini ed imballaggi sono realizzati con carta certificata Forest Stewardship Council, proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’intero processo di sostituzione della plastica e la certificazione FSC rientrano nel progetto Grom Loves World.
 
Il polietilene, che rivestiva il profilo interno di ogni coppetta, è stato inoltre sostituito con il Mater-Bi, rendendo così ogni coppetta Grom completamente biodegradabile e compostabile.
 
La raccolta differenziata sarà attivata in tutti i negozi Grom con la possibilità di gettare coni, cucchiaini, coppette e tovagliolini negli appositi contenitori.

L'accordo tra Grom e Novamont è un'ulteriore conferma di come sia possibile per aziende green oriented mettere in atto sistemi orientati alla sostenibilità economica ed ambientale ed alla riduzione dei rifiuti, diffondendo al tempo stesso informazione e cultura nei confronti dei cittadini.

Crazy Pack: Legambiente premia l’imballaggio creativo

Creatività, funzionalità e coerenza con uno stile di vita e di consumi che rispetti l'ambiente: sono questi i requisiti ricercati da Crazy Pack, concorso nazionale organizzato da Matrec, Comieco, Cial, Coreve e Novamont.
Una sfida a colpi di idee il cui obiettivo è quello di produrre packaging alternativi rispetto ai tradizionali presenti sul mercato che rispondano all'esigenza di ridurre i rifiuti e migliorare la loro gestione.
L'imballaggio eco-sostenibile diventa un oggetto creativo e trendy, che può entrare nel nostro vissuto quotidiano in forme originali, aumentando il valore e la fruibilità del prodotto.
Carta, cartone, alluminio, vetro e bioplastiche sono i materiali da cui partire per realizzare i propri lavori e dar vita ad imballaggi dalle forme inedite.
Termine ultimo per inviare il proprio progetto il 17 maggio.
Tutte le indicazioni per partecipare sono contenute nel sito dedicato all'iniziativa www.crazypack.it. I progetti proposti saranno pubblicati nella home page del sito.

Lidl propone la taglia grande con un prezzo piccolo

Lidl continua nella sua politica aggressiva contro la crisi e sferra un altro attacco con la promozione XXL. L'iniziativa è partita in tutti gli oltre 550 pdv italiani e offre ai clienti un forte risparmio.
Su una selezione di articoli in offerta, contraddistinti dalla sigla XXL, Lidl mantiene invariati i prezzi, ma in compenso aumenta fino al 50% il contenuto delle confezioni. Sono coinvolte categorie come dal detersivo al caffè, dai tortellini agli affettati, dai croissant all’asciugatutto, marche come Dixan, Formil, Floralys, Segafredo Zanetti ecc.
L’elenco completo delle offerte è consultabile sul sito www.lidl.it.

È on line nuova piattaforma web di Selex

La nuova release www.selexgc.it è strutturata per quattro macro target: istituzionale, soci Selex (informazioni e area intranet con accesso ai differenti servizi), fornitori/agenzie (banche dati e comunicazioni mirate) e clienti (presentazione delle PL Selex e della rete di vendita).
Con l’avvio di questo progetto, Selex si propone di essere web master. Questo è l'aspetto forse più significativo visto che si propone non solo di strutturare e realizzare i siti web delle insegne nazionali (Famila, A&O e C+C), ma anche di creare uno standard architettonico comune per tutti i siti delle insegne regionali, per ottenere il massimo delle sinergie. Creando così una corporate image.

Le novità
Nella home page il menu in alto è stato riorganizzato in quattro grandi temi: Il Gruppo, Le nostre Marche Commerciali, La nostra Rete di Vendita, Comunicati Stampa, per conoscere da vicino ogni aspetto della realtà Selex. In evidenza al centro, il banner animato richiama l’attenzione sul mondo delle Pl, un’area di immediato interesse per i consumatori.  Qui infatti si possono trovare tutte le informazioni, istituzionali (caratteristiche, assortimenti, novità ecc.) e promozionali (campagne a tema, offerte, iniziative nei punti di vendita ecc.) relative alle linee di prodotti a marchio: Selex, Vale, Vanto e .

Il nuovo concept di Fnac nel Centro I Gigli

Asda intende diventare leader nel non food entro il 2015

Asda vuole portare via a Tesco in UK il ruolo di leader delle categorie abbigliamento, casalinghi e prodotti per l'entertainment incrementando gli store Asda Living da 24 a 150 entro il 2015.
Nello stesso periodo Asda intende aprire anche 100 nuovi supermarket nel tentativo di consolidare la seconda posizione dietro a Tesco come catena grocery.
Questo ambizioso programma di espansione nel settore non food viene giusto alcuni giorni dopo che Asda, che lo ricordiamo appartiene a Wal-Mart, si era fatta avanti per un opa nei confronti di Home Retail Group, che è il proprietario dei due distributori Argos e Homebase. L'annuncio viene dopo che il Ceo Asda, Andy Bond, ha rivelato che non è soddisfatto dell'andamento delle vendite.
La crescita, anno terminante in marzo, è del 2,7%, cioè superiore alla media del mercato ma inferiore a quella dei principali 4 competitor.
Nel corso dell'ultima settimana è stato inoltre confermato che Bond sta per lasciare il suo incarico per diventare "part time" chairman dell'executive committee.

Design e retail si incontrano in Zona Romana

Retail Design e i suoi progetti corsari

Progettare l’entertainment design

Risultati positivi per Tesco per l’anno terminante a febbraio 2010

Non solo Tesco cresce del 5,2% nel fatturato complessivo del Gruppo (che ora supera i 100 mld di dollari) ma cresce in modo ancora più significativo negli utili: +8,2%, raggiungendo così i 5,5 miliardi di dollari.
In particolare nel mercato domestico cresce del 4,2% come fatturato e del 6,7% come utili. Per via della crisi le vendite, nel secondo semestre, sono state più deboli che non nel primo.

Grande successo nell'area asiatica, che pesa però assai meno di UK, dove la crescita è stata del 19,7%. Ancor più importante la crescita in Corea con il 33%.
"La nostra posizione nel mercato internazionale e nel non food -ha affermato il ceo Terry Leahy- non solo ci ha consentito di fronteggiare i forti venti contrari della recessione, ma ci darà una spinta molto significativa quando si rafforzerà la ripresa".

A seguito di questi risultati Tesco ha riaffermato la volontà di espandere la sua catena Homeplus, dedicata al non food con l'apertura di 13 nuovi pdv (le ultime aperture furono nel novembre 2008 a Edimburgo e Nottingham). Secondo un portavoce dell'azienda: "I clienti di Tesco hanno apprezzato particolarmente la possibilità di comprare nei pdv e dal catalogo con ritiro della merce presso i 6 store in cui era disponibile il servizio che verrà perciò esteso ad altri pdv durante quest'anno".

Checkpoint Systems distribuisce oltre 1.5 mld di etichette Eas Enhanced Performance

Checkpoint Systems, fornitore leader a livello globale di soluzioni per la gestione delle differenze inventariali, ha annunciato di aver distribuito negli ultimi 15 mesi 1,5 miliardi di etichette Enhanced Performance (EP) per i sistemi di sorveglianza elettronica Eas degli articoli all’interno dei punti di vendita.

Più piccole e sottili delle etichette Eas tradizionali, le etichette EP sono adatte a proteggere articoli di dimensioni ridotte e solitamente più difficili da preservare, come ad esempio i prodotti per la salute e la bellezza, senza intaccare la confezione o la visibilità del marchio.
In questo senso, le etichette EP stanno cambiando il modo in cui i punti di vendita e i produttori tutelano i propri prodotti, e stanno contribuendo ad incrementare notevolmente la disponibilità della merce sugli scaffali.
Grazie alla loro superficie più piccola e più sottile, è possibile integrare più facilmente le etichette EP nel processo di produzione, favorendo la protezione alla fonte di una più vasta gamma di prodotti. Perciò, un maggior numero di prodotti arriva nei negozi con le etichette di sicurezza già inserite, riducendo così i costi del lavoro in sede.

Testate da TUV Rheinland
Le etichette EP sono state testate anche da TUV Rheinland, un’organizzazione globale indipendente che attesta la sicurezza e la qualità di prodotti, sistemi e servizi nuovi o già esistenti. TUV ha evidenziato che le etichette EP consentono ai sistemi Eas di garantire un miglior rilevamento rispetto alle etichette più grandi che utilizzano la tecnologia standard.
Associando la prestazione delle etichette EP al sistema Evolve Eas Checkpoint, i punti di vendita possono ottenere ulteriori vantaggi. Ad esempio, utilizzando le antenne Evolve e sostituendo le etichette standard 710 con le etichette 710 EP, i punti di vendita riescono a ottenere un incremento della capacità di rilevamento fino al 60% e un aumento dello spazio delle corsie fino al 30%. Questa maggiore capacità di rilevamento garantisce una riduzione delle perdite dovute ai furti. TUV ha anche evidenziato che le etichette EP offrono una maggiore affidabilità e accuratezza dell’allarme Eas.

Per i prodotti che il personale deve etichettare all’interno del negozio, le etichette di dimensioni inferiori, occupando meno spazio sulla confezione rispetto alle vecchie etichette, possono essere posizionate più facilmente su articoli più piccoli, come rossetti e piccoli cosmetici. 

Attenzione alla sostenibilità
"Un altro vantaggio importante delle etichette EP è che, diversamente dalle altre etichette concorrenti di qualità inferiore -spiegano in Checkpoint Systems- non si riattivano una volta che il cliente lascia il negozio". Nel rispetto dell’iniziativa di Checkpoint per la sostenibilità, volta a ridurre il consumo e lo spreco di energia, il processo di produzione delle etichette EP impiega meno alluminio, meno carta e meno plastica rispetto alle etichette standard. Sostituendo le etichette standard con quelle EP che offrono prestazioni simili, i punti di vendita possono ridurre lo spreco di materiale fino al 45%.

Aeon vende a prezzi ridotti ortofrutta non perfetta

La giapponese Aeon ha iniziato a vendere frutta e ortaggi non del tutto perfetti come aspetto esteriore. Questo avviene presso un supermercato della catena Jusco nel quartiere di Shinagawa di Tokyo (circa 350mila abitanti, posto sulla costa verso il Pacifico). Un giornale locale dice che l'offerta comprende 20 articoli, comprese piccole carote, cipolle e cetrioli con forma irregolare e a prezzi fra il 30 e il 50% più bassi della media.

Probabilmente l'iniziativa ha avuto successo se è vero che Aeon, dopo avere acquistato 4 tonnellate di merce dai contadini e dal mercato e averle messe in vendita il lunedì e il martedì, vorrebbe ampliare l'offerta ad altri store. Il problema a questo punto starebbe nel fatto di riuscire a rintracciare sul mercato ulteriori quantitativi di merce con quelle caratteristiche.

Conad e Umbria Jazz: un sodalizio in crescita

“Non una semplice sponsorizzazione, ma la partecipazione attiva alla promozione di una manifestazione musicale e culturale di prestigio nel cuore dell’Italia: questo il senso del sostegno che Conad vuole assicurare a Umbria Jazz, affiancando alla sponsorizzazione una serie di altre iniziative che mirano a coinvolgere nella settimana perugina di musica e incontri sia il grande pubblico sia gli stakeholder” spiega il direttore generale Francesco Pugliese.

Operazione sostenibilità

Conad, sponsor della manifestazione sin dal 2006 grazie a Pac 2000A attiva nella zona, ha consolidato il proprio impegno con la formalizzazione di una convenzione triennale (2010-11-12) che prevede anche un supporto supplementare agli “ospiti del cuore”, vale a dire le iniziative di solidarietà che, ogni anno, Umbria Jazz adotta in collaborazione con Fondazione Alta Mane di Ginevra.

Nell’edizione di quest’anno, gli ospiti del cuore saranno Projeto Axé di Bahia, un’organizzazione no profit attiva a Salvador (Bahia, Brasile) che si occupa del recupero di bambini e ragazzi di strada attraverso l’educazione all’arte.

Concorso online
Invito ad Umbria Jazz è anche il titolo del concorso promosso da Conad in collaborazione con la Fondazione Umbria Jazz e la Camera di Commercio di Perugia. L’iniziativa promozionale, che mette in palio 50 soggiorni di due notti per due persone a Perugia (pacchetto che comprende anche i biglietti per i concerti in cartellone), avrà il web come protagonista.
La meccanica del concorso, infatti, prevede la partecipazione all’estrazione a patto di rispondere ad  semplici quesiti sulla manifestazione e sul territorio proposti sul sito.
La prima estrazione online sarà effettuata il 17 maggio per proseguire, con vincite giornaliere, sino al 13 giugno.
Ovviamente l’operazione sarà sostenuta con affissioni e annunci, oltre che con cartoline nei 3.000 store Conad, nei mesi di maggio e giugno.

Lidl: al via terza campagna di ribassi dell’anno

Dimostrare di essere tra gli operatori più convenienti della gdo: questo l’obiettivo che ha portato Lidl (550 store in Italia) ad attuare, per la terza volta dall’inizio dell’anno, una riduzione prezzi per oltre 400 articoli, pari al 30% dell'assortimento.

“Nell’attuale congiuntura economica, diminuire i prezzi di prodotti di largo consumo come farina, zucchero e olio è un segnale forte per il mercato, anche se con questa ulteriore riduzione dei prezzi su un numero sempre più vasto di di referenze continuaiamo a perseguire con caparbietà la nostra filosofia aziendale “low cost-high value” che, sin dal nostro arrivo, ha permesso l’affermazione della formula discount nel Paese”, dichiara la direzione generale dell'insegna.

Infatti, nell’azione di ribasso non sono coinvolti solo articoli di prima necessità, ma anche prodotti italiani certificati con marchi Doc, Dop e Igp, proprio per dimostrare la possibilità di coniugare qualità e convenienza.

Consorzio Progetti 2000 nuovo partner di Crai

Crai si rafforza nella commercializzazione dei prodotti per l’igiene della casa e della persona -settore già "coperto" grazie alla presenza di Promotre- con l’ingresso di Consorzio Progetto 2000, realtà di cui fanno parte 4 diverse società: la New Grieco di Cerignola (Fg), Ingromarket e la Fratelli Petrillo & C di Pastorano (Ce) e la Pro.Dis. di Cisterna di Latina, società costituita in una fase successiva con l’obiettivo di ampliare la presenza in Lazio.

Si tratta di una realtà che, nel 2009, ha registrato un volume d’acquisto pari a 226 milioni di euro, con una crescita continuativa valutata intorno al 10%.

Consorzio Progetto 2000 opera all’ingrosso e al dettaglio: in particolare, gestisce una rete di 337 pdv a insegna Proshop (di cui 2 di proprietà e il resto in affiliazione) con una dimensione media di 250 mq, concentrati in Calabria, Lazio, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata, Sicilia, Emilia Romagna e anche Piemonte.

L’attività all’ingrosso, invece, si avvale di quattro centri di distribuzione, con superfici che variano da 9.000 mq a 35.000 (quello di New Grieco a Cerignola).

Grazie alle potenzialità offerte dalla partecipazione alla centrale Crai e alle attività di Crai Secom, Consorzio Progetto 2000 prevede di espandersi ulteriormente a livello sia di rete sia di nuove attività.

La responsabilità sociale di Coop è la migliore tra le catene della gdo europea

Quanto la gdo europea si fa realmente carico delle politiche di responsabilità sociale sulla supply chain dei prodotti provenienti da Paesi in via di sviluppo? È questo il “succo” della ricerca effettuata dalla Federazione Consumers International (oltre 220 associazioni di consumatori di 155 nazioni).
In un quadro complessivo, che nella ricerca viene definito deludente e tale da richiedere un intervento della Ue per monitorare i rapporti tra i fornitori e le catene della grande distribuzione, soprattutto se i primi sono in paesi in via di sviluppo, Coop Italia si colloca al primo posto, in particolare per l’applicazione dello standard SA8000 (già da oltre un decennio) sulla produzione e commercializzazione delle sue linee a marchio privato, seguita da Coop Danimarca.

Best and good
La ricerca ha coinvolto le 19 maggiori insegne di Belgio, Francia, Danimarca, Grecia, Spagna, Italia, Polonia e Portogallo, interpellate nel periodo tra giugno e ottobre 2009.

Solo una delle insegne merita un “best available policies” ed è Eroski, per le sue iniziative di CSR, mentre nell’elenco di quelle citate per “good policies” vi sono Carrefour e Colruyt (3 volte); Spar, Makro, Feira Nova & Pingo Doce (2 volte); un’unica citazione si rileva invece per Auchan, Lidl, Delhaize, El Cortes Inglés.

Come segnalato dalle note della ricerca, però, le scarse informazioni fornite da alcune delle insegne interpellate non hanno consentito una loro effettiva e approfondita valutazione.

Il formato XL di Albert Heijn in Olanda

Il retail concept dello Studio Massa

Il design-servizio di Visual Display

Italian Food Excellence

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