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Asda in Uk sta per comprare la catena Netto di Dansk Supermarked

Asda ha annunciato un piano per acquisire in Gran Bretagna la catena Netto da Dansk Supermarked. Il cambio di insegna è previsto per l'estate del 2011.

Il presidente e ceo di Asda Andy Clarke ha così commentato "i consumatori potranno beneficiare dei prezzi più bassi e un significativo ampliamento dell'assortimento, accompagnato dalla notevole gamma di servizi che siamo in grado di offrire nei nostri store più piccoli.  D'altro canto il managing director di Netto, Claus Juel Jensen ha soggiunto "Netto è una catena profittevole e in più è stata nominata Discounter of the year nel 2009. Essendo uno dei maggiori operatori Asda è la controparte ideale per condurre in porto la nostra acquisizione. Abbiamo prospettive di crescita molto interessanti in Scandinavia e in Nord Europa e penso che occorrerà focalizzarsi su queste aree per sviluppare il business".

Sonae Sierra, 2009 positivo

Sonae Sierra ha archiviato in Italia in Italia un anno positivo nonostante la crisi, con un giro d'affari di 296 milioni di euro (solo 15 in meno del 2008) e margini che hanno ripreso a crescere. I risultati sono stati presentati da Fernando Guedes De Oliveira, ceo di Sonae Sierra insieme a Pietro Malaspina (nella foto). A livello internazionale a dicembre 2009 i centri commerciali di proprietà Sonae in Portogallo, Spagna, Italia, Germania, Grecia, Romania e Brasile ammontavano
a 51, con una Gla totale di oltre due milioni di metri quadrati. due centri commerciali sono in fase di costruzione e dieci sono in diverse
fasi di sviluppo in Portogallo, Italia, Germania, Grecia, Romania e Brasile con una Gla totale di quasi 600.000 metri quadrati.

Ambiente
Sonae  per conto terzi gestisce  anche altri 17 centri commerciali (Gla di 225.535 metri). Nel 2009, i centri commerciali di  proprietà hanno avuto oltre 412 milioni di visite, che salgono a 436 milioni se si considerano i centri gestiti ma non detenuti direttamente.
Importanti i risultati dell'impegno ambientale e sociale, in Italia le emissioni di anidride carbonica sono state ridotte del 50% in tre dei quattro centri posseduti. Sono stati investiti oltre 123mila euro nelle comunità e oltre 1500 ore di aggiornamento al personale. Sonae concluderà entro l'autunno del prossimo anno la costruzione del centro Le Terrazze di La Spezia.

Risultati positivi nel 2009 per Gruppo Coin in crescita del 7,2%

Fatturato consolidato sotto insegna pari a 1.257,6 milioni di euro, in crescita del 7,2% sul 2008; margine operativo lordo a 149,5 milioni (12,5% sulle vendite nette) in crescita del 11,9%; un risultato netto positivo per 44,3 milioni in crescita del +16,0% (38,2 milioni): sono questi i dati del bilancio 2009 di Gruppo Coin, oggi leader nel retail abbigliamento italiano grazie all'acquisizione di Upim, avvenuta formalmente nel dicembre dello scorso anno.

Format vincenti

“Il 2009 è stato un anno molto importante per il Gruppo Coin -ha affermato Stefano Beraldo, A.d. del Gruppo durante un incontro con la stampa in occasione dell'Assemblea degli azionisti- è stato un anno di sfide e di nuove realizzazioni. Abbiamo impresso un'accelerazione al nostro modello di business e, grazie al successo delle nuove formule di Coin e OVS, alla costante attenzione ai processi aziendali e all'allargamento del network dei negozi, abbiamo ottenuto ottimi risultati finanziari e operativi,pur nel corso di un periodo caratterizzato da una generalizzata, grave contrazione dei consumi". Questa operazione ha determinato un eccezionale rafforzamento della rete, già ampia, dei negozi.
Il piano di rilancio del network Upim prosegue con la massima intensità e in anticipo sui nostri programmi: a oggi sono stati già convertiti 34 negozi ex Upim, 26 nel nostro formato OVS industry e 6 in negozi Coin.
"I negozi convertiti -dice ancora Beraldo- stanno evidenziando, nei primi mesi, vendite superiori alle nostre previsioni e in forte crescita rispetto al formato precedente”.
Parallelamente è stata acquisita la gestione di tutti i processi operativi della società con l'obiettivo di integrare più velocemente possibile, indicativamente entro l'estate del 2010, le attività di supporto alla rete di negozi e all'affiliazione all'interno delle strutture operative già presenti nella sede centrale di Gruppo Coin a Venezia-Mestre.

“Per quanto riguarda l'andamento delle vendite -ha concluso Beraldo- siamo molto soddisfatti
dei risultati ottenuti nel primo trimestre con le nostre insegne, che registrano una crescita delle
vendite a parità di rete”.

Crai sale del 4,3% sul 2009 e prevede un +40% per il 2010

Ispirato al modello federale, secondo il quale la centrale dirige e controlla la pianificazione strategica, il Gruppo Crai consolida la sua quota di mercato, con un volume d’affari di 3,65 miliardi di euro (+4,3), messo a segno nel 2009.
Ambiziosi gli obiettivi per il 2010, che prevedono una crescita del 40%, derivante, in primis, dal suo rafforzamento nel canale drug (settore in cui era già presente con Promotre e dove, recentemente, si è consolidata con l’ingresso di Consorzio Progetto 2000: una realtà che, nel 2009, ha registrato un volume d’acquisto pari a 226 milioni di euro, con una crescita continuativa valutata intorno al 10%), dove attualmente Crai si posiziona al secondo posto (dopo Acqua & Sapone) con una quota del 14,2% (dati Gruppo Crai).

“Grazie al canale drug –dichiara Marco Bordoli, A.d. Crai- le sinergie create, in particolare relative agli acquisti e alla logistica, determineranno una crescita di circa il 25% a favore di tutto il gruppo”.
Un’altra parte della crescita deriverà dal rafforzamento delle private label, dove conta 1.325 referenze. “Già nel 2009 –afferma Giuseppe Parolini, direttore marketing Crai- abbiamo registrato una crescita del 14,6%. Attualmente abbiamo in fase di lancio tre nuove linee del segmento salutistico, con prodotti funzionali e biologici, che andranno ad aggiungere plus valore alla nostra marca d’insegna”.

In parallelo, continuerà lo sviluppo rete, incluso quello in sinergia con Simply Sma (5 fino a oggi gli store di soci Crai aperti con questa insegna), che ha visto anche la condivisione della piattaforma logistica di Roma del gruppo francese.

La struttura e i numeri del gruppo

ll Gruppo è formato da Crai Secom, e partecipata al 72% dai poli del territorio e per il rimanente 28% dalla Cooperativa Crai.
Crai conta su una rete di 2.500 punti di vendita, radicata su tutto il territorio nazionale, e costituita per il 70% da supermercati, superette e negozi tradizionali e per il 30%, oltre che dai mercatini in aree di ristoro autostradali di Chef Express, da negozi specialistici (profumeria, igiene casa e persona).
Crai, dal 1994, opera a Malta con 100
punti di vendita e dal 2006 in Svizzera, dove conta 150 pdv nel
Canton Ticino e nei Grigioni Italiani.

Aspiag Service: +3,3% nel 2009

Con un incremento del 3,3%, Aspiag Service (Despar Nordest) archivia il 2009 con un fatturato complessivo di 1.642 milioni di euro e una rete di 196 pdv a insegna Despar, Eurospar ed Interspar.

“Per quanto l’incremento di fatturato sia inferiore alle nostre aspettative, considerato anche l’intesa attività di sviluppo, non possiamo che essere soddisfatti del risultato raggiunto, in questo durissimo periodo di crisi”, precisa l’Ad Harald Antley.

Nel 2009, la rete è passata da 590 store a 609, grazie anche ai 10 supermercati acquisti da Omniscom a inizio anno e a un ampio piano di aperture e ristrutturazioni, che ha visto il rafforzamento dell’insegna Despar Express e di Interspar, grazie a 3 superfici rispettivamente a San Martino Buon Albergo (Vr), Bassano del Grappa (Vi) e Montebelluna (Tv).

In particolare, quest’ultimo store rappresenta un punto di riferimento come prototipo di superstore a basso consumo, per la presenza di un particolare sistema di autoproduzione di energia elettrica a micro-cogenerazione, che permette la produzione contemporanea di energia elettrica ed energia termica partendo da un’unica fonte di alimentazione (il gas metano) con un rendimento totale superiore all’80%.
“Tutte le nostre nuove aperture sono pensate in un’ottica di risparmio energetico a tutela ambientale, e anche il resto della rete verrà progressivamente rinnovato in questo senso”, conclude Antley.

Esselunga: vendite 2009 in crescita del 4,7%

In un anno difficile per i consumi sotto gli effetti della crisi economica e finanziaria, Esselunga chiude il 2009 con vendite pari a 6.056,7 milioni di euro, registrando una crescita del 4,7%, compreso lo sviluppo (6 store, di cui 5 in Lombardia e 1 in Piemonte).
“Il dato della crescita del fatturato -si legge in una nota emessa dall'azienda- è ancora più rilevante se si considera che Esselunga ha proseguito, anche nel 2009, con una politica dei prezzi che ha generato una deflazione del 2% alle casse. Infatti, alla crescita delle promozioni si è aggiunta l'iniziativa Giù i prezzi, che ha comportato, per effetto di sconti medi del 40% che hanno toccato punte del 50%, vantaggi per i clienti di circa 45 milioni di euro”.

La Scuola dei Mestieri

Tra le attività che hanno caratterizzato il 2009, vanno sottolineati gli investimenti crescenti effettuati, a livello di risorse umane, nella “Scuola dei Mestieri”, attraverso la quale l'azienda guidata da Bernardo Caprotti forma figure professionali strategiche per il business aziendali, quali gastronomi, panettieri, sommelier, macellai, ecc. “Sono circa 1.000 le persone coinvolte in processi formativi, di cui oltre 500 specialisti di reparto neo assunti e formati”.

Programmi 2010

Per quest'anno, Esselunga prevede di proseguire le proprie attività di sostegno al potere d'acquisto dei clienti continuando nella politica di riduzione dei prezzi, che l'ha confermata -secondo recenti indagini di Altroconsumo- come l'insegna più conveniente a livello nazionale degli ultimi cinque anni. In quest'ottica, sarà potenziata la Pl -che cresce a doppia cifra- con il lancio di nuovi prodotti.

A livello di sviluppo, sono in calendario 5 nuove aperture, che, difficoltà burocratiche e amministrative permettendo, dovrebbero portare la rete a un totale di 146 store.

Vendite 6.056,7 mio   + 4,7%
Margine Operativo Lordo  444,1 mio  + 7%
Risultato Operativo  325,8 mio  + 15,7%
Utile ante imposte  301,5 mio  + 12,4%
Utile netto di Gruppo  187,6 mio 188,8 mio nel 2008
Indebitamento finanziario netto  201,5 mio  275,0 mio nel 2008
Investimenti netti  231 mio  --
Addetti  19.232  + 578

Per Conad Adriatico +10,78%: investirà 51 milioni per lo sviluppo rete

Archiviato il 2009 con una crescita ben al di sopra della media, per il prossimo triennio Conad Adriatico si pone l'obiettivo di conquistare una quota di mercato complessiva del 12,6%, attraverso uno sviluppo della rete nei territori in cui opera.
Spazio anche a nuova occupazione, formata con l'aiuto di soci e collaboratori.
“La crisi economica è alle spalle- afferma l'A.d. Antonio Di Ferdinando nell'ambito della presentazione del bilancio 2009- ma non può dirsi superata. La viviamo come un'opportunità per promuovere nuovo sviluppo, per farci trovare pronti quando la ripresa ci sarà e farà sentire i suoi effetti”.

Le performance in cifre

Le vendite al dettaglio per 844,865 milioni di euro (+10,78 per cento rispetto al 2008) e l'utile netto a 6,004 milioni di euro dimostrano l'efficacia della politica commerciale della cooperativa in un contesto economico ancora in trasformazione e con i consumi in crisi.
In crescita anche il patrimonio netto consolidato, che passa dagli 88 milioni di euro del 2008 ai 92,6 milioni dello scorso anno.

Conad Adriatica conta 293 soci e dei 4.427 collaboratori che operano nei 344 punti di vendita e in cooperativa.
In un anno in cui il tasso di disoccupazione si è attestato al 7,8% (dal 6,8% della media del 2008), Conad Adriatico ha incrementato il proprio organico di 710 collaboratori.
Nelle linee guida di pianificazione strategica, la cooperativa mette a fuoco alcune questioni di fondo, quali la governance, la responsabilità sociale d'impresa e il Codice Etico, che prevede di adottare nel 2011.
Per quanto riguarda l'anno in corso, l'obiettivo è di una crescita del fatturato di circa il 10%, grazie alle nuove aperture, che porteranno a quota 379 punti di vendita, per una superficie complessiva di 201.552 mq e con la creazione di ulteriori 655 posti di lavoro.
Infatti, quest'anno Conad Adriatico aprirà -e assocerà- 2 punti di vendita Conad Superstore (1 in Abruzzo e 1 in Basilicata), 14 supermercati Conad (2 nelle Marche, 2 in Abruzzo, 5 in Puglia, 3 in Basilicata e 2 in Albania), 3 superette Conad City (1 in Abruzzo e 2 in Basilicata) e 3 negozi Margherita (in Puglia), oltre a 1 ipermercato E.Leclerc-Conad (a Fasano di Brindisi, che aprirà entro il prossimo mese di giugno) e 13 discount Todis (1 nelle Marche, 6 in Abruzzo, 1 in Molise e 5 in Albania).
Nel triennio 2010-2012, la cooperativa investirà nello sviluppo 51 milioni di euro, con un'attesa di fatturato - a fine 2012 - di 1,1 miliardi di euro e una quota di mercato complessiva del 12,6%.

La logistica e i mercati esteri

Sul piano logistico, nel corso del 2010 sarà avviata la costruzione del magazzino centralizzato del “polo del freddo”, a San Salvo (Ch) su una superficie di 18 mila mq, che riunirà i Cedi salumi e formaggi, ortofrutta, carni e surgelati.
Sul fronte societario, terminato il programma di riorganizzazione del gruppo, in programma c'è la costituzione di un'immobiliare per gli iper.

Relativamente all'Albania -con riferimento al piano triennale di Conad Shqiperia- la cooperativa sta procedendo a una significativa revisione di obiettivi e strategie alla luce delle esperienze conseguite e dei risultati del primo anno di attività del Cedi di Tirana.

L’eclettico food street mobile

Caffè Mauro punta alla Grande Mela

Caffè Mauro corteggia il mercato americano e punta lo sguardo con un certo interesse alla Grande Mela. Proprio da New York, dove aprirà entro l’anno una filiale, un concept bar e l’Accademia del Caffè, intende dare nuovo impulso al processo di internazionalizzazione dell’azienda acquisita per il 60% nel 2008 da Independent Investments, holding di investimento costituita da Fabrizio Capua che oggi ricopre il ruolo di ad. Alla presidenza Maurizio Mauro che rappresenta la continuità con il passato.
Dalla “vecchia” Socib spa, ceduta pochi mesi orsono a Coca-Cola Hellenic e di cui Capua è stato Ad fino al dicembre 2008, ha portato con sé gran parte del nuovo management.
Novità anche per l’area marketing affidata alla Action Brand. Il team sta già lavorando per rafforzare la presenza del marchio Mauro all’estero sul canale Ho.re.ca. “Siamo da poco entrati in Russia e abbiamo sviluppato la nostra presenza anche in Ungheria e Romania – spiega Capua - puntiamo ad Irlanda e Gran Bretagna ma ci interessa in modo particolare il mercato americano”. Con questo nuovo assetto organizzativo e societario Caffè Mauro intende modificare tutto ad eccezione del claim del prodotto “Tostatura lenta. Se aspetti c’è più gusto”.

Accordo tra Auchan e Checkpoint Systems per la protezione di altri 14 ipermercati

Checkpoint Systems, leader a livello mondiale per la gestione delle differenze inventariali, ha siglato un accordo con Auchan per l'installazione in altri 14 ipermercati di impianti dotati di tecnologia in radio frequenza.
L'attenzione posta nei confronti del servizio alla clientela è sempre stata al centro della vision di Auchan ed ogni azione nel corso del proprio sviluppo negli anni è stata finalizzata a valorizzare le aspettative e i bisogni degli utenti. In tale prospettiva, anche le politiche di sicurezza e protezione dei punti di vendita necessitavano di non compromettere la possibilità di offrire un'esperienza d'acquisto positiva.

Conversione alla radio frequenza

Per affrontare questa sfida Auchan si è perciò rivolta a Checkpoint Systems con la quale sta realizzando sin dal 2005 la conversione alla tecnologia in radio frequenza degli impianti di sicurezza, al fine di godere dei benefici offerti dalla protezione alla fonte.
Questa metodologia antitaccheggio, che consiste nell'introduzione di un circuito RF-EAS direttamente nella fase di produzione o imballaggio della merce, contribuisce efficacemente alla riduzione delle perdite e comporta inoltre una serie di benefici per i retailer e per i clienti.
Grazie alla protezione alla fonte infatti, i responsabili dei punti di vendita non hanno necessità di impiegare il proprio personale nell'attività di etichettatura degli item finalizzata all'antitaccheggio. Inoltre, gli articoli ad alto rischio di furto possono essere esposti in tutta tranquillità, garantendo così alla clientela un prodotto più attraente e direttamente accessibile sullo scaffale, che non deve essere messo sotto chiave.

I termini dell'accordo

L'accordo siglato con Auchan prevede l'installazione di impianti in radio frequenza all'interno di 14 ipermercati, che si aggiungono ai 21 già protetti da Checkpoint con la stessa tecnologia. Il progetto attuale interessa in particolare 3 punti di vendita di nuova aperture (Napoli, Catania, Palermo) e la sostituzione in altri 11 ipermercati degli impianti di sicurezza esistenti - che operavano con tecnologia acusto-magnetica - con le Antenne Checkpoint RF.

Oltre alle antenne e alla fornitura di una vasta gamma di etichette morbide e rigide, Checkpoint ha gestito anche l'istallazione di un impianto di remotizzazione sui terminali portatili: si tratta di un ulteriore allarme che avverte il personale di sicurezza quando l'antenna suona.

GREENTAILING

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In occasione della terza edizione del “Festival Internazionale dell’Ambiente”, POPAI, in collaborazione con PLEF (Planet Life Economy Foundation), presenta il convegno “GreenTailing: rivoluzioni nel retail per catturare la sensibilità dei consumatori e accrescere i profitti”.

Sarà questa l’occasione per affrontare da diverse prospettive le innovazioni eco-sostenibili che negli ultimi anni sono state applicate al mondo del retail e della shopping experience: paradigmi green per perseguire una crescita eticamente corretta nel rispetto dell’ambiente e all’insegna della conquista dei consumatori.


Tra i relatori interverranno:


 


- Roberto Baccioni, Architetto


Riqualificazione green degli spazi retail: il nuovo concept store Replay



- Michele Corrado
Project Director Studio Dante O. Benini & Partners


L’architettura sostenibile di Geox, il caso Breath Building



- Alfredo De Bellis
ResP. Politiche Sociali Coop Lombardia


Green products in green stores


- Federica Viganò
Research Centro Euromediterraneo


Comunicazione Green e evoluzione dei consumi



Modera:
Cristina Lazzati, Direttore GDOWEEK 




Il convegno  si terrà il giorno 3 Giugno presso MIC, Milano Convention Centre, via Gattamelata, 5, dalle ore 14.30 alle ore 17.30.

Per informazioni
Per iscriversi

È Barilla la marca italiana più apprezzata al mondo

È Google la società più affidabile del mondo secondo l'indagine Global Reputation Studio Press 2010, svolta dal Reputation Institute su un campione di consumatori di 24 paesi dei vari continenti.
Scopo dell'indagine -che ha preso in esame 600 marche note a livello intenazionale- è identificare quali siano le aziende con la reputazione migliore presso i clienti, quelle cioè più apprezzate e rispettate dal pubblico a livello globale.

Lo studio ha approfondito in particolare le sette dimensioni essenziali
della reputazione: qualità di offerte di prodotti e servizi, livello di
innovazione, qualità del posto di lavoro, governance, performance
finanziarie e leadership di mercato.

Tecnologiche al top

A conquistare la vetta della classifica è stata Google con il 78,62% delle preferenze, tallonata da Sony (78,47%). A completare la classifica delle top ten seguono, in rapida successione, The Walt Disney Company (77,97%), Bmw (77,77%), Daimler/Mercedes Benz (76,83%), Apple (76,29%), Nokia (76,00%), Ikea (75,60%), Volkswagen (75,55%) e Intel (75,39%).

Il food alfiere del made in Italy

Per arrivare ad aziende italiane bisogna scendere alla 19esima posizione, dove si colloca Barilla con il 72,45% delle preferenze.

"La reputazione è un fattore decisivo per la competitività di un'azienda, soprattutto in un mercato che è sempre più globale -commenta Massimo Potenza, amministratore delegato del Gruppo Barilla-. Siamo quindi molto soddisfatti della posizione assegnataci, con un primato che dimostra il valore dell'eccellenza italiana nel mondo e il successo di scelte strategiche di lungo periodo in grado di assicurare un'ottima reputazione con tutti i nostri pubblici di riferimento”.
In 21.ma posizione si trova un'altra marca cult dell'italian food: Ferrero con il 72,36%.

Partnership Italia-Usa sull’ortofrutta

Nancy Tucker, Vice Presidente Global Business Development di PMA-Produce Marketing Association Usa e Domenico Scarpellini, Presidente di Cesena Fiera, hanno siglato un accordo strategico di collaborazione, una sorta di gemellaggio fra il Fresh Summit e Macfrut, manifestazioni fieristiche rispettivamente leader per il mercato americano ed il bacino del Mediterraneo nell'ambito della filiera dei prodotti ortofrutticoli.

L'accordo prevede una presenza reciproca ai due eventi -che avranno luogo rispettivamente ad Orlando dal 15 al 18 Ottobre 2010 e a Cesena dal 6 all'8 Ottobre- oltre ad uno scambio di informazioni e contatti sui principali attori della filiera sia per il retail sia per produzione e logistica.

Pepsico fornitore di Alitalia e AirOne

A partire dal 1° maggio, 2010 PepsiCo è fornitore ufficiale delle linee aeree Alitalia e AirOne.
L’accordo prevede la fornitura per 2 anni di Pepsi e Lipton Ice Tea su tutti i voli della principale linea aerea italiana e di AirOne.

IGIENE DELLE PRODUZIONI ALIMENTARI


Milano, 26 maggio 2010 ore 9.30 – 17.30  Miracolo a Milano – via L. Signorelli 9
(Paolo Sarpi, Parcheggio custodito gratuito)

Per le aziende che operano nella filiera agroalimentare, l'igiene delle produzioni e la qualità dei prodotti sono i prerequisiti fondamentali per aumentare la competitività e presidiare con successo un mercato certamente anticiclico, ma sempre più esigente e concorrenziale per il continuo mutamento del profilo dei consumatori.

Proprio su questo tema si concentrerà il primo corso organizzato da OMsocietà specializzata nell’editoria, nella formazione e nella comunicazione per il settore agroalimentare – ideatrice del progetto
IN-FORMARE.

La qualità del cibo a convegno, una serie di corsi multidisciplinari indirizzati ai responsabili qualità delle industrie alimentari e della Distribuzione Organizzata, ai direttori di produzione e ai consulenti aziendali.
Il progetto formativo è realizzato con il supporto di un Comitato Scientifico di cui fanno parte docenti delle Università degli Studi di Milano, Parma e Napoli, e ricercatori del Centro di Ricerca per le produzioni foraggere e lattiero-casearie e della Stazione Sperimentale delle Conserve di Parma che ne è anche patrocinatrice.

I corsi forniranno strumenti scientifici, tecnici, legislativi ed “esperienziali”.
Durante il primo appuntamento si metteranno a fuoco le norme cogenti e facoltative in relazione all’igienicità dei macchinari, i requisiti costruttivi e i problemi derivanti dalle modifiche degli impianti, le potenziali criticità relative a contaminazioni chimiche – anche le più nuove e per questo poco conosciute – degli alimenti e la corretta formazione del personale. Non mancherà un intervento in cui gli argomenti all’ordine del giorno saranno declinati sull’esportazione dei prodotti alimentari nei Paesi extra Ue. Un caso di studio di un’azienda specializzata in conserve vegetali renderà ancora più pratica e formativa la giornata.

Programma dei lavori

Ore 9.00
Registrazione dei partecipanti

Ore 9.30
Apertura dei lavori

Ore 9.40

“Requisiti igienici dei macchinari dell’industria alimentare: Direttiva macchine, norme armonizzate EN, standard e linee guida europei e internazionali”
Professor Roberto Massini, Ordinario di Scienze e tecnologie alimentari dell’Università degli Studi di Parma, Dipartimento di Ingegneria Industriale

Ore 10.20
“Progettazione igienica degli impianti: come garantire l’efficacia dei processi. Criticità relative alle modifiche di impianto”
Professor Roberto Massini, Ordinario di Scienze e tecnologie alimentari dell’Università degli Studi di Parma, Dipartimento di Ingegneria Industriale

Ore 11.15 Coffee Break

Ore 11.45
“Contaminanti chimici noti ed emergenti degli alimenti: una panoramica”
Dottor Ettore Zuccato - Head, Laboratory of Food Toxicology, Department of Environmental Health Sciences Mario Negri Institute for Pharmacological Research

Ore 12.30 Dibattito e domande

Ore 13.00 Pranzo

Ore 14.15
Case history di un’azienda prodotto finito

Ore 15.00
“I principi generali della sanificazione alimentare e i fattori limitanti che influenzano l’esito di un trattamento di disinfezione terminale”
Dottor Bruno Borreani, Responsabile Comunicazione Scientifica MIDAC -
Dottor Sergio Farina, Tecnologo Alimentare Direttore Tecnico MIDAC


Ore 15.50
La formazione del personale e la sicurezza del prodotto In corso di definizione

Ore 16.30
Requisiti igienici per l’esportazione e l’importazione di prodotto
In corso di definizione

Ore 17.10 Dibattito e domande


scarica il manifesto dell'evento

Per informazioni e costi
oppure
in-formare@ominrete.it


Tel. 320 0208080 – 328 3544479


Pan&co punta sul salutistico

Tipico pane a pasta bianca con le caratteristiche del
prodotto salutistico. Pan&co al Cibus 2010 ha proposto una
nuova linea di pane Keimkraft, con farina ai 10 cereali. “Ha
la caratteristica del pane chiaro ma con valori nutrizionali
tipici dei prodotti multicereali - spiega Emanuele Bassi,
(nella foto) export manager dell’azienda austriaca - Per noi
è importante dare un valore aggiunto a un prodotto che si
consuma giornalmente”. Pan&co divide l’offerta
merceologica in più linee:
Mediterranea, Classica, Dolce,
Benessere
. “Questo aiuta il nostro
interlocutore ad orientarsi -aggiunge
Bassi- quando
sceglie i nostri prodotti. È importante, inoltre, far
comprendere al consumatore la
qualità del prodotto”.

Idm-gdo: aria di guerra

Scintille tra idm e gdo a linkontro Nielsen. Dopo un primo round  tra Barilla e Coop, nelle persone di Guido Barilla e Vincenzo Tassinari, il seguito  si è svolto con la formula dell’”uno contro tutti”. Da una parte, a rispondere, il direttore generale di Conad, Francesco Pugliese; dall’altra, nell’inedita veste di intervistatori, quattro pesi massimi dell’idm italiana: Gino Lugli, Ad Ferrero, Giorgina Gallo, presidente e Ad L’Oréal, Alfonso Bosch, Ad Peroni, James Hill, presidente Unilever Italia. Sono emerse importanti novità sulla strategia che Conad intende seguire nei prossimi mesi, aprendo una strada che forse non la vedrà isolata.

Scaffale più leggero
La parola chiave è semplificazione: il retailer intende ridurre drasticamente il numero di referenze in vendita. Ciò significa passare dagli 8.500 item mediamente presenti in un supermercato a circa la metà. “La proliferazione delle referenze crea una complessità da cui derivano solo svantaggi per l’industria, per il consumatore, per noi, costretti ad affrontare costose rotture di stock” . 
Se lo scopo primario perseguito da Conad, come da tutta la gdo, è quello della fidelizzazione del cliente, presentando l’insegna proprio come una marca che dà rassicurazione, la strada da percorrere secondo Pugliese è differenziarsi puntando solo sui prodotti
di marca performanti e implementando ulteriormente la pl, sui versante del tipico e del premium.

Innovazione
Duro il giudizio dato da Pugliese sull’innovazione di prodotto presentata dall’industria: “Nell’anno da marzo 2009 a marzo 2010, sono stati introdotti nei nostri supermercati 5.550 nuovi codici Ean, di questi si sono dimostrati performanti a livello nazionale, considerando ponderata e fatturato, 249 prodotti, ovvero poco più del 4% dei nuovi lanci. Il risultato è ancora più scadente se si considera che, stando alle analisi condotte sul consumatore, nel 98% dei casi
i nuovi prodotti sono andati a sostituire item analoghi delle stesse aziende, più che di innovazione si tratta di cannibalizzazione. Infine, la ciliegina sulla torta: le vendite dei nuovi prodotti avvengono con una pressione promozionale nove punti sopra media”.
La razionalizzazione dello scaffale porterà, nelle indicazioni di Pugliese, anche a una maggiore trasparenza nei rapporti contrattuali, con riduzione dei fuori fattura (che sarebbero “un’impropria forma di finanziamento alle imprese”), mentre la linea suggerita alle cooperative per i nuovi contratti su prodotti poco performanti è: “Qualsiasi livello di listing fee chiedevate prima, raddoppiatelo”. La premessa fatta da Pugliese, prima di iniziare il suo intervento?: “Non c’è guerra tra industria e distribuzione”...

Pan&Co 2

L’innovazione salverà tutti. Attese negative inceppano il sistema

Pensieri positivi quelli espressi da Innocenzo Cipolletta, presidente delle Ferrovie dello Stato, intervenuto in veste di economista su “Le sfide da affrontare per agganciare la ripresa e uscire dalla crisi che attanaglia il mondo”. “Nel '73, dopo lo shock energetico, pareva che il petrolio stesse per finire e il sistema con lui. Invece, negli anni 90 c'è stato il recupero più forte di sempre”. Contano pure gli umori: “Se gli atti d'acquisto sono rimandati nel tempo da attese negative tutto s'inceppa”. Sarà proprio l'innovazione la via d'uscita: “Ict e tecnologia digitale hanno rivoluzionato la nostra vita e i sistemi di produzione imponendo il ricambio di molti beni ancora funzionanti”, ha aggiunto portando ad esempio il salto dalla fotografia analogica a quella digitale. Ma l'innovazione continuerà? Cipolletta è convinto di sì: “Schiere sempre più ampie di ricercatori sono al lavoro nel mondo su biotecnologie, nanotecnologie e nuovi materiali. E le tecnologie di comunicazione ne diffondono i risultati in maniera sempre più rapida”.

Barilla e Coop, dopo la guerra dei Trent’anni, la pace tocca ai giovani

Le nuove generazioni ci salveranno. O meglio, potranno dare una nuova prospettiva ai rapporti tra Idm e Gdo, oggi incattiviti  dall'acredine accumulata in una lunga stagione di battaglie. Il grido lanciato da Guido Barilla, presidente di Barilla, verso un ricambio generazionale come unica strada plausibile per porre fino al conflitto trentennale che “insanguina” il mercato del largo consumo in Italia, viene al termine del confronto, duro e spigoloso ma franco, con Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia. Un ping pong acceso, tra metafore belliche, accuse di “personalizzazione” del conflitto, ma anche denso di spunti e di prospettive su come cambierà il modo di fare business di industria e distribuzione dopo il ciclone crisi economica.

Modelli nuovi per la marca
I due principali attori dei rispettivi mercati, pur marcando le reciproche differenze, hanno cercato di delineare il loro percorso evolutivo tra calo dei consumi, flessione dei margini e rincorsa a un consumatore sempre più sfuggente e infedele.
“La marca -dichiara Barilla- dovrà trovare modelli nuovi, riconcepirsi, riflettere in profondità sul suo ruolo, in un mercato sempre più incentrato sul dialogo col consumatore”. Un dialogo che, secondo Tassinari, dovrà uscire dalla logica del prezzo più basso a ogni costo. “Sgombriamo il campo dagli equivoci -spiega-, in Italia è in atto una guerra dei prezzi e lo scenario nazionale, così come sta avvenendo in Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti, rischia di ripercuotersi sull'offerta, con una riduzione drammatica. Credo che la distribuzione debba dare un contributo valoriale forte al mercato e proprio su questo auspichiamo che ci sia una convergenza con la marca”.
Il rapporto con il mondo agricolo
Altro nervo scoperto il rapporto con il mondo agricolo: “Rifiutiamo -prosegue Barilla- il tentativo di deposizionamento in atto da alcune parti del settore primario, secondo cui un'azienda di marca debba essere un'antagonista. Compriamo e trasformiamo grano da 150 anni, non accettiamo critiche populiste e strumentali”. Esplicito il riferimento a Coldiretti, ai suoi farmer's market e al km 0. “Dobbiamo ritornare insieme a fare progetti sulle eccellenze dell'agricoltura italiana -conclude Tassinari- con trasparenza e collaborazione per generare valore per le imprese e per l'Italia”.

Riunione Industrie Alimentari punta sull’innovazione dell’ittico

Crescono le vendite di gastronomia ittica e in particolare vanta
eccellenti performance il mercato del salmone affumicato, che
secondo i dati IRI 2009 ha sfiorato i 160 milioni di euro, con un
incremento su base annua a valore del 10,6%.
Riunione
Industrie Alimentari
svolge all’interno del mercato un ruolo di
primo piano essendo coleader, mentre detiene la prima piazza
nel mercato degli altri affumicati ittici. Sono risultati di rilievo,
ottenuti puntando sia sulla qualità della materia prima sia con
le novità nelle ricettazioni, come
conferma Mimmi Gigliobianco (nella
foto). Al Cibus l’azienda genovese (la
sede è ad Avegna) ha presentato un
ampliamento della gamma dei
carpacci di mare con le varianti mare
mediterraneo
e gamberi, oltre ai
cubettati di salmone.

Rigoni di Asiago pensa a promozioni selettive per crescere in Italia e all’estero

Rigoni di Asiago amplia i formati, la gamma di
prodotti e ristilizza il vasetto del dessert Fruttosa. Al
Cibus 2010 ha presentato la gamma di Fiordifrutta da 250
e da 630 g, che conta rispettivamente 25 e 6
varianti, la Nocciolata da 260 g e da 700 g, la terza
variante della linea Fruttosa, frutta al cucchiaio:
fragole, fragoline e melograno.
L’obiettivo per il
futuro è chiaro: “Vogliamo crescere sul mercato
italiano ed estero dove stiamo facendo una
promozione selettiva dei nostri prodotti - spiega l’ad
Andrea Rigoni (nella foto) - La qualità dei prodotti
Rigoni viene riconosciuta dappertutto e questo ci
dà la spinta per continuare a puntare sull’export.
Siamo presenti in particolar modo in Germania,
Olanda e Francia, ma anche gli Stati Uniti ci stanno dando
grosse soddisfazioni. Ci fa piacere constatare il
riconoscimento di premium price di un prodotto di
qualità, ma anche l’affezione al prodotto stesso”.

Saclà riceve il Cibus International Export Awards 2010

Saclà, in occasione del Cibus appena concluso, dove ha presentato al trade cinque nuove linee di prodotto per il mercato italiano, ha ricevuto alla sua prima edizione il Cibus International Export Awards 2010, premio ideato per le aziende italiane che hanno valorizzato all'estero il Made in Italy agroalimentare grazie all'eccellenza della propria produzione.

Federalimentare, Ente Fiere di Parma, Green Seed Group e Università di Parma, dopo un’attenta analisi della presenza sui mercati esteri e della capacità innovativa di Saclà all’estero, hanno riconosciuto all’azienda astigiana il premio per la categoria conserve e condimenti. In foto il momento del ritiro del premio da parte del Cavaliere del lavoro Lorenzo Ercole, presidente Saclà (lo consegna Elda Ghiretti, brand manager Cibus).

In ricordo di Giampaolo Fabris

What people watch, what people buy. Il progetto Nielsen

Nielsen ha implementato un progetto che vede coinvolte le aree consumer e media per migliorare l’efficacia del media planning integrando le informazioni del panel consumer con le informazioni di audience televisiva. Lo studio continuativo del comportamento dei consumatori -spiega Maria Grazia Bolognesi- assieme a una segmentazione basata non solo su elementi sociodemografici e attitudinali, ma anche fondata sull’osservazione della sequenza degli acquisti aiuta a incrementare la precisione. L’integrazione delle diverse informazioni rilevate da Nielsen dà la possibilità di avere un quadro completo e coerente delle diverse fasidel processo di acquisto: dalla esposizione alla comunicazione attraverso tuti i veicoli dalla comunicazione classica ai nuovi media al passaparola, al momento di scelta nel punto di vendita, all’esperienza del prodotto”.

Incremental reach
Internet è ormai un medium essenziale per raggiungere il consumatore -dichiara Luca Bordin-; ha 24 milioni di utilizzatori, il 90% di questi ricorre al Web per informarsi, direttamente dalle aziende e dalle esperienze di altri consumatori, sulle caratteristiche del bene/servizio che intende acquistare. Questo, ad esempio, succede ormai prima dell’acquisto dell’auto: il confronto tra i vari modelli e la personalizzazione delle vetture avviene sul web, anche se l’acquisto avviene presso il concessionario che offre le condizioni migliori. Internet consente di segmentare i target,
per questo ci siamo impegnati nella realizzazione di strumenti che permettano di quantificare l’incremental reach di una campagna sul web abbinata a una pianificazione classica in Tv, siamo cioè in grado di quantificare il rapporto tra investimento in ognuno dei due media e ritorno economico”.

Tv, un approccio single source
La pianificazione in tv, come precisa Angelo Amoroso, viene effettuata mirando sempre ai target ove si ritiene ci sia la più grande concentrazione di consumatori del genere di prodotto pubblicizzato. Si generano però sprechi comunicazionali poiché all’interno di un determinato target ci sono anche
soggetti non interessati: individuare la correlazione tra ciò che si vede in tv e ciò che si acquista può ridurre gli sprechi e comunicare in modo più mirato. Per raggiungere l’ obiettivo è necessario un campione in cui sono disponibili sia informazioni sulla visione della tv che sull’acquisto dei beni. Un approccio, noto come single source, non facile da realizzare su larga scala. Stiamo pensando a un test
consistente”.

Media. l’integrazione con il digitale
“Il mondo è cambiato”, “Il consumatore è cambiato”, anche il panorama dei media è cambiato? Certamente sì, dice Paolo Duranti, ma il cambiamento che stiamo vedendo oggi è appena l’inizio di una profonda evoluzione che tutti i mezzi di
comunicazione stanno vivendo. Oggi, le nostre case sono piene di apparati elettronici, cavi e telecomandi che consentono la visione delle immagini su diversi supporti e la prospettiva è di un’ ulteriore e crescente proliferazione di modalità di fruizione di contenuti e pubblicità. Nel contempo, i media tradizionali si rinnovano per integrarsi col digitale. “Uno scenario molto complicato - sottolinea Duranti-, ma al
tempo stesso affascinante in cui le imprese Media troveranno sicuramente nuove opportunità se sapranno mantenere al centro della loro strategia di sviluppo il bene del consumatore finale”.

(Nella foto, Angelo Amoroso, Managing Director Nielsen TV Audience Measurement, Maria Grazia Bolognesi, Commercial Director Italy & East Med; Luca Bordin, Managing Director
Nielsen Online Italia; Paolo Duranti, Managing Director Media, Southern Europe & South Africa)

Per il consorzio Grana Padano occorre consolidare la ripresa

Per il Consorzio di Tutela del Grana Padano, il
2010 mostra una situazione in cui occorre prestare attenzione, in cui non mancano alcuni aspetti positivi.
“Secondo
dati Nielsen riferiti al bimestre febbraio/marzo -
dichiara Stefano Berni (nella foto) direttore generale
- le nostre vendite sono cresciute del 6,2% e anche i
numeri dell'export sono positivi: siamo la Dop italiana
più venduta al mondo, visto che quasi 1,2 milioni di
forme sono state vendute oltreconfine. Speriamo che
questa ripresa sia duratura per dare stabilità a tutta
la filiera”. Berni mette l'accento sui fattori che stanno
determinando questa ripresa, in primis sul vissuto
del Grana Padano, percepito come formaggio con un
corretto rapporto qualità/prezzo e con una grande
versatilità in cucina. “Oggi - prosegue Berni
- spingiamo per fare capire al consumatore le
differenze organolettiche e di uso in cucina del Grana
Padano in funzione di tre stagionature: 12 mesi, oltre
16 mesi e Riserva oltre 20 mesi. Da nostri analisi, il
consumatore sta iniziando a comprendere questa
suddivisione e noi crediamo possa essere una strada
corretta per preservare il valore del nostro formaggio
da una promozionalità selvaggia. Non siamo contro
la promozione, ma crediamo che debba essere
accompagnata da più cultura di prodotto”.

Francia, il Governo impone accordo tra gdo e agricoltori

È stato lo stesso Nicolas Sarkozy a presenziare alla firma dell'accordo tra la Fnsa (la maggiore confederazione agricola francese) e la gdo, che impegna la grande distribuzione francese a moderare i propri margini su frutta e verdura, in caso di crisi. “Quello che abbiamo accettato -ha dichiarato, al quotidiano francese Les Echos, Jérôme Bédier presidente delle imprese del commercio e della distribuzione- è la formalizzazione della nostra politica, unitamente all'impegno che consentirà a tutti di verificare come in caso di crisi noi non aumentiamo, ma piuttosto abbassiamo i prezzi”.
“Ammetto che all'inizio ero alquanto perplesso -ha aggiunto Michel Edouard Leclerc, presidente del gruppo E.Leclerc- ma poi mi sono reso conto che potrebbe trattarsi di un buon dispositivo: la parte obbligatoria e collettiva aggiunge credibilità al nostro operato”.

Le richieste
del Governo

“I distributori dovranno sia abbassare i prezzi al consumo sia aumentare quelli dell'acquisto dai produttori: quando c'è stata la crisi del pomodoro i prezzi sono scesi di 32 centesimi rispetto alla media dei tre anni precedenti; questo significa che il margine dei distributori è cresciuto in media di 15 centesimi” ha commentato indignato Sarkozy.

Tra le decisioni, vi è il fatto che gli accordi tra le parti saranno rinnovati ogni anno agli inizi della campagna di commercializzazione dell'ortofrutta. “In caso di mancato accordo, gli operatori che hanno un giro d'affari superiore ai 100 milioni di euro, pagheranno un'addizionale d'imposta sulle superfici di vendita” ha anticipato Sarkozy.
Infatti, la sigla dell'accordo arriva proprio prima dell'inizio dell'esame, in Senato, della legge di modernizzazione dell'agricoltura che incentiva agricoltori i loro grandi clienti (vale a dire distributori e industriali) a formalizzare, nell'ambito dei contratti interprofessionali, i loro rapporti commerciali.

La contrattualizzazione obbligatoria si baserà appunto su accordi interprofessionali: lo Stato interverrà per decreto se entro fine anno in due comparti agricoli, lattiero caseario e ortofrutta, non saranno raggiunti accordi tra le parti.

Vaschette ed export per la nuova Veroni

Guardare al mercato, alle evoluzioni del
comportamento d'acquisto del cliente,
non solo entro i confini nazionali, ma
allargando l'ottica alle piazze dell'Europa
a 27. Una mission che Veroni porta avanti
“cambiando pelle” e virando verso le forme
più attuali di vendita dei salumi (libero
servizio, take away) senza rinnegare la
propria lunga storia, anzi impegnandosi
con azioni promozionali rivolte al dettaglio.
“Un cambiamento di passo - dichiara
Emanuela Bigi (nella foto), marketing
managerdel salumificio reggiano - che si
può vedere anche dall'evoluzione dello
stand, che ora da largo spazio ai prodotti
a libero servizio. Vaschette a marchio Very
Veroni
, con una grammatura da 40 a 120
grammi, che coprono tutte le tipologie
tradizionali di salumi, ma anche quelle
più innovative, come
quelle a base avicola”.
Naturalmente la
mortadella rimane
uno dei cavalli di battaglia dell'azienda,
celebre per le dimensioni da Guinness
degli esemplari presentati in fiera. “Il
mercato - prosegue Renzo Massari,
direttore vendite di Veroni - sta andando
bene, non solo a causa della crisi. La
mortadella, soprattutto l'Igp, non è più
un salume di serie B, ha elevate valenze
qualitative e gustative. Sull'export, che
oggi pesa per il 10% del nostro fatturato,
contiamo di crescere ancora nell'Europa
allargata. Non ci interessano le bandierine
sparse in giro per il mondo, che fanno solo
immagine, dobbiamo approcciarci senza
provincialismo, nè folklore”. 

Lavazza acquisisce il 100% della bulgara Onda Coffee Break

Il processo di internazionalizzazione del gruppo torinese passa dall'Europa dell'est, area in cui il culto dell'espresso è attualmente in forte crescita, e precisamente dalla Bulgaria, dove il marchio Lavazza gode già di un'elevata notorietà. Che verrà sicuramente amplificata, con riflessi evidentemente positivi anche nel mass market, grazie alla recente acquisizione del 100% del capitale di Onda Coffee Break AD, la principale catena di coffee shop del Paese, dal 2005 controllata dal fondo greco Global Finance: 11 caffetterie ubicate nel centro storico di Sofia e nei centri commerciali principali della capitale.

L'impegno finanziario dell'operazione, che oltre all'acquisizione prevede un piano di sviluppo triennale della catena, si attesta intorno ai 6 milioni di euro.

Con questa acquisizione salgono a oltre 350 le caffetterie  Lavazza nel mondo, distribuite tra Europa, Stati Uniti e Asia.
Nella foto Marco Valle, Coffe shop business director, del Gruppo Lavazza.

In.Al.Pi vince il premio speciale per l’innovazione al Cibus

In.Al.Pi. al Cibus ha ricevuto il Premio Speciale per la Ricerca e l’Innovazione in occasione della prima edizione di Formaggi&Consumi Award indetto dalla omonima rivista Formaggi & Consumi, dedicata agli operatori del settore caseario.
Hanno partecipato all'evento il presidente dell’ICE, Umberto Vattani, ambasciatore dell’Istituto per il Commercio Estero, Franco Boni, presidente delle Fiere di Parma e Paolo De Castro, presidente della commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo. La giuria, interamente composta da professionisti della gdo, ha
valutato un ventaglio di prodotti e iniziative di aziende del settore caseario.

L'award, onsegnato da Elda Ghiretti brand manager del Cibus, è stato ritirato da Pierantonio Invernizzi, direttore commerciale di In.Al.Pi. Si tratta di un riconoscimento che premia la ricerca dell'azienda piemontese e che è testimoniata dalla produzione di formaggio fuso a fette in cui la presenza di latte supera il 50%.

Conad affina le garanzie con il bollino blu Italialleva di Aia

Conad e l'Associazione italiana allevatori (Aia) hanno firmato un accordo per garantire trasparenza e tracciabilità di prodotto italiano per le private label della catena della gdo. Per il momento, il bollino Italialleva Aia, che garantisce il prodotto 100% italiano, sarà applicato su latte e altri prodotti derivati, ma l'intenzione è di allargare la collaborazione anche a carne e derivati.

Plusvalore
italiano

“Sul nostro latte -dice Camillo De Berardinis (nella foto), Ad di Conad- già abbiamo la garanzia di qualità e di prodotto al 100% italiano, ma questo accordo consente un salto di qualità in termini di garanzia e tracciabilità, considerando anche il capillare sistema di controlli sugli allevamenti che mette in campo Aia. Con questa associazione Conad svilupperà anche nuovi prodotti a valore aggiunto”.
Italialleva è un marchio già adottato da 200 tra cooperative e industrie alimentari, ma è la prima volta che una catena della distribuzione lo applica ai propri prodotti a marchio.

"La forza di Italialleva -commenta Nino Andena, presidente Aia- nasce da un'esperienza sul campo nata 65 anni fa e dalla presenza quotidiana dei nostri 2.500 tecnici nelle stalle italiane. Questo perché Aia ha tra i suoi valori il benessere animale, la tutela del territorio e la tracciabilità: tutti beni che vogliamo mettere a disposizione della società”.

I Vincitori 2009

Allegati

I Vincitori 2009

L’importanza dell’atmosfera nel retail

Sigma lancia Con e Senza linee in area benessere

Negli ultimi anni, una delle tendenze di consumi è stata quella di prodotti che coniugassero benessere, leggerezza e naturalità, come confermato dai dati Ismea/Nielsen che evidenziano, nel primo semestre 2009 una crescita dei consumi di prodotti free from confezionati nei canali della gdo dal +4% dei supermercati al +39% delle superette.

Sigma, cogliendo le potenzialità di questo mercato, lancia le linee Con & Senza, risposta di qualità all’esigenza di un’alimentazione sana, ricchi di elementi e sostanze utili per il benessere ma alleggeriti degli ingredienti superflui.

Le specifiche

La linea Senza è un assortimento di prodotti free-from, ovvero senza glutine, senza zucchero, senza sale, senza grassi, mentre Con è una linea che rientra nell’area dei prodotti wellness e funzionali. Le nuove linee prevedono lo start up a giugno con il lancio di 9 referenze, alle quali se ne aggiungeranno fino ad arrivare, entro fine anno, a 60.

“Con questo lancio -spiega Davide Cozzarolo, direttore commerciale e marketing Sigma- prosegue la nostra strategia di valorizzazione del prodotto a marchio, che oggi conta 1.200 referenze, in chiave sia di diversificazione dell’assortimento sia di segmentazione del target. La nuova proposta, focalizzata principalmente sul food, conferma l’importanza strategica che rivestono le private label per Sigma, in termini di posizionamento, di fidelizzazione del consumatore e quindi di business”.

Corporate background

Sigma, che conta 14 centri distributivi dislocati sul territorio nazionale, è un gruppo nato nel 1962 e opera nella grande distribuzione con oltre 2.100 punti di vendita. Il fatturato 2009 è stato di 3 miliardi di euro, con un incremento del 18% delle vendite del prodotto a marchio. La sua rete di vendita è diversificata tra superstore, supermercati, superette e negozi di prossimità, realizzando una quota del mercato nazionale pari al 2,5% e una quota superiore al 7% per i punti di vendita tra i 400 e i 799 metri quadrati.

Ortofin amplia l’utilizzo dei pallet Chep

Ortofin, distributore italiano di frutta e verdura, ha deciso di ampliare l'utilizzo dei pallet CHEP in sostituzione dei pallet bianchi monouso, per incrementare l'efficienza operativa e ampliare i vantaggi dal punto di vista ambientale garantiti dalla soluzione di pooling CHEP.
Ortofin, con sede a Liscate, fa parte del Gruppo Finiper SpA e opera sul mercato da 17 anni. L'azienda acquista frutta e verdura, formaggi e altri prodotti freschi che vende su tutto il territorio italiano a retailer del calibro di Finiper, Carrefour e UNES. In Italia fornisce anche importanti catene di ristorazione, mentre in Svizzera serve retailer come ALFI e COOP. L'azienda ha tre centri di distribuzione nella zona di Milano che riforniscono circa 300 punti vendita e ristoranti nel nord Italia.

"L'utilizzo dei pallet CHEP riduce i nostri oneri amministrativi -spiega Alberto Carpita, general manager Ortofin- e ci permette di focalizzare l'attenzione sulle nostre principali attività; inoltre, la qualità superiore del prodotto riduce i danni alle merci in transito, consentendoci di risparmiare sui costi e semplificare le complessità dei processi aziendali. La decisione di collaborare con CHEP è stata vagliata attentamente, e infine abbiamo deciso di condividere la scelta fatta da retailer come Finiper e Carrefour. Ogni anno utilizziamo circa 700.000 pallet, dei quali attualmente il 52% è costituito da pallet blu CHEP, con l'obiettivo di incrementare notevolmente tale percentuale".

Nectar: soddisfazione per i risultati positivi

Notizie positive in casa Nectar Italia, che nel primo mese di sottoscrizione ha raggiunto la quota di 2,8 milioni di carte attive, risultato superiore alle aspettative, visto che il target prefissato per il primo anno prevedeva il raggiungimento di 5 milioni di carte.

“Siamo davvero felici di annunciare tale risultato che va al di là delle nostre aspettative – commenta Gerard Whelan, managing director di Nectar Italia-. Si tratta di risultati che dipendono non solo dalla formula stessa di Nectar, ma anche dalla campagna di marketing e dagli sforzi messi in campo dai nostri partner”.

Il successo viene confermato anche dall’ampliamento degli aderenti al network che ai partner iniziali –Simply Sma, Api IP, Auchan, UniEurom PC City, So Oney, Hertz, ebay, itunes e lastminute.com- ha visto aggiungersi una folta schiera di operatori online, che spaziano dal turismo -Alitalia, Airfrance, Hotels.com e Phone&Go- al tempo libero -lafeltrinelli.it, Apple Store, Dell e Foto.com, oltre ovviamente a unieuro.it- alla cosmetica con Bottega Verde fino a Italian Flora.i.

I risultati positivi di Nectar Italia hanno trainato anche la crescita del fatturato del primo trimestre di quest'anno di Groupe Aeroplan Europe, azionista di Nectar Italia: la crescita è stata del 16%, a cui hanno anche contribuito le iniziative di Sainsbury's nel Regno Unito.

Da Ibs arrivano gli ebook e l’ereader di Samsung

Ibs, il principale portale di vendita online di libri e prodotti audiovisivi in Italia (detiene il 50% della quota di mercato) lancia gli ebook e annuncia al Salone del Libro di Torino la partnership commerciale con Samsung e il suo nuovo ereader E60.

Dal 13 maggio è possibile scaricare i primi 400 titoli, in formato ePub e Pdf grazie a un accordo commerciale con la Giunti Editore, un'altra società del Gruppo Giunti Messaggerie.

“Crediamo che entro la fine del 2011, le vendite di ebook onlinecostituiranno almeno il 5% delle vendite online di libri -precisa Mauro Serbini, Ad di Ibis tracciando lo scenario per i prossimi due anni-. Fondamentale, sarà la spinta che gli editori potranno dare, rendendo disponibili un numero sempre più ampio di titoli in lingua italiana. La dinamica è simile allo sviluppo degli mp3 per la musica, anche se molto dipenderà dal catalogo che gli editori metteranno a disposizione”.

Entro fine giugno le referenze saranno 2mila e per fine anno 10mila, mentre in estate si aggiungeranno 200mila titoli in lingua inglese.

Da fine mese, sarà possibile acquistare direttamente dal portale Ibs, l'ebook della Samsung. “Non vogliamo diventare un negozio di ereader - ha commentato Serbini - ma selezioneremo poche marche caratterizzate da buona qualità e in grado di offrire un'assistenza clienti capillare sul territorio. È il caso di Samsung”.

Apre Nikefootball Store Milano, il temporary dedicato alla cultura del calcio

È il primo Nikefootball store d’Italia interamente dedicato ai calciatori e alla cultura del calcio: in apertura il 15 maggio, si trova a Milano, in Corso Vittorio Emanuele 24/28 e rimarrà aperto fino alla fine dei Mondiali di calcio.
Si tratta di un temporary store con una superficie di oltre 800 mq -sviluppato su tre livelli- che proietterà gli appassionati di calcio in uno spazio multi esperienziale e interattivo, che rappresenta un nuovo modo di concepire il retail.

La struttura

Il livello d’ingresso è dedicato ai principali prodotti football, quali le maglie ufficiali delle squadre Nike, l’abbigliamento training e le calzature tecniche sia con tacchetti che per superfici artificiali. Tra i servizi unici, sarà fornita l’opportunità di personalizzazione delle maglie gara con nomi e numeri così come le scarpe potranno essere personalizzate da una apposita embroidery machine.
Il livello superiore è allestito con la gamma di prodotti sportswear tra i quali la collezione Amplify Football, linea lifestyle ispirata al mondo del calcio. Qui è stato allestito il corner Nike ID che consentirà di creare la propria scarpa customizzata con la consulenza di personal designers.
Al livello inferiore ci si potrà immergere nel mondo del Football: è stato, infatti, allestito un vero e proprio campo in erba sintetica, con annesso spogliatoio, dove chiunque potrà testare la propria abilità di calciatore seguendo i training proposti dai tecnici ufficiali Nikefootball+.
Sempre al livello inferiore, vi è un’area dedicata a Nike (RED), il progetto mondiale che si pone l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare nella lotta contro l’Aids in Africa, dove sarà possibile realizzare fotografie con i prodotti Nike (RED) il cui intero ricavato andrà in beneficenza.
“Il Nikefootball Store rivoluziona il rapporto tra il brand e chi pratica lo sport, rendendolo sempre più interattivo e personale –ha affermato Andrea Rossi, general manager Nike Italy-. L’obiettivo è quello di coinvolgere il calciatore in una 'sport experience' a 360° approcciato come un professionista. Il design dello store si ispira autenticamente al calcio: spogliatoi, campi di allenamento, luoghi in cui il mister annuncia la formazione della squadra che scende in campo”.

Il centro commerciale Vulcano Buono a Nola by Renzo Piano

Dimeglio: nuova collection con focus su Pl e freschi

In 14 supermercati Dimeglio in Lombardia e Piemonte, associati alla L.Viale spa (Interdis) è attiva la nuova collection Puro Colore, l'eleganza del design, la passione del colore dedicata ai clienti con carta fedeltà.

L'operazione prevede l'offerta di premi -tutti di produzione italiana- relativi al mondo della casa e della tavole, con soglie facilmente raggiungibili attraverso acquisti di Pl e freschi, presenti nei reparti sia assistiti sia a libero servizio (panetteria, pasticceria, macelleria, gastronomia, pescheria, frutta e verdura).

“In questo modo vogliamo rafforzare il posizionamento dell'insegna, fortemente concentrata sull'attenzione a freschi e freschissimi, l'esaltazione della tipicità, oltre che sulle private label”, sottolinea Gianni Cavalieri, vicepresidente di Interdis e amministratore unico di Mdo, la società proprietaria del marchio.

Un progetto pilota
Al momento si tratta di un'iniziativa pilota “per supportare le vendite delle aree che reputiamo di maggiormente strategiche per la crescita dell'insegna -precisa Renato Viale, presidente della L. Viale spa e consigliere di amministrazione di Interdis-. Del resto, il futuro economico dei nostri punti di vendita è rappresentato dalle Pl e dai reparti freschi, che complessivamente pesano oltre il 58% del fatturato complessivo realizzato”.

A sostegno dell'operazione è prevista una campagna di comunicazione veicolata attraverso la radio in-store, il consumer magazine, materiale pop e volantini.

Esselunga colleziona palloni da calcio

Esselunga

Dal 13 maggio al 26 giugno, Esselunga lancia una nuova raccolta punti che permette di collezionare palloni Adidas con i colori di Italia, Spagna e Brasile, le nazionali oggi campioni rispettivamente del mondo, d'Europa e del Sudamerica.

La meccanica

I possessori di carta Fìdaty devono completare una tessera di 15 bollini, ognuno dei quali sarà erogato a fronte di una spesa di 25 euro o di 50 punti fragola nei supermercati Esselunga, nelle profumerie Olimpia Beauté e facendo la spesa online.

I palloni saranno disponibili con 15 bollini e un contributo di 5 euro.

Aldi sceglie In.Al.Pi. per le Pl

Dal prossimo luglio, Aldi inserirà nell'offerta della propria rete di vendita in Uk (oltre 400 store, dalla prima apertura nel 1990) la referenza formaggio essiccato in lattina, prodotta da In.Al.Pi. firmandola con il proprio brand Cucina.

Per l'azienda piemontese si tratta di un accordo importante che le permette di affermarsi ulteriormente all'estero come produttore in conto terzi.

Carlo Gagliardi è il nuovo direttore della Divisione Retail di Wincor Nixdorf

Wincor Nixdorf, tra i leader mondiali nella consulenza e nello sviluppo di tecnologie innovative per il settore bancario e per il retail, ha annunciato l’ingresso di Carlo Gagliardi quale nuovo Direttore della Divisione Retail.

Gagliardi, che risponde direttamente a Stefano Salteri, Amministratore Delegato, avrà il compito di dirigere e coordinare l’intera squadra della Divisione Retail per rafforzare il posizionamento di Wincor Nixdorf in qualità di partner strategico per gli operatori della grande distribuzione nel mercato italiano.
Più in particolare, Carlo Gagliardi coordinerà, per conto di grandi clienti retail, progetti dall’elevato profilo innovativo nei quali il ridisegno dei processi e l’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche si traducano in recupero di efficienza e competitività.

Nel novero delle sue prerogative, rientra lo sviluppo sul mercato italiano del nuovo modello Wincor Nixdorf per il Cash Cycle Management - combinazione di tecnologie, redesign e automazione dei processi mirata a incrementare i profili di efficienza e sicurezza della onerosa gestione del ciclo del contante.

Pl italiane all’estero un’opportunità da cogliere

Il referenziamento di marche esclusive, l'industrializzazione delle marche commerciali stringendo accordi di partnership con insegne leader nei paesi in cui non si opera direttamente, la valorizzazione dei prodotti tipici, scelta obbligata per chi opera su prodotti italiani e infine l'upgrading dei primi prezzi, entrando in diretta concorrenza con il discount. Questa è la strategia in quattro punti, indicata da Gianpiero Lugli dell'Università di Parma, per i retailer italiani che vogliono diffondere le loro Pl all'estero.

La relazione del professor Lugli ha introdotto una tavola rotonda che ha visto a confronto esperienze straniere e italiane, con contributi di Axfood, Carrefour, Crai, Delhaize Le Lion Green Seed, Nielsen. Tirando le fila degli interventi il direttore di Gdoweek Cristina Lazzati ha sottolineato come sia necessario per le pl farsi veicolo non solo del made in Italy quanto dell'Italian lifestyle, e le opportunità presentate anche in questo settore di mercato, peraltro in continua crescita, dall'innovazione funzionale.

A conclusione del convegno sono stati consegnati i Cibus International Export Award 2010. Il premio nasce con l'obiettivo di valorizzare le eccellenze del made in Italy nell'agroalimentare legato all'export. La giuria, che ha valutato le 75 autocandidature, era composta tra l'altro da Delhaize (Belgio), Tegut (Germania), Carrefour (Spagna), Axfood (Svezia), Meyer (Usa), Monoprix (Francia). I vincitori: Saclà (conserve e condimenti), Grandi Salumifici Italiani (salumi) , Johannes (derivati del pane e cereali), Campodoro (gastronomia), Zanetti e San Lucio ex aequo (formaggi e derivati), Corsini biscotti (dolci), Salumificio Pedrazzoli (prodotti dietetici/biologici); Acqua minerale San Benedetto (bevande), Unaprol (progetti collettivi), Parmacotto e il Boschetto ex aequo (progetti specialità).

Cibus-Ice: joint venture per l’Italia ad Anuga

A margine della premiazione di Salumi & Consumi e Formaggi & Consumi Award, Vattani ha infatti annunciato ufficialmente che Cibus sarà partner dell'Ice nel promuovere la presenza italiana al prossimo Anuga, dove il nostro Paese avrà il ruolo del protagonista.
I due premi sopra citati sono riconoscimenti all'eccellenza assegnati dal retail e sono promossi dalle due omonime riviste. Sono nati allo scopo di segnalare le migliori iniziative realizzate nel corso del 2009 e intendono evidenziare il lavoro svolto dalle aziende e le loro iniziative produttive e di marketing.
Nella categoria formaggi sono risultati vincitori il Consorzio Tutela Gorgonzola per il miglior spot tv, il Consorzio del Parmigiano Reggiano e Toniolo Casearia per la migliore stampa consumer, Alti Formaggi per la campagna new media, Kraft per la promozione al consumo e per il miglior packaging, l'Antica cascina per il prodotto tipico e Parmareggio per l'innovazione di prodotto. Premio speciale per l'innovazione a In.Al.Pi, per la promozione dei Dop a Brescialat mentre per la promozione del made in Italy il riconoscimento è andato a Ice, che ha vinto analogo premio per i salumi.
In questa seconda categoria merceologica sono inoltre risultati vincitori il Consorzio del Prosciutto di Parma per lo spot Tv e i new media, Beretta per la campagna consumer e il packaging del preaffettato, Golfera per la campagna trade, il Salumificio Val Rendena per la valorizzazione del tipico, Villani per la promozione al consumo, Moser per la brochure, Raspini per il co-marketing il materiale pop e il packaging del libero servizio, Terre Ducali per l'innovazione, Levoni per la partnership con il retail tradizionale; a Veroni è andato il premio speciale per la valorizzazione del canale tradizionale, il Salumificio San Vincenzo per la valorizzazione delle specialità del territorio.

Decathlon chiude il 2009 a +12,8% e progetta 10 nuove aperture

Nel 2009 Decathlon è diventato il più grande network di negozi per la distribuzione di articoli per lo sport in Italia, grazie all’apertura di 5 nuovi punti di vendita, che hanno portato a 56 il numero degli store, registrando la presenza di oltre 19 milioni di clienti (17,1 nel 2008).

Nel 2010, la catena prevede 10 nuove aperture (3 già aperti), che rafforzeranno il network di punti vdi endita ed attireranno oltre 60 milioni di visitatori.

L’Ebit consolidato ha raggiunto i 42 milioni di euro, in forte crescita rispetto ai 35 milioni dell’esercizio 2008 (+20%): un risultato reso possibile da una forte attenzione alla gestione dei costi, in particolare spese generali, all’interno della filosofia low cost, e che si traduce nella volontà di ridurre i prezzi di vendita trasferendo potere d’acquisto al cliente finale.
L’utile d’esercizio, pari a 26,6 milioni di euro (+ 19% rispetto al 2008) porterà il patrimonio netto a 95,7 milioni di euro.
L’autofinanziamento e la forte generazione di cash flow operativo che ha caratterizzato l’attività nel 2009 permetterà alla società di finanziare il cospicuo piano di investimenti previsto per i prossimi anni.

Risultati internazionali

A livello internazionale, la rete Oxylane, il gruppo cui fa riferimento Decathlon Italia, ha registrato un volume d’affari (al netto dell’Iva) pari a 5,44 miliardi di euro, in crescita del 9,5% rispetto al 2008 (contro un 11,1% nel 2008).
A perimetro paragonabile, negozi con più di 24 mesi di vita, la progressione dei punti di vendita a livello internazionale è stata pari al 4% (contro un 5,5% nel 2008).

“In Decathlon Italia -ha dichiarato l’Ad Fulvio Matteoni- ci alleniamo giorno per giorno per rendere accessibile al maggior numero di italiani il piacere dello sport. I numeri che presentiamo oggi dicono che, nonostante la crisi economica, grazie alle nostre innovazioni sportive e all’ottimo rapporto qualità/prezzo dei nostri prodotti, nel 2009 sempre più Italiani hanno scoperto il piacere di una sana attività fisica. È la conferma che clienti e utilizzatori approvano la nostra formula, i nostri brand e i nostri servizi”.

Chi è Decathlon

Nata in Francia nel 1976 da un’idea di Michel Leclercq con l’obiettivo di fornire attrezzature sportive per tutti, con prodotti sotto lo stesso tetto e con il miglior rapporto qualità prezzo, oggi la società è presente in 16 Paesi, con circa 500 punti di vendita e 40.000 collaboratori. In Italia, Decathlon apre il primo negozio nel 1993; oggi conta 59 punti di vendita (3 quelli già aperti nel 2010) e vanta 4.000 collaboratori.

Anche Disney partecipa a Cibus 2010

Il crescente impegno dell’azienda nel settore del licensing ha spinto The Walt Disney Company Italia a partecipare per la prima volta a Cibus, la più importante fiera in Italia dedicata all’alimentare, in corso a Parma.
I prodotti più rappresentativi del 2010 vengono esposti in uno spazio personalizzato (padiglione 4 stand D034): pasta, snack dolci e salati, surgelati e soluzioni pronte al consumo, all’insegna di qualità, innovazione e creatività.

Le ultime novità Disney in ambito alimentare sono firmate Toy Story, di cui uscirà nelle sale cinematografiche il 7 luglio Toy Story 3 – La grande Fuga in 3D: si tratta della pizza tutta italiana di Roncadin, contenuta in un frisbee e l’acqua Levissima, quattro bottigliette collezionabili, personalizzate con i personaggi del film, con tanti premi in palio.

Solo prodotti nutrizionalmente corretti
Disney Food riveste un ruolo importante nello sviluppo di una vasta gamma di prodotti alimentari di qualità per la vita quotidiana di tutte le famiglie italiane sfruttando la notorietà dei personaggi raffigurati sulle confezioni e coniugando l’aspetto salutistico con quello del divertimento.

Dall’ottobre 2006, The Walt Disney Company ha infatti presentato a livello globale alcune linee guida nutrizionali, basate sulle GDA (porzioni giornaliere raccomandate), per l’alimentazione dei bambini in modo da offrire alle famiglie una più ampia scelta di alimenti sani.
Nell’ambito della nuova strategia, nomi e personaggi Disney possono essere associati solo a prodotti per bambini che soddisfano determinati criteri nutrizionali; sono stati infatti definiti i limiti in termini di calorie, grassi, grassi saturi e zuccheri.
Per definire le linee guida nutrizionali dell’azienda, e per concretizzare la strategia in campo alimentare, Disney si avvale della collaborazione di nutrizionisti a livello europeo.

Italian Food Excellence

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