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I consumi 2010 e 2011 saranno migliori del previsto

Pil a +1,0 nel 2010 e +1,1% nel 2011; consumi a +0,7% nel 2010 e +1,1% nel 2011. Sono queste le previsioni di crescita per l’Italia che l’Ufficio Studi di Confcommercio ha rivisto al rialzo individuando nell’effetto “trascinamento”, generato dalla positiva performance di alcuni indicatori congiunturali negli ultimi mesi del 2009, un’importante “eredità” per una crescita più robusta nel 2010.
Rispetto allo scorso Natale, in aumento l’acquisto di alimentari,
utensileria per la casa, calzature e foto-ottica; in calo libri,
profumi, giocattoli; tengono abbigliamento, informatica, telefonia, Cd.
In particolare, la distribuzione della spesa per gli acquisti di Natale
vedrà in crescita gli alimentari (+3% rispetto a Natale 2008) e
l’utensileria per la casa e ferramenta (+1,8%), mentre i cali più
sensibili si registreranno per i libri (-2,6%) e prodotti di profumeria
(-2,2%).

Crescita congiunturale
Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio, i dati del Pil relativi al terzo trimestre del 2009 lasciano ben sperare sul definitivo superamento della pesante recessione che ha caratterizzato il 2009. Infatti, la crescita congiunturale dello 0,6% è il sintomo di una ripresa, seppur ancora fragile, dell’attività produttiva. Così come la domanda per consumi delle famiglie che, dopo essere tornata a crescere già nel secondo trimestre del 2009 (+0,1% rispetto al primo trimestre dell’anno), nel terzo trimestre ha confermato l’uscita dalla recessione (+0,4% rispetto al secondo trimestre). A questo si devono aggiungere gli indicatori congiunturali che evidenziano, da alcuni mesi, un netto miglioramento del clima di fiducia, sia delle famiglie che delle imprese.
Questo insieme di segnali, unitamente alle stime sull’andamento dell’ultimo quarto dell’anno in corso che dovrebbe confermare le attuali crescite congiunturali, porta a ritenere che il 2009 lascerà un’eredità positiva di circa otto decimi di punto di crescita. Per questo motivo è possibile rivedere al rialzo le previsioni della dinamica del Pil per il 2010 e il 2011, portandole, rispettivamente, a +1,0% (da +0,7%) e a +1,1% (da +0,9%).

Ripercussioni disoccupazione
Naturalmente, la prudenza resta d’obbligo, soprattutto perché, come tutte le recessioni del passato, anche e soprattutto questa avrà ripercussioni pesanti sul mercato del lavoro. Se la recessione del ’93, di gran lunga inferiore come intensità a quella attuale, determinò comunque un processo di espulsione di manodopera, soprattutto dai settori industriali, che durò per circa in quinquennio e che si interruppe invertendo la tendenza grazie all’introduzione di misure di flessibilità nelle tipologie e nei contratti di lavoro, oggi il processo risulta più difficile, perché nemmeno i servizi, tradizionale volano occupazionale, riusciranno a riassorbire le eccedenze.
D’altra parte è bene ricordare che la ripresa di questi mesi parte da livelli particolarmente ridotti dell’attività produttiva. In termini reali e comparabili, il Pil del terzo trimestre 2009 si posiziona sui livelli di fine 2001 e la spesa delle famiglie ritorna ai livelli di metà 2005. Ciò definisce, in sostanza, la misura corretta per interpretare oggi il concetto di ‘ripresa’.
Tornando alla questione occupazione, per il biennio 2009-2010, è prevedibile una riduzione degli occupati di circa 6-700mila unità, una parte delle quali sarà costituita da persone che hanno raggiunto il limite dell’età pensionabile e che non viene rimpiazzata da nuovi occupati. Conseguentemente, è da attendersi un peggioramento del tasso di disoccupazione (intorno all’8,5% nella media del 2010), con accentuazioni negative sulla componente giovanile e nelle aree meridionali.

La mission di Nestlé Purina? Innovare per aprire nuovi segmenti di mercato

Dopo un 2008 in cui si è confermata come la realtà più importante del petcare in Italia, con 370 milioni di euro di fatturato e un contributo superiore al 50% sulla crescita della categoria, Purina si avvia a chiudere un altro esercizio positivo. “Grazie ai continui sforzi d'innovazione e rinnovamento dei marchi-chiave e all'elevato livello di servizio che garantiamo a stakeholder e consumatori, abbiamo ottenuto ottimi risultati anche nei primi mesi del 2009“, esordisce Lucio Scaratti, direttore generale Purina Sud Europa e presidente europeo di Fediaf (Federazione Europea delle Industrie Alimenti Animali Familiari). E sono proprio innovazione, qualità e capacità di offrire non solo prodotti ma anche servizi a valore aggiunto (come numero verde e servizio di assistenza tossicologica) i fattori su cui l'azienda punta per continuare a crescere e a differenziarsi, contribuendo così allo sviluppo della categoria.

C'è ancora margine di sviluppo in Italia per il petcare?
C'è un grande potenziale di sviluppo, visto che circa metà delle famiglie ha almeno un pet e che la percentuale degli animali nutrita con petfood industriale (oltre il 45%) è sensibilmente inferiore alla media europea. Inoltre, il settore sta dando prova di una sorprendente resistenza alla crisi: i consumatori sono propensi a continuare a spendere e la categoria è una delle meno sensibili al prezzo.

Che ruolo può giocare la gdo nella crescita del petfood?

Un rapporto con la distribuzione basato sulla trasparenza e la collaborazione sinergica è fondamentale. Per questo, nel 2010, proseguiremo nello sviluppo e nell'implementazione di “Purina TradeCare.Relazioni di valore”, per studiare politiche comuni che accrescano il valore della categoria. Per favorire l'implementazione del progetto, e in particolare per risolvere le problematiche legate in particolare alla supply chain, nel 2009 è nata la figura del TradeCare manager.

Qual è oggi il ruolo della marca e su quali leve deve agire in un contesto di crisi come quello attuale?

La nostra vocazione è l'innovazione, in quanto asse portante del nostro sviluppo e, in qualità di leader, è anche una nostra responsabilità nei confronti del mercato. Innoviamo per aprire nuovi segmenti di mercato e differenziarci dalle private label con una strategia commerciale complementare e assolutamente non conflittuale. In particolare, in un momento di crisi, saper offrire prodotti e servizi con un elevato livello di innovazione è la chiave di volta per distinguersi e avere successo sul mercato. Per questo Purina investe ingenti risorse in attività di R&S che ci consentono di innovare e rinnovare del 50% il nostro portafoglio prodotti ogni 3 anni, grazie al lavoro svolto presso i nostri 5 centri di ricerca.

Dove concentrerete l'innovazione nel 2010?
Continueremo a focalizzarci sui segmenti di mercato in cui possiamo promuovere l'ampiezza dei nostri investimenti in R&S per sviluppare prodotti che assicurino ai pet benessere e longevità. Sul totale del mercato si confermano trainanti gli alimenti secchi sia per cani (con un tasso di crescita del +8,4%) sia per gatti (+7,1%) e un ulteriore sviluppo la nicchia dei fuori pasto e snack (+12,4%) e il segmento monoporzione cane e gatto (fonte Assalco). Come brand di riferimento nella cura e nutrizione dei pet si confermano: Gourmet, che si caratterizza per qualità e innovazione; Purina One, che si distingue per naturalità, scientificità e innovazione, e Purina Pro Plan, gamma di prodotti superpremium per cani e gatti, venduta esclusivamente nel canale specializzato, e all'avanguardia nell'introduzione di innovazioni nutrizionali. Innovazione e rinnovamento sono state le parole chiave anche per due brand storici Purina: Felix, che ha lanciato un nuovo formato, e Friskies, che ha rinnovato la linea gatto e rivoluzionato la linea cane con numerose novità.

Come informate gli shopper su queste novità?

Uno dei pillar della strategia TradeCare è il category management, proprio per consentire ai retailer di gestire il punto vendita in maniera più efficace e funzionale e far sì che parli allo shopper con un linguaggio semplice e diretto, supportandolo nel processo di acquisto. Invece al trade specializzato (veterinari, allevatori e rivenditori), abbiamo dedicato SpecialCare, una strategia pensata per creare sinergia e collaborazione con cui Purina offre know-how, risorse dedicate e strumenti di formazione ad hoc per garantire ai punti di vendita dei risultati tangibili ai consumatori una comunicazione più chiara e un servizio a valore aggiunto che consenta loro di effettuare gli acquisti con più facilità e consapevolezza.

Che ruolo ha la comunicazione?

Così importante che nell'ultimo anno abbiamo aumentato di oltre il 50% l'investimento per consolidare il brand Purina come punto di riferimento nel mercato. Stiamo continuando a focalizzarci sulle attività a supporto dei nostri brand strategici per creare un rapporto più diretto e continuo con il consumatore. Ad esempio, da gennaio ad oggi, abbiamo implementato campagne di comunicazione tv che hanno coinvolto tutti i nostri brand strategici, rinforzate da campagne tv e radio, per aggiornare costantemente il consumatore sulle nostre novità. Siamo, inoltre, fortemente convinti che sia importante favorire lo sviluppo di una cultura generale del petcare e della corretta relazione con gli animali. Sono nati così progetti e servizi come la campagna di educazione rivolta a bambini ed adulti “A scuola di petcare” e il numero verde Purina per Voi, con un team di veterinari dedicato 24/h al giorno.

Cosa state facendo sui nuovi media?

In un'ottica di pianificazione integrata abbiamo deciso di investire ingenti risorse anche sulle nuove tecnologie, funzionali alla strategia di coinvolgimento diretto del consumatore nei valori Purina. Abbiamo lanciato un importante progetto in ambito “digital”: un'innovativa piattaforma web composta dal sito Purina.it, completamente rinnovato, e da Petpassion.tv, un social network dove condividere immagini, video, foto, informazioni e soprattutto emozioni che nascono dall'amore per gli animali da compagnia.

Salvatore Petroli è il nuovo presidente dell’Inran

Salvatore Petroli è il nuovo direttore generale dell’INRAN
(Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione)
e sarà in
carica dal prossimo 18 dicembre.

Nato a Napoli, laureato in giurisprudenza, proviene da una lunga carriera al
Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, in cui ha
ricoperto diversi e prestigiosi incarichi, anche in ambito internazionale. È stato, tra l’altro, Addetto per le questioni agricole alla
Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea a Bruxelles dal
1986 al 1994, Direttore della Direzione Generale delle politiche Comunitarie
e Internazionali del Ministero delle Politiche Agricole nel 2000 e,
successivamente, Direttore della Direzione Generale per le Politiche
Agroalimentari. Nel 2005 gli viene conferito l’incarico di Direttore
Generale della Trasformazione Agroalimentare e dei Mercati e dal 2008
diventa Capo del Dipartimento delle Politiche Europee e Internazionali.

“Fin dai primi anni in cui ho iniziato a lavorare per il Ministero delle
Politiche Agricole -afferma  Petroli- ho avuto modo di conoscere
l’Istituto Nazionale per la Nutrizione e sono convinto che, per l’alto
contenuto professionale dei ricercatori e di tutto il personale, esso possa
tornare ad essere il punto di riferimento e di eccellenza sui temi
dell’alimentazione, della nutrizione e dell’educazione alimentare.”

Grande soddisfazione anche da parte del presidente Carlo Cannella: “Con il
nuovo direttore l’INRAN acquisisce una collaudata competenza nel settore
amministrativo e gestionale che sicuramente contribuirà al rilancio
dell’Ente, avviato fin dall’inizio del mio mandato”.

Il nuovo volto del c.c.i. La Romanina

Il 60% delle donne sa che un’alimentazione equilibrata è fondamentale

La ricerca, svolta su 500 donne tra i 30 e i 60 anni, dall'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, O.N.Da con il supporto del Pastificio Rana evidenzia che il 60% delle donne è consapevole che un'alimentazione sana ed equilibrata è uno strumento cardine per la tutela e la prevenzione della salute. E fin qui niente di particolarmente sorprendente così come il fatto che il livello di sensibilità cresce in presenza dei figli. Più interessante invece è che a 2 donne su 3 è capitato di bocciare un prodotto dopo averne letto gli ingredienti o la tabella nutrizionale. Di queste in particolare il 38% è stata dissuasa dall'acquisto a causa dell'elevato contenuto di grassi o dalla presenza di grassi idrogenati, il 36% dalla presenza di conservanti, il 30% dai coloranti, il 10% dalla provenienza estera.

Educazione alimentare
Un altro punto chiave è la mancanza di educazione alimentare, 3 donne su 4 apprezzerebbero che si facesse ancora più informazione e magari in televisione (68%). “Un punto focale della ricerca -spiega il Michele Carrubaf, ordinario di Farmacologia all'Università degli Studi di Milano e presidente della Società Italiana dell'Obesità- è che le donne chiedono una maggiore partecipazione all'educazione alimentare da parte della scuola. È assolutamente vero. Le Istituzioni devono adeguarsi con iniziative dedicate. A Milano, per esempio, con Milano Ristorazione, abbiamo ideato menù equilibrati e gustosi per i pasti nelle scuole, trasformando la refezione in un momento educativo".

Organizzato a Londra pranzo antispreco per 5.000 persone

Mercoledì 16 dicembre a Londra, 5.000 persone di tutte le classi sociali hanno partecipato, in Trafalgar Square, ad un pranzo intorno ad una lunghissima tavola imbandita, sotto la colonna di Nelson, simbolo della Gran Bretagna. Straordinario il successo dell’iniziativa che, nonostante il freddo e la neve, ha visto  una massiccia partecipazione di pubblico. È intervenuto anche il vescovo di Londra, Richard John Carew Chartres.

I cibi offerti sono stati recuperati secondo i principi antispreco che caratterizzano da dieci anni l’esperienza italiana di Last Minute Market: prodotti freschi destinati ad essere buttati via dai supermercati della zona, perché vicini alla data di scadenza o esteticamente non perfetti.

L’evento, dal titolo Feeding the 5.000 (www.feeding5k.org ) è stato organizzato da Tristram Stuart, autore del libro “Sprechi. Il cibo che buttiamo, che distruggiamo, che potremmo utilizzare” edito in Italia da Bruno Mondadori.

Finiper: modernizzare la rete la priorità 2010

“Retailer di marca o economico di fascia bassa: per le insegne che vogliono avere un futuro non ci sono altre alternative. Questa affermazione vale soprattutto per gli ipermercati: la sfida di questo formato nei prossimi anni sarà quella di affermare e, in qualche caso consolidare, questo passaggio da semplice luogo d'acquisto a brand in grado di dare al consumatore quello che vuole in termini di merce e servizi”. Con questa convinzione, Roberto Polloni, direttore marketing di Finiper, sottolinea le strade che il gruppo intende seguire lungo questa strada. “Il nostro mestiere è quello di vendere merce, circondando il consumatore di prodotti, food e non food, facendo scelte drastiche sulle categorie che si vogliono trattare e sapendo che il prezzo, variabile sempre più strategica, deve rispondere a un'esigenza fondamentale: essere accessibile”.

Ci dia una definizione di prezzo accessibile ...

Per Iper significa proporre un prezzo che sia il più chiaro possibile e soprattutto bilanciato, cioè un prezzo che sia espressione di un corretto rapporto tra aspettative del cliente, valore percepito e valore reale del prodotto. Per rafforzare questa scelta di price positioning, abbiamo costruito un'offerta assortimentale ampia e profonda sui nostri marchi, realizzata su una scala prezzi articolata, che consente di incontrare le esigenze di tutti i target di consumo con un'adeguata soglia di prezzo nelle diverse categorie merceologiche.

Come vi siete mossi in un anno difficile come questo?

Dal punto di vista dei risultati, abbiamo tenuto: i nostri clienti hanno sì ridotto il loro potere di acquisto, ma hanno mantenuto le frequenze di acquisto, come dimostra la lettura dei dati relativi a Carta Vantaggi, la nostra carta fedeltà. In termini operativi, abbiamo mantenuto la nostra promessa di posizionamento: siamo quelli dei freschi, che, in momenti di difficoltà come quelli che stiamo vivendo, hanno rafforzato la loro attrattività, grazie al fatto che il consumatore può scegliere la quantità che desidera con buoni effetti sul portafoglio. Allo stesso tempo, a livello di assortimento, abbiamo lavorato per garantire visibilità alla nostra linea di primi prezzi Valis, presente in maniera trasversale nel food e nel non food.

Avete incrementato i primi prezzi, quindi?

No. Non li abbiamo né ampliati né spinti in maniera evidente. Semplicemente abbiamo raccolto i frutti di un lavoro, iniziato tempo fa come risposta ai discount, creando un brand unico e trasversale, con un analogo posizionamento, chiaro, in tutto l'assortimento. Proprio questa visualizzazione di un brand unico sui primi prezzi abbinata alla focalizzazione sui freschi ci ha permesso di raccogliere vantaggi e aumentare la fidelizzazione.

Il vostro assortimento non è fatto solo di primi prezzi e prodotti basic, ma anche di linee a marchio premium come Amarsi & Piacersi e Terre d'Italia. Soddisfazione anche in questo caso?

Sì, abbiamo registrato analoghi risultati: entrambe le gamme sono cresciute.

Quali sono i progetti più importanti in fase di realizzazione nel 2010?

L'anno prossimo saremo impegnati in un intenso processo di reimpostazione della nostra rete, con un focus importante sul non food in linea con le soluzioni adottate sia nella nostra più recente apertura di Vittuone (Mi) all'interno del c.c.i Il Destriero sia nello storico store di Montebello (Pv). In particolare, l'Iper Vittuone rappresenta un primo passo per un approccio più selettivo nel tessile-abbigliamento che privilegia alcuni mondi specifici: l'intimo per uomo, donna e bambino, ambiti consolidati nei quali abbiamo una storia positiva di risultati, e l'abbigliamento per uomo, con una più netta focalizzazione sul casual che, nel tempo, ha garantito performance interessanti. Sempre in ambito tessile, stiamo testando soluzioni più innovative come la realizzazione di aree in stile outlet, all'esterno dei nostri ipermercati. Tre di queste strutture sono già attive in altrettante superfici (Seriate/Bg, Montebello/Pv e Varese), ma pensiamo a un'ulteriore estensione ad altri store nel corso dell'anno. Infine, incentiveremo la presenza di Progetto Casa, area bricolage in diretta concorrenza con le principali insegne del settore, esperimento iniziato nel 2008, che sarà ampliato ed arricchito di servizi ad hoc con artigiani; si tratta di una sfida complicata che sappiamo essere una necessità per diverse tipologie di consumatori. Del resto il servizio rappresenta una chiave importante del nostro modo di operare, come dimostra il progetto Iper Più, messo a punto quest'anno, con il quale vogliamo dimostrare che anche i servizi possono essere gestiti secondo logiche di standardizzazione identiche ai beni di largo consumo. Certo questo richiede un grande sforzo, soprattutto nei confronti dei fornitori. Ma ci stiamo lavorando con l'obiettivo di consolidare il business, ampliandolo ulteriormente, da aprile.

Un tema strategico del prossimo futuro riguarda la sostenibilità ambientale. Come state affrontando questo argomento?

Lavorando su più fronti. In primis, rafforzeremo ulteriormente il posizionamento “iNaturale”, il brand che esprime il nostro impegno per un commercio responsabile e sostenibile, e che, a livello di comunicazione in-store, è ormai esteso a tutta la rete. Abbiamo già a disposizione della clientela un ampio assortimento di shopper ecocompatibili (dal sacchetto in Mater-bi a quello naturale in cartafrutta, a quello in cotone biologico, fino al borsone in plastica riutilizzabile), mentre il 90% delle confezioni dei prodotti freschi di nostra preparazione o lavorazione è di origine naturale, e con una nuova comunicazione al pubblico. Inoltre, completeremo l'estensione nei pdv di erogatori self service di detersivi, progetto che abbiamo di recente ripreso, dopo essere stati i primi a lanciarlo, nell'Iper Busnago, nel 1993, addirittura in anticipo rispetto al mercato, non ancora pronto per accogliere questa tecnologia. Sul tema della sostenibilità è in arrivo il portale interattivo www.inaturale.it che raccoglie e presenta tutte le attività dell'azienda a favore della riduzione dell'impatto ambientale.

State studiando l'ingresso in nuovi business?

Ne abbiamo già affrontati diversi, dai farmaci all'ottica, dall'energia alle auto, con risultati di cui siamo soddisfatti e che vedrà certo ulteriori novità, di cui oggi è ancora prematuro parlare. Dal nostro punto di vista, nuovi business sono anche la presenza della cantinetta con l'area ristoro e del forno a legna per pizza e pollo arrosto: tutte proposte innovative, che soddisfano nuove esigenze latenti dei consumatori.

Vedremo novità anche in ambito food?
Sì: una delle priorità, già a partire dalla fine di quest'anno, è il lancio e il sostegno della linea a marchio iNaturale, con la quale intendiamo presidiare in maniera più puntuale il mondo del biologico e dell'ecologico, garantendo, come da nostro standard, qualità e prezzi adeguati. Siamo convinti che non si tratti ancora di un trend consolidato, ma di una tendenza in crescita, a volte più per moda che per convinzione reale. Molto dipende dalle caratteristiche dei bacini di utenza: a Milano, ad esempio, esiste una sensibilità molto forte, forse legata anche alle problematiche di inquinamento della città. In ogni caso, si tratta di un mondo destinato ad assumere un'incidenza crescente, anche se pur sempre nicchia. Allo stesso tempo, pensiamo di completare l'offerta dei freschi in un'ottica di servizio, introducendo nuove famiglie e categorie, come porzionati e pronti all'uso, ovviamente senza mai dimenticare prezzi accessibili.

Cosa riserva il 2010 a Finiper come sviluppo?

In realtà, per l'anno prossimo non è in calendario nessuna nuova apertura; come dicevo, la priorità del 2010 è la modernizzazione della rete.

Chiudiamo con un suggerimento: quali sono i retailer stranieri che considera un riferimento per l'implementazione di nuove attività?

A Tesco e Sainsbury's riconosco di avere una marcia in più nell'affrontare il tema strategico delle relazioni con il consumatore. Rumors di mercato dicono che a breve arriverà in Italia Nectar in partnership con un importante retailer: sarà interessante vedere come il mercato si trasformerà.Dal punto di vista dell'offerta commerciale, trovo interessante il concept Drive Auchan, evoluzione importante della spesa virtuale in aperta concorrenza con i supermercati. In Francia, si sta espandendo, diventando un business sempre più significativo; non altrettanto mi sembra stia succedendo in Italia, ma forse è solo questione di tempo e di redditività. Vedremo anche in questo caso di prepararci a un contrasto adeguato.

Coin Upim: accordo raggiunto

Dopo le molte voci che si sono rincorse in questi anni, finalmente l’operazione Coin Upim è arrivata alla conclusione con l’acquisizione del 100% di Upim srl da parte di Gruppo Coin, permettendogli così di acquisire un’indiscussa leadership nel settore dell’abbigliamento in Italia.

Infatti, Gruppo Coin si  rafforzerà sul territorio grazie all’estensione a una rete di location di eccellente qualità dei diversi formati del gruppo: la rete diretta di Upim (135 store + 15 Blu Kids) sarà trasformata in tempi rapidi in ovs industry e Coin, mentre la rete in franchising continuerà a mantenere l'insegna Upim.
Con questa operazione, il management del gruppo guidato dall'Ad Stefano Beraldo prevede anche di aumentare la propria efficienza operativa, ottimizzando risorse e competenze.

Operazione chiusa entro gennaio 2010
Come si legge nel comunicato, l’acquisizione sarà perfezionata con l’assegnazione, agli azionisti di Upim di una partecipazione pari al 7,5% del capitale sociale di Gruppo Coin.

Negli accordi è anche previsto che, prima del perfezionamento della transazione, l’indebitamento netto di Upim venga ridotto per un ammontare pari a 52,5 milioni; inoltre saranno raggiunti accordi specifici con altri creditori per ridurre ulteriormente l’indebitamento.

Il closing dell’operazione, comunque soggetta all’autorizzazione da parte dell’Antitrust, è previsto entro gennaio 2010.

La A di Autogrill arriva al Louvre

Autogrill ha inaugurato a Parigi i Restaurants du Monde, la food court più grande d’Europa e nel museo più visitato al mondo, il Louvre. Lo spazio di ristorazione, situato al primo piano del Carrousel du Louvre, con vista sulla piramide capovolta, si compone di 7 ristoranti e 3 caffetterie sviluppati su una superficie di 1.800 mq, e gestiti direttamente da Autogrill France impiegando circa 200 collaboratori. La progettazione dello spazio è dovuta allo studio internazionale di architettura Chapman Taylor. L’investimento, secondo le dichiarazioni dell’azienda, è nell’ordine di 3,8 milioni di euro.

I numeri

700 posti a sedere e 400 ricette del patrimonio gastronomico mondiale sono il biglietto da visita di questa nuova prestigiosa iniziativa. Lo spazio, infatti, propone un’offerta culinaria cosmopolita come i visitatori del Louvre e quindi adatta alle più differenti abitudini alimentari – cucina francese, italiana, spagnola, mediterranea, asiatica e americana, anche se non rivolta solo ai turisti; secondo le analisi di Autogrill, infatti, il 60% della clientela dovrebbe essere parigina. Le previsioni sono di due milioni di pasti serviti ogni anno (5.500 al giorno), con ricavi che nel 2010 dovrebbero attestarsi intorno ai 10 milioni di euro per arrivare a regime nel giro di un paio di anni a oltre 13 milioni.

Metro e Aia: un anno di matrimonio felice

La partnership funziona. A un anno dalla stipula dell’accordo tra AIA (l’Associazione Italiana Allevatori) e Metro, i risultati del lavoro comune sono molto soddisfacenti, come ha detto oggi nel corso dell’assemblea AIA Dominique Minnaert, direttore generale di Metro Italia Cash and Carry.

L’intesa prevede che i prodotti di origine animale venduti nei 48 punti di vendita Metro siano identificati con il marchio Italialleva, rispettando i relativi disciplinari di produzione a garanzia sia di Metro sia dell’utilizzatore finale.

Tredici le filiere sviluppate e suddivise tra carni, latticini e uova, con un fatturato complessivo di oltre 21 milioni di euro, 20 dei quali derivanti dalle carni. Nei prossimi tre mesi saranno attivate quattro nuove filiere: tacchino, coniglio, suino e mozzarella campana. L’obiettivo per il 2010 è il raddoppio del fatturato.

Microsoft, Mars e Cisco le aziende in cui si lavora meglio in Italia

Secondo il Great Place to Work Institute Italia, è Microsoft la società in Italia dove si lavora meglio. La classifica dei Best Workplaces 2009 ha tenuto in considerazione le migliorie apportate dalla filiale italiana dell'azienda di Bill Gates che permettono di facilitare la vita dei dipendenti: dall'asilo interno all'assistenza medica, passando per la dotazione di Pc portatili, smartphone e banda larga a casa così da favorire il telelavoro.

La seconda posizione è andata a Mars Italia, la consociata della multinazionale Mars Inc. tra i leader mondiali nei mercati del cioccolato e dell'alimentazione per animali da compagnia, mentre ad aggiudicarsi sul terzo gradino del podio è Cisco Systems Italy.

L'elenco delle top ten si completa, nell'ordine, con Elica, Nissan Italia, W.L. Gore & Associati, Tetra Pak, Janseen- Cilag, FedEx Express, Medtronic Italia, Everis Italia e GetaLine.

Tra le aziende del largo consumo in classifica, PepsiCo Italia (12° posto),  S.C. Johnson Italy (14°),  Kellogg Italia (24°) e Guaber (31°), mentre per quanto riguarda i retailer, da segnalare Decathlon Italia (11°), Mediamarket (Media World e Saturn) al 19°, McDonald's Italia (23°),  Leroy Merlin Italia (24°) e Bon Prix (30°).

Il Premio
Great Place to Work® Institute è una società di ricerca e consulenza manageriale che ha base negli Stati Uniti e uffici internazionali affiliati in tutto il mondo.
Un Great Place to Work è un ambiente nel quale i dipendenti "si fidano delle persone per cui lavorano, sono orgogliosi di ciò che fanno, e si trovano bene con le persone con cui lavorano".
Lo studio dunque si basa sulle qualità delle relazioni che si stabiliscono tra i dipendenti, tra loro e la dirigenza e tra i dipendenti stessi e la loro occupazione/azienda.

Cosmetica, profumo di business

Anche gli ultimi dati confermano che il mercato della bellezza ha una dinamica anticiclica rispetto ai trend economici; nel 2009 il giro d’affari sul mercato interno dell’industria dei prodotti cosmetici è infatti aumentato anche se solo dello 0,5%, toccando i 6.057,3 milioni di euro; migliore la performance dei canali tradizionali, che hanno messo a segno un aumento dell’1,5%, con un fatturato complessivo di 5.325,8 milioni, a fronte dei 731,5 dei canali professionali. Il fatturato complessivo delle imprese, 8,3 miliardi di euro, è invece in calo, a causa della diminuzione delle esportazioni.

I consumi

I dati sono quelli dell’ultimo Osservatorio di Unipro, l’Associazione italiana delle imprese cosmetiche, che per quanto riguarda i consumi interni stima un valore complessivo di 9,1 miliardi, con una canalizzazione delle vendite che privilegia sempre più la gdo (come vediamo in tabella), con un giro d’affari nell’anno di 3,6 miliardi di euro. In aumento anche le farmacie mentre il dettaglio tradizionale fa più fatica.
Commentando i dati il presidente di Unipro, Fabio Franchina, ha parlato di un mercato in evidente redifinizione strutturale, che si accentuerà nel 2010, tenendo conto che il consumatore è diventato sempre più attento a selezionare il miglior mix tra canale, prezzo e qualità.

Andamento e previsioni del mercato della cosmesi

  II sem
2009
I sem
2010
Valore
2009
Gdo  +2,4% +2,5%  3.600
Profumeria  -3,8%  -1,5% 2.320
Farmacie  +2,7&  +3,1%  1.400

Fonte Unipro, dati in milioni di euro

La ricetta anticrisi del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene

Secondo l'anteprima dati 2009 IRI Infoscan relativi al canale gdo, il prosecco è oggi lo spumante più venduto in assoluto, con una crescita di fatturato annua superiore al 14%. Vende cinque volte di più del Pinot, supera l'intera tipologia del Classico, e fattura più dell'intero comparto degli Champagne.
Un risultato in gran parte dovuto al corretto rapporto qualità-prezzo, mai tanto importante quanto nei momenti di crisi. Per questo, come avverte il Consorzio di Tutela, i produttori dovranno evitare l'automatismo DOCG uguale maggiore prezzo.
Per mantenere tale equilibrio, il Consorzio assegna un ruolo importante al Distretto, in quanto sistema territoriale capace di definire progetti di lungo termine e strategia condivisa.
“Il primo passo sarà quello di creare un linguaggio comune a tutti i produttori -afferma il presidente Franco Adami-. A questo scopo, dall'inizio del 2010 abbiamo organizzato una serie di incontri con i produttori con i quali andremo a condividere la strategia di comunicazione studiata con Robilant&Associati, per comunicare la nuova identità DOCG”.
Un altro strumento per promuovere la DOCG sarà poi fare conoscere il territorio, e in questo senso il turismo sarà strategico. In quest'ottica si inserisce anche il progetto per il riconoscimento delle colline di Conegliano Valdobbiadene a Patrimonio Unesco che, proprio qualche giorno fa, ha fatto un nuovo e importante passo avanti con un parere positivo da parte della Regione Veneto  e con l'interessamento ministeriale.

Il distretto in cifre
Secondo l'annuale rapporto del Consorzio di tutela, tra il 2003 e il 2008 la produzione del prosecco è cresciuta di oltre il 40%, grazie ai nuovi impianti, e parallelamente alla crescita il fatturato è passato da un giro di affari di 250 milioni a 370 milioni di euro. L'incremento è confermato dalla crescita dello spumante, tipologia a maggiore valore aggiunto, che ha raggiunto l'86% della produzione totale.
La suddivisione del mercato vede per lo spumante il mercato nazionale al 69,1% e l'export al 30,9%, mentre per il frizzante il mercato nazionale rappresenta il 72,4% e l'estero è al 27,6% con il mercato europeo, che rimane comunque il principale sbocco (76,6%). Nell'ambito dei mercati extra europei, aumenta la quota di spumante con un'incidenza pari al 23,4% dei volumi in bottiglia e risulta significativo l'incremento del Nord America con il 15,8% delle esportazioni totali.
Con riferimento alla condotta delle imprese sul mercato interno dello spumante si evidenzia un aumento del peso delle vendite verso il Nord Ovest (+2,3%), mentre nel Nord Est si riscontra una crescita per il Superiore di Cartizze (+8,3%).
Diminuisce invece, in termini relativi, il ruolo delle vendite della denominazione verso le regioni centro-meridionali del Paese.

Canale gdo in crescita
Dall'analisi dei canali di sbocco in Italia, si rileva la generale crescita della gdo, che si attesta oltre il 3%per gli spumanti e assume un peso rilevante per il frizzante (+13%).
L'horeca si conferma come canale di riferimento del mix delle versioni a Denominazione, con un ruolo prevalente nel caso dello spumante (34,9% delle vendite).
Le vendite al pubblico si rafforzano per tutte le tipologie, con un'interessante crescita per il Superiore di Cartizze (+1,3%), che sfiora il 10% delle vendite sul mercato domestico.

Forte sviluppo nei mercati europei
In termini di volumi esportati, la Germania si conferma mercato driver delle vendite rispetto a tutte le tipologie della denominazione, con il 37,5%. Per lo spumante, va segnalato anche l'aumento significativo delle vendite destinate a Svizzera e Regno Unito, corrispondenti rispettivamente al 18,7% e al 6,2% dei volumi commercializzati sui mercati internazionali. Sulla scia di questi cambiamenti, si assiste alla forte crescita dei mercati extra europei (+9,2%), che vedono l'interessante crescita delle quote esportate verso il mercato nordamericano, che raggiungono il 15,7%. In quest'ambito gli Stati Uniti detengono la maggioranza del market share con il 9,6%.

Paolo De Castro torna alla guida della Fondazione Qualivita

Dopo tre anni, Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, torna alla guida di Qualivita, la  Fondazione senese che si occupa di tutela e valorizzazione dei prodotti a denominazione di origine europei.

Il nuovo CdA ha approvato il programma delle attività 2010 che prevede la realizzazione di numerosi progetti fra i quali Qualigeo Encyclopedia, un'opera in sei volumi, in lingua inglese, dedicata ai prodotti agroalimentari a Indicazione geografica di tutto il mondo, che sarà presentata in occasione dell'Expo 2015, come contributo dell'Italia alla promozione di una cultura sul cibo legata ai territori, alla sostenibilità e soprattutto alla qualità.

Le iniziative del 2010 della Fondazione Qualivita sono sostenute con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dalla Fondazione MPS.

Aperto nella stazione di Napoli il primo la Feltrinelli Express

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A quasi dieci anni dall’apertura del megastore di Napoli, Feltrinelli ha inaugurato nella stazione centrale della città partenopea la prima Feltrinelli Express, un pdv di 1.100 mq su due piani (livello binari e metropolitana) aperto dalle 7 alle 22, 365 giorni l’anno. Si tratta del primo negozio Feltrinelli all’interno del progetto Grandi Stazioni, che coinvolge tutte le principali stazioni ferroviarie italiane. Nei prossimi anni, Librerie Feltrinelli aprirà in 8 delle Grandi Stazioni previste, da Torino Porta Nuova a Milano Centrale (entrambe nel 2010), da Verona a Bologna, Bari, Firenze e Mestre.

Layout e offerta a misura di viaggiatori

Assortimento e layout sono quelli dello “standard Feltrinelli”, significativamente adattati a un target composto da persone in movimento, viaggiatori e pendolari, il cui tempo di permanenza in stazione (e in libreria) risulta più compresso rispetto ad altri momenti d’acquisto. Il pdv è caratterizzato da larghi spazi per consentire percorribilità anche con bagagli ingombranti, edicola duplicata e alcuni spezzoni di proposta sia al piano binario che a quello metropolitana Entrambi i piani ospitano punti informazione per aiutare i clienti nelle ricerche, così come totem interattivi per consultare l’assortimento del negozio, ordinare titoli non presenti in quel momento nel pdv e, per i titolari carta Più, verificare il saldo punti e controllare il proprio profilo.

Corner LeFeL e reparto alimentari

Oltre all’edicola e all’ampio assortimento di libri, musica, home video e games, il pdv ospita un corner LefeL, il nuovo marchio Feltrinelli dedicato all’oggettistica e al design.
Una novità assoluta è rappresentata dall’inserimento nelle Feltrinelli Express di un reparto alimentari. Un’offerta di alta qualità che comprende confetture e miele da agricoltura biologica, cioccolata, caramelle, tè, infusi e succhi, cracker e biscotti.
Lo store Feltrinelli di Napoli Centrale vuole giocare un ruolo importante anche nella vita del quartiere, con particolare attenzione ai bambini, pensando ai quali è stata realizzata un’area con tavoli per lo studio, prese per i pc e un collegamento wi-fi.

Procter & Gamble rileva Ambi Pur

Procter & Gamble ha siglato con la Sara Lee Corporation un’offerta vincolante per l’acquisto del marchio Ambi Pur, leader dei deodoranti per l’ambiente, per 320 milioni di euro.
Secondo i termini dell’accordo, P&G acquisterà Ambi Pur ed altri prodotti per l’igiene della toilette che hanno una presenza in Europa Occidentale e Asia.

La chiusura della transazione, che sarà soggetta alle consuete verifiche degli organi preposti, è attesa durante l’esercizio fiscale in corso, che terminerà il 30 giugno 2010.

Durante il periodo di verifica, sia P&G che Sara Lee, avvieranno le consultazioni con le parti sociali e gli enti governativi regolatori. P&G ha inoltre affermato che questa transazione non dovrebbe avere un impatto materiale sui risultati del proprio esercizio fiscale.

Natale, tempo di regali … e di furti nei negozi

In occasione del Natale 2009 si assisterà in Europa ad un aumento dei furti in ambito retail che supererà il valore di 4,8 miliardi di euro stimato lo scorso anno. Durante le festività i retailer riscontreranno furti superiori al doppio della media annuale, che per l'Italia è stata dell'1,36% nel 2009. Sono queste le previsioni di Checkpoint Systems, leader globale per il controllo delle differenze inventariali.

Sabato pomeriggio giorno critico

Il Centre of Retail Research, che ha recentemente pubblicato i dati 2009 del Barometro Mondiale dei furti nel Retail -ricerca sui furti commessi all'interno dei punti vendita patrocinata da Checkpoint Systems- spiega come i retailer inizino a subire furti legati ad articoli natalizi già a partire dai primi di ottobre, ma che il reale incremento dei taccheggi si riscontri a partire dalla metà di novembre, per raggiungere il suo culmine tra la seconda e la terza settimana di dicembre. Dagli studi del CRR si evince inoltre che i maggiori tentativi di furto vengono effettuati intorno alle 14.15 del sabato pomeriggio.
A partire dalla quarta settimana i tentativi di furto invece tendono a diminuire, questo perché gran parte dei prodotti rubati a Natale vengono rivenduti sul mercato nero e quindi devono essere già ampiamente disponibili nel periodo pre-natalizio.

Abbigliamento e lingerie i più rubati

Per ciò che concerne i prodotti che saranno maggiormente soggetti ai tentativi di furto nel Natale 2009, Checkpoint Systems prevede che verranno confermati i dati emersi dal Barometro Mondiale dei furti nel Retail, e che quindi saranno i capi di abbigliamento e accessori moda, insieme alla lingerie, gli articoli che “andranno maggiormente a ruba” durante queste festività. La percentuale di taccheggi di questi prodotti è pari all'1,85% del fatturato retail. A seguire, ci saranno i prodotti alimentari: panettoni, spumanti, carni, prodotti ittici e cibi esotici raggiungono una percentuale pari all'1,8. Nella classifica si trovano poi profumi, creme dopobarba e in generale tutti i prodotti per la cura del corpo, soprattutto quelli offerti in confezioni regalo (1,58%), dvd, bluray e giochi per consolle (1,46%), orologi di marca (0,96%), vini pregiati e alcolici di alta gamma (0,82%) e infine attrezzature e abbigliamento sportivo (0,66%).

Le contromisure

“La difficoltà di gestire la grande quantità di richieste che arrivano ogni anno a ridosso delle festività costringe spesso i retailer ad affrontare il problema dei furti chiudendo i prodotti più costosi all'interno di vetrine, che richiedono l'assistenza del personale di vendita -commenta Salvador Cañones, country manager di Checkpoint Systems per l'Italia-. Questa soluzione però, se da un lato tenta di diminuire i furti, dall'altro tende a scoraggiare l'acquisto. Le soluzioni offerte da Checkpoint Systems supportano i retailer nel superare questo limite, offrendo diverse possibilità per esporre liberamente gli articoli all'interno del punto vendita senza rinunciare alla sicurezza offerta da soluzioni antitaccheggio innovative. In questo modo i retailer possono sfruttare al massimo le potenzialità del libero servizio esponendo i prodotti in modo sicuro anche durante i maggiori picchi di lavoro”.

Carrefour, un unico brand forte per tutti i format

Per Carrefour Italia il 2009 sarà ricordato come un anno importante, uno spartiacque che segna una netta differenziazione rispetto al passato in termini di insegne, sviluppo delle private label e anche di politica promozionale. Infatti, dopo anni di investimenti su Gs, fino allo scorso anno candidato ideale come marchio ombrello per rilanciare la nuova vita di DìperDì, ecco che Carrefour viene designato come unica firma del gruppo, in aggiunta agli ipermercati, in sintonia con le linee guida espresse a giugno da Lars Olofsson, Ceo del gruppo in Francia. “Il processo di convergenza delle insegne Gs e DìperDì in Carrefour Market e Carrefour Express rappresenta un cambio che ha l’obiettivo di renderci più forti sul mercato, a livello nazionale ed internazionale -chiarisce Giuseppe Brambilla di Civesio, amministratore delegato del Gruppo Carrefour Italia-. Stiamo vivendo un’esperienza unica, una sfida sicuramente ambiziosa, per affermarci come un retailer multiformato con un unico brand forte e segmentato per tipologie di vendita. Tutto ciò ha implicato una riorganizzazione profonda delle attività del gruppo finalizzata ad ottenere benefici in termini di razionalizzazione dei costi e di semplicità di utilizzo, dandoci la possibilità di estendere anche ai nostri clienti vantaggi in termini di prezzi al consumo più convenienti e competitivi”.

Quali le logiche alla base di questa operazione di convergenza?

Questo processo di unificazione rappresenta il risultato finale di un più ampio processo di armonizzazione partito all’inizio dell’anno, che ha coinvolto, in primis, le logiche di fidelizzazione con l’affermazione di SpesAmica, storica carta fedeltà di Gs, come unica fidelity del gruppo. Il successo dell’operazione è confermato dall’aumento del numero delle carte, passate da oltre 2 milioni a 3,5. La seconda tappa di avvicinamento alla conversione ha riguardato i prodotti a marchio, con l’inserimento di Carrefour come unica firma per le Pl: anche in questo caso una mossa anticipatoria, iniziata a gennaio con il latte fresco e oggi in fase di conclusione, per dare subito ai nostri consumatori risultati tangibili e abituarli alle nuove logiche.

Quali sono le caratteristiche di Carrefour Market e Carrefour Express?

Oltre che per l’offerta e la fidelizzazione, si distinguono per il forte risalto alla convenienza, nostra vocazione storica, soprattutto sui prodotti di base e sulle Pl. In particolare, Carrefour Express si connota per una spesa veloce, completa e comoda, in linea con il concetto anglo-sassone di convenience. Per superstore e supermercati, invece, la scelta di abbinare la parola Market nasce dalla volontà di sottolineare il ruolo del mercato, soprattutto per quanto riguarda i freschi, centrali nell’offerta.

Quali i tempi previsti per riconvertire la rete, composta da oltre 1.000 store?

Molto veloci: il processo di convergenza, iniziato in Lombardia a fine agosto con Carrefour Express e da fine ottobre con Carrefour Market, coinvolgerà entro fine 2009 circa 70 store, con la previsione di terminare la conversione entro il 2010, sia nella rete diretta sia tra gli affiliati, ai quali stiamo già presentando i progetti.

Una sfida notevole anche in termini di risorse …

Gli investimenti sono decisamente ingenti, ma necessari per affermare la chiara volontà di reagire in maniera efficace alla situazione del mercato.

L’inserimento del brand Carrefour implica anche una revisione strutturale dei formati?

Anche in questo ambito, come nel nostro stile, abbiamo adottato un approccio pragmatico e concreto, che richiede azioni diverse in funzione della modernità dei formati. Nell’ambito della prossimità, l’adozione di Carrefour Express ha comportato interventi più significativi, in termini di ambientazioni, colori e servizi, per ammodernare una rete che aveva bisogno di maggiore caratterizzazione e personalità. Evidente che questo processo, dove opportuno per le caratteristiche strutturali dei singoli pdv, ci vedrà impegnati anche nei prossimi anni.
Diverso il discorso sulla rete Gs, che, in questi anni, ha conosciuto costanti rinnovamenti ed evoluzioni, che la rendono maggiormente in linea con le impostazioni di Carrefour Market. In particolare, entro la fine del 2010 sono previsti interventi meno radicali soprattutto per quei negozi extraurbani e rurali localizzati in zone di maggiore attrazione, che prevedono l’adattamento dei layout per permettere una migliore presentazione della nostra offerta e maggiore visibilità ad offerte e promozioni.

In Francia, Carrefour ha lanciato nuovi prototipi, quali Carrefour City e Carrefour Contact. È prevedibile uno sbarco anche sul mercato italiano?

Probabilmente faremo delle sperimentazioni, ma si tratta di concept adattabili solo a un numero ristretto della nostra rete. Per questo siamo convinti che Carrefour Express con la sua proposta che combina grocery e un’offerta specializzata, con banchi assistiti di gastronomia e macelleria e disponibilità di prodotti pronti da cuocere o da preparare, rappresenti la formula più adatta al mercato italiano.

Quali sono le prime reazioni dei consumatori?

I consumatori si dimostrano soddisfatti. Infatti, le vendite sono cresciute in maniera sensibile, a conferma che la clientela è sempre ben disposta di fronte a proposte nuove ed interessanti.

La promozionalità spinta rappresenta uno dei pilastri della vostra politica commerciale unica su tutti i formati. Eppure, quest’anno, la pressione promozionale ha raggiunto nella gdo livelli molto elevati, anche preoccupanti. Come pensate di muovervi?

Le promozioni in Italia sono importanti e piacciono a tutte le tipologie di consumatori: per questo, continueremo a proporle, con incidenze diverse nei vari formati, utilizzando la loro attrattività di prezzo soprattutto quando riferite ai prodotti di base e alle Pl.
È chiaro che il tema della promozionalità in quanto tale è più ampio e implica un ripensamento verso logiche più complesse, come quelle dell’every day low price. In quest’ottica, da giugno, a Genova, in 30 negozi di prossimità stiamo testando un nuovo approccio che prevede, nel grocery, una sensibile riduzione dei prezzi, che compensi l’assenza di promozioni, centrali, invece, nell’area dei freschi. Si tratta di un test importante, i cui effetti saranno valutati nei prossimi mesi e con il quale vogliamo dimostrare il nostro interesse a sperimentare strade innovative.

Parliamo di Pl: quali le priorità per il 2010?

Rimangono un elemento strategico tanto nella fascia bassa, dove stiamo valutando l’inserimento della gamma Carrefour Discount, sia nel top di gamma. Inoltre, il 2010 ci vedrà impegnati nell’ingresso in nuove famiglie, presidiate finora solo dall’idm soprattutto nell’ambito del non food di servizio, che ormai riteniamo di essere in grado di coprire in maniera efficace.

Il 2009 per Carrefour Italia è stato anche l’anno della vendita di alcuni ipermercati in Puglia e Sicilia. Si tratta di una fuoriuscita definitiva dal Sud o state lavorando a progetti che vi permettano di presidiare meglio questo territorio?
Bisogna giocare le battaglie che si sa di poter vincere nell’interesse dell’impresa e del consumatore. Con questa logica, abbiamo deciso di cedere a cooperative locali quegli ipermercati che non ci permetteva di raggiungere gli obiettivi economici di ritorno che ci eravamo aspettati. Questo non significa affatto che vogliamo abbandonare il Sud: abbiamo tutte le intenzioni di rimanere soprattutto con super, ma anche con ipermercati, in quelle aree ben presidiate, nelle quali deteniamo importanti quote di mercato, come Napoli e provincia e Palermo.

Uno dei temi chiavi del prossimo futuro riguarda la salvaguardia dell’ambiente e la sostenibilità degli store. Come vi state muovendo in questi ambiti?

Abbiamo lavorato molto su questa area -anche se ne abbiamo parlato poco- arrivando a ottenere risparmi di energia pari a circa il 29%, con riduzioni di CO2 equivalenti alle emissioni di una media città italiana.
Abbiamo concentrato gli sforzi sul risparmio energetico con l’utilizzo di un sistema computerizzato per il riscaldamento dei pdv, lampade a led, banchi refrigerati chiusi nei surgelati così come nei salumi e latticini, pompe ad assorbimento, cestini per spesa in materiale riciclato e altro ancora, ma siamo consapevoli che c’è ancora da fare, anche in altri ambiti. Tra le nuove frontiere, infatti, insieme all’idm, vorremmo lavorare sulla riduzione degli imballi secondari all’interno di Ecr. È un obiettivo ambizioso, ma questo non spaventa. Anzi.

Multitarget e multiformat coordinate del brand Coop

Multitarget e multiformat: sono questi i concetti che individuano il percorso lungo il quale nel 2009 e, ancor più nel 2010, Coop intende muoversi per rispondere in maniera più puntuale al consumatore, come chiarisce bene Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di gestione di Coop. “Da sempre ci rivolgiamo ad un ampio e articolato target di consumatori. In questa società multitarget il nostro principale obiettivo è quello di servire i clienti ad un livello territoriale nazionale il più capillare ed esteso possibile, attraverso format di vendita articolati in modo da soddisfare i bisogni dei clienti sia nelle grandi città che nei piccoli centri, fino ad arrivare alle piccole comunità montane. Come mi piace dire, dalla Val di Noto alla Val di Fiemme”.

Gli effetti della crisi?
Con un core target che supera i 7 milioni di clienti soci, Coop è particolarmente attenta anche alle esigenze di soggetti diversi sia per condizioni di reddito che per stile di vita e di consumo. Una quota non marginale di nostri clienti sta subendo l'attuale crisi economica con un duro impatto sul reddito disponibile e, di conseguenza, anche sulle capacità di far fronte alle spese quotidiane. Negli ultimi mesi abbiamo registrato una significativa flessione dei consumi e una riduzione della frequenza di spesa, che stiamo cercando di mitigare con iniziative di convenienza mirate sui prodotti di prima necessità e sulle nostre Pl. Questo, al fine di mantenere alto il livello dei valori di Coop, che i nostri soci, soprattutto giovani, intendono perseguire anche nei loro atti di acquisto. Per quello che riguarda il prossimo anno, le previsioni non sono rosee: stiamo elaborando i nostri budget prevedendo consumi food a -0,2% e non food a -1,7% sul 2009. La crisi c'è, eccome, e servirebbero politiche economiche più decise nell'indirizzo della ripresa dei consumi.

Format: nuove sperimentazioni in vista?

L'orientamento multitarget ha come conseguenza la scelta di proporsi sul mercato come un sistema distributivo “multiformat”. Il modello di sviluppo di Coop è adattivo rispetto al territorio, con store che spaziano dai piccoli negozi di vicinato agli ipermercati di grandi dimensioni, con una rete strutturata di format diversi, caratterizzati da una proposta commerciale articolata, per poter offrire alternative di spesa e di assortimento sia alimentare sia non alimentare. Attualmente, abbiamo avviato nuovi format per presidiare con maggiore capillarità i centri città e, allo stesso tempo, integrare le esperienze della grande distribuzione con altri servizi. Già oggi Coop Salute e Coop Voce rappresentano integrazioni di questo genere, ma ne abbiamo altre, come la ristorazione e le librerie, senza dimenticare la partnership al 40% con Eataly. Inoltre, abbiamo sperimentato punti di vendita capaci di offrire un buon servizio, con strutture di costi più snelle sia a monte che a valle, in modo da ridurre i costi di funzionamento a fronte di un buon livello di servizio. Innovazione e sperimentazione a tutto campo sono le chiavi sulle quali opereremo fortemente per il rafforzamento della nostra presenza sul mercato.

Su quali tipologie di vendita punta la strategia di sviluppo?

Il piano di sviluppo di Coop è significativamente orientato verso il Sud con l'apertura di sei nuovi ipermercati, in aree dove importanti distributori hanno deciso di abbandonare o di interrompere la loro espansione. Da questo punto di vista sono state significative le ultime aperture in Sicilia e la recente acquisizione di ipermercati Carrefour in Puglia e Basilicata che stiamo trasformando in Ipercoop. Il nostro piano di sviluppo 2009-2011 prevede l'apertura di 66 tra super e superette, con un piano di investimenti di circa 2 miliardi e la previsione di un aumento della quota di mercato di circa 2 punti. Per quanto riguarda i nuovi servizi, con ormai 95 Coop Salute e oltre 400.000 attivazioni abbiamo dimostrato che, pur in un ambito limitato di liberalizzazioni, si può raggiungere il punto di equilibrio economico con soddisfazione del consumatore e, degno di nota, calmierando i prezzi come fondamento delle liberalizzazioni. Oltre ad avere in fase di implementazione nuove tecnologie e servizi web, stiamo riflettendo sull'utilizzo della rete per gestire i cataloghi interattivi, in particolare per i prodotti non food, per i quali stiamo già facendo test in alcuni store. Tutto questo perché siamo convinti che la crisi porterà ad una nuova cultura di consumo: per noi, si tratta di interpretarla come opportunità/necessità di ampliare la nostra offerta e di intercettare nuove fasce di consumatori, oltre che fidelizzare maggiormente quelle che già abbiamo. Tutto ciò nella vocazione storica della Coop: far crescere cooperazione e cooperatori.

Quali cambiamenti nell'offerta occorrono per stare dalla parte dei consumatori?

Stiamo assistendo ad una vera e propria polarizzazione dei consumi. Da una parte, cresce il consumo dei prodotti basici e delle materie prime per la preparazione dei piatti, dall'altra si stanno sviluppando importanti nicchie nell'area dei prodotti di alta qualità, tipici e delle specialità. Nello specifico, Coop sta coprendo queste nicchie prevalentemente attraverso lo sviluppo della linea Fiorfiore a marchio Coop che sta crescendo molto bene (+18%). Per quanto riguarda i settori in maggiore difficoltà, si tratta prevalentemente del non food, del tessile, dei prodotti di elettronica di consumo, settori nei quali, in questi ultimi due anni, i clienti hanno significativamente ridotto la propensione all'acquisto; sarà necessario, dunque, rifocalizzare l'offerta su un nuovo modello più coerente alla situazione e puntare sull'innovazione fondamentale per il rilancio. Per quello che riguarda il focus delle nostre politiche commerciali, per il 2010 riconfermeremo la politica “Dalla tua parte noi”, un'iniziativa che, come dimostrano i risultati positivi del 2009, è stata apprezzata dai nostri consumatori in quanto solidale verso i problemi di perdita di reale capacità d'acquisto di beni e servizi, che hanno intaccato anche l'area che fino ad oggi pareva intoccabile, quella dei prodotti di largo e generale consumo alimentare. Le imprese leader debbono dimostrare, proprio in questi momenti, di stare dalla parte dei loro clienti consumatori.

Qual è il competitor straniero che ha meglio gestito l'attuale congiuntura?

In generale le insegne da noi osservate si sono mosse in due direzioni: in primo luogo hanno rafforzato la proposta di convenienza, in particolare sui marchi propri, con riposizionamenti (es. Mercadona) e sviluppo di nuove linee prodotto dedicate (come, ad esempio, Tesco). Una seconda direzione è stata quella di soddisfare nuove esigenze di consumo che la crisi ha fatto emergere, in primo luogo, la necessità del cliente di risparmiare pur tutelando il proprio tenore di vita. Si tratta di intercettare consumi normalmente coperti da altri canali distributivi quali l'Horeca o da marchi/canali premium. La sensazione è che chi ha puntato su questi fattori stia ottenendo i risultati migliori e uscirà rafforzato da questa situazione di crisi. Una mia osservazione riguarda però tutta la distribuzione moderna italiana. Occorre che ognuno punti alla propria distintività, alla propria “personalità”, attraverso la quale convincere i consumatori ad entrare nei negozi con le nostre insegne. Smettiamola di “copiarci”, di fare, in ultima analisi, tutti la stessa cosa. Un'ottima scuola di retailing differenziato a mio parere è quella statunitense, dove Wal-Mart il gigante da 270 miliardi di dollari, non ha “ucciso” tutti i concorrenti: Wegmans, Dorothy Lane, Trader Joe's e Meyers sono ottime catene distributive che riescono, con la loro distintività, non solo a sopravvivere, ma anche ad avere buona redditività e buona potenzialità di sviluppo. Questa è una chiave per il retailer italiano del futuro: diventare marca “insegna” a tutti gli effetti e su questa base sviluppare le proprie politiche distintive e differenziate.

In definitiva, come si uscirà da questa crisi?
Tutti dicono che da questa crisi si uscirà diversi. Allora occorre discontinuità, un cambio di passo nel nostro modo di fare impresa distributiva. È finito un ciclo di oltre 20 anni di lusinghieri risultati. Chi guarda indietro a questi successi, a mio parere, ha perso. Coop sta mettendocela tutta, stiamo lavorando per un significativo processo di cambiamento: dalla “governance” ai processi operativi e commerciali. Già nel 2010 ci presenteremo sul mercato con importanti proposte innovative: una Coop diversa, più veloce, efficiente e tempestiva nel cogliere opportunità e farle cogliere ai nostri consumatori. Sono ottimista, ce la faremo e questo sarebbe un buon segno non solo per noi, ma anche per il Paese che mai come in questo momento ha bisogno di soggetti imprenditoriali che si rimbocchino le maniche per dare reali e significative risposte di cambiamento e alla modernizzazione del Paese.

Esselunga apre il 140° punto di vendita

Esselunga

Ad Arcore, in provincia di Monza e Brianza, Esselunga ha aperto ieri il suo 140° store, un classico superstore della catena sviluppato su circa 2.900 mq con un parcheggio coperto di oltre 340 posti auto.

Per la realizzazione dello store, situato nell’area nord della città, è stato eseguito un importante progetto di ristrutturazione che ha riguardato sia l’immobile, in passato gestito da altre insegne sia della viabilità.

In particolare, in accordo con l’amministrazione comunale, è stata realizzata una rotatoria, a cui sono stati aggiunti spartitraffico al centro della carreggiata, per rendere più sicuro l’attraversamento pedonale.

Dal punto di vista dell’offerta, si tratta di un superstore che ripercorre le tradizionali logiche della catena, con ampio spazio ai freschi e alle marche commerciali in tutte le loro declinazioni, tra cui Pronti in tavola, Pronti da cuocere, la linea Esselunga Bio, i prodotti ecologici con certificazione Ecolabel e la nuova linea premium Esselunga Top.

Attivo anche il servizio di spesa online con consegna a domicilio, mentre l’orario di vendita va dalle 8,00 alle 21,00 dal lunedì al sabato. Nel mese di dicembre, il superstore è aperto anche tutte le domeniche (dalle 8,00 alle 20,00).

Conad denuncia gli ostacoli sulla via delle liberalizzazioni

Un esempio: dall’apertura del primo impianto Conad – nel novembre 2005 – ad oggi (quinto distributore), il risparmio per gli automobilisti nei cinque impianti è stato di 7,7 milioni di euro, pari ad una media di 7,1 centesimi al litro. Quattro soli centesimi di risparmio al litro sul totale erogato equivalgono al valore dei consumi nazionali di pasta secca.
Inoltre occorre precisare che ogni impianto Conad ha un erogato medio di carburanti nove volte superiore ad uno della rete tradizionale: 13,9 milioni di litri contro 1,6 milioni.
Questo è uno dei temi emersi dalla tavola rotonda organizzata da Ancd Conad su “L’evoluzione del commercio tra protezionismo e apertura dei mercati: il ruolo della distribuzione commerciale”, in occasione della presentazione dell’ottavo Rapporto Ancd Conad sulla legislazione commerciale.
C'è però da considerare l’effetto delle iniziative a livello parlamentare e regionale, tese a riportare indietro lo stato delle liberalizzazioni limitando l’apertura di nuovi distributori e ridimensionando il comparto delle parafarmacie. Una situazione che costituirebbe la limitazione della libertà di scelta del consumatore.
«Il rischio concreto è che non si proceda sulla strada delle riforme -sottolinea il direttore generale di Ancd Conad Sergio Imolesi- il protezionismo non è lo strumento idoneo a tutelare le imprese e ridare vigore all’economia. L’Italia ha bisogno di altro: la scelta obbligata è l’apertura dei mercati alla concorrenza. Auspichiamo regole trasparenti, lontane dalle speculazioni finanziarie che hanno determinato l’attuale crisi economica».
Con questa posizione di arretramento il consumatore nesubisce le conseguenze per due motivi: perché viene privato della convenienza di servizi ancor più apprezzati nell’attuale momento di difficoltà economica e poi per il blocco del processo di modernizzazione del Paese.

La sfida di Upim: più traffico con i clienti fedeli

"Upim non è più una parolaccia: abbiamo creato un progetto robusto con linee strategiche definite, in grado di resistere anche alle difficoltà di oggi, come dimostra l'aumento del numero degli scontrini registrato in questi mesi”. Con la lucidità e la chiarezza che gli sono propri conditi da una forte determinazione, Luca Rossetto, Ad di Upim, spiega come si muoverà l'azienda nel 2009: “Caratterizzazione ulteriore dei pdv, focus maniacale sulla qualità, nuovi stand alone, riaggiornamento dello scaffale, politiche di marketing più mirate: sono solo alcuni dei titoli, non in ordine di importanza, che incarnano le priorità sulle quali Upim intende concentrare i propri sforzi a partire dal 2009”.

Essere più attraenti

A questo scopo, Rossetto, oltre che incentivare la promozionalità soprattutto sulle nuove collezioni, punta a ridefinire lo scaffale. “Dopo le operazioni attuate nel 2005-06, oggi è il tempo di nuovi interventi di raffinamento degli spazi, cercando di capire meglio le esigenze e le necessità delle nostre clienti. Vogliamo costruire assortimenti con spazi per le diverse merceologie stabiliti in funzione di quello che esse occupano nell'armadio delle nostre clienti e non soltanto sulla base della disponibilità delle nostre superficie di esporre merce. Allo stesso tempo, vogliamo migliorare la capacità di attrazione e rotazione, garantendo, nell'abbigliamento donna, uomo e bambino, 5-6 nuove immissioni nell'arco di una stagione, vale a dire ogni 3-4 settimane”. Eppure il fast fashion di Zara lavora su tempi ancora più ridotti ... “Zara rimane un modello, soprattutto per la capacità di creare emotività nel pdv, non in tema di prodotto, ambito nel quale ritengo che Upim abbia lavorato nella giusta direzione, a livello di qualità complessiva, compresa la portabilità dei capi, tessuti e filati”. Le fibre naturali, infatti, rimangono un elemento strategico distintivo di Upim, percepito dai clienti disposti, come evidenziato anche in una recente ricerca interna, a spendere di più per un capo a maggiore valore aggiunto.

Direttrici 2009

Il 2009 sarà soprattutto l'anno del marketing. “Finora abbiamo lavorato ancora poco in quest'area estremamente importante per un distributore, ma dal prossimo anno lavoreremo in maniera approfondita sulla store loyalty”. Allo stesso tempo, a livello di revisione dell'assortimento, gli sforzi principali si concentreranno sull'intimo donna e sul marchio Rosa Thea dedicato al conformato. “Nel primo caso, vogliamo dimostrare, nonostante la forza dei category killer, di avere tute le carte in regola per competere grazie a un assortimento più ampio e profondo, oltre che una qualità in linea con i nostri standard. In questo senso, stiamo lavorando molto sul prodotto, oltre che valutando diverse soluzioni espositive di evidenziazione. Temi analoghi saranno affrontati rispetto al nostro marchio Rosa Thea, al quale vogliamo dare una riconoscibilità più netta a livello di ambiente, assortimento e servizi, con camerini dedicati, personale specifico e uno spazio coerente come le piccole riparazioni sartoriali, disponibili per l'intera offerta di abbigliamento. Vogliamo lavorare imitando per livello di servizi e assortimento alcune grandi catene americane della casa e dell'uomo, che propongono un tipo di informalità che ancora non riusciamo a esprimere. In questo senso, ci piace molto anche la semplicità e la linearità di Monoprix, oltre che la sua capacità di esprimere qualità al giusto prezzo”.

Stand alone e collaborazioni
con despecializzati

Il rafforzamento del reparto casa, già avviato con il lancio di Croff, sarà rafforzato con stand alone Croff, come sta avvenendo per BluKids (il 5° pdv è stato aperto a Lecce). In prospettiva, si aprono anche nuove collaborazioni con insegne della gdo. “Già da un anno, stiamo lavorando con una primaria insegna per valutare un assortimento tessile adatto a super e ipermrkt senza che compaia la firma Upim. Certo, siamo interessati sia ad ampliare collaborazioni di questo genere, firmandola, sia a gestire corner in pdv despecializzati, perchè vogliamo essere dove ci sono grandi flussi. Ma dobbiamo prima di tutto dimostrare di essere veri generatori di traffico. è questa la sfida che vogliamo vincere”.

Rete di vendita diretta per Bauer

Dopo essere stata seguita per anni da un distributore esterno, dal primo dicembre 2009, Bauer Spa -azienda trentina specializzata nella produzione di specialità gastronomiche (dadi, preparati per brodo e insaporitori senza glutammato monosodico aggiunto- gestisce direttamente il rapporto commerciale con la distribuzione italiana attraverso una propria struttura di vendita diretta.
Obiettivo: aumentare la distribuzione e quindi la penetrazione del
portafoglio di prodotti a marchio Bauer in ambito nazionale e
valorizzare il ruolo della marca nella distribuzione moderna, con un
approccio orientato alla collaborazione.
Alla guida della nuova struttura commerciale interna, Marco Ariodante, che vanta una pluriennale esperienza nel settore presso  aziende quali Eurofood, Palmera, Masterfood e Kraft- assume la carica di direttore vendite.
 “I risultati raggiunti in Trentino -spiega Giovanna Flor, amministratore unico di Bauer Spa- dove le rotazioni dei nostri prodotti core sono equiparabili a quelle del leader di mercato e le quote in crescita in ambito nazionale ci fanno ben sperare. Con la nuova rete di vendita nazionale, vorremmo estendere l’approccio “puntuale” che da anni abbiamo in Trentino Alto Adige anche alle altre regioni, per garantire un servizio più efficiente e di valore anche per il trade”.

Co.Pad.Or. acquisisce il 100% di Berni

Il Co.Pad.Or. (Consorzio Padano Ortofrutticolo) di Collecchio (Pr) ha acquisito l'intera proprietà di Berni Alimentari spa, comprando la quota di partecipazione societaria della cooperativa Copra di Piacenza.
Questo annuncio, per altro atteso, rappresenta un ulteriore passo nel percorso di sviluppo di Berni, la cui base societaria è passata dai tre soci iniziali a due, dopo che la Dac di Flero (Bs) era uscita dalla compagine aziendale. Con questa operazione anche il secondo socio Copra, cedendo la sua quota, conclude il suo compito di sostegno, lasciando a Co.Pad.Or. il controllo delle attività industriali e commerciali di Berni Alimentari.
“La decisione di acquisire il 100% di Berni, marchio storico del panorama alimentare italiano, e la conseguente adozione di una politica di marca da parte di Co.Pad.Or. -sottolinea il presidente Fausto Gandolfi- nasce dall'esigenza di diversificare le opportunità commerciali, nell'ottica di valorizzare al massimo la produzione della nostra base sociale”.

I numeri Co.Pad.Or. e di Berni Alimentari
Con un fatturato di 75 milioni di euro, un patrimonio netto di 40 milioni di euro, 350.000 tonnellate di prodotti freschi lavorati e 4.400 ettari di pomodori coltivati da 160 soci nel parmense, Co.Pad.Or. è la maggiore azienda di trasformazione del pomodoro operante in Europa.
Berni Alimentari sviluppa un fatturato di oltre 20 milioni di euro, sviluppati per il 10% all'estero in Europa, Australia ed America del Nord. Lo stabilimento di Gragnano Trebbiense (Pc) produce quasi 15 milioni di vasetti/anno ripartiti su 120 referenze di prodotti vegetali sott'olio e sott'aceto, passate, sughi, condimenti per riso e food service.

Rinnovato il cda di Crai Secom

È stato rinnovato il Consiglio di Amministrazione di Crai Secom SpA -società partecipata all’80% dai poli distributivi del territorio e al 20% dalla Cooperativa Crai con sede a Segrate- che detiene la proprietà del marchio e segue tutte le attività di servizio ai Soci del Gruppo Crai.

La Presidenza è andata a Piero Boccalatte, Vice Presidente di Codè di Leinì (Torino) – Polo Crai Ovest e già VicePresidente di Crai Secom, che succede nell'incarico allo scomparso Sergio Facin.

Sono inoltre entrati in Consiglio due nuovi consiglieri: Gianfranco Scola (Direttore Generale di Ama di Montebelluna (Treviso) – Polo Crai Est) e Marco Bordoli come Consigliere esterno.

Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 10 novembre 2009, ha conferito la carica di Vice Presidente Vicario a Umberto dall'Aglio, Presidente di Padial di Piacenza e del Polo Crai Nord, e di Ad a Marco Bordoli, che conserva la funzione di Direttore Generale.

Nel Consiglio siedono altri tre consiglieri: Oriano Filippi (Presidente della Cooperativa Nealco di Lugo di Ravenna e del Polo Crai Adria Nord), Giangiacomo Ibba (Presidente della Cooperativa Crai, della Società F.lli Ibba di Oristano, del Polo CRAI Sardegna e del Consorzio Crai Tirreno) e Gennaro Regina (Amministratore Unico di Cedis Regina - Polo Crai Sud).

Al via il Trasporto Intermodale di Kraft Foods e DHL Supply Chain

Partirà nel prossimo gennaio il progetto Trasporto Intermodale, per una logistica a minor impatto ambientale, promosso da Kraft Foods, DHL Supply Chain Italia e Trenitalia Divisione Cargo. Grazie a questa iniziativa è stata sperimentata una nuova modalità di trasferimento/distribuzione di alcuni prodotti alimentari (Simmenthal in questa prima fase di prova) attraverso un percorso combinato strada-rotaia.

Il primo test del progetto, a maggio 2009, ha applicato la nuova modalità combinata di trasporto sul percorso da Aprilia (Latina) al sito di Corteolona (Pavia) e ha visto il coinvolgimento e la collaborazione di diverse funzioni aziendali: logistica, planning, controllo qualità e manufacturing. L'idea del progetto è stata quella di sperimentare fattibilità e benefici di un trasporto combinato strada-rotaia che potesse sostituirsi a quello solo su strada, con l'obiettivo primario di promuovere una logistica a minor impatto ambientale, riducendo quindi le emissioni nocive provocate dal trasporto su gomma.

Positiva la fase di test

“La fase di test ha dato risultati incoraggianti -sottolinea Rocco Nola, project leader del progetto Trasporto Intermodale di Kraft Foods in Italia-. Trasferendo il 60% delle tonnellate di Simmenthal che annualmente vengono trasportate sul territorio nazionale su rotaia, si percorreranno 180mila Km in meno su strada”.
Con questa iniziativa si stimano, in un anno, il 64% in meno di emissioni di agenti inquinanti, oltre a una serie di vantaggi meno quantificabili, ma da sottolineare, come la diminuzione del rischio di incidenti e la riduzione dei costi di manutenzione delle infrastrutture.


Veicolo elettrico con emissioni zero

In ambito mobilità sostenibile, DHL Supply Chain a livello globale ha adottato una campagna per la protezione dell'ambiente orientata alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. La multinazionale tedesca, infatti, lo scorso anno ha commissionato il più grande veicolo elettrico ad alte prestazioni al mondo e con emissioni zero, costruito quasi interamente con materiali riciclabili. La scelta verso il furgone Smith Newton rientra in un più ampio impegno di DHL per provare nuove tecnologie allo scopo di ridurre le emissioni di anidride carbonica e consolidare il proprio impegno a tutela dell'ambiente (attualmente DHL utilizza in tutto il mondo una serie di veicoli ibridi a bassa emissione ma Smith Newton sarà il primo veicolo completamente elettrico della flotta).

GDOWEEK 507

Coop testa la vendita di carburanti

Brindisi, Piacenza e, a breve, Matera: parte da questi centri commerciali la volontà di Coop di misurarsi con il mondo dei carburanti.

“Per noi si è trattato di un'opportunità legata all'acquisizione degli ipermercati Carrefour avvenuta lo scorso luglio -precisa Tino Cesari, vicepresidente di Coop Estense-. Le location sia di  Brindisi sia di Matera sono dotati di stazioni di servizio in modalità diverse che ci permetteranno di valutare pro e contro nella gestione di questo business per noi nuovo”.

Da questa prudenza nasce la scelta di firmare le stazioni non come coop ma con il nome Mongolfiera, “la nostra firma per i centri commerciali in Puglia, un nome di riferimento e noto.
Al di là del nome, il nostro obiettivo non cambia: vogliamo diventare la pompa di benzina più conveniente della piazza di Brindisi -precisa Cesari-. Per questo abbiamo adottato una politica molto aggressiva che ha comportato una riduzione media del prezzo della benzina di 7 centesimi”.

I risultati sembrano premiare questa scelta. Infatti, la stazione di Brindisi, attiva dalla metà di ottobre in concomitanza con la riapertura dell'ipermercato con l'insegna Ipercoop, sta registrando vendite giornaliere pari a circa 30.000 litri, dati che lasciano per sperare per il prossimo futuro. “

Speriamo di ottenere risultati altrettanto positivi anche a Matera, dove l'area di servizio sarà aperta nel giro di qualche mese, autorizzazioni permettendo -chiarisce Cesari-. Per noi si tratta di un'esperienza significativa, di due test importanti, dai quali otterremo indicazioni più precise su caratteristiche e abitudini dei consumatori visto anche che le modalità di gestione sono diverse: post-pay Brindisi, pre-pay Matera”.

Sul terreno delle benzine, si sta muovendo anche Coop Consumatori Nordest che, a Piacenza, all'interno del c.c.i Il Gotico ha aperto una stazione di servizio a firma Enercoop, energia militante.

Intermedia si scioglie. Auchan e Metro verso una nuova alleanza

Dopo vent'anni di attività, chiude i battenti Intermedia 1990, la centrale acquisti nata nell'ottobre del 1989 per volontà di Lombardini Holding e Gruppo Garosci della quale facevano parte Auchan e Sma, Metro, Pam, Bennet, Lombardini e il Gruppo Sun (Cadoro, Gabrielli, Italmark, Orvea e Superconti).

La decisione del Consiglio di Amministrazione, in seguito alla volontà di tutti i soci di porre termine all'iniziativa comune entro la fine dell'anno, è certo destinata a modificare fortemente gli equilibri della gdo italiana e ad aprire nuovi scenari, che si verificheranno il prossimo anno.

In discussione, soprattutto, è stato messo il ruolo stesso svolto oggi dalle supercentrali, la loro rigidità in un mondo che, invece, richiede sempre più flessibilità.

Conferma Gruppo Pam: “Intermedia è un modello di supercentrale superato e troppo complesso, non più in grado di rispondere alle esigenze di flessibilità richieste dal mercato. Saper guardare oltre il modello negoziale, riconducibile a questo genere di struttura, potrà generare importanti opportunità per l'intera filiera, non solo per industria e distribuzione, ma anche -e soprattutto- per il consumatore finale”.

Di fatto, mentre Auchan, Sma (con il master franchising Crai) e Metro, con i loro numeri, volumi e forza per trattare con i fornitori anche in virtù dei loro collegamenti internazionali, prevedono la possibilità di un nuovo percorso comune, che non esclude l'apertura verso altri operatori nazionali, i soci italiani -Pam, guidato dalle famiglie Bastianello, Dina e Giol, Lombardini e Bennet (famiglia Ratti) Gruppo Sun- hanno deciso di prendersi un periodo di riflessione, gestendo da soli gli acquisti.

Non è esclusa l'ipotesi di creare collaborazioni più flessibili, in grado di cogliere opportunità contingenti per singoli mercati e canali, evitando legami troppo gravosi in termini di risorse, sia finanziarie sia umane.

Serpeggia, comunque, anche il dubbio che la mossa possa anche essere una premessa ad eventuali cessioni.

I numeri

Per quanto riguarda il fatturato aggregato alla vendita, Intermedia nel 2008 ha vendite aggregate pari a 13,1 miliardi di euro, che nel 2009 sono diventati 13,6, a fronte di 6,3 miliardi di acquistato del 2008, valore sceso a 6,1 del 2009. A livello di quote di mercato, questi dati attribuiscono a Intermedia un peso di circa il 18,4% (dati Nielsen luglio 2009) destinata ad aumentare ulteriormente intorno al 2% (ndr, Nielsen non rileva Metro il dato è frutto di valutazioni aziendali).

Dopo I Gigli, Thun apre il suo 251° monomarca a Euroma 2

Thun negozio

Con l'apertura, a fine novembre, del centro commerciale I Gigli di Campo Bisenzio (FI), Thun -azienda altoatesina specializzata nella produzione di oggetti in ceramica per regalistica e arredo- festeggia l'apertura del suo 250° monomarca in Italia. Che è stato seguito a ruota dall'inaugurazione, ieri giovedì 3 dicembre, a Roma di un Thun shop di 100 mq all'interno del centro commerciale Euroma 2.

Franchising ma non solo

Due eventi che confermano l'espansione della rete di franchising che l'azienda sta attuando da qualche tempo, al ritmo di 50 aperture l'anno.
Proprio lo sviluppo della rete di vendita cosituisce il vero motore
della ripresa per il Mondo Thun, che chiuderà il bilancio 2009 in
sostanziale pareggio, con un fatturato di 213 milioni di euro, ma per
il 2010 prevede un aumento del faturato intorno al 7%.
“La realtà del franchising si sta rivelando vincente, perché offre una visibilità maggiore al marchio e permette un controllo diretto della gestione -commenta l'Ad Paolo Denti-. Ogni Thun shop deve seguire precisi standard pensati per valorizzare la qualità degli oggetti. Gli innovativi strumenti informatici forniti ai negozi, inoltre, aiutano a monitorare l'attività, ottimizzare la gestione del magazzino e il riassortimento".
Forte di questi risultati, il brand punta a incrementare ulteriormente la rete: per la fine dell'anno, sono previste un'altra ventina di aperture di pdv in franchising, per arrivare entro il 2010 a quota 330 Thun shop. Ma i progetti retail dell'azienda non riguardano solo il franchising: entro l'anno prossimo, infatti, è prevista anche l'apertura di 15 monomarca di proprietà, in location strategiche e prestigiose, che affiancheranno i due pdv diretti di Bolzano e Mantova.
Tale espansione sarà supportata dal Centro Logistico di Mantova, inaugurato un anno fa, che grazie al suo Sorter -un sitema di automazione all'avanguardia del valore di 10 milioni di euro- è in grado di movimentare 35 milioni di pezzi l'anno.

Aperto a Palermo il Mondadori Multicenter

Inaugurato ieri nel centro storico di Palermo, all’interno di Palazzo Guarnaschelli, lil nuovo store Mondadori Multicenter si sviluppa su una superficie di 2.800 mq, suddivisi su quattro livelli:
 - il piano terra accoglie l’ingresso principale del Multicenter, le aree Libri Novità, Bestseller e Romanzi, l’Emporio e la cartolibreria;
- il primo piano offre l’intero catalogo libro (80.000 titoli), suddiviso per argomenti e aree tematiche, ed ospita lo spazio dedicato ai bambini e ai giovani lettori;

- il secondo è il piano della telefonia e dell’informatica, arricchito dallo Spazio Apple e da numerose postazioni interattive dove è possibile provare i prodotti esposti;

- il terzo piano è riservato alla tecnologia di ultima generazione, ai televisori in alta definizione e al catalogo film, musica e videogames;

- l’ultimo piano ospita la Sala Lettura e di consultazione e lo Spazio Eventi.

Grazie a un calendario di eventi gratuiti, tra cui incontri con gli autori, corsi, esposizioni artistiche e presentazioni di nuovi prodotti informatici, il Mondadori Multicenter si propone come un importante polo di attività culturali della città.

Orari di apertura estesi dalle 9 alle 21 e la presenza di punti informativi dedicati alle attività organizzate agevolano la partecipazione del pubblico.

Media e advertising, prospettive di ripresa nei prossimi 4 anni

Il 2009 sarà archiviato come l'anno nero per la raccolta pubblicitaria. Il mercato però risalirà la china. Lo spiega l'Entertainment & Media outlook presentato da Pcw (PricewaterhouseCoopers).
Secondo il rapporto, nel 2009, il valore totale del mercato E&M si attesterà intorno ai 30,7 miliardi di euro, con una flessione del 3,4% rispetto al 2008. In particolare, risultà in netto calo l'advertising, con -12,5%. Già nel 2010 però il trend dovrebbe registrare un'inversione, che si accentuerà negli anni successivi. La crescita complessiva negli anni tra il 2009 e il 2013 sarà pari al 2,4%, con una performance migliore rispetto a quelle degli altri Paesi industrializzati, come mostra la tabella sottostante.

Fattori evolutivi

Tre i fattori che oltre alla congiuntura economica porteranno secondo Pcw al cambiamento del mercato: il primo è la “Digital Migration”, che porterà le tecnologie digitali a diffondersi sempre più in tutti i segmenti del mercato, l'evoluzione del comportamento dei consumatori, che tenderanno sempre più ad acquisire il controllo su come, dove e quando usufruire dei contenuti e infine l'evoluzione delle modalità di comunicazione promozionale, in quanto gli investitori pubblicitari sposteranno parte delle loro risorse coerentemente con la crescente frammentazione dell'audience. La combinazione di questi tre fattori porterà allo sviluppo di nuovi modelli di business, con un approccio più personalizzato e orientato al consumatore.

Tassi annui di crescita 2009-2103
Entertainment & Media

Paese  Crescita
 Usa  1,2%
 Francia  2,3%
 UK  1,3%
 Giappone  1,0%
 Germania  0,9%
 Italia  2,4%

 

L’Ambasciatori festeggia il suo primo anniversario

Inaugurato un anno fa, l'Ambasciatori -l'ex cinema e mercato ottocentesco nel centro storico di Bologna, recuperato e riaperto da Coop Adriatica dopo anni di abbandono- festeggerà sabato 5 dicembre il suo primo anniversario. In occasione del quale, dal 5 al 10 dicembre, sono in programma appuntamenti con autori e promozioni su libri e prodotti alimentari; i festeggiamenti culmineranno giovedì 10 dicembre alle 18 con l'incontro con Stefano Benni, già ospite d'onore dell'apertura, protagonista di un reading dal suo ultimo libro “Pane e tempesta”.

I numeri del primo anno
Durante il suo primo anno di vita, la struttura -che su tre piani riunisce una libreria.coop, bar, ristorante e osteria gestiti da Eataly- ha registrato circa 850mila ingressi, per una media di oltre 2.300 visitatori al giorno e ha ospitato oltre 500 eventi e incontri con scrittori, chef, protagonisti della cultura.
Una formula che ha permesso all'Ambasciatori di diventare uno dei luoghi più animati del centro storico e raggiungere gli obiettivi economici prefissati: l'ex mercato ora unisce libri e cibi di qualità in uno spazio di grande fascino storico, dove ogni giorno dalle 8 alle 24 è possibile leggere, mangiare, comprare, navigare in internet, seguire incontri per adulti e bambini.

All'Ambasciatori lavorano oggi 68 persone: 23 in libreria e 45 nei tre spazi ristorazione. La libreria, di 780 mq, ospita un patrimonio librario d'eccezione, con un assortimento di 140 mila volumi e 66 mila titoli; qui hanno fatto acquisti 170 mila persone. In catalogo ci sono 650 sigle editoriali, dai best seller ai testi proposti da editori locali, come quelli della piccola e media editoria indipendente e locale, oltre all'intero catalogo de Il Mulino.
Altrettanto successo hanno ottenuto gli spazi dedicati al cibo di Eataly, che occupano un'area di quasi 500 mq: dal dicembre dello scorso anno l'osteria e la vineria hanno servito oltre 100mila coperti; più di 50mila persone hanno invece comprato un panino al bar caffetteria, 100mila hanno gustato un caffè e in 84mila hanno acquistato i prodotti in vendita.

Coop Adriatica si era aggiudicata nel marzo 2007 il bando del Comune per la ristrutturazione, il restauro, la manutenzione e la gestione, per 12 anni, dell'ex cinema in disuso, realizzando un investimento di 3,7 milioni di euro destinato anche a riqualificare quest'area di Bologna.

Delverde passa all’argentina Molinos Rio de la Plata

Dopo la definizione del nuovo assetto societario, operata in varie fasi nel corso del 2009, che ha visto l’acquisizione del 99,5% del capitale sociale di Delverde Industrie Alimentari Spa da parte di Molinos Rio de la Plata, il pool di manager e di professionisti guidato dall’Ad Leonardo Valenti sta ultimando il passaggio di consegne ai nuovi manager che assumeranno la responsabilità di gestione a partire dal 1 gennaio 2010.

Molinos Rio de la Plata, leader nel settore agroalimentare in Sud America e primo esportatore argentino di prodotti alimentari e oleari con 2,5 miliardi di dollari di fatturato nel 2007, nel confermare Pierluigi Zappacosta nel ruolo di presidente del Cda di Delverde, ha dato grande merito al gruppo dirigente che ha guidato il pastificio negli ultimi quattro anni.

Il piano industriale portato avanti dall’amministratore delegato Leonardo Valenti e dal suo staff -che nel 2005 ebbe l’intuizione di costruire la cordata per l’acquisizione dell’azienda dal fallimento- è stato definito da molti osservatori come una case history di successo, perché nell’innescare un raro esempio di doppio turn-around, riguardante sia la proprietà sia l’aspetto gestionale, ha consentito di salvaguardare il lavoro di 120 dipendenti, un patrimonio di esperienze produttive e un marchio conosciuto in tutto il mondo.

Nei quattro anni sono stati infatti sviluppati investimenti per 3 milioni di euro per lo stabilimento di Fara S. Martino e per 4 milioni di euro in operazioni sul trade e sulla marca per il recupero di quote di mercato in Italia e nei 52 Paesi all’estero: il fatturato di Delverde è così tornato  a crescere, passando da 25 milioni di euro nel 2006, a 28 nel 2007 e a 29,6 nel 2008, con una stima di 30,5 milioni nel 2009, nonostante negli ultimi due anni abbia dovuto affrontare la più grande crisi del settore pastaio e la crisi finanziaria globale tuttora in atto.

Video Retail Summit 2009 – gli esperti Federico Lalatta

Essere Benessere allarga gli orizzonti all’ottica

Il primo reparto di ottica, dopo un pilot nell’area di Milano, è stato aperto a novembre nel Villaggio della Salute Essere Benessere di piazzale Corvetto, sempre a Milano.
Lo shop offre un’ampia scelta e un servizio personalizzato. Sono oltre 700 le referenze proposte, tra occhiali da vista e da sole, lenti oftalmiche e tutti i tipi di lenti a contatto (terapeutiche e cosmetiche), insieme a soluzioni per lenti a contatto.
La misurazione della vista e la scelta del tipo di occhiale più adatte alle esigenze del singolo avviene con la consulenza di un ottico optometrista sempre presente in reparto. I costi? Si va dal primo prezzo al migliori marche: occhiali da vista completi di lenti antiriflesso a partire da 89 euro.

Chi è Fd Consultants
Si tratta di una holding che controlla 5 società attive in altrettante linee di business: Comifin (servizi finanziari per le farmacie), Essere Benessere (Servizio di gestione integrata a farmacie e parafarmacia) Medical (Gestione poliambulatori), Quidnovi (commercializzazione di prodotti parafarmaceutici), Parafarco (Deposito e distribuzione farmaci e parafarmaci). Relativamente a Essere Benessere, il network  di farmacie (38 store) con location prevalentemente nel nord Italia, i dati del 2008 evidenziano un fatturato di 50 milioni di euro.

Trend Micro entra nella gdo per diventare il numero 1

“Per noi la presenza sugli scaffali delle insegne della gdo, oltre quelle specializzate, rientra in una strategia precisa di marketing attraverso la quale vogliamo aumentare tanto la nostra visibilità quanto la nostra quota di mercato. Già da qualche mese stiamo lavorando in questa direzione, con l'obiettivo di offrire al mercato consumer soluzioni tecnologiche efficaci e semplici in tema di sicurezza”. Con queste parole, Carla Targa, marketing manager di Trend Micro, leader globale nella sicurezza dei contenuti internet, chiarisce le logiche alla base della scelta di entrare nella gdo: diventare un interlocutore privilegiato per utenti domestici e piccoli uffici, che rimangono, al momento, ancora marginali per la società, il cui business è principalmente focalizzato su grandi imprese (industrie, banche, ecc).

La partnership con Distram

In questa operazione Trend Micro ha scelto come partner Distram, distributore specializzato nei canali gdo e gss che opera sul territorio nazionale. “Trend Micro è il primo vendor di prodotti software a entrare nella nostra offerta -precisa Massimo Vezzoni, presidente di Distram- Per noi si tratta di una scelta strategica orientata ad offrire un completamento della gamma con l'idea di diventare il numero 1”.

Al momento, i prodotti Trend Micro sono presenti in una cinquantina di superfici di vendita tra cui Finiper (per ora 8 ipermercati con l'intenzione di una copertura totale della rete e con l'estensione a Unes), Coop (attualmente 9 ipermercati, 5 di Coop Lombardia e 4 di Novacoop) e 30 pdv di Comet. Anche con Il Gigante e Trony le trattative sono ormai alle battute finali.

Per migliorare la visibilità della gamma, sono allo studio anche soluzioni espositive particolari, sia preferenziali sia come shop-in-shop, come già avviene all'estero, visto che le referenze sono già disponibili da insegne come Fnac, Media World, Carrefour e Staples.

Nuovo direttore commerciale per Nova (Euronics)

Remo Guidi assume la direzione commerciale di Nova Spa, storico socio Euronics, al quale riporteranno le aree acquisti, marketing, vendite dei pdv diretti e il customer care.

Con la nomina di Guidi, una lunga esperienza nel mondo del retail e dell'industria, l'azienda si propone di rafforzare le attività connesse al retail diretto e a incrementarne il fatturato.

Cremonini si aggiudica il servizio ristorazione a bordo di tutti i treni spagnoli

Il 1° dicembre, il Gruppo Cremonini, attraverso la controllata Cremonini Rail Iberica S.A., ha avviato la nuova attività per i servizi di ristorazione on board su tutti i treni della rete spagnola ad alta velocità (AVE), i treni a lunga percorrenza (Larga Distancia ed Euromed) e i treni notte (Trenhotel, Elipsos, Lusitania), per un totale di oltre 320 treni serviti al giorno.
Il contratto ha una durata di quattro anni, ed è rinnovabile per ulteriori due anni. Il fatturato complessivo previsto per i primi quattro anni è di circa 470 milioni di euro.

Nel campo della ristorazione ferroviaria on board, si tratta della più importante gara mai bandita da una rete ferroviaria europea.
Indetta dalla società delle ferrovie spagnole RENFE, la gara era suddivisa in tre lotti secondo le aree geografiche di business “Nordeste y Transversales”, “Norte y Este Mediterraneo” e “Sur”: Cremonini se li è aggiudicati tutti e tre, per un totale di oltre 24 milioni di clienti serviti all’anno.
L'accordo prevede la gestione dei servizi di ristorazione sulle Carrozze Bar di tutti i treni, il servizio di vassoio al posto per le classi “Club” e “Preferente”, la gestione delle Carrozze Ristorante e dei servizi notturni per Trenhotel, Elipsos e Lusitania.

La Cremonini Rail Iberica opera nel mercato spagnolo dal 2006 dove fino a ieri deteneva circa il 20% del mercato della ristorazione a bordo treno. La società in questi anni ha gestito i servizi di ristorazione sull’alta velocità spagnola garantendo un’offerta adeguata al target dei nuovi passeggeri dei treni veloci, preparandosi così a cogliere le nuove opportunità di business.

Con questa gara sono circa 1.200 i treni serviti da Cremonini ogni giorno in 8 Paesi europei con 5.400 dipendenti,  di cui 2.300 in Spagna. Il Gruppo, oltre alla Spagna, è presente sui treni inglesi Eurostar che collegano Londra, Parigi e Bruxelles attraverso il tunnel sotto la Manica, sui treni belgi Thalys che percorrono le tratte Bruxelles, Parigi, Colonia, Dusseldorf e Amsterdam, sui treni italo-svizzeri Cisalpino, e su oltre l’80% della rete ferroviaria francese (treni ad alta velocità TGV e iDTGV, e i treni Corail).

Nel 2008, la divisione ristorazione di Cremonini ha realizzato ricavi totali per 474,7 milioni di euro, di cui 198,6 milioni di euro realizzati dalla divisione On Board.

Dolce Gusto apre a Milano temporary store fino al 24 dicembre

Anche utilizzandolo come semplice pit stop durante la corsa allo shopping natlzio, assaporando un espresso o una delle altre bevande che è possibile realizzare, in soli 30 secondi, grazie alle macchine e alle capsule del suo innovativo sistema, il temporary store Nescafé Dolce Gusto avrebbe già assolto un grande compito. In realtà, offre molto di più. Per esempio, è possibile usufruire delle indicazioni di una personal shopper in carne ed ossa, che 7 giorni su 7, consiglierà sui regali di maggior tendenza, che si tratti di un semplice e divertente gadget o di oggetti super esclusivi, indicando anche dove poterli trovare. In più nello store sono presenti alcune postazioni pc che permettono di accedere ad un software creato ad hoc per visionare una selezione di oggetti suddivisa per categoria (moda, design, food, sport, hi-tech e curiosità) e prezzo (dai 5 ai 180 Euro), facilmente e liberamente consultabile dal pubblico.
“Non volevamo creare uno spazio dedicato esclusivamente alla promozione e alla vendita di Nescafé Dolce Gusto -sostiene Alberto Vercelli, marketing manager Nescafé-. La scelta di aprire un temporary store nel cuore delle vie dello shopping milanese è legata alla volontà di incontrare i nostri consumatori, offrire loro un caffè, un cappuccino o una delle tante gustose bevande e di proporre un concreto servizio di consulenza personalizzata in grado di suggerire, in base alle loro diverse esigenze, idee regalo curiose e unconventional che spaziano dalla moda al design alla tecnologia.”

L’innovazione di Nescafé
Ovviamente, nello store è possibile acquistare l’intera gamma di prodotti Nescafé Dolce Gusto, dalle macchine nei due modelli, la Melody2 e la nuovissima Circolo disponibili in diversi colori, alle capsule che consentono di creare quattro varietà di espresso oltre a Cappuccino ovvero: Latte Macchiato, Chococino, Cappuccino Ice e Mocha. A completare il “mondo” di Nescafé Dolce Gusto sono gli accessori di design, dalle tazzine ai cucchiaini e ai portacapsule, per ricreare a casa propria un vero angolo bar.

Gli sconti non bastano a moltiplicare le vendite

Promozioni e tagli ai prezzi hanno tenuto a galla le vendite in alcuni settori in questi mesi di crisi economica, soprattutto per i prodotti ad alta tecnologia. Tuttavia, l'aumento degli acquisti non è riuscito a compensare la discesa dei listini, conservando il segno meno anche nei settori più vitali. Questa l'analisi emersa dall'Osservatorio annuale di Findomestic Banca sui consumi degli italiani.

La tecnologia paga, ma non abbastanza
Per quanto riguarda i beni per la casa, le vendite sono salite del 3%, ma gli sconti medi del 9% hanno provocato una perdita di valore pari al sei per cento. Sono i prodotti a maggior contenuto tecnologico (smartphone, televisori lcd, decoder e notebook) ad aver centrato i migliori risultati. Al contrario, i beni costosi ma senza particolari innovazioni, come i mobili e gli elettrodomestici bianchi, hanno sofferto maggiormente gli effetti della crisi sui portafogli dei cittadini. Gli elettrodomestici bruni hanno mostrato una crescita del venduto pari al 16%, favorita, però da una limata del 20% ai prezzi che ha prodotto una perdita in valore del quattro per cento. Tra i protagonisti del settore figurano i televisori lcd e al plasma e i decoder.

Analoga situazione per la telefonia con +9% di vendite ma -6% di fatturato considerando la riduzione dei listini. L'informatica, invece, ha visto una sforbiciata del 18% sui prezzi e nonostante ciò un calo delle vendite pari al sette per cento. Le macchine fotografiche segnano una riduzione su entrambi i fronti: -5% in quantità e -12% in valore (con i prezzi mediamente tagliati del 7%). Il settore dei mobili dovrebbe aver toccato il fondo nel 2009 con una diminuzione del venduto di circa il dieci per cento.

Vento in poppa per le auto ecologiche
Per quanto riguarda, invece, il settore delle automobili, il 2009 si chiude con un calo delle immatricolazioni che sfiora il 3%, con le vetture diesel (-20%) e benzina (-15%) a segnare le perdite maggiori a ottobre, rispetto allo stesso mese del 2008. Le auto alimentate a gpl, metano e quelle elettriche, invece, sono balzate in alto del 186%, costituendo il 20% delle immatricolazioni complessive. Per i ciclomotori di cilindrata 50cc, gli ordini sono diminuiti del 18%, mentre le cilindrate superiori hanno retto l'urto della crisi. Gli scooter più potenti hanno anzi aumentato le vendite del nove per cento. Batosta peri camper (-30%) nonostante gli incentivi.

La Rinascente sceglie Oracle Retail per razionalizzare la pianificazione finanziaria

La Rinascente ha adottato Oracle Retail Merchandise Financial Planning per ottimizzare le proprie capacità di pianificazione finanziaria e razionalizzare le operazioni nell'area del lusso e dell'alta moda.
L'implementazione di questa soluzione fornirà a La Rinascente un'applicazione di pianificazione condivisa a supporto della gestione dei piani pre-stagionali e stagionali, mettendo a disposizione una serie di KPI (Key Performance Indicator) relativi a vendite, markdown, entrate, magazzino, margine lordo e open-to-buy.

Il nuovo sistema è destinato ad aiutare La Rinascente a creare piani di vendita sia strategici ad alto livello, sia di dettaglio a livello più basso sulla base di accurate previsioni della domanda.
La Rinascente ha identificato in Oracle Retail la soluzione più affidabile per le attività dei propri negozi in quanto fornisce un sistema di pianificazione scalabile e strategico, capace di produrre valore rapidamente e, per i clienti, di supportare un'esperienza di acquisto di alto livello.

Le fasi dell'implementazione
La prima fase dell'implementazione è iniziata lo scorso maggio e, secondo le previsioni della società, il sistema sarà operativo sulle collezioni stagionali entro la fine dell'anno; verrà quindi eseguita l'installazione permanente dell'applicazione a supporto delle collezioni del prossimo anno.
“L'impegno de La Rinascente è quello di promuovere lo sviluppo del proprio business e di investire in sistemi di respiro internazionale, in linea con la strategia di trasformazione adottata dall'azienda” spiega Alberto Baldan (nella foto), direttore generale de La Rinascente-. Oracle Retail ci aiuterà a ottimizzare la nostra capacità di pianificazione finanziaria e supportare l'ampliamento e la sempre più accentuata complessità delle nostre operazioni”.
“Oracle ha come obiettivo quello di fornire a La Rinascente un supporto strategico allo sviluppo di attività ancora più flessibili e competitive -aggiunge Alessandro Della Monica, country leader Oracle Retail, Oracle Italia-. Siamo pronti a mettere a frutto tutta l'esperienza maturata con altri grandi nomi del settore retail per aiutare La Rinascente a migliorare le performance di business e fornire valore”.

Be Chic, shop in shop e nuova private label di Iper

È un vero e proprio shop in the shop, con il plus di avere un proprio ingresso direttamente sulla galleria del centro commerciale (nella foto quello del Fiordaliso di Rozzano).
Si tratta delle boutique Be Chic –sii elegante- realizzate da Iper (10, per il momento gli store coinvolti), che propongono prodotti di bellezza (linee make up, prodotti viso e corpo, profumeria ecc) e gioielleria (dagli orecchini oro e diamanti a 576 euro fino anelli in argento a 9,90 euro). Be Chic è anche il brand con cui sono firmati molti dei prodotti proposti nello shop in shop, come le linee di make up e dei gioielli: una nuova Pl di Iper.

Auchan apre il terzo ipermercato nella provincia di Bari

È il terzo ipermercato firmato Auchan nella provincia di Bari, dopo quello di Casamassima, aperto nel 1995, e quello di Modugno, del 2004. A livello nazionale, l'apertura di oggi, a Triggiano, porta a quota 48 gli ipermercati di Auchan in gestione diretta.
“Questo ipermercato -dice Christian Iperti, direttore generale di Auchan- viene inaugurato a vent'anni esatti dal nostro debutto italiano. Oggi, come allora, siamo guidati dall'energia di una visione forte. Vogliamo, infatti, in un processo di miglioramento continuo, avere un impatto positivo sul potere d'acquisto dei consumatori. Ci riusciamo. Mettendo in campo un sistema di valori molto semplici e proprio per questo importanti”.

Lo sviluppo dell'economia del territorio
Ipermercato, all'interno del Centro commerciale BariBlu di Triggiano, occupa una superficie di 7.500 mq, realizzata ampliando l'area precedentemente occupata dell'Iperstanda, creando 200 posti di lavoro (47 ex dipendenti Standa), oltre ai 50 occupati dall'azienda a cui Auchan affida le proprie attività in outsourcing. Anche a Triggiano quindi, dà vita a un “circolo virtuoso” di cui beneficia l'intero contesto socioeconomico.
All'interno dell'ipermercato sono infatti proposti, sui 5mila complessivi, oltre 1.500 prodotti tipici, gioielli della tradizione pugliese. Prodotti provenienti dalla creatività di oltre cento aziende locali, per la maggior parte di dimensioni medio piccole, che grazie alla grande vetrina di Auchan affrontano nuovi orizzonti commerciali. Inoltre, Auchan porta questi prodotti anche in tutti gli altri ipermercati italiani e, molti di essi, anche sugli scaffali degli ipermercati di tredici Paesi nel mondo.
In più, le 200mila famiglie che rappresentano il bacino d'utenza dell'ipermercato avranno uno stimolo in più per rendere i loro comportamenti più armonici con l'ambiente, usufruendo delle alternative firmate WWF che sostituiscono i sacchetti in polietilene, osservando tutte le misure messe in atto per il risparmio energetico e la riduzione dei rifiuti: da Auchan lo vedono, a casa lo fanno.
Infine, i clienti potranno fare la spesa in modo diverso è veloce. Questo grazie alla logica dei “negozi nel negozio“ come ad esempio il reparto bio, quello equosolidale e il self discount, e grazie anche ai sistemi di casse self service Cassamica e CassaXpress, che permettono di ridurre in maniera considerevole le code in uscita.

Hollister arriva in Italia aprirà il 10 dicembre a Roma Est

Atteso, desiderato, sognato da folle di teen ager per il suo mix di abbigliamento, musica fra gli 85-90 decibel, immagine eroico-romantica sud californiana. Con l’arrivo di Hollister Co, a Roma si assisterà al replay di quanto successo a Milano per l’apertura di Abercrombie & Fitch? Lo vedremo il prossimo 10 dicembre, con l’inaugurazione dello store, nella galleria dello shopping center Roma Est.  Per la cronaca, la recente inaugurazione del flagship Abercrombie
& Fitch a Milano, nel primo weekend, oltre a code interminabili di giovani, ha generato un fatturato di 1,2 mio $ (fonte A&F). Ora, sarà anche vero che, come si compiacciono alcuni operatori del fast fashion che  “di Abercrombie ce n’è uno solo, sono altri i competitor da temere”, ma fatturare cifre simili in un weekend è pur sempre un risultato non indifferente.

Lo stile Sud California
Esteso su 750 mq, anche lo store di Roma propone il format tradizionale dei negozi Hollister (abbreviato in Hco), caratterizzati, in particolare, dalla facciata esteriore, che ricorda quella di un capanno della spiaggia dei surfisti californiani(nella foto, lo store in apertura a Roma Est).
Per capire meglio, Hollister Co.  è un lifestyle brand Usa della Abercrombie & Fitch Co. Il concept è ideato per attrarre il target young teens (tra i 14-18 anni), attraverso la sua immagine ispirata all’abbigliamento casual SoCal (South California). Se in Italia ai meno giovani può forse essere un marchio pressoché sconosciuto, a livello internazionale, nel 2008, è risultato  il secondo brand preferito nell’ambito di quelli dell’abbigliamento teen.
Come ogni altro brand di A&F (inclusi Ruehl No. 925 e Gilly Hicks), l’immagine è costruita su una romantica storia di fantasia, divenuta leggenda, e legata a John M. Hollister, personaggio del primo ‘900, che rimanda all’amore, alla bellezza, giovinezza, al mare in particolare allo sport del surf), allo sport, all’avventura. Insomma, un’immagine in grado di coinvolgere anche emotivamente, le new generation.

I numeri di A&F
Il primo store Hollister è stato aperto nel 2000 all’Easton Town Center in Columbus (Ohio). L’ultima apertura europea, in ordine di tempo, è dello scorso maggio a Londra, che oggi conta sette store Hollister.
In luglio, però, a New York City (SoHo district) l’azienda ha inaugurato il primo flagship Hollister Epic, che dovrebbe, nel 2010, essere replicato nella Fifth Avenue.
In totale, alla data del 13 novembre 2009, il retailer statunitense conta -negli States- 347 store Abercrombie & Fitch, 209 abercrombie store, 509 Hollister Co, 27 Ruehl No. 925 e 16 Gilly Hicks. A livello internazionale, invece, A&F è presente, oltre che, come detto, in UK, in Canada con 3 abercrombie e 6 Hollister Co. Secondo fonti aziendali, “È in fase di accelerazione lo sviluppo in Europa, in particolare in Francia, Germania e Spagna, che vedranno a breve le aperture di Hollister”.
Bisogna, però, sottolineare che anche A&F ha subito pesantemente gli effetti della crisi economica internazionale: gli ultimi dati del 13 novembre, riferiti al terzo trimestre 2009, evidenziano una perdita del 15% del giro d’affari, passato da 839,34 a 765,40 mio $ (ma, a parità di store, la perdita sale al 22%).

Location strategica per il pdv della cooperativa Frutta da Favola

Fare la spesa di frutta e verdura fresca mentre si aspetta il turno per il pieno di benzina: è la proposta della cooperativa Frutti da favola, aperto a Modena, che sabato 28 novembre ha aperto al pubblico un punto di vendita ubicato nell’area del distributore Total di via Emilia Ovest 314, di fronte al parco Ferrari.
L'assortimento del negozio -che si trova accanto  al primo distributore di latte fresco aperto in città- comprende ortofrutta, rigorosamente di stagione, latticini e formaggi, salumi e vini. Tutti prodotti delle 14 aziende agricole -dieci modenesi, le altre distribuite tra le province di Bologna e Reggio Emilia- che l'aprile di quest'anno hanno costituito la cooperativa, che ha come obiettivo quello di far gustare ai clienti la qualità di frutta e verdura raccolte nel perfetto punto di maturazione e consegnate in giornata.

Filiera corta
“È come avere un mercato contadino aperto tutti i giorni, nel nostro caso tutti i pomeriggi, giovedì compreso (solitamente giorno di riposo in E. Romagna, ndr) dalle 15,30 alle 19 -spiega Antonio Maccaferri, presidente della cooperativa si San Cesario sul Panaro (Mo), aderente a Confcooperative Modena-. Noi vendiamo esclusivamente frutta e verdura coltivata e prodotta dalle nostre aziende, quindi di qualità garantita. Ci siamo costituiti in cooperativa per abbattere i costi della distribuzione e cerchiamo nuovi soci per offrire ai consumatori modenesi una gamma ancora più ampia”.

Oltre al nuovo negozio, la cooperativa Frutti da favola ha un paio di gazebo che funzionano come pdv stagionali aperti in alcuni periodi dell’anno sulla via Vignolese a Modena e sulla via Emilia Est a S. Anna.

DNV certifica le filiere sostenibili e illycaffè fa da benchmark

L'ente di certificazione Det Norske Veritas ha sviluppato un innovativo standard per la certificazione dell'approccio alla sostenibilità delle aziende attraverso l’analisi dei processi e delle relazioni con gli stakeholder lungo tutta la filiera produttiva, con particolare riguardo alla supply chain.
Per farlo, DNV è partito dal modello che illycaffè ha messo a punto negli ultimi vent'anni di rapporto diretto con i produttori di caffè del Sud del mondo.

DNV ha sviluppato questo standard integrando il modello illy con le linee guida attuali ed emergenti in tema di sostenibilità e responsabilità d’impresa, nonché gli standard di riferimento per le attività di certificazione ed accreditamento.
“Questo standard di certificazione della supply chain è particolarmente innovativo -ha affermato Vittore Marangon, Ad Det Norske Veritas Italia- in quanto orientato alla costruzione di valore nel lungo termine, attraverso il raggiungimento di elevati standard di qualità e il loro perpetuarsi nel tempo, anche attraverso politiche sociali a sostegno della catena di fornitura”.

Lo schema di certificazione, valido per qualsiasi tipologia di catena di approvvigionamento della materia prima e aperto a qualsiasi azienda e settore in tutto il mondo, ha sviluppato come primo esempio di attuabilità uno specifico protocollo esecutivo per la filiera del caffè.
Ovviamente, sarà proprio illycaffè la prima azienda a iniziare il processo di certificazione secondo il nuovo schema.

“La mancanza, fino a oggi, di uno standard verificabile da una terza parte che valorizzasse nella supply chain comportamenti responsabili considerando anche la capacità di fare qualità, ha portato confusione -ha commentato Andrea Illy, presidente e Ad dell’azienda triestina-. Grazie a questa certificazione il mercato finalmente disporrà di uno strumento efficace e basato su un sistema concreto di indicatori che rispondono anche a parametri di controllo e di qualità.”

Le caratteristiche della certificazione

Lo standard sviluppato da DNV è basato su criteri innovativi e nasce dall’integrazione, l’analisi e il confronto degli altri modelli di certificazione del settore, delle linee guida attuali ed emergenti sulla sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa, delle linee guida e gli standard di riferimento per le attività di certificazione e accreditamento nonché dall’esame del modus operandi di illycaffè.

Il modello è stato costruito tenendo in considerazione:

- la definizione di requisiti che rappresentano le migliori prassi disponibili nel settore;

- la concreta e capillare diffusione della politica di responsabilità sociale;

- la determinazione di specifici obiettivi di prestazione in ambito qualitativo, sociale, ambientale e della sicurezza;

- la valutazione dello stato di raggiungimento degli obiettivi;

- l’applicazione di un “riconoscimento economico” in funzione dell’impegno socio-ambientale.

L’approccio DNV è basato sulla verifica di Key Performance Indicators (KPI). Attraverso questo approccio viene introdotta una gestione dei fornitori basata su relazioni costanti, con la verifica del rispetto di alcuni requisiti di base e la definizione di obiettivi, che variano di area in area secondo le maggiori criticità locali individuate. Al raggiungimento di questi obiettivi, aspetto particolarmente innovativo in un’ottica evolutiva, per i fornitori sono previsti riconoscimenti di tipo sociale, non meramente economico, e orientati alla mutua sostenibilità.

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Gdoweek 506 | 30 novembre 2009 |

Novarese Zuccheri opta per le bustine in Mater-Bi

La gamma dei prodotti per il catering in Mater-Bi® realizzati da Novamont si amplia con un nuovo prodotto, soltanto all'apparenza insignificante: basta considerare i volumi prodotti, ma soprattutto la facilità di dispersione nell'ambiente. Dopo le posate, i piatti e i bicchieri, ecco quindi che arriva la bustina per lo zucchero biodegradabile e compostabile, realizzata grazie alla collaborazione con Novarese Zuccheri.

A stampa personalizzabile, le nuove bustine sono in carta, accoppiata tramite extrusion coating, ad uno specifico grado di Mater-Bi®.
Questo innovativo packaging ha le stesse prestazioni tecniche di quello
tradizionale ma è anche ecocompatibile, essendo biodegradabile e
compostabile; quindi può essere smaltito assieme al rifiuto organico.

I laminati con Mater-Bi via extrusion coating sono in grado di garantire prestazioni d'uso simili a quelle ottenute con plastiche tradizionali. Offrono una barriera contro i grassi e i gas, e un'ottima resistenza termica. Quest'ultimo aspetto rende questa tipologia di laminati  adatta per l'imballaggio degli alimenti.

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