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Rinnovato il sito MarcoPoloShop.it

Nuova veste per MarcoPoloShop.it, il sito di e-commerce di Marco Polo Expert (proprietà di SGM Distribuzione) che punta su una grafica semplice ed efficace e migliora le funzionalità di base, come quella che permette all'utente di confrontare diversi articoli o come il pannello di ricerca che consente di selezionare i prodotti in base alle loro caratteristiche.
La caratteristica distintiva del web site è quella di offrire tutte le referenze disponibili all'interno della totalità dei magazzini e della piattaforma logistica e di porsi come un vero e proprio “magazzino virtuale unico” che garantisce al consumatore più informazioni, più scelta e opportunità di acquisto sull'intero assortimento dell'azienda. “Siamo molto soddisfatti del successo che in questi anni ha riscosso il nostro portale di e-commerce MarcoPoloShop.it” -dichiara Giancarlo Nicosanti AD di SGM Distribuzione-. Il fatturato 2008 è stato di 12 milioni di euro e prevediamo che possano diventare 20 quest'anno. In un mercato del retail sempre più dinamico, aggressivo e competitivo il nuovo MarcoPoloShop.it rappresenta un passo fondamentale nella strategia multicanale di Marco Polo Expert: aumentare il fatturato di gruppo sfruttando in modo sinergico ed integrato i canali di contatto con il consumatore, siano essi fisici o digitali.”
Ai quasi 2 milioni i clienti MarcoPoloClub è riservata un'area personalizzata di accesso direttamente dall'home page, la possibilità di sottoscrivere la propria fidelity card direttamente online, offerte dedicate e l'aggiornamento automatico del saldo punti in tempo reale.

Brand awareness in crescita

Marco Polo ha condotto attraverso la ricerca commissionata a Smart Research, un sondaggio per capire quali sono i punti di forza apprezzati dagli utenti e quali i margini di miglioramento.
L'indagine ha evidenziato una brand awareness totale di circa il 29%, in crescita rispetto alla precedente rilevazione di inizio 2009.

Gli aspetti del sito maggiormente apprezzati sono la sicurezza degli acquisti (82,6%) e l'aggiornamento costante e continuo del sito (77,9%), la disponibilità di acquistare prodotti innovativi (72,4%) e di scegliere tra le numerose offerte quelle dei prodotti più di tendenza (67%).
MarcoPoloShop.it viene scelto per i propri acquisti dal 7% del campione totale. Di questi acquirenti il 63,3% ha usufruito del ritiro presso il punto di vendita per evitare il pagamento online e non vedersi addebitate le spese di consegna, mentre il 27,7% ha scelto di completare l'acquisto online e di farsi spedire il prodotto a casa esclusivamente per comodità o perché non ha un punto di vendita Marco Polo Expert nelle vicinanze.
La customer satisfation è alta: circa l'87% degli acquirenti MarcoPoloShop.it ha espresso un alto livello di soddisfazione relativamente alla gestione dell'ordine e della consegna del prodotto. Tra coloro che conoscono il sito, più della metà si dichiara certo di effettuare un acquisto sul sito in futuro perché si fida di MarcoPoloShop.it e perché trova prezzi convenienti; si tratta perlopiù di persone di età compresa tra i 45 e i 54 anni che hanno comperato un prodotto online negli ultimi mesi. Per questo gruppo di persone, inoltre, il sito risulta migliore rispetto ad altri per la possibilità di ritirare i prodotti presso i negozi, per la ricchezza del catalogo, per la possibilità di accumulare punti sulla fidelity card e di poter contattare un help desk.

Storia di essenze

Selex cresce del 5% e sale al terzo posto in gdo

Grazie all'ingresso di un nuovo socio, Gruppo Selex, da gennaio 2010, incrementa la sua competitività e raggiunge un quota di mercato del 9,5% (totale canali di vendita, fonte IRI Infoscan proiezioni del 30 giungo '09) diventando il terzo distributore nazionale, dopo Coop Italia (14,3%) e Conad (10,9%).
Nel 2008 A&O ha realizzato un fatturato al consumo di 8.092 milioni di euro e prevede di chiudere il 2009 a quota 8.500 milioni, con una crescita del +5%. I dati sono stati presentati nel corso dell'Assemblea generale, svoltasi il 27 novembre a Trezzano sul Naviglio (Mi), sede della Centrale del Gruppo.
Selex è presente su tutto il territorio nazionale con una rete commerciale di 3.254 punti di vendita a insegna A&O, Famila, C+C e numerosi altri storici brand regionali, e conta oltre 30mila occupati.

Il futuro prossimo
Con l'ingresso della società Ce.Di. Marche di Ancona, da gennaio 2010,
presente nelle regioni del centro Italia con 120 pdv, salgono a 24 gli associati Selex. Un pool di medie imprese regionali, accomunate da una profonda esperienza sul territorio e
orientate al mercato locale.
Nel 2009, anno particolarmente critico per l'economia del Paese, le
imprese Selex hanno aperto oltre 90 punti di vendita e creato 750 nuovi posti di lavoro, per 275 milioni di euro di investimenti diretti. Per il 2010, hanno già messo in cantiere 102 nuove unità e diverse ristrutturazioni, per investimenti complessivi pari a 286 milioni di euro e l'ingresso di 1.130 nuovi occupati.
Grazie a questo piano di sviluppo, l'obiettivo di fatturato per il 2010 dovrebbe raggiungere 9.140 milioni di euro (+7,5%).
“I tassi di sviluppo del nostro gruppo negli ultimi anni confermano la vitalità delle medie imprese indipendenti italiane -ha sottolineato Riccardo Francioni, procuratore generale del Gruppo Selex- che, proprio in virtù dei cambiamenti nelle scelte dei consumatori, sono capaci, attraverso le loro strutture distributive, di rispondere meglio di altri alle esigenze d'acquisto delle famiglie nelle diverse regioni italiane”.

Gianmarco Laviola è il general manager di Mareblu Mwbrands

Gianmarco Laviola, 38 anni, laureato in Bocconi, da ottobre è il nuovo general manager di Mareblu srl - MWbrands.

Arriva alla nuova carica, nella sede italiana del più grande gruppo seafood confezionato europeo, dopo Kpmg, Unilever divisione gelati e surgelati, dove ha seguito progetti di marketing e trade marketing sulla linea di prodotti 4 Salti in Padella, e Anheuser, multinazionale americana, come responsabile del business Budweiser in Italia e nei paesi del Mediterraneo.

Mareblu, società del gruppo MWBrands, garantisce nel suo tonno la qualità della varietà pinna gialla che viene pescata secondo gli standard dettati dalle organizzazioni internazionali di tutela delle specie.

The Coca Cola Company riduce l’impatto ambientale delle bottiglie

Saranno 2 miliardi le bottiglie che The Coca Cola Company produrrà entro il 2010  utilizzando un innovativo tipo di PET parzialmente ottenuto da risorse rinnovabili.

La PlantBottle -questo il nome del nuovo imballaggio- utilizza un 30% di bioetanolo ricavato da canna da zucchero e melassa.
Questo permette di ridurre la dipendenza dell'azienda di Atlanta dalle materie prime petrolchimiche e a tempo stesso di ridurre l’impatto ambientale dei nuovi contenitori, che potendo venire smaltiti attraverso la normale raccolta differenziata della plastica, potranno venire riciclati come accade per il normale PET.

Le nuove Plant Bottle -che inizialmente verranno utilizzate per le tre cole (Coca-Cola Classic, Coca-Cola Light e Coca-Cola Zero) e per l’acqua minerale Dasani- saranno distribuite di qui a un anno in vari mercati del Nord America (Canada e alcuni paesi occidentali degli Stati Uniti), del Centro America (Messico), del Sud America (Brasile) e del Far East (Cina e Giappone).

Per quanto riguarda l’Europa, l’unico paese interessato al test per ora è la Danimarca, dove verrà utilizzata una formulazione diversa: 15% di bioetanolo e 50% di PET da riciclo purificato.

“L’introduzione della PlantBottle pone The Coca-Cola Company all’avanguardia nello sviluppo di packaging a base di materiali organici -ha commentato Scott Vitters, Director of Sustainable Packaging della multinazionale-. La nostra visione è quella di continuare a sostenere la ricerca sino ad arrivare ad ottenere una bottiglia realizzata con il 100% di materiale di origine vegetale, che risulti completamente riciclabile”.

I negozi affollati sono la prima fonte di stress negli acquisti natalizi

TNS Italia nella sua ricerca condotta per conto di eBay.it rivela che per 8 milioni di italiani oltre alla ressa nei negozi fonti di stress legata al Natale, sono le inevitabili abbuffate, il portafoglio che si svuota e le abbuffate ai cenoni e infine l'idea di ridursi sempre a fare tutto all'ultimo
minuto.
Ovviamente fra le soluzioni messe in campo per risparmiare, ben 5 milioni di italiani quest'anno si rivolgeranno al web per i loro acquisti, mentre altri “salteranno” il regalo per la suocera.
E a giudicare dai dati gli internauti hanno già iniziato la kermesse: il 16 novembre è risultato il giorno di maggior affluenza su eBay.it con circa 100 oggetti venduti ogni minuto e oltre 1,5 milioni di visitatori. Le categorie con il maggior numero di acquisti sono state: computer, orologi e gioielli, abbigliamento e accessori e cellulari (Moncler, Iphone e Notebook le parole più cercate).

Cambia molto la percezione dell'evento
Volendo paragonare lo spirito natalizio 2009 rispetto a quello di 10 anni fa, il costo del Natale che oggi preoccupa il 46% degli italiani, nel 1999 era fonte d'ansia solo per il 26%; anche lo stress natalizio è aumentato (47% vs il 33%) e la percezione più commerciale dell'evento (36% vs 28%).
A conferma della percezione del cambiamento è interessante notare che per il 75% degli italiani lo spirito natalizio si è perso, mentre in media il miglior Natale è stato vissuto all'età di 20 anni.

Spesa media
Secondo l'indagine italiana, la spesa media per cenone e regali sarà di circa 700 euro, di cui 260 euro, in media, per i doni ai parenti. Visto che sarà comunque inevitabile investire un po' di soldi per il Natale, si sta già pensando alle strategie per risparmiare, come: comprare i regali nei mercatini dell'usato (dichiarato da 17 milioni di connazionali) o nei mercatini eco-solidali (10 milioni) o più in generale rivolgersi a canali alternativi per risparmiare tempo e denaro quali i portali ecommerce come eBay. La ricerca dice che sono infatti 5 milioni gli italiani che si rivolgeranno alla rete per avere ampia scelta, abbinata al risparmio.

I dati europei
La crisi si farà sentire e gli europei spenderanno meno dell’anno scorso. I top spender del 2009 saranno gli austriaci con 231 euro (confermando il primato del 2008 in cui avevano  speso 241 euro) mentre saranno i polacchi quelli che spenderanno meno con 113 euro. L'Italia si pone giusto a metà classifica con 174 euro. 
Chi vedrà contrarsi di più la spesa, rispetto al 2008, sarà l'Irlanda con una diminuzione dell'11,5%, risultato in un certo senso atteso visto che è il paese europeo che ha maggiormente accusato gli effetti della crisi in atto. Quelli che ridurranno di meno la loro spesa saranno di nuovo i polacchi con solo 2 euro in meno.

Geodis Züst Ambrosetti lancia TOP48 anche in Germania

A seguito del favore riscontrato dal TOP48 Francia, Geodis Züst Ambrosetti ha deciso di estendere i confini europei del proprio prodotto TOP ed ha varato TOP48 Germania, il servizio di distribuzione capillare, mono e multicollo, in 48h garantite sull’intero territorio tedesco.

Con questo servizio, Geodis Züst Ambrosetti eleva i limiti di responsabilità a due volte il valore della copertura CMR: sicurezza e garanzia per i clienti sono così raddoppiate. A questo si aggiungono la copertura geografica capillare (resa di 48h ore in qualsiasi località del territorio francese e tedesco); il customer service preventivo (il servizio clienti avvisa in anticipo il cliente di eventuali anomalie di consegna); la tracciabilità.

Per l’inizio del 2010 Geodis Züst Ambrosetti conta di far varcare al prodotto TOP i confini di UK e Spagna.

Aperto a Palermo il centro commerciale Forum

Si chiama Forum Palermo ed è il primo grande shopping center che apre i battenti nel capoluogo siciliano. Il progetto, di complessivi 65mila metri quadri con 124 unità commerciali, è firmato da Multi Development–C Italia. L’investimento è di 225 milioni di euro, mentre i posti di lavoro creati sono oltre 900.
Situato nel quartiere Brancaccio, in prossimità dell’autostrada che collega Palermo a Messina e Trapani, la struttura comprende un centro commerciale di 55mila metri quadrati, un ipermercato di 13.500 mq a insegna Ipercoop e un’ancora esterna dedicata al bricolage di Leroy Merlin, che sarà inaugurata entro il prossimo autunno. Prima però, nella primavera del 2010, è prevista l’apertura di un cinema multiplex Uci.
Il concept è stato ideato da T+T Design (masterplan) e Progetto CMR e Lombardini 22.
Insieme alla food court, che offre una selezione di proposte gastronomiche etniche e locali, la galleria include insegne, tra le altre, quali Cisalfa, Conbipel, H&M, New Yorker, Piazza Italia, Scarpe & Scarpe e Mediaworld.  Secondo le previsioni, a regime il centro sarà visitato mediamente da circa nove milioni di persone ogni anno.

Il quarto Ipercoop siciliano
All’interno del Forum di Palermo è stato aperto il quarto Ipercoop siciliano. Progettato da Inres (il Consorzio nazionale di progettazione del sistema Coop), si sviluppa su una superficie 13.500 mq. Le casse tradizionali sono 26, più 10 self check out, completamente automatizzate, come quelle già attive nell’ipermercato di Catania-Gravina.
L’offerta sia nei reparti alimentari sia nel non food è completa: si entra da quella che può definirsi una sorta di quartiere dell’innovazione, con le ultime novità della tecnologia, e si finisce in una “piazza del mercato” nella quale si trovano i banchi dell’ortofrutta, quelli della forneria e tavola calda, il reparto gastronomia (piatti pronti e take away) e della pescheria. Buona parte delle produzioni avvengono all’interno dell’iper. Tra i reparti vi è anche CoopSalute.
Parte dei fornitori sono imprese siciliane: circa 120 sia commerciali (in grado di assicurare l’approvvigionamento di oltre 2.000 prodotti) sia di servizi. Alcuni di questi fornitori, in virtù dell’arrivo di Ipercoop Sicilia, stanno entrando nel circuito nazionale dei fornitori Coop, qualcuno anche nel novero più ristretto e ancora più selezionato dei fornitori di prodotti a marchio Coop. Nel complesso Ipercoop Sicilia genera, già oggi, con i fornitori dell’isola, un fatturato pari a 7 milioni di euro su base annua.

È Alce Nero & Mielizia, con Consorzio Libera Terra Mediterraneo, il vincitore assoluto di Ethic Award

Sono stati ben 89 i progetti che hanno concorso all'Ethic Award 2009, per i 7 premi di area (Processi industriali, Greening, Retailer locale e territorio-comunità, I giovani, Il consumatore, Minoranze e società, Il Sud del mondo) oltre al riconoscimento di Premio assoluto.
La giuria, presieduta da Monica Fabris di Gpf, ha assegnato il premio di Vincitore Assoluto Ethic Award 2009 ad Alce Nero & Mielizia insieme al Consorzio Libera Terra Mediterraneo, per promuovere prodotti buoni, puliti e giusti ottenuti dalle terre confiscate alla mafia.  Le motivazioni sono state così sintetizzate: "il coraggioso modo di fare economia valorizzando la terra e offrendo opportunità di lavoro e nuove prospettive ai giovani per fare sistema nella bonifica sociale e ambientale del nostro Paese.Un progetto dall'alto valore dimostrativo per la collocazione geografica e per la nobiltà dell'intento, che sa concretizzarsi in competenze sul territorio e riappropriazione dei valori. Un progetto dalla forte valenza sociale e di alto impatto simbolico a difesa della legalità."

Gli altri vincitori sono stati
Gli altri Ethic Award sono stati assegnati a:
-per l'area Greening, SMA con il progetto Supermercato ecocompatibile;
-per i Processi Industriali, Guna con il progetto No Patent;
-per Retailer locale e territorio-comuunità, Nordiconad con il progetto Last Minute Market;
-per l'area Il Consumatore ha premiato Ancc - Coop con il progetto Campagna Risparmia le energie
-per I giovani, Alce Nero & Mielizia
-per Minoranze e Società, Coop Adriatica con il progetto Biblioteca interculturale Mobile;
-per Il Sud del Mondo, Pedon con il progetto Scuola per figli dei lavoratori nello stabilimento del gruppo Pedon in Etiopia.

Un premio già storico
Ethic Award, creato da Gdoweek e che ha visto la prima edizione nel 2002, nasce con l'intento di premiare l'impegno che le imprese di beni di consumo, servizi, attrezzature e retailer realizzano, attraverso iniziative concrete, in una logica di sviluppo sostenibile, e quindi tendenti a un miglioramento della vita, dell'ambiente, del lavoro, della relazioni sociali e della cultura. In questa logica, il dibattito che ha preceduto la cerimonia di premiazione, in maniera del tutto innovativa e in linea l'evoluzione degli stili di vita, ha visto come protagonisti i blogger, che hanno espresso la loro visione della sostenibilità attraverso il dialogo creato da Cristina Lazzati, direttore di Gdoweek, con il supporto di Monica Fabris.

Giuria e collaborazioni
La Giuria di Ethic Award 2009 è composta da 16 membri (Giancarlo Longhi - Conai, Anna Bartolini - Consiglio Europeo dei consumatori, Marella Caramazza - Fondazione Istud, Sissi Semprini di Green Bean, Donatella Bollani - Area Architettura Gruppo 24 Ore, Laura La Posta - Il Sole 24 Ore, Marco Cuppini- Indicod ECR, Andrea Poggio - Legambiente, Gabriele Masera - Politecnico di Milano dip. Building Enviroment Science and Technology, Anna Meroni - Politecnico di Milano dip. Industrial Design, Arts, Communication and Faschino, Carlo Federico Bovini - Programma mondiale alimentare delle Nazioni Unite, Cristina Gabetti - scrittrice, Alberto Masetti Zannini - The Hub, Eric Ezechieli - The natural step, Paolo Pastore - Transfair Italia, Irma Biseo - WWF Italia) e dal presidente di giuria Monica Fabris - Gpf.
Ethic Award 2009 è realizzato con il patrocinio di Indicod-Ecr, in collaborazione con Gpf e con il contributo di Barilla, Illy, Palm e Procter & Gamble in qualità di sponsor.

Gli abiti dello show room eGo non si acquistano, si usano

È come avere a disposizione un grande armadio contenente moltissimi capi fra cui scegliere, senza però che questo armadio sia nella propria camera e senza doversi preoccupare poi di lavare né stirare gli abiti e neppure dei cambi di stagione. Il tutto a prezzi modici: ogni capo costa all’incirca quello del lavaggio di un abito in tintoria.
È quanto, in sintesi, propone eGo -ecologico Guardaroba organizzato- che ha già avuto il suo store pilot a Brescia e che ora apre uno show room (150 mq su due livelli) anche a Milano, in via Pietrasanta.

Condivisione
Basato sul concetto di una condivisione tra gruppi di donne degli stessi capi di abbigliamento, si tratta di una sorta di esperienza take-away dedicata alla donna impegnata, sempre di corsa in cerca praticità e di “soluzioni” su misura che le facciano risparmiare tempo e fatica.
Il meccanismo è semplice. Con un abbonamento annuale, si ha la possibilità di scegliere tra una collezione costituita da gonne, camicie, pantaloni, maglie e abiti interi, declinata in 5 taglie (dalla 40 alla 48) per ogni modello e prevede 8 differenti stili (tecnico, romantico, casual, folk, classico, glam, dandy, sport). “Si tratta di prestigiosi capi made in Italy –spiega Vittoria Bono, ideatrice di eGo- e per la loro realizzazione occorre una programmazione della produzione per le diverse stagioni”.
L’adesione al servizio è a numero limitato (circa 350) ed è aperta fino al 15 dicembre 2009.

Inaugurato a Bassano del Grappa il Grifone Shopping Center

Esteso su una superficie di 55mila mq e strutturato su tre livelli, ieri è stato inaugurato, a Bassano del Grappa (Vi), Il Grifone Shopping Center, centro commerciale con un ipermercato Interspar di 7mila mq, 40 negozi e punti ristorazione, e 2.200 parcheggi, di cui mille coperti. Lo shopping center servirà un bacino d'utenza a 40 minuti di percorrenza di circa 280.000 persone.

La location
Situato in un crocevia strategico tra le province di Vicenza, Padova e Treviso, tra le 40 insegne delle due gallerie (superficie totale di 18.300 mq) propone un'offerta variegata: dal megastore di elettronica Mediaworld, passando per i settori abbigliamento, con l'insegna H&M, calzature, con Pittarello, e Cisalfa, con gli articoli sportivi. Non mancano i negozi dedicati a salute, bellezza e accessori, e gli spazi destinati ai servizi.
La food court, posta in un'area al primo piano, propone tre punti per la ristorazione: il fast restaurant L'Albero, il fast food Pepè Italian Food e la pizzeria Tarantella; l'offerta di ristorazione è completata da due bar torrefazione e una gelateria.

La struttura
Posta ai piedi delle Prealpi vicentine, la struttura - il Gruppo Paterno ne è il promotore- de Il Grifone, nel pensiero del suo progettista, l'architetto Valentino Ivano Sebellin, si integra con il territorio circostante. Il design trae ispirazione dagli elementi naturali che fanno da sfondo: le montagne e le nubi. La facciata principale è infatti caratterizzata al centro da 6 creste, che simulano lo skyline delle Dolomiti. Il tutto si inserisce nella struttura ondulata in acciaio verniciato che vuole riprodurre il passaggio delle nuvole spostate dal vento, così come spesso si può ammirare da questo punto osservando l'orizzonte verso nord. L'interno è contraddistinto dall'ampia hall che ospita i tappeti mobili e gli ascensori panoramici e collega, sia verticalmente sia visivamente, i tre livelli. Il soffitto del terzo piano è costituito da una struttura ondulata che continua il movimento della facciata esterna, scaldandolo però con i toni del legno, con il quale è realizzato.

La gdo punta ancora sul volantino

Cresce l'importanza delle promozioni e le insegne riscoprono un vecchio ma efficace sistema per comunicarle: il volantino. La divisione Store audit di Nielsen ha implementato nel 2004 il servizio Folder@net, analizzando numero di pagine e prodotti, dimensioni e collocazione delle foto, composizione delle offerte merceologiche e modalità promozionali, potenzialità grocery dei pdv coinvolti.

Il 2009

I dati del primo semestre 2009 indicano un forte incremento delle promozioni: rispetto alla media 2008 il numero di referenze mediamente in promozione è passato dal 10% al 10,8% e la pressione promozionale (fatturato ottenuto mediante vendite di prodotti in offerta) è passata dal 22,7 al 24,2%. Dalla lettura dei dati dei volantini si evince che sono in continuo aumento le referenze presenti per singolo folder. Nel grocery in maniera più marcata (l'aumento è stato circa 10% in due anni, da 159 a 177) e scapito del mondo no-grocery, passato da 73 a 66. Anche se si tratta di prodotti promozionati è ancora diffusa la scelta di non pubblicare il confronto tra prezzi tagliati e prezzi originari anche se la trasparenza si sta facendo strada, poiché il consumatore si è fatto decisamente più accorto. Comunque le promozioni di entità non dichiarata sono ancora il 64% delle offerte in volantino.
Quanto alla tipologie di prodotto presenti fanno la parte del leone il fresco e la drogheria alimentare, la prima con una quota del 27,6%, la seconda con il 27,1%. Cresce l'importanza delle Pl, salite al 15%.

Retail Summit 2009 tutti i video

La crisi pesa sui rapporti tra idm e gdo. È una delle evidenze che si possono ricavare dall'ultima affollatissima edizione del terzo Consumer & Retail summit promosso da Il Sole 24 ORE in collaborazione con le testate del Gruppo GDOWEEK, MARK UP e Trasporti.

I tempi di pagamento
Uno dei temi al centro del dibattito è stato infatti il ritardo dei pagamenti ai fornitori da parte della gdo, con il presidente di Centromarca Luigi Bordoni che ha denunciato come insegne complessivamente rappresentanti i tre quarti del mercato abbiano ormai dilatato del 50% i tempi di pagamento rispetto alle previsioni contrattuali.
Al di là delle ragioni e dei torti (Vincenzo Tassinari, presidente di Coop ha replicato in diretta, Federdistribuzione ha emanato un'immediata dichiarazione contestando i dati) resta il fatto che quando la coperta diventa più stretta si cerca di tirarla il più possibile dalla propria parte: con il credit crunch disporre di denaro liquido è fondamentale.

Un rilancio sostenibile
Ma non sono soltanto le questioni contrattuali a preoccupare idm e gdo: entrambe devono fare i conti con un consumatore che sta profondamente cambiando abitudini e le strategie da implementare ne dovranno tenere conto se si vuole arrivare a un rilancio effettivo dei consumi.
Nel suo intervento di apertura nella sessione mattutina, coordinata dal direttore di MARK UP Luigi Rubinelli, Federico Lalatta Costerbosa, Partner & Managing Director di The Boston Consulting Group ha segnalato che si prospettano tempi duri per i follower per chi presenta un'offerta media; la polarizzazione dei consumi infatti è stata accentuata dalla crisi.

Crisi che, peraltro, non ha avuto solo aspetti negativi: con un'efficace citazione manzoniana, Giampaolo Fabris, ordinario di Sociologia dei Consumi all'Università San Raffaele di Milano, ha ricordato come Don Abbondio, alla conclusione della peste, dice che alla fine dei conti l'epidemia non ha fatto solo del male perché ha fatto sparire anche Don Rodrigo; analogamente il consumatore, già convinto di dover spendere meno, grazie alla crisi ha scoperto la necessità di spendere per consumi più sostenibili, e questo è un trend destinato a rafforzarsi, al di là dell'eventuale ripresa economica.

Nelle due tavole rotonde successive rappresentanti di gdo e idm hanno dibattuto dei temi del pricing e dei rapporti contrattuali tra insegne e fornitori.

Nel pomeriggio tecnologia, sostenibilità e segmentazione
La seconda parte della giornata, moderata dal caporedattore di GDOWEEK Ugo Stella, ha visto Fabio Vacirca di Accenture illustrare i rapporti fra crisi e cambiamenti introdotti dalla rivoluzione digitale nel reatil inteso come canale di comunicazione. Luca Pellegrini, ordinario di marketing Iulm di Milano, ha parlato dei driver che guideranno la spesa del consumatore nel dopo crisi, mettendo l'accento sulle tematiche della sostenibilità. Flavio Ballerini, Ad Ncr, ha illustrato i più interessanti sviluppi tecnologici riguardanti la distribuzione, mentre ancora sulla sostenibilità come fattore chiave dei prodotti acquistati dagli italiani era incentrato l'intervento di Francesco Fuselli, di Scs Consulting. Fabrizio Morandi di Tns ha parlato di come sostenere la marca in tempi difficili.
Indi si è svolta una tavola rotonda presenti idm e distribuzione sul tema della segmentazione da cui è emerso che la migliore conoscenza possibile del proprio consumatore, unita alla fidelizzazione sono elementi in grado di contrastare il fenomeno del trading down. Infine Giuseppe Minoia, presidente di GFK Eurisko ha tirato le fila del convegno parlandoci di nuove percezioni della realtà, nuove visioni del mondo e nuovi atteggiamenti del consumatore di fronte alla crisi.

Una settimana ricca di aperture per il fast fashion H&M

Il gruppo svedese Hennes & Mauritz, ovvero H&M, gigante del fast fashion e sinonimo dell'abbigliamento cool a piccoli prezzi, inaugura questa settimana 4 store in 4 centri commerciali: due degli store, quello di Bassano del Grappa e quello di Palermo, coincidono con l'apertura dei centri commerciali, rispettivamente Il Grifone, avvenuta ieri, mentre oggi è la volta del Forum di Brancaccio.
Il
26 novembre, a Biella, sarà quindi il turno di quello nel centro commerciale Gli Orsi ed, infine, il 27 novembre a Beinasco (To) all'interno del centro commerciale Le Fornaci.
Con queste aperture, l'Italia raggiunge la quota 63 punti vendita H&M, che quest'anno, con riscontri davvero significativi (come dimostra il successo di folla e di vendita dello store di piazza san Babila a Milano), ha ampliato la rosa degli stilisti che legano una loro collezione esclusiva con H&M: dalla metà di novembre, in 200 negozi selezionati in tutto il mondo, sono disponibili modelli di scarpe firmati dal noto stilista Jimmy Choo, in grado di creare calzature glamour e sexy allo stesso tempo.
È la prima volta che H&M firma una collezione design di accessori, che comprenderà scarpe, borse e altri accessori per donna e uomo.

L'offerta dei quattro store
Lo store di Bassano del Grappa si estende su una superficie di 1.350 mq. Alle collezioni donna, con completi coordinati ed eleganti e per tutti giorni, si aggiunge sia il reparto underwear che accessori, a completamento delle diverse linee una grande offerta di denim, L'uomo potrà trovare le collezioni per tutti i giorni, i capi più casual, un ricco assortimento denim Per i più piccoli saranno disponibili capi per tutte le fasce d'età da 0 a 14 anni.
Anche il punto vendita di Palermo, si estende su un unico piano per una superficie complessiva di 1.134 mq, al cui interno si possono trovare le diverse collezioni donna insieme agli accessori. Le collezioni uomo saranno disponibili in tutte le declinazioni: dai completi per tutti i giorni, ai capi casual, dal denim agli accessori e intimo. La linea per i bambini è presente con un ricco assortimento. Entrambi i punti di vendita avranno nuovi interni, dall'effetto cabina armadio che si sviluppa in un perfetto guardaroba, arricchito e aggiornato costantemente.
Il punto di vendita di Biella, invece, si estende su una superficie di 1.000 mq su un unico piano, dove i clienti potranno trovare le collezioni donna con capi everyday, casual e eleganti, arricchiti dalla linea cosmetica, anche il reparto uomo è completato dall'intimo e da una vasta gamma di denim. Il reparto bambino, anche in questo punto vendita,è fornito di capi dal neonato all'adolescente.
Lo store di Beinasco, alle porte di Torino, invece, si sviluppa su due piani, su una superficie di 1.000 mq al piano terra si trovano le collezioni per uomo e donna complete di accessori, mentre al primo piano lo spazio sarà dedicato al bambino dalla sua nascita fino all'adolescenza.

Lo shopping di Natale sarà come quello dello scorso anno

I regali di Natale rappresentano una spesa necessaria per la maggioranza degli italiani (il 70%) e, di questi, quasi la metà la ritiene anche una spesa piacevole. Chi acquista regali lo farà prevalentemente per i familiari più stretti (87,3%) e poco meno della metà (il 45,5%) comprerà più o meno gli stessi prodotti del Natale 2008.
Tra gli articoli che saranno più gettonati spiccano i capi di abbigliamento (70,5%), i libri (63,2%), i generi alimentari (56,7%) e il vino (40,9%), gli articoli sportivi (35,4%), Cd e Dvd (33,9%). Queste le intenzioni di consumo e il sentiment delle famiglie a un mese dal Natale che emergono dall'indagine Confcommercio-Format ricerche di mercato sui consumi degli Italiani per le prossime festività natalizie.

Le buone intenzioni
Gli italiani che si comporteranno in modo analogo al Natale 2008, relativamente agli acquisti per i regali, sono il 45,5%, mentre il 33,4% dichiara che rinuncerà certamente a fare alcuni degli acquisti che avrebbe desiderato. L'11,4% è ancora indeciso sul da farsi e il 9,7% dichiara che non effettua mai gli acquisti per i regali di Natale.
Tra coloro che faranno gli stessi acquisti, prevalgono gli uomini, chi ha un'età compresa tra i 18 ed i 44 anni e chi risiede nelle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est. L'atteggiamento di rinuncia allo shopping per doni di Natale prevale, invece, più tra le donne, tra chi ha un'età tra i 45 ed i 54 anni, e tra chi vive nelle regioni del Centro e del Sud Italia.

Gli italiani e i regali di Natale
Complessivamente, i regali di Natale rappresentano una spesa necessaria per il 70% degli italiani. Di questi, il 48,1% la ritiene necessaria e piacevole (atteggiamento proprio di tutte le fasce di età, fatta eccezione per chi ha un'età tra i 35 ed i 44 anni, e fortemente accentuato nelle regioni del Mezzogiorno), mentre il 21,9%, pur considerandola necessaria, ne farebbe volentieri a meno.
Per il 30% si tratta, invece, di una spesa inutile che, nella maggior parte dei casi (il 16,5%) si è anche costretti a sostenere, mentre solo il 13,5% oltre a ritenerla inutile riesce anche ad evitarla.
I destinatari dei regali natalizi sono prevalentemente i familiari (coniuge, figli, genitori, fratelli), con l'87,3% di risposte in questo senso. Il 75,5% li dedica ad “altre persone di famiglia”, il 68,3% agli amici, il 67,1% li acquista per se stesso. Il 53,3%, infine acquista i regali per i “conoscenti”, ovvero le persone con le quali intrattiene relazioni di lavoro (clienti e fornitori), una relazione professionale (il proprio medico, avvocato, ecc), o di altro genere.

Autogrill e Negroni presentano il panino Sua maestà il culatello

Autogrill, in collaborazione con Negroni, ha presentato a Zibello (Parma) il primo panino gourmet con Culatello di Zibello Dop, da sempre universalmente riconosciuto come il gioiello dell'alta salumeria italiana.

Da oggi, 24 novembre, sarà possibile trovare nei 480 Autogrill presenti lungo le autostrade, negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, nelle città e nei centri commerciali d'Italia il panino “Sua Maestà il Culatello”, creato da Autogrill per deliziare il palato di tutti i viaggiatori.

Per Autogrill i panini speciali e tipici del territorio -con vendite in crescita di oltre il 10% nel 2008- rappresentano oggi la tipologia più venduta con circa 7 milioni di pezzi commercializzati in un anno, circa 2.700 tonnellate di salumi e formaggi acquistati.

Secondo dati aziendali, sono oltre 4 milioni i consumatori che ogni giorno consumano uno dei pasti principali lungo le infrastrutture della mobilità, ai quali si aggiungono i circa 31 milioni che scelgono il panino come pasto almeno una volta alla settimana.

Ad Asti apre Tuit per Eataly che abbina prodotti e ristorazione firmata

Si trova in via Carlo Grandi, a due passi dal Teatro Alfieri di Asti, ed è il prossimo store di Eataly: nasce dalla collaborazione con Tuit srl (che gestirà il negozio), con cui condivide la stessa filosofia, cioè quella di valorizzare i prodotti di alta qualità della tradizione agroalimentare italiana, e si coniuga il binomio ristorazione e vendita di prodotti tipici.

Piatti tipici firmati
Lo store si estende su 600 mq su due livelli e l'assortimento è di circa 2.000 referenze selezionate. Sette le postazioni del supermercato: frigo con carni sottovuoto, salumi, formaggi e latticini e pane fresco sfornato all'alba; sugli scaffali paste, conserve, scatolame, dolci e biscotti e tante altre specialità con il brand di Eataly.
Al primo piano vi è anche il ristorante per il pranzo veloce con 50 coperti, mentre al piano superiore si trova la sala per la cena, il cui prezzo medio è intorno ai 35 euro.
A Tuit - Eataly si potranno degustare piatti tipici italiani preparati dallo chef Davide Sproviero, dal suo staff e da un consulente d'eccezione: Luca Zecchin, chef stellato di “Da Guido di Costigliole”.
Tra le altre iniziative, sono previste escursioni nelle aziende agricole della zona in modo da far conoscere i prodotti locali e le tecniche di produzione che li rendono eccellenti.

Nuova alleanza tra Sisa e Unes

Unes acquisisce il 20% delle azioni di Sisa Spa, il motore del sistema Sisa, l'azienda proprietaria dell'insegna e dei marchi del gruppo. Un annuncio che non giunge, però, come un fulmine a ciel sereno: dai due gruppi, infatti, nei giorni scorsi erano venuti segnali sulla necessità di un'aggregazione che aumentasse la taglia delle due insegne in un mercato sempre più competitivo.

Per ora non ci sono maggiori dettagli sull'operazione di partnership: si sa soltanto che, nel prossimo futuro, sarà approntato un piano industriale comune, con lo scambio dei consiglieri nei rispettivi CdA e che i due gruppi distributivi lavoreranno insieme per lo sviluppo di format di prossimità e su progetti legati alle private label.

“Abbiamo abbattuto il muro di preconcetti e pregiudizi che divideva gd e d.o. -dichiara l'ad di Unes Mario Gasbarrino-. Ora possiamo lavorare insieme a Sisa, condividendo lo stesso mercato, quello di super e superette, la stessa visione di presidio del territorio e la stessa visione del futuro. In un settore in cui i primi 5 gruppi controllano il 53% del mercato e il rimanente 47% è detenuto da altre 22 catene, occorre accrescere la propria taglia”.

Sergio Cassingena, presidente di Sisa, ha invece voluto sgombrare il campo dalle voci di difficoltà del gruppo determinate dal periodo nero e dai rischi di default di alcuni soci (come, ad esempio, il Cedi Sisa Calabria): “Abbiamo una leadership forte -dichiara il presidente- e questa alleanza con Unes porterà sicuramente nuovo business. Dal canto nostro, dobbiamo fare un passo in più verso una maggiore concentrazione del gruppo, magari lavorando per un'ulteriore razionalizzazione dei 6 cedi su cui si basa il sistema Sisa”.

Lidl dà il via alla seconda edizione del concorso “Un minuto di spesa gratis”

Fare la spesa divertendosi e per di più gratuitamente. Basta essere veloci. Lidl dà il via alla seconda edizione di Un minuto di spesa gratis, il concorso che lo scorso anno ha riscosso grande consenso

Velocità di spesa
Nella prima fase di gioco, dal 23 novembre al 20 dicembre, tutti i clienti che effettueranno un acquisto di almeno € 25 potranno iscriversi al concorso comunicando il codice che trovano sullo scontrino via telefono, Sms o compilando il modulo nel sito internet www.1minutodispesagratis.it.
Maggiore sarà il numero di scontrini, maggiori saranno le possibilità di vincere. In seguito verranno estratti 540 vincitori, uno per ciascun punto di vendita Lidl aderente all'iniziativa.
La corsa al Minuto di spesa gratis vera e propria si svolgerà in quattro domeniche, dal 17 gennaio al 7 febbraio 2010.
I 540 partecipanti avranno a disposizione 60 secondi per riempire il carrello senza pagare alla cassa. Inoltre, tutti i vincitori riceveranno un buono spesa da € 25 da utilizzare successivamente a proprio piacimento presso un punto vendita Lidl.
Il concorso verrà promosso attraverso una campagna pubblicitaria - on air a partire dal 19 novembre su internet, stampa e tv nazionale - volantini e comunicazioni in store.

Coop aderisce a Dall’etica all’etichetta e incentiva un consumo sostenibile

Duecento prodotti verdi, proposti e segnalati nei punti vendita Coop di Faenza, per invogliare i clienti a fare la spesa con maggiore attenzione all’ambiente e al consumo sostenibile.
È l’iniziativa Scegli ambiente, con la quale Coop Adriatica partecipa al progetto Dall’etica all’etichetta, promosso dal Centro di educazione ambientale del Comune di Faenza insieme alla facoltà di Scienze ambientali dell’Università di Bologna, sede distaccata di Ravenna. Obiettivo dell’iniziativa –finanziata dalla Regione Emilia e Romagna- è favorire il diffondersi di abitudini di consumo compatibili con l’ambiente.
Gli articoli -biologici, ecologici, confezionati con materiale riciclato, oppure a imballaggio ridotto o riutilizzabile, tutti a marchio Coop o Libera Terra- sono segnalati sugli scaffali da un cartellino verde con un albero stilizzato: tra gli altri, i detersivi in contenitori di plastica riciclata, i dentifrici senza involucro di cartone, il tonno pescato con tecniche sostenibili, il caffè con confezioni ridotte al minimo, i formaggi venduti senza vaschetta.
“Vogliamo verificare se è possibile aiutare e stimolare i clienti a fare la spesa ragionando anche in termini di tutela ambientale -spiega il direttore delle politiche sociali di Coop Adriatica, Marco Gaiba- Scegli Ambiente contribuirà infatti alla realizzazione della ricerca per la costruzione dell’Indice sui consumi sostenibili, curata dall’Università: uno studio sulla possibilità della grande distribuzione di incidere sui comportamenti d’acquisto dei consumatori, indirizzandoli verso scelte più sostenibili”.
Coop Adriatica darà inoltre sostegno anche ai laboratori nelle scuole e al concorso a premi promossi dal Comune, che porteranno alla realizzazione di un “Portale del consumo sostenibile” e alla diffusione di un block notes con riflessioni scritte dai ragazzi per una spesa attenta all’ambiente.

Coop Adriatica e la sostenibilità
L’adesione al progetto Dall’etica all’etichetta risponde alla strategia per la sostenibilità che Coop Adriatica (152 pdv, di cui 16 ipermercati, 1.926 mio/euro il fatturato 2008) ha messo in atto da alcuni anni, i cui risultati (economici, sociali e ambientali) sono riportati annualmente nel bilancio di sostenibilità.
Nelle aree in cui è presente -oltre alla Romagna, anche a Bologna, in Veneto, nelle Marche e in Abruzzo- Coop Adriatica ha realizzato numerose iniziative verdi: dall’utilizzo dei banchi frigo per i surgelati chiusi da uno sportello, all’introduzione dei sacchetti per la spesa biodegradabili o riutilizzabili, dall’eliminazione sugli scaffali delle lampadine a incandescenza, all’installazione degli erogatori di detersivi alla spina. A fine anno, inoltre, saranno 25 i punti di vendita della Cooperativa dotati di impianti fotovoltaici per la produzione di energia pulita.
Per ridurre gli sprechi e offrire risposte concrete alle persone bisognose, Coop Adriatica si è attivata con Brutti ma buoni, il progetto di donazione di alimentari invenduti -prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni estetiche, ma ancora buoni e commestibili- ad associazioni sociali. Il recupero degli invenduti a fini sociali è attivo oggi in 58 negozi: nel 2008, nei 51 punti di vendita coinvolti, è stato possibile recuperare circa 730 tonnellate di alimenti, a beneficio di 97 associazioni, che hanno potuto risparmiare quasi 3 milioni di euro e reinvestire così in attività di miglioramento delle strutture e della qualità della vita delle persone assistite.

Il Gruppo Finiper adotta soluzioni di sicurezza TippingPoint

Il Gruppo Finiper -l'azienda proprietaria della catena di ipermercati Iper, la grande I- ha una rete dedicata che collega tutti i punti di vendita, con due server farm principali ospitate presso le sedi Telecom di Rozzano e Cesano Maderno, e una server room -di dimensioni minori -all'interno di ogni pdv. L'infrastruttura di information technology supporta tutte le attività dell'azienda, sia nella sede centrale sia nei magazzini periferici sia nei punti vendita, per cui la presenza di server, terminali windows e personal computer è diffusa in tutte le aree. La rete è interamente basata su router Cisco, e protetta da firewall. Recentemente, all'interno di alcuni punti di vendita è stata installata un'infrastruttura di rete wireless - basata su wireless switch Cisco, con tecnologia Aruba - per l'applicazione di autolettura della spesa, che utilizza la soluzione Datalogic.

Intrusion Prevention Systems
Il Gruppo Finiper utilizza più di 30 sonde TippingPoint per la prevenzione delle intrusioni (Intrusion Prevention Systems, o IPS), installate in serie con i firewall, per l'analisi del traffico in ingresso nei propri data center. Le sonde sono di due tipi diversi: nei due data center sono installate due 1200E con un throughput aggregato di 1,2 gigabit al secondo, in grado di gestire oltre 750.000 connessioni al secondo, mentre nelle data room presso i pdv sono installate 30 210E con un throughput aggregato di 200 megabit al secondo, in grado di gestire oltre 8.000 connessioni al secondo.

"La funzione principale delle sonde TippingPoint -spiega Giovanni Oteri, responsabile dell'infrastruttura di information technology del Gruppo Finiper- è quella di analizzare il traffico in entrata verso la rete dell'azienda e bloccare l'attacco o il traffico malevolo quando il contenuto dei pacchetti viene identificato come malware". Il Gruppo Finiper è molto attento alla sicurezza, e gestisce con grande attenzione l'aggiornamento delle protezioni e i privilegi di accesso delle singole postazioni di lavoro. Nonostante queste attenzioni, però, ritiene indispensabile avere una barriera all'ingresso che faccia da filtro contro qualsiasi tipo di attacco da parte di malware.
“La nostra rete è complessa, per cui è difficile, se non impossibile, tenere costantemente sotto controllo tutto il traffico e garantire l'aggiornamento del sistema operativo di tutte le macchine -afferma Giovanni Oteri-. Come dimostra il recentissimo breakout del worm Conficker, basta poco per mettere in ginocchio l'intera rete di un'azienda. Nel nostro caso, non è successo nulla perché le sonde TippingPoint hanno bloccato tutti gli attacchi, e ci avrebbe avvertito in tempo reale della loro esistenza, potendo disporre del tempo necessario per definire una strategia di difesa anche nella malaugurata eventualità che il malware - nonostante le protezioni - riuscisse comunque a entrare nella rete”.
 
Gli IPS TippingPoint

I sistemi di prevenzione dalle intrusioni TippingPoint offrono un elevato livello di protezione delle reti da tutti i tipi di attacco dall'esterno, e in particolare dagli attacchi dei worm e dei virus. Le sonde vengono installate in modo trasparente all'interno della rete e analizzano il contenuto dei pacchetti in tempo reale, nel momento in cui essi passano al loro interno, per determinare se il contenuto è legittimo o pericoloso. Questa forma di protezione rappresenta il modo più efficace per difendersi dagli attacchi, così come  confermato dalle dichiarazioni degli esponenti del Gruppo Finiper.

Il sistema è basato sul Threat Suppression Engine (letteralmente: motore di eliminazione delle minacce) di TippingPoint, una piattaforma hardware specializzata che combina tecnologie di elaborazione allo stato dell'arte e sviluppate da TippingPoint in grado di eseguire contemporaneamente migliaia di controlli su ciascun pacchetto senza bloccare il traffico di rete. L'elaborazione parallela, infatti, assicura un flusso continuo dei pacchetti all'interno dell'IPS con una latenza -ovvero, un rallentamento- inferiore a 84 microsecondi, indipendentemente dal numero dei filtri che viene applicato.

Parte integrante della soluzione è il servizio di Digital Vaccine, sviluppato all'interno dei laboratori di ricerca Tipping Point (DVLabs), che fornisce i filtri di sicurezza contro le vulnerabilità. Questi filtri sono in grado di riconoscere l'origine dell'attacco -dal più semplice alle molteplici varianti di alcune vulnerabilità- senza compromettere le prestazioni della rete, e vengono aggiornati due volte alla settimana o immediatamente dopo la scoperta di minacce o vulnerabilità di tipo critico.

Le motivazioni della scelta
Il Gruppo Finiper ha effettuato delle prove sul campo dei prodotti Tipping Point, e dei confronti con le altre soluzioni disponibili sul mercato, e ha rilevato che la protezione garantita dai suoi Intrusion Prevention Systems è quella che risponde nel modo migliore alle proprie esigenze. Il Threat Suppression Engine, infatti, grazie alla presenza di diversi ASIC dedicati, è in grado di applicare simultaneamente quattro tipologie di filtri -indipendenti e complementari- al flusso dei dati, che nel loro insieme individuano e prevengono tutte le minacce: filtri basati sulle vulnerabilità, signature degli attacchi, e filtri sulle anomalie del traffico e dei protocolli.

Le prestazioni delle sonde vengono completate dalle biblioteche di documentazione sulle caratteristiche degli attacchi, che vengono alimentate dall'attività del laboratorio di ricerca TippingPoint sul Digital Vaccine (DVLabs), che è continuamente alla ricerca di informazioni sulle vulnerabilità e sulle relative soluzioni. Questa documentazione consente anche al personale del Gruppo Finiper di essere continuamente aggiornato sui problemi creati dai breakout dei worm o dalle infezioni dei virus.

Gli sviluppi futuri
In futuro, Il Gruppo Finiper ha in programma l'implementazione di una soluzione TippingPoint per il controllo degli accessi alla rete (Network Access Control, o NAC), che consentirà di assicurare l'applicazione delle policy di sicurezza a livello di utente e di singola apparecchiatura, per garantire la massima uniformità delle regole all'interno della rete. L'integrazione degli IPS già in funzione nei data center e nelle data room con i NAC permetterà quindi di estendere ulteriormente il controllo sugli accessi alla rete e sull'uso della stessa da parte di tutti gli utenti, e di ottenere una maggiore uniformità nell'applicazione delle policy di sicurezza.

Synco presenta Quick mounting, la praticità nella comunicazione

Quick mounting di Synco, il nuovo sistema con tubo in alluminio, si presenta come una soluzione leggera, pratica ed estetica, studiata per mettere in evidenza e permettere la rapida sostituzione del manifesto prezzo / offerta.
L’inserimento dei giunti nei tubi è ottimale e veloce grazie ad un sistema a molla innovativo che permette all’operatore un montaggio “ Fai da Te ”.

CE.DI. Marche entra in Selex

Ce.Di. Marche, con un volume d’affari al dettaglio di 250 milioni di euro nel 2009, 120 store e un centro di distribuzione di 28.000 mq ubicato a Camerata Picena (An), entra a far parte di Selex da gennaio 2010.
Il gruppo opera con l’ insegna “Sì – con te” nei formati superstore, supermercati e market, occupando 1.200 addetti. Per il 2010, ha pianificato l’apertura di 4 nuovi supermercati, per un totale di 5.400 mq di superficie di vendita.
L’ingresso di Ce.Di. Marche è coerente con la politica di sviluppo di Selex, da sempre favorevole all’ampliamento della società a medie imprese indipendenti e dalla consolidata esperienza, con strategie e valori in linea con quelli del Gruppo.

«Con questa operazione – dichiara Giovanni Pomarico, presidente di Selex – il nostro Gruppo rafforza la sua presenza nelle regioni del centro Italia, dove già detiene posizioni di rilievo in numerose province, e conferma la sua vocazione a farsi interprete di una distribuzione moderna, di qualità, profondamente radicata sul territorio e vicina ai consumatori».

Le origini
Ce. Di. Marche nasce nel 1971, quando 18 negozianti della provincia di Ancona fondano un gruppo di acquisto per rifornire le loro piccole attività commerciali. «Siamo passati dal ruolo di “grossista” degli anni Settanta e Ottanta -spiega Renato De Angelis, direttore generale della società- a un ruolo di promotore dello sviluppo delle attività dei propri associati, della ristrutturazione e ammodernamento della propria rete di vendita.»
«Il nostro nuovo marchio SI’, con te – conferma De Angelis - è l’ultimo tassello di una strategia di differenziazione e di identificazione rispetto all'omologazione degli operatori distributivi che, in parte, caratterizza anche il nostro territorio».
Ce.Di. Marche, presente su un’area concentrata, raggiunge i consumatori con un’offerta più legata al territorio locale e, soprattutto nei settori deperibili (carne, ortofrutta e pesce), con maggiori garanzie di qualità e freschezza a prezzi competitivi.

GDOWEEK 505

A In.Al.Pi. il premio Responsabilità sociale d’impresa Margherita Miolano

In.Al.Pi. spa, di Moretta (Cn), ha ricevuto il premio Responsabilità Sociale d’Impresa intitolato a Margherita Miolano -imprenditrice scomparsa lo scorso anno- come frutto del lavoro sulla sicurezza alimentare e del progetto di sprayzzazione del latte che coinvolgerà gli allevatori del basso torinese e del cuneese.

L’Ad di In.Al.Pi. Ambrogio Invernizzi ha dedicato il premio alla comunità morettese, sostenendo l’importanza per una impresa di “vivere il territorio”.
“Le difficoltà che la comunità morettese ha dovuto affrontare negli ultimi tempi sono state tante: molte realtà imprenditoriali sono cadute a causa della crisi. Noi abbiamo deciso di reagire investendo e anche se i posti di lavoro persi saranno di più rispetto a quelli che si recupereranno, è importante dare un segno di ottimismo e speranza. Il compito di un imprenditore è, a nostro parere, di essere attento e sensibile alle problematiche del territorio perché in esso e con esso l’impresa vive.”

L’idea di In.Al.Pi. consente l’avvio di un’attività unica a livello nazionale ed è frutto di un progetto a filiera integrata, con la partecipazione di Coldiretti, Cooperativa “Piemonte Latte” e privati.

Un superstore ecocompatibile firmato da Coop Lombardia

Insieme alle classiche peculiarità dei punti di vendita Coop, quello inaugurato lo scorso 18 novembre a Desio (Milano) è anche in linea con la sostenibilità ambientale. Estesa su una superficie di 2.500 mq, infatti la struttura è stata progettata e realizzata, in collaborazione con la società Empowernet, con soluzioni e accorgimenti tecnici in grado di migliorare l’accessibilità e la fruibilità da parte di persone diversamente abili e con innovazioni tecnologiche che consentono risparmio energetico e rispetto per l’ambiente. Sul tetto, per esempio, è in funzione un impianto fotovoltaico della potenza di circa 45 kWp. La produzione annua stimata dell’impianto è pari a 50.000 kWh: una produzione che consentirà di evitare l’immissione in atmosfera di 29.050 kg di CO2, equivalente al consumo medio annuale di 19 famiglie.

L’ecologia al superstore
Tra gli altri accorgimenti ecocompatibili, nel pdv, per la produzione di acqua calda per l’impianto di climatizzazione si utilizza uno scambiatore di calore nel quale circola fluido caldo prodotto dal termovalorizzatore dalla locale società di teleriscaldamento Brianza Energia. Per l’impianto di condizionamento viene utilizzato il gas ecologico R134A, il quale ha un ODP (Ozone Depletion Parameter) uguale a zero, ovvero non distrugge l’ozono atmosferico. E ancora: tutti i banchi surgelati adottano coperture scorrevoli per contenere dispersione del freddo e permettono un risparmio energetico del 35%.
Nell’area di vendita e nel parcheggio si utilizza la tecnologia di illuminazione a Led (vedi foto). Rispetto alla soluzione tradizionale con tubo fluorescente, in un anno l’impianto a Led del parcheggio interrato consentirà una riduzione dei consumi di energia elettrica di circa il 76%. La riduzione dei consumi annui rispetto alla soluzione tradizionale è pari a circa 182.000 kWhe evitando così l’immissione in atmosfera di 105.558 kg di CO2. La riduzione corrisponde al consumo medio annuale di 68 famiglie.
Il negozio è, inoltre, dotato di un sistema di supervisione e controllo che consente automaticamente il controllo delle temperature e del confort ambientale, la regolazione dei livelli di illuminazione artificiale, in funzione dell’apporto di luce naturale dalle grandi vetrate. I consumi ed i parametri di funzionamento degli impianti sono costantemente monitorati da una centrale operativa per il mantenimento delle prestazioni e dei risparmi.

I servizi per la persona e la famiglia
Nell’ambito dei servizi è presente il Salvatempo, il self scanning che aiuta a risparmiare tempo nel fare la spesa.
È anche presente un distributore di detergenti sfusi ecologici linea Vivi Verde (marchio Coop). Questo solleciterà un comportamento virtuoso da parte della clientela verso un minor impatto ambientale delle proprie scelte d’acquisto, beneficiando allo stesso tempo di un immediato risparmio sulla propria spesa.

Coop realizza a Prato un polo logistico non food “verde”

È un magazzino verde al 100%, dal tetto alle fondamenta. Già attivo dallo scorso 17 novembre, entrerà a pieno regime a gennaio 2010: da qui si movimenteranno circa 730mila metri cubi di merci destinate a rifornire i reparti non food di oltre 1.400 pdv Coop in tutta Italia.
“Un esempio di razionalizzazione logistica, oltre che un polo all’avanguardia dal punto di vista ambientale –spiega Maurizio Martini, presidente Consorzio Nazionale Non Alimentari Coop Italia-. Per Coop è un investimento significativo: poco meno di 100 milioni di euro di cui 13,5 per l’impianto fotovoltaico. Da quando, già dal 2004, abbiamo cominciato il processo di centralizzazione acquisti e consegne dei fornitori tutti gli indicatori di efficienza logistica sono migliorati: dal valore medio per metro cubo di merce, al costo logistico per metro cubo movimentato, al costo logistico complessivo sul volume di vendite. Avevamo fra gli obbiettivi la realizzazione di un grande magazzino centrale per ridurre ancora i costi di navettaggio e movimentazione. Da qui la nascita del grande polo della logistica Coop per i non alimentari”.

Un impegno per l'ambiente
Il polo è parte integrante di un impegno di Coop nei confronti
dell’ambiente che data da tempi non sospetti. Il criterio della
progettazione sostenibile è riferimento per tutti gli ultimi
insediamenti. Solo sul fotovoltaico, Coop prevede, entro la fine del 2009, la messa in funzione di circa 50 impianti per complessivi 12000 kW, equivalenti a un investimento di oltre 50 milioni di euro sostenuti dalle 9 grandi cooperative di consumo.
“La sensibilizzazione avviata da Coop sui temi dell’ambiente procede a tutto campo –conferma Aldo Soldi, presidente Coop-Ancc-. Tuttora abbiamo in corso due importanti campagne consumeriste sul risparmio energetico: Risparmia le energie, che coinvolge 2.500 famiglie in tutta Italia e Coop For Kyoto, che interessa 151 stabilimenti produttivi fornitori di prodotto a marchio. Inoltre, continua il lavoro di Inres, il nostro consorzio di progettazione, per ideare e costruire edifici secondo criteri di efficienza e di rigore ambientale. Prima si valutano i consumi di energia, acqua, la produzione dei rifiuti, le emissioni rumorose, il traffico indotto; poi si scelgono tecnologie e sistemi di gestione in grado di ridurre emissioni e consumi per arrivare all’obiettivo di un punto di vendita a “impatto zero”.

Le caratteristiche del polo
Il nuovo edificio di Prato occupa un’area di circa 100mila mq ed è costituito da un fabbricato ad uso magazzino di 50mila mq di superficie, di una palazzina uffici di circa 7700 mq suddivisi su 4 piani, oltre a circa 35.000 mq fra piazzali di manovra e aree di sosta. L’acciaio e l’uso di ampie vetrate caratterizzano architettonicamente l’intera struttura.
Il tetto ospita l’impianto fotovoltaico, primo per dimensione in Italia tra gli impianti montati su un singolo edificio, e tra i primi venti in Europa. Progettato da Inres, si compone di 15.650 pannelli in silicio policristallino forniti da Mitsubishi Electric che vanta oltre 25 anni di esperienza nell’industria solare, una superficie pari a quella di 5 campi da calcio e una produzione a regime, di 3.200.000 kWh di energia elettrica. Una produzione questa che consente di non immettere in atmosfera 1.860.000 kg di anidride carbonica all’anno, pari, per esempio, al consumo medio annuale di 1.185 famiglie.
In termini energetici complessivi, l’impianto non solo sarà in grado di soddisfare al completo fabbisogno di energia del nuovo polo logistico, ma produrrà un quantitativo di energia eccedente; il surplus, stimato in 500.000 Kw, sarà immesso e ceduto sulla rete di distribuzione nazionale.
L’impianto sul tetto è inoltre integrato da 5 inseguitori solari, costituiti da 60 pannelli fotovoltaici Mitsubishi Electric, della potenza complessiva di 11,4 kW posizionati all’entrata del parcheggio che si orienteranno per massimizzare la produzione.
L’intera progettazione dell’edificio, ad opera di Tecnopolis, è comunque stata sviluppata integrando tra loro le migliori soluzioni atte alla riduzione dei consumi energetici e dei carichi ambientali, tanto da poter essere considerata un esempio di sviluppo sostenibile.

La curiosità
Il cantiere, aperto nel maggio 2008 con le prime opere di realizzazione delle fondazioni, si è chiuso nell’ottobre di quest’ anno. Mediamente vi hanno lavorato 120 persone con punte di 230 lavoratori. Presenza di lavoratori dell’Est europa (Kirkisistan, Ucraina, Moldavia) e Africa. Un melting pot di nazionalità: in totale sono 15 i Paesi rappresentati (compresa l’Italia).
Coop Italia, inoltre, ha stretto un rapporto di collaborazione con il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci: nell’atrio d’ingresso con cadenza annuale saranno proposte opere d’arte contemporanea della collezione.

Video Retail Summit 2009: parla Sami Kahale di P&G

I furti nel retail costano all’Italia 3,8 miliardi di euro

Si impenna l'entità dei furti nel retail a livello internazionale, un fenomeno che vede l'Italia conquistare un triste primato: la percentuale di differenze inventariali rispetto al fatturato dei distributori è stata pari all'1,36%, con un incremento del 6,2% rispetto allo stesso dato del 2008; il furto è costato ai retailer italiani ben 3.8 miliardi di euro. L'ammontare dei furti in questo settore ha raggiunto globalmente quota 84,165 miliardi di euro nel 2009, pari ad un incremento del 5,9% rispetto allo scorso anno. Sono questi alcuni dei dati di sintesi contenuti nella terza edizione del Barometro Mondiale dei Furti nel Retail, indagine indipendente sul numero e la tipologia di furti commessi all'interno dei punti di vendita e della grande distribuzione, condotta dal Centre for Retail Research di Nottingham (UK) e patrocinata da Checkpoint Systems.

Un aumento trasversale

Lo studio ha considerato i costi -legati alle differenze inventariali e alla criminalità nel settore del retail globale- registrati dal mese di luglio 2008 al mese di giugno 2009 ed ha evidenziato che l'aumento del tasso di differenze inventariali è stato trasversale in tutte le regioni prese in esame, con dati particolarmente significativi nei paesi del Nord America (dove l'incremento si è attestato al +8,1%), Africa Medio Orientale (+7,5%) ed Europa (+4,7%).

Per ciò che concerne il contesto italiano, la percentuale di differenze inventariali è stata pari all'1,36% rispetto a fatturato del retail, con un incremento del 6,2% rispetto agli stessi dati del 2008.
“Un aumento dei tentativi di furto non porta necessariamente ad un aumento delle differenze inventariali” -sostiene Salvador Cañones, country manager di Checkpoint Systems per l'Italia (nella foto)-. Avere delle strategie di prevenzione dei furti che funzionano significa riuscire a fermare più taccheggiatori o a vanificare i loro tentativi, e la protezione sistematica dei prodotti ad alto rischio può ridurre le perdite.”

Alimentari freschi i più rubati in Italia
Analizzando le tipologie di prodotti maggiormente rubati emerge che, a livello globale le cifre più elevate sono state rilevate nel settore abbigliamento e capi firmati/accessori (1,84%) e nel settore cosmetici/profumi/prodotti per la bellezza/farmacia (1,77%).
L'Italia rispecchia le tendenze globali, con alcune specificità tipiche del nostro Paese: nella classifica dei dieci prodotti maggiormente rubati figurano al primo posto gli alimentari freschi come carne, pesce, salumi e latticini, seguiti dagli articoli per la cura e l'igiene del corpo -cosmetici, profumi, ma anche pasta per dentiere e collutori- e da vini e superalcolici. I capi di abbigliamento si posizionano al quinto posto, salendo di ben due posizioni rispetto alla classifica italiana dello scorso anno.
Per quanto riguarda invece i prodotti che hanno subito gli incrementi più significativi nei furti, quest'anno si registra un +17,8% per pile e batterie ricaricabili, un aumento del 14,3% nei prodotti per la cura del corpo -sia maschile che femminile- seguiti poi da alimentari freschi (+ 10%), alcolici (+ 7,2%) e piccoli elettrodomestici ed articoli per il fai da te, che hanno registrato l'incremento del + 6,5%.

Metà dei furti commessi dai clienti

In Italia i furti commessi dai clienti rappresentano la causa principale delle differenze inventariali: sono infatti il 50,8% i taccheggi ad opera di bande organizzate o ladri per così dire “amatoriali”. Rispetto alla media europea, che si attesta sui 47,5%, il nostro Paese registra un livello maggiore di perdite da parte dei clienti pari a 3,3 punti percentuali. I dipendenti disonesti costituiscono la seconda maggiore causa, con il 30,9% del totale; le frodi da parte di fornitori/ produttori e i furti nelle consegne sono stati stimati pari al 6,1% delle perdite, mentre il 12,2% delle differenze inventariali è da attribuire ad errori interni.

Una tassa “invisibile” di 190 euro

“Dell'aumento del crimine nel retail pagano le spese i consumatori onesti, costretti a sopportare annualmente una sorta di “tassa invisibile” che ricade sull'acquisto dei prodotti pari a 190 euro per nucleo familiare -commenta Sandro Castaldo, chairman marketing dept. della SDA Bocconi-. “Di questo i retailer devono tenere conto, non cedendo alla tentazione, naturale in questo momento di crisi, di ridurre gli investimenti in innovazione, ma considerando anzi l'attività di gestione delle differenze inventariali come elemento strategico per il successo e la crescita dell'azienda”.
L'aumento delle differenze inventariali è infatti anche strettamente legato alla riduzione degli investimenti in loss prevention. A livello globale, l'investimento in sicurezza registrato nel 2009 è stato in media pari allo 0,31% del fatturato retail, mentre in Italia gli investimenti ammontano allo 0,33%, con un calo di 3 punti percentuali rispetto al 2008.

Nuovi sistemi di protezione

“Nonostante sia stato possibile nel corso del
2009 bloccare ben 5,8 milioni di taccheggi e recuperare quasi 4.398 milioni di euro in articoli rubati, non è stato riscosso il medesimo successo nel prevenire efficacemente le perdite inventariali
-spiega Salvador Cañones-. Permangono tuttavia alcuni aspetti del fenomeno non ancora sufficientemente gestiti: il 28% dei prodotti che risultano più attraenti agli occhi dei taccheggiatori sono ancora privi di protezione. Abbiamo assistito all'introduzione, negli ultimi anni, di numerose innovazioni significative
apportate al settore, dalle strategie di protezione completa dell'articolo fino ai sistemi di gestione delle perdite decisamente all'avanguardia. Se combinati, questi diversi approcci consentono ai retailer di proteggere sempre più efficientemente le
proprie attività e gettare le fondamenta per una crescita redditizia. proprie attività e gettare le fondamenta per una crescita redditizia”.

L’Erbolario adotta terminali vocali Vocollect per il cedi

L'Erbolario, produttore di cosmetici naturali, ha scelto per il proprio magazzino di Lodi le soluzioni Vocollect Voice implementate da KFI - Vocollect Voice® Total Solution Provider.
Negli anni il business de L'Erbolario è cresciuto esponenzialmente così come la gamma dei prodotti immessi sul mercato, attualmente sono oltre 400 prodotti a catalogo, con soluzioni per ogni tipo di esigenza. La distribuzione capillare dei prodotti -in Italia e nel mondo- è una fase molto importante e delicata della supply chain aziendale: infatti ogni errore commesso (come l'invio del prodotto sbagliato oppure di quantità non corrette) comporta la restituzione del reso oppure un nuovo ordine, con conseguente innalzamento del costo per l'azienda.
Nel 2008 il management de L'Erbolario ha così deciso di implementare una soluzione per la gestione del magazzino di Lodi -con una superficie di 3.000 mq- per ridurre gli errori relativi alla compilazione degli ordini e valutando diverse soluzioni tra cui quella vocale.

Vocollect Voice

Considerando che nel magazzino de L'Erbolario vengono preparati 200 ordini al giorno, pari a 1.400 colli e 40.000 pezzi giornalieri, l'analisi effettuata da KFI ha individuato in Vocollect Voice la soluzione più idonea per le esigenze dell'area logistica di Lodi. KFI ha così preso in carico l'onere di implementare i 15 terminali Vocollect Talkman T5 che permettono al personale di effettuare con correttezza il prelievo degli ordini a loro assegnati, senza commettere errori grazie alla voce del terminale che li guida passo passo verso la conclusione del proprio task. Vocollect Voice permette inoltre ad ogni addetto di lavorare con occhi e mani libere, agevolando lo svolgimento del proprio lavoro in totale sicurezza. “KFI ci ha supportati e guidati nel migliore dei modi permettendo un impatto minimo sulle procedure già in essere e senza richiedere stravolgimenti del cedi- spiega Roberto Mazza, direttore Sistemi Informativi e Organizzazione de L'Erbolario-. Risultato: 20% in più di ordini evasi grazie a minor errori e maggior precisione”.

Meno errori e maggiore velocità di esecuzione

I benefici ottenuti a seguito dell'implementazione della soluzione vocale hanno rispecchiato quanto prospettato inizialmente da KFI e permesso una riduzione significativa degli errori di compilazione, oltre alla velocizzazione dell'evasione degli ordini. Le potenzialità di Vocollect Voice hanno fin da subito permesso a L'Erbolario di evadere il 20% in più di ordini rispetto al precedente utilizzo di liste cartacee. “Da subito ci siamo accorti delle potenzialità di Vocollect Voice -afferma Mazza- e ci siamo così avvalsi immediatamente di un numero maggiore di terminali - 15 in tutto. Grazie alla nuova soluzione vocale i nostri operatori riescono a essere più produttivi e a commettere un numero minore di errori, con un notevole beneficio sulla qualità del servizio offerto”.

Agostino Santoni nuovo AD di SAP Italia dal gennaio 2010

Agostino Santoni assumerà la carica di amministratore delegato di SAP Italia a partire dal 1° gennaio 2010. Augusto Abbarchi, attuale AD, manterrà la completa responsabilità della società fino al termine del 2009, con un graduale passaggio di consegne a Santoni.

Santoni riporterà a Rolf Schwirz, Head of Mature Markets in Europa, e avrà la responsabilità di guidare la crescita di SAP sul mercato italiano, rafforzando il posizionamento dell’azienda quale partner di riferimento per le imprese e consolidando le sinergie, sia con i grandi clienti, che con il segmento della piccola e media impresa.

A partire dal 1° gennaio 2010, Augusto Abbarchi ricoprirà il ruolo di Vice President Emea GFO Task Force, SAP AG. Nel nuovo ruolo, Abbarchi metterà a disposizione dell’organizzazione Emea le sue competenze ed esperienza manageriale per garantire la continuità del business, il coordinamento dei processi di Interim Management, la formazione dei nuovi managing director, intervenendo direttamente sui clienti strategici.

Legambiente crea l’etichetta a sostegno della green economy

Tra i diversi strumenti incoraggiati dall'Unione europea, le politiche integrate di prodotto nel “far lavorare” il mercato per la sostenibilitàhanno hanno un peso rilevante: l'etichetta di Legambiente Per il clima si inserisce in questa logica offrendo alle imprese l'opportunità di compiere un atto di assunzione di responsabilità nei confronti del consumatore e dell'ambiente.
“Con l'etichettatura volontaria per il clima -dice Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente- lanciamo la nostra offensiva a sostegno della green economy, vale a dire, un generale processo di riconversione che investe tutti i beni e i servizi che conosciamo oggi”.
Per la prima volta in Italia viene propone un'etichettatura volontaria che informa il consumatore sul quantitativo di carbonio emesso
durante il ciclo di vita del prodotto.
In Francia, il Governo ha proposto accordi con le grandi aziende perché tutti i prodotti siano a basse emissioni e in Inghilterra c'è il Carbon trust, che guida le società verso una riconversione ecosostenibile dei prodotti.
“In Italia -aggiunge Poggio- la nostra iniziativa è partita, nel vuoto delle istituzioni, per coinvolgere il mondo produttivo e i consumatori in un'azione concreta e tangibile a favore dell'ambiente”.
L'etichetta Per il clima si pone come opportunità anche sotto il profilo del marketing: oggi più della metà degli italiani si dichiara sensibile all'impatto ambientale di ciò che acquista e ben l'80% sarebbe favorevole a introdurre delle etichette che evidenzino le emissioni di gas serra dei beni prodotti (fonte: Eurobarometer, Europeans' attitudes towards the issue of sustainable consumption and production).

Le attuali adesioni
Philips è la prima azienda che ha aderito all'iniziativa di Legambiente. E ha realizzato la sua etichetta Per il clima dichiarando, volontariamente, le emissioni di gas serra (CO2eq) emesse da alcuni tipi di lampadine ad alta efficienza nelle loro fasi d'uso e smaltimento.
Anche Fiat ha aderito al progetto: la nuova Delta turbo, l'ammiraglia Lancia dotata del motore 1.4 turbo jet da 120 Cv a doppia alimentazione (Gpl e benzina) è la prima vettura sulla quale Legambiente ha apposto la sua etichetta.
Siamo all'inizio -conclude Poggio- ma la nostra ambizione è che, in un prossimo futuro, su ogni prodotto possa comparire l'impronta di CO2. I criteri di scelta tra prodotti dello stesso tipo non saranno solo qualità e convenienza, ma anche l'impatto che essi hanno sul clima”.

Giorgia Teglio di Icat Food è l’imprenditrice dell’anno

AIDDA, Associazione imprenditrici e donne dirigenti di azienda ha deciso di insignire Giorgia Teglio, dal 2000 presidente e Ad di Icat Food spa, del premio Imprenditrice dell’anno 2009. La motivazione è la seguente:
“Subentrata con determinazione al vertice dell’azienda Giorgia Teglio non ha esitato a cambiare radicalmente il corso della sua vita, passando dal ruolo di moglie e madre, a quello di imprenditrice, per rendere omaggio e continuità all'opera che la famiglia Teglio aveva iniziato 150 anni prima nel settore dell'importazione e distribuzione delle migliori conserve del mare”.

Icat Food, azienda degli “esperti del mare”, importa da oltre 150 anni e distribuisce in Italiaconserve ittiche di primissima qualità. Intuizione, fedeltà alla tradizione, costante ricerca
dell’eccellenza e rispetto delle sapienti regole della pesca e della conservazione sono le chiavi del successo di questa azienda italiana che oggi offre un ricco assortimento di linee e marchi sempre trainati da prodotti di qualità tra cui Consorcio, Tonno Moro e Angelo Parodi.

Ferrero e Hershey stanno per tentare di scalare Cadbury

Reuters già ieri ha riportato la notizia, poi ripresa dai principali quotidiani americani e inglesi, che la statunitense Hershey Co. e Ferrero spa stavano considerando di fare insieme un'opa non ostile per aiutare la britannica Cadbury PLC a contrastare l'offerta ostile di Kraft Foods Inc.

Reuters riportava voci provenienti da ambienti molto vicini a Hershey e Ferrero, che rivelavano che la trattativa è per ora solo allo stadio preliminare e non è ancora chiaro se si farà o no. Sembra anche che Hershey spinga di più di Ferrero verso l'obiettivo.
Kraft ha svelato il suo interesse verso Cadbury in settembre e ha fatto diventare ostile la sua proposta il 9 novembre.
Cadbury ha respinto come "risibili" i $16.2 miliardi di dollari offerti in prima istanza da Kraft e ha spinto per ricevere un'offerta più adeguata soprattutto in funzione delle due linee Trident e Halls che vantano i margini più elevati.
Il Chicago Tribune, alla ricerca di una dichiarazione da parte di Ferrero, Cadbury e Kraft, ha ricevuto un "no comment", cui il portavoce di Kraft, Michael Mitchell, ha aggiunto anche che si rifiutava di commentare sulla base di "market rumors".

Casa Coop, sitcom online di Coop

Commedia, soap, cortometraggio sul canale internet: nasce da questa miscellanea di stili e generi Casa Coop, la sitcom pensata per il web in onda dalle 12,00 del 13 novembre su www.casacoop.net.

Per Coop, l'iniziativa rappresenta una nuova tappa nelle strategie di comunicazione che vedono in Internet uno strumento importante da utilizzare. Infatti, la sitcom rientra in una più ampia logica di modernizzare la comunicazione e definire il nuovo social network di Coop.

Sei le puntate previste, ognuna di circa 6 minute, che con cadenza settimanale racconteranno le vicende di gruppi di persone accomunate dalla convivenza in uno condominio (dalla cantina al tetto) e dalla frequentazione di un supermercato.

Protagonisti del cast Andrea Tidona (“I cento passi” e “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana), qui in un'inedita chiave comica, e Sergio Sgrilli, il comico con la chitarra di Zelig.

Granarolo definisce il nuovo assetto industriale

Granarolo Spa ha presentato il nuovo piano industriale 2009-2011, che prevede una concentrazione delle produzioni di yogurt e di latte a lunga conservazione nel complesso di Pasturago di Vernate (Milano), dove confluiranno le attività dello yogurtificio di Castel San Pietro Terme (Bologna) e del sito di Novara (latte Uht).
Un'operazione che comporta la chiusura dei due stabilimenti ma che, per effetto degli investimenti in atto, consente di portare a compimento il piano, salvaguardando l'occupazione. L'azienda infatti si è impegnata a riassorbire progressivamente all'interno dei propri organici i 95 addetti dei due siti produttivi dismessi -in mobilità da gennaio 2010- in un arco di tempo sostenibile, da definire
in relazione al calendario dei lavori di ampliamento e di impiantistica
nei siti che dovranno accogliere le nuove risorse.

“Se la chiusura di uno stabilimento è sempre un esito doloroso, la salvaguardia di tutti i posti di lavoro è invece un risultato straordinario, conseguito grazie al contributo responsabile di tutte le parti coinvolte - ha dichiarato Rossella Saoncella, direttore generale di Granarolo Spa, in occasione della chiusura dell'accordo sindacale l'11 novembre scorso-. Un risultato che assume maggior valore, se si considera che nello stesso accordo viene formalizzato un robusto piano di investimenti industriali nel triennio 2009-2011, con il quale intendiamo puntare con forza sullo sviluppo dei nostri business”.

Esuberi scongiurati
Il reimpiego dei lavoratori di Castel San Pietro Terme (45 persone) è
legato agli interventi di ampliamento in atto nello stabilimento dei
caseari di Bologna: 12 milioni di euro di investimenti industriali solo
nel 2009, per triplicare la capacità produttiva e saturarla a fine 2010
con il reintegro delle produzioni attualmente affidate a copacker e
mediante lo sviluppo sui mercati.
Anche lo stabilimento di Pasturago
-oggi il più grande complesso industriale del Gruppo- ha sufficiente
capacità di assorbimento nei confronti dell'organico di Novara
(composto da 50 persone), in virtù del trasferimento delle produzioni,
pur con le difficoltà legate alla maggiore distanza tra i due siti.

Parola d'ordine: concentrazione

L'operazione di concentrazione produttiva nelle aree yogurt e latte Uht è finalizzata ad elevare la capacità competitiva del Gruppo. “La precedente riorganizzazione attuata nel 2008 fu decisiva al fine di riportare in equilibrio i conti -ha commentato Saoncella- ma l'assetto produttivo del Gruppo non era ancora adeguato a sostenere il confronto con i competitor, sia nel mercato dello yogurt sia in quello del latte Uht. Se a questo aggiungiamo che Granarolo, proprio in virtù della sua leadership, è particolarmente esposta all'attacco sferrato dalla marca privata nel mercato del latte fresco e di Alta Qualità, l'esigenza di intervenire su ogni possibile sovrapposizione di costo in tutte le aree di attività del Gruppo è diventata una necessità non più procrastinabile”.

I vertici dell'azienda hanno infine confermato che è allo studio un progetto imprenditoriale co-promosso insieme ai due principali partner logistici (Ctl e Coopser), che prevede un'assunzione di responsabilità diretta da parte di Granarolo nel governo del sistema logistico-distributivo, attualmente affidato a operatori esterni.

La tecnologia di consumo contiene i danni con il digitale terrestre

Per i beni di consumo elettronici il 2009 si avvia, salvo il recupero generato dalle imminenti vendite natalizie, a chiudere senza sorprese, in calo rispetto al 2008. La nota positiva è che il trend di caduta, rispetto ala prima parte dell'anno, si è un po' allentato.
I risultati del terzo trimestre rilevati da Gfk Temax (servizio di mercato di Gfk Retail and Technology) mettono infatti in luce un calo del 3,9% nel valore delle vendite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per una cifra in valore assoluto nei tre mesi pari a 4,6 milioni di euro, a fronte di una riduzione del 6,6% considerando i primi nove mesi dell'anno. I differenti comparti che compongono il panel di Gfk definito come “technical consumer goods”si comportano però diversamente.

Una sola categoria col segno più
L'elettronica di consumo, per esempio, torna a crescere nel terzo trimestre (+3,1%) dopo oltre un anno di contrazione continua, confezionando vendite a valore nel periodo pari a 1,2 milioni di euro e confermandosi il comparto più importante di tutti i beni durevoli di consumo. L'andamento è trainato dal passaggio al digitale terrestre e, non a caso, la crescita si concentra su due settori: Tv a schermo piatto e decoder per il Dtt. Il settore dell'informatica, invece, limita i danni a un -1,7% (781 milioni di euro) spinta dalle vendite di prodotti per la connettività al Web e per la mobilità. Difatti, se i notebook continuano a valere oltre la metà del mercato, sono i netbook e le chiavette per Internet a frenare la caduta.

La fotografia fanalino di coda
Grandi e piccoli elettrodomestici, apparecchiature da ufficio e telefonia calano in modo più consistente: al -6,5% dei primi (981 milioni di euro), cui non sembrano aver giovato gli incentivi per la sostituzione (ad eccezione di lavastoviglie e asciugatrici, uniche a crescere), segue la diminuzione del 7,7% dei piccoli elettrodomestici, causata soprattutto dai condizionatori, in sofferenza nelle ultime due estati Qui fanno eccezione alla crisi i prodotti per l'igiene orale e le macchine per il caffè.
La telefonia cala invece del 6,9%, con l'isolata nota positiva rappresentata dagli smartphone che hanno ormai quasi completato la sostituzione dei cellulari di fascia alta. Ma tutto il comparto è segnato da un forte decremento del prezzo medio dei prodotti. I prodotti per ufficio chiudono il terzo trimestre con un trend negativo dell'8% e un giro d'affari di 338 milioni di euro, confermando l'andamento non certo brillante dei trimestri precedenti. Solo le cartucce per stampanti registrano un aumento, determinato dal peso crescente dei modelli per stampanti laser, caratterizzati da un prezzo più elevato.
Il fanalino di coda dei beni elettronici di consumo è la fotografia: la diminuzione delle vendite è infatti a due cifre (-12,3%), segnata non solamente dalla diminuzione dei prezzi ma anche da quella dei volumi, che oltre alle compatte comincia a interessare anche le fotocamere reflex.

Confcommercio, rilanciare i redditi

Un’ennesima anche se leggera crescita dei costi obbligati, il Pil che pur salendo forse più di quanto la prima metà 2009 lasciava presagire ci porterà nei prossimi due anni a pareggiare rispetto al livello di inizio millennio, redditi reali in calo. Non lascia spazio a grandi ottimismi l’ultimo rapporto dell’Ufficio studi di Confcommercio sul “Commercio dentro la recessione”.

L’analisi

In particolare, l’analisi di piazza Belli conduce a ritenere che nel giro di due anni il peso dei consumi obbligati (casa, energia ecc) sulla spesa delle famiglie sarà destinata a salire al 39% contro l’attuale 38,8%. Nel 2000 la quota era del 35,1%. Se si considera l’erosione del potere d’acquisto avvenuta nel decennio l’effetto sui consumi di beni ha avuto un impatto dirompente.
La crescita delle spese obbligate, sempre secondo la Confcommercio, sarà trainata anche dalla dinamica inflattiva, perché il tasso di aumento sarà in ragione dell’1,8% a fronte dell’1,2% dell’alimentare e dello 0,9% di servizi e non food.

I redditi

Come si può cambiare almeno in parte lo scenario? Per Confcommercio la strada obbligata è quello di una politica dei redditi (ad esempio defiscalizzando le tredicesime), perché la crisi attuale deriva da problemi di reddito e di risparmi. Il 60% delle merci consumate in Italia è di produzione completamente italiana; solo aumentando le disponibilità di spesa aumenta il giro d’affari dell’industria e in definitiva del Paese.

Biodiversità: prosegue la partnership tra Chiquita e Rewe

Prosegue con successo la partnership di Chiquita con Rewe per il progetto di tutela ambientale della riserva naturale di San San Pond Sak a Panama. A 10 mesi dall’annuncio della realizzazione del Rewe-Chiquita Biodiversity Project, l’iniziativa di salvaguardia di un’area umida catalogata tra le Biosfere dell’Unesco e caratterizzata da un’eccezionale ma fragile biodiversità, il retailer tedesco ha promosso un’iniziativa di sensibilizzazione e raccolta di fondi che coinvolge direttamente la sua clientela.
Per tutta la seconda settimana di novembre, per ogni chilo di banane Chiquita acquistate in uno dei 3.500 punti vendita Rewe presenti sul territorio tedesco, 10 centesimi di euro saranno destinati a questo progetto di sviluppo sostenibile che ha già consentito di pianificare un intenso programma di educazione ambientale per adulti e bambini, di mettere a dimora oltre 24.000 piante di diverse specie autoctone e di contribuire al rilancio dell’economia dell’area attraverso lo sviluppo di attività produttive.

Da alcuni giorni è possibile seguire le attività programmate e verificarne i risultati attraverso il sito www.tropenprojekt-panama.com.

Nuovo tetto fotovoltaico al parco logistico di Castel San Giovanni

In sole due settimane da quando è entrato in funzione, ha evitato l'emissione di 10,7 tonnellate di CO2 e ha prodotto 20.000 kWh di energia. Si tratta del Parco Logistico di Castel San Giovanni in provincia di Piacenza che ha una superficie coperta di 300 mila mq su 750 mila mq totali. La parte interessata alla copertura è la copertura del “Corpo L” di  22.000 mq, con 5.392 pannelli fotovoltaici in silicio monocristallino, aventi una potenza nominale di circa 1.000 kWp per una produzione annua di energia elettrica superiore al milione di kWh. Il general contractor è Engineering 2K, mentre lo sviluppatore è Vailog, la stessa accoppiata autrice della realizzazione del centro logistico Upim a Pontenure, poco distante da Castel San Giovanni, dove allo stesso modo sono stati implementati i pannelli solari per riscaldare acqua calda.
“Sulla base di questi dati – afferma Armando Lorenzini Ad Engineering 2K– prevediamo che l'impianto risparmierà ogni anno all’atmosfera circa 600 tonnellate di anidride carbonica”.
Non è da escludersi che, grazie alle incentivazioni statali, possano essere previsti ulteriori adattamenti per l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici a copertura degli immobili già costruiti all’interno del parco logistico di Castel San Giovanni.

Il nuovo corso del made in Sicily

Certo non si può dire che la cucina sia la prima molla ad attrarre da tutto il mondo il flusso turistico che ogni anno interessa la Sicilia, ma indubbiamente allieta il soggiorno e magari, fissandosi nel ricordo, li invita a ritornare. Questo grazie anche alla ricchezza del patrimonio enogastronomico -la cui punta d’eccellenza è rappresentata dai 28 prodotti Dop/Igp (di cui 10 in fase transitoria) e dai 30 vini Docg/Doc/Igt- frutto di condizioni pedoclimatiche e culturali uniche.

“In Sicilia, la biodiversità rappresenta un baluardo delle produzioni di qualità -commenta Michele Cimino, assessore Agricoltura e Foreste Regione Siciliana-. Lo confermano tre dati: il più alto numero di aziende agricole biologiche del Paese, l’aumento delle produzioni certificate e il numero delle produzioni agroalimentari tipiche riconosciute. Sono questi gli elementi da rafforzare e che ci permetteranno di mantenere alto il consumo dei nostri prodotti in Italia e all’estero”.

Arriva il marchio ombrello
Grazie all’accordo siglato tra l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Siciliana e il Coribia (Consorzio regionale di ricerca sul rischio biologico in agricoltura), la qualità, il territorio e la sicurezza alimentare dei prodotti regionali di origine vegetale passeranno attraverso il marchio Sicilia Agricoltura. A tutto vantaggio dei consumatori e delle stesse aziende che in questo modo avranno la possibilità di meglio penetrare nei mercati.
La certificazione Sicilia Agricoltura viene rilasciata dal Coribia -che provvederà anche alle verifiche annuali secondo il piano di controlli approvato- su richiesta delle organizzazioni interessate, a quei prodotti agroalimentari di origine vegetale che rispettano i requisiti minimi specificati dal disciplinare. Tra questi, accanto alla provenienza siciliana e alla tracciabilità, anche l’assenza di Ogm, la certificazione Globalgap e, per i prodotti trasformati, il rispetto delle norme di buona fabbricazione.
Inoltre, la strategia di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari isolane attuata dalla Regione Siciliana guarda con crescente interesse alla gdo. Obiettivo: far incontrare il mondo della produzione e il mondo della commercializzazione per accorciare la filiera, garantendo così una migliore remunerazione ai produttori, una buona marginalità ai retailer, ma anche prezzi al pubblico competitivi. Su questa linea, l’amministrazione regionale ha già concordato importanti accordi di fornitura con alcune primarie insegne nazionali: basti ricordare quello dell’inverno scorso con Conad per le arance rosse di Sicilia Igp e quello sottoscritto durante l’ultimo Macfruit con Coop Italia per la fornitura di 7mila quintali di uva da tavola di Canicattì Igp.

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Il nuovo corso del made in Sicily
Territori Gourmet | Gdoweek 504 | 16 novembre 2009 |

Salame, vince il localismo

Crisi economica e attenzione alla dieta penalizzano anche se in maniera non drammatica il mercato dei salami a libero servizio. I dati forniti da Iri e relativi all’anno terminante ad agosto 2009 nelle strutture della gdo evidenziano vendite per quasi 1.600 tonnellate, con una diminuzione del 3,7% rispetto all’anno precedente; grazie alla dinamica dei prezzi, che sono cresciuti in linea con l’inflazione alimentare, i valori del mercato sono rimasti pressoché invariati, a 29,3 milioni di euro, con una marginale limatura rispetto ai 12 mesi precedenti. Non c‘è stata dunque quella caduta verticale della domanda che le prime notizie sulla pandemia di influenza che veniva definita “suina” facevano paventare. Resta trascurabile la quota delle marche private, confinate al 5,7% a volume e al 2,9% in valore anche se in termini relativi si registra una crescita a volume del 10,7% e a valore del 5,7%: bisogna infatti sottolineare come la forte incidenza del costo della materia prima non consente di tenere il prezzo basso se non a scapito della marginalità.

Segmentazione
Per quanto riguarda la canalizzazione, i supermercati rappresentano il 60,9% a volume e il 59,4% a valore, gli ipermercati il 28% a volume e il 27,4% a valore e, infine, le superette pesano per l’11% a volume e il 13,2% a valore. La tenuta del mercato farebbe pensare a una staticità che invece non si registra perché le performance di vendita delle varie tipologie sono estremamente variegate.
All’interno della categoria risultano, infatti, in netta diminuzione i salami cacciatore (-19% a valore) e tipo Milano (-22%). Al contrario segnalano in crescita i salamini snack (+1,5%) e il mercato comunque pare premiare le innovazioni di prodotto (salami a basso tenore di grasso o di pratico consumo).

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Salame, vince il localismo
Mercato | Gdoweek 493 | 16 novembre 2009 |

Il tratto forte è la stagionalità

Mercato ampio e segmentato, caratterizzato da un forte picco di stagionalità durante il bimestre agosto/settembre, altresì  dominato da una distribuzione prevalentemente specialistica. In gdo la categoria degli articoli da scrittura sviluppa performance che dipendono in larga misura dall’andamento del back-toschool, la supercampagna settoriale in cui le aree e le promozioni dedicate crescono significativamente, specie fuori banco, catalizzando oltre 1/3 del giro d’affari annuale.
Più o meno in tutti i segmenti emerge il potere della marca, specie se questa riesce a garantire un buon rapporto qualità-prezzo. I maggiori player, comunque, continuano ad enfatizzare la targettizzazione delle gamme per tipologie di utilizzatori: la domanda è rappresentata da un pubblico sempre più esteso, stratificato ed esigente di bambini, teenager, adulti disposti ad acquistare articoli posizionati in area premium, purché in possesso di plus distintivi in termini di qualità, innovatività e design.

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Il tratto forte è la stagionalità
Mercato | Gdoweek 504 | 16 novembre 2009 |

Fotocamere digitali scattano le reflex

Sostanzialmente stabile, il mercato delle fotocamere digitali in Italia, ha un andamento a differente velocità tra compatte e reflex e un generale calo dei prezzi medi.
Se il ridotto potere di acquisto delle famiglie ha certamente influito sull'acquisto di fotocamere digitali così come su altri prodotti tecnologici, occorre segnalare come il segmento degli “early adopter”, cioè coloro che passano per la prima volta da una macchina fotografica a pellicola tradizionale a un apparecchio digitale, è oggi estremamente ridotto.
Nel 2008, secondo dati Aif (Associazione italiana foto&digital imaging) in Italia sono state vendute 3 milioni di compatte, dato sostanzialmente in linea con l'anno precedente, mentre le reflex digitali hanno evidenziato un balzo in avanti del 16%.

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Fotocamere digitali scattano le reflex
Mercato | Gdoweek 504 | 16 novembre 2009 |

La giuria ha giudicato i progetti Ethic Award 2009

Cosa è Ethic Award,
Premio per un futuro sostenibile

Ethic Award, Premio per un futuro sostenibile

è l’iniziativa di GDOWEEK, il magazine di retail de

Il Sole 24 ORE Business Media, volta a riconoscere, segnalare e premiare l’impegno che le imprese stanno dimostrando attraverso iniziative concrete in logica di “sviluppo sostenibile”, atte quindi ad un miglioramento della qualità della vita, dell’ambiente, del lavoro, delle relazioni sociali e della cultura.

Ethic Award si avvale della sponsorizzazione di
Barilla

Illy

Palm

Procter&Gamble
 

e del patrocinio di
Indicod-Ecr

Ethic Award è aperto alle imprese di beni di consumo, di servizi, di attrezzature  e di retail che operano sul territorio nazionale.

 

La partecipazione è gratuita, le aziende che desiderano candidarsi sono invitate a sottoporre le proprie iniziative compilando, per ogni iniziativa, la “Scheda di partecipazione” scaricabile all’indirizzo riportato qui sotto.

Le candidature dovranno pervenire entro il 30 settembre alla segreteria organizzativa del Premio, ethicaward.gdoweek@businessmedia24.com

 

Saranno considerati solo i progetti realizzati nel periodo gennaio 2007 – giugno 2009 e che rispondono alla filosofia del Premio.

Le iniziative candidate troveranno spazio su tutti i media di GDOWEEK.

 

La selezione dei premi -Ethic Award primo assoluto più sette premi di categoria-  ha tenuto in considerazione gli aspetti di maggior criticità della società contemporanea e sui quali è ormai indispensabile investire, per un futuro non solo migliore, ma semplicemente possibile.

 

La invitiamo a prendere visione del regolamento del premio e di tutte le informazioni relative
all’indirizzo Ethic Award e
per eventuali necessità non esiti a contattarci.


Leggi il Regolamento

Scarica la “Scheda di partecipazione”

La cultura del tè arriva con il Twinings Tea Tour

Dal 20 novembre al 17 dicembre toccherà le piazze principali di dieci città del Nord Italia il ‘Twinings Tea Tour, la promozione itinerante dedicata alla cultura del tè.

Un originale London Bus rosso fiammante del 1967, operativo a Londra fino al 2003 sulla linea 11, è stato trasformato in una esclusiva Tea Room viaggiante firmata Twinings, arredata con alcuni oggetti vintage per ripercorrere gli oltre 300 anni di storia del noto marchio.

Al piano superiore verrà allestito un Tea Bar con circa 20 posti a sedere dove, con l’assistenza del personale presente a bordo, sarà possibile degustare tutte le miscele Twinings distribuite in Italia da D&C.
Il piano inferiore è dedicato all’esposizione e alla vendita dei prodotti che compongono la gamma Twinings: 40 referenze tra tè neri, tè verdi, tè aromatizzati, tisane, infusi di frutta ed erbe, ma anche oggetti esclusivi del mondo Twinings quali le Mug Twinings e le scatole in legno Twinings di vari formati, da personalizzare scegliendo le miscele preferite.

Trudi persevera nella strategia di brand extension

Trudi debutta nel settore food grazie all'accordo di licensing siglato con Dalla Costa Alimentare, azienda veneta
specializzata nella produzione di paste alimentari tricolore e aromatizzate che dal 1998 ha in catalogo una linea bimbo caratterizzata da formati speciali creati ad hoc. Oggi questa linea si arricchisce con la Trudi Pasta, un formato dedicato ai bambini che riproduce un orsetto, inconfondibile icona di tradizione, qualità ed affetto delle collezioni Trudi. I prodotti saranno disponibili nel canale gdo, nelle catene Autogrill e nei negozi specializzati in Italia e all'estero a partire dai primi mesi del 2010.

Verrà invece presentata al Pitti Bimbo di gennaio l'anteprima della nuova collezione Trudi Socks, nata dal recente accordo di licensing siglato da Trudi con Calzificio Prisco: una vivace collezione di calze, babbucce e calzini antiscivolo per bimbi a ragazzi da 0 a 14 anni. Particolare attenzione sarà dedicata all'offerta per il mondo baby, attraverso l'importante sviluppo della linea rivolta ai bebè.

Brand extension

Oltre alle due linee sopra annunciate, sono nate anche Trudi Kidswear (abbigliamento per bambini), Trudi Homewear (biancheria per la casa), Trudi Floorwear (tappeti per la cameretta), Trudi Baby Care (la linea di cosmetologia per l'infanzia), Trudi Atelier (abbigliamento fashion per donna, ad alto posizionamento), Trudi Time by Chronotech (orologi) e Sevi by Erbesi (arredamento per la cameretta a marchio Sevi).

Italian Food Excellence

dmc

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