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Da Esselunga “Torna lo sconto”, promozione per consumatori fedeli

Dal 18 al 22 maggio, nei 30 superstore Esselunga dell'Italia centrale (29 in Toscana, 1 a La Spezia), diventa operativa l'iniziativa promozionale “Torna lo sconto”, che mira a premiare i consumatori fedeli, dotati di carta Fìdaty, offrendo convenienza e qualità.

L'operazione si divide in due tranche: dal 18 al 7 aprile, i clienti Esselunga riceveranno un buono sconto di 10 euro a fronte di una spesa di 40 euro e/o ogni 100 punti fragola accumulati.

La seconda tranche, che “scatta” dal 19 aprile al 22 maggio, prevede che chi tornerà in Esselunga potrà utilizzare il buono sconto da 10 euro con una spesa di 50 euro.

Per garantire una più veloce accumulazione dei buoni sconto, Esselunga ha anche notevolmente ampliato l'offerta di prodotti sui quali triplicano i punti fragola: si tratta di oltre 300 prodotti.

Il Gruppo Metro si ristruttura in Mena Europe e New Markets

Crescere in maniera più accelerata a livello globale acquisendo maggiore efficienza e sempre nell'ottica di soddisfare il cliente. È la sintesi dell'operazione che sta attuandoil Gruppo Metro e che prevede l'integrazione di Metro Ag e Metro Cash & Carry, insieme alla creazione di due nuove holding, una dedicata al mercato europeo, l'altra a quello asiatico.

Dentro la riorganizzazione

Metro Cash & Carry, con gli obiettivi di salvaguardare il successo del proprio modello e, nel contempo, accelerare lo sviluppo a livello internazionale, si divide e crea due strutture: Mena per il mercato europeo, guidata da Joël Saveuse, e New Markets, con a capo Frans Muller, per quello asiatico.

Con la nuova struttura, entro il 2012 (come previsto dal programma Shape 2012, partito nel gennaio 2009), le due business unit acquisiranno una struttura sempre più efficiente, con un'organizzazione maggiormente orientata alla soddisfazione del cliente, grazie a una struttura più snella e focalizzata sulle funzioni del management.

I risultati del 2009

L'anno finanziario 2009 fa registrare a Metro un decremento del 3,9% del business, sceso così a 65,5 miliardi di euro (anche se, per effetto dei cambi, le vendite risultano incrementate dello 0,2%). Il giro d'affari sul mercato tedesco è calato dello 0,6%, portandosi a quota 26,5 miliardi.

Lo sviluppo rete
Attualmente, Metro Group, terzo operatore del retail a livello globale, ha una struttura che comprende 2.127 store in 33 Paesi. Secondo quanto dichiarato dall'azienda, il numero degli store crescerà nel 2010 in maniera consistente, andando oltre le 90 unità aperte nel 2009, grazie all'incremento degli investimenti in nuove aperture che saliranno da 1,5 miliardi del 2008 a 1,9 miliardi. In termini di aree di sviluppo, il focus sarà sull'Asia e sull'Est Europa.

Continua la crescita di Inditex che nel 2009 mette a segno un +5% netto

Inditex, il colosso spagnolo leader internazionale del fast fashion, ha reso noto che l’utile netto raggiunto nel 2009 è stato del 5%, passando da 1,25 a 1,31 miliardi di euro.

Le vendite complessive del 2009 si sono attestate a 11,08 miliardi di euro.
Nelle prime settimane del trimestre in corso, però, le vendite sono aumentate del 14% in valuta locale rispetto al +8% segnato nel 2009.

Le vendite per area e lo sviluppo
Relativamente alle vendite per area geografica, il 68% è realizzato al di fuori della Spagna (erano il 66% nel 2008).
In Europa, il giro d’affari è pari al 46% del business totale (sempre esclusa la Spagna), mentre l’Asia rappresenta il 12,2% con l’incremento più elevato rispetto al 2008 e l’America il 10,2%.
Nel 2010, il Gruppo prevede di aprire tra i 365 e i 425 store, di cui il 40% in Asia), con un focus particolare al mercato indiano, in collaborazione con Tata Group, player del mercato locale, per lo sviluppo del progetto retail.
Le prime tappe saranno Delhi e Mumbai, poi, progressivamente, sceglierà location nelle altre città del Paese.
Inoltre, probabilmente dal prossimo autunno, Inditex ha pianificato il lancio di Zara online, iniziando da Francia, Germania, Italia, Portogallo, Spagna e Inghilterra.
Il debutto del retailer spagnolo nell'internet retail risale all'autunno 2007, quando venne lanciato il web store Zara Home, oggi attivo in 15 paesi europei, tra i quali l'Italia.

I brand e gli store Inditex
Il colosso spagnolo è presente nel mondo con 4.607 store, di cui 1.372 Zara, 217 Zara Kids, 614 Pull and Bear, 494 Massimo Dutti, 638 Bershka, 499
Stradivarius, 387 Oysho, 259 Zara Home, 50 Uterqüe.

Carrefour City declina la prossimità

Red Market, il convenience che punta sulla tecnologia

Carrefour Contact, convenience di campagna

Euronics, al via una campagna da leone

Un leone in 3D testimonial della nuova campagna di comunicazione di Euronics Italia, gruppo leader nella distribuzione di elettrodomestici ed elettronica di consumo. Per il 2010 Euronics  ha deciso di affidare la sua nuova immagine all’agenzia Max Information, che per la campagna ha creato un leone dal nome Napo protagonista di 10 spot da 15 secondi cui si aggiungono di volta in volta altri cinque secondi per veicolare le nuove promozioni. Location degli spot un pdv Euronics. La regia è dovuta a Luca Lucini, che ha firmato successi come: Tre metri sopra il cielo e Oggi sposi.

Le scelte di marketing
Presentando la nuova campagna che prende il via oggi il presidente di Euronics Albino Sonato ha detto: "Da sempre Euronics si è distinta nel mercato della gds come catena attenta
alle esigenze dei propri clienti, attraverso attività dedicate e servizi volti a rispondere tempestivamente alle loro richieste e per questo cliente è il protagonista assoluto della nuova campagna, confermando la filosofia già sposata negli anni passati attraverso i claim Il Cliente ha sempre Euronics e Euronics è contro l’abbandono del Cliente, che ci ha premiato portandoci a diventare una catena leader nel settore dell’elettronica di consumo.

Ha poi aggiunto Paolo Galimberti, responsabile marketing di Euronics Italia: “L’intero progetto nasce dalla necessità di differenziarsi dai competitor attraverso una campagna di
comunicazione simpatica e facilmente ricordabile per i consumatori”.

16 nuove aperture in tre giorni: Ovs industrya inizia la conversione degli Upim

Da oggi fino al 18 marzo, la rete degli store Ovs industry si amplia di 16 nuovi store, derivanti dalle prime conversioni dei pdv Upim nell'insegna di fast fashion di Gruppo Coin dopo l'acquisizione avvenuta all'inizio dell'anno.

Si tratta della prima fase di un più ampio progetto di sviluppo e
diffusione dell'insegna Ovs che si concretizzerà nel corso del 2010.

Con queste aperture, infatti, la rete Ovs industry in Italia sale a 400 superfici, a cui vanno aggiunti anche 70 store all'estero.

I pdv ristrutturati, di dimensione compresa tra i 500 e i 1.900 mq, sono dislocati sull'intero territorio italiano, da Napoli a Cuneo, da Roma a Milano, e riprendono il classico stile Ovs, fatto di mattoni a vista, travi in acciaio, arredi e dettagli di gusto vintage, con nuovi lampadari e soluzioni più innovative.

In particolare, i tre store della provincia di Milano, presenti in alcuni dei
maggiori c.c.i. della zona, saranno aperti contemporaneamente il 18
marzo.

L'assortimento è quello tradizionale: si concentra sulle collezioni per uomo, donna e bambino (ad esclusione dello store di Mugnano/Na che, essendo di 500 mq, può ospitare solo le collezioni per donna e bambino), con la presenza della collezione Baby Angel, nata dalla collaborazione in esclusiva del gruppo con Elio Fiorucci.

Negozio Mq Offerta
Assago (Mi)  1.400 donna, uomo, bambino
Bologna Larga  1.000 donna, uomo, bambino
Busnago (Mi)  1.100 donna, uomo, bambino
Catania Le Zagare  1.000 donna, uomo, bambino
Cuneo  1.150 donna, uomo, bambino
Iglesias (Ca)  1.000 donna, uomo, bambino
Lucca  1.200 donna, uomo, bambino
Mazzano (Bs)     950 donna, uomo, bambino
Mugnano (Na)     500 donna, bambino
Napoli Fuorigrotta  1.900 donna, uomo, bambino
Napoli Volla  1.000 donna, uomo, bambino
Roma Casalbertone     800 donna, uomo, bambino
Roma Primavera     650 donna, uomo, bambino
Rozzano (Mi)     800 donna, uomo, bambino
Salerno  1.300 donna, uomo, bambino
Taranto  1.100 donna, uomo, bambino

Tra geomarketing e cellulari l’alleanza può fruttare

Immaginate di percorrere Corso Buenos Aires a Milano e ricevere un messaggio pubblicitario sul vostro cellulare da ogni negozio presente sulla via. Sarebbe un vero bombardamento. Spegnereste il telefono limitandovi ad osservare le vetrine. Senza contare il fastidio di dover cancellare decine di messaggi e la sensazione di essere minacciati nella privacy. Ecco perché la pubblicità sui telefonini dovrebbe allearsi con il geomarketing, come spiegato nel convegno di Promotion Expo a FieraMilanoCity. Meglio aggiustare bene la mira che colpire nel mucchio. La comunicazione sarebbe molto più efficace. A che punto siamo con queste tecnologie? E dove potremo arrivare?

Colpire le persone giuste
Il geomarketing riguarda tutte le attività di comunicazione, anche quelle più tradizionali come i volantini, le affissioni, l'allestimento dei punti vendita. Si tratta d'isolare il più possibile l'obiettivo da colpire: i nostri potenziali clienti. Il punto di partenza sono le informazioni sulle persone che vivono in un determinato territorio, come banche dati e ricerche di mercato. Poi bisogna elaborare queste informazioni con programmi statistici e visualizzare i risultati sulle mappe digitali. Il risultato è una cartografia dei consumatori; il committente può conoscere quante persone con determinate caratteristiche abitano nell'area selezionata, quali sono le loro abitudini, la vicinanza di punti vendita concorrenti. Ora l'azienda può pianificare nel modo migliore la sua strategia di marketing, grazie al target molto più definito e circoscritto.

Dallo spam alle opportunità
Il mobile marketing, vale a dire la pubblicità sui cellulari, è ancora un terreno insicuro, continuamente in bilico tra luci e ombre. A suo vantaggio, c'è la crescente diffusione d'apparecchi sempre più integrati, con nuove funzioni e servizi (dal Gps a internet). Le tariffe flat dove si paga un fisso mensile, sono indispensabili per favorire l'utilizzo interattivo del cellulare, senza preoccuparsi dei costi di connessione. L'interesse dei consumatori e degli operatori telefonici per il mobile marketing, tuttavia, è ancora piuttosto scarso; inoltre, la maggioranza delle persone s'infastidisce quando riceve messaggi pubblicitari indesiderati. Il geomarketing potrebbe quindi diventare un buon alleato.

Difatti, circoscrivendo l'obiettivo della comunicazione pubblicitaria, si possono affinare i messaggi “push”, cioè quelli inviati ai destinatari senza una loro specifica richiesta (e perciò spesso considerati come spam). Immaginiamo, per esempio, un'azienda che vuole mandare un'offerta commerciale a tutti i suoi clienti che si trovano in una determinata area geografica (una città, o un quartiere vicino a un punto vendita). Oppure la possibilità di spedire messaggi a tutti i cellulari che si trovano in una certa zona e i cui proprietari possiedono certe caratteristiche, rilevate da precedenti analisi di mercato. Sarebbe come ricevere soltanto le offerte che davvero potrebbero interessarci dai vari negozi di Corso Buenos Aires.

Marketing diretto: il caso Intralot
Un esempio di successo dell'alleanza tra geomarketing e marketing diretto è Intralot, la società di scommesse sportive nata nel 2006. L'azienda doveva analizzare dettagliatamente lo scenario in cui avrebbe operato: non solo la diffusione del suo target in Italia, ma anche la quantità e posizione dei punti vendita concorrenti. L'attività si è svolta su circa la metà dei 400 centri Intralot sul territorio nazionale, impiegando mappe digitali per definire i bacini d'utenza. Il passo successivo è stato lanciare una campagna pubblicitaria mirata, per identificare un marchio ancora poco conosciuto e attirare nuovi potenziali clienti. Intralot ha impiegato dapprima i mezzi di comunicazione tradizionali: radio e tv locali, affissioni, volantini, elementi grafici sui marciapiedi.

Poi ha inviato un messaggio promozionale a 170mila utenti di un operatore telefonico: ogni persona, rispondendo al messaggio, poteva ricevere un codice per una giocata gratis con Intralot. Le risposte sono state 2.500 cui bisogna sommare le tessere gratuite distribuite con i volantini e poi effettivamente utilizzate (329mila). Il risultato complessivo è che il 44% di chi ha ricevuto una tessera o un codice sul cellulare, si è recato in un punto vendita Intralot per scommettere. I duecento centri coinvolti hanno aumentato il loro fatturato su quello totale Intralot dal 39 al 44%; inoltre, il fatturato è rimasto superiore alla media anche nelle settimane successive.

Conferma di Carlo Guglielmi alla presidenza di Indicam

Il Consiglio Direttivo di Indicam, Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione, ha confermato alla presidenza per il quinto biennio consecutivo Carlo Guglielmi, titolare di
FontanaArte, presidente della Commissione di Confindustria per la tutela
dei marchi e la lotta alla contraffazione, presidente di Cosmit (Salone
del Mobile) e vice presidente onorario di Altagamma.
Guglielmi guiderà
Indicam per il biennio 2010-2011. Alla vicepresidenza sono stati
chiamati Carlo Alberto Demichelis (riconfermato) in rappresentanza di
Tod's e Domenico De Simone in rappresentanza di Bulgari.

Ovs industry converte i negozi Upim, 16 nuove aperture entro fine marzo

OVS industry, prima azienda in Italia per quota di mercato nel settore abbigliamento, dà avvio al processo di conversione dei negozi Upim in seguito alla recente acquisizione della catena da parte di Gruppo Coin. Nella seconda metà di marzo, infatti, OVS industry inaugura 16 nuovi store, dislocati su tutto il territorio italiano, da Napoli a Cuneo, da Milano a Iglesias, per una superficie totale che supera i 16.500 metri quadri.
Le 16 nuove aperture si inseriscono in un ampio progetto di sviluppo e diffusione dell’insegna
OVS industry in Italia e portano a oltre 400 il numero di negozi sul territorio. OVS industry è,
inoltre, presente all’estero con circa 70 negozi.

Lo stile di OVS

Gli store OVS con la nuova immagine raccolgono
tutte le caratteristiche del concept “industry”: mattoni a vista e travi in acciaio con arredi e dettagli
ricercati dal gusto vintage. Ampie location che
presentano le collezioni per donna, uomo e
bambino.
OVS si caratterizza per una nuova interpretazione della moda costantemente rinnovata, capi nei trend più attuali e giusto prezzo.
Per lo sviluppo delle collezioni, OVS industry si avvale inoltre della collaborazione di grandi creativi come Elio Fiorucci, che ha disegnato in esclusiva la linea
Baby Angel.
Tutti i prodotti OVS, inoltre, sono realizzati nel rispetto delle più rigide norme nazionali e internazionali di social responsibility.
OVS industry viene scelta ogni anno da più di 11 milioni di clienti per oltre 100 milioni di capi venduti.

Lidl si promuove con un menù di Pasqua low cost

Un attività di promotion può anche essere costituita dal dare consigli pratici per comprare bene, sfruttando al meglio l'assortimento di un insegna. Questa è la base dell'idea di Lidl con il suo menù di Pasqua low cost che prosegue nella sua linea di comunicazione tesa a qualificare la propria offerta come non solo "discount".
Si dimostra così che con i prodotti offerti dall’insegna, è possibile preparare un intero pranzo di Pasqua, per quattro persone, a meno di € 40 senza rinunciare alla qualità e alla freschezza degli ingredienti.
Lidl in questo modo arricchisce la brand equity dei suoi oltre 550 punti di vendita in Italia, con la filosofia low cost/high value che coniuga la qualità a un prezzo decisamente conveniente.

Le proposte per il pranzo di Pasqua sono tratte da Emotion - La magia di Pasqua un
opuscolo con varie ricette, consigli e facili decorazioni, disponibile gratuitamente presso i punti
vendita Lidl. Le ricettazioni suggerite vanno dall'antipasto, all'agnello, al dolce.

GDOWEEK 11 2010

Prodotti tecnologici, in Italia vendite online giù del 3,6%

La tartaruga italiana delle vendite online potrebbe rallentare ancora di più. Siamo già in controtendenza rispetto all'Europa. Nel 2009, gli acquisti di tecnologia di consumo (elettronica, informatica, telefonia, elettrodomestici e fotografia) effettuati su internet sono cresciuti di quasi il 10% rispetto al 2008 negli undici Paesi rilevati da Gfk. Quasi il 12% del fatturato complessivo per questi prodotti è arrivato dalle vendite online (era il 6,4% nel 2006). In Italia, invece, gli acquisti su internet sono diminuiti del 3,6% (per la prima volta in calo da quando Gfk rileva questo mercato) mentre il loro peso sul fatturato totale delle aziende è appena del cinque per cento, più o meno invariato. Ad aggravare questo quadro, secondo l'associazione dei produttori d'elettronica (Andec), ci saranno i nuovi compensi per copia privata introdotti da un recente decreto del ministero per i Beni culturali.

Più compensi alla Siae
I compensi per copia privata sono quelli che ogni produttore o importatore d'apparecchi audio e video deve pagare alla Siae. Il decreto estende l'obbligo di pagamento per tutti i dispositivi con memorie digitali, anche quelli prima esclusi come i cellulari e le chiavette Usb; inoltre, determina il compenso in percentuale rispetto alla capacità di memoria piuttosto che al prezzo di vendita. Questo è un paradosso, sostiene l'Andec, perché il mercato offre prodotti sempre più potenti e meno costosi. Si rischia insomma di penalizzare le imprese italiane. «La maggior parte dei Paesi europei applica compensi inferiori a quelli determinati dal nuovo decreto per l'Italia», ha spiegato il presidente Andec, Maurizio Iorio. «Per il consumatore sarà sufficiente acquistare all'estero per evitare questo maggior costo». Sarebbe un autogol per il commercio elettronico italiano, già in ritardo rispetto alla media europea. Gfk ha calcolato che, applicando i nuovi compensi ai prodotti venduti nel 2009, lo Stato incasserebbe 58 milioni di euro in più, di cui 22 dai cellulari.

Da internet 743 milioni di fatturato
Le vendite online di beni tecnologici hanno generato ricavi per 743 milioni di euro in Italia nel 2009. L'elettronica di consumo vale il 37% del totale, seguita dall'informatica (33,8%) e dalla telefonia (10%); fotografia e grandi elettrodomestici contano rispettivamente il sette e sei per cento. Internet ha più che raddoppiato la sua diffusione negli ultimi dieci anni, passando dal 23% a oltre la metà delle famiglie italiane. Stanno cambiando anche le abitudini d'acquisto: più attenzione alla qualità e alla marca, puntando ai prodotti più innovativi e affidabili. Il settore del Technical consumer equipment (elettronica, informatica, telefonia e fotografia), però, ha perso il 4,5% delle vendite rispetto al 2008, generando un fatturato pari a 664 milioni di euro. C'è stata una flessione molto accentuata nella primavera del 2009, con punte del -20%, per poi risalire la china nei primi mesi del 2010.

Cosa sale e cosa scende
L'elettronica di consumo è cresciuta del 16,8% grazie ai televisori Lcd che continuano a beneficiare del passaggio dall'analogico al digitale nelle varie regioni italiane. Il dubbio è se i produttori riusciranno a mantenere i prezzi attuali dopo il 2011 e 2012, quando sarà esaurito l'effetto dello switch off. Un aiuto alle vendite future potrebbe arrivare da nuovi sviluppi tecnologici (come il 3D) ma è ancora prematuro azzardare ipotesi. La fotografia è salita di quasi il 9% contro una perdita superiore all'11% nei canali di vendita tradizionali come negozi, catene e supermercati. A far pendere in basso l'ago della bilancia delle vendite online dell'intero settore sono l'informatica e la telefonia, cadute rispettivamente del 20 e 14% rispetto al 2008 per i pessimi risultati dei notebook (-12,6%) e dei cellulari (-32,6%), solo parzialmente compensati dall'ascesa degli smartphones (+19,5%).

Elettrodomestici e altri prodotti
Osservando infine il mercato italiano degli elettrodomestici, internet ha visto una crescita del 4,7% lo scorso anno rispetto al 2008, anche se gli acquisti online in questo settore rappresentano una quota minima sul totale (2,5% del valore). Le vendite dei grandi elettrodomestici, grazie soprattutto ai frigoriferi, sono aumentate dell'11%; i piccoli elettrodomestici hanno segnato un +8,5%, mentre gli apparecchi per il trattamento dell'aria, come i condizionatori, sono precipitati del 29% in confronto al 2008. Gfk ha poi analizzato alcuni prodotti particolarmente di nicchia su internet ma che potrebbero crescere in modo significativo: pneumatici, grazie ai siti che offrono anche il servizio post vendita di montaggio in officine autorizzate, articoli di giardinaggio e cartoleria.

Fabio Viani è il nuovo presidente del Consorzio del Prosciutto Toscano

Il nuovo cda del Consorzio del Prosciutto Toscano, per il prossimo triennio, sarà composto da nove membri uno dei quali, per la prima volta, appartenente alla categoria dei porzionatori e confezionatori. È stato eletto presidente Fabio Viani che raccoglie l’eredità di Aldo Neri che rimarrà come vicepresidente. Gli altri consiglieri sono Giovanni Cappellini, Filippo Renieri, Cristiano Ludovici, Gabriele Corti, Giuseppe Mugnaioli, Maurizio Ghelli e Mauro Ziveri. Il 2009 si è chiuso con un trend positivo dell’8,1% rispetto al 2008, superando le 2.500 tonnellate, con un valore al consumo di oltre 42 milioni di euro. Sul fronte del preconfezionato nel 2009 sono state prodotte circa 2.330.000 vaschette, con una crescita dell’1% rispetto al 2008. Al Consorzio aderiscono 22 Soci: la Dop è arrivata nel 1996.

Layout 09 2010

GDOWEEK 06 2010

editoriale
Department store alla riscossa: nuovi modi di “vestire” il brand

osservatorio
L'hit parade della convenienza a Modena. Uno studio di Federconsumatori
Prezzi Carrefour e Lidl a confronto

cover story
Google pop è il format per l'Upim di Coin
retail
Il green è trendy e il contadino si cimenta nel mestiere di retailer
Csa: si amplia a Sun l'alleanza tra Carrefour e Agorà Network
I clienti della gdo sono più fedeli sulla carta ma sempre meno disposti a indebitarsi
Kaiser's, la formula discount sviluppata con ragionevolezza
Ikea sperimenta nuovi linguaggi, raccontandosi anche in 3D
Scott Chambers, Meijer: assortimenti qualificati e garantiti dalla presenza di prodotti italiani

sviluppo reti

industria
Il mercato delle ricorrenze si concentra e cambiano le politiche competitive
Valmora, logiche da leader nelle regioni del Nord Ovest
Corman: assorbenti naturali in cotone, anche biologici
Il tema della salute è sempre più funzionale al business di Danone
Il canale grande distribuzione è strategico per Windows 7
intervista
Mars Italia, ovvero come puntare sui valori per creare valore
dossier
La vera innovazione? “Sostenere” il cliente
Oracle, presentati al Big Show due casi di successo italiani: Esselunga e Coin

servizi
Esseoquattro realizza Biobrill, il pack 100% biodegradabile
Socoplas, PET in alternativa al vetro per lo scaffale conserve
Federmobili, da Gruppo Leader ulteriori garanzie ai clienti
L'eno-gastronomico conquista il Nordamerica
Lotta ai rifiuti, coinvolte le Coop
Connettività mobile e “sesto senso”digitale
La previdenza sociale e la green economy

culture
Un'idea sostenibile: la comunicazione verde

GDOWEEK 02 2010

GDOWEEK 04 2010

Imballaggi riutilizzabili: nato il consorzio EURepack

E’ nato a Milano EURepack (European Reusable Packaging & Reverse Logistics Consortium) consorzio senza fini di lucro aperto ad imprese del settore e non, oltre che ad università,
enti di ricerca, enti locali e ad associazioni ambientaliste e a difesa dei consumatori.

EURepack si propone di promuovere e facilitare la diffusione degli imballaggi riutilizzabili,
ritornabili e riciclabili in luogo degli imballi a perdere, in tutti i settori della produzione e
distribuzione dei beni di largo consumo.

Promosso e partecipato da Free Pack Net, il nuovo consorzio ha lo scopo di realizzare
una piattaforma europea di cooperazione a sostegno degli obiettivi di sostenibilità
energetica ed ambientale fissati dall’Unione Europea per il 2020.
Operativo dalla sede di Malpensa MXP Business Park, EURepack
ha già raccolto l’adesione di Legambiente, Ilma Plastica (I), Polymer Logistics (I), Cartonplast (D), Rhenus Logistics (I), Polystars (I) e Università degli Studi dell’Insubria.

Coop Centro Italia: alla cassa il cliente va… in bolletta

Il 40% degli italiani, secondo un studio di Ncr,  entra in un pdv con le idee ben chiare su cosa scegliere e comprare dopo aver consultato internet e altri mezzi di informazione, risparmiando il tempo. Questo sta portando i retailer più lungimiranti verso la necessità di affiancare ai tradizionali servizi offerti alla propria clientela, servizi aggiuntivi, come il pagamento veloce alle casse self-service. Interessante da questo punto di vista la scelta avviata lo scorso luglio da Coop Centro Italia che ora nei suoi 62 pdv consente il pagamento delle utenze alla cassa.

Implementazione tecnologica
Il progetto è stato reso possibile uniformando il sistema di pagamento delle utenze, rendendolo conforme alle normative e al tempo stesso fruibile e di facile accesso per i maggiori operatori di servizi di telefonia, luce, acqua e gas, che hanno aderito all'iniziativa. Il sistema è semplice: è sufficiente presentare la bolletta alla stessa dove si sta già pagando la propria spesa e l'addetto la processa come fosse un normale acquisto grazie all'abilitazione fornita dalla tecnologia Ncr, con un vantaggio in termini di tempo e di risparmio di denaro, visto che l'operazione costa meno della metà rispetto alla tradizionale commissione sul bollettino.

Risultati soddisfacenti
Commentando i risultati sinora conseguiti Adriano Visconti, direttore sistemi snformativi di Coop Centro Italia dichiara: “La scelta di un partner affidabile per la parte tecnologica e il dialogo diretto con i provider di utility hanno sancito il successo di questa iniziativa: abbiamo avuto in questi mesi un aumento nell'utilizzo del servizio del 30%, con picchi di 600 bollette al giorno processate in cassa, e abbiamo raccolto la soddisfazione di tutti i nostri clienti”.

inCoop apre nella stazione ferroviaria di Rimini

Giovedì 25 marzo, Coop Adriatica aprirà a Rimini il primo supermercato Coop in una stazione ferroviaria.
Si tratta di uno store inCoop di circa 250 mq, che abbinerà alla già classica offerta focalizzata su piatti pronti e freschi, un assortimento “su misura” per le esigenze dei viaggiatori.

Questa apertura rientra nel progetto di riqualificazione delle stazioni ferroviarie, voluto e perseguito da Centostazioni, società nata dalla partnership tra Ferrovie dello Stato e la cordata di imprenditori privati riuniti in Archimede 1.

In particolare, gli interventi di restyling della stazione di Rimini, frequentata da circa 5 milioni di persone l'anno, hanno richiesto un investimento di circa 4 milioni di euro coinvolgendo una superficie di circa 6.500 mq, di cui 1.200 commerciali.

L'apertura dell'inCoop rientra nella seconda fase di modernizzazione della stazione e implicherà anche la presenza di un'edicola, un autonoleggio, una libreria, un'agenzia turistica e un punto bar.

Sapori & Dintorni Conad diventa un nuovo concept store

Sapori e Dintorni conad

Vicino al consumatore locale, ma anche al turista. Sono questi i target del nuovo concept ideato da Conad Tirreno, ma già trasformato in progetto nazionale da Conad, e che sarà caratterizzato dall’insegna Sapori & Dintorni (stesso logo), ovvero la private label premium di Conad.
Esteso su una superficie media di 400/500 mq, circa il 30% (calibrabile a seconda delle location) è dedicato a prodotti tipici locali grocery (con accento anche sui vini regionali), ma anche freschi e cucinati, visto che un ampio spazio è occupato dalla gastronomia assistita e, appena fuori dalle casse, è prevista un’area per la degustazione.
Il restante spazio dello store dovrebbe ricalcare quelle delle medie superfici di Conad (ma ancora non è disponibile il layout definitivo).

Cibo, cultura & dintorni
 “Oltre a interpretare il concetto di vicinato -spiega Fiorella Bianchi, direttore commerciale Conad Tirreno- abbiamo puntato all’enfatizzazione dei prodotti tipici locali, con anche l’idea di offrire un servizio per il consumo fuori casa che fosse comunque in linea con il localismo. Inoltre, e devo dire che ciò è stato un punto sui cui anche il Comune di Firenze ci ha pungolato, abbiamo voluto integrare il buon cibo con un servizio di promozione della cultura locale, come per esempio quella museale, di cui cureremo anche la vendita dei biglietti. Ma gli eventi culturali saranno anche altri, di volta in volta studiati e realizzati per favorire l’incontro della città con ognuna delle sue identità, sia dei turisti sia dei cittadini,”.

Le location fiorentine

Le prime aperture del concept Sapori & Dintorni Conad sono previste entro fine giugno: i due store, tra i 400 e i 500 mq, hanno una location centrale (entrambi sono ex cinema del centro storico), una in largo Alinari e l’altra in prossimità di Ponte Vecchio.

Coop colleziona poesie per le merendine Club 4-10

Non gadget, ma parole per sottolineare la diversità della merendina, prodotto simbolo della linea Club 4-10, lanciata a metà dello scorso anno e caratterizzata da una composizione nutrizionale innovativa supervisionata da un Comitato Scientifico importante (di cui fanno parte anche ECOG –Euroepan Childhood Obesity Group- e SIO –Società Italiana dell’Obesità): con quest’operazione Versetto e Dolcetto, Coop ha scelto di inserire nelle confezioni di tortine all’albicocca e ciliegia della linea Club 4-10 36 minifilastrocche, pezzi di poesia o racconti brevi -scritti da 10 dei principali autori italiani della letteratura per bambini)- da collezionare in un apposito album disponibile, sia attraverso la compilazione di un coupon nel pdv sia online, tramite.

Inoltre, sul sito è possibile “scambiare” doppioni, proprio come nel caso delle figurine, e cercare di avere delle rarità.

“Si tratta di un ulteriore tassello del progetto per dimostrare come la nostra merendine non è solo diversa per i suoi contenuti organolettici, ma anche per l’approccio all’alimentazione”, ha spiegato Domenico Brisigotti, direttore prodotti a marchio Coop.

Filastrocche educative

Il filo rosso di poesie e racconti riguarda l’alimentazione: sono considerate uno strumento divertente per trasmettere a bambini (e adulti) suggerimenti basilari per una dieta equilibrata, dalla scelta di ingredienti naturali, alla preferenza per frutta e verdura di stagione, evitando di passare troppo tempo davanti alla televisione.

Per lanciare l’iniziativa, nel supermercato Coop Laurentino di Roma sei dei dieci poeti hanno recitato e intrattenuto soci e bambini spostandosi nei diversi “luoghi” del pdv (davanti alla pescheria, alla forneria, all’enoteca, fino a duettare con gli internet point).

Coin debutta a Tirana con un department di cinque piani

Nel cuore di Tirana, il Gruppo Coin ha aperto -lo scorso 12 marzo- il suo primo department store in Albania, in partnership con Aba Trade.
La location prescelta è, infatti, l'Aba Business Center, il più alto edificio della capitale, che si sviluppa su 24 livelli, di cui 3 sotterranei.

Lo store del Gruppo Coin occupa una superficie di 5mila mq, distribuiti su cinque piani All'interno del department store Coin, vi è anche un negozio a insegna OVS industry: un moderno open space di circa 1.000 metri quadri.
Il team dello store design di Gruppo Coin ha messo a punto un allestimento contraddistinto da un lato dalla ricercatezza dei particolari e, dall'altro, dal rigore delle forme, utilizzando materiali e mood personalizzati per contestualizzare i diversi mondi di riferimento e l'identità dei differenti brand.

“Una nuova proposta di shopping tutta italiana -ha commentato Stefano Beraldo, amministratore delegato di Gruppo Coin- È questo il nostro obiettivo a Tirana: nel department store i cittadini potranno respirare l'atmosfera di un grande negozio italiano con una vasta offerta di noti marchi del made in Italy e delle nuove tendenze di stagione a prezzi accessibili”.

Un gruppo esterofilo
D'altro canto, il Gruppo Coin è da anni che punta anche al mercato estero: l'ultima apertura prima di Tirana, è stata infatti, a ottobre 2009, quella di Shangai, in Cina, che rappresenta il suo primo store in Estremo Oriente.
Come partner per l'apertura OVS industry ha scelto Novo Retail Co. Ltd, azienda del settore, presente nel mercato cinese con oltre 350 negozi nati dalla collaborazione con noti marchi internazionali.

Relativamente allo sviluppo all'estero, il gruppo prosegue il progetto di diffusione oltre frontiera, e oggi conta circa 80 store.

Nella fase di avvio del progetto le aperture hanno riguardato principalmente Paesi dell'Europa dell'Est e del Middle East; i risultati stanno confermando le aspettative e dunque il piano di crescita sta subendo una forte accelerazione.

All'inizio del 2009 il Gruppo ha concluso un accordo con la società Brandhouse Retails con l'obiettivo di aprire circa 190 nuovi negozi in India nei prossimi cinque anni.

Il Pastificio Antonio Amato userà energia verde grazie a Cofely

L'impianto si basa su una centrale di trigenerazione per un totale di 2.4 megawatt, in grado di produrre energia termica da utilizzare nel ciclo industriale di essicazione della pasta per il Pastificio Antonio Amato di Salerno, cui si va ad aggiungere un impianto fotovoltaico, che sarà composto da 750 moduli, per una potenza complessiva di 100 kW che verrà installato sul tetto dello stabilimento per una superficie complessiva di 1.200 mq.
Nei prossimi due anni quindi il progetto gestito da Cofely consentirà all'azienda salernitana di ridurre la bolletta energetica del 20%, di diminuire il consumo di energia primaria di oltre 1.000 Tep annui e di ridurre, nel contempo, le emissioni di CO2 di circa 2.100 tonnellate all'anno.
La consegna dell'impianto è prevista per l'autunno del 2010, mentre il valore complessivo del contratto è di circa 26 milioni di euro, per una durata di 10 anni (rinnovabili) per l'impianto di trigenerazione e di 20 anni per la parte relativa all'impianto fotovoltaico.
 
Cofely nasce quattro mesi fa
Cofely è la nuova marca dei servizi energetici di Gdf Suez. In Italia, la fusione tra Cofathec ed Elyo Italia ha dato vita dal 1° dicembre 2009 a Cofely Italia con 2.600 dipendenti e 50 sedi su tutto il territorio. Cofely fa parte della Gdf Suez Energy Services, leader europeo nel multi-servizio tecnologico, con un fatturato di 14 miliardi di euro nel 2008 e 80.000 dipendenti.

Gli stili di vita sostenibili a Fa’ la cosa giusta

L’eloquenza è racchiusa nei numeri: nel 2009, 520 espositori e 21 mila mq per l’esposizione, oltre 60mila visitatori in 3 giorni; nel 2010, 620 espositori su 24 mila mq, ma i visitatori saranno più numerosi, perché anche in Italia è in crescita l'attenzione per il mondo che si riconosce nella definizione di "economia solidale": un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l'uomo e l'ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità.

Le quattordici sezioni

La settima edizione di Fa’ la cosa giusta, inaugurata oggi a Milano (fino al 14 marzo in fieramilanocity) è organizzata da Terre di mezzo, con il sostegno di Novamont, Lush, Sigg, Cap Holding, Comieco, Caes Italia, S.N.M.S Cesare Pozzo, Atm, Amsa, Metropolitana Milanese.

Sono quattordici sezioni tematiche, dal turismo solidale (con nuove mete, come i Parchi Lombardi e i boschi Trentini) all’energia rinnovabile, dalla casa sostenibile alla finanza etica, i Gas, gruppi di acquisto solidali (si possono incontrare i produttori che li riforniscono e fare con loro pane e formaggio, tra cui I Ribelli del Bitto o conoscere il vino “migrante”) l’agricoltura bio e a km zero, l’economia carceraria.

Per la pausa pranzo vi sono anche cinque ristoranti tra cui la Cooperativa del Golfo che proporrà piatti a base di pesce delle piccola pesca locale siciliana (presidio Slow Food).

Fashion e commercio equo

Uno spazio speciale è dedicato al fashion. che mira a presentarsi come un vero e proprio salone nel salone dedicato a tutto ciò che ruota attorno al concetto di "moda critica", bella e giusta.
Un accento particolare anche al commercio equo e solidale, il settore aperto alla partecipazione di centrali d’importazione, botteghe, produttori del sud del mondo e associazioni di rappresentanza del commercio equo e solidale. Tra queste, anche Altromercato, che propone le prime Sneakers Ethletic equosolidali: realizzate con gomma naturale certificata FSC (Forest stewardship council) e cotone certificato biologico.

Vendite 2009 in ripresa all’enoteca gdo

Dopo la stasi del 2008, le vendite di vini a denominazione di origine (Doc, Docg, Igt) realizzate nel canale gdo tornano di segno positivo: + 3,9% in volume e +4,9% in valore gli incrementi registrati nel 2009 rispetto all'anno precedente secondo la ricerca svolta da  IRI Infoscan per Veronafiere che verrà presentata al prossimo Vinitaly (8-12 aprile, www.vinitaly.com).

Il prezzo medio: 3 euro
Dalla ricerca emerge che l'italiano medio sceglie sempre più di acquistare tra gli scaffali del supermercato le bottiglie di vino a denominazione d'origine  spendendo in media 3 euro a bottiglia: non solo aumentano del 3,9% le vendite delle bottiglie da 0,75 lt, ma cresce la fascia di prezzo da 5 euro in su (+8,5% in volume).

Al contrario, le vendite di vino “da tavola” registrano una flessione del -2,1%.

Bene le bollicine con un aumento medio del 3,3% in volume (cala lo champagne e aumenta del 5,3% lo spumante italiano metodo classico).
Non sfondano invece le mezze bottiglie, le cui vendite nei supermercati scendono del 6% in quantità.

Alto gradimento
La classifica di Iri Infoscan -realizzata incrociando i dati relativi a tipologia di vino e territorio per i vini a denominazione d'origine in bottiglia da 0,75 l. (Doc, Docg, Igt)- vede trionfare ai primi tre posti tre vini classici: Lambrusco, Chianti e Montepulciano d'Abruzzo.
Tra i vini emergenti, cioè quelli con maggior tasso di crescita, troviamo ai primi tre posti il Negroamaro, il Syrah e il Bianco di Custoza.

Elettrodomestici, la crisi è stata meno grave del previsto

Un grande sospiro di sollievo per una crisi che poteva avere effetti ben più gravi: è probabilmente stata questa la reazione degli addetti ai lavori del mercato globale degli elettrodomestici alla fine del 2009, come evidenziato dai dati emersi dalla conferenza “A Climate for Change! Trends in Domestic Appliances - Efficiency, Lifestyle, Convenience”, organizzata da Gfk.

I primi segnali di ripresa del 2009
Dopo anni di crescita continua il mercato mondiale dei grandi elettrodomestici ha subito un duro colpo nell'autunno del 2008, a causa della nota crisi scaturita dal fallimento delle grandi banche d'affari americane. All'inizio del 2009 le prospettive per il resto dell'anno sembravano piuttosto cupe; tuttavia, a partire dalla seconda metà dell'anno, il mercato ha cominciato a mostrare i primi segnali di ripresa, raggiungendo risultati positivi soprattutto nell'ultimo trimestre, seppur con notevoli differenze tra i diversi paesi. L'intero 2009 dei grandi elettrodomestici si è chiuso con un meno 6% a valore, con le vendite globali che hanno toccato quota 147 miliardi di dollari, un dato comunque decisamente superiore rispetto ai 125 miliardi che si registravano nel 2005.

La crisi di Russia e Usa
I paesi che hanno risentito maggiormente della crisi sono stati quelli dell'Europa Orientale; in particolare la Russia ha accusato una flessione del 15,9%, determinata soprattutto da un cambio sfavorevole del rublo che ha fortemente penalizzato l'acquisto di grandi elettrodomestici. La crisi ha ovviamente impattato anche sui consumi delle famiglie statunitensi, ma probabilmente in misura inferiore rispetto a quello che si sarebbe potuto ipotizzare dodici mesi fa (-5,3% le vendite nel 2009). In molte categorie merceologiche gli acquirenti americani hanno addirittura premiato maggiormente i prodotti di alta gamma.

Tiene l'Europa occidentale
Difficoltà tutto sommato contenute nei Paesi dell'Europa Occidentale, dove il mercato del bianco (grandi elettrodomestici) ha registrato nell'anno una performance complessivamente negativa (-3,4% a valore), ma è cresciuto del 2,2% a valore nel quarto trimestre 2009, raggiungendo gli 8,4 miliardi di euro. Negli ultimi tre mesi dell'anno la maggior parte dei paesi dell'Europa Occidentale ha mostrato tendenze positive: le performance migliori si sono registrate in Austria, dove un'efficace politica di incentivazione ha sostenuto i consumi, ma anche in Germania e Francia, grazie soprattutto a investimenti in innovazione e tecnologia. La Germania, in particolare, è riuscita a chiudere il 2009 con un + 2,7% in termini di unità vendute e addirittura un + 4,5% a valore, nonostante la crisi economica e occupazionale che ha colpito il paese.

Italia in negativo
Decisamente più negativi i numeri dell'Italia, dove il mercato del bianco ha chiuso l'anno con un -5% rispetto al 2008 e ha registrato un calo a valore del -1% nel quarto trimestre. Un segno di ottimismo arriva dall'andamento del lavaggio: in un contesto in cui quasi tutti i prodotti più importanti del bianco hanno segnato un trend negativo, è stato questo l'unico settore che ha retto alla sfavorevole situazione congiunturale. In particolare, le lavatrici hanno mostrato un lieve tasso di crescita nell'ultimo trimestre del 2009, grazie all'aumento di prodotti di alta gamma con elevata capacità di carico e classe di efficienza energetica superiore.

Bene i paesi emergenti
Le notizie migliori per i produttori di grandi elettrodomestici arrivano però dai paesi emergenti, che anche nel 2009 hanno messo in mostra tassi di sviluppo di tutto rispetto: in Brasile, l'ultimo trimestre del 2009 è stato il migliore di tutto l'anno (+35,5%) per il mercato dei grandi elettrodomestici, con una crescita del 33% rispetto al trimestre precedente e addirittura del 62% se confrontato con lo stesso trimestre del 2008. La Cina ha registrato, sempre negli ultimi tre mesi dell'anno, un +35,5% a valore raggiungendo i 24,6 miliardi di Yuan. Anche i mercati emergenti come Malesia e Vietnam hanno mostrato crescite positive contribuendo così a un aumento complessivo del 2,2% a volume delle vendite di elettrodomestici in Asia.

I piccoli elettrodomestici
Gfk rileva una performance di tutto rispetto per i piccoli elettrodomestici, che anche nell'anno più nero degli ultimi decenni hanno osservato una crescita del 2% a valore a livello globale. In Europa Occidentale la performance negativa del settore, che ha chiuso il 2009 con uno - 0,3% a valore. Per i piccoli elettrodomestici sono stati spesi 4.2 miliardi di euro nell'ultimo trimestre del 2009, il che ha permesso di registrare una crescita del + 1,8% a valore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La crescita nelle vendite negli ultimi mesi del 2009 si è verificata soprattutto in Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. Ancora una volta in ritardo l'Italia, dove il settore dei Piccoli elettrodomestici ha dovuto fare i conti un -4-1% rispetto al 2008 e una variazione del -3.4% negli ultimi tre mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2008.

L'innovazione di prodotto
Per il futuro, consiglia Gfk, ci sarà una forte richiesta da parte di piccoli apparecchi in grado di rendere la vita più semplice. Per acquistare questi prodotti “salva tempo” i consumatori saranno disponibili anche a spendere cifre importanti. In realtà le imprese hanno già giocato la carta dell'innovazione di prodotto: dalle rilevazioni di Gfk emerge infatti che i nuovi articoli lanciati nel 2009 in Italia sono decisamente superiori in termini numerici rispetto a quelli presentati negli anni precedenti. In particolare nel 2009 si è registrato un numero di nuovi modelli superiore del 36% rispetto all'anno precedente nel lavaggio e del 7% nel freddo.

Selex realizza Big Store un centro commerciale ecocompatibile

Pannelli solari per la produzione di acqua calda, isolamento termico, per ridurre le dispersioni energetiche, illuminazione ottenuta con lampade a basso consumo, impianti frigoriferi di ultima generazione, che garantiscono un risparmio energetico di oltre 122.000 Kwh (Kilowatt/ora) all’anno, carrelli e cestini realizzati con materiali riciclati, pareti rivestite con listelli di legno di recupero e vernici naturali e ampie vetrate, per far entrare più luce possibile. All’esterno, l'impatto visivo è mitizzato dalla scelta di colori che ben si integrano con l’ambiente circostante: ocra, verde, sabbia, unitamente a un giardino piantumato di 6.000 mq a disposizione dei cittadini.
Con queste peculiarità, è stato recentemente inaugurato Big Store Gallery (Gruppo Dimar di Cuneo, associato a Gruppo Selex), il primo centro commerciale ecocompatibile di Alba (Cn).

L’assortimento

Al suo interno, l’ipermercato Big Store, su una superficie di 4.500 mq, propone oltre 30.000 prodotti alimentari e non. Grande cura è dedicata ai reparti freschi, con una proposta mirata ai gusti dei consumatori locali: frutta e verdura, carne, gastronomia, salumi e latticini, pane e pasticceria, con vendita assistita e a self service, con l’offerta take away, per un’alternativa facile e veloce.
Inoltre Big Store propone su larga scala i prodotti a km zero, provenienti dal bacino circostante. Buon assortimento anche nel non alimentare, dal bazar all’elettronica di consumo. Il centro commerciale ha una galleria di 15 negozi, dall’abbigliamento alle calzature, dall’elettronica alla gioielleria, passando da servizi importanti quali la lavanderia, la parafarmacia, il parrucchiere e l’area giochi attrezzata per i più piccoli.

I Gruppi Dimar e Selex
Gruppo Dimar è una realtà distributiva radicata in Piemonte e Liguria con 43 supermercati a insegna MaxiSconto, 17 supermercati integrati Famila e Mercatò, 3 ipermercati Big Store, 20 discount a insegna DP Alimentare. Completano la rete le due insegne del canale ingrosso, Dimar Cash & Carry e Catering Cash & Carry, con 9 unità, oltre a una rete franchising composta da 246 superette e minimercati.

Dimar è associato al Gruppo Selex, che conta 3.254 punti di vendita e 30.000 addetti. Il fatturato al consumo del 2009 è stato di 8,5 miliardi di euro.
Con una crescita superiore a quella del mercato, il Gruppo ha raggiunto una quota pari al 9,5% (Fonte: Iri), che lo colloca al terzo posto tra le organizzazioni del commercio moderno.
Oltre che con i marchi di Gruppo Famila, A&O e C+C, presenti in tutta Italia, Selex opera con una pluralità di insegne radicate sul territorio.

Nuova insegna Billa in via Torino

Ikea verso lo store sostenibile

Uno store sostenibile: questo l'obiettivo di Ikea a proposito dello store di San Giuliano Milanese, 15.000 mq di vendita, in apertura entro la metà di maggio -salvo inconvenienti dell’ultima ora- e destinati a rappresentare il fiore all’occhiello delle strategie green dell’insegna svedese.
Infatti, gli impianti presenti in questa struttura  nell’arco di due anni saranno in grado di produrre in loco circa il 90% del fabbisogno di energia del pdv.

Sistema di geoscambio
In particolare, un sistema di geoscambio a ciclo aperto ridurrà di circa il 40% i consumi energetici per riscaldare e raffreddare il negozio, mentre le esigenze di energia elettrica saranno coperte in gran parte dall’impianto e di trigenerazione e da quello fotovoltaico. Inoltre, l’illuminazione del parcheggio sarà dotata di lampade a Led,
con una riduzione del 60% dei consumi elettrici, mentre per l’interno
saranno utilizzati faretti HID, che diminuiranno del 50% i consumi
elettrici.
La restante parte dell’energia elettrica non prodotta in loco
sarà acquistata dal consorzio Idroenergia -di cui Ikea fa parte- che si
avvale di fonti rinnovabili.

La sostenibilità secondo Ikea
Si tratta dialcuni degli elementi che mettono in risalto l'approccio di Ikea verso la sostenibilità, ampiamente documentato nel 5° Report su Responsabilità ambientale, sociale e
delle risorse umane. “Per noi si tratta ormai di un normale
approccio al mercato, inteso come l’adozione di soluzioni e tecnologie
in grado di dare maggiore valore aggiunto alla nostra mission di
migliorare la vita delle persone”, sottolinea Roberto Monti, Ad di Ikea
Italia.
Rientrano in questa definizione il focus sulla formazione del
personale, le collaborazioni con alcune onlus, la focalizzazione sui
temi energetici e la gestione dei rifiuti

I maniglioni antipanico scadono nel Febbraio 2011

Assoferma, Associazione nazionale fabbricanti serrature, ferramenta e maniglie, rammenta agli operatori l'art. 5 del decreto del 2004 con cui il Ministero dell'Interno ha emanato il decreto riguardante Disposizioni relative all'installazione ed alla manutenzione dei dispositivi per l'apertura delle porte installate lungo le vie di esodo, relativamente alla sicurezza in caso d'incendio che recita: “I dispositivi non muniti di marcatura CE, già installati nelle attività di cui all'art. 3 del presente decreto, sono sostituiti a cura del titolare in caso di rottura del dispositivo o sostituzione della porta o modifiche dell'attività' che comportino un'alterazione peggiorativa delle vie di esodo o entro sei anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto”.

Assoferma, che aderisce ad ANIMA, Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica Varia e Affine, ricorda pertanto che i maniglioni antipanico già installati e sprovvisti di marcatura CE devono essere improrogabilmente sostituiti entro il 12 Febbraio 2011. Grazie alla sua esperienza in materia, Assoferma offre la sua disponibilità a tutti gli operatori per aggiornamenti e ulteriori informazioni riguardanti tale decreto.

Assinform: IT in calo dell’8,1% nel 2009

Un anno da dimenticare in fretta il 2009 per l’Information Technology: l'Italia ha approfondito il ritardo tecnologico con gli altri paesi registrando una contrazione dell’IT tra le più consistenti, pari a -8,1%, a fronte di una decrescita media mondiale del settore di -5,4%. Secondo i dati del Rapporto Assinform 2010, sono arretrati tutti i parametri del mercato: hardware -14,8%, software 3,6%, servizi -6,5%; grandi imprese -10,3%, medie - 7,3%, piccole -8%.


Rischio stagnazione


“Il disinvestimento italiano in Information Technology, pari a 1.657 miliardi di euro, è un segnale allarmante di arretramento del Paese verso assetti strutturali di basso profilo competitivo, che rischiano di condannarci alla stagnazione -commenta Paolo Angelucci, presidente di Assinform-. L’innovazione, strumento indispensabile per lo sviluppo, sembra sparita dal vocabolario della politica economica e delle misure anticrisi. Con queste premesse anche il 2010 sarà un anno molto difficile. Le nostre stime indicano per il settore un trend negativo di -3,1%”.

TLC in sofferenza

Fase di sofferenza anche per il settore delle TLC, che evidenzia un calo di mercato di -2,3%. Alcuni baluardi del settore sembrano entrati in crisi di saturazione. In particolare la telefonia mobile, comparto che ha trainato l’ICT per 15 anni, segna per la prima volta trend negativi: scendono il segmento consumer, le linee mobili attive, le Sim, registrando un decremento di -1,5%. In termini complessivi, il mercato nazionale dell’ICT è calato di - 4,2%, scendendo a un valore di 61.771 milioni di euro (nel 2008 era stato di 64.463 milioni di euro), a fronte del -1,5% registrato a livello mondiale.

Riprendere a investire in IT

Sebbene l’IT -prosegue Angelucci- con 400.000 addetti e 97.000 imprese, sia il quarto settore industriale del paese, non solo non riscuote dalla politica la giusta attenzione, ma il suo impatto economico e occupazionale, nonché le sue potenzialità nei processi di sviluppo del Paese sono largamente sottovalutati dalle istituzioni. Eppure, per uscire dalla crisi e aprire la strada della crescita, l’Italia non ha scelta, deve riprendere a investire in Information Technology. Per questo occorre un’azione che sia un segnale chiaro di inversione di tendenza, anticipatore di una politica strategica per l’innovazione e lo sviluppo. Va in questo senso la nostra proposta di rottamazione del software sia come misura di incentivo all’innovazione per il Made in Italy, sia come sostegno all’occupazione del settore IT”.

Tre iniziative Assinform

Angelucci ha poi annunciato tre iniziative di Assinform:

- sul piano della finanza per l’innovazione sta per essere concluso un primo accordo innovativo con un importante istituto bancario che prevede finanziamenti a medio termine per le aziende che investono in IT comprendendo, per la prima volta, anche le componenti immateriali (software e servizi);
 - nel contempo Assinform ha attivato un gruppo di lavoro per affrontare in modo concreto e pragmatico il tema del downpricing delle tariffe IT;

- sul piano della ricerca e sviluppo, Assinform è impegnata a valorizzare sia le tante buone pratiche presenti nell’IT italiana, che a promuovere una politica di aggregazione delle imprese del settore.

“L’obiettivo -conclude Angelucci- è produrre soluzioni innovative condivise che aiutino domanda e offerta a crescere, anche in una prospettiva di internazionalizzazione delle imprese IT italiane, portatrici di “made in Italy tecnologico”.

Storia di essenze

Asda amplia la garanzia per l’abbigliamento a marchio George

Per la linea di abbigliamento George, Asda ha deciso di allungare i tempi per la restituzione dei capi fino a 100 giorni.

I clienti, dietro la presentazione dello scontrino, potranno sostituire il capo o ricevere un buono spesa. I capi ritirati saranno riciclati e rimessi in circolazione grazie a una partnership con Newlife, onlus che si occupa di bambini disabili.

Starbucks va in Cina con il the

Per meglio soddisfare le esigenze locali, Starbucks nei propri store cinesi ha deciso di ampliare l’assortimento con 9 tipologie di the: si va da quello verde secondo la tradizione cinese a quello indiano e quello.

Nuova insegna Auchan per ipermercato discount

Si chiamerà Prixbas il nuovo ipermercato discount che Auchan sta per aprire in Francia a Mulhouse, per la fine del mese.

Tesco punta a far diventare F&F il maggior brand fashion del mondo

Il n° 1 di Tesco Clothing in Gran Bretagna, Sir Terry Green, è convinto di riuscire a fare di Florence & Fred il più grande brand mondiale di abbigliamento uomo, donna e bambino entro cinque anni.
Secondo Green, che parlava alla Retail Week Conference a Londra, non solo Tesco è diventato il riferimento nel mercato intermedio, ma è possibile intervenire sull'efficienza della supply chain con il risultato di migliorare le prestazioni complessive del sistema in termini di prezzi.
Passi significativi sono già stati fatti, in tale direzione, mediante la diminuzione del numero di fornitori da 700 a 200.
In buona sostanza l'obiettivo di Tesco nel settore abbigliamento è di essere competitivo, anche offrendo a prezzi più bassi oggetti di lusso, puntando quindi, attraverso i sottobrand F&F, a raggiungere il 90% del mercato di riferimento.

Autogrill gestirà i convenience di Esso in Italia

Autogrill, attraverso la propria partecipata Nuova Sidap, ha raggiunto un accordo con Esso in Italia (affiliata di Exxon Mobil Corporation, primo operatore al mondo nei servizi di ristorazione e retail) per la gestione di 80 punti di vendita presenti in Italia, in precedenza gestiti da Se.Stra (società del Gruppo Esso).

Gli store, che rimangono di proprietà di Esso, presenteranno la firma Autogrill per quanto riguarda le vendite non oil, mentre le stazioni di servizio manterranno il brand Esso.

“Questo accordo consentirà alla nostra società di perseguire l’obiettivo comune di rendere i punti di vendita più efficienti e di realizzare la gestione integrata dei servizi per il viaggiatore (oil e ristoro) nelle aree di sosta anche sulla rete stradale ordinaria”, ha dichiarato Aldo Papa, direttore generale di Autogrill.

L’accordo è comunque subordinato all’approvazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Catalogo elettronico GS1 GDSN adottato da 10 distributori in Italia

Sono 10 i distributori in Italia -Auchan, Carrefour, Conad, Coop Italia, Crai, Esselunga, Finiper, Selex, Sisa, Autogrill - che hanno deciso d'implementare il Catalogo Elettronico GS1 GDSN, nuovo sistema di sincronizzazione dei dati. Anche tra i produttori italiani la sua adozione è in crescita, in aziende come Ferrero, Lavazza, L'Oreal, Cameo, Granarolo, Sutter, ItaliaPizza, Sofidel, Henkel.

Il nuovo servizio di catalogo elettronico lanciato da Indicod-Ecr, basato sugli standard di GS1, permette ai partner commerciali, produttori e distributori, di migliorare la precisione e l'affidabilità del processo di comunicazione e di sincronizzazione delle informazioni relative ai loro prodotti.

Vantaggi
Ecco alcuni vantaggi segnalati dalle aziende che hanno adottato il catalogo elettronico:

  • margine di errore 
    -30%
  • costi di fatturazione 
    -37%
  • time to market 
    -20/60%
  • risorse impiegate per il trattamento dati
    - resi e più disponibilità di prodotti 
    -10%

Alcuni casi aziendali

Coop ha evidenziato una riduzione dei tempi di inserimento dei codici articolo pari all'80%, una riduzione del “time to maket” di 10 giorni ed un incremento della consistenza dei dati e dell'allineamento delle anagrafiche pari al 35%.

SC Johnson ha rilevato una riduzione del 30% dei costi di gestione amministrativa e dei resi.

Kraft ha testimoniato la riduzione del 20% del margine di errore nel riordino e del 27% nella codifica dei codici prodotto.

Guida pratica

Indicod-Ecr e PricewaterhouseCoopers hanno elaborato congiuntamente un documento che ha l'obiettivo di guidare in modo pratico e semplice i produttori e i distributori nella valutazione di fattibilità dell'implementazione del catalogo elettronico secondo lo standard GS1 GDSN. Dopo una breve introduzione sul funzionamento del catalogo elettronico e sulle principali fasi per l'implementazione, il documento evidenzia in dettaglio, fornendo dei criteri per quantificarli, i benefici che l'utilizzo di questo strumento può dare. Ai fini della valutazione sono considerati anche i costi potenziali per l'implementazione. I costi riguardanti l'implementazione del catalogo elettronico non sono elevati, tuttavia le aziende possono cogliere l'opportunità per ottimizzare anche i processi relativi che ne sono impattati.

Lo sviluppo
 “Come è stato per l'introduzione del codice a barre che ha vissuto tre momenti: un'iniziale inerzia all'adozione, un secondo momento di massiccia diffusione ed infine un'esigenza consolidata per svolgere efficientemente il proprio business, così si sta configurando lo sviluppo del catalogo elettronico -si legge nella guida-. Avendone riconosciuto i benefici, siamo ora in un momento di forte espansione in Italia. Nell'arco di un paio d'anni il catalogo elettronico sarà 'business as usual' e sarà un altro importante tassello che migliorerà l'efficienza della filiera produzione-distribuzione".

Experian: la criminalità organizzata dietro le frodi

obbligo Pos

L'attività fraudolenta  ai danni di banche e finanziarie in Italia fa un salto di qualità. Non tanto in termini quantitativi, visto che il  fenomeno rimane tutto sommato  circoscritto, quanto per l'interesse sempre maggiore dimostrato da parte di gruppi microcriminali organizzati. Secondo Experian, gruppo leader  nei servizi informativi per la prevenzione dei rischi di credito e di frode, le segnalazioni di tentativi di frode riconducibili a gruppi di persone che si organizzano a tal proposito è aumentato di circa il 40%, con un'incidenza di circa 40 casi sospetti ogni 10.000, in confronto ai 28 registrati nel corso del 2008. Questi tentativi di frode vedono più persone scambiarsi e condividere informazioni personali proprie o di terzi (come ad esempio documenti d'identità, conti bancari, indirizzi di residenza o recapiti telefonici), per richiedere finanziamenti poi in capo a terzi ignari o destinati a non essere mai più rimborsati.

Blocco delle truffe
Si tratta comunque di casi che possono essere rilevati e bloccati dai più avanzati sistemi antifrode, che segnalano efficacemente ogni anomalia nell'utilizzo di dati personali.
“Nel complesso il fenomeno delle frodi creditizie in Italia si conferma ancora contenuto e paragonabile a quanto accade negli altri paesi europei, con un'incidenza complessiva di richieste sospette largamente al di sotto del punto percentuale” commenta Cristina Iacob, Business Manager della Divisione Consumer Information di Experian. “Preoccupa però la crescente infiltrazione di bande organizzate di truffatori, che spesso operano attraverso furti d'identità di ignari cittadini. Experian ha investito moltissimo proprio nella prevenzione di questo tipo di frodi, e con Detect ha messo a punto una soluzione in grado di segnalare efficacemente comportamenti sospetti”

Ovs Industry punta sulle mamme

OVS industry dedica alle mamme due iniziative speciali: The Big Love Bag e The Big Love Blog, rispettivamente, una raccolta punti a premio e un blog per le neomamme e le mamme in attesa. Del resto, secondo i dati aziendali, in Italia un bambino su tre veste ogni giorno capi OVS industry e sono ben 2,6 milioni (circa il 70% del mercato) le mamme che scelgono le collezioni OVS per i propri figli. OVS industry certifica inoltre la qualità di tutte le linee per la prima infanzia con il marchio Oeko-Tex (garanzia che nessun colorante o prodotto contenente sostanze nocive è stato utilizzato durante la produzione).

Le iniziative
The Big Love Bag, è un concorso grazie al quale sarà possibile raccogliere un punto per ogni 50 euro spesi negli oltre 350 store OVS in tutta Italia, in particolare nei reparti dedicati alla moda per mamme e bambini. Raggiunta la soglia dei 10 punti, le clienti riceveranno la Big Love Bag con all’interno un set di prodotti dedicati alle diverse fasi di vita del neonato.
Ciascun scontrino emesso permetterà inoltre di partecipare, collegandosi al sito www.oviesse.com, all’estrazione on line di un superpremio finale.

The Big Love Blog è invece un’area web accessibile attraverso il sito OVS
industry all’indirizzo web ovskids.oviesse.com, in cui scambiarsi
pareri e consigli per l'attesa e per i
momenti dedicati alla cura del bebè. Il blog sarà suddiviso in 4 aree: DIRE, dedicata alle esperienze, ai suggerimenti pratici e alle opinioni; FARE, per scaricare contenuti e raccogliere gli articoli di maggior interesse; GIOCARE, per dare spazio alla creatività e suggerire alle mamme giochi e passatempi per i più piccoli e CRESCERE, l’area dedicata a consigli e idee per genitori e figli.

Mela Julia Dop si accorda con Coop Nordest

I più importanti produttori e confezionatori friulani di mele a marchio Julia con la certificazione Dop sono diventati apripista per lo sbarco di questo prodotto sui principali canali della grande distribuzione.
Ecco alcuni numeri dello start up: 27 pdv coinvolti, 18 giornate di promozione con vendita assistita su 9 store, 29mila chilogrammi di prodotto venduto (golden delicious in confezione da tre chili).
Per preparare il canale a valorizzare il prodotto, nell'ultima settimana la filiera della Mela Julia è stata presentata a numerosi capi reparto del settore ortofrutta di decine di supermercati friulani e veneti. È stato anche effettuato un breve test sensoriale, con lo scopo di fornire elementi ancora più completi ai responsabili di vendita sulla qualità organolettica della Mela del Friuli Venezia Giulia Dop.
“Siamo convinti - commenta il presidente dell'associazione produttori, Peter Larcher - che la miglior promozione della Mela Julia Dop è certamente costituita dalla qualità del prodotto, dalla garanzia dell'origine e dal fattore umano costituito dai produttori, ma anche dai dirigenti di Coop Nordest che hanno dimostrato grande professionalità e ci hanno dato l'opportunità di confrontarci con una struttura altamente organizzata e con un mercato di primissimo piano”.
L'associazione fei produttori rappresenta più dell'80% della produzione regionale,
contando su 1.100 ettari coltivati a meleti rispetto al totale di 1.400
in regione.

Prodotti del territorio
Per Coop Nordest il lancio su grande scala della Mela del Friuli Venezia Giulia Dop concretizza una politica lungimirante che vuole portare al cliente finale i prodotti di qualità provenienti del territorio, coltivati praticamente sulla porta di casa. Il percorso di lancio ha comportato un impegno notevole, coinvolgendo i produttori e i loro tecnici nell'organizzazione di numerose attività.
“I nostri soci e clienti - dice Roberto Sgavetta vicepresidente di Coop Consumatori Nordest - sono molto esigenti. Oltre a prezzi convenienti, prodotti sicuri e di qualità, vari e di ampia scelta, chiedono oggi sempre di più la presenza di produzioni italiane e locali sugli scaffali del punto di vendita che abitualmente frequentano. La collaborazione con la Mela Julia è il primo passo di un progetto molto più ampio di valorizzazione dei territori locali - siamo presenti in 12 province dall'Emilia alla Lombardia, dal Friuli Venezia Giulia al Veneto - che ci consente di rispondere con tempestività a questa esigenza, favorendo la tipicità delle produzioni e la sostenibilità ambientale. Cose di qui, questo è il marchio scelto per descrivere i prodotti che hanno il buon sapore della tradizione, gustosi e sostenibili che permettono alle piccole e medie aziende locali di inserirsi nel canale di primo piano della grande distribuzione, lasciando intatti i plus del prodotto acquistato nella zona di produzione”.

I furti in gdo nell’analisi di Federdistribuzione e Cermes

I pdv della gdo denunciano ogni anno da un minimo di 300 a oltre 1000 furti; il fenomeno delle differenze inventariali è sempre più dovuto alla disonestà di clienti e dipendenti, imputati rispettavimente per il 35,2% e per il 26,4% delle perdite di bilancio imputabili alla voce; mentre diminuiscono le truffe da parte di fornitori e ancora più i meri errori di contabilizzazione.
Sono alcuni dei dati di una approfondita analisi, sicuramente la più completa effettuata in Italia, dal Cermes-Bocconi per Federdistribuzione. Il fenomeno dei furti, complice anche la situazione economica e sociale, appare in aumento, ma il contrasto sembra difficile, perché solo raramente (nella media in tre casi ogni 100 clienti fermati) si ritiene opportuno procedere alla denuncia alle autorità.

Il commento
L’analisi, che sarà oggetto di approfondimento sulle pagine di Gdoweek nelle prossime settimane, traccia anche un profilo dei taccheggiatori; in prevalenza maschi e in oltre metà dei casi stranieri. Gli ipermercati spendono in media lo 0,6% del fatturato per la prevenzione, i super lo 0,3%.
E a proposito di questi “investimenti" dice Paolo Barberini (nella foto), presidente di Federdistribuzione: “La grande distribuzione è costretta a sopportare costi crescenti per la sicurezza ma il problema maggiore non è dato dai costi quanto dagli oneri anche burocratci per procedere alla videosorveglianza e alle denunce. Una semplificazione delle procedure migliorerebbe la prevenzione”.

Gruppo la Colonial Sud entra in Interdis

Con l'ingresso di Colonial Sud Spa si allarga la compagine delle imprese mandanti di Interdis, ora a quota 29. Colonial Sud, che conta su una rete di 193 punti di vendita, è una società partenopea con forte presidio la Campania e nel basso Lazio attraverso le insegne Marketpiù, Maxipiù, Iperpiù e Bolle & più nel canale dettaglio e Colonial Sud Cashpiù nel canale ingrosso.
Tra gli elementi che caratterizzano l'azienda vi sono la valorizzazione del punto di vendita di prossimità, la centralità del consumatore attraverso lo sviluppo di assortimenti mirati e delle carte fedeltà, gli elevati investimenti in marketing e comunicazione e un forte impegno sociale.  
“L'ingresso di Colonial Sud -afferma Paolo Barberini, presidente di Interdis- nasce dalla condivisione delle medesime scelte imprenditoriali, che includono l'attenzione al cliente e la volontà di essere protagonisti nel panorama della distribuzione italiana. Ritengo che l'adesione sia anche frutto della capacità di Interdis di creare valore economico per le proprie imprese mandanti”.
Per Luigi Errichiello, amministratore delegato di Colonial Sud “Si tratta di un momento significativo della nostra storia aziendale. Abbiamo sempre ritenuto prioritari i bisogni del consumatore, le sue esigenze ed i suoi gusti. Questa focalizzazione sostenuta con tenacia e costanza ci consente di proseguire nella crescita che oggi vogliamo condividere con altri imprenditori, altrettanto sensibili, riuniti in Interdis”.

Chi sono i due gruppi
Interdis è uno dei network della gdo. Le 29 imprese mandanti, attive sia nel canale al dettaglio sia in quello all'ingrosso, sono presenti con 2.714 punti in 17 regioni italiane. Nel 2009 il gruppo ha raggiunto 5.492 milioni di euro di fatturato.
Colonial Sud è attivo nella distribuzione organizzata sin dal 1964, ha attualmente una rete di 193 punti vendita - diretti e affiliati - in Campania e nel basso Lazio. Con oltre 12mila referenze trattate nel 2009 ha generato un volume d'affari superiore a 136 milioni di euro. La sede principale è ad Arzano, in provincia di Napoli.

Geox sfida la crisi inaugurando nuovo stabilimento

L'obiettivo di questo importante investimento di 120 milioni di euro è di conquistare nuove quote sui mercati globali, puntando su location e logistica per reggere la sfida di riuscire a mantenere gli elevati margini della Geox. Lo ha confermato il presidente del gruppo Mario Moretti Polegato, in occasione dell'inaugurazione avvenuta in presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola : "In questo particolare momento dell'economia mondiale, in cui la crisi
e la recessione hanno spinto le imprese a ridurre ogni tipo di investimento il nostro gruppo ha accolto la sfida realizzando in poco più di un anno nuovi stabilimenti ed una piattaforma logistica che non ha eguali in Europa."

Aspetti logistici
La location del nuovo stabilimento è a Signoressa di Trevignano lungo la regionale e la ferrovia che collega il capoluogo Treviso a Biadene di Montebelluna, dove si trova la sede della Geox. La nuova piattaforma logistica sorge su una superficie di 25 ettari e grazie a 110.000 metri quadrati coperti, ai quali se ne
aggiugeranno altri 70 mila nei prossimi 3 anni, puo' contenere 30
milioni di paia di scarpe e 10 milioni di capi di abbigliamento.Vi lavorano 300
persone, con un traffico di 100 autotreni al giorno.

Geox in breve
Nata 15 anni fa, Geox è presente in 105 paesi con 1.150 negozi nel mondo dando lavoro, in modo diretto e indiretto, a 30.000 persone. Il fatturato del 2009 è stato di 865 milioni di euro, con un utile netto di poco inferiore al 10%. Ha prodotto 20 milioni di paia e due milioni di capi di abbigliamento, settore su sui ha intenzione di orientare le proprie strategie nel breve.

Aumenta la produzione di Mortadella Bologna: +2,1% nel 2009

Segno positivo anche per le vendite di Mortadella Bologna, aumentate dell'1% per un quantitativo di circa 34.000 tonnellate e un valore al consumo di circa 380 milioni di euro. Questo aumento nelle vendite è stato trainato soprattutto dal prodotto intero, venduto al banco taglio (+1% rispetto al 2008). Le vendite di Mortadella Bologna intera coprono oltre l'88% dell'intero mercato della Mortadella Igp, corrispondenti a circa 30 milioni di kg.
Positivi anche i dati riferiti all'export con un incremento di circa il 9% rispetto al 2008: sono state esportate circa 5500 tonnellate di Mortadella Bologna Igp per un valore di circa 30 milioni di euro.

Significativi investimenti in comunicazione
Per supportare le vendite sono stati spesi 1.500.000 euro per comunicare i valori del Consorzio e le numerose garanzie della Mortadella Bologna Igp. Soddisfatto il presidente del Consorzio Mortadella Bologna, Francesco Veroni, che afferma: “Nel 2009 siamo cresciuti del 2%, dato particolarmente positivo in un periodo di crisi; da sottolineare poi che l'aumento in valore assoluto sia stato registrato soprattutto nel mercato italiano: complice la campagna promozionale e soprattutto il buon rapporto qualità-prezzo che caratterizza il nostro prodotto”.
La Mortadella Bologna Igp è molto legata alla tradizione ma la ricetta è cambiata nel tempo. Grazie ai progressi della genetica sui maiali è stato alleggerito il contenuto in grassi ed è cambiata la loro composizione costituita ora soprattutto dagli insaturi: 100 grammi di Mortadella Bologna Igp hanno 300 calorie e una quantità di colesterolo simile a quella di un branzino o di una spigola di allevamento.

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