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Divorzio definitivo Gruppo Sisa e Consorzio Europa

Dopo il solito tam tam di voci, è ormai definitiva la fine del rapporto tra Consorzio Europa Cedi Sisa Nord Ovest e il Gruppo Sisa guidato da Sergio Cassingena.

Lo scioglimento è stato deciso di comune accordo, in seguita a una diversità di visioni strategiche in seguito all'alleanza che, a novembre, è stata siglata tra Sisa e Unes (Finiper).

Macfrut, cadono i consumi di ortofrutta

Da chi opera nella filiera ortofrutticola italiana il 2009 sarà ricordato come un anno nero. Le famiglie italiane nel mese di ottobre 2009 hanno acquistato il 4,5% di ortaggi in meno rispetto ad ottobre 2008 e il 7,8% in meno di frutta fresca . Mentre il
nostro export della sola frutta fresca, nei primi 9 mesi del 2009, pur con un
+1,7% in quantità, fa registrare un clamoroso -21,4% in valore.  Una caduta dei prezzi necessaria per arginare in qualche modo la concorrenza della Spagna e dei Paesi che dall'Africa si affacciano sul Mediterraneo.

Il prossimo Macfrut
Sono dati resi noti dall'Osservatorio Macfrut, la manifestazione fieristica del settore più importante  nell'area mediterranea, che quest'anno si terrà nel quartiere espositivo di Cesena dal 6 all'8 ottobre. Già fervono i lavori di preparazione; Macfrut ha ormai da qualche anno preso decisamente la via dell’internazionalizzazione e intende proseguire su questa strada, al punto che per quest'anno è previsto l’arrivo a Cesena di un maggior numero di aziende estere, ampliando così le opportunità di incontro e di business.
Un particolare focus, anticipano gli organizzatori, verrà riservato al Mediterraneo ed anche sui paesi dell’Africa sub-sahariana, considerati una nuova frontiera per l’orto-frutticoltura italiana.

McDonald’s lancia il menu McItaly

I prodotti tipici italiani entrano con forza nell'offerta del leader mondiale del fast food, che da tempo ha scelto la strada del posizionamento glocal.
Da oggi è disponibile in tutti i ristoranti McDonald's in Italia la nuova linea McItaly, un menu tutto all'insegna dell'eccellenza del made in Italy agroalimentare.
A fronte dei risultati ottenuti sulla rete nazionale (392 ristoranti
tra diretti e in franchising), il progetto prevede l'esportazione del
menu McItaly anche all'estero.

Contatti diretti tra insegna e fornitori
La nuova linea prevede l'uso di carne nazionale, olio extra vergine e prodotti certificati. Tra le proposte, un'insalatona arricchita con Bresaola della Valtellina Igp e Parmigiano Reggiano Dop, ma anche piatti che utilizzano come ingredienti caratterizzanti altri prodotti tipici Dop/Igp -tra questi, il formaggio Asiago e lo speck dell'Alto Adige- e regionali, quali la cipolla rossa di Tropea, pancetta della Val Venosta, grano saraceno, cipolle di Tropea e carciofi romani.
"Abbiamo dato il nostro patrocinio al progetto -ha commentato il ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, presente ieri al lancio dell'iniziativa, presso lo storico ristorante McDonald's di piazza di Spagna a Roma- perché è l'occasione per i contadini italiani per immettere i loro prodotti in un nuovo segmento del mercato. Grazie a questo progetto, si stima che McDonald's utilizzerà 1.000 tonnellate di prodotti agricoli nostrani ogni mese, per una spesa complessiva di 3,5 milioni di euro mensili".

Entertainment hi-tech
L'evento è stato animato dal progetto realizzato da Avanade -società specializzata nella fornitura di servizi tecnologici alle aziende- con Microsoft Surface, la piattaforma che permette di gestire e muovere oggetti virtuali, tramite movimenti delle mani o l'uso di determinati oggetti. Nello specifico, Avanade ha sviluppato le applicazioni Concierge, che permette di visualizzare tutte le mappe dei ristoranti McDonald's sul territorio italiano, una volta identificato il ristorante che si vuole raggiungere, sarà possibile per l'utente visualizzarlo a schermo su una mappa geografica interattiva, e Product Catalog, che consente di selezionare con la modalità “drag and drop”, tutti i prodotti McDonald's presentati su un vassoio virtuale, posizionando anche tag fisici (oggetti plastici che riproducono l'immagine del prodotto).
Il tutto, visualizzando anche i valori nutrizionali e il GDA (Guideline Daily Amounts, ovvero il valore nutrizionale giornaliero) dei prodotti selezionati a seconda se si tratti di un adulto, uomo o donna, o di un bambino. E ancora, su Microsoft Surface sono state caricate foto e video della nuova campagna McDonald's, una rassegna stampa sfogliabile.
Non manca un elemento di entertainment: un puzzle che riproduce la collezione di immagini di McDonald's con il nuovo brand.

DHL Supply Chain ottiene la certificazione AEO

DHL Supply Chain Italia ha raggiunto lo “Status di Operatore Economico Autorizzato (AEO)” che garantisce l'affidabilità della società in tutte le attività disciplinate dalla regolamentazione doganale e in materia di sicurezza.

L'autorità doganale ha concesso a DHL Supply Chain Italia il certificato sulla base dei requisiti e delle condizioni stabiliti dalla Commissione Europea e ha rilasciato alla società il massimo dei riconoscimenti e cioè lo Status Globale (AEOF che certifica le aziende sia in ambito doganale che in relazione alla sicurezza).

Il certificato ottenuto attribuisce un "marchio di qualità" riconosciuto in tutto il territorio comunitario ed anche negli scambi commerciali con i paesi d'oltre oceano, soprattutto con gli Usa, dove gli operatori locali, che sono certificati C-TPAT (Customs- Trade Partnership Against Terrorism), danno priorità ai partner europei certficati AEOF. Tale certificazione consente di beneficiare di procedure semplificate doganali e di controlli in materia di sicurezza agevolati.

Cevico sostiene la crescita con Oracle JD Edwards

Il Gruppo Cevico, uno dei più importanti consorzi vitivinicoli in Italia, ha selezionato Oracle JD Edwards EntepriseOne 9.0 come nuova soluzione ERP per l'intera filiera del consorzio. In particolare, il Gruppo Cevico implementerà la soluzione nella versione appositamente verticalizzata per il settore enologico dai Laboratori di Ricerca e Sviluppo di Oracle.

Nel progetto, il consorzio verrà supportato da Sinfo One, partner di Oracle con profonda esperienza nel settore food & beverage, che metterà a disposizione del cliente anche le proprie specifiche competenze nel settore gdo, con il quale il Gruppo Cevico intrattiene importanti relazioni al fine di distribuire in modo capillare i propri vini su tutto il territorio italiano.
Il Gruppo Cevico è una grande realtà cooperativa della Romagna con collegamenti in altre regioni, nonché uno dei più rilevanti sistemi italiani del vino, le cui origini risalgono a oltre 50 anni fa. Cevico è il centro strategico del sistema e realizza i servizi tecnici e commerciali per l'intera filiera. Le Cantine Sociali che aderiscono ricevono le uve dai produttori associati e procedono alla vinificazione. Una cospicua parte dei vini del gruppo è confezionata presso due importanti centri di imbottigliamento di proprietà del Consorzio.


Sistema informativo unico


Il Gruppo sentiva l'esigenza di dare nuove basi gestionali alle proprie attività produttive e distributive e intendeva dunque dotarsi di un unico sistema informativo integrato per tutto il gruppo. Si è quindi proceduto, a partire dalla primavera del 2009, a un'attenta procedura di selezione del software (che si è conclusa a dicembre) nel corso della quale sono state valutate diverse soluzioni locali e internazionali. La scelta è infine caduta su Oracle JD Edwards EnterpriseOne, che è risultato il gestionale in grado di rispondere al meglio alle necessità di ciascun soggetto del consorzio, a partire dalle cantine.


Le soluzioni verticali


In particolare, il Gruppo Cevico ha apprezzato le verticalizzazioni per il settore del vino apportate da Oracle alla soluzione JD Edwards a partire dalla versione 8.12, mettendo a frutto la lunga esperienza accumulata nel mercato vitivinicolo in tutto il mondo. La scelta del Gruppo è stata orientata anche dalle importanti competenze dimostrate da Sinfo One sia sul settore enologico che sulle dinamiche dei rapporti con la gdo. I prodotti Cevico sono infatti distribuiti principalmente tramite questo canale e il gruppo intende dunque fare leva su un sistema gestionale in grado di ottimizzare la gestione delle relazioni commerciali con questo tipo di operatori.

Visa archivia un buon 2009

obbligo Pos

Accelera la diffusione del denaro di plastica. Una conferma arriva dai risultati dell'esercizio 2009 di Visa Europa e Visa Italia. I numeri segnalano una crescita significativa delle transazioni, una diminuzione dell'importo della transazione media (frutto sia della crisi dei consumi ma anche di una maggiore diffusione delle card come borsellino virtuale), una seconda parte dell'anno significativamente migliore della prima, a dimostrazione che la ripresa sta arrivando.

Europa

Nel corso del 2009 in tutta Europa la spesa totale di tutte le carte di pagamento Visa ha
registrato un incremento del 3,7% per un controvalore di 856 miliardi di euro. Il 70% è da attribuire a carte di debito, che sempre più si dimostrano lo strumento di pagamento preferito dai consumatori. Anche il
commercio elettronico ha visto una crescita significativa nel 2009 con un incremento rispetto
all'esercizio precedente del 37,4% e con un picco di 127,5 milioni di transazioni online elaborate
nel periodo natalizio. In totale, il commercio su Internet rappresenta oggi il 20% dei volumi
complessivi Visa in Europa.

Italia

Nel nostro Paese le carte Visa hanno raggiunto quota 25,9 milioni, con una crescita del 5,1% rispetto all'anno precedente. Il volume totale delle somme movimentate dalle carte Visa in Italia ha registrato un incremento del 2,6% per un totale di 43,1 miliardi di euro, mentre i volumi relativi agli acquisti sono stati pari a 36,5 miliardi. Il numero di transazioni presso i terminali Pos si è attestato a 402,7 milioni di operazioni con una crescita del 6% rispetto al 2008. Il mercato italiano si conferma il primo paese in Europa nel segmento delle prepagate, con ben 7,6 milioni di carte in circolazione, che generano una spesa annua di 7 miliardi di euro.
L'Italia è anche il primo mercato europeo per la carta di debito europea V pay, con 2,3 milioni di
carte in circolazione, con una spesa 2009 di 700 milioni e 9,8 milioni di
operazioni effettuate.

Esselunga a Casa.it è amico dell’ambiente

Esselunga sta provvedendo alla sostituzione dei sacchetti utilizzati per le consegne a domicilio delle spese effettuate on line dagli utenti del servizio di e-commerce Esselunga a Casa.it.

I nuovi sacchetti sono realizzati con l'80% di plastica riciclata e garantiscono le stesse caratteristiche di robustezza dei precedenti.
Anche se non si tratta di prodotti rivolti ai consumatori finali, bensì di packaging utilizzato a scopo prettamente logistico, l'iniziativa è stata tempestivamente comunicata tramite mail a tutti gli utenti del servizio: una scelta indubbiamente di immagine, ma anche un modo per sensibilizzare i consumatori sulle tematiche ambientali.
A ulteriore testimonianza dell'attenzione del servizio nei confronti dell'ambiente, nella comunicazione l'insegna ricorda anche che le consegne vengono effettuate con furgoni Euro4 dotati di Fap (filtro anti particolato) o a metano.

Gruppo Abate acquisisce l’ipermercato Carrefour di Catania

Le voci si rincorrevano da qualche tempo, senza conferma, ma, già dalla scorsa settimana, l'ipermercato ha cominciato operazioni di dismissioni e prodotti: oggi arriva, definitiva, la notizia che l'insegna Carrefour sparirà anche dalla Sicilia, sostituita, già a partire da febbraio dalla firma IperFamila, insegna del gruppo Selex utilizzata per gli store di metratura superiore a 3.500 mq.
Per il gruppo Abate, già proprietario del c.c.i Etnapolis (oltre 120 attività commerciali suddivise su due piani tra cui Leroy Merlin, Emmelunga, Expert, Media World, OVS, Zara, il Warner Village con 12 sale cinematografiche e un'ampia zona di ristorazione), l'acquisizione dell'ipermercato, la cui superficie è di circa 18.000 mq, fa salire a 55.000 mq la superficie commerciale totale gestita dal gruppo, con una rete di più di 80 store tra affiliati e di proprietà.
Gruppo Abate, impresa famigliare attiva in Sicilia da cinquant'anni dove, prima di entrare in Selex nel 2007, operava con le insegne Abate Superstore, Alis e Alider, ha registrato un giro d'affari di oltre 300 milioni di euro. Inoltre, Gruppo Abate è presente anche nel Consorzio Sicilia discount, di cui detiene il 25%, e nella Palermo discount, un network di 150 discount in Sicilia e in Calabria nato dalla fusione di Ergon di Ragusa, Cigap di Messina e la Alioto di Palermo) e di cui Abate detiene il 25%. Di recente, il gruppo ha aggiunto una nuova partecipazione industriale nella Salumi Santangelo, che produce il salame dei Nebrodi.

Performance positive per Darty Italia

Flat tv, multimedia –soprattutto nell’It notebook e netbook-, ped, oltre ad accessori e prodotti correlati: sono questi i comparti che hanno permesso a Darty Italia di realizzare, da novembre a gennaio, una crescita del fatturato di oltre il 25%, che, a parità di rete, si è attestata intorno all’11%.

La forte crescita dell’Italia ha permesso al Gruppo di riferimento –Kesa Electricals- di archiviare un trimestre particolarmente positivo, grazie al contributo, oltre che dell’Italia, di altri paesi come gli altri developing (Turchia e Spagna) e la Francia.

Oltre che con Darty, presente in Francia, Italia, Lussemburgo e Tuchia, Kesa Electrical è attiva con altre insegne quali Comet nel Regno Unito, BCC nei Paesi Bassi, Vanden Borre in Belgio, Datart nella Repubblcia Ceca e in Slovacchia e Menaje Del Hogar in Spagna e
Portogallo, per un totale di 714 store.

L'obiettivo di Kesa è quello di svilupparsi in tutta Europa attraverso il brand leader Darty.

Il packaging di Sealed Air è certificato BRC IoP

Sealed Air Corporation, attiva a livello mondiale nel confezionamento alimentare, ha scelto la strada della certificazione BRC Global Standard for Packaging and Packaging Materials (BRC IoP) -rilasciata da DNV- per riaffermare il proprio impegno per la qualità e sicurezza igienico-sanitaria dei materiali e sistemi di confezionamento, a beneficio dei clienti e degli stessi consumatori finali.

Lo standard internazionale BRC IoP definisce le linee guida e le specifiche tecniche che consentono all’industria del packaging di analizzare e gestire efficacemente i rischi e gli aspetti critici in tutte le fasi della produzione, tenendo sotto controllo processi, prodotti e operazioni del personale.

La certificazione BRC IoP è stata ottenuta da Sealed Air per le attività svolte nel sito produttivo e nell’impianto pilota di Passirana di Rho (MI), e si riferisce, in particolare, alla progettazione, sviluppo e produzione di materiali di confezionamento flessibile in materiale plastico per il settore alimentare e non (sacchi e film termoretraibili, film laminati convenzionali non termoretraibili e completamente coestrusi, vassoi, masterbatches).

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Allegati

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Gdoweek | 25 gennaio 2010 |

Spumador a Marca annuncia novità con gusti inediti

Spumador, azienda attiva nella produzione e nell'imbottigliamento di soft-drink e acque minerali a proprio marchio, a marchio privato e a marchio industriale, in occasione di Marca a Bologna ha presentato novità piuttosto originali che il Gruppo introdurrà a breve con l'intento di ampliare la gamma di offerta.
L’ampliamento tocca due linee: Sanattiva, all’interno del quale sono state inserite due gamme, i Tè speciali da infuso e le bevande Frutta e Fiori. Per i tè da infuso, nel formato da 1 litro, saranno offerti 3 gusti: Tè bianco da infuso, Tè verde da infuso, Tè rosso da infuso. Sempre nel formato da 1 litro, per le nuove bevande Frutta e Fiori nascono, invece, i seguenti 7 gusti: Pompelmo Rosa e Fiori d’Arancio, Arancia Rossa e Biancospino, Pesca, Lime e Ginseng, Ananas e Passiflora, Ace e Melissa. In questo caso la novità sta nell'accoppiamento della frutta con i fiori creando dei gusti finora inediti.

Spumador, nota per la Spuma Nera e la Spuma Bianca, accanto alle acque minerali, Valverde, S.Antonio, S.Carlo Spinone, Fonte S.Andrea, è attiva anche nella categoria bevande piatte e funzionali, destinate sia ai consumatori finali che al B2B.
La produzione avviene nei suoi 5 stabilimenti posti in Piemonte, Lombardia ed Emilia in cui ha fatto di recente importanti investimenti aggiornando le linee produttive (vedi foto). Presso lo
stabilimento di Sant'Andrea Bagni (Pr) nel 2008 è stata avviata la quinta linea di imbottigliamento in asettico che è in grado di produrre fino
a 24mila bottiglie all’ora, in sette differenti formati.

 

Granarolo si concentra e scommette sull’alta qualità del made in Italy

La riorganizzazione attuata nel 2008, con la cessione
di rami d'azienda considerati non più strategici, è
stata decisiva al fine di riportare in equilibrio i conti del
Gruppo Granarolo. Che per poter mantenere la leadership, nel sempre più competitivo mercato del latte
fresco, ed operare con successo negli altri business,
ha deciso di attuare un'ulteriore concentrazione pro-
duttiva, trasferendo nel grande complesso industriale
di Pasturago di Vernate (Mi) le produzioni di latte uht
di Novara e quelle di yogurt di Castel San Pietro (Bo).
Obiettivo: eliminare ogni possibile sovrapposizione
di costo ed investire sullo sviluppo. I due stabilimenti
saranno chiusi entro l'anno, ma “grazie agli investi-
menti, il processo di concentrazione industriale non
comporterà esuberi”, sottolinea il presidente Luciano
Calzolari
, che illustra a Gdoweek le scelte strategiche
che sottendono al nuovo piano industriale.

2009 anno nero per l'economia mondiale: come
ha vissuto la crisi un'azienda che poggia il proprio core business su un prodotto basico qual è
il latte?

Nonostante l'alimentare sia anticiclico, anche noi abbiamo avvertito la flessione dei consumi, non tanto
perché le famiglie abbiano ridimensionato significati-
vamente il consumo di latte, yogurt e formaggi, quanto
perché in molti casi hanno sostituito i prodotti di marca
con quelli a marchio privato o di primo prezzo, oppure
si sono rivolte al discount. Detto questo, non ci aspettiamo che la ripresa ci porti chissà quali benefici come
potrà essere per altri settori e, comunque, per quanto
auspicabile, prima di arrivare a incidere sui consumi
avrà bisogno di tempi lunghi. Anche perché la crisi
ha avuto un grosso impatto sull'occupazione e sarà
molto difficile risarcire i posti di lavoro che sono andati
perduti.

Anche voi avete operato un'importante ristrutturazione: con quali costi e quali benefici?
Abbiamo attuato una profonda riorganizzazione industriale, ponendo come centrale non solo l'efficienza complessiva del sistema produttivo, ma anche la salvaguardia dei livelli di occupazione. Oggi, con l'assetto a 5 stabilimenti abbiamo raggiunto il punto massimo di ottimizzazione conseguibile nell'attuale contesto nazionale. Da qui in poi gli ulteriori obiettivi di efficienza industriale potranno essere perseguiti solo lavorando sui processi interni a ciascun stabilimento, con un'azione congiunta che riguarda gli impianti, le tecnologie e la professionalità degli operatori.

Il riassetto industriale recentemente ultimato comporterà rinunce a livello di copertura geografica, o maggiori costi distributivi?

Assolutamente no, anzi abbiamo raggiunto un assetto più funzionale, e quindi una razionalizzazione dei costi. Proprio sulla logistica abbiamo un bel progetto che partirà dalla prossima primavera, del quale è ancora prematuro parlare.

Insomma, siete pronti ad affrontare il 2010 con un certo ottimismo …

In effetti, i risultati economici oggi ci sono, e come Granarolo possiamo vantare un bilancio solido. Ma come gruppo integrato viviamo due diverse realtà: se da un lato quella industriale si è assestata, quella della filiera dei nostri soci allevatori sta soffrendo terribilmente a causa del crollo dei prezzi registrato nel 2009. Paradossalmente in Italia si continua a importare latte, quando in realtà abbiamo un'eccedenza di produzione interna a causa del blocco dell'export di grana e parmigiano.

Qual è la ricetta di Granarolo per uscire da questa impasse?

Sul latte non possiamo resistere all'impatto delle private label che in pochi anni hanno raggiunto il 25% di quota di mercato. Quindi dobbiamo sostituire le quote di mercato perse nel latte fresco investendo su prodotti a maggior valore aggiunto. Innanzitutto continueremo a puntare sull'alta qualità, un prodotto che ha permesso ai produttori di latte fresco di non appiattirsi nell'area commodity. Oggi, rappresenta il 40% delle nostre vendite latte fresco a volume e ora vogliamo riversarne i plus -di qualità, italianità e affidabilità- nell'area dei prodotti trasformati: yogurt e formaggi freschi. In particolare, nel 2010 investiremo nel settore caseario, potenziando la produzione di mozzarella e stracchino Alta qualità. Abbiamo investito, in termini di risorse umane, anche sulla R&S per poter contare nei prossimi anni su dinamismo e innovazione di prodotto.

E in termini di canalizzazione?

Anche se ci sono alcune aree geografiche in cui possiamo affondare un po' di più, negli ultimi anni abbiamo ottimizzato la copertura del canale moderno, quindi diciamo che la a copertura in gdo è ormai satura. Infatti, ora intendiamo investire soprattutto sul tradizionale e sull'horeca, e in particolare su latterie e gelaterie, per le quali abbiamo allo studio una serie di iniziative ad hoc.

Problemi di marginalità con la gdo?

Diciamo che noi ci siamo attivati da subito per recuperare le efficienze necessarie: un processo che dovrebbe riguardare tutti gli attori della filiera, compresa la gdo. Inoltre, stiamo lavorando sull'ottimizzazione della logistica, ma non possiamo certo permetterci di inseguire chi propone una bottiglia di latte a 80 centesimi. E comunque non è adeguato lavorare solo sul prezzo… soprattutto sull'alimentare e in particolare sui deperibili.

A parte il latte, quali sono le aree che hanno risentito di più e di meno della contrazione dei consumi?

L'area dei prodotti funzionali ha sofferto particolarmente per via del posizionamento di prezzo, ma riteniamo sia comunque un'area strategica sulla quale intendiamo continuare ad investire. Mentre un chiaro segnale di ripresa negli ultimi mesi è arrivato dal latte biologico, soprattutto dalle regioni del Nord Italia. Anche questa è un'area che intendiamo potenziare: siamo l'azienda con la presenza più significativa in questo segmento e vogliamo sfruttare questo plus, anche perché crediamo che la domanda sia destinata a crescere parallelamente alla domanda di sicurezza. Oggi come oggi, stiamo insistendo molto sul tema dell'origine nazionale della nostra materia prima, anche perché i consumatori comprendono l'idea di filiera corta, che per i prodotti freschi è vissuta sempre più come sinonimo di qualità e affidabilità. E visto che non tutti possono vantare questo plus che invece ci contraddistingue, abbiamo deciso di giocarcelo con determinazione.

A proposito di filiera corta, ritiene temibile la concorrenza dei distributori automatici di latte fresco?
Assolutamente no, è un fenomeno già in calo. Dopo l'entusiasmo iniziale, sia gli allevatori sia i consumatori si stanno rendendo conto che quello del latte fresco è un mercato estremamente delicato, fatto di qualità e di servizio. Infatti, ci risulta che a oggi le dismissioni ormai superino le nuove aperture.

In una campagna dell'anno scorso spiegavate quanta energia siete riusciti a risparmiare soltanto alleggerendo il peso delle bottiglie: il vostro impegno nel campo dell'eco-sostenibilità continua?
Certamente. Riduzione imballaggi, ma anche impianti di cogenerazione, monitoraggio aziende agricole, ottimizzazione trasporti sia a monte sia a valle: i prossimi bilanci avranno sempre più questo taglio di concretezza in termini di comportamenti ecostenibili. Ci crediamo perché alla lunga si ottiene un doppio vantaggio: si preserva l'ambiente e si ottimizzano i costi, ma puntiamo più sui fatti che sulle parole, più sui numeri che sugli slogan. Un'azienda di marca “virtuosa” può fare molto in termini di educazione ambientale dei cittadini, ma lo deve fare con serietà, altrimenti si rischia di banalizzare il tutto.

BIOFACH E VIVANESS 2010

Il mondo del biologico si riunirà al comprensorio fieristico di Norimberga in tutta la sua varietà dal 17 al 20 febbraio 2010.

L'ultima edizione del BioFach (Salone Mondiale per Prodotti Biologici) e del Vivaness (la piattaforma internazionale della cosmesi naturale e il wellness) ha visto la presenza di 2.733 espositori e 46.771 visitatori professionali.

Attualmente il bio continua ad affermarsi malgrado la crisi, ciò nonostante il mercato si trova di fronte a numerose sfide e cambiamenti strutturali: il momento più adatto per definire in modo chiaro la propria posizione… a Norimberga.


Continua...

ALIMENTARIA 2010

Durante la prossima edizione, la diciottesima, Alimentaria tornerà a essere la fiera spagnola più importante del settore,  un autentico manifesto a favore dei marchi e della loro qualità. 

Aspetto inedito sarà lo svolgimento di tutte le manifestazioni di Alimentaria all'interno del parco espositivo Gran Vía de Fira de Barcelona.

Alimentaria 2010 concentrerà le proprie attività e tutta l'offerta commerciale nei padiglioni del parco espositivo a disposizione, tenendo in considerazione la “rinnovata richiesta degli espositori e dei visitatori, e assumendo una prospettiva realista adeguata alla congiuntura economica attuale” spiega J. Antonio Valls, direttore del salone e direttore generale aggiunto dell'Organizzazione Alimentaria Exhibitions. 

L'apertura all'estero si dimostra imprescindibile per contrastare gli effetti della crisi economica e per garantire una posizione salda all'industria agroalimentare spagnola, con un mercato interno maturo e consolidato.
E proprio a questo scopo Alimentaria sta portando avanti un piano di promozione ambizioso ed efficace.

Per informazioni

Carrefour entra in India con Pantaloon Retail

Carrefour dovrebbe sbarcare in India dal prossimo marzo, grazie a un accordo di franchising
con la famiglia Kishore Biyani, legata a Pantaloon Retail,
il principale retailer indiano.

Nuovo format Autogrill per Fiere Milano

Nel polo fieristico di Rho Pero (Mi), Autogrill lancia Bistrot Milano, nuovo format di 1.300 mq che si differenzia per il forte legame con la città, a livello sia di ambientazione sia di tradizione gastronomica.

Il Gruppo Carrefour chiude l’anno con una piccola crescita

I dati, calcolati a tasso di cambio costante, indicano che il trimestre è cresciuto dell'1% contro lo 0,9% del valore annuale. Il fatturato consolidato annuale si attesta a 96,2 miliardi di euro mentre quello trimestrale raggiunge i 26 miliardi. La conferma che il dato tendenziale è in recupero viene anche dal confronto con il terzo
trimestre.
Fra le aree considerate G4, Asia, Mercati europei crescenti e America Latina, quest'ultima è l'unica a crescere: 5,4% su base annaule e 4,4% su base trimestrale.

Lars Olofsson Ad del Gruppo Carrefour esprime un commento sulla stessa falsariga di quello di tre mesi fa all'annuncio dei dati del terzo trimestre: "nonostante una situazione molto difficile Carrefour raggiunge l'obiettivo di aumentare le vendite, sia nell'ambito annuale sia in quello trimestrale. La crescita delle quote di mercato, segnatamente in Francia, sono il risultato della buona esecuzione delle nostre iniziative strategiche. La resilienza delle vendite, dovuta all'intensificazione dell'attività commerciale, e combinata con uno sforzo senza precedenti per ridurre i costi, ci consente di centrare gli obiettivi per quest'anno".

Symantec, campagna contro il cyber crimine

Continuare a proteggere gli utenti sia con soluzioni complete ed efficaci, come Norton Internet Security 2010 e Norton Antivirus 2010, ma anche intraprendere azioni di sensibilizzazione sugli effetti che il cyber crimine potrebbe avere sulla vita delle persone.
In quest'ottica nasce la nuova campagna marketing di Symantec “Ogni clic è importante”, basata sul dualismo Accetta/Rifiuta che vuole sottolineare l'importanza di ogni azione compiuta in rete per le conseguenze che potrebbe avere sulla sicurezza non più solo del pc ma della vita stessa degli utenti.
La campagna mondiale prevede il coinvolgimento di 300 punti di vendita dei canali Gdo e Gds in Italia, con attività in store, merchandising e materiale pop dedicati.

Sito dedicato

A supporto dell'iniziativa è stato creato anche il sito internet www.ogniclic.it dove si possono trovare video che spiegano cosa potrebbe succedere navigando in rete senza essere consapevoli dei possibili rischi. Una sezione è dedicata invece al crimine informatico, dove i visitatori possono trovare tutte le informazioni necessarie per comprendere un fenomeno costantemente in crescita. Infine, una vetrina dedicata alle soluzioni Norton 2010 fornisce utili consigli su come la tecnologia giochi un ruolo fondamentale per proteggere l'identità online e difenderci dai cyber criminali.

Un quiz sui rischi

All'interno del sito Symantec propone il quiz Norton Online Risk Calculator, che è in grado di determinare il livello di rischio in base al tipo di attività che svolgiamo e alle informazioni che condividiamo in rete. Questo strumento riesce a calcolare il valore monetario con cui i nostri dati personali verrebbero scambiati nel mercato nero delle informazioni, generalmente molto più basso di quanto siamo portati a immaginare.

Nielsen, nel 2009 Babbo Natale ha viaggiato on line

Internet sta diventando sempre più un sistema per confrontare offerte e prezzi. Quest'anno durante il periodo natalizio, che è il più importante per lo shopping, ha registrato un vero e proprio boom, come documentano i dati Audiweb di Nielsen.

I numeri
Quasi 15 milioni di navigatori (il 63% di coloro che si sono connessi nel mese), con un incremento rispetto al dicembre dello scorso anno del 6% hanno visitato siti che hanno nello shopping la loro reason why. All'interno della più ampia categoria e-commerce, il peso preponderante è rappresentato dai siti dei merchant o rivenditori, visitati a dicembre da 11,6 milioni di italiani, il 5% in più rispetto al 2008. A registrare la crescita più sostenuta sono i siti di directories o guide allo shopping: 9,3 milioni di utenti, +20% nell'ultimo anno, segno che molto spesso continua a trattarsi di info-shopping, ovvero di ricerca di informazioni sui vari prodotti e di confronto dei prezzi, ma senza la conclusione dell'acquisto online.

Viaggi e meteo è boom

Forte l'interesse per i viaggi: i siti specializzati hanno ricevuto 13,6 milioni di visitatori (+8% rispetto a dicembre 2008). Crescono un po' tutte le categorie di siti specializzati, in particolare quella delle agenzie di viaggio virtuali (8,5 milioni, +11%), delle compagnie aeree (4,8 milioni, +29%) e dei siti di prenotazione alberghiera (3,7 milioni, +15%). Da segnalare, infine, anche la crescita dei siti di meteo, come di consueto presi d'assalto in occasione di festività e vacanze, che quest'anno - forse anche per le cospicue nevicate pre-natalizie - hanno fatto registrare 6,1 milioni visitatori, con un incremento del 29% rispetto al dicembre 2008 e del 48% rispetto al mese precedente.

Mars Italia, fondamentale la visibilità sul punto di vendita

Come ci si distingue dai competitor? Secondo Antonella Baggini, corporate affairs manager di Mars
Italia
, con tre fattori: "Innovazione, comunicazione,
qualità dei prodotti. L'adozione della filosofia dell'alta
qualità, abbinata a capacità d'innovazione e supportata da una chiara comunicazione al consumatore,
rappresenta il fattore propulsivo di Mars, che vuole
essere protagonista nell'elevare la qualità alimentare,
garantendo prodotti buoni e sicuri al consumatore".

Che cosa prevedete per il prossimo anno sia per
il Gruppo sia per i mercati di riferimento, in Italia
e all'estero?

Ad oggi, le previsioni per il 2010 si possono mantene-
re in linea con i confortanti risultati degli ultimi mesi del
2009, sebbene il mercato sia in una fase di particolare
monitoraggio della risposta del consumatore, sia in
termini di fiducia sia di potere d'acquisto. Mars è riuscito a mantenere un trend positivo e prevede di chiudere il bilancio 2009 in attivo, nonostante il contesto
di crisi che l'economia globale sta ancora sperimentando. Senza dubbio il 2009 è stato un anno difficile
per i consumi, compresi quelli alimentari. Il settore del
petcare è quello che ne ha risentito meno e che ha
registrato, anche per Mars, le migliori performance. Il
mercato degli snack ha maggiormente sofferto della
contrazione degli acquisti d'impulso, specialmente
nei canali “out of home”; tuttavia, questa tipologia di
prodotti, in un momento di recessione e stagnazione
dei consumi alimentari, riveste un ruolo gratificante e
di affezione e, spesso, supportando il ruolo di traino
delle singole marche, può fungere da stimolo al consumo. Questo è l'obiettivo principale di Mars per il
prossimo anno.

Quali criticità e opportunità vedete nei vostri mercati di riferimento, a partire dal food?

Si tratta di un mercato in costante evoluzione: obiettivo di Mars non è semplicemente stare al passo,
ma cercare di anticipare le tendenze, interpretare i
cambiamenti e definire i comportamenti emergenti per
calibrare l'offerta senza tradire l'identità di marca.
In termini di opportunità, mentre si va consolidando
la propensione a un “goloso equilibrio”, legata ad
alimenti appaganti dal punto di vista organolettico
e soddisfacenti dal punto di vista nutrizionale, Mars
insisterà nella ricerca e nello sviluppo di innovazioni
di prodotto e propone prodotti che sappiano offrire
la massima qualità in termini di gusto e piacere ed
è altresì attento al valore nutrizionale dell'alimento,
alla qualità degli ingredienti e a un corretto regime
alimentare. In questa direzione, il Gruppo continuerà a supportare l'offerta di prodotti nutrizionalmente equilibrati promuovendo sempre un consumo informato e consapevole.

E nel petfood?

Lo stesso impegno verso l'equilibrio e la qualità nutrizionale verrà profuso nel mercato del petfood. Oggi, i pet owner tendono a considerare l'animale da compagnia un componente della famiglia a tutti gli effetti e preferiscono scegliere il prodotto alimentare “giusto”, con particolare considerazione all'età e alle esigenze specifiche dell'animale. La proposta di prodotti ad alto valore aggiunto, insieme al maggior contenuto di servizio, continuerà a essere il driver del Gruppo in questo settore. Le criticità del settore sono essenzialmente quelle di una congiuntura economica ancora di crisi, dinamiche di mercato che inaspriscono la concorrenza e incidono sulla marginalità, le leve del prezzo e della promozionalità spesso utilizzate come unica soluzione di breve periodo per fronteggiare le problematicità di business. All'azienda di marca, come Mars, spetta invece il compito di innovare e sviluppare nuovi prodotti/servizi e i relativi consumi, con un accurato studio del mercato per andare incontro alle reali esigenze dei consumatori.

Il consumatore privilegia sempre più acquisti in promozione, al discount e di Pl. Qual è la risposta che dovrebbe dare un'azienda di marca per contrastare questo trend?

Al di là dell'attenzione al prezzo, il consumatore dimostra, da un lato, una forte predilizione per le marche, legame fondato su una condivisione di gusto e valori, dall'altro è molto recettivo alle nuove proposte, è curioso di sperimentare. Per contrastare la tendenza “discount”, dunque, un altro importante strumento per un Gruppo come Mars, che gode di un'alta consumer loyalty, è quello di offrire costantemente nuovi plus che rinnovino e approfondiscano l'ampiezza di gamma e rappresentino un'innovazione reale tesa a soddisfare le esigenze emergenti del consumatore.

Prevedete evoluzioni positive nei rapporti con la gdo, soprattutto in termini di promozioni, contrattualistica e rapida introduzione sugli scaffali delle innovazioni di prodotto?

Le principali aree di cooperazione con il trade riguardano lo sviluppo del category management nel pet care e del display di impulso negli snack al cioccolato, fondamentali leve di crescita per categorie caratterizzate da diversi comportamenti d'acquisto. Stiamo rafforzando tutte le attività volte a sostenere la visibilità dei nostri marchi nel punto di vendita sia in collaborazione con il trade sia tramite eventi promozionali a tema nei picchi di alta stagionalità del cioccolato tramite iniziative di categoria che promuovano l'attrattività e la redditività dello scaffale pet care. Un'altra importantissima area di cooperazione è una rapida introduzione dell'innovazione, motore della crescita, rispetto alla quale i distributori più attenti manifestano un approccio sempre più collaborativo.

Un'opinione comune degli osservatori è che lo spazio per i follower si sia drasticamente ridotto. In quali mercati siete leader e in quali puntate a diventarlo?
Mars è tra i leader del settore petcare, con una quota che si aggira intorno al 23% e un andamento mediamente superiore rispetto a quello del mercato. Anche nel mercato degli snack al cioccolato e del mercato etnico abbiamo una forte quota mercato che ci colloca tra i leader di riferimento.

Moltiplicazione dei canali televisivi e diffusione del web: come cambia l'approccio alla comunicazione?
Crediamo molto nel ruolo strategico di media più innovativi -da internet fino ad azioni di “guerrilla marketing”- e nel coinvolgimento del consumatore in un'esperienza memorabile del mondo dei nostri brand. Per questo, per esempio, abbiamo lanciato My M&M'S, il primo prodotto dell'industria alimentare completamente personalizzabile nei colori e nei messaggi, oggi tramite web (www.mymms.it). E, per far vivere le atmosfere colorate e divertenti di M&M'S a tutti gli appassionati, l'anno scorso abbiamo realizzato a Milano il primo temporary shop italiano dedicato alle famose lenti al cioccolato. O ancora, per parlare anche di petfood, siamo stati i promotori di Mi loves dogs coinvolgendo la marca Cesar e il centro di Milano che, per una settimana, è diventato dog friendly: un'operazione a 360° composta da tantissime iniziative volte a valorizzare in modo innovativo, creativo ed emozionale il legame tra dog e dog lovers. Ma sicuramente il web e la comunicazione web 2.0 stanno assumendo sempre maggior importanza. Anche Mars conta sulle potenzialità della rete e si sta avviando a creare contenuti pensati per la rete, tesi a imbastire un colloquio con il consumatore in cui quest'ultimo sia protagonista e interlocutore. In Italia, si è iniziato ottimizzando e aggiornando i siti esistenti, sempre più interattivi, user friendly e di relazione. Ne è un esempio il nuovo M&M's® street, website dedicato alle lenti colorate che punta sul coinvolgimento del consumatore attraverso un design frizzante e dinamico e un effetto fortemente realistico e di entertainment. M&M's® street è un vero e proprio quartiere ricco di vita e divertimento, ricreato in 3D, live action e grafica, dove gli utenti potranno interagire come mai prima d'ora con il coloratissimo mondo M&M's.

Quanto sono importanti le promozioni in-store?
Pianifichiamo costantemente una serie di attività in-store e promozionali che ci danno l'opportunità di incontrare e coinvolgere in maniera semplice e diretta il consumatore e sono un momento veramente importante di confronto e informazione. Promuovere e ampliare la conoscenza e la prova della marca, incentivarne un consumo consapevole da parte dell'utente, premiare la fedeltà e, naturalmente, favorire la vendita sono gli obiettivi primari di questa attività ancora molto importante per il legame emotivo che permette di costruire con il pubblico.

Il cellulare è pronto a diventare uno strumento di pagamento

Già da qualche anno, anche in alcune città italiane, i conti dei parcheggi a pagamento possono essere saldati attraverso gli sms dei cellulari, anche se con procedure spesso complicate e farraginose. In un futuro ormai prossimo i sistemi saranno molto più semplici e potremo così utilizzare i nostri telefonini per pagare la spesa al supermercato, acquistare bibite in una vending machine o magari per spedire denaro nel nostro paese d'origine. La tecnologia necessaria per i sistemi di mobile payment e, più in generale, per i servizi non transazionali basati su dispositivi Near Field Communication (Nfc), in realtà è ormai matura e potrebbe presto rivoluzionare i processi di pagamento, soprattutto per quanto riguarda gli acquisti di basso importo.

Mobile remote e proximity
È quanto evidenzia l'ultimo rapporto dell'Osservatorio Nfc & mobile payment della School of Management del Politecnico di Milano, che prova innanzitutto a fare un po' di chiarezza terminologica: nel mondo del mobile payment occorre fare una distinzione tra i servizi remote, che consentono di effettuare un pagamento a distanza tramite rete cellulare (ad esempio la ricarica di una smart card per il digitale terrestre) e quelli di proximity, in cui vi è una vicinanza fisica tra acquirente e prodotto/servizio acquistato (la spesa presso un punto vendita della grande distribuzione o il pagamento del biglietto su un mezzo di trasporto). L'analisi del Politecnico include anche il contactless payment - ossia il pagamento tramite carte dotate di questa tecnologia- e il mobile proximity marketing & service - ossia il marketing legato al cellulare come strumento di comunicazione di prossimità.
 
Il successo delle applicazioni

I numeri della ricerca evidenziano che in Italia (ma non solo) l'intero fenomeno è ancora in fase embrionale: nel 2009 il valore delle transazioni legate al mobile payment non ha superato le poche decine di milioni di euro ed è stato generato, principalmente, dalle donazioni e dalle ricariche del credito telefonico. Ma il 2009 ha portato anche alcuni numeri incoraggianti: i servizi di Remote Payment sono passati dai 69 del 2008 ai 78 del 2009 (+13%). Sia Sky che Mediaset Premium offrono il pagamento del Pay per view di spettacoli su Tv digitale o satellitare tramite Sms; sono anche cresciuti sensibilmente i servizi categorizzati dal Politecnico come "altro", che includono l'acquisto di diversi beni, come l'abbigliamento. Inoltre, nonostante l'Sms rimanga la tecnologia predominante, è aumentato nettamente il peso dei servizi attivabili tramite mobile internet o applicazioni (passati dal 9% del 2008 al 24% nel 2009), grazie alla diffusione di apparecchi evoluti (smartphone) e alla riduzione delle tariffe di navigazione. Come esempi possono essere citati i servizi offerti da Trenitalia e Medusa Cinema, che consentono di prenotare e acquistare il biglietto tramite cellulare, oppure l'Apple Store, che permette di scaricare gli applicativi Yoox o e Nike.

La propensione degli utenti
Il mobile payment sembra dunque avere le carte in regola per affermarsi: secondo Filippo Renga, responsabile della ricerca dell'Osservatorio Nfc & Mobile Payment, nel giro di 2-3 anni circa un quarto degli italiani saranno dotati di cellulari di nuova generazione in grado di utilizzare i sistemi di mobile payment contacless. In questo senso la propensione degli utenti appare positiva: un sondaggio condotto dal Politecnico su 1500 consumatori dotati di cellulare (18-60 anni) mette in luce che ben il 42% utilizzerebbe questi servizi nel caso fossero loro proposti. I consumatori sono però allergici agli abbonamenti: la percentuale di interessati cala infatti drasticamente (-60%) nel caso in cui il mobile payment comporti un canone annuale di 10 euro.

Sistemi semplici e standard
Anche il lato dell'offerta sembra pronto a scommettere su questa nuova modalità di pagamento: attori della Gdo e gestori dei sistemi automatici di vendita si dichiarano interessati (rispettivamente 71 e 78%) a questa modalità, soprattutto con la speranza di migliorare servizio e immagine. Il cellulare insomma, ha tutte le carte in regola per diventare un importante mezzo di pagamento alternativo. L'eccessiva proliferazione di attori e la scarsa armonizzazione delle soluzioni, avverte la ricerca del Politecnico, rischia però di disorientare gli utenti, che si aspettano invece sistemi semplici, standardizzati e interoperabili.

Risultati positivi nel 2009 da parte di Riunione Industrie Alimentari

Il bilancio dell'anno appena trascorso si è concluso in modo molto positivo per Riunione Industrie Alimentari con un +25% sul fatturato 2008 e superando i 26 milioni di euro.
Su questo risultato ha influito l'acquisizione della società abruzzese Chinook, specializzata nella produzione di salmone, però ha contribuito anche la capacità di innovare la categoria dei prodotti ittici affumicati. A luglio 2009, è stata infatti lanciata la linea di salmone, tonno e spada affumicati cubettati in vaschette bipack da 35g x 2, accolta in modo molto favorevole dal trade. Inoltre per il 2010 si intravedono prospettive interessanti in virtù dell'ampliamento assortimentale. Infatti a fine 2009 è iniziata la distribuzione di due referenze premium del brand francese Palm d'Or e cioè: il Bloc de foie gras canard e il Magret d'anatra affumicato.

“La vocazione aziendale è la ricerca e la distribuzione di prodotti di gastronomia gourmet di alta qualità -conferma Cosimo Gigliobianco Ad di Riunione Industrie Alimentari- quindi le risorse umane ed economiche dell'azienda sono orientate non solo alla vendita, ma alla costante ricerca di prodotti di alto livello da proporre al mercato anche in una confezione diversa dall'usuale, ma atta a soddisfare le esigenze del consumatore, come per esempio i cubetti di pesce in vaschetta. In questa costante ricerca la gdo ci ha finora seguiti comprendendo il nostro impegno e riconoscendo il valore della qualità dei nostri prodotti. Nel 2009 è stato necessario attuare politiche di cut pricing per mantenere le quote di mercato: ne ha patito la redditività, ma sicuramente non la qualità.”

Unieuro rinnova il proprio brand

Il segnale che si vuole dare, in linea con la strategia intrapresa da un anno a questa parte, è di rendere più appealing, contemporanea e specializzata l'insegna. Per dare forza a questo segnale inevitabile  rivitalizzare e modernizzare il brand. Unieuro, che ha chiuso il 2009 con un fatturato di 1 mld di euro, con il nuovo lettering e con l'apporto di Technology Superstore intende sottolineare la volontà di esprimere in maniera più efficace la specializzazione tecnologica della propria rete.

Il progetto è stato realizzato da Nascent Design che ha voluto abbinare un più efficace look&feel a un trattamento estetico formale che desse maggiore vigore all'insegna.

“Siamo soddisfatti del lavoro svolto perché riteniamo, non solo di avere ben interpretato le richieste del cliente, ma di avere dato voce al rinnovamento culturale e formale che l'azienda sta attraversando”, sottolinea Max Bosio, direttore creativo di Nascent Design.

David Bosshart: l’Europa punta sulla talent economy

La crisi dell'economia e quella della natura (sì anche lei è in crisi grazie all'uomo) ci suggeriscono che forse abbiamo bisogno di un nuovo inizio. Una rinascita, un re-inventarsi. Ma come?

La crisi ha mille sfumature e il suo significato (e la percezione) non sono univoci. Dipende anche da dove uno vive. Per gli inglesi è soprattutto una crisi finanziaria, per i tedeschi una crisi industriale, per i francesi una crisi sociale, mentre per voi italiani ... provi a dirlo lei visto che ci abita.

Beh, direi, soprattutto, una crisi morale che trascina tutto verso bassezze inquietanti. Abbiamo toccato il fondo e ora scaviamo.

Ecco uno dei punti cruciali. In Europa abbiamo un disperato bisogno di valori e ispirazioni. Prendiamo la religione: tolto l'Islam non muove più niente e nessuno, neanche nell'Europa Orientale.

Insomma come ebbe a dire Woody Allen “Dio è morto, Marx è morto e anch'io non mi sento tanto bene”...

E come potremmo sentirci bene? Non crediamo più in niente. Ripeto: l'Europa ha bisogno di nuovi valori. Ma ancora più importante dei valori è la fede nei valori. Guardate che “Yes I can” di Obama è un messaggio religioso, o mistico, se preferite. Ci dice chiaramente: sì possiamo farcela, possiamo cambiare, collettivamente.

Già collettivamente, non crede sia giunto il tempo di abbandonare l'economy per approdare a quello che mi piace definire la weconomy, l'eco-noi-mia, come suonerebbe in italiano?

Sì ma più che di economy parlerei di egonomy, l'economia egocentrica dove prevale l'esclusivo interesse dell'io. La sua era è tramontata. Ora abbiamo bisogno di social entrepreneurship e visioni condivise.

Come il Web 2.0 con i suoi social network, l'open innovation e gli esperimenti di democrazia partecipativa e cultura liberata?

Sì e no. Il web è un immenso laboratorio di innovazione sociale ma è anche una enorme pattumiera. Ci può portare in paradiso ma anche all'inferno. La rete è uno straordinario tool in grado di agevolare e migliorare la convivenza economica e sociale. Ma le aziende e le persone devono ancora imparare a trarre il meglio da questo strumento.

Cambiamo discorso e parliamo di consumi. Recentemente il GDI ha affermato nel suo Trendradar “Eat less, consume less, waste less”. Come direbbe Heineken “sounds good”, ma forse non per i retailer che vogliono idealmente vendere sempre di più e moltiplicare gli store all'infinito. Come la vede?

In realtà, nessuno sente più il bisogno di nuovi retailer o sterminate offerte di prodotti tutti uguali. È necessario un cambio di paradigma e approccio: più servizi, più soluzioni, più coaching per i clienti. Insegnare a cucinare nei supermercati, insegnare a sopravvivere nella crisi ...

E tornare ad offrire servizi, per esempio, di riparazione scarpe?

Certo anche. Ma soprattutto bisogna tornare alla qualità. Quella vera e caricarla di nuovi significati.

Sì, ma intanto siamo ancora tutti fissati con la crescita.
Eppure, l'uomo quando è maturo non cresce più e non per questo vive peggio.
La nostra economia è ancora immatura?
Non è ora di passare dal materialismo al “maturalismo”?

Crescita. Questa parola paralizza la nostra creatività. Devono crescere i talenti non i volumi dei negozi e shopping center. Il tema ora per i retailer è: consolidare, convertire, differenziare e innovare la presenza a livello regionale e locale.

Quindi la fine della corsa al gigantismo commerciale e degli enormi shopping mall, grandiosi forse solo nei calcoli strutturali?

Quella epoca è finita da tempo. L'Europa deve puntare sulla talent economy.

In che senso?

È evidente a tutti che non possiamo competere con Cina e India per il mass market. È una battaglia persa. La Mini e la Fiat 500 sono buoni esempi di come innovare con talento. Dominare le nicchie, differenziarsi sul serio e concentrasi sul premium (in tutte le sfumature).

Mercati emergenti per l'Europa?

Per esempio il ritorno alla terra. In futuro un buon 10-20% troverà occupazione nell'agricoltura premium di alta qualità.

Chiudiamo con il colore della speranza: il verde. Quasi tutti si pavoneggiano come eco-fans e paladini della sostenibilità. Ma quando il gioco si fa duro (passare dalle parole ai fatti) quasi tutti si danno alla macchia. La cosiddetta greenomic revolution o green economy è veramente il mega trend o meglio rivoluzione del secolo oppure diventeremo verdi solo a fine partita, quando il tempo sarà scaduto?

Entrambe le ipotesi sono plausibili. Il punto, però, è un altro. La consapevolezza del problema è oramai ampiamente diffusa. Ma solo quella. Detto diversamente: tutti condividono il pensiero sostenibile ma pochi realizzano l'azione sostenibile. Abbiamo bisogno di pionieri e precursori. E abbiamo bisogno di leadership convincenti. Il caso di Wal-Mart va in questa direzione. Sta dimostrando alla business community che una ponderata green policy fa quadrare anche i conti. Ovvero: è vantaggiosa sia ecologicamente sia economicamente. E come sappiamo, il mondo degli affari ha bisogno di queste “guide”.

Diego Bevilacqua approda a Metro Cash&Carry International

Con la nomina di Diego Bevilacqua, 55 anni britannico ma di origini italiane, a nuovo chief customer & marketing officer, il distributore all’ingrosso tedesco METRO Cash & Carry rafforza ulteriormente il suo orientamento al cliente. Bevilacqua sarà dunque responsabile del marketing e del branding, della gestione dei marchi propri come del merchandising.

Diego Bevilacqua proviene da Unilever, dove ha operato come vicepresidente, responsabile per le regioni Africa, Medio Oriente e Turchia e anche come director on the board di Pepsi Lipton International Ltd. Prima di questi ruoli di responsabilità ha rivestito numerose cariche di senior management, tra cui presidente Unilever Foodsolutions e precedentemente presidente Bestfoods-Asia.

“Con Diego Bevilacqua acquisiamo un esperto internazionale del settore food per il nostro management,” afferma Frans W.H. Muller, ceo di METRO Cash & Carry International. “Grazie alla sua approfondita conoscenza del settore, Bevilacqua rafforzerà ulteriormente la nostra posizione di leadership nella fornitura di soluzioni di prima classe per clienti professionali come hotel, ristoranti, commercianti e aziende di servizi”.

L’executive board of directors di MCCI ora è composto di sette membri.

Guardini sceglieil merchandise sostenibiledi ProgettoContinuo

Comunicare attraverso principi di sostenibilità significa offrire al
proprio pubblico più garanzie e un'immagine virtuosa e attenta.
Per questo motivo Guardini ha scelto ProgettoContinuo per realizzare un merchandising riciclando materiale borse, racolle, pochette da braccio, cartelline e
altri oggetti di design mediante il  riutilizzo il proprio  ha deciso di rivoluzionare le
proprie iniziative legate al merchandising e alla gadgettistica
aziendale.

Progetto 4R
Il progetto di Guardini si chiama 4R dove le "R" stanno per:

R come riciclo - Questa voce dice che l'obiettivo è utilizzare il più possibile
materiali riciclati, dai pallets per il trasporto delle merci e delle
materie prime, alla carta da imballo e da ufficio.
R come riuso - L'impegno è di trovare modi e mezzi per
riutilizzare materiali e oggetti di difficile smaltimento così da
ridurre al minimo i rifiuti prodotti.

R come riduzione
- Ovvero riduzione degli sprechi: energia, acqua, materie
prime non possono andare sprecate e Guardini da sempre è impegnata
nell'ottimizzazione delle risorse.

R come rinnovabile - Presto Guardini occuperà i nuovi stabilimenti
produttivi progettati in un'ottica di sostenibilità, alimentati da
fonti energetiche rinnovabili.

Missione di ProgettoContinuo
ProgettoContinuo nasce da due torinesi, Stefania Farina e Stefano Ceresa, con la mission di recuperare e riciclare le affissioni esterne in cloruro di polivinile (pvc) ed altri materiali che richiedono uno smaltimento separato.

Mela Val Venosta spinge verso l’estero

VI.P, l’Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta rinnova il suo impegno verso i mercati esteri.
Ecco come si articola la sua strategia per il 2010 verso i tre maggiori mercati.

Germania
EOS (Organizzazione Export Alto Adige) coordina le attività marketing in Germania per conto del Consorzio Mela Alto Adige, di cui fa parte anche la VI.P.  Durante l’anno saranno organizzate 400 giornate di degustazioni in punti vendita selezionati, insieme ai partner della VI.P, alle quali parteciperanno gli stessi produttori venostani. A queste attività si affiancheranno quelle del progetto Mela-Speck-Vino, con il quale si cerca di diffondere la conoscenza dell'IGP altoatesino. Un occhio di riguardo anche per la promozione con il concorso che mette in palio soggiorni in Alto Adige.

Spagna
Quest’anno per la prima volta le mele Val Venosta saranno presenti nelle tv spagnole ed alla campagna televisiva si affiancherà una intensa attività di PR, con annunci sulla stampa specializzata e la presenza di manifesti presso i principali mercati all'ingrosso. Anche in questo Paese è previsto un concorso con in palio soggiorni in Val Venosta.

Russia
Qui il discorso è più articolato perché è stata costituita From una realtà commerciale che mette insieme VI.P, La Trentina, Melinda, VOG e VOG Products, una realtà che riunisce 20 mila produttori che, su una superficie di 28 mila ettari, producono ogni anno una media di 1,4 milioni di tonnellate di mele di 20 varietà differenti. From opera solo nei paesi extra UE ed è rivoltaprincipalmente al mercato Russo il primo importatore mondiale di mele, con circa 900 mila tonnellate annue. L’obiettivo di From è di raggiungere, in questa prima fase, 25 mila tonnellate di mele vendute.

Assica aggiunge zamponi e cotechini all’export verso l’Australia

È di questi giorni la notizia che Assica ha raggiunto un accordo con le autorità di Camberra per cui è possibile esportare in Australia prodotti suini – quali cotechini e zamponi – confezionati in
contenitori ermetici e successivamente sottoposti a trattamento di
sterilizzazione durante la cottura.
L'obiettivo più generale che Assica si propone è infatti di allargare la gamma dei
prodotti esportabili, in particolare verso i mercati dove
sono già presenti i prosciutti stagionati per 400
giorni. Giova sottolineare che dal 2007, anno di avvio delle esportazioni di prosciutto crudo, sono arrivati in Australia oltre 300.000 Kg di crudo per un valore di circa 4.000.000 Euro.

“Questo è un primo passo di un percorso intrapreso da ASSICA in Australia per avviare l’esportazione di altri importanti prodotti della salumeria italiana come la mortadella e il prosciutto cotto. Per questi il semaforo verde scatterà quando le Autorità australiane ratificheranno alcune garanzie sanitarie che l’Italia è già in grado di offrire” ha affermato il Presidente di ASS.I.CA, Francesco Pizzagalli (ritratto in foto).

NCR, Stefano Dal Chiele nuovo Channel Manager per il retail in Italia

NCR Corporation ha annunciato la nomina di Stefano Dal Chiele a Channel Manager per l'Italia.

Dal Chiele, 45 anni, un diploma in elettronica industriale e ventiquattro anni di carriera in NCR Italia, sarà responsabile dell'intera rete distributiva retail di NCR Italia riportando direttamente a Dawn Calderbank, Indirect Channel Sales Vice President Europe.

Tra le mansioni il compito di riorganizzare il canale vendita di NCR in un'ottica di ottimizzazione e investimento sul canale stesso.

Sostenibilità tema sempre più centrale per Coca-Cola Hbc Italia

Nonostante la crisi dei consumi in atto, Coca Coca HBC Italia -il più grande imbottigliatore di prodotti della The Coca-Cola Company sul territorio nazionale- si appresta a chiudere il 2009 con un fatturato di 1,4 miliardi di euro, in crescita di 5 punti, a volume come a valore, sul 2008. A riprova della forza della marca -anche se in questo caso si tratta della global brand per antonomasia-, ma anche del vissuto di piacevolezza accessibile che da sempre accompagna il consumo della bevanda gassata più famosa del mondo. Proprio su questo aspetto si è concentrata la campagna promozionale “Prezzo Positivo”, lanciata a febbraio 2009 per sostenere i consumi. E proprio da qui parte l’intervista di Gdoweek al direttore affari generali Alessandro Magnoni.

Quali sono stati i risultati della campagna Prezzo Positivo?

Molto buoni: il piano ha funzionato molto bene sia nel canale retail sia in quello dell’horeca, e questo perché il messaggio di ottimismo di cui è portatore –anche grazie al supporto delle attività di comunicazione- è stato recepito in modo immediato e diretto sia dai consumatori sia dai rivenditori. Questo nonostante il fatto che tutta l’operazione si basi in realtà su meccanismi promozionali articolati e complessi, differenziati per canale e per target, oltre che per periodo dell’anno. Siamo particolarmente orgogliosi del risultato, anche perché il piano Prezzo Positivo da noi ideato verrà ripreso l’anno prossimo anche in Francia e in Spagna.

Insomma, siete riusciti a sfuggire alla banalizzazione del taglio prezzo …

Questo sì, ed è importante per la salvaguardia del valore della marca. Siamo stati premiati perché abbiamo saputo mantenere la duplice promessa contenuta nel programma: di sviluppo delle vendite e dei profitti nei confronti di retailer ed esercenti e di accessibilità del prodotto nei confronti del consumatore, che trovandosi di fronte a ripetute attività promozionali -special pack con quantità di prodotto in omaggio e buoni sconto immediatamente redimibili alla cassa per quanto riguarda la gdo- si è sentito seguito, direi addirittura coccolato. In fondo, come sempre accade nei periodi di crisi, c’è un ritorno al basico, la ricerca di piccoli lussi accessibili. E le nostre bevande in fondo cosa sono se non questo?

Innovazione di prodotto, esplorazione di nuovi canali: quali strategie applicherete per incrementare il business anche il prossimo anno?

Nel 2010 per il mercato italiano non sono previsti lanci di nuovi prodotti. Saremo quindi concentrati sul core beverage: per quanto riguarda la gdo, il focus rimane sulle bibite gassate e in particolare sulle tre cole, mentre per il canale bar intendiamo consolidare il successo riscosso dai succhi Amita. Del resto la nostra mission è proprio quella di garantire la massima disponibilità ai prodotti del nostro portafoglio. E questo in termini di canalizzazione, ma anche di prezzo e di servizio. E infatti investiremo per ripetere l’operazione Prezzo Positivo e per implementare l’installazione delle nostre frigovetrine. Per quanto riguarda l’esplorazione di nuovi canali, stiamo guardando con molto interesse ai cosiddetti dry channel, ovvero a tutte quelle Gss orientate a un pubblico prevalentemente giovane, così come alle pompe di benzina e ad altre possibili situazioni di consumo on the go. Questo non solo perché la copertura distributiva raggiunta nel retail e nell’horeca è già stata ottimizzata, ma anche perché i consumi pro capite di bevande in genere in Italia sono sotto media, e quindi c’è una potenzialità di crescita che è possibile raccogliere moltiplicando appunto le occasioni di consumo. Ovvero lavorando sulla massima capillarità distributiva.

E qui entra in gioco il tema dell’eco-sostenibilità: avete previsto azioni per ridurre l’impatto ambientale del vostro sistema di trasporti?

Per quanto riguarda il nostro parco automezzi, in collaborazione con “Quattroruote” stiamo portando avanti il Progetto 10x10, che grazie a un pacchetto di iniziative -corsi di guida ecocompatibile, ottimizzazione dei percorsi ecc- ci ha permesso di ridurre del 10% le emissioni di CO2. Ma va detto che, per garantirci la totale copertura della rete -che oltre alle piattaforme di grossisti e grandi catene include oltre 250mila esercizi del canale horeca- le consegne sono affidate perlopiù a trasportatori locali.

E sul fronte del packaging, state pensando a imballaggi ecofriendly?

Sì, e infatti le innovazioni investono soprattutto il settore imballaggi. Le modifiche apportate al pack delle bevande -il nuovo collo delle bottiglie di Coca-Cola da ½ litro sarà più corto di 4 mm- consentiranno di utilizzare 80 t di Pet in meno ogni anno, con un risparmio di quasi 100 mila euro. Dati in ragione dei quali stimiamo di raggiungere, nel biennio 2009-2010, un decremento del Pet utilizzato per l’imbottigliamento pari a 1.800 t con un risparmio complessivo di 1 mln di euro l’anno. Inoltre, grazie alla riduzione delle materie plastiche utilizzate e ad un’etichetta più piccola del 21%, le nuove bottiglie da 2 litri di Lilia pesano 6 g in meno, risultando più leggere dell’11%. Tale alleggerimento consente di diminuire le emissioni di CO2 di 700 tonnellate annue e di utilizzare 300 tonnellate in meno di plastica.

Sul tema dell’ambiente, un altro punto di forza è il Water Programme, con cui avete partecipato all’ultimo Ethic Award: lo porterete avanti anche nel 2010?

Sì, abbiamo sposato da anni la tematica del rispetto della materia prima acqua, come è doveroso che sia per un’azienda che opera nel settore delle bevande. E quindi proseguiremo il percorso del Water Programme lungo le due direttrici sin qui seguite: da un lato l’aspetto legato alla razionalizzazione dei consumi idrici industriali e dall’altro il tema dell’educational. Per quanto riguarda il primo, nell’arco degli ultimi due anni siamo riusciti a ridurre del 22% i consumi di acqua dei nostri impianti produttivi. A oggi, per ottenere un litro di bevanda riusciamo a consumare soltanto 1,7 litri d’acqua. Riguardo al coinvolgimento dei giovani sul tema del risparmio idrico, porteremo in 30 città italiane lo spettacolo teatrale “Il mistero dell’acqua scomparsa”: di qui a tutto il 2010 sono previste oltre 100 repliche, alle quali verranno invitati bambini e ragazzi dalla prima elementare alla prima media. La nostra finalità è di sensibilizzare piccoli e grandi sul difficile momento che non solo l’Italia, ma il mondo intero sta vivendo a causa dei gravissimi problemi di siccità che opprimono la Terra suggerendo attraverso la magia del teatro le buone prassi e il pensiero ecologico.

Gruppo Selex sviluppa store di facile fruizione

“Le nostre risposte sono state, e continueranno a essere, concentrate su tre precisi fronti: lo sviluppo e la segmentazione della marca commerciale, la differenziazione degli assortimenti e la proposta di pricing e di promozioni allineate alla realtà di ogni specifica piazza” così il direttore generale Maniele Tasca, riassume i driver del Gruppo Selex nel corso dell'ultimo anno e anticipa le strategie e la business vision con cui il retailer (che quest'anno ha festeggiato il suo 45esimo anno di attività e che si appresta a chiudere il 2009 con 8,8 miliardi di euro di fatturato) si prepara ad affrontare il 2010 e a rispondere alle nuove esigenze del mercato.

Come sono cambiati i modelli di consumo nel corso del 2009 e cosa vi aspettate nel prossimo anno?

Il 2009 ha evidenziato un'accelerazione di alcuni trend già in atto da tempo. I consumatori oggi chiedono sempre maggiore convenienza, che non è da confondere con minor prezzo e promozioni. Esistono consumatori che cercano prodotti di primo prezzo e seguono l'offerta più bassa, ma sono sempre più importanti elementi di convenienza più generale, quali la qualità del punto di vendita, la velocità l'efficienza dell'esperienza d'acquisto, la capacità dell'insegna di proporre un assortimento bilanciato di prodotti qualitativi al giusto prezzo. Per attrarre i consumatori bisogna essere eccellenti sui parametri che i consumatori ritengono importanti.

Come hanno inciso questi comportamenti d'acquisto sull'andamento del mercato nel corso del 2009?

Senza entrare nel dettaglio dei singoli settori, quest'anno abbiamo visto importanti flessioni ma, parallelamente, anche crescite a volume di molte categorie e una polarizzazione sulle fasce di prezzo alte e basse, com'è tipico dei periodi di contrazione del potere d'acquisto.

Come state lavorando sul format e quali caratteristiche pensate di evidenziare per distinguervi dai vostri competitor e rendere più appetibili gli store?

Negli ultimi tempi abbiamo completato il potenziamento degli assortimenti del food nei diversi formati, che oggi si presentano con un'offerta completa ed allineata alle esigenze dei consumatori. Il lavoro proseguirà ora nell'ambito del non food, in particolare per i supermercati di medie dimensioni, e con interventi a supporto della leggibilità dello scaffale e della facilità di fruizione del punto di vendita. Infatti, far sentire i clienti a proprio agio, rendere efficiente la permanenza nel punto di vendita e chiara e trasparente l'offerta commerciale dell'insegna sono le priorità del Gruppo Selex.

Su quali tipologie di vendita concentrerete le vostre strategie di sviluppo?

I formati su cui saranno concentrate le aperture sono i superstore e i supermercati oltre i 1.500 metri quadrati; a questi si aggiungono i discount e i punti di vendita specializzati nell'area drug. Complessivamente prevediamo per il 2010 un totale di 102 nuove aperture. Importanti saranno anche le ristrutturazioni, che consentono l'ammodernamento della rete e l'adeguamento agli standard commerciali che negli ultimi tempi hanno evidenziato le migliori performance.

Dal vostro osservatorio, qual è il competitor straniero che quest'anno ha gestito al meglio la situazione e ha proposto i servizi e le attività più interessanti?

In attesa di conoscerne i risultati, anche se con strategie e mercati molto differenti tra loro, mi sono sembrate interessanti le scelte di Mercadona sui prodotti di marca e la modalità con cui Tesco ha arricchito l'offerta di prodotti di prezzo basso in risposta alla crescita del canale discount.

Gallerie Commerciali Italia rimixa i c.c.i.

“È finita un'epoca fatta di progetti faraonici non sempre sostenibili finanziariamente, di rapporti non corretti tra equity e debiti, di facili valutazioni: la crisi è servita a ridimensionare un mercato che rischiava la deriva e oggi sopravvive chi sa proporre progetti fattibili, in linea con le nuove esigenze del mercato”. Nelle dichiarazioni di Edoardo Favro, direttore generale di Gallerie Commerciali Italia Spa, è condensata tutta la fatica di un anno difficile, che la società chiude con un fatturato totale del 2009 a +1%. “Abbiamo registrato performance diverse a seconda dei centri commerciali: hanno mostrato maggiori segnali di sofferenza quelli extraurbani con gallerie di piccole dimensioni, mentre quelli extraurbani con un'ampia offerta, come Porta di Roma, Rescaldina (Mi), Casamassima (Ba) e Giugliano (Na), non solo non hanno risentito della crisi, ma hanno migliorato la loro attrattività -precisa Favro-. Infatti, di fronte a un consumatore esigente, infedele e informato, i centri commerciali sono risultati una risposta preferita rispetto ai centri cittadini per la loro più ampia offerta, valida per tutte le tipologie di consumatori, dal top alla fascia bassa, la convenienza, il parcheggio gratuito e il possibilità di rifornirsi di benzina a prezzi competitivi”.

Il mix merceologico della galleria

Al di là dei risultati, il 2009 ha comportato modifiche nelle politiche degli operatori presenti nei mall, destinate a rafforzarsi nei prossimi anni. “È drasticamente cambiato l'atteggiamento del consumatore che, dando più valore al proprio denaro, mostra maggiore attenzione al reale rapporto qualità/prezzo -spiega Favro-. Il prezzo deve essere giusto non solo rispetto al prodotto, ma anche all'ambiente e al personale: tutto ciò richiede una trasformazione radicale che pochi operatori hanno capito e messo in pratica. Come gestori ci stiamo attrezzando, cercando insegne con una maggiore professionalità. Per questo stiamo coinvolgendo in misura crescente le insegne locali storiche, per differenziare i nostri mall e creare vicinanza con la clientela”.

Le priorità del 2010

“Per il 2010 la nostra priorità è quella di lavorare sul servizio e sull'ammodernamento delle nostre 45 strutture: oltre che sulle aperture di Catania e Napoli Argine, previste entro marzo, siamo concentrati sulle ristrutturazioni e sull'ampliamento dei centri più datati, realizzando parchi commerciali annessi per creare maggiore attrattività -chiarisce Favro-. In quest'ottica, stiamo lavorando anche sull'introduzione di nuovi servizi, come i poliambulatori, che si inseriscono nell'offerta di prodotti per salute, come gli studi dentistici di Cesano Boscone e Rescaldina. Inoltre, pensiamo di ampliare servizi come l'anagrafe, che è stato attivato anche a Cesano Boscone, dopo i successi del Fiordaliso di Rozzano (Mi)”. Il 2009 è stato contraddistinto da iniziative con un forte contenuto sociale, come la mostra Buio Buio, in collaborazione con l'Istituto dei Ciechi di Milano, e gli info-container sul risparmio energetico realizzati con il Museo A come Ambiente di Torino. “Si è trattato di operazioni di grande impatto, che pensiamo di ripetere anche nel 2010, con eventi più focalizzati sui temi dell'arte, della cultura e del sociale. Denominatore comune rimane la capacità di trasmettere alla clientela un'esperienza”, spiega Favro.

Nuove frontiere web

Una delle sfide del 2010 sarà l'avvio di test di interconnettività all'interno dei mall, con promozioni personalizzate giornaliere proposte ai clienti muniti di Blue Tooth. “L'attività sarà gestita in comune con le insegne più titolate, che si stanno già preparando e che si inseriranno sulla nostre infrastrutture, mentre con i dettaglianti di dimensioni più contenute giocheremo un ruolo proattivo e facilitatore -chiarisce Favro-. In aggiunta, vorremmo realizzare aree di pick-up all'interno dei nostri centri come servizio aggiuntivo per quelle catene che gestiscono Internet, nell'obiettivo di fornire risposte sempre adeguate. E siamo determinati a farlo”.

Violazione della privacy, Coop Lombardia reagisce

Coop Lombardia ha reagito con un’immediata smentita alle accuse contenute in un’inchiesta condotta dal quotidiano Libero e a firma di Gianluigi Nuzzi. Nell’articolo oggetto di polemica  si sostiene tra l'altro: “In diverse Coop in Lombardia sono state piazzate telecamere nascoste e sistemi di registrazioni audio per spiare i movimenti, le parole, i segreti, la vita privata di decine e decine di dipendenti. Occhi nascosti, piazzati negli uffici, nei box office, nei punti vendita, persino ai piani nobili della direzione centrale di Coop Lombardia.” Le attività sarebbero state avviate in una prima fase nel 2004 e poi riprese nel 2007.

La reazione
In un annuncio a pagamento comparso oggi sui principali quotidiani nazionali Coop Lombardia esclude “di aver mai commissionato attività quali quelle descritte dal quotidiano Libero”. La Coop sta predisponendo i necessari accertamenti per sincerarsi che non vi siano stati comportamenti illeciti o addirittura rilevanti sotto il profilo penale da parte di terzi e delle risultanze verrà data immediata informazione all’autorità giudiziaria. Coop Lombardia ha annunciato di aver conferito ai propri legali il mandato di tutelare nella maniera più opportuna l’immagine aziendale. Immediata chiarezza sulla vicenda è stata chiesta anche dai sindacati dei lavoratori.

FutureBrand: Susanna Bellandi diviene Ceo anche a Parigi

Dopo aver chiuso un 2009 con una crescita del 5%, tanto più significativa vista la crisi economica, Susanna Bellandi, CEO di FutureBrand Milano dal 2003, assume la medesima carica anche per la sede parigina del network.  FutureBrand Parigi è una tra le Agenzie di branding più titolate d'Europa, vincitrice
di alcuni tra i più importanti premi europei per i suoi progetti su Nespresso,
Mövenpick, Accor e Nescafé. Nel 2008 è stata eletta Design Agency of the Year al
Grand Prix les Agences de l'Année.
Si tratta dunque di un incarico importante che, giova sottolineare, viene assegnato a una donna manager italiana.

“FutureBrand Parigi -afferma Bellandi- è un'agenzia con uno straordinario know-how nel settore del
lusso, una boutique creativa dotata di un'expertise unica nell'approcciare progetti
di taglio alto, dedicati a brand internazionali che vogliono rafforzare la propria
posizione nel territorio del lusso. Il mio obiettivo sarà fondere le competenze di
Milano, leader nel settore del consumer branding e sempre più forte nei progetti di
corporate branding, con le competenze del team parigino.”

FutureBrand, ha firmato progetti per aziende leader nel mercato italiano quali: Barilla Pasta e Barilla Corporate, Coop, TIM,
Alfa Romeo, Elah, Ideal Standard, Chicco, San Benedetto.

Gli analisti di Assirm fanno il punto sui consumi

Mai come in questo momento le aziende hanno bisogno di conoscere il loro cliente e muoversi in fretta e senza sbagliare. La strada dei tagli indiscriminati di prezzo, pur rispondendo a esigenze tattiche contingenti sul lungo periodo, rischia di svilire l'immagine di prodotti e marchi. E chi può dare alle imprese gli strumenti per capire sentimenti e comportamenti del consumatore se non chi li studia per professione? Una domanda ideale per introdurre il convegno, promosso in collaborazione con Il Sole 24 Ore, Mark Up e Gdoweek, da parte di Assirm, l'associazione che in ambito confindustriale raggruppa le imprese operanti nel campo delle ricerche economiche, sociali e di opinione, ha voluto ieri fare il punto sulla crisi e sulle vie di uscita che, sia pure non a breve termine, si prospettano. Al tavolo dei relatori, oltre al presidente Silvestre Bertolini (nella foto), professionisti impegnati nello studio del largo consumo e di settori cruciali come il farmaceutico, il tessile-abbigliamento, l'elettronica di consumo.

Il largo consumo
Aprendo i lavori, Bertolini ha sottolineato che se da un lato la crisi si sta riflettendo nei comportamenti di acquisto dei consumatori, dall'altro le conseguenze dello tsunami finanziario sono forse minori di quelle paventate e ha segnalato come l'eccesso di enfasi mediatica stia giocando un ruolo negativo. La risposta alle esigenze di un consumatore in molti casi forse più spaventato che realmente impoverito può venire anche “utilizzando come supporto alle decisioni del marketing delle imprese il patrimonio di conoscenza di cui dispongono le nostre associate”.

Gli scenari del largo consumo sono stati al centro degli interventi di Francesco Franceschini, vicepresidente di IRI, e di Paolo Zani, business development director di GfK Eurisko Panel Services.
Franceschini ha segnalato come il consumatore abbia messo in atto sin dall'inizio dello scorso anno (e quindi da quando si sono verificati gli aumenti delle materie prime e ben prima del crollo di Lehman Brothers) una strategia di ripensamento della composizione del suo carrello della spesa: “si cercano prodotti della stessa categoria, ma a prezzi più bassi, favoriti anche dall'accresciuta pressione promozionale”.

Del tutto in linea le considerazioni di Zani, che ha mostrato come si stia inesorabilmente riducendo lo spazio in tutti i settori del grocery per i cosidetti “follower”, che non hanno né le possibilità di comunicazione dei leader né possono abbattere il prezzo a livello dei prodotti di fascia bassa. “In questo quadro - ha spiegato- prevediamo una crescita sostenuta delle private label, spinte soprattutto dalle esigenze di marginalità della gdo”.

I settori
L'analisi delle categorie merceologiche ha riguardato tre settori chiave come il farmaceutico, l'abbigliamento, l'elettronica di consumo. E dal fronte della salute sono giunte le notizie più sorprendenti: gli italiani hanno ridotto la spesa per i farmaci che devono pagarsi di tasca loro: “Le vendite - ha detto Bruno Sfogliarini, senior principal product & portfolio strategy di IMS Health - sono diminuite dell'1,9% da una parte grazie alla maggiore diffusione dei farmaci generici, dall'altra però la crisi sta portando le famiglie a rinunciare all'acquisto di prodotti di efficacia non del tutto provata”.
Per quanto riguarda l'abbigliamento Fabio Savelli, direttore generale di Sita Ricerca, segnala che “il calo delle vendite viene da lontano, perché i consumi stanno scendendo da oltre quindici anni e l'arrivo delle grandi catene estere ha accentuato il fenomeno”, mentre Antonio Besana, direttore GfK T&R ha indicato alcuni driver di sviluppo, come la connettività permanente e i negozi flagship dei produttori, sui quali si indirizzerà un mercato che l'anno scorso ha perso quasi il 5%. Senza dimenticare il canale Internet, che, ha detto: “si è dimostrato in controtendenza crescendo del 5,5% e con prospettive di ulteriore aumento”.
In chiusura dei lavori, il direttore centro studi di Assirm, Claudio Bosio, ha invitato a studiare i segnali di dinamismo che ora “sono ora nascosti dai dati medi, ricordando che questa crisi si trasformerà prima o poi in un'opportunità per chi saprà cogliere i segnali giusti”.

Star, ovvero un partner innovativo per la gdo

Nel corso del 2008, nonostante la difficile congiuntura economica, Star ha aumentato del 3% il suo fatturato pari a 370 milioni di euro, in crescita del 3% rispetto all'anno precedente. Nel 2009 ha aumentato gli investimenti a supporto dell'innovazione di prodotto e dei brand core, contestualmente a una significativa operazione di razionalizzazione dei canali di vendita o delle categorie ritenuti meno strategici e profittevoli. Con queste premesse, come sarà il 2010 di Star? Lo abbiamo chiesto al direttore generale Fabio Cairoli. "Al di là di previsioni macro-economiche, guardiamo con ottimismo al 2010 -sottolinea Cairoli-, anno che sarà per noi focalizzato a raccogliere i frutti e a massimizzare i risultati dei progetti già implementati nel 2009. Nel corso di quest'anno, a un processo di riorganizzazione delle competenze, si è infatti accompagnata una strategia di innovazione, concretizzata nella rivisitazione dei portafogli-prodotto e nell'apertura di nuovi segmenti di mercato".

Come vi relazionerete con la gdo?

La nostra strategia con la gdo sarà orientata a posizionarci come un partner capace di innovare anche in tempi di crisi per stimolare consumi ad alto valore aggiunto, a consolidare progetti di category con i più importanti retailer, a rafforzare il presidio del punto di vendita e a offrire al trade, anche in ambito promozionale, soluzioni innovative e taylor made. In sintesi, in tempi di crisi di consumo il rischio per tutta la filiera è la distruzione del valore, Star intende porsi come un partner in grado invece di continuare a creare valore aggiunto.

Come farà Star a conciliare l'investimento in R&S con i tagli imposti dalla crisi economica?
La ricerca e sviluppo rappresenta uno dei settori nell'ambito dei quali l'azienda investe da sempre, per soddisfare le esigenze dei consumatori con prodotti sempre più aderenti ai nuovi stili di vita. In particolare, in un momento di crisi, saper offrire prodotti e servizi con un elevato livello di innovazione è essenziale per la creazione di valore. A testimonianza di quest'affermazione ricordo che nel 2009 sono state introdotte sul mercato 23 nuove referenze, nelle quattro categorie core (insaporitori, piatti pronti, sughi e infusioni). Per esempio, con la nuova linea “I Brodi”, abbiamo aperto un nuovo segmento di mercato: si tratta di un brodo pronto in brick, preparato secondo la ricetta tradizionale e destinato a cambiare le abitudini di consumo. Le linee guida che orientano la nostra strategia R&D sono quattro: una forte collaborazione con il marketing e il costante riferimento al consumatore finale, un'attenzione specifica all'aspetto nutrizionale dei prodotti, lo sviluppo di tecnologie idonee a sostenere in termini produttivi le innovazioni sia di prodotto sia di pack e infine una rete di collaborazioni esterne.

Che innovazioni proporrete nel 2010 e a quali target saranno rivolte?

Il 2010 sarà dedicato al consolidamento dei progetti lanciati nel 2009 e a qualche extension rilevante delle categorie core. La famiglia rimane il nostro target, anche se riserviamo un'attenzione sempre maggiore alle donne del ventunesimo secolo. Donne che, divise tra lavoro e famiglia, non vogliono però rinunciare a portare in tavola piatti che soddisfino il palato e lo spirito della famiglia.

La pressione promozionale da un lato e le private label dall'altro stanno dando filo da torcere ai brand industriali. Come si muove Star su questi fronti?

La nostra strategia persegue due obiettivi fondamentali: il primo, volto a mantenere alto il valore percepito del brand e dei prodotti. Ciò significa che, nell'equazione “value for money”, crediamo sia strategicamente più rilevante incrementare il value percepito. Il secondo obiettivo attiene alla segmentazione e alla differenziazione dell'offerta, rispetto sia ai competitor di marca sia alle private label. Per rilanciare i consumi, crediamo infatti che sia importante aumentare il valore dell'offerta e soddisfare al meglio il mercato, definendo consumer proposition forti e cercando di evitare la semplice proliferazione degli assortimenti. Il pricing ha un duplice ruolo: strategico, dove siamo sempre più attenti alla sostenibilità delle nostre scelte, soprattutto nel definire il posizionamento dell'innovazione, e tattico, poiché nel breve periodo stiamo assistendo a un uso eccessivo della leva promozionale che sposta quote di mercato ma non contribuisce, secondo noi, a un rilancio strutturale dei consumi.

Parliamo di comunicazione: quali sono i valori-chiave della marca Star e come vengono trasferiti ai consumatori?

La vision aziendale, che trova nel gusto italiano e nell'autenticità i propri valori portanti, è trasmessa attraverso la nuova Brand Architecture che si sta progressivamente materializzando sui pack di tutte le nostre categorie. I trattamenti fotografici delle ricette preparate e degli ingredienti contenuti conferiscono ai nuovi pack un maggior food appeal, in linea con la percezione del gusto atteso. Inoltre, la naturalità e la trasparenza delle ricette emergono sulle confezioni attraverso la dichiarazione più immediata degli ingredienti utilizzati e dalle modalità di preparazione dei prodotti. Ne è un esempio la rivisitazione della linea dei sughi pronti che, nei nuovi pack, affianca al logo Star il sub brand Fatti Così, evocando la stessa semplicità e cura con cui sono preparati i sughi fatti in casa.

In termini pubblicitari, invece, cosa farete?

Nei primi mesi del 2010 prenderà il via l'attività di comunicazione a supporto della nuova linea I Brodi, con un'intensa campagna Tv. Il lancio si inserisce nell'ambito del riposizionamento iniziato quest'anno con il nuovo pay-off istituzionale “Ti adoro gusto italiano” firmato da Leo Burnett, il nostro partner creativo. Il primo frutto di questa collaborazione è stato già reso noto attraverso il copy dedicato al Dado Star, on air nei mesi di ottobre e novembre 2009 con i primi due soggetti, mentre il terzo sarà in onda a gennaio 2010.
In termini di investimenti, mentre la campagna per i soli dadi gode di un budget di 3 milioni di euro, la spesa pubblicitaria stanziata per tutti i brand nel 2010 sarà pari ad una crescita stimata del 50% rispetto al 2009. Sempre nel 2010, il media mix sarà ancora più completo: la stampa e il web, per esempio, integreranno la campagna per il Dado.

Per GfK a Natale trend positivo di Smartphone e Tv Lcd

Secondo il Weekly Monitor di GfK gli acquisti natalizi di beni tecnologici di consumo si sono spostati verso prodotti a prezzo medio più elevato rispetto a quanto accaduto lo scorso anno: il mese di dicembre appena trascorso, infatti, ha registrato una flessione nelle quantità (-1,3%), ma un netto incremento a valore (+8,4%).

“Osservando i dati disaggregati per singola settimana -commenta Antonio Besana, business director di GfK Retail and Technology (in foto)- appare evidente che molti acquisti sono stati spostati più a ridosso del Natale, e per molti prodotti il segno positivo è apparso solo nelle ultime due settimane. Fanno eccezione soltanto smartphone, lcd tv e blu ray, che hanno registrato tassi postivi per tutto il periodo.”

Prodotti vincenti
I prodotti che a valore hanno registrato trend più positivi sono gli smartphone (con fatturato più che raddoppiato rispetto a dicembre 2008, +121%) i flat Tv Lcd (+66%), i notebook (+29%) ed i desktop computer (+3%). Forte incremento anche per i blu ray player (+150%) per i quali va sottolineato che si tratta di un mercato ancora piccolo, e che nel mese di dicembre ha beneficiato di promozioni particolarmente aggressive. Flessione superiore al 20% per car navigation, camcorder, car audio, DVD player e stampanti. Sempre in flessione, ma in modo meno pronunciato, MP3/MP4 (-19%), TV Plasma (-16%), audio home system (-15%), telefoni cellulari (-13%), stampanti multifunzione (-11%). Diminuzione contenuta per fotocamere digitali (-5%).

Giova ricordare che i dati forniti dal Weekly Monitor di GfK non rilevano le vendite complessive ma quelle riferite alla parte “alta” della distribuzione, responsabile di circa un 50% delle vendite totali del panel. Il periodo preso in esame copre le ultime 4 settimane dell'anno (dal 29 novembre al 26 dicembre 2009) confrontate con le settimane analoghe dell'anno precedente (dal 30 novembre al 27 dicembre 2008).

Avvicendamento al vertice di Conai

Dal 1° gennaio di quest'anno Walter Facciotto assume la carica di direttore generale di CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, subentrando a Giancarlo Longhi, di cui è stato vice a partire dal 1999.

Walter Facciotto ha maturato la sua esperienza nel mondo del packaging in oltre 25 anni di attività, principalmente nel settore cartotecnico e del cartone ondulato per il quale ha ricoperto, per diversi anni, incarichi associativi sia nazionali sia internazionali. Sulla base dell’esperienza acquisita, che si è poi estesa anche agli altri materiali, ha inoltre contribuito, sin dall’inizio, alla definizione e all’affermazione del modello italiano di gestione dei rifiuti di imballaggio, rappresentato dal sistema consortile CONAI.

Deloitte conferma Wal-Mart leader mondiale

Ammonta a 3.800 miliardi di dollari il giro d’affari dei 250 big retailer internazionali censiti dallo studio "2010 Global Powers of Retailing" di Deloitte nell’anno fiscale 2008, con una crescita del  5,5%. I margini netti, però, sono scesi dal 3,7 al 2,4% a causa della recessione mondiale, che affonda le sue radici nel 2008.
Il rapporto evidenzia che i due terzi dei 184 retailer che hanno reso noti i risultati relativi agli utili 2008, hanno registrato un forte decrescita del margine netto, distinguendo tra i retailer europei, che hanno ridotto la redditività dal 4,1% al 2,7% del 2008, mentre quelli nordamericani hanno subito un calo inferiore passando dal 3,6% al 2,4%.

Le top ten
Lo studio Deloitte che, come ogni anno, stila la classifica dei migliori 250 retailer in base al loro volume d’affari, conferma al primo posto il colosso statunitense Wal-Mart (405,6 milioni di $, con crescita del 9,4%) e al secondo quello francese Carrefour, pur con un fatturato di tre volte inferiore, ovvero 129,8 milioni di $ (+4,3%). Al terzo posto, inverdendosi di posizione con Tesco (+12%), sale Metro (+4,8%).
Guadagna due posizioni Schwarz, ora al quinto posto ((+12,3%), seguito da Kroger (+7,2%) e da Home Depot (+1,9%), che perde due posizioni. Costco (+11,2%) sale dal nono all’ottavo posto, tallonato da Aldi (+5,1%), che guadagna una posizione, mentre al decimo si trova Target (+6,1%), registrando una perdita di due posizioni.

La classifica italiana
Davvero buone le performance sviluppate da 5 dei 6 retailer presenti nella classica dei 250 big.
Coop passa dalla posizione 52 alla 46, mentre Conad si colloca 69simo con un guadagno di 8 posizioni.  Esselunga sale di 7 posizioni e diventa il 114simo big, e Pam raggiunge il 205simo posto guadagnando ben 22 posti, mentre Finiper sale al 224simo salendo di 14 posizioni. Performance negative invece per Luxottica che perde 8 posizioni ed è ora 182sima.

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Gdoweek | 13 gennaio 2010 |

Lavazza si rafforza nelle bevande calde con l’acquisizione di Ercom

Prima delle festività natalizie, Lavazza ha firmato il contratto preliminare di acquisto di Ercom S.p.A., società che opera sul mercato internazionale con i marchi Eraclea, Dulcinea e Whittington.

Il perfezionamento dell'operazione -previsto nei primi mesi del 2010- è condizionato all'approvazione da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
L'accordo vede, quale venditore della maggioranza, Alicros SpA -finanziaria che fa capo alla famiglia Garavoglia, che controlla anche il gruppo Campari- insieme agli azionisti storici di Ercom.
I venditori sono stati assistiti, per la parte finanziaria, dall'advisor Vitale & Associati nonché, per la parte legale, dallo Studio Giliberti, Pappalettera, Triscornia.
Si chiude con questa acquisizione un 2009 positivo per Lavazza (nella foto, l'Ad Gaetano Mele), che
vede un fatturato in linea con l'esercizio precedente (oltre 1,1
miliardi di euro), nonostante la crisi
economica mondiale. L'azienda ha raggiunto gli obiettivi prefissati e
ha confermato sia i piani di sviluppo a lungo termine, in Italia e
all'estero, sia la strategia di forti investimenti sul prodotto.

Un new business che complementa l'offerta
Ercom è leader in Italia nelle bevande calde di alta gamma e nei preparati per sorbetti e granite. Storica azienda milanese, si è sviluppata nel canale Horeca  grazie alla continua innovazione di prodotto unita ai contenuti di servizio.
Le cioccolate, l'orzo, i tè e i preparati dimostrano la notevole capacità di creazione o reinvenzione di prodotti che sono da tempo diffusamente presenti nei bar e nelle caffetterie italiane. Il successo conseguito in Italia si è poi ripetuto nell'esportazione nei paesi più attenti all'arte italiana del caffè, mercati nei quali l'azienda conta di crescere ulteriormente.
Il fatturato consolidato di Eraclea stimato per l'anno 2009 si attesterà attorno a 25/26 milioni di euro.
L'azienda occupa 61 addetti e conta su una forza vendita di 99 agenti distribuiti sul territorio nazionale.

Con il piano Vog 2010, le mele Marlene si concentrano

L’assemblea generale del VOG ha approvato la strategia VOG 2010, che racchiude le linee guida del futuro assetto commerciale e organizzativo del Consorzio di Terlano (Bz).
Il nuovo asset del VOG nasce con l’obiettivo di rendere più snella ed efficace l’attività commerciale del Consorzio attraverso un processo di riorganizzazione interna.

“La strategia VOG 2010 nasce con l’obiettivo di consolidare la nostra posizione sul mercato e, sul lungo periodo, di garantire ricavi equi ai nostri produttori -ha affermato il Presidente Georg Kössler-. Grazie alla nuova strategia riusciremo ad offrire un servizio più efficiente ai nostri clienti, rispondendo in modo più rapido e efficace alle loro richieste e alla evoluzione del mercato“.

“Oggi la singola cooperativa non è più in grado di tener testa alle sfide internazionali del mercato -ha aggiunto il direttore Gerhard Dichgans-. La parola d’ordine è serrare le file ed è questa la strada indicata nel nostro programma, che rappresenta inoltre l’adeguamento della nostra struttura ai requisiti formali richiesti dal vigente regolamento europeo per poter continuare a godere dello status di organizzazione di produttori”.

Il meccanismo del nuovo assetto
Il programma prevede la creazione di 4 Pool che, a partire da agosto 2010, riuniranno al loro interno le 18 Cooperative frutticole che fanno parte del Consorzio, suddividendole in maniera omogenea in base alle diverse zone di produzione.

I pool, che insieme commercializzeranno la totalità delle mele da tavola prodotte dai singoli membri, lavoreranno secondo le medesime direttive di fornitura, cernita e conteggio, pagando i singoli produttori frutticoli in base al loro status di membri e ai volumi forniti.

I direttori delle 18 cooperative socie inoltre, saranno direttamente coinvolti nelle decisioni commerciali, garantendo a ogni cooperativa la possibilità di controllare e influenzare le scelte strategiche del Consorzio.

Ogni pool nominerà un rappresentante che farà parte del gruppo di lavoro centrale, che sarà presieduto dal direttore del VOG, e avrà il compito di definire la programmazione generale delle vendite, l’individuazione degli obiettivi di produzione e di ricavo, nonché l’uso dei marchi e delle strategie di marketing a sostegno degli obiettivi di fatturato.

In futuro quindi, grazie a questa struttura, il Consorzio coordinerà interamente il processo di vendita, che sarà fatturato in toto a livello centrale e suddiviso in otto settori strategici di attività, ognuno corrispondente a un mercato target.

Danone continua a sviluppare le categorie

In un contesto diverso, ossia in assenza di una crisi come quella che stiamo vivendo da un paio di anni, “visto il massiccio investimento promozionale
realizzato nel 2009, il mercato sarebbe esploso”, 
sottolinea Luca Casaura, direttore marketing di Danone. E invece le cose sono andate diversamente: “Negli ultimi 12 mesi i consumi a volume hanno solo tenuto, soprattutto grazie al forte incremento della pressione promozionale, che ha però in parte contribuito a diluire il valore del mercato” aggiunge
Casaura.
Questa difficile situazione non ha però fermato il
percorso di Danone, che ha continuano a innovare le categorie dov’è presente, con una serie ininterrotta di ampliamenti di gamma e di novità di
prodotto, e a investire in comunicazione in modo intenso e continuativo. A dispetto della crisi. Tanto che l’azienda ha appena riconfermato per il prossimo biennio il centro media Mindshare, che gestirà un budget stimato in 55 milioni di euro annui.

Ma cosa si aspetta Danone per l’anno che sta
per cominciare?

Prevediamo una sostanziale tenuta del mercato,
senza improvvise accelerazioni né stop di rilievo, in linea con quanto abbiamo registrato nel corso del 2009. Infatti, finora, la crisi del mercato non
è entrata nella “terza fase”, quella sociale, e contiamo che questo non succeda, almeno nel breve periodo.

Secondo voi, quali sono i maggiori fattori critici nello scenario attuale?

I fattori critici sono principalmente due. Il primo è
certamente la crisi dei consumi che rappresenta un forte elemento di rischio da tenere sotto controllo. Il secondo fattore critico è legato ai costi dell’innovazione, in particolare in rapporto alla distribuzione e alla pubblicità. Nonostante il calo complessivo del mercato pubblicitario registrato nel 2009, i listini in Italia sono rimasti pressoché stabili e questo
può porre delle barriere ai lanci di nuovi prodotti.
In sostanza, dunque, i costi da sostenere per l’innovazione frenano la capacità delle grandi aziende di poter accelerare l’uscita dalla crisi.

Che mezzi hanno a disposizione le aziende per rilanciare le vendite?

La strada da percorrere e sostenere se si vuole
puntare allo sviluppo è sempre quella dell’innovazione, unita e abbinata alla comunicazione. Innovare comporta dei costi, ma è sicuramente la via
principale per uscire dalla crisi. Durante i periodi
di incertezza economica il consumatore accresce
la sua attenzione rispetto al “value for money” di
un prodotto: l’imperativo, quindi, è quello di uscire
dalla guerra dei prezzi per operare una differenziazione sul piano qualitativo basata sull’innovazione.

Danone è da sempre un’azienda molto vivace
sul fronte dell’innovazione. Quali novità verranno lanciate nel 2010 e in quale aree?

In effetti Danone ha fatto dell’innovazione la chiave del suo successo. Basti pensare che la maggioranza del fatturato (ben il 75%) viene da marchi che 10 anni fa non esistevano, come Actimel, Activia e Danacol. Anche quest’anno il motore dell’innovazione ci ha portati al lancio di successo della gamma Delizia di Activia. Non ci fermeremo qui, il 2010 sarà un altro anno a forte spinta innovativa.

Anche sul fronte pubblicitario siete un big spender. Confermerete i vostri budget anche nel 2010?
Quest’anno in Italia non abbiamo registrato una riduzione del costo dei GRP in linea con quanto avvenuto in altri Paesi; la stabilità dei listini ha quindi portato a un calo generale degli investimenti. L’opportunità per il 2010 è che le aziende tornino a investire, una volta consolidati i propri conti economici. Lavorare per un riequilibrio tra investimenti pubblicitari e promozionali rappresenta un’altra opportunità di sviluppo per Danone: la chiave per farlo rimane sempre l’innovazione.

Come vi state ponendo nei confronti dei nuovi media e della comunicazione via satellite?  E quali sono le previsioni per il 2010?

Oggi Danone investe in maniera massiccia sui nuovi media, e sul web in particolare. In linea con i cambiamenti in atto nella dieta mediatica degli italiani, ci stiamo indirizzando anche su nuove frontiere rappresentate dalle tv digitali e satellitari. Non abbandoniamo però la televisione tradizionale che, per noi, resta sempre il mezzo più importante.

L’ambiente e la sostenibilità sono due temi che stanno guadagnando sempre più spazio nelle logiche di acquisto e di consumo dei consumatori. Come si sta muovendo Danone su questi fronti?

A livello internazionale, il tema dell’ambiente sta acquisendo un’importanza sempre crescente. L’Italia è attualmente tra i Paesi europei quello in cui vige maggiore preoccupazione per la natura e per le tematiche di sostenibilità ambientale. Danone ha iniziato ad alleggerire la sua “impronta ambientale” già diversi anni fa attraverso interventi sull’intera filiera, sia in fase di produzione sia nell’ambito della distribuzione e della logistica. Nel 2010 questo impegno verrà mantenuto e rafforzato fino a coinvolgere il mix di alcuni prodotti, diventando così “tangibile” per il consumatore finale.

Henkel Italia: il brand non smette di innovare

Saper vedere oltre la crisi. Essere marca significa svolgere un ruolo da faro del mercato, anche nelle fasi congiunturali difficili. Nel caso di Henkel -multinazionale attiva su più categorie afferenti il personal care e la detergenza casa- ciò si traduce in un forte impegno in termini di qualità e innovazione, valori che sempre più spesso entrano in sinergia con istanze etiche. Basti pensare al progetto di responsabilità sociale Dixan per la Scuola, che dal 2000 fornisce aiuti economici e strutturali alle scuole ed agli studenti, o alla recente introduzione dell'alfabeto braille sulle confezioni a marchio Dixan, Perlana, Bio Presto, General, Pril.

La chiusura del terzo trimestre 2009 è l'occasione per fare il punto della situazione, tracciando le linee guida della prevedibile evoluzione economica e sintetizzando i focus della strategia aziendale. Ne parla Vincenzo Vitelli, amministratore delegato di Henkel Italia.

Quale dinamica di mercato è lecito attendersi nei prossimi mesi?

Pur permanendo alcune aree di incertezza, da parte degli istituti specializzati esiste un certo consenso sul fatto che la ripresa sia ormai iniziata a livello mondiale. Sarà indubbiamente un percorso lento e trainato dalle economie emergenti; negli altri paesi si osserverà una risalita molto più contenuta: secondo Prometeia, in Italia il Pil crescerà nell'ordine dello 0-1%, differenziale che compenserà in misura minima il calo di 5 punti accusato quest'anno. Diverso è il discorso per il largo consumo, che -rispetto ad altri settori- ha subito contraccolpi meno negativi grazie soprattutto a politiche di prezzo finalizzate a sostenere consumi: in questo caso, se nell'anno in corso la flessione si attesta intorno all'1,5-2% (-1,3% circa per il grocery), per il 2010 si attende una lieve crescita (0,5-1,5%), che consentirà al comparto di riapprossimarsi ai risultati 2008.

Sul piatto della bilancia pesano di più le minacce o le opportunità?

Nello scenario descritto permangono alcuni fattori di incertezza. Il primo in assoluto è l'onda lunga della disoccupazione, fenomeno che tradizionalmente si manifesta con un certo ritardo e richiede un surplus di tempo per risolversi, a discapito della disponibilità alla spesa. D'altro canto, giocherà a favore della domanda la probabile dinamica dei prezzi, che risaliranno meno rapidamente dei costi. Sull'evoluzione dei valori al consumo incideranno positivamente anche le ristrutturazioni aziendali, conseguenze classiche delle crisi, che agiranno da generatori di efficienza e, quindi, di ottimizzazione degli oneri di gestione.

Il contenimento dei prezzi garantirà al trade una redditività soddisfacente?

Quello dei rapporti con la gdo rappresenta, oggi, un versante piuttosto critico: il potenziale di tensione deriva essenzialmente dal fatto che i retailer stanno soffrendo a causa di margini più ristretti rispetto al passato. La dialettica industria-trade, quindi, potrà vivere qualche momento conflittuale: il problema è che in Italia non siamo riusciti a “fare sistema”, dunque i fattori di competitività tendono a basarsi unicamente sul prezzo. Nel corso del 2009 si è verificato un forte incremento dell'intensità promozionale, sia in termini di numerosità delle azioni sia sul piano dei livelli di sconto, anche se -a partire da settembre/ottobre- si è notato un lieve rallentamento.

Rilevate evoluzioni interessanti nei comportamenti dei consumatori?

Un fattore di sviluppo su cui potremo contare riguarda proprio i nuovi trend di consumo: la tendenza a vivere di più la casa ed il cambiamento di alcune abitudini di vita rappresentano un incentivo alla creatività delle aziende, che -cavalcando le esigenze emergenti- devono cercare di fornire nuovi stimoli ai consumatori attraverso la proposta di soluzioni inedite, fatte bene, vocate alla funzionalità. L'innovazione deve dimostrarsi in grado di individuare ed assecondare i nuovi orientamenti: fra questi, un fronte da tenere in grande considerazione è, senza dubbio, quello dell'etica e della responsabilità sociale, che offre molteplici spunti innovativi e riscuote una crescente considerazione da parte del mercato.

Su quali leve le marche dovrebbero agire con maggiore intensità?

Indipendentemente dalle contingenze, la marca resta il motore della vera crescita. Dal grande brand ci si aspetta innovazione e continua riconferma dei valori di qualità su cui ha saputo costruire la propria immagine. Quindi -se continuerà a fare il proprio mestiere- la marca aiuterà sicuramente il rilancio: forse non riuscirà a riprendersi la market share di qualche anno fa, ma certamente non accuserà ulteriori flessioni (nel grocery, 70% circa). Fra i plus a supporto, il fatto che le marche danno origine alle innovazioni e per prime ne beneficiano e, soprattutto in certi settori, la capacità dei brand di giocare bene sui prezzi salvaguardando i propri valori premianti.

Ripartiranno gradualmente anche le attività di comunicazione?

In questi mesi stiamo osservando una leggerissima ripresa degli investimenti pubblicitari. Anche se, al momento, è difficile stimare un trend prolungato, credo che nel largo consumo confezionato si assisterà ad una crescita delle attività di comunicazione in tutte le forme e su tutti i canali, tradizionali ed innovativi. I media che, in questi ultimi due anni, si sono segnalati come particolarmente interessanti -web e canali tv satellitari in primis- verranno ulteriormente utilizzati come strumenti per veicolare messaggi innovativi, cioè a maggiore contenuto di informazione. Articolando il piano comunicazionale su più mezzi, l'azienda può veicolare ai target-group il mix di informazioni ed emozioni che possa meglio colpire la loro sensibilità.

In che misura le attività di R&S hanno risentito della fase recessiva?

L'innovazione non si improvvisa: nella maggiori aziende le attività di R&S seguono strategie a medio/lungo termine. La fase congiunturale negativa, quindi, su tale fronte non ha provocato conseguenze importanti. Per quanto ci riguarda, nelle varie aree di business stiamo lavorando su diverse novità di prodotto, che beneficiano di upgrading in termini di qualità e performance o si avvalgono di formulazioni più naturali e rispettose dell'ambiente e della salute umana. In area colorazione capelli, per esempio, abbiamo recentemente presentato Essential Color, prodotto che dimostra come sia possibile ottenere un valido risultato di colorazione mediante una formula assolutamente priva di ammoniaca. Nella categoria detergenti lavastoviglie, invece, con il brand Pril abbiamo lanciato un brillantante di nuova generazione, attivo sia sulle stoviglie che sulle pareti della macchina e contenente aceto, ingrediente naturale e vocato alla pulizia delle superfici. Il tema della naturalità sale alla ribalta anche con riferimento ai detergenti piatti (Nelsen all'Argilla naturale) ed ai collutori, categoria in cui -sotto l'egida del brand Antica Erboristeria- abbiamo recentemente lanciato un prodotto provvisto di un posizionamento inedito (a base di 8 erbe). E lo sforzo innovativo si estende dai prodotti alle iniziative comunicazionali, con azioni inedite e sinergiche ai fini della trasmissione dei valori a cui i consumatori risultano più sensibili.

Il management di Righi rileva l’azienda

Righi S.r.l., l'azienda reggiana leader nella produzione e distribuzione di gastronomia tradizionale surgelata -torte salate, snack, erbazzone e altre specialità emiliane- è stata ceduta dalla multinazionale olandese Royal Wessanen -che ne aveva assunto il controllo nel 2005- a un gruppo di manager italiani guidati da Marco Barbieri e Andrea Melioli.

Barbieri, in Righi dal 1995, presiederà il nuovo CdA e manterrà l'incarico di direttore commerciale e marketing. Melioli, manager con consolidata esperienza nel settore food (Barilla, Fiorucci, Greci) sarà vice presidente e Amministratore Delegato.

Advisor dei manager per l'operazione è stata Global Strategy, società di consulenza strategica che ha assistito i medesimi nello studio di fattibilità dell'operazione, coordinando i consulenti fiscali (BOCG) e legali (Studio Ricci).

Obiettivi di sviluppo
“Il piano di rilancio della società si fonda su alcune linee di intervento -dichiara l'Ad Andrea Melioli-: crescita nei segmenti di prodotto tradizionale, di produzione interna, mediante una strategia di penetrazione commerciale sui diversi canali di vendita; innovazione di prodotto e di servizio con riferimento ai diversi segmenti di domanda, sia con prodotti propri che commercializzati; efficienza industriale e generale d'azienda. Le attività di sviluppo all'estero, che è uno dei nostri obiettivi, verranno avviate progressivamente nei prossimi mesi”.

MULTICANALITA’: ORGOGLIO O PREGIUDIZIO?


Il progetto di ricerca ideato e condotto da Nielsen, Nielsen Online, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano,  si propone con l'edizione 2009 di continuare a studiare i trend evolutivi già evidenziati nelle edizioni precedenti e in particolare di analizzare:



  • la propensione del consumatore alla multicanalità lungo il processo di relazione con le imprese;
  • il consumo dei media;
  • il ruolo del Mobile e non solo di Internet lungo tutto il processo;
  • la risposta delle imprese ai cambiamenti in corso.

    e ancora.....
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LA GESTIONE DEI PALLET NEL SETTORE DEL LARGO CONSUMO

Chi si occupa di logistica conosce bene che uno dei temi caldi, spesso trascurati, nei dibattiti tra addetti ai lavori riguarda il mondo dei pallet.
Il pallet è l'imballaggio terziario più utilizzato per la movimentazione, lo stoccaggio ed il trasporto delle unità di carico e gioca un ruolo di assoluto rilievo nell'ambito delle attività di distribuzione delle merci; se si pensa, infatti, che un pallet Epal (lo standard adottato dal settore del largo consumo) ha un valore di quasi 9 euro, si comprende come la questione pallet sia nei primi posti dell'agenda dei direttori logistici delle aziende di produzione e distribuzione e dei loro operatori logistici.
Ad oggi, nel settore del largo consumo, l'interscambio differito di pallet Epal rimane la modalità di scambio più diffusa. Ciò costringe le imprese a organizzare delle contromisure che si traducono in un incremento generale dei costi operativi, difficilmente quantificabile in quanto caratterizzato da fattori di costo spesso affogati nelle normali attività aziendali. E' proprio con lo scopo di valutare il peso effettivo della gestione del pallet per gli attori del largo consumo di un'impresa che dal 2006 presso il C-Log (Centro di Ricerca sulla Logistica della LIUC) è attivo un Osservatorio Pallet, in collaborazione con il Politecnico di Milano.
“Le indagini condotte presso gli attori della filiera del largo consumo” - spiega il prof. Fabrizio Dallari, direttore dell'Osservatorio - “hanno evidenziato le ben note criticità del sistema di interscambio pallet Epal. In particolare, nonostante il sistema Epal sia sulla carta un “sistema chiuso”, si è registrato un elevato valore delle perdite non fisiologiche dei pallet circolanti nel sistema e, conseguentemente, un incremento generale dei costi amministrativi per tutte le imprese coinvolte: dalla contabilità dei buoni pallet alla gestione dei saldi dare/avere, dalla gestione dei contenziosi al rapporto con i riparatori di pallet”.

Per condividere i risultati della ricerca con tutti gli attori della filiera (produttori, distributori, operatori logistici e autotrasportatori) il prossimo 3 marzo 2010 presso l'aula magna dell'Università Carlo Cattaneo LIUC di Castellanza si terrà il convegno “La Gestione dei pallet nel settore del largo consumo”, in cui saranno evidenziate le criticità per la filiera, i costi del sistema interscambio e le best practices adottate da alcune primarie aziende di produzione, di distribuzione e di trasporto dei beni di largo consumo.

L'evento, patrocinato da Federlegno Arredo e da Indicod ECR, coinvolgerà tutti gli attori della filiera dei beni di largo consumo: aziende di produzione, distributori e operatori logistici.
Interverranno inoltre anche aziende che si occupano di produzione, riparazione e commercializzazione di pallet che presenteranno soluzioni innovative per il recupero e la gestione del parco pallet, anche nell'ottica di una maggiore sostenibilità ambientale.

La partecipazione al convegno è gratuita previa registrazione.


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