Allegati
- Scarica GdoweekM@il 496
- Gdoweek 496 | 28 settembre 2009 |
Implementati nel 2007 come progetto pilota presso il Centro Colombo (Portogallo), i GTP sono già stati attuati in altri 6 centri: Centro Vasco da Gama, GranCasa (Spagna), Valecenter (Italia), Mediterranean Cosmos (Grecia), Alexa (Germania) e Shopping Penha (Brasile). Nel 2008, l'azienda ha applicato questo programma anche presso i propri uffici di Lisbona, dopo un sondaggio svolto tra i dipendenti.
Il caso italiano
L'implementazione del GTP presso il Centro Commerciale Valecenter di Marcon (Ve) a partire dal 2008, ha visto la diffusione di informazioni circa i mezzi pubblici e la sensibilizzazione all'uso di mezzi di trasporto alternativi. Grazie a questa attività continuativa l'uso dell'automobile è diminuito del 6% dal 2008, con un incremento del 3% dell'utilizzo della bicicletta. Inoltre, sta per essere completata la costruzione di un passaggio ciclo pedonale di accesso al Centro, teso ad aumentare sia la sicurezza di attraversamento della strada adiacente, molto trafficata, sia l'utilizzo di mezzi non inquinanti.
Lisbona
L'implementazione del GTP al Centro Colombo di Lisbona ha contribuito a un aumento del 10% dell'accesso al centro con i mezzi pubblici, dal 38% nel 2008 al 48% nel primo trimestre del 2009, e ha portato a un calo dell'utilizzo dell'automobile da parte dei dipendenti pari al 26% circa nel 2009.
Anche al Centro Vasco da Gama, dove il GTP è stato attuato nel 2008, abbiamo assistito a un incremento dell'impiego dei mezzi pubblici, che ha raggiunto il 41% nel primo trimestre del 2009, a fronte del 38% registrato nel 2008; si è registrata altresì una crescita di circa l'8% nel numero di dipendenti che hanno scelto di utilizzare il trasporto pubblico.
Nuova linea in confezione funzionale e curata da parte di uno specialista dei prodotti da ricorrenza.
Bontà in scatoletta per festeggiare il prossimo Carnevale.
La Sorgente ha appena dedicato all'amata festività una nuovissima gamma di dolci caratterizzati -oltre che da plus di bontà e fragranza- dal packaging espressamente pensato per preservare l'integrità del contenuto.
Garantisce un'azienda alimentare specializzata anche nella manifattura di articoli da ricorrenza, che risultano tradizionalmente molto apprezzati dai consumatori: fra questi, le Chiacchiere biscottare al forno, le Bugie e le Riccioline in vari formati per il lineare self-service e per il banco assistito (articoli sfusj).
La Sorgente, fra i primi produttori ad offrire ai retailer tale tipologia di referenze, si distingue per una filosofia orientata verso il costante perfezionamento del prodotto e la proposta al mercato del miglior rapporto qualità-prezzo.
Una novità alimentare per aiutare a controllare il peso corporeo senza rinunciare al gusto gratificante.
In linea con la frutta. I Biscotti Farciti con Prugna Pesoforma offrono l’occasione di consumare un pasto leggero e sfizioso a tutti coloro che intendono dimagrire non rinunciando al piacere e alla golosità, senza saltare pasti o sottoporsi a diete improvvisate.
Nella nuova ricetta che li rende ancora più croccanti, questi biscotti rappresentano un pasto sostitutivo pratico e veloce -ricco di proteine e contenente 12 vitamine, 11 minerali e la giusta proporzione di carboidrati e grassi- che garantisce il corretto apporto nutrizionale per perdere peso e rimanere in forma.
Con solo 328 kcal, 2 Biscotti Farciti con Prugna Pesoforma, sostituiti ad uno dei pasti principali, apportano la giusta dose di nutrienti per mantenere la linea e controllare il peso. In ogni pack, 12 Biscotti Farciti per 6 pasti e tanti consigli per una dieta equilibrata.
Gli irresistibili Manny, Diego, Scrat e Sid protagonisti della linea di igiene orale per bambini di Aquafresh. Lavarsi i denti è un’avventura “glaciale”.
Contemporaneamente all’uscita nelle sale dell’attesissimo terzo capitolo de “L’Era Glaciale”, i simpatici eroi cinematografici sono protagonisti della linea di igiene orale per bambini di Aquafresh.
A partire da agosto e fino a novembre, infatti, gli spazzolini Piccoli Amici e Junior ed il dentifricio Piccoli Amici risultano personalizzati dagli irresistibili character del film, così da trasportare i più piccoli in un’avventura mozzafiato alla volta del misterioso mondo dei dinosauri.
Ed altre sorprese promettono di sorprendere i piccoli utilizzatori: in abbinamento alla linea di prodotti, i più giovani troveranno in regalo 2 gadget Era Glaciale 3: le marionette da dito (con gli spazzolini) e i portachiavi (con il dentifricio), da collezionare perché tutti caratterizzati dai personaggi del film.
Alte performance e design di tendenza caratterizzano i lettori dvd portatili recentemente introdotti da LG.
Il piacere della funzionalità. I nuovissimi lettori dvd portatili lanciati da LG Electronics offrono caratteristiche tecniche che li collocano nel novero delle tipologie più interessanti attualmente in commercio.
Si va dal DP450, lettore dvd con schermo da 7 pollici che riproduce i principali formati di compressione audio/video e foto -disponibile anche in colore rosa- al DP471B, dotato di schermo a 7 pollici orientabile e provvisto di funzione di registrazione da cd audio a supporto USB e di effetto surround 3D.
Il DP471T, invece, è il lettore dvd con schermo a 7 pollici orientabile che integra un sintonizzatore DVB-T ed un’antenna.
Infine, il DP481B, che vanta uno schermo da 8,5 pollici orientabile ed una batteria con più di 5 ore di autonomia e risulta munito di funzione di registrazione da cd audio a supporto USB e di effetto surround 3D
Una formula che sfrutta le ore di riposo per garantire un’efficacia snellente rimodellante intensa e rapida.
14 notti per prendersi cura della silhouette.
Dall’expertise di Somatoline Cosmetic nasce il Trattamento Snellente Intensivo Notte, che -grazie ad un’azione intensiva ad elevata efficacia- promette di combattere, durante il sonno, gli accumuli di adiposità localizzata e di favorire il fisiologico drenaggio dei liquidi in eccesso.
La formulazione si propone come un fango moderno ma con le caratteristiche funzionali di una crema: rapido assorbimento e semplicità di applicazione.
Il prodotto vanta un’elevata concentrazione di sali marini (dall’azione drenante e levigante) e di argilla bianca (dall’azione levigante): combina, quindi, un dolce peeling con un impercettibile effetto impacco che, grazie ad un leggero film protettivo, trattiene i principi cosmetici per tutta la notte garantendo un’efficacia snellente con risultati visibili già dopo 2 settimane
LG punta a ridefinire gli standard della telefonia mobile combinando plus tecnologici e stile glamour.
Arriva anche in Italia LG GD900 Crystal, il primo telefono cellulare trasparente al mondo.
Presentato lo scorso febbraio al Mobile World Congress, è un cellulare tecnologicamente all’avanguardia, ricco di funzionalità e dotato di un design singolare.
Apparentemente simile a molti dei telefonini in commercio, nasconde una peculiarità: la Crystal Touchpad, una tastiera completamente trasparente che si illumina con una luce blu brillante all’apertura. Questa può essere usata anche come un touchpad per controllare il telefono: durante la navigazione in Internet, infatti, diviene un trackpad come quello dei notebook; quando si scrivono messaggi di testo, è in grado di riconoscere la scrittura manuale e -all’occorrenza- rispondere a comandi multi-touch.
A dispetto del nome, LG GD900 Crystal è altamente resistente grazie al vetro temperato rinforzato
In linea con i trend della casa moderna, ecco un strumento innovativo per avvicinare/orientare il televisore.
Il tv si orienta con un semplice click!
Lo garantisce Ghost Motor 100, nuovo supporto universale per avvicinare e regolare sia in orizzontale che in verticale il televisore rimanendo comodamente seduti sul divano.
Grazie al telecomando a raggi infrarossi, il supporto orienta lo schermo tv nella posizione più adatta a qualunque angolo della stanza.
Elegante e silenzioso, Ghost Motor 100 risponde alle attuali esigenze dell’ambiente-casa, dove lo spazio si fa sempre più flessibile e multifunzionale.
Per garantire una maggiore razionalità e la perfetta integrazione con qualsiasi tipologia di arredamento, Meliconi -il produttore- ha previsto che Ghost Motor 100 si possa completare abbinandolo ai vari accessori della linea Ghost, come Ghost 65 e 90, colonne in metallo per nascondere i cavi di collegamento tra i vari apparecchi
La serie W53 contribuisce a ridurre l’affaticamento della vista grazie al controllo puntuale della luminosità.
Obiettivo: ridurre l’affaticamento della vista di chi utilizza il computer per molte ore al giorno. La nuova serie di SMART monitor - serie W53 di LG Electronics si connota per l’innovativa funzionalità AutoBright, che permette di abbassare l’intensità della retroilluminazione e di ottimizzare la luminosità dello schermo in modalità automatica in base alla luce presente nell’ambiente e ai contenuti visualizzati.
Non solo: la serie W53 è anche dotata della funzione Cinema Mode, in grado di eliminare le fastidiose distrazioni che disturbano la visualizzazione dei video in modalità on-line.
Dal punto di vista del design, lo schermo non passa inosservato grazie alla cornice lucida e lineare, non interrotta dalle luci per i pulsanti, che restano infatti spente fino a quando non si avvicina la mano dell’utente al sensore di prossimità
Ingredienti di prima qualità e targettizzazione sui nuovi trend di consumo per la nuova linea Vitavigor.
Uno snack leggero, croccante, gustoso, non unto, da utilizzare con salse, formaggi morbidi, mousse e anche marmellate dolci o amare.
E’ il posizionamento della linea Happy Vi di Vitavigor, minisnack per svariate occasioni d’uso che vantano un profilo contenutistico naturalmente pregiato: solo olio extravergine d’oliva, niente grassi idrogenati, né conservanti chimici, né Ogm.
La gamma-novità si articola in 5 varianti -Rosmarino, Olive, Formaggio, Tradizionali, Panfibre- presentate in confezioni da 150 g al prezzo indicativo di € 1,10.
Con quest’ultimo lancio Vitavigor -azienda familiare sul mercato italiano dal 1958, alla cui guida si trovano ora i tre figli del fondatore- ribadisce la propria mission di produttore di grissini ed altre specialità da aperitivo, snack e sostitutivi del pane di altissimo livello qualitativo.
A dicembre 2009 sarà immesso in commercio il pionieristico carrello controbilanciato Geneo-Hybrid.
Dimezza il consumo di carburante e di CO2, pur mantenendo prestazioni paragonabili a quelle di un tradizionale carrello elevatore diesel.
Questi i benefit del nuovissimo Geneo-Hybrid di Toyota, carrello controbilanciato con portata di 3,5 t, dotato di un motore diesel da 2,5 l, un motore elettrico ed una batteria all’idruro di nickel.
Il modello -che abbina un sistema ibrido in serie per la guida ed un sistema ibrido in parallelo per la movimentazione del carico- assicura al cliente migliori condizioni ambientali, unite a vantaggi economici dovuti ad un minore consumo di carburante: una soluzione efficiente e collaudata, quindi, in sintonia con le attuali esigenze di capitalizzazione delle fonti energetiche e delle infrastrutture esistenti.
Progettato e prodotto in Giappone, Geneo-Hybrid verrà prima lanciato in patria e, a seguire, sul mercato europeo.
Posizionata su un target di consumo emergente, nuova linea di dolci caratterizzati da gusto e salubrità.
Molto più di semplici merende. E’ quanto promettono le Nutrimerende Bio, espressamente create per rispondere a tutti coloro che desiderano migliorare il proprio benessere senza sacrificare il palato.
Interpretando le esigenze di un crescente numero di consumatori, il produttore -A&D Matt, market leader dei nutritional foods in gdo- ha messo a punto ricette che associano alla bontà diverse funzionalità specifiche: tutti i prodotti sono da agricoltura biologica, 100% vegetali, sprovvisti di lievito e colesterolo e ricchi in fibre (contengono anche inulina, fibra prebiotica che aiuta la formazione dei batteri buoni della flora intestinale e migliora l’assorbimento di calcio, ferro e magnesio).
A ciò si aggiunge il plus del confezionamento in pratiche monoporzioni, che facilitano il consumo fuori casa mantenendo intatti gusto e fragranza.
Dall’autunno 2009 saranno a scaffale alcune new entry che promettono di catturare l’interesse dei gourmet.
Il piacere del cioccolato per tutti i target e tutte le occasioni. Icam ha appena presentato le ultime release per la stagione autunno/inverno. A cominciare dalla linea Estremo, composta da 2 carrè di cioccolato extrafondente (75% cacao) prodotti con pregiato cacao monorigine e monopiantagione, oggi caratterizzata da un’immagine nuova e sofisticata su un’elegante scatola dai caldi colori ambrati, che intende offrire ai cultori del “cibo degli dei” una specialità realmente esclusiva.
Si prosegue con il classico Panone, 1 kg di bontà in 5 varianti per gli svariati impieghi culinari, reso più moderno e attraente grazie ad un restyling grafico che punta a valorizzare la qualità del cioccolato Icam.
Moreska -la pralina con un guscio di cioccolato extra fondente che racchiude un cuore friabile di croccante alle nocciole- beneficia, invece, di un nuovo pack da 200 g, che ora affianca la tradizionale busta da 100 g.
La linea Gressoney, dal canto suo, viene presentata in un inedito espositore da terra di grande impatto visivo, pratico da maneggiare e ricaricare, che propone al pubblico l’intera gamma di 8 tavolette di cioccolato da 100 g.
Infine, una novità per garantire il piacere del cioccolato ai consumatori che -per scelta o necessità- seguono un particolare regime dietetico: si tratta delle Mini Magie sugar free, in astucci da 100 g, dischetti di cioccolato al latte o fondente prodotti seguendo una ricetta classica -che mantiene immutate le caratteristiche di gusto ed aroma del buon cioccolato- ma fornisce un ridotto apporto calorico grazie alla presenza di maltitolo, edulcorante di sintesi sostituito al saccarosio.
L’eccellenza degli ingredienti è il primo plus dei sughi freschi Vogliazzi, in commercio da giugno 2009.
Gusto e qualità al servizio dei migliori piatti della cucina italiana. Fres.co ha da poco inserito la nuova gamma di sughi freschi a marchio Vogliazzi, prodotti pronti che garantiscono ai consumatori plus contenutistici abbinati a rapidità e praticità d’uso. Le ricette, infatti, vengono preparate impiegando ingredienti selezionati, come per esempio il Grana Padano DOP ed il Basilico Genovese DOP.
Inseriti nell’estate 2009 sia in gdo che nel normal trade, i sughi freschi Vogliazzi vantano una shelf life di 35 giorni e 5 varianti di gusto: pesto alla genovese, pesto senz’aglio, sugo alle noci, confezionati in vasetto da 90 g, e sugo alle vongole e sugo ai funghi, presentati in vasetto da 160 g.
Diretti ad un target di responsabili d’acquisto 25-45enni, beneficiano del supporto di una campagna trade e di promozioni sul pdv.
Pubblicato il primo life-cycle assessment (LCA) europeo che conferma i benefit delle confezioni in cartone.
Carta canta. Per la prima volta una valutazione del ciclo di vita svolta a livello europeo su lattine per alimenti, barattoli di vetro, confezioni di cartone e sacchetti ha provato che l’utilizzo dei contenitori di cartone consente un risparmio di emissioni fossili CO2 e una riduzione del consumo di risorse fossili fino al 60%.
Il recente life cycle assessment (LCA) è stato condotto dall’Institute for Energy and Environmental Research (Ifeu) e poi pubblicato da SIG Combibloc, produttore leader di impianti e materiali per il confezionamento di alimenti ed il riempimento di bevande in cartone, facente parte del neozelandese Rank Group.
Questo documento scientifico, realizzato seguendo gli standard ISO 14040, illustra il posizionamento e le caratteristiche di impatto ambientale del packaging alimentare ed ha valore in tutta Europa
Una nuova gamma Bilba, riconoscibile anche per il pack inedito, che promette una chioma morbida e sexy.
Bilba cambia look. L’autunno 2009 saluta il restyling grintoso e accattivante dell’intera gamma, dai classici prodotti ai semi di lino alla nuovissima linea Bilba Hair Definition.
Bilba HD è la nuova serie completa arricchita alle proteine del cashmere, che assicura capelli sani, morbidi e brillanti: ne fanno parte articoli con formulazioni accuratamente studiate per le diverse tipologie di capelli e per ogni esigenza di styling, perché la bellezza è prima di tutto originalità.
Merito del produttore Cadey, che da sempre muove le leve dell’innovazione, della tecnologia avanzata e dell’esperienza consolidata per mettere a punto soluzioni performanti, ottenute da ingredienti di alta qualità e piena affidabilità.
Le nuove proposte Bilba HD sono lo Spray, la Mousse, il Fix Gel, l’Oil non Oil, il Gel Oil e la Cera.
Molte gustose novità nel segmento frollini da un produttore con un’esperienza lunga oltre 120 anni.
“La naturale bontà pasticcera dal 1888”. Così recita il payoff del brand Lazzaroni, sottolineando come i valori della tradizione -ossia gli ingredienti genuini, le ricette originali e la lavorazione accurata- restino ancor oggi i segreti di una qualità distintiva.
I nuovissimi frollini rispecchiano tali principi, promettendo ai consumatori i sapori più autentici della classica pasticceria italiana: come le Aurore, gustosi frollini al latte e miele, i Preziosi -con granella di nocciola tostate, per addolcire il risveglio con un’allegra nota croccante- o, ancora, i Rubacuori, nati dall’incontro del cacao magro con gocce di cioccolato fondente; senza dimenticare le Sinfonie, ai 5 cereali, per una colazione che mette d’accordo bontà e benessere, e le Zerole, prive di zucchero aggiunto, per chi sceglie un’alimentazione equilibrata ma con gusto
Sono di Cefla nuovi arredi di qualità per i pdv low cost: un sistema di scaffalature e due nuovi banchi cassa.
Il discount è diventato un format sempre più diffuso, con peculiarità specifiche ed in continua evoluzione. Per questo Cefla Arredamenti -sempre attenta alle trasformazioni della società e degli stili di vita- ha progettato e sviluppato soluzioni di arredo mirate per questo specifico settore: 2 tipologie di banchi cassa con vasca o senza ergonomici ed accessoriati -nati dallo studio delle esigenze funzionali delle superfici soft-discount e discount- ed una linea dedicata di scaffalature, System 25 Discount, che garantisce versatilità, robustezza e facile fruizione.
Quest’ultimo supporto, grazie al visual merchandising, permette di personalizzare in modo creativo il pdv, rendendolo un ambiente piacevole e accogliente, dove il cliente possa percepire un senso di accoglienza e benessere, avvalorando così la sua shopping-experience.
Un'immagine di settore più dinamica, attrattiva e specialistica con il sistema espositivo System 25 Tessile.
Obiettivo: esaltare il visual del reparto abbigliamento dell'iper, adottando modalità espositive comparabili con quelle del pdv specializzato.
Il nuovo sistema di scaffalatura System 25 Tessile di Cefla Arredamenti -del tutto complementare alla gamma System 25 e fedele al concetto di flessibilità che la connota- offre soluzioni originali e variegate per differenziare il settore abbigliamento dal tradizionale food.
Risponde, quindi, ad esigenze specifiche del reparto tessile, che oggi necessita di sistemi di arredo flessibili e funzionali, ma anche dotati di un'estetica piacevole.
Con System 25 Tessile è possibile esporre i capi di abbigliamento sia frontalmente che di costa, oltre che allestire e personalizzare lay-out diversi a seconda della tipologia di prodotto, mantenendo sempre un'immagine coordinata e attenta al dettaglio.
Una rivoluzionaria fonte di luce garantisce numerosi vantaggi alle superfici della moderna distribuzione.
Hanno dimensioni compatte, lunghissima durata, luminosità costante, efficienza luminosa e garantiscono robustezza, risparmio energetico, eco-compatibilità.
Queste, in sintesi, le promesse delle nuove barre illuminazione LED per scaffalature System 25 che Cefla Arredamenti propone ai pdv retail.
Da oltre 4 anni l’azienda applica tale tipologia di illuminazione -tradizionalmente utilizzata per effetti speciali o luci spot- alla postazione della cassa con funzione segnaletica, per conferire maggiore visibilità alle colonne numerate. Ma negli ultimi tempi i LED si sono evoluti velocemente, tanto da poter trovare efficace impiego anche nell’illuminazione generale dei pdv.
Il know-how e la propensione all’innovazione di Cefla, uniti alla costante ricerca in fatto di aspetti percettivi ed emozionali del retail, hanno suggerito l’adozione di una barra a LED per l’illuminazione delle scaffalature System 25, così da esaltare la qualità e la visibilità dei prodotti esposti e garantire alle insegne i numerosi benefit di questa fonte luminosa.
A cominciare dal forte risparmio economico (si può arrivare a dimezzare la spesa per l’illuminazione) e proseguendo con il peso ridotto e le dimensioni minuscole, a dispetto della notevole resistenza. Ed oggi i LED hanno raggiunto un’efficienza luminosa che può raggiungere gli 80 Lumen per Watt e sono, quindi, comparabili con le tradizionali lampade a fluorescenza, nei cui confronti, però, vantano molti plus, che non si limitano al risparmio energetico.
L’eco-compatibilità del LED include la durata (di circa 5 volte superiore rispetto alle migliori lampade), la facilità di disassemblaggio e smaltimento e l’assenza di mercurio o altre sostanze nocive.
Un trattamento naturale a base di un prezioso ingrediente per mantenere la forma ed il tono della pelle.
Dalla Tradizione Erboristica una novità per la bellezza della pelle. Forsan ha appena presentato il trattamento naturale Acido Ialuronico, che promette di creare un’impalcatura molecolare di tipo reticolare in grado di mantenere la forma ed il tono del tessuto e di proteggerlo dagli agenti esterni, consentendo alla cute di conservare il giusto grado di umidità, turgidità e plasticità.
Arricchito di olio di argan ed alga rossa e particolarmente efficace su contorno occhi, labbra e piccole rughe, si presenta come dermofluido di pronto assorbimento con consistenza leggera e non untuosa.
L’acido ialuronico -componente fondamentale dei tessuti connettivi dell’uomo- conferisce alla pelle le particolari proprietà di resistenza e mantenimento della forma; la sua carenza determina un suo indebolimento, con la conseguente formazione di rughe e inestetismi.
Portano allegria e funzionalità in cucina.
Sono pronte per il debutto a scaffale le ultime caffettiere proposte da Bergamaschi & Vimercati: pratiche e performanti come le tradizionali moke e, in più, capaci di conferire freschezza e simpatia alla tavola della prima colazione o del dopo pranzo, visto che si presentano sotto forma di maialino e di mucca. Questi prodotti-novità -che vanno ad arricchire il già ampissimo portafoglio Excelsa- promettono di colpire un target molto allargato: dai bambini abituati al caffelatte a quegli adulti che non vogliono crescere mai.
Attraverso la raccolta punti Fìdaty, Esselunga propone nuove iniziative di natura culturale, tra cui la possibilità di andare a teatro per assistere alla stagione 2009/2010 nei 26 teatri di produzione coinvolti (oltre 400 rappresentazioni di cui circa un centinaio rivolte al mondo dei ragazzi).
Il regolamento per accedere a teatro con i punti Esselunga è semplice: basta scegliere lo spettacolo, cui sarà collegato un coupon colorato, recarsi al Punto Fìdaty in un negozio Esselunga per scaricare i punti e pagare l’eventuale contributo. Sarà così possibile prenotare il miglior posto disponibile in uno dei teatri selezionati.
Il precedente del cinema
Con la partecipazione agli spettacoli teatrali si vuole replicare il successo dell’iniziativa dei biglietti cinematografici. Nella sola stagione cinematografica 2008/2009 attraverso i punti Fìdaty sono stati distribuiti oltre 400mila biglietti del cinema, in crescita del 20% rispetto alla stagione precedente.
I teatri che partecipano all’iniziativa sono, a Milano, Carcano, Elfo Puccini, Franco Parenti, Leonardo Da Vinci, Litta, Manzoni, Nuovo, Oscar, Piccolo Teatro d’Europa che unisce Grassi, Strehler e Studio, Sala Fontana, Verdi. In più abbiamo il Dal Verme con la stagione sinfonica dell’orchestra “I pomeriggi musicali” e l’Atelier Carlo Colla & figli con gli spettacoli di marionette.
Gli eventi
A Sesto San Giovanni si può andare allo Spazio Mil; a Monza al teatro Manzoni; a Saronno al Giuditta Pasta; a Brescia al Ctb Teatro stabile con il teatro Sociale e il Santa Chiara; a Verona il Nuovo; a Bologna l’Europa auditorium; a Firenze il cantiere Florida. In più ci sono tante proposte di grande teatro per piccoli spettatori: a Milano al Del Buratto al Pime, al Litta, alla Sala Fontana, al Nuovo; a Saronno al Giuditta Pasta; a Bergamo al San Giorgio; a Firenze al cantiere Florida.
Creare coinvolgimento e visibilità del brand, sfruttando l'effetto sopresa. Il temporary store è sempre più riconosciuto come strumento di marketing, così come conferma anche il gran numero di aziende che ne fanno ricorso. Ognuna interpretando in maniera diversa l'evento, caratterizzandolo con appuntamenti che creano una shopping experience unica, dalle inedite emozioni.
Testanera, storico brand di Henkel, che apre il suo primo temporary shop a Milano (c.so Garibaldi. 59) dal 28 settembre al 3 ottobre anche per festeggiare i suoi 111 anni, ha ideato una settimana ricca di appuntamenti all'insegna delle attività più glamour e del divertimento: tutti i giorni sarà possibile assistere all'hair show, che ripercorrerà gli stili degli anni '20, '50, '70 insieme ai trend più attuali e contemporanei. E, ancora, originali beauty sessions per la libera espressione del proprio fascino: esperti mostreranno come riciclare un vecchio accessorio passato di moda, come scegliere l'ombretto ed il gloss più adatto al proprio incarnato, o ancora come sentirsi al passo con i tempi con le ultime acconciature e colorazioni.
Inoltre, un corner è dedicato allo shopping di tutte le ultime innovazioni in fatto di colorazione, trattamento e styling di Testanera, tra cui l'ultima linea di colorazione permanente Essential color, totalmente senza ammoniaca.
I numeri di Henkel
Attiva da oltre 130 anni, Henkel è entrata a far parte della classifica Fortune Global 500 ed è stata definita, dalla rivista americana Fortune, l'azienda tedesca più apprezzata. Henkel offre prodotti e tecnologie leader in tre aree di business: Cura della Casa, Cura della Persona e Adesivi Tecnologie. Con 52.000 dipendenti in 125 paesi nel 2008 ha raggiunto un fatturato di 14.131 milioni di euro mentre l'utile operativo, depurato dagli effetti di cambio, è stato di 1.460 milioni di euro.
Roberto Sassoni, 43 anni, entra in Nostromo nel 2005 come direttore commerciale, proveniendo da Heineken dove regional sales manager.
Assume ora il nuovo incarico di direttore generale con l'obiettivo di definire e gestire le operazioni strategiche per incrementare ulteriormente la presenza capillare del brand Nostromo in Italia.
Nostromo S.p.A. ha chiuso l'esercizio fiscale 2008 evidenziando un aumento di fatturato del 9% per un ammontare complessivo di 98 milioni di euro. Dal 1993, Nostromo appartiene al gruppo spagnolo Calvo, realtà che conta 3.000 dipendenti, 5 stabilimenti produttivi e una flotta di proprietà.
In tempi di crisi economica le aziende devono pensare prima di tutto a ridurre i costi per cercare di mantenere margini di profitto. Tra i tanti fronti sui quali agire, le imprese che producono beni di consumo confezionati possono pensare di modificare il packaging dei propri prodotti.
Nielsen a tal proposito indica la strada da seguire per non incappare in scelte errate che possano andare contro le preferenze dei consumatori.
Le innovazioni sulla confezione possono generare consistenti risparmi e "media buzz" positivi, osserva l’analista: si può agire prima di tutto sul materiale, eliminando un elemento o utilizzando un sistema di chiusura meno costoso.
In generale, in momenti di crisi l’ultima cosa da fare è quella di alzare i prezzi, offrire un minor numero di sconti o, peggio ancora, commercializzare con lo stesso prezzo prodotti di qualità inferiore, mentre è lecito ottimizzare mettendo in vendita confezioni più grandi, con un costo per unità più basso (upsizing). Le classiche “offerte famiglia”, dunque, che secondo Nielsen piacciono al 46% dei consumatori e che permettono al produttore di ottenere economie di scala. Ma l’upsizing ha un rovescio della medaglia: bisogna fare attenzione a non oltrepassare la soglia di prezzo oltre la quale il consumatore non ritiene più sostenibile l’acquisto. Oppure offrire una confezione con dimensioni tali da non essere più maneggevole.
Le percentuali di gradimento dei consumatori scendono passando ad altre strategie di ottimizzazione che, tuttavia, secondo Nielsen è possibile considerare con le opportune precauzioni: introdurre confezioni più piccole con prezzi più bassi (accettata dal 18% dei consumatori), oppure ridurre leggermente le dimensioni del prodotto a parità di prezzo(downsizing), uno stratagemma tollerato dall’11% degli acquirenti. In realtà, osserva Nielsen, il downsizing tout court è percepito molto negativamente e la strategia è dunque rischiosa, consente di sostenere i margini unitari nel breve periodo ma nel lungo termine può incidere negativamente sul brand. Bisogna allora puntare su nuovi benefici (come una migliore usabilità) che compensino la riduzione delle dimensioni.
Con il rapporto si rendono noti i risultati raggiunti e quello che
c'è ancora da fare. L'obiettivo è di
migliorare la percezione
del mercato riguardo alla propensione da parte della marca/azienda
Coca-Cola Hbc verso i temi della
sostenibilità e
dell'ambiente.
Alessandro
Magnoni, General Affairs
Director di
Coca-Cola HBC Italia, rispondendo durante il question time, ha
così
commentato "l'applicare il programma non è solo un
risparmio
economico, ma dal punto di vista delle persone di Coca-Cola Hbc
è
anche un piacere, nel senso che ci consente di fare un business
più
etico".
Tre le aree
principali
Sono tre le aree
principali del programma: l'acqua, l'energia e
l'imballaggio.
•
Acqua (da 2 a 1,7 litri di acqua per litro di bevanda
prodotta)
Si
è agito verso la riduzione dei consumi idrici sia dal punto
di vista
industriale sia del personale. La riutilizzazione dei cicli
d’acqua
all’interno dei processi di produzione nei propri
stabilimenti e
l’implementazione di sistemi di controllo
dell’estrazione
dell’acqua dai pozzi, sono stati i modi con cui si
è ottenuto
un risparmio del 22% rispetto al 2007. Coca-Cola HBC Italia
chiuderà
il 2009 con un utilizzo di 1,8 litri d’acqua per ogni litro
di bevande
gassate, contro i 2,2 di tre anni fa.
•
Energia
Il progetto di
Energy Saving ha interessato sia i consumi sia la
produzione. Per
quanto riguarda i consumi sono state installate sul mercato 4.499 nuove
frigovetrine in
sostituzione dei precedenti modelli che utilizzavano gas refrigeranti
di maggior impatto
ambientale. Il risparmio al 31 dicembre 2008 è stato pari al
3% circa
(equivalenti a 330 mila euro) nonostante l’incremento della
produzione. Per il versante produzione, nei primi mesi del 2009, sono
iniziati i lavori per la realizzazione di un impianto di cogenerazione a
metano in grado di produrre energia elettrica e, contestualmente,
energia
termica e refrigerante, con evidenti risparmi dovuti alla vicinanza al
sito
produttivo. Nel 2010 inizierà la costruzione di altri due
impianti
presso le sedi di Oricola (Aq) e Gaglianico (Bi).
•
Imballaggi e
rifiuti (da 12 a 9 g di rifiuti per litro di bevanda)
Nel 2008
i consumi
di materiale da imballaggio, vetro, plastica, alluminio, cartone e
pallet,
sono diminuiti del 5% nonostante l’aumento dei litri di
bevande
prodotte. I rifiuti recuperati e riciclati ammontano al 98% del
totale.
Uno degli ambiti di ricerca è quello della
sgrammatura del
Pet usato nelle bottiglie: Nel 2009 riducendo la lunghezza
del collo
delle bottiglie da ½ litro di Coca Cola, Coca-Cola HBC
Italia punta a
risparmiare 80 tonnellate di Pet ogni anno equivalenti a 100 mila
euro.
Un'attenzione particolare a
ragazzi e
bambini
Il focus sul fattore "acqua"
si evince dal Water
Programme che comprende una serie di iniziative mirate a
promuovere la
tutela dell’acqua, soprattutto verso ragazzi e bambini:
Acquando è una manifestazione che si
è svolta nelle
località sedi degli stabilimenti di Coca-Cola HBC Italia,
mentre
Missione ecoTribù è un
programma didattico che
coinvolge 100mila bambini della scuola primaria, mediante la
pubblicazione
del racconto e del cartone animato “Il mistero
dell’acqua
scomparsa” e il progetto “La Tana della
Lontra” (pensato
per spiegare ai ragazzi la vita e le abitudini di questo animale,
indicatore
naturale dello stato di conservazione dei corsi
d’acqua).
Nuovi alberi e
spiagge pulite in Basilicata e
Campania
Il progetto Missione
ecoTribù prevede due iniziative pratiche: il 1° ottobre, nel comune di Rionero in
Vulture,
in Basilicata, saranno piantumati 500 nuovi alberi su un’area
di oltre
10mila metri quadri e il 3 ottobre, nel comune di Bacoli (Na),
avrà
inizio un'operazione di riqualificazione del territorio ripulendo
le spiagge
del litorale partenopeo con il patrocinio dell’A
ssessorato
all’Ambiente della Regione
Campania, del
Comune di Bacoli e
dell’Associazione
Bidonville. “È significativo che un
marchio di
rilevanza mondiale, come quello di Coca-Cola, creda, insieme a noi, alla
crescita della Regione Campania in materia di sviluppo sostenibile e di
ambiente, creda, condivida e
sostenga i progetti che abbiamo avviato come Assessorato Ambiente -ha
dichiarato l'assessore campano Walter
Ganapini-".
Nonostante il clima economico poco favorevole, in casa Coin si respira un'aria positiva, almeno a giudicare dai risultati registrati nel primo semestre 2009: le vendite nette si sono state pari a 572,4 milioni di euro, in crescita del 5,6% rispetto all'analogo periodo nel 2008; il margine operativo lordo è di 48,5 milioni di euro (+14,1%), mentre l'utile netto è pari a 4,5 milioni, più che raddoppiato rispetto ai 2 milioni del primo semestre 2008.
“Le nostre performance positive - ha detto Stefano Beraldo, Ad di Gruppo Coin - non sono né episodiche né legate solo all'attento controllo dei costi, responsabilmente adottato da qualche esercizio a questa parte, ma sono principalmente il frutto degli investimenti e delle linee strategiche di sviluppo condotte in questi anni. Più in particolare, ottimi risultati sono dovuti all'espansione e alla progressiva estensione al nuovo formato della rete di OVSindustry e al riposizionamento del modello Coin, attraverso l'introduzione di nuovi brand in concessione”.
Bene le gallerie, meno bene le locomotive. La considerazione si può ricavare dai dati sull'andamento delle vendite dei centri commerciali italiani nel secondo trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008 e resi noti dal Cncc, Centro nazionale centri commerciali.
I numeri
La crescita è stata dell'1,7% per quanto riguarda le gallerie commerciali mentre le superfici despecializzate (ipermercati, supermercati e discount) fanno calare il fatturato globale dello 0,6%
I cali maggiori si registrano nel settore cultura-tempo libero-regali e nel settore servizi mentre si
mantiene positivo il settore abbigliamento. A livello dimensionale sono le piccole unità a cedere (-1,8%) mentre risultano in forte crescita (+8%) le vendite delle unità comprese tra 600 e 1.500 mq.
Su base semestrale invece, la crescita complessiva risulta pari all'1,8%. Abbigliamento, ristorazione e servizi risultano positivi, mentre cultura-tempo libero-regali ed elettronica di consumo mostrano segni negativi (rispettivamente -5,6% e -0,9%).
La metodologia
Le analisi sono compiute su un campione di centri complessivamente pari al 16% della Gla italiana. Gli associati del Cncc che partecipano al progetto, Cogest Italia, Gallerie Commerciali Italia, Larry Smith e Sonae Sierra.
Per motivi sia geografici sia storici, il Friuli Venezia Giulia da sempre ha subìto notevoli influssi sia dal Nord sia dall'Est europeo. Il che non poteva non riflettersi anche sulla cultura enogastronomica e quindi sulle produzioni agroalimentari tipiche del territorio. Conferendo un tocco di originalità a una cucina tradizionalmente semplice (per non dire povera), in quanto di matrice essenzialmente contadina. Se il frico (tortino di formaggi, morbido o croccante), con musèt e brovade (cotechino e rape inacidite nella vinaccia), rimangono l'emblema del mangiar friulano, basti ricordare i cjarsòns della Carnia (sorta di agnolotti agrodolci o alle erbe) e gli gnocchi di susine del Goriziano, di evidente influsso mitteleuropeo. O ancora la gubana, il tipico dolce a forma di chiocciola, ripieno di frutta secca, che molto ricorda la potizza slovena. Da gustare, appunto, annaffiata con un distillato di prugne (del tutto simile alla slivovitz slava).
Pionieri
dell'agriturismo
Sta di fatto che, da sempre, la gente friulana ha saputo sfruttare e valorizzare le ricchezze del territorio. Non a caso il Friuli si può considerare il pioniere di quello che oggi è uno dei pilastri del turismo enogastronomico nazionale, ovvero l'agriturismo.
Vendita diretta dei prodotti dell'azienda agricola e somministrazione di piatti tipici, infatti, sono da sempre la mission delle “frasche” -che nel Carso prendono il nome di “osmizze”- ovvero delle case coloniche che per segnalare al viaggiatore il servizio offerto usano utilizzare a mò di insegna un ramo appeso all'ingresso. Una tradizione tuttora in parte in auge -non fosse altro perché rappresenta un'integrazione del reddito agricolo- che fonti storiche collegano al periodo del dominio austro-ungarico, ma che leggenda vuole risalga addirittura all'epoca dell'invasione longobarda.
E sempre nell'ambito della convivialità e dell'ospitalità si collocano varie iniziative e progetti di marketing territoriale nate in questo lembo di Nordest. Da ricordare tra tutti quello presentato di recente dal Consorzio Friuli Venezia Giulia Vie dei Sapori, organismo interdisciplinare che raggruppa varie realtà produttive legate al mondo enogastronomico friulano, tra cui il Consorzio del Montasio, Jolanda De Colò (salumi d'oca), il Prosciuttificio Principe, Pomis (mele friulane), Nonino (grappe soprattutto, ma anche liquori), Oro Caffè, QManiago (coltellerie) e Gover (specialisti del fuoco a legna). Oltre a venti ristoratori ed altrettante realtà vitivinicole. Obiettivo: fare sistema per promuovere l'eccellenza friulana. Innegabilmente frutto di un mix di tradizione e innovazione.
Continua a crescere la rete di Eataly e, a sorpresa, apre a Pinerolo, nella provincia di Torino, città che ospita già il capostipite dei supermercati del gusto firmati da Oscar Farinetti, inaugurato nel gennaio del 2007.
Luoghi della storia
Anche qui, per la location, è stato scelto un luogo con una storia da raccontare: Eataly Pinerolo è infatti realizzato all'interno di cascina “La Losa”, un grande immobile rurale, con un ampio cortile e vari spazi articolati, situato strategicamente proprio davanti alla grande rotonda olimpica di ingresso e uscita di Pinerolo, a 10 minuti da Torino. I lavori effettuati durante il mese di agosto hanno trasformato la cascina, precedentemente occupata da Osterie di Fuori Porta, in quello che ha tutte le carte in regola per diventare il nuovo polo enogastronomico delle valli Pellice, Chisone e Germanasca.
In questa ultima proposta, Eataly offre un grande mercato di 4.000 mq con un assortimento di cibi e bevande di alta qualità a prezzi sostenibili; 6 ristoranti tematici: carne, pesce, verdura, salumi e formaggi, pasta, pizza; aree didattiche per corsi di cucina e educazione alimentare.
L’apertura - tutti i giorni, escluso il lunedì- prevede orario continuato dalle 10 fino alle 22,30 (venerdì e sabato fino a mezzanotte). I parcheggi disponibili sono 100.
Gli altri store
Eataly oltre che a Torino, è anche a Milano (corner Coin), Bologna (città in cui è previsto un altro store), Tokyo (Daikanyama e Mitsukoshi). Entro giugno 2010 sarà anche a New York.
All’interno dello shopping center Dolce Vita Tejo a Lisbona Ovs industry ha aperto il primo store in Portogallo, apertura che rientra nell’intenso programma di sviluppo all’estero: ad oggi, il gruppo ha aperto già 50 pdv, destinati a diventare 70 entro la fine dell’anno.
Questo store, che si sviluppa su una superficie di 300 mq, si caratterizza per la proposta di un assortimento di fast fashion per donna e bambino, nel classico format metropolitano dell’insegna, con mattoni a vista e travi in acciaio.
Per facilitare l’ingresso nel mercato e la conoscenza del consumatore, Ovs ha stretto una partnership con il gruppo locale Sagos Santiagos Lda, con sede a Coimbra, che firma abbigliamento con il marchio Sagos distribuito in tutta la penisola iberica.
La collaborazione nasce da una visione comune nell'approccio al mercato, che privilegia la capacità di creare valore, grazie a un ampio portafolgio di brand e prodotti caratterizzati da design, qualità, prezzo e servizio.
Il Gruppo Apofruit conferma la propria leadership sul mercato dell’ortofrutta biologica in Italia. Canova, la società del Gruppo specializzata nel settore del biologico, alla fine del mese di luglio, con 10.850 tonnellate di ortofrutta biologica commercializzata, ha registrato un incremento del 15% sul medesimo periodo del 2008. In buona crescita anche il fatturato (+ 6%), benché anche l’azienda, come tutto il settore del bio, abbia risentito di una diminuzione dei prezzi alla produzione e anche la politica di brand ha pagato perché Almaverde Bio ha raggiunto una notorietà spontanea fra consumatori italiani che sfiora il 14%. Nonostante la congiuntura il Gruppo punta a sviluppo e investimenti.
Anche l’ultimo investimento realizzato da Apofruit, l’ampliamento dello
stabilimento di Longiano, ha permesso di migliorare il servizio.
Export
Le performance di Canova, e quindi di Apofruit, sul bio non si fermano al mercato italiano: il 30% del volume complessivo è commercializzato sul mercato estero e interessa tutti i principali paesi europei.
“Lo sviluppo del nostro brand sui mercati esteri – dice il direttore di Canova Ernesto Fornari - è uno dei nostri principali obiettivi. Fulcro di questa strategia sarà la realizzazione di partnership con produttori di biologico e distributori che operano nei principali paesi europei di riferimento; in pratica cercheremo di ripetere l’esperienza già realizzata in Spagna, dove con Canova Espana Productos Biologicos stiamo iniziando a presidiare il mercato sia con i prodotti italiani sia con prodotti locali.”
Tiscali e Buffetti hanno sottoscritto un accordo commerciale in base al quale negli store Buffetti dell’intero territorio nazionale saranno realizzati corner assisti per l’offerta di soluzioni Tiscali dedicate alla clientela sia Soho (Small Office Home Office) sia Pmi relative a telefonia, fissa e mobile, e Internet.
I corner saranno presenti inizialmente in 600 store selezionati per essere successivamente estesi all’interna rete nazionale, composta da oltre 800 pdv.
0
false
14
18 pt
18 pt
0
0
false
false
false
/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:"Tabella normale";
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:"";
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:12.0pt;
font-family:"Times New Roman";
mso-ascii-font-family:Cambria;
mso-ascii-theme-font:minor-latin;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-fareast-theme-font:minor-fareast;
mso-hansi-font-family:Cambria;
mso-hansi-theme-font:minor-latin;
mso-bidi-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-theme-font:minor-bidi;}
Ormai non c'è insegna che non punti per migliorare le
proprie performance di vendita alle private label; si tratta di una scelta
consolidatasi nel tempo e che oggi, con la crisi economica, appare sempre più
obbligata. L'ultimo rapporto in materia di IRI
segnala che le Pl ormai hanno raggiunto (dato a tutto il primo semestre 2009)
il 14%.
Le cifre della crescita
Il giro d'affari stimato da IRI a giugno 2009 è di 3,4 miliardi di euro
con un incremento del 10,1%; nel giro di un solo semestre l'incremento di quota
nelle vendite è stato di un punto. Tra i fenomeni più interessanti la grande
ascesa delle Pl di fascia premium (+43,9%); un terzo del fatturato è dovuto al
grocery. Il risparmio medio nei prezzi per i consumatori è valutato nel 21%,
con quote significativamente maggiori nei primi prezzi. Su 325 categorie
merceologiche esaminate, 250 registrano incrementi di fatturato delle Pl.
Nei prossimi numeri di Gdoweek
esamineremo nel dettaglio i contenuti del rapporto, pubblicando anche le
tabelle più significative.
La classifica 2009 dei brand globali a maggior valore economico stilata da Interbrand riflette l'andamento della situazione finanziaria mondiale: il crollo della finanza, le difficoltà dell'auto, la tenuta del lusso, la crescita del low-cost e la vivacità dei settori high-tech.
“In un anno in cui la crisi economico-finanziaria ha influito pesantemente sul Pil di molti paesi -commenta Manfredi Ricca, Business Director dell'agenzia italiana di Interbrand- è interessante notare come la flessione del valore dell'intero paniere delle 100 top brand sia inferiore al 5%. A dimostrazione che la marca crea e conserva valore e quindi riduce il rischio imprenditoriale”.
Conferme e novità in classifica
Si confermano le prime tre posizioni, nell'ordine Coca-Cola (valore del brand: 68,73 miliardi di dollari; +3% rispetto a 2008); IBM (valore del brand: 60,21 miliardi di dollari; +2% rispetto a 2008) e Microsoft (valore del brand: 56,64 miliardi di dollari; -4% rispetto a 2008).
Ed entrano 7 nuovi brand, principalmente nel comparto lusso/abbigliamento: Lancome, Burger King, Adobe, Puma, Burberry, Polo Ralph Lauren, Campbell's.
Innovazione e internazionalizzazione
Tra gli altri brand del largo consumo entrati tra i top 100, da citare Gillette, Pepsi, Nescafé, Kelloggs, L'Oreal, Nestlé, Danone, Nivea. Tutti brand leader che, pur operando in mercati perlopiù maturi, hanno saputo incrementare il proprio valore grazie alla capacità di innovare continuamente offerta e immagine, anche se per alcuni una grossa spinta è rappresentata dall'ingresso in nuovi mercati emergenti, perlopiù asiatici.
Fenomeno low cost
A conferma di quanto la crisi abbia contribuito ad allargare la forbice tra vero lusso e convenienza, salta all'occhio come molti dei retailer brand in classifica siano accumunati dal posizionamento low cost. Innanzitutto Zara (+14%, 6,78 miliardi di dollari), che mette a segno la crescita più considerevole dietro a "mostri sacri" quali Google (+25%, 31,98 miliardi di dollari) e Amazon (+22%, 7,85 miliardi di dollari).
Crescono a due cifre anche H&M (+11%, 15,37 miliardi di dollari), Ikea (+10%; 12 miliardi di dollari) e, passando al settore della ristorazione veloce, McDonald's (+4%; 32,27 miliardi di dollari) e il già citato Burger King, quest'anno rientrato in classifica.
La marca come asset aziendale
Per essere incluso nella classifica Interbrand Best Global Brands 2009 -nata dieci anni fa per dare visibilità al lavoro di brand consultancy
svolto dall'azienda, e oggi considerata tra le più autorevoli dalla
business community internazionale- ogni brand deve rispondere a tre requisiti: conseguire almeno un terzo del fatturato all'estero, avere una riconoscibilità e un profilo che vadano oltre la propria clientela diretta, e disporre di sufficienti dati finanziari e di marketing di pubblico dominio.
La metodologia Interbrand determina il valore del brand considerandolo al pari di qualsiasi altro asset aziendale - sulla base dei flussi economici che esso potrà determinare in futuro, e sul loro grado di rischio. Interband combina proiezioni di analisti, documenti finanziari e proprie analisi quali/quantitative per arrivare a un valore attuale netto di tali flussi.
Con un fatturato di 1,38 miliardi euro e una rete di 15 pdv, Ikea Italia archivia l’esercizio 2009 con una crescita del 3,8% che, a parità di rete, scende all’1%, nonostante il buon andamento dei tre nuovi pdv aperti tra settembre ‘08 e agosto ’09, tra cui soltanto Parma è a regime, mentre l’apporto di Rimini e Collegno (con il nuovo spazio Glass House, test internazionale) si limita da giugno in poi.
Le priorità: prezzi ed efficienza
Le performance positive sono attribuite dall’Ad Roberto Monti al continuo lavoro di ricerca di un sempre più conveniente rapporto qualità/prezzo, che ha portato, negli ultimi 10 anni, a un progressivo calo dei prezzi Ikea rispetto agli indici Istat. Questi risultati derivano anche da un’accentuata razionalizzazione a livello di filiera e dei processi produttivi per ottenere una maggiore efficienza.
Altre priorità riguardano il rinnovamento dei percorsi interni degli store nella logica di semplificare i processi di acquisto: in questo senso un ruolo sempre più importante è attribuito a Internet, sia come strumento per velocizzare gli acquisti e la ricerca di soluzioni personalizzate per la propria casa grazie alla disponibilità di piattaforme online che permettono di disegnare progetti ad hoc, sia come strumento di fidelizzazione in grado di entrare in contatto più rapidamente con la clientela, a livello locale, come dimostrano recenti esperienze a Bari.
La crescita della rete
Allo stesso tempo, Ikea lavora sulla crescita della rete. In particolare, entro marzo 2010 sono previste 3 nuovi store: Trieste Villesse, una struttura di 29.700 mq con una capacità di attrazione regionale e oltre confine, dove, nel giro di due anni, sarà aperto il primo shopping center italiano di proprietà e gestito direttamente da Ikea, tramite un’apposita società Inter Ikea Centre Group. Sarà un cci pensato per la famiglia, nel quale il management italiano utilizzerà parte dell’esperienza già realizzata all’estero, dove Ikea gestisce già 22 shopping center in 7 paesi con la previsione di aprirne altri 12.
Entro febbraio 2010 è prevista l’apertura di Salerno, il secondo store della Campania, mentre nei mesi successivi l’attenzione sarà puntata su San Giuliano con il terzo store dell’area milanese.
“Certo in parte questo implicherà una cannibalizzazione dei fatturati degli altri due store, ma siamo convinti che, dopo una prima fase, il mercato ne risentirà positivamente – precisa Monti- anche perché siamo convinti che Milano abbia le potenzialità per sostenere l’impatto di un quarto store, ancora in fase di studio”.
Il riconoscimento dell’International Wine and Spirits Competition di
Londra è stato assegnato a Fragolì Toschi. Premiati anche il Lemoncello e
Sambuca Stardust. Fragolì Toschi ha ricevuto il riconoscimento più prestigioso nella categoria Spirits all'International Wine and Spirits Competition di Londra: la Gold Medal (Best in Class) 2009.
Ideata nel 1969 da un appassionato chimico enologo, oggi l'IWSC è il concorso di riferimento mondiale sia in campo enologico sia dei distillati: i prodotti che ottengono il punteggio più alto sono consacrati Best in Class, ovvero migliori della categoria.
“Il premio -afferma Massimo Toschi, amministratore delegato dell'azienda- è per noi motivo d'orgoglio. Fragolì Toschi può attualmente vantare i più alti riconoscimenti in ben cinque Paesi: Germania, Estonia, Russia, USA ed oggi anche nel Regno Unito”.
Sempre a Londra, in occasione dell'International Wine and Spirits Competition, Toschi ha ricevuto riconoscimenti per altri due suoi prodotti della gamma dei liquori: la Silver Medal 2009 al Lemoncello Toschi e la Bronze Medal 2009 alla Sambuca Stardust.
I numeri di Toschi
Toschi Vignola, che ha chiuso il 2008 a quota 28 milioni di euro di fatturato, ha alla base della sua strategia l'innovazione e la qualità nel rispetto della tradizione e del territorio.
Nota per le ciliegie sotto spirito, l'azienda è attualemente strutturata in tre divisioni specializzate a seconda dell'offerta: Toschi Tradizionale propone ai consumatori e ai professionisti prodotti come le amarene in sciroppo, la frutta sotto spirito e i liquori; Toschi La Gelateria offre una vasta gamma per le gelaterie e pasticcerie artigianali, mentre Toschi Aceto Balsamico di Modena comprende una linea di prodotti a marchio Gino Toschi.
Una novità che sa di tradizione nel reparto cosmesi di Upim: è stato presentato il restyling di Ever, un marchio storico creato dall'insegna negli anni Sessanta. Sono150 le referenze della linea, con aspetto del tutto nuovo grazie alla rivisitazione di packaging, logo e gamme colori.
Posizionamento invariato
La gamma si distingue per la varietà delle scelte cromatiche e per il rapporto qualità/prezzo; il posizionamento non è cambiato (costi tra 4 e 7 euro) e ha come prodotti di punta i due best seller mascara e cipria. Target è soprattutto quello delle giovani donne dinamiche.
Quattro le aree merceologiche: Labbra (lip gloss, matite, rossetti star light, tubetti pure gloss); Viso (ciprie, correttore, fard, fondotinta, ombretti cotto mono e trio, terra abbronzante); Mani (smalti, curativi unghie); Occhi (deep liner, mascara allunga ciglia, mascara alta definizione, mascara volume, matite occhi).
"Sono veneziano e so che a Venezia l'acqua c'è sempre, alta o bassa, e con questo devo fare i conti. Lo stesso vale per il mercato: esiste sempre, anche quando vive una fase negativa; si tratta solo di individuare alternative valide, che ci permettano di navigare bene. E noi sappiamo che il punto d'arrivo, definito dal piano industriale tre anni fa, non è in discussione. Forse ci metteremo solo più tempo a realizzarlo, ma la direzione è quella giusta”. Fronte alta, viso aperto, il tono e i gesti sicuri di chi sa che, anche in tempi difficili, la strada è ben indicata e segnata, Alberto Baldan, direttore generale de la Rinascente, esprime con chiarezza la propria visione del futuro in tema di department store. Le operatività rimangono le quattro, già dichiarate: upgrading dell'offerta, continuo inserimento di brand fashion nell'abbigliamento di donna e uomo, ristrutturazione della rete nazionale e dei piani del flagship di Milano e passaggio dal self service al servizio assistito. “Vogliamo riappropriarci delle radici e dell'essenza della nostra insegna: il lusso è da sempre nel nostro dna, da quando, sin dagli anni 70, vantavamo la collaborazione dei migliori designer italiani, come Giò Ponti, Bruno Munari e Franco Albini, per citarne alcuni. Oggi, tutti i nostri sforzi sono orientati ad attualizzare questo approccio attraverso un corretto mix assortimentale in un ambiente raffinato, elemento strategico essenziale per sottolineare la centralità del consumatore. E anche nel 2009 il nostro obiettivo non cambia: non vendiamo beni di prima necessità, ma lusso accessibile e, quindi, continueremo ad essere il punto di riferimento per tutti quei consumatori, italiani e stranieri, evoluti ed amanti dello stile e della moda, sempre alla ricerca di qualità e innovazione”.
Come si comporterà il consumatore del 2009?
Prevedo due opzioni: da una parte, una frequenza più bassa a parità di scontrino; dall'altra, uno scontrino più basso per una maggiore incidenza di capi più economici, ma sempre con un contenuto valoriale elevato. Certo continueranno ad esserci i top spender, quelli in grado di effettuare anche oggi un acquisto da più di 1.000 euro, senza battere ciglio, per un rossetto Armani in edizione esclusiva piuttosto che una bottiglia da collezione di serie limitata -come gli oggetti della collezione Crystallized Swarovski-. Del resto, il nostro target è molto esteso: persone dai 25 ai 75 anni, integrate nel tessuto sociale, sensibili al contenuto di bellezza e di status dei brand con un reddito medio-alto. Tante le tipologie: dagli shopping addicted agli indecisi, fino ai mordi e fuggi, che sanno cosa vogliono, acquistano il prodotto ed escono. Il mix resterà lo stesso anche l'anno prossimo!
Quali strategie attuerete per farlo tornare?
Continueremo a fare bene quello che stiamo facendo, anche se con un passo più lento: siamo convinti che il cliente compri perché si innamora del prodotto o del brand e questo non cambia anche in una congiuntura difficile. In quest'ottica, anzi, vogliamo che i nostri store siano vissuti non solo come una shopping experience piacevole e serena, ma come una shopping therapy con funzione antidepressiva, grazie alla possibilità di comprare articoli di lusso, anche con una battuta di cassa bassa -e ce ne sono!-, proprio perchè l'atto d'acquisto rappresenta un'esperienza aspirazionale, che deve dare soddisfazione a chi la fa.
Non farete, quindi, interventi sull'offerta?
Assolutamente no. Per essere coerenti con la nostra strategia non possiamo né vogliamo toccare il livello dell'offerta e tanto meno quello del servizio, elementi che finora ci hanno premiato permettendoci di essere in controtendenza rispetto al mercato. Del resto, abbiamo sempre avuto linee moda a prezzi più accessibili, ma non prevediamo di ampliarle, politica che vale anche per le private label, progressivamente ridotte in questi ultimi tre anni. Oggi, semmai, è tempo di essere più realisti e di concentrarci sulle leve gestionali: il focus è puntato sui costi e su investimenti mirati con break-even più brevi. Tutto per un unico obiettivo: far stare bene il cliente.
Un'area strategica dei department store sono i servizi: quali le priorità in quest'ambito?
L'implementazione di nuovi servizi è un processo lungo e complicato che richiede una conoscenza maniacale del consumatore. Stiamo lavorando molto sui dati provenienti dalle nostre carte fedeltà, cercando di capire, per singola piazza, le esigenze, attuali e latenti, dei nostri clienti. Questo sforzo ci ha portato, quest'anno, a introdurre per Natale la possibilità di regalare cesti natalizi alimentari, che vanno da 57 a 800 euro, con specialità di altissimo livello e qualità. Inoltre, ai clienti top spender, diamo l'opportunità di fare regali speciali come quelli nati dalla collaborazione con Swarovski con il quale abbiamo anche un'esclusiva per la caratterizzazione degli ambienti dei pdv. Anche in questo caso, il nostro obiettivo rimane uno solo: cercare di sorprendere e soddisfare il cliente, recuperando il legame con la città.
Pensate di modificare il format?
No. Proseguiremo nell'implementazione di quello che abbiamo definito in questi anni tanto nei flagship -piazza Duomo a Milano e via Tritone a Roma, operativo entro tre anni-, quanto nei pdv core, di minore dimensione, tra i 5.000 e i 6.000 mq. La dimensione non incide sul posizionamento dell'insegna, che, infatti, non cambia: si tratta sempre di location centrali, raggiungibili a piedi in città importanti per dimensioni e affluenza turistica, con un'offerta basata su un forte mix di brand, definite in funzione delle caratteristiche della singola città e servizi coerenti. L'obiettivo è quello di avere le migliori location, a livello di ubicazione, building e layout per stringere un legame forte con la città, come è sempre stato per Milano. Per questo, quando non è possibile mantenere coerenza con i nostri standard, preferiamo impegnarci nella ricerca di una location adatta, è il caso sia del pdv di Palermo, che chiuderà a marzo 2009 per riaprire a inizio 2010 nella nuova sede di via Roma, sia del pdv di viale Certosa a Milano che, entro il 2011, sarà trasferito all'interno del quartiere residenziale e commerciale in fase di costruzione Milano Santa Giulia, nella zona sud della città.
Quali gli interventi più importanti sulla rete?
Come dicevo, a marzo, partiranno i lavori di ristrutturazione del pdv di Palermo -4.300 mq-, affidati allo Studio Albanese, oltre che ad altri studi di architettura che hanno già collaborato nella messa a punto di piazza Duomo.
Nel processo di ristrutturazione del flagship milanese, il cui completamento è previsto entro il 2011, il 2009 sarà l'anno del lancio del concept dedicato al design, al livello meno uno; successivamente ci dedicheremo al rifacimento della casa più tradizionale, al sesto piano. Infine, sarà completamente riammodernato sia il primo piano, dedicato all'uomo casual, sia il quarto, focalizzato invece sulla donna classica.
Un sogno da realizzare nel prossimo futuro.
Trovare una location di 30.000 mq in centro città come quella del nostro flagship di piazza Duomo, per realizzare, finalmente, un department store in linea con le esperienze dei grandi retailer europei. Lo store di piazza Duomo con i suoi 17.000 mq è il più grande negozio italiano, taglia con la quale non riusciamo a soddisfare le molte richieste che riceviamo, soprattutto da parte delle prime linee fashion e della gioielleria, che avrebbero bisogno di maggiore respiro. Cerchiamo di ovviare a questo limite con la rotazione. Ma certo se avessimo maggiore spazio...
In questo senso, l'unica strada percorribile rimane l'ampliamento in edifici vicini, mantenendo così un'unica location e un nucleo centrale a conferma del ruolo. Un'idea ambiziosa, realizzabile solo quando la città e lo stesso Paese saranno davvero coscienti del ruolo trainante che può avere un department store. Ma in questo senso c'è ancora molto da fare.
Dopo avere risanato Habitat, rilanciato Selfridges e diretto le divisioni casa e abbigliamento di Marks & Spencer, nel 2005, Vittorio Radice torna in Italia come Ad di Rinascente, nominato dalla nuova proprietà (Investitori Associati, Deutsche Bank, Pirelli Re e la famiglia Borletti).
Ambiziosa la sfida, ma chiara la visione strategica: ridisegnare l'insegna di grandi magazzini e trasformarla in un luogo d'incontro privilegiato per lo shopping, lo stile, il lusso e il tempo libero, ridandole quell'allure internazionale, in linea con i principali nomi di riferimento dei department store europei.
Al primo posto negli highlight, il manager comasco pone la trasformazione dal binomio prodotto=redditività a quello di spazio=redditività. Un'equazione che significa un cambio di paradigma radicale, partito dal flagship di Milano Piazza Duomo (il gioiello di famiglia, quasi il 50% del fatturato) e scandito da un fitto piano di ristrutturazioni con tappe precise e una “data di scadenza” fissata al 2012, a cui si aggiunge il contemporaneo lavoro sul resto della rete, con un'immagine e contenuti ancora di basso profilo.
“Oggi, a distanza di 4 anni, abbiamo fatto circa il 10% del nostro processo di riposizionamento, ma abbiamo ancora molto da fare” dichiara a Gdoweek Vittorio Radice.
Nonostante la molta strada fatta, il percorso è ancora lungo …
È vero: abbiamo aperto il primo cantiere nel 2006 qui a Milano, lavorando contemporaneamente su alcuni altri store (Padova, Roma Fiume, Firenze e Cagliari); ciononostante, davanti a noi abbiamo ancora molto lavoro, che comprende l'implementazione di nuovi servizi, nuovi store, nuove categorie di prodotto e di attenzione ai cambiamenti degli stili di consumo. Il tutto accompagnato da strategie di affermazione dell'insegna, sempre più fortemente connotate da brand di lusso accessibile, con un posizionamento di prezzo adeguato, per dare a clienti e visitatori -oltre 14 milioni nel caso di Milano Duomo- non solo un'esperienza di shopping, ma un'occasione di entertainment a 360° gradi, proponendo un luogo di curiosità e aggregazione, dove si può passare del tempo, senza necessariamente fare dello shopping.
In questo processo, quali sono le maggiori difficoltà incontrate?
Di certo la parte più difficile non riguarda tanto la logistica, la definizione degli assortimenti, la modifica e il rifacimento di spazi, luci e pavimenti, tutti aspetti che, pur nella loro complessità, sono relativamente semplici da realizzare e possono essere calendarizzati. Gli ostacoli maggiori riguardano, invece, il passaggio dalla formula self service -con il personale alle casse e il layout costituito principalmente da percorsi più o meno guidati con prodotti appesi- alla formula di servizio assistito, basato sulla conoscenza del prodotto, la capacità di comunicazione e l'attitudine al servizio. Si tratta di un passaggio realmente difficile, soprattutto per chi è cresciuto ed è stato formato per un concept self-service, come molte delle 2.000 persone che lavorano nei nostri store. Portarle a modificare il loro atteggiamento verso il full service è un'operazione molto, molto difficile.
Intanto, sempre nel flagship milanese, a luglio è arrivato anche il Design Supermarket, il nuovo reparto dedicato alla casa ...
Si tratta di un progetto significativo e strategico per noi, che vuole rappresentare un punto di riferimento per il design in Italia. Il nostro approccio è stato quello di renderlo il più possibile accessibile, alla portata di tutti, mettendo ogni persona nelle condizioni di capire, toccare, sperimentare e usare il design. A Milano, dove il design è nato, non poteva mancare un reparto così: una vera piazza d'armi, a livello di offerta, con mix ampio e corretto, in un ambiente raffinato. Del resto, per la Rinascente, si tratta di un ritorno al passato, considerato che già negli anni Sessanta avevamo creato il Compasso d'oro, con la collaborazione di designer di prestigio. È stato quindi naturale per noi riproporlo in uno spazio ad hoc, in linea con i tempi e i gusti di oggi.
Si tratta di una proposta esclusiva per Milano?
Certo che no. La formula del Design Supermarket sarà riproposta anche in altri store della rete, soprattutto quelli più prestigiosi. Penso soprattutto a Roma, dove nel 2012 apriremo un flagship di dimensioni analoghe a quello di Milano, che avrà la sua Food Hall e il suo Design Supermarket, oltre a tutto il resto.
Ricomincia la crescita con nuove aperture …
I percorsi vanno di pari passo. L'appuntamento più importante è il flagship di Roma, nel 2012, ma nel 2010 apriremo la nuova struttura di Palermo, traslocata in una location centrale più consona. Anche qui sarà previsto un piano dedicato alla casa che, probabilmente, avrà una connotazione design, molto più fresca, nuova e coinvolgente in termini di novità e ricerca, anche se in spazi ridotti.
Intanto, è in fase finale la ristrutturazione del flagship di Piazza del Duomo. Quali i prossimi passi?
A completamento del progetto Design Supermarket, l'anno prossimo andremo a rivisitare il sesto piano, che manterrà la sua connotazione di reparto dedicato alla casa, ma con un carattere ben più innovativo e, ovviamente, diverso dal design. Dopo la riqualificazione di uomo classico e donna classica, nel 2011, sarà il turno del rifacimento della facciata e della ristrutturazione e dell'ampliamento del piano terra del reparto Youth Store, quel Jam Store che si trasformerà in Rinascente Annex. Come dicevo, ancora un percorso lungo, molto lungo per continuare a sorprendere e soddisfare i nostri clienti.
Il consumatore cambia e con lui cambiano i modi del processo, emotivo e razionale, che porta alla scelta del prodotto e all'atto di acquisto. “Si tratta di una tesi che potrebbe suonare lapalissiana -afferma Roger Botti direttore creativo di RobilantAssociati- se non fosse che, per via dello sviluppo dei media interattivi, il rapporto fra la marca e il consumatore ha subito una fortissima accelerazione verso situazioni inimmaginabili fino a pochi anni fa”.
Allude al fatto che il marketing ha puntato sulla visibilità dimenticando la credibilità?
La visibilità come must appartiene alla fase precedente a quella attuale. Prima una marca trasmetteva dei valori identitari che sembravano irrinunciabili. Cosa è cambiato? I prodotti sono diventati indifferenziati. Lo prova il fatto che, benché il consumatore sia abitudinario e conservatore nelle scelte, improvvisamente è diventato infedele verso le marche e le insegne. Una contraddizione apparente: in realtà continua a essere abitudinario, solo che con l'appiattimento dell'offerta considera ininfluente il valore della marca. Il prezzo rimane una variabile importante, ma in termini diversi rispetto ad anni fa: si usava dire infatti “chi più spende meno spende”. Ora invece si pensa “chi meno spende è sveglio e in gamba”. Guardiamo, per esempio, a come sono considerati nel loro entourage gli anziani che comprano singoli prodotti alle condizioni migliori qua e là nella gdo dopo aver letto tutti i volantini delle varie insegne: diventano degli opinion leader.
Quindi la marca deve reinventare i paradigmi della comunicazione?
Le aziende cercano comunque di lavorare sul valore della marca che, però, deve partire da valori di prodotto differenzianti, altrimenti è un lavoro del tutto inutile, compresi gli investimenti. Quando si disegna un nuovo pack la sua memorabilità, riconoscibilità, coerenza con la marca, continuano a essere paradigmi tutt'ora in essere. Tuttavia bisogna prestare attenzione al fatto che non basta più qualificare il prodotto in modo suggestivo, eroico, vincente, bensì occorre puntare soprattutto alla credibilità, per esempio mediante un uso appropriato della parte testuale che compare sul retro del pack. Lì il linguaggio è tecnico, adatto a descrivere aspetti nutrizionali e tecnico-scientifici, che si rivolgono alla parte razionale del consumatore. Sono informazioni utili, talvolta imposte dalla legge, che mirano alla parte innovativa dei consumatori, caratterizzati da un livello di consapevolezza molto più alto da quando usano il web. Navigano su internet per qualunque fesseria, leggono la confezione e vanno subito a controllare.
La credibilità diviene basilare e dipende dal livello d'informazioni disponibile ...
Dirò di più, è il retro del pack il key point. Non si tratta solo del suo ruolo, come rinforzo della credibilità del prodotto e quindi della marca, ma anche come link fra il pack fisico e il web che offre un prolungamento virtuale del pack. Entrambi questi oggetti sono interattivi al contrario dell'advertising che piove dall'alto in modo unidirezionale, ed è uguale per tutti, non personalizzabile. Il pack, invece, è sempre stato interattivo, lo apri, lo chiudi, lo usi, ci lavori. E il web lo è per definizione. L'interazione fra web e pack è un ambito su cui investigare, insostituibile quando si studia la comunicazione di un prodotto al fine di aumentare la credibilità. Se prima credibilità e visibilità viaggiavano insieme e bastava spendere in pubblicità, ora non si è nemmeno certi che investendo si ottenga visibilità.
Quindi non è più possibile costruire marche mito come Martini o Mulino Bianco?
I grandi brand sono grandi totem. Però creare un grande totem oggi è una mission impossible. Tutti i grandi miti si sono costruiti nel tempo e ora cercano di preservare il loro valore: ma se si parte da zero è costosissimo. Intendiamoci, se un azienda ha i mezzi può tentare l'impresa, ma non è detto che funzioni perché tutte le giovani generazioni, che preannunciano le caratteristiche dei consumatori di domani, non guardano la Tv generalista. Guardano solo le trasmissioni più dissacratorie, sulle Tv musicali, e per di più in multitasking, cioè scrivono un sms, mentre hanno aperto facebook e la Tv è accesa. Difficile che gli rimanga impresso qualcosa basato sulla comunicazione classica.
E come fare per intercettarli?
Bisogna ridimensionare gli obiettivi numerici con una segmentazione più precisa del target in gruppi e sottogruppi, sviluppando con essi una relazione di tipo interattivo. Le marche una volta avevano una posizione imperativa con la quale imponevano dall'alto prodotti e stili di vita. Ma una posizione imperativa significa una comunicazione sovraccarica, con destinatari che sono ormai stanchi. E la reazione più pronta viene proprio dai giovani che con il loro desiderio di autodeterminarsi finiscono per amare le posizioni “contro”. Questo, in termini di mercato, significa che cercano marche che dimostrano di parlare specificatamente a loro. Attenzione però: se si progetta di rivolgersi a loro non è un impresa facile, perché il loro linguaggio ha dialetti molto di nicchia. E se un adulto prova, invece, a usare il loro linguaggio senza conoscerlo a fondo, viene subito scoperto e trattato come un vecchio rimbambito. Esattamente lo stesso effetto che si ottiene quando le aziende si affacciano su Facebook. Come fare allora? Si tratta di riuscire a instaurare una relazione, del tipo uno a uno, dove non solo la marca non è imperativa, ma sono i giovani a sceglierla lasciando a loro anche spazi d'interazione, modifica, personalizzazione. In questo senso possono diventare molto generosi assumendo il ruolo di propalatori del messaggio al posto dei media.
Su cosa punterebbe quindi per far sì che un prodotto di marca si affermi?
I prodotti sono da guardare con un'ottica diversa perché possiedono molte altre caratteristiche potenziali rispetto a prima. Fra queste, la più interessante è il rituale di consumo che è determinante per costruire affezione. Se, infatti, un prodotto è in grado di realizzare una nuova ritualità di consumo, entra con forza nel nostro abitudinario ed è poi molto difficile annullarlo. In sintesi, ci vuole un prodotto in grado di proporre un rituale, rinforzato da una comunicazione non imperativa, ma interattiva, basata non solo sulla seduzione, ma su cose vere da raccontare e da verificare sul web. L'applicazione del rituale farà il resto.
Buona parte delle famiglie italiane sta scoprendo modi nuovi per fare la spesa in maniera intelligente e risparmiare, sfruttando le nuove tecnologie, internet, telefonino e chioschi self-service per informarsi su prezzi e promozioni. E' quanto emerge dalla ricerca commissionata da NCR Corporation e realizzata da BuzzBack Market Research: i consumatori, stretti dalla morsa dei costi e da ritmi di vita intensi, si aspettano di trovare un punto di vendita efficiente per effettuare i propri acquisti nel minor tempo possibile, ma facendo attenzione alla spesa.
La crisi economica influenza le decisioni di acquisto dei consumatori che si rivolgono alle promozioni per risparmiare: il 66% degli italiani intervistati dichiara di comprare prodotti in sconto e il 55% di sfruttare le offerte limitate nel tempo, inoltre, il 46% sceglie di comprare al supermarket anche i prodotti non food se particolarmente convenienti.
Familiarità con le tecnologie
Il quadro offerto dalla ricerca NCR mostra un’evoluzione nei comportamenti d’acquisto delle famiglie italiane probabilmente accelerata dalla crisi. Infatti:
- il 59% degli italiani usa Internet più frequentemente per trovare prodotti e verificare i prezzi;
- il 33% dichiara di decidere gli acquisti consultando internet prima di recarsi sul punto di vendita;
- il 28% vorrebbe ricevere comparazione di prezzi, e informazioni su prodotti, offerte speciali e promozioni in corso nei negozi sul proprio cellulare o con la posta elettronica;
- più della metà, il 58% cambia negozio per trovare promozioni più convenienti.
La ricerca evidenzia una decisa familiarità dei consumatori italiani con le nuove tecnologie che vengono usate per indirizzare i propri acquisti. Infatti, gli intervistati dichiarano che preferirebbero fare la spesa in un punto di vendita che offra chioschi self-service che aiutino a localizzare i prodotti (47%) e dotato di display e schermi all’interno che mostrino i prodotti in offerta e le promozioni in corso (52%).
Importanza delle tecnologie self-service
La tecnologia è, quindi, vista come un fattore di positiva differenziazione che aumenta la fidelizzazione dei clienti.
“Spesso si tende a pensare che in una situazione di flessione dell’economia i consumatori siano motivati nella decisione di acquisto solo dal prezzo, ma questa ricerca mostra come sia importante per i retailer tenere in considerazione la qualità e la gamma dei servizi offerti che figurano ai primi posti nelle aspettative dei propri clienti -commenta Flavio Ballarini, amministratore delegato di NCR Italia. I consumatori mostrano una netta preferenza per quei retailer che soddisfano le loro aspettative aumentando la gamma di opzioni self-service sul web, sul cellulare e sul punto di vendita. Questo tipo di tecnologie stanno assumendo un ruolo sempre più decisivo per conquistare un vantaggio competitivo nei confronti degli altri retailer.”
Anche le aspettative nei confronti del personale sul punto di vendita sono diverse, se chi vuole risparmiare tempo va alla cassa self-service, c’è una decisa propensione ad avere assistenza nel trovare l’esatta ubicazione dei prodotti (56%), ad avere del personale addetto al rifornimento della merce a scaffale, soprattutto quella in sconto (46%). Infine il 60% vorrebbe avere consigli e maggiori informazioni su sconti e promozioni.