L'applicazione Migros è gratuita. Essa è finalizzata ad aiutare i clienti a pianificare la spesa ricevendo informazioni sulle offerte speciali e sui nuovi prodotti. Tutto avviene grazie al lettore di codice a barre dell'iPhone che, inviduato il prodotto, ti permette di conoscere varie informazioni sugli articoli a cominciare dal prezzo. L'applicazione permette di creare una lista virtuale della spesa che può essere scambiata con altre persone in modo che per esempio la donna di casa invece di preparare un elenco scritto per il marito gli fornisce direttamente la lista virtuale sull'iPhone che lui comprerà fisicamente. Infine, ai membri del programma Cumulus, viene dato l'accesso esclusivo a un elenco di azioni calate su misura per le abitudini personali di consumo fra cui comunicazioni regolari su prodotti acquistati regolarmente dal consumatore.
Un miliardo di dollari per Barnes & Noble
John Malone, presidente di Liberty Media Group, ha lanciato una proposta di acquisto per Barnes & Noble, è la più grande catena di librerie statunitense, che Leonard Riggio, fondatore e azionista di maggioranza, ha messo in vendita dallo scorso agosto. La rete è composta da oltre 700 negozi e 637 college shop con cui vengono serviti 4 milioni di studenti e 250mila insegnanti.
L'offerta Liberty è di 1,02 miliardi di dollari (700 milioni di euro) e rappresenta un premio del 20% circa rispetto all'attuale capitalizzazione di borsa della catena.
Strategie di business
La decisione di vendere Barnes & Noble è maturata nella convinzione che il business delle librerie fisiche è ormai messo in crisi dalla vendita di e-book e dai canali on line. Sul mercato Usa però l'insegna è ancora coleader del mercato, seconda solo ad Amazon. Un'operazione che ha avuto un buon successo di mercato è stato il lancio dell'e reader Hook, secondo sul mercato Usa solo al Kindle. L'annuncio della sospensione dei dividendi lo scorso febbraio, seguita alla caduta dei profitti nell'ultimotrimestre del 2010, aveva portato a un calo di valore del titolo da cui però si era ripreso.
Risultati Cedi Sisa Centro Nord e promo Tv
Cedi Sisa Centro Nord, il cui presidente è Sergio Cassingena (in foto), ha comunicato che il giro d'affari del 2010 è stato di 342 milioni di euro e che la previsione per il 2011 è di 360 milioni.
Le regioni servite sono: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto. I
punti di vendita sono in totale 1.044 e la superficie di vendita 386.195 mq.
Sisa ha comunicato, inoltre, che si avvarrà del programma Tv condotto da Davide Mengacci (che celebra la tradizione delle buone ricette di famiglia insieme a Michela Coppa, attraverso i luoghi più suggestivi del Belpaese) per promuovere i prodotti Sisa.
Per 6 giorni alla settimana, da lunedì al sabato, alle ore 10,55 su Retequattro, da metà maggio per quattro settimane, si vedrà una consumatrice recarsi in un supermercato Sisa per scegliere diversi prodotti e creare, così, piatti inediti legati al proprio territorio.
Carrefour fra risultati di Planet e prospettive di Dia
In una dichiarazione rilasciata pochi giorni fa il vertice di Carrefour ha riconosciuto che la situazione economica resta difficile nella maggior parte dei mercati dell'Europa occidentale. Tuttavia, la società ha detto che ha rilevato "segnali incoraggianti" in Belgio e in Spagna, mentre si vedono risultati positivi nei mercati
emergenti.
Problema Francia
Nel mercato domestico, dove Carrefour genera il 40% delle vendite, la catena francese ha riconosciuto che la performance nel 2011 è stata "insoddisfacente".
Tuttavia, il Ceo Lars Olofsson che ha la diretta responsabilità operativa del mercato francese (dopo che il responsabile James McCann ha lasciato l'azienda), si è comunque dichiarato ottimista sulla possibilità di cambiare in meglio l'andamento delle vendite in Francia, in virtù dei risultati molto incoraggianti che starebbe ottenenendo i Carrefour Planet
Ha inoltre aggiunto che la crescita in America Latina e Asia resta forte e si prevede che riesca a compensare la prestazione poco brillante dell'Europa occidentale.
Piano di vendita relativo a Dia
Olofsson ha anche parlato a difesa del piano di spin-off della catena hard discount Dia, che continua a rimanere una tessera importante nel piano per aumentare il rendimento agli azionisti.
Secondo la proposta di Carrefour, Dia sarà scorporata generando un dividendo straordinario per gli azionisti Carrefour. Per quanto riguarda i numeri Carrefour ha detto che si aspetta che nel periodo 2010-2013 Dia cresca del 7% come vendite mentre il margine lordo del 10%. Gli investimenti si stimano intorno dai 300 ai 350 milioni di euro con l'apertura di 450-750 negozi all'anno, raggiungendo gli 8.000 pdv nel 2013.
Valerio Di Natale è stato designato come nuovo presidente Indicod-Ecr
In attesa del voto del Consiglio Direttivo di Indicod-Ecr, l'Istituto per le imprese di beni di consumo che raggruppa 33mila aziende industriali e distributive del settore, Valerio Di Natale è stato designato nuovo presidente in sostituzione di Brambilla di Civesio, Ad di Carrefour, che ha terminato il triennio di durata della carica.
Valerio Di Natale era già uno dei tre vicepresidenti di Indicod, insieme a Sami Kahale Ad di Procter & Gamble Italia e Vincenzo Tassinari presidente del Consiglio di gestione di Coop Italia.
Valerio Di Natale 54 anni è presidente e amministratore delegato di Kraft Foods Italia ed è anche amministratore delegato di Saiwa.
Progetto ReCO2very: Epta crea un cuore verde a Rozzano
È avvenuta a Rozzano (Mi), presso il Parco 1 di Piazza Giovanni Foglia, la piantumazione simbolica del primo albero del programma ReCO2very, un progetto di compensazione ambientale per annullare il carbon footprint.
L’adesione di Epta (refrigerazione commerciale) a ReCO2very, un’iniziativa promossa dall’Associazione Italiana Amici della Terra, in collaborazione con Ersaf, è in linea con il concept Eptology, un nuovo modo di vivere la sostenibilità, che coinvolge ogni aspetto lavorativo e produttivo dell’azienda.
Questa operazione di forestazione urbana, permetterà, infatti, ad Epta di rendere nullo il bilancio totale di anidride carbonica emessa, direttamente o indirettamente, con la realizzazione del suo stand di 1.500 m², in occasione di EuroShop 2011.
La messa a dimora di più di 70 piante secolari, in un’area urbana congestionata, in provincia di Milano, ha l’obiettivo di controbilanciare l’equivalente delle emissioni prodotte durante l’evento.
Rfid: Checkpoint Systems organizza il Fashion Day a Bruxelles
Il prossimo 8 giugno a Bruxelles, in Belgio, Checkpoint Systems terrà un evento dedicato alla tecnologia Rfid e alle soluzioni di etichettatura, durante il quale sarà possibile capire come queste riescano a far ottenere un incremento delle vendite e degli utili.
Migliore efficienza operativa
L’evento, denominato ‘Fashion Day’, ospiterà le presentazioni di diversi speaker, tra cui Leen Danhieux di GS1 Belgium e un rappresentante del retailer d’abbigliamento Matalan del Regno Unito. I partecipanti avranno la possibilità di scoprire in che modo la tecnologia Rfid sia in grado di migliorare l’efficienza operativa dalla fonte al punto di vendita e come le nuove tecnologie riescano a far ottenere un incremento delle vendite nei negozi d’abbigliamento. Inoltre, un retailer internazionale leader nel settore dell’abbigliamento mostrerà come l’introduzione dell’etichettatura alla fonte abbia contribuito ad ottenere una migliore prevenzione delle perdite e a ridurre il tempo necessario per avere i prodotti sugli scaffali.
Nuova piattaforma Rfid
Durante questo evento, Checkpoint Systems coglierà anche l’occasione per mostrare un’anteprima della sua nuova piattaforma Rfid per i retailer d’abbigliamento. Si tratta di una soluzione che va installata a soffitto e che sfrutta l’identificazione in radio frequenza per permettere ai punti di vendita di tracciare la merce e migliorare la prevenzione delle perdite, grazie alle sofisticate tecnologie di lettura dei cartellini sviluppate dall’azienda.
Il Fashion Day si terrà dalle ore 11 alle 17, presso il centro convegni Square - Brussels Meeting Centre, Hall 400/410. Per registrarsi come partecipanti, visitare il sito www.regonline.com/fashionday o inviare una mail all’indirizzo conferences@eur.checkpt.com
Nasce Scelta Verde, la linea ombrello di Despar
Per soddisfare le richieste green di un numero crescente di famiglie evidenziando valori etici precisi, Despar propone Scelta Verde, brand che identifica ad oggi 150 prodotti, suddivisi in 4 linee di prodotti, che “fanno bene al pianeta” essendo selezionati secondo criteri di rispetto, benessere, ecologia ed equità sociale.
La segmentazione di Scelta Verde
La linea, che sta per essere implementata in tutta la rete Despar (32 ipermercati, 498 super, 1.031 superette), è composta da 4 sottocategorie:
- Bio, Logico, l'offerta Despar da agricoltura ecologica, relativa a freschi e confezionato; al momento si tratta dell'offerta più sostanziosa composta da oltre 100 prodotti, certificati da organismi autorizzati dal Ministero delle Politiche agricole e Forestali (MiPAF);
- Eco Rispetto, che raggruppa prodotti non food eco-compatibili e a risparmio energetico, come lampadine a basso consumo, detersivi, carta, shopper per un totale oggi di 35 prodotti;
- Equo-solidali Despar, cioccolato, caffè zucchero di canna e thè (al momento 10 referenze che saranno presto ulteriormente arricchite) provenienti Paesi del sud del mondo, nel rispetto dei diritti dei lavoratori che li producono;
- Dietro l'Angolo, la firma specializzata nell'offerta di prodotti a “chilometri zero”, cioè di provenienza regionale e prodotti da aziende di piccole dimensioni (10 referenze in ampliamento).
“Scelta Verde nasce dalla volontà di soddisfare le nuove esigenze delle famiglie italiane, sempre più attente all'impatto ambientale delle loro abitudini -spiega Gianluca Di Venanzo, Procuratore Despar Italia ed ideatore della nuova linea-. Con questi prodotti vogliamo offrire una risposta a questa cultura emergente in tutto il mondo, attenta alla riduzione degli sprechi e dei danni ambientali provocati da una globalizzazione non controllata e poco sensibile al mondo che lascerà in eredità alle prossime generazioni. Tutti insieme si può fare qualcosa a partire dalla propria casa e cucina”.
Iniziative di sostegno al lancio
Il lancio della linea è sostenuto, oltre che materiale specifico pop -manifesti, brochure, materiale informativo- anche dal lancio del libro La buona ricetta, scritto da Tessa Gelisio, presentatrice televisiva, amante della natura e testimonial dell'iniziativa, che suggerisce 144 ricette tratte dalla tradizione culinaria regionale italiana, per valorizzare materie prime più “povere” (come il pesce azzurro) e il ritorno alla stagionalità.
Giro d'affari 2010
Nel 2010, Despar ha realizzato un fatturato di 4.053 milioni di euro.
Ibc: estero, Pl e territorio le frontiere della ripresa delle aziende italiane
Lo scenario internazionale, i Paesi in crescita nonostante
la crisi e quelli che la crisi ha messo in difficoltà.
Le attese e i timori dei consumatori occidentali, una timida
ripresa con ritmi differenti, il sistema industriale italiano che cerca nuove
modalità per competere ed esige il superamento di vecchi vincoli per
rilanciarsi. Di tutto questo si è parlato nell’incontro, tenutosi a
Milano il 19 maggio, organizzato da Ibc (Associazione Industrie Beni di Consumo) sul tema: Dinamiche di mercato e strategie d’impresa. Opportunità e sfide per l’industria del largo consumo.
Quadro internazionale
Stando alle analisi dell’economista Mario Deaglio
(Università di Torino): soltanto gli Usa sono ritornati, a fine 2010 -se non si calcola il Pil per abitante-, ai livelli pre-crisi, però dagli anni bui hanno ereditato ben otto milioni di disoccupati in più che non riescono a rientrare nel mercato del lavoro. La produzione industriale in Europa, vede la Germania
tornata a buoni livelli, mentre in Francia e soprattutto in Italia si è ben
lontani dal ripartire.
Italia
I pochi segnali positivi arrivano da una leggere ripresa
dell’export, insufficiente però per sostenere un rilancio strutturale. Risultato? Diminuiscono ulteriormente i redditi i consumi e
il clima di fiducia. Tendenza confermata dal presidente di Ipsos, Nando
Pagnoncelli, che ha segnalato come la preoccupazione principale degli italiani
è di gran lunga quella relativa al binomio lavoro/occupazione, ma individuando
una generale tendenza nel nostro paese non tanto a tagliare di netto alcuni consumi,
quanto a ridimensionare in proporzione un po’ tutte le voci di spesa, senza
rinunciare del tutto alla qualità, denunciando un forte attaccamento alla marca
e alle garanzie che può fornire. Tutto questo, di fronte a una ridotta capacità
di spesa e alla consapevolezza che l’uscita dalla crisi non è dietro l’angolo. Le strategie di risparmio sono articolate, passando da una
maggiore propensione al risparmio sui prodotti per la pulizia della casa e meno
riguardo agli alimentari e alle bevande. Pessimismo imperante? Giammai, le opportunità per le imprese
ci sono, si presentano su diversi fronti, anche percorribili parallelamente. Di
questo ha ragionato il presidente di TradeLab, Luca Pellegrini, indicando
quattro possibili punti cardinali che possono guidare a ripresa: presidio
locale, nicchie globali, outsourcing di produzione e partnership con il trade.
Il presidio locale è una strategia che oggi è perseguibile
in virtù delle progressiva revisione da parte delle grandi multinazionali degli
impianti produttivi, del portafoglio prodotti e del ruolo delle filiali. Una
logica che comporta, da un lato, la riduzione del presidio locale e dall’altro
dismissione di brand di nicchia o solo locali. Spazi che si aprono per imprese
di stazza minore, ma capaci di di operare nel segno della qualità e
dell’efficienza.
Chi, invece, già opera in un ambito locale, di nicchia,
potrà, sua volta mirare a nuovi mercati fuori dai confini nazionali, a patto di
essere in gradi di sapersi focalizzare sulle competenze di prodotto e di
mercato, sviluppando brand di nicchia, ma globali.
Terza direttrice per un possibile sviluppo è quello
concernente l’outosourcing di produzione in virtù dello spostamento del
baricentro strategico delle filiere nelle fasi di sviluppo del prodotto e nel
presidio del mercato, che vede le grandi imprese allontanarsi dalle competenze
originarie, creando opportunità per le pmi versate su produzioni specializzate
da gestire in proprio o proponendosi come partner dei grandi gruppi
industriali.
Infine, le private label, area di sviluppo ancora in fieri,
che può condurre alla creazione di partnership di lunga durata e anche al
referenziamento di prodotti proposti con il proprio brand.
Esempi virtuosi
Le case history vincenti presentate da Pellegrini, sono diverse, non
episodiche, ma frutto di precise strategie. Ad esempio, il presidio locale è una
scelta che ha premiate aziende come Guaber che ha acquisito Vim e Ballerina da
Unilever, oppure gli Oleifici Mataluni che hanno arricchito il portafoglio con
Topazio e Oio presi da Chiari&Forti, e Olio Dante da Sos. Anche Colussi ha seguito lo stesso percorso prendendo Misura da
Heinz, Agnesi da Danone e Audisio dall’olandese CSM.
In direzione della creazione di nicchie globali sono andati
invece la stessa Colussi, ma anche Soresina, Mutti, Mataluni, Orogel,
Parmacotto, San Benedetto, facendo leva sul made in Italy. Nella stessa
direzione vanno anche quelle aziende, come Mutti e Oleificio Matalumi che hanno
costruito il loro vantaggio competitivo facendo leva sulla qualità e sulla
partnership con la produzione agricola, operazione impegnativa, fortemente
locale, difficile per i maggiori player globali. Non a caso qui si parla come
formula felice della nascita di “multinazionali tascabili”.
La terza via, legata al progressivo outsourcing di
produzione, è declinabile in diverse soluzioni, come mostrano gli esempi
forniti da Pellegrini con la nascita come specialisti nella produzione per
l’Idm (CIP4 e Orlandi), gli accordi sviluppati da San Benedetto con Pepsi,
Ferrero, Cadbury, Schweppes. Anche Colussi è da annoverare in seguito alla
commercializzazione dei prodotti Del Monte e dell’acquisizione della licenza
per il marchio Liebig.
Riguardo alle private label, Pellegrini ha ricordato che
sempre più ai copacker viene richiesto un contributo di innovazione in
cambio di partnership di lungo
periodo e questo comporta/richiede il passaggio da un’innovazione di processo a
una di prodotto che rende il partner industriale meno sostituibile. Un’area di forte innovazione è sicuramente quella relativa
al packaging che richiede anche forti competenze impiantistiche.
In questa chiave, l’invito all’ottimismo rivolto dal
presidente di IBC, Aldo Sutter agli associati, trova una base concreta da cui
partire.
Esselunga a Firenze limita il servizio di consegna della spesa a domicilio
Circa la notizia apparsa oggi su organi di stampa toscani sula sospensione del servizio, anzi "l'azzeramento" del servizio di consegna del centro storico di Firenze, vista l'impossibilità di rispettare le consegne nelle due fasce orarie consentite 7.30-9.00 e dopo le 19.30, abbiamo contattato Esselunga che ha precisato la sua posizione nel seguente comunicato smentendo il fatto che abbia sospeso il servizio.
Finestre di accesso troppo limitate
"In merito all'ordinanza sugli orari di carico e scarico nella ZTL della città di Firenze, Esselunga precisa di non aver sospeso il servizio di Consegna a Domicilio, ma di averlo solo ridotto alle due fasce orarie previste, adeguandosi alle nuove disposizioni comunali.
Esselunga ritiene tuttavia che le finestre di accesso alla ZTL siano limitate e non consentano di offrire un servizio che soddisfi le esigenze del cittadino: le consegne concentrate in fasce orarie (mattino presto e tarda serata) mal si adattano alle richieste del cittadino specialmente se anziano o disabile.
Sono più di 1.500 le famiglie che usufruiscono della consegna della spesa a casa, di queste consegne circa il 50% sono rivolte a clienti over 70 o clienti disabili.
Esselunga, nonostante una riorganizzazione interna che sfrutta al massimo le due finestre disponibili per le consegne, non può soddisfare tutte le adesioni al servizio: numerose, infatti, sono le segnalazioni ed i reclami che ci pervengono quotidianamente."
Conflitto fra due esigenze etiche
Benché la strategia del Comune di Firenze vada chiaramente verso un intento ecologico, in questo caso sorge un conflitto con aspetti altrettanto etici che riguardano la consegna della spesa a persone invalide o anziane, cui per altro Esselunga dichiara di tenere molto. Un conflitto che si è già posto, verso singoli cittadini, durante le giornate di stop invernali al traffico delle metropoli italiane.
Tanto più che la viabilità di Firenze, basata su strade strette e sensi unici, non offre di certo sufficienti garanzie di efficienza. L'azienda, per altro, conclude il comunicato con spirito collaborativo auspicando "un ampliamento delle fasce orarie di consegna che consentirebbe di ripristinare al meglio il servizio fino ad oggi svolto". Staremo a vedere come risolverà il conflitto il sindaco Renzi.
Multicedi entra in Sigma
Come preannunciato ieri da Gdoweek, Gruppo Sigma (circa 2.000 pdv e un fatturato 2010 di 3,6 mld di euro) continua la sua strategia di rafforzamento: dopo l'adesione di Consorzio Europa (ex Sisa, da gennaio 2010), arriva quella di Multicedi, importante realtà con sede a Pastorano (Caserta), nata nel 1993 e costituita da dieci soci, imprenditori locali, che operano in Campania, Lazio, Abruzzo, Molise e Puglia.
Consolidare il territorio e stimolare la crescita al sud
“L'operazione che ha portato a questo ingresso di Multicedi è un segnale significativo della forte volontà non solo di proseguire nella nostra strategia di consolidamento a livello nazionale, ma anche di condividere e stimolare la crescita di una realtà della distribuzione meridionale molto interessante e dalle grandi potenzialità, che sta seguendo un percorso di sviluppo innovativo e virtuoso”, commenta Antonello Basciu, presidente del Gruppo Sigma (che, assieme a Coop Italia, Despar e Il Gigante fa parte di Centrale Italiana).
I numeri di Multicedi
La rete di vendita di Multicedi comprende:
- Decò: oltre 200 pdv per circa 130.000 mq di superficie di vendita, che sviluppano oltre il 20% del giro d'affari. Entro il 2012 saranno inaugurati oltre 25 punti vendita con insegna
Decò. La rete è suddivisa in:
- Supermercati Decò (fino a 1.000 mq area vendita), specializzati nel servizio di vicinato;
- Maxistore Decò (oltre i 1.001 mq), focalizzati sui freschi -gastronomia, macelleria, pescheria, ortofrutta- e sul servizio -congelati, caramelle e vino sfusi-;
- Superfreddo Decò (circa 300 mq), negozi specializzati in prodotti congelati e surgelati;
- Ayoka, primo punto vendita specializzato nel petcare
- Ciro Amodio: insegna di vicinato servita da Multicedi su oltre 100 pdv in Campania
- Adhoc: 5 cash&carry (circa 20.000 mq in totale), cui si aggiungerà
nel prossimo biennio una nuova apertura nel Lazio. Il progetto Adhoc
comprende anche servizi per il canale horeca, con particolare attenzione
a ittico, ortofrutta e carne.
Nel 2010, Multicedi ha superato i 650 milioni di euro di fatturato, dando lavoro a oltre 6.000 famiglie. L'obiettivo per quest'anno è di arrivare a quota 750 milioni e di raggiungere gli 850 milioni nel 2012.
Nella sola Campania, lo scorso anno Multicedi ha raggiunto una quota di mercato del 13%; Sigma, dal canto suo, si attesta sul 5% (Fonte: IRI Top Trade, 1 gennaio 2011).
CoopCiConto: banche e assicurazioni convergono alla cassa
Coop, e in particolare Coop Adriatica, è da sempre l'avanguardia nella convergenza tra servizi retail e servizi bancari assicurativi. Un processo che per altro all'estero è già consolidato e che per forza di cose dovrà avere ulteriori sviluppi da noi. Banche e assicurazioni tradizionali infatti stanno praticando una politica, che molti osservatori giudicano di cartello e che sta portando a una crescita esponenziale dei costi: basti pensare all'aumento denunciato puntualmente dalle associazioni dei consumatori delle polizze auto o dei rapporti di conto corrente. C'è bisogno invece di prodotti low cost e di alta efficienza.
CoopCiConto
A questo punta la nuova insegna e la nuova linea di prodotti CoopCiConto di Coop Adriatica che avevamo anticipato in febbraio (leggi notizia).
Domani al Centro Lame di Bologna alle ore 12 saranno svelati i particolari e noi ne riferiremo.
All'incontro parteciperanno:
Gilberto Coffari, presidente di Coop Adriatica; Stefano Dall'Ara, direttore Finanza di Coop Adriatica; Pierluigi Stefanini, presidente Gruppo Unipol; Giorgio Chiarini, responsabile rete Agenzie societarie Ugf Assicurazioni; Fabio Colombera, vice direttore generale Ugf Banca; Stefano Scavo, amministratore delegato Assicoop Sicura Bologna; Tiziana Primori, direttore generale alla Gestione di Coop Adriatica; Stefano Dalla Casa, direttore Pianificazione e controllo strategico di Coop Adriatica.
Selex raggiunge una quota di mercato del 10%
Il Gruppo Selex ha raggiunto la soglia del 10% di quota di mercato (totalità dei canali di vendita, iper+super+superettes+cash&carry, fonte Symphony IRI - gennaio 2011), rafforzando così la sua posizione di terzo retailer nazionale e di prima realtà associativa di medie imprese distributive indipendenti italiane.
I primi mesi 2011
Questi risultati sono ulteriormente confermati dai dati dei primi quattro mesi di quest'anno, nei quali Selex ha registrato un aumento delle vendite a parità di rete nei formati super e iper (Fonte: Nielsen) del + 4,1% (contro una media di mercato del + 0,3%).
Quota raddoppiata
"Questi dati testimoniano la qualità del lavoro svolto dalle imprese socie all'interno del nostro Gruppo -sottolinea Riccardo Francioni, procuratore generale di Selex-. Dal 2000 ad oggi abbiamo quasi raddoppiato la nostra quota di mercato. Un traguardo importante, che ci consente di guardare al futuro con fiducia e ottimismo. Ci guida, come sempre, la nostra esperienza e la profonda conoscenza del territorio"
General Mills compra la francese Yoplait
General Mills, che ha con Yoplait rapporti di distribuzione per gli Usa fin dal 1977, è entrato a marzo in trattative esclusive con il fondo di private
equity Pai Partners e il caseificio cooperativo francese Sodiaal, che per altro continuerà ad essere presente nella compagine azionaria Yoplait. Ieri finalmente è arrivato il comunicato General Mills in cui dichiara di aver acquisito il 51% della società operativa Yoplait e il 50% del soggetto che detiene invece i diritti dei brand Yoplait, il tutto per 810 milioni di euro (1,15 miliardi dollari).
Con questa transazione si chiude, ovviamente, anche la disputa legale in essere con Yoplait sulla licenza di distribuzione per il mercato Usa.
Anche le aziende francesi passano di mano
General Mills, ricevuta l'approvazione antitrust negli Stati Uniti dalla Federal Trade Commission,
spera di essere operativa a partire dal trimestre che comincia alla fine di maggio.
Occorre però ricordare che l'accordo segue mesi di trattative tese con i francesi e in cui c'è stato un forte coinvolgimento di membri del governo francese e della influente lobby agricola, preoccupata per la perdita di posti di lavoro in Francia.
Portafoglio di General Mills
È presente in oltre 100 paesi e commercializza più di un centinaio di marche
di largo consumo, tra cui Cheerios, Häagen-Dazs, Pillsbury, Nature Valley, Betty
Crocker, Green Giant, Old El Paso, Progresso, Cascadian Farm, Muir
Glen General Mills possiede brand come Häagen-Dazs e Géant Vert verdure, sono prodotti anche in Francia.
Nuova card di pagamento per il Gruppo Inditex
Grazie all'Affinity Card è possibile fare acquisti nei seguenti negozi Inditex: Zara, Bershka, Massimo Dutti, Pull&Bear, Stradivarius, Oysho e Zara Home.
L'emittente della card è Bbva Finanzia spa, che opera nel credito alle persone. Non necessita di un canone, non c'è alcun costo di emissione o rinnovo e sfrutta una linea di credito rotativa (cioè si può utilizzare il credito rimborsato attraverso i versamenti mensili).
Modalità di pagamento
Tre sono le modalità di pagamento.
-Pagamento a tasso zero, per gli acquisti di almeno 150 euro emessi in un unico scontrino. Il rimborso avviene in tre rate mensili e senza interessi (Tan 0,0% e Taeg 0,0%)
-Pagamento a saldo. Ideale per differire nel tempo il pagamento degli acquisti in un'unica soluzione
-Pagamento revolving/rateizzato. Si pianificano gli acquisti e il rimborso avviene in rate mensili (Tan max 16,98% e Taeg max 18,37%)
La card si rivolge ai cittadini italiani con un reddito fisso dimostrabile. La richiesta avviene in un pdv affiliato oppure attraverso il sito affinitycard.it.
Producer e retailer insieme, la miscela inconfondibile del protailer Tchibo
Il retailer Tchibo, che nel 2009 ha
compiuto 60 anni e ogni giorno
augurava un “Buon compleanno a
una grande idea”, in Germania ha
raggiunto una notorietà presso gli
abitanti del 99%, con 900 negozi, a
cui si aggiungono 300 store all'estero;
38.000 “depositi in concessione”
in negozi specializzati e in supermercati
in Germania e 7.000 all'estero;
5 marche-insegne. In altre parole,
possiamo guardare all'idea di Tchibo
da tante prospettive, tutte rilevanti e
molto attuali anche nel dibattito accademico
in corso sul retailing e le
sue prospettive di sviluppo.
Tchibo è un retailer multi-canale
orientato alla continua moltiplicazione
dei punti di contatto con i clienti
finali: vende per posta attraverso il
catalogo, i negozi a insegna Tchibo,
shop-in-shop in altri negozi, ambulanti
propri e via Internet.
Si tratta di un sorprendente mix di
vecchio e nuovo, di brick & click,
che consente di soddisfare specifiche
richieste dei clienti in diversi
contesti di shopping e in qualsiasi area della Germania. La multicanalità,
se gestita in modo coordinato e
intelligente, sollecita le vendite perché
educa il cliente alla conoscenza,
all'apprezzamento della marca
e alla fedeltà. Conoscenza e fedeltà
alla marca sono due fattori che stimolano
gli acquisti: in altre parole, i
consumatori che frequentano diversi
canali comprano di più.
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Allegati
- Producer e retailer insieme, la miscela inconfondibile del protailer Tchibo
- Osservatorio Retailing | Insegna che parte dal caffè e si sviluppa in molte altre direzioni | Gdoweek | 19 aprile 2010 |
Imprenditori e i manager italiani iniziano a pensare verde, un po’ meno a crederci
“Il mondo è a una svolta. Le
popolazioni crescono. La disponibilità
delle risorse naturali diminuisce.
La salute dell'economia globale
è basata sul consumo. Senza
cambiamenti fondamentali, la nostra
economia globale è a rischio.
Un futuro prosperoso dipende da
prodotti e modelli di business innovativi
capaci di produrre trasformazioni
e cambiamenti radicali oltre
che creare nuove opportunità di
mercato”. Così inizia la prefazione
al report Redesigning Business
Value: a roadmap for sustainable
consumption (Riprogettare il valore
del business: un percorso verso il
consumo sostenibile), presentato
all'ultimo World Economic Forum di
Davos e firmata da quattordici CEO
mondiali di grandi multinazionali, tra
cui Nestlé, Unilever, Nike e Kraft.
Innovazione, collaborazione, investimento,
valori e leadership: sono
le macro aree identificate nel report
sui cui e attraverso le quali progettare
quei nuovi modelli d'impresa
sostenibile destinati ad accrescere
il business e a preservarlo per il
futuro. Se questa è la visione del
gotha internazionale dell'economia,
le aziende italiane come si pongono
nei confronti della sostenibilità?
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Allegati
- Imprenditori e i manager italiani iniziano a pensare verde, un po’ meno a crederci
- Greenbean | L\'impegno delle aziende sulle tematiche socio-ambientali | 22 marzo 2010 |
Oltre la crisi, modificazioni in corso nel sistema distributivo giapponese
Per quanto in leggera ripresa, l'economia
giapponese, tra le prime per importanza
a livello mondiale, continua a risentire
della crisi internazionale. Ciò non toglie
che l'approdo al Paese è tra i business più
ambiti da parte degli imprenditori italiani, in
particolare nell'ambito del food.
Conoscerne il modello distributivo diventa
quindi prioritario per le aziende che ambiscono
a esportare il Made in Italy.
I trend evolutivi
I format classici -department store, supermercati,
convenience store, così come gli
specialty store- hanno subito trasformazioni
per stare al passo con i tempi e con le
esigenze dei consumatori. In particolare, la
chiave di trasformazione è l'adattamento
del format alla location e al mercato di
riferimento (aree urbane e suburbane). È
recente la diffusione di outlet malls e “100
yen shops” (meno di 1 euro). In crescita
anche le vendite online e via cellulare. Tra
i nuovi modelli di retailer, diffusi soprattutto
nelle aree adiacenti alle stazioni, ci sono gli
shopping center che si orientano ad accontentare
il cliente sotto il profi lo del lifestyle:
non solo negozi di fashion e arredamento,
ma anche ristoranti e cinema.
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Allegati
- Oltre la crisi, modificazioni in corso nel sistema distributivo giapponese
- Equilibri | Evoluzione del retail | 22 marzo 2010 |
Formaggi a fette, dinamica positiva delle vendite
Un segnale se vogliamo piccolo ma comunque indicativo di come la crisi abbia cambiato le abitudini degli italiani: si mangia meno fuori casa e ci si dedica di più alle preparazioni alimentari domestiche facendo di necessità virtù. Tutti i prodotti di base risultano in crescita e al trend si accodano anche i formaggi a fette, come mostrano i dati elaborati da Iri e aggiornati ad agosto 2009.
Dati
Il mercato nel periodo considerato è cresciuto in valore di quasi il 13%, arrivando a 63,8 milioni di euro; notevole anche l'impennata nei volumi, che hanno registrato un incremento di oltre il 10%. Grande la performance registrata dai prodotti a marchio, cresciuti a valore del 21%, con un risultato che ha portato a guadagnare un punto di quota di mercato (dal 13 al 14%). Minore la crescita a volume, dove si registra un incremento del 9,4% in linea con il trend generale del mercato; la diversa dinamica di crescita a valore e volume autorizza ad affermare che le insegne anche in questo comparto merceologico abbiano deciso di elevare il livello dell'offerta. Dall'analisi dei dati di IRI si ricava, infatti, che il prezzo medio dei prodotti a marchio è di 10,14 euro, praticamente lo stesso dei prodotti di marca non premium, mentre lo scorso anno lo scarto risultava ancora abbastanza pronunciato.
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Allegati
- Formaggi a fette, dinamica positiva delle vendite
- Mercato | Gdoweek 504 | 16 novembre 2009 |
Conad: Camillo De Berardinis lascia in giugno
Camillo De Berardinis (in foto), personaggio storico del retail italiano, in questi vent'anni di amministrazione delegata ha guidato la trasformazione di Conad da associazione di piccoli imprenditori al secondo gruppo italiano, dopo Coop, con 9,7 miliardi di fatturato, 2.900 store, fra cui sono conteggiati i 31 ipermercati in partnership con Leclerc, insegna grazie alla quale è stato possibile dare una forte spinta all'internazionalizzazione di Conad e alle produzioni tipiche italiane, proposte nei
punti vendita dei partner nella centrale di acquisto europea Coopernic. Oltre al francese Leclerc, ciò ha significato l'ingresso presso il tedesco Rewe, lo svizzero Coop Suisse e il belga Colruyt.
L'abbandono, per altro già nell'aria da diversi mesi e preannunciato dallo stesso interessato, diverrà cosa fatta in occasione dell'assemblea dei soci in programma il prossimo giugno. De Berardinis ad ogni modo rimarrà comunque come presidente nel consorzio Ancd, l'Associazione nazionale delle cooperative fra dettaglianti.
Per il momento l'azienda non ha ancora preso la decisione su chi sarà nominato al suo posto.
La Linea Verde inizia a produrre IV gamma in Sardegna
Al via la produzione di IV gamma sul territorio sardo, in un'area produttiva
vicino ad Oristano,
in partnership con la Cooperativa Campidanese, specialista di I gamma e
partner già consolidato che opera seguendo i disciplinari di filiera del Gruppo. In questo modo La Linea Verde incrementa la presenza sul territorio italiano garantendo la qualità collegata al marchio Dimidisì e alla produzione relativa alle private label locali.
2.000 mq per 15.000 confezioni al giorno
Per presidiare il territorio sardo, La Linea Verde e la Cooperativa Campidanese, avviano uno stabilimento di
2.000 mq con due linee di produzione dedicate al servizio di tutta l'isola.
Nei primi mesi la capacità produttiva stimata è di 15.000 confezioni al giorno per un totale di 50 referenze
di insalate di IV gamma.
Obiettivo: favorire i tempi di consegna
Obiettivo primario del Gruppo bresciano è, infatti, quello di favorire tempi
rapidi di consegna per il territorio sardo, a favore di una maggiore freschezza del prodotto finito.
Con questo investimento La Linea Verde punta ad ampliare il proprio business sull'isola e nel tempo,
presidiando il territorio, mira a conoscere aziende agricole locali, rispondenti ai canoni produttivi del Gruppo,
che possano affiliarsi all'organizzazione di produttori di cui l'azienda fa parte.
In seguito specialità sarde per l'Italia
L'ambizione è quella di
incrementare il quantitativo di materia prima, coltivata direttamente sul territorio, necessaria per
approvvigionare la produzione di IV gamma per la Sardegna e, in futuro, per fornire specialità sarde alla
penisola italiana.
“Un passo importante e significativo per il nostro Gruppo - dichiara il presidente de La Linea Verde Giuseppe
Battagliola (in foto)- che ne dimostra la solidità, l'affidabilità e la costante propensione al servizio del cliente. In un
contesto macroeconomico incerto continuiamo ad investire: soltanto un mese fa abbiamo inaugurato la nuova
ala di Manerbio, 10.000 mq per la produzione dei piatti pronti freschi, e abbiamo presentato la rivisitazione
totale di tutto il polo produttivo per un totale investito di 15 milioni di euro.”
Système U lancia una società immobiliare
Secondo Jean Leroyer, vice presidente di Système U ovest e presidente di Expan U, Système U intende creare una società immobiliare mediante la quale si riceveranno azioni in cambio della proprietà delle mura del negozio. "Abbiamo deciso di creare questa società la scorsa settimana, si dovrebbe ottenere l'approvazione di AMF in luglio (Consob francese) e nel mese di settembre dovremmo poter dare l'avvio all'attività". L'obiettivo è quello di separare il business dal possesso dei muri e di facilitare i trasferimenti di proprietà di negozi che hanno un valore che si attesta mediamente tra i 5 e gli 8 milioni di euro. "Quando un socio intende vendere la sua azienda, può vendere solo l'attività e apportare la proprietà del negozio alla nuova società in cambio di azioni- continua Leroyer-. Abbiamo, inoltre, deciso che il tasso di interesse, sarà un 1% sopra l'Euribor. Del resto questa iniziativa è lungi dall'essere una società di capitale di rischio, bensì avrà l'obiettivo di aiutare i nuovi membri". È stato inoltre deciso di creare una struttura Expan U a livello nazionale, con lo scopo di acquisire partecipazioni di minoranza in società dei nuovi aderenti, per un periodo limitato di cinque anni.
MAREMMA WINE SHIRE
Maremma Wine Shire, il salone dei vini della Maremma toscana, è il progetto ideato e promosso dalla Camera di commercio di Grosseto, in collaborazione con GrossetoFiere e con il sostegno di Banca della Maremma. Dopo il successo registrato nella prima edizione del 2010, torna l'appuntamento con i vini maremmani il 21, il 22 e il 23 maggio (dalle 10.30 alle 18.30), al centro fieristico di Braccagni a Grosseto.
Appassionati, importatori, buyer nazionali ed internazionali, operatori del settore, giornalisti e opinion leader incontrano le aziende che parteciperanno alla seconda edizione, attraverso la degustazione delle proprie produzioni.
Saranno oltre 170 le aziende che aderiranno alla seconda edizione di Mws, in cui potranno essere degustati oltre 1000 vini. Maremma Wine Shire rappresenta, dunque, un’occasione per esplorare una terra che negli ultimi vent’anni ha regalato ai consumatori vini di assoluta eccellenza e che vanta una D.O.C.G. (Morellino di Scansano), ben sette D.O.C. (Ansonica Costa dell’Argentario, Bianco di Pitigliano, Capalbio, Montecucco, Monteregio di Massa Marittima, Parrina, Sovana), e due I.G.T. (Maremma Toscana e Toscano o Toscana).
L’obiettivo principale di Maremma Wine Shire è quello di diventare un nuovo punto di riferimento per la conoscenza nel mondo del vino della Maremma. Questo evento rientra in un più ampio progetto di promozione del settore vitivinicolo maremmano e di tutte le eccellenze di questo territorio e vuole proporre la Maremma come sistema, da qui il nome della manifestazione, dove le grandi produzioni vitivinicole sono espressione della natura selvaggia in cui hanno origine, del lavoro tenace dei suoi abitanti, della luce intensa che caratterizza il paesaggio.
Parmalat: prezzo dell’Opa troppo basso
Continua la partita a poker su Parmalat. Il board dell’azienda di Collecchio, presieduto da Enrico Bondi (in foto), ha espresso lo stesso parere che avevamo anticipato il 13 maggio quando si è saputo dell'approvazione dell'Opa sul 100% delle azioni da parte della Consob. Infatti, il prezzo di 2,60 euro per azione offerto da Lactalis è stato giudicato non congruo. Per altro sul prezzo molti analisti avevano espresso riserve, anche perché Lactalis aveva rastrellato le azioni che l’avevano portata a possedere il 29% delle quote pagandole fino a 2,80 euro.
Le mosse di Lactalis
Per Lactalis la mossa di Parmalat forse non è giunta inaspettata e nemmeno sgradita. In realtà, il Gruppo francese aveva soprattutto bisogno di prendere tempo per arrivare all’assemblea senza che la cordata italiana (peraltro dissoltasi almeno in apparenza) avesse modo di organizzarsi. Se l’Opa raccogliesse adesioni inferiori al 55% Lactalis, che al momento non avrebbe nessuna intenzione di alzare l’offerta, non avrebbe neppure l’obbligo di comprare le azioni dei venditori e a quel punto otterrebbe ugualmente il controllo del Gruppo senza ulteriori esborsi. E il mercato sembra scommettere su questo scenario, dato che il titolo stamane in apertura a Piazza Affari quota a 2,60, troppo per rendere appetibile l’offerta di Lactalis.
RETAIL BUSINESS FORUM 2011
Richmond Italia organizza la prima edizione italiana di Retail Business forum.
Il forum si terrà il 23/24 Maggio presso Park Hotel ai Cappuccini di Gubbio (Pg)
Per informazioni Richmond Italia 02 312009
www.richmonditalia.it
La strategia Conbipel ha il classico taglio del concorrente agguerrito
![]() |
Il flagship milanese è stato realizzato nello spazio di un ex cinema, su due livelli. Superficie totale: 2.500 mq |
“Abbiamo le idee chiare: vogliamo
contrastare la concorrenza puntando
sulla qualità dei prodotti, senza cambiare
politica di prezzo”, spiega a GDOWEEK
Franco Massa, presidente di Conbipel
che, lo scorso ottobre ha aperto a Milano
un flagship (vedi GDOWEEK 317,
8/11/2004 pag. 43) in aperta concorrenza
con Zara e H&M, impegnati a contendersi
gli spazi più rappresentativi
Total look. La ricetta di Massa parte dalla
proposta di una collezione più attenta alle
novità che mantiene il proprio punto di forza
nei capi in spalla e nell'abbigliamento in
pelle, ma si allarga verso logiche di total
look con una nuova linea di accessori,
occhiali e orologi firmata Studio Conbipel. I
prodotti sono progettati e disegnati in Italia,
ma realizzati all'estero (Cina) in esclusiva.
Qualità a prezzi accessibili. Tagli
sartoriali con vestibilità diverse, capi
realizzati con tessuti biellesi (i fornitori sono
i lanifici Angelico, Campore, Comero,
Ormezzano, TG e Tollegno, Vitale
Barberis Canonico, i Lanifici Riuniti
Biella, Marlane-Tessuti di Sondrio e Luigi
Boggio Casero), disponibilità di tutte le
linee, dal classico allo sportivo: questi i plus
dell'offerta, a prezzi medio-bassi.
Servizi. Sono allo studio nuovi servizi, in
aggiunta ai “classici” laboratorio riparazioni
veloci e orli. In particolare, l'azienda sta
progettando la disponibilità di un servizio
sartoria, con la creazione di abiti su misura
e la possibilità di scegliere il tessuto.
Sviluppo rete. Sono pianificate aperture
in Italia e all'estero. In Italia, l'obiettivo
principale è il sud: entro fine anno, saranno
aperti i pdv di Messina e Cosenza, a cui si
aggiungeranno altri pdv, in Calabria. La
presenza all'estero è destinata a rafforzarsi,
tramite la costituzione di società di
affiliazione cui vengono affidati immagine e
prodotti Conbipel: prime tappe le aperture
di Mosca e Beirut la scorsa primavera.
Il fondo Olinda porta in Borsa centri commerciali e multiplex
![]() |
| Giulio Malfatto, amministratore delegato di Pirelli RE SGR |
Si è chiuso con un successo
superiore alle aspettative,
tanto da portare alla chiusura
anticipata delle sottoscrizioni
nell'ambito dell'offerta pubblica
il collocamento del fondo
immobiliare Olinda, un prodotto
finanziario proposto da
Pirelli RE SGR dedicato specificamente
all'investimento in
retail. Si tratta del secondo fondo
italiano di questo tipo, dopo
il fondo Estense di Bnl.
Olinda, trattato sul mercati a
partire dal 9 dicembre, gestirà
un portafoglio di 44 immobili
(42 dei quali apportati da società
immobiliari, due in acquisto)
per un valore di mercato
di circa 742 milioni di euro.
Portafoglio. “Abbiamo
progettato questo fondo -spiega
l'ingegner Giulio Malfatto,
amministratore delegato di Pirelli
RE SGR- partendo dalla
considerazione che il retail, se
selezionato accuratamente, costituisce
una tipologia immobiliare
di sicuro interesse per
l'investitore. In particolare sulle
gallerie dei centri commerciali,
sui multiplex e sui negozi
nelle vie di prestigio dei centri
storici cittadini”.
Investitori. Il portafoglio di
Olinda comprende tra l'altro
(vedi tabella) anche 11 immobili
commerciali della gdo di
Rinascente e Conforama e
due entertainment center -il
cui acquisto si perfezionerà nei
prossimi giorni- con sale cinematografiche,
centri fitness e
negozi a Milano Bicocca e a
Moncalieri. “La scelta degli
shopping center nasce dalla
considerazione che il rapporto
tra popolazione e numero di
centri è ancora basso in Italia e
che la tipologia continuerà a richiamare
investitori, aumentando
quindi di valore”.
Prospettive. Il successo di
Olinda porterebbe a pensare a
un immediato bis ma in Pirelli
RE frenano: “Non abbiamo in
programma il lancio di un altro
fondo come questo, per la
ragione -conclude Malfattoche
un portafoglio realmente
appetibile è difficile da mettere
assieme”.
| Il portafoglio di Olinda - 11 gallerie commerciali - 2 entertainment center - 4 immobili cielo terra - 27 negozi nelle high streets |
Retail ottica moderno? Il traguardo non è in vista
Prevalentemente in centro
città, con una suddivisione
omogenea nelle aree Nielsen,
una dimensione di 68 mq e
uno staff di due addetti: questi
elementi identificano il profilo
medio dei pdv di ottica secondo
la ricerca effettuata da Dogma,
editore di Professional Optometry
su un'anagrafica di
10.000 pdv ottici da cui è stato
ricavato un database di 4.364
indirizzi (pari a 6.000 pdv).
Il mercato. Siamo di fronte
a un mercato ancora frammentato,
che gode di una fedeltà
elevata, toccato senza grandi
modifiche dai cambiamenti
strutturali vissuti dal sistema
distributivo. “Si può dire, più
in generale, che tutta la filiera
distributiva del settore -incluso
l'ingresso- è rimasta su posizioni
organizzative tradizionali”
scrive Danilo Fatelli, nel volume
“La distribuzione ottica”,
edito da Dogma.
Limiti allo sviluppo. Tra i
motivi alla base della difficoltà di creare catene di moderni
pdv e di ammodernarli va sottolineato
il costo delle locazioni
commerciali nei centri storici
e in quelli commerciali, location
privilegiate. Questa situazione
ha accentuato uno
sviluppo per acquisizioni, effettuate
da operatori multinazionali.
Concentrazione. Il livello
di concentrazione rimane, comunque,
basso: il 33% dei pdv
ottici realizza poco più del 50%
del giro d'affari dell'ottica, cifre
ancora lontane dai parametri
che caratterizzano i sistemi distributivi
moderni in cui un
quinto degli operatori ha un
peso dell'80% sul fatturato.
| IL LIVELLO DI CONCENTRAZIONE DEI NEGOZI OTTICI SPECIALIZZATI | |||||
| Tipologia pdv | N° pdv | % pdv | Gda pdv mio € |
% Giro d'affari | Gda medio mio € |
| Grandi moderni - oltre 150 mq | 400 | 6,7 | 320 | 15,1 | 8 |
| Medio grandi - 60-150 mq | 1.350 | 22,5 | 700 | 32,9 | 5,19 |
| Medi - 40-60 mq | 2.250 | 37,5 | 755 | 35,5 | 3,36 |
| Piccoli - inferiori ai 40 mq | 2.000 | 33,3 | 350 | 16,5 | 1,75 |
| TOTALE | 6.000 | 100 | 2.125 | 100 | 3,54 |
| Ai 6.000 pdv di ottica si possono aggiungere altri 4.000 pdv che trattano saltuariamente prodotti ottici. | |||||
| Fonte: Elaborazioni Consulter -La distribuzione ottica in Italia 2004 | |||||
Parmalat si risana puntando sull’offerta di benessere
Riposizionamento
della marca, focalizzazione
su alcune categorie
merceologiche
considerate maggiormente
in linea con
valori e mission
aziendale, lanci
di novità di prodotto,
un ritorno
più deciso in
comunicazione.
Su questi
pilastri poggia
il piano
industriale di
Parmalat valido
per il periodo
2004-
2006/7, che
intende fornire
gli strumenti
alla
multinazionale
per lasciarsi
alle spalle la
bufera finanziaria che ne ha
travolto la proprietà e i vertici.
La strategia. Nodi centrali
della nuova strategia sono il
riposizionamento della marca
e la razionalizzazione della
gamma. Da oggi Parmalat
sarà un gruppo impegnato nel
settore degli alimenti funzionali
ad alto valore aggiunto,
puntando su determinati
brand. Quindi le marche considerate
come vere e proprie
ammiraglie sui propri mercati
di riferimento, come Parmalat
o Santal, ma anche Chef e Kyr,
beneficeranno di questo posizionamento,
che sarà avvalorato
da nuovi lanci collocati
nell'area dei “prodotti salute”.
Ecco le linee guida per i singoli
comparti.
Latte fresco. Nuova veste
grafica per il latte fresco e
nuovo posizionamento “selezionato
italiano” per fornire
una maggiore rassicurazione ai consumatori sulla
provenienza della materia
prima.
Latte Uht. Innovazione
di processo (pastorizzazione
ultra rapida
Next per preservare
le caratteristiche del
latte) e forte spinta verso
i latti “funzionali”
come i delattosati (Zymil),
gli arricchiti (Calcium
Plus, Omega 3)
per incontrare le esigenze
del consumatore
moderno.
Succhi di
frutta. Presentazione
Santal
Premium (bevanda
a base di
succo fresco) e
lancio di nuovi
prodotti (Melograno,
Papaya), che si collocano
nell'area piacere- benessere.
Attenzione al segmento
probiotico col marchio
Kyr e lanci di novità da bere e al
cucchiaio nell'area yogurt santé.
Condimenti base panna.
Presentazione panna Chef
leggera (11% grasso): gusto
con attenzione alla leggerezza
e alla salubrità.
Prodotti da forno/Pomodoro. Mr. Day e Pomì, rientrano nelle categorie merceologiche
in dismissione. Sono in
corso verifiche di manifestazioni
di interesse sui marchi e sui
siti produttivi; per il 2005 rimarranno
nel portafoglio brand
di Parmalat.
| RISULTATI DI PARMALAT (SETTEMBRE 2004) IN MILIONI DI EURO |
|||
| Ricavi | Mol (margine operativo lordo) | % sui ricavi | |
| Attività core* | 2.722,2 | 192,9 | 7,1 |
| Attività no core** | 433,0 | 12,8 | 3,0 |
| Totale | 3.155,2 | 205,8 | 6,5 |
| (*) bevande (latte e succhi) e prodotti lattiero caseari funzionali (**) altre categorie non strategiche (forno, pomodoro) Fonte: dati aziendali |
|||
| BLUPREMIUM: ORA IL MICROFILTRATO SI CHIAMA COSÌ |
| Frescoblu, il latte microfiltrato di Parmalat, si chiamerà Blupremium, in ottemperanza al nuovo decreto legge che impedisce di chiamare il latte ottenuto da questa procedura tecnologica di “purificazione” come fresco. Del vecchio prodotto rimarranno la qualità e la proverbiale bottiglia blu: differente, invece, il posizionamento. Blupremium si posiziona come prodotto da latte italiano selezionato ed enfatizza un'immagine di alto livello qualitativo lasciando sullo sfondo il plus della maggiore durata (15 gg) rispetto al latte fresco. “La provenienza della materia prima è una forte rassicurazione per il consumatore - spiega Alberto Grignaffini, direttore marketing Italia e gruppo - e all'inizio il nostro microfiltrato era prodotto in Germania. Oggi siamo in grado di produrlo in Italia, abbiamo due stabilimenti, uno a Bergamo e uno a Roma, e quindi riteniamo sia importante segnalare questa rassicurazione sull'origine al consumatore”. |
Tutti lanciati… all’inseguimento dell’autentica innovazione
Sono più di 3.100 i nuovi
prodotti a basso contenuto
di carboidrati (low-carb)
lanciati negli USA nel 2004
(fine novembre) un numero
spropositato che ci sottolinea
quanto, oggi, la capacità di
prevedere i trend in arrivo e
di materializzarli in un prodotto
sia fondamentale per il
successo di un'azienda.
Che cosa guardare. Sono
dieci i trend (vedi schema
a fianco) delineati da Productscan
Online -un database
dedicato ai nuovi prodotti e
di proprietà di Datamonitor
plc.- vanno dalle bottiglie in
allumino per le birre, ai prodotti
usa-e-getta che escono
dal confine “accessori da
viaggio” ed entrano nel consumo
di tutti i giorni.
Tramonta la figura da filosofo
della notte del metrosexual e
stridono le gomme dei biker,
trend che, con il marchio
Orange County Chopper, lancia
di tutto dai bonbon alla
menta agli energy drink. Gli
animali entrano sempre più
in famiglia e guadagnano il
diritto allo snack sfizioso, in
veste popcorn, Wofy-Pet, variegato
al bacon o il più salutista
Dogurt Yogurt, uno yogurt
arricchito con la biotina.
Non dimentichiamo i trend
europei che stanno migrando
anche negli USA come i probiotici,
le farine integrali e gli
alimenti specifici per tutelarsi
dalle allergie.
Il trend mondiale? La lotta
all'obesità.

Barbero 1891 tira le somme e brinda per l’andamento 2004
Un 2004 pieno di soddisfazioni
quello che si appresta
a chiudere Barbero 1891,
società del gruppo Campari
che gestisce marchi storici come
Aperol, Riccadonna e Barbieri.
Dall'inizio dell'anno Barbero
produce per tutto il mondo
e commercializza in Italia
gli storici spumanti Riccadonna.
“Dopo un completo restyling
della linea, affidato alla
Carmi & Ubertis Design, abbiamo
ulteriormente ampliato
la copertura distributiva sul
territorio nazionale -spiega a
GDOWEEK Vito Casoni, direttore
marketing di Barbero
1891-. Un'operazione che ha
fatto tesoro della grande esperienza
accumulata negli anni in
questo canale dalla nostra rete
commerciale e che ci fa prevedere
per Riccadonna una crescita di circa il 60% rispetto allo
scorso anno”. La linea Riccadonna
comprende lo storico
marchio President, un brut riserva
con oltre sei mesi di affinamento,
l'Asti docg, il Brachetto
di Acqui docg, il Pinot-
Chardonnay, il Rosso Dessert e
il Gran Dessert. “Una gamma
completa -sottolinea Casoniper
tutte le occasioni di fine
anno, dall'aperitivo al tutto pasto,
al dessert, al brindisi”.
Promozioni. In dicembre è
prevista per il brand Riccadonna
un'intensa attività promozionale
nei principali ipermercati
con desk, hostess, omaggi
al pubblico ed esposizioni speciali,
anche con eleganti box
pallet da 60 o 96 bottiglie. Notizie
decisamente positive anche
per gli altri brand in portafoglio
a Barbero 1891.
Bene Aperol e Mapo
Mapo. “Continua il trend di
crescita di Aperol -conferma
Casoni- che per il quarto anno
consecutivo ha messo a segno
un aumento a due cifre.
Molto soddisfacenti anche le
performance di Mapo-Mapo,
novità lanciata quest'anno,
che ha incontrato da subito il
gusto dei consumatori e che è
ormai una presenza consolidata
nella distribuzione moderna,
come apprezzata alternativa
di gusto e di immagine tra
i liquori agli agrumi”.
![]() |
| Vito Casoni, direttore marketing di Barbero 1891 |
Il matrimonio è un’impresa che si sposa bene con il retail
Matrimoni, un business
che non vede crisi,
cambia la famiglia, la coppia
scoppia, ma “quel giorno”
continua ad essere fucina di
ricordi, felicità, e anche di
tanti affari per gli addetti ai
lavori
Liste nozze. Un fiorire di
proposte da parte di retailer e
singoli negozi, ma anche di
siti Internet e cataloghi, tutti
dedicati alle liste nozze. Da
La Rinascente di p.zza del
Duomo a Milano, l'offerta va
dalla biancheria per la casa ai
classici tegami e servizi di
piatti. Kasanova allestisce
vetrine e trasforma il
soprammobile in bomboniera
e il negozio in una carrellata
di possibili regali.
Il matrimonio non ha mai
smesso di essere un
happening e se qualche cosa è
cambiato è una maggiore
organizzazione da parte
dell'offerta.
Il giorno del sì. Solo per
la giornata, anche i retailer
italiani si stanno
organizzando, ma all'estero ci
lavorano da un pezzo, i
catering di Galerie Lafayette
o i rent-a-Limousine di Wal-
Mart, fanno intuire che ai
distributori è lasciato l'ingegno
di proporre soluzioni tra le
più varie. Addirittura
c'è chi, come Tesco, segue
l'iter matrimoniale fino alla
fine: il formulario per il
divorzio, in vendita a sole 15
sterline.
| Da quel giorno in poi... | |
| Abbigliamento | |
![]() |
Lui-Lei e tutta la famiglia Dall'abito bianco a quello firmato per le grandi occasioni, dal tallieur per la mamma ai vestiti per i paggetti, l'abbigliamento formale qui trova spazio anche quando la moda lo condanna. |
| Gioielleria | |
![]() |
Dal fidanzamento all'altare Le immancabili fedi, ma non solo al reparto “preziosi” spetta la lista “per parenti stretti”: vassoi, posate e cornici d'argento, piccole bomboniere, talvolta cristalli lavorati con metalli preziosi. |
| Bomboniere | |
![]() |
Ricordi preziosi Dalla cartoleria alla profumeria, passando per il classico negozio d'oggettistica, il mondo bomboniere sta esplodendo in miriadi di proposte. Basti pensare ai saponi ad hoc proposti da Lush. |
| Pentole e utensili | |
![]() |
Quello che serve... Il negozio, reparto, casalinghi fa la parte del leone nella lista nozze doc, non manca nulla, dall'oggettistica firmata al colapasta design, liste computerizzate, disponibili online, semplificano l'operazione e eliminano i doppioni. |
| Tavola | |
![]() |
... tutto in lista nozze Organizzano minisfilate per le clienti, presentazioni di nuove collezioni, i retailer specializzati in liste nozze offrono una gamma di servizi aggiuntivi per gli sposi più pragmatici e con meno tempo da perdere. |
| Viaggi | |
![]() |
Il viaggio di nozze Anche il viaggio ormai finisce in lista nozze e, se non viene regalato, le agenzie di viaggio hanno ormai soluzioni “premianti” per i novelli sposi che le selezionano, riduzioni, sconti, upgrading e regali prima notte sono tra i più gettonati |
|
Fonte: Dati raccolti e rielaborati dell'autore
|
|
La via baltica alla democrazia incrocia molti shopping center
![]() |
![]() |
Ernesto Priatoni e Paolo Michelozzi, presidente e AD di Pro Kapital |
“In campo immobiliare,
l'affare si fa quando si
compra, non quando si vende,
anche se lo si fa nel momento
più favorevole. E noi siamo stati
fedeli a questa convinzione,
quando, nel '93 siamo venuti
nei paesi baltici (Lituania, Estonia
e Lettonia), quando nessuno
credeva alle potenzialità di
queste zone. Anzi ci consideravano
dei pazzi, con conseguenti
difficoltà nel reperire capitali
necessari allo sviluppo. Eppure,
oggi raccogliamo i frutti della
nostra caparbietà”. È con queste
premesse che Ernesto Priatoni,
presidente di Pro Kapital
Group, holding di diritto estone
che raggruppa le diverse società
di gestione divise per paesi
-oltre che Domina Vacanze,
il cui business è focalizzato nel
settore alberghiero e nella comproprietà
alberghiera.
![]() |
Il Domina Shopping di Riga (45.000 mq di area commerciale, dopo l'ultimo ampliamento di novembre) ha una galleria di 120 pdv, orientati alla moda e con una food court importante |
I centri commerciali. Nel
portafoglio delle attività di Pro
Kapital, i centri commerciali
non rappresentano il business
strategico -che rimane l'edilizia-
, ma sono un tassello importante
per capire le abitudini di consumo.
“La vera scommessa è
stata nella gestione più che nella
realizzazione di questi centri:
ma siamo sempre più convinti
dell'esistenza di spazi commerciali,
come ci dimostrano i dati
a disposizione” chiarisce Paolo
Michelozzi, AD di Pro Kapital
e braccio destro di Priatoni.
La gestione dei centri. In
effetti, a Riga il Domina Shopping
(inaugurato nel 2003 e
continuamente aggiornato per
adeguarlo alle richieste di questi
paesi sempre più vicine gli
standard europei) si presenta
come una struttura che, per
ambientazione e architettura
(curata da studi italiani) è in linea
con gli standard abituali
dell'Europa occidentale. “Il
Kristiine è il primo centro di
Tallin per frequenza, come evidenzia
una ricerca di mercato
effettuata da Ariko Marketing”
precisa Michelozzi.
Nuovi territori. “Ma ormai
è tempo di andare altrove:
Ucraina, Moldavia e Russia
Orientale sono terreni ancora
inesplorati in grado di garantire
buoni affari nel tempo; ma bisogna
avere strutture adeguate
e capitali a disposizione. Vedremo
cosa riusciremo a fare”,
chiarisce Priatoni. Nuove sfide
si stanno preparando.

L’Iper di Orio al Serio ha menù e servizi da grande abbuffata
Orio al Serio, centro commerciale,
negozi di medio-alto livello, la
sensazione, guardando dalle enormi finestre
del primo piano, di aspettare la
partenza, l'areoporto prospiciente arreda
e non disturba. La locomotiva
Iper è coerente con la percezione “di livello”
dell'intero mall. Dall'ingresso,
sul lato sinistro si sviluppa un reparto
gastronomia e piatti pronti degno di
un ristorante. Ampia scelta, isole-cucina
a vista, trasparenza su ingredienti
che, coerentemente con la politica
Iper, sono enunciati in cartelli alle
spalle dei banconi, -dal burro al latte,
Iper non fa mistero delle sue collaborazioni
doc-, prezzi e portate per tutte
le tasche e per tutte le voglie.
Offerta. Un menù completo, totalmente
italiano, con specialità locali,
siamo in provincia di Bergamo e appaiono
quindi i pizzoccheri -pasta fresca
di grano saraceno condita con verze,
burro e formaggio dei pascoli-.
Grande la scelta di pizze vendute in
monoporzione (vedi foto a lato) o al
trancio. Anche per i primi -dove spicca
la scelta di crespelle, altro piatto popolare
nel bergamasco- viene lasciata al
cliente la possibilità di scegliere tra il
libero servizio o meno; infatti, a lato
delle pirofile, gli stessi piatti porzionati.
In una postazione dedicata, i polli
allo spiedo, fino a pochi anni fa unica
scelta “calda” per chi decideva di comprare
il pranzo pronto durante lo shopping
alimentare; oggi, non sono più soli,
ma accompagnati da verdure fritte,
oltre alle classiche patate, al forno o
fritte. Tripudio di dolci, in cui il cioccolato
fa la parte del leone, il servizio
comprende anche una confezione regalo
per un cadeau personalizzato.
| Per tutti i palati e tutte le tasche | |
| Antipasti | |
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Impulsi premianti Fritti vari, crocchette, melanzane alla parmigiana, l'offerta è ampia senza limiti per il colesterolo e per le tentazioni. Le lavagnette nere, ogni giorno, indicano le specialità del giorno e relativi prezzi Fanno da sfondo, alle spalle degli addetti alla vendita, gli ingredienti utilizzati. I prezzi? Melanzane fritte 12,30 euro al kg. |
| Primi piatti | |
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Chi ben comincia... I primi seguono la regola dell'avere ricettazioni sufficientemente laboriose da rendere appetibile il fatto che siano già cucinati. Inoltre, il fervore visibile nelle cucine alle spalle, garantisce la loro preparazione in giornata. I prezzi? Crespelle ai funghi 9,52 euro (scontate del 20%), crespelle ai carciofi 10,90 euro |
| Pollo e contorni | |
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Un classico Pollo intero, a pezzi, solo cosce, solo petto, la lista si allunga l'ingrediente è sempre lo stesso, fanno da contorno, verdure fritte, patatatine, patate al forno. Le teglie di metallo rinforzano l'immagine “ruspante” dei prodotti in vendita. I prezzi? Pollo allo spiedo 3,90 euro cadauno. |
| Pane | |
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Scelta Lungo la parete laterale corrono i cesti delle diverse tipologie di pane -circa 15-, disposte in tripla fila. Alle spalle di ognuno la lavagnetta che indica la tipologia e il prezzo al chilo. I prezzi? Francesini 2,69 euro; pugliese 2,30 euro; toscano 2,32 euro al kg. |
| Pizza | |
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Ad ognuno il suo gusto Pizze che all'apparenza non hanno nulla da invidiare a quelle da pizzeria, confezionate, prezzate una ad una, a libero servizio e pronte da mettere in forno. I prezzi? Variano dai 6,90 euro ai 9,55 euro cadauna. |
| Pasticceria | |
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Dolci tentazioni ... di nome e di fatto Tripudio di dolcezze nel reparto dolci e in grande rilievo il cioccolato, grande protagonista della stagione, segmento fedele alle regole gourmand che lo vogliono solo nella stagione fredda, mentre d'estate sparisce per lasciar spazio a dolci più consoni alla stagione. I prezzi? In listino, a disposizione alle casse, ma non segnalate su ogni singola varietà |
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Fonte: Da una visita all'Iper di Orio al Serio (Bg)
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Snack, un mercato che fa gola soprattutto a chi li vende

Comodi da consumare e gratificanti per il palato, oppure peccati di gola in cui non eccedere. L'atteggiamento dei consumatori nei confronti degli snack al cioccolato corre lungo queste due direttrici. Se da un lato, infatti, lo snack al cioccolato mantiene intatta la sua carica di golosità ed energia dall'altro esiste una colpevolizzazione diffusa, soprattutto da parte del target femminile, che ne evidenzia il contenuto calorico “importante” e la sostanziale estraneità in un regime alimentare che tiene d'occhio le calorie.
● Crescono le vendite. Tuttavia, guardando ai numeri del mercato, gli snack al cioccolato crescono a un ritmo interessante. “Gli snack continuano ad essere uno dei comparti più dinamici nel mercato del cioccolato con una crescita a valore nel 2003 di circa il 12%, dovuta soprattutto al lancio di nuovi prodotti -dice Pierluigi Gallo, marketing manager praline e seasonal di Lindt-. Il mercato degli snack è tradizionalmente suddiviso in 3 comparti: fuoripasto con cereali, con wafer e ripieni”.
● Uno snack per tutti. È fondamentale per i produttori colpire nuovi target e ampliare le occasioni di consumo. “La segmentazione evolve attraverso la ricerca di prodotti e formati in grado di essere consumati da un target sempre più allargato, in qualsiasi momento della giornata -illustra Marco Degregori, direttore marke- ting di Masterfoods Italia- e al di fuori di qualunque stagionalità. Il consumatore predilige l'offerta di prodotti in grado di soddisfare bisogni di consumo differenti, che spaziano dal rompidigiuno, alla merenda, al piacere di concedersi una piacevole e gratificante pausa. Quindi il target è vario, non si parla solo di giovani e adolescenti ma anche di adulti; mentre le esigenze, anche all'interno della stessa fascia di età, possono essere diverse”. Anche per questo Masterfoods ha un range di formati ampio, da 8 a 58 g, per soddisfare le più diverse occasioni di consumo. “I due grandi segmenti che compongono il mercato degli snack al cioccolato, ossia quello del consumo outdoor e del consumo in casa -aggiunge Hans-Peter Dejakum, direttore marketing di Loacker- si caratterizzano per la presenza sempre più diffusa di prodotti funzionali che cercano di dare offerte e servizi maggiori; si sta diffondendo l'uso del cioccolato fondente per avvicinare un consumatore adulto e si sta affermando un consumo everywhere”. Un dato peculiare è la difficoltà di farsi largo coi nuovi prodotti e di acquisire una fetta più o meno stabile di trattanti. “Tuttavia il mercato è fortemente selettivo nei confronti dell'innovazione -dichiara Stefano Leonardi, direttore marketing Bahlsen- e pochi tra i prodotti lanciati negli ultimi anni, infatti, hanno raggiunto i risultati sperati, dando vita inoltre a fenomeni di cannibalizzazione all'interno dello stesso brand. Sintetizzando, si può affermare che continuano ad avere successo i prodotti storici, ovvero quelli lanciati da almeno quattro anni e i prodotti rivolti al target bambino più giovane, mentre hanno meno successo gli snack rivolti agli adulti e le extension line”.
● In gdo meglio grandi. Uno dei dati più significativi del mercato è la crescita dei formati più grandi, dei porzionabili o con confezioni richiudibili, che meglio si prestano a un consumo casalingo e condiviso. La case history più eclatante è quella di Riso Scotti, che ha lanciato il suo snack Cioccoriso in un unico formato, quello famiglia, da 100 g. “Lo abbiamo fatto per due motivi: il primo era il desiderio di uscire dagli schemi del mercato offrendo un prodotto unico e non un me-too. Il secondo era la constatazione che si tratta del formato giusto per il canale retail e per il nostro target, la famiglia” spiega il direttore marketing Angelo Lonati, sottolineando i risultati di vendite del prodotto e anticipando miglioramenti nel pack in un'ottica di servizio (come la confezione apri & chiudi). E' evidente l'obiettivo di “quotidianizzare” il consumo di snack tra le mura di casa: un modo per fidelizzare il consumatore. “Tra le tante sfide che ci attendono nel prossimo futuro - commenta Federico Bardelli, marketing manager confectionery Kraft Foods Italia- ci sarà quella di ritagliare un'attenzione particolare alle famiglie con bambini, una delle più importanti per crescere sul mercato, continuando in parallelo a guardare al target adulto e al segmento premium, che finora non hanno ricevuto l'interesse che si meritano”.
● Dolce competizione. Il profilo competitivo del mercato è caratterizzato dalla presenza di multinazionali. Ferrero guida la classifica con il 67% di quota e con la forza dei suoi marchi tradizionali come Kinder, Duplo e Tronky e del loro posizionamento nell'area del gusto senza penalizzare la leggerezza. L'ultima novità proposta da Ferrero è Kinder Happy Hippo, il cui lancio è avvenuto nel 2003 in contemporanea in molti Paesi europei. “In Italia dopo tre settimane dal lancio era già tra i prodotti leader del mercato degli snack” spiegano in Ferrero. Con questo lancio l'azienda ha voluto riconfermare i valori cardine della marca Kinder e ha lanciato una nuova sfida nel mercato degli snack. Gusto e benessere sono le idee portanti dell'impegno di un'altra major del settore Barilla, che nel mercato si propone, sotto l'ombrello Mulino Bianco, con Cerealix “Un prodotto di immediato successo, pensato soprattutto per i target giovani, con un mix di gusto e valenze funzionali -spiega Lamberto Prati, responsabile relazioni esterne- che ci ha portato a differenziarci dalla concorrenza, mentre, sempre nell'ambito del Gruppo, Pavesi, con Ringo Match e Ringo Goal tende a soddisfare maggiormente le tradizionali richieste di golosità”.
● Dolce competizione. Il profilo competitivo del mercato è caratterizzato dalla presenza di multinazionali. Ferrero guida la classifica con il 67% di quota e con la forza dei suoi marchi tradizionali come Kinder, Duplo e Tronky e del loro posizionamento nell'area del gusto senza penalizzare la leggerezza. L'ultima novità proposta da Ferrero è Kinder Happy Hippo, il cui lancio è avvenuto nel 2003 in contemporanea in molti Paesi europei. “In Italia dopo tre settimane dal lancio era già tra i prodotti leader del mercato degli snack” spiegano in Ferrero. Con questo lancio l'azienda ha voluto riconfermare i valori cardine della marca Kinder e ha lanciato una nuova sfida nel mercato degli snack. Gusto e benessere sono le idee portanti dell'impegno di un'altra major del settore Barilla, che nel mercato si propone, sotto l'ombrello Mulino Bianco, con Cerealix “Un prodotto di immediato successo, pensato soprattutto per i target giovani, con un mix di gusto e valenze funzionali -spiega Lamberto Prati, responsabile relazioni esterne- che ci ha portato a differenziarci dalla concorrenza, mentre, sempre nel-l'ambito del Gruppo, Pavesi, con Ringo Match e Ringo Goal tende a soddisfare maggiormente le tradizionali richieste di golosità”.

Prodotti per i pavimenti, le vendite sono un po’ a terra

Pochissimi i nuovi lanci, contro la decina del 2003. Può essere questa una spiegazione del trend negativo evidenziato quest'anno dal mercato detergenti pavimenti. “I segmenti più dinamici -sottolinea Alessandra Gianelli, trade marketing Sutter-sono quelli dei detergenti specifici per superfici pregiate come parquet, marmo, cotto, granito e degli igienizzanti, mentre sono in calo i detergenti generalisti, privi di una specifica destinazione d'uso”.
Distinzioni. Rispetto a una diminuzione dei valori di mercato, Procter & Gamble avanza una distinzione. “Il segmento dei pulitori classici è il più maturo -precisa Augusto Passarelli, brand manager settore home care (Viakal, Swiffer, Mastro Lindo, Ace Igiene Casa) di Procter & Gamble mentre gli sgrassatori e prodotti più specialistici (come ad esempio per la pulizia del bagno) mostrano una maggiore dinamicità. Inoltre, uno degli elementi maggiormente apprezzati dai consumatori è l'associazione con elementi di naturalità, come confermato dal successo del lancio di Mastro Lindo AcquaActive”. Mentre la linea Ace Igiene Casa è di recente introduzione sul mercato, Mastro Lindo continua a innovare con due nuovi prodotti: Mastro Lindo con Bicarbonato, nei pulitori classici, e Mastro Lindo Gomma Magica, un prodotto destinato a creare una nuova categoria .
Tradizione. I detergenti per pavimenti rappresentano la parte più consistente del mercato detergenza casa e mstrano una flessione delle vendite generata -secondo Colgate Palmolive- da
uno spostamento dei consumi verso il segmento spray. “Il motore della crescita -dichiara l'ufficio marketing- sono i prodotti per piccole superfici, specialmente in formato spray. Inoltre, in presenza di un consumatore sempre più attento ai benefici offerti e di un generale rallentamento dei consumi, i prodotti che godono di una migliore performance sono moquelli di marca “storici”, ben conosciuti ed efficaci da sempre”.
De-stocking. Lever Fabergé Italia divide il mercato in due aree: liquidi
gel (prodotti questi ultimi, come Cif Gel Candeggina, adatti sia per le piccole che le grandi superfici). “Entrambi mostrano un calo dei volumi -spiega Francesca Bramucci, trade category manager cura casa/detergenza piatti- che non si stanno dirottando verso altri consumi se non solo in parte verso i trigger. Riscontriamo, infatti, un atteggiamento diffuso di risparmio unito a fenomeni di de-stocking, ovvero di progressiva riduzione della scorta domestica”.
Discount. A fronte di un giro d'affari complessivo che si aggira intorno ai 400 milioni di euro, il trend a valore segna quindi il passo. “Alla base di questo fenomeno può esserci sostiene Silvia Casadio, product manager Deco Industrie-l'emergere della “sindrome della quarta settimana”. Infatti, la capacità di spesa delle famiglie non è omogenea nell'arco del mese ma tende a concentrarsi nei primi 15-20 giorni per ridursi in corrispondenza della coda finale. In questo scenario di ridotta capacità di acquisto assumono sempre più importanza i prodotti di primo prezzo e crescono i discount”.
Differenziazione. “Tra le
sub-categorie più dinamiche aggiunge Casadio- ci sono comunque gli sgrassatori e i prodotti per parquet. I primi stanno ancora sperimentando l'onda lunga di sviluppo e sono di-venuti una componente stabilmente radicata nell'offerta. I secondi invece hanno un buon riscontro tra i consumatori anche per effetto del rilancio del parquet come materiale di pregio per le superfici della casa”. Scala è presente sul mercato con due referenze nel formato da 1 litro (fragranza limone e lavanda) e si propone al consumatore con un buon rapporto qualità prezzo e un concetto di prodotto che recupera il valore di una storica marca italiana. Un restyling completo è previsto per il secondo semestre 2005, con un nuovo flacone, nuove note olfattive e plus funzionali.
Naturalità. Il principale elemento di differenziazione di Pronto (Johnson Wax) è, spiegano in azienda, “il contenuto di sapone naturale nella formulazione del detergente, che lo rende meno aggressivo dei ge-
nerici”. La linea, oltre a Pronto Legno Pulito, leader storico dei detergenti per parquet, comprende anche Pronto Superfici Preziose a base di sapone verde naturale per rispondere alle esigenze di pulizia di superfici particolarmente delicate come marmo, granito e cotto.
Packaging. Con tre varianti “generaliste” -Classico, Acqua d'Oltremare, Primavera di Montagna- e due specialiste per parquet e superfici in cotto, la fascia di mercato che intende cogliere Emulsio Ravviva è quella “premium price”, ovvero costituita da un target attento sia alle novità che alla qualità e che ricerca non solo la pulizia ma anche la cura della casa in ogni particolare. Il prodotto inoltre si è rinnovato con un pratico flacone dosatore che permette di ottenere un'esatta diluizione senza sprechi. Un'innovazione premiata con il Grand Prix Design & Packaging 2003 nella categoria Casa e con l'Oscar per l'imballaggio 2004.
Marsiglia. Il caso del Marsiglia è uno degli esempi più eclatanti di profumazione cross category che dalla detergenza dei tessuti si sta estendendo anche alla detergenza delle stoviglie e, relativamente meno, in quello dei pavimenti. “Abbiamo sempre avuto una particolare attenzione al Marsiglia che -grazie alla ventennale esperienza nel mercato dei detersivi per bucato -afferma Daniele Nieddu, responsabile vendite Italia di Kemeco- abbiamo potuto trasferire nel comparto dei pavimenti lanciando Rio Casa Mia Marsiglia Excellence”. Oltre a questa variante, l'azienda commercializza altre referenze in diverse profumazioni: Rio Aranceto, Rio Melaceto e Rio Colonia.
Sgrassatori. Anche Real Chimica, dal successo dello Sgrassatore Universale ha lanciato la versione per pavimenti nel flacone da 1000 ml -Chanteclair Sgrassatore Grandi Superfici- con una formulazione sgrassante al profumo di Marsiglia -spiegano in azienda- indicata per la pulizia di pavimenti e superfici di grandi dimensioni caratterizzati da sporco difficile come box, terrazzi, grandi cucine, bagni, pavimenti. Tra le novità, ha presentato anche Chanteclair Marsiglia Legnobello, un detergente per le superfici in legno come parquet, mobili, porte, stipiti con una formula che contiene sapone di origine naturale e glicerina.
Profumazione. Dopo il lancio di Bref Pavimenti con una formulazione con Hydroalcool particolarmente efficace contro lo sporco più ostinato, anche Henkel ha ampliato la range con una variante Marsiglia specifica per pavimenti, cucina, bagno e le superfici lavabili della casa. L'ultima novità è
Bref Cedro e Fiori D'Arancio
(nel flacone da 1 Lt.). “La principale innovazione di questo prodotto -dichiara il marketing della multinazionale- è la profumazione fresca e naturale, garantita dalla presenza di estratti naturali. Una profumazione in linea con il trend positivo di mercato dei detergenti per pavimenti con note agrumate”.
Trasversalità. Il Marsiglia non è un segmento dinamico: infatti, tra i pulitori classici, è stabile, mentre tra gli spray si assiste ad una leggera crescita legata soprattutto ai lanci. “E' un segmento presidiato da molti competitors -puntualizza l'ufficio marketing di Colgate Palmolive- e pertanto le potenzialità sono ridimensionate. Inoltre nei detergenti pavimenti, pur rappresentando una parte importante del business, non ha ottenuto gli ottimi risultati riscontrati invece negli spray”. Nonostante la trasversalità del Marsiglia su più categorie di prodotto, anche Deco Industrie non ritiene probabile uno sviluppo, sia perché sta mostrando segni di declino, sia perché non è una profumazione “attesa” nella detergenza pavimenti. Su un'expertise riconosciuta al brand punta infine Bolton Manitoba, con gli ultimi lanci della linea Smac In particolare- dicono in azienda-la linea di prodotti Smac Sgrassatore Pavimenti è specifica per rimuovere lo sporco più difficile dai pavimenti e dalle superfici esterne.

La famiglia dei detergenti per pavimenti, interpretata da 2 insegne di ipermercati: Auchan e Il Gigante
Layout e display Prodotti Plus Minus |
ipermercato di Cinisello (Mi) visitato il 20/11/04
I detergenti per la casa si trovano in una corsia centrale, dal lato delle casse, ed i prodotti per pavimenti occupano complessivamente 3 moduli standard di lineare (su un totale di 7), suddivisi tra le cere, disposte su 3 ripiani, insieme ai pulitori specifici, ed i prodotti per pavimenti e superfici generiche, in 2 moduli con pallet alla base e 4 ripiani sopra, con l'ultimo utilizzato per esposizione ed anche il penultimo alquanto alto e difficilmente accessibile. L'esposizione è verticale, con prodotti ripetuti su più ripiani, così come i relativi cartellini dei prezzi. A seguire, nel lato verso il centro dell'ipermercato, c'è un banco basso utilizzato per vari detergenti di primo prezzo, tra quali un modulo è riservato al detergente per pavimenti. Le referenze complessivamente individuate sono 44, comprese le varianti di profumazione, di cui 14 del gruppo delle cere, 10 di detergenti specifici per pavimenti e 20 di pulitori per superfici generiche. La marca commerciale Auchan è presente con 2 varianti di un solo prodotto, mentre il primo prezzo ha la marca propria del “pollice in su” per i pavimenti ed una marca generica per le cere. Per il rimanente, l'assortimento è composto quasi tutto da marche di larga diffusione e notorietà. Priorità al primo prezzo. Esposizione un po' frammentaria. |
ipermercato di Cinisello (Mi) - centro comm. La Fontana - visitato il 20/11/04
I prodotti per la detergenza si trovano nell'area della drogheria non alimentare, in un lato di una corsia centrale, al piano base del punto di vendita, che opera su 2 piani, di fronte agli accessori per pulizia (scope, panni, ecc.) I prodotti per pavimenti occupano 3 moduli standard, con 5 ripiani più uno di riserva in alto. L'esposizione presenta le varie referenze allineate in sequenza orizzontale, che si distribuisce anche su più moduli, con un facing differenziato e senza apparenti suddivisioni fra i 3 gruppi di prodotti: cere, detergenti generici e prodotti specifici per pavimenti. Ogni variante ha un solo cartellino del prezzo. Le promozioni sono segnalate al banco e ripetute con extra display nella grande corsia centrale di fronte all'ingresso. Sono state rilevate complessivamente 59 referenze, comprese le varianti di profumazione, di cui 15 di cere, 12 di detergenti specifici per pavimenti e 32 di pulitori per superfici generiche. La marca commerciale Il Gigante è presente con 2 varianti per pavimenti e una per superfici varie, mentre 2 sono le varianti di primo prezzo, con marca generica. Il resto dell'assortimento comprende quasi esclusivamente le marche di maggior diffusione del settore. Offerta abbastanza ampia. Display un po' confuso. |
Metodologia della ricerca
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Carrefour prosegue nel piano di spin-off
Il CEO di Carrefour Lars Olofsson nel corso di un investor day durante il quale è stata presentata la proposta di spin-off della sua catena di discount Dia, ha fornito informazioni relative alla performance di Carrefour Property, con la previsione di riservare 4 miliardi di euro derivanti dalla vendita degli asset per offrire dividendi speciali agli azionisti.
"Implementando la strategia Carrefour Property in Francia, Spagna e Italia, -ha precisato Olofsson- Carrefour otterrà i benefici di una gestione più mirata del proprio portafoglio di immobili e andare quindi di pari passo con il roll-out del Carrefour Planet" . Ha poi aggiunto che "gli azionisti Carrefour dovrebbero avere un beneficio diretto dalla futura crescita di Carrefour, dal valore creato da Carrefour Property e dalla possibilità di rialzo Dia".
Carrefour Planet
Il roll-out del formato Planet è in pista e sta generando una accelerazione delle vendite. "I risultati che stiamo vedendo da Carrefour Planet sono molto incoraggianti e ci icentivano a continuare nel nostro piano di trasformazione. Questo è la conferma che siamo sulla buona strada per raggiungere i nostri obiettivi", ha dichiarato Olofsson che ha concluso che sta notando una notevole crescita dei prezzi delle materie prime, che incidono trattative con i fornitori.
Topshop a Mosca introduce il camerino prova virtuale
Il rivenditore di moda Topshop ha istituito per primo un camerino virtuale nel suo flagship store a Mosca. La sala di montaggio, che è stato creato dalla società russa AR Porta, utilizza Microsoft Kinect e la realtà aumentata per permettere acquirenti provare i vestiti senza entrare in una sala di montaggio.
Una videocamera integrata riconosce la forma del corpo umano e sovrappone il modello 3D di un indumento. Gli utenti possono quindi passare in rassegna gli articoli di abbigliamento con semplici gesti, alimentato da Kinect.
Sembra che il giudizio da parte degli utilizzatori sia che il sistema appaia più "virtuale" che reale.
Per le persone che vanno di fretta, questo sistema può essere molto interessante ma se si è in negozio, è difficile sostituire del tutto la prova vera e propria, perché non è solo come si porta un capo ma anche le sensazioni che dà ad indossarlo a decidere dell'acquisto.
Formaggio a fette, i pareri di Nordiconad e Sadas, l’assortimento di Auchan e Sigma
Presenza storica negli assortimenti della gdo, il
formaggio a fette sta evolvendosi e accrescendo
la sua importanza, anche sotto il profilo del
numero di referenze vendute. Una strada iniziata
con i primi prodotti servizio, affettati dai retailer
stessi nel reparto gastronomia e confezionati in vaschetta
take away, ai quali hanno fatto seguito i primi esperimenti
di formaggi affettati branded, spesso extension di marche
già conosciute al grande pubblico, che allargavano la loro
gamma in un'ottica di maggior valore e che ancor oggi
capitalizzano la gran parte dell'offerta di marca presente nei
banchi refrigerati. Tuttavia, in questo frangente, nel quale il
segmento è già conclamato, sono molti i produttori che ci
si dedicano con convinzione: spesso sono le aziende dei
salumi a fare valere il proprio know how nell'affettatura e nel
confezionamento, presentando linee di prodotti complete
e integrate, tra salumi e prodotti caseari e proponendosi
come portabandiera di un'alimentazione che ha dalla sua
parte servizio, gusto e rispondenza alla tradizione nazionale
del “pane e cacio” come pietra angolare della gastronomia
veloce all'italiana. Questo allargamento dell'offerta sta
comportando risvolti “qualitativi” ben evidenti: se, fino a due
anni fa, il formaggio affettato e confezionato si limitava alle
tipologie più diffuse e utilizzate nel mondo del sandwich,
oggi questo fenomeno si è esteso a varietà casearie prima
non coinvolte, caratterizzate da un profilo qualitativo più
elevato.
Intervengono:
Nordiconad, Fabio Molinari
Sadas, Stefano Frascolla
Segue un'analisi di Marilena Colussi Gpf
I formaggi a fette preconfezionati di marca
evolvono in direzione dei nuovi stili di consumo degli italiani
Per saperne di più leggi il pdf-white paper cliccando in alto
Allegati
- Formaggio a fette, i pareri di Nordiconad e Sadas, l’assortimento di Auchan e Sigma
- Mercato | Gdoweek | 15 novembre 2010 |
Dati delle aree dello sviluppo rete
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IPERMERCATI: 292 MQ 1.533.712 SUPERMERCATI: 1.815 MQ 1.606.867 ALTRI: 3.903 MQ 1.089.232 |
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| CASH & CARRY S.S. 11 km 255 Lonato del Garda (Bs) 5mila mq L'Alco Grandi Magazzini Spa, associato Interdis DATA DI APERTURA 20 novembre 2007 LOCATION Periferica, lungo la strada di grande collegamento, in una zona ad alta densità di pubblici esercizi, cui è indirizzata l'offerta. CONCORRENZA I pdv Metro e Docks Market (Carrefour) della zona. LAYOUT Tradizionale per il format. OFFERTA Circa 16mila referenze, di cui 14mila alimentari, con focus su freschi, freschissimi e specialità enogastronomiche locali. Enoteca con sommelier. SERVIZI Orario: lun-sab 7,00-19,00. Consegna a domicilio per esercizi di ristorazione. Parcheggio: 200 posti, di cui 100 coperti. ADDETTI E CASSE Il pdv opera con 36 addetti e conta 6 casse. Fatturato annuo previsto: circa 15 mio €. |
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| IPERMERCATO Via Vigentina ang Via Cassani Pavia 5mila mq Gruppo Carrefour Italia DATA DI APERTURA 5 dicembre 2007 LOCATION Nel c.c.i. Carrefour (GLA 11.100 mq, 60 pdv, 2 medie superfici) collegato al centro cittadino dalla tangenziale e dalla S.S. 35 dei Giovi. CONCORRENZA Un supermercato Iperdì (Interdis) a 700 m e l'ipermercato Bennet di San Martino Siccomario a 5 km. LAYOUT Tradizionale per l'insegna, con un unico ingresso su tessile, musica e film: pianta rettangolare, con apertura sul non alimentare e disposizione delle corsie a pettine. OFFERTA Circa 35mila referenze, tra cui oltre 2mila prodotti a marchio Carrefour e 200 specialità nella linea Terre d'Italia. Focus sulle produzioni enogastronomiche pavesi. Banchi serviti per pescheria e gastronomia, con punto caldo. Assistenza di personale anche per gli spazi dedicati a ottica, telefonia ed informatica. SERVIZI Orario: lun-sab 8,30-21,00. Carta Pass. Consegna a domicilio. Vendita ricariche telefoniche. Parcheggio: 1.700 posti scoperti. ADDETTI E CASSE Il pdv opera con 20 casse ed è diretto da Marcello Salernitano. |
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| SUPERMERCATO Via Marconi 98 Cassano Magnago (Va) 2.000 mq Tigros Spa, associato Agorà Network DATA DI APERTURA 21 novembre 2007 LOCATION Il pdv, che sostituisce i due Tigros della zona, sorge in un piccolo complesso commerciale, nel quale operano anche un negozio di estetica e uno di abbigliamento. CONCORRENZA Un supermercato Coop a 700 metri. LAYOUT Pianta rettangolare. Apertura sull'ortofrutta, seguita dai banchi assistiti perimetrali. OFFERTA Oltre 12mila referenze, per il 75% alimentari. Banchi assistiti per gastronomia, macelleria, pane e pasticceria. SERVIZI Orario: lun-dom 8,30-20,00; gio-ven 8,30- 21,00. Carta fedeltà Tigros Card. Accettazione buoni pasto. Vendita ricariche telefoniche. Parcheggio: 80 posti scoperti. ADDETTI E CASSE Personale composto da 30 addetti, diretti da Roberto Mingardi. |
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IPERMERCATI: 148 MQ 711.892 SUPERMERCATI: 1.779 MQ 1.557.546 ALTRI: 3.721 MQ 1.017.241 |
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IPERMERCATO |
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IPERMERCATI: 145 MQ 663.564 SUPERMERCATI: 1.860 MQ 1.598.939 ALTRI: 4.833 MQ 1.246.219 |
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SUPERMERCATO |
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DISCOUNT |
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IPERMERCATI: 145 MQ 663.564 SUPERMERCATI: 1.860 MQ 1.598.939 ALTRI: 4.833 MQ 1.246.219 |
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SUPERSTORE |
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IPERMERCATI: 145 MQ 663.564 SUPERMERCATI: 1.860 MQ 1.598.939 ALTRI: 4.833 MQ 1.246.219 |
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BRICOLAGE |
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BRICOLAGE |
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BRICOLAGE |
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ABBIGLIAMENTO |
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LIBRERIA |
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ABBIGLIAMENTO, CALZATURE, ARTICOLI SPORTIVI |
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BRICOLAGE |
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PROFUMERIA |
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ELETTRONICA DI CONSUMO |
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Supply chain, le imprese sono sfornite di nuove logiche

La modalità di approvvigionamento delle materie prime e materiali di confezionamento nel settore alimentare si fonda ancora sul reintegro a fabbisogno sulla base di previsioni di vendita e scorte di sicurezza, mentre le prassi collaborative con i fornitori sono ancora scarsamente diffuse. Sono queste alcune delle evidenze emerse dalla ricerca sul supply chain management nel settore food & beverage, effettuata da SDA Bocconi in collaborazione
Il campione. Condotta nel primo semestre 2004, la ricerca si è̀ focalizzata sulle aziende con fatturato annuo
superiore a 30 mio di euro ed ha coinvolto circa il 10% (in valore) delle imprese di produzione (su un totale di circa 500 aziende) e il 15% (in valore) delle aziende della grande distribuzione, comparto del quale hanno aderito al progetto nove tra i venti maggiori gruppi operanti in Italia.
Sistemi previsionali. Sotto il profilo gestionale, il 55% delle aziende di produzione dichiara di utilizzare sistemi di previsione basati su algoritmi di forecasting e il 79% presenta un processo di previsione della domanda ricco ed articolato, che tiene conto anche della dinamica delle promozioni e dei dati di sell-out. Tuttavia per tale processo, pur giudicato di assoluta importanza, le aziende percepiscono un grado di formalizzazione ed efficacia ancora insoddisfacente: valore medio 2 in una scala da 1 (minima efficacia) e 6 (massima soddisfazione).
Sistemi Erp. Sono ormai una realtà̀ consolidata per l'industria. Meno diffuse le soluzioni specifiche per il supporto dei singoli sottoprocessi di supply chain management. Molte aziende (il 67% del campione dell'industria) si sono orientate verso soluzioni di Business Intelligence. Sul fronte gdo prevale l'utilizzo di soluzioni proprietarie sviluppate sia internamente che esternamente. Tali sistemi supportano prevalentemente i processi di gestione degli ordini di vendita (100% dei casi), gestione e pianificazione degli approvvigionamenti (100%) e gestione delle promozioni (89%).
Informazioni. La trasmissione delle informazioni con clienti e fornitori avviene ancora prevalentemente attraverso sistemi di tipo tradizionale (telefono e fax), a cui si affianca oggi l'e-mail. Si riscontra peraltro una maggiore diffusione di sistemi non tradizionali (Edi e Web Edi) nella trasmissione di dati tra azienda di produzione e grande distribuzione, dove le informazioni condivise sono principalmente ordini di vendita e fatture.
Trasporto. Mediamente, solo il 32% delle aziende gestisce le attività̀ di trasporto in casa, mentre è̀ accentuato il presidio della pianificazione dei trasporti, che è̀ gestito internamente nel 90% dei casi. In particolare, i produttori tendono mantenere in house la distribuzione del surgelato e del fresco.
L'iniziativa Ecr. Contrastanti i giudizi emersi. Da sottolineare l'ancora scarsa conoscenza dell'iniziativa da parte dell'industria (il 36% dichiara di non conoscerla). Inoltre, solo il 7% del campione dell'industria dichiara di avere aderito e di esserne soddisfatti, mentre un giudizio di piena soddisfazione è espresso dal 45% delle aziende della grande distribuzione.

È essenziale e combattivo sui prezzi il primo pdv italiano di Conforama
ACCESSI
Viabilità esterna: complicata da lavori
Viabilità interna: abbastanza agevole
Comodità parcheggi: 800 esterni, 760 interrati
Spazi verdi e di sosta: piante interrate
per separare corridoi
Accessi/uscite al pdv: sullo stesso
fronte, su una delle piazze del centro
commerciale Le Cupole
Layout: area rettangolo di 3.300 mq su
un unico livello
ACCOGLIENZA
Store directory: all'ingresso lungo ilnpercorso
Banco accoglienza: tra ingresso e casse
Assistenza clienti: vari punti accoglienza interni. Area finanziamento
Piacevolezza ambiente: razionale e austero
Illuminazione: almeno 4 livelli
Ampiezza corridoi: stretti nell'area bagno e nella decorazione casa
Spazi di sosta: all'esterno del pdv
Spazi di ristorazione: una vasta area dalla parte opposta del centro
Nursery: non presente
Toilette: numerose e ben segnalate
Ampiezza pagamenti: standard
Servizi post vendita: ritiro dell'usato, noleggio furgoni, consegna a domicilio, consegna immediata
ATTREZZATURE
Funzionalità gondole: nello standard
Pavimenti: piastrelloni bianchi per il percorso standard. Soluzioni diverse (parquet, ceramica chiara o scura, ecc) per i vari ambienti
Colori: chiaro nel pdv, scuro nell'elettronica
Suoni: niente da segnalare
Odori: niente da segnalare
SEGNALETICA
Individuazione promozioni: semplice e visibile, a corridoio come a scaffale
Visibilità prezzi: buona
Visibilità primi prezzi: non segnalati
Descrizione del reparto: assente
Orientamento nella categoria: assente
COMUNICAZIONE
Di insegna: "Lo specialista della casa a prezzi discount"
Di reparto: niente da segnalare
Dei prodotti: riportate nel cartellino prezzi per i prodotti tecnologici. Per le soluzioni d'arredamento e per i grandi
elettrodomestici indicazione delle caratteristiche
Del personale: pantaloni neri, camicia gialla. Uomini con cravatta. Donne con
foulard colori insegna (blu, rosso giallo)
Conserve Italia, il pomodoro vero ormai è acqua passata…
"Oggi in Italia stiamo assistendo ad una vera e propria invasione di pomodoro cinese: solo nell'ultimo anno, le importazioni di concentrato asiatico hanno raggiunto i 14 milioni di quintali di prodotto fresco e non sempre sono presenti le dovute garanzie sotto il profilo della sicurezza". È̀ un vero e proprio allarme a difesa del sistema agricolo italiano e del consumatore quello lanciato da Maurizio Gardini, presidente di Conserve Italia. "Non ci possono essere sconti sulla sicurezza alimentare -spiega Gardini i consumatori devono sapere cosa mettono in tavola. Chiediamo che il paese di origine della materia prima sia dichiarato in etichetta". Un
esempio di questa mancanza di chiarezza è̀ la passata di pomodoro, che dovrebbe essere ottenuta con materia prima fresca mentre, dichiara Gardini "...spesso si spaccia per passata quello che è concentrato di pomodoro diluito con acqua".
La campagna 2003. Proprio quella del pomodoro da industrie è stata una campagna record per Conserve Italia: sono stati trasformati quasi 3,7 milioni di quintali, costituiti interamente da prodotto italiano di ottima qualità̀, contro i 3,1 milioni programmati. I quantitativi trasformati sono risultati superiori rispetto alle ipotesi di programma in tutti gli stabilimenti Albinia (Gr), Ravarino (Mo), Mesagne (Br) ma soprattutto a Pomposa (Fe), dove sono stati trasformati 1,8 milioni di quintali invece che 1,1 milioni. Il pomodoro, in particolare polpa e passata, pesa per oltre il 13% sull'intero fatturato di Conserve Italia, che ha recentemente lanciato il pomodoro pronto per pizzerie e mense, proposto in buste di plastica da 5 o 10 kg. "bag in box", che garantiscono la massima praticità̀ d'uso e più
convenienza.
Nell’offerta di Conforama c’è la calamita discount

Al di là̀ dalle classifiche internazionali, nel retail l'Italia continua a esercitare un discreto fascino che attira gli operatori stranieri. L'ultima dimostrazione è l'apertura, a San Giuliano Milanese (vedi pagg. 30-31), del primo pdv italiano di Conforama (Gruppo PPR), il numero due mondiale nell'arredamento della casa.
Elevate potenzialità̀. In realtà̀̀, Conforama è presente sul nostro territorio dal 2001, con una partecipazione di maggioranza (60%) nella catena Emmezeta (Gruppo Zamparini), trasformatasi in proprietà̀̀ nel 2003. "Questa esperienza ci ha permesso di capire meglio il mercato, partendo da una solida base. Ora è̀ il momento di verificare anche in Italia la validità̀ della nostra formula, adattandola alle caratteristiche di consumo italiano. Del resto, la decentralizzazione è̀ un approccio normale per noi e rappresenta uno dei nostri fattori chiavi di successo" spiega a GDOWEEK Per Kaufmann, presidente di Conforama e membro del board di PPR.
Sviluppo. L'obiettivo di Conforama è̀ realizzare uno sviluppo importante a livello nazionale (ancora difficile da quantificare, ma focalizzato sui parchi commerciali). "Ci aspettiamo molto dall'Italia, che già rappresenta il 56% del fatturato realizzato da Conforama all'estero", dichiara a GDOWEEK Alberto Baldan, amministratore delegato di Conforama Italia.
Core business. In termini di assortimento, il focus dell'azienda è̀ mirato su mobili, elettronica e decorazione della casa. "Soprattutto in quest'ultimo ambito, nutriamo l'ambizioso obiettivo di lungo periodo di raggiungere una quota del 20%. Lo spazio c'è̀ e noi vogliamo occuparlo".







































































