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Walmart apre il suo primo Express store in Arkansas

Walmart ha rivelato che il primo sito per il suo nuovo concept store Express, sarà a Gentry, Arkansas, a circa 20 miglia dalla sua sede storica Bentonville dove è ancora in funzione il primo store della storia dell'insegna.
La costruzione del sito avrà inizio il 16 marzo, con l'archivio impostato per essere intorno a 1.300 metri quadrati, ovvero un decimo delle dimensioni medie di un Supercenter (l'ipermercato secondo la dizione Walmart).

Il portavoce Walmart, Steve Restivo ha dichiarato che altri due Express inizieranno presto a essere costruiti nelle vicine città di Prairie Grove e Gravette Glistore, sempre in Arkansas. Gli store avranno una farmacia accanto ai generi alimentari, tre o quattro casse, 12 corsie e 75 posti auto. Ogni negozio costerà 1,2 milioni di dollari.

Il nuovo store green di Ikea a Catania

Walmart Express “scoperto”

Qualche nuova indiscrezione sul format Express di Walmart

Express
Studiato per controbatterre all'offensiva dei "piccoli", l'Express, (tra i 1.200 e 1.400 mq), all'esterno sarà in mattoni con tetti in metallo, la costruzione costerà 1,2 mio $, occuperà un'area di 5 acri. Il parcheggio sarà per 75 auto (per i supercenter la media è 800).
L'offerta sarà ortofrutta, freschi e surgelati che si svilupperanno lungo il perimetro, in tutto saranno circa 12 le corsie. 3-4 le casse.

L'obiettivo è di aprirne 40 entro l'anno, in aree urbane e rurali. Il primo sarà a Gentry, in Arkansas, l'apertura è prevista entro maggio.

I format di Walmart convenience
Walmart non è nuovo ai format più piccoli, nel 1998 lanciò i Neighborhood Market (letteralmente: mercati di vicinato, food+drugstore), ma l'esercizio non fu soddisfacente e lo sviluppo rimase poca cosa (oggi sono 182).
Nel 2008, anche per contrastare l'arrivo di Tesco, con i Fresh & Easy, Walmart aprì il format Marketside, focalizzato su freschi e piatti pronti (oggi sono 4). Analogo concept ma più "voltato" sul cibo ispanico anche per i 2 Supermercado de Walmart,.

GLI SPECIALI DI GDOWEEK

L'analisi dei trend e dei mercati: prodotti, servizi, canali e consumi.

Otto appuntamenti nell'anno;
numeri monografici o sezioni del giornale dedicati ai “Grandi temi del futuro” e l'innovazione nei “Prodotti & Brand” realizzati in collaborazione con autorevoli Università e Istituti di ricerca

Anche in formato flip magazine;

I grandi temi del futuro
 
Sostenibilità, numero dedicato ai vincitori e alle iniziative candidate alla nona edizione di Ethic Award, Premio per un Futuro Sostenibile;
organizzato da GDOWEEK in collaborazione con GPF
Uscita, novembre 2011


Visioni & Innovazione, l'imprenditoria di successo nel retail locale e l'analisi dei principali mercati del largo consumo più rilevanti nell'anno
Edizione rinnovata
Uscita, dicembre 2011


Think Tank, i giovani universitari progettano il punto di vendita del futuro;
numero dedicato ai progetti candidati e ai vincitori della seconda edizione di Think Tank Award.
Organizzato da GDOWEEK in collaborazione con Università Bocconi di Milano, Politecnico di Milano, Università LUM Jean Monnet di Bari
Uscita, dicembre 2011

Prodotti & brand

I Casalinghi, l'offerta e l'innovazione del mercato;
in occasione di Macef
Due uscite, gennaio e settembre 2011
sezione speciale

Le Private Label, analisi dell'offerta e dei principali mercati;
in occasione di PLMA
Uscita, gennaio 2011 - sezione speciale

La Logistica, la movimentazione delle merci, il trasporto e la conservazione
Uscita, ottobre 2011 - sezione speciale

Le marche dell'anno, numero dedicato ai brand candidati alla dodicesima edizione di Brands Award, Premio ai migliori prodotti di largo consumo;
organizzato da GDOWEEK e MARK UP in collaborazione con IRI e GFK
Uscita, luglio 2011


Italy for export, il magazine internazionale. Un viaggio per l'Italia dei sapori; una guida per i retailer stranieri sul "Food Made in Italy"
Uscita, ottobre 2011

È Ikea il retailer più messaggiato sul web

È Ikea l'insegna più commentata in rete (con ben 19.178 messaggi) secondo la rubrica Top Brands On The Web di Blogmeter che misura la reputazione dei grandi marchi su blog, newsgroup, forum, siti web e social network.
Rispetto alla precedente rilevazione, da segnalare innanzitutto l’aumento complessivo del buzz intorno a tutti gli operatori della gdo, giunto a sfiorare i quasi  50.000 messaggi.
Tra le altre novità, oltre appunto al sorpasso di Ikea su Coop, in testa al ranking la scorsa edizione e ora al secondo posto con 4.273 messaggi, da rilevare anche l'ingresso in classifica di due marchi del calibro di laFeltrinelli -che con 1.907 messaggi si attesta al 5° posto in classifica dopo MediaWorld e Lidl (rispettivamente con 4.141 e 2.496 messaggi)- e Fnac, che con 1.782 messaggi si posiziona al 9° posto. Preceduta da Esselunga, al 6° posto con 1.882 messaggi, Auchan, al 7° con 1.848 e Carrefour all'8° con 1.806 messaggi.

Temi caldi: prezzi, promo, ma non solo
Nel periodo di rilevazione (15 febbraio-15 marzo 2011), i temi che più
hanno coinvolto gli utenti sono stati ancora una volta il prezzo e le
offerte promozionali, ma si è parlato tanto anche di discount, in
particolare della varietà e della qualità del loro assortimento (in
particolare per quanto riguarda i prodotti per l'infanzia) confrontati
con quelli offerti dalle catene tradizionali.
Passando ai singoli spunti, la recente campagna Ikea, Aperti a tutte le famiglie, rivolta alle coppie gay accende più di una polemica sui social network, mentre sui forum dedicati alla gravidanza e alla prima infanzia i prodotti Coop la fanno da padroni.
In relazione a Mediaworld si parla soprattutto della valutazione dei giochi usati e dell’offerta che proponeva il Kinect a 99 euro e la PS3 a 249 euro. Lidl è citata in riferimento alle offerte per i motociclisti (in particolare per la borsa serbatoio), mentre Feltrinelli è molto menzionata su Twitter dove gli utenti segnalano gli eventi organizzati presso i punti di vendita, come quelli per il lancio del nuovo libro di Saviano.
Le conversazioni delle mamme sui prodotti per bambini sono al centro del buzz su Esselunga e Carrefour, mentre su Auchan gli utenti dei social network raccontano delle loro escursioni all’interno dei relativi centri commerciali. Chiacchierato è anche Auchan Mobile, anche grazie alla promozione che applica il raddoppio delle ricariche alle sim passate ad Auchan da altri operatori. Infine Fnac, spesso citato per la vendita di giochi, ma anche per dvd e prodotti musicali. Molto discussi anche gli eventi organizzati in tutta Italia presso i punti vendita Fnac per il lancio del nuovo singolo dei Subsonica.

BtoB Marketing Forum il 5 aprile a Milano presso la sede

La Lead generation e la Brand Identity sono al primo e secondo posto negli obiettivi dei marketers B2B. L'interattività del web 2.0 sta portando i marketers verso nuovi modelli, come l'engagement, che “offuscano“ i confini tra lead generation e branding, e rendono centrale la costruzione di una forte relazione con il cliente.
In questo contesto CRIBIS D&B organizza, in collaborazione con Il Sole 24 ORE, il convegno BtoB Marketing Forum. L'impresa come cliente: strumenti e nuove sperimentazioni: un momento di incontro per condividere soluzioni specifiche per il B2B al fine di aiutare i professionisti del marketing ad analizzare e migliorare l'efficacia delle proprie strategie per il mercato delle imprese con strumenti e modelli innovativi.

Per ulteriori informazioni sul programma, sulle iscrizioni e su come raggiungere la location si può visitare il sito http://www.formazione.ilsole24ore.com/st/b2bcribis

Come relatori parteciperanno fra gli altri Alessandro Lelli docente di BtoB Marketing Facoltà di Economia Università di Bologna, Fabio Lazzarini Marketing Manager CRIBIS D&B, Luca Scagliarini Chief Operating Officer ADmantX, Davide Settembre Blundo External Relations & Communication Manager Colorobbia Italia, Franco Giacomazzi Presidente AISM. Modererà i lavori
Enrico Pagliarini giornalista Radio 24 - Il Sole24ORE. Il sito contiene l'elenco completo e aggiornato dei relatori.

Piazza Italia si protegge dai furti nei pdv con soluzioni ADT

Piazza Italia, catena di abbigliamento presente con numerosi pdv su tutto il territorio nazionale ed internazionale, ha scelto le tecnologie antifurto e antitaccheggio di Sensormatic per proteggere il proprio stock, in negozio e magazzino, e ridurre sensibilmente le differenze inventariali che minacciano il suo business.

L’esigenza era quella di avere impianti antitaccheggio in grado di assicurare una buona rilevazione dell’etichetta, ma nello stesso tempo estetica e facilità di accesso al negozio per facilitare e non ostacolare flussi anche considerevoli di clientela in ingresso. La preferenza si è da subito indirizzata verso la tecnologia antitaccheggio magnetoacustica Ultra•Max® Sensormatic®, caratterizzata da alte performance di rilevazione, assenza di falsi allarmi, estetica, varchi ampi e protezioni rigide affidabili. I varchi di copertura arrivano fino a 2,4m fra le antenne, pur garantendo un’efficace performance.

Protezione della merce con SuperTag

Piazza Italia da sempre utilizza SuperTag, soluzione adatta per la salvaguardia di qualsiasi tipo di articoli. Le dimensioni ridotte mantengono l’effetto deterrente senza influire negativamente sulla presentazione della merce; il rigido alloggiamento in plastica Abs si abbina al meccanismo di chiusura rotante ad uncino Sensormatic® brevettati.

A partire dal 2009, Piazza Italia ha compiuto un ulteriore passo verso la protezione dei capi e una riduzione dei costi. Infatti, utilizzando la protezione rigida dal design compatto e leggero SuperTag® VST, il retailer dà indicazione al produttore dell’articolo di applicare alla fonte la protezione in sede di confezionamento. La merce può, quindi, essere esposta alla clientela immediatamente dopo la consegna all’esercizio, gli addetti alle vendite non devono più occuparsi dell’etichettatura manuale e possono dedicarsi interamente alla clientela, gli articoli sono protetti in modo uniforme e standardizzato ad un costo inferiore.

Gli M&A Awards 2011 di Kpmg

Dopo Bulgari Parmalat. L’industria italiana è nel mirino degli investitori internazionali e non per tutti questa è una cattiva notizia. Il fatto che ci siano operatori stranieri disposti a a credere nei nosti marchi è un segno di salubrità di un mercato che -parola di Roger Abravanel- nel mondo si classifica all’88esimo posto per liberismo. E se l’alternativa per Parmalat al progetto industriale francese è una cordata capitanata da una banca e non da imprenditori meglio lasciar perdere, “perché le banche nel tempo hanno fatto molti più disastri erogando finanziamenti che non erogandoli”, come ha detto l’ex ad di Unicredit Alessandro Profumo, che anche una volta lasciato l’ufficio di Piazza Cordusio non ha perso l’occazione per lanciare una frecciata al suo competitor di sempre, Banca Intesa.
Il dibattito tra Profumo e Abravanel sul nanismo e le prospettive delle imprese italiane era il cuore della premiazione degli M&A Awards, un premio sempre più ambito promosso da Kpmg e giunto quest’anno alla sua settima edizione

I vincitori

"La manifestazione, giunta alla VI edizione ed ideata da KPMG e Fineurop Soditic con il patrocinio di AIFI e Università L. Bocconi, anche quest’anno ha voluto portare all’attenzione della business community una serie di operazioni di fusione ed acquisizione che hanno contribuito ad aumentare la competitività del sistema Paese” (dal sito Kpmg). Tuttavia occorre dire che anche il 2010 per il M&A italiano non è stato davvero un anno da ricordare, con solo 20 miliardi di euro di controvalore ed appena 280 operazioni concluse, anche se le premesse del 2011 sono molto migliori. Non sono però mancate operazioni di grande rilievo, e tra queste ci sono quelle premiate.
Sono risultati vincitori:
-per la categoria Italia su Italia: Maire Tecnimont per l’acquisizione di Sofipart e Technip KTI;
-per la categoria Italia su Estero: Amplifon per l’acquisizione di NHC Group;
-per la categoria Estero su Italia: Medtronic per l’acquisizione di Invatec;
-il premio Aziende Familiari e Finanza è andato alla Luigi Lavazza per l’acquisizione di Green Mountain Coffee Roasters.

Chep riceve la certificazione per l’approvvigionamento sostenibile

Chep, attivo a livello mondiale nei servizi di pooling di pallet e contenitori, ha ricevuto i più alti riconoscimenti rilasciati dal Forest Stewardship Council (FSC) e dal Programme for the Endorsement of Forest Certification (PEFC) per le attività svolte in alcuni dei Paesi europei nei quali opera. Questi due enti, che sono tra le organizzazioni per la gestione forestale più rispettate nel mondo, riconoscono la rigorosa attenzione posta da Chep nell’approvvigionamento sostenibile del legname per i suoi pallet.

“Chep è ora l’unica azienda di pooling del mondo a vantare entrambe le certificazioni FSC e PEFC per i propri stabilimenti- commenta Juan José Freijo, director of sustainability di Chep Emea-. Queste certificazioni ci consentono di garantire ai clienti che tutti i nostri prodotti in legno sono acquistati secondo le norme FSC e PEFC e che il legname proviene da risorse sostenibili e autorizzate. Queste attestazioni riguardano gli stabilimenti di Regno Unito, Spagna, Francia e Belgio; nel prossimo futuro contiamo di estenderle anche agli stabilimenti degli altri Paesi europei nei quali operiamo”.

L’FSC è un’organizzazione internazionale considerata punto di riferimento per tutti gli standard di gestione forestale e gode del completo supporto di organizzazioni ambientalistiche non governative quali, tra le altre, Greenpeace e WWF.
Il PEFC promuove la sostenibilità attraverso una certificazione indipendente e garantisce agli acquirenti di prodotti cartacei e in legno che il loro acquisto sta contribuendo alla gestione sostenibile delle foreste.

Conad a Pasta Trend mostra la sua attenzione alla qualità

Francesco Pugliese Conad
Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad

Nel 2010, gli iper e i supermercati Conad hanno venduto 69 milioni di kg di pasta, con un fatturato di 130,5 milioni di euro. Di queste
60 milioni di kg (85 milioni di euro) sono di pasta secca e 9 milioni di kg sono di pasta fresca si sono attestate a 9 milioni di kg, (45,5 milioni di euro).

Effetto aumento dei costi materie prime
Sul prezzo della pasta continua a “pesare” l'aumento del costo delle materie prime, «dovuto alla crescita della domanda globale di cereali e a fattori climatici sfavorevoli, ma anche ad una forte componente di speculazione finanziaria -fa notare il direttore generale di Conad Francesco Pugliese (in foto)- è un quadro grave che, in Italia, si somma alle inefficienze e ai costi che gravano sul sistema Paese -più alti della media europea- mettendo a rischio il ruolo di calmieratore dei prezzi svolto tradizionalmente dalla grande distribuzione organizzata».

Se corta è meglio
La pasta di semola corta, che vale il 57 per cento delle vendite tra i formati normali e le specialità, è la preferita dai clienti Conad, anche se il formato più venduto in assoluto rimangono gli spaghetti, seguiti da penne, mezze penne, fusilli e tortiglioni. Rigorosamente in pacchi confezionati da 500 grammi (77 per cento delle vendite). Le paste all'uovo più vendute sono i nidi (tagliatelle e similari), nelle confezioni da 250 grammi.

La private label pesa un quarto
Le vendite di pasta di semola a marchio Conad si sono attestate a 16,1 milioni di kg, per un fatturato di 13,8 milioni di euro e una quota del 19 per cento, mentre la pasta all'uovo vale il 35 per cento del comparto, in crescita del 12,7 per cento (7,2 milioni di kg).
Nei supermercati, un prodotto su quattro di pasta fresca è Conad, che ha raggiunto una quota di mercato del 25,7 per cento.
Le promozioni hanno avuto un ruolo importante sia ai fini di rafforzare l'affezione del cliente alla marca Conad sia quale componente appagante per sostenere bilanci familiari sempre più ridotti: hanno riguardato il 46,6 per cento delle vendite di pasta di semola e il 35,4 per cento di quelle di pasta all'uovo, con un taglio medio di prezzo superiore a quello applicato alle marche nazionali (in media il 33,4 per cento).

La filiera conta
Conad lavora con oltre 90 fornitori, molti dei quali sono piccole e medie aziende con un mercato locale, tutt'al più regionale, per poter garantire ai clienti il consumo della pasta che più conoscono e preferiscono, oltre che con i gruppi più importanti dell'industria pastaria, con i quali sviluppa oltre il 58 per cento del fatturato del comparto.

Caroll ridisegnato da Malherbe

Crescita blanda per Migros: +0,4%

Il lieve incremento dello 0,4% rispetto al 2009, è attribuibile essenzialmente dai massicci tagli di prezzo effettuati durante l'anno.
Il segmento retail del Gruppo ha registrato un aumento dello 0,8% (IVA esclusa) per l'equivalente di 16,3 miliardi di euro. Le vendite in Svizzera hanno raggiunto i 16,1 miliardi di euro. Il margine operativo lordo è aumentato del 2%. Gli investimenti ammontano a 1,15 miliardi di euro.

Aree con risultati interessanti
Il biologico è cresciuto del 14% arrivando ai 313 milioni di euro. Altre aree interessanti sono state FSC (l'etichetta per il legname proveniente da foreste gestite in modo ecologico e socialmente accettabile) e MSC (l'etichetta per la pesca sostenibile) con crescite rispettivamente del 22% e 31%.

Positivi anche l'e-commerce LeShop (+15%), i negozi Migrol (+8,9%) e la catena per sport e tempo libero sportXX (+6%) nonché  l'arredamento per la casa Micasa (+4%). I department store Globus e Migros Industrie sono riusciti ad aumentare le vendite del 2,8% e 2,4% rispettivamente.
Alla fine del 2010, la rete ammontava a 610 pdv, sei in più rispetto al 2009.

Layout 11 2011

editoriale
Sguardi indiscreti

network

fermoimmagine
A2pas
ruci&idoni
Migros
News

portrait
Hubert de Malherbe

grandangolo
Surgelati
Salumi e formaggi

Librerie

zoom
Londra - Union Market
Londra - Fresh Kitchen
Munster - Ratio Einkaufszentrum
Austria - Der Baecker Ruetz

strumenti
ADT - Arneg - Cefla - Checkpoint Systems - Display Italia -  Epta - Gunnebo - Ingenico - Intrac - NCR - Pasolini - PlayBuy.it - Plastimark - Pos Tuning - Reggiani Illuminazione - Rabugino Group - Synco - Umdasch - Verifone - Wanzl

Il “Castello del Riciclo” di Corepla prosegue il tour dei centri commerciali

Dopo il successo delle prime due tappe a Palermo, nei c.c. Forum Palermo e La Torre, “Il castello del Riciclo” -campagna di sensibilizzazione promossa da Corepla, Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica- procede il suo tour e si sposta nella regione Campania presso il c.c. Medì di Teverola (Ce), dove si fermerà per le prime due settimane di aprile.
Il tour proseguirà quindi in Emilia Romagna, presso il c.c. Shopville Gran Reno di Casalecchio di Reno (Bo) dal 2 al 14 maggio, per poi incontrare le tre capitali d’Italia: Torino, Firenze e Roma in occasione del 150° anniversario dell’Unione d’Italia.

La campagna -che ha come obiettivo quello di sensibilizzare, informare e divertire tutti gli ospiti dei centri commerciali attraverso attività ludico/creative rivolte ai bambini e materiale informativo per più grandi- è gestita da BBoard Communication.

Pastificio Amato: più garanzie ai lavoratori per evitare il crac

“La nostra famiglia si identifica con l'azienda e con il territorio, per cui avere a cuore la qualità significa interpretare lo spirito e lo stile di vita locale, con cui competere meglio a livello globale": così il Dg Giuseppe Amato jr, 36 anni, imprenditore di quarta generazione dopo il fondatore Antonio (1901-1979), dichiarava sei mesi fa a Gdoweekm@il (vedi n° 40, pag 19), in occasione dell'inaugurazione di una nuova linea di produzione, finalizzata ad aumentare la capacità produttiva del Pastificio Amato.
Peccato che l'azienda salernitana, che nell'arco degli ultimi 15 anni ha raggiunto la notorietà a livello nazionale -anche grazie ai rilevanti investimenti in comunicazione, e in particolare alla sponsorizzazione della Nazionale di calcio- sia oggi in liquidazione e stia addirittura rischiando il fallimento.

Oltre 100 milioni di euro di debiti
I debiti che gravano sul pastificio -in parte pare dovuti all'insolvenza
di alcuni distributori locali- ammonterebbero a oltre 100 milioni di
euro, ai quali si
aggiungerebbero i 35 vantati da vari istituti di credito (MPS, Banca
nazionale del lavoro e Banca Campania).
Respinte le offerte di
acquisizione avanzate da alcuni pastifici (tra i nomi fatti quelli di Garofalo e persino di Barilla)
interessati ad annettersi l'azienda -che oltre alla notorietà di marca
vanta appunto impianti produttivi di prim'ordine, un magazzino
all'avanguardia e un molino di proprietà- la proprietà ha accettato il
"salvagente" di 50 milioni di euro messo a disposizione
dall'imprenditore siciliano Giovanni Giudice -attivo nel settore
dei fertilizzanti e fornitore del pastificio- in cambio di un fitto
d'azienda che prevede anche il passaggio di proprietà del molino. Questo, unito a un piano di recupero dei 10 mln/euro di crediti e a un investimento di 7 mln/euro da parte della famiglia Amato, si sperava bastasse a scongiurare il fallimento.
Il piano industriale a 30 mesi presentato in questi giorni dalla
famiglia al Tribunale fallimentare per ottenere un concordato
preventivo, però, non ha convinto il giudice, che ha richiesto maggiori garanzie per i 140 dipendenti, da mesi in cassa integrazione
straordinaria. Il nostro auspicio è che si trovi una soluzione equa per le parti: in gioco c'è il destino di una storica aziende del made in Italy.

Whole Foods testa il bar instore che vende vino e birra locali

Whole Foods, all'interno di suoi 12 negozi ha iniziato a fare test su bar che servono birra artigianale e vini di produzione locale. La fonte, il quotidiano Usa Today, riporta oggi che il Co-CEO Walter Robb prevede di estendere il concetto ad altre sette sedi, tra cui una alle Hawaii.
Robb ha aggiunto che la mossa non altererà l'immagine della catena, cioè di luogo accogliente con in più l'obiettivo di "creare una comunità instore".

Il bar di Austin, Texas ha circa 20 posti a sedere e offre birra e vino al bicchiere per 4-10 dollari, o brocche del tipo Growler a partire da 6,99

La Taste, format che abbina bistro e gastronomia

Uniti per valorizzare il territorio, Conad e Umbria Jazz nei 150 anni dell’Unità d’Italia

Conad è al fianco di Umbria Jazz da 5 edizioni, ha rafforzato il proprio sostegno alla manifestazione sperimentando la formula Invito a Umbria Jazz: non una semplice sponsorizzazione, ma la partecipazione attiva alla promozione della kermesse e alla valorizzazione del territorio, accanto ai promotori e alle istituzioni locali. Una formula inaugurata con successo un anno fa e confermata anche per l’edizione in corso che, come annunciato, sarà avvolta nel tricolore.

Concorso Invito a Umbria Jazz 11
L’iniziativa si iscrive anche nell’impegno che Conad - presente in Umbria attraverso la cooperativa Pac2000A - ha assunto nei confronti dei territori in cui opera, della valorizzazione del made in Italy e delle tipicità della gastronomia italiana (raccolte nella linea Sapori&Dintorni Conad).
Il concorso Invito a Umbria Jazz 11 è il titolo del concorso promosso da Conad in collaborazione con la Fondazione Umbria Jazz e la Camera di Commercio di Perugia.
Il concorso sarà veicolato nei mesi di maggio e giugno con affissioni, annunci e materiale di comunicazione negli oltre 3.000 pdv Conad. In palio 70 soggiorni di due notti a Perugia (pernottamento per 2 persone in hotel 4 stelle, con biglietti per i concerti in cartellone e visita al backstage), distribuiti nei giorni della manifestazione.

Protagonista il web
La meccanica vede come protagonista il web: collegandosi all’indirizzo invitoaumbriajazz.conad.it, si potrà partecipare al concorso rispondendo ad alcuni facili quesiti sulla manifestazione. L’appuntamento per il primo click in funzione delle estrazioni è fissato per il 9 maggio; il concorso proseguirà fino al 12 giugno, con la comunicazione di 5 vincite la settimana.

In occasione dell’ultimo week end di Umbria Jazz Conad condividerà con i propri stakeholder – circa un centinaio di ospiti tra rappresentanti di enti, associazioni e giornalisti – i concerti in cartellone e un programma di incontri volti a scoprire la città e le identità del territorio in termini di cultura, gastronomia, tessuto economico e sociale.

Il vino è la prima voce dell’export agroalimentare

Con un export 2010 di 3,9 miliardi di euro, oltre 20 milioni di ettolitri e più di 2,5 miliardi di bottiglie italiane stappate nel mondo, il vino italiano si conferma prima voce dell'export agroalimentare nazionale spingendo il settore oltre la crisi globale dell'ultimo anno.
La performance è positiva anche in termini di valore: +11,7% sul 2009.

Vinitaly
È questo lo scenario del mercato che si prospetta in occasione della 45a edizione di Vinitaly (Verona dal 7 all'11 aprile; www.vinitaly.com), il Salone internazionale del vino e dei distillati che, con i suoi 4.000 espositori provenienti da tutto il mondo, richiama in media ogni anno oltre 150 mila visitatori specializzati, di cui più di un terzo da 114 Paesi.

In mostra a Vinitaly c'è tutto l'universo enologico, in rappresentanza di un settore che vale complessivamente per il nostro Paese 13,5 miliardi di euro di fatturato (2010), a cui si aggiungono ulteriori 2 miliardi di indotto, e che occupa 1,2 milioni di addetti nelle 770 mila aziende sparse su tutto il territorio nazionale.
A trainare l'export è il mercato americano, dove l'Italia è il primo esportatore di vino sia in termini di valore che di quantità.

Export
Il 33% del vino è esportato verso gli Usa, per un valore di circa 827,3 milioni di euro. Buoni risultati anche in Russia (+59,6% l'export nel 2010) dove il valore delle nostre esportazioni ha superato i 100 milioni di euro, in Canada e in Svizzera (rispettivamente +28,6% e +12,5%), anche se la Germania rimane il nostro primo importatore con quasi 850,6 milioni di euro.
La promozione e la valorizzazione del 'sistema Italia' nel mondo è tra i punti cardine della manifestazione che, con il Vinitaly in the World, porta il meglio dell'enologia nazionale nei principali Paesi esteri, soprattutto extra Ue, che condensano il 23% dell'esportazioni nazionali. Tra i mercati emergenti, soprattutto quello cinese che ha registrato un +109% lo scorso anno, con un raddoppio del valore del vino italiano, facendo diventare la città di Hong Kong il centro per la distribuzione e il commercio del vino in Asia. Proprio a questo importante hub del mercato asiatico, Vinitaly dedica uno dei suoi focus internazionali in calendario durante la rassegna.

Aspiag Service mediante Despar Nordest raggiunge 1,7 mld di euro

Il fatturato al pubblico di Aspiag Service, concessionaria per il Nordest di Despar, ha raggiunto nel 2010 i 1.710 milioni di euro con un incremento del 4,12% rispetto all'anno precedente, superando il tasso di crescita del commercio alimentare nel Nordest, che secondo SymphonyIRI si attesta intorno a +0,9%. 6.330 sono i dipendenti. Nella propria trading area, Aspiag può vantare oggi una quota di mercato del 14,7% (fonte ACNielsen)

In aumento anche la superficie complessiva
Aumenta
anche la superficie di vendita grazie a nuove aperture e
ristrutturazioni: il 2010 ha visto infatti l'inaugurazione di ben 7
nuove filiali Eurospar (due in
Alto Adige, tre in Veneto, due in Emilia Romagna), nonché l'ampliamento e
la
ristrutturazione totale dell'Interspar di Bagnaria Arsa (UD), uno dei
punti vendita
“storici” di Aspiag Service in Friuli Venezia Giulia.
Tutte le nuove aperture e ristrutturazioni sono state realizzate secondo
criteri di
basso impatto ambientale, utilizzo “intelligente” dell'energia e riciclo
delle risorse.

I dettaglianti associati hanno sentito gli effetti della
crisi
Chiusa una trentina
di pdv più piccoli e “datati”.
Questo settore resta comunque uno dei punti di forza di Despar Nordest, che
continua ad investire nei punti vendita di vicinato, dando fiducia ai piccoli
imprenditori e confermandone l'importanza sociale oltre che commerciale. Sono
infatti ben 11 le nuove aperture - ad insegna Despar e Eurospar - realizzate nel 2010 nell'ambito dei 'negozi sotto casa'.
“Non è stato un anno facile per il nostro settore e per l'economia in generale -dichiara l'Ad Paul Klotz- A maggior ragione, siamo
particolarmente soddisfatti dei risultati ottenuti, che sono frutto di un intenso e
coordinato lavoro di squadra”.

Gruppo internazionale
Cresce anche il Gruppo internazionale SPAR Austria,
di cui Aspiag Service fa parte assieme alle organizzazioni SPAR di
Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria e Repubblica Ceca. Nel 2010 il
fatturato complessivo al pubblico è stato pari a
11,71 miliardi di euro, con un incremento del 4,4% rispetto all'anno
precedente.
Aspiag Service, inoltre, ha conseguito la certificazione per la
sicurezza,
secondo lo standard internazionale OHSAS 18001, che ha l'obiettivo di
monitorare e migliorare salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
La certificazione è stata rilasciata dall'ente internazionale DNV (Det Norske
Veritas) e riguarda tutte le filiali a insegna Despar, Eurospar e Interspar che
Aspiag gestisce nel Nordest, ma anche le piattaforme di distribuzione e in
particolare la Superdistribuzione S.r.l. di Bolzano, azienda del Gruppo Aspiag
dedicata alla lavorazione e distribuzione di carni fresche e salumi.

Progetti nel sociale
Il 2010 è stato per Aspiag Service un anno caratterizzato da un forte impegno
sociale, che ha dato origine ad esperienze innovative come la Piramide della
Salute
a Udine.
L'iniziativa -nata nell'ambito del progetto dell'Organizzazione Mondiale della
Sanità Città Sane, in collaborazione con il Comune di Udine e l'Azienda per i
Servizi Sanitari del Medio Friuli
- mira a diffondere la cultura della prevenzione,
informando, sensibilizzando e responsabilizzando i cittadini nei confronti della
propria salute.

All'interno del supermercato Eurospar in Via Scalo Nuovo a Udine, i clienti
hanno a disposizione esperti e consulenti dai quali possono ricevere informazioni
corrette e approfondite su temi come sana alimentazione, attività fisica,
prevenzione e cura di sé. Possono inoltre accedere gratuitamente a servizi di
base, come la misurazione della pressione, il controllo della glicemia, la
rilevazione del battito cardiaco e il calcolo del BMI (indice di massa corporea).

Altrettanto innovativa è l'iniziativa Le Buone Abitudini, progetto di educazione
alimentare e ambientale rivolto alle le scuole primarie, che Despar Nordest ha
promosso in collaborazione con la Provincia di Padova, gli Assessorati allo
Sport, all'Ambiente e alle Politiche Familiari, AcegasAps e con il patrocinio del
MIUR, del Coni e della Regione Veneto.
In Alto Adige, invece, Aspiag si è resa partner di un progetto di sensibilizzazione
ambientale, sponsorizzando il sito www.footprint.bz.it promosso dal TIS
Innovation Park di Bolzano.

Raccolta fondi per alluvione
Il 2010 si è chiuso con una grande raccolta fondi a favore dei cittadini veneti
colpiti dall'alluvione del 2 novembre 2010, che ha reso possibile consegnare al
Governatore della Regione Veneto Luca Zaia un assegno da 105.000 euro.
Aiuti per circa trentamila euro in denaro e merce erano stati donati da Despar
Nordest già nei giorni immediatamente successivi all'emergenza.

I 51 store Auchan si mobilitano sulla Earth Hour

Earth Hour (Ora della Terra) è una manifestazione che vuole sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sull'emergenza dei cambiamenti climatici.
Auchan, già a fianco del WWF nel  progetto dell'eliminazione dei sacchetti in polietilene, ha voluto quest'anno essere parte dell'iniziativa andando oltre l'azione simbolica.
Pertanto nei 51 ipermercati sparsi nelle 11 regioni da nord a sud della penisola il 26 marzo, l'insegna rimarrà spenta dalle 19 alle 21, e al centro di questa fascia oraria, intorno alle 20, verrà anche anche sensibilmente ridotta l'illuminazione dell'area vendita.

Campagna di educazione su lampadina a risparmio
A fianco del “simbolo” ci vuole la concretezza del gesto.
E quindi proprio nel momento in cui il mondo abbassa le luci, Auchan vuole promuovere un modo più intelligente di illuminare gli ambienti. Viene poi allestita, all'interno dei punti di vendita, una campagna di educazione e sensibilizzazione sulla lampadina a risparmio energetico che dura in media 8.000 ore e permette un risparmio energetico dell'80% rispetto alle lampadine tradizionali. Il che si traduce in un risparmio di 39,5 kg di Co2/anno per l'ambiente.

Risparmio acqua potabile
Auchan ha messo a disposizione del WWF i riduttori di flusso per rubinetti di casa. Sono dispositivi che permettono, attraverso la miscelazione con l'aria, di risparmiare acqua potabile. Saranno regalati a tutti coloro che, nel corso della settimana che culmina nell'”Ora della Terra”, si iscriveranno all'associazione. Si ritirano presso gli ipermercati e, una volta arrivati a casa, si applicano ai rubinetti. In meno di un'ora già si è compiuto un cambiamento permanente. Con il riduttore di flusso si arriva a risparmiare fino al 50% del consumo di acqua da rubinetti e docce. Il che vuol dire risparmiare circa 14 metri cubi pro capite l'anno (su dato Istat 2008, consumo fatturato procapite per uso domestico). Per la popolazione Italiana si tratta di un risparmio di 840 milioni di metri cubi anno (e tanto per avere un termine di paragone il Lago di Garda contiene “solo” 49.000 metri cubi d'acqua).
I 60 minuti che il mondo dedica alla terra, da Auchan diventano un momento di azione. Per promuovere milioni di piccole azioni nel quotidiano. Per dare una chance di sopravvivenza a un pianeta in emergenza che non ha un minuto da perdere.

Ora della Terra
Nata a Sidney nel 2007, nel giro di pochi anni l'Ora della Terra è letteralmente esplosa grazie a una rete WWF globale che ha “contagiato” il mondo soprattutto attraverso il web e i social media. Nel 2010 ha spento le luci di 1200 tra i monumenti più famosi del mondo, da Fontana di Trevi e Tour Eiffel, fino alle Piramidi egiziane e alla Città Proibita di Pechino, coinvolgendo oltre un miliardo di persone, migliaia di imprese, istituzioni e comunità in 4500 città e 128 Paesi. Ulteriori informazioni sono disponibili al sito http://wwf.it/oradellaterra/

Coop e Sodastream insieme per “The Water Project”

Coop e Sodastream, produttore di sistemi per la gasatura, partecipano in partnership all’iniziativa One to One con The Water Project, l’organizzazione no-profit che sostiene la produzione di pozzi per fornire acqua pulita e sicura in Kenya.

L'iniziativa
A partire dal 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua, chiunque acquista un gasatore Sodastream in vendita in esclusiva nei punti vendita Coop, contribuirà a sostenere questo importante progetto.
In particolare è stata realizzata per questo una limited edition con un packaging in carta riciclata.
Ogni dollaro raccolto dalla vendita di un gasatore sarà sufficiente a sostenere il fabbisogno idrico di una persona in Kenya per circa un anno.

Italiani, grandi consumatori
Gli italiani sono tra i più grandi consumatori di acqua in bottiglia del
pianeta: 200 litri l’anno a testa in media, con una spesa per famiglia
che si aggira sui 320 euro, un costo, secondo uno studio dell’università
di Ginevra, 500 volte superiore, mediamente a quello dell’acqua di
rubinetto, il cui prezzo è di 0, 0008 euro al litro, contro lo 0,40
circa di quella imbottigliata. Pertanto i risparmi ambientali che si ricavano utilizzando soluzioni come Sodastream sono
enormi.

Risparmi che si possono realizzare
II processo di imbottigliamento e trasporto dell’acqua
confezionata causa un elevato costo ambientale: 200 litri d’acqua che
viaggiano per 200 km producono emissioni almeno pari a 20 kg di CO2.
L'utilizzo del gasatore Sodastream, con bottiglie riutilizzabili riduce
il consumo del petrolio per produzione e trasporti pari al 79% e delle
emissioni di gas serra dell’85%.
I 200 mila gasatori Sodastream venduti in due anni, hanno fatto
risparmiare all’ambiente lo smaltimento di 40 milioni di bottiglie, pari
a: 1.200 tonnellate di PET non prodotto, 3000 TIR non impiegati per il trasporto dell’acqua, 2.400 tonnellate di anidride carbonica non immessa in atmosfera, 2.000 tonnellate di monossido di carbonio, 2.400 tonnellate di petrolio.

La holding PPR finalizza la vendita di Conforama

PPR ha annunciato di aver finalizzato la vendita della propria catena di arredamento low cost Conforama alla sudafricana Steinhoff International Holdings, avendo ricevuto nei termini previsti il pagamento di  1,2 miliardi di euro.
Conforama comprende una rete di 241 negozi, di cui 190 si trovano in Francia e il resto in Italia (15), Svizzera, Spagna, Croazia e Lussemburgo.

La cessione della catena fa parte della nuova strategia del Ceo PPR François-Henri Pinault di rifocalizzarsi sul lusso e sui brand fashion a livello internazionale.
Riprende, inoltre, quota l'eventualità di vendita da parte di PPR della catena FNAC e di Redcats.

PPR controlla un gruppo con marche globali presente in oltre 120 paesi. Il fatturato nel 2010 è stato di 14,6 miliardi di euro con circa 60.000 dipendenti.

Autogrill-Starbucks: accordo strategico fino al 2020

Il Gruppo Autogrill, attraverso la divisione americana HMSHost, e Starbucks Corporation hanno deciso di estendere la partnership per l’apertura e la gestione di store Starbucks nei canali travel in cui Autogrill opera.

L’accordo, rinnovato in anticipo di due anni per ulteriori 10 anni prevede, in questo lasso di tempo, l’apertura in Nord America di 120 nuovi locali Starbucks, gestiti in licenza da Autogrill, in aggiunta agli oltre 360 che quest’ultimo già gestisce.

A conferma della collaborazione strategica, Autogrill e Starbucks svilupperanno insieme formati specifici per le infrastrutture della mobilità, attraverso pdv “laboratorio” in cui testare nuove formule e servizi dedicati ai viaggiatori.

Indicod-Ecr 2011: ricette per la ripresa

Intervista a George S. Day l’ideatore dell’approccio Outside In

Studiando casi reali di aziende, i loro successi e anche i
loro insuccessi, George S. Day e Christine Moorman,
rispettivamente professori della Wharton School of the
University of Pennsylvania
e della Duke University, sono
giunti alla conclusione che è la strategia cosiddetta dell'Outside In,
ovvero quell'insieme di pratiche focalizzate sul dare un alto valore al
cliente, che le rende profittevoli e di successo. I due autori ritengono,
inoltre, che le aziende acquisiscano un vantaggio competitivo unico
e sostenibile nel tempo, quando diventano un modello difficilmente
replicabile. I risultati dei loro studi e delle loro conclusioni sono riassunti
in un loro recente saggio: Strategy from the Outside In: Profiting from
Customer Value
. Abbiamo chiesto a George Day di illustrarceli.

Ci spiega qual è la differenza tra la strategia
Outside In e quella Inside Out?

Le aziende che applicano una strategia Outside
In sono focalizzate sull'attrarre e mantenere
il cliente fornendogli un valore percepito
superiore a quello delle altre aziende.
Ottengono questo risultato mettendosi nei
panni del consumatore e guardando se
stesse, il loro operato, con gli occhi del
cliente e del mercato. Nella strategia Inside
Out, invece, l'azienda tende a focalizzarsi
su come sfruttare al massimo le sue risorse,
essere più efficiente e utilizzare la propria
core competence nel modo migliore. Soprattutto
nei momenti di recessione, questo
tipo di strategia sembra avere successo;
in molti casi, lo ottiene effettivamente, in
quanto, in un momento in cui i profitti diminuiscono,
diventare più efficienti e tagliare i
costi ha un immediato effetto positivo sugli
utili. Ma rischia di essere solo una soluzione
di breve periodo.

Il sottotitolo del libro è: Profiting from Customer Value. Che
cosa significa?

Vuol dire che, seguendo i 4 “Comandamenti” (essere
Customer Value Leader, innovare in modo da fornire
sempre nuovo valore al cliente, capitalizzare sul cliente
e capitalizzare sul brand), e, quindi, concentrandosi sul
customer value, l'azienda è capace di essere redditizia e
di successo nel tempo.

Nel libro si sostiene che le aziende partite con una chiara
strategia di Outside In, quando si sono affermate sono tornate
ad una strategia di Inside Out. Come si può evitare di
cadere in questa trappola?

È normale che le aziende, quando partono, lo facciano
dopo aver studiato il mercato, ed in particolar modo, il
consumatore e la concorrenza. Col passare del tempo,
però, pensano di sapere quello che il consumatore vuole
e quello che fanno (e ciò che faranno i concorrenti), senza
leggere realmente il mercato. In qualche modo, diventano
arroganti, cominciano a perdere il contatto con la realtà
esterna, tendono ad assumere atteggiamenti difensivi e a
focalizzarsi su se stesse, magari moltiplicando a dismisura
i prodotti offerti, o cercando di essere un indifferenziato
interlocutore buono per tutti i target. Bisogna, invece,
essere molto attenti, continuamente all'erta.

Quali sono le caratteristiche che i leader aziendali devono
possedere per poter portare avanti con successo
l'approccio Outside In?

Abbiamo notato che le imprese in grado di avere
successo nel lungo periodo, avendo implementato la
strategia dell'Outside In, hanno una leadership aziendale
intellettualmente curiosa, che mette sempre in discussione
tutto e che cerca costantemente di essere in
contatto con il cliente. Si tratta di manager che vogliono
e sono capaci di cogliere segnali, non solo dal consumatore,
ma dal mercato in generale, usando le fonti
più svariate. Riescono così a percepire
anche quello che fanno i concorrenti, che
è altrettanto importante quanto seguire
il cliente. A volte, i segnali sono deboli,
perché sono solo all'inizio, ma se uno è
capace di coglierli in anticipo ed agire
su di essi, riesce a creare un vantaggio
competitivo per l'azienda. Arrivare per
primi conta. Prima o poi, tutti colgono
gli stessi segnali e si adeguano. Inoltre,
e questa è un'altra delle caratteristiche,
una leadership che innova non si pone
in atteggiamenti difensivi, ma è capace
anche di prendere dei rischi.

E come la leadership aziendale può fare
in modo che questo approccio di pensare
pervada tutta l'azienda?

Come il top management dell'azienda,
anche il resto del personale deve essere
capace di captare i segnali del mercato
da qualunque parte gli vengano. Non è
solo una questione di corporate culture,
ma anche di organizzazione aziendale.
Tutti devono essere consci del valore del
feedback del mercato e, per questo, ci
deve essere un sistema premiante che lo
incentivi, anche se negativo. Capire, per esempio, perché
si perdono dei clienti è estremamente importante.

La conseguenza logica della strategia Outside In è l'importanza
strategica della conoscenza "intima" del consumatore.
Quali sono gli strumenti necessari per ottenerla?

Ce ne sono tanti e sono i consueti: survey, focus panel
ecc. L'importante, però, non è tanto lo strumento che si
adopera, quanto quali domande fare per avere risposte
che servano. Non solo, soprattutto bisogna agire sulla
base delle informazioni che si possiedono. Spesso, le
aziende sono strapiene di dati, ma non delle informazioni
importanti su cui agire, oppure non agiscono sulle
informazioni che hanno.

Internet sembra essere lo strumento perfetto per acuire
la capacità di ascolto del consumatore e del mercato.
Quale ruolo dovrebbe avere l'online nella strategia globale
dell'azienda?

Certamente internet ha creato grandi opportunità per
captare in anticipo i movimenti del mercato. Non mi
riferisco tanto a strumenti classici tipo survey online che,
anche se poco costosi, non hanno redemption molto
alte, ma, in particolare, ai blog, da cui si possono trarre
informazioni sia sui trend sia sui movimenti dei concorrenti.
Un altro motivo per cui ritengo internet molto utile
riguarda la possibilità di interagire direttamente con il
cliente finale.

Nel libro lei cita Tesco come una delle aziende che applica
con ritorni positivi la strategia dell'Outside In. Perché?

Tesco è un'azienda riconosciuta per la sua Superior
Customer Experience: infatti, conosce molto bene il
suo target market, grazie soprattutto ai dati che colleziona
attraverso la Club Card, e lo serve nella maniera
più consona possibile. Studia, in maniera attenta e
continuativa, cosa viene comprato nei vari store e lo
fa sistematicamente, in modo da poter
sempre fornire un assortimento adatto
a quel negozio. Effettua promozioni incrociando
dati demografici ed abitudini
d'acquisto. Per esempio, si è notato che
chi è diventato padre di recente tende ad
andare meno spesso a bere al pub e ad
acquistare una maggiore quantità di birra
da consumare a casa. Si viene, così a conoscenza
della relazione birra-pannolini,
che suggerisce di inviare, a chi compra
pannolini, anche offerte promozionali e
coupon per la birra.

Lei menziona anche Trader Joe's. A che
cosa si deve il suo successo?

Trader Joe's è stato molto bravo nel costruirsi,
agli occhi del consumatore, l'immagine
di community store, proponendo
i suoi pdv come se fossero piccoli negozi
di quartiere. Tutti sono molto amichevoli e
rilassati nelle loro camicie hawaiane, sono
gentili, ti parlano come se ti conoscessero
di persona. L'assortimento, a prezzi molto
ragionevoli, rende l'esperienza dello shopping
quasi un'esplorazione, estremamente
piacevole per il consumatore.

Una joint venture italiana per il cioccolato

Ima, capogruppo di una holding leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine automatiche per il processo e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, di tè e caffè, ha infatti accettato di condividere con Sacmi, la newco Cmh, fino ad oggi integralmente posseduta.
La società, che ha un obiettivo di sviluppo da 100 milioni di euro all’anno sin dal 2011, sarà denominata Carle&Montanari; il 12,5% delle quote sarà detenuto da un fondo gestito da J. Hirsch, che ha recentemente ceduto a Ima l'intero gruppo Sympak Corazza, attivo nel packaging del cioccolato; Ima ha recentemente acquisito sempre in questo business il 100% di Opm e il 70% di Fima.

Inditex nel 2010 incrementa le vendite del 3% netto

Inditex ha dichiarato di avere raggiunto alla fine dell'anno fiscale al 31 gennaio 2011, i 12,53 miliardi di euro con un aumento delle vendite del 13%. Il dato però è fortemente condizionato dal grande aumento del numero di negozi: 437 su 4.607, pari all'11%. Una quota che induce a pensare che per portare la crescita globale al 13% devono aver dato un contributo superiore alla media dei pdv esistenti. La spiegazione più verosimile è che le nuove aperture siano state in formati molto più grandi della media.  L'utile netto nel contempo è aumentato del 32% a 1,7 miliardi di euro, mentre le vendite a parità di perimetro sono aumentate del 3%.
 
Le rete
Alla chiusura dell'anno fiscale operano dunque 5.044 negozi in 77 paesi mentre si affacciano tre nuovi mercati India, Kazakhstan e Bulgaria.
In effetti l'Asia ha visto uno dei tassi più rapidi di espansione per l'azienda. Inditex in quell'area ha aperto 160 negozi, portando la propria presenza a 645 punti vendita con cui totalizza attualmente il 15% delle vendite rispetto al 12% dello scorso anno. Tuttavia, la maggior parte delle vendite continuano a venire dalla Spagna e resto d'Europa, sebbene la loro quota sul fatturato totale sia diminuita di quattro punti al 28% per la Spagna e di un punto al 45% per il resto d'Europa. Il trend di nuove aperture per il 2011 dovrebbe continuare allo stesso ritmo visto che Inditex conta di aprire tra i 460 e i 500 nuovi negozi. Nuovi ingressi sono previsti in Australia e Sud Africa, oltre al lancio di e-store negli Stati Uniti e Giappone.

Pepsi infonde fiducia ai giovani con Migliora il tuo mondo

Migliora il tuo mondo è il nome dell'iniziativa lanciata da Pepsi e ispirato alla filosofia refresh the world, nella quale la promozione del marchio si affianca a progetti per infondere fiducia nel futuro ai giovani.

Tre aree tematiche legate ai ragazzi
Il concorso in versione italiana fa capo al sito www.migliorailtuomondo.it ed è organizzato attorno a tre aree tematiche, definite dall'azienda sulla base di focus group che hanno individuato aree di interesse preferenziali dei ragazzi: il miglioramento delle aree urbane, della maniera di comunicare e della propria condizione di studente o di lavoratore. Tutti, non solo i giovani, sono invitati a sottoporre le proprie idee di miglioramento al giudizio del web e di una giuria tecnica (che ne valuta la fattibilità) caricando materiali audio, video, immagini o testi sul sito, fino al 27 aprile.

Entro il 31 luglio scelti i finalisti
Dal 12 maggio al 12 giugno le proposte verranno vagliate dagli utenti web, successivamente, dall'11 al 31 luglio verranno selezionati due finalisti per ciascuna area tematica, che si affronteranno in un faccia a faccia decretando i tre vincitori, festeggiati con una festa ai Magazzini Generali a Milano in settembre e con la messa in pratica della loro idea di miglioramento. Media partner è Deejay, testimonial Albertino che come dj scova talenti e tendenze di professione. L'iniziativa viene presentata in tre università italiane, lo Iulm a Milano, l'Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli e La Sapienza a Roma, con la partecipazione di Marco Boschini (coordinatore nazionale dell'Associazione Comuni Virtuosi) e Bruno Pellegrini (fondatore di Theblogtv), i cui progetti sono coerenti con la filosofia di miglioramento del mondo e innovazione.

Le associazioni di categoria criticano il decreto sulle energie rinnovabili

Il Governo ha approvato il Decreto Legge sulle energie rinnovabili lo scorso 3 marzo e nel contempo ha anticipato dal 2013 al 31 maggio 2011 la data di termine del Terzo conto energia, ovvero il programma di incentivi per il fotovoltaico. Questo significa che gli attuali incentivi, che si pensava validi  fino alla fine del 2013, finiranno il 31 maggio 2011. Ne consegue che, dal 1° giugno, ci saranno nuovi incentivi che saranno definiti nel prossimo mese dal Ministero dello Sviluppo Economico. Questa svolta inattesa ha creato più di una preoccupazione presso gli operatori delle energie rinnovabili che avevavo avviato, grazie agli incentivi, una stagione positiva di crescita con investimenti e assunzioni. Occorre altresì aggiungere che proprio questo sviluppo, poiché la coperta non è aumentata di dimensioni, rischia di mettere in discussione il settore delle energie tradizionali che raccoglie 40 mld di euro di fatturato e più di 100mila dipendenti. Quindi un riaggiustamento degli incentivi (approfittando dell'aumento dei volumi che ha determinato una diminuzione dei costi di produzione) era nell'aria.

Le opinioni di Assotermica, Co.Aer, Italcogen
Riteniamo utile far conoscere le opinioni delle associazioni di categoria collegate alle rinnovabili. Iniziamo con Paola Ferroli (in foto) di Assotermica (Associazione produttori apparecchi e componenti per impianti termici: rappresenta 60 industrie e occupa circa 11.500 addetti e fattura oltre 2 miliardi di euro). “Quando si parla di solare si pensa che ci sia solo il fotovoltaico.  La nostra Associazione, invece, rappresenta anche il solare termico, che è una tecnologia italiana, efficiente e ben adattabile a tutte le realtà costruttive.
Gli obblighi sulle rinnovabili di cui si parla nello schema di decreto e i relativi tempi e modalità di adozione metterebbero in seria difficoltà l’industria italiana del riscaldamento e dell’acqua calda sanitaria (prevalentemente rivolta alla tecnologia delle caldaie a gas di ultima generazione abbinate al solare termico), a favore di tecnologie da f.e.r. (fonti energetiche rinnovabili) per le quali la leadership è in mano a realtà extra-europee.
Assotermica da tempo propone di spalmare l'obiettivo nazionale su una base più ampia di edifici, con interventi più facilmente realizzabili, proposta che assicurerebbe una crescita armoniosa del mercato per le aziende nazionali. Dal punto di vista economico, le attuali soluzioni utilizzanti f.e.r. in grado di garantire le coperture proposte dal decreto risulterebbero un impegno eccessivo per l’utente finale.
La soluzione proposta dall’industria di settore, che prevede di dare continuità alla legislazione vigente mantenendo un requisito combinato con un importante vincolo sulla copertura del fabbisogno annuo di energia primaria richiesta per la produzione di acqua calda sanitaria (almeno al 50% con rinnovabili) e un ulteriore requisito più realistico sul totale RES per la somma dei fabbisogni annui di energia primaria ( dal 20% al 25% ), garantisce invece un impegno economico più contenuto per il singolo utente, oltre che essere di più facile applicazione e penetrazione nel mercato con gli stessi risultati finali.
Da ultimo segnaliamo che, ad oggi, non sono richiesti agli impianti di teleriscaldamento alti valori di efficienza degli impianti di incenerimento. ”

Co.Aer
Ecco il parere di Bruno Bellò presidente Co.Aer (Associazione costruttori apparecchiature ed impianti aeraulici: 7.250 addetti per una produzione di 1.400 milioni di euro e una quota export/produzione del 38%). “Il recepimento della direttiva relativa alla promozione dell'uso delle rinnovabili è un atto dovuto e necessario al nostro Paese per sviluppare finalmente una politica seria e concreta sull'uso delle rinnovabili che al di là degli impegni presi (20/20/2020) è una decisione indispensabile considerata la situazione negativa relativa all'approvvigionamento energetico del nostro paese.
L'attuazione di queste misure potrà, in particolare, incrementare l'uso delle fonti rinnovabili termiche, fra le quali le pompe di calore che sono più promettenti ed adatte al nostro territorio, ed evitare le speculazioni economiche legate all’impiego di alcune tecnologie di rinnovabili elettriche. Evidenziamo tuttavia che l'atto di recepimento lascia in sospeso alcuni punti importanti che rimandono ad alcuni decreti attuativi, senza i quali non è possibile fare una completa valutazione del decreto.
In particolare le maggiori criticità riguardano:

- l’esclusione degli edifici esistenti (ristrutturati e di superficie inferiore ai 1.000 mq) dagli obblighi di integrazione delle rinnovabili negli edifici,

- la mancanza di flessibilità fra l'obbligo per le f.e.r. termiche e quello per le f.e.r. elettriche.

Ma le maggiori criticità riguardano gli strumenti di sostegno per le rinnovabili termiche dove per gli interventi di piccole dimensioni si dice solo che saranno finanziati tramite le tariffe del gas naturale, ma non si dice come, mentre per gli altri interventi saranno incentivati mediante Titoli di Efficienza Energetica che fanno riferimento solamente all'efficienza senza indicazioni di raccordo con la produzione di energia rinnovabile.
Ci auguriamo quindi che in fase di stesura dei decreti applicativi si possa introdurre una norma che consenta la gestione degli incentivi sotto forma di “conto energia per le rinnovabili termiche”, che premi l’impiego di energia rinnovabile e che i Titoli di Efficienza Energetica possano svolgere la nuova funzione di certificati bianchi come incentivo per le f.e.r. termiche con riferimento agli obiettivi contenuti nel PAN (Piano di Azione Nazionale).”

Italcogen
Conclude la rassegna di opinioni Silvio Rudy Stella, presidente Italcogen (Associazione dei costruttori e distributori di impianti di cogenerazione).
“Per il settore industriale si sono succedute regolamentazioni disorganiche e disarticolate che, seppur presentate come favorenti l’efficienza, hanno invece colpito proprio la possibilità di svilupparne la parte riferita alla cogenerazione diffusa, scenario particolarmente penalizzante per gli imprenditori industriali di taglia medio-piccola che vedono quindi diminuire, in tale periodo di crisi, l’auspicio di abbattere i propri consumi e costi produttivi dando nel contempo un forte contributo per la salvaguardia dell’ambiente. In questo quadro si è posizionato ultimamente il testo del recepimento 2009/28/CE - atto 302 del governo ormai approvato - sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili che inusitatamente ha invaso il campo della efficienza energetica e della cogenerazione creando volutamente sovrapposizioni con le rinnovabili e quindi peggiorando ulteriormente lo scenario e la chiarezza oltre che dal punto di vista dei processi autorizzativi anche delle direttrici di sviluppo nel settore dell’efficienza energetica/cogenerazione che, ritengo, deve essere ben distinto dalle rinnovabili. Si crea inoltre in tal modo ulteriore confusione nel sistema degli incentivi e si impone una forte, tecnicamente improponibile e poco chiara, estensione della applicazione delle rinnovabili negli interventi di ristrutturazione immobiliare che difficilmente potranno essere realizzati”.

Davide vernocchi è il nuovo presidente Apo Conerpo

Ravennate, 46 anni, Davide Vernocchi, già vice presidente dal 2003, è il nuovo presidente di Apo Conerpo, la più grande Organizzazione di produttori ortofrutticoli italiana ed europea con 1.100.000 tonnellate di prodotti, 7.000 soci, 45 cooperative associate, 5.000 addetti, 200 tecnici ed un fatturato di 685 milioni di euro. Vernocchi, presidente nazionale del settore ortofrutticolo di Fedagri/Confcooperative, membro del consiglio di amministrazione della cooperativa Agrintesa di Faenza (Ra), è laureato in Scienze Agrarie ed è titolare di un’azienda agricola ortofrutticola in provincia di Ravenna.
Nello stesso tempo, come vice presidente, è stato nominato il ferrarese Roberto Cera, presidente della società commerciale Naturitalia e vice presidente della cooperativa Patfrut di Ferrara.

Aggregazione dell’offerta e “gioco di squadra” sono le priorità su cui intende puntare
il neo presidente per innalzare sempre più la competitività ed affrontare con successo le sfide future.

A Birra Peroni il premio Top Employer 2011

Birra Peroni (Gruppo SABMiller) celebra il suo impegno verso la valorizzazione delle risorse umane e della ricerca dei talenti ottenendo, per il secondo anno consecutivo, la certificazione di Top Employers Italia 2011.

Unica azienda del settore birrario a partecipare al prestigioso riconoscimento, che premia le migliori 32 aziende italiane risultate e certificate eccellenti nella gestione delle Risorse Umane, Birra Peroni si attesta così come l'azienda più ammirata dell'industria italiana del beverage.

Le 32 aziende premiate hanno ottenuto la certificazione da CRF Institute, organizzazione internazionale indipendente. La valutazione viene eseguita attraverso i severi standard previsti dalla Top Employers HR Best Practices Survey.
Il rating, che prevede una scala di eccellenze da 1 a 5 sotto forma di stelle, ha visto Birra Peroni conseguire i seguenti punteggi: opportunità di carriera (4,5), formazione e sviluppo (3,5), cultura aziendale (3), politiche retributive (3), condizioni di lavoro e benefit (3).

In particolare, secondo la ricerca Top Employer, crescita professionale, esperienze e opportunità e cultura della performance sono risultati i punti di eccellenza caratterizzanti di Birra Peroni.

“Da sempre la filosofia che guida le scelte di Birra Peroni -ha commentato Emiliano Maria Cappuccitti, direttore risorse umane Birra Peroni- si basa sulla convinzione che le persone rappresentino il nostro asset più importante: è per questo che ci impegniamo a valorizzare e trattenere le risorse ad alto potenziale e a garantire nel contempo il giusto mix di talenti all'interno dell'azienda”.

Despar-Sadas nel 2011 ripete la promo Eco-premiati

L'iniziativa Eco-premiati 2010, appena conclusa, aveva vinto nella categoria “Il Consumatore" dell'Ethic Award 2010 di Gdoweek e de Il sole 24 Ore per la sua creatività e per la sua efficacia dal punto di vista ambientale. Non sorprende quindi che Despar-Sadas con il catalogo Eco-premiati versione 2011 insista sulla strada del rispettare e del far rispettare l'ambiente da parte dei
cittadini consumatori

Parola d'ordine eco-sostenibilità
Anche per il catalogo 2011, la parola d'ordine è sempre
eco-sostenibilità al fine di sensibilizzare il cliente al fine di
combattere il consumismo e lo spreco odierni. Attraverso una ricompensa a
punti saranno, premiati atteggiamenti eco-friendly, rispettosi
dell'ambiente circostante.
Ancora una volta Sadas-Despar, ha deciso quindi di mettere insieme le
esigenze del cliente e l'impatto ecologico, come spiega Stefano Frascolla,
direttore marketing del gruppo: “Il successo di Ecopremiati è arrivato
ai nostri clienti che hanno compreso fin da subito il nostro sforzo
educativo, soprattutto perché finalmente si sono sentiti gratificati nel
modificare i loro comportamenti, spingendoci a proseguire in questa
direzione anche per il 2011”

Ecco alcuni esempi di punti riconosciuti ai clienti. Riportando l'olio
da cucina esausto verranno regalati 50 punti e le pile usate, 10 punti.
Acquistando nel punto vendita le shopper riutilizzabili 10 punti e
restituendo 1 kg carta e/o cartone 10 punti.

Premi
Abbinato al catalogo, anche quest'anno Despar-Sadas ha pensato al
concorso sul sito www.ecopremiati.it per partecipare all'estrazione di
12 premi e di un premio finale, un fantastico soggiorno di una settimana
per 2 persone in un resort che non poteva che perseguire la stessa
filosofia ecologica. Il Vigilius Montain Resort in Alto Adige, infatti, è
stato progettato con materiali provenienti da risorse rinnovabili
conseguendo la certificazione di Eco Hotels of the world.

Lactalis verso il controllo di Parmalat

I francesi si avvicinano alle leve di comando di Parmalat. Lactalis, infatti, ha acquistato per 750 milioni di euro il 15,3% delle azioni del gruppo alimentare italiano dai tre fondi Skagen, MacKenzie e Zenit; il pacchetto così acquisito porta la quota detenuta dei francesi al 29,1%, sotto il livello del 30% al raggiungimento del quale scatta l’obbligo dell'Opa, ma sufficiente comunque a controllare l’azienda di Collecchio.

Ai “salvatori dell’italianità” , che capitanati da Banca Intesa avrebbero voluto dare vita a una cordata tesa a impedire l’operazione di Lactalis (che peraltro in Italia già controlla Galbani, Invernizzi e Cademartori) non rimangono ora che due strade, entrambe problematiche: lanciare un’Opa sul 100% del capitale, con un costo stimabile in 5 miliardi di euro, o sperare in Giulio Tremonti che intenderebbe proporre un decreto contro le scalate delle imprese staniere, che però rischia di incappare nelle ire di Bruxelles.

Preoccupazione
La nuova situazione preoccupa non poco anche gli allevatori che forniscono a Parmalat la materia prima. Su questo fronte si segnala l’intervento di Ambrogio Invernizzi, ad della In.Al.Pi.  che ospita il primo ed unico impianto italiano di latte in polvere. “La Parmalat rappresenta oggi la prima industria italiana del latte e registra un’ottima -e assai desiderabile- posizione finanziaria netta. È quindi una industria ambita per il suo know-how e per il non secondario aspetto finanziario.
Con una cordata straniera, che può contare su una forte politica del suo governo a favore della industria alimentare, si correrebbe il rischio di perdere posti di lavoro ed anche la materia prima potrebbe venire acquistata direttamente in Francia, a scapito degli allevatori italiani".

Ingenico lancia i nuovi terminali palmari iWL200

Ingenico, attivo a livello mondiale nei sistemi di pagamento elettronico, ha presentato i nuovi terminali portatili di pagamento iWL200, basati sulla tecnologia Telium2.
La linea è costituita da più modelli che si distinguono per la diversa interfaccia utente:

- iWL220 con display grafico monocromatico (128x64 pixel);

- iWL250 con display TFT a colori da 2,81” (QVGA - 320x240);

- iWL280 (disponibile a breve) con display touch-screen da 3,5" per consentire l'acquisizione della firma e la selezione delle funzioni con un semplice tocco.

Tutti i modelli della famiglia iWL200 possono essere dotati di lettore contactless integrato, per gestire le nuove carte senza contatto, e sono disponibili nelle configurazioni:
radio Bluetooth per collegamenti locali fino a 100 metri;
Gsm/Gprs per connessioni cellulari e transazioni in mobilità geografica.

Lo sforzo progettuale di Ingenico si è concentrato anche sulla riduzione delle dimensioni del prodotto: i terminali iWL sono i dispositivi più piccoli e leggeri sul mercato. Sono facilmente impugnabili e possono essere riposti in tasca, rendendo più agevoli e veloci le operazioni di pagamento e la gestione del dispositivo stesso.

Tra le numerose novità introdotte, vi è anche la stampante ultra-veloce (termica a 30 linee/sec), che riduce al minimo l'attesa dello scontrino da firmare.
La sicurezza delle transazioni di pagamento è garantita dallo stretto rispetto delle normative internazionali: un modulo interno dedicato alla crittografia dei dati e sofisticati accorgimenti anti-frode hanno consentito di ottenere le certificazioni PCI-PTS 2.x e EMV Livello 1 e Livello 2. Le operazioni di pagamento possono, quindi, essere svolte in tutta tranquillità anche su reti radio.
Alimentati tramite batterie al Litio da 2.050mAh, i nuovi terminali Ingenico iWL possono garantire oltre 450 transazioni prima di dover ricaricare le batterie.

La semplice programmabilità rende possibile l'esecuzione sul terminale di più applicazioni: accanto alla tradizionale funzione di pagamento con carta di credito o PagoBancomat, possono trovare spazio anche applicazioni di gaming, di ticketing, di gestione consegne o di firma elettronica di documenti, aumentando le occasioni d'impiego del prodotto.

Valledoro investe in energia pulita

Con l'entrata in funzione del nuovo impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, Valledoro - l'azienda di Brescia specialista nella produzione di grissini e panetti da forno- arriverà a soddisfare il 95% fabbisogno energetico interno mediante “energia pulita” e a ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera di circa 77 tonnellate annue.

L'installazione del “campo fotovoltaico” (1.100 mq per un totale di 666 moduli) sul tetto dello stabilimento aziendale, che copre il fabbisogno energetico dell'intera sede (12.500 mq), ha comportato un investimento di 460.000 euro.

All'insegna della filosofia green, Valledoro ha in funzione anche l'impianto solare termico per la produzione di acqua calda ed il recupero di condense che consente un risparmio energetico annuo di 40.000 Kw. Tradotto in costi interni, l'impianto riduce del 60% la spesa annua per la produzione di acqua calda sanitaria e del 50% circa la spesa per il recupero di condense.

“Ritengo che il ricorso ad energie rinnovabili sia un percorso che tutte le imprese dovranno compiere a breve -ha commentato il presidente Giorgio Zubani (in foto)-. Quali attori sociali, non possiamo sottovalutare il monito dell'Unione Europea di costruire un'economia a basse emissioni di anidride carbonica e a risparmio energetico”.

Checkpoint Systems: gestire i numeri EPC nel retail abbigliamento

Checkpoint Systems, attivo a livello mondiale per la gestione delle differenze inventariali, la visibilità della merce e le soluzioni di etichettatura dei capi d'abbigliamento, ha presentato Open EPC Number, soluzione indipendente di gestione dei numeri EPC (electronic product code) per i retailer d'abbigliamento e i loro fornitori.

“In un ambiente retail basato sulla tecnologia Rfid -spiega Prasad Putta, executive vice president della divisione Merchandise Visibility Solutions di Checkpoint Systems- ogni articolo necessita di un numero EPC univoco, costituito dal Global Trade Item Number, che identifica il tipo di prodotto, e dai dati di serializzazione, che lo definiscono in maniera univoca. Ma, a causa di diversi fattori, tra cui la distribuzione su scala globale, la presenza di diversi fornitori di merce, e di differenti agenzie di servizi e l'elevata quantità di merce, i vendor e i retailer trovano sempre più difficile gestire e assicurare numeri EPC unici nelle loro operazioni. Tuttavia questo aspetto è fondamentale per garantire l'integrità dei dati necessaria per sfruttare al massimo il valore della tecnologia Rfid.”

Il Sistema di Gestione Open EPC Number di Checkpoint è in grado di offrire diversi vantaggi fondamentali, tra cui:

- Utilizzo di una soluzione cloud-based che garantisce la semplicità di implementazione e di gestione.

- Garanzia di flessibilità nella scelta dei fornitori di etichette grazie ad una soluzione aperta basata su standard.

- Creazione di numeri EPC unici e serializzati, conformi ai requisiti di EPCglobal.
- Gestione e fornitura centralizzata dei numeri EPC tramite Sku.

- Distribuzione dei numeri EPC per le applicazioni di consumo in tutto il mondo, come provider di servizi di stampa e di applicazioni per la stampa di etichette nel sito produttivo del cliente.
- Eliminazione dei rischi di duplicazione dei numeri che possono causare errori d'inventario.

- Fornitura di un'interfaccia standard e consegna garantita dei numeri EPC alle applicazioni di consumo esterne.
Il sistema è basato sulla piattaforma OAT Foundation Suite.

Carrefour soffre nei suoi top ten iper francesi

La fonte è la rivista francese LSA che è riuscita a procurarsi un documento interno di Carrefour. In buona sostanza due pdv su 10 hanno vendite stabili, i rimanenti 8 sono tutti in diminuzione.
Più in generale su un totale di 231 ipermarket attivi sul suolo francese, solo 66 su 231 (28%) sono risultati in crescita rispetto al 2009. Altro dato è che gli store di proprietà nel complesso sono diminuiti del 2,1%, mentre quelli in franchising sono diminuiti in modo più contenuto, cioè del -0,4%.

Syngenta chiude bene il 2010 e appronta nuova organizzazione

Syngenta ha avuto nel 2010, risultati significativemente positivi, sia con la parte Seeds che con la Crop Protection, cresciute a tassi costanti in valore rispettivamente dell'8% e del 3%. Il margine lordo ha raggiunto i 2,5 mld di dollari, di cui 2,2 da parte di Crop Protection. L'utile per azione è in aumento del 2%.
"La forte crescita dei volumi a partire dal secondo trimestre del 2010 -ha commentato Mike Mack, Ceo Syngenta- ha più che compensato l'effetto della riduzione dei prezzi dei prodotti di Crop Protection e ha evidenziato un costante aumento della domanda nel nostro settore. Il risultato di fine anno mette in mostra un incremento della profittabilità di Seeds, grazie ad un sempre maggiore riconoscimento da parte della clientela della superiorità e dell'ampiezza della nostra tecnologia.
Le vendite attestate nel 2010 a 11,6 mld di dollari sono quasi raddoppiate dalla creazione di Syngenta dieci anni fa. La crescita globale di Crop Protection e Seeds si è accompagnata ad un importante aumento della profittabilità, con un margine lordo del 21,5% in crescita rispetto al 17,8% registrato nel 2010. Il nostro obiettivo è creare valore aggiunto per i nostri azionisti, ma anche per i nostri partner e per gli agricoltori".

Cambio di strategia e di organizzazione
Come evidenziato da Luigi Radaelli, Ad si Syngenta Italia, poiché "i cambiamenti è meglio farli quando le cose vanno bene" si è approfittato del bilancio favorevole per implementare un nuovo assetto organizzativo in grado di affrontare meglio le sfide di un agribusiness sempre più elemento chiave in un mondo in continua crescita demografica.
Tre gli assi principali del riassetto:
1) focus totale sul cliente agricoltore con la creazione di nuovo figure tecniche di account in grado di "ragionare come un coltivatore" e quindi "essere totalmente dalla sua parte";
2) integrazione dei centri di R&D con 1 mld di dollari di previsti investimenti;
3) ridistribuzione delle aree commerciali, assegnando all'Italia, e soprattutto alle sue peculiarità agricole, ruolo di area geografica di riferimento al pari di realtà molto più grandi, vedi ad esempio Usa e Cina.

Valorizzare il know how
È chiaro che lo scopo di questo cambio di strategia è di realizzare più efficienza all'interno del corpo centrale dell'organizzazione, per essere più celeri nello sviluppo di nuovi prodotti, nella valorizzazione del know how interno, dando nel contempo più ascolto alle esigenze della clientela grazie alla figura dell'account. Rimane però la sfida del reperimento (all'interno dell'organizzazione) delle persone professionalmente adeguate al ruolo di consulente e della loro formazione. Per quanto riguarda i tempi, il progetto formativo è già iniziato e dovrebbe dare i primi risultati entro pochi mesi, mentre per quanto riguarda il numero delle persone Radaelli ha precisato che si tratta di un "informazione riservata".

Previsioni fino a 2015: Coop prima negli euro, Auchan nei metri

Coop manterrà saldamente la leadership delle vendite in gdo in Italia. Lo dicono le stime al 2015 di Planet Retail. Il fatturato passerà da circa 14 miliardi a oltre 16 nei prossimi quattro anni. Il distacco rispetto al secondo, il Gruppo Auchan, rimarrà nell'ordine dei 5 miliardi di euro, come mostra il grafico qui sotto

Secondo lo studio della società inglese il mercato italiano è orami prossimo alla saturazione, tanto che lo  sviluppo, laddove programmato, consisterà sostanzialmente in operazioni di refurbishment. Conad manterrà senza problemi il primato nel numero di pdv (oltre 2.500 considerando tutti i formati tutti i formati, dal convenience all'ipermercato). Di seguito il grafico

 
Anche le superfici complessivamente occupate dal leader Auchan rimarranno stabili nell'ordine di 1,8 milioni di metri quadrati, 200mila metri più di Coop. Ed ecco i dati.

Grandi manovre sulla telefonia: AT&T e Wind

Continua il processo di accorpamento tre le maggiori aziende della telefonia. Negli Usa è in dirittura d’arrivo un’operazione da 39 miliardi di dollari (30 miliardi di euro) con la quale AT&T intende comprare da Deutsche Telekom T-Mobile Usa; oltre che la dimensione colpisce dell’operazione la concordanza nella vision delle due aziende, che sono state tra le prime a implementare i servizi innovativi degli smartphone. In particolare AT&T è stata la prima a presentare piani ad hoc per l'iPhone.
In Italia intanto sta per cambiare azionariato Wind, passata in mani russe, dopo l'ok al progetto di fusione con Vimpelcom. Entro la metà di quest’anno nascerà così il sesto gruppo al mondo nel settore.

Indicod-Ecr: ricette per la ripresa

Come si può ottenere la ripresa dei consumi? Alle risposte classiche dell’economia si affianca quella dello studioso, che molti considerano il più acuto sociologo italiano, Giuseppe De Rita, presidente del Censis, che con esemplare chiarezza spiega: “Non sono i soldi a mancare, è il desiderio del consumo: i nostri figli hanno le loro camerette piene di giocattoli inutilizzati, perché mai desiderati. Perché mai chi ha l’armadio pieno di vestiti dovrebbe trovare la voglia di comprarne un altro? La recessione c’è, ovviamente, ma il compito di chi produce e vende è quello di risvegliare il desiderio di chi dalla crisi non è stato toccato”.
L’intervento video di De Rita è stato uno dei momenti più significativi di Tornare a crescere, il contributo del largo consumo, promosso da Indicod-Ecr e svoltosi oggi a Milano, al Teatro Strehler.

Il dibattito
In apertura dei lavori il presidente di Indicod-Ecr (nonché Ad di Carrefour Italia), Giuseppe Brambilla di Civesio (nella foto) ha sottolineato la necessità per le imprese di recuperare efficienza in un Paese che continua a crescere meno della media europea, perché deve fare i conti con una produttività sensibilmente inferiore alla media europea.
Tito Boeri, ordinario di Economia del lavoro alla Bocconi, ha evidenziato come la politica ignori le forze che più potrebbero portare sviluppo, perché mediamente più istruite: i giovani e le donne. Boeri ha anche contestato le scelte di politica economica del Governo (e nello specifico ovviamente di Tremonti) mostrando che non sono stati effettuati tagli orizzontali e quindi indiscriminati su tutti i comparti della spesa pubblica, ma tagli discrezionali che hanno colpito maggiormente il comparto strategico dell’istruzione.

Indicod Ecr ha poi presentato la sua ricetta per la ripresa. Si articola su tre pilastri: i primi due sono stati presentati da Lamberto Biscarini, managing director di Boston Consulting Group, che ha segnalato la necessità sia di aiutare le famiglie a basso reddito con figli sia di promuovere l’occupazione femminile; le due misure a regime potrebbero portare ai soli consumi grocery un beneficio tra 4,5 e 9 miliardi di euro all’anno.
22,7 miliardi di euro è invece il beneficio al Pil nazionale che potrebbe arrivare da una reale politica di liberalizzazioni computato da Roberto Ravazzoni, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese a Modena e Reggio Emilia, che con il Cermes Bocconi ha coordinato un osservatorio in materia.
La giornata è stata chiusa dalla tavola rotonda che ha visto dibattere Francesco Daveri, Università di parma, Valerio Di Natale, presidente e ad di Kraft Italia, Maurizio Ferrera, ordinario di Scienza politica alla Statale di Milano, Maria Laura Rodotà, del Corriere della Sera, e Vincenzo Tassinari, presidente Coop Italia.
Nei prossimi giorni presenteremo una serie di servizi video effettuati da Gdoweek nel corso dell’evento.

GDOWEEK 9 2011

editoriale

Non dimentichiamolo: il successo comporta anche qualche rischio

network

Prossimamente su gdoweek

osservatorio

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retail
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Si rafforza l'impegno di ikea sul fronte della sostenibilità Euronics segmenta i formati articolandoli su quattro cluster Lord & Taylor è sempre di moda

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22 mio di laureati in più nel 2018 per le aziende Usa

opinioni

Suonatele ... al mobber in playback, s'intende

culture

Prima parte di un viaggio tra autentici sapori italiani

Il network logistico One Express punta all’Europa

Fa il suo debutto a marzo il progetto internazionale di One Express con cui l'azienda di Bentivoglio (Bo) punta a diventare il network italiano leader per il traffico europeo su pallet. L'obiettivo è quello di offrire ai propri affiliati e ai loro clienti un servizio internazionale giornaliero, affidabile e competitivo.

One Express vuole sfruttare i propri punti di forza per estendere la rete e il servizio dall'Italia all'Europa in modo da aprire agli affiliati i mercati esteri e da rendere il network accessibile a operatori di altri Paesi.
L'azienda è giunta alla decisione di rivolgersi all'Europa dopo un'approfondita analisi del mercato, affidata principalmente a Matteo Ravazzin che, forte di una lunga esperienza in Gruber Logistics è entrato a far parte della squadra di One Express.

Nuove modalità operative

Oggi la situazione del traffico internazionale presenta una serie di criticità, per lo più generate dalla crisi, quali calo delle quantità, difficoltà nell'organizzare partenze dirette, allungamento dei tempi di resa, inasprimento della concorrenza, mancanza di tracciabilità, necessità di nuove modalità operative, a cui One Express ritiene di potere far fronte.
L'Europa chiede all'Italia tempi di resa certi, affidabilità, prezzi competitivi, tracciabilità, informazione e copertura completa di tutta la Penisola. "One Express può offrire tutto ciò -spiegano in azienda-. Infatti, è attualmente il servizio più rapido sul mercato nazionale, ha un piano tariffario a bancale assolutamente trasparente e conveniente, garantisce tracciabilità completa fino a destinazione su tutto il territorio e prove di consegna online, può contare sulla forza commerciale di 74 affiliati distribuiti capillarmente lungo lo Stivale, che garantiscono anche vicinanza e assistenza al cliente. Inoltre, è l'unico pallet network interamente italiano, espressione e sintesi di tutte le eccellenze made in Italy”.

Accordi e partnership

Dal mese di marzo diventano operativi gli accordi conclusi con A2B, network espresso che copre la Slovenia e i Paesi dell'ex Jugoslavia. One Express offre così assistenza per operazioni doganali e supporto commerciale per merci in transito verso Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia e Montenegro, con tariffe sempre a bancale.
TPN The Pallet Network è, invece, il partner che One Express ha scelto per l'Irlanda, mentre T.S.G. Innsbruck garantisce una connessione giornaliera notturna da Bologna a Innsbruck, che funge poi da ponte non solo per l'Austria, ma anche per Ungheria e Repubblica Ceca. Se questi sono accordi già conclusi, per il primo semestre 2011 One Express conta di avviare collaborazioni anche con operatori attivi su Germania, Spagna, Francia e Regno Unito, in vista di una copertura totale dell'Europa.

ADT, soluzione completa di ricircolo etichette rigide

In occasione di EuroShop, ADT, attivo a livello europeo nella fornitura di soluzioni di antincendio e sicurezza, ha presentato il programma di ricircolo delle etichette rigide del mercato pensato per consentire ai retailer di ridurre i costi e un’esposizione immediata della merce sul punto di vendita.

“ADT è l’unico fornitore di soluzioni -spiegano in azienda- ad avere automatizzato i processi di conteggio, pulizia e test in tre continenti e a disporre di tre centri di ricircolo totalmente automatico in Spagna, Cina e India al fine di fornire etichette rigide certificate Sensormatic® per il riutilizzo in grandi quantità. In effetti, questi centri gestiscono oltre 500 milioni di etichette ogni anno. Sono molto numerosi i retailer che stanno già traendo vantaggio dai benefici assicurati dalla soluzione di ricircolo delle etichette rigide di ADT”.

Il ricircolo delle etichette rigide offre ai retailer una soluzione di sicurezza hard tag a basso costo. I clienti possono associare i vantaggi anti-taccheggio di un’etichetta visibile, applicata alla fonte, con il basso costo di utilizzo derivante dal processo di ricircolo e ricertificazione, con l’ulteriore beneficio di risparmi ambientali assicurati dal riutilizzo delle etichette. Le etichette visibili applicate alla fonte sono pensate per essere riutilizzate come tag certificate Sensormatic più e più volte, riducendo così i costi operativi delle soluzioni Eas dei retailer.

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