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Pam e Panorama danno il via al concorso Chi studia, vince!

pam panorama chi studia vince
Il concorso regala ingressi gratuiti utilizzabili in oltre 200 tra parchi divertimento, parchi acquatici e musei in tutta Italia. Sono disponibili anche buoni libro

Nuova iniziativa per Pam e Panorama che lanciano il concorso Chi studia, vince! che regala ingressi gratuiti utilizzabili in oltre 200 tra parchi divertimento, parchi acquatici e musei in tutta Italia. L’iniziativa è valida fino al 30 settembre, data entro la quale acquistando almeno 30 euro di prodotti di cancelleria, libri scolastici e zaini con scontrino unico, si avrà diritto a un omaggio in una Card elettronica valida per 3 mesi di ingressi illimitati in formula 2 per1, ossia un ingresso gratuito a fronte di un ingresso a tariffa intera, in tutti i parchi tematici convenzionati.

Al momento dell'acquisto, ogni cliente riceverà un apposito buono contenente un codice da utilizzare per richiedere il proprio regaloI titolari di Carta Per te, la Carta fedeltà di Pam Panorama, sottoscrivibile gratuitamente al banco Accoglienza, che ordineranno i libri di testo recandosi direttamente presso i punti di vendita aderenti o sul sito https://www.pampanorama.it/iniziative/chistudiavince riceveranno, al momento del pagamento, un buono spesa pari al 20% del valore del prezzo di copertina dei libri acquistati. Il buono è utilizzabile fino al 31 dicembre 2016.

Come si partecipa. Basta collegarsi alla pagina web dedicata al concorso https://concorsi.pampanorama.it/chi-studia-vince e inserire il codice alla voce Partecipa. Si riceverà in tempi brevi via e-mail la card 2 per 1 Parchi. All’interno dello stesso sito sono riportati il regolamento e l’elenco dei parchi convenzionati, consultabili su: https://concorsi.pampanorama.it/chi-studia-vince/

 

 

 

 

 

Mercatone Uno, pubblicato il bando per la cessione

Dopo l'autorizzazione alla vendita dei Complessi Aziendali (i punti di vendita e i magazzini) da parte del Ministero dello sviluppo economico, con il parere favorevole del Comitato di Sorveglianza, è stato oggi pubblicato il bando internazionale per la cessione di Gruppo Mercatone Uno, predisposto da Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari, i Commissari Straordinari .
Il bando internazionale è uno strumento fondamentale per raggiungere gli obiettivi della procedura di amministrazione straordinaria (salvaguardia aziendale, tutela occupazionale, soddisfazione dei creditori) e disciplina la gara pubblica per la cessione del compendio aziendale relativo al core business del Gruppo composto da 79 punti di vendita di grande dimensione su tutto il territorio italiano con copertura di tutti i principali centri urbani, per una superficie commerciale complessiva di 500.000 metri quadri.
La base d’asta, di 280 milioni di euro, è frutto di perizie sull’attuale valore patrimoniale dell’azienda, rappresentato in gran parte dal compendio immobiliare e relative licenze commerciali. Le attività verranno cedute libere da gravami. Non è previsto il trasferimento dei debiti del Gruppo a carico dell’acquirente.
Il bando è aperto a operatori industriali e finanziari che possano garantire una concreta prospettiva di rilancio industriale del Gruppo che, ad oggi, mantiene una notevole importanza come notorietà del marchio e quota di mercato nel settore arredamento e soluzioni per la casa dove Mercatone Uno detiene il  10%.

Obiettivi dei Commissari Straordinari
L’attività dei Commissari Straordinari, nominati con Decreto Ministeriale del 7 aprile 2015, ha creato le basi per il rilancio di Mercatone Uno, salvaguardando ad oggi 59 punti di vendita rispetto ai 42 rimasti aperti all’inizio della procedura. La prospettiva è di rendere completamente operativi nei prossimi mesi 61 punti di vendita con oltre 320.000 metri quadri di superficie commerciale, che svilupperanno nel 2016 un fatturato di oltre 400 milioni di euro, rispetto ai 347 del 2015. L’integrazione del Piano Triennale dei Commissari, approvata dal Ministero il 20 maggio 2016, prevede poi per il 2017 un fatturato pari a 530 milioni di euro.
Le offerte vincolanti dovranno essere presentate entro le 18 del 7 settembre 2016, secondo le modalità previste dal disciplinare di gara disponibile sul sito www.mercatoneunoamministrazionestraordinaria.it

Da Hotel a cittadella premium per food e moda

A Lione, la riqualificazione di un palazzo storico passa attraverso la realizzazione di un centro commerciale diviso per aree a tema (da Gdoweek 10 - 2016)

A Lione, la riqualificazione di un palazzo storico passa attraverso la realizzazione di un centro commerciale diviso per aree a tema

Un ambizioso progetto di real estate che restituirà a Lione uno dei suoi palazzi iconici, l’Hotel Dieu, ospedale/sanatorio costruito nel diciassettesimo secolo sul lungo Rodano, trasformando i suoi 42mila metri quadrati di superficie coperta non solo in un hotel di livello superiore (5 stelle; 143 camere per oltre 13mila metri quadrati, più sale conferenze, spazi comuni ecc.) e in uno spazio residenziale/direzionale, ma anche in un centro commerciale di nuova generazione, che si concentrerà su, moda, design, benessere e cibo, ognuno con propri spazi specifici, il tutto ornato da 8.000 metri quadri di cortili e giardini e arricchito da oltre 10mila metri quadri di nuove costruzioni.

Riconvertire un progetto
Il progetto di riconversione del Grand Hotel Dieu, opera di 25_GDOWEEK10_2016_Lione_Citta_Gastronomia_intEiffage Immobilier e firmato dagli architetti Constantin e Repellin, mira a restituire una nuova identità a questo edificio, senza sminuirne la sua natura monumentale, ma riuscendo a integrarne le nuove funzioni nel tessuto urbano preesistente fino a farlo diventare un cuore pulsante di questa città, nel sud della Francia. Si tratta di un progetto ambizioso che ora è un cantiere innovativo, sul quale lavorano incessantemente più di 1.000 persone. La grande sfida, soprattutto in una congiuntura di mercato real estate commerciale che evidenzia un certo appannamento, sarà la vendita degli spazi. Di certo la portata dell’operazione, il più grande progetto di recupero funzionale di un monumento in Francia, rende ottimisti gli investitori sulla buona riuscita dell’operazione, anche se la stampa francese lascia trapelare quotazioni al metro quadrato superiori alla media del mercato.

L’articolo completo su Gdoweek 10 – 2016

Vibram, store e corner per specialista di suole

L’obiettivo dell’azienda è quello di parlare direttamente al consumatore per trasmettergli i plus di un prodotto di servizio come le suole delle scarpe (da Gdoweek 10 - 2016)

17Creare una rete di negozi a insegna Vibram Academy, ubicati nelle vie dello shopping nelle principali città europee, e dei corner Vibram Diamond presenti presso alcuni tra i migliori calzolai del circuito Vibram: questo il progetto principale di marketing dal 2016 in avanti per Vibram, azienda produttrice di suole titolare fra l’altro del brevetto della suola carrarmato, con un budget pari al 15% del totale marketing “L’obiettivo di Vibram Academy -spiega Davide Canciani, global marketing director di Vibram- è quello di parlare al consumatore finale perché percepisca la suola come un prodotto finito e soprattutto come una componente caratterizzante della scarpa. Per noi questo store è l’evoluzione di Sole Factor, il truck che gira per l’Europa proponendo la risuolatura con Vibram”.

Comiciare da Atene
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Il primo Vibram Academy è stato inaugurato a metà maggio nella centrale Kolonaki street ad Atene: 55 mq e un assortimento composto da circa 200 suole, 50 modelli per 4 funzioni, cui si aggiungono altri brand Vibram, Furoshiki, la suola “avvolgente”, Fivefingers, quella a cinque dita, calze a cinque dita e prodotti per cani (tra cui anche delle calzature). L’apertura è avvenuta in collaborazione col distributore locale del marchio, Pagounas, e la stessa strategia verrà impiegata per le aperture successive. Accanto a Vibram, anche i materiali per la cura della scarpa proposti dai partner locali del brand. Vibram possiede già due monomarca, uno a Boston e uno a Milano, ma dedicati solo alla vendita dei prodotti finiti di Vibram, quindi non per le suole. Le Academy invece permettono ai consumatori di portare in negozio le proprie scarpe, sportive, eleganti o da passeggio, e migliorarne la performance di grip, lightness, structure o volume, grazie alle suole Vibram. La risuolatura avviene nel laboratorio a vista, direttamente nel negozio. I modelli di suole vengono riassortiti ogni anno, sia nelle performance che nell’estetica di tendenza, in modo che il consumatore riconosca il valore di una suola di qualità quando acquista calzature. Un servizio non solo per sportivi, anche se l’origine del marchio risale allo sviluppo di una suola specifica per l’alpinismo. Prodotti, servizi e anche formazione: tutto questo è l’Academy e si rivolge a tutto il personale dei distributori del marchio che lavorerà presso i corner o i negozi legati al brand. L’estetica dello store è quella di un negozio di calzature, dove predomina il colore nero sia a terra che sulle pareti, e dove le scarpe sono appese al contrario, in modo che le suole colorate con il marchio a ottagono risaltino sulla superficie scura. Il progetto rete è destinato a crescere: nel 2016 sono in programma altre due aperture di Vibram Academy, a luglio a Londra e in autunno a Parigi, con metrature tra 50 e 70 mq”, racconta Canciani.

L’articolo completo su Gdoweek 10 – 2016

Pepsi rivede la bottiglia in termini di funzionalità

Sul piano estetico richiama il logo del brand, sul piano funzionale facilita la presa e l’utilizzo del contenitore con un guadagno di maneggevolezza

Nuova bottiglietta PepsiAnche Pepsi si veste di nuovo. L’azienda di soft drink ha presentato la nuova bottiglia, caratterizzata da un design morbido e da uno stile contemporaneo. Di fatto il packaging si caratterizza per la presenza di una curva, che ha una duplice funzione: sul piano estetico richiama il logo del brand, sul piano funzionale facilita la presa e l’utilizzo della bottiglia. La maneggevolezza è assicurata anche dal peso ridotto del contenitore, che è realizzato in pet. Basti pensare che la confezione da 1,5 litri pesa meno di 40 grammi. Commenta a tal proposito Marcello Pincelli, amministratore delegato di PepsiCo Italia: “Si tratta di un rilancio strategico, assolutamente in linea con le caratteristiche di un brand costantemente volto all’innovazione, e che da sempre ha un occhio di riguardo sia per il design che per la funzionalità”. Il restyling riguarda tutti i prodotti della gamma: dalla versione regular a quella Max, passando per Twist (arricchita con limone), Boom (senza caffeina) e Light.

Con Cuorverde l’ortofrutta volta pagina

Il team al completo nel giorno dell'inaugurazione
Il team al completo nel giorno dell'inaugurazione
Il team al completo nel giorno dell'inaugurazione

A Ferrara nasce Cuorverde. È un format nuovo per vendere e comunicare l’ortofrutta che unisce tanti ingredienti innovativi : il layout espositivo, l’offerta di altissima qualità, le proposte gourmet per tutte le esigenze. Cso Italy vi firma il totem informativo e interattivo da utilizzare in negozio, per rendere più smart il punto di vendita, stimolare l’interesse dei consumatori verso i prodotti ortofrutticoli e aggiornarli costantemente in maniera chiara, veloce e interattiva sulle qualità di frutta e verdura italiane. “Abbiamo accolto con grande interesse –dichiara Paolo Bruni, presidente di Cso Italy- l’invito di CuorVerde a presentare una proposta di comunicazione innovativa e tecnologica per il negozio.  Abbiamo messo a punto, per questo, un totem interattivo  con tecnologia touch che consente ai clienti di informarsi sui prodotti, sulla stagionalità, sulla loro provenienza e modalità di coltivazione ed anche infine sul loro utilizzo in cucina”.

Si tratta del primo negozio in Italia che unisce la genuinità e la bontà dei prodotti freschi, alla sfiziosità e originalità della gastronomia verde, oltre alla pasticceria secca e ai prodotti dolciari realizzati solo con ingredienti del territorio. Entrando in negozio, si coglie immediatamente la possibilità di provare un’esperienza di conoscenza e consumo unica. La grande varietà di prodotti disponibili, il personale qualificato a supporto dell’acquisto, il reparto  gastronomia che si affaccia direttamente al reparto frutta e verdura,  con una vetrina open space sulla cucina e gli chef impegnati a preparare ricette a richiesta del cliente caratterizzano il punto vendita nella sua unicità ed eccellenza e rappresentano un format unico in Italia. L’unicità territoriale è testimoniata dalla città di Ferrara, al centro di un territorio che concentra una produzione di ortofrutta tra i primi posti in Italia con le pere, le mele, gli ortaggi, gli asparagi, meloni e cocomeri.

OVS chiude una trimestrale in crescita

Il 1° trimestre 2016 (1 febbraio-30 aprile) si chiude per OVS SpA con risultati decisamente buoni, considerando il contesto non solo economico, ma anche climatico (tempo sfavorevole che impatterà ancor di più sul 2° Q). Le vendite nette sfiorano i 300 milioni di euro (299,9 +5,4%), in aumento di 15,3 milioni di euro, aumentano anche i margini intermedi (Ebitda +11,9%, ed Ebit +17,7%) con un picco triple-digit (+128,2%) del risultato ante imposte che sale a 10,7 milioni (dai 4,7 dello stesso periodo 2015). La posizione finanziara netta "in miglioramento" di quasi 30 milioni rispetto ad aprile 2015, scende da 349 a 319,3 milioni di euro.
Il capex pari a 11,1 milioni di euro contribuisce ad aumentare il capitale investito netto (pari a 1.135,2 milioni) ed è legato alle nuove aperture.

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Stefano Beraldo, ad di OVS SpA

Miglioramente delle "operations" con l'efficienza logistica
"Il ritmo di crescita di OVS SpA rimane costante anche nei primi tre mesi dell’esercizio 2016, con vendite nette incrementate del 5,4% -commenta  Stefano Beraldo, amministratore OVS SpA- con Ebitda in aumento di 2,8 milioni (+11,9%), grazie alla leva operativa, oltre alla crescita del gross margin, guidata dalla forte attenzione dedicata al procurement e alla gestione delle merci. Il piano di sviluppo -aggiunge Beraldo- è proseguito in linea con le aspettative del management (+56 punti di vendita di cui 9 full format diretti), con andamenti delle aperture tutti molto positivi. L’anno bisestile ha aiutato a compensare un calendario meno favorevole dal punto di vista delle festività con Pasqua a fine marzo, un mese segnato anche da condizioni climatiche particolarmente sfavorevoli. Rimarchevole in questo contesto il buon andamento delle vendite. È continuato il processo di miglioramento delle operations con l’avvio del nuovo impianto automatizzato nel deposito di Piacenza finalizzato a migliorare e rendere più efficiente il processo di in-season replenishment dei negozi. Sono di conseguenza incrementati anche i volumi gestibili in post-distribuzione. Il continuo miglioramento dei processi ha permesso inoltre di gestire al meglio le rimanenze ed incrementare ulteriormente la rotazione di magazzino. Sul fronte dei costi, oltre al miglioramento della leva operativa, si confermano i previsti risparmi in energia elettrica e canoni di affitto".

Il successo di Arts of Italy
Anche in questi mesi, il Gruppo ha continuato a rafforzare il presidio nei social network, oltre a sviluppare nuove iniziative di marketing e sociali tra cui si menziona Arts of Italy, una collezione capsule in edizione limitata per contribuire alla valorizzazione dei capolavori dell'arte italiana avviata nel mese di maggio con importanti testimonial ed un significativo riscontro mediatico. La struttura patrimoniale si conferma solida e gli oneri finanziari sono in diminuzione.
Nonostante le sfavorevoli condizioni meteorologiche registrate nel mese di maggio, il management conferma i suoi obiettivi per l’esercizio 2016. Il piano di espansione della rete è proseguito con l’apertura ad oggi di ulteriori 14 negozi, di cui 3 diretti.

Colombostile, un flagship d’effetto

Uno store raffinato ed elegante che mette in mostra l’approccio dell’azienda nota nel mondo per la produzione ancora a mano (da Gdoweek 10 - 2016)

Uno store raffinato ed elegante che mette in mostra l’approccio dell’azienda nota nel mondo per la produzione ancora a mano

Marchio italiano del luxury living nel mondo, festeggia i 130 anni dalla fondazione con l’apertura del suo primo flagship. Inaugurato a Milano, lo scorso aprile, nel corso della Design Week (Salone del Mobile), ha aperto le porte in Via Durini, strada di riferimento per tutti i marchi storici dell’arredo, e mostra il meglio della produzione dell’azienda di Meda (Mi). Si tratta di un passo importante nella strategia di sviluppo della company che punta a consolidare l’immagine internazionale del brand e a diventare un punto di riferimento nel mondo del design per la clientela privata e business.

Stile italiano, un successo mondiale
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Gli ambienti dell’allestimento ospitano mobili, complementi e oggetti d’arredo realizzati a mano che sembrano gioielli, protagonisti di uno stile inconfondibile che ha sancito il successo del marchio in molti Paesi, dal Medio ed Estremo Oriente agli Stati Uniti. Colombostile ha infatti realizzato il design degli interni per importanti istituzioni storiche, ambasciate, palazzi come il Cremlino e alberghi di lusso nelle maggiori capitali mondiali.

Eccellenza, artigianalità e alta qualità
Materiali di eccellenza, artigianalità e creazioni di alta qualità sono gli elementi distintivi della produzione che si ritrovano in ogni dettaglio all’interno del flagship. Ripartito su due livelli, un piano terra e un primo piano soppalcato, lo spazio è il risultato di un accurato intervento di ristrutturazione che omaggia l’immagine storica e prestigiosa dell’azienda. Parliamo di uno showroom che assomiglia a una casa principesca e che riceve il visitatore in un’atmosfera di grande eleganza estetica. Le vetrine a tutta altezza sono un invito a entrare; varcata la soglia si accede allo sfarzo mai eccessivo di ambienti ricchi di particolari raffinati. Si nota un’attenzione speciale alla scelta dei materiali, i pavimenti in legno di palissandro, sicomoro e ziricote come i pannelli o i rivestimenti alle pareti che creano lo scenario ideale per ospitare i preziosi mobili delle collezioni.

Ambienti come un palcoscenico
Il percorso dello store si snoda nel lusso tra le zone living, dining, bedroom e wardrobe separate da pareti decò, con tappezzerie ricercate e scenografici tendaggi in cui si ammirano ambienti rappresentativi dello stile del brand. Il modulo architettonico più caratterizzante dello store è rappresentato da una grande scala laterale, rivestita dello stesso legno utilizzato per i pavimenti, un elemento importante che accompagna i consumatori al piano superiore offrendo un passaggio graduale proprio grazie alla continuità di materiali. I grandi specchi a doppia altezza e l’affaccio in vetro del soppalco, al piano inferiore, ampliano lo spazio espositivo, creando, allo stesso tempo, un suggestivo effetto prospettico di vetrina continua. Anche i tendaggi svolgono un ruolo attivo nella costruzione dell’atmosfera: dal soffitto arrivano fino a terra per essere utilizzati come elementi di separazione tra gli ambienti mostrando, come un sipario teatrale, lo spettacolo di mobili e ambienti. Oltre alle collezioni a catalogo, ospita una zona privé dedicata alla progettazione e customizzazione sartoriale di mobili e ambienti.

Tradizione e contemporaneità
L’inaugurazione lo scorso aprile nel corso della Design Week ha visto anche uno spazio vetrina speciale, a cura dei designer olandesi dello Studio Job, la coppia creativa del momento nota per lo stile neo-baroque che ha realizzato anche il progetto allestito per lo stand dell’azienda al Salone Internazionale del Mobile di Milano, creando un filo rosso con il flagship.

L’articolo completo su Gdoweek 10 – 2016

Mercatone Uno, arriva il bando per la cessione

Dopo l’autorizzazione alla vendita dei Complessi Aziendali (i punti di vendita e i magazzini) da parte del Ministero dello sviluppo economico, con il parere favorevole del Comitato di Sorveglianza, è stato oggi pubblicato il bando internazionale per la cessione di Gruppo Mercatone Uno, predisposto da Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari, i Commissari Straordinari .
Il bando internazionale è uno strumento fondamentale per raggiungere gli obiettivi della procedura di amministrazione straordinaria (salvaguardia aziendale, tutela occupazionale, soddisfazione dei creditori) e disciplina la gara pubblica per la cessione del compendio aziendale relativo al core business del Gruppo composto da 79 punti di vendita di grande dimensione su tutto il territorio italiano con copertura di tutti i principali centri urbani, per una superficie commerciale complessiva di 500.000 metri quadri.
La base d’asta, di 280 milioni di euro, è frutto di perizie sull’attuale valore patrimoniale dell’azienda, rappresentato in gran parte dal compendio immobiliare e relative licenze commerciali. Le attività verranno cedute libere da gravami. Non è previsto il trasferimento dei debiti del Gruppo a carico dell’acquirente.
Il bando è aperto a operatori industriali e finanziari che possano garantire una concreta prospettiva di rilancio industriale del Gruppo che, ad oggi, mantiene una notevole importanza come notorietà del marchio e quota di mercato nel settore arredamento e soluzioni per la casa dove Mercatone Uno detiene il  10%.

Obiettivi dei Commissari Straordinari
L’attività dei Commissari Straordinari, nominati con Decreto Ministeriale del 7 aprile 2015, ha creato le basi per il rilancio di Mercatone Uno, salvaguardando ad oggi 59 punti di vendita rispetto ai 42 rimasti aperti all’inizio della procedura. La prospettiva è di rendere completamente operativi nei prossimi mesi 61 punti di vendita con oltre 320.000 metri quadri di superficie commerciale, che svilupperanno nel 2016 un fatturato di oltre 400 milioni di euro, rispetto ai 347 del 2015. L’integrazione del Piano Triennale dei Commissari, approvata dal Ministero il 20 maggio 2016, prevede poi per il 2017 un fatturato pari a 530 milioni di euro.
Le offerte vincolanti dovranno essere presentate entro le 18 del 7 settembre 2016, secondo le modalità previste dal disciplinare di gara disponibile sul sito www.mercatoneunoamministrazionestraordinaria.it

Conad, fra i risultati 2015 il fatturato svetta a 12,2 miliardi

Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad

Nel 2015 il fatturato nazionale di Conad, ossia il giro d'affari aggregato della rete afferente alle cooperative del gruppo, ha raggiunto quota 12,2 miliardi di euro, 490 milioni in più rispetto all’anno precedente (+4%), rafforzando la quota di mercato all’11,9% (fonte: GNLC II semestre 2015). Ai 2.673 soci del circuito Conad fa capo una rete di 3.055 punti di vendita per una superficie complessiva di 1.918.013 mq declinati su un ampio ventaglio di formati/location adatti alle diverse esigenze dei clienti, dalla spesa completa, di scorta, a quella quotidiana, veloce o integrativa.
Gli oltre 3.000 negozi si articolano in 25 Conad Ipermercato, 216 Conad Superstore, 1.028 Conad, 995 Conad City, 518 Margherita, 13 Sapori&Dintorni, 198 Todis, oltre a 62 punti di vendita sotto altre  insegne, inclusi i cash&carry. A questo spaccato si aggiungono 35 distributori di carburanti, 101 parafarmacie e 20 Ottico a insegna Conad. Conad è leader nei supermercati con il 20,1%, e nel libero servizio con il 13,9% (fonte: GNLC II semestre 2015).

Piano di sviluppo 2016: 88 nuovi pdv
Nel 2015 i soci di Conad hanno creato, e in alcuni casi conservato, 2.126 posti di lavoro, investendo 289 milioni di euro nello sviluppo rete.
Il patrimonio netto aggregato del consorzio e delle cooperative (2,1 miliardi di euro) è aumentato del 10,5%, permettendo di affrontare con la necessaria solidità economica il piano di sviluppo per il 2016, che prevede un investimento di 188 milioni di euro per potenziare e ampliare la rete con 88 nuovi punti di vendita (78.800 mq) e la creazione di 1.300 posti di lavoro, 800 dei quali rappresentati da nuove assunzioni, il restante da ricollocazioni che porteranno il totale degli addetti a quota 50.000 (48.254 a fine 2015).
L'investimento nella multicanalità è il più importante promosso da Conad e cooperative in accordo con i soci imprenditori, per rafforzare il concetto di vicinanza al territorio e di partecipazione.

Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad

“I risultati 2015 confermano la lungimiranza delle nostre scelte strategiche - commenta Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad- e l'impegno a mantenere la sintonia con il territorio, valorizzare e fare conoscere le produzioni locali, sostenere le comunità e le economie locali, e sono frutto di una solida coesione di tutti i soci che ci rende fiduciosi per il futuro. La leadership di mercato è un traguardo sempre più vicino. Si potrebbe fare di più, se i soci e le imprese cooperative fossero messi nelle condizioni di farlo, se ci fosse la determinazione nell’affrontare e risolvere i problemi prioritari dell’Italia: la disoccupazione, le politiche a favore degli Investimenti delle aziende, il Sud e il suo crescente divario economico sociale dal Nord, le liberalizzazioni, la valorizzazione delle filiere di produzione italiane”.
Nel mese di aprile 2016, la spesa per i consumi e il reddito disponibile delle famiglie hanno registrato un significativo incremento, rispettivamente +0,6% e +0,2% sul mese precedente (fonte: Istat). Meno bene la fiducia dei consumatori che a maggio registra una battuta d'arresto rispetto al mese precedente con un calo dell'indice che ha toccato il livello più basso dall'agosto 2015.

Marca Conad, un driver dello sviluppo e della fedeltà
Ai risultati positivi ottenuti dai soci Conad, in controtendenza rispetto al mercato, ha contribuito la marca commerciale: anche nel 2015 ha proseguito il ritmo di crescita con un valore superiore di 7,6 punti percentuali alla media del mercato (18,8%). A fine 2015 un prodotto venduto su tre porta il marchio Conad, con un fatturato di 2,8 miliardi di euro, +10% rispetto all’anno precedente. In crescita tutte le linee di prodotto, in particolare Sapori&Dintorni Conad (+12%) e Conad il biologico (+30%).
La marca Conad si conferma fondamentale per il rafforzamento della fedeltà alle insegne: è leader nel 45% delle categorie in cui compete, ma il peso sale al 75% se si considerano anche le seconde posizioni.
Per i prodotti a marchio, Conad attinge a un parco fornitori composto da 609 imprese italiane, mentre quelle locali attivate dalle cooperative sono 5.873 con un volume d’affari di 1,8 miliardi di euro.

La convenienza Conad anche nei carburanti
Le occasioni di convenienza nei punti di vendita Conad hanno generato nel 2015 un risparmio di 673 milioni di euro per i clienti nel solo settore del largo consumo confezionato (fonte: Iri). La spesa in Conad (in media 336 euro al mese contro i 436 euro di fonte Istat) ha fatto risparmiare alla famiglia media italiana 1.200 euro a fine anno, garantiti soprattutto dall’iniziativa Bassi&Fissi, che riguarda un paniere di 337 prodotti a marchio di prima necessità (latte, caffè, burro, zucchero, farina, pannolini).
A questi risparmi vanno aggiunti i "savings" nei carburanti: 21 milioni di euro risparmiati dagli automobilisti facendo il pieno nei 35 distributori di carburanti a marchio Conad. I prezzi dei carburanti sono mediamente inferiori di 8,8 centesimi di euro al litro rispetto alle medie mensili dei prezzi pubblicati nel sito del Ministero dello sviluppo, ma svolgono anche un’efficace funzione calmierante sull’andamento dei prezzi a livello locale.
Con le 101 parafarmacie Conad i cittadini hanno potuto risparmiare circa 12 milioni di euro rispetto alla farmacia tradizionale, con sconti sempre attivi dal 15% al 40%. Distributori di carburanti e parafarmacie sono ancora in numero esiguo in rapporto alle potenzialità di sviluppo, a causa del ritardo del Paese nella liberalizzazione di energia e farmaci, ma generano comunque risparmio per i cittadini.

E ora anche un canale tutto per i pet
A questi canali non-food se ne affianca uno nuovo, dedicato al cibo e agli accessori per gli animali domestici, con l’inaugurazione dei primi 4 PetStore, la nuova catena di negozi specializzati Conad, vicina agli ipermercati e ai superstore Conad, ma con una gestione completamente autonoma e indipendente. L’obiettivo è aprirne 100 nei prossimi tre anni (15 entro la fine dell’anno in corso).
Infine -last but not least- due note sul sociale. Conad ha concretato la sua attenzione con 22,8 milioni di euro in donazioni, cui si aggiungono i 6 milioni di euro destinati alle società sportive, soprattutto ai settori giovanili. Dopo il successo dell’edizione 2015 del Grande Viaggio  (5.100 km percorsi e oltre 12.000 persone incontrate nel cuore delle sei città sede delle tappe), Conad ha riproposto quest’anno l’iniziativa raddoppiando il numero di città visitate. All’insegna di temi che sono il quotidiano di tante persone e che animano discussioni, confronti, dialoghi tra chi nelle piazze, luogo di antica democrazia, discute e si confronta sui problemi della comunità, crea relazioni interpersonali, esprime idee.

 

Fusione tra Robintur e Nuova Planetario, controllata di Coop Alleanza 3.0

Nuova planetario
Nuova Planetario, la società controllata da Coop Alleanza 3.0 firma accordo con Robintour dando il via all’unificazione tra le due aziende

Coop Alleanza 3.0 amplia il suo raggio di azione investendo anche sul settore turistico. Nuova Planetario, la società controllata dalla cooperativa distributiva, ha infatti firmato un accordo con Robintour dando il via all’unificazione tra le due aziende, entrambe operative nel settore turistico. La fusione tra Robintur e Nuova Planetario consentirà di operare nel mercato turistico, promuovendo e gestendo anche attività di business travel, con maggiore efficacia ed efficienza, grazie a sinergie ed economie di scala. L’obiettivo è offrire prodotti e soluzioni di qualità a prezzi sostenibili a tutti i clienti, e riservare vantaggi dedicati ai soci Coop. Opererà dal 1° gennaio 2017 con 90 agenzie su tutto il territorio nazionale.

La struttura aziendale. A capo della società ci sarà una struttura guidata dal presidente Angelo Lepori, già presidente di Nuova Planetario, che ricoprirà compiti di rappresentatività, indirizzo e controllo; e il direttore generale Claudio Passuti, ex vicepresidente di Robintur e presidente di Egocentro e Robintur Travel Partner, che avrà la gestione aziendale. Il direttore generale sarà coadiuvato da Tina Giglio per la rete, il personale e l’organizzazione e da Andrea Cocchi per amministrazione, controllo e sistemi.

“La società – specifica Coop Alleanza 3.0 – potrà contare sui buoni risultati e sull’esperienza maturata negli anni da entrambe le realtà, nonostante le difficoltà registrate negli ultimi anni dal settore turistico, sia per il perdurare della crisi economica sia, più di recente, per i gravi attentati terroristici che hanno fortemente rallentato le vendite”.

Ogni progetto racconta una storia diversa

Parte da questo presupposto l’approccio adottato da Davide Padoa, Ceo di Design International, verso il mondo retail (da Godoweek 10 - 2016O

Davide Padoa, Ceo dello studio Design International, ci parla dell’evoluzione del retail dopo il grande progetto de Il Centro di Arese (Mi). Nei suoi lavori internazionali, l’architetto trasmette lo stile innovativo e riconoscibile dello stile italiano. “Il nostro obiettivo per i progetti nazionali e internazionali è quello di creare luoghi vivaci dove il pubblico si senta coinvolto, incuriosito e comodo come a casa propria. In questo senso, è molto importante la relazione architettonica tra spazi interni ed esterni”.

Vogliamo specificare meglio il suo approccio architettonico al mondo retail?
L’edificio retail, al contrario di quanto si potesse pensare alcuni anni fa, oggi più che mai deve essere poro- so, trasparente e un grande oggetto per comunicare prodotti, idee, tecnologie. In questo settore, un’architettura ben progettata unisce le persone e le induce a esprimere la propria personalità attraverso la scelta di un prodotto o anche attraverso la semplice scelta di passare del tempo in compagnia, una necessità resa oggi ancora più importante dall’isolamento spesso causato dai social media.

Davide Padoa, Ceo dello studio Design International
Davide Padoa, Ceo dello studio Design International

Come riesce a trasmettere il made in Italy nei suoi progetti?
Sentendomi molto italiano, seppur abbia vissuto la maggior parte della mia vita all’estero, spero si trasmetta. Il Made in Italy associa un prodotto, sia esso un capo di abbigliamento, un mobile, una ricetta o un’auto, ad alta qualità con un tono creativo, innova- tivo, spiritoso. Queste qualità, unite insieme, creano il brand Made in Italy, spesso paragonabile a un vero e proprio stile di vita. Nei progetti che realizzo, quindi, sono alla costante ricerca di tutti questi elementi. Ad esempio, nel progetto Morocco Mall a Casablanca, a- perto al pubblico nel dicembre 2011, o nel più recente Cleopatra Mall a Il Cairo, la cui apertura é prevista nel dicembre 2017, si evince il nostro approccio proget- tuale che è caratterizzato da forme organiche e mor- bide; entrambi gli edifici creano un segno innovativo nei propri contesti, trattando l’intero spazio come un prodotto, con uno stile innovativo e riconoscibile nel quale identificarsi. Mi piace pensare che questo stile venga letto dal grande pubblico come un segno dello stile Made in Italy.

Come vede il futuro di ipermercati e centri commerciali, dopo la realizzazione del centro commerciale di Arese?
Per vedere il futuro di queste tipologie basta tornare ai valori di 500 anni fa. Gli ipermercati devono esporre la freschezza dei propri prodotti al pubblico, invitarlo a un assaggio, raccontare la provenienza del prodotto e come cucinarlo, ascoltare i commenti rilasciati dai propri clienti e lasciare piena libertà di consumarlo sul posto o portarlo a casa, esattamente come succedeva nella piazza del mercato di tutte le città italiane, europee, asiatiche. I centri commerciali, invece, devono riscoprire l’importanza dei momenti di pausa tra gli acquisti, inserendo una molteplicità di funzioni (mediche, turistiche, culturali, educative, sportive e di intrattenimento) integrate tra loro. La trasparenza dell’edificio -in facciata e in copertura- sarà sempre più importante, cosí come la molteplicità dei metodi di accesso (pubblico, veicolare, ciclabile e pedonale), nonchè la piena flessibilità e la sostenibilità dell’immobile (energetica, finanziaria, gestionale).

Come si combinano le esigenze funzionali al fattore estetico nei suoi progetti? Attraverso l’utilizzo di quali tecnologie?
Il fattore estetico è totalmente superfluo se non integrato all’aspetto funzionale. In un centro commerciale è proprio la visibilità di ogni punto di vendita a determinare la miglior sezione della galleria commerciale. Quando gli aspetti funzionali sono ben studiati, l’approccio estetico crea identità, gli dà un’anima e lo rende autentico. In studio stiamo lavorando molto con i polimeri, come l’ETFE, che permettono la copertura di grandi campate, in copertura o in facciata, con un peso 20 volte inferiore al vetro e con eccellenti prestazioni termiche. Il legno lamellare introduce calore agli ambienti e ben si integra con sistemi strutturali più tradizionali in cemento e ferro. Ogni progetto deve raccontare una storia: soltanto in questo modo un edificio si integra a un luogo. Questa storia, come in un film, è fatta di personaggi e di colpi di scena. I personaggi delle nostre architetture sono i materiali, mentre i colpi di scena sono rappresentati dal modo in cui i volumi e la luce vengono assorbiti o riflessi dai materiali. Il vetro e la tessitura delle ombre equivalgono invece alla trama (della storia) e variano molto a seconda della posizione geografica.

A Hangzhou apre China Book Store, libreria avveniristica

china book store
La libreria è ubicata sulla piazza principale del centro commerciale di Star Avenue, nel Binjiang distretto vicino al fiume Qiantang. Ha un interno labirintico e un design moderno

Un interno labirintico accompagna il fruitore lungo un percorso costruito con un design moderno, avveniristico, geometrico. La società XL-MUSE ha di recente inaugurato la libreria China Book Store a Hangzhou, in Cina, ubicata sulla piazza principale del centro commerciale di Star Avenue, nel Binjiang distretto vicino al fiume Qiantang, che con i suoi numerosi strati scaffali diventa un posto fantastico dove gustare la lettura. Lo store si apre su uno spazio pieno di specchi, in cui predomina il bianco, strategicamente posizionati in grado di gettare lo spazio interno in una illusione di righe illimitate di libri. In fondo è ben visibile lo spazio, arredato in legno scuro, adibito per la libreria.

Lo spazio all'interno del negozio è suddiviso in sezioni distinte, che comprendono una sala lettura con panchine per rilassarsi, il china book storeboschetto di pilastri bianchi e specchi, e una zona stravagante per bambini dotata di un treno, una ruota panoramica, un galeone, cavallini su cui giocare ma anche librerie vere e proprie dalle quali poter scegliere il proprio libro. Anche in questo caso l’uso sapiente degli specchi, sistemati a tetto, donano all’ambiente un’atmosfera giocosa e fantasiosa.

 

Media World lancia Upgrade Me

MediaWorld

Media World lancia Upgrade Me, un’iniziativa rivolta a tutti i clienti registrati su Mediaworld.it. Per partecipare è necessario trovare una vecchia foto con un oggetto tecnologico vintage, scattarne una simile in chiave moderna e caricare le due foto nella sezione del sito dedicata all’iniziativa entro il 22 giugno 2016. Sarà poi possibile votare le foto favorite tra il 28 giugno e 10 luglio. I 25 autori delle combinazioni più votate riceveranno in regalo dei buoni Easy Gift del valore di 100 Euro ciascuno. Per partecipare, ricevere maggiori informazioni e consultare il regolamento completo visitare il sito:

http://www.mediaworld.it/mw/special/ContestUpgradeMe/upgrademe-index

 

 

 

Leory Merlin e Confartigianato Pisa reclutano artigiani

leroy merlin
È in programma un incontro durante il quale si terrà un’attività di recruitment che permetterà di individuare tra le aziende socie dell’associazione i migliori artigiani

Confartigianato Imprese Pisa e Leroy Merlin presentano e propongono agli artigiani del territorio il “servizio di posa” alle imprese del sistema-casa associate a Confartigianato offrendo loro la possibilità di diventare partner dell’insegna di bricolage. Leroy Merlin si affida già a 500 artigiani sul territorio nazionale per garantire la posa dei prodotti entro 15 giorni dalla data di disponibilità della merce. L’obiettivo di questa collaborazione è infatti quello di consentire a tutti i clienti la possibilità di realizzare i propri progetti per la casa in modo semplice e immediato.

È in programma oggi un incontro durante il quale si terrà un’attività di recruitment che permetterà di individuare tra le aziende socie dell’associazione che si saranno registrate al convegno i migliori artigiani, che potranno così cogliere nuove opportunità di lavoro dal portafoglio clienti di Leroy Merlin. Romano Pucci, Presidente di Confartigianato Imprese Pisa, spiega che “la collaborazione con un’azienda leader in questo settore rappresenta per gli artigiani non solo una nuova occasione di lavoro, ma anche la possibilità di dimostrare ad una clientela sempre più esigente tutte le proprie capacità e le proprie competenze”. Tommaso Moroni, Direttore Servizi e Relazione Cliente di Leroy Merlin spiega: “I servizi specializzati di posa e installazione vanno a completare la vasta offerta di prodotti di alta qualità per soddisfare al meglio le esigenze dei nostri clienti”.

 

 

Bonmarché, ricavi in crescita del 5,3%

Bonmarche
Il piano di sviluppo dell’insegna ha visto l’apertura di 20 nuovi negozi nel 2015 grazie ai quali sono state registrate vendite aggiuntive pari a 4,7 milioni di sterline

Il retailer di abbigliamento Bonmarché ha chiuso lo scorso anno con ricavi in crescita del 5,3% a 188 milioni di sterline e un esercizio fiscale al 26 marzo che ha registrato profitti pre-tasse in calo da 12,4 a 9,6 milioni di sterline (circa 12 milioni di euro) . Risultano in aumento del 3,6% i ricavi del canale e-commerce, mentre la performance degli store fisici si è mantenuta sostanzialmente stabile, segnando un +0,7 %.

Sviluppo della rete. Il piano di sviluppo dell’insegna ha visto l’apertura di 20 nuovi punti di vendita nel corso dello scorso anno grazie ai quali sono state registrate vendite aggiuntive pari a 4,7 milioni di sterline, mentre 140 store sono stati sottoposti a lavori di ristrutturazione e adeguati agli standard aziendali. Dal punto di vista strategico, Bonmaché ha puntato sulla valorizzazione dei servizi omnichannel, quali la tecnologia ForeSee, catalizzatrice dei feedback dei clienti durante la navigazione sul portale dell’insegna. “Per il 2016 puntiamo sul miglioramento delle facilities al cliente e crediamo che l’essere un retailer di nicchia, dedicato alle donne adulte, possa sostenerci”, sottolinea Beth Butterwick, CEO di Bonmarché che sarà presto sostituito alla guida dell’azienda dall’ex senior buyer delle catene George e Asda, Helen Connolly.

 

 

Pomì rilascia una nuova App per iOS e Android

03 È online la nuova App firmata Pomì, scaricabile gratuitamente su App Store e Google Play. Le quattro sezioni principali che ne fanno parte – Prodotti, Ricette, Tracciabilità, Lista della Spesa – in italiano ma anche in inglese, fanno di questa App uno strumento ludico e al contempo utile e pratico per conoscere a fondo la gamma di prodotti Pomì, la loro origine e tutti i possibili abbinamenti culinari.

02“È ormai innegabile come, con lo sviluppo delle nuove tecnologie e il sempre maggiore utilizzo di smartphone e tablet, i consumatori siano oggi più propensi a navigare con i propri dispositivi mobili. Per questo motivo è diventato necessario avere una propria APP per tutte quelle aziende che, come noi, vogliono continuare a essere competitive raggiungendo i loro clienti e potenziali clienti tramite gli strumenti da loro più utilizzati – commenta Costantino Vaia, DG del Consorzio Casalasco del Pomodoro. Proprio grazie a questa App, Pomì ha la possibilità di coprire il mercato dei dispositivi mobile e sfruttare il vantaggio di essere a portata di mano del consumatore, in maniera rapida, immediata e soprattutto costante.”

04In particolare la sezione Ricette ne contiene ad oggi circa 30 che includono diverse proposte vegetariane, vegane e gluten free, elaborate con attenzione al benessere e alla corretta alimentazione, a cui si aggiungeranno a breve gli aspetti nutrizionali e uno studio del rapporto con lo stile di vita condotto: per ogni stile di vita, dal più sedentario al più dinamico, la App suggerirà le ricette più adeguate alla propria alimentazione.

La sezione Tracciabilità, invece, rimanda direttamente a Pomì Trace, il sistema tecnologico e informatico che rende possibile, con un clic, la tracciabilità dei prodotti a marchio Pomì. Grazie al codice e all’ora di produzione presenti su ogni singola confezione, collegandosi al sito web del brand (www.pomionline.it) e da oggi anche alla App, Pomì Trace rende possibile la tracciabilità dei prodotti a marchio Pomì, risalendo lungo tutta la catena produttiva fino all’azienda agricola che ha coltivato i pomodori. Un servizio utile per il consumatore e una ulteriore dimostrazione di quanto sia breve il percorso che i pomodori Pomì, coltivati principalmente nelle province di Parma, Piacenza, Cremona e Mantova, compiono dal campo alla tavola.

Per finire, la sezione Lista della Spesa pensata con due funzioni principali: fare l’elenco degli ingredienti necessari per la preparazione della ricetta selezionata oppure suggerire quale ricetta è possibile preparare partendo dagli ingredienti che si hanno a disposizione.

Payback lancia una promozione per Euro 2016

Il programma di loyalty italiano rimborsa il 100% dei punti in caso di vittoria degli azzurri alle partite del girone eliminatorio.

Dopo Carrefour, anche Payback cavalca il trend di Euro2016 lanciando una promozione ad hoc legata alle performance della nazionale di calcio italiana durante il girone eliminatorio. I clienti del programma fedeltà che richiedono, nei giorni precedenti a ciascuna partita, un premio del catalogo tra quelli contrassegnati riceveranno, in caso di vittoria dell’Italia, il rimborso del 100% dei punti utilizzati.

Nello specifico, Payback restituirà entro 48 ore dal termine della partita due codici promozionali, ciascuno del valore del 50% dei punti utilizzati, che potranno essere utilizzati per richiedere uno dei Premi Sponsor nel periodo 27 giugno – 6 luglio. Se il nostro Paese dovesse invece perdere, coloro che hanno preso parte alla promozione verranno infatti ricompensati con un voucher Ristorante X2 utilizzabile entro il 30 aprile 2017.

I tre match contro Belgio, Irlanda e Svezia si trasformano così in occasione per rafforzare la loyalty in legame con l’identità territoriale.

Euronics International, l’Italia è il primo paese per fatturato

Hans Carpels, presidente Euronics International

Euronics International, il più grande gruppo d'acquisto nel mercato retail dell'elettronica di consumo a livello europeo, ha tenuto a Budapest la sua Assemblea annuale durante la quale è stato eletto il Consiglio d'amministrazione che rimarrà in carica fino al 2019. Riconfermati all'unanimità Hans Carpels alla presidenza, carica che ricopre dal 2010, e il senatore Paolo Galimberti alla vice presidenza.

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Paolo Galimberti, vice presidente Euronics International

Oltre a rappresentare una nazione e un mercato di riferimento all'interno di Euronics International in qualità di Paese fondatore, l'Italia ha raggiunto nel 2015 anche il primo posto in termini di fatturato, a conferma di un modello vincente tanto a livello locale quanto su scala internazionale. Anche nel 2016 sta mantenendo questo primato.
“Questa carica -commenta Paolo Galimberti- mi consente di rappresentare in Europa l'eccellenza del nostro Paese, di condividere modalità di approccio ed esperienze, apportando il nostro contributo da nazione protagonista. Negli ultimi anni infatti la credibilità dell'Italia è cresciuta notevolmente e ora rappresenta per molti un esempio virtuoso da prendere come modello”.

Primark si conferma principale insegna in Spagna

Primark
La catena ha archiviato i primi sei mesi al 27 febbraio scorso con ricavi per 2,66 miliardi di sterline (circa 3,4 miliardi di euro), in aumento del 5%

Primark regna sovrano in Spagna, diventando, a  dieci anni dall’espansione nel Paese iberico, la principale insegna di abbigliamento per numero di clienti, e battendo anche Zara, brand spagnolo di abbigliamento low cost. Stando a quanto riporta la testata El Mundo, che sciorina una serie di numeri a conferma delle sue tesi,  Primark conta in Spagna oltre 5mila dipendenti, 41 punti di vendita e 150mila metri quadrati di spazio espositivo. La catena guidata da Paul Marchant ha archiviato i primi sei mesi al 27 febbraio scorso con ricavi per 2,66 miliardi di sterline (circa 3,4 miliardi di euro), in aumento del 5% (+7% a cambi costanti) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In calo del 3% (-1% a cambi costanti) i profitti operativi della società, che si attestano sui 313 milioni di sterline. Alla data di chiusura del semestre Primark contava 299 store, per una superficie commerciale complessiva di circa un milione di metri quadrati.

Secondo quanto spiega Alejandra de la Riva, product manager di Primark: “Offerta e modello di business si adattano alle necessità del mercato spagnolo, i cui consumatori hanno un profilo affine a quello degli irlandesi”.  Il brand prosegue inoltre il suo piano di espansione e mette in agenda nuove  aperture a Palma de Mallorca, Tarragona, Bilbao e Valencia, per un investimento che supera i 50 milioni di euro.

Paris Croissant porta la pizza italiana in Corea con Simone Padoan

Simone Padoan, consulente nella formazione sulla pizza di Paris Croissant
Simone Padoan, consulente nella formazione sulla pizza di Paris Croissant
Simone Padoan, consulente nella formazione sulla pizza di Paris Croissant

Paris Croissant, la più importante bakery in franchising di tutta la Corea, aperta a Seul, ha richiesto la consulenza Simone Padoan, il pioniere della pizza italiana moderna, per sviluppare un prodotto finora rimasto al di fuori della produzione artigianale: la pizza.

Dal 1986 “Paris Croissant” esporta in Corea la cultura europea della panificazione e dei lievitati ed ora mira ad includere nel business il prodotto italiano per eccellenza. Per questo ha deciso di contattare Simone Padoan, che ha portato la propria personale competenza e autorevolezza per formare gli addetti e per comunicare la necessità di un approccio volto alla qualità del prodotto e quindi alla salvaguardia dell'identità della pizza italiana.

“Quasi 20 anni fa – dichiara Simone Padoan – notavo con tristezza e rammarico l'immagine che la pizza aveva acquisito in Italia, e ho lavorato molto duramente per contribuire a ridarle il rispetto che meritava. Oggi per fortuna la pizza in Italia è molto diversa da allora, ma purtroppo lo stesso percorso è lontano dal compiersi all'estero. Ecco perché quando mi si è presentata questa opportunità in Corea ho deciso di accettare, per poter fornire le basi teoriche e tecniche utili a diffondere una cultura della pizza di qualità, con ingredienti e impasti di alto livello”.

Nel calendario di formazione, ricco di eventi per tutto il mese di giugno, è inclusa anche una data milanese: mercoledì 15, in occasione del Master Food Design della Scuola Politecnica di Design, Simone Padoan terrà una lezione insieme a Piero Gabrieli e Federica Racinelli di Molino Quaglia, per raccontare i percorsi di successo del Molino e dei Tigli.

Conad Centro Nord cresce e investe

Conad

Conad Centro Nord chiude il 2015 con un incremento (+4,7%) delle vendite decisamente positivo, considerando l'andamento generale della distribuzione, e consolida i risultati in un anno caratterizzato, nelle regioni del Nord-Ovest, dal persistere delle dinamiche deflazionistiche e dalla diminuzione (dal 62,6% al 58,7%) del numero di famiglie che hanno limitato la quantità o la qualità dei prodotti alimentari acquistati.
Il fatturato realizzato nel 2015 sale a 1,2 miliardi di euro, grazie all'impegno di 401 soci imprenditori e 4.560 addetti della rete di vendita: le vendite in Lombardia sono raddoppiate, da circa 300 a 600 milioni di euro, e la superficie di vendita complessiva si amplia da 61.000 a 106.000 mq.
In uno scenario dominato ancora dall’incertezza e con livelli di consumo tutt'altro che stabilizzati, pur riconoscendo l'impossibilità di tornare a livelli pre-crisi, Conad Centro Nord continua a crescere nelle regioni (Lombardia e le province della parte occidentale dell’Emilia-Romagna, Reggio Emilia, Parma e Piacenza) in cui è presente con i suoi 241 punti di vendita per una superficie complessiva di 184.382 mq: 32 Conad Superstore, 100 Conad, 45 Conad City, 57 Margherita Conad, 3 Sapori&Dintorni, 4 Todis. A questi si aggiungono 1 distributore di carburanti, 10 parafarmacie e 2 Ottico a marchio Conad.
Nel 2015 la Cooperativa ha aperto 7 nuovi punti di vendita, sviluppando anche per linee esterne (5 affiliazioni e 1 acquisizione), tra Milano, Parma, Reggio Emilia, Mantova e Monza Brianza (3 Conad Superstore, 7 Conad e 3 Sapori&Dintorni) per 14.673 mq complessivi di superficie e un investimento di 88 milioni di euro.

Gli ingredienti della crescita: prezzi, promozioni, Pl
I risultati 2015 sono frutto di una politica commerciale multicanale e orientata ai clienti, apprezzata per la convenienza dei prezzi a scaffale e dei piani promozionali. La cooperativa rafforza così la quota di mercato nei territori di riferimento, portandola al 24,3% in Emilia Romagna e al 3% in Lombardia (fonte: Guida Nielsen Largo Consumo II semestre 2015).
Le 27 promozioni sviluppate nel 2015 rappresentano un terzo del fatturato della cooperativa e hanno prodotto un risparmio medio per i clienti del 37,9%. In questo discorso assume particolare rilievo la convenienza continuativa dell’operazione nazionale Bassi&Fissi e di quella Più bonus più buoni, il programma di risparmio riservato ai possessori di Carta Insieme.
Un altro contributo determinante proviene dai prodotti a marchio Conad, che rappresentano oggi il 26,4% delle vendite nei supermercati, confermando il ruolo strategico nello sviluppo e nel rapporto di fedeltà dei clienti alle insegne.
Parallelo all'ambito Pl, quello dei prodotti locali soprattutto in ottica di tradizione alimentare e valorizzazione produzioni regionali di qualità, con i loro benefici anche sulle economie regionali: Conad Centro Nord ha sottoscritto accordi con 598 fornitori locali per un fatturato di 159,5 milioni di euro di prodotti freschi (30%), confezionati (68%) ed extralimentari (2%).

Ivano Ferrarini, Conad Centro Nord
Ivano Ferrarini, Conad Centro Nord

Il commento di Ivano Ferrarini, direttore generale di Conad Centro Nord, non può che essere entusiasta: “Ottimi dati, ancor più se letti in un contesto economico e sociale in cui non possiamo ancora dire di essere usciti dalla crisi. La solidità patrimoniale è passata da 205 a 227 milioni di euro e consente di affrontare le sfide del piano strategico di sviluppo potendo fare affidamento su una solida base economica. I risultati che abbiamo ottenuto sono la dimostrazione di quanto sia apprezzato l’impegno a sostegno del potere d’acquisto dei cittadini, associato alla valorizzazione dei prodotti e alle produzioni locali di qualità. I clienti premiano il nostro modello imprenditoriale, le politiche commerciali, il sostegno alle economie del territorio. Servono però interventi del governo per sostenere i timidi segnali di ripresa, per razionalizzare e semplificare in tutti gli ambiti economico-sociali, come nel caso dei carburanti o dei farmaci di fascia C”.

Sul fronte della socialità, Conad Centro Nord ha devoluto a sostegno delle comunità 1,3 milioni di euro, con particolare attenzione alla cultura, allo sport (settori giovanili) e alle iniziative sociali. In forma indiretta, ossia attraverso punti fedeltà destinati al territorio, controvalore delle ore donate dai dipendenti e campagne di raccolta fondi patrocinate da Conad, sono stati resi disponibili altri 249.000 euro. Di particolare valore sociale la partecipazione alla colletta del Banco Alimentare, la raccolta Dona una spesa e la lotta contro lo spreco per recuperare prodotti alimentari da condividere con chi è privo dei mezzi per soddisfare un bisogno primario come il cibo.

Il piano strategico di sviluppo per il triennio 2016-2018 prevede investimenti per 118 milioni di euro, finalizzati allo sviluppo della rete di vendita con 20 nuove aperture – 4 nel 2016, 7 nel 2017 e 9 nel 2018, ripartite tra Conad Superstore (10) e Conad (10), di cui 9 in Emilia-Romagna e 11 in Lombardia. Il fatturato è stimato in crescita di 140 milioni di euro.

 

Dao cresce e per il futuro si orienta su multicanalità e ottimizzazione costi

Conad superstore Dao
La strategia di Dao, che da giugno ha un nuovo direttore generale, il 51enne Paolo Alimenti, sembra orientarsi verso un progetto di multicanalità, che prevede aperture di parafarmacie e petstore

Il gruppo Dao cresce e registra un fatturato in aumento. La società cooperativa operativa con 280 store in Trentino Alto Adige e Veneto con le insegne Conad, Conad city e Margherita Conad e in Lombardia con l’insegna Maxì, e socia di Eurospin, ha infatti ottenuto ricavi di vendita nel 2015 che hanno sfiorato i 200 milioni di euro, con un aumento del 18,8% rispetto ai 168,2 milioni di euro di fine 2014. Positivo dunque il bilancio d’esercizio, con cifre che superano i 3,2 milioni di euro e un patrimonio che passa dai 24 milioni e 700.000 euro del 2014 ai 27 milioni e 765.000 euro del 2015. Una crescita attribuita principalmente a nuove aperture di punti di vendita realizzate a Verona, Vicenza, Dimaro e Rovereto, con un incremento di fatturato della rete esistente del 3% e all’entrata di otto nuovi associati con un apporto di fatturato di 28,9 milioni di euro.

La strategia di Dao, che da giugno ha un nuovo direttore generale, il 51enne  Paolo Alimenti, sembra orientarsi verso un progetto di multicanalità, che prevede aperture di parafarmacie e petstore, e un programmato cambio generazionale che indirizza le funzioni prima svolte dagli amministratori delegati Ivan Odorizzi e Rino Cattani nelle mani del neo direttore generale.  Odorizzi continuerà a ricoprire il ruolo di presidente, ma non quello di ad, mentre Cattani andrà in pensione. Per il futuro Dao non intende adottare nei propri negozi la riduzione dei prezzi, già resi più bassi, ma si pone come obiettivo  l’aumento delle vendite e l’ottimizzazione dei costi.

Zalando testa l’ecommerce nei negozi fisici Adidas

Zalando e adidas
Zalando e Adidas avviano il servizio Integrated Commerce grazie al quale sarà possibile acquistare i prodotti Adidas dallo store di Zalando o nei negozi fisici del brand di sportswear

Zalando manifesta l’interesse di coniugare il mondo virtuale con quello reale puntando sull’omnicanalità. Lo stesso Christoph Lange, vicepresidente brand solutions di Zalando, ha recentemente confermato le intenzioni della società di evolversi da retailer di moda a vero e proprio hub di innovazione tecnologica.

Zalando firma, infatti, un accordo con Adidas, aprendosi la strada verso gli store fisici. I due partner danno il via al servizio Integrated Commerce del portale guidato da Robert Gentz e David Schneider, grazie al quale sarà possibile acquistare i prodotti Adidas indifferentemente dallo store di Zalando o nei negozi fisici del brand di sportswear, ma, soprattutto, con consegna gratuita in giornata. Gli acquisti effettuati entro le 15, da qualsiasi canale, saranno consegnati in serata. Il servizio sarà accessibile solo tramite una speciale app, chiamata ZipCart. L’iniziativa, ancora in fase di test, sarà sperimentata prima di tutto nel negozio Adidas di Berlino in Tauentzienstraße. In una fase successiva. la società di eCommerce dovrà coordinare i sistemi gestionali dei singoli negozi utilizzando soluzioni ad hoc attualmente al vaglio di attente analisi.

 

Video: Zodio si racconta

Gli asset di Zodio raccontati in maniera divertente dai suoi addetti di vendita per attirare nuovi consumatori e fidelizzarli, grazie alle diverse competenze del personale.

Una buona dose di passione, cura del particolare, creatività e orginalità, amore per il bello, spirito di iniziativa, colore, interattività con la clientela: sono solo alcuni dei must che,come spiegano con allegria gli addetti del punto di vendita, caratterizzano Zodio, l'insegna di gruppo Adeo, lanciata lo scorso anno nel centro commerciale Fiordaliso a Rozzano (Mi).

zodio_3_bassa"Abbiamo tagliato il traguardo dell'anno di attività -spiega Marco Montemerlo, Ad dell'insegna in un'intervista a Gdoweek-. Il nostro concept è particolare: siamo il negozio della casa, non inteso come arredo, bensì come contenitore di idee e passioni".

Per questo, a breve, sarà aperto un secondo store a Rescaldina (Mi) per il quale è già stata avviata la selezione del personale.

Il concept di Zodio si sviluppa su una superficie di 2.500 mq con un'offerta di oltre 30.000 referenze, che spaziano dalla cucina agli hobby creativi, il benessere e tutto quanto nel concetto di craft, nel senso di voglia di personalizzare un oggetto con le proprie attività manuali. In questo senso, strategica è considerata l'offerta di corsi, laboratori, momenti formativi e incontri che permettano a chiunque, grazie ai consigli dei singoli addetti, di realizzare soluzioni di design personalizzato, che danno alle abitazioni un tocco di maggiore originalità.

Tormentoni Idm-Gdo a #Linkontro

“Sono 15 anni che parliamo di nuovi consumatori. Forse non sono più così nuovi” Paolo Iabichino a Linkontro

Ha ragione Iabichino, tutti d’accordo e poi? Poi si ricomincia come se nulla fosse. Questi alcuni luoghi “comuni” emersi alla kermesse Nielsen. Promozioni: non hanno più l’effetto di un tempo, tutti lo sanno e lo ripetono, sarà la volta buona per una svolta? La necessità di velocizzare i tempi di decisione. Amazon PrimeNow che ha iniziato e avviato il progetto su New York in 111 giorni è la dimostrazione che si può fare. Il segreto? Secondo molti, il disinteresse del big dell’eCommerce per i risultati di breve periodo; uno stato mentale che poco rappresenta il mondo di IDM e Gdo in questo momento.

A seguire, altro tormentone: l’eCommerce. Farlo sì, farlo no, e mentre se ne parla, sembra che tutti siano in attesa che cominci qualcun altro. Infine, le multinazionali. Abbracciano il web, sfoderano piani di digital marketing, parlano di engagement e di content e, sotto sotto, la “peculiarità” tutta italiana comincia a stufarli.

 

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Coop Alleanza 3.0 non acquisirà èTv-Rete 7

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Coop Alleanza 3.0 non è interessata ad acquisire èTv-Rete 7 e, tramite la controllata Comunicare srl, conferma il suo interesse solo all'acquisto dell'operatore di rete Antenna 1, titolare del canale 42 per l'Emilia-Romagna

Coop Alleanza 3.0 pare non sia interessata ad acquisire  èTv-Rete 7 e, tramite la controllata Comunicare srl, conferma il suo interesse solo "all'acquisto dell'operatore di rete Antenna 1, titolare del canale 42 per l'Emilia-Romagna, controllato da ètv-Rete 7 ma distinto dall'emittente televisiva, che ha invece la concessione come fornitore di contenuti.

Il Canale 42 è lo stesso che oggi trasmette, dietro un cospicuo affitto di banda, il segnale delle tre emittenti di proprietà della società: Telereggio, Trc Modena e Trc Bologna. L’intenzione di Coop Alleanza 3.0 è dunque di "stabilizzare e mettere in sicurezza l'attività delle tre emittenti, con l'unico dovere di tutelarne l'occupazione e di non metterle a rischio con operazioni avventurose".

A parere dei sindacati che stanno seguendo la vicenda, Coop 3.0 non può comprare solo il canale e su questa teoria ha chiesto il conforto di un parere legale.

Ad Auchan di Bergamo il totem City Life per i servizi anagrafe

auchan
Il totem, realizzato dalla società BBS – Tecnologia di buon senso, permette di interagire con l’anagrafe del Comune di Bergamo in modo semplice e rapido

All’interno del Centro Commerciale Auchan di Bergamo è stato inserito il totem City Live nel quale sarà quindi possibile interagire con l’anagrafe del Comune di Bergamo in modo semplice e rapido, senza recarsi agli sportelli di piazza Matteotti e sarà attivo tutti i giorni dalle 8.30 alle 21, con l’assistenza dell’operatore online dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 16. Il totem è stato realizzato dalla società BBS – Tecnologia di buon senso, azienda specializzata nella progettazione, realizzazione e fornitura “chiavi in mano” di tecnologie multimediali ed interattive orientata al marketing territoriale, all’infomobilità, alla cultura e all’educazione. Grazie al sistema offerto dalle piattaforme è possibile inviare documenti e ottenere certificati interfacciandosi direttamente con un operatore reale attraverso il monitor dei totem.

“Il nostro obiettivo è di rappresentare un punto di riferimento non solo per lo shopping ma anche per i servizi disponibili – dichiara Gaetano Maugeri direttore Centro Commerciale Auchan di Bergamo - Ne è un esempio la stazione BiGi del servizio di Bike Sharing, utile per collegare il Centro al vicino ospedale ed in linea con la nostra politica di eco sostenibilità, così come la wifi zone, la farmacia comunale, lo studio dentistico e non ultimo l’ufficio di servizi finanziari a brand Findomestic”.

 

Amazon porta in Giappone l’artigianato italiano

Sono in vendita su Amazon.co.jp gioielli e monili realizzati a mano, complementi d'arredo, porcellane, capi in pelle e prodotti artistici dell'artigianato dalla Toscana e di altre regioni italiane

Amazon 01Amazon.co.jp si aggiunge a Amazon.it, Amazon.co.uk, Amazon.de e Amazon.com proponendo attraverso il negozio Made in Italy capi in pelle, porcellane, complementi d'arredo, oreficeria, sculture e quadri, disponibili per 34 milioni di visitatori unici.co mensili. I clienti locali hanno dunque la possibilità di continuare il loro shopping spesso iniziato durante una vacanza in Italia, o scoprirlo per la prima volta. I prodotti disponibili nel negozio Made in Italy sono oltre 10.000. All'interno delle pagine dedicate, i navigatori possono trovare informazioni specifiche relative ai prodotti, tra cui anche le immagini e le descrizioni delle botteghe dove i prodotti sono stati realizzati e le tecniche di lavorazione utilizzate.

“Il numero delle aziende italiane che hanno venduto i propri prodotti all'estero con Amazon è cresciuto di oltre il 135% negli ultimi 12 mesi, registrando più di 165 milioni di euro in esportazioni” ha affermato Francois Nuyts, country manager Amazon Italia e Spagna. Il lancio del negozio Made in Italy su Amazon.co.jp è avvenuto nel corso di una conferenza tenutasi a Tokio, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Giappone (ICCJ - Italian Chamber of Commerce in Japan). Tre gli artigiani in rappresentanza delle centinaia di botteghe italiane che offrono i propri prodotti nel negozio Made in Italy: Storia Penne quale creatore di strumenti di scrittura incluse penne di legno e di resina; il marchio Dalle Piane Cashmere, linea uomo e donna che si pone nel segmento alto del mercato e Sbigoli Terrecotte, antica bottega artigiana, fondata nel 1857 dalla famiglia Sbigoli e specializzata nella produzione di ceramica da tavola e d’arredo, maiolica, nel laboratorio situato all’interno del negozio.

Despar Nordest, premi di risultato per i dipendenti

Despar festival aspiag service
Aspiag Service Srl, concessionaria Despar Nordest, conferisce premi di risultato per 4.448 collaboratori dei supermercati Despar, Eurospar e Interspar

Aspiag Service Srl, concessionaria Despar Nordest, conferisce premi di risultato per 4.448 collaboratori dei supermercati Despar, Eurospar e Interspar. Angelo Pigatto, direttore risorse umane di Despar Nordest, sottolinea l’attenzione dell’azienda verso i propri collaboratori: “Aspiag Service è una delle poche realtà del settore commercio con un contratto collettivo aziendale, ed è stata una delle prime aziende italiane a conseguire la prestigiosa certificazione internazionale sulla sicurezza del lavoro. Inoltre, nonostante la situazione del mercato della distribuzione alimentare sia molto complessa e la ripresa dei consumi sia ancora debole, con il mese di maggio 2016 l’azienda ha erogato premi di risultato a 4.448 dipendenti, con importi variabili da 120 a 850 euro per addetto”. La società, proprio nel mese di maggio 2016, ha ottenuto la conferma della certificazione internazionale del sistema di sicurezza Ohsas 18001.

Contratti ai lavoratori. Secondo quanto spiega l’azienda, nel 2015 sono stati assunti a tempo indeterminato 358 collaboratori mentre negli ultimi 4 anni ha assunto a tempo indeterminato ben 1.252 nuovi collaboratori. Il 90% dell’organico ha un contratto a tempo indeterminato: i contratti a termine sono previsti soprattutto per le nuove aperture e i supermercati nelle località turistiche. Despar Nordest applica inoltre contratti collettivi aziendali che prevedono un trattamento economico e normativo migliorativo rispetto alla maggior parte dei lavoratori del commercio.

Con Gourmé & Bottega, l’eccellenza enogastromica entra in aeroporto

Gourmé Bottegadi Raffaella Pozzetti

Gourmé & Bottega fa il suo esordio a Malpensa. Chef Express (insegna di Gruppo Cremonini) prosegue lo sviluppo della ristorazione in concessione negli aeroporti, aprendo 3 nuovi punti vendita all'interno dell'aeroporto di Milano Malpensa, nel Terminal 1, area arrivi, per un presidio ancora più capillare dell'offerta ristorativa su Malpensa, dove l'insegna è già presente con altri locali. I tre format di ristorazione si sviluppano su una superficie di vendita contigua, di 170 mq circa complessivi, e un totale di 60 posti a sedere, per una proposta di consumo veloce mirata a soddisfare tre diverse esigenze dei viaggiatori nei vari momenti della giornata. Nel dettaglio l'area comprende: il punto di vendita di healty food JuiceBar, il bar caffetteria Mokà (due format già noti nel mondo Chef Express) e, soprattutto, il nuovo concept Gourmé & Bottega.

Protagonisti della partnership: Sandro Bottega e Cristian Biasoni
Protagonisti della partnership: Sandro Bottega e Cristian Biasoni

Quest'ultimo formato, sviluppato in collaborazione con l'azienda vinicola veneta Bottega S.p.A, si qualifica per l'ampliamento della proposta ristorativa di Gourmé, insegna di Chef Express specializzata in prodotti tipici regionali, fra cui salumi Dop e Igp di Italialimentari (anch'essa azienda di Cremonini). “Grazie alla partnership con Bottega Spa - spiega Cristian Biasoni, ad di Chef Express - abbiamo realizzato il perfetto bilanciamento tra la nostra offerta di specialità gastronomiche e una pregiata offerta di vini del territorio. Abbiamo anche lavorato sull'ingegnerizzazione del menu, studiato per suggerire al cliente il miglior abbinamento fra food e wine”. Il format a breve entrerà anche nelle stazioni ferroviarie, a cominciare da quella di Mestre (dove è prevista una prossima apertura). Ma le aspettative sono di esportare il progetto anche all'estero.

Kiko: concept store progettato da Kengo Kuma

Il negozio porta la firma dell’architetto giapponese Kengo Kuma, noto per un’attività progettuale attenta ai temi della modernità e al contesto architettonico e culturale in cui opera

Kiko Milano prosegue il suo piano di espansione e inaugura un nuovo store sviluppato su una superficie di 150 mq all’interno dell’Oriocenter, il centro commerciale di Orio al Serio in provincia di Bergamo. Il negozio porta la firma dell’architetto giapponese Kengo Kuma, noto per un’attività progettuale attenta ai temi della modernità e al contesto architettonico e culturale in cui opera.  Per Kiko, Kuma firma un progetto d’avanguardia che rappresenta l’evoluzione delle unicità dei negozi Kiko, caratterizzato da grandi spazi aperti e moderni, dove predomina la scelta del colore bianco. Gli elementi decorativi enfatizzano il carattere dello store: il monogramma KK, ad esempio,  è stato utilizzato a firma degli interni e per creare un elegante disegno che contraddistingue il soffitto. Kiko Kengo Kuma Oriocenter 1 ingresso

Innovazioni hi tech ed eco sostenibilità. L’innovazione si traduce nella presenza di numerosi iPad dotati di un’applicazione ad hoc che offre suggerimenti per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e realizzare diversi tipi di make up. Lo store è inoltre dotato di una tecnologia smart orientata a migliorare l’esperienza di tutti gli amanti del brand. A loro, Kiko dedica anche la sua area social all’interno del negozio. Nell’ottica del rispetto dell’ambiente, la struttura è stata realizzata con accorgimenti ecosostenibili come il sistema domotico (BMS) di controllo in remoto per una maggiore razionalizzazione dei consumi, e l’illuminazione 100% led. Anche nella scelta dei materiali si è preferito un contenuto di riciclato derivante dagli scarti di lavorazione industriale e da riciclo di materie prime post consumo.

 

Amazon Fresh, parte da Londra la sfida ai big four

Amazon Fresh è attivo da oggi nell'area nord-est di Londra: prevede la consegna di 130.000 articoli nell'ambito del fresco e del surgelato, dal latte al pane, ma ha stretto accordi anche con 50 food retailer indipendenti

Dopo gli Usa, dove è attiva da sette anni, Amazon Fresh, il nuovo servizio di consegna a domicilio di prodotti alimentari freschi e freschissimi, è attivo da oggi nei quartieri nord-est di Londra, esattamente in 69 Cap. Amazon prevede un periodo di consegna gratuita di 30 giorni per i neoiscritti ad Amazon Prime, il cui abbonamento costa 79 sterline all'anno e che resta il prerequisito per fruire del servizio. Gli ordini ricevuti entro le 13 saranno consegnati entro le 23. Per una quota aggiuntiva di 6,99 sterline al mese si possono avere consegne illimitate nell'arco del mese purché lo scontrino superi le 40 sterline.
Le consegne vengono gestite dal magazzino di Bow, nell'east London, l'infrastruttura logistica di Amazon che si appoggia, dal punto di vista delle consegne, su 90 operatori indipendenti che lavorano fra l'altro per altri retailer. È per questo motivo che non si potranno vedere i furgoncini brandizzati Amazon Fresh.
Si apre una nuova sfida e fronte di confronto tra Amazon e i Big Four, ossia le quattro grandi catene della distribuzione inglese (Tesco, Sainsbury's, Asda e Morrisons con cui Amazon ha concluso di recente un accordo di partnership.

Sul tema, un approfondimento  a parte di Cristina Lazzati : Amazon Fresh #stiamofreschi

Walmart avvia consegna a domicilio con Uber e Lyft

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Walmart amplia l’offerta di servizi al cliente sperimentando nuove modalità di consegna a domicilio. I nuovi servizi saranno sperimentati nelle prossime settimane

Walmart amplia l’offerta di servizi al cliente sperimentando nuove modalità di consegna a domicilio. Il CEO Doug McMillon annuncia infatti una iniziativa che prevede la consegna di vari prodotti attraverso servizi come Uber a Phoenix, Lyft a Denver che sarà avviata nelle prossime settimane.  Il servizio va ad aggiungersi al Pilot Club di Sam, iniziato nel mese di marzo e prevede la consegna, grazie a Deliv, di merci in generale e di generi alimentari per lavoratori di Miami.

Come funziona. I clienti di Walmart possono effettuare, in una delle posizioni di prova installate in varie zone, il loro ordine di alimentari on-line e selezionare una finestra di consegna. I personal shopper di Walmart possono richiedere un driver da uno dei servizi lanciati per compiere il tragitto fino al negozio dove si può ritirare l'ordine del cliente e portarlo poi direttamente nella sede scelta dall’utente. Al consumatore basta fare una carica di consegna on-line di 7-10 dollari mentre nessun onere è a carico del conducente.

Tempo di franchising chi, come e perché

Uno strumento prezioso per sviluppare reti di vendita affidabili, minimizzando i rischi. Centrale la scelta della location e l’affidabilità del franchisee (da Gdoweek 10 - 2016)

Da salvagente negli anni della crisi economica a nuova frontiera dell’imprenditoria, a fianco e a supporto dell’online in un’ottica di crosscanalità: il franchising è un settore che continua ad attirare investimenti dopo un 2014 in leggera flessione. Secondo i dati di Assofranchising, l’anno scorso ha fatto registrare il segno più in tutti gli indicatori: 23,3 miliardi di giro d’affari (+0,2%), oltre cinquantamila punti di vendita (+0,8%) per un migliaio di brand, occupati a quota 190mila. I settori con la maggiore attività in affiliazione sono il food, sia come ristorazione sia come distribuzione, seguito da abbigliamento, viaggi e turismo, benessere e wellness, immobiliare. Tra i servizi, soprattutto nelle grandi città, sono in espansione asili nido e ludoteche. Per quest’anno, Confimprese prevede l’espansione di ottica, arredamento, prodotti erboristici e oggettistica per la casa, segno che, nel carrello della spesa, il consumatore sta lentamente ricominciando a introdurre anche beni non di prima necessità. Una soluzione vantaggiosa e affidabile, per franchisor come per franchisee come confermano alcuni dati di Federfranchising Confesercenti, secondo il quale il 50% delle nuove attività non in affiliazione è in difficoltà dopo sei mesi dall’avvio, il 30% chiude entro il primo anno e solo il 20% supera i 5 anni; solitamente, invece, meno del 5% delle aziende in franchising fallisce. A che punto siamo? Cosa ne pensano i diretti interessati? Ecco una breve ricognizione di alcuni tra i brand più attivi in Italia e non solo.

10_GDOWEEK10_2016_CoverStory_intPerché il franchising
Tra le insegne food impegnate con questa formula, c’è senz’altro Carrefour, che ha iniziato trent’anni fa: oggi conta oltre 600 punti di vendita in franchising e sta pensando a ulteriori espansioni, soprattutto in Triveneto. “Per noi il franchising rappresenta il modo più veloce per espanderci in un territorio - spiega Maurizio Nicolello, direttore franchising e sviluppo supermercati di Carrefour Italia- soprattutto quando il franchisee è un imprenditore che gestisce già un suo negozio”.
Sviluppo prioritario in affiliazione anche per Tally Weijl, catena di abbigliamento per donne dai 15 ai 25-30 anni, presente da dieci in Italia, dove opera con una rete di 45 punti di vendita diretti e 140 in franchising. “D’ora in avanti ci espanderemo principalmente con questa formula -spiega il Country Manager di Tally Weijl Marco Dellapiana- per il quale abbiamo adottato un modello di business molto resiliente, che prevede merce in conto vendita, un’equa distribuzione dei rischi e una forte integrazione con l’affiliato, in termini sia di sistemi informatici sia di formazione, fattore critico di successo. Inoltre, ascoltiamo i feedback dei franchisee e facciamo una sintesi dei suggerimenti nel riassortimento”.

L’articolo completo su Gdoweek 10 – 2016 

Gdoweek, il n. 10 in distribuzione

00_GDOWEEK10_2016_CoverNel numero 10 di Gdoweek la cover story: Franchising, il retail da manuale

Saper mettere in relazione armonica spazi, oggetti e persone. Come? Ce lo racconta Davide Padoa

Samsung sfida Apple anche nel retail e punta all’experience: visita guidata al nuovo concept store di NYcity

Il reparto ortofrutta è il biglietto da visita dell’insegna. Alcuni consigli per non sbagliare

03_GDOWEEK10_2016_Sommario

Crai sostiene i Giochi senza barriere

Giochi_senza_barriere_2015 Crai
L'evento benefico, che si rifà ai Giochi Senza Frontiere, è in programma il 9 giugno allo Stadio dei Marmi di Roma. Il Cedi Crai F.lli Ibba della Sardegna scenderà in campo

Crai partecipa a Giochi senza barriere, evento benefico che si rifà ai Giochi Senza Frontiere, in programma il 9 giugno allo Stadio dei Marmi di Roma. I ragazzi dell’associazione art4sport e altri bambini con disabilità si sfideranno in divertenti gare sportive insieme a bambini e adulti normodotati. Il Cedi Crai F.lli Ibba della Sardegna scenderà in campo con una squadra di atleti in rappresentanza della propria regione. Una ventina di ragazzi e ragazze provenienti dall’Isola si metteranno in gioco e sfideranno le altre squadre partecipanti nei quattro giochi in programma. La serata sarà condotta da tre presentatori d’eccezione, il Trio Medusa. Per l’occasione i due Comitati sportivi italiani, Cip e Coni, rappresentati dai presidenti Luca Pancalli e Giovanni Malagò sosterranno insieme l’evento.

“Siamo davvero orgogliosi di supportare anche quest’anno, in qualità di Main Sponsor e con la realizzazione di un gioco firmato Crai, la manifestazione Giochi senza Barriere – dichiara Giangiacomo Ibba, presidente Crai Cooperativa - Il messaggio di integrazione a sostegno dei bambini portatori di protesi agli arti e delle loro famiglie che lancia art4sport è di primaria importanza sociale e va sostenuto da tutti noi. Questi ragazzi, rappresentati da Bebe Vio campionessa mondiale paralimpica, ci dimostrano che davanti agli ostacoli della vita non bisogna mai mollare e che determinazione e costanza aiutano a raggiungere grandi risultati”.

 

 

La gestione del category e l’impatto sul fatturato

La necessità è ottimizzare le rotazioni. L’esperienza di Rewe Dortmund per 300 punti di vendita (da Gdoweek 9 - 2016)

Sta coinvolgendo anche il retailing la trasformazione del largo consumo, a causa dell’espandersi dell’omnicalità e del mobile computing e ha inasprito lo scenario competitivo obbligando i retailer a moltiplicare gli sforzi per ottimizzare l’assortimento e, in ultima analisi, le rotazioni. L’approccio quantitativo e previsionale garantisce i risultati di ottimizzazione migliori ed è attuabile attraverso strumenti software. In questa direzione, Rewe Dortmund (gruppo di retailer di Rewe Group), ha deciso di effettuare un investimento per ottimizzare gli assortimenti e incrementare le rotazioni. La scelta è stata di utilizzare un software di category management per creare planogrammi specifici per ogni punto di vendita. Un aspetto significativo della strategia di ottimizzazione è la decisione di agire puntualmente, in funzione della realtà locale in cui il punto di vendita è inserito.

Omnichannel
Il punto di partenza è il magazzino da cui partono le merci e il cui destino non è più univoco non corrispondendo solo con lo scaffale del punto di vendita. Vi è un aspetto di convergenza che deve essere computato, così come nello store gli spazi devono essere calibrati in funzione delle caratteristiche e delle esigenze degli avventori. Rewe Dortmund, mediante Jda Category Management , realizza dei planogrammi mirati che poi sono implementati negli scaffali. Il software di category management ha sostituito metodi e strumenti che in Rewe Dortmund si basavano su fogli di calcolo per la definizione della composizione dell’assortimento. Diversi i benefici sottolineati dall’azienda tedesca attraverso Martina Reisch, (consigliere di amministrazione di Rewe Dortmund), come l’efficientamento di molti processi di base, grazie all’automazione e alla standardizzazione che il nuovo strumento software ha reso possibile.
Il tema del category management non è centrale solo per la distribuzione moderna generalista, ma anche per quella settoriale. È il caso di Iceland, il leader del Regno Unito dei surgelati che ha utilizzato il medesimo approccio di Rewe Dortmund per gestire gli assortimenti di oltre 860 punti di vendita con un approccio multicanale. Anche in questo caso, è stata fondamentale la customizzazione dell’assortimento in funzione della posizione urbana e geografica del punto di vendita che serve target differenti con gusti diversificati. Da qui la necessità di costruire un assortimento rispondente alle esigenze puntuali della clientela.

Dentro il category management
Il concetto di category management è definito da un insieme di attività proattive. Grazie agli strumenti software dell’ultima generazione i retailer possono collaborare con i fornitori per comporre un assortimento il più rotante possibile. Utilizzando tool di analisi è possibile ottenere indicazioni circa il comportamento dei consumatori a livello macro e anche micro rispetto al mercato locale. Un primo set di variabili su cui l’analisi insiste è ciò che determina l’ottimizzazione dell’assortimento. Si agisce con un tool di supporto alle decisioni (Dss) mediante processi, anche visuali, con diverse finalità tra cui fidelizzare il consumatore anche attraverso una limitazione delle rotture di stock. L’approccio quantitativo è ciò che consente la computazione dei dati e l’estrazione di informazioni che sono utilizzate per la programmazione. Una programmazione che passa attraverso il cosiddetto clustering di canale e che dà la possibilità di analizzare il singolo punto di vendita e la singola domanda per l’ottimizzazione dell’offerta. Domande e offerte simili danno origine a cluster (ammassi) di punti di vendita assimilabili e, da qui, un’ottimizzazione assortimentale altamente efficiente.

Il valore dello spazio
Gli esperti di category management sanno benissimo che a parità di assortimento, la presentazione a scaffale determina performance di rotazione differenti. I tool di category management incidono anche su questo aspetto con tool di generazione di planogramma e, nondimeno, sull’organizzazione del layout di punto di vendita. Un tool che può incrementare l’efficacia di progettazione è la simulazione tridimensionale con modelli a rappresentazione fedele della realtà. Occorre infine sottolineare che la progettazione di category è una costruzione multivariabile in cui alcune di queste variabili, non sono di tipo deterministico ma probabilistico. Per questo motivo la simulazione e la regolazione “ad anello chiuso” delle variabili di sistema si rende necessaria per un fine tuning che sappia massimizzare i parametri di vendita.

L’articolo completo su Gdoweek 9 – 2016 

Tesco ridisegna la propria offerta di vini

L'insegna dedica più spazio ai prodotti maggiormente apprezzati dai consumatori, evitando “duplicazioni” di prodotto e semplificando l’offerta assortimentale

Tesco “ridisegna” la propria gamma di etichette di vino formata da 118 referenze puntando su un’offerta più coerente e facilmente riconoscibile, dedicando più spazio ai prodotti maggiormente apprezzati dai consumatori ed evitando “duplicazioni” di prodotto, semplificando così l’offerta assortimentale.

Va in cantina dunque la linea Vigna, rimane il marchio principale, ossia Tesco, una gamma con prezzi stabili, proposta accanto alla già esistente Finest, che rimane invariata. Tesco si concentra, dunque, sui best-seller della propria marca privata, ma porta a scaffale anche nuovi vini, che vanno da un Montepulciano d'Abruzzo, un Pinot Nero del Sud Africa, un Tempranillo spagnolo e un Bordeaux superiore.

Gavin Warburton, direttore categoria di Tesco per BWS, sottolinea: "I nostri clienti ci hanno detto di volere un ottimo rapporto qualità-prezzo su prodotti di qualità, ma a volte hanno bisogno di aiuto per la scelta di un prodotto. Ecco perché abbiamo puntato su una linea più facilmente riconoscibile”.

 

Video tour nello store Eataly per Autogrill

Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, e Ezio Balarini, group chief marketing officer di Autogrill, spiegano il presente e il futuro della nuova insegna che le due imprese hanno lanciato nell'area di servizio di Secchia Ovest sull'A1.

Dalla partnership tra Eataly e Autogrill nasce un nuovo concept: Eataly per Autogrill, vale a dire lo store travel gourmet, in grado di offrire, anche in autostrada, un market food distintivo a firma Eataly, cui si aggiungono i classici Ristorantini cui ci ha abituato l'insegna fondata da Oscar Farinetti, che "veste" con il suo stile anche mondo più tipico di Autogrill (libri, musica, accessori telefonia, ecc). L'obiettivo è partire da questa location -l'area di servizio Secchia Ovest, sull'A1, all'altezza di Modena, negli spazi in precedenza occupati dal ristorante Fini- per parlare di Made in Italy a chi viaggia e cerca sempre novità, ai turisti che visitano il nostro Paese, ma non solo: l'obiettivo è anche quello di andare all'estero, una volta messo a punto in maniera definita il format, come spiega bene nel video Oscar Farinetti (nella foto insieme all'Ad di Autogrill Gianmario Tondato da Ruos). farinetti e autogrill

La mission. "Eataly per Autogrill è l'esatta riproduzione degli Eataly di città -spiega Ezio Balarini, group chief marketing officer di Autogrill, che nel video spiega anche i programmi futuri-. È una proposta unica sulle autostrade perla qualità del prodotto e per la capacità di Eataly di avere portato con noi in autostrada alcune delle sue eccellenze, anche con scelte coraggiose, come il forno a legno per la pizza. C'è una visione comune tra noi e l'azienda creata da Farinetti basata su valori come autenticità, consapevolezza rispetto sia a quello che mangiamo sia nei confronti delle persone che trasformano i prodotti". Un'alleanza destinata a consolidarsi e a svilupparsi in Italia e non solo.

 

Nordiconad incrementa del 4% il fatturato 2015

Conad

ConadNordiconad continua a crescere rafforzando la propria quota di mercato, salita al 7,8%. Nel 2015, con una domanda interna ancora molto debole e vendite di nuovo in ribasso a fine anno dopo l’euforia del periodo estivo, Nordiconad ha registrato un fatturato di 1,62 miliardi di euro, in crescita del 4 per cento rispetto a quello dell’anno precedente, con un utile netto di esercizio di 21,7 milioni di euro (+39,2 per cento).

“Considerato il difficile contesto economico, i risultati che abbiamo ottenuto sono positivi, superiori al budget che ci eravamo dati e al buon risultato del 2014 – sottolinea il direttore generale di Nordiconad Alessandro Beretta. Dati che confermano la validità delle scelte strategiche fatte, la capacità di creare valore per i nostri soci imprenditori e convenienza per i clienti, di fare squadra. Alla base c’è una solida forza di coesione che ci rende fiduciosi per il futuro. Il piano strategico di sviluppo va nella direzione di un gruppo sempre più motivato a cogliere nuovi importanti, ambiti traguardi”.

A garanzia del passaggio generazionale, e dunque della propria continuità nel tempo, la cooperativa promuove percorsi di crescita e formazione di nuovi soci imprenditori – in particolare con il progetto "Mentori" – che possano garantire un adeguato futuro alle 185 società attive nel 2015 con i loro 557 soci. Nordiconad ha migliorato anche la propria solidità patrimoniale: +5,4 per cento l’incremento del patrimonio netto consolidato, che ammonta a 242 milioni di euro.

La marca Conad è leva fondamentale per lo sviluppo e il rafforzamento della fedeltà all’insegna, con tassi di crescita superiori alla media del mercato: è leader nel 45% delle categorie in cui compete, percentuale che sale al 75% se si considerano anche le seconde posizioni. La cooperativa ha attuato una serie di iniziative per incontrare l’esigenza di risparmio dei clienti, puntando alla convenienza quale elemento indispensabile per accompagnare una fase ancora delicata dell’economia delle famiglie.

Con i prodotti Conad – uno su tre venduti è a marchio – ha sviluppato un fatturato di 200,2 milioni di euro. In crescita il biologico, a 9,6 milioni di euro di fatturato, e i senza glutine, a 2,6 milioni, segno di una maggiore attenzione dei clienti ai prodotti che hanno un intrinseco maggiore valore salutistico, unito ad un incremento dell’assortimento di prodotti a marchio Conad (168 in più rispetto al 2014).

Per il triennio 2015-2017, Nordiconad ha elaborato un piano strategico di sviluppo che prevede investimenti per 46,8 milioni di euro finalizzati a nuove aperture per 17.500 mq di nuove superfici di vendita e oltre 400 nuovi posti di lavoro. Nel corso del 2016, sono in programma 19,2 milioni di euro per 6.310 mq di nuove aperture e 166 nuovi posti di lavoro.

Aeronautica Militare apre un nuovo negozio a Milano

aeronautica militare
Il negozio, che si sviluppa su una superficie di circa 200 metri quadrati, propone tutte le collezioni di abbigliamento Uomo, Donna e Kids e gli accessori del brand

Il brand di moda sportswear Aeronautica Militare inaugura il primo concept store milanese nella Galleria San Babila. L’atmosfera, nel rispetto della filosofia dell’insegna, è da vero hangar militare. Il negozio, che si sviluppa su una superficie di circa 200 metri quadrati, propone tutte le collezioni di abbigliamento Uomo, Donna e Kids e gli accessori del brand che spaziano dalle calzature alla pelletteria, dai caschi agli orologi. Si tratta di articoli pensati per chi apprezza uno stile dinamico e cool e di grande portabilità. La collezione donna comprende piumini, giacche, T-shirt, camicie, pantaloni, maglieria e felpe, realizzati con materiali molto performanti, frutto di ricerca innovativa.

Lo store di Aeronautica Militare appena aperto a Milano va ad aggiungersi ai 10 store monomarca in Italia e agli oltre 600 punti di vendita in selezionati shopping mall e negozi multibrand. Altri obiettivi per il 2016 per la Cristiano di Thiene Spa sono di consolidare la presenza del brand nelle grandi capitali europee, in estremo oriente e sul mercato americano e aprire a breve il terzo monomarca in Sud Africa.

 

Nasce Zalando Privé con sconti fino al 75%

zalando privé
Il sito di vendite private di Zalando permette di accedere a campagne caratterizzate da sconti fino al 75% su oltre 2.500 brand. Ogni giorno saranno disponibili fino a 6 nuove campagne

Zalando propone Zalando Privé, il proprio sito di vendite private che permette ai clienti italiani di accedere a campagne caratterizzate da sconti fino al 75% su oltre 2.500 brand. Lo stesso servizio, con il nome di Zalando Lounge, è già disponibile in altri Paesi come Germania, Austria, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Finlandia, Danimarca, Svezia, Regno Unito e Svizzera, e conta oltre 8 milioni di utenti registrati.

Come funziona. In Italia la gamma di prodotti disponibile su Zalando Privé include scarpe, abbigliamento e accessori per uomo, donna e bambino, abbigliamento e attrezzature sportive, intimo, articoli per la casa e gioielleria. Ogni giorno saranno disponibili fino a 6 nuove campagne, ciascuna con una durata limitata nel tempo e valida fino a esaurimento scorte. L’acquisto prevede un costo alla consegna di 5,90 euro; l’eventuale reso è interamente gratuito e può avvenire entro 14 giorni dalla consegna del prodotto. I clienti potranno accedere alle offerte attraverso il sito www.zalando-prive.it, di cui è già disponibile una versione ottimizzata per dispositivi mobile, e l’app ufficiale per iOS seguirà a breve. Per il lancio sul mercato italiano, come già avviene per Zalando.it, è stata introdotta la possibilità di pagamento alla consegna.

La strategia di Zalando. “Differenziare l’offerta ci permette di avere un focus più distinto su ciascuno dei due shop, e con Zalando Privé saremo in grado di rispondere ancora meglio alle necessità dei clienti più attenti al prezzo”  spiega Aldo Costagliola, Regional Leader Italia, Francia e Belgio di Zalando Privé “Il lancio di Zalando Privé si colloca perfettamente nella nostra strategia - commenta Giuseppe Tamola, Country Manager Italia e Spagna per Zalando - vogliamo portare sul mercato soluzioni diverse per esigenze diverse. Si tratta inoltre di un modello di business che, come osserviamo in altri mercati, si adatta perfettamente all’uso da mobile. Considerata l’alta affinità dei clienti italiani con il mobile, siamo sicuri che il riscontro sarà positivo”.

Victoria’s Secret, nuovo store alla stazione Roma Termini

Il brand di lingerie fa il suo ingresso alla stazione Termini, dove ha inaugurato un nuovo store realizzato con la collaborazione del gruppo Percassi

Il brand di lingerie Victoria’s Secret fa il suo ingresso alla stazione Termini di Roma, dove ha inaugurato un nuovo store realizzato con la collaborazione del gruppo  Percassi. Nello store della città capitolina l’offerta merceologica propone tutte le fragranze del brand, fra le quali Victoria's Secret Bombshell, vincitore del Fragrance Foundation Award, e Victoria's Secret Angel, oltre alla nuova fragranza Love me more. Inoltre, prodotti per la cura del corpo, anche in formato da viaggio, e accessori come borse, piccola pelletteria e valigeria. Infine, sciarpe, occhiali da sole e una selezione di prodotti di lingerie.

Victoria's Secret è già presente a Roma, al Terminal 3 dell’aeroporto Leonardo Da Vinci, a Milano dove conta due negozi aperti in centro e uno alla stazione centrale. È presente inoltre a Il Centro di Arese, all'aeroporto di Bergamo, a Carugate e a Venezia.

Pianoforte Holding apre il multibrand Yamamay, Carpisa e Jaked

multibrand pianoforte holding
È un negozio che si sviluppa su una superficie di 250 metri quadrati, ha tre vetrine e due ingressi, uno per Yamamay e uno per Carpisa e un passaggio interno per Jaked

Il Gruppo Pianoforte Holding, società a cui fanno capo i marchi Yamamay, Carpisa e Jaked, apre il primo store aziendale, all'aeroporto Capodichino di Napoli. È un negozio che si sviluppa su una superficie di 250 metri quadrati, ha tre vetrine e due ingressi, uno per Yamamay e uno per Carpisa. La struttura ha un passaggio interno che conduce all'area riservata all'abbigliamento sportivo tecnico e activewear di Jaked. L'offerta spazia dall’intimo, pigiameria e beachwear, alle borse e alla valigeria, passando per l’abbigliamento tecnico sportivo e gli accessori. Ci sono proposte per la donna, l’uomo e il bambino.

Il Gruppo è nato nel 2011 dalla fusione del Gruppo Inticom, proprietario di Yamamay e Jaked, e di Kuvera, società che gestisce il brand Carpisa, appartenenti alle famiglie Cimmino e Carlino.

 

Aperto a Silverlake il 365 di Whole Foods Market

Concept da millennials per l'attesissimo 365 di Whole Foods Market. Aperto a fine maggio il punto di vendita di SIlverlake

Ha aperto il 25 maggio, a Silverlake, il primo e attesissimo 365 di Whole Foods Market. 2.700 mq, di cui 500 dedicati al mondo Veg, ampia anche la sezione Grab-and-go (prendi e vai) con i piatti pronti dalla pizza, agli hot-dog senza carne, alle insalate di quinoa, riso e vegetali. Sparisce il mediterraneo dall’offerta dei piatti pronti e d’asporto e si fa largo l’esotico: i coreani bibimbap e kimchee con riso fritto, le enchiladas, i germogli al schichimi togorashi (peperoncino ai sette sapori).
La filosofia è EDLP (anche se per l’apertura, numerosissime le promozioni) e il desiderio è di farsi percepire come una catena dai prezzi, se non bassi, convenienti. La proporzione tra biologico e tradizionale si fa più bilanciata con un aumento delle referenze non bio. Mentre per carne e pesce la filosofia rimane quella della casa madre: filiere garantite e segnalazione degli standard utilizzati di welfare animale.

Una App per i vini

Non mancano i vini valorizzati da una app che ne scannerizza l’etichetta dandone tutte le informazioni e valutazioni relative. Anche qui il prezzo è attentamente monitorato e tutte le etichette sono al di sotto dei 20 dollari (prezzo più che conveniente per il mercato USA). Non mancano le etichette locali (siamo in California dove le winery abbondano).
L’area latticini offre un assortimento vasto anche di referenze anche senza lattosio, dai latti freschi di mandorle, cocco e soia a quelli di lunga conservazione di riso, quinoa e canapa.

Per Whole Foods Market un concept da Millennials

Il layout è all’insegna della praticità, il negozio è completamente aperto alla vista del cliente la scaffalatura è bassa e permette così di abbracciare con uno sguardo l’intero layout. I colori, blu, rosso e giallo, sono stati selezionati per dare un’impronta energetica alla prima occhiata. I prezzi sono tutti elettronici, non manca il wi-fi in tutte le aree di ristorazione sparse per il negozio, così come il servizio istant-cart e un parcheggio protetto per le biciclette.
Ogni negozio, a cominciare da questo, avrà la cifra stilistica di un’artista locale che lo “calerà” nel contesto in cui si trova.
In sintesi, un concept dedicato ai milennials in tutto e per tutto, come promesso.

Mercato Metropolitano pronto per lo sbarco a Londra

Mercato Metropolitano
A confermalo è l’ideatore del format Andrea Rasca. Il market aprirà a fine giugno nella zona Sud della città ed occuperà oltre 4mila metri quadrati su tre livelli.

Dopo l’esperienza milanese e la replica nella città di Torino, Mercato Metropolitano guarda oltreconfine e prepara l’arrivo in grande stile a Londra. A confermalo è Andrea Rasca, imprenditore che ha ideato per primo il format rinnovando il concept del mercato attraverso un originale mix di filiere corte, supermercato, ristorazione, socialità, sostenibilità, ma anche artigianalità e moderno street food.

Mercato Metropolitano Torino
Mercato Metropolitano di Torino

Mercato Metropolitano in versione UK seguirà la stessa formula dei suoi due predecessori ed occuperà un edificio su tre livelli con superficie di oltre 4mila metri quadrati, nei pressi della stazione Elephant & Castle - zona Newington Causeway a Sud della città.

L’apertura è prevista per la fine di giugno e vedrà l’inaugurazione di panetteria, pescheria, macelleria e produttori di pasta fresca, così come di un barbiere ai piani superiori. I business presenti potranno affittare lo spazio al massimo per un anno.

rasca0206aPer lo sbarco nella capitale inglese Andrea Rasca (in foto) ha stretto un accordo con la società edilizia Peabody che prevede l’investimento di 1,2 milioni di sterline (circa 1 milione e mezzo di euro), ma si parla anche di trattative in corso per altre aperture londinesi nei prossimi due anni.

Ibs.it compie 18 anni: aprì l’ecommerce in Italia

18 anni fa la prima transazione con carta di credito su un sito di ecommerce in Italia: apriva l'attività online Ibs.it

L’ecommerce è diventato oramai una tale consuetudine nelle nostre vite, personali e professionali, che si fa fatica a ricordare come tutto è cominciato.
Invece, oggi che il settore sembra essere dominato e regolato dai big player internazionali, è importante dare il giusto riconoscimento a chi, nel nostro Paese, diede il là, accese per primo i motori.
Lo fece, 18 anni fa, Ibs.it, che proprio il 3 giugno del 1998 non solo andava online con il suo sito, ma soprattutto autorizzava la prima transazione con carta di credito.
Il primo acquisto, ricorda oggi la società con una nota, non fu effettuato da un cliente italiano, ma da un californiano che acquistò una copia de “La concessione del telefono” di Andrea Camilleri.

Per Ibs.it sei milioni di prodotti a listino

Va detto che, come per altri etailer, la vocazione monoprodotto di Ibs si è andata progressivamente ampliando e la società ha portato nel proprio listino non sono i libri fisici e digitali , ma anche musica, film, videogiochi, giocattoli.
Oggi il listino di Ibs conta qualcosa come 6 milioni di prodotti, tra i quali 800.000 libri in lingua italiana, 4 milioni in inglese, 1 milione di ebook, 300.000 tra cd musicali e vinili, 30.000 film nei diversi formati, 19.000 giocattoli e 5.000 videogames.
Il volume degli ordini che annualmente partono dai magazzini di Assago supera il milione e 600.000 pezzi l’anno, con una media di 20.000 prodotti al giorno.
Per quanto riguarda il settore librario, da sempre il cavallo di battaglia della società. Ibs vanta di aver trattato 4.065 diversi editori in questi 18 anni, molti dei quali sconosciuti.
Questa sua capillarità è un atout che le viene riconosciuto dai suoi utenti.
Gli ebook sono arrivati nel 2010, con il catalogo in lancio in occasione del Salone del Libro di Torino.

Le classifiche dei più venduti

Per celebrare la maggiore età, la società ha rilasciato anche qualche informazione sulle sue classifiche.
L’autore più venduto?
Andrea Camilleri, seguito da Geroges Simenon e da J.K. Rowling. Il fatto che il quarto autore sia Geronimo Stilton la dice lunga sull’importanza della letteratura per l’infanzia.
Sul fronte musicale, la classifica è guidata da due italiani, Ligabue e Vasco Rossi, con i Pink Floyd al terzo posto.
Quanto ai film, Mamma mia!, Orgoglio e Pregiudizio e L’era glaciale sono sul podio, seguiti da The Blues Brothers buoni quarti.

Nel 2015 Cefla cresce ancora. Balducci rieletto presidente

Si conferma il trend positivo, per una produzione che oltrepassa i 443 milioni, con un utile netto quasi quadruplicato dal 2012

Performance positiva per Cefla grazie agli investimenti innovazione di prodotto e di processo.  Il valore della produzione si è assestato a 443,406 milioni di euro con una crescita rispetto all’esercizio precedente del 6%. L’Ebitda (margine operativo lordo) raggiunge i 54,346 milioni di euro (+12,3%) per un utile netto di 16,023 milioni di euro. Il patrimonio netto raggiunge i 228,018 milioni (+3,75%). Tutti i dati di bilancio sono stati approvati dall’assemblea dei soci il 30 maggio 2016 che ha nominato il consiglio di amministrazione (in carica nei prossimi tre anni) con presidente Gianmaria Balducci. La riconferma è stata sancita dal Cda formato da Claudio Fedrigo (vice presidente), Yuri Della Godenza, Nevio Pelliconi e Cristian Pungetti.

Gianmaria Balducci presidente Cefla
Gianmaria Balducci presidente Cefla

Il commento del presidente Gianmaria Balducci è stato: “Siamo molto soddisfatti per questa performance che conferma il trend di crescita che abbiamo imboccato quattro anni fa. Dal 2012 al 2015 il valore della produzione è cresciuto di 100 milioni e il patrimonio netto è cresciuto di quasi 17 milioni. Un risultato che si deve al grande impegno delle tante persone che lavorano nella nostra azienda e agli importanti investimenti, nell'innovazione del prodotto e dei processi, che ci hanno permesso di anticipare le tendenze e confermarci come player di riferimento nei mercati in cui operiamo”.

Relex Solutions promuove le sue analytics anche in Italia

Dall'inizio dell'anno Relex Solutions ha una presenza diretta sul mercato italiano. I suoi atout: il supply chain management in cloud e il focus sull'In Memory computing

È considerata, e non da oggi, uno dei player più interessanti nel segmento del supply chain management.
Sono anni che la società ha un posto fisso nella classifica che Deloitte dedica alle aziende tecnologiche dell’area Emea con il più elevato tasso di crescita. E per la finlandese Relex Solutions, fondata nel 2005, si parla di un +500% dal 2009 al 2015.
La società sviluppa soluzioni per il mercato retail, che indirizzano gli ambiti dell’automatic replenishment, del forecasting, della gestione degli inventari, degli analytics applicati alla supply chain, alla gestione delle promozioni e degli assortimenti.

La peculiarità delle soluzioni Relex sta nelle loro componenti tecnologiche: sono soluzioni SaaS (Software as a Service), impostate sull’agilità e sulla rapidità dell’implementazione, con impatto ridotto in termini di investimento iniziale e di manutenzione, e soprattutto fanno leva sull’In-Memory computing per offrire dati ed analisi in tempi nettamente superiori alle soluzioni i tipo tradizionale,
Secondo le stime rilasciate dalla stessa società, si parla di una riduzione del 30 per cento degli inventari e del 40 per cento degli sprechi, con un guadagno in termini di profittabilità del processo nell’ordine del 98%.

Jarno-Martikainen relex solutionsDopo aver lavorato al consolidamento sui mercanti del Nord Europa, Nordics, Germania e UK, la società punta oggi al Sud Europa, dove negli ultimi tempi ha registrato una crescita importante del business.
Con l’inizio dell’anno la società è presente a Venezia, con una struttura di sei persone, guidate da Jarno Martikainen con l’obiettivo di stringere relazioni dirette con i retailer e in generale con tutti i player del mondo retail italiano, anche attraverso la partecipazione a eventi sul nostro territorio.

 

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