Home Blog Pagina 417

Upim e Mercatone Uno insieme in 32 store

Upim e Mercatone Uno hanno siglato un accordo commerciale per la gestione
del settore abbigliamento che prevede la presenza di 32 shop-in-shop Upim all'interno di altrettanti store Mercatone Uno in Italia.
"Come abbiamo fatto già per altri reparti come la telefonia mobile, la gioielleria o gli articoli sportivi -ha dichiarato l'Ad di Mercatone Uno, Ettore Bandieri- abbiamo scelto Upim per l'abbigliamento perché è il partner ideale per offrire alla nostra clientela un prodotto che coniughi qualità e novità a prezzi convenienti". Mentre Luca Rossetto, Ad Upim, ha così commentato "Aprire una trentina di nuovi punti di vendita di questi tempi è sicuramente una sfida., ma grazie a questo accordo con Mercatone Uno potremo raggiungere capillarmente tutte quelle famiglie che cercano qualità e non risiedono in città".

La gestione dello spazio sarà di Upim
Upim sostituirà, all'interno ed all'esterno
dei pdv, il marchio Lapo Galleri (brand di Mercatone Uno), operando
con piena autonomia gestionale
nello spazio dedicato all'abbigliamento
(da 200 a 900 mq di superficie,
a secondo del pdv)
con tutto l'assortimento di Upim, contraddistinto dal suo visual.
L'accordo avrà luogo a partire da settembre con l'inizio della stagione autunno-inverno ma le attività di conversione degli spazi inizieranno a partire dalla fine di luglio.
È garantito il mantenimento di tutti i posti di lavoro Mercatone Uno, mentre Upim si riserva la possibilità di fare nuove assunzioni.

Sinergia interessante
Mercatone Uno (100 store, 5.500 dipendenti e 800 mio nel 2008) è fortemente specializzato nei mobili e complementi di arredo che rappresentano il 56% del fatturato. L'abbigliamento pesa attualmente solo per il 2% del totale vendite. Al contrario di Upim (150 store diretti e 200 in franchising, 3.500 dipendenti) per il quale l'abbigliamento pesa per il 61% e la casa 14%. La partnership ha dunque le basi per funzionare.
“Le previsioni, nostre e di Upim, sono quelle di raggiungere 22 milioni
in tre anni -precisa a Gdoweek Ettore Bandieri, ad Mercatone Uno-. È ovvio che, in funzione dei riscontri, dopo un periodo di verifica, l'accordo con Upim potrebbe essere esteso anche ad altri punti di vendita della nostra rete”.

Confcommercio, crisi in superamento la ripresa arriverà in autunno

Pur evidenziando il permanere di una situazione non favorevole, dopo quattro mesi di variazioni praticamente nulle, il quadro di insieme comincia a mostrare elementi del superamento della fase più negativa del ciclo. Si dovrà però attendere, con tutta probabilità, la fine dell’estate per scorgere segnali di un’adeguata ripresa della domanda e dell’attività produttiva interna: è quanto evidenziano le rilevazioni dell’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) che, a maggio 2009, segnala una riduzione dello 0,3% in termini tendenziali e un decremento congiunturale dello 0,2%.
Il miglioramento, sottolinea Confcommercio, invita però alla cautela nel leggere i dati ''in quanto potrebbe trattarsi di rimbalzi tecnici che non preludono a un vero e proprio riavvio del sistema. In questo senso va letto l'andamento della media mobile a tre mesi dei volumi di beni e servizi compresi nell'ICC che segnala da marzo una inversione della tendenza. Il miglioramento, infatti, non mostra con sufficiente chiarezza se si tratti di tentativi di recupero da parte delle famiglie di livelli di consumo destinati ad arrestarsi nel breve periodo in assenza di risorse adeguate, o se sia il preludio ad una fase decisamente piu' positiva della domanda”.

Giugno, migliora il clima di fiducia
Segnali di un contesto meno negativo rispetto ai mesi finali del 2008 e all’inizio del 2009 provengono anche da indagini relative al clima di fiducia delle famiglie, che mostra, nel mese di giugno, un’ulteriore e moderata crescita.
In parallelo, si riscontra un contenuto miglioramento del clima di fiducia anche sul versante delle imprese manifatturiere e del commercio. Il superamento della fase più negativa della crisi sembra confermata anche dall’indagine rapida di Confindustria di giugno. La produzione industriale ha registrato una crescita dello 0,3% in termini congiunturali a cui si è associato anche un contenuto incremento degli ordinativi (+0,5%).

Dinamica della domanda
Nel complesso, la dinamica dei prezzi al consumo -relativa al paniere dei beni e servizi che compongono l’ICC- ha evidenziato anche nel mese maggio 2009 una contenuta flessione (-0,3%).
Per i servizi di ristorazione e d’alloggio, dopo il modesto rimbalzo di aprile dovuto allo sfasamento del periodo pasquale rispetto al 2008, si registra una flessione dei consumi delle famiglie (–1,2% in termini tendenziali) confermando il permanere di un trend negativo per questo segmento dei consumi delle famiglie. La domanda per beni e servizi per la mobilità ha mostrato, dopo l’arretramento di aprile, una tendenza al miglioramento grazie al trend favorevole della domanda di autovetture da parte di persone fisiche.
Il dato di maggio, pur segnalando il permanere di una dinamica positiva per la domanda di beni e servizi per le comunicazioni e per l’ICT domestico, conferma la tendenza al ridimensionamento dei tassi di crescita scesi da valori superiori al 10% della fine del 2008 al 2,5% dell’ultimo mese. A tale andamento ha contribuito sia una minore dinamicità della domanda di beni sia la flessione della componente relativa ai servizi.
La domanda per beni e servizi per la cura della persona ha mostrato un modesto miglioramento (+2,1%), conseguenza della ripresa dei consumi di articoli farmaceutici e terapeutici.
Gli acquisti di articoli d’abbigliamento e   calzature  evidenziano una   flessione (-1,5%), dato che, pur se meno negativo rispetto a quanto registrato nei mesi più recenti, sottolinea il permanere di uno stato di difficoltà del settore.
La domanda di beni e servizi per la casa ha subito un’ulteriore flessione delle quantità vendute (-2,1% in termini tendenziali): si conferma il persistere di una situazione critica per tutti i segmenti considerati nell’aggregato inclusi gli elettrodomestici.
Tra gli altri segmenti, viene segnatata  la contenuta crescita, per il secondo mese consecutivo, della spesa relativa ad alimentari, bevande e tabacchi: trend che non ha comunque permesso di recuperare quanto perso nei mesi più recenti.

Tiziana Primori direttore generale della gestione di Coop Adriatica

Il consiglio di amministrazione di Coop Adriatica ha approvato il nuovo assetto organizzativo della cooperativa, che, secondo il modello di governante adottato prevede una netta separazione tra il ruolo di presidente, al quale spettano poteri di pertinenza della proprietà sociale, e quello del direttore generale di gestione, focalizzato sull'attività operativa.

Quest'ultimo ruolo è stato assegnato a Tiziana Primori, una lunga carriera ed esperienza nel gruppo, che rassegna le dimissioni da vicepresidente per poter svolgere le nuove funzioni.

Il prossimo 22 luglio saranno nominato il vicepresidente e il nuovo consigliere.

Scarica GdoweekM@il 489

Allegati

Scarica GdoweekM@il 489
Gdoweek 489 | 6 luglio 2009 |

Despar supera i 4,5 Mld di euro e amplia le private label

Nel corso della convention annuale di Despar, dal titolo “Tra presente e futuro”, Antonino Gatto, presidente, e Gianluca di Venanzo, direttore generale (in foto), hanno delineato il futuro dell’organizzazione, che ha chiuso il 2008 con una crescita del volume d’affari grazie e della rete (passata da 2.106 a 2.123 store, tra Despar, Eurospar e Interspar, oltre a 6 C+C).

“Stiamo lavorando sulla razionalizzazione dell’assortimento, prevedendo una riduzione dello spazio attribuito alle marche industriali che in Italia, rispetto al resto d’Europa, continuano ad avere un’incidenza troppo elevata, a tutto favore delle nostre private label, per le quali, tra brand d’insegna e di fantasia, abbiamo raggiunto un’articolazione importante”, precisa di Venanzo.

Rientra in quest’ottica il lancio, dal 7 luglio, della nuova linea Vital, focalizzata sui prodotti funzionali e oggi composta da 33 referenze, che, per la fine dell’anno, dovrebbero arrivare a quasi un centinaio per sfiorare, nel 2010, le 200 referenze.

Il nuovo posizionamento di Despar è sottolineato anche da una comunicazione maggiormente focalizzata agli sportivi, come dimostra la sponsorizzazione del Giro d’Italia, con la presenza di testimonial dal mondo sportivo, come Antonio Rossi, utilizzando anche media innovativi, come cellulari e social network (come Facebook).

Il mondo Despar

  2007 2008 Incremento Incremento %
Totale fatturato
mld euro
 4.365  4.561  196  4,5
Rete di vendita  2.106  2.123  17  0,8
 Totale mq
di vendita
 930.000  942.090  44.760  1,3
 Dipendenti  19.710  20.104  394  2,0

Nuovo direttore commerciale per Trony

Stefano Belingheri, 46 anni, è stato nominato nuovo direttore commerciale di GRE Grossisti Riuniti Elettrodomestici, che  opera nell'elettronica di consumo con le insegne Trony e Sinergy.

La nomina di Belingheri conferma la strategia di rafforzamento della struttura commerciale dell'azienda.

Conagit-Giuntini pensa ai pet coinvolti nel terremoto in Abruzzo

Il Centro Mobile di Accoglienza Giuntini, è un'iniziativa di Conagit-Giuntini che ha subito
trovato la collaborazione con l'Unità di Crisi Veterinaria della
Protezione Civile.
Il progetto consiste nel mettere a disposizione dei cani alcuni box prefabbricati capaci di ospitare due cucce ognuno e di proteggere così gli animali dalla calura dell'estate, nonché dalle piogge. Appena pronti i box saranno posizionati all'interno del campo tenda dove sono ospitati i proprietari, in modo tale da rispettare gli altri ospiti delle tendopoli, senza però obbligare i cani a stare lontani da chi si prende da sempre cura di loro.

Cani e gatti che vagavano
Dopo il terremoto sono stati numerosi i casi di cani e gatti che si erano smarriti o che vagavano impauriti. In più con il trascorrere dei giorni, chi è riuscito a salvare il proprio animale lo ha portato con sé al riparo nelle tende. Tuttavia, in una situazione di tale disagio, si può immaginare quali e quanti problemi può aver causato la convivenza con animali.
Non a caso l'Unità di Crisi Veterinaria della Protezione Civile ha di fatto segnalato gravi problemi legati alla convivenza di cani e gatti con le persone che vivono nelle tendopoli. Conagit-Giuntini aveva pensato, in un primo momento, alla costruzione di un canile in prossimità delle tende, ma in questo modo proprietari e cani avrebbero dovuto separarsi.

Il Centro Mobile di Accoglienza Giuntini sarà donato da Conagit-Giuntini alla Protezione Civile che potrà utilizzare i box con le cucce una volta risolto il dramma degli sfollati in Abruzzo, in qualsiasi altra esigenza futura.

Partnership fra Alfa e Massa Spin-off per la sicurezza alimentare

L’Agenzia Alfa, presentata lo scorso 21 maggio a Parma dal Ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia, fungerà da “cabina di regia” della distribuzione agroalimentare a livello nazionale con l’obiettivo dell’abbattimento dei costi, della garanzia della qualità degli alimenti per i consumatori e della certificazione di filiera, mentre Massa Spin-off si occuperà di fissare gli standard della certificazione grazie alle competenze scientifiche, tecnologiche e metodologiche di assoluto rilievo.
Con questa partnership si realizza una sinergia fra strutture pubbliche di eccellenza e capitale privato con l'obiettivo di costituire un punto di riferimento nell'importante area delle metastrutture che stanno dietro la distribuzione dei prodotti agroalimentari. Si concorrerà così alla formazione, nell’area di Parma, di un “sistema” direzionale e di miglioramento della logistica agroalimentare nazionale.
Tra i prossimi passi previsti, la realizzazione di un bando di gara europea per permettere l’ingresso di privati nel capitale.

Obiettivo: la qualità finale
 “I tradizionali sistemi di certificazione,- spiega Andrea Costa, presidente di Alfa,- stanno segnando il passo. C’è bisogno di nuove metodologie, ad alta tecnologia, in grado di garantire inequivocabilmente i passaggi dei prodotti agroalimentari se vogliamo costruire un sistema, a livello nazionale, che persegua l’assoluta eccellenza delle produzioni, dei prodotti e della distribuzione, anello fondamentale per la qualità finale. È di queste garanzie che abbiamo più bisogno per dimostrare l’efficienza e la credibilità del nostro sistema Paese, particolarmente in un ambito strategico come quello del food”.

Certificazione e microchip
L’accordo riguarda:
•    le procedure di certificazione dei prodotti agroalimentari distribuiti nelle varie filiere, soprattutto per quanto riguarda la tracciabilità del prodotto fresco e/o lavorato attraverso analisi isotopiche, e la qualità lungo tutta la filiera attraverso l’analisi dei costituenti chimici.
•    le procedure di certificazione dei processi lungo tutta la filiera anche grazie all’etichettatura elettronica, un microchip adesivo in grado di riportare non solo i risultati delle analisi sul prodotto ma anche tutte le informazioni relative all’origine e a tutti i passaggi di produzione/distribuzione.
•    l’offerta di tutti gli strumenti metodologici di analisi richiesti dal mercato.

La ricetta di Olofsson per il rilancio di Carrefour

Lars Olofsson, Ceo di Carrefour, ha annunciato, nell'ambito della presentazione dell'analisi finanziaria del Gruppo avvenuta il 30 giugno, un “piano di trasformazione” triennale: i suoi benefici, quindi, saranno progressivamente evidenti entro la fine del 2012. Tra i punti di forza del piano vi sono: la rivitalizzazione del brand, il lancio di nuovi format e un'ottimizzazione della comunicazione e del marketing.
A livello economico, Carrefour, nel triennio, punta a un risparmio di circa 4,5 miliardi di euro attraverso tagli di costi operativi, miglioramento dei contratti di acquisto con i fornitori, riduzione dell'assortimento e degli stock di magazzino. Il piano di rilancio avrà un focus sui suoi 4 principali mercati europei: Francia, Spagna, Italia e Belgio.
Particolare enfasi assume il mercato francese, dove il processo di conversione sotto l'insegna Carrefour Market dei 668 supermercati verrà completato entro il prossimo ottobre. Tra le altre iniziative sul territorio d'Oltralpe, anche la progressiva conversione della quasi totalità dei discount Ed con l'insegna Dia (che riprende il format spagnolo di Dia Market) e l'apertura di una ventina di nuovi discount Dia. Alcuni Ed, invece, assumeranno il concept di negozio di vicinato: Carrefour City Contact, insegna che verrà utilizzata anche da altri 50 pdv previsti in apertura entro la fine dell'anno.

Le strategie per l'Italia
La relazione presentata conferma una politica di più basso profilo per l'area centro-sud, che dichiara la chiusura di due Carrefour (Roma e Bari) e la scelta di dismettere 4 ipermercati in Puglia. Relativamente ai restanti ipermercati del sud, la catena francese sta cercando, per alcuni, soluzioni di dismissione e, per altri, di rilancio.
Il focus sarà invece sul nord Italia, dove sono previsti, oltre al proseguimento della “convergenza” delle diverse insegne (entro fine anno è prevista la conversione di 40 store in Carrefour Market), investimenti per 40 milioni per rafforzare l'immagine di insegna conveniente: l'obiettivo primario è di incrementare significativamente il margine netto entro il 2010.

Sigma chiude il 2008 a quota 2,85 miliardi

Chiude in positivo il bilancio 2008 di Sigma, che si attesta a 2,85 miliardi di euro di fatturato alle vendite, con un incremento del 9,5% sul 2007, sviluppato su una rete di 2.000 punti vendita e più di 1.000 negozi di prossimità (erano, secondo dati aziendali, 2.600, inclusi quelli di prossimità, nel 2007), diffusi capillarmente sul territorio nazionale. Il bilancio evidenzia un incremento del ristorno di fine anno riservato ai Soci della cooperativa, che segna un +63% rispetto all'esercizio precedente.

Aumenta la private label
In un anno critico per i bilanci delle famiglie, per sostenere il potere d'acquisto dei clienti, Sigma ha accentuato gli investimenti a favore del rapporto qualità-convenienza, assicurando prezzi contenuti soprattutto con l'offerta dei prodotti a marchio (1.200 le referenze), che registrano un aumento delle vendite del 10% e che sono acquistati da quasi il 90% dei clienti. Nel 2008, Sigma ha inserito anche Scelto, linea premium che propone esclusive specialità regionali, prodotti enogastronomici da tutto il mondo, prodotti biologici e solidali.
In ambito di strategie, l'insegna ha rinnovato, per il prossimo quinquennio 2009-2013, la partnership avviata nel 2004 con Coop Italia nell'ambito di Centrale Italiana, con lo scopo di ampliarne i contenuti e le aree di collaborazione.
 
Lo sviluppo della rete
L'attività di sviluppo e di allargamento della base sociale, dopo l'ingresso di Prime (FR) del 2008, nel 2009 ha visto quello di Cedis Izzi, radicato nel basso Lazio con oltre 20 punti di vendita di proprietà, un cash & carry e circa 60 affiliati.
Inoltre, nel primo semestre 2009, Sigma ha aperto 70 store, di cui 43 supermercati e 27 superette (superficie pari a 40mila mq). L'obiettivo, entro la fine dell'anno è raggiungere un aumento di superficie di 60mila mq.

Un festival per il forno nella gdo italiana

In gdo c'è la fiera del bianco, la stagione del "ritorno a scuola", la festa del vino. A partire da quest'anno si svolgerà anche il Forno festival, nella settimana dal 12 al 18 ottobre prossimi, un'occasione di cultura e di business promossa da Pyrex e da partners quali Buitoni, Panna Chef, Angelo Parodi e Cuki. L'obiettivo è quello di dare vita a una kermesse ricca di sapori e colori, divertimento e sorprese.
Durante la settimana dell'iniziativa sarà approntato uno speciale allestimento all'interno degli store, ma i consumatori saranno ampiamente informati in anticipo grazie a una serie di strumenti di comunicazione innovativa tra cui spicca anche il sito www.fornofestival.it, dove si incontreranno uomini e donne di tutte le età, con informazioni, curiosità, suggerimenti sulla cucina al forno, giochi, newsletter on line, promozioni, concorsi.

La storia delle teglie
Pyrex, che produce articoli da forno dagli inizi dl secolo scorso, ha dato vita a questa iniziativa per ridare il giusto valore a un elettrodomestico che per la sua capacità di cuocere piatti gustosi, leggeri e di facile esecuzione si dimostra più che mai al passo con i tempi. La storia del marchio (Pyrex come nome deriva da pyr, il nome greco del fuoco) è davvero curiosa. La produzione prende le mosse dall'azienda statunitense Corning, che alla fine dell'Ottocento produsse le prime lampadine elettriche di Thomas Edison.  L'azienda nel 1912 sviluppò per conto dell'American Railway Company un vetro speciale, il borosilicato, resistente alle temperature estreme a cui erano esposte le lanterne segnaletiche lungo le linee ferroviarie; a un tecnico dell'azienda venne in mente di cuocere delle pietanze al forno usando lo stampo in vetro di una lampada di borosilicato  e da lì nacque la produzione di teglie e accessori.

Assegnati gli Italian Popai Award 2009

Tutti i progetti in concorso per gli Italian Popai Award, prodotti tra gennaio 2008 e febbraio 2009, sono stati esaminati e valutati da una giuria composta dalle personalità di rilievo, specialiste del mondo del marketing e della comunicazione e di importanti Brand Companies. Giovanardi ha vinto il primo premio per la Categoria Durevole con il progetto “Grotta Natale 2008” commissionato da Prada. Secondo classificato Visual Display con il “Display Illyquore” realizzato per Campari Italia. Oro nella Categoria Non Durevole all'”Isola del Cinema” di P.G.E., del Gruppo Espo&Cartotec, per Ferrero, progetto che ha conquistato anche il premio Best In Show!, riconoscimento alla migliore realizzazione in gara indipendentemente dalla categoria di appartenenza. Grafima ha ricevuto l'argento per il suo “Galeone Mostri & Pirati”, anch'esso commissionato da Ferrero.
Bi&Bi Advertising
, con il progetto di “In Store Reinvention” per Procter & Gamble, ed Integra, con il sistema espositivo “Teca” per M-Tech, hanno ottenuto il Riconoscimento Speciale Shopfitting.

Olio, da oggi in Europa nell’etichetta si deve specificare l’origine

Oggi entra in vigore il nuovo regolamento comunitario che prevede l'indicazione obbligatoria in etichetta dell'origine della materia prima dell'olio. A lungo discusso fra i produttori, il provvedimento offre l'indubbio vantaggio di valorizzare quelli più virtuosi.

Il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni, intervenendo ad Assisi alla celebrazione dell'olio italiano organizzata dal ministro Luca Zaia, ha così commentato:  “Il nuovo regolamento offrirà importanti garanzie di qualità e trasparenza verso i consumatori e consentirà all'ampia ed eccellente produzione di olio italiano di essere fortemente valorizzata quale elemento competitivo nei confronti di tutti gli altri paesi competitor. Basti pensare che il nostro paese, pur con la metà della produzione, vanta ben 350 varietà di oliveti contro i 16 presenti in Spagna e che abbiamo ben 40 olii italiani Dop e Igp, contro i 6 spagnoli”.

Fedagri-Confcooperative associa circa 200 oleifici cooperativi distribuiti sul territorio nazionale, per una produzione di 50.000 tonnellate olio (pari al 13% della produzione nazionale), il 50% dei quali è extravergine.

Mele Val Venosta, stagione positiva

Buone le vendite, con un raccolto 2008 già commercializzato per oltre l’80% e con realistiche prospettive di vendere il 20% residuo prima di ottobre. Qualche difficoltà a tenere i prezzi medi della scorsa stagione, netto incremento della produzione biologica (+31%), lancio sul mercato con successo del nuovo marchio amélie. Cosi riassume l’andamento della stagione 2008-2009 per il Consorzio VI.P, che riunisce  le Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta, il direttore Josef Wielander (nella foto).
Punto di partenza del successo commerciale si sono rivelate sia l'abbondanza e la qualità del raccolto sia le tecniche di conservazione impiegate: le mele della Val Venosta vengono raccolte tra la fine di agosto e l’inizio di ottobre, ma sono disponibili per tutto l’anno sempre gustose e croccanti, intatte nel gusto e nel profumo, grazie all’utilizzo della D.C.A. (Dynamic Controlled Atmosphere), il metodo di stoccaggio del tutto naturale utilizzato da VI.P.

Export
Per quanto conecerne le vendite Wielander osserva: “Il 2009 ha confermato l’importanza dei paesi scandinavi, dei paesi della penisola iberica ed soprattutto della Germania, che con il 12% del totale vendite continua ad essere il più importante mercato di sbocco; confidiamo che il prossimo anno l’est Europa e la Russia in particolare diano risultati migliori di quest’anno, non particolarmente positivo anche a causa della abbondante produzione polacca". Il core business resta comunque l’Italia con il 60% del totale, dove le cooperative venostane hanno mantenuto, nonostante la crisi, le quote di mercato sia nella Do che nella Gd. Le previsioni sul raccolto 2009 sono in linea, sotto il profilo qualitativo e quantitativo, con quelle dell’ultimo quinquennio.

Datalogic Mobile, nuovo servizio per controllo online delle riparazioni

Datalogic Mobile ha introdotto il nuovo servizio RMA Online (Return
Materials Authorization, Autorizzazione alla Restituzione del Materiale). La RMA Online assicura importanti vantaggi ai clienti, come l'accesso diretto al reparto riparazioni di
Datalogic Mobile che utilizza esclusivamente parti di ricambio originali secondo i processi produttivi, o la possibilità di monitorare l'avanzamento delle riparazioni, ricevendo informazioni dettagliate e precise in
tempo reale. Inoltre, l'utente finale non ha bisogno di creare documenti di spedizione separati, perché quelli necessari sono generati automaticamente alla fine del processo.

La recessione rallenta i consumi globali di farmaci da banco

Nel nuovo studio sul comportamento dei consumatori rispetto ai farmaci OTC, acquistabili senza prescrizione medica, The Nielsen Company sottolinea l'impatto polarizzante che sta avendo il rallentamento economico globale.

Il 46% dei consumatori mondiali indica che il rallentamento delle economie potrebbe incidere sulla quantità o sul tipo di medicinali da banco che utilizzano, anche se i livelli variano dal massimo della Cina (79%) al minimo della Danimarca (5%).
Un terzo degli europei e solo il 31% dei nord americani concordano sul fatto che l'utilizzo cambierà, ma soprattutto nei paesi in via di sviluppo -America Latina (47%), Medio Oriente/Africa (55%) e Asia Pacifico (57%)- i livelli sono significativamente più alti.
Anche se va detto che la percentuale di consumatori che hanno
dichiarato che smetteranno di acquistare questi prodotti a causa del
rallentamento economico globale è molto bassa. Arabia Saudita (16%) e
Turchia (14%) hanno avuto il più alto livello di risposta, ma la maggior
parte degli altri paesi ha dato risposte inferiori al 10%.

L'Europa dell'Est rivaluta i rimedi naturali

Invitati ad individuare i principali modi in cui l'uso di medicinali non soggetti a prescrizione medica poteva cambiare, i consumatori si sono innanzitutto dichiarati propensi a decidere di utilizzare medicinali OTC meno frequentemente. Questo comportamento avrà inevitabilmente un impatto sui volumi della categoria nel corso dei prossimi dodici mesi.

In secondo luogo, al di fuori del Nord America, vi è una base ampia di consumatori che indica di voler utilizzare maggiormente i rimedi naturali e tradizionali, in particolare in molti mercati dell'Europa orientale (Paesi Baltici, Russia, Repubblica Ceca, Ungheria).
Elevati livelli di risposta sono stati registrati anche in Cina, Filippine, Indonesia, Turchia, Brasile e Colombia. Tuttavia, nella maggior parte dei paesi dell'Europa occidentale e del Nord America, il livelli di adesione a questa opzione sono stati molto più bassi.

A caccia di primi prezzi

Infine i consumatori negli Stati Uniti si avvarranno della possibilità di acquistare prodotti meno costosi (30%).
Il ruolo dei prodotti generici a basso prezzo e a marchio privato è cresciuto significativamente negli ultimi anni in Nord America e i consumatori li ritengono, in molti casi, efficaci e affidabili quanto quelli delle marche più conosciute.
Allo stesso modo, in alcuni mercati europei occidentali, soprattutto nei paesi nordici e in Germania, per una elevata percentuale di consumatori il cambiamento li spingerà alla ricerca di prodotti meno costosi.

Rispetto alla media globale (20%), negli Stati Uniti i consumatori sono
molto più interessati al prezzo del prodotto: per il 33% questo è un
fattore importante nella scelta, superato solo in Giappone (40%).

Europei farmacisti-dipendenti
Invitati a scegliere, tra diverse opzioni, i fattori più importanti che li inducono ad acquistare farmaci OTC, sono la sicurezza e l'efficacia - "So che è sicuro" e "So che funziona". Inoltre ci sono altri fattori relativi alla fiducia nel prodotto, al branding, alla familiarità, alla velocità di azione e ai suggerimenti del farmacista.

Tuttavia le risposte da parte dei consumatori europei dimostrano che il parere del farmacista è ancora molto importante nel guidare la scelta dei prodotti e questo è uno dei motivi per cui i produttori investono milioni di euro per la forza vendita nelle farmacie. Questa fiducia dei consumatori verso le farmacie è particolarmente elevata in Belgio e in Spagna (oltre il 50%).
Confrontare questo dato con gli Stati Uniti (13%) mostra chiaramente come la politica di libero accesso e di auto-selezione ai farmaci nei supermercati e nelle farmacie ha ridotto significativamente il ruolo del farmacista in America.

Fatturazione Elettronica: risparmi potenziali fino a 60 mld l’anno

Un'adozione diffusa della Fatturazione Elettronica (FE) porterebbe benefici potenziali tra i 10 e i 60 miliardi di euro l'anno, nel caso in cui l'adozione fosse estesa all'intero ciclo ordine-pagamento; si tratta di valori compresi tra l'1% e il 4% del Pil annuo. Questo uno dei dati di sintesi emersi dall'edizione 2009 dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano.

1,3 miliardi le fatture B2b
In Italia sono circa 1,3 miliardi le fatture B2b scambiate ogni anno in tutti i settori e l'adozione di soluzioni riconducibili alla FE è un fenomeno limitato ma in espanzione. “Stiamo osservando due tipologie di imprese che si stanno accostando alla FE -spiega Alessandro Perego, responsabile scientifico dell'Osservatorio-. Sono circa 7mila le imprese inserite in 'filiere' che hanno sviluppato e utilizzano formati elettronici strutturati standard (Edi) e quasi 35mila le imprese che, invece, utilizzano formati proprietari (non Edi in senso stretto). A queste si aggiungono quegli ecosistemi che si creano attorno ai portali web di alcuni leader di filiera, una cinquantina secondo le nostre stime, per altre 15mila imprese complessivamente coinvolte”. Circa un terzo di queste 57.000 imprese scambia con i partner commerciali il documento fattura in formato elettronico strutturato, risultando quindi già molto “vicina” alla realizzazione del paradigma della FE a norma di legge.
“Dall'altro lato -continua Perego- si hanno le circa 2.000 aziende che hanno iniziato ad affrontare il tema della FE a partire dai modelli di conservazione sostitutiva delle fatture (attive, passive o entrambe). La semplificazione della normativa e l'obbligo della FE nei confronti della Pubblica Amministrazione potranno dare grande impulso alla diffusione dei modelli di conservazione sostitutiva, il salto verso modelli più evoluti -e 20 volte più remunerativi- dipenderà, però, dalla capacità di assumere la prospettiva dell'integrazione di processo”.

Le quattro regole d'oro
L'Osservatorio detta quattro “regole d'oro” nell'impostazione dei progetti di FE per cogliere il massimo dei benefici.

1. Puntare all'integrazione di processo: i benefici che si ottengono dall'allargamento dell'ambito di progetto -dalla sola conservazione all'invio elettronico delle fatture in formato strutturato, fino all'integrazione con le fasi di gestione ordini, consegna e pagamento- sono estremamente più significativi dei soli benefici di ottimizzazione locale.

2. Prestare estrema attenzione ad accuratezza e qualità del processo: la maggior parte degli errori in fattura dipende da errori commessi nella fasi a monte del processo e, in particolare, dal disallineamento nei dati anagrafici e commerciali che regolano le transazioni, e questi errori non sono eliminabili se non si agisce sulla qualità dei dati, all'origine e lungo l'intero processo.

3. Progettare un percorso di adozione graduale: per implementare i modelli di FE più completi -quelli che promettono i benefici più consistenti- è possibile procedere per passi, attraverso i modelli più semplici, a patto di avere da subito una visione di insieme che punti al traguardo finale.

4. Un unico processo con diversi canali di interfaccia verso clienti e fornitori: la varietà dei canali di comunicazione con clienti e fornitori (Edi, portali, Pec, fax, ecc.) -inevitabile, date le differenze nel grado e nella maturità di adozione- non impedisce di progettare un unico processo interno ottimizzato che realizzi, ad esempio, una riconciliazione automatica fatture-ordini indipendentemente dal canale con cui pervengono le fatture.

Autogrill a Praga va come un treno

Autogrill continua la sua espansione all’estero con 4 nuovi ristoranti nella rinnovata stazione centrale di Praga. Lo spazio occupato è di 600 metri quadrati con le insegne internazionali Burger King e Brioche Doreé Café. A queste si aggiungono concept sviluppati internamente per rispondere alle specifiche esigenze delle stazioni ferroviarie, come Pic-nic, insegna di grab&go ideale per pasti leggeri e veloci, e concept locali, come Potrefená husa, prestigiosa birreria ceca.
L’offerta privilegia format a servizio veloce data l’alta incidenza dei pendolari, pari a oltre il 60% dei circa 35 milioni di passeggeri totali, un dato stimato in crescita nei prossimi anni.

Una presenza consolidata
Autogrill nella Repubblica Ceca gestisce, a partire dal 2007, 8 punti di ristoro lungo i due principali assi autostradali del Paese, la D1, che collega Praga a Brno, e la D5, che unisce Praga al confine ceco-tedesco di Rozvadov, in direzione Norimberga. Oltre alla Repubblica Ceca, in Europa Centrale il Gruppo è presente anche in Germania dal 2005, in Slovenia, dal 2005, e in Polonia dal gennaio di quest'anno.

La nuova stazione
Praga Centrale è la prima grande stazione ferroviaria del Paese e dal 2003 è gestita da Grandi Stazioni (Gruppo Ferrovie dello Stato), che ha avviato i lavori di riqualificazione nel 2007, inaugurando lo scorso 24 giugno la prima ala ristrutturata. Si tratta di un'area di 16.000 metri quadrati  demolita e poi ricostruita, nella quale sono stati realizzati ex novo  illuminazione, segnaletica, scale mobili e tapis roulant,
sistema di controllo, impianti tecnologici e 26 nuove attività commerciali  per un investimento nell’ordine dei 22 milioni di euro.

Cartorama va alla conquista del Far East

Da quest'anno, bambini e ragazzi orientali potranno andare a scuola con zaini e quaderni firmati Ferrari, Benetton, Ducati, Baci e Abbracci, Guru, Fiorucci, per citare soltanto alcuni dei marchi che la licenziataria Cartorama inizierà a produrre da quest'autunno in Cina. E che intende distribuire direttamente in tutto il Far East attraverso una rete di pdv diretti a insegna Imago by Cartorama.
Il progetto di internazionalizzazone del gruppo veronese, infatti, prevede l'apertura entro l'anno di quattro negozi pilota a Hong Kong, Singapore, Bangkok e Taiwan, caratterizzati da un format innovativo, che accanto all'area di vendita prevede la creazione di un'area relax con internet-cafè.
Obiettivo: sviluppare una rete di 50 pdv di proprietà nell'arco del prossimo triennio.

Una storia trentennale
Nato nel 2007 dalla fusione di cinque aziende, ora divenute altrettante divisioni -Cartorama, Artena, Clipsy, Cds e Galvas- da fine 2008, il gruppo veronese è controllato dal fondo Barclays private equity.

Leader in Italia nel licensing per i prodotti scuola e cancelleria, regalistica e articoli natalizi, il Gruppo Cartorama ha chiuso il 2008 con una fatturato di 140 milioni di euro, grazie a un portafoglio di circa 70 marchi per i quali ha realizzato un'offerta di circa 15.000 articoli.
Con lo sviluppo del business in Estremo Oriente, il Gruppo si attende un incremento di oltre 40% del fatturato consolidato nell'arco del prossimo biennio.

AeroLogic: nuova joint venture aerea tra DHL Express e Lufthansa Cargo

AeroLogic, la nuova compagnia aerea per il trasporto di merci nata dalla joint venture tra DHL Express e Lufthansa Cargo, ha iniziato le sue operazioni di volo dall’hangar dell’HUB aereo DHL di Lipsia, dove ha base.
AeroLogic servirà nuove rotte tra l’Europa e l’Asia e opererà attraverso 8 nuovi aerei cargo B777F: i primi 4 saranno consegnati entro la fine dell’anno, i restanti a partire dal 2010. La flotta consentirà di espandere il network, di favorire il collegamento con i mercati asiatici in crescita e di migliorare i tempi di transito.

Il consolidato del Gruppo Apofruit è in crescita

L'Assemblea Generale dei soci della Cooperativa Apofruit Italia ha approvato il bilancio dell'esercizio 2008. I risultati, presentati dal presidente Enzo Treossi e dal direttore generale Renzo Piraccini  evidenziano che il fatturato ha raggiunto i 193 milioni di euro, che salgono a livello di consolidato (considerando le controllate Canova e Moc Mediterraneo) a 243 milioni di euro, rispetto ai 232 del 2007.
Sul fronte della produzione sono stati ritirati, dagli oltre 4.300 produttori soci, 236.000 tonnellate di prodotti ortofrutticoli (in diminuzione rispetto alle 248.000 dello scorso anno) per una liquidazione complessiva di 95,5 milioni di euro. L'utile di gestione è stato di 1,8 milioni di euro. Il patrimonio netto contabile dell'azienda raggiunge i 102 milioni di euro, di cui 13 di capitale sociale e 89 di riserve, elemento, quest'ultimo, che ne fa una delle imprese più capitalizzate e dunque maggiormente solide del settore a livello nazionale.

La fiducia dei soci

Tra gli altri aspetti che emergono dal bilancio figura anche la crescita del prestito da soci che ha raggiunto i 22 milioni di euro, dato ormai costante negli ultimi anni, a dimostrazione della fiducia che i soci ripongono nella loro cooperativa. Apofruit destina da anni almeno il 50% delle risorse che riceve dall'Unione Europea attraverso l'Organizzazione Comune di Mercato, alle aziende agricole dei soci. Questo nel 2008 ha significato erogare ai propri soci 3,5 milioni di euro di contributi da investire in azioni di riconversione e sviluppo delle aziende agricole. Oggi Apofruit Italia conta 4.300 soci, 12 stabilimenti e 6 centri di ritiro e dà lavoro a 160 dipendenti fissi e 2.200 stagionali. Negli ultimi tre anni ha investito 25 milioni di euro in strutture e nuove tecnologie, ottenendo fra l'altro risultati molto positivi dalla vendita della propria linea biologica.

Da Coop a scuola di spesa nutrizionalmente corretta

Nuovo impianto Coca-Cola in Cina da 500 milioni di bottiglie

Coca-Cola ha aperto il suo 37esimo impianto di imbottigliamento in Cina. Il nuovo stabilimento da 147 mila mq realizzato in joint venture fra COFCO Coca-Cola Beverages (Jiangxi) Co. Ltd. e Coca-Cola, si trova nella provincia orientale dello Jjaingxi e ha comportato un investimento di oltre 14milioni di dollari, creando 424 posti di lavoro diretti e 4.000 nell'indotto.
Interessanti le prospettive di sviluppo visto che la capacità produttiva è di 500 milioni di bottiglie all'anno per una regione che ha 44 milioni di abitanti e consuma 8 bottiglie all'anno a fronte delle 28 della media nazionale cinese.
I dati sono stati forniti da Muhtar Kent, Ceo di Coca-Cola durante la conferenza stampa di inaugurazione.

Negli ultimi 5 anni Coca-Cola in Cina, che rappresenta il terzo mercato dopo Usa e Messico, ha conosciuto una crescita media a due cifre, che si è sostanziata nel 19% del 2008.
Nel primo trimestre del 2009 Coca-Cola cresce globalmente del 2% (volume) e 11% in Cina.

Gs diventa Express

Coop sale a 12,6 miliardi e lancia il Barometro Coop

Sale a 12,6 miliardi, con un +3,8% sul 2007, il fatturato 2008 di Coop Italia. Il margine operativo netto è lo 0,8% sulle vendite, in linea con quello dell’anno precedente. I punti di vendita sono 1.427, di cui 31 nuove aperture.
Nel 2008, si confermano anche le esperienze avviate sul
versante dei nuovi servizi: Coop Voce raggiunge la quota di 350.000
utenze attivate e i corner Coop Salute aperti diventano 90, con 65 milioni
di fatturato e una quota del 65% nella grande distribuzione.
Con questi risultati, Coop consolida la sua leadership, nell’ambito
della gdo, con una share pari al 17,8%. Oltre all’apertura di 31 nuove
strutture, sono aumentati gli addetti (56.500, con 400 nuovi addetti) e
continuano a crescere i soci che sfiorano quota 7 milioni (+3,9%).
Guardando ai primi 6 mesi del 2009, Coop migliora la sua performance
(+3,9). Pur in un contesto difficile Coop conferma i suoi piani di
sviluppo: entro il 2011 prevede l’apertura di 62 nuovi punti di
vendita, dei quali 24 Ipercoop (3 in Sicilia e 2 in Puglia).

Ritorna il carrello basico
Il 2008 è stato, però, un anno in cui l’Istat ha segnalato un calo del
7,2% dei consumi di beni durevoli e del 2,4% per quelli alimentari. “Si
è chiuso un anno davvero difficile -ha dichiarato infatti Vincenzo Tassinari,
presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia nel corso
dell’assemblea annuale di presentazione del Bilancio Consuntivo 2008- e
quello che è iniziato si annuncia altrettanto, se non più difficile.
La crisi si è fatta sentire anche nelle scelte di consumo. Abbiamo notato un ritorno al ‘carrello basico’: quello composto prevalentemente da generi alimentari di prima necessità (pane, pasta, latte) che è cresciuto nel 2008 di un +6,4% e nei primi 4 mesi del 2009 di un +8,5%. Registriamo inoltre un’indubbia preferenza per le marche private, mentre calano i prodotti di marca. In questo quadro i risultati del prodotto a marchio Coop sono molto positivi: si è arrivati nel 2008 ad una quota, incluse carni e ortofrutta, del 25,2% con un incremento del 13% del fatturato. Il risultato si deve a un mix di componenti: la qualità, i valori e la convenienza dei prodotti Coop. Lo scorso anno, quando i prezzi delle materie prime sono calati, dopo i rialzi speculativi del 2007, abbiamo affermato con forza nei confronti del mondo della produzione, la nostra volontà di respingere aumenti ingiustificati dei prezzi, contenendo così la dinamica inflattiva”.

Il Barometro Coop: prospettive grigie per il non food
Nell’ambito dell’assemblea è stato anche annunciato l’avvio del Barometro Coop, un osservatorio trimestrale di monitoraggio della propensione al consumo e all’uso dei canali di vendita realizzato in collaborazione con l’istituto di ricerca Kkienn (attivato in via sperimentale nei mesi passati, è una rilevazione a campione con 3.500 interviste telefoniche).
L’ultima rilevazione è di giugno 2009 ed evidenzia che 7 consumatori su 10 pensano che le condizioni economiche della propria famiglia rimarranno critiche e il 13% dichiara di prevedere serie difficoltà nel fare la spesa di tutti i giorni.
Le attese di miglioramento riguardano solo il ceto medio-alto, mentre per chi ha redditi più bassi la percezione è quella di una situazione ancora complicata. La propensione al consumo è comunque in leggera ripresa (+1,3%) grazie solo ai prodotti alimentari, in particolare ortofrutta (+2,6%); perdura la crisi nei consumi non food (-7,0%). In particolare si evidenzia la propensione a tagliare significativamente nel campo dei prodotti multimediali (-25%) e nell’abbigliamento (-13). Si conferma l’atteggiamento positivo verso l’acquisto di prodotti a marchio (+9% rispetto a marzo), mentre continua a calare la propensione all’acquisto dei prodotti di marca (-1%), seguendo un trend già confermato nelle rilevazioni precedenti (a marzo -5%), seppur meno accentuato.

Il prosecco diventa Docg e cambia nome

Dopo 40 anni di DOC, il Prosecco diventa DOCG e cambia nome. Dalla prossima vendemmia, infatti, la produzione spumantistica storica del Prosecco, quella di Conegliano Valdobbiadene, indicherà in etichetta la denominazione “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore”.
Laddove, il territorio di origine assume una posizione di primo piano, seguito dalla parola Prosecco con l’aggettivazione Superiore. Tali modifiche intendono preservare
il valore creato da questo territorio in tre secoli di storia. Un
patrimonio che -coinvolgendo 160 aziende spumantistiche e oltre 3.000
viticoltori.- ammonta a un volume produttivo di  57.434.000 bottiglie,
per  un giro d’affari di 370
milioni di euro (dati 2008).

“Il passaggio al solo nome di territorio, che è il nostro obiettivo
finale, deve essere graduale -afferma il presidente del Consorzio di
Tutela
, Franco Adami-. In molti paesi al mondo prosecco è
divenuto un sinonimo di vino italiano di successo e togliere del tutto
questa parola sarebbe stato rischioso. L’aggettivazione Superiore,
tuttavia, aiuta il consumatore a capire subito che si tratta del
prosecco originale, quello di Conegliano Valdobbiadene ”.

Per comunicare queste importanti novità, il Consorzio avvierà un importante piano di comunicazione e renderà obbligatorio l’uso del logo sulla fascetta di Stato, che contraddistingue i vini DOCG.

Brands Award sul filo di lana

La premiazione avverrà mercoledì 8 luglio a Milano in via Monterosa 91, presso la sede de Il Sole 24 ORE.
Le 83 marche selezionate, sono visionabili sul sito www.brandsaward.it.

Come sono stati assegnati i premi
I livelli di giudizio, che hanno pesato in uguale misura nel determinare tutte le classifiche assolute e di categoria, sono tre: 1) dati di mercato IRI e GFK, 2) le preferenze dei consumatori attraverso il panel Toluna, 3) la votazione dei manager della grande distribuzione.

Tris di novità di questa edizione
Nell'ambito delle categorie merceologiche sono stati inseriti i prodotti durevoli di consumo, grazie alla collaborazione con GFK Retail and Tecnology, società di ricerche di mercato leader nel settore dei beni durevoli di consumo.

Il giudizio è stato esteso anche al consumatore finale, attraverso il panel Toluna (2.376 consumatori/acquirenti con 15.580 risposte), azienda leader nella fornitura di panel online e tecnologia per la creazione e personalizzazione di web community con finalità di ricerca.

È stato introdotto il Premio Retailer decretato dai manager di 36 catene della  distribuzione moderna sulla base di cinque parametri di valutazione specifici.

Cosa è
Il Brands Award, giunto alla sua decima edizione, è il premio promosso dal settimanale GDOWEEK e dal mensile MARK UP, testate de Il Sole 24 ORE Business Media. Un'iniziativa che premia le migliori performances annue di marca attraverso criteri oggettivi e riscontrabili.

Per partecipare alla premiazione

GDOWEEK 488

A Cantina Cormons il Premio europeo per l’innovazione cooperativa

È stato assegnato ieri a Bruxelles alla Cantina Cormons -azienda vitivinola friulana aderente a Fedagri-Confcooperative- il “Premio europeo per l’innovazione cooperativa".

La cantina Cormons è stata creata alla fine degli anni ‘60 nell'intento
di rendere omaggio alle secolari tradizioni vitivinicole della regione
friulana, che si conciliano con metodi moderni di vinificazione e
sviluppo della comunità locale.
La motivazione del premio fa riferimento appunto alle attività innovative legate alla produzione, trasformazione e commercializzazione del vino avviate dalla cantina e alla natura integrata di tali innovazioni lungo l'intera filiera.

Innovazione chiave competitiva
 Il Premio per l’innovazione è stato istituito da Cogeca
(Confederazione Generale Cooperative Agricole) nell’ambito del
programma di lavoro 2008–2009 quale strumento per aumentare la
consapevolezza in seno alle cooperative della necessità di impegnarsi nel trovare soluzioni innovative, contribuendo anche a
trasmettere i risultati raggiunti dalle cooperative nella catena
agroalimentare.
“Proprio nel pieno della peggiore crisi finanziaria e economica dei nostri giorni -questo il commento di Paolo Bruni, presidente Fedagri e vicepresidente Cogeca- diventa sempre più indispensabile riuscire a individuare soluzioni innovative e creative per affrontare i problemi economici e vincere la sfida della competitività: una strada che le cooperative agroalimentari italiane stanno percorrendo da tempo con  successo”.

Progetto di digital signage per le librerie Mondadori Franchising

Mondadori Franchising ha realizzato un progetto di digital signage, rivolto al pubblico delle librerie, attraverso l'architettura multimediale di Infracom Network Application.
In 300 punti vendita Librerie Mondadori ed Edicolè attivi sul territorio nazionale è stato implementato un sistema di video proiezione per la diffusione di un palinsesto di messaggi promozionali e pubblicitari relativi ai titoli Mondadori ma anche ad inserzionisti terzi oltre a segnalazioni di eventi, inviti a presentazioni, incontri con gli autori e altre iniziative aperte al pubblico nelle stesse librerie.

Maxi schermi video 

Il sistema si compone di maxi schermi video, progettati e fatti realizzare da Infracom Network Application appositamente per l'impiego in Mondadori Franchising, della connessione di rete -che collega i pdv al server centrale e utilizza il backbone in fibra ottica proprietario del Gruppo Infracom- e dell'applicativo sviluppato ad hoc per gestire il palinsesto dei contenuti multimediali, distribuiti centralmente dagli Enterprise Data Center di Infracom Network Application.

Gestione del palinsesto 

Il palinsesto viene deciso dalla direzione marketing di Mondadori Franchising, mentre l'applicativo che gestisce la rotazione e la messa in onda dei contenuti utilizza il server centrale residente nel Data Center di Infracom Network Application e viene utilizzato da Mondadori in modalità outsourcing. Quando la direzione sviluppa un nuovo palinsesto periodico di contenuti multimediali, ogni pdv Mondadori può scaricarlo via web e salvarlo sul Pc collegato a ciascun maxi schermo. In questo modo, il palinsesto stesso verrà proiettato in loop continuo nel pdv, integrato con gli eventuali contenuti sviluppati su base locale.

Comunicazione segmentata 

Questa soluzione consente non solo di diffondere messaggi pubblicitari relativi ai titoli in catalogo dell'editore Mondadori o alle relative classifiche di vendita, ma anche messaggi di inserzionisti terzi, che scelgono di acquistare spazi sul network per comunicare anche su base locale (ossia nelle città in cui sono attive le Librerie Mondadori ed i punti vendita Edicolè), oppure perché credono nelle potenzialità di segmentazione del pubblico garantite dall'insegna Mondadori Franchising a livello nazionale.
Il sistema può ospitare anche trailer di film (ad esempio co-marketing fra lancio di pellicole in uscita nelle sale e i libri da cui gli stessi film sono tratti,), annunci di mostre, reading o incontri fra autori e pubblico e altri eventi a carattere culturale in programma nel punto vendita o nella città.

Esercizi commerciali al dettaglio: meno alimentare più abbigliamento

Il 2008 è stato un annus horribilis per il commercio. Sono oltre 120mila infatti, e in maggioranza operanti nel commercio al dettaglio, gli esercizi commerciali che hanno definitivamente abbassato le serrande. E il saldo tra aperture e chiusure è negativo per 38.860 unità, un numero più consistente rispetto all'anno precedente, che aveva visto un calo di -35.819 unità. Le previsioni per il 2009 sono di un ulteriore saldo negativo tra le 30 e le 50 mila unità. Sono numeri che si ricavano dal Rapporto sul terziario reso noto da Confcommercio.

I numeri

Nel complesso, l'area degli esercizi specializzati alimentari (panetterie, fruttivendoli) si è contratta di 12.521 punti di vendita. Quanto ai settori non food, si è registrata una crescita generalizzata di punti di vendita soprattutto fra i negozi di abbigliamento e calzature, questo grazie alla maggiore diffusione del franchising, ma soprattutto perché la gdo non è ancora riuscita a ottenere quote realmente significative di mercato. La riprova è che l'unica area dove si è riscontrata una diminuzione di esercizi tradizionali è stato quello dei mobili, elettrodomestici e ferramenta, tutti comparti ben presidiati dalle gss.

I consumi
Se si guarda ai fatturati, il 2008 è stato un anno pesantemente negativo per le imprese del commercio che, dopo il lento recupero nel 2006 e nel 2007, hanno registrato in termini reali un decremento del 3% per il forte calo dei consumi.  Per i prossimi anni, il Rapporto stima una contrazione del 4,3% per il 2009 ed una variazione zero per il 2010.
Per quanto concerne infine i consumi delle famiglie, nel 2008 si è registrata una flessione dell'1%. La tendenza a comprimere la spesa si è concentrata soprattutto sulla domanda di beni, diminuita del 2,4% (-7,3% i beni durevoli, -1,3% quelli non durevoli), mentre per i servizi si è registrato un deciso contenimento della crescita rispetto agli anni precedenti (+0,4%). A flettere è stata soprattutto la spesa per la mobilità (-5,1%), la domanda di servizi di trasporto (-7,4%) e la spesa per gli elettrodomestici (-7,1%). Nel food la spesa si è ridotta in maniera significativa per l'acquisto di prodotti ittici (-5,4%) ed il consumo di pane e cereali, frutta, latte uova e formaggi che hanno registrato una flessione superiore al 3%.

Rana sbarca in Svizzera con i ristoranti Da Giovanni

Il Pastificio Rana ha siglato un accordo di franchising con Coop Svizzera per l'apertura entro il 2015 di 45 ristoranti “Da Giovanni” presso i punti di vendita Coop della regione elvetica, di cui quattro entro la fine del 2009.

In questo contesto si inserisce l'inaugurazione del primo ristorante “Da Giovanni” oltre confine, avvenuta il 17 giugno 2009 presso il centro commerciale Center Eleven di Oerlikon (Zurigo) alla presenza di Gian Luca Rana, Ad del gruppo veronese (in foto) e di Giovanni Rana (Presidente).

Formula show food
Partito in Italia nel 2007, il progetto ha visto l'apertura di ristoranti “Da Giovanni” all'interno dei principali centri commerciali del Nord Italia. Anche in Svizzera -secondo mercato in Europa per consumo di pasta procapite- “Da Giovanni” si sviluppa secondo il concept che avvicina la formula della ristorazione veloce allo “show food”: a differenza delle comuni modalità di ristorazione veloce, ogni piatto viene preparato di fronte al cliente, in una grande cucina a vista. La velocità di servizio è garantita dal fatto che la pasta fresca Rana cuoce in tempi brevissimi. Gli spazi, eleganti e luminosi, sono valorizzati dai materiali a vista in rame ed in legno chiaro. Tutto ha una forte connotazione italiana e richiama i valori chiave del Pastificio Rana: tradizione, creatività, competenze e passione per la qualità.

Un piano di espansione internazionale
Il progetto di ristorazione del Pastificio Rana prevede un piano di espansione in Italia e all'estero. In particolare all'estero sono previste nuove aperture nel Regno Unito, Spagna e, nel lungo periodo, negli Stati Uniti.
Come rende noto l'azienda, lo sviluppo in questi paesi sarà determinato anche dalle opportunità che verranno dai mercati stessi e dall'individuazione di possibili partner locali, molto importanti, soprattutto nella fase iniziale, per la costruzione di una catena.

GDOWEEK 485

Carel premiata per l’innovazione Ict

Carel, produttore e distributore di controlli e sistemi elettronici per il condizionamento dell'aria e la refrigerazione, insieme a Oracle, leader nel software per il business, ha vinto l'edizione 2009 del Premio Innovazione ICT di Smau Bologna per la categoria "Sistemi Gestionali Integrati".
Il gruppo Carel ha allineato il suo modello di business e le soluzioni di Information Technology e armonizzato processi aziendali, organizzazione e sistema informativo, utilizzando l'Erp e la Business Intelligence di Oracle.

Sostanziale tenuta del mercato dei salumi italiani

In un periodo complesso come l'attuale, il settore dei salumi italiani mostra una sostanziale tenuta. L'attivo commerciale, infatti, ha registrato un ulteriore, pur se leggero, miglioramento, passando da 679 a 682 milioni di euro (+0,5%). Le vendite sul mercato interno sono salite dell'1%.

L'Assemblea di Assica
Sono alcuni dei dati presentati all'Assemblea annuale di Assica (Associazione Industriali delle Carni aderente a Confindustria), svoltasi recentemente a Roma, e che ha visto la riconferma alla presidenza di Francesco Pizzagalli.
 “In questa situazione di crisi economica -ha dichiarato Pizzagalli- i nostri prodotti, con la loro distintività qualitativa rispetto ai concorrenti internazionali, mantengono il loro appeal presso i consumatori italiani e internazionali. Questa specificità della nostra salumeria è uno degli elementi che ci lega all'immagine del made in Italy alimentare che si identifica nel saper fare dei nostri produttori: ovvero nella “ricetta”, nelle tecnologie e nella cultura della qualità, inclusa la scelta della materia prima, a prescindere dalla sua origine”.
La globalizzazione dei mercati, pur rallentata dalla crisi, rimane la realtà con cui le aziende devono sapersi confrontare e, per il settore, rappresenta la principale opportunità di crescita e, al tempo stesso, una fonte di minacce per l'aumento della concorrenza legata anche (ma non solo) ai noti fenomeni di contraffazione e agro pirateria.

I consumi interni
Nel complesso, la produzione di salumi (compresa la bresaola) si è fermata a quota 1,169 milioni di t, con una flessione -0,7% per un controvalore di 7.578 mlioni di euro (+1%).
Piccole variazioni rispetto al 2007. Il prosciutto cotto è sempre al primo posto con una quota pari al 24,8% del totale dei salumi (era del 25% nel 2007), mentre quella del prosciutto crudo scende di un decimale al 21,8%, così come quella del salame all'8,5%. Sale invece al 20,4% la quota di consumi di mortadella/wurstel, mentre quella di “altri salumi” si conferma al 23,2%.

Export in crescita
Hanno chiuso in lieve aumento le esportazioni. Nel periodo gennaio-dicembre sono state inviate all'estero oltre 106.200 t di prodotti (+0,3%) per un corrispettivo di circa 832 milioni di euro (+1,5%).  A fronte del trend lievemente positivo in quantità delle esportazioni, le importazioni, per il secondo anno consecutivo, hanno evidenziato un risultato negativo in quantità (-1,5%), ma positivo in valore (+6,4%). L'attivo commerciale del settore ha quindi registrato un
leggero miglioramento, passando da 679 a 682 milioni di euro (+0,5%).
All'interno del mercato unico, hanno evidenziato un deciso calo, in quantità (-6,7%) e valore (-6,2%), le esportazioni verso la Francia, che ha così perso il ruolo di principale piazza di destinazione per i salumi nazionali in termini di volumi. Negativa è risultata anche la performance verso la Germania (-2,6%, in quantità e -1,3% in valore) che, però, grazie alla maggiore contrazione registrata dalla Francia, è divenuta il principale partner commerciale per l'Italia, anche in termini di volumi oltre che di fatturato.

L'Italia prima in Europa per tipicità
Ben 31 salumi italiani hanno ottenuto i riconoscimenti Dop e Igp. Nell'ambito della salumeria, i prodotti italiani costituiscono il gruppo più numeroso, rappresentando oltre il 33% del patrimonio di prodotti carnei tutelati dall'Unione Europea. Pur nella rigidità delle ricette tradizionali (prodotti Dop e Igp) e con i limiti tecnologici della produzione dei salumi, i progressi nelle tecniche di produzione hanno portato a un generale miglioramento del profilo nutrizionale di questi prodotti. Alla diminuzione dei grassi nella materia prima è stata accompagnata una minore aggiunta degli stessi grassi nei prodotti macinati (salami, mortadelle). Tutto ciò ha portato a una diminuzione dell'apporto energetico di questi prodotti che, in alcuni casi significativi come il prosciutto, si è addirittura dimezzato. Al tempo stesso, il miglioramento dei sistemi di produzione, il costante controllo dei periodi di asciugatura e stagionatura, la maggiore attenzione nella quantità e qualità delle spezie utilizzate ha comportato una significativa riduzione dei sali, in primis il cloruro di sodio.

Rifinanziato sino al 2011 il Progetto Fruitness

È stata approvata dalla Commissione Europea la richiesta di proseguimento fino al 2011 del Progetto Fruitness che promuoverà il consumo di pesche, nettarine, pere, kiwi e susine in Germania, Regno Unito, Austria, Polonia e Svezia.

Il supereroe della frutta tornerà quindi a divertire ed informare i bambini e i genitori di mezza Europa per altri 3 anni grazie al rifinanziamento del Progetto, per un importo pari a 3,5 milioni di euro.
Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali finanzierà il 20% dell’intero importo,  mentre il 50% sarà sostenuto dall’Unione Europea e il restante 30% dal CSO-Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara, capofila del progetto.

Bilancio positivo per lo scorso triennio
Fruitness -La frutta è un gioco da ragazzi- è l’unico progetto di promozione approvato dall’Unione Europea per il settore ortofrutta, che deve il suo successo all'approccio giocoso con cui si è scelto di fare educazione alimentare.

I primi tre anni di vita di Fruitness hanno portato a risultati invidiabili, sommando infatti i contatti raggiunti con il sito www.fruitness.eu e quelli ottenuti attraverso la pubblicazione di comunicati stampa si stimano 3 milioni di contatti utili.

Le promozioni sui punti di vendita della grande distribuzione europea hanno coinvolto una media di 13 catene distributive per anno raggiungendo un totale di 8.295 punti vendita oggetto di promozione in tre anni.

Comunicazione web e in-store promotion
Il progetto farà leva soprattutto sulla comunicazione web che rappresenta oggi uno dei veicoli più efficaci per parlare ai bambini. 
Sui punti di vendita della gdo saranno realizzate promozioni in-store che partiranno già con le pesche e nettarine in piena estate per poi proseguire con le susine e le pere e terminare con il kiwi, in modo da coprire per l’intero anno solare una gamma rilevante dell’offerta tipica nazionale.

Coop lancia una linea per bambini sovrappeso

L’Italia, con milione di bambini italiani tra i 6 e gli 11 anni in sovrappeso o obesi, è il primo Paese in Europa per dimensioni del problema. Coop, sotto la supervisione del Comitato Scientifico composto da Ecog (European Childhood Obesity Group) e Sio (Società italiana dell’obesità),  lancia una campagna per una corretta alimentazione dell’infanzia: una nuova  linea di prodotti “virtuosi” destinati ai bambini (la linea  Club 4-10), sviluppati seguendo le regole contenute nelle “Linee guide Coop per una corretta alimentazione dell’infanzia”, tra cui una merendina innovativa, un’etichetta nutrizionale ad hoc, un sito web dedicato al tema.

I numeri del sovrappeso
L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) stima che in Europa l’obesità interesserà, entro il 2010, 150 milioni di adulti e 15 milioni di bambini. In Italia un’indagine condotta un anno fa nelle scuole italiane dal Ministero del Lavoro e della Salute coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità su un campione di circa 46.000 bambini di terza elementare di 18 regioni italiane, ha concluso che il 23,6% dei bambini è soprappeso ed il 12,3% è obeso. Riportando questi valori a tutta la popolazione italiana di età compresa fra 6 e 11 anni, si stima che oltre un milione di bambini possano essere soprappeso od obesi: il che fa dell’Italia il primo paese europeo per dimensioni del problema. La questione è ancora più spiazzante se si pensa che 4 genitori su 10 di bambini in sovrappeso non sembrano accorgersene, né prendono in considerazione la necessità di una migliore alimentazione unita ad un’adeguata attività fisica.  È oramai un problema di sanità pubblica di portata mondiale tanto che gli esperti hanno coniato il termine “globesity”.

Le iniziative di Coop
Coop torna ad occuparsi del tema e dopo precedenti iniziative di educazione al consumo consapevole e ad una sana alimentazione, lancia nella seconda metà del 2009 (da giugno a dicembre) una nuova campagna per una corretta alimentazione dell’infanzia. Lo fa con iniziative concrete che vogliono incidere sui comportamenti dei singoli e al tempo stesso avviare attività di emulazione da parte degli altri competitor. Tra le prime iniziative attuate la stesura delle “Linee guida Coop per una corretta alimentazione dell’infanzia” a cui segue la creazione di una merendina rivoluzionaria nella formula nutrizionale.  Una sorta di simbolo di una nuova linea dedicata esclusivamente ai bambini dai 4 ai 10 anni di età, denominata  Club 4-10, che progressivamente verrà introdotta sugli scaffali degli oltre 1.300 punti vendita Coop in tutta Italia. 
 
Il primo prodotto Club 4-10
La merendina è il primo dei prodotti del Club 4-10. Una tortina fatta di farina, zucchero, uova fresche e frutti in 2 gusti (albicocca e ciliegia): la ricetta prevede come per tutti i prodotti a marchio Coop l’assenza di coloranti, di grassi idrogenati e di ogm. Inoltre, rispetto alle merendine più vendute, la tortina Coop ha la percentuale più alta di frutta (21,3%) la percentuale più alta di fibre (albicocca 9,3% e ciliegia 10,5%) che contribuiscono ad abbassare l’indice glicemico del prodotto, il minor apporto calorico (meno di 300 kcal per 100 g), non ha sale, gli aromi utilizzati sono esclusivamente naturali ed  è l’unica che non ha grassi aggiunti. La merendina è stata sviluppata per garantire al bambino un adeguato apporto nutrizionale e si è riusciti ad ottenere un ottimo risultato organolettico. Il prodotto, è semplice anche nel packaging.

Ortofrutta, rallentano i consumi nel primo quadrimestre

Le famiglie italiane nei primi 4 mesi del 2009 hanno speso per frutta e verdura fresche oltre 4,3 miliardi di Euro cui si devono aggiungere 264 milioni di Euro per i surgelati. Il dato  emerge dal rapporto quadrimestrale dell'Osservatorio dei Consumi Ortofrutticoli delle Famiglie Italiane, realizzato per Cesena Fiera da GFK- Eurisko.

Aumentano le famiglie acquirenti
Nel complesso le famiglie italiane ne hanno consumato 2.680.000 tonnellate, pari al +0.56% sul 2008, spendendo 4.333 milioni di Euro. L'aumento è solo apparente, in quanto determinato da un incremento delle famiglie acquirenti, mentre l'acquisto medio per famiglia è sceso a 117,8 kg, con una flessione del -3,04%. Scende anche la spesa media annua: 189,90 Euro (-2,06%).

Spesa media in calo
Per quanto riguarda la frutta il consumo decresce in generale del -0,3% nonostante le famiglie acquirenti crescano del +3,8%. L'acquisto medio subisce una flessione del -4%, passando dai 65,8 kg per nucleo nel 2008 ai 63,2 per il 2009. Per le verdure fresche si assiste a cali inferiori: -2% negli acquisti medi e -1% per la spesa media che nel 2009 si assesta  a 100,4 Euro.

Aumenta il discount e diminuiscono gli ambulanti

L'Osservatorio di Macfrut rileva che ne quadrimestre il 51,7% del valore degli acquisti di frutta fresca da parte delle famiglie è avvenuta nella gdo tradizionale, così come il 51,3% delle verdure. Salita la quota dei discount all'8,5% in valore per la verdura (contro il 6,6 del 2008) per la verdura fresca e al 6,1% per la frutta. Calano gli ambulanti (22% contro il 25,2% del 2008). 
        
  Consumi di ortofrutta nel I quadrimestre 2009 

  2008 2009   var %
Volumi (.000 tons) 2.665 2.680   +0,56
Valore (milioni di Euro)     4.255  4.333  +1,83
Famiglie acquirenti (milioni)     21,9  22,7   +3,8
Acquisto medio  (kg)   121,5  117,8  -3,04
Spesa media (Euro)   193,90  189,90  -2,06
Prezzo medio (Euro/kg)  1,61  1,63  +1,24

Fonte: Macfrut-Gfk Eurisko

Auchan apre il 27° distributore di benzina

Ad Ancona, di fronte al centro commerciale cittadino, è stato aperto il primo distributore Auchan-Tamoil, che consente un risparmio di 6/7 centesimi al litro. È aperto 24 ore su 24, sette giorni su sette.
La stazione di servizio dispone di cinque colonnine multiprodotto per il rifornimento self service -di cui una riservata ai mezzi pesanti- e di due casse per il pagamento.

Iper realizza il sito Luogo ideale

I segreti dello chef, l’enoteca, la vetrina dei sapori declinata per città, ma anche non food, massime filosofiche e una community (enoblog e newletter): sono alcuni dei punti di forza del nuovo portale tridimensionale www.luogo ideale.it inaugurato in questi giorni da Iper.
Oltre alla versione consultabile -in pdf-  del magazine cartaceo di Iper, il sito presenta anche novità e approfondimenti attraverso video, interviste ai personaggi, immagini dei luoghi visitati, capaci di attirare e far interagire tutti i lettori della rivista e non solo.

Primo store Bikkembergs: vita da calciatore in diretta

Giovanni Pomarico nuovo presidente di Gruppo Selex

Dopo nove anni, il Cav. Marcello Cestaro, titolare, insieme al fratello Mario, del Gruppo Unicomm, lascia di presidenza di Gruppo Selex, mandato che oggi viene affidato al Cav. Giovanni Pomarico, 65 anni, già vicepresidente del gruppo, oltre che presidente e amministratore unico del Gruppo Megamark (320 pdv) e uno dei pionieri della distribuzione organizzata nel Mezzogiorno.

Nel corso dell'assemblea è stato anche rinnovato il Cda: come vicepresidente sono stati nominati Dario Brendolan (Commerciale Brendolan) e Salvatore Abate (Roberto Abate) a cui si aggiungono, come consigliere, oltre a Cestaro, Marco Franchini (Nuova Distribuzione), Giangiuseppe Murgia (Superemme) e Luciano Revello (Maxi Dimar).

"Il mio desiderio e anche il mio obiettivo - ha affermato Pomarico - è di proseguire nel solco tracciato dal mio predecessore con coerenza e determinazione. Nella certezza che solo unite, le medie imprese distributive dinamiche potranno continuare a crescere e confrontarsi con successo in un mercato sempre più competitivo e complesso".

I programmi 2009 di Gruppo Selex

Nei primi quattro mesi di quest'anno, nonostante il perdurare della stagnazione dei consumi, Selex ha registrato un aumento delle vendite a parità di rete del + 2,8%, contro una crescita media del mercato inferiore all'1%.

Grazie alle numerose nuove aperture, la crescita nel primo quadrimestre dell'anno è stata dell'11,5%, rispetto a una media generale del 3,8% (Fonte: Iri, Lcc aprile 2009).

 Nel corso di quest'anno, Selex completerà il piano di aperture di 92 nuovi punti di vendita per un totale di 86.000 mq di superficie e la ristrutturazione di molte unità esistenti, per un investimento complessivo di 275 milioni di euro e 750 nuovi posti di lavoro.

Torino, archeologia industriale e shopping

Nel cuore di Torino, all’interno del comprensorio delle ex Officine Savigliano, il Gruppo Policentro è stata oggi annunciata l’apertura del nuovo complesso commerciale Snos Gallery Centre.
Il progetto è dello studio torinese Granma Architetti Associati e la realizzazione dell’intero complesso Snos è stata curata dall’Impresa Rosso di Torino a partire dall’anno 2003.
Snos Gallery Centre si trova sul lato Nord del grande progetto di recupero urbano denominato “Spina Centrale”, in un quartiere caratterizzato da un nuovo e recente sviluppo residenziale e terziario e si inserisce in un programma di riqualificazione urbana promosso e sviluppato dalla città di Torino su un’area sottoposta a vincoli e indirizzi attuativi che hanno reso necessario un costante e proficuo confronto tra il “developer” del progetto e tutti gli Enti competenti, tra i quali la Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Culturali, la Regione Piemonte e la città di Torino.

Il mix merceologico
Per quanto riguarda l’offerta commerciale, la superficie complessiva di circa 14.000 mq ospita un ipermercato a insegna Il Gigante, tre grandi superfici specializzate, una cinquantina di negozi, con un mix delle insegne commerciali di ultima generazione più diffuse, una food court  che coprirà una superficie di 800 mq ed un’area di intrattenimento per famiglie di oltre 1.800 mq 1.500 i posti auto e 100mila persone il bacino di utenza a 10 minuti di auto, considerando i nuovi insediamenti nel quartiere.

Gli immigrati imprenditori sono in crescita

A dispetto della crisi, continua l'espansione dell'imprenditoria immigrata in Italia. Secondo Movimprese -la rilevazione trimestrale condotta per conto di Unioncamere da InfoCamere, la società consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane- nei primi tre mesi del 2009 sono stati poco meno di 10mila (per l'esattezza 9.975) gli immigrati che hanno aperto un'impresa individuale iscrivendo i loro nomi nei registri camerali, mentre altri 7.612 hanno chiesto di cancellarlo.

Bilancio in attivo

Il bilancio demografico del trimestre chiude dunque in attivo per gli imprenditori immigrati, che infatti evidenzia un incremento di 2.363 unità, pari a un tasso di crescita dello 0,98% (a fronte del -0,99% fatto registrare dal complesso delle imprese individuali).
In definitiva, a fine marzo il numero delle imprese individuali con un titolare nato in un paese extra Ue ammontava a 242.969 unità, corrispondenti al 7,2% di tutte le imprese individuali italiane (3.396.224).

Scarica GdoweekM@il 487

Allegati

Scarica GdoweekM@il 487
Gdoweek 487 | 22 giugno 2009 |

Sicurezza alimentare: fiduciosi e diffidenti in sostanziale pareggio

Un responsabile acquisti su cinque considera
oggi i prodotti alimentari sicuri tanto quanto lo
erano quindici anni fa, ma l'opinione del rimanente
80% si spacca in due: un 40% circa li ritiene
più sicuri e un altro 40% meno sicuri. Interessante
è il fatto che dietro a questi due paritetici
gruppi di acquirenti, esistano due target
che si differenziano per profilo: chi si dimostra
fiducioso sul tema è prevalentemente “young
adult”, di istruzione e ceto sociale alto e residente
al nord ovest; chi è più critico è di estrazione
socio-culturale bassa e abita prevalentemente
al sud. Sostanzialmente differenti anche
le motivazioni a supporto della propria posizione
sull'argomento: più ricche ed articolate
quelle di chi vede i prodotti alimentari più sicuri
ed afferenti innanzitutto ad un riconosciuto
maggior livello di controlli (72%), quindi ad
un miglioramento delle tecniche produttive
(60%), di conservazione (50%) e di confezionamento
(47%). Chi nutre insicurezza, invece,
adduce come principale ragione la minor naturalità
dei prodotti -più conservanti, Ogm-
(84%), e secondariamente una maggior attenzione
al prezzo che alla qualità degli stessi
(33%). Questo è un primo inquadramento sull'argomento
“sicurezza alimentare” che si
evince da una ricerca condotta ad aprile 2009
da Ipsos Italia in esclusiva per Gdoweek su
un campione nazionale rappresentativo dell'universo
responsabili acquisto.

Memoria corta? Non proprio
Qual è il grado di preparazione e quindi la sensibilità
sul tema sdella sicurezza alimentare dei
responsabili acquisti? Elevato il livello di notorietà
delle crisi alimentari occorse nell'ultio
ventennio: il 93% degli intervistati ne ricorda
correttamente almeno una. Emergono tra tutti
i fenomeni di natura epidemiologica quali
quelli riguardanti le carni - mucca pazza 74%
e aviaria 55% -, quindi altri inerenti a problemi
di controlli sulla produzione (formaggi avariati
39%, vino al metanolo 27%). Ma gli italiani sentono
di aver ricevuto sufficienti garanzie sul fatto
che i rischi alimentari siano stati superati (e
implicitamente che non riaccadranno)? In
realtà non tutti. E forse, la spaccatura di opinione
sulla sicurezza alimentare descritta precedentemente
dipende proprio dalla percezione
di una media rassicurazione agita in merito:
infatti il 50% degli intervistati si ritiene non
sufficientemente garantito in materia. Il sentiment
prevalente è che sono mancate contromisure,
soprattutto in tema di “severità dei
controlli” (81%), sanzioni più severe per le
aziende coinvolte (38%) e norme legislative
più stringenti (33%). In questo contesto le categorie
merceologiche viste più a rischio sono
il pesce (40%) e gli insaccati (31%). Carne, latticini,
frutta e verdura sono annoverati tra i prodotti
piuttosto sicuri: se questa è una realtà, bisogna
però mettere anche in evidenza che
una quota variabile tra il 30% e il 40% degli intervistati
considera queste categorie poco
controllate/poco sicure. Infine, in merito al
baby food gli intervistati non nutrono sostanziali
dubbi sulla sua sicurezza (solo il 6% si dichiara
insicuro sui controlli fatti).

Rassicurazioni e rischi percepiti

Quali sono i fattori che impattano maggiormente
sulla percezione di sicurezza di un alimento?
Nell'ambito dei freschi la provenienza
del prodotto è sicuramente un elemento determinante:
più del 50% dei rispondenti la citano
come un ingrediente di garanzia per la sua
sicurezza. Seguono, ma ad una certa distanza,
l'aspetto del prodotto (20%) e la data di
scadenza (19%). Nei confezionati, ritroviamo
la data di scadenza (36%) e in aggiunta a questa
la lista degli ingredienti (30%); marca e tipo
di confezione contribuiscono a garantire sicurezza
del prodotto per poco meno del 20%.
In generale i prodotti freschi sono visti come
più sicuri (47%), probabilmente perché per loro
natura ci si aspetta che siano maggiormente
sottoposti a controlli. Seguono, quasi pariteticamente,
i prodotti provenienti da agricoltura
biologica (43%) e, con esplicita contrapposizione
concettuale, i prodotti di marca (29%),
ove il brand è il garante di qualità, e i prodotti
del contadino (27%), l'archetipo della naturalità
e genuinità.
Quali sono invece i fattori precipui di rischio visti
dagli acquirenti? A seguito di sollecito, lne
esce un elenco piuttosto ricco e composito,
con livelli piuttosto assimilabili di considerevole
preoccupazione: cattiva conservazione dei
prodotti e muffe; additivi chimici (conservanti,
coloranti ...), residui chimici da agricoltura,
scarsa qualità e/o contaminazione delle materie
prime e infine ormoni.

Commento a cura di Raffaella Merlini,
responsabile new business di Ipsos Italia
(ha collaborato Fiorenza De Vincenzi)

La frutta col “bollino”? È rassicurante

Che la frutta fresca sia uno degli alimenti più diffusi sulla tavola degli italiani, non è un dato che sorprende: il 95% delle famiglie dichiara di acquistarla abitualmente e la metà di queste di farlo 2/3 volte alla settimana, ma è interessante registrare che ben il 90% degli acquirenti di frutta fresca ha dichiarato di essersi rivolto alla frutta di marca. E circa un terzo di loro si dichiara acquirente regolare.
Ce lo rivela una ricerca condotta a fine febbraio 2009, in esclusiva per Gdoweek, da Ipsos Italia sulle abitudini di acquisto della frutta fresca, effettuata presso un campione nazionale rappresentativo dell'universo responsabili acquisti.

Per saperne di più scarica il PDF ...

Allegati

La frutta col “bollino”? È rassicurante
Gdoweek 477 | 13 aprile 2009 | di Raffaella Merlini (Ipsos Italia) |

Cevoli ospite a L’Incontro Nielsen

Un imprenditore con l'hobby del cabaret. Così ama definirsi Paolo Cevoli, l'ospite voluto e offerto da Meridiana per la serata inaugurale di questa 25° edizione de L'Incontro. Riccionese trapiantato a Bologna, Cevoli di professione fa il consulente nel settore della ristorazione. Ha portato sul palcoscenico dello Zelig personaggi subito amati dal grande pubblico come Cangini Palmiro (“Prima viene il cognome e poi il nome per una questione di educazione e di rispetto”), assessore alle attività varie ed eventuali del Comune di Roncofritto. Laurea in giurisprudenza -“Un perfetto mix fra studio-impegno-cazzeggiamento” scrive nel suo curriculum “meno normale”-Cevoli ha al suo attivo anche un'originale produzione editoriale: Cent'anni di Roncofritto (2002) che ha vinto il Premio Forte dei Marmi, Mare mosso bandiera rossa (2003) che ha vinto il Premio Flaiano, - Maiali & menaggment (2004) “che non ha vinto niente”.

Meno packaging, meno rifiuti. Una scelta sostenibile

Nella società dei consumi, è evidente come la spazzatura prodotta sia direttamente proporzionale agli acquisti effettuati dai cittadini-consumatori. Questo non tanto, o non solo, per via dei nuovi stili di consumo alimentari -basti pensare alla penetrazione raggiunta da prodotti servizio pressoché inesistenti sino a una decina d'anni fa quali piatti pronti e ortofrutta di quarta e quinta gamma- quanto per il breve ciclo di vita che caratterizza tutta una serie di articoli (vedi telefonia mobile, elettronica, piccoli elettrodomestici ecc) ad elevato tasso di sostituzione, vuoi per moda vuoi perché, quando si guastano, “costa meno sostituirli che ripararli”.

Un terzo dei rifiuti è pack
In termini di peso -ma la quota sarebbe parecchio superiore se si riuscisse a fare la stessa stima in termini di volumi- si calcola che nel complesso gli imballaggi incidano per oltre il 23% sul totale rifiuti urbani -pari a 33 milioni di tonnellate-, quota che sale al di sopra del 33% qualora se ne consideri l'incidenza sulla sola frazione secca, pari al 70% del totale (stime Conai-Consorzi su dati relativi al 2007). e, plastica.

Consumatori poco consapevoli
Un problema di cui i consumatori italiani forse non sono del tutto consci, infatti alla domanda “quali sono le fonti di inquinamento che ritiene più preoccupanti”, infatti, l'eccessivo uso di imballaggi si posiziona soltanto all'ottavo posto (16%), mentre la voce rifiuti solidi urbani (40%) guadagna la terza posizione dietro al traffico (al primo posto con il 68%) e alle emissioni delle industrie (67%).

Informare per rassicurare
Proprio questa è la sfida che si trova a dover raccogliere il mondo della ricerca -pubblica e privata- impegnata sul fronte dello sviluppo di nuovi materiali e nuove applicazioni eco-friendly. Un new business che promette nuova linfa al settore dei produttori di imballaggi, che a livello mondiale vale circa 500 miliardi di dollari, di cui l'Italia, con un fatturato di circa 31 miliardi di dollari (pari a circa 24 miliardi di euro) rappresenta il 6%, quota che la colloca tra i dieci Paesi maggiori produttori di packaging, al terzo posto in Europa alle spalle di Germania e Francia.

Per saperne di più, scarica il PDF ...

Allegati

Meno packaging, meno rifiuti. Una scelta sostenibile
Cover story | Gdoweek 475 | 30 marzo 2009 |

Italian Food Excellence

dmc

Sei un digital manager? La tua impresa è impegnata nella Digital Transformation?

Gli aggiornamenti sulle ultime innovazioni e trend, per gestire la trasformazione culturale in azienda e identificare nuove opportunità di business

css.php