Home Blog Pagina 378

Gdo in allarme per l’aumento delle tariffe nei trasporti

“La situazione creatasi nel settore dell'autotrasporto con l'entrata in vigore della legge 127/2011 è preoccupante e potrebbe portare ad un incremento medio delle tariffe pagate dalle imprese distributive pari al 25%, con inevitabili impatti sui prezzi finali di vendita dei prodotti e, quindi, sull'inflazione”, affermano in un comunicato congiunto Federdistribuzione, Ancc Coop e Ancd Conad.

La situazione attuale

Dopo le agitazioni degli autotrasportatori nell'autunno 2009, fu convocato un tavolo interconfederale all'inizio del 2010 i cui lavori furono recepiti dalla legge 127 del 4 agosto 2010. La norma prevedeva la possibilità di sottoscrivere accordi di settore, in mancanza dei quali dal 13 giugno 2011 sarebbe entrato in vigore, anche per i contratti scritti (utilizzati in maggioranza dalla distribuzione moderna), un sistema impostato sull'applicazione dei costi minimi di esercizio previsti per i contratti verbali.

L'applicazione della nuova legge, quindi, riporterebbe ad una situazione di tariffe minime, con costi di esercizio alti e uguali per tutti, indipendentemente dalle relazioni instauratesi nel tempo nei diversi settori.

“Chiediamo che, nell'ambito dei lavori dell'Osservatorio dell'Autotrasporto, della Consulta Generale o per vie normative, venga prevista la possibilità di premiare i contratti di lunga durata, per riuscire a mantenere e migliorare un sistema specifico del nostro settore, in grado di soddisfare sia le imprese distributive che quelle dell'autotrasporto”.

Gli effetti

Se ciò non dovesse essere possibile, si rischia che non solo un aumento dei costi e quindi i prezzi dei prodotti venduti nei punti di vendita, ma anche la rottura di una partnership consolidata tra operatori. “Si creerebbe una maggiore incertezza nei rapporti, situazione che la distribuzione moderna non vuole, ma potrebbe essere costretta a fare a causa delle attuali difficoltà economiche dovute alla debolezza dei consumi e alla pressione sui prezzi generata dalla forte concorrenza in atto tra le stesse aziende distributive.

Rossopomodoro gestisce la monetica con soluzioni VeriFone

La catena di ristoranti italiani Rossopomodoro ha adottato una soluzione VeriFone per il servizio di pay-at-table.
Impiegando i terminali portatili wi-fi VeriFone Vx 670, gestiti tramite il servizio
gateway PAYware Express, lo staff di Rossopomodoro è in grado di accettare
pagamenti al tavolo, con il controllo automatico degli importi generato
automaticamente dal sistema Pos già esistente nel ristorante.

“VeriFone ha elaborato con Rossopomodoro una soluzione di gestione completa
che consente ai nostri ristoranti il controllo totale sulla infrastruttura di
pagamento, incluso il report dei pagamenti di tutti i punti vendita” dice Franco Manna, presidente del Gruppo Sebeto.

“Questa è una prestigiosa vittoria per VeriFone e speriamo di espandere le
nostre relazioni con Rossopomodoro in futuro” aggiunge Imanuel Baharier,
direttore generale di VeriFone Italia.

Interessati 110 ristoranti

La soluzione di gestione delle transazioni è stata sviluppata per 110 ristoranti
Rossopomodoro sparsi su tutto il territorio italiano. Rossopomodoro è presente
anche in Gran Bretagna, Spagna, Turchia, Arabia Sadita, Giappone, Islanda,
Stati Uniti e Argentina. La catena fa parte del gruppo Sebeto, che possiede altri brand nel settore food, quali Anema e Cozze,
Rossosapore
e Pizza Contorni e Maccheroni.

I programmi di gestione di VeriFone includono hardware, software, sicurezza e
servizi in un solo costo-effettivo, in una soluzione sicura e semplice, con costi
chiari da quantificare, in grado di migliorare l’efficienza di coloro che lavorano
nel ristorante e dare più valore all’esperienza del consumatore.

Eni blocca stazione carburanti Conad

I fatti

Eni, una delle principali società erogatrici di carburanti, che opera in Italia con 4.542 stazioni di servizio, si oppone all'apertura di un distributore di carburante Conad nell'area commerciale Montefiore a Cesena, prevista come variante al Piano regolatore generale.

Eni ha fatto, infatti, ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il Comune di Cesena e la Provincia di Forlì-Cesena ed ha chiesto la sospensione degli effetti della delibera perché dagli atti emerge “l'illegittimità della variante al Programma integrato di intervento con riferimento alla realizzazione dell'impianto di carburante per autotrazione ... e la distorsione della concorrenza determinata da una previsione urbanistica a beneficio esclusivo e privilegiato di soggetti privati, posto che da tale previsione deriva ad Eni un gravissimo pregiudizio nell'operatività concorrenziale degli impianti di distribuzione di carburante in Cesena...”.

La risposta di Conad

 “È una situazione che preoccupa -sottolinea il direttore generale di
Conad Francesco Pugliese- ancor più perché cade in un momento di forti
difficoltà economiche per le famiglie. Impedire o cercare di porre un
veto alle liberalizzazioni quando la stessa Comunità europea ne reclama
la corretta attuazione è un controsenso. Penalizzare la libera scelta
imprenditoriale di nuovi operatori, in particolare la moderna
distribuzione, è un preoccupante passo indietro nel momento in cui è
richiesto un grande sforzo per sostenere il sistema Italia e fornire un
sostegno ai redditi delle famiglie ancor più indeboliti da un'inflazione
che, complice in misura determinante il costo dei carburanti, è salita
al 2,7 per cento, come non accadeva da novembre 2008”.
Secondo un comunicato emesso da Conad, quello di Eni è un atteggiamento che non tiene in considerazione la
tutela dei consumatori e il fatto che la moderna distribuzione, se posta
nelle condizioni di intervenire in modo adeguato nel mercato, sa
contribuire in maniera rilevante all'ammodernamento del Paese e alla
diminuzione dei prezzi dei carburanti. Conad sta facendo la propria
parte, ma vorrebbe che si creassero le condizioni per fare di più, nell'interesse primario dei consumatori.

Conad e le benzine
Al momento, Conad opera con 11 distributori di carburanti aperti dal 2005 al 2011, risultato finale di infinite difficoltà burocratiche da superare, con decine di domande per l'apertura di nuovi impianti ancora inevase sui tavoli di tante Regioni, dal nord al sud.
Conad con i propri carburanti a marchio garantisce alle famiglie risparmi importanti: nel portafoglio degli automobilisti, in sei anni, sono rimasti 16,5 milioni di euro, senza tralasciare le ricadute positive sul costo del trasporto delle merci e dei beni di largo consumo. Né va dimenticato che ogni impianto Conad ha una produttività superiore ai 10,5 milioni di litri rispetto alla media della rete italiana dei distributori, ferma a 1,6 milioni di litri.

Fiscalità e prezzi al litro

Dal confronto tra i prezzi di luglio 2008 e luglio 2011 è evidente che ad aumentare è stata soprattutto la fiscalità. Il prezzo di un litro di benzina è arrivato a 1,577 euro (+4,48 centesimi di euro rispetto al 2008): in crescita il carico fiscale (+5,67 centesimi di euro) nonostante il prezzo del prodotto raffinato sia diminuito di 0,90 centesimi di euro e i margini di filiera siano anch'essi diminuiti di 0,29 centesimi. Il prezzo del gasolio è salito a 1,449 euro al litro, con una diminuzione di 7,92 centesimi di euro rispetto al 2008, nonostante il carico fiscale sia aumentato di 3,60 centesimi di euro, il prodotto raffinato sia diminuito di 12,35 centesimi di euro e i margini di filiera aumentati di 0,83 centesimi.

Prezzo medio al distributore di Conad
Il prezzo medio di un litro di benzina negli impianti Conad si è attestato a 1,486 euro al litro (+3,96 centesimi di euro rispetto al 2008) con un incremento del carico fiscale di 5,58 centesimi di euro, mentre sono diminuiti il prezzo del prodotto raffinato (0,90 centesimi) e i margini di filiera (0,72 centesimi). Il gasolio Conad è diminuito, attestandosi in media a 1,365 euro al litro (-9,29 centesimi di euro al litro rispetto al 2008) con un carico fiscale aumentato di 3,37 centesimi di euro, il prezzo del prodotto raffinato in caduta di 12,35 centesimi e i margini di filiera ridotti di 0,31 centesimi. (dati: elaborazione Ufficio studi Ancd su dati Platts European Marketscan e Banca d'Italia-Uic, 13 luglio 2011).
Nel loro complesso, i valori hanno risentito sia delle tensioni dei mercati oil sia del mercato dei cambi, con i prezzi dei prodotti raffinati (riferimento Platts Mediterraneo) vicini, sui mercati internazionali, a quelli delle punte dell'estate 2008.

ADT, cresce il programma di ricircolo delle etichette con protezione alla fonte

Crescono le adesioni al programma di ricircolo delle etichette rigide con protezione alla fonte lanciato da ADT, attivo a livello europeo nella fornitura di soluzioni di antincendio e sicurezza.
L'iniziativa fa propri i principi di rispetto dell'ambiente in ambito retail, riadattando le etichette per risparmiare tempo prezioso, denaro e risorse. Con oltre 750 milioni di etichette rigide rimesse annualmente in circolazione, le soluzioni ADT permettono al mercato retail di godere dei benefici di lungo periodo derivanti dalla protezione alla fonte con tecnologia doppia (Eas/Rfid) per una protezione più completa e una elevata visibilità sulle scorte di magazzino e sull'intera catena di distribuzione.

Il programma, attualmente adottato da sette tra le più note catene di abbigliamento al mondo, sfrutta gli oltre 40 anni di esperienza nella sorveglianza elettronica degli articoli antitaccheggio (Eas) di ADT in ambito retail.
I retailer comprano solo le etichette delle quali hanno bisogno, e ricevono rapidamente crediti ogni volta che queste vengono restituite per il ricircolo; ADT si assume il rischio di inventario per tutte le etichette rigide ritirate. Inoltre, i costi legati alla protezione con etichetta rigida possono essere allocati direttamente sul costo dei capi, piuttosto che ripartiti in maniera generale tra i costi fissi del negozio.

Merce pronta per essere venduta

Grazie al programma di ricircolo delle etichette rigide con protezione alla fonte, la merce arriva pronta per essere venduta, accelerando così sia i tempi di vendita che di inventario. Un retailer leader mondiale nel settore dell'abbigliamento è passato a un sistema di protezione alla fonte dopo aver sperimentato quello di protezione presso il punto di vendita, e questo ha permesso di incrementare dal 30% al 50% la quantità di merce che viene esposta per la vendita ogni ora. E quando la tecnologia Rfid si abbina alle etichette rigide Eas, i retailer possono godere degli ulteriori benefici derivanti da una reale analisi avanzata delle scorte di magazzino in tutte le fasi di una catena di distribuzione globale. Possedere un percorso di ricircolo Eas definito, inoltre, rappresenterà un grande vantaggio quando i retailer migreranno a soluzioni di gestione dell'inventario a livello di singolo articolo.

Tre centri di ricircolo automatizzato a livello mondiale

Il programma di ADT permette di applicare le etichette rigide in fase di produzione, e di rimetterle in circolazione quando queste arrivano dal punto vendita. “ADT -spiegano in azienda- è attualmente  il solo fornitore in possesso di tre centri di ricircolo automatizzato a livello mondiale e di otto centri di distribuzione di etichette, posizionati geograficamente vicino agli impianti di produzione dei capi, per aiutare i retailer a risparmiare sui costi di trasporto e su altri costi associati all'acquisto di etichette rigide”.

Carrefour planet: parla Giuseppe Brambilla di Civesio

Carel premiata per l’innovazione

Carel, produttore di soluzioni di controllo energy saving per il condizionamento dell’aria e della refrigerazione, sì è aggiudicata una menzione speciale dal comitato tecnico di valutazione della quarta edizione del “Premio Imprese x l'Innovazione (IxI)”.

Lanciato da Confindustria in collaborazione con l'Associazione Premio Qualità Italia e alcuni esperti di settore, il Premio IxI, offre un significativo contributo al processo di diffusione della cultura dell’innovazione che coinvolge il sistema produttivo italiano.

Si tratta di un riconoscimento nazionale importante, poiché l’analisi e la valutazione si è svolta adottando il modello che fa riferimento al framework per l’innovazione dell’European Foundation for Quality Management. Questo collaudato modello di eccellenza è infatti riconosciuto a livello internazionale non solo per valutare lo stato di un’organizzazione relativamente alle aree di qualità ed innovazione, ma per accrescere la cultura d’impresa.

Jll: New Bond Street è la strada dello shopping più cara in Europa

Il mercato globale dei beni di lusso è riemerso dalla crisi finanziaria molto più rapidamente di quanto ci si aspettasse. Lo si ricava da un recente studio di Jones Lang LaSalle  (Jll) sulle più importanti destinazioni per lo shopping di lusso in Europa, dal titolo “Glitter and glamour shining brightly - the 100
most renowned luxury brands and their presence in Europe's metropolitan centres'“.

Al top
La strada dello shopping di lusso più costosa in Europa è New Bond Street a Londra, con top rent che arrivano fino a 7.900 euro al metro quadrato per anno. A Parigi, le locazioni in Avenue Montaigne sono arrivate a 7.500 euro mentre nella Stoleshnikov a Mosca si sono registrati valori pari a 7.015 al metro.

Effetto premium
Secondo l'analisi di Jones Lang LaSalle, nonostante il boom delle vendite online, i punti vendita nelle più prestigiose high street europee restano un fattore decisivo per il successo del settore luxury. Dopo due anni di spese contenute, il ritorno della fiducia dei consumatori ha spinto i retailer del lusso a rispondere con robusti piani di espansione. L'aumento della domanda di spazi prime nelle migliori location sta spingendo i canoni verso l'alto. Anche altri retailer stanno cercando di trarre beneficio dalla vicinanza con i marchi di alta gamma e questa ulteriore domanda per i già insufficienti spazi showroom sta mettendo pressione sui valori premium.

Marks & Spencer in ottobre lancia una linea di prodotti food esclusivi

Il Ceo Marc Bolland ha dichiarato che in ottobre Marks & Spencer prevede di introdurre il primo di una serie esclusiva di marchi food internazionali in alcuni negozi selezionati. Si tratterebbe di prodotti relativi a un centinaio di marche di nicchia altrimenti non disponibili in nessun'altra parte del Regno Unito. La mossa fa parte dei piani per riposizionare la catena uno specialista cibo con prodotti esclusivi. Naturalmente la gamma dei prodotti coinvolti sarà migliorata e specializzata in funzione del bacino di utenza.
Del resto i dati di vendita sul food sono positivi visto che, nel trimestre conclusosi il 2 luglio, M&S è riuscita a crescere del 3,3% (a rete costante) incrementando la propria quota di mercato di 10 punti base e arrivando al 3,8%.

Rifiuti elettronici nei negozi: raccolte 10mila ton in un anno

Ammontano a oltre 10mila tonnellate i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche raccolti in un anno attraverso i negozi, secondo i dati del consorzio Ecolight, sistema collettivo che offre il servizio di raccolta e smaltimento a oltre 3mila negozi in tutta Italia e punto di riferimento per le aziende delle grande distribuzione organizzata. Un risultato che deve essere migliorato non solamente nelle quantità, ma anche nella gestione operativa dell'intero sistema Raee. I commercianti, infatti, dal 18 giugno 2010 sono obbligati a ritirare gratuitamente e a smaltire in modo corretto le apparecchiature elettriche che il consumatore consegna al punto di vendita al momento dell'acquisto di un elettrodomestico nuovo di equivalente funzionalità.

La crescita del circuito

In un anno questo circuito è cresciuto: infatti nei soli primi sei mesi dell'Uno contro Uno -periodo che comprende anche il mese di dicembre storicamente momento di picco per i consumi- la quantità raccolta è stata di 4mila tonnellate di Raee. Il secondo semestre invece ha fatto superare la quota delle 6mila tonnellate, con una crescita del 20% rispetto al periodo precedente. “Dopo una partenza difficoltosa, il sistema è andato lentamente a regime -spiega Giancarlo Dezio, direttore generale del consorzio Ecolight-. Sforzi ulteriori devono essere fatti sul fronte della comunicazione e dell'informazione nei confronti dei consumatori perché manca all'appello la piccola elettronica di consumo, ovvero il raggruppamento R4, che dovrebbe essere quello maggiormente interessato da questa normativa.

Situazione problematica

La situazione rimane però problematica. “Per un anno Ecolight è andato incontro alle esigenze dei punti di vendita, intervenendo anche quando le istituzioni nazionali e locali non erano in grado di dare delle risposte”, prosegue Dezio. Tra i nodi disattesi della normativa, la possibilità di conferire i rifiuti raccolti dal circuito della distribuzione nelle isole ecologiche. Secondo infatti l'ultimo rapporto di Ancitel Energia e Ambiente più del 46% dei centri di raccolta non ritirano i Raee raccolti dai negozi, circa il 21% accoglie raee solo per piccoli quantitativi e provenienti dal territorio di competenza. Solamente il 3% è disposto a ricevere questi raee indipendentemente dal territorio.
“Cio ha comportato costi di smaltimento aggiuntivi -sostiene Dezio- anche perché le tonnellate raggiunte solo in pochi casi hanno consentito l'accesso al sistema alternativo di raccolta avviato dal Centro di coordinamento dei consorzi Raee, sistema che consente di ridistribuire i costi su tutti i consorzi dei produttori”.
Altre criticità derivano dalla normativa che regolamenta le isole ecologiche e che dipendono dalle singole province.

Prospettive

Due le strade da seguire, secondo Ecolight, per uscire da questo empasse: aprire le isole ecologiche ai conferimenti della distribuzione e provvedere a modificare la normativa portando il periodo massimo di stoccaggio da 30 giorni a tre mesi, in modo da poter raggiungere i quantitativi necessari per ridurre gli attuali ingenti costi di stoccaggio e di trasporto.

Al via il primo Carrefour planet italiano

Anche in Italia arriva il formato planet, la nuova generazione dell'ipermercato che, secondo Carrefour, rappresenta il modello di riferimento del prossimo futuro, per questo canale, nei Paesi occidentali.

Oggi a Paderno Dugnano (Mi), nello storico negozio che si sviluppa su una superficie di 11.500 mq, viene inaugurato il primo Carrefour planet italiano che utilizza i criteri adottati, lo scorso anno, a Ecully e Venissieux (nella regione lionese, in Francia) e rivelatisi vincenti.
Sul numero 27 di Gdoweekm@il, disponibile da lunedì, sarà pubblicata una dettagliata recensione dello store e delle sue caratteristiche, illustrate da immagini ed interviste.

Shop-in-shop
La realizzazione di uno store più attraente e coinvolgente passa per l'implementazione di nove shop-in-shop specializzati (mercato, bellezza -già attivato a metà giugno, con lo spazio Nivea, messo a punto da Majrani Europe- bio, surgelati, moda, bebè, casa, elettronica di consumo e stagionali) e l'implementazione di nuovi servizi.

Obiettivi strategici
In Francia, sono attualmente attivi 40 Carrefour planet che mostrano performance superiori a quelli delle formule tradizionali.
L'obiettivo è arrivare, per la fine del 2011, a una rete di 92 Carrefour planet, operativa in Francia, Spagna, Italia, Belgio e Grecia, per riuscire a trasformare, entro il 2013, più di 500 superfici di vendita.

Esselunga non è in vendita

“Ad evitare sconcerto e disorientamento fra i propri dipendenti, i fornitori, il mondo della finanza e della politica, Esselunga dichiara: l'azienda non è in vendita; ha al presente, un andamento regolare, rimane italiana ed indipendente quale è”. Con questo scarno comunicato, molto secco, Esselunga risponde ad alcuni voci (ricorrenti) relative a una presunta vendita dell'azienda per questioni legate al ricambio generazionale.
I rumor sono nati dalle valutazioni espresse da alcuni operatori bancari e poi raccolte dalla stampa circa la vendibilità di alcune aziende italiane, tra le quali figurava anche Esselunga.

L'onda lunga Disney Pixar

Intanto, l'azienda, forte dei risultati registrati, prosegue nella sua logica di creare un legame sempre più solido con i propri consumatori, utilizzando il successo (inaspettato) della collezione Disney Pixar. Dopo aver lanciato, sul sito, la possibilità di giocare e scambiare figurine online, con l'eventualità anche di fissare incontri con altri collezionisti in determinati store della rete, il completamento della raccolta è affidato alla possibilità di ordinare le figurine mancate presso il Punto Fidàty del proprio negozio di riferimento.

Scadenza 25 settembre
Per ogni carta, viene richiesto un esborso di 50 punti Fidaty per una richiesta massima di 20 carte. L'iniziativa è destinata a durare fino al 25 settembre, data in cui, dovrebbe (salvo nuove sorprese) definitivamente calare il sipario sull'iniziativa, certo vincente, che rappresenta una sfida notevole per la ricerca, nel 2012, di un'operazione altrettanto positiva.

Unicoop Tirreno chiude il superstore di Benevento

La notizia della decisione arriva dopo che la questione dei risultati di vendita negativi è stata per diversi mesi sul tavolo aperto fra enti locali, proprietà del centro commerciale, rappresentanti dei commercianti, Unicoop Tirreno.
Da un comunicato sul sito di Legacoop si apprende che la decisione, presa dal Cda di Unicoop Tirreno non rinnovando il contratto di locazione in scadenza nel mese di luglio 2011, "si è resa necessaria a seguito della costante riduzione delle vendite ed il conseguente peggioramento del conto economico che ha fatto registrare nel 2010 una perdita superiore a 3milioni di euro".

Gestione insufficiente del centro commerciale
"I problemi - prosegue la nota di Unicoop Tirreno - sono dovuti soprattutto a una gestione del tutto insufficiente del centro commerciale, agli elevati costi di struttura del punto vendita e a un’offerta commerciale sproporzionata rispetto alle dimensioni ed alle caratteristiche del mercato locale. In questi giorni si è concluso inoltre il confronto con le organizzazioni sindacali e con le istituzioni di riferimento, siglando un accordo che consente, per i 66 lavoratori del superstore, l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e una successiva ricollocazione all'interno delle strutture di vendita di Unicoop Tirreno, sia di quelle già attive, sia di quelle in fase di realizzazione.
La dolorosa scelta della chiusura del Superstore di Benevento è stata considerata dal Consiglio di Amministrazione di Unicoop Tirreno condizione necessaria per garantire l’equilibrio economico dell’intera Cooperativa ed al tempo stesso garantire la permanenza di Unicoop Tirreno in Campania".

Prossime aperture più piccole e di vicinato
Non è difficile desumere che questa chiusura, oltreché dipendere dalla crisi generale e dalle peculiarità del meridione, si inserisce nel contesto generale della crisi del modello di retail basato sulla grande superficie, che va a vantaggio delle soluzioni basate sul negozio di vicinato. Non a caso il Cda si premura di precisare che "nel futuro prossimo la presenza Coop in Campania sarà caratterizzata da punti di vendita di dimensione più contenuta, basati su un’offerta alimentare ed inseriti in contesti urbani: in questa direzione va la recente apertura del supermercato di Via Arenaccia nel centro di Napoli ed i lavori in corso per la realizzazione di una struttura simile a Santa Maria Capua Vetere".

Indicod-Ecr rilascia le linee guida sul GS1 Databar, il nuovo codice a barre

Indicod-Ecr, l'associazione italiana che raggruppa 35mila aziende industriali e distributive operanti nel settore dei beni di largo consumo e che si occupa della diffusione degli standard di identificazione e comunicazione adottati a livello mondiale, ha rilasciato il documento per il corretto utilizzo della simbologia GS1 DataBar, un codice a barre più piccolo ma capace di contenere un maggior numero di informazioni, oltre al codice identificativo del prodotto e già ampiamente utilizzato nei supermercati del nord America e in fase di sperimentazione anche in Europa e in Asia.
Più piccolo del suo precursore EAN/UPC, il GS1 DataBar grazie alle sue peculiarità può essere applicato sui prodotti più difficili da “marcare”, come quelli di dimensioni ridotte, oppure gli alimentari freschi a peso variabile e gli articoli che richiedono la stampa di informazioni supplementari.
Il GS1 DataBar, infatti, è in grado di memorizzare più informazioni come la data di scadenza, il peso, il numero di lotto grazie all'uso degli Application Identifier (già utilizzati dal GS1-128), e può essere utilizzato anche per stampare coupon di sconto, perché può memorizzare tutte le informazioni necessarie per leggere i coupon alla cassa.

Dal 2014 le barriere casse dei supermercati dovranno essere in grado di leggere almeno il codice prodotto (GTIN) contenuto nel GS1 DataBar.

Raccomandazioni sulla modalità di stampa

Le Linee Guida Indicod-Ecr sul nuovo standard GS1 DataBar contengono anche le raccomandazioni sulle modalità di stampa emerse dai test che sono stati effettuati per verificare la facilità di lettura di questo codice: di fatto, con le tecnologie di stampa più utilizzate (stampa termica e stampa a trasferimento termico) non esistono rilevanti difficoltà nella produzione di GS1 DataBar leggibili.

L'introduzione del GS1 DataBar permetterà in futuro il passaggio ad un sistema standard internazionale anche per la codifica dei prodotti a peso variabile, in sostituzione alle soluzioni nazionali attualmente in vigore, permettendo di inserire nel simbolo a barre sia il GTIN del prodotto che l'informazione relativa a peso e prezzo.

Tutte le informazioni sulle Linee guida sono disponibili sul sito Indicod-Ecr all'indirizzo http://indicod-ecr.it/standard/gs1-barcodes/simbologie/gs1-databar/linee-guida-alluso-del-gs1-databar/ .

Gruppo Feltrinelli crea società dedicata a logistica e servizi per l’editoria

Si chiama LSI 150 - Logistica & Servizi Integrati, la società che costituita da Gruppo Feltrinelli che avrà il compito di centralizzare le attività di logistica, di servizi informativi e
di supply chain di tutte le realtà del Gruppo, creando efficienze e ottimizzazione nei
processi distributivi.

Piano pluriennale di sviluppo

La nuova società, interamente di proprietà di Effe 2005 - Gruppo Feltrinelli, andrà a supportare il
piano pluriennale di sviluppo annunciato dal Gruppo a marzo di quest’anno, che prevede crescita
e innovazione dei principali settori di attività, dall’editoria alla promozione e distribuzione
editoriale, dal retail, con librerie di proprietà e in franchising, all’e-commerce.

Inoltre, in forza dell’accordo di collaborazione raggiunto con Geodis, azienda leader a livello
europeo nei servizi di logistica, LSI 150 potenzierà anche l’offerta a clienti terzi, proponendosi come partner per la gestione dei processi distributivi nell’ambito dell’editoria.

Sinergie

“La nuova società riveste un’importanza strategica per il Gruppo Feltrinelli, sia per quanto riguarda l’ottimizzazione della distribuzione editoriale, sia relativamente al piano di sviluppo del Gruppo nel suo complesso -commenta Dario Giambelli, amministratore delegato di Effe 2005
Gruppo Feltrinelli-. L’incontro con Geodis ci permetterà inoltre di poter trasferire anche ai clienti esterni al Gruppo i vantaggi che conseguiremo con la creazione di LSI 150”.

Intervista a Francesco Pugliese sugli obiettivi di Conad

Francesco Pugliese Conad
Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad

“Nel 2011 il fatturato delle nostre private label ha raggiunto la cifra di un miliardo di euro: un risultato importante, perseguito con determinazione e destinato a crescere. Infatti, oggi la quota delle Pl è del 26%, in crescita, visto che, a maggio, abbiamo registrato un +24% rispetto all'anno precedente”. La soddisfazione traspare evidente da Francesco Pugliese, direttore generale di Conad, gruppo che, alle soglie dei festeggiamenti per i 50 anni di attività, che cadono il prossimo anno, mostra vitalità, dinamismo e si propone nuovi obiettivi. “La nostra rete continua a registrare performance positive: in un contesto di mercato poco esaltante, a parità di rete, i super Conad, con una produttività del 15,4%, che ci colloca al secondo posto dopo Esselunga (con una dimensione media di 580 mq, ndr), registrano un incremento delle vendite del 4%, mentre gli ipermercati si attestano sul 2% -puntualizza Pugliese-. Inoltre, in sei mesi, abbiamo dato consistenza e valore all'insegna di prossimità Conad City, che oggi comprende 910 punti di vendita e il cui processo di trasformazione terminerà a fine anno, all'interno di una strategia di definizione dei ruoli delle insegne, basilare per razionalizzare l'assortimento, al cui interno i prodotti a marchio giocano un ruolo strategico".

Tra questi, qual è il marchio più performante?
Sapori&Dintorni, che registra il tasso di
crescita più significativo. Con le sue oltre
200 referenze, dalla gastronomia all'ortofrutta
fresca, è la firma trasversale del
tipico, che garantisce ampiezza di offerta
e qualità costante a prezzi accessibili, pur
appartenendo alla fascia premium.

Quanto incidono sulle performance della
linea i due store Sapori&Dintorni?

L'apporto alla linea è limitato, ma rappresentano
comunque un successo, registrando
un fatturato medio settimanale
di 250 mila euro, cioè circa 10-12 milioni
di euro su base annua. Risultati che evidenziano
le grandi potenzialità di questo
marchio.

Nuovi negozi in apertura, quindi?

Sì. Pensiamo a uno sviluppo ragionato,
solo a fronte di location valide, un fattore
strategico di successo per un format di
nicchia come questo. L'obiettivo è arrivare
a una rete di 20 store, situati in centri
urbani ad alta frequentazione di turisti, aeroporti
e anche in qualche stazione ferroviaria
ad elevato traffico, come è previsto,
ad esempio, a Napoli. Successivamente,
avvieremo lo sviluppo internazionale.

Da soli o in partnership?

Attraverso i nostri colleghi di Coopernic,
come è già avvenuto per i prodotti a marchio
Conad e per la linea sviluppata per
l'estero, Creazioni d'Italia. Per lo sviluppo
all'estero, punteremo su un format che
vedrà la ristorazione veloce, con un ruolo
ancora più importante, puntando sulla
degustazione, elemento essenziale degli
store Sapori&Dintorni.

Da store brand a brand store, adesso anche
da esportazione: una trasformazione
copernicana. Una svolta anche nel rapporto
con Leclerc, con cui avete appena
rinnovato l'alleanza ...


Il rapporto con Leclerc funziona a prescindere
e quindi continua. Lo sviluppo di
Sapori&Dintorni è il risultato di un lavoro
focalizzato sull'insegna e sulla sua valorizzazione,
che trova grande interesse
anche all'interno di Coopernic. Ma non
intendiamo fermarci qui.

Significa che state elaborando nuovi concept
Sapori&Dintorni?

Sì, stiamo per entrare nel settore delle gelaterie,
con la prima Cremeria a marchio
Sapori&Dintorni, in apertura entro agosto,
in una località di mare.

Quali saranno le caratter
Sapori&Dintorni Cremeria?

Una proposta di gelati di alta qualità, in
linea con la tradizione gelatiera italiana,
con un forte accento sulle materie prime
e sulla loro provenienza. Useremo solo
latte italiano ed ingredienti del territorio,
selezionati nella linea Sapori&Dintorni.
Non escludiamo ampliamenti di gamma,
come gli yogurt. La location ideale
potrebbe essere il centro commerciale o
vicino a ipermercati e superstore, anche
se è prematuro quantificare lo sviluppo.
Anche in questo caso, sarà un concept
da sviluppare a livello internazionale.

Conad punta solo al premium e al superpremium?

No, infatti stiamo per lanciare i primi prezzi:
circa 80-100 prodotti, nelle categorie
selezionate tra quelle alto vendenti nei
discount, sotto il brand Prezzo, nome
semplice e diretto, per permettere ai nostri
clienti di identificare, in maniera veloce,
la scala prezzi. La linea sarà presente in
super, superstore ed ipermercati, ma non
in Conad City. Vogliamo così sottolineare,
da un lato, una maggiore percezione di
convenienza e, dall'altro, difenderci dall'attacco
dei discount. Si tratta di scelte
di razionalizzazione e dimensionamento
dell'offerta in funzione di insegna e
formato, “pulendo lo scaffale” creando
segmentazioni chiare che garantiscano
leggibilità.

In passato avevate parlato di partnership
con marchi specializzati nell'extralimentare,
cui delegare la gestione dei reparti.
Siete ancora della stessa idea?

L'operazione che avevamo in mente non
si è concretizzata, ma stiamo lavorando
a un'ipotesi di partnership con retailer del
non food. Per ottenere soluzioni durature
ed efficaci, però, non basta una semplice
partnership, ma sono necessari scambi
azionari. In quest'ottica, stiamo già trattando
con un'insegna primaria nel suo
settore. Contiamo, entro l'anno, di chiudere
la fase contrattuale e passare a quella
progettuale e operativa sulla rete.

Sono possibili partnership simili anche
nel mondo alimentare?

Se il riferimento sono le supercentrali, da
tempo abbiamo dichiarato di non credere
a questa formula: non abbiamo bisogno
di massa critica, fine a se stessa. Siamo
già secondi nella classifica dei retailer in
Italia e, nel giro di quattro anni, vogliamo
diventare leader. Per questo, riteniamo
che l'unica strada percorribile sia quella
di fare rete: chi meglio di una cooperativa
può interpretare questa modalità?

Una dichiarazione che suona più come
voglia di attirare nuovi soci che volontà
di stringere alleanze.

È evidente che il prerequisito per fare rete
è adottare l'insegna Conad, sulla cui valorizzazione
stiamo lavorando da tempo.
Ormai non c'è più spazio per frammentazioni
ed inefficienze: i retailer, tutti, devono
recuperare un ritardo di 8 punti
rispetto agli stranieri, in parte imputabile,
al sistema Paese, in parte a inefficienze
del nostro mondo. Fare sistema e rete
significa concentrarsi sul creare efficienza
mella gestione dei flussi ed efficacia nelle
politiche di brand.
Chi è disponibile, nell'imprenditoria italiana,
food o extralimentare, a sposare un
progetto di rete e di cooperazione, che
gli sappia garantire valore nel tempo, si faccia avanti. Siamo disposti a parlarne.

Walmart promuove Barbie

Sono aperte le iscrizioni all’Ethic Award 2011

Ethic Award è un'iniziativa organizzata da Gdoweek, riconosce e premia i migliori progetti di sviluppo sostenibile portati avanti dalle imprese di beni di consumo e di retail che operano sul territorio nazionale, affinché l'impulso fornito alla crescita economica tenga anche conto degli aspetti legati alle dimensioni socio-ambientali in tutti i suoi aspetti.

Partecipazione gratuita
La partecipazione è gratuita, le aziende che desiderano candidarsi sono invitate a sottoporre le proprie iniziative compilando, per ogni iniziativa, la Scheda di partecipazione che si può scaricare cliccando sul link qui sopra.

Scadenza per invio schede: 30 settembre
Le candidature dovranno pervenire entro il 30 settembre 2011 alla segreteria organizzativa del Premio, gdoweek.ethicaward@ilsole24ore.com

Saranno considerati solo i progetti realizzati nel periodo gennaio 2010 - giugno 2011 che rispondono alla filosofia del Premio. La premiazione si terrà nel mese di novembre a Milano in Via Monterosa 91.

7 categorie di progetto
1 Processi Industriali e di filiera
2 Green building

3 Retailer Locale e territorio-comunità
4 Education

5 Il lavoro

6 Salute, minoranze e società

7 Il Sud del mondo
Fra i vincitori di categoria viene scelto il vincitore assoluto, che l'anno scorso risultò essere “Amo il pesce pescato all'amo” del Gruppo Finiper.

Zuegg, nuovo impianto produttivo in Russia

Zuegg ha inaugurato nella regione russa di Kaluga, a sud-ovest di Mosca, un impianto industriale destinato alla produzione di semilavorati di frutta (preparati a base di frutta da aggiungere allo yogurt e preparati per l'industria dolciaria), costituendo la nuova controllata Zuegg Russia. L'impianto, sorto in un'area di sei ettari di terreno idoneo alla produzione alimentare, ha richiesto un investimento di 35 milioni di euro ed ha portato alla creazione di 70 posti di lavoro. E proprio l'inserimento nello staff di personale locale, che a breve potrebbe aumentare fino a 100 unità, è uno dei punti chiave di Zuegg, che vuole continuare a costruire un brand sempre più forte a livello internazionale, basato sull'esperienza e sul know how italiano.

Elevati standard qualitativi
“Da molto tempo, stavamo pianificando un'espansione del marchio Zuegg sui mercati dell'Est Europa e la regione di Kaluga ha offerto le condizioni ideali per il lancio del nuovo impianto produttivo -spiega Oswald Zuegg, presidente e AD di Zuegg Spa-. Anche in Russia, come in tutti gli altri Paesi dove è presente, Zuegg rispetterà tutti i suoi standard qualitativi per offrire al consumatore che desideri nutrirsi in maniera corretta, prodotti garantiti e sicuri. Il nostro claim aziendale Passione per la frutta, amore per la vita racchiude infatti la vocazione di Zuegg a comprendere ed anticipare l'evoluzione dei gusti e delle preferenze alimentari, con attenzione particolare al consumatore e all'ambiente”.

La strategia di sviluppo
“L'impianto -aggiunge Giovanni Desenzani, direttore generale di Zuegg- è solo il primo tassello della strategia in Russia, che prevede anche l'insediamento a Mosca di una struttura commerciale con il compito di sviluppare la presenza delle confetture e di alcuni succhi ad alto valore aggiunto (come i nettari monoporzioni mirtillo o melograno) in catene come Metro, Auchan, XFive e di conquistare i consumatori russi più attenti ai prodotti che vengono dalla natura”.

Il gruppo Zuegg, che ricopre un ruolo di primo piano nel segmento dei succhi e delle confetture ed è leader nell'area dei semilavorati industriali, ha sviluppato nel 2010 un giro d'affari di circa 187 milioni di euro.

I vantaggi del brand posizionato a salvaguardia dell’ambiente

Coltivare e nutrire una marca è un processo
costante. Richiede un continuo sforzo
per capire e interpretare lo spirito del tempo
e per evolvere di conseguenza, mantenendo
così un percepito reale del brand che genera
valore per l’impresa.
Se da un lato le aziende stanno capendo che
la sostenibilità è un nuovo modo di fare business
per continuare a prosperare nel tempo,
per la marca è un’occasione per riallineare i
valori di riferimento con i propri interlocutori
che, come numerose ricerche confermano,
danno sempre più valore, emotivo ed economico,
al benessere personale, sociale e
ambientale, attraverso scelte di consumo e
stili di vita più consapevoli. Una marca crea
valore per l’impresa generando domanda,
riducendo il rischio e contribuendo alla sua
reputazione. Un programma di sostenibilità
che sia consistente con il posizionamento
di marca crea quindi valore per l’impresa
e per il brand. Più un’azienda è in grado di
valorizzare con i mercati finanziari e con tutti
i suoi stakeholder il percorso di sostenibilità
intrapreso, minore è il rischio associato a
quell’impresa e maggiore è la sua reputazione.
Anche le marche stesse rappresentano
un rischio-opportunità per l’impresa con il
proprio percepito e la relazione che riescono
a stabilire e mantenere con i clienti. La sostenibilità
offre alla marca l’opportunità per
accrescere la rilevanza presso i consumatori,
per differenziarsi dalla concorrenza e una
piattaforma su cui sviluppare campagne di
comunicazione.

Per saperne di più scarica il PDF ...

Allegati

I vantaggi del brand posizionato a salvaguardia dell’ambiente
Greening, il mix vincente di coerenza, sviluppo e salvaguardia dell’ambiente | Gdoweek | 7 giugno 2010 |

I ricavi Carrefour nel secondo trimestre sono al +3%

Carrefour ha annunciato oggi che i suoi ricavi nel secondo trimestre 2011 sono aumentati del 3% raggiungendo quota  €22,4 miliardi, una quota cioè molto vicina a quei €22,5 miliardi previsti dagli analisti. Ancora una volta però i risultati positivi arrivano dai paesi emergenti, segno che Europa e Francia sono ancora claudicanti.

America Latina e Asia
I ricavi di Carrefour sono cresciuti del 12,5% in America Latina e del 5,3%in Asia. L'Europa ha, invece, segnato il passo con una crescita dell'1,6% in Francia e addirittura con un calo dell'1,1% negli altri mercati europei trainati in basso dalla debolezza dell'economia spagnola.
In sintesi per quanto riguarda il primo semestre Carrefour stima un calo dell'utile operativo pari al 23% scendendo a €760 milioni. Come si ricava dalle dichiarazioni del Ceo Olofsson, Carrefour sta cercando di attuare una serie di correttivi (cambio dei top manager, puntare sui prodotti locali, aumento del fatturato private label, accordo con Pixmania per diventare leader nell'e-commerce) onde trovare la quadra e raggiungere gli obiettivi pianificati per il 2011 che consistono in un aumento sia dei ricavi sia dell'Ebtida.

I prodotti di cosmetica e per la cura del corpo sono i più rubati nel periodo estivo

I furti di articoli estivi nei pdv sono un fenomeno con il quale i retailer hanno imparato a convivere -e fronteggiare- che interessa in particolare occhiali da sole, creme abbronzanti e idratanti, asciugamani e costumi da bagno, sandali e scarpe da mare, deodoranti e preservativi.
Sono i prodotti di cosmetica e per la cura del corpo quelli che rientrano nella lista degli articoli maggiormente soggetti a furto pubblicata nel 2010 dal Barometro Mondiale dei furti nella distribuzione, realizzato dal Centre for Retail Research per conto di Checkpoint Systems.
La perdita in questa categoria di prodotti rappresenta l’1,58% delle media di vendite in Europa. L’abbigliamento raggiunge storicamente il maggior indice di perdite con l'1,79%. Si tratta di valori significativi, se si tiene conto che la percentuale media europea di perdite derivate da furti ed errori interni è pari all’1,29% rispetto al totale delle vendite, per un valore totale di oltre 33,4 miliardi di euro.

“Lo stagionale riproporsi del furto rappresenta un’ulteriore prova degli effetti negativi della crisi economica sulla capacità d’acquisto e sull’onestà del consumatore -commenta Salvador Cañones, country manager di Checkpoint Systems Italia-. Fortunatamente la maggior parte dei responsabili dei negozi si sta adoperando al fine di assicurare una maggiore protezione degli articoli in esposizione per non porre limiti all’acquisto d’impulso, fatto necessario per assicurare le vendite anche in questo periodo di contrazione dei consumi”.

Una buona strategia nella protezione degli articoli potrebbe riassumersi, secondo Cañones, nel seguente decalogo:

1. Utilizzare un’attrezzatura intelligente, ossia sistemi che offrono informazioni dettagliate sul numero di ingressi in negozio e sulle aree più interessate ai tentativi di furto.

2. L’acquisizione di validi strumenti deve essere accompagnata da un piano interno di formazione del personale. A nulla serve essere in possesso di una buona apparecchiatura se poi non si è in grado di utilizzarla correttamente.

3.  Proteggere i prodotti più cari e quelli più soggetti a furto: è necessario individuare i prodotti a cui dare priorità.

4. Continuare a vigilare anche dopo aver installato dei sistemi per la protezione degli articoli.

5. Promuovere i programmi di protezione alla fonte: quanto più protetti arrivano i prodotti allo spazio di esposizione, maggiore sarà la vendita. Incrementando la sicurezza è possibile garantire una migliore posizione del prodotto nel pdv e un acquisto d’impulso più redditizio, piuttosto che chiudere gli articoli in armadi di sicurezza.

6. Analizzare la quantità dei mezzi di protezione: i furti non si riducono installando tanti sistemi di sicurezza.  È importante implementare le soluzioni più appropriate in base alle dimensioni e alla struttura del pdv e agli articoli in libera esposizione.

7. Mantenere gradevole l’ambiente d’acquisto: la protezione degli articoli non deve in alcun modo rappresentare un ostacolo nell’esperienza d’acquisto del consumatore.

8. Tenere sempre presente la capacità di risposta del ladro, soprattutto se professionista. Per questo è necessario riscoprire ogni volta come si muove: la scelta del negozio, l’accesso alla struttura, lo spazio di esposizione dei prodotti, l’uscita e la nostra capacità di risposta finale.

9. Riesaminare lo stesso processo del personale interno: in fin dei conti un quarto dei furti avviene per mano di dipendenti disonesti.

10. Partecipare alle azioni di sensibilizzazione cittadina: È necessario continuare ad educare la cittadinanza contro i furti. Per questo è opportuno partecipare a campagne di sensibilizzazione sociale che allertino dei pericoli relativi al consumo o all’acquisto di articoli rubati.

Joint venture di Sonae Sierra per un centro da 120 milioni di euro

Il Gruppo, tra i leader internazionali nella realizzazione di centri commerciali, ha annunciato un importante accordo:  la creazione di una joint venture con MAB Development finalizzata allo sviluppo di un progetto per un nuovo centro commerciale a Solingen, nella regione del Nord Renania-Westfalia, Germania, in seguito all'acquisizione dell'ex palazzo Karstadt dall'immobiliare tedesca HLG/Movesta. L'inizio dei lavori è previsto nell'estate 2011.
A questo scopo è stata creata una società ad hoc, la Solingen Shopping Center GmbH, con sede a Francoforte, di cui entrambi i soci detengono il 50%. Il valore complessivo del progetto è pari a circa 120 milioni di euro.

Il centro
Il nuovo centro commerciale  è situato nel cuore di Solingen e comprende l'area ex-Karstadt. Su un lotto di 13.000 metri quadrati verrà costruito una struttura di tre piani. Con 28.000 metri quadrati di Gla, il centro commerciale ospiterà sia noti marchi internazionali e nazionali sia negozi locali. Inoltre, il centro offrirà zone dedicate a ristoranti e servizi.

Nuovo responsabile marketing
Sonae Sierra ha nominato Anna Renacco
(in foto) nuovo Marketing Manager Italia. D'ora in avanti sarà responsabile di
tutte le attività di marketing per i centri commerciali Sonae Sierra nel
Paese.
Anna Renacco, 28 anni, è laureata in Economia all'Università di Torino.

Conbipel torna all’utile e punta su 40 nuovi store entro il 2014

Il CdA di Conbipel, retailer di fashion accessibile che fa capo al fondo di private equity Oaktree Management Capital, ha approvato il progetto di bilancio dell'esercizio 2010/2011, chiuso al 31 marzo 2011.

Vendite in aumento e miglioramento marginalità
In questo periodo, nonostante le difficoltà del mercato e la riduzione dei prezzi medi, Conbipel, che conta oltre 150 punti di vendita dislocati sul territorio nazionale, ha registrato segnali di ripresa, con vendite in aumento e un miglioramento della marginalità. Infatti, è stata registrata una crescita dei ricavi del 4,3% (rispetto al 2009-10), con un fatturato pari a 242 milioni di euro. L'Ebitda si è attestato a 6,6 milioni di euro, in aumento rispetto al 2009/2010 (quando era negativo per 1,2 milioni di euro).
L'incremento del fatturato e il  contributo derivante dall'ottimizzazione dei costi di acquisto dei capi e dei costi di locazione hanno influenzato anche il MOL (8,1 milioni di euro, + 9,9 milioni, contro un -1,8 milioni dell'anno precedente).
Al 31 marzo 2011 l'indebitamento finanziario netto risulta pari a 41,2 milioni (+ 56,1 milioni rispetto all'esercizio precedente).

 Le strategie operative

“Dal 2007, anno in cui Oaktree ha rilevato Conbipel, ad oggi abbiamo lavorato sostanzialmente su tre fronti:

-il posizionamento strategico, con interventi sullo stile e sulla gamma prodotti;

-la razionalizzazione della distribuzione;
-l'organizzazione
e il miglioramento dell'efficienza operativa; riuscendo così ad incrementare il fatturato e a riportare l'Ebitda in positivo”, commenta Nicolas Girotto, Cfo della società.
Oltre che sul rafforzamento della struttura patrimoniale e finanziaria della società, per supportare le nuove aperture e la ristrutturazione di parte della rete esistenti, Conpipel si è focalizzata sulle categorie strategiche di clientela, mettendo in atto un riposizionamento del brand, con modifiche nelle logiche di definizione delle collezioni per le singole stagioni.
“Inoltre, abbiamo rafforzato la funzione di sourcing del prodotto, i flussi di approvvigionamento e la gestione della logistica, per migliorare la qualità dei prodotti offerti, a fronte di prezzi competitivi -aggiunge Girotto-. Allo stesso tempo, abbiamo razionalizzato la struttura di vendita, con la chiusura di 11 negozi non profittevoli e l'apertura di nuovi 9 punti di vendita, in aree ritenute strategiche, secondo un nuovo concept”.

Sviluppo futuro

Il business plan elaborato per il triennio 2011-2014 prevede l'apertura di oltre 40 nuovi store e il profondo rinnovamento della rete esistente ad alto potenziale; a ciò si aggiungerà una nuova offerta di prodotti e servizi e la creazione di partnership strategiche di soucing, per completare il processo di riposizionamento del marchio.

Nuove risorse finanziarie
A supporto di queste operazioni, nell'ottobre 2010 la società ha sottoscritto con i propri principali istituti finanziatori un accordo per il riscadenziamento delle linee di credito e la concessione di nuova finanza per complessivi 25 milioni di euro. Inoltre l'azionista di riferimento di Conbipel ha effettuato un'iniezione di nuove risorse, pari a 20 milioni di euro, a titolo di capitale sociale e di riserva per futuri aumenti di capitale sociale.

Carrefour a novembre apre il primo store in Albania

Carrefour intende entrare in Albania, nel novembre di quest'anno, con l'apertura di un ipermercato da 7.000 mq nella capitale, Tirana, e precisamente nel complesso commerciale Teg Center (Tirana Est Gate). Sito a soli 6 km dal centro di Tirana, Teg sarà uno dei complessi più grandi e moderni del paese.  L'offerta Carrefour con più di 3.000 referenze comprenderà sia i prodotti importati e sia i prodotti albanesi, in particolare quelli food. Inoltre, c'è da considerare i 550 dipendenti che verranno assunti nella fase iniziale. Il piano prevede, infatti, altre aperture in altre città albanesi.
Lo ha annunciato il direttore esecutivo di Carrefour Christian Charritat al Primo Ministro albanese Sali Berisha durante un incontro dove si è discusso sugli investimenti del Gruppo Carrefour in Albania, in presenza di Samir Mane, presidente di Investment Group Balfin la società finanziatrice del progetto Teg e di un'altra importante realizzazione albanese l'Universo Shopping Center (QTU).

Materie prime: secondo Tetra Pak la domanda di latte e derivati aumenterà del +30%

Tetra Pak, azienda leader nel
confezionamento prodotti, con quasi 22.000 dipendenti in oltre
85 paesi, ha un punto di vista preferenziale del mercato in forza del quale occorre tenere in considerazione le sue previsioni. Secondo il Tetra Pak Dairy Index (un rapporto biennale che segue i fatti in tutto
il mondo, i personaggi e le tendenze del settore lattiero-caseario
mondiale) il consumo di latte e derivati del latte, entro il 2020, aumenterà del 30%. La causa principale, come è ovvio, è da cercarsi nella crescente prosperità e urbanizzazione in Asia, Africa e America Latina e il crescente potere d'acquisto della classe media in Asia. L'aumento avverrà in tutto il mondo a eccezione dell'Europa occidentale, che ha il più alto consumo pro capite al mondo di latte. Tale situazione era ben spiegata da Daniele Rama (autore del metodo di clacolo del prezzo del latte piemontese nell'accordo In.Al.Pi-Ferrero) nell'intervista che aveva rilasciato a Gdoweek nel n° 15 del 2 maggio scorso (leggi intervista)

Nel 2020 si arriverà ai 350 miliardi di litri
Secondo il rapporto di cui la domanda globale di latte bianco e latte aromatizzato, yogurt da bere, latte condensato zuccherato, bibite a base di acido lattico e latte per neonati è destinata a crescere a circa 350 miliardi di litri entro il 2020, rispetto ai circa 270 miliardi di litri nel 2010. 
"L'emergere di una significativa classe media, l'urbanizzazione e l'espansione delle moderne abitudini di acquisto da parte dei consumatori attenti alla salute sono i driver dell'aumento del consumo di latte confezionato anche nei paesi in via di sviluppo. Del resto i consumatori di questo decennio sono alla ricerca di maggiore comodità di consumo, qualità e sicurezza senza compromessi" ha dichiarato il presidente e Ceo Tetra Pak Dennis Jönsson.

Domanda di pack in grande aumento
L'anno scorso, circa il 51% del latte consumato nei paesi in via di
sviluppo è stato acquistato sciolto. Si prevede che le vendite
raggiungeranno un punto di svolta nel 2014, con circa il 55% di
latte bianco venduto in pacchetti, e si prevede poi che questo valore salga al 70% entro il 2020.

Focus su efficienza e sostenibilità

Grandi marchi e rivenditori in tutto il mondo si stanno impegnando sempre più per ridurre gli sprechi e l'impatto di carbonio inferiore, una tendenza che continuerà. Per esempio, l'industria del latte Stati Uniti ha recentemente promesso di tagliare le emissioni di anidride carbonica del 25% entro il 2020.
Tetra Pak ha annunciato che il tetto di emissioni di carbonio entro la fine del 2020 sarà tornata ai livelli del 2010, il che si traduce in una riduzione del 40% di CO2 equivalente.

La propensione all’acquisto di private label nei cosmetici

Le aspettative per il 2015 indicano che la Pl dovrebbe raggiungere il 28% del giro d'affari del largo consumo. Lo sviluppo è più avanzato in Europa, anche se con una notevole variabilità tra Paesi e tra categorie di prodotti: Spagna e Germania si collocano ai primi posti con il 31-32% di quota nel lcc, anche per la significativa presenza degli hard discount; nei Paesi Bassi, Uk e Francia la quota della Pl è del 26-27%; segue l'Italia con un più modesto 13% (fonte SymphonyIRI). Per quanto riguarda le categorie di prodotti, si va dal 30-32% degli alimenti refrigerati e dei prodotti in carta e plastica al 2% dei cosmetici e dei prodotti per bambini; mentre, però, il tasso di crescita della quota delle Pl nelle prime due categorie è, rispettivamente, del 9 e 2%, nelle seconde due è del 23 e del 13%.

Per saperne di più scarica il PDF ...

Allegati

La propensione all’acquisto di private label nei cosmetici
Marca di insegna, esclusiva o industriale? Queste sono le alternative per la scelta della marca nel canale profumerie | Gdoweek | 18 aprile 2011 |

Vileda prosegue la sua collaborazione con Susan G. Komen Italia

Vileda ha rinnovato anche quest’anno la collaborazione con l’organizzazione no profit, basata sul volontariato, Susan G. Komen Italia, dal 2000 attiva in Italia a favore della lotta ai tumori del seno.
Il progetto si chiama il futuro è Rosa e nasce con l’obiettivo di sensibilizzare i consumatori sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce e a raccogliere fondi per nuovi progetti nella lotta ai tumori del seno.

Per il progetto Vileda ha colorato di rosa alcuni importanti prodotti che saranno riconoscibili sullo scaffale, oltre che per il colore, grazie alla presenza del fiocco rosa Komen, simbolo universale della lotta ai tumori del seno nel mondo.

La Linea Rosa si compone attualmente di quattro referenze della gamma Vileda:
- SuperMocio Completo, composto da secchio, manico, strizzatore e fiocco classico

- Scopa ViStyle, scopa multifunzione, amica dell’ambiente che unisce design, praticità e tecnologia

- Guanti Sensitive, che assicurano massima sensibilità, ideali anche per i lavori più delicati

- SuperMocio Ricambio Micro+Cotton, che combina l’assorbenza del cotone e le eccezionali prestazioni pulenti della microfibra alla praticità del Mocio.

Scegliendo i prodotti della Linea Rosa si sostiene Susan G. Komen nella lotta ai tumori del seno e nell’opera di sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce.

Proposte di category management per il reparto cartoleria (box)

Sanford Italy. Intensificare le attività promozionali
al di fuori dei periodi "istituzionali" (scuola, ufficio,
Natale) e porre maggiore cura nel layout del
permanente e nella gestione degli ordini.

Koh I Noor Italia. Rendere "permanente" la
comunicazione sui prodotti di cartoleria -che a
rotazione dovrebbero essere presenti su tutti i
volantini promozionali- potrebbe rimarcare
l'importanza del banco cartoleria in tutti i periodi
dell'anno.
Universal. Occorre un salto di qualità sia da
parte dei fornitori (promoters, corner
specializzati, layout dedicati) sia dei retailer
(aumento delle aree promozionali e maggiore
attenzione alle proposte dei fornitori).

Pentel Italia. Diminuire la rotazione eccessiva
dei buyers che ne limita la conoscenza del
settore e migliorare lo scambio di informazioni
fra la periferia e la funzione acquisti sempre più
centralizzata.

Osama Scrittura. Porre maggiore attenzione
nella comunicazione delle promozioni. La
distribuzione potrebbe farsi aiutare dai
produttori che a loro volta dovrebbero fornire
strumenti espositivi atti a valorizzare le referenze.

Armand Ugon. Affinare sempre di più gli
strumenti di vendita. Visual merchandising,
category management, attività sul punto di
vendita sono territori ancora inesplorati nel
nostro settore.

Articoli per la scrittura (box)

L'area più dinamica per la gdo è, nel settore articoli per scrittura, il Nord Ovest che, a seconda delle tipologie prese in esame. vale tra il 35 e il 40% di tutto il mercato, come rilevano i dati di AcNielsen aggiornati all'anno terminante Ottobre 2004. Il comparto più importante è quello dei pennarelli, seguito dalle matite e dalle penne.

Pennarelli venduti in gdo nell'a.t 10/04 65,7 mio
Valore del mercato nello stesso periodo 8,6 mio €
Matite vendute in gdo nell'a.t 10/04 62,8 mio
Valore del mercato nello stesso periodo 12,2 mio €
Penne vendute in gdo nell'a.t 10/04 41,2 mio
Valore del mercato nello stesso periodo 23,3 mio €

Pennarelli, penne e matite la gdo è una …mina vagante

Il mercato degli articoli per
scrittura mostra una stabilità
delle vendite e fatturati in crescita.
Un segno evidente che i
consumi si stanno orientando
verso prodotti con performance
e quindi prezzi più alti.
A livello di segmenti, occorre
fare dei distinguo. Per i più tradizionali come matite e
penne a sfera, non ci sono crescite
né in numero di pezzi, né
in valore. Per i prodotti invece
più innovativi, a livello di design
e di funzioni d'uso, la risposta
del consumatore è positiva.
"I segmenti più dinamiciprecisa
Alberto Rey, direttore
marketing di Sanford Italysono
quelli dei roller, sia ad inchiostro
gel che liquido, degli
evidenziatori, dei correttori e
dei marcatori, mentre un declino
sensibile si riscontra nelle
penne a punta sintetica".



Maturità.
Nella continua ricerca
di nicchie inesplorate, il mercato mostra una forte segmentazione
dell'offerta. "Questo
è il segnale -spiega Alberto
Mazza, direttore marketing e
comunicazione di Armand
Ugon- di un mercato maturo i
cui consumi rimarranno costanti
nel breve-medio termine.
Per questo Stabilo concentra
i suoi sforzi sull'appeal del
prodotto e sui suoi valori di
individualità/individualismo
tanto cari agli adolescenti, realizzando
molta ricerca sulla
forma, sull'evoluzione dei gusti,
sugli ambiti di consumo,
sui meccanismi di acquisto".
Nicchie. Per Pentel Italia il
consumatore sta imparando a distinguere meglio le caratteristiche
dei diversi prodotti. "In
particolare -precisa Massimo
Pezzera, responsabile marketing-
sono in declino tutti i
prodotti che non apportano
reali innovazioni tradotte in
valore aggiunto percepibile dal
consumatore, mentre crescono
le scritture di nicchia come le
penne per calligrafia, i marcatori
con varie punte e per impieghi
specifici, i portamine
con soluzioni di avanguardia
oppure penne con un design
ergonomico".
Innovazione. Secondo
Staedtler Italia il mercato è caratterizzato
da una sostanziale
stabilità e anche i segmenti più
innovativi degli ultimi anni,
come le penne a inchiostro liquido
e a inchiostro gel, sono
ormai maturi. "Per questo -
sottolinea Maurizio Basso, responsabile
marketing e pubblicità-
la nostra ricerca di innovazione
è focalizzata più sulla
funzione del prodotto che
sul suo aspetto esteriore. Lo
dimostra Staedtler Triplus,
una nuova gamma di prodotti
che offre il piacere di scrivere
senza fatica ed i vantaggi dei
nostri inchiostri speciali all'interno
di un unico design coerente
e omogeneo". Al rinnovo
della gamma Brio sta puntando anche Giochi Preziosi,
con la sua divisione Auguri
preziosi. "Si tratta -spiegano in
azienda- di una gamma che si
rivolge trasversalmente al mercato
casa, scuola e ufficio e che
verrà canalizzata in gdo, normal
trade e ingrosso".

Canalizzazione. I prodotti
più venduti da Staedtler Italia
in gdo sono tutti quelli che
ruotano intorno al pianeta
"grafite": matite, temperamatite,
mine, portamine, gomme.
"Il trend di vendite è in
continua crescita -aggiunge
Basso- per il duplice effetto
dato dall'espansione del canale
distributivo e dalla razionalizzazione
degli assortimenti.
Quello che riscontriamo tuttavia
è la tendenza a concentrare
l'offerta su poche marche leader,
espandendo ovunque possibile
la marca privata".

Ipermercati. Secondo i
produttori la qualità delle proposte
in gdo sta migliorando
così come l'ampiezza e la
profondità degli assortimenti.
"Gli ipermercati potrebbero
avvicinarsi al livello di offerta
del dettaglio specializzato -
puntualizza Marco Colombo,
direzione vendite gdo di Osama
Scrittura- a patto però che
sappiano coniugare bene l'offerta
di marca alla private label,
cosa che purtroppo non
sempre avviene". Sui rapporti
con la gdo interviene anche
Danilo Zapponi, responsabile
commerciale Italia di Universal,
che sottolinea la necessità
di una maggiore qualificazione
di buyer e retailer. Sull'andamento
del mercato aggiunge:
"Riscontriamo in particolare
una diminuzione per il pennarello
punta fine (Carioca Joy)
compensata da una maggiore
richiesta del pennarello maxi
punta (Carioca Jumbo) e dei
corredi scolastici".

Confronti. Sanford Italy sottolinea una generale superiorità
dell'offerta del canale
tradizionale rispetto al libero
servizio. "Da parte delle maggiori
catene tuttavia -dice Alberto Rey- si riscontra un'attenzione
maggiore alla definizione
degli assortimenti e
quindi una maggiore selezione
dei prodotti e delle marche".
Le vendite di Sanford Italy
nella gdo già da alcuni anni registrano
tassi di crescita superiori
al 20% e hanno portato
questo canale a diventare il secondo
in ordine di importanza
con una quota sul totale pari
al 22%.
Campagne. Anche in Koh
I Noor
Italia il peso delle vendite
in gdo cresce costantemente,
e soprattutto si distribuisce
sempre meglio durante
l'anno. "Se in passato la campagna
scolastica rappresentava
oltre il 70% del fatturato annuo,
oggi -afferma Pierpaolo
Poli Cappelli, responsabile
marketing- anche grazie alle
diverse campagne attivate (natale,
ufficio, bimbo, …) e ad
assortimenti permanenti sempre
più ampi, questa percentuale
è scesa sotto il 50%".

Brand awareness. Ci sono
aziende che fanno della forza
del brand un punto fondamentale
della loro strategia.
Questo è il caso di Pelikan,
che, sottolineano all'ufficio
marketing "Punta su una storia
di 125 anni, fatta di qualità,
tradizione e innovazione".
Bic, sinonimo di biro di qualità
a basso costo, sta puntando
sull'innovazione di prodotto:
"Il lancio di Cristal Gel sottolineano
in azienda- risponde
alla ricerca di comfort,
piacere e scorrevolezza nella
scrittura ma perseguendo sempre
la politica di offrire un
prezzo ragionevole".

Gamme. La differenziazione
di gamma e la targettizzazione
dell'offerta sono fondamentali.
In questo ambito
si può segnalare la diversificazione
di portafoglio compiuta
da Mondial Lus: "La nostra
offerta è articolata in
quattro gamme -scrittura, colore,
temperamatite e accessori-
per scuola, casa e ufficio",
spiega Giulia Legnani,
dell'ufficio marketing-commerciale.
Al mondo dei bambini
si rivolge specificamente
Fila con Giotto, che ora pensa
anche alla prima infanzia:
"Giotto be-bè è la prima linea
di colori completa e sicura
per dare libero sfogo alla
creatività dei bambini dai 2
anni in su", dicono all'ufficio
marketing aziendale.

Nestlé per la joint venture cinese investe 1,2 mld di euro

Avevamo anticipato che c'erano trattative in corso. Ora c'è l'ufficialità. Nestlé ha dichiarato di essersi accordata con la cinese Hsu Chi Fu International per il 60% della società allo scopo di entrare dalla porta principale nel mercato cinese con un esborso di 1,2 miliardi di euro.

Borsa di Singapore
Secondo i termini della transazione, Nestlé pagherà 4,35 dollari di Singapore ad azione fino ad arrivare a una quota del 43,5%. Hsu Chi Fu, infatti, ha sede nella città meridionale cinese di Dongguan, ma è quotata alla Borsa di Singapore.

Il restante 56,5% rimarrà per ora alla famiglia fondatrice di Hsu, salvo poi vendere progressivamente ulteriori parti di tale quota a Nestlé, per restare infine con il previsto 40%. L'attuale Ceo di Hsu sarà messo a capo della joint venture.
Il prezzo dell'offerta è dell'8,7% superiore al prezzo di chiusura Fu Hsu Chi del 1° luglio, l'ultimo giorno di negoziazione prima che la società cinese rivelasse che era in trattative con potenziali partner.

Costo complessivo: 1,2 miliardi di euro
Nel 2010 Hsu Fu Chi, produttore e distributore leader di prodotti dolciari in Cina ha un fatturato di 570 milioni di euro che sono complementari rispetto al portafoglio prodotti Nestlé.
La società svizzera è presente in Cina da più di 20 anni con 23 stabilimenti e due centri di ricerca nel paese. Le sue vendite in Cina ammontavano, l'anno scorso, a 2,39 miliardi di euro.
 

GDOWEEK 26 2011

editoriale
Parliamo di marca e di innovazione, anche nell'arte di comunicare

osservatorio
Città brand nella Cina in bilico tra modernità e tradizione

intervista
John Grant: comunicare la sostenibilità per cambiare il mondo

target
Servizi e coccole su misura per mamme e bebè

retail
Espositori, isole: chi attira lo sguardo dei clienti?

A lezione di storytelling, storie vincenti di retail

BRANDS AWARD

Vincitore assoluto

Classifica generale

L’innovazione ritorna a essere il fattore vincente

Premio retail

Vincitore Consumatore

NewEntry 2011 nomination

Vincitore NewEntry

Il peggio è passato ...per gli altri, l’Italia rincorre

Vincitore Alimentari freschi

Alimentari freschi

Vincitore Alimentari confezionati

Alimentari confezionati

Vincitore Dolciario

Dolciario

Vincitore Bevande

Bevande

Vincitore Alcolici e Birra

Alcolici e Birra

Vincitore Detergenza cura casa

Detergenza cura casa

Vincitore Detergenza e cura tessuti

Detergenza e cura tessuti

Vincitore Igiene & Bellezza

Igiene & Bellezza

Vincitore Petcare

Petcare

Sono positive le vendite di Web Book e Smartphone

Vincitore Piccoli elettrodomestici persona

Piccoli elettrodomestici persona

Vincitore Piccoli elettrodomestici Casa cucina

Piccoli elettrodomestici Casa cucina

Vincitore Imaging

Imaging

Vincitore Mobility

Mobility

AL centro del giornale
inserto speciale
di 16 pagine: comunicazione & innovazione

Walmart in Sud Africa procede su Massmart che dichiara un bilancio con +11,7%

Superati gli ostacoli da parte dei sindacati alla trasformazione della catena Massmart in Walmart e ottenuta l'autorizzazione dall'authority sudafricana sulla concorrenza, a fine giugno è iniziata la fase operativa di trasformazione di Massmart la controllata sudafricana di Walmart. Il tasso dell'11,7% riguarda i risultati finanziari preliminari per l'esercizio 2010/11 che si chiude a fine giugno in cui si sono raggiunti i 5 miliardi di euro di fatturato a fronte di una crescita media del retail pari al 5,2% nel periodo tra nettamente in caduta dell'inflazione.
L'anno fiscale finisce giusto immediatamente prima dell'acquisizione del 51% da parte di Walmart a fine giugno. Non risente quindi delle iniziative intraprese a seguito dell'acquisizione come la aggressiva campagna promozionale, il lancio di insegne food e di attività di e-commerce. In risposta all'azione Walmart, all'inizio di luglio il rivale sudafricano Pick n Pay ha annunciato che sta valutando il taglio di oltre 3.000 posti di lavoro nel tentativo di ottimizzare le sue operazioni in vista dell'aumento del livello di competizione.

Andrea Natale è il nuovo marketing manager di ADT

Andrea Natale è il nuovo marketing manager di ADT, gruppo attivo a livello europeo nella fornitura di soluzioni di antincendio e sicurezza.
Dopo essere stato responsabile dello sviluppo delle attività di marketing di ADT Fire & Security nei mercati industria, logistica, trasporti e oil&gas in materia di soluzioni sia di safety che di security, Andrea Natale assume la direzione delle strategie di marketing di ADT, riportando direttamente a Renato Ricciardi.

Nel gruppo Tyco dal 2002, Andrea Natale ha ricoperto anche il ruolo di product marketing manager per le tecnologie di videosorveglianza, controllo accessi, antintrusione, antincendio e supervisione.

Esperto di videosorveglianza e in qualità di membro del gruppo di lavoro TVCC in Anciss (Associazione Italiana Sicurezza ed Automazione Edifici), Natale ha curato diversi progetti tra cui la promozione di un ciclo di convegni a livello nazionale sulle novità tecnico-normative e sulle problematiche legate al Codice Unico della Privacy.

GDOWEEK 24 2011

editoriale
Cambiare per crescere
e rispondere alle trasformazioni
del mercato

osservatorio
Consumi col segno più,
segnali di affanno
per il manifatturiero
Triveneto:
c'è qualche vuoto

Prezzi a confronto:
Simply e Penny

tavolo idm-gdo
Le opinioni di Molino Spadoni
e di Cedis Izzi, socio Sigma

cover story
Pugliese: ”Leader in 4 anni”

Conad punta tutto sulla marca

retail
Il vino, un universo
tra education ed experience

In vino veritas ...
sul prestigio dell'insegna

Le baruffe deprimono
la quotazione di Carrefour

UniEuro: nuove relazioni
con l'industria
sull'innovazione
Spendere è vantaggioso
con l'affinity card di Inditex

Ffha: l'audit per migliorare
l'efficienza dell'affiliato

sviluppo reti

industria
La domanda crea l'offerta:
una rotta da invertire

La pescheria della gdo?
Un reparto-immagine

Eelettrodomestici Haier,
quando la marca è cinese

Vileda: il category leader
riordina lo scaffale

Impegno Heineken
al massimo grado

Il valore della sostenibilità
è maggiore se condiviso

servizi
Il canale televisivo affina
la sintonia con i clienti

In olanda Sony punta
sugli animatori high tech

opinioni
Innovare le marche
con contenuti reali

culture
Viaggio nel mito Coca-Cola
alla ricerca della verità

In mostra sessant'anni di creatività
autenticamente
Made in Italy

Dalla farmacia alla gdo: petcare in evoluzione

Carenza di affetto: da questo fenomeno, si genera uno degli
aspetti sociali più rilevanti per la società moderna, che coinvolge
persone e animali da compagnia. Le più recenti previsioni, infatti,
parlano di un decremento della popolazione italiana, che passerà
da 60 a 41 milioni nel 2050. Un'involuzione demografica causata
sia da una maggiore longevità sia dalla contrazione delle nascite e
dal consistente calo dei matrimoni.
Dinamiche sociali che incidono profondamente
sullo stile di vita dell'uomo, oggi,
più propenso a dedicare maggiore attenzione
alla salute e al benessere del proprio
animale e che determinano l'affermarsi
Carenza di affetto: da questo fenomeno di “umanizzazione degli
animali”. Questi vengono trattati sempre
più come persone e considerati parte integrante
della famiglia. Considerando che
circa una famiglia italiana su due convive
con un animale da compagnia e il 40% con
un cane o un gatto, è evidente come gli
animali da compagnia stiano assumendo
un ruolo sempre più importante e irrinunciabile all’interno delle famiglie italiane.
Gli animali sono veri e propri “terapeuti”,
apportano benefici per la salute psicofisica
dell’uomo: passeggiare con il cane
aiuta a rimanere in forma, mentre passare
del tempo con il proprio gatto rilassa e a
combatte lo stress; inoltre, essi assolvono
un ruolo utile alla collettività, in particolare
nei confronti dei soggetti più delicati della
società, quali bambini, anziani, disabili; si
pensi, ad esempio, al supporto dei cani
guida, o a quelli delle unità di soccorso. Le
cure e le attenzioni dei proprietari di animali,
unite ai progressi della ricerca ottenuti
dalle aziende produttrici, hanno contribuito
ad aumentare notevolmente l’aspettativa
di vita degli animali, raddoppiata negli
ultimi 25 anni.

Se vuoi saperne di più scarica il PDF ...

Allegati

Dalla farmacia alla gdo: petcare in evoluzione
Speciale sul petcare | Gdoweek | 9 maggio 2011 |

Lactalis va oltre il 50% del capitale Parmalat

Dalla Borsa Italiana il 7 luglio si è sentenziato che dall'inizio dell'Opa a ieri erano stati consegnati 366,4 milioni di titoli corrispondenti al 21,08% del capitale. Sommando la quota che Lactalis controllava di già, e cioè il 29%, ne consegue che nel complesso la quota in possesso dei francesi supera sia pur di poco il 50%. L'Opa però si conclude oggi e quindi c'è spazio per il raggiungimento del 55% di Parmalat che era l'obiettivo di Lactalis.  Secondo Il Sole 24 Ore è probabile che il livello obiettivo venga superato.
La scalata è costata finora 1,3 miliardi più un'offerta a 2,6 euro per azione.  E nonostante le richieste di rialzare il prezzo dell'Opa a 2,8 euro, molti investitori si sono convinti alla fine della bontà dei 2,6 euro offerti. A lenire lo sforzo  finanziario per Lactalis c'è da considerare, però il tesoretto di Enrico Bondi che è di ben 1,4 miliardi di euro direttamente in cassa nell'azienda di Collecchio. Il percorso del nuovo presidente Franco Tatò inizia dunque con vento favorevole.

Quando c’è la salute…lo yogurt non soffre la crisi

Nato da una fortunata innovazione di prodotto,
il segmento degli yogurt salutistici
continua a proporre novità. "L'innovazione di
prodotto -dichiara Raffaella Veronese, product
manager Milkon- è molto importante, soprattutto
per un prodotto funzionale che risponde a
specifiche esigenze del consumatore, anche
quelle finora inespresse. È da sottolineare l'importanza
della comunicazione on-pack con una
confezione chiara che spieghi il prodotto e comunichi
la sua funzione precisa". "Un passaggio
importante -dichiara Sauro Musiani direttore
business unit yogurt di Granarolo- è consistito
nella moltiplicazione dei gusti, che ha consentito
di dare impulso al mercato e di avviarlo verso
una crescita sempre più significativa". Un'analisi
confermata da Giuseppe Mantarro, brand manager
LC1 Vital di Nestlé: "Un altro elemento
chiave è stato l'aumento delle varietà offerte: alla
versione bianco si sono aggiunti nel tempo vari
gusti alla frutta per raggiungere nuovi target, e
in particolare l'evoluzione è nella direzione di
gusti più orientati alla salute, in linea con i nuovi
trend dell'alimentazione".

Due velocità. Il segmento
si suddivide in due sottosegmenti:
prodotti da bere e yogurt
al cucchiaio. "Fino al
2003 -prosegue Musiani- i
prodotti da bere hanno dato il
maggior contributo alla crescita
del segmento, mentre il
2004 è stato l'anno dei probiotici
al cucchiaio. Nel frattempo,
si sono definite con più
chiarezza le caratteristiche distintive
delle due tipologie: gli
yogurt da bere generalmente
sono indicati per il rafforzamento
dell'organismo, mentre
quelli al cucchiaio contribuiscono
principalmente a regolarizzarne
il funzionamento".

Target in espansione. Indirizzati
dapprima verso un
pubblico prevalentemente
femminile, oggi le aziende
puntano ad allargare il bacino
di consumatori. "Il comportamento
di acquisto del consumatore
-dicono da Danone- è
strettamente legato alla promessa
salutistica. Nel caso di
Actimel il rinforzo delle difese
naturali, per Activia il benefico
effetto sul transito intestinale:
tale beneficio è la prima leva
che spinge al consumo di entrambi
i prodotti. Il consumo
di Actimel è diviso equamente
tra donne e uomini. Il profilo
maschile di consumo è legato
in particolare ad uno stile di vita
evoluto e urbano. Uomini
dai 30 anni in su con livello di
scolarità e di reddito elevati.
Quello femminile comprende
sia le giovani mamme che le
donne con stile di vita attivo e
urbano. Anche i bambini sono
sempre più numerosi fra i consumatori
di Actimel, grazie ai
gusti più golosi come la fragola.
Il focus target di Activia è
invece rappresentato dalle
donne over 35 anni ed uno stile
di vita dinamico e attivo". Di
target parla anche Alfredo
Causa
, responsabile marketing
della Centrale del latte di Brescia:
"Il target di riferimento,
che almeno inizialmente era
fatto prevalentemente da consumatori
con reddito e cultura
medio/alto, comprende ed apprezza
le novità di prodotto.
Con l'inserimento dei gusti
frutta il target si è ora allargato
ricomprendendo in pratica
tutta la famiglia, in special modo i bambini, che oggi, insieme
alle donne, sono forti consumatori
di questi prodotti.

Brand e fedeltà. "Il consumatore
di probiotici -dichiara
Paola Scandola, direttore
marketing core business di
Müller- risulta essere tra i più
fedeli: per favorire gli effetti benefici
dati dal prodotto, infatti,
lo consuma regolarmente, con
cadenza giornaliera". "In un
momento di grandi innovazioni
di prodotto e di proliferazioni
di tipologie di yogurt diverse
-aggiungono da Parmalatdai
golosi ai santè ai doppio
strato, la marca gioca un ruolo
predominante. Il brand riesce
infatti a garantire la costanza di
quelle caratteristiche che il
consumatore predilige, guidandone
la scelta nello scaffale,
anche rispetto al gusto".

Arena competitiva. Un'operazione
da cui si aspettano
novità è l'acquisizione di Yomo
da parte di Granarolo. La cooperativa
emiliana punta ulla
tradizione e sulla forza dei
marchi di Yomo, tanto che il
2005 sarà l'anno del suo rilancio.
"Un marchio con forte
specializzazione proprio nell'area
dei fermenti lattici -aggiunge
Musiani- per il quale prevediamo
un processo di riposizionamento
e di rilancio, intervenendo
su tutte le leve del
marketing mix. C'è da pensare
che proprio con il brand Yomo
Abc saranno lanciate le proposte
più innovative". Nestlé, sotto
il brand LC1 ha presentato
due nuovi gusti del prodotto
da bere: aloe vera e pappa reale,
elementi naturali che hanno
la funzione di rafforzare l'organismo
umano e che, uniti ai
fermenti probiotici, completano
un'immagine di prodotto
buono, sano e naturale. Per
quanto riguarda Danone, l'innovazione
costante, la comunicazione
dei benefici della marca
e l'annuncio delle novità sono
prioritari: "Anche l'attività
promozionale rivolta al consumatore
e la gestione dul pdv in
ottica di category management
ricoprono un ruolo fondamentale
nella nostra strategia" concludono.
Parmalat ha rilanciato
nel 2003 la linea Kyr, con
innovazioni e investimenti che
hanno favorito una crescita del
40% del sell out.

Nuove proposte. Milkon,
presenta una proposta alternativa,
abbinando fermenti probiotici
BB12 ed estratti naturali
di erbe alpine. "Benessere
Rinforzo -descrive Veronese- è
un probiotico da bere in bottiglietta
90 ml in cluster da 6
proposto nei gusti bianco,
arancia oltre al nuovo gusto
frutti di bosco". Anche Müller
ha debuttato nel mondo dei
probiotici: "Con Früüp probiotico
-aggiunge Scandolaoffriamo
al consumatore un
prodotto che all'efficacia naturale
dei fermenti probiotici
unisce il gusto e di piacere della
frutta". Latterie Vicentine,
realtà locale che opera in provincia
di Vicenza, ha lanciato
due referenze: Lactivity, cluster
6x100 agli agrumi e naturale e
Yo Sprint, bottiglietta da
200ml in quattro gusti. "Nei
primi nove mesi -descrive Angelo
Guzzo
, responsabile
marketing- abbiamo raddoppiato
i nostri volumi di vendita.
Puntiamo su un posizionamento
di prezzo popolare e
sfruttiamo la sinergia con il latte
fresco".
Sempre rivolgendosi a un mercato
locale, le Centrali Produttori
Latte Lombardia
, cui aderiscono
Latte Milano, Pavilat,
Clab-Centrale Latte Alta Brianza
e Latte Bergamo si presentano
sul mercato lombardo con
il probiotic drink Bella Vita in
quattro gusti, che si affianca
rafforzandola, spiegano in
azienda, "alla politica di qualità
perseguita nel latte fresco, che
comunque rimane il core business"

Il petrolio a quota cento. Le materie prime infiammano i prezzi spengono i consumi


Chi oggi veleggia sulla quarantina e oltre, certo non ha dimenticato l'inverno del 1973: la televisione terminava i suoi programmi alle 22 e 30, l'illuminazione pubblica era attenuata, il riscaldamento limitato e le domeniche si andava tutti, senza eccezioni, a piedi. Si chiamava in inglese (così pareva più accettabile) austerity ed era conseguente alla crisi del petrolio scoppiata dopo la guerra del Kippur e che aveva portato il costo del barile di greggio a superare quota ...8 dollari. Oggi, con l'oro nero che a fine 2007 ha superato i 100 dollari, cifra che -pur tenendo conto del cambio favorevole dell'euro e dell'inflazione di periodo- rappresenta comunque un costo reale di tre volte superiore, di austerity nessuno si sogna nemmeno di parlare né può essere diversamente in un sistema imperniato sull'accelerazione continua dei consumi.

CAMBIO DI SCENARIO
Non è una notazione moralistica, ma pura cronaca. E alla medesima categoria appartiene anche la considerazione che nei fatti la situazione oggi appare più grave di quella degli anni Settanta: rispetto ad allora infatti lo scenario è totalmente cambiato. Il prezzo è trascinato non più da pressioni politiche (oggi sarebbe più complicato dato che l'Opec non ha più il controllo monopolistico del mercato), ma dalla legge della domanda e dell'offerta: anche estrazioni a pieno ritmo fanno fatica a fronteggiare le crescenti richieste dei mercati asiatici mentre i “vecchi ricchi”, Europa e Usa, non diminuiscono le loro. E su tutto aleggia l'incognita di quanto greggio sia ancora a disposizione. Infatti, anche dagli scenari più ottimistici, appare chiaro che il petrolio bisognerà cercarselo a profondità sempre maggiori con maggiori costi di estrazione che si riverseranno sulle quotazioni.

CRESCITA CONTINUA
Che le prospettive di prezzo sul medio termine non siano rosee per gli utilizzatori lo segnala anche il fatto che sul mercato Usa comincino a girare polizze di copertura a garanzia dai rialzi fino a 200 dollari: un livello che evidentemente non è più giudicato inverosimile. In questo quadro, la situazione del nostro Paese appare molto delicata, dato che siamo costretti a importare ogni anno energia per un controvalore tra i 45 (stima per il 2007) e i 50 miliardi (consuntivo 2006), di euro e che le prospettive di ridurre la nostra dipendenza dall'estero sono realisticamente quasi nulle: abbiamo sì spostato quote di consumo dal petrolio al metano, ma la questione dal punto di vista economico cambia di poco perché comunque il prezzo del gas naturale è ancorato a quello del greggio, mentre la nostra forza contrattuale nei confronti dei fornitori di metano è minore rispetto a quella che abbiamo nei confronti dei produttori di petrolio. Che nel breve periodo si possano spostare rilevanti quote di produzione di energia elettrica sulle fonti rinnovabili appare utopistico: dai dati Enea si evince che dal 1995 al 2005 (anno dell'ultima rilevazione disponibili) il peso delle rinnovabili è rimasto tra il 14 e il 15% sul totale del consumo interno; una direttiva Ue, la 2001/77 ci impegna a portare tale quota al 22% entro il 2010. Anche se vi riuscissimo, il sollievo per la nostra bilancia commerciale e per l'ambiente sarebbe leggero. Quanto al nucleare, perso (giusto o sbagliato che fosse continuare la corsa) il treno negli anni Ottanta, non appare davvero proponibile. Ammesso che vi sia la volontà politica bisognerebbe capire, in un Paese dove non è possibile aprire una discarica, chi accetterebbe un reattore vicino a casa.

NELLE TASCHE DEI CONSUMATORI...
Passando dal sistema Paese alle microeconomie familiari, la prima conseguenza per i consumatori è stata finora l'incremento del prezzo dei carburanti e quello delle bollette elettriche e del gas. Sono aumenti sensibili, ma in molti casi in buona misura attenuabili con scelte di riduzione dei consumi. Inoltre, perlomeno sul costo dei carburanti, si potrebbe intervenire in due modi: il primo è la leva fiscale dato che su un litro di benzina verde la componente erariale arriva a 78 centesimi di euro e sul gasolio a 63. Il secondo è l'efficienza produttiva e distributiva: il costo industriale dei carburanti in Italia è tra i 4 e i 5 centesimi più alto rispetto a quello dei principali paesi europei. E che i petrolieri abbiano tenuto un atteggiamento speculativo in Italia lo dimostra la serie storica dei prezzi di benzina e gasolio; quest'ultimo ha, come abbiamo visto, un trattamento fiscale più favorevole per circa 15 centesimi al litro, eppure il divario di prezzo alla pompa si è, con il tempo, sempre più assottigliato, dopo l'aumento del parco circolante con motorizzazione Diesel. L'incremento dei prezzi del petrolio si accompagna a quello registrato sui mercati internazionali di tutte le principali materie prime, alimentari e non. I dati, fermi a ottobre 2007 e cioè prima dell'ultima fiammata del greggio, ma comunque indicativi, del monitoraggio effettuato dalla Camera di Commercio di Milano, parlano di un incremento generale del 69% in cinque anni, ovvero un ritmo medio annuo superiore del 10% rispetto a quello dell'inflazione. I metalli hanno addirittura registrato un incremento di oltre il 110%. I cereali hanno fatto segnare un aumento del 55% su base annua e e dell'89% su base biennale. l numeri sono ancora più preoccupanti, se disaggregati per voci merceologiche. Dai listini dell'Associazione granaria italiana si ricava infatti che a inizio 2008 il prezzo all'ingrosso della farina per panificazione è cresciuto su base annua del 103% e il semolato del 121%



CEREALI E CARBURANTI
La crescita di prezzo dei cereali è in parte collegata alla maggiore domanda delle economie emergenti, ma anche alla medesima fame di energia che ha portato su il costo del barile. Parte della produzione cerealicola, infatti, non è più destinata ad uso alimentare, ma è convertita all'impiego come biocarburante, facendo quindi lievitare il prezzo della produzione destinata all'impiego tradizionale. Solo nell'ultimo anno, secondo stime Ocse, la produzione di frumento e di altri cereali è diminuita di circa 30 milioni di tonnellate, mentre quella di cereali per la produzione di etanolo è aumentata di oltre quindici milioni di tonnellate. Le proiezioni da qui al 2016 indicano che nell'Ue saranno utilizzati per il carburante verde il 12% del raccolto di grano e il 55% della produzione di olio di semi. La soglia di convenienza rispetto al petrolio varia a seconda della materia prima impiegata e da dove viene effettuata la produzione: secondo uno studio Ocse l'etanolo prodotto negli Usa dal mais diventa remunerativo quando il barile arriva a quota 44, per il Brasile bastano 29 dollari mentre per il biodiesel i valori soglia sono più alti e variano dai 66 dollari per il Canada ai 115 della Polonia. In Italia, la convenienza si realizzerebbe, secondo un'elaborazione di GDOWEEK su dati Inea con greggio attorno a 80 dollari.

LATTE, CARNE E OLIO
Ma anche le altre materie prime alimentari non sono rimaste indietro. A partire dal latte, il cui costo è salito alla stalla in Lombardia di quasi il 30% nel giro di pochi mesi, rendendo decisamente più conveniente l'acquisto in Baviera o nell'Alta Savoia. I foraggi e i mangimi hanno un trend analogo a quello dei cereali e hanno portato a un incremento stimabile in oltre il 20% dei prezzi della carne. Se l'olio di oliva ha contenuto la sua crescita tra il 5 e il 7% (che comunque significa oscillare tra il doppio e il triplo dell'inflazione nominale), gli oli di semi hanno registrato una crescita del 60%. E il fenomeno non è solo italiano, se è vero che a dicembre scorso l'Economist ha dedicato la sua copertina alla “fine del cibo a buon mercato”, segnalando come l'indice dei prezzi deflazionati del food sia ai valori più alti da 140 anni a questa parte. Né tranquillizzano le proiezioni degli esperti. All'ultimo forum di Cernobbio della Coldiretti, è stato presentato uno scenario per cui i prezzi dei cereali da qui al 2016 si assesteranno su quote comunque alte: il frumento sui 180 dollari a tonnellata, il mais sui 140 dollari, il riso sui 320 dollari a tonnellata e l'olio di semi sui 300 dollari. Per quanto riguarda carne e latticini, le previsioni danno la carne bovina a quota 300 dollari al quintale, la carne di maiale a 160 dollari, la carne di pollo a 170 dollari, il burro a 220 dollari, il latte in polvere sui 250 dollari, sempre al quintale.


Brands Award 2011: vince Dash Ecodosi

Con il patrocinio di Indicod-Ecr e Adm, i dati sulle vendite di Symphony Iri e di GfK Retail and Tecnhology e con Toluna per il panel di valutazione on line dei prodotti è stato premiato  come Top Brands Award 2011, Dash Ecodosi di Procter&Gamble, distintosi per un posizionamento di mercato che punta in modo eguale su economicità e attenzione all'ambiente.

Secondo e terzo
Secondo posto per i Piccolini alle verdure di Barilla, mentre al terzo posto si sono classificati Rana Sughi Freschi del Pastificio Rana.

I tre premi speciali

Oltre ai 13 premi per categoria (vedi classifica di seguito), nel corso della serata sono stati assegnati tre premi speciali. Il premio Retailer è andato a Lines è di Fater; il premio New entry, destinato ai prodotti lanciati ad inizio 2011, è stato conseguito ad Aperol Spritz di Davide Campari, sulla base di un sondaggio on line che ha coinvolto 324 manager dell'industria, della distribuzione, dei media e dei servizi che hanno espresso 652 preferenze. Infine, il Premio Consumatore, assegnato quest'anno per la prima volta e dedicato alle migliori performance di marca basate sul giudizio espresso da 2.000 acquirenti del Panel Toluna, è andato a Canon Reflex Digitali di Canon Italia.

I vincitori di categoria
LARGO CONSUMO

Alimentari freschi: 1. Rana sughi freschi, Pastificio Rana; 2. Danaos, Danone; 3. Philadelphia Duo, Kraft Foods Italia
Alimentari confezionati: 1. Piccolini alle verdure, Barilla; 2. Lavazza a Modo Mio, Luigi Lavazza; 3. Buitoni Il Saccoccio, Nestlé Italiana
Dolciario:
1. Latte Perugina gelati multipack, Nestlé Italiana; 2. Algida cornetto Love Chocolate, Unilever Italia; 3. Kinder Bueno, Ferrero

Bevande: 1. Schweppes Limone, Acqua Minerale San Benedetto; 2. Mulino Bianco Storie di frutta; 3. Santal 5 Frullato, Parmalat

Alcolici & Birra: 1. Martini rosato, Martini&Rossi; 2. Moretti Baffo d’Oro, Heineken Italia; 3. Martini Soda, Martini&Rossi
Detergenza&Cura Casa: 1. WCNet Igiene Totale, Bolton Manitoba; 2. Supermocio Revolution Vileda, FHP; 3. Rotomop, Orlandi

Detergenza&Cura Tessuti: Dash Ecodosi, Procter&Gamble; 2. Dixan ActicPower, Henkel Italia; 3. Bio Presto lavatrice, Henkel Italia

Igiene&Bellezza: Lines è, Fater; 2. Tempo carta igienica, Sca Hygiene Products; 3. Garnier Color Intense, L’Orèal Italia
Petcare: 1. Pedigree Denta Stix, Mars Italia; Purina One, Nestlé Italiana; 3. Whiskas Pranzetti, Mars Italia

TECNOLOGIA DI CONSUMO

Piccoli elettrodomestici persona: Remington rasoi per depilazione, Varta Batterie
Piccoli
Elettrodomestici casa&cucina: Samsung aspirapolvere robot, Samsung Electronics Italia

Imaging: Nikon reflex digitali, Nital

Mobility: Macbook, Apple

I vincitori delle 11 edizioni precedenti
2010 Lavazza a Modo Mio Lavazza
2009 Activia Danone
2008 Gran Soleil Ferrero
2007 Gran Soleil Ferrero
2006 Maya Pro Active Unilever
2005 Swiffer Procter & Gamble
2004 Vanish Oxy Action Reckitt Benckiser
2003 Bacardi Breezer Martini & Rossi
2002 That's Amore Findus Unilever Italia
2001 Mach3 Gillette
2000 Pringles Procter & Gamble

Sigma concentrata su aumento rete, assortimento, nuove Pl

Con un fatturato 2010 pari a 3,6 miliardi di euro e una rete di oltre 2.000 punti di vendita concentrati, per la massima parte, nell'area della prossimità, Sigma, anche se in un contesto generale che rimane difficile, guarda al futuro con determinazione e voglia di fare, come è emerso nel corso della convention annuale che si è svolta ieri in Sardegna e che ha toccato alcuni temi strategici, delineando le linee guida dei prossimi anni. 

Pl ed assortimento

Attualmente Sigma dispone di un'offerta di 1.100 referenze a marchio, che, nel 2010, hanno registrato una quota dell'11% con un vendite di oltre 65.000 euro. Alle 4 linee Sigma, Scelto (che si espanderà nel non food con prodotti di detergenza), Con&Senza e Risparmio, a breve si aggiungerà una linea ecosolidale così come gamme segmentate nei freschissimi (Fresco su misura, Tagliato su misura e Pronto su misura) con un'offerta porzionata.
Sul fronte della revisione dell'assortimento, invece, sono stati messi a punto dei cluster assortimentali su piazza attraverso il monitoraggio di 42 piazze con l'obiettivo di ottenere informazioni da implementare il prossimo anno. In quest'ottica, saranno anche attivate partnership con l'industria di marca, per rendere l'offerta più interessante in alcune categorie, a partire dal cioccolato.
 

Sviluppo

Sigma, che è passata da 49 cedi nel 2004 agli attuali 10, intende aumentare la propria presenza sul territorio non solo attraverso lo sviluppo della rete dei propri soci, ma anche grazie all'ingresso di nuovi soci. Oltre a Multicedi (socio a partire dal prossimo 1 gennaio), entro l'anno, dovrebbero entrare nella compagine sociale ancora uno/due soci, (di cui uno probabilmente in Puglia) per rafforzare la presenza nel sud. Intanto, Consorzio Europa sta crescendo anche in Toscana. In fase quasi conclusiva, anche la firma di un accordo con Sviluppo Discount (Coop) per l'implementazione del nuovo format Dico, che potrebbe partire entro fine anno.
 

Risultati positivi di Sisa nel 2010. Rilancio della linea di primo prezzo

Con una superficie totale di 788.300 mq suddivisa su una rete di 2.131 punti di vendita (di cui 9 ipermercati a insegna Ipersisa e Sisa Superstore; 826 supermercati Sisa e 1.290 superette Negozio Italia e Issimo, a cui si aggiungono 6 Cash & Carry), il gruppo Sisa ha realizzato nel 2010 un fatturato di 3.250 mio di euro.

Alla struttura italiana si aggiunge Sisa Hellas, che opera in Grecia, con 129 supermercati.
I 4 cedi del gruppo (Cedi Sisa Nord, Cedi Sisa Centro Sud, Cedi Sisa Sicilia e Cedi Sisa Sardegna) nel corso della convention annuale hanno delineato le strategie del prossimo futuro per continuare ad avere un ruolo di rilievo nel mercato.

Priorità
In particolare il focus degli imprenditori è destinato a focalizzarsi sulla costruzione di una shopping experience coinvolgente, una grande capacità di lettura dei dati d'acquisto attraverso le carte fedeltà, di fronte a un consumatore sempre più camaleontico, una crisi che persiste (con un Pil italiano pro capite cresciuto, tra il '95 e il 2010, del 5%, mentre i Paesi eurozona hanno registrato un + 20%) spinta da una crescita lenta.

Primi prezzi e nuove opportunità
Il meeting è stata l'occasione per il nuovo lancio della linea di primo prezzo a firma Primo. Un restyling in piena regola, con un lettering completamente rinnovato per dare una adeguata risposta alla domanda di convenienza e un maggior sostegno alla marginalità della categoria.
“La situazione attuale di mercato, impone al Gruppo di rinnovare il proprio look con eleganza e con un grande progetto made in Italy, che parli cioè “italiano” dove i prodotti provengano dall'eccellenza dell'industria del nostro paese”, ha dichiarato Sergio Cassingena, presidente nazionale Sisa.

Presenza a scaffale
Primo sarà presente sugli scaffali dell'insegna con 195 prodotti a novembre 2011. Il secondo inserimento in “abito nuovo” è previsto per febbraio 2012 con altri 45 articoli circa.
Attualmente Sisa opera con 887 Pl a marchio Sisa (realizzate da 130 fornitori) in grado di esprimere un fatturato 2010 pari a 180 milioni di euro.

Balzo in alto delle materie prime: lo zucchero fra tutte. Effetti su tassi e inflazione

Le tensioni inflazionistiche che vedono crescere i prezzi in area euro oltre il 2% su base annua hanno costretto oggi la Bce ad aumentare i tassi, portando il costo del denaro all'1,5%, Un'operazione che rischia di indebolire il flebile trend di ripresa, ma d'altra parte la priorità della Bce è proprio quella di tenere sotto controllo il valore della moneta.

Indici in crescita
L'inflazione in atto deriva non solo dall'incremento dei prodotti petroliferi, ma soprattutto dall'excalation dei costi delle materie prime food. In campo alimentare gli indici mondiali delle commodities segnala un incremento di oltre l’1% tra giugno e maggio, con aumenti più rilevanti per lo zucchero, con i contratti futures con scadenza ottobre 2011 sono saliti del 15% in un mese; in crescita anche la carne, mentre le minori preoccupazioni sui raccolti hanno allentato l’attenzione sui cereali.

Previsioni
Secondo le analisi della Fao, l'organismo dell'Onu che si occupa dei problemi della nutrizione nel mondo,  le previsioni sono di quotazioni alte per i prossimi anni, anzi i prezzi per prodotti fondamentali come il frumento potrebbero addirittura avere incrementi superiori del 100% nel giro di un ventennio; e questo non sarebbe solo un problema per la spesa di tutti i giorni dei ceti meno abbienti dei paesi industrializzati, ma un dramma per tutti i paesi poveri con popolazione crescente. Perché significa più rischio di carestie, di scoppio di guerre, di immigrazione.

Cora vuole aprire in Francia degli ipermarket di media dimensione

Louis Delhaize Cora pianifica di aprire in Francia due o tre store all'anno con una superficie dai 3.500 ai 10.000 metri quadrati. Attualmente, Louis Delhaize nella rete Cora offre una dimensione media di 9.700 metri quadrati.
La decisione fa seguito al fatto che a Louis Delhaize era stato bocciato dalla Commissione Nazionale per lo Sviluppo del Commercio il progetto di aprire, nel 2013, un negozio da 8.500 mq a Mont-de-Marsan, riorientandosi poi su un pdv più piccolo da 5.000 mq a Chaumont.(Fonte Planet Retail)

Il verde di ikea e coop stimola i social network

Il web è un luogo di confronto importante
fra aziende e utenti sul tema ambientale
e i numeri che emergono dall'analisi eseguita
attraverso la piattaforma Blogmeter
sui social media italiani parlano chiaro: dal
1 ottobre 2010 al 31 gennaio 2011, sono
stati rilevati circa 9.150 mila post che trattano
il tema della sostenibilità ambientale in
relazione alle principali catene distributive.
I social media sono, infatti, lo strumento
ideale attraverso il quale i retailer possono
promuovere le loro eco-iniziative costruendo
una vera e propria “green image”. E
allo stesso tempo, grazie alle opinioni e
preferenze espresse dagli utenti emerge un
quadro interessante.

Per saperne di più scarica il PDF ...

Allegati

Il verde di ikea e coop stimola i social network
Tra gli utenti del web aumenta l’attenzione verso un consumo più responsabile | Gdoweek | 21 febbraio 2011 |

Sergio Cassingena assume la vicepresidenza di Adm

Sergio Cassingena, classe 1951, ha assunto la carica di Vicepresidente ADM, l'Associazione della Distribuzione Moderna che riunisce le imprese della distribuzione.
La nomina che ADM ha voluto assegnare è un autorevole riconoscimento che testimonia non solo l'attività svolta in tutti questi anni nella distribuzione, ma anche la fiducia accordatagli dai 750 associati che operano nel settore. Cassingena è infatti presidente di SISA ininterrottamente dal 1984, anno in cui venne eletto a soli 33 anni. Con il consenso dei soci che non è mai venuto meno.

Italian Food Excellence

dmc

Sei un digital manager? La tua impresa è impegnata nella Digital Transformation?

Gli aggiornamenti sulle ultime innovazioni e trend, per gestire la trasformazione culturale in azienda e identificare nuove opportunità di business