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Il bar automatico di Cda approda a Udine

La superficie dei due bar automatici inaugurati da Cda nel cuore del capoluogo friulano è di circa 25 mq ciascuno. Questa doppia apertura avviene a distanza di un anno dal primo store di Latisana. I Punto Pausa mirano a risultare distintivi per il design, l'atmosfera e la selezione di prodotti alimentari di qualità sono aperti 24 ore su 24.

Al loro interno ospitano rispettivamente cinque e quattro distributori
automatici all'avanguardia assoluta dal punto di vista tecnologico.

Servizi: attenzione al biologico
All'interno
dei due rivoluzionari punti vendita trovano spazio l'imprescindibile
macchina del caffè, il distributore di snack, bibite fredde e quello dei
gelati.
A breve verrà, inoltre, installato un innovativo distributore automatico
per panini caldi e croissant e, in futuro, anche una macchina che offrirà
la possibilità di gustare un freschissimo succo d'arancia ottenuto dalla
spremuta istantanea di arance fresche.
Grande attenzione, in fase di progettazione, è stata posta allo smaltimento dei rifiuti, con la creazione di un specifico
corner all'interno del punto vendita dedicato alla raccolta
differenziata.

Fiore all'occhiello dei Punto Pausa di Udine è il distributore di
prodotti wellness, ovvero alimenti e bevande di altissima qualità,
tutti provenienti da agricoltura biologica, rigorosamente certificati e
in linea con le più attuali direttive in fatto di alimentazione e
salute.

A Tokyo ce ne sono centinaia
Sono già ampiamente diffusi all'estero, con casi clamorosi come quello del Giappone, dove nella sola Tokyo se ne contano a centinaia.
“Il fenomeno dei bar automatici sta iniziando a suscitare interesse e
curiosità anche in Italia - spiega Fabrizio Cattelan, Ceo di Cda. Per
distinguerci dai tradizionali open bar di questo tipo, che puntano quasi
esclusivamente a garantire degli elevati requisiti di sicurezza
anti-scasso, abbiamo scelto di concentrarci invece sull'ospitalità,
creando dei locali moderni e confortevoli, in cui tutti possano trovarsi
a proprio agio”

I numeri di Cda
Cda di Talmassons opera nella distribuzione automatica di alimenti e bevande con 60 dipendenti e 8 milioni di fatturato. Pone particolare attenzione alla green philosophy concretizzatosi
anche nella scelta di utilizzare mezzi di trasporto a gas metano per una
circolazione sostenibile in città e su strade extraurbane, ma anche, a
partire dalla fine del 2010, nell'installazione di un impianto
fotovoltaico da 50 KWh sul tetto della sede.

Tesco negli Usa punta al vicinato con un Fresh & Easy più piccolo

I negozi Fresh & Easy Express partiranno da una superficie di poco meno di 300 mq che è di fatto molto più piccola rispetto alla media di Fresh & Easy che si colloca intonro ai 1.000 mq. Tesco prevede di provare in tre location nel sud della California: Los Angeles, San Pedro e Hermosa Beach. Si stanno però cercando ulteriori siti a Los Angeles e Orange County.
"Le dimensioni ridotte -ha commentato Brendan Wonnacott, direttore della comunicazione Fresh & Easy- ci permetterà di entrare in quartieri dove il mercato immobiliare non offre 1.000 metri quadrati di superficie".
I negozi offriranno piatti preparati al momento a base di carne, cibi surgelati e grocery, ma con un assortimento ridotto. La messa a punto del formato è ancora nelle fasi iniziali.

Indicod-Ecr: Rfid per tracciare il vino tra Italia ed Est Asiatico

Nuovo progetto legato alla tecnologia Rfid da parte di Indicod-Ecr, che ha avviato un pilota in collaborazione con GS1 Hong Kong per la tracciabilità dei prodotti vitivinicoli in commercio tra Italia ed Est Asiatico. L'obiettivo è di tracciare, tramite i tag Epc/Rfid, i pallet di vino dalla produzione sino alla distribuzione sul mercato di Hong Kong: ogni  bottiglia, ogni cartone e ogni pallet vengono identificati singolarmente secondo lo standard internazionale Epc e tracciati a livello informativo, attraverso Epcis, il sistema standard GS1 per lo scambio e il recupero delle informazioni legate ad uno o più codici Epc.

Le fasi del pilota

Tutto lo studio è svolto all'interno del Lab di Indicod-Ecr con la collaborazione del Politecnico di Milano, il coinvolgimento dei produttori dei tag e di primarie aziende di produzione vitivinicola italiane -Marchesi Antinori, Ceretto, Le Macchiole, Barone Ricasoli- e due distributori di Hong Kong, Watson's Wine Cellar e Summergate.
Quasi 900 bottiglie di Le Macchiole e più di 1.200 di Ceretto sono già state singolarmente serializzate ed etichettate assieme ai relativi colli e pallet.

Nei prossimi mesi si completeranno anche le spedizioni da Marchesi Antinori e Barone Ricasoli: tutte le bottiglie saranno tracciate all'arrivo in porto ad Hong Kong, in fase di ricezione nei magazzini dei distributori asiatici e durante la spedizione verso i vari punti di vendita.

Il sistema informativo Epcis fornirà in tempo reale i dati di tracciabilità alle aziende coinvolte: questi dati sono anche un valido ausilio alle aziende per monitorare fenomeni ad oggi poco controllati, quali i mercati grigi ovvero le importazioni parallele.

Tag attivi monitorano temperatura

Un altro aspetto interessante di questa collaborazione con GS1 Hong Kong è dato dall'utilizzo di tag attivi per il monitoraggio della temperatura della merce: ogni pallet, infatti, contiene due tag -uno all'interno di una scatola a contatto con il vino, un altro posizionato sopra le casse per il controllo della temperatura ambientale- che campionano le variazioni di temperatura. Un terzo tag registra la temperatura all'interno del magazzino, sino al momento della spedizione. I dati saranno letti e scaricati dalla memoria dei tag una volta che la merce raggiungerà i magazzini dei distributori di Hong Kong: in questo modo le aziende partecipanti al pilota potranno verificare se la propria merce ha subito alterazioni significative di temperatura.

I risultati di questo progetto pilota saranno resi pubblici nell'autunno 2011. Indicod-Ecr sta prendendo accordi con le maggiori aziende vitivinicole del panorama nazionale con l'obiettivo di lanciare un gruppo di lavoro e altri piloti.

Il conteggio delle persone è l’applicazione video di rete più diffusa nei negozi

Il conteggio delle persone e delle code sono le applicazioni di videosorveglianza in rete più diffuse nei punti di vendita. Lo rivela una serie di sondaggi condotti in Europa e negli Usa sponsorizzati da Axis Communications, attivo a livello mondiale nel mercato della tecnologia video di rete.

I rivenditori al dettaglio sono non soltanto consapevoli di queste applicazioni, ma hanno manifestato l'intenzione di usare queste tecnologie in futuro.
La maggior parte dei responsabili è interessata alle applicazioni di conteggio delle persone e alla mappatura delle zone calde/fredde.
In tutti gli studi è apparso in modo evidente che il motivo principale che sta alla base dell'implementazione della videosorveglianza è la prevenzione di furti e taccheggio, con una media dell'86% dei partecipanti.

Sicurezza del personale

"Maggiore sicurezza del personale" è stato indicato come il principale effetto positivo della videosorveglianza. Altri effetti positivi indicati sono l'acquisizione di prove migliori in caso di reati e la riduzione dei furti.
Gli utenti dei sistemi analogici hanno inoltre segnalato una scarsa qualità delle immagini, mentre gli utenti dei sistemi basati su IP non hanno riscontrato questo problema con la stessa frequenza.


Applicazioni intelligenti

“Gli studi mostrano che, anche se i rivenditori al dettaglio sono consapevoli dei vantaggi per la sicurezza connessi alla videosorveglianza di rete, è ancora necessaria una maggiore comprensione dei vantaggi operativi -commenta Johan Åkesson, responsabile dello sviluppo commerciale per il settore della vendita al dettaglio di Axis Communications-. Sfruttando la grande varietà di applicazioni intelligenti compatibili con le telecamere di rete, i rivenditori al dettaglio possono trarre vantaggi che vanno oltre la semplice sicurezza, consentendo percezioni sul comportamento dei clienti che aiutano a progettare esperienze d'acquisto migliori”.


Metodologia

I risultati sono stati ricavati da quattro diversi sondaggi
sponsorizzati da Axis Communications e condotti dall'agosto 2009
all'ottobre 2010 e indirizzati a responsabili della sicurezza,
dirigenti incaricati delle prevenzione dei furti e direttori generali
di società di vendita al dettaglio. I sondaggi sono stati condotti
dalla Swedish Trade Federation Svensk Handel (Svezia), da IDC Retail Insights (Italia), dal Centre for Retail Research (UK) e dal Loss Prevention Research Council (Usa).

Carrefour-Diageo: campagna sul bere responsabile

Carrefour aderisce alla campagna sociale di Diageo Italia “Divertiti Responsabilmente”, dedicata alla sensibilizzazione sul tema dell'alcol e la guida patrocinata dal Ministero della Gioventù e in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi.

“Divertiti Responsabilmente” è nata su iniziativa di Diageo Italia e nel corso degli ultimi 5 anni ha portato la buona prassi del “Guidatore Designato” in centinaia di locali notturni.
Grazie a Carrefour, da quest'anno la campagna amplierà la propria missione per
diffondere la cultura del bere responsabile parlando a un pubblico più vasto e trasversale,
composto anche da persone che non frequentano abitualmente i locali notturni e consumano
bevande alcoliche a casa o in altre occasioni.

Scelte consapevoli
La campagna prevede l'allestimento di isole nei 60 iper Carrefour d'Italia e permette ai consumatori di fare scelte più consapevoli d'acquisto e di consumo, grazie anche alla consultazione delle tabelle ministeriali per la stima dei livelli alcolemici con l'evidenza degli effetti derivanti dal consumo di alcol. L'iniziativa raggiungerà nel corso dell'estate oltre 3 milioni di
consumatori.

Inditex acquista l’edificio del flagship milanese di Zara

Inditex ha raggiunto un accordo per acquistare la società che detiene la proprietà dell’edificio che ospita dall’aprile 2002 lo store Zara di Corso Vittorio Emanuele II a Milano, una delle più note vie dello shopping a livello europeo.

Inditex ha colto l’opportunità di comprare il building di 4.500 metri quadrati di superficie, investendo nell’operazione 103 milioni di euro, per confermare la presenza di un proprio brand in una location retail al top.

La transazione non comporterà cambiamenti nella strategia di espansione Inditex, che continuerà a focalizzarsi principalmente sull’apertura di store in accordo di locazione.

Nel febbraio scorso, sempre a Milano, Inditex ha aperto il flagship store Stradivarius in Corso Buenos Aires angolo Via Palazzi, dove prima era presente la cartoleria C'Art.

Attualmente, Inditex è presente in oltre 50 città italiane con circa 300 punti di vendita, di cui 88 a insegna Zara.

Checkpoint Systems acquisisce Shore to Shore

Checkpoint Systems, fornitore di soluzioni per la gestione delle differenze inventariali, la visibilità del prodotto e l'etichettatura dei capi d'abbigliamento, ha acquisito la società Shore to Shore Inc., che ingloba a sua volta l'azienda Adapt Group ed il suo capitale. L'azienda, che ha sede a Centerville (Ohio-Usa), è specializzata nell'identificazione di prodotti nel settore tessile e calzaturiero. Dispone, inoltre, di diversi impianti di produzione in 13 paesi. Il costo iniziale per l'acquisizione della società è stato fissato a 62,95 milioni di dollari.

Shore to Shore crea, produce e commercializza una linea completa di prodotti di identificazione della merce che include ogni tipo di etichetta: cartellini pendenti, cartellini prezzo, etichette stampate, cucite, di cuoio, termiche, etichette con marchio ed etichette per le soluzioni Eas (sorveglianza elettronica degli articoli).

L'acquisizione di Shore to Shore rappresenta per Checkpoint un passo in avanti in quel progetto che punta a far sì che l'azienda diventi fornitore leader nelle soluzioni di etichettatura per abbigliamento. Si tratta di un'operazione che avvicina il gruppo a quell'obiettivo di crescita degli introiti -nell'ambito delle soluzioni di etichettatura per il tessile- che punta a superare i 400 milioni di dollari.

Grupo Cortefiel implementa soluzioni Eas di ADT

ADT, attivo a livello europeo nella fornitura di soluzioni di antincendio e sicurezza, ha implementato un programma completo di fornitura di sistemi di sorveglianza elettronica degli articoli antitaccheggio (Eas) a marchio Sensormatic nei pdv dei quattro brand di Grupo Cortefiel. ADT collabora ora con Grupo Cortefiel in oltre 64 Paesi e su 1729 punti di vendita con l’offerta di una piattaforma integrata per la gestione dei programmi di protezione Eas. Ciò permette di usufruire di funzionalità, connettività e interoperabilità avanzate per migliorare la produttività e rafforzare la sicurezza, con la flessibilità necessaria per migrare verso soluzioni di visibilità dell’inventario, basate su tecnologia Rfid.

Grupo Cortefiel aveva bisogno di una soluzione che la mettesse nelle condizioni di operare su tutta la vasta area geografica nella quale sono dislocati i punti di vendita, per proteggere i prodotti e offrire funzionalità di business intelligence. La soluzione di ADT fornisce una tecnologia acusto-magnetica Sensormatic per contrastare efficacemente i tentativi di furto, e mette a disposizione una piattaforma in grado di fornire la business intelligence necessaria per ottimizzare i processi della catena distributiva e aumentare la profittabilità.

La soluzione integrata offre intelligenza in tempo reale sul punto di vendita, sulla regione ed a livello centrale, permettendo risposte rapide sulle attività nei vari pdv. Il dispositivo di conteggio delle persone rappresenta uno degli aspetti più importanti. È utilizzato per misurare i tassi di conversione alla vendita per singolo acquirente e per aiutare lo staff a identificare le tendenze di acquisto. L’azienda di abbigliamento ha anche migliorato il layout dei propri pdv e ha ridotto i furti, utilizzando le potenzialità delle tecnologie di cattura e analisi dei dati e di rilevamento avanzato della presenza di fogli metallici schermanti.

B by Limoni Official Make Up of Milano Fashion Week

Il rilancio del marchio B by Limoni parte dalla partecipazione, come official make up, alla prossima edizione, a settembre, della Settimana della Moda a Milano.

Presenza alla Settimana della Moda
In particolare, dal 21 al 27 settembre, nella centralissima via Mercanti, a due passi dal Duomo, sarà allestita una luminosa make up room dove ogni visitatrice potrà scoprirsi ancora più bella approfittando di una seduta gratuita di make up. Lo spazio B by Limoni sarà aperto dal 21 al 27 settembre dalle 10 alle 19.

Strategia
Con questa operazione, Limoni, primaria realtà nella
distribuzione selettiva di profumeria presente in Italia con oltre 500
punti vendita e controllata dal fondo di private equity Bridgepoint,
vuole sottolineare una nuova idea nuova di beauty shop e sottolineare
la sua strategicità per il gruppo.

Nuovo format

Il rilancio del marchio non si limita a questo. è previsto, infatti, un denso programma di aperture, con dieci nuovi shop entro l'anno, per diventare un punto di riferimento nel beauty anche con questa insegna.
Attualmente, B by Limoni opera con sei store: le due aperture più recenti a San Giuliano Milanese (Mi) nel cc Le Cupole e presso il cc Fiumara, a Genova, rappresentano la nuova identità del marchio, che dovrebbe essere estesa anche ai negozi operativi dallo scorso anno con il brand BBasic.

Il nuovo B By Limoni è stato pensato per favorire il libero passaggio e servizio della clientela con un layout open che amplifica la visibilità dell'insegna e del prodotto.

H&M punta sul digital signage per cambiare l’esperienza in-store

H&M punta sul digital signage per cambiare le regole dell'esperienza in-store. Il retailer di abbigliamento ha, infatti, scelto gli schermi al plasma di Panasonic come parte integrante del concept design del suo nuovo flagship store sugli Champs-Elysées a Parigi.
L'architetto francese Jean Nouvel ha lavorato al nuovo pdv H&M con l'obiettivo di creare una vera e propria esperienza parigina nell'edificio, che risale ai primi anni '70. Ha cominciato modificandone gli esterni, proponendo la classica pietra di Parigi, e poi ha ideato una serie di gallerie a volta sul pavimento, sui muri e sui soffitti, in modo da rispecchiare in pieno la città.

Immagini delle collezioni

Con l'ausilio di Texel, sono stati installati dieci schermi Full HD Panasonic da 103 pollici che, supportati da meccanismi di sollevamento, contribuiscono a creare una storia in movimento che attira i passanti all'interno del pdv. Su ogni schermo scorrono immagini o video di modelli che indossano le collezioni più attuali del marchio.
Parte della vision di Jean Nouvel era di avere grandi schermi che si muovessero orizzontalmente e verticalmente, e che ci fosse una perfetta sincronizzazione tra questi display e il loro contenuto.

All'interno dello store, i display da 103 pollici si muovono in quattro differenti direzioni tra i piani. Un altro gruppo è posizionato sul retro dell'ascensore e i restanti sono dietro le vetrine e coprono l'intera larghezza del primo piano. Due schermi principali sono sospesi su una balaustra e quattro screen modulari Led pendono sopra l'ingresso della galleria.
Per mantenere alta l'attenzione visiva dei clienti, ogni parte posteriore dei display Led presenta uno schermo al plasma rivolto verso l'interno dello store.
“Alla base del progetto sta l'idea di fondere la tradizionale pietra calcarea chiara di Parigi con un contrasto industriale scuro evidenziato dagli arredi e dalle illuminazioni del negozio -spiega Karl-Johan Persson, presidente di H&M-. L'area principale del negozio è visibile sia dall'esterno che dall'interno grazie agli schermi, che creano, così, una storia in movimento per i passanti".

Cruciale il content management

Oltre alla gestione fisica degli schermi, anche il content management ha rappresentato un elemento chiave del progetto. Era necessario un coordinamento preciso, considerato che, in certi casi, le immagini sullo schermo sembrano interagire tra di loro. Per esempio, ogni volta che due schermi si incrociano a una velocità di 30 metri al minuto, il sistema deve gestire l'interazione di immagini trasmesse dallo schermo sia sul display Led frontale che su quello posteriore al plasma, dando l'impressione che i modelli su ogni schermo si facciano cenni a vicenda. I segnali vengono trasmessi utilizzando un mix di switch Ethernet 10/100 e DVI su HDMI per la trasmissione video dai lettori agli schermi.

McDonald’s regala frutta fresca per il back to school

Anche il prossimo settembre, in occasione del rientro a scuola, per il quarto anno consecutivo McDonald's Italia promuoverà il consumo di frutta fresca. In pratica, ad ogni bambino che chiederà un Happy Meal verrà consegnato in omaggio un frutto -fresco senza conservanti e già tagliato-  nonché un leaflet, realizzato da Giunti Progetti Educativi, contenente informazioni per le mamme sull'importanza del consumo quotidiano di frutta e verdura e farle giocare assieme ai propri figli con  giochi da tavolo “a tema” che raccontano, in modo semplice e divertente, le proprietà e l'importanza del consumo di frutta e verdura all'interno di una dieta equilibrata.

Varietà, servizio e fantasia
Grazie a questa iniziativa, condotta negli ultimi 4 anni da McDonald's Italia, il consumo di frutta nell'Happy Meal è raddoppiato tra il 2009 e il 2010. E complessivamente, nello stesso periodo, i volumi di vendita  di frutta sono passati dalle 4.000 alle 5.000 tonnellate. Risultati almeno in parte dovuti agli sforzi dell'azienda di assicurare sempre un'ampia varietà di frutta e verdura all'interno dei menu e alla sua capacità di proporre anche nuove modalità di consumo, più comode e divertenti: basti pensare al kiwi sullo stecco, presentato nel 2010.

Nielsen: a metà 2011 fiducia dei consumatori in calo

C'è una parola bandita dal linguaggio politically correct delle analisi che gli istituti di ricerca economica girano ai giornali. Si tratta del termine "recessione". Nielsen va fuori del coro nell'ultimo survey globale sulla fiducia dei consumatori, ricorrendo  a questo termine, affermando:  "Le speranze di una piena ripresa economica nei prossimi 12 mesi si sono indebolite nel secondo trimestre e i consumatori di tutto il mondo sono rimasti legati a una mentalità di recessione."

Valori globali
Il Nielsen Global Consumer Confidence Index dal 2005 misura la fiducia di oltre 31.000 consumatori  in 56 Paesi del mondo, le maggiori preoccupazioni e le intenzioni di spesa. Livelli di fiducia sopra e sotto 100 indicano il livello di ottimismo e pessimismo.
Nell'ultima ricerca, condotta tra il 20 maggio e il 7 giugno 2011 a livello mondiale, la fiducia dei consumatori online è scesa di tre punti, da 92 a 89 - il livello più basso dal quarto trimestre 2009. Negli Stati Uniti la fiducia è scesa di cinque punti indice posizionandosi a 78, di due punti inferiore agli 80 registrati nel primo semestre del 2009, al culmine della recessione globale. 

Europa e Italia
Il livello di fiducia in Europa (74 punti ) è rimasto sostanzialmente immutato rispetto al trimestre precedente anche se i consumatori europei rimangono i più pessimisti al mondo con differenze nei vari Paesi.
In Italia l'indice di fiducia ha subito una leggera flessione, 55 punti indice rispetto ai 57 del trimestre precedente, dopo la diminuzione importante verificatasi proprio nel primo trimestre 2011 (-14 punti indice). I principali fattori sono legati ad un trend negativo in termini di prospettive di lavoro e di finanze personali per i prossimi 12 mesi.

Legacoop crea Sis, l’immobiliare per le cooperative sociali

Le cooperative sociali molto di rado hanno i mezzi finanziari per procedere in proprio alla costruzione o all’acquisto dell’immobile in cui operare e quando pure ne dispongano finiscono per spendere soldi che invece servirebbero al conseguimento dei loro obiettivi e comunque devono limitare gli investimenti per l’innovazione e il miglioramento della qualità dei servizi.
Per dare più forza e opportunità di crescita alle cooperative sociali è stata costituita Sis Società immobiliare per le cooperative sociali  a Bologna. Coinvolte   tre strutture finanziarie di Legacoop -Coopfond, CCFS e Cooperare che hanno versato due milioni di euro ciascuna- e 20 realtà della cooperazione sociale che gestiscono già immobili per diverse tipologie di servizi o sono interessate ad acquisirne o a realizzarne.

Obiettivi
Una volta a regime, la maggioranza del capitale della società sarà detenuta dalle cooperative sociali.
Ogni investimento sarà coperto per il 30% con mezzi propri della società e per il restante 70% attraverso il ricorso all’indebitamento. L’immobiliare gestirà la realizzazione dei nuovi edifici e li locherà alle cooperative sociali con contratti di durata di 18 anni. È previsto un Consiglio d’Amministrazione di 11 membri: 6 espressione dei soggetti finanziari e 5 delle cooperative sociali. La realizzazione degli interventi immobiliari e le relative forme di coperture saranno deliberate dal CdA con decisione a maggioranza qualificata (70%). I progetti saranno sottoposti all’approvazione del CdA, previa analisi e valutazione da parte di un comitato tecnico, rappresentativo dei soci finanziatori e delle cooperative sociali. La sede legale della società sarà a Roma.

Walmart lancia piattaforma collaborativa con SymphonyIRI

Walmart è in procinto di lanciare la piattaforma web collaborativa Customer Advantage, basata su tecnologia e software analitici di SymphonyIRI. La soluzione supporterà i processi collaborativi di Walmart attraverso un portale dedicato agli shopper insight e report personalizzati condivisi tra il retailer Usa ed i suoi fornitori.
La soluzione contiene molte funzioni personalizzate: percorsi di shopping, segmentazioni geografiche così come modelli per supportare i processi di planning tra Walmart e la propria comunità di fornitori.
La piattaforma permetterà ai produttori di comprendere meglio e indirizzare il rapido evolvere delle esigenze dei consumatori attraverso una stretta collaborazione con Walmart sulle strategie e tattiche degli shopper.

Conoscenze condivise

Attraverso Customer Advantage, Walmart ed i suoi fornitori condivideranno la stessa base di conoscenza personalizzata sugli shopper Walmart. Sfruttando quasto know-how condiviso, il Big retailer ed i suoi supplier potranno lavorare insieme per migliorare i processi di pianificazione, lo shopper marketing e la crescita attraverso una migliore conoscenza dei comportamenti dei consumatori.

Energie rinnovabili: nasce Sorgenia Green

È nata Sorgenia Green, la nuova società del gruppo Sorgenia interamente dedicata alle energie rinnovabili. L'obiettivo dell'operazione è quello di rafforzare la presenza del gruppo nelle fonti rinnovabili, concentrando in un'unica società controllata al 100% il personale, gli impianti e i progetti di sviluppo del gruppo nel settore.

A Sorgenia Green, in particolare, fanno capo le attività di Sorgenia nell'eolico in Italia, Francia, Romania e Grecia e le iniziative di progettazione, realizzazione e commercializzazione di impianti fotovoltaici in Italia, anche a supporto del nuovo progetto di solare distribuito Sole Mio.

Sorgenia Green, inoltre, gestirà i progetti del gruppo nell'idroelettrico e nella geotermia. La capacità complessiva totale, tra impianti in funzione e autorizzati, è superiore ai 500 MW, con progetti in fase di sviluppo per circa 2.000 MW. Sorgenia Green, inoltre, ha in programma nuovi investimenti -previsti dal piano industriale Sorgenia- per circa 500 milioni di euro nei prossimi cinque anni.

Querelle Eni-Conad: la risposta di Eni

Eni è assolutamente favorevole alla concorrenza e al libero mercato, ma intende proteggere gli interessi legittimi dell'azienda e dei suoi gestori, opponendosi all'apertura di nuovi punti di vendita che ottengano autorizzazioni senza il pieno rispetto delle norme vigenti”.
È quanto si legge nel comunicato con il quale Eni spiega le ragioni che hanno portato la società a fare ricorso al Presidente della Repubblica contro l'apertura di una pompa di benzina Conad, a Cesena, nel centro commerciale Montefiore.

La scelta dello strumento normativo
“Con la convinzione che le norme valgano per tutti, grandi e presunti piccoli, vecchi e nuovi operatori -si legge nel comunicato- Eni ha utilizzato un comune strumento di impugnazione degli atti amministrativi per chiedere la verifica dell'iter autorizzativo relativo all'apertura di un nuovo distributore di carburanti presso un supermercato Conad nel Comune di Cesena”.

In particolare, Eni precisa di avere riscontrato profili di illegittimità negli atti del Comune di Cesena e della Provincia di Forlì-Cesena finalizzati all'apertura del nuovo impianto Conad.
Poiché era ormai decorso il termine di 60 giorni per l'impugnativa al Tar di tali provvedimenti, Eni ha utilizzato il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, unico mezzo previsto dall'ordinamento italiano per tutelare le proprie ragioni come strumento amministrativo che consente a qualunque cittadino o impresa di impugnare gli atti amministrativi ritenuti illegittimi entro 120 giorni dalla loro conoscenza. Benché formalmente presentato al Presidente della Repubblica, il ricorso viene deciso dal Consiglio di Stato, ovvero dall'organo giurisdizionale amministrativo.
Contro i medesimi atti, peraltro, era già stato presentato ricorso al Tar dell'Emilia Romagna da parte dell'associazione di categoria dei gestori Figisc.

Il mercato delle benzine in Italia

Eni precisa, inoltre, che nel corso degli ultimi tre anni, nonostante i consumi di carburanti in continuo calo e il numero di stazioni di servizio in Italia (circa 24.000) sia circa il doppio di quello di Paesi europei con consumi similari (Germania, Francia, Inghilterra), sono stati aperti in Italia circa 600 nuovi impianti, in grande maggioranza da nuovi operatori.
"Chi sostiene che la normativa e la struttura oligopolistica del mercato italiano ostacolino l'apertura di nuovi impianti, fornisce una rappresentazione distorta dei fatti”.

A proposito di prezzi

Per quanto riguarda, infine, i prezzi al pubblico dei carburanti, qualunque comparazione relativa alla convenienza deve tener conto dell'area geografica di riferimento e delle modalità di erogazione. I clienti che scelgono di fare rifornimento da soli, analogamente a quanto avviene sugli impianti della grande distribuzione, possono risparmiare anche presso gli impianti Eni. Rispetto al prezzo servito di ciascun punto vendita, lo sconto è di 4 centesimi per il Fai da Te (self service in orario di apertura). In aggiunta, fino al 30 settembre, su oltre 3.000 impianti Eni, lo sconto aumenta a 10 centesimi al litro in Iperself (self service pre-pay in orario di chiusura).

Ikea: via da Torino e dal Piemonte

Ikea ha deciso di sospendere gli investimenti per il suo piano di espansione dopo la decisione della Provincia di Torino, per timore di speculazioni, di bloccare l’autorizzazione, già ottenuta dal Comune di riferimento, sulla trasformazione da agricoli in commerciali di 160 ettari di terreno in zona La Loggia.

Reazioni non comprensibili
Secondo Ikea (che in Italia opera con 21 store) questa risposta negativa, dopo sei conferenze dei servizi e i tempi, piuttosto rapidi da parte del comune di competenza, delude le aspettative, relative soprattutto al fronte occupazionale. Il nuovo store di Ikea, infatti, avrebbe portato, 250 nuovi posti di lavoro, oltre a 70 milioni di euro di investimento.

Obiettivo sud Europa
Dopo la delusione per questa ennesima difficoltà, che replica quanto è accaduto, lo scorso maggio, in Toscana, a proposito del sito di Vecchiano (vicino a Pisa), la casa madre avrebbe già deciso di riallocare l’investimento in un altro Paese del sud Europa.

Unicoop Tirreno lancia Utilgreen, linea di plastica riciclata

Unicoop Tirreno, in linea con la filosofia della cooperativa favorevole alla salvaguardia dell’ambiente, ha deciso di inserire nel proprio assortimento la linea Utilgreen, prodotti di largo consumo (quali secchi, cestini, vasi, sottovasi, fioriere, scope per casa o scopettone per passare lo straccio, scopini per la pulizia bagno e palette raccogli rifiuti), realizzati con plastiche miste provenienti dalle raccolte differenziate.

I pdv coinvolti

La linea, proposta in un espositore in cartone realizzato per l’occasione, è presente in un numero significativo di ipermercati e supermercati (Ipercoop di Livorno e tutti i supermercati Coop della città), i punti di vendita Unicoop Tirreno della costa -Piombino, Venturina, San Vincenzo, Cecina e Donoratico- e dell’Isola d’Elba, oltre che di Follonica, Bagno di Gavorrano e Massa Marittima (tutti in provincia di Grosseto). Entro i prossimi mesi, Unicoop Tirreno prevede di estendere l’assortimento in tutti i supermercati della Toscana, nel Lazio e in Campania.

I partner industriali
Gli articoli casalinghi Utilgreen, frutto della ricerca e del know-how, ottenuti partendo dal plasmix (le plastiche miste) proveniente dalle raccolte differenziate, sono prodotti da due aziende toscane: Revet, leader nella raccolta, selezione e trattamento di materiali destinati al riciclaggio, e Utilplastic, società di Larciano (Pt) specializzata nella lavorazione e stampaggio di plastica per la produzione di articoli casalinghi.

I vantaggi per Coop
 “Questo accordo -ha dichiarato Massimo Lenzi, direttore commerciale Unicoop Tirreno - rientra perfettamente nella filosofia della Cooperativa, per diversi aspetti, quali la continuità con i numerosi progetti verso la tutela ambientale e la riduzione dell’inquinamento che Coop porta avanti da sempre. A ciò si aggiunge il fatto che Revet e Utilplastic sono aziende del territorio e confermano, quindi, la nostra volontà a collaborare con realtà imprenditoriali locali. Infine, non va sottovalutata la portata in termini di informazione e trasparenza verso il cittadino che vede messe in pratica e può toccare con mano attività di sensibilizzazione ecologica che sosteniamo da anni.”

L'opinione dei partner
Secondo Valerio Caramassi, presidente di Revet SpA: “Questi articoli casalinghi sono la dimostrazione tangibile che differenziare non è riciclare: questo è lo sforzo di Revet, che ha trovato in Utilplastic un’azienda disponibile nello scommettere sull’eco- sostenibilità”.
“Insieme a Revet -ha concluso Massimo Desideri, presidente di Utilplastic- abbiamo colto la sfida e sviluppato la ricerca per arrivare alla produzione in serie di nuovi articoli casalinghi partendo dai materiali plastici provenienti dalla raccolta differenziata domiciliare, che sarebbero altrimenti destinati al recupero energetico o allo smaltimento”.

Tesco avvia un pilota sul wi-fi gratuito nei pdv

Tesco ha avviato in UK un progetto che prevede l'offerta del servizio Internet wi-fi gratuito ai clienti nei propri punti di vendita. L'iniziativa, secondo il Financial Times, interessa per ora solo quattro store e se otterrà risultati positivi verrà rapidamente estesa anche agli altri punti di vendita della rete del retailer inglese. La presenza di una copertura wi-fi permetterà ai clienti di connettersi in modalità wireless a Internet attraverso smartphone e computer portatili.

Confrontare i prezzi nei pdv

La scelta di implementare questo nuovo servizio da parte di Tesco nasce dall'esigenza di assecondare i cambiamenti nei comportamenti di acquisto dei consumatori, sempre più abituati a comparare prezzi e leggere recensioni sui prodotti mentre si trovano all'interno dei punti di vendita.

Investimenti contenuti

L'investimento per la creazione dell'infrastruttura tecnologica necessaria all'attivazione del servizio è stato contenuto visto che Tesco utilizza già il wi-fi per le proprie operazioni in-store.

Il wi-fi gratuito, non ancora molto diffuso nel retail, è stato da tempo già introdotto in altri canali, come nei ristoranti McDonald's e nei coffee shop Starbucks.

Nielsen, inflazione Lcc in discesa a giugno

Rallenta l'inflazione in gdo. I dati di giugno rilevati da Nielsen relativi ai prezzi del largo consumo confezionato mostrano un primo segnale di frenata: rispetto a maggio, mese in cui si è osservato il picco dei prezzi, l’inflazione a carrello è scesa dal +3,6% al +3,2%.

I prodotti
Il raffreddamento dei prezzi a giugno è avvenuto  nonostante un ulteriore incremento dei prezzi di alcune materie prime che sta incidendo dall’inizio dell’anno sull’andamento dell’inflazione. Le categorie con più alta crescita dei prezzi registrata nel mese di giugno sono state: olio di semi di soja +22,0 % (+19,0% a maggio), caffè tostato macinato +20,0 % (+16,7% a maggio), zucchero 18,1% (+16,8% a maggio), farina di grano +9,7 % (+9,1% a maggio). Un contributo importante al calo dell’inflazione dei prodotti di largo consumo è invece arrivato da frutta e verdura confezionata +0,3 % (+4,3 % a maggio), latticini +5,1 % (+5,3 % a maggio), pasta fresca +1,4 % (+3,2 % a maggio), bevande analcoliche +1,5 % (+1,7 % a maggio) e vini +4,6 % (+5,6 % a maggio).

Una scelta obbligata
La discesa dell’inflazione è un segnale evidente della necessità per la distribuzione moderna di contenere gli incrementi dei prezzi in un momento economico difficile per le famiglie italiane e per l’intero Paese. I principali fattori sono legati ad un trend negativo in termini di prospettive di lavoro e di finanze personali per i prossimi 12 mesi.

Inditex: accordo con Tata per aprire pdv Massimo Dutti in India

Il gruppo Inditex e Trent, fashion retail company del gruppo indiano Tata, hanno siglato un’intesa per l’apertura di pdv a insegna Massimo Dutti in India attraverso una joint-venture nella quale Inditex detiene il 51%. A seguito dell’accordo, Massimo Dutti potrà così affiancarsi a Zara, già presente nel paese con store a New Dehli e Mumbai.

Si tratta della seconda joint-venture per Trent e Inditex in India. L’inizio della partnership risale, infatti, al 2009 quando i due gruppi stipularono un accordo per lo sviluppo di cinque punti di vendita Zara in India.

Il gruppo Trent starebbe inoltre pianificando la creazione di una catena di pdv grocery in India, in collaborazione con altri retailer: tra i nomi più ricorrenti figura quello di RPG Group.

Megamark, 10 milioni per il nuovo Famila di Bisceglie

Al via a Bisceglie il più grande pdv nella provincia Barletta Andria Trani del Gruppo Megamark. Si tratta di un superstore a insegna Famila, che occupa circa 40 persone su una superficie di vendita di quasi 2.200 metri quadri ed ha richiesto un investimento complessivo di quasi 10 milioni di euro, comprensivi del costo dell’immobile.

Wi-fi per i clienti
Il nuovo pdv, ubicato in via padre Kolbe,  è dotato di ampie aree parcheggio, di un’area wi-fi per la navigazione gratuita sul web e allestito con attrezzature in grado di ottimizzare il risparmio energetico (in particolare banchi frigo intelligenti e luci a led), ed effettua tutti i giorni orario continuato.

Sfida per la crescita
All’apertura del punto di vendita è intervenuto anche Albano Carrisi, cantante e produttore di vini salentini in assortimento nel supermercato, intrattenutosi con i clienti del punto di vendita. "In un periodo di crisi economica come questo -dichiara Giovanni Pomarico (nella foto) a capo del Gruppo Megamark- l’operazione rappresenta un investimento importante per il nostro gruppo, sempre pronto a raccogliere le sfide del mercato proponendo punti di vendita sempre più innovativi".

Coop Lombardia sceglie soluzioni di self-shopping firmate Datalogic

Coop Lombardia

L'Ipercoop situato all'interno del c.c CentroSarca a Milano ha introdotto le soluzioni di self-shopping Joya e Shopevolution di Datalogic.
I soci Coop che aderiscono al servizio Salvatempo avranno a disposizione 300 device Joya per registrare i singoli prodotti selezionati leggendo il codice a barre presente sulle confezioni ed imbustarli direttamente. Il valore dello scontrino è inoltre costantemente aggiornato sul display del Joya. Si potranno ricevere anche informazioni sui prodotti, sulle offerte promozionali presenti nell'ipermercato e sui punti fedeltà guadagnati.
Al termine della spesa basterà consegnare Joya all'operatrice per poi procedere con la stampa dello scontrino e pagare.

Lo sviluppo di Shopevolution

Con l'implementazione presso l'ipermercato del Centro Sarca si consolida la partnership tra la Coop Lombardia e Datalogic (altri 2 iper in previsione nel 2011) che iniziò nel 2003 per poi proseguire nella gestione di nove punti di vendita.

La soluzione Shopevolution di Datalogic è presente in più di 380 punti di vendita in vari paesi come Italia (Coop, Conad, Auchan, Esselunga, Famila, Lombardini, Finiper e E.Leclerc Conad), Francia (Groupe Casino, Atac e Carrefour) e Belgio (Delhaize Group e Carrefour) e Stati Uniti.

Indicod-Ecr istituisce il comitato eCommerce

Indicod-Ecr, l'associazione italiana che si occupa della diffusione degli standard di identificazione e comunicazione adottati a livello mondiale, ha istituito il Comitato eCommerce, un gruppo di lavoro per incentivare l'adozione dell'Edi secondo gli standard Eancom e di Euritmo, il progetto Web-Edi italiano di Indicod-Ecr per lo scambio elettronico di documenti tra le imprese.
Il Comitato eCommerce è composto da circa 30 aziende produttive e distributive, attive storicamente nell'Edi, e dai service provider Euritmo. Tra gli obiettivi di lavoro del comitato anche l'allineamento degli standard internazionali con le esigenze degli utilizzatori italiani, e il monitoraggio della diffusione dell'Edi e di Euritmo in Italia.

Messaggi Edi tradizionali
Le prime attività svolte dal Comitato eCommerce riguardano i messaggi Edi tradizionali, vale a dire la loro migrazione dalla versione Eancom 1997, Directory D.96A, alla nuova versione Eancom 2002, Directory D.01B. In particolare sono stati definiti, secondo la nuova release Eancom 2002, i documenti: ordine, conferma d'ordine e avviso di spedizione.
La definizione della fattura sarà ultimata in autunno, completando così tutto il set di messaggi Edi che compongono il ciclo dell'ordine e permettendo ad Indicod-Ecr di completare il rilascio della nuova release Eancom 2002 entro la fine del 2011. Con questo rilascio le aziende italiane saranno in grado di dialogare senza problemi con i loro partner commerciali europei e non solo.

Costi ridotti e processi più veloci

La trasmissione elettronica di documenti in formato standard strutturato è essenziale per le aziende italiane per ottenere benefici rilevanti legati alla diminuzione degli errori (soprattutto di digitazione degli elementi che compongono la fattura), alla riduzione dei costi e soprattutto all'aumento della velocità dei processi.
Per ogni singola fattura trasmessa via Edi un'azienda produttrice italiana può risparmiare tra i 3 e i 5 euro, mentre un'azienda distributiva riesce a risparmiare tra i 4 e i 6 euro, secondo quanto emerge dalla Ricerca 2011 dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano che Indicod-Ecr sostiene in qualità di partner dal 2006. Se invece compie la dematerializzazione di tutti i documenti del ciclo dell'ordine, un produttore italiano può risparmiare fino a 42 euro a ciclo, mentre un distributore può raggiungere benefici nell'ordine di 23 euro.

Wincor Nixdorf seconda al mondo per la diffusione di soluzioni Epos

Wincor Nixdorf, leader in Europa nelle soluzioni Epos (electronic Pos system) per il segmento
retail, si posiziona al secondo posto per il numero di consegne a livello mondiale nel 2010,
secondo lo studio pubblicato dalla società britannica Retail Banking Research.

L'indagine documenta come l'azienda mantenga il primato a livello europeo nei settori chiave del
retail (food e non food), mentre a livello mondiale abbia ottenuto un importante successo con il
raggiungimento del secondo posto, a dimostrazione del positivo posizionamento che Wincor
Nixdorf ha conseguito negli ultimi anni.

Recentemente il business di Wincor Nixdorf relativo ai Pos è cresciuto molto più velocemente
del mercato. La società ha potenziato ulteriormente il proprio posizionamento sui mercati consolidati e ha contemporaneamente ottenuto ottimi risultati negli Stati Uniti e in Gran
Bretagna. Inoltre, Wincor Nixdorf si è inserita in nuovi mercati come Centro e Sud
America.

Rewe è in trattativa con Conad per la rete Billa Italia

Rewe Group sta negoziando con Conad per la vendita di
gran parte della rete di supermercati e superstore Billa in Italia. Oltre a Conad, di cui Rewe è partner in Coopernic, anche Coop Italia sarebbe  interessata ai 190 store della rete.
Billa in Italia ha registrato un calo delle vendite di oltre il 6% lo scorso anno, nonostante il tentativo fatto di incrementare le vendite convertendo i negozi Standa e Iperstanda in Billa.
Rewe Group vorrebbe mantenere alcuni punti di vendita in Lombardia e Veneto che potrebbero essere riforniti dai centri di distribuzione austriaci di Billa. In ogni caso, infine, la rete discount Penny Market non sarebbe toccata dall'affare. 

Benetton compra Pittarello

Benetton si sviluppa nel calzaturiero, perfezionando l’acquisizione di Pittarello. L’operazione è stata conclusa tramite 21 Investimenti, società guidata da Alessandro Benetton, che ha avuto come partner Nem, società di investimento del gruppo Banca Popolare di Vicenza e Quadrivio, fondo di private equity specializzato nel sostegno ai processi di crescita di medie imprese. I fondatori dell'azienda - la famiglia composta dai fratelli Gianni Ivo, Pierluigi, Vittorio e Lorenzo Pittarello - conserveranno il 21% del capitale di Pittarello. Il valore dell’operazione si aggira sui 150 milioni di euro.

Sviluppo
Per 21 Investimenti l'obiettivo dell'operazione è quello di mettere le proprie competenze finanziarie e industriali al fine di accompagnare lo sviluppo della società che prevede nei prossimi cinque anni il raddoppio dei pdv. Il gruppo Pittarello Elefante, che ha chiuso l'esercizio 2010 con un fatturato di 120 milioni di euro, è attivo da tre generazioni e conta una rete distributiva formata da 44 negozi in Italia e 9 in Croazia gestiti con il medesimo marchio.

Cusano Milanino location contestata: Esselunga si spiega

Colpo di scena: dopo il no del comitato cittadini, per un progetto che ogni tot anni viene riproposto alla cittadinanza, e dopo il no del Comune di Cusano Milanino al referendum, ora Esselunga interviene direttamente e spiega la
bontà del suo progetto mediante un depliant a colori, distribuito per posta a tutti i cittadini che inizia chiedendo "Pochi
minuti del vostro tempo per raccontarvi il nostro progetto" perché "riteniamo necessario portare a conoscenza della cittadinanza di Cusano Milanino quanto segue:
- l’area dismessa della fabbrica Pirelli è stata acquistata nel 1987,
24 anni fa (prosegue il depliant con un rendering della futura facciata -in foto- e la planimetria del progetto)
-a
quel tempo le previsioni di piano consentivano la realizzazione di un supermercato di 1.500 metri e di residenze
-la realizzazione di un supermercato Esselunga a Cusano è sempre stata osteggiata da interessi contrari di gestori di altri supermercati o di costruttori di case".

Verrebbero assunti 130 lavoratori di Cusano
Il depliant di Esselunga prosegue con illustrare l'obiettivo dell'azienda che è di realizzare un bell'edificio in mattoni con all'interno un supermercato di 2.500 mq, un bar e forse una farmacia. E poi rendere più interessante la prospettiva precisa che potrebbe dare lavoro a 130 persone, o meglio, 130 giovani di Cusano. In più viene offerto un buono sconto di 10 euro da consumarsi nei negozi di Desio e Varedo anche per vedere le realizzazioni di quei due store molto simili a quello di Cusano Milanino.
Da precisare che il referendum fra i cittadini aveva raccolto 1.474 firme.

BRANDS AWARD 2010, CERIMONIA DI PREMIAZIONE (Award)

Si è svolta presso la sede del Gruppo 24 ORE la serata di premiazione di Brands Award 2010, premio alle migliori marche di beni di consumo, promosso dal settimanale GDOWEEK e dal mensile MARK UP.

Sottofondo della serata la performance artistica "Note di sabbia", uno spettacolo originale ed emozionale che ricrea la magia della Brand Experience. Figure di sabbia che nascono e si trasformano magicamente dalle mani di una giovane artista, Gabriella Compagnone, insieme alla musica di un trio jazz, composto da contrabbasso, pianoforte e batteria.

Al via Brands Award 2010

scarica le nomination 2010


Brands Award
, il premio alle migliori marche dei beni di consumo, è promosso dal settimanale GDOWEEK e dal mensile MARK UP, testate de Il Sole 24 ORE Business Media, Gruppo 24 ORE.

Brands Award è organizzato in collaborazione con SymphonyIRI Group, azienda leader nel mercato delle rilevazioni continuative basate sui dati scanner dei canali distributivi moderni, GfK Retail and Technology, società di ricerche di mercato leader nel settore dei beni durevoli di consumo e Toluna leader mondiale nella fornitura di panel online e tecnologia per la creazione e personalizzazione di web community con finalità di ricerca.

86 sono le marche che concorrono all'11 edizione del premio e quindici i riconoscimenti che verranno assegnati:

- Top Brands Award 2010
- Brands Award di categoria
(13 le Categorie in gara)
- Brands Award "Premio Retailer"
- Premio Speciale “New Entry 2010” che prende in considerazione i prodotti non in gara nel Brands Award poiché lanciati nei primi quattro mesi dell'anno in corso.
I prodotti candidati potranno essere votati attraverso un sondaggio on line a partire dai primi di giugno.

Anche per questa edizione saranno tre i livelli di giudizio che, pesati in modo uguale, indicheranno i vincitori di categoria e il vincitore assoluto:
1 - Le performance di vendita attraverso i dati SymphonyIRI Group e GfK Retail and Technology
2 - Le preferenze del consumatore decretate dal Panel Toluna
3 - Il giudizio dei Manager del Retail Moderno Italiano

Quest'ultimo decreterà anche il "Premio Retailer".

La serata di premiazione si terrà a Milano il prossimo 8 luglio (su invito)

Per informazioni

L’analisi semiotica del packaging traccia il giusto profilo del prodotto

Nessuno, al Conai, avrebbe probabilmente immaginato che Napoli all'inizio del 2008 avrebbe regalato un indiretto, involontario, nonché tragico spot alle attività del Consorzio e alle buone pratiche delle aziende coinvolte. Cultura della sostenibilità, attenzione all'ambiente, ecoimballaggi e raccolta differenziata sono valori che si stagliano netti a fronte dell'area del disastro campano, con tanto di cifre, riportate scrupolosamente dal Dossier Prevenzione 2007 - 10 anni di progetti e soluzioni per imballaggi ecocompatibili, il terzo rapporto del Consorzio (i precedenti datano 2001 e 2004) pubblicato sul finire dello scorso anno. Vi vengono riportati i costi evitati dello smaltimento in discarica, le emissioni risparmiate, il valore della materia prima seconda generata dalle attività di riciclo e l'indotto occupazionale innescato dall'attività consortile. Oltre 500 le azioni di prevenzione presentate, 200 le aziende partecipanti, che producono e utilizzano mediamente oltre il 50% degli imballaggi presenti nei settori analizzati: alimentari solidi, alimentari liquidi, chimico farmaceutico, curadetergenza, altri settori (dai pallet ai film).

Prevenzione e riciclo
Il bilancio complessivo presenta cifre di tutto rispetto. Nel settore dei detergenti, ad esempio, grazie al crescente utilizzo di prodotti concentrati, si è ridotto del 50% il volume e il peso dei contenitori. In alternativa, i contenitori si riciclano. Interessante, al riguardo, il progetto, tuttora in corso, avviato dalla Regione Piemonte con il supporto dell'ente di ricerca Ecologos per la riduzione alla fonte dei rifiuti, grazie alla vendita di detergenti sfusi. Coinvolti (al 3 settembre 2007) 11 pdv Auchan, Crai e Ipercoop. Nei primi 9 mesi si è evitato di immettere nell'ambiente 53.404 flaconi di plastica. Le cisterne di sfuso inviato ai punti di vendita sono stati riempiti per 115 volte con conseguente riutilizzo. E si continua.

Ethic Award 2011

Jeff Fardell è il nuovo amministratore delegato di Conbipel

Jeff Fardell è il nuovo amministratore delegato di Conbipel, marchio del fashion accessibile che fa capo al fondo di private equity Oaktree Management Capital.

Australiano, 48 anni, Fardell assumerà l'incarico a partire dalla fine del mese di luglio. Il nuovo AD
vanta una consolidata esperienza nel settore retail internazionale, dove ha
ricoperto una serie di ruoli di crescente responsabilità, partendo dai grandi magazzini
Coles/Myer, Country Road e Jeans West nella nativa Australia.
Successivamente Fardell ha lavorato per dieci anni in Nike prima in Australia, poi in Olanda e
Stati Uniti. Prima di essere scelto per guidare Conbipel, Jeff Fardell ha ricoperto il ruolo di
AD di Mexx, società del Gruppo Liz Claiborne, con sede in Olanda.

Con la nomina di Jeff Fardell ad amministratore delegato, Conbipel rafforza il proprio
commitment nell'implementazione del nuovo piano industriale, focalizzato in particolare sul
consolidamento, lo sviluppo e la crescita del marchio sul mercato italiano.

Novità: l’Olio Monini australiano è in Esselunga

il Primissimo Monini è una importante novità in edizione limitata che Esselunga, con una perfetta operazione di comarketing, si è accaparrata per prima e in esclusiva. Il nome sottolinea una caratteristica resa possibile dal fatto che l'Australia, essendo nell'altro emisfero, all'inizio di luglio si trova nella stagione che corrisponde all'inizio di gennaio in Italia. Quindi il Primissimo Monini si fregia del fatto  di essere il primo olio extra vergine d’oliva franto nel 2011.

Piantagione di 300 ettari
Zefferino Monini, presidente e Ad della Monini Spa, ha individuato nel New South Wales il sito ideale per una piantagione di circa 300 ettari. Grazie ad un investimento di 8 milioni di euro è stata realizzata una “farm” all'avanguardia, per i metodi di coltura e raccolta meccanizzata dei frutti. La componente umana continua a rivestire però un ruolo fondamentale e la famiglia Monini si riserva il ruolo di supervisionare personalmente, tra fine aprile e primi maggio la raccolta, frangitura e naturalmente l’assaggio del prodotto finito da parte di Zefferino.
I giovani ulivi provenienti dall’Italia, nelle varietà Frantoio, Leccino, Coratina, Pendolino sono stati messi a terra tra il 2004 e il 2005 essendo tutte specie autoctone dell’Umbria, regione dove da tre generazioni la famiglia Monini produce olio extra vergine di qualità. Si tratta di 106.000 piante, che ad oggi hanno una resa pari di 350.000 litri di olio, pari al 40% della produzione, la maggior parte della quale destinata al mercato australiano.

40 mila bottiglie per l'Italia a partire dal 4 agosto
Monini ha deciso di far importare il 10% di questa produzione di qualità premium.
Il 7 luglio il primo carico di olio italo-australiano è arrivato a Spoleto per essere imbottigliato ed è stata la catena Esselunga, con una perfetta operazione di comarketing, ad assicurarsi l’esclusiva di questa novità. Esposte in floor stand, le 40.000 bottiglie “edizione limitata” di questo primo lotto saranno disponibili in promozione dal 4 agosto fino ad esaurimento.
Prezzo consigliato al pubblico € 5,49

Bridgepoint acquisisce la catena di profumerie La Gardenia

La Gardenia, insegna attiva nel segmento alto del mercato con location situate prevalentemente nei centri storici delle principali città italiane e con una crescente presenza all'interno dei shopping mall dei centri commerciali, è stata acquisita dal fondo di private equity Bridgepoint, che vanta una lunga esperienza nel settore retail della profumeria grazie sia al controllo di Limoni (investimento realizzato nel 2006 con un fondo diverso da quello utilizzato per questa acquisizione) sia dall'aver controllato e sviluppato in Francia, dal 2002 al 2005, la catena di profumeria ad insegna Nocibé.

I numeri di La Gardenia
Nel 2010 La Gardenia ha realizzato un fatturato di 113 milioni di euro con un Ebitda di 18 milioni di euro.
Dal 2006 al 2011 la catena, che opera con una rete di 161 negozi e 822 dipendenti, ha raddoppiato la propria quota di mercato per effetto sia della crescita a parità di perimetro, sia dell'apertura di nuovi negozi e della ristrutturazione di punti di vendita esistenti.
Silvano Storer, amministratore delegato di La Gardenia, ha dichiarato che l'azienda ha ancora ampi margini di crescita e la partnership con Bridgepoint consentirà alla società di crescere e rafforzare ulteriormente il posizionamento di mercato.

Le prossime mosse
“La Gardenia è uno dei principali operatori nel settore della profumeria italiano e grazie alla sua eccellente reputazione in termini di servizio al cliente è sicuramente ben posizionata per acquisire ulteriori quote di mercato e crescere nel segmento degli shopping mall, partecipando così al processo di consolidamento di un settore ancora molto frammentato”, ha affermato Lucio Ranaudo, partner di Bridgepoint.

Il fondo di private equity, che già due anni fa aveva individuato La Gardenia come potenziale investimento, ritiene che l'azienda abbia potenzialità di sviluppo, a partire anche dall'introduzione di private label.

I finanziamenti al servizio dell'operazione, la cui entità non è stata comunicata, sono stati erogati da Banca Imi, IKB e MPS Capital Services.

Euronics: strategie di utilizzo di internet

Superquinn vende a Musgrave e rimane irlandese

"Abbiamo un progetto chiaro per continuare con il brand, per garantire posti di lavoro e investire nel futuro del business -afferma il Ceo di Musgrave Chris Martin- manterremo aperti tutti i negozi esistenti." La news arriva da Reuters.

Azienda familiare
Superquinn, nata come azienda a conduzione familiare nel 1960, impiega 2.800 persone. Ha perso quote di mercato negli ultimi anni a causa dei rivali di prezzo Aldi e Lidl.
il colpo di grazia è arrivato a causa della enorme bolla immobiliare del 2008. E come se non bastasse nel primo trimestre di quest'anno c'è stata una diminuzione dell'1,9% delle vendite.

Il senatore indipendente Feargal Quinn -che ha creato il marchio
Superquinnnel 1960- ha accolto con favore la vendita
della catena di Musgrave dicendosi soddisfatto che la
catena fosse messa nelle mani di un'altra azienda di famiglia
irlandese. Il senatore ha anche espresso preoccupazione per le politiche di
acquisto di aziende fuori dell'Irlanda, che ha detto che non sempre
sostiene i produttori irlandesi.
Tuttavia non si conosce il valore della transazione.

400 milioni di euro di debito
Musgrave è intervenuto solo poche oro dopo che Superquinn è stata posta in amministrazione controllata per via del debito di oltre 400 milioni di euro.
La transazione è comunque soggetta all'approvazione delle autorità competenti della concorrenza.  Musgrave gestisce 3.300 punti vendita con i brand Supervalue, Centra e Londis.

Arriva la benzina low cost firmata Simply

Simply entra nel mondo dei carburanti e apre il primo distributore low cost a marchio, nelle Marche, a Castelfidardo (An), all'interno dell'area IperSimply di Via Musone 3/B.
“Visti i continui rincari del prezzo del carburante, abbiamo voluto dare
un segnale forte ai nostri clienti, investendo in un servizio che esula
dal nostro core business, ma che è in linea con il posizionamento
dell'insegna -dichiara Antonello Sinigaglia, Direttore Generale di Sma
S.p.A
.- Come abbiamo fatto con le parafarmacie e i libri di testo
scolastici, anche con le benzine vogliamo contribuire a portare
concorrenza nel settore, per trasferirne i benefici in termini di
risparmio alla nostra clientela”.

Le caratteristiche dell'area di servizio

Progettata seguendo avanzate tecnologie, la stazione di servizio Simply,
che occupa una superficie di 1.500 mq, è provvista di tre isole doppie
multi prodotto, per rifornirsi di carburante “discount” in modalità self
service, al prezzo più basso della zona, per benzina
verde e gasolio.
Partner dell'iniziativa è Goldengas, azienda senigalliese fondata nel 1965 leader nelle Marche in campo petrolifero, che ha realizzato l'impianto.

Campagna di lancio

In occasione dell'apertura, dal 21 luglio al 3 agosto, a fronte di un rifornimento di carburante di almeno 30 euro viene offerto un buono sconto del 5% da utilizzare per la spesa in uno dei cinque punti vendita della zona: (Simply di via Montessori, IperSimply di Via Musone entrambi a Castelfidardo, Simply di via Vecchia Formace e IperSimply di via Molino Basso a Osimo e, infine, IperSimply di via Buffolareccia a Loreto. È sufficiente fare acquisti per almeno 30 euro e presentare alla cassa la ricevuta del rifornimento di carburante, per risparmiare il 5% sul proprio carrello della spesa.

Sviluppo

La stazione di servizio di Castelfidardo è il primo supermarket di benzina low cost a marchio Simply, al quale faranno seguito altre aperture, non solo nelle Marche, ma anche in Lombardia e nel Veneto. Entro il 2012 Sma Spa prevede di aprire una decina i distributori a marchio Simply per tutti i supermercati d'attrazione della rete presenti sul territorio nazionale.

Intervista a John Grant sul cambiare il mondo comunicando la sostenibilità

“Dovremmo guardare alle api e a come si organizzano per imparare a co-esistere. Rappresentano un eco-sistema perfetto di collaborazione, da studiare per costruire una nuova visione della società.” Chi parla è John Grant, conosciuto anche in Italia come il guru del green marketing grazie al libro Green Marketing, il Manifesto. Anche il suo ultimo libro, il quinto, Co-opportunity, torna a parlare di sostenibilità, puntando a un nuovo modello possibile basato sulla collaborazione. “Niente di nuovo -afferma- basta guardare a ciò che già esiste, dai social network alle social venture, al cloud computing, all'innovazione open source. Nuovi modi di relazionarsi, di risolvere problemi della collettività, di organizzare progetti e stare insieme nella vita quotidiana. Sono prodromi di una nuova democrazia, una sorta di 'village democracy' che dimostra come una maggiore co-operazione attraverso reti collaborative possa essere un modo, a portata di tutti, per aumentare il benessere comune".

È una logica che potrebbe funzionare anche per le aziende? Queste innovazioni sociali e tecnologiche non sono più il prodotto esclusivo di grandi società e centri di ricerca, ma incorporano la quotidiana creatività di individui, piccole imprese e comunità produttive
autorganizzate. Le aziende potrebbero e dovrebbero proprio guardare a questo modello per sostituire l'attuale “cultura economica predominante”, che blocca l'innovazione, in nome di un “non più possibile” controllo sui saperi comuni con brevetti ed altre forme di proprietà. E anche pensare a un modello più flessibile, aperto. Amazon, per esempio, a seconda dell'ora, consuma solo dal 10 al 40% delle capacità del proprio data center. E il resto? Lo condivide, lo affitta, senza timori di essere violato. Ci sono problemi di offerta verso una domanda che si riduce sempre più, problemi di efficienza ed economie di scala, che potrebbero essere mitigati grazie a una visione collaborativa.

Un modello applicabile anche al marketing?

Unirsi per un mondo migliore dovrebbe essere l'obiettivo del nuovo marketing. Ovvero unire una visione sostenibile della nostra società con quella del marketing. Se le persone sempre più vogliono essere trattate da persone e non da clienti, le
aziende devono imparare a coinvolgere le persone piuttosto che alienarle. Imparare a lavorare con loro. Oggi, è un mondo diverso, abbiamo più macchine fotografiche nei nostri cellulari e con queste abbiamo il potere di cambiare le cose, se ci cola morte di un prodotto (o di un leader politico). La sfida per le aziende è creare reali benefici e valori umani, in linea con i nuovi desideri e priorità. Il futuro è oggi; ci sono già milioni di persone che pensano che il mondo è già questo: sono coloro che animano i social media. Questa nuova visione del marketing è guidata dal consenso democratico, dove sono i cittadini che creano i loro brand e che formano la domanda. La sostenibilità e il marketing possono, allora, lavorare insieme per innovare la società.

Quali brand si stanno già muovendo in tal senso?

Questo è ciò che guida brand come Nike, Levis, Pepsi -30 milioni di persone negli Stati Uniti hanno partecipato, con il crowd funding, per scegliere idee ad alto impatto sociale poi finanziate da Pepsi- solo per citarne alcuni. Sono marche che collaborano con i loro clienti. L'opportunità oggi è dare alle persone il potere di sentirsi parte di una comunità. Il valore è l'esperienza che possiamo creare per sentirci parte attiva di qualcosa di nuovo che sta nascendo e che ha come priorità il bene comune.

Quali sono i migliori canali e/o tecniche per comunicare la sostenibilità di un'impresa o di un brand?

Comunicare messaggi di sostenibilità con le tecniche e i mezzi tradizionali porta alla stagnazione. Esattamente, dove in parte giace oggi il cosiddetto consumo sostenibile. La ricerca di awareness non è sufficiente. È necessario innovare anche la comunicazione: è il caso, per esempio, della campagna “Glass of water” di Toyota, che ha vinto ai recenti Green Awards a Londra il premio come migliore campagna integrata. Nata con l'obiettivo di sensibilizzare verso una guida eco, si è sviluppata sull'idea che, se devi guidare con un bicchiere pieno d'acqua sul cruscotto senza farla cadere, dovrai stare attento a come acceleri o freni. Un genere di guida che riduce del 10% il consumo medio di un'auto, pari a due milioni di tonnellate di CO2 l'anno. Al centro della campagna, un'applicazione iPhone che simula il bicchiere d'acqua sul cruscotto. La pubblicità non dice niente, è semplicemente sabbia nel deserto. Ma non dobbiamo fare l'errore di pensare che l'innovazione sia solo nel digitale, che è certamente importante, ma, da sola, non è sufficiente. L'esperienza reale è altrettanto significativa.
Un'altra bella campagna, sempre premiata ai Green Awards, è “Walk more drive less” che, a Shangai, ha animato le strade, una sorta di performance collettiva per sensibilizzare a camminare e lasciare a casa le auto. I pedoni che attraversavano la strada inconsapevolmente disegnavano di verde la sagoma di un albero, prima passando sopra una striscia di pittura verde, poi lasciando impronte verdi su un enorme telo raffigurante un albero spoglio. A fine giornata, i teli, come enormi graffiti, venivano esposti sulle facciate dei palazzi, a dimostrazione che camminare è più verde che prendere l'auto.

Volendo sintetizzare: quali sono i pilastri per il nuovo marketing e la nuova comunicazione?

Innovazione ed educazione. Tesco, per esempio, si è data una visione 2020, intervenendo sul proprio business per ottimizzarlo in tutti i suoi processi, ma ha anche capito che quello che può fare, anche insieme a tutti i suoi fornitori, è cento volte inferiore a quanto possono fare insieme ai loro clienti. Solo il trasporto utilizzato da questi ultimi per raggiungere i supermercati conta il 50% delle emissioni di CO2 dell'insegna. Si sono, allora, dati un ulteriore obiettivo: aiutare i clienti a ridurre l'impronta ecologica del 50%. Oltre a una campagna e a centri educational dedicati, questo approccio sta portando Tesco ad entrare in nuovi mercati, come quello dell'abitare sostenibile, offrendo prodotti per rendere più green ed efficiente la casa.

La vera discriminante per una società sostenibile sono i comportamenti. Come la comunicazione e il marketing possono contribuire a definirne di nuovi?

Per cambiare i comportamenti, non basta informare, è necessario coinvolgere le persone. La moda, come il marketing, è come la psicoanalisi negli anni Cinquanta, una nuova scienza che cercava di far fare alle persone ciò che non volevano. Cosa succederebbe se fossero le persone a guidare la società? Cosa succederebbe se fossimo noi stessi a guidare le campagne politiche o di comunicazione? Le aziende possono -devono- coinvolgere le persone per costruire una diversa società. In molti Paesi, ciò sta già avvenendo, è una rivoluzione silenziosa. Nel Regno Unito, sta diventando normale comprare green. Solo i prodotti Fairtrade, l'anno scorso, sono cresciuti di oltre il 50%. Si compra bio per ragioni di salute, non perché è green. Nelle scuole, crescono i programmi per educare i bambini a uno stile di vita green. Così come è, ormai, culturalmente inaccettabile lavorare per un'azienda non sostenibile e per un'azienda trovarsi in fondo a una black list di Greenpeace. Questo sta diventando la nuova normalità. A poco a poco, il green è meno speciale e meno caro e più sarà normale, più sarà invisibile e diffuso. Perché questi comportamenti diventino mainstream, sono necessari modelli di comportamento cui ispirarsi. Esempi icona possono essere individui, brand, il tuo vicino di casa, il collega, un amico di Facebook, il primo ministro o una star del cinema. Esempi diffusi di un nuovo modo di essere e consumare (o non consumare). Passione, desiderio, pathos guidano questo movimento silenzioso, che tocca quasi ogni angolo del pianeta, non grazie a internet, che ne è semplicemente l'amplificatore. Questa è la speranza dei prossimi dieci anni.

Conad Sicilia inaugura a Modica 2.000 mq di fotovoltaico

Il primo impianto fotovoltaico di Conad Sicilia consta di 2.000 metri quadrati di superficie installati sul tetto del magazzino della sede a Modica (Ragusa).  Da lì partono i rifornimenti per 159 supermercati presenti in Sicilia orientale e a Malta.

Pannelli Isofon installatore Cerberus
L'impianto con una potenza totale di 200 kwp, è stato installato dalla ditta Cerberus sulla pensilina di copertura del piano di carico del centro di distribuzione, sfruttando uno spazio inutilizzato del magazzino. I pannelli solari, Isofoton ad alta efficienza ISF230, prodotti interamente nel centro di ricerca e sviluppo di Malaga, sono il risultato di un investimento di 1 milione di euro che Conad Sicilia ha effettuato al fine di ridurre le emissioni del 30% rispetto al 2010 e raggiungere una produzione annua di energia elettrica di 326.700 kWh.

Il direttore generale di Conad Sicilia Giorgio Ragusa ha dichiarato: "Questo impianto è il primo passo di un progetto più ampio, finalizzato alla salvaguardia dell'ambiente e a promuovere la produzione di energia pulita per mezzo del fotovoltaico. Complessivamente stimiamo un taglio alle emissioni di anidride carbonica di 103 tonnellate per un beneficio ambientale equivalente alla piantumazione di una foresta di 11 ettari. È un investimento in linea con le nostre politiche di sostenibilità ambientale. Già da qualche anno, infatti, promuoviamo un costante impegno verso la riduzione dei consumi energetici, progettando e costruendo i nuovi punti vendita nel pieno rispetto del territorio adottando soluzioni tecniche innovative nell'ambito del risparmio energetico e dell'ecologia”.

Juan Manuel Antelo, country manager di Isofoton Italia, ha sottolineato come una scelta di un partner strategico come Conad sia fondamentale per Isofoton, non solo per il prestigio dell'azienda e la possibilità di realizzare ulteriori impianti fotovoltaici nella catena di supermercati della cooperativa, ma anche per stimolare la sensibilità del solare tramite campagne informative realizzate ad hoc nei supermercati. Conad Sicilia aprirà le porte alla campagna internazionale Your Sun Your Energy dedicata ad informare i consumatori sui benefici dell'energia solare fotovoltaica www.iltuosolelatuaenergia.com

Conad Sicilia i numeri
Con sede legale a Modica (RG), è una delle 8 cooperative del sistema Conad, Consorzio Nazionale Dettaglianti. Oggi è una delle maggiori imprese commerciali di riferimento in Sicilia, con 159 punti vendita associati. Le vendite al dettaglio di Conad Sicilia superano i 223 milioni di euro. La rete distribuita in Sicilia orientale e nella repubblica di Malta e il ce.di offrono lavoro ad oltre 1.480 dipendenti.

National Geographic, format di successo

Coop Adriatica incorpora 8 pdv Plenty Market in Emilia e Romagna

L’intesa appena siglata da Coop Adriatica con Albrea srl e Bodal srl, prevede che da fine agosto 8 piccoli supermercati Plenty Market passino sotto la Coop e assumano l'insegna InCoop entro la fine 2011.

Piccole superfici
I negozi che entrano a far parte della rete di vendita di Coop Adriatica hanno una superficie compresa tra i 245 e i 500 metri quadrati, per un totale di circa 2.400 metri quadrati e un fatturato che, a regime, si
stima potrà toccare i 20 milioni di euro complessivi.
Cinque punti vendita si trovano nel centro di Bologna (i Plenty Market di Strada Maggiore e via Irnerio, i Plenty Express di via Garibaldi e via Oberdan, e l’Ecu di via Riva di Reno), uno a San Lazzaro (centro commerciale La Cicogna), uno a Imola (via Emilia) e uno a Ravenna (via di Roma).
Il primo subentro è atteso per fine agosto, poi a distanza di due settimane circa l’uno dall’altro, seguiranno gli altri.

Chiusura per il cambio ridotta al minimo
Nel cambio di gestione tra Plenty e Coop Adriatica, la chiusura degli esercizi, necessaria per espletare le attività di riconversione, sarà ridotta al minimo per limitare i disagi per i consumatori.  Oltre 60 lavoratori impiegati da Plenty saranno assorbiti nell’organico Coop. “Con questa acquisizione Coop Adriatica – spiega Adriano Turrini, presidente di Coop Adriatica – rafforza la propria presenza nel centro storico di Bologna a beneficio dei soci e di tutti i consumatori”. A Bologna al momento ci sono complessivamente sette InCoop, tre dei quali dentro le mura. A questi se ne affiancheranno, dunque, altri cinque.

InCoop è a Bologna dal 2008
La rete di piccoli supermercati InCoop è presente in città dal 2008 con l’obiettivo di calmierare i prezzi, offrendo una spesa conveniente e un servizio di qualità soprattutto in centro storico: “La scelta di rilevare questi punti vendita – prosegue Turrini - nasce anche dai buoni risultati registrati finora dagli InCoop a Bologna: in un periodo di crisi strutturale dei consumi, il volume delle vendite dei primi sei mesi del 2011 di questi negozi registra un incremento del 20% rispetto ai primi sei mesi di un anno fa”.

Il Plenty Market di Ravenna
Particolarmente rilevante l’acquisizione del Plenty Market di Ravenna: si tratta infatti dell’unica struttura della moderna distribuzione nel centro storico della città, dove l’insegna InCoop non era finora presente.
Firmato l’accordo preliminare, si attende la verifica dell’Antitrust, il cui parere dovrebbe arrivare entro metà agosto.

L'accordo è subordinato alla legalità
L’accordo con Plenty Market, inoltre, andrà ora al vaglio della Prefettura di Bologna, in base al Protocollo per la legalità siglato lo scorso 10 giugno da Coop Adriatica con il rappresentante del ministero dell’Interno. L’intesa, che trova applicazione per la prima volta, mira a prevenire irregolarità e tentativi di infiltrazioni criminali nelle attività della Coop: qualora la Prefettura segnalasse irregolarità su un'impresa o su un soggetto con il quale intrattiene rapporti, essa si impegna a interrompere ogni tipo di accordo o trattativa.

Il volantone promo-pubblicitario trova dei lettori attenti nei giovani

Il volantone si sta trasformando oggi in un mezzo di comunicazione più articolato di quanto fosse qualche anno fa. La crisi dei consumi da un lato e l'attenzione alla tecnologia dall'altro, hanno impresso nuovi sproni alle aziende e ai retailer nel cercare una forma di comunicazione più curata e attenta sia nella grafica sia nei copy

Anche se di poco (69,5 contro il 58,7%) le donne sono più attente degli uomini alle promozioni dedicate all'alimentare e ai prodotti per la casa. Riconfermata l'attenzione dei più giovani

Meno influenzati, rispetto all'alimentare, gli acquirenti di tecnologia; più aperto il divario tra i giovani attenti alle promozioni per il 53,8% rispetto ai consumatori più adulti (>55) 39,3%

VERSIONE INTEGRALE su www.b2b24.it

Sei italiani su dieci orientano le proprie decisioni di acquisto e di spesa in funzione delle offerte promozionali: a dirlo è un'indagine effettuata a fine 2007 su Offerte promozionali e Volantoni dall'istituto di ricerca Dinamiche. Sono state infatti intervistate telefonicamente (C.A.T.I.) 1.003 persone, uomini e donne, maggiorenni ed è stata indagata l'influenza delle promozioni e della loro comunicazione sui comportamenti d'acquisto.

A tutta promozione
Grande è l'influenza delle promozioni, ma il fenomeno tende ad accentuarsi soprattutto fra i rispondenti più giovani (67%), fra le donne (65%) e fra gli aventi un più elevato livello di scolarizzazione (64%). Andando ad analizzare separatamente l'influenza delle offerte promozionali in funzione dei due principali settori di riferimento (da un lato quello alimentare e dall'altro quello legato al mondo degli elettrodomestici e della tecnologia), appare più marcato il “potere” esercitato dalle offerte food: in questo caso, il 64% del campione tiene in considerazione le offerte; mentre, spostandosi sulla tecnologia, la porzione di quanti orientano gli acquisti in funzione della presenza di promozioni si attesta sul 46%. Se, nel caso delle offerte di prodotti alimentari, le variabili discriminanti...


GDOWEEK 26 2010

editoriale
Il potere della comunicazione, il potere del punto di vendita

osservatorio
Coin: non tutto il Private vien per nuocere

intervista
Alberto Abruzzese: I nuovi valori? “Profondamente anti-moderni”

private label
... per l'export? Seguire la via private label
Giampiero Lugli: Non è “merito”della crisi se la Pl cresce senza sosta
Salutismo, il trend dove l'innovazione diventa un must
Discount evoluto e ben oltre il low cost
Premium dove la Pl ricerca la vera differenza
Conad esempio di valorizzazione del made in Italy
Commodity, lo zucchero Pl ha poca scelta

franchising
La propensione all'internazionale delle reti italiane: luci e ombre

drugstore
Se il grossista diventa retailer, nasce un category killer
Promo in-store per Nuncas
Pizzolotto e Gottardo: toiletries sfusi

comunicazione
Tra video online e partnership, il futuro della comunicazione sostenibile

opinioni
Una generazione di teenager, che ribalta consumi e costumi nel segno del low cost

culture
Il manuale della marca

BRANDS AWARD
Classifica
Vince “il mestiere” condito con un po' di innovazione e praticità
Vincitore assoluto
Premio Retailer
Classifica New Entry
Vincitore New Entry

IRI C'è una leggera ripresa e dovrebbe proseguire
Alimentari freschi
Alimentare confezionato
Dolciario
Bevande&Birra
Alcolici
Detergenza&Cura casa
Detergenza&Cura tessuti
Igiene&Bellezza
Petcare

GFK Beni durevoli, il 2010 registra diversi segnali di ripresa
Piccoli elettrodomestici persona
Piccoli elettrodomestici casa&cucina
Laptop
Tv a schermo piatto

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Gdoweek | 19 luglio 2010 |

Mostra fotografica Coop per il 150esimo a Torino

Storia e ruolo delle cooperative di consumatori nell’Italia unita sono il tema di una mostra Coop, a ingresso gratuito, in programma dal 13 luglio a fine mese presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino.

Spaccato del paese
Organizzata da Coop Italia, la mostra presenta uno spaccato della società del nostro paese: dall’economia della carenza, aggravata dai conflitti mondiali, all’economia dell’abbondanza e della crescita impetuosa dei consumi fino ad oggi, nello scenario nuovo della contrazione e dei problemi di sostenibilità, economica, ambientale, sociale.

Coop nasce a Torino nel 1854
l legame con Torino e il 150esimo è fortissimo: infatti Coop nasce a Torino nel 1854 (qui aprì allora il primo spaccio) e sempre a Torino sette anni dopo inizia il cammino dell’Italia unita. Le singole immagini di punti vendita, prodotti, campagne istituzionali e promozionali sono inserite in un percorso storico che evidenzia il ruolo dei grandi personaggi italiani: da Mazzini e Garibaldi passando attraverso gli eroi del Risorgimento, la dittatura fascista, l’epopea della Resistenza per arrivare a Moro, Berlinguer.
Politici, rappresentanti delle istituzioni, ma anche esponenti della società civile (il maestro Manzi), intere categorie sociali (le donne, gli operai, i nuovi italiani). E come un filo rosso l’evoluzione di Coop: i primi interni in bianco e nero con i generi di prima necessità venduti a basso costo fino alle superfici specializzate di oggi, dal primo prodotto a marchio (il panettone del 1894) al no ogm, dal familiare Libro della Casa degli anni Settanta (una sorta di diario domestico) alle campagne attuali: a favore dell’acqua di rubinetto o contro la deforestazione.

Sephora negli Usa introduce il concept nail bar

Sephora intende aprire il suo primo nail bar in due location degli Stati Uniti a fine mese: si parla di Times Square a New York e di San Francisco in collaborazione con XpresSpa un operatore specialista di nail bar negli aeroporti.

Il Sephora Nail Art Studio, questo il nome, con l'aggiunta dei Lacquer Services, offrirà manicure e "nail art", con un offerta basata su marche quali OPI, Dior, Nars, Nails Inc. London, Perfect Formula e Sephora Collection.

I nail bar nel panorama metropolitano di città come Londra, Parigi e New York, sono diffusi come i nostri negozi di parrucchiere. Il prendersi cura delle proprie mani e piedi, in un ambiente che assomiglia più ad un pub che ad un centro estetico è, infatti, una pratica diffusa da decenni nella mentalità dei nordeuropei e degli americani.

Coop Lombardia: 200 assunzioni entro il 2011

Coop Lombardia presente in regione con 39 supermercati, 10 ipermercati e 4.000 dipendenti, per le prossime aperture del 2011 a Peschiera Borromeo (Mi) e Bergamo, sta procedendo alle selezioni per l'assunzione di 200 figure professionali, addetti cassa, reparto, capi reparto, farmacisti. Ulteriori informazioni sul sito www.e-coop.it.

La propensione all’internazionalizzazione delle reti italiane: luci e ombre

L'internazionalizzazione delle reti italiane in franchising rappresenta uno degli indicatori più significativi per la valutazione delle competitività del nostro sistema Paese al di fuori dei confini domestici. In primo luogo, perché le reti con una stabile presenza all'estero consentono una maggiore presenza di prodotti e servizi italiani sui mercati esteri. Non a caso una delle maggiori difficoltà dei nostri prodotti ad uscire dai confini domestici risiede proprio nella carenza di una distribuzione italiana nei mercati dell'Ue ed extra Ue, diversamente da quanto succede per i prodotti stranieri, presenti sui mercati italiani anche perché “trainati” dall'esistenza di sistemi distributivi stranieri sul mercato italiano. In secondo luogo, perché l'internazionalizzazione consente una minore dipendenza della rete dal mercato domestico.
La tabella 1 mostra i principali indicatori delle reti italiane sotto il profilo dell'internazionalizzazione. Dalla lettura dei dati si può constatare come la presenza delle reti italiane all'estero sia cresciuta significativamente negli ultimi anni: nel 2004 le reti con punti di vendita all'estero erano 160 (il 28,1% delle reti attive), 200 nel 2007 (il 27,7% delle reti italiane), fino ad arrivare a 222 nel 2009 con un'incidenza del 25,5% sull'intero sistema franchising censito, con un incremento, rispetto alla precedente rilevazione del 2008, del 5,2%.

Allegati

La propensione all’internazionalizzazione delle reti italiane: luci e ombre
La crescita all’estero richiede uno sviluppo consolidato “in casa”, organizzazione e sostegno finanziario | Gdoweek | 12 luglio 2010 |

Italian Food Excellence

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