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Aspiag Service mediante Despar Nordest raggiunge 1,7 mld di euro

Il fatturato al pubblico di Aspiag Service, concessionaria per il Nordest di Despar, ha raggiunto nel 2010 i 1.710 milioni di euro con un incremento del 4,12% rispetto all'anno precedente, superando il tasso di crescita del commercio alimentare nel Nordest, che secondo SymphonyIRI si attesta intorno a +0,9%. 6.330 sono i dipendenti. Nella propria trading area, Aspiag può vantare oggi una quota di mercato del 14,7% (fonte ACNielsen)

In aumento anche la superficie complessiva
Aumenta
anche la superficie di vendita grazie a nuove aperture e
ristrutturazioni: il 2010 ha visto infatti l'inaugurazione di ben 7
nuove filiali Eurospar (due in
Alto Adige, tre in Veneto, due in Emilia Romagna), nonché l'ampliamento e
la
ristrutturazione totale dell'Interspar di Bagnaria Arsa (UD), uno dei
punti vendita
“storici” di Aspiag Service in Friuli Venezia Giulia.
Tutte le nuove aperture e ristrutturazioni sono state realizzate secondo
criteri di
basso impatto ambientale, utilizzo “intelligente” dell'energia e riciclo
delle risorse.

I dettaglianti associati hanno sentito gli effetti della
crisi
Chiusa una trentina
di pdv più piccoli e “datati”.
Questo settore resta comunque uno dei punti di forza di Despar Nordest, che
continua ad investire nei punti vendita di vicinato, dando fiducia ai piccoli
imprenditori e confermandone l'importanza sociale oltre che commerciale. Sono
infatti ben 11 le nuove aperture - ad insegna Despar e Eurospar - realizzate nel 2010 nell'ambito dei 'negozi sotto casa'.
“Non è stato un anno facile per il nostro settore e per l'economia in generale -dichiara l'Ad Paul Klotz- A maggior ragione, siamo
particolarmente soddisfatti dei risultati ottenuti, che sono frutto di un intenso e
coordinato lavoro di squadra”.

Gruppo internazionale
Cresce anche il Gruppo internazionale SPAR Austria,
di cui Aspiag Service fa parte assieme alle organizzazioni SPAR di
Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria e Repubblica Ceca. Nel 2010 il
fatturato complessivo al pubblico è stato pari a
11,71 miliardi di euro, con un incremento del 4,4% rispetto all'anno
precedente.
Aspiag Service, inoltre, ha conseguito la certificazione per la
sicurezza,
secondo lo standard internazionale OHSAS 18001, che ha l'obiettivo di
monitorare e migliorare salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
La certificazione è stata rilasciata dall'ente internazionale DNV (Det Norske
Veritas) e riguarda tutte le filiali a insegna Despar, Eurospar e Interspar che
Aspiag gestisce nel Nordest, ma anche le piattaforme di distribuzione e in
particolare la Superdistribuzione S.r.l. di Bolzano, azienda del Gruppo Aspiag
dedicata alla lavorazione e distribuzione di carni fresche e salumi.

Progetti nel sociale
Il 2010 è stato per Aspiag Service un anno caratterizzato da un forte impegno
sociale, che ha dato origine ad esperienze innovative come la Piramide della
Salute
a Udine.
L'iniziativa -nata nell'ambito del progetto dell'Organizzazione Mondiale della
Sanità Città Sane, in collaborazione con il Comune di Udine e l'Azienda per i
Servizi Sanitari del Medio Friuli
- mira a diffondere la cultura della prevenzione,
informando, sensibilizzando e responsabilizzando i cittadini nei confronti della
propria salute.

All'interno del supermercato Eurospar in Via Scalo Nuovo a Udine, i clienti
hanno a disposizione esperti e consulenti dai quali possono ricevere informazioni
corrette e approfondite su temi come sana alimentazione, attività fisica,
prevenzione e cura di sé. Possono inoltre accedere gratuitamente a servizi di
base, come la misurazione della pressione, il controllo della glicemia, la
rilevazione del battito cardiaco e il calcolo del BMI (indice di massa corporea).

Altrettanto innovativa è l'iniziativa Le Buone Abitudini, progetto di educazione
alimentare e ambientale rivolto alle le scuole primarie, che Despar Nordest ha
promosso in collaborazione con la Provincia di Padova, gli Assessorati allo
Sport, all'Ambiente e alle Politiche Familiari, AcegasAps e con il patrocinio del
MIUR, del Coni e della Regione Veneto.
In Alto Adige, invece, Aspiag si è resa partner di un progetto di sensibilizzazione
ambientale, sponsorizzando il sito www.footprint.bz.it promosso dal TIS
Innovation Park di Bolzano.

Raccolta fondi per alluvione
Il 2010 si è chiuso con una grande raccolta fondi a favore dei cittadini veneti
colpiti dall'alluvione del 2 novembre 2010, che ha reso possibile consegnare al
Governatore della Regione Veneto Luca Zaia un assegno da 105.000 euro.
Aiuti per circa trentamila euro in denaro e merce erano stati donati da Despar
Nordest già nei giorni immediatamente successivi all'emergenza.

I 51 store Auchan si mobilitano sulla Earth Hour

Earth Hour (Ora della Terra) è una manifestazione che vuole sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sull'emergenza dei cambiamenti climatici.
Auchan, già a fianco del WWF nel  progetto dell'eliminazione dei sacchetti in polietilene, ha voluto quest'anno essere parte dell'iniziativa andando oltre l'azione simbolica.
Pertanto nei 51 ipermercati sparsi nelle 11 regioni da nord a sud della penisola il 26 marzo, l'insegna rimarrà spenta dalle 19 alle 21, e al centro di questa fascia oraria, intorno alle 20, verrà anche anche sensibilmente ridotta l'illuminazione dell'area vendita.

Campagna di educazione su lampadina a risparmio
A fianco del “simbolo” ci vuole la concretezza del gesto.
E quindi proprio nel momento in cui il mondo abbassa le luci, Auchan vuole promuovere un modo più intelligente di illuminare gli ambienti. Viene poi allestita, all'interno dei punti di vendita, una campagna di educazione e sensibilizzazione sulla lampadina a risparmio energetico che dura in media 8.000 ore e permette un risparmio energetico dell'80% rispetto alle lampadine tradizionali. Il che si traduce in un risparmio di 39,5 kg di Co2/anno per l'ambiente.

Risparmio acqua potabile
Auchan ha messo a disposizione del WWF i riduttori di flusso per rubinetti di casa. Sono dispositivi che permettono, attraverso la miscelazione con l'aria, di risparmiare acqua potabile. Saranno regalati a tutti coloro che, nel corso della settimana che culmina nell'”Ora della Terra”, si iscriveranno all'associazione. Si ritirano presso gli ipermercati e, una volta arrivati a casa, si applicano ai rubinetti. In meno di un'ora già si è compiuto un cambiamento permanente. Con il riduttore di flusso si arriva a risparmiare fino al 50% del consumo di acqua da rubinetti e docce. Il che vuol dire risparmiare circa 14 metri cubi pro capite l'anno (su dato Istat 2008, consumo fatturato procapite per uso domestico). Per la popolazione Italiana si tratta di un risparmio di 840 milioni di metri cubi anno (e tanto per avere un termine di paragone il Lago di Garda contiene “solo” 49.000 metri cubi d'acqua).
I 60 minuti che il mondo dedica alla terra, da Auchan diventano un momento di azione. Per promuovere milioni di piccole azioni nel quotidiano. Per dare una chance di sopravvivenza a un pianeta in emergenza che non ha un minuto da perdere.

Ora della Terra
Nata a Sidney nel 2007, nel giro di pochi anni l'Ora della Terra è letteralmente esplosa grazie a una rete WWF globale che ha “contagiato” il mondo soprattutto attraverso il web e i social media. Nel 2010 ha spento le luci di 1200 tra i monumenti più famosi del mondo, da Fontana di Trevi e Tour Eiffel, fino alle Piramidi egiziane e alla Città Proibita di Pechino, coinvolgendo oltre un miliardo di persone, migliaia di imprese, istituzioni e comunità in 4500 città e 128 Paesi. Ulteriori informazioni sono disponibili al sito http://wwf.it/oradellaterra/

Coop e Sodastream insieme per “The Water Project”

Coop e Sodastream, produttore di sistemi per la gasatura, partecipano in partnership all’iniziativa One to One con The Water Project, l’organizzazione no-profit che sostiene la produzione di pozzi per fornire acqua pulita e sicura in Kenya.

L'iniziativa
A partire dal 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua, chiunque acquista un gasatore Sodastream in vendita in esclusiva nei punti vendita Coop, contribuirà a sostenere questo importante progetto.
In particolare è stata realizzata per questo una limited edition con un packaging in carta riciclata.
Ogni dollaro raccolto dalla vendita di un gasatore sarà sufficiente a sostenere il fabbisogno idrico di una persona in Kenya per circa un anno.

Italiani, grandi consumatori
Gli italiani sono tra i più grandi consumatori di acqua in bottiglia del
pianeta: 200 litri l’anno a testa in media, con una spesa per famiglia
che si aggira sui 320 euro, un costo, secondo uno studio dell’università
di Ginevra, 500 volte superiore, mediamente a quello dell’acqua di
rubinetto, il cui prezzo è di 0, 0008 euro al litro, contro lo 0,40
circa di quella imbottigliata. Pertanto i risparmi ambientali che si ricavano utilizzando soluzioni come Sodastream sono
enormi.

Risparmi che si possono realizzare
II processo di imbottigliamento e trasporto dell’acqua
confezionata causa un elevato costo ambientale: 200 litri d’acqua che
viaggiano per 200 km producono emissioni almeno pari a 20 kg di CO2.
L'utilizzo del gasatore Sodastream, con bottiglie riutilizzabili riduce
il consumo del petrolio per produzione e trasporti pari al 79% e delle
emissioni di gas serra dell’85%.
I 200 mila gasatori Sodastream venduti in due anni, hanno fatto
risparmiare all’ambiente lo smaltimento di 40 milioni di bottiglie, pari
a: 1.200 tonnellate di PET non prodotto, 3000 TIR non impiegati per il trasporto dell’acqua, 2.400 tonnellate di anidride carbonica non immessa in atmosfera, 2.000 tonnellate di monossido di carbonio, 2.400 tonnellate di petrolio.

La holding PPR finalizza la vendita di Conforama

PPR ha annunciato di aver finalizzato la vendita della propria catena di arredamento low cost Conforama alla sudafricana Steinhoff International Holdings, avendo ricevuto nei termini previsti il pagamento di  1,2 miliardi di euro.
Conforama comprende una rete di 241 negozi, di cui 190 si trovano in Francia e il resto in Italia (15), Svizzera, Spagna, Croazia e Lussemburgo.

La cessione della catena fa parte della nuova strategia del Ceo PPR François-Henri Pinault di rifocalizzarsi sul lusso e sui brand fashion a livello internazionale.
Riprende, inoltre, quota l'eventualità di vendita da parte di PPR della catena FNAC e di Redcats.

PPR controlla un gruppo con marche globali presente in oltre 120 paesi. Il fatturato nel 2010 è stato di 14,6 miliardi di euro con circa 60.000 dipendenti.

Autogrill-Starbucks: accordo strategico fino al 2020

Il Gruppo Autogrill, attraverso la divisione americana HMSHost, e Starbucks Corporation hanno deciso di estendere la partnership per l’apertura e la gestione di store Starbucks nei canali travel in cui Autogrill opera.

L’accordo, rinnovato in anticipo di due anni per ulteriori 10 anni prevede, in questo lasso di tempo, l’apertura in Nord America di 120 nuovi locali Starbucks, gestiti in licenza da Autogrill, in aggiunta agli oltre 360 che quest’ultimo già gestisce.

A conferma della collaborazione strategica, Autogrill e Starbucks svilupperanno insieme formati specifici per le infrastrutture della mobilità, attraverso pdv “laboratorio” in cui testare nuove formule e servizi dedicati ai viaggiatori.

Indicod-Ecr 2011: ricette per la ripresa

Intervista a George S. Day l’ideatore dell’approccio Outside In

Studiando casi reali di aziende, i loro successi e anche i
loro insuccessi, George S. Day e Christine Moorman,
rispettivamente professori della Wharton School of the
University of Pennsylvania
e della Duke University, sono
giunti alla conclusione che è la strategia cosiddetta dell'Outside In,
ovvero quell'insieme di pratiche focalizzate sul dare un alto valore al
cliente, che le rende profittevoli e di successo. I due autori ritengono,
inoltre, che le aziende acquisiscano un vantaggio competitivo unico
e sostenibile nel tempo, quando diventano un modello difficilmente
replicabile. I risultati dei loro studi e delle loro conclusioni sono riassunti
in un loro recente saggio: Strategy from the Outside In: Profiting from
Customer Value
. Abbiamo chiesto a George Day di illustrarceli.

Ci spiega qual è la differenza tra la strategia
Outside In e quella Inside Out?

Le aziende che applicano una strategia Outside
In sono focalizzate sull'attrarre e mantenere
il cliente fornendogli un valore percepito
superiore a quello delle altre aziende.
Ottengono questo risultato mettendosi nei
panni del consumatore e guardando se
stesse, il loro operato, con gli occhi del
cliente e del mercato. Nella strategia Inside
Out, invece, l'azienda tende a focalizzarsi
su come sfruttare al massimo le sue risorse,
essere più efficiente e utilizzare la propria
core competence nel modo migliore. Soprattutto
nei momenti di recessione, questo
tipo di strategia sembra avere successo;
in molti casi, lo ottiene effettivamente, in
quanto, in un momento in cui i profitti diminuiscono,
diventare più efficienti e tagliare i
costi ha un immediato effetto positivo sugli
utili. Ma rischia di essere solo una soluzione
di breve periodo.

Il sottotitolo del libro è: Profiting from Customer Value. Che
cosa significa?

Vuol dire che, seguendo i 4 “Comandamenti” (essere
Customer Value Leader, innovare in modo da fornire
sempre nuovo valore al cliente, capitalizzare sul cliente
e capitalizzare sul brand), e, quindi, concentrandosi sul
customer value, l'azienda è capace di essere redditizia e
di successo nel tempo.

Nel libro si sostiene che le aziende partite con una chiara
strategia di Outside In, quando si sono affermate sono tornate
ad una strategia di Inside Out. Come si può evitare di
cadere in questa trappola?

È normale che le aziende, quando partono, lo facciano
dopo aver studiato il mercato, ed in particolar modo, il
consumatore e la concorrenza. Col passare del tempo,
però, pensano di sapere quello che il consumatore vuole
e quello che fanno (e ciò che faranno i concorrenti), senza
leggere realmente il mercato. In qualche modo, diventano
arroganti, cominciano a perdere il contatto con la realtà
esterna, tendono ad assumere atteggiamenti difensivi e a
focalizzarsi su se stesse, magari moltiplicando a dismisura
i prodotti offerti, o cercando di essere un indifferenziato
interlocutore buono per tutti i target. Bisogna, invece,
essere molto attenti, continuamente all'erta.

Quali sono le caratteristiche che i leader aziendali devono
possedere per poter portare avanti con successo
l'approccio Outside In?

Abbiamo notato che le imprese in grado di avere
successo nel lungo periodo, avendo implementato la
strategia dell'Outside In, hanno una leadership aziendale
intellettualmente curiosa, che mette sempre in discussione
tutto e che cerca costantemente di essere in
contatto con il cliente. Si tratta di manager che vogliono
e sono capaci di cogliere segnali, non solo dal consumatore,
ma dal mercato in generale, usando le fonti
più svariate. Riescono così a percepire
anche quello che fanno i concorrenti, che
è altrettanto importante quanto seguire
il cliente. A volte, i segnali sono deboli,
perché sono solo all'inizio, ma se uno è
capace di coglierli in anticipo ed agire
su di essi, riesce a creare un vantaggio
competitivo per l'azienda. Arrivare per
primi conta. Prima o poi, tutti colgono
gli stessi segnali e si adeguano. Inoltre,
e questa è un'altra delle caratteristiche,
una leadership che innova non si pone
in atteggiamenti difensivi, ma è capace
anche di prendere dei rischi.

E come la leadership aziendale può fare
in modo che questo approccio di pensare
pervada tutta l'azienda?

Come il top management dell'azienda,
anche il resto del personale deve essere
capace di captare i segnali del mercato
da qualunque parte gli vengano. Non è
solo una questione di corporate culture,
ma anche di organizzazione aziendale.
Tutti devono essere consci del valore del
feedback del mercato e, per questo, ci
deve essere un sistema premiante che lo
incentivi, anche se negativo. Capire, per esempio, perché
si perdono dei clienti è estremamente importante.

La conseguenza logica della strategia Outside In è l'importanza
strategica della conoscenza "intima" del consumatore.
Quali sono gli strumenti necessari per ottenerla?

Ce ne sono tanti e sono i consueti: survey, focus panel
ecc. L'importante, però, non è tanto lo strumento che si
adopera, quanto quali domande fare per avere risposte
che servano. Non solo, soprattutto bisogna agire sulla
base delle informazioni che si possiedono. Spesso, le
aziende sono strapiene di dati, ma non delle informazioni
importanti su cui agire, oppure non agiscono sulle
informazioni che hanno.

Internet sembra essere lo strumento perfetto per acuire
la capacità di ascolto del consumatore e del mercato.
Quale ruolo dovrebbe avere l'online nella strategia globale
dell'azienda?

Certamente internet ha creato grandi opportunità per
captare in anticipo i movimenti del mercato. Non mi
riferisco tanto a strumenti classici tipo survey online che,
anche se poco costosi, non hanno redemption molto
alte, ma, in particolare, ai blog, da cui si possono trarre
informazioni sia sui trend sia sui movimenti dei concorrenti.
Un altro motivo per cui ritengo internet molto utile
riguarda la possibilità di interagire direttamente con il
cliente finale.

Nel libro lei cita Tesco come una delle aziende che applica
con ritorni positivi la strategia dell'Outside In. Perché?

Tesco è un'azienda riconosciuta per la sua Superior
Customer Experience: infatti, conosce molto bene il
suo target market, grazie soprattutto ai dati che colleziona
attraverso la Club Card, e lo serve nella maniera
più consona possibile. Studia, in maniera attenta e
continuativa, cosa viene comprato nei vari store e lo
fa sistematicamente, in modo da poter
sempre fornire un assortimento adatto
a quel negozio. Effettua promozioni incrociando
dati demografici ed abitudini
d'acquisto. Per esempio, si è notato che
chi è diventato padre di recente tende ad
andare meno spesso a bere al pub e ad
acquistare una maggiore quantità di birra
da consumare a casa. Si viene, così a conoscenza
della relazione birra-pannolini,
che suggerisce di inviare, a chi compra
pannolini, anche offerte promozionali e
coupon per la birra.

Lei menziona anche Trader Joe's. A che
cosa si deve il suo successo?

Trader Joe's è stato molto bravo nel costruirsi,
agli occhi del consumatore, l'immagine
di community store, proponendo
i suoi pdv come se fossero piccoli negozi
di quartiere. Tutti sono molto amichevoli e
rilassati nelle loro camicie hawaiane, sono
gentili, ti parlano come se ti conoscessero
di persona. L'assortimento, a prezzi molto
ragionevoli, rende l'esperienza dello shopping
quasi un'esplorazione, estremamente
piacevole per il consumatore.

Una joint venture italiana per il cioccolato

Ima, capogruppo di una holding leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine automatiche per il processo e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, di tè e caffè, ha infatti accettato di condividere con Sacmi, la newco Cmh, fino ad oggi integralmente posseduta.
La società, che ha un obiettivo di sviluppo da 100 milioni di euro all’anno sin dal 2011, sarà denominata Carle&Montanari; il 12,5% delle quote sarà detenuto da un fondo gestito da J. Hirsch, che ha recentemente ceduto a Ima l'intero gruppo Sympak Corazza, attivo nel packaging del cioccolato; Ima ha recentemente acquisito sempre in questo business il 100% di Opm e il 70% di Fima.

Inditex nel 2010 incrementa le vendite del 3% netto

Inditex ha dichiarato di avere raggiunto alla fine dell'anno fiscale al 31 gennaio 2011, i 12,53 miliardi di euro con un aumento delle vendite del 13%. Il dato però è fortemente condizionato dal grande aumento del numero di negozi: 437 su 4.607, pari all'11%. Una quota che induce a pensare che per portare la crescita globale al 13% devono aver dato un contributo superiore alla media dei pdv esistenti. La spiegazione più verosimile è che le nuove aperture siano state in formati molto più grandi della media.  L'utile netto nel contempo è aumentato del 32% a 1,7 miliardi di euro, mentre le vendite a parità di perimetro sono aumentate del 3%.
 
Le rete
Alla chiusura dell'anno fiscale operano dunque 5.044 negozi in 77 paesi mentre si affacciano tre nuovi mercati India, Kazakhstan e Bulgaria.
In effetti l'Asia ha visto uno dei tassi più rapidi di espansione per l'azienda. Inditex in quell'area ha aperto 160 negozi, portando la propria presenza a 645 punti vendita con cui totalizza attualmente il 15% delle vendite rispetto al 12% dello scorso anno. Tuttavia, la maggior parte delle vendite continuano a venire dalla Spagna e resto d'Europa, sebbene la loro quota sul fatturato totale sia diminuita di quattro punti al 28% per la Spagna e di un punto al 45% per il resto d'Europa. Il trend di nuove aperture per il 2011 dovrebbe continuare allo stesso ritmo visto che Inditex conta di aprire tra i 460 e i 500 nuovi negozi. Nuovi ingressi sono previsti in Australia e Sud Africa, oltre al lancio di e-store negli Stati Uniti e Giappone.

Pepsi infonde fiducia ai giovani con Migliora il tuo mondo

Migliora il tuo mondo è il nome dell'iniziativa lanciata da Pepsi e ispirato alla filosofia refresh the world, nella quale la promozione del marchio si affianca a progetti per infondere fiducia nel futuro ai giovani.

Tre aree tematiche legate ai ragazzi
Il concorso in versione italiana fa capo al sito www.migliorailtuomondo.it ed è organizzato attorno a tre aree tematiche, definite dall'azienda sulla base di focus group che hanno individuato aree di interesse preferenziali dei ragazzi: il miglioramento delle aree urbane, della maniera di comunicare e della propria condizione di studente o di lavoratore. Tutti, non solo i giovani, sono invitati a sottoporre le proprie idee di miglioramento al giudizio del web e di una giuria tecnica (che ne valuta la fattibilità) caricando materiali audio, video, immagini o testi sul sito, fino al 27 aprile.

Entro il 31 luglio scelti i finalisti
Dal 12 maggio al 12 giugno le proposte verranno vagliate dagli utenti web, successivamente, dall'11 al 31 luglio verranno selezionati due finalisti per ciascuna area tematica, che si affronteranno in un faccia a faccia decretando i tre vincitori, festeggiati con una festa ai Magazzini Generali a Milano in settembre e con la messa in pratica della loro idea di miglioramento. Media partner è Deejay, testimonial Albertino che come dj scova talenti e tendenze di professione. L'iniziativa viene presentata in tre università italiane, lo Iulm a Milano, l'Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli e La Sapienza a Roma, con la partecipazione di Marco Boschini (coordinatore nazionale dell'Associazione Comuni Virtuosi) e Bruno Pellegrini (fondatore di Theblogtv), i cui progetti sono coerenti con la filosofia di miglioramento del mondo e innovazione.

Le associazioni di categoria criticano il decreto sulle energie rinnovabili

Il Governo ha approvato il Decreto Legge sulle energie rinnovabili lo scorso 3 marzo e nel contempo ha anticipato dal 2013 al 31 maggio 2011 la data di termine del Terzo conto energia, ovvero il programma di incentivi per il fotovoltaico. Questo significa che gli attuali incentivi, che si pensava validi  fino alla fine del 2013, finiranno il 31 maggio 2011. Ne consegue che, dal 1° giugno, ci saranno nuovi incentivi che saranno definiti nel prossimo mese dal Ministero dello Sviluppo Economico. Questa svolta inattesa ha creato più di una preoccupazione presso gli operatori delle energie rinnovabili che avevavo avviato, grazie agli incentivi, una stagione positiva di crescita con investimenti e assunzioni. Occorre altresì aggiungere che proprio questo sviluppo, poiché la coperta non è aumentata di dimensioni, rischia di mettere in discussione il settore delle energie tradizionali che raccoglie 40 mld di euro di fatturato e più di 100mila dipendenti. Quindi un riaggiustamento degli incentivi (approfittando dell'aumento dei volumi che ha determinato una diminuzione dei costi di produzione) era nell'aria.

Le opinioni di Assotermica, Co.Aer, Italcogen
Riteniamo utile far conoscere le opinioni delle associazioni di categoria collegate alle rinnovabili. Iniziamo con Paola Ferroli (in foto) di Assotermica (Associazione produttori apparecchi e componenti per impianti termici: rappresenta 60 industrie e occupa circa 11.500 addetti e fattura oltre 2 miliardi di euro). “Quando si parla di solare si pensa che ci sia solo il fotovoltaico.  La nostra Associazione, invece, rappresenta anche il solare termico, che è una tecnologia italiana, efficiente e ben adattabile a tutte le realtà costruttive.
Gli obblighi sulle rinnovabili di cui si parla nello schema di decreto e i relativi tempi e modalità di adozione metterebbero in seria difficoltà l’industria italiana del riscaldamento e dell’acqua calda sanitaria (prevalentemente rivolta alla tecnologia delle caldaie a gas di ultima generazione abbinate al solare termico), a favore di tecnologie da f.e.r. (fonti energetiche rinnovabili) per le quali la leadership è in mano a realtà extra-europee.
Assotermica da tempo propone di spalmare l'obiettivo nazionale su una base più ampia di edifici, con interventi più facilmente realizzabili, proposta che assicurerebbe una crescita armoniosa del mercato per le aziende nazionali. Dal punto di vista economico, le attuali soluzioni utilizzanti f.e.r. in grado di garantire le coperture proposte dal decreto risulterebbero un impegno eccessivo per l’utente finale.
La soluzione proposta dall’industria di settore, che prevede di dare continuità alla legislazione vigente mantenendo un requisito combinato con un importante vincolo sulla copertura del fabbisogno annuo di energia primaria richiesta per la produzione di acqua calda sanitaria (almeno al 50% con rinnovabili) e un ulteriore requisito più realistico sul totale RES per la somma dei fabbisogni annui di energia primaria ( dal 20% al 25% ), garantisce invece un impegno economico più contenuto per il singolo utente, oltre che essere di più facile applicazione e penetrazione nel mercato con gli stessi risultati finali.
Da ultimo segnaliamo che, ad oggi, non sono richiesti agli impianti di teleriscaldamento alti valori di efficienza degli impianti di incenerimento. ”

Co.Aer
Ecco il parere di Bruno Bellò presidente Co.Aer (Associazione costruttori apparecchiature ed impianti aeraulici: 7.250 addetti per una produzione di 1.400 milioni di euro e una quota export/produzione del 38%). “Il recepimento della direttiva relativa alla promozione dell'uso delle rinnovabili è un atto dovuto e necessario al nostro Paese per sviluppare finalmente una politica seria e concreta sull'uso delle rinnovabili che al di là degli impegni presi (20/20/2020) è una decisione indispensabile considerata la situazione negativa relativa all'approvvigionamento energetico del nostro paese.
L'attuazione di queste misure potrà, in particolare, incrementare l'uso delle fonti rinnovabili termiche, fra le quali le pompe di calore che sono più promettenti ed adatte al nostro territorio, ed evitare le speculazioni economiche legate all’impiego di alcune tecnologie di rinnovabili elettriche. Evidenziamo tuttavia che l'atto di recepimento lascia in sospeso alcuni punti importanti che rimandono ad alcuni decreti attuativi, senza i quali non è possibile fare una completa valutazione del decreto.
In particolare le maggiori criticità riguardano:

- l’esclusione degli edifici esistenti (ristrutturati e di superficie inferiore ai 1.000 mq) dagli obblighi di integrazione delle rinnovabili negli edifici,

- la mancanza di flessibilità fra l'obbligo per le f.e.r. termiche e quello per le f.e.r. elettriche.

Ma le maggiori criticità riguardano gli strumenti di sostegno per le rinnovabili termiche dove per gli interventi di piccole dimensioni si dice solo che saranno finanziati tramite le tariffe del gas naturale, ma non si dice come, mentre per gli altri interventi saranno incentivati mediante Titoli di Efficienza Energetica che fanno riferimento solamente all'efficienza senza indicazioni di raccordo con la produzione di energia rinnovabile.
Ci auguriamo quindi che in fase di stesura dei decreti applicativi si possa introdurre una norma che consenta la gestione degli incentivi sotto forma di “conto energia per le rinnovabili termiche”, che premi l’impiego di energia rinnovabile e che i Titoli di Efficienza Energetica possano svolgere la nuova funzione di certificati bianchi come incentivo per le f.e.r. termiche con riferimento agli obiettivi contenuti nel PAN (Piano di Azione Nazionale).”

Italcogen
Conclude la rassegna di opinioni Silvio Rudy Stella, presidente Italcogen (Associazione dei costruttori e distributori di impianti di cogenerazione).
“Per il settore industriale si sono succedute regolamentazioni disorganiche e disarticolate che, seppur presentate come favorenti l’efficienza, hanno invece colpito proprio la possibilità di svilupparne la parte riferita alla cogenerazione diffusa, scenario particolarmente penalizzante per gli imprenditori industriali di taglia medio-piccola che vedono quindi diminuire, in tale periodo di crisi, l’auspicio di abbattere i propri consumi e costi produttivi dando nel contempo un forte contributo per la salvaguardia dell’ambiente. In questo quadro si è posizionato ultimamente il testo del recepimento 2009/28/CE - atto 302 del governo ormai approvato - sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili che inusitatamente ha invaso il campo della efficienza energetica e della cogenerazione creando volutamente sovrapposizioni con le rinnovabili e quindi peggiorando ulteriormente lo scenario e la chiarezza oltre che dal punto di vista dei processi autorizzativi anche delle direttrici di sviluppo nel settore dell’efficienza energetica/cogenerazione che, ritengo, deve essere ben distinto dalle rinnovabili. Si crea inoltre in tal modo ulteriore confusione nel sistema degli incentivi e si impone una forte, tecnicamente improponibile e poco chiara, estensione della applicazione delle rinnovabili negli interventi di ristrutturazione immobiliare che difficilmente potranno essere realizzati”.

Davide vernocchi è il nuovo presidente Apo Conerpo

Ravennate, 46 anni, Davide Vernocchi, già vice presidente dal 2003, è il nuovo presidente di Apo Conerpo, la più grande Organizzazione di produttori ortofrutticoli italiana ed europea con 1.100.000 tonnellate di prodotti, 7.000 soci, 45 cooperative associate, 5.000 addetti, 200 tecnici ed un fatturato di 685 milioni di euro. Vernocchi, presidente nazionale del settore ortofrutticolo di Fedagri/Confcooperative, membro del consiglio di amministrazione della cooperativa Agrintesa di Faenza (Ra), è laureato in Scienze Agrarie ed è titolare di un’azienda agricola ortofrutticola in provincia di Ravenna.
Nello stesso tempo, come vice presidente, è stato nominato il ferrarese Roberto Cera, presidente della società commerciale Naturitalia e vice presidente della cooperativa Patfrut di Ferrara.

Aggregazione dell’offerta e “gioco di squadra” sono le priorità su cui intende puntare
il neo presidente per innalzare sempre più la competitività ed affrontare con successo le sfide future.

A Birra Peroni il premio Top Employer 2011

Birra Peroni (Gruppo SABMiller) celebra il suo impegno verso la valorizzazione delle risorse umane e della ricerca dei talenti ottenendo, per il secondo anno consecutivo, la certificazione di Top Employers Italia 2011.

Unica azienda del settore birrario a partecipare al prestigioso riconoscimento, che premia le migliori 32 aziende italiane risultate e certificate eccellenti nella gestione delle Risorse Umane, Birra Peroni si attesta così come l'azienda più ammirata dell'industria italiana del beverage.

Le 32 aziende premiate hanno ottenuto la certificazione da CRF Institute, organizzazione internazionale indipendente. La valutazione viene eseguita attraverso i severi standard previsti dalla Top Employers HR Best Practices Survey.
Il rating, che prevede una scala di eccellenze da 1 a 5 sotto forma di stelle, ha visto Birra Peroni conseguire i seguenti punteggi: opportunità di carriera (4,5), formazione e sviluppo (3,5), cultura aziendale (3), politiche retributive (3), condizioni di lavoro e benefit (3).

In particolare, secondo la ricerca Top Employer, crescita professionale, esperienze e opportunità e cultura della performance sono risultati i punti di eccellenza caratterizzanti di Birra Peroni.

“Da sempre la filosofia che guida le scelte di Birra Peroni -ha commentato Emiliano Maria Cappuccitti, direttore risorse umane Birra Peroni- si basa sulla convinzione che le persone rappresentino il nostro asset più importante: è per questo che ci impegniamo a valorizzare e trattenere le risorse ad alto potenziale e a garantire nel contempo il giusto mix di talenti all'interno dell'azienda”.

Despar-Sadas nel 2011 ripete la promo Eco-premiati

L'iniziativa Eco-premiati 2010, appena conclusa, aveva vinto nella categoria “Il Consumatore" dell'Ethic Award 2010 di Gdoweek e de Il sole 24 Ore per la sua creatività e per la sua efficacia dal punto di vista ambientale. Non sorprende quindi che Despar-Sadas con il catalogo Eco-premiati versione 2011 insista sulla strada del rispettare e del far rispettare l'ambiente da parte dei
cittadini consumatori

Parola d'ordine eco-sostenibilità
Anche per il catalogo 2011, la parola d'ordine è sempre
eco-sostenibilità al fine di sensibilizzare il cliente al fine di
combattere il consumismo e lo spreco odierni. Attraverso una ricompensa a
punti saranno, premiati atteggiamenti eco-friendly, rispettosi
dell'ambiente circostante.
Ancora una volta Sadas-Despar, ha deciso quindi di mettere insieme le
esigenze del cliente e l'impatto ecologico, come spiega Stefano Frascolla,
direttore marketing del gruppo: “Il successo di Ecopremiati è arrivato
ai nostri clienti che hanno compreso fin da subito il nostro sforzo
educativo, soprattutto perché finalmente si sono sentiti gratificati nel
modificare i loro comportamenti, spingendoci a proseguire in questa
direzione anche per il 2011”

Ecco alcuni esempi di punti riconosciuti ai clienti. Riportando l'olio
da cucina esausto verranno regalati 50 punti e le pile usate, 10 punti.
Acquistando nel punto vendita le shopper riutilizzabili 10 punti e
restituendo 1 kg carta e/o cartone 10 punti.

Premi
Abbinato al catalogo, anche quest'anno Despar-Sadas ha pensato al
concorso sul sito www.ecopremiati.it per partecipare all'estrazione di
12 premi e di un premio finale, un fantastico soggiorno di una settimana
per 2 persone in un resort che non poteva che perseguire la stessa
filosofia ecologica. Il Vigilius Montain Resort in Alto Adige, infatti, è
stato progettato con materiali provenienti da risorse rinnovabili
conseguendo la certificazione di Eco Hotels of the world.

Lactalis verso il controllo di Parmalat

I francesi si avvicinano alle leve di comando di Parmalat. Lactalis, infatti, ha acquistato per 750 milioni di euro il 15,3% delle azioni del gruppo alimentare italiano dai tre fondi Skagen, MacKenzie e Zenit; il pacchetto così acquisito porta la quota detenuta dei francesi al 29,1%, sotto il livello del 30% al raggiungimento del quale scatta l’obbligo dell'Opa, ma sufficiente comunque a controllare l’azienda di Collecchio.

Ai “salvatori dell’italianità” , che capitanati da Banca Intesa avrebbero voluto dare vita a una cordata tesa a impedire l’operazione di Lactalis (che peraltro in Italia già controlla Galbani, Invernizzi e Cademartori) non rimangono ora che due strade, entrambe problematiche: lanciare un’Opa sul 100% del capitale, con un costo stimabile in 5 miliardi di euro, o sperare in Giulio Tremonti che intenderebbe proporre un decreto contro le scalate delle imprese staniere, che però rischia di incappare nelle ire di Bruxelles.

Preoccupazione
La nuova situazione preoccupa non poco anche gli allevatori che forniscono a Parmalat la materia prima. Su questo fronte si segnala l’intervento di Ambrogio Invernizzi, ad della In.Al.Pi.  che ospita il primo ed unico impianto italiano di latte in polvere. “La Parmalat rappresenta oggi la prima industria italiana del latte e registra un’ottima -e assai desiderabile- posizione finanziaria netta. È quindi una industria ambita per il suo know-how e per il non secondario aspetto finanziario.
Con una cordata straniera, che può contare su una forte politica del suo governo a favore della industria alimentare, si correrebbe il rischio di perdere posti di lavoro ed anche la materia prima potrebbe venire acquistata direttamente in Francia, a scapito degli allevatori italiani".

Ingenico lancia i nuovi terminali palmari iWL200

Ingenico, attivo a livello mondiale nei sistemi di pagamento elettronico, ha presentato i nuovi terminali portatili di pagamento iWL200, basati sulla tecnologia Telium2.
La linea è costituita da più modelli che si distinguono per la diversa interfaccia utente:

- iWL220 con display grafico monocromatico (128x64 pixel);

- iWL250 con display TFT a colori da 2,81” (QVGA - 320x240);

- iWL280 (disponibile a breve) con display touch-screen da 3,5" per consentire l'acquisizione della firma e la selezione delle funzioni con un semplice tocco.

Tutti i modelli della famiglia iWL200 possono essere dotati di lettore contactless integrato, per gestire le nuove carte senza contatto, e sono disponibili nelle configurazioni:
radio Bluetooth per collegamenti locali fino a 100 metri;
Gsm/Gprs per connessioni cellulari e transazioni in mobilità geografica.

Lo sforzo progettuale di Ingenico si è concentrato anche sulla riduzione delle dimensioni del prodotto: i terminali iWL sono i dispositivi più piccoli e leggeri sul mercato. Sono facilmente impugnabili e possono essere riposti in tasca, rendendo più agevoli e veloci le operazioni di pagamento e la gestione del dispositivo stesso.

Tra le numerose novità introdotte, vi è anche la stampante ultra-veloce (termica a 30 linee/sec), che riduce al minimo l'attesa dello scontrino da firmare.
La sicurezza delle transazioni di pagamento è garantita dallo stretto rispetto delle normative internazionali: un modulo interno dedicato alla crittografia dei dati e sofisticati accorgimenti anti-frode hanno consentito di ottenere le certificazioni PCI-PTS 2.x e EMV Livello 1 e Livello 2. Le operazioni di pagamento possono, quindi, essere svolte in tutta tranquillità anche su reti radio.
Alimentati tramite batterie al Litio da 2.050mAh, i nuovi terminali Ingenico iWL possono garantire oltre 450 transazioni prima di dover ricaricare le batterie.

La semplice programmabilità rende possibile l'esecuzione sul terminale di più applicazioni: accanto alla tradizionale funzione di pagamento con carta di credito o PagoBancomat, possono trovare spazio anche applicazioni di gaming, di ticketing, di gestione consegne o di firma elettronica di documenti, aumentando le occasioni d'impiego del prodotto.

Valledoro investe in energia pulita

Con l'entrata in funzione del nuovo impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, Valledoro - l'azienda di Brescia specialista nella produzione di grissini e panetti da forno- arriverà a soddisfare il 95% fabbisogno energetico interno mediante “energia pulita” e a ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera di circa 77 tonnellate annue.

L'installazione del “campo fotovoltaico” (1.100 mq per un totale di 666 moduli) sul tetto dello stabilimento aziendale, che copre il fabbisogno energetico dell'intera sede (12.500 mq), ha comportato un investimento di 460.000 euro.

All'insegna della filosofia green, Valledoro ha in funzione anche l'impianto solare termico per la produzione di acqua calda ed il recupero di condense che consente un risparmio energetico annuo di 40.000 Kw. Tradotto in costi interni, l'impianto riduce del 60% la spesa annua per la produzione di acqua calda sanitaria e del 50% circa la spesa per il recupero di condense.

“Ritengo che il ricorso ad energie rinnovabili sia un percorso che tutte le imprese dovranno compiere a breve -ha commentato il presidente Giorgio Zubani (in foto)-. Quali attori sociali, non possiamo sottovalutare il monito dell'Unione Europea di costruire un'economia a basse emissioni di anidride carbonica e a risparmio energetico”.

Checkpoint Systems: gestire i numeri EPC nel retail abbigliamento

Checkpoint Systems, attivo a livello mondiale per la gestione delle differenze inventariali, la visibilità della merce e le soluzioni di etichettatura dei capi d'abbigliamento, ha presentato Open EPC Number, soluzione indipendente di gestione dei numeri EPC (electronic product code) per i retailer d'abbigliamento e i loro fornitori.

“In un ambiente retail basato sulla tecnologia Rfid -spiega Prasad Putta, executive vice president della divisione Merchandise Visibility Solutions di Checkpoint Systems- ogni articolo necessita di un numero EPC univoco, costituito dal Global Trade Item Number, che identifica il tipo di prodotto, e dai dati di serializzazione, che lo definiscono in maniera univoca. Ma, a causa di diversi fattori, tra cui la distribuzione su scala globale, la presenza di diversi fornitori di merce, e di differenti agenzie di servizi e l'elevata quantità di merce, i vendor e i retailer trovano sempre più difficile gestire e assicurare numeri EPC unici nelle loro operazioni. Tuttavia questo aspetto è fondamentale per garantire l'integrità dei dati necessaria per sfruttare al massimo il valore della tecnologia Rfid.”

Il Sistema di Gestione Open EPC Number di Checkpoint è in grado di offrire diversi vantaggi fondamentali, tra cui:

- Utilizzo di una soluzione cloud-based che garantisce la semplicità di implementazione e di gestione.

- Garanzia di flessibilità nella scelta dei fornitori di etichette grazie ad una soluzione aperta basata su standard.

- Creazione di numeri EPC unici e serializzati, conformi ai requisiti di EPCglobal.
- Gestione e fornitura centralizzata dei numeri EPC tramite Sku.

- Distribuzione dei numeri EPC per le applicazioni di consumo in tutto il mondo, come provider di servizi di stampa e di applicazioni per la stampa di etichette nel sito produttivo del cliente.
- Eliminazione dei rischi di duplicazione dei numeri che possono causare errori d'inventario.

- Fornitura di un'interfaccia standard e consegna garantita dei numeri EPC alle applicazioni di consumo esterne.
Il sistema è basato sulla piattaforma OAT Foundation Suite.

Carrefour soffre nei suoi top ten iper francesi

La fonte è la rivista francese LSA che è riuscita a procurarsi un documento interno di Carrefour. In buona sostanza due pdv su 10 hanno vendite stabili, i rimanenti 8 sono tutti in diminuzione.
Più in generale su un totale di 231 ipermarket attivi sul suolo francese, solo 66 su 231 (28%) sono risultati in crescita rispetto al 2009. Altro dato è che gli store di proprietà nel complesso sono diminuiti del 2,1%, mentre quelli in franchising sono diminuiti in modo più contenuto, cioè del -0,4%.

Syngenta chiude bene il 2010 e appronta nuova organizzazione

Syngenta ha avuto nel 2010, risultati significativemente positivi, sia con la parte Seeds che con la Crop Protection, cresciute a tassi costanti in valore rispettivamente dell'8% e del 3%. Il margine lordo ha raggiunto i 2,5 mld di dollari, di cui 2,2 da parte di Crop Protection. L'utile per azione è in aumento del 2%.
"La forte crescita dei volumi a partire dal secondo trimestre del 2010 -ha commentato Mike Mack, Ceo Syngenta- ha più che compensato l'effetto della riduzione dei prezzi dei prodotti di Crop Protection e ha evidenziato un costante aumento della domanda nel nostro settore. Il risultato di fine anno mette in mostra un incremento della profittabilità di Seeds, grazie ad un sempre maggiore riconoscimento da parte della clientela della superiorità e dell'ampiezza della nostra tecnologia.
Le vendite attestate nel 2010 a 11,6 mld di dollari sono quasi raddoppiate dalla creazione di Syngenta dieci anni fa. La crescita globale di Crop Protection e Seeds si è accompagnata ad un importante aumento della profittabilità, con un margine lordo del 21,5% in crescita rispetto al 17,8% registrato nel 2010. Il nostro obiettivo è creare valore aggiunto per i nostri azionisti, ma anche per i nostri partner e per gli agricoltori".

Cambio di strategia e di organizzazione
Come evidenziato da Luigi Radaelli, Ad si Syngenta Italia, poiché "i cambiamenti è meglio farli quando le cose vanno bene" si è approfittato del bilancio favorevole per implementare un nuovo assetto organizzativo in grado di affrontare meglio le sfide di un agribusiness sempre più elemento chiave in un mondo in continua crescita demografica.
Tre gli assi principali del riassetto:
1) focus totale sul cliente agricoltore con la creazione di nuovo figure tecniche di account in grado di "ragionare come un coltivatore" e quindi "essere totalmente dalla sua parte";
2) integrazione dei centri di R&D con 1 mld di dollari di previsti investimenti;
3) ridistribuzione delle aree commerciali, assegnando all'Italia, e soprattutto alle sue peculiarità agricole, ruolo di area geografica di riferimento al pari di realtà molto più grandi, vedi ad esempio Usa e Cina.

Valorizzare il know how
È chiaro che lo scopo di questo cambio di strategia è di realizzare più efficienza all'interno del corpo centrale dell'organizzazione, per essere più celeri nello sviluppo di nuovi prodotti, nella valorizzazione del know how interno, dando nel contempo più ascolto alle esigenze della clientela grazie alla figura dell'account. Rimane però la sfida del reperimento (all'interno dell'organizzazione) delle persone professionalmente adeguate al ruolo di consulente e della loro formazione. Per quanto riguarda i tempi, il progetto formativo è già iniziato e dovrebbe dare i primi risultati entro pochi mesi, mentre per quanto riguarda il numero delle persone Radaelli ha precisato che si tratta di un "informazione riservata".

Previsioni fino a 2015: Coop prima negli euro, Auchan nei metri

Coop manterrà saldamente la leadership delle vendite in gdo in Italia. Lo dicono le stime al 2015 di Planet Retail. Il fatturato passerà da circa 14 miliardi a oltre 16 nei prossimi quattro anni. Il distacco rispetto al secondo, il Gruppo Auchan, rimarrà nell'ordine dei 5 miliardi di euro, come mostra il grafico qui sotto

Secondo lo studio della società inglese il mercato italiano è orami prossimo alla saturazione, tanto che lo  sviluppo, laddove programmato, consisterà sostanzialmente in operazioni di refurbishment. Conad manterrà senza problemi il primato nel numero di pdv (oltre 2.500 considerando tutti i formati tutti i formati, dal convenience all'ipermercato). Di seguito il grafico

 
Anche le superfici complessivamente occupate dal leader Auchan rimarranno stabili nell'ordine di 1,8 milioni di metri quadrati, 200mila metri più di Coop. Ed ecco i dati.

Grandi manovre sulla telefonia: AT&T e Wind

Continua il processo di accorpamento tre le maggiori aziende della telefonia. Negli Usa è in dirittura d’arrivo un’operazione da 39 miliardi di dollari (30 miliardi di euro) con la quale AT&T intende comprare da Deutsche Telekom T-Mobile Usa; oltre che la dimensione colpisce dell’operazione la concordanza nella vision delle due aziende, che sono state tra le prime a implementare i servizi innovativi degli smartphone. In particolare AT&T è stata la prima a presentare piani ad hoc per l'iPhone.
In Italia intanto sta per cambiare azionariato Wind, passata in mani russe, dopo l'ok al progetto di fusione con Vimpelcom. Entro la metà di quest’anno nascerà così il sesto gruppo al mondo nel settore.

Indicod-Ecr: ricette per la ripresa

Come si può ottenere la ripresa dei consumi? Alle risposte classiche dell’economia si affianca quella dello studioso, che molti considerano il più acuto sociologo italiano, Giuseppe De Rita, presidente del Censis, che con esemplare chiarezza spiega: “Non sono i soldi a mancare, è il desiderio del consumo: i nostri figli hanno le loro camerette piene di giocattoli inutilizzati, perché mai desiderati. Perché mai chi ha l’armadio pieno di vestiti dovrebbe trovare la voglia di comprarne un altro? La recessione c’è, ovviamente, ma il compito di chi produce e vende è quello di risvegliare il desiderio di chi dalla crisi non è stato toccato”.
L’intervento video di De Rita è stato uno dei momenti più significativi di Tornare a crescere, il contributo del largo consumo, promosso da Indicod-Ecr e svoltosi oggi a Milano, al Teatro Strehler.

Il dibattito
In apertura dei lavori il presidente di Indicod-Ecr (nonché Ad di Carrefour Italia), Giuseppe Brambilla di Civesio (nella foto) ha sottolineato la necessità per le imprese di recuperare efficienza in un Paese che continua a crescere meno della media europea, perché deve fare i conti con una produttività sensibilmente inferiore alla media europea.
Tito Boeri, ordinario di Economia del lavoro alla Bocconi, ha evidenziato come la politica ignori le forze che più potrebbero portare sviluppo, perché mediamente più istruite: i giovani e le donne. Boeri ha anche contestato le scelte di politica economica del Governo (e nello specifico ovviamente di Tremonti) mostrando che non sono stati effettuati tagli orizzontali e quindi indiscriminati su tutti i comparti della spesa pubblica, ma tagli discrezionali che hanno colpito maggiormente il comparto strategico dell’istruzione.

Indicod Ecr ha poi presentato la sua ricetta per la ripresa. Si articola su tre pilastri: i primi due sono stati presentati da Lamberto Biscarini, managing director di Boston Consulting Group, che ha segnalato la necessità sia di aiutare le famiglie a basso reddito con figli sia di promuovere l’occupazione femminile; le due misure a regime potrebbero portare ai soli consumi grocery un beneficio tra 4,5 e 9 miliardi di euro all’anno.
22,7 miliardi di euro è invece il beneficio al Pil nazionale che potrebbe arrivare da una reale politica di liberalizzazioni computato da Roberto Ravazzoni, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese a Modena e Reggio Emilia, che con il Cermes Bocconi ha coordinato un osservatorio in materia.
La giornata è stata chiusa dalla tavola rotonda che ha visto dibattere Francesco Daveri, Università di parma, Valerio Di Natale, presidente e ad di Kraft Italia, Maurizio Ferrera, ordinario di Scienza politica alla Statale di Milano, Maria Laura Rodotà, del Corriere della Sera, e Vincenzo Tassinari, presidente Coop Italia.
Nei prossimi giorni presenteremo una serie di servizi video effettuati da Gdoweek nel corso dell’evento.

GDOWEEK 9 2011

editoriale

Non dimentichiamolo: il successo comporta anche qualche rischio

network

Prossimamente su gdoweek

osservatorio

2010 da dimenticare, la gdo cresce a tassi da prefisso telefonico

Retail a londra: canoni stellari

Prezzi a confronto: coop e dico

intervista

George S. Day: "outside in, è dare valore al cliente"

cover story

Reparto ittico: un mare magnum di soluzioni

retail
Ecoshopper, biodegradabili e preferibilmente riutilizzabili Aligros: c+c e dettaglio di qualità

Mediamarket, la nuova sfida delle private label

Intolleranze in crescita, al via Despar Free From

Pompe di benzina "a marchio" per offrire pieno risparmio Assicurazioni, nuovo business da esplorare

Si rafforza l'impegno di ikea sul fronte della sostenibilità Euronics segmenta i formati articolandoli su quattro cluster Lord & Taylor è sempre di moda

sviluppo reti

industria

Materie prime: i prezzi al top infiammano gli scaffali Zootecnia: occorre il giusto mix tra produttività e qualità

La strategia verde firmata acqua minerale San Benedetto Flaghship store danone per raccontare il brand

Mattel rielabora il classico trade marketing del food

Golden Lady perfect 20: vera innovazione di marca

Henkel valorizza Testanera

Apoteca Natura di Aboca, quando il counselling riesce a creare un mercato

sistemi di pagamento

I pagamenti mobili muovono i primi passi

servizi

22 mio di laureati in più nel 2018 per le aziende Usa

opinioni

Suonatele ... al mobber in playback, s'intende

culture

Prima parte di un viaggio tra autentici sapori italiani

Il network logistico One Express punta all’Europa

Fa il suo debutto a marzo il progetto internazionale di One Express con cui l'azienda di Bentivoglio (Bo) punta a diventare il network italiano leader per il traffico europeo su pallet. L'obiettivo è quello di offrire ai propri affiliati e ai loro clienti un servizio internazionale giornaliero, affidabile e competitivo.

One Express vuole sfruttare i propri punti di forza per estendere la rete e il servizio dall'Italia all'Europa in modo da aprire agli affiliati i mercati esteri e da rendere il network accessibile a operatori di altri Paesi.
L'azienda è giunta alla decisione di rivolgersi all'Europa dopo un'approfondita analisi del mercato, affidata principalmente a Matteo Ravazzin che, forte di una lunga esperienza in Gruber Logistics è entrato a far parte della squadra di One Express.

Nuove modalità operative

Oggi la situazione del traffico internazionale presenta una serie di criticità, per lo più generate dalla crisi, quali calo delle quantità, difficoltà nell'organizzare partenze dirette, allungamento dei tempi di resa, inasprimento della concorrenza, mancanza di tracciabilità, necessità di nuove modalità operative, a cui One Express ritiene di potere far fronte.
L'Europa chiede all'Italia tempi di resa certi, affidabilità, prezzi competitivi, tracciabilità, informazione e copertura completa di tutta la Penisola. "One Express può offrire tutto ciò -spiegano in azienda-. Infatti, è attualmente il servizio più rapido sul mercato nazionale, ha un piano tariffario a bancale assolutamente trasparente e conveniente, garantisce tracciabilità completa fino a destinazione su tutto il territorio e prove di consegna online, può contare sulla forza commerciale di 74 affiliati distribuiti capillarmente lungo lo Stivale, che garantiscono anche vicinanza e assistenza al cliente. Inoltre, è l'unico pallet network interamente italiano, espressione e sintesi di tutte le eccellenze made in Italy”.

Accordi e partnership

Dal mese di marzo diventano operativi gli accordi conclusi con A2B, network espresso che copre la Slovenia e i Paesi dell'ex Jugoslavia. One Express offre così assistenza per operazioni doganali e supporto commerciale per merci in transito verso Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia e Montenegro, con tariffe sempre a bancale.
TPN The Pallet Network è, invece, il partner che One Express ha scelto per l'Irlanda, mentre T.S.G. Innsbruck garantisce una connessione giornaliera notturna da Bologna a Innsbruck, che funge poi da ponte non solo per l'Austria, ma anche per Ungheria e Repubblica Ceca. Se questi sono accordi già conclusi, per il primo semestre 2011 One Express conta di avviare collaborazioni anche con operatori attivi su Germania, Spagna, Francia e Regno Unito, in vista di una copertura totale dell'Europa.

ADT, soluzione completa di ricircolo etichette rigide

In occasione di EuroShop, ADT, attivo a livello europeo nella fornitura di soluzioni di antincendio e sicurezza, ha presentato il programma di ricircolo delle etichette rigide del mercato pensato per consentire ai retailer di ridurre i costi e un’esposizione immediata della merce sul punto di vendita.

“ADT è l’unico fornitore di soluzioni -spiegano in azienda- ad avere automatizzato i processi di conteggio, pulizia e test in tre continenti e a disporre di tre centri di ricircolo totalmente automatico in Spagna, Cina e India al fine di fornire etichette rigide certificate Sensormatic® per il riutilizzo in grandi quantità. In effetti, questi centri gestiscono oltre 500 milioni di etichette ogni anno. Sono molto numerosi i retailer che stanno già traendo vantaggio dai benefici assicurati dalla soluzione di ricircolo delle etichette rigide di ADT”.

Il ricircolo delle etichette rigide offre ai retailer una soluzione di sicurezza hard tag a basso costo. I clienti possono associare i vantaggi anti-taccheggio di un’etichetta visibile, applicata alla fonte, con il basso costo di utilizzo derivante dal processo di ricircolo e ricertificazione, con l’ulteriore beneficio di risparmi ambientali assicurati dal riutilizzo delle etichette. Le etichette visibili applicate alla fonte sono pensate per essere riutilizzate come tag certificate Sensormatic più e più volte, riducendo così i costi operativi delle soluzioni Eas dei retailer.

Iniziative Coop in occasione 150° unità d’Italia

Coop è l'unica insegna della gdo sponsor di Comitato Italia 150.

Negli oltre 1.440 pdv da mercoledì 16 marzo (fino al 19) verrà distribuita la Costituzione Italiana al prezzo simbolico di 1 euro e (fino a ottobre) una collezione di libri e dvd che ripercorrono la storia d’Italia: da “Il Gattopardo” ai “Malavoglia”, da “Novecento” di Bernardo Bertolucci ad “Aprile” di Nanni Moretti.

Venerdì 18 marzo Ernesto Dalle Rive e Vincenzo Tassinari, rispettivamente presidenti del consiglio di sorveglianza e del consiglio di gestione Coop Italia e Enrico Migliavacca coordinatore e vicepresidente dell’Associazione Nazionale Cooperative Consumatori, insieme a una delegazione di presidenti delle cooperative, partecipano a Torino alla cerimonia di apertura delle celebrazioni alla presenza del Presidente della Repubblica.
In linea con la partecipazione di Coop alle iniziative celebrative per il 150esimo anche la nuova edizione di Coop for words, il premio letterario per scrittori e fumettisti under 36 promosso da Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e, da quest’anno, anche Coop Lombardia. Il premio aperto ai giovani autori emergenti ha come tema “Parole per l’Italia”.

Lunga storia
L’adesione di Coop alle iniziative del Comitato Italia 150 nasce da una storia tutta italiana che data dal 1854 quando a Torino nacque la prima cooperativa di consumo (sette anni prima dell’Unità d’Italia), oggi Coop è presente con i suoi oltre 1.440 punti vendita sull’intera nostra penisola. Coop d’altronde ha sempre privilegiato il rapporto con i fornitori nazionali sia nella politica di acquisti che nello sviluppo del proprio prodotto a marchio, per la cui realizzazione Coop si avvale per oltre il 90% di imprese italiane, di cui circa il 35% appartenenti al mondo cooperativo. In totale sono più di 11.000 le imprese coinvolte nei processi di produzione.

Chambourcy, un Carrefour molto ecologico

Conad, sponsor di Umbria Jazz, ne presenta i contenuti il 24 marzo a Roma

Anche quest'anno Conad è sponsor di Umbria Jazz grazie a Pac 2000A attiva nella zona del festival.
Per quanto riguarda i contenuti dell'edizione di quest'anno (Perugia, 8-17 luglio) giovedì 24 marzo a Roma, Tempio di Adriano, ci sarà una conferenza stampa nel corso della quale Renzo Arbore, presenterà le iniziative speciali del cartellone di Umbria Jazz 11 promosse in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia con il sostegno di
Conad.
La conferenza stampa offrirà anche l'occasione per fornire alcune anticipazioni sul calendario generale della manifestazione.

Altromercato lancia il marchio Solidale Italiano

Altromercato, la principale organizzazione di commercio equo solidale in Italia, apre ai prodotti dell'economia sociale italiana e lo fa creando una prima linea di prodotti food provenienti da economie carcerarie e da terre liberate dalle mafie.
Prodotti che -come ben esprime il marchio Solidale Italiano, creato ad hoc per questa linea- sono realizzati interamente in Italia nel pieno rispetto dei criteri di solidarietà, cooperazione, sviluppo e inclusione sociale promossi dal consorzio nazionale che associa 125 cooperative e organizzazioni no profit che gestiscono oltre 350 pdv a insegna Botteghe del Mondo.
L'assortimento presentato in questi giorni comprende prodotti da forno dolci e salati, mandorle biologiche, olive da tavola oltre a un'ampia selezione dell'offerta a marchio Libera Terra (vini, pasta, olio, pomodori e legumi), ma Altromercato intende completare progressivamente l'offerta, sia con prodotti food conservati e freschi sia con prodotti di artigianato, tessile ma non solo. Obiettivo: costruire un'economia più giusta insieme alle piccole realtà impegnate in progettio di riscatto sociale e sviluppo locale.

Walmart lancia il servizio “Pick Up Today” a livello nazionale

Walmart prosegue nella strategia di espansione della propria offerta multicanale avviando il rollout su scala nazionale dell'iniziativa Pick Up Today, un servizio che consente ai consumatori di acquistare i prodotti online ritirarli
lo stesso giorno, senza commissioni aggiuntive, presso il pdv Walmart più vicino.

Il servizio “Pick Up Today” sarà progressivamente esteso a tutti i 3.600 pdv presenti negli Usa e si amplierà fino a includere oltre 40mila item fra molteplici categorie, dal bambino al decoro casa, dagli elettrodomestici ai videogame.
Gli ordini online sono normalmente pronti per il pick up entro quattro ore e gli ordini effettuati dopo le 18 sono pronti entro le 10 del giorno successivo.

Strategia multicanale

Questo servizio si inserisce in un ampio programma multicanale avviato da Walmart che punta ad offrire ai consumatori risparmio e convenience. Queste le altre iniziative avviate:

- Site to Store, attivo da nove anni, permette ai clienti di ordinare decine di migliaia di prodotti, molti nei quali non disponibili negli store, e di poterli ritirare in un pdv Walmart nel giro di 4-7 giorni.

- FedEx Site-to-Store1 è un programma grazie al quale clienti di mercati selezionati ordinano online i prodotti e questi vengono consegnati gratuitamente presso una sede FedEx, consentendo così a quei consumatori che non vivono nei pressi di un pdv Walmart di poter accedere all'offerta del retailer Usa e di una location comoda per il ritiro della merce.

- Walmart Mobile: attraverso l'app Walmart per iPhone e un web browser mobile, i clienti possono facilmente accedere ai servizi offerti in modalità mobile, dalla ripetizione delle ricette mediche all'ordine di stampe fotografiche. I clienti possono, inoltre, creare la propria lista della spesa, verificare la disponibilità dei prodotti e ricercare il pdv più vicino.

Lactalis alla conquista di Parmalat

Secondo Ansa l'azienda alimentare francese Lactalis, controllata dalla famiglia Besnier, ha costituito nel capitale Parmalat una posizione complessiva pari all'11,42%, rastrellando le azioni in borsa.
Tale quota dovrebbe diventare, entro il 2 aprile, il 14,3% grazie a equity swap e poi potrebbe crescere ancora. Oggi i quotidiani ne parlano come di un operazione tesa ad acquisire il controllo della società di Collecchio, da parte di Lactalis come partner industriale che si potrebbe accordare con i fondi esteri (Zenit, Skagen e Mackenzie) che detengono il 15,3% e quindi spostare la gestione oltralpe, a cominciare dal cambio dall'amministratore delegato Enrico Bondi, il traghettatore di Parmalat dalle acque torbide del crac Tanzi verso lidi più tranquilli.
Sulla possibile composizione del Cda ora esistono quattro liste in previsione dell'assemblea fissata per il 12 aprile: Lactalis, Intesa (2% di quota), i fondi esteri, Assogestioni e anche se sembra che Lactalis abbia fatto sapere che Bondi potrebbe essere accettato come presidente senza deleghe del nuovo assetto societario, permangono forti dubbi che ciò possa davvero accadere.
Lactalis, del resto, sembra gradire in modo particolare l'industria italiana visto che si è già portata in casa brand come Galbani, Invernizzi, Vallelata, Cademartori e Locatelli e quindi con Parmalat, che è una marca molto conosciuta all'estero, potrebbe costituire un colosso del food in grado di competere davvero sui mercati globali.
Su tutto questo pesa anche la posizione del governo italiano che è rimasto spiazzato dalla scalata essendosi da poco dichiarato (ministro Paolo Romani) a favore della continuità del controllo da parte italiana. Però per scongiurare l'ipotesi di un controllo francese occorrerebbe trovare una cordata che possa mettere sul tavolo soldi per acquisire quote, cosa assai difficile di questi tempi.

Media Markt a Shangai

I mercati non premiano il piano di smembramento di Carrefour

Il mercato per ora decisamente non premia le linee strategiche decise da Carrefour (in foto il Ceo Lars Olofsson) scorso 1° marzo, quando ha annunciato lo spin off del 100% dei discount a insegna Dia e la vendita del 25% di Carrefour Property, braccio immobiliare del Gruppo.
Nel giro di due settimane il titolo ha perso alla Borsa di Parigi  il 14,5% del valore; sulle quotazioni pesa anche la decisione del vicepresidente Jean-Martin Folz, ex numero uno di Psa, che si è dimesso, giudicando che le operazioni preventivate non abbiano un reale valore per la società. La spiegazione fornita dal gruppo circa le dimissioni di Folz a causa di motivi familiari non è stata creduta. Inoltre, anche il downgrade da parte di S&P del rating del Gruppo ha pesato sul deprezzamento del titolo.

Nectar: un anno di successi e 7 milioni di soci

A un anno dal debutto,
Nectar Italia, il primo programma di coalition loyalty che integra in un'unica carta la raccolta punti di diverse insegne (Auchan, Simply, Ipersimply, Punto Sma, Sma, UniEuro con l'area Pc CityIp ed Hertz) oltre che gli acquisti effettuati online presso Ibs.it  ed utilizzando la carta prepagata Genius Card Nectar (Unicredit) e circuito Mastercard (attraverso il partner So oney), amplia il proprio portafoglio con l'ingresso di tre nuove partnership. Si tratta di:

  • Welcome Travel, il network di agenzie di viaggio di Alpitour World e Costa Crociere, oltre 1.000 agenzie generaliste;
  • Seat Pagine Gialle, che prevede per il servizio 89.24.24, da telefono fisso o cellulare, l'erogazione di 5 punti per ogni chiamata al servizio da parte di possessori di carta Nectar;
  • Pirelli, con i 700 rivenditori di gomme del territorio nazionale -principalmente a
    insegna Driver, Key Point, anche se non mancano altre firme.

“L'esperienza maturata da Nectar in questi mesi in Italia ha dimostrato
che il punto di forza del programma di coalition loyalty è quello di
indirizzare i consumatori a spendere in modo più consapevole, orientando
i propri acquisti verso le insegne che aderiscono al programma per
ottenere più benefici -commenta Gerard Whelan Managing Director di
Nectar Italia.
“La risposta dei clienti taliani nei confronti di Nectar è significativa: infatti abbiamo raggiungono il numero di 7 milioni di clienti attivi. Inoltre -continua Whelan- abbiamo
constatato come anche i clienti
tradizionalmente fedeli ad una sola insegna, partecipando al nostro programma che coinvolge più
aziende, si siano dimostrati più propensi a sperimentare e cambiare le proprie
abitudini di spesa per
avere ulteriori vantaggi e offerte”.

In quest'ottica, il claim “Nectar, Ti premia prima” ben sintetizza lo spirito del programma, che
consente di raccogliere punti più
velocemente utilizzando la carta in più store, da parte dei diversi componenti di una stessa famiglia.

Carrefour si allea con Alliance Boots

Rafforzare e distinguere l’offerta di bellezza firmata Carrefour: per perseguire questo obiettivo, il colosso distributivo guidato da Lars Olofsson ha sottoscritto un accordo di cooperazione a lungo termine con Alliance Boots, specialista nella definizione e produzione di prodotti innovativi nel mondo della bellezza, con un ampio portafoglio prodotti di qualità riconosciuta.

Allargare la presenza
Per Alliance Boots il vantaggio principale dovrebbe consistere nella possibilità di allargare la propria presenza a livello internazionale, sfruttando la rete di Carrefour, con l’obiettivo comune di rafforzarsi soprattutto nei mercati emergenti.

L’iniziativa rientra nel più ampio processo di rafforzamento del brand Carrefour -nel quale l’area della bellezza è considerata strategica per differenziare e caratterizzare l’offerta- che rappresenta una delle priorità 2011 del Gruppo.

In questa logica, saranno coinvolti anche altri ambiti, quali il grocery secco, il tessile e la casa; inoltre, è previsto il rinnovamento dei surgelati, della linea Carrefour Selection e Carrefour Discount.

Nel 2011 proseguirà anche l’implementazione del format Carrefour Planet: 92 saranno gli ipermercati coinvolti, di cui 4 in Italia.

Simone repetti nominato export manager di Caffè Musetti

Caffè Musetti, azienda piacentina specializzata nella tostatura, miscelazione e commercializzazione del caffè, ha nominato Simone Repetti nuovo export manager. Nato a Piacenza nel 1978, Simone ha iniziato la sua carriera in Unilever
occupandosi di controllo di gestione e analisi finanziaria, proseguendo
poi in Eni come analista Sap e come regional market manager di Leaf
International (Sperlari, Dietorelle)

In un’ottica di espansione del business e del valore dell’azienda, Simone Repetti definirà le strategie legate all’export di Caffé Musetti e coordinerà tutti i piani di azione e di sviluppo delle varie aree, seguendo la scia del successo ottenuto nel mercato inglese e implementando ulteriormente quanto già realizzato nei mercati internazionali da Musetti.
“Una delle chiavi del successo di Caffè Musetti è lo sviluppo del mercato estero che rappresenta oggi circa il 50% del fatturato dell’azienda”, sottolinea Simone Repetti.

Rinaldo Franco cresce del 9% in gdo nel 2010

Sesto anno consecutivo di crescita da parte Rinaldo Franco spa proprietaria dei marchi Best Friend, Best Bone e Acquafriend. Nel 2010 si è trattato di un significativo +9% (superiore alla media di mercato che vuol dire che Rinaldo ha guadagnato quote) che porta il peso del canale gdo al 44% del fatturato, quindi allo stesso livello del dettaglio specializzato (pet-shop e garden center), presidiato da oltre 50 anni con il marchio Record.
Le attrezzature per la toelettatura indirizzati al settore specifico rappresentano invece il 6% del volume d'affari, così come vale il 6% l'export.

Le novità in vetrina a Zoomark 2011

Nei piani di sviluppo del 2011 l’azienda intende replicare i tassi di crescita degli anni precedenti ampliando la numerica dei clienti e inserendo alcune novità super-premium che verranno presentate durante la prossima edizione della fiera Zoomark (Bologna, 12-15 maggio) come gli ossi masticabili in pelle di bufalo Delights 8in1 e gli stick per uccellini e roditori Darwin’s. Sul fronte della comunicazione è prevista la pubblicazione ad aprile del nuovo catalogo Record per il canale specializzato, il proseguimento dell’attività di ufficio stampa e della campagna pubblicitaria sulle principali riviste del trade moderno e specializzate pet-care.

Feltrinelli ottiene credito per lo sviluppo immobiliare

Una delle più interessanti operazioni immobiliari in programma a Milano riguarda l'area Porta Volta-Pasubio, dove è in arrivo la nuova casa della Fondazione Feltrinelli e gli uffici della casa editrice, sale di conferenza e letture, negozi, libreria, parcheggi sotterranei per le auto. Si tratta di un'area di oltre 17mila mq, delimitata a nord da piazzale Baiamonti e via Montello, a sud da via Volta, viale Crispi e viale Pasubio, più della metà (10.599) sarà edificata e quasi 5 mila mq saranno destinati a verde e aree giochi.

Credito
La grande operazione potrà contare ora sull'apertura di una linea di credito. La prima trance, di 130 milioni di Euro, dedicata a Effe 2005, holding del gruppo e alle sue controllate dirette ha l'obiettivo di sostenere i progetti di diversificazione e di crescita in Italia e all'estero nell'editoria, nel retail e nell'immobiliare.
Un piano che ha già cominciato a dispiegarsi con le importanti operazioni annunciate negli ultimi mesi. Tra queste, la costituzioni insieme ad altri partner di Edigita, società dedicata allo sviluppo degli e-book;
l'acquisizione progressiva del controllo dell'editore Anagrama in Spagna, che ha segnato il primo passo del Gruppo Feltrinelli fuori dai confini nazionali; l'acquisizione di una quota del 20% di Donzelli Editore ed infine, della scorsa settimana l'annuncio, l'ingresso con una partecipazione del 49% nella compagine azionaria di Antica
Focacceria San Francesco
. Quest'ultima operazione, in particolare, ha due obiettivi: trasformare le caffetterie già presenti nelle Librerie Feltrinelli in un'offerta di ristorazione integrata con la proposta culturale di libri e musica.

Continua l’espansione di Mango in Usa

Mango, la nota catena spagnola di fast fashion prevede, entro agosto, di rafforzare la propria rete negli Stati Uniti, grazie alla collaborazione con JCPenney (noto retailer quotato nella Borsa di New York, attivo con 1.107 grandi magazzini negli Stati Uniti e a Porto Rico) che, dall’agosto dello scorso anno, ha portato alla realizzazione di shop-in-shop di 100 mq negli store del noto department store.

Il programma di ampliamento prosegue visti il successo dei corner a insegna MNG by Mango aperti in 77 pdv dell’insegna americana: per la fine di febbraio sono stati aperti altri 215 shop-in-shop, ma l’obiettivo è quello di arrivare, per il prossimo autunno, a una rete complessiva di 550 MNG by Mango all’interno degli store JCPenney.

Come ulteriore caratterizzazione dell’operazione, la collezione presentata in questi spazi, esclusiva di questi grandi magazzini, è disponibile anche nel negozio online dei department store.

Gabetti conclude l’aumento di capitale

Gabetti Property Solutions ha concluso l'aumento di capitale, deliberato dal Consiglio di amministrazione il 29 novembre 2010 e il 12 gennaio 2011.
Le residue 26.553.868 azioni ordinarie non sottoscritte ad esito dell'asta dell'inoptato, per un controvalore pari ad 3.983.080,20 euro sono state sottoscritte dai soci garanti e dalle banche creditrici, sulla base degli impegni di garanzia assunti e già resi noti al mercato.
L'aumento di capitale sociale in opzione si è così concluso con la sottoscrizione di 166.642.958 azioni ordinarie della società per un controvalore pari di 24.996.443,70 euro.
Il nuovo capitale sociale di Gabetti Property Solutions, che verrà iscritto per l'attestazione al Registro delle Imprese, risulta ora di 29.792.464,31 euro, suddiviso in 285.047.187 azioni, prive di valore nominale espresso, di cui 255.071.168 azioni ordinarie (con diritto di voto) e 29.976.019 azioni di categoria B (prive del diritto di voto). Con l'avvenuta esecuzione dell'aumento di capitale sociale in opzione di 25 milioni di euro assume efficacia l'accordo modificativo di accordo di ristrutturazione dei debiti sottoscritto con le banche creditrici il 13 settembre 2010.

Prénatal sceglie Checkpoint Systems per la sicurezza dei punti di vendita

Prénatal ha scelto Checkpoint Systems per la protezione antitaccheggio dei propri punti vendita in Italia e all'estero. L'accordo stipulato tra le due aziende ha portato Checkpoint a coprire con le proprie soluzioni di sicurezza molteplici negozi italiani Prénatal. Il contratto prevede, inoltre, la fornitura esclusiva per 3 anni di un'ampia gamma di soluzioni antitaccheggio per i pdv esteri nei quali sono presenti sistemi di sicurezza in radio frequenza.

Preservare la shopping experience

La politica di loss prevention del brand Prénata è incentrata sulla ricerca di soluzioni che garantiscano la più efficace protezione contro il furto senza andare ad intaccare in alcun modo l'esperienza d'acquisto della clientela.
Per rispondere a questa esigenza Prénatal si è rivolta a Checkpoint Systems, con la quale ha implementato una serie di innovativi sistemi antitaccheggio basati sulla tecnologia RF-Eas (sorveglianza elettronica degli articoli tramite la tecnologia in radio frequenza).
In particolare, Prénatal ha scelto per il varco ingressi dei propri negozi le antenne di ultima generazione Evolve P10 e P20 che, associate alle etichette EP (Enhanced Performance) dalle dimensioni ridotte, garantiscono un incremento della capacità di rilevamento fino al 60% rispetto a tutti i sistemi precedenti.

Tecnologia in RF

Per quanto riguarda invece la necessità espressa dall'azienda di proteggere prodotti dalle forme e tipologie più disparate, la linea Alpha di Checkpoint ha garantito la soluzione più adatta ad ogni articolo.
Per seggioloni e passeggini per esempio, sono stati scelti il dispositivo Alpha O-tag, e la soluzione Alpha CableLock, che si inserisce sui prodotti da proteggere tramite un cavo.

Per confezioni contenenti articoli come sterilizzatori o cuoci-pappe è stata utilizzato Alpha Spiderwrap, il dispositivo che come un “ragno” abbraccia le scatole e che, grazie al proprio cavo estendibile, può adattarsi agevolmente a dimensioni differenti garantendo sempre la massima protezione.

Tutte le soluzioni sfruttano le tecnologia in radio frequenza e sono dotate di duplice o triplice sistema d'allarme, a seconda delle specifiche richieste di ogni cliente.

Articoli scrittura, i pareri di Esselunga, Sma e la Feltrinelli

Per il mercato degli articoli da scrittura, il punto di
svolta sarà probabilmente ufficializzato dal consuntivo
dell'ultimo back-to-school, campagna
stagionale di cui i distributori si dichiarano generalmente
abbastanza soddisfatti. Per il momento,
limitando l'analisi ai dati aggiornati a metà 2010,
la categoria “allargata” -comprensiva di penne,
stilografiche, matite e altri articoli per scrivere, colorare,
marcare e correggere- evidenzia risultati stabili presso le
cartolerie, mentre attraversa una fase lievemente riflessiva
presso i pdv della grande distribuzione generalista.
Le statistiche di GfK retail and technology italia -relative
a 13 prodotti e all'AT a giugno 2010- fanno segnare,
nel complesso, un fatturato a quota 273,7 milioni, il che
configura un decremento di 0,6 punti rispetto al valore relativo
ai 12 mesi precedenti; sul fronte dei volumi, peraltro,
la contrazione appare più evidente (-3,9%). E se i pastelli
e le penne a sfera, le penne a punta sintetica e i rollerball
riescono a limitare le perdite, per alcuni segmenti (es. pennarelli,
matite colorate, stilografiche) i differenziali negativi
appaiono piuttosto significativi.
Si tratta, in buona sostanza, di un business in fase stagnante,
la cui dinamica è rallentata da fenomeni quali la
crisi economica, il calo demografico, il crescente impiego
del pc, l'eccesso di offerta, oltre alla fisionomia incerta del
reparto nel canale moderno.

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Articoli scrittura, i pareri di Esselunga, Sma e la Feltrinelli
Mercato | Gdoweek | 15 novembre 2010 |

Il terminale Vx 570 di VeriFone ottiene l’omologazione CB2

Il terminale da tavolo Vx 570 di VeriFone ha ottenuto l’omologazione nazionale Consorzio Bancomat CB2. La certificazione è disponibile sul sito istituzionale di Consorzio Bancomat, valida dal 4 marzo, codice PM-301010-11-000057 e permette di ampliare il raggio di utilizzo del terminale, grazie alle sue elevate potenzialità.

Il Vx 570 offre funzionalità avanzate e possiede caratteristiche tecniche di alto livello, connettività Ethernet e Dial, porta integrata Usb per scaricare nuove applicazioni e ampia capacità di memoria. Il terminale è in grado di ridurre i tempi di transazione e, grazie all’omologazione Pci e alla crittografia end-to-end per proteggere i dati sensibili della carta, assicura un elevato livello di sicurezza.

Petfood, il gatto fa la parte del leone

Un mercato tutt'altro che maturo ma che,
complice la crisi, non cresce più ai ritmi
del passato. Gli ultimi mesi hanno fatto
registrare un leggero rallentamento della
dinamica del petfood: le vendite a volume
stagnano, come rivelano i dati di Symphony
Iri, che segnalano una crescita solo
dell'1,1%, mentre il mercato aumenta in valore del
4,2%, grazie all'incremento medio dei prezzi di oltre il
3%. Il mercato degli alimenti per i gatti, oggetto della
rilevazione compiuta da Gdoweek sugli scaffali di 10
store italiani, rappresenta in gdo il 62,9% del petfood
a valore e poco meno della metà a volume. Risulta,
quindi, assai più redditizio rispetto al mercato del
cibo per cani.
Restando ai felini e alle categorie merceologiche che
li riguardano, l'umido con oltre 355 milioni di euro
trova una netta preferenza da parte dei consumatori,
mentre il secco vale oltre 137 milioni. In forte ascesa il
mercato degli snack and treat (+14% a volume e, addirittura,
+51% a valore), anche se, per ora, il giro d'affari
in gdo è di poco superiore ai 2 milioni di euro.
We Are Social http://www.wearesocial.it
Si parla di qualità dei prodotti,
ma attenzione alle “black list”.

Segue un'analisi We Are Social
Si parla di qualità dei prodotti, ma attenzione alle “black list”

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Mercato | Gdoweek | 15 novembre 2010 |

Caffè in cialde, i pareri di Coralis, Iper e Sisa

Sono un fenomeno in netta espansione, che
trainano verso l'alto le vendite di caffè imponendo
un nuovo modo di consumarlo tra le
mura domestiche. Le vendite di cialde e capsule
non accennano a flettere, pur con la crisi
economica, evidenziando come il contenuto di
vero servizio in alcune categorie rappresenti un
driver all'acquisto. Tanto che, a partire dalle aree urbane
più sviluppate sotto il profilo socio economico, le vendite
di caffè in cialde si stanno diffondendo su tutto il territorio,
sotto la spinta delle attività di produttori e retailer.
Non è un caso che siano le capsule, ossia quei sistemi
chiusi sviluppati dai produttori che offrono in un unico
pacchetto le macchine e la “materia prima”, a registrare
gli incrementi più rilevanti, grazie a un'intensa attività
promo-pubblicitaria realizzata dai maggiori competitor.
Il caffè in capsule, infatti, permette di fidelizzare il consumatore
interponendo una barriera fisica all'infedeltà,
rappresentata dall'hardware necessario per “spillare” la
bevanda. Uno scoglio, questo, che impedisce al consumatore
di spostarsi da un brand all'altro, sfruttato in
chiave di marketing attraverso la creazione di un mondo
valoriale riferito alla comunità degli utilizzatori come a
un insieme ristretto: “solo” per loro, i brand sviluppano
soluzioni ad hoc, edizioni limitate e gamme premium a
maggiore valore aggiunto.

Intervengono
Finiper, Marco Peduzzi
Sisa, Danilo Preto

Segue un'analisi Nielsen
Trend di crescita stupefacente
e destinato a durare ancora per molto

Conclude
Flavia Rubino di www.TheTalkingVillage.it
La praticità e la buona qualità rendono attraente
la macchina per farsi un caffè espresso

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Mercato | Gdoweek | 15 novembre 2010 |

Partnership Eridania e Cristal Union per zucchero e dolcificanti

Accordo abbastanza articolato fra Eridania Sadam e Cristal Union per il controllo di Eridania Italia e di conseguenza della vendita e distribuzione dei prodotti zucchero, dolcificanti e altri prodotti alimentari sul mercato italiano.

Eridania Sadam - parte del Gruppo Maccaferri - gruppo italiano attivo nello zucchero, dolcificanti e altri prodotti alimentari, controllerà il 51% di Eridania Italia a cui contribuirà i propri marchi e gli impianti di confezionamento. Cristal Union, operatore francese attivo nello zucchero, alcool ed etanolo, acquisirà la rimanente quota azionaria del 49% in Eridania Italia attraverso un aumento di capitale.
A
Eridania Italia i compiti di commercializzare e distribuire i prodotti.

Accordo di lungo periodo
Eridania Sadam e Cristal Union hanno sottoscritto un accordo di lungo periodo con Eridania Italia per la fornitura di zucchero, dolcificanti e altri prodotti correlati. 
Nell'ambito di tale accordo Eridania Sadam farà confluire in Eridania Italia i propri marchi dello zucchero, tra cui Eridania, Zefiro e Tropical e lo stabilimento di Russi (Ravenna) attivo nel confezionamento dello zucchero. L'impianto di Russi, della capacità di circa 150 mila tonnellate all'anno, è tra le maggiori unità produttive in Europa attive nel confezionamento dello zucchero.
La partnership permetterà ad Eridania Italia di mantenere la leadership nel segmento retail del mercato italiano dello zucchero e di rafforzare ulteriormente la posizione nel segmento industria. Eridania Italia sarà anche il distributore esclusivo sul mercato italiano di alcuni marchi di proprietà di Eridania Sadam, tra cui Diete.tic (dolcificanti) e altre specialità fornite da Cristal Union.

Il management
Il nuovo consiglio di amministrazione ha confermato Massimo Maccaferri quale presidente e Daniele Bragaglia quale Ad. Alain Commissaire, Ad di Cristal Union, è stato nominato vice-presidente.

Massimo Maccaferri, presidente di Eridania Sadam, ha dichiarato: “Siamo estremamente soddisfatti di questa joint venture; Cristal Union è un operatore leader in Europa nello zucchero ed il partner ideale per rafforzare la nostra posizione sul mercato italiano. Lo zucchero è il nostro core business e la nostra ambizione è quella di offrire ai nostri clienti nei canali retail e industria soluzioni innovative e complementari. Tramite questa joint venture, Eridania Italia beneficerà di una fornitura garantita di zucchero dai suoi soci, oltre a un impegno congiunto nel marketing e nella ricerca e sviluppo volto a migliorare l'offerta di prodotti saccariferi”.

Queste invece le parole di Alain Commissaire, Amministratore Delegato di Cristal Union: “Il Gruppo Maccaferri è attivo in diversi settori tra cui le biomasse e le energie rinnovabili e opera in numerosi Paesi tra cui il Brasile per le sue attività nel trading internazionale di zucchero. Questa nuova alleanza mediterranea è complementare al nostro investimento in Algeria ed è parte integrante della nostra strategia globale di sviluppo”.
Eridania Sadam è stata assistita da Rabobank International e Studio Massardi. Cristal Union è stata assistita da Olswang France e Mazars.

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