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Università di Parma, parte l’Rfid Fashion Store

L'Rfid Lab dell'Università degli Studi di Parma ha presentato i primi risultati del progetto “L'impatto della tecnologia Rfid nella supply chain fashion”. Un business case il cui risultato finale ha stabilito il ritorno dell'investimento derivante dalla gestione della supply chain fashion mediante tecnologia Rfid ed Epc Network. A completamento di tale studio è stata effettuata anche una campagna di test tecnologici per valutare le prestazioni della tecnologia Rfid applicata ai prodotti tessili. I risultati della ricerca “L'impatto della tecnologia Rfid nella supply chain fashion” hanno individuato nel punto vendita l'elemento della supply chain in cui i benefici della tecnologia Rfid sono maggiori.

Pdv in scala 1:1

Per questa ragione è stato avviato il progetto “Rfid Fashion Store”, il cui scopo è la realizzazione di
un punto vendita retail in scala 1:1, da utilizzare come ambiente dimostrativo in cui testare
l'applicazione delle tecnologie Rfid hardware e software per la gestione dei processi di punto
vendita e valutarne sul campo i relativi benefici quantitativi. L'Rfid Fashion Store si estende su una superficie di circa 30 mq ed è fisicamente ubicato presso l'Rfid Lab - Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università degli Studi di Parma.

Sistema Rfid integrato

I membri del Board of Advisors fashion hanno fornito ad Rfid Lab i capi di abbigliamento da loro
trattati (quali capi appesi, stesi, accessori, intimo, sportsware, etc.) da utilizzare per le
sperimentazioni, mentre un pool di partner tecnologici ha messo a disposizione l'infrastruttura e le
risorse tecnologiche hardware e software necessarie per la sperimentazione.
In particolare, Microsoft e Id-Solutions, spin-off dell'Università degli Studi di Parma, sono alliance
partner dell'iniziativa. Le due aziende, oltre ad aver finanziato l'iniziativa, hanno realizzato un
sistema Rfid integrato, in grado di gestire i processi di filiera, a partire dalla preparazione
dell'ordine e spedizione dei capi dal centro di distribuzione fino al check out sul punto vendita. La
soluzione, sviluppata e integrata dal team di Id-Solutions, si basa su piattaforma Microsoft Biztalk
Rfid
e integra i dispositivi Rfid forniti dagli altri partner tecnologici.

Su Gdoweek 478, in uscita il 24 aprile, un approfondimento su RFID e moda ...

RobilantAssociati sul podio del 14°Concorso Internazionale di Packaging del Vinitaly

RobilantAssociati si aggiudica due premi al 14° Concorso Internazionale di Packaging organizzato nell'ambito di Vinitaly, per la categoria “Confezioni di vini spumanti”.

L'Etichetta d'Oro è stata assegnata al pack ideato per Ferrari Perlè Nero (F.lli Lunelli Spa). Un Blanc de Noirs realizzato con uve di Pinot Nero vinificate in bianco e lasciate invecchiare oltre 66 mesi, prodotto di punta della linea Perlè, per il quale l'agenzia ha individuato un rimando diretto tra la rarità della Perla Nera e delle sue cromie e l'unicità di Perlè Nero, portando alla luce una ricercata combinazione di sfumature di nero e platino.

L'Etichetta di Bronzo è andata al Madreperla (Terre Cortesi Moncaro), un brut caratterizzato da una particolare sfumatura ramata. Per esprimerne la morbidezza e la delicatezza, è stata individuata una forma vetro sinuosa ed elegante. Ricercata anche l'etichetta dalla forma inusuale, in grado di dare adeguato rilievo a tutti gli elementi dell'identità sfruttando al meglio il ridotto spazio etichettabile che caratterizza questa forma di bottiglia (clavetta).

Grazie alla competenza sviluppata nel settore del wine branding, RobilantAssociati conta fra i propri clienti oltre a illlustri cantine italiane anche aziende di rilievo internazionale come Pernod Ricard, Jacob's Creek e Montana Wines.

Il nuovo Iper del c.c.i. Il Destriero

Pubblicità online, nel 2009 la crescita sarà del 13,7%

Secondo Iab Italia gli investimenti pubblicitari su Internet nel 2009 continuerano a crescere a due cifre. In particolare, l'associazione ritiene probabile un + 13,7% rispetto al 2008, per un valore complessivo del mercato di 931,35 milioni di euro. Questo alla luce dell'andamento dell'advertising online registrato nel primo trimestre dell'anno.

Rispetto ai singoli veicoli pubblicitari che caratterizzano il Web, si stima una crescita del settore Display pari al 10%, per un valore di 355,3 milioni di euro, mentre il Search dovrebbe salire del 20% raggiungendo un fatturato di 342 milioni di euro. La previsione per “classified/directories” è del +12%, per un valore totale di oltre 190,4 milioni di euro, mentre per l'e-mail marketing si stima un +5% a quota 22,05 milioni di euro. Si prevede inoltre un incremento dell'8% per il Mobile, per un totale di 21,6 milioni di euro.

Per comporre i 931,35 milioni di euro, IAB Italia è partita dalla base della rilevazione Fcp Assointernet e Nielsen Media Research che comprende il fatturato delle principali concessionarie online, soprattutto di quelle operanti nel Display advertising (i classici banner, nei vari formati), ma ha aggiunto una stima delle concessionarie non dichiaranti sia sul Display che sull'e-mail marketing, una stima del mercato del Search, una stima del mercato delle Directories e una migliore stima del mercato Mobile.
L'andamento stimato per il settore segna dunque un netto rallentamento rispetto ai trend degli anni passati (nel 2007 l'aumento è stato del 40,6%, sceso però a + 19,2% già nel 2008). Secondo Layla Pavone, Presidente IAB Italia, questi numeri sono tuttavia da considerarsi assai positivamente, alla luce della crisi economica in atto, e confermano la fiducia accordata al potenziale dei media digitali rispetto a quelli tradizionali.

Coop Adriatica e consumatori Nordest sostengono con il 10% di sconto i disoccupati

Un investimento di 5 milioni di euro per sostenere oltre 100 mila i potenziali beneficiari, che potranno così fare la spesa con uno sconto del 10%. Sono le cifre dell’iniziativa di Coop Adriatica Coop Consumatori Nordest, che partirà il 14 aprile e durerà 12 settimane.
Nelle sei regioni in cui sono presenti i 233 punti di vendita delle due Cooperative -gran parte dell'Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, le Marche e l'Abruzzo, più le aree di Mantova e Brescia in Lombardia- si stima che la platea dei potenziali beneficiari sia di oltre 100 mila persone. Lo sconto è valido su una spesa settimanale fino a 60 euro, e consentirà ai beneficiari un risparmio massimo di 72 euro nell'intero periodo.
"Si tratta di un intervento straordinario che interpreta la nostra missione mutualistica -spiegano i presidenti di Coop Adriatica e Coop Consumatori Nordest, Gilberto Coffari e Marco Pedroni-. Vogliamo dare un sostegno concreto, anche se temporaneo e certamente non risolutivo, a chi oggi sta pagando di più la crisi. Non abbiamo la pretesa di sostituirci alle istituzioni: ci auguriamo anzi che anche altre realtà imprenditoriali e sociali diano il proprio contributo per fronteggiare l'emergenza occupazione".

Per chi è valida l’iniziativa
In base alle prime stime, l'iniziativa comporterà un investimento complessivo, per le due Cooperative, di almeno 5 milioni di euro, ma è difficile valutare quanti dei potenziali beneficiari aderiranno.
Per usufruire dello sconto occorre essere soci di Coop Adriatica o di Coop Nord Est; chi non lo è già potrà associarsi, ricevendo un ulteriore buono spesa che compenserà totalmente o parzialmente la quota sociale. Quindi, da martedì 6 aprile basterà presentarsi all'ufficio soci dei 24 ipercoop e 209 supermercati Coop coinvolti, con un documento rilasciato dal datore di lavoro che comprovi la condizione occupazionale a partire dallo scorso ottobre: la lettera di licenziamento per ridimensionamento aziendale o chiusura dell'attività, una dichiarazione attestante la cassa integrazione ordinaria o straordinaria, o, ancora, il contratto di solidarietà.
Ciascun beneficiario riceverà dunque quattro buoni sconto del 10%, validi ciascuno per una settimana, fino al 5 luglio.
La riduzione sullo scontrino è valida su qualunque prodotto, compresi gli articoli già in promozione, con le sole eccezioni di farmaci, giornali e riviste, che per legge non possono essere scontati. Non si ha invece diritto ai buoni se la rottura del rapporto di lavoro è dovuta a licenziamento per giusta causa o a giustificato motivo soggettivo o per dimissioni. L'attestazione andrà esibita ogni mese, proprio nella speranza che le persone restino il meno possibile in condizione di difficoltà.
Per evitare disagi, i buoni si presenteranno in forma sobria e anonima, e riporteranno la semplice dicitura: "Valido per uno sconto del 10%".

Vending: il fatturato 2008 tiene, ma grazie all’ampliamento della rete

In occasione del trentennale, Confida -Associazione Italiana della distribuzione automatica- ha presentato oggi a Roma il proprio studio 2008 sul vending in Italia.
Le principali evidenze riguardano la crescita della diffusione dei distributori automatici (+9,47%) passati dalle 2.083.000 unità del 2007 alle 2.280.161 del 2008.
In crescita, anche se di solo mezzo punto percentuale (0,5%), il numero totale di consumazioni che sale da 6.309.000.000 a 6.340.303.000. In lieve flessione, ma di fatto stabile, il fatturato: da 2.723,6 a 2.714,7 milioni di euro (-0,33%).

Diffusione e location dei distributori
I distributori automatici si confermano maggiormente diffusi nei luoghi chiusi e in particolare in uffici e aziende (90,4%, contro il 90,1% del 2007).
Stabili i luoghi aperti al pubblico come metrò e stazioni (0,5%). Enti pubblici (ospedali e ministeri) e scuole-università toccano rispettivamente una quota del 3,9% e 5,2%.

L'aumento della diffusione si registra in tutti i settori (Ocs, Vending-Free Standing e Vending-Table Top) con una crescita più consistente nell'Ocs (da 1.500.000 a 1.635.000 unità, pari al +9,00%), seguita dal Table Top (+6,43%, da 158.000 a 168.164) e dal Free Standing (+2,89%, da 173.000 a 177.997).

Il gradimento dei prodotti erogati
Le bevande calde hanno raggiunto un numero di consumazioni pari a 4.420.303.000, pari a un fatturato di 1.386.276.232 euro. Il caffè in grani supera la metà del consumo (55,20%) seguito da caffè porzionato (26,50%), altre bevande (15,30%) e caffè solubile (3,00%).

Nelle bevande fredde (1.050.000.000 prodotti e 378.000.000 di euro di fatturato), l'acqua è ovviamente il prodotto più venduto con una quota del 58,70%, cui seguono lattine (29,90%), succhi di frutta (6,30%) e bevande PET (5,10%).

Negli snack monoporzione, la battaglia tra dolce e salato è vinta dal primo: 41,40% contro 40,05%. Al dolce si aggiunge il solo cioccolato con un 10,80% e poi prodotti freschi (7,30%), gelati (0,30%), surgelati (0,10%) e prodotti non alimentari (0,05%). La quantità di snack venduti nel 2008 tocca gli 870.000.000 con un fatturato di 330.600.000 di euro.
I cambiamenti in corso riguardano, per esempio, i nuovi alimenti freschi che sempre di più si stanno diffondendo in questo canale. Sono in studio anche alimenti da distribuire automaticamente, rivolti alla popolazione straniera ed extracomunitaria, che sempre di più vive e lavora nel nostro Paese.

Burger King apre a Rimini

Continua il piano di espansione di Burger King in Italia, che il prossimo 6 aprile inaugura a Rimini la 52 esima apertura.
Situato in Piazzale Cesare Battisti, di fronte alla stazione ferroviaria, il nuovo locale - 62 posti a sedere all’interno e 25 addetti- sarà gestito in franchising da Finifast.
La società modenese -specializzata nella ristorazione commerciale, in particolare autostradale e aeroportuale- già gestisce un fast food della catena statunitense e a breve ci sarà una terza apertura, a dimostrazione della stretta collaborazione esistente tra le due aziende.

Il piano di sviluppo quinquennale

Burger King in Italia -che, entro giugno 2009, prevede l’apertura di altri 8 fast food- prevede l’apertura di 150 ristoranti nei prossimi cinque anni, con l’obiettivo di mantenere una media di 30 aperture all’anno e di puntare a una copertura capillare del Paese con 300 punti di vendita.

Levoni investe nella formazione al trade

Da sempre orientata al canale tradizionale, Levoni ha scelto di investire le proprie risorse in un progetto di formazione a lungo termine -denominato "Il Maialino d'Argento"- che si pone l'obiettivo di implementare le conoscenze e gli strumenti necessari al salumiere per diventare un vero e proprio consulente al servizio della clientela, anche di quella più esigente.

Salumieri alfieri della qualità Levoni
Promosso e organizzato dall'azienda mantovana, il percorso formativo è partito nel primo semestre del 2008 e ha già coinvolto più di 1.000 salumieri.

I corsi si svolgono in tutta Italia nella mezza giornata di chiusura infrasettimanale dei negozi.

Le tematiche trattate nei primi tre moduli del corso sono: tecniche di degustazione dei salumi; modalità per presentare al meglio i prodotti all'interno del punto di vendita e la comunicazione con il cliente.

Intervista con Giorgio Santambrogio sulla trasformazione di Interdis

“Saremo sempre più propulsori di idee e servizi ad alto valore aggiunto: questo è il nostro obiettivo strategico per il prossimo triennio. Vogliamo accreditarci come un unico organismo societario in grado di fornire ai nostri soci strumenti di marketing, commerciali e finanziari che li mettano in condizione di competere al meglio nel mercato odierno”. Non c'è dubbio, Interdis, gruppo della d.o., forte di 30 associati e presente in tutta Italia con molteplici insegne, sta vivendo un momento di forte evoluzione, di maturazione importante, come conferma a Gdoweek Giorgio Santambrogio, direttore generale marketing: “Una trasformazione che farà di Interdis non più un arcipelago, ma una penisola, grazie soprattutto a un'intelligente razionalizzazione delle insegne”.

È la fine dell'approccio multinsegna, tradizione storica della d.o.?

In parte sì. Oggi gestiamo centinaia di pdv Dimeglio, altrettanti Sidis, ma altre 97 insegne, tra cui Nonna Isa, Migross e Alvi, per citarne alcune. Ma i tempi cambiano e vogliamo, anzi dobbiamo arrivare a poche insegne forti a livello nazionale, clusterizzate del supermercato.

Un traguardo ambizioso e complesso anche per chi ha già vissuto le esperienze di Sidis e Dimeglio ...

Si tratta di un processo lento, che terrà conto delle radici storiche delle imprese e della volontà degli imprenditori. Sarà un lavoro culturale, ottimizzato con logiche di geomarketing. Del resto è una strada obbligata per restare uno dei principali gruppi italiani con una centrale moderna.

Come sta cambiando il suo ruolo?

Interdis si sta trasformando sempre di più in centrale di servizi ad ampio raggio: quindi oltre il marketing, stiamo sviluppando società ad hoc per la progettazione e i finanziamenti interni, per l'erogazione di nuovi business come assicurazioni, pacchetti finanziari, viaggi, benzina ecc.

Una trasformazione del concetto di d.o., ammesso che esista ancora …

Se per d.o. intendiamo unità di vendita in franchising, mediamente piccole, con ruolo di attrazione e di prossimità, la d.o. esiste, è sana e ben più forte della gd, termine con il quale si identificano grandi imprese succursaliste con store di grandi dimensioni. Certo la d.o. deve dimostrare di sapersi evolvere verso centrali di servizio, tralasciando l'area degli acquisti, di pertinenza esclusiva delle supercentrali.

Eppure è nei pdv in franchising di piccola dimensione che la gd ha guadagnato terreno in questi anni ...

È la conferma che il dizionario usato finora non è più adatto: forse Gs e Sma diventano d.o. perché hanno reti in franchising, o Interdis è gd perché fa parte di una supercentrale? No. Sono cambiati contesti e i ruoli di riferimento e la d.o. evoluta deve adeguarsi.

Quali gli altri progetti in cantiere?

Uno dei must è la creazione di multicedi, per rendere il sistema più efficiente. Nel 2008, ne abbiamo già realizzati due all'interno del gruppo e nel 2009 lavoreremo per realizzarne altri, per ottenere maggiori risparmi e diminuire i punti decisionali. Per questo, per facilitare i processi, stiamo anche riscrivendo statuti e regolamenti.

Oltre che razionalizzare le realtà esistenti, bisogna attirare nuovi soci ...

Infatti, stiamo lavorando intensamente per aumentare la massa critica e crescere in numerica e ponderata. Va detto che alcuni imprenditori, pur avendo lasciato la nostra organizzazione, continuano a utilizzare l'insegna Sidis, grazie a un mandato che ne permette l'utilizzo, escludendo le dinamiche commerciali.

Se fosse un imprenditore locale, perché sceglierebbe Interdis?

Per la velocità dei processi. Otto mesi fa, abbiamo deciso di lanciare il progetto assicurazioni, diventato operativo a metà novembre. è la dimostrazione della nostra capacità di percepire un piccolo segnale, verificarne la fattibilità e realizzarlo in tempi brevi con il coinvolgimento e l'approvazione dei soci. Tutto ciò è possibile per la presenza di consiglieri d'amministrazione con capacità decisionali a livello locale, in grado di leggere il territorio e attivarsi velocemente con soluzioni coerenti. Inoltre, abbiamo attuato un circolo virtuoso delle best practises locali grazie a riunioni mensili con i 30 direttori marketing dei nostri soci, per analizzare e condividere i risultati e capirne la replicabilità. Un filo molto diretto!

Parliamo di private label.

È come per il sesso: più se ne parla, meno se ne fa. Invece, vorrei vedere la quota crescere, ma il sistema Italia è ancora arretrato, con un'industria di marca forte e in grado, con le sue leve economiche -fuori fattura, listing fee, miglioramenti contrattuali per estensioni di gamma- di inibire lo sviluppo endogeno delle Pl. In più, si parla delle Pl come se fossero adeguate a tutte le categorie, ma è un luogo comune, che non risponde a logiche industriali e commerciali premianti.

Quindi, la soluzione di Interdis è ...

Essere presenti nelle categorie chiave, piuttosto che ovunque, ma senz'anima. Per questo stiamo lavorando sul concetto del posizionamento della marca commerciale (premium, basic e insegna) in una stessa categoria.

Quale il numero ideale di categorie da trattare?

Tra 140 e 160, come dimostrano le nostre analisi della concorrenza. L'obiettivo è la razionalizzazione assortimentale di categoria e intra-categoria, lavorando con logiche industriali. A breve, lanceremo anche sedici nuove categorie, food e non food basico; mentre, sta arrivando a scaffale la nuova linea Tipicamente Italiano, marchio premium dedicato a tipicità regionali nei freschi e freschissimi, caratterizzati da un'omogeneità qualitativa e di posizionamento, grazie alla possibilità di scelta tra più copacker, in modo da sostituire i follower generalisti.

È questo l'approccio industriale cui si riferiva?

No. Intendo un cambio di ruolo di Interdis: vogliamo diventare fornitori interni di marca, che seguono logiche industriali per lanci di prodotto, studio della concorrenza, prezzo d'acquisto, packaging. Per questo, abbiamo assunto un brand manager, che si occuperà di spingere le Pl presso tutti i nostri soci.

Non abbiamo ancora parlato di format di vendita ...

Parola di moda, che indica, in realtà, un lavoro molto complesso. Saremmo già a buon punto se lavorassimo solo sulla struttura fisica del pdv ... Per questo, preferiamo lavorare sui processi, con l'idea di trasformare in eccellenza anche quei pdv la cui struttura fisica non lo permetterebbe, utilizzando strumenti diversi: dal ricorso al Mistery Shopper alla formazione del personale e del management delle imprese socie. Un lavoro stimolante che richiederà tutta la nostra attenzione.

Marina Bassi, Cristina Lazzati

Obiettivi di crescita per Conad del Tirreno

Conad del Tirreno ha presentato il piano di sviluppo per il triennio 2009-2011, che prevede investimenti per 200 milioni di euro per lo sviluppo della rete di vendita.
Il piano, che coinvolgerà tutte le aree in cui il gruppo è presente con i suoi associati -distribuiti tra Toscana, Lazio, Sardegna e la provincia di La Spezia- consentirà alla cooperativa la creazione di 1.200 nuovi posti di lavoro e un incremento del giro d'affari di 350 milioni di euro.

Le previsioni per il 2009

Grazie anche alle recentissime operazioni di sviluppo in Sardegna, dove ha acquisto la catena Multimarket, e in Lazio con l'acquisizione di nuovi soci della catena di supermercati Sir, Conad Tirreno prevede di portare la propria rete a 332 punti di vendita (a insegna Margherita, Conad City, Conad, Conad Superstore e E.Leclerc Conad) con oltre 7.000 occupati e un giro d'affari complessivo di circa 2 miliardi di euro, in crescita del 20% rispetto all'anno precedente.

Federdistribuzione: gli italiani comprano sempre di più nei festivi

Stamane Federdistribuzione ha presentato i dati della seconda edizione della ricerca sviluppata dal Cermes dell'Università Bocconi di Milano sugli italiani e sulle aperture durante i giorni festivi.
Secondo lo studio, è aumentata rispetto al 2006 la percentuale di acquisti effettuata durante la domenica, in particolare nel formato supermercato e outlet.

                                           2006      2008

 Supermercati  65,4%  71,3%
 Centri Commerciali  56,8%  59,8%
 Negozi sotto casa  37,8%  40,2%
 Outlet  24,6%  30,5%

Fonte: Cermes-Bocconi
Cresce anche il numero di aperture domenicali richieste dagli utenti intervistati: se nel 2006 erano 25/anno, ora sono diventate 29.
Il responsabile dell’indagine, Roberto Ravazzoni, ha così commentato: "la ricerca fotografa un aumento della richiesta di servizio al settore del commercio e le aperture domenicali rispondono a questo bisogno. Cresce, infatti, la componente di chi compra la domenica, perché non ha tempo negli altri giorni. Gli italiani vogliono dunque sempre più che il commercio si adegui velocemente ai loro nuovi stili di vita, che offra loro un vero servizio. Vogliono cioè avere l’opportunità di gestire con la massima libertà il proprio tempo”.

Maggiore libertà d'impresa
Per poter rispondere a questa esigenza e con l'obiettivo di contribuire allo sviluppo del Paese, ovviamente la distribuzione ha bisogno di maggiore libertà per le proprie scelte gestionali e auspica di poter agire sul territorio senza vincoli che imbriglino l’attività dell’impresa. Questo però non significa volere assenza di regole. “Una maggiore libertà d’impresa non significa chiedere una deregulation totale -dichiara Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione- per noi significa piuttosto creare i presupposti affinché le esigenze delle istituzioni, dei cittadini e della società nel suo complesso vengano soddisfatte nel modo più efficiente ed efficace possibile, regolamentando per norme gli aspetti necessari (sicurezza, piani urbanistici ecc), ma lasciando che domanda e offerta di prodotti e servizi trovino un punto di equilibrio che massimizzi la soddisfazione per entrambi. È questo un appello che rivolgiamo prevalentemente alle Regioni, affinché collaborino all’impostazione di un sistema commerciale moderno e capace di rispondere ai bisogni dei consumatori".

Secondo Assocasa tiene il mercato dei detersivi

“Il mercato è difficile anche se il nostro settore tiene, i driver di sviluppo per i prossimi anni sono sia l'innovazione di prodotto, cui il nostro settore è vocato per definizione, sia un maggiore impegno per la sostenibilità con il necessario supporto di strategie di marketing”.
La dichiarazione è di Vincenzo Vitelli, il presidente di Assocasa che ha presentato i dati dell'Osservatorio del mercato dei detergenti e prodotti per la casa.
Nell'ultimo semestre la spesa per i prodotti del settore “casa” non ha subito flessioni, nonostante il calo generalizzato dei consumi. Il risultato complessivo del +1,3% è stato ottenuto grazie al contenimento dei prezzi da parte dei produttori.

I comparti
Il sottocomparto detersivi - che vale quasi 2 miliardi di euro al consumo - risulta complessivamente stabile (+ 0,1% a valore).
In costante diminuzione i detersivi per lavatrice in polvere (-8,7%), mentre i liquidi continuano con il trend di crescita. Per quanto riguarda i coadiuvanti del lavaggio (700 milioni il fatturato) continua l'espansione (+2.2%) grazie ad un forte contenuto di innovazione sia a livello di formulazione, sia di praticità e risparmio di tempo. Si mantengono dinamici in particolare gli additivi trainati dalle funzioni acchiappacolori, sbiancanti ecc. (+8,3%) e gli ammorbidenti (+4,2%). Altri segmenti in espansione sono i disinfettanti per indumenti (+1,6%).
I prodotti per la manutenzione il cui fatturato si aggira intorno al miliardo di euro, mostrano un leggero rialzo (+0,3%). Da segnalare il lancio di prodotti innovativi nel settore dei deodoranti ambientali. Altri segmenti in espansione sono i pulitori per vetri e, in misura minore, i detergenti per pavimenti.

Bilancio 2008 positivo per le vendite a domicilio

Prosegue il trend positivo che da sei anni contraddistingue il giro d'affari delle aziende associate Avedisco (Associazione vendite dirette servizio consumatori).  Il fatturato 2008 sfiora 1,4 miliardi di euro, evidenziando un incremento del 4,6% sul 2007.

Circa la metà del fatturato è data dai beni durevoli per la casa
Il comparto che ha registrato le migliori performance è quello della “cosmesi e accessori moda” (+12,9% a valore), seguito da “alimentare/nutrizionale” (+7%).
Positivo anche il risultato dei “beni durevoli casa” (+3,2%) che si conferma il comparto trainante della vendita a domicilio con una quota di mercato del 47%.
Invariati rispetto al 2007, i “beni di consumo casa” e il “tessile”. Segno negativo per i “servizi” in calo del 32,6%.

Gli operatori del settore vendita a domicilio hanno superato le 240mila unità (+9,9% sul 2007).

Sigma si prepara al grande salto

“I prodotti a marchio del distributore rappresentano la leva strategica su cui intendiamo lavorare per rafforzare la nostra posizione sul mercato. Per questo, il nostro primo obiettivo è di incrementare la loro quota di almeno 5 punti nei prossimi due anni”. Questa la premessa indicata da Paolo Palomba, direttore commerciale e marketing di Sigma, nel corso della convention dedicata al futuro di Sigma e al ruolo delle Pl, le cui nuove frontiere sono state evidenziate dall'intervento di Daniele Fornari del Cermes.

Attualmente Sigma opera con un portafoglio di circa 1.200 referenze a cui, dal 2007, si è aggiunta la linea premium Scelto, ad oggi 70 referenze, che quest'anno si arricchirà di altri 40 item.

Per centrare gli obiettivi, è stato sottolineata la richiesta di partnership più attive con il mondo dell'industria di marca, alla quale viene chiesto uno sforzo aggiuntivo in termini di innovazione, intesa in tutte le accezioni, dalla composizione del prodotto fino all'imballaggio.

I numeri di Sigma

Il gruppo ha chiuso il 2008 con un fatturato che si attesta a 2,85 mld di euro, generato da una rete di oltre 2.000 pdv, segmentati per diverse tipologie, con uno zoccolo duro nel vicinato e nella prossimità.
Particolarmente interessante le performance della rete di convenience SuperDay, format sviluppato prevalentemente da Realco, che oggi può contare su una rete di 30 pdv, alcuni dei quali muniti anche di vending machine con una 50 di prodotti disponibili. La rete al momento è presente soprattutto in Emilia-Romagna, ma l'obiettivo è di ampliare il raggio d'azione anche in altre aree. In questo senso, altre aziende socie stanno dimostrando il loro interesse che porterà all'apertura di nuovi pdv in altre regioni entro l'anno, a partire da Bari e Cagliari.

La rete di Sigma

Vicinato 1.029
 Superette    500
 Supermercati e convenience    400
 Superstore      15
 Discount      82
 Cash and carry      13

Temporary restaurant di Philadelphia nel California Bakery di Milano

Il temporary store è sempre più trendy e le brand major ne stanno facendo un largo uso. Il concept di temporary è però assai meno sfruttato nell'ambito della ristorazione, a cui ha invece pensato Kraft sia per far scoprire come utilizzare con fantasia il classico Philadelphia sia per presentare il restyling delle confezioni dello storico formaggio spalmabile.

Affinità di stile
Kraft, per il suo temporary Philadelphia Kitchen, ha scelto la catena di prodotti da forno California Bakery (quello di piazza Sant'Eustorgio a Milano): “un connubio che nasce dall'amore che entrambi hanno per la cura degli ingredienti e la dedizione per l'ospitalità” dichiarano le aziende.
Dal 6 maggio, nel Philadelphia Kitchen sono previsti diversi eventi -jazz live e musica classica, gastronomia e corsi di cucina per adulti e bambini, tapas time e picnic brunch- che  daranno la possibilità di assaporare il formaggio Philadelphia declinato in originali ricettazioni.

Concept innovativo per il franchising del Salumificio Dentesano

Il primo negozio Sergio Dentesano, la salumeria friulana apre, in partnership con Nerocaffè, il prossimo 11 aprile, all’interno del centro commerciale Alpe Adria di Cassacco (UD).
Esteso su una superficie di 130 mq, più altri 50 mq situati all’esterno per i tavolini, lo store si articola in diverse aree corner per la degustazione di prodotti caldi e freddi.
“La filosofia – dice Giacomo Guarnieri, direttore commerciale di Dentesano- è quella di una ristorazione slow & fast insieme, dove ci si può godere il pasto fuori casa con specialità d’asporto anche per il consumo casalingo. I prezzi sono come quelli di una normale salumeria: tutto è venduto a peso, anche per sedersi e degustare, e affettato al momento”. Pare che nel progetto originale, fosse stata trascurata l’ipotesi di abbinare al locale anche la vendita in asporto, ma dopo alcuni area test è si è verificato che l’interesse del consumatore ad acquistare i prodotti degustati era davvero elevata.

Italiana all’estero
Il progetto, che prevede uno sviluppo negli attuali 9 locali di Nerocaffè, avrà un’ulteriore espansione anche all’estero: il prossimo sarà infatti inaugurato a Stoccarda, in Germania e, entro la fine dell’anno, dovrebbe aprire anche a Dubai. All’estero però, non sarà enfatizzato il prodotto friulano, ma il made in Italy: infatti l’insegna sarà Sergio Dentesano, la salumeria italiana.

Nuova location per l’Eataly di New York

Con il suo concept di supermercato-ristorante dai prezzi democratici anche per il cibo di nicchia e del territorio, Eataly è un luogo di cui tutti parlano, a cui molti si ispirano e che, ben venga, si riproduce nel mondo. E pare che l’attesa verso l'apertura anche oltreoceano, che avrebbe dovuto realizzarsi nella città della grande mela nei pressi del Rockefeller Center, stia per terminare.

A New York si raddoppia
Infatti, secondo quanto riportato dal NewYork Times, il tempio del cibo italiano e artigianale avrà la sua location a Manhattan: il B&B Hospitality Group, che gestisce i locali ristoranti Bastianich e Batali, dovrebbe firmare, entro la fine di marzo, un accordo con Oscar Farinetti e Luca Bassigo per l’affitto di circa 60mila mq di un’area collocata tra Union Square e Madison Square. Quindi, se le negoziazioni andranno a buon fine, l’Eataly di New York si svilupperà su una superficie doppia rispetto a quella di Torino e, secondo quanto dichiarato da Farinetti al quotidiano newyorkese, proporrà per l’80% prodotti originali made in Italy, mentre il resto dell’assortimento sarà realizzato negli States, sotto la supervisione di Slow Food.

Credito al consumo in rallentamento

Rallenta la dinamica del credito al consumo. I dati aggiornati a tutto gennaio 2009 e resi noti da Assofin, l'Associazione che raggruppa la quasi totalità delle società finanziarie, segnalano un incremento del fatturato globale su base annua dell'1,4% e delle operazioni finanziate dell'8,4%. Sono dati che si legano molto strettamente alla crisi economica, soprattutto se si considera che il piccolo saldo positivo è tutto legato all'incremento dei prestiti personali (quelli di norma legati a difficoltà economiche della famiglia e non finalizzati a consumi) e dell'aumento delle forme di prestito legate alla “cessione del quinto”.

Prestiti finalizzati giù
Buona la dinamica delle carte di credito (+7,2%) anche se in un recente incontro con la stampa Visa e Bankamericard hanno espresso previsioni prudenti sull'anno in corso. Tutte le forme di prestito finalizzato sono in caduta e, nella lettura dei dati che presentiamo in tabella, bisogna anche tenere presente che negli importi sono conteggiati anche i finanziamenti a tasso zero. Particolarmente pesante la crisi del finanziamento per gli elettrodomestici con -21,5%.

Il credito al consumo

Tipologia Valore Var. annua
 Prestiti personali  21.718.177  10,9%
 Auto e moto  18.421.135  -13,7%
 Elettrodomestici  1.104.314  -21,5%
 Arredamento  1.838.785  -10,7%
 Altri beni  1.921.853  -1,7%
 Carte di credito  9.927.447  7,2%
 Cessione quinto  5.315.274  39,3%
 Totale  60.657.082  1,4%

 Fonte: Assofin

McDonald’s cresce e guarda ai consumatori di fascia alta

La recessione globale si fa sentire e i bilanci delle aziende, grandi e piccole, tendono sempre di più verso il rosso. Eppure c'è una compagnia, un marchio simbolo della globalizzazione, che a gennaio 2009 ha incrementato le proprie vendite del 7,1% in Europa e del 5,4% negli Usa. Stiamo parlando di McDonald's: B2B24.it ha approfondito la situazione della compagnia nel mercato italiano con Marco Ferrero, Marketing e Communication Manager di McDonald's Italia.

La crisi economica è diffusa, eppure i numeri che arrivano da Europa e Stati Uniti sembrano per voi molti positivi. Anche McDonald's Italia è interessata da questo trend?
Fortunatamente anche noi stiamo vivendo un momento molto positivo. Negli ultimi 14 mesi (gennaio 2008-febbraio 2009) la nostra crescita sulle vendite comparabili, ovvero sui locali aperti da almeno 1 anno, è stata superiore al 6%. Se consideriamo invece anche le nuove aperture, abbiamo aumentato il fatturato del 12%. In particolare nel periodo gennaio-febbraio 2009 l'incremento comparabile è stato del 6,1%: il dato deriva da un ottimo andamento delle vendite di gennaio, in cui siamo cresciuti di oltre 14 punti, grazie anche a un calendario favorevole. A febbraio siamo riusciti a conservare il segno positivo, nonostante la giornata in meno rispetto al 2008. Voglio però sottolineare come questa nostra crescita duri ormai stabilmente da sei anni e ci sia nonostante la crisi e non grazie ad essa.

Dunque la tesi riportata in questi giorni dai mass media, ovvero che il vostro successo dipenda dal fatto che in tempi di crisi le persone scelgano McDonald's per risparmiare, è una spiegazione troppo semplicistica?
 È assolutamente riduttiva, anche perché in realtà stiamo assistendo a un fenomeno molto diverso. È vero che stiamo beneficiando della visita di qualche consumatore che magari rinuncia a pasti più dispendiosi, ma ci sono anche famiglie che hanno diradato le loro visite nei nostri locali. In realtà poi non stiamo assistendo a un'esplosione degli articoli entry level, di primo prezzo, quanto piuttosto a una crescita dei prodotti a maggior valore aggiunto.

Quali sono allora le ragioni dei vostri buoni numeri?
Ci sono diverse motivazioni: la nostra piattaforma entry level, dove abbiamo in catalogo sei prodotti in vendita a un euro, vede ormai i prezzi immutati da 16 mesi. Nel mese di aprile andremo a rinforzare questa fascia con l'inserimento di un nuovo prodotto. Il consumatore riconosce questo nostro sforzo e per questo motivo ci sta premiando. A questo impegno si va ad affiancare un'offerta mirata alle famiglie che è la più competitiva sul mercato: dal novembre 2007 non abbiamo più mosso i prezzi, e non li innalzeremo per tutto il 2009. La nostra idea è però quella di differenziare l'offerta McDonald's, proponendo anche delle referenze a valore aggiunto, in particolare prodotti premium che puntino sui sapori locali. Vogliamo attirare un target sempre più ampio, con un potere di spesa importante. In questa direzione va la nostra iniziativa dei McCafè.

Negli ultimi anni avete puntato molto su questo format. Qual è stata la risposta del pubblico italiano?
La risposta è stata positiva. Nel 2008 abbiamo raggiunto i 3 milioni di clienti nei McCafè, per un totale di 72 punti vendita sul territorio nazionale, mentre nel 2009 abbiamo in programma di aprirne complessivamente una trentina. Si tratta di un format che ci sta portando un fatturato aggiuntivo e clienti che altrimenti non sarebbero mai entrati da noi e che, soprattutto, ci consente di dare una bella rinfrescata alla nostra immagine. Il McCafè invita infatti a un consumo più lento e ci permette di andare oltre lo stereotipo di fast food, di locale mordi e fuggi dalla bassa qualità di offerta. Vogliamo diventare un ristorante a tutti gli effetti o, meglio, un casual restaurant e per questo stiamo rimodellando il concetto di locale McDonald's a 360 gradi.

Eppure Starbucks, la più nota catena internazionale di caffetterie, non sta vivendo un momento felice e ha chiuso diversi locali negli Stati Uniti.
Starbucks ha un modello di business completamente differente rispetto al nostro. Noi non abbiamo concepito il McCafè come un locale che deve vivere di vita propria, ma al contrario si tratta di un concept pensato per essere sempre inserito all'interno dei locali Mc Donald's. Con il McCafè, all'interno di ristoranti di cui già sosteniamo i costi, riusciamo a lavorare su fasce orarie in cui i locali non sono presidiati al 100% in termini di pubblico, e questo ci consente anche di sfruttare delle economie di scala. La nostra offerta di prodotto poi, ovviamente, è locale: non caffè all'americana ma espresso italiano.

Avete intenzione di aprire nuovi punti di vendita nel 2009 in Italia? Che importanza ha per voi la formula del franchising?
I nuovi locali saranno 30, e andremo così a superare la soglia dei 400 ristoranti sul territorio nazionale. In termini di fatturato nel 2009 toccheremo quota 840 milioni di euro, con una crescita del 5-6% in termini di vendite comparabili. Per quanto riguarda il franchising, circa l'80% dei nostri locali sono gestiti con questa formula, mentre 73 sono condotti direttamente dalla compagnia. I nostri licenziatari (129 in tutta Italia) generalmente gestiscono più di un ristorante. Posso dire che oggi siamo assolutamente convinti del valore aggiunto che il licenziatario ci può fornire, come ad esempio nella scelta dello specifico layout del singolo locale. Sono ormai passati i tempi in cui McDonald's decideva come e dove aprire un ristorante e poi, poche settimane prima dell'inaugurazione, ne consegnava le chiavi al licenziatario.

In questi anni avete puntato anche sui prodotti gastronomici nazionali, come dimostra l'accordo con il Consorzio del parmigiano reggiano, che pure ha suscitato le polemiche dei “puristi” della cucina nazionale. Avete intenzione di proseguire su questa strada, magari attraverso intese simili con altri produttori?
La risposta è assolutamente sì. Noi siamo del tutto soddisfatti di questa operazione e devo dire che lo è stato anche il Consorzio del parmigiano reggiano, tanto che ha esteso la validità dell'accordo anche ad alcuni paesi esteri, come Francia e Spagna. Si tratta di un motivo d'orgoglio per noi, ma soprattutto dal punto di vista delle vendite questa operazione è stata un successo: abbiamo venduto 3,5 milioni di panini, comprato merce per oltre 1 milione di euro e questi volumi saranno più che doppiati nei prossimi mesi dai nostri “cugini” d'oltralpe. Qualcuno in Italia ha storto il naso di fronte a questo accordo, ma noi lasciamo le polemiche a chi ama farle: non crediamo davvero che si possa valutare in maniera negativa una partnership come questa, che ha portato vantaggi a tutto il sistema in un momento economicamente non semplice. Abbiamo anche avviato un'altra operazione simile con il Consorzio dello Speck dell'Alto Adige con grandissima soddisfazione. Siamo poi stati contattati da altri fornitori che vorrebbero affiancarsi al marchio McDonald's, e da parte nostra c'è la volontà e la disponibilità ad avviare nuove partnership.

Che rapporto avete con il mondo di Internet? Considerate il Web un canale importante per i vostri investimenti pubblicitari?
In futuro spero che il Web diventi un nostro territorio d'elezione, per adesso ci stiamo muovendo con cautela. Attualmente oltre l'85% del budget di McDonald's Italia è destinato al piccolo schermo, però stiamo cercando di evolverci rapidamente. I nostri investimenti sul Web ammontano al 2%, ma entro la fine dell'anno l'incidenza sarà almeno doppia e abbiamo anche sperimentato delle iniziative di viral marketing. Oggi infatti non può esistere un'attività di comunicazione e di prodotto che non abbia un supporto su Internet.

Continua l’impegno di Napisan a favore dei bimbi dell’Etiopia

Reckitt Benckiser, azeinda leader dei prodotti per la pulizia della casa, continua a supportare anche nel 2009, con il brand Napisan, un progetto di ampio respiro realizzato da Save the Children, primaria organizzazione internazionale indipendente, che da 90 anni lotta per la difesa e la promozione dei diritti dell’infanzia nel mondo.

Educazione e salute
Il progetto ha l’obiettivo di garantire l’accesso all’istruzione primaria, servizi igienici e strutture per la prima infanzia, a migliaia di bambini della regione rurale del Tigray, che spesso non possono andare a scuola a causa delle grandi distanze che devono percorrere per raggiungere le stesse strutture scolastiche. Il progetto dedica, inoltre, particolare attenzione alle bambine, le più discriminate nell’accesso a scuola.

Sostenendo il progetto di Educazione e Sviluppo della prima infanzia di Save the Children in Etiopia, Napisan arricchisce di ulteriori significati il proprio ruolo in favore del mondo dei bambini e delle loro famiglie: Napisan non si prende a cuore solo il benessere dei suoi consumatori, ma anche quello dell’infanzia meno fortunata, cui Save the Children dedica un grande impegno, importante per tutti.

Procter & Gamble accelera sul fronte dello sviluppo sostenibile

Procter & Gamble ha aumentato in modo significativo gli obiettivi da raggiungere per il 2012 in tema di sviluppo sostenibile.
Questo aggiornamento rispecchia l'impegno continuo ed i progressi compiuti da parte di P&G nel migliorare l'impatto ambientale dei propri prodotti, i processi produttivi e la qualità di vita dei bambini che vivono in condizioni di disagio (attraverso il programma di responsabilità sociale Live, Learn and Thrive).
Nel 2007, il gruppo guidato da A.G. Lafley aveva fissato le sue cinque strategie per uno sviluppo sostenibile, ponendosi obiettivi specifici e misurabili nelle aree più importanti. P&G ha poi emesso nel novembre del 2008 il suo decimo rapporto annuale sulla sostenibilità nel quale ha riportato i progressi effettuati rispetto agli obiettivi prefissati. Ma vediamo, in sintesi, i nuovi obiettivi per il 2012.

50 mld $ in innovazione sostenibile

Sviluppare e commercializzare almeno 50 miliardi di dollari (come totale vendite) in “innovazione sostenibile” ovvero prodotti (nuovi o miglioramenti di quelli già esistenti) che consentono una riduzione dell'impatto ambientale di oltre il 10% verso i precedenti.
Questo obiettivo, confrontato con il target iniziale di 20 miliardi di dollari dimostra la solidità nel flusso di iniziative dell'Azienda.

Riduzione 20% CO2

Raggiungere il 20% di riduzione (per unità di prodotto) in CO2 e consumi di energia, acqua e scarti di produzione attraverso miglioramenti dei siti produttivi che comporterebbe una riduzione totale di almeno il 50% rispetto all'inizio del decennio. Inizialmente l'obiettivo era una riduzione del 10%.

Migliorare la vita di 300 milioni di bambini

Coinvolgere 300 milioni di bambini attraverso il programma di responsabilità sociale Live Learn & Thrive, che concentra gli investimenti sociali nel migliorare la vita dei bambini di età tra 0 e 13 anni, e fornire 3 miliardi di litri di acqua potabile con il programma Children's Safe Drinking Water (prodotto PuR). Inizialmente, P&G stabilì un target iniziale di 250 milioni di bambini e 2 miliardi di litri di acqua potabile.

Lidl cerca in aula i suoi manager

Lidl punta sugli atenei per cercare i suoi nuovi manager. Nei prossimi giorni saranno, infatti, avviate nuove sessioni di selezione per la prima edizione del Master in Store Management, organizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Parma; i colloqui si terranno il 7 e il 15 aprile prossimi presso le Direzioni Regionali di Lidl a Verona e a Roma e l’8 aprile a Sassari.
Il Master prevede un percorso didattico full-time di cinque mesi e offre ai partecipanti l’opportunità di costruire il proprio futuro professionale e di acquisire le competenze manageriali e tecnico-operative necessarie per lavorare nel mondo della gdo.

Il corso
L’inizio è previsto per l’11 maggio e vedrà al via 20 studenti. Due i moduli: il primo prevede un periodo formativo teorico a pagamento della durata di due mesi, per un totale di 320 ore di aula, che si svolgerà presso la Facoltà di Economia e Commercio a Parma. Le lezioni saranno tenute dai docenti dell’Università di Parma, affiancati dai manager e formatori Lidl per gli approfondimenti tecnici. La seconda fase, invece, prevede uno stage retribuito di tre mesi (480 ore) presso un pdv Lidl dislocato su territorio nazionale, a seconda della provenienza dello studente, durante il quale i giovani saranno seguiti da un tutor aziendale per la messa in atto di tutte le nozioni apprese in aula.
Lidl, oltre a garantire a tutti i 20 corsisti un rimborso di 1.800 Euro per i tre mesi di stage, ha istituito otto borse di studio da 1.000 Euro per gli stagisti più meritevoli. Al termine del Master, infatti, Lidl Italia offrirà ai più meritevoli un inserimento in azienda come responsabili di pdv, con contratto a tempo indeterminato.

Ibm, verso una supply chain interconnessa e intelligente

Il volume schiacciante dei dati e la loro frammentazione, nonché l'incapacità di dare significato alle informazioni rappresentano le principali criticità della supply chain oggi. Un problema di “visibilità” che tuttavia non figura in cima alla lista delle priorità, anzi occupa delle posizioni di retroguardia. È quanto emerge, tra l'altro, dallo studio globale di Ibm sulla supply chain, basato su interviste faccia a faccia con quasi 400 dirigenti di supply chain in 25 paesi.

Dispositivi intelligenti

Solo il 16% si è dichiarato efficace nell'integrazione e nella visibilità delle informazioni in tutta la supply chain con i partner esterni. La maggiore opportunità per questi dirigenti è costituita da dispositivi intelligenti e sistemi Erp integrati, che offrono una visibilità in tempo reale: previsioni/ordini, programmi/impegni, scorte in transito e stato delle spedizioni. Automatizzare il rilevamento in tempo reale con dispositivi intelligenti aumenta la flessibilità, la velocità e l'accuratezza, per promuovere un migliore processo decisionale.

Gestione del rischio

Un ulteriore aspetto riguarda la necessità di ottenere visibilità e la flessibilità per gestire il rischio, con il 60% degli intervistati che dichiara un'escalation del rischio tra i propri timori. Solo il 31% gestisce le prestazioni della supply chain così come il rischio, ma con strumenti e processi separati. I dirigenti citano la mancanza di processi standardizzati, i dati insufficienti e le tecnologie inadeguate tra gli ostacoli principali che impediscono un'efficace gestione del rischio. I dirigenti delle supply chain di maggiore successo incorporano la gestione del rischio nei propri piani e si servono di tool predittivi analitici per mitigarlo e identificare nuove opportunità.

Mix tra fattore umano e tecnologia
Il rapporto Ibm invoca una catena di fornitura futura accuratamente equipaggiata, interconnessa e intelligente, che riunisca la capacità del know-how umano e l'eccellenza tecnologica per fare un uso ottimale dei dati generati dalle macchine -che escono da sensori, tag Rfid, contatori, attuatori e Gps. Tutta la supply chain sarà connessa, non solo tra clienti, fornitori e sistemi IT in generale, ma anche parti, prodotti e altri oggetti intelligenti utilizzati per monitorare gli eventi all'interno della catena. Le decisioni nella supply chain saranno inoltre più intelligenti: saranno automatizzate, per dare risposte in tempo reale a una serie di stimoli esterni, ed elimineranno la latenza e aumenteranno la certezza riguardo agli esiti delle azioni intraprese dai responsabili decisionali aziendali.

Verso il Chief Collaborator
Cambierà anche il ruolo del Chief Supply Chain Officer che si evolverà anche in quello di “chief collaborator”, riunendo gli stakeholder (anche quelli all'esterno della supply chain allargata, come le autorità regolatorie, le organizzazioni finanziarie e la pubblica amministrazione) e agevolando la pianificazione congiunta e la mitigazione del rischio.

Credito, crescono le sofferenze

obbligo Pos

Crescono le insolvenze anche se molto meno di quanto si era paventato. Dai dati resi noti dalla società di informazioni creditizie Experian, si evidenzia che il tasso di sofferenza negli ultimi 12 mesi si è alzato per le due forme più critiche di prestito, il finanziamento personale e i mutui; nel primo caso la sofferenza (tecnicamente è tale quando il ritardo nei pagamenti è di almeno tre rate mensili) è passata dal 5,68% al 6,72%, mentre per il credito ipotecario si è saliti al 3,41% rispetto al 2,70%.

I dati

Per quanto riguarda le altre forme di finanziamento la rilevazione ha evidenziato in tutta Italia tassi di insolvenza attorno al 4%: il credito finalizzato al consumo ha registrato insolvenze per il 2,45%; le carte revolving per il 3,89% e le carte di credito per  il 2,89%. Le famiglie italiane che più onorano i debiti sono in Basilicata (2,76%), Liguria, Marche, Toscana e Val d'Aosta. La regione peggiore (tasso medio insolvenza 6,06%) è la Campania. Dal 2005 al 2008 gli italiani con almeno 3.000 euro di debiti sono passati, secondo Experian, dal 19 al 37%.

La formula Aldi si espande nel Canton Ticino

Nuovo monomarca Piquadro all’aeroporto Marconi di Bologna

Già presente con il proprio monomarca presso gli aeroporti di Linate, Malpensa, Fiumicino (in foto), Barcellona e Belgrado, a inizio marzo Piquadro -firma emergente nel settore della pelletteria di design- ha aperto anche presso l'aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna.

Focus target sui manager internazionali
Il nuovo pdv -situato al primo piano del terminal passeggeri- si sviluppa su una superficie di 33 mq e riprende tutti gli elementi chiave del concept store Piquadro firmato dall'architetto Karin Azzabi: grande pulizia di forme e colori e sapiente uso delle luci per valorizzare design, colori e contenuto tecnologico degli articoli esposti. In buona parte dedicati al tema del viaggio e del business: di qui l'individuazione dei terminal aeroportuali come canale strategico.

Il Gruppo Piquadro -che ha sede a Silla di Gaggio Montano (Bologna)- a oggi vanta oltre 50 negozi monomarca -diretti e in franchising- in Italia e all'estero, con particolare attenzione ai mercati emergenti, Russia, Cina e Giappone in testa.

Auchan registra i migliori risultati degli ultimi 3 anni

Con vendite consolidate pari a 39,5 miliardi di euro, Gruppo Auchan archivia un 2008 di grande soddisfazione, registrando una crescita del 7,5% che, a parità di rete e a tassi costanti, diventa del 4,3%.
“Le performance positive dimostrano la capacità del gruppo di
resistere, anche in un contesto non favorevole grazie alle sue tipicità
di impresa a conduzione famigliare, a un modello organizzativo in
business indipendenti e ad un approccio centrato sul consumatore -afferma Christophe Dubrulle, presidente del consiglio
esecutivo-. Per questo siamo sereni anche per questo 2009, nel quale
continueremo a operare con il nostro classico stile”.

Ipermercati
Cresce l'incidenza delle attività internazionali (50% delle vendite totali rispetto al 48% del 2007) trainate dalle nuove aperture degli ipermercati in Cina, Ucraina e Russia.
Nel complesso, gli ipermercati mostrano un andamento positivo (+ 8,4% le vendite, pari a 31,8 mld e escluse le tasse), che dovrebbe essere confermato anche per il 2009.

Supermercati
Positivo anche l'andamento dei super (6,9 mld e, + 2,9), sui cui risultati incidono le buone performance dell'insegna Simply, che oggi campeggia su 363 pdv ed è in progressiva implementazione.

Obiettivi
Per il 2009, sono previste una sessantina di nuove aperture in tutti i formati, con l'idea di superare, per la fine dell'anno, il traguardo dei 500 ipermercati.

Altre attività
Buone notizie anche dalle altre attività del gruppo, vale a dire Immochan (432 mio e, +12,8%), Banque Accord, nonostante le oggettive difficoltà economiche, Auchandirect in Francia, in progressivo sviluppo, così come Auchandrive.

A marzo il gruppo ha acquistato in Romania il 100% della MGV-Distri Hiper, che opera con 6 ipermercati.

Peugeot e Citroen risparmiano CO2 con i pneumatici Michelin

Lanciato in esclusiva e in anteprima mondiale sulla Peugeot 308 nel 2007, l'Energy Saver di Michelin consente un risparmio di 0,2 litri di carburante ogni 100 km nel ciclo misto e quindi una riduzione di circa 4 g di CO2 al km. Questi valori rapportati alla intera vita di un veicolo (che viene posta a 250 mila Km) corrispondono a un risparmio di 1 tonnellata di CO2.

Un milione di pneumatici
L'annuncio del risparmio dovuto a Energy Saver avviene in occasione della consegna del milionesimo pneumatico con cui sono equipaggiati numerosi veicoli Peugeot e Citroën.
La stretta collaborazione dei gruppi PSA Peugeot Citroën e Michelin, che ha consentito di migliorare il
bilancio energetico grazie alla riduzione degli attriti, fa parte di un più ampio piano di partenariato strategico che non riguarda solo i pneumatici, ma un insieme di applicazioni automotive e relative aziende chiave.

Food made in Italy

Se per gli americani il food “made in Italy” è fonte di golosità, il mercato americano per i produttori italiani è altrettanto “goloso”. Oggi, sono in aumento le aziende italiane che fanno la maggior parte del loro fatturato sui mercati stranieri e in particolare in territorio americano, per contrasto ce ne sono altrettante che negli anni sul mercato a stelle e strisce ci hanno lasciato sangue e denari. Proprio per studiare più da vicino questo fenomeno, Gdoweek ha deciso di aprirsi una “porta” sull'America avviando una collaborazione editoriale con Alta Cucina, una Epicurean Society, come l'hanno definita i tre manager che l'hanno fondata, che segue con occhio esperto tutto quanto avviene nel mondo del food made in Italy in Usa ....

Quali sono oggi gli aspetti più apprezzati del food made in Italy? Quali le merceologie più richieste ...
Sicuramente una superiore qualità e gli aspetti salutistici legati alla dieta mediterranea. Tra le categorie merceologiche dominano ancora olio d'oliva, pasta, conserve e formaggi e vini. Una categoria emergente è quella dei salumi, nonostante le barriere all'importazione.

Che cosa significa "educare il consumatore" quando si parla di italian food sul mercato americano?
La combinazione di tre elementi: a) moltiplicare le opportunità di assaggio e confronto; b) illustrare e documentare il differenziale qualitativo del prodotto made in Italy; c) suggerire vantaggi e modalità di impiego chiari e riconoscibili. Il consumatore americano è curioso e aperto a nuove modalità di consumo soprattutto nel fuori casa, ma ha una cultura gastronomica di base piuttosto povera, che può limitare l'adozione di nuovi prodotti nell'ambito domestico.

Quanto il retail è o sa essere collaborativo in questo senso?
Non è facile generalizzare, ma sicuramente quanto più il retailer è coinvolto nella distribuzione di prodotti importati e “nuovi”, quanto più è sensibile a questi aspetti.
Quale è il livello di cultura che si può incontrare presso i buyer dello specialty food delle grandi catene Usa?
La stragrande maggioranza dei buyer nel mondo specialty sono molto preparati, conoscono l'Italia e i suoi prodotti, partecipano a fiere e convegni. Possono essere il primo prezioso alleato per un produttore italiano. Spesso le aziende che si affacciano per la prima volta sul mercato Usa sottostimano questo aspetto. Nella grande distribuzione il panorama è meno coerente, per molti buyer una category vale l'altra ma capita di imbattersi in buyer preparatissimi sul prodotto.

Quali sono gli aspetti che deve privilegiare un produttore italiano per meglio poter promuovere i suoi prodotti in Usa?
Innanzitutto, in via preventiva, dedicare tempo e risorse allo studio del mercato americano in relazione ai propri punti di forza e debolezza. Alla dimensione teorica e numerica del mercato Usa, che ovviamente attrae le aziende italiane, si contrappone il fatto che solo un segmento di consumatori è immediatamente ricettivo rispetto ai prodotti italiani, ma questo segmento è geograficamente disperso su un ambito continentale. Modulare tempi e investimenti di ingresso è un fattore chiave. Troppe aziende italiane ritengono di potere saltare questa fase e quasi sempre ne pagano le conseguenze.

Su quali canali puntare inizialmente?
Con tutti i limiti di certe generalizzazioni, tradizionalmente non c'è dubbio che è la ristorazione a veicolare nuovi prodotti e nuovi consumi e non necessariamente solo quella italiana. Un esempio curioso, tra i tanti, è che alcuni noti ristoranti non italiani hanno introdotto a NY piatti basati sulla fregola sarda; quanti italiani conoscono la fregola sarda? Il canale ristorazione almeno in una fase iniziale genera volumi più rapidamente e migliori margini. Il canale specialty è il passaggio contestuale e/o successivo. Ma una serie di recenti evoluzioni come la crescita di catene quali Whole Foods (cioè lo specialty che diventa grande distribuzione), o il sempre maggiore ricorso da parte di grande catene a private label made in Italy, aprono prospettive e opportunità nuove e diverse per le aziende italiane.

... e su quali strumenti di comunicazione ...
Poche aziende italiane raggiungono distribuzione e volumi tali da poter ricorrere alla televisione. In casi di elevata distribuzione, in aree geografiche concentrate, la radio può essere uno strumento flessibile e non eccessivamente oneroso. In generale, gli strumenti ideali sono quelli che combinano assaggio ed education, da eventi mirati a stampa, trade o consumatori alle degustazioni sul punto di vendita.

Come Alta Cucina, quali sono gli strumenti che siete in grado di offrire ad una azienda italiana di food (or wine) che si vuole affacciare sul canale americano?
Alta Cucina è organizzata come un club gastronomico che comprende migliaia di membri appartenenti a varie categorie, consumatori ma anche ristoratori, retailer, importatori, stampa di settore. Le aziende italiane hanno subito, quindi, a disposizione un'immediata e mirata “captive audience”. Le nostre attività comprendono un sito di natura editoriale che pubblica articoli sul mondo dell'enogastronomia italiana, un sito e-commerce che distribuisce prodotti di specialità e un calendario di eventi tutti volti a collegare il mondo produttivo italiano, la distribuzione e il consumatore. Sarà di prossima apertura l”Epicurean Center” che svolgerà un'attività continuativa di iniziative rivolte, di volta in volta, al trade, alla stampa e ai consumatori, in collaborazione con chef e produttori italiani. Riteniamo che l'insieme di queste attività rappresenti una piattaforma unica a disposizione delle aziende italiane. Siamo in grado di modulare la nostra offerta in base alle esigenze delle aziende e del loro stadio di sviluppo sul mercato Usa. Chi è più consolidato sul mercato ci utilizza per comunicare direttamente al consumatore, mentre chi si sta introducendo sul mercato è più interessato al contatto con trade e stampa.
Un esempio recente è Sensofwine NYC, un evento organizzato in collaborazione con Luca Maroni, che ha visto circa 400 addetti ai lavori e circa 700 consumatori partecipare in due separate sessioni a una degustazione di circa 50 produttori italiani di vino, alcuni consolidati sul mercato, altri in fase di sviluppo e altri per la prima volta presenti negli Usa.

(Guarda il video ...)

Vini rossi fini, relazioni più coinvolgenti

Succede con la crisi. Dopo un lungo periodo di costante crescita -considerando solo il triennio 2005-2007, l'incremento medio annuo a valore è stato dell'8%- nel 2008, le vendite di vino in gdo hanno registrato un segnale negativo. Comunque, il reparto oggi si posiziona all'ottavo posto per importanza tra quelli della gdo, divenuto ormai il canale preferito dai consumatori che qui acquistano oltre il 60% del vino venduto in Italia. Di questo 60%, oltre il 90% è costituito dai cosiddetti vini fini in bottiglia da 0,75 l, vale a dire Doc, Docg e Igt, di cui più del 65% è composto da vini rossi, per la quasi totalità italiani.

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Allegati

Vini rossi fini, relazioni più coinvolgenti
mercato | Gdoweek 473 | 16 marzo 2009 | di Tiziana C. Aquilani |

L’imballaggio? Per il 95% dei consumatori è utile, anzi, indispensabile

Gli imballi garantiscono igiene e sicurezza, con un 3% medio di impatto sul costo finale dei prodotti a largo consumo come pasta, riso e frutta. E, pur ammettendo che i prodotti alla spina rappresentano un’opportunità di scelta in più per i consumatori che vogliono fare i propri acquisti direttamente dal produttore, quando si tratta di garantire sicurezza e qualità, l’imballaggio è in grado di assicurare igiene e sicurezza per l’80% degli intervistati. In più, offre inoltre le indicazioni indispensabili per il migliore utilizzo del contenuto e la descrizione degli ingredienti, ritenuti fondamentali per quasi tutto il campione (95 e 94% rispettivamente). Inoltre, l’imballaggio fornisce anche garanzia di qualità (68%) e facilità di trasporto (60%).
Sono solo i risultati più significativi della ricerca che Eurisko ha realizzato per Comieco -Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica- presentati oggi, in occasione della fiera Ipackima che si svolge alla Fiera di Rho (Milano).

L’ambiente è all’ottavo posto
Dall’indagine emerge che le caratteristiche delle confezioni ritenute più importanti dai consumatori nella scelta dell’acquisto sono quelle legate alla conservazione del prodotto: queste devono essere igieniche e riportare la descrizione degli ingredienti utilizzati. Meno importante è invece che la confezione rispetti l’ambiente e sia ecologica e, solo all’ottavo posto della classifica, che sia riciclabile e comoda per la raccolta differenziata dei rifiuti.
Alla domanda: “Quali sono secondo lei le tre maggiori fonti/cause di inquinamento tra quelle indicate?”, la maggior parte degli intervistati ha risposto (nell’ordine): il traffico automobilistico, le scorie e fumi dell’industria e i rifiuti solidi urbani. L’eccessivo uso di imballaggi viene invece percepito come una causa di inquinamento solo dal 16% dei consumatori.

Il pack che fa la differenza
Ma gli imballaggi sono tutti uguali? No, per i consumatori esiste una precisa classifica: il vetro è uno dei preferiti per quanto riguarda la capacità di conservazione del prodotto e l’igiene, ma viene ritenuto più difficile da smaltire rispetto agli imballaggi di cartone, che piacciono anche perché ritenuti poco costosi. La plastica, infine, è ritenuta funzionale per l’adeguato rapporto qualità-prezzo, ma decisamente poco ecologica.

Asahi aggiunge dei premi a Sushi and Asahi Please

Biscaldi promuove Asahi seguendo il trend dei nuovi modi di comunicare e di relazionarsi dei teenager, che sono poi legati ai nuovi stili di consumo spesso legati al fuori casa. Dopo aver introdotto l'advergame Sushi and Asahi Please! a dicembre 2008 con la collaborazione del portale Playyoo cui afferisce la mobile/web community focalizzata sul "casual game", ovvero su giochi condivisi da utenti che si incontrano in modo casuale, adesso, in modo più tradizionale, si aggiungono dei premi orientati al target giovanile. I premi sono: 1° premio settimanale, 100 Euro di ricarica (a scelta per Tim, Wind, Vodafone); 1° premio mensile, 1 scooter al mese per sei mesi (Hupper 150cc); premio Finale, 1 settimana per due a Parigi.

Meccanica
Per partecipare basta inviare, dal 16 marzo al 31 agosto, un sms inserendo nel testo la parola "BIRRA", oppure accedendo alla pagina wap del gioco Sushi and Asahi Please. Un ulteriore modalità di partecipazione è ancora più trendy: si può partecipare al concorso anche aggiungendo l'applicazione Sushi and Asahi Please al proprio profilo personale di Facebook. La sfida è osservare se, oltre alla notorietà del marchio, ci saranno risultati significativi anche sul piano delle vendite.

Reckitt Benckiser ha un nuovo logo

Un aquilone da competizione come metafora del volare alto, della capacità di performance eccellenti in qualsiasi condizione. Questo il nuovo logo scelto per raccontare la nuova corporate identity della multinazionale Reckitt Benckiser. Si tratta di qualcosa di più più che un semplice restyling di logo: è
piuttosto la volontà espressa, dal nuovo approccio grafico, di
declinare con chiarezza i valori e la mission per un'azienda che ha
sempre comunicato senza prescindere dalle qualità intrinsiche dei propri prodotti e che sembra così voler anche segnalare un più ampio messaggio di ottimismo e di fiducia, nonostante la difficoltà che colpisce trasversalmente un po' tutti i mercati. Una capacità propositiva che si affida alla reale innovazione di prodotto da sempre perseguita dalla multinazionale grazie al costante investimento in ricerca e sviluppo ma anche in risorse umane. La società è presente in Italia con i marchi Finish, Sole, Ava Calfort, Napisan, Cillit Bang, Vanish e Veet. Il nuovo logo è stato scelto anche per essere impiegato nel mercato farmaceutico con i marchi Benagol, Nurofen, Nureflex e Lutsine.

Abercrombie & Fitch non rinuncia ad espandersi in Europa

Nonostante l’azienda americana confermi il persistere delle difficoltà delle vendite, causate dalla crisi economica, mantiene fermi gli investimenti previsti per il 2009 per l’espansione e l’ottimizzazione della rete, pari a circa 175 milioni di $, di cui 125 milioni per aggiornare alcuni stores e circa 50 milioni per le tecnologie informatiche. Inoltre, conferma alcune aperture previste per il 2009, tra cui uno store con l'insegna Hollister Co. nel quartiere londinese di Soho, il flagship Abercrombie & Fitch and Abercrombie di Milano e un altro Abercrombie & Fitch a Copenaghen.

Le indiscrezioni sullo store di Milano
Secondo  quanto riportato da Fashion Magazine, lo store milanese di Abercrombie & Fitch dovrebbe aprire il prossimo 5 novembre. Lo spazio, in corso Matteotti, angolo via San Pietro all’Orto, avrà un solo ingresso, ma poi si suddividerà in due ambienti, di cui uno dedicato alle collezioni uomo e donna, che occuperà circa 1.000 mq, e l’altro, con il primo Abercrombie Kids in Europa, esteso su 500 mq.
A livello architettonico, l’imponente entrata dell'edificio (ex sede di Cbi Factor e del negozio Samsonite) di cui il retailer statunitense occuperà quattro piani -per un totale di 3mila mq, compreso l’interrato adibito a magazzino- diventerà quella del punto di vendita. Relativamente all’allestimento, il concept dello store per l’adulto - con vetrine oscurate, luci soffuse, musica alta e commessi/modelli - sarà simile a quello del flagship newyorkese. Lo shop riservato al childrenswear rispecchierà invece il look di questo format.

GDOWEEK 475

Media World al Porto Bolaro Shopping Center

Reckitt Benckiser annuncia due novità a marchio Sole

Finalmente tutti i colorati in un solo lavaggio.
Oggi la gamma a marchio Sole si allarga con 2 proposte pensate per rispondere ad una forte esigenza delle famiglie italiane, che effettuano ben il 20% dei propri bucati per lavare i colorati a parte.
Sono Sole Proteggicolore, nuovo detersivo specifico per proteggere i capi colorati in lavatrice, che -oltre a garantire la qualità ed il pulito Sole- aiuta a mantenere le tinte come nuove più a lungo, e Sole Lana e Delicati Tutticolori, variante ideata per trattare i capi colorati più delicati, proposta con una nuova fragranza fruttata ed in un pratico formato da 1 litro.
Entrambe le novità si connotano per la formula contenente speciali agenti in grado di catturare i colori dispersi nel lavaggio, che aiutano a bloccare eventuali trasferimenti di tinte fra capi e ad impedirne lo sbiadimento

Soavegel lancia la nuova Pasta Sfoglia surgelata

Soddisfare il desiderio di creatività in cucina per ogni genere di ricetta dolce o salata.

E’ la promessa della nuovissima Pasta Sfoglia che Soavegel ha creato con l’intento di “innovare nella tradizione” e di fornire al consumatore una soluzione alimentare ad elevato contenuto di servizio.
Il prodotto risulta privo di grassi idrogenati -visto che per la sua manifattura vengono utilizzati esclusivamente ingredienti naturali, secondo la ricetta classica (farina, acqua e margarina vegetale)- e vanta la presenza di ben 144 pieghe di sfoglia (contro la media di 100 degli altri competitor), plus che lo rende fragrante, leggero e friabile al punto giusto. Questo perché deriva da un processo di impasto e di laminazione costituito da una complessa serie di riduzioni di spessore e di passaggi di ripiegature: dal maggior numero di strati e dalla minore altezza specifica della sfoglia deriva una superiore compattezza ed un aumento più regolare del volume in cottura.
In virtù della praticità e della rapidità di preparazione, la Pasta Sfoglia Soavegel si rivolge ad un target molto allargato, in particolare agli utilizzatori che avvertono il desiderio di preparare prelibatezze in poco tempo.
Confezionata in astuccio da 500 g, viene proposta nel formato da 2 rotoli già stesi ed avvolti in carta da forno o in panetto unico, pronto da stendere.
In un’ottica strategica, la novità persegue grandi obiettivi:
- rassicurare il consumatore con i concept di naturalità, tradizione, servizio;
- affermarsi nel comparto bakery grazie al pregio di materie prime e prodotti; - rappresentare la prima alternativa al leader storico;
- emergere sul mercato per il buon rapporto qualità-prezzo.

Gias annuncia grandi novità: zuppe & risotti in CUP e pasta IQF

Nascono dall’unione fra l’esperienza trentennale nel mercato dei prodotti alimentari surgelati con la più autentica tradizione culinaria italiana.
Le novità recentemente introdotte da Gias -dinamica realtà produttiva del Sud Italia nota in gdo grazie alla gamma a marchio Il Mediterraneo a tavola- rappresentano soluzioni tecnologicamente avanzate e dotate di un alto livello di servizio, pur rispettando i valori della tradizione, e riflettono appieno l’approccio “customer oriented” dell’azienda, per cui la flessibilità e l’attenzione al cliente rivestono un ruolo fondamentale.
La prima new entry è la linea di Zuppe e Risotti in CUP surgelati e microondabili, pronti in 3/4 minuti a 900 Watt. Caratterizzati da plus di qualità, praticità, velocità, igienicità, si preparano -a casa, al bar, in ufficio, all'università- senza l’impiego di pentole, mestoli, fornelli e senza l’aggiunta di acqua o condimenti, ma con il solo ausilio del forno a microonde, che garantisce una cottura a vapore con la massima ritenzione di nutrienti e la stabilità delle specifiche organolettiche naturali degli alimenti; inoltre, il packaging in CUP permette l’ottimizzazione funzionale -visto che il materiale non si deforma e non cede componenti- e la possibilità di riciclo.
L’altra novità è la linea di primi piatti surgelati IQF denominata La Pasta di Casa, che impiega tecniche produttive evolute per portare in tavola i sapori semplici e genuini della pasta fatta in casa. Al momento ne fanno parte gli Scialatielli (3 ricette), gli Strozzapreti (3 ricette) ed i Cavatelli (1 ricetta), tutti facili e veloci da preparare (5-6 minuti in padella) e provvisti di un buon rapporto qualità-prezzo.

Vino, i produttori spingono alla moderazione

Un programma preventivo-educativo a favore del “bere moderato e consapevole” e contro l'abuso. Saranno proprio i produttori vitivinicoli a proporlo con Wine in moderation - Art de vivre (sito www.wineinmoderation.eu), promosso dal Comitato europeo delle imprese vitivinicole (Ceev), dal Comitato degli agricoltori e delle cooperative europee (Copa e Cogeca) e dalla Confederazione europea dei viticoltori indipendenti (Cevi).
A “Wine in moderation” sarà dedicata l'edizione 2009 di Enotria, annuario di Unione Italiana Vini, che il 25 marzo verrà presentata in conferenza stampa a Roma.

L'iniziativa
Obiettivo della pubblicazione è di spiegare la filosofia di questo programma e capire cosa si sta facendo nei vari Paesi europei che aderiscono (Francia, Spagna, Portogollo, Germania, Regno Unito e Italia).
Il programma si muove lungo due direttrici fondamentali. Da una parte, l'impegno nell'educazione al consumo moderato e corretto, attraverso sia la promozione di specifiche norme di comunicazione sul vino per le informazioni commerciali, sia la realizzazione di materiali informativi, eventi, campagne di comunicazione caratterizzate da un messaggio di “moderazione”.
 Dall'altra, la costituzione di un Wine Information Council (WIC), un Consiglio di informazione sul vino, un database dove saranno accessibili i materiali forniti dalla ricerca scientifica su aspetti sanitari, sociali e culturali.

L’ipermercato Carrefour del Porto Bolaro Shopping Center

Rinnovato e ampliato il sito di Galbusera

Una vera e propria guida interattiva alla scoperta di tutto quello che di buono e sano può accompagnare il nostro vivere quotidiano. È questo lo spirito che anima il nuovo sito di Galbusera (www.galbusera.it) completamente rinnovato nella grafica e nella sua logica di interazione dalla neutral agency Now Available.

Tra le principali novità, l’arricchimento della sezione dedicata ai prodotti Galbusera, con schede dettagliate su ognuna delle cinque linee attualmente in distribuzione. E una sezione editoriale (dedicata al “Vivere in armonia”) dove è possibile approfondire tematiche inerenti l’alimentazione, la qualità della vita e gli stili di comportamento consapevole, attraverso un’ampia selezione di articoli, ricette e suggerimenti. Una sezione che, come il resto del sito, è destinata ad arricchirsi e rinnovarsi nei prossimi mesi con nuovi contenuti e servizi personalizzati.

Concorso on-line

Per stimolare l’interattività ed aumentare il passaparola, Galbusera ha lanciato il concorso online “In viaggio con chi ami” che invita i partecipanti a caricare una propria foto mentre abbracciano ciò che amano di più. In palio i nuovi pacchetti di viaggio WeBox di Alpitour, che variano settimanalmente tra Benessere, Natura e Passione.
A fine concorso tutte le foto raccolte verranno pubblicate sul sito e a fine concorso verrà estratto il vincitore del premio finale: una settimana in Sardegna per due persone.

Il lancio del nuovo sito è supportato da una campagna on-line pianificata da Mindshare da metà marzo a fine aprile sui principali siti verticali dedicati al mondo della donna, della salute e della cucina e sui principali portali targettizzati nelle sezioni dedicate alle donne, cucina e salute. Prevista anche keyword advertising sui motori di ricerca.

Accordo Coop-Telecom per il pagamento di bollette in-store

Da lunedì 23 marzo, in 64 tra super e ipermercati della rete Coop è possibile pagare la bolletta telefonica di Telecom Italia, semplicemente presentandola alla cassa che leggerà il codice a barre come per un qualsiasi altro prodotto food o non alimentare.

I protagonisti del progetto
Il progetto nasce dall'accordo siglato tra Coop Italia e Telecom Italia con la partecipazione di TSP, che mette in campo la tecnologia necessaria per gestire in tempo reale la verifica dei dati della bolletta, l'autorizzazione al pagamento e la successiva riconciliazione contabile. 

Modalità operative
Per il pagamento, che può essere effettuato sia con contante sia con
bancomat, è previsto un addebito, di entità contenuta, e comunque competitivo rispetto a quello sostenuto oggi con le normali modalità di pagamento. Ai clienti
rimarrà un promemoria a conferma dell'avvenuto pagamento.

Gli store coinvolti
Dopo una sperimentazione la scorsa estate in un pdv di Siena, il servizio è al momento disponibile in tutte le 64 strutture, tra supermercati e Ipercoop, di Coop Centro Italia, che opera in Umbria, Tosca (in provincia di Arezzo e Siena), Lazio (in provincia di Rieti) e Abruzzo (in provincia di L'Aquila); test sono ancora in corso in altri store pilota in Emilia e Toscana (a Crevalcore/Bo, Cento/Fe, Vignola/Mo e Piombino/Li) in previsione della progressiva diffusione sull'intera rete.

Con Eurospin viaggi low cost su Internet

Anche Eurospin, come già Lidl e Penny,  ha lanciato la sua proposta low cost sui viaggi: in particolare l'attività di Eurospin avviene attraverso il sito www.eurospin-viaggi.it con il quale l’insegna discount, che opera con oltre 750 pdv in Italia e Slovenia, si pone l’obiettivo di diventare non solo un punto di riferimento nel settore proposte vacanze per migliaia di famiglie italiane, ma anche il più grande promotore turistico italiano nel settore della distribuzione. Del resto, questo è evidente nel claim “Eurospin: alleati nel risparmio anche con i viaggi on-line”.

Le diverse mete proposte, che nascono dalla partnership con la società specializzata Igna’s Tour,  attiva nel nord est, che già opera con altri retailer, sono suddivise tra wellness, terme, città, italiane e straniere, mare e lago, con mete che prevedono ovunque bambini gratis.

Per supportare la visibilità e la vendita di questi pacchetti vacanza per alcuni notti o settimanali -acquistabili solo via Internet, con la possibilità di approfondimenti telefonici- Eurospin inserirà nei propri folder pubblicitari un carnet di destinazioni particolarmente convenienti.
Inoltre, ogni mese sarà pubblicato un catalogo mensile, disponibile nei pdv.

Nasce il Barilla Center for Food & Nutrition

Un luogo dove formulare proposte e raccomandazioni concrete ai policy maker e alle istituzioni sulle tematiche relative all’alimentazione, della nutrizione, in relazione a persone, ambiente, scienza ed economia. Nasce con questi obiettivi il Barilla Center for Food & Nutrition, presentato oggi a Milano, che raccoglie nel suo advisory board tra i migliori scienziati ed esperti in ogni campo attinente il futuro del pianeta: Barbara Buchner, ricercatrice dell’Iea (International environment agency) di Parigi, Mario Monti, economista, Gabriele Riccardi, endocrinologo, Camillo Ricordi, chirurgo e scienziato, Joseph Sassoon, sociologo e Umberto Veronesi, oncologo. La responsabilità operativa del Barilla Center for Food & Nutrition è stata affidata a Valerio De Molli (managing partner, The European house-Ambrosetti) e al gruppo di Lavoro a esso collegato.
“Come industria alimentare –dichiara Guido Barilla, presidente dell’azienda- siamo consapevoli che il cibo e la nutrizione sono e saranno sempre più temi fondamentali per l’umanità intera. Il nostro senso di responsabilità ci ha portato a riflettere su cosa fosse meglio fare per realizzare qualcosa di realmente significativo e quindi abbiamo creato questo Centro, che si avvale di persone straordinarie, in grado di dare risposte concrete a problematiche che attendono urgenti risposte, basate su equità ed efficienza”.

L’acqua, prezioso bene di tutti
Un primo lavoro del Barilla Center for Food & Nutrition analizza le problematiche inerenti a un bene prezioso e non riproducile: l’acqua. Tra le raccomandazioni emerse vi sono quella di ridurre il consumo e l’inquinamento dell’acqua impiegata, investendo allo stesso tempo in progetti che promuovano l’uso equo e sostenibile dell’acqua, per garantire l’accesso all’acqua nel mondo. Ma anche quello di ridistribuire la localizzazione delle coltivazioni, dare un valore economico
all’acqua, ripensare gli stili di vita per limitare l’emergenza idrica nel mondo.
Dal canto suo, Barilla ha dichiarato che, con opportune modifiche agli impianti industriali, ha ridotto il consumo di acqua del 35% in Italia e del 15% nelle altre unità produttive all’estero.

SPUMA di SCIAMPAGNA NUTRIFIBRA

Grazie alla nuova formula basata sulle proteine del grano, nasce la nuova linea “Nutrifibra” di Italsilva.

"Nutrifibra" vuole rispondere a specifiche esigenze dei consumatori. offrendo prodotti per la cura dei tessuti che si distinguono per funzionalità e non semplicemente per profumazione.
Infatti i tessuti trattati con le proteine del grano dimostrano una superiore compattezza e il mantenimento di una maggior elasticità delle fibre.

Quattro le referenze della nuova linea:

- Nutrifibra Lavatrice Liquido
la nuova formulazione permette di effettuare lavaggi con un dosaggio ridotto a 75ml ed offre evidenti miglioramenti delle prestazioni su macchie enzimatiche e più forza pulente a freddo rispetto alle formule con dosaggio 100ml.
Queste qualità permettono un risparmio energetico e un minor utilizzo di prodotto.

- Nutrifibra Lavatrice Polvere
l’esperienza di Italsilva nella produzione di prodotti in polvere ha favorito lo sviluppo di un prodotto che unisce le caratteristiche innovative della linea Nutrifibra ad un eccezionale potere pulente a 30°

- Nutrifibra Liquido a Mano
la nuova formula ipoallergenica priva di allergeni è ideale per il bucato a mano e garantisce la massima tollerabilità cutanea. Il prodotto gode del potere delle proteine del grano e della profumazione alla fresia gialla.
 
- Nutrifibra Ammorbidente
Le proteine del grano garantiscono un “effetto soffice” derivante dalla delicatezza stessa delle materie prime. Il profumo di fresia esalta le capacità del prodotto con le sue note fresche e persistenti che rimangono a lungo sui capi lavati e stirati.

Il lancio della nuova linea sarà sostenuto da una grande campagna advertising con utilizzo di media televisivi radiofonici e stampa lungo il corso di tutto il 200, in particolare nel secondo semestre.
Saranno inoltre pianificate numerose attività in store.

per informazioni

Porto Bolaro Shopping Center a Reggio Calabria

Upim sbarca a Malta

A Gozo, la seconda isola più ampia dell'arcipelago maltese, nota meta turistica, Upim ha aperto il suo primo pdv: con i suoi 500 mq, dedicati alla moda donna, uomo e bambino, oltre che alla casa e alla profumeria, è il maggiore pdv dell'isola.

Questa struttura nasce dalla collaborazione con il Gruppo Michele Peresso, una delle principali realtà economiche di Malta, con un'attività diversificata che spazia dalla farmaceutica alle macchine medicali, dallo sport alla profumeria, attività per le quali è prevista anche un'attività all'ingrosso.

I piani di crescita prevedono che, nei prossimi mesi, saranno aperti altri tre pdv.

Lo sbarco a Malta rientra in un più ampio progetto di internazionalizzazione, iniziato lo scorso anno con le aperture di Tirana e Zagabria che sarà proseguito nel prossimo futuro a conferma “dell'opera di trasformazione e rinnovamento di Upim in questi anni, come sottolinea l'Ad Luca Rossetto.

Italian Food Excellence

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