In occasione del Salone del Mobile, BTicino ha inaugurato a Milano il primo concept store, progettato da Migliore+Servetto Associati.
Il modello è quello dell'experience space nel quale è possibile vedere e testare i prodotti tecnologici per la casa: dalle placche a muro con gli interruttori ai sistemi domotici, di controllo luci e distribuzione dei segnali.
L'esperienza avviene tramite un “tunnel emozionale”, un percorso nel quale attraverso il controllo della luce, l'utilizzo di display touch e video, superfici riflettenti e postazioni audio, BTicino si racconta ai propri clienti.
I prodotti nuovi e di design sono evidenziati da box illuminati, e accostati alle più suggestive installazioni BTicino tema dei video attivati dai touch screen.
Al termine del percorso, l'area lounge domotica illustra l'applicazione della tecnologia BTicino nei vari ambienti, oltre a offrire uno spazio accogliente dove sedersi; per le consulenze sono allestite altre due sale.
Il concept store, che misura 260 mq, è uno spazio di consulenza e formazione per i professionisti dell'installazione, e per tutti gli altri una maniera per avvicinarsi alla domotica, conoscerne le possibilità e approfittare di una sapiente guida per inserire la tecnologia nella propria abitazione.
La casa domotica di BTicino
Coop Adriatica: presenta il bilancio di sostenibilità 2010
La sostenibilità come valore guida dell'intera governance aziendale: Coop Adriatica completa un processo iniziato nel 2002 e mette la responsabilità sociale al centro della propria azione. Con la presentazione del bilancio consuntivo di sostenibilità, la catena distributiva cooperativa (1 milione e 128mila soci sparsi in quattro regioni; un fatturato superiore ai 2 miliardi di euro e una rete di vendita articolata su 18 iper e 160 supermercati) riafferma un concetto secondo il quale l'attenzione all'etica, all'ambiente, ai diritti di tutti i portatori di interessi non è un freno che limita i confini del business, bensì un volano competitivo molto forte. “Credo che la responsabilità sociale - spiega il presidente Gilberto Coffari - si possa tradurre come un modello di governance allargata, che non si limita allo stretto perimetro dell'azienda, ma coinvolge nel profondo le relazioni interne ed esterne, con rapporti fondati su trasparenza, fiducia e responsabilità”. Coffari, che ha snocciolato tutte le iniziative messe in atto da Coop Adriatica in questo senso nell'ultimo anno, dall'impegno sulla riduzione dei prezzi (-5%) all'iniziativa Brutti ma Buoni che ha permesso di salvare dalla distruzione 830 tonnellate di cibo; dall'investimento sulle energie rinnovabili (33 gli impianti fotovoltaici installati, per 2,8 milioni di kWh di energia pulita), ha chiuso il suo intervento richiamando l'attuale situazione di immobilismo che attanaglia il nostro paese: “Non dobbiamo cercare scorciatoie - dichiara il presidente - per uscire dalla crisi contraendo i diritti e dimenticandosi dell'ambiente. All'opposto, solo non abbassando la guardia su questi temi avremo il giusto slancio per il nostro futuro”.
BC Partners nuovo socio di maggioranza di Gruppo Coin
Financière Tintoretto S.A., società controllata da fondi gestiti da PAI Partners, ha sottoscritto oggi un accordo vincolante con Icon srl, società di nuova costituzione controllata dai fondi assistiti da BC Partners, per la vendita dell’intera partecipazione detenuta in Giorgione Investimenti S.p.A, la quale, a sua volta, controlla il 69,3% del capitale sociale di Gruppo Coin S.p.A.
Il valore dell'operazione
Il corrispettivo complessivo della vendita della partecipazione detenuta da Giorgione in Gruppo Coin è pari a euro 644.572.337,50 e corrisponde a un prezzo di euro 6,50 per ciascuna azione Gruppo Coin.
I tempi dell'operazione
Nell’ambito di questa operazione -e subordinatamente al suo completamento-, Giorgione si è impegnata ad acquistare al closing le azioni Gruppo Coin detenute dal management della società, che rappresentano il 2,1% del capitale Gruppo Coin, nonché le azioni Gruppo Coin detenute da Dicembre 2007 S.p.A. (circa il 7,3 % del capitale sociale).
L’intera operazione è condizionata all’ottenimento dell’autorizzazione da parte delle Autorità Antitrust, oltre che alla messa a disposizione dei fondi che le banche si sono già impegnate ad erogare.
Il perfezionamento dell’operazione è previsto per la fine di giugno.
Completata l’operazione, Icon, attraverso Giorgione, lancerà un’offerta pubblica di acquisto su tutte le rimanenti azioni Gruppo Coin al prezzo di euro 6,50 per azione.
Il management investirà in Icon con BC Partners.
Mediamarket chiude il 2010 con una crescita del 7%
Mediamarket, la realtà italiana di Mediamarkt Saturn Holding GmbH con le insegne Media World, Saturn e Media World Compra On Line, archivia l’anno 2010 con 2,514 miliardi di euro (net Vat) di fatturato pari a una crescita del 7% rispetto al 2009 rispetto ad una media di settore che si assesta tra lo 0% e -1% (fonte Gfk). Il 15% di quota di mercato conferma il ruolo determinante di Mediamarket nella consumer electronics e più in generale rispetto al panorama dell'economia nazionale giova sottolineare che, nella classifica assoluta per fatturato delle aziende italiane, la catena si posiziona al 55° posto, dieci posizioni più in alto rispetto al 2009.
Forte crescita nell'e-commerce
Eccellente risultato anche per le vendite via Web realizzate attraverso il portale di e-commerce Media World Compra On Line, che chiude il 2010 con 53,2 milioni (net VAT) di fatturato (+19,5% sul 2009), 25 milioni di utenti unici, 50 milioni di accessi e 547 milioni di page views all’anno. Nel contempo il sito istituzionale del retailer www.mediaworld.it supera i 20 milioni di visitatori annuali per oltre 90 milioni di pagine visualizzate.
Nel 2010 inaugurati 5 store nel 2011 ne sono previsti 6
I punti vendita sono 104 (88 Media World e 16 Saturn) presenti su tutto il territorio nazionale. Nel 2010 sono stati inaugurati 5 nuovi megastore (Saturn Catania, Saturn Stezzano, Media World Bolzano, Media World Grosseto e Saturn Napoli) per un investimento superiore ai 22 milioni di euro.
Nel 2011 sono previste 6 nuove aperture – per oltre 24 milioni di investimento e circa 400/500 assunzioni – che porteranno gli attuali 7.500 collaboratori a quota 8.000.
Formazione
Nel 2010 sono stati spesi più di 2,5 milioni per le attività di formazione, da sempre tra gli asset fondamentali dell’azienda; fiore all’occhiello in questo ambito rimane il Master in Retail Management (Mcu) realizzato in collaborazione con il Mip di Milano e rivolto ai direttori di punto vendita e al middle/top management.
Per quanto riguarda l’advertising, l’investimento ha superato i 68 milioni di euro con oltre 160.000.000 di volantini stampati
Progammi 2011
Il 2011 di Mediamarket ha già visto l'inizio della diffusione della Media World To Go, la prima vending machine di prodotti di elettronica di consumo. Cinque distributori automatici a brand Media World sono già operativi presso l’Ospedale San Raffaele di Milano, la stazione Centrale di Milano, gli aeroporti di Milano Malpensa e Orio al Serio e le aree di servizio Scaligera Sud e San Zenone. Entro la fine dell’anno la catena prevede di collocare circa 10 vending machine in luoghi ad elevato passaggio pedonale.
- Media World introduce la vending machine di prodotti high-tech
- Saturn, store di tecnologia, intrattenimento e cultura
- Metro Group vende i 34 store Saturn francesi a Htm Group
- Mediamarket: va oltre i 2 miliardi e cresce del 12%
- Prima campagna in 3D per Media World
- Media Markt e Saturn cercano studenti retail da laureare in Germania
- Media World al Porto Bolaro Shopping Center
Digital Technology, perdura il trend negativo
Trend ancora negativo nel primo trimestre 2011 per il mercato della Digital Technology e i suoi differenti comparti, dovuto alla critica situazione finanziaria. Il mercato ICT, secondo i dati Sirmi, registra una contrazione della spesa End User pari al -2,5%.
Tutti i segmenti del mercato IT decrescono, fatta eccezione per il Software, che mantiene un andamento flat.
Il calo più sostanziale è registrato dai Servizi, sia nella componente Servizi di gestione (-2,8%), ma soprattutto nella componente Servizi di Sviluppo (-5,9%).
Parziale ripresa nelle TLC
Per quanto riguarda il Mercato TLC, nel 2011 è attesa una parziale ripresa della spesa, non tale tuttavia da far chiudere l’anno con un tasso di crescita di segno positivo. Il primo trimestre del 2011 si chiude infatti con un calo totale della spesa del -2,3%; su tale mercato si registra il perdurare del rallentamento del mercato TLC fisse, che decrescono del -4,1%.
A giudizio di Sirmi, non sono attesi per l’intero anno particolari segnali di ripresa del mercato; pertanto l’andamento dell’anno si manterrà ai livelli attuali.
Granoro cambia look in occasione Tuttofood 2011
In occasione di Tuttofood 2011il Pastificio Attilio Mastromauro Granoro avrà
l’opportunità di far conoscere ai visitatori il suo nuovo look e il restyling della veste grafica dei prodotti: una espressione propositiva e originale nei confronti del mercato, un chiaro segnale di come Granoro sia
attenta all’evolversi delle logiche ad esso connesse, pur mantenendosi legata ai principi di sempre.
Le linee interessate sono i Formati Normali, Gli Speciali, Pasta all’Uovo e Pasta Biologica, che
rappresentano (sul fronte pack) un campo di grano, oltre al nastro tricolore, per sottolineare come il prodotto messo in
tavola da Granoro sia rigorosamente italiano, nel rispetto della più antica tradizione pastaria nazionale.
Queste quattro nuove vesti sono associate a colori e tonalità ben distinte tra di loro: per i Formati Normali una
luminosa veste bianca; gli Speciali ricorderanno il giallo oro del grano duro al sole; Giallo caldo sarà la tonalità
associata alla Pasta all’Uovo mentre verde è la veste della Pasta Biologica, ottenuta senza l’uso di pesticidi e
concimi chimici.
La convenienza di Oviesse è intelligente

Oviesse riattualizza il proprio
posizionamento e la
propria immagine approfondendo
il system: “Un mondo
completo di risposte”. Per farlo
si è avvalso di un progetto di
comunicazione dell'agenzia
milanese “Le balene colpiscono
ancora” e, per la definizione
degli spazi dell'offerta merceologica
dell'architetto Paolo
Lucchetta. Il nuovo ambiente
e la risposta informativa e di
servizio è partita dalle esigenze
del cliente e da un suo ragionamento
tipo: “Compro un capo
di qualità per piacermi, piacere,
in un ambiente piacevole”.
Valori. Al primo posto dei
valori di posizionamento troviamo
sempre la convenienza,
seguita dalla segmentazione,
dalla piacevolezza della relazione,
dalla complementerietà
merceologica, dalla libertà di
scegliere. “All'interno di questa
cornice -spiega a GDOWEEK
Fabio Pampani, direttore generale
-abbiamo rafforzato il
nostro posizionamento di base
articolato sul conformato donna,
grandi taglie uomo, le camice,
l'intimo e naturalmente
consolidato il nostro settore di
punta, il bambino”. La comunicazione
invita alla riscoperta
della funzione del prodotto,
alle prestazioni. Nei pdv dove
la nuova immagine è già attiva
l'azienda ammette una crescita
del fatturato a mq del 15%
Ethic Award 2004 – Morale: se l’etica è autentica crea valore
Good ethics is a good business: l'azienda
che agisce correttamente, è la prima
a trarne vantaggio. L'espressione,
usata da uno dei componenti della
giuria intervenuto alla terza edizione
del premio “Ethic Award”, promosso
da GDOWEEK in collaborazione
con KPMG Business Advisory Services
, e con il patrocinio del comune
di Milano, sintetizza la profondità
in cui va radicalizzandosi il dibattito
sull'etica nel business. Spesso
usata come sinonimo di csr (corporate
social responsibility) o confusa
con le azioni di marketing a causa
sociale, l'etica nel business alimenta
dibattiti, convegni, tavole rotonde,
indagini. La mancanza di trasparenza
nei processi aziendali, infatti, e la
miopia dello sfruttamento rischiano di rompere equilibri ambientali e sociali
provocando fenomeni regressivi: ristrutturazioni,
risparmiatori traditi, scelte sbagliate,
crack. Il caso Parmalat è andato ad
aggiungersi a quello americano di Enron
portando in primo piano il problema
delle regole, la trasparenza, il rapporto
dell'azienda con chi contribuisce al suo
successo. Avanza la consapevolezza della
responsabilità aziendale sulle condizioni
di chi vive nel territorio dove l'impresa
trae le sue risorse. “L'etica della trasparenza
deve diventare il faro delle strategie
e comportamenti della politica, delle
amministrazioni e delle imprese -dice
Anna Maria Martoni, presidente dei
giovani di Confindustria-. Non è solo un
imperativo morale. È l'unica strada possibile
per garantire un futuro all'Italia. È
da qui che dobbiamo partire”.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Fenomeno europeo
Dal “Libro Verde” del 2002, quando la Commissione
europea ha elaborato i concetti di sostenibilità
e di impatto sociale, è proseguito il
dibattito sulla volontarietà e la regolamentazione
delle iniziative di corporate social responsibility.
Nello scenario della nuova Europa
a 25 e del varo della costituzione europea,
il tema dell'etica è emerso anche nel dibattito
attorno alle radici culturali del vecchio continente.
A sottolinearne le tradizioni filosofiche,
umanistiche e religiose si sono levate le voci
più autorevoli, con chiari riferimenti alle ispirazioni
originarie dell'agire economico e ai
suoi riflessi nello spazio e nel tempo. “Bisogna
tener presenti i più piccoli e i più poveri- dice
l'arcivescovo emerito di Milano Carlo Maria
Martini, una delle voci ritenute super partes
della cultura europea-. Se non c'è questa attenzione,
non c'è vera politica. C'è solo potenza
e dominio. E questo fa paura, perché alla
fine è quello che produce le guerre”. E continua:”
Radici laiche e cristiane non andrebbero
contrapposte, ma considerate in quanto
convergono nel primato dell'uomo e in quanto
sono espressioni di libertà che si attuano in
maniera diversa ma non contrapposta, non distruggendosi
l'un l'altra ma dialogando reciprocamente”.
Nuovo universo semantico
Rispetto ambientale, ecologia, etica d'impresa,
responsabilità, cause related marketing,
corporate social responsibility, trasparenza, controllo, charity, volontariato. Anche questa
terminologia sta prendendo piede in azienda
mixandosi con quella dell'azienda classica:
marketing, finanza, profitto, competizione,
ottimizzazione, costi, rendimento ecc.. Tutto
questo generato forse dalla catastrofe dell'11
settembre 2001 sembra aver fatto crollare i
modelli precedenti di società e di grande
azienda. Se prima questa esaltava un solo
obiettivo e una sola regola -fare soldi- creando
un mondo uguale a sé, cercando di assediare la
sfera pubblica, ora questo delirio di onnipotenza
(teorizzato già nel 1932 nel libro The
modern corporation and private property) ha
avuto una battuta d'arresto. Per un ripensamento
definitivo. L'interesse per la corporate
social responsibility rappresenta la fase di questa
riflessione: le opportunità commerciali
non sono più il metro di ogni valore, le imprese
non sono più libere di sfruttare tutto e
tutti per il profitto, gli esseri umani non sono
più creature che badano esclusivamente ai
propri interessi e ai beni materiali.
Il linguaggio dell'etica sostituisce
quello del marketing?
La sostenibilità diventa il vero business. La responsabilità
aumenta i risparmi. Il capitale
umano è la chiave del successo. S'infittisce il
dibattito sugli asset intangibili, sulle attività
che dipendono dal cervello di chi lavora. C'è
da credergli? Forse è ancora presto per risposte
definitive. Nella comunicazione di marketing
fanno breccia nel consumatore argomenti che fino a pochi anni fa non erano altrettanto convincenti
come la convenienza immediata, il regalo,
lo sconto. Non è più raro trovare nei dépliant
promozionali o nei cataloghi premi delle
carte fedeltà anche un settore ethics di questo
tenore: “Ti offriamo inoltre gli ultimi aggiornamenti
in fatto di solidarietà e attività a
sfondo sociale” cui segue un elenco di iniziative
legate al sostegno della lotta contro uno
spettro di malattia, per la costruzione di un
ospedale in Africa, con l'invito a trasformare
parte dei punti accumulati in un contributo all'organizzazione
umanitaria coinvolta.
Il Premio Ethic Award 2004
È in questo contesto che ha preso vita il premio
alle più innovative azioni di responsabilità
sociale, che per il terzo anno GDOWEEK
ha promosso in collaborazione con Kpmg. “E'
un'occasione per fare il punto dei rapporti tra
etica e business -dice il direttore responsabile
di GDOWEEK Luigi Rubinelli-. Con questo
riconoscimento vogliamo chiederci se, e come,
le iniziative di responsabilità sociale delle
imprese, stanno spostandosi più verso il
marketing o verso un vero impegno nel campo
sociale, oltre l'operatività aziendale. Sappiamo,
infatti, quanto sia difficile il controllo
del risultato finale di questi interventi e quanto
grande sia il rischio che vengano utilizzati
all'interno di una miope ottica aziendale. Altrettanto
rischioso è l'abuso del termine etica
per operazioni puramente commerciali”. È
emersa subito una stratificazione di significati e di considerazioni, sintetizzate da ognuno dei
14 giurati (vedi pagg 106/107). Richard
Bolwjin, di Kpmg mette in luce i diversi livelli
in cui possono inquadrarsi le iniziative
aziendali. da quello più basso, legato alla pura
conformità alle leggi, a quello che oltrepassa la
logica del business.
Lo stesso discorso può applicarsi alla comunicazione.
“Le aziende che uniscono iniziative di
charity e marketing, in effetti, stanno saltando
un passaggio -nota Bolwjin-. Prima di passare
a iniziative di charity devono prima assicurarsi
di operare correttamente nel loro business, altrimenti
la contraddizione prima o poi esplode.
Di qui l'esigenza di lavorare alla trasparenza
e correttezza dei processi interni prima di attivarsi
in iniziative sociali”. Del resto ormai anche
in Italia abbiamo esempi di crack di multinazionali
che sbandieravano il loro impegno
in attività sociali mentre da anni i loro processi
interni contravvenivano alle leggi, frodando
gli azionisti e il fisco.
Meccanica del premio
Obiettivo del premio è stato quello di mettere
in luce i casi più innovativi -rispetto all'obiettivo
sociale- messi in atto dalle aziende. Alla
proposta di GDOWEEK hanno risposto 52
candidature, rispetto alle 40 dello scorso anno.
Sono state, quindi, individutate le cinque macroaree
corrispondenti ai principali stakeholder
di riferimento: ambiente, personale e processi
interni, unità ospedaliere e ricerca scientifica,
comunità locale e comunità internazionale. Così suddivise, sono state sottoposte per
una prima valutazione a una giuria super partes
(vedi pagg. 104-105) formata da esponenti
di associazioni ambientaliste, di organizzazioni
non governative di impegno sociale, di enti
che promuovono la cultura della csr nelle
aziende, istituti di ricerca, università, organizzazioni
dell'Onu. Il lavoro della giuria si è svolto
presso la sede di GDOWEEK il 27 ottobre.
Preceduto da un dibattito tra i componenti, ha
messo in luce la serietà e l'autonomia delle valutazioni,
i criteri di riferimento, la necessità di
conoscere la storia dell'azienda per contestualizzare
l'iniziativa candidata e prendere coscienza
anche dei limiti in cui la scelta avveniva.
Ogni componente della giuria ha potuto
votare, per ogni singola area, il progetto più interessante
al fine di scegliere quello vincitore in
ogni area e i migliori dopo il primo. Alla fine è
stato chiesto di scegliere l'iniziativa che, in assoluto,
rispondesse ai criteri di innovazione,
utilità sociale, coerenza con la situazione attuale
dell'azienda, efficacia nel raggiungimento
dei risultati. I vincitori, i primi classificati per
ogni singola area, sono stati proclamati nella
cerimonia di premiazione, avvenuta nella cornice
della sacrestia bramantesca della basilica
di Santa Maria delle Grazie a Milano, il 10
novembre. A consegnare i premi è stato don
Antonio Mazzi, fondatore della comunità
Exodus, per il recupero dei giovani in difficoltà
di cui è noto l'impegno a favore delle
persone emarginate e delle fasce più deboli
della società.
Area ambiente Storicamente il primo degli interessi sociali dell'economia
Area personale eprocessi internie La risorsa umana è l'asset intangibile
Area comunità ospedale ricerca scientifica Per la vitam
Area comunità locale Aiutare il territorio da cui l'impresa si alimenta
Area comunità internazionali Globalizzare la solidarietà
Ethic award La cerimonia

Il vincitore 2004 La solidarietà ha una carta in più

Allegati
- Area ambiente Storicamente il primo degli interessi sociali dell’economia
- Area personale e processi interni La risorsa umana è l’asset intangibile
- Area comunità ospedale ricerca scientifica. Per la vita
- Area comunità locale Aiutare il territorio da cui l’impresa si alimenta
- Area comunità internazionali Globalizzare la solidarietà
- Ethic award: La cerimonia
- Il vincitore 2004 La solidarietà ha una carta in più
Fraganze su Internet, l’idea è diffusa da France Telecom
![]() |
A fianco (Henry |
La polisensorialità sbarca su
Internet grazie ad una tecnologia
che consente la trasmissione
di odori e profumi
via Web. Lo dimostra il progetto
Exhalia realizzato da
France Télécom, che ha raccolto
in un portale le applicazioni
multimediali e i siti “profumati”
dei suoi partner.
Il sistema. Rientra in un
concetto più generale di diffusione
di fragranze su una rete
di telecomunicazioni ed è stato
sviluppato in collaborazione
con Osmooze (diffusori, vedi
foto nel box), Robertet (aromi
e profumi) e Cacharel.
Il processo. Tre le fasi salienti
del processo. L'odore viene
indicizzato dal web designer
dell'applicazione in base
al nome, alla durata e all'intensità
della diffusione. Il file
viene inserito in una pagina
web, Il software Exhalia decodifica
quindi le informazioni
ricevute e le adatta al diffusore
nel quale si trova la cartuccia
dell'odore corrispondente (o
invita ad inserire la cartuccia
giusta). Lo stesso principio,
con le dovute varianti, può essere
applicato anche alla tv.
Le potenzialità. La possibilità
di aggiungere una dimensione
olfattiva ai sistemi
multimediali apre nuove prospettive
in termini di marketing
e di comunicazione. L'odore
ha infatti un impatto diretto
sulle persone, permette
una memorizzazione marcata
del messaggio e sviluppa un
nuovo piacere sensoriale.
Le applicazioni. A breve
termine, il progetto Exhalia si presta ad un ampio spettro di
applicazioni professionali, soprattutto
nei punti di vendita
e nelle agenzie turistiche. A
lungo termine potrà venire
esteso anche al grande pubblico:
consultazioni di menù
di ristoranti aromatizzati, acquisto
di fiori on-line accompagnato
dai profumi del bouquet
ecc. Fra i primi utilizzatori
di questa tecnologia figurano
gli operatori del mondo della profumeria e dell'alimentare.
Cacharel. Grazie ad animazioni
ludiche e interattive,
il sito Cacharel invita a scoprire
on-line i propri profumi,
dal classico Anaïs Anaïs alle
creazioni più recenti come
Noa Fleur.
Vini di Borgogna. Il
Bureau Interprofessionnel
des vins de Bourgogne ha
realizzato un'applicazioni
multimediale olfattiva denominata
Arom@s. Il navigatore
viene guidato in un
tour olfattivo nelle vigne e
nelle cantine sottolineato da
profumi evocanti il sottobosco,
la vaniglia, il cassis e la
mora.
C’è sempre più innovazione in cantiere nel retailing dei prodotti per l’edilizia
La distribuzione del materiale
per l'edilizia è
sottoposta in questi anni
ad una profonda revisione
delle sue capacità e del
suo ruolo. Se nel lessico
e nelle abitudini del settore
i punti vendita per l'edilizia
sono ancora chiamati
“i magazzini”, nei fatti essi
si stanno via via caratterizzando
come spazi di relazione
e interazione tra domanda
ed offerta e di generazione
e accumulo di
valore tangibile per il
cliente.
L'analisi del campo di forze
-esterne ed interne alle
organizzazioni commerciali-
in cui la distribuzione
del materiale edile è oggi
immersa può offrire spunti
interessanti per individuare
il comportamento
competitivo degli operatori
del settore.
La domanda cresce. Il
settore delle costruzioni è
in crescita costante da un
decennio. Una serie di
elementi positivi hanno
sostenuto il suo ciclo di
sviluppo (Figura 1). Agli
sgravi fiscali per le ristrutturazioni
si sono affiancati
i cantieri delle grandi opere
pubbliche e -su tuttolo
spostamento degli investimenti
delle famiglie
dal mercato mobiliare a
quello immobiliare.
La forte evoluzione del
settore ha portato alla
crescita del numero degli
imprenditori edili. Questi
ultimi si sono trovati nella
necessità di rispondere
alle esigenze di una domanda
molto sostenuta,
ricorrendo anche all' outsourcing
di manodopera,
di macchinari, di competenze
tecniche. In molte aree geografiche
il privato ha inoltre sviluppato
un comportamento
d'acquisto piuttosto indipendente
e articolato. Accompagnata
dall'installatore,
dall'architetto, oppure
da sola, il sabato mattina
la famiglia visita le rivendite,
si informa, chiede
preventivi, fa confronti, ritorna
più volte, poi decide
il da farsi.
La concorrenza si allarga. Le imprese appartenenti
al commercio all'ingrosso
e al dettaglio di
materiali da costruzione -
censite dal CRESME nel
2003- sono circa 14.000.
Altre 6.000 appartengono
a settori del commercio
affini, quali la vendita di
apparecchiature termoidrauliche
e igienico-sanitarie
per la casa. Queste
ultime, su particolari categorie merceologiche, si
configurano come concorrenti
diretti delle rivendite.
Le grandi superfici organizzate
stanno sviluppando
sul territorio modelli e
formati commerciali innovativi,
orientati al privato
ma anche all'imprenditore
artigiano, il primo cliente
della rivendita.
Bricocenter, un'insegna
leader nella commercializzazione
di articoli per il fai
da te, ha ad esempio recentemente
annunciato il
varo di un piano di sviluppo
della sua rete di negozi
in franchising, con l'obiettivo
di arrivare a 50 affiliati
in 5 anni. Con queste
aperture l'azienda si
pone un obiettivo sia di
copertura sia di sviluppo
di un sistema di franchising
pluriformato.

Nella costruzione degli
edifici il fenomeno dell'
outsourcing descritto al
punto precedente sta
inoltre comportando l'affermazione
degli “specialisti
di fase” (posatori, intonacatori,
isolatori dei tetti,
ecc.). Questi imprenditori
sono -in genere- focalizzati
su specifiche tecnologie
di prodotto (il prodotto
per la posa, per l'intonacatura,
per l'isolamento,
ecc.). Per questa ragione
essi ricercano sovente
una relazione diretta con
le imprese di produzione.
L'effetto che ne deriva
può essere il salto del distributore.
La prefabbricazione di
manufatti in cemento e
della carpenteria ha introdotto
un'ulteriore complessità
di mercato. Per le
rivendite questi prodotti possono essere elementi
di un'offerta potenziata,
se sono inseriti in assortimento.
In ogni caso essi
erodono quote di vendita
del materiale edilizio più
”tradizionale”.
Il produttore cambia. Prendiamo ad esempio il
cemento. Nel giro di un anno
Holcim Cementi, un'
impresa leader nella produzione
della “materia grigia”
delle costruzioni, ha
lanciato sul canale una decina
di novità, proponendo
prodotti più facili da impiegare
e conservare. Al tempo
stesso si è resa protagonista
di un grande investimento
in formazione manageriale
dedicato alle rivendite,
senza alcuna costrizione
per gli stessi
commercianti ma con l'intento
di sviluppare relazioni
di lungo periodo nel canale.
La tecnologia sta
cambiando radicalmente
molti prodotti per l'edilizia
e sta rendendo più facile e
rapida l'attività di pura costruzione.
Molte complessità
sono risolte a monte
nella filiera produttiva, nelle
decisioni della ricerca e
sviluppo dei nuovi materiali,
nelle scelte relative a dosaggi
e miscele, nella formalizzazione
delle procedure
e delle tecniche di impiego
dei prodotti, nell'informazione
al mercato,
nella condivisione col distributore
e col cliente finale
delle conoscenze applicative.
Alcuni marchi hanno cominciato
ad affiancare alla
tradizionale comunicazione
al distributore una propria
comunicazione al
cliente finale e agli influenzatori
(ad esempio architetti
e progettisti), con l'obiettivo
di agire sul canale
anche in ottica pull.
L'associazionismo si
afferma. Nati e cresciuti in
altri settori del commercio,
i raggruppamenti tra imprese
rappresentano ormai,
anche sul mercato italiano
della distribuzione di
materiale per l'edilizia,
un'interessante opportunità.
Il tema è caldo e molti imprenditori
del settore hanno
voglia di confrontarsi
sull'argomento. Fioriscono
nuove iniziative, alcuni
gruppi potenziano la loro
presenza territoriale aggregando
operatori e investendo
in servizi comuni,
altri si separano più o meno
consensualmente e riconfigurano
gli assetti di
base. In taluni casi si assiste
al passaggio da un associazionismo
volto a
spuntare prezzi migliori ad
un altro, dove è il gruppo
nel suo complesso che intende
affermarsi sul mercato.
In questa mutata prospettiva
la sfida è giocata
sia sul fronte interno (coordinamento
organizzativo,
standard minimi di efficienza
operativa e finanziaria,
ecc. ) sia su quello esterno.
Con la ricerca dell'affermazione
del gruppo come
“entità di mercato” in
grado di preservare il valore
delle identità dei singoli
partecipanti.

L'assortimento si amplia. Il portafoglio dei prodotti
della rivendita è più
che raddoppiato in meno
di 10 anni. Oggi in una rivendita
di medie dimensioni
sono fisicamente presenti
almeno 3000 articoli
diversi, 100 fornitori, 20
categorie merceologiche.
L'imprenditore che commercia
in prodotti per l'edilizia
è quindi chiamato a
governare una complessità
degli assortimenti crescente.
Questo fenomeno è rilevabile
sia in termini di profondità,
che comporta un aggiornamento
continuo sulle
novità che giungono dai
produttori, sia in termini di
ampiezza, che significa
nuove tipologie di prodotto
da conoscere, situazioni
d'acquisto insolite per il
settore, processi logistici
particolari, relazioni stabili
con fornitori non convenzionali.
Pensiamo ad esempio ai
prodotti per l'abbigliamento
da lavoro. Le tute, i pantaloni,
le scarpe infortunistiche,
l'occhialeria protettiva
sono gestiti secondo il
concetto della collezione,
il contenuto di innovatività
è marcato, si ampliano le
referenze e crescono gli
stock di prodotto. Sui
punti vendita si affacciano
acquirenti diversi dal solito
ed è necessaria una esposizione
più incisiva del prodotto
e, se possibile, una
vetrina. Tutto ciò in un sito
che non di rado continua
ad apparire come un vero
e proprio “magazzino”.
Si pensi poi all'importanza
assunta da certi prodotti
ad elevata stagionalità, come
i mobili da giardino, o
ai prodotti dell'arredo bagno,
sino a giungere -in
certi casi- alle spugne e
agli accappatoi.
Il servizio diventa centrale. I piazzali delle rivendite
sono da sempre il luogo
deputato allo scambio
di opinioni.
In essi il personale di vendita
fornisce al cliente pareri
sui prodotti e sulle modalità
di impiego, lo accompagna
nelle zone di
stoccaggio per osservare
e analizzare i materiali, organizza
sopralluoghi sui
cantieri, prima durante e
dopo la messa in opera
dei prodotti. Queste attività oggi -ancor
più di ieri- rappresentano
un fattore differenziante
dell'offerta commerciale
delle rivendite e
un valore tangibile per la
domanda.
L'effervescenza del mercato
delle costruzioni rende,
infatti, necessario agli
imprenditori edili artigiani
ricercare le cosiddette
economie di velocità: i
cantieri vanno allestiti rapidamente,
le opere civili
sono realizzate in tempi
contenuti, ecc.. Per questo
i piccoli costruttori acquisiscono
sempre più
servizi di terzi.
C'è meno tempo di prima
per sperimentazione e apprendimento
e c'è quindi
più bisogno di affidarsi a
partner commerciali affidabili,
in grado di garantire
una consulenza a 360°
negli acquisti, di trasportare
e depositare i materiali
nei luoghi giusti (ad
esempio con un camion
provvisto di gru, all'altezza
da terra dove i prodotti sono
impiegati) e nei tempi
giusti (cioè non dopo, ma
neanche molto prima del
necessario).
Gli imprenditori delle costruzioni
non hanno più il
tempo per organizzare in
proprio alcuni servizi complementari
(ad esempio il
trasporto dei detriti e dei
materiali di risulta) e hanno
allora bisogno di trovare
rapidamente macchinari
a noleggio a caldo o a
freddo, con o senza operatore
a bordo.
Tutto ciò impone al distributore
un'importante riflessione
su quali sono le
competenze e le risorse
che devono essere valorizzate
nell'azienda commerciale
per sviluppare
questi servizi e per erogarli
con continuità.

La comunicazione si
articola. Accanto al materiale
informativo dei produttori, presente sul banco
delle rivendite di materiale
edilizio, comincia ad
affacciarsi una comunicazione
propria del punto
vendita, realizzata attraverso
i volantini promozionali,
la cartellonistica, una
maggiore ricerca dell'esposizione
di alcune categorie
di prodotto, la sperimentazione
di azioni di direct
marketing, magari
sfruttando l'occasione del
contatto col cliente che si
ha all'invio delle fatture
d'acquisto.
Il fenomeno prende decisamente
corpo se a comunicare
è il raggruppamento
d'impresa. Alcune
insegne di respiro internazionale
promuovono il
brand con grande intensità.
Altri gruppi e consorzi
si affacciano alla comunicazione,
creando marchi
comuni e sviluppano azioni
promozionali locali, realizzate
in autonomia o in
co-marketing con produttori
attenti alle strategie di
trade marketing.
I raggruppamenti di imprese
commerciali più sensibili
si interrogano e riconfigurano
il loro approccio al
mercato, cercando da un
lato di salvaguardare gli
elementi di unicità locale e
dall'altro di fare emergere
gli aspetti e i “segni” comuni,
secondo un approccio
alla comunicazione
sintetizzato nella figura 2.
Le implicazioni manageriali
che da esso possono
derivare sono:
“puntare con forza” su
quegli aspetti già condivisi
tra tutti e già esplicitati al
cliente (quadrante 1). Ad
esempio investendo con
decisione sulla comunicazione
del brand, se le imprese
hanno già definito
un marchio identificativo
del gruppo;
“far emergere” nella relazione
coi clienti quegli elementi
del retailing mix comuni
a tutte le imprese del
raggruppamento ma che
non sono ancora comunicati
abbastanza (quadrante
2). L' esempio può essere
una lista di servizi post-
vendita offerti da tutte
le imprese del gruppo, ma
non promozionati;
“mettere a sistema” tutti
quegli elementi che sono
già esplicitati nella relazione
con la domanda delle
singole imprese commerciali
ma sui quali c'è bisogno
di trovare degli elementi
“comuni” (quadrante
3). Ad esempio rispetto
alle modalità di comunicazione
locale (format
brochure, contenuto dei
volantini, ecc.) adottate
dalle varie rivendite.
Il pricing si complica. Lo sviluppo della dimensione
servizio sul punto
vendita alimenta un'ulteriore
e conclusiva riflessione
sul tema del prezzo.
L'offerta di pacchetti integrati
di beni e servizi complica
il pricing della fornitura
e l'analisi delle diverse
modalità di valorizzazione
fa emergere differenti
posizionamenti cognitivi
delle imprese sullo scacchiere
della competizione.
Coesistono il mark up sul
prodotto per il servizio, il
prezzo congiunto prodotto
+ servizio, il prezzo disgiunto
di prodotto e servizio.
Nel primo caso è privilegiato
il ruolo primario di
rivenditore di materiali, nel
secondo si comunica al
mercato la funzione di fornitore
di soluzioni complete,
nel terzo la rivendita
tende a porsi in confronto
diretto con altri e diversi
operatori, specialisti di
quegli specifici servizi accessori.
Conclusioni. Le dinamiche
in atto nel settore impongono
agli imprenditori
della rivendita di materiale
edile la massima concentrazione
nella messa a
punto dei propri programmi
di crescita e la massima
dedizione nella gestione
dell'operatività delle
proprie organizzazioni.
L'attenzione si focalizza
sulla conquista e sul
mantenimento nel tempo
delle “quote di fiducia”
della domanda. Di questo
processo l'impresa commerciale
può -se lo vuoleassumersi
il ruolo di garante,
consolidando il privilegio
di rappresentare
l'interlocutore quotidiano
del cliente, ma innestando
su questa relazione
tutti quegli elementi di innovazione
e rassicurazione
che possono giungere
dal contributo dei produttori
e dalla cooperazione
con altri soggetti della distribuzione.
Perugina lancia una raffinata campagna stampa, seppur scolastica…
![]() |
Prodotto: Collezione spezie e Scuola del Cioccolato Perugina |
Ritorno in comunicazione
per Perugina, che avvia
una nuova campagna stampa,
con la firma di Lowe Pirella,
dedicata a due inediti della
sua produzione: la linea di
cioccolato Collezione Spezie,
tavolette da degustazione e
cioccolatini e la recentemente
aperta Scuola del Cioccolato
Perugina. Il marchio di Nestlé
Italia, si candida come
guida all'assaggio e alla conoscenza del cioccolato e, per
farlo, immerge il logo della
scuola in un'invitante crema
al cioccolato.
Il secondo soggetto, dedicato
alla linea di cioccolato variegata
alla spezie, recita:
“Quando passione e innovazione
si uniscono, nasce sempre
qualche cosa di speciale”
la firma è sempre della Scuola
del Cioccolato, che attribuisce
così autorevolezza alle
tavolette da degustazione e, sfruttando un gioco di specchi,
anche a se stessa. Insomma
l'uovo e la gallina.
Innovazione e servizio, tutto incluso nei pack Huhtamaki
![]() |
Chi è |
| Lorenzo Modanese | |
| 40 anni, laureato in Economia e Commercio Dal 2002 lavora Attualmente, ricopre la |

Huhtamaki è presente con i suoi prodotti
in tutto il mondo, è quotata alla borsa
di Helsinki e il suo fatturato è pari a 2,2
miliardi di euro, di cui circa la metà è realizzato
in Europa. In Italia, ha chiuso il 2003
con un fatturato complessivo di circa 106
milioni di euro. Il gruppo sviluppa il suo business
in due grandi aree: il packaging primario
(contenitori in plastica, carta, imballaggi
flessibili) per l'industria alimentare (è
uno dei leader mondiali del packaging per
gelato) o della detergenza e il food service
(contenitori monouso per l'impiego da parte
del consumatore finale). A livello mondiale,
il giro d'affari è realizzato al 50% con
il packaging primario e al 50% con i prodotti
per il food service. In Italia, circa l'80%
del fatturato viene, infatti, sviluppato da
prodotti pensati per il consumatore finale,
suddivisi in prodotto da scaffale e ristorazione,
che pesano rispettivamente il 65% e il
35%. “Il settore che in questo momento registra
il maggior sviluppo è quello della ristorazione
-precisa l'amministratore di Huhtamaki
Italia, Lorenzo Modanese-, anche se
in Italia non è ancora così evidente”.
GDOWEEK Ma le potenzialità ci sono...
Senza dubbio, anche se in un paese con
grandi tradizioni culturali e culinarie come
il nostro è più difficile cambiare le abitudini.
In Inghilterra (ma anche in Spagna),
ad esempio, il concetto di pasto veloce,
con tutto quello che ne consegue dal punto
di vista dei contenitori alimentari utilizzati,
è già molto radicato.
GDOWEEK Come chiuderete l'esercizio
2004, considerati gli aumenti del petrolio,
che per voi rappresenta la materia prima?
Il mercato risente di una forte stagnazione
dei consumi in molte categorie, tra cui il
monouso. Nel nostro settore, purtroppo,
questa stagnazione, che fa seguito a un periodo
in cui il mercato del monouso cresceva
a ritmi elevati, è diventata strutturale.
Questo ha portato a grossi cambiamenti
nel panorama competitivo, sono nate
nuove aziende e oggi c'è un eccesso di capacità
produttiva, soprattutto nell'area del
monouso in plastica, che ha creato progressivamente
una grossa tensione sui
prezzi. Per quanto riguarda il costo del petrolio,
allo stato attuale la situazione può
essere definita esplosiva e va denunciata: in
un contesto di regressione, sovra capacità
produttiva e prezzi decrescenti il mercato
delle materie prime ha subito negli ultimi
quattro/cinque mesi un'impennata assurda:
il polistirolo viene pagato, oggi, quasi
l'80% in più del mese di maggio. Per il settore
del monouso, un mercato che vale circa
350 mio di euro dove l'Italia gioca un
ruolo di primo piano in Europa, si sta registrando
un'enorme tensione, che rischia
di generare seri problemi di sopravvivenza
per alcune aziende.
GDOWEEK Con una situazione di questo
tipo, quindi, non è possibile spingere
sulle promozioni per migliorare le vendite?
Noi, i prezzi dovremmo aumentarli, ma
troviamo una forte opposizione; AIPPM -
l'associazione delle industrie del monouso
in plastica- non ha aderito all'accordo tra
governo, Centromarca e distributori, ritenendolo
totalmente sbagliato e contro il
mercato. In un settore come il nostro, in
cui il costo della materia prima incide per
almeno il 50% sul prodotto, se continuano
gli aumenti e non possiamo ritoccare i
listini, l'impatto sulle aziende sarà devastante.
Noti che stiamo parlando di una
categoria -il monouso in plastica- che per
il trade sviluppa alte marginalità e quindi
sarebbe in grado di assorbire un aumento
anche del 40% non spostando di molto il
guadagno; tenuto poi conto che il consumatore
non ha una grande sensibilità al
prezzo di questi prodotti.
GDOWEEK Era prevedibile che con la
guerra in Irak i prezzi del petrolio salissero.
Non siete riusciti a fare delle scorte?
I produttori di polimeri nel mondo sono
pochissimi, 6/7 e sono gli stessi che lavorano
il petrolio. C'è, quindi, un forte controllo
del mercato sul fronte dei prezzi, ma
soprattutto della disponibilità del prodotto.
Sul fronte tecnico, il polistirolo grezzo
assorbito in un giorno di produzione è talspeculativo o fare scorte, bisognerebbe
avere spazi enormi, farsi carico di costi di
logistica e di stoccaggio altissimi. Infine, a
monte, c'è un problema di indisponibilità
oltre la quantità proporzionale ai consumi
delle aziende trasformatrici.
GDOWEEK Quale soluzione suggerirebbe
per sbloccare la situazione di crisi?
Le aziende trasformatrici e il trade dovrebbero
condividere le problematiche
che sta affrontando il settore, arrivando a
comprendere che le esigenze di aumenti
di prezzo sono reali e non speculative e
definire modi e tempi con cui rapportare
di più il mercato all'andamento delle materie
prime. Inoltre, l'industria deve ancora
migliorare la propria struttura dei
costi, ma anche il trade deve fare uno
sforzo. All'estero il sistema è molto più
efficiente: Tesco o Wal-Mart possono lavorare
con margini ridotti perché hanno
costi bassi. Noi tendiamo da anni a una
maggior efficienza, ma purtroppo il costo
della materia prima, su cui non abbiamo
alcun controllo, incide almeno per il
50% sul costo del prodotto.
GDOWEEK Dove avete operato per ridurre
i costi e mantenere i risultati?
Abbiamo avviato un progetto di business
process re-engineering, andando a verificare
se in ogni attività ci fossero delle attività
migliorabili. Abbiamo progressivamente
ridotto il personale di circa il 20%
negli ultimi tre anni, introdotto nuove
tecnologie per automatizzare parte del
processo ed eliminato le ridondanze in
ogni singola area. C'è, però, ancora molto
da fare sul fronte logistico, ma nella
supply chain l'ottenimento dell'efficienza
non dipende solo da chi vende, ma anche
da chi compra. Nel largo consumo, ad
esempio, si lavora su piattaforme centralizzate
-la frammentazione dei punti di
consegna resta però ancora elevata-, ma
nella ristorazione questa efficienza non c'è
ancora e le consegne vengono ancora effettuate
al singolo punto di cottura! La gestione
logistica della ristorazione è quindi
assai impattante a livello di costi. Il problema
potrebbe essere bypassato con l'appoggio
a grossisti -come accade ad esempio
in Inghilterra o in centro Europa- dove
esiste ancora un'alta frammentazione e
una tendenza alla territorialità. Grossista e
aziende produttrici, spesso, sono in competizione;
mentre negli altri paesi hanno
trovato un loro ruolo.
GDOWEEK Il discount sta crescendo
anche nel vostro settore?
Sì, ma vive le stesse tensioni del largo consumo
a livello di prezzo e sta applicando
le stesse logiche di gestione della crisi, ci
ha quindi aiutato come volume, ma non
come listino o marginalità.
GDOWEEK L'innovazione potrebbe
aiutarvi a superare l'impasse?
Quando si dipende da una sola materia
prima, gestire momenti di crisi è ancora
più difficile. Il gruppo crede, quindi, nello
sviluppo di materiali alternativi e sta lavorando
in particolar modo per sviluppare
più prodotti di carta. Negli Stati Uniti, siamo
leader nel largo consumo con prodotti
monouso in fibra pressata che lanceremo
anche in Italia. Nella plastica, stiamo sviluppando
prodotti con migliori caratteristiche
di biodegradabilità, anche se bisogna
sottolineare che i prodotti in plastica monouso
andrebbero gestiti nell'ambito della
filiera del recupero. In questo senso, sono
favorevole allo sviluppo della termovalorizzazione
che pemetterebbe di minimizzare
l'impatto sull'ambiente. In Italia, non ci sono
però ancora le strutture e la volontà per
portare avanti questo discorso.

Igd, l’edificio preso di mira è a Milano, in Piazza Affari

Novità in casa Igd spa,
l'Immobiliare grande distribuzione
cui Coop Adriatica
e Unicoop Tirreno hanno
conferito la proprietà dei loro
immobili. L'operazione di
conferimento a una società costituita ad hoc è stata a suo
tempo progettata per consentire
alle cooperative cedenti di
concentrarsi sul loro core business.
Non tutto il mondo
cooperativo segue questa strategia; Coop Estense, ad esempio,
ha preferito cedere i suoi
immobili a un fondo immobiliare,
l'Estense-grande distribuzione,
gestito da Bnl.
Gescom. Igd ha acquisito
tra l'altro il controllo di Gescom,
società che si occupa
della gestione dei centri commerciali
Coop; a partire dal
prossimo primo gennaio a
presiedere Gescom sarà Domenico
Pellicanò, che ha confermato
a GDOWEEEK come
il progetto di quotare in
Borsa Igd ormai sia giunto a
una fase avanzata. “Contiamo
-dice Pellicanò- di perfezionare
l'operazione entro i primi
mesi del 2005. Lo scopo è
quello di raccogliere sul mercato
i capitali necessari ad ampliare
il nostro raggio d'azione,
anche al di fuori del mondo
cooperativo”. La quotazione,
già annunciata nella primavera
2003 (vedi GDOWEEK
275 pag 33) era stata poi rimandata
considerando le difficoltà
in cui versava il mercato
borsistico.
Portafoglio. In portafoglio
di Igd ci sono attualmente 8
centri commerciali (per 7 dei
quali possiede anche la galleria),
3 ipermercati e un supermercato.
I negozi in galleria
sono 323, cui si aggiungono 2
pdv singoli. La superficie
complessiva ammonta a
256.685. Le operazioni più
rilevanti compiute dall'inizio
del 2003 riguardano il conferimento
de Le porte di Napoli
di Afragola (valore 72,5 milioni
di euro), l'acquisto del centro
commerciale Casilino di
Roma (51,1 milioni di euro)
e, all'inizio di quest'anno, l'acquisizione
per oltre 66 milioni
di euro del centro Le fonti del
corallo di Livorno. Per finanziare
le operazioni è stata ceduta
la galleria del Centro Lame
di Bologna, con un ricavo
da 25,4 milioni di euro.
Risultati. L'esercizio 2003
di IGD si è chiuso con un fatturato
attestatosi a 29,9 milioni
di euro, in crescita del
25,43% rispetto al valore del
2002 ed un utile d'esercizio di
8,8 milioni di euro, con un incremento
del 76,17%. A livello
consolidato, il fatturato del
ha raggiunto un valore di oltre
44,8 milioni di euro con un
utile pari a 8,5 milioni di euro.
I dati della holding però
non sono confrontabili in
modo omogeneo perché tra i
due esercizi è avvenuta l'acquisizione
di Gescom.
Coop Adriatica apre e ristruttura
Intesa attività di Coop Adriatica (oltre 1,7 mld
€ di fatturato nel 2003 con 13 Ipercoop e 102
supermercati) che, nell'arco di una settimana, ha
aperto il centro commerciale I Portici a Forlì, avviato
il progetto Eureka (vedi pag. 39), uno spazio
culturale all'interno del Centro Lame di Bologna
e “festeggiato” la ristrutturazione e l'ampliamento
dell'Ipercoop del centro Lame (oggi 8.000
mq, grazie a un'aggiunta di 800 mq) secondo le
linee strategiche adottate dal gruppo tese a valorizzare
l'area dei freschi e dei piatti pronti. “Per il
prossimo anno abbiamo in calendario altre sette
aperture, oltre ad altre iniziative sulle quali stiamo
lavorando”, spiega a GDOWEEK Pierluigi Stefanini,
presidente di Coop Adriatica.
Location. Il centro commerciale I Portici
occupa l'ex area industriale Orsi Mangelli
(specializzata nella produzione di seta a ridosso
della stazione, non lontano dal centro cittadino.
La struttura, che ha una dimensione
di 10.000 mq di vendita comprendente un
supermercato integrato, un'altra media superficie
di abbigliamento (Bernardi) e 35
pdv, è stata progettata e gestita da Promocentro
Italia, che, nella scelta delle insegne
della galleria, ha voluto privilegiare insegne
locali e, comunque, italiane.
Concept. L'ormai classico format Coop. Si
tratta della maggiore superficie della città.
Assortimento. Focalizzato sui freschi: vendita
assistita per pesce, carne, pane e pasticceria, gastronomia.
Ortofrutta sfusa con forte incidenza
prodotti biologici.
Servizi. Disponibile parcheggio per 600 posti
auto, divisi su due livelli (raso e interrato). Con
una barriera casse composta da 10 elementi e un
organico di 55 addetti, sono previste vendite annuali
intorno a circa 13 mio €. Orario: 8,00 -
20,00 da martedì a sabato; 15,00 -20,00 il lunedì.
La galleria segue gli stessi orari, posticipando
di un'ora l'apertura mattutina (9,00).
Simply festeggia il 50° con la partnership con Telethon
Sma raggiunge il traguardo dei 50 anni dall’apertura del primo supermercato in Italia. Per festeggiare questo momento della sua storia, l’azienda presenta alcune iniziative come:
- consolidamento della partnership con Telethon attraverso il lancio della linea private label Simply-Telethon
- una mostra fotografica con immagini tratte dall’archivio dell’azienda che illustra il "com’eravamo" negli anni Sessanta e Settanta sia come organizzazione del pdv che come clientela
- il concorso di talenti Un racconto nel carrello in cui la sfida è quella di comporre un brano in cui si parli di un’esperienza divertente vissuta in un pdv della rete.
È aumentata la consapevolezza dei consumatori
Nell’ultima indagine del Cermes Bocconi Crisi economica e marketing emerge che, a seguito della grave congiuntura economica negativa, è aumentata la consapevolezza dei consumatori sui prodotti utilizzati, come dichiara l’80,2% degli intervistati. Sempre dall’indagine emerge che quasi il 77% degli intervistati ritiene che la qualità della marca commerciale sia migliorata notevolmente.
Simply vuole aggiungere valore alla propria lanciando, in occasione del 50° anniversario, nuovi prodotti a marchio Simply, sui quali il logo della Fondazione Telethon suggella e consolida la partnership e integra le devoluzioni fatte dai clienti.
Caso unico
La realizzazione di oltre 2.000 articoli Pl, dalla pasta ai prodotti per l’igiene personale, dalla spremuta al gorgonzola, dai detersivi per la pulizia della casa alla linea bio è un caso unico nel suo genere in Italia che prevede “La collaborazione con Telethon è iniziata nel 2002 e in nove anni, sono stati devoluti oltre 8 milioni e 900 mila euro, di cui 1 milione e 182 mila solo nel 2010 -commenta il direttore generale Antonello Sinigaglia-. Abbiamo voluto sfruttare l’occasione del 50° per confermare il nostro impegno nei confronti della Fondazione, per continuare a sostenere lo studio scientifico sulle neuropatie di Charcot-Marie Tooth di tipo 4B1 della professoressa Alessandra Bolino”.
Dieci pdv eco-attenti
La politica di rispetto per l’ambiente perseguita da Simply ha portato dal 2008 all’apertura di dieci punti di vendita eco-attenti che coniugano diversi aspetti sostenibili: dal risparmio energetico al riciclo dei materiali e dei rifiuti, dai prodotti ecologicamente attenti all’impegno concreto verso la comunità che ospita i punti vendita. Il punto vendita che ospita le iniziative di oggi fa parte della rosa degli eco attenti insieme alle sedi: in località Botticino - provincia di Brescia, a Milano anche in via Pecetta, a Roma a Tor Bella Monaca, a Catania in località Tremestieri Etneo, in provincia di Ancona a Senigallia e Osimo, a Parma, in provincia di Modena a Carpi e in provincia di Oristano a Santa Giusta.
La storia in breve
L’insegna Sma nasce in Italia nel 1961, sviluppandosi inizialmente nei centri urbani di Roma e Milano. Dal 2004, Sma spa opera nel settore della grande distribuzione italiana con tre formule commerciali: le superette di vicinato a insegna Punto, i supermercati di prossimità a insegna Simply e i piccoli ipermercati d’attrazione a insegna IperSimply. Dal lancio della formula commerciale Simply nel 2005, l’azienda ha intrapreso un percorso di revisione a 360° del proprio Dna, per offrire alla clientela punti vendita sempre più moderni, funzionali e attenti alle tematiche socio-ambientali.
- Punto Simply, la nuova versione di Punto Sma
- Simply Sma pubblica il primo Bilancio di sostenibilità
- Simply abbassa i prezzi e lancia la linea auto-moto di Sma
- Interattività e community per il nuovo sito di Simply Sma
- Le soluzioni tecnologiche di Simply Botticino
- Simply lancia a Milano il supermercato verde
Walmart si espande in Brasile
Un investimento nell'ordine di 500 milioni di euro è stato annunciato Walmart in Brasile, per fare fronte alla crescente domanda di acquisto. Secondo quanto dichiarato da Marcos Samaha, capo delle operazioni in Brasile, il progetto prevede l'apertura di 80 nuovi stores, tra i quali ipermercati, discount e garndi magazzini. Il target sarà la fascia medio bassa della popolazione, che costituisce il core target in un paese di 190 milioni di abitanti in grande crescita, ma ancora con grandi sperequazioni tra le classi sociali.
Le 80 nuove aperture saranno in tutti i formati di Walmart Brasile, ma più della metà sarà indirizzata verso i gruppi di consumatori di fascia C, D: "Il nostro piano di espansione continuerà a sostenere lo sviluppo socio-economico della popolazione brasiliana -ha aggiunto Marcos Samaha- L'attenzione nei formati finalizzate alla classe media emergente sarà ancora più forte nel 2011".
Negli ultimi cinque anni, Walmart ha investito 2.5 miliardi di euro in Brasile, con la costruzione di 177 negozi. L'anno scorso, la società ha aperto 45 nuovi negozi, mentre i ricavi sono cresciuti del 13% arrivando a un fatturato di 9,2 miliardi di euro.
Conad Adriatico investe e assume nelle Marche, Abruzzo e Molise
Conad Adriatico investe nelle Marche, in Abruzzo e in Molise. Per lo sviluppo dell’area marchigiana, in particolare nelle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, la cooperativa ha previsto interventi per 8 milioni di euro in due anni, che serviranno a realizzare 10 nuovi punti di vendita per un giro d’affari stimato di circa 50 milioni. I 62 punti di vendita di Conad Adriatico presenti ad oggi nelle tre province marchigiane (due Conad Superstore, tre Conad, dieci Conad City, un Todis, sedici Margherita e trenta negozi tradizionali L’Alimentare), hanno sviluppato nel 2010 un fatturato di 70 milioni di euro, cresciuto del 6,4% nei primi tre mesi del 2011. La quota di mercato Conad nella regione è del 7,3% (10% in ciascuna delle tre province).
Magazzino per i freschi
Sempre nel 2011, Conad Adriatico investirà ulteriori 25 milioni tra Abruzzo e Molise, regioni dove detiene quote di mercato rispettivamente del 24,2% e del 24,7% e dove sono previsti 7 nuovi punti di vendita, oltre a un nuovo magazzino per prodotti freschi e freschissimi. Il nuovo polo del freddo di 17.300 mq., in costruzione a San Salvo (Ch), concentrerà la gestione dei freschi, dei salumi e latticini, dell’ortofrutta, delle carni e dei surgelati. La copertura del magazzino ospiterà un impianto fotovoltaico con una superficie di esposizione solare di 11.200 mq, capace di produrre 1 megawatt di energia elettrica.
Secondo quanto riportato da Il Tempo questi investimenti corrispondono a 200 nuovi posti di lavoro.
La rete
In totale, la rete con cui opera Conad Adriatico, che comprende, oltre
a Marche, Abruzzo, Basilicata, anche la Puglia, è composta da 9
ipermercati E.Leclerc Conad, 14 superstore Conad, 61 supermercati
Conad, 134 Conad City, 16 Todis, 59 Margherita e 45 tradizionali
L’Alimentare.
La strategia estera: Albania
Nella strategia della cooperativa c’è anche l’estero, in particolare l’Albania, dove vengono esportati, in particolare, prodotti dei fornitori marchigiani. Attualmente i punti di vendita nel Paese delle aquile sono sedici, mentre altri due verranno aperti prima dell’estate.
Popai Ordine & Extra-Vaganze: il futuro prossimo del retail
Reinventarsi costantemente è l'ossessione dei retailer, a caccia di un consumatore che chiede una sola cosa: “Una buona ragione per entrare in negozio”, sintetizza John Ryan, editor di Retail Week. Intanto, pur in un mondo pervaso dalla tecnologia, la rete di vendita mantiene un'importanza cruciale, a patto di saper cambiare “in linea con le osservazioni del consumatore”, come sostiene Alberto Baldan, direttore generale laRinascente.
Sono questi alcuni dei temi su cui si è concentrata la sessione di apertura di Ordine Extra-vaganze, il convegno annuale organizzato da Popai Italia presso lo IULM di Milano e moderato da Daniele Tirelli, presidente di Popai Italia con il sostegno di numerosi sponsor.
Tecnologia e multicanalità
“Il cliente si evolve e ha sempre più accesso alla tecnologia -spiega Jim Crafword, executive director del Global Retail Council- ma la multicanalità non va verso una maggiore chiarezza per il consumatore”. Ne consegue, invece, la necessità di creare una shopping experience unificata e integrata, capace di seguire il consumatore da casa al pdv. E per questo ha mostrato alcune soluzioni tecnologiche
avanzate in Usa, Giappone e Europa, tutte a base di iPhone, con cui realizzare una comunicazione personalizzata per il singolo consumatore nella direzione dell'augmented reality.
I mall di domani
Luca Pellegrini, presidente del settore accademico in comunicazione d'impresa, consumi e pubblicità all'Università IULM, si è, invece, concentrato sulle conseguenze della crisi del modello ipermercato.
Per il prossimo futuro potrebbe essere più adatto lo sviluppo di mall di stile anglosassone, che non hanno la superficie alimentare come locomotiva; allo stesso tempo, continueranno a crescere i pdv di vicinato, così come i centri cittadini, all’insegna di una maggiore specializzazione.
Le potenzialità del mercato Usa
Infine, Richard Stools, board of director dell'Association Retail Environment statunitense (ARE), ha proposto un panorama della situazione in Usa prospettando un boom del retail previsto intorno al 2015-2016, i cui segnali si avvertono già oggi.
Coop propone Fashion Freedom la moda prodotta in Africa
Si chiama Fashion Freedom ed è un marchio di moda etica, nato in seno a un progetto di sviluppo e riduzione della povertà in Africa, sostenuto dalla collaborazione fra Coop, la prima insegna della grande distribuzione in Italia e International Trade Centre, l'agenzia delle Nazioni Unite e dell'Organizzazione Mondiale del Commercio che ha sede a Ginevra.
Giovani stilisti
Alta Moda/AltaRoma ha dato vita nel 2010 al concorso “Who's on next?” alla ricerca di giovani talenti creativi. che vengono utilizzati da un lato tre giovani stilisti (il turco Erkan Coruh, Rosa Clandestino alias Silvia Arguello, la spagnola Elisa Palomino) che nel luglio scorso hanno vinto il concorso. Questi giovani hanno creato i modelli che sono stati realizzati da 30 comunità di donne africane povere e marginalizzate che vivono soprattutto nelle aree rurali e urbane di Kenya e Uganda.
Materiali biologici
Dai materiali organici e di riuso prendono forma tshirt glamour e particolari che, a partire dalla fine di aprile troveranno la loro distribuzione, negli iper e in alcuni supermercati di Coop. Una prima collezione che unisce lo stile alla solidarietà a un prezzo accessibile (le t-shirt 100% cotone hanno un prezzo che non supera i 20,00 euro, la variante bambini a 7.90 euro). Con questa offerta infatti si permette ai soci e consumatori Coop di contribuire in modo costruttivo a un progetto di sviluppo.
Il progetto
L'intero progetto e' una sorta di filo teso fra l'alta moda e l'Africa con tanti soggetti a reggere il gioco. Il programma di moda etica ITC infatti stabilisce un legame tra le comunità africane marginalizzate e il settore della moda. ITC trasferisce competenze e capacità tecniche alle comunità africane garantendo condizioni di lavoro giuste e fornendo un'assistenza che va dallo sviluppo del prodotto, alla formazione delle lavoratrici, alla possibilità di definire un'agenda sociale autogestita dalle comunità (agenda che implica tra l'altro l'educazione per i bambini, l'assistenza sanitaria…). Il programma, attraverso un incubatore di impresa che si trova a Nairobi, in Kenya, riesce a garantire ai lavoratori un equo compenso, secondo i criteri del Fair Labour, e a ridurre al minimo l'impatto ambientale dei processi produttivi.
- Coop apre il suo primo “temporary restaurant”
- Coop e Warner Bros insieme nella Pl Club 4-10
- Fiorfiore Coop tra i protagonisti di Cibus Tour 2011
- Coop e Sodastream insieme per “The Water Project”
- Previsioni fino a 2015: Coop prima negli euro, Auchan nei metri
- Iniziative Coop in occasione 150° unità d’Italia
Arcadia apre il secondo Topshop negli Usa
Philip Green (in foto), titolare di Arcadia Group a sua volta prorietario del brand Topshop, aprirà il suo secondo negozio americano a Chicago dopo quello di New York. La location sarà nella centralissima Michigan Avenue.
Il negozio offrirà merce che non verrà offerta nel negozio Topshop di New York prima di due settimane dopo. "Fa parte del nostro piano di espansione americana di aprire negozi che abbiano un mix offerta di un po' diverso da negozio a negozio".
Caratteristiche del pdv
Ricavato dal sito ove si trovava prima una libreria, ha tre piani con 30.000 mq di superficie con abbigliamento donna e accessori a livello seminterrato e primo piano. Al secondo piano si troverà l'offerta per uomo a etcihetta Topman.
Nel building ci saranno 30 spogliatoi, due cabine per DJ, un servizio di
personal shopping, uno shoe lounge e un make-up lounge per donna.
I prodotti progettati specificamente per lo store di Chicago comprendono sia oggetti tipici a tema, come una camicia di seta fantasia con un vecchio poster di viaggio siglato "Chicago" e t-shirt da uomo con le mappe della città. Merce nuova arriverà nel negozio su base mensile.
Green, ha aggiunto che prevede di raggiungere 12-15 località degli Stati Uniti, fra cui San Francisco, Las Vegas, Los Angeles e Miami e, con un secondo negozio, New York.
Ha detto anche che ha compiuto un sopralluogo nelle Hawaii questa settimana, "ma per ora è una location ancora troppo lontana".
Il lancio dovrebbe richiedere un investimento stimato di circa una decina di milioni di euro.
TUTTO FOOD 2011 : I CONVEGNI DI BUSINESS INTERNATIONAL
In occasione di TUTTOFOOD, lunedì 9 e martedì 10 maggio, Business International organizza 4 Seminars, riservati al Retail, dedicati alle tematiche più attuali per la filiera agroalimentare.
Al centro dei dibattiti:
Trend di Consumo e GDO;
Produttori Locali e Retail;
Food Supply Chain;
Nuovi modelli di relazione industria - distribuzione.
La partecipazione è gratuita ed a numero chiuso.
Pre maggiori informazioni Clicchi qui
Zuccheri e dolcificanti: crescita alimentata dalle private label
Lo zucchero rimane uno dei prodotti
commodity per eccellenza del mercato
e il suo sviluppo viaggia sull’asse naturalità/
prezzo, con l’affermazione dello
zucchero di canna, rispetto al tradizionale
di barbabietola, proprio in virtù di un’immagine
più naturale, e la crescita delle
private label, che possono far valere la
loro maggiore convenienza. Mentre per
i dolcificanti, nonostante un maggiore
radicamento al Nord rispetto alle regioni
meridionali e un target ben delineato tra
le famiglie di reddito medio alto senza
figli, permane una certa “attitudine medicale”
del prodotto, ben diffuso anche tra
gli anziani con problemi di salute legati al
diabete, un vissuto che limita l’affermazione
del prodotto.
Tuttavia, le vendite di dolcificanti mostrano
segnali positivi grazie alla diffusione
di referenze a marchio del distributore,
che hanno saputo abbassare la soglia di
prezzo media del mercato.
Il parere di Interdis e gli assortimenti
di Coop Nordest ed Esselunga
Per saperne di più leggi il pdf-white paper cliccando in alto
Allegati
- Zuccheri e dolcificanti: crescita alimentata dalle private label
- Mercato | Gdoweek | 7 marzo 2011 |
Salame, i pareri di Coop Nordest e Iperal, il reparto di Auchan
Tradizione, localismo e gusto. Il salame non si
sottrae a questo trittico di driver che, da sempre,
ne hanno connotato il mercato. Tre valori che
rappresentano i fattori più importanti di influenza
del processo d'acquisto da parte del consumatore,
di ieri e di oggi, per nulla sfiorato dal tourbillon
di innovazione che ha caratterizzato tutto
l'alimentare, salumi compresi, in quest'ultimo decennio. I
timidi tentativi di introdurre versioni light, il sodalizio con il
biologico, l'utilizzo di carni alternative al suino sono rimasti
nell'alveo della super nicchia, senza ottenere riscontri veramente
favorevoli. Così, fedele alla sua natura di prodotto
“molto gusto e poca salubrità” il salame oggi prosegue
la sua espansione, anche grazie a un rapporto euro/kg
piuttosto favorevole, aspetto non trascurabile di questi
tempi. Soprattutto nella versione affettato in vaschetta, il
salame mostra un andamento positivo, in maniera più o
meno costante su tutto il territorio nazionale, vista l'enorme
quantità di prodotti regionali che popola l'Italia da Nord a
Sud. Perché il salame, al di là delle tre o quattro tipologie
che hanno una diffusione in tutto il Belpaese, vive una
tradizione locale molto forte. Questo elemento può essere
riscontrato anche nell'offerta delle catene: ai prodotti più
massificati sono affiancati salami che esprimono le proprie
vendite in un ambito territoriale ridotto, rimandando il
proprio appeal alla tradizione del mondo che fu.
Intervengono
Coop Nordest, Enrica Carbognani
Iperal, Federico Cimini
Segue un'analisi Nielsen Media
La tradizione è il driver del mercato, che cresce,
quando il gusto è abbinato alla convenienza
Per saperne di più leggi il pdf-white paper cliccando in alto
Allegati
- Salame, i pareri di Coop Nordest e Iperal, il reparto di Auchan
- Mercato | Gdoweek | 15 novembre 2010 |
Prosciutto crudo in vaschetta: da industria e gdo la spinta al take away
Assortimenti sempre più ampi, grazie
alla spinta sia dell'industria, che riesce
a creare valore aggiunto, sia dalla distribuzione,
che non solo ottiene margini più
ampi, ma alleggerisce l'area del banco
assistito relativo; maggiore disponibilità
dei consumatori a investire in prodotti alimentari
che facciano risparmiare tempo,
non solo in cucina, ma anche quando si
fa la spesa; prezzi, grazie alla competizione
e alla frammentazione del mercato, in
lieve calo; avanzamento della tecnologia
industriale e del confezionamento. Sono
tutti gli elementi del mix che continua a
garantire successo agli affettati in busta
e, in particolare, del prosciutto crudo.
I pareri di Conad Sicilia, Gruppo Roberto Abate, Poli e l'assortimento di Auchan
Segue la rilevazione prezzi di Gdoweek.
Per saperne di più leggi il pdf-white paper cliccando in alto
Allegati
- Prosciutto crudo in vaschetta: da industria e gdo la spinta al take away
- Mercato | Gdoweek | 7 marzo 2011 |
Creme viso uomo: investimenti adv, segnali di ripresa
Al centro della scena
contemporanea troneggiano
due fattori, quasi due
forze uguali e contrarie, che
da tempo segnano e muovono
l'intera dimensione
culturale di tutto universo
dei consumi: la valorizzazione
del corpo e la sua
smaterializzazione.
Una dinamica immediatamente
veicolata dalla comunicazione
di marca che
alterna fisicità e incorporeità
in funzione del target e
delle caratteristiche innovative
del prodotto. In particolare,
riguardo alla centralità
del corpo, tutti i prodotti
dedicati alla cura dell'uomo
esprimono la grande svolta
culturale che ha liberato il
target nel suo complesso
da remore, tabù e convenzioni.
Le creme viso uomo riassumono
questa evoluzione, perché si tratta di
prodotti dedicati a quell'unica parte del
corpo maschile da sempre oggetto di cure
e attenzioni (rasatura), con un vissuto
integralmente legato alla virilità.
Le creme, invece, tradizionalmente non
appartengono alla sfera dell'uomo e il
loro irrompere sulla scena si è accompagnato
da una rappresentazione in termini
di comunicazione che spesso e volentieri
“suggerisce” una sinergia tra creme e
prodotti per la rasatura, ricorrendo anche
a testimonial del medesimo tipo: atleti,
sportivi, attori.
Allegati
- Creme viso uomo: investimenti adv, segnali di ripresa
- Mercato | Gdoweek | 7 marzo 2011 |
A Firenze apre Guess Accessories Shop
Guess, brand americano di abbigliamento
casual, ha aperto lo scorso
novembre a Firenze il primo pdv della
catena Guess Accessories Shop, il cui sviluppo
è previsto in Europa e nel mondo
con formula diretta e in franchising. “L’idea
di fondo è di raggruppare i prodotti
sotto la stessa insegna per creare un mondo
completo di accessori Guess”, chiarisce
a GDOWEEK Stephane Labelle, responsabile
del progetto Guess a livello
europeo. Attualmente sono attivi 7 pdv
(oltre a quello italiano, 3 in Usa e 3 in
Australia), ma è previsto un intenso piano
di sviluppo per il 2005, con l’apertura
di 50 pdv in tutto il mondo.
Location. Il pdv di Firenze è in pieno
centro storico, vicino a Ponte Vecchio. Le localizzazioni
preferite sono i centri cittadini come
quelli commerciali regionali e gli aeroporti internazionali.
Concept. Uno spazio nel quale tutti gli accessori
hanno pari importanza sotto il denominatore
comune del brand Guess, che passa dal
total look al life style.
Layout. I prodotti sono esposti per categorie
merceologiche, in ambienti caratterizzati dalle
immagini delle campagne pubblicitarie proposte
su pannelli alle pareti.
Assortimento. Borse e piccola pelletteria,
orologi e occhiali a marchio Guess, prodotti direttamente
e rivolti a un target di fascia media o
medio-alta. Su una superficie totale di 100 mq,
40 mq sono dedicati alle borse, altri 40 agli orologi
e i restanti 20 mq agli occhiali. Secondo la
logica “Il prodotto giusto al momento giusto”, le
collezioni si rinnovano ogni due mesi.

Mercator, un format di ipermercato basato su freschi e mondi
Iper Portello/2 insegna come si fa visual arricchendo i particolari
Iper Portello/1 disegna un nuovo superstore per la città di Milano
ACCESSI
Viabilità esterna: complessa
Viabilità interna: semplificata
Comodità parcheggi: sotterranea
Spazi verdi e di sosta: sotto la vela
di Gino Valle e presto nei giardini
adiacenti il parco commerciale
Accessi/uscite al pdv: tradizionali
Layout: l'impianto è di nuova
creazione, banchi serviti verso le
casse
ACCOGLIENZA Store directory: system di aree,
categorie e sottocategorie, chiaro
Banco accoglienza: ampio
Assistenza clienti: all'accoglienza
Piacevolezza ambiente: ambiente
equilibrato e ricco nei banchi
Illuminazione: 5 livelli
Ampiezza corridoi: standard
Spazi di sosta: all'esterno
Spazi di ristorazione:
Bar con frullati-mix
Nursery: assente
Toilette: non segnalate
Ampiezza pagamenti: standard
Servizi post vendita: accoglienza
ATTREZZATURE Funzionalità gondole: banchi a
servizio in cristallo, anche acciaio
Pavimenti: standard
Colori: uso di fotografie, banchi a
servizio con illuminazione diretta
Suoni: radio interna
Odori: gradevoli nella gastronomia
SEGNALETICA Individuazione promozioni: per area
Visibilità prezzi: scala prezzi ampia,
difficile da decrittare
Visibilità primi prezzi: appena visibili
Descrizione del reparto: visibile
Orientamento nella categoria: nuove
velette laterali anche sotto categorie
COMUNICAZIONE Di insegna: Iper
Di reparto: unificata e non eccessiva
Dei prodotti: unificata da un format
comune a tutti i reparti
Del personale: divise degli addetti di
colori diversi per reparti
Tengelmann insiste ad Est, dalla Romania alla Cina
Tengelmann concentra la
propria espansione nell'Europa
dell'est. “In Europa
occidentale, i consumi sono in
stagnazione, ma nell'est europeo
c'è molto movimento, per
cui il nostro gruppo parte all'offensiva,
premendo sull'acceleratore”,
ha dichiarato alla
conferenza annuale Karl-Erivan
Haub, titolare-gestore della
grande società di famiglia.
In questo periodo, il gruppo si
prepara ad entrare in due mercati
nuovi con il discount Plus,
che sta costruendo un primo
deposito in Romania ed è
pronto a sbarcare in Grecia.
La Cina nel mirino
L'indiscusso
fiore all'occhiello del
gruppo è Obi, la principale insegna
tedesca di fai-da-te, presente
in dieci paesi europei oltre
che in Cina. La quota estera
delle vendite è del 29%, ma
l'obiettivo è portarla al 50%.
In Cina, Obi possiede nove
pdv, cinque dei quali aperti durante
lo scorso esercizio. Se le
attività europee sono ritornate
in attivo dopo la crisi del 2000,
non tutto riluce all'estero.
Usa in rosso.
Il rischio
principale è la partecipazione
americana A & P gestita da
Christian Haub, fratello di
Karl-Erivan. Le perdite negli
Usa sono considerevoli, anche
se calate dal record negativo di
178 milioni di dollari del 2002
ai 113 milioni del 2003. Recentemente,
A & P ha aperto a Detroit un grande super del tipo
«food basics», già sperimentato
in Canada dove A & P è
in attivo. Se la formula dovesse
risultare vincente, A & P potrebbe
rientrare in attivo a medio
termine.
Il business in casa. Quanto al mercato interno,
sempre molto depresso, Plus si
è consolidato, aprendo l'anno
scorso 210 pdv, chiudendone
parallelamente 150, e inaugurandone
quest'anno 250. L'insegna
di supermercati Kaiser's
Tengelmann ha appena lanciato
una campagna imperniata sulla
qualità del servizio per differenziarsi
dai discount. Lievemente
in perdita lo scorso anno,
Kaiser's pensa di ritornare
in attivo entro quest'anno.

Uno scenario di consumo con poco spazio per l’effimero
| COSÌ È CAMBIATA LA STRATEGIA DI SPESA | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Voce di spesa | Interesse % | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Automobili protagoniste assolute dei consumi nel 2007 grazie agli eco-incentivi: la spesa degli italiani per le quattro ruote ha, infatti, raggiunto i 2,6 miliardi di euro, con un incremento rispetto all'anno precedente del 6,7%. In tutto, per i beni di consumo durevoli, la spesa dei nostri connazionali è ammontata a 67,7 miliardi di euro, con una crescita del 3,7% su base annua. In crescita significativa gli acquisti di elettrodomestici bianchi (+9,3%) e di mobili (+3,5%), segno che gli italiani, messa la croce sopra l'idea di comprare una casa nuova, dati i prezzi e i tassi dei mutui, stanno cercando di arredare al meglio l'appartamento in cui vivono.
● In aumento l'interesse per la sanità
I numeri che riportiamo sono tratti dal rapporto 2008 di Findomestic, la finanziaria leader del settore del credito al consumo. Il rapporto contiene anche un'interessante analisi su come i consumatori italiani hanno modificato nel tempo il loro atteggiamento verso le spese. Purtroppo non sorprende scoprire che un tipo di consumo cui gli italiani guardano con più attenzione è quello delle spese sanitarie con ben il 59% degli interpellati che si dichiarano convinti a spendere di più, seguite da informatica, telefonia ed entertainment. A livelli più modesti si situano voci come gli elettrodomestici e, un po' a sorpresa, i naviga-tori satellitari, a dimostrazione che si tratta di un mercato in crescita esponenziale, ma destinato a una rapida maturità: chi desidera l'apparecchietto in pratica lo ha già comprato.
● Il profilo di chi chiede i finanziamenti
L'Osservatorio approfondisce anche gli aspetti più legati al core business di Findomestic e indaga il profilo della sua clientela. Il 50% di quanti hanno richiesto forme di credito al consumo ha figli e risiede nel Sud del Paese. I beni più spesso oggetto del prestito sono auto, elettrodomestici bianchi, mobili, informatica e moto. Il 55% degli intervistati è interessato a richiedere il finanziamento per somme tra i 20 e i 30 mila euro. Il fattore più importante (87% delle risposte) da chi ha chiesto un finanziamento è giudicato la velocità della risposta, seguito a breve distanza (83%) dalla riservatezza, dalla gentilezza degli addetti e dalla serietà della finanziaria. Appaiono meno importanti i tassi e questo si spiega facilmente se si considera che in realtà su importi di poche centinaia di euro e con tempi di rimborso breve, uno o due punti di tasso in più o in meno rappresentano in termini di rata mensile una differenza marginale.
Auchan, sempre più verde, si dedica al non food. In testa, l’elettronica di consumo
L’Rfid è tutto un test: nel 2008 è atteso un salto di qualità nelle sperimentazioni
|
Il 2008 sarà un altro anno interlocutorio per lo sviluppo dell'Rfid nel settore retail-largo consumo in Italia, ma rappresenterà un deciso cambio di marcia rispetto al passato. Diversi segnali spingono in questa direzione: |
|
(1) Sempre più tag a Malpensa (2) Abbigliamentoe servizi interattivi (3) Mega progettosui container
|
- Applicata al settore vitivinicolo la tecnologia Rfid/EPC del Lab di Indicod-Ecr
- Internet delle Cose, l’Rfid sarà uno dei pilastri fondamentali
- Indicod-Ecr: così l’Rfid entra in azienda
- Rfid, tecnologia a supporto del business
- L’IMPATTO DELLA TECNOLOGIA RFID NELLA SUPPLY CHAIN FASHION
- Rfid, un progetto UE valuta gli scenari applicativi nel retail
Per le imprese piccole e medie, grandi investimenti in ricerca
![]() |
|
|
Il 55% delle pmi italiane, intendendo con il termine le aziende produttive con meno di 20 addetti, ha già sostituito la connessione telefonica tradizionale con un centralino basato sul Voip. La notizia si ricava da un'ampia indagine compiuta da Censis per Confartigianato su come le imprese intendano l'innovazione e che trova ampio spazio nel recente rapporto 2007 dello stesso istituto di ricerca. Il dato non è forse importante di per sé, ma dimostra come le imprese siano sempre più attente a che cosa offre loro la tecnologia per migliorare il loro lavoro e risparmiare sui costi. ● Piccole aziende investimenti miliardari ● Qualche numero ● Riduzione dei costi |
|
Cia-Conad pensa che Fresco sarà un buon latte Pl
![]() |
Botta & Risposta
Vitaliano Brasini,
Com'è fatto il vostro Bilancio sociale? |
| Vitaliano Brasini, l'Ad di Cia-Conad, dopo mesi di rincorse ha accettato la richiesta di fare il punto sui vari perché del lancio del latte fresco a marchio Conad. “Trovavamo inspiegabili alcune situazioni cui eravamo abituati e forse rassegnati: gli allevatori si lamentavano per gli scarsi guadagni e i prezzi di vendita erano i più alti d'Europa. A metà 2006, proprio GDOWEEK con un editoriale di Luigi Rubinelli poneva considerazioni, stimoli e domande che attendevano risposte: non c'era concorrenza e nessuno prendeva l'iniziativa. Abbiamo voluto farlo noi per offrire ai nostri soci un prodotto distintivo e ai clienti la possibilità di risparmi concreti.
● Le difficoltà “Tante, a cominciare dalle scelte dei produttori. Alcuni avevano problemi logistici, altri di produzione, altri ancora proponevano prezzi molto alti. Abbiamo trovato un fornitore volenteroso, la Cooperativa Agricola Latte Trento, che ci ha seguito con un prodotto eccellente e un prezzo trasparente, visibile in tutta la filiera. Per la distribuzione ci siamo affidati a un'azienda locale in grado di consegnare a tutti i nostri negozi, più di 250, tutte le mattine mentre nel nostro deposito del Friuli abbiamo scelto di distribuire direttamente cambiando, per questo, i nostri orari di ricevimento e spedizione. Abbiamo risolto, in modo etico, il problema dei resi ritenendo che non fosse corretto per il socio il meccanismo di restituzione al fornitore dell'invenduto: ci sembrava che si riempissero i negozi oltre la necessità, e non si capiva che questo portava maggior costo e sprechi. Noi abbiamo preferito aiutare i soci a fare bene gli ordini e adesso è raro che buttino via il prodotto. Certo è semplice raccontare adesso le difficoltà incontrate, averle vissute è un'altra cosa, e ci sono stati momenti nei quali abbiamo pensato di lasciar perdere. Quando tutto sembrava completato ci siamo trovati ad affrontare il problema della crescita: i volumi non previsti ci hanno continuamente costretto a intervenire sull'aspetto logistico per avere la certezza di non rimanere mai senza prodotto. ● I soci |
|
Leroy Merlin-Adeo accelera la crescita e ripensa la prossimità
![]() |
Wilson Trezzi, direttore sviluppo Leroy Merlin Gruppo Adeo |
| “Non ci interessa aprire tanti pdv ovunque, ma superfici di qualità che soddisfino i bisogni dei giovani italiani”: seguendo questa indicazione, Wilson Trezzi, storico direttore sviluppo di Leroy Merlin, ha lavorato, con il team aziendale, per caratterizzare e rafforzare l'insegna come fornitrice di soluzioni e servizi per l'abbellimento e il miglioramento della casa. Prioritaria la realizzazione di uno stretto legame con il territorio, per rispettare le caratteristiche dei diversi paesi nei cinque mondi merceologici (edilizia, bricolage, decorazione, giardino e bagno) che, con oltre 60.000 prodotti in 14 reparti, rappresentano il core business dell'insegna.
Quali sono oggi le vostre priorità? Sempre le stesse in realtà: soddisfare il cliente con prodotti e servizi, al miglior prezzo. Semplicemente, oggi i servizi su misura sono ancora più strategici. Su questi stiamo lavorando, come si vede a Rozzano (Mi). (Vedi anche GDOWEEK 415, 28/11/07, pagg. 12-13). Qui, infatti, avete strutturato una zona specifica per la consulenza sui lavori in casa, con servizio di artigiani e tariffe controllate. Altre attività allo studio? Parliamo di sviluppo. Non correte il rischio di una sovrapposizione con Bricocenter? La vostra rete è già segmentata per format. Bacini molto battagliati... Dal luglio 2006 siete diventati Gruppo Adeo. Qual è il motivo?
|
|
![]() |
|
• Italia Nel 2006, il fatturato Leroy Merlin in Italia è stato di 398 mio € con una rete di 16 pdv. Oggi sono 18 suddivisi in 3 format: 9 pdv fino a 6.000 mq, 3 fino a 7.000 mq e 6 oltre i 7.000 mq < • Europa |
|
Orange rilegge la lavanderia in un’ottica di entertainment
| Orange, catena di lavanderia ad acqua self service fondata da Cristiano Zanetti, ha aperto, a fine 2006, a San Giovanni Lupatoto (Vr) vicino al c.c.i. Verona Uno (locomotiva ipermercato Galassia) il suo primo concept store con attività all'insegna del relax e dell'entertainment, oltre a lavaggio e stiratura.
■ Ad oggi sono attivi 62 pdv, di cui 20 di proprietà e i restanti in franchising. ■ Nel 2008, sono previste almeno 40 aperture, con un investimento totale in franchising di oltre 1 mio €. ■ Location preferenziali sono considerate le vie ad elevata percorrenza in centri con un bacino di utenza tra i 5 e i 10mila abitanti. In fase di definizione, accordi con catene della gdo per realizzare pdv vicino a super. In test, anche una soluzione “mobile”. ■ I pdv hanno una metratura tra i 40 e i 100 mq. Questo di San Giovanni Lupatoto è di 200 mq, a livello terra, cui si aggiungono altri 200 mq a livello 1 per uffici. ■ Tra i servizi, è possibile attivare la Gold Card, necessaria per l'acquisto in loco di detersivi e ammorbidenti. |
|
![]() |
(1) Un ambiente particolare L'obiettivo è creare un ambiente rilassante, che abbini alla qualità delle operazioni di lavaggio e stiratura la possibilità di trascorrere del tempo in relax, dedicandosi ad altre attività (lettura, cinema, internet, giochi). |
![]() |
(2) Servizi ad ampio spettro Nel pdv, stressando il concetto di self service grazie ai distributori automatici, è di sponibile una vasta gamma di servizi, che vanno dal noleggio di film in dvd alla possibilità di giocare con la playstation e di gustare uno snack o una bevanda calda. |
![]() |
(3) In vendita farmaci senza ricetta Attraverso un sistema automatizzato che mette in comunicazione con un farmacista, è prevista anche la vendita di farmaci, in uno spazio di 5 mq, durante l'intero orario di apertura -7,30-22,00-. |
![]() |
(4) Giocare nel pdv Il tempo medio di attesa in un pdv Orange è di circa 60 minuti. I giochi alla playstation aiutano il trascorrere del tempo |
![]() |
(5) Aree giochi per bambini Per i bambini sono previsti spazi di gioco, simili a quelli utilizzati nelle scuole materne e nelle ludoteche, da inserire nei pdv di maggiori dimensioni (max 100 mq). |
Target: il discount department store che ha creato una categoria
GS prosegue l’implementazione del formato top… con novità
Amazon.com lancia MyHabit
Amazon.com ha annunciato il lancio di MyHabit.com, sito specializzato nella vendita online di prodotti moda per donna, uomo e bambino strutturato con una formula capace di offrire una shopping experience coinvolgente.
Al momento, attivo solo sul mercato USA, MyHabit offre la possibilità di visualizzare da più angolazioni la merce offerta, grazie a video e foto zoomabili: capi d’abbigliamento, scarpe e accessori di tendenza di noti brand del fashion quali Vera Wang, Doo.Ri, Elizabeth and James, Badgley Mischka e Halston.
I prezzi sono scontati del 60% circa, l’invio è gratuito ed è prevista la restituzione entro 4 giorni dalla consegna.
I resi vengono rimborsati con buoni di pari importo spendibili oltre che su MyHabit anche su Amazon.com ed Endless.com.
Le offerte speciali, per stimolare l’acquisto d’impulso, sono a tempo: la maggior parte, cliccabili dalle 9 alle 24, ha una durata di 72 ore.
Birra Moretti gemella le tifoserie
Per tutto il mese di aprile, attraverso il sito www.ilgemellaggio.it, Birra Moretti ha promosso gemellaggi per portare allo stadio San Paolo di Napoli un gran numero di supporter del Genoa, in occasione dell’incontro di campionato dello scorso 30 aprile. Attraverso la sezione Gemellìzzati, vera e propria bacheca virtuale, i genoani potevano infatti richiedere ospitalità gratuita ai tifosi napoletani che, a loro volta, potevano offrire una disponibilità d'accoglienza.
Risultato? Sono stati ben 1.940 i tifosi coinvolti e 620 i gemellaggi suggellati dal sito.
Il maxidivano dell'amicizia
Ancora online nei prossimi giorni, www.ilgemellaggio.it è stato il punto di riferimento in rete dell’intera iniziativa raccontandone i dettagli nelle sue tre lingue ufficiali: l'italiano, il napoletano e il genovese.
Al suo interno, vi trovano spazio più sezioni contenenti foto, video e racconti (e ben presto anche il backstage dell’intero progetto, le interviste allo stadio e per le vie di Napoli) e aree pensate ad hoc per incentivare l'interazione fra gli utenti e l’interscambio di contenuti multimediali.
Tutti i tifosi che hanno aderito al Progetto hanno poi assistito all’incontro seduti insieme su un maxi Divano Birra Moretti (icona del brand in ambito calcistico) da 2.000 posti allestito per l’occasione nel settore distinti inferiori.
Coop e Warner Bros insieme nella Pl Club 4-10
Per dare maggiore forza a un corretto regime alimentare, soprattutto nella fascia di età prescolare e scolare, Coop Italia e Warner Bros Consumer Products hanno stretto un accordo attraverso il quale i personaggi nota della famiglia dei Looney Tunes Active -Bugs Bunny, Silvestro, Titti, Taz e Daffy Duck- parlano ai bambini su come adottare uno stile di vita equilibrato e salutare, che comprenda alimentazione ed attività fisica dal packaging della gamma Club 4-10, composta da circa 30 referenze, con la supervisione di ECOG (European Childhood Obesity Group) e SIO (Società Italiana dell'Obesità).
“I personaggi Looney Tunes nella loro veste Active siano non solo un partner perfetto per veicolare messaggi positivi e sani, ma anche per essere dalla parte dei bambini', commenta Domenico Brisigotti, direttore Coop Private Label.
laRinascente verso il controllo thailandese
Appare in dirittura d'arrivo la cessione delle attività de la Rinascente. Il gruppo thailandese Central Retail Corporation, assistito da Morgan Stanley, ha presentato un'offerta che rispetta le condizioni poste dalla maggioranza dell'azionariato. Il prezzo è di 250 milioni di euro, 205 dei quali per rilevare l'attività vera e propria e il resto come accollo dei debiti. Il passaggio sarà ratificato nei prossimi giorni, con l'assemblea dei soci.
La posizione di Borletti
Certo non sarà un incontro di routine, perché un socio di minoranza, Maurizio Borletti, sta cercando di dare vita a una cordata di investitori del mondo del lusso italiano e internazionale e sta contestando in tutte le sedi le modalità di cessione dell'asset. In realtà Borletti ha un diritto di prelazione che gli consentirebbe, a parità di offerta, di ottenere il controllo del gruppo, ma il problema è che la valorizzazione data da Central Retail è pari a 10 volte l'Ebitda e non tutto il pool di Borletti appare disposto a riconoscere una valutazione così alta. Borletti però si ritiene già titolare di diritti di proprietà sulla Rinascente per il cui riconoscimento ha dato avvio alla procedura arbitrale amministrata dalla Camera Arbitrale di Milano. Difficile pensare che i soci che controllano la Rinascente siano disponibili a rinunciare a parte di una lauta plusvalenza.
Carrefour Planet, le prime aperture francesi
Dopo l'apertura degli ipermercati pilota a Lione Vénissieux e Lione Ecully, Carrefour aprirà tre ulteriori pdv Planet mercoledì prossimo 4 maggio. Precisamente si sta parlando di
Givors (Rodano), Wasquehal (Nord) e in Tourville-la-Rivière (Seine-Maritime), vicino a Rouen. Il 20 maggio, un altro negozio aprirà finalmente vicino a Parigi, a Les Ulis, nella periferia sud ovest della capitale. La superficie varia dai 10.000 ai 15.000 mq.
Questi store dovrebbero svelare finalmente la versione definitiva di Carrefour Planet.
92 pdv in Europa
Entro la fine di quest'anno dovrebbero essere un totale di 92 pdv in Europa tra cui 40 in Francia, 37 in Spagna, 9 in Belgio, 4 in Italia e 2 in Grecia. In un'intervista alla rivista francese LSA, il CEO Carrefour Lars Olofsson ha recentemente dichiarato che "Noi andremo un po' più velocemente del previsto in Spagna. In Francia, il calendario è leggermente spostato per via del completamento della trasformazione dei nostri sistemi informativi, che sarà effettuata alla fine di maggio".
Mentre, entro il 2013, diventeranno Planet 245 pdv, i restanti 255 negozi di grande formato, continueranno ad operare sotto l'insegna Carrefour, ma contemporaneamente adottaranno alcune caratteristiche del nuovo concetto di pianeta Carrefour.
Lo schema di conversione sarà pari ad un investimento di 1,5 miliardi di euro, equivalenti a un costo medio di 4,2 milioni per ogni punto vendita Carrefour Planet.
- Carrefour Planet fa il primo passo in Europa
- Carrefour, trimestrale in crescita ma le azioni sono in ribasso
- Carrefour Francia: un nuovo direttore esecutivo per sostenere gli ipermercati
- Carrefour, monta la fronda contro il piano di spin-off
- Per Lars Olofsson lo spin-off di Carrefour Dia procede senza intoppi
Crescita a due cifre per Rigoni di Asiago nei primi mesi 2011
Crescita a due cifre per Rigoni di Asiago: nei primi mesi del 2011 si tratta di un valore del +20%.
Nell'ambito di uno strutturato piano di sviluppo, negli scorsi mesi l'azienda si è arricchita di una nuova equipe manageriale che vede come direttore commerciale Nicola Bianchini (in foto) e Nicola Furlan, veronese, 38 anni, che da gennaio 2011 è direttore vendite. Sotto la sua guida la rete di agenti Rigoni di Asiago e i primi store account diretti, con il ruolo di affiancare la distribuzione per una partnership sempre più costruttiva ed efficace.
Responsabile marketing, Cristina Cossa, specializzazione sul food, in Rigoni di Asiago guida le attività di marketing, trade marketing e comunicazione.
Export Manager Cristina Rigoni, consolidata professionista, sotto la cui guida procede l'espansione dell'azienda sui principali mercati esteri si iniziano a raccogliere i primi notevoli successi.
Davvero positivi i risultati di vendita dei brand Rigoni di Asiago, come confermano i dati Nielsen del secondo semestre 2010: vedi soprattutto Nocciolata +33,4% a volume, contro un 7,6% della media del segmento, ma anche il miele, in cui Rigoni è la seconda marca con un 8,8%, che sta crescendo a un ritmo che è il triplo della media di mercato.
Lavazza da questa estate cambia Ad
Gaetano Mele, attuale amministratore di Lavazza, ha il contratto che scade a fine giugno e non viene rinnovato. Al suo posto viene assunto Antonio Baravalle, torinese 45 anni, laureato in biologia con un Mba. In Fiat entra nel 99 e poi quando arriva Marchionne viene cooptato nel suo team per occuparsi prima di Lancia e poi di Alfa Romeo. Nel 2008, soprendentemente, lascia il settore dell'auto e si trasferisce alla Einaudi per poi andare alla capogruppo Mondadori dove è nominato direttore generale della business unit educational di cui fa parte anche Electa.
Un personaggio dunque eclettico che proprio per questo deve essere piaciuto agli azionisti Lavazza che, non sono nuovi a manager provenienti dall'editoria vedi lo stesso Mele, assunto nel 2006, che proveniva da Rcs Editori in qualità di A.d. (Fonte Repubblica)
P&G prevede un roseo 2011 in crescendo
Procter & Gamble ha annunciato che per l’anno fiscale 2001 si aspetta che le vendite nette saliranno tra il 4% e il 5% e che il guadagno netto per azione si porrà in una forchetta tra 3,89 e 3,96 dollari. La multinazionale prevede un trend di ripresa più robusto nella seconda parte dell’anno, tanto che le previsioni di incremento per il terzo trimestre 2011 si pongono tra il 4 e il 6% a volume e tra l’8 e il 10% a valore, con un effetto positivo dei cambi per un altro 4%.
Sui conti gioca favorevolmente anche la recente vendita del brand Pringles a Diamond Foods per più di un miliardo e mezzo di euro.
Comunicazione: Eataly si schiera con Ikea
"Siamo Italiani (oltre che Eataliani) e non ci offendiamo. Anzi diciamo evviva all'amore vero tra due persone e alla possibilità per chiunque di crearsi una famiglia. Offriamo il cibo di EATALY al prezzo più conveniente possibile, a tutte le persone. A prescindere dalla razza, dal sesso, dalla condizione sociale, dalla religione, dall'orientamento sessuale e dal pensiero politico".
Questo il testo della pagina pubblicitaria, uscita sabato 30 aprile su La Spampa e La Repubblica, della catena di negozi gourmet creata da Oscar Farinetti. Chiarissismo il rimando all'ultima campagna Ikea, sia nel claim "Siamo aperti a tutte le famiglie" sia nell'immagine: una coppia (in questo caso formata da due donne) ripresa di spalle che si tengono per mano. E chiara -seppure discreta- la replica all'indignazione espressa dall'On. Giovanardi, sottosegretario di governo con delega alla famiglia, nei confronti del messaggio lanciato dal retailer svedese, che -sempre sabato 30 aprile- ha spinto molti giovani a
partecipare ad un flash-mob di protesta con un bacio collettivo
davanti ad alcune sedi Ikea in Italia.
"Il nostro intento non era affatto provocatorio -dichiarano dall'ufficio stampa di Eataly-, semplicemente abbiamo ritenuto di esprimere la nostra posizione in merito. Del resto, il nostro ufficio creativo interno è abituato da sempre a prendere spunto dalla lettura dei quotidiani, e il caso suscitato da Ikea non poteva certo passare inosservato. A chi ci accusa di piaggeria nei confronti del pubblico omosessuale, potremmo obiettare che abbiamo ricevuto molte mail di plauso, ma altrettante di dissenso".
Insomma, oltre al business può esserci di più. C'è solo da sperare che a questo punto l'argomento non diventi l'ennesimo pretesto per una sterile quanto noiosa polemica tra opposte fazioni.
Cura casa: discount e specialisti i veri competitor
Calano i consumi di accessori per la
cura della casa; un mercato eterogeneo,
tra i più importanti, considerato nel
complesso, tra quelli del largo consumo,
con un fatturato che SymphonyIRI
computa in quasi 433 milioni di euro, in
calo del 2,4% su base annua. Più forte
la variazione a volume -3,9%; significa
che i prezzi sono rimasti sostanzialmente
stabili. Due i fattori alla base di questa
performance poco brillante, anche se
certo non catastrofica: la concorrenza
del discount e soprattutto delle superfici
specializzate, che stanno crescendo a
due cifre; la mancanza di lanci davvero
innovativi.
Seguono le rilevazioni prezzi effettuate da Gdoweek su 10 pdv distribuiti nelle 4 aree Nielsen.
Per saperne di più leggi il pdf-white paper cliccando in alto
Allegati
- Cura casa: discount e specialisti i veri competitor
- Mercato | Gdoweek | 7 marzo 2011 |





































































































