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Il target anziani è un’opportunità di business nel pieno della crescita

Le aziende tendono a disinteressarsi delle dinamiche di acquisto delle fasce più anziane. L'argomento in Italia è poco indagato, sebbene gli anziani siano 12 milioni (gennaio 2008) e in crescita. A livello europeo, il nostro Paese è primo quanto a indice di invecchiamento (over 65 sulla popolazione), con il 16,4% rispetto a una media europea del 15,4%. L'Italia è prima anche per l'indice di vecchiaia, con 109 over 65 ogni 100 bambini tra 0-14 anni, rispetto a una media di 87,3. Quindi, l'affermazione “L'Italia è un Paese di vecchi”, di cui si abusa ormai da anni, stranamente non è un tipico caso di allarmismo mediatico, ma una semplice verità in gran parte inesplorata, ma anche ricca di potenzialità. Quali sono stati finora gli atteggiamenti prevalenti delle aziende nei confronti del mercato senior? L'osservazione dell'uso delle leve di marketing mix rivela una prima opzione, largamente diffusa, di sostanziale disinteresse per la fascia di clientela anziana. Una negligenza che può celare, talvolta, un'analisi accurata del target e la successiva decisione di non servirlo e, più sovente, un'ipotesi aprioristica di omogeneità, o eterogeneità poco significativa, che genera un giudizio di scarsa convenienza al trattamento del target.
La seconda opzione consiste nell'utilizzo dell'immagine dell'anziano, sempre con una pregiudiziale di omogeneità, a fini di contrapposizione e di esaltazione del target giovane e/o adulto, atteggiamento riscontrabile soprattutto in azioni di comunicazione.

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Il target anziani è un’opportunità di business nel pieno della crescita
Anziani in crescita target interessante | Gdoweek | 6 settembre 2010 |

Terminali contactless Ingenico certificati per i sistemi NFC francesi

Ingenico, attivo a livello la fornitura di sistemi di pagamento elettronico, ha ottenuto da Groupement Cartes Bancaire la certificazione dei propri terminali per l'accettazione dei pagamenti contactless effettuati con carta e con telefono cellulare NFC. "La certificazione -si legge in una nota di Ingenico- è la prima ottenuta da un fornitore di terminali e corona l'impegno di Ingenico nel supportare i progetti NFC che sono stati realizzati in Francia negli ultimi anni (tra cui Caen, Strasburgo e Nizza)".

Groupement Cartes Bancaire, l'organizzazione bancaria francese che regola e gestisce i sistemi di pagamento domestici, prende atto dei risultati emersi nel corso delle sperimentazioni "PayezMobile" realizzate negli ultimi anni in Francia e certifica la validità delle soluzioni tecniche adottate. Ingenico, partner per la fornitura di terminali di pagamento con lettore contactless integrato, ottiene la certificazione dei propri prodotti che si sono dimostrati sicuri e veloci, in linea con le aspettative delle sperimentazioni.

Ogni nuovo progetto che sarà realizzato in Francia, dovrà rispondere alle specifiche certificate dall’ente Cartes Bancaire.
In particolare, la certificazione consente di stabilizzare le specifiche di uso dei "proximity payments", e rende possibile un'accelerazione della loro diffusione su tutto il territorio. L'espansione delle soluzioni contactless e NFC, infatti, è già prevista nelle città di Parigi, Bordeaux, Lille, Marsiglia, Rennes, Tolosa, oltre che nelle città di Caen, Strasburgo e Nizza.

Risultati Edeka: + 3,9% nel 2010

In crescita del 3,9% le vendite di Edeka raggiungono 39.1 miliardi di euro. A rete costante le vendite dei punti di vendita a gamma completa sono cresciuti del 4,6% e 8,4% in totale. 
"Ogni anno, i nostri rivenditori indipendenti dimostrano di essere la nostra forza motrice", ha detto il presidente Markus Mosa. Edeka gestisce circa 7.700 negozi di cui 4.500 sono gestiti dai negozianti indipendenti.

Di contro le vendite di Edeka con la catena di discount Netto sono aumentate del 4,3% a 10,4 miliardi rispetto al 2009. A rete costante però la crescita per Netto è del 2,7%. Occorre ricordare però che a metà 2010, dopo 18 mesi, l'insegna ha completato la ridenominazione di 2.300 negozi da Plus a Netto Marken-Discount.

Markus Mosa ha annunciato inoltre che "Su Edeka nel 2011, ci saranno nuovi investimenti per oltre 1 miliardo di euro con l'obiettivo di sostenere l'espansione mediante la modernizzazione e lo sviluppo continuo dell'infrastruttura commerciale".

Walmart testa un servizio di consegna di alimentari ordinati via web

Walmart ha cominciato a testare un servizio online di consegna di generi alimentari, chiamato Walmart a Go in San José, California. Il servizio funziona secondo una modalità classica. Scelti i prodotti attraverso il sito, si seleziona un tempo di consegna e la spesa viene portata a casa. Le consegne possono essere programmate per il giorno successivo.
Come assortimento per ora si propende verso l'offerta di prodotti preconfezionati, per cui i clienti non possono, per esempio, ordinare carni bovine secondo richieste ad hoc, devono per forza comprare la carne i formati pretagliati. I prezzi sono competitivi.
Craig Johnson, presidente della società di consulenza Customer Growth Partners, ha dichiarato che la mossa fatta ha un senso.
Occorre considerare, infatti, che Walmart è frequentata da clientela che fa rifornimenti in grande, non per fare la spesa di ogni giorno e dunque il servizio di consegna a casa potrebbe tornare utile. Tuttavia ci sarebbe bisogno di affrontare la questione del come consegnare generi alimentari su scala più grande, ovvero: bisogna usare i propri camion? Affittare una flotta? Usare un carrier come UPS? E in più, occorrerebbe capire come gestire i prodotti tipo panini o le cene di piatti pronti e non solo i generi alimentari di base.

Iper, La grande i dona 100.000 pasti ai pellegrini

Iper, La grande i offre un importante contributo all'evento di portata storica relativo alla beatificazione di Giovanni Paolo II, che si tiene a Roma il 1 maggio 2011 in Piazza San Pietro.

In linea con la propria vocazione di distributore “etico”, la cui mission è quella di rendere la qualità accessibile a tutti, Iper, La grande i ha deciso di donare 100.000 kit di rifocillamento ai pellegrini che affolleranno la città di Roma il 30 aprile e il 1 maggio per assistere a questa occasione.

Kit a base di frutta
I kit -costituiti da snack dolce e salato, frutto, succo di frutta- saranno distribuiti nei luoghi della città più strategici per l'evento, vale a dire Castel Sant'Angelo, via della Conciliazione, piazza Risorgimento, piazza della Chiesa nuova e Circo Massimo.
La partecipazione e il contributo a questo importante evento confermano i valori e la filosofia che da sempre contraddistinguono le scelte di Iper, La grande i, orientate alla selezione dei prodotti, freschi e di qualità, nell'utilizzo di metodi tradizionali di lavorazione delle materie prime, nell'assicurare il miglior rapporto qualità/prezzo e nel rispetto dell'equilibrio tra uomo e ambiente. Le mele sono Marlene del Consorzio Vog.

Iper, La grande i rilancia il pesce dimenticato

L'impegno sulla pesca sostenibile di Finiper prosegue e, dopo il successo del progetto Amo il pesce pescato all'amo relativo al pesce spada, ha deciso di concentrarsi sul pesce dimenticato, vale a dire quelle specialità tipiche del Mediterraneo, meno conosciute.

Pescare il pesce dimenticato
Si parla di oltre 1.000 varietà di pesci, tra cui alici, sardine, merluzzo (o nasello) gallinella, ma anche tipologie meno conosciute come sauro, boga, fanfalo e leccia (della famiglia delle ricciole).

In quest'ottica, Iper, La grande i inizia una nuova stagione di pesca orientata proprio a valorizzare queste specie meno note, ma con caratteristiche organolettiche e nutritive importanti, oltre che con dal gusto particolare, che nulla hanno da inviare a pesci più pregiati.

Tra due settimane, 7 pescherecci (uno di proprietà già utilizzato per la salvaguardia del pesce spada e i restanti in affitto) inizieranno a pescare, nel basso Adriatico, il cui fondale garantire anche sapori più intensi.

L'appetito viene studiando

Una delle difficoltà nell'apprezzamento di queste varietà dimenticate riguarda la scarsa conoscenza e capacità di preparare questi prodotti. Per sensibilizzare i consumatore, Iper La grande i ha lanciato, lo scorso febbraio, un'iniziativa nell'ambito del progetto I Naturale, che si chiama si chiama L'appetito vien studiando: realizzato in collaborazione con Eurofishmarket e altri sponsor, l'iniziativa ha l'obiettivo di stimolare, informare e formare i ragazzi alla conoscenza degli alimenti, per creare futuri consumatori consapevoli e figure professionali competenti.

Test pilota e futuri sviluppi
Così, a Milano, sono stati coinvolti 70 ragazzi di prima media che, nell'arco di tre giornate, hanno avuto l'opportunità di imparare trucchi per riconoscere
freschezza, specie alternative, tecniche di pesca sostenibili e gusto
dei prodotti. Inoltre, hanno potuto cucinarlo presso la Scuola di cucina Quaderni e Fornelli -ubicata sopra l'ipermercato Il Portello-, con la guida di chef e professionisti del settore ittico.

Il progetto prevede altre tappe sul territorio nazionale: repliche sono previste in Lombardia, Veneto, Marche ed Emilia Romagna.

Blockbuster acquisita da Dish Network

Via libera al passaggio di proprietà di Blockbuster. Il colosso del videonoleggio era stato ammesso al Chapter 21, la procedura fallimentare statunitense, lo scorso autunno. Ora il tribunale ha dato il nulla osta all’acquisizione, annunciata a inizio aprile, da parte del gruppo televisivo del Colorado Dish Network Corp, che aveva vinto l’asta fallimentare con un’offerta complessiva per 320 milioni di dollari, 228 dei quali come controvalore dell’inventario e il resto per fare fronte ai debiti pregressi.

Prospettive
Se le sinergie con il gruppo tv, attivo anche nel settore del video on demand, sono facilmente comprensibili, anche perché all’indomani della vittoria all’asta con un comunicato Dish Network ha dichiarato “Blockbuster andrà a integrare le nostre offerte nel campo del video fornendo opportunità per il cross-marketing e per un’estensione dei servizi “, è abbastanza sicuro che verrà ridotta la rete di negozi negli Usa : nel 2004, gli store erano 9.100, oggi sono 2.400 e di 700 appare certa la chiusura. Incertezza anche su quanto accadrà all’estero. In Italia la strategia è stata finora quella di puntare sui videogiochi e sul noleggio on line.

Carrefour Planet fa il primo passo in Europa

Il Ceo Carrefour Lars Olofsson (in foto), ha annunciato l'inaugurazione di un Carrefour Planet a Mons, in Belgio, che è il primo Planet fuori del suolo francese. In un'intervista con Lsa, Olofsson ha anche aggiunto che la fase di test è terminata e che Carrefour sta entrando nella fase di roll-out su scala industriale.
Secondo Lsa però, il rinnovato ipermercato di Mons è una versione "light" del concept, non offre tutti i servizi specifici del pianeta Carrefour.
Il primo Planet vero sarà aperto all'inizio di maggio a Alcobendas, nei pressi di Madrid.

In Europa 92 punti di vendita
Carrefour prevede di avere 92 store Planet in Europa entro la fine dell'anno, di cui 40 in Francia, 37 in Spagna, 9 in Belgio, 4 in Italia e 2 in Grecia. Entro la fine del 2013 se ne prevedono un totale di 245, di cui 120 in Francia.

Senza negare le difficoltà incontrate o la pressione sul personale per far accettare il concept Planet, Olofsson ha afferma condecisione che il futuro di Carrefour è Carrefour Planet.
Secondo le informazioni da Lsa, i primi Carrefour Planet del piano industriale in Francia, saranno aperti in maggio a Ulis, Wasquehal, Tourville-la-Rivière e in Givors.
Ulteriori store saranno aperti in Italia e in Grecia.

Crai e Sma prolungano l’alleanza fino al 2020

Notevoli infatti sono stati i risultati conseguiti in questi primi tre anni, grazie all'accordo, operativo dal 2008 -valido per Italia,  Malta e Svizzera, dove Crai è presente da anni- che interessa l'intero sistema degli acquisti (prodotti food e non food, attrezzature e impiantistica) e dei servizi, prevede:
- sinergie logistiche e organizzative
- consente ai poli distributivi di Crai, attraverso un contratto di master franchising, di sviluppare le insegne di Sma PuntoSimply, Simply e IperSimply sul loro specifico territorio.

Accordo proficuo anche sulle private label
Se sul piano degli acquisti la collaborazione si è rivelata proficua, andando ad investire, al di là delle grandi marche, anche sulle fonti di approvvigionamento dei prodotti a marchio.
Significativo è stato lo sviluppo sul piano della gestione delle insegne Sma in territori dove il gruppo non era presente e fortemente presidiati da Crai.
In Sardegna, ai 6 punti vendita già aperti, nel 2011 si affiancheranno altri 8 supermercati Simply e in Calabria nello stesso anno sono previste 11 nuove aperture.

Da Cantina Tollo e Conad Adriatico iniziativa culturale per l’olio

Nonostante la crisi, Cantina Tollo raggiunge i 6 milioni di euro e cresce del 5% nel canale moderno, quello della grande distribuzione organizzata, arrivando nei primi posti a livello nazionale nel prodotto vino. Il fatturato infatti continua a crescere in tutte le principali catene italiane ma soddisfazioni vengono anche dall'estero in Belgio e Danimarca.

Nonsoloprodotti ma anche servizi
Il segreto è non limitarsi a fornire un prodotto, ma dare servizi. “Oggi bisogna saper ascoltare il mercato, studiare l'evoluzione dei gusti del consumatore, sempre alla ricerca di nuovi vini. Per questo a Vinitaly abbiamo lanciato Cococciola e Passerina, gli autoctoni pensati per il canale moderno. Vogliamo però adottare anche un approccio nuovo, di tipo culturale, per offrire qualcosa in più ai responsabili acquisti delle catene - afferma il direttore di Cantina Tollo Giancarlo Di Ruscio-. In questa direzione si colloca l'iniziativa che venerdì 29 aprile vedrà protagonisti i migliori soci di Conad Adriatico, certamente una delle insegne più note a livello nazionale.” In questa occasione sarà presentato il libro Monocultivar Olive Oil - L'Olio Perfetto. Produttori, abbinamenti, ricette e le verità mai dette sull'olio dello scrittore Gino Celletti, dedicato ai migliori oli monocultivar di tutto il mondo.

L'evento darà agli ospiti anche l'opportunità di visitare l'azienda e di assaggiare i vini Passerina e Cococciola, presenti sul mercato da Aprile.

Jll: immobili commerciali nel primo trimestre in Europa +32%

Gli investimenti diretti in immobili commerciali in Europa nel primo trimestre del 2011 sono stati pari a €26 miliardi, con un incremento del 32% rispetto al volume registrato nello stesso periodo del 2010. Nella sua consueta analisi trimestrale del mercato Jones Lang LaSalle si aspetta che l’attuale trend positivo continui e confermi la previsione per il 2011, con volumi superiori del 30% rispetto alle cifre del 2010.

Panoramica
Prevalentemente guidato dal continuo interesse verso gli immobili core di Londra, il mercato inglese è stato ancora una volta protagonista degli investimenti europei catturando il 38% del capitale complessivo investito nella regione.  Le transazioni nel Regno Unito hanno totalizzato 10 miliardi  di euro, che priettati su base annuale significa +41%.
Anche nei mercati di Francia, Germania e Svizzera si è osservato dinamismo  nell’attività di investimento; la Russia, in particolare, ha registrato un deciso aumento delle transazioni: i volumi di investimento, pari
a 763 milioni di euro, sono quasi triplicati rispetto ai livelli del primo trimestre 2010.

Il Gruppo Pam aderisce alla piattaforma di Tesi

L'impegno di Pam per l'ottimizzazione della supply chain si è sempre affiancato alla sensibilità verso l'impatto ambientale delle soluzioni adottate. Con questa premessa il gruppo distributivo ha scelto di aderire alla piattaforma TC1 GDO (Tesi Collaboration One per la filiera GDO) per la gestione automatizzata della prenotazione degli slot di scarico a magazzino, realizzata dalla software house italiana Tesi ed operativa da alcuni mesi.

Il progetto anticipa le normative
Il nuovo progetto anticipa di fatto quanto previsto dalle normative in termini di autotrasporto e consente a tutti gli attori della filiera (retailer, supplier e trasportatore) di condividere i dati ed i relativi KPI di puntualità e tempi di attesa allo scarico. “L'obiettivo è duplice -ha sottolineato Marco Benettin, direttore logistica del Gruppo Pam- dal punto di vista tecnologico, l'integrazione della filiera e la condivisione dei dati nel modo più trasparente ed efficace; dal punto di vista etico ed ecologico, la riduzione dei tempi di scarico degli automezzi, che di per sé evita attese inutili ed improduttive, e la possibilità di riutilizzo dei mezzi nel corso della giornata con relativa riduzione dei viaggi a vuoto”.

Integrato
Il Gruppo Pam ha scelto la soluzione Tesi perché coinvolge in modo effettivo e concreto di retailer, produttori e trasportatori. “Inoltre - ha aggiunto Benettin - sono state determinanti le caratteristiche di facilità di utilizzo del sistema, ritenuto estremamente user friendly”. Il progetto si integra infine con la volontà del gruppo distributivo di estendere al maggior numero di fornitori la completa gestione dei flussi dati tramite Edi, andando a coinvolgere fatturazione, ordine e DesAdv (pre-carico automatico nei sistemi dell'azienda dei dati presenti nella bolla di consegna del fornitore).

La rete Pam
Diffuso prevalentemente nel Centro e Nord Italia, il gruppo è presente oggi sul mercato con cinque insegne: Supermercati Pam e Superal per quanto riguarda i 110 supermercati, Panorama a presidio delle 23 grandi superfici, Pam Franchising per le 233 piccole superfici, In's Mercato per la formula hard-discount che conta 280 punti vendita e infine 32 Ristoranti con insegna Brek.

Metro Group introduce in Germania etichetta nutrizionale per le Pl

Metro Group sta introducendo l'etichettatura nutrizionale su tutta la sua gamma private label. Si tratta dell'etichettatura posta sul fronte del packaging 1 più 4, con informazioni su calorie (che rappresenta  il numero "1"), grassi saturi, zucchero e sale, introdotta da governo tedesco lo scorso anno.

"I nostri clienti sono sempre più affamati di informazioni sul cibo e i suoi ingredienti -ha dichiarato Eckhard Cordes Ceo di Metro Group-, vogliono sapere quanti grassi e quanto zucchero sono contenuti nei loro prodotti. Abbiamo quindi deciso di fornire queste informazioni per tutti i nostri prodotti a marca d'insegna".
Metro si augura che la nuova etichettatura possa essere percepito come un nuovo standard di trasparenza per i clienti.

Minipreis migliora la gestione delle scorte con Honeywell

La catena di supermercati tedesca Minipreis, che nel 2011 festeggia i 50 anni di attività, dispone di 34 punti di vendita, la maggior parte dei quali concentrati nel cuore della Westphalia, a cui si aggiungono alcuni negozi in Assia e Turingia.
Nella sede principale di Salzkotten, Minipreis ha allestito un centro logistico con circa 10.000 mq di superficie e un parco di automezzi proprio. Nel lungo termine, i dirigenti prevedono una crescita moderata del segmento operativo principale e intendono quindi concentrarsi sulle peculiarità della propria regione in termini di rapporti con i clienti e gamma di prodotti.

La sfida aziendale

Da sempre attenta a utilizzare tecnologie di ultima generazione, Minipreis aveva la necessità di aggiornare il parco dei computer mobili esistenti. Alcuni dei dispositivi in uso, infatti, avevano funzionalità limitate e stavano ormai diventando obsoleti. In alcuni casi, ad esempio, per consentire la lettura dei dati era necessario collegare le unità al computer del responsabile di negozio dopo ogni singola operazione di una procedura. Si trattava di una prassi piuttosto lunga, che prevedeva la presenza di una rete WLan e il trasferimento in tempo reale dei dati.
Markus Hupe, responsabile IT di Minipreis, ha quindi vagliato le soluzioni offerte dal mercato ed effettuato dei test su vari dispositivi.
In questo periodo di prova il supermercato ha ricevuto l'assistenza tecnica di Barcodat, strategic business partner di Honeywell con sede a Dornstetten, leader nel settore della distribuzione di sistemi di registrazione ed etichettatura dati dal 1986. Insieme a Minipreis, Barcodat ha stilato una lunga serie di requisiti. Era ad esempio richiesta un'interfaccia utente semplice e intuitiva, un formato ergonomico e resistente, l'implementazione di una rete wireless Lan e un software facilmente integrabile con il programma Dewas, già in uso nel supermercato, sviluppato da Superdata.

La scelta ai dipendenti

Dopo una prima accurata valutazione, il numero di potenziali dispositivi si era già ridotto considerevolmente. Al termine del periodo di valutazione erano rimasti solo due dispositivi, di cui uno era proprio il computer mobile Dolphin 6100 di Honeywell Scanning & Mobility. "Abbiamo lasciato che fossero i nostri dipendenti a scegliere il dispositivo da adottare, poiché di fatto sono loro che ogni giorno si trovano ad utilizzarlo” spiega Hupe. Ai responsabili dei vari punti di vendita sono stati quindi consegnati entrambi i dispositivi affinché li provassero in un ambiente di lavoro reale ed esprimessero il proprio giudizio. All'unanimità è stato scelto il computer mobile Dolphin 6100, preferito per semplicità d'uso e gamma di funzioni.

Tecnologia innovativa

I dipendenti sono stati particolarmente colpiti dalla elevata efficienza della tecnologia di imaging, che sostituiva i più tradizionali lettori laser di codici a barre. La tecnologia di imaging Adaptus® sviluppata da Honeywell consente, infatti, ai dispositivi Dolphin 6100 di leggere quasi tutti i codici a barre bidimensionali a matrice, persino se danneggiati o stampati male. I motori di area-imaging, come quelli integrati nel dispositivo Dolphin 6100, sono inoltre in grado di acquisire firme e foto di elementi importanti, ad esempio documentazione di consegna e merce danneggiata.
"Questa tecnologia ci ha fornito numerosi vantaggi -prosegue Hupe-. La capacità di identificare tutti i tipi di codici a barre bidimensionali, oggi molto diffusi nelle applicazioni di gestione della supply chain, ci permette ad esempio di essere già in grado di soddisfare varie esigenze future e di proteggere quindi l'investimento per molti anni a venire".
Contrariamente ai dispositivi di registrazione laser, inoltre, gli imager non contengono componenti mobili o fragili, risultando così adatti anche ad ambienti difficili, come magazzini o aree di stoccaggio di semilavorati.
Anche la procedura di installazione dei nuovi dispositivi è stata molto semplice. È stato sufficiente un breve corso di formazione di un'ora per consentire al personale di apprendere le modalità di utilizzo dei dispositivi Dolphin. "Tutte le funzioni sono estremamente intuitive" afferma Hupe.

Un nuovo "collega"

Dolphin 6100 è presto diventato un nuovo "collega" per il personale di Minipreis addetto alla gestione delle scorte. Ogni prodotto viene infatti registrato con l'imager e le specifiche visualizzate sul display vengono confrontate con le informazioni disponibili su etichette e tabelloni. Nel caso in cui manchi un'etichetta su uno scaffale, inoltre, è possibile richiederla dal sistema di back-office semplicemente premendo un pulsante. I dati richiesti per questa funzionalità vengono infine scambiati con il computer centrale, su cui è installato un software personalizzato per il supermercato, mediante una connessione wireless basata sullo standard 802.11g.
In qualsiasi momento, inoltre, i dipendenti possono facilmente importare informazioni su prodotti danneggiati o deteriorati, generando in questo modo un avviso di rifornimento all'interno del sistema di gestione delle scorte. "Questi dispostivi sono altamente versatili -riprende Hupe-. Oltre a fornirci importanti vantaggi in termini di produttività, il Dolphin 6100 si è rivelato estremamente semplice, resistente e funzionale, costituendo quindi la soluzione ideale sia per gli addetti al magazzino sia per gli operatori del settore amministrativo. Una soluzione realmente vantaggiosa per tutti".

Il futuro

Minipreis intende ora estendere gli ambiti di applicazione di questo dispositivo palmare. Ha infatti progettato lo sviluppo di una nuova tecnologia per consentire la pianificazione automatica della merce con il controllo dei prodotti in ingresso. "Siamo ben lontani dall'esaurire le opportunità di ottimizzare le operazioni di gestione della merce -conclude Hupe- e con Dolphin 6100 disponiamo di un dispositivo mobile di raccolta dati in grado di adattarsi a qualsiasi sviluppo futuro”.

OVS industry entra in Grecia e Francia

OVS industry, in testa Italia per quota di mercato nel settore abbigliamento, punta decisamente sull'espansione all'estero.
In Grecia è stato inaugurato nei giorni scorsi lo store di Atene nella centralissima piazza Monastiraki. In Francia il primo negozio apre all'interno de Le Millenaire ad Aubervillier, nell'hinterland parigino.

Caratteristiche degli store
Entrambi gli store si presentano come ampi open space nei quali si raccolgono le collezioni OVS industry per uomo, donna e bambino. Ad Atene il negozio si estende su una superficie di circa 600 mq disposti su quattro livelli, mentre a Parigi, al primo piano del centro commerciale aperto da poco, lo store occupa più di 800 mq.
I nuovi store si presentano come il luogo ideale per lo shopping di
clienti curiosi e attenti allo stile, oltre che alla qualità.

Piano di sviluppo
Le aperture di Atene e Parigi si inseriscono in un piano di sviluppo in Italia e all'estero. La rete che conta attualmente 539 negozi di cui 70 oltreconfine, conta di estendersi con 18 nuove aperture all'estero entro il primo semestre 2011.

Posizionamento
OVS porta in Francia e Grecia il meglio del fast fashion italiano: un modo nuovo di interpretare la moda caratterizzato da un rinnovo costante, capi dai trend sempre attuali e a prezzi competitivi.
Il team interno di stilisti interpreta i trend internazionali alla luce delle esigenze della clientela, selezionando i prodotti più innovativi presenti sulla scena mondiale e ideando capi fashion, sempre a prezzi competitivi. Per lo sviluppo delle proprie collezioni, OVS industry si avvale, inoltre, della collaborazione di grandi creativi come Elio Fiorucci, ideatore dell'esclusiva linea Baby Angel, Davide de Giglio per Grand & Hills ed Ennio Capasa, con il nuovo progetto EEQUAL in vendita nei negozi OVS industry dalla primavera 2011.

Social responsibility
Tutti i prodotti in vendita presso gli store sono realizzati nel rispetto delle norme nazionali e internazionali di social responsibility. Anche per questo, OVS industry viene scelta ogni anno da più di 13 milioni di clienti, per un totale di oltre 100 milioni di capi venduti.

Cambia il vertice di Metro Italia Cash and Carry

Philippe Palazzi, 39 anni e un MBA conseguito presso l’École des Hautes Études Commerciales (HEC) di Parigi, vanta però già numerose esperienze internazionali all’interno dell’azienda, che dagli inizi della sua carriera lo portano ad intraprendere un cammino anche all'estero. Da circa tre anni, fa parte del Comitato di direzione di Metro Italia, all’interno del quale fino ad oggi ha ricoperto il ruolo di direttore acquisti.
Avendo collaborato strettamente con il suo predecessore nell’ambito del piano di rilancio di Metro Cash and Carry Italia, si tratta di un cambiamento all’insegna della continuità.“È un grande onore per me – ha dichiarato Palazzi – assumere l’incarico di direttore generale di Metro Italia. L’Italia è un mercato storico ed importantissimo per Metro, in cui siamo presenti dal 1972 come azienda leader nella distribuzione all’ingrosso rivolta alla clientela professionale; grazie anche alla forte vocazione enogastronomica e all’enorme potenziale turistico del paese ritengo che in Italia esistano ancora oggi ulteriori interessanti opportunità di espansione e crescita di Metro Cash and Carry, anche -ma non solo- nella prospettiva di Expo 2015”

Nel Gruppo Poli arrivano le carte prepagate

Il Gruppo Poli entra nelle gift card con la proposta di card prepagate nei tagli da 25, 50 o 100 Euro con la possibilità di spenderla da Poli o da Regina. Si richiede alle casse.
La carta ha validità 18 mesi dal momento dell’attivazione e corrisponde alla data riportata sullo scontrino che viene consegnato al momento del ritiro.
L’importo non può essere convertito in denaro contante. In caso di smarrimento o furto non può essere rimborsata o sostituita. All’azzeramento del valore o alla sua scadenza la card diventa inutilizzabile. Eventuali importi residui non possono essere recuperati.

Apre al Gran Shopping Mongolfiera il primo Conbipel Uomo

Conbipel ha scelto la galleria del centro commerciale Gran Shopping Mongolfiera di Molfetta (Bari) per l´apertura del primo negozio in Italia ad insegna Conbipel Uomo (232 mq di superficie).

Il format è frutto di un nuovo progetto in fase di espansione del noto marchio di abbigliamento made in Italy, che permette di valorizzare il prodotto uomo in maniera più dettagliata, offrendo un'alta qualità di servizio e professionalità.

Inaugurato nella primavera del 2008, il Cc. Mongolfiera di Molfetta -che ha come locomotiva un Ipercoop- vanta una galleria di oltre un centinaio di negozi posti su un unico livello su un'area commerciale di complessivi 35.000 mq, ed è servito da un parcheggio con 2.300 posti auto.

Gruppo Potenti: successo della raccolta a favore di Aism presso Brico Io

Questa operazione, unica nel suo genere per le modalità e la meccanica con cui è stata gestita, ha prodotto sia per il Gruppo Potenti sia per l'Aism un risultato inatteso.
Segno della semplicità e immediatezza che la caratterizzava. Si è svolta fra il 7 marzo e l'11 aprile.

Negozi e regioni coinvolte
Gli store coinvolti sono stati 47, mentre le regioni interessate sono state
Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Umbria, Lazio. Hanno aderito 257.843 clienti hanno aderito versando mediamente circa 0,45 euro. Il totale raccolto ammonta a 115.215,89 euro.

Meccanica
Facciamo un esempio. Su di una spesa di 22,60 euro, la cassiera chiedeva al cliente se voleva versare il resto (0,40 euro) all'Aism; in caso affermativo, dopo lo scontrino fiscale, il software di cassa (recentemente brevettato), emetteva una ricevuta dell'avvenuta operazione da rilasciare al cliente. In caso contrario, il resto veniva chiaramente consegnato al cliente. Per resto si intendeva, la frazione compresa tra 0,01€ e 0,99€
necessaria all'arrotondamento per eccesso dell'importo della spesa
effettuata. Si poteva anche scegliere di donare il proprio resto o un libero contributo in maniera del tutto trasparente.

Esiti del Dl 13/8/2010 che riforma il brevetto contro la contraffazione

Il Codice della proprietà industriale, entrato in vigore lo scorso settembre con il decreto legislativo n.131 del 13 agosto 2010 riforma la materia dei brevetti e della lotta alla contraffazione, adeguando la legislazione italiana a quella comunitaria e velocizzando i tempi dei ricorsi nei casi di marchi contraffatti.
“Grazie al nuovo codice, ed a una riorganizzazione degli uffici, un brevetto ora può essere registrato in pochi giorni”, ha commentato Loredana Gulino, direttore generale dell'Ufficio internazionale brevetti e marchi, che ha aperto i lavori del convegno che si è svolto a Roma mercoledì 20 aprile sulle nuove opportunità e strumenti d'impresa del nuovo Codice.
“Attraverso le nuove sezioni specializzate e il rito speciale del diritto industriale, in poche settimane si possono ottenere sentenze efficaci che eliminano i contraffatori dal mercato - ha precisato l'avvocato Cesare Galli dello Studio legale Galli, che insieme allo Studio legale Ilardi ha promosso la tavola rotonda-. Oggi, non sempre viene copiato il marchio nella sua interezza, ma la forma, l'etichettatura, lo stile. Copie che ricordano l'originale e che si mettono in scia, impoverendo il marchio. È un fenomeno diffuso nel fashion e nei luxury good, ma anche nel largo consumo. Anche questi aspetti, prima non tutelabili, oggi lo sono”.
Un caso eclatante era stato quello della cinese Montresor, che aveva messo in commercio delle praline in tutto e per tutto ispirate ai famosi Rocher di Ferrero (in foto).

Brevetti biotech
Le nuove norme innovano e rafforzano la protezione per i brevetti biotecnologici. “Nel 2010 le domande di brevetti europei per i prodotti biotech hanno registrato l'incremento maggiore rispetto ad altri settori - secondo Olga Capasso, ex ricercatrice e consulente brevettuale-. Molte aziende dell'alimentare, però, non investono sul biotech perché temono di perdere fette di mercato, ma spesso è solo un problema di comunicazione. I prodotti naturali coltivati con pesticidi chimici sono più dannosi degli ogm”.
Ma qui entriamo in altre questioni, altrettanto se non più spinose.

Il 93% dei manager pensa che l’ambiente sia strategico

Si discuterà di questo durante Dal Dire al Fare - Il Salone della Responsabilità Sociale d'Impresa (www.daldirealfare.eu), due giorni ricchi di incontri ed esperienze, il 25 e 26 maggio all'Università Bocconi di Milano.
Come ha mostrato lo studio di Accenture 2010 United Nations Global Compact, per il 93% dei ceo mondiali la sostenibilità è diventata un elemento fondamentale per il successo delle imprese ed entro dieci anni sarà parte integrante del loro core business.

La crisi accelera il processo
Infatti, l'80% dei manager intervistati afferma che la crisi ha aumentato l'importanza della sostenibilità. Non solo. Secondo The Second Annual Sustainability and Innovation Survey realizzata dal Mit Sloan Management Review con il Boston Consulting Group, nel 2011 il 68% delle imprese prevede di aumentare i propri investimenti in sostenibilità.
"Per le imprese, la sostenibilità ambientale è ormai un elemento strutturale per fronteggiare la crisi ed uscirne. - Afferma Fabio Terragni, del gruppo promotore di Dal Dire al Fare - Le aziende ne riconoscono il valore in termini di opportunità per la crescita del loro business e di riduzione dei costi, nel medio e lungo termine. Per questo abbiamo voluto dedicare una parte importante della settima edizione di Dal Dire al Fare a questo tema, sul quale si confronteranno le aziende, le isitituzioni, le organizzazioni non profit e naturalmente i giovani."
Sono proprio i giovani che dovranno competere su questo terreno nel mondo globalizzato: a loro il Salone darà l'opportunità di formarsi sul tema della sostenibilità ambientale e di entrare a contatto con le imprese che da tempo sono impegnate nell'integrazione del principio di sostenibilità nel proprio business.

Adesioni eccellenti
Molte sono le aziende che hanno già aderito al Salone della Responsabilità Sociale d'Impresa, fra le altre De Cecco, DNV, Fater, Autogrill, Coop Lombardia, ERG, Luxottica, Philips, SAP Italia.
Dal Dire al Fare è la più importante manifestazione italiana dedicata alla responabilità sociale d'impresa, l'unico evento in Italia riconosciuto da CSR Europe ed il principale appuntamento dell'anno per chi si occupa di Corporate Social Responsibility non solo a livello teorico.
Il Salone della Responsabilità Sociale d'Impresa è promosso da Regione Lombardia, Provincia di Milano, Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo, Fondazione Sodalitas, BIC La Fucina e Koinètica.

Lactalis-Parmalat: opa o partita a poker?

Piazza Affari ha aperto stamattina con una notizia bomba: Lactalis ha lanciato un'opa totalitaria (2,60 euro per azione, oltre il 12% di premio sulla chiusura precedente) per Parmalat. In un comunicato l'azienda francese dichiara la sua intenzione di mantenere l'assoluta italianità del Gruppo rafforzando la sua leadership nel latte confezionato.

Le contromosse
In attesa delle contromosse della cordata nazionale che si è formata attorno a un pool di banche con Granarolo come leader industriale (anche se sulla tempistica d'ingresso nella compagine societaria ci sarebbero contrasti) resta il dubbio se dietro la decisione dei francesi vi sia effettivamente la volontà di dare vita a un grande progetto industriale o se piuttosto non sia iniziata una partita a poker, con la quale Lactalis, costringendo gli italiani ad alzare la posta, si possa ritirare incassando una ricca pluslvalenza, cedendo la sua quota, che attualmente vale poco meno del 30% del capitale.  

Walmart compra il sito Kosmix: cambia il modo di decidere l’acquisto

"Stiamo espandendo le nostre possibilità in un ambiente come il social commerce che è in rapida crescita - commenta Eduardo Castro-Wright, vice presidente di Walmart-, infatti il social networking e le applicazioni mobile stanno diventando sempre più parte integrante della vita di tutti i giorni per i nostri clienti riuscendo a influenzare il modo in cui pensano lo shopping".

Kosmix, con sede a Mountain View, in California, è stata fondata nel 2005 da Venky Harinarayan e Anand Rajaraman, e agisce come una matrice associativa mettendo insieme informazioni organizzate per argomento e provenienti da siti web, messaggi di Twitter e di altre fonti, in tempo reale un modo che si può definire olografico per costruire informazioni e, quindi, del tutto nuovo per dare informazioni agli acquirenti e per ottenerne da loro.

Le informazioni arrivano sempre meno dalla Tv
"I social media, ovvero i luoghi dove le persone si riuniscono per condividere le informazioni e la reciproca comprensione, e sta sostituendo velocemente in questo i mezzi radiotelevisivi -recita una ricerca di Booz & Company-, se sei una società, che cerca di coinvolgere i clienti, la questione non è come battere Facebook, ma come fare uso di Facebook come canale di vendita, come strumento di marketing o di PR".

Creatori di innovative start-up
Questa è la seconda volta Venky Harinarayan e Anand Rajaraman hanno portato una società di start-up ad essere acquisita. Junglee, la loro impresa precedente shopping online, è stata acquistata da Amazon.com nel 1998 per $250 milioni. Con Junglee hanno contribuito a sviluppare Amazon Mechanical Turk il servizio di crowd-sourcing.
"Siamo a un punto di flessione per lo sviluppo del commercio elettronico -ha scritto Rajaraman in un post-. La prima generazione di e-commerce è stato di portare il negozio sul web. La prossima generazione sarà la creazione di esperienze integrate che sfruttano il negozio, il web e il mobile, con l'identità social a far da collante che lega l'esperienza".

Kosmix, 17,5 milioni di visitatori unici
Kosmix, il cui sito ha attirato circa 17,5 milioni di visitatori unici il mese scorso, sarà integrato con @WalmartLabs dopo l'affare si chiude, che si prevede di fare entro il primo semestre. Nel mentre Walmart sta trattando, Kosmix ha raccolto 55 milioni di dollari di finanziamento da parte di investitori, tra cui Time Warner Investments, Accel Partners, Lightspeed Venture Partners, Dag Ventures, Bezos Expeditions, Jon Miller e Ed Zander.

CBRE: Crescono gli investimenti immobiliari nel retail in Europa

Nel primo
trimestre dell'anno il volume degli investimenti immobiliari in retail è ammontato a 26,7 miliardi di euro, con una crescita del 26% rispetto allo stesso periodo
dello scorso anno ed è il più alto totale trimestrale registrato rispetto ai primi tre trimestri del 2010.
Lo dicono i dati rilasciati da CB Richard Ellis (CBRE).

Asset core
La maggior parte degli investitori ha avuto come target
d'investimento asset core nei mercati primari, generando una progressiva diminuzione dei rendimenti.
Infatti l'ultimo indice Prime All Property Yield Index calcolato da CB Richard Ellis per i mercati dell'
Europa a 15 ha mostrato una diminuzione di ulteriori 6 punti base (bps) nel primo trimestre 2011,
portandosi sul livello del 5,53%. Su base annua, ciò si traduce in una diminuzione di 26 punti base e
conferma la forte competizione che i capitali globali affrontano su operazioni core.


I mercati

La
Germania è al centro dell'attenzione degli investitori con 5,5 miliardi di Euro investiti nel 1
° trimestre 2011, in particolare nel settore retail - con un volume di investimenti pari a 4 miliardi di
euro, già superiore al totale annuo registrato nel 2009. Anche Regno Unito (o più precisamente
Londra), e, in misura minore Francia e Paesi nordici, fanno parte di questo gruppo di mercati.

La tecnologia ADT al servizio del fashion

Tecnologia avanzate di rilevamento delle etichette e di protezione dei beni saranno sempre più importanti nel mondo retail, in particolare nel comparto del fashion: è quanto evidenzia ADT, gruppo attivo a livello europeo nella fornitura di analisi delle prestazioni e sicurezza per il retail.
Un recente report del Cedites ha segnalato una crescita significativa dell'utilizzo delle etichette intelligenti, in particolare grazie al crescente commitment degli operatori che operano in questo campo, e che investono continuamente sulle soluzioni tecnologiche necessarie ad ottimizzare la gestione dei punti vendita e dei magazzini.

“In qualità di partner e sponsor tecnologico dell’Rfid Lab dell’Università di Parma, ADT sta collaborando all’avvio di pilot richiesti specificatamente da alcuni brand del settore moda -spiega Marco Guadagnini, business development manager Retail di ADT-. L’inclinazione verso la condivisione di obiettivi quali la garanzia della sicurezza per il business di oggi e di domani ci ha portati a sviluppare una serie di applicazioni e di prodotti che attraverso brand come Sensormatic (antitaccheggio ) e VUE Technology (Rfid ) che riescono a fornire all’utente finale, all’interno dell’intera catena produttiva, una soluzione che assicuri comunicazione, tracciabilità e sicurezza.”

Il mercato del retail non è omogeneo, ed i suoi attori hanno necessità anche molto diverse tra loro. Per questo necessitano di un’infrastruttura semplice, scalabile ed economicamente vantaggiosa, in grado di
integrare molteplici tecnologie di sensori, comprese Eas, Rfid item-level (a livello dei singoli articoli), sensori di traffico e TV a circuito chiuso digitali. “Questo è esattamente quanto come ADT è in grado di offrire -prosegue Guadagnini-. Con un approccio a strati, questa piattaforma ha la capacità di dispensare soluzioni personalizzate e benefici unici basati sulle esigenze operative specifiche dei singoli retailer”.
Ad esempio, l’etichetta combinata VST (tecnologia acustomagnetica con chip Rfid) per la protezione alla fonte intelligente e tracciabile è la risposta di ADT alle problematiche specifiche di questo mercato.

Un recente caso di successo è rappresentato dal marchio Karstadt, il principale retailer del mondo fashion in Germania, che ha scelto le tecnologie ADT-Sensormatic per gestire 6 milioni di etichette di sicurezza ogni anno, tre volte il volume del concorrente più vicino sul mercato tedesco.

Checkpoint Systems rafforza il servizio di assistenza tecnica

Checkpoint Systems, attivo nella gestione delle differenze inventariali, la visibilità della merce e le soluzioni di etichettatura dei capi d’abbigliamento, ha recentemente potenziato il proprio servizio di assistenza tecnica dedicata al fine di gestire con celerità ed efficacia ancora maggiori le richieste di assistenza che arrivano dalle aziende clienti.
Dall’ultimo report italiano sull’assistenza tecnica si evince, infatti, che i Service Level Agreement garantiti da Checkpoint -ossia i criteri attraverso i quali si definiscono i livelli di servizio che devono essere rispettati da un fornitore di servizi- sono stati totalmente adempiuti e, in molti casi, anche ampiamente superati.

In particolare, l’impegno della divisione di Checkpoint che segue l’assistenza tecnica è quello di risolvere le richieste dei clienti su un prodotto o su una soluzione nel minor tempo possibile e comunque al massimo entro le 72 ore successive alla segnalazione. Nell’85% dei casi, il problema viene risolto entro le prime 48 ore dalla chiamata. Nel 55% dei casi, la richiesta è stata addirittura evasa entro le 24 ore dall’apertura della pratica.

“Questo obiettivo è stato raggiunto grazie ad un team potenziato che conta ora circa 70 persone operative in tutta Italia, isole comprese, che, con grande professionalità e impegno, si relazionano con i clienti per rispondere in maniera tempestiva ad ogni loro esigenza -spiega Federico Bastelli, responsabile servizio tecnico di Checkpoint Systems-. Nelle zone più critiche come Lombardia e Lazio, dove la densità di centri commerciali è maggiore, abbiamo rafforzato ulteriormente la nostra presenza posizionando alcuni supervisori di zona, ossia tecnici altamente specializzati che seguono in prima persona il cliente, oltre che gestire le risorse delle aree loro assegnate”

La squadra di assistenza Checkpoint ha evaso solo nel 2010 circa 4.000 richieste, su un totale parco antenne attive installate di oltre 140.000 pezzi. Le chiamate dei clienti sono gestite attraverso un call centre presente in Italia e controllato direttamente da Checkpoint Systems, che offre ai retailer la possibilità di contattare l’azienda attraverso un numero verde gratuito (800 090 133).

Tesco acquista il video on demand di Blinkbox

Tesco in effervescenza. Pochi giorni fa ha acquisito l'80% dello specialista di video-on-demand Blinkbox da Ventures Eden e Nordic Venture Partners.

Perché quest'annuncio sia significativo lo si può intuire considerando che il video on demand è un servizio di fruizione di contenuti video in streaming su Internet e, che inoltre, Blinkbox ha due milioni di visioni ogni mese il che comincia a essere un numero di tutto rispetto su cui impostare un analogo servizio marcato Tesco. Il catalogo Blinkbox è di oltre 9.000 titoli (film e programmi TV)
disponibili da noleggiare, acquistare e visualizzare su PC, Mac,
console PS3 e dispositivi tablet.
Il

Una modalità di fruizione in più
Richard Brasher, Ceo di Tesco UK, ha dichiarato: "Vogliamo consentire ai clienti di decidere come accedere a contenuti di intrattenimento e sul dispositivo da loro prescelto. L'acquisizione di Blinkbox, insieme ad una serie di altri servizi attualmente in sviluppo, significa che potremo collegare l'acquisto di un prodotto fisico alla costruzione di collezioni digitali in un modo del tutto nuovo e personalizzato per i clienti".

Intanto Tesco va bene fuori dall'Europa
A termine del primo trimestre Tesco ha annunciato un aumento del 14% nel suo utile netto raggiungendo i 3 miliardi di euro.
Tuttavia pur con questo risultato positivo la società ha mancato
il suo obiettivo di crescita nel Regno Unito. Discorso diverso in Asia dove gli utili sono cresciuti del 30%
Philip Clarke, Ceo di Tesco PLC, ha dichiarato: "Alcuni dei nostri mercati stanno godendo di una ripresa globale, ma in altri mercati, in particolare il Regno Unito, la domanda è modesta e l'azienda si aspetta che il 2011 nel retail sia un anno difficile".

Eismann ottimizza i percorsi di consegna con Horos

Eismann, multinazionale attiva nella distribuzione e vendita di prodotti alimentari gelati e surgelati a domicilio, ha adottato le soluzioni Horos per gestire le vendite e i percorsi da effettuare in maniera programmata e ottimizzata. L’azienda, per servire i suoi 300.000 clienti, si avvale di una flotta di circa 800 veicoli con 10 itinerari di consegna per venditore.

La soluzione Horos consente la visualizzazione geografica dello scenario operativo e della clientela aziendale, sfruttando la tecnologia satellitare per l’analisi delle percorrenze presunte ed effettive a fronte dell’attività svolta sul territorio (ritiri, consegne, assistenza).
Gli algoritmi effettuano un’associazione puntuale fra il punto dove avviene l’azione e l’oggetto interessato dall’azione stessa, assicurando elevati margini di miglioramento e ottimizzazione dei percorsi, nell’ottica della massimizzazione dell’efficienza e della riduzione dei costi.

Simulazione percorsi

Il calcolo dei chilometri previsti per ciascun giro della flotta Eismann avviene attraverso la simulazione del percorso stradale da effettuare per l’attraversamento di ciascun punto, nel rispetto della sequenza temporale indicata (principalmente determinata dall’orario di visita concordato con il cliente). Il monitor percorsi consente di visualizzare e analizzare i chilometraggi, gli scostamenti puntuali, le serie storiche, i valori economici di riferimento.

“La prima fase prototipale ha dato risultati interessanti, evidenziando una possibile riduzione media giornaliera della percorrenza di ciascun mezzo pari a 8-10 chilometri, con evidenti benefici in termini di costi -sottolinea Maurizio Magni, responsabile commerciale e marketing di Horos-. Si procederà, quindi, ad analizzare tutto l’insieme delle attività sul territorio, ricavando le sequenze ottimali e applicandole alle attuali percorrenze. In una fase successiva sarà possibile intervenire ulteriormente sui percorsi ridisegnando le tappe e gli orari di visita presso i clienti.”

Esselunga presenta il nuovo catalogo Fidaty 2011

La scadenza dei punti raccolti Fidaty Esselunga è sempre per il marzo dell'anno successivo, cioè 2012,  mentre la scadenza semestrale è per il prossimo ottobre. Ci sono, quindi, come sempre, premi che durano sei mesi e altri che durano 1 anno, posti a fine catalogo.

Grafica
La grafica è elegante e uniforme, con i premi in risalto grazie al fatto che sono scontornati: 154 pagine realizzate, con carta di qualità in modo da valorizzare il contenuto fotografico.

Scelta dei premi
Secondo la filosofia della azienda i prodotti sono pensati in modo da gratificare tutti i target di consumatori (il 40% dei quali vive a Milano e provincia) e, comunque, scelti sempre con una grande attenzione al design.
Non si tratta solo di prodotti, ma anche di servizi per il tempo libero: 109 sono infatti, i prodotti tangibili, mentre per i premi intangibili ci sono i buoni per l'ingresso al cinema, la visita al Galata Museo del Mare, all'Acquario di Genova, a Gardaland comprensivo di soggiorno in albergo. Molto articolata l'offerta per soggiorni termali suddivisa per regioni: Lombardia e Valle d'Aosta con 14 soluzioni diverse, Emilia e Romagna con 10 soluzioni e Toscana con 17 proposte.
Non mancano prodotti per bimbi e adoloscenti come l'orologio Hip Hop, premi tecnologici con dock station per iPod di JBL, fotocamera Canon Ixsus, Walkman wireless di Sony, video camera Canon, premi per gli appassionati di fitness e benessere come la poltrona Homedics, la cintura per elettrostimolazione addominale Beurer, la sedia per far lavorare gli addominali Ab rocket (in collaborazione con Media Shopping), la bicicletta per il trekking della Bianchi e, infine, il piacere della casa: piccoli elettrodomestici, stoviglie, tessili casa, tutti firmati da aziende leader.
 

Farinetti, pronto alla partenza, racconta il futuro di Eataly

Aprirà nel Porto Antico di Genova, il 25 aprile, il nuovo Eataly, all'ultimo
piano di un edificio storico. "L'abbiamo scelto per la splendida
vista" dichiara Oscar Farinetti, intervistato da Gdoweek (leggi l'intervista completa nel numero 18, in uscita prossimamente). 

Lei è in partenza con Giovanni Soldini per gli Stati Uniti. C'è un legame tra data, luogo e viaggio?

Sicuramente sì, perché Genova
è stata l'unica città d'Italia che si è liberata da sola e quindi ecco spiegato il 25 aprile. Inoltre, da qui sono partite centinaia di migliaia di persone per cercare fortuna Oltreoceano: ci piaceva così sottolineare un nuovo concetto di
emi-immigrazioni. Infine, anche l'arrivo non dovrebbe essere casuale: infatti, ,ontiamo di approdare a New York il 2 giugno (per chi volesse seguire la traversata, www.7mosse.it).

Eataly a Genova: quali le novità?

All'ingresso, una nuova gelateria Lait: latte in
piemontese, prodotto con latte di mucche d'alpeggio. 

Avremo cinque corner didattici legati
ai prodotti del territorio: ortofrutta, farinacei, olio extravergine, vini. Infine,
sempre all'insegna della cultura del cibo, ci sarà un'aula didattica, dove, a rotazione, saranno trasmesse le ricette della tradizione, raccontate da venti personaggi legati al territorio ed alla cucina ligure.

Aperture dopo Genova ...

Roma entro la fine del'anno: sarà l'Eataly
più grande del mondo, 15.000 mq, 16 ristoranti.

Nel 2012, sarà la volta di Milano, allo Smeraldo,
se l'impresa va in porto, smeraldo sarà anche il colore chiave della location
e il tema dello store ruoterà intorno a musica e spettacolo, omaggio alla storia del luogo.

Dal 2013,
dopo due anni di focus sull'Italia, con un'apertura anche a Bari, si ritorna all'estero, con altri tre store a
Tokyo, di minori dimensione rispetto ai quattro già esistenti oggi.

Il piccolo
formato sarà utilizzato anche per nuove location in altre città in Italia, ad esempio Piacenza.

Mondadori di Milano Duomo lancia Cook & Books

Secondo FSA c’è preoccupazione per l’uso banale delle nanotech nel cibo

L'americana Food Standards Agency (FSA) ha pubblicato una relazione in seguito a una ricerca sull'opinione dei consumatori riguardante l'uso delle nanotecnologie nel packaging alimentare e negli alimenti.
I partecipanti hanno dichiarato di essere più positivi
circa l'uso della nanotecnologia per scopi giudicati importanti come ridurre il contenuto di sale o di grassi degli alimenti, mentre sono stati negativi nei confronti di usi
per scopi banali, come lo sviluppo di nuovi sapori e aromi.
Lo conferma Andrew Wadge, ricercatore capo della FSA: "Questa ricerca suggerisce che, sebbene i consumatori possano essere scettici sulle motivazioni dell'introduzione della nanotecnologia negli alimenti, sono più propensi a guardare in modo più favorevole al suo utilizzo quando percepiscono un reale vantaggio per loro. Credo che, sia per le autorità di regolamentazione sia per l'industria, se ne ricavi l'invito ad essere trasparenti e a lavorare insieme per spiegare bene alla gente cosa sia la nanotecnologia e come può essere utilizzata nei prodotti alimentari."

La Food Standards Agency sta lavorando per raccogliere informazioni sull'utilizzo delle nanotecnologie nei prodotti alimentari allo scopo di creare un registro del Regno Unito di alimenti che le utilizzano. (fonte foodanddrinktechnology.com)

WeFeedback per dare da mangiare agli affamati

WeFeedback.org/it/home è il sito cuore della campagna globale con cui si può "condividere il cibo e cambiare una vita". Un nuovo e innovativo impegno sociale lanciata dalle Nazioni Unite nel Programma Alimentare Mondiale (PAM ) con cui si pone l'obiettivo si aumentare i fondi che servono ad alimentare decine di migliaia di bambini affamati in tutto il mondo utlizzando i social network.
"WeFeedback permette alle persone di condividere il cibo e attivare le loro reti sociali, trasformando qualcosa di semplice come una tazza di caffè o un panino -dice Nancy Roman, direttore della comunicazione del PAM- in fondi che possono cambiare la vita dei bambini affamati".
A poche settimane dal lancio, WeFeedback ha raccolto abbastanza soldi per sfamare più di 100.000 bambini.

Feedback Calculator
WeFeedback impegna i sostenitori online attraverso un Feedback Calculator che li aiuta a capire quanti bimbi si potrebbero sfamare se hanno donato il costo di un elemento di cibo preferito, come un sushi, un gelato o un hot dog.

Hanno aderito
Tra i personaggi coinvolti alcuni vip come Christina Aguilera, Drew Barrymore, Kakà, mentre tra i partner del settore privato che hanno già aderito alla campagna
Microsoft, Paypal, l'Agenzia Duffy, e Foodspotting.

Il PAM è la più grande agenzia umanitaria del mondo per la lotta contro la fame nel mondo. Ogni anno, in media, PAM sfama più di 90 milioni di persone in oltre 70 paesi.

Decathlon apre a Corsico lo shop in shop dedicato ai sub

Il
Sub
Shop
Decathlon
di
Corsico
si pone come
punto
di
riferimento
per
gli
appassionati
di
subacquea rendendo accessibile
al
maggior
numero
di
persone
la
pratica di questo sport con
prodotti
tecnici
e
dall'ottimo
rapporto
valore
tecnico/prezzo.

Si tratta di uno
spazio
di
150
metri
quadri
dove
si sente
la
passione
per
le
immersioni,
dallo
snorkeling,
all'apnea,
all'esplorazione
dei
fondali
marini
con
le
bombole:
qui
gli
appassionati
possono
trovare
l'offerta
completa
di
Decathlon
per
questo
sport.

Anche servizi
Il
Sub
Shop
del
negozio
di
Corsico
mette
a
disposizione
dei
clienti
un'equipe
di
venditori
tecnici ma
soprattutto
appassionati.
In
aggiunta
ai
consigli
tecnici,
il
Sub
Shop
offre
i
seguenti
servizi:


revisione
erogatori,
computer
e
materiale
subacqueo;

-­ assemblaggio
arbalete
direttamente
in
negozio.

“La
sfida
che
ci
poniamo
con
questa
apertura -afferma
Cristina
Norello
,
Italy
Diving
Sport
Manager-­
è
estremamente
stimolante
a
360
gradi:
l'obiettivo
che
ci
poniamo
è
rendere
accessibile
al
maggior
numero
di
persone
il
piacere
per
la
subacquea,
uno
sport
che
i
milanesi,
e
non
solo,
amano
praticare”. Il
Sub
Shop
di
Corsico
si
aggiunge
ad
altri
Shop
presenti
sul
territorio
italiano a
Roma
Bufalotta,
Prato,
Moncalieri,
Bologna,
sempre
all'interno
dei
punti
vendita
Decathlon.

Nuova legge in Italia per la IV gamma

Più chiarezza per le insalate in busta. Il neo ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano, battezza il suo  insediamento con un provvedimento legislativo volto a regolamentare il settore delle verdure di IV gamma, che ha avuto uno sviluppo impetuoso in questi ultimi anni, tanto da soppiantare le vendite di prodotti tal quali in alcuni comparti orticoli. Una nuova proposta di legge tenuta a battesimo dalla Commissione Agricoltura alla Camera che disciplinerà la preparazione, il confezionamento e la distribuzione delle insalate in busta e metterà ordine in un settore cresciuto tumultuosamente, sul quale si sono affacciati decine e decine di nuovi portatori, anno dopo anno. “Abbiamo approvato una legge - dichiara Romano - che migliorerà le garanzie igienico-sanitarie e l'informazione dei consumatori in un settore centrale per l'agroalimentare italiano colmando un vuoto legislativo che lasciava troppi margini di discrezionalità". Tra i punti più discussi, il pericolo di contaminazioni microbica delle insalate in busta, problema sollevato spesso dalle associazioni di categoria, e la necessità di lavare ulteriormente l'insalata confezionata in busta prima del consumo, fattore che comprometterebbe il posizionamento di prodotto servizio delle insalate in busta. Su questi aspetti Aiipa, l'associazione di categoria dei produttori di IV gamma ha rilasciato una nota, con la quale accoglie la nuova proposta di legge, in particolare vede di buon occhio l'uniformazione delle regole di etichettatura e delle modalità con il quale il consumatore deve conservare il prodotto.

Amazon e Groupon cambiano faccia all’e-commerce italiano

Il 2010 è stato un anno positivo per il commercio elettronico italiano: la conferma arriva dall'ultimo rapporto elaborato da Casaleggio Associati, secondo cui lo scorso anno il settore è cresciuto del 43% rispetto al 2009, raggiungendo un giro d'affari di 14,3 miliardi di euro. A questo punto occorre però capire che cosa si intenda per e-commerce: il campo di studio di Casaleggio, oltre ai classici settori (turismo, editoria, elettronica, moda, ecc), si estende anche alla categoria tempo libero, che comprende anche settori molto particolari e in grande espansione come scommesse e giochi d'azzardo on line. Non a caso il tempo libero è secondo Casaleggio il principale motore (48,5%) dell'e-commerce nazionale, proprio grazie alla passione degli italiani per le puntate via Web.

Classificazioni divergenti
Questo criterio di classificazione non è invece adottato dall'altro grande rapporto del settore, quello del Politecnico di Milano: il report rilasciato a novembre, che escludeva i giochi on line dall e-commerce, assegnava al settore un giro d'affari di “soli” 6,6 miliardi di euro, più o meno quanto stimato dalla società di consulenza milanese se si esclude la fetta derivante dal gaming on line. In attesa di un chiarimento metodologico, lo studio Casaleggio evidenzia comunque l'aumento progressivo del commercio elettronico nazionale, che nel 2004 valeva appena 1,645 miliardi di euro. A trainare il mercato nel 2010 è stato il settore del tempo libero, cresciuto di oltre 2 miliardi e mezzo, seguito dal turismo che è aumentato a un ritmo di un miliardo l'anno negli ultimi due anni.

Il tandem Amazon-Groupon
Lo sviluppo del comparto è stato determinato anche dall'ingresso di nuovi player mondiali come Groupon e Amazon, i cui effetti nei mercati di riferimento, sia in termini di volumi complessivi che di polarizzazione, si manifesteranno ulteriormente nel prossimo biennio con l'assorbimento, o  la scomparsa, di molte realtà nazionali di medie e piccole dimensioni. Entrambe le società hanno replicato un modello già consolidato in altri Paesi finanziando nel 2010 politiche aggressive per posizionarsi come leader di settore. Groupon in particolare è probabilmente il primo operatore e-commerce a essere sbarcato in Italia con uno staff di 180 persone. Il sito già oggi vanta 5,5 milioni di visitatori al mese ed è seguito dal clone Groupalia con 1,5 milioni. Amazon ha invece attuato una politica di prezzi ribassati su tutta la propria offerta (offrendo sconti su tutti i libri italiani del 35%) e una campagna di acquisizione clienti e di fidelizzazione con il pagamento anticipato delle spedizioni per tutto l'anno. Al contrario le aziende italiane non sono riuscite a espandersi verso l'estero, salvo la nota eccezione di Yoox.

Offerte speciali e social media
Dal punto di vista tecnologico, lo studio evidenzia come le comunità on line siano sempre più centrali nelle politiche marketing delle società di e-commerce, unitamente ai social media, come Facebook e Twitter. In particolare il modello dell'acquisto di impulso legato a offerte speciali, ad esempio stock limitati o con prezzi scontati per un tempo definito, si è diffuso ed è proposto ormai da molti attori dell'e-commerce anche per i servizi. Anche l'uso dei social media è diventato in molti casi più integrato nel processo di vendita e di comunicazione delle società di e-commerce. L'utilizzo oggi più diffuso consiste nell'integrare i social media all'interno dello store (59% delle aziende) tramite i gadget di segnalazione di interesse (es. tasto like di Facebook, Twitter e Buzz di Google), la visualizzazione di contenuti sociali correlati al prodotto e la possibilità di interagire con il supporto clienti direttamente sui social media. Rimane comunque ampia (33%) la quota di aziende che non ha ancora attuato nessuna integrazione con i social media.

Le prospettive
Il 2011 dovrebbe essere un anno di ulteriore sviluppo dell'e-commerce grazie al consolidamento degli attori e alla razionalizzazione del mercato, con la chiusura di alcune iniziative che non hanno retto il biennio di crisi. La crescita (seppur lenta) degli utenti collegati a Internet in Italia (oggi 25 milioni) sta infatti rendendo il mercato della Penisola sempre più appetibile anche per i grandi operatori esteri. Gli attori italiani ne subiranno la concorrenza, ma in compenso gli utenti avranno a disposizione prezzi più concorrenziali e una gamma più ampia di prodotti in tutti i settori.

McDonald’s apre il primo ristorante verde

Sarà inaugurato il 22 aprile -Giornata Mondiale della Terra- a Lainate (Mi) il primo ristorante a basso impatto ambientale ed energetico McDonald's in Italia, che si alimenterà energeticamente solo con la luce del sole, la forza del vento e il riutilizzo delle proprie biomasse. Al momento, grazie a un impianto di generazione, è autonomo al 90% ed entro tre mesi lo sarà al 100% grazie a un impianto all'avanguardia di trigenerazione che utilizzerà l'olio alimentare esausto come carburante.

"Il ristorante di Lainate non è un puro esercizio di stile -dichiara
Roberto Masi, Ad McDonald's Italia- ma un
laboratorio di sperimentazione da cui stiamo già operativamente traendo
insegnamenti utili per le nuove progettazioni dei nostri ristoranti.
Per l'Expo
2015 saremo in grado di attuare una riduzione del 15% delle nostre
emissioni di CO2, aumenteremo del 15% il nostro risparmio energetico e
incrementeremo di un altro 15% l'energia che utilizziamo da fonti
rinnovabili. Nel 2020 queste percentuali saliranno al 20% permettendoci
di rispettare i parametri del protocollo di Kyoto”.

Dettagli green
La struttura del nuovo ristorante è antisismica e all'interno vi è un sistema di supervisione e gestione intelligente, per le utenze elettriche e termiche, chiamato Einstein che comunica in tempo reale ai visitatori i dati di consumo e di risparmio del ristorante su monitor posizionati all'entrata.
Tra gli accorgimenti utilizzati, da citare l'asfalto ecoattivo -che colpito dalla luce solare aziona un principio di riduzione degli agenti inquinanti- e le nuove generazioni di impianti frigoriferi che permettono un risparmio di energia dal 16% al 28%. Nell'area parcheggio sono state previste delle torrette per permettere la ricarica gratuita delle vetture elettriche.

Un percorso tracciato
In Italia McDonald's ha adottato, già dallo scorso anno, nuovi standard di ristrutturazione e di costruzione per i suoi ristoranti, che prevedono l'uso di materiali da costruzione ad alta sostenibilità ambientale; pannelli solari, pompe di calore, tetto ventilato e, a seconda dei casi, anche fotovoltaico, per la produzione di energia rinnovabile; macchinari evoluti, sistemi di gestione dei consumi, sensori di presenza, infissi isolanti e illuminazione LED per la riduzione delle emissioni inquinanti nell'atmosfera.
Tutte le nuove aperture sono già progettate per avere in parte o tutte queste tecnologie.

Oltre agli impegni del protocollo di Kyoto, l'azienda è impegnata entro il prossimo anno, e cioè entro il 2012, ad utilizzare in tutti i ristoranti energia rinnovabile certificata; avere l'intera flotta di distribuzione alimentata al 100% con biodiesel; avere l'intero parco auto aziendale ibrido o a bassa emissione di anidride carbonica.

Darty offre promo verso gli anziani

I negozi Darty interessati sono quelli di Paderno Dugnano (c/o Centro Commerciale Brianza) e Padova (Corso Milano) e la promozione prevede la distribuzione, agli abitanti over 60/65 anni, di una special card che dà diritto a numerosi sconti e agevolazioni in diversi esercizi convenzionati, tra cui teatri, cinema, negozi, circoli sportivi, iniziative culturali e ricreative della città.
"I clienti che presenteranno la Carta Argento, nel nostro negozio di Padova, e d'Oro, in quello di Paderno Dugnano -commenta John Hatch, Ad di Darty Italia- potranno beneficiare di uno sconto sull'acquisto di tutti i prodotti. Questo benefit si aggiunge ai numerosi servizi già offerti dalla nostra insegna, come ad esempio la consegna di domenica, un filo diretto che risponde 7 giorni su 7 o la consulenza tecnica specializzata, a conferma dell'importanza che in Darty attribuiamo al servizio, vero elemento di differenziazione sempre più riconsciuto e apprezzato dai nostri consumatori". Hatch conclude: "siamo costantemente impegnati nello studiare e proporre ai clienti servizi in grado di risolvere i loro problemi quotidiani, legati alla mancanza di tempo o al bisogno di assistenza tecnica. Inoltre sviluppiamo da sempre attività dedicate agli utenti più "senior", per aiutarli a orientarsi nell'ampia offerta e rispondere alle loro esigenze."

L’emergenza acqua in diretta web da BCFN

Oggi il Barilla Center for Food Nutrition presenta in diretta web "Emergenza acqua tra disponibilità ed interessi economici.
L'acqua “di qualità”, -si legge sul sito della fondazione-  non salata e non inquinata, rappresenta solo lo 0,003 % del totale dell'acqua disponibile nel mondo.
Proprio qualche giorno fa il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha ricordato che, ogni 20 secondi nel mondo, un bambino o una bambina muore per una malattia causata dalla mancanza di acqua potabile, e che in questo modo “perdiamo 1,5 milioni di giovani vite ogni anno”.

Per garantire a tutti l'accesso all'acqua ognuno deve fare la propria parte. Servono nuove normative a livello sia locale sia internazionale, per evitare che l'interesse di pochi prevalga e garantire l'acqua per tutti.
Per questo motivo è possibile partecipare al dibattito il 20 Aprile alle ore 17 su www.barillacfn.it.

GDOWEEK 14 2011

editoriale

Cenerentola fa sistema, in attesa che qualcuno si accorga di lei

osservatorio

Inflazione al trotto, si sta preparando a galoppare?

Nomisma, previsioni in grigio

Prezzi a confronto: Pam e Penny

intervista

Le ricette di BCG per un paese di "distratti"

cover story

Giovani e donne il motore della ripresa

retail
La propensione all’acquisto di private label nei cosmetici
Sephora: nel 2011 nuove Pl e servizi

Dimar (Selex): innovare nel segno della tradizione
Comunicare retail senza sprechi

Esselunga offre la musica liquida con MusicStore

Reale o virtuale? Meglio il mix, crea sorpresa e partecipazione
La formula Kochhaus è segmentata in venti ricette

sviluppo reti

industria

Centocinquanta ... motivi per fare marketing tricolore

Reckitt Benckiser, si muove verso il wellbeing

Milkon, il plus Alto Adige raccontato sui nuovi pack

Monini innova la cultura dell’olio con media diversi

e-commerce & social buying

L'acquisto di gruppo rivoluziona l'e-commerce

Social buying: Groupon/Citydeal stravince a colpi di citazioni

servizi

Etichette green, ma chi lo decide?

La valorizzazione del brand sviluppata da Altavia

opinioni

Imprese e nuovi prodotti nati nelle business school

culture

Al centro Romaest è in mostra la memoria

Un 2010 positivo per Metro Group con un +2,6%

Presentato il bilancio di Metro Group. Con 67,3 miliardi di euro e  verso i 65,5 del 2009, pari al 2,6% di aumento, cui si aggiunge il risultato dell'Ebitda con + 17% (dai 3,6 miliardi ai 3,1 del 2009), l'anno 2010 si chiude per il Metro Group in maniera positiva.
Effetto anche del piano di miglioramento dell'efficienza aziendale: che per
Metro Cash & Carry, (che con 31,1 miliardi di euro continua a essere la maggiore divisione) ha significato anche concentrarsi molto di più sul come rispondere alle diverse esigenze dei clienti (vedi video con intervista a Frans Muller).

Giudizio positivo, da parte dell'azienda, anche sui risultati per Media Markt e Saturn cresciuti del 5,6% (anche in virtù delle nuove aperture) con un appuntamento importante portato a termine con l'inaugurazione del Media Markt a Shanghai (vedi video). La Cina, per altro, è fra gli obiettivi strategici dell'azienda perché si intende sfruttare il potenziale di crescita del Paese. In senso lato anzi Metro Group intende focalizzarsi sui paesi a maggiore velocità di crescita ed è pronta a uscire (come nel caso del Marocco) da quei paesi che non offrono prospettive sufficientemente dinamiche.
Con questi risultati Metro risulta fra le società più interessanti del Dax l'indice di borsa tedesco.

Intervista a Lamberto Biscarini su come sviluppare i consumi

Se la memoria non ci tradisce la battuta folgorante la scrisse in uno dei suoi imperdibili Controcorrente
Indro Montanelli: "Ci sono Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo. L'Italia è un Paese in via di sottosviluppo". A leggere i dati sul nostro Paese presentati ai forum economici viene da pensare che Montanelli avesse visto lungo, e certo la lettura dei
numeri presentati al convegno milanese di Indicod-Ecr "Tornare a crescere, rilancio dei consumi e sostegno alle famiglie italiane" non sembrano smentirlo. Il compito di indicare in apertura dei lavori i vincoli e le ricette per una ripresa è spettato a Lamberto Biscarini, partner & managing director per l'Italia di The Boston Consulting Group. Lo abbiamo incontrato a margine del convegno.
"Sono quattro i vincoli da eliminare perché i consumi grocery possano tornare
a crescere; i primi sono strutturali -dice l'ingegner Biscarini a Gdoweek- e si tratta di tre peculiarità del nostro Paese e che sono l'invecchiamento della popolazione,
il basso livello dell'occupazione femminile e l'incidenza delle spese obbligate dovute
alle mancate liberalizzazioni; il quarto vincolo, che condividiamo con gli altri partner
occidentali è la congiuntura macroeconomica".

E con il divario Nord Sud come la mettiamo? Non c'è nessun altro Paese, avanzato
e non, in cui si registri un gap tra aree del
territorio così evidente ...

Questo, purtroppo, è un aspetto molto
meno eliminabile degli altri; se non ci
sono riusciti in 150 anni la prospettiva che si possa trovare una soluzione in tempi brevi appare davvero improbabile.

A partire dalle sue premesse, sembrerebbe proprio che si debba dare ragione a chi parla di un Paese in declino, o no?

No, non è così; mi pare che l'aggettivo che descrive meglio il nostro paese sia "distratto"; siamo il Paese dell'ultimo momento: i tre temi che abbiamo citato sono lì bene in vista da diversi anni e non ci sono piovuti addosso. In altri paesi si è provveduto con una scelta di tempi più appropriata.

Venendo al tema del convegno: anche se non si può dare spazio alla rassegnazione e alla mitologia del declino, le prospettive del grocery non lasciano molto spazio all'ottimismo ...

I consumi grocery negli ultimi cinque anni sono cresciuti in misura minore rispetto all'aumento dell'inflazione. Nel 2009 c'è stata una battuta d'arresto e per la prima volta anche la distribuzione moderna, che aveva sempre guadagnato quote di mercato, è stata costretta ad arretrare. Il 2010 ha visto una piccola crescita, che sicuramente va letto come un segnale positivo, ma le prospettive per l'immediato futuro appaiono poco chiare perché, al di là delle difficoltà congiunturali che prima o poi saranno superate, i fattori strutturali che abbiamo citato incidono sul reddito disponibile delle famiglie.

Proprio perché la gdo cresce meno e la domanda di beni grocery langue, non si capisce dove ci sia necessità di consentire l'apertura di nuove strutture di vendita e nemmeno quella di orari di apertura più ampi.

La sua osservazione sarebbe corretta se tutto il Paese fosse come la città in cui ci troviamo, dove la gdo è presente in maniera capillare e garantisce efficienza e concorrenza. Ma se ci spostiamo da qui, si scopre che, in realtà, esistono notevoli asimmetrie nelle possibilità di godere dei vantaggi di una distribuzione modernamente organizzata. Come dicevamo prima, se il valore delle vendite grocery è salito in termini nominali meno dell'inflazione ciò e stato possibile anche per merito della gdo che ha contenuto i prezzi, quando le materie prime aumentavano a due cifre, e ha quindi permesso a una parte del Paese di limitare i danni della recessione. Ci sono zone intere dell'Italia, e non solo nel Sud di cui parlavamo prima, ma anche nel vicino e ricco Nord Est, dove la presenza della gdo è largamente inferiore al potenziale e alle necessità della popolazione.

Ma i consumi grocery non stanno diminuendo, soprattutto perché si sono moltiplicate le opportunità di consumo? Una volta ho sentito dire da un manager di una primaria azienda alimentare italiana: "Il mio concorrente per gli snack non è solo i mio competitor naturale, ma anche la Tim con le carte prepagate per i messaggini" …

È anche così: più cresce il reddito più scende la quota percentuale dedicata al grocery. Se esaminassimo la struttura di consumi di un paese africano, con tutta probabilità, scopriremmo che quasi il 100% va in alimentazione. Da noi, un concorrente del grocery è il consumo alimentare fuori casa, e si tratta di un caso di cannibalizzazione tipico delle società avanzate. Quello che invece non funziona, è il fatto che le spese dell'alimentare e della cura casa si stanno riducendo in termini di valore assoluto e non solo di share e che questa riduzione sta avvenendo a causa dell'aumento delle spese obbligate, che possono salire quasi indiscriminatamente, grazie a rendite di posizione che si potrebbero eliminare in breve, se solo lo si volesse.

Com'è cambiata nel tempo la composizione della spesa?
Dall'andamento dei valori della spesa negli ultimi 40 anni rilevati dall'Istat, si evidenzia che il grocery ha ceduto quote a tutte gli altri capitoli di spesa; dal 1970 a oggi, sono stati persi ben 11,3 punti di share. Per curiosità devo dire che la voce con il maggiore aumento (3,6 punti) è proprio quella delle comunicazioni. Il manager che mi ha citato, evidentemente, parlava a ragion veduta ...

Il primo punto da lei citato è quello forse più duro da gestire, l'andamento demografico ...

L'Italia detiene il primato dell'invecchiamento della popolazione insieme a Germania e Giappone; il problema nel medio periodo non impatterà solo sul mondo dei consumi, ma metterà a rischio anche l'attività delle aziende. Da una nostra recente ricerca, dal titolo Creating people Advantage, è emerso che è crescente il peso della fascia di lavoratori tra 50 e 65 anni. Il nostro Paese è il primo in Europa per anzianità dei propri lavoratori ed entro il 2020, senza un cambiamento di rotta, il peso dei dipendenti con alta anzianità raddoppierà in quasi tutti i campi. Nella PA gli ultra cinquantenni, oggi, sono 1 su 3, tra 10 anni saranno più della metà. Nel giro di qualche anno molti di questi lavoratori andranno in pensione. La fuoriuscita di tante risorse quasi in simultanea sia dalle aziende che dalla Pubblica Amministrazione potrebbe mettere in serio pericolo, non solo i conti pensionistici, ma anche l'attività stessa delle aziende che perderanno un patrimonio di esperienza.

Insomma, si è ricreato il Roberto, il famoso Asse Roma Berlino Tokyo. Gli altri Paesi che cosa stanno facendo?

In entrambi i Paesi si attuano programmi specifici per gestire il rischio demografico e favorire un ricambio generazionale senza rotture di continuità; per farle solo un esempio, in Germania il colosso energetico RWE si sta rivolgendo alle università per cercare giovani da reclutare e da formare per tempo. Ma si tratta come dicevamo all'inizio, di non distrarsi dai problemi.

Infine: al convegno Indicod-Ecr proponete incentivi alle famiglie con figli e affermate anche che le donne devono lavorare di più. L'impressione è che le parti politiche che spingono per il quoziente familiare vedano una donna come angelo del focolare. Non è così?

Che ci sia una visione ideologica come quella da Lei indicata è indubbio, ma comunque, l'incentivo va dato in priorità alle donne, perché la crescita del nostro Paese, e qui non mi riferisco solo ai consumi grocery, richiede obbligatoriamente più figli all'orizzonte e più donne percettrici di reddito.

Walmart mostra come riduce gli sprechi

Walmart continua a ridurre il proprio impatto ambientale, riutilizzando e riciclando i rifiuti. Mike Moore presidente Walmart Central ci spiega quanto viene svolto da uno dei negozi supercenter California per eliminare gli sprechi nelle comunità.

Nestlé sollecita il dialogo in rete genitori-figli

Ferrarelle, lo spot per l’unità d’Italia

UniEuro incontra per 10 giorni l’industria a Malpensa

La fiera della formazione UniExpo ideata da UniEuro per accrescere le competenze professionali dei propri consulenti di vendita si è aperta domenica all'Hotel Sheraton Malpensa. 10 giorni di manifestazione -dal 17 al 29 aprile- durante i quali i 2.700 dipendenti del Gruppo incontreranno i rappresentanti delle più importanti case produttrici internazionali per apprendere know-how sui nuovi prodotti e acquisire conoscenze specializzate.

Format innovativo di formazione
UniExpo rappresenta un format assolutamente innovativo per il mercato della grande distribuzione, destinato a rivoluzionare i tradizionali metodi di formazione: per la prima volta un retailer riunisce in un unico grande appuntamento la forza vendita e i partner commerciali con l'obiettivo di offrire ai clienti un servizio sempre più efficiente.

La fiera sarà scandita in cinque tappe formative di due giorni l'una dedicate a tutta la gamma dei prodotti: tre per il bruno e due per il bianco. Oltre 2.200 mq di superficie fieristica forniranno il palcoscenico del percorso di training dei dipendenti, tra lezioni in aula, approfondimenti one-to-one agli stand e incontri in plenaria, per un totale di 25.000 ore di formazione.

“Il ruolo del personale, quotidianamente a contatto con il cliente, è fondamentale per UniEuro che fa della qualità del servizio un punto cardine della propria strategia -ha commentato Mario Maiocchi (in foto) Ad e managing director south europe di UniEuro- i prodotti tecnologici, del resto, hanno raggiunto un grado tale di innovazione e complessità da necessitare la consulenza di professionisti in grado di trasferire conoscenze specifiche e supportare il consumatore nella scelta del prodotto più adatto alle sue esigenze. Con questo obiettivo è nato UniExpo”.
Da sempre attenta a creare un ambiente di lavoro professionalmente stimolante per i suoi dipendenti, UniEuro è la prima azienda della grande distribuzione nella classifica “Great Place to Work 2011”.

Italian Food Excellence

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