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Natale, tempo di regali … e di furti nei negozi

In occasione del Natale 2009 si assisterà in Europa ad un aumento dei furti in ambito retail che supererà il valore di 4,8 miliardi di euro stimato lo scorso anno. Durante le festività i retailer riscontreranno furti superiori al doppio della media annuale, che per l'Italia è stata dell'1,36% nel 2009. Sono queste le previsioni di Checkpoint Systems, leader globale per il controllo delle differenze inventariali.

Sabato pomeriggio giorno critico

Il Centre of Retail Research, che ha recentemente pubblicato i dati 2009 del Barometro Mondiale dei furti nel Retail -ricerca sui furti commessi all'interno dei punti vendita patrocinata da Checkpoint Systems- spiega come i retailer inizino a subire furti legati ad articoli natalizi già a partire dai primi di ottobre, ma che il reale incremento dei taccheggi si riscontri a partire dalla metà di novembre, per raggiungere il suo culmine tra la seconda e la terza settimana di dicembre. Dagli studi del CRR si evince inoltre che i maggiori tentativi di furto vengono effettuati intorno alle 14.15 del sabato pomeriggio.
A partire dalla quarta settimana i tentativi di furto invece tendono a diminuire, questo perché gran parte dei prodotti rubati a Natale vengono rivenduti sul mercato nero e quindi devono essere già ampiamente disponibili nel periodo pre-natalizio.

Abbigliamento e lingerie i più rubati

Per ciò che concerne i prodotti che saranno maggiormente soggetti ai tentativi di furto nel Natale 2009, Checkpoint Systems prevede che verranno confermati i dati emersi dal Barometro Mondiale dei furti nel Retail, e che quindi saranno i capi di abbigliamento e accessori moda, insieme alla lingerie, gli articoli che “andranno maggiormente a ruba” durante queste festività. La percentuale di taccheggi di questi prodotti è pari all'1,85% del fatturato retail. A seguire, ci saranno i prodotti alimentari: panettoni, spumanti, carni, prodotti ittici e cibi esotici raggiungono una percentuale pari all'1,8. Nella classifica si trovano poi profumi, creme dopobarba e in generale tutti i prodotti per la cura del corpo, soprattutto quelli offerti in confezioni regalo (1,58%), dvd, bluray e giochi per consolle (1,46%), orologi di marca (0,96%), vini pregiati e alcolici di alta gamma (0,82%) e infine attrezzature e abbigliamento sportivo (0,66%).

Le contromisure

“La difficoltà di gestire la grande quantità di richieste che arrivano ogni anno a ridosso delle festività costringe spesso i retailer ad affrontare il problema dei furti chiudendo i prodotti più costosi all'interno di vetrine, che richiedono l'assistenza del personale di vendita -commenta Salvador Cañones, country manager di Checkpoint Systems per l'Italia-. Questa soluzione però, se da un lato tenta di diminuire i furti, dall'altro tende a scoraggiare l'acquisto. Le soluzioni offerte da Checkpoint Systems supportano i retailer nel superare questo limite, offrendo diverse possibilità per esporre liberamente gli articoli all'interno del punto vendita senza rinunciare alla sicurezza offerta da soluzioni antitaccheggio innovative. In questo modo i retailer possono sfruttare al massimo le potenzialità del libero servizio esponendo i prodotti in modo sicuro anche durante i maggiori picchi di lavoro”.

Carrefour, un unico brand forte per tutti i format

Per Carrefour Italia il 2009 sarà ricordato come un anno importante, uno spartiacque che segna una netta differenziazione rispetto al passato in termini di insegne, sviluppo delle private label e anche di politica promozionale. Infatti, dopo anni di investimenti su Gs, fino allo scorso anno candidato ideale come marchio ombrello per rilanciare la nuova vita di DìperDì, ecco che Carrefour viene designato come unica firma del gruppo, in aggiunta agli ipermercati, in sintonia con le linee guida espresse a giugno da Lars Olofsson, Ceo del gruppo in Francia. “Il processo di convergenza delle insegne Gs e DìperDì in Carrefour Market e Carrefour Express rappresenta un cambio che ha l’obiettivo di renderci più forti sul mercato, a livello nazionale ed internazionale -chiarisce Giuseppe Brambilla di Civesio, amministratore delegato del Gruppo Carrefour Italia-. Stiamo vivendo un’esperienza unica, una sfida sicuramente ambiziosa, per affermarci come un retailer multiformato con un unico brand forte e segmentato per tipologie di vendita. Tutto ciò ha implicato una riorganizzazione profonda delle attività del gruppo finalizzata ad ottenere benefici in termini di razionalizzazione dei costi e di semplicità di utilizzo, dandoci la possibilità di estendere anche ai nostri clienti vantaggi in termini di prezzi al consumo più convenienti e competitivi”.

Quali le logiche alla base di questa operazione di convergenza?

Questo processo di unificazione rappresenta il risultato finale di un più ampio processo di armonizzazione partito all’inizio dell’anno, che ha coinvolto, in primis, le logiche di fidelizzazione con l’affermazione di SpesAmica, storica carta fedeltà di Gs, come unica fidelity del gruppo. Il successo dell’operazione è confermato dall’aumento del numero delle carte, passate da oltre 2 milioni a 3,5. La seconda tappa di avvicinamento alla conversione ha riguardato i prodotti a marchio, con l’inserimento di Carrefour come unica firma per le Pl: anche in questo caso una mossa anticipatoria, iniziata a gennaio con il latte fresco e oggi in fase di conclusione, per dare subito ai nostri consumatori risultati tangibili e abituarli alle nuove logiche.

Quali sono le caratteristiche di Carrefour Market e Carrefour Express?

Oltre che per l’offerta e la fidelizzazione, si distinguono per il forte risalto alla convenienza, nostra vocazione storica, soprattutto sui prodotti di base e sulle Pl. In particolare, Carrefour Express si connota per una spesa veloce, completa e comoda, in linea con il concetto anglo-sassone di convenience. Per superstore e supermercati, invece, la scelta di abbinare la parola Market nasce dalla volontà di sottolineare il ruolo del mercato, soprattutto per quanto riguarda i freschi, centrali nell’offerta.

Quali i tempi previsti per riconvertire la rete, composta da oltre 1.000 store?

Molto veloci: il processo di convergenza, iniziato in Lombardia a fine agosto con Carrefour Express e da fine ottobre con Carrefour Market, coinvolgerà entro fine 2009 circa 70 store, con la previsione di terminare la conversione entro il 2010, sia nella rete diretta sia tra gli affiliati, ai quali stiamo già presentando i progetti.

Una sfida notevole anche in termini di risorse …

Gli investimenti sono decisamente ingenti, ma necessari per affermare la chiara volontà di reagire in maniera efficace alla situazione del mercato.

L’inserimento del brand Carrefour implica anche una revisione strutturale dei formati?

Anche in questo ambito, come nel nostro stile, abbiamo adottato un approccio pragmatico e concreto, che richiede azioni diverse in funzione della modernità dei formati. Nell’ambito della prossimità, l’adozione di Carrefour Express ha comportato interventi più significativi, in termini di ambientazioni, colori e servizi, per ammodernare una rete che aveva bisogno di maggiore caratterizzazione e personalità. Evidente che questo processo, dove opportuno per le caratteristiche strutturali dei singoli pdv, ci vedrà impegnati anche nei prossimi anni.
Diverso il discorso sulla rete Gs, che, in questi anni, ha conosciuto costanti rinnovamenti ed evoluzioni, che la rendono maggiormente in linea con le impostazioni di Carrefour Market. In particolare, entro la fine del 2010 sono previsti interventi meno radicali soprattutto per quei negozi extraurbani e rurali localizzati in zone di maggiore attrazione, che prevedono l’adattamento dei layout per permettere una migliore presentazione della nostra offerta e maggiore visibilità ad offerte e promozioni.

In Francia, Carrefour ha lanciato nuovi prototipi, quali Carrefour City e Carrefour Contact. È prevedibile uno sbarco anche sul mercato italiano?

Probabilmente faremo delle sperimentazioni, ma si tratta di concept adattabili solo a un numero ristretto della nostra rete. Per questo siamo convinti che Carrefour Express con la sua proposta che combina grocery e un’offerta specializzata, con banchi assistiti di gastronomia e macelleria e disponibilità di prodotti pronti da cuocere o da preparare, rappresenti la formula più adatta al mercato italiano.

Quali sono le prime reazioni dei consumatori?

I consumatori si dimostrano soddisfatti. Infatti, le vendite sono cresciute in maniera sensibile, a conferma che la clientela è sempre ben disposta di fronte a proposte nuove ed interessanti.

La promozionalità spinta rappresenta uno dei pilastri della vostra politica commerciale unica su tutti i formati. Eppure, quest’anno, la pressione promozionale ha raggiunto nella gdo livelli molto elevati, anche preoccupanti. Come pensate di muovervi?

Le promozioni in Italia sono importanti e piacciono a tutte le tipologie di consumatori: per questo, continueremo a proporle, con incidenze diverse nei vari formati, utilizzando la loro attrattività di prezzo soprattutto quando riferite ai prodotti di base e alle Pl.
È chiaro che il tema della promozionalità in quanto tale è più ampio e implica un ripensamento verso logiche più complesse, come quelle dell’every day low price. In quest’ottica, da giugno, a Genova, in 30 negozi di prossimità stiamo testando un nuovo approccio che prevede, nel grocery, una sensibile riduzione dei prezzi, che compensi l’assenza di promozioni, centrali, invece, nell’area dei freschi. Si tratta di un test importante, i cui effetti saranno valutati nei prossimi mesi e con il quale vogliamo dimostrare il nostro interesse a sperimentare strade innovative.

Parliamo di Pl: quali le priorità per il 2010?

Rimangono un elemento strategico tanto nella fascia bassa, dove stiamo valutando l’inserimento della gamma Carrefour Discount, sia nel top di gamma. Inoltre, il 2010 ci vedrà impegnati nell’ingresso in nuove famiglie, presidiate finora solo dall’idm soprattutto nell’ambito del non food di servizio, che ormai riteniamo di essere in grado di coprire in maniera efficace.

Il 2009 per Carrefour Italia è stato anche l’anno della vendita di alcuni ipermercati in Puglia e Sicilia. Si tratta di una fuoriuscita definitiva dal Sud o state lavorando a progetti che vi permettano di presidiare meglio questo territorio?
Bisogna giocare le battaglie che si sa di poter vincere nell’interesse dell’impresa e del consumatore. Con questa logica, abbiamo deciso di cedere a cooperative locali quegli ipermercati che non ci permetteva di raggiungere gli obiettivi economici di ritorno che ci eravamo aspettati. Questo non significa affatto che vogliamo abbandonare il Sud: abbiamo tutte le intenzioni di rimanere soprattutto con super, ma anche con ipermercati, in quelle aree ben presidiate, nelle quali deteniamo importanti quote di mercato, come Napoli e provincia e Palermo.

Uno dei temi chiavi del prossimo futuro riguarda la salvaguardia dell’ambiente e la sostenibilità degli store. Come vi state muovendo in questi ambiti?

Abbiamo lavorato molto su questa area -anche se ne abbiamo parlato poco- arrivando a ottenere risparmi di energia pari a circa il 29%, con riduzioni di CO2 equivalenti alle emissioni di una media città italiana.
Abbiamo concentrato gli sforzi sul risparmio energetico con l’utilizzo di un sistema computerizzato per il riscaldamento dei pdv, lampade a led, banchi refrigerati chiusi nei surgelati così come nei salumi e latticini, pompe ad assorbimento, cestini per spesa in materiale riciclato e altro ancora, ma siamo consapevoli che c’è ancora da fare, anche in altri ambiti. Tra le nuove frontiere, infatti, insieme all’idm, vorremmo lavorare sulla riduzione degli imballi secondari all’interno di Ecr. È un obiettivo ambizioso, ma questo non spaventa. Anzi.

Multitarget e multiformat coordinate del brand Coop

Multitarget e multiformat: sono questi i concetti che individuano il percorso lungo il quale nel 2009 e, ancor più nel 2010, Coop intende muoversi per rispondere in maniera più puntuale al consumatore, come chiarisce bene Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di gestione di Coop. “Da sempre ci rivolgiamo ad un ampio e articolato target di consumatori. In questa società multitarget il nostro principale obiettivo è quello di servire i clienti ad un livello territoriale nazionale il più capillare ed esteso possibile, attraverso format di vendita articolati in modo da soddisfare i bisogni dei clienti sia nelle grandi città che nei piccoli centri, fino ad arrivare alle piccole comunità montane. Come mi piace dire, dalla Val di Noto alla Val di Fiemme”.

Gli effetti della crisi?
Con un core target che supera i 7 milioni di clienti soci, Coop è particolarmente attenta anche alle esigenze di soggetti diversi sia per condizioni di reddito che per stile di vita e di consumo. Una quota non marginale di nostri clienti sta subendo l'attuale crisi economica con un duro impatto sul reddito disponibile e, di conseguenza, anche sulle capacità di far fronte alle spese quotidiane. Negli ultimi mesi abbiamo registrato una significativa flessione dei consumi e una riduzione della frequenza di spesa, che stiamo cercando di mitigare con iniziative di convenienza mirate sui prodotti di prima necessità e sulle nostre Pl. Questo, al fine di mantenere alto il livello dei valori di Coop, che i nostri soci, soprattutto giovani, intendono perseguire anche nei loro atti di acquisto. Per quello che riguarda il prossimo anno, le previsioni non sono rosee: stiamo elaborando i nostri budget prevedendo consumi food a -0,2% e non food a -1,7% sul 2009. La crisi c'è, eccome, e servirebbero politiche economiche più decise nell'indirizzo della ripresa dei consumi.

Format: nuove sperimentazioni in vista?

L'orientamento multitarget ha come conseguenza la scelta di proporsi sul mercato come un sistema distributivo “multiformat”. Il modello di sviluppo di Coop è adattivo rispetto al territorio, con store che spaziano dai piccoli negozi di vicinato agli ipermercati di grandi dimensioni, con una rete strutturata di format diversi, caratterizzati da una proposta commerciale articolata, per poter offrire alternative di spesa e di assortimento sia alimentare sia non alimentare. Attualmente, abbiamo avviato nuovi format per presidiare con maggiore capillarità i centri città e, allo stesso tempo, integrare le esperienze della grande distribuzione con altri servizi. Già oggi Coop Salute e Coop Voce rappresentano integrazioni di questo genere, ma ne abbiamo altre, come la ristorazione e le librerie, senza dimenticare la partnership al 40% con Eataly. Inoltre, abbiamo sperimentato punti di vendita capaci di offrire un buon servizio, con strutture di costi più snelle sia a monte che a valle, in modo da ridurre i costi di funzionamento a fronte di un buon livello di servizio. Innovazione e sperimentazione a tutto campo sono le chiavi sulle quali opereremo fortemente per il rafforzamento della nostra presenza sul mercato.

Su quali tipologie di vendita punta la strategia di sviluppo?

Il piano di sviluppo di Coop è significativamente orientato verso il Sud con l'apertura di sei nuovi ipermercati, in aree dove importanti distributori hanno deciso di abbandonare o di interrompere la loro espansione. Da questo punto di vista sono state significative le ultime aperture in Sicilia e la recente acquisizione di ipermercati Carrefour in Puglia e Basilicata che stiamo trasformando in Ipercoop. Il nostro piano di sviluppo 2009-2011 prevede l'apertura di 66 tra super e superette, con un piano di investimenti di circa 2 miliardi e la previsione di un aumento della quota di mercato di circa 2 punti. Per quanto riguarda i nuovi servizi, con ormai 95 Coop Salute e oltre 400.000 attivazioni abbiamo dimostrato che, pur in un ambito limitato di liberalizzazioni, si può raggiungere il punto di equilibrio economico con soddisfazione del consumatore e, degno di nota, calmierando i prezzi come fondamento delle liberalizzazioni. Oltre ad avere in fase di implementazione nuove tecnologie e servizi web, stiamo riflettendo sull'utilizzo della rete per gestire i cataloghi interattivi, in particolare per i prodotti non food, per i quali stiamo già facendo test in alcuni store. Tutto questo perché siamo convinti che la crisi porterà ad una nuova cultura di consumo: per noi, si tratta di interpretarla come opportunità/necessità di ampliare la nostra offerta e di intercettare nuove fasce di consumatori, oltre che fidelizzare maggiormente quelle che già abbiamo. Tutto ciò nella vocazione storica della Coop: far crescere cooperazione e cooperatori.

Quali cambiamenti nell'offerta occorrono per stare dalla parte dei consumatori?

Stiamo assistendo ad una vera e propria polarizzazione dei consumi. Da una parte, cresce il consumo dei prodotti basici e delle materie prime per la preparazione dei piatti, dall'altra si stanno sviluppando importanti nicchie nell'area dei prodotti di alta qualità, tipici e delle specialità. Nello specifico, Coop sta coprendo queste nicchie prevalentemente attraverso lo sviluppo della linea Fiorfiore a marchio Coop che sta crescendo molto bene (+18%). Per quanto riguarda i settori in maggiore difficoltà, si tratta prevalentemente del non food, del tessile, dei prodotti di elettronica di consumo, settori nei quali, in questi ultimi due anni, i clienti hanno significativamente ridotto la propensione all'acquisto; sarà necessario, dunque, rifocalizzare l'offerta su un nuovo modello più coerente alla situazione e puntare sull'innovazione fondamentale per il rilancio. Per quello che riguarda il focus delle nostre politiche commerciali, per il 2010 riconfermeremo la politica “Dalla tua parte noi”, un'iniziativa che, come dimostrano i risultati positivi del 2009, è stata apprezzata dai nostri consumatori in quanto solidale verso i problemi di perdita di reale capacità d'acquisto di beni e servizi, che hanno intaccato anche l'area che fino ad oggi pareva intoccabile, quella dei prodotti di largo e generale consumo alimentare. Le imprese leader debbono dimostrare, proprio in questi momenti, di stare dalla parte dei loro clienti consumatori.

Qual è il competitor straniero che ha meglio gestito l'attuale congiuntura?

In generale le insegne da noi osservate si sono mosse in due direzioni: in primo luogo hanno rafforzato la proposta di convenienza, in particolare sui marchi propri, con riposizionamenti (es. Mercadona) e sviluppo di nuove linee prodotto dedicate (come, ad esempio, Tesco). Una seconda direzione è stata quella di soddisfare nuove esigenze di consumo che la crisi ha fatto emergere, in primo luogo, la necessità del cliente di risparmiare pur tutelando il proprio tenore di vita. Si tratta di intercettare consumi normalmente coperti da altri canali distributivi quali l'Horeca o da marchi/canali premium. La sensazione è che chi ha puntato su questi fattori stia ottenendo i risultati migliori e uscirà rafforzato da questa situazione di crisi. Una mia osservazione riguarda però tutta la distribuzione moderna italiana. Occorre che ognuno punti alla propria distintività, alla propria “personalità”, attraverso la quale convincere i consumatori ad entrare nei negozi con le nostre insegne. Smettiamola di “copiarci”, di fare, in ultima analisi, tutti la stessa cosa. Un'ottima scuola di retailing differenziato a mio parere è quella statunitense, dove Wal-Mart il gigante da 270 miliardi di dollari, non ha “ucciso” tutti i concorrenti: Wegmans, Dorothy Lane, Trader Joe's e Meyers sono ottime catene distributive che riescono, con la loro distintività, non solo a sopravvivere, ma anche ad avere buona redditività e buona potenzialità di sviluppo. Questa è una chiave per il retailer italiano del futuro: diventare marca “insegna” a tutti gli effetti e su questa base sviluppare le proprie politiche distintive e differenziate.

In definitiva, come si uscirà da questa crisi?
Tutti dicono che da questa crisi si uscirà diversi. Allora occorre discontinuità, un cambio di passo nel nostro modo di fare impresa distributiva. È finito un ciclo di oltre 20 anni di lusinghieri risultati. Chi guarda indietro a questi successi, a mio parere, ha perso. Coop sta mettendocela tutta, stiamo lavorando per un significativo processo di cambiamento: dalla “governance” ai processi operativi e commerciali. Già nel 2010 ci presenteremo sul mercato con importanti proposte innovative: una Coop diversa, più veloce, efficiente e tempestiva nel cogliere opportunità e farle cogliere ai nostri consumatori. Sono ottimista, ce la faremo e questo sarebbe un buon segno non solo per noi, ma anche per il Paese che mai come in questo momento ha bisogno di soggetti imprenditoriali che si rimbocchino le maniche per dare reali e significative risposte di cambiamento e alla modernizzazione del Paese.

Esselunga apre il 140° punto di vendita

Esselunga

Ad Arcore, in provincia di Monza e Brianza, Esselunga ha aperto ieri il suo 140° store, un classico superstore della catena sviluppato su circa 2.900 mq con un parcheggio coperto di oltre 340 posti auto.

Per la realizzazione dello store, situato nell’area nord della città, è stato eseguito un importante progetto di ristrutturazione che ha riguardato sia l’immobile, in passato gestito da altre insegne sia della viabilità.

In particolare, in accordo con l’amministrazione comunale, è stata realizzata una rotatoria, a cui sono stati aggiunti spartitraffico al centro della carreggiata, per rendere più sicuro l’attraversamento pedonale.

Dal punto di vista dell’offerta, si tratta di un superstore che ripercorre le tradizionali logiche della catena, con ampio spazio ai freschi e alle marche commerciali in tutte le loro declinazioni, tra cui Pronti in tavola, Pronti da cuocere, la linea Esselunga Bio, i prodotti ecologici con certificazione Ecolabel e la nuova linea premium Esselunga Top.

Attivo anche il servizio di spesa online con consegna a domicilio, mentre l’orario di vendita va dalle 8,00 alle 21,00 dal lunedì al sabato. Nel mese di dicembre, il superstore è aperto anche tutte le domeniche (dalle 8,00 alle 20,00).

Conad denuncia gli ostacoli sulla via delle liberalizzazioni

Un esempio: dall’apertura del primo impianto Conad – nel novembre 2005 – ad oggi (quinto distributore), il risparmio per gli automobilisti nei cinque impianti è stato di 7,7 milioni di euro, pari ad una media di 7,1 centesimi al litro. Quattro soli centesimi di risparmio al litro sul totale erogato equivalgono al valore dei consumi nazionali di pasta secca.
Inoltre occorre precisare che ogni impianto Conad ha un erogato medio di carburanti nove volte superiore ad uno della rete tradizionale: 13,9 milioni di litri contro 1,6 milioni.
Questo è uno dei temi emersi dalla tavola rotonda organizzata da Ancd Conad su “L’evoluzione del commercio tra protezionismo e apertura dei mercati: il ruolo della distribuzione commerciale”, in occasione della presentazione dell’ottavo Rapporto Ancd Conad sulla legislazione commerciale.
C'è però da considerare l’effetto delle iniziative a livello parlamentare e regionale, tese a riportare indietro lo stato delle liberalizzazioni limitando l’apertura di nuovi distributori e ridimensionando il comparto delle parafarmacie. Una situazione che costituirebbe la limitazione della libertà di scelta del consumatore.
«Il rischio concreto è che non si proceda sulla strada delle riforme -sottolinea il direttore generale di Ancd Conad Sergio Imolesi- il protezionismo non è lo strumento idoneo a tutelare le imprese e ridare vigore all’economia. L’Italia ha bisogno di altro: la scelta obbligata è l’apertura dei mercati alla concorrenza. Auspichiamo regole trasparenti, lontane dalle speculazioni finanziarie che hanno determinato l’attuale crisi economica».
Con questa posizione di arretramento il consumatore nesubisce le conseguenze per due motivi: perché viene privato della convenienza di servizi ancor più apprezzati nell’attuale momento di difficoltà economica e poi per il blocco del processo di modernizzazione del Paese.

La sfida di Upim: più traffico con i clienti fedeli

"Upim non è più una parolaccia: abbiamo creato un progetto robusto con linee strategiche definite, in grado di resistere anche alle difficoltà di oggi, come dimostra l'aumento del numero degli scontrini registrato in questi mesi”. Con la lucidità e la chiarezza che gli sono propri conditi da una forte determinazione, Luca Rossetto, Ad di Upim, spiega come si muoverà l'azienda nel 2009: “Caratterizzazione ulteriore dei pdv, focus maniacale sulla qualità, nuovi stand alone, riaggiornamento dello scaffale, politiche di marketing più mirate: sono solo alcuni dei titoli, non in ordine di importanza, che incarnano le priorità sulle quali Upim intende concentrare i propri sforzi a partire dal 2009”.

Essere più attraenti

A questo scopo, Rossetto, oltre che incentivare la promozionalità soprattutto sulle nuove collezioni, punta a ridefinire lo scaffale. “Dopo le operazioni attuate nel 2005-06, oggi è il tempo di nuovi interventi di raffinamento degli spazi, cercando di capire meglio le esigenze e le necessità delle nostre clienti. Vogliamo costruire assortimenti con spazi per le diverse merceologie stabiliti in funzione di quello che esse occupano nell'armadio delle nostre clienti e non soltanto sulla base della disponibilità delle nostre superficie di esporre merce. Allo stesso tempo, vogliamo migliorare la capacità di attrazione e rotazione, garantendo, nell'abbigliamento donna, uomo e bambino, 5-6 nuove immissioni nell'arco di una stagione, vale a dire ogni 3-4 settimane”. Eppure il fast fashion di Zara lavora su tempi ancora più ridotti ... “Zara rimane un modello, soprattutto per la capacità di creare emotività nel pdv, non in tema di prodotto, ambito nel quale ritengo che Upim abbia lavorato nella giusta direzione, a livello di qualità complessiva, compresa la portabilità dei capi, tessuti e filati”. Le fibre naturali, infatti, rimangono un elemento strategico distintivo di Upim, percepito dai clienti disposti, come evidenziato anche in una recente ricerca interna, a spendere di più per un capo a maggiore valore aggiunto.

Direttrici 2009

Il 2009 sarà soprattutto l'anno del marketing. “Finora abbiamo lavorato ancora poco in quest'area estremamente importante per un distributore, ma dal prossimo anno lavoreremo in maniera approfondita sulla store loyalty”. Allo stesso tempo, a livello di revisione dell'assortimento, gli sforzi principali si concentreranno sull'intimo donna e sul marchio Rosa Thea dedicato al conformato. “Nel primo caso, vogliamo dimostrare, nonostante la forza dei category killer, di avere tute le carte in regola per competere grazie a un assortimento più ampio e profondo, oltre che una qualità in linea con i nostri standard. In questo senso, stiamo lavorando molto sul prodotto, oltre che valutando diverse soluzioni espositive di evidenziazione. Temi analoghi saranno affrontati rispetto al nostro marchio Rosa Thea, al quale vogliamo dare una riconoscibilità più netta a livello di ambiente, assortimento e servizi, con camerini dedicati, personale specifico e uno spazio coerente come le piccole riparazioni sartoriali, disponibili per l'intera offerta di abbigliamento. Vogliamo lavorare imitando per livello di servizi e assortimento alcune grandi catene americane della casa e dell'uomo, che propongono un tipo di informalità che ancora non riusciamo a esprimere. In questo senso, ci piace molto anche la semplicità e la linearità di Monoprix, oltre che la sua capacità di esprimere qualità al giusto prezzo”.

Stand alone e collaborazioni
con despecializzati

Il rafforzamento del reparto casa, già avviato con il lancio di Croff, sarà rafforzato con stand alone Croff, come sta avvenendo per BluKids (il 5° pdv è stato aperto a Lecce). In prospettiva, si aprono anche nuove collaborazioni con insegne della gdo. “Già da un anno, stiamo lavorando con una primaria insegna per valutare un assortimento tessile adatto a super e ipermrkt senza che compaia la firma Upim. Certo, siamo interessati sia ad ampliare collaborazioni di questo genere, firmandola, sia a gestire corner in pdv despecializzati, perchè vogliamo essere dove ci sono grandi flussi. Ma dobbiamo prima di tutto dimostrare di essere veri generatori di traffico. è questa la sfida che vogliamo vincere”.

Rete di vendita diretta per Bauer

Dopo essere stata seguita per anni da un distributore esterno, dal primo dicembre 2009, Bauer Spa -azienda trentina specializzata nella produzione di specialità gastronomiche (dadi, preparati per brodo e insaporitori senza glutammato monosodico aggiunto- gestisce direttamente il rapporto commerciale con la distribuzione italiana attraverso una propria struttura di vendita diretta.
Obiettivo: aumentare la distribuzione e quindi la penetrazione del
portafoglio di prodotti a marchio Bauer in ambito nazionale e
valorizzare il ruolo della marca nella distribuzione moderna, con un
approccio orientato alla collaborazione.
Alla guida della nuova struttura commerciale interna, Marco Ariodante, che vanta una pluriennale esperienza nel settore presso  aziende quali Eurofood, Palmera, Masterfood e Kraft- assume la carica di direttore vendite.
 “I risultati raggiunti in Trentino -spiega Giovanna Flor, amministratore unico di Bauer Spa- dove le rotazioni dei nostri prodotti core sono equiparabili a quelle del leader di mercato e le quote in crescita in ambito nazionale ci fanno ben sperare. Con la nuova rete di vendita nazionale, vorremmo estendere l’approccio “puntuale” che da anni abbiamo in Trentino Alto Adige anche alle altre regioni, per garantire un servizio più efficiente e di valore anche per il trade”.

Co.Pad.Or. acquisisce il 100% di Berni

Il Co.Pad.Or. (Consorzio Padano Ortofrutticolo) di Collecchio (Pr) ha acquisito l'intera proprietà di Berni Alimentari spa, comprando la quota di partecipazione societaria della cooperativa Copra di Piacenza.
Questo annuncio, per altro atteso, rappresenta un ulteriore passo nel percorso di sviluppo di Berni, la cui base societaria è passata dai tre soci iniziali a due, dopo che la Dac di Flero (Bs) era uscita dalla compagine aziendale. Con questa operazione anche il secondo socio Copra, cedendo la sua quota, conclude il suo compito di sostegno, lasciando a Co.Pad.Or. il controllo delle attività industriali e commerciali di Berni Alimentari.
“La decisione di acquisire il 100% di Berni, marchio storico del panorama alimentare italiano, e la conseguente adozione di una politica di marca da parte di Co.Pad.Or. -sottolinea il presidente Fausto Gandolfi- nasce dall'esigenza di diversificare le opportunità commerciali, nell'ottica di valorizzare al massimo la produzione della nostra base sociale”.

I numeri Co.Pad.Or. e di Berni Alimentari
Con un fatturato di 75 milioni di euro, un patrimonio netto di 40 milioni di euro, 350.000 tonnellate di prodotti freschi lavorati e 4.400 ettari di pomodori coltivati da 160 soci nel parmense, Co.Pad.Or. è la maggiore azienda di trasformazione del pomodoro operante in Europa.
Berni Alimentari sviluppa un fatturato di oltre 20 milioni di euro, sviluppati per il 10% all'estero in Europa, Australia ed America del Nord. Lo stabilimento di Gragnano Trebbiense (Pc) produce quasi 15 milioni di vasetti/anno ripartiti su 120 referenze di prodotti vegetali sott'olio e sott'aceto, passate, sughi, condimenti per riso e food service.

Rinnovato il cda di Crai Secom

È stato rinnovato il Consiglio di Amministrazione di Crai Secom SpA -società partecipata all’80% dai poli distributivi del territorio e al 20% dalla Cooperativa Crai con sede a Segrate- che detiene la proprietà del marchio e segue tutte le attività di servizio ai Soci del Gruppo Crai.

La Presidenza è andata a Piero Boccalatte, Vice Presidente di Codè di Leinì (Torino) – Polo Crai Ovest e già VicePresidente di Crai Secom, che succede nell'incarico allo scomparso Sergio Facin.

Sono inoltre entrati in Consiglio due nuovi consiglieri: Gianfranco Scola (Direttore Generale di Ama di Montebelluna (Treviso) – Polo Crai Est) e Marco Bordoli come Consigliere esterno.

Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 10 novembre 2009, ha conferito la carica di Vice Presidente Vicario a Umberto dall'Aglio, Presidente di Padial di Piacenza e del Polo Crai Nord, e di Ad a Marco Bordoli, che conserva la funzione di Direttore Generale.

Nel Consiglio siedono altri tre consiglieri: Oriano Filippi (Presidente della Cooperativa Nealco di Lugo di Ravenna e del Polo Crai Adria Nord), Giangiacomo Ibba (Presidente della Cooperativa Crai, della Società F.lli Ibba di Oristano, del Polo CRAI Sardegna e del Consorzio Crai Tirreno) e Gennaro Regina (Amministratore Unico di Cedis Regina - Polo Crai Sud).

Al via il Trasporto Intermodale di Kraft Foods e DHL Supply Chain

Partirà nel prossimo gennaio il progetto Trasporto Intermodale, per una logistica a minor impatto ambientale, promosso da Kraft Foods, DHL Supply Chain Italia e Trenitalia Divisione Cargo. Grazie a questa iniziativa è stata sperimentata una nuova modalità di trasferimento/distribuzione di alcuni prodotti alimentari (Simmenthal in questa prima fase di prova) attraverso un percorso combinato strada-rotaia.

Il primo test del progetto, a maggio 2009, ha applicato la nuova modalità combinata di trasporto sul percorso da Aprilia (Latina) al sito di Corteolona (Pavia) e ha visto il coinvolgimento e la collaborazione di diverse funzioni aziendali: logistica, planning, controllo qualità e manufacturing. L'idea del progetto è stata quella di sperimentare fattibilità e benefici di un trasporto combinato strada-rotaia che potesse sostituirsi a quello solo su strada, con l'obiettivo primario di promuovere una logistica a minor impatto ambientale, riducendo quindi le emissioni nocive provocate dal trasporto su gomma.

Positiva la fase di test

“La fase di test ha dato risultati incoraggianti -sottolinea Rocco Nola, project leader del progetto Trasporto Intermodale di Kraft Foods in Italia-. Trasferendo il 60% delle tonnellate di Simmenthal che annualmente vengono trasportate sul territorio nazionale su rotaia, si percorreranno 180mila Km in meno su strada”.
Con questa iniziativa si stimano, in un anno, il 64% in meno di emissioni di agenti inquinanti, oltre a una serie di vantaggi meno quantificabili, ma da sottolineare, come la diminuzione del rischio di incidenti e la riduzione dei costi di manutenzione delle infrastrutture.


Veicolo elettrico con emissioni zero

In ambito mobilità sostenibile, DHL Supply Chain a livello globale ha adottato una campagna per la protezione dell'ambiente orientata alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. La multinazionale tedesca, infatti, lo scorso anno ha commissionato il più grande veicolo elettrico ad alte prestazioni al mondo e con emissioni zero, costruito quasi interamente con materiali riciclabili. La scelta verso il furgone Smith Newton rientra in un più ampio impegno di DHL per provare nuove tecnologie allo scopo di ridurre le emissioni di anidride carbonica e consolidare il proprio impegno a tutela dell'ambiente (attualmente DHL utilizza in tutto il mondo una serie di veicoli ibridi a bassa emissione ma Smith Newton sarà il primo veicolo completamente elettrico della flotta).

GDOWEEK 507

Coop testa la vendita di carburanti

Brindisi, Piacenza e, a breve, Matera: parte da questi centri commerciali la volontà di Coop di misurarsi con il mondo dei carburanti.

“Per noi si è trattato di un'opportunità legata all'acquisizione degli ipermercati Carrefour avvenuta lo scorso luglio -precisa Tino Cesari, vicepresidente di Coop Estense-. Le location sia di  Brindisi sia di Matera sono dotati di stazioni di servizio in modalità diverse che ci permetteranno di valutare pro e contro nella gestione di questo business per noi nuovo”.

Da questa prudenza nasce la scelta di firmare le stazioni non come coop ma con il nome Mongolfiera, “la nostra firma per i centri commerciali in Puglia, un nome di riferimento e noto.
Al di là del nome, il nostro obiettivo non cambia: vogliamo diventare la pompa di benzina più conveniente della piazza di Brindisi -precisa Cesari-. Per questo abbiamo adottato una politica molto aggressiva che ha comportato una riduzione media del prezzo della benzina di 7 centesimi”.

I risultati sembrano premiare questa scelta. Infatti, la stazione di Brindisi, attiva dalla metà di ottobre in concomitanza con la riapertura dell'ipermercato con l'insegna Ipercoop, sta registrando vendite giornaliere pari a circa 30.000 litri, dati che lasciano per sperare per il prossimo futuro. “

Speriamo di ottenere risultati altrettanto positivi anche a Matera, dove l'area di servizio sarà aperta nel giro di qualche mese, autorizzazioni permettendo -chiarisce Cesari-. Per noi si tratta di un'esperienza significativa, di due test importanti, dai quali otterremo indicazioni più precise su caratteristiche e abitudini dei consumatori visto anche che le modalità di gestione sono diverse: post-pay Brindisi, pre-pay Matera”.

Sul terreno delle benzine, si sta muovendo anche Coop Consumatori Nordest che, a Piacenza, all'interno del c.c.i Il Gotico ha aperto una stazione di servizio a firma Enercoop, energia militante.

Intermedia si scioglie. Auchan e Metro verso una nuova alleanza

Dopo vent'anni di attività, chiude i battenti Intermedia 1990, la centrale acquisti nata nell'ottobre del 1989 per volontà di Lombardini Holding e Gruppo Garosci della quale facevano parte Auchan e Sma, Metro, Pam, Bennet, Lombardini e il Gruppo Sun (Cadoro, Gabrielli, Italmark, Orvea e Superconti).

La decisione del Consiglio di Amministrazione, in seguito alla volontà di tutti i soci di porre termine all'iniziativa comune entro la fine dell'anno, è certo destinata a modificare fortemente gli equilibri della gdo italiana e ad aprire nuovi scenari, che si verificheranno il prossimo anno.

In discussione, soprattutto, è stato messo il ruolo stesso svolto oggi dalle supercentrali, la loro rigidità in un mondo che, invece, richiede sempre più flessibilità.

Conferma Gruppo Pam: “Intermedia è un modello di supercentrale superato e troppo complesso, non più in grado di rispondere alle esigenze di flessibilità richieste dal mercato. Saper guardare oltre il modello negoziale, riconducibile a questo genere di struttura, potrà generare importanti opportunità per l'intera filiera, non solo per industria e distribuzione, ma anche -e soprattutto- per il consumatore finale”.

Di fatto, mentre Auchan, Sma (con il master franchising Crai) e Metro, con i loro numeri, volumi e forza per trattare con i fornitori anche in virtù dei loro collegamenti internazionali, prevedono la possibilità di un nuovo percorso comune, che non esclude l'apertura verso altri operatori nazionali, i soci italiani -Pam, guidato dalle famiglie Bastianello, Dina e Giol, Lombardini e Bennet (famiglia Ratti) Gruppo Sun- hanno deciso di prendersi un periodo di riflessione, gestendo da soli gli acquisti.

Non è esclusa l'ipotesi di creare collaborazioni più flessibili, in grado di cogliere opportunità contingenti per singoli mercati e canali, evitando legami troppo gravosi in termini di risorse, sia finanziarie sia umane.

Serpeggia, comunque, anche il dubbio che la mossa possa anche essere una premessa ad eventuali cessioni.

I numeri

Per quanto riguarda il fatturato aggregato alla vendita, Intermedia nel 2008 ha vendite aggregate pari a 13,1 miliardi di euro, che nel 2009 sono diventati 13,6, a fronte di 6,3 miliardi di acquistato del 2008, valore sceso a 6,1 del 2009. A livello di quote di mercato, questi dati attribuiscono a Intermedia un peso di circa il 18,4% (dati Nielsen luglio 2009) destinata ad aumentare ulteriormente intorno al 2% (ndr, Nielsen non rileva Metro il dato è frutto di valutazioni aziendali).

Dopo I Gigli, Thun apre il suo 251° monomarca a Euroma 2

Thun negozio

Con l'apertura, a fine novembre, del centro commerciale I Gigli di Campo Bisenzio (FI), Thun -azienda altoatesina specializzata nella produzione di oggetti in ceramica per regalistica e arredo- festeggia l'apertura del suo 250° monomarca in Italia. Che è stato seguito a ruota dall'inaugurazione, ieri giovedì 3 dicembre, a Roma di un Thun shop di 100 mq all'interno del centro commerciale Euroma 2.

Franchising ma non solo

Due eventi che confermano l'espansione della rete di franchising che l'azienda sta attuando da qualche tempo, al ritmo di 50 aperture l'anno.
Proprio lo sviluppo della rete di vendita cosituisce il vero motore
della ripresa per il Mondo Thun, che chiuderà il bilancio 2009 in
sostanziale pareggio, con un fatturato di 213 milioni di euro, ma per
il 2010 prevede un aumento del faturato intorno al 7%.
“La realtà del franchising si sta rivelando vincente, perché offre una visibilità maggiore al marchio e permette un controllo diretto della gestione -commenta l'Ad Paolo Denti-. Ogni Thun shop deve seguire precisi standard pensati per valorizzare la qualità degli oggetti. Gli innovativi strumenti informatici forniti ai negozi, inoltre, aiutano a monitorare l'attività, ottimizzare la gestione del magazzino e il riassortimento".
Forte di questi risultati, il brand punta a incrementare ulteriormente la rete: per la fine dell'anno, sono previste un'altra ventina di aperture di pdv in franchising, per arrivare entro il 2010 a quota 330 Thun shop. Ma i progetti retail dell'azienda non riguardano solo il franchising: entro l'anno prossimo, infatti, è prevista anche l'apertura di 15 monomarca di proprietà, in location strategiche e prestigiose, che affiancheranno i due pdv diretti di Bolzano e Mantova.
Tale espansione sarà supportata dal Centro Logistico di Mantova, inaugurato un anno fa, che grazie al suo Sorter -un sitema di automazione all'avanguardia del valore di 10 milioni di euro- è in grado di movimentare 35 milioni di pezzi l'anno.

Aperto a Palermo il Mondadori Multicenter

Inaugurato ieri nel centro storico di Palermo, all’interno di Palazzo Guarnaschelli, lil nuovo store Mondadori Multicenter si sviluppa su una superficie di 2.800 mq, suddivisi su quattro livelli:
 - il piano terra accoglie l’ingresso principale del Multicenter, le aree Libri Novità, Bestseller e Romanzi, l’Emporio e la cartolibreria;
- il primo piano offre l’intero catalogo libro (80.000 titoli), suddiviso per argomenti e aree tematiche, ed ospita lo spazio dedicato ai bambini e ai giovani lettori;

- il secondo è il piano della telefonia e dell’informatica, arricchito dallo Spazio Apple e da numerose postazioni interattive dove è possibile provare i prodotti esposti;

- il terzo piano è riservato alla tecnologia di ultima generazione, ai televisori in alta definizione e al catalogo film, musica e videogames;

- l’ultimo piano ospita la Sala Lettura e di consultazione e lo Spazio Eventi.

Grazie a un calendario di eventi gratuiti, tra cui incontri con gli autori, corsi, esposizioni artistiche e presentazioni di nuovi prodotti informatici, il Mondadori Multicenter si propone come un importante polo di attività culturali della città.

Orari di apertura estesi dalle 9 alle 21 e la presenza di punti informativi dedicati alle attività organizzate agevolano la partecipazione del pubblico.

Media e advertising, prospettive di ripresa nei prossimi 4 anni

Il 2009 sarà archiviato come l'anno nero per la raccolta pubblicitaria. Il mercato però risalirà la china. Lo spiega l'Entertainment & Media outlook presentato da Pcw (PricewaterhouseCoopers).
Secondo il rapporto, nel 2009, il valore totale del mercato E&M si attesterà intorno ai 30,7 miliardi di euro, con una flessione del 3,4% rispetto al 2008. In particolare, risultà in netto calo l'advertising, con -12,5%. Già nel 2010 però il trend dovrebbe registrare un'inversione, che si accentuerà negli anni successivi. La crescita complessiva negli anni tra il 2009 e il 2013 sarà pari al 2,4%, con una performance migliore rispetto a quelle degli altri Paesi industrializzati, come mostra la tabella sottostante.

Fattori evolutivi

Tre i fattori che oltre alla congiuntura economica porteranno secondo Pcw al cambiamento del mercato: il primo è la “Digital Migration”, che porterà le tecnologie digitali a diffondersi sempre più in tutti i segmenti del mercato, l'evoluzione del comportamento dei consumatori, che tenderanno sempre più ad acquisire il controllo su come, dove e quando usufruire dei contenuti e infine l'evoluzione delle modalità di comunicazione promozionale, in quanto gli investitori pubblicitari sposteranno parte delle loro risorse coerentemente con la crescente frammentazione dell'audience. La combinazione di questi tre fattori porterà allo sviluppo di nuovi modelli di business, con un approccio più personalizzato e orientato al consumatore.

Tassi annui di crescita 2009-2103
Entertainment & Media

Paese  Crescita
 Usa  1,2%
 Francia  2,3%
 UK  1,3%
 Giappone  1,0%
 Germania  0,9%
 Italia  2,4%

 

L’Ambasciatori festeggia il suo primo anniversario

Inaugurato un anno fa, l'Ambasciatori -l'ex cinema e mercato ottocentesco nel centro storico di Bologna, recuperato e riaperto da Coop Adriatica dopo anni di abbandono- festeggerà sabato 5 dicembre il suo primo anniversario. In occasione del quale, dal 5 al 10 dicembre, sono in programma appuntamenti con autori e promozioni su libri e prodotti alimentari; i festeggiamenti culmineranno giovedì 10 dicembre alle 18 con l'incontro con Stefano Benni, già ospite d'onore dell'apertura, protagonista di un reading dal suo ultimo libro “Pane e tempesta”.

I numeri del primo anno
Durante il suo primo anno di vita, la struttura -che su tre piani riunisce una libreria.coop, bar, ristorante e osteria gestiti da Eataly- ha registrato circa 850mila ingressi, per una media di oltre 2.300 visitatori al giorno e ha ospitato oltre 500 eventi e incontri con scrittori, chef, protagonisti della cultura.
Una formula che ha permesso all'Ambasciatori di diventare uno dei luoghi più animati del centro storico e raggiungere gli obiettivi economici prefissati: l'ex mercato ora unisce libri e cibi di qualità in uno spazio di grande fascino storico, dove ogni giorno dalle 8 alle 24 è possibile leggere, mangiare, comprare, navigare in internet, seguire incontri per adulti e bambini.

All'Ambasciatori lavorano oggi 68 persone: 23 in libreria e 45 nei tre spazi ristorazione. La libreria, di 780 mq, ospita un patrimonio librario d'eccezione, con un assortimento di 140 mila volumi e 66 mila titoli; qui hanno fatto acquisti 170 mila persone. In catalogo ci sono 650 sigle editoriali, dai best seller ai testi proposti da editori locali, come quelli della piccola e media editoria indipendente e locale, oltre all'intero catalogo de Il Mulino.
Altrettanto successo hanno ottenuto gli spazi dedicati al cibo di Eataly, che occupano un'area di quasi 500 mq: dal dicembre dello scorso anno l'osteria e la vineria hanno servito oltre 100mila coperti; più di 50mila persone hanno invece comprato un panino al bar caffetteria, 100mila hanno gustato un caffè e in 84mila hanno acquistato i prodotti in vendita.

Coop Adriatica si era aggiudicata nel marzo 2007 il bando del Comune per la ristrutturazione, il restauro, la manutenzione e la gestione, per 12 anni, dell'ex cinema in disuso, realizzando un investimento di 3,7 milioni di euro destinato anche a riqualificare quest'area di Bologna.

Delverde passa all’argentina Molinos Rio de la Plata

Dopo la definizione del nuovo assetto societario, operata in varie fasi nel corso del 2009, che ha visto l’acquisizione del 99,5% del capitale sociale di Delverde Industrie Alimentari Spa da parte di Molinos Rio de la Plata, il pool di manager e di professionisti guidato dall’Ad Leonardo Valenti sta ultimando il passaggio di consegne ai nuovi manager che assumeranno la responsabilità di gestione a partire dal 1 gennaio 2010.

Molinos Rio de la Plata, leader nel settore agroalimentare in Sud America e primo esportatore argentino di prodotti alimentari e oleari con 2,5 miliardi di dollari di fatturato nel 2007, nel confermare Pierluigi Zappacosta nel ruolo di presidente del Cda di Delverde, ha dato grande merito al gruppo dirigente che ha guidato il pastificio negli ultimi quattro anni.

Il piano industriale portato avanti dall’amministratore delegato Leonardo Valenti e dal suo staff -che nel 2005 ebbe l’intuizione di costruire la cordata per l’acquisizione dell’azienda dal fallimento- è stato definito da molti osservatori come una case history di successo, perché nell’innescare un raro esempio di doppio turn-around, riguardante sia la proprietà sia l’aspetto gestionale, ha consentito di salvaguardare il lavoro di 120 dipendenti, un patrimonio di esperienze produttive e un marchio conosciuto in tutto il mondo.

Nei quattro anni sono stati infatti sviluppati investimenti per 3 milioni di euro per lo stabilimento di Fara S. Martino e per 4 milioni di euro in operazioni sul trade e sulla marca per il recupero di quote di mercato in Italia e nei 52 Paesi all’estero: il fatturato di Delverde è così tornato  a crescere, passando da 25 milioni di euro nel 2006, a 28 nel 2007 e a 29,6 nel 2008, con una stima di 30,5 milioni nel 2009, nonostante negli ultimi due anni abbia dovuto affrontare la più grande crisi del settore pastaio e la crisi finanziaria globale tuttora in atto.

Video Retail Summit 2009 – gli esperti Federico Lalatta

Essere Benessere allarga gli orizzonti all’ottica

Il primo reparto di ottica, dopo un pilot nell’area di Milano, è stato aperto a novembre nel Villaggio della Salute Essere Benessere di piazzale Corvetto, sempre a Milano.
Lo shop offre un’ampia scelta e un servizio personalizzato. Sono oltre 700 le referenze proposte, tra occhiali da vista e da sole, lenti oftalmiche e tutti i tipi di lenti a contatto (terapeutiche e cosmetiche), insieme a soluzioni per lenti a contatto.
La misurazione della vista e la scelta del tipo di occhiale più adatte alle esigenze del singolo avviene con la consulenza di un ottico optometrista sempre presente in reparto. I costi? Si va dal primo prezzo al migliori marche: occhiali da vista completi di lenti antiriflesso a partire da 89 euro.

Chi è Fd Consultants
Si tratta di una holding che controlla 5 società attive in altrettante linee di business: Comifin (servizi finanziari per le farmacie), Essere Benessere (Servizio di gestione integrata a farmacie e parafarmacia) Medical (Gestione poliambulatori), Quidnovi (commercializzazione di prodotti parafarmaceutici), Parafarco (Deposito e distribuzione farmaci e parafarmaci). Relativamente a Essere Benessere, il network  di farmacie (38 store) con location prevalentemente nel nord Italia, i dati del 2008 evidenziano un fatturato di 50 milioni di euro.

Trend Micro entra nella gdo per diventare il numero 1

“Per noi la presenza sugli scaffali delle insegne della gdo, oltre quelle specializzate, rientra in una strategia precisa di marketing attraverso la quale vogliamo aumentare tanto la nostra visibilità quanto la nostra quota di mercato. Già da qualche mese stiamo lavorando in questa direzione, con l'obiettivo di offrire al mercato consumer soluzioni tecnologiche efficaci e semplici in tema di sicurezza”. Con queste parole, Carla Targa, marketing manager di Trend Micro, leader globale nella sicurezza dei contenuti internet, chiarisce le logiche alla base della scelta di entrare nella gdo: diventare un interlocutore privilegiato per utenti domestici e piccoli uffici, che rimangono, al momento, ancora marginali per la società, il cui business è principalmente focalizzato su grandi imprese (industrie, banche, ecc).

La partnership con Distram

In questa operazione Trend Micro ha scelto come partner Distram, distributore specializzato nei canali gdo e gss che opera sul territorio nazionale. “Trend Micro è il primo vendor di prodotti software a entrare nella nostra offerta -precisa Massimo Vezzoni, presidente di Distram- Per noi si tratta di una scelta strategica orientata ad offrire un completamento della gamma con l'idea di diventare il numero 1”.

Al momento, i prodotti Trend Micro sono presenti in una cinquantina di superfici di vendita tra cui Finiper (per ora 8 ipermercati con l'intenzione di una copertura totale della rete e con l'estensione a Unes), Coop (attualmente 9 ipermercati, 5 di Coop Lombardia e 4 di Novacoop) e 30 pdv di Comet. Anche con Il Gigante e Trony le trattative sono ormai alle battute finali.

Per migliorare la visibilità della gamma, sono allo studio anche soluzioni espositive particolari, sia preferenziali sia come shop-in-shop, come già avviene all'estero, visto che le referenze sono già disponibili da insegne come Fnac, Media World, Carrefour e Staples.

Nuovo direttore commerciale per Nova (Euronics)

Remo Guidi assume la direzione commerciale di Nova Spa, storico socio Euronics, al quale riporteranno le aree acquisti, marketing, vendite dei pdv diretti e il customer care.

Con la nomina di Guidi, una lunga esperienza nel mondo del retail e dell'industria, l'azienda si propone di rafforzare le attività connesse al retail diretto e a incrementarne il fatturato.

Cremonini si aggiudica il servizio ristorazione a bordo di tutti i treni spagnoli

Il 1° dicembre, il Gruppo Cremonini, attraverso la controllata Cremonini Rail Iberica S.A., ha avviato la nuova attività per i servizi di ristorazione on board su tutti i treni della rete spagnola ad alta velocità (AVE), i treni a lunga percorrenza (Larga Distancia ed Euromed) e i treni notte (Trenhotel, Elipsos, Lusitania), per un totale di oltre 320 treni serviti al giorno.
Il contratto ha una durata di quattro anni, ed è rinnovabile per ulteriori due anni. Il fatturato complessivo previsto per i primi quattro anni è di circa 470 milioni di euro.

Nel campo della ristorazione ferroviaria on board, si tratta della più importante gara mai bandita da una rete ferroviaria europea.
Indetta dalla società delle ferrovie spagnole RENFE, la gara era suddivisa in tre lotti secondo le aree geografiche di business “Nordeste y Transversales”, “Norte y Este Mediterraneo” e “Sur”: Cremonini se li è aggiudicati tutti e tre, per un totale di oltre 24 milioni di clienti serviti all’anno.
L'accordo prevede la gestione dei servizi di ristorazione sulle Carrozze Bar di tutti i treni, il servizio di vassoio al posto per le classi “Club” e “Preferente”, la gestione delle Carrozze Ristorante e dei servizi notturni per Trenhotel, Elipsos e Lusitania.

La Cremonini Rail Iberica opera nel mercato spagnolo dal 2006 dove fino a ieri deteneva circa il 20% del mercato della ristorazione a bordo treno. La società in questi anni ha gestito i servizi di ristorazione sull’alta velocità spagnola garantendo un’offerta adeguata al target dei nuovi passeggeri dei treni veloci, preparandosi così a cogliere le nuove opportunità di business.

Con questa gara sono circa 1.200 i treni serviti da Cremonini ogni giorno in 8 Paesi europei con 5.400 dipendenti,  di cui 2.300 in Spagna. Il Gruppo, oltre alla Spagna, è presente sui treni inglesi Eurostar che collegano Londra, Parigi e Bruxelles attraverso il tunnel sotto la Manica, sui treni belgi Thalys che percorrono le tratte Bruxelles, Parigi, Colonia, Dusseldorf e Amsterdam, sui treni italo-svizzeri Cisalpino, e su oltre l’80% della rete ferroviaria francese (treni ad alta velocità TGV e iDTGV, e i treni Corail).

Nel 2008, la divisione ristorazione di Cremonini ha realizzato ricavi totali per 474,7 milioni di euro, di cui 198,6 milioni di euro realizzati dalla divisione On Board.

Dolce Gusto apre a Milano temporary store fino al 24 dicembre

Anche utilizzandolo come semplice pit stop durante la corsa allo shopping natlzio, assaporando un espresso o una delle altre bevande che è possibile realizzare, in soli 30 secondi, grazie alle macchine e alle capsule del suo innovativo sistema, il temporary store Nescafé Dolce Gusto avrebbe già assolto un grande compito. In realtà, offre molto di più. Per esempio, è possibile usufruire delle indicazioni di una personal shopper in carne ed ossa, che 7 giorni su 7, consiglierà sui regali di maggior tendenza, che si tratti di un semplice e divertente gadget o di oggetti super esclusivi, indicando anche dove poterli trovare. In più nello store sono presenti alcune postazioni pc che permettono di accedere ad un software creato ad hoc per visionare una selezione di oggetti suddivisa per categoria (moda, design, food, sport, hi-tech e curiosità) e prezzo (dai 5 ai 180 Euro), facilmente e liberamente consultabile dal pubblico.
“Non volevamo creare uno spazio dedicato esclusivamente alla promozione e alla vendita di Nescafé Dolce Gusto -sostiene Alberto Vercelli, marketing manager Nescafé-. La scelta di aprire un temporary store nel cuore delle vie dello shopping milanese è legata alla volontà di incontrare i nostri consumatori, offrire loro un caffè, un cappuccino o una delle tante gustose bevande e di proporre un concreto servizio di consulenza personalizzata in grado di suggerire, in base alle loro diverse esigenze, idee regalo curiose e unconventional che spaziano dalla moda al design alla tecnologia.”

L’innovazione di Nescafé
Ovviamente, nello store è possibile acquistare l’intera gamma di prodotti Nescafé Dolce Gusto, dalle macchine nei due modelli, la Melody2 e la nuovissima Circolo disponibili in diversi colori, alle capsule che consentono di creare quattro varietà di espresso oltre a Cappuccino ovvero: Latte Macchiato, Chococino, Cappuccino Ice e Mocha. A completare il “mondo” di Nescafé Dolce Gusto sono gli accessori di design, dalle tazzine ai cucchiaini e ai portacapsule, per ricreare a casa propria un vero angolo bar.

Gli sconti non bastano a moltiplicare le vendite

Promozioni e tagli ai prezzi hanno tenuto a galla le vendite in alcuni settori in questi mesi di crisi economica, soprattutto per i prodotti ad alta tecnologia. Tuttavia, l'aumento degli acquisti non è riuscito a compensare la discesa dei listini, conservando il segno meno anche nei settori più vitali. Questa l'analisi emersa dall'Osservatorio annuale di Findomestic Banca sui consumi degli italiani.

La tecnologia paga, ma non abbastanza
Per quanto riguarda i beni per la casa, le vendite sono salite del 3%, ma gli sconti medi del 9% hanno provocato una perdita di valore pari al sei per cento. Sono i prodotti a maggior contenuto tecnologico (smartphone, televisori lcd, decoder e notebook) ad aver centrato i migliori risultati. Al contrario, i beni costosi ma senza particolari innovazioni, come i mobili e gli elettrodomestici bianchi, hanno sofferto maggiormente gli effetti della crisi sui portafogli dei cittadini. Gli elettrodomestici bruni hanno mostrato una crescita del venduto pari al 16%, favorita, però da una limata del 20% ai prezzi che ha prodotto una perdita in valore del quattro per cento. Tra i protagonisti del settore figurano i televisori lcd e al plasma e i decoder.

Analoga situazione per la telefonia con +9% di vendite ma -6% di fatturato considerando la riduzione dei listini. L'informatica, invece, ha visto una sforbiciata del 18% sui prezzi e nonostante ciò un calo delle vendite pari al sette per cento. Le macchine fotografiche segnano una riduzione su entrambi i fronti: -5% in quantità e -12% in valore (con i prezzi mediamente tagliati del 7%). Il settore dei mobili dovrebbe aver toccato il fondo nel 2009 con una diminuzione del venduto di circa il dieci per cento.

Vento in poppa per le auto ecologiche
Per quanto riguarda, invece, il settore delle automobili, il 2009 si chiude con un calo delle immatricolazioni che sfiora il 3%, con le vetture diesel (-20%) e benzina (-15%) a segnare le perdite maggiori a ottobre, rispetto allo stesso mese del 2008. Le auto alimentate a gpl, metano e quelle elettriche, invece, sono balzate in alto del 186%, costituendo il 20% delle immatricolazioni complessive. Per i ciclomotori di cilindrata 50cc, gli ordini sono diminuiti del 18%, mentre le cilindrate superiori hanno retto l'urto della crisi. Gli scooter più potenti hanno anzi aumentato le vendite del nove per cento. Batosta peri camper (-30%) nonostante gli incentivi.

La Rinascente sceglie Oracle Retail per razionalizzare la pianificazione finanziaria

La Rinascente ha adottato Oracle Retail Merchandise Financial Planning per ottimizzare le proprie capacità di pianificazione finanziaria e razionalizzare le operazioni nell'area del lusso e dell'alta moda.
L'implementazione di questa soluzione fornirà a La Rinascente un'applicazione di pianificazione condivisa a supporto della gestione dei piani pre-stagionali e stagionali, mettendo a disposizione una serie di KPI (Key Performance Indicator) relativi a vendite, markdown, entrate, magazzino, margine lordo e open-to-buy.

Il nuovo sistema è destinato ad aiutare La Rinascente a creare piani di vendita sia strategici ad alto livello, sia di dettaglio a livello più basso sulla base di accurate previsioni della domanda.
La Rinascente ha identificato in Oracle Retail la soluzione più affidabile per le attività dei propri negozi in quanto fornisce un sistema di pianificazione scalabile e strategico, capace di produrre valore rapidamente e, per i clienti, di supportare un'esperienza di acquisto di alto livello.

Le fasi dell'implementazione
La prima fase dell'implementazione è iniziata lo scorso maggio e, secondo le previsioni della società, il sistema sarà operativo sulle collezioni stagionali entro la fine dell'anno; verrà quindi eseguita l'installazione permanente dell'applicazione a supporto delle collezioni del prossimo anno.
“L'impegno de La Rinascente è quello di promuovere lo sviluppo del proprio business e di investire in sistemi di respiro internazionale, in linea con la strategia di trasformazione adottata dall'azienda” spiega Alberto Baldan (nella foto), direttore generale de La Rinascente-. Oracle Retail ci aiuterà a ottimizzare la nostra capacità di pianificazione finanziaria e supportare l'ampliamento e la sempre più accentuata complessità delle nostre operazioni”.
“Oracle ha come obiettivo quello di fornire a La Rinascente un supporto strategico allo sviluppo di attività ancora più flessibili e competitive -aggiunge Alessandro Della Monica, country leader Oracle Retail, Oracle Italia-. Siamo pronti a mettere a frutto tutta l'esperienza maturata con altri grandi nomi del settore retail per aiutare La Rinascente a migliorare le performance di business e fornire valore”.

Be Chic, shop in shop e nuova private label di Iper

È un vero e proprio shop in the shop, con il plus di avere un proprio ingresso direttamente sulla galleria del centro commerciale (nella foto quello del Fiordaliso di Rozzano).
Si tratta delle boutique Be Chic –sii elegante- realizzate da Iper (10, per il momento gli store coinvolti), che propongono prodotti di bellezza (linee make up, prodotti viso e corpo, profumeria ecc) e gioielleria (dagli orecchini oro e diamanti a 576 euro fino anelli in argento a 9,90 euro). Be Chic è anche il brand con cui sono firmati molti dei prodotti proposti nello shop in shop, come le linee di make up e dei gioielli: una nuova Pl di Iper.

Auchan apre il terzo ipermercato nella provincia di Bari

È il terzo ipermercato firmato Auchan nella provincia di Bari, dopo quello di Casamassima, aperto nel 1995, e quello di Modugno, del 2004. A livello nazionale, l'apertura di oggi, a Triggiano, porta a quota 48 gli ipermercati di Auchan in gestione diretta.
“Questo ipermercato -dice Christian Iperti, direttore generale di Auchan- viene inaugurato a vent'anni esatti dal nostro debutto italiano. Oggi, come allora, siamo guidati dall'energia di una visione forte. Vogliamo, infatti, in un processo di miglioramento continuo, avere un impatto positivo sul potere d'acquisto dei consumatori. Ci riusciamo. Mettendo in campo un sistema di valori molto semplici e proprio per questo importanti”.

Lo sviluppo dell'economia del territorio
Ipermercato, all'interno del Centro commerciale BariBlu di Triggiano, occupa una superficie di 7.500 mq, realizzata ampliando l'area precedentemente occupata dell'Iperstanda, creando 200 posti di lavoro (47 ex dipendenti Standa), oltre ai 50 occupati dall'azienda a cui Auchan affida le proprie attività in outsourcing. Anche a Triggiano quindi, dà vita a un “circolo virtuoso” di cui beneficia l'intero contesto socioeconomico.
All'interno dell'ipermercato sono infatti proposti, sui 5mila complessivi, oltre 1.500 prodotti tipici, gioielli della tradizione pugliese. Prodotti provenienti dalla creatività di oltre cento aziende locali, per la maggior parte di dimensioni medio piccole, che grazie alla grande vetrina di Auchan affrontano nuovi orizzonti commerciali. Inoltre, Auchan porta questi prodotti anche in tutti gli altri ipermercati italiani e, molti di essi, anche sugli scaffali degli ipermercati di tredici Paesi nel mondo.
In più, le 200mila famiglie che rappresentano il bacino d'utenza dell'ipermercato avranno uno stimolo in più per rendere i loro comportamenti più armonici con l'ambiente, usufruendo delle alternative firmate WWF che sostituiscono i sacchetti in polietilene, osservando tutte le misure messe in atto per il risparmio energetico e la riduzione dei rifiuti: da Auchan lo vedono, a casa lo fanno.
Infine, i clienti potranno fare la spesa in modo diverso è veloce. Questo grazie alla logica dei “negozi nel negozio“ come ad esempio il reparto bio, quello equosolidale e il self discount, e grazie anche ai sistemi di casse self service Cassamica e CassaXpress, che permettono di ridurre in maniera considerevole le code in uscita.

Hollister arriva in Italia aprirà il 10 dicembre a Roma Est

Atteso, desiderato, sognato da folle di teen ager per il suo mix di abbigliamento, musica fra gli 85-90 decibel, immagine eroico-romantica sud californiana. Con l’arrivo di Hollister Co, a Roma si assisterà al replay di quanto successo a Milano per l’apertura di Abercrombie & Fitch? Lo vedremo il prossimo 10 dicembre, con l’inaugurazione dello store, nella galleria dello shopping center Roma Est.  Per la cronaca, la recente inaugurazione del flagship Abercrombie
& Fitch a Milano, nel primo weekend, oltre a code interminabili di giovani, ha generato un fatturato di 1,2 mio $ (fonte A&F). Ora, sarà anche vero che, come si compiacciono alcuni operatori del fast fashion che  “di Abercrombie ce n’è uno solo, sono altri i competitor da temere”, ma fatturare cifre simili in un weekend è pur sempre un risultato non indifferente.

Lo stile Sud California
Esteso su 750 mq, anche lo store di Roma propone il format tradizionale dei negozi Hollister (abbreviato in Hco), caratterizzati, in particolare, dalla facciata esteriore, che ricorda quella di un capanno della spiaggia dei surfisti californiani(nella foto, lo store in apertura a Roma Est).
Per capire meglio, Hollister Co.  è un lifestyle brand Usa della Abercrombie & Fitch Co. Il concept è ideato per attrarre il target young teens (tra i 14-18 anni), attraverso la sua immagine ispirata all’abbigliamento casual SoCal (South California). Se in Italia ai meno giovani può forse essere un marchio pressoché sconosciuto, a livello internazionale, nel 2008, è risultato  il secondo brand preferito nell’ambito di quelli dell’abbigliamento teen.
Come ogni altro brand di A&F (inclusi Ruehl No. 925 e Gilly Hicks), l’immagine è costruita su una romantica storia di fantasia, divenuta leggenda, e legata a John M. Hollister, personaggio del primo ‘900, che rimanda all’amore, alla bellezza, giovinezza, al mare in particolare allo sport del surf), allo sport, all’avventura. Insomma, un’immagine in grado di coinvolgere anche emotivamente, le new generation.

I numeri di A&F
Il primo store Hollister è stato aperto nel 2000 all’Easton Town Center in Columbus (Ohio). L’ultima apertura europea, in ordine di tempo, è dello scorso maggio a Londra, che oggi conta sette store Hollister.
In luglio, però, a New York City (SoHo district) l’azienda ha inaugurato il primo flagship Hollister Epic, che dovrebbe, nel 2010, essere replicato nella Fifth Avenue.
In totale, alla data del 13 novembre 2009, il retailer statunitense conta -negli States- 347 store Abercrombie & Fitch, 209 abercrombie store, 509 Hollister Co, 27 Ruehl No. 925 e 16 Gilly Hicks. A livello internazionale, invece, A&F è presente, oltre che, come detto, in UK, in Canada con 3 abercrombie e 6 Hollister Co. Secondo fonti aziendali, “È in fase di accelerazione lo sviluppo in Europa, in particolare in Francia, Germania e Spagna, che vedranno a breve le aperture di Hollister”.
Bisogna, però, sottolineare che anche A&F ha subito pesantemente gli effetti della crisi economica internazionale: gli ultimi dati del 13 novembre, riferiti al terzo trimestre 2009, evidenziano una perdita del 15% del giro d’affari, passato da 839,34 a 765,40 mio $ (ma, a parità di store, la perdita sale al 22%).

Location strategica per il pdv della cooperativa Frutta da Favola

Fare la spesa di frutta e verdura fresca mentre si aspetta il turno per il pieno di benzina: è la proposta della cooperativa Frutti da favola, aperto a Modena, che sabato 28 novembre ha aperto al pubblico un punto di vendita ubicato nell’area del distributore Total di via Emilia Ovest 314, di fronte al parco Ferrari.
L'assortimento del negozio -che si trova accanto  al primo distributore di latte fresco aperto in città- comprende ortofrutta, rigorosamente di stagione, latticini e formaggi, salumi e vini. Tutti prodotti delle 14 aziende agricole -dieci modenesi, le altre distribuite tra le province di Bologna e Reggio Emilia- che l'aprile di quest'anno hanno costituito la cooperativa, che ha come obiettivo quello di far gustare ai clienti la qualità di frutta e verdura raccolte nel perfetto punto di maturazione e consegnate in giornata.

Filiera corta
“È come avere un mercato contadino aperto tutti i giorni, nel nostro caso tutti i pomeriggi, giovedì compreso (solitamente giorno di riposo in E. Romagna, ndr) dalle 15,30 alle 19 -spiega Antonio Maccaferri, presidente della cooperativa si San Cesario sul Panaro (Mo), aderente a Confcooperative Modena-. Noi vendiamo esclusivamente frutta e verdura coltivata e prodotta dalle nostre aziende, quindi di qualità garantita. Ci siamo costituiti in cooperativa per abbattere i costi della distribuzione e cerchiamo nuovi soci per offrire ai consumatori modenesi una gamma ancora più ampia”.

Oltre al nuovo negozio, la cooperativa Frutti da favola ha un paio di gazebo che funzionano come pdv stagionali aperti in alcuni periodi dell’anno sulla via Vignolese a Modena e sulla via Emilia Est a S. Anna.

DNV certifica le filiere sostenibili e illycaffè fa da benchmark

L'ente di certificazione Det Norske Veritas ha sviluppato un innovativo standard per la certificazione dell'approccio alla sostenibilità delle aziende attraverso l’analisi dei processi e delle relazioni con gli stakeholder lungo tutta la filiera produttiva, con particolare riguardo alla supply chain.
Per farlo, DNV è partito dal modello che illycaffè ha messo a punto negli ultimi vent'anni di rapporto diretto con i produttori di caffè del Sud del mondo.

DNV ha sviluppato questo standard integrando il modello illy con le linee guida attuali ed emergenti in tema di sostenibilità e responsabilità d’impresa, nonché gli standard di riferimento per le attività di certificazione ed accreditamento.
“Questo standard di certificazione della supply chain è particolarmente innovativo -ha affermato Vittore Marangon, Ad Det Norske Veritas Italia- in quanto orientato alla costruzione di valore nel lungo termine, attraverso il raggiungimento di elevati standard di qualità e il loro perpetuarsi nel tempo, anche attraverso politiche sociali a sostegno della catena di fornitura”.

Lo schema di certificazione, valido per qualsiasi tipologia di catena di approvvigionamento della materia prima e aperto a qualsiasi azienda e settore in tutto il mondo, ha sviluppato come primo esempio di attuabilità uno specifico protocollo esecutivo per la filiera del caffè.
Ovviamente, sarà proprio illycaffè la prima azienda a iniziare il processo di certificazione secondo il nuovo schema.

“La mancanza, fino a oggi, di uno standard verificabile da una terza parte che valorizzasse nella supply chain comportamenti responsabili considerando anche la capacità di fare qualità, ha portato confusione -ha commentato Andrea Illy, presidente e Ad dell’azienda triestina-. Grazie a questa certificazione il mercato finalmente disporrà di uno strumento efficace e basato su un sistema concreto di indicatori che rispondono anche a parametri di controllo e di qualità.”

Le caratteristiche della certificazione

Lo standard sviluppato da DNV è basato su criteri innovativi e nasce dall’integrazione, l’analisi e il confronto degli altri modelli di certificazione del settore, delle linee guida attuali ed emergenti sulla sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa, delle linee guida e gli standard di riferimento per le attività di certificazione e accreditamento nonché dall’esame del modus operandi di illycaffè.

Il modello è stato costruito tenendo in considerazione:

- la definizione di requisiti che rappresentano le migliori prassi disponibili nel settore;

- la concreta e capillare diffusione della politica di responsabilità sociale;

- la determinazione di specifici obiettivi di prestazione in ambito qualitativo, sociale, ambientale e della sicurezza;

- la valutazione dello stato di raggiungimento degli obiettivi;

- l’applicazione di un “riconoscimento economico” in funzione dell’impegno socio-ambientale.

L’approccio DNV è basato sulla verifica di Key Performance Indicators (KPI). Attraverso questo approccio viene introdotta una gestione dei fornitori basata su relazioni costanti, con la verifica del rispetto di alcuni requisiti di base e la definizione di obiettivi, che variano di area in area secondo le maggiori criticità locali individuate. Al raggiungimento di questi obiettivi, aspetto particolarmente innovativo in un’ottica evolutiva, per i fornitori sono previsti riconoscimenti di tipo sociale, non meramente economico, e orientati alla mutua sostenibilità.

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Gdoweek 506 | 30 novembre 2009 |

Novarese Zuccheri opta per le bustine in Mater-Bi

La gamma dei prodotti per il catering in Mater-Bi® realizzati da Novamont si amplia con un nuovo prodotto, soltanto all'apparenza insignificante: basta considerare i volumi prodotti, ma soprattutto la facilità di dispersione nell'ambiente. Dopo le posate, i piatti e i bicchieri, ecco quindi che arriva la bustina per lo zucchero biodegradabile e compostabile, realizzata grazie alla collaborazione con Novarese Zuccheri.

A stampa personalizzabile, le nuove bustine sono in carta, accoppiata tramite extrusion coating, ad uno specifico grado di Mater-Bi®.
Questo innovativo packaging ha le stesse prestazioni tecniche di quello
tradizionale ma è anche ecocompatibile, essendo biodegradabile e
compostabile; quindi può essere smaltito assieme al rifiuto organico.

I laminati con Mater-Bi via extrusion coating sono in grado di garantire prestazioni d'uso simili a quelle ottenute con plastiche tradizionali. Offrono una barriera contro i grassi e i gas, e un'ottima resistenza termica. Quest'ultimo aspetto rende questa tipologia di laminati  adatta per l'imballaggio degli alimenti.

Rinnovato il sito MarcoPoloShop.it

Nuova veste per MarcoPoloShop.it, il sito di e-commerce di Marco Polo Expert (proprietà di SGM Distribuzione) che punta su una grafica semplice ed efficace e migliora le funzionalità di base, come quella che permette all'utente di confrontare diversi articoli o come il pannello di ricerca che consente di selezionare i prodotti in base alle loro caratteristiche.
La caratteristica distintiva del web site è quella di offrire tutte le referenze disponibili all'interno della totalità dei magazzini e della piattaforma logistica e di porsi come un vero e proprio “magazzino virtuale unico” che garantisce al consumatore più informazioni, più scelta e opportunità di acquisto sull'intero assortimento dell'azienda. “Siamo molto soddisfatti del successo che in questi anni ha riscosso il nostro portale di e-commerce MarcoPoloShop.it” -dichiara Giancarlo Nicosanti AD di SGM Distribuzione-. Il fatturato 2008 è stato di 12 milioni di euro e prevediamo che possano diventare 20 quest'anno. In un mercato del retail sempre più dinamico, aggressivo e competitivo il nuovo MarcoPoloShop.it rappresenta un passo fondamentale nella strategia multicanale di Marco Polo Expert: aumentare il fatturato di gruppo sfruttando in modo sinergico ed integrato i canali di contatto con il consumatore, siano essi fisici o digitali.”
Ai quasi 2 milioni i clienti MarcoPoloClub è riservata un'area personalizzata di accesso direttamente dall'home page, la possibilità di sottoscrivere la propria fidelity card direttamente online, offerte dedicate e l'aggiornamento automatico del saldo punti in tempo reale.

Brand awareness in crescita

Marco Polo ha condotto attraverso la ricerca commissionata a Smart Research, un sondaggio per capire quali sono i punti di forza apprezzati dagli utenti e quali i margini di miglioramento.
L'indagine ha evidenziato una brand awareness totale di circa il 29%, in crescita rispetto alla precedente rilevazione di inizio 2009.

Gli aspetti del sito maggiormente apprezzati sono la sicurezza degli acquisti (82,6%) e l'aggiornamento costante e continuo del sito (77,9%), la disponibilità di acquistare prodotti innovativi (72,4%) e di scegliere tra le numerose offerte quelle dei prodotti più di tendenza (67%).
MarcoPoloShop.it viene scelto per i propri acquisti dal 7% del campione totale. Di questi acquirenti il 63,3% ha usufruito del ritiro presso il punto di vendita per evitare il pagamento online e non vedersi addebitate le spese di consegna, mentre il 27,7% ha scelto di completare l'acquisto online e di farsi spedire il prodotto a casa esclusivamente per comodità o perché non ha un punto di vendita Marco Polo Expert nelle vicinanze.
La customer satisfation è alta: circa l'87% degli acquirenti MarcoPoloShop.it ha espresso un alto livello di soddisfazione relativamente alla gestione dell'ordine e della consegna del prodotto. Tra coloro che conoscono il sito, più della metà si dichiara certo di effettuare un acquisto sul sito in futuro perché si fida di MarcoPoloShop.it e perché trova prezzi convenienti; si tratta perlopiù di persone di età compresa tra i 45 e i 54 anni che hanno comperato un prodotto online negli ultimi mesi. Per questo gruppo di persone, inoltre, il sito risulta migliore rispetto ad altri per la possibilità di ritirare i prodotti presso i negozi, per la ricchezza del catalogo, per la possibilità di accumulare punti sulla fidelity card e di poter contattare un help desk.

Storia di essenze

Selex cresce del 5% e sale al terzo posto in gdo

Grazie all'ingresso di un nuovo socio, Gruppo Selex, da gennaio 2010, incrementa la sua competitività e raggiunge un quota di mercato del 9,5% (totale canali di vendita, fonte IRI Infoscan proiezioni del 30 giungo '09) diventando il terzo distributore nazionale, dopo Coop Italia (14,3%) e Conad (10,9%).
Nel 2008 A&O ha realizzato un fatturato al consumo di 8.092 milioni di euro e prevede di chiudere il 2009 a quota 8.500 milioni, con una crescita del +5%. I dati sono stati presentati nel corso dell'Assemblea generale, svoltasi il 27 novembre a Trezzano sul Naviglio (Mi), sede della Centrale del Gruppo.
Selex è presente su tutto il territorio nazionale con una rete commerciale di 3.254 punti di vendita a insegna A&O, Famila, C+C e numerosi altri storici brand regionali, e conta oltre 30mila occupati.

Il futuro prossimo
Con l'ingresso della società Ce.Di. Marche di Ancona, da gennaio 2010,
presente nelle regioni del centro Italia con 120 pdv, salgono a 24 gli associati Selex. Un pool di medie imprese regionali, accomunate da una profonda esperienza sul territorio e
orientate al mercato locale.
Nel 2009, anno particolarmente critico per l'economia del Paese, le
imprese Selex hanno aperto oltre 90 punti di vendita e creato 750 nuovi posti di lavoro, per 275 milioni di euro di investimenti diretti. Per il 2010, hanno già messo in cantiere 102 nuove unità e diverse ristrutturazioni, per investimenti complessivi pari a 286 milioni di euro e l'ingresso di 1.130 nuovi occupati.
Grazie a questo piano di sviluppo, l'obiettivo di fatturato per il 2010 dovrebbe raggiungere 9.140 milioni di euro (+7,5%).
“I tassi di sviluppo del nostro gruppo negli ultimi anni confermano la vitalità delle medie imprese indipendenti italiane -ha sottolineato Riccardo Francioni, procuratore generale del Gruppo Selex- che, proprio in virtù dei cambiamenti nelle scelte dei consumatori, sono capaci, attraverso le loro strutture distributive, di rispondere meglio di altri alle esigenze d'acquisto delle famiglie nelle diverse regioni italiane”.

Gianmarco Laviola è il general manager di Mareblu Mwbrands

Gianmarco Laviola, 38 anni, laureato in Bocconi, da ottobre è il nuovo general manager di Mareblu srl - MWbrands.

Arriva alla nuova carica, nella sede italiana del più grande gruppo seafood confezionato europeo, dopo Kpmg, Unilever divisione gelati e surgelati, dove ha seguito progetti di marketing e trade marketing sulla linea di prodotti 4 Salti in Padella, e Anheuser, multinazionale americana, come responsabile del business Budweiser in Italia e nei paesi del Mediterraneo.

Mareblu, società del gruppo MWBrands, garantisce nel suo tonno la qualità della varietà pinna gialla che viene pescata secondo gli standard dettati dalle organizzazioni internazionali di tutela delle specie.

The Coca Cola Company riduce l’impatto ambientale delle bottiglie

Saranno 2 miliardi le bottiglie che The Coca Cola Company produrrà entro il 2010  utilizzando un innovativo tipo di PET parzialmente ottenuto da risorse rinnovabili.

La PlantBottle -questo il nome del nuovo imballaggio- utilizza un 30% di bioetanolo ricavato da canna da zucchero e melassa.
Questo permette di ridurre la dipendenza dell'azienda di Atlanta dalle materie prime petrolchimiche e a tempo stesso di ridurre l’impatto ambientale dei nuovi contenitori, che potendo venire smaltiti attraverso la normale raccolta differenziata della plastica, potranno venire riciclati come accade per il normale PET.

Le nuove Plant Bottle -che inizialmente verranno utilizzate per le tre cole (Coca-Cola Classic, Coca-Cola Light e Coca-Cola Zero) e per l’acqua minerale Dasani- saranno distribuite di qui a un anno in vari mercati del Nord America (Canada e alcuni paesi occidentali degli Stati Uniti), del Centro America (Messico), del Sud America (Brasile) e del Far East (Cina e Giappone).

Per quanto riguarda l’Europa, l’unico paese interessato al test per ora è la Danimarca, dove verrà utilizzata una formulazione diversa: 15% di bioetanolo e 50% di PET da riciclo purificato.

“L’introduzione della PlantBottle pone The Coca-Cola Company all’avanguardia nello sviluppo di packaging a base di materiali organici -ha commentato Scott Vitters, Director of Sustainable Packaging della multinazionale-. La nostra visione è quella di continuare a sostenere la ricerca sino ad arrivare ad ottenere una bottiglia realizzata con il 100% di materiale di origine vegetale, che risulti completamente riciclabile”.

I negozi affollati sono la prima fonte di stress negli acquisti natalizi

TNS Italia nella sua ricerca condotta per conto di eBay.it rivela che per 8 milioni di italiani oltre alla ressa nei negozi fonti di stress legata al Natale, sono le inevitabili abbuffate, il portafoglio che si svuota e le abbuffate ai cenoni e infine l'idea di ridursi sempre a fare tutto all'ultimo
minuto.
Ovviamente fra le soluzioni messe in campo per risparmiare, ben 5 milioni di italiani quest'anno si rivolgeranno al web per i loro acquisti, mentre altri “salteranno” il regalo per la suocera.
E a giudicare dai dati gli internauti hanno già iniziato la kermesse: il 16 novembre è risultato il giorno di maggior affluenza su eBay.it con circa 100 oggetti venduti ogni minuto e oltre 1,5 milioni di visitatori. Le categorie con il maggior numero di acquisti sono state: computer, orologi e gioielli, abbigliamento e accessori e cellulari (Moncler, Iphone e Notebook le parole più cercate).

Cambia molto la percezione dell'evento
Volendo paragonare lo spirito natalizio 2009 rispetto a quello di 10 anni fa, il costo del Natale che oggi preoccupa il 46% degli italiani, nel 1999 era fonte d'ansia solo per il 26%; anche lo stress natalizio è aumentato (47% vs il 33%) e la percezione più commerciale dell'evento (36% vs 28%).
A conferma della percezione del cambiamento è interessante notare che per il 75% degli italiani lo spirito natalizio si è perso, mentre in media il miglior Natale è stato vissuto all'età di 20 anni.

Spesa media
Secondo l'indagine italiana, la spesa media per cenone e regali sarà di circa 700 euro, di cui 260 euro, in media, per i doni ai parenti. Visto che sarà comunque inevitabile investire un po' di soldi per il Natale, si sta già pensando alle strategie per risparmiare, come: comprare i regali nei mercatini dell'usato (dichiarato da 17 milioni di connazionali) o nei mercatini eco-solidali (10 milioni) o più in generale rivolgersi a canali alternativi per risparmiare tempo e denaro quali i portali ecommerce come eBay. La ricerca dice che sono infatti 5 milioni gli italiani che si rivolgeranno alla rete per avere ampia scelta, abbinata al risparmio.

I dati europei
La crisi si farà sentire e gli europei spenderanno meno dell’anno scorso. I top spender del 2009 saranno gli austriaci con 231 euro (confermando il primato del 2008 in cui avevano  speso 241 euro) mentre saranno i polacchi quelli che spenderanno meno con 113 euro. L'Italia si pone giusto a metà classifica con 174 euro. 
Chi vedrà contrarsi di più la spesa, rispetto al 2008, sarà l'Irlanda con una diminuzione dell'11,5%, risultato in un certo senso atteso visto che è il paese europeo che ha maggiormente accusato gli effetti della crisi in atto. Quelli che ridurranno di meno la loro spesa saranno di nuovo i polacchi con solo 2 euro in meno.

Geodis Züst Ambrosetti lancia TOP48 anche in Germania

A seguito del favore riscontrato dal TOP48 Francia, Geodis Züst Ambrosetti ha deciso di estendere i confini europei del proprio prodotto TOP ed ha varato TOP48 Germania, il servizio di distribuzione capillare, mono e multicollo, in 48h garantite sull’intero territorio tedesco.

Con questo servizio, Geodis Züst Ambrosetti eleva i limiti di responsabilità a due volte il valore della copertura CMR: sicurezza e garanzia per i clienti sono così raddoppiate. A questo si aggiungono la copertura geografica capillare (resa di 48h ore in qualsiasi località del territorio francese e tedesco); il customer service preventivo (il servizio clienti avvisa in anticipo il cliente di eventuali anomalie di consegna); la tracciabilità.

Per l’inizio del 2010 Geodis Züst Ambrosetti conta di far varcare al prodotto TOP i confini di UK e Spagna.

Aperto a Palermo il centro commerciale Forum

Si chiama Forum Palermo ed è il primo grande shopping center che apre i battenti nel capoluogo siciliano. Il progetto, di complessivi 65mila metri quadri con 124 unità commerciali, è firmato da Multi Development–C Italia. L’investimento è di 225 milioni di euro, mentre i posti di lavoro creati sono oltre 900.
Situato nel quartiere Brancaccio, in prossimità dell’autostrada che collega Palermo a Messina e Trapani, la struttura comprende un centro commerciale di 55mila metri quadrati, un ipermercato di 13.500 mq a insegna Ipercoop e un’ancora esterna dedicata al bricolage di Leroy Merlin, che sarà inaugurata entro il prossimo autunno. Prima però, nella primavera del 2010, è prevista l’apertura di un cinema multiplex Uci.
Il concept è stato ideato da T+T Design (masterplan) e Progetto CMR e Lombardini 22.
Insieme alla food court, che offre una selezione di proposte gastronomiche etniche e locali, la galleria include insegne, tra le altre, quali Cisalfa, Conbipel, H&M, New Yorker, Piazza Italia, Scarpe & Scarpe e Mediaworld.  Secondo le previsioni, a regime il centro sarà visitato mediamente da circa nove milioni di persone ogni anno.

Il quarto Ipercoop siciliano
All’interno del Forum di Palermo è stato aperto il quarto Ipercoop siciliano. Progettato da Inres (il Consorzio nazionale di progettazione del sistema Coop), si sviluppa su una superficie 13.500 mq. Le casse tradizionali sono 26, più 10 self check out, completamente automatizzate, come quelle già attive nell’ipermercato di Catania-Gravina.
L’offerta sia nei reparti alimentari sia nel non food è completa: si entra da quella che può definirsi una sorta di quartiere dell’innovazione, con le ultime novità della tecnologia, e si finisce in una “piazza del mercato” nella quale si trovano i banchi dell’ortofrutta, quelli della forneria e tavola calda, il reparto gastronomia (piatti pronti e take away) e della pescheria. Buona parte delle produzioni avvengono all’interno dell’iper. Tra i reparti vi è anche CoopSalute.
Parte dei fornitori sono imprese siciliane: circa 120 sia commerciali (in grado di assicurare l’approvvigionamento di oltre 2.000 prodotti) sia di servizi. Alcuni di questi fornitori, in virtù dell’arrivo di Ipercoop Sicilia, stanno entrando nel circuito nazionale dei fornitori Coop, qualcuno anche nel novero più ristretto e ancora più selezionato dei fornitori di prodotti a marchio Coop. Nel complesso Ipercoop Sicilia genera, già oggi, con i fornitori dell’isola, un fatturato pari a 7 milioni di euro su base annua.

È Alce Nero & Mielizia, con Consorzio Libera Terra Mediterraneo, il vincitore assoluto di Ethic Award

Sono stati ben 89 i progetti che hanno concorso all'Ethic Award 2009, per i 7 premi di area (Processi industriali, Greening, Retailer locale e territorio-comunità, I giovani, Il consumatore, Minoranze e società, Il Sud del mondo) oltre al riconoscimento di Premio assoluto.
La giuria, presieduta da Monica Fabris di Gpf, ha assegnato il premio di Vincitore Assoluto Ethic Award 2009 ad Alce Nero & Mielizia insieme al Consorzio Libera Terra Mediterraneo, per promuovere prodotti buoni, puliti e giusti ottenuti dalle terre confiscate alla mafia.  Le motivazioni sono state così sintetizzate: "il coraggioso modo di fare economia valorizzando la terra e offrendo opportunità di lavoro e nuove prospettive ai giovani per fare sistema nella bonifica sociale e ambientale del nostro Paese.Un progetto dall'alto valore dimostrativo per la collocazione geografica e per la nobiltà dell'intento, che sa concretizzarsi in competenze sul territorio e riappropriazione dei valori. Un progetto dalla forte valenza sociale e di alto impatto simbolico a difesa della legalità."

Gli altri vincitori sono stati
Gli altri Ethic Award sono stati assegnati a:
-per l'area Greening, SMA con il progetto Supermercato ecocompatibile;
-per i Processi Industriali, Guna con il progetto No Patent;
-per Retailer locale e territorio-comuunità, Nordiconad con il progetto Last Minute Market;
-per l'area Il Consumatore ha premiato Ancc - Coop con il progetto Campagna Risparmia le energie
-per I giovani, Alce Nero & Mielizia
-per Minoranze e Società, Coop Adriatica con il progetto Biblioteca interculturale Mobile;
-per Il Sud del Mondo, Pedon con il progetto Scuola per figli dei lavoratori nello stabilimento del gruppo Pedon in Etiopia.

Un premio già storico
Ethic Award, creato da Gdoweek e che ha visto la prima edizione nel 2002, nasce con l'intento di premiare l'impegno che le imprese di beni di consumo, servizi, attrezzature e retailer realizzano, attraverso iniziative concrete, in una logica di sviluppo sostenibile, e quindi tendenti a un miglioramento della vita, dell'ambiente, del lavoro, della relazioni sociali e della cultura. In questa logica, il dibattito che ha preceduto la cerimonia di premiazione, in maniera del tutto innovativa e in linea l'evoluzione degli stili di vita, ha visto come protagonisti i blogger, che hanno espresso la loro visione della sostenibilità attraverso il dialogo creato da Cristina Lazzati, direttore di Gdoweek, con il supporto di Monica Fabris.

Giuria e collaborazioni
La Giuria di Ethic Award 2009 è composta da 16 membri (Giancarlo Longhi - Conai, Anna Bartolini - Consiglio Europeo dei consumatori, Marella Caramazza - Fondazione Istud, Sissi Semprini di Green Bean, Donatella Bollani - Area Architettura Gruppo 24 Ore, Laura La Posta - Il Sole 24 Ore, Marco Cuppini- Indicod ECR, Andrea Poggio - Legambiente, Gabriele Masera - Politecnico di Milano dip. Building Enviroment Science and Technology, Anna Meroni - Politecnico di Milano dip. Industrial Design, Arts, Communication and Faschino, Carlo Federico Bovini - Programma mondiale alimentare delle Nazioni Unite, Cristina Gabetti - scrittrice, Alberto Masetti Zannini - The Hub, Eric Ezechieli - The natural step, Paolo Pastore - Transfair Italia, Irma Biseo - WWF Italia) e dal presidente di giuria Monica Fabris - Gpf.
Ethic Award 2009 è realizzato con il patrocinio di Indicod-Ecr, in collaborazione con Gpf e con il contributo di Barilla, Illy, Palm e Procter & Gamble in qualità di sponsor.

Gli abiti dello show room eGo non si acquistano, si usano

È come avere a disposizione un grande armadio contenente moltissimi capi fra cui scegliere, senza però che questo armadio sia nella propria camera e senza doversi preoccupare poi di lavare né stirare gli abiti e neppure dei cambi di stagione. Il tutto a prezzi modici: ogni capo costa all’incirca quello del lavaggio di un abito in tintoria.
È quanto, in sintesi, propone eGo -ecologico Guardaroba organizzato- che ha già avuto il suo store pilot a Brescia e che ora apre uno show room (150 mq su due livelli) anche a Milano, in via Pietrasanta.

Condivisione
Basato sul concetto di una condivisione tra gruppi di donne degli stessi capi di abbigliamento, si tratta di una sorta di esperienza take-away dedicata alla donna impegnata, sempre di corsa in cerca praticità e di “soluzioni” su misura che le facciano risparmiare tempo e fatica.
Il meccanismo è semplice. Con un abbonamento annuale, si ha la possibilità di scegliere tra una collezione costituita da gonne, camicie, pantaloni, maglie e abiti interi, declinata in 5 taglie (dalla 40 alla 48) per ogni modello e prevede 8 differenti stili (tecnico, romantico, casual, folk, classico, glam, dandy, sport). “Si tratta di prestigiosi capi made in Italy –spiega Vittoria Bono, ideatrice di eGo- e per la loro realizzazione occorre una programmazione della produzione per le diverse stagioni”.
L’adesione al servizio è a numero limitato (circa 350) ed è aperta fino al 15 dicembre 2009.

Inaugurato a Bassano del Grappa il Grifone Shopping Center

Esteso su una superficie di 55mila mq e strutturato su tre livelli, ieri è stato inaugurato, a Bassano del Grappa (Vi), Il Grifone Shopping Center, centro commerciale con un ipermercato Interspar di 7mila mq, 40 negozi e punti ristorazione, e 2.200 parcheggi, di cui mille coperti. Lo shopping center servirà un bacino d'utenza a 40 minuti di percorrenza di circa 280.000 persone.

La location
Situato in un crocevia strategico tra le province di Vicenza, Padova e Treviso, tra le 40 insegne delle due gallerie (superficie totale di 18.300 mq) propone un'offerta variegata: dal megastore di elettronica Mediaworld, passando per i settori abbigliamento, con l'insegna H&M, calzature, con Pittarello, e Cisalfa, con gli articoli sportivi. Non mancano i negozi dedicati a salute, bellezza e accessori, e gli spazi destinati ai servizi.
La food court, posta in un'area al primo piano, propone tre punti per la ristorazione: il fast restaurant L'Albero, il fast food Pepè Italian Food e la pizzeria Tarantella; l'offerta di ristorazione è completata da due bar torrefazione e una gelateria.

La struttura
Posta ai piedi delle Prealpi vicentine, la struttura - il Gruppo Paterno ne è il promotore- de Il Grifone, nel pensiero del suo progettista, l'architetto Valentino Ivano Sebellin, si integra con il territorio circostante. Il design trae ispirazione dagli elementi naturali che fanno da sfondo: le montagne e le nubi. La facciata principale è infatti caratterizzata al centro da 6 creste, che simulano lo skyline delle Dolomiti. Il tutto si inserisce nella struttura ondulata in acciaio verniciato che vuole riprodurre il passaggio delle nuvole spostate dal vento, così come spesso si può ammirare da questo punto osservando l'orizzonte verso nord. L'interno è contraddistinto dall'ampia hall che ospita i tappeti mobili e gli ascensori panoramici e collega, sia verticalmente sia visivamente, i tre livelli. Il soffitto del terzo piano è costituito da una struttura ondulata che continua il movimento della facciata esterna, scaldandolo però con i toni del legno, con il quale è realizzato.

La gdo punta ancora sul volantino

Cresce l'importanza delle promozioni e le insegne riscoprono un vecchio ma efficace sistema per comunicarle: il volantino. La divisione Store audit di Nielsen ha implementato nel 2004 il servizio Folder@net, analizzando numero di pagine e prodotti, dimensioni e collocazione delle foto, composizione delle offerte merceologiche e modalità promozionali, potenzialità grocery dei pdv coinvolti.

Il 2009

I dati del primo semestre 2009 indicano un forte incremento delle promozioni: rispetto alla media 2008 il numero di referenze mediamente in promozione è passato dal 10% al 10,8% e la pressione promozionale (fatturato ottenuto mediante vendite di prodotti in offerta) è passata dal 22,7 al 24,2%. Dalla lettura dei dati dei volantini si evince che sono in continuo aumento le referenze presenti per singolo folder. Nel grocery in maniera più marcata (l'aumento è stato circa 10% in due anni, da 159 a 177) e scapito del mondo no-grocery, passato da 73 a 66. Anche se si tratta di prodotti promozionati è ancora diffusa la scelta di non pubblicare il confronto tra prezzi tagliati e prezzi originari anche se la trasparenza si sta facendo strada, poiché il consumatore si è fatto decisamente più accorto. Comunque le promozioni di entità non dichiarata sono ancora il 64% delle offerte in volantino.
Quanto alla tipologie di prodotto presenti fanno la parte del leone il fresco e la drogheria alimentare, la prima con una quota del 27,6%, la seconda con il 27,1%. Cresce l'importanza delle Pl, salite al 15%.

Retail Summit 2009 tutti i video

La crisi pesa sui rapporti tra idm e gdo. È una delle evidenze che si possono ricavare dall'ultima affollatissima edizione del terzo Consumer & Retail summit promosso da Il Sole 24 ORE in collaborazione con le testate del Gruppo GDOWEEK, MARK UP e Trasporti.

I tempi di pagamento
Uno dei temi al centro del dibattito è stato infatti il ritardo dei pagamenti ai fornitori da parte della gdo, con il presidente di Centromarca Luigi Bordoni che ha denunciato come insegne complessivamente rappresentanti i tre quarti del mercato abbiano ormai dilatato del 50% i tempi di pagamento rispetto alle previsioni contrattuali.
Al di là delle ragioni e dei torti (Vincenzo Tassinari, presidente di Coop ha replicato in diretta, Federdistribuzione ha emanato un'immediata dichiarazione contestando i dati) resta il fatto che quando la coperta diventa più stretta si cerca di tirarla il più possibile dalla propria parte: con il credit crunch disporre di denaro liquido è fondamentale.

Un rilancio sostenibile
Ma non sono soltanto le questioni contrattuali a preoccupare idm e gdo: entrambe devono fare i conti con un consumatore che sta profondamente cambiando abitudini e le strategie da implementare ne dovranno tenere conto se si vuole arrivare a un rilancio effettivo dei consumi.
Nel suo intervento di apertura nella sessione mattutina, coordinata dal direttore di MARK UP Luigi Rubinelli, Federico Lalatta Costerbosa, Partner & Managing Director di The Boston Consulting Group ha segnalato che si prospettano tempi duri per i follower per chi presenta un'offerta media; la polarizzazione dei consumi infatti è stata accentuata dalla crisi.

Crisi che, peraltro, non ha avuto solo aspetti negativi: con un'efficace citazione manzoniana, Giampaolo Fabris, ordinario di Sociologia dei Consumi all'Università San Raffaele di Milano, ha ricordato come Don Abbondio, alla conclusione della peste, dice che alla fine dei conti l'epidemia non ha fatto solo del male perché ha fatto sparire anche Don Rodrigo; analogamente il consumatore, già convinto di dover spendere meno, grazie alla crisi ha scoperto la necessità di spendere per consumi più sostenibili, e questo è un trend destinato a rafforzarsi, al di là dell'eventuale ripresa economica.

Nelle due tavole rotonde successive rappresentanti di gdo e idm hanno dibattuto dei temi del pricing e dei rapporti contrattuali tra insegne e fornitori.

Nel pomeriggio tecnologia, sostenibilità e segmentazione
La seconda parte della giornata, moderata dal caporedattore di GDOWEEK Ugo Stella, ha visto Fabio Vacirca di Accenture illustrare i rapporti fra crisi e cambiamenti introdotti dalla rivoluzione digitale nel reatil inteso come canale di comunicazione. Luca Pellegrini, ordinario di marketing Iulm di Milano, ha parlato dei driver che guideranno la spesa del consumatore nel dopo crisi, mettendo l'accento sulle tematiche della sostenibilità. Flavio Ballerini, Ad Ncr, ha illustrato i più interessanti sviluppi tecnologici riguardanti la distribuzione, mentre ancora sulla sostenibilità come fattore chiave dei prodotti acquistati dagli italiani era incentrato l'intervento di Francesco Fuselli, di Scs Consulting. Fabrizio Morandi di Tns ha parlato di come sostenere la marca in tempi difficili.
Indi si è svolta una tavola rotonda presenti idm e distribuzione sul tema della segmentazione da cui è emerso che la migliore conoscenza possibile del proprio consumatore, unita alla fidelizzazione sono elementi in grado di contrastare il fenomeno del trading down. Infine Giuseppe Minoia, presidente di GFK Eurisko ha tirato le fila del convegno parlandoci di nuove percezioni della realtà, nuove visioni del mondo e nuovi atteggiamenti del consumatore di fronte alla crisi.

Una settimana ricca di aperture per il fast fashion H&M

Il gruppo svedese Hennes & Mauritz, ovvero H&M, gigante del fast fashion e sinonimo dell'abbigliamento cool a piccoli prezzi, inaugura questa settimana 4 store in 4 centri commerciali: due degli store, quello di Bassano del Grappa e quello di Palermo, coincidono con l'apertura dei centri commerciali, rispettivamente Il Grifone, avvenuta ieri, mentre oggi è la volta del Forum di Brancaccio.
Il
26 novembre, a Biella, sarà quindi il turno di quello nel centro commerciale Gli Orsi ed, infine, il 27 novembre a Beinasco (To) all'interno del centro commerciale Le Fornaci.
Con queste aperture, l'Italia raggiunge la quota 63 punti vendita H&M, che quest'anno, con riscontri davvero significativi (come dimostra il successo di folla e di vendita dello store di piazza san Babila a Milano), ha ampliato la rosa degli stilisti che legano una loro collezione esclusiva con H&M: dalla metà di novembre, in 200 negozi selezionati in tutto il mondo, sono disponibili modelli di scarpe firmati dal noto stilista Jimmy Choo, in grado di creare calzature glamour e sexy allo stesso tempo.
È la prima volta che H&M firma una collezione design di accessori, che comprenderà scarpe, borse e altri accessori per donna e uomo.

L'offerta dei quattro store
Lo store di Bassano del Grappa si estende su una superficie di 1.350 mq. Alle collezioni donna, con completi coordinati ed eleganti e per tutti giorni, si aggiunge sia il reparto underwear che accessori, a completamento delle diverse linee una grande offerta di denim, L'uomo potrà trovare le collezioni per tutti i giorni, i capi più casual, un ricco assortimento denim Per i più piccoli saranno disponibili capi per tutte le fasce d'età da 0 a 14 anni.
Anche il punto vendita di Palermo, si estende su un unico piano per una superficie complessiva di 1.134 mq, al cui interno si possono trovare le diverse collezioni donna insieme agli accessori. Le collezioni uomo saranno disponibili in tutte le declinazioni: dai completi per tutti i giorni, ai capi casual, dal denim agli accessori e intimo. La linea per i bambini è presente con un ricco assortimento. Entrambi i punti di vendita avranno nuovi interni, dall'effetto cabina armadio che si sviluppa in un perfetto guardaroba, arricchito e aggiornato costantemente.
Il punto di vendita di Biella, invece, si estende su una superficie di 1.000 mq su un unico piano, dove i clienti potranno trovare le collezioni donna con capi everyday, casual e eleganti, arricchiti dalla linea cosmetica, anche il reparto uomo è completato dall'intimo e da una vasta gamma di denim. Il reparto bambino, anche in questo punto vendita,è fornito di capi dal neonato all'adolescente.
Lo store di Beinasco, alle porte di Torino, invece, si sviluppa su due piani, su una superficie di 1.000 mq al piano terra si trovano le collezioni per uomo e donna complete di accessori, mentre al primo piano lo spazio sarà dedicato al bambino dalla sua nascita fino all'adolescenza.

Lo shopping di Natale sarà come quello dello scorso anno

I regali di Natale rappresentano una spesa necessaria per la maggioranza degli italiani (il 70%) e, di questi, quasi la metà la ritiene anche una spesa piacevole. Chi acquista regali lo farà prevalentemente per i familiari più stretti (87,3%) e poco meno della metà (il 45,5%) comprerà più o meno gli stessi prodotti del Natale 2008.
Tra gli articoli che saranno più gettonati spiccano i capi di abbigliamento (70,5%), i libri (63,2%), i generi alimentari (56,7%) e il vino (40,9%), gli articoli sportivi (35,4%), Cd e Dvd (33,9%). Queste le intenzioni di consumo e il sentiment delle famiglie a un mese dal Natale che emergono dall'indagine Confcommercio-Format ricerche di mercato sui consumi degli Italiani per le prossime festività natalizie.

Le buone intenzioni
Gli italiani che si comporteranno in modo analogo al Natale 2008, relativamente agli acquisti per i regali, sono il 45,5%, mentre il 33,4% dichiara che rinuncerà certamente a fare alcuni degli acquisti che avrebbe desiderato. L'11,4% è ancora indeciso sul da farsi e il 9,7% dichiara che non effettua mai gli acquisti per i regali di Natale.
Tra coloro che faranno gli stessi acquisti, prevalgono gli uomini, chi ha un'età compresa tra i 18 ed i 44 anni e chi risiede nelle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est. L'atteggiamento di rinuncia allo shopping per doni di Natale prevale, invece, più tra le donne, tra chi ha un'età tra i 45 ed i 54 anni, e tra chi vive nelle regioni del Centro e del Sud Italia.

Gli italiani e i regali di Natale
Complessivamente, i regali di Natale rappresentano una spesa necessaria per il 70% degli italiani. Di questi, il 48,1% la ritiene necessaria e piacevole (atteggiamento proprio di tutte le fasce di età, fatta eccezione per chi ha un'età tra i 35 ed i 44 anni, e fortemente accentuato nelle regioni del Mezzogiorno), mentre il 21,9%, pur considerandola necessaria, ne farebbe volentieri a meno.
Per il 30% si tratta, invece, di una spesa inutile che, nella maggior parte dei casi (il 16,5%) si è anche costretti a sostenere, mentre solo il 13,5% oltre a ritenerla inutile riesce anche ad evitarla.
I destinatari dei regali natalizi sono prevalentemente i familiari (coniuge, figli, genitori, fratelli), con l'87,3% di risposte in questo senso. Il 75,5% li dedica ad “altre persone di famiglia”, il 68,3% agli amici, il 67,1% li acquista per se stesso. Il 53,3%, infine acquista i regali per i “conoscenti”, ovvero le persone con le quali intrattiene relazioni di lavoro (clienti e fornitori), una relazione professionale (il proprio medico, avvocato, ecc), o di altro genere.

Autogrill e Negroni presentano il panino Sua maestà il culatello

Autogrill, in collaborazione con Negroni, ha presentato a Zibello (Parma) il primo panino gourmet con Culatello di Zibello Dop, da sempre universalmente riconosciuto come il gioiello dell'alta salumeria italiana.

Da oggi, 24 novembre, sarà possibile trovare nei 480 Autogrill presenti lungo le autostrade, negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, nelle città e nei centri commerciali d'Italia il panino “Sua Maestà il Culatello”, creato da Autogrill per deliziare il palato di tutti i viaggiatori.

Per Autogrill i panini speciali e tipici del territorio -con vendite in crescita di oltre il 10% nel 2008- rappresentano oggi la tipologia più venduta con circa 7 milioni di pezzi commercializzati in un anno, circa 2.700 tonnellate di salumi e formaggi acquistati.

Secondo dati aziendali, sono oltre 4 milioni i consumatori che ogni giorno consumano uno dei pasti principali lungo le infrastrutture della mobilità, ai quali si aggiungono i circa 31 milioni che scelgono il panino come pasto almeno una volta alla settimana.

Ad Asti apre Tuit per Eataly che abbina prodotti e ristorazione firmata

Si trova in via Carlo Grandi, a due passi dal Teatro Alfieri di Asti, ed è il prossimo store di Eataly: nasce dalla collaborazione con Tuit srl (che gestirà il negozio), con cui condivide la stessa filosofia, cioè quella di valorizzare i prodotti di alta qualità della tradizione agroalimentare italiana, e si coniuga il binomio ristorazione e vendita di prodotti tipici.

Piatti tipici firmati
Lo store si estende su 600 mq su due livelli e l'assortimento è di circa 2.000 referenze selezionate. Sette le postazioni del supermercato: frigo con carni sottovuoto, salumi, formaggi e latticini e pane fresco sfornato all'alba; sugli scaffali paste, conserve, scatolame, dolci e biscotti e tante altre specialità con il brand di Eataly.
Al primo piano vi è anche il ristorante per il pranzo veloce con 50 coperti, mentre al piano superiore si trova la sala per la cena, il cui prezzo medio è intorno ai 35 euro.
A Tuit - Eataly si potranno degustare piatti tipici italiani preparati dallo chef Davide Sproviero, dal suo staff e da un consulente d'eccezione: Luca Zecchin, chef stellato di “Da Guido di Costigliole”.
Tra le altre iniziative, sono previste escursioni nelle aziende agricole della zona in modo da far conoscere i prodotti locali e le tecniche di produzione che li rendono eccellenti.

Italian Food Excellence

dmc

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