Home Blog Pagina 180

Guido Gobino raddoppia a Milano

Secondo locale a Milano per l'artigiano del cioccolato Guido Gobino che in corso Magenta apre il sesto punto di vendita italiano

Secondo punto di vendita nel capoluogo lombardo per Guido Gobino, artigiano del cioccolato e ambasciatore del Made in Italy nel mondo, realizzato in Corso Magenta 36. A Milano aveva già aperto uno store in Corso Garibaldi 39. In Italia è la sesta struttura dell’insegna.

Il locale combina il nero assoluto della boiserie esterna con l’arancione del marchio mentre all’interno predomina il bianco. Il design degli interni è lineare e scandisce gli spazi attraverso i materiali: legno di toulipier in bacchette a mezzo toro inchiodate una ad una sul posto per l’area dedicata alla vendita di cioccolato e pasticceria. Il marmo bianco screziato in nero per l’area snack e colazione.  Entrambi i materiali si incontrano nella caffetteria dove si possono sperimentare le miscele di caffè Lavazza associate ai blend di cacao del cioccolato Guido Gobino.

L’offerta comprende produzione di pasticceria ispirata alla tradizione francese, con croissant, pain au chocolat e golose torte mono porzione, ma anche pasticceria salata perfetta per pranzi veloci o aperitivi torinesi a base di Vermouth e cioccolato.

La Bottega di Corso Magenta rappresenta un approdo strategico per un ulteriore sguardo volto in avanti, un punto fermo per evolvere ancora rimanendo sempre fedeli al nostro dna -sottolinea Guido Gobino- Ogni giorno da sempre seguo di persona e con passione tutta la lavorazione del cacao e i suoi processi interamente in azienda, dalla tostatura alla raffinazione, sono come un farmacista nel suo laboratorio”.

 

Pac 2000A e Conad Sicilia: avviata la fusione

Conad Favara
Inizia a concretizzarsi la fusione tra le due cooperative in un unico gruppo che sarà attivo a partire da gennaio 2020 e che opererà in 5 regioni

Si concretizza la fusione tra le due cooperative Pac 2000A e Conad Sicilia in un unico gruppo da 4.5 miliardi di euro che opererà su 5 regioni: Umbria, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia. La nuova cooperativa conta ad oggi una rete vendita di 1.468 strutture che producono un giro d’affari di oltre 5.5 miliardi di euro e un patrimonio netto di circa 700 milioni di euro. Sarà effettiva dal primo gennaio 2020 mentre il nome che la identificherà sarà scelto nei prossimi mesi.

Le sfide per lo sviluppo prevedono

  • il consolidamento del modello imprenditoriale Conad
  • il rafforzamento competitivo
  • nuove sinergie logistiche e organizzative
  • una maggiore capacità d’investire per un piano di crescita e di sviluppo in tutto il centro e sud Italia.

La sede principale sarà a Perugia mentre le sedi siciliane di Partinico e Modica verranno mantenute per la continuità delle attività nella regione.

Oggi è un giorno davvero speciale. Questa operazione ci permette di essere un grande gruppo con la potenza e il peso di una grossa azienda capace di poter reggere la competizione commerciale senza però perdere l’agilità di un’impresa territoriale -commenta Danilo Toppetti, direttore generale di PAC 2000A-Conad-. Non possiamo, però, fermarci a compiacerci dei nostri successi perché i mercati si evolvono con rapidità incredibile. Per essere vincenti dobbiamo migliorarci, essere pronti ogni giorno a sperimentare qualcosa di nuovo”.

Vittorio Troia, direttore generale di Conad Sicilia, aggiunge: “Siamo un’azienda che crede nel sud e investe per la crescita del suo territorio. Metteremo a fattor comune strategie, investimenti, professionalità e competenze per supportare la crescita dei nostri soci imprenditori e sostenere nello stesso tempo l’economia locale, rafforzando la collaborazione con le tante aziende siciliane con cui lavoriamo quotidianamente (Sono 310 le imprese siciliane con cui abbiamo sviluppato nel 2018 un fatturato di oltre 130 milioni di euro). Tutto questo mantenendo lo stesso presidio sulla regione costruito in oltre 45 anni di storia di Conad in Sicilia e senza perdere di vista l’identità e le peculiarità dei singoli territori che faranno parte di questa grande azienda, nel pieno rispetto dei valori di Conad e del modello imprenditoriale cooperativo, che mette al primo posto le persone e la valorizzazione delle eccellenze locali”.

Infine, l’Ad di Conad, Francesco Pugliese, sottolinea: “Una fusione che rafforza il sistema Conad nel Sud Italia. È un ulteriore passo del processo di rafforzamento del nostro sistema, che diventa sempre più solido e più pronto a cogliere le sfide che si presentano in ogni area del Paese, nell’interesse delle comunità locali”.

 

 

 

Conad Nord Ovest: gli obiettivi per la crescita esposti ai fornitori

Aumentare competitività ed efficienza sono gli obiettivi di Conad Nord Ovest che sottolinea l'importanza di nuove strategie commerciali

Il futuro di Conad Nord Ovest, la cooperativa nata dalla fusione tra Conad del Tirreno e Nordiconad, si basa su attività strategiche mirate ad aumentarne la competitività e l’efficienza. Nei piani del gruppo c’è la crescita della marca del distributore e di tanti piccoli e medi produttori locali oltre che la valorizzazione della filiera agroalimentare.

Questo obiettivi sono stati esposti ai fornitori ai quali la cooperativa ha sottolineato l’importanza dello sviluppo di nuove sinergie commerciali, anche a seguito dell’operazione Auchan.

Sono attualmente 1.651 le aziende fornitrici nelle regioni in cui opera la cooperativa (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna nelle province di Modena, Bologna e Ferrara, Toscana, Sardegna e Lazio nelle province di Roma e Viterbo), che conta 220 mila mq di magazzini e 200 milioni di colli distribuiti all’anno.

L’amministratore delegato di Conad Nord Ovest, Ugo Baldi, sottolinea: “Rinnoviamo l’impegno ad essere protagonisti e leader sul mercato per qualità, per quantità, innovazione

Convention fornitori CONAD NORD OVEST ph.© ELISABETTA BARACCHI
Convention fornitori CONAD NORD OVEST ph.© ELISABETTA BARACCHI

e prezzo. È un percorso di squadra, di collaborazione e stimoli continui che vogliamo perseguire con maggiore determinazione con i nostri partner commerciali. Ci aspettiamo la condivisione degli obiettivi, spirito di partecipazione e voglia di sperimentare, nell’ottica della crescita e della sostenibilità. Una partnership per affrontare le sfide ancora più vicini ai territori e a chi li vive, per essere di sostegno alle economie locali e per valorizzare e contribuire al benessere delle comunità. L’operazione Auchan ci rafforza in questo percorso di crescita, ci consentirà di portare maggiori vantaggi ai clienti, crescere anche assieme ai nostri fornitori, ai quali mettiamo a disposizione una partnership attenta ed affidabile, da leader”.

Il direttore generale di business di Conad Nord Ovest, Alessandro Beretta, aggiunge: “I territori regionali italiani hanno saputo conservare tradizioni agroalimentari che si tramandano di generazione in generazione. Vogliamo che i banchi e gli scaffali dei punti di vendita di Conad Nord Ovest siano sempre più vetrine di ciò che di meglio offre l’Italia in campo alimentare e che Conad rende disponibili ai clienti, anche in un ampio assortimento di Dop e Igp, frutto di culture millenarie. Per noi è una scelta di campo che dà valore alla relazione con i clienti rendendo disponibili i prodotti della tradizione ad alta garanzia di qualità e per essere di valido supporto alle economie dei territori”.

 

Consumer & Retail Summit 2019: il video

Si è tenuta nella sede del Sole24Ore la tredicesima edizione del Consumer & Retail Summit, un'intera giornata dedicata al mondo del retail: dal rapporto tra fisico e digitale, all'empatia necessaria per far fronte ai bisogni dei consumatori fino all'utilizzo consapevole delle tecnologie.

Sul palco si sono alternati momenti di discussione e ospiti prestigiosi come Francesco Pugliese, Ad di Conad, che a proposito della recente acquisizione di Auchan, ha annunciato Spazio Conad, il nuovo nome dell'insegna. Per un approfondimento fate riferimento a questo link.

Gruppo Vega: nati per crescere

Questa la sfida di Vega, solida impresa del Nord-Est, che sta lavorando sia su nuovi format di vicinato sia sull’omnicanalità (da Gdoweek n. 14)

Un’azienda storica del panorama distributivo nazionale della d.o., che ha nei negozi di vicinato la propria specializzazione, ma anche nei discount (sono tra i soci fondatori di Eurospin) e nei drugstore: è Vega (VéGé), un’impresa famigliare il cui patron Roberto Barbon continua a svolgere un importante ruolo di riferimento, in un’organizzazione sempre più manageriale. Quali le strategie e le sfide da affrontare? Le spiega a Gdoweek Stefano Guerra, direttore commerciale.

Chi è Vega oggi?

Un retailer che serve circa 300 pdv in Veneto e Friuli, con Maxì come insegna prevalente, anche se sul territorio coesistono storicamente altre firme come Spak e Super W. La metratura media dei nostri super è di circa 650 mq prevalentemente food, con un posizionamento corrispondente al classico vicinato: per questo abbiamo una presenza capillare nei Comuni medi e piccoli delle nostre province. Una collocazione che ci consente di esprimere le tipicità dei territori, puntando prevalentemente su un’offerta basata su fresco e freschissimo. Da qualche anno, siamo presenti anche nel mondo dei drugstore con l’insegna Il Tulipano, attiva con 26 negozi.

Prevedete sinergie tra insegne food e non food?

Sì. In una logica di progressiva integrazione dei progetti di vendita per i nostri imprenditori.

State lavorando a nuovi format e/o insegne?

Attraverso importanti relazioni con il mondo dell’Università e della consulenza specializzata, abbiamo definito un nuovo store format per i negozi di vicinato, che presto racconteremo nei dettagli.

Qual è la vostra priorità?

Diventare un modello della distribuzione organizzata nel Nord-Est. Grazie alla solidità della nostra politica commerciale vogliamo essere in grado di attrarre con progetti di vendita sostenibili altri imprenditori del nostro territorio.

Gli equilibri del retail stanno cambiando velocemente, nel vostro scenario locale e a livello nazionale …

Premesso che Vega ha nel suo core business l’affiliazione e non la mera somministrazione, linea “sottile” che di mezzo mette i servizi commerciali, lo scenario competitivo del Nord-Est negli ultimi anni è stato contraddistinto da due fenomeni: l’aumentare di player di prezzo e il ritorno all’ingrosso di molti Cedi anche della gdo. In questo scenario, la solidità patrimoniale della nostra azienda ci consente di reggere il confronto di prezzo; inoltre, la pianificazione strategica ci consente di giocare un ruolo da protagonisti. In questo senso, garantiamo a tutti gli imprenditori del nostro territorio, non solo competitività, ma soprattutto una proposta commerciale di qualità.

Chi sono oggi i vostri principali concorrenti e come vi differenziate da loro?

Parlare di competitor diretti nel contesto attuale è riduttivo e difficile: i discount sono entrati a pieno titolo nelle abitudini di consumo, il fisico e il virtuale oramai sono un’unica dimensione quando si parla di commercio alimentare e gli specializzati coprono importanti aree di servizio. Oggi quindi preferiamo parlare di identità di insegna, indipendentemente dai concorrenti. È qui che vogliamo fare la differenza: abbiamo studiato format innovativi di vicinato che possono aiutare i nostri imprenditori a dire la loro in questo mercato.

Pensate di ampliarvi anche in altre attività … come la ristorazione area sempre più strategica anche per la gdo?

È un percorso inevitabile, non solo come attività di business dedicata ma come nuovo modello per fare “distribuzione”; i consumi fuori casa stanno aumentando, la bravura sarà declinare il servizio nel modo corretto: ci stiamo lavorando con il nuovo format.

Le promozioni oggi contano ancora?

Nella nostra rete di vendita di vicinato, hanno storicamente un’incidenza importante nell’area dello scatolame/drug. Nell’area del fresco e dei freschissimi prevalgono, invece, logiche di assortimento e servizio.

A proposito di eCommerce, ... minaccia o opportunità?

Senza dubbio una grande opportunità. Infatti, la stiamo sperimentando nelle sue varie forme con locker, il Clicca e Ritira e prossimamente sperimenteremo l’home delivery.

Save The Duck: 1,5 milioni di euro per lo sviluppo

save the duck hong kong
Un monomarca a Hong Kong, uno a Venezia e una serie di popup in tutta Europa. Save the Duck programma lo sviluppo sia offline che online

“Stiamo avviando un piano piuttosto ambizioso per implementare ad un ritmo sostenuto la rete e per la cui realizzazione abbiamo messo sul piatto un investimento da 1,5 milioni di euro”. L’annuncio di Angelo Piero La Runa, senior partner di Progressio Sgr, azionista di maggioranza di Save The Duck, anticipa lo sviluppo che l’insegna intende realizzare in Italia e all’estero.

Il brand di piumini 100% animal free ha appena inaugurato un monomarca a Hong Kong, all’interno del centro commerciale K11 Musea, e uno a Venezia, in Calle Fuseri 4462, a due passi da Piazza San Marco, insieme a numerosi pop-up store in tutta Europa, in alcuni dei più noti department store fra cui Citadium Rue de Caumartin e Gallerie la Fayette Haussmann a Parigi, Stef­ The Department Store a Vienna, Jelmoli e Globus a Zurigo, Peek&Cloppenburg a Berlino, Francoforte, Düsseldorf, Colonia. A breve l’ingresso anche a Barcellona.

Il piano di sviluppo prevede inoltre la diffusione della formula travel retail nei principali hub mondiali insieme al lancio imminente del nuovo eCommerce.

Nicolas Bargi, amministratore delegato del marchio, spiega: “Il nostro approccio è multicanale. Entro il 2020 i negozi monomarca arriveranno a fruttare il 5% sul totale fatturato con un obiettivo a 5 anni pari al 10%. Lo stesso target è stato fissato anche per l’eCommerce. La parola d’ordine è e sarà: omnicanalità. Con una interazione continua tra offline e online”.

save the duck MilanoIl concept messo a punto da Save The Duck è basato su criteri di ecosostenibilità e sull’uso di materiali riciclati e riciclabili. I negozi sono caratterizzati da moduli in grado di standardizzare il processo di allestimento di tutto il sistema d’arredo sia che si tratti di spazi wholesale o pop-up monomarca. Il format è stato progettato dall’architetto Caterina Frazzoni di DCMlab, specializzata in design e construction management, e dai progettisti dello studio Marcel Mauer: Antonio Pisanò e Lorenzo Baldini, vincitori del concorso indetto da Save The Duck lo scorso anno in vista del lancio del progetto retail.

L’architetto Frazzoni a riguardo spiega: “Oltre a concentrarci sulla selezione delle location, nell’ultimo anno abbiamo lavorato per ingegnerizzare il concept sperimentato in via Solferino a Milano, mettendo a punto un abaco di materiali e componenti d’arredo basato sull’utilizzo circolare della materia prima e sulla possibilità di riutilizzare gli allestimenti in toto o in parte, essendo la formula pop-up il cavallo di battaglia del nostro mondo retail”.

Sushi Daily: a Concorezzo la prima Central Kitchen

central kitchen sushi daily
All'interno della Central Kitchen, la seconda in Europa dopo quella di Amsterdam, si produrranno circa 420.000 vassoi di sushi all'anno per rifornire i punti di vendita

Il brand del gruppo KellyDeli, attivo con oltre 800 store in 10 Paesi, apre la prima Central Kitchen nel nostro Paese, realizzata a Concorezzo (Monza Brianza), vicino a Milano. In uno spazio di 180 mq i 15 collaboratori produrranno circa 420.000 vassoi di sushi all'anno per rifornire i punti di vendita Sushi Daily: più di 3 milioni di pezzi di sushi, di cui 1 milione di nigiri e circa 350mila rolls tra uramaki (oltre 260mila) e hosomaki (oltre 80 mila). In un anno verranno lavorati oltre 7000 salmoni e cotto l’equivalente di 2000 sacchi di riso.

Il locale è il secondo in Europa dopo quello di Amsterdam e si avvarrà di mezzi di trasporto dei prodotti ecosostenibili come Apecar elettriche e mezzi ibridi.

“Milano è la città italiana più internazionale e quindi la culla naturale per l’inaugurazione di una nuova Central Kitchen -commenta Emanuele Scalera, managing director di KellyDeli per l’Italia-. Siamo quindi molto soddisfatti di questo progetto, che offrirà un nuovo servizio, garantendo standard di qualità e freschezza del prodotto ancora superiori, fondamentali per i consumatori italiani. La Central Kitchen di Concorezzo si inserisce nella strategia di espansione di KellyDeli nel nostro Paese, secondo mercato del business globale del Gruppo e dove siamo leader del settore, con 157 chioschi aperti in soli sei anni”.

 

Allevamenti e ambiente, un equilibrio possibile

Montana lancia la prima carne in scatola con dichiarazione ambientale

Da sempre simbolo della convivialità estiva, fresca e leggera, la carne in gelatina è di fatto un piatto della tradizione che racchiude  caratteristiche “moderne”: pratica, si può mangiare ovunque, non si deve cucinare, ed è un piatto ricco in proteine e povero in grassi adatto a chi segue una vita attiva ed equilibrata.

Quello che distingue la carne Montana è la Filiera di Produzione tutta Italiana. La lavorazione è estremamente semplice, parte dalla materia prima prodotta fresca ogni giorno e direttamente trasformata.

I tagli derivano dalla parte magra del muscolo, che viene cotta, affettata e infine confezionata con l’aggiunta del suo brodo in gelatina. Montana oggi è anche la prima carne in gelatina in Italia con dichiarazione ambientale di prodotto EPD-Environmental Product Declaration. E ha deciso di portare all’attenzione del pubblico con il nuovo spot “Qualità al giusto Prezzo”.

Piatto Insalata

Inalca S.p.A.
Sede amministrativa e uffici, stabilimento di produzione e centro logistico:
Via Spilamberto, 30/c
41014 Castelvetro di Modena (MO)
Tel. +39 059 755111
Fax +39 059 755517-9

Richiedi informazioni all'azienda

“Per la prima volta –  spiega Giovanni Sorlini, Responsabile Qualità, Sicurezza & Sviluppo Sostenibile di Inalca. Possiamo valutare i reali consumi e impatti della nostra filiera, senza dipendere da studi scientifici appartenenti a sistemi produttivi molto diversi dai nostri”.

La produzione complessiva annuale di carne in scatola Montana è di 10.677 tonnellate. Nel calcolo totale degli impatti sono stati considerati tutti i processi: allevamento (razioni alimentari somministrate, consumi energetici e idrici, rifiuti, fermentazioni enteriche, stoccaggio e digestione delle deiezioni), trasporto, macellazione e lavorazione, distribuzione e smaltimento finale.

La Carbon Footprint si distribuisce per il 51% deriva dall’allevamento, il 21% dagli imballaggi, il 17% dalla macellazione, il 10% dalla lavorazione della carne, l’1% dalla distribuzione e meno dell’1% dallo smaltimento finale delle confezioni. In numeri, per 1 kg di prodotto le emissioni corrispondono a 6,5 kg di CO2 eq: per avere un termine di paragone, l’insalata novella ha una Carbon Footprint pari a circa 2,81 kg CO2 eq; inoltre, va ricordato che 1 kg di carne in una dieta equilibrata si consuma nell’arco di circa un mese.

La dichiarazione EPD completa è disponibile al seguente link:  https://www.montanafood.it/il-percorso-di-sostenibilita-montana/

Catena di produzione Montana

Catena di produzione Montana

Retail Summit 2019, il retail tra fisico e digital. Al via Spazio Conad

retail summit
Spunti per il retail di successo dal 13° Consumer & Retail Summit 2019, organizzato da 24Ore Business School in collaborazione con Gdoweek e Mark Up. Gli elementi sui quali puntare e le novità annunciate da Francesco Pugliese, con la nuova insegna Spazio Conad

Ecco il Consumer & Retail Summit 2019 (QUI IN VIDEO) per immaginare il retail del futuro. Uno spazio dove condividere best practice e anche comunicare le novità. Come ha fatto subito Francesco Pugliese, Ad di Conad. A confronto tutti gli attori del mondo retail, dalla gdo ai pure player digitali, dalle tecnologie al marketing. Con l'hashtag #Retail2019 il live tweet dell'evento insieme a Mark Up

Conad al Retail Summit 2019

Tra i primi interventi della mattinata, quello di Francesco Pugliese ha subito animato l'evento annunciando, al seguito dell'acquisizione del punti di vendita Auchan, la nascita di una nuova insegna, in arrivo entro la fine del 2020: si chiamerà Spazio Conad ed unirà, sotto lo stesso tetto, prodotti food, con i freschi al centro, extralimentare e servizi, rivolti principalmente alle famiglie. A supportare questa nuova insegna, che avrà una dimensione media di 6-8.000 mq (anche se molto dipenderà dalle esigenze e dalle caratteristiche dei singoli bacini di utenza), una nuova piattaforma che aggregherà servizi bancari, assicurativi, energia, ticketing, viaggi, entertainment, ristorazione, eCommerce ....

"L'obiettivo sarà rendere i punti di vendita più attrattivi, trasformandoli in luoghi, spazi per soddisfare le esigenze e i bisogni delle famiglie a 360 grazie a un'offerta conveniente, funzionale e completa, anche rispetto a quello che oggi non vendiamo nei nostri negozi, ma rientra nelle necessità di acquisto delle famiglie", ha dichiarato Pugliese, sottolineando come il tutto sarà ben comunicato in rete come nei punti di vendita.

Fulcro del progetto l'attitudine all'ascolto e al servizio, l'essere "buoni servitori" ma in senso moderno, grazie a partnership con operatori specializzati, che mettano il loro know how nella piattaforma digitale per tutto quello che non è oggi nel business di Conad, tenendo sempre in considerazione le specificità del territorio e le esigenze locali. "Si tratta di un modo di porsi fa parte della storia stessa di Conad, del suo nascere come bottega, dall'empatia e dalla soddisfazione dei bisogni reali dei clienti attraverso un ascolto profondo, grazie ai soci. La nuova insegna mette insieme queste esperienze per essere destination", ha precisato Pugliese. Esiste anche un modello di ispirazione per la nascitura piattaforma di servizi: è quello di Tesco, il cui fatturato, oggi, è diviso al 50% tra retail e servizi.

E l'eCommerce? Ci deve essere, e in futuro avrà una quota nel food tra 5 e 10%.

Ritrovare la reason why dei punti di vendita

La tavola rotonda moderata da Cristina Lazzati, direttore di Gdoweek e Mark Up, al retail Summit 2019 ha visto protagonisti Alberto Baldan, Ad di Grandi Stazioni Retail, Pippo Cannillo, presidente e Ad Maiora-Despar Cento Sud, Camilla Lunelli, direttore comunicazione Ferrari F.lli Lunelli, José Maria Robles, general manager property management di Sonae Sierra Italy, e Massimo Sacchi, managing partner di RetAPPs. Il confronto per immaginare il punto di vendita del futuro.

Il punto di vista di Grandi Stazioni - Le stazioni ferroviarie non sono affatto centri commerciali, ma hub multimodali dove le persone si incontrano senza essere chiamate, che aggregano una quantità di persone superiore a quelle di un'intera città. E ciascuna è diversa, perché va pensata come un sistema che lega la città alla stazione, quindi offriamo servizi mirati ai target diversi. Un esempio: il negozio popup chiavi in mano.

Come sarà il nuovo tenant mix? Va verso i servizi, il food (con la ristorazione e i supermercati) e la salute e benessere, con le cliniche e i centri estetici. Poi deve essere un luogo predisposto per essere fotografato su social come Instagram.

Il futuro del supermercato nelle location travel? Fare risparmiare tempo (è un servizio!), visto che i centri commerciali periferici stanno perdendo attrattività. E dovrà esserci anche l'eCommerce.

La strategia Ferrari F.lli Lunelli - Andare dove sono le persone, con i wine bar Ferrari Spazio Bollicine, e attirare i consumatori nella cantina a Trento, dove l'azienda propone un'esperienza di gratificazione, alta ospitalità e convivialità.

Sonae Sierra: fisico e digitale in un rapporto win win - Fisico e digitale devono convivere, perché il fisico umanizza il digitale.

Maiora-Despar Centro Sud, back to basic - Il digitale è dietro le quinte, secondo Pippo Cannillo, serve a ottimizzare e migliorare le basi del retail, a servire meglio i clienti, non per dare un effetto wow. Un esempio: il volantino via sms, che ha avuto molto successo anche presso gli anziani e anche in una cittadina piccola come Spinazzola. A tutto vantaggio della sostenibilità. L'altro pilastro del retailer futuro è il personale, che si valorizza attraverso formazione e meritocrazia.

RetAPPs l'omnicanalità data driven - La tecnologia è qualcosa che può velocizzare engagement e fidelizzazione, ma deve essere usata sulla base di informazioni concrete, per esempio quelle su dove s'informa il consumatore prima di acquistare, e cosa chiede.

Tra i case history presentati al Retail Summit 2019 anche quello di Zalando, Mercato Centrale, SOK.

Il brand nell'era dell'esperienza

"Sono stufo di negozi belli, pensati più per l'architettura che per gli uomini", esordisce Roger Botti, direttore generale e direttore creativo Robilant Associati. Come uscirne, per non perdere il preziosissimo patrimonio dei negozi dei nostri centri storici? Con i rituali, perché i rituali sono memorabili, possono caratterizzare il punto di vendita e far sì che il consumatore decida di frequentarlo. La pubblicità del brand invece, dice Botti, non si ricorda. E il rituale è essenzialmente il servizio, associato al brand però.

I suggerimenti che dà Botti sono semplici ma spesso trascurati dai retailer nostrani: dimostrano cura, attenzione, sono "piccole cose che toccano il cuore", che il digital non può dare. Alcuni esempi: il sorriso, il pacchetto, il teatro del fare (la granita, per esempio), la qualità top di un monoprodotto, il rituale della scelta, il rituale del consumo in un ambiente piacevole.

La ristorazione, sempre più centrale

Dopo l'intervento di Matteo Pogliani dedicato all'influencer marketing, l'ultimo panel dell'evento è dedicato alla ristorazione, con una tavola rotonda moderata da Francesco Oldani cui hanno partecipato Giancarlo Bassi, già presidente Oriocenter e Il Globo, Giampaolo Grossi, general manager Starbucks Italy e Massimo Innocenti, Ceo & founder Spontini Holding. A corredo i case history di Deliveroo con lo head of marketing Marco Galimberti, e di Pescaria, con Bartolo L'Abbate, il fondatore.

I dati portati dai relatori, in particolare Giancarlo Bassi, confermano che le nuove ancore dei centri commerciali oggi sono i ristoranti e le food court, non più l'ipermercato. Questo spinge chi gestisce centri commerciali a rivedere il mix d'offerta per rispondere a queste nuove esigenze.

Tornano anche per la ristorazione gli elementi "basici" che il retail ha messo in luce: di fronte a un'offerta che rimane la stessa, per esempio la pizza di Spontini, la differenza in Italia e all'estero la fa il punto di vendita, con le persone che lo animano, vero ambasciatore del brand.

 

Kitchen 1883, pronto all’apertura il terzo ristorante

Kroger espande la rete di Kitchen 1883 realizzando il terzo ristorante dell'insegna. Il locale dovrebbe aprire a metà novembre

Dovrebbe aprire a metà novembre, stando a quanto scrive il giornale online Grocery Dive, il terzo ristorante che Kroger apre a insegna Kitchen 1883, proprio al fianco del negozio di alimentari Anderson Township, in Ohio. L'offerta prevede, come da format dell'insegna, cocktail e un menu composto da sandwich e antipasti.

Su quali siano i piani di espansione in questo settore non è dato sapere, l'azienda infatti non conferma né si sbilancia.

Con Kitchen 1883, il nostro obiettivo è creare un luogo di ritrovo che offra un posto davvero delizioso per rilassarsi e sperimentare il nostro cibo" dichiara Daniel Hammer, vice presidente di Kroger per le nuove imprese e lo sviluppo culinario.

Ethos Profumerie lancia eCommerce e private label

Punto Vendita Ethos profumerie
In fase di sviluppo l'eCommerce di Ethos Profumerie mentre sono già disponibili nei punti di vendita della rete in tutta Italia i profumi della linea Note d'Autore

Tra i programmi di sviluppo, l'azienda evidenzia il progetto eCommerce di tutto il gruppo Ethos Profumerie, attualmente in fase di sviluppo, e il lancio della prima private label, Note d'Autore, linea di profumi che comprende quattro fragranze ispirate alle opere di Gioacchino Rossini: La Scala di Seta, L’Inganno Felice, La Donna del Lago, L’Equivoco Stravagante. Si tratta di due fragranze femminile, una maschile e una unisex.

In occasione della convention annuale, Ethos Profumerie ha tracciato un quadro dei risultati ottenuti: ha chiuso il 2018 con un risultato di gestione a +68% verso il budget stabilendo un nuovo record e un sell out di +2,94% a quantità e +6,36% a valore. L’asse alcolico ha chiuso registrando un +3,78% a quantità e un +10,24% a valore, il soin mantiene un trend positivo con un +7,40% a valore e +8,96% e il makeup, nonostante la chiusura a quantità di +0,16%, segna un +2,31% a valore.

Ethos Profumerie è oggi uno dei pochi consorzi indipendenti che non fa parte di un Gruppo internazionale. -sottolinea il presidente Maurizio Sabbioni, confermato con mandato 2018-2021 durante l'ultimo consiglio di amministrazione-. Essere composto da profumerie storiche è l'elemento che garantisce al Gruppo affidabilità, fiducia e credibilità. Tutti gli affiliati sono infatti molto ben radicati sul territorio, distribuiscono marchi di prestigio e possono mettere a disposizione del cliente una solida professionalità che si fonda sull’expertise dell’imprenditore maturo e competente”.

Mara Zanotto, direttore generale di Ethos Profumerie, garantisce: “Il 2020 sarà davvero un altro anno carico di importanti progetti e novità. Continuiamo a lavorare sui punti di vendita che restano al centro del nostro lavoro, grazie a cospicui investimenti continui su sistemi di crm avanzatissimi come ad esempio salesforce che all’anno 1 ci ha dato un ritorno in termini diretti di sell out indotto veramente eclatanti. Rispetto alle nuove aperture non c’è un vero e proprio piano: inseriremo in compagine le insegne di qualità del mercato retail che decideranno di sposare il nostro progetto e che noi accoglieremo nella nostra grande famiglia. Il lavoro non è fatto solo di numeri (che pure arrivano e ci soddisfano al massimo) ma anche di solidarietà, prossimità, vicinanza, aiuto, scambio, investimenti sui punti vendita e su strumenti super avanzati ai quali da soli non si arriverebbe mai". 

Tra le principali novità del 2020, Mara Zanotto sottolinea la Beauty Masterclass, un format che nel 2020 vedrà coinvolte diverse aziende partner di Ethos Profumerie. Si tratta di una lezione live con consigli e suggerimenti per un make-up perfetto. Un evento gratuito aperto a tutti i clienti Ethos Profumerie addicted del marchio partner.

Il gruppo opera sul territorio nazionale con 253 punti di vendita, di cui 73 al sud, 26 in centro Italia e 154 al nord, rappresentati da 99 ragioni sociali

Il servizio clienti è strategico

Quattro aziende della distribuzione moderna sotto la lente: come viene gestito il servizio clienti, con quali mezzi e con quali obiettivi? Ne parliamo con Bennet, Coop Italia, Despar Centro Sud e Lidl Italia (da Gdoweek n. 14)

Una grande squadra, tutta interna. Oppure un gruppo ristretto, formatosi con l’esperienza negli anni, magari affiancato da un call center esterno. Sempre più canali a disposizione, dal telefono alla chat, qualcuno usa anche la posta tradizionale. Che si tratti di piccole aziende con un numero ridotto di punti di vendita o di grandi realtà internazionali, il servizio clienti richiede molta attenzione e tanta formazione … perché non se ne può fare a meno.

La comunicazione infatti agisce su più livelli: i clienti desiderano un’occasione di contatto con le imprese retail, ma anche le imprese hanno bisogno di relazionarsi con i frequentatori dei propri negozi, per comprenderli meglio e sviluppare una relazione che possa anche anticiparne i bisogni.

L’assistenza clienti non è più solo il classico call center che, fino a qualche anno fa, rappresentava il riferimento principale per qualsiasi richiesta rivolta ai retailer. Oggi è diventato un ufficio, una divisione aziendale, capace di gestire la comunicazione in senso bidirezionale e multicanale, in base alle preferenze dell’utente, oltre che di entrare in relazione con le altre divisioni aziendali. Nessun canale è escluso: Lidl, per esempio, ammette di avere ancora qualche affezionato cliente che preferisce inviare una lettera per posta ordinaria. Non è sicuramente il caso più comune. I mezzi di contatto più diffusi sono la email, il telefono e, per chi ha deciso di gestirli, i social, che vincono per immediatezza di linguaggio e di risposta. I retailer più abili e tenaci sono riusciti a costruire delle community social anche molto numerose che si sono conquistate la credibilità degli utenti, un bene preziosissimo che viene affermato e difeso prima di tutto dai clienti stessi attivi online: è il caso di Despar Centro Sud.

La divisione aziendale dedicata all’assistenza clienti nasce, per le aziende che abbiamo interpellato, negli anni 2000, spesso partendo da una gestione “artigianale” delle risposte che, con l’aumentare dei clienti e delle richieste, si struttura e consolida in un vero e proprio servizio.

Tra le aziende più grandi, c’è chi ha scelto di affidare all’esterno la risposta al numero verde, come Coop Italia, decidendo, però, di tenersi stretto il coordinamento e anche il contatto diretto con i clienti nei casi più delicati o per le richieste più particolari.

Lidl, invece, ha optato per una scelta totalmente diversa: ha voluto conservare all’interno tutti gli aspetti della relazione con il cliente, impegnando molte risorse per farlo in maniera adeguata, però, contemporaneamente, si è aperto ai social. Allo stesso tempo, sta lavorando per offrire ancora più canali di comunicazione, con la massima libertà.

L’evoluzione di questo servizio riguarda anche la percezione che ne ha lo stesso retailer: inizialmente è quasi un’intrusione, perché le critiche mettono in crisi il lavoro delle persone. Successivamente diventa uno strumento di miglioramento e di crescita cui tutti contribuiscono per la propria parte di competenza. A sua volta, il cliente negli anni ha sperimentato prodotti e servizi di retailer diversi e oggi è diventato più esigente: questo si traduce in una maggiore richiesta di competenza nei confronti dell’operatore e, allo stesso tempo, uno sforzo sempre più importante da parte delle aziende.

“Quando il servizio clienti si è costituito come tale -spiega Annalisa Ciceri dell’ufficio marketing di Bennet- c’era qualche diffidenza; con il passare del tempo, grazie a un approccio molto collaborativo, alla serenità e tranquillità di giudizio, la visione è cambiata e ora viene visto come uno strumento importante per la risoluzione dei problemi”.

Le richieste vanno dall’informazione sugli aspetti più vari, come l’orario di apertura dei negozi o la meccanica di un concorso a premi, fino alla risposta ai reclami e alla raccolta di suggerimenti. L’elemento che emerge su tutti, e che in un certo senso li include tutti, è il desiderio dei retailer di entrare in relazione con le persone, con una profondità che va oltre la relazione puramente commerciale legata all’atto dell’acquisto. L’obiettivo è far sì che questa relazione sia prima di tutto positiva, piacevole, secondo il luogo comune principe del commercio: il cliente ha sempre ragione.

Non vuol dire, ad esempio, che si debba sempre e a tutti i costi accontentare il cliente. È vero, invece, che l’ascolto viene prima di tutto: è proprio alla base del concetto di servizio. La risposta ben articolata è quindi un’ovvia conseguenza.

Coop Italia per esempio ha posto l’attenzione sulla possibilità di un ascolto e di un dialogo non superficiale con il cliente, prediligendo per questo lo strumento del telefono perché dà la possibilità di spiegare e chiarire in profondità le questioni poste dai clienti.

Bennet in particolare ha sottolineato l’importanza di investire su una comunicazione di qualità, anche a livello linguistico, attraverso la professionalità delle persone, tutti laureati e adeguatamente formati, perché la scelta della parola giusta per ciascun cliente è importante. Il tema quindi emerge a tutti i livelli: nessuno cerca la risposta rapida e prefabbricata per fare prima; ci si organizza invece per rispondere in maniera efficace, comprendere il problema, se c’è, e risolverlo anche internamente, non solo con una risposta di facciata.

Parlare con i propri clienti, infatti, qualsiasi sia il canale prescelto, è un’attività indispensabile per chi si occupa di commercio e utilissima al buon funzionamento della comunicazione non solo verso l’esterno, con i clienti, ma anche all’interno dell’azienda.

Le risposte confezionate per il cliente sono frutto di un lavoro interno di approfondimento che coinvolge numerose divisioni interne: il controllo qualità sia per il food sia per il non food, l’ufficio commerciale, e quello acquisti, il marketing e la direzione del personale, con richieste tra le più varie che sollecitano l’azienda su vari fronti, spingendola al confronto interno. Inoltre, dal servizio clienti arrivano molte informazioni, suggerimenti, sollecitazioni, che la tecnologia permette di contare e quantificare, per coglierne la rilevanza effettiva e da utilizzare per riuscire a fare scelte più mirate sui bisogni e sulle attese dei clienti e prendere decisioni adeguate.

L’impiego di software specifici e integrati con i database aziendali permette alle aziende più avanzate di riconoscere immediatamente chi telefona: Bennet, ad esempio, attraverso un software di gestione, è in grado di comprendere se la segnalazione arriva da un cliente affezionato o da uno occasionale.

Questo flusso di dati e di informazioni tra le divisioni aziendali è certo positivo per la buona riuscita delle iniziative commerciali. Tanto che Lidl, per esempio, sfrutta le competenze del servizio clienti per vagliare in anticipo l’eventuale impatto di nuove iniziative, prima ancora che sia il cliente stesso a chiamare. “La forza del servizio di assistenza clienti è proprio la sinergia con gli altri reparti -chiarisce Marco Vettorato, responsabile assistenza clienti di Lidl Italia-: anzi, il suo vero valore aggiunto lo abbiamo ottenuto facendo percepire all’intera azienda la centralità dell’assistenza clienti. Infatti, adesso, se un reparto lavora su un nuovo progetto, informa anche noi e, in funzione della nostra esperienza, cerchiamo di mettere in luce, già a monte, le possibili aree di miglioramento dal punto di vista del cliente. Si realizza così un contributo proattivo che anticipa la ‘cura’ dell’assistenza clienti”.

Un interessante metodo di lavoro che inverte l’ordine dei fattori a vantaggio della buona riuscita di una determinata iniziativa e che porta ancora più le diverse divisioni all’interno dell’azienda a comunicare tra di loro.

Un lavoro non semplice, dunque, quello dell’assistenza clienti, che sempre più richiede esperienza, predisposizione, professionalità e formazione continua. Non a caso tutte le aziende si impegnano nella formazione, focalizzata ovviamente su informazioni relative alle attività aziendali, alle nuove tecnologie, come i social, alle normative sulla privacy come il Gdpr, ma soprattutto sull’uso di strumenti adatti per una comunicazione efficace e per una gestione emotiva dell’ascolto. Affrontare clienti infastiditi o arrabbiati non è magari troppo frequente, ma, anche se raro, nemmeno è piacevole o semplice: la formazione si rivela quindi indispensabile così come la capacità di sdrammatizzare e condividere con i colleghi le esperienze, per trarne un vantaggio diretto all’azienda e alle persone che la frequentano, clienti e dipendenti che siano.

Video tour: Md, oltre il format discount

Nuova tappa de #ilviaggio, che visita MD, il discount fondato dal Cavaliere Patrizio Podini, che quest'anno festeggia 80 anni e anche 100 anni dell'attività della sua famiglia.

Questo store di Grumello sul Monte (Bg) rappresenta anche oggi il punto di riferimento della catena in termini di assortimento, layout e percorso merceologico.

Luminosità, freschezza e funzionalità: questi gli elementi che contraddistinguono questo
negozio che si sviluppa su quasi 1.300 mq, una dimensione maggiore della media, che infatti permette maggiore profondità e ampiezza all'assortimento e che nasce come perfetta integrazione tra l'esperienza di Ld (la firma discount acquisita da Gruppo Lombardini nel 2013) e il know di Md.

"La struttura di questo negozio rappresenta bene la validità del processo di integrazione tra le due aziende, che ha permesso di unire i punti di forza di entrambe le insegne e creare una formula nella quale il consumatore si riconosca -spiega Alessandro Santagada, responsabile ufficio marketing-. Alla base, c'è una comune visione e competenza nella gestione dei supermercati che ha portato a mantenere un percorso meceologico analogo, in linea con le abitudini consolidate dei consumatori, in un ambiente che fa sentire a proprio agio le persone".

Coop Alleanza 3.0: un albero per ogni nuovo socio

In collaborazione con Legambiente e AzzeroCO2, Coop Alleanza 3.0 lancia l'iniziativa Un nuovo socio un nuovo albero a sostegno dell'ambiente

Parte la campagna rivolta ai giovani tra i 18 e i 25 anni lanciata da Coop Alleanza 3.0 con  Legambiente e AzzeroCO2  che ha come obiettivo di piantare tremila alberi lungo la dorsale Adriatica. L’iniziativa Un nuovo socio un nuovo albero, lanciata il 28 settembre in concomitanza del primo Saturday for future, giornata del consumo responsabile promossa da ASVis – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, sarà attiva dal 1° al 31 ottobre.

Chi deciderà di diventare socio di Coop Alleanza 3.0, la Cooperativa si impegnerà a piantare un nuovo albero nelle aree identificate all’interno delle 9 regioni in cui è presente. Al nuovo socio verrà inoltre consegnato un carnet di buoni a copertura (parziale o totale) della quota sociale di 25 euro, spendibile per l’acquisto di prodotti Vivi Verde Coop.

Si tratta di prodotti progettati e realizzati tenendo conto del loro impatto ambientale. Gli alimentari, infatti, provengono interamente da agricoltura biologica e quelli non alimentari sono ecologici perché certificati Ecolabel o concepiti per la massima sostenibilità ambientale.

Nell’iniziativa saranno coinvolti tutti i 377 punti di vendita di Coop Alleanza 3.0, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia. Questa iniziativa è parte del più ampio progetto di riqualificazione del territorio nazionale Mosaico Verde, creato da AzzeroCO2 e Legambiente con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ANCI, FSC® Italia e di altre importanti realtà nazionali.

“Il progetto  -spiega Adriano Turrini, presidente di Coop Alleanza 3.0- si inserisce nella più ampia strategia di sostenibilità della Cooperativa, è solo la prima di una serie di iniziative di riforestazione che intraprenderemo nei prossimi mesi con l’ambizione di portare il nostro ‘contributo green’ in tutti i territori in cui siamo presenti. Vogliamo così dare vita ad un percorso coerente che sappia dare risposte concrete alla lotta ai cambiamenti climatici. La nostra sfida è rivolta ai giovani della ‘Generazione Greta’, il nostro obiettivo è quello di piantare almeno 3000 alberi, a loro mi rivolgo perché ci aiutino a superare questo traguardo, noi siamo pronti.”

 

 

Esselunga al fianco di Fondazione Telethon

Inizia il 30 settembre e si sviluppa fino al 12 ottobre l'iniziativa promozionale avviata da Esselunga a sostegno della ricerca scientifica

L’accordo pluriennale siglato da Esselunga e Fondazione Telethon prevede la realizzazione di numerose attività con l’obiettivo comune di raccogliere fondi a sostegno della ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare.

Per concretizzare il suo impegno, l’insegna mette a disposizione nei punti di vendita della rete numerosi prodotti contrassegnati da un cartellino dedicato. Il consumatore, acquistandoli, potrà partecipare attivamente. La promozione è attiva fino al 12 ottobre e prevede più soluzioni di donazione, da 20 centesimi a 2 euro a seconda dei prodotti acquistati. L’importo della donazione che Esselunga devolverà e il valore cumulato nel periodo dell’iniziativa verranno riportati sullo scontrino. La campagna sarà valida anche per le spese effettuate online su Esselunga.it e nelle profumerie EsserBella.

L’iniziativa prevede anche un’ulteriore possibilità nell’ambito del programma di fidelizzazione: dal 14 ottobre 2019 al 12 aprile 2020, attraverso il catalogo Fìdaty legato alla raccolta punti e al catalogo premi, con 500 punti i clienti permetteranno a Esselunga di donare 10 euro a Fondazione Telethon per il sostegno al progetto Come a casa, nato per accogliere le famiglie dei bambini che da tutto il mondo arrivano all’istituto San Raffaele-Telethon di Milano.

“La partnership con Fondazione Telethon conferma e rafforza la nostra vocazione del

Luca di Montezemolo, presidente Fondazione Telethon, e Sami Kahale ,direttore generale di Esselunga
Luca di Montezemolo, presidente Fondazione Telethon, e Sami Kahale, direttore generale di Esselunga

servizio alla comunità in molteplici ambiti - commenta il direttore generale di Esselunga Sami Kahale-. Come Esselunga siamo impegnati da anni in attività di sostegno nella cultura, nel sociale, nella salute, nell’educazione. Da oggi, con l’avvio di questa collaborazione che ci onora e ci rende felici, daremo il nostro contributo alla ricerca sulle malattie genetiche rare assieme ai nostri clienti, che saranno a loro volta protagonisti nella solidarietà con quella generosità che molte altre volte hanno mostrato in passato. Fare la spesa in modo responsabile e aiutare la ricerca è la sintesi perfetta del nostro modo di aiutare la comunità”.

Il presidente di Fondazione Telethon, Luca di Montezemolo, aggiunge: “Un’altra eccellenza scende in campo a favore della ricerca scientifica. Con Esselunga rafforziamo in modo importante quella fitta rete di donazioni che rende il nostro Paese tra i più generosi al mondo e rende possibile la missione di Fondazione Telethon”.

 

 

Lidl: espansione e scelte ecosostenibili

Lidl-esterno
Le ultime aperture di Lidl da nord a sud potenziano la rete italiana. L'insegna ha inoltre bandito la plastica dai propri negozi

Si consolida la presenza dell’insegna in Italia dove negli ultimi mesi ha realizzato nuove strutture potenziando la rete italiana attualmente formata da oltre 630 punti di vendita. Lidl ha aperto, infatti, uno store in via Trieste a Lissone (Mb) all’interno del parco commerciale che sorge sull’area un tempo occupata da uno stabilimento produttivo di Motta. Per questa apertura sono state assunti 26 collaboratori. Anche in questo locale, come da consuetudine dell’insegna, sono state adottate soluzioni ecosostenibili: il supermercato, che rientra in classe energetica A+, è dotato di ampie vetrate per favorire la luminosità naturale, oltre che di pareti coibentate e a bassa dispersione energetica. L’edificio ha un’area vendita di circa 1.300 mq e dispone di un impianto fotovoltaico da 120 kW. L’offerta comprende più di 2.000 prodotti di cui oltre l’80% Made in Italy.

Anche al sud Lidl ha rafforzato la sua presenza. A Bitonto (Ba) è stato realizzato un Lidl-internonegozio, in via Lazzati, di 1.300 mq, nel quale sono stati assunti 15 collaboratori. L’azienda ha realizzato a fianco del punto di vendita un parco giochi per bambini da 450 mq attrezzato con giostre e arredamento urbano. È disponibile un parcheggio da circa 100 posti auto. Anche in questo caso sono stati adottati accorgimenti nel rispetto dell’ambiente: la struttura, in classe energetica A+, è realizzata con materiali altamente coibentanti e dispone di un impianto fotovoltaico da 120 kW e di un sistema di recupero delle acque piovane.

Infine a Trieste Lidl ha aperto un punto di vendita di 1.500 mq situato in via Pollaiuolo, angolo con via Ippodromo. La struttura si sviluppa su due piani e vede al piano terra la zona vendita, mentre al primo piano circa 90 posti auto a disposizione dei clienti. Anche questo edificio rientra in classe energetica A.

Il no di Lidl alla plastica monouso

L’impegno di Lidl nei confronti dell’ambiente si concretizza nella scelta già avviata  di mettere al bando nei propri negozi le stoviglie monouso. Da luglio, infatti, sono in vendita piatti, bicchieri e posate in fibra vegetale biodegradabili e compostabili. L’insegna calcola così di togliere dal mercato circa 450 milioni di unità tra piatti, bicchieri e posate in plastica che corrispondono a quasi 2.000 tonnellate annue. I nuovi prodotti in fibra vegetale compostabile hanno un packaging interamente riciclabile e sono realizzati da aziende italiane. Le nuove referenze comprendono piatti piani e fondi, tre tipologie di bicchieri e posate prodotte in PLA, Mater-Bi e polpa di cellulosa. Una gamma di prodotti che porta il marchio Aromata, la private label sviluppata da Lidl grazie alla collaborazione con i propri fornitori. In questo ambito anche insegne come U2 si sono attivate facendo scelte strategiche nel rispetto dell'ambiente.

"Togliere da scaffale la plastica monouso è un'azione altamente impattante che, come azienda socialmente responsabile, ci auguriamo possa influenzare lo stile di vita di tutti i nostri milioni di consumatori -afferma Eduardo Tursi, amministratore delegato acquisti e marketing di Lidl Italia-. Abbiamo deciso di muoverci in anticipo rispetto al recepimento della direttiva europea perché l'impegno di ridurre del 20% l'impiego di plastica entro il 2025 per noi è prioritario e non può attendere”.

L’ingresso in Italia (online e offline) di Canada Goose

Canada Goose Milano
Primo punto di vendita in Italia, il secondo in Europa dopo Londra, per Canada Goose che apre anche l'eCommerce per il mercato italiano

Primo punto di vendita nel nostro Paese per Canada Goose che a Milano realizza uno store, il secondo in Europa dopo quello di Londra, situato in via della Spiga 10. In occasione di questa apertura, che segna l’ingresso ufficiale del brand in Italia, è stato attivato anche il canale eCommerce per il mercato italiano. La struttura meneghina si sviluppa su una superficie di 400 mq su doppio livello e ospita al suo interno la “cold room” per testare le giacche del brand in condizioni climatiche estreme, fino a -25 gradi, come già sperimentato da Woolrich nel suo store di Milano aperto lo scorso anno.

“Il nostro nuovo negozio consente ai nostri fan, che vivono a Milano o la stanno visitando, di esplorare tutte le nostre collezioni in un ambiente accattivante e di scoprire la storia dietro i nostri prodotti attraverso un’esperienza senza filtri” dice Dani Reiss, presidente e ceo di Canada Goose.

Lo store rende omaggio alle figure chiave del design e dell’architettura milanese degli anni ’50, come Gio Ponti, grazie all’utilizzo di materiali naturali e mobili di arredo provenienti dal Canada e dall’Italia. Il design del negozio è arricchito dall’esposizione di opere di artisti come Qavavau Manumie, Alex Fischer e Meghan Price, che raccontano attraverso l’arte il Nord del Canada.

Il negozio dispone di un camerino con una tecnologia di controllo climatico, in grado di ricreare al chiuso le diverse temperature stagionali. Questo permette al cliente di testare il prodotto alle condizioni climatiche per le quali è stato progettato. In occasione di questa apertura, Canada Goose ha lanciato l’iniziativa Live in the Open, una campagna globale che traccia il profilo di tre artisti come Alice Pasquini, Jiayi Zhao e Jordin Tootoo raccontato nel documentario che segna la campagna del brand diretto dal regista Janssen Powers con la collaborazione della fotografa Diana Markosian.

Canada Goose gestisce attualmente 15 store diretti (incluso Milano) in tre continenti: America, Europa e Asia.

Carrefour Italia: 5.000 prodotti a prezzi ribassati

Carrefour Italia ribassa i prezzi
Per rispondere alle esigenze dei consumatori, Carrefour Italia avvia una promozione che prevede 5.000 item a prezzi più bassi in tutta la rete italiana

La nuova iniziativa messa a punto da Carrefour Italia rientra nel programma Act for Food, che ha tra i suoi primari obiettivi quello della democratizzazione dei consumi. L’insegna propone, infatti, negli oltre 1.000 punti di vendita della rete sul territorio nazionale (Ipermercati, Market ed Express), fino a 5.000 prodotti a prezzo ribassato. Si tratta di prodotti appartenenti a brand scelti frequentemente da parte dei clienti Carrefour. Con questa campagna, il gruppo vuole ribadire la vicinanza ai bisogni dei propri clienti, “enfatizzandone il messaggio e comunicandolo in maniera chiara e diretta, con un impatto su tutto il territorio nazionale”.

Per promuovere l’iniziativa ha avviato una campagna mediatica caratterizzata dal claim Vi abbiamo ascoltato. Carrefour ribassa i prezzi, sviluppata assieme alle agenzie già partner di Carrefour Italia (Publicis per la parte creativa, Havas Media per il planning offline, Simple Agency per il planning Digital e H48 per il Social).

Video Tour: Rossella Brenna racconta il supermercato U2 di Opera

Il punto di vendita consolida la presenza in provincia di Milano di U2 Supermercato e conferma l'impegno ecosostenibile dell'insegna

Si consolida la presenza dell’insegna nella provincia milanese. A Opera apre un punto di vendita U2 Supermercato di 1.700 mq, situato in via Diaz, ad angolo con via Trebbia.

In questo store, nel quale U2 prosegue l’impegno ecosostenibile del Progetto Zero avviato a Codogno con azioni mirate tra cui la riduzione dell’utilizzo della plastica, manca il servizio di pane in doratura. Si troverà, invece, pane fresco, consegnato due volte al giorno dal vicino store Iper la Grande I di Rozzano, distante pochi chilometri. Una collaborazione che ha permesso di realizzare in questa struttura anche un’area dedicata ai fiori, con il know how dell’insegna del Gruppo Finiper.

L’area vini, che ha mantenuto la tradizionale caratterizzazione della distinzione fasce prezzi di U2 da 3 a 6 euro, propone anche una selezione di vini più costosi esposti in due isole separate, una per i rossi e una per i bianchi, contraddistinte dalla denominazione Vini pregiati.

Risulta più marcata, inoltre, in questo supermercato la comunicazione di prezzo mentre si consolida l’integrazione tra U2 e Il viaggiator goloso. Nel reparto ortofrutta una specifica area è dedicata ai prodotti a km 0 ben evidenziati instore.

Sono, inoltre, disponibili i tradizionali reparti di gastronomia, macelleria e pescheria servite, l’ortofrutta e il reparto sushi. Inoltre, i clienti avranno a disposizione il servizio Wi-Fi gratuito, le colonnine per la ricarica dei cellulari e il Locker Amazon per il ritiro degli acquisti effettuati online.

L’offerta comprende 9.450 referenze, tra le quali 300 di gastronomia/panetteria, 300 di ortofrutta, 200 di carne, un assortimento di latticini e salumi (1.000 referenze), surgelati (550 referenze), scatolame (4.300 referenze) e prodotti non food (2.800 referenze). In assortimento sono presenti i prodotti firmati il Viaggiator Goloso, U! Confronta&Risparmia, le linee ecologiche di prodotti per la casa Green Oasis Casa ed EcoU!, oltre ai prodotti di marca industriale.

La voce del retail passa dal servizio clienti, importante attrezzarsi

How can I help you? Beautiful call center workers in headphones are working at modern office.
L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 14)

Se c’è una cosa di cui oggi i retailer non possono proprio fare a meno è il servizio! E ancora di più devono avere “voce”, devono essere accoglienti, gentili, preparati. I canali si sono moltiplicati, con Facebook in prima fila, ma poi c’è il famoso “numero verde”, l’accoglienza dentro al punto di vendita, il sito dell’insegna e quello del negozio, ... e la (buona) gestione del rapporto con il cliente diventa sempre più cruciale.

Adesso, mettiamoci il cappello da cliente: qual è la fila che odiamo di più (a parte quella della poste)? Quella al servizio clienti, perché già il dover fare la coda (e non cambia quando siamo in attesa al telefono) è già di per sé un disservizio. Inutile, inneggiare al cliente chiedergli dati, “frugare” nelle sue spese, fare data mining, se poi quando questo alza la mano e dice: “Ho bisogno di voi!” si trova in un girone dantesco, dove viene fisicamente o telefonicamente, rimbalzato a destra e a manca.

A onor del vero, quando ci si decide a presentarsi al servizio clienti, è quasi certo che si tratti di una lamentela, oppure una richiesta, qualche volta possono essere suggerimenti, ma 90 volte su 100 è una grana.

E allora che si fa? La tecnologia aiuta con i Chatbot per scremare, le FAQ che risolvono i dilemmi più semplici o servono ad indirizzare alla persona giusta, ma alla fine, davanti ad un problema, molti vogliono avere qualcuno con cui parlare.

D’altra parte, è nel significato stesso della parola, Treccani docet, servizio: “Prestazione volta a soddisfare un bisogno umano”, quindi è necessaria tanta formazione, perché quella persona, in quel momento, sarà la chiave di volta del futuro della relazione con quel determinato cliente.

Inoltre, non dimentichiamo che più ci si mette “a disposizione” più si deve essere in grado di esserlo sul serio. Non ci si può esimere. Nessuna risposta o risposte vaghe, o peggio ancora brusche o addirittura maleducate sono dei boomerang; anche perché, ogni cliente è anche un ambassador, qualcuno, cioè, che racconterà la sua “fantastica” o “pessima” esperienza a chiunque lo voglia ascoltare. Meglio, dunque, attrezzarsi.

Despar conquista la Romagna

Despar misano adriatico
Si tratta del primo punto di vendita diretto di Despar in provincia di Rimini. L'insegna conta di espandersi ulteriormente in Romagna

Aspiag Service, la concessionaria Despar per il Triveneto e l’Emilia-Romagna, apre il primo punto di vendita dell’insegna diretto in provincia di Rimini e chiarisce l’interesse di allargare la presenza nei prossimi mesi in Romagna.

Lo store è stato realizzato a Misano Adriatico in via del Mare. Il supermercato, per il quale sono state assunte 34 persone, sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20 e la domenica dalle 8.30 alle 19.30. Propone un assortimento prevalentemente alimentare, composto da oltre quindicimila referenze. L’insegna ha scelto molti prodotti del territorio provenienti da fornitori locali.

“Abbiamo investito e concretizzato diverse aperture in Emilia, ma ora puntiamo sulla Romagna: è la prima volta che usciamo dal ravennate e vogliamo così dare un contributo diretto per un'offerta di qualità a favore del consumatore finale -afferma Alessandro Urban, coordinatore del centro distributivo dell'Emilia Romagna-. In Romagna infatti abbiamo già diversi affiliati, ma quello di Misano Adriatico è il primo punto di vendita diretto in provincia di Rimini e puntiamo a far conoscere il marchio con l'abete e soprattutto soddisfare la clientela nei comuni di Misano e Riccione”.

Paola Pavanini, capo area vendite dirette dell'Emilia Romagna, aggiunge: “Siamo un’azienda che cresce e crea occupazione e relazioni con i produttori nei territori in cui si sviluppa  e quello che è emerso studiando la zona del riminese e in particolare di Misano Adriatico è anche la voglia di stabilità e di continuità da parte dei lavoratori. Non solo estate, non solo turismo: il servizio che offriamo da oggi è dedicato anche ai residenti 12 mesi l'anno”.

 

Granarolo aderisce all’iniziativa SaturdaysforFuture

A luglio l’annuncio del piano triennale ispirato al Goal 12 Produzione e Consumo responsabili, oggi la partenza di iniziative anti-spreco rivolte ai consumatori

Convinta dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sottoscritta nel 2015 da 193 Paesi dell’Onu, e dell’urgenza di decisioni importanti da parte delle aziende alimentari e delle istituzioni sulle filiere produttive, con un impegno rendicontato sul Goal 12 “Produzione e Consumo Responsabili”, Granarolo ha deciso di aderire all’iniziativa SaturdaysforFuture promossa da ASvis, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

L’obiettivo condiviso con ASviS è quello di contribuire a migliorare le abitudini di spesa, trasformando il sabato nel giorno di sensibilizzazione e impegno per la produzione e il consumo responsabili a favore dello sviluppo sostenibile.

Abbiamo bisogno che più istituzioni, più aziende, più consumatori attenti facciano sentire la loro voce, portando maggiore consapevolezza nelle case, sottolineando la grande responsabilità che ognuno di noi ha nel produrre, nell’acquistare, nel buttare”, commenta in una nota Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo. “Dobbiamo semplificare la sostenibilità senza banalizzarla. Sempre più il consumatore dovrà essere complice della sostenibilità di agricoltori e allevatori”.

Concretamente tre le azioni messe a punto da Granarolo in occasione di SaturadaysforFuture:

1. Distribuzione gratuita e fino a esaurimento scorte di un prodotto a data corta a chiunque si rechi nelle giornate di sabato in uno dei tre spacci Granarolo siti a Bologna, Castelfranco Emilia (MO) e Gioia del Colle (BA). L’iniziativa è valida dal 28 settembre al 30 novembre.

2. In prossimità degli spacci le famiglie potranno partecipare a laboratori gratuiti orientati a recuperare il packaging dei prodotti. Una campagna social solleciterà mamme e papà a portare una bottiglia del latte o un vasetto di yogurt o di mascarpone da casa e da questi nasceranno oggetti da poter riutilizzare.

Carrefour Express: due nuove strutture a Milano

Coni-Zugna Carrefour Express
Si consolida la presenza di Carrefour nell'area milanese dove l'insegna inaugura due punti di vendita express. In provincia sono attive 154 strutture

Si espande la rete di Carrefour Italia che a Milano e provincia inaugura due punti di vendita a insegna Express, il primo in via Coni Zugna 63, aperto dal lunedì al sabato dalle 8 alle 21 e la domenica dalle 8 alle 20, il secondo in via Roma 19 a Cologno Monzese, aperto dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20 e domenica dalle 9 alle 13. Gli store rispecchiano la formula dell’insegna con un’offerta di prodotti freschi, piatti pronti, scatolame e comparto non food per un assortimento complessivo di circa 4.500 referenze di cui oltre 1.400 a marchio Carrefour Bio, Filiera Qualità Carrefour e Terre d’Italia. In questi punti di vendita sono accettati i buoni pasto elettronici e cartacei. Tra i servizi anche la consegna a domicilio e la lavanderia.

Con queste aperture Carrefour Italia consolida la sua presenza a Milano e provincia dove opera con 56 negozi a insegna market, 94 Carrefour express, 4 Ipermercati, per un totale di 154 punti di vendita.

Qui Discount aderisce a Italy Discount

L'insegna Qui Discount, società del Gruppo O.H. spa, opera con 85 punti di vendita dislocati in regioni come Basilicata e Campania

Nuovo ingresso nella compagine di Italy Discount che conta oggi 360 strutture, nato nel 2013 per volontà di due Soci Realco e Tatò Paride. Qui Discount, insegna che opera con 85 punti di vendita, società del Gruppo O.H. spa, entra a far parte del consorzio. La “spesa economica di vicinato” è il format che Qui Discount ha sviluppato in regioni come Basilicata e Campania e su cui continuerà a lavorare.

Tanti imprenditori, come me -sottolinea la presidente Bruna Lami- hanno trovato nel Consorzio Italy D. una risposta tanto semplice quanto convincente alla nostra esigenza di competitività, distintività, servizio nei nostri punti di vendita di vicinato. Ci siamo ritagliati un ruolo da protagonisti nella prossimità attraverso una offerta calibrata, con prodotti freschi e freschissimi di qualità dando contestualmente l’opportunità, ai nostri clienti, di risparmiare con i nostri prodotti esclusivi. La semplificazione dell’offerta fa risaltare i prodotti del territorio che rivestono un ruolo fondamentale nell’assortimento”. Bruna Lami si dice certa che la forza di questo progetto sia nella “filiera corta decisionale che si esplicita nel confronto continuo e serrato tra soci e consorzio, nella condivisione e nella coerenza”.

Mirco Pincelli, amministratore delegato di Italy Discount, aggiunge: “Qui Discount non apporta al sistema solo fatturato e punti di vendita bensì credibilità, affidabilità, coerenza e spirito costruttivo. Ci auguriamo che questo importante ingresso sia di stimolo per altri imprenditori per poter essere sempre di più e meglio la risposta alla sempre maggiore richiesta di competitività, distintività, semplicità e innovazione”.

 

Penny Market food donor della campagna #NonCiFermaNessuno

penny market e banco alimentare
#iofacciodipiu. Parte la campagna sociale, sostenuta da Penny Market e con la presenza di Banco Alimentare, che vede protagonisti gli studenti universitari

Torna, per il sesto anno, la campagna sociale #NonCiFermaNessuno, grazie alla quale gli universitari italiani donano 10.000 pasti completi  al Banco Alimentare messi a disposizione dal food donor Penny Market Italia.

Il progetto motivazionale universitario, ideato da Luca Abete, inviato di Striscia la Notizia,  si sviluppa attraverso vari canali: un tour nelle principali università italiane; una community online; una serie di SchoolDay destinati agli studenti delle scuole superiori; un laboratorio permanente dei linguaggi di comunicazione; attività solidale per chi vive il disagio alimentare; una serie di eventi speciali destinati al mondo giovanile.

Le novità di questa nuova edizione saranno presentate a Milano dallo stesso Luca Abete, dal presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus, Bruno Bianchini, dal direttore marketing strategico di Penny Market Italia, Giovanni Bruno.

 

 

B2Cheese

A ottobre a Bergamo la prima fiera nazionale dedicata al settore lattiero-caseario rivolta esclusivamente agli operatori

Bergamo, 12 settembre – Bergamo, capitale europea dei formaggi grazie alle 9 DOP casearie e candidata come Città Creativa dell’UNESCO per la Gastronomia, il 17 e 18 ottobre ospiterà B2Cheese, la prima fiera interamente dedicata ai professionisti del settore lattiero-caseario con un inedito format che unisce business, esposizione e cultura. La formula tutta sostanza, “senza “fronzoli”, con stand preallestiti uguali per tutti, è concepita per creare opportunità di business senza appesabtire le aziende con alti costi di partecipazione. I protagonisti saranno non solo produttori, stagionatori, distributori e buyer ma anche aziende specializzate in tecnologia, logistica, consulenza, horeca, impiantistica, comunicazione, etc...

Gli espositori invitati a partecipare rappresentano il panorama della miglior produzione casearia italiana. Aziende di tutto il territorio nazionale, sia artigianali sia industriali, unite da un progetto che vuole prima di tutto fare “sistema” e aggregare l’intero comparto per affrontare la sfida dei mercati con la forza di un Paese che ha il maggior numero di DOP casearie al mondo, ben 50, oltre a decine di altre produzioni di nicchia di grande qualità. La manifestazione sarà l’occasione per costruire sinergie tra gli stessi espositori e creare nuove opportunità sui mercati nazionali e internazionali.

Il messaggio nuovo e rivoluzionario di B2Cheese è che, per la prima volta in Italia in campo agroalimentare, un intero settore si presenta come un’unica entità, per affermare la sua centralità e la sua rilevanza storica, produttiva ed economica nel panorama mondiale.

“B2Cheese vuole essere un progetto di sistema del settore lattiero caseario – dichiara Francesco Maroni, Presidente di FORME e Coordinatore di B2Cheese - L’Italia è un paese con una ricchezza incredibile in questo settore ma l’unico modo per emergere è far sistema. Se ci impegniamo a creare sinergie e a far sì che l’industria, la micro e la media produzione si presentino compatte sui mercati internazionali, il comparto lattiero caseario potrà raggiungere in futuro successi straordinari. Noi delle valli orobiche abbiamo già intrapreso questo percorso e con B2Cheese vorremmo diffondere questo esempio di collaborazione, per creare una piattaforma di business internazionale”.

Richiedi informazioni all'azienda

Gli espositori e i visitatori presenti in fiera potranno utilizzare l’applicazione Cheese Hunter, un programma di matching che dà la possibilità alle aziende di presentare se stesse e i propri prodotti su una piattaforma digitale, tramite la quale i buyer potranno selezionare e organizzare gli appuntamenti con gli espositori in modo semplice e funzionale.

B2Cheese è uno degli eventi organizzati all’interno della più ampia manifestazione FORME, che esplora l’arte casearia a 360° che si svolgerà a Bergamo dal 17 al 20 ottobre, aperta al grande pubblico e con un ricco calendario di appuntamenti distribuiti tra il polo fieristico e la spettacolare cornice della Città Alta. Un progetto con la capacità di aggregare istituzioni, mondo associativo e imprese, iniziato con Expo Milano 2015 che ha unito originariamente il territorio di Bergamo, la Regione Lombardia e ora anche l’Italia, con il MIPAAF e ITA (ICE) a sostenerlo. Protagonisti d’eccezione quest’anno i World Cheese Awards, il prestigioso concorso che premia i migliori formaggi del mondo e che per il suo debutto italiano ha scelto FORME. Per la 32° edizione del premio sono attesi oltre 3.500 eccellenze casearie provenienti da sei continenti, che verranno valutate da 250 giudici internazionali (www.progettoforme.eu).

Il Comitato Tecnico Scientifico

A supporto della fiera è stato istituito un Comitato Tecnico Scientifico (CTS) composto da accademici, studiosi, giornalisti e personalità del mondo delle imprese. Il CTS è l’organo a carattere scientifico-culturale della fiera ed è presieduto da Alberto Capatti, storico della gastronomia, già Magnifico Rettore all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, direttore scientifico di CasArtusi, Presidente della Fondazione Gualtiero Marchesi, dell’Accademia del Panino Italiano e del Comitato Scientifico dei master SeminarioVeronelli-Fondazione Cini.

Ne fanno parte personalità di alto profilo: Carlo Pietro Adami, Presidente nazionale ONAF, Piercristiano Brazzale, membro del CdA di Brazzale SpA, vicepresidente di Brazzale Moravia, vicepresidente di Fil-Idf (International Dairy Federation) e presidente di SPCC (Comitato di coordinamento scientifico e di programmazione), Enrico Cerea, Executive Chef del ristorante di famiglia “da Vittorio”, 3 stelle Michelin, Carlo Fiori, Amministratore dell’azienda di famiglia Luigi Guffanti 1876,  Roberta Garibaldi, docente universitaria di marketing ed esperta di turismo enogastronomico, membro di ATLAS, Aiest e di IGCAT International Institute of Gastronomy, Culture, Arts and Tourism, Alberto Lupini, economista, storico, direttore responsabile di Italia a Tavola, Piero Manzoni, CEO di NeoruraleHub, Presidente di Menoenergia, Davide Rampello, direttore artistico, regista, già curatore del Padiglione Zero a Expo 2015, incaricato del project design del Padiglione Italia a Expo Dubai 2020, Alice Realini, caporedattrice della testata Formaggi&Consumi, Enrico Semprini, medico, ricercatore, professore aggregato dell’Università degli Studi di Milano, Daniele Vigo, docente presso l’Università degli Studi di Milano ed esperto di normative e biodiversità del latte, Attilio Zanetti, Consigliere Delegato di Zanetti Spa e membro del board di EDA, World Dairy Forum.

Il Comitato Tecnico Scientifico presenterà in occasione della Fiera il suo Manifesto e si occuperà anche di organizzare una serie di convegni e work-shop con l’obiettivo di indirizzare lo sviluppo del settore e creare cultura, fornendo utili chiavi di lettura agli operatori e alle istituzioni.

Ecco il programma provvisorio dei lavori.

* Giovedì 17

- 10.30/13.00. Convegno Confcommercio/Assocaseari

- 14.30/16.00. Convegno Assolatte

- 15..30/17.00. Convegno Formaggio, turismo e territorio. Prodotti caseari come identitari del territorio, fattori di valorizzazione e di promozione come destinazione turistica

- 16.30/18.00. Convegno Sacco System

- 16.30/18.00. Workshop L’energia del formaggio: risparmiare energia, costi e ambiente per competere meglio

* Venerdì 18

- 9.30/11.00. Workshop La tracciabilità della filiera come garanzia per il consumatore e elemento chiave dello story telling

- 11.30/13.00. Convegno Formaggio e Futuro. Agricoltura rigenerativa, biodiversità, tradizioni e radicamento territoriale, prodotti e mercato, il ruolo delle DOP, formaggio come protagonista alimentare

* Sabato 19

- 9.30/11.00. Convegno i linguaggi del formaggio. Design e comunicazione dei prodotti caseari.

- 11.30/13.00. Presentazione libro di Alberto Marcomini “Sulla strada del formaggio"

* Domenica 20.

- 11.30/13.00. Workshop. Il bon ton del formaggio: temperatura di servizio, ad ogni formaggio la sua lama – taglio, il carrello dei formaggi, l’utilizzo del formaggio in cucina, il confezionamento e la conservazione

- 14.30/16.00. Workshop Quale pane per quale formaggio? Grand Tour nell’Italia del pane e formaggio.

Infine, nominerà gli Italian Cheese Ambassador, personaggi pubblici legati al mondo del formaggio italiano e capaci di rappresentarlo nel mondo, contribuendo alla promozione di uno dei più importanti settori dell’economia italiana.

Perché a Bergamo?

Bergamo è la culla di quasi il 20% delle Dop casearie del nostro Paese, con ben 9 formaggi presenti, su un totale nazionale di 50. Sulla grande tradizione casearia orobica e sulle sue Cheese Valleys, che includono anche le province di Lecco e di Sondrio, si gioca quest’anno anche la candidatura di Bergamo come Città Creativa Unesco per la Gastronomia.

Sul piano logistico la collocazione perfetta, con l’aeroporto internazionale di Milano - Orio al Serio, terzo in Italia per traffico, l’autostrada A4, la ferrovia e un sistema viario che pone la Città dei Mille al centro della Lombardia e la collega direttamente al resto d’Europa.

Ma Bergamo è anche una città stupenda dal punto di vista storico e architettonico, con le mura venete patrimonio Unesco, la Città Alta con la suggestiva Piazza Vecchia, i colli, le pinacoteche, i musei, che richiamano ogni anno milioni di turisti.

Oltre a B2Cheese c’è di più:

B2Cheese è solo uno degli eventi nel programma della manifestazione FORME, che si svolge dal 17 al 20 ottobre, dedicata ad esplorare il mondo del formaggio a 360°.

In particolare, quest’anno ospiterà:

- la 32° edizione dei World Cheese Awards, il più grande concorso internazionale di formaggi, per la prima volta in Italia, con la partecipazione di oltre 3.600 formaggi provenienti da tutti i continenti e 250 giudici internazionali, per la prima volta in Italia in 32 anni di storia

- FORME Cheese Festival, una serie di eventi aperti al pubblico, con mostre-mercato, un’esposizione museale, cheese labs, show cooking, convegni, un grande evento di charity, etc…

In dettaglio:

* CHEESE FESTIVAL in Fiera, eventi di arte casearia aperti al pubblico con i cheese labs organizzati dai maestri assaggiatori ONAF, L’Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio, degustazioni dei formaggi partecipanti agli World Cheese Awards, show cooking e laboratori con l’Accademia del Panino Italiano, mostra-mercato, etc… alla Fiera di Bergamo

* MOSTRA “AND THE WINNER IS", che esporrà per la prima volta insieme i vincitori delle 32 edizioni dei World Cheese Awards, nella splendida cornoce del Palazzo della Ragione, in Città Alta

* THE CHEESE VALLEYS, esposizione dedicata alla Candidatura di BERGAMO come CITTÀ CREATIVA UNESCO PER LA GASTRONOMIA, nel cuore di Città Alta, nella loggia porticata di Palazzo della Ragione.

Tutte le informazioni sulla fiera su www.b2cheese.it.

Love our planet: il brand ecosostenibile di Scarpe&Scarpe

Love-our-planet-about-shoes-10 scarpeescarpe
L’insegna di calzature Scarpe&Scarpe introduce in assortimento un brand ecosostenibile: Love our planet, in vendita online e offline

Per concretizzare l’impegno per il rispetto dell’ambiente, l’insegna di calzature Scarpe&Scarpe introduce in assortimento il suo primo brand ecosostenibile: Love our planet.

L'azienda chiarisce di “volersi farsi portavoce e sostenitore di un cambiamento, attraverso filiere trasparenti per un maggiore rispetto dell’ambiente”. Nasce da questa filosofia questa gamma formata da referenze acquistabili non soltanto nei punti di vendita della rete in tutta Italia ma anche online, sul sito dedicato.

Love-our-planet-about-shoes-10Si tratta di 6 calzature da donna, di cui uno in due varianti colore. Sono state esposte da agosto a settembre su uno spazio espositivo ad hoc contraddistinto da cartelli personalizzati nei punti di vendita fisici dell'insegna, attualmente invece sono in esposizione insieme alle altre calzature. Le scarpe, lacci e suole compresi, sono realizzate con bottiglie di plastica riciclate.

 

Molteplici strategie guidano la segmentazione del personal care

Gestione di reparto alquanto complessa a causa della proliferazione delle referenze targetizzate. Un assortimento talmente ricco da creare confusione (da Gdoweek n. 13)

Alla cosmetica non si rinuncia. Lo dicono i dati di mercato e lo dice l’analisi dei punti di vendita. Nel corso degli ultimi anni la categoria si è, infatti, progressivamente espansa. Se, in passato, occupava al massimo un lineare, oggi si configura come un reparto vero e proprio distinto dal resto del non food grocery, una sorta di shop in shop all’interno dello store.

Accesso riservato

Unicomm: via al concorso per i 50 anni

famila
Il gruppo festeggia i 50 anni con un concorso che coinvolge tutti i punti di vendita della rete con le insegne A&O, Famila, Emisfero ed Emi

Per festeggiare i 50 anni di attività, il Gruppo Unicomm (Selex) lancia il concorso a premi Con noi vinci tu!, attivo al 19 settembre al 26 ottobre, che coinvolge tutti i supermercati del gruppo: A&O, Famila, Emisfero ed Emi.

“I nostri clienti ci accompagnano ormai da 50 anni  -spiega il presidente Marcello Cestaro – Ci è sembrato giusto condividere con loro la gioia per aver tagliato questo prestigioso traguardo: sembra ieri quando con mio fratello abbiamo fatto nascere Unicomm, con un piccolo magazzino all’ingrosso a Schio. Oggi siamo tra i principali gruppi della grande distribuzione italiana, ma siamo pienamente consapevoli che dobbiamo il nostro successo ai nostri meravigliosi collaboratori e a chi in questi anni ci ha dato fiducia”.

 

Giancarlo Paola, direttore commerciale del Gruppo, aggiunge: “Unicomm è un’azienda dalla grande storia ma che vuole guardare al futuro. Per noi i 50 anni non sono un punto d’arrivo ma una tappa di un lungo percorso che ancora ci vede crescere e impegnarci con determinazione ogni giorno per migliorare il servizio ai nostri clienti. Le iniziative che abbiamo programmato spaziano dal concorso “Con noi vinci tu!” alle attività pensate per i collaboratori, perché sappiamo che questi sono i due pilastri su cui si fondano il passato, il presente e il futuro della nostra azienda”.

 

 

Conad-Auchan: prima apertura a Roma a inizio ottobre

(Aggiornamento al 9 settembre 2019). Avviate le procedure per il trasferimento di 109 punti di vendita con tutti i relativi 5.758 addetti. Nel progetto anche i 5 ipermercati della Sicilia

(Aggiornamento al 23 settembre 2019)

Il prossimo 2 ottobre, il supermercato Auchan di via Tuscolana diventerà Conad, come dichiara una nota del gruppo guidato da Francesco Pugliese. Lo scorso sabato, 21 settembre, il supermercato è stato chiuso per rendere necessario per il passaggio della proprietà a Conad a seguito dell’acquisizione delle attività di Auchan Retail Italia, oggetto dell’accordo siglato lo scorso 14 maggio. Le attività dei dipendenti non saranno interrotte, ma contribuiranno alla riorganizzazione completa del punto di vendita al fine di poterlo riaprire con la nuova gestione.

Diventano più chiari i contorni dell’operazione Conad-Auchan, con la definizione dei primi step per integrare i punti di vendita della rete Auchan Retail Italia all’interno del gruppo cooperativo. Dall’azienda precisano che “per il cambio insegna 39 negozi sono già stati decisi e che questa prima tranche dovrebbe essere integrata entro novembre o, in maniera più ottimistica, entro ottobre”. Si tratta dei punti di vendita più profittevoli, che si concentrano principalmente nel Nord Italia, ma non solo.

Nella nota diffusa il 9 settembre 2019 a seguito del terzo incontro sindacale del 4 settembre, l'azienda successivamente precisa: "sono state formalmente avviate da Conad le procedure di informativa e consultazione sindacale previste dalla legge e propedeutiche al trasferimento di 109 punti di vendita con tutti i relativi 5.758 addetti della rete commerciale ex Auchan a Conad, nei tempi, alle condizioni e con le modalità che sono state oggetto di specifica e dettagliata informativa".

Parte del progetto di valorizzazione anche i 5 ipermercati della Sicilia

Il gruppo ha confermato anche la sua volontà di procedere a partire dai prossimi mesi alla ristrutturazione dei punti vendita che rimarranno in capo a Auchan-Bdc con l’obiettivo di ricostituire per il maggior numero possibile di essi quelle condizioni di sostenibilità economica che ne possano consentire in un momento successivo (2020-2022) il passaggio diretto a Conad.

"Per quanto riguarda la Regione Sicilia, hanno fatto parte dell’acquisizione anche i 5 ipermercati di Palermo, Misterbianco, Porta di Catania e Melilli, che non erano stati ceduti da Auchan al Gruppo Arena con altri punti di vendita della regione. Il Piano Industriale messo a punto da Conad ha, tra i suoi elementi qualificanti e strategici, quello della valorizzazione dell’intera rete commerciale Auchan e Sma, da integrare in via prevalente nella rete commerciale di Conad o in altre reti di partnership commerciali, con tempi e modalità ai quali si sta lavorando. Il trasferimento dei primi 109 punti di vendita dalla rete Auchan a quella Conad (oggetto d’informativa all’incontro del 4 settembre scorso), rappresenta, quindi, solo la “prima tappa” di questo progetto di valorizzazione, a cui seguiranno le altre tappe. Di questo progetto di valorizzazione fanno parte anche i 5 ipermercati della Sicilia".

L’integrazione non è un affare da poco e, per questo motivo, per ogni singolo punto di vendita Conad si sta muovendo di concerto con le parti sociali per valorizzare al meglio non solo il ruolo dei negozi, ma quello delle persone che ci lavorano.

Che sCoop: la promozione di Coop e Kasanova

La promozione, avviata il 5 settembre, è valida fino al 2 ottobre, vede la collaborazione di Coop con Kasanova e prevede buoni sconto  

È stata attivata la promozione Che sCoop che vede fianco a fianco le insegne Kasanova e Coop.  I consumatori  che faranno una spesa di almeno 25 euro  nei negozi della rete Kasanova otterranno  25 euro di buoni sconto Coop in regalo. La promozione, avviata il 5 settembre, è valida fino al 2 ottobre.

ManoMano.it lancia l’arredamento casa

La piattaforma eCommerce ManoMano.it raggiunge un fatturato da 38 milioni di euro in Italia nel 2018 e intende raddoppiare per il 2019

L’eCommerce europeo, che ha archiviato il 2018 con un fatturato in Italia di 38 milioni di euro, intende espandersi ulteriormente ampliando la sua proposta. Insieme al già collaudato assortimento di fai da te e giardinaggio, ManoMano.it propone la categoria di prodotti dedicata all’arredamento casa. E per il 2019 la piattaforma, attiva in 6 mercati europei come Francia, Italia, Spagna, Germania, Inghilterra e Belgio, intende raddoppiare i risultati ottenuti lo scorso anno.

Settore che definirei sempre più home improvement, perché é la casa (interno e giardino) il terreno di gioco ideale dei nostri consumatori, che siano veri e propri appassionati di fai da te e giardinaggio, inesperti bricoleurs nel tempo libero o più semplicemente alla ricerca di una nuova lampada per arredare il salotto di casa” sottolinea Francesco Caravello, senior vice president Southern Europe di ManoMano.

Il nostro Paese risulta strategico per la crescita dell’eCommerce, come spiega ancora Caravello, che sottolinea: “L’Italia ha potenzialità enormi, basti pensare che nel 2015 i sellers italiani erano solo 34 ed oggi sono più di 500. Gli offriamo tutta la nostra esperienza tecnologica di vendita online, i nostri strumenti di marketing e comunicazione e soprattutto un bacino di clienti sempre più europeo: oggi solamente il 5% dei nostri sellers italiani vendono al di fuori dei propri confini nazionali, le potenzialità di sviluppo future sono altissime”.

ManoMano conta un fatturato globale di 424 milioni di euro ed un obiettivo dichiarato di 1 miliardo di business volume nel 2020.

 

 

Brums: lo sviluppo in Italia e all’estero

IMG_Mosca Metropolis_1 Brums
L'insegna continua il suo piano di espansione non soltanto in Italia. La Russia è il Paese in cui Brums sta investendo maggiormente

Il gruppo Preca Brummel continua ad espandersi sul territorio italiano ma anche fuori Italia con particolare attenzione al mercato russo considerato particolarmente strategico.

Nel nostro Paese l’insegna ha realizzato nuove strutture: due negozi in Sicilia, rispettivamente a Milazzo e Marsala, uno in Campania, a Sala Consilina, regione nella quale sono attivi 30 store monomarca; in Piemonte Brums rinnova i punti di vendita di Chivasso e all'interno dell'outlet di Vicolungo. Sono in programma inoltre le aperture di Bra, in provincia di Cuneo, a Scalo Milano, il nuovo centro situato a pochi minuti della città meneghina. L’insegna continuerà a consolidare la sua presenza in Russia dove i brand Brums e Mek sono distribuiti grazie alla collaborazione con Moda Per Bambini Srl. A Mosca, dove sono già attive tre strutture, sono programmate due aperture, la prima all’interno del centro commerciale Metropolis, l’altra al centro commerciale Vegas Crocus City Mall.

"La federazione Russa è al centro del nostro piano di internazionalizzazione. Abbiamo una visione molto chiara in termini di strategia di comunicazione ed espansione, in questo importante mercato emergente, che apprezza molto lo stile italiano" spiega l'amministratore unico Carola Prevosti.

Preca Brummel opera con 200 monomarca e oltre 800 rivenditori multimarca

 

Crai lancia la sua app per la spesa online (e non solo)

Arriva la nuova app Crai Spesa Online, che il retailer lancia insieme a una promozione riservata ai nuovi clienti online, valida fino al 6 ottobre

Nuovo step interattivo per Crai, che presenta la nuova app Crai Spesa Online dedicata non solo agli acquisti. La app Crai è scaricabile gratuitamente tramite App Store e Google play e fruibile su tutti gli smartphone.

L’applicazione consente di essere aggiornati in tempo reale e in un unico ambiente sul mondo Crai. Attraverso l’app Crai l’utente potrà fare la spesa online, consultare le promozioni, trovare i punti di vendita, accedere ai propri dati personali, conoscere il saldo punti delle Carta Più, consultare ricette, scoprire pratici consigli e molto altro ancora.

Per il lancio dell'app prevista una promozione dal 23 settembre al 6 ottobre: scaricando quest'ultima ed effettuando la prima spesa online di almeno 90 euro, gli utenti usufruiranno di uno sconto sul carrello di 10 euro. Il lancio dell'app sarà comunicato attraverso materiali promozionali appositamente realizzati, quali locandine, flyer, Radio InStore e su tutti i media digitali del Gruppo.

Coop: la spesa è “vista mare”

Si rinnova la partnership tra Coop, Robintur Travel Group e Costa Crociere con una promozione valida fino al 16 novembre che consente di avere sconti su crociere facendo la spesa nei negozi Coop

Si rinnova la collaborazione tra Coop, Robintur Travel Group e Costa Crociere. La promozione Spesa vista mare, avviata il 16 settembre, permette ai consumatori che faranno una spesa di almeno 30 euro in uno dei negozi della rete Coop in tutta Italia di avere sconti fino a 400 euro sulle crociere Costa in oltre 300 agenzie di viaggio Robintur e Viaggi Coop. L’iniziativa sarà valida fino al 16 novembre, sulle partenze con rientro dal prossimo primo dicembre fino a tutto novembre 2020 e su tutte le tipologie di cabine, occupazioni e categorie.

Viaggiare è sempre più considerato dalle persone un bene primario, di cui non si può fare a meno -sottolinea il direttore generale di Robintur Travel Group, Claudio Passuti-. Con questa iniziativa vogliamo dare più valore ai soci Coop e ai consumatori, con una formula che offre una opportunità davvero vantaggiosa ed esclusiva, con un partner qualificato”.

Dopo il grande successo riscosso dalla campagna lo scorso anno, abbiamo fortemente voluto rinnovare la partnership con Robintur e Coop perché crediamo molto nelle sinergie e in tutte quelle iniziative che puntano a creare domanda per le agenzie di viaggio in maniera concreta -commenta il direttore commerciale Italia di Costa Crociere, Daniel Caprile- aumenteremo in maniera significativa l'offerta del prodotto e andare alla ricerca di nuovi clienti diventa fondamentale per avere successo e per raggiungere anche le nuove generazioni”.

Amazon investe nella flotta di furgoni a zero emissioni

Amazon furgone elettrico
Amazon presenta il piano contro i cambiamenti climatici che passa anche per una logistica dell'ultimo miglio green

Saranno totalmente elettrici, e quindi a zero emissioni, 100.000 furgoni nella flotta di Amazon a partire dal 2021. Questo è ciò che ha twittato Dave Clark, senior vice president Operation in Amazon.

L'annuncio è avvenuto durante una conferenza stampa nella quale Jeff Bezos, fondatore Ceo di Amazon, ha annunciato il piano contro i cambiamenti climatici, The Climate Pledge, utilizzando energia rinnovabile entro il 2030, con l'obiettivo di diventare un'azienda carbon neutral entro il 2040.

I primi prototipi saranno sulla strada già dal 2020, ma sarà il triennio successivo cruciale per la trasformazione della flotta. Il produttore sarà Rivian, startup statunitense focalizzata sui veicoli elettrici, nella quale il colosso dell'eCommerce aveva già investito oltre 700 milioni di dollari che si aggiungono ai 400 investiti di Ford.

Altroconsumo: ecco le insegne più convenienti

Federdistribuzione: le aperture ad agosto a Milano
L'analisi effettuata da Altroconsumo evidenzia le insegne con i prezzi più bassi e convenienti e le regioni dove si compra meglio e le regioni più o meno care sul territorio italiano

L’annuale inchiesta di Altroconsumo, che analizza i prezzi di oltre 1.000 store, evidenzia i supermercati che convengono maggiormente. In questa analisi, è stata considerata come “spesa tipo” della maggior parte degli italiani quella costituita da un mix composto per la maggior parte da prodotti di marca, quelli più noti; poi da quelli a marchio commerciale (quelli marchiati con il logo della catena dove vengono acquistati) ma anche da quelli più economici. Considerando una spesa di questo tipo è Famila Superstore la catena più conveniente seguita da Auchan e, “a pari convenienza”, da Ipercoop, Conad Ipermercato, Iper e Bennet.

Per chi acquista solo prodotti di marca Esselunga si conferma la più conveniente, mentre Conad Ipermercato e Aldi e Eurospin si attestano rispettivamente al primo posto per la spesa esclusivamente con prodotti a marchio commerciale e solo con prodotti economici.

Nell’ambito dei prodotti di marca, i prezzi risultano diversi da un punto di vendita all’altro. Nella rilevazione svolta da Altroconsumo, per esempio, è stata riscontrata un’oscillazione del 191% relativa al prezzo del dentifricio Mentadent White Now che ha un costo che varia da 1,13 euro (un punto di vendita Pam a Pordenone e uno a Trieste) a 3,29 euro (un punto di vendita Conad a Roma e due a Latina). Al contrario, il prodotto il cui prezzo è risultato particolarmente stabile è la confezione di Nutella da 450 gr: l’iconico prodotto è venduto in 377 dei 1.000 store coinvolti a 3,59 euro.

Per quanto riguarda le aree geografiche: il Veneto è la regione più economica, Sicilia, con Messina città più cara dell’indagine, e Calabria le più care. Il supermercato Conad Spesa Facile di Rovigo è quello risultato più conveniente dell’inchiesta a pari merito con Supermercati Martinelli di Mantova e l’ipermercato Galassia di San Giovanni Lupatoto di Verona: qui una famiglia spende circa 5.500 euro l’anno, ovvero 1.000 euro in meno rispetto alla media del costo annuale secondi i dati Istat (6.504 euro nel 2018).

 

Pam punta sulla qualità del reparto pescheria

Pescheria Pam
Una campagna di comunicazione che dal 15 settembre al 5 ottobre si focalizza sulla freschezza e la territorialità del pesce proposto al banco

Pam si concentra sul reparto pescheria e investe in comunicazione per raccontarne qualità e freschezza. La spot che recita “la qualità di quello che porti in tavola è la cosa più importante” è parte di una campagna pianificate sulle reti Mediaset dal 15 settembre al 5 ottobre.

La storia che si punta a veicolare parla di filiera distintiva e non solo: "Negli anni ’70 Pam è stata la prima ad introdurre nei negozi il banco del pesce a servizio e, da allora, ha sempre riservato la massima attenzione al reparto pescheria, fiore all’occhiello dell’offerta. Per garantire freschezza, varietà e territorialità, dal 1999 una flotta di imbarcazioni, partendo dal porto di Chioggia, pesca nell’alto Adriatico il meglio del pesce locale come sardine, moscardini, sogliole, triglie, alici e canocchie che, in meno di 24 ore, arriva sui banchi dei negozi. Il pesce, appena pescato, è lavorato in breve tempo e appositamente conservato per assicurare sempre un prodotto d’eccellenza".

“Questo spot rappresenta al meglio l’attenzione che abbiamo quotidianamente nei confronti dei nostri clienti ai quali vogliamo garantire prodotti sempre freschissimi e di qualità – sottolinea in una nota Dominga Fragassi, responsabile corporate marketing Pam Panorama: Siamo, per esempio, gli unici a poter vantare un accordo diretto con una flotta di pescherecci che ci fornisce quotidianamente il proprio pescato in prelazione, così da assicurarci solo il meglio in termini di qualità e freschezza”.

Aldi acquisirà Leader Price? Casino conferma l’interesse

Aldi acquisirà Leader Price
Aldi acquisirà Leader Price
Casino conferma l'interesse di Aldi per acquisire la rete di negozi francesi di Leader Price. Coinvolte le aree urbane

Aldi acquisirà Leader Price? Le voci si rincorrevano sui media francesi e adesso la notizia è ufficiale, Casino Group ha confermato di aver ricevuto da parte di Aldi France una manifestazione d'interesse rispetto all'acquisizione della catena Leader Price, con particolare riferimento ai negozi presenti nelle aree metropolitane della Francia.

Aldi acquisirà Leader Price? Cosa c'è di vero

Il comunicato è apparso sul sito di Groupe Casino il 19 settembre a parte la manifestazione d'interesse da parte di Aldi, informa dell'avvio di una discussione, per Casino finalizzata a ottenere da Aldi France la proposta di un'offerta vincolante. Se poi questa verrà ritenuta accettabile da parte del Gruppo, allora verrà resa pubblica.

Casino Group inoltre precisa che le trattative verranno condotte con l'obiettivo di tutelare al meglio gli interessi di Leader Price e dei dipendenti, come anche dei partner. Quando i termini della proposta saranno noti, verranno sottoposti ai rappresentanti dei dipendenti per sentirne il parere.

Gli investimenti in ballo

L'interesse non è solo da parte di Aldi, visto che Casino ad agosto aveva annunciato un piano di cessioni per due miliardi di euro entro la prima metà del 2021, al fine di "concentrare lo sviluppo su segmenti in crescita, adatti ai cambiamenti del mercato". Se Aldi acquisirà o meno Leader Price sarà anche una questione di cifre. I media francesi suggeriscono cifre che vanno dai 200 ai 400 milioni di euro. Bisogna poi aggiungere che non è solo Aldi a essere interessato ai negozi Leader Price, ci sono anche Leclerc e Intermarché, e la mossa dovrà comunque avere il via libera dell'autorità garante per la concorrenza.

Impatto su Leader Price in Italia

Il comunicato ufficiale non specifica se le trattative coinvolgono e in che modo la rete Leader Price in Italia, sviluppata in accordo con il gruppo Crai e ad oggi composta da 17 negozi. Si specifica anzi che l'interesse di Aldi riguarda la rete metropolitana francese di Leader Price.

Digitalizzazione sì, ma come? Le alternative per i retailer

la digitalizzazione per i retailer
la digitalizzazione per i retailer
L'automazione e la digitalizzazione per i retailer vanno affrontate rapidamente. L'indagine McKinsey mette a fuoco i vantaggi immediati dell'innovazione tecnologica

Aggiornare i processi aziendali nel retail richiede in grosso impegno, organizzativo ed economico. Ma la digitalizzazione per i retailer è un processo inevitabile che coinvolge tutte le attività e allo stesso tempo le rende più efficienti dunque, come sostiene la ricerca McKinsey Global Institute "Automation in retail", "i vincitori saranno coloro che coglieranno queste implicazioni e saranno rapidi nell'affrontarle".

Ridurre la pressione sui margini: la digitalizzazione per i retailer

L'automazione ottenuta attraverso la digitalizzazione è una strada per contrastare la riduzione dei margini. McKinsey stima per 100-150 punti base la pressione sui margini sostenuta da supermercati e ipermercati, mentre per i negozi di abbigliamento e grandi magazzini si arriva a 350-500 punti base. Avviare l'innovazione tecnologica potrebbe generare un incremento nei margini pari a 300-500 punti base.

Il valore viene recuperato anche grazie al risparmio di tempo, tecnologie come etichette e scaffali digitali, terminali di self-check-out, robot per lo scanning automatizzato, scarico merci parzialmente automatizzato. Secondo la ricerca, si parla di un risparmio di tempo del 55-65%.

Se è vero, come sostiene il rapporto, che nel retail circa la metà dei processi possono essere automatizzati utilizzando tecnologia già disponibile, e che il processo è inevitabile, è anche vero che il passaggio può essere immediato e completo, oppure incrementale.

Quando e come della digitalizzazione

I vantaggi sono evidenti, ma le aziende si mostrano "pigre" nell'abbracciare l'innovazione e, quando si tratta di pianificare gli investimenti, nel 90% dei casi si limitano a riconfermare le scelte dell'anno precedente. Solo un terzo delle aziende ricollocano il 30-40% denaro disponibile in maniera dinamica, in un arco di tempo di 5-6 anni. Significa che investono in settori diversi rispetto al passato con un tasso del 5-6% all'anno.

In quali ambiti è meglio orientare gli investimenti? Secondo McKinsey, anche se si parla tanto di automazione e di intelligenza artificiale per il negozio, un'innovazione che porta molto vantaggio è quella che riguarda la suppy-chain e le funzioni della sede centrale, come per esempio il merchandising. Di quest'ultima attività il rapporto stima che il 30-40% si possa già automatizzare grazie alla disponibilità dei dati storici dai quali trarre informazioni per sviluppare scenari futuri, lo stesso discorso vale per prezzi e promozioni.

Un altro settore sul quale si può intervenire è quello della ricerca del personale: McKinsey cita l'esperienza di un retailer che ha creato una app per chi cerca lavoro e uno strumento web per vagliare le offerte di personale, riducendo i tempi dell'80% e migliorando il successo e la permanenza delle persone assunte.

Un esempio di un'applicazione Scandit per la digitalizzazione dell'inventario con la AI
Un esempio di un'applicazione Scandit per la digitalizzazione dell'inventario con la AI

La soluzione incrementale

La velocità è un elemento chiave, quindi l'idea di cominciare subito ad automatizzare i processi è attraente, soprattutto se non si dispone delle risorse per un investimento consistente e immediato. Il suggerimento di Scandit è di attivare subito dei cambiamenti avvalendosi della tecnologia mobile, in particolare di smartphone equipaggiati con la computer vision, quindi riconoscimento ottico dei caratteri (Ocr) e realtà aumentata, i quali permettono di cominciare subito a trarre vantaggio dall'innovazione, senza enormi investimenti infrastrutturali. Si tratta di app che possono migliorare significativamente le performance di un operatore, e quindi del retailer, perché velocizzano e migliorano attività che sono quotidiane: controllo scorte, date di consegna, verifica dei prezzi. Tutte informazioni che lo store manager può utilizzare sia nel backoffice, per l'inventario, che nel servizio al pubblico.

Preparare i manager

Quali aspetti tenere presenti, a livello manageriale, per la digitalizzazione per i retailer? McKinsey ha distillato una serie di temi su cui le aziende devono lavorare. Eccoli:

-Dimensioni e portata dell'impatto dell'innovazione tecnologica sulla forza lavoro;
-Quali cambiamenti nel business o adiacenze potrebbero generare un numero significativo di nuovi posti di lavoro?
-È già presente in azienda una pianificazione per la formazione sulle competenze del futuro?
-Considerando le implicazioni sulla forza lavoro a livello economico, propendete per una strategia proattiva o reattiva?
-È presente in azienda un programma per la ricerca interna di nuovi talenti?
-Come dovranno evolversi gli stipendi perché siano capaci di attrarre nuovi talenti e trattenere quelli già in azienda?

 

 

Video: Gruppo Gabrielli racconta i risultati 2018

I risultati 2018 del Gruppo e le direttrici dello sviluppo, secondo il presidente Luca Gabrielli e l'Ad Mauro Carbonetti

Anche per il 2018 il Gruppo Gabrielli (Sun) ha registrato un andamento positivo delle vendite, con un fatturato di circa 786 milioni di euro e una crescita del 2,8% rispetto all’anno precedente.

“I dati sono assolutamente positivi. Sicuramente oltre la media del nostro settore -sottolinea l’amministratore delegato, Mauro Carbonetti-. Siamo cresciuti del 3% compreso lo sviluppo della rete di vendita, una crescita che è stata confermata anche a livello di performance e ricavi lordi dei punti di vendita perché siamo cresciuti di un punto e cinquanta rispetto a pari perimetro negozi”.

Nel 2018 ammontano a 217 i punti di vendita complessivi dislocati nel Centro Italia, tra Marche, Abruzzo, Umbria, Molise e Lazio e suddivisi tra le tre insegne del Gruppo: Oasi (21), Tigre (91)e Tigre Amico (105), con un coinvolgimento di circa 3.500 collaboratori e oltre 1.600 fornitori.

Lo sviluppo continua ad essere una priorità, come spiega il presidente Luca Gabrielli. “Stiamo consolidando la presenza nei territori in cui siamo storicamente presenti e stiamo puntando a nuovi territori, in primis Lazio e Umbria. Nel 2018, abbiamo riaperto il superstore Oasi a Roseto degli Abruzzi (Pe), un modello di riferimento per ammodernare tutta la rete di vendita, sia Oasi sia Tigre”.

 

Legumi e cereali, la forza evidente del prodotto tranquillo

Tipicità e referenze alternative per una categoria in fase di rivitalizzazione con una notevole profondità dell’offerta e un forte impatto della mdd (da Gdoweek n. 13)

Tornano di moda e rappresentano un’alternativa al pasto sempre più diffusa, con nuove tipologie di prodotto che si affacciano sugli scaffali. I trend emergenti di consumo orientati al salutismo possono contribuire a rivitalizzare un mercato come quello dei cereali e legumi in scatola o secchi considerato maturo e poco innovativo, ancorato a un vissuto tradizionale e, soprattutto nel caso dello scatolame, a una funzione prevalente di scorta. Attualmente nella gdo, che veicola circa due terzi dei volumi rispetto al 23% dei discount, si può stimare un valore di 330 milioni di euro per lo scatolame, con in testa fagioli (32%), mais (19%), piselli (14%), ceci (11%), lenticchie (5%) mentre un altro 7% è rappresentato da fagiolini, capperi senza sale e funghi. Nel caso dei legumi secchi si sfiorano i 90 milioni di euro, prevalentemente rappresentati da lenticchie (43,5%), fagioli (24%) e ceci (12%). Siamo comunque di fronte a un reparto che mostra segni di risveglio rispetto al passato, anche se con andamenti altalenanti. Fabrizio Maggiore, senior buyer food di Megamark parte da una premessa: “Il fattore climatico è fondamentale, infatti il clima freddo favorisce in particolare il consumo di legumi, sia in scatola sia in busta. In linea generale, rispetto a due anni fa quando il trend era molto positivo, spinto soprattutto dalle tipicità e dal bio, si è verificata nel 2018 una battuta d’arresto. Tuttavia continuano a crescere le referenze tipiche e biologiche mentre calano i legumi del segmento basic, in particolare quelli secchi da ammollo per i lunghi tempi di preparazione e cottura. L’andamento del 2019 conferma questo trend con un incremento ulteriore del bio e di prodotti tipici come le lenticchie di Castelluccio e Altamura ecc. Viceversa, battuta d’arresto per i legumi classici secchi, anche nel caso di referenze del segmento convenience fascia 0,99 euro. Nel display dei cereali e legumi, in particolare i legumi in scatola lessati o cotti al vapore crescono a scapito di quelli secchi, grazie soprattutto al contenuto di servizio essendo più pratici e veloci”. Secondo Umberto Zambelli, buyer prodotti conservati e ricorrenza di Realco (D.it-Gruppo Levante) “In linea generale il mercato dei cereali e legumi gode di una spinta favorevole grazie anche alla comunicazione (si pensi alla campagna 2017-2018 per i legumi come alternativa proteica) e a una riscoperta del legume che è andata consolidandosi. Il fattore stagionalità conta in particolare per il mais con l’avvicinarsi dell’estate, mentre prodotti come le lenticchie e i ceci sono ormai destagionalizzati”.

Accesso riservato

Bershka accoglie Tidal nel flagship store romano

TIDAL per Bershka_Roma
La collaborazione tra i due brand è già stata sperimentata in Europa. In Italia è stata precedentemente avviata nel punto di vendita milanese di corso Vittorio Emanuele

Prosegue la collaborazione tra l’insegna di abbigliamento Bershka (Gruppo Inditex) e Tidal, piattaforma globale di musica e intrattenimento. La partnership fra i due brand ha portato allo sviluppo di diversi Corner Tidal all’interno di store Bershka in tutta Europa, in città come Barcellona, Londra e Varsavia.

Il primo esperimento di convivenza in Italia, all’interno di uno store della rete, era stato sviluppato a Milano, nel punto di vendita di corso Vittorio Emanuele, all’interno del quale era stato realizzato un corner specifico. Oggi Tidal si ripropone nel flagship Bershka della capitale con un’area che offre un’esperienza musicale con canzoni selezionate e dà l’opportunità di esplorare l’app della piattaforma. Si tratta di una zona relax equipaggiata con diversi iPad e cuffie per permettere ai clienti di ascoltare playlist esclusive create per Bershka e tutti i contenuti offerti da Tidal.

Questi spazi negli store Bershka sono aree musicali dove i clienti possono rilassarsi mentre scoprono i contenuti e la piattaforma Tidal -spiega José Luis Martín de Bustamante, country manager di Tidal in Spagna-. Nei nostri corner curiamo con attenzione l’esperienza musicale, in quanto è parte fondamentale della nostra mission”.

Fresco Market, lo sviluppo dell’insegna di Gruppo Tuo

Fresco Market
Alle 22 strutture già attive se ne aggiungeranno dieci nei prossimi mesi concentrate nel Lazio dove Fresco Market vuole potenziare la presenza

Opera con 22 strutture nel Lazio (Roma e provincia; Viterbo e provincia; Frosinone; Sabaudia) e in Toscana (Pieve Fosciana; Viareggio) e continuerà a svilupparsi ulteriormente nei prossimi mesi.

“Prevediamo di aprire dieci punti di vendita nel Lazio consolidando così la presenza di Fresco Market nella regione” spiega l’azienda. L’ultima apertura è stata realizzata a Roma dove attualmente sono attive 12 strutture. Il negozio di 500 mq, ubicato in via Flaminia, rispecchia il format dell’insegna fortemente incentrato su un’offerta di freschi con esposizione tipiche delle botteghe rionali, dove il rapporto tra operatore e consumatore diventa strategico. L’azienda chiarisce: “Per Fresco Market questa missione si coniuga con la scelta di mettere al centro del servizio la possibilità di costruire relazioni, lasciarsi consigliare sulla scelta migliore e tornare a un modello di spesa quotidiana meno meccanico”. L'insegna propone instore un banco gastronomia d’asporto servito, macelleria, il banco delle spezie e  la panetteria serviti, l’enoteca e i classici reparti a scaffale.

Le metrature delle strutture Fresco Market attive spaziano dai 350 mq ai 700 mq, mentre quelle dei negozi modulati raggiungono i 1500 mq (come per esempio la struttura di Guidonia).

La stagionalità dei prodotti è una delle caratteristiche chiave del format: Fresco Market privilegia i prodotti freschi, di stagione e di provenienza locale. Nella scelta delle filiere, infatti, predilige i rapporti con i produttori locali e con realtà controllate fondate su severi standard qualitativi e su tecniche che riducono al minimo l’uso di fitofarmaci sui prodotti ortofrutticoli.

 

Conapi: siglato closing per la cessione della partecipazione in Alce Nero

honey bee working on a cell
L’operazione rientra nelle linee guida del Piano Strategico 2014-2019 del Conapi, il quale prevede la cessione del 12% del capitale di Alce Nero a La Cesenate Conserve Alimentari

Conapi, il Consorzio Nazionale Apicoltori con sede a Monterenzio (Bo), leader nella produzione di miele nazionale biologico e convenzionale, che raggruppa 270 aziende, circa 600 apicoltori, con circa 100 mila alveari in tutta Italia (il 50% bio) con una potenzialità produttiva pari a 3 mila tonnellate di miele ogni anno, ha ceduto a La Cesenate Conserve Alimentari l’intera partecipazione da essa detenuta nel capitale sociale di Alce Nero. Il closing dell’accordo tra le due realtà legate fino ad oggi da una storia comune è stato firmato il 3 settembre.

L’operazione –ha spiegato Diego Pagani, presidente di Conapi– si inserisce in un preciso Piano Strategico quinquennale di rafforzamento della nostra posizione nel mercato nazionale ed internazionale, ed è in sintonia con la mission del consorzio che punta a valorizzare gli apicoltori soci e le loro produzioni, dal miele alla pappa reale, dal polline alla propoli, realizzate nel segno di un’agricoltura pulita, di qualità e rispettosa della biodiversità”.

La partecipazione oggetto della cessione corrisponde al 12% del capitale di Alce Nero e rappresenta l’ultima detenuta da Conapi nella compagine societaria. Nel 2014 era stato ceduto il 10% a fronte della riacquisizione di un ramo d’azienda che comprendeva il marchio premium Mielizia, Cuor di Miele (brand riservato alla rete Ecor NaturaSì) e le altre produzioni apistiche a marchio del distributore.

“L’acquisizione e il rilancio del marchio Mielizia nel 2014 è stata una scelta senza dubbio coraggiosa e lungimirante, che si è rivelata vincente, come dimostra chiaramente il progressivo aumento di fatturato complessivo della nostra cooperativa che è passato dai 16 milioni di euro del 2014 ai 22 milioni di euro del 2018”. – commenta Nicoletta Maffini, direttore commerciale e marketing Conapi.

Tale operazione segna per Conapi l’uscita definitiva dalla Società Alce Nero, di cui è stata socio fondatore nel 1999, contribuendo sia alla crescita della società, sia sostenendo l’importanza del biologico come volano di un progetto di futuro sostenibile, per riaffermare oggi il core business della Cooperativa: dare la massima valorizzazione alla più importante filiera apistica in Europa, investendo in innovazione e puntando sulla crescita di una straordinaria compagine sociale formata da apicoltori che, dal Piemonte alla Sicilia offrono prodotti d’eccellenza.

E proprio nell’anno delle celebrazioni del suo 40esimo, il marchio premium Mielizia, è stato protagonista alla 31° edizione di Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale, che si è svolto a Bologna dal 6 al 9 settembre 2019, presentando la line extension Mielizia Bio, la nuova linea di miele biologico proveniente dalla vera e unica filiera dei prodotti apistici italiani, a cui si aggiungono le nuove referenze nate all’insegna del claim “Insieme per la Biodiversità”: composte di frutta, frollini e gelati che vanno ad arricchire la linea di integratori biologici già presenti sul mercato.

Convention Md: 100 anni con la famiglia Podini, 25 anni di discount

Al teatro San Carlo di Napoli il retailer celebra l'importante traguardo, annunciando anche gli obiettivi di crescita per il periodo 2019-2023

Un grosso impegno, anche economico, per festeggiare insieme ai fornitori, ai dipendenti e alla stampa i primi 100 anni d'attività della famiglia Podini. Prestigiosa la location, il teatro San Carlo di Napoli, impegnativa la platea, almeno 1.500 persone guardando alla capienza del teatro, stracolmo. E uno spettacolo di musica, teatro e danza che ha celebrato in oltre due ore di palco la storia imprenditoriale e personale della famiglia Podini, insieme ai valori che la contraddistinguono: tenacia, credibilità, innovazione, serenità e onesta.

Al San Carlo la convention Md, ecco la storia
La famiglia ha attraversato due guerre mondiali e comincia a fare impresa ben prima della nascita ufficiale, con la produzione di formaggio nel lodigiano, La Prima Guerra porta i tre fratelli Podini a Bolzano, dove decidono di produrre e commercializzare formaggi e latticini sfruttando le conoscenze famigliari. Nel 1919 nasce la Oreste Podini & Co a Bolzano, l'attenzione alle novità porta i Podini a orientarsi verso la distribuzione con l'apertura dei primi punti di vendita e la gestione del consorzio volontario A&O e la scelta di vendere ad Aspiag. La storia di Md parte da Napoli, appunto: con i soci del Sud fonda Mida e in seguito scelgono di puntare sul discount con Lillo Spa, rilanciando la storia imprenditoriale della famiglia. Con la scelta di investire negli anni della crisi e l'acquisizione di LD nel 2013, l'uscita dei soci di Mida dall'impresa (nel 1997), la rete cresce significativamente e Maurizio Podini si trova solo al comando di un'azienda in crescita costante: negli ultimi 5 anni il maggior tasso di crescita medio annuo della gdo italiana, secondo il report Mediobanca a dicembre 2018, ovvero il 15,6%.

Obiettivi di crescita 2019-2023
Podini punta ad arrivare a 1.000 punti di vendita da qui al 2023, attualmente sono 780, mantenendo una media di 35-45 aperture annue. Applauso scrosciante al San Carlo quando annuncia di avere già 100 nuove aperture in portafoglio, ma di essere costretto a rallentare per ragioni burocratiche, mentre il San Carlo nel 1700 è stato costruito in 10 mesi. Il messaggio al nuovo governo è piuttosto chiaro. I negozi sono costruiti sul nuovo format lanciato nel 2016 e continueranno a spingere su tecnologia, innovazione ed eco-sostenibilità. A sostenere la crescita, il nuovo polo logistico di Cortenuova, posizionato strategicamente sulla BreBeMi e con una superficie di 91 mila mq, per servire Lombardia, Liguria, Piemonte e se necessario anche il Veneto.

Per quanto riguarda il fatturato, l'incremento auspicato è compreso tra 8 e 10%, dal 2019 al 2023, con una crescita di 1,2 miliardi nelle vendite lorde.
Non solo vendita nei negozi fisici, ma anche nel canale digitale: il non food è già disponibile, elettronica ed elettrodomestici, ma arriverà anche l'alimentare poiché si prevede che entro 15 anni il canale digitale possa conquistare il 15% del volume di vendite alimentari della gdo.

Le premiazioni
Come meritano gli appuntamenti importanti, a Napoli non mancava nessuno: la famiglia impegnata nelle imprese della Holding, quindi anche i figli Ella e Marco Podini, l'ospite speciale, Tito Stagno, la testimonial più amata, e riconfermata “in diretta” dal Presidente, Antonella Clerici, i dirigenti e collaboratori di Md. Tra questi Patrizio Podini ha premiato quelli che si sono distinti nei 25 anni d'attività aziendale. Si parte da Dino Cantini, il primo direttore commerciale; poi Angelo Dell'Anna, ex direttore generale; Nicola Borrelli, direttore dello sviluppo rete Italia; Carmine Capone, responsabile acquisti e freschi; Carlo Liberti, direttore amministrazione finanza e controllo; Lucio Sindaco, responsabile risorse umane; Stefano Paolone, direttore della logistica; Federico Devincentis, responsabile logistica food; Fabrizio Ganzaroli, direttore vendite Italia; Luigi Ferrara, store manager; Anna Campanile, direttrice marketing.

Video Tour: il retail secondo Manzini & Co dal 1938

#ilviaggio da un negozietto a Casalgrande (Re) a una realtà di 12 supermercati a insegna Sigma, fino al nuovo format Economy in fase di test a Bologna

Nuova tappa de #ilviaggio nelle realtà retail con Manzini & Co 1938, azienda socia di Realco guidata dalla famiglia Manzini e Prampolini, nonché player di riferimento in Emilia-Romagna. Una storia iniziata da un negozietto a Casalgrande (Re) e arrivata oggi a 12 supermercati a insegna Sigma presenti nelle province di Reggio Emilia e Piacenza, ma anche a Bologna, dove è in sperimentazione un nuovo format di supermercato low cost: Economy.

A raccontarci questo percorso e la relativa filosofia retail nel VIDEO sopra sono le socie Giulia Manzini ed Elena Prampolini. Una logica di prossimità, a cavallo tra passato e presente, che punta a coniugare tradizione e modernità, interpretando le ultime tendenze alimentari senza dimenticare il legame con il territorio e le sue tradizioni.

Uniqlo: in video il primo store italiano aperto a Milano

Un video tour nel nuovo negozio di tre piani di Piazza Cordusio insieme al marketing manager di Uniqlo Italia Alessandro Poggi, che ci spiega il format "di debutto"

Un punto di vendita su tre piani situato in Piazza Cordusio, che da un lato racconta l'identità del marchio di Fast Retailing, dall'altro guarda a collaborazioni locali per autenticare una doppia cultura: giapponese e italiana. Così Alessandro Poggi, marketing manager di Uniqlo Italia, ci racconta nel video sopra il format con cui Uniqlo segna il proprio debutto italiano a Milano.

Innovazione, funzionalità e sostenibilità: questi i 3 valori di prodotto per Uniqlo che si punta a veicolare anche in store. Collezioni pensate 16 mesi prima in contrasto all'attuale dettame dei trend. "Non siamo un'azienda fast fashion, il nostro è quasi un lavoro di industrial design sul prodotto", sottolinea Poggi.

Leroy Merlin: a Roma store e showroom convivono

Illuminazione Leroy Merlin Roma
In uno stesso ambiente, Leroy Merlin propone le due formule del punto di vendita tradizionale e dello showroom, proponendo anche uno store omnichannel

In via Salaria, nella Capitale, a breve distanza dai quartiere Parioli, Leroy Merlin propone un punto di vendita che coniuga il tradizionale store di bricolage e lo showroom in uno stesso ambiente. In passato, infatti, gli showroom della catena erano costruiti in prossimità dei punti di vendita, ma non integrati al loro interno, come nel caso di Corsico (Mi), Lissone (Mb), Pescara e Udine.

Il negozio si sviluppa su una superficie di 7.500 mq su doppio livello e conta un bagno Leroy Merlin Romaassortimento di 31.500 referenze. Lo showroom occupa il primo piano dello stabile e propone un’offerta di prodotti del mondo decor casa, indirizzati alla clientela prevalentemente femminile ed altospendente della zona. L’offerta è centrata sui mondi cucina, bagno, finiture e prodotti per la ristrutturazione degli ambienti domestici, per i quali è necessaria la consulenza one to one cliente-addetto, evidenziata dai punti assistenza distribuiti lungo il percorso di visita.

Abbiamo dato maggior evidenza alle referenze alto di gamma, con battuta di cassa più elevata –sottolinea Riccardo De Carolis, direttore dello store-. Ciò detto, Leroy Merlin è un negozio per tutti, perciò il focus resta su articoli dal rapporto prezzo/qualità interessante. L’angolo Boutique Deco consente di scegliere fra oltre 800 tessuti pregiati per realizzare tende e cuscini su misura, metchando anche offerta instore e su web, per un melange totale fra le diverse formule d’acquisto”.

Questo punto di vendita è stato pensato in ottica omnicanale con continui rimandi al canale digitale, attraverso totem e altre evidenziazioni a scaffale che invitano il consumatore a visitare il sito online dell’insegna. Inoltre è stata raddoppiata l’offerta di corsi di fai fa te: ne sono previsti 188 nel corso dell’anno, che si terranno con cadenza settimanale, ideati per creare un rapporto vis a vis con i consumatori e valorizzarne l’esperienza di acquisto, sia instore che online. Sono inoltre disponibili, come da consuetudine, servizi consulenziali.

 

Le novità dal mondo Coralis, che pensa a una private label “stagionale”

Eleonora Graffione, presidente Coralis
Eleonora Graffione, presidente Coralis
Ritorna la raccolta punti "Voglio crescere qui" e intanto il Consorzio ipotizza una private label che identifichi solo prodotti specifici per alcuni periodi dell’anno

Dall'11 Novembre Coralis rilancia la 2° edizione di Voglio crescere qui: la campagna a favore delle scuole e delle associazioni sportive promossa dai soci Coralis e sostenuta dall’industria. Realizzata in collaborazione con Coro Marketing, prevede una raccolta punti che sarà devoluta alle scuole e ai centri sportivi dei vari territori coinvolti per l’ottenimento di materiale didattico e attrezzature sportive.

Come funziona la raccolta. Nei punti di vendita aderenti sarà possibile ottenere un "bollone", che sarà depositato in un’apposita urna all’interno della scuola o del centro sportivo, ogni 15 euro di spesa. Per i Cash&carry l’ammontare della spesa sale a 150 euro. Durante tutta la campagna ci saranno dei prodotti acceleratori che permetteranno di accumulare più "bolloni" e anche una short collection per gratificare i clienti che parteciperanno all’iniziativa. Quest’anno partner Coralis per la short collection sarà Fratelli Guzzini con una selezione di prodotti pensati per la famiglia e per i momenti di domestica convivialità. La campagna si concluderà il 22 febbraio 2020.

ALTRE NOVITÀ CORALIS

Per Natale due prodotti a marchio privato “Bontà Artigiana”
In occasione delle prossime feste natalizie l'azienda, attraverso i suoi soci, propone Panettone e Pandoro prodotti da Paluani per Coralis a marchio Bontà Artigiana, una mdd rivista nella grafica e ripensata nel packaging, che torna sul mercato con questi due prodotti.

“La scelta di realizzare due prodotti per la ricorrenza a marchio privato è dettata da una vera e propria richiesta da parte dei soci di aggiungere al proprio assortimento alcune referenze che accomunino tutti i punti di vendita del gruppo”, commenta in una nota Eleonora Graffione: “Questa potrebbe essere una scelta propedeutica all’inserimento di una private label che identifichi solo prodotti specifici per alcuni periodi dell’anno. Ci stiamo ragionando sopra”.

Confronti diretti tra soci e Industria nei tavoli commerciali di Coralis
Bene, come comunica l'azienda, anche i “tavoli commerciali” voluti dal nuovo CdA del Consorzio, che mettono a confronto imprenditori e industria. "Di fronte alla nuova complessità del mercato, di tutta la filiera e dei rapporti territoriali, Coralis promuove un progetto integrato, fatto di strutture partner ed in continua evoluzione e abbandona l’idea che industria e distribuzione possano avere vita separata", si legge nella nota.

Italian Food Excellence

dmc

Sei un digital manager? La tua impresa è impegnata nella Digital Transformation?

Gli aggiornamenti sulle ultime innovazioni e trend, per gestire la trasformazione culturale in azienda e identificare nuove opportunità di business

css.php