Home Blog Pagina 179

Swarovski: a Milano debutta, in prima mondiale, il concept Crystal Studio

crystal studio swarovski
Il primo punto di vendita al mondo Crystal Studio di Swarovski è stato realizzato a Milano, in via Dante, con l'obiettivo di svilupparlo nei prossimi mesi

Il capoluogo lombardo è la città in cui Swarovski presenta, nel punto di vendita di via Dante, il concept store Crystal Studio, realizzato in collaborazione con lo studio milanese Patricia Urquiola.

Fulcro del negozio è lo Sparkle Bar, una postazione che permette ai consumatori di scoprire i prodotti del brand e creare look con i gioielli grazie alla consulenza degli esperti Swarovski. Questo specifico corner è dotato di una postazione di ricarica wireless per smartphone da utilizzare durante lo shopping. Sono inoltre disponibili differenti carte regalo, per gli acquisti per amici, partner o per sé stessi. L’iconico colore blu, omaggio a Swarovski, è evidente nel design dell’intero store, che combina materiali, finiture e motivi, tutti nella caratteristica tonalità del brand. il negozio dispone di grandi pensati per mostrare visual di ispirazione, contenuti di brand e campagne stagionali.

Crystal Studio è stato progettato per consentire agli utenti di sperimentare nuovi look, testare i prodotti, ricevere assistenza e consigli grazie ai touch point digitali interattivi, pensati per migliorare il processo di acquisto. Gli ambienti rendono lo spazio elegante e accogliente. Sui pavimenti in porcellana grigia, gli espositori si presentano come vetrine aperte e modulari definite da una rete metallica color oro rosa.

Il nuovo retail concept di Swarovski colloca davvero i clienti al centro, invitandoli a sperimentare e giocare con i nostri prodotti, cogliendo l’opportunità di mixare e abbinare gioielli, proprio come in uno studio creativo, ma in un ambiente progettato per integrare la dimensione fisica e quella digitale. Stiamo abbattendo la tradizionale distanza tra personale di vendita e consumatori, favorendo un dialogo continuo e interattivo” spiega Michele Molon, EVP omnichannel and commercial operations.

Robert Buchbauer, chairman dell’executive board e ceo di Swarovski consumer goods business, aggiunge: “Innovazione, creatività e il consumatore sono il centro di questo store concept. Prima di iniziare a lavorare sull’estetica, abbiamo pensato alla funzionalità, l’ambizione è quella di soddisfare le richieste digitali dei nostri consumatori, offrendo loro, al contempo, una shopping experience unica e coinvolgente con il brand”.

Videocamere, dalla sicurezza al marketing analitico

I sistemi di videosorveglianza evoluti possono essere la base per nuove opportunità di business nel retail (da Gdoweek n. 15)

L’integrazione di tecnologie all’interno di un pdv è ormai trasversale e tocca diversi ambiti aziendali. Tutti possono concorrere alla trasformazione digitale, innovazione ormai imprescindibile per competere nel mercato. Anche le videocamere, strumento principe in ambito sicurezza, possono essere la base per nuove opportunità di business, soprattutto se integrate in un sistema di di videosorveglianza evoluto, pensando al marketing analitico. Ne parliamo con Bruno Donetti, che all’interno di Axitea lavora nel laboratorio per l’innovazione.

La videosorveglianza in ambito retail può favorire la trasformazione digitale?

Il matrimonio tra security e marketing analitico, affiancato prossimamente da un avvicinamento al digital signage, darà sicuramente un contributo produttivo su tutte le funzioni aziendali “all in one“, permettendo con le stesse risorse di ottenere risultati differenti e una maggiore produzione di contenuti, riducendo drasticamente i costi installativi e manutentivi. Così si modifica l’approccio tradizionale nel prendere decisioni, avendo la possibilità di ottenere informazioni e dati in tempo reale per reagire in maniera mirata e analitica, un nuovo strumento strategico nel settore del retail, per determinare l’andamento delle campagne.

Garantire al massimo la privacy è un must, ma come?

Il video prelevato dalle telecamere deve essere in chiaro e disponibile nel massimo della sua risoluzione, nel momento in cui un incidente da analizzare deve essere fornito alle forze pubbliche. Ma la visualizzazione live e l’accesso alle registrazioni da parte di un qualsiasi operatore può, anzi deve, essere erogata in modalità anonimizzata, proprio per tutelare la privacy delle persone riprese. Chi ha accesso a questi dati deve interpretare Cosa e non Chi sta compiendo un’azione. L’accesso totale e senza filtri può essere riservato solamente alle forze dell’ordine e comunque a componenti investigative, a seguito del completamento di procedure ben precise. Quando si parla di marketing analitico, è possibile recuperare informazioni in chiaro tramite l’analisi dei volti per arrivare alle diverse categorizzazioni utili allo scopo (età, genere, etnia, etc.), ma senza attribuire ad alcuna immagine un nome o un cognome.

Rischio cyber attacchi: quanto sono concreti?

Il rischio cyber è sempre concreto quando si inserisce un dispositivo IP nella rete. E questo vale soprattutto quando si parla di reti distribuite in modo geografico, magari a coprire l’intera infrastruttura aziendale. La corretta configurazione delle password, delle telecamere e dei sistemi Vms (Video Management Solution) è il primo step di un approccio corretto. Ad esempio, è consigliabile disattivare qualsiasi richiesta generata dalle telecamere verso il mondo Internet, che non sia necessaria. Un esempio è la sincronizzazione dell’orologio, che può avvenire su strumenti interni aziendali opportunamente dedicati senza necessariamente esporre le stesse a Ntp pubblici, spesso colpiti da attacchi cyber massivi.

Innovazioni tecnologiche, a che punto siamo e dove possiamo arrivare?

Le prossime innovazioni nei sistemi Vms che prenderanno probabilmente il nome di Skeleton Detection e Human Behavior daranno un contributo importante in termini di innovazione, efficacia e precisione verso tutti i domini aziendali. La prima consiste nella capacità di riconoscere perfettamente il corpo umano con i suoi arti, da cui si determinano posizione e movimento. La seconda comprende diverse funzionalità specifiche, quali un conteggio preciso delle persone nelle aree di occupazione, il riconoscimento della caduta a terra di una persona che si trovava in piedi, il riconoscimento di persone che puntano un’arma o di persone che alzano le mani, il riconoscimento del piegamento di persone davanti a un’area Atm prima di iniziare un attacco.

Inditex apre in Italia il primo negozio sociale “for&from”

Debutta a Como l'insegna di accessori e scarpe dedicata alle stagioni passate e nata per favorire l’inserimento lavorativo di persone con disabilità

Inditex, in collaborazione con l'organizzazione no profit Cometa, apre a Como il suo primo negozio for&from in Italia e primo al di fuori della Spagna. Il programma for&from è un’iniziativa sociale del il cui obiettivo è l’integrazione lavorativa di persone con disabilità.

Il nuovo punto di vendita, situato in una delle vie commerciali nevralgiche della città, offre una selezione di calzature e accessori di stagioni precedenti di tutti i marchi Inditex a prezzi ridotti. La superficie è di 270 metri quadrati distribuiti su tre piani con un design e un’immagine che rievocano l’estetica degli anni Venti.

Situato nel tipico palazzo lombardo costruito su un lotto medievale stretto e allungato, il progetto architettonico ha voluto valorizzare e conservare questo edificio storico adattandolo allo stesso tempo allo scopo commerciale del progetto. All’interno prevale una gamma cromatica basata sul bianco e il nero. L’uso del terrazzo, materiale di rivestimento, unito a tocchi di colore blu-verde, richiama le tonalità del paesaggio che circonda la città.

Un’altra caratteristica di questo nuovo spazio è l’assenza di barriere. In tal senso, sono state adottate numerose soluzioni tecniche per adattare lo spazio alle varie disabilità come le etichette in braille, la lettura delle etichette attraverso forme e colori, un arredamento e percorsi adeguati ai clienti con mobilità ridotta.

L’obiettivo principale del programma “for&from” è creare posti di lavoro per persone con disabilità in un ambiente favorevole che ne faciliti l’integrazione sociale e promuovere, nella misura del possibile, il loro percorso verso l’assunzione in negozi tradizionali. Questa iniziativa dispone già di un totale di 15 negozi che generano 209 posti di lavoro per persone con disabilità, dodici delle quali a Como.

Partendo da una donazione iniziale di Inditex per l’allestimento del negozio, il modello diventa auto-sostenibile attraverso la vendita a prezzi ridotti da parte dell’ente sociale di articoli di stagioni precedenti. Gli utili ottenuti sono investiti integralmente nei progetti sociali dell’ente coinvolto. In questo modo, la struttura diventa uno spazio commerciale di riferimento per l’inclusione, l’accessibilità e l’eliminazione di barriere.

Ipercoop di Taranto accoglie lo spazio di Librerie Coop

Librerie.CoopPuglia
Lo spazio Libri scelti per voi da librerie.coop si aggiunge alle 30 librerie dell’insegna in tutta Italia e porta a 26 il numero di spazi gestiti da librerie.coop negli ipercoop

La catena di librerie indipendenti di proprietà di Coop Alleanza 3.0 fa il suo ingresso nel punto di vendita Ipercoop di Taranto con un'offerta che conta 9mila item tra narrativa, novità, best seller, proposte dell’editoria locale, letteratura per i bambini e i ragazzi.

Lo spazio Libri scelti per voi da librerie.coop si aggiunge alle 30 librerie dell’insegna in tutta Italia e porta a 26 il numero di spazi gestiti da librerie.coop negli ipercoop, tra i quali in Puglia quelli aperti questa estate a Foggia e Lecce; a inizio novembre la catena aprirà anche all’interno dell’ipercoop di Bari. Tra i servizi offerti dei nuovi spazi di librerie.coop negli ipercoop pugliesi, la possibilità di prenotare titoli non presenti o fuori catalogo, mentre, per i soci Coop, gli acquisti in libreria concorrono alla raccolta punti e altre iniziative promozionali dell’ipermercato.

A distanza di quattro mesi dall’apertura degli spazi libri negli ipermercati di Lecce e Foggia il bilancio è estremamente positivo -sottolinea Nicoletta Bencivenni, presidente di librerie.coop- La risposta alla nostra presenza è andata ben oltre le nostre aspettative. Le vendite di libri con la nuova gestione sono più che raddoppiate: segno che offrire un’ampia scelta di titoli che abbia come primo criterio quello della qualità e un servizio di librai professionisti paga. Buoni libri e bravi librai, come in una libreria tradizionale”.

Rifle: lo sviluppo è “temporary”

Rifle Lecce_Esterno
Il brand, che ha aperto due pop-up store, testa nuovi concept per intercettare target differenti e per indagare sugli sviluppi del settore retail

Il piano di espansione dell’insegna Rifle si concentra al sud con due aperture rispettivamente in Sicilia e Puglia. L’idea alla base dei due pop-up store appena realizzati è di “testare nuove prospettive di mercato e nuovi concept di vendita, al fine di indagare gli sviluppi retail del futuro”.

I due temporary shop si trovano a Catania e a Lecce. Il punto di vendita etneo si trova all’interno del centro commerciale I Portali, sviluppato su una superficie di vendita di 127 mq lordi, con un’area netta di 95 mq. La struttura propone un’offerta per uomo e donna.
Lo store pugliese, esteso su un’area di 75 mq, apre in una delle vie più importanti per lo shopping cittadino, in via Salvatore Trinchese.

Isoposta, alta qualità nella diffusione pubblicitaria

La forza del consorzio è nel fornire piani di comunicazione non omologati: ogni progetto è studiato ad hoc sulle esigenze del cliente

Know how decennale maturato nell’ambito del recapito di materiale Non Indirizzato, conoscenza diretta del territorio, trasparenza e organizzazione. Questi gli elementi fondanti che hanno dato vita, nel 2007, a Consorzio Isoposta, grazie alla collaborazione di varie aziende operanti da anni nel settore della distribuzione pubblicitaria e dell’advertising, che hanno deciso di darsi una struttura consortile per coprire capillarmente il territorio nazionale, eliminando il fenomeno del subappalto, sempre più diffuso.

Attraverso pratiche operative regolate da norme statutarie interne, il Consorzio Isoposta affianca il cliente nell’attività di comunicazione e marketing, anche con soluzioni studiate ad hoc per ottimizzare al massimo gli investimenti e ridurre il più possibile le eccedenze, abbandonando così la tendenza generalizzata di presentare piani omologati.

Attraverso un software di geomarketing vengono analizzati, incrociandoli, dati statistici, aziendali e quelli ricavati dall’esperienza diretta, in modo da definire bacini di utenza territoriali che rispondano all’esigenza di comunicazione del cliente e a criteri territoriali di logistica, per la movimentazione e stoccaggio delle merce stampata. La distribuzione viene monitorata quotidianamente. Il cliente, costantemente seguito da un Customer Service dedicato, oltre al Door to Door può avvalersi di altri servizi offerti dal Consorzio: dal posterbus alle affissioni pubblicitarie, dal servizio di hostess alla tracciatura satellitare.

Upim: video tour con l’Ad Beraldo nel nuovo concept store “di casa”

Nel nuovo flagship aperto a Milano l'insegna prosegue la propria strategia di rinnovamento, come ci ha raccontato in video da Stefano Beraldo (Ad di Ovs)

Nuovo step d'innovazione nel format per Upim con il flagship store inaugurato a Milano, in via Maghera. Un punto di vendita che rientra in una più ampia strategia di rinnovamento sintetizzata simbolicamente nel claim "Upim è di casa" e che, come spiega nel nostro video sopra l'Ad di Ovs Stefano Beraldo, segna "il ritorno alla nostra esperienza di department store prevalentemente house-brand, ma con la Upim di oggi".

Il concept. Parliamo di uno spazio di 1.500 metri quadrati dove si dà valore al "fattore umano", ovvero a una tendenza del design che concepisce i negozi come luoghi da frequentare non necessariamente per fare acquisti ma anche semplicemente per rilassarsi. Si va da aree di intrattenimento dedicate ai bambini, utilizzabili anche per party privati, nursery e salottini relax. Non solo. Focus anche su una serie di servizi che facilitano la vita quotidiana o dedicati al tempo libero: sartoria per riparazioni veloci, lavanderia, corsi di cucina.

L'offerta spazia dall’abbigliamento uomo e donna, al bambino e alla casa: il brand Blukids propone collezioni baby (0-36 mesi), kids (2-8 anni) e junior (9-15 anni) che si distinguono per l’uso di cotone organico, cotone proveniente da coltivazioni Better Cotton Initiative e capi certificati OekoTex. Croff, marchio dell’home decoration dedicato a chi ama il design contemporaneo, facile e informale, propone invece collezioni per la tavola, la cucina, il letto, accessori e complementi d’arredo. Già presente in alcune città italiane con il formato stand alone, Croff accelera sullo sviluppo e avvia un piano che prevede l’apertura di nuovi negozi in Italia entro il 2020 con il roll-out del nuovo concept introdotto nel flagship store di Milano, via Marghera.

Comunicazione. Per comunicare la "nuova Upim" è stata realizzata una campagna televisiva affidata all’attore Flavio Insinna e ad una serie di spot da 15 secondi incentrati sulla presenza dell'insegna nella vita degli italiani. On air da metà ottobre.

Qui sotto una gallery per un tour fotografico nel nuovo concept.

 

VinoKilo, il second hand venduto a peso, sbarca in Italia

L’appuntamento a Milano di ViniKilo è per sabato 19 ottobre da spazio di Superstudio Group in via Tortona 27 dove saranno esposti oltre 4mila capi vintage

Il brand tedesco, specializzato in abbigliamento di seconda mano, sceglie Milano per il suo ingresso in Italia stando a quanto pubblica Pambianco news.

VinoKilo riqualifica gli abiti e li inserisce nel ciclo di consumo attraverso eventi pop-up organizzati nelle principali città europee, oltre che online sulla piattaforma eCommerce.  Nel capoluogo lombardo l’appuntamento è per sabato 19 ottobre da spazio di Superstudio Group in via Tortona 27 dove saranno esposti oltre 4mila capi vintage, per un totale di 3 tonnellate.

Con ogni chilo venduto -spiega in una nota Robin Balser, ceo e fondatore di VinoKilo- riportiamo in vita quelli che sarebbero stati i rifiuti tessili, nonché la più grande fonte di inquinamento dopo l’industria petrolifera. Finora, siamo riusciti a rimettere 154 tonnellate di vestiti negli armadi dei nostri clienti, ma il nostro obiettivo è ben maggiore, considerando che esiste un potenziale di circa 800 milioni di tonnellate di abbigliamento inutilizzabile in tutto il mondo”.

Gruppo VéGé torna sui banchi di scuola

VeGe_NOIAMIAMOLASCUOLA_poster
Torna l'iniziativa Noi Amiamo la Scuola quest'anno legata a un concorso per festeggiare 60 anni di attività del Gruppo VéGé

È stata avviata la terza edizione dell’iniziativa Noi Amiamo la Scuola che quest’anno, in occasione dei 60 anni di attività del Gruppo VéGé, sarà affiancata a un concorso con un montepremi di oltre 650 mila euro. “Per noi è molto importante festeggiare questo anno importante per Gruppo VéGé con dei progetti che coinvolgeranno direttamente i nostri clienti e le loro famiglie -commenta Mauro De Feudis, responsabile comunicazione di Gruppo VéGé-. Ieri come oggi e così come sarà domani, il nostro obiettivo è rimasto soddisfare al meglio le persone che ogni giorno si affidano alla nostra esperienza per fare la spesa e lo facciamo anche promovendo progetti che sono attenti alla comunità e il territorio dove sono presenti i nostri punti di vendita

Il progetto Noi Amiamo la Scuola, organizzato con il supporto della Rete Itasf (rete di scuole facente parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), sarà valido fino al 24 novembre. I consumatori, ogni 15 euro di spesa (scontrino unico), potranno raccogliere dei tagliandi con dei codici in formato digitale, che potranno essere scannerizzati attraverso un QRcode dall’app dedicata. Le oltre 2.800 iscrizioni di scuole e istituti comprensivi all’iniziativa riceveranno direttamente online tutti i codici raccolti, con i quali potranno poi scegliere e ordinare i premi disponibili a catalogo. Sul sito www.noiamiamolascuola.it sarà possibile guardare video tutorial che spiegano come donare i codici dematerializzati, oltre che ritrovare i marchi delle aziende partner con il link al proprio sito.

Il concorso per i 60 anni di attività

Per partecipare a questo concorso basta fare la spesa nei negozi aderenti. Ogni 15 euro di spesa si riceverà un tagliando “gratta e vinci” con in premio subito 30.000 buoni spesa da 10 euro e 15.000 da 20 euro, oppure è possibile partecipare all’estrazione finale di 100 buoni spesa da 500 euro.

Sul sito www.concorsovege60anni.it è possibile trovare ulteriori dettagli e informazioni sul regolamento del concorso valido fino al 24 novembre 2019.

Il concorso coinvolge 1.800 punti di vendita, all’interno dei quali verranno attivate iniziative di comunicazione instore. VéGé ha infatti programmato oltre 50.000 locandine e 5 milioni di leaflet, cui si aggiungeranno la distribuzione di 300.000 copie del magazine VéGé e gli spot in rotazione radio instore. Sul web, invece, la comunicazione della promozione passerà attraverso un mix di contenuti editoriali e promozionali diffusi con campagne targettizzate e geolocalizzate sui principali canali social (Facebook, Twitter e Instagram) e con attività di email marketing, completata dall’impiego di tecnologie di proximity marketing. È stato, inoltre, realizzato uno spot TV di 30 secondi che sarà on air sino al 24 novembre sulla Rai e sui canali social del Gruppo.

 

 

 

Bottega Verde si avvia al rebranding

Un progetto di rilancio per spingere l’anima green della marca, che guarda a prodotti più naturali. Focus anche su ristrutturazione della rete e omnicanalità (da Gdoweek n. 15)

Con quasi 50 anni di storia alle spalle, oggi Bottega Verde è una delle principali realtà nazionali per la produzione e vendita di cosmetici a base di principi attivi naturali, terza azienda cosmetica in Italia per notorietà, primo brand di cosmetica naturale.

Punto di svolta, nel 1992, l’acquisizione da parte della famiglia biellese Lavino, esperta nella vendita a distanza, che ha sviluppato il marchio e, grazie a un modello “a filiera corta” che prevede la formulazione, produzione e distribuzione diretta dei propri prodotti, a prezzi accessibili, ha sviluppato una rete monomarca di 413 negozi in Italia, di cui oltre metà in franchising (210 pdv), con 50 negozi all’estero in 26 Paesi.

Grazie a 700 materie prime e 2.300 formule proprietarie, Bottega Verde copre tutti i segmenti del beauty care, con un assortimento di oltre 800 referenze, attirando una community di 6 milioni di consumatori a database e circa 1,6 milioni di fidelity card attive. E come spiega l’Ad Benedetto Lavino, l’insegna sta lavorando a importanti novità per il 2020.

Cosa caratterizza oggi Bottega Verde?

Abbiamo sempre investito nel prodotto, puntando a essere all’avanguardia in campo formulistico. Per questo, ci siamo dotati di un laboratorio di Ricerca e Sviluppo e collaboriamo con numerosi Istituti e Università italiane. Inoltre, crediamo nelle nostre caratteristiche distintive, prima di tutto l’italianità: qui abbiamo i nostri stabilimenti di produzione, e in Toscana, a Pienza, nella tenuta di proprietà, coltiviamo alcuni dei principi funzionali utilizzati nei prodotti.

L’unicità del brand si spiega anche con un modello di business, incentrato sullo sviluppo del crm e sul dialogo costante con il cliente. I negozi, l’eCommerce e i canali social lavorano in modo integrato e ci hanno permesso di creare la più grande community di cosmetica naturale in Italia, dove oltre il 50% delle visite in negozio è guidato da operazioni di crm.

Quali le priorità oggi?

Il processo di rebranding, ora in corso, è un progetto di rilancio della marca a 360 gradi che mira a traghettare il brand nel prossimo quinquennio. L’obiettivo è quello di presentarsi come una marca ancora più forte, dall’anima green. Per la prima volta dal lancio, abbiamo rinfrescato il logo.

Stiamo affrontando il rinnovamento dei prodotti secondo le linee guida del nostro manifesto cosmetico, una promessa di trasparenza nei confronti del consumatore: meno chimica superflua, sì a ingredienti e ricerca naturale e alla valorizzazione della biodiversità.

Come approcciate la rete di vendita?

Nei punti di vendita, anch’essi oggetto di una ristrutturazione che quest’anno ha coinvolto 20 negozi, abbiamo deciso di dare maggiore rilievo al racconto di marca con i prodotti ancora più protagonisti, con materiali e richiami visivi alla Toscana e, in particolare, alla Tenuta Massaini. Il piano ristrutturazioni proseguirà anche nel 2020, insieme a molte nuove aperture.

Le direttrici della strategia omnicanale.

Uno degli obiettivi del rebranding è certo potenziare la relazione, già forte, tra Bottega Verde e i suoi clienti attraverso la multicanalità. Non c’è dubbio che la sempre maggior integrazione di touch point fisici e digitali sia uno dei cardini della strategia di marca. D’altra parte la capacità di innovare è nel dna di Bottega Verde. Proseguiamo pertanto sulla strada che ci ha reso un’eccellenza, mixando approccio omnicanale, attenzione al consumatore e costante innovazione di prodotto e servizi.

Novità in serbo per il 2019?

Saranno molti i lanci di prodotti con formulazioni che valorizzeranno al massimo la naturalità. Stiamo anche preparando un lancio top per inizio 2020 con una linea skincare innovativa dove sarà protagonista un importante ingrediente che coltiviamo nella nostra tenuta. Sarà fondamentale raccontare ancora meglio la nostra storia, tutta italiana, con la natura principio ispiratore. Per questo, siamo intenzionati sempre di più a potenziare le attività e i risultati raggiunti a livello di sostenibilità e rispetto dell’ambiente, aspetti importanti per un brand come il nostro. Amplieremo i mezzi di comunicazione finora utilizzati per raggiungere ancora più consumatori. Insomma ci saranno parecchie novità anche in questo campo, su cui però ad ora manteniamo il riserbo.

Negli store Sigma e Coal la short collection Trudi

#iofacciodipiu/ Dalla collaborazione tra D.IT e Trudi vengono atitvate la raccolta punti, il concorso a premi e un progetto charity per i bambini

D.It, in collaborazione con Trudi, promuove l’iniziativa Piccoli amici, grandi emozioni, attiva dal 21 ottobre al 12 dicembre, in 800 supermercati Sigma e Coal aderenti, legata alla nuova raccolta bollini per ricevere gli iconici peluche. Nel periodo di durata della raccolta, per ogni 10 euro di spesa i consumatori riceveranno un bollino da applicare sulla scheda consegnata nel punto di vendita. Una volta completata con il numero di bollini richiesti si potranno ricevere, con l'aggiunta di un contributo economico, uno degli 8 peluche Trudi inseriti nel catalogo dedicato.

Un concorso a premi

In parallelo le due aziende hanno avviato un concorso a premi, che sarà attivo dal 4 novembre al 9 dicembre, rivolto agli utenti registrati al sito www.supersigma.com che, visitando il sito, avranno la possibilità di partecipare ad un game che darà diritto di accedere ad un'estrazione finale con in palio un weekend per una famiglia di 4 persone al Parco Nazionale del Gran Paradiso e tanti peluche Trudi.

Un progetto di charity

È stato inoltre avviato un progetto che ha come obiettivo quello di alleggerire il ricovero ospedaliero dei bambini ricreando anche in reparto un'atmosfera familiare e nuove opportunità di gioco. D.IT-Distribuzione Italiana metterà, infatti, a disposizione di ogni ospedale una fornitura di tanti peluche Trudi da destinare ai piccoli degenti.

Monocle: da Tenoha Milano il primo pop-up store italiano

monocle shop milano
Dal connubio tra Tenoha Milano e Monocle nasce il primo temporary store italiano del brand lifesytle londinese. Il negozio resterà aperto fino a dicembre

Il brand lifestyle londinese, attivo nel mondo dell’editoria attraverso una rivista online e cartacea e format radiofonici, sbarca da Tenoha Milano di via Vigevano con uno spazio temporaneo, il primo in Italia. Il pop up store di Monocle rimarrà aperto fino al 31 dicembre e propone un assortimento formato da articoli di pelletteria, accessori da viaggio, bagagli insieme a una capsule collection di capi d’abbigliamento realizzata in collaborazione con alcuni brand internazionali. Questo store, potrebbe diventare, all’occorrenza, una redazione vera e propria e ospitare i collaboratori della rivista mentre scrivono i loro articoli.

Monocle è presente con negozi fisici in varie città nel mondo come Londra, Hong Kong, Toronto, Tokyo, Zurigo, Los Angeles e Merano.

Carni e salumi due cuori e un percepito

Al via la prima edizione del Meat Summit

Il reparto macelleria è strategico per la gdo, sia sul fronte competitivo sia commerciale. Basti dire che, per lo shopper, le carni fresche rappresentano la seconda tipologia merceologica di interesse - dopo l’ortofrutta - nella determinazione del punto di vendita elettivo. Ma parliamo di uno scenario di mercato in evidente evoluzione con una generale rimodulazione delle preferenze del consumatore verso scelte qualitative più attente e prodotti a maggior contenuto di servizio.

Sono questi alcuni degli aspetti che saranno analizzati durante il Meat Summit, il 16 ottobre all’NH di Milano Assago, grazie anche a un’indagine trade condotta “su misura” da SgMarketing proprio per comprendere strategie, opportunità e scenari di sviluppo prospettico del reparto macelleria nella moderna distribuzione.

I dati raccolti restituiscono performance complessivamente coerenti rispetto all’andamento registrato per la categoria carne dalle fonti statistiche ufficiali. Positive appaiono, infatti, le dinamiche rilevate nell’ultimo anno, a parità di rete, sui segmenti delle carni al naturale, degli hamburger, dei pronti a cuocere e dei prodotti ready-to-eat.

Ma il 16 ottobre non si parlerà solo di strategie distributive. I lavori inizieranno con un focus sui nuovi consumatori e le loro esigenze, per poi passare alla competitività del settore e ai nuovi metodi di allevamento etici. Insomma, un approccio di sistema per il Meat Summit che è organizzato nell’ambito del progetto “Filiere di MarkUp” proprio per creare piattaforme di dialogo tra gli operatori e favorire le politiche a salvaguardia della sostenibilità sociale, ambientale ed economica.

In quest’ottica, il Meat Summit rappresenta infatti un momento per interagire, favorire sinergie e allacciare relazioni commerciali grazie anche a un’apposita area espositiva realizzata per sponsor, ospiti e pubblico.

Per registrazioni last minute cliccare qui

 

Todis compie 20 anni, pronto alle prossime sfide

Concentrata nel centro sud, l'insegna vuole giocare un ruolo più importante e sviluppare la rete. I freschi rimangono uno degli elementi distintivi, un plus da consolidare con ulteriori specializzazioni (da Gdoweek n. 15)

Un discount ..., ma non proprio un discount, una sua rielaborazione piuttosto, che certo tiene conto delle esigenze di risparmio dei consumatori, come testimoniato anche dal claim Buongiorno Convenienza, ma una formula che si vuole caratterizzare e distinguere per il focus (storico) nei freschi.

Stiamo parlando di Todis, l’insegna nata come discount di Pac 2000A Conad, gestita da Iges, per sviluppare in franchising questo format nel Centro-Sud Italia in questi ultimi 20 anni, ha creatndo due joint venture: Addis srl e Sodisi srl, sottoscritte rispettivamente con Conad Adriatico e Conad Sicilia.

“Oggi abbiamo una rete di 242 negozi che, per fine settembre, diventeranno 246 -ha precisato il presidente di Iges Giovanni Capobianco, che gestisce 6 negozi-. Numeri che, per me, sono la conferma di un successo consolidato, destinato anzi a continuare ad attrarre nuovi affiliati. Un’avventura iniziata in realtà 25 anni fa (passati in un lampo!) con l’esperienza di Topdì, la firma di Pac2000A negli hard discount, che ha sempre creduto in questa formula e collaborato con noi per trovare gli strumenti giusti per farci percepire dal mercato come un’insegna alternativa, non solo rispetto ai discount in tutte le sue forme, ma anche di supermercati e supestore”.

Presenti in 11 regioni, l’80% degli store con una dimensione media di 500 mq (rispetto a una media di 800 mq del leader) svolgono il loro ruolo nell’ambito della prossimità e dell’ultraprossimità, con un’offerta completa di spesa, conveniente e focalizzata sui freschi, ortofrutta in primis.

“Il nostro modello di riferimento è non è l’hard discount, una formula pura ormai superata anche dai leader, ma di essere un supermercato a prezzi contenuti, con un assortimento con un’unica marca, la nostra, e il focus sui freschi -chiarisce Massimo Lucentini, direttore generale di Iges-. Una direzione che il consumatore apprezza, visto che, negli ultimi sei anni, siamo cresciuti del 30%, in un mercato che cresce del 14%, ma non dobbiamo stare fermi: occorre avere più coraggio e intervenire con rapidità, nella consapevolezza anche di fare parte di un gruppo come Conad, leader in crescita, che può darci uno sguardo al futuro e capire quale direzione prendere per essere più efficienti ed efficaci. Dobbiamo cambiare non per sopravvivere ma per crescere con più determinazione”.

Lo sviluppo, quindi, rimane una delle priorità dell’insegna, attraverso la ricerca di nuovi affiliati in franchising, eventualmente stringendo nuove joint venture con altre cooperative del mondo Conad, nel presupposto che “L’imprenditore rimane il nostro più grande vantaggio competitivo”, chiosa Lucentini. Ma ci sono anche altri aspetti da mettere meglio a punto. “Dobbiamo lavorare ancora sull’assortimento per incrementare la quota ancora della marca commerciale che con 3.000 referenze arriva oggi al 66% (a fronte del 65% del mercato), ma possiamo fare di più -sottolinea il direttore generale-. Dobbiamo lavorare sull’inserimento di prodotti locali, a livello tanto di marca del distributore quanto di freschi, ad oggi il nostro elemento distintivo, ma che deve assumere un ruolo ancora più centrale, anche per svolgere in maniera più precisa la nostra funzione di prossimità”.

Altri temi centrali per la strategia di crescita di Todis riguardano la formazione del personale, in modo da instaurare una relazione con i clienti ancora più stretta, migliorando la propria capacità di ascolto per intercettare nuovi bisogni e soddisfarli in tempi rapidi.

Ascolto vuol dire anche essere attenti alle situazioni sociali del territorio con operazioni come quella con la Comunità di Sant’Egidio per la fornitura di cibo vicino alla scadenza ai più bisognosi, realizzata con la partecipazione di chef Rubio come testimonial.

 

Con The Wall Samsung ridefinisce il concetto di digital signage

Supporta fino agli 8K e può essere installato in composizioni personalizzate. Un display microLed dalle caratteristiche Premium pensato per ambienti indoor

Le caratteristiche tecniche non sono l’unico parametro a cui affidarsi nella scelta di una postazione di digital signage, spesso infatti ciò che latita -e su cui, sbagliando, meno si investe- sono i contenuti nella visual communication instore.

Certo è che The Wall, il monitor di Samsung di fascia Premium, alza l’asticella nei monitor microLed di grande formato, pensati per ambienti indoor. Riesce a riprodurre il nero assoluto, è antiriflesso e quindi può essere posizionato anche in vetrina, risultando versatile in ambito retail.Samsung the wall retail

Alta personalizzazione per The Wall di Samsung

Tra le caratteristiche che lo rendono unico la possibile personalizzazione nelle dimensioni: dai 75 pollici per il 2K, 146 in 4K fino ai 292 per gli 8K, con la possibilità di creare anche "scomposizioni artwall" multischermo.

Samsung the wallLa tecnologia Quantum Hdr garantisce una luminosità di picco di 2.000 nits con una frequenza di aggiornamento di 120 Hz e un pixel pitch molto basso, inferiore al millimetro. Rappresenta il nero assoluto, è antiriflesso e quindi può essere utilizzato anche in vetrina.

The Wall integra la piattaforma di gestione dei contenuti Samsung MagicInfo che consente di pianificare e distribuire contenuti su un singolo display o una rete di display da un’unica regia centrale. Ma si adatta anche al segnale televisivo, sorgenti satellitari.. o dalle piattaforme più comuni come Netflix,

Grazie infine  alla funzione Ambient Mode si può evitare di spegnere il monitor, integrandolo nell'ambiente circostante, adattandolo al colore o al motivo della parete. La durata prevista è di 100.000 ore.

Crai, experience naturale

Una nuova iniziativa instore con Cucina Naturale per valorizzare la qualità dei prodotti locali e offrire ai clienti consulenza sulla scelta e consigli d’uso (da Gdoweek n. 15)

Da fine maggio alla prima metà di luglio 2019 i clienti di alcuni punti di vendita Crai hanno avuto la possibilità di assistere all’evento itinerante “La spesa da Crai con Cucina Naturale”, una serie di showcooking realizzati in collaborazione con Cucina Naturale, rivista di Tecniche Nuove, per raccontare e mostrare la realizzazione di ricette semplici e gustose, facendo la spesa nei negozi del Gruppo. Un percorso per avvicinare i consumatori a una cucina più sana, spiegando le caratteristiche di cibi e abbinamenti, creando un’esperienza particolare instore. In quest’ottica, Venetia Villani, direttore di Cucina Naturale e tecnologo alimentare, ha aperto ogni appuntamento con un’introduzione ricca di consigli e suggerimenti rivolti ai clienti per imparare a fare la spesa, leggere correttamente le etichette dei prodotti e scegliere come acquistare il meglio. Successivamente è stato dato spazio alla chef Marzia Riva per la preparazione di un piatto della tradizione culinaria del territorio, realizzato con un pizzico di originalità. Per tracciare un bilancio di questa iniziativa, Gdoweek ha parlato con Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo del Gruppo.

Quali sono i motivi di questa iniziativa?

Sostanzialmente due: il primo è valorizzare i prodotti del territorio nei nostri negozi di prossimità, un’offerta che è nel nostro dna di azienda locale; dall’altro, Cucina Naturale ci è sembrata il partner ideale per affrontare certi temi con gli esperti del settore.

Come avete scelto i punti di vendita per gli eventi?

Abbiamo spaziato in tutto il Paese, toccando i punti cardinali dell’Italia, da Sud a Nord, per rendere visibile la diversità della nostra nazione.

Il riscontro da parte dei clienti?

Abbiamo avuto la conferma di quello che speravamo. Chi ha partecipato a questi eventi, esce dai negozi molto soddisfatto e arricchito. La gente ha fame, non solo di cibo, ma anche di consigli, contenuti e rassicurazioni. Parlare di etichette e di tracciabilità dei prodotti, fare uno showcooking, assaggiare piatti preparati da chef al momento: sono esperienze emozionali, più impattanti di uno sconto sul prodotto.

Avete notato un aumento del traffico in negozio dopo queste iniziative?

Più che aumentare le vendite, l’obiettivo era qualificare il negozio, rafforzare il rapporto con il cliente e aumentare il percepito di un brand legato al territorio, che offre anche un servizio. Un’iniziativa legata al valore dell’insegna: ciò che ci interessa è dare visibilità della qualità dei prodotti locali nei nostri negozi.

Come avete scelto i prodotti?

È stato un lavoro di squadra che ha incluso la chef Marzia Riva, la direttrice di Cucina Naturale, Venetia Villani, e i negozi. Prima c’è stato un sopralluogo in cui ci siamo confrontati con l’imprenditore. La scelta dei prodotti è stata fatta a sei mani, diciamo così. In Campania abbiamo fatto il Carciofo Capuanella, in Piemonte il formaggio Rebroson. La chef ha inserito nelle preparazioni elementi legati alla regionalità.

Che ruolo ha giocato il personale di vendita?

Quando porti un progetto del genere in un negozio da 15-35 dipendenti a creare la differenza sono proprio i dipendenti, oltre alla qualità dei prodotti. Noi facciamo tutto per i clienti, ma a volte ci si dimentica del personale, per creare un coinvolgimento in prima persona, come invece è avvenuto in questo caso.

Cos’ha imparato Crai da questa esperienza?

Abbiamo avuto due riconferme. La prima è l’importanza strategica di avere un ruolo dentro al microterritorio. L’insegna Crai deve avere una presenza attiva, non basta aprire un punto di vendita: bisogna avere un ruolo, esaltando le eccellenze del nostro territorio. La seconda conferma riguarda il valore della relazione. Sembra banale, ma non è così. La relazione che crei con il cliente ti aiuta a fidelizzare. Il value for money è un mix di fattori e avere aumentato il percepito della nostra insegna con l’eccellenza è uno dei risultati di questa esperienza.

Un’attività da ripetere, quindi …

L’idea è quella di fare nuovi incontri, coinvolgendo altri negozi; stiamo lavorando a una serie di progetti sui microterritori, pensando anche a una vera e propria campagna sui microlocalismi. Ma non dimentichiamoci che noi proponiamo già decine di eventi realizzati dal singolo imprenditore, iniziative di carattere sociale e formativa. Un’esperienza positiva, della quale siamo soddisfatti e in futuro … mai dire mai!

Famila Bistrò: Megamark evolve il format

Famila Bistrò
Alla classica formula Famila, Megamark (Selex) inserisce il bistrò, con il bar, la cucina visiva ed un centro unico di cottura all’interno del supermercato

Questo format nasce per arricchire di servizio il negozio fisico, diventando un’ulteriore ragione di frequentazione per i clienti e risponde alla necessità, come spiega il gruppo Megamark (Selex), “di promuovere e far conoscere ai clienti la grande qualità dei prodotti che vendiamo, che sono la base di tutte le ricette e preparazioni”.

Alla classica formula Famila, Megamark inserisce, nel punto di vendita di Manfredonia, situato in viale della Transumanza, il bistrò, ampliando di fatto e arricchendo la produzione di piatti pronti, rosticceria e panetteria, con il bar, la cucina visiva ed un centro unico di cottura all’interno del supermercato.

Il bistrò su trova proprio all’ingresso dello store, che si sviluppa su una superficie totale di 1.500 mq). Presto avrà anche posti a sedere. Le preparazioni sono vendute sia servite che a libero servizio.

L’azienda chiarisce: “I progetti relativi alla preparazione di piatti pronti e prodotti pronti al consumo sarà declinato in tutte le nuove aperture e nelle ristrutturazioni in funzione della superficie a disposizione e del mercato di riferimento. Questo format  risponde in pieno alla nostra mission di rendere accessibile la spesa di qualità con prodotti eccellenti e consentendo un grande risparmio di tempo ai nostri clienti”.

Unieuro estende l’assistenza a domicilio Helpy in 85 pdv

Unieuro TikTok
La card dà la possibilità di ricevere l'assistenza di un professionista dedicato che può seguire i clienti e risolvere i dubbi sull'utilizzo delle ultime tecnologie

Dopo una prima fase di sperimentazione, durata 4 mesi in alcune città selezionate, Unieuro ha esteso a 85 punti di vendita Helphy, l'assistenza a domicilio che mette a disposizione un professionista dedicato per risolvere i dubbi nell'utilizzo dei dispositivi di domotica, IoT e in generale tecnologici.

Fino al 14 ottobre la card Helpy, utile per una prima configurazione, sarà messa a disposizione ai clienti che acquisteranno Google NestHub, Google Home o Google HomeMini nei negozi Unieuro in cui il servizio è attivo.

A sostegno della promozione, verrà realizzata una comunicazione dedicata sulle pagine social di Unieuro e diffuso materiale promozionaleall’interno nei punti vendita coinvolti.

Una customer experience che va oltre lo store

“Siamo convinti-ha detto Luca Rosetti, service director di Unieuro- che sia in questa direzione in cui debba muoversi anche il rapporto e la collaborazione tra retail e produttori.  Grazie a Helpy possiamo garantire a un numero ancora più ampio di consumatori un’offerta mirata per accompagnarli oltre il negozio e metterli nelle condizioni di vivere in modo facile e completo il loro rapporto con la tecnologia".

La Pizza Eataly a sostegno dell’ospedale Gaslini

Da sinistra Francesco Farinetti_Paolo Petralia_Francesco Pompilio, Marco Gioacchino
Da sinistra Francesco Farinetti_Paolo Petralia_Francesco Pompilio, Marco Gioacchino
#iofacciodipiu/ Eataly donerà, infatti, 2 euro al nosocomio pediatrico grazie all’iniziativa Una pizza buona 2 volte. La donazione andrà a sommarsi all’incasso della cena

Il menu del ristorante Pizza&Cucina di Eataly Genova si arricchisce di tre pizze speciali, pensate per sostenere concretamente l’ospedale genovese Gaslini. Eataly donerà, infatti, 2 euro al nosocomio pediatrico grazie all’iniziativa Una pizza buona 2 volte. La donazione andrà a sommarsi all’incasso della cena e i fondi saranno destinati a sostenere il Centro Nutrizionale dell’Istituto Gaslini, impegnato nel raggiungimento e nel mantenimento di un adeguato stato di nutrizione dei piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico genovese attraverso interventi preventivi, diagnostici e terapeutici.

Le tre pizze sono state pensate dal maestro pizzaiolo di Eataly, Francesco Pompilio, che ha optato per la pizza Bosco Ligure; Lonzino, datterino e olive; Salsiccia e cime di rapa con prezzi che variano tra 12,50 e 13,50 euro.

Siamo entusiasti di supportare una realtà così importante per Genova e un centro d’eccellenza per la cura e l’assistenza dei bambini riconosciuto a livello mondiale -commenta Francesco Farinetti, amministratore delegato di Eataly-. Abbiamo molte idee che ci piacerebbe sviluppare insieme al Gaslini e siamo partiti dalla pizza perché è un piatto amato da tutti ed è sinonimo di momenti di festa e spensieratezza: momenti che, con il loro lavoro quotidiano, medici e ricercatori dell’istituto s’impegnano a restituire ai piccoli pazienti e alle loro famiglie”.

Nel corso dell’iniziativa saranno coinvolti vari personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo, liguri e non tra cui Fabio Quagliarella e Vanni Oddera,  primi sostenitori.

 

Eurospar: riprogettato lo store di Trinitapoli

Eurospar Trinitapoli
Con il remodelling di Trinitapoli sale a 171 il totale dei punti di vendita (tra diretti e franchising) della rete Maiora in Puglia

Prosegue il restyling che il gruppo Despar Centro-Sud sta effettuando nei punti di vendita della rete allineando l’immagine dei negozi. L’azienda riapre a Trinitapoli (Fg) il supermercato di via Vecchia Canosa, esteso su una superficie di 800 mq proponendo il format già testato nelle più recenti aperture, nello specifico a Terlizzi.

Il reparto pescheria con banco assistito, non presente nella precedente struttura, si affianca alla tradizionale offerta dell’insegna che prevede reparto ortofrutta con un modello espositivo, già sperimentato nelle recenti aperture di Nardò, Cosenza, Venosa e Lucera, caratterizzato dalla presenza di banchi frigo refrigerati con esposizione verticale e dall’assortimento di frutta continuativa e stagionale; macelleria, con banco take away, e salumi e formaggi, presente sia servito che a libero servizio.

Anche in questo store sono stati adottati accorgimento nel rispetto della natura con impianti di refrigerazione e condizionamento di ultima generazione e a basso consumo, congelatori e frigoriferi sono di sportelli, tecnologia led. Lo store impiega 16 persone.

“La riapertura di Trinitapoli  -spiega Pippo Cannillo, presidente e amministratore delegato di Despar Centro-Sudconferma la volontà dell’insegna Despar di riammodernamento della rete finalizzata a ridare slancio ai punti di vendita presenti nelle diverse zone della Puglia.  Con questa importante riapertura ci prefiggiamo di intensificare ancor di più le nostre performance nell’area di Foggia grazie al consolidamento del nuovo format già testato in Puglia e Calabria, che ci sta regalando grandi soddisfazioni”.

Con il remodelling di Trinitapoli sale a 171 il totale dei punti di vendita (tra diretti e franchising) della rete Maiora in Puglia, nell’ottica del piano di investimenti previsto dal gruppo concessionario del marchio Despar per il Centro-Sud.

 

 

Il retail vende sempre più relazioni

Che siano processi ad alta efficienza o esperienze coinvolgenti, il consumatore riconosce il valore del rapporto con il retailer (da Gdoweek n. 15)

Il retail è un settore così complesso che può essere modellizzato in modi differenti, in funzione delle variabili che si prendono in considerazione. Così se misurare le vendite al metro quadrato è un benchmark tradizionale che restituisce alcune informazioni (poche e spesso poco utili), il tasso di conversione successivo a una call to action (digitale o fisica) può essere molto più rappresentativo rispetto, per esempio, a una fase promozionale.

L'importanza dei touchpoint nel retail esperienziale

Entrati nell’era del retail esperienziale in cui assortimento e prezzo sono la condizione necessaria per il coinvolgimento del consumatore ma non più sufficiente, diventano importanti i touchpoint, tutti i punti di contatto che il retail mette a disposizione del consumatore stesso.

Se all’origine il modello era: touchpoint interattivo in ottica multicanale, il punto di arrivo è touchpoint relazionale in ottica omnicanale. Il retailer diventa un soggetto presente nella customer journey del consumatore quando quest’ultimo lo desidera, con il canale del momento sempre aggiornati sul progresso relazionale.

I touchpoint diventano così importanti per il conversion rate sul prodotto/servizio perché consentono di tenere il consumatore in assetto e di non perderlo. Oggi i punti di contatto sono molteplici, dentro e fuori lo store e sono la revisione di quelli da sempre presenti e nuovi. Si considerano tre grandi famiglie di touchpoint: di proprietà del retailer (owned), quelli correlati all’advertaising et similia (paid media) e quelli in cui gli utenti consumatori si scambiano commenti e opinioni sul prodotto o sulla shopping experience (earned media).

Mentre i primi due sono sotto il controllo del retailer o del brand che li gestisce, l’ultimo è autonomo e, come risaputo, va osservato, studiato e tradotto rispetto alle azioni di marketing o customer care opportune. I touchpoint owned sono quelli che concorrono a determinare la shopping experience e sono omnicanale e integrati. La connotazione digitale non si traduce nella marginalizzazione della componente umana in termini di addetti (o meglio non sempre), ma in un’integrazione differente e coinvolge con i touchpoint owned.

Nel libero servizio e nella gdo in particolare, il trend emergente -anche se ancora agli albori- è quello di inserire dei touchpoint nel processo di acquisto del consumatore non tanto come elementi aggiuntivi, ma come trasformazione di fasi ineludibili all’acquisto.

Smart Tag e personal scanner evoluti

Un esempio è correlato alla selezione dei prodotti che può essere guidata da elementi interattivi come smart tag o personal scanner che non si limitano a caricare il prodotto. Possono riportare informazioni aggiuntive, indicazioni mirate e applicare un proximity marketing sul profilo del consumatore. In futuro, questi touchpoint si interfacceranno con gli assistant dei consumatori e potranno definire un indirizzamento di acquisto dall’efficacia inedita.

Ciò che appare da subito emergente è come la tecnologia di relazione può generare un engagement multisensoriale e soprattutto mirato non solo sul profilo ma anche sulla localizzazione fisica del cliente. Il quale, quando è possibile, preferisce interagire con il touchpoint attraverso il linguaggio naturale come avviene con gli assistant quali Alexa di Amazon.

Quest’ultimo sistema, applicato in ambito retail, ha immediatamente dimostrato il gradimento presso il consumatore tanto da pensionare il dash button sempre di Amazon: la funzione è la stessa ma l’interazione è più di tipo relazione con Alexa. A livello fisico, il punto di vendita è destinato a trasformarsi in un complesso touchpoint.

Sia che la relazione avvenga in modo procedurale (con la lettura di un bar code attraverso scanner o tag Nfc con smartphone) o con linguaggio naturale attraverso device, o sensoriale (mediante dispositivi indossabili), il consumatore potrà contare su un libero servizio così assistito da renderlo un viaggio verso la soddisfazione delle proprie necessità in termini di soluzione di acquisto, più che di lista di prodotti. Non manca tanto.

La gdo vuole essere destination

Un mix di tecnologia, accoglienza, semplicità e velocità. Il tutto condito con una dose sapiente di tecnologia (da Gdoweek n. 15)

Con l’incremento delle vendite online, i negozi fisici hanno la necessità di evolversi e riadattarsi tenendo conto di alcuni importanti trend. Solo così possono fronteggiare le sfide lanciate dalle nuove tecnologie e dai nuovi comportamenti da parte dei consumatori dell’era digitale. L’esperienza del consumatore, le emozioni suscitate durante la permanenza in negozio, la qualità del servizio offerto, il rapporto umano con gli addetti alla vendita, la facilità e la praticità nelle operazioni di acquisto, la sostenibilità sono solo alcuni degli aspetti su cui i grandi nomi della vendita al dettaglio si stanno concentrando già adesso e su cui lavoreranno nei prossimi anni per garantire non solo la sopravvivenza ma una lunga e sana vita al negozio del futuro.

Per Carrefour Italia i punti di vendita sono un unico punto di riferimento per la gestione delle esigenze domestiche, incluse quelle che vanno al di là della spesa di ogni giorno. I diversi format portano innovazione e semplificazione nella vita dei clienti e anche questi sono gli obiettivi che guidano l’impegno quotidiano dell’insegna. Fondamentale diventa poi l’omnicanalità. Carrefour Italia coniuga il mondo online di Carrefour.it con gli oltre 1.000 punti di vendita fisici e lavora costantemente per creare una customer experience modellata intorno all’ecosistema del cliente. È da sempre attenta ai bisogni dei consumatori e pronta a rispondere alle loro esigenze e, grazie all’integrazione di servizi tradizionali e digitali, propone al cliente una customer journey velocizzata, ottimizzata e semplificata per creare un valore efficiente e solido. Un terzo punto importante per la catena è valorizzare l’eccellenza e la territorialità per offrire ai propri consumatori la possibilità di fare una scelta d’acquisto virtuosa e valorizzare le eccellenze del territorio, insieme al lavoro dei produttori locali.

Il legame con il territorio è fondamentale per creare l’esperienza, un valore su cui Crai crede fermamente. “Far vedere che il negozio non è solo un insieme di scaffali con prodotti e prezzi infarciti con un po’ di tecnologia qua è là -spiega Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo di Crai-. Il valore di un punto di vendita è nell’esperienza che può dare, soprattutto con le cose semplici, come ad esempio respirare il profumo di un San Daniele”, .

Secondo caposaldo per la catena è quello della relazione: “Non credo al negozio senza personale, dove paghi con lo smartphone e perdi il valore del contatto tra cliente e assistente alla vendita”, aggiunge La Viola, che infine punta sulla facilità di permanenza per il consumatore. “Stare in negozio deve essere facile: parlando del layout del punto di vendita, non servono 8 km di corsie dove ci si perde. Fare la spesa deve essere immediato, facile, semplice, su misura. Il negozio deve essere usufruibile e progettato in base alle persone. Sì alla tecnologia, se è utile e facilita la spesa. Oggi si insiste troppo su fattori tecnologici inutili. La tecnologia deve essere in funzione dell’esperienza e della relazione. Un esempio può essere il self check-out, perché fortifica il rapporto con i clienti e li aiuta”.

Parole molto simili a quelle di un altro protagonista della gdo, Pippo Cannillo, presidente e Ad di Despar Centro-Sud, che inizia il suo ragionamento con una provocazione: “Siamo sicuri che le sollecitazioni provenienti dall’online spingano i negozi fisici a rivedere la propria reason why? Per me, paradossalmente, è vero il contrario: bisogna rifocalizzarsi sulle basi universali del commercio moderno: efficienza, facilità di fruizione e prossimità, utilizzando tutte le tecnologie (utili) disponibili. Fare la spesa deve risultare rapido, semplice e comodo, in una parola: facile”. Le tecnologie ci offrono la possibilità di rendere la customer experience appagante e coinvolgente, limitando al massimo i piccoli disagi connessi al processo tradizionale d’acquisto: difficoltà di lettura dell’assortimento, rotture di stock, code alle casse, è il ragionamento di Cannillo che torna poi sul concetto di prossimità che, secondo lui, non è più solo logistico: “Bisogna essere vicini ai clienti, conoscendo le loro preferenze e le loro abitudini, impostando la relazione sulla trasparenza che può comunicarti solo chi puoi guardare negli occhi. Vicini ai territori in cui si opera, valorizzando le produzioni e le tradizioni locali. Vicini ai propri lavoratori, investendo nell’individuazione e nella formazione dei talenti”.

La filosofia di Aldi e il concept dei propri punti di vendita sono rappresentati, invece, da una serie di parole chiave. Si parte da semplicità: una selezione virtuosa dell’assortimento e un moderno store concept, pensati ad hoc per i clienti italiani e per un’esperienza d’acquisto più immediata e piacevole. Affidabilità. Per Aldi il negozio deve essere sinonimo di qualità e offrire alla clientela prodotti italiani accuratamente selezionati a prezzi convenienti, per portare valore al giusto prezzo per tutti. La scelta accurata di fornitori italiani selezionati, gli scrupolosi controlli di filiera a cui tutti i prodotti vengono sottoposti e una logistica efficiente e molto organizzata rendono il negozio Aldi un vero e proprio riferimento per il consumatore moderno, sempre più attento. Infine Responsabile: un format di punto di vendita che consente di raggiungere elevati standard di efficienza energetica e sostenibilità ambientale, con benefici concreti anche per i clienti.

Tema, quello della sostenibilità condiviso anche da Giorgio Santambrogio, amministratore delegato di Gruppo Végé, secondo cui i punti di vendita del futuro dovranno essere appunto sostenibili per vivere un’esperienza in un luogo e con prodotti attenti all’ambiente e alle persone. Anche in questo caso le parole chiave sono eloquenti. Si parte con accoglienza per riscoprire il piacere di fare la spesa in un luogo familiare, bello, caldo e di qualità; l’altra parola chiave è tecnologia per giocare saggiamente con una digitalizzazione semplice e user friendly.

Concetti condivisi anche dal fondatore di Md, Patrizio Podini, secondo il quale i negozi, oltre ad essere “accoglienti ed ecosostenibili” devono essere “competitivi”.

Per Finiper, i punti di vendita devono essere “differenti per mille motivi”, come spiega la loro campagna di comunicazione, con eccellente servizio all’interno delle food court e con al centro la filosofia riassumibile nello slogan “fatto davanti a te”, con i laboratori a vista (panetteria, pasticceria, ristorazione, gastronomia).

Per Eleonora Graffione, presidente di Consorzio Coralis, le tre parole che definisco il negozio sono luogo, inteso come punto d’incontro e come conoscenza delle origini e delle storie; cibo come protagonista di un rituale di convivialità quotidiana , ma anche come salute, corretta alimentazione e lotta allo spreco; e infine comunità, intesa come territorio, persone, abitudini, tradizioni e saperi.

Secondo Lidl, Il negozio del futuro dev’essere di qualità, conveniente e smart, come spiega Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione di Lidl Italia: “Consideriamo da sempre qualità e convenienza fattori determinanti per il successo del nostro format commerciale. Questo binomio ha dimostrato di essere una costante vincente anche nell’evoluzione del punto di vendita e siamo convinti lo sarà anche in futuro. Fornire prodotti eccellenti, con materie prime selezionate, ma nello stesso tempo a un prezzo accessibile e alla portata di tutti continuerà a rappresentare la vera sfida. Inoltre, saper ascoltare il contesto in cui si opera cogliendo tempestivamente bisogni ed esigenze per rispondere con flessibilità e rapidità significherà essere una realtà smart, caratteristica imprescindibile per chi vuole evolversi”.

Evoluzione che passa anche per l’innovazione secondo Novacoop. “Occorre coniugare lo sviluppo dell’efficienza come retailer con l’ampiezza dell’assortimento per creare una nuova esperienza di acquisto -spiegano dall’azienda, che punta anche sull’integrazione-. Creare soluzioni tecniche avanzate che possano declinare convenienza, valori sociali, sicurezza alimentare e tutela dell’ambiente con i moderni orientamenti dei consumatori”.

Ovs e Save The Children: una campagna a sostegno delle bambine

#iofacciodipiu/ A partire dall’11 ottobre, nei negozi Ovs, sarà in vendita una felpa il cui ricavato sarà destinato ai progetti di Save the Children

La partnership tra l’insegna di abbigliamento Ovs e l’associazione Save the Children prevede una serie di iniziative tra cui la campagna per l’empowerment delle bambine e ragazze, in occasione della Giornata internazionale delle bambine.

A partire dall’11 ottobre, nei negozi Ovs, sarà in vendita una felpa il cui ricavato sarà destinato ai progetti di Save the Children per restituire a tante bambine, in Italia e nel mondo, il futuro a cui hanno diritto. Testimonial dell’iniziativa #LaMiaVoce è l’attrice e scrittrice Chiara Francini che in un video legge una lettera scritta a sé stessa bambina, per ringraziarla di tutte le esperienze passate, delle sfide affrontate, della capacità di sognare in grande e di aver saputo accogliere l’aiuto di chi credeva in lei. “Ogni bambina –sottolinea l’attrice- deve avere l’opportunità di colorare con le proprie tinte la vita. Solo così potrà diventare l’arcobaleno che ogni donna è”.

La felpa è bianca e riporta la scritta Wonder(ful) Woman per la donna e Wonder(ful) girl per le bambine.

"Ovs s’impegna da sempre a favore dei bambini più vulnerabili -afferma Monica Gagliardi, direttore marketing del brand- e lo fa da oltre dieci anni in partnership con Save the Children. Con il progetto #LaMiaVoce, Ovs e Save the Children intendono richiamare l’attenzione sulle bambine, a volte vittime di vere e proprie violenze, pregiudizi e discriminazioni di genere che impediscono loro di maturare consapevolezza di sé, di esprimere le proprie potenzialità e i propri desideri, negando loro la possibilità di costruirsi un futuro. Per questo a partire dall’11 ottobre metteremo a disposizione la nostra rete di negozi e il nostro sito per contribuire a sensibilizzare il pubblico su questo importante tema”.

Daniela Fatarella, vicedirettrice generale di Save the Children, aggiunge: “Vogliamo lanciare un messaggio forte e chiaro per restituire alle bambine e alle ragazze il futuro che troppo spesso viene loro sottratto”.

 

Freitag: il “baratto” nell’era hi-tech

Freitag
Adottando lo stesso meccanismo che regola un’app di incontri come Tinder, il marchio sta sperimentando lo scambio di item senza utilizzo di denaro

L’ecosostenibilità è sempre stata alla base del brand Freitag che da 25 anni dona nuova vita ai teloni di camion a fine carriera per creare borse uniche tanto robuste che non avranno bisogno di essere rimpiazzate molto presto. Per assecondare i gusti dei consumatori, Freitag offre la possibilità di disfarsi di un prodotto ancora in buone condizioni ma per il quale non si ha più lo stesso trasporto di un tempo. Adottando lo stesso meccanismo che regola un’app di incontri come Tinder, il marchio sta sperimentando il “baratto”, ossia uno scambio senza utilizzo di denaro. Sulla piattaforma online per lo scambio di borse S.W.A.P. (Shopping Without Any Payment) tutti i possessori di una borsa Freitag possono, dunque, liberarsi della proprio borsa sostituendola con un’altra proposta da un altro utente.

Caricando una foto della propria borsa su S.W.A.P. è possibile, infatti, visionare i pezzi unici degli altri utenti. Per le borse che non piacciono si fa swipe a sinistra e per quelle desiderate a destra. E quando il sistema riconosce un «match», quindi un interesse alla reciproca borsa, le trattative per lo scambio possono iniziare. Modalità, luogo e se lo scambio deve effettivamente avvenire è unicamente a discrezione dei partecipanti allo scambio.

Despar Italia entra nel Nord-Ovest grazie all’accordo con Gruppo 3A

Paul Klotz, presidente Despar Italia
Con l'ingresso di Gruppo 3A, Despar sarà presente con le sue insegne anche in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta con 149 punti vendita: un'area fino ad oggi non presidiata

Despar Italia annuncia l'ingresso di Gruppo 3A, che fino ad oggi adottava l’insegna Simply, prenotando una posizione strategica nella distribuzione del Nord ovest, area fino ad oggi mai presidiata dal gruppo presieduto da Paul Klotz. L'ingresso di Gruppo 3A in Despar Italia diventa effettivo a partire dal 1° gennaio 2020: dalla stessa data 3A fa ingresso anche in Despar Servizi.

Con una rete composta da 149 supermercati (20 dei quali diretti) e 129 associati, tutti distribuiti geograficamente fra Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Gruppo 3A permette a Despar Italia non solo di entrare in una nuova area di mercato, quella del Nord Ovest, ma anche di rafforzare la posizione di Despar nel panorama della distribuzione nazionale, consolidando un fatturato aggregato di 3,66 miliardi di euro, con una rete complessiva di 1.393 punti vendita.

Fondata nel 1974, 3A (Alimentaristi Astigiani Associati) sviluppa un fatturato di 145 milioni di euro e conta circa 750 collaboratori. Il passaggio dei suoi punti di vendita alle insegne Despar si concluderà entro i primi mesi del 2020. Nello stesso tempo entreranno in assortimento oltre 1.600 prodotti a marchio Despar, per dare nuova forza alla proposta commerciale di 3A.

"Siamo onorati che Gruppo 3A abbia scelto Despar come insegna con la quale proseguire il proprio percorso di creazione del valore iniziato nel 1974 -commenta Paul Klotz, presidente di Despar Italia-. Crediamo che l’attenzione di Despar verso i territori e le comunità sia stata un importante fattore comune, che unisce 3A e il nostro Consorzio. 3A è una realtà che esprime una dimensione sociale coerente con i nostri valori e la nostra visione".

"La scelta di Gruppo 3A di entrare nel mondo Despar nasce dalla condivisione di valori e interessi comuni nello spirito consortile -ribadiscono Marco Fuso, presidente di Cooperativa 3A, e  Santo Cannella, amministratore unico-. Sotto il profilo commerciale la scelta di 3A rappresenta l’identità distintiva sul mercato con l’esclusività sul territorio per far crescere la struttura a favore dei propri soci, oltre che attrarre nuovi imprenditori interessati alla proposta strategica di appartenere all’insegna Despar".

L'ingresso di 3A in Despar rappresenta un'altra e decisiva tappa nel passaggio ad altre insegne da parte dei principali gruppi distributivi locali che avevano da anni rapporti di master franchising con Auchan Retail: Etruria Retail e Apulia Distribuzione sono confluite in Carrefour mentre altri punti di vendita della rete Auchan Retail sono stati acquisiti da Crai e da Gruppo Arena.

Aldi: la strategia dell’offerta per la rete italiana

Su tre elementi specifici Aldi concentra il proprio assortimento per il mercato nazionale: affidabilità, semplicità e responsabilità

Su tre requisiti specifici si basa l’offerta di Aldi: affidabilità, semplicità e responsabilità. L’insegna propone, nei punti di vendita della rete, un’esperienza di acquisto basata su un assortimento essenziale soggetto a una “riduzione virtuosa”.

In fatto di assortimento Aldi si concentra su tre specifici elementi: qualità, convenienza e freschezza puntando su una scelta di referenze tra frutta e verdura (circa 120 item) e l’85% di linee a marchio proprio.

Per Aldi “il rapporto con i fornitori italiani, veri “custodi del gusto” e del cibo made in Italy, è la chiave per garantire qualità e affidabilità ed è basato su principi solidi e responsabili. Il nostro assortimento è composto per il 75% da prodotti alimentari che nascono dalla collaborazione con fornitori italiani selezionati,  e questo dimostra un forte legame con il territorio e con le eccellenze locali italiane”.

Semplicità è l’elemento distintivo anche dello store concept sviluppato appositamente per il mercato italiano, basato su un’organizzazione intuitiva degli spazi al fine di semplificare la spesa. In quest’ottica sono stati pensati anche gli allestimenti e la cartellonistica interna, pensati per rendere ogni prodotto visibile e facilmente fruibile.

 

Mondadori Store entra direttamente da Iper, la grande i

Mondadori Point nell'Iper la grande i del centro commerciale Alla Valli a Seriate (Bg)
È la prima libreria (200 mq) che Mondadori Retail apre all'interno di un ipermercato: la collaborazione con Finiper parte da Seriate (Bg) con un Mondadori Store nell'Iper la grande i, magnete del centro commerciale Alle Valli

Con l'apertura del nuovo Mondadori Point a Seriate (Bg), Iper la grande i (più precisamente Iper Montebello SpA) e Mondadori Store inaugurano la prima libreria all’interno di un ipermercato Iper La grande i, nel centro commerciale Alle Valli.

Mondadori ha già un'ampia rete di librerie (Mondadori Point) nelle gallerie dei centri commerciali, ma qui si sviluppa un vero e proprio format (200 mq), gestito direttamente da Mondadori Retail, con 4 addetti alle vendite, 5.000 titoli in assortimento tra novità, narrativa, saggistica, classici e fumetti, libri per bambini e ragazzi, e una selezione dei più richiesti prodotti di cartoleria.

In una fase nella quale i grandi e storici ipermercatisti tendono a ridurre (o a chiudere) le aree non-food, Iper la grande i fa una scelta opposta, specializzando l'area.

"Grazie a questa partnership, che segna il debutto della nostra insegna anche nella grande distribuzione organizzata -commenta Carmine Perna, amministratore delegato di Mondadori Retail- possiamo moltiplicare i canali di relazione con il pubblico. Dalle grandi città ai centri più piccoli: il nostro modello punta sulla qualità dell’esperienza di acquisto, servizi multicanale ed eventi, mettendo sempre al centro le esigenze del cliente-lettore".

I clienti potranno fruire di tutti i servizi di Mondadori Store, come Pick Up Point per il ritiro gratuito in punto di vendita di un libro acquistato su Mondadoristore.it (che ha un catalogo  di 11 milioni di titoli); Prenota e ritira (prenotazione/acquisto online e pagamento/ritiro in negozio); e Invia a casa, per ricevere a domicilio un prodotto ordinato in negozio.

Al momento, e per quest'anno, non si prevedono altre aperture, ma non è esclusa la possibilità di ampliare il network nel 2020.

 

Naturally Good: la linea premium ed eco friendly di Maxi Zoo

Una parte del ricavato della vendita dei prodotti Naturally Good verrà devoluta al progetto Foresta per la piantumazione di 10.000 alberi

I prodotti della linea Naturally Good, appena lanciata dall’insegna petstore Maxi Zoo (gruppo Fressnapf), pensati per cani e gatti, sono realizzati con materie prime naturali, rinnovabili e testati per escludere la presenza di sostanze inquinanti. Questa linea premium di Maxi Zoo contribuisce a concretizzare l’impegno dell’insegna nei confronti della natura. Una parte del ricavato della vendita dei prodotti Naturally Good verrà, infatti, devoluta al progetto Foresta che mira alla piantumazione di 10.000 alberi. La catena collabora al progetto Plant-for-the-Planet, a cui prendono parte bambini e giovani ragazzi, che consiste nel piantare in tutto il mondo quanti più alberi possibili in grado di estrarre l’anidride carbonica dall’atmosfera disinnescando così il problema del cambiamento climatico.

In quanto azienda consapevole del forte impatto che gli esseri umani hanno sull’ambiente, ci stiamo impegnando per attuare il cambiamento: dapprima con la partnership con Wwf e ora con il lancio del nostro nuovo marchio esclusivo che rispetta la natura -commenta Stefano Capponi, marketing manager di Maxi Zoo Italia-. Si tratta senza dubbio di un primo ma fondamentale contributo per adottare sempre di più un atteggiamento “eco-friendly” anche nel settore dei prodotti per animali e che dimostra l’impegno crescente dell’azienda nei confronti di questi importanti temi”.

 

Ibis Salumi sceglie l’antibiotic free

Ibis Salumi ha scelto di investire nella salute e nel benessere dei consumatori

- Ibis Salumi, marchio di riferimento per Italia Alimentari, azienda del Gruppo Cremonini leader nella produzione dei fiori all’occhiello della salumeria italiana, ha scelto di investire nella salute e nel benessere dei consumatori.

I trend legati al salutistico stanno guidando i consumi in Italia in tutte le categorie alimentari negli ultimi anni. Nella filiera della carne il tema si è fatto progressivamente strada e concetti come l’assenza di antibiotici negli allevamenti e la garanzia del benessere animale sono oggi di grande attualità.

Anche nel mondo dei salumi è cresciuto un approccio del consumatore sempre più informato e attento a ciò che acquista, con una ricerca costante di prodotti “benessere” senza però dover rinunciare al gusto. In quest’ottica si inseriscono molte referenze lanciate negli ultimi anni nel comparto: da quelle a tasso ridotto di sodio ai prodotti con conservanti di origine vegetale.

I dati di mercato confermano che nel comparto salumi il segmento che registra la crescita più grande è quello degli affettati, cresciuti sia a valore che a volume (in particolare le grammature 51-99 grammi e 100-150).

Un trend questo che ha spinto Italia Alimentari a lanciare una nuova gamma di affettati in vaschette dal piccolo formato e dalla grammatura ridotta, la linea Piccoli e Buoni Ibis. Sono quattro referenze ideali per la merenda, ottenute da materie prime di alta qualità. Una filiera controllata che assicura allevamenti con l’assenza di antibiotici e ormoni fin dalla nascita degli animali. La scelta dell’antibiotic free ever consente di eliminare ogni tipo di antibiotico fin dalla nascita dei suini, affiancando a questo migliori condizioni di vita e di rispetto del loro benessere.

La gamma comprende:

  • MiniCotto in vaschetta da 60g
  • Salame Milano in vaschetta da 60g
  • Mortadella in vaschetta da 60g
  • Prosciutto Crudo in vaschetta da 50g

IBIS è un marchio di ITALIA ALIMENTARI SPA
Via Europa, 14 - 43011
Busseto (PR)
Sede amministrativa e uffici
Via Marconi, 3
46040 Gazoldo degli Ippoliti (MN)

Richiedi informazioni all'azienda

Queste referenze sono inoltre preparate con conservanti di origine vegetale, sono senza glutine, senza lattosio e derivati del latte. Il Prosciutto crudo è senza nitrati aggiunti.

La linea va ad aggiungersi alle Fette Leggere Ibis, lanciata negli ultimi mesi del 2017, che comprende 4 referenze affettate con un ridotto contenuto di grassi e a tasso ridotto di sodio (Prosciutto Cotto di Alta Qualità, Prosciutto Crudo, Arrosto di Pollo e di Tacchino).

Tradizione nel cuore, innovazione in tavola. La linea “Special Day 500G” semplifica la vita e amplifica il gusto

Facili e veloci da preparare, gli Special Day 500g di Molini Pivetti sono la soluzione perfetta per chi ha poco tempo ma non rinuncia a gusto e qualità.

Nata dall'esperienza pluri generazionale di Molini Pivetti, la linea Special Day 500G ha il sapore del contemporaneo e il gusto inimitabile di chi, dal 1875, ha il chiodo fisso della qualità e ne coltiva la ricerca con dedizione.

Una passione che ha origine dall'amore per il territorio, dalla selezione di eccellenti materie prime e da un occhio sempre attento al benessere e allo stile di vita del consumatore.

La gamma Special Day 500G celebra il legame fra praticità d'uso, apporto di nutrienti fondamentali per il buon funzionamento dell’organismo e originalità nel gusto con un'ampia selezione di preparati dalle specifiche connotazioni nutrizionali e dai sapori unici e appetitosi.

Il pack da 500 g, confezionato in ATM per mantenere al meglio le proprietà del prodotto, presenta sul retro una ricetta completa facilita l’intero l'utilizzo del preparato.

Sei i mix esclusivi disponibili per la GDO: 4 preparati pizza/pane/focaccia che apportano particolari benefici alla salute grazie alla presenza, rispettivamente, di betaglucani, fibre, omega 3 e proteine vegetali. Una scelta di nutrienti non casuale, che risponde alle esigenze sempre più specifiche di un consumatore rigoroso nella tutela del proprio benessere anche a tavola.

Completano la gamma il mix pizza, al rotondo sapore di olio d’oliva,e il mix focaccia alla pizzaiola, dal gusto mediterraneo.

Facili e veloci da preparare, grazie anche al lievito naturale presente nella ricetta, gli Special Day 500gsono la soluzione perfetta per chi ha poco tempo ma non rinuncia a gusto e qualità.

Molini Pivetti
Via Renazzo, 67
44045 Renazzo (Fe)

TEL / FAX

+39 051 900003
+39 051 909210

info@pivetti.it

Richiedi informazioni all'azienda

Il Gigante: via alla riapertura di sei store ex IperDì e SuperDì

il gigante
Sono sei le aperture già programmate per Il Gigante che sta ristrutturando i punti di vendita acquisiti da SuperDì e IperDì. Il primo è già stato aperto

Il primo dei sei supermercati dell’azienda Superdì che il Gigante ha acquisito sarà apre al pubblico in linea con il format della nuova insegna. I prossimi negozi saranno inaugurati nei prossimi mesi. Lo store appena riaperto si trova a Trezzano sul Naviglio (Mi) sulla strada statale Vigevanese, angolo con via Curiel: uno store storico chesi sviluppa su un’area di di 2.500 mq totalmente rinnovati.

Il presidente del gruppo, Giancarlo Panizza, tiene a precisare che i 180 dipendenti “che nell’ultimo anno hanno vissuto una situazione precaria, stanno già seguendo il programma di formazione e affiancamento nei diversi punti di vendita de Il Gigante”. Panizza aggiunge: “In un momento di instabilità economica, in cui si registrano crisi occupazionali, noi siamo comunque positivi e crediamo sia importante continuare ad investire”.

 

Le caratteristiche del supermercato di Trezzano

A livello di offerta e di layout, questo store presenta alcune particolarità, in un ambiente aperto e luminoso, con un percorso che si apre sull'ortofrutta.

Tra le novità, da segnalare la presenza di un’area ristoro che comprende 60 posti a sedere al centro del negozio, di fronte alla piazza dei freschi (coni banchi assistiti di carne, gastronomia, panetteria e pasticceria) e separata dal resto del negozio dai vini che sono esposti a quadrato. I clienti, infatti, possono ordinare direttamente ai banchi quello che desiderano e mangiarlo in loco, piuttosto che decidere di utilizzare il take away.

Anche in questa struttura, i freschi rappresentano il fiore all'occhiello con lavorazioni interne e l'obiettivo di proporre, a prezzi accessibili, una qualità di fascia alta. Così il reparto pane produce, con lievito madre e sale della Savoia, tutte le tipologie di pane, pizze e snack presenti in store, il tutto sfornato più volte al giorno. Produzione propria anche per la pasticceria, da sempre una delle categorie di riferimento dell'insegna.

La macelleria è dotata di una speciale vetrina dedicata alla maturazione dei tagli pregiati , gastronomia con salumi e formaggi e rosticceria con piatti tipici della tradizione italiana.

Lo store è dotato di 9 casse più 4 fast lane e 2 dedicate alla ristorazione e di un parcheggio con 170 posti auto.

Tra i servizi è disponibile la spesa online. “Vogliamo che l’apertura di Trezzano -continua Panizza- sia un segnale che le cose possono essere fatte bene, se si lavora con impegno, mantenendo l’identità di azienda italiana che difende i valori e le tradizioni, soddisfacendo le nuove esigenze”.

In questo store, come in quelli di prossima apertura, sono utilizzate soluzioni nel rispetto dell’ambiente: dall’impiantistica di illuminazione a Led, con una conseguente riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera e abbattimento totale di emissione di raggi ultravioletti e infrarossi, al moderno impianto di condizionamento

 

Deporvillage, la passione online per lo sport

Ciclismo, auto, running e nuoto: queste le discipline principali di questo sito che parla la lingua di chi è appassionato di sport, con un occhio a stile e prezzi (da Gdoweek n. 17)

Le vendite di articoli sportivi sono in costante crescita e, in parte, il risultato è dovuto anche all’espansione delle vendite online. Tra gli eTailer che ne hanno beneficiato c’è lo spagnolo Deporvillage che nel 2018 ha toccato i 45 milioni di euro di fatturato, +28,5% rispetto all’anno precedente, 550 mila ordini annui, 60 mila articoli in vendita, 4 milioni di visualizzazioni al mese. Nato nel 2010 in Spagna dalla passione di Xavier Pladellorens, attuale ceo, e Àngel Corcuera, si rivolge ad appassionati di tutti gli sport, con focus specialistico sul ciclismo, corsa e in generale quelli all’aria aperta, oltre, naturalmente a chi piace vestire sportivo.

Guarda il video!

Il nuovo look di Rinascente a Torino

Rinascente Torino
Rinascente di Torino si ripropone con un'immagine rinnovata e spazi più ampi rispetto al passato. Tra le novità il ristorante con dehor Temakinho

Dopo un anno e mezzo di lavori, lo storico negozio Rinascente di via Lagrange di Torino si propone con uno spazio più ampio e più aree espositive rispetto al passato. Anche questo punto di vendita (come quello recente di Firenze) è stato progettato da un team di architetti e designer: primo fra tutti Gianmatteo Romegialli che ha dato l’impronta al progetto e si è occupato della facciata e del piano terra, Paolo Lucchetta ha disegnato il primo e secondo piano, Fabio Fantolino il terzo e meno uno, David Lopez & Fanny Bauer Grung il quarto piano.

Siamo molto felici di rinnovare la relazione che ci lega da sempre a questo territorio -spiega Pierluigi Cocchini, ceo di Rinascente-. Con il nuovo store, Rinascente vuole mettere in moto un processo di contaminazione creativa, per coinvolgere Torino, i brand e le persone con l’obiettivo di contagiare e farsi contagiare dall’energia unica di questa città”.

La struttura ospita il ristorante con dehor Temakinho, la catena di ristoranti nata nel 2012 che ha l’ecosostenibilità tra i suoi tratti distintivi con un'offerta declinata per i vari momenti della giornata e con proposte internazionali, riviste in chiave brasiliana. Accanto alla classica caffetteria, infatti, si trovano frullati, centrifughe, diversi tipi di avocado toast, croissant gourmet, pancake e waffle. Tra le proposte internazionali: i petiscos, piccoli piatti a base di pesce da condividere come antipasto, i rolls, i temaki, diversi tipi di tartare, ceviche e la picanha biologica.
In questo punto di vendita si trovano la tradizionale area accessori, un’area multibrand dedicata alle borse ma anche a guanti e cinture, insieme al tessile. Non ultimi bijoux, occhiali e abbigliamento, sia elegante che sportivo.

L’arredo del piano terra è pensato in assonanza con il rinnovato portico esterno e l’architettura del nuovo fronte su via Lagrange. Il marmo travertino torna protagonista nei pavimenti e in alcune parti dei rivestimenti, come i portali delle scale mobili, ripetuti su tutti i piani, e i 4 pilastri interni, raccordati a soffitto con un doppio arco e impiegati per delimitare lo spazio centrale di vendita.
Un grande lampadario a luce indiretta circonda il nucleo delle scale mobili mentre una schermatura verticale separa la parte food dalla parte di vendita. Entrambi sono stati realizzati in alluminio verniciato, come i serramenti esterni, per aumentare il senso di coerenza e continuità. Gli arredi hanno fogge semplici e colori neutri per non interferire con le marcate identità dei singoli brand presenti.

Naïma prosegue il remodelling dei beauty store

Il beauty store di Roma si ripropone al pubblico completamente rinnovato in linea con il format che Naïma sta uniformando in tutta Italia

L'insegna continua la strategia di restyling dei suoi punti di vendita per sviluppare un’immagine unitaria del brand. Il negozio Naïma Beauty Store di Roma, situato in via dei Colli Portuensi, riapre al pubblico dopo i lavori di ristrutturazione. Lo store, sviluppato su una superficie di 400 mq, si allinea al format “retail touch point” dell'insegna e propone un visual comune ai punti di vendita della rete.

ll beauty store romano ospita l’hairdresser firmato Orazio Anelli, il barber shop, il corner nails e la city spa di Clarins per offrire ai clienti momenti di relax e cura del corpo.

La nostra è una strategia a lungo termine, abbiamo iniziato la naïmizzazione dell’Italia procedendo con il cambio delle nostre insegne. Percorso che ha accresciuto ancor più, tra noi soci, l’unione delle famiglie verso una vision comune- spiega Stefano Biagi, presidente Naïma-Stiamo procedendo al remodelling dei nostri punti di vendita con un progetto dello studio dell’architetto Maurizio Favetta che, forte della sua expertise retail, è riuscito a integrare nei nostri beauty store modernità e innovazione senza perdere quel senso di calore che si sperimenta entrando nei nostri negozi grazie anche ai NaïmAngels.”

Il brand Naima nasce nel 2017 dall’unione di storiche famiglie di imprenditori della profumeria (Adamuccio, Del Prete, Ferreri, Galeazzi, Muzio, Odolini, Squillace e Vallesi ).

Oggi opera con oltre 230 profumerie dislocate in tutta Italia.

 

 

Video: tour nel Muji Hotel

In Cina ha aperto già tre hotelretail: in un unico edificio, il classico negozio e camere d’albergo nelle quali si possono comprare arredi e accessori. Un’ibridazione da guardare con attenzione (da Gdoweek n. 17)

Camere d’albergo che diventano showroom nelle quali sperimentare e successivamente comprare tutto quello che è presente nella stanza: è la nuova sfida di Muji, brand di culto famoso per i prodotti che interpretano in modo minimalista il lifestyle contemporaneo. Ha aperto a Shenzhen, la metropoli che sta crescendo più velocemente in Cina, il suo primo concept di hotel-retail. Forte di un brand molto riconoscibile e amato in tutto il mondo, Muji si propone così come il precursore di un nuovo concept ibrido che integra l’hospitality con il retail.

Guarda il video!

Video: il nuovo format di Primark con il Disney Cafè

A Birmingham (Uk), l'insegna irlandese del fast fashion ha rinnovato il format e aperto il Disney Cafè. Intanto per fine anno, è prevista una nuova apertura in Italia, a Rozzano (Mi) nel centro commerciale Fiordaliso

Arriveranno a cinque entro l’anno i punti di vendita di Primark in Italia, con la nuova apertura di Milano, prevista a fine 2019 al Centro Commerciale Fiordaliso di Rozzano.
Gdoweek ne ha parlato con Luca Ciuffrida, area manager di Primark Italia.

Nel frattempo a Birmingham (Uk), l'insegna irlandese del fast fashion ha rinnovato il format e aperto il Disney Cafè.

Guarda il video!

Seamless experience. Da sogno a realtà, la location da sola non basta più

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 15)

Chi mi conosce sa che anche in vacanza non manco di visitare negozi e supermercati, con buona pace della mia famiglia che, rassegnata, mi segue nei mio girovagare. Quest’anno è stato diverso: a New York, dove andiamo spesso, il mio itinerario non solo mi ha sorpreso ma ha reso tutti felici e così ho scoperto che i negozi sono i nuovi parchi giochi del futuro (per grandi e piccini). L’experience, di cui abbiamo spesso scritto, talvolta come se si trattasse di un’araba fenice, oggi è già “vera”, reale. Per la prima volta, la mia articolata (in termini generazionali) famiglia non si è buttata sulla prima seduta disponibile, ma ha provato, giocato, guardato e ... acquistato. Alcuni brand, quelli dello sport, per esempio, sono già arrivati ad offrire quella “seamless experience” tra virtuale e reale che fino a poco tempo fa era solo un dichiarato. Il mix tra eCommerce e visita allo store in taluni casi, vedi Whole Foods Market, è realtà, così come la capacità di organizzare layout che mescolino il desiderio di convenience con la profondità dell’offerta che appagherebbe il più raffinato tra i gourmand. Layout rivoluzionati, che cambiano velocemente e coerentemnte con i desideri del cliente. I monomarca che diventano laboratori di studio lasciando il cliente libero di provare, divertirsi, fotografare, per poi convogliarlo sul web per gli acquisti e immagazzinare informazioni, in grado di delineare l’offerta del futuro. La ristorazione si moltiplica, sposando sempre più lo street food, alcuni si amazonizzano inserendo recensioni dei propri ristoranti nella comunicazione; caso estremo, è il nuovissimo Time Out Market New York, che segue le aperture di Lisbona, Miami e Boston, e che trasforma un mezzo di comunicazione (la rivista Time Out) in una foodhall, nella quale si sfoglia fisicamente l’offerta gastronomica recensita dal magazine. App che ti riconoscono e ti guidano, lasciandoti libero di fare shopping come ti piace, che chiedono dati ma in cambio danno qualcosa: offerte esclusive, sconti, indicazioni. E la differenza la vedi: basta guardare la folla, che brulica in alcuni store/locali e diserta gli altri, quelli che continuano considerarsi un museo o che pensano che basti la location. No, non basta più.

Conad-Auchan: primi cambi di insegna. A Milano potenziata Conad City

Comincia a concretizzarsi il passaggio a Conad della rete di Auchan Retail. Conad Centro Nord, Pac 2000A e CIA procedono ai primi cambi insegna in Lombardia e nel Lazio

(aggiornato al 14 ottobre)

Inizia l'integrazione dei punti di vendita Simply e myAuchan nel mondo Conad, in seguito all’accordo sottoscritto da Conad per l’acquisizione delle attività di Auchan Retail Italia.

Sono al momento sei le strutture che hanno cambiato insegna e offerta, diventando Conad: due supermercati sono stati riaperti da Conad Centro Nord, entrambi in provincia di Brescia, a Pontevico (in via Brescia angolo via Lazzaretto) e Bovezzo, in via dei Prati 33/b.

Anche Pac 2000A ha aperto due punti di vendita: uno a Latina e il secondo a Roma.

A Milano, invece, l'integrazione in carico a CIA, sta coinvolgendo i negozi di prossimità (ex MyAuchan) che vengono trasformati in Conad City. I primi due store, aperti in via G. Meda e in via Bandello, oltre al cambio di insegna, hanno vissuto una rivisitazione dell'assortimento con l'inserimento di tutti i prodotti a marchio Conad.

A queste aperture ne seguiranno altre entro la fine del mese di ottobre: in particolare il 19 ottobre apriranno i negozi di Milano in via Merlo e in via Benedetto Marcello (entrambi di CIA), mentre il 23 ottobre sarà la volta dei super di Rodengo-Saiano e Botticino (entrambi in provincia di Brescia), che faranno parte della rete di Conad Centro Nord.

I supermercati della provincia bresciana

In particolare questi store, che hanno una dimensione rispettivamente di  1.393 e 1.361 mq, sono stati rinnovati in linea con la formula dell’insegna, e dedicano ampio spazio ai prodotti freschissimi e alla valorizzazione dei prodotti del territorio bresciano. Presente anche il biologico e salutistico (gluten free e senza lattosio). Sono stati mantenuti gli impegni occupazionali nella nuova gestione.

L’amministratore delegato di Conad Centro Nord, Ivano Ferrarini, spiega: “Con la ristrutturazione di questi due punti di vendita, i primi Auchan associati alla nostra cooperativa, e il rafforzamento del reparto freschissimi saremo in grado di soddisfare ancora meglio le esigenze dei clienti, garantendo un servizio più efficiente e moderno all’insegna della qualità e della convenienza. Abbiamo qualificato ulteriormente il punto di vendita con i migliori prodotti del nostro meraviglioso territorio e con un’offerta complessiva che punta a soddisfare i clienti ma anche a interessarne di nuovi”.

 

La soluzione alla base dell’omnicanalità di Primadonna

La struttura tecnologica di Retail Reply per gestire la crescita e l’integrazione del brand

Storicamente legato al settore calzature e accessori, il marchio Primadonna ha deciso in tempi recenti di trasformarsi in retailer fast fashion. E per raggiungere il suo obiettivo ha chiesto l’aiuto di Retail Reply.

Quest’ultima ha così dotato Primadonna di un’infrastruttura tecnologica uniforme in grado di essere facilmente estesa agli oltre 400 store presenti in tutto il mondo. Si tratta di una soluzione integrata con i canali online in grado di gestire tutte le operazioni di negozio, dal fornire informazioni su disponibilità e caratteristiche dei prodotti al creare ordini per conto dei clienti e gestire programmi di loyalty.

Gli obiettivi di Primadonna: scalabilità nell'apertura di nuovi punti di vendita

Vicario Retail Reply
Davide Vicario, senior manager di Retail Reply

“Il progetto ha avuto inizio circa due anni fa -spiega Davide Vicario, senior manager di Retail Reply–. Gli obiettivi erano di rispondere alle necessità di scalabilità conseguenti alla rapida crescita del brand e all’aumento dei punti di vendita e di costruire un backbone di servizi a supporto, per poter più facilmente aggredire nuovi mercati e aprire velocemente nuovi punti di vendita”.

Dal fisico all’online

Primadonna Collection nasce nel 2001 da un’idea dell’imprenditore Valerio Tatarella, proveniente da una famiglia che vanta 50 anni di attività nel settore delle calzature. La mission del marchio poggia sulla volontà di coniugare prodotti glamour e di qualità a prezzi accessibili, offrendo un’ampia varietà di scelta. Nel 2006, la società ha avviato il progetto franchising, ampliando la propria rete di negozi e arrivando a 400 punti di vendita in Italia e nel mondo. Nel novembre del 2018 il brand ha lanciato il suo shopping online.

Dopo una fase di analisi iniziale, Primadonna ha deciso di partire con alcune attività specifiche per ottenere un vantaggio competitivo immediato. Il primo lead individuato ha riguardato il negozio fisico: c’era l’esigenza di definire nuovi processi interni ma anche di aprire il punto di vendita all’integrazione multicanale, che l’azienda non aveva ancora considerato ma che, per motivi strategici, era più che rilevante.

Il progetto è partito quindi con l’implementazione di una soluzione Oracle di cassa innovativa, che Retail Reply ha implementato abilitando l’integrazione diretta con il gestionale e con il sistema di Crm che sarebbero stati adottati entro breve. Il Crm implementato è stato pensato per essere usato in modalità multicanale, quindi integrabile sin da subito sia con le casse del punto di vendita, sia con i progetti successivi all’integrazione del canale digitale.

Integrazione cross brand con Valerio 1966

“Nel frattempo -continua Vicario-, al brand Primadonna si è affiancato un secondo brand facente capo sempre alla stessa holding, Valerio 1966. Da qui la sfida di rendere tutte le tecnologie che stavamo portando sul cliente utilizzabili cross brand”.

“Abbiamo completato il roll-out dei 400 negozi in dodici mesi -aggiunge Vicario-. A questo punto, avendo a disposizione tutti gli strumenti utili, abbiamo anche lanciato il progetto digitale che ha beneficiato dell’integrazione diretta con i punti di vendita. Quindi è stata avviata l’implementazione dei siti di eCommerce per i due brand con tecnologia di Salesforce Commerce Cloud. I due siti sono stati lanciati a distanza di due mesi uno dall’altro”.

Sono state rese disponibili per Primadonna anche le tipiche integrazioni legate all’omnicanalità come il click & collect e il reverse & collect. I commessi sono poi stati dotati di tablet così possono assistere il cliente fornendo eventuali informazioni aggiuntive sull’assortimento presente in negozio o presente solo a catalogo e non nello store. Il training è stato fatto nei punti di vendita attraverso videopillole visualizzabili sui tablet.

Pam Panorama: a Bologna il Superstore Zanardi

PAM PANORAMA PRESENTA IL NUOVO SUPERSTORE DI BOLOGNA ZANARDI (3)
Si potenzia la rete di Pam Panorama a Bologna dove l'insegna apre un superstore. Attualmente sono 18 le strutture in città

Apre in via Bovi Campeggi 2, ad angolo con via Zanardi, il punto di vendita Pam Panorama, situato nel cuore del quartiere Navile del capoluogo emiliano, a pochi passi dalla stazione Centrale. L’insegna continua così l’espansione sul territorio italiano e consolida la presenza a Bologna dove opera con 18 strutture.

In questo superstore, Pam Panorama apre le porte ai piccoli produttori e marchi locali valorizzando la filiera italiana e il km 0, affiancandoli al classico assortimento di marca.

L’area freschi rispecchia la tradizione dell’insegna con i classici reparti tra cui il banco pescheria.  Sono attivi diversi servizi come i sistemi di pagamento elettronici Apple Pay e Satispay e la consegna a domicilio.

Questa inaugurazione rappresenta un importante appuntamento nel piano di sviluppo che il nostro Gruppo ha sul territorio nazionale e in una regione strategica come l’Emilia Romagna dove siamo presenti con 25 punti di vendita tra le insegne Pam, Panorama e Pam local” afferma Gianpietro Corbari, amministratore delegato di Pam Panorama.

 

Gruppo Unicomm (Selex) amplia la rete di cash and carry

Si consolida la rete di cash and carry sul territorio italiano con un nuovo punto di vendita realizzato in provincia di Roma

Si consolida la presenza sul territorio del canale cash and carry del Gruppo Unicomm (Selex) che a  Capena, in provincia di Roma, in via della Buona Fortuna 1, apre un punto di vendita C+C di 4.300 mq di cui 3.100 di vendita. In questo store, fortemente  caratterizzato da una forte focalizzazione sul settore horeca, sono impiegati 35 collaboratori.

L’assortimento comprende 11.000 item di cui 600 di surgelati e 500 etichette di vino nazionale ed internazionale, cui si affiancano le oltre 100 birre. Sono disponibili i consueti reparti dell’insegna: ortofrutta,  banco macelleria, pescheria. La struttura è stata realizzata con particolare attenzione alla sostenibilità e con obiettivi di risparmio energetico e di salvaguardia ambientale.

Il nostro impegno quotidiano  -afferma Giancarlo Paola, amministratore delegato di Gmf- è nel riuscire a soddisfare, con assortimenti e servizi qualificati, le esigenze degli operatori professionali horeca e dettaglianti alimentari lavorando fianco a fianco e instaurando con i nostri clienti un rapporto di fiducia e di reciproco scambio di informazioni”.

 

Goodyear e Superservice: primo concept store dei pneumatici

goodyear
Goodyear intende sperimentare una nuova esperienza d’acquisto, lontano da dove avvengono fisicamente il cambio gomme e i servizi di meccanica leggera

In partnership con Qui Gomme, storico rivenditore della Rete SuperService, Goodyear realizza il suo primo concept store in Italia situato in via Solari, a Milano. Lo store è allestito con spazi moderni e tecnologici. I consumatori  avranno per esempio a disposizione un avanzato supporto multimediale per conoscere i prodotti, i servizi e le promozioni in corso con un semplice touch.

Con questa iniziativa, Goodyear intende sperimentare una nuova esperienza d’acquisto, lontano da dove avvengono fisicamente il cambio gomme e i servizi di meccanica leggera offrendo servizi di consulenza. Il cliente, infatti, dopo essere stato accompagnato nella scelta dei prodotti e dei servizi più idonei per le sue esigenze, potrà consegnare le chiavi all’addetto che si occuperà di trasferire la vettura nello spazio officina.

In questo negozio insieme alla vendita di pneumatici e servizi saranno disponibili anche abbigliamento e gadget a marchio Goodyear, ispirati all’heritage dell’iconico marchio americano. Il negozio offrirà esclusivamente pneumatici dei marchi del gruppo Goodyear (Goodyear, Dunlop, Fulda, Sava, Kelly).

Marco Prosdocimi, retail manager di Goodyear Tires Italia, spiega: “Oggi come ieri vogliamo fare la nostra parte, raccogliendo la sfida proposta dall’evoluzione del parco auto e delle abitudini dei nostri consumatori. È proprio la nostra voglia di sperimentare che ci ha portato a sviluppare questo format di negozio insieme a Qui Gomme. Tutto il mondo del retail si è accorto della necessità di passare dalla vendita di prodotti alla vendita di esperienze. Per questo motivo, come Rete SuperService stiamo supportando i nostri aderenti nel processo di cambiamento che li porti a diventare veri e propri consulenti nei confronti dei loro clienti, includendo nella propria offerta sempre più servizi per l’auto, per valorizzare la loro professione e sviluppare il settore.”

Coop Lombardia “Alimenta l’Amore”

lancio calendario alimenta 4 ottobre
Quinta edizione per il calendario Alimenta l'Amore in vendita nei negozi di Coop Lombardia per sostenere gli animali bisognosi

Nei negozi della rete di Coop Lombardia è in vendita, al prezzo di 3,90 euro, il nuovo calendario di Alimenta l’Amore, giunto alla sua quinta edizione, con i disegni di Bruno Bozzetto e le fotografie di Silvia Amodio. Il tema di quest’anno riguarda la natura dei sentimenti partendo da alcuni quesiti: qual è la natura dei sentimenti, di che cosa sono fatti? Ma, soprattutto, anche gli animali provano sentimenti? Il ricavato aiuterà gli ospiti del Parco Canile rifugio di Milano.

Riconoscere che sono esseri senzienti significa, quasi in automatico, occuparsi anche dei loro diritti” spiega Silvia Amodio, giornalista e fotografa, che quest’anno ha voluto inserire anche alcuni bambini insieme agli animali.

Daniele Ferré, presidente Coop Lombardia, afferma: “L’unica condizione era quella di condividere l’amore e il rispetto per gli animali e la natura. In centinaia si sono candidati. La community di Alimenta l’Amore è sempre più numerosa ed è formata da persone attente, scrupolose e responsabili. Grazie a loro abbiamo raccolto e distribuito un milione di pasti agli animali in difficoltà. Un traguardo importante. Con questo lavoro suggelliamo anche la collaborazione con il Comune di Milano, una città moderna, sempre più green, tecnologica, proiettata nel futuro ma che non dimentica la propria storia”.

 

Migros: corner Little Italy negli store svizzeri

È interamente dedicato ai migliori prodotti alimentari del Made in Italy il corner che Migros ha inserito nei suoi punti di vendita in Svizzera, grazie a un accordo specifico con l’azienda Atlante per valorizzare le eccellenze italiane. I corner dispongono di 45 referenze realizzate da 12 produttori in rappresentanza delle specialità gastronomiche del nord, centro e sud Italia. Al momento Little Italy è presente in 87 strutture del Paese con l’obiettivo di ampliare la sua presenza anche agli altri store dell’insegna.

Natasha Linhart, ceo di Atlante, commenta: “Siamo davvero entusiasti di lanciare questo nuovo progetto a cui lavoriamo dal 2018 insieme a Migros. Far conoscere la qualità e la varietà dei prodotti italiani all’estero è un obiettivo che ci poniamo costantemente e puntiamo ad esportare il format di Little Italy anche in altri mercati”.

I prodotti italiani in assortimento

Il corner ospita l’olio extra-vergine di oliva dalla Puglia e dall’Umbria, l’aceto balsamico di Modena, i diversi tipi pasta all’uovo artigianale aromatizzata al tartufo o al nero di seppia dalle Marche o quella di Kamut prodotta in Lombardia. Ma anche il riso del Piemonte disponibile in diversi formati già pronti come con gli asparagi o il tartufo e la polenta accompagnata dai funghi porcini. Un’ulteriore categoria è quella dei condimenti, che vede protagonisti una selezione di pesti, come il pesto alla canapa e le conserve di pomodoro abbinate a diversi ingredienti, mentre per gli antipasti si può scegliere tra crema di parmigiano reggiano e tartufi, olive sott’olio, salse per le bruschette, pomodori secchi o peperoncini sott’olio dalla Calabria.

 

 

 

Il servizio di spesa online di Iperal

Iperal Como Spesa On Line-021
Cresce il numero di utenti che usufruiscono della spesa online di Iperal, attiva con due modalità: ritiro in negozio e consegna a domicilio

L’insegna intende potenziare il servizio legato alla spesa online, già sperimentato e collaudato nel corso degli ultimi anni, potenziando la presenza sul territorio e coinvolgendo sempre più store. Nello specifico sono due le modalità di ritiro proposte al consumatore: ritiro in negozio per 17 punti di vendita, che a fine anno diventeranno 19, e consegna a domicilio, al momento disponibile in alcuni comuni della provincia Monza e Brianza. Il ritiro in negozio è gratuito e attivo tutti i giorni della settimana, mentre per la consegna a domicilio è disponibile dal lunedì a sabato ed ha un costo a consegna di 4,90 euro. Il consumatore può scegliere giorno e ora di ritiro/consegna della propria spesa, decidere se pagare al momento del ritiro o online e completare il proprio ordine.

L’azienda sottolinea: “Il numero di utenti che usufruiscono del servizio Spesa Online è in costante crescita e questo ci permette anche di poter migliorare la piattaforma offrendo un’esperienza di acquisto sempre più in linea con quanto richiesto dai nostri clienti”.

Iperal opera con 41 punti di vendita in 7 province lombarde

Spazio Conad: la nuova insegna spiegata da Pugliese in video

Il progetto per la riconversione dei negozi Auchan acquisiti da Conad svelato dall'amministratore delegato al Consumer & Retail Summit 2019

Si chiamerà Spazio Conad e riunirà su un'unica superficie prodotti food, con i freschi al centro, extralimentare e servizi rivolti principalmente alle famiglie. Questa la nuova insegna che rappresenta il futuro dei negozi Auchan acquisiti da Conad, come svela l'Ad dell'azienda, Francesco Pugliese, nel corso del Consumer & Retail Summit 2019.

Dal video sopra, che ripropone l'intervento dell'Ad all'evento, si evincono alcuni ulteriori dettagli. Spazio Conad, ad esempio, avrà una dimensione media di 6-8.000 metri quadrati, e sarà supportata da una nuova piattaforma che aggregherà servizi bancari, assicurativi, energia, ticketing, viaggi, entertainment, ristorazione, eCommerce...

Amaro Lucano, l’X factor è local

L’Ad Leonardo Vena svela i piani del brand, Essential Partner di Matera 2019, con l’apertura del museo aziendale a Pisticci. E il lancio di un nuovo prodotto, la Liquirizia Lucano (da Gdoweek n. 14)

È un momento favorevole per gli spirits, trascinati da gin e whisky. Ma cresce anche il mercato degli amari, che in Italia vale 144 milioni di euro, +7,2% (dati Nielsen distribuzione moderna + discount). Il brand Amaro Lucano, forte di una tradizione familiare che va avanti da 125 anni, è tra i più importanti nazionali. Essential Partner di Matera 2019, recentemente è stato partner ufficiale del Campionato mondiale della pizza. Radici ben piantate nel territorio. Tanto che la proprietà si è dotata a Pisticci di Essenza Lucano, il museo aziendale, frutto del lavoro di quattro anni. “Il consumatore chiede trasparenza”, dice il giovane Ad di Lucano 1894, Leonardo Vena, che rappresenta la quarta generazione. E arriva una novità per la gdo, il lancio di Liquirizia Lucano.

“Il campionato mondiale della pizza è stata una delle tante attività, più riservata al mondo horeca. Giochiamo molto sul fattore local. L’azienda è nata e cresciuta in Basilicata: il cuore pulsante è lì. Siamo sempre stati legati alle nostre radici. E i lucani in giro nel mondo sono stati i primi ambasciatori del prodotto. Siamo pertanto Essential Partner di Matera 2019”. E in questo circuito entrerà anche Essenza Lucano. “Un progetto molto bello. Racconterà la storia di 125 anni dell’amaro e della nostra famiglia”.

Svelate in quella sede i segreti di un prodotto?

Passiamo dal segreto alla disclosure. Il nostro consumatore chiede sempre più trasparenza, legge le etichette. Racconteremo il prodotto, il processo, le erbe utilizzate e da dove vengono: sono più di 30. Vogliamo che il consumatore sappia cosa beve, caratteristiche e qualità.

Puntate sempre sulla gdo?

La gdo rimane per noi un canale fondamentale per i nostri due prodotti cuore dell’azienda: l’Amaro Lucano, nel formato da 70cl e 50cl, e la Limoncetta di Sorrento, in quello da 50 cl, fatta con soli Limoni di Sorrento Igp. Tra le altre referenze, la novità di quest’anno è l’ingresso di una liquirizia nel formato da 50 cl, con un packaging e una qualità premium: il frutto di un’attenta scelta di fornitori. Entrerà in gdo con un test a fine estate come Liquirizia Lucano.

Che aspettative di crescita ci sono per gli amari?

Siamo il quarto brand del mercato in Italia per volumi, una quota oltre il 7%. Investiamo molto nella crescita all’estero. I Paesi strategici sono per noi Germania, Usa, Canada e Belgio. In Italia il mercato è stabile. L’azienda ha chiuso il 2018 con un fatturato di circa 22 milioni, sostanzialmente in linea con il 2017.

Anni fa avete ridotto la gradazione alcolica da 30 gradi a 28: pensate che un ulteriore abbassamento potrebbe allargare il mercato?

Non è un nostro obiettivo oggi. In realtà abbiamo fatto delle valutazioni ma potrebbe cambiare il gusto. Siamo per il bere responsabile: consigliamo di mixarlo con la tonica o altri soft drink per chi voglia abbassare la gradazione. Abbiamo poi altri prodotti più leggeri.

Gli altri prodotti?

Abbiamo altre 15 etichette di liquoristica italiana, tra lo stabilimento di Pisticci e quello di Vico Equense. Di Limoncetta (senza coloranti e conservanti) siamo molto fieri: è leader di mercato come prodotto da Limone Igp e secondo player a totale mercato nel segmento limoncelli. Abbiamo acquistato il brand da Campari 4 anni fa. Abbiamo fatto un restyling completo dell’immagine di marca, dal packaging alla comunicazione in tv, con attività di marketing sempre nuove. Per tutta l’estate la Limoncetta ha offerto direttamente on pack in regalo una mignon di Amaro Lucano, attività che sarà replicata anche sull’Amaro. Partirà poi il nuovo concorso Limoncetta che prevede come premio finale un viaggio alle Maldive. In alcune aree abbiamo anche il Caffè Lucano, liquore con aromi di vaniglia e cacao, da consolidare in gdo.

Iamme: la linea etica e biologica di Megamark (Selex)

Alla base di questo progetto che vede la nascia della linea Iamme c’è la lotta al caporalato e al lavoro irregolare nel settore agricolo

Entrerà a breve nei supermercati del Gruppo Megamark (Selex), a insegna A&O, Dok, Famila, Iperfamila e Sole365, la linea di prodotti biologici Iamme, contraddistinta dal bollino NoCap. L’azienda si propone con questa gamma di valorizzare e promuovere la prima filiera etica in Italia contro il caporalato.

Questa linea è frutto dell’intesa tra il Gruppo Megamark di Trani, attivo nel Mezzogiorno con oltre 500 supermercati, l’associazione internazionale anticaporalato No Cap (impegnata nel promuovere e valorizzare le aziende agricole che rispettano la legalità e i diritti dei lavoratori) e Rete Perlaterra (associazione e rete tra imprese che promuovono pratiche agroecologiche di lavoro della terra).

Si tratta del primo esperimento in Italia basato su un sistema di tracciabilità delle filiere agroalimentari mediante l’uso congiunto del bollino etico denominato NoCap promosso dall’omonima associazione e del marchio di qualità etico Iamme. Alla base di questo progetto c’è la lotta al caporalato e al lavoro irregolare nel settore agricolo.

Il Gruppo Megamark si è impegnato ad acquistare prodotti agricoli etici garantiti dal bollino NoCap, rilasciato alle imprese agricole e di trasformazione dopo apposite verifiche effettuate dagli ispettori dell’Associazione e, successivamente, dall’ente di certificazione DQA accreditato presso il Minpaf e Accredia.

Al momento, ancora in fase sperimentale, il progetto si concentra in tre aree: Capitanata (Puglia), dove si raccolgono pomodori che si trasformano in conserve (pelati e passate) coinvolgendo circa 60 lavoratori, nel Metapontino (Basilicata) in cui un centinaio di lavoratori raccolgono e confezionano prodotti freschi (tra cui finocchi, carciofi, peperoni, uva, insalata, ortaggi e frutta) e nel Ragusano (Sicilia), dove una quarantina di lavoratori coltivano alcune varietà di pomodoro (pachino, pomodori gialli, ciliegino).

Ai 100 braccianti extracomunitari selezionati all’interno di ghetti e baraccopoli delle tre regioni,  provenienti da Ghana, Senegal, Mali, Burkina Faso, Gambia e Costa d’Avorio, sono stati garantiti alloggi dignitosi e contratti di lavoro regolari, spostamenti con mezzi di trasporto adeguati, visite mediche, dispositivi per la sicurezza sul lavoro (scarpe antinfortunistiche, tute, guanti, mascherine) e bagni chimici nei campi di raccolta.

“È una prima goccia che cade in quell’atroce oceano chiamato caporalato -ricorda Giovanni Pomarico, a capo del Gruppo Megamark-. Tuttavia noi ci siamo e speriamo che altri attori del nostro comparto possano avviare filiere analoghe a Iamme”.

 

 

Eco-compattatore di Esselunga: risultati oltre le aspettative

Foto compattatore_1 Esselunga
Esselunga rende noti i risultati del primo eco-compattatore installato nello store di Lido di Camaiore: circa 3.000 kg di plastica recuperata

Nei primi due mesi di test sono stati effettuati 22.157 conferimenti pari a 132.942 bottiglie, che corrispondono a circa 3.000 kg di plastica recuperata. Sono i risultati del primo eco-compattatore di bottiglie in plastica che l’insegna ha installato a Camaiore, in collaborazione con Marevivo e il Comune di Camaiore, all’interno del negozio di Lido di Camaiore.

L’azienda spiega: “Una quantità che ha superato qualsiasi nostra previsione e che è indicatore della crescente sensibilità delle comunità sull’importanza del riciclo e della tutela”.

Ogni 6 bottiglie inserite dal cliente nel macchinario, specificatamente progettato per assimilare e compattare questa tipologia di materiale, viene erogato uno scontrino con un buono di 0,20 euro da utilizzare in negozio per la spesa.

 

Amazon: la Consegna Oggi arriva a Torino

Dopo Roma e Milano, Amazon estende nel capoluogo piemontese il servizio Consegna Oggi che prevede la consegna in giornata

Si amplia nel capoluogo piemontese, dopo Milano e Roma, il servizio Consegna Oggi dedicata ai clienti torinesi di Amazon Prime che potranno usufruire della consegna in giornata, senza costi aggiuntivi, su centinaia di migliaia di prodotti, dall'elettronica ai giocattoli, dai viaggi ai film fino ai prodotti di uso quotidiano come salviette per neonati, ricariche per pannolini, latte artificiale, dentifricio, shampoo, deodoranti, detergenti, barrette di cereali. Disponibili anche centinaia di migliaia di articoli da aziende che utilizzano il servizio Logistica di Amazon.

Il servizio sarà disponibile dal lunedì al venerdì. Completando entro le 13 un ordine del valore minimo di 29 euro, è possibile ricevere la consegna tra le 18,30 e le 21,30 del giorno stesso, senza costi aggiuntivi. Al di sotto di questo valore minimo dell'ordine, l'opzione di consegna in giornata è disponibile per 6,99 euro per ordine. Per i clienti non Prime, la consegna in giornata è disponibile per 8,99 euro per ordine. I clienti Prime residenti nell’area di Torino e hinterland possono scegliere la consegna in finestre di due ore, tra le 10 e la mezzanotte dello stesso giorno, sette giorni alla settimana, senza costi aggiuntivi per gli ordini con un valore minimo di 25 euro su migliaia di prodotti fino a gennaio 2020, e successivamente di 50 euro, acquistando sia dall’app dedicata che su primenow.it.

Italian Food Excellence

dmc

Sei un digital manager? La tua impresa è impegnata nella Digital Transformation?

Gli aggiornamenti sulle ultime innovazioni e trend, per gestire la trasformazione culturale in azienda e identificare nuove opportunità di business

css.php