Dalla valorizzazione dei prodotti italiani alla riduzione degli sprechi, passando per l’empowerment femminile e le filiere resilienti: Aldi rilancia il suo patto con i fornitori e il territorio, oltre a sottolineare la nuova parola chiave dei prossimi anni: consolidamento
“Siamo pronti a iniziare una nuova fase strategica dopo sette anni in Italia, nei quali abbiamo costruito le fondamenta per posizionarci in modo corretto nel Paese. Con queste parole Michel Gscheidlinger, country manager director di Aldi Italia, attivo oggi con 200 punti di vendita in sei regioni del Nord Italia, ha sottolineato la nuova fase strategica che il discounter intende percorrere.

Parola chiave: consolidamento
"Il mercato italiano è cambiato: il discount continua a cresce e noi siamo stati molto veloci nel nostro sviluppo con una formula che è stata premiata da consumatori che chiedono qualità a prezzi accessibili. E noi ci siamo in questi anni ci siamo dimostrati dinamici, seguendo le nuove tendenze e in grado di semplificare la vita ai nostri clienti con un assortimento compatto ma completo grazie a anche a relazioni sempre più consolidate con i nostri fornitori italiani in linea con il nostro claim “Spendi meno, vivi meglio. L’obiettivo è essere buoni vicini -ha spiegato il manager- non solo nel senso di prossimità fisica, ma anche e soprattutto di impatto valoriale sul territorio”. Detto questo, la nuova fase ruota intorno al concetto di consolidamento. “Vogliamo rifocalizzarci sul territorio, soprattutto nel nord Italia, dove siamo già presenti da Trieste a Torino, anche se mai dire mai alla possibilità di ampliare in altre regioni -ha chiarito Michel Gscheidlinger, - anche se la nostra priorità sarà quella di ampliare ulteriormente la nostra presenza nelle zone in cui siamo presenti e rendere i negozi già aperti ancora più efficienti”.
Uno sviluppo, che, come ha chiarito Raffaello Focheschi, Director National Customer Interaction, terrà conto di diverse location, non solo di nuova edificazione, ma sempre più anche edifici esistenti, che quindi dovranno essere riadattati alle esigenze di Aldi, ma in linea con un approccio alla sostenibilità a 360 gradi

La sostenibilità, fulcro dell’impegno aziendale
Un concetto che ha ben evidenziato Letizia Mastroianni, Director National Buyer Focus Sustainability: “Puntiamo a un rapporto qualità-prezzo che renda sostenibile la spesa quotidiana e, a questo scopo, ci impegniamo in relazioni di lungo periodo con i nostri fornitori, condividendo i pilastri fondamentali del nostro impegno sostenibile a 360, che va dall’approvvigionamento responsabile all’economia circolare al sostegno al benessere, alla salute e all’educazione con donazioni, ma anche iniziative educative con Airc e Fondazione Veronesi, fino a progetti di mentorship femminile, in fase di lancio propri quest’anno”. Per Aldi sostenibilità è anche innovare come dimostra il progetto birra Biova, che ha non solo ridotto lo spreco alimentare grazie al recupero di eccedenze nella produzione di pane nei punti di vendita (circa 3.000 kg), ma ha permesso anche di risparmiare in lievito di birra (circa 300 kg). Infine, su fronte della logistica, Aldi sta investendo nella transizione verso l’idrogeno, con l’obiettivo di abbattere fino al 90% della CO₂.
Il legame con i partner
Simone Pikovich, Director National Buying Focus Fresh Produce, sottolineando l’incidenza del cambiamento climatico nella mondo di frutta e verdura, ha portato l’esempio del Consorzio dei produttori di patate della Sila, rappresentato dal direttore generale Albino Carli, come esempio di solidità dei rapporti con i fornitori, con i quali si cercano sempre soluzioni nuove. “Con Aldi siamo cresciuti -ha chiarito Albino Carli-: oggi è il nostro primo cliente per fatturato. Coltiviamo a 1.300 metri sul livello del mare in un parco nazionale, nel rispetto dell’ambiente. Stiamo sviluppando progetti innovativi come l’installazione di 40 centraline meteo per ottimizzare risorse idriche e fitofarmaci e insieme abbiamo sviluppato progetti nuove come quello delle patate novelle, che non sono tipiche della nostra zona, ma anche le “brutte ma buone”, patate dalla forma imperfetta ma gusto integro, proposte in formato famiglia a prezzi accessibili”.
Trai partner, interessante anche la storia di Gianluigi Maffioletti del Gruppo Formento che ha raccontato il progetto per le carni piemontesi e i burger vegetali, avviato nel 2021 con packaging innovativo e forte impatto sulla collaborazione
Anche Raffaella Mambelli, titolare del caseificio famigliare Mambelli, che gestisce con marito, sorella, figlio e 30 collaboratori) ha sottolineato come l’incontro con Aldi abbia portato anche a sostenere e sviluppare un progetto come quello dello squacquerone, dop di Romagna, ottenuto da una lavorazione con latte della zona e con acque termali di cui la zona è piena.
E, infine, l’esperienza di Francesca Piccoli, Export Manager GM Piccoli Spa, the Perla Company, produttori di panificati di sfoglia surgelati, che ha raccontato come la loro Conchiglia al gianduia, un prodotto certificato per la sua forma particolare, , che viene cotto nel punto di vendita, sia stato sviluppato in maniera importante anche grazie alla relazione con Aldi, con cui viene condiviso un approccio che rispetti la tradizione, ma porti anche innovazione, salvaguardando i sapori e le lavorazioni autentiche.