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Il Gigante: via alla riapertura di sei store ex IperDì e SuperDì

il gigante
Sono sei le aperture già programmate per Il Gigante che sta ristrutturando i punti di vendita acquisiti da SuperDì e IperDì. Il primo è già stato aperto

Il primo dei sei supermercati dell’azienda Superdì che il Gigante ha acquisito sarà apre al pubblico in linea con il format della nuova insegna. I prossimi negozi saranno inaugurati nei prossimi mesi. Lo store appena riaperto si trova a Trezzano sul Naviglio (Mi) sulla strada statale Vigevanese, angolo con via Curiel: uno store storico chesi sviluppa su un’area di di 2.500 mq totalmente rinnovati.

Il presidente del gruppo, Giancarlo Panizza, tiene a precisare che i 180 dipendenti “che nell’ultimo anno hanno vissuto una situazione precaria, stanno già seguendo il programma di formazione e affiancamento nei diversi punti di vendita de Il Gigante”. Panizza aggiunge: “In un momento di instabilità economica, in cui si registrano crisi occupazionali, noi siamo comunque positivi e crediamo sia importante continuare ad investire”.

 

Le caratteristiche del supermercato di Trezzano

A livello di offerta e di layout, questo store presenta alcune particolarità, in un ambiente aperto e luminoso, con un percorso che si apre sull'ortofrutta.

Tra le novità, da segnalare la presenza di un’area ristoro che comprende 60 posti a sedere al centro del negozio, di fronte alla piazza dei freschi (coni banchi assistiti di carne, gastronomia, panetteria e pasticceria) e separata dal resto del negozio dai vini che sono esposti a quadrato. I clienti, infatti, possono ordinare direttamente ai banchi quello che desiderano e mangiarlo in loco, piuttosto che decidere di utilizzare il take away.

Anche in questa struttura, i freschi rappresentano il fiore all'occhiello con lavorazioni interne e l'obiettivo di proporre, a prezzi accessibili, una qualità di fascia alta. Così il reparto pane produce, con lievito madre e sale della Savoia, tutte le tipologie di pane, pizze e snack presenti in store, il tutto sfornato più volte al giorno. Produzione propria anche per la pasticceria, da sempre una delle categorie di riferimento dell'insegna.

La macelleria è dotata di una speciale vetrina dedicata alla maturazione dei tagli pregiati , gastronomia con salumi e formaggi e rosticceria con piatti tipici della tradizione italiana.

Lo store è dotato di 9 casse più 4 fast lane e 2 dedicate alla ristorazione e di un parcheggio con 170 posti auto.

Tra i servizi è disponibile la spesa online. “Vogliamo che l’apertura di Trezzano -continua Panizza- sia un segnale che le cose possono essere fatte bene, se si lavora con impegno, mantenendo l’identità di azienda italiana che difende i valori e le tradizioni, soddisfacendo le nuove esigenze”.

In questo store, come in quelli di prossima apertura, sono utilizzate soluzioni nel rispetto dell’ambiente: dall’impiantistica di illuminazione a Led, con una conseguente riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera e abbattimento totale di emissione di raggi ultravioletti e infrarossi, al moderno impianto di condizionamento

 

Deporvillage, la passione online per lo sport

Ciclismo, auto, running e nuoto: queste le discipline principali di questo sito che parla la lingua di chi è appassionato di sport, con un occhio a stile e prezzi (da Gdoweek n. 17)

Le vendite di articoli sportivi sono in costante crescita e, in parte, il risultato è dovuto anche all’espansione delle vendite online. Tra gli eTailer che ne hanno beneficiato c’è lo spagnolo Deporvillage che nel 2018 ha toccato i 45 milioni di euro di fatturato, +28,5% rispetto all’anno precedente, 550 mila ordini annui, 60 mila articoli in vendita, 4 milioni di visualizzazioni al mese. Nato nel 2010 in Spagna dalla passione di Xavier Pladellorens, attuale ceo, e Àngel Corcuera, si rivolge ad appassionati di tutti gli sport, con focus specialistico sul ciclismo, corsa e in generale quelli all’aria aperta, oltre, naturalmente a chi piace vestire sportivo.

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Il nuovo look di Rinascente a Torino

Rinascente Torino
Rinascente di Torino si ripropone con un'immagine rinnovata e spazi più ampi rispetto al passato. Tra le novità il ristorante con dehor Temakinho

Dopo un anno e mezzo di lavori, lo storico negozio Rinascente di via Lagrange di Torino si propone con uno spazio più ampio e più aree espositive rispetto al passato. Anche questo punto di vendita (come quello recente di Firenze) è stato progettato da un team di architetti e designer: primo fra tutti Gianmatteo Romegialli che ha dato l’impronta al progetto e si è occupato della facciata e del piano terra, Paolo Lucchetta ha disegnato il primo e secondo piano, Fabio Fantolino il terzo e meno uno, David Lopez & Fanny Bauer Grung il quarto piano.

Siamo molto felici di rinnovare la relazione che ci lega da sempre a questo territorio -spiega Pierluigi Cocchini, ceo di Rinascente-. Con il nuovo store, Rinascente vuole mettere in moto un processo di contaminazione creativa, per coinvolgere Torino, i brand e le persone con l’obiettivo di contagiare e farsi contagiare dall’energia unica di questa città”.

La struttura ospita il ristorante con dehor Temakinho, la catena di ristoranti nata nel 2012 che ha l’ecosostenibilità tra i suoi tratti distintivi con un'offerta declinata per i vari momenti della giornata e con proposte internazionali, riviste in chiave brasiliana. Accanto alla classica caffetteria, infatti, si trovano frullati, centrifughe, diversi tipi di avocado toast, croissant gourmet, pancake e waffle. Tra le proposte internazionali: i petiscos, piccoli piatti a base di pesce da condividere come antipasto, i rolls, i temaki, diversi tipi di tartare, ceviche e la picanha biologica.
In questo punto di vendita si trovano la tradizionale area accessori, un’area multibrand dedicata alle borse ma anche a guanti e cinture, insieme al tessile. Non ultimi bijoux, occhiali e abbigliamento, sia elegante che sportivo.

L’arredo del piano terra è pensato in assonanza con il rinnovato portico esterno e l’architettura del nuovo fronte su via Lagrange. Il marmo travertino torna protagonista nei pavimenti e in alcune parti dei rivestimenti, come i portali delle scale mobili, ripetuti su tutti i piani, e i 4 pilastri interni, raccordati a soffitto con un doppio arco e impiegati per delimitare lo spazio centrale di vendita.
Un grande lampadario a luce indiretta circonda il nucleo delle scale mobili mentre una schermatura verticale separa la parte food dalla parte di vendita. Entrambi sono stati realizzati in alluminio verniciato, come i serramenti esterni, per aumentare il senso di coerenza e continuità. Gli arredi hanno fogge semplici e colori neutri per non interferire con le marcate identità dei singoli brand presenti.

Naïma prosegue il remodelling dei beauty store

Il beauty store di Roma si ripropone al pubblico completamente rinnovato in linea con il format che Naïma sta uniformando in tutta Italia

L'insegna continua la strategia di restyling dei suoi punti di vendita per sviluppare un’immagine unitaria del brand. Il negozio Naïma Beauty Store di Roma, situato in via dei Colli Portuensi, riapre al pubblico dopo i lavori di ristrutturazione. Lo store, sviluppato su una superficie di 400 mq, si allinea al format “retail touch point” dell'insegna e propone un visual comune ai punti di vendita della rete.

ll beauty store romano ospita l’hairdresser firmato Orazio Anelli, il barber shop, il corner nails e la city spa di Clarins per offrire ai clienti momenti di relax e cura del corpo.

La nostra è una strategia a lungo termine, abbiamo iniziato la naïmizzazione dell’Italia procedendo con il cambio delle nostre insegne. Percorso che ha accresciuto ancor più, tra noi soci, l’unione delle famiglie verso una vision comune- spiega Stefano Biagi, presidente Naïma-Stiamo procedendo al remodelling dei nostri punti di vendita con un progetto dello studio dell’architetto Maurizio Favetta che, forte della sua expertise retail, è riuscito a integrare nei nostri beauty store modernità e innovazione senza perdere quel senso di calore che si sperimenta entrando nei nostri negozi grazie anche ai NaïmAngels.”

Il brand Naima nasce nel 2017 dall’unione di storiche famiglie di imprenditori della profumeria (Adamuccio, Del Prete, Ferreri, Galeazzi, Muzio, Odolini, Squillace e Vallesi ).

Oggi opera con oltre 230 profumerie dislocate in tutta Italia.

 

 

Video: tour nel Muji Hotel

In Cina ha aperto già tre hotelretail: in un unico edificio, il classico negozio e camere d’albergo nelle quali si possono comprare arredi e accessori. Un’ibridazione da guardare con attenzione (da Gdoweek n. 17)

Camere d’albergo che diventano showroom nelle quali sperimentare e successivamente comprare tutto quello che è presente nella stanza: è la nuova sfida di Muji, brand di culto famoso per i prodotti che interpretano in modo minimalista il lifestyle contemporaneo. Ha aperto a Shenzhen, la metropoli che sta crescendo più velocemente in Cina, il suo primo concept di hotel-retail. Forte di un brand molto riconoscibile e amato in tutto il mondo, Muji si propone così come il precursore di un nuovo concept ibrido che integra l’hospitality con il retail.

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Video: il nuovo format di Primark con il Disney Cafè

A Birmingham (Uk), l'insegna irlandese del fast fashion ha rinnovato il format e aperto il Disney Cafè. Intanto per fine anno, è prevista una nuova apertura in Italia, a Rozzano (Mi) nel centro commerciale Fiordaliso

Arriveranno a cinque entro l’anno i punti di vendita di Primark in Italia, con la nuova apertura di Milano, prevista a fine 2019 al Centro Commerciale Fiordaliso di Rozzano.
Gdoweek ne ha parlato con Luca Ciuffrida, area manager di Primark Italia.

Nel frattempo a Birmingham (Uk), l'insegna irlandese del fast fashion ha rinnovato il format e aperto il Disney Cafè.

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Seamless experience. Da sogno a realtà, la location da sola non basta più

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 15)

Chi mi conosce sa che anche in vacanza non manco di visitare negozi e supermercati, con buona pace della mia famiglia che, rassegnata, mi segue nei mio girovagare. Quest’anno è stato diverso: a New York, dove andiamo spesso, il mio itinerario non solo mi ha sorpreso ma ha reso tutti felici e così ho scoperto che i negozi sono i nuovi parchi giochi del futuro (per grandi e piccini). L’experience, di cui abbiamo spesso scritto, talvolta come se si trattasse di un’araba fenice, oggi è già “vera”, reale. Per la prima volta, la mia articolata (in termini generazionali) famiglia non si è buttata sulla prima seduta disponibile, ma ha provato, giocato, guardato e ... acquistato. Alcuni brand, quelli dello sport, per esempio, sono già arrivati ad offrire quella “seamless experience” tra virtuale e reale che fino a poco tempo fa era solo un dichiarato. Il mix tra eCommerce e visita allo store in taluni casi, vedi Whole Foods Market, è realtà, così come la capacità di organizzare layout che mescolino il desiderio di convenience con la profondità dell’offerta che appagherebbe il più raffinato tra i gourmand. Layout rivoluzionati, che cambiano velocemente e coerentemnte con i desideri del cliente. I monomarca che diventano laboratori di studio lasciando il cliente libero di provare, divertirsi, fotografare, per poi convogliarlo sul web per gli acquisti e immagazzinare informazioni, in grado di delineare l’offerta del futuro. La ristorazione si moltiplica, sposando sempre più lo street food, alcuni si amazonizzano inserendo recensioni dei propri ristoranti nella comunicazione; caso estremo, è il nuovissimo Time Out Market New York, che segue le aperture di Lisbona, Miami e Boston, e che trasforma un mezzo di comunicazione (la rivista Time Out) in una foodhall, nella quale si sfoglia fisicamente l’offerta gastronomica recensita dal magazine. App che ti riconoscono e ti guidano, lasciandoti libero di fare shopping come ti piace, che chiedono dati ma in cambio danno qualcosa: offerte esclusive, sconti, indicazioni. E la differenza la vedi: basta guardare la folla, che brulica in alcuni store/locali e diserta gli altri, quelli che continuano considerarsi un museo o che pensano che basti la location. No, non basta più.

Conad-Auchan: primi cambi di insegna. A Milano potenziata Conad City

Comincia a concretizzarsi il passaggio a Conad della rete di Auchan Retail. Conad Centro Nord, Pac 2000A e CIA procedono ai primi cambi insegna in Lombardia e nel Lazio

(aggiornato al 14 ottobre)

Inizia l'integrazione dei punti di vendita Simply e myAuchan nel mondo Conad, in seguito all’accordo sottoscritto da Conad per l’acquisizione delle attività di Auchan Retail Italia.

Sono al momento sei le strutture che hanno cambiato insegna e offerta, diventando Conad: due supermercati sono stati riaperti da Conad Centro Nord, entrambi in provincia di Brescia, a Pontevico (in via Brescia angolo via Lazzaretto) e Bovezzo, in via dei Prati 33/b.

Anche Pac 2000A ha aperto due punti di vendita: uno a Latina e il secondo a Roma.

A Milano, invece, l'integrazione in carico a CIA, sta coinvolgendo i negozi di prossimità (ex MyAuchan) che vengono trasformati in Conad City. I primi due store, aperti in via G. Meda e in via Bandello, oltre al cambio di insegna, hanno vissuto una rivisitazione dell'assortimento con l'inserimento di tutti i prodotti a marchio Conad.

A queste aperture ne seguiranno altre entro la fine del mese di ottobre: in particolare il 19 ottobre apriranno i negozi di Milano in via Merlo e in via Benedetto Marcello (entrambi di CIA), mentre il 23 ottobre sarà la volta dei super di Rodengo-Saiano e Botticino (entrambi in provincia di Brescia), che faranno parte della rete di Conad Centro Nord.

I supermercati della provincia bresciana

In particolare questi store, che hanno una dimensione rispettivamente di  1.393 e 1.361 mq, sono stati rinnovati in linea con la formula dell’insegna, e dedicano ampio spazio ai prodotti freschissimi e alla valorizzazione dei prodotti del territorio bresciano. Presente anche il biologico e salutistico (gluten free e senza lattosio). Sono stati mantenuti gli impegni occupazionali nella nuova gestione.

L’amministratore delegato di Conad Centro Nord, Ivano Ferrarini, spiega: “Con la ristrutturazione di questi due punti di vendita, i primi Auchan associati alla nostra cooperativa, e il rafforzamento del reparto freschissimi saremo in grado di soddisfare ancora meglio le esigenze dei clienti, garantendo un servizio più efficiente e moderno all’insegna della qualità e della convenienza. Abbiamo qualificato ulteriormente il punto di vendita con i migliori prodotti del nostro meraviglioso territorio e con un’offerta complessiva che punta a soddisfare i clienti ma anche a interessarne di nuovi”.

 

La soluzione alla base dell’omnicanalità di Primadonna

La struttura tecnologica di Retail Reply per gestire la crescita e l’integrazione del brand

Storicamente legato al settore calzature e accessori, il marchio Primadonna ha deciso in tempi recenti di trasformarsi in retailer fast fashion. E per raggiungere il suo obiettivo ha chiesto l’aiuto di Retail Reply.

Quest’ultima ha così dotato Primadonna di un’infrastruttura tecnologica uniforme in grado di essere facilmente estesa agli oltre 400 store presenti in tutto il mondo. Si tratta di una soluzione integrata con i canali online in grado di gestire tutte le operazioni di negozio, dal fornire informazioni su disponibilità e caratteristiche dei prodotti al creare ordini per conto dei clienti e gestire programmi di loyalty.

Gli obiettivi di Primadonna: scalabilità nell'apertura di nuovi punti di vendita

Vicario Retail Reply
Davide Vicario, senior manager di Retail Reply

“Il progetto ha avuto inizio circa due anni fa -spiega Davide Vicario, senior manager di Retail Reply–. Gli obiettivi erano di rispondere alle necessità di scalabilità conseguenti alla rapida crescita del brand e all’aumento dei punti di vendita e di costruire un backbone di servizi a supporto, per poter più facilmente aggredire nuovi mercati e aprire velocemente nuovi punti di vendita”.

Dal fisico all’online

Primadonna Collection nasce nel 2001 da un’idea dell’imprenditore Valerio Tatarella, proveniente da una famiglia che vanta 50 anni di attività nel settore delle calzature. La mission del marchio poggia sulla volontà di coniugare prodotti glamour e di qualità a prezzi accessibili, offrendo un’ampia varietà di scelta. Nel 2006, la società ha avviato il progetto franchising, ampliando la propria rete di negozi e arrivando a 400 punti di vendita in Italia e nel mondo. Nel novembre del 2018 il brand ha lanciato il suo shopping online.

Dopo una fase di analisi iniziale, Primadonna ha deciso di partire con alcune attività specifiche per ottenere un vantaggio competitivo immediato. Il primo lead individuato ha riguardato il negozio fisico: c’era l’esigenza di definire nuovi processi interni ma anche di aprire il punto di vendita all’integrazione multicanale, che l’azienda non aveva ancora considerato ma che, per motivi strategici, era più che rilevante.

Il progetto è partito quindi con l’implementazione di una soluzione Oracle di cassa innovativa, che Retail Reply ha implementato abilitando l’integrazione diretta con il gestionale e con il sistema di Crm che sarebbero stati adottati entro breve. Il Crm implementato è stato pensato per essere usato in modalità multicanale, quindi integrabile sin da subito sia con le casse del punto di vendita, sia con i progetti successivi all’integrazione del canale digitale.

Integrazione cross brand con Valerio 1966

“Nel frattempo -continua Vicario-, al brand Primadonna si è affiancato un secondo brand facente capo sempre alla stessa holding, Valerio 1966. Da qui la sfida di rendere tutte le tecnologie che stavamo portando sul cliente utilizzabili cross brand”.

“Abbiamo completato il roll-out dei 400 negozi in dodici mesi -aggiunge Vicario-. A questo punto, avendo a disposizione tutti gli strumenti utili, abbiamo anche lanciato il progetto digitale che ha beneficiato dell’integrazione diretta con i punti di vendita. Quindi è stata avviata l’implementazione dei siti di eCommerce per i due brand con tecnologia di Salesforce Commerce Cloud. I due siti sono stati lanciati a distanza di due mesi uno dall’altro”.

Sono state rese disponibili per Primadonna anche le tipiche integrazioni legate all’omnicanalità come il click & collect e il reverse & collect. I commessi sono poi stati dotati di tablet così possono assistere il cliente fornendo eventuali informazioni aggiuntive sull’assortimento presente in negozio o presente solo a catalogo e non nello store. Il training è stato fatto nei punti di vendita attraverso videopillole visualizzabili sui tablet.

Pam Panorama: a Bologna il Superstore Zanardi

PAM PANORAMA PRESENTA IL NUOVO SUPERSTORE DI BOLOGNA ZANARDI (3)
Si potenzia la rete di Pam Panorama a Bologna dove l'insegna apre un superstore. Attualmente sono 18 le strutture in città

Apre in via Bovi Campeggi 2, ad angolo con via Zanardi, il punto di vendita Pam Panorama, situato nel cuore del quartiere Navile del capoluogo emiliano, a pochi passi dalla stazione Centrale. L’insegna continua così l’espansione sul territorio italiano e consolida la presenza a Bologna dove opera con 18 strutture.

In questo superstore, Pam Panorama apre le porte ai piccoli produttori e marchi locali valorizzando la filiera italiana e il km 0, affiancandoli al classico assortimento di marca.

L’area freschi rispecchia la tradizione dell’insegna con i classici reparti tra cui il banco pescheria.  Sono attivi diversi servizi come i sistemi di pagamento elettronici Apple Pay e Satispay e la consegna a domicilio.

Questa inaugurazione rappresenta un importante appuntamento nel piano di sviluppo che il nostro Gruppo ha sul territorio nazionale e in una regione strategica come l’Emilia Romagna dove siamo presenti con 25 punti di vendita tra le insegne Pam, Panorama e Pam local” afferma Gianpietro Corbari, amministratore delegato di Pam Panorama.

 

Gruppo Unicomm (Selex) amplia la rete di cash and carry

Si consolida la rete di cash and carry sul territorio italiano con un nuovo punto di vendita realizzato in provincia di Roma

Si consolida la presenza sul territorio del canale cash and carry del Gruppo Unicomm (Selex) che a  Capena, in provincia di Roma, in via della Buona Fortuna 1, apre un punto di vendita C+C di 4.300 mq di cui 3.100 di vendita. In questo store, fortemente  caratterizzato da una forte focalizzazione sul settore horeca, sono impiegati 35 collaboratori.

L’assortimento comprende 11.000 item di cui 600 di surgelati e 500 etichette di vino nazionale ed internazionale, cui si affiancano le oltre 100 birre. Sono disponibili i consueti reparti dell’insegna: ortofrutta,  banco macelleria, pescheria. La struttura è stata realizzata con particolare attenzione alla sostenibilità e con obiettivi di risparmio energetico e di salvaguardia ambientale.

Il nostro impegno quotidiano  -afferma Giancarlo Paola, amministratore delegato di Gmf- è nel riuscire a soddisfare, con assortimenti e servizi qualificati, le esigenze degli operatori professionali horeca e dettaglianti alimentari lavorando fianco a fianco e instaurando con i nostri clienti un rapporto di fiducia e di reciproco scambio di informazioni”.

 

Goodyear e Superservice: primo concept store dei pneumatici

goodyear
Goodyear intende sperimentare una nuova esperienza d’acquisto, lontano da dove avvengono fisicamente il cambio gomme e i servizi di meccanica leggera

In partnership con Qui Gomme, storico rivenditore della Rete SuperService, Goodyear realizza il suo primo concept store in Italia situato in via Solari, a Milano. Lo store è allestito con spazi moderni e tecnologici. I consumatori  avranno per esempio a disposizione un avanzato supporto multimediale per conoscere i prodotti, i servizi e le promozioni in corso con un semplice touch.

Con questa iniziativa, Goodyear intende sperimentare una nuova esperienza d’acquisto, lontano da dove avvengono fisicamente il cambio gomme e i servizi di meccanica leggera offrendo servizi di consulenza. Il cliente, infatti, dopo essere stato accompagnato nella scelta dei prodotti e dei servizi più idonei per le sue esigenze, potrà consegnare le chiavi all’addetto che si occuperà di trasferire la vettura nello spazio officina.

In questo negozio insieme alla vendita di pneumatici e servizi saranno disponibili anche abbigliamento e gadget a marchio Goodyear, ispirati all’heritage dell’iconico marchio americano. Il negozio offrirà esclusivamente pneumatici dei marchi del gruppo Goodyear (Goodyear, Dunlop, Fulda, Sava, Kelly).

Marco Prosdocimi, retail manager di Goodyear Tires Italia, spiega: “Oggi come ieri vogliamo fare la nostra parte, raccogliendo la sfida proposta dall’evoluzione del parco auto e delle abitudini dei nostri consumatori. È proprio la nostra voglia di sperimentare che ci ha portato a sviluppare questo format di negozio insieme a Qui Gomme. Tutto il mondo del retail si è accorto della necessità di passare dalla vendita di prodotti alla vendita di esperienze. Per questo motivo, come Rete SuperService stiamo supportando i nostri aderenti nel processo di cambiamento che li porti a diventare veri e propri consulenti nei confronti dei loro clienti, includendo nella propria offerta sempre più servizi per l’auto, per valorizzare la loro professione e sviluppare il settore.”

Coop Lombardia “Alimenta l’Amore”

lancio calendario alimenta 4 ottobre
Quinta edizione per il calendario Alimenta l'Amore in vendita nei negozi di Coop Lombardia per sostenere gli animali bisognosi

Nei negozi della rete di Coop Lombardia è in vendita, al prezzo di 3,90 euro, il nuovo calendario di Alimenta l’Amore, giunto alla sua quinta edizione, con i disegni di Bruno Bozzetto e le fotografie di Silvia Amodio. Il tema di quest’anno riguarda la natura dei sentimenti partendo da alcuni quesiti: qual è la natura dei sentimenti, di che cosa sono fatti? Ma, soprattutto, anche gli animali provano sentimenti? Il ricavato aiuterà gli ospiti del Parco Canile rifugio di Milano.

Riconoscere che sono esseri senzienti significa, quasi in automatico, occuparsi anche dei loro diritti” spiega Silvia Amodio, giornalista e fotografa, che quest’anno ha voluto inserire anche alcuni bambini insieme agli animali.

Daniele Ferré, presidente Coop Lombardia, afferma: “L’unica condizione era quella di condividere l’amore e il rispetto per gli animali e la natura. In centinaia si sono candidati. La community di Alimenta l’Amore è sempre più numerosa ed è formata da persone attente, scrupolose e responsabili. Grazie a loro abbiamo raccolto e distribuito un milione di pasti agli animali in difficoltà. Un traguardo importante. Con questo lavoro suggelliamo anche la collaborazione con il Comune di Milano, una città moderna, sempre più green, tecnologica, proiettata nel futuro ma che non dimentica la propria storia”.

 

Migros: corner Little Italy negli store svizzeri

È interamente dedicato ai migliori prodotti alimentari del Made in Italy il corner che Migros ha inserito nei suoi punti di vendita in Svizzera, grazie a un accordo specifico con l’azienda Atlante per valorizzare le eccellenze italiane. I corner dispongono di 45 referenze realizzate da 12 produttori in rappresentanza delle specialità gastronomiche del nord, centro e sud Italia. Al momento Little Italy è presente in 87 strutture del Paese con l’obiettivo di ampliare la sua presenza anche agli altri store dell’insegna.

Natasha Linhart, ceo di Atlante, commenta: “Siamo davvero entusiasti di lanciare questo nuovo progetto a cui lavoriamo dal 2018 insieme a Migros. Far conoscere la qualità e la varietà dei prodotti italiani all’estero è un obiettivo che ci poniamo costantemente e puntiamo ad esportare il format di Little Italy anche in altri mercati”.

I prodotti italiani in assortimento

Il corner ospita l’olio extra-vergine di oliva dalla Puglia e dall’Umbria, l’aceto balsamico di Modena, i diversi tipi pasta all’uovo artigianale aromatizzata al tartufo o al nero di seppia dalle Marche o quella di Kamut prodotta in Lombardia. Ma anche il riso del Piemonte disponibile in diversi formati già pronti come con gli asparagi o il tartufo e la polenta accompagnata dai funghi porcini. Un’ulteriore categoria è quella dei condimenti, che vede protagonisti una selezione di pesti, come il pesto alla canapa e le conserve di pomodoro abbinate a diversi ingredienti, mentre per gli antipasti si può scegliere tra crema di parmigiano reggiano e tartufi, olive sott’olio, salse per le bruschette, pomodori secchi o peperoncini sott’olio dalla Calabria.

 

 

 

Il servizio di spesa online di Iperal

Iperal Como Spesa On Line-021
Cresce il numero di utenti che usufruiscono della spesa online di Iperal, attiva con due modalità: ritiro in negozio e consegna a domicilio

L’insegna intende potenziare il servizio legato alla spesa online, già sperimentato e collaudato nel corso degli ultimi anni, potenziando la presenza sul territorio e coinvolgendo sempre più store. Nello specifico sono due le modalità di ritiro proposte al consumatore: ritiro in negozio per 17 punti di vendita, che a fine anno diventeranno 19, e consegna a domicilio, al momento disponibile in alcuni comuni della provincia Monza e Brianza. Il ritiro in negozio è gratuito e attivo tutti i giorni della settimana, mentre per la consegna a domicilio è disponibile dal lunedì a sabato ed ha un costo a consegna di 4,90 euro. Il consumatore può scegliere giorno e ora di ritiro/consegna della propria spesa, decidere se pagare al momento del ritiro o online e completare il proprio ordine.

L’azienda sottolinea: “Il numero di utenti che usufruiscono del servizio Spesa Online è in costante crescita e questo ci permette anche di poter migliorare la piattaforma offrendo un’esperienza di acquisto sempre più in linea con quanto richiesto dai nostri clienti”.

Iperal opera con 41 punti di vendita in 7 province lombarde

Spazio Conad: la nuova insegna spiegata da Pugliese in video

Il progetto per la riconversione dei negozi Auchan acquisiti da Conad svelato dall'amministratore delegato al Consumer & Retail Summit 2019

Si chiamerà Spazio Conad e riunirà su un'unica superficie prodotti food, con i freschi al centro, extralimentare e servizi rivolti principalmente alle famiglie. Questa la nuova insegna che rappresenta il futuro dei negozi Auchan acquisiti da Conad, come svela l'Ad dell'azienda, Francesco Pugliese, nel corso del Consumer & Retail Summit 2019.

Dal video sopra, che ripropone l'intervento dell'Ad all'evento, si evincono alcuni ulteriori dettagli. Spazio Conad, ad esempio, avrà una dimensione media di 6-8.000 metri quadrati, e sarà supportata da una nuova piattaforma che aggregherà servizi bancari, assicurativi, energia, ticketing, viaggi, entertainment, ristorazione, eCommerce...

Amaro Lucano, l’X factor è local

L’Ad Leonardo Vena svela i piani del brand, Essential Partner di Matera 2019, con l’apertura del museo aziendale a Pisticci. E il lancio di un nuovo prodotto, la Liquirizia Lucano (da Gdoweek n. 14)

È un momento favorevole per gli spirits, trascinati da gin e whisky. Ma cresce anche il mercato degli amari, che in Italia vale 144 milioni di euro, +7,2% (dati Nielsen distribuzione moderna + discount). Il brand Amaro Lucano, forte di una tradizione familiare che va avanti da 125 anni, è tra i più importanti nazionali. Essential Partner di Matera 2019, recentemente è stato partner ufficiale del Campionato mondiale della pizza. Radici ben piantate nel territorio. Tanto che la proprietà si è dotata a Pisticci di Essenza Lucano, il museo aziendale, frutto del lavoro di quattro anni. “Il consumatore chiede trasparenza”, dice il giovane Ad di Lucano 1894, Leonardo Vena, che rappresenta la quarta generazione. E arriva una novità per la gdo, il lancio di Liquirizia Lucano.

“Il campionato mondiale della pizza è stata una delle tante attività, più riservata al mondo horeca. Giochiamo molto sul fattore local. L’azienda è nata e cresciuta in Basilicata: il cuore pulsante è lì. Siamo sempre stati legati alle nostre radici. E i lucani in giro nel mondo sono stati i primi ambasciatori del prodotto. Siamo pertanto Essential Partner di Matera 2019”. E in questo circuito entrerà anche Essenza Lucano. “Un progetto molto bello. Racconterà la storia di 125 anni dell’amaro e della nostra famiglia”.

Svelate in quella sede i segreti di un prodotto?

Passiamo dal segreto alla disclosure. Il nostro consumatore chiede sempre più trasparenza, legge le etichette. Racconteremo il prodotto, il processo, le erbe utilizzate e da dove vengono: sono più di 30. Vogliamo che il consumatore sappia cosa beve, caratteristiche e qualità.

Puntate sempre sulla gdo?

La gdo rimane per noi un canale fondamentale per i nostri due prodotti cuore dell’azienda: l’Amaro Lucano, nel formato da 70cl e 50cl, e la Limoncetta di Sorrento, in quello da 50 cl, fatta con soli Limoni di Sorrento Igp. Tra le altre referenze, la novità di quest’anno è l’ingresso di una liquirizia nel formato da 50 cl, con un packaging e una qualità premium: il frutto di un’attenta scelta di fornitori. Entrerà in gdo con un test a fine estate come Liquirizia Lucano.

Che aspettative di crescita ci sono per gli amari?

Siamo il quarto brand del mercato in Italia per volumi, una quota oltre il 7%. Investiamo molto nella crescita all’estero. I Paesi strategici sono per noi Germania, Usa, Canada e Belgio. In Italia il mercato è stabile. L’azienda ha chiuso il 2018 con un fatturato di circa 22 milioni, sostanzialmente in linea con il 2017.

Anni fa avete ridotto la gradazione alcolica da 30 gradi a 28: pensate che un ulteriore abbassamento potrebbe allargare il mercato?

Non è un nostro obiettivo oggi. In realtà abbiamo fatto delle valutazioni ma potrebbe cambiare il gusto. Siamo per il bere responsabile: consigliamo di mixarlo con la tonica o altri soft drink per chi voglia abbassare la gradazione. Abbiamo poi altri prodotti più leggeri.

Gli altri prodotti?

Abbiamo altre 15 etichette di liquoristica italiana, tra lo stabilimento di Pisticci e quello di Vico Equense. Di Limoncetta (senza coloranti e conservanti) siamo molto fieri: è leader di mercato come prodotto da Limone Igp e secondo player a totale mercato nel segmento limoncelli. Abbiamo acquistato il brand da Campari 4 anni fa. Abbiamo fatto un restyling completo dell’immagine di marca, dal packaging alla comunicazione in tv, con attività di marketing sempre nuove. Per tutta l’estate la Limoncetta ha offerto direttamente on pack in regalo una mignon di Amaro Lucano, attività che sarà replicata anche sull’Amaro. Partirà poi il nuovo concorso Limoncetta che prevede come premio finale un viaggio alle Maldive. In alcune aree abbiamo anche il Caffè Lucano, liquore con aromi di vaniglia e cacao, da consolidare in gdo.

Iamme: la linea etica e biologica di Megamark (Selex)

Alla base di questo progetto che vede la nascia della linea Iamme c’è la lotta al caporalato e al lavoro irregolare nel settore agricolo

Entrerà a breve nei supermercati del Gruppo Megamark (Selex), a insegna A&O, Dok, Famila, Iperfamila e Sole365, la linea di prodotti biologici Iamme, contraddistinta dal bollino NoCap. L’azienda si propone con questa gamma di valorizzare e promuovere la prima filiera etica in Italia contro il caporalato.

Questa linea è frutto dell’intesa tra il Gruppo Megamark di Trani, attivo nel Mezzogiorno con oltre 500 supermercati, l’associazione internazionale anticaporalato No Cap (impegnata nel promuovere e valorizzare le aziende agricole che rispettano la legalità e i diritti dei lavoratori) e Rete Perlaterra (associazione e rete tra imprese che promuovono pratiche agroecologiche di lavoro della terra).

Si tratta del primo esperimento in Italia basato su un sistema di tracciabilità delle filiere agroalimentari mediante l’uso congiunto del bollino etico denominato NoCap promosso dall’omonima associazione e del marchio di qualità etico Iamme. Alla base di questo progetto c’è la lotta al caporalato e al lavoro irregolare nel settore agricolo.

Il Gruppo Megamark si è impegnato ad acquistare prodotti agricoli etici garantiti dal bollino NoCap, rilasciato alle imprese agricole e di trasformazione dopo apposite verifiche effettuate dagli ispettori dell’Associazione e, successivamente, dall’ente di certificazione DQA accreditato presso il Minpaf e Accredia.

Al momento, ancora in fase sperimentale, il progetto si concentra in tre aree: Capitanata (Puglia), dove si raccolgono pomodori che si trasformano in conserve (pelati e passate) coinvolgendo circa 60 lavoratori, nel Metapontino (Basilicata) in cui un centinaio di lavoratori raccolgono e confezionano prodotti freschi (tra cui finocchi, carciofi, peperoni, uva, insalata, ortaggi e frutta) e nel Ragusano (Sicilia), dove una quarantina di lavoratori coltivano alcune varietà di pomodoro (pachino, pomodori gialli, ciliegino).

Ai 100 braccianti extracomunitari selezionati all’interno di ghetti e baraccopoli delle tre regioni,  provenienti da Ghana, Senegal, Mali, Burkina Faso, Gambia e Costa d’Avorio, sono stati garantiti alloggi dignitosi e contratti di lavoro regolari, spostamenti con mezzi di trasporto adeguati, visite mediche, dispositivi per la sicurezza sul lavoro (scarpe antinfortunistiche, tute, guanti, mascherine) e bagni chimici nei campi di raccolta.

“È una prima goccia che cade in quell’atroce oceano chiamato caporalato -ricorda Giovanni Pomarico, a capo del Gruppo Megamark-. Tuttavia noi ci siamo e speriamo che altri attori del nostro comparto possano avviare filiere analoghe a Iamme”.

 

 

Eco-compattatore di Esselunga: risultati oltre le aspettative

Foto compattatore_1 Esselunga
Esselunga rende noti i risultati del primo eco-compattatore installato nello store di Lido di Camaiore: circa 3.000 kg di plastica recuperata

Nei primi due mesi di test sono stati effettuati 22.157 conferimenti pari a 132.942 bottiglie, che corrispondono a circa 3.000 kg di plastica recuperata. Sono i risultati del primo eco-compattatore di bottiglie in plastica che l’insegna ha installato a Camaiore, in collaborazione con Marevivo e il Comune di Camaiore, all’interno del negozio di Lido di Camaiore.

L’azienda spiega: “Una quantità che ha superato qualsiasi nostra previsione e che è indicatore della crescente sensibilità delle comunità sull’importanza del riciclo e della tutela”.

Ogni 6 bottiglie inserite dal cliente nel macchinario, specificatamente progettato per assimilare e compattare questa tipologia di materiale, viene erogato uno scontrino con un buono di 0,20 euro da utilizzare in negozio per la spesa.

 

Amazon: la Consegna Oggi arriva a Torino

Dopo Roma e Milano, Amazon estende nel capoluogo piemontese il servizio Consegna Oggi che prevede la consegna in giornata

Si amplia nel capoluogo piemontese, dopo Milano e Roma, il servizio Consegna Oggi dedicata ai clienti torinesi di Amazon Prime che potranno usufruire della consegna in giornata, senza costi aggiuntivi, su centinaia di migliaia di prodotti, dall'elettronica ai giocattoli, dai viaggi ai film fino ai prodotti di uso quotidiano come salviette per neonati, ricariche per pannolini, latte artificiale, dentifricio, shampoo, deodoranti, detergenti, barrette di cereali. Disponibili anche centinaia di migliaia di articoli da aziende che utilizzano il servizio Logistica di Amazon.

Il servizio sarà disponibile dal lunedì al venerdì. Completando entro le 13 un ordine del valore minimo di 29 euro, è possibile ricevere la consegna tra le 18,30 e le 21,30 del giorno stesso, senza costi aggiuntivi. Al di sotto di questo valore minimo dell'ordine, l'opzione di consegna in giornata è disponibile per 6,99 euro per ordine. Per i clienti non Prime, la consegna in giornata è disponibile per 8,99 euro per ordine. I clienti Prime residenti nell’area di Torino e hinterland possono scegliere la consegna in finestre di due ore, tra le 10 e la mezzanotte dello stesso giorno, sette giorni alla settimana, senza costi aggiuntivi per gli ordini con un valore minimo di 25 euro su migliaia di prodotti fino a gennaio 2020, e successivamente di 50 euro, acquistando sia dall’app dedicata che su primenow.it.

Guido Gobino raddoppia a Milano

Secondo locale a Milano per l'artigiano del cioccolato Guido Gobino che in corso Magenta apre il sesto punto di vendita italiano

Secondo punto di vendita nel capoluogo lombardo per Guido Gobino, artigiano del cioccolato e ambasciatore del Made in Italy nel mondo, realizzato in Corso Magenta 36. A Milano aveva già aperto uno store in Corso Garibaldi 39. In Italia è la sesta struttura dell’insegna.

Il locale combina il nero assoluto della boiserie esterna con l’arancione del marchio mentre all’interno predomina il bianco. Il design degli interni è lineare e scandisce gli spazi attraverso i materiali: legno di toulipier in bacchette a mezzo toro inchiodate una ad una sul posto per l’area dedicata alla vendita di cioccolato e pasticceria. Il marmo bianco screziato in nero per l’area snack e colazione.  Entrambi i materiali si incontrano nella caffetteria dove si possono sperimentare le miscele di caffè Lavazza associate ai blend di cacao del cioccolato Guido Gobino.

L’offerta comprende produzione di pasticceria ispirata alla tradizione francese, con croissant, pain au chocolat e golose torte mono porzione, ma anche pasticceria salata perfetta per pranzi veloci o aperitivi torinesi a base di Vermouth e cioccolato.

La Bottega di Corso Magenta rappresenta un approdo strategico per un ulteriore sguardo volto in avanti, un punto fermo per evolvere ancora rimanendo sempre fedeli al nostro dna -sottolinea Guido Gobino- Ogni giorno da sempre seguo di persona e con passione tutta la lavorazione del cacao e i suoi processi interamente in azienda, dalla tostatura alla raffinazione, sono come un farmacista nel suo laboratorio”.

 

Pac 2000A e Conad Sicilia: avviata la fusione

Conad Favara
Inizia a concretizzarsi la fusione tra le due cooperative in un unico gruppo che sarà attivo a partire da gennaio 2020 e che opererà in 5 regioni

Si concretizza la fusione tra le due cooperative Pac 2000A e Conad Sicilia in un unico gruppo da 4.5 miliardi di euro che opererà su 5 regioni: Umbria, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia. La nuova cooperativa conta ad oggi una rete vendita di 1.468 strutture che producono un giro d’affari di oltre 5.5 miliardi di euro e un patrimonio netto di circa 700 milioni di euro. Sarà effettiva dal primo gennaio 2020 mentre il nome che la identificherà sarà scelto nei prossimi mesi.

Le sfide per lo sviluppo prevedono

  • il consolidamento del modello imprenditoriale Conad
  • il rafforzamento competitivo
  • nuove sinergie logistiche e organizzative
  • una maggiore capacità d’investire per un piano di crescita e di sviluppo in tutto il centro e sud Italia.

La sede principale sarà a Perugia mentre le sedi siciliane di Partinico e Modica verranno mantenute per la continuità delle attività nella regione.

Oggi è un giorno davvero speciale. Questa operazione ci permette di essere un grande gruppo con la potenza e il peso di una grossa azienda capace di poter reggere la competizione commerciale senza però perdere l’agilità di un’impresa territoriale -commenta Danilo Toppetti, direttore generale di PAC 2000A-Conad-. Non possiamo, però, fermarci a compiacerci dei nostri successi perché i mercati si evolvono con rapidità incredibile. Per essere vincenti dobbiamo migliorarci, essere pronti ogni giorno a sperimentare qualcosa di nuovo”.

Vittorio Troia, direttore generale di Conad Sicilia, aggiunge: “Siamo un’azienda che crede nel sud e investe per la crescita del suo territorio. Metteremo a fattor comune strategie, investimenti, professionalità e competenze per supportare la crescita dei nostri soci imprenditori e sostenere nello stesso tempo l’economia locale, rafforzando la collaborazione con le tante aziende siciliane con cui lavoriamo quotidianamente (Sono 310 le imprese siciliane con cui abbiamo sviluppato nel 2018 un fatturato di oltre 130 milioni di euro). Tutto questo mantenendo lo stesso presidio sulla regione costruito in oltre 45 anni di storia di Conad in Sicilia e senza perdere di vista l’identità e le peculiarità dei singoli territori che faranno parte di questa grande azienda, nel pieno rispetto dei valori di Conad e del modello imprenditoriale cooperativo, che mette al primo posto le persone e la valorizzazione delle eccellenze locali”.

Infine, l’Ad di Conad, Francesco Pugliese, sottolinea: “Una fusione che rafforza il sistema Conad nel Sud Italia. È un ulteriore passo del processo di rafforzamento del nostro sistema, che diventa sempre più solido e più pronto a cogliere le sfide che si presentano in ogni area del Paese, nell’interesse delle comunità locali”.

 

 

 

Conad Nord Ovest: gli obiettivi per la crescita esposti ai fornitori

Aumentare competitività ed efficienza sono gli obiettivi di Conad Nord Ovest che sottolinea l'importanza di nuove strategie commerciali

Il futuro di Conad Nord Ovest, la cooperativa nata dalla fusione tra Conad del Tirreno e Nordiconad, si basa su attività strategiche mirate ad aumentarne la competitività e l’efficienza. Nei piani del gruppo c’è la crescita della marca del distributore e di tanti piccoli e medi produttori locali oltre che la valorizzazione della filiera agroalimentare.

Questo obiettivi sono stati esposti ai fornitori ai quali la cooperativa ha sottolineato l’importanza dello sviluppo di nuove sinergie commerciali, anche a seguito dell’operazione Auchan.

Sono attualmente 1.651 le aziende fornitrici nelle regioni in cui opera la cooperativa (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna nelle province di Modena, Bologna e Ferrara, Toscana, Sardegna e Lazio nelle province di Roma e Viterbo), che conta 220 mila mq di magazzini e 200 milioni di colli distribuiti all’anno.

L’amministratore delegato di Conad Nord Ovest, Ugo Baldi, sottolinea: “Rinnoviamo l’impegno ad essere protagonisti e leader sul mercato per qualità, per quantità, innovazione

Convention fornitori CONAD NORD OVEST ph.© ELISABETTA BARACCHI
Convention fornitori CONAD NORD OVEST ph.© ELISABETTA BARACCHI

e prezzo. È un percorso di squadra, di collaborazione e stimoli continui che vogliamo perseguire con maggiore determinazione con i nostri partner commerciali. Ci aspettiamo la condivisione degli obiettivi, spirito di partecipazione e voglia di sperimentare, nell’ottica della crescita e della sostenibilità. Una partnership per affrontare le sfide ancora più vicini ai territori e a chi li vive, per essere di sostegno alle economie locali e per valorizzare e contribuire al benessere delle comunità. L’operazione Auchan ci rafforza in questo percorso di crescita, ci consentirà di portare maggiori vantaggi ai clienti, crescere anche assieme ai nostri fornitori, ai quali mettiamo a disposizione una partnership attenta ed affidabile, da leader”.

Il direttore generale di business di Conad Nord Ovest, Alessandro Beretta, aggiunge: “I territori regionali italiani hanno saputo conservare tradizioni agroalimentari che si tramandano di generazione in generazione. Vogliamo che i banchi e gli scaffali dei punti di vendita di Conad Nord Ovest siano sempre più vetrine di ciò che di meglio offre l’Italia in campo alimentare e che Conad rende disponibili ai clienti, anche in un ampio assortimento di Dop e Igp, frutto di culture millenarie. Per noi è una scelta di campo che dà valore alla relazione con i clienti rendendo disponibili i prodotti della tradizione ad alta garanzia di qualità e per essere di valido supporto alle economie dei territori”.

 

Consumer & Retail Summit 2019: il video

Si è tenuta nella sede del Sole24Ore la tredicesima edizione del Consumer & Retail Summit, un'intera giornata dedicata al mondo del retail: dal rapporto tra fisico e digitale, all'empatia necessaria per far fronte ai bisogni dei consumatori fino all'utilizzo consapevole delle tecnologie.

Sul palco si sono alternati momenti di discussione e ospiti prestigiosi come Francesco Pugliese, Ad di Conad, che a proposito della recente acquisizione di Auchan, ha annunciato Spazio Conad, il nuovo nome dell'insegna. Per un approfondimento fate riferimento a questo link.

Gruppo Vega: nati per crescere

Questa la sfida di Vega, solida impresa del Nord-Est, che sta lavorando sia su nuovi format di vicinato sia sull’omnicanalità (da Gdoweek n. 14)

Un’azienda storica del panorama distributivo nazionale della d.o., che ha nei negozi di vicinato la propria specializzazione, ma anche nei discount (sono tra i soci fondatori di Eurospin) e nei drugstore: è Vega (VéGé), un’impresa famigliare il cui patron Roberto Barbon continua a svolgere un importante ruolo di riferimento, in un’organizzazione sempre più manageriale. Quali le strategie e le sfide da affrontare? Le spiega a Gdoweek Stefano Guerra, direttore commerciale.

Chi è Vega oggi?

Un retailer che serve circa 300 pdv in Veneto e Friuli, con Maxì come insegna prevalente, anche se sul territorio coesistono storicamente altre firme come Spak e Super W. La metratura media dei nostri super è di circa 650 mq prevalentemente food, con un posizionamento corrispondente al classico vicinato: per questo abbiamo una presenza capillare nei Comuni medi e piccoli delle nostre province. Una collocazione che ci consente di esprimere le tipicità dei territori, puntando prevalentemente su un’offerta basata su fresco e freschissimo. Da qualche anno, siamo presenti anche nel mondo dei drugstore con l’insegna Il Tulipano, attiva con 26 negozi.

Prevedete sinergie tra insegne food e non food?

Sì. In una logica di progressiva integrazione dei progetti di vendita per i nostri imprenditori.

State lavorando a nuovi format e/o insegne?

Attraverso importanti relazioni con il mondo dell’Università e della consulenza specializzata, abbiamo definito un nuovo store format per i negozi di vicinato, che presto racconteremo nei dettagli.

Qual è la vostra priorità?

Diventare un modello della distribuzione organizzata nel Nord-Est. Grazie alla solidità della nostra politica commerciale vogliamo essere in grado di attrarre con progetti di vendita sostenibili altri imprenditori del nostro territorio.

Gli equilibri del retail stanno cambiando velocemente, nel vostro scenario locale e a livello nazionale …

Premesso che Vega ha nel suo core business l’affiliazione e non la mera somministrazione, linea “sottile” che di mezzo mette i servizi commerciali, lo scenario competitivo del Nord-Est negli ultimi anni è stato contraddistinto da due fenomeni: l’aumentare di player di prezzo e il ritorno all’ingrosso di molti Cedi anche della gdo. In questo scenario, la solidità patrimoniale della nostra azienda ci consente di reggere il confronto di prezzo; inoltre, la pianificazione strategica ci consente di giocare un ruolo da protagonisti. In questo senso, garantiamo a tutti gli imprenditori del nostro territorio, non solo competitività, ma soprattutto una proposta commerciale di qualità.

Chi sono oggi i vostri principali concorrenti e come vi differenziate da loro?

Parlare di competitor diretti nel contesto attuale è riduttivo e difficile: i discount sono entrati a pieno titolo nelle abitudini di consumo, il fisico e il virtuale oramai sono un’unica dimensione quando si parla di commercio alimentare e gli specializzati coprono importanti aree di servizio. Oggi quindi preferiamo parlare di identità di insegna, indipendentemente dai concorrenti. È qui che vogliamo fare la differenza: abbiamo studiato format innovativi di vicinato che possono aiutare i nostri imprenditori a dire la loro in questo mercato.

Pensate di ampliarvi anche in altre attività … come la ristorazione area sempre più strategica anche per la gdo?

È un percorso inevitabile, non solo come attività di business dedicata ma come nuovo modello per fare “distribuzione”; i consumi fuori casa stanno aumentando, la bravura sarà declinare il servizio nel modo corretto: ci stiamo lavorando con il nuovo format.

Le promozioni oggi contano ancora?

Nella nostra rete di vendita di vicinato, hanno storicamente un’incidenza importante nell’area dello scatolame/drug. Nell’area del fresco e dei freschissimi prevalgono, invece, logiche di assortimento e servizio.

A proposito di eCommerce, ... minaccia o opportunità?

Senza dubbio una grande opportunità. Infatti, la stiamo sperimentando nelle sue varie forme con locker, il Clicca e Ritira e prossimamente sperimenteremo l’home delivery.

Save The Duck: 1,5 milioni di euro per lo sviluppo

save the duck hong kong
Un monomarca a Hong Kong, uno a Venezia e una serie di popup in tutta Europa. Save the Duck programma lo sviluppo sia offline che online

“Stiamo avviando un piano piuttosto ambizioso per implementare ad un ritmo sostenuto la rete e per la cui realizzazione abbiamo messo sul piatto un investimento da 1,5 milioni di euro”. L’annuncio di Angelo Piero La Runa, senior partner di Progressio Sgr, azionista di maggioranza di Save The Duck, anticipa lo sviluppo che l’insegna intende realizzare in Italia e all’estero.

Il brand di piumini 100% animal free ha appena inaugurato un monomarca a Hong Kong, all’interno del centro commerciale K11 Musea, e uno a Venezia, in Calle Fuseri 4462, a due passi da Piazza San Marco, insieme a numerosi pop-up store in tutta Europa, in alcuni dei più noti department store fra cui Citadium Rue de Caumartin e Gallerie la Fayette Haussmann a Parigi, Stef­ The Department Store a Vienna, Jelmoli e Globus a Zurigo, Peek&Cloppenburg a Berlino, Francoforte, Düsseldorf, Colonia. A breve l’ingresso anche a Barcellona.

Il piano di sviluppo prevede inoltre la diffusione della formula travel retail nei principali hub mondiali insieme al lancio imminente del nuovo eCommerce.

Nicolas Bargi, amministratore delegato del marchio, spiega: “Il nostro approccio è multicanale. Entro il 2020 i negozi monomarca arriveranno a fruttare il 5% sul totale fatturato con un obiettivo a 5 anni pari al 10%. Lo stesso target è stato fissato anche per l’eCommerce. La parola d’ordine è e sarà: omnicanalità. Con una interazione continua tra offline e online”.

save the duck MilanoIl concept messo a punto da Save The Duck è basato su criteri di ecosostenibilità e sull’uso di materiali riciclati e riciclabili. I negozi sono caratterizzati da moduli in grado di standardizzare il processo di allestimento di tutto il sistema d’arredo sia che si tratti di spazi wholesale o pop-up monomarca. Il format è stato progettato dall’architetto Caterina Frazzoni di DCMlab, specializzata in design e construction management, e dai progettisti dello studio Marcel Mauer: Antonio Pisanò e Lorenzo Baldini, vincitori del concorso indetto da Save The Duck lo scorso anno in vista del lancio del progetto retail.

L’architetto Frazzoni a riguardo spiega: “Oltre a concentrarci sulla selezione delle location, nell’ultimo anno abbiamo lavorato per ingegnerizzare il concept sperimentato in via Solferino a Milano, mettendo a punto un abaco di materiali e componenti d’arredo basato sull’utilizzo circolare della materia prima e sulla possibilità di riutilizzare gli allestimenti in toto o in parte, essendo la formula pop-up il cavallo di battaglia del nostro mondo retail”.

Sushi Daily: a Concorezzo la prima Central Kitchen

central kitchen sushi daily
All'interno della Central Kitchen, la seconda in Europa dopo quella di Amsterdam, si produrranno circa 420.000 vassoi di sushi all'anno per rifornire i punti di vendita

Il brand del gruppo KellyDeli, attivo con oltre 800 store in 10 Paesi, apre la prima Central Kitchen nel nostro Paese, realizzata a Concorezzo (Monza Brianza), vicino a Milano. In uno spazio di 180 mq i 15 collaboratori produrranno circa 420.000 vassoi di sushi all'anno per rifornire i punti di vendita Sushi Daily: più di 3 milioni di pezzi di sushi, di cui 1 milione di nigiri e circa 350mila rolls tra uramaki (oltre 260mila) e hosomaki (oltre 80 mila). In un anno verranno lavorati oltre 7000 salmoni e cotto l’equivalente di 2000 sacchi di riso.

Il locale è il secondo in Europa dopo quello di Amsterdam e si avvarrà di mezzi di trasporto dei prodotti ecosostenibili come Apecar elettriche e mezzi ibridi.

“Milano è la città italiana più internazionale e quindi la culla naturale per l’inaugurazione di una nuova Central Kitchen -commenta Emanuele Scalera, managing director di KellyDeli per l’Italia-. Siamo quindi molto soddisfatti di questo progetto, che offrirà un nuovo servizio, garantendo standard di qualità e freschezza del prodotto ancora superiori, fondamentali per i consumatori italiani. La Central Kitchen di Concorezzo si inserisce nella strategia di espansione di KellyDeli nel nostro Paese, secondo mercato del business globale del Gruppo e dove siamo leader del settore, con 157 chioschi aperti in soli sei anni”.

 

Allevamenti e ambiente, un equilibrio possibile

Montana lancia la prima carne in scatola con dichiarazione ambientale

Da sempre simbolo della convivialità estiva, fresca e leggera, la carne in gelatina è di fatto un piatto della tradizione che racchiude  caratteristiche “moderne”: pratica, si può mangiare ovunque, non si deve cucinare, ed è un piatto ricco in proteine e povero in grassi adatto a chi segue una vita attiva ed equilibrata.

Quello che distingue la carne Montana è la Filiera di Produzione tutta Italiana. La lavorazione è estremamente semplice, parte dalla materia prima prodotta fresca ogni giorno e direttamente trasformata.

I tagli derivano dalla parte magra del muscolo, che viene cotta, affettata e infine confezionata con l’aggiunta del suo brodo in gelatina. Montana oggi è anche la prima carne in gelatina in Italia con dichiarazione ambientale di prodotto EPD-Environmental Product Declaration. E ha deciso di portare all’attenzione del pubblico con il nuovo spot “Qualità al giusto Prezzo”.

Piatto Insalata

Inalca S.p.A.
Sede amministrativa e uffici, stabilimento di produzione e centro logistico:
Via Spilamberto, 30/c
41014 Castelvetro di Modena (MO)
Tel. +39 059 755111
Fax +39 059 755517-9

Richiedi informazioni all'azienda

“Per la prima volta –  spiega Giovanni Sorlini, Responsabile Qualità, Sicurezza & Sviluppo Sostenibile di Inalca. Possiamo valutare i reali consumi e impatti della nostra filiera, senza dipendere da studi scientifici appartenenti a sistemi produttivi molto diversi dai nostri”.

La produzione complessiva annuale di carne in scatola Montana è di 10.677 tonnellate. Nel calcolo totale degli impatti sono stati considerati tutti i processi: allevamento (razioni alimentari somministrate, consumi energetici e idrici, rifiuti, fermentazioni enteriche, stoccaggio e digestione delle deiezioni), trasporto, macellazione e lavorazione, distribuzione e smaltimento finale.

La Carbon Footprint si distribuisce per il 51% deriva dall’allevamento, il 21% dagli imballaggi, il 17% dalla macellazione, il 10% dalla lavorazione della carne, l’1% dalla distribuzione e meno dell’1% dallo smaltimento finale delle confezioni. In numeri, per 1 kg di prodotto le emissioni corrispondono a 6,5 kg di CO2 eq: per avere un termine di paragone, l’insalata novella ha una Carbon Footprint pari a circa 2,81 kg CO2 eq; inoltre, va ricordato che 1 kg di carne in una dieta equilibrata si consuma nell’arco di circa un mese.

La dichiarazione EPD completa è disponibile al seguente link:  https://www.montanafood.it/il-percorso-di-sostenibilita-montana/

Catena di produzione Montana

Catena di produzione Montana

Retail Summit 2019, il retail tra fisico e digital. Al via Spazio Conad

retail summit
Spunti per il retail di successo dal 13° Consumer & Retail Summit 2019, organizzato da 24Ore Business School in collaborazione con Gdoweek e Mark Up. Gli elementi sui quali puntare e le novità annunciate da Francesco Pugliese, con la nuova insegna Spazio Conad

Ecco il Consumer & Retail Summit 2019 (QUI IN VIDEO) per immaginare il retail del futuro. Uno spazio dove condividere best practice e anche comunicare le novità. Come ha fatto subito Francesco Pugliese, Ad di Conad. A confronto tutti gli attori del mondo retail, dalla gdo ai pure player digitali, dalle tecnologie al marketing. Con l'hashtag #Retail2019 il live tweet dell'evento insieme a Mark Up

Conad al Retail Summit 2019

Tra i primi interventi della mattinata, quello di Francesco Pugliese ha subito animato l'evento annunciando, al seguito dell'acquisizione del punti di vendita Auchan, la nascita di una nuova insegna, in arrivo entro la fine del 2020: si chiamerà Spazio Conad ed unirà, sotto lo stesso tetto, prodotti food, con i freschi al centro, extralimentare e servizi, rivolti principalmente alle famiglie. A supportare questa nuova insegna, che avrà una dimensione media di 6-8.000 mq (anche se molto dipenderà dalle esigenze e dalle caratteristiche dei singoli bacini di utenza), una nuova piattaforma che aggregherà servizi bancari, assicurativi, energia, ticketing, viaggi, entertainment, ristorazione, eCommerce ....

"L'obiettivo sarà rendere i punti di vendita più attrattivi, trasformandoli in luoghi, spazi per soddisfare le esigenze e i bisogni delle famiglie a 360 grazie a un'offerta conveniente, funzionale e completa, anche rispetto a quello che oggi non vendiamo nei nostri negozi, ma rientra nelle necessità di acquisto delle famiglie", ha dichiarato Pugliese, sottolineando come il tutto sarà ben comunicato in rete come nei punti di vendita.

Fulcro del progetto l'attitudine all'ascolto e al servizio, l'essere "buoni servitori" ma in senso moderno, grazie a partnership con operatori specializzati, che mettano il loro know how nella piattaforma digitale per tutto quello che non è oggi nel business di Conad, tenendo sempre in considerazione le specificità del territorio e le esigenze locali. "Si tratta di un modo di porsi fa parte della storia stessa di Conad, del suo nascere come bottega, dall'empatia e dalla soddisfazione dei bisogni reali dei clienti attraverso un ascolto profondo, grazie ai soci. La nuova insegna mette insieme queste esperienze per essere destination", ha precisato Pugliese. Esiste anche un modello di ispirazione per la nascitura piattaforma di servizi: è quello di Tesco, il cui fatturato, oggi, è diviso al 50% tra retail e servizi.

E l'eCommerce? Ci deve essere, e in futuro avrà una quota nel food tra 5 e 10%.

Ritrovare la reason why dei punti di vendita

La tavola rotonda moderata da Cristina Lazzati, direttore di Gdoweek e Mark Up, al retail Summit 2019 ha visto protagonisti Alberto Baldan, Ad di Grandi Stazioni Retail, Pippo Cannillo, presidente e Ad Maiora-Despar Cento Sud, Camilla Lunelli, direttore comunicazione Ferrari F.lli Lunelli, José Maria Robles, general manager property management di Sonae Sierra Italy, e Massimo Sacchi, managing partner di RetAPPs. Il confronto per immaginare il punto di vendita del futuro.

Il punto di vista di Grandi Stazioni - Le stazioni ferroviarie non sono affatto centri commerciali, ma hub multimodali dove le persone si incontrano senza essere chiamate, che aggregano una quantità di persone superiore a quelle di un'intera città. E ciascuna è diversa, perché va pensata come un sistema che lega la città alla stazione, quindi offriamo servizi mirati ai target diversi. Un esempio: il negozio popup chiavi in mano.

Come sarà il nuovo tenant mix? Va verso i servizi, il food (con la ristorazione e i supermercati) e la salute e benessere, con le cliniche e i centri estetici. Poi deve essere un luogo predisposto per essere fotografato su social come Instagram.

Il futuro del supermercato nelle location travel? Fare risparmiare tempo (è un servizio!), visto che i centri commerciali periferici stanno perdendo attrattività. E dovrà esserci anche l'eCommerce.

La strategia Ferrari F.lli Lunelli - Andare dove sono le persone, con i wine bar Ferrari Spazio Bollicine, e attirare i consumatori nella cantina a Trento, dove l'azienda propone un'esperienza di gratificazione, alta ospitalità e convivialità.

Sonae Sierra: fisico e digitale in un rapporto win win - Fisico e digitale devono convivere, perché il fisico umanizza il digitale.

Maiora-Despar Centro Sud, back to basic - Il digitale è dietro le quinte, secondo Pippo Cannillo, serve a ottimizzare e migliorare le basi del retail, a servire meglio i clienti, non per dare un effetto wow. Un esempio: il volantino via sms, che ha avuto molto successo anche presso gli anziani e anche in una cittadina piccola come Spinazzola. A tutto vantaggio della sostenibilità. L'altro pilastro del retailer futuro è il personale, che si valorizza attraverso formazione e meritocrazia.

RetAPPs l'omnicanalità data driven - La tecnologia è qualcosa che può velocizzare engagement e fidelizzazione, ma deve essere usata sulla base di informazioni concrete, per esempio quelle su dove s'informa il consumatore prima di acquistare, e cosa chiede.

Tra i case history presentati al Retail Summit 2019 anche quello di Zalando, Mercato Centrale, SOK.

Il brand nell'era dell'esperienza

"Sono stufo di negozi belli, pensati più per l'architettura che per gli uomini", esordisce Roger Botti, direttore generale e direttore creativo Robilant Associati. Come uscirne, per non perdere il preziosissimo patrimonio dei negozi dei nostri centri storici? Con i rituali, perché i rituali sono memorabili, possono caratterizzare il punto di vendita e far sì che il consumatore decida di frequentarlo. La pubblicità del brand invece, dice Botti, non si ricorda. E il rituale è essenzialmente il servizio, associato al brand però.

I suggerimenti che dà Botti sono semplici ma spesso trascurati dai retailer nostrani: dimostrano cura, attenzione, sono "piccole cose che toccano il cuore", che il digital non può dare. Alcuni esempi: il sorriso, il pacchetto, il teatro del fare (la granita, per esempio), la qualità top di un monoprodotto, il rituale della scelta, il rituale del consumo in un ambiente piacevole.

La ristorazione, sempre più centrale

Dopo l'intervento di Matteo Pogliani dedicato all'influencer marketing, l'ultimo panel dell'evento è dedicato alla ristorazione, con una tavola rotonda moderata da Francesco Oldani cui hanno partecipato Giancarlo Bassi, già presidente Oriocenter e Il Globo, Giampaolo Grossi, general manager Starbucks Italy e Massimo Innocenti, Ceo & founder Spontini Holding. A corredo i case history di Deliveroo con lo head of marketing Marco Galimberti, e di Pescaria, con Bartolo L'Abbate, il fondatore.

I dati portati dai relatori, in particolare Giancarlo Bassi, confermano che le nuove ancore dei centri commerciali oggi sono i ristoranti e le food court, non più l'ipermercato. Questo spinge chi gestisce centri commerciali a rivedere il mix d'offerta per rispondere a queste nuove esigenze.

Tornano anche per la ristorazione gli elementi "basici" che il retail ha messo in luce: di fronte a un'offerta che rimane la stessa, per esempio la pizza di Spontini, la differenza in Italia e all'estero la fa il punto di vendita, con le persone che lo animano, vero ambasciatore del brand.

 

Kitchen 1883, pronto all’apertura il terzo ristorante

Kroger espande la rete di Kitchen 1883 realizzando il terzo ristorante dell'insegna. Il locale dovrebbe aprire a metà novembre

Dovrebbe aprire a metà novembre, stando a quanto scrive il giornale online Grocery Dive, il terzo ristorante che Kroger apre a insegna Kitchen 1883, proprio al fianco del negozio di alimentari Anderson Township, in Ohio. L'offerta prevede, come da format dell'insegna, cocktail e un menu composto da sandwich e antipasti.

Su quali siano i piani di espansione in questo settore non è dato sapere, l'azienda infatti non conferma né si sbilancia.

Con Kitchen 1883, il nostro obiettivo è creare un luogo di ritrovo che offra un posto davvero delizioso per rilassarsi e sperimentare il nostro cibo" dichiara Daniel Hammer, vice presidente di Kroger per le nuove imprese e lo sviluppo culinario.

Ethos Profumerie lancia eCommerce e private label

Punto Vendita Ethos profumerie
In fase di sviluppo l'eCommerce di Ethos Profumerie mentre sono già disponibili nei punti di vendita della rete in tutta Italia i profumi della linea Note d'Autore

Tra i programmi di sviluppo, l'azienda evidenzia il progetto eCommerce di tutto il gruppo Ethos Profumerie, attualmente in fase di sviluppo, e il lancio della prima private label, Note d'Autore, linea di profumi che comprende quattro fragranze ispirate alle opere di Gioacchino Rossini: La Scala di Seta, L’Inganno Felice, La Donna del Lago, L’Equivoco Stravagante. Si tratta di due fragranze femminile, una maschile e una unisex.

In occasione della convention annuale, Ethos Profumerie ha tracciato un quadro dei risultati ottenuti: ha chiuso il 2018 con un risultato di gestione a +68% verso il budget stabilendo un nuovo record e un sell out di +2,94% a quantità e +6,36% a valore. L’asse alcolico ha chiuso registrando un +3,78% a quantità e un +10,24% a valore, il soin mantiene un trend positivo con un +7,40% a valore e +8,96% e il makeup, nonostante la chiusura a quantità di +0,16%, segna un +2,31% a valore.

Ethos Profumerie è oggi uno dei pochi consorzi indipendenti che non fa parte di un Gruppo internazionale. -sottolinea il presidente Maurizio Sabbioni, confermato con mandato 2018-2021 durante l'ultimo consiglio di amministrazione-. Essere composto da profumerie storiche è l'elemento che garantisce al Gruppo affidabilità, fiducia e credibilità. Tutti gli affiliati sono infatti molto ben radicati sul territorio, distribuiscono marchi di prestigio e possono mettere a disposizione del cliente una solida professionalità che si fonda sull’expertise dell’imprenditore maturo e competente”.

Mara Zanotto, direttore generale di Ethos Profumerie, garantisce: “Il 2020 sarà davvero un altro anno carico di importanti progetti e novità. Continuiamo a lavorare sui punti di vendita che restano al centro del nostro lavoro, grazie a cospicui investimenti continui su sistemi di crm avanzatissimi come ad esempio salesforce che all’anno 1 ci ha dato un ritorno in termini diretti di sell out indotto veramente eclatanti. Rispetto alle nuove aperture non c’è un vero e proprio piano: inseriremo in compagine le insegne di qualità del mercato retail che decideranno di sposare il nostro progetto e che noi accoglieremo nella nostra grande famiglia. Il lavoro non è fatto solo di numeri (che pure arrivano e ci soddisfano al massimo) ma anche di solidarietà, prossimità, vicinanza, aiuto, scambio, investimenti sui punti vendita e su strumenti super avanzati ai quali da soli non si arriverebbe mai". 

Tra le principali novità del 2020, Mara Zanotto sottolinea la Beauty Masterclass, un format che nel 2020 vedrà coinvolte diverse aziende partner di Ethos Profumerie. Si tratta di una lezione live con consigli e suggerimenti per un make-up perfetto. Un evento gratuito aperto a tutti i clienti Ethos Profumerie addicted del marchio partner.

Il gruppo opera sul territorio nazionale con 253 punti di vendita, di cui 73 al sud, 26 in centro Italia e 154 al nord, rappresentati da 99 ragioni sociali

Il servizio clienti è strategico

Quattro aziende della distribuzione moderna sotto la lente: come viene gestito il servizio clienti, con quali mezzi e con quali obiettivi? Ne parliamo con Bennet, Coop Italia, Despar Centro Sud e Lidl Italia (da Gdoweek n. 14)

Una grande squadra, tutta interna. Oppure un gruppo ristretto, formatosi con l’esperienza negli anni, magari affiancato da un call center esterno. Sempre più canali a disposizione, dal telefono alla chat, qualcuno usa anche la posta tradizionale. Che si tratti di piccole aziende con un numero ridotto di punti di vendita o di grandi realtà internazionali, il servizio clienti richiede molta attenzione e tanta formazione … perché non se ne può fare a meno.

La comunicazione infatti agisce su più livelli: i clienti desiderano un’occasione di contatto con le imprese retail, ma anche le imprese hanno bisogno di relazionarsi con i frequentatori dei propri negozi, per comprenderli meglio e sviluppare una relazione che possa anche anticiparne i bisogni.

L’assistenza clienti non è più solo il classico call center che, fino a qualche anno fa, rappresentava il riferimento principale per qualsiasi richiesta rivolta ai retailer. Oggi è diventato un ufficio, una divisione aziendale, capace di gestire la comunicazione in senso bidirezionale e multicanale, in base alle preferenze dell’utente, oltre che di entrare in relazione con le altre divisioni aziendali. Nessun canale è escluso: Lidl, per esempio, ammette di avere ancora qualche affezionato cliente che preferisce inviare una lettera per posta ordinaria. Non è sicuramente il caso più comune. I mezzi di contatto più diffusi sono la email, il telefono e, per chi ha deciso di gestirli, i social, che vincono per immediatezza di linguaggio e di risposta. I retailer più abili e tenaci sono riusciti a costruire delle community social anche molto numerose che si sono conquistate la credibilità degli utenti, un bene preziosissimo che viene affermato e difeso prima di tutto dai clienti stessi attivi online: è il caso di Despar Centro Sud.

La divisione aziendale dedicata all’assistenza clienti nasce, per le aziende che abbiamo interpellato, negli anni 2000, spesso partendo da una gestione “artigianale” delle risposte che, con l’aumentare dei clienti e delle richieste, si struttura e consolida in un vero e proprio servizio.

Tra le aziende più grandi, c’è chi ha scelto di affidare all’esterno la risposta al numero verde, come Coop Italia, decidendo, però, di tenersi stretto il coordinamento e anche il contatto diretto con i clienti nei casi più delicati o per le richieste più particolari.

Lidl, invece, ha optato per una scelta totalmente diversa: ha voluto conservare all’interno tutti gli aspetti della relazione con il cliente, impegnando molte risorse per farlo in maniera adeguata, però, contemporaneamente, si è aperto ai social. Allo stesso tempo, sta lavorando per offrire ancora più canali di comunicazione, con la massima libertà.

L’evoluzione di questo servizio riguarda anche la percezione che ne ha lo stesso retailer: inizialmente è quasi un’intrusione, perché le critiche mettono in crisi il lavoro delle persone. Successivamente diventa uno strumento di miglioramento e di crescita cui tutti contribuiscono per la propria parte di competenza. A sua volta, il cliente negli anni ha sperimentato prodotti e servizi di retailer diversi e oggi è diventato più esigente: questo si traduce in una maggiore richiesta di competenza nei confronti dell’operatore e, allo stesso tempo, uno sforzo sempre più importante da parte delle aziende.

“Quando il servizio clienti si è costituito come tale -spiega Annalisa Ciceri dell’ufficio marketing di Bennet- c’era qualche diffidenza; con il passare del tempo, grazie a un approccio molto collaborativo, alla serenità e tranquillità di giudizio, la visione è cambiata e ora viene visto come uno strumento importante per la risoluzione dei problemi”.

Le richieste vanno dall’informazione sugli aspetti più vari, come l’orario di apertura dei negozi o la meccanica di un concorso a premi, fino alla risposta ai reclami e alla raccolta di suggerimenti. L’elemento che emerge su tutti, e che in un certo senso li include tutti, è il desiderio dei retailer di entrare in relazione con le persone, con una profondità che va oltre la relazione puramente commerciale legata all’atto dell’acquisto. L’obiettivo è far sì che questa relazione sia prima di tutto positiva, piacevole, secondo il luogo comune principe del commercio: il cliente ha sempre ragione.

Non vuol dire, ad esempio, che si debba sempre e a tutti i costi accontentare il cliente. È vero, invece, che l’ascolto viene prima di tutto: è proprio alla base del concetto di servizio. La risposta ben articolata è quindi un’ovvia conseguenza.

Coop Italia per esempio ha posto l’attenzione sulla possibilità di un ascolto e di un dialogo non superficiale con il cliente, prediligendo per questo lo strumento del telefono perché dà la possibilità di spiegare e chiarire in profondità le questioni poste dai clienti.

Bennet in particolare ha sottolineato l’importanza di investire su una comunicazione di qualità, anche a livello linguistico, attraverso la professionalità delle persone, tutti laureati e adeguatamente formati, perché la scelta della parola giusta per ciascun cliente è importante. Il tema quindi emerge a tutti i livelli: nessuno cerca la risposta rapida e prefabbricata per fare prima; ci si organizza invece per rispondere in maniera efficace, comprendere il problema, se c’è, e risolverlo anche internamente, non solo con una risposta di facciata.

Parlare con i propri clienti, infatti, qualsiasi sia il canale prescelto, è un’attività indispensabile per chi si occupa di commercio e utilissima al buon funzionamento della comunicazione non solo verso l’esterno, con i clienti, ma anche all’interno dell’azienda.

Le risposte confezionate per il cliente sono frutto di un lavoro interno di approfondimento che coinvolge numerose divisioni interne: il controllo qualità sia per il food sia per il non food, l’ufficio commerciale, e quello acquisti, il marketing e la direzione del personale, con richieste tra le più varie che sollecitano l’azienda su vari fronti, spingendola al confronto interno. Inoltre, dal servizio clienti arrivano molte informazioni, suggerimenti, sollecitazioni, che la tecnologia permette di contare e quantificare, per coglierne la rilevanza effettiva e da utilizzare per riuscire a fare scelte più mirate sui bisogni e sulle attese dei clienti e prendere decisioni adeguate.

L’impiego di software specifici e integrati con i database aziendali permette alle aziende più avanzate di riconoscere immediatamente chi telefona: Bennet, ad esempio, attraverso un software di gestione, è in grado di comprendere se la segnalazione arriva da un cliente affezionato o da uno occasionale.

Questo flusso di dati e di informazioni tra le divisioni aziendali è certo positivo per la buona riuscita delle iniziative commerciali. Tanto che Lidl, per esempio, sfrutta le competenze del servizio clienti per vagliare in anticipo l’eventuale impatto di nuove iniziative, prima ancora che sia il cliente stesso a chiamare. “La forza del servizio di assistenza clienti è proprio la sinergia con gli altri reparti -chiarisce Marco Vettorato, responsabile assistenza clienti di Lidl Italia-: anzi, il suo vero valore aggiunto lo abbiamo ottenuto facendo percepire all’intera azienda la centralità dell’assistenza clienti. Infatti, adesso, se un reparto lavora su un nuovo progetto, informa anche noi e, in funzione della nostra esperienza, cerchiamo di mettere in luce, già a monte, le possibili aree di miglioramento dal punto di vista del cliente. Si realizza così un contributo proattivo che anticipa la ‘cura’ dell’assistenza clienti”.

Un interessante metodo di lavoro che inverte l’ordine dei fattori a vantaggio della buona riuscita di una determinata iniziativa e che porta ancora più le diverse divisioni all’interno dell’azienda a comunicare tra di loro.

Un lavoro non semplice, dunque, quello dell’assistenza clienti, che sempre più richiede esperienza, predisposizione, professionalità e formazione continua. Non a caso tutte le aziende si impegnano nella formazione, focalizzata ovviamente su informazioni relative alle attività aziendali, alle nuove tecnologie, come i social, alle normative sulla privacy come il Gdpr, ma soprattutto sull’uso di strumenti adatti per una comunicazione efficace e per una gestione emotiva dell’ascolto. Affrontare clienti infastiditi o arrabbiati non è magari troppo frequente, ma, anche se raro, nemmeno è piacevole o semplice: la formazione si rivela quindi indispensabile così come la capacità di sdrammatizzare e condividere con i colleghi le esperienze, per trarne un vantaggio diretto all’azienda e alle persone che la frequentano, clienti e dipendenti che siano.

Video tour: Md, oltre il format discount

Nuova tappa de #ilviaggio, che visita MD, il discount fondato dal Cavaliere Patrizio Podini, che quest'anno festeggia 80 anni e anche 100 anni dell'attività della sua famiglia.

Questo store di Grumello sul Monte (Bg) rappresenta anche oggi il punto di riferimento della catena in termini di assortimento, layout e percorso merceologico.

Luminosità, freschezza e funzionalità: questi gli elementi che contraddistinguono questo
negozio che si sviluppa su quasi 1.300 mq, una dimensione maggiore della media, che infatti permette maggiore profondità e ampiezza all'assortimento e che nasce come perfetta integrazione tra l'esperienza di Ld (la firma discount acquisita da Gruppo Lombardini nel 2013) e il know di Md.

"La struttura di questo negozio rappresenta bene la validità del processo di integrazione tra le due aziende, che ha permesso di unire i punti di forza di entrambe le insegne e creare una formula nella quale il consumatore si riconosca -spiega Alessandro Santagada, responsabile ufficio marketing-. Alla base, c'è una comune visione e competenza nella gestione dei supermercati che ha portato a mantenere un percorso meceologico analogo, in linea con le abitudini consolidate dei consumatori, in un ambiente che fa sentire a proprio agio le persone".

Coop Alleanza 3.0: un albero per ogni nuovo socio

In collaborazione con Legambiente e AzzeroCO2, Coop Alleanza 3.0 lancia l'iniziativa Un nuovo socio un nuovo albero a sostegno dell'ambiente

Parte la campagna rivolta ai giovani tra i 18 e i 25 anni lanciata da Coop Alleanza 3.0 con  Legambiente e AzzeroCO2  che ha come obiettivo di piantare tremila alberi lungo la dorsale Adriatica. L’iniziativa Un nuovo socio un nuovo albero, lanciata il 28 settembre in concomitanza del primo Saturday for future, giornata del consumo responsabile promossa da ASVis – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, sarà attiva dal 1° al 31 ottobre.

Chi deciderà di diventare socio di Coop Alleanza 3.0, la Cooperativa si impegnerà a piantare un nuovo albero nelle aree identificate all’interno delle 9 regioni in cui è presente. Al nuovo socio verrà inoltre consegnato un carnet di buoni a copertura (parziale o totale) della quota sociale di 25 euro, spendibile per l’acquisto di prodotti Vivi Verde Coop.

Si tratta di prodotti progettati e realizzati tenendo conto del loro impatto ambientale. Gli alimentari, infatti, provengono interamente da agricoltura biologica e quelli non alimentari sono ecologici perché certificati Ecolabel o concepiti per la massima sostenibilità ambientale.

Nell’iniziativa saranno coinvolti tutti i 377 punti di vendita di Coop Alleanza 3.0, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia. Questa iniziativa è parte del più ampio progetto di riqualificazione del territorio nazionale Mosaico Verde, creato da AzzeroCO2 e Legambiente con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ANCI, FSC® Italia e di altre importanti realtà nazionali.

“Il progetto  -spiega Adriano Turrini, presidente di Coop Alleanza 3.0- si inserisce nella più ampia strategia di sostenibilità della Cooperativa, è solo la prima di una serie di iniziative di riforestazione che intraprenderemo nei prossimi mesi con l’ambizione di portare il nostro ‘contributo green’ in tutti i territori in cui siamo presenti. Vogliamo così dare vita ad un percorso coerente che sappia dare risposte concrete alla lotta ai cambiamenti climatici. La nostra sfida è rivolta ai giovani della ‘Generazione Greta’, il nostro obiettivo è quello di piantare almeno 3000 alberi, a loro mi rivolgo perché ci aiutino a superare questo traguardo, noi siamo pronti.”

 

 

Esselunga al fianco di Fondazione Telethon

Inizia il 30 settembre e si sviluppa fino al 12 ottobre l'iniziativa promozionale avviata da Esselunga a sostegno della ricerca scientifica

L’accordo pluriennale siglato da Esselunga e Fondazione Telethon prevede la realizzazione di numerose attività con l’obiettivo comune di raccogliere fondi a sostegno della ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare.

Per concretizzare il suo impegno, l’insegna mette a disposizione nei punti di vendita della rete numerosi prodotti contrassegnati da un cartellino dedicato. Il consumatore, acquistandoli, potrà partecipare attivamente. La promozione è attiva fino al 12 ottobre e prevede più soluzioni di donazione, da 20 centesimi a 2 euro a seconda dei prodotti acquistati. L’importo della donazione che Esselunga devolverà e il valore cumulato nel periodo dell’iniziativa verranno riportati sullo scontrino. La campagna sarà valida anche per le spese effettuate online su Esselunga.it e nelle profumerie EsserBella.

L’iniziativa prevede anche un’ulteriore possibilità nell’ambito del programma di fidelizzazione: dal 14 ottobre 2019 al 12 aprile 2020, attraverso il catalogo Fìdaty legato alla raccolta punti e al catalogo premi, con 500 punti i clienti permetteranno a Esselunga di donare 10 euro a Fondazione Telethon per il sostegno al progetto Come a casa, nato per accogliere le famiglie dei bambini che da tutto il mondo arrivano all’istituto San Raffaele-Telethon di Milano.

“La partnership con Fondazione Telethon conferma e rafforza la nostra vocazione del

Luca di Montezemolo, presidente Fondazione Telethon, e Sami Kahale ,direttore generale di Esselunga
Luca di Montezemolo, presidente Fondazione Telethon, e Sami Kahale, direttore generale di Esselunga

servizio alla comunità in molteplici ambiti - commenta il direttore generale di Esselunga Sami Kahale-. Come Esselunga siamo impegnati da anni in attività di sostegno nella cultura, nel sociale, nella salute, nell’educazione. Da oggi, con l’avvio di questa collaborazione che ci onora e ci rende felici, daremo il nostro contributo alla ricerca sulle malattie genetiche rare assieme ai nostri clienti, che saranno a loro volta protagonisti nella solidarietà con quella generosità che molte altre volte hanno mostrato in passato. Fare la spesa in modo responsabile e aiutare la ricerca è la sintesi perfetta del nostro modo di aiutare la comunità”.

Il presidente di Fondazione Telethon, Luca di Montezemolo, aggiunge: “Un’altra eccellenza scende in campo a favore della ricerca scientifica. Con Esselunga rafforziamo in modo importante quella fitta rete di donazioni che rende il nostro Paese tra i più generosi al mondo e rende possibile la missione di Fondazione Telethon”.

 

 

Lidl: espansione e scelte ecosostenibili

Lidl-esterno
Le ultime aperture di Lidl da nord a sud potenziano la rete italiana. L'insegna ha inoltre bandito la plastica dai propri negozi

Si consolida la presenza dell’insegna in Italia dove negli ultimi mesi ha realizzato nuove strutture potenziando la rete italiana attualmente formata da oltre 630 punti di vendita. Lidl ha aperto, infatti, uno store in via Trieste a Lissone (Mb) all’interno del parco commerciale che sorge sull’area un tempo occupata da uno stabilimento produttivo di Motta. Per questa apertura sono state assunti 26 collaboratori. Anche in questo locale, come da consuetudine dell’insegna, sono state adottate soluzioni ecosostenibili: il supermercato, che rientra in classe energetica A+, è dotato di ampie vetrate per favorire la luminosità naturale, oltre che di pareti coibentate e a bassa dispersione energetica. L’edificio ha un’area vendita di circa 1.300 mq e dispone di un impianto fotovoltaico da 120 kW. L’offerta comprende più di 2.000 prodotti di cui oltre l’80% Made in Italy.

Anche al sud Lidl ha rafforzato la sua presenza. A Bitonto (Ba) è stato realizzato un Lidl-internonegozio, in via Lazzati, di 1.300 mq, nel quale sono stati assunti 15 collaboratori. L’azienda ha realizzato a fianco del punto di vendita un parco giochi per bambini da 450 mq attrezzato con giostre e arredamento urbano. È disponibile un parcheggio da circa 100 posti auto. Anche in questo caso sono stati adottati accorgimenti nel rispetto dell’ambiente: la struttura, in classe energetica A+, è realizzata con materiali altamente coibentanti e dispone di un impianto fotovoltaico da 120 kW e di un sistema di recupero delle acque piovane.

Infine a Trieste Lidl ha aperto un punto di vendita di 1.500 mq situato in via Pollaiuolo, angolo con via Ippodromo. La struttura si sviluppa su due piani e vede al piano terra la zona vendita, mentre al primo piano circa 90 posti auto a disposizione dei clienti. Anche questo edificio rientra in classe energetica A.

Il no di Lidl alla plastica monouso

L’impegno di Lidl nei confronti dell’ambiente si concretizza nella scelta già avviata  di mettere al bando nei propri negozi le stoviglie monouso. Da luglio, infatti, sono in vendita piatti, bicchieri e posate in fibra vegetale biodegradabili e compostabili. L’insegna calcola così di togliere dal mercato circa 450 milioni di unità tra piatti, bicchieri e posate in plastica che corrispondono a quasi 2.000 tonnellate annue. I nuovi prodotti in fibra vegetale compostabile hanno un packaging interamente riciclabile e sono realizzati da aziende italiane. Le nuove referenze comprendono piatti piani e fondi, tre tipologie di bicchieri e posate prodotte in PLA, Mater-Bi e polpa di cellulosa. Una gamma di prodotti che porta il marchio Aromata, la private label sviluppata da Lidl grazie alla collaborazione con i propri fornitori. In questo ambito anche insegne come U2 si sono attivate facendo scelte strategiche nel rispetto dell'ambiente.

"Togliere da scaffale la plastica monouso è un'azione altamente impattante che, come azienda socialmente responsabile, ci auguriamo possa influenzare lo stile di vita di tutti i nostri milioni di consumatori -afferma Eduardo Tursi, amministratore delegato acquisti e marketing di Lidl Italia-. Abbiamo deciso di muoverci in anticipo rispetto al recepimento della direttiva europea perché l'impegno di ridurre del 20% l'impiego di plastica entro il 2025 per noi è prioritario e non può attendere”.

L’ingresso in Italia (online e offline) di Canada Goose

Canada Goose Milano
Primo punto di vendita in Italia, il secondo in Europa dopo Londra, per Canada Goose che apre anche l'eCommerce per il mercato italiano

Primo punto di vendita nel nostro Paese per Canada Goose che a Milano realizza uno store, il secondo in Europa dopo quello di Londra, situato in via della Spiga 10. In occasione di questa apertura, che segna l’ingresso ufficiale del brand in Italia, è stato attivato anche il canale eCommerce per il mercato italiano. La struttura meneghina si sviluppa su una superficie di 400 mq su doppio livello e ospita al suo interno la “cold room” per testare le giacche del brand in condizioni climatiche estreme, fino a -25 gradi, come già sperimentato da Woolrich nel suo store di Milano aperto lo scorso anno.

“Il nostro nuovo negozio consente ai nostri fan, che vivono a Milano o la stanno visitando, di esplorare tutte le nostre collezioni in un ambiente accattivante e di scoprire la storia dietro i nostri prodotti attraverso un’esperienza senza filtri” dice Dani Reiss, presidente e ceo di Canada Goose.

Lo store rende omaggio alle figure chiave del design e dell’architettura milanese degli anni ’50, come Gio Ponti, grazie all’utilizzo di materiali naturali e mobili di arredo provenienti dal Canada e dall’Italia. Il design del negozio è arricchito dall’esposizione di opere di artisti come Qavavau Manumie, Alex Fischer e Meghan Price, che raccontano attraverso l’arte il Nord del Canada.

Il negozio dispone di un camerino con una tecnologia di controllo climatico, in grado di ricreare al chiuso le diverse temperature stagionali. Questo permette al cliente di testare il prodotto alle condizioni climatiche per le quali è stato progettato. In occasione di questa apertura, Canada Goose ha lanciato l’iniziativa Live in the Open, una campagna globale che traccia il profilo di tre artisti come Alice Pasquini, Jiayi Zhao e Jordin Tootoo raccontato nel documentario che segna la campagna del brand diretto dal regista Janssen Powers con la collaborazione della fotografa Diana Markosian.

Canada Goose gestisce attualmente 15 store diretti (incluso Milano) in tre continenti: America, Europa e Asia.

Carrefour Italia: 5.000 prodotti a prezzi ribassati

Carrefour Italia ribassa i prezzi
Per rispondere alle esigenze dei consumatori, Carrefour Italia avvia una promozione che prevede 5.000 item a prezzi più bassi in tutta la rete italiana

La nuova iniziativa messa a punto da Carrefour Italia rientra nel programma Act for Food, che ha tra i suoi primari obiettivi quello della democratizzazione dei consumi. L’insegna propone, infatti, negli oltre 1.000 punti di vendita della rete sul territorio nazionale (Ipermercati, Market ed Express), fino a 5.000 prodotti a prezzo ribassato. Si tratta di prodotti appartenenti a brand scelti frequentemente da parte dei clienti Carrefour. Con questa campagna, il gruppo vuole ribadire la vicinanza ai bisogni dei propri clienti, “enfatizzandone il messaggio e comunicandolo in maniera chiara e diretta, con un impatto su tutto il territorio nazionale”.

Per promuovere l’iniziativa ha avviato una campagna mediatica caratterizzata dal claim Vi abbiamo ascoltato. Carrefour ribassa i prezzi, sviluppata assieme alle agenzie già partner di Carrefour Italia (Publicis per la parte creativa, Havas Media per il planning offline, Simple Agency per il planning Digital e H48 per il Social).

Video Tour: Rossella Brenna racconta il supermercato U2 di Opera

Il punto di vendita consolida la presenza in provincia di Milano di U2 Supermercato e conferma l'impegno ecosostenibile dell'insegna

Si consolida la presenza dell’insegna nella provincia milanese. A Opera apre un punto di vendita U2 Supermercato di 1.700 mq, situato in via Diaz, ad angolo con via Trebbia.

In questo store, nel quale U2 prosegue l’impegno ecosostenibile del Progetto Zero avviato a Codogno con azioni mirate tra cui la riduzione dell’utilizzo della plastica, manca il servizio di pane in doratura. Si troverà, invece, pane fresco, consegnato due volte al giorno dal vicino store Iper la Grande I di Rozzano, distante pochi chilometri. Una collaborazione che ha permesso di realizzare in questa struttura anche un’area dedicata ai fiori, con il know how dell’insegna del Gruppo Finiper.

L’area vini, che ha mantenuto la tradizionale caratterizzazione della distinzione fasce prezzi di U2 da 3 a 6 euro, propone anche una selezione di vini più costosi esposti in due isole separate, una per i rossi e una per i bianchi, contraddistinte dalla denominazione Vini pregiati.

Risulta più marcata, inoltre, in questo supermercato la comunicazione di prezzo mentre si consolida l’integrazione tra U2 e Il viaggiator goloso. Nel reparto ortofrutta una specifica area è dedicata ai prodotti a km 0 ben evidenziati instore.

Sono, inoltre, disponibili i tradizionali reparti di gastronomia, macelleria e pescheria servite, l’ortofrutta e il reparto sushi. Inoltre, i clienti avranno a disposizione il servizio Wi-Fi gratuito, le colonnine per la ricarica dei cellulari e il Locker Amazon per il ritiro degli acquisti effettuati online.

L’offerta comprende 9.450 referenze, tra le quali 300 di gastronomia/panetteria, 300 di ortofrutta, 200 di carne, un assortimento di latticini e salumi (1.000 referenze), surgelati (550 referenze), scatolame (4.300 referenze) e prodotti non food (2.800 referenze). In assortimento sono presenti i prodotti firmati il Viaggiator Goloso, U! Confronta&Risparmia, le linee ecologiche di prodotti per la casa Green Oasis Casa ed EcoU!, oltre ai prodotti di marca industriale.

La voce del retail passa dal servizio clienti, importante attrezzarsi

How can I help you? Beautiful call center workers in headphones are working at modern office.
L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 14)

Se c’è una cosa di cui oggi i retailer non possono proprio fare a meno è il servizio! E ancora di più devono avere “voce”, devono essere accoglienti, gentili, preparati. I canali si sono moltiplicati, con Facebook in prima fila, ma poi c’è il famoso “numero verde”, l’accoglienza dentro al punto di vendita, il sito dell’insegna e quello del negozio, ... e la (buona) gestione del rapporto con il cliente diventa sempre più cruciale.

Adesso, mettiamoci il cappello da cliente: qual è la fila che odiamo di più (a parte quella della poste)? Quella al servizio clienti, perché già il dover fare la coda (e non cambia quando siamo in attesa al telefono) è già di per sé un disservizio. Inutile, inneggiare al cliente chiedergli dati, “frugare” nelle sue spese, fare data mining, se poi quando questo alza la mano e dice: “Ho bisogno di voi!” si trova in un girone dantesco, dove viene fisicamente o telefonicamente, rimbalzato a destra e a manca.

A onor del vero, quando ci si decide a presentarsi al servizio clienti, è quasi certo che si tratti di una lamentela, oppure una richiesta, qualche volta possono essere suggerimenti, ma 90 volte su 100 è una grana.

E allora che si fa? La tecnologia aiuta con i Chatbot per scremare, le FAQ che risolvono i dilemmi più semplici o servono ad indirizzare alla persona giusta, ma alla fine, davanti ad un problema, molti vogliono avere qualcuno con cui parlare.

D’altra parte, è nel significato stesso della parola, Treccani docet, servizio: “Prestazione volta a soddisfare un bisogno umano”, quindi è necessaria tanta formazione, perché quella persona, in quel momento, sarà la chiave di volta del futuro della relazione con quel determinato cliente.

Inoltre, non dimentichiamo che più ci si mette “a disposizione” più si deve essere in grado di esserlo sul serio. Non ci si può esimere. Nessuna risposta o risposte vaghe, o peggio ancora brusche o addirittura maleducate sono dei boomerang; anche perché, ogni cliente è anche un ambassador, qualcuno, cioè, che racconterà la sua “fantastica” o “pessima” esperienza a chiunque lo voglia ascoltare. Meglio, dunque, attrezzarsi.

Despar conquista la Romagna

Despar misano adriatico
Si tratta del primo punto di vendita diretto di Despar in provincia di Rimini. L'insegna conta di espandersi ulteriormente in Romagna

Aspiag Service, la concessionaria Despar per il Triveneto e l’Emilia-Romagna, apre il primo punto di vendita dell’insegna diretto in provincia di Rimini e chiarisce l’interesse di allargare la presenza nei prossimi mesi in Romagna.

Lo store è stato realizzato a Misano Adriatico in via del Mare. Il supermercato, per il quale sono state assunte 34 persone, sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20 e la domenica dalle 8.30 alle 19.30. Propone un assortimento prevalentemente alimentare, composto da oltre quindicimila referenze. L’insegna ha scelto molti prodotti del territorio provenienti da fornitori locali.

“Abbiamo investito e concretizzato diverse aperture in Emilia, ma ora puntiamo sulla Romagna: è la prima volta che usciamo dal ravennate e vogliamo così dare un contributo diretto per un'offerta di qualità a favore del consumatore finale -afferma Alessandro Urban, coordinatore del centro distributivo dell'Emilia Romagna-. In Romagna infatti abbiamo già diversi affiliati, ma quello di Misano Adriatico è il primo punto di vendita diretto in provincia di Rimini e puntiamo a far conoscere il marchio con l'abete e soprattutto soddisfare la clientela nei comuni di Misano e Riccione”.

Paola Pavanini, capo area vendite dirette dell'Emilia Romagna, aggiunge: “Siamo un’azienda che cresce e crea occupazione e relazioni con i produttori nei territori in cui si sviluppa  e quello che è emerso studiando la zona del riminese e in particolare di Misano Adriatico è anche la voglia di stabilità e di continuità da parte dei lavoratori. Non solo estate, non solo turismo: il servizio che offriamo da oggi è dedicato anche ai residenti 12 mesi l'anno”.

 

Granarolo aderisce all’iniziativa SaturdaysforFuture

A luglio l’annuncio del piano triennale ispirato al Goal 12 Produzione e Consumo responsabili, oggi la partenza di iniziative anti-spreco rivolte ai consumatori

Convinta dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sottoscritta nel 2015 da 193 Paesi dell’Onu, e dell’urgenza di decisioni importanti da parte delle aziende alimentari e delle istituzioni sulle filiere produttive, con un impegno rendicontato sul Goal 12 “Produzione e Consumo Responsabili”, Granarolo ha deciso di aderire all’iniziativa SaturdaysforFuture promossa da ASvis, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

L’obiettivo condiviso con ASviS è quello di contribuire a migliorare le abitudini di spesa, trasformando il sabato nel giorno di sensibilizzazione e impegno per la produzione e il consumo responsabili a favore dello sviluppo sostenibile.

Abbiamo bisogno che più istituzioni, più aziende, più consumatori attenti facciano sentire la loro voce, portando maggiore consapevolezza nelle case, sottolineando la grande responsabilità che ognuno di noi ha nel produrre, nell’acquistare, nel buttare”, commenta in una nota Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo. “Dobbiamo semplificare la sostenibilità senza banalizzarla. Sempre più il consumatore dovrà essere complice della sostenibilità di agricoltori e allevatori”.

Concretamente tre le azioni messe a punto da Granarolo in occasione di SaturadaysforFuture:

1. Distribuzione gratuita e fino a esaurimento scorte di un prodotto a data corta a chiunque si rechi nelle giornate di sabato in uno dei tre spacci Granarolo siti a Bologna, Castelfranco Emilia (MO) e Gioia del Colle (BA). L’iniziativa è valida dal 28 settembre al 30 novembre.

2. In prossimità degli spacci le famiglie potranno partecipare a laboratori gratuiti orientati a recuperare il packaging dei prodotti. Una campagna social solleciterà mamme e papà a portare una bottiglia del latte o un vasetto di yogurt o di mascarpone da casa e da questi nasceranno oggetti da poter riutilizzare.

Carrefour Express: due nuove strutture a Milano

Coni-Zugna Carrefour Express
Si consolida la presenza di Carrefour nell'area milanese dove l'insegna inaugura due punti di vendita express. In provincia sono attive 154 strutture

Si espande la rete di Carrefour Italia che a Milano e provincia inaugura due punti di vendita a insegna Express, il primo in via Coni Zugna 63, aperto dal lunedì al sabato dalle 8 alle 21 e la domenica dalle 8 alle 20, il secondo in via Roma 19 a Cologno Monzese, aperto dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20 e domenica dalle 9 alle 13. Gli store rispecchiano la formula dell’insegna con un’offerta di prodotti freschi, piatti pronti, scatolame e comparto non food per un assortimento complessivo di circa 4.500 referenze di cui oltre 1.400 a marchio Carrefour Bio, Filiera Qualità Carrefour e Terre d’Italia. In questi punti di vendita sono accettati i buoni pasto elettronici e cartacei. Tra i servizi anche la consegna a domicilio e la lavanderia.

Con queste aperture Carrefour Italia consolida la sua presenza a Milano e provincia dove opera con 56 negozi a insegna market, 94 Carrefour express, 4 Ipermercati, per un totale di 154 punti di vendita.

Qui Discount aderisce a Italy Discount

L'insegna Qui Discount, società del Gruppo O.H. spa, opera con 85 punti di vendita dislocati in regioni come Basilicata e Campania

Nuovo ingresso nella compagine di Italy Discount che conta oggi 360 strutture, nato nel 2013 per volontà di due Soci Realco e Tatò Paride. Qui Discount, insegna che opera con 85 punti di vendita, società del Gruppo O.H. spa, entra a far parte del consorzio. La “spesa economica di vicinato” è il format che Qui Discount ha sviluppato in regioni come Basilicata e Campania e su cui continuerà a lavorare.

Tanti imprenditori, come me -sottolinea la presidente Bruna Lami- hanno trovato nel Consorzio Italy D. una risposta tanto semplice quanto convincente alla nostra esigenza di competitività, distintività, servizio nei nostri punti di vendita di vicinato. Ci siamo ritagliati un ruolo da protagonisti nella prossimità attraverso una offerta calibrata, con prodotti freschi e freschissimi di qualità dando contestualmente l’opportunità, ai nostri clienti, di risparmiare con i nostri prodotti esclusivi. La semplificazione dell’offerta fa risaltare i prodotti del territorio che rivestono un ruolo fondamentale nell’assortimento”. Bruna Lami si dice certa che la forza di questo progetto sia nella “filiera corta decisionale che si esplicita nel confronto continuo e serrato tra soci e consorzio, nella condivisione e nella coerenza”.

Mirco Pincelli, amministratore delegato di Italy Discount, aggiunge: “Qui Discount non apporta al sistema solo fatturato e punti di vendita bensì credibilità, affidabilità, coerenza e spirito costruttivo. Ci auguriamo che questo importante ingresso sia di stimolo per altri imprenditori per poter essere sempre di più e meglio la risposta alla sempre maggiore richiesta di competitività, distintività, semplicità e innovazione”.

 

Penny Market food donor della campagna #NonCiFermaNessuno

penny market e banco alimentare
#iofacciodipiu. Parte la campagna sociale, sostenuta da Penny Market e con la presenza di Banco Alimentare, che vede protagonisti gli studenti universitari

Torna, per il sesto anno, la campagna sociale #NonCiFermaNessuno, grazie alla quale gli universitari italiani donano 10.000 pasti completi  al Banco Alimentare messi a disposizione dal food donor Penny Market Italia.

Il progetto motivazionale universitario, ideato da Luca Abete, inviato di Striscia la Notizia,  si sviluppa attraverso vari canali: un tour nelle principali università italiane; una community online; una serie di SchoolDay destinati agli studenti delle scuole superiori; un laboratorio permanente dei linguaggi di comunicazione; attività solidale per chi vive il disagio alimentare; una serie di eventi speciali destinati al mondo giovanile.

Le novità di questa nuova edizione saranno presentate a Milano dallo stesso Luca Abete, dal presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus, Bruno Bianchini, dal direttore marketing strategico di Penny Market Italia, Giovanni Bruno.

 

 

B2Cheese

A ottobre a Bergamo la prima fiera nazionale dedicata al settore lattiero-caseario rivolta esclusivamente agli operatori

Bergamo, 12 settembre – Bergamo, capitale europea dei formaggi grazie alle 9 DOP casearie e candidata come Città Creativa dell’UNESCO per la Gastronomia, il 17 e 18 ottobre ospiterà B2Cheese, la prima fiera interamente dedicata ai professionisti del settore lattiero-caseario con un inedito format che unisce business, esposizione e cultura. La formula tutta sostanza, “senza “fronzoli”, con stand preallestiti uguali per tutti, è concepita per creare opportunità di business senza appesabtire le aziende con alti costi di partecipazione. I protagonisti saranno non solo produttori, stagionatori, distributori e buyer ma anche aziende specializzate in tecnologia, logistica, consulenza, horeca, impiantistica, comunicazione, etc...

Gli espositori invitati a partecipare rappresentano il panorama della miglior produzione casearia italiana. Aziende di tutto il territorio nazionale, sia artigianali sia industriali, unite da un progetto che vuole prima di tutto fare “sistema” e aggregare l’intero comparto per affrontare la sfida dei mercati con la forza di un Paese che ha il maggior numero di DOP casearie al mondo, ben 50, oltre a decine di altre produzioni di nicchia di grande qualità. La manifestazione sarà l’occasione per costruire sinergie tra gli stessi espositori e creare nuove opportunità sui mercati nazionali e internazionali.

Il messaggio nuovo e rivoluzionario di B2Cheese è che, per la prima volta in Italia in campo agroalimentare, un intero settore si presenta come un’unica entità, per affermare la sua centralità e la sua rilevanza storica, produttiva ed economica nel panorama mondiale.

“B2Cheese vuole essere un progetto di sistema del settore lattiero caseario – dichiara Francesco Maroni, Presidente di FORME e Coordinatore di B2Cheese - L’Italia è un paese con una ricchezza incredibile in questo settore ma l’unico modo per emergere è far sistema. Se ci impegniamo a creare sinergie e a far sì che l’industria, la micro e la media produzione si presentino compatte sui mercati internazionali, il comparto lattiero caseario potrà raggiungere in futuro successi straordinari. Noi delle valli orobiche abbiamo già intrapreso questo percorso e con B2Cheese vorremmo diffondere questo esempio di collaborazione, per creare una piattaforma di business internazionale”.

Richiedi informazioni all'azienda

Gli espositori e i visitatori presenti in fiera potranno utilizzare l’applicazione Cheese Hunter, un programma di matching che dà la possibilità alle aziende di presentare se stesse e i propri prodotti su una piattaforma digitale, tramite la quale i buyer potranno selezionare e organizzare gli appuntamenti con gli espositori in modo semplice e funzionale.

B2Cheese è uno degli eventi organizzati all’interno della più ampia manifestazione FORME, che esplora l’arte casearia a 360° che si svolgerà a Bergamo dal 17 al 20 ottobre, aperta al grande pubblico e con un ricco calendario di appuntamenti distribuiti tra il polo fieristico e la spettacolare cornice della Città Alta. Un progetto con la capacità di aggregare istituzioni, mondo associativo e imprese, iniziato con Expo Milano 2015 che ha unito originariamente il territorio di Bergamo, la Regione Lombardia e ora anche l’Italia, con il MIPAAF e ITA (ICE) a sostenerlo. Protagonisti d’eccezione quest’anno i World Cheese Awards, il prestigioso concorso che premia i migliori formaggi del mondo e che per il suo debutto italiano ha scelto FORME. Per la 32° edizione del premio sono attesi oltre 3.500 eccellenze casearie provenienti da sei continenti, che verranno valutate da 250 giudici internazionali (www.progettoforme.eu).

Il Comitato Tecnico Scientifico

A supporto della fiera è stato istituito un Comitato Tecnico Scientifico (CTS) composto da accademici, studiosi, giornalisti e personalità del mondo delle imprese. Il CTS è l’organo a carattere scientifico-culturale della fiera ed è presieduto da Alberto Capatti, storico della gastronomia, già Magnifico Rettore all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, direttore scientifico di CasArtusi, Presidente della Fondazione Gualtiero Marchesi, dell’Accademia del Panino Italiano e del Comitato Scientifico dei master SeminarioVeronelli-Fondazione Cini.

Ne fanno parte personalità di alto profilo: Carlo Pietro Adami, Presidente nazionale ONAF, Piercristiano Brazzale, membro del CdA di Brazzale SpA, vicepresidente di Brazzale Moravia, vicepresidente di Fil-Idf (International Dairy Federation) e presidente di SPCC (Comitato di coordinamento scientifico e di programmazione), Enrico Cerea, Executive Chef del ristorante di famiglia “da Vittorio”, 3 stelle Michelin, Carlo Fiori, Amministratore dell’azienda di famiglia Luigi Guffanti 1876,  Roberta Garibaldi, docente universitaria di marketing ed esperta di turismo enogastronomico, membro di ATLAS, Aiest e di IGCAT International Institute of Gastronomy, Culture, Arts and Tourism, Alberto Lupini, economista, storico, direttore responsabile di Italia a Tavola, Piero Manzoni, CEO di NeoruraleHub, Presidente di Menoenergia, Davide Rampello, direttore artistico, regista, già curatore del Padiglione Zero a Expo 2015, incaricato del project design del Padiglione Italia a Expo Dubai 2020, Alice Realini, caporedattrice della testata Formaggi&Consumi, Enrico Semprini, medico, ricercatore, professore aggregato dell’Università degli Studi di Milano, Daniele Vigo, docente presso l’Università degli Studi di Milano ed esperto di normative e biodiversità del latte, Attilio Zanetti, Consigliere Delegato di Zanetti Spa e membro del board di EDA, World Dairy Forum.

Il Comitato Tecnico Scientifico presenterà in occasione della Fiera il suo Manifesto e si occuperà anche di organizzare una serie di convegni e work-shop con l’obiettivo di indirizzare lo sviluppo del settore e creare cultura, fornendo utili chiavi di lettura agli operatori e alle istituzioni.

Ecco il programma provvisorio dei lavori.

* Giovedì 17

- 10.30/13.00. Convegno Confcommercio/Assocaseari

- 14.30/16.00. Convegno Assolatte

- 15..30/17.00. Convegno Formaggio, turismo e territorio. Prodotti caseari come identitari del territorio, fattori di valorizzazione e di promozione come destinazione turistica

- 16.30/18.00. Convegno Sacco System

- 16.30/18.00. Workshop L’energia del formaggio: risparmiare energia, costi e ambiente per competere meglio

* Venerdì 18

- 9.30/11.00. Workshop La tracciabilità della filiera come garanzia per il consumatore e elemento chiave dello story telling

- 11.30/13.00. Convegno Formaggio e Futuro. Agricoltura rigenerativa, biodiversità, tradizioni e radicamento territoriale, prodotti e mercato, il ruolo delle DOP, formaggio come protagonista alimentare

* Sabato 19

- 9.30/11.00. Convegno i linguaggi del formaggio. Design e comunicazione dei prodotti caseari.

- 11.30/13.00. Presentazione libro di Alberto Marcomini “Sulla strada del formaggio"

* Domenica 20.

- 11.30/13.00. Workshop. Il bon ton del formaggio: temperatura di servizio, ad ogni formaggio la sua lama – taglio, il carrello dei formaggi, l’utilizzo del formaggio in cucina, il confezionamento e la conservazione

- 14.30/16.00. Workshop Quale pane per quale formaggio? Grand Tour nell’Italia del pane e formaggio.

Infine, nominerà gli Italian Cheese Ambassador, personaggi pubblici legati al mondo del formaggio italiano e capaci di rappresentarlo nel mondo, contribuendo alla promozione di uno dei più importanti settori dell’economia italiana.

Perché a Bergamo?

Bergamo è la culla di quasi il 20% delle Dop casearie del nostro Paese, con ben 9 formaggi presenti, su un totale nazionale di 50. Sulla grande tradizione casearia orobica e sulle sue Cheese Valleys, che includono anche le province di Lecco e di Sondrio, si gioca quest’anno anche la candidatura di Bergamo come Città Creativa Unesco per la Gastronomia.

Sul piano logistico la collocazione perfetta, con l’aeroporto internazionale di Milano - Orio al Serio, terzo in Italia per traffico, l’autostrada A4, la ferrovia e un sistema viario che pone la Città dei Mille al centro della Lombardia e la collega direttamente al resto d’Europa.

Ma Bergamo è anche una città stupenda dal punto di vista storico e architettonico, con le mura venete patrimonio Unesco, la Città Alta con la suggestiva Piazza Vecchia, i colli, le pinacoteche, i musei, che richiamano ogni anno milioni di turisti.

Oltre a B2Cheese c’è di più:

B2Cheese è solo uno degli eventi nel programma della manifestazione FORME, che si svolge dal 17 al 20 ottobre, dedicata ad esplorare il mondo del formaggio a 360°.

In particolare, quest’anno ospiterà:

- la 32° edizione dei World Cheese Awards, il più grande concorso internazionale di formaggi, per la prima volta in Italia, con la partecipazione di oltre 3.600 formaggi provenienti da tutti i continenti e 250 giudici internazionali, per la prima volta in Italia in 32 anni di storia

- FORME Cheese Festival, una serie di eventi aperti al pubblico, con mostre-mercato, un’esposizione museale, cheese labs, show cooking, convegni, un grande evento di charity, etc…

In dettaglio:

* CHEESE FESTIVAL in Fiera, eventi di arte casearia aperti al pubblico con i cheese labs organizzati dai maestri assaggiatori ONAF, L’Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio, degustazioni dei formaggi partecipanti agli World Cheese Awards, show cooking e laboratori con l’Accademia del Panino Italiano, mostra-mercato, etc… alla Fiera di Bergamo

* MOSTRA “AND THE WINNER IS", che esporrà per la prima volta insieme i vincitori delle 32 edizioni dei World Cheese Awards, nella splendida cornoce del Palazzo della Ragione, in Città Alta

* THE CHEESE VALLEYS, esposizione dedicata alla Candidatura di BERGAMO come CITTÀ CREATIVA UNESCO PER LA GASTRONOMIA, nel cuore di Città Alta, nella loggia porticata di Palazzo della Ragione.

Tutte le informazioni sulla fiera su www.b2cheese.it.

Love our planet: il brand ecosostenibile di Scarpe&Scarpe

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L’insegna di calzature Scarpe&Scarpe introduce in assortimento un brand ecosostenibile: Love our planet, in vendita online e offline

Per concretizzare l’impegno per il rispetto dell’ambiente, l’insegna di calzature Scarpe&Scarpe introduce in assortimento il suo primo brand ecosostenibile: Love our planet.

L'azienda chiarisce di “volersi farsi portavoce e sostenitore di un cambiamento, attraverso filiere trasparenti per un maggiore rispetto dell’ambiente”. Nasce da questa filosofia questa gamma formata da referenze acquistabili non soltanto nei punti di vendita della rete in tutta Italia ma anche online, sul sito dedicato.

Love-our-planet-about-shoes-10Si tratta di 6 calzature da donna, di cui uno in due varianti colore. Sono state esposte da agosto a settembre su uno spazio espositivo ad hoc contraddistinto da cartelli personalizzati nei punti di vendita fisici dell'insegna, attualmente invece sono in esposizione insieme alle altre calzature. Le scarpe, lacci e suole compresi, sono realizzate con bottiglie di plastica riciclate.

 

Molteplici strategie guidano la segmentazione del personal care

Gestione di reparto alquanto complessa a causa della proliferazione delle referenze targetizzate. Un assortimento talmente ricco da creare confusione (da Gdoweek n. 13)

Alla cosmetica non si rinuncia. Lo dicono i dati di mercato e lo dice l’analisi dei punti di vendita. Nel corso degli ultimi anni la categoria si è, infatti, progressivamente espansa. Se, in passato, occupava al massimo un lineare, oggi si configura come un reparto vero e proprio distinto dal resto del non food grocery, una sorta di shop in shop all’interno dello store.

Accesso riservato

Unicomm: via al concorso per i 50 anni

famila
Il gruppo festeggia i 50 anni con un concorso che coinvolge tutti i punti di vendita della rete con le insegne A&O, Famila, Emisfero ed Emi

Per festeggiare i 50 anni di attività, il Gruppo Unicomm (Selex) lancia il concorso a premi Con noi vinci tu!, attivo al 19 settembre al 26 ottobre, che coinvolge tutti i supermercati del gruppo: A&O, Famila, Emisfero ed Emi.

“I nostri clienti ci accompagnano ormai da 50 anni  -spiega il presidente Marcello Cestaro – Ci è sembrato giusto condividere con loro la gioia per aver tagliato questo prestigioso traguardo: sembra ieri quando con mio fratello abbiamo fatto nascere Unicomm, con un piccolo magazzino all’ingrosso a Schio. Oggi siamo tra i principali gruppi della grande distribuzione italiana, ma siamo pienamente consapevoli che dobbiamo il nostro successo ai nostri meravigliosi collaboratori e a chi in questi anni ci ha dato fiducia”.

 

Giancarlo Paola, direttore commerciale del Gruppo, aggiunge: “Unicomm è un’azienda dalla grande storia ma che vuole guardare al futuro. Per noi i 50 anni non sono un punto d’arrivo ma una tappa di un lungo percorso che ancora ci vede crescere e impegnarci con determinazione ogni giorno per migliorare il servizio ai nostri clienti. Le iniziative che abbiamo programmato spaziano dal concorso “Con noi vinci tu!” alle attività pensate per i collaboratori, perché sappiamo che questi sono i due pilastri su cui si fondano il passato, il presente e il futuro della nostra azienda”.

 

 

Conad-Auchan: prima apertura a Roma a inizio ottobre

(Aggiornamento al 9 settembre 2019). Avviate le procedure per il trasferimento di 109 punti di vendita con tutti i relativi 5.758 addetti. Nel progetto anche i 5 ipermercati della Sicilia

(Aggiornamento al 23 settembre 2019)

Il prossimo 2 ottobre, il supermercato Auchan di via Tuscolana diventerà Conad, come dichiara una nota del gruppo guidato da Francesco Pugliese. Lo scorso sabato, 21 settembre, il supermercato è stato chiuso per rendere necessario per il passaggio della proprietà a Conad a seguito dell’acquisizione delle attività di Auchan Retail Italia, oggetto dell’accordo siglato lo scorso 14 maggio. Le attività dei dipendenti non saranno interrotte, ma contribuiranno alla riorganizzazione completa del punto di vendita al fine di poterlo riaprire con la nuova gestione.

Diventano più chiari i contorni dell’operazione Conad-Auchan, con la definizione dei primi step per integrare i punti di vendita della rete Auchan Retail Italia all’interno del gruppo cooperativo. Dall’azienda precisano che “per il cambio insegna 39 negozi sono già stati decisi e che questa prima tranche dovrebbe essere integrata entro novembre o, in maniera più ottimistica, entro ottobre”. Si tratta dei punti di vendita più profittevoli, che si concentrano principalmente nel Nord Italia, ma non solo.

Nella nota diffusa il 9 settembre 2019 a seguito del terzo incontro sindacale del 4 settembre, l'azienda successivamente precisa: "sono state formalmente avviate da Conad le procedure di informativa e consultazione sindacale previste dalla legge e propedeutiche al trasferimento di 109 punti di vendita con tutti i relativi 5.758 addetti della rete commerciale ex Auchan a Conad, nei tempi, alle condizioni e con le modalità che sono state oggetto di specifica e dettagliata informativa".

Parte del progetto di valorizzazione anche i 5 ipermercati della Sicilia

Il gruppo ha confermato anche la sua volontà di procedere a partire dai prossimi mesi alla ristrutturazione dei punti vendita che rimarranno in capo a Auchan-Bdc con l’obiettivo di ricostituire per il maggior numero possibile di essi quelle condizioni di sostenibilità economica che ne possano consentire in un momento successivo (2020-2022) il passaggio diretto a Conad.

"Per quanto riguarda la Regione Sicilia, hanno fatto parte dell’acquisizione anche i 5 ipermercati di Palermo, Misterbianco, Porta di Catania e Melilli, che non erano stati ceduti da Auchan al Gruppo Arena con altri punti di vendita della regione. Il Piano Industriale messo a punto da Conad ha, tra i suoi elementi qualificanti e strategici, quello della valorizzazione dell’intera rete commerciale Auchan e Sma, da integrare in via prevalente nella rete commerciale di Conad o in altre reti di partnership commerciali, con tempi e modalità ai quali si sta lavorando. Il trasferimento dei primi 109 punti di vendita dalla rete Auchan a quella Conad (oggetto d’informativa all’incontro del 4 settembre scorso), rappresenta, quindi, solo la “prima tappa” di questo progetto di valorizzazione, a cui seguiranno le altre tappe. Di questo progetto di valorizzazione fanno parte anche i 5 ipermercati della Sicilia".

L’integrazione non è un affare da poco e, per questo motivo, per ogni singolo punto di vendita Conad si sta muovendo di concerto con le parti sociali per valorizzare al meglio non solo il ruolo dei negozi, ma quello delle persone che ci lavorano.

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