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Tesco investirà in un anno oltre 100 milioni di sterline in tecnologie verdi

Tesco spenderà in un anno 100 milioni di sterline (circa 114 milioni di euro) in tecnologie verdi presso aziende UK, sostenendo l'economia britannica e contribuendo a creare centinaia di posti di lavoro.
Molti dei supplier che hanno iniziato a lavorare con Tesco in Gran Bretagna sono diventati veri e propri “consiglieri” sulle tecnologie verdi per il business del retailer inglese anche a livello internazionale. I prodotti comprendono punti di ricarica per auto elettriche, impianti di refrigerazione, di cogenerazione e centrali elettriche per la generazione di elettricità “verde”.


Supermercato zero carbon


La notizia è stata diffusa in occasione dell'apertura a Ramsey, nel Cambridgeshire,
del primo supermercato zero carbon al mondo. Tesco ha iniziato a sviluppare store a bassa impronta di carbonio sin dal 2005 e il punto di vendita di Ramsey rappresenta l'ultima realizzazione in ordine di tempo.
Il pdv è stato costruito utilizzando legno sostenibile e un impianto combinato elettrico e di riscaldamento alimentato con biocarburanti da fonti rinnovabili.


Illuminazione led e riciclo acqua piovana


L'illuminazione del punto di vendita si affievolisce all'aumentare della luce naturale del giorno, lasciata filtrare da lucernari posti sul soffitto. Nel parcheggio e nel distributore di benzina viene utilizzata l'illuminazione a led, che impiega una quantità minore di energia ed ha una durata più lunga rispetto alle normali lampadine. Un sistema posto sul tetto consente di raccogliere l'acqua piovana e di riutilizzarla nelle toilette e per il lavaggio auto.
“La sfida posta dai cambiamenti climatici può essere fronteggiata solo con un'azione collettiva -spiega Sir Terry Leahy, ceo di Tesco-. Intendiamo ridurre la nostra carbon footprint e vogliamo aiutare fornitori e clienti a fare lo stesso. Il nostro obiettivo è quello di diventare una company a zero carbon business entro il 2050”.

Il nuovo direttore estero di Conserve Italia è Cesare Concilio

Napoletano, 48 anni, laureato in Economia e Commercio, Cesare Concilio è il nuovo direttore commerciale estero di Conserve Italia.
Dal 1990 al 2010 Concilio ha operato presso La Doria di Angri (Salerno), prima, fino al 1998, come export manager e poi dal 1999 al 2010 come direttore commerciale estero.
L'obiettivo è di rafforzare i brand aziendali (in particolare Cirio e Yoga) e sviluppare le marche private sui mercati stranieri.
Conserve Italia è già presente in 92 paesi, dove nell'ultimo esercizio ha commercializzato 55 milioni di confezioni e ha sviluppato un fatturato di 80 milioni di euro.

Idea Natura, da bancarella a farmers store

I Gs di Gruppo Luciani consegnano a domicilio in modo sostenibile

Un progetto pilota, unico, che dimostra la sempre maggiore attenzione verso la sostenibilità ambientale nel punto vendita. Così si inquadra la nuova iniziativa del Gruppo Luciani nel supermercato GS di Via Tevere a Roma di effettuare il servizio di consegna a domicilio, utilizzando veicoli elettrici ricaricati anche a energia solare, tramite pannelli fotovoltaici (con una potenza di 3 KWp) installati presso la copertura del supermercato.

L'azienda, storica partner di Carrefour a Roma, conferma così la propria vocazione innovativa, che l'ha vista già lavorare su concept e assortimento per definire pdv innovativi e attenti all'ambiente, con shopper biodegradabili, cestelli spesa in materiale riciclato e soluzioni architettoniche volte a sfruttare la luce naturale per illuminare i punti di vendita.

Le caratteristiche operative
Il servizio, attivabile direttamente nel supermercato, si svolge dalle 10 alle 21 durante la settimana, e fino alle ore 16 il sabato.
Coprirà un raggio di 3 km e avrà un costo di 3 euro, valido per tutti, ad eccezione di portatori di handicap e disabili, che potranno usufruirne gratuitamente.

L'iniziativa avrà una fase di test di circa 3/6 mesi. Successivamente verranno valutati tempi e modalità di estensione anche ad altri store del Gruppo.

Levoni nomina Zunino direttore generale e Ad

Il Cda di Levoni -sotto la presidenza di Nicola Levoni e la vicepresidenza di Paolo Levoni- ha nominato Gianstefano Zunino a direttore generale e amministratore delegato.

Zunino, 53 anni, genovese, affiancherà la famiglia nella gestione manageriale dell'azienda -che dal 1911 produce salumi di qualità- nell'ottica di una visione più globale del business sia in Italia sia nel resto del mondo.

Il gruppo Levoni, con sede centrale a Castellucchio (Mantova) e altre quattro unità produttive distribuite tra Lombardia, Friuli V. Giulia ed Emilia Romagna, ha chiuso il 2009 con un fatturato di oltre 200 milioni di euro.

Il Cibus 2010 avrà uno spazio dedicato alla gd europea

La 15° edizione di Cibus, il Salone internazionale dell'alimentazione, si terrà a Parma da lunedì 10 a giovedì 13 maggio 2010. Oltre alla consueta significativa presenza delle aziende di produzione industriale dell'agro-alimentare, quest'anno c'è da registrare per la prima volta la presenza dei buyers della grande distribuzione italiana ed un'importante rappresentanza di quella europea ed internazionale.

Per dare uno specifico risalto alla nuova iniziativa è stata organizzata un'area espositiva apposita per le catene distributive estere. Il focus espositivo sarà sulle loro linee a marca privata di fascia premium, linee per le quali incontreranno le aziende italiane allo scopo di implementarle con i prodotti Made in Italy. In proposito i retailers esteri terranno appositi seminari sulle loro esperienze nelle scelte dell'assortimento.
Vi sarà anche un premio Cibus International Export Awards che sarà attribuito alle insegne che, per categoria, hanno meglio saputo valorizzare la produzione italiana e alle aziende di produzione che si sono particolarmente distinte sul mercato retail estero.

“La crescente attenzione ai mercati esteri - spiega Elda Ghiretti, Cibus manager - sarà il carattere distintivo di questa edizione per la quale sono stati ulteriormente incrementati i già significativi investimenti sull'incoming. Grazie alla proficua collaborazione con l'Ice, il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Emilia Romagna, avremo una maggiore partecipazione dei rappresentanti dei Paesi esteri: Francia, Giappone e Cina Sud Orientale come aree focus, Usa e Svizzera come Paesi 'obiettivo', con aree e progetti dedicati, oltre alla tradizionale focalizzazione sui mercati strategici per il Food Made in Italy, come Gran Bretagna, Germania, Russia, Benelux e Paesi Balcanici”.

Numeri della fiera e altre novità
In breve ecco i numeri salienti dell'edizione 2010: la superficie espositiva aumenta dai 120 mila ai 130 mila mq, grazie al nuovo padiglione d'ingresso; previsti 2.500 espositori e 7.000 operatori professionali esteri da 110 Paesi. Da sottolineare l'organizzazione dei voli charter da Parigi da parte di Fiere di Parma in collaborazione con Cariparma - Credit Agricole.
 Tra le novità di maggiore rilievo, la Piazza dei prodotti Dop e Igp, che vedrà per la prima volta esposti i principali prodotti Dop e Igp italiani insieme ai Dop europei (realizzata in collaborazione con Aicig, l'Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche), Cibus in CittàLa sicurezza alimentare nell'era di Efsa e Pianeta Nutrizione.
 

Consumi cresciuti dell’1% a dicembre. Ma preoccupa la disoccupazione

Pur se molto lentamente, i consumi iniziano a dare segnali di ripresa. In termini tendenziali, infatti, secondo le stime di Confcommercio, sarebbero cresciuti dell'1% confermando il graduale miglioramento dei consumi delle famiglie, iniziato a partire dal secondo trimestre dell'anno. Ma, come sottolinea la confederazione, risultano però ancora inferiori ai livelli della prima parte del 2008.
Al netto della componente relativa alle autovetture vendute a privati (settore sostenuto da incentivi), però, la tendenza al recupero è ancora più contenuta, con livelli di spesa inferiori a quelli di inizio anno, e spostata di circa un trimestre in avanti: è quanto segnala l'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) a dicembre 2009.

Clima di fiducia imprenditori e lavoratori
Il quadro economico generale continua, peraltro, a essere caratterizzato da alcuni elementi di incertezza, legati alle dinamiche del mercato del lavoro. Le preoccupazioni relative al permanere di un contesto occupazionale difficile, infatti, si riflettono anche sul clima di fiducia delle famiglie rilevato dall'Isae che ha mostrato, a gennaio 2010, un contenuto arretramento. Nello stesso mese il sentiment degli imprenditori, in linea con il recupero dell'attività produttiva, ha mostrato un modesto miglioramento.
Tra gli elementi che confermano come ll'Italia stia uscendo dalla recessione in misura graduale e senza un particolare slancio vi sono i risultati dell'indagine rapida di Confindustria che segnala, a gennaio 2010, un incremento della produzione industriale rispetto al mese precedente dello 0,9% (+0,2% a dicembre). Tendenza che dovrebbe proseguire, sia pure a ritmi non particolarmente elevati, anche nei prossimi mesi.

Si cresce con il Superenalotto
Il miglioramento mostrato a dicembre dall'ICC, rispetto all'analogo mese del 2008, riflette un incremento dei volumi acquistati dalle famiglie sia per i beni sia per i servizi.
I prezzi dei beni e servizi che compongono l'ICC hanno evidenziato, anche a dicembre 2009, una modesta crescita (+0,4%). Il dato evidenzia, oltre agli effetti statistici derivanti dal confronto con un periodo di forte decelerazione dell'inflazione, anche la progressiva tendenza all'aumento dei prezzi dei servizi cui si è associata una moderata crescita della componente relativa ai beni.
La domanda per beni e servizi ricreativi ha registrato, rispetto a dicembre del 2008, una diminuzione dell'1,2%. Un'analoga variazione si è registrata nel complesso del 2009. All'interno di questo aggregato, la componente più espansiva continua a essere rappresentata dalla spesa sostenuta dalle famiglie per i concorsi a pronostico.

Meglio trasporti e servizi
La domanda per i servizi di ristorazione e d'alloggio ha evidenziato, a dicembre, una flessione dello 0,8% rispetto all'analogo mese dello scorso anno. Il dato si inserisce in un contesto che ha visto fortemente penalizzati questi consumi in tutto il corso del 2009, anno nel quale si è registrata una flessione del 2%.
Anche a dicembre 2009 la componente più dinamica della domanda delle famiglie è stata quella relativa ai beni e servizi per la mobilità, con un incremento, rispetto allo scorso anno, del 12,8%. Nel complesso dell'anno, per questa voce, si registra una crescita del 2,8% (-9,4% nel 2008). Il miglioramento è derivato essenzialmente dall'accresciuta domanda per autovetture a cui si è associato negli ultimi mesi un incremento della spesa per i trasporti aerei ed i motocicli.
Il dato di dicembre 2009 evidenzia un contenuto miglioramento della domanda di beni e servizi per le comunicazioni e per l'ICT domestico (+1,4% tendenziale), dinamica dovuta essenzialmente all'incremento dei volumi acquistati dalle famiglie per i beni considerati nell'aggregato, mentre per i servizi permane una tendenza al ridimensionamento.

In calo gli alimentari
La domanda per beni e servizi per la cura della persona ha mostrato a dicembre una crescita in volume dell'1,3% rispetto all'analogo mese del 2008. Il dato continua a riflettere essenzialmente l'aumento degli acquisti per i prodotti e gli articoli farmaceutici.
Gli acquisti di articoli d'abbigliamento e calzature hanno registrato un'ulteriore tendenza alla riduzione (-1,6%). Nella media del 2009 si è riscontrata una diminuzione dei volumi acquistati del 2,8%, valore analogo a quello del 2008, confermando lo stato forte difficoltà del settore.
La domanda in quantità di beni e servizi per la casa ha fatto segnare, per il terzo mese consecutivo, una tendenza all'aumento (+1,3% rispetto a dicembre 2008). Il miglioramento degli ultimi mesi è imputabile, in misura esclusiva, alla componente relativa agli elettrodomestici e tv sulla cui domanda sta incidendo il progressivo passaggio al digitale terrestre.
Infine, per quanto concerne la domanda delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, la stima per dicembre 2009 segnala una contrazione dello 0,9% dei volumi acquistati.

Casa, dolce casa: sala, bagno e altri spazi competitivi

La natura dei nostri tempi, la modernità liquida, è segnata dal codice dell'innovazione e Gdoweek ne ha indicato di recente vari esempi a proposito di neodiscount (vedi Gdoweek 471, 2/3-2009, pag. 14-22). La stessa logica è in azione nella casa.

Certo, non è una scoperta, visto che già da tempo qualche insegna individuato nella casa un motivo di differenziazione.
Alcuni esempi:

    • Zara Home
    • Finiper con Cà Iper e Progetto Iper
    • UniEuro
    • Leroy Merlin
    • Ikea,

Despecializzati:
focus su esposizione e shop-in-shop

In questa ricerca di nuove soluzioni, gli ipermercati sono impegnati:

- sul fronte del miglioramento dell'esposizione e di una proposta assortimentale definita per stili e colori. Esempio: il reparto casalinghi dell'Ipercoop del c.c.i Le Maioliche a Faenza (Ra)

- nella definizione di shop-in-shop dedicati all'arredamento, con un tipico taglio low cost.
Esempio: l'area test E.Leclerc Casa Mia di Conad Adriatico a Manfredonia (Fg)

Department store: design e stand alone

Da parte loro, insegne come Rinascente, Coin e Upim stanno lavorando a nuove formule, partendo da presupposti diversi.

  • Rinascente: il gruppo guidato da Vittorio Radice prosegue anche nella casa l'esplorazione di proposte fashion a prezzi accessibili, con il design come leva di differenziazione. Il 23 luglio apre il Supermarket del Design, al piano meno 1 dello store di piazza Duomo a Milano.
  • Coin ha imboccato con più vigore la strada di realizzare reti propri "tratte" dai propri reparti; dopo test all'estero, sta iniziando lo sviluppo di Coin Casa anche in Italia.
  • Upim sta ancora definendo il progetto, preferendo differenziare l'offerta interna giocando su due marchi, Upim e Croff, entrambi candidati al ruolo di insegna.

Gli specialisti
Anche un brand specializzato come Zucchi (Gruppo Zucchi) sta rinnovando la propria rete con Zucchi Home.

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Allegati

Casa, dolce casa: sala, bagno e altri spazi competitivi
cover story | Gdoweek 488 | 29 giugno 2009 |

Crai crea un nuovo agglomerato cooperativo per il centro-sud

La sede di Crai Tirreno spa è a Santa Palomba, frazione di Pomezia, in provincia di Roma. Il presidente è  Gian Giacomo Ibba (già Pesidente della F.lli Ibba srl, del Consorzio Crai Sardegna e della Cooperativa Crai) e conta fra i consiglieri Antonio Carpino (vice presidente), in rappresentanza di Pilato, Oriano Filippi, presidente di Nealco e del Consorzio Crai Adria Nord e Gianfranco Scola, direttore generale di Ama Crai Est.

Questa sinergia di gruppo fra diversi soci, appartenenti ai Poli del territorio nazionale di Crai, sottende la volontà  di mettere a frutto tutte le reciproche esperienze, ponendole al servizio di tutti quei punti vendita, che più rispondono ai canoni dello stile “genuinamente italiano” tipico di Crai, fatto di qualità dei prodotti e di approccio familiare verso la clientela.

Strategia
Crai Tirreno nasce dalle ceneri di un'altra società, Crai La Capitale, fondata nel 2001 dal presidente Crai Italia Sandro Fedeli e posta in liquidazione a fine luglio 2009. Attiva sullo stesso bacino geografico, con espansione in direzione di Lazio, Abruzzi e Umbria, la nuova società è operativa da ottobre/novembre e ha una strategia focalizzata sul franchising e sul vicinato.

Logistica
In virtù dell'alleanza strategica  fra Crai e Sma, in essere dal 2008, la nuova società sarà servita dalle  strutture logistiche utilizzate da Sma: per il secco, il Centro di Distribuzione Sma di Fiumicino, per il fresco e il freschissimo, la piattaforma di Ardea.

Crai in breve
Crai possiede una rete di oltre 2.500 pdv di 250-700 mq (supermercati, superette, piccoli negozi, cash&carry, mercatini in aree di ristoro autostradali e negozi specialistici) ed è basata sul modello federale che vede 11 poli del territorio nazionale, con 19 cedi, organizzati con consorzi, soci e affiliati. All'estero è presente in Svizzera e Malta.

Eataly: coming soon in New York

Aprirà a luglio sulla Quinta Strada -all'incrocio tra la 23ma e la 24ma-, nei pressi di Madison Square Garden, il secondo pdv estero di Eataly Distribuzione, che dopo aver conquistato il pubblico gourmet di Tokio si appresta ora a sbarcare nella Grande Mela.

Organizzato su una superficie di 6.000 mq, il pdv newyorkese replicherà la formula integrata -ristorazione, mercato e formazione- messa a punto per il flagship torinese.

L'assortimento sarà composto prevalentemente da prodotti tipici, freschi e conservati, d'importazione dall'Italia, ma è previsto anche l'inserimento di una quota di specialità made in Usa, che verranno selezionate dal retailer con la supervisione di Slow Food.

Il progetto è stato realizzato in partnership con B&B Hospitality Group, la società cui fanno capo i ristoranti Bastianich e Batal, specializzati in italian food.

Mario Perego, è il direttore risorse umane del Gruppo Heineken Italia

Mario Perego, nato a Monza 41 anni fa, ha assunto la carica di direttore risorse umane del Gruppo
Heineken Italia
.

Parallelamente a ciò, con la propria struttura dedicata, si occuperà della gestione delle relazioni industriali con tutti i soggetti esterni preposti (dalle rappresentanze sindacali alle istituzioni) sia a livello nazionale che territoriale.

Nel suo nuovo incarico Mario Perego risponderà direttamente all'amministratore delegato del Gruppo in Italia Edwin Bottermann.

Il percorso professionale di Mario Perego si è svolto prevalentemente in Heineken, a partire dal suo ingresso nel Gruppo nel 1996 fino al 2007 in qualità di manager responsabile delle relazioni industriali del Gruppo in Italia.
Dal 2008 al 2009, in Lindt & Sprungli, ha coperto la funzione di direttore risorse umane.

Godiva store, effetto fantasy chic a Tokyo

Barbie House: la casa delle bambole firmata Mattel

A Wincor World 2010 in evidenza il Cash Cycle Management

Nella conferenza di esordio di Wincor World 2010 a Paderborn in Germania, con la presenza di Eckard Heidloff, presidente e ceo Wincor Nixdorf AG Germany, è stato rivelato che, a livello mondiale, le transazioni svolte in moneta sono ancora il 90%. Il valore già di per sé è soprendentemente elevato, ma quello che è del tutto inatteso è la valorizzazione del conseguente spreco, dovuto al tempo impiegato e a errori di conteggio manuale, ripetibili ad ogni passaggio. Il totale sembra ammontare a 300 Mld di dollari, di cui 12 miliardi in Germania e 10 in Italia. 
Partendo da tale evidenza, Wincor Nixdorf ha investito negli ultimi anni al fine di strutturare un
approccio combinato di tecnologie innovative, redesign e automazione dei processi, volte a
incrementarne significativamente i profili di efficienza, trasparenza e sicurezza del Cash Cycle
Management. Interessante la dimostrazione in fiera del sistema con supporto video con tanto di mappe geografiche e stradali, capace, in ogni momento, di restituire la posizione del danaro. Il tutto basato su una cassetta, brevettata di Wincor Nixdorf, capace di comunicazione interattiva con il sistema centrale, restituendo  con precisione il valore, il numero e tipo di banconote nella singola cassetta e nel furgone portavalori.

Soluzioni retail
Le soluzioni per la grande distribuzione si focalizzano su scenari estremamente innovativi, destinati ad una molteplicità di segmenti del retail: dal mobile shopping al self-checkout e alle casse più tradizionali.
Il pacchetto software, pienamente integrato a livello di pdv e di azienda, è il TP Application Suite. Uno strumento in grado di supportare in tempo reale decisioni operative come la gestione del numero di casse per smaltire le code, l'effetto delle promo sulle vendite (picchi di vendita, time to cash), l'invio mediante mail di un insieme selezionato di clienti, con fidelity card e relativo data base degli acquisti per singolo shopper, cui offrire specifiche promo.
Il tutto con l'ausilio di intuitivi supporti grafici "a barre" e a "tachigrafo" con cui controllare in tempo reale tutti i processi specifici del singolo punto di vendita e conferirli poi a livello di direzione centrale.
In particolare, vista con interesse anche un'applicazione in grado di riconoscere all'ingresso del pdv le persone in entrata distinguendole fra uomini e donne e contandone il numero. Un'applicazione, di cui si intuisce la potenzialità, se la si integra con l'altra applicazione, sempre in dimostrazione, che mediante un laser fornisce nel tempo la posizione degli shopper (precisione del 95%) presso i vari scaffali dello store.

Tecnologie self-service protagoniste di Wincor World 2009

Le soluzioni tecnologiche innovative rappresentano uno strumento formidabile nelle mani dei retailer per competere in una congiuntura economica così difficile. Questo il messaggio di fondo emerso da Wincor World, l'evento annuale che raduna a Paderborn (Germania) clienti e partner di Wincor Nixdorf nei settori retail e banking. “Oggi più che mai, il business dei nostri clienti è caratterizzato da competività sempre più accesa, razionalizzazione, globalizzazione e standardizzazione -ha detto Eckard Heidloff, ceo di Wincor Nixdorf-. Una sfida che può trovare un valido supporto nelle soluzioni IT e self-service innovative”. Un messaggio che il mercato ha dimostrato di saper recepire visto che, nel primo trimestre dell'anno fiscale, le vendite di Wincor Nixdorf sono cresciute del 7% e l'Ebita ha segnato un +8%, in relazione allo stesso periodo dell'anno scorso.

Retail Application Suite

La tre giorni tedesca -alla quale hanno preso parte 40 aziende partner- ha messo in mostra oltre 600 tra soluzioni IT e servizi. Nell'ambito delle soluzioni per il retail, un ruolo da protagonista è stato giocato dalla Retail Application Suite, una piattaforma che completa l'offerta di soluzioni dedicate allo store e abbraccia l'intera gamma Wincor Nixdorf per il checkout. La suite consente di gestire, con un'unica soluzione software, la complessa struttura di un pdv, compresa la gestione di tutti i processi di store, i moduli di controllo e l'ottimizzazione dei processi legati alla vendita. Cash management, automazione delle vendite e dei processi di marketing, outsourcing e checkout automation sono stati gli altri focus della manifestazione, per non parlare del concetto di green IT che ormai pervade in modo trasversale tutte le proposte del gruppo.

Pluralità di format self-service

“Riduzione dei costi a partire dalle store operation e miglioramento dell'esperienza d'acquisto dei clienti sono in questo momento i principali driver di attenzione per i retailer -spiega Fausto Caprini, Amministratore Delegato di Wincor Nixdorf Retail Consulting-. Un approccio globale che deve portare a ripensare processi e pdv per mettere al centro il cliente. Noi non puntiamo su un unico format di self-service ma su una pluralità di format e concept per aiutare i retailer a costruire una shopping experience in relazione alla loro storia e ai loro clienti”. Significativi al riguardo il caso del gruppo Ikea per il quale Wincor Nixdorf ha messo a punto una soluzione di self-checkout personalizzata e l'automated checkout, una postazione di cassa composta da un nastro trasportatore che fa transitare i prodotti attraverso un tunnel di lettura che scansisce automaticamente i bar code.

Sainsbury’s rilancia la Pl “Be good to Yourself”

I nuovi prodotti della linea Be Good to yourself, che saranno presentati durante il periodo compreso fra fine gennaio e marzo p.v., includono novità nelle categorie come ready meal, snack, panetteria e dessert freddi: ricette come thai green curry, gamberi primavera, sticky toffee pudding, panna cotta con lamponi e tiramisu.
Secondo Sainsbury's questo rilancio avrà un duplice vantaggio: ai consumatori viene offerta l'opportunità di provare ricette, in termini di gusto, ancora più saporite, mentre dal lato sociale si rafforza la politica di sostenibilità, perché i nuovi pack consentiranno di risparmiare 39,5 tonnellate di materiale all'anno.
Anche verso l'aspetto nutrizionale verà posta maggiore attenzione in modo che i prodotti abbiano il 30% in meno delle equivalenti referenze realizzate in modo standard e che comunque non superino il 3% come contenuto di grassi.
L'ultimo intervento su questa linea ha avuto luogo nel 2006.

Solidarietà alle casse con la charity card Emergenza Haiti

“Haiti ha bisogno di cibo, acqua potabile, assistenza sanitaria. L'importo di questa charity card sarà devoluto al lavoro delle Ong di Agire Onlus, che lo trasformeranno in aiuti concreti per centinaia di migliaia di persone”. Questo il testo che appare sul retro della carta prepagata del valore di 5 euro in lancio oggi presso numerosi pdv della gdo in Italia.
Messa a punto da Agire, l'agenzia italiana per la risposta alle emergenze, in collaborazione con Epipoli, leader di mercato nella distribuzione delle gift card, e Aragorn, agenzia di comunicazione specializzata nel settore non profit - la charity card Emergenza Haiti rappresenta uno strumento concreto per permettere a tutti di dare il proprio contributo alle popolazioni colpite dal terremoto in maniera semplice ed efficace.

Le aziende della gdo che hanno già aderito all'iniziativa sono: Aspiag
Despar, Auchan, Cadoro, Conforama, Consorzio Europa Sigma, Esselunga,
SGM Marco Polo Expert, Gigante, Iper La Grande I, Ipercarni, Nuova
Distribuzione Superdì, Supermedia Trony, Tigros, Unieuro
.
L'elenco completo dei negozi aderenti all'iniziativa è consultabile sui siti www.agire.it e www.mygiftcard.it.

Un meccanismo supercollaudato
Come avviene per tutte le gift card (telefonia, viaggi, musica ecc), basterà presentare alla cassa una o più charity card Emergenza Haiti -reperibili alle casse in appositi espositori- per effettuare la donazione desiderata a sostegno dei progetti di emergenza delle Ong aderenti ad Agire  (Actionaid, Cesvi, Cisp, Coopi, Gvc, Intersos, Save the Children, Terre des Hommes e Vis) già operative ad Haiti.
A conferma dell'avvenuto versamento, sullo scontrino di acquisto sarà stampato un codice PIN. Qualora il donatore desideri ricevere anche l'attestato di donazione, sarà sufficiente inserire il PIN nella sezione “Attiva la tua gift card” del sito www.mygiftcard.it e seguire le istruzioni.

MDD Expo & DPH Expo: le private label alla ribalta internazionale

Dal 30 al 31 marzo a Parigi le due grandi rassegne tematiche sulla marca privata food e non food, sempre più business-oriented.

In evidenza nelle agende di tutti i buyer della gdo, dei grossisti, degli operatori dell’ho.re.ca. MDD Expo e DPH Expo sono due primarie manifestazioni fieristiche internazionali dedicate alle private label dei settori alimentare e non alimentare, che ogni anno richiamano 7mila visitatori alla ricerca di nuovi prodotti per i mercati in cui operano. Riconfermandosi veri e propri punti di riferimento per la business community del comparto. La prossima edizione del doppio salone si svolgerà il 30 e 31 marzo 2010 nella Hall 3 del parco d’esposizione Porte de Versailles di Parigi.
A due mesi dall’evento, il listing -ormai quasi al completo- evidenzia un buon equilibrio fra grandi e medie aziende: essere inseriti fra i 700 espositori di MDD Expo / DPH Expo significa far parte di un progetto che si sviluppa nel corso dell’intero anno attraverso conferenze, giornate di sourcing e incontri a tema.
Con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il taglio business della fiera, accanto alla presenza delle centrali d’acquisto sono previsti incontri d’affari faccia-a-faccia fra gli espositori ed i rappresentanti europei dei gruppi della gdo. Tra le novità dell’anno, si segnalano i percorsi tematici incentrati sugli alimenti biologici e sulle specialità regionali, che si aggiungeranno al già sperimentato “percorso delle innovazioni”. Presso le insegne della distribuzione moderna, infatti, si rileva un’evidente tendenza verso l’incremento dell’assortimento di referenze bio con marca privata. Un’altra componente strategica dell’offerta è la progressiva estensione della gamma di prodotti territoriali, che per i retailer rappresentano un’interessante fonte di diversificazione; inoltre, questi articoli con forte connotazione locale rispondono alle aspettative dei sempre più consistenti target di consumatori desiderosi di un ritorno alle radici, cioè alla natura ed alla tradizione alimentare regionale.

Per informazioni MDD
Per informazioni DBH

Aldi chiude la sua agenzia viaggi on line in Uk

Aldi dichiara che la propria offerta in ambito viaggi on line, fino ad ora resa attraverso il sito www.alditravel.co.uk, deve essere rivista alla luce del fatto che il mercato inglese è diventato estremamente competitivo e il trend si rafforzerà nel breve periodo.
L'azienda non è in grado di dire se e quando riaprirà il servizio.

Nello stesso tempo a indicare che la chiusura non è un segnale di sfiducia verso l'ecommerce Aldi ha rilanciato il servizio di consegna a domicilio mediante il sito www.aldiflowers.co.uk aggiungendo nuova offerta in termini di assortimento bouquet in fascia premium.

Per Système U il 2009 è uno dei migliori anni della sua storia

Il gruppo Systeme U, nel 2009 è cresciuto di 147mila metri quadri corrispondenti a 38 nuovi store e ha raggiunto i 14,5 miliardi di euro di fatturato con una crescita del 3,3% escluse le vendite di benzina. Sempre secondo il presidente Serge Papin, il risultato è anche dovuto al successo della Pl Bien Vu, che, in termini qualitativi, è riuscita a far salire il suo posizionamento.

Previsioni 2010
Nel 2010 si conta di continuare nel trend di crescita grazie agli investimenti fatti nella logistica. Nel contempo Systeme U investirà di meno nell'adv e promotion, cercando di standardizzare l'offerta a livello nazionale e puntando nel contempo a ottenere un trattamento di maggior favore da parte dei fornitori, grazie a una posizione più forte sul mercato.
La rete sarà ampliata di 15mila metri quadri corrispondenti a 30 nuovi Super U supermarket, 118 Utile e 81 U Express convenience store, cpntinua infatti il processo si espansione nella copertura del territorio francese che attualemente è del 50%, mentre si vuole arrivare alla copertura totale.

Future store
Infine, per quanto riguarda l'e-commerce, si rileva che i pdv più performanti ricavano fino al 5% del loro fatturato dal servizio CourseU di vendita online e si conta di passare dai 250 pdv che lo offrono agli oltre 400. Anzi, la strategia dell'azienda è di puntare verso un "future store", da crearsi nel 2011, che cercherà di combinare il tradizionale approccio retail con un efficiente servizio di ritiro spesa da parte dei clienti e-commerce.

Gdoweek incontra Stefano Beraldo

Emmi distribuisce i prodotti caseari di Venchiaredo

In occasione della fiera Marca a Bologna, a cui Emmi Italia ha partecipato per il 4° anno consecutivo con il brand Trentinalatte, è stato annunciato l'accordo con il quale si affida a Emmi Italia la commercializzazione dei prodotti della friulana Venchiaredo, comprese le private label. La collaborazione permette ad Emmi di ampliare la propria offerta casearia, anche a livello internazionale, dalle specialità svizzere a quelle proprie della tradizione italiana come lo stracchino e la mozzarella. Venchiaredo da parte sua potrà invece concentrare maggiormente le proprie risorse alla produzione ed al continuo miglioramento della qualità dei propri prodotti.
Gilberto Cappellin, amministratore delegato di Emmi Italia, che gestisce e coordina anche i marchi Tigre e Trentinalatte, ha così commentato: “L'accordo commerciale con Venchiaredo si iscrive nella strategia di continua crescita del gruppo Emmi in Italia, aprendo oggi importanti prospettive nel mercato dei formaggi freschi grazie ad un'ulteriore ampliamento del nostro portafoglio prodotti”.
Per Giancarlo Piozzi, direttore commerciale di Venchiaredo si potrà "far crescere il fatturato attraverso una rete vendita organizzata ed inserita presso tutti i mercati nazionali ed internazionali, dedicandoci alla qualità dei prodotti".

Divorzio definitivo Gruppo Sisa e Consorzio Europa

Dopo il solito tam tam di voci, è ormai definitiva la fine del rapporto tra Consorzio Europa Cedi Sisa Nord Ovest e il Gruppo Sisa guidato da Sergio Cassingena.

Lo scioglimento è stato deciso di comune accordo, in seguita a una diversità di visioni strategiche in seguito all'alleanza che, a novembre, è stata siglata tra Sisa e Unes (Finiper).

Macfrut, cadono i consumi di ortofrutta

Da chi opera nella filiera ortofrutticola italiana il 2009 sarà ricordato come un anno nero. Le famiglie italiane nel mese di ottobre 2009 hanno acquistato il 4,5% di ortaggi in meno rispetto ad ottobre 2008 e il 7,8% in meno di frutta fresca . Mentre il
nostro export della sola frutta fresca, nei primi 9 mesi del 2009, pur con un
+1,7% in quantità, fa registrare un clamoroso -21,4% in valore.  Una caduta dei prezzi necessaria per arginare in qualche modo la concorrenza della Spagna e dei Paesi che dall'Africa si affacciano sul Mediterraneo.

Il prossimo Macfrut
Sono dati resi noti dall'Osservatorio Macfrut, la manifestazione fieristica del settore più importante  nell'area mediterranea, che quest'anno si terrà nel quartiere espositivo di Cesena dal 6 all'8 ottobre. Già fervono i lavori di preparazione; Macfrut ha ormai da qualche anno preso decisamente la via dell’internazionalizzazione e intende proseguire su questa strada, al punto che per quest'anno è previsto l’arrivo a Cesena di un maggior numero di aziende estere, ampliando così le opportunità di incontro e di business.
Un particolare focus, anticipano gli organizzatori, verrà riservato al Mediterraneo ed anche sui paesi dell’Africa sub-sahariana, considerati una nuova frontiera per l’orto-frutticoltura italiana.

McDonald’s lancia il menu McItaly

I prodotti tipici italiani entrano con forza nell'offerta del leader mondiale del fast food, che da tempo ha scelto la strada del posizionamento glocal.
Da oggi è disponibile in tutti i ristoranti McDonald's in Italia la nuova linea McItaly, un menu tutto all'insegna dell'eccellenza del made in Italy agroalimentare.
A fronte dei risultati ottenuti sulla rete nazionale (392 ristoranti
tra diretti e in franchising), il progetto prevede l'esportazione del
menu McItaly anche all'estero.

Contatti diretti tra insegna e fornitori
La nuova linea prevede l'uso di carne nazionale, olio extra vergine e prodotti certificati. Tra le proposte, un'insalatona arricchita con Bresaola della Valtellina Igp e Parmigiano Reggiano Dop, ma anche piatti che utilizzano come ingredienti caratterizzanti altri prodotti tipici Dop/Igp -tra questi, il formaggio Asiago e lo speck dell'Alto Adige- e regionali, quali la cipolla rossa di Tropea, pancetta della Val Venosta, grano saraceno, cipolle di Tropea e carciofi romani.
"Abbiamo dato il nostro patrocinio al progetto -ha commentato il ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, presente ieri al lancio dell'iniziativa, presso lo storico ristorante McDonald's di piazza di Spagna a Roma- perché è l'occasione per i contadini italiani per immettere i loro prodotti in un nuovo segmento del mercato. Grazie a questo progetto, si stima che McDonald's utilizzerà 1.000 tonnellate di prodotti agricoli nostrani ogni mese, per una spesa complessiva di 3,5 milioni di euro mensili".

Entertainment hi-tech
L'evento è stato animato dal progetto realizzato da Avanade -società specializzata nella fornitura di servizi tecnologici alle aziende- con Microsoft Surface, la piattaforma che permette di gestire e muovere oggetti virtuali, tramite movimenti delle mani o l'uso di determinati oggetti. Nello specifico, Avanade ha sviluppato le applicazioni Concierge, che permette di visualizzare tutte le mappe dei ristoranti McDonald's sul territorio italiano, una volta identificato il ristorante che si vuole raggiungere, sarà possibile per l'utente visualizzarlo a schermo su una mappa geografica interattiva, e Product Catalog, che consente di selezionare con la modalità “drag and drop”, tutti i prodotti McDonald's presentati su un vassoio virtuale, posizionando anche tag fisici (oggetti plastici che riproducono l'immagine del prodotto).
Il tutto, visualizzando anche i valori nutrizionali e il GDA (Guideline Daily Amounts, ovvero il valore nutrizionale giornaliero) dei prodotti selezionati a seconda se si tratti di un adulto, uomo o donna, o di un bambino. E ancora, su Microsoft Surface sono state caricate foto e video della nuova campagna McDonald's, una rassegna stampa sfogliabile.
Non manca un elemento di entertainment: un puzzle che riproduce la collezione di immagini di McDonald's con il nuovo brand.

DHL Supply Chain ottiene la certificazione AEO

DHL Supply Chain Italia ha raggiunto lo “Status di Operatore Economico Autorizzato (AEO)” che garantisce l'affidabilità della società in tutte le attività disciplinate dalla regolamentazione doganale e in materia di sicurezza.

L'autorità doganale ha concesso a DHL Supply Chain Italia il certificato sulla base dei requisiti e delle condizioni stabiliti dalla Commissione Europea e ha rilasciato alla società il massimo dei riconoscimenti e cioè lo Status Globale (AEOF che certifica le aziende sia in ambito doganale che in relazione alla sicurezza).

Il certificato ottenuto attribuisce un "marchio di qualità" riconosciuto in tutto il territorio comunitario ed anche negli scambi commerciali con i paesi d'oltre oceano, soprattutto con gli Usa, dove gli operatori locali, che sono certificati C-TPAT (Customs- Trade Partnership Against Terrorism), danno priorità ai partner europei certficati AEOF. Tale certificazione consente di beneficiare di procedure semplificate doganali e di controlli in materia di sicurezza agevolati.

Cevico sostiene la crescita con Oracle JD Edwards

Il Gruppo Cevico, uno dei più importanti consorzi vitivinicoli in Italia, ha selezionato Oracle JD Edwards EntepriseOne 9.0 come nuova soluzione ERP per l'intera filiera del consorzio. In particolare, il Gruppo Cevico implementerà la soluzione nella versione appositamente verticalizzata per il settore enologico dai Laboratori di Ricerca e Sviluppo di Oracle.

Nel progetto, il consorzio verrà supportato da Sinfo One, partner di Oracle con profonda esperienza nel settore food & beverage, che metterà a disposizione del cliente anche le proprie specifiche competenze nel settore gdo, con il quale il Gruppo Cevico intrattiene importanti relazioni al fine di distribuire in modo capillare i propri vini su tutto il territorio italiano.
Il Gruppo Cevico è una grande realtà cooperativa della Romagna con collegamenti in altre regioni, nonché uno dei più rilevanti sistemi italiani del vino, le cui origini risalgono a oltre 50 anni fa. Cevico è il centro strategico del sistema e realizza i servizi tecnici e commerciali per l'intera filiera. Le Cantine Sociali che aderiscono ricevono le uve dai produttori associati e procedono alla vinificazione. Una cospicua parte dei vini del gruppo è confezionata presso due importanti centri di imbottigliamento di proprietà del Consorzio.


Sistema informativo unico


Il Gruppo sentiva l'esigenza di dare nuove basi gestionali alle proprie attività produttive e distributive e intendeva dunque dotarsi di un unico sistema informativo integrato per tutto il gruppo. Si è quindi proceduto, a partire dalla primavera del 2009, a un'attenta procedura di selezione del software (che si è conclusa a dicembre) nel corso della quale sono state valutate diverse soluzioni locali e internazionali. La scelta è infine caduta su Oracle JD Edwards EnterpriseOne, che è risultato il gestionale in grado di rispondere al meglio alle necessità di ciascun soggetto del consorzio, a partire dalle cantine.


Le soluzioni verticali


In particolare, il Gruppo Cevico ha apprezzato le verticalizzazioni per il settore del vino apportate da Oracle alla soluzione JD Edwards a partire dalla versione 8.12, mettendo a frutto la lunga esperienza accumulata nel mercato vitivinicolo in tutto il mondo. La scelta del Gruppo è stata orientata anche dalle importanti competenze dimostrate da Sinfo One sia sul settore enologico che sulle dinamiche dei rapporti con la gdo. I prodotti Cevico sono infatti distribuiti principalmente tramite questo canale e il gruppo intende dunque fare leva su un sistema gestionale in grado di ottimizzare la gestione delle relazioni commerciali con questo tipo di operatori.

Visa archivia un buon 2009

obbligo Pos

Accelera la diffusione del denaro di plastica. Una conferma arriva dai risultati dell'esercizio 2009 di Visa Europa e Visa Italia. I numeri segnalano una crescita significativa delle transazioni, una diminuzione dell'importo della transazione media (frutto sia della crisi dei consumi ma anche di una maggiore diffusione delle card come borsellino virtuale), una seconda parte dell'anno significativamente migliore della prima, a dimostrazione che la ripresa sta arrivando.

Europa

Nel corso del 2009 in tutta Europa la spesa totale di tutte le carte di pagamento Visa ha
registrato un incremento del 3,7% per un controvalore di 856 miliardi di euro. Il 70% è da attribuire a carte di debito, che sempre più si dimostrano lo strumento di pagamento preferito dai consumatori. Anche il
commercio elettronico ha visto una crescita significativa nel 2009 con un incremento rispetto
all'esercizio precedente del 37,4% e con un picco di 127,5 milioni di transazioni online elaborate
nel periodo natalizio. In totale, il commercio su Internet rappresenta oggi il 20% dei volumi
complessivi Visa in Europa.

Italia

Nel nostro Paese le carte Visa hanno raggiunto quota 25,9 milioni, con una crescita del 5,1% rispetto all'anno precedente. Il volume totale delle somme movimentate dalle carte Visa in Italia ha registrato un incremento del 2,6% per un totale di 43,1 miliardi di euro, mentre i volumi relativi agli acquisti sono stati pari a 36,5 miliardi. Il numero di transazioni presso i terminali Pos si è attestato a 402,7 milioni di operazioni con una crescita del 6% rispetto al 2008. Il mercato italiano si conferma il primo paese in Europa nel segmento delle prepagate, con ben 7,6 milioni di carte in circolazione, che generano una spesa annua di 7 miliardi di euro.
L'Italia è anche il primo mercato europeo per la carta di debito europea V pay, con 2,3 milioni di
carte in circolazione, con una spesa 2009 di 700 milioni e 9,8 milioni di
operazioni effettuate.

Esselunga a Casa.it è amico dell’ambiente

Esselunga sta provvedendo alla sostituzione dei sacchetti utilizzati per le consegne a domicilio delle spese effettuate on line dagli utenti del servizio di e-commerce Esselunga a Casa.it.

I nuovi sacchetti sono realizzati con l'80% di plastica riciclata e garantiscono le stesse caratteristiche di robustezza dei precedenti.
Anche se non si tratta di prodotti rivolti ai consumatori finali, bensì di packaging utilizzato a scopo prettamente logistico, l'iniziativa è stata tempestivamente comunicata tramite mail a tutti gli utenti del servizio: una scelta indubbiamente di immagine, ma anche un modo per sensibilizzare i consumatori sulle tematiche ambientali.
A ulteriore testimonianza dell'attenzione del servizio nei confronti dell'ambiente, nella comunicazione l'insegna ricorda anche che le consegne vengono effettuate con furgoni Euro4 dotati di Fap (filtro anti particolato) o a metano.

Gruppo Abate acquisisce l’ipermercato Carrefour di Catania

Le voci si rincorrevano da qualche tempo, senza conferma, ma, già dalla scorsa settimana, l'ipermercato ha cominciato operazioni di dismissioni e prodotti: oggi arriva, definitiva, la notizia che l'insegna Carrefour sparirà anche dalla Sicilia, sostituita, già a partire da febbraio dalla firma IperFamila, insegna del gruppo Selex utilizzata per gli store di metratura superiore a 3.500 mq.
Per il gruppo Abate, già proprietario del c.c.i Etnapolis (oltre 120 attività commerciali suddivise su due piani tra cui Leroy Merlin, Emmelunga, Expert, Media World, OVS, Zara, il Warner Village con 12 sale cinematografiche e un'ampia zona di ristorazione), l'acquisizione dell'ipermercato, la cui superficie è di circa 18.000 mq, fa salire a 55.000 mq la superficie commerciale totale gestita dal gruppo, con una rete di più di 80 store tra affiliati e di proprietà.
Gruppo Abate, impresa famigliare attiva in Sicilia da cinquant'anni dove, prima di entrare in Selex nel 2007, operava con le insegne Abate Superstore, Alis e Alider, ha registrato un giro d'affari di oltre 300 milioni di euro. Inoltre, Gruppo Abate è presente anche nel Consorzio Sicilia discount, di cui detiene il 25%, e nella Palermo discount, un network di 150 discount in Sicilia e in Calabria nato dalla fusione di Ergon di Ragusa, Cigap di Messina e la Alioto di Palermo) e di cui Abate detiene il 25%. Di recente, il gruppo ha aggiunto una nuova partecipazione industriale nella Salumi Santangelo, che produce il salame dei Nebrodi.

Performance positive per Darty Italia

Flat tv, multimedia –soprattutto nell’It notebook e netbook-, ped, oltre ad accessori e prodotti correlati: sono questi i comparti che hanno permesso a Darty Italia di realizzare, da novembre a gennaio, una crescita del fatturato di oltre il 25%, che, a parità di rete, si è attestata intorno all’11%.

La forte crescita dell’Italia ha permesso al Gruppo di riferimento –Kesa Electricals- di archiviare un trimestre particolarmente positivo, grazie al contributo, oltre che dell’Italia, di altri paesi come gli altri developing (Turchia e Spagna) e la Francia.

Oltre che con Darty, presente in Francia, Italia, Lussemburgo e Tuchia, Kesa Electrical è attiva con altre insegne quali Comet nel Regno Unito, BCC nei Paesi Bassi, Vanden Borre in Belgio, Datart nella Repubblcia Ceca e in Slovacchia e Menaje Del Hogar in Spagna e
Portogallo, per un totale di 714 store.

L'obiettivo di Kesa è quello di svilupparsi in tutta Europa attraverso il brand leader Darty.

Il packaging di Sealed Air è certificato BRC IoP

Sealed Air Corporation, attiva a livello mondiale nel confezionamento alimentare, ha scelto la strada della certificazione BRC Global Standard for Packaging and Packaging Materials (BRC IoP) -rilasciata da DNV- per riaffermare il proprio impegno per la qualità e sicurezza igienico-sanitaria dei materiali e sistemi di confezionamento, a beneficio dei clienti e degli stessi consumatori finali.

Lo standard internazionale BRC IoP definisce le linee guida e le specifiche tecniche che consentono all’industria del packaging di analizzare e gestire efficacemente i rischi e gli aspetti critici in tutte le fasi della produzione, tenendo sotto controllo processi, prodotti e operazioni del personale.

La certificazione BRC IoP è stata ottenuta da Sealed Air per le attività svolte nel sito produttivo e nell’impianto pilota di Passirana di Rho (MI), e si riferisce, in particolare, alla progettazione, sviluppo e produzione di materiali di confezionamento flessibile in materiale plastico per il settore alimentare e non (sacchi e film termoretraibili, film laminati convenzionali non termoretraibili e completamente coestrusi, vassoi, masterbatches).

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Allegati

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Gdoweek | 25 gennaio 2010 |

Spumador a Marca annuncia novità con gusti inediti

Spumador, azienda attiva nella produzione e nell'imbottigliamento di soft-drink e acque minerali a proprio marchio, a marchio privato e a marchio industriale, in occasione di Marca a Bologna ha presentato novità piuttosto originali che il Gruppo introdurrà a breve con l'intento di ampliare la gamma di offerta.
L’ampliamento tocca due linee: Sanattiva, all’interno del quale sono state inserite due gamme, i Tè speciali da infuso e le bevande Frutta e Fiori. Per i tè da infuso, nel formato da 1 litro, saranno offerti 3 gusti: Tè bianco da infuso, Tè verde da infuso, Tè rosso da infuso. Sempre nel formato da 1 litro, per le nuove bevande Frutta e Fiori nascono, invece, i seguenti 7 gusti: Pompelmo Rosa e Fiori d’Arancio, Arancia Rossa e Biancospino, Pesca, Lime e Ginseng, Ananas e Passiflora, Ace e Melissa. In questo caso la novità sta nell'accoppiamento della frutta con i fiori creando dei gusti finora inediti.

Spumador, nota per la Spuma Nera e la Spuma Bianca, accanto alle acque minerali, Valverde, S.Antonio, S.Carlo Spinone, Fonte S.Andrea, è attiva anche nella categoria bevande piatte e funzionali, destinate sia ai consumatori finali che al B2B.
La produzione avviene nei suoi 5 stabilimenti posti in Piemonte, Lombardia ed Emilia in cui ha fatto di recente importanti investimenti aggiornando le linee produttive (vedi foto). Presso lo
stabilimento di Sant'Andrea Bagni (Pr) nel 2008 è stata avviata la quinta linea di imbottigliamento in asettico che è in grado di produrre fino
a 24mila bottiglie all’ora, in sette differenti formati.

 

Granarolo si concentra e scommette sull’alta qualità del made in Italy

La riorganizzazione attuata nel 2008, con la cessione
di rami d'azienda considerati non più strategici, è
stata decisiva al fine di riportare in equilibrio i conti del
Gruppo Granarolo. Che per poter mantenere la leadership, nel sempre più competitivo mercato del latte
fresco, ed operare con successo negli altri business,
ha deciso di attuare un'ulteriore concentrazione pro-
duttiva, trasferendo nel grande complesso industriale
di Pasturago di Vernate (Mi) le produzioni di latte uht
di Novara e quelle di yogurt di Castel San Pietro (Bo).
Obiettivo: eliminare ogni possibile sovrapposizione
di costo ed investire sullo sviluppo. I due stabilimenti
saranno chiusi entro l'anno, ma “grazie agli investi-
menti, il processo di concentrazione industriale non
comporterà esuberi”, sottolinea il presidente Luciano
Calzolari
, che illustra a Gdoweek le scelte strategiche
che sottendono al nuovo piano industriale.

2009 anno nero per l'economia mondiale: come
ha vissuto la crisi un'azienda che poggia il proprio core business su un prodotto basico qual è
il latte?

Nonostante l'alimentare sia anticiclico, anche noi abbiamo avvertito la flessione dei consumi, non tanto
perché le famiglie abbiano ridimensionato significati-
vamente il consumo di latte, yogurt e formaggi, quanto
perché in molti casi hanno sostituito i prodotti di marca
con quelli a marchio privato o di primo prezzo, oppure
si sono rivolte al discount. Detto questo, non ci aspettiamo che la ripresa ci porti chissà quali benefici come
potrà essere per altri settori e, comunque, per quanto
auspicabile, prima di arrivare a incidere sui consumi
avrà bisogno di tempi lunghi. Anche perché la crisi
ha avuto un grosso impatto sull'occupazione e sarà
molto difficile risarcire i posti di lavoro che sono andati
perduti.

Anche voi avete operato un'importante ristrutturazione: con quali costi e quali benefici?
Abbiamo attuato una profonda riorganizzazione industriale, ponendo come centrale non solo l'efficienza complessiva del sistema produttivo, ma anche la salvaguardia dei livelli di occupazione. Oggi, con l'assetto a 5 stabilimenti abbiamo raggiunto il punto massimo di ottimizzazione conseguibile nell'attuale contesto nazionale. Da qui in poi gli ulteriori obiettivi di efficienza industriale potranno essere perseguiti solo lavorando sui processi interni a ciascun stabilimento, con un'azione congiunta che riguarda gli impianti, le tecnologie e la professionalità degli operatori.

Il riassetto industriale recentemente ultimato comporterà rinunce a livello di copertura geografica, o maggiori costi distributivi?

Assolutamente no, anzi abbiamo raggiunto un assetto più funzionale, e quindi una razionalizzazione dei costi. Proprio sulla logistica abbiamo un bel progetto che partirà dalla prossima primavera, del quale è ancora prematuro parlare.

Insomma, siete pronti ad affrontare il 2010 con un certo ottimismo …

In effetti, i risultati economici oggi ci sono, e come Granarolo possiamo vantare un bilancio solido. Ma come gruppo integrato viviamo due diverse realtà: se da un lato quella industriale si è assestata, quella della filiera dei nostri soci allevatori sta soffrendo terribilmente a causa del crollo dei prezzi registrato nel 2009. Paradossalmente in Italia si continua a importare latte, quando in realtà abbiamo un'eccedenza di produzione interna a causa del blocco dell'export di grana e parmigiano.

Qual è la ricetta di Granarolo per uscire da questa impasse?

Sul latte non possiamo resistere all'impatto delle private label che in pochi anni hanno raggiunto il 25% di quota di mercato. Quindi dobbiamo sostituire le quote di mercato perse nel latte fresco investendo su prodotti a maggior valore aggiunto. Innanzitutto continueremo a puntare sull'alta qualità, un prodotto che ha permesso ai produttori di latte fresco di non appiattirsi nell'area commodity. Oggi, rappresenta il 40% delle nostre vendite latte fresco a volume e ora vogliamo riversarne i plus -di qualità, italianità e affidabilità- nell'area dei prodotti trasformati: yogurt e formaggi freschi. In particolare, nel 2010 investiremo nel settore caseario, potenziando la produzione di mozzarella e stracchino Alta qualità. Abbiamo investito, in termini di risorse umane, anche sulla R&S per poter contare nei prossimi anni su dinamismo e innovazione di prodotto.

E in termini di canalizzazione?

Anche se ci sono alcune aree geografiche in cui possiamo affondare un po' di più, negli ultimi anni abbiamo ottimizzato la copertura del canale moderno, quindi diciamo che la a copertura in gdo è ormai satura. Infatti, ora intendiamo investire soprattutto sul tradizionale e sull'horeca, e in particolare su latterie e gelaterie, per le quali abbiamo allo studio una serie di iniziative ad hoc.

Problemi di marginalità con la gdo?

Diciamo che noi ci siamo attivati da subito per recuperare le efficienze necessarie: un processo che dovrebbe riguardare tutti gli attori della filiera, compresa la gdo. Inoltre, stiamo lavorando sull'ottimizzazione della logistica, ma non possiamo certo permetterci di inseguire chi propone una bottiglia di latte a 80 centesimi. E comunque non è adeguato lavorare solo sul prezzo… soprattutto sull'alimentare e in particolare sui deperibili.

A parte il latte, quali sono le aree che hanno risentito di più e di meno della contrazione dei consumi?

L'area dei prodotti funzionali ha sofferto particolarmente per via del posizionamento di prezzo, ma riteniamo sia comunque un'area strategica sulla quale intendiamo continuare ad investire. Mentre un chiaro segnale di ripresa negli ultimi mesi è arrivato dal latte biologico, soprattutto dalle regioni del Nord Italia. Anche questa è un'area che intendiamo potenziare: siamo l'azienda con la presenza più significativa in questo segmento e vogliamo sfruttare questo plus, anche perché crediamo che la domanda sia destinata a crescere parallelamente alla domanda di sicurezza. Oggi come oggi, stiamo insistendo molto sul tema dell'origine nazionale della nostra materia prima, anche perché i consumatori comprendono l'idea di filiera corta, che per i prodotti freschi è vissuta sempre più come sinonimo di qualità e affidabilità. E visto che non tutti possono vantare questo plus che invece ci contraddistingue, abbiamo deciso di giocarcelo con determinazione.

A proposito di filiera corta, ritiene temibile la concorrenza dei distributori automatici di latte fresco?
Assolutamente no, è un fenomeno già in calo. Dopo l'entusiasmo iniziale, sia gli allevatori sia i consumatori si stanno rendendo conto che quello del latte fresco è un mercato estremamente delicato, fatto di qualità e di servizio. Infatti, ci risulta che a oggi le dismissioni ormai superino le nuove aperture.

In una campagna dell'anno scorso spiegavate quanta energia siete riusciti a risparmiare soltanto alleggerendo il peso delle bottiglie: il vostro impegno nel campo dell'eco-sostenibilità continua?
Certamente. Riduzione imballaggi, ma anche impianti di cogenerazione, monitoraggio aziende agricole, ottimizzazione trasporti sia a monte sia a valle: i prossimi bilanci avranno sempre più questo taglio di concretezza in termini di comportamenti ecostenibili. Ci crediamo perché alla lunga si ottiene un doppio vantaggio: si preserva l'ambiente e si ottimizzano i costi, ma puntiamo più sui fatti che sulle parole, più sui numeri che sugli slogan. Un'azienda di marca “virtuosa” può fare molto in termini di educazione ambientale dei cittadini, ma lo deve fare con serietà, altrimenti si rischia di banalizzare il tutto.

BIOFACH E VIVANESS 2010

Il mondo del biologico si riunirà al comprensorio fieristico di Norimberga in tutta la sua varietà dal 17 al 20 febbraio 2010.

L'ultima edizione del BioFach (Salone Mondiale per Prodotti Biologici) e del Vivaness (la piattaforma internazionale della cosmesi naturale e il wellness) ha visto la presenza di 2.733 espositori e 46.771 visitatori professionali.

Attualmente il bio continua ad affermarsi malgrado la crisi, ciò nonostante il mercato si trova di fronte a numerose sfide e cambiamenti strutturali: il momento più adatto per definire in modo chiaro la propria posizione… a Norimberga.


Continua...

ALIMENTARIA 2010

Durante la prossima edizione, la diciottesima, Alimentaria tornerà a essere la fiera spagnola più importante del settore,  un autentico manifesto a favore dei marchi e della loro qualità. 

Aspetto inedito sarà lo svolgimento di tutte le manifestazioni di Alimentaria all'interno del parco espositivo Gran Vía de Fira de Barcelona.

Alimentaria 2010 concentrerà le proprie attività e tutta l'offerta commerciale nei padiglioni del parco espositivo a disposizione, tenendo in considerazione la “rinnovata richiesta degli espositori e dei visitatori, e assumendo una prospettiva realista adeguata alla congiuntura economica attuale” spiega J. Antonio Valls, direttore del salone e direttore generale aggiunto dell'Organizzazione Alimentaria Exhibitions. 

L'apertura all'estero si dimostra imprescindibile per contrastare gli effetti della crisi economica e per garantire una posizione salda all'industria agroalimentare spagnola, con un mercato interno maturo e consolidato.
E proprio a questo scopo Alimentaria sta portando avanti un piano di promozione ambizioso ed efficace.

Per informazioni

Carrefour entra in India con Pantaloon Retail

Carrefour dovrebbe sbarcare in India dal prossimo marzo, grazie a un accordo di franchising
con la famiglia Kishore Biyani, legata a Pantaloon Retail,
il principale retailer indiano.

Nuovo format Autogrill per Fiere Milano

Nel polo fieristico di Rho Pero (Mi), Autogrill lancia Bistrot Milano, nuovo format di 1.300 mq che si differenzia per il forte legame con la città, a livello sia di ambientazione sia di tradizione gastronomica.

Il Gruppo Carrefour chiude l’anno con una piccola crescita

I dati, calcolati a tasso di cambio costante, indicano che il trimestre è cresciuto dell'1% contro lo 0,9% del valore annuale. Il fatturato consolidato annuale si attesta a 96,2 miliardi di euro mentre quello trimestrale raggiunge i 26 miliardi. La conferma che il dato tendenziale è in recupero viene anche dal confronto con il terzo
trimestre.
Fra le aree considerate G4, Asia, Mercati europei crescenti e America Latina, quest'ultima è l'unica a crescere: 5,4% su base annaule e 4,4% su base trimestrale.

Lars Olofsson Ad del Gruppo Carrefour esprime un commento sulla stessa falsariga di quello di tre mesi fa all'annuncio dei dati del terzo trimestre: "nonostante una situazione molto difficile Carrefour raggiunge l'obiettivo di aumentare le vendite, sia nell'ambito annuale sia in quello trimestrale. La crescita delle quote di mercato, segnatamente in Francia, sono il risultato della buona esecuzione delle nostre iniziative strategiche. La resilienza delle vendite, dovuta all'intensificazione dell'attività commerciale, e combinata con uno sforzo senza precedenti per ridurre i costi, ci consente di centrare gli obiettivi per quest'anno".

Symantec, campagna contro il cyber crimine

Continuare a proteggere gli utenti sia con soluzioni complete ed efficaci, come Norton Internet Security 2010 e Norton Antivirus 2010, ma anche intraprendere azioni di sensibilizzazione sugli effetti che il cyber crimine potrebbe avere sulla vita delle persone.
In quest'ottica nasce la nuova campagna marketing di Symantec “Ogni clic è importante”, basata sul dualismo Accetta/Rifiuta che vuole sottolineare l'importanza di ogni azione compiuta in rete per le conseguenze che potrebbe avere sulla sicurezza non più solo del pc ma della vita stessa degli utenti.
La campagna mondiale prevede il coinvolgimento di 300 punti di vendita dei canali Gdo e Gds in Italia, con attività in store, merchandising e materiale pop dedicati.

Sito dedicato

A supporto dell'iniziativa è stato creato anche il sito internet www.ogniclic.it dove si possono trovare video che spiegano cosa potrebbe succedere navigando in rete senza essere consapevoli dei possibili rischi. Una sezione è dedicata invece al crimine informatico, dove i visitatori possono trovare tutte le informazioni necessarie per comprendere un fenomeno costantemente in crescita. Infine, una vetrina dedicata alle soluzioni Norton 2010 fornisce utili consigli su come la tecnologia giochi un ruolo fondamentale per proteggere l'identità online e difenderci dai cyber criminali.

Un quiz sui rischi

All'interno del sito Symantec propone il quiz Norton Online Risk Calculator, che è in grado di determinare il livello di rischio in base al tipo di attività che svolgiamo e alle informazioni che condividiamo in rete. Questo strumento riesce a calcolare il valore monetario con cui i nostri dati personali verrebbero scambiati nel mercato nero delle informazioni, generalmente molto più basso di quanto siamo portati a immaginare.

Nielsen, nel 2009 Babbo Natale ha viaggiato on line

Internet sta diventando sempre più un sistema per confrontare offerte e prezzi. Quest'anno durante il periodo natalizio, che è il più importante per lo shopping, ha registrato un vero e proprio boom, come documentano i dati Audiweb di Nielsen.

I numeri
Quasi 15 milioni di navigatori (il 63% di coloro che si sono connessi nel mese), con un incremento rispetto al dicembre dello scorso anno del 6% hanno visitato siti che hanno nello shopping la loro reason why. All'interno della più ampia categoria e-commerce, il peso preponderante è rappresentato dai siti dei merchant o rivenditori, visitati a dicembre da 11,6 milioni di italiani, il 5% in più rispetto al 2008. A registrare la crescita più sostenuta sono i siti di directories o guide allo shopping: 9,3 milioni di utenti, +20% nell'ultimo anno, segno che molto spesso continua a trattarsi di info-shopping, ovvero di ricerca di informazioni sui vari prodotti e di confronto dei prezzi, ma senza la conclusione dell'acquisto online.

Viaggi e meteo è boom

Forte l'interesse per i viaggi: i siti specializzati hanno ricevuto 13,6 milioni di visitatori (+8% rispetto a dicembre 2008). Crescono un po' tutte le categorie di siti specializzati, in particolare quella delle agenzie di viaggio virtuali (8,5 milioni, +11%), delle compagnie aeree (4,8 milioni, +29%) e dei siti di prenotazione alberghiera (3,7 milioni, +15%). Da segnalare, infine, anche la crescita dei siti di meteo, come di consueto presi d'assalto in occasione di festività e vacanze, che quest'anno - forse anche per le cospicue nevicate pre-natalizie - hanno fatto registrare 6,1 milioni visitatori, con un incremento del 29% rispetto al dicembre 2008 e del 48% rispetto al mese precedente.

Mars Italia, fondamentale la visibilità sul punto di vendita

Come ci si distingue dai competitor? Secondo Antonella Baggini, corporate affairs manager di Mars
Italia
, con tre fattori: "Innovazione, comunicazione,
qualità dei prodotti. L'adozione della filosofia dell'alta
qualità, abbinata a capacità d'innovazione e supportata da una chiara comunicazione al consumatore,
rappresenta il fattore propulsivo di Mars, che vuole
essere protagonista nell'elevare la qualità alimentare,
garantendo prodotti buoni e sicuri al consumatore".

Che cosa prevedete per il prossimo anno sia per
il Gruppo sia per i mercati di riferimento, in Italia
e all'estero?

Ad oggi, le previsioni per il 2010 si possono mantene-
re in linea con i confortanti risultati degli ultimi mesi del
2009, sebbene il mercato sia in una fase di particolare
monitoraggio della risposta del consumatore, sia in
termini di fiducia sia di potere d'acquisto. Mars è riuscito a mantenere un trend positivo e prevede di chiudere il bilancio 2009 in attivo, nonostante il contesto
di crisi che l'economia globale sta ancora sperimentando. Senza dubbio il 2009 è stato un anno difficile
per i consumi, compresi quelli alimentari. Il settore del
petcare è quello che ne ha risentito meno e che ha
registrato, anche per Mars, le migliori performance. Il
mercato degli snack ha maggiormente sofferto della
contrazione degli acquisti d'impulso, specialmente
nei canali “out of home”; tuttavia, questa tipologia di
prodotti, in un momento di recessione e stagnazione
dei consumi alimentari, riveste un ruolo gratificante e
di affezione e, spesso, supportando il ruolo di traino
delle singole marche, può fungere da stimolo al consumo. Questo è l'obiettivo principale di Mars per il
prossimo anno.

Quali criticità e opportunità vedete nei vostri mercati di riferimento, a partire dal food?

Si tratta di un mercato in costante evoluzione: obiettivo di Mars non è semplicemente stare al passo,
ma cercare di anticipare le tendenze, interpretare i
cambiamenti e definire i comportamenti emergenti per
calibrare l'offerta senza tradire l'identità di marca.
In termini di opportunità, mentre si va consolidando
la propensione a un “goloso equilibrio”, legata ad
alimenti appaganti dal punto di vista organolettico
e soddisfacenti dal punto di vista nutrizionale, Mars
insisterà nella ricerca e nello sviluppo di innovazioni
di prodotto e propone prodotti che sappiano offrire
la massima qualità in termini di gusto e piacere ed
è altresì attento al valore nutrizionale dell'alimento,
alla qualità degli ingredienti e a un corretto regime
alimentare. In questa direzione, il Gruppo continuerà a supportare l'offerta di prodotti nutrizionalmente equilibrati promuovendo sempre un consumo informato e consapevole.

E nel petfood?

Lo stesso impegno verso l'equilibrio e la qualità nutrizionale verrà profuso nel mercato del petfood. Oggi, i pet owner tendono a considerare l'animale da compagnia un componente della famiglia a tutti gli effetti e preferiscono scegliere il prodotto alimentare “giusto”, con particolare considerazione all'età e alle esigenze specifiche dell'animale. La proposta di prodotti ad alto valore aggiunto, insieme al maggior contenuto di servizio, continuerà a essere il driver del Gruppo in questo settore. Le criticità del settore sono essenzialmente quelle di una congiuntura economica ancora di crisi, dinamiche di mercato che inaspriscono la concorrenza e incidono sulla marginalità, le leve del prezzo e della promozionalità spesso utilizzate come unica soluzione di breve periodo per fronteggiare le problematicità di business. All'azienda di marca, come Mars, spetta invece il compito di innovare e sviluppare nuovi prodotti/servizi e i relativi consumi, con un accurato studio del mercato per andare incontro alle reali esigenze dei consumatori.

Il consumatore privilegia sempre più acquisti in promozione, al discount e di Pl. Qual è la risposta che dovrebbe dare un'azienda di marca per contrastare questo trend?

Al di là dell'attenzione al prezzo, il consumatore dimostra, da un lato, una forte predilizione per le marche, legame fondato su una condivisione di gusto e valori, dall'altro è molto recettivo alle nuove proposte, è curioso di sperimentare. Per contrastare la tendenza “discount”, dunque, un altro importante strumento per un Gruppo come Mars, che gode di un'alta consumer loyalty, è quello di offrire costantemente nuovi plus che rinnovino e approfondiscano l'ampiezza di gamma e rappresentino un'innovazione reale tesa a soddisfare le esigenze emergenti del consumatore.

Prevedete evoluzioni positive nei rapporti con la gdo, soprattutto in termini di promozioni, contrattualistica e rapida introduzione sugli scaffali delle innovazioni di prodotto?

Le principali aree di cooperazione con il trade riguardano lo sviluppo del category management nel pet care e del display di impulso negli snack al cioccolato, fondamentali leve di crescita per categorie caratterizzate da diversi comportamenti d'acquisto. Stiamo rafforzando tutte le attività volte a sostenere la visibilità dei nostri marchi nel punto di vendita sia in collaborazione con il trade sia tramite eventi promozionali a tema nei picchi di alta stagionalità del cioccolato tramite iniziative di categoria che promuovano l'attrattività e la redditività dello scaffale pet care. Un'altra importantissima area di cooperazione è una rapida introduzione dell'innovazione, motore della crescita, rispetto alla quale i distributori più attenti manifestano un approccio sempre più collaborativo.

Un'opinione comune degli osservatori è che lo spazio per i follower si sia drasticamente ridotto. In quali mercati siete leader e in quali puntate a diventarlo?
Mars è tra i leader del settore petcare, con una quota che si aggira intorno al 23% e un andamento mediamente superiore rispetto a quello del mercato. Anche nel mercato degli snack al cioccolato e del mercato etnico abbiamo una forte quota mercato che ci colloca tra i leader di riferimento.

Moltiplicazione dei canali televisivi e diffusione del web: come cambia l'approccio alla comunicazione?
Crediamo molto nel ruolo strategico di media più innovativi -da internet fino ad azioni di “guerrilla marketing”- e nel coinvolgimento del consumatore in un'esperienza memorabile del mondo dei nostri brand. Per questo, per esempio, abbiamo lanciato My M&M'S, il primo prodotto dell'industria alimentare completamente personalizzabile nei colori e nei messaggi, oggi tramite web (www.mymms.it). E, per far vivere le atmosfere colorate e divertenti di M&M'S a tutti gli appassionati, l'anno scorso abbiamo realizzato a Milano il primo temporary shop italiano dedicato alle famose lenti al cioccolato. O ancora, per parlare anche di petfood, siamo stati i promotori di Mi loves dogs coinvolgendo la marca Cesar e il centro di Milano che, per una settimana, è diventato dog friendly: un'operazione a 360° composta da tantissime iniziative volte a valorizzare in modo innovativo, creativo ed emozionale il legame tra dog e dog lovers. Ma sicuramente il web e la comunicazione web 2.0 stanno assumendo sempre maggior importanza. Anche Mars conta sulle potenzialità della rete e si sta avviando a creare contenuti pensati per la rete, tesi a imbastire un colloquio con il consumatore in cui quest'ultimo sia protagonista e interlocutore. In Italia, si è iniziato ottimizzando e aggiornando i siti esistenti, sempre più interattivi, user friendly e di relazione. Ne è un esempio il nuovo M&M's® street, website dedicato alle lenti colorate che punta sul coinvolgimento del consumatore attraverso un design frizzante e dinamico e un effetto fortemente realistico e di entertainment. M&M's® street è un vero e proprio quartiere ricco di vita e divertimento, ricreato in 3D, live action e grafica, dove gli utenti potranno interagire come mai prima d'ora con il coloratissimo mondo M&M's.

Quanto sono importanti le promozioni in-store?
Pianifichiamo costantemente una serie di attività in-store e promozionali che ci danno l'opportunità di incontrare e coinvolgere in maniera semplice e diretta il consumatore e sono un momento veramente importante di confronto e informazione. Promuovere e ampliare la conoscenza e la prova della marca, incentivarne un consumo consapevole da parte dell'utente, premiare la fedeltà e, naturalmente, favorire la vendita sono gli obiettivi primari di questa attività ancora molto importante per il legame emotivo che permette di costruire con il pubblico.

Il cellulare è pronto a diventare uno strumento di pagamento

Già da qualche anno, anche in alcune città italiane, i conti dei parcheggi a pagamento possono essere saldati attraverso gli sms dei cellulari, anche se con procedure spesso complicate e farraginose. In un futuro ormai prossimo i sistemi saranno molto più semplici e potremo così utilizzare i nostri telefonini per pagare la spesa al supermercato, acquistare bibite in una vending machine o magari per spedire denaro nel nostro paese d'origine. La tecnologia necessaria per i sistemi di mobile payment e, più in generale, per i servizi non transazionali basati su dispositivi Near Field Communication (Nfc), in realtà è ormai matura e potrebbe presto rivoluzionare i processi di pagamento, soprattutto per quanto riguarda gli acquisti di basso importo.

Mobile remote e proximity
È quanto evidenzia l'ultimo rapporto dell'Osservatorio Nfc & mobile payment della School of Management del Politecnico di Milano, che prova innanzitutto a fare un po' di chiarezza terminologica: nel mondo del mobile payment occorre fare una distinzione tra i servizi remote, che consentono di effettuare un pagamento a distanza tramite rete cellulare (ad esempio la ricarica di una smart card per il digitale terrestre) e quelli di proximity, in cui vi è una vicinanza fisica tra acquirente e prodotto/servizio acquistato (la spesa presso un punto vendita della grande distribuzione o il pagamento del biglietto su un mezzo di trasporto). L'analisi del Politecnico include anche il contactless payment - ossia il pagamento tramite carte dotate di questa tecnologia- e il mobile proximity marketing & service - ossia il marketing legato al cellulare come strumento di comunicazione di prossimità.
 
Il successo delle applicazioni

I numeri della ricerca evidenziano che in Italia (ma non solo) l'intero fenomeno è ancora in fase embrionale: nel 2009 il valore delle transazioni legate al mobile payment non ha superato le poche decine di milioni di euro ed è stato generato, principalmente, dalle donazioni e dalle ricariche del credito telefonico. Ma il 2009 ha portato anche alcuni numeri incoraggianti: i servizi di Remote Payment sono passati dai 69 del 2008 ai 78 del 2009 (+13%). Sia Sky che Mediaset Premium offrono il pagamento del Pay per view di spettacoli su Tv digitale o satellitare tramite Sms; sono anche cresciuti sensibilmente i servizi categorizzati dal Politecnico come "altro", che includono l'acquisto di diversi beni, come l'abbigliamento. Inoltre, nonostante l'Sms rimanga la tecnologia predominante, è aumentato nettamente il peso dei servizi attivabili tramite mobile internet o applicazioni (passati dal 9% del 2008 al 24% nel 2009), grazie alla diffusione di apparecchi evoluti (smartphone) e alla riduzione delle tariffe di navigazione. Come esempi possono essere citati i servizi offerti da Trenitalia e Medusa Cinema, che consentono di prenotare e acquistare il biglietto tramite cellulare, oppure l'Apple Store, che permette di scaricare gli applicativi Yoox o e Nike.

La propensione degli utenti
Il mobile payment sembra dunque avere le carte in regola per affermarsi: secondo Filippo Renga, responsabile della ricerca dell'Osservatorio Nfc & Mobile Payment, nel giro di 2-3 anni circa un quarto degli italiani saranno dotati di cellulari di nuova generazione in grado di utilizzare i sistemi di mobile payment contacless. In questo senso la propensione degli utenti appare positiva: un sondaggio condotto dal Politecnico su 1500 consumatori dotati di cellulare (18-60 anni) mette in luce che ben il 42% utilizzerebbe questi servizi nel caso fossero loro proposti. I consumatori sono però allergici agli abbonamenti: la percentuale di interessati cala infatti drasticamente (-60%) nel caso in cui il mobile payment comporti un canone annuale di 10 euro.

Sistemi semplici e standard
Anche il lato dell'offerta sembra pronto a scommettere su questa nuova modalità di pagamento: attori della Gdo e gestori dei sistemi automatici di vendita si dichiarano interessati (rispettivamente 71 e 78%) a questa modalità, soprattutto con la speranza di migliorare servizio e immagine. Il cellulare insomma, ha tutte le carte in regola per diventare un importante mezzo di pagamento alternativo. L'eccessiva proliferazione di attori e la scarsa armonizzazione delle soluzioni, avverte la ricerca del Politecnico, rischia però di disorientare gli utenti, che si aspettano invece sistemi semplici, standardizzati e interoperabili.

Risultati positivi nel 2009 da parte di Riunione Industrie Alimentari

Il bilancio dell'anno appena trascorso si è concluso in modo molto positivo per Riunione Industrie Alimentari con un +25% sul fatturato 2008 e superando i 26 milioni di euro.
Su questo risultato ha influito l'acquisizione della società abruzzese Chinook, specializzata nella produzione di salmone, però ha contribuito anche la capacità di innovare la categoria dei prodotti ittici affumicati. A luglio 2009, è stata infatti lanciata la linea di salmone, tonno e spada affumicati cubettati in vaschette bipack da 35g x 2, accolta in modo molto favorevole dal trade. Inoltre per il 2010 si intravedono prospettive interessanti in virtù dell'ampliamento assortimentale. Infatti a fine 2009 è iniziata la distribuzione di due referenze premium del brand francese Palm d'Or e cioè: il Bloc de foie gras canard e il Magret d'anatra affumicato.

“La vocazione aziendale è la ricerca e la distribuzione di prodotti di gastronomia gourmet di alta qualità -conferma Cosimo Gigliobianco Ad di Riunione Industrie Alimentari- quindi le risorse umane ed economiche dell'azienda sono orientate non solo alla vendita, ma alla costante ricerca di prodotti di alto livello da proporre al mercato anche in una confezione diversa dall'usuale, ma atta a soddisfare le esigenze del consumatore, come per esempio i cubetti di pesce in vaschetta. In questa costante ricerca la gdo ci ha finora seguiti comprendendo il nostro impegno e riconoscendo il valore della qualità dei nostri prodotti. Nel 2009 è stato necessario attuare politiche di cut pricing per mantenere le quote di mercato: ne ha patito la redditività, ma sicuramente non la qualità.”

Unieuro rinnova il proprio brand

Il segnale che si vuole dare, in linea con la strategia intrapresa da un anno a questa parte, è di rendere più appealing, contemporanea e specializzata l'insegna. Per dare forza a questo segnale inevitabile  rivitalizzare e modernizzare il brand. Unieuro, che ha chiuso il 2009 con un fatturato di 1 mld di euro, con il nuovo lettering e con l'apporto di Technology Superstore intende sottolineare la volontà di esprimere in maniera più efficace la specializzazione tecnologica della propria rete.

Il progetto è stato realizzato da Nascent Design che ha voluto abbinare un più efficace look&feel a un trattamento estetico formale che desse maggiore vigore all'insegna.

“Siamo soddisfatti del lavoro svolto perché riteniamo, non solo di avere ben interpretato le richieste del cliente, ma di avere dato voce al rinnovamento culturale e formale che l'azienda sta attraversando”, sottolinea Max Bosio, direttore creativo di Nascent Design.

David Bosshart: l’Europa punta sulla talent economy

La crisi dell'economia e quella della natura (sì anche lei è in crisi grazie all'uomo) ci suggeriscono che forse abbiamo bisogno di un nuovo inizio. Una rinascita, un re-inventarsi. Ma come?

La crisi ha mille sfumature e il suo significato (e la percezione) non sono univoci. Dipende anche da dove uno vive. Per gli inglesi è soprattutto una crisi finanziaria, per i tedeschi una crisi industriale, per i francesi una crisi sociale, mentre per voi italiani ... provi a dirlo lei visto che ci abita.

Beh, direi, soprattutto, una crisi morale che trascina tutto verso bassezze inquietanti. Abbiamo toccato il fondo e ora scaviamo.

Ecco uno dei punti cruciali. In Europa abbiamo un disperato bisogno di valori e ispirazioni. Prendiamo la religione: tolto l'Islam non muove più niente e nessuno, neanche nell'Europa Orientale.

Insomma come ebbe a dire Woody Allen “Dio è morto, Marx è morto e anch'io non mi sento tanto bene”...

E come potremmo sentirci bene? Non crediamo più in niente. Ripeto: l'Europa ha bisogno di nuovi valori. Ma ancora più importante dei valori è la fede nei valori. Guardate che “Yes I can” di Obama è un messaggio religioso, o mistico, se preferite. Ci dice chiaramente: sì possiamo farcela, possiamo cambiare, collettivamente.

Già collettivamente, non crede sia giunto il tempo di abbandonare l'economy per approdare a quello che mi piace definire la weconomy, l'eco-noi-mia, come suonerebbe in italiano?

Sì ma più che di economy parlerei di egonomy, l'economia egocentrica dove prevale l'esclusivo interesse dell'io. La sua era è tramontata. Ora abbiamo bisogno di social entrepreneurship e visioni condivise.

Come il Web 2.0 con i suoi social network, l'open innovation e gli esperimenti di democrazia partecipativa e cultura liberata?

Sì e no. Il web è un immenso laboratorio di innovazione sociale ma è anche una enorme pattumiera. Ci può portare in paradiso ma anche all'inferno. La rete è uno straordinario tool in grado di agevolare e migliorare la convivenza economica e sociale. Ma le aziende e le persone devono ancora imparare a trarre il meglio da questo strumento.

Cambiamo discorso e parliamo di consumi. Recentemente il GDI ha affermato nel suo Trendradar “Eat less, consume less, waste less”. Come direbbe Heineken “sounds good”, ma forse non per i retailer che vogliono idealmente vendere sempre di più e moltiplicare gli store all'infinito. Come la vede?

In realtà, nessuno sente più il bisogno di nuovi retailer o sterminate offerte di prodotti tutti uguali. È necessario un cambio di paradigma e approccio: più servizi, più soluzioni, più coaching per i clienti. Insegnare a cucinare nei supermercati, insegnare a sopravvivere nella crisi ...

E tornare ad offrire servizi, per esempio, di riparazione scarpe?

Certo anche. Ma soprattutto bisogna tornare alla qualità. Quella vera e caricarla di nuovi significati.

Sì, ma intanto siamo ancora tutti fissati con la crescita.
Eppure, l'uomo quando è maturo non cresce più e non per questo vive peggio.
La nostra economia è ancora immatura?
Non è ora di passare dal materialismo al “maturalismo”?

Crescita. Questa parola paralizza la nostra creatività. Devono crescere i talenti non i volumi dei negozi e shopping center. Il tema ora per i retailer è: consolidare, convertire, differenziare e innovare la presenza a livello regionale e locale.

Quindi la fine della corsa al gigantismo commerciale e degli enormi shopping mall, grandiosi forse solo nei calcoli strutturali?

Quella epoca è finita da tempo. L'Europa deve puntare sulla talent economy.

In che senso?

È evidente a tutti che non possiamo competere con Cina e India per il mass market. È una battaglia persa. La Mini e la Fiat 500 sono buoni esempi di come innovare con talento. Dominare le nicchie, differenziarsi sul serio e concentrasi sul premium (in tutte le sfumature).

Mercati emergenti per l'Europa?

Per esempio il ritorno alla terra. In futuro un buon 10-20% troverà occupazione nell'agricoltura premium di alta qualità.

Chiudiamo con il colore della speranza: il verde. Quasi tutti si pavoneggiano come eco-fans e paladini della sostenibilità. Ma quando il gioco si fa duro (passare dalle parole ai fatti) quasi tutti si danno alla macchia. La cosiddetta greenomic revolution o green economy è veramente il mega trend o meglio rivoluzione del secolo oppure diventeremo verdi solo a fine partita, quando il tempo sarà scaduto?

Entrambe le ipotesi sono plausibili. Il punto, però, è un altro. La consapevolezza del problema è oramai ampiamente diffusa. Ma solo quella. Detto diversamente: tutti condividono il pensiero sostenibile ma pochi realizzano l'azione sostenibile. Abbiamo bisogno di pionieri e precursori. E abbiamo bisogno di leadership convincenti. Il caso di Wal-Mart va in questa direzione. Sta dimostrando alla business community che una ponderata green policy fa quadrare anche i conti. Ovvero: è vantaggiosa sia ecologicamente sia economicamente. E come sappiamo, il mondo degli affari ha bisogno di queste “guide”.

Diego Bevilacqua approda a Metro Cash&Carry International

Con la nomina di Diego Bevilacqua, 55 anni britannico ma di origini italiane, a nuovo chief customer & marketing officer, il distributore all’ingrosso tedesco METRO Cash & Carry rafforza ulteriormente il suo orientamento al cliente. Bevilacqua sarà dunque responsabile del marketing e del branding, della gestione dei marchi propri come del merchandising.

Diego Bevilacqua proviene da Unilever, dove ha operato come vicepresidente, responsabile per le regioni Africa, Medio Oriente e Turchia e anche come director on the board di Pepsi Lipton International Ltd. Prima di questi ruoli di responsabilità ha rivestito numerose cariche di senior management, tra cui presidente Unilever Foodsolutions e precedentemente presidente Bestfoods-Asia.

“Con Diego Bevilacqua acquisiamo un esperto internazionale del settore food per il nostro management,” afferma Frans W.H. Muller, ceo di METRO Cash & Carry International. “Grazie alla sua approfondita conoscenza del settore, Bevilacqua rafforzerà ulteriormente la nostra posizione di leadership nella fornitura di soluzioni di prima classe per clienti professionali come hotel, ristoranti, commercianti e aziende di servizi”.

L’executive board of directors di MCCI ora è composto di sette membri.

Guardini sceglieil merchandise sostenibiledi ProgettoContinuo

Comunicare attraverso principi di sostenibilità significa offrire al
proprio pubblico più garanzie e un'immagine virtuosa e attenta.
Per questo motivo Guardini ha scelto ProgettoContinuo per realizzare un merchandising riciclando materiale borse, racolle, pochette da braccio, cartelline e
altri oggetti di design mediante il  riutilizzo il proprio  ha deciso di rivoluzionare le
proprie iniziative legate al merchandising e alla gadgettistica
aziendale.

Progetto 4R
Il progetto di Guardini si chiama 4R dove le "R" stanno per:

R come riciclo - Questa voce dice che l'obiettivo è utilizzare il più possibile
materiali riciclati, dai pallets per il trasporto delle merci e delle
materie prime, alla carta da imballo e da ufficio.
R come riuso - L'impegno è di trovare modi e mezzi per
riutilizzare materiali e oggetti di difficile smaltimento così da
ridurre al minimo i rifiuti prodotti.

R come riduzione
- Ovvero riduzione degli sprechi: energia, acqua, materie
prime non possono andare sprecate e Guardini da sempre è impegnata
nell'ottimizzazione delle risorse.

R come rinnovabile - Presto Guardini occuperà i nuovi stabilimenti
produttivi progettati in un'ottica di sostenibilità, alimentati da
fonti energetiche rinnovabili.

Missione di ProgettoContinuo
ProgettoContinuo nasce da due torinesi, Stefania Farina e Stefano Ceresa, con la mission di recuperare e riciclare le affissioni esterne in cloruro di polivinile (pvc) ed altri materiali che richiedono uno smaltimento separato.

Italian Food Excellence

dmc

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