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Il flagship di Max Mara a Milano

Gdoweek incontra Pierluigi Bernasconi

Coin punta al cuore di Milano dove aprirà un nuovo store nel 2011

Un nuovo store firmato dal Gruppo Coin, nel centro della metropoli lombarda, aprirà i battenti agli inizi del 2011.
La conferma viene direttamente da Francesco Sama, direttore generale del gruppo di Mestre. “Per quanto sia prematuro delineare in profondità il progetto -dice Sama a Gdoweek- posso anticipare che intendiamo creare un concept che interpreterà un nuovo modo di comunicare con il cliente. Per Coin è un progetto di primaria importanza, in quanto lo store andrà a collocarsi in quella che è l'area dalla più alta pedonalità in Italia. Lo store, il cui target preferenziale è il consumatore moderno, proporrà un assortimento frutto di una approfondita ricerca: un po' più sofisticato, ma non necessariamente inaccessibile dal punto di vista del prezzo. Svilupperemo un brand mix particolare, con prodotti certamente commerciali, ma assolutamente speciali per il mercato italiano”.
Un concept, quindi, che non va direttamente a collidere con il vicinissimo store de la Rinascente di piazza Duomo.

L'estensione dello store
Lo store di Coin, che si svilupperà nell'area dell'ex cinema Excelsior, in galleria del Corso (nei pressi di corso Vittorio Emanuele), conterà sette piani e una superficie complessiva di 7mila mq, di cui 3.600 commerciali. “Proprio la superficie commerciale relativamente ridotta -aggiunge Sama- cui si contrappone un numero significativo di piani, ci consentiranno di realizzare il concept accennato, con un'offerta molto selezionata e giocata sul lifestyle, invece che sulla tradizionale proposta per specifiche categorie merceologiche”.
Poco distante all'area in cui sorgerà lo store di Coin (dove i lavori di svuotamento hanno già avuto inizio), sta prendendo corpo anche il progetto di completa ristrutturazione del blocco centrale (dall'ex Stefanel alla galleria Corsia dei Servi, fino al largo Corsia dei Servi) a opera di Guglielmo Tabacchi, a.d. di Res, Real Estate Services: una vasta operazione che include numerosi negozi, tra cui, molto probabilmente anche un Apple Store. Sia per il progetto di Coin sia per quello di Res è previsto un affaccio su piazza Beccaria e la rivitalizzazione della zona circostante, attualmente in stato di degrado.

L’alimentare tiene, solo 2 consumatori su 10 riducono la spesa

Un 2008 difficile per l'industria alimentare italiana, che comunque evidenzia la sua capacità di tenuta in un momento complesso per l'economia nazionale. Lo dimostrano i dati economici presentati a Parma in occasione dell'assemblea annuale di Federalimentare: rallentano i consumi e la produzione, mentre cresce l'export.  “Nonostante le difficoltà dovute alla congiuntura internazionale -ha spiegato Gian Domenico Auricchio, presidente di Federalimentare- l'industria alimentare si conferma secondo settore produttivo del Paese, con un fatturato pari a 120 miliardi di euro dei quali l'export rappresenta il 16,7%, con una crescita in valore di quasi il 10% sul 2007.”
Federalimentare ha voluto fotografare lo spaccato della produzione e dei consumi alimentari, raccogliendo e presentando le tendenze in atto raccolte nel focus La spesa in tempo di crisi, elaborato dal proprio Centro Studi.     
Il consumatore che fa la spesa nella gdo, tra i dati prioritari del focus, continua ad avere fiducia nei prodotti di marca (+7% a fine 2008), consentendo così a 7 piccole e medie imprese del settore alimentare su 10 di guardano al 2009 con fiducia.

Svago e tempo libero i più sacrificati
Una ricerca realizzata da GPF per conto di Federalimentare (sulla base del Food monitor, ma anche attraverso un campione on line di 400 casi rappresentativi della popolazione italiana adulta), dal titolo Gli italiani e la crisi economica, conferma che i cosumatori sono molto preoccupati per gli effetti della crisi soprattutto in termini di disoccupazione (95%), precarietà del lavoro giovanile (90%), incertezza, paura del futuro e pessimismo (86%), ma anche per la tangibile e innegabile perdita del potere d'acquisto (84%). Un fattore che, come rileva la ricerca, ha già causato, nell'ultimo anno, una riduzione delle spese generali (alimentare e non) da parte dell'81% degli italiani e che nei prossimi 12 mesi vede spaccarsi il campione (esattamente al 50%) tra i pessimisti (che pensano di spendere un po' o molto di meno) e i più ottimisti, che al contrario contano di spendere di più (11%) o perlomeno la stessa cifra (39%) di quest'anno.
Le previsioni di risparmi e tagli, rispetto al budget familiare, si concentrano su svaghi e tempo libero fuori casa (il 61% degli italiani prevede tagli), abbigliamento (55%), viaggi e vacanze (51%); arredo della casa (47%); strumenti tecnologici per il tempo libero (41%); automobile (35%). Sono, invece, solo 2 su 10 (19%) gli italiani che pensano di ridurre le spese per acquisti alimentari, voce che risulta in coda alla graduatoria, subito prima della spese mediche e sanitarie (2%). Inoltre, vi è anche un 18% che pensa addirittura d'incrementare il budget dedicato a cibo e bevande.
Accano all'84% degli italiani attenti (per ragioni di budget) a sconti e offerte speciali, resta infatti lo zoccolo duro (più o meno attorno all'80%) di quanti cercano comunque la migliore qualità, che oltre il 70% degli italiani ritrova nei prodotti di marca. Si tratta di uno dei livelli più alti registrati negli ultimi 30 anni: basti pensare che per tutti gli anni Ottanta questo indice ha viaggiato tra il 55% e il 65%.
E, se il mangiare  -conferma la ricerca della GPF- resta “uno dei piaceri della vita” per 8 italiani su 10, risulta invece in flessione il piacere di cucinare: oggi avvertito da 5 italiani su 10 (erano 6 10 anni fa).
La crisi, per più di 6 italiani su 10 (il 64%) è però anche uno stimolo “per diventare più creativi e innovativi, inventare soluzioni, lavori, prodotti”.

Innovazione, antidoto per la crisi
La produzione del settore alimentare, nel primo trimestre 2009, a
fronte di un crollo del settore industriale nel suo complesso (-21,0% a
parità di giornate lavorative), ha segnato una flessione molto più
contenuta: -4,3%. Un dato che testimonia una migliore tenuta per le
note doti anticicliche del settore. In particolare a marzo, con un
-1,0% a parità di giornate lavorative sullo stesso mese 2008, il
settore ha segnato la migliore performance, prevalentemente registrata
da quei comparti legati ai prodotti di ricorrenza pasquale.
Una spiegazione deriva dalle strategie imprenditoriali del settore: il 79% delle piccole e medie imprese dell'alimentare, secondo l'ottava indagine Unioncamere e Mediobanca sui bilanci aziendali, in perfetta controtendenza rispetto al totale delle pmi (che prevedono una contrazione di fatturato e produzione nel 67% dei casi) si attendoe una conferma o in alcuni casi un aumento di fatturato nel 2009. E le strategie messe in atto per raggiungere questo obiettivo sono chiare: il 71% (contro il 40-50% di quelle degli altri comparti industriali) ha messo in cantiere investimenti, mentre il 43% ha attuato una strategia di upgrading dei prodotti. Si tratta di scelte coraggiose, soprattutto se si pensa che, nel 2008, gli acquisti alimentari delle famiglie italiane hanno raggiunto i 144,3 miliardi di euro, con un calo a valori costanti del -2,4% sull'anno precedente e che, nello stesso anno, il valore aggiunto espresso dal settore (sempre a valori costanti) è arretrato dell'1%.
Comunque, in generale, chi prevede investimenti nell'anno in corso pensa soprattutto a formule di promozione o pubblicità (42,6%), all'introduzione di nuovi prodotti sul mercato (49,1%) o al miglioramento di prodotti esistenti (57,5%), sia in termini di qualità sia di packaging.
Un approccio che contribuisce a guardare all'export con fiducia: l'83% vede possibile una conferma o un aumento di ordini (si scende al 30% circa nel caso d'imprese di settori della meccanica, beni per la casa e la persona o chimico-farmaceutico). Si tratta di proiezioni e di speranze che andranno verificate in rapporto all'evoluzione della crisi. Va detto, infatti, che a livello macro, i dati dell'export alimentare 2009 stanno esordendo con tagli prossimi al -6/7% in quantità e ancora superiori in valore.

Assocasa promuove la Pulizia sostenibile

Sono stati presentati oggi da Assocasa, l'associazione nazionale detergenti e specialità per l'industria e per la casa aderente a Federchimica, -in occasione della Tavola Rotonda sul tema della sostenibilità ambientale organizzata presso la Fiera Pulire- i dati della ricerca condotta da GfK Eurisko su un campione di 106 fra imprese private e di pulizia, Istituzioni ed enti pubblici.
L'indagine rivela l'attenzione crescente nei confronti della sostenibilità dei prodotti per la della detergenza professionale e industriale da parte delle imprese pubbliche e privare.

“La ricerca - spiega Paolo Anselmi, vice presidente dell'istituto- evidenzia come la maggior parte delle imprese abbia già oggi un alto livello di consapevolezza nei confronti della sostenibilità e sia convinta che questo tema continuerà ad essere di grande rilievo anche in futuro: il 78% degli intervistati, infatti, ritiene che l'attenzione al tema della sostenibilità, da parte di tutti, sia destinata ad aumentare e il 57% pensa che nei prossimi 2-3 anni aumenterà l'acquisto di prodotti sostenibili da parte della propria azienda”.

Forniture green
Il quadro che si delinea a partire dai dati dell'indagine mostra come il mercato della detergenza, operatori del settore e fruitori di prodotti e servizi, sia sempre più sensibile nei confronti della sostenibilità socio-ambientale che è già oggi, e lo diventerà ancora di più in futuro, una leva d'acquisto e d'offerta sempre più importante.

“Assocasa si impegna, fin dalla sua istituzione 25 anni fa, per una detergenza sempre più evoluta e impegnata a favore della sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita del prodotto -spiega Aldo Sutter, componente del Comitato di Presidenza dell'associazione -. Oggi, agire in maniera responsabile è una dimostrazione di serietà e di qualità da parte delle aziende: per questo aderire al Charter per una Pulizia Sostenibile, il programma per la certificazione di sostenibilità delle imprese di settore, costituisce un “biglietto da visita“ importante, che può fornire al settore professionale e industriale quel valore aggiunto utile a conquistare maggiore competitività e fronteggiare in modo efficace la crisi attuale.”

Che cos'è il Charter A.I.S.E.
Il Charter A.I.S.E. per una Pulizia Sostenibile è un programma volontario che ha l'obiettivo di promuovere il continuo miglioramento nell'ambito della sostenibilità per i settori industriali rappresentati dall'A.I.S.E., l'associazione internazionale dei produttori di saponi, detergenti e prodotti per la manutenzione, cui aderisce Assocasa.
Il miglioramento continuo si applica a tutti gli stadi relativi al ciclo di vita del prodotto e si fonda sui tre “pilastri” della sostenibilità: sociale, ambientale ed economico.
Il Charter si propone così come terreno di alleanza e di comune impegno tra tutti gli attori coinvolti per rendere le iniziative di sviluppo sostenibile molto più sinergiche e condivise.

Etico, verde e sostenibile, ecco il cibo di due italiani su tre

Shopping sempre più consapevole per gli italiani, anche quando cquistano alimentari al supermercato: il 70%,  infatti, dà importanza agli aspetti etico-sociali mentre il 65% a quelli ambientali, e addirittura l’83% dà valore a una produzione con basse emissioni di CO2. Un trend confermato anche delle aziende del settore agroalimentare: l’83%, infatti, ritiene che la considerazione dei temi ambientali ed etico-sociali tenderà a crescere e il 41% ha già in programma iniziative concrete per ridurre l’impatto ambientale. Sono le opinioni e le intenzioni espresse sia dai consumatori sia dalle imprese interpellate nel corso di un’indagine effettuata dalla fondazione internazionale Dnv (Det Norske Veritas), uno dei principali organismi indipendenti di certificazione e gestione dei rischi, per comprendere l’evoluzione del settore alimentare in Italia.
Condotta nel mese di aprile, la ricerca ha rilevato in due fasi distinte il sentiment sia dell’offerta sia della domanda sui temi della sicurezza e della sostenibilità dei prodotti agroalimentari.
 
Acquisti più verdi e sostenibili
Dalla ricerca emerge in primo luogo una tendenza consolidata: i comportamenti d’acquisto dei consumatori premiano la fiducia nella marca dei prodotti e nel punto di vendita. La sicurezza e la qualità del prodotto sono considerate dei prerequisiti all’acquisto: nel 72% dei casi viene verificata solamente la data di scadenza, soprattutto dalle fasce di età più giovani (25-44 anni) e al Centro Sud. Nel 49,3% dei casi ci si affida anche alla notorietà/reputazione di marca, mentre nel 34,3% di quella del venditore/punto di vendita.
Nella valutazione del prodotto, invece, vengono adottati in misura crescente da oltre due terzi degli interpellati nuovi parametri di valutazione quali il rispetto della tematiche ambientali ed etico- sociali: il 65% del campione attribuisce importanza alla voce “Ambiente/Inquinamento”, con maggiore incidenza presso i soggetti più maturi, le donne  residenti al Nord di Italia; il 70% attribuisce importanza agli aspetti etico-sociali, con incidenza leggermente più alta presso i soggetti più maturi.
 
Bassa emissione di CO2
Alla tematica della sostenibilità viene assegnata un’importanza crescente nel sistema dei valori e nelle scelte d’acquisto dei consumatori. Questo anche se i termini “Carbon free” e “Carbon neutral”, utilizzati per indicare i prodotti realizzati attraverso una filiera agroalimentare a bassa emissione di CO2, sono di fatto sconosciuti presso tutti i target intervistati: il 94% del campione dichiara di non averne mai sentito parlare anche se l’espressione “sostenibilità” viene ricondotta correttamente all’area ambiente ed ecologia. Alla spiegazione dei due termini, invece, i consumatori reagiscono attribuendo interesse a questa caratteristica nelle scelte d’acquisto (83% degli intervistati, sommando la voce molto+ abbastanza importante). Un dato che dovrebbe comportare, per le imprese del settore, ampi spazi di manovra per attivare interventi di comunicazione e di education in grado di influenzare le decisioni di acquisto del consumatore sul tema della eco-sostenibilità.

Imprese e impatto ambientale
Le imprese interpellate nel corso dell’indagine tendono a sottolineare il valore per la food industry della certificazione della qualità e della sicurezza dei prodotti: il 71% del campione la ritiene importante e ben l’88% ritiene che le certificazioni di sicurezza e qualità emesse da terze parti indipendenti siano in ogni caso da comunicare non solo alla gdo, ma anche al consumatore finale. Nelle risposte delle imprese trova conferma il trend a favore dei prodotti verdi e sostenibili emerso dalle risposte dei consumatori: a giudizio delle imprese, il grado di considerazione dei temi ambientali ed etico sociali tenderà a crescere nei prossimi anni (82% del campione). Attualmente, invece, le imprese ritengono che i consumatori finali dei prodotti agroalimentari attribuiscano una discreta importanza sia agli aspetti di impatto ambientale sia etico-sociali, ma in misura inferiore a quanto affermato dai consumatori stessi. Secondo le imprese, infatti, le decisioni d’acquisto del consumatore tendono a essere guidate in misura maggiore da valutazioni inerenti la qualità e la sicurezza.
Comunque, ben la metà delle imprese intervistate dichiara di usare i temi ambientali come leva di marketing, mentre il 41% ha in programma iniziative concrete per ridurre l’impatto ambientale lungo tutta la filiera produttiva (tra cui l’utilizzo di energia solare e di materiale riciclabili e l’installazione di impianti fotovoltaici).
 
 
Metodologia delle ricerche
L’indagine è stata realizzata nel mese di aprile del 2009 dalla società A&F Research attraverso interviste telefoniche centralizzate da Milano e dirette in tutta Italia. I risultati ottenuti costituiscono l’esito di due indagine separate condotte rispettivamente su un campione di imprese e un campione di consumatori.  Nella “Fase Aziende” sono stati intervistati i responsabili marketing/comunicazione di aziende di produzione- trasformazione di prodotti agroalimentari (salumi, formaggi, latticini, acque minerali, olio, conserve vegetali, vini ) e responsabili marketing/buyer della gdo. Complessivamente, sono state realizzate 100 interviste così suddivise: 80 aziende di produzione – trasformazione e 20 aziende della gdo.
Nella “Fase Consumatori” sono stati contattati uomini e donne di età compresa tra i 20 e i 65 anni che all’interno del nucleo familiari sono responsabili degli acquisti di prodotti alimentari. Complessivamente sono stare realizzate 300 interviste utili ripartite pariteticamente tra Nord e Centro Sud Italia.

Tech-Airport (Swatch Group) all’aeroporto di Ginevra

Tech-Airport Holding SAS, società che fa capo a Swatch Group SA, si è aggiudicata la gara d'appalto per la gestione dei negozi di orologeria e gioielleria nell'aeroporto internazionale di Ginevra.
Entro fine 2009 è prevista l'apertura di tre nuovi negozi: una boutique Omega e una boutique multimarca (insegna Hours Passion) nella zona riservata dell'aeroporto e un punto di vendita multimarca nella zona della stazione FFS dell'aeroporto di Ginevra.

Tech-Airport gestisce già 23 punti di vendita attivi: nove al Charles de Gaulle di Roissy (Francia); otto a Orly (Francia), cinque a Nizza (Francia) e uno a Nantes (Francia), ai quali se ne aggiungerà, dal 2010, uno a Vienna (Austria).

Il continuo e proficuo rafforzamento della sua presenza in diversi aeroporti d'Europa è un esplicito riconoscimento della qualità di Tech Airport nel campo del retail multimarca nel settore degli orologi e dei gioielli nelle zone aeroportuali.

Bilancio 2008 positivo per Lavazza

L'assemblea dei soci  ha approvato il bilancio della Luigi Lavazza S.p.A. ed il consolidato 2008 del Gruppo, che registra ricavi netti per 1.121,6 milioni di euro, in crescita dell'8,7% rispetto all'esercizio precedente.
La quota di volume d'affari realizzata all'estero è aumentata dal 37,4% del 2007 al 39,8% del 2008, a testimonianza del processo di internazionalizzazione che l'impresa sta positivamente affrontando.
L'Ebitda è di 169,3 milioni di euro, pari al 15,1% dei ricavi netti (era di 177,0 milioni nel 2007) e l'utile netto consolidato è di 55,1 milioni di euro (68,5 nel 2007), pari al 4,9% dei ricavi netti. I dipendenti a chiusura dell'esercizio 2008 hanno raggiunto le 4.148 unità.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti dal Gruppo anche in un anno, il 2008, già segnato dalla crisi internazionale e, per il nostro settore, dalla volatilità del costo delle materie prime -commenta l'Amministratore Delegato, Gaetano Mele (nella foto) -.  Il disegno strategico e l'impegno del management ci hanno permesso di consolidare la nostra posizione di leader nel mercato italiano, e soprattutto di rafforzare la nostra presenza nei mercati esteri, dove abbiamo registrato un sensibile aumento dei volumi di vendita. Il bilancio 2008 dimostra come l'attuale indirizzo strategico dell'azienda vada nella giusta direzione, basandosi sulle seguenti logiche: sempre più investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione di prodotto, espansione nei mercati emergenti e contenimento dei costi operativi”.

Internazionalizzazione e innovazione
L'esercizio 2008 è stato quindi caratterizzato da una significativa crescita del volume di attività, pur in un contesto di congiuntura mondiale recessiva. Il risultato è stato però sensibilmente condizionato da un lato dall'incremento del costo del caffè crudo e delle materie prime in generale e, dall'altro, dall'inclusione nel perimetro di consolidamento delle due società indiane Barista Coffee Company Limited e Fresh & Honest Café Limited, che presentano profili di redditività decisamente più contenuti rispetto alle tradizionali attività Lavazza.

Il Gruppo Lavazza ha poi proseguito nella strategia di forti investimenti sul prodotto, sull'internazionalizzazione ed infine sullo sviluppo degli impianti industriali e delle relative tecnologie produttive. Proprio il 2008 è stato anche il primo anno intero di presenza sul mercato del nuovo sistema a cialde A Modo Mio in Italia, prodotto di punta dell'offerta Lavazza per il mercato domestico, oltre che dei suoi primi lanci all'estero (in Francia, Inghilterra ed Austria). Nello stesso periodo sono state perfezionate le acquisizioni delle società brasiliane Café Grão Nobre e Café Terra Brasil, e sono stati realizzati investimenti importanti in immobilizzazioni tecniche a Gattinara e Settimo Torinese, i due maggiori siti produttivi rispettivamente per le cialde e il roast&ground.

A fine esercizio il patrimonio netto consolidato è pari a 1.125,4 milioni di euro con una posizione finanziaria netta positiva di 429,1 milioni di euro, a testimoniare la solidità della struttura patrimoniale del Gruppo Lavazza e la sua ulteriore capacità di sostenere lo sviluppo.

“Riguardo al 2009 -conclude Mele- stiamo risentendo della sensibile contrazione dei consumi che ha interessato tutti i mercati, ma già i primi segnali dell'ultimo periodo ci inducono ad un moderato ottimismo, anche alla luce della crescita importante del settore del porzionato e dell'eccellente andamento di A Modo Mio. Abbiamo confermato i nostri piani di sviluppo, compatibilmente con la congiuntura attuale, focalizzandoci sull'innovazione e sui processi di internazionalizzazione. Il 2009 si è aperto così, a gennaio, con l'annuncio di un'importante partnership quinquennale con il Politecnico di Torino per l'attività di ricerca e sviluppo, mentre l'investimento continuo all'estero e nei mercati emergenti ci permette, con ancora più forza, di presentarci al mondo come ambasciatori del gusto e del caffè espresso, prodotto icona dello stile italiano”.

Monomarca Kiko a Orio al Serio

Kiko, la nota catena di monomarca di cosmesi del Gruppo Percassi che vanta una rete di 83 pdv, di cui 66 in Italia e 17 in Spagna - ha aperto un nuovo pdv nell'aerostazione di Orio al Serio (Bg).  L'apertura di Kiko, presente nell'area partenze del terminal, segue di alcuni giorni quella del marchio Joe Black, specializzato in camiceria, posto subito dopo l'area dei controlli di sicurezza.

“In attesa di vedere completati i lavori di adeguamento dell'aerostazione, la cui conclusione è prevista per dicembre 2009 -commenta Renato Ravasio, consigliere delegato di Sacbo, società di gestione dell'Aeroporto di Bergamo Orio al Serio- , si è deciso di cominciare a rispondere alle richieste dei passeggeri in merito alle nuove tipologie di esercizi commerciali. Si tratta di un primo assaggio dell'offerta quanto più variegata che caratterizzerà i nuovi spazi a disposizione nelle aree di imbarco, con l'obiettivo di consentire la più ampia scelta di prodotti, e in particolare quelli che richiamino le tipicità di Bergamo e Lombardia”.

E-business: investimenti sotto l’1% del fatturato aziendale

La cultura dell'e-business è ancora scarsamente diffusa nelle aziende italiane, in particolare nelle pmi. Esiste una conoscenza molto frammentata e poco approfondita delle potenzialità delle applicazioni di e-businesse e dei benefici che possono generare sotto il profilo della conquista di nuovi mercati, di nuove modalità di dialogo con i propri consumatori o per ottimizzare la gestione ed i costi connessi allo svolgimento delle attività. E' questo lo scenario che emerge dal “Primo Osservatorio sull'e-business nelle imprese italiane”, commissionato all'istituto di ricerche Sinaptica da eBit Marketing and Retail Innovation.

E-commerce poco utilizzato 

Per il 98% del campione -120 tra top manager ed imprenditori di primarie aziende italiane- fare e-business significa principalmente avere un sito aziendale. Le aziende italiane utilizzano attività di web marketing (51%) e invio di newsletter (59%) per comunicare i propri prodotti e servizi; meno della metà del campione utilizza il CRM (45%) e poco più di un terzo l'extranet (38%), entrambi strumenti utilizzati per la gestione della propria base clienti.
E-commerce e acquisti online sono utilizzati solo da un terzo del campione (rispettivamente 28% e 31%) con una incidenza rispettivamente del 7,6% sul fatturato e del 7,0% sul totale acquisti.
Sfugge ai più l'ampio spettro offerto dall'e-business -dall'intranet all'extranet, dall'e-commerce all'e-procurement, ai nuovi media digitali ecc -, le caratteristiche di ciascuno strumento e soprattutto le potenzialità che possono conferire in termini di profitti alle aziende che li adottano.

Scarso ricorso ai social network
Rimane bassa la percentuale delle aziende -meno di un terzo del campione (27%)- che fanno ricorso a strumenti come il web 2.0 e attività di community (blog aziendali, forum, presenza su siti di social networking, etc.).
Tra le motivazioni che frenano gli investimenti in e-business nelle imprese, e che sono alla base della scarsa propensione del management aziendale nell'utilizzo dei relativi strumenti, figura al primo posto la mancanza di una cultura e di competenze interne (30%) ma anche di interlocutori esterni adeguati (14%).

Dall'indagine risulta inoltre che gli investimenti delle aziende italiane in strumenti di e-business sono oggi ancora a livelli estremamente bassi, pari a meno dell'1% del fatturato aziendale.
“L'investimento annuo si aggira in media sui 38 mila euro per le aziende con un fatturato di 50 milioni di euro -sottolinea Gianluca Borsotti, socio fondatore di Ebit Marketing and Retail Innovation- mentre l'investimento sale a 500 mila euro per le aziende medie, dai 50 ai 300 milioni di euro, e supera i 2 milioni di euro per le grandi aziende con fatturato oltre i 300 milioni di euro”.

Le potenzialità
Parlando delle potenzialità che si riconoscono a questi strumenti, in prima fila c'è la soddisfazione del cliente (21%), seguita dall'aumento del fatturato (16%), la riduzione dei costi (12%), il contributo allo sviluppo di nuovi prodotti (9%) e la possibilità di internazionalizzazione (5%).
La maggioranza del campione afferma che nei prossimi anni dovrà aumentare la voce di spesa relativa (in media del 25%) e che ciò comporterà un impatto positivo sui risultati dell'azienda (46%).
Tale budget si concentrerà sulle applicazioni giudicate più promettenti: soprattutto di e-commerce (per il 67%), giudicato il più produttivo, e di CRM (incremento previsto dal 56% del campione), giudicato il più rilevante.

Axis Communications premiata per le esportazioni

Axis Communications, protagonista a livello mondiale nel settore della tecnologia video di rete, ha ricevuto il premio svedese per le esportazioni. Questo premio viene assegnato alle “società svedesi che negli ultimi anni hanno registrato una forte crescita nelle esportazioni in più mercati e che al tempo stesso sono riuscite a incrementare la redditività e le attività in Svezia”.

Axis lavora da anni nel mercato mondiale e oggi esporta il 95% dei suoi prodotti. Attualmente è presente in circa 70 paesi del mondo e può contare sull'assistenza di 25.000 partner.

Epson e il patrimonio naturale dell’Europa

In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente, lo scorso 5 giugno, Epson ha presentato la partnership economica e tecnologica con il progetto Wild Wonder's of Europe (WWoE). Il contributo di Epson sarà economico e tecnologico, con la fornitura delle più avanzate e innovative attrezzature. Il progetto WWoe si propone di sensibilizzare i cittadini europei per proteggere le aree ancora selvagge del continente. La modalità è: presentare la straordinaria bellezza dell'Europa ed il suo immenso patrimonio naturale, sottolineando le sfide e gli sforzi che vengono affrontati in tutto il continente per la sua conservazione, grazie all'opera di 66 tra i migliori fotografi naturalisti europei che hanno documentato la fauna e i luoghi più selvatici del continente attraverso una collezione di fotografie che attraverserà 48 paesi europei a partire dal 2010. Le prime destinazioni della mostra includono Parigi, Londra, Stoccolma, Istanbul, Bruxelles, Copenaghen, Praga e L'Aia. Il progetto prevede anche la realizzazione di concorsi, libri, programmi educativi e un sito web (www.wild-wonders.com) in cui si possono ammirare alcune fotografie della collezione e acquistare copie stampate da Epson su carte pregiate.

Il contributo
Epson fornirà al progetto WWoE gran parte delle attrezzature necessarie: tra queste i videoproiettori professionali per le mostre, anche audio-visive, e una vasta gamma di stampanti di largo formato per la stampa d'arte compresi prodotti all'avanguardia per la stampa da esterni. Inoltre, Epson metterà in palio anche stampanti fotografiche e photoviewer per chi si aggiudicherà i concorsi fotografici sulla fauna selvatica paneuropea legati all'iniziativa.

Il programma Environmental Vision
L'iniziativa di Epson si inserisce nell'ambito del suo programma Environmental Vision 2050 che si articola in quattro punti:
1) riduzione delle emissioni di CO2 del 90% nell'intero ciclo di vita dei prodotti;
2) introduzione di tutti i prodotti nel ciclo di riciclaggio e riutilizzo delle risorse;

3) riduzione dell'emissione diretta di CO2 del 90% ed eliminazione dei gas che concorrono al riscaldamento globale, diversi dalla CO2;

4) ripristino e preservazione della biodiversità come parte dell'ecosistema, con la collaborazione delle comunità locali.

Dalla casa al negozio. Viaggio nello shopping dei bambini

I bambini sono tre mercati in uno: acquistano con le proprie mance, influenzano gli acquisti dei loro genitori e rappresentano il mercato di domani. Si tratta dunque di un segmento con un potenziale di spesa enorme. In Italia ce ne sono circa 4,5 milioni di età compresa tra 3 e 11 anni: sommando le paghette settimanali, variabili secondo l'età, le mance, la remunerazione dei lavoretti che svolgono in casa, i premi conquistati per i bei voti, arriviamo a oltre 800 milioni di euro.

Little kids non significa little money, ma -come suggerisce James McNeal, uno studioso americano esperto di kids marketing- KIDS significa Keepers of Infinite DollarS.

Questo denaro in parte viene risparmiato, ma una fetta importante viene spesa: sono i bambini che decidono cosa acquistare con il loro denaro e non di rado acquistano in totale autonomia.

Ricerche con i bambini, piuttosto che sui bambini
Più in generale, il kids marketing ha fatto grandi passi avanti nelle indagini sul mondo dei bambini, soprattutto riguardo a riflessioni sui metodi di ricerca più adeguati. Non esistono tecniche di indagine specifiche per i bambini che non possano essere applicate in altri contesti, né esistono ricette che impongono di utilizzare certi ingredienti in dosi specifiche.

Dopo quasi quindici anni di attività con i bambini nell'ambito dell'Osservatorio Retailing è chiara tuttavia la consapevolezza che, anche a fini di kids marketing, si fanno ricerche con i bambini piuttosto che sui bambini.

Per indagare i bambini e lo shopping abbiamo impiegato la tecnica dei disegni, la tecnica dei collage, i focus group, lo svolgimento di temi a scuola, il sondaggio tramite questionario predisposto insieme ai bambini e somministrato da bambini a bambini, persino la drammatizzazione con una rappresentazione teatrale.

I risultati
Ebbene, che cosa emerge dalle nostre indagini?
In tutto il mondo i bambini sono frequentatori abituali del mercato e dello shopping. In media una volta alla settimana accompagnano i genitori a fare la spesa: si guardano in giro, toccano le merci, consigliano la mamma e il papà sui prodotti da acquistare, assaggiano, giocano. Ma a loro piace soprattutto comprare qualcosa per sé, e ricorrono a varie strategie per vedere esauditi i loro desideri.

Viaggio esperienziale
Per i bambini lo shopping è una spedizione che comincia dal viaggio. Oltre il 60% dei disegni realizzati dai bambini di una quarta e quinta elemen tare rappresenta il percorso: paesaggi, strade, edifici esterni, vetrine, inseriti in un contesto a volte fantastico ed esagerato. I negozi sono visti dall'esterno, e ai bambini non sfuggono i dettagli: scale di accesso, porte con maniglie a misura di bambino, tende, cartelli in vetrina che invitano gli avventori a varcare la soglia: “Aperto”, “Entrata libera”, “Avanti”, Nuovi arrivi”, “Visitate il nostro negozio”. Marche, prezzi, promozioni: tutto è osservato, annotato nella memoria e rielaborato.

Ai bambini piace lo shopping?

I bambini descrivono l'andare per negozi con molti aggettivi, anche antitetici, che variano secondo gli obiettivi, le situazioni, gli accompagnatori. Può essere divertente se si va con gli amici, frustrante se non si riesce a convincere i genitori a comprare, stressante se si visitano negozi che interessano soltanto i genitori, utile per consigliare mamma e papà su prodotti di cui capiscono poco e su cui non si sentono sicuri.
 
Lo shopping si associa a

  • valenze utilitaristiche quando si compiono acquisti funzionali (andare con i genitori al supermercato per la spesa settimanale è utile);
  • valenze edonistiche e ricreative quando è un passatempo da trascorrere con gli amici, magari andando al centro commerciale e girando per i negozi;
  • valenze negative quando il negozio non interessa diretta¬mente ai bambini, che devono aspettare a lungo i genitori che acquistano cose per loro.

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Allegati

Dalla casa al negozio. Viaggio nello shopping dei bambini
Cover story | Gdoweek 483 | 25 maggio 2009 |

McDonald’s, hamburger e wi-fi

Nasce la rete più capillare presente al momento in Italia di hot spot wi-fi, per la connessione in libertà a Internet. E la notizia non è tutta qui, perché il collegamento sarà assolutamente gratis. A proporre l’iniziativa, sulla scorta delle esperienze positive già effettuate in altri Paesi, è McDonald’s, che ha già collegato oltre 300 ristoranti dei 380 presenti sul territorio nazionale, con l’intenzione di coprire i 60 rimanenti nel giro di pochi mesi.

Un ottimo inizio anno
L’iniziativa è stata presentata stamattina da Roberto Masi, Managing Director di McDonald’s Italia, che ha anche parlato degli ottimi risultati conseguiti negli ultimi mesi dalla catena e ha annunciato l’introduzione, dopo la partnership con il parmigiano reggiano, di altri menu caratterizzati dalla presenza di prodotti tipici italiani.
Chi intende utilizzare il collegamento potrà recarsi con il suo computer portatile o con il cellulare abilitato alla ricezione in uno dei ristoranti senza obbligo di consumazione, collegarsi e chiedere una password, fornendo il numero della carta di identità e il numero di cellulare. Questo nel rispetto delle leggi che impongono ai gestori di internet point di identificare gli utenti. Riceverà un sms con la password che lo abiliterà al collegamento per 12 ore.

Quattro target multimediali
La presentazione dell’iniziativa è stata anche l’occazione per presentare gli ultimi risultati del dall’Osservatorio permanente di Future Concept Lab sulle abitudini delle nuove generazioni. Lo ha fatto il presidente, il sociologo Francesco Morace, che ha segnalato come i gruppi oggi più sensibili alla multimedialità sono: i "Linker People", 20-35enni, un nucleo generazionale aperto a qualsiasi combinazione tra fenomeni mediatici ed esperienza personale; le "Sense Girls", 25-40enni, raffinate, sensibili, esotiche, che propongono un’estetica lontana anni luce dalla volgarità mediatica; le "Singular Women", 35-50enni sempre più audaci, sicure di sé, che rispondono all’indebolimento dell’identità maschile e, il pubblico dei "Normal Breakers", 45-60enni, uomini e donne, nuovi ribelli, con una visione critica e creativa della realtà in cui vivono, per i quali la tecnologia costituisce una compagna di vita insostituibile.

McDonald’s Italia vara la rivoluzione Wi-fi

Per catturare un target di clienti professionisti e migliorare la fruizione oraria dei propri locali, McDonald's ha deciso di lanciare un servizio di Wi-Fi gratuito in 320 ristoranti in tutta Italia (su 400 totali). L'iniziativa è inserita all'interno del processo di riposizionamento che McDonald's sta affrontando in Italia da diversi anni: «Mentre negli Stati Uniti il modello del fast food regge ancora - ha spiegato oggi Roberto Masi, Managing Director McDonald's Italia - nel nostro paese (che d'altronde è il regno delle trattorie) abbiamo deciso da alcuni anni di allontanarci da questa formula e trasformare i nostri ristoranti in casual restaurant, luoghi moderni, caldi e accoglienti, allestiti all'insegna del design». Anche l'offerta di prodotto è stata nel tempo parzialmente ripensata, con l'inserimento delle insalate e, soprattutto, dei prodotti locali (parmigiano reggiano, speck, ecc). «I nostri prodotti sono di qualità - ha detto Masi - anche se una buona fetta di pubblico non lo percepisce. Persino io prima di entrare in McDonald's avevo molti pregiudizi in materia. Grazie all'introduzione dei prodotti nazionali la percezione dei consumatori è però destinata a mutare in tempi più rapidi».

Il Wi-fi secondo McDonald's
L'ultimo tassello di questo mutamento è appunto l'introduzione del Wi-Fi: ogni utente per accedere per la prima volta al servizio Wi-Fi deve innanzitutto compilare un modulo di registrazione on-line. Il navigatore ottiene così le proprie User Id e password, che sono inviate tramite Sms al numero indicato durante la registrazione. Il responsabile di McDonald's Italia ha però sottolineato che i dati non saranno utilizzati per operazioni di marketing commerciale, ma saranno soltanto trattati  nel rispetto delle normative vigenti. Il target di utenti del Wi-Fi, secondo Masi, sarà inizialmente costituito da turisti e persone con l'urgente necessità di utilizzare Internet, ma col tempo l'obiettivo é di catturare una fascia di utenti tecnologizzati (25-50 anni) e trasformare la fruizione dei ristoranti (oggi ancora molto limitata alle ore di pranzo e cena). McDonald's ha scelto Libero.it come partner del progetto: il portale sarà infatti sarà impostato a breve come punto di partenza per la navigazione dai locali McDonald's. Per promuovere il nuovo servizio, la multinazionale americana ha previsto per tutto il mese di giugno messaggi radio in onda su alcune delle principali emittenti nazionali e una campagna Web su siti e portali di informazione.

Italiani clienti infedeli

obbligo Pos
Una ricerca di Pitney Bowes Group 1 Software ha voluto raffrontare i dati sulla fedeltà dei consumatori inglesi con quelli che si riscontrano negli altri paesi europei e negli Usa. I numeri riguardanti l'Italia dicono che il tasso di abbandono dei prodotti di marca industriale sono attorno al 20%, e il dato si riferisce ai cambi di brand effettuati in maniera definitiva e non determinati da semplici contingenze come la momentanea mancanza del prodotto a scaffale o la promozione di un prodotto concorrente.

Ancora più preoccupante il dato che riguarda le insegne della grande distribuzione (e quindi i loro investimenti in carte fedeltà): gli italiani che cambiano supermercato di riferimento ogni anno sono infatti il 36%, il dato più alto tra quelli rilevati nei Paesi toccati dall'indagine.

L'importanza del fattore umano

Altri settori che vedono un alto tasso di infedeltà da parte degli italiani sono i provider Internet (un italiano su quattro cambia), i gestori di telefonia mobile (22,7% il tasso di abbandono) e le banche (20%). A quest'ultimo proposito va però considerato che solo da pochi mesi, con le iniziative Abi di trasferimento dei conti correnti senza spese e con procedure standardizzate, il cambio di istituto è davvero possibile. Le motivazioni dell'infedeltà sono, in Italia come all'estero, in prevalenza dovute al fattore umano: nel 55% dei casi non si è riconosciuti come clienti preziosi, il personale è poco disponibile (47%) e i call center sono inefficaci (42%). Tutto questo dimostra come le tecniche più raffinate di marketing rischiano di essere vanificate se non si punta anche su aspetti come la cortesia e la competenza.

Rfid Summit e Rfid Italia Award 2009 il 10 giugno a Varese

Si rinnova l’appuntamento con l’Rfid Italia Award. Il prossimo mercoledì 10 giugno, presso il Centro Congressi Ville Ponti di Varese, si terrà l’Rfid Summit 2009, evento organizzato da Cedites con la collaborazione del Lab#ID dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC che premierà i progetti Rfid italiani vincitori dell’Rfid Italia Award 2009.

Il programma della giornata prevede interventi e tavole rotonde animati sia da rappresentanti dei maggiori laboratori Rfid italiani che, coordinati dal professor Luca Mari, direttore del Lab#ID e presidente del Comitato Scientifico del premio, hanno valutato gli oltre 40 progetti candidati, sia da esponenti mondo aziendale con le testimonianze dei vincitori dell’Rfid Italia Award 2008.

Surgelati: il mercato 2008 registra un +1% a volume

Comodi, sicuri e caratterizzati da un corretto rapporto qualità/prezzo: grazie a questo mix, la congiuntura economica recessiva ha risparmiato gli alimenti surgelati che hanno chiuso il 2008 con un incremento di oltre un +1% a volume (+0.6% retail).
I segmenti più dinamici sono stati quelli dei vegetali, delle patate, dei prodotti ittici e della carne (rossa e bianca).
I prodotti vegetali hanno mostrato andamenti diversificati: a fronte di una buona tenuta dei vegetali semplici, si registra una stasi delle zuppe e minestroni e una decisa frenata delle referenze ricettate. Il comparto delle patate è avanzato dell'1,7% e tale dato può essere letto positivamente se si considera che nell'ultimo lustro si è avuto un incremento dei consumi decisamente elevato.

I prodotti ittici hanno mostrato una discreta vitalità: il consumatore esplora con convinzione le aree dell'innovazione (panati e pastellati - che possono essere preparati sia fritti che in forno - sono cresciuti nel 2008 del 5.4%). Questo progresso si spiega con l'attuale esigenza del consumatore di toccare con mano il “value for money” del prodotto che acquista e apprezzarne la convenience (prodotti pronti al consumo, già eviscerati, spellati, spinati ecc.).

Le carni surgelate (rossa e bianca) hanno mostrato indici altamente positivi; in particolare la carne bianca ha mostrato un + 5% che, se sommato al dato registrato nel 2007 (+ 16%), porta ad un aumento nel biennio del 21%. Tale crescita si deve alla fiducia che il consumatore ripone nel sistema di controllo di filiera e nelle raccomandazioni dei nutrizionisti più affermati che consigliano il consumo di piatti leggeri ed equilibrati.

Per sostenere la ripresa serve innovazione
È interessante notare come il consumatore italiano sia il meno propenso
-a livello europeo- a scendere a patti sulla qualità alimentare e
continui ad indirizzarsi con buone percentuali verso un acquisto di
surgelati di marche note, in grado di assicurare alti standard
organolettici e di sicurezza.
Infine, va ricordato che in Italia il consumo pro capite di prodotti surgelati è tra i più bassi
d'Europa (13.5 kg); il che evidenzia ottime potenzialità di crescita,
sebbene l'offerta globale del fresco sia sicuramente molto più alta di
quella rintracciabile nei principali Paesi europei.
“Per quanto riguarda il primo quadrimestre 2009, dalle nostre prime rilevazioni, sembra che il settore nel suo complesso stia mantenendo le proprie posizioni e alcuni dei segmenti storici del surgelato (ittico, vegetali, patate) continuano a marciare con buona incidenza -commenta Vittorio Gagliardi, Presidente dell'Istituto Italiano Alimenti Surgelati-. È appena il caso di segnalare due dati: quello relativo all'ittico surgelato (+ 1.5%) e quello dei vegetali (+ 8.5%). Questi segnali ci fanno ritenere che anche il 2009 si inscriverà nel solco di costante crescita fatta registrare negli ultimi 20 anni dal mercato dei surgelati in Italia. Sarà ancora una volta l'innovazione, intesa non soltanto dal punto di vista del prodotto ma anche dell'approccio verso la categoria, a trainare questa auspicata crescita. Dal nostro osservatorio, possiamo certamente prevedere che il ridotto potere d'acquisto, l'aumento dei single, la recente incidenza nei consumi delle scelte degli extracomunitari (l'8% della popolazione - circa 5 milioni), i principi di una alimentazione bilanciata, l'incremento dei pasti fuori casa saranno i parametri fondamentali che orienteranno le principali aziende del settore nel loro sforzo innovativo”.

Upim inaugura il nuovo centro logistico a Pontenure (PC)

Il Centro Logistico di Pontenure è una piattaforma logistica con 54mila metri quadri di superficie coperta, concepita per gestire 70mila referenze e spedire oltre 350mila metri cubi di merce, i quali corrispondono a 3.613 vagoni e 32mila tonnellate. Si tratta per ora di servire una rete che conta 150 pdv diretti e 200 in franchising.
L'investimento è di circa 6 milioni di euro e consentirà di sostenere i piani di sviluppo aziendali dei prossimi anni, dando lavoro a 30 dipendenti Upim cui si aggiungeranno altre 150/200 persone. Engineering 2K è il general contractor, Vailog lo sviluppatore, la proprietà e di Deka Immobilien Investment Gmbh.

I plus della realizzazione
Pontenure, situata a una decina di chilometri a sud di Piacenza, offre una spiccata vocazione logistica essendo posta fra la autostrada A1 e la ferrovia Piacenza-Bologna. Le ribalte sono 72 con l'aggiunta della ribalta ferroviaria.
Come dotazione tecnologica si evidenziano le lampade a basso contenuto energetico e la produzione di acqua calda sanitaria mediante pannelli solari. In più il Centro di Pontenure offre un tetto realizzato con pannelli fotovoltaici per una potenza complessiva di 2,8 Mwatt e installato sulla totalità della superficie. L'entrata in esercizio del nuovo tetto consentirà di risparmiare 1.600 tonnellate di emissioni di CO2 l'anno: l'equivalente del piantunamento ex-novo di un bosco di 75 ettari.

Bilancio 2008 positivo per Co.Pro.B.

L’assemblea dei soci di Co.Pro.B., Cooperativa leader nazionale di produzione saccarifera, ha approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2008. In un contesto caratterizzato da un’importante flessione di mercato, Co.Pro.B. ha dato prova di essere una realtà solida chiudendo il 2008 con un fatturato pari a 97 milioni di euro contro gli 82 milioni di euro del 2007. Tale risultato risulta avvalorato da un utile netto in crescita rispetto all’anno precedente e che si attesta intorno ai 530 mila euro.

La chiusura del bilancio del 2008 è stata caratterizzata da un margine operativo lordo (Ebitda) pari a 6,9 milioni di euro e da un risultato operativo della società (Ebit) che si è attestato sui 4 milioni di euro.
Sempre nel 2008, i ricavi consolidati del Gruppo Co.Pro.B. si sono attestati oltre i 284 milioni di euro contro i 270 milioni di euro del 2007.

Aumento del capitale sociale

Da registrare l’aumento del capitale sociale che nel 2008 ha raggiunto i 18,2 milioni di euro (più che triplicato rispetto al 2007) in seguito all’entrata nella Cooperativa di due nuovi soci finanziatori: Finbieticola SpA e Fondosviluppo SpA che hanno apportato rispettivamente 7 e 5 milioni di euro.

L’assemblea ordinaria ha inoltre deliberato, riconoscendo ai 1.790 soci che hanno conferito barbabietole nella campagna bieticolo-saccarifera 2008-2009, una maggiorazione di prezzo complessiva di 1,46 milioni di euro, di cui 993 mila quale ristorno unitario garantito a tutti i conferenti, pari a 1,07 euro a tonnellata (+4% del prezzo industriale delle bietole). I restanti 467 mila euro sono stati suddivisi fra quei soci conferenti che hanno consegnato il prodotto con la migliore qualità tecnico-produttiva e che hanno così beneficiato di un ulteriore premio di 1,62 euro per ogni tonnellata (+6% del prezzo industriale delle bietole). Si tratta di numeri in linea con quelli dell’anno precedente in considerazione anche di una riduzione della superficie coltivata a barbabietole che nel 2008 è stata di 15 mila ettari e che ha portato ad una produzione nazionale di zucchero di circa 115 mila tonnellate contro una produzione del 2007 di circa 129 mila tonnellate.

Per i consumi di aprile deboli segnali di ripresa

Secondo le stime di Confcommercio, la fase più acuta della crisi può ritenersi superata (primo trimestre del 2009), anche se ancora non si vedono segnali concreti di un consolidamento del clima di fiducia e della ripresa dei consumi.

Tra incertezza e fiducia
Il trend della domanda delle famiglie, al netto delle componenti stagionali ed accidentali, appare ancora connotata da incertezza del dato congiunturale in volume, che ad aprile, dopo un mese di marzo positivo, torna a ridursi seppure in misura marginale (-0,4%). L’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC), oltre a evidenziare una stagnazione in termini tendenziali, impone una lettura dei dati con la stessa cautela di quelli relativi a marzo, in considerazione dell’influenza esercitata dal diverso periodo in cui è caduta la Pasqua negli ultimi due anni. Segnali di un contesto meno negativo rispetto ai mesi finali del 2008 e all’inizio del 2009 sembrano provenire dalle indagini relative al clima di fiducia delle famiglie, che mostra, nel mese di maggio, una moderata crescita posizionandosi sui livelli della fine del 2007. A questo dato, nel mese di maggio, si è associata una contenuta inversione di tendenza del clima di fiducia anche sul versante delle imprese manifatturiere e dei servizi.
L’estrema incertezza che caratterizza il quadro congiunturale è confermata anche dall’indagine rapida di Confindustria di maggio 2009. Infatti, la produzione industriale ha registrato, dopo il rimbalzo di aprile, una flessione dell’1,0% in termini congiunturali a cui si è associata anche una riduzione degli ordinativi (-1,2%).

Trend dei consumi
La stabilità registrata ad aprile dall’ICC riflette una sostanziale stasi della domanda sia per i beni sia per i servizi ed evidenzia l’attenuarsi delle dinamiche negative per quasi tutti i settori considerati. Solo per la mobilità il dato dell’ultimo mese mostra un arretramento rispetto ad aprile 2008.
La dinamica dei prezzi al consumo, relativa al paniere dei beni e servizi che compongono l’ICC, ha evidenziato anche nel mese di aprile 2009 una contenuta flessione (-0,1%), evoluzione che ha interessato in misura più sensibile i beni.
Ad aprile, la domanda per beni e servizi ricreativi ha registrato, dopo un bimestre sostanzialmente negativo, una moderata crescita (+0,8%): riflette, insieme al permanere di una dinamica positiva dei giochi pubblici, il miglioramento della domanda relativa ai prodotti per il tempo libero. La domanda per i servizi di ristorazione e d’alloggio mostra, invece, una flessione (–1,6% in termini tendenziali), proseguendo su un trend negativo che permane ormai da alcuni mesi. Anche la dinamica della domanda relativa ai beni e servizi per la mobilità ha mostrato, dopo il rimbalzo di marzo, un contenuto arretramento (-0,3%), con riflessi meno positivi, rispetto al mese precedente, della domanda di autovetture e motocicli da parte di persone fisiche, confermando la debolezza strutturale del mercato solo in parte attenuata dagli incentivi all’acquisto. Per quanto riguarda la domanda di beni e servizi per le comunicazioni e per l’ICT domestico, il dato di aprile 2009, pur segnalando il permanere di una dinamica positiva, conferma la tendenza al ridimensionamento dei tassi di crescita scesi da valori superiori al 10% della fine del 2008 al 5,2% dell’ultimo mese. A tale andamento ha contribuito sia una minor dinamicità della domanda di beni che la stagnazione della componente relativa ai servizi.

Meno negativo solo l’abbigliamento
La domanda per beni e servizi per la cura della persona ha mostrato anche ad aprile un’evoluzione non particolarmente favorevole (-0,8%), andamento a cui ha concorso una dinamica meno positiva rispetto allo scorso anno dei consumi per prodotti farmaceutici e terapeutici.
Gli acquisti di articoli d’abbigliamento e calzature hanno evidenziato ad aprile, dopo un lungo periodo di consistenti riduzioni, una contenuta tendenza all’aumento (+0,4%).
La domanda di beni e servizi per la casa ha subito un’ulteriore flessione delle quantità vendute (-1,5% in termini tendenziali). Il decremento, sia pure di intensità meno elevata rispetto a quanto registrato negli ultimi mesi, conferma il permanere di una situazione critica per tutti i segmenti considerati nell’aggregato, inclusi gli elettrodomestici.
Infine, per quanto concerne la domanda delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, si segnala un’ulteriore contrazione dei volumi acquistati (-0,7%).
 

Café do Brasil acquisisce Metropolitan Coffee Company

Cafè do Brasil, l' azienda napoletana produttrice dei caffè a marchio Kimbo e Kosè, ha acquisito la britannica Metropolitan Coffee Company, società di distribuzione di bevande per il canale horeca, nel Regno Unito.
Con questa operazione Metropolitan Coffee Company diventa una filiale della Cafè do Brasil, pur continuando ad operare con lo stesso nome.
L'azienda italiana conferma, così, il suo obiettivo di rafforzarsi in quei mercati strategici per la promozione all'estero dell'espresso italiano.

“Questa acquisizione rappresenta per noi un passo molto importate per rafforzare, nel food market del Regno Unito, il brand Caffè Kimbo come sinonimo di vero espresso italiano  -commenta Michele Rubino, CEO di Cafè do Brasil- ed è parte di quel progetto di espansione all'estero che vede coinvolta l'azienda ormai da qualche anno. Con Metropolitan c'è una naturale sinergia: noi abbiamo il know how tecnico, la passione per il caffè di qualità, Metropolitan ha la conoscenza del mercato locale e della distribuzione”.
L'intera gamma di prodotti a marchio Caffè Kimbo è stata presentata durante Caffè Culture '09, la più importante manifestazione britannica dedicata al mondo del caffè e delle caffetterie che si è tenuta il 20 ed il 21 Maggio scorsi all'Olympia National Hall, Londra.

Il lancio dei prodotti sul mercato è previsto entro giugno 2009.

In autunno a Cesena il primo summit europeo della frutta

Si terrà il 6 ottobre prossimo a Cesena e sarà organizzato da CSO - Centro Servizi Ortofrutticoli e Cesena Fiere con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, il primo European Fruit Summit, che vedrà la partecipazione principali operatori mondiali di settore dalla Spagna, alla Nuova Zelanda, alla Francia, al Belgio, all'Italia.

Organizzato per panel di discussione su prodotto, il Convegno sarà moderato da Chris White, direttore generale di Eurofruit Magazine e sarà l'occasione per fare il punto sulle previsioni di produzione della frutta invernale: pere, kiwi e agrumi, sia a livello italiano sia europeo e mondiale, mentre per quanto riguarda la frutta estiva, sarà l'occasione per elaborare considerazioni sulla campagna con la presentazione e discussione dei dati di consuntivo elaborati dal CSO.

Il Gruppo Argenta installerà 182 distributori automatici a Venezia

Si è svolta mercoledì 3 giugno 2009 la gara indetta dal Comune di Venezia per la ricerca di un soggetto con il quale stipulare un contratto di adesione al Club Amici di Venezia e di comodato d’uso per l’installazione di distributori automatici di cibi e bevande in una serie di locazioni messe a disposizione da parte del Comune stesso.

Il numero di distributori che sarà possibile collocare in luogo pubblico, o aperto al pubblico, è il seguente: 14 in agenzie Actv/Vela; 36 in 13 imbarcaderi Actv; 2 provvisori a fianco dei bagni pubblici Giardinetti ex Reali (in attesa del ripristino dell’imbarcadero fronte Giardinetti); 27 a bordo delle motonavi di linea Actv; 23 nella terraferma veneziana (Parco San Giuliano e check point Asm Ztl bus), per un totale di 102; oltre a questi circa altri 80 distributori saranno collocati in uffici e sedi dell’Amministrazione comunale.

Alla gara hanno partecipato due aziende leader del settore: IVS Italia Spa, con sede in Seriate (Bg) e Gruppo Argenta Spa con sede a Carpi (Mo).
Le offerte economiche dei concorrenti -che si impegnano, in caso di aggiudicazione, a versare al Comune una quota fissa di 500 mila euro annui per la durata quinquennale del contratto- dovevano essere in aumento rispetto alla percentuale base del 15%, fissata dal Comune, sugli importi incassati con i distributori destinati alla vendita al pubblico.
L’offerta di IVS è stata del 15,1% e quella del Gruppo Argenta del 17,5%: pertanto il Gruppo Argenta si è aggiudicato la gara.

Coop Adriatica apre il primo Ipercoop low cost in Emilia-Romagna

“A Faenza abbiamo scelto di sperimentare una struttura innovativa che unisce convenienza, qualità, attenzione all'ambiente e che amplia l'offerta della città, già dotata di due supermercati”, precisa Gilberto Coffari, presidente di Coop Adriatica a proposito di questo Ipercoop.

I numeri dell'Ipercoop

All'interno del c.c.i. Le Maioliche ( in grado di ospitare 50 pdv), l'Ipercoop ha un'area di vendita di 5.600 mq, con un assortimento di oltre 20.000 referenze, particolarmente ampio nei prodotti freschi.
A questi si aggiunge un'ampia offerta di primi prezzi ( circa 450 referenze) e di prodotti Coop (tra cui il nuovo vino in brick, le merendine equilibrate per i bambini, la cola senza coloranti, il pane a 1 euro il chilo). Presente anche una selezione di “eccellenze” con il marchio Principi del gusto e Fior Fiore, oltre prodotti tipici del territorio e locali con la firma Le cose di qui.

"Si tratta del primo pdv che realizziamo in regione con la formula low cost, capace cioè di contenere i costi grazie a una gestione più attenta e flessibile, a fronte della nostra qualità a prezzi accessibili”, sintetizza Tiziana Primori, vicepresidente e direttore commerciale della cooperativa.

Attivo anche un distributore di detersivi alla spina per piatti e bucato, oltre che l'area Coop Salute, l'Ottico, come servizi aggiuntivi.

L'aspetto ecologico

Oltre a un forte accento su progetti che orientino il comportamento d'acquisto verso prodotti sostenibili dal punto di vista ambientale, in questa struttura Coop Adriatica si è sforzata di implementare soluzioni che garantiscano elevati risparmi di energia e acqua: da qui nasce la scelta -già percorsa- di utilizzare fonti rinnovabili grazie a un impianto di teleriscaldamento, mentre un sistema elettronico di gestione consentirà di ottimizzare il rendimento degli impianti.

Inoltre, sarà attivato un impianto fotovoltaico integrato in grado di produrre fino a 300 chilowatt e vasche per la raccolta della pioggia da utilizzare per l'irrigazione del verde.
Presenti anche barriere antirumore.

ETHIC AWARD 2006 – LA GIURIA

Giulia Ceriani, BABA
Stefano Senesi, CERTIQUALITY
Davide Paradiso, CONAI
Guido Leoni, CTM ALTRO MERCATO
Marella Caramazza, FONDAZIONE ISTUD
Giuseppe Minoia, GFK EURISKO
Andrea Poggio, LEGAMBIENTE
Carla Cardelli, MEDICI SENZA FRONTIERE
Antonio Zaniboni, PIME
Alessandro Beda, SODALITAS
Paolo Pastore, TRANSFAIR ITALIA
Marina Catena, WORLD FOOD PROGRAMME - ONU

ETHIC AWARD 2006 – I VINCITORI

Si è svolta Giovedì 18 gennaio 2007, presso la Sagrestia del Bramante Via Caradosso 1, Milano alle ore 17.00, la cerimonia di consegna degli di Ethic Award 2006il premio alla responsabilità sociale e di impresa, organizzato e promosso da GDOWEEK – il settimanale di retail in collaborazione con KPMG Advisory.

La 5° edizione di Ethic Award ha premiato le migliori 10 iniziative di responsabilità sociale ed impegno etico sostenute dalle aziende che operano nei beni di consumo e nella distribuzione, che nel corso dell’anno 2006 si sono distinte per impegno, attenzione e sensibilità verso iniziative legate allo sviluppo sostenibile.

Ethic Award 2006 premia due vincitori assoluti ex-equo:
- NORDICONAD
per il progetto di collaborazione tra l’impresa Nordiconad e la cooperativa Ghanacoop, per la distribuzione di prodotti equosolidali provenienti dal Ghana.
Un’iniziativa che racchiude in se un duplice obiettivo: un “progetto di autosviluppo per una comunità ganese di 600 persone ” insieme ad un “percorso concreto di integrazione”, attraverso la costruzione di un ponte commerciale tra comunità immigrata e popolazione residente nella terra di origine
.

- AZIENDA SAN MATTEO per il progetto aziendale di responsabilità sociale che coinvolge ogni attività dell’impresa, dai prodotti, ai dipendenti e le loro famiglie. Una iniziativa complessa volta alla perfetta integrazione e salvaguardia dell’ ambiente oltre che della comunità locale nella quale è inserita l’azienda.

Tutte le iniziative ed i progetti in concorso, siano essi rivolti alla comunità locale o internazionale, al miglioramento dei processi interni all’azienda, alla comunità ospedaliera o alla ricerca scientifica e alla tutela ambientale sono stati attentamente valutati da una giuria composta da autorevoli rappresentanti di associazioni benefiche, no-profit, ambientaliste e consumeristiche e del mondo della ricerca.

I parametri di valutazione sono stati: obiettivi, aspetti innovativi e distintivi del progetto, durata, risorse coinvolte, investimenti, risultati ottenuti e mission aziendale.

“Un premio che valorizza l’impegno delle aziende sempre più protagoniste di un processo di sviluppo globale, aziende che mettono a disposizione delle agenzie umanitarie non solo risorse ma soprattutto la loro preziosa esperienza tecnica, che arriva al cuore del problema e dunque a coloro che hanno davvero bisogno di aiuto.” cosi commenta, Marina Catena funzionario del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, giurato e testimonial di Ethic Award 2006.

Anche quest’anno, Ethic Award ha rappresentato l’impegno e l’attenzione che GDOWEEK e KPMG Advisory, costantemente dedicano all’etica d’impresa, attraverso il riconoscimento e la premiazione delle iniziative che meglio hanno saputo valorizzare i contenuti etici e sociali, nella convinzione e nella speranza che tali presupposti rappresentino per le imprese una priorità di intervento necessaria ad arrivare a costruire un modello economico basato sullo sviluppo sostenibile.

Elenco dei 10 migliori Progetti
Etich Award 2006

- CHIUDONO GLI ISTITUTI, APRIAMO LE FAMIGLIE di ARTSANA
- LOLLYPOT, UNA PENTOLA CHE DARA' DA MANGIARE A MOLTI BAMBINI di BALLARINI & FIGLI
- GRAZIE ECOLUCART AIUTA LA SCUOLA di CARTIERA LUCCHESE
- “I MALATESTA" di COOP ADRIATICA
- CAMICIA SOLIDAL COOP di COOP ITALIA
- ECOPOINT CRAI – LA SPESA SENZA SPRECHI di CRAI
- LIFEGATE JEANS di LIFEGATE
- PROGETTO SWAZILAND, KUNANISA PER DIRE NO AGLI OGM,Sì ALL’INDIPENDENZA ALIMENTARE di NATURA Sì
- DISTRIBUZIONE DI PRODOTTI EQUOSOLIDALI IN COLLABORAZIONE CON GHANACOOP di NORDICONAD
- PROGETTO DI RESPONSABILITA' SOCIALE SAN MATTEO di SAN MATTEO

Oriocenter si candida a ecocentro, con iniziative ecocompatibili

Aria, terra, acqua e fuoco: intorno a questi temi, Oriocenter, uno dei principali c.c.i. italiani di proprietà di Commerz Real AG (il braccio immobiliare di Commerz Bank), di fronte all'aeroporto di Orio al Serio (Bg), sta realizzando un ambizioso progetto dedicato all'ecocompatibilità.
Si tratta di un una serie di iniziative educative e commerciali con le quali “Vogliamo dimostrare la differenza del nostro approccio rispetto a quello di altri centri commerciali, italiani e stranieri”, sottolinea Giancarlo Bassi, presidente consorzio operatori Oriocenter. L'importanza del progetto ha fatto sì che Commerz Real AG lo consideri come un laboratorio pilota, che potrebbe anche essere esportato (Uk, Spagna e Turchia).

Intorno ai temi tematici, nelle diverse gallerie, saranno costruite vere e proprie installazioni -arcipelaghi, come li definisce Ermanno Canali, presidente dell'agenzia Canali&C, a cui è stata affidata tutta la comunicazione intra ed extra centro- focalizzate su un tema specifico.
In questi spazi saranno forniti suggerimenti, idee, stimoli per vivere una vita ecocompatibile. Ovviamente, tutti i materiali espositivi e strutturali sono naturali o a basso impatto ambientale.

L'obiettivo è quello di innescare comportamenti virtuosi, suggerendo anche dei prodotti, caratterizzati da una segnalazione nel caso siano disponibili negli store del cci, anche se questa disponibilità non rappresenta un prerequisito. 

Interessante il legame con Costa Edutainment, che gestisce l'Acquario di Genova e che, a luglio, agosto (e forse settembre) ricreerà, nella zona acqua, un ambiente marino con coralli, spiegando a bambini e famiglie come preservarli.

Infine, per manifestare anche sull'esterno l'approccio ecologico, le facciate del centro commerciale saranno completamente ricoperte da piante evergreen formando, così, un giardino verticale.

OVS segmenta e apre il primo OVS Kids

Unicoop Firenze mette al bando gli shopper in polietilene

Dal 29 maggio, in tutti i 98 punti di vendita di Unicoop Firenze -che in un anno vedono passare dalle casse oltre 68 milioni di clienti- i tradizionali shopper in plastica sono stati sostituiti da sacchetti completamente biodegradabili e compostabili in Mater-Bi, famiglia di bioplastiche sviluppate e commercializzate da Novamont, biodegradabile e compostabile naturalmente in conformità con le norme europee UNI EN 13432 e UNI EN 14995.

I nuovi sacchetti sostituiranno integralmente oltre 50 milioni di
shopper in plastica e, potendo essere riutilizzati per la raccolta
differenziata, diventeranno un potente mezzo per promuovere una
raccolta di qualità del rifiuto organico, aiutando così anche il
riciclo di qualità delle altre filiere.
Realizzati con un materiale di seconda generazione -risultato delle evoluzioni della bioraffineria Novamont di Terni, con un miglioramento del polimero in termini di contenuto di materia prima rinnovabile ottenuto grazie allo sfruttamento di materie prime non alimentari e conseguente diminuzione dell'impatto ambientale- i nuovi sacchetti si fregiano, tra le tante certificazioni internazionali, anche del nuovo marchio “CIC Compostabile” che permette di riconoscere
immediatamente i sacchi compostabili.

Incentivi per promuovere il riuso
Con l'iniziativa Diamo una mano all'ambiente -presentata a fine maggio a Firenze in occasione di Terra Futura- Unicoop Firenze intende
promuovere una campagna di comunicazione per la promozione della
raccolta differenziata ("usa e riusa il sacchetto per la raccolta
differenziata della frazione organica destinata al compostaggio") e
della riduzione degli imballaggi che si concretizzerà anche in
iniziative di formazione e informazione per soci e consumatori, oltreché
per le scuole.

La cooperativa si era già mossa da tempo in questa direzione, sollecitando fra soci e consumatori comportamenti volti al "riuso". In un anno e mezzo sono state distribuite gratuitamente ai soci 660.000 borse per fare la spesa, in materiali resistenti, adatti a contenere tanta spesa e durare nel tempo. Un altro mezzo milione di borse, con il marchio l'Ambiente in mente è stato acquistato da soci e clienti che si sono attrezzati a fare a meno delle borse usa e getta. Infatti nel 2008 sono stati complessivamente venduti nei pdv della cooperativa cinque milioni di shopper in meno rispetto all'anno precedente, nonostante l'aumento delle vendite e dei clienti. Un risultato importante, ma certo non decisivo: dal 1° gennaio 2008 ad oggi sono stati 70 milioni gli shopper che sono usciti dai pdv della cooperativa, 840 tonnellate di plastica che sono finiti in discarica, negli inceneritori, o dispersi nell'ambiente.

Proprio per incentivare comportamenti "virtuosi" da parte di soci e clienti, a partire dal mese di giugno tutti coloro che faranno la spesa nei punti vendita di Unicoop Firenze con le borse "riuso" riceveranno 2 punti in omaggio.

Euronics sceglie un new media per la pubblicità: You Tube

La caratteristica essenziale della soluzione scelta da Euronics sta nel fatto che direttamente nella pagina di You Tube, sotto la barra di navigazione, sarà possibile visionare i prodotti in offerta, sfogliare il volantino e guardare il video della campagna Tv.

Lo sviluppo della campagna è stato concepito nell'ottica della continuità con l'utilizzo della piattaforma web 2.0, cui You Tube appartiene, e con l'obiettivo di avvicinarsi a un target più giovane che fa un uso costante e diversificato di internet.

Euronics è la prima catena di elettronica che utilizza la soluzione masthead anche per via della completezza di informazioni che è in grado di veicolare.

Ecco come è cambiato il contact center

Negli ultimi cinque anni il contact center in Italia si è trasformato: i contatti oggi si sviluppano al 50% per telefono, e un altro 20% via telefonino. Seguono l’e-mail (9%) web (7%), fax (5%), posta (4%), sms (3%) chat (2%). I dati sono stati resi noti in occasione del convegno “Crm e lead generation” organizzato da Siseco. Il telefono si conferma canale preferenziale: il costo del contatto via telefono è alto, ma lo è anche la soddisfazione del cliente, che sembra preferire canali immediati, come la chat, rispetto ad altri come mail o web. Crescono poi i costi di gestione del personale, si abbassano le altre spese.

La ripartizione dei costi

“La voce che incide maggiormente è quella per le spese del personale operativo del contact center: nel 2004 rappresentava il 65%, oggi il 71 -afferma Mario Massone, fondatore di CMMC,
Customer Management Multimedia Callcenter, realtà che rappresenta la
comunità di aziende che in Italia impiega call center integrati-. Pesano di più anche le spese per altro personale (staff, formazione, tecnologie), passate dall’8 al 9,5%». Sono scesi di 2.5 punti percentuali il costo di canoni e spese di traffico telefonico e dati (7,5 nel 2004, oggi 5). Ammortamenti vari, come le spese di ICT (information e communication technology) sono scese da 4 a 3. Anche i costi commerciali, marketing e comunicazione si sono abbassati, passando da 3 a 2. Dimezzati i costi di manutenzione e servizi vari, da 7 a 3,5”.

Cambiano le aspettative del cliente
Si sono modificate anche le aspettative del cliente, che vuole servizi e comunicazioni sempre più rapidi, erogati attraverso modalità di fruizione semplici e personalizzate, salvaguardando privacy e sicurezza. “In questo periodo particolarmente difficile –spiega Roberto Lorenzetti, amministratore delegato di Siseco- il Crm abbassa i costi e crea opportunità di business concrete, che in molti casi hanno aumentato il fatturato dei nostri clienti. Siseco è la prima azienda in Italia in grado di fornire un pacchetto “all inclusive”, nel suo pacchetto è disponibile l’intera Guida Monaci: 500.000 anagrafiche complete, verificate ed aggiornate, comprensive di partita Iva”.

Cover story shopping bambini

Allegati

Cover story shopping bambini
Cover story | Gdoweek 483 | 25 maggio 2009 |

Sisley Young, da brand a monomarca

Etruria Sma: avanti adagio, oltre la crisi

Il fatturato 2008 di Etruria Sma ha raggiunto 167 milioni di euro, registrando una crescita di 6,2 milioni di euro rispetto all’anno precedente (+3,8%).

“Le scelte coraggiose che abbiamo intrapreso in passato per consolidare la nostra situazione patrimoniale e la competitività si sono rivelate fondamentali per la tenuta del gruppo”, ha precisato nel corso dell’Assemblea Graziano Costantini, direttore generale dell’azienda, sottolineando, a dimostrazione della validità delle strategie adottate, la disponibilità di un patrimonio netto di 22 milioni di euro, la proprietà diretta di 52.000 mq di superfici immobiliari e il rafforzamento del fondo rischi sui crediti.

UniEuro lancia la promozione Viaggia gratis

Nuova iniziativa promozionale UniEuro che, in collaborazione con Viaggiare.it, lancia la promozione Viaggia gratis.

L’iniziativa, attiva dal 28 maggio al 28 giugno, prevede l’erogazione, alla cassa, di un buono scontro del valore del 25% del prezzo del prodotto acquistato, a scelta tra quelli caratterizzati dal bollo Viaggia Gratis; questo sconto dovrà essere speso a ottobre e novembre sia nei pdv UniEuro sia sul sito.

Inoltre, a partire da una spesa minima di 250 euro, anche cumulabili, ai clienti sono offerti voli e viaggi in tutta Europa. In particolare, da 250 a 499 i clienti riceveranno voucher per un biglietto aereo di andata e ritorno, tasse aeroportuali comprese, per una città europea a scelta; da 500 a 999 euro, il voucher comprenderà due biglietti aerei per una città europea a scelta, mentre, infine, per spese superiori a 1.000 euro, il premio in palio sarà un week end per due persone in una città a scelta tra Amsterdam, Barcellona, Berlino, Londra, Madrid e Parigi.

Slow Food e il suo manifesto politico per una nuova agricoltura in Europa

Il manifesto è un appello a favore delle produzioni di qualità e basata sulla difesa delle tipicità regionali, sulla sostenibilità ambientale e sul perseguimento dell'equità dei rapporti e della distribuzione dei redditi.  Tutti temi di grande rilevanza programmatica a livello europeo.
Il documento, che è stato inviato ai maggiori partiti con l'invito a diffonderlo, è a disposizione di tutti i candidati sul sito internet di Slowfood. Coloro i quali lo condivideranno potranno dare la propria adesione inviando una e-mail all'indirizzo centrostudi@slowfood.it con i contatti completi del firmatario.

Qualche giorno prima delle elezioni sarà pubblicato l'elenco di chi ha sottoscritto il documento.

L'agricoltura deve diventare centrale nell'attività UE
"Queste elezioni - dichiara Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia - cadono in un momento storico particolare: la grande crisi che stiamo vivendo ci invita a ripensare i nostri stili di vita e il nostro agire quotidiano. L'alimentazione, intesa non solo da un punto di vista nutrizionale, ma anche e soprattutto nella sua visione più ampia che tocca vari aspetti, dall'agricoltura ai cambiamenti climatici, riveste un ruolo importantissimo. Queste tematiche riguardano tutti, sia i produttori che i consumatori, da considerare non più come realtà contrapposte ma come alleati. L'agricoltura deve diventare centrale nell'attività dell'UE, perchè le decisioni prese dal parlamento europeo influenzano la vita degli stati membri non solo a livello di produzioni agroalimentari, ma più in generale di qualità della vita."

Crai cresce e pensa all’espansione all’estero

Con un fatturato alle casse di 3.500 mio € (+11% sul 2007, che, a parità di rete, diventa +1,5%) e una rete di 2.500 pdv di 250-700 mq (con un ruolo sociale importante) basta sul modello federale che vede 11 poli del territorio nazionale, con 19 cedi, Crai guarda con tranquillità al futuro, consapevole della validità della strategia basata sul claim Genuinamente italiano.

Formato privilegiato rimangono il vicinato e la prossimità, nei quali Crai assolve anche una funzione sociale, in collaborazione con le istituzioni, come è avvenuto in Val Canonica, dove a Ceto (Bs) è stato aperto il Market Crai gestito dalla cooperativo Il Sorriso con il sostegno del Comune.

Intanto, è in aumento sia l'affiliazione sia il numero dei soci: nel 2008, è diventato parte della cooperativa Pilato, società per azioni di Vitulazio (Ce), che dal non food si sta spostando all'alimentare

Prodotti a marchio

Tra gli asset di crescita del gruppo, le Pl, che nel 2008 hanno migliorato le loro performance, “Le nostre Pl hanno registrato una crescita del 18%, superiore al mercato -precisa Marco Bordoli, direttore generale Crai Secom- e quest'anno prevediamo di ampliare ancora le gamme Filiera Garantita, 100% Italiana di carni avicole, rosse e ortofrutta”.

EcoPoint, soluzione per l'ambiente e la convenienza
Anche l'esperienza EcoPoint si rivela un fattore sempre più differenziante, che nel prossimo futuro sarà ulteriormente ampliata: i 30 i corner oggi attivi nell'ambito dei secchi diventeranno 50 entro fine anno, grazie all'ampliamento in nuovi pdv. A ciò, si aggiungono due nuovi moduli, attivati a Conegliano (Tv), presso un affiliato di Ama Crai: EcoPoint Piccoli Amici, che propone alimenti sfusi per cani e gatti (in prevalenza crocchette e mix), ed EcoPoint Blu, specializzato in detersivi sfusi. In entrambi i casi, i prodotti sono proposti con un differenziale di prezzo che varia dal 15 al 60% in meno rispetto ai prodotti confezionati.
EcoPoint è stato esportata anche all'estero: in Svizzera, nel Canton Ticino sono attivi i primi tre.

Sviluppo estero

“Per quanto riguarda l'estero, stiamo lavorando su più fronti -precisa Giuseppe Parolini, vice direttore generale e direttore generale estero Crai Secom-: oltre che ottimizzare l'esperienza di Piazza Italia in Cina, adottando una struttura più industriale, stiamo cercando di cogliere nuove opportunità in Europa, non solo sviluppando la rete, ma con partnership in altre aree”. Crai, infatti, vede la propria espansione all'estero in maniera duttile e flessibile: possibili molte soluzioni, dall'apertura di pdv all'esportazione di prodotti quali la Linea Piaceri Italiani (partnership già attiva con il gruppo francese Casino), a corner presso altre catene anche non specificatamente alimentari, fino allo sviluppo di un servizio di rifornimento per il canale ho.re.ca.

Geodis Logistics acquisisce Sincrolog

Geodis, la multinazionale francese tra i protagonisti in Europa nella fornitura di trasporti e logistica, ha acquisito il 100 % delle quote della società Sincrolog.
Circa 20 milioni di euro di fatturato della sola parte logistica, oltre 250.000 mq di aree totali di cui più di 125.000 di superfici coperte: questi alcuni dei numeri salienti di Sincrolog, che dispone di magazzini ubicati in zone strategiche e collegati con le arterie di comunicazione autostradali e intermodali più importanti.

L’eccesso di marketing rallenta l’innovazione

Le raffinate e spesso complicate analisi di marketing aiutano l'innovazione aziendale o piuttosto la ostacolano? È questa la provocazione più interessante emersa dal convegno “Come far leva sull'innovazione per aumentare la produttività” organizzato dal Centro formazione management del terziario (Cfmt). In un momento difficile come quello attuale le imprese cercano di fare di tutto per distinguersi sul mercato ed essere innovative, ma secondo Nicola Favini, direttore generale di Logotel Italia, gli schemi utilizzati sono vecchi: «Innovare è avere il coraggio di rivoluzionare davvero le cose, sfruttando le intuizioni che nascono all'interno dell'azienda o grazie alla contaminazione tra settori. Le aziende invece si affidano ancora a strumenti come il benchmark, che al massimo può servire a mettersi sul livello degli altri. Oppure si confida nei focus group, dimenticando che raramente le buone idee arrivano dai clienti finali. I manager si ostinano poi a voler calcolare il ritorno sugli investimenti delle innovazioni: ma è difficile ottenere delle cifre su qualcosa che nessuno ha mai sperimentato». Il vero cambiamento, conclude Favini, è cambiare il modo in cui le aziende concepiscono se stesse.

L'innovazione è soft
Detto in termini più accademici, si tratta di adottare un'innovazione di tipo soft, ovvero più legata ai processi interni piuttosto che agli investimenti It o ai nuovi prodotti (la cosiddetta hard innovation): «La produttività oggi non dipende più solo dalla tecnologia - spiega Roberta Sebastiani, docente dell'Università Cattolica di Milano - ma anche dalla capacità di creare valore per il cliente. Inoltre la realtà italiana è meno adatta a sviluppare un'innovazione di tipo hard. Dobbiamo guardare a quello che siamo stati più capaci di fare nel tempo, come la capacità di creare significati ed esperienze o costruire network di persone e relazioni». L'innovazione, anche se soft, richiede però un importante cambio di prospettiva: le aziende, anche se produttrici di manufatti del tutto materiali, devono porsi nella prospettiva del servizio. Un esempio di azienda italiana che ha operato un mutamento in questo senso è la Cgt, un tempo semplice distributore nazionale delle macchine da lavoro Caterpillar. A partire dal 1994 questa società ha infatti deciso di non essere più identificata con il prodotto ma piuttosto col tipo di servizio offerto. Oggi infatti Cgt offre una sorta di mix tra noleggio, acquisto, rivendita usato e assistenza, così da minimizzare le ore di fermo degli apparecchi e garantire un'efficace manutenzione. Dopo un'iniziale titubanza della Caterpillar, il modello della Cgt è stato successivamente adottato a livello europeo.

Cosa fare nelle fasi recessive
L'attuale ciclo economico dovrebbe indurre altre aziende a svolte di questo tipo: « Nella fase espansiva dell'economia - ha spiegato Luigi Campiglio, professore di Politica economica all'Università Cattolica di Milano - per un'impresa è più utile cercare di mettere a punto nuovi prodotti. Ma in un fase recessiva come questa si sopravvive con l'innovazione di processo, che permette a un'azienda di razionalizzare i costi ». D'altronde è difficile differenziarsi puntando esclusivamente sulla novità di prodotto, che rappresenta un elemento a cui i consumatori sono abbastanza assuefatti: secondo una ricerca citata sulla Gdo citata nel corso del convegno da Campiglio, nel giro di due anni il tasso di rotazione dei prodotti supera il 40%. In pratica poco più di un articolo su due supera i due anni di vita sugli scaffali dei nostri supermercati.

Avvicendamento al vertice di Granarolo

Il Consiglio di amministrazione di Granarolo Spa, riunitosi oggi a Bologna presso la sede sociale, ha nominato presidente Gianpiero Calzolari, 54 anni, bolognese, già vicepresidente della società e presidente di Granlatte, la cooperativa che controlla Granarolo Spa con il 77% delle azioni (altri azionisti: Banca Intesa 20%; Cooperlat 3%).

Calzolari -che sarà affiancato dal vice presidente vicario, Bruno Altini- prende così il posto di Luciano Sita, che lascia l'azienda dopo 18 anni per dedicarsi a tempo pieno all'incarico di presidente di Legacoop Agroalimentare a Roma.

Trimestrale positiva
Il Cda di Granarolo Spa, nella stessa seduta, ha approvato i risultati della relazione trimestrale al 31/03/09 che, nonostante la congiuntura economica negativa, evidenziano un ulteriore miglioramento degli indicatori gestionali e finanziari: l'Ebitda (margine operativo lordo) cresce del 10% rispetto allo stesso periodo del 2008 (portando la sua incidenza sul fatturato al 9,4%) e il risultato prima delle tasse si attesta sugli 8 milioni di euro.
Migliora anche la posizione finanziaria netta, che scende a 87 milioni (erano 108 milioni al 31/12/08), dei quali ben 48 sono da ascrivere al credito Iva vantato nei confronti dell'Erario.

Risorse pubbliche per il rilancio del Biellese

La Camera di Commercio di Biella, in collaborazione con l’Unione Industriale Biellese, ha promosso una serie di progetti con lo scopo di sostenere lo sviluppo economico e sociale del territorio di loro competenza. Lo scopo è quello di attrarre nel Biellese nuove realtà imprenditoriali da tutta Italia e dall’estero e permettere un rilancio ed un incremento della competitività del territorio grazie ad agevolazioni finanziarie rivolte sia a beneficiari privati che pubblici, che già operano o desiderano accedere a diversi settori produttivi come:

- produzione di beni (industrie manifatturiere, meccaniche, edili, chimiche, farmaceutiche, alimentari, tessili etc.);
- servizi alla produzione ( trasporti, telecomunicazioni, ICT, ricerca & sviluppo etc.);

- energetico (energie rinnovabili, elettricità, ecologia etc.).

I contributi

In termini economici e finanziari, i sostegni sono di notevole entità e sono rapportati alla tipologia dell’impresa stessa: da un contributo massimo di cinque milioni di euro per le piccole imprese fino a un massimo di 10 milioni per le più grandi. Gli incentivi sono proporzionati all’investimento che l’imprenditore intende attuare nel Biellese e dipenderanno anche dal livello di conformità alle vigenti norme in merito al risparmio energetico ed innovazione tecnologica a cui la nuova azienda si atterrà.
Da un punto di vista logistico, l’area industriale del Biellese mette a disposizione dei nuovi imprenditori strutture equivalenti a 500.000 mq di superficie per nuovi insediamenti e nuovi poli tecnologici.

OVS Industry continua l’espansione all’estero

OVS industry  prosegue nel progetto di diffusione dell'insegna all'estero. Dopo la recente inaugurazione di Sarajevo, sono cinque le nuove aperture nel mese di maggio: Dubai, Damasco, Aleppo, Tallinn e Chisinau.
Un'operazione che rappresenta soltanto i primi step del progetto di espansione all'estero pianificato da OVS industry per il 2009. Entro la fine dell'anno l'azienda veneziana (Gruppo Coin) prevede, infatti, di contare circa 70 store all'estero suddivisi tra Europa Orientale e Medio Oriente.

In Siria
OVS industry apre i primi negozi in Siria, a Damasco al Cham City Center e ad Aleppo al Shahba Mall, in partnership con SAS.ME Enterprise, trading company attiva sul mercato siriano dal 2006. Una prima assoluta invece, nel mercato moldavo, a Chisinau presso lo Shopping Mall Dova, attraverso il partner commerciale Supronex srl.
OVS industry inaugura poi il primo store a Dubai, nel prestigioso Dubai Mall nella capitale degli Emirati Arabi (a questo si riferisce la foto), confermando nuovamente Al Ajalan Co. come partner e, infine, apre il secondo store in Estonia, all'interno del centro commerciale Rocca al Mare Keskus di Tallinn con Regrain OÜ.
I cinque nuovi store OVS industry si presentano come moderni loft post industriali con mattoni a vista e travi in acciaio arredati con dettagli ricercati dal gusto vintage.  A queste nuove aperture e in generale sull'espansione della gdo italiana all'estero si occuperà Gdoweek nel numero 485, in spedizione la prossima settimana.

Nuovo farmaco Coop: è il Paracetamolo Coop

Dal 15 giugno sugli scaffali degli 89 CoopSalute, sarà disponibile il secondo farmaco firmato da Coop: il Paracetamolo Coop, in commercio in una confezione da 20 compresse al prezzo di 1,50 euro.

La scelta è caduta su questo prodotto, realizzato negli stabilimenti di Zeta Farmaceutici, in quanto “Si tratta del principio attivo più venduto nel mercato italiano dei farmaci di automedicazione -sottolinea Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia- è una strada sulla quale intendiamo continuare, partendo proprio dai prodotti che le famiglie italiane usano maggiormente per la propria salute”.

Coop spera di bissare l'esperienza realizzata con l'Acetilsalicilico Coop: in sette mesi di commercializzazione -da maggio 2008 ad aprile 2009- nei corner CoopSalute, sono state vendute 400.000 confezioni, cifra che qualifica questo prodotto come il più venduto di CoopSalute.

Benessere e cura della persona: nasce Joycare Spa

Daniela Lutti, da anni trasferitasi in Cina e fondatrice ed azionista di compagnie internazionali, ritorna in Italia puntando sul futuro del marchio Joycare, noto nel mercato dei prodotti per il benessere e la cura della persona.
La giovane imprenditrice emiliana ha rilevato il marchio Joycare da Life Tool Technologies -azienda nata nel 2006 dalla joint venture tra Merloni Progetti ed il Gruppo Joycare/T-Logic- creando la nuova azienda Joycare Spa.

Coin: risultati stabili grazie a riposizionamento e acquisizioni

Gruppo Coin chiude il 2008 con moderato calo delle vendite (-0,7) a parità compensato dallo sviluppo, mentre il margine operativo si attesta a 133,7 mio € a fronte di un risultato netto positivo (38,2 mio €).

Ampliamento della rete
“Considerando il contesto economico, i risultati raggiunti nell'esercizio 2008 sono soddisfacenti e resi possibili anche grazie ad importanti attività di riposizionamento, di miglioramento di efficienza e di ampliamento della rete”, spiega Stefano Beraldo, Ad del Gruppo, fortemente concentrato, per quanto riguarda OVSindustry, sullo sviluppo tramite acquisizioni.

In particolare, il piano di riconversione della rete Melablu, acquisita alla fine dello scorso anno, procede bene: sono già stati riconvertiti 34 pdv ed, entro agosto, in linea con i piani prestabiliti, tutti i 50 negozi saranno operativi in rete sotto l'insegna OVSindustry o sue brand extension.
I lavori di ampliamento della rete OVS proseguiranno nel corso dell'anno con la trasformazione dei 7 store DEM (marchio di abbigliamento), la cui acquisizione sarà definitiva entro i primi di luglio.

Vendite 2009

“Dopo un primo trimestre in leggera flessione er le numerose piogge, le vendite si stanno riprendendo con il caldo di questo mese di maggio che ci permettono di dire che siamo in linea con i nostri piani”, sottolinea Beraldo.

Sky è sempre più competitiva nella raccolta pubblicitaria

Perché si è scatenata la guerra delle Tv in Italia? Cos'è successo in questi ultimi mesi tra Rai, Mediaset e Sky? Facciamo il punto prendendo in considerazione i dati di ascolto e raccolta pubblicitaria. Nel settembre 2003, quando Sky Italia si presentò sul mercato dopo la fusione di Tele+ e Stream, la Rai era attestata sul 43.01%, Mediaset sul 44.29%, La7 sul 2.43% e Sky sul 2.33%. A fine 2008 la Rai si ferma al 41.86%, Mediaset scende al 40.01%, Sky arriva a quota 9.27%. Per la pay-tv via satellite un invidiabile +7% circa a fronte del -4% abbondante di Mediaset. Si stima che ogni punto di share guadagnato o perduto valga sul mercato pubblicitario circa 50 milioni di euro di raccolta. Passiamo alla raccolta pubblicitaria.

Nel 2007 la torta è stata così suddivisa: 2.88 miliardi di euro a Mediaset col 62.6% della raccolta, 1.37 miliardi alla Rai col 29.8%, 210 milioni a SKY col 4.6%. Per il 2009 la Rai avrebbe stimato una perdita di 50 milioni con la raccolta ferma, allo scorso settembre, a 1.13 miliardi. Alla chiusura del penultimo trimestre del 2008 SKY era già a 196 milioni con prospettive di chiusura dell'anno con una lieve crescita. Anche se per Sky gli introiti pubblicitari contano appena per il 7% rispetto al fatturato complessivo, il resto proviene tutto dagli abbonamenti. Cosa ben diversa per Mediaset (80% del fatturato) e Rai (40%, il resto arriva dal canone e dagli accordi con le istituzioni). Nel secondo trimestre fiscale del 2009, Sky Italia ha riportato utili operativi per 10 milioni di dollari e il numero di nuovi abbonati è cresciuto di 322 mila unità a oltre 4,7 milioni alla fine del trimestre. Rupert Murdoch prevede un incremento del numero di sottoscrizioni. Mediaset Premium, per voce del vicepresidente Pier Silvio Berlusconi, ha più di 600 mila abbonati, con un trend in crescita.

Carrefour testa un nuovo concept Dia

Entro fine maggio, in Francia, Gruppo Carrefour testerà un nuovo format discount a insegna Dia.

Grazie all'esperienza positiva registrata in Spagna, è stato studiato un nuovo concept che armonizza layout, insegna e Pl a marchio Dia, del resto già presenti nei discount Ed, firma utilizzata dal Gruppo Carrefour in Francia negli ultimi otto anni per il canale discount.

I primi due piloti saranno operativi a Villeneuve Saint Georges e Mâcon.

Il green business in mostra a Firenze

Il tema è di quelli all'ordine del giorno: come favorire e sperimentare nuove opportunità di green & social business, cioè nell'ambito della sostenibilità e dell'economia responsabile? Una risposta pratica può venire dalla Borsa delle Imprese Responsabili, Green Business Meeting in calendario il 29 e 30 maggio a Firenze.
La fiera offre opportunità di relazioni e di affari, per favorire il green business per tutti gli attori di sistema pubblico, privato e non profit, attraverso incontri one-to-one e workshop tecnici sui vari aspetti del business green. Aspetti che possono essere partenariato in progetti, finanziamenti pubblici e bandi, adesione a network, ricerca e sviluppo di prodotti e servizi, ricerca e sviluppo commerciale e, infine, servizi finanziari green. Le aziende e gli enti potranno partecipare agli incontri bilaterali secondo due modalità: Company, aziende/enti presenti con una propria postazione fissa all'interno della Borsa; Participant, ovvero operatori interessati ad incontri one to one con le Companies presenti.

La Borsa è promossa dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus
per conto del sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop
in partnership con Fabrica Ethica, Premio Toscana Ecoefficiente,
Unioncamere Toscana e Camera di Commercio di Firenze.

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