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Querelle Eni-Conad: la risposta di Eni

Eni è assolutamente favorevole alla concorrenza e al libero mercato, ma intende proteggere gli interessi legittimi dell'azienda e dei suoi gestori, opponendosi all'apertura di nuovi punti di vendita che ottengano autorizzazioni senza il pieno rispetto delle norme vigenti”.
È quanto si legge nel comunicato con il quale Eni spiega le ragioni che hanno portato la società a fare ricorso al Presidente della Repubblica contro l'apertura di una pompa di benzina Conad, a Cesena, nel centro commerciale Montefiore.

La scelta dello strumento normativo
“Con la convinzione che le norme valgano per tutti, grandi e presunti piccoli, vecchi e nuovi operatori -si legge nel comunicato- Eni ha utilizzato un comune strumento di impugnazione degli atti amministrativi per chiedere la verifica dell'iter autorizzativo relativo all'apertura di un nuovo distributore di carburanti presso un supermercato Conad nel Comune di Cesena”.

In particolare, Eni precisa di avere riscontrato profili di illegittimità negli atti del Comune di Cesena e della Provincia di Forlì-Cesena finalizzati all'apertura del nuovo impianto Conad.
Poiché era ormai decorso il termine di 60 giorni per l'impugnativa al Tar di tali provvedimenti, Eni ha utilizzato il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, unico mezzo previsto dall'ordinamento italiano per tutelare le proprie ragioni come strumento amministrativo che consente a qualunque cittadino o impresa di impugnare gli atti amministrativi ritenuti illegittimi entro 120 giorni dalla loro conoscenza. Benché formalmente presentato al Presidente della Repubblica, il ricorso viene deciso dal Consiglio di Stato, ovvero dall'organo giurisdizionale amministrativo.
Contro i medesimi atti, peraltro, era già stato presentato ricorso al Tar dell'Emilia Romagna da parte dell'associazione di categoria dei gestori Figisc.

Il mercato delle benzine in Italia

Eni precisa, inoltre, che nel corso degli ultimi tre anni, nonostante i consumi di carburanti in continuo calo e il numero di stazioni di servizio in Italia (circa 24.000) sia circa il doppio di quello di Paesi europei con consumi similari (Germania, Francia, Inghilterra), sono stati aperti in Italia circa 600 nuovi impianti, in grande maggioranza da nuovi operatori.
"Chi sostiene che la normativa e la struttura oligopolistica del mercato italiano ostacolino l'apertura di nuovi impianti, fornisce una rappresentazione distorta dei fatti”.

A proposito di prezzi

Per quanto riguarda, infine, i prezzi al pubblico dei carburanti, qualunque comparazione relativa alla convenienza deve tener conto dell'area geografica di riferimento e delle modalità di erogazione. I clienti che scelgono di fare rifornimento da soli, analogamente a quanto avviene sugli impianti della grande distribuzione, possono risparmiare anche presso gli impianti Eni. Rispetto al prezzo servito di ciascun punto vendita, lo sconto è di 4 centesimi per il Fai da Te (self service in orario di apertura). In aggiunta, fino al 30 settembre, su oltre 3.000 impianti Eni, lo sconto aumenta a 10 centesimi al litro in Iperself (self service pre-pay in orario di chiusura).

Ikea: via da Torino e dal Piemonte

Ikea ha deciso di sospendere gli investimenti per il suo piano di espansione dopo la decisione della Provincia di Torino, per timore di speculazioni, di bloccare l’autorizzazione, già ottenuta dal Comune di riferimento, sulla trasformazione da agricoli in commerciali di 160 ettari di terreno in zona La Loggia.

Reazioni non comprensibili
Secondo Ikea (che in Italia opera con 21 store) questa risposta negativa, dopo sei conferenze dei servizi e i tempi, piuttosto rapidi da parte del comune di competenza, delude le aspettative, relative soprattutto al fronte occupazionale. Il nuovo store di Ikea, infatti, avrebbe portato, 250 nuovi posti di lavoro, oltre a 70 milioni di euro di investimento.

Obiettivo sud Europa
Dopo la delusione per questa ennesima difficoltà, che replica quanto è accaduto, lo scorso maggio, in Toscana, a proposito del sito di Vecchiano (vicino a Pisa), la casa madre avrebbe già deciso di riallocare l’investimento in un altro Paese del sud Europa.

Unicoop Tirreno lancia Utilgreen, linea di plastica riciclata

Unicoop Tirreno, in linea con la filosofia della cooperativa favorevole alla salvaguardia dell’ambiente, ha deciso di inserire nel proprio assortimento la linea Utilgreen, prodotti di largo consumo (quali secchi, cestini, vasi, sottovasi, fioriere, scope per casa o scopettone per passare lo straccio, scopini per la pulizia bagno e palette raccogli rifiuti), realizzati con plastiche miste provenienti dalle raccolte differenziate.

I pdv coinvolti

La linea, proposta in un espositore in cartone realizzato per l’occasione, è presente in un numero significativo di ipermercati e supermercati (Ipercoop di Livorno e tutti i supermercati Coop della città), i punti di vendita Unicoop Tirreno della costa -Piombino, Venturina, San Vincenzo, Cecina e Donoratico- e dell’Isola d’Elba, oltre che di Follonica, Bagno di Gavorrano e Massa Marittima (tutti in provincia di Grosseto). Entro i prossimi mesi, Unicoop Tirreno prevede di estendere l’assortimento in tutti i supermercati della Toscana, nel Lazio e in Campania.

I partner industriali
Gli articoli casalinghi Utilgreen, frutto della ricerca e del know-how, ottenuti partendo dal plasmix (le plastiche miste) proveniente dalle raccolte differenziate, sono prodotti da due aziende toscane: Revet, leader nella raccolta, selezione e trattamento di materiali destinati al riciclaggio, e Utilplastic, società di Larciano (Pt) specializzata nella lavorazione e stampaggio di plastica per la produzione di articoli casalinghi.

I vantaggi per Coop
 “Questo accordo -ha dichiarato Massimo Lenzi, direttore commerciale Unicoop Tirreno - rientra perfettamente nella filosofia della Cooperativa, per diversi aspetti, quali la continuità con i numerosi progetti verso la tutela ambientale e la riduzione dell’inquinamento che Coop porta avanti da sempre. A ciò si aggiunge il fatto che Revet e Utilplastic sono aziende del territorio e confermano, quindi, la nostra volontà a collaborare con realtà imprenditoriali locali. Infine, non va sottovalutata la portata in termini di informazione e trasparenza verso il cittadino che vede messe in pratica e può toccare con mano attività di sensibilizzazione ecologica che sosteniamo da anni.”

L'opinione dei partner
Secondo Valerio Caramassi, presidente di Revet SpA: “Questi articoli casalinghi sono la dimostrazione tangibile che differenziare non è riciclare: questo è lo sforzo di Revet, che ha trovato in Utilplastic un’azienda disponibile nello scommettere sull’eco- sostenibilità”.
“Insieme a Revet -ha concluso Massimo Desideri, presidente di Utilplastic- abbiamo colto la sfida e sviluppato la ricerca per arrivare alla produzione in serie di nuovi articoli casalinghi partendo dai materiali plastici provenienti dalla raccolta differenziata domiciliare, che sarebbero altrimenti destinati al recupero energetico o allo smaltimento”.

Tesco avvia un pilota sul wi-fi gratuito nei pdv

Tesco ha avviato in UK un progetto che prevede l'offerta del servizio Internet wi-fi gratuito ai clienti nei propri punti di vendita. L'iniziativa, secondo il Financial Times, interessa per ora solo quattro store e se otterrà risultati positivi verrà rapidamente estesa anche agli altri punti di vendita della rete del retailer inglese. La presenza di una copertura wi-fi permetterà ai clienti di connettersi in modalità wireless a Internet attraverso smartphone e computer portatili.

Confrontare i prezzi nei pdv

La scelta di implementare questo nuovo servizio da parte di Tesco nasce dall'esigenza di assecondare i cambiamenti nei comportamenti di acquisto dei consumatori, sempre più abituati a comparare prezzi e leggere recensioni sui prodotti mentre si trovano all'interno dei punti di vendita.

Investimenti contenuti

L'investimento per la creazione dell'infrastruttura tecnologica necessaria all'attivazione del servizio è stato contenuto visto che Tesco utilizza già il wi-fi per le proprie operazioni in-store.

Il wi-fi gratuito, non ancora molto diffuso nel retail, è stato da tempo già introdotto in altri canali, come nei ristoranti McDonald's e nei coffee shop Starbucks.

Nielsen, inflazione Lcc in discesa a giugno

Rallenta l'inflazione in gdo. I dati di giugno rilevati da Nielsen relativi ai prezzi del largo consumo confezionato mostrano un primo segnale di frenata: rispetto a maggio, mese in cui si è osservato il picco dei prezzi, l’inflazione a carrello è scesa dal +3,6% al +3,2%.

I prodotti
Il raffreddamento dei prezzi a giugno è avvenuto  nonostante un ulteriore incremento dei prezzi di alcune materie prime che sta incidendo dall’inizio dell’anno sull’andamento dell’inflazione. Le categorie con più alta crescita dei prezzi registrata nel mese di giugno sono state: olio di semi di soja +22,0 % (+19,0% a maggio), caffè tostato macinato +20,0 % (+16,7% a maggio), zucchero 18,1% (+16,8% a maggio), farina di grano +9,7 % (+9,1% a maggio). Un contributo importante al calo dell’inflazione dei prodotti di largo consumo è invece arrivato da frutta e verdura confezionata +0,3 % (+4,3 % a maggio), latticini +5,1 % (+5,3 % a maggio), pasta fresca +1,4 % (+3,2 % a maggio), bevande analcoliche +1,5 % (+1,7 % a maggio) e vini +4,6 % (+5,6 % a maggio).

Una scelta obbligata
La discesa dell’inflazione è un segnale evidente della necessità per la distribuzione moderna di contenere gli incrementi dei prezzi in un momento economico difficile per le famiglie italiane e per l’intero Paese. I principali fattori sono legati ad un trend negativo in termini di prospettive di lavoro e di finanze personali per i prossimi 12 mesi.

Inditex: accordo con Tata per aprire pdv Massimo Dutti in India

Il gruppo Inditex e Trent, fashion retail company del gruppo indiano Tata, hanno siglato un’intesa per l’apertura di pdv a insegna Massimo Dutti in India attraverso una joint-venture nella quale Inditex detiene il 51%. A seguito dell’accordo, Massimo Dutti potrà così affiancarsi a Zara, già presente nel paese con store a New Dehli e Mumbai.

Si tratta della seconda joint-venture per Trent e Inditex in India. L’inizio della partnership risale, infatti, al 2009 quando i due gruppi stipularono un accordo per lo sviluppo di cinque punti di vendita Zara in India.

Il gruppo Trent starebbe inoltre pianificando la creazione di una catena di pdv grocery in India, in collaborazione con altri retailer: tra i nomi più ricorrenti figura quello di RPG Group.

Megamark, 10 milioni per il nuovo Famila di Bisceglie

Al via a Bisceglie il più grande pdv nella provincia Barletta Andria Trani del Gruppo Megamark. Si tratta di un superstore a insegna Famila, che occupa circa 40 persone su una superficie di vendita di quasi 2.200 metri quadri ed ha richiesto un investimento complessivo di quasi 10 milioni di euro, comprensivi del costo dell’immobile.

Wi-fi per i clienti
Il nuovo pdv, ubicato in via padre Kolbe,  è dotato di ampie aree parcheggio, di un’area wi-fi per la navigazione gratuita sul web e allestito con attrezzature in grado di ottimizzare il risparmio energetico (in particolare banchi frigo intelligenti e luci a led), ed effettua tutti i giorni orario continuato.

Sfida per la crescita
All’apertura del punto di vendita è intervenuto anche Albano Carrisi, cantante e produttore di vini salentini in assortimento nel supermercato, intrattenutosi con i clienti del punto di vendita. "In un periodo di crisi economica come questo -dichiara Giovanni Pomarico (nella foto) a capo del Gruppo Megamark- l’operazione rappresenta un investimento importante per il nostro gruppo, sempre pronto a raccogliere le sfide del mercato proponendo punti di vendita sempre più innovativi".

Coop Lombardia sceglie soluzioni di self-shopping firmate Datalogic

Coop Lombardia

L'Ipercoop situato all'interno del c.c CentroSarca a Milano ha introdotto le soluzioni di self-shopping Joya e Shopevolution di Datalogic.
I soci Coop che aderiscono al servizio Salvatempo avranno a disposizione 300 device Joya per registrare i singoli prodotti selezionati leggendo il codice a barre presente sulle confezioni ed imbustarli direttamente. Il valore dello scontrino è inoltre costantemente aggiornato sul display del Joya. Si potranno ricevere anche informazioni sui prodotti, sulle offerte promozionali presenti nell'ipermercato e sui punti fedeltà guadagnati.
Al termine della spesa basterà consegnare Joya all'operatrice per poi procedere con la stampa dello scontrino e pagare.

Lo sviluppo di Shopevolution

Con l'implementazione presso l'ipermercato del Centro Sarca si consolida la partnership tra la Coop Lombardia e Datalogic (altri 2 iper in previsione nel 2011) che iniziò nel 2003 per poi proseguire nella gestione di nove punti di vendita.

La soluzione Shopevolution di Datalogic è presente in più di 380 punti di vendita in vari paesi come Italia (Coop, Conad, Auchan, Esselunga, Famila, Lombardini, Finiper e E.Leclerc Conad), Francia (Groupe Casino, Atac e Carrefour) e Belgio (Delhaize Group e Carrefour) e Stati Uniti.

Indicod-Ecr istituisce il comitato eCommerce

Indicod-Ecr, l'associazione italiana che si occupa della diffusione degli standard di identificazione e comunicazione adottati a livello mondiale, ha istituito il Comitato eCommerce, un gruppo di lavoro per incentivare l'adozione dell'Edi secondo gli standard Eancom e di Euritmo, il progetto Web-Edi italiano di Indicod-Ecr per lo scambio elettronico di documenti tra le imprese.
Il Comitato eCommerce è composto da circa 30 aziende produttive e distributive, attive storicamente nell'Edi, e dai service provider Euritmo. Tra gli obiettivi di lavoro del comitato anche l'allineamento degli standard internazionali con le esigenze degli utilizzatori italiani, e il monitoraggio della diffusione dell'Edi e di Euritmo in Italia.

Messaggi Edi tradizionali
Le prime attività svolte dal Comitato eCommerce riguardano i messaggi Edi tradizionali, vale a dire la loro migrazione dalla versione Eancom 1997, Directory D.96A, alla nuova versione Eancom 2002, Directory D.01B. In particolare sono stati definiti, secondo la nuova release Eancom 2002, i documenti: ordine, conferma d'ordine e avviso di spedizione.
La definizione della fattura sarà ultimata in autunno, completando così tutto il set di messaggi Edi che compongono il ciclo dell'ordine e permettendo ad Indicod-Ecr di completare il rilascio della nuova release Eancom 2002 entro la fine del 2011. Con questo rilascio le aziende italiane saranno in grado di dialogare senza problemi con i loro partner commerciali europei e non solo.

Costi ridotti e processi più veloci

La trasmissione elettronica di documenti in formato standard strutturato è essenziale per le aziende italiane per ottenere benefici rilevanti legati alla diminuzione degli errori (soprattutto di digitazione degli elementi che compongono la fattura), alla riduzione dei costi e soprattutto all'aumento della velocità dei processi.
Per ogni singola fattura trasmessa via Edi un'azienda produttrice italiana può risparmiare tra i 3 e i 5 euro, mentre un'azienda distributiva riesce a risparmiare tra i 4 e i 6 euro, secondo quanto emerge dalla Ricerca 2011 dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano che Indicod-Ecr sostiene in qualità di partner dal 2006. Se invece compie la dematerializzazione di tutti i documenti del ciclo dell'ordine, un produttore italiano può risparmiare fino a 42 euro a ciclo, mentre un distributore può raggiungere benefici nell'ordine di 23 euro.

Wincor Nixdorf seconda al mondo per la diffusione di soluzioni Epos

Wincor Nixdorf, leader in Europa nelle soluzioni Epos (electronic Pos system) per il segmento
retail, si posiziona al secondo posto per il numero di consegne a livello mondiale nel 2010,
secondo lo studio pubblicato dalla società britannica Retail Banking Research.

L'indagine documenta come l'azienda mantenga il primato a livello europeo nei settori chiave del
retail (food e non food), mentre a livello mondiale abbia ottenuto un importante successo con il
raggiungimento del secondo posto, a dimostrazione del positivo posizionamento che Wincor
Nixdorf ha conseguito negli ultimi anni.

Recentemente il business di Wincor Nixdorf relativo ai Pos è cresciuto molto più velocemente
del mercato. La società ha potenziato ulteriormente il proprio posizionamento sui mercati consolidati e ha contemporaneamente ottenuto ottimi risultati negli Stati Uniti e in Gran
Bretagna. Inoltre, Wincor Nixdorf si è inserita in nuovi mercati come Centro e Sud
America.

Rewe è in trattativa con Conad per la rete Billa Italia

Rewe Group sta negoziando con Conad per la vendita di
gran parte della rete di supermercati e superstore Billa in Italia. Oltre a Conad, di cui Rewe è partner in Coopernic, anche Coop Italia sarebbe  interessata ai 190 store della rete.
Billa in Italia ha registrato un calo delle vendite di oltre il 6% lo scorso anno, nonostante il tentativo fatto di incrementare le vendite convertendo i negozi Standa e Iperstanda in Billa.
Rewe Group vorrebbe mantenere alcuni punti di vendita in Lombardia e Veneto che potrebbero essere riforniti dai centri di distribuzione austriaci di Billa. In ogni caso, infine, la rete discount Penny Market non sarebbe toccata dall'affare. 

Benetton compra Pittarello

Benetton si sviluppa nel calzaturiero, perfezionando l’acquisizione di Pittarello. L’operazione è stata conclusa tramite 21 Investimenti, società guidata da Alessandro Benetton, che ha avuto come partner Nem, società di investimento del gruppo Banca Popolare di Vicenza e Quadrivio, fondo di private equity specializzato nel sostegno ai processi di crescita di medie imprese. I fondatori dell'azienda - la famiglia composta dai fratelli Gianni Ivo, Pierluigi, Vittorio e Lorenzo Pittarello - conserveranno il 21% del capitale di Pittarello. Il valore dell’operazione si aggira sui 150 milioni di euro.

Sviluppo
Per 21 Investimenti l'obiettivo dell'operazione è quello di mettere le proprie competenze finanziarie e industriali al fine di accompagnare lo sviluppo della società che prevede nei prossimi cinque anni il raddoppio dei pdv. Il gruppo Pittarello Elefante, che ha chiuso l'esercizio 2010 con un fatturato di 120 milioni di euro, è attivo da tre generazioni e conta una rete distributiva formata da 44 negozi in Italia e 9 in Croazia gestiti con il medesimo marchio.

Cusano Milanino location contestata: Esselunga si spiega

Colpo di scena: dopo il no del comitato cittadini, per un progetto che ogni tot anni viene riproposto alla cittadinanza, e dopo il no del Comune di Cusano Milanino al referendum, ora Esselunga interviene direttamente e spiega la
bontà del suo progetto mediante un depliant a colori, distribuito per posta a tutti i cittadini che inizia chiedendo "Pochi
minuti del vostro tempo per raccontarvi il nostro progetto" perché "riteniamo necessario portare a conoscenza della cittadinanza di Cusano Milanino quanto segue:
- l’area dismessa della fabbrica Pirelli è stata acquistata nel 1987,
24 anni fa (prosegue il depliant con un rendering della futura facciata -in foto- e la planimetria del progetto)
-a
quel tempo le previsioni di piano consentivano la realizzazione di un supermercato di 1.500 metri e di residenze
-la realizzazione di un supermercato Esselunga a Cusano è sempre stata osteggiata da interessi contrari di gestori di altri supermercati o di costruttori di case".

Verrebbero assunti 130 lavoratori di Cusano
Il depliant di Esselunga prosegue con illustrare l'obiettivo dell'azienda che è di realizzare un bell'edificio in mattoni con all'interno un supermercato di 2.500 mq, un bar e forse una farmacia. E poi rendere più interessante la prospettiva precisa che potrebbe dare lavoro a 130 persone, o meglio, 130 giovani di Cusano. In più viene offerto un buono sconto di 10 euro da consumarsi nei negozi di Desio e Varedo anche per vedere le realizzazioni di quei due store molto simili a quello di Cusano Milanino.
Da precisare che il referendum fra i cittadini aveva raccolto 1.474 firme.

BRANDS AWARD 2010, CERIMONIA DI PREMIAZIONE (Award)

Si è svolta presso la sede del Gruppo 24 ORE la serata di premiazione di Brands Award 2010, premio alle migliori marche di beni di consumo, promosso dal settimanale GDOWEEK e dal mensile MARK UP.

Sottofondo della serata la performance artistica "Note di sabbia", uno spettacolo originale ed emozionale che ricrea la magia della Brand Experience. Figure di sabbia che nascono e si trasformano magicamente dalle mani di una giovane artista, Gabriella Compagnone, insieme alla musica di un trio jazz, composto da contrabbasso, pianoforte e batteria.

Al via Brands Award 2010

scarica le nomination 2010


Brands Award
, il premio alle migliori marche dei beni di consumo, è promosso dal settimanale GDOWEEK e dal mensile MARK UP, testate de Il Sole 24 ORE Business Media, Gruppo 24 ORE.

Brands Award è organizzato in collaborazione con SymphonyIRI Group, azienda leader nel mercato delle rilevazioni continuative basate sui dati scanner dei canali distributivi moderni, GfK Retail and Technology, società di ricerche di mercato leader nel settore dei beni durevoli di consumo e Toluna leader mondiale nella fornitura di panel online e tecnologia per la creazione e personalizzazione di web community con finalità di ricerca.

86 sono le marche che concorrono all'11 edizione del premio e quindici i riconoscimenti che verranno assegnati:

- Top Brands Award 2010
- Brands Award di categoria
(13 le Categorie in gara)
- Brands Award "Premio Retailer"
- Premio Speciale “New Entry 2010” che prende in considerazione i prodotti non in gara nel Brands Award poiché lanciati nei primi quattro mesi dell'anno in corso.
I prodotti candidati potranno essere votati attraverso un sondaggio on line a partire dai primi di giugno.

Anche per questa edizione saranno tre i livelli di giudizio che, pesati in modo uguale, indicheranno i vincitori di categoria e il vincitore assoluto:
1 - Le performance di vendita attraverso i dati SymphonyIRI Group e GfK Retail and Technology
2 - Le preferenze del consumatore decretate dal Panel Toluna
3 - Il giudizio dei Manager del Retail Moderno Italiano

Quest'ultimo decreterà anche il "Premio Retailer".

La serata di premiazione si terrà a Milano il prossimo 8 luglio (su invito)

Per informazioni

L’analisi semiotica del packaging traccia il giusto profilo del prodotto

Nessuno, al Conai, avrebbe probabilmente immaginato che Napoli all'inizio del 2008 avrebbe regalato un indiretto, involontario, nonché tragico spot alle attività del Consorzio e alle buone pratiche delle aziende coinvolte. Cultura della sostenibilità, attenzione all'ambiente, ecoimballaggi e raccolta differenziata sono valori che si stagliano netti a fronte dell'area del disastro campano, con tanto di cifre, riportate scrupolosamente dal Dossier Prevenzione 2007 - 10 anni di progetti e soluzioni per imballaggi ecocompatibili, il terzo rapporto del Consorzio (i precedenti datano 2001 e 2004) pubblicato sul finire dello scorso anno. Vi vengono riportati i costi evitati dello smaltimento in discarica, le emissioni risparmiate, il valore della materia prima seconda generata dalle attività di riciclo e l'indotto occupazionale innescato dall'attività consortile. Oltre 500 le azioni di prevenzione presentate, 200 le aziende partecipanti, che producono e utilizzano mediamente oltre il 50% degli imballaggi presenti nei settori analizzati: alimentari solidi, alimentari liquidi, chimico farmaceutico, curadetergenza, altri settori (dai pallet ai film).

Prevenzione e riciclo
Il bilancio complessivo presenta cifre di tutto rispetto. Nel settore dei detergenti, ad esempio, grazie al crescente utilizzo di prodotti concentrati, si è ridotto del 50% il volume e il peso dei contenitori. In alternativa, i contenitori si riciclano. Interessante, al riguardo, il progetto, tuttora in corso, avviato dalla Regione Piemonte con il supporto dell'ente di ricerca Ecologos per la riduzione alla fonte dei rifiuti, grazie alla vendita di detergenti sfusi. Coinvolti (al 3 settembre 2007) 11 pdv Auchan, Crai e Ipercoop. Nei primi 9 mesi si è evitato di immettere nell'ambiente 53.404 flaconi di plastica. Le cisterne di sfuso inviato ai punti di vendita sono stati riempiti per 115 volte con conseguente riutilizzo. E si continua.

Ethic Award 2011

Jeff Fardell è il nuovo amministratore delegato di Conbipel

Jeff Fardell è il nuovo amministratore delegato di Conbipel, marchio del fashion accessibile che fa capo al fondo di private equity Oaktree Management Capital.

Australiano, 48 anni, Fardell assumerà l'incarico a partire dalla fine del mese di luglio. Il nuovo AD
vanta una consolidata esperienza nel settore retail internazionale, dove ha
ricoperto una serie di ruoli di crescente responsabilità, partendo dai grandi magazzini
Coles/Myer, Country Road e Jeans West nella nativa Australia.
Successivamente Fardell ha lavorato per dieci anni in Nike prima in Australia, poi in Olanda e
Stati Uniti. Prima di essere scelto per guidare Conbipel, Jeff Fardell ha ricoperto il ruolo di
AD di Mexx, società del Gruppo Liz Claiborne, con sede in Olanda.

Con la nomina di Jeff Fardell ad amministratore delegato, Conbipel rafforza il proprio
commitment nell'implementazione del nuovo piano industriale, focalizzato in particolare sul
consolidamento, lo sviluppo e la crescita del marchio sul mercato italiano.

Novità: l’Olio Monini australiano è in Esselunga

il Primissimo Monini è una importante novità in edizione limitata che Esselunga, con una perfetta operazione di comarketing, si è accaparrata per prima e in esclusiva. Il nome sottolinea una caratteristica resa possibile dal fatto che l'Australia, essendo nell'altro emisfero, all'inizio di luglio si trova nella stagione che corrisponde all'inizio di gennaio in Italia. Quindi il Primissimo Monini si fregia del fatto  di essere il primo olio extra vergine d’oliva franto nel 2011.

Piantagione di 300 ettari
Zefferino Monini, presidente e Ad della Monini Spa, ha individuato nel New South Wales il sito ideale per una piantagione di circa 300 ettari. Grazie ad un investimento di 8 milioni di euro è stata realizzata una “farm” all'avanguardia, per i metodi di coltura e raccolta meccanizzata dei frutti. La componente umana continua a rivestire però un ruolo fondamentale e la famiglia Monini si riserva il ruolo di supervisionare personalmente, tra fine aprile e primi maggio la raccolta, frangitura e naturalmente l’assaggio del prodotto finito da parte di Zefferino.
I giovani ulivi provenienti dall’Italia, nelle varietà Frantoio, Leccino, Coratina, Pendolino sono stati messi a terra tra il 2004 e il 2005 essendo tutte specie autoctone dell’Umbria, regione dove da tre generazioni la famiglia Monini produce olio extra vergine di qualità. Si tratta di 106.000 piante, che ad oggi hanno una resa pari di 350.000 litri di olio, pari al 40% della produzione, la maggior parte della quale destinata al mercato australiano.

40 mila bottiglie per l'Italia a partire dal 4 agosto
Monini ha deciso di far importare il 10% di questa produzione di qualità premium.
Il 7 luglio il primo carico di olio italo-australiano è arrivato a Spoleto per essere imbottigliato ed è stata la catena Esselunga, con una perfetta operazione di comarketing, ad assicurarsi l’esclusiva di questa novità. Esposte in floor stand, le 40.000 bottiglie “edizione limitata” di questo primo lotto saranno disponibili in promozione dal 4 agosto fino ad esaurimento.
Prezzo consigliato al pubblico € 5,49

Bridgepoint acquisisce la catena di profumerie La Gardenia

La Gardenia, insegna attiva nel segmento alto del mercato con location situate prevalentemente nei centri storici delle principali città italiane e con una crescente presenza all'interno dei shopping mall dei centri commerciali, è stata acquisita dal fondo di private equity Bridgepoint, che vanta una lunga esperienza nel settore retail della profumeria grazie sia al controllo di Limoni (investimento realizzato nel 2006 con un fondo diverso da quello utilizzato per questa acquisizione) sia dall'aver controllato e sviluppato in Francia, dal 2002 al 2005, la catena di profumeria ad insegna Nocibé.

I numeri di La Gardenia
Nel 2010 La Gardenia ha realizzato un fatturato di 113 milioni di euro con un Ebitda di 18 milioni di euro.
Dal 2006 al 2011 la catena, che opera con una rete di 161 negozi e 822 dipendenti, ha raddoppiato la propria quota di mercato per effetto sia della crescita a parità di perimetro, sia dell'apertura di nuovi negozi e della ristrutturazione di punti di vendita esistenti.
Silvano Storer, amministratore delegato di La Gardenia, ha dichiarato che l'azienda ha ancora ampi margini di crescita e la partnership con Bridgepoint consentirà alla società di crescere e rafforzare ulteriormente il posizionamento di mercato.

Le prossime mosse
“La Gardenia è uno dei principali operatori nel settore della profumeria italiano e grazie alla sua eccellente reputazione in termini di servizio al cliente è sicuramente ben posizionata per acquisire ulteriori quote di mercato e crescere nel segmento degli shopping mall, partecipando così al processo di consolidamento di un settore ancora molto frammentato”, ha affermato Lucio Ranaudo, partner di Bridgepoint.

Il fondo di private equity, che già due anni fa aveva individuato La Gardenia come potenziale investimento, ritiene che l'azienda abbia potenzialità di sviluppo, a partire anche dall'introduzione di private label.

I finanziamenti al servizio dell'operazione, la cui entità non è stata comunicata, sono stati erogati da Banca Imi, IKB e MPS Capital Services.

Euronics: strategie di utilizzo di internet

Superquinn vende a Musgrave e rimane irlandese

"Abbiamo un progetto chiaro per continuare con il brand, per garantire posti di lavoro e investire nel futuro del business -afferma il Ceo di Musgrave Chris Martin- manterremo aperti tutti i negozi esistenti." La news arriva da Reuters.

Azienda familiare
Superquinn, nata come azienda a conduzione familiare nel 1960, impiega 2.800 persone. Ha perso quote di mercato negli ultimi anni a causa dei rivali di prezzo Aldi e Lidl.
il colpo di grazia è arrivato a causa della enorme bolla immobiliare del 2008. E come se non bastasse nel primo trimestre di quest'anno c'è stata una diminuzione dell'1,9% delle vendite.

Il senatore indipendente Feargal Quinn -che ha creato il marchio
Superquinnnel 1960- ha accolto con favore la vendita
della catena di Musgrave dicendosi soddisfatto che la
catena fosse messa nelle mani di un'altra azienda di famiglia
irlandese. Il senatore ha anche espresso preoccupazione per le politiche di
acquisto di aziende fuori dell'Irlanda, che ha detto che non sempre
sostiene i produttori irlandesi.
Tuttavia non si conosce il valore della transazione.

400 milioni di euro di debito
Musgrave è intervenuto solo poche oro dopo che Superquinn è stata posta in amministrazione controllata per via del debito di oltre 400 milioni di euro.
La transazione è comunque soggetta all'approvazione delle autorità competenti della concorrenza.  Musgrave gestisce 3.300 punti vendita con i brand Supervalue, Centra e Londis.

Arriva la benzina low cost firmata Simply

Simply entra nel mondo dei carburanti e apre il primo distributore low cost a marchio, nelle Marche, a Castelfidardo (An), all'interno dell'area IperSimply di Via Musone 3/B.
“Visti i continui rincari del prezzo del carburante, abbiamo voluto dare
un segnale forte ai nostri clienti, investendo in un servizio che esula
dal nostro core business, ma che è in linea con il posizionamento
dell'insegna -dichiara Antonello Sinigaglia, Direttore Generale di Sma
S.p.A
.- Come abbiamo fatto con le parafarmacie e i libri di testo
scolastici, anche con le benzine vogliamo contribuire a portare
concorrenza nel settore, per trasferirne i benefici in termini di
risparmio alla nostra clientela”.

Le caratteristiche dell'area di servizio

Progettata seguendo avanzate tecnologie, la stazione di servizio Simply,
che occupa una superficie di 1.500 mq, è provvista di tre isole doppie
multi prodotto, per rifornirsi di carburante “discount” in modalità self
service, al prezzo più basso della zona, per benzina
verde e gasolio.
Partner dell'iniziativa è Goldengas, azienda senigalliese fondata nel 1965 leader nelle Marche in campo petrolifero, che ha realizzato l'impianto.

Campagna di lancio

In occasione dell'apertura, dal 21 luglio al 3 agosto, a fronte di un rifornimento di carburante di almeno 30 euro viene offerto un buono sconto del 5% da utilizzare per la spesa in uno dei cinque punti vendita della zona: (Simply di via Montessori, IperSimply di Via Musone entrambi a Castelfidardo, Simply di via Vecchia Formace e IperSimply di via Molino Basso a Osimo e, infine, IperSimply di via Buffolareccia a Loreto. È sufficiente fare acquisti per almeno 30 euro e presentare alla cassa la ricevuta del rifornimento di carburante, per risparmiare il 5% sul proprio carrello della spesa.

Sviluppo

La stazione di servizio di Castelfidardo è il primo supermarket di benzina low cost a marchio Simply, al quale faranno seguito altre aperture, non solo nelle Marche, ma anche in Lombardia e nel Veneto. Entro il 2012 Sma Spa prevede di aprire una decina i distributori a marchio Simply per tutti i supermercati d'attrazione della rete presenti sul territorio nazionale.

Intervista a John Grant sul cambiare il mondo comunicando la sostenibilità

“Dovremmo guardare alle api e a come si organizzano per imparare a co-esistere. Rappresentano un eco-sistema perfetto di collaborazione, da studiare per costruire una nuova visione della società.” Chi parla è John Grant, conosciuto anche in Italia come il guru del green marketing grazie al libro Green Marketing, il Manifesto. Anche il suo ultimo libro, il quinto, Co-opportunity, torna a parlare di sostenibilità, puntando a un nuovo modello possibile basato sulla collaborazione. “Niente di nuovo -afferma- basta guardare a ciò che già esiste, dai social network alle social venture, al cloud computing, all'innovazione open source. Nuovi modi di relazionarsi, di risolvere problemi della collettività, di organizzare progetti e stare insieme nella vita quotidiana. Sono prodromi di una nuova democrazia, una sorta di 'village democracy' che dimostra come una maggiore co-operazione attraverso reti collaborative possa essere un modo, a portata di tutti, per aumentare il benessere comune".

È una logica che potrebbe funzionare anche per le aziende? Queste innovazioni sociali e tecnologiche non sono più il prodotto esclusivo di grandi società e centri di ricerca, ma incorporano la quotidiana creatività di individui, piccole imprese e comunità produttive
autorganizzate. Le aziende potrebbero e dovrebbero proprio guardare a questo modello per sostituire l'attuale “cultura economica predominante”, che blocca l'innovazione, in nome di un “non più possibile” controllo sui saperi comuni con brevetti ed altre forme di proprietà. E anche pensare a un modello più flessibile, aperto. Amazon, per esempio, a seconda dell'ora, consuma solo dal 10 al 40% delle capacità del proprio data center. E il resto? Lo condivide, lo affitta, senza timori di essere violato. Ci sono problemi di offerta verso una domanda che si riduce sempre più, problemi di efficienza ed economie di scala, che potrebbero essere mitigati grazie a una visione collaborativa.

Un modello applicabile anche al marketing?

Unirsi per un mondo migliore dovrebbe essere l'obiettivo del nuovo marketing. Ovvero unire una visione sostenibile della nostra società con quella del marketing. Se le persone sempre più vogliono essere trattate da persone e non da clienti, le
aziende devono imparare a coinvolgere le persone piuttosto che alienarle. Imparare a lavorare con loro. Oggi, è un mondo diverso, abbiamo più macchine fotografiche nei nostri cellulari e con queste abbiamo il potere di cambiare le cose, se ci cola morte di un prodotto (o di un leader politico). La sfida per le aziende è creare reali benefici e valori umani, in linea con i nuovi desideri e priorità. Il futuro è oggi; ci sono già milioni di persone che pensano che il mondo è già questo: sono coloro che animano i social media. Questa nuova visione del marketing è guidata dal consenso democratico, dove sono i cittadini che creano i loro brand e che formano la domanda. La sostenibilità e il marketing possono, allora, lavorare insieme per innovare la società.

Quali brand si stanno già muovendo in tal senso?

Questo è ciò che guida brand come Nike, Levis, Pepsi -30 milioni di persone negli Stati Uniti hanno partecipato, con il crowd funding, per scegliere idee ad alto impatto sociale poi finanziate da Pepsi- solo per citarne alcuni. Sono marche che collaborano con i loro clienti. L'opportunità oggi è dare alle persone il potere di sentirsi parte di una comunità. Il valore è l'esperienza che possiamo creare per sentirci parte attiva di qualcosa di nuovo che sta nascendo e che ha come priorità il bene comune.

Quali sono i migliori canali e/o tecniche per comunicare la sostenibilità di un'impresa o di un brand?

Comunicare messaggi di sostenibilità con le tecniche e i mezzi tradizionali porta alla stagnazione. Esattamente, dove in parte giace oggi il cosiddetto consumo sostenibile. La ricerca di awareness non è sufficiente. È necessario innovare anche la comunicazione: è il caso, per esempio, della campagna “Glass of water” di Toyota, che ha vinto ai recenti Green Awards a Londra il premio come migliore campagna integrata. Nata con l'obiettivo di sensibilizzare verso una guida eco, si è sviluppata sull'idea che, se devi guidare con un bicchiere pieno d'acqua sul cruscotto senza farla cadere, dovrai stare attento a come acceleri o freni. Un genere di guida che riduce del 10% il consumo medio di un'auto, pari a due milioni di tonnellate di CO2 l'anno. Al centro della campagna, un'applicazione iPhone che simula il bicchiere d'acqua sul cruscotto. La pubblicità non dice niente, è semplicemente sabbia nel deserto. Ma non dobbiamo fare l'errore di pensare che l'innovazione sia solo nel digitale, che è certamente importante, ma, da sola, non è sufficiente. L'esperienza reale è altrettanto significativa.
Un'altra bella campagna, sempre premiata ai Green Awards, è “Walk more drive less” che, a Shangai, ha animato le strade, una sorta di performance collettiva per sensibilizzare a camminare e lasciare a casa le auto. I pedoni che attraversavano la strada inconsapevolmente disegnavano di verde la sagoma di un albero, prima passando sopra una striscia di pittura verde, poi lasciando impronte verdi su un enorme telo raffigurante un albero spoglio. A fine giornata, i teli, come enormi graffiti, venivano esposti sulle facciate dei palazzi, a dimostrazione che camminare è più verde che prendere l'auto.

Volendo sintetizzare: quali sono i pilastri per il nuovo marketing e la nuova comunicazione?

Innovazione ed educazione. Tesco, per esempio, si è data una visione 2020, intervenendo sul proprio business per ottimizzarlo in tutti i suoi processi, ma ha anche capito che quello che può fare, anche insieme a tutti i suoi fornitori, è cento volte inferiore a quanto possono fare insieme ai loro clienti. Solo il trasporto utilizzato da questi ultimi per raggiungere i supermercati conta il 50% delle emissioni di CO2 dell'insegna. Si sono, allora, dati un ulteriore obiettivo: aiutare i clienti a ridurre l'impronta ecologica del 50%. Oltre a una campagna e a centri educational dedicati, questo approccio sta portando Tesco ad entrare in nuovi mercati, come quello dell'abitare sostenibile, offrendo prodotti per rendere più green ed efficiente la casa.

La vera discriminante per una società sostenibile sono i comportamenti. Come la comunicazione e il marketing possono contribuire a definirne di nuovi?

Per cambiare i comportamenti, non basta informare, è necessario coinvolgere le persone. La moda, come il marketing, è come la psicoanalisi negli anni Cinquanta, una nuova scienza che cercava di far fare alle persone ciò che non volevano. Cosa succederebbe se fossero le persone a guidare la società? Cosa succederebbe se fossimo noi stessi a guidare le campagne politiche o di comunicazione? Le aziende possono -devono- coinvolgere le persone per costruire una diversa società. In molti Paesi, ciò sta già avvenendo, è una rivoluzione silenziosa. Nel Regno Unito, sta diventando normale comprare green. Solo i prodotti Fairtrade, l'anno scorso, sono cresciuti di oltre il 50%. Si compra bio per ragioni di salute, non perché è green. Nelle scuole, crescono i programmi per educare i bambini a uno stile di vita green. Così come è, ormai, culturalmente inaccettabile lavorare per un'azienda non sostenibile e per un'azienda trovarsi in fondo a una black list di Greenpeace. Questo sta diventando la nuova normalità. A poco a poco, il green è meno speciale e meno caro e più sarà normale, più sarà invisibile e diffuso. Perché questi comportamenti diventino mainstream, sono necessari modelli di comportamento cui ispirarsi. Esempi icona possono essere individui, brand, il tuo vicino di casa, il collega, un amico di Facebook, il primo ministro o una star del cinema. Esempi diffusi di un nuovo modo di essere e consumare (o non consumare). Passione, desiderio, pathos guidano questo movimento silenzioso, che tocca quasi ogni angolo del pianeta, non grazie a internet, che ne è semplicemente l'amplificatore. Questa è la speranza dei prossimi dieci anni.

Conad Sicilia inaugura a Modica 2.000 mq di fotovoltaico

Il primo impianto fotovoltaico di Conad Sicilia consta di 2.000 metri quadrati di superficie installati sul tetto del magazzino della sede a Modica (Ragusa).  Da lì partono i rifornimenti per 159 supermercati presenti in Sicilia orientale e a Malta.

Pannelli Isofon installatore Cerberus
L'impianto con una potenza totale di 200 kwp, è stato installato dalla ditta Cerberus sulla pensilina di copertura del piano di carico del centro di distribuzione, sfruttando uno spazio inutilizzato del magazzino. I pannelli solari, Isofoton ad alta efficienza ISF230, prodotti interamente nel centro di ricerca e sviluppo di Malaga, sono il risultato di un investimento di 1 milione di euro che Conad Sicilia ha effettuato al fine di ridurre le emissioni del 30% rispetto al 2010 e raggiungere una produzione annua di energia elettrica di 326.700 kWh.

Il direttore generale di Conad Sicilia Giorgio Ragusa ha dichiarato: "Questo impianto è il primo passo di un progetto più ampio, finalizzato alla salvaguardia dell'ambiente e a promuovere la produzione di energia pulita per mezzo del fotovoltaico. Complessivamente stimiamo un taglio alle emissioni di anidride carbonica di 103 tonnellate per un beneficio ambientale equivalente alla piantumazione di una foresta di 11 ettari. È un investimento in linea con le nostre politiche di sostenibilità ambientale. Già da qualche anno, infatti, promuoviamo un costante impegno verso la riduzione dei consumi energetici, progettando e costruendo i nuovi punti vendita nel pieno rispetto del territorio adottando soluzioni tecniche innovative nell'ambito del risparmio energetico e dell'ecologia”.

Juan Manuel Antelo, country manager di Isofoton Italia, ha sottolineato come una scelta di un partner strategico come Conad sia fondamentale per Isofoton, non solo per il prestigio dell'azienda e la possibilità di realizzare ulteriori impianti fotovoltaici nella catena di supermercati della cooperativa, ma anche per stimolare la sensibilità del solare tramite campagne informative realizzate ad hoc nei supermercati. Conad Sicilia aprirà le porte alla campagna internazionale Your Sun Your Energy dedicata ad informare i consumatori sui benefici dell'energia solare fotovoltaica www.iltuosolelatuaenergia.com

Conad Sicilia i numeri
Con sede legale a Modica (RG), è una delle 8 cooperative del sistema Conad, Consorzio Nazionale Dettaglianti. Oggi è una delle maggiori imprese commerciali di riferimento in Sicilia, con 159 punti vendita associati. Le vendite al dettaglio di Conad Sicilia superano i 223 milioni di euro. La rete distribuita in Sicilia orientale e nella repubblica di Malta e il ce.di offrono lavoro ad oltre 1.480 dipendenti.

National Geographic, format di successo

Coop Adriatica incorpora 8 pdv Plenty Market in Emilia e Romagna

L’intesa appena siglata da Coop Adriatica con Albrea srl e Bodal srl, prevede che da fine agosto 8 piccoli supermercati Plenty Market passino sotto la Coop e assumano l'insegna InCoop entro la fine 2011.

Piccole superfici
I negozi che entrano a far parte della rete di vendita di Coop Adriatica hanno una superficie compresa tra i 245 e i 500 metri quadrati, per un totale di circa 2.400 metri quadrati e un fatturato che, a regime, si
stima potrà toccare i 20 milioni di euro complessivi.
Cinque punti vendita si trovano nel centro di Bologna (i Plenty Market di Strada Maggiore e via Irnerio, i Plenty Express di via Garibaldi e via Oberdan, e l’Ecu di via Riva di Reno), uno a San Lazzaro (centro commerciale La Cicogna), uno a Imola (via Emilia) e uno a Ravenna (via di Roma).
Il primo subentro è atteso per fine agosto, poi a distanza di due settimane circa l’uno dall’altro, seguiranno gli altri.

Chiusura per il cambio ridotta al minimo
Nel cambio di gestione tra Plenty e Coop Adriatica, la chiusura degli esercizi, necessaria per espletare le attività di riconversione, sarà ridotta al minimo per limitare i disagi per i consumatori.  Oltre 60 lavoratori impiegati da Plenty saranno assorbiti nell’organico Coop. “Con questa acquisizione Coop Adriatica – spiega Adriano Turrini, presidente di Coop Adriatica – rafforza la propria presenza nel centro storico di Bologna a beneficio dei soci e di tutti i consumatori”. A Bologna al momento ci sono complessivamente sette InCoop, tre dei quali dentro le mura. A questi se ne affiancheranno, dunque, altri cinque.

InCoop è a Bologna dal 2008
La rete di piccoli supermercati InCoop è presente in città dal 2008 con l’obiettivo di calmierare i prezzi, offrendo una spesa conveniente e un servizio di qualità soprattutto in centro storico: “La scelta di rilevare questi punti vendita – prosegue Turrini - nasce anche dai buoni risultati registrati finora dagli InCoop a Bologna: in un periodo di crisi strutturale dei consumi, il volume delle vendite dei primi sei mesi del 2011 di questi negozi registra un incremento del 20% rispetto ai primi sei mesi di un anno fa”.

Il Plenty Market di Ravenna
Particolarmente rilevante l’acquisizione del Plenty Market di Ravenna: si tratta infatti dell’unica struttura della moderna distribuzione nel centro storico della città, dove l’insegna InCoop non era finora presente.
Firmato l’accordo preliminare, si attende la verifica dell’Antitrust, il cui parere dovrebbe arrivare entro metà agosto.

L'accordo è subordinato alla legalità
L’accordo con Plenty Market, inoltre, andrà ora al vaglio della Prefettura di Bologna, in base al Protocollo per la legalità siglato lo scorso 10 giugno da Coop Adriatica con il rappresentante del ministero dell’Interno. L’intesa, che trova applicazione per la prima volta, mira a prevenire irregolarità e tentativi di infiltrazioni criminali nelle attività della Coop: qualora la Prefettura segnalasse irregolarità su un'impresa o su un soggetto con il quale intrattiene rapporti, essa si impegna a interrompere ogni tipo di accordo o trattativa.

Il volantone promo-pubblicitario trova dei lettori attenti nei giovani

Il volantone si sta trasformando oggi in un mezzo di comunicazione più articolato di quanto fosse qualche anno fa. La crisi dei consumi da un lato e l'attenzione alla tecnologia dall'altro, hanno impresso nuovi sproni alle aziende e ai retailer nel cercare una forma di comunicazione più curata e attenta sia nella grafica sia nei copy

Anche se di poco (69,5 contro il 58,7%) le donne sono più attente degli uomini alle promozioni dedicate all'alimentare e ai prodotti per la casa. Riconfermata l'attenzione dei più giovani

Meno influenzati, rispetto all'alimentare, gli acquirenti di tecnologia; più aperto il divario tra i giovani attenti alle promozioni per il 53,8% rispetto ai consumatori più adulti (>55) 39,3%

VERSIONE INTEGRALE su www.b2b24.it

Sei italiani su dieci orientano le proprie decisioni di acquisto e di spesa in funzione delle offerte promozionali: a dirlo è un'indagine effettuata a fine 2007 su Offerte promozionali e Volantoni dall'istituto di ricerca Dinamiche. Sono state infatti intervistate telefonicamente (C.A.T.I.) 1.003 persone, uomini e donne, maggiorenni ed è stata indagata l'influenza delle promozioni e della loro comunicazione sui comportamenti d'acquisto.

A tutta promozione
Grande è l'influenza delle promozioni, ma il fenomeno tende ad accentuarsi soprattutto fra i rispondenti più giovani (67%), fra le donne (65%) e fra gli aventi un più elevato livello di scolarizzazione (64%). Andando ad analizzare separatamente l'influenza delle offerte promozionali in funzione dei due principali settori di riferimento (da un lato quello alimentare e dall'altro quello legato al mondo degli elettrodomestici e della tecnologia), appare più marcato il “potere” esercitato dalle offerte food: in questo caso, il 64% del campione tiene in considerazione le offerte; mentre, spostandosi sulla tecnologia, la porzione di quanti orientano gli acquisti in funzione della presenza di promozioni si attesta sul 46%. Se, nel caso delle offerte di prodotti alimentari, le variabili discriminanti...


GDOWEEK 26 2010

editoriale
Il potere della comunicazione, il potere del punto di vendita

osservatorio
Coin: non tutto il Private vien per nuocere

intervista
Alberto Abruzzese: I nuovi valori? “Profondamente anti-moderni”

private label
... per l'export? Seguire la via private label
Giampiero Lugli: Non è “merito”della crisi se la Pl cresce senza sosta
Salutismo, il trend dove l'innovazione diventa un must
Discount evoluto e ben oltre il low cost
Premium dove la Pl ricerca la vera differenza
Conad esempio di valorizzazione del made in Italy
Commodity, lo zucchero Pl ha poca scelta

franchising
La propensione all'internazionale delle reti italiane: luci e ombre

drugstore
Se il grossista diventa retailer, nasce un category killer
Promo in-store per Nuncas
Pizzolotto e Gottardo: toiletries sfusi

comunicazione
Tra video online e partnership, il futuro della comunicazione sostenibile

opinioni
Una generazione di teenager, che ribalta consumi e costumi nel segno del low cost

culture
Il manuale della marca

BRANDS AWARD
Classifica
Vince “il mestiere” condito con un po' di innovazione e praticità
Vincitore assoluto
Premio Retailer
Classifica New Entry
Vincitore New Entry

IRI C'è una leggera ripresa e dovrebbe proseguire
Alimentari freschi
Alimentare confezionato
Dolciario
Bevande&Birra
Alcolici
Detergenza&Cura casa
Detergenza&Cura tessuti
Igiene&Bellezza
Petcare

GFK Beni durevoli, il 2010 registra diversi segnali di ripresa
Piccoli elettrodomestici persona
Piccoli elettrodomestici casa&cucina
Laptop
Tv a schermo piatto

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Allegati

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Gdoweek | 19 luglio 2010 |

Mostra fotografica Coop per il 150esimo a Torino

Storia e ruolo delle cooperative di consumatori nell’Italia unita sono il tema di una mostra Coop, a ingresso gratuito, in programma dal 13 luglio a fine mese presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino.

Spaccato del paese
Organizzata da Coop Italia, la mostra presenta uno spaccato della società del nostro paese: dall’economia della carenza, aggravata dai conflitti mondiali, all’economia dell’abbondanza e della crescita impetuosa dei consumi fino ad oggi, nello scenario nuovo della contrazione e dei problemi di sostenibilità, economica, ambientale, sociale.

Coop nasce a Torino nel 1854
l legame con Torino e il 150esimo è fortissimo: infatti Coop nasce a Torino nel 1854 (qui aprì allora il primo spaccio) e sempre a Torino sette anni dopo inizia il cammino dell’Italia unita. Le singole immagini di punti vendita, prodotti, campagne istituzionali e promozionali sono inserite in un percorso storico che evidenzia il ruolo dei grandi personaggi italiani: da Mazzini e Garibaldi passando attraverso gli eroi del Risorgimento, la dittatura fascista, l’epopea della Resistenza per arrivare a Moro, Berlinguer.
Politici, rappresentanti delle istituzioni, ma anche esponenti della società civile (il maestro Manzi), intere categorie sociali (le donne, gli operai, i nuovi italiani). E come un filo rosso l’evoluzione di Coop: i primi interni in bianco e nero con i generi di prima necessità venduti a basso costo fino alle superfici specializzate di oggi, dal primo prodotto a marchio (il panettone del 1894) al no ogm, dal familiare Libro della Casa degli anni Settanta (una sorta di diario domestico) alle campagne attuali: a favore dell’acqua di rubinetto o contro la deforestazione.

Sephora negli Usa introduce il concept nail bar

Sephora intende aprire il suo primo nail bar in due location degli Stati Uniti a fine mese: si parla di Times Square a New York e di San Francisco in collaborazione con XpresSpa un operatore specialista di nail bar negli aeroporti.

Il Sephora Nail Art Studio, questo il nome, con l'aggiunta dei Lacquer Services, offrirà manicure e "nail art", con un offerta basata su marche quali OPI, Dior, Nars, Nails Inc. London, Perfect Formula e Sephora Collection.

I nail bar nel panorama metropolitano di città come Londra, Parigi e New York, sono diffusi come i nostri negozi di parrucchiere. Il prendersi cura delle proprie mani e piedi, in un ambiente che assomiglia più ad un pub che ad un centro estetico è, infatti, una pratica diffusa da decenni nella mentalità dei nordeuropei e degli americani.

Coop Lombardia: 200 assunzioni entro il 2011

Coop Lombardia presente in regione con 39 supermercati, 10 ipermercati e 4.000 dipendenti, per le prossime aperture del 2011 a Peschiera Borromeo (Mi) e Bergamo, sta procedendo alle selezioni per l'assunzione di 200 figure professionali, addetti cassa, reparto, capi reparto, farmacisti. Ulteriori informazioni sul sito www.e-coop.it.

La propensione all’internazionalizzazione delle reti italiane: luci e ombre

L'internazionalizzazione delle reti italiane in franchising rappresenta uno degli indicatori più significativi per la valutazione delle competitività del nostro sistema Paese al di fuori dei confini domestici. In primo luogo, perché le reti con una stabile presenza all'estero consentono una maggiore presenza di prodotti e servizi italiani sui mercati esteri. Non a caso una delle maggiori difficoltà dei nostri prodotti ad uscire dai confini domestici risiede proprio nella carenza di una distribuzione italiana nei mercati dell'Ue ed extra Ue, diversamente da quanto succede per i prodotti stranieri, presenti sui mercati italiani anche perché “trainati” dall'esistenza di sistemi distributivi stranieri sul mercato italiano. In secondo luogo, perché l'internazionalizzazione consente una minore dipendenza della rete dal mercato domestico.
La tabella 1 mostra i principali indicatori delle reti italiane sotto il profilo dell'internazionalizzazione. Dalla lettura dei dati si può constatare come la presenza delle reti italiane all'estero sia cresciuta significativamente negli ultimi anni: nel 2004 le reti con punti di vendita all'estero erano 160 (il 28,1% delle reti attive), 200 nel 2007 (il 27,7% delle reti italiane), fino ad arrivare a 222 nel 2009 con un'incidenza del 25,5% sull'intero sistema franchising censito, con un incremento, rispetto alla precedente rilevazione del 2008, del 5,2%.

Allegati

La propensione all’internazionalizzazione delle reti italiane: luci e ombre
La crescita all’estero richiede uno sviluppo consolidato “in casa”, organizzazione e sostegno finanziario | Gdoweek | 12 luglio 2010 |

Gdo in allarme per l’aumento delle tariffe nei trasporti

“La situazione creatasi nel settore dell'autotrasporto con l'entrata in vigore della legge 127/2011 è preoccupante e potrebbe portare ad un incremento medio delle tariffe pagate dalle imprese distributive pari al 25%, con inevitabili impatti sui prezzi finali di vendita dei prodotti e, quindi, sull'inflazione”, affermano in un comunicato congiunto Federdistribuzione, Ancc Coop e Ancd Conad.

La situazione attuale

Dopo le agitazioni degli autotrasportatori nell'autunno 2009, fu convocato un tavolo interconfederale all'inizio del 2010 i cui lavori furono recepiti dalla legge 127 del 4 agosto 2010. La norma prevedeva la possibilità di sottoscrivere accordi di settore, in mancanza dei quali dal 13 giugno 2011 sarebbe entrato in vigore, anche per i contratti scritti (utilizzati in maggioranza dalla distribuzione moderna), un sistema impostato sull'applicazione dei costi minimi di esercizio previsti per i contratti verbali.

L'applicazione della nuova legge, quindi, riporterebbe ad una situazione di tariffe minime, con costi di esercizio alti e uguali per tutti, indipendentemente dalle relazioni instauratesi nel tempo nei diversi settori.

“Chiediamo che, nell'ambito dei lavori dell'Osservatorio dell'Autotrasporto, della Consulta Generale o per vie normative, venga prevista la possibilità di premiare i contratti di lunga durata, per riuscire a mantenere e migliorare un sistema specifico del nostro settore, in grado di soddisfare sia le imprese distributive che quelle dell'autotrasporto”.

Gli effetti

Se ciò non dovesse essere possibile, si rischia che non solo un aumento dei costi e quindi i prezzi dei prodotti venduti nei punti di vendita, ma anche la rottura di una partnership consolidata tra operatori. “Si creerebbe una maggiore incertezza nei rapporti, situazione che la distribuzione moderna non vuole, ma potrebbe essere costretta a fare a causa delle attuali difficoltà economiche dovute alla debolezza dei consumi e alla pressione sui prezzi generata dalla forte concorrenza in atto tra le stesse aziende distributive.

Rossopomodoro gestisce la monetica con soluzioni VeriFone

La catena di ristoranti italiani Rossopomodoro ha adottato una soluzione VeriFone per il servizio di pay-at-table.
Impiegando i terminali portatili wi-fi VeriFone Vx 670, gestiti tramite il servizio
gateway PAYware Express, lo staff di Rossopomodoro è in grado di accettare
pagamenti al tavolo, con il controllo automatico degli importi generato
automaticamente dal sistema Pos già esistente nel ristorante.

“VeriFone ha elaborato con Rossopomodoro una soluzione di gestione completa
che consente ai nostri ristoranti il controllo totale sulla infrastruttura di
pagamento, incluso il report dei pagamenti di tutti i punti vendita” dice Franco Manna, presidente del Gruppo Sebeto.

“Questa è una prestigiosa vittoria per VeriFone e speriamo di espandere le
nostre relazioni con Rossopomodoro in futuro” aggiunge Imanuel Baharier,
direttore generale di VeriFone Italia.

Interessati 110 ristoranti

La soluzione di gestione delle transazioni è stata sviluppata per 110 ristoranti
Rossopomodoro sparsi su tutto il territorio italiano. Rossopomodoro è presente
anche in Gran Bretagna, Spagna, Turchia, Arabia Sadita, Giappone, Islanda,
Stati Uniti e Argentina. La catena fa parte del gruppo Sebeto, che possiede altri brand nel settore food, quali Anema e Cozze,
Rossosapore
e Pizza Contorni e Maccheroni.

I programmi di gestione di VeriFone includono hardware, software, sicurezza e
servizi in un solo costo-effettivo, in una soluzione sicura e semplice, con costi
chiari da quantificare, in grado di migliorare l’efficienza di coloro che lavorano
nel ristorante e dare più valore all’esperienza del consumatore.

Eni blocca stazione carburanti Conad

I fatti

Eni, una delle principali società erogatrici di carburanti, che opera in Italia con 4.542 stazioni di servizio, si oppone all'apertura di un distributore di carburante Conad nell'area commerciale Montefiore a Cesena, prevista come variante al Piano regolatore generale.

Eni ha fatto, infatti, ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il Comune di Cesena e la Provincia di Forlì-Cesena ed ha chiesto la sospensione degli effetti della delibera perché dagli atti emerge “l'illegittimità della variante al Programma integrato di intervento con riferimento alla realizzazione dell'impianto di carburante per autotrazione ... e la distorsione della concorrenza determinata da una previsione urbanistica a beneficio esclusivo e privilegiato di soggetti privati, posto che da tale previsione deriva ad Eni un gravissimo pregiudizio nell'operatività concorrenziale degli impianti di distribuzione di carburante in Cesena...”.

La risposta di Conad

 “È una situazione che preoccupa -sottolinea il direttore generale di
Conad Francesco Pugliese- ancor più perché cade in un momento di forti
difficoltà economiche per le famiglie. Impedire o cercare di porre un
veto alle liberalizzazioni quando la stessa Comunità europea ne reclama
la corretta attuazione è un controsenso. Penalizzare la libera scelta
imprenditoriale di nuovi operatori, in particolare la moderna
distribuzione, è un preoccupante passo indietro nel momento in cui è
richiesto un grande sforzo per sostenere il sistema Italia e fornire un
sostegno ai redditi delle famiglie ancor più indeboliti da un'inflazione
che, complice in misura determinante il costo dei carburanti, è salita
al 2,7 per cento, come non accadeva da novembre 2008”.
Secondo un comunicato emesso da Conad, quello di Eni è un atteggiamento che non tiene in considerazione la
tutela dei consumatori e il fatto che la moderna distribuzione, se posta
nelle condizioni di intervenire in modo adeguato nel mercato, sa
contribuire in maniera rilevante all'ammodernamento del Paese e alla
diminuzione dei prezzi dei carburanti. Conad sta facendo la propria
parte, ma vorrebbe che si creassero le condizioni per fare di più, nell'interesse primario dei consumatori.

Conad e le benzine
Al momento, Conad opera con 11 distributori di carburanti aperti dal 2005 al 2011, risultato finale di infinite difficoltà burocratiche da superare, con decine di domande per l'apertura di nuovi impianti ancora inevase sui tavoli di tante Regioni, dal nord al sud.
Conad con i propri carburanti a marchio garantisce alle famiglie risparmi importanti: nel portafoglio degli automobilisti, in sei anni, sono rimasti 16,5 milioni di euro, senza tralasciare le ricadute positive sul costo del trasporto delle merci e dei beni di largo consumo. Né va dimenticato che ogni impianto Conad ha una produttività superiore ai 10,5 milioni di litri rispetto alla media della rete italiana dei distributori, ferma a 1,6 milioni di litri.

Fiscalità e prezzi al litro

Dal confronto tra i prezzi di luglio 2008 e luglio 2011 è evidente che ad aumentare è stata soprattutto la fiscalità. Il prezzo di un litro di benzina è arrivato a 1,577 euro (+4,48 centesimi di euro rispetto al 2008): in crescita il carico fiscale (+5,67 centesimi di euro) nonostante il prezzo del prodotto raffinato sia diminuito di 0,90 centesimi di euro e i margini di filiera siano anch'essi diminuiti di 0,29 centesimi. Il prezzo del gasolio è salito a 1,449 euro al litro, con una diminuzione di 7,92 centesimi di euro rispetto al 2008, nonostante il carico fiscale sia aumentato di 3,60 centesimi di euro, il prodotto raffinato sia diminuito di 12,35 centesimi di euro e i margini di filiera aumentati di 0,83 centesimi.

Prezzo medio al distributore di Conad
Il prezzo medio di un litro di benzina negli impianti Conad si è attestato a 1,486 euro al litro (+3,96 centesimi di euro rispetto al 2008) con un incremento del carico fiscale di 5,58 centesimi di euro, mentre sono diminuiti il prezzo del prodotto raffinato (0,90 centesimi) e i margini di filiera (0,72 centesimi). Il gasolio Conad è diminuito, attestandosi in media a 1,365 euro al litro (-9,29 centesimi di euro al litro rispetto al 2008) con un carico fiscale aumentato di 3,37 centesimi di euro, il prezzo del prodotto raffinato in caduta di 12,35 centesimi e i margini di filiera ridotti di 0,31 centesimi. (dati: elaborazione Ufficio studi Ancd su dati Platts European Marketscan e Banca d'Italia-Uic, 13 luglio 2011).
Nel loro complesso, i valori hanno risentito sia delle tensioni dei mercati oil sia del mercato dei cambi, con i prezzi dei prodotti raffinati (riferimento Platts Mediterraneo) vicini, sui mercati internazionali, a quelli delle punte dell'estate 2008.

ADT, cresce il programma di ricircolo delle etichette con protezione alla fonte

Crescono le adesioni al programma di ricircolo delle etichette rigide con protezione alla fonte lanciato da ADT, attivo a livello europeo nella fornitura di soluzioni di antincendio e sicurezza.
L'iniziativa fa propri i principi di rispetto dell'ambiente in ambito retail, riadattando le etichette per risparmiare tempo prezioso, denaro e risorse. Con oltre 750 milioni di etichette rigide rimesse annualmente in circolazione, le soluzioni ADT permettono al mercato retail di godere dei benefici di lungo periodo derivanti dalla protezione alla fonte con tecnologia doppia (Eas/Rfid) per una protezione più completa e una elevata visibilità sulle scorte di magazzino e sull'intera catena di distribuzione.

Il programma, attualmente adottato da sette tra le più note catene di abbigliamento al mondo, sfrutta gli oltre 40 anni di esperienza nella sorveglianza elettronica degli articoli antitaccheggio (Eas) di ADT in ambito retail.
I retailer comprano solo le etichette delle quali hanno bisogno, e ricevono rapidamente crediti ogni volta che queste vengono restituite per il ricircolo; ADT si assume il rischio di inventario per tutte le etichette rigide ritirate. Inoltre, i costi legati alla protezione con etichetta rigida possono essere allocati direttamente sul costo dei capi, piuttosto che ripartiti in maniera generale tra i costi fissi del negozio.

Merce pronta per essere venduta

Grazie al programma di ricircolo delle etichette rigide con protezione alla fonte, la merce arriva pronta per essere venduta, accelerando così sia i tempi di vendita che di inventario. Un retailer leader mondiale nel settore dell'abbigliamento è passato a un sistema di protezione alla fonte dopo aver sperimentato quello di protezione presso il punto di vendita, e questo ha permesso di incrementare dal 30% al 50% la quantità di merce che viene esposta per la vendita ogni ora. E quando la tecnologia Rfid si abbina alle etichette rigide Eas, i retailer possono godere degli ulteriori benefici derivanti da una reale analisi avanzata delle scorte di magazzino in tutte le fasi di una catena di distribuzione globale. Possedere un percorso di ricircolo Eas definito, inoltre, rappresenterà un grande vantaggio quando i retailer migreranno a soluzioni di gestione dell'inventario a livello di singolo articolo.

Tre centri di ricircolo automatizzato a livello mondiale

Il programma di ADT permette di applicare le etichette rigide in fase di produzione, e di rimetterle in circolazione quando queste arrivano dal punto vendita. “ADT -spiegano in azienda- è attualmente  il solo fornitore in possesso di tre centri di ricircolo automatizzato a livello mondiale e di otto centri di distribuzione di etichette, posizionati geograficamente vicino agli impianti di produzione dei capi, per aiutare i retailer a risparmiare sui costi di trasporto e su altri costi associati all'acquisto di etichette rigide”.

Carrefour planet: parla Giuseppe Brambilla di Civesio

Carel premiata per l’innovazione

Carel, produttore di soluzioni di controllo energy saving per il condizionamento dell’aria e della refrigerazione, sì è aggiudicata una menzione speciale dal comitato tecnico di valutazione della quarta edizione del “Premio Imprese x l'Innovazione (IxI)”.

Lanciato da Confindustria in collaborazione con l'Associazione Premio Qualità Italia e alcuni esperti di settore, il Premio IxI, offre un significativo contributo al processo di diffusione della cultura dell’innovazione che coinvolge il sistema produttivo italiano.

Si tratta di un riconoscimento nazionale importante, poiché l’analisi e la valutazione si è svolta adottando il modello che fa riferimento al framework per l’innovazione dell’European Foundation for Quality Management. Questo collaudato modello di eccellenza è infatti riconosciuto a livello internazionale non solo per valutare lo stato di un’organizzazione relativamente alle aree di qualità ed innovazione, ma per accrescere la cultura d’impresa.

Jll: New Bond Street è la strada dello shopping più cara in Europa

Il mercato globale dei beni di lusso è riemerso dalla crisi finanziaria molto più rapidamente di quanto ci si aspettasse. Lo si ricava da un recente studio di Jones Lang LaSalle  (Jll) sulle più importanti destinazioni per lo shopping di lusso in Europa, dal titolo “Glitter and glamour shining brightly - the 100
most renowned luxury brands and their presence in Europe's metropolitan centres'“.

Al top
La strada dello shopping di lusso più costosa in Europa è New Bond Street a Londra, con top rent che arrivano fino a 7.900 euro al metro quadrato per anno. A Parigi, le locazioni in Avenue Montaigne sono arrivate a 7.500 euro mentre nella Stoleshnikov a Mosca si sono registrati valori pari a 7.015 al metro.

Effetto premium
Secondo l'analisi di Jones Lang LaSalle, nonostante il boom delle vendite online, i punti vendita nelle più prestigiose high street europee restano un fattore decisivo per il successo del settore luxury. Dopo due anni di spese contenute, il ritorno della fiducia dei consumatori ha spinto i retailer del lusso a rispondere con robusti piani di espansione. L'aumento della domanda di spazi prime nelle migliori location sta spingendo i canoni verso l'alto. Anche altri retailer stanno cercando di trarre beneficio dalla vicinanza con i marchi di alta gamma e questa ulteriore domanda per i già insufficienti spazi showroom sta mettendo pressione sui valori premium.

Marks & Spencer in ottobre lancia una linea di prodotti food esclusivi

Il Ceo Marc Bolland ha dichiarato che in ottobre Marks & Spencer prevede di introdurre il primo di una serie esclusiva di marchi food internazionali in alcuni negozi selezionati. Si tratterebbe di prodotti relativi a un centinaio di marche di nicchia altrimenti non disponibili in nessun'altra parte del Regno Unito. La mossa fa parte dei piani per riposizionare la catena uno specialista cibo con prodotti esclusivi. Naturalmente la gamma dei prodotti coinvolti sarà migliorata e specializzata in funzione del bacino di utenza.
Del resto i dati di vendita sul food sono positivi visto che, nel trimestre conclusosi il 2 luglio, M&S è riuscita a crescere del 3,3% (a rete costante) incrementando la propria quota di mercato di 10 punti base e arrivando al 3,8%.

Rifiuti elettronici nei negozi: raccolte 10mila ton in un anno

Ammontano a oltre 10mila tonnellate i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche raccolti in un anno attraverso i negozi, secondo i dati del consorzio Ecolight, sistema collettivo che offre il servizio di raccolta e smaltimento a oltre 3mila negozi in tutta Italia e punto di riferimento per le aziende delle grande distribuzione organizzata. Un risultato che deve essere migliorato non solamente nelle quantità, ma anche nella gestione operativa dell'intero sistema Raee. I commercianti, infatti, dal 18 giugno 2010 sono obbligati a ritirare gratuitamente e a smaltire in modo corretto le apparecchiature elettriche che il consumatore consegna al punto di vendita al momento dell'acquisto di un elettrodomestico nuovo di equivalente funzionalità.

La crescita del circuito

In un anno questo circuito è cresciuto: infatti nei soli primi sei mesi dell'Uno contro Uno -periodo che comprende anche il mese di dicembre storicamente momento di picco per i consumi- la quantità raccolta è stata di 4mila tonnellate di Raee. Il secondo semestre invece ha fatto superare la quota delle 6mila tonnellate, con una crescita del 20% rispetto al periodo precedente. “Dopo una partenza difficoltosa, il sistema è andato lentamente a regime -spiega Giancarlo Dezio, direttore generale del consorzio Ecolight-. Sforzi ulteriori devono essere fatti sul fronte della comunicazione e dell'informazione nei confronti dei consumatori perché manca all'appello la piccola elettronica di consumo, ovvero il raggruppamento R4, che dovrebbe essere quello maggiormente interessato da questa normativa.

Situazione problematica

La situazione rimane però problematica. “Per un anno Ecolight è andato incontro alle esigenze dei punti di vendita, intervenendo anche quando le istituzioni nazionali e locali non erano in grado di dare delle risposte”, prosegue Dezio. Tra i nodi disattesi della normativa, la possibilità di conferire i rifiuti raccolti dal circuito della distribuzione nelle isole ecologiche. Secondo infatti l'ultimo rapporto di Ancitel Energia e Ambiente più del 46% dei centri di raccolta non ritirano i Raee raccolti dai negozi, circa il 21% accoglie raee solo per piccoli quantitativi e provenienti dal territorio di competenza. Solamente il 3% è disposto a ricevere questi raee indipendentemente dal territorio.
“Cio ha comportato costi di smaltimento aggiuntivi -sostiene Dezio- anche perché le tonnellate raggiunte solo in pochi casi hanno consentito l'accesso al sistema alternativo di raccolta avviato dal Centro di coordinamento dei consorzi Raee, sistema che consente di ridistribuire i costi su tutti i consorzi dei produttori”.
Altre criticità derivano dalla normativa che regolamenta le isole ecologiche e che dipendono dalle singole province.

Prospettive

Due le strade da seguire, secondo Ecolight, per uscire da questo empasse: aprire le isole ecologiche ai conferimenti della distribuzione e provvedere a modificare la normativa portando il periodo massimo di stoccaggio da 30 giorni a tre mesi, in modo da poter raggiungere i quantitativi necessari per ridurre gli attuali ingenti costi di stoccaggio e di trasporto.

Al via il primo Carrefour planet italiano

Anche in Italia arriva il formato planet, la nuova generazione dell'ipermercato che, secondo Carrefour, rappresenta il modello di riferimento del prossimo futuro, per questo canale, nei Paesi occidentali.

Oggi a Paderno Dugnano (Mi), nello storico negozio che si sviluppa su una superficie di 11.500 mq, viene inaugurato il primo Carrefour planet italiano che utilizza i criteri adottati, lo scorso anno, a Ecully e Venissieux (nella regione lionese, in Francia) e rivelatisi vincenti.
Sul numero 27 di Gdoweekm@il, disponibile da lunedì, sarà pubblicata una dettagliata recensione dello store e delle sue caratteristiche, illustrate da immagini ed interviste.

Shop-in-shop
La realizzazione di uno store più attraente e coinvolgente passa per l'implementazione di nove shop-in-shop specializzati (mercato, bellezza -già attivato a metà giugno, con lo spazio Nivea, messo a punto da Majrani Europe- bio, surgelati, moda, bebè, casa, elettronica di consumo e stagionali) e l'implementazione di nuovi servizi.

Obiettivi strategici
In Francia, sono attualmente attivi 40 Carrefour planet che mostrano performance superiori a quelli delle formule tradizionali.
L'obiettivo è arrivare, per la fine del 2011, a una rete di 92 Carrefour planet, operativa in Francia, Spagna, Italia, Belgio e Grecia, per riuscire a trasformare, entro il 2013, più di 500 superfici di vendita.

Esselunga non è in vendita

“Ad evitare sconcerto e disorientamento fra i propri dipendenti, i fornitori, il mondo della finanza e della politica, Esselunga dichiara: l'azienda non è in vendita; ha al presente, un andamento regolare, rimane italiana ed indipendente quale è”. Con questo scarno comunicato, molto secco, Esselunga risponde ad alcuni voci (ricorrenti) relative a una presunta vendita dell'azienda per questioni legate al ricambio generazionale.
I rumor sono nati dalle valutazioni espresse da alcuni operatori bancari e poi raccolte dalla stampa circa la vendibilità di alcune aziende italiane, tra le quali figurava anche Esselunga.

L'onda lunga Disney Pixar

Intanto, l'azienda, forte dei risultati registrati, prosegue nella sua logica di creare un legame sempre più solido con i propri consumatori, utilizzando il successo (inaspettato) della collezione Disney Pixar. Dopo aver lanciato, sul sito, la possibilità di giocare e scambiare figurine online, con l'eventualità anche di fissare incontri con altri collezionisti in determinati store della rete, il completamento della raccolta è affidato alla possibilità di ordinare le figurine mancate presso il Punto Fidàty del proprio negozio di riferimento.

Scadenza 25 settembre
Per ogni carta, viene richiesto un esborso di 50 punti Fidaty per una richiesta massima di 20 carte. L'iniziativa è destinata a durare fino al 25 settembre, data in cui, dovrebbe (salvo nuove sorprese) definitivamente calare il sipario sull'iniziativa, certo vincente, che rappresenta una sfida notevole per la ricerca, nel 2012, di un'operazione altrettanto positiva.

Unicoop Tirreno chiude il superstore di Benevento

La notizia della decisione arriva dopo che la questione dei risultati di vendita negativi è stata per diversi mesi sul tavolo aperto fra enti locali, proprietà del centro commerciale, rappresentanti dei commercianti, Unicoop Tirreno.
Da un comunicato sul sito di Legacoop si apprende che la decisione, presa dal Cda di Unicoop Tirreno non rinnovando il contratto di locazione in scadenza nel mese di luglio 2011, "si è resa necessaria a seguito della costante riduzione delle vendite ed il conseguente peggioramento del conto economico che ha fatto registrare nel 2010 una perdita superiore a 3milioni di euro".

Gestione insufficiente del centro commerciale
"I problemi - prosegue la nota di Unicoop Tirreno - sono dovuti soprattutto a una gestione del tutto insufficiente del centro commerciale, agli elevati costi di struttura del punto vendita e a un’offerta commerciale sproporzionata rispetto alle dimensioni ed alle caratteristiche del mercato locale. In questi giorni si è concluso inoltre il confronto con le organizzazioni sindacali e con le istituzioni di riferimento, siglando un accordo che consente, per i 66 lavoratori del superstore, l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e una successiva ricollocazione all'interno delle strutture di vendita di Unicoop Tirreno, sia di quelle già attive, sia di quelle in fase di realizzazione.
La dolorosa scelta della chiusura del Superstore di Benevento è stata considerata dal Consiglio di Amministrazione di Unicoop Tirreno condizione necessaria per garantire l’equilibrio economico dell’intera Cooperativa ed al tempo stesso garantire la permanenza di Unicoop Tirreno in Campania".

Prossime aperture più piccole e di vicinato
Non è difficile desumere che questa chiusura, oltreché dipendere dalla crisi generale e dalle peculiarità del meridione, si inserisce nel contesto generale della crisi del modello di retail basato sulla grande superficie, che va a vantaggio delle soluzioni basate sul negozio di vicinato. Non a caso il Cda si premura di precisare che "nel futuro prossimo la presenza Coop in Campania sarà caratterizzata da punti di vendita di dimensione più contenuta, basati su un’offerta alimentare ed inseriti in contesti urbani: in questa direzione va la recente apertura del supermercato di Via Arenaccia nel centro di Napoli ed i lavori in corso per la realizzazione di una struttura simile a Santa Maria Capua Vetere".

Italian Food Excellence

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