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inCoop apre nella stazione ferroviaria di Rimini

Giovedì 25 marzo, Coop Adriatica aprirà a Rimini il primo supermercato Coop in una stazione ferroviaria.
Si tratta di uno store inCoop di circa 250 mq, che abbinerà alla già classica offerta focalizzata su piatti pronti e freschi, un assortimento “su misura” per le esigenze dei viaggiatori.

Questa apertura rientra nel progetto di riqualificazione delle stazioni ferroviarie, voluto e perseguito da Centostazioni, società nata dalla partnership tra Ferrovie dello Stato e la cordata di imprenditori privati riuniti in Archimede 1.

In particolare, gli interventi di restyling della stazione di Rimini, frequentata da circa 5 milioni di persone l'anno, hanno richiesto un investimento di circa 4 milioni di euro coinvolgendo una superficie di circa 6.500 mq, di cui 1.200 commerciali.

L'apertura dell'inCoop rientra nella seconda fase di modernizzazione della stazione e implicherà anche la presenza di un'edicola, un autonoleggio, una libreria, un'agenzia turistica e un punto bar.

Sapori & Dintorni Conad diventa un nuovo concept store

Sapori e Dintorni conad

Vicino al consumatore locale, ma anche al turista. Sono questi i target del nuovo concept ideato da Conad Tirreno, ma già trasformato in progetto nazionale da Conad, e che sarà caratterizzato dall’insegna Sapori & Dintorni (stesso logo), ovvero la private label premium di Conad.
Esteso su una superficie media di 400/500 mq, circa il 30% (calibrabile a seconda delle location) è dedicato a prodotti tipici locali grocery (con accento anche sui vini regionali), ma anche freschi e cucinati, visto che un ampio spazio è occupato dalla gastronomia assistita e, appena fuori dalle casse, è prevista un’area per la degustazione.
Il restante spazio dello store dovrebbe ricalcare quelle delle medie superfici di Conad (ma ancora non è disponibile il layout definitivo).

Cibo, cultura & dintorni
 “Oltre a interpretare il concetto di vicinato -spiega Fiorella Bianchi, direttore commerciale Conad Tirreno- abbiamo puntato all’enfatizzazione dei prodotti tipici locali, con anche l’idea di offrire un servizio per il consumo fuori casa che fosse comunque in linea con il localismo. Inoltre, e devo dire che ciò è stato un punto sui cui anche il Comune di Firenze ci ha pungolato, abbiamo voluto integrare il buon cibo con un servizio di promozione della cultura locale, come per esempio quella museale, di cui cureremo anche la vendita dei biglietti. Ma gli eventi culturali saranno anche altri, di volta in volta studiati e realizzati per favorire l’incontro della città con ognuna delle sue identità, sia dei turisti sia dei cittadini,”.

Le location fiorentine

Le prime aperture del concept Sapori & Dintorni Conad sono previste entro fine giugno: i due store, tra i 400 e i 500 mq, hanno una location centrale (entrambi sono ex cinema del centro storico), una in largo Alinari e l’altra in prossimità di Ponte Vecchio.

Coop colleziona poesie per le merendine Club 4-10

Non gadget, ma parole per sottolineare la diversità della merendina, prodotto simbolo della linea Club 4-10, lanciata a metà dello scorso anno e caratterizzata da una composizione nutrizionale innovativa supervisionata da un Comitato Scientifico importante (di cui fanno parte anche ECOG –Euroepan Childhood Obesity Group- e SIO –Società Italiana dell’Obesità): con quest’operazione Versetto e Dolcetto, Coop ha scelto di inserire nelle confezioni di tortine all’albicocca e ciliegia della linea Club 4-10 36 minifilastrocche, pezzi di poesia o racconti brevi -scritti da 10 dei principali autori italiani della letteratura per bambini)- da collezionare in un apposito album disponibile, sia attraverso la compilazione di un coupon nel pdv sia online, tramite.

Inoltre, sul sito è possibile “scambiare” doppioni, proprio come nel caso delle figurine, e cercare di avere delle rarità.

“Si tratta di un ulteriore tassello del progetto per dimostrare come la nostra merendine non è solo diversa per i suoi contenuti organolettici, ma anche per l’approccio all’alimentazione”, ha spiegato Domenico Brisigotti, direttore prodotti a marchio Coop.

Filastrocche educative

Il filo rosso di poesie e racconti riguarda l’alimentazione: sono considerate uno strumento divertente per trasmettere a bambini (e adulti) suggerimenti basilari per una dieta equilibrata, dalla scelta di ingredienti naturali, alla preferenza per frutta e verdura di stagione, evitando di passare troppo tempo davanti alla televisione.

Per lanciare l’iniziativa, nel supermercato Coop Laurentino di Roma sei dei dieci poeti hanno recitato e intrattenuto soci e bambini spostandosi nei diversi “luoghi” del pdv (davanti alla pescheria, alla forneria, all’enoteca, fino a duettare con gli internet point).

Coin debutta a Tirana con un department di cinque piani

Nel cuore di Tirana, il Gruppo Coin ha aperto -lo scorso 12 marzo- il suo primo department store in Albania, in partnership con Aba Trade.
La location prescelta è, infatti, l'Aba Business Center, il più alto edificio della capitale, che si sviluppa su 24 livelli, di cui 3 sotterranei.

Lo store del Gruppo Coin occupa una superficie di 5mila mq, distribuiti su cinque piani All'interno del department store Coin, vi è anche un negozio a insegna OVS industry: un moderno open space di circa 1.000 metri quadri.
Il team dello store design di Gruppo Coin ha messo a punto un allestimento contraddistinto da un lato dalla ricercatezza dei particolari e, dall'altro, dal rigore delle forme, utilizzando materiali e mood personalizzati per contestualizzare i diversi mondi di riferimento e l'identità dei differenti brand.

“Una nuova proposta di shopping tutta italiana -ha commentato Stefano Beraldo, amministratore delegato di Gruppo Coin- È questo il nostro obiettivo a Tirana: nel department store i cittadini potranno respirare l'atmosfera di un grande negozio italiano con una vasta offerta di noti marchi del made in Italy e delle nuove tendenze di stagione a prezzi accessibili”.

Un gruppo esterofilo
D'altro canto, il Gruppo Coin è da anni che punta anche al mercato estero: l'ultima apertura prima di Tirana, è stata infatti, a ottobre 2009, quella di Shangai, in Cina, che rappresenta il suo primo store in Estremo Oriente.
Come partner per l'apertura OVS industry ha scelto Novo Retail Co. Ltd, azienda del settore, presente nel mercato cinese con oltre 350 negozi nati dalla collaborazione con noti marchi internazionali.

Relativamente allo sviluppo all'estero, il gruppo prosegue il progetto di diffusione oltre frontiera, e oggi conta circa 80 store.

Nella fase di avvio del progetto le aperture hanno riguardato principalmente Paesi dell'Europa dell'Est e del Middle East; i risultati stanno confermando le aspettative e dunque il piano di crescita sta subendo una forte accelerazione.

All'inizio del 2009 il Gruppo ha concluso un accordo con la società Brandhouse Retails con l'obiettivo di aprire circa 190 nuovi negozi in India nei prossimi cinque anni.

Il Pastificio Antonio Amato userà energia verde grazie a Cofely

L'impianto si basa su una centrale di trigenerazione per un totale di 2.4 megawatt, in grado di produrre energia termica da utilizzare nel ciclo industriale di essicazione della pasta per il Pastificio Antonio Amato di Salerno, cui si va ad aggiungere un impianto fotovoltaico, che sarà composto da 750 moduli, per una potenza complessiva di 100 kW che verrà installato sul tetto dello stabilimento per una superficie complessiva di 1.200 mq.
Nei prossimi due anni quindi il progetto gestito da Cofely consentirà all'azienda salernitana di ridurre la bolletta energetica del 20%, di diminuire il consumo di energia primaria di oltre 1.000 Tep annui e di ridurre, nel contempo, le emissioni di CO2 di circa 2.100 tonnellate all'anno.
La consegna dell'impianto è prevista per l'autunno del 2010, mentre il valore complessivo del contratto è di circa 26 milioni di euro, per una durata di 10 anni (rinnovabili) per l'impianto di trigenerazione e di 20 anni per la parte relativa all'impianto fotovoltaico.
 
Cofely nasce quattro mesi fa
Cofely è la nuova marca dei servizi energetici di Gdf Suez. In Italia, la fusione tra Cofathec ed Elyo Italia ha dato vita dal 1° dicembre 2009 a Cofely Italia con 2.600 dipendenti e 50 sedi su tutto il territorio. Cofely fa parte della Gdf Suez Energy Services, leader europeo nel multi-servizio tecnologico, con un fatturato di 14 miliardi di euro nel 2008 e 80.000 dipendenti.

Gli stili di vita sostenibili a Fa’ la cosa giusta

L’eloquenza è racchiusa nei numeri: nel 2009, 520 espositori e 21 mila mq per l’esposizione, oltre 60mila visitatori in 3 giorni; nel 2010, 620 espositori su 24 mila mq, ma i visitatori saranno più numerosi, perché anche in Italia è in crescita l'attenzione per il mondo che si riconosce nella definizione di "economia solidale": un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l'uomo e l'ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità.

Le quattordici sezioni

La settima edizione di Fa’ la cosa giusta, inaugurata oggi a Milano (fino al 14 marzo in fieramilanocity) è organizzata da Terre di mezzo, con il sostegno di Novamont, Lush, Sigg, Cap Holding, Comieco, Caes Italia, S.N.M.S Cesare Pozzo, Atm, Amsa, Metropolitana Milanese.

Sono quattordici sezioni tematiche, dal turismo solidale (con nuove mete, come i Parchi Lombardi e i boschi Trentini) all’energia rinnovabile, dalla casa sostenibile alla finanza etica, i Gas, gruppi di acquisto solidali (si possono incontrare i produttori che li riforniscono e fare con loro pane e formaggio, tra cui I Ribelli del Bitto o conoscere il vino “migrante”) l’agricoltura bio e a km zero, l’economia carceraria.

Per la pausa pranzo vi sono anche cinque ristoranti tra cui la Cooperativa del Golfo che proporrà piatti a base di pesce delle piccola pesca locale siciliana (presidio Slow Food).

Fashion e commercio equo

Uno spazio speciale è dedicato al fashion. che mira a presentarsi come un vero e proprio salone nel salone dedicato a tutto ciò che ruota attorno al concetto di "moda critica", bella e giusta.
Un accento particolare anche al commercio equo e solidale, il settore aperto alla partecipazione di centrali d’importazione, botteghe, produttori del sud del mondo e associazioni di rappresentanza del commercio equo e solidale. Tra queste, anche Altromercato, che propone le prime Sneakers Ethletic equosolidali: realizzate con gomma naturale certificata FSC (Forest stewardship council) e cotone certificato biologico.

Vendite 2009 in ripresa all’enoteca gdo

Dopo la stasi del 2008, le vendite di vini a denominazione di origine (Doc, Docg, Igt) realizzate nel canale gdo tornano di segno positivo: + 3,9% in volume e +4,9% in valore gli incrementi registrati nel 2009 rispetto all'anno precedente secondo la ricerca svolta da  IRI Infoscan per Veronafiere che verrà presentata al prossimo Vinitaly (8-12 aprile, www.vinitaly.com).

Il prezzo medio: 3 euro
Dalla ricerca emerge che l'italiano medio sceglie sempre più di acquistare tra gli scaffali del supermercato le bottiglie di vino a denominazione d'origine  spendendo in media 3 euro a bottiglia: non solo aumentano del 3,9% le vendite delle bottiglie da 0,75 lt, ma cresce la fascia di prezzo da 5 euro in su (+8,5% in volume).

Al contrario, le vendite di vino “da tavola” registrano una flessione del -2,1%.

Bene le bollicine con un aumento medio del 3,3% in volume (cala lo champagne e aumenta del 5,3% lo spumante italiano metodo classico).
Non sfondano invece le mezze bottiglie, le cui vendite nei supermercati scendono del 6% in quantità.

Alto gradimento
La classifica di Iri Infoscan -realizzata incrociando i dati relativi a tipologia di vino e territorio per i vini a denominazione d'origine in bottiglia da 0,75 l. (Doc, Docg, Igt)- vede trionfare ai primi tre posti tre vini classici: Lambrusco, Chianti e Montepulciano d'Abruzzo.
Tra i vini emergenti, cioè quelli con maggior tasso di crescita, troviamo ai primi tre posti il Negroamaro, il Syrah e il Bianco di Custoza.

Elettrodomestici, la crisi è stata meno grave del previsto

Un grande sospiro di sollievo per una crisi che poteva avere effetti ben più gravi: è probabilmente stata questa la reazione degli addetti ai lavori del mercato globale degli elettrodomestici alla fine del 2009, come evidenziato dai dati emersi dalla conferenza “A Climate for Change! Trends in Domestic Appliances - Efficiency, Lifestyle, Convenience”, organizzata da Gfk.

I primi segnali di ripresa del 2009
Dopo anni di crescita continua il mercato mondiale dei grandi elettrodomestici ha subito un duro colpo nell'autunno del 2008, a causa della nota crisi scaturita dal fallimento delle grandi banche d'affari americane. All'inizio del 2009 le prospettive per il resto dell'anno sembravano piuttosto cupe; tuttavia, a partire dalla seconda metà dell'anno, il mercato ha cominciato a mostrare i primi segnali di ripresa, raggiungendo risultati positivi soprattutto nell'ultimo trimestre, seppur con notevoli differenze tra i diversi paesi. L'intero 2009 dei grandi elettrodomestici si è chiuso con un meno 6% a valore, con le vendite globali che hanno toccato quota 147 miliardi di dollari, un dato comunque decisamente superiore rispetto ai 125 miliardi che si registravano nel 2005.

La crisi di Russia e Usa
I paesi che hanno risentito maggiormente della crisi sono stati quelli dell'Europa Orientale; in particolare la Russia ha accusato una flessione del 15,9%, determinata soprattutto da un cambio sfavorevole del rublo che ha fortemente penalizzato l'acquisto di grandi elettrodomestici. La crisi ha ovviamente impattato anche sui consumi delle famiglie statunitensi, ma probabilmente in misura inferiore rispetto a quello che si sarebbe potuto ipotizzare dodici mesi fa (-5,3% le vendite nel 2009). In molte categorie merceologiche gli acquirenti americani hanno addirittura premiato maggiormente i prodotti di alta gamma.

Tiene l'Europa occidentale
Difficoltà tutto sommato contenute nei Paesi dell'Europa Occidentale, dove il mercato del bianco (grandi elettrodomestici) ha registrato nell'anno una performance complessivamente negativa (-3,4% a valore), ma è cresciuto del 2,2% a valore nel quarto trimestre 2009, raggiungendo gli 8,4 miliardi di euro. Negli ultimi tre mesi dell'anno la maggior parte dei paesi dell'Europa Occidentale ha mostrato tendenze positive: le performance migliori si sono registrate in Austria, dove un'efficace politica di incentivazione ha sostenuto i consumi, ma anche in Germania e Francia, grazie soprattutto a investimenti in innovazione e tecnologia. La Germania, in particolare, è riuscita a chiudere il 2009 con un + 2,7% in termini di unità vendute e addirittura un + 4,5% a valore, nonostante la crisi economica e occupazionale che ha colpito il paese.

Italia in negativo
Decisamente più negativi i numeri dell'Italia, dove il mercato del bianco ha chiuso l'anno con un -5% rispetto al 2008 e ha registrato un calo a valore del -1% nel quarto trimestre. Un segno di ottimismo arriva dall'andamento del lavaggio: in un contesto in cui quasi tutti i prodotti più importanti del bianco hanno segnato un trend negativo, è stato questo l'unico settore che ha retto alla sfavorevole situazione congiunturale. In particolare, le lavatrici hanno mostrato un lieve tasso di crescita nell'ultimo trimestre del 2009, grazie all'aumento di prodotti di alta gamma con elevata capacità di carico e classe di efficienza energetica superiore.

Bene i paesi emergenti
Le notizie migliori per i produttori di grandi elettrodomestici arrivano però dai paesi emergenti, che anche nel 2009 hanno messo in mostra tassi di sviluppo di tutto rispetto: in Brasile, l'ultimo trimestre del 2009 è stato il migliore di tutto l'anno (+35,5%) per il mercato dei grandi elettrodomestici, con una crescita del 33% rispetto al trimestre precedente e addirittura del 62% se confrontato con lo stesso trimestre del 2008. La Cina ha registrato, sempre negli ultimi tre mesi dell'anno, un +35,5% a valore raggiungendo i 24,6 miliardi di Yuan. Anche i mercati emergenti come Malesia e Vietnam hanno mostrato crescite positive contribuendo così a un aumento complessivo del 2,2% a volume delle vendite di elettrodomestici in Asia.

I piccoli elettrodomestici
Gfk rileva una performance di tutto rispetto per i piccoli elettrodomestici, che anche nell'anno più nero degli ultimi decenni hanno osservato una crescita del 2% a valore a livello globale. In Europa Occidentale la performance negativa del settore, che ha chiuso il 2009 con uno - 0,3% a valore. Per i piccoli elettrodomestici sono stati spesi 4.2 miliardi di euro nell'ultimo trimestre del 2009, il che ha permesso di registrare una crescita del + 1,8% a valore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La crescita nelle vendite negli ultimi mesi del 2009 si è verificata soprattutto in Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. Ancora una volta in ritardo l'Italia, dove il settore dei Piccoli elettrodomestici ha dovuto fare i conti un -4-1% rispetto al 2008 e una variazione del -3.4% negli ultimi tre mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2008.

L'innovazione di prodotto
Per il futuro, consiglia Gfk, ci sarà una forte richiesta da parte di piccoli apparecchi in grado di rendere la vita più semplice. Per acquistare questi prodotti “salva tempo” i consumatori saranno disponibili anche a spendere cifre importanti. In realtà le imprese hanno già giocato la carta dell'innovazione di prodotto: dalle rilevazioni di Gfk emerge infatti che i nuovi articoli lanciati nel 2009 in Italia sono decisamente superiori in termini numerici rispetto a quelli presentati negli anni precedenti. In particolare nel 2009 si è registrato un numero di nuovi modelli superiore del 36% rispetto all'anno precedente nel lavaggio e del 7% nel freddo.

Selex realizza Big Store un centro commerciale ecocompatibile

Pannelli solari per la produzione di acqua calda, isolamento termico, per ridurre le dispersioni energetiche, illuminazione ottenuta con lampade a basso consumo, impianti frigoriferi di ultima generazione, che garantiscono un risparmio energetico di oltre 122.000 Kwh (Kilowatt/ora) all’anno, carrelli e cestini realizzati con materiali riciclati, pareti rivestite con listelli di legno di recupero e vernici naturali e ampie vetrate, per far entrare più luce possibile. All’esterno, l'impatto visivo è mitizzato dalla scelta di colori che ben si integrano con l’ambiente circostante: ocra, verde, sabbia, unitamente a un giardino piantumato di 6.000 mq a disposizione dei cittadini.
Con queste peculiarità, è stato recentemente inaugurato Big Store Gallery (Gruppo Dimar di Cuneo, associato a Gruppo Selex), il primo centro commerciale ecocompatibile di Alba (Cn).

L’assortimento

Al suo interno, l’ipermercato Big Store, su una superficie di 4.500 mq, propone oltre 30.000 prodotti alimentari e non. Grande cura è dedicata ai reparti freschi, con una proposta mirata ai gusti dei consumatori locali: frutta e verdura, carne, gastronomia, salumi e latticini, pane e pasticceria, con vendita assistita e a self service, con l’offerta take away, per un’alternativa facile e veloce.
Inoltre Big Store propone su larga scala i prodotti a km zero, provenienti dal bacino circostante. Buon assortimento anche nel non alimentare, dal bazar all’elettronica di consumo. Il centro commerciale ha una galleria di 15 negozi, dall’abbigliamento alle calzature, dall’elettronica alla gioielleria, passando da servizi importanti quali la lavanderia, la parafarmacia, il parrucchiere e l’area giochi attrezzata per i più piccoli.

I Gruppi Dimar e Selex
Gruppo Dimar è una realtà distributiva radicata in Piemonte e Liguria con 43 supermercati a insegna MaxiSconto, 17 supermercati integrati Famila e Mercatò, 3 ipermercati Big Store, 20 discount a insegna DP Alimentare. Completano la rete le due insegne del canale ingrosso, Dimar Cash & Carry e Catering Cash & Carry, con 9 unità, oltre a una rete franchising composta da 246 superette e minimercati.

Dimar è associato al Gruppo Selex, che conta 3.254 punti di vendita e 30.000 addetti. Il fatturato al consumo del 2009 è stato di 8,5 miliardi di euro.
Con una crescita superiore a quella del mercato, il Gruppo ha raggiunto una quota pari al 9,5% (Fonte: Iri), che lo colloca al terzo posto tra le organizzazioni del commercio moderno.
Oltre che con i marchi di Gruppo Famila, A&O e C+C, presenti in tutta Italia, Selex opera con una pluralità di insegne radicate sul territorio.

Nuova insegna Billa in via Torino

Ikea verso lo store sostenibile

Uno store sostenibile: questo l'obiettivo di Ikea a proposito dello store di San Giuliano Milanese, 15.000 mq di vendita, in apertura entro la metà di maggio -salvo inconvenienti dell’ultima ora- e destinati a rappresentare il fiore all’occhiello delle strategie green dell’insegna svedese.
Infatti, gli impianti presenti in questa struttura  nell’arco di due anni saranno in grado di produrre in loco circa il 90% del fabbisogno di energia del pdv.

Sistema di geoscambio
In particolare, un sistema di geoscambio a ciclo aperto ridurrà di circa il 40% i consumi energetici per riscaldare e raffreddare il negozio, mentre le esigenze di energia elettrica saranno coperte in gran parte dall’impianto e di trigenerazione e da quello fotovoltaico. Inoltre, l’illuminazione del parcheggio sarà dotata di lampade a Led,
con una riduzione del 60% dei consumi elettrici, mentre per l’interno
saranno utilizzati faretti HID, che diminuiranno del 50% i consumi
elettrici.
La restante parte dell’energia elettrica non prodotta in loco
sarà acquistata dal consorzio Idroenergia -di cui Ikea fa parte- che si
avvale di fonti rinnovabili.

La sostenibilità secondo Ikea
Si tratta dialcuni degli elementi che mettono in risalto l'approccio di Ikea verso la sostenibilità, ampiamente documentato nel 5° Report su Responsabilità ambientale, sociale e
delle risorse umane. “Per noi si tratta ormai di un normale
approccio al mercato, inteso come l’adozione di soluzioni e tecnologie
in grado di dare maggiore valore aggiunto alla nostra mission di
migliorare la vita delle persone”, sottolinea Roberto Monti, Ad di Ikea
Italia.
Rientrano in questa definizione il focus sulla formazione del
personale, le collaborazioni con alcune onlus, la focalizzazione sui
temi energetici e la gestione dei rifiuti

I maniglioni antipanico scadono nel Febbraio 2011

Assoferma, Associazione nazionale fabbricanti serrature, ferramenta e maniglie, rammenta agli operatori l'art. 5 del decreto del 2004 con cui il Ministero dell'Interno ha emanato il decreto riguardante Disposizioni relative all'installazione ed alla manutenzione dei dispositivi per l'apertura delle porte installate lungo le vie di esodo, relativamente alla sicurezza in caso d'incendio che recita: “I dispositivi non muniti di marcatura CE, già installati nelle attività di cui all'art. 3 del presente decreto, sono sostituiti a cura del titolare in caso di rottura del dispositivo o sostituzione della porta o modifiche dell'attività' che comportino un'alterazione peggiorativa delle vie di esodo o entro sei anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto”.

Assoferma, che aderisce ad ANIMA, Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica Varia e Affine, ricorda pertanto che i maniglioni antipanico già installati e sprovvisti di marcatura CE devono essere improrogabilmente sostituiti entro il 12 Febbraio 2011. Grazie alla sua esperienza in materia, Assoferma offre la sua disponibilità a tutti gli operatori per aggiornamenti e ulteriori informazioni riguardanti tale decreto.

Assinform: IT in calo dell’8,1% nel 2009

Un anno da dimenticare in fretta il 2009 per l’Information Technology: l'Italia ha approfondito il ritardo tecnologico con gli altri paesi registrando una contrazione dell’IT tra le più consistenti, pari a -8,1%, a fronte di una decrescita media mondiale del settore di -5,4%. Secondo i dati del Rapporto Assinform 2010, sono arretrati tutti i parametri del mercato: hardware -14,8%, software 3,6%, servizi -6,5%; grandi imprese -10,3%, medie - 7,3%, piccole -8%.


Rischio stagnazione


“Il disinvestimento italiano in Information Technology, pari a 1.657 miliardi di euro, è un segnale allarmante di arretramento del Paese verso assetti strutturali di basso profilo competitivo, che rischiano di condannarci alla stagnazione -commenta Paolo Angelucci, presidente di Assinform-. L’innovazione, strumento indispensabile per lo sviluppo, sembra sparita dal vocabolario della politica economica e delle misure anticrisi. Con queste premesse anche il 2010 sarà un anno molto difficile. Le nostre stime indicano per il settore un trend negativo di -3,1%”.

TLC in sofferenza

Fase di sofferenza anche per il settore delle TLC, che evidenzia un calo di mercato di -2,3%. Alcuni baluardi del settore sembrano entrati in crisi di saturazione. In particolare la telefonia mobile, comparto che ha trainato l’ICT per 15 anni, segna per la prima volta trend negativi: scendono il segmento consumer, le linee mobili attive, le Sim, registrando un decremento di -1,5%. In termini complessivi, il mercato nazionale dell’ICT è calato di - 4,2%, scendendo a un valore di 61.771 milioni di euro (nel 2008 era stato di 64.463 milioni di euro), a fronte del -1,5% registrato a livello mondiale.

Riprendere a investire in IT

Sebbene l’IT -prosegue Angelucci- con 400.000 addetti e 97.000 imprese, sia il quarto settore industriale del paese, non solo non riscuote dalla politica la giusta attenzione, ma il suo impatto economico e occupazionale, nonché le sue potenzialità nei processi di sviluppo del Paese sono largamente sottovalutati dalle istituzioni. Eppure, per uscire dalla crisi e aprire la strada della crescita, l’Italia non ha scelta, deve riprendere a investire in Information Technology. Per questo occorre un’azione che sia un segnale chiaro di inversione di tendenza, anticipatore di una politica strategica per l’innovazione e lo sviluppo. Va in questo senso la nostra proposta di rottamazione del software sia come misura di incentivo all’innovazione per il Made in Italy, sia come sostegno all’occupazione del settore IT”.

Tre iniziative Assinform

Angelucci ha poi annunciato tre iniziative di Assinform:

- sul piano della finanza per l’innovazione sta per essere concluso un primo accordo innovativo con un importante istituto bancario che prevede finanziamenti a medio termine per le aziende che investono in IT comprendendo, per la prima volta, anche le componenti immateriali (software e servizi);
 - nel contempo Assinform ha attivato un gruppo di lavoro per affrontare in modo concreto e pragmatico il tema del downpricing delle tariffe IT;

- sul piano della ricerca e sviluppo, Assinform è impegnata a valorizzare sia le tante buone pratiche presenti nell’IT italiana, che a promuovere una politica di aggregazione delle imprese del settore.

“L’obiettivo -conclude Angelucci- è produrre soluzioni innovative condivise che aiutino domanda e offerta a crescere, anche in una prospettiva di internazionalizzazione delle imprese IT italiane, portatrici di “made in Italy tecnologico”.

Storia di essenze

Asda amplia la garanzia per l’abbigliamento a marchio George

Per la linea di abbigliamento George, Asda ha deciso di allungare i tempi per la restituzione dei capi fino a 100 giorni.

I clienti, dietro la presentazione dello scontrino, potranno sostituire il capo o ricevere un buono spesa. I capi ritirati saranno riciclati e rimessi in circolazione grazie a una partnership con Newlife, onlus che si occupa di bambini disabili.

Starbucks va in Cina con il the

Per meglio soddisfare le esigenze locali, Starbucks nei propri store cinesi ha deciso di ampliare l’assortimento con 9 tipologie di the: si va da quello verde secondo la tradizione cinese a quello indiano e quello.

Nuova insegna Auchan per ipermercato discount

Si chiamerà Prixbas il nuovo ipermercato discount che Auchan sta per aprire in Francia a Mulhouse, per la fine del mese.

Tesco punta a far diventare F&F il maggior brand fashion del mondo

Il n° 1 di Tesco Clothing in Gran Bretagna, Sir Terry Green, è convinto di riuscire a fare di Florence & Fred il più grande brand mondiale di abbigliamento uomo, donna e bambino entro cinque anni.
Secondo Green, che parlava alla Retail Week Conference a Londra, non solo Tesco è diventato il riferimento nel mercato intermedio, ma è possibile intervenire sull'efficienza della supply chain con il risultato di migliorare le prestazioni complessive del sistema in termini di prezzi.
Passi significativi sono già stati fatti, in tale direzione, mediante la diminuzione del numero di fornitori da 700 a 200.
In buona sostanza l'obiettivo di Tesco nel settore abbigliamento è di essere competitivo, anche offrendo a prezzi più bassi oggetti di lusso, puntando quindi, attraverso i sottobrand F&F, a raggiungere il 90% del mercato di riferimento.

Autogrill gestirà i convenience di Esso in Italia

Autogrill, attraverso la propria partecipata Nuova Sidap, ha raggiunto un accordo con Esso in Italia (affiliata di Exxon Mobil Corporation, primo operatore al mondo nei servizi di ristorazione e retail) per la gestione di 80 punti di vendita presenti in Italia, in precedenza gestiti da Se.Stra (società del Gruppo Esso).

Gli store, che rimangono di proprietà di Esso, presenteranno la firma Autogrill per quanto riguarda le vendite non oil, mentre le stazioni di servizio manterranno il brand Esso.

“Questo accordo consentirà alla nostra società di perseguire l’obiettivo comune di rendere i punti di vendita più efficienti e di realizzare la gestione integrata dei servizi per il viaggiatore (oil e ristoro) nelle aree di sosta anche sulla rete stradale ordinaria”, ha dichiarato Aldo Papa, direttore generale di Autogrill.

L’accordo è comunque subordinato all’approvazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Catalogo elettronico GS1 GDSN adottato da 10 distributori in Italia

Sono 10 i distributori in Italia -Auchan, Carrefour, Conad, Coop Italia, Crai, Esselunga, Finiper, Selex, Sisa, Autogrill - che hanno deciso d'implementare il Catalogo Elettronico GS1 GDSN, nuovo sistema di sincronizzazione dei dati. Anche tra i produttori italiani la sua adozione è in crescita, in aziende come Ferrero, Lavazza, L'Oreal, Cameo, Granarolo, Sutter, ItaliaPizza, Sofidel, Henkel.

Il nuovo servizio di catalogo elettronico lanciato da Indicod-Ecr, basato sugli standard di GS1, permette ai partner commerciali, produttori e distributori, di migliorare la precisione e l'affidabilità del processo di comunicazione e di sincronizzazione delle informazioni relative ai loro prodotti.

Vantaggi
Ecco alcuni vantaggi segnalati dalle aziende che hanno adottato il catalogo elettronico:

  • margine di errore 
    -30%
  • costi di fatturazione 
    -37%
  • time to market 
    -20/60%
  • risorse impiegate per il trattamento dati
    - resi e più disponibilità di prodotti 
    -10%

Alcuni casi aziendali

Coop ha evidenziato una riduzione dei tempi di inserimento dei codici articolo pari all'80%, una riduzione del “time to maket” di 10 giorni ed un incremento della consistenza dei dati e dell'allineamento delle anagrafiche pari al 35%.

SC Johnson ha rilevato una riduzione del 30% dei costi di gestione amministrativa e dei resi.

Kraft ha testimoniato la riduzione del 20% del margine di errore nel riordino e del 27% nella codifica dei codici prodotto.

Guida pratica

Indicod-Ecr e PricewaterhouseCoopers hanno elaborato congiuntamente un documento che ha l'obiettivo di guidare in modo pratico e semplice i produttori e i distributori nella valutazione di fattibilità dell'implementazione del catalogo elettronico secondo lo standard GS1 GDSN. Dopo una breve introduzione sul funzionamento del catalogo elettronico e sulle principali fasi per l'implementazione, il documento evidenzia in dettaglio, fornendo dei criteri per quantificarli, i benefici che l'utilizzo di questo strumento può dare. Ai fini della valutazione sono considerati anche i costi potenziali per l'implementazione. I costi riguardanti l'implementazione del catalogo elettronico non sono elevati, tuttavia le aziende possono cogliere l'opportunità per ottimizzare anche i processi relativi che ne sono impattati.

Lo sviluppo
 “Come è stato per l'introduzione del codice a barre che ha vissuto tre momenti: un'iniziale inerzia all'adozione, un secondo momento di massiccia diffusione ed infine un'esigenza consolidata per svolgere efficientemente il proprio business, così si sta configurando lo sviluppo del catalogo elettronico -si legge nella guida-. Avendone riconosciuto i benefici, siamo ora in un momento di forte espansione in Italia. Nell'arco di un paio d'anni il catalogo elettronico sarà 'business as usual' e sarà un altro importante tassello che migliorerà l'efficienza della filiera produzione-distribuzione".

Experian: la criminalità organizzata dietro le frodi

obbligo Pos

L'attività fraudolenta  ai danni di banche e finanziarie in Italia fa un salto di qualità. Non tanto in termini quantitativi, visto che il  fenomeno rimane tutto sommato  circoscritto, quanto per l'interesse sempre maggiore dimostrato da parte di gruppi microcriminali organizzati. Secondo Experian, gruppo leader  nei servizi informativi per la prevenzione dei rischi di credito e di frode, le segnalazioni di tentativi di frode riconducibili a gruppi di persone che si organizzano a tal proposito è aumentato di circa il 40%, con un'incidenza di circa 40 casi sospetti ogni 10.000, in confronto ai 28 registrati nel corso del 2008. Questi tentativi di frode vedono più persone scambiarsi e condividere informazioni personali proprie o di terzi (come ad esempio documenti d'identità, conti bancari, indirizzi di residenza o recapiti telefonici), per richiedere finanziamenti poi in capo a terzi ignari o destinati a non essere mai più rimborsati.

Blocco delle truffe
Si tratta comunque di casi che possono essere rilevati e bloccati dai più avanzati sistemi antifrode, che segnalano efficacemente ogni anomalia nell'utilizzo di dati personali.
“Nel complesso il fenomeno delle frodi creditizie in Italia si conferma ancora contenuto e paragonabile a quanto accade negli altri paesi europei, con un'incidenza complessiva di richieste sospette largamente al di sotto del punto percentuale” commenta Cristina Iacob, Business Manager della Divisione Consumer Information di Experian. “Preoccupa però la crescente infiltrazione di bande organizzate di truffatori, che spesso operano attraverso furti d'identità di ignari cittadini. Experian ha investito moltissimo proprio nella prevenzione di questo tipo di frodi, e con Detect ha messo a punto una soluzione in grado di segnalare efficacemente comportamenti sospetti”

Ovs Industry punta sulle mamme

OVS industry dedica alle mamme due iniziative speciali: The Big Love Bag e The Big Love Blog, rispettivamente, una raccolta punti a premio e un blog per le neomamme e le mamme in attesa. Del resto, secondo i dati aziendali, in Italia un bambino su tre veste ogni giorno capi OVS industry e sono ben 2,6 milioni (circa il 70% del mercato) le mamme che scelgono le collezioni OVS per i propri figli. OVS industry certifica inoltre la qualità di tutte le linee per la prima infanzia con il marchio Oeko-Tex (garanzia che nessun colorante o prodotto contenente sostanze nocive è stato utilizzato durante la produzione).

Le iniziative
The Big Love Bag, è un concorso grazie al quale sarà possibile raccogliere un punto per ogni 50 euro spesi negli oltre 350 store OVS in tutta Italia, in particolare nei reparti dedicati alla moda per mamme e bambini. Raggiunta la soglia dei 10 punti, le clienti riceveranno la Big Love Bag con all’interno un set di prodotti dedicati alle diverse fasi di vita del neonato.
Ciascun scontrino emesso permetterà inoltre di partecipare, collegandosi al sito www.oviesse.com, all’estrazione on line di un superpremio finale.

The Big Love Blog è invece un’area web accessibile attraverso il sito OVS
industry all’indirizzo web ovskids.oviesse.com, in cui scambiarsi
pareri e consigli per l'attesa e per i
momenti dedicati alla cura del bebè. Il blog sarà suddiviso in 4 aree: DIRE, dedicata alle esperienze, ai suggerimenti pratici e alle opinioni; FARE, per scaricare contenuti e raccogliere gli articoli di maggior interesse; GIOCARE, per dare spazio alla creatività e suggerire alle mamme giochi e passatempi per i più piccoli e CRESCERE, l’area dedicata a consigli e idee per genitori e figli.

Mela Julia Dop si accorda con Coop Nordest

I più importanti produttori e confezionatori friulani di mele a marchio Julia con la certificazione Dop sono diventati apripista per lo sbarco di questo prodotto sui principali canali della grande distribuzione.
Ecco alcuni numeri dello start up: 27 pdv coinvolti, 18 giornate di promozione con vendita assistita su 9 store, 29mila chilogrammi di prodotto venduto (golden delicious in confezione da tre chili).
Per preparare il canale a valorizzare il prodotto, nell'ultima settimana la filiera della Mela Julia è stata presentata a numerosi capi reparto del settore ortofrutta di decine di supermercati friulani e veneti. È stato anche effettuato un breve test sensoriale, con lo scopo di fornire elementi ancora più completi ai responsabili di vendita sulla qualità organolettica della Mela del Friuli Venezia Giulia Dop.
“Siamo convinti - commenta il presidente dell'associazione produttori, Peter Larcher - che la miglior promozione della Mela Julia Dop è certamente costituita dalla qualità del prodotto, dalla garanzia dell'origine e dal fattore umano costituito dai produttori, ma anche dai dirigenti di Coop Nordest che hanno dimostrato grande professionalità e ci hanno dato l'opportunità di confrontarci con una struttura altamente organizzata e con un mercato di primissimo piano”.
L'associazione fei produttori rappresenta più dell'80% della produzione regionale,
contando su 1.100 ettari coltivati a meleti rispetto al totale di 1.400
in regione.

Prodotti del territorio
Per Coop Nordest il lancio su grande scala della Mela del Friuli Venezia Giulia Dop concretizza una politica lungimirante che vuole portare al cliente finale i prodotti di qualità provenienti del territorio, coltivati praticamente sulla porta di casa. Il percorso di lancio ha comportato un impegno notevole, coinvolgendo i produttori e i loro tecnici nell'organizzazione di numerose attività.
“I nostri soci e clienti - dice Roberto Sgavetta vicepresidente di Coop Consumatori Nordest - sono molto esigenti. Oltre a prezzi convenienti, prodotti sicuri e di qualità, vari e di ampia scelta, chiedono oggi sempre di più la presenza di produzioni italiane e locali sugli scaffali del punto di vendita che abitualmente frequentano. La collaborazione con la Mela Julia è il primo passo di un progetto molto più ampio di valorizzazione dei territori locali - siamo presenti in 12 province dall'Emilia alla Lombardia, dal Friuli Venezia Giulia al Veneto - che ci consente di rispondere con tempestività a questa esigenza, favorendo la tipicità delle produzioni e la sostenibilità ambientale. Cose di qui, questo è il marchio scelto per descrivere i prodotti che hanno il buon sapore della tradizione, gustosi e sostenibili che permettono alle piccole e medie aziende locali di inserirsi nel canale di primo piano della grande distribuzione, lasciando intatti i plus del prodotto acquistato nella zona di produzione”.

I furti in gdo nell’analisi di Federdistribuzione e Cermes

I pdv della gdo denunciano ogni anno da un minimo di 300 a oltre 1000 furti; il fenomeno delle differenze inventariali è sempre più dovuto alla disonestà di clienti e dipendenti, imputati rispettavimente per il 35,2% e per il 26,4% delle perdite di bilancio imputabili alla voce; mentre diminuiscono le truffe da parte di fornitori e ancora più i meri errori di contabilizzazione.
Sono alcuni dei dati di una approfondita analisi, sicuramente la più completa effettuata in Italia, dal Cermes-Bocconi per Federdistribuzione. Il fenomeno dei furti, complice anche la situazione economica e sociale, appare in aumento, ma il contrasto sembra difficile, perché solo raramente (nella media in tre casi ogni 100 clienti fermati) si ritiene opportuno procedere alla denuncia alle autorità.

Il commento
L’analisi, che sarà oggetto di approfondimento sulle pagine di Gdoweek nelle prossime settimane, traccia anche un profilo dei taccheggiatori; in prevalenza maschi e in oltre metà dei casi stranieri. Gli ipermercati spendono in media lo 0,6% del fatturato per la prevenzione, i super lo 0,3%.
E a proposito di questi “investimenti" dice Paolo Barberini (nella foto), presidente di Federdistribuzione: “La grande distribuzione è costretta a sopportare costi crescenti per la sicurezza ma il problema maggiore non è dato dai costi quanto dagli oneri anche burocratci per procedere alla videosorveglianza e alle denunce. Una semplificazione delle procedure migliorerebbe la prevenzione”.

Gruppo la Colonial Sud entra in Interdis

Con l'ingresso di Colonial Sud Spa si allarga la compagine delle imprese mandanti di Interdis, ora a quota 29. Colonial Sud, che conta su una rete di 193 punti di vendita, è una società partenopea con forte presidio la Campania e nel basso Lazio attraverso le insegne Marketpiù, Maxipiù, Iperpiù e Bolle & più nel canale dettaglio e Colonial Sud Cashpiù nel canale ingrosso.
Tra gli elementi che caratterizzano l'azienda vi sono la valorizzazione del punto di vendita di prossimità, la centralità del consumatore attraverso lo sviluppo di assortimenti mirati e delle carte fedeltà, gli elevati investimenti in marketing e comunicazione e un forte impegno sociale.  
“L'ingresso di Colonial Sud -afferma Paolo Barberini, presidente di Interdis- nasce dalla condivisione delle medesime scelte imprenditoriali, che includono l'attenzione al cliente e la volontà di essere protagonisti nel panorama della distribuzione italiana. Ritengo che l'adesione sia anche frutto della capacità di Interdis di creare valore economico per le proprie imprese mandanti”.
Per Luigi Errichiello, amministratore delegato di Colonial Sud “Si tratta di un momento significativo della nostra storia aziendale. Abbiamo sempre ritenuto prioritari i bisogni del consumatore, le sue esigenze ed i suoi gusti. Questa focalizzazione sostenuta con tenacia e costanza ci consente di proseguire nella crescita che oggi vogliamo condividere con altri imprenditori, altrettanto sensibili, riuniti in Interdis”.

Chi sono i due gruppi
Interdis è uno dei network della gdo. Le 29 imprese mandanti, attive sia nel canale al dettaglio sia in quello all'ingrosso, sono presenti con 2.714 punti in 17 regioni italiane. Nel 2009 il gruppo ha raggiunto 5.492 milioni di euro di fatturato.
Colonial Sud è attivo nella distribuzione organizzata sin dal 1964, ha attualmente una rete di 193 punti vendita - diretti e affiliati - in Campania e nel basso Lazio. Con oltre 12mila referenze trattate nel 2009 ha generato un volume d'affari superiore a 136 milioni di euro. La sede principale è ad Arzano, in provincia di Napoli.

Geox sfida la crisi inaugurando nuovo stabilimento

L'obiettivo di questo importante investimento di 120 milioni di euro è di conquistare nuove quote sui mercati globali, puntando su location e logistica per reggere la sfida di riuscire a mantenere gli elevati margini della Geox. Lo ha confermato il presidente del gruppo Mario Moretti Polegato, in occasione dell'inaugurazione avvenuta in presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola : "In questo particolare momento dell'economia mondiale, in cui la crisi
e la recessione hanno spinto le imprese a ridurre ogni tipo di investimento il nostro gruppo ha accolto la sfida realizzando in poco più di un anno nuovi stabilimenti ed una piattaforma logistica che non ha eguali in Europa."

Aspetti logistici
La location del nuovo stabilimento è a Signoressa di Trevignano lungo la regionale e la ferrovia che collega il capoluogo Treviso a Biadene di Montebelluna, dove si trova la sede della Geox. La nuova piattaforma logistica sorge su una superficie di 25 ettari e grazie a 110.000 metri quadrati coperti, ai quali se ne
aggiugeranno altri 70 mila nei prossimi 3 anni, puo' contenere 30
milioni di paia di scarpe e 10 milioni di capi di abbigliamento.Vi lavorano 300
persone, con un traffico di 100 autotreni al giorno.

Geox in breve
Nata 15 anni fa, Geox è presente in 105 paesi con 1.150 negozi nel mondo dando lavoro, in modo diretto e indiretto, a 30.000 persone. Il fatturato del 2009 è stato di 865 milioni di euro, con un utile netto di poco inferiore al 10%. Ha prodotto 20 milioni di paia e due milioni di capi di abbigliamento, settore su sui ha intenzione di orientare le proprie strategie nel breve.

Aumenta la produzione di Mortadella Bologna: +2,1% nel 2009

Segno positivo anche per le vendite di Mortadella Bologna, aumentate dell'1% per un quantitativo di circa 34.000 tonnellate e un valore al consumo di circa 380 milioni di euro. Questo aumento nelle vendite è stato trainato soprattutto dal prodotto intero, venduto al banco taglio (+1% rispetto al 2008). Le vendite di Mortadella Bologna intera coprono oltre l'88% dell'intero mercato della Mortadella Igp, corrispondenti a circa 30 milioni di kg.
Positivi anche i dati riferiti all'export con un incremento di circa il 9% rispetto al 2008: sono state esportate circa 5500 tonnellate di Mortadella Bologna Igp per un valore di circa 30 milioni di euro.

Significativi investimenti in comunicazione
Per supportare le vendite sono stati spesi 1.500.000 euro per comunicare i valori del Consorzio e le numerose garanzie della Mortadella Bologna Igp. Soddisfatto il presidente del Consorzio Mortadella Bologna, Francesco Veroni, che afferma: “Nel 2009 siamo cresciuti del 2%, dato particolarmente positivo in un periodo di crisi; da sottolineare poi che l'aumento in valore assoluto sia stato registrato soprattutto nel mercato italiano: complice la campagna promozionale e soprattutto il buon rapporto qualità-prezzo che caratterizza il nostro prodotto”.
La Mortadella Bologna Igp è molto legata alla tradizione ma la ricetta è cambiata nel tempo. Grazie ai progressi della genetica sui maiali è stato alleggerito il contenuto in grassi ed è cambiata la loro composizione costituita ora soprattutto dagli insaturi: 100 grammi di Mortadella Bologna Igp hanno 300 calorie e una quantità di colesterolo simile a quella di un branzino o di una spigola di allevamento.

Uniqlo in scena all’Opéra a Parigi

ideaTRE60 è il social media di Accenture per la condivisione di idee e progetti

ideaTRE60 è il primo social media italiano.  Nasce all'interno della Fondazione Italiana Accenture ed ha come missione lo sviluppo dell'innovazione a favore della collettività attraverso la condivisione di idee e la realizzazione di progetti basati su soluzioni tecnologiche avanzate.
ideaTRE60 è un open network sul web di comunicazione sociale a disposizione di: singoli individui, aziende, università, fondazioni, associazioni, enti, istituzioni e qualunque altra organizzazione, pubblica o privata, che si propone di generare un flusso di idee nuove, realizzabili e dedicate al progresso comune. 

Ruolo attivo dei cittadini
Il nuovo social media svolge un duplice ruolo. Da un lato, infatti, dona alle aziende l'opportunità di sviluppare la Corporate Social Responsibility in maniera nuova, lanciando concorsi per idee finalizzati alla realizzazione di progetti di innovazione sociale; dall'altro, i giovani talenti e le organizzazioni che necessitano di risorse per attuare i propri progetti hanno un luogo dove proporre nuove idee, per incontrare aziende, fondazioni ed enti interessati a fornire mezzi economici, tecnici e umani. Non solo, ma attraverso ideaTRE60 le aziende trovano anche un punto di osservazione privilegiato per cercare nuovi talenti, potendo misurare sulla piattaforma non solo il loro curriculum, ma anche le loro effettive capacità progettuali.
“Il nostro è un Paese -commenta Diego Visconti, presidente della Fondazione Italiana Accenture- con un ricchissimo patrimonio culturale, artistico e ambientale, e con una vasta e articolata realtà di iniziative e organizzazioni sociali. Abbiamo pertanto bisogno di supportare la formazione della classe dirigente che ci guiderà nei prossimi anni, di favorire lo sviluppo e la crescita di nuove professionalità, di dare un'opportunità ai nostri migliori talenti e di aggiornare il nostro modello di sviluppo. Sono questi i temi centrali della Fondazione che vengono ereditati anche da ideaTRE60, piattaforma attraverso la quale abbiamo voluto dare un innovativo contributo per il futuro dei giovani e del nostro sistema”.

Come funziona ideaTRE60
Tre sono le aree di partecipazione: condividere le conoscenze, concorrere con le idee, sostenere i progetti.
L'area condividi costituisce la community di esperti, appassionati e giovani talenti intorno al tema dell'innovazione di utilità sociale, un luogo pubblico in cui si incontrano studenti, organizzazioni e università per discutere e condividere conoscenza e opinioni.
L'area concorri è il bacino virtuale dove qualsiasi organizzazione - pubblica o privata - impegnata nell'innovazione sociale può cercare idee per la realizzazione delle proprie iniziative ma anche dove ogni persona motivata a operare nell'innovazione sociale può trovare progetti con cui confrontarsi. È in quest'area che si svolgono i Concorsi per Idee, gare finalizzate alla raccolta e alla selezione di idee progettuali rispetto a un determinato tema, che saranno valutate e selezionate da una giuria on line di alto profilo. 
L'area sostieni rappresenta la vetrina e luogo d'incontro tra giovani talenti o organizzazioni che necessitano di risorse per realizzare progetti con soggetti - pubblici e privati - interessati a fornire mezzi per rendere tali progetti una realtà.

Contestualmente parte anche il primo Concorso per Idee
Il tema è Alimentarsi bene, vivere meglio. Educare alla ricchezza e varietà alimentare italiana realizzato in partnership con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano.  L'Italia è infatti la patria delle eccellenze alimentari, della ricchezza gustativa, della varietà nutrizionale. Su queste basi, ideaTRE60 stimolerà la comunità a proporre idee progettuali di sistemi e strumenti educativi originali, caratterizzati da impiego di nuove tecnologie, in grado di raggiungere ampi strati di popolazione.
L'idea progettuale che si aggiudicherà il contest verrà premiata con un riconoscimento in denaro di 5.000 euro per la persona o la squadra vincitrice, oltre alla prospettiva di avere un ruolo nella concreta realizzazione della propria idea. Realizzazione per la quale la Fondazione ha stanziato un budget di 100.000 euro.
“Il tema con cui iniziamo la nostra collaborazione con ideaTRE60, come partner scientifico, è l'alimentazione - dichiara Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano- un aspetto con cui da un lato approfondire gli aspetti scientifici relativi al cibo e di conseguenza, dall'altro, favorire la nascita di atteggiamenti consapevoli che possono poi influenzare le scelte quotidiane dei singoli individui. Proprio quest'ultimo approccio è per noi irrinunciabile: oltre ai singoli temi che possono essere affrontati, è infatti l'intero processo che dobbiamo sempre tenere presente: valorizzare e capire il passato, interpretare il presente e riuscire a guardare al futuro trovando gli strumenti migliori per le scelte individuali, familiari e sociali”.
Dedicato all'Abruzzo è invece il secondo concorso per idee che sarà lanciato a breve. Grazie ad esso gli studenti delle ultime classi delle scuole secondarie superiori abruzzesi potranno avanzare proposte e progetti innovativi legati alle nuove tecnologie e a favore della collettività, ovvero prodotti o servizi di utilità sociale che contribuiscano alla rinascita e allo sviluppo dell'Aquila e dell'intera Regione Abruzzo.

La Fondazione Italiana Accenture
Non ha scopi di lucro e si propone esclusivamente di promuovere le più significative esperienze e conoscenze sull'innovazione intesa come valore di ampio vantaggio per la collettività. Tema centrale delle attività della Fondazione è l'innovazione, intesa sia nelle sue articolazioni tecnologiche, scientifiche e manageriali, sia nel suo ruolo positivo a favore dello sviluppo economico, sociale e culturale.

Torte a Domicilio ti consegna il dolce a casa

La tipologia di Dolceinfesta prevede sia prodotti dolci: torte da forno, friabili, alla
frutta, alla crema, da cerimonia, dolci stagionali, biscotti,
pasticcini sia snack salati comprese le pizzette. Le torte sono
preparate da pasticcerie selezionate dislocate sul territorio nazionale
e ognuna specializzata in un prodotto in particolare, così che la
qualità, i sapori, la fragranza siano assolutamente premium.
Le referenze a listino sono 233, fra queste 35 hanno un prezzo a
richiesta. I prezzi vanno da 1,4 euro per un panettone da 100 g ai 75
euro del panettone gastronomico a 56 spicchi.
Un panettone dolce da 1 kg viene 15,8 euro e una torta tiramisù 31,6
euro/kg.
Dolceinfesta si occupa della logistica come tempistica di consegna,
personalizzazione, prezzi. L'azienda del resto vanta una lunga esperienza nel recapito a domicilio, essendo nata a Milano nel 1950 per consegnare i
dolci delle più rinomate pasticcerie cittadine, per poi espandersi fino
a coprire la maggior parte del territorio nazionale.

Come ordinare
L'ordine si fa sul sito www.dolceinfesta.it che in pratica è una pasticceria on line, consultando il catalogo dolci, oppure, via e-mail o ancora via telefono. Tutti i prodotti commercializzati sono freschi e preparati solo su ordinazione, non esiste alcun magazzino per lo stock. Dal momento dell'ordinazione, per la realizzazione e consegna a domicilio, trascorrono due giorni lavorativi.

Rinaldo Franco a gonfie vele nella Gdo: +15% rispetto al 2008

Risultato positivo per il quinto anno consecutivo (+15%) che porta l’incidenza delle vendite realizzate nella distribuzione moderna con i marchi Best Friend, Best Bone e Acquafriend (47%) ad un livello superiore alle vendite realizzate nel canale specialistico con il marchio Record (41%). Rinaldo Franco spa -che nel 2009 ha anche provveduto al completo restyling del sito internet dedicato ai clienti della grande distribuzione (www.best-friend.it)- 
ha dichiarato nei piani di sviluppo del 2010 di voler replicare i tassi
di crescita degli anni precedenti, ampliando la numerica dei clienti e
inserendo una serie di interessanti novità, come ad esempio i tappetini
assorbenti Assorbipiù con adesivi per il fissaggio al pavimento e il localizzatore satellitare per cani UBI Safe.

Il fatturato cresce del 10%
Nel 2009 il fatturato complessivo netto è arrivato ad oltre 7 milioni di euro, segnando una crescita complessiva del 10% rispetto al 2008: un tasso superiore al doppio della media del mercato petcare secondo i dati dei maggiori istituti di ricerca. I best seller del 2009 di  sono stati ancora una volta  i prodotti per l’igiene e antiparassitari per cani e gatti, la linea Tetra (mangimi superpremium per pesci e tartarughe, test e trattamento dell’acqua), la lettiera ai cristalli di silicio e quella in carta CATt&RINA Catigienica (il cui packaging è stato rinnovato nel 2009) e la nuova linea di alimenti semi-umidi Best Bone Mon Patè.  Proprio quest’ultima rappresenta la vera novità del 2009, che ha segnato l’entrata dell’azienda – leader nell’accessoristica – nell’area del petfood cane e gatto.

Al nastro di partenza il Gia Italia 2010 -2011

Scarica lo speciale
"Global Innovator Award - i vincitori 2009"



Riparte la selezione italiana del Global Innovator Award edizione 2010-2011.

Il premio è organizzato dalla rivista Casastile, punto di riferimento per il mondo del retail di oggetti e complementi per la casa, edita da Il Sole 24 ORE Business Media.

Obiettivo del Premio è valorizzare l'innovazione e la competenza nel retail che  un interesse sempre maggiore riscontra nei protagonisti del panorama distributivo italiani.

La partecipazione è infatti vissuta dai dettaglianti, oltre che come un'occasione per valorizzare la propria imprenditorialità, anche per impostare una riflessione sulla propria realtà commerciale, per valutare punti di forza e debolezza, per rileggere eventuali percorsi intrapresi.
Inoltre la possibilità di confrontarsi con altri player del settore è sicuramente stimolante per arricchire le proprie competenze.

Che cos'è il GIA Italia

E' la selezione italiana del premio internazionale Global Innovator Award.
E' promosso da IHA (International Houseware Association) e IHHS (International Home and Houseware Show di Chicago), e coinvolge 22 Paesi nel mondo: Casastile è partner per l'Italia.

Per partecipare, i punti di vendita devono inviare la loro canditura entro il 30 giugno 2010 compilando la scheda predisposta

A seguire, i candidati verranno contattati dalla nostra redazione per approfondire la conoscenza del punto di vendita.
I punti di vendita selezionati verranno pubblicati sulla rivista Casa Stile e nel sito e saranno premiati durante una serata in loro onore.

Una giuria di esperti designerà tra questi i vincitori delle varie categorie e il vincitore assoluto che “volerà “ a Chicago nel marzo 2011 per rappresentare il nostro Paese durante la premiazione internazionale.


Per informazioni

INALPI VIDEO

Findomestic, cala la fiducia dei consumatori

Torna a scendere la fiducia dei consumatori a febbraio, pur rimanendo su valori superiori a quelli registrati negli anni passati. Lo rileva l’Osservatorio mensile Findomestic che mette in relazione il trend negativo con le paure legate al possibile default della Grecia e di un possibile effetto domino sull'area euro. Tutti gli intervistati mostrano livelli di fiducia in calo per quanto concerne la situazione del Paese nel suo complesso, pur con sfumature diverse, a prescindere dal livello d’istruzione.

Crolla il Sud
Tra le aree geografiche è da segnalare la caduta a picco della fiducia del Sud Italia, cui fa da contraltare l’ottimismo del Nord Est e la stabilità del Centro Italia. Il pessimismo degli abitanti che abitano nelle regioni meridionali è probabilmente stato originato dalla paventata chiusura di Termini Imerese mentre l’ottimismo del Nord Est risente positivamente della fine degli incentivi all’acquisto delle auto. In presenza di budget limitati le preferenze degli italiani erano infatti andate in passato all’acquisto di auto a scapito dei mobili.

Previsioni di acquisto a tre mesi

Tempo libero: in calo tutta la categoria.
Elettrodomestici: tutto il settore presenta una contrazione.

Elettronica di consumo
: stabili i pc e gli accessori, in calo significativo la telefonia.

Auto e moto: l’unico segmento che inverte la tendenza negativa è quello dell’auto usata. Male auto nuove, motocicli e scooter.

Arredamento e casa: l’unico segmento stabile è quello della ristrutturazione delle abitazioni. Tutto il resto è in calo.

Prosegue il trend positivo dello Speck Alto Adige IGP

Nel 2009, secondo i dati rilevati dall'istituto indipendente INEQ (Istituto Nord Est Qualità) che esegue anche i controlli di qualità, sono stati prodotti 2.183.507 di baffe di speck, equivalenti a quasi 10 milioni di kg di Speck Alto Adige IGP, che ha così mantenuto il livello di crescita lento e costante degli ultimi anni.

Sebbene rispetto al 2008 la produzione del 2009 abbia registrato una flessione del 9%, va tuttavia considerato che il 2008 è stato un anno particolarmente positivo. Nel 2009 la produzione totale di speck di tutti i produttori riconosciuti dal Consorzio ha raggiunto 5.556.294 di baffe, con una quota del 39% attribuibile allo Speck Alto Adige IGP.

Balzo in avanti del preaffettato
Lo sviluppo di differenti tipologie di confezionamento nello scorso anno mostra per lo Speck Alto Adige IGP un chiaro balzo in avanti del preaffettato. Con un incremento del 22% -da 14,9 milioni di confezioni vendute nel 2008 a 18,2 milioni nel 2009- il preaffettato è risultato il segmento che ha fatto registrare il tasso di crescita più repentino. "Ormai il 20,5% dell'intera produzione di speck di marca viene venduto in forma di preaffettato -rileva Franz Senfter,  presidente del Consorzio Tutela Speck Alto Adige-, un dato che  conferma l'importanza di questo prodotto, che soddisfa le moderne abitudini di consumo". Il 40% dello speck continua comunque ad essere venduto al banco, prevalentemente in forma di baffe intere (24%) o di mezze baffe (16%).

In Toscana Esselunga enfatizza il localismo

Far “sentire” al consumatore la sua vicinanza al
territorio, alle sue specialità e all'economia locale. Esselunga, puntando a rafforzare il suo legame con il territorio, ha iniziato a segnalare la
provenienza degli oltre 350 prodotti in assortimento nei supermercati regionali
che hanno origine o che sono prodotti da aziende toscane.
Attenta alla selezione dei prodotti tipici del territorio
in cui opera, alla scelta di fornitori locali che garantiscono, grazie ad una
filiera corta, una maggiore freschezza ed economicità, Esselunga va incontro
alle esigenze dei consumatori, che sempre più favoriscono una spesa che si
avvicina alle proprie tradizioni gastronomiche.

Il nuovo cartellino Prodotto in Toscana, esposto sugli
scaffali, consente al cliente di distinguere velocemente, nell'ampio
assortimento dei punti di vendita di Esselunga, i prodotti legati al territorio
toscano e alle aziende di trasformazione e produzione toscane.

I numeri di Esselunga

Tra le principali catene italiane della grande
distribuzione. Esselunga conta una rete di 140 superstore e supermarket in
Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Liguria.
Il gruppo è costituito da circa 19.000 dipendenti,
fattura 5,7 miliardi di euro e detiene una quota di mercato pari al 9,6 %
(fonte IRI Infoscan, dati a Giugno 2009).

L'attenzione al prezzo è un elemento portante della
strategia di Esselunga. Per il quinto anno consecutivo la leadership nei prezzi
Esselunga è stata riconosciuta da più fonti autorevoli tra cui Altroconsumo,
pubblicazione diffusa dalla più importante associazione italiana dei
consumatori: Esselunga, anche nel 2009, è l'insegna più conveniente d'Italia.

Gap in arrivo sul mercato italiano

Un’apertura a Milano, in corso Vittorio Emanuele, entro l’anno e una seconda a Roma nel 2011: questi i piani di sviluppo annunciati per il Belpaese da parte di Gap e Banana Republic, che mantengono uno stretto riserbo sulle date di apertura.

Lo store, di proprietà, sarà gestito direttamente dal team europeo dell’azienda, che si servirà anche delle proprie infrastrutture logistiche.

Secondo i programmi, Gap prevede anche di sbarcare in Uk con un proprio sito per il commercio online, che servirà nove Paesi europei, inclusa l’Italia.

La mossa rientra nella strategia globale di recuperare valore per il brand, che, sul mercato americano, dopo la crescita importante di un decennio fa, sta vivendo un periodo di appannamento che ha portato a una riduzione delle vendite.

Negozi, secondo Tecnocasa calano prezzi e canoni

La crisi economica ha lasciato il segno anche sui valori immobiliari del retail. Minori infatti appaiono le prospettive di guadagno degli esercenti e minore è anche il peso sostenibile per gli affitti. I proprietari hanno preso atto e per non rischiare lo sfitto o peggio ancora la morosità del conduttore si stanno adeguando.  Il processo è automatico nei centri commerciali (dove di norma si affitta l'attività e non si locano i muri e i canoni sono calcolati in funzione degli incassi) ma anche negli esercizi cittadini dove si applica la locazione classica i valori stanno scendendo, come rileva l'ultimo Osservatorio di Tecnocasa sull'andamento del mercato dei negozi e degli uffici.

I numeri
Concentrandoci sul retail, in generale l'Osservatorio registra un calo delle quotazioni per le tipologie situate in “via di passaggio” (-1,5%) e per quelle situate in “via non di passaggio” (-1,7%). Sul versante delle locazioni c’è stato un calo rispettivamente del 2,1% e del 2,7%.
Tra le regioni che hanno subito la contrazione maggiore ci sono l’’Emilia Romagna (-2,1% e -1,6%), il Lazio (-1% e 2,6%) e la Lombardia (-1,7% e -1,2%).
Sul mercato si registra negli ultimi tempi l’aumento di immigrati che ricercano questi immobili per svolgere attività legate prevalentemente alla ristorazione, alla vendita di alimentari e per svolgere attività nel campo dell’estetica.
Positivo l’andamento dei centri scommessa, delle agenzie per l’erogazione dei servizi e posizionate su strada. I negozi sono ricercati anche per la creazione di studi medici.

Le città
Milano  registra una diminuzione delle quotazioni per le tipologie in “via di passaggio” del 2,7% e del 3,8% per quelle posizionate in “vie non di passaggio”. 
Tendenzialmente stabili i canoni.
Verona registra nelle “vie di passaggio” un calo dei prezzi dell’1,2%, mentre la discesa nelle tipologie in “via non di passaggio” è del 3,7%. Le locazioni sono diminuite rispettivamente del 7% e del 6,4%.

A Torino si registra una diminuzione dell’1,5% per le quotazioni dei negozi situati nelle “vie di passaggio” e del 3,2% per quelle situate in vie “non di passaggio”. Le locazioni sono in diminuzione dello 0,7%.

Palermo,
in controtendenza, registra un aumento rispettivamente del 3,4% e del 2,9%. In diminuzione le quotazioni e le locazioni sulle vie a basso transito.
Infine, a Roma si registra una diminuzione delle quotazioni per le tipologie” in via di passaggio” del 2,2% e in” via non di passaggio” del 2,9%. Sul versante delle locazioni la diminuzione è stata del 2% sulle vie di passaggio, mentre sulle vie non di passaggio c’è stato un aumento del 2,2%.

A Palermo Rinascente riedita il format di Milano

Il Prosciutto di Parma partecipa al Foodex di Tokyo

Il Consorzio del Prosciutto di Parma anche quest’anno sarà presente alla fiera alimentare Foodex, che si terrà a Tokyo dal 2 al 5 marzo. Lo stand del Consorzio, situato all’interno del padiglione italiano, sarà condiviso con il Consorzio del Parmigiano Reggiano, nell’ambito del progetto promozionale co-finanziato dalla U.E. e da Agea.

In data 4 marzo, è previsto un incontro con gli importatori giapponesi, sempre in collaborazione con il Parmigiano-Reggiano, che si terrà dalle ore 19 presso il ristorante Canovio Tokyo a Tokyo.
L’occasione sarà utile per fare il punto della situazione di tale mercato e per illustrare le principali iniziative previste dal Consorzio per il corrente anno, con particolare riferimento al progetto europeo congiunto con Parmigiano Reggiano e i vini Douro e Porto.
Ogni anno si esportano verso il Giappone circa 90mila Prosciutti di Parma.

Inaugurazione outlet Marcianise by McArthurGlen

L’esperienza interattiva di TMN Bluestore a Porto

Nuova linea cosmetica bio per il corpo di H&M

Da lunedì, l'area accessori e cosmetica dei negozi H&M italiani, così come nel resto del mondo, si arricchisce di una nuova linea di prodotti per la cura del corpo. Si tratta di cinque articoli per l'igiene quotidiana -doccia schiuma, crema corpo, scrub, crema per la mani e burro cacao- caratterizzati dall'utilizzo di ingredienti naturali e biologici, certificati da Ecocert, il principale “certificatore” europeo di cosmetici biologici e naturali.

La linea, disponbile in due profumazioni -lampone/melone e lavanda/menta a prezzi tra i 3,90 a 6,90 euro- è completata da necessaire, di diversi colori, per il trucco e per bagno.
Anche per la realizzazione dei packaging sono stati utilizzati materiali completamente riciclabili.

“Per noi si tratta di un'evoluzione naturale verso la sostenibilità, dopo il lancio, già qualche anno fa, di t-shirt e api di abbigliamento in cotone biologico -precisa Ann-Sofie Johansson, direttore design di H&M- Il successo di questi prodotti ci ha fatto capire l'esistenza di una forte domanda da parte dei consumatori che siamo determinati a soddisfare ampliando la nostra offerta”.

In quest'ottica, la prossima collezione primavera sarà focalizzata sull'utilizzo di cotone bio, a fronte della decisione del gruppo di incrementate l'utilizzo di cotone biologico del 50% all'anno fino al 2013.

Cantine Ferrari migliora la gestione dei flussi Edi con Crossgate

L'ampia diffusione di Cantine Ferrari sui mercati internazionali porta con sé un'ampia rete di relazioni commerciali e la conseguente necessità di gestire nel modo più efficace i flussi di scambio soprattutto con gli operatori della gdo.
Fino al 2007 il flusso degli ordini veniva controllato direttamente dagli agenti Ferrari, via fax o tramite un'applicazione Web. Allo stesso modo, le fatture erano spedite a mezzo posta con tempi molto lunghi e l'impiego di risorse interne, che venivano così distolte da altre attività strategiche per il business. Il volume dei flussi, fra ordini e fatture, è stimato in circa 1.400 all'anno, ma ci sono periodi particolarmente intensi, con picchi di attività che necessitano di un numero superiore di risorse e rendono particolarmente delicata la gestione cartacea di tutti i flussi.
Ferrari ha così deciso di introdurre un processo di integrazione elettronica, affidando in outsourcing a Crossgate la gestione dei flussi di scambio.

Roll-out con Metro

Nel giugno del 2007 ha avuto inizio il roll-out dell'Edi/B2B di Crossgate con il cliente Metro, importante proprio perché si trattava di un gruppo internazionale. Da allora il processo di integrazione elettronica si è esteso ad altri tre clienti, ovvero Iper, Esselunga e Pam in tutti i casi sia per gli ordini che per le fatture.
Il servizio chiavi in mano offerto da Crossgate è stato introdotto per far fronte alle sempre più pressanti richieste di flessibilità e rapidità di risposta nei processi d'ordine, conferma d'ordine e consegna fatture. L'obiettivo era quello di mantenersi indipendenti dalle piattaforme tecnologiche dei business partner e di implementare un approccio Edi orientato al servizio e direttamente collegato all'Erp installato in azienda, senza ricorrere a ulteriori investimenti hardware e software.

I risultati

La soluzione implementata da Crossgate ha consentito di soddisfare le richieste dei principali clienti di Ferrari. Oltre ai clienti della gdo già integrati, l'azienda è pronta a estendere il processo a chiunque avanzi questa richiesta in futuro.
“La soluzione fornita da Crossgate ha permesso di creare relazioni Edi con la gdo -dichiara Danilo Gattolin, Sistemi Informativi di Ferrari- riducendo al minimo i tempi operativi del processo commerciale, eliminando la gestione manuale dei documenti e automatizzando completamente la gestione dei flussi”.

Sephora apre il nuovo flagship a Milano

My Tesco nel cuore di Praga

Gdoweek incontra Alessandro Della Monica di Oracle

Sma coniuga la sostenibilità con l’equosolidale e il green

Sempre più ecosostenibile, Sma -che opera nella grande distribuzione con oltre 1.700 negozi a insegna Punto, Simply, Ipersimply, Sma e Cityper – ha siglato un accordo con il Consorzio Altromercato, la principale organizzazione di commercio equo e solidale in Italia.
Intanto, il 24 febbraio, nel supermercato Simply Sma di via Masaccio 20 a Brescia ha inaugurato i nuovi erogatori di prodotti alla spina (detersivi, frutta secca e caramelle) realizzati con il supporto di Regione Lombardia, A2A, Aprica e Comune di Brescia, nell’ambito del Parr (Piano di azione, per la riduzione dei rifiuti urbani).

La linea Equosolidale
L’alleanza Sma-Altromercato prevede la creazione di una linea di prodotti a marchio Sma realizzati secondo gli standard internazionali del commercio equo e solidale: relazioni dirette
con i produttori, pagamento di prezzi equi, che valorizzano i costi reali di lavorazione e permettono una retribuzione dignitosa del lavoro, trasparenza nei rapporti di cooperazione, continuità nei contratti, la concessione di finanziamenti anticipati (fino al 70%) degli ordini, il rispetto dei diritti in tutti i passaggi dalla produzione alla commercializzazione.
La linea  raggruppa una ventina di prodotti, di cui cinque biologici.
“Oltre alla garanzia del marchio Sma  -dichiara Erica Fiore, responsabile prodotti a marchio di Sma spa-  abbiamo scelto di offrire ai consumatori anche la credibilità e  l’esperienza di una grande realtà non profit dell’equo e solidale quale è il Consorzio Altromercato. Siamo certi che l’iniziativa, in linea con la strategia di impegno socio-ambientale di Simply Sma, riscontrerà il favore della clientela.”
Per Paolo Palomba, direttore generale di Altro mercato, “La scelta di Sma è un modo per rendere distintiva, originale, e coerente un’offerta che consente a tutti, tutti i giorni, di acquistare prodotti di alta qualità, convenienti ed autentici e così di alimentare un modello virtuoso, attento alle persone e all’ambiente”.

Apre la Rinascente di Palermo, mini replica del format di Milano

Nel cuore di Palermo, accanto alla chiesa barocca di San
Domenico, in un palazzo completamente ristrutturato, è stato aperto il primo punto di vendita di Rinascente creato ex
novo, con 4.065 mq distribuiti su 5 piani che, replicando il format di Milano piazza
Duomo, nell’offerta include un mix di Made in Italy, brand internazionali, marchi
in esclusiva e una food hall. Gli interni del department
store sono stati progettati da designer del calibro di Flavio Albanese (che ha anche eseguito il rifacimento esterno, preservando lo stile barocco del lato che
dà su Piazza San Domenico e arricchito con elementi contemporanei, come led e
vetri, quello che si affaccia su Via Roma), Studio Cibic & Partners,
Studio Dordoni Architetti e Vincent Van Duysen.

Le anime dei cinque piani
Il piano terra è dedicato alla bellezza e agli accessori, ospitati in un ambiente caratterizzato da gres grigio per il pavimento, legno bianco e nero laccato lucido e semi
lucido per gli arredi espositivi e, sul soffitto, da una miriade di led di
grandezza e intensità differente per illuminare l’offerta.
Al primo piano trova posto il fashion for men, segmentato con l’obiettivo di proporre stili diversi, dal formale all’upper casual, fino al fashion e alla tendenza, con marchi di prestigio, mentre al secondo piano, sempre in un’ottica di shop in shop di brand
anche esclusivi di grandi brand, trova spazio il fashion dedicato alla donna.
Il terzo piano, caratterizzato da colori neutri per lasciare agli oggetti un ruolo da
protagonisti, è dedicato a casa, design e life style: ospita anche una mini selezione di proposte office, decor e gadget del Design Supermarket di Milano Piazza Duomo.
Ancora al terzo piano, c’è anche un grande spazio dedicato alle collezioni bambino, composto da grandi marchi.
Al quarto e quinto piano trovano posto la food hall e le sue terrazze dove poter ammirare tutta Palermo. Aperta fino a mezzanotte, qui si può scegliere tra le proposte gastronomiche di Peppe Giuffé, un take away per gourmet e un
ristorante della miglior tradizione siciliana, ma anche il mozzarella bar di
Obikà, con la sua selezione di mozzarelle di bufala campana.

Italian Food Excellence

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