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Qr code e augmented reality

Coop Consumatori Nordest: bilancio positivo, che guarda al futuro

Coop Consumatori Nordest chiude il 2010 con vendite pari a a 927 mio € -stazionarie rispetto al 2009-, un margine commerciale di 221,2 mio € ( +1,7 mio € rispetto al 2009), grazie ad un forte rigore gestionale ed al contenimento dei costi logistici, e con un utile dopo le imposte di 3,7 milioni di euro.

“Si tratta di un risultato positivo, che sarebbe potuto essere di 5,7 milioni di euro superiore se non si fosse varato un impegnativo piano di convenienza a favore dei consumatori”, ha spiegato il presidente Marco Pedroni.

Priorità
Pedroni ha sottolineato la volontà di consolidare questi risultati, lavorando su elementi di efficienza e di efficacia che possono dare ulteriori margini. In particolare, la cooperativa intende concentrarsi su:

  • l'innovazione dell’ipermercato, lavorando su dimensioni più limitate, percorsi
    più facili e veloci, puntando un’ulteriore specializzazione nel non food
    (soprattutto i segmenti di vocazione) e rilanciando l’attrattività di
    prezzo e promozionale, a partire da ciò che è meno replicabili dai
    supermercati;
  • la progettazione dei negozi, agendo sui costi connessi sia alla progettazione sia alla loro realizzazione;
  • la logistica, semplificando la rete dei magazzini, possibile attraverso una maggiore integrazione tra le cooperative;
  • i contratti di lavoro;
  • le promozioni, che vanno ripensate così come vanno ristrutturati i costi promozionali, evitando sovrapposizioni di iniziative.

La difesa del potere d’acquisto

Dall'inizio della crisi del 2008 Coop Consumatori ha moltiplicato gli sforzi a difesa del potere d'acquisto, confermando la propria missione di cooperativa di consumatori e riuscendo a garantire prezzi alimentari più bassi dello 0,75% rispetto al 2009, con varie iniziative distintive, quale lo sconto del 10% per chi ha perso il lavoro o è in cassa integrazione.

Altri business
Le altre gestioni segnano un risultato positivo per 10,3 milioni di euro: positivi i risultati di Immobiliare Nordest, al secondo anno di attività, e di Enercoop, la società di distribuzione carburanti che presto vedrà nuove aperture sul territorio, mentre non raggiungono il pareggio nell'esercizio Ipercoop Sicilia e Nuova Planetario (viaggi), che però hanno registrato nel 2010 azioni gestionali che si prevede riporteranno all'utile nei prossimi anni.

Patrimonio

Con questo bilancio, il patrimonio netto della cooperativa passa dai 779,5 milioni del 2009 ai 783 milioni del 2010, confermando Coop Nordest fra le imprese maggiormente patrimonializzate del Nord Italia.

Simmenthal in Triennale fa sperimenthal design

L'iconicità della storica lattina di Simmenthal ha ispirato le dieci opere di Sperimenthal Design in mostra sino al 26 giugno prossimo alla Triennale di Milano, all'interno dello spazio Material Connexion.  Il progetto, frutto della collaborazione tra Kraft Foods e IED Centro Ricerche , che ha coordinato il progetto nonché curato l'allestimento della mostra, ha visto all'opera sei affermati giovani designer:
Dodo Arslan, Andrea Castelletti, Gabriele Chiave in collaborazione con Alessandra Di Palma, Aureliano Fontana e Mirko Ginepro.

La mostra, a ingresso libero, è aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle ore 10,30 alle 20.

Carrefour corre ai ripari sul mercato francese

Lars Olofsson Ceo di Carrefour ha nominato come responsabile del mercato francese Noel Prioux (in foto), già executive director in quanto in aprile era stato nominato responsabile dei mercati Italia, Belgio, Spagna, Polonia, Grecia, Cipro e Romania che, dopo solo due mesi, passa a Thomas Huebner. La mossa non era più procastinabile visto l'andamento in borsa del titolo, l'agguerrita concorrenza di Casino e Leclerc, le resistenze di alcuni azionisti al piano di spin-off e, non ultimo, il fatto che l'aver assunto il ruolo pro tempore di responsabile della Francia da parte di Olofsson fosse in realtà un segnale sufficientemente forte per il mercato e soprattutto per la borsa. Noel priou prende il posto di Vincente Trius che aveva lasciato la società in febbraio.

L'obiettivo è di approntare un piano di recovery
Lars Olofsson continuerà a supervisionare le attività francesi, tuttavia compito preciso del manager sarà di mettere a punto un piano di recovery per migliorare le prestazioni di Carrefour France che durante la prima metà dell'anno sta registrando risultati al di sotto delle aspettative del Cda .

Ubs abbassa il rating su Carrefour e consiglia di vendere
A seguito di questi risultati Ubs ha abbassato il suo rating su Carrefour da "Neutral" a "Sell" ed il target sulla quotazione è passato da €33 a €27. Ubs non nasconde che le recenti notizie giunte dalla Francia sarebbero preoccupanti.  Si aggiunge inoltre che prima che Carrefour Planet abbia effetto sui conti dovranno passare diversi mesi. Ubs ha anche ridotto perciò le sue stime sull'utile per azione di Carrefour nel triennio 2011-2013.

Tesco nel primo trimestre continua a salire più all’estero che in Uk

Dal punto di vista internazionale per Tesco  sono l'Asia, l'Europa e gli Usa a dare le maggiori soddisfazioni.
L'Asia continua a dare performance significative con una crescita del 8,6% (11,4% a cambi costanti) supportata da nuove aperture di negozi in tutta la regione, anche se la crescita a rete costante è stata del 3,2%. In Thailandia risultati particolarmente positivi, mentre la crescita in Corea - anche se più forte nel quarto trimestre dello scorso anno - è stata più contenuta.

In Europa, le vendite esclusa benzina sono cresciute del 9,5% da ridimensionare al 2% a rete costante. La crescita in Europa centrale è stata caratterizzata da performance particolarmente interessanti in Repubblica Ceca e Slovacchia.
Negli Stati Uniti Fresh & Easy ha visto le vendite salire del 21,9%, con doppia cifra a rete costante, ovvero l'11,1%. Un aumento trainato dal numero di clienti maggiore e dalla più alta spesa media. Da notare che i negozi che hanno aperto di recente nel Nord della California hanno raggiunto durante il trimestre vendite settimanali per negozio pari a 150mila dollari.

Franchising: 2011 anno di svolta?

Un giro d’affari di oltre 22 miliardi di euro (+ 1,8% rispetto il 2009), 883 reti operative in Italia (+1,6) per un totale di 54.013 punti di vendita (700 in più rispetto all’anno precedente (+1,3%), crescita delle reti italiane in franchising all’estero (7.114 , + 16,8%), un incremento degli occupati del 3,3%: questi i numeri del 2010 del franchising, che gli permettono di guardare al futuro con maggiore tranquillità.

Segnali positivi
“Il 2011 può essere, infatti, l’anno della svolta, nel quale si rafforzano fenomeni e dinamiche di crescita, già presenti nel 2010, che si conferma un anno di assestamento e tenuta, dopo le contrazioni subite nel terribile biennio 2008-2009”, ha sottolineato Graziano Fiorelli, presidente di Assofranchising nel corso della 6 conferenza nazionale del settore.

I settori più performanti
Una crescita a macchia di leopardo che premia alcuni settori: la gdo alimentare si conferma al primo posto nella classifica del giro d’affari (quasi 6.000 milioni di euro, pari al 26,44), ma performance molto positive sono state registrate dall’intimo (sesto posto, 1.211 milioni di euro, 5,46% di incidenza) e dalla ristorazione rapida (settimo posto, 1.210 milioni di euro, 5,46% di incidenza).

Sainsbury’s: sfiora il 2% l’aumento delle vendite del primo trimestre

Sainsbury's porta a casa un buon trimestre con un aumento del 4,8% a perimetro costante, compresi i carburanti. Percentuale  che si riduce all'1,9% se si tolgono quest'ultimi. Interessante il dato dell'aumento del numero di clienti che acquistano settimanalmente: crescono del 5% e arrivano ai 22 milioni.

Tutte le Pl dell'insegna Basics, by Sainsbury’s e Taste the Difference presentano volumi in crescita, così come l'area del convenience che con un +20% ha la stessa dinamica delle vendite on line.
Il servizio di click&collect è stato introdotto in altri 240 negozi per un totale di 400 negozi, in linea con il target di 800 che si vuole raggiungere per Natale.

Le nuove aperture durante il trimestre sono state: 2 supermarket, 1 rinnovo, 13 convenience, per un totale di 19.400 mq di superficie di vendita in più.

Bilancio Coop 2010: fatturato +1,1%

In Assemblea di Coop Italia, in cui sono intervenuti  Jean Paul Fitoussi, Tito Boeri e Giuliano Poletti
è stato presentato un quadro a tinte fosche a corredo della presentazione dei dati di Bilancio Consuntivo 2010. Consumatori in crisi e nessun segnale di miglioramento alle porte.

La crisi è andata avanti
In un anno in cui permane una crisi dei consumi che ha fatto registrare alla distribuzione moderna per la prima volta da dieci anni un -0,3% a rete corrente (ovvero includendo anche le nuove aperture) e un calo del'1,7 a rete omogenea, Coop aumenta la sua leadership con una quota di mercato che raggiunge il 18,3% (+0,2%), 12,9 miliardi di euro di fatturato (+1,1%), tenuta dell'occupazione (pari ad oltre 56.600 addetti) e crescita significativa della base sociale che supera i 7,4 milioni di soci (+3%).

Difficoltà per famiglie e imprese
“Sono risultati tutt'altro che scontati -sostiene Vincenzo Tassinari (in foto) presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia- che si collocano in un contesto di grande difficoltà per le famiglie e per le imprese: un contesto che noi monitoriamo costantemente grazie al fatto di essere presente con la nostra rete di vendita da nord a sud del territorio nazionale con una molteplicità di format distributivi (dalle piccole superette ai discount ai grandi ipercoop). C'è un dato forte e nuovo su cui riflettere: la distribuzione moderna nel 2010 diminuisce a valore omogeneo (ovvero a parità di mq) dell'1,7%, ma per la prima volta da 10 anni a questa parte diminuisce anche a valore corrente (ovvero includendo anche le nuove aperture) dello 0,3%. E se il primo dato si può leggere come un segnale inequivocabile di un calo dei consumi degli italiani, il secondo è un dato oltremodo preoccupante perche dimostra che la distribuzione moderna ha smesso di fare investimenti, non crea sviluppo soprattutto al sud e questo a lungo andare significa accentuare il divario già esistente tra nord e sud del Paese”.

Risultati positivi
Pur con queste criticità spiccano alcuni risultati positivi di Coop: in primo luogo i dati del prodotto a marchio che raggiunge i 2,7 miliardi euro di fatturato, con una quota complessiva che supera il 25% sul totale alimentari -una quota più europea che italiana (dove le private label sono al 15%)- e che crescerà ancora, a dimostrazione del fatto che i soci e consumatori trovano nel prodotto Coop quella giusta combinazione di qualità e prezzo che risponde alle loro esigenze. Buoni sono stati i risultati di Coop Voce, la telefonia mobile di Coop, che ha raggiunto 640.000 attivazioni nel 2010 grazie a una tariffa semplice, conveniente, trasparente. Sempre nel corso del 2010 è cresciuta la diffusione di Coop Salute, con 102 corner, 80 milioni di euro di fatturato e un risparmio per il consumatori di circa il 27%, rispetto ai prezzi medi praticati in farmacia.

Il 2011, ancora un anno difficile
Gli investimenti di Coop
Tutto
fa pensare che il 2011 sarà come il 2010 un anno difficile. Le vendite della distribuzione moderna segnalano un + 1% a rete corrente e un - 1,2% a rete omogenea. Segnali evidenti di un persistere della crisi. “I dati di Coop sono in linea con il mercato -sostiene ancora Tassinari- e bisogna aggiungere che su questi dati pesa una crescita della inflazione, peraltro da noi annunciata, che raggiungerà il picco del 5% sui prodotti alimentari nell'anno in corso. Dal punto di vista dell' inflazione Coop ha cercato di fare la sua parte e dal 2003 al 2010 siamo stati impegnati nel tenere il dato dell'inflazione cumulata al 4,9% a fronte di un'inflazione Istat cumulata al 14,9%, mantenendo così l'impegno preso di tutelare il potere d'acquisto di soci e consumatori".

Epta implementa programma per la sicurezza sul lavoro

“Epta per la sicurezza” è l’innovativo programma implementato da Epta (refrigerazione commerciale) per garantire la sicurezza del personale delle fabbriche di Limana e Solesino. La campagna ha come finalità la riduzione degli infortuni, all’interno dei siti produttivi e il radicamento di una cultura basata sulla prevenzione.

Convertire l’obbligo di legge, in valore aggiunto per l’impresa è la priorità di Epta in termini di sicurezza sul lavoro. L’importanza di consolidare best practice, in questo ambito, è da sempre considerato un importante fattore di crescita e di valore per l’azienda. Il gruppo multinazionale, in linea con il suo concept innovativo Eptology, crede che l’adozione di un comportamento socialmente responsabile determini sia un miglior rapporto tra impresa e territorio, sia inevitabili e positive ricadute sulla sua reputazione, elemento di forte valenza competitiva.

Il team di lavoro, composto da Federico Pedrazzi, del marketing di Epta, responsabile del progetto e da Alberto Grandini, safety manager di Costan, promotore dell’iniziativa ha strutturato l’iniziativa in cinque fasi.
Le più rilevanti si concentrano sull’identificazione dei “20 rischi tipici“ di processo, ergonomici, fisici e meccanici, sullo sviluppo di una comunicazione diretta, riconoscibile ed incisiva all’interno degli stabilimenti e nei luoghi di aggregazione e sull’ erogazione di un corso, in modalità e-learning, che sarà fruibile sulla piattaforma Epta e per cui sarà previsto un attestato di frequenza.

Sughi pronti, Il basilico batte il pomodoro. I pareri di: Coralis e Cedi Sisa Centro-Nord e l’assortimento Esselunga

Il pesto performa molto meglio del sugo classico al pomodoro. A fronte di un mercato tradizionale che perde lo 0,5%, stando ai dati SymphonyIri, il condimento al basilico guadagna tre punti, portando in territorio positivo la variazione a valore del mercato dei sughi pronti, che però fanno fatica a battere la concorrenza delle preparazioni domestiche.
Un segnale chiaro lo si ricava guardando alla distribuzione geografica delle vendite, che si concentrano per quasi il 40% nel Nord Ovest cioè nell'area dove si cucina meno spesso. La pressione promozionale è lievemente sopra la media del largo consumo, attestandosi al 32%. I prodotti a marchio, specularmente, sono sotto media con 13,7% a volume e 11,2% a valore. Negli ultimi mesi le Pl, cresciute dell'1,4% a valore, hanno performato meglio del mercato.
L'analisi di Gdoweek rivela che il mercato dei sughi ha una scala prezzi poco divaricata, come appare dalla rilevazione compiuta nei punti di vendita da Gdoweek.

Seguono: I pareri di Coralis e Cedi Sisa Centro-Nord
e l'assortimento di Esselunga
di Alessandra Bonaccorsi

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Allegati

Sughi pronti, Il basilico batte il pomodoro. I pareri di: Coralis e Cedi Sisa Centro-Nord e l’assortimento Esselunga
Mercato | Gdoweek | 2 maggio 2011 |

Salumeria Parmacotto a la parigina

Dopo New York, Salumeria Rosi Parmacotto riproduce il suo concept a Parigi con un punto vendita aperto presso Lafayette Gourmet, al primo piano di Galeries Lafayette, una delle vetrine internazionali più importanti dedicate al lusso. “Con Parigi – spiega Alessandro Rosi, Ad del Gruppo – confermiamo il nostro processo di internazionalizzazione avviato già da qualche anno che ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere la cultura enogastronomica e l’arte salumiera italiana sui mercati esteri”.

Formula invariata rispetto a New York
Invariata la formula che ha riscosso tanti apprezzamenti nella Grande Mela: metà salumeria tradizionale dedicata alla vendita delle specialità della salumeria italiana, metà spazio di consumo in store tra selezioni di salumi e formaggi, primi piatti e dolci accompagnati da una cantina di vini rigorosamente italiani. Un negozio ambasciatore del made in Italy a tavola, che ha vinto riconoscimenti e menzioni: “miglior charcuterie di New York City” nella Zagat NYC Food Lover’s Guide, l’autorevole classifica dei locali di New York, e la segnalazione tra le 5 salumerie top degli Usa nel The Daily Meal, il sito internazionale specializzato nel food&wine.

I mercati stranieri valgono il 16%
Il Gruppo fattura 16% dei suoi 168 milioni di euro (2010) sui mercati stranieri ed ha affidato a Salumeria Rosi Parmacotto il ruolo di biglietto da visita in terra straniera: “La nostra nuova location di Parigi – conclude Rosi –consente di rafforzare il presidio di Parmacotto in Francia, un mercato molto ricettivo, nel quale siamo presenti dal 2007 con una filiale”.

Per Federdistribuzione l’aumento dell’IVA è una follia per i consumi

Federdistribuzione esprime forte preoccupazione per voce del suo presidente, Giovanni Cobolli Gigli (in foto), che nel suo intervento durante la Sesta Conferenza Nazionale del Franchising organizzata da Assofranchising ha commentato le ipotesi di incremento delle aliquote IVA sui beni di consumo per finanziare semplificazioni e riduzioni dell'Irpef.

“Se ciò avvenisse - sostiene Cobolli Gigli - per il consumatore finale significherebbe un esborso rilevante per acquistare gli stessi prodotti o gli stessi servizi. Una follia per l'Italia, che contribuirebbe a un'ulteriore contrazione dei consumi. Va detto che ora, rispetto alle ipotesi estreme di qualche mese fa, c'è una maggiore prudenza nel valutare incrementi dell'Iva, ma siamo convinti che, se si vuole davvero rilanciare la domanda interna in Italia, l'Iva non vada toccata e occorra invece individuare provvedimenti che siano aperti a maggiori liberalizzazioni di settori ancora protetti e soprattutto alla riduzione delle pastoie burocratiche e amministrative. In Italia - continua il presidente di Federdistribuzione - la distribuzione moderna deve essere messa alla stregua di quella europea con interventi che snelliscano e che ci rendano efficienti e competitivi. Chiediamo semplicemente di aiutarci a fare il nostro mestiere, sia che si tratti di grandi gruppi sia di piccole e medie imprese, come, per esempio, si verifica nel caso del franchising”.

Vf acquisisce Timberland

Timberland è sinonimo di calzature impermeabili, ma la sua proprietà, detenuta ancora dalla famiglia del fondatore Nathan Swartz, non è rimasta impermeabile all’offerta di acquisto a 43 dollari per azione fatta da Vf Corporation, major dell’abbigliamento sportivo e informale che possiede tra l’alto marchi come Wrangler e North Face.

I vantaggi sul fatturato
L’offerta di Vf a cui Timberland ha dato la sua adesione ha un valore complessivo di 2 miliardi di dollari.
L’operazione dovrebbe giungere a compimento nel terzo trimestre dell’anno e dovrebbe aportare sul fatturato consolidato del Gruppo un beneficio di 700 milioni di dollari, tenendo conto che Timberland fattura attorno a 1,6 miliardi di dollari all’anno. I ricavi della business unit abbigliamento sportivo e outdoor di Vf grazie all’acquisizione nelle previsioni degli analisti dovrebbe crescere del 50% sin dal 2012.

Assolatte: volano le vendite oltrefrontiera dei formaggi italiani

A dispetto della crisi, per il secondo anno consecutivo, anche per il 2010 la bilancia commerciale del settore lattiero caseario si è chiusa in attivo per 154 milioni di euro, com'è emerso dai dati presentati durante l'assemblea annuale di Assolatte, tenutasi il 15 giugno a Milano. Un risultato che appare ancora più eclatante se si considera lo sfavorevole contesto economico internazionale che ha caratterizzato il 2010. “Dobbiamo impegnarci per
far sì che il lattiero caseario possa mantenere il suo ruolo di primo
comparto del settore alimentare italiano e motore trainante della
filiera del latte. Per riuscire a vincere la battaglia della
competitività abbiamo bisogno dell'appoggio delle Istituzioni, cui
chiediamo provvedimenti concreti che semplifichino la burocrazia e
snelliscano la normativa”, ha sottolineato Giuseppe Ambrosi, presidente dell'associazione che rappresenta oltre il 90% del fatturato industriale del comparto lattiero caseario nazionale. Un settore che ha chiuso il 2010 sfiorando i 14,8 miliardi di euro di fatturato.

Vocazione export
Nel corso del 2010, le esportazioni hanno superato le 272.000 tonnellate generando ben 1,6 miliardi di euro di fatturato, mettendo a segno un +8% in volume e un +15% in valore rispetto all'anno precedente. Particolarmente positivi i dati delle vendite di formaggi italiani nei tradizionali mercati di sbocco, come Francia (+11% in volume nel 2010), Germania (+12,8%), Gran Bretagna (+8,6%) e Stati Uniti (+7,3%).

Sul fronte del mercato interno, il 2010 è stato caratterizzato da consumi stabili, quando non in calo, e da una concorrenza sempre più agguerrita. Ciò non toglie, che l'industria lattiero casearia abbia vissuto nel 2010  momenti difficili, soprattutto nei mesi in cui le quotazioni dei prodotti hanno toccato i minimi storici, andando ben al di sotto della marginalità minima.

Acque minerali, I big player preferiscono giocare sempre di più in Tv

Con una penetrazione tra le famiglie italiane che sfiora il 99%, l'acqua minerale è certamente la rappresentazione paradigmatica del prodotto di largo consumo. In Italia deteniamo il primato mondiale del consumo di acqua in bottiglia e abbiamo un tessuto produttivo articolato che si suddivide tra grandi gruppi industriali, con politiche commerciali e strategie comunicative di respiro nazionale, e piccole realtà locali, che hanno posizioni di forza limitate ai territori d'origine e una scarsa capacità di affermare la marca oltre i propri confini.
Ovvio che, in una situazione così configurata, di grande concentrazione al vertice, il pallino della comunicazione rimanga in mano ai big del mercato, che utilizzano, coerentemente con le caratteristiche del prodotto, “armi di comunicazione di massa” per accrescere nei confronti dei consumatori, la riconoscibilità del brand e dei suoi valori. Si tratta, spesso, di campagne seriali, nelle quali i protagonisti si ripetono stagione dopo stagione: il tessuto comunicativo è intinto nei valori intrinseci dell'acqua, vista come veicolo di depurazione, di sanità, di salubrità. Ma, sempre più spesso, questo messaggio nucleare finisce per trovarsi in secondo piano, vagamente offuscato dall'impiego di personaggi dello spettacolo o dello sport e dall'uso dell'ironia e di messaggi fortemente indirizzati al target.

Segue analisi Nielsen Media

Approfondimento su dati Nielsen Consumer Panel di D. Bernieri: Si consuma acqua più leggera nel prezzo e nell'eco-impatto

Segue analisi di Blogmeter

Nel web scorrono parole a fiumi, sono gli italiani che parlano molto di acqua

Per saperne di più leggi il pdf-white paper cliccando in alto

Allegati

Acque minerali, I big player preferiscono giocare sempre di più in Tv
Mercato | Gdoweek | 2 mggio 2011 |

Coin, primo trimestre 2011 stabile

Primo trimestre 2011 all’insegna della stabilità per il Gruppo Coin. Le vendite sotto insegna sono risultate  pari a 377,1 milioni di euro, con una diminuzione dello 0,1% rispetto al medesimo periodo dell’esercizio
precedente.
Il margine operativo lordo si è attestato a 30,3 milioni di euro (8,7% sulle vendite), con una crescita del +22,5%; il risultato prima della imposte è positivo per 4,2 milioni di euro in crescita di +3,8 milioni di euro rispetto ad Aprile 2010.

Fatti rilevanti del primo trimestre

Tra le attività svolte nel primo trimestre 2011 si segnalano:
1)  il proseguimento del piano di conversione della rete ex Upim con la ristrutturazione e riapertura di 7 negozi con il format OVS Industry, 2 con il format OVS Kids, 2 con insegna Coin ed infine 2 negozi con il nuovo formato Upim Pop. Tutti questi negozi registrato risultati positivi delle vendite;

2) la ristrutturazione di 14 negozi OVS nei quali è stato implementata la nuova immagine OVS industry; complessivamente sono stati ristrutturati con il nuovo formato 78 negozi e nella quasi totalità questi stanno evidenziando performance
migliori rispetto al formato precedente;
3) la ristrutturazione dei negozi Coin di Vicenza e Cagliari;
4) la conclusione, nei primi giorni del nuovo esercizio, del processo di conversione dei negozi della catena Magnolia, acquisita da OVS, con la ristrutturazione e riapertura di complessivi 34 negozi di cui 30 con insegna OVS Kids e 4 con il
formato T-Wear;

5) la continuazione del processo di internazionalizzazione del Gruppo con ulteriori aperture di negozi in Cina ed India.

Il gruppo Rewe in Germania sta testando un nuovo format per Penny

Secondo Lebensmittel Zeitung, i siti pilota dell'iniziativa Penny Market si trovano a Düren, Düsseldorf, Herne e Essen. Il nuovo formato si avvicina di più a un supermarket tradizionale piuttosto che un discounter e comunque è molto diverso dal concept Ambiente che Penny ha introdotto in diversi paesi stranieri, compresa l'Italia.
Il nuovo cocept si focalizza su freschezza e qualità con scaffali stile supermercato sebbene di poca pretesa e funzionali. Le vendite di Penny nei primi tre mesi del 2011 sono 3% al di sotto dello stesso periodo dell'anno scorso.

Walmart introduce chioschi per i servizi finanziari

Walmart ha avviato un nuovo programma che prevede l'introduzione nei propri pdv di chioschi dedicati all'erogazione di servizi finanziari alla clientela.
Il retailer Usa avvierà la prossima settimana l'implementazione dei “MoneyCenter in a box”, che rappresentano la versione automatizzata di alcuni servizi che Walmart già offre in modalità assistita, come l'incasso di assegni, il pagamento di bollette, i bonifici bancari, ecc.

Roll-out

Il “MoneyCenter in a box”, che assomiglia ad dispositivo Atm (tipo bancomat) verrà progressivamente posizionato in tutti quei punti di vendita che non dispongono dei servizi completi MoneyCenter. L'annuncio è stato dato da Jane Thompson, capo uscente dei servizi finanziari di Walmart, durante il forum annuale Underbanked Financial Services tenutosi a New Orleans.

Il servizio MoneyCenter, attualmente proposto in oltre 1.000 sui 3.815 punti di vendita che compongono la rete Walmart, rappresenta una delle aree più profittevoli per il Big retailer.
I nuovi chioschi consentiranno agli shopper anche di effettuare la ricarica delle carte prepagate Walmart, emesse da Green Dot Corp.

GDOWEEK 20 2011

editoriale
Il trust si rende davvero necessario? Provare per credere

osservatorio
Osservatorio Sign M&T
Esselunga vince al super
Carrefour all'iper

Sicilia: sviluppo arrestato

Grand Prix One: Mirabel - Montreal (Canada)

Prezzi a confronto: Ipercoop e Eurospin

tavolo idm-gdo
Le opinioni del Gruppo Trevalli: Cooperlat e Conad Adriatico

intervista
Parla Luigi Bordoni, Centromarca: innovazione, sì ma per tutti
Parla Giovanni Cobolli Gigli, Federdistribuzione: allearsi con l'idm per liberalizzare

cover story
Aziende di marca e retailer: l'unione fa la fiducia

Le sfide del branding al tempo della crisi

In un contesto sfiduciato dove è finito il brand value?

retail
I big della gdo mondiale in cerca di nuovi mercati
Convengono le pl, oppure i brand in promozione?

Prove di partnership per differenziare il tipico

C&A ridisegna layout e logo

sviluppo reti

industria
Carne bovina: più consumi, ma la filiera è in sofferenza
Nescafé innova in chiave benessere
La differenziazione traina le vendite del latte fresco

Due formati, una strategia per i monomarca di Crocs
Crocs ottimizza il riordino con soluzione Sterling

Cotton Usa si propone come partner di valore

servizi
Le tecnologie mobili mutano profondamente lo shopping
Internet sul cellulare in crescita del 27%

Cercare lavoro al tempo di Facebook

Una direttiva comunitaria contro i cattivi pagatori

In arrivo una terza proroga per il Sistri?
Le imprese rifiutano le nuove procedure sui rifiuti

opinioni
Programma post laurea: management e tecnologia
Apprendistato: una riforma che non riforma veramente

culture
Borotalco si mostra in versione tricolore

GDOWEEK 15 2011

editoriale

Piccoli social media crescono sulla rete, passate parola ...

intervista
Daniele Rama

Creare partnership interprofessionali per filiere competitive

consumi
Bankitalia e Confcommercio: consumi reali su solo dal 2015 CartaSi: un database per capire chi, come
e dove spende

comunicazione

Nivea compie cent'anni, ma ne dimostra molti di meno

packaging

Più sicurezza e protezione per i prodotti
food e non food con i sistemi antieffrazione

navigatori
La nuova comunicazione video viene trasmessa in diretta via web
Shopping online: Italia al terzo posto
nella classifica dei prezzi più bassi in Europa

IL MERCATO

acque
minerali

I big player preferiscono giocare sempre
di più in televisione
Si consuma acqua più leggera nel prezzo e
nell'eco-impatto
I prodotti

birre

Web e artigianalità: i media e i messaggi
sono in evoluzione
Conversazioni spumeggianti, soprattutto
nelle bacheche virtuali
C'è un posizionamento più alto della birra
nell'immaginario dei consumatori italiani
I prodotti

tonno
in scatola

Promosso e ormai maturo
La rilevazione di Gdoweek ... item x item
I prodotti

sughi
pronti

Il basilico batte il pomodoro
I pareri di Coralis e Cedi Sisa Centro
Nord e l'assortimento di Esselunga

La rilevazione di Gdoweek ... item x item

I prodotti

GDOWEEK 21 2011

editoriale

Continueremo a imparare con curiosità e serietà ...

intervista

Cesare Galli: “Abbiamo strumenti efficaci anti contraffazione”

news

Consumi

Istat, crescono i consumi a scapito del risparmio

Comunicazione

Bacardi Together tiene insieme televisione, web, concorsi

Packaging

Easy-open: quando la comodità d'uso
contribuisce al posizionamento convenience

Packaging

Navigatori

La comunicazione su Twitter costringe le aziende a “rendersi interessanti”

Navigatori

Lanci di prodotto

IL MERCATO
pasta fresca non ripiena

Il media mix è in evoluzione

Pasta fresca, una passione che non tramonta, anzi ora seduce anche i nuovi italiani

Semola e promozioni danno impulso alle vendite

I prodotti

formaggi fusi a fette

Tutti in tivù, ma in numero ridotto

I consumi sono in crescita alimentati dal target famiglia

I prodotti

succhi e nettari di frutta

Estate poco calda, mercato freddo

I pareri e gli assortimenti di Cedi Sisa Nord, Sicilcand e Cuorebio

Un frullato di discussioni: ciclisti, stracittadine, salute e promozioni

La rilevazione di Gdoweek ... item x item

I prodotti

caramelle e pastigliaggi

Carrefour e Il Gigante: layout, display e offerta a confronto

I prodotti

trattamento bucato

Le drogherie sottraggono additivi

La rilevazione di Gdoweek ... item x item

I prodotti

Prima assemblea Aidepi dell’industria della pasta e dei dolci

Si è svolta questa mattina la prima assemblea di Aidepi, l'Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane. Nel corso dell'incontro il presidente Paolo Barilla (in foto) ha ribadito “…l'importanza della nuova Associazione, in un momento in cui le aziende hanno piu' che mai bisogno di unire le proprie conoscenze e competenze per far fronte in maniera propositiva alle grandi ed urgenti sfide che toccano tutti gli operatori economici e non solo. Stando insieme le aziende associate ad Aidepi avranno una rappresentanza numericamente maggiore e saranno più efficaci nel mettere a disposizione di tutte le persone e dei decisori politici le loro migliori competenze per il miglioramento di tanti aspetti della vita. Gli operatori della filiera agro-alimentare stanno vivendo un periodo di profondi cambiamenti; quelli climatici; la scarsità delle materie prime; la volatilità dei prezzi, la salute delle persone dovuta a malnutrizione e denutrizione; sono tutti temi trasversali che devono essere affrontati con una nuova e piu' aperta cultura associativa. ”

“Questo approccio non potra' altro che generare innovazione positiva nei processi organizzativi delle imprese stesse e nel loro modo di operare sui mercati. Di questo beneficeranno tutti, le imprese, i consumatori, le comunita' in cui operiamo e l'ambiente che ci ospita.” Ha concluso Paolo Barilla.

Settore della pasta
Tra gli obiettivi della nuova Associazione, anche quello di consolidare una cultura imprenditoriale della qualità, sia sotto il punto di vista della sicurezza alimentare, sia da quello, altrettanto delicato ed urgente, delle tematiche nutrizionali.
Analizzando i settori si vede che il 2010 si è concluso per il settore della Pasta con un aumento dei volumi prodotti del +1,7%, a fronte di un calo del -3,2% in valore, legato al rientro delle quotazioni delle materie prime e dei prezzi alla produzione della prima parte dell'anno. In cifra assoluta, la produzione ha raggiunto la quota di 3,3 mln di tonnellate, corrispondente a un fatturato di 4,3 miliardi di euro. L'Italia ha mantenuto il suo ruolo leader, con una quota pari al 26% della produzione mondiale e a circa il 70% di quella europea. Al consumo interno è stato destinato un quantitativo di pasta per oltre 1,5 mln di tonnellate, per un valore che supera i 2,6 miliardi di euro.

Settore dolciario
Anche l'Industria Dolciaria ha messo a segno nel 2010 una buona crescita della produzione: +1,9% in volume e +4,5% in valore. In cifra assoluta, la produzione complessiva è stata poco meno inferiore a 1,9 mln di tonnellate, per un valore di oltre 12 miliardi di euro. La “best performance” va al comparto del “cioccolato e prodotti a base di cacao”, che sono cresciuti complessivamente di oltre il +4% in volume e del +8,9% in valore.
Positiva la performance anche dei “prodotti da forno”, comparto che rappresenta il 60% circa sul totale dell'intera produzione dolciaria, con un +1,9% in volume e un +3,2% in valore.
In apprezzabile recupero il comparto dei “prodotti di confetteria”, che è cresciuto del +0,9% in volume e del +2,9% in valore.
In flessione il comparto dei “gelati”, con una contrazione del -2,1% in volume, cui ha corrisposto un +0,4% in valore.
Nel 2010, i consumi interni di prodotti dolciari sono aumentati complessivamente del +2,3% rispetto al 2009. È un trend molto significativo, in controtendenza rispetto alla forte stagnazione, come abbiamo visto poco fa, dei consumi alimentari complessivi.

Il motore è l'estero
Come per l'Industria Alimentare nel suo insieme, anche per la pasta e il dolciario, la spinta alla crescita è stata determinata dall'export.
Per quanto riguarda la Pasta, l'export si conferma come il volano di sfogo dell'intera produzione nazionale, basti pensare che sui mercati esteri è stata destinata una quota pari al 53% in volume e al 39% in valore della produzione nazionale di pasta, tornando a superare i volumi dei consumi domestici.
Altrettanto positivo l'export dolciario che nel 2010 è cresciuto del +8,5% in volume, a fronte di una crescita del +11,3% in valore. La propensione all'export del settore dolciario, ovvero la quota destinata alle esportazioni sul totale della produzione, ha toccato il 22% in valore ed il 40% in volume. Il saldo commerciale ha raggiunto 1,4 miliardi di euro, mettendo a segno un + 11% sull'anno precedente.
Sono indici che, per entrambi i settori, dimostrano un'apertura del comparto sui mercati esteri accresciuta e superiore alla media del “food and drink” nazionale.

La ricetta Mercadona per alimentare il Trust in tempo di crisi

Il tema del Trust, su cui Focus Management
sta lavorando intensamente,
viene affrontato brillantemente
da Mercadona, che fa leva
sui reali rapporti di collaborazione
che l'insegna spagnola ha saputo
costruire nel tempo con i fornitori,
per offrire una risposta efficace ai
propri clienti in difficoltà.
È nota la strategia dell'azienda guidata
dal presidente Juan Roig di
passare una parte importante dei
propri acquisti attraverso rapporti
di fornitura esclusiva, long-life,
nell'ambito dei quali, in una logica
di reale integrazione, i fornitoripartner
e Mercadona studiano congiuntamente
il conto economico di
prodotto, con modalità trasparenti,
fissando il prezzo finale ed i margini
del produttore e del distributore.
aCCordI InteGratI
esClusIvI e vItalIzI
Più in dettaglio, Mercadona lavora
con più di 2.000 fornitori, oltre 100
dei quali sono integrated supplier
(tra i quali i produttori di Pl, come
Hacendado, Bosque Verde, Deliplus,
Compy, sulle cui confezioni
viene riportato il nome del fornitore)
con i quali la catena ha impostato
un rapporto di stretta cooperazione
a lungo termine, siglando un impegno
reciproco Sound Business
Practices Framework Agreement.

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Allegati

La ricetta Mercadona per alimentare il Trust in tempo di crisi
Modelli imprenditoriali: co-creation fra industria e distribuzione | Gdoweek | 13 settembre 2010 |

Cina, megamercato in espansione dove la gdo italiana è assente

Il sistema distributivo in Cina è in questi
anni in forte espansione, in linea con
quella che può definirsi una vera e propria
rivoluzione dei consumi con tassi di
crescita a due e tre cifre a seconda della
categoria merceologica.
La stessa struttura dei consumi sta cambiando
e così le modalità di acquisto; si
moltiplicano di conseguenza le aperture e
le diverse tipologie di punti di vendita, da
convenience store, a super e ipermercato
a specialty e department store.
Dall'11 dicembre 2004 la Cina ha aperto
anche agli investitori stranieri il mercato
al dettaglio e all'ingrosso, ma le principali
catene internazionali erano già presenti
da metà degli anni Novanta. Nella maggioranza
dei casi hanno saputo ben affermare
i propri marchi e, ancora oggi, stanno
investendo in nuove aperture per una
maggiore copertura del mercato, al fine di
conquistare quote di mercato e rafforzare
la propria posizione competitiva.
La filiera distributiva è alquanto complessa,
soprattutto per alcune categorie di
prodotti importati (ad esempio l'agroalimentare)
e prevede una serie di passaggi
e di figure di raccordo. Tra queste, le più
importanti sono i trader, gli importatori, i
trasportatori ed esperti logistici e, infine,
i distributori (in certi casi queste ultime
figure sono rappresentate dalla stessa
impresa, mentre in altre esistono diversi
livelli). Supermercati e grandi magazzini
acquistano solitamente dagli importatori
e in alcuni casi dai distributori di zona.

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Allegati

Cina, megamercato in espansione dove la gdo italiana è assente
Le insegne estere presenti ormai da anni in Cina potenziano la loro posizione competitiva | Gdoweek | 13 settembre 2010 |

In crescita Conad Adriatico nel 2010, grazie a sviluppo rete e promozionalità

Il fatturato di 867 milioni di euro di Conad Adriatico presenta un utile di 6,3 milioni di euro. Cifre che fanno prevedere, nel 2011, la realizzazione di un fatturato di circa 948,5 milioni di euro, grazie allo sviluppo sia della rete sia dell'attrazione esercitata dagli store.

La rete
Conad Adriatico opera con una rete complessiva di 325 punti di vendita in cinque regioni italiane (Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata), tra ipermercati E.Leclerc Conad (9), super e superstore Conad (66), Conad City (134) e Margherita (59) nell'ambito della prossimità, e i discount Todis (12), oltre ai tradizionali L'Alimentare (45).

La presenza in Albania
A ciò si aggiungono 13 store in Albania, tra supermercati Conad e discount che, rispetto alla situazione italiana, contengono nell'insegna un riferimento a Conad quale marchio ombrello di riferimento. Questo anche per la forte incidenza dei prodotti a marchio.

Lo sviluppo
Ambizioni i piani di sviluppo che prevedono investimenti cospicui in tutte le zone in cui l'insegna è attiva per ampliare la propria presenza: o progetti di sviluppo, infatti, prevedono circa una trentina di store in Italia e una decina in Albania, che porteranno a 23 il numero dei punti di vendita Conad presenti oltre l'Adriatico, per un giro d'affari di 31,4 milioni di euro contro i 20,9 del 2009 (+50,2 per cento), ed un investimento stimato in 4 milioni di euro.

Promozioni e convenienza

I risultati vanno attribuiti, secondo Di Ferdinando, alla capacità di avere capito e soddisfatto i bisogni dei consumatore offrendo qualità, soprattutto nei freschi, prodotti a marchio e convenienza, in zone, come quelle in cui opera Conad Adriatico, particolarmente sensibili alla leva prezzo. Da qui la scelta sia di proporre promozioni in maniera massiccia sia di entrare nel canale dei discount.

Formazione
Sempre ingenti gli investimenti dedicati alla formazione, dal momento che il rapporto con la clientela del socio e degli addetti è considerato alla base del successo dell'insegna e della sua distintività dai concorrenti. In quest'ottica, durante la convention che si è tenuta a Pugno Chiuso (Fg) lo scorso sabato e domenica (che ha portato all'elezione del nuovo presidente della cooperativa, Maurizio Pavone), sono state anche effettuate le finale per proclamare i migliori banconisti di ortofrutta, pescheria, macelleria e gastronomia di tutta la rete Conad Adriatico. In premio: un viaggio studio in California.

FoodSaver racconta le abitudini degli italiani in cucina

Nonostante i ritmi frenetici della vita moderna, la maggior parte degli italiani preferisce mangiare a casa sia a pranzo sia a cena, anche nei giorni feriali. Una scelta probabilmente infuenzata dall'esigenza di risparmiare, ma anche fortemente connessa al valore che tradizionalmente la nostra società assegna al desco familiare.
Secondo lo studio realizzato da ART per  FoodSaver, marchio di riferimento nei sistemi di confezionamento sotto vuoto del gruppo JCS-Jarden Consumer Solutions, condotto su un campione di 199 donne tra i 35 e i 54 anni, residenti a Milano e Roma, il 99,5% degli italiani consuma la cena in casa durante i giorni lavorativi, percentuale che sende al 97% nei fine settimana. E  persino durante i giorni lavorativi, la maggior parte degli intervistati (55,8%) ha dichiarato di consumare il pranzo a casa.

La percentuale di chi pranza a casa durante i giorni lavorativi è più alta a Roma che a Milano, probabilmente questo è dovuto al fatto che molti nella capitale sono impiegati nella Pubblica Amministrazione dove è più facile che si lavori fino alle 14:00/15:00 o che si abbia una pausa pranzo più lunga.

Il tempo per cucinare
A dimostrazione di quanto sia importante la cucina all’interno della cultura e della tradizione italiana, i dati mostrano che, quando ne hanno il tempo, gli italiani si dedicano alla cucina. La percentuale più bassa di persone che cucinano si registra in riferimento al pranzo durante i giorni lavorativi (41,7%), mentre sale nel fine settimana (95%). Analoghe percentuali si registrano in relazione alla cena (98% durante la settimana e 90,5% durante il fine settimana).

Per la preparazione del pranzo durante i giorni lavorativi gli italiani impiegano fino a mezz’ora (49,4%) o fino a un’ora (50,6%), ma non di più, ma nel week-end dedicano anche oltre un’ora alla preparazione del pranzo (20,1%).

Il tempo impiegato alla preparazione della cena mostra, invece, andamenti curiosi. Se, infatti, la maggior parte degli intervistati dedica dai 31 ai 60 minuti, sia durante la settimana sia durante i week-end (rispettivamente 68,2% e 48,3%), nel fine settimana si registra una forte crescita delle persone che impiegano anche più di un’ora per fare da mangiare (13,3% contro il 3,6% dei giorni lavorativi).
Evidentemente, la maggiore disponibilità di tempo spinge le persone a stare di più in cucina, consentendo loro di accontentare anche le diverse preferenze alimentari all’interno del nucleo familiare.

Nel week-end cresce però ugualmente il numero di persone che dedicano meno di 30 minuti alla preparazione della cena (38,3%, contro il 28,2% dei giorni lavorativi).

Sealed Air acquisisce Diversey

Sealed Air Corporation e Diversey Holdings, Inc. hanno sottoscritto un accordo in base al quale Sealed Air acquisisce Diversey, un fornitore di soluzioni globali per il mercato della sanitizzazione, per un importo complessivo di $ 4,3 miliardi. La transazione sarà perfezionata nell'anno in corso e produrrà effetti positivi a conclusione del primo esercizio annuo.

Secondo i termini dell'accordo, gli azionisti di Diversey riceveranno $ 2,1 miliardi in contanti e un valore aggregato di 31,7 milioni di azioni Sealed Air, valutate $ 25,68 ciascuna (chiusura di mercato del 31 maggio 2011), per un importo complessivo di $ 2,9 miliardi. Diversey è una
società per azioni controllata dai membri della famiglia Johnson e Clayton, Dubilier & Rice,
LLC.
Al termine della transazione gli azionisti di Diversey saranno proprietari di
circa il 15% del pacchetto azionario di Sealed Air.

Il core business

Diversey è un fornitore mondiale di soluzioni di pulizia, igiene e sanitizzazione nel settore industriale e retail di alimenti e bevande, del foodservice, della salute, dell'ospitalità e dell'edilizia. Nel 2010 Diversey ha registrato un fatturato netto di $ 3,1 miliardi, con un margine operativo lordo rettificato di $ 453 milioni.
Sealed Air è un produttore leader di soluzioni di sistemi alimentari ed industriali di packaging che permettono di garantire la freschezza dei prodotti e la loro conservabilità con un dispendio minimo di energia e una percentuale estremamente ridotta di scarti. Sealed Air, che è presente in 52 paesi e dà
lavoro a oltre 16.000 dipendenti, ha fatto registrare nel 2010 un fatturato di $ 4,5 miliardi.

Le prospettive

La fusione fra Diversey e Sealed Air dara vita ad un leader globale che potrà sfruttare al meglio importanti megatrend fra i quali la sicurezza dei generi
alimentari, la salute, l'igiene e la sostenibilità. Grazie a Diversey, Sealed Air beneficerà di un mercato di oltre $ 40 miliardi nel settore della sanitizzazione in cui una legislazione sempre più stringente richiede una competenza e un know-how molto estesi.

I caseifici di Canossa (Dalter) e di Selvapiana si consorziano

Il Caseificio di Canossa, di proprietà di Dalter Alimentari, ha siglato un accordo con il caseificio di Selvapiana per la costituzione della nuova società consortile Colline di Selvapiana e di Canossa. La nuova realtà sarà dotata di 21 caldaie attive per la produzione di Parmigiano Reggiano di montagna e di un magazzino di stagionatura dalla capacità di 14.000 forme.
L'iniziativa si inserisce in continuità con le scelte strategiche di Dalter Alimentari, che a Reggio Emilia confeziona formaggi grattugiati e porzionati freschi per il canale horeca e l'industria alimentare. La volontà è quella di perseguire, attraverso l'integrazione verticale, il controllo totale della filiera: dopo l'acquisto, nel 2007, del 50% delle quote del caseificio di Canossa e la successiva acquisizione totale nel 2009, ora la decisione di creare questa nuova realtà che garantirà un notevole aumento della capacità produttiva, le caldaie attive passeranno da 12 a 21, e un miglioramento dei costi fissi. Gli investimenti deliberati in fase di attuazione, consentiranno inoltre un aggiornamento ed un ampliamento degli impianti, con possibilità di inserimenti di altre caldaie, e l'introduzione di tecnologie all'avanguardia.

La famiglia degli yogurt salutistici interpretata da 2 insegne di superstore: Esselunga e Gs

  Metodologia
della ricerca
Lay out
e
display
Il lineare degli yogurt e
dessert è di complessivi 10
moduli di banco, con vasca
larga alla base e 5 ripiani da
50 cm. Gli yogurt salutistici e
per l'infanzia ne occupano 2,
con una sequenza che divide
le due famiglie di prodotti ed
allinea in verticale le varianti di
sapori. Considerando lo
sviluppo complessivo dello
spazio, ad ogni variante
risultano assegnati 22 cm.,
con un facing in pratica di 2 o
3 pezzi per ciascuna. Non ci
sono particolari segnalazioni
circa le caratteristiche dei
prodotti, per cui è
presupposta la conoscenza
diretta da parte dei
consumatori. Il contesto
appare ordinato e ben fornito
e le date di scadenza sono
ampiamente nei termini.
Agli yogurt e dessert sono
riservati 5 moduli di banco
complessivi, con vasca larga e
5 moduli da 50 cm., nei quali
solo agli yogurt per l'infanzia è
riservato uno spazio
abbastanza definito di circa
mezzo modulo, mentre quelli
salutistici per adulti sono
esposti mescolati con gli altri
yogurt che si possono definire
"normali". Non è quindi
quantificabile uno spazio
espositivo specifico, ma il
facing di questi yogurt è
apparso di uno o due pezzi
per variante. Non ci sono altre
informazioni oltre a quelle dei
cartellini prezzo. Il banco
presentava alcuni spazi vuoti
per presumibili rotture di
stock. Le date di scadenza sono apparse nei termini.
La categoria degli yogurt
continua a mostrare un
notevole dinamismo, arricchendosi
di nuovi prodotti
che si indirizzano da
un lato al fattore gusto
(cremosità, sapori, ecc.)
e dall'altro agli aspetti definibili
come salutistici
per gli adulti (leggerezza,
produzione biologica,
particolari aggiunte di fermenti,
ecc.) o destinati direttamente
all'infanzia.
Ed è proprio di queste ultime
famiglie di prodotti
che si occupa questa ricerca,
condotta presso
due superstore di Milano,
Esselunga di viale Umbria
e Gs di corso Lodi, in
posizioni piuttosto vicine
tra loro, ma con un'interpretazione
di questa
realtà alquanto diversa,
sia sotto gli aspetti quantitativi
che qualitativi dell'offerta.
In termini di dimensioni,
infatti, l'assortimento
di Esselunga negli
yogurt salutistici per
adulti è più del doppio di
quello di Gs, mentre c'è
un allineamento in quelli
per bambini. Anche gli
spazi sono considerevolmente
diversi e così pure
il display, che da Gs in
pratica non prevede una
famiglia specifica per gli
yogurt per adulti, posizionati
insieme con quelli
normali. Quanto ai prodotti,
l'offerta è quasi
esclusivamente indirizzata
verso prodotti di marca,
con un sola linea a
marca commerciale Esselunga
di yogurt biologico.
Da entrambi, non ci
sono particolari informazioni
che illustrino le caratteristiche
di questi prodotti.
Prodotti Sono state individuate 89
varianti complessive, di cui 69
per adulti e 20 per l'infanzia.
Le marche presenti sono
rispettivamente 12 e 5, con
una media di circa 6 e 4 per
ciascuna. Nella famiglia per
adulti è presente anche una
linea biologica a marca
commerciale, ma per il resto
sono presenti solo marche di
larga diffusione.
Le varianti complessive
rilevate sono 43, di cui 26 per
adulti (con 6 marche) e 17
per bambini (pure con 6
marche). La media è quindi
rispettivamente di circa 4 e 3
varianti per marca. Non è
presente in queste famiglie la
marca commerciale, né ci
sono primi prezzi.
Plus Offerta ampia e profonda. Non si notano elementi di
differenziazione positiva.
Minus Gioverebbe forse qualche
informazione.
Offerta limitata e frazionata.

Il primo Report di sostenibilità per Bolton Manitoba Alimentari

Bolton Manitoba Alimentari ha pubblicato il primo report sulla responsabilità sociale d'impresa che costituisce la testimonianza di un lavoro aziendale fondato sul senso di responsabilità verso l'ambiente e le persone, con l'obiettivo di una qualità a 360 gradi per quanto riguarda il pesce e in particolare il tonno che costituisce la materia prima del brand Rio Mare. Qualità Responsabile esprime infatti un concetto di qualità perseguita responsabilmente lungo tutta la filiera, dal momento in cui il pesce viene pescato fino a quando il prodotto arriva sulla tavola. Una scelta che conferma e valorizza l'impegno dell'azienda nel corso degli anni e indica la strada sulla quale continuerà il suo sviluppo.

Sette Aree
Le sette aree di impegno per una politica di sostenibilità ambientale e di responsabilità sociale sono: la pesca del tonno e la tutela dell’ecosistema; il rispetto dell’ambiente; il rispetto delle persone; la tracciabilità dei prodotti; la scelta e gestione delle materie prime; le analisi e i controlli; la nutrizione e il benessere. Per ogni area sono definiti principi e azioni specifiche che, cosa importante, impegneranno anche i fornitori.

Bennet apre l’ipermercato n°64 a Cornaredo

Cornaredo è la seconda apertura di Bennet del 2011 dopo Sacile in Friuli Venezia Giulia lo scorso marzo. e dopo l’apertura nel 2010 del Parco Shopping Center a Vanzaghello e precede invece l’inaugurazione del nuovo ipermercato di Sedriano prevista a novembre.  I parcheggi gratuiti disponibili per la clientela, sono 815 di cui oltre 400 coperti. L’ipermercato, che al suo interno dispone di 28 casse, di cui 4 casse selfscan, offre l’opportunità di lavoro a 180 dipendenti, dando naturalmente priorità ai residenti della zona.

Servizi
Nel pdv di Cornaredo Bennet mette a disposizione i suoi servizi come la Carta Bennet Club e la Carta Bennet Club Money si possono ottenere sconti esclusivi sui prodotti. Un altro vantaggio, con la Carta Bennet Club Money, l’intero importo degli acquisti verrà addebitato il 10 del mese successivo, senza ulteriori spese ed interessi.

La raccolta punti riserva poi diversi premi per la casa, il tempo libero e la famiglia, l’attivazione dei cellulari, la consegna a domicilio per i prodotti ingombranti, i pagamenti rateali, lo sviluppo e la stampa delle foto.

Rete
A livello nazionale invece il numero di ipermercati Bennet sale a 64 così distribuiti:

•27 in Lombardia

•24 in Piemonte

•7 nel Triveneto

•5 in Emilia Romagna

•1 in Liguria
I dipendenti sono più di 8.000.

Prime soluzioni Carrefour Planet a Paderno Dugnano

Per il centenario Nivea, Beiersdorf punta sull'innovazione con la prima realizzazione di un'isola interattiva attiva dal 6 giugno scorso all'interno del nuovo Carrefour Planet di Paderno Dugnano la prima implementazione italiana del relativo format francese ancora in lavorazione.

Above e below the line
L'isola Pop Channel, brevetto internazionale di Majrani Europe, mette insieme i valori della comunicazione di marca in chiave above the line (tramite monitor), con quelli del below the line, cioè la miglior esposizione del prodotto nello store. E in più fornisce anche  strumenti di misurazione dell'efficacia della comunicazione.

Pop Channel
Con Pop Channel Majrani intende valorizzare l'offerta di prodotto, comunicarla al meglio e analizzare con dati aggregati la dimensione dell'audience, rendendo finalmente misurabile ed efficace la comunicazione in-store.

Italian Popai Award 2011 premia Visual Display

Kit Scarpine Fisiologiche Chicco, realizzato per Artsana da Visual Display, si è aggiudicato il Best in Show (il riconoscimento che la giuria assegna alla migliore realizzazione in assoluto) tra tutti i Gold Winners, e si è aggiudicato pure il riconoscimento della giuria critica istituita da quest'anno

Vincitori
best in show
Kit scarpine fisiologiche chicco, progetto di Visual Display. Cliente: artsana.

categoria durevole
Paguro, progetto realizzato ed iscritto in gara da Heineken Italia.

Categoria non durevole
Kit scarpine fisiologiche chicco, progetto di Visual Display. Cliente: Artsana.

Categoria attività sul pdv
Duracell ultra power, progetto di Proxima. Cliente: Procter & Gamble.
Categoria shopfitting - arredo per il pdv
Expo armillari, progetto di Giovanardi. Cliente: Prada Categoria shopfitting - concept di pdv
Nuovo concetto di gommista, progetto di A&A Design di Alessandro Luciani. Cliente: Pirelli Tyre

Categoria innovazione per il pdv
Digital merchandising, progetto di Accenture

Premio della giuria critica

Kit scarpine fisiologiche chicco, progetto di Visual Display. Cliente: Artsana.

Composizione delle giurie
Il comitato della giuria è composto da personalità di rilievo specialiste del mondo del marketing e della comunicazione, provenienti dalle più importanti industrie di marca italiane: Ottica Avanzi, Artsana, Bauli, Bricocenter, Campari, Carrefour, The Walt Disney Company Italia, Ferrero, Giochi Preziosi, L'Oréal Italia, Luxottica Group, Mars, Mondo Convenienza, Nike Italia, Perfetti Van Melle, Sonae Sierra e Telecom Italia.
Da quest'anno è stata poi istituita anche una giuria critica, composta da importanti firme del giornalismo e da personalità del mondo accademico, che hanno valutato i progetti in gara secondo criteri estranei alle pure dinamiche del marketing aziendale, ponendo il focus sull'estetica, la creatività e la tecnica di realizzazione dei progetti.

Ortofrutta piemontese promossa dai farmer locali nei pdv Nordiconad

Filiera corta per valorizzare il territorio, sostenere l'agricoltura locale, fidelizzare il consumatore. Il progetto portato avanti sui prodotti ortofrutticoli tra Nordiconad e Ortofruit Italia, organizzazione di produttori che riunisce 500 cooperative piemontesi, aderente a Fedagri Confcooperative Piemonte, fa leva sulla provenienza locale di peperoni, pomodori e melanzane, come elemento di differenziazione qualitativa e di rassicurazione rispetto a filiere che hanno ormai assunto dimensioni globali. Anzi, nei 120 punti vendita Nordiconad sparsi tra Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta che aderiranno a questo progetto, la comunicazione pop sarà scritta in dialetto, ad affermare ulteriormente il legame con il territorio, mentre durante le promozioni in store, che vedranno la distribuzione di materiale informativo e la creazione di isole riservate ai prodotti locali, sarà proprio l'agricoltore a illustrare le caratteristiche dei propri prodotti. Così tra una “tùmatica” (pomodoro cuore di bue) e una “marzana” (melanzana globosa) il consumatore sarà fidelizzato con la consapevolezza di contribuire alla salvaguardia degli agricoltori locali minacciati dalla prepotenza dei mercati globalizzati.

Maurizio Bortolan nuovo direttore commerciale e marketing di Number 1 Logistics Group

Maurizio Bortolan è il nuovo direttore commerciale e marketing di Number 1 Logistics Group,
operatore logistico specializzato del mondo grocery e largo consumo, che fa parte del Gruppo Barilla.

Bortolan si è laureato in Scienze dell'Informazione nel 1997 e ha conseguito un Master in Business
Administration nel 2002 presso la SDA Bocconi di Milano. Ha iniziato la sua carriera in Sap Italia
come consultant fino al 2001. Successivamente è entrato nel Gruppo Merloni con il ruolo di
responsabile logistica Europa. Nel 2005 è passato in Ceva Logistics dove ha ricoperto diversi ruoli nell'area Business Development fino a ricoprire l'incarico di direttore di divisione.

Number 1 Logistics Group è leader nel settore food da diversi anni, con un fatturato sviluppato in
Italia di circa 300 milioni di euro e un indotto di oltre 3.000 persone.

UNA GIORNATA DEDICATA ALL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA PER

Per fare il punto sulle più moderne tecnologie per la conservazione di cibi, Ipack-Ima Spa, società che organizza la più importante manifestazione fieristica dedicata a processing, packaging e material handling (food e non food), organizza in collaborazione con Mark Up l’incontro "Tecnologie per Freschi, Freschissimi e Convenience Food" che si terrà il 15 giugno, in Sala Collina, nella Sede del Sole 24 Ore, in Via Monte Rosa 91 a Milano, a partire dalle 9.00.


Il convegno è patrocinato da UNIDO - Organizzazione per lo Sviluppo Industriale delle Nazioni Unite - e vede la partecipazione di esperti e accademici che rifletteranno sui molteplici aspetti legati alle tecnologie alimentari nell’ambito di prodotti differenti, ma uniti dalla caratteristica comune di richiamare ad una alimentazione genuina, tradizionale, che l’industria del packaging deve saper rispettare e conservare con le più moderne ed avanzate tecnologie.



Una giornata di incontri, dibattiti, seminari, dimostrazioni live, che vedrà due le sessioni tecnologiche: una dedicata ai Freschi e Freschissimi - in cui si spazia dall'analisi approfondita del quadro economico, all'organizzazione della filiera fino alla qualità dei prodotti - e una focalizzata sui Prodotti Convenience, con focus su microbiologia e igiene, tecnologia del sottovuoto, alimenti senza glutine e sviluppo di nuovi packaging nel rispetto ambientale.

Chiuderà la giornata una Tavola Rotonda per discutere sul futuro dei prodotti al consumo con i maggiori esponenti della GDO, dell'HO.RE.CA (Hotellerie, Restaurant, Catering) e dell'industria alimentare.


Il programma completo dell'evento è on line all'indirizzo: http://www.ipackima.it/sicurezza-alimentare/



Pubblicità sui social media: occorre un nuovo modello

La crescente attenzione ai consumatori esperti da parte delle marche sui social media sta producendo risultati positivi sul fronte dell’e-commerce, più complessa appare, invece, la valutazione quando si tratta di pubblicità. Una recente indagine Mintel rivela, infatti, che il 66% degli utenti di social network dichiara di prestare raramente attenzione alla pubblicità presente sui siti di social media, e il 56% non ama acquistare prodotti pubblicizzati su questi siti – ritenendo che le marche debbano andare oltre le inserzioni pubblicitarie classiche per influenzare le decisioni d’acquisto dei consumatori.

Inoltre, la percentuale dei consumatori che dichiara di non guardare la pubblicità presente sui social network sale al 70% tra gli utenti nella fascia di età che va dai 25 ai 34 anni. I consumatori realmente “attenti” all’advertising sui siti social -secondo il rapporto Mintel- rappresentano l’11%, mentre quasi un terzo (31%) ascolta le raccomandazioni su prodotti e servizi ospitate dai social network che frequenta.

Interagire con i consumatori

“La nostra indagine non suggerisce che la pubblicità sui social network è inefficace -spiega Cecilia Liao, senior technology analist di Mintel- ma indica che questi utenti di social network possono non trovare particolarmente memorabile la pubblicità sui canali social, perlomeno ad un livello cosciente. Ciò sottolinea il fatto che le imprese che vogliono avvalersi dei social media come strumento promozionale devono guardare oltre gli annunci basati sul testo o i banner interattivi ed investire in un coinvolgimento reale con i consumatori. Le pubblicità statiche -prosegue Liao- non sono sempre la soluzione migliore per interagire con i consumatori. I marketer dovrebbero utilizzare i social network per comunicare ai consumatori e coinvolgerli attraverso contenuti organici a questi ambiti relazionali e campagne creative interessanti”.

La ricerca della convenienza

I social network si stanno sempre più affermando come strumento privilegiato nella ricerca delle convenienza, come testimonia l’impetuosa crescita dei siti di social buying. Circa il 15% degli utenti di social network utilizza questi siti per scoprire offerte convenienti e il 13% per cercare informazioni sui brand. Le donne sono più attive degli uomini nei social network: l’83% delle femmine dichiara di aver usato diversi siti contro il 77% dei maschi, ma solo il 10% delle donne, raffrontato al 18% degli uomini, apprezza l’idea del commercio attraverso i social network.

L’ottimismo dell’Eire 2011

Delle due l’una: o tutti gli operatori presenti all’Eire, la rassegna immobiliare che chiude oggi i suoi battenti alla Fiera di Milano, hanno da proporre progetti di grande livello e sicura redditività o i conti non tornano troppo se si prendono per buone le professioni di ottimismo che abbiamo sentito aggirandoci per gli stand.

Per restare al settore che ci compete, quello del retail, l’Agenzia del territorio ha denunciato l’ennesima caduta della compravendita di negozi. -9% nel primo trimestre del 2011 rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente e perlopiù le operazioni di acquisto, se si eccettuano le rare transazioni di megastrutture si tratta in grande maggioranza di operazioni che riguardano negozi marginali perlopiù acquisiti da immigrati.

Polemiche
Un momento di alto interesse si è avuto nel convegno promosso da Popai e Cncc, Consiglio nazionale dei centri commerciali, che ha visto l’amminstratore delegato di Mediamarket, Pierluigi Bernasconi, molto polemico nei confronti delle modalità di definizione dei bacini di utenza propagandati in fase di commercializzazione e sulla loro localizzazione extraurbana, ma vi torneremo sulla pagine di Gdoweek.

Oggi chiusura della Fiera con la presentazione del Manifesto del real estate, una serie di punti programmatici su cui dovrebbero convergere le decine di associazioni che in Italia rappresentano il mattone. Auguri.

Tesco raddoppia i pdv con servizio Click & Collect

Tesco intende capitalizzare le nuove prospettive offerte dalla "nuova era di vendita al dettaglio" che si sta manifestando nel mondo.
Secondo il Ceo Philip Clarke (in foto) nel suo discorso al British Retail Consortium: "La rivoluzione digitale che ha messo il turbo alla globalizzazione sta trasformando il comportamento di consumatori e imprese.

La rivoluzione digitale motore del cambiamento
Questa rivoluzione aumenta la concorrenza, abbassa i prezzi, crea nuove imprese virtuali, permettendo alle persone di vendere merci senza la presenza di un essere umano in mezzo".
E per stressare il cambiamento realizzato negli ultimi vent'anni ha aggiunto: "Quando sono arrivato in Tesco gran parte dell'Europa era dietro una cortina di ferro, la Cina era un paese di cui si sapeva poco e Tesco significava un’insegna che nel Regno Unito vendeva prodotti alimentari e poco più".

Entro fine anno
A luglio, Tesco amplierà il servizio Click & Collect includendo l'abbigliamento e successivamente anche la spesa grocery.
Tesco per altro ha già annunciato l'intenzione di introdurre i servizi on-line per il food a Praga entro quest'anno e a Varsavia entro l'inizio del prossimo anno. La società inoltre ha piani per lanciare attività on-line a Shanghai, Bangkok, Kuala Lumpur, Budapest e Bratislava.

Groupon entra nei pdv grazie alla carta di fedeltà

Groupon,  sito pioniere nel collective shopping, entra nei supermercati grazie ad un test avviato negli Usa, che permetterà ai possessori di carta fedeltà Big Y Foods, di redimere presso i punti di vendita nel Massachusetts i coupon acquistati online .
L'offerta iniziale riguarda confezioni di piatti pronti ittici proposte ai consumatori con uno sconto del 40%.
I clienti che intendono usufruire del deal (così viene chiamata l'offerta del giorno nel mondo degli acquisti collettivi) non devono fare altro che indicare il numero della propria carta fidelity al momento dell'acquisto del coupon. Ai consumatori che non dispongono di carta fedeltà viene, invece, generato automaticamente un account. Essendo caricato sulla carta fedeltà, il coupon viene redento automaticamente al momento della transazione in cassa.

Nuova vita per i web coupon

L’inserimento del meccanismo dei coupon all’interno dei programmi fedeltà del retail potrebbe risolvere diversi problemi: eliminare le possibili frodi legate alla distribuzione dei web coupon da stampare a casa e, cosa più importante, aprire nuove opportunità di utilizzo per uno strumento “tradizionale” come il coupon.
Una recente ricerca condotta da Morpace negli Usa evidenzia che il 67% dei consumatori ha utilizzato dei coupon scaricati e stampati dal web. Dalla survey, che ha convolto 1.000 shopper, emerge che l’incidenza è significativamente più alta per le donne (72%) rispetto ai maschi (59%). Inoltre, un terzo degli shopper sa di poter trovare i coupon su Internet, ma non li ha mai scaricati. Il 58% di quelli che non utilizza i coupon online ha dichiarato di non voler spendere del tempo per ricercarli, mentre il 29% ha affermato di non utilizzarli in genere e il 13% non ha trovato dei coupon adatti alle proprie esigenze di shopping.

LA PUBBLICITA’

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"GDOWEEK - La proposta editoriale e
l'offerta di comunicazione 2011"


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La comunicazione stampa
La comunicazione web

Calendario uscite
Formati e Tariffe
Diffusione



L'ORGANIZZAZIONE COMMERCIALE

Publisher
Nicola Ligasacchi
tel 02 30226605

Segreteria Commerciale
Monica Negri
tel 02 30226622


LA RETE DI VENDITA

Lombardia

Laura Ferrante
tel 02 30226125

Paolo Giorgi
tel 02 30226169

Roberto Pallini
tel 02 30226825

Monica Sposito
tel 02 30226808

Piemonte, Liguria
ADV Spazioerre srl - Torino
tel. 011 6600100, fax 011 6602875

Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia
MEZZI PUBBLICITARI di Xausa
Postioma di Paese (Tv)
tel./fax.0422.480150

Emilia Romagna, Marche
Società Futura srl - Bologna
tel. 051 230807, fax 051 225303

Toscana, Umbria
Media&Massima - Firenze
tel 055 4223085 fax 055 4361167

Lazio, Abruzzo
Intermedia - Roma
tel 06 5899247 - 06 5894534 fax 06 5819897

Campania
Salvatore Cuomo - Castelvolturno (CE)
tel 0823 851613 fax 0823 851649

Basilicata, Calabria, Puglia
Intermedia - Roma
tel 06 5899247 - 06 5894534 fax 06 5819897

Sicilia
AD Maiora
tel 091 611 5260 - fax 091 6116201

Sardegna
c/o Il sole 24 Ore  - Milano
Monica Negri
tel 02 30226622

Sapore dell’anno premia i prodotti di gusto

Dopo oltre 13 anni di presenza sul mercato francese, approda nella nostra penisola Sapore dell’Anno, marchio di qualità attribuito ai prodotti dell’area food & beverage –organizzato dalla francese Monadia- basato sul giudizio indipendente di una "giuria" di consumatori rappresentativi dell’universo nazionale di riferimento.

Le aziende potranno iscriversi fino al 30 settembre 2011, dopodiché inizierà la fase dedicata alle prove di degustazione, in programma tra ottobre e novembre 2011.

I risultati riferiti dal campione, espressi in scala da 0 (“non mi piace”) a 10 (“mi piace molto”) e integrati da eventuali impressioni personali scritte, permetteranno di stabilire quali prodotti si aggiudicheranno il titolo di Sapore dell’Anno per le diverse categorie e verranno riportati alle società partecipanti per permettere loro di conoscere tutte le motivazioni del loro posizionamento nell’ambito dell’iniziativa.
 La presentazione ufficiale dei vincitori avverrà a gennaio 2012 nell’ambito di un evento di premiazione durante il quale verranno proposti piatti cucinati dal esperti chef con i prodotti selezionati.

Le prove generali nel 2010

Una prima fase test, sviluppata nel 2010-2011, ha già permesso di far sperimentare ad alcune importanti aziende del settore food&beverage il potenziale dell'unica certificazione di marketing sul gusto.

La prima edizione italiana di Sapore dell’Anno ha coinvolto Silliker Italia, laboratorio specializzato in analisi sensoriali; ogni test ha visto la partecipazione di 80 consumatori, che hanno testato
da un punto di vista organolettico 12 diversi prodotti appartenenti a 6 differenti categorie
merceologiche, assegnando il titolo di Sapore dell’Anno 2011 ai seguenti prodotti:

• Formaggi Vallelata (Mozzarella, Ricotta, Stracchino) - BIG srl
• Cereali Kellogg’s (Extra Cioccolato Belga e Nocciole; Extra Mix di Frutta, Extra Classic) –
Kellogg’s
Italia

• Condimenti Freschi Vallè (Leggera, Naturalmente, Omega3) - Vallè Italia srl

o Pizza (Gorgonzola e Noci, Tartufo, Primavera) Vissana - SVILA srl

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L’utilizzo del marchio in tutte le leve di
comunicazione -ivi compreso il packaging dei prodotti interessati- sarà consentito
alle aziende vincitrici per i 14 mesi successivi all’assegnazione del premio.

Sei modi di dire greenwashing

Cresce anche in Italia la domanda di prodotti green e si molti-
plicano le iniziative di marketing che
tentano di sedurre il consumatore
proponendo un prodotto, o una marca verde. Dietro l'angolo si nasconde però un rischio: il “greenwashing”. È il termine anglosassone
che indica “quando una società o
un'organizzazione impiega più tempo e denaro ad affermare di essere
verde attraverso la pubblicità e il
marketing, piuttosto che nel mettere
in atto misure che riducano al mini-
mo il suo impatto ambientale”.
Il greenwashing è un neologismo
coniato da attivisti ambientali americani ispirandosi al whitewashing
che in inglese vuol dire nascondere,
coprire o dissimulare fatti spiacevoli
ed è utilizzato soprattutto in politica.
È un fenomeno che si sta diffon-
dendo a macchia d'olio in tutto il mondo, insieme alla crescente
attenzione delle persone verso la
sostenibilità ambientale, la riduzione dei consumi e delle emissioni.

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Allegati

Sei modi di dire greenwashing
Sostenibilità e messaggi che alla lunga non reggono in un’indagine realizzata da Greenbean | Gdoweek | 11 ottobre 2010 |

A Pechino, il fashion ha grande charme ma cresce il fenomeno italian sounding

Nonostante la recessione mondiale, i principali
gruppi cinesi, le catene internazionali
e importanti brand non rinunciano ai
progetti di penetrazione o di espansione
in Cina, tant'è che le aperture di store
previste nel 2010 risultano più di 700. Relativamente
al mercato dell'abbigliamento,
negli ultimi anni è cresciuto con tassi a due
cifre, raggiungendo i 50 mld/$. Attualmente
le vendite tramite i department store,
nazionali e ed esteri, contano per il 40%
del mercato.
Fino a pochi anni fa, il mercato era molto
polarizzato su due segmenti di consumatori
e due posizionamenti di prodotto: il primo
con prodotti economici, di qualità bassa,
a marchio locale e venduti principalmente
nei department store cinesi di antica concezione,
tramite la rete dei negozietti o,
ancora, da catene internazionali di primo
prezzo (ad esempio, Walmart); l'altro
posizionamento era formato da prodotti di
lusso, venduti da negozi monomarca (anche
in franchising), ma in buona parte nella
forma shop in shop nei grandi magazzini.
Più recentemente, con l'affermarsi di una
classe media cinese, sono emerse nuove
categorie di prodotti, con posizionamenti
intermedi e con un buon rapporto qualità
prezzo. Si tratta di un mercato fortemente
frammentato, spesso dominato da marchi
stranieri, ma non sempre occidentali e non
di rado italian sounding: un fenomeno preoccupante
per la sua crescente diffusione
che (Anna Pucci, Mia Mia, AnMani, Loro
Lana, Cagliari, sono solo alcuni esempi).

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Allegati

A Pechino, il fashion ha grande charme ma cresce il fenomeno italian sounding
Il mercato cinese è in buona parte costruito da retail esteri, ma anche da gruppi locali con brand “italiani” | Gdoweek | 11 ottobre 2010 |

Water Less, i nuovi jeans Levi’s che contribuiscono al risparmio d’acqua

All'interno della collezione autunno/inverno 2011, che sarà disponibile nei negozi Levi's a partire da giugno, Levi's presenta i nuovi WaterLess jeans in grado di far risparmiare 20 milioni di litri d'acqua.
Tutto questo mantenendo comunque un livello di qualità elevata.

Processo produttivo rielaborato
L'azienda ha rielaborato il processo produttivo tradizionale necessario a realizzare un paio di jeans, identificando una metodologia di produzione molto più eco-compatibile.
Il risultato è: 20 milioni di litri d'acqua che equivale ad un rubinetto lasciato scorrere per ben 2.177.660 minuti. Ovvero 8,5 piscine olimpioniche, o ancora 725.000 docce, o infine acqua potabile sufficiente alla sopravvivenza di una persona per 21.000 anni.

1,3 milioni di paia
La collezione europea WaterLess conta oltre 1.3 milioni di capi, per uomo e donna. Fra tutte le attività produttive il massimo risparmio nel consumo di acqua va al finissaggio Vintage Glory, che consente un risparmio pari all'88%. Il lavaggio casalingo dei jeans, infatti, utilizza circa sei litri ogni volta. Lavate i vostri jeans una volta ogni due settimane, invece che ogni settimana, per partecipare attivamente al risparmio di acqua.

Levi's dona 200 milioni di litri
Anche se in apparenza sembra che l'acqua sia presente in abbondanza, di tutta l'acqua presente sulla terra, solo l'1% è adatta ad essere utilizzata dagli esseri umani. Sul nostro pianeta, una persona su sei (1,1 miliardo di autentiche vite umane) non dispone di acqua potabile a sufficienza.
Levi's vuole contribuire alla risoluzione di questa problematica, e per questo abbiamo deciso di donare oltre 200 milioni di litri d'acqua a quelle comunità che, in tutto il mondo, ne hanno maggior bisogno. Visitando la pagina Facebook di Levis si scoprono le semplici azioni che vi permettono di donare acqua potabile a 10.000 persone per tutta la vita.

Esselunga trasferisce lo stabilimento produttivo da Firenze a Parma

Esselunga ha comunicato alle rappresentanze sindacali l'intenzione di trasferire lo stabilimento di prodotti da forno e pasticceria di Via Pistoiese a Firenze nel nuovo e moderno impianto di Parma.
Per l'esecutività di questo trasferimento si attende comunque l'esito positivo della procedura concorsuale che sta interessando la società BTT (Ex Battistero) in liquidazione.

La dirigenza Esselunga ha rassicurato i sindacati che tutti i dipendenti dello stabilimento di Via Pistoiese saranno ricollocati, alle medesime condizioni contrattuali, presso i pdv dell'azienda e/o presso il nuovo centro distributivo in costruzione a Campi Bisenzio. Questo anche in relazione alle diverse esigenze del personale medesimo e senza imporre quindi di seguire il trasferimento da Firenze a Parma.

La chiusura dello stabilimento di Via Pistoiese e il conseguente trasferimento dei dipendenti avverranno non prima dell'estate 2012.

Al via la seconda edizione del concorso Lavazza “Beati e Premiati”

Dopo il grande successo riscosso nell’edizione 2010, Lavazza ha deciso di riproporre anche quest'anno il concorso Beati e Premiati per premiare i clienti più fedeli con la collezione di oggetti Lavazza Design Paradiso, frutto della creatività di giovani designer del panorama italiano e internazionale. La promozione, che si svolgerà dal primo di giugno al 31 ottobre 2011, sarà sostenuto da un’intensa campagna di comunicazione televisiva che vedrà la consolidata coppia Bonolis e Laurenti, protagonisti della Campagna Paradiso.
I premi del concorso  sono oggetti dal design esclusivo frutto della creatività di giovani designer del panorama italiano ed internazionale.
Tornano la moka alata Santina e la tazzina Angiolina e a questi si aggiungono tre nuovi oggetti destinati ai collezionisti: il pratico vassoio ArcAngelo, morbido come una nuvola; la cromonuvola Lucilla, originale lampada a tecnologia Led; e i cucchiaini Sanpietrini. Tutti i dettagli del concorso sono sul sito dedicato www.designparadiso.it (in foto l'Ad Lavazza Gaetano Mele).

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