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Lo sviluppo di Darbo e l’approccio nella gdo

Azienda

Con 140 anni di esperienza e know-how nella lavorazione della frutta e nella produzione del miele, Darbo occupa una posizione di leader assoluto nel mercato austriaco delle confetture e del miele. Accanto alle confetture e al miele vengono prodotti anche sciroppi, dessert alla frutta, composte e snack alla frutta. Darbo mette anche i suoi prodotti a disposizione dell'HoReCa e fornisce l'industria dolciaria e lattiero/casearia con semilavorati specifici a base di frutta.

Darbo si considera un fornitore d'eccellenza, che offre ai rivenditori e ai consumatori un vasto e vario assortimento top premium, coerente con le richieste di un consumatore esigente, attento alla qualità e sicurezza di ciò che mangia. Il segreto del nostro successo sono infatti l'altissima qualità delle materie prime utilizzate e i severi criteri di selezione dei nostri ingredienti.

Darbo è oggi una rinomata piccola-media impresa a conduzione famigliare, con tre sedi nel Tirolo, un fatturato totale di 140,2 milioni di euro nel 2018 e impiega attualmente circa 378 collaboratori.

In Italia i pregiati prodotti Darbo sono distribuiti da

Loacker SpA

39054 Auna di Sotto/Renon

e-mail: info@loacker.com

Tel. 0471/344000

Richiedi informazioni all'azienda

Approccio GDO e sviluppo Darbo nel mercato delle confetture e marmellate

Sul mercato italiano siamo con i nostri prodotti in una sorta di "fase costruttiva", nella quale conviene rendere disponibili ai consumatori le nostre specialità in modo graduale e capillare sull'intero territorio. Il nostro obiettivo è pertanto concentrato alla creazione di una rete di distribuzione capillare per i nostri prodotti su tutto il territorio italiano. Con il nostro partner Loacker SPA, la quale distribuisce esclusivamente i prodotti Retail e HoReCa, siamo certi di realizzare questo obiettivo.

Nella GDO lavoreremo con espositori di diversi formati in linea con i diversi store format e le esigenze del singolo rivenditore. Per le categorie di prodotto più vendute offriamo degli espositori pregiati finalizzati ad aumentare la visibilità al di fuori dello scaffale delle confetture per incrementare ulteriormente le rotazioni.

La crescita del fatturato delle confetture Darbo, come negli anni precedenti, è molto soddisfacente. Nell’ anno progessivo a Settembre 2019 abbiamo registrato di nuovo una crescita a doppia cifra al valore del +12,4% (Fonte: IRI, Totale Italia, IPER+SUPER+LSP (100-399 mq), confetture e marmellate, PROG Settembre 2019).

La maggior parte del nostro fatturato realizziamo nella zona nordest dove la distribuzione delle nostre confetture è più forte. Proprio nella regione del Trentino-Alto Adige siamo già al 3° posto tra le marche del settore, con una quota di mercato in termini di valore pari al 16,5% (Fonte: IRI, Trentino-Alto Adige, IPER+SUPER, confetture e marmellate, PROG Settembre 2019).

Offerta

Le nostra offerta per la GDO si compone dei seguenti linee:

Confetture Naturrein 450g

Le confetture Naturrein Darbo vengono prodotte secondo un’antica ricetta di famiglia. Oggi come allora, utilizziamo  solo frutta di alta qualità, riscaldandola e rimestandola con cura. Così si conserva l’aroma naturale della frutta. Inoltra l’alto contenuto di frutta assicura un’esperienza dal gust indimenticabile.

Per le confetture Naturrein utilizziamo solo frutta, zucchero, succo di limone concentrato e gelificante pectina.

Creme Ricco di frutta da 200g

Non c’è neanche bisogno di dirlo, ma è naturale che una confettura con il 70% di frutta sia più buona di una normale confettura.

Le nostre creme di frutta da spalmare Ricco di frutta, prive di conservanti, vengono prodotte secondo un’antica ricetta di famiglia. Oggi come allora, utilizziamo solo frutta di alta qualità, riscaldandola e rimestandola con cura. Così si conserva l’aroma naturale della frutta. Inoltre l’alto contenuto di frutta fino al 70% assicura un’esperienza dal gusto indimenticabile.

Confetture a ridotto contenuto calorico 220g

Nonostante il ridotto contenuto calorico, queste confetture di Darbo non hanno nulla da invidiare in quanto al gusto. L’alta concentrazione di frutta fino al 60% fa di questa confettura il prodotto ideale da spalmare sul pane per tutti coloro che vogliono mangiare consapevolmente. Le confetture, prodotte con l’aggiunta di fruttosio e dolcifica nti, e con in media 80 kcal per 100 g, contengono il 67% in meno di calorie rispetto alle confetture tradizionali.

Confetture Naturrein 640g

Le confetture Naturrein Darbo vengono prodotte secondo un’antica ricetta di famiglia. Oggi come allora, utilizziamo solo frutta di alta qualità, riscaldandola e rimestandola con cura. Così si conserva l’aroma naturale della frutta. Inoltre l’alto contenuto di frutta fino al 55 % assicura un’esperienza dal gusto indimenticabile.

Oltre al piacere culinario, anche l’occhio vuole la sua parte. Il vasetto di vetro, dalla forma particolarmente invitante che richiama alla frutta, fa una splendida figura sul tavolo della prima colazione.

Per le confetture Naturrein utilizziamo solo frutta, zucchero, succo di limone concentrato e gelificante pectina.

Composta Naturrein di Mirtilli Rossi 400g

La composta Darbo di mirtilli rossi selvatici è davvero una delizia per il palato: non c’è da meravigliarsene con una concentrazione di frutta del 60%. I migliori mirtilli rossi del mondo crescono selvatici in Scandinavia. Per la composta utilizziamo solo mirtilli selezionati, originari di questa regione.

Il sapore leggermente aspro de i nostri mirtilli rossi conferisce una nota speciale a già squisiti piatti di selvaggina e carne, così come a svariati dolci.

Miele 500g

Darbo ha decenni di esperienza nella selezione, nell’ acquisto e nel confezionamento del miele. Ogni varietà di miele Darbo ha un suo gusto inconfondibile: delicato, soave, profumato, dolce, aromatico o aspro. Tutte le varietà sono squisite da gustare, a seconda delle preferenze, con pane fresco, müsli, dolci oppure per addolcire il tè.

Sciroppi 500ml

Con gli sciroppi Darbo a base di frutta, erbe e fiori, diluiti a seconda delle preferenze, il piacere dei sensi è garantito (il nostro consiglio: diluire 1 parte di sciroppo in 5 parti d’acqua). L’alta concentrazione di squisita frutta, erbe e fiori utilizzati nella produzione dei nostri sciroppi assicura un’esperienza dal gusto indimenticabile.

Instagram: un pop-up da Selfridges

Lo store The Instagram Edit ospiterà otto brand digital-first di abbigliamento, beauty e homeware, acquistabili sia instore sia su Instagram

Sbarco nell’offline per Instagram che realizza un temporary store, attivo dal 5 al 15 dicembre, all’interno di  Selfridges, al terzo piano dell’edificio. Lo store The Instagram Edit, stando a quanto scrive Pambianco news, ospiterà otto brand digital-first, e quindi nativi digitali, di abbigliamento, beauty e homeware, acquistabili sia instore sia via Instagram.

“I marchi sono stati una parte fondamentale della community di Instagram sin dal nostro lancio: Instagram è sempre stato un luogo per scoprire ed essere ispirati da business di ogni dimensione -spiega la fashion director di Instagram Eva Chen-. Oggi, il 90% delle persone segue un marchio o un’azienda. Instagram Edit dà vita ad alcuni di questi marchi che sono stati creati su Instagram”.

 

Sostenibilità ambientale: l’impegno di Leroy Merlin

Leroy Merlin
#iofacciodipiu/ Leroy Merlin coinvolge le scuole nella realizzazione di progetti e momenti formativi per animare il dibattito sullo sviluppo sostenibile

PlasticALT ed Economia Civile sono le novità nell’ambito del progetto AmicoEco portato avanti da Leroy Merlin, un percorso multidisciplinare formativo e pluriennale gratuito destinato agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado finalizzato. L’obiettivo è l’informazione e la sensibilizzazione dei più giovani sul tema della sostenibilità ambientale e delle tematiche ad essa correlate.

PlasticAlt è un progetto destinato alle scuole primarie e secondarie di I grado, per sensibilizzare gli studenti sull’inquinamento da plastiche. L’insegna fornisce dei kit didattici il cui scopo non è solo quello di far conoscere agli studenti la tematica trattata, ma coinvolgerli con spunti di riflessione e domande stimolanti che tengano viva la loro attenzione, suggerendo infine comportamenti pratici positivi da mettere in campo in prima persona. Tra le attività proposte dalla piattaforma, c’è un test preliminare che permetterà alla classe di capire e confrontarsi sulle proprie conoscenze e attitudini riguardo ai temi affrontati.

Nell’ambito del progetto Economia Civile, pensato invece per gli studenti delle scuole italiane secondarie di II grado, si analizzano i risvolti concreti che questo differente approccio all’agire economico può avere sui comportamenti degli individui e sulle comunità. Concetti come cooperazione, bene comune, felicità pubblica e benessere saranno discussi e affrontati insieme agli studenti nelle classi, utilizzando come base gli strumenti multimediali proposti da Leroy Merlin sul portale educazionedigitale.it.

Inoltre, per stimolare e incentivare ancora di più gli studenti a comprendere e riflettere sull’attuale concetto dell’economia civile, l’azienda ha creato un iter formativo articolato in tre fasi: studiare, approfondire e concretizzare e suddiviso in tre capitoli. Al termine di questo percorso verrà lanciato anche un concorso interscolastico per le classi, che supporterà le 20 scuole che presenteranno i migliori progetti rigenerativi per quartieri, borghi o paesi, finanziandoli con 500 euro di contributo in materiali.

Gruppo Selex: 330 milioni per lo sviluppo 2020

Questi gli investimenti diretti stanziati per implementare la rete con 67 aperture e 81 ristrutturazioni il prossimo anno. Focus anche sull'omnicanalità

Un 2020 con investimenti per 330 milioni di euro volti allo sviluppo della rete. Questo il programma di Selex, che punta nello specifico a 67 aperture e 81 ristrutturazioni, per incrementare i punti di vendita che già oggi superano quota 2.300.

Come si evince dall'infografica sotto, il focus è primario è sul format discount e supermercato (integrato e non).

L’investimento 2020, come si legge nella nota aziendale, è "frutto della costante crescita del Gruppo, che prevede di chiudere il 2019 con un fatturato di 11,1 miliardi di euro, pari al +4,2%". Positivo anche il dato di crescita della produttività al MQ: +1,2%.

Lo sviluppo eCommerce e omnicanale
Il 2020 di Gruppo Selex sarà inoltre sempre più focalizzato sui temi legati all’area digitale e al presidio di “nuovi modelli di consumo", come sottolinea il presidente Alessandro Revello.

"Quest’anno abbiamo ulteriormente arricchito l’offerta distributiva lavorando sul miglior
rapporto qualità-prezzo e sulle marche del distributore, abbiamo approfondito il tema
dell’omnicanalità partendo dal nostro portale eCommerce e sviluppato il network
dedicato al mondo deli animali, con buoni risultati", gli fa eco il direttore generale Maniele Tasca.

In termini di servizi, infatti, l’eCommerce “CosìComodo” a poco più di due anni dall’avvio coinvolge 44 punti di vendita che offrono il Clicca&Ritira e l’home delivery, e il fatturato rispetto al 2018 è incrementato di oltre il 70%. In previsione. nuove regioni garantiranno il click&collect e la consegna a domicilio, a partire dalla Campania.

 

Coop Lombardia: le novità nelle isole Smartfood

L'iniziativa Smartfood continua negli store della cooperativa  dove sono appena arrivate le nuove cassette per l’ortofrutta

Il progetto tra Coop Lombardia e SmartFood, il programma di ricerca e divulgazione scientifica dello Ieo, continua negli store della cooperativa  dove sono appena arrivate le nuove cassette per l’ortofrutta. Nei punti di vendita di Coop Lombardia che ospitano le isole Smartfood, utili a ricordare la stagionalità di frutta e verdura, sono disponibili le prime cassette da 2,3 kg di mele golden della Val Venosta; gli agrumi e la frutta secca. La cassetta da 2 kg di clementine, già disponibile in tutti i negozi, sarà venduta ad un prezzo speciale di 1,49 euro al kg, mentre il sacchetto da 2 kg con misto frutta secca al prezzo di 9,90 euro. Il 5% del ricavato della vendita effettuata dal 5 al 31 dicembre di entrambi i prodotti verrà devoluto per sostenere le attività della Fondazione Ieo-Ccm, dell’Istituto Europeo di Oncologia e del Centro Cardiologico Monzino.

Nell’ambito del progetto, che mira a promuovere un’alimentazione equilibrata e salutare, sarà distribuito nei negozi di Coop Lombardia il ricettario Smartfood, per una vendita straordinaria in cassa attiva dal 6 all’8 dicembre. Il ricettario propone alcune ricette tratte dal sito smartfood.ieo.it e realizzate dai follower dei canali social di Smartfood e dalle stesse componenti del team dello Ieo.

L’iniziativa, attualmente sviluppata solo da Coop Lombardia, proseguirà fino a esaurimento scorte e comunicata instore nell’apposita area vendita con comunicazione specifica.  È stata inoltre avviata anche la comunicazione digital.

"La tutela delle persone e della loro salute è da sempre uno dei cardini della nostra mission -sottolinea Alfredo De Bellis, vice presidente Coop Lombardia- e siamo sempre attenti ad offrire ai clienti prodotti di alta qualità a prezzi accessibili. Il progetto con Ieo ci permette di presentare ai consumatori un servizio ulteriore nell’ambito del benessere e della sana alimentazione".

Scarpe&Scarpe: aperture in Piemonte, Sicilia e Campania

scarpe
La catena sta proseguendo il suo piano di sviluppo con nuove aperture in più regioni. Tra gli obiettivi anche il potenziamento dell'eCommerce

L’insegna di calzature potenzia la rete con nuove aperture sul territorio italiano. L’ultima in ordine di tempo è stata realizzata a Saluzzo, in provincia di Cuneo, all’interno del centro commerciale situato in via Francesco e Giuseppe Lattanzi 37.

La struttura si sviluppa su un’area di 1.200 mq e propone un assortimento di 4.300 referenze. Il negozio si avvale di un team di dieci persone ed è dotato di tre casse.

La catena ha consolidato inoltre la sua rete, formata attualmente da 150 store, anche in Sicilia con un punto di vendita  Castrofilippo (Ag) all’interno del centro commerciale Le Vigne. Il locale occupa un’area di 700 mq con un’offerta di circa 2.500 item. Anche in questo store sono impiegate dieci persone mentre le casse sono due.

Entro la fine dell’anno Scarpe&Scarpe aprirà un negozio anche a Napoli continuando il suo percorso di crescita sul territorio nazionale.

L’azienda spiega: “Proseguiremo anche il progetto eCommerce e del blog con nuovi contenuti, sempre molto importante la comunicazione social con progetti da sviluppare e gli influencer per promuovere il brand”.

 

Le nuove tendenze della fidelizzazione

Su un punto sono tutti d’accordo: avere clienti fedeli crea valore di lungo periodo per l’impresa. Per il resto ogni azienda si muove secondo differenti linee direttrici dettate dal posizionamento di mercato e dalle scelte manageriali sui temi reputati più impattanti in termini di business. (da Gdoweek n. 18)

A fare luce sulle tendenze recenti in tema di strategie di fidelizzazione della clientela è il lavoro coordinato dalla professoressa Cristina Ziliani, responsabile scientifico dell’Osservatorio Fedeltà dell’Università di Parma (www.osservatoriofedelta.it). Con il coinvolgimento di 266 aziende -il 75% delle quali nell’ambito b2c e per il resto b2b; per il 39% dell’industria del largo consumo, per il 36% al retail, food e non food, e per il restante 25% a banche, assicurazioni, utility, telco, aziende petrolifere, travel e farmaceutiche- lo studio rileva che il 53% delle aziende italiane offre un programma fedeltà e il tasso medio di attività dei membri dei programmi (cioè la quota di coloro che risultano attivi, facendo acquisti o interagendo con il programma) è del 40%. “Un dato in linea con gli Stati Uniti, dove però il panorama di programmi è più affollato; il che sta a indicare come vi sia ancora spazio per stimolare la clientela”, spiega Cristina Ziliani.

La maggior parte delle aziende italiane investe in questi programmi una quota di fatturato compresa nel range 0,1-0,9%, ma una su quattro si spinge oltre. Continuando nell’analisi, il 76% misura regolarmente l’efficacia delle proprie strategie di fidelizzazione e il 70% condivide al proprio interno i risultati della strategia, di solito attraverso incontri mensili o trimestrali del management, chiamato a offrire la propria chiave di lettura dei dati e a proporre eventuali cambi di rotta.

“Abbiamo analizzato inoltre quanta parte del fatturato viene tracciata dalle carte fedeltà: l’incidenza cambia tra i settori. Quanto alla gdo, fino a cinque anni fa era intorno al 75% del tasso di copertura, adesso è arrivata all’86%”. Un dato che la Ziliani giudica molto buono: “Sta a significare che la gdo può con fiducia basare le proprie strategie e prendere decisioni sui dati derivanti dai programmi di loyalty dato l’ampio utilizzo delle carte fedeltà”.

Anche se, avverte, la percentuale varia molto tra le diverse realtà della distribuzione moderna, da un picco del 96% fino al 30% circa. “L’incidenza tende a salire se il programma è generoso, cioè se i prodotti scontati sono tanti, se i punti regalati su certi prodotti sono importanti, se le cassiere ingaggiano i clienti chiedendo loro ogni volta se vogliono utilizzare la carta. Se invece tutto ciò non accade, il cliente tende a non mostrare la carta al momento del pagamento della spesa. Ciò sottolinea come la fidelizzazione in definitiva non sia solo questione di scelte strategiche, ma anche di organizzazione”.

Ma quali sono oggi le nuove sfide da affrontare? Le imprese stanno facendo progressi nella personalizzazione delle relazioni (Crm), soprattutto per quanto riguarda comunicazione e offerte. “Oggi il 90% delle aziende della gdo ha un database clienti -sottolinea Cristina Ziliani-: dunque un po’ di dati ci sono, nonostante qualche complicazione nella raccolta delle autorizzazioni per la Gdpr (ndr, entrata in vigore lo scorso anno). La vera sfida, quindi, è imparare a valorizzare questo patrimonio: ormai diffusa la personalizzazione della comunicazione al singolo cliente, ad esempio scrivendo il suo nome all’inizio dell’email inviatagli, più rara la personalizzazione delle offerte, ad esempio tramite coupon”.

L’identikit delle strategie di loyalty vede il ricorso alla comunicazione digitale nel 90% dei casi, alle carte fedeltà per il 60% degli intervistati, con i cataloghi premi diffusi nel 54% dei programmi, come le mobile app, e la comunicazione cartacea che sopravvive nel 46%. Una sorpresa, quest’ultima, nel pieno della rivoluzione digitale. “È soprattutto nei rapporti b2b che la carta resiste -commenta Ziliani-. Evidentemente ricevere una lettera cartacea ha ancora una sua efficacia nelle comunicazioni tra partner”.

Tra gli ostacoli all’uso più sofisticato dei dati e più strategico vi sono la limitata circolazione dell’insight all’interno dell’organizzazione e la mancanza di risorse e competenze adeguate in ambito di analytics. Solo il 10% del campione analizzato infatti utilizza predictive analytics e modelli di propensity scoring. Qui si apre una grande opportunità e sfida per le aziende italiane.

“Il successo passa attraverso la formazione e motivazione delle proprie risorse umane -ricorda Cristina Ziliani-. Serve allargare lo sguardo delle proprie strategie di loyalty, attualmente focalizzate per il 70% delle aziende esclusivamente sui clienti, e includere anche i dipendenti”.

Se si lavorerà in modo più organico per motivarli, ricompensarli e formarli, è la conclusione della ricerca, i risultati non tarderanno a venire anche a livello più generale, coinvolgendo anche i clienti finali.

In uno scenario di congiuntura che va indebolendosi, cosa attendersi da qui in avanti sulle politiche di fidelizzazione? Le aziende tireranno i remi in barca giocando in difesa o accelereranno per rafforzare il rapporto con i clienti? Per Ziliani prevarrà il secondo approccio: “Questo perché sostenere la retention e trattenere clienti, come è dimostrato oramai ampiamente e in modo scientifico, genera profitti nel tempo ben superiori ai costi per la gestione dei programma fedeltà”.

Per capire come il retail sta affrontando con nuove logiche la fidelizzazione, abbiamo fatto un breve viaggio tra alcune insegne nazionali per capire “cosa bolle in pentola”.

Scuola, ambiente, abitudini alimentari, salute, solidarietà, nuove attività, smaterializzazione delle carte i temi sui quali insegne e gruppi stanno lavorando.

Ad esempio, la Carta Insieme Conad consente, tra le altre cose, di ottenere sconti su una serie di polizze per coprirsi dai rischi del quotidiano, dall’auto alla moto, dalla casa ai viaggi, dalla spesa agli animali, alla propria salute. A queste iniziative si aggiungono attività più “classiche” per il mondo retail, come la campagna di solidarietà Con tutto il Cuore, di cui è appena partita l’edizione 2019. L’iniziativa consente di collezionare 16 personaggi in bustine sorpresa del villaggio di Babbo Natale ogni 20 euro di spesa con Carta Insieme, aggiungendo 1,50 euro, di cui 0,50 euro saranno devoluti a vari progetti di solidarietà. Inoltre, cresce sempre più il ricorso alla app (di recente rinnovata) che diventa l’unica modalità per utilizzare la carta, a tutti gli effetti smaterializzata.

“Abbiamo avviato una revisione delle politiche di fidelizzazione a livello sia di singole cooperative sia nazionale cercando più convergenze e maggiore attinenza con la nuova campagna di comunicazione Una buona spesa può cambiare il mondo”, raccontano da Coop. Un esempio che va in questa direzione è il progetto Coop per la scuola #ambientefuturo, iniziato lo scorso settembre che terminerà il 1° dicembre. Una fidelizzazione etica che mette assieme lo storico impegno di Coop sul versante dell’educazione al consumo consapevole (sono quasi 250.000 i ragazzi coinvolti ogni anno nei percorsi di formazione) con la decisione di trasformare i punti accumulati durante la spesa in servizi e oggetti utili per le scuole.

A fine ottobre il progetto aveva raccolto l’adesione di più di 12 mila scuole, i buoni premio ammontavano a quasi 7 milioni e le guide per gli insegnanti (attraverso le quali si aderisce ai progetti educativi) scaricate dal sito creato ad hoc sfioravano quota 3 milioni. “Intendiamo anche nel corso del 2020 procedere con la stessa impostazione”, spiegano da Coop.

Focus sulla scuola anche per Gruppo VéGé, con la nuova edizione di Noi Amiamo la Scuola, per il terzo anno consecutivo, un’iniziativa con il supporto della Rete Itasf (rete di scuole parte del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). Ogni 15 euro di spesa (scontrino unico), i clienti possono raccogliere dei tagliandi con codici in formato digitale, che possono essere scannerizzati attraverso un QrCode dall’app dedicata. Scuole e istituti iscritti all’iniziativa ricevono direttamente online tutti i codici raccolti, con i quali potranno successivamente scegliere e ordinare i premi disponibili a catalogo. Inoltre, sul sito www.noiamiamolascuola.it è possibile guardare video tutorial che spiegano come donare i codici dematerializzati, oltre che ritrovare i marchi delle aziende partner. In occasione dei 60 anni di attività, è stato anche lanciato un concorso con un montepremi di oltre 650 mila euro. Ogni 15 euro di spesa si riceve un tagliando gratta e vinci con in premio subito 30 mila buoni spesa da 10 euro e 15 mila da 20 euro, oppure è possibile partecipare all’estrazione finale di 100 buoni spesa da 500 euro.

Sempre sul fronte etico, Esselunga affianca Telethon per sostenere le attività della fondazione impegnata nella ricerca sulle malattie rare. Da metà ottobre fino al prossimo 12 aprile, attraverso il catalogo Fìdaty, con 500 punti i clienti permetteranno all’insegna di donare 10 euro a Telethon per il sostegno al progetto Come a casa, nato per accogliere le famiglie dei bambini che da tutto il mondo arrivano all’istituto San Raffaele-Telethon di Milano. Non si tratta dell’unico ambito nel quale si è mossa l’insegna, concentrata su attività orientate all’edutainment come quella in collaborazione con la Fondazione Irccs - Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che ha portato al progetto Super Foodies: alla base 24 personaggi 3d-supereroi (una modalità in passato già utilizzata con successo con i Rollinz Star Wars 2.0), uno per busta ottenuta, presentando la carta Fìdaty, ogni 25 euro di spesa o 50 punti Fragola.

Ha da sempre un approccio differente Unes, che non utilizza le classiche operazioni a premio, raccolte punti, tessere fedeltà e così via, bensì sviluppa attività di engagement dei clienti, specie sui canali social (con pagina Facebook, Instagram, sito e newsletter). Quest’anno la scelta è stata di trasformare il brand premium Il Viaggiator Goloso come fornitore ufficiale de Il Panettone del Duomo di Milano, il più classico dei dolci nato all’ombra della Madonnina, nella speciale edizione limitata ideata dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Una scelta di consumo diventa anche una forma di sostegno al restauro in corso.

Intorno a Carta Più ruotano infine le politiche di loyalty in casa Crai. La società, è molto attiva anche sui social network. La campagna per crescere su Facebook e Instagram ha garantito fin qui un valore della reach media mensile dei post di circa 8 milioni di persone, con 50 mila interazioni al mese coi propri clienti online e 28 milioni di impression generate dai contenuti. Il profilo Instagram, infine, raggiunge al giorno mediamente 300 mila persone. Numeri destinati a crescere con l’operazione che permettere di vincere un anno di spesa online.

Selex, invece, preferisce un partner di successo, sinonimo del made in Italy come Thun, e un momento della giornata come la più classica raccolta bollini “Colazione da Favola”.

Anche il non food pensa alla loyalty, come dimostra Ovs Friends che fa accumulare Punti Cuore, che danno accesso a vantaggi, offerte e promozioni, o ulteriori sconti a seconda dei cuori raccolti. La personalizzazione si esprime nello Sconto compleanno: un sms o un’e-mail danno il diritto a uno sconto ulteriore da usare entro sette giorni dal compleanno.

Esselunga: il nuovo format di Brescia in video

Il159 store della catena rappresenta una concezione innovativa del superstore in termini di ambientazine, layout, percorsi, approccio con i clienti
"Questa negozio di Brescia rappresenta un superstore speciale per Esselunga: è il 159 della rete che viene aperto il 27 novembre, a 62 anni esatti dall'apertura del primo supermercato nel 1957, in viale Regina Giovanna a Milano". Così Sami Kahale, direttore generale di Esselunga (che entro la fine dell'anno assumerà la carica di amministratore delegato) racconta il nuovo format aperto in via Triumplina.

Uno store di 4.600, con una nuova ambientazione, centrato su innovazione e qualità e che vuole esaltare e valorizzare il concetto di food company sul quale l'insegna ha deciso di puntare. Spazio, quindi, alle lavorazioni a vista, ai freschi, al food to go, ai piatti pronti, a tutti gli elementi che caratterizzano l'insegna.

"In questo store vogliamo vendere un'esperienza diversa, tenendo conto delle esigenze dei diversi target di consumatori, soprattutto in termini di time saving -spiega Roberto Selva, chief marketing-. Un negozio che si apre su una nuova formula integrata di Bar Atlantic, che accoglie i clienti e comprende lo spazio per il brand Elisenda, il classico Bar con le sedute, uno spazio per il food di go e, poco più avanti, il laboratorio a vista di pane e dolci e, di fronte, il nuovo format di Essere Bella Eb. Da qui poi si apre il superstore vero e proprio con uno spazio mercato dedicato a frutta e verdura, affiancato dal banco per pane e dolci che portano a un altro percorso più veloce".

Tre sono, infatti, i possibili percorsi di spesa in un layout disegnato in collaborazione con Landini Associates di Sydney:

  1. esterno, sul mall con Bar Atlantic nella sua nuova forma integrata, per acquisti orientati al food to go;
  2. uno già interno allo store, valutato in 7-8 minuti, che comprende ortofrutta, l'anglo fiori, il banco assistito del pane, latticini e salumi in armadi chiusi e la gastronomia assistita, di fronte alle barriera casse (di 36 elementi, di cui 15 tradizionali), arricchita di tre maxi schermi con contenuti multimediali;
  3. quello classico, che prevede banchi perimetrali per il pesce assistito e la carne, e ha quattro punti focali, sulle categorie considerate distintive e di riferimento: l'enoteca, con somelier virtuale e area promozionale incorporata, i surgelati, la parafarmacia e l'area per il petfood con carne e pesce sul perimetro

Il tutto in un ambiente rinnovato a livello di materiali e luci led, posizionate per garantire la massima visibilità ai prodotti, con una comunicazione instore con schermi interattivi per reparto per offrire maggiori informazioni sull'assortimento.

"L'offerta comprende oltre 24.000 articoli, la massima espressione che garantiamo nei nostri negozi -precisa Gabriele Villa, direttore commerciale- con particolare attenzione ai prodotti made in Italy e alle nostre filiere, firmate con la linea Naturama".

Conad Pet Store a Pesaro: il primo nelle Marche

Insegna PetStore Conad
Questo punto di vendita va a potenziare la rete Pet Store Conad che conta ad oggi 38 strutture in varie città italiane

Si espande l’insegna Pet Store di Conad che a Pesaro apre un punto di vendita, il primo nella regione, all’interno dell’Iper Conad. Il locale ha una superficie di oltre 340 mq e ospita un corner della Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente per consentire ai clienti di aiutare in modo concreto gli animali meno fortunati donando alimenti destinati a cani e gatti in difficoltà, ospitati nei canili, gattili e nei rifugi sparsi su tutto il territorio nazionale e gestiti dalle diverse associazioni animaliste aderenti. L’offerta comprende oltre 6 mila prodotti, a cui si aggiungono servizi come i consigli per la cura e il benessere, l’incisione delle medagliette, la bacheca per annunci. Il negozio si avvale di un team formato da 5 persone ed è aperto dal lunedì al domenica dalle 8,30 alle 21.

Questo punto di vendita va a potenziare la rete Pet Store Conad che conta ad oggi 38 strutture.

A circa un anno dall’apertura di IperConad  -dichiara l'imprenditore socio Conad Alberto Moretti, a cui fa capo la società che gestisce l’ipermercato, dopo il ristorante Con Sapore Conad e la Parafarmacia Conad- l’ipermercato si arricchisce di un nuovo negozio dedicato completamente agli animali, con una proposta commerciale ricca di contenuti e proposte in grado di soddisfare le sempre più esigenti richieste della clientela”.

 

 

Gruppo Coin, online sì, ma il fisico è tutto

Coincasa cresce molto sull’omnichannel. Nel fisico punta su nuovi pop up store (da Gdoweek n. 18)

Ormai tornata ad essere italiana al 100%, con un fatturato di circa 450 milioni di euro nel 2018 e previsioni per il 2019 in linea con l’anno precedente, Coin pensa a un futuro roseo sostenuto da 35 milioni di passaggi nei propri negozi e 12.000 scontrini all’anno. Numeri che fanno ben sperare il presidente Giorgio Rossi, che, a un anno dalla sua nomina, fa con Gdoweek un bilancio che lo vede, nel complesso, soddisfatto: nonostante le difficoltà del quadro economico che stanno colpendo tutto il settore retail, Coin e Coincasa, considerata come la sua punta di diamante, sono in crescita e godono di buona salute.

Il 2018 è stato un anno positivo a livello di risultati. Quali sono le previsioni per il 2019?

In linea con quelle del 2018 che rispettano le previsioni del piano industriale. Siamo in attesa dei numeri di dicembre e gennaio, i mesi in cui sviluppiamo gran parte del fatturato.

State puntando molto su Coincasa.

Sì, è così. Coincasa, il marchio di Coin dedicato all’home decoration, sta crescendo a doppia cifra. Abbiamo di recente aperto 3 Coincasa a Belluno, Bassano del Grappa e Udine e prevediamo altri 5 temporary. Abbiamo anche ampliato l’assortimento aprendo a marchi di prestigio (come Zadig&Voltaire, Chiara Ferragni, MSGM, Manifattura Ceccarelli, Pal Zileri, Moretti) per consolidare il nostro posizionamento premium. Tra i partner più significativi ricordo gli specialisti Edg, Yankee Candle, Millefiori, Woodwick del gruppo Newell, Cargo Milano, Dyson, Daunen Step. Nel negozio di CityLife a Milano entreranno nel 2020 anche Herno e Damiani.

Nel food stiamo sviluppando una partnership con Il Viaggiator Goloso collocato al piano -1 del nostro store in Corso Vercelli a Milano. Nei prossimi due anni lo sviluppo supererà i confini storici dei nostri business, rafforzando le collaborazioni consolidate, come quella con Cargo, nostro partner da molti anni, e sviluppandone di nuove.

I temporary shop Coincasa saranno semplici vetrine o anch’essi luoghi d’incontro come i negozi fisici?

Saranno negozi a tutti gli effetti, in centri commerciali e con superfici importanti (in media 200 mq). Grazie ai tablet si potrà consultare l’intero catalogo online di Coincasa per acquistare e ritirare i prodotti in negozio o riceverli a casa. Lo sviluppo di temporary shop e pop up stagionali è un’occasione per essere vicino ai clienti.

Cosa e quanto rappresenta per voi oggi l’eCommerce?

Per noi l’esperienza in negozio è imprescindibile: d’altronde i nostri 36 punti di vendita generano 35 milioni di passaggi l’anno e 12 milioni di scontrini. Continuiamo quindi a investire sui negozi, puntando molto anche sulla formazione del personale.

Da oltre cinque anni Coincasa è sia sul fisico sia sul digitale: Coincasa.it cresce del 30% di anno in anno.

Pensate a nuove location?

Dovendo entrare in zone ad alto traffico puntiamo su negozi e temporary shop nei centri commerciali.

Senza dimenticare che siamo sulla fascia medio-alta di mercato. In base a questi obiettivi valutiamo acquisizioni di edifici, affitto di spazi, location e anche partnership.

A un anno dalla sua nomina, tracciamo un bilancio?

Periodo difficile per tutto il nostro settore; per diverse ragioni: il caroaffitti; i costi di gestione aumentati; e poi dobbiamo fare i conti con l’eCommerce. Noi stiamo andando bene proprio perché siamo riusciti a razionalizzare tutti e tre questi aspetti. Il bilancio quindi è positivo: oggi Coin è tutta italiana, con soci italiani. Per noi è motivo di orgoglio sviluppare e portare avanti questo business dalla solida identità, costruita in 106 anni di storia.

Nova Coop: i prodotti a marchio schierati contro il cancro

#takeaction | Lanciata in tutti i negozi della cooperativa la campagna “Scegli il prodotto Coop e Insieme sosteniamo la ricerca contro il cancro”

Coop continua con un carrello della spesa abbinato ai temi della responsabilità a 360 gradi. L'iniziativa in questo caso è di Nova Coop, che dal 1° al 31 dicembre, nei 64 negozi della rete, propone la campagna “Scegli il prodotto Coop e insieme sosteniamo la ricerca contro il cancro”.

Un progetto in favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro che prevede che la Cooperativa devolva l’1% della vendita di ogni prodotto alimentare mdd all’acquisto di strumentazioni e apparecchiature – per un valore non inferiore a 100mila euro – da donare all’Istituto per la Cura e la Ricerca del Cancro di Candiolo (To).

Nova Coop, nell’ambito del suo percorso di "marketing sociale", ovvero di promozione verso soci e clienti di stili di vita sani ed educazione alla salute, sceglie così di avviare un’alleanza che è solo il primo passo comune nella prevenzione e lotta ai tumori.

Sempre nel mese di dicembre,inoltre, per ogni nuovo socio la cooperativa regalerà una confezione di riso Ribe biologico a marchio Vivi Verde Coop e il valore del prodotto concorrerà alla raccolta di fondi in favore della campagna per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

Altre iniziative Nova Coop
Lo sforzo della cooperativa su questo fronte si è già tradotto, nel 2018, nel lancio di Info.food, serviziodi consulenza nutrizionale gratuita all’interno dei punti di vendita in collaborazione con esperti dietisti per accompagnare la clientela nella scelta dei prodotti migliori per un’alimentazione consapevole. Nova Coop collabora da anni con Lilt Novara – insieme alla quale ha lanciato nel 2019 il Progetto Lifestyle per promuovere il concetto di sana alimentazione come alleato nella prevenzione delle patologie oncologiche – e con la Fondazione Edo ed Elvo Tempia di Biella con cui ha attivato, tra i propri dipendenti, campagne gratuite di screening rivolte alle patologie oncologiche più diffuse. Recentemente la Cooperativa, in collaborazione con l’Asl To3, ha infine attivato presso l’Ipercoop di Collegno uno sportello di prenotazione di esami clinici. Diverse sono inoltre le iniziative di sensibilizzazione promosse ogni anno dai Presidi Soci Coop attivi presso tutti i punti di vendita.

Esselunga: una panchina rossa contro la violenza sulle donne

#takeaction | Un'iniziativa simbolica davanti alla sede dell’azienda a Limito di Pioltello nell'ambito di un più ampio programma al femminile

Esselunga ribadisce il proprio impegno sociale con una nuova e simbolica iniziativa: in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, davanti alla sede dell’azienda in Via Giambologna a Limito di Pioltello, è stata posizionata una Panchina Rossa, emblema della lotta contro la violenza sulle donne.

L’iniziativa si inserisce all’interno di una serie di attività di sensibilizzazione promosse da Esselunga su questo fenomeno: tra queste figurano il corso di autodifesa femminile organizzato presso la sede di Limito di Pioltello, l’adesione al Progetto Libellula, primo network italiano di aziende unite contro la violenza sulle donne, la partecipazione alla camminata solidale “Non chiudere gli occhi”, organizzata a Pioltello e nei comuni limitrofi per promuovere i servizi offerti in favore di donne vittime di violenza e, infine, le sessioni informative e di sensibilizzazione sul tema che saranno a breve disponibili per tutti i collaboratori sulla piattaforma e-learning dell’azienda.

Cisalfa Sport potenzia la strategia omnichannel

Cisalfa sport
Cisalfa Sport realizza un punto di vendita in linea con il format 3.0 sul quale sta puntando per le recenti aperture e per lo sviluppo futuro

All’interno del centro commerciale I Sanniti a Benevento, Cisalfa Sport realizza un punto di vendita in linea con il format 3.0 sul quale sta puntando per le recenti aperture. Anche in questa struttura Cisalfa Sport evidenzia e valorizza la strategia retail omni-channel, integrando l’esperienza in negozio e quella online, sempre più dinamica e intuitiva.

L’insegna di abbigliamento sportivo consolida dunque la sua presenza sul territorio italiano dove opera con 147 punti di vendita e oltre 2.800 persone. L’offerta include una selezione di brand quali Nike, Adidas, The North Face, Ellesse, New Balance e Fila.

Lo store

Cisalfa sportIl punto di vendita è sviluppato su una superficie di 1.270 mq e studiato secondo il format 3.0: illuminazione led a basso consumo e un progetto di visual innovativo per una disposizione delle collezioni più accattivante e fruibile. Il negozio avrà come focus le seguenti categorie merceologiche: abbigliamento sportswear, abbigliamento citywear, calzature running e calcio. È dotato di tre casse e occupa un team di lavoro formato da 15 shopping assistant.

Unc: “Il consumatore preferisce l’acquisto autonomo”

La survey Unc su Negozi e strumenti di pagamento, oggi e domani è stata realizzata con la collaborazione di Agos Retail e payment

Il consumatore vuole sentirsi sempre più autonomo nelle proprie scelte di acquisto, anche al fine di risparmiare tempo. È quanto emerge dalla survey Unc su Negozi e strumenti di pagamento, oggi e domani, realizzata con la collaborazione di Agos Retail e payment, società finanziaria italiana specializzata nel credito al consumo,  e lanciata sul sito www.consumatori.it e sui suoi canali social. La ricerca sottolinea, infatti, che il 59% dei consumatori predilige postazioni di acquisto e pagamento "in autonomia", ossia senza l’intervento dell’addetto alle vendite, e il 79% desidera strumenti di pagamento gratuiti mentre il 41% predilige la possibilità di ordinare online e ritirare in negozio.

Immaginando gli strumenti di pagamento del futuro conquistano il podio la gratuità del servizio (79% delle risposte), la trasparenza e la chiarezza e un servizio clienti affidabile ed efficiente (a pari merito con il 44% delle preferenze).

Il sondaggio -spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unc- seppur non abbia valore statistico e intenda semplicemente fotografare il sentiment degli utenti, ha avuto un significativo riscontro (oltre 800 risposte), a dimostrazione di come si tratti di un tema di grande attualità e interesse. D’altro canto canali di vendita e strumenti di pagamento stanno attraversando un momento di importante evoluzione, basti pensare alla moneta elettronica o anche a modalità più evolute come, solo per citarne alcune, la criptovaluta di Facebook, l’Apple Pay e la possibilità di effettuare i pagamenti tramite whatsapp”.

La metà dei consumatori che hanno risposto a questa iniziativa dichiara di utilizzare i contanti per pagare quotidianamente, mentre 48 persone su 100 usano  carte di credito e bancomat.

Da cosa dipende la scelta di pagamento dei consumatori?

  • L’importo della spesa (59% delle preferenze)
  • La sicurezza dello strumento (42%)
  • Tipologia di acquisto che si intende fare (40%)

In merito poi ai servizi della carta ritenuti più vantaggiosi, le notifiche relative alle spese effettuate e l’assenza di canone per l’utilizzo della carta sono gli aspetti più apprezzati, rispettivamente con il 66% e il 64% delle preferenze. “Un dato quest’ultimo -conclude Dona- che evidenzia come risparmio e sicurezza siano due aspetti prioritari per i consumatori”.

Flavio Salvischiani, vice direttore generale di Agos, spiega: “Nonostante questa evoluzione nei comportamenti di acquisto, i clienti restano affezionati al contante, sempre al primo posto tra i mezzi di pagamento utilizzati, seguito da vicino da carte di debito e di credito”. E aggiunge: “Il percorso di crescita delle carte è lento ma costante, come dimostrano i dati recentemente presentati nell’‘Osservatorio Carte di Credito e Digital Payment’: dal 2012 al 2018 siamo infatti passati da 130 miliardi a 230 miliardi di transato carta, anche se restiamo all’ultimo posto in Europa come diffusione di questo strumento di pagamento”.

 

Plastic e sugar tax, a rischio di crisi il settore del vending

Il comparto chiede di abbassare l'importo delle due tasse, escludere la plastica riciclata dalla plastic tax, prevedere un incentivo per chi la ricicla correttamente ed eliminare le bevande zero dalla sugar tax

Dopo la denuncia immediata delle cooperative agroalimentari sui concreti rischi derivanti dall’applicazione della plastic e sugar tax, in occasione degli Stati Generali del Vending, in corso a Roma sono emerse anche le preoccupazioni del settore della distribuzione automatica.

Gli ultimi sviluppi della manovra di bilancio tra plastic e sugar tax, infatti, tengono col fiato sospeso anche questo comparto che conta su 3 mila aziende con 33 mila lavoratori e che in Italia sviluppa un giro d'affari di 4 miliardi di euro con 12 miliardi di consumazioni annue e 25 milioni di consumatori. L'Italia è leader a livello internazionale: è il principale produttore di distributori automatici e ha una rete di oltre 800 mila distributori automatici installati che ne fanno il primo Paese europeo.

“Mai come quest’anno -spiega Massimo Trapletti, presidente di Confida Associazione Italiana Distribuzione Automatica- abbiamo assistito nel dibattito politico ad una gara a proporre le più fantasiose tasse di scopo: dalla tassa sulle merendine (poi scongiurata), a quella sulle bevande zuccherate fino alla plastic tax. Sono tasse che penalizzano le imprese mettendo a rischio posti di lavoro e riducono i consumi delle famiglie, tasse ipocrite perché, mascherate dietro a obiettivi ambientali o di sana alimentazione, hanno in realtà il solo scopo di recuperare risorse finanziarie”.

Trapletti si è detto "particolarmente preoccupato dall'effetto combinato di plastic tax e sugar tax che avrebbero una conseguenza pesante sul nostro settore e più in generale su tutta la distribuzione alimentare pertanto, se non si apporteranno correttivi alla manovra, gli effetti si vedranno presto sui numeri dell'occupazione e sul Pil".

La plastic tax prevede un’imposta di 1 euro per ogni kg di plastica utilizzata per produrre o importare manufatti con singolo impiego (cosiddetti Macsi) che hanno la funzione di contenere, proteggere, manipolare o consegnare merci e prodotti alimentari. “Si tratta di un’imposta sproporzionata –continua Trapletti- un kg di plastica comprensiva del Cac (Contributo Ambientale Conai) costa mediamente 1,2 euro al kg. Aggiungere 1 euro al kg di plastic tax comporterà un notevole aumento del costo all’ingrosso e al dettaglio dei più comuni prodotti alimentari. Sicuramente –secondo Confida- occorre abbassare l’importo della tassa: il premier Conte si è espresso a favore di tale ridimensionamento e speriamo che si possa almeno dimezzare. Inoltre, occorre escludere la plastica riciclata nell’ottica di promuovere l’economia circolare auspicata dall’Unione Europea. L’insistenza del nostro Governo sui prodotti compostabili, gli unici esclusi dalla tassa, non trova infatti riscontro non solo nella Direttiva Europea sul monouso in plastica ma soprattutto nella disponibilità di mercato perché la quantità di bioplastica a livello mondiale è insufficiente per sostituire i prodotti monouso in plastica”.

La soluzione proposta da Confida, insieme al Corepla e a Unionplast, punta sull’economia circolare col Progetto RiVending, un circuito chiuso di raccolta e riciclo della plastica che viene reimmessa in produzione per fabbricare nuovi prodotti.

Al fine di accelerare questa trasformazione green della distribuzione automatica  –conclude Trapletti  che comporta per le imprese del settore l’acquisto di particolari cestini e / o di eco-compattatori, riterremmo opportuno far rientrare questi strumenti all’interno dei beni agevolabili dal cosiddetto Green New Deal”.

La cosiddetta sugar tax, invece, prevede un’imposta di 10 euro per ettolitro anche sulle bevande confezionate prodotte con l’aggiunta di sostanze dolcificanti. “La sugar tax -continua Trapletti- non distingue tra bevande zuccherate e bevande zero: sebbene l’obiettivo dichiarato della tassa sia quello di combattere l’obesità e malattie come il diabete, la tassa si applica sia alle bevande con zuccheri aggiunti sia alle bevande zero. Questo approccio mortifica gli sforzi compiuti in questi anni dal Ministro della Salute che insieme alle associazioni dei produttori e distributori alimentari (tra cui Confida) hanno sottoscritto un impegno nel 2015 per la riduzione degli zuccheri nei prodotti alimentari e che ha portato il vending a modificare la sua offerta tanto che nell’ultimo anno le bevande zero sono cresciute del +53%. Una tassa così fatta porterà unicamente a un calo dei consumi stimato da Trade Lab/Assobibe del 10%”.

GMF (Gruppo Selex) spinge l’acceleratore sul cash and carry

La rete di cash and carry C+C del Gruppo Unicomm (Selex) raggiunge quota 50 con l’apertura di uno store ad Arezzo di 2.500 mq

Cresce la rete di cash and carry C+C del Gruppo Unicomm (Selex) e raggiunge quota 50 con l’apertura di uno store ad Arezzo su un’area di 3000 mq di cui 2500 di vendita. La struttura, realizzata con particolare attenzione alla sostenibilità e con obiettivi di risparmio energetico e di salvaguardia ambientale, occupa 37 addetti.

Giancarlo Paola, amministratore delegato di GMF, spiega la strategia alla base della valorizzazione di questo canale: “La forte crescita dei consumi alimentari fuori casa, quasi 85 mld nel 2019 e le interessanti previsioni per il futuro, ci hanno spinto a rivedere il format dei nostri Cash & Carry e ad accelerare lo sviluppo; infatti a questa apertura se ne aggiungeranno altre nel prossimo biennio. Il nostro impegno quotidiano è nel riuscire a soddisfare, con assortimenti e servizi qualificati, le esigenze degli operatori professionali horeca e dettaglianti alimentari lavorando fianco a fianco e instaurando con i nostri clienti un rapporto di fiducia e di reciproco scambio di informazioni”.

“È la quarta apertura nell’ultimo mese per il nostro Gruppo e un’altra programma entro la fine dell’anno –aggiunge Marcello Cestaro, presidente del Gruppo Unicomm-. Questo è il segnale più forte della nostra volontà di proseguire con decisione sulla strada della crescita e dello sviluppo”.

Lo store

Il punto di vendita C+C propone i consueti reparti freschi: ortofrutta con proposte quotidiane di prodotti freschissimi proposti in confezioni ideali per i professionisti della ristorazione, il banco macelleria con una selezione di carni bovine sia italiane che straniere provenienti da tutto il mondo: Polonia, Francia, Irlanda, Brasile, Argentina, Uruguay e Usa. Nel reparto sono previsti anche il servizio di prenotazione di tagli particolari e la disponibilità di carne già frollata. Completa l’offerta la pescheria. L’assortimento comprende 11.000 item di cui 600 di surgelati e 500 etichette di vino nazionale ed internazionale, cui si affiancano le oltre 100 birre.

La tripletta di Naïma in Sicilia

Due aperture e un restyling in tre differenti città dell'isola per l'insegna Naïma che si rafforza in Sicilia proponendo il format di ultima generazione

La regione è un’aera strategica per l’insegna Naïma che realizzata due nuovi punti di vendita e ne ristruttura un terzo, uniformandolo al format più moderno e più rappresentativo della catena, sviluppato in collaborazione con lo studio di architettura Kingsize, lo stesso che ha realizzato il concept store di viale Europa a Roma, come raccontato sul numero 17 di Gdoweek.

La nostra strategia Glocal ci porta ad investire sul territorio e (r)innovare l’offerta. Sebbene con caratteristiche differenti, legate alle differenti richieste della clientela, in Naïma vogliamo offrire  sempre lo stesso servizio e la stessa accoglienza che passa attraverso la professionalità delle nostre NaïmAngels e la cura nella realizzazione di un punto vendita innovativo, funzionale e fortemente digitalizzato” sottolinea Giuseppe Ferreri, amministratore delegato Naïma Sicilia.

Fabio Lo Prato, managing director del brand, aggiunge: “Il coraggio imprenditoriale e la forza degli investimenti della famiglia Ferreri sono uno step fondamentale nel percorso di creazione del love brand Naïma. Grazie agli spot, agli investimenti pubblicitari e al nuovo retail store format siamo in grado di far conoscere e offrire ai nostri clienti una shopping experience unica. Il nostro piano di sviluppo è calibrato e cadenzato. Vogliamo offrire qualità di servizi in un ambiente moderno e raffinato”.

Le strutture sono state aperte nel centro commerciale di San Cataldo (Caltanisetta), su un’area di 200 mq, e in via XX settembre nel cuore dello shopping palermitano con una superficie di 200 mq, un concept fortemente digitale e una forza vendite che conta sei NaïmAngels. È stato, invece, ristrutturato a Siracusa il beauty store di via Tisia che occupa un’area di 250 mq.

 

 

GrosMarket: nel torinese un cash and carry con cucina didattica

GrosMarket Montano Lucino
Già presente nelle regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, l’insegna GrosMarket (Gruppo Sogegross) sbarca in provincia di Torino

Già presente nelle regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, l’insegna GrosMarket (Gruppo Sogegross) sbarca in provincia di Torino con un cash and carry aperto a Rivoli, in via Ferrero 15, esteso su un’area di 4.000 mq. Si tratta del 22esimo punto di vendita in Italia.

Lo store impiega 30 collaboratori e propone un’offerta che spazia dai prodotti freschi e freschissimi: il reparto ortofrutta è stato progettato a temperatura controllata per assicurare una migliore conservazione del prodotto: la macelleria utilizza il self service assistito, con la possibilità di effettuare la porzionatura e il confezionamento in sottovuoto. Sono disponibili anche tagli pregiati di carne in osso con frollatura dry age personalizzata. Completano l’offerta il reparto pescheria, una cantina a temperatura controllata che assicura la miglior conservazione delle bottiglie di alta gamma i surgelati, l’area grocery con alimentari, beverage, drogheria e detergenza che include anche un’area dedicata a prodotti e accessori complementari non food. Un’attenzione speciale è rivolta ai localismi. .Nel punto di vendita sarà presente una Cucina Didattica, uno spazio pensato per le esigenze formative e di aggiornamento, dove saranno ospitati sia eventi legati al food, con l’utilizzo di una cucina professionale, sia eventi di formazione, in collaborazione con le Associazioni di categoria e con i produttori locali.

La nostra carta d’identità è la freschezza dei prodotti, insieme all’ampio assortimento e ai reparti specializzati pensati per il professionista del mondo ho.re.ca. Un’altra caratteristica vincente che ci viene riconosciuta è la capacità del nostro personale di ascoltare il cliente e trovare delle soluzioni dedicate, rapide e semplici – spiega Flavio Zago, direttore del canale ingrosso del Gruppo Sogegross – L’apertura di Rivoli porta con sé anche la forte spinta dell’azienda a sviluppare nuove soluzioni di servizio per la propria clientela professionale: il nuovo punto di vendita è progettato con un’area dedicata alla preparazione, stoccaggio e spedizione della merce in consegna, per offrire al cliente, un servizio a 360°”.

 

Il Gigante prosegue il recupero degli ex IperDì e SuperDì

il Gigante porto ceresio
Lo store appena aperto si trova a Porto Ceresio (Va) in via delle Ortensie, città che si affaccia sul Lago Ceresio (Lago di Lugano)

Al confine con il territorio svizzero, Il Gigante riapre una struttura nell’ambito del progetto di recupero dei punti di vendita a insegna IperDì e SuperDì. Lo store si trova a Porto Ceresio (Va) in via delle Ortensie, città che si affaccia sul Lago Ceresio (Lago di Lugano).

La struttura si sviluppa su un’area di 1.500 mq che comprende tutto il mondo del fresco, dalla carne con il banco assistito, all’ortofrutta, il reparto del pesce pulito e confezionato quotidianamente, il reparto salumi e formaggi con una selezione della migliore produzione territoriale. In assortimento trovano spazio prodotti biologici e per gli intolleranti come nel caso del ‘senza glutine’, al quale l’insegna ha dedicato una produzione ad hoc.

Il team di lavoro è formato dai 26 lavoratori già precedentemente impiegati e 17 nuovi assunti. Il locale è dotato di nove casse e un parcheggio con 180 posti auto.

Dopo Trezzano sul Naviglio e Senago, che sono stati inaugurati a ottobre, ci siamo adoperarti per riaprire Porto Ceresio sia per le persone impiegate in questo negozio sia per i tanti cittadini rimasti a lungo senza questo importante servizio -sottolinea Giorgio Panizza, de Il Gigante-. Siamo dell’idea che la riassunzione del personale impiegato in questo e negli altri negozi Superdì sia un atto di responsabilità nei confronti di un territorio, quello lombardo, che ha creduto nell’insegna Il Gigante e ci ha permesso di crescere ed affermarci riconoscendoci i valori della qualità, della freschezza e del risparmio che da sempre contraddistinguono la nostra offerta”.

Il cambio di passo nella supply chain di Mediamarket

L’Italia fa da apripista con le soluzioni di Relex che gestiscono il riordino e la previsione della domanda (da Gdoweek n. 18)

Il progetto è partito due anni fa e coinvolge Mediamarket a livello internazionale. L’Italia fa da apripista e Relex è il partner tecnologico per la trasformazione in retailer focalizzato sul cliente e sulla personalizzazione, che per quanto riguarda la supply chain significa focalizzarsi sul sell out. “Abbiamo deciso per un cambio di passo che ha portato a una ricostruzione bottom-up delle necessità del cliente -spiega Enrico Vendruscolo, head of supply chain MediaWorld- e di conseguenza alla costruzione di una gamma assortimentale, di un’esposizione, della logistica e del planning in linea con queste esigenze”. Un lavoro che non si può realizzare con un foglio di calcolo, da qui è partita l’analisi di mercato che ha condotto a Relex, il cui sistema di previsione della domanda è stato selezionato per funzionalità e flessibilità, oltre che per semplicità d’uso. “In 6 mesi abbiamo completato l’implementazione -prosegue- e da allora è il nostro strumento di pianificazione per l’acquisto e la distribuzione sui punti di vendita di tutte le categorie merceologiche. Il punto di partenza è la definizione del livello di servizio che si vuole offrire in una determinata area, successivamente si definisce il livello di stock necessario perché il cliente trovi il prodotto. L’assortimento è completamente centralizzato così come il demand & supply planning”.

Accesso riservato

Waze, il destination to store è in crescita

Waze, l'app di navigazione satellitare per auto, è stata utilizzata da Danone nella prima campagna Cpg di trade marketing per il lancio di Alpro (da Gdoweek n. 18)

Uscire di casa, impostare il navigatore per l’auto e ritrovarsi un piccolo banner o un messaggio che invita a provare un servizio, un nuovo prodotto o a raggiungere una particolare destinazione. È il modello di business di Waze, l’applicazione di navigazione satellitare, acquisita da Google, con una numerosa community di utilizzatori: è presente in più di 185 Paesi, sugli smartphone di oltre 130 milioni di “Wazer”, integrata anche nei sistemi di infotainment di alcune automobili di ultima generazione.

Accesso riservato

Primo test Coop.Fi: le piante per migliorare l’aria negli store

Anteprima mondiale per questo spin off accademico dell’Università di Firenze che ha l’obiettivo di utilizzare le piante per migliorare la qualità dell’aria nei supermercati

Dal punto di vendita Coop.Fi di Novoli parte una sperimentazione avviata con la collaborazione fra Unicoop Firenze, Stefano Mancuso e Pnat, uno spin off accademico dell’Università di Firenze che ha l’obiettivo di utilizzare le piante per migliorare la qualità dell’aria nei supermercati.

Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze, spiega: “Partiamo con una sperimentazione coraggiosa, la prima in tutto il mondo, che può cambiare il modo di gestire i nostri supermercati. La prospettiva di passare da meccanismi energivori a dispositivi che utilizzano le caratteristiche delle piante sembra interessante. Fra sei mesi ne valuteremo la fattibilità, intanto proponiamo a soci e clienti un luogo rinnovato all’interno del Coop.Fi di Novoli, più accogliente, più verde e con la possibilità di vedere in diretta cosa sta succendendo all’aria che respiriamo. È uno dei nostri impegni per migliorare la qualità ambientale dei nostri punti di vendita e del territorio”.

La serra indoor

Nel locale è stata creata una serra da indoor per la depurazione dell’aria dagli inquinanti che sfrutta il principio per cui le piante sono naturalmente in grado di trattenere e degradare le molecole inquinanti sia inorganiche, sia organiche. Come nella Fabbrica dell’Aria già attiva nello spazio della Manifattura Tabacchi di Firenze, il dispositivo si presenta come una vera e propria filtrazione botanica, con peculiarità proprie, diverse da quelle tipiche della filtrazione tradizionale: gli inquinanti sono scissi dalle attività biologiche e incorporati nella biomassa delle piante.

Il design dei moduli installati nel Coop.Fi di Novoli è basato su un filtro botanico sviluppato da Pnat e testato nel laboratorio Linv di Firenze, che ne ha convalidato l’efficacia. Attraverso uno spettrometro di massa, in grado di identificare l’intero spettro di composti volatili, vengono raccolti dati sulla qualità dell’aria che, nell’esperienza della Fabbrica dell’Aria, hanno mostrato una riduzione degli inquinanti atmosferici del 98%. I dati vengono trasmessi in tempo reale su uno schermo che si trova vicino alla “serra”, che è stata montata intorno alla colonna centrale dello spazio di entrata al supermercato, la Nuvola. Per la serra sono state scelte diverse specie di piante, particolarmente efficaci nella depurazione dell’aria, tra cui: Banano, Ficus, Kentia, Chamadorea, Aspidistra, Filodendrum, Microsorium, Fittonia, Dieffenbachia, Streliziae Asplenium, disposte in maniera tale da avere una grande superficie fogliare distribuita su più livelli in modo da creare un efficiente percorso di filtri per l’aria.

A gennaio 2020 la sarà coinvolto anche il reparto pescheria, nel quale verrà montato il dispositivo che permette alle piante di rimuovere gli inquinanti presenti negli spazi del negozio. Il funzionamento verrà monitorato a livello di efficacia e di consumi.

Gli obiettivi

Questa sperimentazione ha due obiettivi principali: in primo luogo valutare la funzionalità della serra che è stata installata all’ingresso del supermercato, all’entrata del punto di vendita, monitorando costantemente la qualità dell’aria, in secondo luogo analizzare il costo economico della nuova soluzione verde, a confronto con il costo della meccanica attuale. La sperimentazione durerà sei mesi, al termine dei quali sarà possibile fare una previsione sulla possibilità di estendere il sistema verde per migliorare la qualità dell’aria ad altri punti di vendita e ad altre realtà.

La collaborazione tra Pnat e Unicoop Firenze porterà alla realizzazione della prima Fabbrica dell’Aria all’interno di uno spazio commerciale e ci darà la possibilità di testare finalmente il nostro modello di filtrazione botanica in uno spazio di grandi dimensioni e di forte affluenza, misurandone l’abbattimento dei costi, dei consumi energetici e la performance depurativa” dichiara Stefano Mancuso, fondatore della neurobiologia vegetale.

Cominciamo a chiederci il significato di fedeltà nel tempo dei Centennials

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 18)

La fedeltà ha un significato rilevante, ha a che fare con la fiducia, è protratta nel tempo, è il contrario del tradimento, sembrerebbe tutto chiaro. Ciononostante il significato di fedeltà, a una persona, a un prodotto, a un’insegna è cambiato nel tempo e, visti i cambiamenti epocali nel modo di consumare, di fruire dei prodotti e delle marche c’è da chiedersi: che cosa è oggi la fedeltà per le giovani generazioni?

Parliamo di Centennials: come si fidelizzano questi giovanissimi nati con il digitale? Coetani di Greta Thumberg, i più grandi compiono vent’anni, a tutti gli effetti, sono i nuovi consumatori.

Che cosa cambia? Vediamo alcuni punti su cui focalizzarsi ... Intanto, è necessario pensare a programmi di loyalty basati sui dati raccolti dal web, tenere sempre ben presente ciò che è in tendenza.

Sono giovani e, per definizione, non hanno molti soldi, inoltre è una delle generazioni più consce del valore del denaro, quindi sarà importante dare in cambio qualcosa che per essi abbia senso perchè è certo che sono consapevoli che il loro tempo, denaro e advocacy sono preziosi per la marca quindi vogliono qualcosa in cambio. Non a caso sono la prima generazione completamente digitale, sono in grado di muoversi su più piattaforme (e anche su più schermi) contemporaneamente, è importante quindi coinvolgerli in tutti i touch point che frequentano.

Il brand deve mostrare il suo lato umano, essere divertente, così si costruisce un’affinità che poi può trasformarsi in loyalty. Infine, è importante avere una causa, qualcosa che “personalizzi” il brand, che possa aprire un discorso, mostrare che si crede in qualcosa. Come nel caso di Nike che si è fatta paladina di battaglie apparentemente impopolari, come nel caso del quarterback Colin Kaepernick che, dopo avere protestato pubblicamente contro il razzismo imperante negli Usa, è stato licenziato. Nike lo ha assunto subito dopo per farlo diventare una delle facce della sua campagna: “Believe in something even if it means sacrificing everything” (Credi in qualcosa anche se ciò significa sacrificare tutto). Non a tutti è piaciuto ma ai Centennials sì e anche parecchio.

Happy Casa: obiettivi di espansione nel prossimo biennio

Happy casa Cinisello Balsamo
L’attuale rete dell’insegna Happy Casa sul territorio italiano, formata da 89 punti di vendita diretti, dovrebbe raggiungere quota 120 entro il 2020

L’attuale rete dell’insegna Happy Casa sul territorio italiano, formata da 89 punti di vendita diretti, dovrebbe raggiungere quota 120 entro il 2020 e 150 nel 2021. È quanto prevede il piano di sviluppo aziendale della catena di casalinghi. Nel 2019 Happy Casa ha inaugurato 20 negozi mentre quattro saranno aperti entro la fine dell’anno. Sono, infatti, già programmate nel mese di dicembre le aperture di  Saluzzo, in provincia di Cuneo, Acqui Terme, in provincia di Alessandria, Cepagatti, in provincia di Pescara, e Siracusa, in Sicilia.

L’ultimo store aperto si trova, invece, a Cinisello Balsamo (Mi) situato in viale Fulvio Testi 210, accanto al negozio MediaWorld.

L’assortimento incentrato sui casalinghi è formato da 12.000 referenze, con un importante focus sulla stagionalità, in questo periodo dedicata al Natale, che spazia dall'addobbo ai decori fino al giocattolo. Il negozio si sviluppa su una superficie di 1.800 mq. Sono presenti tre casse. Il team di lavoro è formato da 15 addetti. Il posizionamento prezzo è legato a una politica promozionale dei "sotto prezzi" con sconti fino al 50%.

 

 

 

Lidl Italia: gli investimenti per lo sviluppo

lidl milano
La rete di Lidl nel nostro Paese, composta da 650 store, si espande, in linea con il piano di sviluppo nazionale. La Lombardia si conferma strategica

La rete di Lidl nel nostro Paese, composta da 650 punti di vendita, si espande, in linea con il piano di sviluppo nazionale. L’ultima apertura in ordine di tempo è stata realizzata ad Alba (Cn), in via Mussotto in Corso Canale 18. La struttura si affianca allo store di Corso Piave, inaugurato nel 2001, raddoppiando così la presenza dell’insegna in città.

Il supermercato è frutto di un progetto di riqualificazione a consumo di suolo zero di un ex magazzino di carpenteria metallica. Per questa struttura sono stati assunti 17 collaboratori. L’attenzione alla sostenibilità ambientale e all’efficienza caratterizza anche questo struttura di vendita del discounter di origine tedesca che rientra in classe energetica A+ ed è dotato di ampie vetrate.

Per Lidl la Lombardia rappresenta una regione importante e strategica. L'insegna, infatti, continua ad espandersi su questo territorio, in particolar modo a Milano dove, a meno di due mesi dall’inaugurazione del punto di vendita nel quartiere Niguarda, è tornata ad aprire uno store, in viale Sarca, il 16esimo in città, in linea con la formula de format urbani definita negli ultimi anni e che ha nel negozio di via Giordani il suo riferimento. In questa regione, l’insegna ha investito 68 milioni di euro per l’espansione della rete. In particolare, nella città metropolitana di Milano, la politica di espansione commerciale è sempre più orientata alla valorizzazione delle periferie. Il negozio, per il quale sono stati assunti 15 collaboratori, occupa il piano terra di un edifico che ospita una concessionaria d’auto, rientra in classe energetica A+ ed è, oltre che delle consuete vetrate, di pareti insonorizzate. Il 100% dell’energia utilizzata dal locale proviene da fonti rinnovabili.

Lidl si espande anche al sud inaugurando una struttura a Rende (Cs), in viale Francesco e Carolina Principe con un team di lavoro formato da 14 persone. In questo store è presente un assortimento di più di 2.500 prodotti di cui oltre l’80% Made in Italy.

Gli investimenti nazionali di Lidl

L’insegna ha investito oltre 400 milioni di euro nel 2018, posizionandosi nella top-25 delle aziende in Italia stando a quanto pubblicato nello studio Il contributo di Lidl alla creazione di valore e allo sviluppo sostenibile in Italia a cura di The European House – Ambrosetti, Milano, ottobre 2019.  Gli investimenti sono destinati a nuove aperture, ma anche a interventi di manutenzione straordinaria sui negozi, quali ammodernamenti e sostituzioni.

La componente “green” rappresenta una quota molto rilevante degli investimenti: il 20% circa riguarda, infatti, interventi di miglioramento dell’efficienza energetica e solo nel 2018 sono stati investiti a questo scopo circa 85 milioni di euro.

Arcaplanet potenzia la rete in Emilia Romagna e Lombardia

ARCAPLANET STORE_Parafarmacia
Arcaplanet torna in Lombardia con uno store aperto a Lissone in provincia di Monza Brianza e in Emilia Romagna, a San Leonardo in provincia di Parma

Dopo le ultime aperture, Arcaplanet torna in Lombardia con un punto di vendita aperto a Lissone in provincia di Monza Brianza che propone un assortimento per il food e il non food per gli animali da compagnia formato da oltre 10.000 referenze tra accessori e alimenti per cani, gatti, piccoli animali, roditori, pesci, anfibi e uccelli e una selezione trasversale di prodotti dietetici e veterinari, di alimentazione biologica e vegetariana. L’insegna petcare ha realizzato una struttura anche a San Leonardo in provincia di Parma, in Emilia Romagna.

Il punto di vendita lombardo, situato in via Zanella ad angolo con via Trieste, ha un’area di 670 mq e offre servizi come il Pet Wash con vasche e zona phon senza limite di tempo, la zona lavanderia con lavatrice e asciugatrice a gettoni per l’igiene e il lavaggio degli accessori dei propri amici a 4 zampe. Il negozio ha dato lavoro a quattro nuove risorse ed è aperto da lunedì a domenica dalle 9 alle 20.00 con orario continuato e dispone di parcheggio riservato alla clientela.

Il negozio emiliano sorge in via Giacomo Brodolini e si sviluppa su una superficie di 640 mq. Anche in questo locale è presente il Pet Wash.  Il team di lavoro è formato da quattro nuove risorse ed è aperto da lunedì a sabato dalle 9 alle 20.00 e domenica con orario 9:30 – 19.30.

 

 

L’extra display è leva strategica nel petfood

Acceleratori del sell out a presa diretta fin dal momento iniziale di inserimento in negozio: per questo motivo vengono destinati ai segmenti a maggiore marginalità (da Gdoweek n. 17)

Il negozio specializzato offre più spazio e occasioni per intercettare i clienti attraverso iniziative instore, che nel caso del cibo e accessori per animali d’affezione, possono coinvolgere anche direttamente gli stessi pet. I retailer comunicano le novità di prodotto e coinvolgono i visitatori con iniziative programmate, per fidelizzare, o mostrare competenza e profondità di assortimento e servizio. I brand colorano gli spazi, più ampi rispetto alla gdo, con espositori brandizzati. Inoltre, le strategie instore si collegano anche alle vendite online creando un volano che fa crescere anche l’offline. A sostenerlo è Joe Toscano, vp of trade and industry development di Nestlé Purina, che segnala come i clienti dell’online per i prodotti legati agli animali spendano anche nel negozio fisico almeno il doppio rispetto ai clienti che comprano solo nei punti di vendita fisici (Nielsen Homescan Panel Pet Population Study).

I temi e gli obiettivi sono diversi, ma dal punto di vista dei retailer specializzati l’extradisplay ha un’importanza strategica. A sostenerlo è Alberto Volpi, responsabile commerciale Zoogarden Viridea: “In occasione di nuove proposte o di promozioni molto impattanti -afferma- i prodotti proposti in extra display acquisiscono una visibilità importante che ne accelera il sell-out fin da subito. Il nostro obiettivo è quello di gestire queste opportunità in modo non invasivo rispetto al layout del punto di vendita”. I reparti nei quali questa formula espositiva è più presente sono il petfood gatto, gli snack per il cane. “Hanno avuto grande successo anche extra display di prodotti non food dedicati ad acquisti a impulso -precisa Volpi-. L’extra display ha l’obiettivo di far risaltare la proposta veicolata. Può rendere più efficace la comunicazione sul prodotto e meno piatta la proposta. Raggiunge i risultati attirando l’attenzione del cliente, di per sé già abituato a trovare offerte, nuove proposte, anche massificate, al di fuori dell’esposizione a scaffale”. Il cliente quindi si aspetta quando entra in negozio novità anche dal punto di vista del layout, per questo l’extra display conferma il proprio appeal. Accanto alle strutture espositive però, anche il personale ha un ruolo di rilievo sia nella presentazione della proposta che nel completamento della vendita in cross selling.

Non solo marca industriale: Viridea sta facendo i primi passi nella private label e pensa di sfruttare anche espositori extra display per aumentare la visibilità dei nuovi lanci. “Questa strategia rende visibile fin da subito la nostra proposta -spiega Volpi-intercettando l’attenzione dei clienti; inoltre, con l’extra display si possono veicolare dei messaggi che l’esposizione a scaffale non renderebbe possibile trasmettere”. L’insegna ha in programma due momenti di rilievo in vista del Natale: il lancio di una gamma di biscotti a marchio proprio e poi un allestimento importante relativo ad articoli natalizi, sia food che non food, per cani e gatti, molti dei quali in esclusiva per Viridea.

La valutazione è condivisa dai produttori, come Effeffe, Giuntini. “Organizzare e mostrare i nostri alimenti a marchio Pet360 attraverso nuove iniziative instore con espositori extra display è una delle attività di marketing per noi più importanti per coinvolgere i consumatori nel punto di vendita e orientarli negli acquisti -dice Matteo Vestri, marketing manager di Effeffe Pet food-. Gli investimenti destinati alla comunicazione PoP sono tra i più consistenti e importanti per l’azienda all’interno delle attività di marketing e comunicazione. L’extra display agevola ed è ovviamente un forte stimolo al processo d’acquisto. È pertanto indispensabile in caso di promozioni o lanci di novità. Attirando l’attenzione della clientela, la presenza di un espositore contribuisce anche a informare meglio il consumatore”. Il lavoro di progettazione dei materiali, crowner, totem, display, è frutto di uno studio accurato su messaggi, grafiche, colori e materiali. “È fondamentale collaborare con l’esercente -prosegue- per posizionare l’espositore nella zona più strategica del punto di vendita o all’interno dell’area petfood cane/gatto. La scelta creativa di espositori originali punta all’aspetto emozionale, affinché il consumatore si senta non solo attratto, ma anche coinvolto e infine premiato, coccolato con un prodotto davvero speciale pensato proprio per lui e il suo pet”.

Fondamentale il ruolo dell’extradisplay per Giuntini, in tutti i canali. “Per comunicare la marca, distinguersi all’interno del punto di vendita, creare valore e confermare la presenza del brand nel mercato, le iniziative di comunicazione all’interno del punto vendita sono indispensabili -afferma Steven Giuntini, direttore generale normal trade di Landini Giuntini Spa-. In particolari momenti dell’anno, in occasione di promozioni o di lanci di nuove referenze, diventa determinante per il sell out la presenza degli espositori nelle aree promozionali o in altre posizioni strategiche. Queste scelte logistiche contribuiscono a consolidare la percezione nel consumatore dei vantaggi significativi offerti dagli alimenti ItalianWay”.

Visibilità ma anche comunicazione e informazione rivolta ai pet owner. “Ci appoggiamo agli espositori per dare maggiore visibilità alle nostre iniziative e ai nostri prodotti nella gdo -dice Valentina Menato, marketing director petcare & food di Mars Italia- rispetto al posizionamento a scaffale, questo strumento ci permette di veicolare messaggi di comunicazione e creare brand awareness attraverso colori, loghi e immagini, catturando l’attenzione degli shopper a punto di vendita. Le persone infatti prestano maggiore attenzione agli oggetti che riescono a distinguersi: inserire tali prodotti in una cornice adeguata è un ottimo modo per attirare e incuriosire i consumatori”. Sicuramente serve ad animare il negozio e a renderlo ogni volta diverso.

Extra display come strumento di navigazione dell’assortimento: è la visione di Purina di fronte a uno scaffale sempre più affollato. “In una categoria complessa e in evoluzione come il petfood -afferma Thomas Agostini, direttore marketing BU Grocery di Purina- l’extra display è fondamentale per sostenere awareness, consideration e trial di un brand, grazie alla possibilità di comunicare messaggi di marca più profondi, che a scaffale si perderebbero tra le varie offerte. Spesso, infatti, lo spazio e il posizionamento a scaffale seguono logiche più commerciali e di performance, meno la comunicazione dei veri punti differenzianti di un brand”. Per esempio Purina Beyond dal lancio nel 2016, anche grazie alle attivazioni instore, è diventato il primo brand nel secco cane natural e il secondo nel secco gatto raggiungendo 500 mila famiglie.

La promozione instore realizzata da Rinaldo Franco Spa all’Iper di Arese, 150 mq in occasione dell’anniversario di apertura dello store, ha permesso di esporre una numerica importante di referenze, in particolar modo quelle a più elevato ingombro abitualmente escluse dagli assortimenti della gdo per motivi di spazio, o selezionate in numeriche irrisorie che non permettono un adeguato turnover. “La comunicazione fuori banco del brand Best Friend -chiariscono- in queste occasioni favorisce la conoscenza della marca e permette di associare l’esperienza di acquisto al punto di vendita e al prodotto. Il test di una temporanea, ampia e ordinata profondità assortimentale crea cioè nel tempo un positivo effetto trascinamento che porta benefici a entrambi i partner. Naturalmente va pianificato insieme a fornitori con una consolidata esperienza anche nel canale specialistico”.

L’Isola dei Tesori nell’ultimo triennio ha spostato il posizionamento della catena dando più spazio nella comunicazione all’elemento naturale e valorizzando il prodotto salutistico a scaffale. Ha inserito i prodotti benessere, circa il 20% dell’assortimento, percentuale sovradimensionata rispetto al mercato, in reparti dedicati. Da un lato si tratta di una parte dell’assortimento in grado di garantire buone marginalità. Dall’altra, però, il prodotto si evolve rapidamente portando complessità aggiuntive a scaffale. L’insegna sta lavorando anche sulla segmentazione in base alla stagionalità e a occasioni specifiche: San Valentino, Halloween, Carnevale, le cerimonie.

Presso l’insegna Maxi Zoo l’extra display, in termini di spazio espositivo, incide mediamente per il 7% tra testate di gondola, espositori, cravatte e active selling, ovvero la vendita attiva con personale in prossimità delle casse, in modo differente per le categorie cane e gatto: testate di gondola prevalentemente cane food, espositori prevalentemente gatto food, mentre active selling e cravatte si distribuiscono in modo uniforme. L’obiettivo è portare l’attenzione del cliente su alcune fasce di prodotti -dice Luca Fornara, category manager Cat&Dog Food di Maxi Zoo Italia- tramite promozioni dedicate o speciali focus mensili, stagionali o di altro tipo. Il prodotto a marchio esclusivo è coinvolto in modalità preponderante in tutte e 4 le tipologie di extra display. Ogni mese le testate hanno almeno 3 spazi legati al marchio esclusivo; alle clip strip e all’active seling è dedicata la metà dell’offerta. Per Natale, in particolare, proporremo un’ampia selezione di calendari dell’avvento, giochi, snack natalizi e abbigliamento”.

Effeffe ha proposto all’interno dei punti di vendita del canale tradizionale un’iniziativa per presentare la nuova linea gatto Essentia Pet360. Si tratta di un totem e dell’espositore Extra, cui si aggiunge, solo in alcuni punti di vendita, anche il crowner brandizzato. Per quanto riguarda invece la linea Salute Pet360 la comunicazione d’effetto ha coinvolto invece lo stesso scaffale. “La comunicazione point of purchase in questo caso doveva attrarre il consumatore verso la promozione -spiega Matteo Vestri, marketing manager di Effeffe Pet food- annunciata da vari materiali visual come poster, stopper e pendolini. Con l’acquisto di almeno una confezione da 3 kg di un alimento della linea Cane si riceveva un contenitore per crocchette in regalo. Gli obiettivi sono vari: esposizione della linea per ottenere extra visibilità all’interno del punto di vendita, valorizzazione del brand e della gamma, promozione dei nuovi prodotti, soprattutto nel caso del brand Essentia, incremento della rotazione”.

Giuntini programma lungo tutto l’arco dell’anno iniziative di comunicazione instore in diverse città presso il canale normal trade, con display e visual merchandising mirate a promuovere la linea ItalianWay. Il progetto ItalianWay si svolge da ottobre fino a fine dicembre 2019 presso 500 punti di vendita attraverso l’organizzazione di giornate promozionali con la presenza di hostess che distribuiscono campioni di alimenti ai proprietari di cani e gatti, oltre a un buono sconto per un prossimo acquisto. I prodotti sono presentati a scaffale o nel loro espositore di cartone colorato vicino al banco delle hostess, con soluzioni adattabili alla logistica di ciascun negozio. “Gli obiettivi sono molteplici -chiarisce Steven Giuntini, direttore generale normal trade di Landini Giuntini Spa- far conoscere a nuovi consumatori proprietari di cani e gatti gli alimenti della linea Super Premium Italian Way direttamente nel punto di vendita, presentare i prodotti e le caratteristiche principali, invitando il proprietario a scegliere per il proprio pet la referenza più adatta in base a gusti, taglia, età, stile di vita. Consegnando il campione si invita il pet-owner alla prova e lo si incentiva con il buono sconto”.

Monge sta lavorando da tempo nella direzione di suggerire ai propri clienti che il cibo per cani e gatti deve essere genuino, naturale e soprattutto “Deve far star bene nel tempo l’animale che lo mangia quotidianamente”. Un particolare grado di attenzione in termini di visibilità e comunicazione viene indirizzato sulle ricette “ancestrali” con carni particolari (cinghiale, struzzo, anatra, salmone e agnello, … con la garanzia della monoproteina).

Al centro dell’iniziativa promossa da Mars Italia c’è un accessorio ideato dall’azienda per inserirsi nel trend social che vede, già da anni, gli animali protagonisti dei post più apprezzati: il SelfieStix. Proposto come omaggio all’interno delle confezioni multipack x28 di Pedigree Dentastix, aiuta i pet owner a scattare selfie perfetti con il proprio pet. SelfieStix è una clip che si applica sul bordo superiore dello smartphone e serve ad accogliere lo snack, in modo da attirare lo sguardo dell’animale verso la telecamera del cellulare. Si trova solo nelle confezioni di Pedigree Dentastix Daily Oral Care multipack x28 che riportano l’etichetta dell’attività, acquistabili sull’eCommerce e nei punti di vendita grocery, drugstore, specializzati aderenti all’iniziativa, situati negli espositori dedicati nelle corsie fronte petfood e nella zona promozionale. “Per questa specifica attività relativa a SelfieStix -dice Valentina Menato, marketing director petcare & food di Mars Italia- abbiamo cavalcato la visibilità di Pedigree Dentastix, un prodotto ampiamente utilizzato e conosciuto dai proprietari di cani, incuriosendo ulteriormente il consumatore attraverso il gadget abbinato che, stuzzicando la curiosità, spinge al dialogo e all’acquisto. Gli espositori sono dunque rilevanti nel settore petfood, soprattutto per lanci e prodotti ad alta impulsività”.

Morando si affida alla comunicazione più classica. Migliorgatto Sterilized è stata al centro della campagna tv e radio, durata 6 settimane, che presenta il rinnovamento della gamma rivolta ai gatti sterilizzati, con ricette migliorate sia dal punto di vista del gusto che della risposta ai bisogni nutrizionali. Lo spot tv da 20” in onda dal 22 settembre al 12 ottobre sulle principali emittenti Rai e Mediaset, sui canali Sky, Discovery e Gruppo Cairo, ha illustrato le caratteristiche dell’alimento. Dopo la tv, dal 13 ottobre è partita la campagna radio su Radio Rai, Radio 24, R105, R101, Rmc, Virgin Radio, Radio Deejay e Radio Italia.

Il canale Facebook di Pet Village Italia interviene con post e video dedicati alla vita quotidiana con il proprio pet, soprattutto nei momenti in cui entrano in gioco i prodotti Pet Village, con i brand Beaphar, Core e Whimzees, per esempio. Si tratta di video molto brevi, pochi secondi, che rapidamente e spiritosamente raccontano come utilizzare i prodotti, e anche come prendersi cura del proprio cane o del proprio gatto e come Pet Village faciliti la vita anche nei momenti più complessi, come per esempio prendersi cura dei denti del cane. Al brand Inodorina è dedicata una pagina Facebook sulla quale si scrive di eventi, prodotti e si parla delle abitudini degli animali. Brand e azienda sono presenti anche su Instagram e con un canale YouTube.

L’attività instore intorno a Purina Beyond si è svolta principalmente nei supermercati, superstore e ipermercati, oltre 1.000 i negozi coinvolti, su due livelli: teatralizzazione attraverso materiali d’impatto come arcate, totem, piantane, ma anche erba a scaffale per posizionare il prodotto nel segmento natural; promozione instore nel fine settimana, con personale dedicato, distribuzione di campioni, leaflet, buoni sconto, gadget.

Numerosi gli articoli portati nell’Iper, La grande i di Arese per la promozione Rinaldo Franco Spa, su espositori dedicati ma anche sfusi nel caso di cucce e trasportini Best Friend e tiragraffi Cat&Rina. Per ciascun brand c’era una bandiera, in prossimità degli articoli, e per abbigliamento e pettorine un espositore nero semidurevole studiato per aumentare la numerica di pezzi precaricati e imitare lo stile espositivo del fashion.

Prosegue fino a dicembre la campagna Vitakraft Italia su Mediaset legata al programma trasmesso su Canale 5 L’Arca di Noè. L’accordo è stato rinnovato a marzo e trova consonanza tra la trasmissione ideata da Clemente J. Mimum e condotta da Maria Luisa Cocozza, giunta al quinto anno di trasmissioni, tutte le domeniche dopo il TG5 delle 13,30, e la storicità del brand Vitakraft focalizzato sull’amore per gli animali. Sono i bambini delle scuole primarie invece il target dell’iniziativa Vitakraft CuccioliAmori che, attraverso giochi e laboratori, spiega come rapportarsi a un animale da compagnia in maniera corretta, coinvolgendo oltre 3.000 classi in Italia.

D.IT: Donatella Prampolini Manzini neo presidente

Sigma
La neo presidente, già presidente del Gruppo Realco, è presidente di Fida, e vicepresidente nazionale di Confcommercio

Alla presidenza di D.IT-Distribuzione Italiana, centrale di acquisto e servizi commerciali e marketing delle insegne Sigma, Sisa e Coal, è stata nominata, dal consiglio di amministrazione, Donatella Prampolini Manzini che subentra a Oreste Santini.

La neo presidente, oltre ad essere presidente del Gruppo Realco, socio fondatore della cooperativa bolognese, è anche presidente di Fida (Federazione Italiana dei Dettaglianti dell’Alimentazione) e vicepresidente nazionale di Confcommercio.

Donatella Prampolini Manzini sottolinea: “Le caratteristiche della rete distributiva di D.IT necessitano di soluzioni adeguate, coerenti e rappresentative delle istanze dei territori nei quali i soci operano. Il mio mandato si caratterizzerà prima di tutto nella ricerca della miglior soluzione per D.IT e le sue imprese associate rispetto la contrattazione con l’industria di marca negli anni a venire. Allo stesso tempo è mia ferma volontà rilanciare ulteriormente la Centrale in tutti quei servizi utili a generare valore in termini di competitività ed innovazione per i soci: i piani nazionali, la nostra marca del distributore e tutti i progetti di marketing già intrapresi. Le potenzialità di D.IT sono enormi, il mio ruolo sarà quello di valorizzarle sempre di più e renderle sempre più fruibili e vicine per i soci”.

In una nota, la cooperativa spiega che “nel quadro complesso delle imprese distributive generato anche dalla notizia dell’uscita dall’Italia di Auchan Retail, il CdA di D.IT ha incaricato anzitutto la nuova presidente di esplorare le migliori opportunità di alleanza strategica per i prossimi anni, con l’obiettivo di continuare in quel percorso di crescita che il gruppo e i soci hanno già intrapreso da tempo”.

 

 

Potenziale da sviluppare nel Petcare, verso il green

Petcare

Cresce l'offerta di Rinaldo Franco Spa nell'ambito del Pet Care. I dati resi disponibili dall'azienda in occasione del Pet Marketing Day dimostrano l'esistenza di un potenziale di sviluppo  ancora inespresso nella distribuzione moderna.

Petcare, un settore da sviluppare

Ogni 100 euro spesi per acquistare alimenti altri 110 vengono spesi per gli acquisti non food (dati Istat). Questo avviene nell'alimentazione umana, invece nel settore pet la cifra corrispondente alla spesa nel non food per ora si ferma a meno di 20 euro. “Ciò indica una grande espansione prevedibile dei consumi per la categoria petcare. Per i buyer della Gdo - aggiunge Dan Franco, presidente di Rinaldo Franco Spa- lo sviluppo al sell-out del reparto può essere generato soprattutto dai prodotti del comparto accessori e lettiere”. Poiché il punto di forza della Rinaldo Franco Spa è proprio il non food, ecco l'ampliamento dell'offerta nella direzione indicata dai dati: una lettiera vegetale al tofu nella linea Cat&Rina, la linea di masticativi per cani Best Bone Anima Selvaggia e i giochi per gatti sempre nella linea Cat&Rina. I canali cui si rivolge sono la distribuzione moderna e il canale specializzato dei petshop e garden center.

Lettiera Be Natural Rinaldo Franco Spa petcare
Lettiera Be Natural Rinaldo Franco Spa petcare

Cat&Rina Be Natural - Si tratta di una lettiera per gatto eco compatibile al tofu che arricchisce la gamma di lettiere vegetali compostabili e biodegradabili di Rinaldo Franco Spa. Rispetto dell'ambiente, anche di quello di animali e padroni poiché non rilascia polveri nocive. Accanto alle doti green, le prestazioni della lettiera: trattiene gli odori, è disponibile in versione classica o profumata alla pesca, in confezione richiudibile e riciclabile. La sostenibilità è anche nella riduzione degli sprechi: i granelli della lettera con l'uso formano delle palle semplici da rimuovere (per gettarle nell'umido o nel wc). Un sacchetto da 5,5 litri dura fino a 30 giorni.

Giochi per gatti Cat&Rina - Giochi in tela o maglia, stuzzicagatto da 7 a 45 cm con anelli, piume, stelle, topini, criceti, palline di plastica e palle di lana. I peluche (papera, riccio e fenicottero) hanno una tasca con velcro da riempire con fragranza di erba gatta fornita insieme al peluche in tubetto richiudibile, per i rifornimenti.

Linea Anima Selvaggia di Rinaldo franco Spa Petcare
Linea Anima Selvaggia di Rinaldo franco Spa Petcare

Best Bone - Anima Selvaggia - Si tratta di masticativi 100% naturali per cani, fatti per soddisfare l'istinto del predatore. La masticazione stimola la produzione di endorfine, con effetto benefico sull'umore, aumenta i livelli di serotonina, regolarizza il sonno, l'appetito, l'apprendimento e in generale la salute dell'animale, fisica e mentale. La linea include corni di bufalo per la pulizia dei denti, corni di cervo (ossi fonte di sali minerali e proteine), corna di daino (per cuccioli e cani anziani) e Yak Snack, lo snack da masticare ispirato a una ricetta himalayana.

 

Surgelati: 1 mamma italiana su 2 li sceglie per l’alimentazione dei figli

Lo svela una ricerca Doxa: promosso il consumo dei surgelati da tutte le mamme intervistate, in virtù, soprattutto, dell’alto contenuto di servizio. La preoccupazione più frequente? Il rispetto della catena del freddo

Leggono attentamente le etichette, sono disposte a pagare di più per i prodotti alimentari che acquistano per i propri figli, somministrano spesso verdura, pesce e frutta e valutano bene varietà e porzioni: il 65% delle mamme italiane sono sempre più attente. Ma cosa pensano dei surgelati? Tutte li scelgono per l’alimentazione dei propri figli e 1 su 2 (51%) lo fa almeno 2-3 volte a settimana. Lo svela una ricerca commissionata a Doxa da Iias (Istituto Italiano Alimenti Surgelati) e presentata nel corso dell’evento “Mamme, Surgelati e Nutrizione”, alla presenza di Claudio Maffeis, Professore di Pediatria all’Università di Verona, e di Vittorio Gagliardi, Presidente Iias, che sono stati “intervistati” dalla chef e mamma d’eccezione, Sonia Peronaci.

L’indagine, realizzata su un campione di oltre 400 mamme con figli tra i 3 e i 14 anni, ha fotografato opinioni, tendenze e frequenza di acquisto dei prodotti surgelati, scelti da circa 4 milioni di famiglie italiane con bambini di questa fascia di età.

“In una dieta, che per i bambini e ragazzi deve contenere soprattutto pesce, verdura e frutta, i prodotti surgelati rappresentano un’ottima alternativa, anche perché le mamme non sempre hanno la possibilità di acquistare prodotti freschi -afferma Claudio Maffeis, professore di Pediatria all’Università di Verona-. Si tratta di prodotti sicuri, che conservano le caratteristiche nutrizionali originarie e contengono soprattutto nel pesce e nelle verdure nutrienti importanti per lo sviluppo come proteine nobili, acidi grassi omega-3, sali minerali e vitamine.”

Ma quali sono i prodotti più scelti? Tra i prodotti maggiormente acquistati dalle mamme per i loro figli ci sono patate (75%, fritte o elaborate), pesce panato (73%), crepes e sofficini (70%) seguiti da verdure naturali (60%) e pizza (59%).  Ma se guardiamo alla frequenza di consumo di surgelati (almeno 2-3 volte a settimana) la classifica cambia e troviamo al primo posto le verdure al naturale e in mix (46%) seguite da primi piatti a base di pasta, contorni, vellutate (35%) e dal pesce al naturale (34%).

Per 6 mamme su 10 i prodotti surgelati sono equivalenti a quelli freschi, ma nel caso di alimenti al naturale, come pesce, carne e verdure, la percentuale di “equivalenza” tra i due alimenti arriva al 70%.  

Tra i plus riconosciuti agli alimenti surgelati 8 mamme su 10 (78% del campione) indicano il fatto di averli sempre a disposizione in freezer. In secondo luogo i surgelati vengono apprezzati dalle mamme perché permettono di variare la dieta anche con prodotti non di stagione (40%), come ad esempio i piselli in inverno. Mentre più staccati, troviamo il fatto che si tratta di un prodotto “porzionato e anti spreco” (13%), che viene realizzato con i massimi standard di sicurezza (13%) e infine il fatto che ha le stesse qualità nutrizionali dei prodotti freschi (11%).

“Gli alimenti surgelati - afferma Vittorio Gagliardi, presidente Iias - hanno proprietà nutrizionali che potremmo definire pari al fresco e in alcuni casi superiori. Prendiamo ad esempio una verdura: tra la sua raccolta e il processo di surgelazione passano poche ore, questo permette di mantenere quasi inalterate le proprietà nutrizionali. Quando invece prendiamo al supermercato la stessa verdura, il tempo intercorso tra la sua raccolta e la messa in vendita può raggiungere anche alcuni giorni di distanza e questo lasso di tempo fa perdere alcune proprietà nutrizionali.”

Le mamme italiane dunque, riconoscono la qualità e le proprietà nutrizionali dei surgelati ma quando acquistano questi prodotti, il principale timore (43% dei casi) è che non sia stata rispettata la catena del freddo.

“Le mamme -prosegue Gagliardi - devono aver chiaro che è nell’interesse di tutti gli operatori, (produttori, trasportatori e distributori) garantire la qualità del prodotto e rispettare la Catena del Freddo. Per questo motivo ognuno di loro è chiamato a seguire le norme vigenti e a usare gli strumenti a sua disposizione per controllare che le procedure vengano eseguite in maniera corretta. Il consumatore dal suo lato può fare alcune verifiche per accertarsi che il prodotto non sia stato scongelato: il prodotto non deve essere completamente ammassato, la confezione deve essere integra e non deve essere parzialmente o totalmente ricoperta di brina e, una volta aperta la confezione, il prodotto non deve mostrare evidenti segni di scongelamento. Queste piccole accortezze possono aiutare a fugare i dubbi delle mamme”.

Infine, tra i fattori citati nella ricerca BVA Doxa-Iias ne figurano alcuni che meritano un chiarimento: 1 mamma su 10 pensa ancora (sbagliando) che nei surgelati ci siano i conservanti. “L’unico conservante presente nei prodotti surgelati è il freddo, che garantisce a questi prodotti –conclude Gagliardi– una lunga conservazione. In un prodotto surgelato, per legge, non si possono aggiungere conservanti”.

Distinguersi con il food

Questo l’obiettivo del consorzio Com.i.pro, gruppo di catene drugstore, che vuole crescere e integrare nuove categorie (da Gdoweek n. 17)

Quarant’anni di esperienza nel mondo drug, una solida presenza sul territorio, negozi sempre più grandi e una decina di nuove aperture da qui alla fine dell’anno: il Consorzio Com.i.pro è una realtà in forte espansione che, grazie all’alleanza con Gruppo VéGé, sta iniziando un percorso di sviluppo anche nel mondo del food, seguendo strategie chiare e ben definite, in un territorio frammentato come quello in cui opera il consorzio. Ne parla Michele Scala, direttore commerciale.

Chi è Com.i.pro oggi?

Una realtà nazionale in costante evoluzione, a livello di sviluppo sul territorio e di associati, al momento 32 associati, con altrettante insegne che crescono sul territorio. Tra queste di recente abbiamo aperto due nuovi negozi Happy Casa e, per fine 2019, prevediamo altre 9 nuove aperture. In crescita sia Mister Risparmio con due negozi, rispettivamente di 1.500 mq e 1.800 mq, sia Solo 50 Centesimi, entrata a gennaio nel consorzio. Tutti i nostri nuovi negozi hanno metrature superiori ai 1.500 mq, perchè vogliamo garantire un’offerta più completa.

Quali sono le categorie sulle quali puntate?

Siamo specializzati nel mercato drug, ma stiamo sviluppando sempre più interesse verso altre categorie, come la cura degli animali. Inoltre, vista la partnership con VéGé, stiamo per iniziare un percorso nel settore alimentare. Con questo obiettivo, a gennaio abbiamo stretto una partnership con S&C Distribuzione, più radicato di noi nel food.

Perché avete deciso di intraprendere questa strada?

Per diversificare, una scelta strategica per la quale possiamo contare sull’alleanza con VéGé, con cui abbiamo costruito un rapporto solido e un’interazione valida.

E con i fornitori?

Vista la nostra storica presenza sul territorio, abbiamo consolidati rapporti con le aziende del non food, con le quali svolgiamo attività locali. Il nostro obiettivo è creare una connessione tra l’industria e il distributore.

Come coinvolgete i clienti?

A livello centrale, organizziamo periodicamente attività promozionali per i consorziati: noi decidiamo i prodotti da inserire nel volantino, ma lasciamo ai soci libertà di scegliere le date di sell out. Il prodotto ha condizioni di acquisto uguali per tutti; il prezzo al pubblico, però, può variare a seconda delle esigenze del singolo punto di vendita.

Cosa pensate dell’eCommerce?

Abbiamo preso contatto con una società che incontrerà nei prossimi mesi alcuni dei nostri consorziati, come Mister Risparmio e General Trade, proprio per avviare un’attività specifica di eCommerce. Il ruolo del Consorzio è proprio quello di creare le condizioni per questo business: starà ai singoli imprenditori decidere se intraprendere o meno questa strada. Oggi il territorio su cui operiamo è disomogeneo e frammentato: ci sono realtà dove è il prezzo l’elemento vincente; in altre zone i clienti preferiscono promozioni e assortimenti mirati. Non diamo alcuna indicazione ai soci, ma lavoriamo in maniera puntuale cercando di dare ad ogni consorziato ciò di cui ha bisogno per essere competitivo. Più che un consorzio, ci consideriamo una famiglia.

Esselunga: torna la collezione di figurine

L'album varia a seconda della città e della relativa squadra di calcio. I clienti Fìdaty, per ogni 15 euro di spesa, riceveranno un pacchetto con 8 figurine

In otto città italiane Esselunga ha lanciato la promozione legata al gioco del calcio e agli sportivi. Torna l'album di figurine 2019/2020 declinata a seconda della città e della relativa squadra di calcio. I clienti Fìdaty, per ogni 15 euro di spesa, riceveranno un pacchetto con 8 figurine.

A Monza l'iniziativa è stata avviata con la collaborazione tra l'insegna e la società del presidente Berlusconi e dell’Ad Adriano Galliani. L’album, con 48 pagine e 150 figurine, comprende tutti i giocatori oggi al comando del campionato di serie C e sarà distribuito fino all'11 dicembre nei 3 superstore Esselunga della città, in via Buonarroti, in via Brembo e in viale Libertà.

Al Piacenza Calcio 1919 è dedicato un intero album di figurine, distribuito nei superstore Esselunga di Piacenza in via Manfredi e via della Conciliazione. La raccolta ripercorre l’ultima stagione di serie C con la promozione sfiorata, un’ampia sezione dedicata ai tifosi, le maglie ufficiali, lo staff tecnico e la rosa attuale con il poster della squadra.

L'album dedicato al Parma Calcio ripercorre l’ultima stagione di serie A, con alcune partite memorabili come le vittorie in trasferta su Inter e Torino e i pareggi con Juventus e Sampdoria, le maglie ufficiali, lo staff tecnico e la rosa attuale, con il poster della squadra.in questo caso l'album si troverà nei 3 superstore Esselunga di Parma, in via Emilia Est, via Pertini e via Napoleone Colajanni.

Anche il Pisa rientra in questa iniziativa l'ultima stagione culminata con il trionfo nei playoff di serie C. L'album è distribuito nel negozio Esselunga di via Cisanello.

Le figurine del Calcio Lecco 1912 ripercorrono l’ultima vincente stagione di serie D, con la festa promozione, le maglie ufficiali, lo staff tecnico e la rosa attuale, con il poster della squadra, distribuito nel superstore Esselunga di Lecco in via Buozzi.

Per quanto riguarda la Fiorentina l'album, presente nei 9 superstore Esselunga di Firenze, oltre che nel negozio di Sesto Fiorentino, ripercorre immagini della tifoseria dello stadio Franchi, le maglie ufficiali, lo staff tecnico e la rosa attuale, con il poster della squadra.

Quello dell’Atalanta, distribuito nei 6 superstore Esselunga di Bergamo, Curno, Stezzano e Nembro, propone di successo in successo la storia della squadra.

Infine il Calcio Brescia, disponibile nei negozi Esselunga di Brescia, in via Milano e via della Volta (e nel nuovissimo superstore di prossima apertura in via Triumplina), e in provincia a Corte Franca, Desenzano del Garda e Sarezzo, celebra il ritorno a grandi livelli della squadra che riassapora quest’anno la serie A.

Stella Artois, al via la campagna invernale

Dal 18 novembre al 31 dicembre, con il claim 'Anche tu meriti una Stella Artois', il brand ritorna in comunicazione con una digital activation e attività promozionali in store

'Anche tu meriti una Stella Artois': questo il claim della nuova campagna invernale della Premium Lager del gruppo AB InBev. La storia di Stella Artois, infatti, è tradizionalmente legata al Natale: il brand nasce nel 1926 proprio come birra natalizia, in omaggio all’iconica Stella di Natale e al nome del brewmaster Sebastian Artois.

Stella Artois accompagnerà i suoi consumatori per tutto il periodo natalizio con un’attivazione in più fasi e multicanale, ideata dall’agenzia FCB Milan. Al centro dell’iniziativa, un’attività di cashback su tutto il territorio nazionale, supportata da creatività ad hoc, pianificazione digital con banner promozionali su numerose piattaforme online, nonché sui canali Facebook e Instagram.

Dal dal 18 novembre al 31 dicembre, infatti, acquistando almeno 10 euro di birra Stella Artois con uno scontrino unico, il consumatore riceverà il 50% di rimborso. Per ottenere il cashback, sarà sufficiente collegarsi al sito dedicato entro un massimo di 7 giorni dall’acquisto ed effettuare la registrazione, selezionando la modalità di rimborso (Iban cc, Iban carta ricaricabile oppure carta ricaricabile PostePay). Una volta completata la registrazione e confermata la richiesta attraverso il link comunicato via mail, si otterrà il rimborso. Ciascun consumatore potrà̀ richiedere al massimo un rimborso nel corso dell’intero periodo dell’attività̀ promozionale.

Todis: due nuove linee nel rispetto della natura

Todis
Si tratta di detergenti a basso impatto ambientale per la cura del bucato e per la pulizia di superfici e stoviglie in vendita nei negozi della rete

Wial Natura e Rixel Natura sono le nuove firme lanciate da Todis pensate per la casa e completamente biodegradabili. Si tratta di detergenti a basso impatto ambientale per la cura del bucato e per la pulizia di superfici e stoviglie. Todis aveva già lanciato la linea A tutto sapore composta da frutta e verdura 100% italiana con packaging plastic-free.

Oggi arricchisce la sua offerta con linee realizzate “a formulazione con tensioattivi di origine vegetale che li rende rapidamente biodegradabili, ipoallergenici e a basso contenuto di Nichel”. Le confezioni sono realizzate in plastica riciclata attraverso processi volti alle riduzioni delle emissioni. Questi prodotti sono già disponibili nei punti di vendita Todis.

ILTA Alimentare lancia la linea AMÍO My Gourmet

ILTA Alimentare, nel segno dell’innovazione, lancia la linea ready to eat “AMÍO My Gourmet”

Dall’esperienza di AMÍO, brand di ILTA Alimentare, specializzato nella selezione e produzione di legumi e cereali di qualità con una persistente vocazione all’innovazione, nasce la nuova linea di piatti pronti AMÍO My Gourmet.

A partire da gennaio 2020 sugli scaffali della GDO arriveranno tre referenze di legumi pronti in ricette gustose. Si tratta di ricette monoporzione in vaschette da 270gr, conservabili a temperatura ambiente. I prodotti AMÍO My Gourmet sono ricchi di gusto e appaganti, frutto di una ricettazione originale realizzata con ingredienti biologici, senza conservanti, coloranti e senza glutammato. Il test di assaggio condotto lo scorso mese su 300 consumatori ha evidenziato dei risultati entusiasmanti di propensione all’acquisto, soddisfazione e apprezzamento del gusto gourmet e originale.

AMIO ILTA

ILTA Alimentare S.p.A.
Via Banchina dell’Azoto, 15 – 30175, Venice
Tel. +39 041 3694780

Con questa scelta AMÍO interpreta i principali drivers del “cibo del futuro” dove le proteine vegetali ricoprono un ruolo centrale. Cibi naturali biologici e sostenibili, prodotti dal campo alla tavola, ricette premium: i legumi sono nella top list degli alimenti che soddisfano tutti i requisiti e i trend del mercato mondiale.

AMÍO My Gourmet si rivolge ad un pubblico metropolitano e contemporaneo, con piatti gustosi, ingredienti naturali, facili da consumare direttamente nella pratica vaschetta (idonea al microonde), senza necessità di essere conservati in frigorifero o, a seconda delle stagioni, di essere riscaldati. La linea soddisfa le esigenze di chi ha una vita dinamica ma non per questo vuole rinunciare a gusto e benessere ovunque si trovi: in viaggio, in ufficio, in palestra, all’aria aperta o comodamente a casa propria. Le prime tre ricette AMÍO My Gourmet disponibili (due senza glutine) da Gennaio saranno “Zuppa di Legumi e Avena al Pomodoro”, “Lenticchie alla Mediterranea con Erbe Aromatiche”, “Ceci speziati al Curry con Mirtilli Rossi”.

Il brand AMÍO è già presente nella GDO con la linea di legumi e cereali secchi AMÍO Bio di Filiera 100% Italiana, ZuppaMixLegumi e Cereali, e la linea mainstream “Le Nostre Selezioni”.

L’espansione di Terranova, Calliope e Rinascimento

Il Gruppo Teddy spinge l’acceleratore sullo sviluppo delle insegne puntando non soltanto ai mercati italiani ma anche esteri

L’obiettivo è di arrivare alla fine del 2019 con una rete complessiva di 90 strutture. Il Gruppo Teddy spinge l’acceleratore sullo sviluppo delle insegne puntando ai mercati italiani ma anche esteri.

Abbiamo messo energia, impegno e creatività per affrontare un mercato molto complesso. Avere continuato a sviluppare la nostra rete a questi ritmi conferma la nostra volontà di accettare la sfida del cambiamento e di voler seguire le evoluzioni dei nostri clienti. Il 2019 è stato anche l’anno conclusivo del progetto quinquennale di aperture che ha visto un investimento di oltre 100 milioni di euro tra il 2015 e il 2019 -dichiara Pierluigi Marinelli, direttore sviluppo del Gruppo Teddy-. Questo periodo ha visto raggiungere importanti obiettivi quali il riposizionamento della rete con superfici più grandi, l’ottimizzazione dei mercati dove siamo presenti, il rinnovamento di layout e format dei nostri tre brand e il focus sulla fidelizzazione del cliente utilizzando tecnologia e servizi omnicanale”.

Terranova

Il marchio si è recentemente consolidato in città come Mosca, al Mega Khimki, a  Varsavia, al centro commerciale Zlote Tarasy, a Vienna, al Donauzentrum. E' in programma una nuova apertura a Grenoble, all’interno del centro commerciale Grand Place.

Rinascimento

L’insegna ha proseguito nel 2019 la strategia di abbinare alla componente wholesale lo sviluppo di punti di vendita monomarca che hanno raggiunto un totale di 13 nell’anno. Il brand ha anche beneficiato della spinta della formula Fits You che consente ai clienti di affiliarsi tramite una nuova modalità commerciale, che permette al negoziante di sfruttare in maniera personalizzata il know how, il format ufficiale del brand e una serie di servizi commerciali connessi.

Calliope

L’insegna ha ampliato la sua offerta con la  linea kids lanciata all'inizio del 2019 e ha ampliato i suoi store.

 

 

 

Iperceramica si sviluppa nel casertano

Nuovo punto di vendita a Marcianise per la catena, nella zona commerciale che accoglie il CC Campania e il Mc Arthur Glen La Reggia Designer Outlet

Iperceramica si sviluppa nel casertano con un nuovo punto di vendita aperto il 18 novembre 2019 a Marcianise. L'area commerciale è la stessa che accoglie il centro commerciale Campania e il Mc Arthur Glen La Reggia Designer Outlet.

Il nuovo negozio è stato contrattualizzato da Luca Parrino Retail, società specializzata nella commercializzazione di parchi commerciali, stand alone e location in “High Street” d’Italia.

Iperceramica è la più grande catena italiana di negozi per la vendita di pavimenti, rivestimenti, parquet e arredo bagno. Il fulcro della sua attività è nella rete dei negozi: ad oggi 86 punti di vendita distribuiti su tutto il territorio nazionale ai quali si aggiunge un primo negozio all’estero (Malta).

Babybel e Wwf firmano un packaging per le specie a rischio

Disponibili le retine Babybel con pack in edizione limitata a sostegno del Wwf. In palio per chi sosterrà l’iniziativa, i peluche del Wwf con le specie a rischio

Babybel, lo snack di formaggio del gruppo Bel, supporta il Wwf, l’organizzazione mondiale impegnata nella difesa delle specie a rischio d'estinzione e nella tutela del nostro Pianeta, con una confezione limited edition.

Il Wwf, notoriamente attivo in Italia e nel mondo per difendere le specie animali in via d'estinzione, agisce con la convinzione che ogni iniziativa in difesa della natura possa avere successo solo se condivisa e sostenuta dal grande pubblico. Per questo Babybel ha scelto di supportare l’organizzazione diffondendo consapevolezza del fatto che ogni giorno la distruzione degli habitat, il commercio illegale, il bracconaggio, l’inquinamento e i cambiamenti climatici mettono sempre più in pericolo migliaia di animali. Per farlo, ha creato un pack in edizione limitata all’interno del quale ha scelto di rappresentare sull’iconico formaggio alcune delle specie a rischio. Con questa operazione il gruppo Bel ha voluto proporre una campagna finalizzata alla salvaguardia delle specie in via d’estinzione che vede come protagonista anche il consumatore, che ha l'opportunità di fare la differenza attraverso la propria scelta d’acquisto.

Il WWF si batte per difendere le specie animali in via d'estinzione, con la convinzione che ogni iniziativa in difesa della natura possa avere successo solo se condivisa e sostenuta dal grande pubblico. Per questo Babybel ha scelto di supportare il WWF, diffondendo consapevolezza del fatto che ogni giorno la distruzione degli habitat, il commercio illegale, il bracconaggio, l’inquinamento e i cambiamenti climatici mettono sempre più in pericolo migliaia di animali. Per farlo, ha creato un pack in edizione limitata all’interno del quale ha scelto di rappresentare sull’iconico formaggino alcune delle specie a rischio.

Inoltre, collegandosi al sito Babybel il consumatore ha la possibilità di rispondere a un quiz ideato insieme al Wwf per scoprire curiosità sul regno animale: in palio i peluche esclusivi del Wwf. Sarà possibile partecipare ai quiz fino al 27 gennaio 2020.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso dell’azienda per costruire un solido progetto di sostenibilità e migliorare la sua offerta. Infatti, da anni il gruppo Bel è impegnato in iniziative di responsabilità sociale e, dal 2003, è parte delle United Nations Global Compact.

Viaggio nel layout: I freschi dove li metto?

Come esaltare lo spettacolo dei freschi e freschissimi. Cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro, quando entreremo in un supermercato? Il punto di vista degli allestitori per interpretare nuove collocazioni nel layout dell’area freschi e intercettare nuovi bisogni (da Gdoweek n. 17)

L’organizzazione dell’area dei prodotti freschi nella distribuzione moderna è soggetta a spinte opposte: è frutto di una mediazione, legata com’è alla tipologia di prodotto venduto, al punto di forza specifico del singolo retailer, all’area geografica dove è ubicato il punto di vendita, alle sue dimensioni. La standardizzazione è importante per i margini ma, in realtà, ciascun negozio è diverso dall’altro, perché le variabili in gioco sono molteplici. Una cosa è certa: il ruolo dei reparti freschi sarà sempre più rilevante per il verificarsi di alcuni fattori, tra cui l’avanzare dell’online, le nuove abitudini dei Millennials e l’entrata in gioco delle generazioni post Millennials. Oggi questi reparti hanno un ruolo strategico di attrazione e di traffico, rappresentano la parte emozionale del negozio a fronte di un grocery vissuto come funzionale e razionale … e in futuro? Quali le migliori soluzioni, a livello di layout, adiacenze, complementarietà per questi reparti all’interno dei negozi?

Lo scenario è in movimento. Infatti, il percorso classico con i freschi all’ingresso non è rimasto identico nel tempo: all’inizio degli anni 2000 alcune insegne hanno provato a realizzare negozi più emozionali e scenografici, anche se meno razionali. Oggi, invece, sembra di assistere a un ritorno, pur con i necessari aggiornamenti legati al cambiamento delle abitudini di consumo. È qui che arrivano le novità, in termini espositivi, di ambientazione e anche nella comunicazione, con un unico obiettivo: semplificare la lettura del punto di vendita a fronte di un’offerta sempre più ampia e segmentata.

In quest’ottica, semplificazione è la parola chiave adottata da Inres, il consorzio nazionale che progetta le strutture di vendita di Coop. “L’approccio al percorso varia al variare delle necessità generazionali: così, i soci di lunga data sono legati a un certo modo di fare la spesa con i banchi serviti cuore dell’esperienza d’acquisto a determinarne il percorso. Al contrario, le nuove generazioni evidenziano un nuovo modo di percepire la spesa, più razionale e meno esperienziale. Per questi ultimi, la velocità dell’acquisto diventa fondamentale e vengono così privilegiati i prodotti preincartati di qualità, le aree self con i takeaway che diventano nuovi poli attrattori di un percorso alternativo che deve garantire un’esperienza semplice, veloce, e completa”. Quindi, per un’insegna multiformato come Coop, distribuita sul territorio, con un posizionamento del punto di vendita variabile rispetto al contesto, come si sta evolvendo il layout? “Il percorso dei nostri punti di vendita -precisano da Inres- rispecchia la continua ricerca di interpretare il territorio e dare la risposta giusta a un determinato contesto, senza mai perdere di vista gli obiettivi valoriali e commerciali di Coop. Questo oggi significa soprattutto semplificare. Luci e allestimenti diventano ancora più fondamentali nel delineare il percorso d’acquisto e definire le aree di vendita. Hanno entrambi un peso essenziale nella valorizzazione del prodotto esposto, che può essere illuminato in maniera più uniforme o drammatica a seconda della tipologia o del mood del negozio nel suo complesso”.

Ripercorrendo lo sviluppo storico del layout, 20 anni fa si seguiva l’approccio francese con l’ipermercato che comincia sul non food e termina con alimentari e freschi, semplicemente perché nel carrello si mettono prima le cose ingombranti e poi quelle più delicate. Poi si è sviluppata la piazza dei freschi, un modo per “vincere facile” puntando sull’impatto visivo e scenografico, oltre che sulla forza di attrazione, dell’ortofrutta. “Non esistono regole -chiarisce Enrico Manca, design director di Interstore- o meglio, le linee guida sono poche e molto basiche, qualsiasi sia il formato, dal cash & carry al negozio urbano. In tutto il mondo la tendenza è mettere i prodotti freschi all’ingresso, ma come? Con una piazza dei freschi, con frutta e verdura cui si agganciano i banchi serviti di salumi e formaggi, quindi il pesce, la carne e il pane, allontanandosi dal fresco con i vini per arrivare ai secchi nelle scaffalature. È uno schema diffuso, ma con un punto a sfavore: spezza in due il supermercato, con una parte emozionale e ricca di colori, come un vero mercato, e un’altra totalmente funzionale, nella quale si transita solo per seguire la lista della spesa. Nei progetti più recenti abbiamo cercato di rompere questa logica integrando freschi e grocery, alternando i punti di interesse a zone più neutre”. Se lo scopo è rallentare il flusso dei clienti che percorrono le corsie, una strategia consiste nel creare punti d’interesse all’interno delle stesse corsie che di per sé offrono molteplici occasioni di storytelling: pensiamo, per esempio, a una torrefazione nel reparto caffè, ma anche al biologico, al cibo dal mondo. Ma esiste un’altra possibilità: alternare scaffalature e aree emozionali con prodotti freschi. “Per esempio si può cominciare con ortofrutta e pane -spiega Manca-, proseguire con dei prodotti a scaffale, inserire quindi la carne, che porta tensione lungo il perimetro del negozio, inserendo in maniera alternata scaffalature più basse proseguendo, con alti e bassi che aiutano a tenere unito l’assortimento”.

Ma come declinare l’ordine delle merceologie? In funzione del cliente e dei punti di forza del retailer: potrebbe esserci un buyer forte sulla carne, oppure un produttore locale per l’ortofrutta, o il forno per il pane e il focus si sposterà di conseguenza. “Diventa sempre più importante chiedersi che prodotto stiamo vendendo -chiarisce Manca- e, successivamente, decidere come mettere in scena la storia che il prodotto si porta dietro, dimostrare che chi vende sa cosa sta vendendo. Per entusiasmare, il negozio deve essere dinamico e l’attrezzatura, quindi, deve rispondere a standard tali per cui è in grado di adattarsi ad accogliere una volta un cuoco, un’altra un evento o anche il fashion”.

Spiega Rebecca Dublino, EVP CeanColor: “Nella pratica, resiste l’idea di concentrare tutti i freschi serviti e a libero servizio in un’unica area, separati dal grocery. Se però devo immaginare cosa succederà tra 5 anni, credo che sparirà progressivamente il concetto di reparto, senza delimitazioni nette tra macelleria, gastronomia e ortofrutta per esempio. Ci sarà un’area omogenea capace di rispondere all’esigenza dei consumatori che cercano soluzioni già pronte, magari accanto agli ingredienti singoli che servono a realizzare a casa la ricetta”.

Non mancano le sfide. Per le superfici più piccole, sarà nella razionalizzazione, mentre in quelle più grandi consisterà nella costruzione di un percorso coerente che sappia presentare ai clienti tutto l’assortimento. Largo, dunque, a banchi multifunzione, nei quali trovare, in una stessa linea, tutto il freddo fino al prodotto pronto e caldo, a portata di mano. “Il lavoro non sarà tanto sulle attrezzature quanto sull’assortimento -prosegue Dublino-: servirà capire bene l’offerta chiave di ciascun negozio e di ogni insegna”. Una flessibilità e una ricchezza che dovranno riflettersi anche negli addetti alla vendita.

Una perifrasi può sintetizzare questa esigenza di flessibilità nella risposta alle esigenze più varie della clientela: per Enrico Manca, vuol dire “big shop”. “Con questo termine -sottolinea il manager- intendo una shopping experience capace di attrarre sia la persona più raffinata con alta capacità di spesa e tempo per interagire, sia quella che ha fretta, poco denaro e sa già cosa acquistare. Il futuro favorirà punti di vendita multilivello, che abbatteranno le barriere tra cliente e banconista specializzato, con diversi livelli di prezzo e qualità sullo stesso banco”.

Un concetto che implica un nuovo ruolo (e molto lavoro di formazione) anche sul personale, che non dovrà più nascondersi dietro al banco, ma essere a fianco del cliente. “Si tratta di spingere al massimo il servizio one to one, reso sostenibile grazie a un profondo lavoro sulla gestione del prodotto e del personale”. La proposizione dei prodotti freschi presenta e sempre più presenterà grande complessità di gestione dunque, per accontentare molti, se non tutti. Avrà dalla propria il sostegno della tecnologia ma sarà teatralizzata e rappresentata dalla fisicità e dalla presenza umana.

Gruppo Unicomm (Selex) potenzia l’insegna Mega

Con questo store l'insegna entra in Friuli Venezia Giulia. Si tratta del decimo punto di vendita della rete, realizzato a Udine

Si consolida la presenza dell’insegna Mega. A Udine Gruppo Unicomm (Selex) realizza un punto di vendita da 3.000 mq, situato all’interno del parco commerciale Palmanova-Partidor in viale Palmanova. È il decimo punto di vendita della rete e il primo nella provincia.

È la terza apertura nell’ultimo mese per il nostro Gruppo ed altre due sono in programma entro la fine dell’anno  -spiega Marcello Cestaro, presidente del Gruppo Unicomm-. Questo è il segnale più forte della nostra volontà di proseguire con decisione sulla strada della crescita e dello sviluppo. Ma c’è anche un altro tema che da sempre ho molto a cuore: aumentare progressivamente il numero dei nostri collaboratori. All’interno del Mega di Udine lavoreranno quasi 50 persone mentre i dipendenti del Gruppo sono ormai più di 7.500”.

Giancarlo Paola, direttore commerciale del Gruppo, aggiunge: “Dopo il successo del primo punto di vendita aperto con intenzioni tattiche siamo arrivati in pochi anni alla decima apertura ad insegna Mega e pertanto possiamo parlare oramai di un canale che si aggiunge a quelli storici. La multicanalità della nostra azienda ci consente di scegliere l’insegna ed il format in base alle caratteristiche del bacino di utenza in cui sorgono le nuove strutture

L’assortimento comprende oltre 16.000 referenze e propone la consueta offerta dell’insegna che comprende, oltre al grocery e ai reparti freschi di ortofrutta, pescheria, macelleria e gastronomia,  anche  salutistico, biologico e petfood. All’interno dello stabile è presente un bar, che proporrà colazioni e pasti veloci.

 

Coop Lombardia prosegue lo sviluppo “green”

Coop Como
La cooperativa ha aperto un superstore a Como che si sviluppa su una superficie di 2500 mq e con oltre 1.000 mq di verde verticale

In linea con le ultime aperture, Coop Lombardia continua a svilupparsi puntando su punti di vendita ecosostenibili. La cooperativa ha aperto un superstore a Como da 2500 mq e con oltre 1.000 mq di verde verticale.

La comunicazione interna di questa struttura, che sintetizza i principi guida di Coop Lombardia, tende a sottolineare  l’impegno per il rispetto di valori come qualità, tracciabilità, controllo e  conoscenza di tutta la filiera, etica e legalità.

L’impegno per l’ambiente si concretizza instore con l’utilizzo di materiale riciclato, sacchetti ed etichette compostabili come nel caso dell’ortofrutta dove la stagionalità è presentata trasversalmente con messaggi chiari ed evocativi concetti di freschezza, salubrità e qualità. È presente anche uno spazio dedicato al non alimentare con prodotti di cancelleria, libri, cartoleria e una selezione di giocattoli per bambini e ragazzi. La zona stagionale posizionata di fronte permette di dare visibilità all’esposizione delle campagne più importanti (giocattolo, cancelleria, giardinaggio). Proseguendo con il percorso di spesa, dopo gli alimenti salutistici e gli integratori alimentari, ci sono i banchi assistiti della pescheria, dotata di un corner sushi, macelleria, gastronomia e panetteria, con pane di propria produzione ma anche pizze e focacce, tra cui la ligure e la romana, e la schiacciata ligure. Davanti ad ogni banco ci sono anche i relativi reparti take away. Superato il banco panetteria, l’ultimo dei banchi freschissimi, si arriva all’area dedicata alle acque e alle bevande, con una cantina vini. È presente inoltre il corner salute. In barriera, oltre alle casse tradizionali, anche le Casse fai da te.

In negozio è attivo il servizio Tax Free Shopping Inoltre la struttura è dotata di due parcheggi, uno esterno a raso e uno al piano interrato nel quale è presente una postazione per la ricarica elettrica.

 

Chicco Stories: punto di vendita e “incubatore di storie”

Chicco Stories è stato aperto a Milano, in via Dante, ad angolo con via Meravigli, e si sviluppa su una superficie di 300 mq

Non soltanto un negozio ma anche un luogo dove confrontarsi, consigliarsi a vicenda e scambiarsi esperienze. È la vocazione del punto di vendita Chicco Stories aperto a Milano, in via Dante, angolo via Meravigli, sviluppato su una superficie di 300 mq estesa su doppio livello con un’offerta che spazia dall'abbigliamento agli accessori per la prima infanzia come passeggini, seggiolini per auto, fasciatoi, biberon, ciucci.

Diventare genitori non vuol dire rinunciare alla propria vita ma arricchirla e stravolgerla in modo sorprendente -afferma l’azienda-. I servizi e gli incontri con gli esperti sono il cuore di Chicco Stories che ridefinisce così l’esperienza che i genitori, italiani e internazionali, possono fare all’interno di un negozio Chicco”.

Questo punto di vendita è infatti stato pensato come luogo di esperienze, uno spazio con più servizi. A questo scopo è stata avviata la partnership con il Politecnico di Milano, polo di
riferimento per l’innovazione nel Design for Kids, che attraverso il suo Creative Industries Lab ha supportato il brand nella ridefinizione dell’idea di negozio come spazio che mette al centro l’esperienza dei bambini e dei genitori. Nell'arco dell'anno l'insegna organizza incontri tematici con professionisti del settore in grado di fornire consigli e supporto alle famiglie.

Come sottolinea l'azienda: “Chicco Stories vuole rispondere alle esigenze dei genitori moderni che richiedono sempre più servizi e soprattutto ascolto e confronto. Per questo il nuovo layout è stato pensato per favorire al massimo l’interazione non solo con il prodotto ma soprattutto con gli altri genitori e con esperti. Una fruibilità degli spazi pensata per essere a misura di genitore e progettata in maniera chiara e intuitiva”.

Il negozio comprende la Nursery Room dove poter allattare dotata di un punto pesata e un punto cambio. Su richiesta è disponibile un kit di cortesia con tutto il necessario per
cambiare il bambino. Tra i servizi c'è anche la manutenzione del passeggino: lo store ritira quello da riparare tramite il Centro Assistenza Chicco e consegna un passeggino di cortesia in sostituzione e da usare nell’attesa.

Nell’ambito dell’impegno dell’azienda nei confronti di importanti cause sociali, è stata promossa l’adesione alla campagna di solidarietà di Treedom, associazione impegnata nei paesi dell'Africa colpiti dalla siccità, come Kenya, Camerun e Madagascar, con la piantumazione di nuovi alberi. Chicco si impegnerà dunque per far crescere una 'Foresta Chicco Stories'.

Illuminare l’esperienza: la visione dell’architetto Pironi

Oggi per tutti i negozi il vero lusso è farsi ricordare. Come? Ce lo spiega l’architetto d’alta gamma Claudio Pironi (da Gdoweek n. 17)

Retailer, si va in scena. Perché, oggi più che mai, il punto di vendita è la scenografia per raccontare una storia, che deve diventare memorabile. Il vero lusso, infatti, è farsi ricordare e per farlo serve un progetto costruito con competenza tecnica, oltre che creativa. Questa la prospettiva di Claudio Pironi, architetto d’esperienza internazionale nel retail di lusso e nel residenziale d’alta gamma, che nel 1997 ha fondato lo studio Claudio Pironi & Partners.

Cosa significa progettare spazi per il lusso?

Il retail è diventata un’attività complicata dal punto di vista della redditività per i negozi d’alta gamma, che, da un lato, si stanno riducendo in quantità, dall’altro stanno capendo quanto sia importante costruire un’esperienza personalizzata, in grado farsi ricordare. Per Billionarie (2018) a Parigi abbiamo utilizzato la luce per creare un racconto esperienziale, come in una scena teatrale, con il consumatore che riceve “spot” diversi quando entra e si muove all’interno del negozio, seguendo uno storytelling. La luce è sempre fondamentale e il suo utilizzo richiede grande competenza tecnica. Secondo la mia filosofia personale, un progetto mediocre con un’ottima luce può diventare eccellente; viceversa un progetto eccellente può diventare mediocre a causa di un cattivo utilizzo della luce.

Cosa cambia tra il lusso e gli altri settori del retail?

Offrire un’esperienza esclusiva è nel dna del retail di lusso da sempre, ma oggi ne è il focus primario. Questo tipo di tendenza sta arrivando sempre più verso altri mondi, proprio come avviene per i trend della moda. Non a caso si stanno rivolgendo a noi nuovi brand non tipici del lusso, ma che vogliono offrire un’esperienza esclusiva, con budget più contenuti. In questo momento, stiamo sviluppando un concept per un competitor di Zara, in chiave small. La stessa cosa sta accadendo per gli hotel, con i boutique hotel, che puntano a un’esclusività meno impersonale.

Regole di base, quindi, uguali anche per la gdo?

A mio parere sì. Tornando a casa, ho visto un nuovo store Aldi e ho notato come, anche in un discount, si presti grande attenzione all’esperienza. Anche nella gdo l’applicazione del concetto di storytelling deve svilupparsi, come nel packaging e in altri settori. Quando esco da un super (qualsiasi sia la sua insegna) non devo avere l’impressione, di fondo, di essere stato nello stesso posto, tanto da non ricordarmi successivamente dove ho comprato. Esselunga negli anni Sessanta ha realizzato superfici che già prestavano attenzione all’esperienza e sapevano farsi riconoscere attraverso lo stimolo di un’emozione.

Risorse importanti per riuscire in questa operazione?

Non servono budget enormi. Più che altro dettagli estetici e tecnici che fanno un’enorme differenza e richiedono competenza. Un progetto deve nascere con i materiali definitivi e con la luce, che non possono essere inseriti successivamente alla progettazione del layout. Facciamo un esempio tecnico: l’illuminazione in un camerino è di solito scelta in funzione della luce e dell’atmosfera del negozio, una scelta giusta solo in teoria. Se si utilizzano lampadine con csi (color rendering index) basso, tutti i colori in camerino saranno sfasati con il risultato che, quando il cliente uscirà, si accorgerà che i colori del suo vestito sono altri, probabilmente meno vividi. Il camerino deve essere dunque al pari di una sala prove dove l’azienda produce. Eppure è un concetto che fatico a veicolare ai miei clienti.

Quindi, prima tecnica e poi creatività?

Sì. Il layout deve essere la spina dorsale per creare la struttura a supporto della creatività; questo vale per tutti i settori retail. La creatività deve essere a servizio della tecnica, non viceversa. Negli store di lusso devono esserci aree funzionali, come lounge e camerini, prodotti esposti ecc.: ciò è la base di ogni negozio. Anche gli oggetti che creiamo devono essere funzionali: non serve un supermercato ultra-tecnologico se poi non si trovano i prodotti.

Quale ruolo per la tecnologia, allora?

È uno strumento straordinario ma anche un’arma a doppio taglio: rischia di rendere effimera l’emozione di avere qualcosa di nuovo. Penso alle telecamere messe in un camerino per permettere di specchiarsi da 360°: costosissime e dopo poco dimenticate, perché a nessun consumatore importava. La tecnologia, insomma, non deve essere fine a sé stessa.

Un negozio che vorrebbe progettare?

Uno store molto grande, di lusso ma non necessariamente, dove poter raccontare in modo omogeneo la storia di ciò che accade come in un teatro, su più palcoscenici, ovvero in modo sequenziale.

Eataly sbarca in Canada, al Manulife Center di Toronto

Eataly Toronto
In partnership con Selfridges Group, attraverso la Wittington Investments, Eataly entra nel Paese con un investimento di 28 milioni di dollari canadesi

La prima struttura canadese dell’insegna apre a Toronto, in Bay and Bloor Street, un'iconica destinazione commerciale nella capitale del Canada, all’interno del Manulife Center, situato nella storica zona di Yorkville. L’apertura di Eataly avviene in partnership con Selfridges Group, con sede a Toronto, attraverso la Wittington Investments, e grazie a un investimento totale di 28 milioni di dollari canadesi. Lo store si sviluppa su un’area di 5.000 mq e sarà aperto tutti i giorni dalle 7 alle 23.

Toronto ha una cultura alimentare molto radicata ed è la patria della quarta comunità italiana più numerosa al mondo”afferma Nicola Farinetti, amministratore delegato di Eataly.

Eataly porta l’Italia nel mondo e lo fa attraverso prodotti italiani che sono ambasciatori della nostra qualità di vita e della nostra cultura alimentare” spiega Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly.

La struttura

Il punto di vendita propone l’area vendita dotata dei tradizionali reparti del fresco di macelleria, banco dei salumi e formaggi, pescheria, panetteria e pasta fresca. Lo store è dotato anche del banco Pronto con una selezione di offerte da asporto pronte da mangiare e proposte in pratiche vaschette, con insalate, panini, dessert e piatti da mangiare in negozio o da portare a casa.

Sono presenti, inoltre, quattro ristoranti: La Pizza & La Pasta, La Pescheria, La Piazza (in cui trova spazio l’Italian Street Food) e la Trattoria Milano, un ristorante di ispirazione regionale che aprirà nel 2020, e il birrificio Indie Ale House, che presenterà, insieme a una particolare Pilsner italiana, molte birre a rotazione personalizzate e ispirate agli abbinamenti stagionali. Infine, su Bloor Street, c’è il Gran Caffè di Eataly Toronto, una caffetteria italiana a marchio illy con un’offerta declinata per i vari momenti della giornata dalla prima colazione al pranzo veloce, dall’aperitivo ai cocktail serali. Anche a Toronto arriva la Scuola di cucina Eataly con un programma di lezioni ed eventi di didattica legati al mondo del food.

L’assortimento

L’offerta comprende oltre 10.000 prodotti che rappresentano più di 250 identità culturali e 100 marchi italiani rappresentativi delle 20 regioni. L’offerta propone pasta fresca fatta a mano, salumi e formaggi, pesce, carne e un panificio con forno a legna per pizza alla pala, focaccia e prodotti da forno della tradizione italiana, ma anche una selezione di pasta, salse, condimenti, olio extravergine di oliva e dolci tipici. Completano l’offerta le eccellenze di 50 produttori canadesi di alta qualità. Il tutto accompagnato dalla narrazione delle storie uniche dei produttori e degli artigiani del cibo.

Con l’apertura in Canada, Eataly è presente in 15 paesi nel mondo con 41 punti di vendita

 

 

 

Coop Italia premiata da Conai

Superstore - Giaveno Coop
Due Super Premi e 18 menzioni assegnati dal Conai a Coop Italia per la riduzione del packaging della mozzarella di bufala a marchio Fior Fiore e per l’uso di casette riutilizzabili

Al Bando per la Prevenzione 2019, promosso da Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) e patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, Coop ha vinto due 2 Super Premi:

  1. per la riduzione del packaging della mozzarella di bufala a marchio Fior Fiore, progetto vincitore nella filiera plastica;
  2.  per l’uso di cassette riutilizzabili invece di quelle di polistirolo usa e getta come imballaggi dei reparti pescheria, premio assegnato a Unicoop Firenze, uno dei 3 progetti vincitori della categoria economia circolare.

Premio Conai CoopNel caso della mozzarella Fior Fiore Coop ha alleggerito e modificato il contenitore dei bocconcini di mozzarella bufala campana Dop Fior Fiore (300 grammi) mentre l'etichetta è stampata direttamente sulla confezione. In generale è stato semplificato il sistema di imballaggio per rendere più facile l’attività di riciclo.

 

Per quanto riguarda invece le casse azzurre assicurano una perfetta copertura di ghiaccio sul prodotto per conservare meglio l'ambiente e, insieme, la qualità e la sicurezza del prodotto. Unicoop Firenze ha iniziato la “lotta all'indifferenziato” in pescheria a maggio 2017 avviando una prima sperimentazione per sostituire il polistirolo usato da fornitori nazionali con casse azzurre lavabili e riutilizzabili in un circuito chiuso. Sviluppato in collaborazione con Cpr System, produttore delle casse, il progetto andrà a regime nelle prossime settimane, quando tutti i 20 fornitori nazionali avranno sostituito il polistirolo con le casse azzurre. Il progetto avviato in Unicoop Firenze sta coinvolgendo ora altre Cooperative del sistema.

Renata Pascarelli, direttore Qualità Coop Italia, Giovanni Maria Petrelli, responsabile Ambiente ed Energia di Unicoop Firenze e Carlo Calusi, business manager carni e pesce, che hanno ritirato i premi, hanno sottolineato in coro unanime: “Premi che per il loro valore e per la quantità dimostrano l’impegno dell’insegna sul versante dell’eco compatibilità dei nostri prodotti”.

I 18 riconoscimenti assegnati a Coop Italia

Insieme ai due Super Premi, Conai ha conferito a Coop anche 18 menzioni in varie categorie, riferite ad altrettanti prodotti a marchio sui quali si è intervenuti in ottica di economia circolare, riciclo, ecodesign e riduzione di materiali: citiamo il caso dello sgrassatore Coop con contenitore al 100% di plastica riciclata e le vaschette per ortofrutta con coperchio Pet e contenitore in plastica riciclata almeno dell’80%.

 

 

 

 

 

Amazon verso una nuova insegna food, per potenziare il brick and mortar

Stando ad alcune indiscrezioni, Amazon starebbe già firmando contratti di locazione per realizzare strutture fisiche in varie città degli Usa

(aggiornata al 15 novembre)

Il 2020 per Amazon segna un anno di investimento sul canale grocery con nuove catene distributive. Il primo negozio di alimentari di Amazon, stando a quanto pubblicato dal giornale online Fortune, dovrebbe essere aperto nel sobborgo di Los Angeles di Woodland Hills. Non si tratterebbe della formula già collaudata negli Stati Uniti di Amazon Go, ma di punti di vendita con check-out convenzionale.

Sono già stati lanciati messaggi di lavoro per il reclutamento dei collaboratori che saranno inseriti in organico: dall'analisi delle professionalità si presume che lo store prevede la contemporanea presenza di un servizio di ristorazione e un’area vendita dedicata al food. Questa operazione pare non sia legata a Whole Foods, acquisita da Amazon.

L'attività di Amazon per l’espansione nel canale retail fisico si starebbe dunque ulteriormente intensificando. Qualche settimana fa The Wall Street Journal lo dava per certo: Amazon sta già firmando i contratti di locazione per aprire numerosi negozi in città come Los Angeles, Chicago e Filadelfia.

Le posizioni delle location individuate, secondo il noto quotidiano, sarebbero ubicate in centri cittadini e in centri commerciali. Sul possibile format o sulla nuova insegna nessuno si sbilancia e l'azienda non conferma né smentisce. Bisognerà attendere ulteriori sviluppi.

Attualmente l’azienda opera nel brick&mortar con 16 strutture Amazon Go,  quattro negozi Amazon Four Stars e 18 negozi Amazon Books, oltre, naturalmente a tutta le rete di Whole Foods.

 

 

Primark apre il secondo store a Milano

AGGIORNAMENTO. Il punto di vendita, situato all'interno dello shopping center Il Fiordaliso di Rozzano, offrirà le ultime novità di Primark

AGGIORNAMENTO. Si estenderà per oltre 5mila metri quadrati e darà lavoro a circa 240 persone il nuovo store che Primark aprirà a Milano il 4 dicembre consolidando la rete italiana. Il punto di vendita, situato all'interno dello shopping center Il Fiordaliso di Rozzano, offrirà le ultime novità di Primark dedicate a moda donna, uomo e bambino, inclusi calzature, accessori, biancheria, casa e beauty. Saranno, inoltre, disponibili gli ultimi prodotti delle gamme sostenibili, che comprendono denim, biancheria da notte e lenzuola, tutte realizzate in cotone 100% sostenibile.

Luca Ciuffreda, area manager per l’Italia, commenta: Siamo entusiasti di poter inaugurare il nostro nuovo Store Primark. Questo sarà il nostro secondo punto di vendita a Milano e non vediamo l’ora di poter offrire ai nostri clienti “amazing fashion at amazing prices” per tutta la famiglia”.

Stephen Mullen, retail director Primark, aggiunge:“La grande affluenza di clienti ogni giorno nel nostro punto di vendita di Arese ci ha convinti ad aprire un altro negozio nella città della moda”.

L'apertura segue, infatti, quella avvenuta nel 2016 per lo store di Arese.

La catena di negozi di abbigliamento irlandese al momento si trova in Italia a Brescia, Firenze, Verona e Milano che entro la fine di quest'anno dunque avrà ben due store. Nei prossimi anni sono comunque previste già due nuove aperture, rispettivamente a Roma e Venezia.

L'annuncio sullo store di Rozzano smentisce o almeno rimanda l'eventuale apertura di un ulteriore punto di vendita Primark nel pieno centro della città della moda, in via Torino, arteria dello shopping milanese, indicata come possibile location per lo sbarco della catena nel cuore di Milano.

Sul sito internet di Primark sono già aperte le candidature per trovare tutte le figure professionali necessarie per il nuovo punto di vendita: addetti alle vendite, supervisor area vendite, magazzino e casse, visual merchandiser e altro.

H&M: restyling per lo store milanese di Corso Buenos Aires

La struttura, distribuita su cinque livelli, è stata interamente rinnovata e progettata su misura per diventare il perfetto negozio di quartiere

Si rinnova il punto di vendita H&M di Milano, situato in corso Buenos Aires 8, arteria centrale del capoluogo lombardo, meta dello shopping. La struttura, distribuita su cinque livelli, è stata interamente rinnovata e progettata su misura per diventare il perfetto negozio di quartiere.

L’idea alla base del restyling è migliorare l'esperienza del cliente, attraverso un’innovativa modalità di presentazione dei prodotti, arredi e materiali espositivi dallo stile minimal. Il design interno è stato progettato per guidare i clienti come se si trovassero in un luogo familiare. Il negozio si sviluppa su una superficie di 1.725 mq e rimane aperto da lunedì a venerdì dalle 10 alle 20.30, il sabato dalle 9.30 alle 20.30 e la domenica dalle  10 alle 20.30.

Siamo felici di annunciare la riapertura di questo negozio. H&M è presente in Italia dal settembre 2003 ed è sempre più apprezzata per moda, qualità e prezzo, ma soprattutto per il suo impegno verso la sostenibilità, che costituisce una prerogativa fondamentale dell’offerta del brand” afferma Katja Ahola, country manager H&M Italia.

Un’offerta sostenibile

Anche in questo store si valorizza l’impegno dell’insegna per rendere più sostenibili i propri prodotti. Un impegno sottolineato nella comunicazione advertsing ma anche sul sito istituzionale hm.com nel quale per ogni prodotto vengono condivisi dettagli come il paese di produzione, i nomi dei fornitori, gli indirizzi delle fabbriche e il numero dei lavoratori.

Nel 2013 H&M ha lanciato a livello mondiale un programma di raccolta abiti usati al mondo, con lo scopo di riutilizzare le fibre tessili. Da allora l'azienda ha raccolto oltre 80.000 tonnellate di abiti. Per i consumatori sarà possibile consegnare i propri abiti usati e i prodotti tessili anche nel rinnovato punto di vendita di Corso Buenos Aires e contribuire così all’iniziativa.

Fraccaro Spumadoro: un temporary store a Noventa di Piave

Il temporary store, che si sviluppa su un'area di 100 mq, apre sabato 16 novembre 2019 e rimarrà aperto fino al 12 gennaio 2020

Al centro della piazzetta del lusso del McArthurGlen Designer Otulet di Noventa di Piave (Ve),  Fraccaro Spumadoro apre un temporary store sviluppato su una superficie di 100 mq. “Per la seconda volta siamo presenti al McArthurGlen, la prima nel 2017 -dichiara Luca Fraccaro, presidente dell'azienda fondata dalla sua famiglia ed oggi giunta alla quarta generazione- è un'opportunità che abbiamo scelto di prendere perché ci consente di essere nello spazio più centrale degli outlet e saremo anche l'unico store a proporre le prelibatezze del Natale. Quest'anno abbiamo diverse novità tutte rivolte a migliorare qualità e gusto, scelta aziendale che si sposa adeguatamente al contesto. Oggi lavoriamo molto con l'estero e crediamo che questa vetrina possa aumentare la nostra visibilità senza dimenticare le nostre origini italiane, venete ma soprattutto castellani".

Il temporary store apre sabato 16 novembre 2019 e rimarrà aperto fino al 12 gennaio 2020.

L’assortimento

L’offerta propone prodotti artigianali dedicati al Natale che spaziano dal panettone e pandoro classico fino alle novità Natale 2019  con una speciale limited edition del Panettone con Burro di Arachidi dal gusto tipicamente americano, ma anche il Panettone alla Birra, il Panettone ai 7 cereali e il Panettone Menta e Cioccolato. È disponibile anche la linea Panettone Bio, Pandoro Bio e il Panettone Bio Senza Glutine. Infine, in esclusiva solo per il 2019, in edizione limitata, il Panettone d'artista il cui packaging, ispirato alla celebre novella Il principe Schiaccianoci di Hoffman, è stato realizzato dall'artista Amelia Corvino (Udine, 1975), vincitrice della 13ma edizione del premio Business for Art di Arte Laguna Prize. Non mancheranno anche gli altri prodotti come i dolcissimi torroni, fragranti biscotti e golosa cioccolata.

 

 

 

La versatilità di “Every Day” per concedersi il meglio ogni giorno

Nata per esaltare i sapori della tradizione italiana, ideale per chi ama creare in cucina

Esiste qualcosa di più affascinante del ricordare le abili mani della nonna mentre, ogni domenica, tirava la sfoglia con la maestria di un prestigiatore? O di quando infornava dolci dal profumo inebriante per le merende più sane e gustose? Ricordi indelebili quelli che passano dalla cucina al palato, dalle mani adulte e capacia quelle più piccole ed inesperte, ma assai più golose!

Memorie che la famiglia Pivetti ha tramandato nel corso delle sue cinque generazioni, insieme all’arte molitoria e all’approccio avanguardistico¸e che oggi affiorano da ciascuna delle referenze che compongono la linea “Every Day”, la più duttile fra le linee Molini Pivetti, ispirata alle ricette della migliore tradizione italiana, disponibile sugli scaffali della grande distribuzione in pratiche confezioni da 1 Kg di cui far scorta in dispensa.
Perché con “Every Day” chiunque, ogni giorno, può entusiasmare i palati in famiglia, esibendo la propria creatività o più semplicemente seguendo le comode ricette sul retro di ogni sacchetto.

“Pasta Fresca”, ottenuta da grani pregiati scelti con cura e attenzione,è talmente performante da essere promossa anche nei corsi per apprendere l’arte del“saper fare la sfoglia”. Scelta dai professionisti così come dai consumatori più esigenti che amano tirare la sfoglia a mano, regala un prodotto dalla consistenza ruvida al tatto, che si sposa con i condimenti più disparati esaltandone il gusto.

Come “Pasta Fresca”, anche le altre quattro referenze che compongono la linea riportano la destinazione d’uso ben evidenziata sul fronte, per una scelta allo scaffale facile e veloce: “Antigrumi”, “Pizza & Focaccia”, “Semola Rimacinata di Grano Duro” e “Tipo Manitoba”, tutte ricavate da grani pregiati e altamente selezionati.

Molini Pivetti S.p.A.
Via Renazzo, 67 - 44045 Renazzo (Fe)

Tel. +39 051 900003 - Fax +39 051 909210

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“Antigrumi” è la Milleusi per sfornare dolci o salati con l’agilità dei ritmi odierni, senza doversi preoccupare dei grumi nell’impasto, ma è perfetta anche per realizzare piatti dal gusto raffinato e unico.

Con “Pizza & Focaccia” si può mettere alla prova la fantasia cucinando ogni genere di pizza o focaccia, contando sempre su un impasto elastico e ben lievitato.

La “Semola Rimacinata di Grano Duro”, dal caratteristico colore giallo paglierino conferitole dai carotenoidi, si ottiene da una sapiente macinazione della materia prima, che le dona una granulometria corposa ottima per pane, focacce e pasta fresca.

Chiude la linea la “Tipo Manitoba” ideale per tutti quei prodotti da forno o lievitati che necessitano di una farina con maggior “forza”.

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