Home Blog Pagina 376

Nuovo Cda per Conad: De Berardinis lascia

Oggi a Bologna si è tenuta l'Assemblea dei soci del mondo Conad che, oltre a confermare i risultati di preconsuntivo del bilancio 2010, ha rinnovato il Cda, dopo avere preso atto della volontà di Camillo De Berardinis, da venti anni alla testa del gruppo, di lasciare il gruppo (come già anticipato da Gdoweek).

Infatti, da qualche tempo, De Berardinis aveva espresso la volontà di vivere più vicino alla propria famiglia e di lasciare gli incarichi nel Consorzio. "Una volontà di cui il Cda ha dovuto prendere atto -ha dichiarato il presidente di Conad Mario Natale Mezzanotte-. De Berardinis è un punto di riferimento per tutto il mondo Conad e a lui va la gratitudine degli amministratori e della comunità aziendale per il lavoro svolto”.

Nuove deleghe per Pugliese

Con il rinnovo degli organi sociali è stata approvata anche la nuova governance del Consorzio, che prevede l'ampliamento delle procure assegnate al direttore generale Francesco Pugliese.

Il nuovo CdA

Secondo il nuovo assetto, il Consiglio di amministrazione è composto da Claudio Alibrandi, Francesco Arena, Ugo Baldi, Vladimiro Cecchini, Antonio Di Ferdinando, Marzio Ferrari, Ivano Ferrarini, Silvano Ferrini, Mauro Lusetti, Mario Natale Mezzanotte, Maurizio Pavone, Aldo Pisano, Giorgio Ragusa e Danilo Toppetti.

Il Direttore generale è Francesco Pugliese.

 Il collegio sindacale è composto da Giorgio Rusticali (presidente), Giuliano Piombini e Claudio Tinti.

I risultati
2010

Il giro d'affari sviluppato dalla rete Conad ha raggiunto, nel 2010, i 9,775 miliardi di euro (+ 5,1% rispetto al 2009), portando il gruppo a detenere la quota del 9,9% nel mercato della moderna distribuzione (salita al 10,1% nei primi mesi del nuovo esercizio) e a rafforzare la leadership nel canale dei supermercati (15,4%) e del vicinato (12,8 %).
L'utile netto -pari a 1.992.190 euro- è stata interamente destinato a riserva indivisibile, mentre il patrimonio netto ammonta a 44.217.751 euro. Questi i numeri del bilancio al 31 dicembre 2010 presentati e approvati all'Assemblea dei soci, che conferma i risultati di preconsuntivo diffusi a conclusione dell'esercizio.

H&M e Versace: in autunno una collezione esclusiva

Una collezione glamour, ispirata a modelli tratti dall'archivo di casa Versace, in grado di riproporre la quintessenza della moda di questa firma italiana, ai prezzi di H&M per raggiungere un pubblico ampio: questo l'obiettivo della collaborazione tra Gruppo Versace e il colosso svedese che vedrà la stretta collaborazione tra Donatella Versace, direttore creativo della casa, e il team creativo di H&M coordinato da Margareta van den Bosch.

Presenza in-store e online
La collezione, che sarà dsponibile dal 17 di novembre in 300 negozi H&M sparsi in tutto il mondo, oltre che online, proporrà una serie di capi classici e provocanti, in pelle e seta, abbinati ai relativi accessory, per donna e uomo.

La casa firmata Versace

Inoltre, per la prima volta, la collaborazione si estenderà ad articoli per la casa, come cuscini, coperte ed altri complementi d'arredo, il cui design sarà una reinterpretazione di alcuni classici tratti dall'archivio di casa Versace.

Appuntamento a primavera

Donatella Versace disegnerà anche una collezione pre-primaverile in
esclusiva, che sarà commercializzata esclusivamente online, nei Paesi
nei quail H&M è presente con questa modalità, a partire dal 19
gennaio 2012.
Versace è la più recente casa di moda con la quale H&M ha deciso di collaborare per personalizzare la propria offerta, dopo esperienze positive con Karl Lagerfeld, Stella McCartney, Comme des Garçons, Jimmy Choo e Lanvin.

Esselunga gioca anche sul web con le figurine Pixar

Con oltre un milione di album richiesti, il successo dell'operazione La spesa è un gioco, nata dalla collaborazione fra Esselunga e Disney, è andata oltre ogni rosea previsione.
I fan delle 144 figurine dei personaggi Pixar da tempo si rincorrono sul web chiedendo a gran voce un luogo dove condividere la propria passione.

Pagine Facebook
All'operazione sono state dedicate una decina di pagine su Facebook, che, però, non sono più sufficienti.

Un sito ad hoc

Così, a Esselunga e Disney non è rimasto che farsi strumento della volontà dei consumatori creando un nuovo sito: ecco www.esselunga-disney.it, a cui si accede anche dalla home page del sito di Esselunga.

Previa registrazione del genitore e del minore, è possibile continuare a giocare e vincere le carte mancanti in formato digitale, che possono essere successivamente stampate.

Prossime mosse
Esselunga non si sbilancia, ma è difficile pensare che l'operazione possa davvero finire il 25 giugno, come da calendario, visto che prevedono di organizzare incontri per lo scambio di “figu” anche nei vari supermercati e superstore dell'insegna sparsi nel Centro-Nord.

Iperspar, locomotiva del Centro Sicilia

Lat Bri passa a Granarolo?

Da tempo si parla delle difficoltà di Lat Bri (abbreviazione di "latticini brianza") produttore di latticini a Usmate (MB) vedi mozzarella, ricotta, mascarpone, caprino, robiola, crescenza, provola, tutte sotto il marchio ombrello Lat Bri ben presente in gdo.
La scorsa estate l'azienda era tornata alla ribalta per via della sospensione della licenza da parte dell'Asl, a seguito delle indagini sulle "mozzarelle blu" arrivate anche a Usmate.
Ora, riprendendo la notizia dal settimanale economico Il mondo, se ne occupa Il Cittadino di Monza sul suo sito, raccogliendo una dichiarazione da parte dei sindacati che parlano solo dell'esistenza di voci in merito ma senza conferme ufficiali.

Whole Foods Market ritiene che la propria rete Usa possa essere triplicata

Secondo Walter Robb, Whole Foods può far crescere la sua rete, che attualmente è di 300 pdv, fino ad arrivare ai 1.000 nel lungo termine. Anche in Canada si punta a una sostanziosa espansione con l'obiettivo di passare dagli attuali 6 negozi a 35.
Nel Regno Unito, il flagship di Londra è passato al cash-flow in attivo e, pure in questo paese, l'azienda ha identificato diversi siti per la futura espansione.

Situazione favorevole
Robb ha inoltre affermato che Whole Foods sta guadagnando quote di mercato, è libera da debiti e poiché sta creando un flusso di cassa in attivo, può con questo sostenere nuove aperture. La società prevede di aprire cinque club benessere in diverse città degli Stati Uniti. I membri pagheranno una quota mensile di 50$ con cui accumulare sconti per i negozi e accessi ai supper club.
Robb ha rivelato che l'investimento nei club benessere è stato inferiore ai 5 milioni di dollari.

Goffredo Luraschi è il nuovo direttore generale Mapa Spontex Italia

Nato a Como nel 1966 e laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Milano, Goffredo Luraschi guiderà Mapa Spontex Italia verso una profonda trasformazione che prevede l’ingresso in nuovi mercati, lo sviluppo di nuove categorie di prodotti e l’apertura verso nuovi canali di distribuzione.

Entrato in Mapa Spontex nel 1995 Goffredo Luraschi è diventato direttore Marketing nel 2003 e nel 2005 ha lanciato la ormai famosa campagna pubblicitaria del Riccio Ernie. Dopo avere assunto responsabilità crescenti nella struttura Marketing locale ed internazionale, nel 2007 ha cominciato ad occuparsi di problematiche più strettamente commerciali ed è stato nominato direttore marketing e trade marketing.

Custom, tecnologie ad hoc per gestire il cambiamento


Vicine al 50% Il gruppo Custom Engineering di Fontevivo (Pr), presieduto da Carlo Stradi (sopra), ha chiuso l'anno fiscale 2007 a quota 50 mio di euro, con un aumento del 26%. L'export, che rappresenta il 40% del fatturato, è destinato a crescere ulteriormente.

L'introduzione di nuovi servizi all'interno dei pdv -il pagamento delle utenze, la vendita di ricariche telefoniche, bigliettazione, gioco e scommesse ecc.- mette i retailer di fronte alla necessità di dotarsi di strumenti tecnologici in grado di gestire il cambiamento. “In questo processo evolutivo, i sistemi di cassa possono rappresentare un forte elemento di differenziazione e competitività, a patto di affrontare questa nuova sfida in un'ottica di soluzioni integrate e non stand alone -dichiara a GDOWEEK Carlo Stradi, presidente di Custom. Questa esigenza è ben spiegata dallo sviluppo del nostro gruppo: siamo passati in pochi anni dalla produzione di semplici meccanismi di stampa alla fornitura di soluzioni modulari che comprendono, a discrezione del cliente, la stampante integrata da scanner, media box per la gestione di monitor, registratori e terminali di cassa modulari”.

●Un nuovo concetto di servizio La parola chiave che guida l'azienda parmense è personalizzazione. “Grazie alla collaborazione avviata con System, sottolinea Stradi, stiamo costruendo, assieme ai nostri dealer, un concetto di servizio centralizzato che oggi ha pochi precedenti in Italia”. Ecco i punti chiave:
■ Tagliare su misura le performance dei prodotti hw dei sistemi di cassa: innovazione dei processi industriali per stampanti fiscali, unità centrali, sistemi touch e multimediali.
■ Sviluppare soluzioni sw che migliorino le performance dell'hw, mantenendo valore nel tempo: applicazioni Pos, Pc e Web di datawarehouse, applicazioni per mobile computer, chioschi e servizi integrati di pagamento elettronico.
■ Assistenza continuativa al cliente dalla fase di ricerca all'installazione, alla formazione e post vendita con un call center unico e centralizzato. “Accedendo a questa forma innovativa di servizio -dice Stradi- il retailer entra in una rete di relazioni che consentono di rendere unici i prodotti e di avere un unico interlocutore in grado di concentrare tempi e risorse”.


Un percorso interattivo
Nella visione di Custom le tecnologie accompagnano il cliente all'interno del pdv offrendo, attraverso diverse modalità di interazione, informazioni e servizi. In tutto in una logica di circolarità e integrazione dei dati.


Architettura e design di Centro Sicilia

Versace crea, H&M distribuisce

Logistics promoter, figura chiave per l’impresa che punta all’estero

Gli esperti in logistica hanno un ruolo prezioso per i piani d’internazionalizzazione delle imprese, e per la realizzazione di progetti di reti d’impresa, oggi al cuore della strategia europea che nell’agenda Ue è stata battezzata Europa 2020. Un’interessante occasione di formare figure professionali di logistics promoter, è offerta da Fedespedi – la Federazione degli spedizionieri internazionali, insieme con Ice (Istituto nazionale per il Commercio Estero) ha dato vita a un corso di alta formazione per esperti in logistica, in grado di pianificare, coordinare e migliorare i processi logistici in riferimento proprio alla proiezione internazionale delle reti d’impresa.

Borse di studio e stage

Il corso, a tempo pieno e a frequenza obbligatoria, si terrà a Milano -sede Ice, Palazzo delle
Stelline, Corso Magenta 59- avrà una durata di circa sette mesi, da ottobre 2011 a maggio 2012, sarà riservato ai vincitori delle prove di selezione, in possesso di un diploma di laurea magistrale in Ingegneria Gestionale o Economia Aziendale. I posti sono limitati, si richiedono profili con ottimo curriculum accademico. Sono previste borse di studio del valore di 6.000 euro e il sostegno dei costi di trasferta, infatti il corso prevede che partecipanti svolgeranno il periodo di stage in uno dei Paesi Obiettivo individuati dall’Ice : Corea del Sud, Malesia, Thailandia e Vietnam.

Il logistic promoter trova ideale collocamento nei ruoli direttivi d’imprese di logistica, imprese, produttive o commerciali, con complessi processi di movimentazione merci (approvvigionamenti/forniture), parchi industriali, piattaforme logistiche, interporti e porti.

Una figura professionale innovativa

Il logistics promoter è un esperto di logistica ma allo stesso tempo di marketing territoriale, con funzioni nell’internazionalizzazione dei sistemi territoriali, specializzato in logistica, distribuzione internazionale delle merci e sviluppo economico del territorio. Si tratta di una figura professionale innovativa e pluridisciplinare, orientata alla costruzione, alla valutazione, alla promozione e alla realizzazione di progetti di sviluppo territoriale. Deve essere capace di partecipare alla promozione internazionale del territorio nell’ottica di una particolare valorizzazione delle opportunità territoriali economiche e collegate all’ambito della distribuzione fisica, e dunque specificamente ai trasporti e alla logistica.
La scadenza del bando è fissata per il prossimo 29 luglio.

Il bando e la domanda di partecipazione sono pubblicati sul sito: www.campus.ice.it

Info: Ice Area Formazione Manageriale, email: formazione.manageriale@ice.it

Carrefour approva spin-off Dia, ma Reuters sottolinea elementi non chiari

Reuters riporta che l'assemblea Carrefour, svoltasi in un clima di critica accesa per via della caduta del valore delle azioni (-8,33% nell'ultima settimana, -23,23% in un anno) ha approvato lo spin-off della Dia e lo commenta come un fatto positivo. Dopo tre mesi di prese di posizioni negative da parte di alcuni azionisti sullo spin-off, se non altro, questa mossa consente alla società di concentrarsi sul come migliorare il core business.

Linee guida poco chiare
Reuters però sottolinea alcune contraddizioni all'interno delle linee guida dichiarate dal vertice Carrefour.
La prima è il contrasto evidente fra lo statement "Carrefour si impegna sui mercati emergenti ove è un leader" e la vendita della rete in Cina, dove è il numero 3.
La seconda è relativa allo statement "Carrefour intende mantenere il controllo delle attività in Brasile". Questo vorrebbe dire che con Cbd/Casino non si dovrebbe fare un accordo e tuttavia, di converso, potrebbe non escludere un IPO parziale.
Infine, l'ultimo punto e che il "Ceo di Carrefour dice di trovarsi sulla strada giusta, pronto ad affrontare qualsiasi tipo di turbolenza e, perfino, tempeste". Presa alla lettera questa dichiarazione potrebbe suggerire che nella visione della direzione di Carrefour le cose potrebbero peggiorare ancora prima di migliorare. Il che vorrebbe dire che la quotazione in borsa non ha ancora toccato il minimo.
Il prossimo evento in agenda è il vero e proprio spin-off di Dia (5 luglio) seguito dalla comunicazione dei dati di bilancio del secondo trimestre (13 luglio).

Crai premia i pdv che valorizzano il ruolo sociale della prossimità

La premiazione si è svolta a Capo Rizzuto, dove quest'anno si teneva Crailandia, il momento in cui si trovano insieme una gran parte dei punti vendita Crai. Su cinque finalisti, quella del punto vendita di Mathi ha raccolto i voti
più numerosi. Giuseppe Sopetti, in rappresentanza del fratello Giancarlo, ha ricevuto il premio da Giangiacomo Ibba, presidente di Crai Società Coperativa.

L'iniziativa del pdv premiato
A fine 2010 a Mathi si continua a
mormorare sulla necessità di dotare di computer più attuali il
laboratorio di informatica della scuola elementare e media. Giancarlo
Sopetti, titolare del Supermercato Crai La Canavesana é
doppiamente sensibile, sia come commerciante, pronto ad andare incontro
alle esigenze della clientela, sia come padre di due allievi. Così
pensa di devolvere il 2,25 per cento di ogni scontrino della spesa da
Gennaio a fine Giugno 2011 per l'acquisto dei materiali informatici.
Ne parla con il Sindaco Crispino Caudera e con il dirigente scolastico
Giacomo Brachet Contol, entrambi molto favorevoli e, a tempi
strettissimi, scrivendo a tutte le famiglie, lancia l'iniziativa “Uno
scontrino per un computer”.

Altre iniziative interessanti
Menzioni onorevoli sono poi andate al pdv Crai Le Baite
di Oulx (Torino) per il Progetto energia pulita, sviluppato con
l'iintegrazione dell'impianto fotovoltaico esistente con un impianto
eolico, che insieme coprono oggi 1/3 dei consumi energetici del centro,
destinati in obiettivo per il 2012 ad easere incrementati sino alla
copertura dell'intero fabbisogno energetico, attraverso un impianto di
cogenerazione che sfrutti olii vegetali o legno cippato, o impianti di
geotermia con riscaldamento da terra. Un'altra è stata attribuita al
Crai di Ivo Gobbi ad Ambri, Svizzera Italiana per la funzione costante da punto di riferimento e vero centro di aggregazione
per il piccolo paese, difficilmente raggiungibile e a grande distanza
dai centri più popolosi e dotati di offerta commerciale. Esempio di tale
continua attività é la bicchierata di ogni sera destinata ai clienti,
che trovano al'interno il proprio bicchiere, appositamente fatto
dipingere e personalizzato con il proprio nome dai disabili del
laboratorio protetto di Piotta, fondato da Don Giovanni Maria Colombo.

Gli obiettivi del premio
La strategia del premio è quello di valorizzare il punto di vendita Crai, che si sia maggiormante distinto con un'iniziativa originale, al servizio della propria comunità, non solo a livello di solidarietà o di sostenibilità, ma anche a livello di ricreazione e divertimento.
In altri termini con questo premio Crai vuole valorizzare quel ruolo sociale della prossimità, che ogni giorno esercitano i suoi più di 2.000 punti di vendita, interpretando spontaneamente la vicinanza come missione, nel senso di essere vicini ai propri consumatori, proattivi verso le loro esigenze.

Simply offre libri di testo scontati

Anche quest'anno Simply offre l'acquisto dei libri di testo risparmiando il 15% sul prezzo di copertina.
Il servizio è attivo in 195 punti di vendita a insegna Simply, Ipersimply e Sma con un incremento del 41,3% rispetto allo scorso anno.
I punti di vendita che gestiscono il servizio di prenotazione dei libri di testo sono identificati da una locandina.

Si ritirano anche i buoni della Regione
I negozi della Lombardia aderenti all'iniziativa Dote Scuola provvedono anche quest'anno al ritiro dei buoni emessi dalla Regione Lombardia per l'acquisto libri di testo, dizionari, cancelleria, cartotecnica, zaini, grembiuli e altri prodotti di sussidio allo studio.
Continua anche quest'anno la prenotazione on-line.

Prenotazione
Per prenotare i testi si va sul www.simplymarket.it e li avviene la selezione del pdv dove si desidera siano consegnati.
I libri di testo possono essere prenotati da inizio giugno a fine settembre.
La meccanica è semplice: al momento del ritiro dei libri prenotati, viene emesso un buono sconto pari al 15% del prezzo di copertina, spendibile all'interno del supermercato.

Il servizio permette inoltre al cliente di verificare su internet lo stato della propria prenotazione, avvisandolo comunque tramite sms quando il testo sarà disponibile presso il punto vendita.

Il ritorno a scuola è un sacrificio economico
“Il rientro a scuola richiede alle famiglie un sacrificio economico elevato, particolarmente impegnativo in questo periodo di profonda crisi economica. - spiega Antonello Sinigaglia, direttore generale Simply - Per tutelare il potere d'acquisto della nostra clientela e combattere il caro-scuola, anche quest'anno diamo la possibilità di acquistare i libri di testo a prezzi scontati, oltre ad avere offerte particolarmente vantaggiose sui prodotti del reparto cartoleria e sugli accessori scolastici.” 
Presente nei punti vendita del gruppo dal 2003, il servizio per l'acquisto dei libri di testo era attivo nel 2010 in 138 punti vendita ed è stato usufruito da circa 24.000 clienti.

Billa, in cessione parte della rete

Billa Italia cederà i negozi ex Standa? Le indiscrezioni si susseguono ma Rewe (che controlla Billa) si  limita a precisare che in realtà ha intenzione solo di cedere i format e le location meno remunerative (leggasi superstore e ubicazioni periferiche) per concentrarsi sulla convenience. Del resto sulla  Rewe pesano anche le difficoltà che sta attraversando in Germania circa l'evoluzione da imprimere all'insegna Penny per implementare un format più redditizio.
Comunque sia, appare chiaro che l’operazione con cui si era scelto di cambiare la denominazione dei negozi in Billa, abbandonando il nome Standa, uno dei marchi ancora più noti in Italia, non ha dato i frutti sperati.
Secondo le indiscrezioni riportate oggi dal supplemento economico del Corriere della Sera Coop, Conad, Selex ed Esselunga starebbero guardando con interesse alle possibilità aperte da un’eventuale cessione dei pdv, anche se va rilevato che alcuni dei supermercati oggi di Billa in realtà erano stati ceduti all’azienda tedesca proprio da Esselunga.

I dati
In Italia Rewe possiede 185 pdv, compresi 8 supermercati a insegna Uni. Due terzi della rete è presente tra Piemonte, Lombardia e Veneto. Il gruppo controlla anche i discount a insegna Penny Market. Il fatturato (dati 2009) di Billa Italia è di 1,35 miliardi di euro, a questi si aggiungono i circa 900 milioni di euro di Penny Market. Il giro d’affari complessivo del gruppo Rewe è ci 50,9 miliardi di euro.

Esselunga si accorda con i lavoratori ex-Battistero

Per i 26 dipendenti rimasti come organico, l'accordo prevede il mantenimento dei livelli occupazionali e retributivi in essere. La presa in carico da parte Esselunga avverrà il 23 giugno e con essa il lavoratori cesseranno, dopo due anni, di essere cassintegrati.
Azienda e sindacato si incontreranno di nuovo successivamente all'acquisizione del ramo di azienda per l'attuazione operativa di alcune parti dell'accordo.
Fra le cose che devono passare alla fase attuativa c'è anche lo spostamento dello stabilimento produttivo Esselunga da Firenze a Parma.

Adt Fire & Security rafforza la diversità e l’integrazione in azienda

ADT Fire & Security ha istituito al proprio interno un team Diversity & Inclusion con l'obiettivo di creare iniziative che sostengano l'integrazione e valorizzino il contributo di ciascuno per promuovere l'eccellenza in azienda.

Bernardo Bartoccioni, service director di ADT Fire & Security, è stato incaricato di coordinare i lavori per l'Italia. A lui compete la gestione di un programma articolato teso ad ampliare le attività aziendali grazie alla creazione di un ambiente di lavoro che promuova la creazione e lo sviluppo di una forza lavoro diversificata. L'obiettivo è soprattutto quello di diffondere una cultura incentrata sul senso di appartenenza e delle politiche aziendali che siano in grado di valorizzare i talenti sulla base delle loro specificità, rendendo migliore per tutti l'ambiente in cui ogni giorno si lavora.

ADT valorizza quindi i concetti di inclusione e diversità come mezzi per creare un ambiente sereno in grado di offrire i giusti riconoscimenti emotivi ed intellettuali, e in cui ciascuno possa sentirsi incluso, rispettato e apprezzato. In questa direzione, e grazie alla serie di iniziative promosse dal team Diversity & Inclusion rivolte a migliorare costantemente l'ambiente di lavoro e il livello di soddisfazione dei dipendenti, le risorse interne ne traggono beneficio e si predispongono ad una resa ottimale nello svolgimento delle proprie mansioni, con un miglior rendimento dell'organizzazione nel suo complesso.

Il futuro di idm e retailer di occhiali si vede da una prospettiva … più category

Che il futuro dell'ottica fosse legato
alla capacità dell'industria e
della distribuzione del settore di dialogare
per sviluppare insieme valore
era già chiaro da tempo. Tuttavia
tale affermazione è apparsa ancor
più vibrante durante il Kentral Partner's
Forum di fine aprile, il meeting
annuale in cui Salmoiraghi & Viganò
e Vision Service Group (riunite
nella supercentrale Kentral Scarl,
quasi 1.400 store con diverse insegne
tra cui Salmoiraghi & Viganò,
Vistasì, Vision Ottica e Vision Service)
incontrano i principali referenti
dell'industria ottica nazionale.
Le generali difficoltà dell'economia
internazionale hanno avuto riflessi
anche nel comparto dell'ottica,
con una riduzione dei margini e dei
volumi che ha interessato tutte le
imprese del settore, con una netta
virata del cliente nella ricerca del
good value for money.
Va detto, in verità, che il mercato
proviene da anni di crescita significativa,
determinata soprattutto
dalla felice intuizione di riqualificare
gli occhiali da semplice dispositivo
medico sanitario ad importante accessorio
moda.

Per saperne di più scarica il PDF ...

Allegati

Il futuro di idm e retailer di occhiali si vede da una prospettiva … più category
Il settore dell’ottica sta vivendo modifiche strutturali che incidono sui rapporti tra industria e gdo | Gdoweek | 7 giugno 2010 |

Tonno in scatola, promosso e ormai maturo

Uno dei mercati Lcc più imponenti per dimensioni, ma sempre più commodizzato come evidenzia il dato “monstre” della pressione promozionale: 53%. Il mercato del tonno è rimasto negli ultimi mesi sostanzialmente fermo quanto a vendite a valore (-1,2% la flessione) e volumi (-1,3%). Oggetto dell'analisi di Symphony IRI che riportiamo sono i tranci di peso fino a 300g, che comunque rappresentano l'80% di un mercato che ormai presenta tutti i segni della maturità e che richiede ai produttori idee nuove per riuscire a sganciarsi da una logica del prezzo più basso che finisce per svilire la marca. Bisogna d'altro canto ricordare che la stasi di vendite registrata negli ultimi mesi fa seguito ad anni di crescita incessante e che i plus di prodotto sono tali da garantire costanza di vendita anche nel futuro: praticità, basso costo a porzione e naturalità dei componenti sono caratteristiche sempre più apprezzate. A remare contro il business dell'industria c'è, invece, la lunghissima conservabilità e la facilità di stoccaggio che favoriscono come per pochi altri prodotti l'acquisto in grandi quantità quando il prodotto è in offerta. A fare la spese della fortissima promozionalità sono le Pl, che dopo l'impetuosa crescita degli scorsi anni sono, caso pressoché unico nel largo consumo, in diminuzione: 16.6% a valore (-0,4% su base annua); 18,6% a volume (-1,6% nei 12 mesi).

Per saperne di più scarica il pdf ...

Allegati

Tonno in scatola, promosso e ormai maturo
Mercato | Gdoweek | 2 maggio 2011 |

Coop Liguria, fatturato in lieve diminuzione

La crisi dei consumi, il peso della concorrenza e l’aumento delle promozioni hanno fatto sentire il loro peso sul bilancio 2010 di Coop Liguria. I ricavi dalle vendite, pari a 730,199 milioni di euro, sono diminuiti del -1,73% rispetto al 2009.
La percentuale degli acquisti effettuati dai soci sul totale delle vendite è stata di 64,86%, leggermente più bassa del valore dell’anno precedente (65,20%).

Le promozioni
Dicevamo delle promozioni: sul prodotto a marchio Coop le azioni promozionali anche molto prolungate. Per tutto l’anno, ogni due settimane, oltre 60 prodotti alimentari confezionati a marchio Coop sono stati ribassati del 20%.
Grazie a queste azioni, i consumatori di Coop Liguria hanno ottenuto complessivamente oltre 45 milioni di euro di sconti, un dato cresciuto dell’11% rispetto al 2009. I soci, inoltre, hanno usufruito di altri 13,7 milioni di euro di vantaggi esclusivi, tra promozioni riservate, ed erogazione di punti-spesa immediatamente convertibili in sconti.

Inflazione allo scaffale
La variazione media annua dei prezzi dei prodotti alimentari in Coop Liguria è stata di mezzo punto inferiore rispetto alla media nazionale: il costo della spesa infatti è sceso del -0,30%, mentre l’indice medio annuo dei prezzi dei prodotti alimentari rilevato dall’Istat è aumentato del +0,19%.

Qr code e augmented reality

Coop Consumatori Nordest: bilancio positivo, che guarda al futuro

Coop Consumatori Nordest chiude il 2010 con vendite pari a a 927 mio € -stazionarie rispetto al 2009-, un margine commerciale di 221,2 mio € ( +1,7 mio € rispetto al 2009), grazie ad un forte rigore gestionale ed al contenimento dei costi logistici, e con un utile dopo le imposte di 3,7 milioni di euro.

“Si tratta di un risultato positivo, che sarebbe potuto essere di 5,7 milioni di euro superiore se non si fosse varato un impegnativo piano di convenienza a favore dei consumatori”, ha spiegato il presidente Marco Pedroni.

Priorità
Pedroni ha sottolineato la volontà di consolidare questi risultati, lavorando su elementi di efficienza e di efficacia che possono dare ulteriori margini. In particolare, la cooperativa intende concentrarsi su:

  • l'innovazione dell’ipermercato, lavorando su dimensioni più limitate, percorsi
    più facili e veloci, puntando un’ulteriore specializzazione nel non food
    (soprattutto i segmenti di vocazione) e rilanciando l’attrattività di
    prezzo e promozionale, a partire da ciò che è meno replicabili dai
    supermercati;
  • la progettazione dei negozi, agendo sui costi connessi sia alla progettazione sia alla loro realizzazione;
  • la logistica, semplificando la rete dei magazzini, possibile attraverso una maggiore integrazione tra le cooperative;
  • i contratti di lavoro;
  • le promozioni, che vanno ripensate così come vanno ristrutturati i costi promozionali, evitando sovrapposizioni di iniziative.

La difesa del potere d’acquisto

Dall'inizio della crisi del 2008 Coop Consumatori ha moltiplicato gli sforzi a difesa del potere d'acquisto, confermando la propria missione di cooperativa di consumatori e riuscendo a garantire prezzi alimentari più bassi dello 0,75% rispetto al 2009, con varie iniziative distintive, quale lo sconto del 10% per chi ha perso il lavoro o è in cassa integrazione.

Altri business
Le altre gestioni segnano un risultato positivo per 10,3 milioni di euro: positivi i risultati di Immobiliare Nordest, al secondo anno di attività, e di Enercoop, la società di distribuzione carburanti che presto vedrà nuove aperture sul territorio, mentre non raggiungono il pareggio nell'esercizio Ipercoop Sicilia e Nuova Planetario (viaggi), che però hanno registrato nel 2010 azioni gestionali che si prevede riporteranno all'utile nei prossimi anni.

Patrimonio

Con questo bilancio, il patrimonio netto della cooperativa passa dai 779,5 milioni del 2009 ai 783 milioni del 2010, confermando Coop Nordest fra le imprese maggiormente patrimonializzate del Nord Italia.

Simmenthal in Triennale fa sperimenthal design

L'iconicità della storica lattina di Simmenthal ha ispirato le dieci opere di Sperimenthal Design in mostra sino al 26 giugno prossimo alla Triennale di Milano, all'interno dello spazio Material Connexion.  Il progetto, frutto della collaborazione tra Kraft Foods e IED Centro Ricerche , che ha coordinato il progetto nonché curato l'allestimento della mostra, ha visto all'opera sei affermati giovani designer:
Dodo Arslan, Andrea Castelletti, Gabriele Chiave in collaborazione con Alessandra Di Palma, Aureliano Fontana e Mirko Ginepro.

La mostra, a ingresso libero, è aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle ore 10,30 alle 20.

Carrefour corre ai ripari sul mercato francese

Lars Olofsson Ceo di Carrefour ha nominato come responsabile del mercato francese Noel Prioux (in foto), già executive director in quanto in aprile era stato nominato responsabile dei mercati Italia, Belgio, Spagna, Polonia, Grecia, Cipro e Romania che, dopo solo due mesi, passa a Thomas Huebner. La mossa non era più procastinabile visto l'andamento in borsa del titolo, l'agguerrita concorrenza di Casino e Leclerc, le resistenze di alcuni azionisti al piano di spin-off e, non ultimo, il fatto che l'aver assunto il ruolo pro tempore di responsabile della Francia da parte di Olofsson fosse in realtà un segnale sufficientemente forte per il mercato e soprattutto per la borsa. Noel priou prende il posto di Vincente Trius che aveva lasciato la società in febbraio.

L'obiettivo è di approntare un piano di recovery
Lars Olofsson continuerà a supervisionare le attività francesi, tuttavia compito preciso del manager sarà di mettere a punto un piano di recovery per migliorare le prestazioni di Carrefour France che durante la prima metà dell'anno sta registrando risultati al di sotto delle aspettative del Cda .

Ubs abbassa il rating su Carrefour e consiglia di vendere
A seguito di questi risultati Ubs ha abbassato il suo rating su Carrefour da "Neutral" a "Sell" ed il target sulla quotazione è passato da €33 a €27. Ubs non nasconde che le recenti notizie giunte dalla Francia sarebbero preoccupanti.  Si aggiunge inoltre che prima che Carrefour Planet abbia effetto sui conti dovranno passare diversi mesi. Ubs ha anche ridotto perciò le sue stime sull'utile per azione di Carrefour nel triennio 2011-2013.

Tesco nel primo trimestre continua a salire più all’estero che in Uk

Dal punto di vista internazionale per Tesco  sono l'Asia, l'Europa e gli Usa a dare le maggiori soddisfazioni.
L'Asia continua a dare performance significative con una crescita del 8,6% (11,4% a cambi costanti) supportata da nuove aperture di negozi in tutta la regione, anche se la crescita a rete costante è stata del 3,2%. In Thailandia risultati particolarmente positivi, mentre la crescita in Corea - anche se più forte nel quarto trimestre dello scorso anno - è stata più contenuta.

In Europa, le vendite esclusa benzina sono cresciute del 9,5% da ridimensionare al 2% a rete costante. La crescita in Europa centrale è stata caratterizzata da performance particolarmente interessanti in Repubblica Ceca e Slovacchia.
Negli Stati Uniti Fresh & Easy ha visto le vendite salire del 21,9%, con doppia cifra a rete costante, ovvero l'11,1%. Un aumento trainato dal numero di clienti maggiore e dalla più alta spesa media. Da notare che i negozi che hanno aperto di recente nel Nord della California hanno raggiunto durante il trimestre vendite settimanali per negozio pari a 150mila dollari.

Franchising: 2011 anno di svolta?

Un giro d’affari di oltre 22 miliardi di euro (+ 1,8% rispetto il 2009), 883 reti operative in Italia (+1,6) per un totale di 54.013 punti di vendita (700 in più rispetto all’anno precedente (+1,3%), crescita delle reti italiane in franchising all’estero (7.114 , + 16,8%), un incremento degli occupati del 3,3%: questi i numeri del 2010 del franchising, che gli permettono di guardare al futuro con maggiore tranquillità.

Segnali positivi
“Il 2011 può essere, infatti, l’anno della svolta, nel quale si rafforzano fenomeni e dinamiche di crescita, già presenti nel 2010, che si conferma un anno di assestamento e tenuta, dopo le contrazioni subite nel terribile biennio 2008-2009”, ha sottolineato Graziano Fiorelli, presidente di Assofranchising nel corso della 6 conferenza nazionale del settore.

I settori più performanti
Una crescita a macchia di leopardo che premia alcuni settori: la gdo alimentare si conferma al primo posto nella classifica del giro d’affari (quasi 6.000 milioni di euro, pari al 26,44), ma performance molto positive sono state registrate dall’intimo (sesto posto, 1.211 milioni di euro, 5,46% di incidenza) e dalla ristorazione rapida (settimo posto, 1.210 milioni di euro, 5,46% di incidenza).

Sainsbury’s: sfiora il 2% l’aumento delle vendite del primo trimestre

Sainsbury's porta a casa un buon trimestre con un aumento del 4,8% a perimetro costante, compresi i carburanti. Percentuale  che si riduce all'1,9% se si tolgono quest'ultimi. Interessante il dato dell'aumento del numero di clienti che acquistano settimanalmente: crescono del 5% e arrivano ai 22 milioni.

Tutte le Pl dell'insegna Basics, by Sainsbury’s e Taste the Difference presentano volumi in crescita, così come l'area del convenience che con un +20% ha la stessa dinamica delle vendite on line.
Il servizio di click&collect è stato introdotto in altri 240 negozi per un totale di 400 negozi, in linea con il target di 800 che si vuole raggiungere per Natale.

Le nuove aperture durante il trimestre sono state: 2 supermarket, 1 rinnovo, 13 convenience, per un totale di 19.400 mq di superficie di vendita in più.

Bilancio Coop 2010: fatturato +1,1%

In Assemblea di Coop Italia, in cui sono intervenuti  Jean Paul Fitoussi, Tito Boeri e Giuliano Poletti
è stato presentato un quadro a tinte fosche a corredo della presentazione dei dati di Bilancio Consuntivo 2010. Consumatori in crisi e nessun segnale di miglioramento alle porte.

La crisi è andata avanti
In un anno in cui permane una crisi dei consumi che ha fatto registrare alla distribuzione moderna per la prima volta da dieci anni un -0,3% a rete corrente (ovvero includendo anche le nuove aperture) e un calo del'1,7 a rete omogenea, Coop aumenta la sua leadership con una quota di mercato che raggiunge il 18,3% (+0,2%), 12,9 miliardi di euro di fatturato (+1,1%), tenuta dell'occupazione (pari ad oltre 56.600 addetti) e crescita significativa della base sociale che supera i 7,4 milioni di soci (+3%).

Difficoltà per famiglie e imprese
“Sono risultati tutt'altro che scontati -sostiene Vincenzo Tassinari (in foto) presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia- che si collocano in un contesto di grande difficoltà per le famiglie e per le imprese: un contesto che noi monitoriamo costantemente grazie al fatto di essere presente con la nostra rete di vendita da nord a sud del territorio nazionale con una molteplicità di format distributivi (dalle piccole superette ai discount ai grandi ipercoop). C'è un dato forte e nuovo su cui riflettere: la distribuzione moderna nel 2010 diminuisce a valore omogeneo (ovvero a parità di mq) dell'1,7%, ma per la prima volta da 10 anni a questa parte diminuisce anche a valore corrente (ovvero includendo anche le nuove aperture) dello 0,3%. E se il primo dato si può leggere come un segnale inequivocabile di un calo dei consumi degli italiani, il secondo è un dato oltremodo preoccupante perche dimostra che la distribuzione moderna ha smesso di fare investimenti, non crea sviluppo soprattutto al sud e questo a lungo andare significa accentuare il divario già esistente tra nord e sud del Paese”.

Risultati positivi
Pur con queste criticità spiccano alcuni risultati positivi di Coop: in primo luogo i dati del prodotto a marchio che raggiunge i 2,7 miliardi euro di fatturato, con una quota complessiva che supera il 25% sul totale alimentari -una quota più europea che italiana (dove le private label sono al 15%)- e che crescerà ancora, a dimostrazione del fatto che i soci e consumatori trovano nel prodotto Coop quella giusta combinazione di qualità e prezzo che risponde alle loro esigenze. Buoni sono stati i risultati di Coop Voce, la telefonia mobile di Coop, che ha raggiunto 640.000 attivazioni nel 2010 grazie a una tariffa semplice, conveniente, trasparente. Sempre nel corso del 2010 è cresciuta la diffusione di Coop Salute, con 102 corner, 80 milioni di euro di fatturato e un risparmio per il consumatori di circa il 27%, rispetto ai prezzi medi praticati in farmacia.

Il 2011, ancora un anno difficile
Gli investimenti di Coop
Tutto
fa pensare che il 2011 sarà come il 2010 un anno difficile. Le vendite della distribuzione moderna segnalano un + 1% a rete corrente e un - 1,2% a rete omogenea. Segnali evidenti di un persistere della crisi. “I dati di Coop sono in linea con il mercato -sostiene ancora Tassinari- e bisogna aggiungere che su questi dati pesa una crescita della inflazione, peraltro da noi annunciata, che raggiungerà il picco del 5% sui prodotti alimentari nell'anno in corso. Dal punto di vista dell' inflazione Coop ha cercato di fare la sua parte e dal 2003 al 2010 siamo stati impegnati nel tenere il dato dell'inflazione cumulata al 4,9% a fronte di un'inflazione Istat cumulata al 14,9%, mantenendo così l'impegno preso di tutelare il potere d'acquisto di soci e consumatori".

Epta implementa programma per la sicurezza sul lavoro

“Epta per la sicurezza” è l’innovativo programma implementato da Epta (refrigerazione commerciale) per garantire la sicurezza del personale delle fabbriche di Limana e Solesino. La campagna ha come finalità la riduzione degli infortuni, all’interno dei siti produttivi e il radicamento di una cultura basata sulla prevenzione.

Convertire l’obbligo di legge, in valore aggiunto per l’impresa è la priorità di Epta in termini di sicurezza sul lavoro. L’importanza di consolidare best practice, in questo ambito, è da sempre considerato un importante fattore di crescita e di valore per l’azienda. Il gruppo multinazionale, in linea con il suo concept innovativo Eptology, crede che l’adozione di un comportamento socialmente responsabile determini sia un miglior rapporto tra impresa e territorio, sia inevitabili e positive ricadute sulla sua reputazione, elemento di forte valenza competitiva.

Il team di lavoro, composto da Federico Pedrazzi, del marketing di Epta, responsabile del progetto e da Alberto Grandini, safety manager di Costan, promotore dell’iniziativa ha strutturato l’iniziativa in cinque fasi.
Le più rilevanti si concentrano sull’identificazione dei “20 rischi tipici“ di processo, ergonomici, fisici e meccanici, sullo sviluppo di una comunicazione diretta, riconoscibile ed incisiva all’interno degli stabilimenti e nei luoghi di aggregazione e sull’ erogazione di un corso, in modalità e-learning, che sarà fruibile sulla piattaforma Epta e per cui sarà previsto un attestato di frequenza.

Sughi pronti, Il basilico batte il pomodoro. I pareri di: Coralis e Cedi Sisa Centro-Nord e l’assortimento Esselunga

Il pesto performa molto meglio del sugo classico al pomodoro. A fronte di un mercato tradizionale che perde lo 0,5%, stando ai dati SymphonyIri, il condimento al basilico guadagna tre punti, portando in territorio positivo la variazione a valore del mercato dei sughi pronti, che però fanno fatica a battere la concorrenza delle preparazioni domestiche.
Un segnale chiaro lo si ricava guardando alla distribuzione geografica delle vendite, che si concentrano per quasi il 40% nel Nord Ovest cioè nell'area dove si cucina meno spesso. La pressione promozionale è lievemente sopra la media del largo consumo, attestandosi al 32%. I prodotti a marchio, specularmente, sono sotto media con 13,7% a volume e 11,2% a valore. Negli ultimi mesi le Pl, cresciute dell'1,4% a valore, hanno performato meglio del mercato.
L'analisi di Gdoweek rivela che il mercato dei sughi ha una scala prezzi poco divaricata, come appare dalla rilevazione compiuta nei punti di vendita da Gdoweek.

Seguono: I pareri di Coralis e Cedi Sisa Centro-Nord
e l'assortimento di Esselunga
di Alessandra Bonaccorsi

Per saperne di più clicca qui sopra per scaricare il pdf

Allegati

Sughi pronti, Il basilico batte il pomodoro. I pareri di: Coralis e Cedi Sisa Centro-Nord e l’assortimento Esselunga
Mercato | Gdoweek | 2 maggio 2011 |

Salumeria Parmacotto a la parigina

Dopo New York, Salumeria Rosi Parmacotto riproduce il suo concept a Parigi con un punto vendita aperto presso Lafayette Gourmet, al primo piano di Galeries Lafayette, una delle vetrine internazionali più importanti dedicate al lusso. “Con Parigi – spiega Alessandro Rosi, Ad del Gruppo – confermiamo il nostro processo di internazionalizzazione avviato già da qualche anno che ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere la cultura enogastronomica e l’arte salumiera italiana sui mercati esteri”.

Formula invariata rispetto a New York
Invariata la formula che ha riscosso tanti apprezzamenti nella Grande Mela: metà salumeria tradizionale dedicata alla vendita delle specialità della salumeria italiana, metà spazio di consumo in store tra selezioni di salumi e formaggi, primi piatti e dolci accompagnati da una cantina di vini rigorosamente italiani. Un negozio ambasciatore del made in Italy a tavola, che ha vinto riconoscimenti e menzioni: “miglior charcuterie di New York City” nella Zagat NYC Food Lover’s Guide, l’autorevole classifica dei locali di New York, e la segnalazione tra le 5 salumerie top degli Usa nel The Daily Meal, il sito internazionale specializzato nel food&wine.

I mercati stranieri valgono il 16%
Il Gruppo fattura 16% dei suoi 168 milioni di euro (2010) sui mercati stranieri ed ha affidato a Salumeria Rosi Parmacotto il ruolo di biglietto da visita in terra straniera: “La nostra nuova location di Parigi – conclude Rosi –consente di rafforzare il presidio di Parmacotto in Francia, un mercato molto ricettivo, nel quale siamo presenti dal 2007 con una filiale”.

Per Federdistribuzione l’aumento dell’IVA è una follia per i consumi

Federdistribuzione esprime forte preoccupazione per voce del suo presidente, Giovanni Cobolli Gigli (in foto), che nel suo intervento durante la Sesta Conferenza Nazionale del Franchising organizzata da Assofranchising ha commentato le ipotesi di incremento delle aliquote IVA sui beni di consumo per finanziare semplificazioni e riduzioni dell'Irpef.

“Se ciò avvenisse - sostiene Cobolli Gigli - per il consumatore finale significherebbe un esborso rilevante per acquistare gli stessi prodotti o gli stessi servizi. Una follia per l'Italia, che contribuirebbe a un'ulteriore contrazione dei consumi. Va detto che ora, rispetto alle ipotesi estreme di qualche mese fa, c'è una maggiore prudenza nel valutare incrementi dell'Iva, ma siamo convinti che, se si vuole davvero rilanciare la domanda interna in Italia, l'Iva non vada toccata e occorra invece individuare provvedimenti che siano aperti a maggiori liberalizzazioni di settori ancora protetti e soprattutto alla riduzione delle pastoie burocratiche e amministrative. In Italia - continua il presidente di Federdistribuzione - la distribuzione moderna deve essere messa alla stregua di quella europea con interventi che snelliscano e che ci rendano efficienti e competitivi. Chiediamo semplicemente di aiutarci a fare il nostro mestiere, sia che si tratti di grandi gruppi sia di piccole e medie imprese, come, per esempio, si verifica nel caso del franchising”.

Vf acquisisce Timberland

Timberland è sinonimo di calzature impermeabili, ma la sua proprietà, detenuta ancora dalla famiglia del fondatore Nathan Swartz, non è rimasta impermeabile all’offerta di acquisto a 43 dollari per azione fatta da Vf Corporation, major dell’abbigliamento sportivo e informale che possiede tra l’alto marchi come Wrangler e North Face.

I vantaggi sul fatturato
L’offerta di Vf a cui Timberland ha dato la sua adesione ha un valore complessivo di 2 miliardi di dollari.
L’operazione dovrebbe giungere a compimento nel terzo trimestre dell’anno e dovrebbe aportare sul fatturato consolidato del Gruppo un beneficio di 700 milioni di dollari, tenendo conto che Timberland fattura attorno a 1,6 miliardi di dollari all’anno. I ricavi della business unit abbigliamento sportivo e outdoor di Vf grazie all’acquisizione nelle previsioni degli analisti dovrebbe crescere del 50% sin dal 2012.

Assolatte: volano le vendite oltrefrontiera dei formaggi italiani

A dispetto della crisi, per il secondo anno consecutivo, anche per il 2010 la bilancia commerciale del settore lattiero caseario si è chiusa in attivo per 154 milioni di euro, com'è emerso dai dati presentati durante l'assemblea annuale di Assolatte, tenutasi il 15 giugno a Milano. Un risultato che appare ancora più eclatante se si considera lo sfavorevole contesto economico internazionale che ha caratterizzato il 2010. “Dobbiamo impegnarci per
far sì che il lattiero caseario possa mantenere il suo ruolo di primo
comparto del settore alimentare italiano e motore trainante della
filiera del latte. Per riuscire a vincere la battaglia della
competitività abbiamo bisogno dell'appoggio delle Istituzioni, cui
chiediamo provvedimenti concreti che semplifichino la burocrazia e
snelliscano la normativa”, ha sottolineato Giuseppe Ambrosi, presidente dell'associazione che rappresenta oltre il 90% del fatturato industriale del comparto lattiero caseario nazionale. Un settore che ha chiuso il 2010 sfiorando i 14,8 miliardi di euro di fatturato.

Vocazione export
Nel corso del 2010, le esportazioni hanno superato le 272.000 tonnellate generando ben 1,6 miliardi di euro di fatturato, mettendo a segno un +8% in volume e un +15% in valore rispetto all'anno precedente. Particolarmente positivi i dati delle vendite di formaggi italiani nei tradizionali mercati di sbocco, come Francia (+11% in volume nel 2010), Germania (+12,8%), Gran Bretagna (+8,6%) e Stati Uniti (+7,3%).

Sul fronte del mercato interno, il 2010 è stato caratterizzato da consumi stabili, quando non in calo, e da una concorrenza sempre più agguerrita. Ciò non toglie, che l'industria lattiero casearia abbia vissuto nel 2010  momenti difficili, soprattutto nei mesi in cui le quotazioni dei prodotti hanno toccato i minimi storici, andando ben al di sotto della marginalità minima.

Acque minerali, I big player preferiscono giocare sempre di più in Tv

Con una penetrazione tra le famiglie italiane che sfiora il 99%, l'acqua minerale è certamente la rappresentazione paradigmatica del prodotto di largo consumo. In Italia deteniamo il primato mondiale del consumo di acqua in bottiglia e abbiamo un tessuto produttivo articolato che si suddivide tra grandi gruppi industriali, con politiche commerciali e strategie comunicative di respiro nazionale, e piccole realtà locali, che hanno posizioni di forza limitate ai territori d'origine e una scarsa capacità di affermare la marca oltre i propri confini.
Ovvio che, in una situazione così configurata, di grande concentrazione al vertice, il pallino della comunicazione rimanga in mano ai big del mercato, che utilizzano, coerentemente con le caratteristiche del prodotto, “armi di comunicazione di massa” per accrescere nei confronti dei consumatori, la riconoscibilità del brand e dei suoi valori. Si tratta, spesso, di campagne seriali, nelle quali i protagonisti si ripetono stagione dopo stagione: il tessuto comunicativo è intinto nei valori intrinseci dell'acqua, vista come veicolo di depurazione, di sanità, di salubrità. Ma, sempre più spesso, questo messaggio nucleare finisce per trovarsi in secondo piano, vagamente offuscato dall'impiego di personaggi dello spettacolo o dello sport e dall'uso dell'ironia e di messaggi fortemente indirizzati al target.

Segue analisi Nielsen Media

Approfondimento su dati Nielsen Consumer Panel di D. Bernieri: Si consuma acqua più leggera nel prezzo e nell'eco-impatto

Segue analisi di Blogmeter

Nel web scorrono parole a fiumi, sono gli italiani che parlano molto di acqua

Per saperne di più leggi il pdf-white paper cliccando in alto

Allegati

Acque minerali, I big player preferiscono giocare sempre di più in Tv
Mercato | Gdoweek | 2 mggio 2011 |

Coin, primo trimestre 2011 stabile

Primo trimestre 2011 all’insegna della stabilità per il Gruppo Coin. Le vendite sotto insegna sono risultate  pari a 377,1 milioni di euro, con una diminuzione dello 0,1% rispetto al medesimo periodo dell’esercizio
precedente.
Il margine operativo lordo si è attestato a 30,3 milioni di euro (8,7% sulle vendite), con una crescita del +22,5%; il risultato prima della imposte è positivo per 4,2 milioni di euro in crescita di +3,8 milioni di euro rispetto ad Aprile 2010.

Fatti rilevanti del primo trimestre

Tra le attività svolte nel primo trimestre 2011 si segnalano:
1)  il proseguimento del piano di conversione della rete ex Upim con la ristrutturazione e riapertura di 7 negozi con il format OVS Industry, 2 con il format OVS Kids, 2 con insegna Coin ed infine 2 negozi con il nuovo formato Upim Pop. Tutti questi negozi registrato risultati positivi delle vendite;

2) la ristrutturazione di 14 negozi OVS nei quali è stato implementata la nuova immagine OVS industry; complessivamente sono stati ristrutturati con il nuovo formato 78 negozi e nella quasi totalità questi stanno evidenziando performance
migliori rispetto al formato precedente;
3) la ristrutturazione dei negozi Coin di Vicenza e Cagliari;
4) la conclusione, nei primi giorni del nuovo esercizio, del processo di conversione dei negozi della catena Magnolia, acquisita da OVS, con la ristrutturazione e riapertura di complessivi 34 negozi di cui 30 con insegna OVS Kids e 4 con il
formato T-Wear;

5) la continuazione del processo di internazionalizzazione del Gruppo con ulteriori aperture di negozi in Cina ed India.

Il gruppo Rewe in Germania sta testando un nuovo format per Penny

Secondo Lebensmittel Zeitung, i siti pilota dell'iniziativa Penny Market si trovano a Düren, Düsseldorf, Herne e Essen. Il nuovo formato si avvicina di più a un supermarket tradizionale piuttosto che un discounter e comunque è molto diverso dal concept Ambiente che Penny ha introdotto in diversi paesi stranieri, compresa l'Italia.
Il nuovo cocept si focalizza su freschezza e qualità con scaffali stile supermercato sebbene di poca pretesa e funzionali. Le vendite di Penny nei primi tre mesi del 2011 sono 3% al di sotto dello stesso periodo dell'anno scorso.

Walmart introduce chioschi per i servizi finanziari

Walmart ha avviato un nuovo programma che prevede l'introduzione nei propri pdv di chioschi dedicati all'erogazione di servizi finanziari alla clientela.
Il retailer Usa avvierà la prossima settimana l'implementazione dei “MoneyCenter in a box”, che rappresentano la versione automatizzata di alcuni servizi che Walmart già offre in modalità assistita, come l'incasso di assegni, il pagamento di bollette, i bonifici bancari, ecc.

Roll-out

Il “MoneyCenter in a box”, che assomiglia ad dispositivo Atm (tipo bancomat) verrà progressivamente posizionato in tutti quei punti di vendita che non dispongono dei servizi completi MoneyCenter. L'annuncio è stato dato da Jane Thompson, capo uscente dei servizi finanziari di Walmart, durante il forum annuale Underbanked Financial Services tenutosi a New Orleans.

Il servizio MoneyCenter, attualmente proposto in oltre 1.000 sui 3.815 punti di vendita che compongono la rete Walmart, rappresenta una delle aree più profittevoli per il Big retailer.
I nuovi chioschi consentiranno agli shopper anche di effettuare la ricarica delle carte prepagate Walmart, emesse da Green Dot Corp.

GDOWEEK 20 2011

editoriale
Il trust si rende davvero necessario? Provare per credere

osservatorio
Osservatorio Sign M&T
Esselunga vince al super
Carrefour all'iper

Sicilia: sviluppo arrestato

Grand Prix One: Mirabel - Montreal (Canada)

Prezzi a confronto: Ipercoop e Eurospin

tavolo idm-gdo
Le opinioni del Gruppo Trevalli: Cooperlat e Conad Adriatico

intervista
Parla Luigi Bordoni, Centromarca: innovazione, sì ma per tutti
Parla Giovanni Cobolli Gigli, Federdistribuzione: allearsi con l'idm per liberalizzare

cover story
Aziende di marca e retailer: l'unione fa la fiducia

Le sfide del branding al tempo della crisi

In un contesto sfiduciato dove è finito il brand value?

retail
I big della gdo mondiale in cerca di nuovi mercati
Convengono le pl, oppure i brand in promozione?

Prove di partnership per differenziare il tipico

C&A ridisegna layout e logo

sviluppo reti

industria
Carne bovina: più consumi, ma la filiera è in sofferenza
Nescafé innova in chiave benessere
La differenziazione traina le vendite del latte fresco

Due formati, una strategia per i monomarca di Crocs
Crocs ottimizza il riordino con soluzione Sterling

Cotton Usa si propone come partner di valore

servizi
Le tecnologie mobili mutano profondamente lo shopping
Internet sul cellulare in crescita del 27%

Cercare lavoro al tempo di Facebook

Una direttiva comunitaria contro i cattivi pagatori

In arrivo una terza proroga per il Sistri?
Le imprese rifiutano le nuove procedure sui rifiuti

opinioni
Programma post laurea: management e tecnologia
Apprendistato: una riforma che non riforma veramente

culture
Borotalco si mostra in versione tricolore

GDOWEEK 15 2011

editoriale

Piccoli social media crescono sulla rete, passate parola ...

intervista
Daniele Rama

Creare partnership interprofessionali per filiere competitive

consumi
Bankitalia e Confcommercio: consumi reali su solo dal 2015 CartaSi: un database per capire chi, come
e dove spende

comunicazione

Nivea compie cent'anni, ma ne dimostra molti di meno

packaging

Più sicurezza e protezione per i prodotti
food e non food con i sistemi antieffrazione

navigatori
La nuova comunicazione video viene trasmessa in diretta via web
Shopping online: Italia al terzo posto
nella classifica dei prezzi più bassi in Europa

IL MERCATO

acque
minerali

I big player preferiscono giocare sempre
di più in televisione
Si consuma acqua più leggera nel prezzo e
nell'eco-impatto
I prodotti

birre

Web e artigianalità: i media e i messaggi
sono in evoluzione
Conversazioni spumeggianti, soprattutto
nelle bacheche virtuali
C'è un posizionamento più alto della birra
nell'immaginario dei consumatori italiani
I prodotti

tonno
in scatola

Promosso e ormai maturo
La rilevazione di Gdoweek ... item x item
I prodotti

sughi
pronti

Il basilico batte il pomodoro
I pareri di Coralis e Cedi Sisa Centro
Nord e l'assortimento di Esselunga

La rilevazione di Gdoweek ... item x item

I prodotti

GDOWEEK 21 2011

editoriale

Continueremo a imparare con curiosità e serietà ...

intervista

Cesare Galli: “Abbiamo strumenti efficaci anti contraffazione”

news

Consumi

Istat, crescono i consumi a scapito del risparmio

Comunicazione

Bacardi Together tiene insieme televisione, web, concorsi

Packaging

Easy-open: quando la comodità d'uso
contribuisce al posizionamento convenience

Packaging

Navigatori

La comunicazione su Twitter costringe le aziende a “rendersi interessanti”

Navigatori

Lanci di prodotto

IL MERCATO
pasta fresca non ripiena

Il media mix è in evoluzione

Pasta fresca, una passione che non tramonta, anzi ora seduce anche i nuovi italiani

Semola e promozioni danno impulso alle vendite

I prodotti

formaggi fusi a fette

Tutti in tivù, ma in numero ridotto

I consumi sono in crescita alimentati dal target famiglia

I prodotti

succhi e nettari di frutta

Estate poco calda, mercato freddo

I pareri e gli assortimenti di Cedi Sisa Nord, Sicilcand e Cuorebio

Un frullato di discussioni: ciclisti, stracittadine, salute e promozioni

La rilevazione di Gdoweek ... item x item

I prodotti

caramelle e pastigliaggi

Carrefour e Il Gigante: layout, display e offerta a confronto

I prodotti

trattamento bucato

Le drogherie sottraggono additivi

La rilevazione di Gdoweek ... item x item

I prodotti

Prima assemblea Aidepi dell’industria della pasta e dei dolci

Si è svolta questa mattina la prima assemblea di Aidepi, l'Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane. Nel corso dell'incontro il presidente Paolo Barilla (in foto) ha ribadito “…l'importanza della nuova Associazione, in un momento in cui le aziende hanno piu' che mai bisogno di unire le proprie conoscenze e competenze per far fronte in maniera propositiva alle grandi ed urgenti sfide che toccano tutti gli operatori economici e non solo. Stando insieme le aziende associate ad Aidepi avranno una rappresentanza numericamente maggiore e saranno più efficaci nel mettere a disposizione di tutte le persone e dei decisori politici le loro migliori competenze per il miglioramento di tanti aspetti della vita. Gli operatori della filiera agro-alimentare stanno vivendo un periodo di profondi cambiamenti; quelli climatici; la scarsità delle materie prime; la volatilità dei prezzi, la salute delle persone dovuta a malnutrizione e denutrizione; sono tutti temi trasversali che devono essere affrontati con una nuova e piu' aperta cultura associativa. ”

“Questo approccio non potra' altro che generare innovazione positiva nei processi organizzativi delle imprese stesse e nel loro modo di operare sui mercati. Di questo beneficeranno tutti, le imprese, i consumatori, le comunita' in cui operiamo e l'ambiente che ci ospita.” Ha concluso Paolo Barilla.

Settore della pasta
Tra gli obiettivi della nuova Associazione, anche quello di consolidare una cultura imprenditoriale della qualità, sia sotto il punto di vista della sicurezza alimentare, sia da quello, altrettanto delicato ed urgente, delle tematiche nutrizionali.
Analizzando i settori si vede che il 2010 si è concluso per il settore della Pasta con un aumento dei volumi prodotti del +1,7%, a fronte di un calo del -3,2% in valore, legato al rientro delle quotazioni delle materie prime e dei prezzi alla produzione della prima parte dell'anno. In cifra assoluta, la produzione ha raggiunto la quota di 3,3 mln di tonnellate, corrispondente a un fatturato di 4,3 miliardi di euro. L'Italia ha mantenuto il suo ruolo leader, con una quota pari al 26% della produzione mondiale e a circa il 70% di quella europea. Al consumo interno è stato destinato un quantitativo di pasta per oltre 1,5 mln di tonnellate, per un valore che supera i 2,6 miliardi di euro.

Settore dolciario
Anche l'Industria Dolciaria ha messo a segno nel 2010 una buona crescita della produzione: +1,9% in volume e +4,5% in valore. In cifra assoluta, la produzione complessiva è stata poco meno inferiore a 1,9 mln di tonnellate, per un valore di oltre 12 miliardi di euro. La “best performance” va al comparto del “cioccolato e prodotti a base di cacao”, che sono cresciuti complessivamente di oltre il +4% in volume e del +8,9% in valore.
Positiva la performance anche dei “prodotti da forno”, comparto che rappresenta il 60% circa sul totale dell'intera produzione dolciaria, con un +1,9% in volume e un +3,2% in valore.
In apprezzabile recupero il comparto dei “prodotti di confetteria”, che è cresciuto del +0,9% in volume e del +2,9% in valore.
In flessione il comparto dei “gelati”, con una contrazione del -2,1% in volume, cui ha corrisposto un +0,4% in valore.
Nel 2010, i consumi interni di prodotti dolciari sono aumentati complessivamente del +2,3% rispetto al 2009. È un trend molto significativo, in controtendenza rispetto alla forte stagnazione, come abbiamo visto poco fa, dei consumi alimentari complessivi.

Il motore è l'estero
Come per l'Industria Alimentare nel suo insieme, anche per la pasta e il dolciario, la spinta alla crescita è stata determinata dall'export.
Per quanto riguarda la Pasta, l'export si conferma come il volano di sfogo dell'intera produzione nazionale, basti pensare che sui mercati esteri è stata destinata una quota pari al 53% in volume e al 39% in valore della produzione nazionale di pasta, tornando a superare i volumi dei consumi domestici.
Altrettanto positivo l'export dolciario che nel 2010 è cresciuto del +8,5% in volume, a fronte di una crescita del +11,3% in valore. La propensione all'export del settore dolciario, ovvero la quota destinata alle esportazioni sul totale della produzione, ha toccato il 22% in valore ed il 40% in volume. Il saldo commerciale ha raggiunto 1,4 miliardi di euro, mettendo a segno un + 11% sull'anno precedente.
Sono indici che, per entrambi i settori, dimostrano un'apertura del comparto sui mercati esteri accresciuta e superiore alla media del “food and drink” nazionale.

La ricetta Mercadona per alimentare il Trust in tempo di crisi

Il tema del Trust, su cui Focus Management
sta lavorando intensamente,
viene affrontato brillantemente
da Mercadona, che fa leva
sui reali rapporti di collaborazione
che l'insegna spagnola ha saputo
costruire nel tempo con i fornitori,
per offrire una risposta efficace ai
propri clienti in difficoltà.
È nota la strategia dell'azienda guidata
dal presidente Juan Roig di
passare una parte importante dei
propri acquisti attraverso rapporti
di fornitura esclusiva, long-life,
nell'ambito dei quali, in una logica
di reale integrazione, i fornitoripartner
e Mercadona studiano congiuntamente
il conto economico di
prodotto, con modalità trasparenti,
fissando il prezzo finale ed i margini
del produttore e del distributore.
aCCordI InteGratI
esClusIvI e vItalIzI
Più in dettaglio, Mercadona lavora
con più di 2.000 fornitori, oltre 100
dei quali sono integrated supplier
(tra i quali i produttori di Pl, come
Hacendado, Bosque Verde, Deliplus,
Compy, sulle cui confezioni
viene riportato il nome del fornitore)
con i quali la catena ha impostato
un rapporto di stretta cooperazione
a lungo termine, siglando un impegno
reciproco Sound Business
Practices Framework Agreement.

Per saperne di più scarica il pdf ...

Allegati

La ricetta Mercadona per alimentare il Trust in tempo di crisi
Modelli imprenditoriali: co-creation fra industria e distribuzione | Gdoweek | 13 settembre 2010 |

Cina, megamercato in espansione dove la gdo italiana è assente

Il sistema distributivo in Cina è in questi
anni in forte espansione, in linea con
quella che può definirsi una vera e propria
rivoluzione dei consumi con tassi di
crescita a due e tre cifre a seconda della
categoria merceologica.
La stessa struttura dei consumi sta cambiando
e così le modalità di acquisto; si
moltiplicano di conseguenza le aperture e
le diverse tipologie di punti di vendita, da
convenience store, a super e ipermercato
a specialty e department store.
Dall'11 dicembre 2004 la Cina ha aperto
anche agli investitori stranieri il mercato
al dettaglio e all'ingrosso, ma le principali
catene internazionali erano già presenti
da metà degli anni Novanta. Nella maggioranza
dei casi hanno saputo ben affermare
i propri marchi e, ancora oggi, stanno
investendo in nuove aperture per una
maggiore copertura del mercato, al fine di
conquistare quote di mercato e rafforzare
la propria posizione competitiva.
La filiera distributiva è alquanto complessa,
soprattutto per alcune categorie di
prodotti importati (ad esempio l'agroalimentare)
e prevede una serie di passaggi
e di figure di raccordo. Tra queste, le più
importanti sono i trader, gli importatori, i
trasportatori ed esperti logistici e, infine,
i distributori (in certi casi queste ultime
figure sono rappresentate dalla stessa
impresa, mentre in altre esistono diversi
livelli). Supermercati e grandi magazzini
acquistano solitamente dagli importatori
e in alcuni casi dai distributori di zona.

Per saperne di più scarica il pdf ...

Allegati

Cina, megamercato in espansione dove la gdo italiana è assente
Le insegne estere presenti ormai da anni in Cina potenziano la loro posizione competitiva | Gdoweek | 13 settembre 2010 |

In crescita Conad Adriatico nel 2010, grazie a sviluppo rete e promozionalità

Il fatturato di 867 milioni di euro di Conad Adriatico presenta un utile di 6,3 milioni di euro. Cifre che fanno prevedere, nel 2011, la realizzazione di un fatturato di circa 948,5 milioni di euro, grazie allo sviluppo sia della rete sia dell'attrazione esercitata dagli store.

La rete
Conad Adriatico opera con una rete complessiva di 325 punti di vendita in cinque regioni italiane (Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata), tra ipermercati E.Leclerc Conad (9), super e superstore Conad (66), Conad City (134) e Margherita (59) nell'ambito della prossimità, e i discount Todis (12), oltre ai tradizionali L'Alimentare (45).

La presenza in Albania
A ciò si aggiungono 13 store in Albania, tra supermercati Conad e discount che, rispetto alla situazione italiana, contengono nell'insegna un riferimento a Conad quale marchio ombrello di riferimento. Questo anche per la forte incidenza dei prodotti a marchio.

Lo sviluppo
Ambizioni i piani di sviluppo che prevedono investimenti cospicui in tutte le zone in cui l'insegna è attiva per ampliare la propria presenza: o progetti di sviluppo, infatti, prevedono circa una trentina di store in Italia e una decina in Albania, che porteranno a 23 il numero dei punti di vendita Conad presenti oltre l'Adriatico, per un giro d'affari di 31,4 milioni di euro contro i 20,9 del 2009 (+50,2 per cento), ed un investimento stimato in 4 milioni di euro.

Promozioni e convenienza

I risultati vanno attribuiti, secondo Di Ferdinando, alla capacità di avere capito e soddisfatto i bisogni dei consumatore offrendo qualità, soprattutto nei freschi, prodotti a marchio e convenienza, in zone, come quelle in cui opera Conad Adriatico, particolarmente sensibili alla leva prezzo. Da qui la scelta sia di proporre promozioni in maniera massiccia sia di entrare nel canale dei discount.

Formazione
Sempre ingenti gli investimenti dedicati alla formazione, dal momento che il rapporto con la clientela del socio e degli addetti è considerato alla base del successo dell'insegna e della sua distintività dai concorrenti. In quest'ottica, durante la convention che si è tenuta a Pugno Chiuso (Fg) lo scorso sabato e domenica (che ha portato all'elezione del nuovo presidente della cooperativa, Maurizio Pavone), sono state anche effettuate le finale per proclamare i migliori banconisti di ortofrutta, pescheria, macelleria e gastronomia di tutta la rete Conad Adriatico. In premio: un viaggio studio in California.

FoodSaver racconta le abitudini degli italiani in cucina

Nonostante i ritmi frenetici della vita moderna, la maggior parte degli italiani preferisce mangiare a casa sia a pranzo sia a cena, anche nei giorni feriali. Una scelta probabilmente infuenzata dall'esigenza di risparmiare, ma anche fortemente connessa al valore che tradizionalmente la nostra società assegna al desco familiare.
Secondo lo studio realizzato da ART per  FoodSaver, marchio di riferimento nei sistemi di confezionamento sotto vuoto del gruppo JCS-Jarden Consumer Solutions, condotto su un campione di 199 donne tra i 35 e i 54 anni, residenti a Milano e Roma, il 99,5% degli italiani consuma la cena in casa durante i giorni lavorativi, percentuale che sende al 97% nei fine settimana. E  persino durante i giorni lavorativi, la maggior parte degli intervistati (55,8%) ha dichiarato di consumare il pranzo a casa.

La percentuale di chi pranza a casa durante i giorni lavorativi è più alta a Roma che a Milano, probabilmente questo è dovuto al fatto che molti nella capitale sono impiegati nella Pubblica Amministrazione dove è più facile che si lavori fino alle 14:00/15:00 o che si abbia una pausa pranzo più lunga.

Il tempo per cucinare
A dimostrazione di quanto sia importante la cucina all’interno della cultura e della tradizione italiana, i dati mostrano che, quando ne hanno il tempo, gli italiani si dedicano alla cucina. La percentuale più bassa di persone che cucinano si registra in riferimento al pranzo durante i giorni lavorativi (41,7%), mentre sale nel fine settimana (95%). Analoghe percentuali si registrano in relazione alla cena (98% durante la settimana e 90,5% durante il fine settimana).

Per la preparazione del pranzo durante i giorni lavorativi gli italiani impiegano fino a mezz’ora (49,4%) o fino a un’ora (50,6%), ma non di più, ma nel week-end dedicano anche oltre un’ora alla preparazione del pranzo (20,1%).

Il tempo impiegato alla preparazione della cena mostra, invece, andamenti curiosi. Se, infatti, la maggior parte degli intervistati dedica dai 31 ai 60 minuti, sia durante la settimana sia durante i week-end (rispettivamente 68,2% e 48,3%), nel fine settimana si registra una forte crescita delle persone che impiegano anche più di un’ora per fare da mangiare (13,3% contro il 3,6% dei giorni lavorativi).
Evidentemente, la maggiore disponibilità di tempo spinge le persone a stare di più in cucina, consentendo loro di accontentare anche le diverse preferenze alimentari all’interno del nucleo familiare.

Nel week-end cresce però ugualmente il numero di persone che dedicano meno di 30 minuti alla preparazione della cena (38,3%, contro il 28,2% dei giorni lavorativi).

Sealed Air acquisisce Diversey

Sealed Air Corporation e Diversey Holdings, Inc. hanno sottoscritto un accordo in base al quale Sealed Air acquisisce Diversey, un fornitore di soluzioni globali per il mercato della sanitizzazione, per un importo complessivo di $ 4,3 miliardi. La transazione sarà perfezionata nell'anno in corso e produrrà effetti positivi a conclusione del primo esercizio annuo.

Secondo i termini dell'accordo, gli azionisti di Diversey riceveranno $ 2,1 miliardi in contanti e un valore aggregato di 31,7 milioni di azioni Sealed Air, valutate $ 25,68 ciascuna (chiusura di mercato del 31 maggio 2011), per un importo complessivo di $ 2,9 miliardi. Diversey è una
società per azioni controllata dai membri della famiglia Johnson e Clayton, Dubilier & Rice,
LLC.
Al termine della transazione gli azionisti di Diversey saranno proprietari di
circa il 15% del pacchetto azionario di Sealed Air.

Il core business

Diversey è un fornitore mondiale di soluzioni di pulizia, igiene e sanitizzazione nel settore industriale e retail di alimenti e bevande, del foodservice, della salute, dell'ospitalità e dell'edilizia. Nel 2010 Diversey ha registrato un fatturato netto di $ 3,1 miliardi, con un margine operativo lordo rettificato di $ 453 milioni.
Sealed Air è un produttore leader di soluzioni di sistemi alimentari ed industriali di packaging che permettono di garantire la freschezza dei prodotti e la loro conservabilità con un dispendio minimo di energia e una percentuale estremamente ridotta di scarti. Sealed Air, che è presente in 52 paesi e dà
lavoro a oltre 16.000 dipendenti, ha fatto registrare nel 2010 un fatturato di $ 4,5 miliardi.

Le prospettive

La fusione fra Diversey e Sealed Air dara vita ad un leader globale che potrà sfruttare al meglio importanti megatrend fra i quali la sicurezza dei generi
alimentari, la salute, l'igiene e la sostenibilità. Grazie a Diversey, Sealed Air beneficerà di un mercato di oltre $ 40 miliardi nel settore della sanitizzazione in cui una legislazione sempre più stringente richiede una competenza e un know-how molto estesi.

Italian Food Excellence

dmc

Sei un digital manager? La tua impresa è impegnata nella Digital Transformation?

Gli aggiornamenti sulle ultime innovazioni e trend, per gestire la trasformazione culturale in azienda e identificare nuove opportunità di business

css.php