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Ce.Di. Marche nel 2010 cresce del 6,6%

La società cooperativa Ce.Di. Marche, con sede a Piane di Camerata Picena (AN), ha presentato all'assemblea dei soci il bilancio 2010, il primo dopo la riorganizzazione avviata per garantire un assetto adeguato alle dimensioni raggiunte.

Il bilancio parla di un gruppo solido, in crescita, che, a differenza di altri, non risente della crisi per il suo forte radicamento con il territorio e con i consumatori.
Le vendite sono cresciute del 6,6% superando i 250 milioni di euro al dettaglio. In crescita anche tutti gli altri indicatori di bilancio gestionale e patrimoniali.

"I numeri ci danno ragione - commenta il direttore generale Francesco Grossi - i nostri soci hanno potuto toccare con mano la solidità del gruppo e l'efficacia delle linee gestionali intraprese. Ma soprattutto in questo bilancio 2010 troviamo conferma alla nostra scelta di governance dualistica, ovvero la presenza nella società cooperativa di due consigli, quello di Sorveglianza, con compiti di controllo e indirizzo, e quello di Gestione, con le funzioni proprie del Cda tradizionale".

Negozi di prossimità
Alla luce dei risultati di bilancio la formula dei negozi di prossimità, con formati di vendita in linea con le attuali tendenze di consumo, è risultata assolutamente vincente, ed è sulla modernizzazione di questo formato “tradizionale” che sono indirizzati i progetti di investimento dei prossimi anni.
Ce.Di. Marche affonda le sue radici nel territorio sin dal 1971. Oggi la società cooperativa, presente sul mercato con il marchio “Sì con te”, conta circa 110 punti vendita (suddivisi in superstore, supermercati e market), distribuiti sul territorio marchigiano (con forte presenza in provincia di Ancona e Macerata) e abruzzese (Teramo). Nel 2010 Ce.Di. Marche è entrata a far parte della centrale Gruppo Commerciale Selex. Nel corso del 2011 sono stati decisi investimenti per oltre 30 milioni di euro e con 6 nuove aperture e 22 ristrutturazioni. Per il 2012 sono programmate 4 nuove aperture. Il fatturato 2010 al dettaglio supera i 250 milioni di euro posizionando Ce.Di. Marche, a livello marchigiano, tra i primi tre player della grande distribuzione.

Mobile shopping: Ingenico partner di progetto NFC in Spagna

Ingenico, attivo a livello mondiale nello sviluppo e nella fornitura di sistemi di pagamento elettronico, ha partecipato al primo progetto di "Mobile Proximity Payment" in Spagna, realizzato nella località di Sitges (Barcellona).
Il progetto, attivato a metà del 2010, ha coinvolto oltre 500 negozianti che, per oltre sei mesi, hanno accettato presso i loro esercizi i pagamenti attraverso i telefoni cellulari equipaggiati con tecnologia NFC, distribuiti ad oltre 1.500 cittadini.
Quello di Sitges è stato il progetto sulla tecnologia NFC applicata ai pagamenti elettronici di maggiori dimensioni mai realizzato in Europa e con il più elevato grado di successo.
La sperimentazione è stata guidata e gestita da Visa Europe, La Caixa e l'operatore di telefonia mobile Telefonica.
Ingenico ha collaborato in qualità di partner tecnologico, fornendo i terminali di accettazione contactless del modello EFT930G, con schermo a colori e contactless integrato.

Transazioni di importo medio-basso

Circa il 90% dei clienti coinvolti nell’iniziativa ha effettivamente usato il telefonino per il pagamento e l’80% dei negozianti ha avuto l'opportunità di effettuare le transazioni utilizzando il nuovo sistema. Le operazioni fino a 20 euro non richiedevano la digitazione del Pin: questo tipo di transazioni di basso importo sono state circa il 60% delle operazioni totali. Le spese con cifre superiori potevano essere completate richiedendo al cliente l’inserimento del Pin sul terminale Ingenico in dotazione. Il sistema di pagamento Mobile Shopping ha, pertanto, dimostrato di essere particolarmente adatto e apprezzato per le transazioni di importo medio-basso che, spesso, devono anche perfezionarsi in tempi estremamente brevi.

Non solo pagamenti

"L'esperienza positiva fatta in un paese molto simile al nostro fa ben sperare che prossime sperimentazioni di pagamenti elettronici tramite telefono cellulare possano trovare analogo favore anche in Italia" -ha affermato Luciano Cavazzana, amministratore delegato di Ingenico Italia-. "La nostra Società, infatti, è in prima linea per promuovere la nuova tecnologia cellulare NFC che potrebbe, se ben sfruttata, portare vantaggi non solo nel processo di pagamento, ma anche in tutte le relazioni di Crm con il cliente, che avvengono a monte e a valle del pagamento: pensiamo alla fase di informazione sul prodotto, di selezione e scelta e, infine, di promozione e informazione per nuovi acquisiti".

Casse self-service: Ncr sigla accordo con System Retail

Ncr Corporation ha siglato un accordo in base al quale System Retail -azienda italiana specializzata nella produzione, commercializzazione e assistenza di soluzioni
software di front-end nel mercato retail- potrà offrire ai retailer italiani le casse self-service Ncr SelfServ™ Checkout, il modello di self-checkout più diffuso al
mondo, così come i terminali per il servizio assistito Ncr RealPOS™ e le periferiche di Ncr.

System Retail diventa, inoltre, Elite Partner di Ncr integrando il proprio software Pos gestionale
Sys@Evo con la tecnologia self-service e assistita per il punto cassa dell'azienda americana.
Sys@Evo è un'applicazione touch, basata sulla piattaforma
Microsoft®.NET, per la gestione del punto cassa e vanta un'ampia base installata,
tanto che è utilizzata da alcuni dei più importanti retailer in Italia.

L'integrazione tra il software System Retail Sys@Evo e le casse Ncr SelfServ Checkout è stata
ottimizzata attraverso la tecnologia brevettata Ncr SelfServ Checkout Transaction Broker. Questo
software innovativo utilizza il linguaggio XML per semplificare la connessione tra la soluzione di self-checkout e il preesistente sistema Sys@Evo del retailer, senza
la necessità di sviluppare un middleware specifico.

I giapponesi preferiscono il biologico se il cibo non è di provenienza nazionale

Ritorno alla natura. Quasi come
seguendo tacitamente una parola
d'ordine, i consumatori giapponesi
sono trasversalmente alla ricerca di
autenticità. Un movimento trasversale
che parte dalla tavola e arriva fino
alla formulazione di veri e propri stili
di vita. Si tratta di dinamiche diffuse,
difficili da circoscrivere, rintracciabili
nei supermercati interamente dedicati
al cibo organico (è il caso della catena
Natural House) così come in linee di
abbigliamento ispirate alla natura e alla
campagna (tanto che diventano di moda
i mompe, i pantaloni che indossano
i contadini per lavorare nei campi).
la sesta industria
Anche la politica è arrivata (con un
po' di ritardo) a intuire le potenzialità
del nuovo mercato, tanto che durante
un intervento in Parlamento lo scorso
gennaio, il Primo ministro Yukio Hatoyama
ha dichiarato che il suo governo
ha l'intenzione di rivitalizzare agricoltura,
silvicoltura e pesca promuovendo la
crescita di quella da lui stesso definita
come “sesta industria”.

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Allegati

I giapponesi preferiscono il biologico se il cibo non è di provenienza nazionale
L’intero settore alimentare è sempre più influenzato dal desiderio di vita più sana | Gdoweek | 3 maggio 2010 |

Per i giapponesi non rappresenta più uno status symbol vestire italiano

C'era una volta la moda in Giappone,
con i suoi santuari dello shopping, i
department store, i negozi monomarca, i
select shop. Oggi non si parla che di fast
fashion, abbigliamento “usa e getta”, mediamente
di tendenza, con una durata sullo
scaffale (e nel guardaroba) decisamente
ridotta. Ecco spiegato, in sintesi, cosa c'è
dietro al calo delle vendite -fino anche del
20% (McKinsey Asia Consumer and
Retail 2009)- della moda in Giappone.
“Fragile è il miglior aggettivo per descrivere
la domanda di prodotti ad alto livello
-ha detto Francesco Formiconi, direttore
operativo di Giorgio Armani Japan, in
una recente intervista al mensile Upsidetown
Japan-.

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Allegati

Per i giapponesi non rappresenta più uno status symbol vestire italiano
Il consumatore da brand oriented sta diventando social oriented | Gdoweek | 19 aprile 2010 |

Si avvicina l’acquisizione di Battistero da parte di Esselunga

Secondo il settimanale Il Nuovo di Parma i creditori di Battistero hanno approvato il concordato preventivo presentato dalla società proprietaria BTT Spa.
È un passaggio decisivo che evita il fallimento e nel contempo consente a Esselunga di andare avanti con la propria offerta di 5,5 milioni di euro per acquisire Battistero. In questo modo l'azienda parmense non solo non fallisce, ma riesce a farsi carico dei 994mila euro necessari a coprire il Tfr e gli stipendi non pagati ai
dipendenti.
Il debito della Battistero ammonta a 31,6 milioni e con il concordato i creditori recupereranno il 12% e le banche il 15%.

Apofruit inaugura quattro impianti fotovoltaici

Apofruit fa un nuovo passo in avanti verso la sua conversione all'energia solare, inaugurando quattro impianti fotovoltaici di grandi dimensioni realizzati sui tetti di altrettanti stabilimenti di lavorazione (Vignola, San Pietro in Vincoli, Cesena e Longiano). Si tratta di realizzazioni con una potenza complessiva di 2 MW, che hanno richiesto un investimento di 8,5 milioni di euro e vanno ad aggiungersi ai due impianti già attivi dal 2010 a Scanzano, nel materano e ad Aprilia, (Lt) che già producono circa 1,4 MW di energia solare. Complessivamente l'investimento totale del gruppo in questo settore supera i 13 milioni di euro per una potenza energetica di 3,4 MW installati.
I nuovi tetti fotovoltaici hanno reso possibile la bonifica di 20mila metri quadri di superficie dall'amianto che costituiva finora la copertura delle strutture e permettono un risparmio ambientale di Co2 pari alle emissioni in atmosfera di 1.200 autovetture circolanti l'anno. Un risultato che rafforza i progetti di sviluppo di Apofruit nel settore delle energie rinnovabili: attraverso Apo Energia, società controllata in modo paritetico tra Apofruit Italia e Opera Energia, nel corso del 2011 sarà inaugurato anche un altro grande impianto realizzato nel ragusano, in Sicilia, sul tetto dello stabilimento di Donnalucata, che permetterà al gruppo di coprire il 25% del suo fabbisogno energetico attraverso l'energia solare.

Arriva il catalogo premi Interdis 2011-2012

Interdis propone ai clienti di oltre 500 supermercati con le cinque insegne Dimeglio, Sidis, Supermercati Isa, Alis e Euroesse, il nuovo catalogo premi 2011-2012 con il pay off Per premiarti con qualcosa di unico. L’iniziativa è volta a rafforzare ulteriormente la fiducia che i clienti
ripongono nei supermercati del gruppo. A tale scopo sono stati
selezionati, infatti, esclusivamente prodotti di marche ad alta notorietà e sono
stati scelti premi con standard qualitativi elevati. I principali brand
partner sono Philips, Roncato, Tognana e Zucchi.
Per accrescere ulteriormente l’interesse dei clienti, il catalogo è affiancato da un minicollezionamento tematico, della durata di quattro mesi, con prodotti ecosostenibili firmati TVS.

Comunicazione
Sotto il profilo della comunicazione, è stata prevista una campagna radiofonica intensiva su Radio Rai e su emittenti Tv e da iniziative di carattere locale che coinvolgono emittenti locali e i punti di vendita stessi.

Gestione in proprio
Un’importante innovazione di processo risiede nella gestione diretta dell’intera operazione, sia sotto il profilo degli acquisti che della logistica. Si stima che tale scelta permetterà di ottenere un consistente saving di processo e, soprattutto, un maggior controllo della filiera rispetto alla gestione in outsourcing.

Responsabilità sociale
Per quanto riguarda la responsabilità sociale, prosegue la collaborazione, su base continuativa ed esclusiva, con Medici Senza Frontiere. Il progetto sostenuto riguarda la fornitura di kit ReSoMal (soluzioni saline per la reidratazione, ad alto contenuto di potassio) per aiutare l’associazione non profit a combattere la malnutrizione e la disidratazione dei bambini della Sierra Leone. La collaborazione con la Onlus prevede, inoltre, ulteriori azioni di supporto, tramite il consumer magazine, i siti web e azioni dirette in punto di vendita.

Bilancio Coop Centro Italia, 622 milioni nel 2010

Il problema di questa fase economica e della politica commerciale perseguita è costituito dal differenziale in contrazione dell'inflazione fra prezzi di acquisto per Coop e prezzi di vendita verso i consumatori: + 0,4% all'acquisto, -1,1% alla vendita. Nel gap di 1,5 punti deve starci la tutela del reddito dei soci e dei consumatori perseguita in tutto l'esercizio.

Nei primi quattro mesi del 2011 il fenomeno si è peraltro accentuato: l'inflazione agli acquisti è pari al 3,1% mentre l'inflazione alla vendita è dello 0,9% (gap uguale a 2,2 punti).

In questo scenario critico Coop Centro Italia presenta un risultato di bilancio 2010 contraddistinto da un fatturato di 622 milioni e da un utile netto di 7,1 milioni (superiore del 12% rispetto al 2009), dopo aver pagato imposte per 3,2 milioni e accantonato a fini prudenziali 1,6 milioni.
Significativi gli investimenti realizzati pari a circa 37 milioni per l'apertura di nuovi supermercati: Terranuova Bracciolini, Passignano sul Trasimeno, Tavernelle, Cannara, Trestina, L'Aquila Bazzano, San Giovanni di Baiano e Santa Maria degli Angeli. In dicembre, dopo oltre un decennio di attesa, hanno preso il via i lavori presso l'ex zuccherificio di Foligno.

Il 50% degli investimenti è stato realizzato da imprese locali.

Posizione favorevole ai referendum
Coop Centro Italia, in sintonia con la propria posizione sulla ecosostenibilità e le cooperative di consumo toscane (Unicoop Firenze e Unicoop Tirreno) ha preso una precisa posizione in relazione ai referendum del 12 e 13 giugno sui quesiti referendari. In particolare si considera l'acqua un bene comune, essenziale e insostituibile per la vita, il cui accesso deve essere garantito a tutti nel rispetto di vincoli ambientali, di qualità e secondo il principio di equità.

Unilever con Conad, Billa, Penny Market offre 8 milioni di pasti

Unilever, in collaborazione con il Programma Alimentare Mondiale (WFP), agenzia ONU impegnata nel combattere la fame nel mondo, e con l'impegno in esclusiva per l'operazione offerto dalle insegne Billa, Penny Market e dal Gruppo Conad lancia il progetto Tutti per 1. L'obiettivo è proteggere i bambini dalla fame; progetto attraverso il quale Unilever si impegna a donare al Programma Alimentare Mondiale circa 8 milioni di pasti scolastici ai bambini delle aree più povere del Bangladesh.

Basta acquistare un prodotto Unilever
Per contribuire a donare un pasto nelle mense scolastiche, basta acquistare 2 confezioni di un prodotto Unilever - scegliendo tra tantissimi marchi come Cornetto, Magnum, Calvé, Knorr, Dove, Mentadent, Svelto, Cif ecc. - in uno dei 200 punti vendita Billa Superstore (dal 28 giugno al 12 luglio) e in uno dei 320 Penny Market (dal 14 al 20 luglio) adererenti all'iniziativa. La campagna proseguirà poi nel mese di agosto nei Supermercati Conad e negli Ipermercati E.Leclerc-Conad.

Le motivazioni
Oggi, 200 milioni di bambini nel mondo sono malnutriti e la maggioranza di loro ha meno di 5 anni. Molti vivono in 3 paesi asiatici: Bangladesh, India, Pakistan. Nel solo Bangladesh ci sono 8 milioni di bambini che soffrono la fame.
Per questo Unilever è da tempo impegnata a livello mondiale al fianco del Programma Alimentare Mondiale, dando il proprio contributo per combattere la fame nei Paesi in via di sviluppo. Una collaborazione che nasce dalla lunga tradizione di Unilever quale azienda saldamente radicata nelle comunità locali di tutto il mondo e, in quanto tale, conscia del proprio ruolo di responsabilità sociale ed economica. Infatti, tra gli obiettivi del recente Piano per il Vivere Sostenibile di Unilever, c'è il miglioramento delle condizioni di vita di 1 miliardo di persone nel mondo entro il 2020. Con il suo impegno, Unilever sostiene la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite, in particolare il primo: estirpare la povertà estrema e la fame; e il secondo: garantire istruzione primaria per tutti.

È l’Italia il Paese partner di Anuga 2011

Con una quota del 35% sul totale valore, la Germania rimane il primo mercato di sbocco per l’export agroalimentare nazionale, che nel 2010 ha raggiunto un fatturato complessivo di 25,1 miliardi di euro mettendo a segno un incremento dell’11,6% sul 2009.

Non stupisce quindi il fatto che, anche per l’edizione 2011 di Anuga –che si svolgerà a Colonia dall’8 al 12 ottobre prossimi- l’Italia si riconferma in pole position con oltre mille espositori, sopravanzando addirittura la presenza tedesca.

Ma non è tutto: grazie al successo internazionale riscosso dal nostro food&beverage, l’Italia è stata designata  Paese partner di Anuga 2011. Il che significa un programma fitto di iniziative ed eventi, in fiera e fuori salone, per promuovere le eccellenze dell'agroalimentare nazionale, settore che nel 2010, grazie a una crescita del 3,3% ha raggiunto un fatturato complessivo di 124 miliardi di euro.

Massima visibilità al made in Italy
Il Padiglione Italia –come ha spiegato Umberto Vattani, Presidente nazionale dell’Istituto Commercio Estero (ICE) nel corso della prima conferenza di presentazione dell’evento, tenutasi oggi a Milano- occuperà una superficie di circa 5.000 mq e sarà allestito da una società che ha vinto una gara europea. Obiettivo: proiettare un’immagine di eccellenza del made in Italy agroalimentare.

A questo scopo, verranno organizzati una serie di incontri e seminari che ruoteranno attorno ai temi del salutismo, del turismo enogastronomico e della sostenibilità/biodiversità.

Inoltre, ICE ha concordato con il retailer Kaufhof una serie di eventi di presentazione e promozione dei prodotti tipici italiani che si svilupperanno nell’arco del mese in circa 30 grandi magazzini della catena tedesca.
Ultimo ma non da meno, la giornata di apertura della fiera, verrà organizzata secondo un programma tutto italiano che prevede una cerimonia inaugurale alla presenza delle autorità di entrambi i paesi e una serata di gala con musica e cucina italiana: guest star il flautista Andrea Griminelli e Gualtiero Marchesi.
E come non bastasse, in segno di continuità del sodalizio tra i due paesi, Koelnmesse ha già programmato un nuovo evento B2B dedicato espressamente al food&beverage italiano: sotto il marchio Gusto Italia, si svolgerà a Colonia dal 10 al 12 giugno 2012.

Gruppo Tuo compra Doreca da Birra Peroni

Doreca, specializzata nella distribuzione horeca, dispone di 22 sedi e 38 depositi praticamente con copertura totale delle regioni d'Italia, la sede e a Roma e a Casalecchio di Reno.
Il Tuo spa è parte del Consorzio Despar Servizi che a sua volta, insieme a Coop Italia e Gigante, aderisce
a Centrale Italiana.opera nella distribuzione di prodotti alimentari con oltre 140 negozi diffusi in tutto il centro Italia con le seguenti insegne: ingrande, inpiazza, Despar, TuoDi, Eurospar e nel canale ingrosso, con i Cash&Carry Assso. Il Gruppo è, inoltre, attivo nel settore del catering con il marchio Vip Catering.
Birra Peroni, è parte del Gruppo multinazionale SABMiller con una produzione annua di birra di oltre 4,8 milioni di ettolitri, dei quali oltre un milione sono esportati in più di 40 Paesi, per un fatturato di circa 900 milioni di euro. Alfonso Bosch, Ceo di Birra Peroni ha dichiarato: "Questa operazione consentirà a Birra Peroni di continuare a concentrarsi sullo sviluppo del suo core business, sviluppando marchi di rilievo nel settore della birra e prodotti di alta qualità, e allo stesso tempo di rafforzare collaborazioni commerciali di reciproco beneficio, con gli operatori attivi nei settori della distribuzione e del commercio”.

GRANDE DISTRIBUZIONE : RAPPORTO SULLA GDA


Venerdì 17 giugno dalle ore 10.00 alle ore 12.30 presso Sede del Gruppo 24 ORE, Via Monte Rosa 91 - Milano si terrà la presentazione  della  nuova edizione del Rapporto sulla GDA in Italia e confronti internazionalil

L'incontro prende spunto dal lavoro multidisciplinare condotto da SymphonyIRI Group, TradeLab e MARK UP. e ha lo scopo di presentare l'edizione 2011 del Rapporto, unico nel suo genere, sulla struttura della Grande Distribuzione italiana confrontata con altri sistemi europei.

Parteciperanno all'incontro:


Giacomo Archi, Presidente e Amministratore Delegato 
Henkel Italia
Angelo Massaro, Amministratore Delegato  SymphonyIRI Group
Luca Pellegrini,
Presidente - TradeLab
F
rancesco Pugliese, Direttore Generale - Conad


La partecipazione è libera, ma i posti sono limitati.

Per partecipare all'incontro inviare una e-mail a: ilibridimarkup@ilsole24ore.com,
specificando nome, cognome, azienda, funzione e telefono.


Successo per il maxi collocamento Wal-Mart Stores Inc.

Una buona notizia per il mercato finanziario e per Wal-Mart Store Inc., che è riuscito a collocare senza problemi un pacchetto obbligazionario di 18,55 miliardi di dollari (circa 13 miliardi di euro) per rifinanziare titoli in scadenza. Il pacchetto comprende un prestito a un anno per 10 miliardi di dollari (circa 7 miliardi di euro) mentre il resto è a cinque anni.
C'è anche da considerare che Walmart sta cercando uffici in Europa per una business unit appositamente dedicata a merger & acquisition e, a questo punto, avrà liquidità per procedere in tal senso.

I tassi
I motivi per cui questa operazione è da giudicarsi importante non stanno solo nel fatto che si riconferma la fiducia degli investitori in Wal-Mart Store, nonostante il prestito sia giudicato di qualità alta ma non “prime” (AA2 la valutazione di Moody’s, AA quella di Standard & Poor’s) ma soprattutto per la struttura di indicizzazione dei titoli. Nel caso specifico il titolo quinquennale è indicizzato ai certificati di credito di Wal-Mart Store Inc. con spread variabile da 10 a 75 centesimi. Sono tassi tornati ai livelli precrisi, e questo significa che sui mercati non ci sono più problemi di liquidità, naturalmente quando l’emittente è affidabile, come conferma anche il successo ottenuto da analoghe operazioni compiute da altri grandi gruppi, come Toyota o Krafts Food.

Cesare Ponti, confermato presidente Aiipa, fa il punto sull’industria alimentare

L'assemblea generale dell'AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) si è chiusa con la riconferma alla carica di presidente di Cesare Ponti (in foto): nato a Novara, 29.05.1940 e laureato in Economia e Commercio alla Bocconi nel 1963. Insieme al fratello Franco, rappresenta la quarta generazione alla guida della Ponti spa, fondata nel 1867 da Ponti Biagio.

Cesare Ponti ha relazionato l'Assemblea discussione e valutazione dei dati economici, consuntivo 2010 (produzione +1,6%) e congiunturali 2011; dall'altra, nel segno di un ruolo dell'industria alimentare evoluto e responsabile rispetto a tutti i cambiamenti intervenuti nella società italiana, è stata l'occasione per la presentazione delle iniziative che AIIPA promuove, o alle quali aderisce, per la tutela della salute e dei corretti stili di vita dei cittadini.

Lo scenario delle industrie alimentari secondo Aiipa
Ponti, in uno scenario con luci e ombre, ha definito l'export il punto forte per sostenere le vendite. Dal punto di vista economico, in un Paese che fatica a risalire la china della crisi internazionale ed è in ritardo rispetto ai principali Paesi concorrenti, Germania in primis, la ripresa a livello mondiale degli scambi commerciali è stata determinante per consentire all'industria alimentare italiana di mettere a segno, dopo la battuta di arresto del 2009 (-4,2%), un brillante risultato delle sue esportazioni con un +10,5%, per un valore complessivo per la prima volta superiore ai 20 miliardi di €. Il dato 2010 si inserisce, confermandolo, nel trend molto positivo (+66%) del decennio 2000/2010.

Consumi deboli
Così come l'industria nel suo complesso, anche il settore alimentare ha puntato sull'export per controbilanciare la debolezza dei consumi interni che tardano a recuperare il deficit accumulato dall'inizio della crisi. Nonostante il leggero recupero del 2010 (+ 0,3%), la perdita di oltre 6 punti negli ultimi quattro anni lascia ormai intravedere un cambiamento strutturale del modello dei consumi alimentari, che si riflette nella spesa downgrading delle famiglie italiane. I primi mesi del 2011 confermano purtroppo questa tendenza, presentando una nuova flessione nel primo trimestre. La faticosa e lenta prospettiva di recupero dei consumi trova conferma nell'alterno andamento della produzione alimentare, che realizza nel 2010 un risultato positivo (+ 1,8%) chiudendo però l'anno in frenata, che si trasforma in leggera flessione nei primi mesi del 2011 (-0,6%).

L'impennata delle materie prime

Ad appesantire un  quadro già di per sé non semplice e lineare, il ritorno della speculazione sulle materie prime alimentari  che nell'arco di un anno realizzano un incremento stimato intorno al 45%, con picchi per alcune derrate di oltre il 70%: un trend non solo preoccupante, ma in grado di compromettere i già precari equilibri di filiera, con la componente industriale che da anni vede una progressiva deriva dei margini, non più sostenibile per un settore industriale che fa della qualità, della ricerca e della innovazione i punti di forza di un'eccellenza alimentare simbolo del made in Italy nel mondo.

La sfida della nuova PAC

In un quadro mondiale che si proietta verso cambiamenti epocali, attraversato da trasformazioni di straordinaria rilevanza che investono intere aree geografiche d'importanza politica/strategica, con una domanda alimentare che crescerà parallelamente all'incremento della popolazione mondiale (9 miliardi di abitanti sono le previsioni per il 2050 con un aumento del 70% dei consumi attuali di cibo) è indispensabile che la PAC rimetta al centro dei propri obiettivi la valorizzazione della produzione e la competitività della filiera agro-alimentare europea. Prioritario, inoltre, che i criteri di sostegno non comportino effetti discriminatori e penalizzanti per alcune componenti della filiera stessa, e che gli operatori economici siano messi in grado di competere in un quadro paritario di diritti e doveri, evitando ogni distorsione concorrenziale che alla lunga indebolirebbe la competitività non solo di singoli attori ma dell'intero comparto agro-alimentare europeo.

Prospettive 2011
Ancora una volta l'export sarà il fattore di traino dell'economia alimentare del Paese per compensare l'andamento alterno della domanda influenzata sempre più da elementi strutturali che ne condizionano le capacità di espansione. È necessario quindi:
sostenere maggiori sforzi promozionali  per l'export, che meriterebbe un più adeguato supporto da parte delle istituzioni,
puntare su una maggiore efficienza delle filiere, ottimizzando i rapporti e la cooperazione tra le diverse componenti,
fare affidamento sulla capacità di iniziativa delle imprese, incentivando e sostenendo i programmi di ricerca e di innovazione per rafforzarne la competitività e mettere in grado il sistema di affrontare le sfide del mercato globale.

Arriva la card multifunzione Qui Group con il buono pasto digitale

La proposta Qui Group è una card multifunzione, una carta elettronica che offre non solo il buono pasto, ma anche una serie di servizi utili per i consumatori e per l'insegna distributrice. Sui media è stato riportato che
diverse insegne non accettano più i buoni pasto cartacei, per via del
disvalore dovuto alle commissioni. In realtà, la stragrande maggioranza
delle catene continua ad accettare i buoni pasto, con poche eccezioni,
soprattutto a livello di singolo pdv piuttosto che di intere
catene, anche perchè riscuotendo grandi quantità di buoni pasto la gdo
spunta commissioni più favorevoli.

Vantaggi
Il buono pasto elettronico di Qui Group è
leggibile tramite terminali POS multiapplicazione di ultima
generazione, fornisce garanzie di sicurezza e consente alle catene della gdo di
migliorare la gestione perché la fatturazione procede in automatico e
viene accreditata in tempi notevolmente più brevi. E inoltre per quelle insegne che aderiscono all'intero pacchetto offerto da Qui Group è previsto il blocco delle commissioni per un periodo di due anni (buon pasto cartaceo + buono pasto elettronico + programma fedeltà + risparmio sulle transazioni).
Col medesimo POS è possibile accettare tutte le carte di pagamento, riconoscere automaticamente i programmi di fidelizzazione o ricaricare i propri cellulari e quindi integrarsi con servizi già offerti dalle insegne.
Qui Group è la società emettitrice che per prima ha sperimentato in Italia il buono pasto elettronico avendo lanciato la card elettronica già nel 2008, acquisendo clienti come le Ferrovie dello Stato o le Poste Italiane.

Sigma, in onda la campagna 2011 con Katia e Valeria

Sono le due famose comiche di Zelig, Katia Follesa e Valeria Graci, che hanno raggiunto la notorietà grazie alla trasmissione televisiva Zelig, le nuove testimonial della campagna di Sigma che torna in tv su Mediaset con due nuovi spot che andranno in onda a partire da giugno e fino a dicembre.

Il posizionamento, la convenienza delle Pl e il concorso
L'obiettivo della campagna è triplice. Si tratta di comunicare l'evoluzione del posizionamento del brand, la grande convenienza dei prodotti a marchio e il nuovo concorso premi Vinci Vinci!. La sfida era di attualizzare la comunicazione, mantenendo però lo stile Sigma, visto che si voleva capitalizzare il patrimonio ereditato dalla saga di Wanda e Carla che erano le precedenti testimonial.
Anche Katia e Valeria rappresentano due consumatrici piuttosto
particolari ma, rispetto alle prime, sono decisamente più contemporanee,
attuali, giovani, oltre ad essere da poco diventate mamme, e comunque sempre fuori
dagli schemi.

Mezzo milione di euro
Si inizierà con lo spot dedicato al maxi concorso Vinci Vinci! che durerà 9 mesi e metterà in palio un montepremi totale di circa mezzo milione di euro, attraverso la meccanica del gratta e vinci alla cassa. I prodotti Sigma si trasformano in premi messi in palio, creando situazioni comiche all'interno del supermercato.

Sigma

Il Gruppo Sigma, nato nel 1962, con sede centrale a Bologna, nel 2010 ha toccato i 3,6 miliardi di fatturato (+20% sul 2009). La sua rete è composta da circa 2.000 punti vendita. Sin dalla sua nascita, Sigma ha puntato alla realizzazione di una vasta gamma di prodotti a marchio che, ad oggi, supera le 1.100 referenze.

A Parigi, una mostra per i 125 anni di Coca-Cola

Resterà aperta sino al 26 giugno a Parigi la mostra dedicata ai 125 anni della Coca-Cola.
Ospitata presso l'Espace 125 Coca-Cola, uno spazio che è stato creato appositamente per celebrare l'anniversario della creazione della formula della bibita gassata più consumata e conosciuta al mondo, la mostra include diverse aree tematiche.
Così al piano terra si trovano uno shop con gadget da collezione e bottiglie fuori commercio, una mostra dedicata al rapporto tra Coca-Cola e lo sport, un'area multimediale e un bar-ristorante.

Al piano superiore, una galleria delle locandine pubblicitarie, che trasmettono lo spirito del brand nelle diverse epoche, nonché un'ampia esposizione di opere di artisti contemporanei, da Andy Warhol a Rockwell, che hanno come protagonista la bibita cult.

L'Espace 125 Coca-Cola (107 rue de la Boétie) è aperto dal martedì alla domenica (tranne festivi) dalle ore 10 alle 19.

PAYMENT ISTITUTION: IL VALORE DEL CLIENTE E LE PROSPETTIVE DEL MERCATO


Il Gruppo 24 ORE vi invita all’evento organizzato in collaborazione con MARK UP e Cedacri, per illustrare l’evoluzione in atto nei sistemi di pagamento e le nuove opportunità nel settore per gli operatori bancari ed extrabancari.


Durante l’incontro, attraverso il contributo di esperti e la presentazione di case history italiane e straniere, saranno illustrate le prospettive di business offerte dalla nuova regolamentazione europea (PSD) alle realtà bancarie ed extrabancarie – aziende del settore telecomunicazioni, utilities e grande distribuzione – per fornire nuovi servizi di pagamento e monetica alla propria clientela.

Per informazioni  www.formazione.ilsole24ore.com/cedacri

Delhaize riduce i km percorsi dai propri camion

Il Delhaize Group ha presentato ufficialmente il suo obiettivo al ministro dei Trasporti e dei Lavori Pubblici Crevits Hilde di ridurre il numero complessivo di viaggi effettuati ogni anno, da parte dei propri mezzi, di 32.500 unità. Si tratta di una diminuzione di 5 milioni di chilometri rispetto al 2009.
Secondo l'azienda il numero di viaggi di camion nel 2010 è diminuito dell'11% ed, entro fine 2011, Delhaize Group spera di avere registrato un'ulteriore riduzione del 16%.

Migliore pianificazione
Delhaize pensa di riuscire ad ottenere questa riduzione semplicemente attraverso una pianificazione efficace del carico/scarico e dei percorsi degli autocarri. E questo nonostante che per il 2011, sia previsto un aumento del 9% del volume dei prodotti trasportati.

Inoltre, occorre aggiungere che Delhaize sta investendo nel backhauling, e cioè il sistema per cui i camion si riforniscono dai produttori sulla strada di ritorno al centro di distribuzione. L'insegna belga partecipa al Piekproject, guidato dal ministro Crevits, che studia tutte le misure messe in atto per ridurre al minimo l'inquinamento da rumore emesso durante la fase di caricamento.
Piekproject è un progetto di grande portata per trasformare le Fiandre in un gigantesco hub logistico riducendo nel contempo l'impatto ambientale a cominciare dall'inquinamento acustico.
Il progetto in questione è ritenuto strategico dal governo fiammingo.
Sarebbe auspicabile che un progetto similare fosse ideato anche per l'Italia, magari cominciando da aree omogenee.

Esselunga, iniziativa ecologica con Levissima

Fino  al 12 giugno, Levissima ed Esselunga danno vita insiema a un'importante iniziativa di sensibilizzazione ambientale, con un un regalo che sottolinea l’importanza del riciclo delle bottiglie in PET.
Protagonista dell’operazione in store è LaLitro, la nuova bottiglia di acqua minerale naturale L realizzata con il 25% di PET riciclato.

La promozione
Durante il periodo della promozione acquistando, nei punti vendita Esselunga aderenti all’iniziativa, due confezioni da 6 bottiglie LaLitro il consumatore avrà la possibilità di ricevere una  tovaglia in PET riciclato, disponibile in due eleganti grafiche.

La legge
Grazie all’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n.113 del 18 maggio 2010 è possibile commercializzare in Italia l’acqua minerale in bottiglie prodotte con PET riciclato - in una percentuale massima del 50%. Così, partendo da una bottiglia in PET derivante dalla raccolta differenziata, è possibile produrre nuove bottiglie in PET per bevande - questo processo rappresenta un vero e proprio ciclo chiuso chiamato “bottle to bottle”.

10 pregiudizi da sfatare sul gelato

È un decalogo all'incontrario quello stilato dall'Istituto del Gelato Italiano, che si è avvalso dei pareri di due quotati esperti nutrizionisti per assolvere da falsi peccati.
Alle prime cinque domande risponde Michele Sculati, medico, specialista in scienza dell'alimentazione, dottore di ricerca in sanità pubblica; alle altre cinque Andrea Ghiselli, medico internista e direttore di una Unità di ricerca dell'INRAN.

1) Il gelato è un alimento vietato nelle diete per perdere peso. "Falso, anzi essendo un alimento percepito da chi è a dieta come un piacere, può addirittura migliorare la compliance, ovvero l'aderenza al regime dietetico che ci si è prefissati di perseguire. Tuttavia, è importante che il gelato venga consumato con cadenza e in porzioni ragionevoli: circa 150 kcal (±20%) come spuntino, e 100 kcal (±20%) come dessert.

2) Il gelato alla frutta è più adatto ai diabetici del gelato alle creme. "In realtà quelli alla frutta sono più zuccherini, quelli alle creme più grassi. Avendo questi ultimi un rapporto tra zuccheri e grassi più basso, in realtà è tecnicamente lecito aspettarsi una riduzione dell'indice glicemico nelle creme.

3)

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Il gelato alla soia è più salutare. "Il gelato alla soia non ha caratteristiche nutrizionali sostanzialmente diverse. (...) Non contiene colesterolo, ma gli ultimi studi sembrano dimostrare che non esiste correlazione tra significativa tra colesterolo assunto e malattie cardio-circolatorie."

4) Il gelato allo yogurt è più leggero. "In realtà il gelato allo yogurt è molto simile, sia come contenuto calorico sia di grassi, al gelato al fiordilatte. Il vantaggio semmai può risiedere nella presenza di fermenti lattici..."

5) Il gelato confezionato non utilizza materie prime di eccellenza. "Il mercato propone produzioni di eccellenza sia in ambito artigianale sia in quello industriale. Nel caso dei prodotti confezionati, basterebbe imparare a leggere l'elenco degli ingredenti e la tabella nutrizionale"

6) Il gelato può sostituire regolarmente un pasto. "No, può essere una soluzione occasionale, non abituale. Piuttosto può sostituire una portata".

7) Il gelato confezionato ha più calorie di quello artigianale. "Sbagliato generalizzare, tanto più che in entrambe le categorie abbiamo a che fare con prodotti più o meno calorici".

8) Il gelato confezionato ha più aria quindi è di minore qualità. "La quantità d'aria presente nel gelato non ha nulla a che fare con la qualità dello stesso, ma piuttosto col volume".

9) Il gelato confezionato è meno naturale di quello artigianale. "Entrambi possono essere prodotti a partire da materie prime fresche o da preparati. E in entrambi i casi fa testo l'elenco degli ingrendienti..."

10) Il gelato confezionato è meno adatto ai bambini di quello artigianale. "Dal punto di vista igienico-sanitario il gelato confezionato è decisamente sicuro perché supercontrollato in tutte le fasi produttive. In entrambi i casi, è fondamentale il mantenimento della catena del freddo".

Esselunga: +5% nel 2010

Esselunga ha chiuso il bilancio 2010 con risultati positivi ma le note a margine del bilancio non nascondono le difficoltà del momento per l’economia italiana e che, in parte, hanno già avuto riflesso sui conti del Gruppo guidato da Bernardo Caprotti (nella foto).


I numeri
Le vendite sono cresciute del 5% attestandosi a 6.5357,3 milioni di euro; a parità di rete, e quindi non tenendo conto delle due nuove aperture di Stezzano (Bg) e Desenzano (Bs) la crescita è del 2%, un dato che comunque è nettamente sopra la media del mercato, stimato in calo del 2%. In crescita anche il margine netto, salito a 213,1 milioni a fronte di 187,6 del 2009 ma in realtà, come scrive Esselunga, la performance è dovuta ai criteri di appostamento delle manifestazioni a premio prescritti dai principi contabili internazionali; “neutralizzando” l’effetto della metodologia di calcolo l’utile netto sarebbe diminuito a 197,3 milioni, con un calo di circa 17 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente. Sull’utile ha impattato la politica deflazionistica (–3% nel biennio) praticata allo scaffale.

Investimenti

L’indebitamento finanziario netto è salito a 259,3 milioni di euro, dai 201,5 milioni di fine 2009: sui conti pesano gli investimenti effettuati nel corso del 2010, 357,9 milioni dedicati principalmente allo sviluppo e all’ammodernamento della rete vendita, dei centri di lavorazione e dei poli logistici. La politica di investimento è proseguita anche all’inizio del 2011, con la riapertura, dopo riqualificazione e ampliamento, del negozio di via Losanna a Milano e l’inaugurazione a Moncalieri di un pdv in classe energetica “A”.
L’organico medio si attesta a 19.322, in crescita rispetto al 2009, con una presenza di
personale femminile del 48%.
Esselunga prevede margini in calo nel 2011 perché la crescita dei prezzi dei listini industriali non si potrà scaricare se non in parte sui prezzi al pubblico.

Il futuro? Co-innovazione tra industria e retail

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"La distribuzione rappresenta un’area di innovazione spesso
trascurata dalle imprese industriali e dal sistema pubblico, tradizionalmente
attratto dall’innovazione di prodotto. 
Una distribuzione efficiente e innovativa rappresenta una garanzia per
lo sviluppo del Sistema Paese e per rendere più efficiente il ‘go to market’
delle imprese industriali. Il futuro sta nella capacità di generare co-innovazione
nel sistema industria-distribuzione".            

Sandro
Castaldo

OTTO STRADE PER CO-INNOVARE

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Boots Serum 7 
Boots, numero 1 al mondo per le farmacie, ha introdotto, con enorme
successo la marca privata Serum 7, grazie ad un accordo tra P&G e Alliance
Boots, la marca è “uscita” dall’insegna diventando a tuti gli effetti un brand
a se stante distribuito in tutto il mondo.

Partnership win-win

ESPERIENZE DI CONSUMO

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Geologic Village Nato come centro di Ricerca & Sviluppo
dell’insegna Decathlon -Gruppo Oxylane- il Geologic Village è anche una
struttura di vendita che permette al cliente finale di provare (e testare) i
nuovi prodotti che verranno poi commercializzati nella catena.

Co-progettazione con il consumatore

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Nature e Découverte Un universo dedicato alla “scoperta”, il
tema è trasversale, l’esperienza che il cliente vive  negli store è perfettamente coerente con la promessa-mission
del retail, fatta di scoperta e natura.

Nuove interazioni tra cliente e
prodotto

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Ilori Luxottica è il leader mondiale negli occhiali, ha
sviluppato una catena  di 6.000
store, Ilori, nella segmentazione di insegne di proprietà, è il brand dedicato
al lusso. Servizio personalizzato, segmentazioni fashion e modelli esclusivi,
tra i tratti caratteristici delle boutique dell’insegna.

Coerenze tra insegna ed experience

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Duane Reade Aperti 24/ 24, i drugstore americani hanno
segmentato il layout mettendosi nei “panni” del consumatore: “Di cosa ho
bisogno?”: beni di prima necessità, alimentari e household, “Come sto?”:  cosmetici e cura persona. “Come mi
sento?”: farmaci OTC e da banco.

Design su misura di bisogni

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Apple Capire il prodotto e apprezzarne il valore mette in
condizione il cliente di passare da una locica value ad una logica di value for
money. Una lezione che Apple ha imparato alla grande, baste guardare i suoi
store, tcenologie a disposzione e il Genius Lab a disposizione di cliente.

Imparare per comprare

REAL FUTURE STORE

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Real Future Store Tanta tecnologia per rendere l’esperienza
d’acquisto ”convenience”, velocizzazione dei percorsi con il minucomputer
installato sul carrello, tanto “touch” per interagire con l’offerta, casse che
“leggono” il carrello per un checkout veloce.

Lo store “parlante” e hi-tech

SOCIAL NETWORK

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Privalia, Con il suo +141% sul 2009, Privalia, club privato
online con vendite a tempo che offrono prodotti con sconti che arrivano al 75%,
ci dà la misura di come siano letteralmente esplose queste nuove forme di
shopping online.

Quando il fattore
social si mescola con l’occasione

La missione del retailer: anello di congiunzione tra industria e consumatore

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Valorizzazione dei localismi, rapporto più diretto con il
consumatore, informazioni più leggibili dei prodotti in vendita. Il mondo del
retail si muove su più fronti.  Per
Mario Maiocchi, Ad Unieuro, la mission del retailer è una: essere anello di
congiunzione tra industria e consumatore. “Al primo posto, bisogna, quindi,  mettere il prodotto e l’esigenza del
consumatore” spiega. Durante il convegno sul tema “Surfing the change: innovare
per competere” coordinato da Cristina Alfieri, l’Ad racconta la sua esperienza. “La revisione dei nostri pdv è partita
dallo studio di una buona visibilità delle referenze -aggiunge-. Per il
consumatore abbiamo creato un ambiente facilmente navigabile e leggibile.”. E
per migliorare il rapporto con la forza vendita uno il segreto: incontrare
personalmente i lavoratori.

Maniele Tasca, direttore generale di Selex,  punta l’attenzione sui localismi.
“Stiamo ridefinendo i nostri pdv -afferma- per adattarli alle realtà locali.
Come sarà il negozio Selex di domani? Con assortimenti differenziati rispetto alla
concorrenza. È importante valorizzare le categorie nelle quali si dice di
essere distintivi. Stiamo cercando di convincere gli imprenditori nostri soci
ad ingaggiare chi ha competenze specifiche in vari settori, dal tecnologico al
marketing”.

Anche per Roberto Masi, direttore generale di McDonald’s, il
local è il futuro.  “È vero che
abbiamo un’immagine standard a livello mondiale -dice- ma operiamo sul
territorio. Quindi ritengo che puntare sui cibi locali possa essere un’arma
vincente. Stiamo pensando a nuove soluzioni per essere ancora più local e avere
una nostra tipologia di ristorazione. Il mio sogno è di far fare a chef
italiani le nostre ricette”. Ma per McDonald’s, che sta lavorando anche al
riposizionamento della categoria da fast food a casual restaurant, innovare
significa anche puntare alla sostenibiiltà ambientale. Ne è un esempio il primo
pdv europeo totalmente eco aperto a Lainate.

Per comprendere aspettative e comportamenti dei consumatori,
come spiega Giovanni Linzi, general manager sales Ibm Italia, “bisogna
avvalersi di buoni strumenti di analisi”. Ne è un esempio l’”occhio magico”
utilizzato nel settore moda. “Ha
consentito di sistematizzare le abitudini dei clienti -sottolinea- La
telecamera nelle vetrine dei negozi permette di raccogliere informazioni utili
su chi le guarda”.

Tassinari: “Le imprese affrontino l’innovazione con approccio olistico”

Qual è la definizione di innovazione per Coop?

In sintesi estrema, significa essere sostenibili e responsabili nell’interesse dei nostri soci consumatori. In maniera più articolata, per Coop l’innovazione riguarda più dimensioni, ispirate, però, da un’unica filosofia d’impresa: innovare per noi significa garantire ai nostri
oltre sette milioni clienti-soci il miglior servizio, nel rispetto della tutela del potere d’acquisto, della salute, dell’ambiente e dei valori etici.

Ciò significa agire su tematiche e aree particolarmente critiche andando, talvolta, anche in controtendenza: ad esempio, vuol dire sostenere iniziative che partano dall’interesse della comunità e non da una visione di vantaggi immediati e particolaristici, come le nostre operazioni sull’acqua e sulla deforestazione.

Quali sono gli assi di sviluppo dell’innovazione per la vostra impresa?

In una mia presentazione di qualche anno fa, proprio qui al convegno Nielsen, raffigurai l’innovazione d’impresa con l’immagine di una piramide con, alla base, la relazione con il consumatore, al vertice, la missione e la visione strategica dell’impresa passando per stadi intermedi quali i processi, l’organizzazione, la cultura aziendale, senza dimenticare i prodotti-servizi. Credo che si tratti di una raffigurazione ancora di grande attualità, soprattutto in questi tempi di crisi -strutturale-, dalla quale dovremo uscire strutturalmente diversi. In altre parole, le imprese dovrebbero affrontare l’innovazione non per singoli pezzi, sia pure importanti, ma con un approccio più “olistico”, in modo che l’intero l’impianto del nostro “fare impresa” per il futuro sia connotato da forti elementi di discontinuità e di distintività.

Sul tema specifico dello sviluppo di  format di vendita, cosa state facendo
in termini di innovazione?

Vogliamo non solo mantenere, ma aumentare la leadership sul mercato italiano: per raggiugnere questo obiettivo, continueremo prima di tutto in una forte politica di sviluppo. Infatti,  nei prossimi due anni, apriremo 37 nuovi punti di vendita, con investimenti superiori ai 500 milioni di euro. Il piano di sviluppo si articolerà su tutto il territorio nazionale  -dalla Val di Fiemme alla Val di Noto, come mi piace dire- utilizzando più formati e tipologie di vendita, secondo logiche coerenti con il territorio, compatibili con i piccoli centri così come con le grandi aree metropolitane. Non privilegeremo uno standard unico, ma porteremo format moderni per servire la comunità di quel territorio dove Coop sarà presente.

Quale innovazione per i servizi?

Crediamo molto nei servizi, perché rispondono ad un concetto più moderno ed evoluto non solo di essere distributori del prossimo futuro, ma anche di interpretare l’essenza del distributore cooperativo, che opera nell’interesse dei nostri soci-consumatori che meritano risposte più evolute alle loro esigenze. Non è un caso che siamo fra gli operatori più impegnati nell’ampliamento dei business, entrando in mercati di grande rilievo per il
consumatore, come la vendita di farmaci OTC e la telefonia mobile. A tutt’oggi, abbiamo sviluppato 105 corner Coop Salute, oltre ad essere entrati nel mondo nel farmaco da banco con prodotti a marchio Coop.
Nella telefonia mobile, abbiamo superato 800.000 utenti, offrendo un servizio conveniente, semplice e trasparente, in un settore dove operano colossi. Stiamo focalizzando la nostra attenzione anche su altri mercati, dai servizi finanziari ai carburanti e altri ancora. Non vi è dubbio che, in questo processo di ampliamento del ruolo della distribuzione moderna,
dobbiamo credere, per primi noi distributori, ma anche la politica italiana dovrebbe lavorare per varare un piano efficace di liberalizzazioni, a favore dello sviluppo dell’economia del Paese e nell’interesse dei cittadini italiani.

Internet, ”mediamorfosi” della comunicazione

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La metamorfosi della comunicazione, titolo della tavola
rotonda, diventa “mediamorfosi” nella sintesi di Carlo Massarini, che ha
coordinato gli interventi alternando gli scenari di Carlo Infante (Urban
Experience
) con le osservazioni di Luca Colombo (country manager Facebook),
Stefano Maruzzi (country director Google) e Roberto Binaghi (presidente IAB).

I quattro driver del cambiamento

Social network, search, mobile e video: sono i driver che
spingono i “numeri con dimensioni ecumeniche” forniti da Binaghi su fonti
Nielsen. 26 mio di italiani accedono a Internet su base mensile, il 12,4% in
più rispetto al 2010; nel mondo 500 mio di utenti sono connessi a Facebook, 300
mio in mobilità; in Italia gli utenti sono l'86% della popolazione, 22 mio su
base mensile. Per quanto riguarda il search, 131 miliardi di ricerche
effettuate nel mondo, di cui 350 mio su argomenti che riguardano il largo
consumo. Anche il video sta acquisendo importanza grazie alla maggiore
disponibilità di banda.

Scenari possibili

Velocità, grande disponibilità di informazioni, cloud e
“disintermediazione” messe a disposizione da Internet, aggiunge Infante “sono
funzionali alle domande base del sistema Paese, possono aiutare a risolvere i
problemi creati dalla disorganizzazione e dalla frammentarietà, senza mettere
in discussione il sistema retail”.

Opportunità

Internet non ha cancellato gli altri mezzi di comunicazione,
ma si è integrata senza annullarli. Ha promosso un cambio di paradigma e reso
accessibili nuovi target, come dimostra la crescita degli investimenti
pubblicitari su Internet del 15% nel 2010, pari a mille mio di euro di montante
in Italia (senza calcolare l'indotto) e al 2% del Pil (lo stesso della Fiat,
più del settore ristorazione, osserva Maruzzi). E le proiezioni per i prossimi
quattro anni, con un Pil attorno all'1%, lasciano pensare a un contributo tra i
12 e i 18 centesimi per ogni euro di crescita del Pil in Italia. Un'enorme
opportunità per le nostre aziende che pur rimanendo locali possono aprirsi al
mercato mondiale per affrontare le sfide della globalizzazione. Proprio come il
pastore sardo le cui pecore sono state “adottate” su Internet.

I giovani industriali: è nei mercati esteri il futuro delle imprese

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“Conquistare i mercati esteri”. Se le vecchie generazioni di
industriali preferivano “coccolare” il mercato italiano, gli “eredi” guardano
con interesse ai Paesi emergenti. A Linkontro Nielsen la parola passa ai
“giovani”. A confronto ci sono Domenico Zonin, vicepresidente  della Casa Vinicola Zonin, Vincenzo
Cremonini
, amministratore delegato del Gruppo Cremonini e Andrea Merloni,
presidente di Indesit.

Esperienze internazionali

La tanto deprecata “fuga dei cervelli” per Zonin può
diventare un'arma vincente per l'internazionalizzazione perché “se è vero che
molti vanno via -dice- è anche vero che molti tornano con un importante
bagaglio di esperienza”.

Negli ultimi dieci anni, il Gruppo Cremonini ha raddoppiato
la quota di incidenza dei mercati esteri. “Abbiamo puntato l'attenzione sulla
Russia e sull'Africa -sottolinea l'Ad-. Il continente africano rappresenta il
15% della nostra attività, mentre il blocco dell'Est europeo si aggira intorno
al 20-25%”. Ma l'Italia rimane ancora lenta rispetto ai Paesi emergenti. “Nel
2010 la quinta azienda al mondo produttrice di vino -spiega Zonin- è cinese”.

Quali ingredienti per la crescita?

Merloni non ha dubbi: “un rapporto diretto con il
consumatore reso più facile dai nuovi strumenti di comunicazione”. Per Zonin
“vincerà chi investe sulla qualità”. Dei 3 miliardi di euro di fatturato, 680
milioni arrivano a Cremonini

dalla ristorazione. “Abbiamo recentemente approvato un nuovo
progetto di steak house”.

Rapporto distribuzione-produzione.

“Se la distribuzione sarà in grado di valorizzare il
prodotto e mantenere i valori di comunicazione, la relazione può crescere” dice
Merloni.

Particolarmente felice è il settore delle carni, funestato
tempi addietro dal fenomeno della mucca pazza. “Questo fatto ha cambiato le
regole del gioco -racconta Cremonini- e ha posto le basi del cambiamento nel
rapporto tra distribuzione e produzione. Pianificare è diventato
indispensabile”.

Futuro del Paese. Quali priorità?

Per Zonin: “Il miglioramento
arriverà dalle nuove generazioni”. Cremonini chiede riforme. Merloni auspica:
“una presa di coscienza degli italiani per un cambiamento reale, formazione e
valorizzazione del patrimonio”.

Inefficienze, malgoverno, individualismo: i mali dell’Italia visti dagli Usa

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È una critica frontale, dura e profonda, e insieme
un'esortazione a scrollarsi di dosso il torpore che attanaglia il nostro paese,
quella che Michele Boldrin, docente alla Washington University in St.
Louis
  ha lanciato dal palco de
Linkontro. Dal suo osservatorio privilegiato negli Usa, questo “Savonarola col
sorriso”, ha fustigato i mali, i vizi e le inefficienze italiche, a tutti i
livelli, partendo dalla politica, passando dalle istituzioni, fino ad arrivare
al sistema produttivo.  “I nostri
problemi -esordisce Boldrin- erano ben chiari già 20 anni fa, ma nessuno ha
saputo o voluto farci niente. Oggi, tre grandi questioni si parano innanzi
all'Italia: un debito pubblico enorme, la recessione e l'impossibilità delle
nostre aziende di crescere, perché improduttive”.

Il problema è la politica

Le soluzioni sono chiare: ridurre il debito, andare a
cercare la domanda in crescita nel mondo e non continuare a cullarci sugli
allori del Belpaese, ma lavorare per accrescere la produttività del sistema
industriale, anche grazie a una maggiore collaborazione tra le imprese. I toni
più accesi il professore li riserva alla politica, definita “un cancro” al
quale i cittadini devono imporre scelte chiare senza cambiali in bianco:
“Occorre riformare il mercato del lavoro -dichiara- il sistema universitario e
i servizi pubblici non con provvedimenti ridicoli pensati solo per ridurre i
costi, ma per farci assomigliare a un paese evoluto e impedire l'emorragia dei
nostri talenti, fenomeno unico nel panorama occidentale, una vera e propria
diaspora che ci sta impoverendo. Iniziamo a pensare che innovare si apprende,
non si eredita”. L'ultima stoccata Boldrin la riserva all'impresa italiana, e
alla sua incapacità di catturare la domanda mondiale in crescita: “Dobbiamo
iniziare a pensare  -conclude-  che 3 miliardi di persone nel mondo
vogliono comprare e che quando la nostra posizione di privilegio del made in
Italy finirà saremo fuori dal mercato globale. Dobbiamo iniziare a porci la
domanda se tutti bevono Coca-Cola, perché non mangiano pasta Barilla?”.

Il consumatore, vero motore di innovazione

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Dall'innovazione incentrata sul prodotto all'innovazione
costruita sul rapporto con il consumatore: l'analisi di Christophe Cambournac,
presidente di The Nielsen Company Europe, apre uno squarcio enorme sul modo con
il quale le aziende del largo consumo dovranno costruire l'architettura del
loro business nel futuro. I più intraprendenti, modificando radicalmente il
proprio atteggiamento, potranno cogliere opportunità, impensabili solamente
qualche stagione fa, incentrate sul mutamento nella vita dei consumatori
globalizzati indotto dalla “tecnologia sociale”. “Il consumatore è unico e come
tale va studiato, è per questo motivo che Nielsen è in grado, oggi, di
“osservarlo” attraverso tutte le sue interazioni con il mondo che lo circonda
sia questo reale o virtuale. 

 

In che modo l'uso delle tecnologie digitali cambia il modo
di vedere e scegliere i prodotti?

Secondo i nostri dati il 70% dei consumatori crede alle
opinioni degli altri consumatori quando si esprimono su un prodotto. Ma se
prima questo fenomeno riguardava una cerchia ristretta di conoscenti e
famigliari, oggi il consumatore può accedere alle opinioni di milioni di
consumatori come lui, su scala globale, sconosciuti per la larga parte. Anzi,
per assurdo il massimo livello di fiducia i consumatori lo mostrano per gli
sconosciuti, che magari abitano dall'altra parte del pianeta.

Come le imprese possono interagire con questo network?

Le aziende che si muovono nel mondo virtuale, e nei social
network, devono farlo in maniera non intrusiva. Invece di limitarsi a
distribuire coupon sconto o comunque utilizzare le leve dell'advertsing
tradizionale traslate su internet senza “traduzione”, devono imparare a
conversare con il navigatore aprendo un dialogo e non una comunicazione
one-way.

Esiste un consumatore globale?

No, permangono differenze in
base al livello di sviluppo. Non è solo una questione monetaria. Si tratta di
valori immateriali. Ad esempio è diverso il rapporto con la marca, più maturo e
disincantato. Gli europei, dopo aver speso il necessario per gestire il
quotidiano, tendono a risparmiare, anche perché, al momento non hanno una
grande fiducia nel futuro. Differente l'atteggiamento dei consumatori dei paesi
Brics: una forte mobilità sociale, l'afflusso di persone dalle campagne alle
città e l'adesione ad uno stile di consumo e di vita del tutto nuovi, spingono
i consumatori ad avere una grande fiducia nel futuro. Anche il rapporto con la
marca è più “entusiasta”, rappresentando questa un  “mondo” dell'immaginario, ancora “pieno” di suggestioni,
come è stato in passato anche per l'Occidente. Le aziende devono capire questa
differenza: passare da una supply economy, basata sul concetto di produzione,
advertising e vendita, nella quale il consumatore può solo fornire la sua
adesione, a un concetto di consumer based economy, nella quale egli è messo al
centro di tutti i processi aziendali, compreso lo sviluppo del prodotto.

Industria e distribuzione alleate per un’Italia che ritorni a crescere

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“Secondo stime del nostro Ufficio Studi, l'aumento dell'Iva
al livello unico del 20%, per tutti i prodotti alimentari, significherebbe un
ulteriore aggravio nelle tasche degli italiani di 10-11 miliardi, a parità di
di volumi, dal mio punto di vista un atto di sabotaggio che penalizza non solo
la gdo, ma l'intero settore alimentare. Siamo preoccupati, ma non possiamo
essere i soli a protestare. Perché anche l'industria di marca non fa sentire la
propria voce in Confindustria? Alleiamoci, collaboriamo per preservare il
business e il potere d'acquisto del consumatore”. Questa domanda di Giovanni
Cobolli Gigli
, presidente di Federdistribuzione, non è stata l'unica questione
messa sul tavolo durante l'incontro, coordinato dal professor Roberto Ravazzoni,
Università di Modena e Reggio Emilia, per capire il contributo che la gdo può
dare allo sviluppo del nostro Paese. 

Da parte sua, Vincenzo Tassinari, presidente Coop Italia, ha chiarito
come la gdo, tutta, debba essere unita e compatta, per richiedere le riforme
necessarie. “Quando si parla di differenze di costi tra i retailer italiani e
stranieri, non si pone l'accento sui ricavi che le insegne all'estero ottengono
dai servizi, che arrivano a un'incidenza del 30%. Da questi settori, in Italia,
la gdo è totalmente o parzialmente esclusa. Per questo, è il momento di
mostrarsi unita e compatta -ha incalzato Tassinari- per occupare quel ruolo che
oggi non le è ancora riconosciuto ed ottenere quelle riforme collettive
necessarie a rendere più efficiente il nostro business”. 

Dello stesso avviso anche Camillo De
Berardinis
, appena riconfermato presidente Adm. “Non si tratta di lavorare solo
sulle liberalizzazioni, che dovrebbero coinvolgere, oltre a carburanti e
farmaci, anche servizi bancari e assicurativi e il microcredito.  Il rilancio dei consumi passa anche per
riforme a costo zero, come l'eliminazione di vincoli normativi creati dalla
revisione del titolo V, piuttosto che misure di defiscalizzazione per le
aziende virtuose, fino a nuove forme di flessibilità nel lavoro”. In sintesi,
le riforme non sono solo necessarie, ma urgenti, altrimenti, parafrasando il
proverbio cinese ricordato da Ravazzoni: “Se non si cambia direzione si finisce
dove si è diretti”.

Qualità a chiare lettere per Mareblu

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Tracciabilità per garantire qualità e sicurezza: Mareblu
offre un nuovo servizio ai propri consumatori, introducendo su ogni lattina
informazioni utili per rassicurare sulla provenienza del pescato e da quale
specie di tonno provengono le carni. Il tutto non utilizzando codici astrusi
incomprensibili ai più, ma indicando per esteso queste informazioni sul lato
superiore della lattina insieme alla data di scadenza, allo stabilimento, al
lotto di produzione e alla barca che ha effettuato la battuta di pesca.

“Grazie
alla consolidata esperienza del gruppo MWBrands, da sempre in prima linea nella
pesca sostenibile, e al controllo della filiera dall’Oceano al
piatto
-afferma Gianmarco Laviola, General Manager di Mareblu- i nostri
prodotti, oltre ad essere pienamente tracciabili, diventano trasparenti a
garanzia di qualità e sicurezza”. Proprio l’atteggiamento dei mercati nei
confronti della sostenibilità della pesca, visti i dati allarmanti
sull’esaurimento delle risorse ittiche mondiali resi noti dai principali
organismi internazionali, sta spingendo i produttori a un atteggiamento più attento.
Con l’iniziativa Mareblu, il consumatore potrà attuare scelte d’acquisto più
consapevoli, aderendo al contempo alle politiche di ecosostenibilità messe in
campo dall’azienda.

Aperto a Marsiglia il primo Casino Shopping

Lo scopo della nuova iniziativa Casino è di distinguersi dalla concorrenza nel segmento del convenience che sta rapidamente diventando un mercato sempre più interessante in Francia.

Il nuovo negozio, con superficie di vendita di 550 mq e oltre 9.000 referenze.
situato vicino alla zona del Porto Vecchio di Marsiglia, è il risultato di circa 3.000 interviste a clienti e 750.000 persone via Internet. La prossima apertura sarà a Saint-Etienne ai primi di luglio, mentre due negozi a Lione e Tolosa saranno ricavati dalla conversione di pdv Petit Casino già in essere.  Se questi site pilota avranno successo, l'implementazione dell'insegna
procederà di gran lena nel 2012. Anche alcuni negozi sotto le insegne
Vival
e Spar beneficeranno del nuovo approccio fra la fine 2011 e
l'inizio 2012.
Giova ricordare che attualmente sono due le versioni del format: Casino Shopping con negozi di oltre 350 mq e Casino Shop per i piccoli negozi.

Granterre-Parmareggio: +16,5% nel fatturato 2010

Il fatturato consolidato del Gruppo Granterre-Parmareggio ha raggiunto i 260 milioni di euro, 37 milioni in più del 2009, registrando un aumento del 16,5%. Di questi, il 15%, pari a circa 40 milioni di euro, è rappresentato dall'export, realizzato in circa 40 Paesi e in crescita del 29,2% sul 2009.

Si è puntato sulla marca Parmareggio
La strategia commerciale si è focalizzata sul prodotto confezionato, in particolare a marchio Parmareggio, introducendo anche nuove modalità di consumo e nuovi prodotti a base di Parmigiano Reggiano. Il fatturato dei prodotti a marchio Parmareggio ha infatti sfiorato i 73 milioni di euro con una crescita rispetto all'anno precedente di circa 15 milioni di euro (+25,2%). In generale Parmareggio è praticamente raddoppiato, soprattutto per effetto delle performance di Parmareggio 30 mesi.

Investimenti sostanziosi in comunicazione
Risultati possibili grazie anche ai forti investimenti in comunicazione: quasi 5 milioni di euro, oltre il 50% in più di quanto investito nel 2009.
Rispetto al 2009, il 2010 ha visto un'ulteriore semplificazione dell'assetto societario con il completamento della ristrutturazione dell'area zoo-casearia. Sono stati conferiti al socio Cooperativa Casearia Castelnovese, i caseifici Ca' Vecchino di Ospitaletto e Valnirano di Fiorano. Il Gruppo Granterre ha inoltre partecipato alla costituzione a Castelfranco Emilia (MO) della nuova cooperativa Bonlatte Sca, a cui ha successivamente conferito il caseificio di Riolo, e due allevamenti a Manzolino.
Infine, in dicembre è stata costituita da Granterre e altri 18 soci la nuova cooperativa Albalat - con sede ad Albareto (MO).

Nuove cariche
Nel frattempo sono state rinnovate anche le cariche sociali: Eros Valenti dopo 17 anni lascia la presidenza del Consorzio Granterre, assumendo nuovi incarichi all'interno del settore agroalimentare di Legacoop. Nuovo presidente per il prossimo triennio è stato eletto Adolfo Filippini, attualmente Vicepresidente Vicario del Consorzio di Tutela del Formaggio Parmigiano Reggiano. Amministratore delegato del Gruppo verrà nominato Giuliano Carletti, attuale direttore generale.

Mercatone Uno rinnova due pdv emiliani

Sono stati inaugurati il 21 e il 22 maggio i due punti vendita Mercatone Uno di Castelfranco Emilia e di Rubiera, che sono stati completamente ristrutturati e rinnovati.
I due store di Mercatone Uno si sono presentati in una nuova veste pensata per offrire al pubblico ambienti  più piacevoli e facili da utilizzare: spazi espositivi riorganizzati, nuove aree vendita e nuovi servizi su due aree di 6.500 e 5.500 mq2 con oltre 40.000 articoli in assortimento.

Linkontro Nielsen: non c’è innovazione senza progettualità

“È finito il tempo di scherzare e far baruffe altrimenti il nostro Paese rischia un'involuzione”. Il vicesegretario nazionale del Pd, Enrico Letta, dipinge uno scenario economico italiano poco roseo: “L'Italia arretra. Il Fondo monetario internazionale ha messo in fila i 180 Paesi del mondo in base alla loro crescita economica. Siamo al penultimo posto, seguiti solo da Haiti che, ricorderemo, è stata vittima del terremoto”. E non è certo dei migliori il quadro economico delineato dai rappresentanti della distribuzione italiana e dell'industria.
Francesco Pugliese, direttore generale Conad, esprime, senza remore, preoccupazione per un tasso di disoccupazione giovanile intorno al 30%; uno “shopping di imprese” (come nel caso della Parmalat) che lascia un facile ingresso alle acquisizioni da parte di stranieri. Infine, punta il dito sulla mancanza di progettualità politica. Per Letta la soluzione è da ricercare in tre specifici fattori: favorire l'occupazione giovanile, puntare alle infrastrutture e, in modo particolare, ai porti italiani -che meriterebbero maggior autonomia e indipendenza- e al ringiovanimento della classe accademica italiana. “Sono tre temi che ci permettono di guardare al futuro” sottolinea il segretario del Pd. Pugliese , nel secondo giro di tavolo, lo incalza con le liberalizzazioni: parafarmacie e carburanti su tutti. Letta sembra d'accordo sul tema, ma preferisce parlare di liberalizzazioni del servizo pubblico, (ci auguriamo che Francesco Pugliese abbia ottenuto una risposta, magari in separata sede...).


Imprenditori preoccupati che, secondo quanto spiega Giuseppe Lavazza, vice presidente di Lavazza, hanno spesso a che fare con il “fuoco amico”: ossia politica assente, grande incertezza normativa e insidie a sorpresa (norme in fatto di sicurezza, tematiche varie di lavoro, o fisco). Per Letta, il motivo è principalmente uno: “Non c'è Paese europeo che abbia subìto una guerra politico-civile come la nostra. Negli altri Paesi, maggioranza e opposizione si confrontano, da noi no. L'Italia ha bisogno di una visione collettiva, di un progetto concreto”. Spontanea la domanda del coordinatore dell'incontro Andrea Cabrini, direttore Class Cnbc. “Ma i soldi ci sono?”. Secca la risposta di Letta: “No. L'azione di risanamento dei conti pubblici sarà durissima”. Non ci resta che il mondo “virtuale”? Silvia Candiani, general manager consumer e online Microsoft Italia punta lo sguardo sull'economia digitale: “Come sostenerla al meglio?” “Bisogna investire subito nell'istruzione pubblica” risponde Letta e invita le aziende a investire meno nelle “squadre di calcio e di più in facoltà universitarie”. Nonostante tutto il rappresentante del Pd si dice ottimista: “Dobbiamo spingere sulla crescita, shakerare la nostra società e la nostra economia. E bisogna puntare sull'Unione Europea. Senza Europa non può esserci un futuro”.

 

Linkontro Nielsen: Mediterraneo al centro dei grandi cambiamenti

Guardare con occhi nuovi al cambiamento: “L'unico viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell'avere nuovi occhi”. Con questa frase di Marcel Proust, si sono aperti i lavori della 27° edizione de Linkontro “Surfing the change prove tecniche di innovazione” che, in questa prima sessione, si sono concentrati sui grandi cambiamenti avvenuti in questi anni, dalla crisi finanziaria mondiale, agli sconvolgimenti politici del bacino del Mediterraneo, fino ad arrivare alla “nuova socializzazione” sotto la spinta dei device intelligenti.

Adeguare velocità e consumatori
“Siamo di fronte a un consumatore complesso e globale, che non solo usa la rete per interfacciarsi e relazionarsi con persone, che conosce o meno, ma di cui si fida, ma dipende dagli smartphone come non mai, fenomeno che non ha eguali nella storia -ha precisato Roberto Pedretti, Ad di The Nielsen Company Italy-. Si tratta di comportamenti trasversali a tutti i target, dai giovani, che rappresentano comunque l'avanguardia agli adulti che, ormai, navigano anche più dei giovani”. Questo significa che per individuare i target dei propri prodotti e servizi non bastano le categorie socio demografiche usate finora, ma bisogna adottare nuovi punti di vista e approcci innovativi.
Mediterraneo, uno spazio comune Ma se gli italiani sono preoccupati da crisi e disoccupazione non sfugge loro la complessa e sanguinosa vicenda che sta sconvolgendo i popoli aldilà del Mediterraneo, in prima istanza la guerra in Libia. “La ribellione in atto è, però, il primo segnale positivo che possiamo osservare negli ultimi vent'anni dei rapporti tra Occidente e mondo arabo -ha sottolineato Vittorio Emanuele Parsi, dell'Università Cattolica di Milano-. Si tratta di un'inversione di tendenza importante, che evidenzia una convergenza politica su valori universali, che non sono quelli che hanno contraddistinto la storia occidentale, ma sono con essi compatibili. Questa convergenza -ha continuato Parsi- parte già da uno spazio fisico comune (il Mediterraneo), nel quale tutti devono essere inclusi per trovare soluzioni comuni ai problemi”.

Previsioni
Difficile fare previsioni sulla tenuta e sulla durata di questi fenomeni, “anche perché i processi storici richiedono tempi lunghi e, soprattutto, una visione aperta sul futuro, che oggi purtroppo manca, ma che se basata su valori come libertà e uguaglianza può far germogliare la democrazia dal basso anche in questi Paesi, dando all'Europa un nuovo ruolo”.

Nel c.c. Auchan di Monza un nuovo polmone verde

È stato inaugurato il nuovo parco del Centro Commerciale Auchan Monza, Giardini di Auchan. Un “polmone verde” che si estende per ben 7 ettari giusto al di fuori del centro commerciale.

Il progetto è di Gallerie Commerciali Italia SpA che gestisce la Galleria Auchan di Monza, e ha l'obiettivo di riqualificare l'area per poter offrire al territorio una nuova possibilità di vita all'aria aperta. Del resto Gallerie Commerciali Italia è attenta alla tutela e alle esigenze ambientali del territorio ed è proprio da questa mission che deriva la scelta di costruire il complesso  in un edificio interrato.

Parco con svago
Il Centro Commerciale Auchan di Monza, l'unico Centro Commerciale in Italia ad avere un Parco annesso, mira a diventare un nuovo punto di riferimento per il territorio in cui s'inserisce.
Il nuovo Parco offrirà numerose possibilità di divertimento per tutte le fasce di età. Troveremo quindi al suo interno:
- una pista da jogging;
- un percorso vita in 10 tappe per rilassarsi, allenarsi e tenersi in forma;
- due campi da bocce;
- aree pic-nic;
- giochi per i bambini;
- aperitivi all'aria aperta;
- una grande area eventi con palco e tribuna.

Sarà possibile raggiungerlo sia in auto, parcheggiando comodamente in uno dei 2.200 posti auto del Centro Commerciale, sia in bicicletta attraverso il collegamento della Pista Ciclabile Comunale.

Sisa su Retequattro con le migliori ricette degli italiani

Dopo “1+1”, la promozione dedicata ai prodotti a marchio, promossa di recente dalla trasmissione “Chi vuol essere milionario” con Gerry Scotti, Sisa replica la sua presenza in televisione con una nuova iniziativa di cui state osservando un sample nel video attivo qui sopra.
Si tratta di una striscia quotidiana all'interno di Ricette di famiglia, popolare trasmissione di Retequattro, che propone piatti della tradizione familiare di città in città, per valorizzare il territorio italiano.

Viaggio tra cucina e costume
In questo viaggio alla scoperta dei sapori d'Italia, una volenterosa cuoca non professionista, affiancata da Davide Mengacci, propone ogni giorno un piatto della tradizione enogastronomica del luogo, con le telecamere che la seguono all'interno di uno dei supermercati Sisa locali, per la scelta dei prodotti più adatti, soprattutto nell'ampio assortimento di Pl.
Il viaggio di Sisa, iniziato da Ischia, continua con Marsala e Sciacca, per proseguire lungo tutta la Penisola, “condito” con i racconti su particolarità e monumenti dell'inviata Michela Coppa.

Al via il “riciclabottiglie” in tre Coop in Emilia

Il progetto è realizzato con Iren e Alta Valle e il debutto ufficiale è in tre supermercati di vicinato della Coop Eridana in via Poggi (Piacenza), Borgonovo e Cortemaggiore.
Iren Emilia ha installato tre nuove macchine "mangiabottiglie" di plastica. Un’iniziativa sperimentale per l'Italia che gode però già di un ampio seguito in Europa.
La macchina è simile ad un vending di bevande: in cambio del vuoto in plastica inserito nella macchina, viene rilasciato uno scontrino che da 2 centesimi. Lo scontrino sarà poi valido come buono sconto per l’acquisto di una bottiglia di acqua minerale Alta Valle.
Il buono sconto non è infatti cumulabile, ovvero non è possibile, nel caso siano state inserite 2 bottiglie vuote, spendere i 4 centesimi ricavati nell’acquisto di un’unica bottiglia di acqua minerale AltaValle.

Alla presentazione è intervenuto il presidente di Coop Eridana Maurizio Molinelli. (Fonte Piacenza Sera)

Revolution espone all’Ara Pacis e farà parte della mostra Farnesina Design

Ulivia, il mobile d'olio per la degustazione dell'olio, disegnato da Roberta Giannì per Revolution SpA, è stata inserita tra i 23 progetti rappresentativi del design italiano della Collezione Farnesina Design che saranno esposti al museo dell'Ara Pacis di Roma per un mese a partire dal 20 maggio prossimo. Successivamente, Ulivia entrerà a far parte della collezione Farnesina
Design
e sarà trasferita alla Farnesina per diventare poi itinerante,
facendo tappa nelle ambasciate, nelle sedi consolari e negli Istituti
Italiani di Cultura
per contribuire a realizzare, insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero per i Beni Culturali e l'ICE, una strategia di sostegno del design italiano all'estero.

Ulivia è un corner per la degustazione
Ulivia, infatti, è un corner per la degustazione dell'olio d'oliva realizzato
in modo tale che le caratteristiche e le potenzialità espressive dell'Ecomat, un nuovo materiale 100% riciclabile ottenuto dalla rigenerazione della sansa d'oliva esausta, si armonizzino perfettamente con la funzione d'uso. Ulivia si presenta come una struttura modulare a pannelli dotata di ripiani per l'esposizione e la degustazione di diverse varietà di olio d'oliva. La forma concava, le linee sinuose e il colore grigio-verde tendente allo scuro dell'Ecomat evocano una grande cavità come quelle
che si possono trovare nel fusto degli ulivi secolari.

Retail Revolution Company
Realtà leader in Italia
nella fornitura di soluzioni d'arredo sostenibili per il retail, Revolution spa entra a far parte delle aziende d'eccellenza del Made in Italy i cui prodotti sono stati
selezionati dal Ministero degli Esteri per promuovere nel mondo la
valenza culturale e industriale del design italiano. Tale risultato è stato
raggiunto grazie a un progetto nato dall'incontro tra una giovane designer, che si trova ad esporre un proprio progetto assieme a grandi nomi del design (Mendini, Sotsass, Cini Boeri, Hasuike, Zanuso, De Lucchi, Nichetto, Santachiara…) e il know-how progettuale e industriale dell'azienda.

Nuovo direttore vendite per San Benedetto

Con l’avvio della nuova struttura organizzativa dell’Area Commerciale, Acqua Minerale San Benedetto S.p.A. affida a Vincenzo Pozzi l’incarico di direttore vendite gruppo Italia.

52 anni, lombardo, Vincenzo Pozzi vanta solide esperienze commerciali maturate nel settore del food&beverage iniziando la sua carriera in Motta Alemagna e successivamente in Birra Moretti.
La recente nomina è il coronamento di un lungo percorso di collaborazione con l’azienda Veneta intrapreso nel 91 che ha visto Vincenzo Pozzi ricoprire negli anni incarichi crescenti fino a raggiungere il ruolo di direttore vendite gdo prima di questa nuova nomina.
Il nuovo Direttore Vendite Gruppo Italia, con piena responsabilità sui canali modern trade e traditional trade, avrà il compito di coordinare tutta l’attività di vendita per le 5 categorie di prodotto del Gruppo Acqua Minerale San Benedetto (acqua minerale, thè, bibite piatte, bibite gassate e sport drinks).
La ristrutturazione organizzativa vedrà sia il neo direttore, che il direttore marketing Vincenzo Tundo, riportare direttamente alla direzione generale.

Con il bilancio Rewe presenta un piano per l’apertura di 350 nuovi negozi

Commentando i dati di bilancio 2010 il Ceo di Rewe Group, Alain Caparros, ha dichiarato che nel 2011 la società intende aprire almeno 350 negozi. Di questi, la maggior parte, 230 sono previsti per la Germania. Il posizionamento prevde un focus sul grocery. Permane il problema di consolidare il risultato di Penny, insegna per la quale, Caparros ha ammesso che il Gruppo in Germania non ha ancora trovato il giusto concept. "Non ci sono tabù per quanto riguarda il come ritrutturare Penny" anche perché "non ci può essere un gruppo Rewe senza Penny, dato che non possiamo fare a meno del suo contributo di fatturato".

Dati di bilancio
Riguardo i dati di bilancio 2010, si segnala un Ebitda di 502 milioni in diminuzione rispetto ai 601 milioni del 2009. Tuttavia, anche per via del piano di espansione di 350 pdv, nel 2011 come investimenti è stato stanziato un 8% in più rispetto all'anno precedente, per un totale di 1,3 miliardi di euro.

Le vendite del Gruppo hanno raggiunto i 53 miliardi di euro con una crescita del 4% rispetto al 2009.
In gennaio 2011, Rewe Group ha venduto le attività della divisione business-to-business al partner in joint venture Coop Svizzera.

Esselunga riapre il rinnovato superstore di Varedo

Nuovo superstore Esselunga di Varedo in via Pastrengo più
grande e in classe energetica A. Aprono anche la profumeria Olimpia Beauté ed il Bar Atlantic. Il pdv si trasferisce da via
Terni colà presente da 30 anni, nella nuova sede di via Pastrengo.
Il nuovo superstore ha una superficie di vendita di 4.500 metri quadrati e un parcheggio da oltre 870 posti auto, anche coperti.

Classe A
Il superstore ha ricevuto la certificazione di “Classe A” dato che il fabbisogno energetico del supermercato è, in parte, garantito dall’uso di fonti rinnovabili.
Grazie all’utilizzo delle fonti rinnovabili (impianto fotovoltaico, geotermia con pompa di calore e recupero di calore dai frigoriferi), il superstore non ha l’allacciamento alla rete gas metano, non utilizza gasolio, e non è dotato di centrali termiche alimentate con combustibili fossili altamente inquinanti.
Sul tetto del punto vendita è stato installato un grande impianto fotovoltaico di 800 metri quadrati che, con 630 pannelli solari, permette un risparmio di 70 tonnellate annue di anidride carbonica, altrimenti immesse in atmosfera.

Opere viarie
L’arrivo del nuovo superstore Esselunga ha permesso di realizzare consistenti opere viabilistiche a Varedo lungo due arterie primarie: la superstrada Milano – Meda e la strada provinciale Monza – Saronno. È stato modificato lo svincolo numero 7 in uscita e in ingresso per i veicoli provenienti da Como sulla superstrada mentre, tra viale Brianza e via Pastrengo, è stata progettata una pista ciclabile alberata e sono state realizzate due
nuove rotatorie. Tutti gli interventi rispettano le indicazioni della Provincia in tema
ambientale.

Reparti
I clienti all’interno del punto vendita troveranno tutti i reparti che hanno contribuito al
successo di Esselunga: la frutta e la verdura sfusa e confezionata, la macelleria, la
gastronomia, la pescheria assistita.
Inoltre, nel reparto pane e dolci è presente, novità per Varedo, la panificazione interna dove lavorano panettieri specializzati formati dalla “scuola dei mestieri” di Esselunga.

Galleria
Nella galleria aprono altri due marchi del gruppo Esselunga: la profumeria Olimpia Beauté, presente in 30 punti vendita con un servizio elegante ed esclusivo, ed il Bar Atlantic, una realtà con oltre 50 locali
aperti in Italia.

Marks & Spencer sta progettando di entrare negli Usa

Il Ceo di Marks & Spencer, Marc Bolland, in un intervista al Financial times ha accennato che potrebbe tornare negli Stati Uniti. "Sì, stiamo guardando agli USA -ha detto Bolland- però non nell'immediato" ed ha poi aggiunto che questo lo impone il fatto che la vendita di abbigliamento sta per diventare "un mercato globale senza frontiere di cui Marks & Spencer deve esserne parte".

Ricordiamo che nel 2001 nel pieno di una crisi aziendale Marks & Spencer decise, in mezzo ad altri tagli, di cedere le sue attività americane fra cui la catena di camicerie Brooks Brothers.

Carrefour nomina un’economista indipendente nel cda

Carrefour ha un problema sicuramente d'immagine se non di sostanza: le sue scelte appaiono troppo condizionate dai due maggiori azionisti, Colony Capital e il Gruppo Arnault. Le polemiche seguite alle controverse operazioni di spin-off che hanno portato anche a dimissioni “di peso” come quelle del vicepresidente Jean Martin Folz, in pieno disaccordo con il board, o di James McCann responsabile del mercato francese cui si sono aggiunti due profit warnings hanno indotto il Gruppo a correre ai ripari, scegliendo per rimpiazzare Folz un'economista indipendente, Mathilde Lemoine.

Ratifica
Lemoine svolge il ruolo di economista all'interno del Gruppo bancario Hsbc e non ha nessun conflitto di interesse con Carrefour, perché meno dell'1% del business del retailer è interrelato con quello della banca. Resterà in carica fino al termine originario del mandato di Folz, cioè fino all'assemblea degli azionisti del 2012. La sua nomima sarà ratificata dall'assemblea di quest'anno, in calendario per il prossimo 21 giugno.

Billa lancia la sua linea private label

I prodotti a private label Billa sono una novità assoluta anche a livello
internazionale: l'Italia è infatti compresa nel novero dei Paesi pilota nel lancio. “Lanciamo oggi la nostra private label con l'obiettivo di arricchire l'assortimento dei nostri punti vendita con prodotti che si caratterizzano per la qualità, l'attenzione alla scelta delle materie prime e un prezzo altamente competitivo -ha dichiarato Andrea Colombo, direttore commerciale di Rewe Italia-. Essere vicini ai clienti significa anche offrire una gamma molto diversificata di prodotti che permetta loro di scegliere il meglio in termini di rapporto qualità-prezzo”.

Nastro giallo
Il logo dei prodotti Billa è il Ribbon of trust. “Si tratta di un nastro giallo - spiega Augusta Corbetta, responsabile della Pl - che contiene il logo Billa e simboleggia uno dei valori portanti della nostra strategia di comunicazione: la fiducia. La nuova grafica, adattata alle varie confezioni, permetterà al cliente di riconoscere più facilmente l'offerta Billa.”
Il lancio dei prodotti sarà accompagnato da un'importante campagna su stampa e affissione, nella quale comparirà il nuovo claim La qualità si fa ancora più bella. Rosanna Ungaro, direttore marketing & comunicazione di Rewe Italia precisa:
“abbiamo pianificato investimenti per la pubblicità su stampa, per le affissioni outdoor, oltre a una serie di materiali pop da collocare nei punti vendita: dagli espositori brandizzati e la cartellonistica alle strisce scaffale.”
 

Coop Adriatica, nonostante la crisi bilancio con segno più

Il bilancio 2010 di Coop Adriatica, presente con 160 negozi nelle quattro regioni Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo, nonostante la crisi della domanda, è positivo.

Da lunedì 16 maggio sono partite sul territorio le 94 le assemblee separate di bilancio, aperte simbolicamente il 5 maggio a Bologna con l’incontro La giusta economia, con il presidente Romano Prodi. I soci sono chiamati a vagliare e votare i risultati economici, sociali e ambientali dello scorso anno e i nuovi Consigli di amministrazione. Lo scorso anno i partecipanti sono stati 28 mila (il 20% in più del 2009).
Complessivamente, al 31 dicembre i soci erano 1.107.933 (+4,64%) e i soci prestatori 229.186, per un prestito sociale di 1.981 milioni di euro, mentre i dipendenti erano 9.046 (224 in più del 2009), il 92,7% dei quali con contratto a tempo indeterminato.

134 milioni di investimento
Lo scorso anno fare la spesa nei negozi di Coop Adriatica è costato il 5% in meno rispetto al 2009, mentre ai soci sono andati vantaggi per oltre 100 milioni di euro. Gli investimenti nello sviluppo e l’innovazione della rete sono stati pari a 134 milioni di euro, andati fra l’altro all’apertura di 2 ipercoop e 5 supermercati.

Coop Adriatica ha inoltre continuato ad avere grande attenzione verso i servizi innovativi nei pdv, come il pagamento delle bollette, le casse “fai-da-te”,
la telefonia con CoopVoce e i farmaci a prezzi accessibili.

Sostenibilità e charity
Tra le priorità, anche gli accordi di filiera con il mondo agricolo, che hanno garantito qualità e prezzi equi per i produttori e i consumatori, e gli interventi in difesa dell’ambiente: dalla campagna per un uso consapevole dell’acqua, all’installazione di impianti fotovoltaici in altri 10 negozi, per una produzione annua di 2,8 milioni di kilowattora di energia pulita (+70%).
Oltre 6 milioni di euro sono stati destinati infine a iniziative
sociali: dal recupero dei prodotti Brutti ma buoni, che ha donato
alimenti invenduti a beneficio di persone in difficoltà per 3,5 milioni
di euro, ai progetti C’entro anch’io, che hanno ricevuto 214 mila euro
per interventi contro l’esclusione sul territorio, fino agli interventi
di solidarietà internazionale e locale sostenuti con 974 mila euro
dalla raccolta punti sulla spesa.

Coin rinnova la convenzione Congusto

Coin fino ad aprile 2013 mediante il network di scuole di cucina Congusto, con sedi a Milano, Roma e Catania, continuerà a garantire un trattamento particolare ai titolari di Coin Card nel prendere parte ai numerosi percorsi e laboratori culinari elaborati da uno staff di professionisti ed esperti del settore godendo di un trattamento esclusivo.

Servizi offerti
Ai titolari di Coin Card saranno riservati sconti sulle lezioni di cucina prescelte, che possono essere singole (10%) o strutturate in corsi tematici.
In particolare, a chi si iscriverà insieme ad un amico al corso della promozione Chi
porta un amico risparmia un tesoro
sarà offerto uno sconto del 50% sulla quota del corso.

Chi è Congusto
I corsi di cucina Congusto si rivolgono ad un pubblico eterogeneo e a target di ogni livello: non solo appassionati e professionisti, ma anche neofiti che intendono accostarsi al mondo della cucina in modo divertente e originale, sotto la guida di chef di fama nazionale e internazionale e coccolati da uno staff disponibile e competente.

Il vino di cinque cantine di Legacoop diventa Pl Coop

Assieme è una linea di vini private label Coop. In etichetta contine i simboli evocativi del vino come prodotto agricolo, quindi frutto del lavoro umano e da consumare con piacere, e dall'altro il logo Filiera cooperativa, a ricordare l'unione tra la cooperazione agroalimentare e la cooperazione dei consumatori.
Le regioni coinvolte sono Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Marche e Abruzzo attraverso 5 tra le maggiori cantine italiane, tutte associate a Legacoop Agroalimentare, ovvero: Cevico, Cantine Riunite, Le Chiantigiane, Cantina Tollo, Moncaro

Italian Food Excellence

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