Emozione3, dopo l'apertura di un monomarca temporaneo a Mantova, si mette in evidenza aprendone un altro presso la Stazione Centrale di Milano. La superficie è di circa 20 mq, con un concept identico a quello di Mantova. L'insegna è la stessa del brand: Emozione3. Le referenze in esposizione sono 26 cofanetti Emozione3 + i 7 cofanetti What a gift.
Andrea Dusi, Ad del brand, afferma: “La scelta di aprire un punto vendita è legata alla volontà di trasmettere la nostra identità ed i nostri valori. Vogliamo ovviamente far crescere la notorietà dei nostri cofanetti Emozione3 e What a gift!”.
Temporary shop alla stazione centrale di Milano per Emozione3
Despar dà il via al contest di design “Supermercato senza confini“
Novità per tutti gli architetti e designer: Aspiag Service, la concessionaria Despar per il Nordest, ha da poco dato il via al concorso internazionale di design “Supermercato senza confini”. Lo scopo del contest è generare, con l'aiuto della community Despar, design creativi ed innovativi per il supermercato di domani nel Tirolo, e accompagnare in questo modo la reale costruzione del nuovo supermercato Eurospar a Vipiteno, in Alto Adige.
Partecipanti
Possono partecipare architetti, designer, ingegneri, studenti e anche semplici fan del mondo e dell'architettura di Despar: è sufficiente diventare membri della Community, per dimostrare come dev'essere il “supermercato senza confini”. Non solo si possono inviare i propri progetti, ma anche discutere e valutare le proposte di altri membri della community - un modo per entrare concretamente a fare parte del progetto di Vipiteno.
Basta registrarsi sul sito (bilingue: tedesco - italiano) www.designcontest.despar.it dare via libera all'ispirazione e caricare gratuitamente i propri bozzetti. E chi non ha esperienza di design o vuole cimentarsi con l'allestimento degli spazi interni, può comunque partecipare utilizzando l'apposito configuratore, che dà a tutti l'opportunità di disegnare il “dentro” del supermercato e proporre i propri suggerimenti e la propria concezione di “spesa ideale”.
Scadenza 11 dicembre 2011
Entro questa data arà possibile caricare il proprio progetto sulla piattaforma web del “Supermercato senza confini”. Dal 19 dicembre cominceranno le votazioni, a cui la community è chiamata a partecipare valutando i vari progetti secondo precisi criteri. Una giuria onoraria deciderà nei primi giorni di gennaio 2012 quali saranno i design e le idee vincenti per le varie categorie. Inoltre, gli users più motivati e attivi potranno essere premiati come “Migliori utenti della Community”. Le premiazioni si terranno a metà gennaio, nel corso di una cerimonia a Vipiteno.
Dopo nove mesi dall’acquisizione, Blockbuster fa 3,3 milioni di profitti
Blockbuster ha registrato un profitto di 3,3 milioni di euro da quando è stata comprata da Dish Network, cioè nei nove mesi che si chiudevano il 30 Settembre 2011. Il successo secondo l'azienda è da attribuirsi all'integrazione in Blockbuster dei servizi
offerti da Dish Network, con abbonamenti tipo Blockbuster Movie Pass e Blockbuster Movie Combo. Il Ceo di Dish Network Joe Clayton ha dichiarato che si aspetta di sviluppare una crescita di abbonamenti durante il quarto trimestre “Abbiamo notato significativi miglioramenti di traffico e di transazioni in gran parte dei negozi. Per questo pensiamo anche a nuove promozioni.”
Occorre aggiungere che se è vero che i negozi negli Usa sono più di 1.500, 900 di questi stanno operando in condizione di flexible termination provisions, ovverosia l'azienda si riserva di chiuderli senza preavviso se non raggiungono il fatturato previsto.
Conad e la cristalleria Rcr si alleano contro la crisi
Si tratta di un accordo che ricorda quello fra Unicoop Firenze e Richard Ginori dello scorso inverno che con oltre 9 milioni di euro permise alla storica azienda di ceramiche di attivare un nuovo forno e di assumere una ventina di dipendenti.
In questo caso è Conad Tirreno che offre i punti per collezionare bicchieri, caraffe e decanter della famosa cristalleria Rcr di Colle Val d'Elsa, azienda che conta 410 dipendenti, 150 unità lavorative di indotto e una produzione annua di 40 milioni di pezzi.
Si reintegreranno alcuni lavoratori in cassa integrazione
Sono più di trecento i pdv interessati dall'inizativa, distribuiti principalmete in Toscana, Lazio e Sardegna. Con la commessa di Conad, Rcr potrà reintegrare alcuni dei lavoratori posti in cassa integrazione a causa della crisi. ''Questa operazione contribuirà alla crescita del nostro fatturato, seppur in un mercato mondiale di riferimento in perdita -spiega Roberto Pierucci Ad Rcr-. L'accordo ci permetterà di aumentare la capacità produttiva".
Un ulteriore segnale sicuramente positivo per il mondo delle imprese e dei lavoratori delle aziende toscane, quello di alleanza tra aziende per fronteggiare la crisi, facendo leva su consumi di qualità.
Ecolight recupera i panneli solari a fine vita
Ecolight il consorzio per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, presenta alla quindicesima edizione di Ecomondo il sistema integrato di raccolta e riciclo dei moduli fotovoltaici. Un servizio proiettato verso il futuro neanche troppo lontano.
290mila impianti installati da recuperare
Il fotovoltaico in Italia ha registrato un vero e proprio boom. Ad oggi sono più di 290mila gli impianti installati per una potenza complessiva di quasi 11.300 MW. Ed è possibile stimare che ci sia quasi un pannello solare installato per ogni abitante: sono infatti più di 53 milioni quelli che hanno trovato collocazione sui tetti di abitazioni e imprese oppure nei campi. Calcolando che i primi impianti solari sono stati installati negli anni 90 e la durata di un pannello fotovoltaico è di circa 20-25 anni, la richiesta di smaltimento di questi rifiuti sarà in crescita esponenziale in un futuro prossimo. Ecolight presenta un progetto tutto italiano per la raccolta e lo smaltimento dei moduli solari che permette di recuperare materie prime seconde facendo risparmiare energia.
Il marchio Olio Olita passa da Star agli Oleifici Mataluni
Il marchio Olita, attivo da oltre 50 anni sul mercato italiano, passa dalla Star agli Oleifici Mataluni di Montesarchio (Benevento), il complesso agroindustriale oleario specializzato nel private label, ma anche proprietario di 22 brand fra cui Olio Dante, Topazio, Oio, Gico, Minerva e Lupi.
Razionalizzare
L'obiettivo della cessione di Olita per la Star è di razionalizzare la propria offerta focalizzandosi sulle categorie più strategiche per il core business dell'azienda, mentre per gli Oleifici Mataluni sta nell'arricchimento del portafoglio di offerta che contribuisce a dare immagine al portafoglio del gruppo campano, nonché impatto commerciale sul trade. “L'acquisizione è stata definita il 6 ottobre -spiega Vincenzo Mataluni, Ad Oleifici Mataluni- e diventerà operativa a partire dal 1 gennaio 2012. Con l'accordo prende il via anche una collaborazione distributiva con la Star sul canale food service, che comprende la ristorazione ed il catering, sul quale entrambe le aziende investiranno nuove risorse. È motivo di orgoglio aver concluso la trattativa con una delle più importanti realtà nel settore alimentare, che contribuisce a valorizzare il Made in Italy in tutto il mondo”.
Oleifici Mataluni
Situati a Montesarchio rappresentano uno tra i più grandi complessi agroindustriali oleari del mondo estendendosi su una superficie di 160 mila mq.
Con un fatturato 2010 di 240 milioni di euro, circa 200 dipendenti (età media 29 anni) ed un Centro di ricerca riconosciuto nel 2010 dal Miur, l'industria Mataluni è tra le più importanti aziende italiane nel settore oleario.
In private label produce oli alimentari per conto di oltre 200 marchi ed aziende leader della gdo italiana ed estera.
Asda e Farmfoods fanno un’offerta per la catena Iceland
Asda ha unito le proprie forze con l'insegna scozzese Farmfoods per mettere insieme 1,5 miliardi di euro di offerta per la catena di supermercati Iceland di cui da tempo si vociferava la ricerca di acquirenti. L'offerta è stata fatta in concorrenza con Morrison e quattro equity found ovvero BC Partners, Blackstone, TPG e Bain. Benché Asda non abbia fatto dichiarazioni sembra che l'offerta abbia avuto successo e da questo deriverebbe che 200 store Iceland saranno venduti a Farmfoods per superare i vincoli della commissione europea della concorrenza.
Comunque non è ancora detta l'ultima parola visto che l'attuale Ceo di Iceland, Malcolm Walker, che è anche il più grande azionista con una quota del 23%, ha
anche detto di stare pensando di fare un'offerta
più avanti, con il sostegno di fondi pensioni e
sovrani. Walker avendo fondato Iceland nel 1970 ha un vantaggio tattico, perché solo lui ha il diritto di accettare una qualsiasi offerta per Iceland.
Aspetto per altro che ultimamemente ha prodotto un risultato singolare, visto che la stessa offerta di 1 miliardo di sterline da parte di Walker per Iceland è stata respinta l'anno scorso.
Gabbiano e Procos: nasce una partnership
La Gabbiano potenzia le sue strategie di crescita nel mondo dei prodotti per party e avvia una collaborazione con la Procos S.A. con lo scopo di sviluppare il reale potenziale del mercato del Party in Italia, sfruttando al meglio qualità di prodotto ed esperienza internazionale di Procos in questa categoria, unite con la qualità e l'esperienza unica di Gabbiano nel trade marketing e nel servizio al pdv.
Fondata nel 1954, la Procos S.A. è una società specializzata nel mercato degli articoli per party ed è leader in Europa per questi prodotti. La sua presenza attiva in 68 paesi fa di questa società un global player nella categoria dei prodotti party.
Procos è dunque un partner chiave per il retail locale ed internazionale grazie alla sua offerta completa di articoli party (piatti di carta, tovaglioli, bicchieri, tovaglie, ecc.) di alta qualità e design. In particolare l'azienda Procos vanta un'esperienza molto marcata nell'area del party bambino realizzando prodotti a marchio Disney.
Un parco commerciale per Baranzate
Ha avviato con successo la sua attività a Baranzate, a pochi chilometri a nord ovest di Milano, il Baranzate Retail Park. Si tratta di una struttura, aperta il 28 ottobre, con cinque medie superfici ed un'area di ristorazione per un totale di circa
10.500 mq di Gla. Inoltre in una catchment area di soli 10 minuti di auto si trovano quasi 200 mila residenti. La location che si trova a poche centinaia di metri
dall'uscita Rho Fiera dell'Autostrada dei Laghi.
I negozi
Le ancore sono il Villaggio fitness Virgin Active, Unieuro e Unieuro Pc City, Prenatal, Ritmo
Shoes e Caffè & Co. La proprietà del parco è della società Immobiliare Elsa Spa di Monza mentre la gestione è stata affidata a Larry Smith Italia. La struttura è su due piani e ha 670 posti auto.
Marks & Spencer sta per entrare nella fascia convenience
Il nuovo concept di Marks & Spencer sarà gestito dal partner SSP dell'azienda. Un totale di 600 mq che conterranno 250 linee di prodotto, la maggior parte delle quali saranno tratti dalla gamma del freddo nella gamma Food on the Move di Marks & Spencer, con l'aggiunta di piatti caldi, zuppe e bevande calde. Il negozio, che ricordiamo è un test, dovrebbe essere aperto alla fine della prossima settimana e si chiamerà appunto come la omonima linea di prodotti Food on the Move, che è la prima volta che verrà usato come insegna (fonte Retail Week).
Tesco nei suoi store vuole creare 70 beauty salon
Ne abbiamo parlato la prima volta a inizio anno (leggi notizia) dunque la strategia Tesco continua dopo l'apertura di un salone nel suo negozio a Chesterfield. Lobiettivo è di aprire 70 negozi di bellezza in tutto il paese, con abbronzature spray, tagli di capelli e trattamenti manicure con prezzi a partire da soli 12,50 sterline per un taglio di capelli, 20 per uno shampoo, taglio e finitura, sopracciglia a 5, e la ceretta alle gambe ad appena 15. Gli acquirenti, inoltre, non hanno bisogno di prenotare un appuntamento, il che significa che molte donne possono approfittare di un po' di relax extra alla fine della loro spesa settimanale.
Competizione contro i piccoli negozi
Tesco è la prima delle grandi insegne britanniche a fare una mossa nel settore bellezza che impiega circa 250.000 persone. Nel settore c'è preoccupazione verso i piccoli negozi che, incapaci di competere sul prezzo con rivali come Tesco, potrebbero essere costretti a chiudere. Sembra che Tesco stia cercando, al pari di quanto ha fatto negli ultimi anni la grande distribuzione, di spostarsi su aree lontane dalla originaria vendita di food. Gli operatori si chiedono infatti quanto tempo ci vorrà prima che altri retailer copino la mossa di Tesco con il risultato che l'offerta di servizi in-store farà sì che i clienti abbiano un motivo in più per non visitare le strade della propria città con effetti negativi anche su altri settori merceologici.
Fotovoltaico “domestico” per i soci Coop Adriatica e Coop Consumatori Nordest
Ha preso il via negli Ipercoop Lame di Bologna, Esp di Ravenna, Ariosto di Reggio Emilia e Meduna di Pordenone l'iniziativa “Il sole nel carrello”, che offre la possibilità ai soci Coop di installare un impianto fotovoltaico nella propria casa con un pacchetto conveniente, trasparente e “chiavi in mano”. Il progetto pilota è realizzato da Coop Adriatica e Coop Consumatori Nordest in collaborazione con Ccc (Consorzio cooperative costruzioni), che si avvale come partner tecnico di Fase Engineering Spa, mentre a fornire i componenti del kit sono Solsonica, Sma, Sunerg e Canadian.
Percorso di sostenibilità ambientale
Con “Il sole nel carrello”, le due cooperative di consumatori continuano a investire per la sostenibilità ambientale, coinvolgendo i propri soci, in linea con le tante iniziative avviate negli ultimi anni: dalle campagne per promuovere un uso consapevole dell'acqua o contro la deforestazione, agli accorgimenti sempre più innovativi utilizzati nella realizzazione dei punti di vendita, dotati perlopiù di impianti fotovoltaici.
La prima fase del progetto si concluderà a giugno 2012; successivamente, si valuterà se estendere l'iniziativa anche ad altri negozi.
Gli esperti di Ccc-Fase Engineering saranno a disposizione negli spazi allestiti nei punti di vendita coinvolti, dove sono sempre in distribuzione i dépliant informativi; i soci possono anche servirsi del numero verde 800.550505. “Il sole nel carrello” è al momento riservato ai soci delle Cooperative che abitano nelle province coinvolte dall'iniziativa.
Rientro delle spese in 8 anni
Due i kit proposti, con pannelli di 2,880 kilowatt potenza, in grado cioè di assorbire il consumo medio di elettricità di una famiglia, e componenti di qualità forniti da aziende europee o internazionali. Entrambe le soluzioni prevedono l'assistenza completa, dalla progettazione al montaggio alla gestione delle pratiche amministrative, oltre a un anno di assicurazione targata Unipol per tutti i rischi.
Il prezzo è di 10.770 euro per il kit europeo e 9.900 euro per quello internazionale; i soci che firmeranno il contratto tra novembre e dicembre, inoltre, avranno uno sconto di 250 euro. Gli impianti consentono di rientrare delle spese sostenute dopo circa 8 anni, usufruendo degli incentivi del Conto Energia.
Il canale food continua a predominare, ma rimane quello meno proficuo

Valgono 3,25 milioni di miliardi di dollari le vendite dei primi 250 gruppi retail, con un incremento pari al +10,2%. Il 30,1% del business è in mano ai primi dieci retailer, che da soli crescono del 9,2%, evidenziando come il settore stia incrementando ulteriormente il livello di concentrazione (da 27,40 a 30,10 tra 2001-2006).
Sono alcuni tra i dati dell'11° rapporto Deloitte Global Power of Retailing sull'evoluzione dei 250 maggiori operatori a livello mondiale, che ne analizza i dati e i trend tra il 2006 e il giugno 2007.
● Sale la globalizzazione
Il rapporto sottolinea come i settori del commercio al dettaglio più globalizzati siano quelli dell'elettronica, dell'arredamento e del giocattolo; inoltre viene evidenziato che più l'azienda è globale maggiore è il margine medio netto. Relativamente all'area di origine, si evidenzia che gli Usa, con 93 retailer, si ritagliano il 45,5% (+1,5% sul 2005) del valore delle vendite mondiali.
Wal-Mart, che si mantiene saldamente al 1° posto nella classifica Deloitte, cresce dell'11,6%, probabilmente anche grazie al suo ingresso in altri 2 paesi sudamericani. Ovvio, però, che il terreno di competizione rimangano gli Usa, dove il recente sbarco di Tesco (che ha superato Metro attestandosi al 4° posto nel mondo e divenendo, di fatto, il secondo retailer continentale dopo Carrefour) con il format di vicinato Fresh & Easy ha condotto Wal-Mart a rivedere le proprie politiche territoriali, portandolo a pianificare l'apertura di piccoli pdv proprio per contrastare Tesco, più che determinato a sviluppare ulteriormente il proprio format in Usa. Sempre in tema di globalizzazione, è interessante notare come nella classifica delle new entry (18 ingressi) si trovino 4 gruppi cinesi (tra cui il gruppo Bailian e Suning Appliance), 2 russi (tra cui X5 Retail) e uno brasiliano (Grupo Pao de Acucar): quasi tutti questi retailer sono presenti anche nella classifica fra quelli con i più alti tassi di crescita.
● Il trend dei settori
I retailer food e di beni di largo consumo (133 sui 250 operatori) rimangono i più numerosi, con una media di vendite pari a 16,5 mld $, ma con margini netti medi di appena il 2,8%. Qui si trova il primo retailer italiano: Coop, al 51°posto, che perde due posizioni. Tra il 2004 e il 2006 sono aumentati i retailer di abbigliamento e calzature, passati da 40 a 49, raggiungendo un fatturato pari a 6,8 mld $ così come pure sono cresciuti, in termini numerici, quelli operanti nei prodotti elettronici saliti da 34 a 37. I gruppi specializzati in altre categorie (sport, arredamento, giocattoli, hobbystica, gioielleria e forniture per l'ufficio) sono saliti da 80 a 88: 23,2 mld/$ il valore delle loro vendite.
● La gdo capitalizzata
Deloitte analizza anche il valore delle aziende in rapporto alla loro capitalizzazione in borsa (tramite l'indice Q ratio dell'economista James Tobin, dove un valore superiore a 1 indica affidabilità e meno di 1 il suo contrario): l'indice più alto è registrato nei settori abbigliamento (2,47) e farmaceutico (2,03). Nelle tipologie di vendita, l'affidabilità più bassa viene assegnata ai convenience (0,66), ai diversificati, cioè che operano con format diversi (0,77), e ai department store (0,88). L'analisi di Deloitte stima che, nel giro di tre anni, proseguendo le tendenze attuali, ci saranno scossoni nella classifica delle prime 10 aziende: il più significativo potrebbe essere l'ascesa di Tesco al secondo posto, invece di Carrefour.
I mobili di Cargo&HighTech in vendita presso Media World a Cinisello
Il megastore Media World di Cinisello Balsamo ospiterà al proprio interno il nuovo negozio Cargo che verrà inaugurato il 10 novembre 2011. Il brand
Cargo&HighTech si è messo in evidenza nei propri punti di vendita di Milano esibendo prodotti che seguono la corrente americana di design denominata “hightech” ricercando il miglior rapporto
qualità/prezzo e offrendo la possibilità di arredare con gusto originale la propria casa a prezzi contenuti. Prezzi dunque in linea con l'offerta di Media World.
Obiettivo Media World: ampliare il servizio
Con questa partnership Media World amplia la propria offerta e il
servizio ai clienti, che, all'interno dello spazio commerciale di
Cinisello Balsamo, potranno trovare anche un'attenta scelta
di oggetti per la tavola e la cucina e di idee
regalo.
“È per noi un piacere ospitare Cargo all'interno del punto vendita di
Cinisello. Questa partnership ci permette di presentare ai nostri
clienti un servizio ancora più completo, per soddisfare quei consumatori
curiosi ed esigenti alla costante ricerca di scelte di stile” ha dichiarato
Pierluigi Bernasconi, Ceo di Mediamarket.
Obiettivo HighTech: i volumi della grande distribuzione
“È la prima volta che usciamo dai nostri negozi storici per entrare nella dimensione della grande distribuzione. La partnership con Media World è un'occasione per misurarci con un pubblico più ampio e più giovane”, dichiara Mauro Bacchini, Ad di HighTech srl.
Il primo negozio, aperto a Milano nel 1981, si pone all'attenzione del pubblico per la sua innovazione nel mondo della casa. La sua proposta si ispirava ad una corrente americana nell'ambito del design denominata “hightech”, che riproponeva oggetti e arredi di origine industriale in contesti domestici.
Oggi fanno parte dell'azienda i due punti vendita di Milano: HighTech in piazza XXV aprile e Cargo, in via Meucci. Fatturato nel 2010 di 19 milioni di euro e oltre 120 collaboratori.
Tre punti per il futuro di Barilla: Asia, Brasile e sviluppo degli Usa
Nel corso dell'intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, Paolo Barilla, presidente degli industriali pastai e dolciari, nonché vice presidente del Gruppo Barilla la pasta sarà sempre più protagonista nel mondo globale e per questo rappresenterà un'eccezionale opportunità per tutto il made in Italy. Tre i punti chiave: ampliare il business negli Stati Uniti e penetrare nei mercati a grande crescita, Brasile e Asia per iniziare.
I Paesi di interesse
«I mercati del gruppo Barilla sono l'Europa, dove possiamo ancora migliorare; in Nord America, dove fatturiamo 500 milioni di euro, abbiamo la possibilità di allargare la gamma dei prodotti complementari alla pasta, i sughi. In prospettiva però abbiamo l'obbligo di puntare sui mercati in grande sviluppo, dal Brasile all'Asia. Per approcciarli stiamo cercando di capire di cos'hanno bisogno: procediamo con cautela ma anche con grande determinazione».
«Abbiamo comunque consolidato la presenza negli Stati Uniti, dove si e rafforzata la nostra leadership del mercato della pasta raggiungendo una quota del 29%, e rinnovato il portafoglio prodotti».
Potenzialità della pasta
«A livello mondiale è il prodotto alimentare più presente sulle tavole globalizzate. Con l'8% delle preferenze complessive precede la carne e il riso. La pasta è inoltre il cibo più amato in Brasile (dove al terzo posto, peraltro, sono citate le lasagne), Sudafrica, Germania e Olanda. Ed è al secondo posto in Gran Bretagna e in Spagna, dove prevale solo l'intoccabile paella.
La penetrazione dei mercati emergenti è ora la sfida più impegnativa per Barilla».
Non solo prodotti sugli scaffali ma storie da raccontare
«Non basta esportare un prodotto straordinario come la pasta, collocarlo su uno scaffale in un supermercato e aspettare che qualcuno te lo acquisti. È necessario affascinare il consumatore attraverso un racconto, una descrizione di come utilizzare il prodotto, anche in riferimento alle culture locali.
I nostri connazionali emigrati hanno dissodato il terreno per noi in Nord e Sud America e in Australia. In Asia però manca la tradizione e la cultura di gustare la pasta. E noi dobbiamo crearla un po' alla volta».
Brasile
«Il Brasile ha 190 milioni di abitanti ed è il terzo consumatore al mondo di pasta. Loro hanno un prodotto equilibrato, miscelato cioè con il grano tenero. Ecco questa è un'opportunità: il ruolo delle imprese italiane è quello di far evolvere il gusto dei consumatori, ma valorizzando un modello di consumo già esistente. Quella del Brasile è un'opportunità».
Il potenziale delle specialità
«In generale, però, le imprese italiane hanno grandi possibilità di crescita anche nelle specialità: prodotto biologico, organico e per celiaci. Quello del mass market è indubbiamente più difficile da affrontare.
Le società pastarie italiane sono tante e mediamente di piccola taglia». «Anche le aziende piccole riescono a farsi spazio sui mercati esteri. Premetto che, rispetto al passato, gli investimenti per andare all'estero si sono moltiplicati e le pre-condizioni per farlo sono che l'azienda sia sana e forte anche in Italia. Tuttavia ci sono produttori piccoli, ma sagaci, che curano i clienti uno per uno e spesso nei paesi meno grandi. Il risultato è che, con questo lavoro di nicchia, ottengono risultati straordinari». (fonte: Emanuele Scarci per Il Sole 24 Ore)
- Save as ha creato il corner Barilla per servire la pasta
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Private label: un mercato stabile, alla ricerca di nuovi segmenti

Sulla base dei dati Iri presentati a Marca, la mostra-convegno dedicata al mondo delle Pl che si tiene ogni anno a Bologna, nel 2007 sembrerebbe che l'andamento dei prodotti a marchio del distributore in Italia sia stagnante: infatti, registrano "un incremento" di circa lo 0,1% e un numero di referenze medie sostanzialmente inalterato. La loro quota nazionale si assesta quindi al 12,2%, dato ben lontano dalle medie europee. Forse il mercato ha già raggiunto la sua saturazione? "Sono convinto che esistano ancora spazi di crescita significativi soprattutto in alcuni mercati (come il fresco, il giardinaggio, e la telefonia) -spiega a GDOWEEK Guido Cristini, ordinario di marketing dell'Università di Parma e coordinatore scientifico del rapporto annuale sulla private label. Credo, però, che oggi il limite principale a una crescita più efficace sia di natura organizzativa. Salvo pochi casi, infatti, le aree aziendali che normalmente si occupano di questo business sono sottostaffate rispetto ai reali bisogni e concentrate al massimo sull'operatività. Questo non indirizza sufficienti energie per individuare quei mercati e quei segmenti più innovativi sui quali, invece, le insegne dovrebbero orientare le proprie scelte".
● Individuare mercati, segmenti e nicchie
A livello di comparti merceologici, l'ortofrutta è il mercato che ha mostrato il trend di vendite più positivo, seguito dal fresco, segno che in questi ambiti esistono spazi di crescita interessanti. "Se è difficile individuare in anticipo i prodotti destinati a rappresentare un trend innovativo -come nel caso dei probiotici ad esempioci sono ancora da approfondire segmenti performanti, presidiati in maniera non sufficiente, come le insalate di quarta e quinta gamma e l'out of home, con tutta l'area del preparato, per non parlare sia del mondo dei bambini sia del non food, con attenzione alla parafarmacia", suggerisce Cristini. Al momento, le logiche di diversificazione delle catene si stanno concentrando sulle linee posizionate agli estremi della scala prezzi: cresce il numero dei brand premium, mercato che pesa in unità 0,8 (vuol dire che su 100 neanche un consumatore acquista questa categoria di prodotti) e che si sta segmentando con la tipicità e dei primi prezzi, cresciuti di oltre il 10% e che, in unità, pesano il 20,5.
● Prezzi e promozioni La spinta delle vendite si è avvalsa, oltre che di prezzi competitivi (anche se è prevedibile un loro incremento in linea con gli andamenti dei costi delle materie prime) di una certa intensità promozionale, soprattutto nel format supermercato, che canalizza il 77% delle vendite di Pl.
I supermercati Basko contro il caro vita a favore degli over 65
I supermercati Basko del Gruppo Sogegross contro il caro vita.
“Basko sostiene da sempre iniziative a favore dei cittadini. A queste si sono affiancate di recente alcune azioni concrete, volte a fronteggiare il periodo di dura crisi economica che ha colpito le fasce più a rischio, come gli anziani” spiega Antonio Mantero, direttore generale Basko. “Nostro intento è favorire le persone, soprattutto i più anziani, che si trovano a fronteggiare difficoltà economiche spesso gravose”.
L'idea è di accumulare sconti
L'iniziativa, attiva nei pdv dislocati tra Liguria (43), Piemonte (9), Emilia Romagna (3), Lombardia (1), è dedicata ai clienti titolari della Prima Card 65, carta fedeltà con servizi e vantaggi dedicati ai senior.
“L'idea è quella di accumulare sconti acquistando determinati prodotti che cambieranno di mese in mese e che saranno evidenziati dall'icona del borsellino. I clienti Over 65 potranno sfruttare gli sconti accumulati a partire dal 25 di ogni mese, ovvero nella quarta settimana, che fa registrare la maggior sofferenza nelle spese da parte delle famiglie, facendo scalare dal conto della spesa lo sconto accumulato con l'acquisto dei prodotti borsellino. Si tratta di un'operazione con validità annuale, che continuerà anche in futuro in tutti i nostri negozi” spiega Mantero “Vogliamo dare un segnale forte in un momento di crisi quale quella attuale non solo a tutti i nostri clienti che ci seguono ormai da anni, ma in particolare agli anziani che soffrono maggiormente della situazione, anche se questo comporta uno sforzo economico notevole per la nostra azienda”.
Meccanica
I clienti Over 65 potranno raccogliere sconti sulla card ogni mese: l'accumulo degli sconti inizierà il primo giorno del mese e terminerà l'ultimo giorno del mese stesso.
Per tutte le informazioni relative ai “prodotti borsellino”, che appartengono a tutte le categorie, e che saranno facilmente riconoscibili sulla scaffale grazie all'immagine del borsellino, è possibile consultare i volantini promozionali con cadenza quindicinale e le apposite locandine che si trovano nei punti vendita.
Nati nel 1987, i supermercati e i superstore Basko rappresentano il core business del Gruppo Sogegross, sia in termini di fatturato che per espressione della mission aziendale, basata su processi innovativi e massima attenzione alle esigenze del cliente.
Tesco offre le torte delle squadre di Manchester con un prezzo 6 a 1 in funzione del risultato del derby?
Passati solo tre giorni da quando il Manchester United è stato umiliato dai suoi rivali cittadini, un dipendente Tesco ha pensato bene di rubare le luci della ribalta cambiando il prezzo di due articoli di pasticceria dell'insegna, per rispettare il rapporto stabilito dal punteggio. Di conseguenza è stato modificato il prezzo dei due dolci e mentre la torta dei Blues ha mantenuto il prezzo di sei sterline, su quella dei Red Devils c'è stato uno sconto di cinque sterline per arrivare a 1 sterlina.
Un gruppo di tifosi dei Red Devils ha ritenuto particolarmente offensiva l'immagine al suo primo apparire su Twitter e ha protestato verso Tesco sostenendo che si fosse ufficialmente schierata contro il club dell'Old Trafford. Ma poi si è subito capito che si trattava di un esempio eccellente di british humor destinato social network.
Per Metro nel terzo trimestre scende il fatturato ma cresce il margine
Secondo Metro Group, le vendite sono state influenzate da vari fattori. Questi includono i problemi dei consumatori a causa della difficile situazione macroeconomica in Europa occidentale, la crisi valutaria europea, gli effetti valutari negativi in Europa orientale, le chiusure di alcuni pdv, la cessione delle aree di business non redditizie, il contenimento delle attività di promozione presso Media-Saturn, nonché la progressiva eliminazione di categorie di prodotti non redditizie presso Metro Cash & Carry e Galeria Kaufhof.
Migliora l'utile
L'utile prima delle imposte è migliorato del 14% a 557 milioni di euro, mentre l'utile netto è aumentato del 5% a 334 milioni. Il Ceo Eckhard Cordes di Metro Group così commenta: "Abbiamo di nuovo aumentato significativamente i nostri margini, nonostante un difficile contesto macroeconomico Questo testimonia la forza economica di Metro Group e si può anche segnalare un nuovo trend positivo degli utili di Media-Saturn"
Germania in diminuzione, Asia e Africa in aumento
In Germania, le vendite sono diminuite dell'1,3% nel periodo da gennaio a settembre a 18.3 miliardi di euro. Significativo aumento delle vendite pari all' 11,4% si è avuto nella regione Asia/Africa.
Metro Group, inoltre, ha confermato di aver rivisto le sue previsioni di vendita per l'anno finanziario 2011 e si aspetta di arrivare comunque sopra il livello dell'anno precedente purché non ci sia nessuna ulteriore evoluzione negativa del tasso di cambio e le misure di politica fiscale per stabilizzare i bilanci pubblici nei principali mercati di vendita siano state implementate.
Obiettivo 2011: utili a +10%
La società continua a credere che sarà in grado di realizzare un incremento degli utili, prima delle operazioni straordinarie, pari a circa il 10% per l'intero anno.
Secondo Nomisma il mondo cooperativo di carne e latte è pronto per l’aumento della domanda mondiale
Nomisma durante l'Assemblea Nazionale dei Settori lattiero-caseario e zootecnico di Fedagri-Confcooperative a Cremona e sulla scorta dell'analisi dei dati dell'Osservatorio Nazionale sulla Cooperazione Agricola ha evidenziato che nell'ultimo decennio la zootecnia da latte e quella da carne hanno conosciuto una fase di razionalizzazione e di aggregazione che ha portato i settori a livelli comparabili a quelli dei partner europei più avanzati.
C'é ancora da fare
Le dimensioni medie del fatturato per entrambi i comparti pur avendo raggiunto quote di tutto rispetto presentano numeri ancora inferiori a quelli registrati in Francia, Germania ed altri competitors europei. “In seguito alla ristrutturazione dei comparti, oggi, nei due settori si riscontra un livello di concentrazione dell'offerta più alto rispetto agli altri segmenti del mondo cooperativo -afferma Andrea Zaghi, di Nomisma- quasi il 50% del fatturato del settore lattiero caseario è cooperativo e nei formaggi Dop si tocca quota 60%, mentre nell'ambito della zootecnia da carne, la cooperazione copre il 40% del fatturato globale”.
Dimensione più alta della media cooperativa
Oltre che per l'aggregazione, anche per i fatturati in questi due settori i dati sono superiori rispetto alla media cooperativa. La dimensione media delle cooperative da latte è 7,3 milioni di euro, per quelle del settore zootecnico è ancora più alta ed arriva a quota 16,1 milioni di euro, contro una media della cooperazione italiana di 5,9 milioni di euro. Tra le prime sei top player nel settore del latte ci sono due cooperative, mentre tra le prime sei più grandi imprese del comparto zootecnico figurano tre cooperative. Sono sempre più numerosi i marchi delle cooperative, conosciuti ed apprezzati dai consumatori per la qualità dei prodotti.
Forte crescita per l'export
Tommaso Mario Abrate, presidente del settore lattiero caseario di Fedagri-Confooperative ha dichiarato: "La crescita nei mercati esteri rappresenta un'occasione che la cooperazione non può perdere perché, per i prossimi anni, nel mondo salirà vertiginosamente la richiesta di latte e derivati (+20%)” e “Analoghe previsioni -evidenzia Giovanni Bettini, presidente del settore zootecnico di Fedagri-Confcooperative- abbiamo per la carne e i prodotti derivati (carne bovina +13,9%, carne suina +19,8%, carne avicola +28,7%, carne ovicaprina +22,3%); sviluppare le esportazioni è pertanto un obiettivo prioritario per le nostre cooperative”.
Quote attuali e future
La quota di fatturato oggi attribuibile all'export per il settore lattiero-caseario è pari al 20%, per quello della carne scende al 10%, rispetto ad una media della cooperazione italiana del 30%; una media tuttavia significativa se si considera che per latte e carni l'Italia ha una produzione deficitaria rispetto al fabbisogno interno. “Sono assai indicative - ha precisato al riguardoTommaso Mario Abrate - le performances dei formaggi grana, per i quali il volume lattiero relativo all'incremento delle esportazioni nell'ultimo decennio hanno interessato ben 6 milioni di quintali di latte, con tutte le positive conseguenze sull'equilibrio del mercato nazionale e sulle quotazioni”.
Difficoltà distributive
Sul piano interno la cooperazione mostra ancora qualche difficoltà nel raggiungere direttamente con i propri prodotti il mercato finale. In quella lattiero-casearia, il ricorso all'intermediazione è più intenso rispetto alla cooperazione da carne (28,6% rispetto al 18%), superiore anche il ricorso all'horeca (10,8% contro il 5,8%). Viceversa, nella cooperazione da carne il ricorso al dettaglio è molto superiore (19,2% contro 7,9%). Molte aziende si servono delle vendita diretta, tuttavia il peso di questo canale sul totale delle vendite è complessivamente ridotto, mentre circa un terzo dei prodotti di entrami i settori transita attraverso la Gdo. Le imprese cooperative lattiero-casearie hanno sviluppato politiche di branding che le hanno portate ad avere il 69% del fatturato complessivo a marchio proprio. Le cooperative di produzione carne, invece, sebbene abbiano dimensioni mediamente maggiori in termini di fatturato, faticano di più ad affermare un proprio marchio aziendale.
Nuova sede in costruzione per Bayernland a Vipiteno
La Bayernland Italia, nata nel 1970, è una affiliata di Bayernland
Norimberga. La nuova sede si è resa necessaria in virtù dell'aumento del giro
d'affari. Il terreno è di 5.000 m, nelle immediate vicinanze della zona
industriale di Vipiteno, a circa 600 m dalla attuale sede.
Il nuovo fabbricato che sarà terminato entro un anno verrà realizzato in
conformità agli elevati standard costruttivi di CasaClima A, mentre la
vecchia sede verrà ceduta alla Latteria Vipiteno.
L'azienda impiega attualmente 50 dipendenti, 20 presso la
sede principale di Vipiteno e i rimanenti nel centro logistico a Verona. All'inaugurazione ufficiale dei lavori hanno partecipato il direttore della casa madre, Gerhard Meier direttore generale della casa madre e i dirigenti di Bayernland Italia: Dietmar Bacher, Thomas Siller e Ulrich Hofer.
“La disposizione degli spazi consentirà di far fronte alle esigenze di
ulteriore sviluppo dell'azienda”, afferma Dietmar Bacher (in foto), Ad
di Bayernland Srl.
Numerosi sono gli accorgimenti che renderanno apprezzabile la nuova costruzione e in linea con la filosofia aziendale: dagli uffici pensati per offrire il miglior benessere nel luogo di lavoro, all'utilizzo di materiali ecosostenibili, al risparmio energetico. “Dopo oltre 40 anni di attività è giunto il momento di realizzare finalmente la nuova sede per la nostra filiale italiana”, ha dichiarato Gerhard Meier.
La Bayernland fondata nel 1930 a Norimberga, è oggi uno degli interlocutori primari per il settore lattiero caseario, producendo una vasta gamma di prodotti quali burro, latte, panna e yogurt, venduti in tutto il mondo. La Bayernland di Vipiteno commercializza nel mercato italiano i prodotti caseari dalla Baviera nella distribuzione organizzata, nel settore industria, grossisti e canale Horeca.
Nel 2010 l'azienda ha raggiunto in Italia un fatturato di quasi 120 milioni di Euro con un trend in costante crescita, successo ottenuto anche grazie alla scelta di appoggiarsi, dal 1998, al Centro Logistico Quadrante Europa di Verona che ha permesso di migliorare notevolmente la logistica ottimizzando al massimo i trasporti. Attualmente la piattaforma di Verona dispone di una superficie di 4.000 m e di 2.200 posti pallet, da dove ogni giorno vengono distribuiti circa 150 t di prodotti caseari.
Sonae Sierra partner de “L’albero della Vita”
Secondo i dati sulla povertà resi noti di recente dall'Istat in Italia 2 milioni e mezzo di minori vivono una condizione di povertà e di disagio sociale; inoltre un bambino italiano su 4 vive una condizione di povertà relativa, fa parte, cioè, di una famiglia che ha un reddito inferiore alla metà rispetto a quello medio.
Campagna
L'iniziativa “Nessun bambino escluso”, promosa dalla Onlus L'albero della vita, si propone l'obiettivo di riaffermare il diritto ad un futuro possibile grazie al sostegno di progetti educativi e di comunità di accoglienza.
Il sostegno alla campagna avviene con il sistema classico della donazione tramite sms: nel caso specifico l'invio deve avvenire contattando il numero 45508. Ogni messaggino avrà il valore di 2 euro; il contributo può essere dato anche telefonando da numero fisso.
Il ruolo di Sonae
Un forte sostegno all'iniziativa arriverà dai centri commerciali gestiti in Italia da Sonae Sierra: Airone, Valecenter, Freccia Rossa e Gli Orsi, dove fino al 19 novembre ci sarà una campagna di informazione, sensibilizzazione e raccolta diretta di fondi.
La Fondazione L'Albero della Vita Onlus è attiva da 14 anni ed è stata creata con l'obiettivo di tutelare i diritti dei bambini. Proprio per l'attività e per i progetti promossi ha ricevuto due importanti riconoscimenti, uno nel 2002 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e nel 2007 dal Presidente strong>Giorgio Napolitano.
Il Gruppo Poli acquisisce i pdv Billa in Trentino Alto Adige
Da oggi i tre punti di vendita Billa di Bolzano in Corso Italia di 700 mq, Trento nel centro commerciale Top Center di 1.200 mq e Rovereto in via Pasqui di 800 mq, cambiano insegna e diventano Supermercati Poli. I 56 dipendenti vengono assorbiti in toto dal Gruppo Poli e in più acquisiscono il contratto integrativo della società acquirente che è migliorativo.
Operazione di rafforzamento
Il Gruppo Poli che ha avuto i primi contatti in primavera e ha finalizzato a metà settembre, con questa operazione si rafforza nelle tre maggiori città del Trentino Alto Adige.
"I tre nuovi negozi saranno progressivamente ristrutturati -dichiara Mauro Poli direttore generale del gruppo- si parte dall'insegna, già oggi cambiata in Supermercati Poli, si procede entro la settimana prossima con l'introduzione dei volantini e delle carte fedeltà Poli, fino ad arrivare alla totale revisione dei prodotti a scaffale, illuminotecnica e armadi frigo compresi, entro l'inizio del 2012, adattando gli assortimenti alle logiche di offerta tipiche di Poli."
Nel caso di Bolzano la combinazione è particolarmente felice, in quanto al piano terra continuerà ad esserci l'insegna Regina, che nel gruppo Poli tratta non food, mentre al piano di sopra ci sarà il pdv Supermercati Poli, per cui è già stato un progetto di ampliamento da 700 a 1.200 mq.
Norda supporta progetto per la creazione di tre nuovi parchi sovracomunali
Norda, in stretta collaborazione con il Parco Regionale della Grigna Settentrionale, ha dato vita a diverse iniziative a tutela di uno degli ambienti naturali più interessanti e intatti della Lombardia, territorio nel quale nasce anche la sorgente storica (Daggio) del Gruppo Norda nel comune di Primaluna (LC), una tra le più alte d’Europa.
Un nuovo impulso per la salvaguardia di questo territorio a cavallo fra il massiccio della Grigna e la dorsale orobica trae spunto dal progetto per istituire tre parchi locali di interesse sovra comunale con l’obiettivo di creare un’interconnessione tra il Parco Regionale Grigna Settentrionale e i parchi delle Orobie Valtellinesi e delle Orobie Bergamasche.
Il Progetto prevede la messa in atto di quattro azioni:
- redazione di uno studio di fattibilità;
- coinvolgimento dei portatori di interesse per la condivisione delle risultanze dello studio di fattibilità;
- diffusione a livello locale delle risultanze dello studio di fattibilità;
- avvio delle procedure per l’istituzione dei 3 parchi locali.
Partnership
Per attuare il Progetto, la Comunità Montana della Valsassina intende avvalersi di una partnership con Istituto Oikos Onlus e della collaborazione di alcuni comuni competenti per territorio, già disponibili a diventare “Soggetti sostenitori” del Progetto.
La Comunità montana si avvarrà inoltre della collaborazione di enti quali il Parco Regionale delle Orobie Bergamasche, il Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi, la Provincia di Lecco, il WWF Lecco, che hanno già garantito la propria disponibilità a diventare anch'essi “Soggetti sostenitori” del Progetto.
Gruppo di Lavoro Tecnico Interdisciplinare
Per la realizzazione del Progetto è prevista l’istituzione di un Gruppo di Lavoro Tecnico Interdisciplinare costituito da esperti di gestione e governance del territorio (Parco, Comunità Montana, Provincia di Lecco e Comuni) ed esperti in conservazione della biodiversità e pianificazione ambientale (Istituto Oikos).
Il Progetto prenderà avvio nell’ottobre 2011 e si concluderà nel marzo 2013.
La Comunità Montana della Valsassina sarà parte attiva del progetto attraverso il sostegno e la collaborazione di Norda, da sempre sensibile alle problematiche ambientali, e montane in particolare, così come alla valorizzazione del territorio nel quale hanno storicamente origine le sue acque.
Per supportare ulteriormente questa collaborazione, Norda ha deciso di inserire il logo del Parco sulle etichette delle proprie bottiglie.
Amazon apre un cedi nel piacentino
Dopo l’apertura della piattaforma telematica amazon.it, il gigante di Seattle delle vendite on line di libri e intrattenimento multimediale apre nel piacentino, a Castel San Giovanni, il suo centro di distribuzione italiano. Con l’obiettivo di servire non solo il nostro paese, ma di divenire un hub logistico importante per tutta l’Europa meridionale e mettersi in rete con le altre 60 strutture analoghe sparse per il mondo. Non per niente, Jeff Bezos, uno dei nomi che contano della e-rivoluzione, definisce la sua creatura “il negozio più grande del mondo”.
25 mila mq a Castel San Giovanni
Nel piacentino, Amazon conterà su 25mila metri quadrati di superficie per 3mila posti pallet, con un occhio attento alla riduzione degli sprechi energetici e all’utilizzo di energie rinnovabili, attraverso un tetto fotovoltaico che cede in rete il suo surplus di elettricità prodotta. Il cedi italiano di Amazon gestirà decine di migliaia di titoli di libri dai suoi 3 chilometri di scaffali, ma anche elettronica, musica, video, occupando circa 150 addetti alla logistica e garantendo un servizio più celere e puntuale anche per il mercato italiano, che sta mostrando dati di forte crescita.
Layout 37 2011
editoriale
fermoimmagine
news
broklyn & soda fountain
Starbucks b-side
portrait
Jean Nouvel
grandangolo
Enoteche
Barriera Casse
Totem e chioschi interattivi
zoom
New York - M&M's World
Sidney - Sneakerology
Zurigo - Raiffeinsen Bank
Tokio - Super A Market
Milano - Pirelli
strumenti
ADT - Axis - Cefl a - Checkpoint Systems - Costan - Daikin
Gunnebo - Honeywell - Hörmann - Ingenico - OM - Osram
Plastimark - Psion - Reggiani - Softwork - Synco - VeriFone
Wincor Nixdorf - Wanzl - Zebra
Esselunga è prima nella classifica dei distributori di Mediobanca
Esselunga registra un incremento delle vendite nel 2010 pari al 6,4%, con un fatturato di 6,2 mld di euro grazie al quale supera Carrefour che con un fatturato in calo a 5,7 mld con una diminuzione percentuale del 5,8%.
Seguono Auchan a 3 mld (+1,7% sul 2009), Finiper (Brunelli) a 2,5 mld (+0,2%), che è andata meglio del Gruppo Pam (Bastianello) con fatturato di 2,5 mld ma un calo dell'1,1%.
Per quanto riguarda il discorso delle cooperative si evidenzia Unicoop Firenze che raggiunge i 2,7 mld, con un incremento del 6,3% sul 2009. Si ricorda che, per altro, nel 2010 Coop Italia ha realizzato vendite per 12,2 mld di euro, in crescita dell'1,4%.
Nordiconad sbarca a Torino con il primo Leclerc della città
Un superluogo che unisce sport e tempo libero, per diventare un polo di aggregazione e di divertimento tutti i giorni della settimana, non solo per i tifosi, ma per tutti i torinesi: questa l'ambizione di Area12, lo shopping center realizzato accanto al nuovo Juventus Stadium, operativo da domani.
I numeri di Area12
Il centro commerciale, il cui design è stato curato da Giugiaro, occupa una superficie di 35mila mq (30mila dei quali di superficie di vendita), con una galleria composta da 58 negozi, l'ipermercato E.Leclerc Conad di Nordiconad, 4 medie superfici (Obi, Euronics, Game7 e H&M), una food court con due bar e tre ristoranti, cui si aggiunge il nuovo Juventus store, che con i suoi 500 mq rappresenta il più grande store di prodotti ufficiali di un club di calcio realizzato in Italia (in collaborazione con Nike).
La proprietà del centro è suddivisa tra Nordiconad, Cmb di Carpi ed Unieco di Reggio Emilia, riunite sotto l'egida della società San Sisto, che hanno sostenuto un investimento di oltre 90 milioni. “Cifre importanti in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, anche se abbiamo cominciato a lavorare per questo progetto sei anni fa -sottolinea Mauro Lusetti, Ad di Nordiconad-. Del resto, per vincere una scommessa di questo genere, era necessario condividere l'avventura con operatori con i quali possiamo vantare una lunga collaborazione, in modo da superare le difficoltà che si sono presentate nella fase di realizzazione”.
Le novità dell'ipermercato
L'ipermercato, il primo a insegna E.Leclerc ospitato da Torino, si sviluppa su una superficie di 4.500 mq, e presenta alcune novità, a partire da una nuova comunicazione in-store, che sarà diffusa a livello nazionale. Centrale i freschi, che vedono la presenza di una vasca per i mitili e di bilance di nuove generazione che riconoscono tramite tecnologia laser. Tra le novità, il Drive Express, soluzione già proposta da altri concorrenti in città, che prevede di ordinare la spesa via Internet per ritirarla almeno due ore più tardi. Esiste anche la possibilità, per chi va allo stadio, di farsi custodire la spesa nel rispetto delle temperature dei diversi articoli.
Bistrot e gelati, nuovi business
Tra le novità, due nuovi concept in fase di test: Le Bistro, un bar-pizzeria, con forno a legna, che, al classico servizio bar con caffè e colazione, intende offrire anche piatti pronti a mezzogiorno; nella parte finale, più lontana rispetto al mall centrale, ecco la prima gelateria Sapori&Dintorni, nuovo business che Conad intende lanciare sul territorio nazionale sfruttando le caratteristiche di tipicità e originalità della linea Sapori&Dintorni.
Legame con il territorio
Nella logica di riqualificare il territorio circostante e di far vivere questa zona anche oltre le partite, sono previste sinergie tra centro commerciale e stadio, a per favorire la contiguità sette giorni su sette tra stadio e centro commerciale a partire dallo Stadium Tour (dal prossimo 3 novembre) e dal museo della Juve, in apertura la prossima primavera.
Carrefour Assago diventa planet
Carrefour planet raddoppia: ad Assago (Mi), infatti, diventa operativo il modello che, nelle strategie globali di Carrefour, rappresenta il rilancio della formula ipermercato.
Un modello consolidato
Le soluzioni adottate nello store di Assago -brevemente visitato prima della fine dei lavori- riprendono quelle già viste a Paderno Dugnano, ma meglio sviluppate, vuoi per il maggiore spazio a disposizione vuoi per la maggiore modernità della struttura che, in questi anni di attività (dal 2004, anno di inaugurazione), ha vissuto diversi rinnovamenti parziali per restare al passo con i tempi.
Piccole novità
Tra le particolarità, per gli animali domestici è stata creata una vera e propria isola, con personalizzazione aerea, che mantiene un’offerta analoga, per diversificazione e servizi, a Paderno, ma assume un ruolo più strategico a livello di location, avvicinandosi alla zona più nevralgica dello store (grocery e food).
Interessanti anche gli scaffali rossi personalizzati con la scritta “Specialità in Tavola la nostra selezione” che suggerisce prodotti meno noti.
Fila unica
Già inserita la fila unica per le casse, che i clienti non hanno ancora bene capito come funziona, mentre sono state ampliate le soluzioni di pagamenti veloci con casse fai-da-te.
Ecco lo sportello bancario
Sul mall principale, si affacciano anche lo sportello bancario, posto proprio a metà, prima del grande spazio dedicato alla parafarmacia.
- Carrefour planet: parla Giuseppe Brambilla di Civesio
- Al via il primo Carrefour planet italiano
- I Carrefour planet appena aperti crescono bene, ma meno dei siti pilota
- È nata Carrefour Banca con sportelli negli ipermercati Carrefour
- Carrefour progetta di aprire un negozio premium a Parigi
- Carrefour risultati del terzo trimestre: Moody tiene sotto osservazione il rating
Risultati positivi per la partnership Sisa In.Prof. e Coralis
Secondo dati Nielsen, In.Prof. è tra le prime quattro aziende top del settore home and personal care, con una quota di mercato del 7,89% e 97 consorziati per complessivi 785 pdv e un fatturato 2011 previsto di 412 mln di euro, con un +3,5% rispetto al 2010. “Abbiamo ottenuto risultati assolutamente eccellenti – dichiara Danilo Preto, direttore marketing Sisa – da attribuire ai vertici, ma soprattutto a chi poi pratica sul territorio le politiche di Gruppo, i soci, senza i quali, come in Sisa, non si andrebbe molto lontano. La partnership fatta a tre tra Sisa, In.Prof. e Coralis continua a dare grandi frutti a riprova che le giuste alleanze sono la formula adatta per affrontare un futuro spesso incerto ma di sicuro ricco di opportunità”.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Rinaldo Zomparelli, presidente di In Prof. “Per raggiungere il successo imprenditoriale ci vogliono idee, capacità di innovazione, metodo, rischio e dedizione – afferma – solo così si può prevedere e pianificare una buona riuscita di business, dove il sistema di comunicazione costruito intorno all’azienda, nonché i valori che trasmette, fanno la differenza”.
Campagna integrata di Melismelis per il riposizionamento di U2
Punta su un'immagine d'impatto e sul claim Il supermercato controcorrente la nuova campagna pubblicitaria U2, supermercati dell'insegna Unes. Con un piano mezzi che, partito a fine giugno, sino a fine anno prevede l'integrazione di televisione, stampa free press e outdoor statica e dinamica, l'advertising segna un riposizionamento basato sulle strategie non convenzionali che l'insegna attua: la sua politica every day low price scaturisce infatti dal non utilizzo di promozioni, volantini, carte fedeltà o raccolte punti e dall'affiancamento sugli scaffali di brand a prezzi competitivi e di un migliaio di prodotti a marchio Unes. L'agenzia Melismelis firma la creatività racchiusa in un visual metaforico: un banco di pesci rossi intenti a nuotare in un'unica direzione e un solo elemento che si stacca dagli altri e nuota controcorrente. Gestito dalla direzione marketing di Unes, il planning in questi mesi ha previsto 50 affissioni in punti nevralgici di Milano, 180 postazioni floor stand urban, maxi-affissioni sulle principali arterie urbane e un intero convoglio della metropolitana milanese brandizzato con i pesciolini rossi U2.
Da Sma a Simply: Etruria riposiziona i suoi pdv
Da Sma a Simply: 137 punti vendita di Etruria a novembre effettueranno un’operazione di rebranding nelle cinque aree dell’Italia centrale coperte della cooperativa toscana che ha sede a Monteriggioni, nel senese. I punti vendita dell’area fiorentina, della Toscana Nord e di La Spezia; dell’area aretina, dell’area senese, dell’area grossetana e dell’alto Lazio e dell’area umbra e abruzzese, tuttavia, non cambieranno solo l’insegna, ma avvieranno un’operazione di preciso riposizionamento commerciale nell’ottica della convenienza e della semplicità di fare la spesa. Saranno tre le nuove insegne che identificheranno i supermercati della rete in base alla loro superficie di vendita: Simply Market Store, Simply Market e Punto Simply, mentre i negozi di vicinato La Bottega manterranno il marchio avuto finora. “Con la conversione in Simply dei nostri negozi - spiega Graziano Costantini, direttore generale - sposiamo una formula commerciale innovativa e moderna dando il via ad un cambiamento strutturale profondo: un nuovo riposizionamento dei punti vendita per offrire ai nostri clienti una spesa più conveniente, con la stessa qualità dei prodotti e del servizio che conoscono e apprezzano da anni. Questo ha richiesto alla cooperativa un investimento economico importante per adeguarci alle aspettative di spesa delle famiglie, ancora purtroppo in grossa difficoltà per il perdurare della crisi”. Non si tratterà, quindi, di un maquillage estetico: l’insegna Simply porterà con sé una politica dei prezzi più competitiva, tra grandi marche e prodotti a marchio, oltre a un’offerta di prodotti di primo prezzo. I freschi rimarranno uno dei maggiori punti di forza della nuova catena di supermercati, che ogni anno proporrà circa 5mila prodotti in offerta. L’operazione condotta da Etruria si inserisce in un progetto strategico che porterà Simply ad essere entro la fine del 2012 l’insegna di riferimento su tutta la rete italiana di Sma Spa, diretta e in franchising.
Sony con 1,05 mld di euro rileva la quota di Ericsson in Sony Ericsson
L'obiettivo dell'accordo fra Sony ed Ericsson è di integrare al meglio gli smartphone e altri dispositivi con la gamma di contenuti già in essere da parte di Sony. Così come conferma il presidente Sir Howard Stringer "È l'inizio di qualcosa che penso sia abbastanza magico. Saremo in grado di offrire più rapidamente ai consumatori smartphone, laptop, tablet e televisori che si connettono perfettamente tra loro e aprire quindi nuovi mondi di intrattenimento online". Sony cerca dunque di fare quello che è riuscito a fare la Apple. "Sempre più persone guardano i contenuti su smartphone. La televisione non sta certo per scomparire, ma gli smartphone e tablet sono in grande aumento", ha detto Stringer.
L'accordo conferisce la proprietà di alcuni brevetti detenuti dai cellulari Sony Ericsson e permetterà a Sony di ridurre i costi e di essere più performante e competitiva.
Ferrero potenzia la produzione in Oriente
Ferrero procede nella sua strategia di potenziamento produttivo prestando sempre attenzione al ruolo sociale dell'impresa e dando lavoro in aree povere. Due i Paesi interessati India ed entro il 2013 in Turchia.
India
Ferrero ha inaugurato un nuovo stabilimento situato a Baramati, zona rurale a 100 chilometri da Pune nello stato del Maharashtra in India.
Presenti, oltre al Ceo del Gruppo Giovanni Ferrero, l'ambasciatore Francesco Paolo Fulci, l'ambasciatore italiano in India Giacomo Sanfelice e il console generale Giampaolo Cutillo.
L'impianto industriale -che si sviluppa su una superficie di 28.000 mq- produce Kinder Joy e Tic Tac, utilizzando materie prime e imballi di origine locale. Occupa 1.300 persone (80% donne), tutte residenti nelle vicinanze dello stabilimento e che, per la prima volta, beneficiano di un lavoro stabile e ben pagato accedendo a una formazione professionale di alto livello.
Il nuovo stabilimento indiano rappresenta una conferma del lavoro svolto dalle Imprese Sociali Ferrero, per contribuire concretamente al miglioramento delle condizioni di vita e sviluppo delle popolazioni nelle aree più povere del mondo.
Turchia
Nel 2013 sarà inaugurato il 19esimo impianto di produzione del Gruppo, che sorgerà nella zona industriale di Manisa proprio nei pressi del porto di Smirne, nella parte ovest della Turchia.
La Ferrero, con questa decisione, dimostra di credere fermamente nel processo di sviluppo economico della Turchia ed è particolarmente interessata alla sua crescita demografica. La Turchia non è, quindi, solo un paese strategico per Ferrero come fornitore di materie prime, ma anche in prospettiva un mercato domestico di sicuro interesse. L'impianto, destinato alla produzione di Nutella e dei prodotti semifreddi Kinder, si estende su un'area di terreno di 146.000 mq. Il compimento dell'opera è previsto nell'arco del 2013, con l'impiego a regime di oltre 200 dipendenti diretti e altrettanti nell'indotto.
Crescita educativa dei bambini locale
Nella provincia prescelta, con una popolazione particolarmente giovane, questo investimento rappresenta una opportunità di sviluppo anche per le Imprese Sociali Ferrero finalizzate, come da loro missione statutaria, a migliorare la salute e la crescita educativa dei bambini nella zona in cui avrà sede lo stabilimento.
Nasce Smart Ticket, piattaforma per la dematerializzazione dei buoni
Smart Ticket è la nuova piattaforma per la dematerializzazione dei buoni pasto nata dalla partnership tra le società emettitrici di buoni pasto Compass, Pellegrini, Sodexo e Day Ristoservice e i fornitori di tecnologia NCR e VeriFone.
Il sistema di dematerializzazione Smart Ticket messo a punto da VeriFone richiede che sul buono
pasto sia presente un codice a barre, in grado di identificarlo univocamente, e che l’esercizio
convenzionato disponga di un Pos VX520 VeriFone, di un lettore di codice a barre e del software
necessari alla sua lettura e successiva trasmissione al server VeriFone.
Controllo in tempo reale
Grazie a Smart Ticket, il controllo dei buoni pasto è effettuato in tempo reale: lo scanner legge il
codice a barre e lo trasforma in un record di dati che viene inviato al server VeriFone e da qui al
database dell’emettitore; il ticket viene verificato e l’informazione ottenuta torna alla cassa o al
Pos dell’esercizio convenzionato che accetta il buono pasto oppure ne segnala la non validità. Il
ticket cartaceo accettato verrà poi distrutto a cura dell’esercizio affiliato. Non è più necessario,
quindi, presentare fisicamente il buono pasto per ottenerne il rimborso: ogni transazione di
dematerializzazione effettuata viene registrata dal sistema e resa disponibile all’esercizio
convenzionato (grazie a una applicazione web) un istante dopo che si è conclusa. Ogni negozio può
quindi visualizzare tutte le transazioni di sua competenza relative a tutti gli emettitori, filtrarle
secondo i parametri che preferisce ed effettuare il download dei dati.
Rete di dematerializzazione
“Insieme a NCR e ai nostri partner emettitori -spiega Imanuel Baharier, direttore generale di
VeriFone Italia-abbiamo dato vita al più completo, economico e diffuso sistema di
dematerializzazione dei buoni pasto. In particolare VeriFone, società leader mondiale nei sistemi di
pagamento elettronico, sta realizzando una rete di dematerializzazione costituita da decine di
migliaia di Pos: questi, abbinati ad appositi lettori ottici, permetteranno una gestione più veloce,
sicura ed economica a tutti gli esercizi pubblici che trattano quotidianamente buoni pasto”.
Flessibile software di gestione
“Da parte nostra -sottolinea Giovanni Bandi, amministratore delegato di NCR Italia- abbiamo
messo a punto un efficiente applicativo di dematerializzazione, che sfrutta l’hardware di cassa già
presente presso i punti vendita della gdo e la flessibilità e la duttilità del nostro software WinEPTS,
la soluzione leader per la gestione della monetica nella moderna distribuzione. Non è necessario
alcun investimento hardware, l’intervento sul software di cassa è minimo e conseguentemente
marginali i costi per il retailer”.
L’operazione di dematerializzazione con Smart Ticket è molto veloce: “non rileviamo nessuna
differenza percepibile -dice Giovanni Bandi- rispetto ai normali tempi di transito di un prodotto a
scaffale della moderna distribuzione”. “La transazione con un Pos GPRS -aggiunge Imanuel
Baharier- è più veloce di quella di una carta di credito ed è ulteriormente migliorabile se
l’esercente dispone di una linea Adsl”.
Numerosi vantaggi per gli operatori
La piattaforma di dematerializzazione Smart Ticket realizzata da VeriFone in partnership con NCR
per la grande distribuzione è aperta a tutti gli operatori del mercato.
I vantaggi per l’esercente sono numerosi. Vengono eliminati i rischi di furto e di frode e spariscono i costi di
amministrazione e spedizione dei buoni pasto. Si superano anche i problemi legati al contenzioso che a volte si genera a causa della differenza tra il numero dei buoni indicato in fattura dall’esercente e quello rilevato in lettura da qualche emettitore. Con la piattaforma Smart Ticket questo non potrà più accadere: ogni transazione, infatti, è identificata e registrata univocamente, il dato presente a sistema è uno e uno solo ed è lo stesso sia per l’emettitore che per l’ esercente
Accordo Coop-Coldiretti sulla pasta
Secondo indiscrezioni, sarà la pasta di semola 100% italiana il primo prodotto che uscirà dalla collaborazione tra Coldiretti e Coop Italia per promuovere alimenti da filiera corta che permettano di valorizzare il made in Italy, dando una risposta concreta alle esigenze degli agricoltori in termini di redditività e soddisfando il bisogno di qualità del mercato, oltretutto con un giusto prezzo. Ancora top secret i dettagli di quest’operazione che, per prima, si concretizzerà da gennaio 2012 il progetto Filiera Agricola tutta Italiana portato avanti da Coldiretti. Sicuramente coinvolto nella produzione il pastificio Ghigi di Morciano (Rimini), rilevato nel 2008 dal Consorzio agrario di Forlì-Cesena e Rimini dopo il suo fallimento, l’anno precedente, con l’obiettivo dir realizzare il primo pastificio italiano gestito direttamente dai produttori di cereali, con una capacità produttiva di 500mila tonnellate/anno. Nessun commento da Coop Italia, anche se dal Forum internazionale dell'agricoltura appena conclusosi a Cernobbio (Co), Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia, facendo eco alle parole di Sergio Marini di Coldiretti, ha confermato l’intesa con l’associazione agricola, in linea con la filosofia del retailer cooperativo di privilegiare il made in Italy. Così, proprio in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale della Pasta a Roma, Coldiretti ha presentato i risultati di una sua ricerca che conferma la volontà del consumatore di mangiare pasta prodotta con grano 100% italiano. Nel primo semestre del 2011, a fronte di un calo dei consumi nazionali dell’1,6% (1,5 milioni di tonnellate per un controvalore di 2,8 miliardi di euro l’ammontare complessivo dei consumi italiani di pasta), la pasta realizzata con 100% grano duro italiano ha fatto registrare un boom di vendite.
Executive education: Sda Bocconi entra nel ranking del Financial Times
Gli investimenti sulla formazione delle classi dirigenti dei top manager hanno avuto un cammino discendente negli ultimi anni, soprattutto in Occidente, in Europa e negli Usa. Nello speciale appena pubblicato sul Financial Times sulla Executive Education (http://www.ft.com/intl/business-education) l'Italia continua ad essere presente con un unico corso, e questa volta FT registra un debutto positivo nella classifica internazionale per l'Executive Mba di Sda Bocconi, che si posiziona 67ma tra primi cento nel mondo e 22ma in Europa. Nel 2010 era entrato in questa valutazione internazionale al 94esimo posto l'Emba di Mip Politecnico di Milano, che esce dalla classifica.
Tiene saldo il primo posto la partnership tra la business school Kellogg, della NorthWestern University in Illinois e HKUST Hong Kong School of management. Tra i criteri applicati dagli esperti il salario a tre anni dal master, che per chi ha frequentato le scuole nelle prime dieci posizioni pare sia aumentato anche tra il 60 e il 70%.
Si allarga il mercato
Il mercato dell'Executive Education non è più quello delle aziende e delle multinazionali, della finanza e del management, coinvolge gli ingegneri, gli scienziati, i medici che vogliono acquisire competenze. Così accade che alla Sloan School del MIT di Boston tra gli iscritti ci siano medici, biologi o dottori di ricerca, esperti in logistica che lavorano al Pentagono, giuristi, professionisti nel mondo dello sport, profili che vogliono costruire un percorso originale, per emergere.
Formazione e crisi economica
La formazione dei manager non è sfuggita alla crisi economica, e le business school occidentali per restare competitive hanno messo in campo l'internazionalizzazione e la specializzazione dei corsi. Nella classifica ai primi posti ci sono scuole che hanno formato consorzi o partenariati: oltre Kellogg e Hong Kong HKUST, anche Columbia Business School e London Business School insieme; Trium Executive (Hec Paris, London School, e Stern US); l'Insead (Francia) che al campus di Singapore ha aggiunto quello di Abu Dhabi e Chicago Booth che oltre a Londra ha aperto una sua sede a Singapore. L'Asia continua a investire su questo tipo di corsi, proprio l'alta formazione del management sta diventando appannaggio dalle aziende asiatiche.
L'Executive Mba di Sda Bocconi
La Sda Bocconi entra nel ranking con un programma in lingua italiana, ideato per preparare i manager ad affrontare le sfide dei mercati internazionali. Il suo Executive Mba dura 21 mesi, compatibili con l'attività lavorativa, per manager con una media di dieci anni di esperienza. Ai partecipanti è offerta la possibilità di frequentare corsi nelle scuole partner a Los Angeles, Toronto, Tel Aviv e Ginevra.
Luxottica: +10% nelle vendite del terzo trimestre
Luxottica ha annunciato che le vendite nette nel terzo trimestre del 2011 sono aumentate del 10% a cambi costanti arrivando a 1.524 miliardi di euro. L'Ebitda è salito del 4,7% a 276 milioni di euro mentre l'utile netto è aumentato del 4,1% e del 9,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Luxottica in una nota precisa che "Nel trimestre si è assistito alla continua significativa crescita di Ray-Ban e Oakley, cui si sono affiancate performance molto valide del segmento premium e lusso come Burberry, Tiffany e Ralph Lauren». Per quanto riguarda i Paesi, la crescita: "È stata positiva in tutti i principali Paesi dove operiamo, dal Nord America, dove il fatturato in dollari è cresciuto del 7,8% nel trimestre, all'India, dalla Cina al Brasile,
dall'Italia al Sud est asiatico e all'America Latina dove la catena retail Gmo è entrata a far parte della grande famiglia Luxottica".
L'Ad Andrea Guerra ha infine precisato che Luxottica è in trattative con Giorgio Armani per la produzione di occhiali sotto licenza.
Nuove aperture
Per continuare nella crescita ha dichiarato di voler puntare verso i paesi emergenti come Brasile e Cina: si parla di di aprire circa 90 nuovi negozi in Brasile entro la fine dell'anno, 65 in Cina e altri 65 in più il prossimo anno. Questo per rispettare l'obiettivo di 500 negozi in Cina entro tre anni. Si sta guardando inoltre ad acquisizioni in Cina, India, Messico, Turchia e Brasile.
Federico Francini nominato Ad di Fujitsu Technology Solutions Italia
Fujitsu ha annunciato la nomina di Federico Francini a amministratore delegato di Fujitsu Technology Solutions Italia. Francini, 48 anni, laureato in ingegneria elettronica presso l'Università di Bologna, avrà il compito di guidare il processo di trasformazione della società, accelerare la crescita del business della filiale italiana di Fujitsu, consolidare la posizione nel mercato IT e rafforzare le relazioni con i clienti e i partner.
Federico Francini, grazie alla ventennale esperienza maturata in primarie società dell'information technology, porta in Fujitsu una approfondita conoscenza del mercato italiano e delle specifiche problematiche dei clienti nei settori chiave per lo sviluppo del business: dalle telecomunicazioni al settore delle banche e delle assicurazioni, dai grandi gruppi industriali alla gdo.
Prima di entrare in Fujitsu, Federico Francini ha ricoperto ruoli di management di crescente responsabilità in Oracle Italia. Con la carica di Sales Senior Director, Federico Francini è stato a capo dei mercati Telco, Media e Utilities, dei Key Accounts cross industry e del team dedicato all'Identity Management and Security Solutions.
È stato inoltre chairman dell'Oracle Italia CMU (Comms, Media and Utilities) Board e membro dell'Oracle Italy Country Management Team dal 2009.
Tesco: grande successo dell’operazione Big Price Drop
Circa un milione di transazioni aggiuntive settimanali per i prodotti scelti, oltre 10 milioni i clienti possessori della Clubcard (pari al 90% dei clienti fedeli) che hanno partecipato all’operazione, che ha portato significativi incrementi nelle vendite dei prodotti di base: questi i risultati dell’incisiva campagna promozionale Big Price Drop, che Tesco ha lanciato alla fine di settembre a fronte di un investimento di circa 500 mila sterline (576mila euro), anche per la campagna pubblicitaria (televisione, radio, camion in giro per le città) abbinata.
Obiettivi
L’iniziativa, nata con l’obiettivo di ridurre i prezzi, abbassare l’inflazione e aumentare il potere d’acquisto, ha coinvolto 3.000 prodotti, garantendo ai clienti circa £370 la settimana su questi item. Anzi, Tesco sostiene che dal lancio di questa campagna il livello di inflazione alimentare è stato quasi dimezzato.
“Big Price Drop è molto popolare tra i clienti e milioni continuano a votare –ha precisato Richard Brasher, chief executive di Tesco UK- consapevoli dell’effettiva riduzione dei prezzi ottenuta e della possibilità di ampliare il proprio paniere di spesa”.
La meccanica
Big Price Drop è un’app cui si accede dalla pagine di Tesco su Facebook, che permette ai consumatori di votare, in una lista data di prodotti, cinque item di cui vorrebbero una riduzione dei prezzi. Le categorie di prodotto più votate entrano nell’offerta Big Price Drop, che prevede i top 5 a livello nazionale, tra i propri amici di Facebook e nella regione di riferimento.
Il Gruppo Gabrielli investirà 25 milioni nel franchising
L'analisi del settore franchising del Gruppo Gabrielli è emersa nel corso dell'incontro che si è svolto nella sala convegni dell'Hotel Il Casale di Colli del Tronto. “L'azienda - ha spiegato l'Ad del Gruppo Mauro Carbonetti - crede nel format dei punti vendita di prossimità e posso anticipare
che tale nostro canale concluderà il 2011 con un incremento delle
vendite pari al 9% rispetto allo scorso anno. Il mercato è cambiato e
noi stiamo cambiando rispettando le mutate esigenze dei consumatori
finali consapevoli di avere dei partner che funzionano e fanno
funzionare i vari negozi. Grazie a questi presupposti abbiamo progettato
un format in grado di portare importanti risultati non solo in termini
di fatturato ma anche in termini di redditività”. Questo risultato può ascriversi anche al carattere gradevole, rassicurante sicuramente conveniente che contraddistingue i format Tigre e Tigre Amico.
Strategia
La scelta fatta dall'azienda infatti vuole continuare ad avere l'ottimo rapporto qualità prezzo come fattore distintivo tenendo sempre un occhio vigile al rispetto dell'ambiente e attenzione al sociale insistendo sulle formule promozionali riservate alle fasce deboli dei consumatori. Un comparto importante quello dell'affiliazione, dunque, che anche in tempo di crisi ha dimostrato la sua dinamicità e la modernità della sua formula. Per tutti questi motivi il Gruppo Gabrielli ha deciso di stanziare un investimento che si aggira tra i 20 e i 25 milioni di euro per i prossimi tre anni esclusivamente per il canale franchising.
La rete Gabrielli
Alla fine del 2010 i punti vendita del Gruppo Gabrielli sono complessivamente 161 con una previsione di crescita che dovrebbe portarli a 183 alla fine del 2013. Il fatturato alla fine del 2010 è pari a 557 milioni di euro con una previsione di crescita che alla fine del 2013 dovrebbe raggiungere i 768 milioni di euro. I marchi del Gruppo Gabrielli sono: Oasi nel settore degli ipermercati, in quello dei supermercati con i marchi Tigre e Maxi Tigre, nel comparto del cash & carry al dettaglio con il marchio Gros Club e nell'affiliazione con i brands Tigre e Tigre Amico. Complessivamente sono 2.400 i collaboratori del Gruppo Gabrielli dei quali 1.800 sono occupati nei punti vendita diretti mentre 650 trovano lavoro nei punti vendita in franchising. 31,5 milioni l'anno sono i contatti, corrispondenti a centomila ogni giorno.








































