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La vetrina di Anuga 2011 sul cibo italiano

Sainsbury’s: 1° semestre con vendite in crescita dell’1,9%

Nei sei mesi precedenti al 1 ottobre, Sainsbury's ha registrato un aumento dell'1,9% nelle vendite a perimetro costante Iva inclusa. Un valore al di sotto del tasso di inflazione tanto più che sono  aumentate le presenze e questo significa che le famiglie sono riuscite a ridurre le loro
spese andando più spesso al pdv ma realizzando uno scontrino più basso.
Secondo Sainsbury's, che comunque così totalizza 14,1 miliardi di euro, il fatto significativo è l'aumento dei profitti. Questi risultati sarebbero giustificati anche dal buon esito di programmi come Live Well for Less e Feed your Family for £50. Un portavoce ha anche sostenuto che il recente investimento in entrambe le gamme di prodotti alimentari e non sta dando i suoi frutti.
Il presidente di David Tyler ha inoltre dichiarato: "Dato il difficile contesto economico, siamo soddisfatti delle nostre vendite e dei profitti."

Nel food quota 16,1%
Secondo i dati pubblicati dalla società di ricerche Kantar, Sainsbury's ha raggiunto una quota del 16,1% del mercato alimentare nelle 12 settimane precedenti al 30 ottobre. Tesco è al 30,5% e Asda al 17,3%.

Un portavoce di Sainsbury's ha detto che il prezzo del carburante ha continuato ad avere un ruolo nei consumi e nelle abitudini di acquisto. Con l'acquisto di un numero ridotto di articoli su ogni spesa e fare shopping più top-up, i clienti non sono solo dimostrano il desiderio di tenere a freno i bilanci, ma anche di voler ridurre gli sprechi alimentari."(Fonte: International Supermarket News)

Edeka cerca nuove opportunità all’estero

Il rumours su Edeka riguarda il fatto che sia uno dei vari offerenti in corsa per C1000, una catena olandese di negozi alimentari. Il proprietario, che è il private equity Cvc, vorrebbe 1 miliardo di euro per chiudere la transazione.
L'obiettivo di espandersi è confermata anche da una dichiarazione rilasciata da un portavoce Edeka a Lebensmittel Zeitung: "La rete Edeka prevede di continuare la sua espansione. In questo contesto, stiamo anche prendendo in considerazione se si debba impegnare all'estero nel medio termine".

Sempre attenta alle opportunità di mercato
Oltre a Edeka a C1000 sono interessati all'acquisizione Jumbo Supermarkten e Sligro,  così come le società di private equity Bain Capital e BC Partners. Edeka sebbene abbia concluso la sua avventura all'estero un paio di anni fa per concentrarsi sul rafforzamento della sua posizione di leader nel mercato tedesco, non ha mai smesso di interessarsi al mercato.
A questo punto ci si potrebbe aspettare che l'insegna tentasse di nuovo di esportare il suo modello cooperativo Netto Marken-Discount con cui fin qui però, in diversi paesi confinanti, non ha avuto particolare fortuna .

Nuovi rapporti tra brand e clienti: la co-creation

Ready meal: evoluzioni e confronti

Barilla: pubblicato il nuovo Rapporto di Sostenibilità con sette sfide

“Il modello di produzione e consumo, così come è concepito oggi, non è più sostenibile e occorre urgentemente ripensare al ruolo dell'impresa in un'ottica di responsabilità verso tutti gli stakeholder” ha ribadito Guido Barilla, presidente del Gruppo Barilla.

Le sette sfide
Il percorso di sostenibilità intrapreso nel 2008 ha individuato sette sfide sui temi di Nutrizione, Filiera Alimentare, Ambiente, Risorse Umane, Persone, Comunità e Stakeholder.
Tra i dati più significativi: in tema di Nutrizione sono 57 i nuovi prodotti lanciati dal 2008 al 2010, molti dei quali a base di cereali integrali, frutta e verdura, e 34 riformulati con riduzione del contenuto di sale, zucchero e grassi.

Obiettivo 60 nuovi prodotti e 80 da riformulare
L'obiettivo è quello di raggiungere un totale di 60 nuovi prodotti che abbiano un profilo nutrizionale in linea con i più recenti standard internazionali e di riformulare la ricettazione di 80 prodotti già esistenti.

Tutela dell'ambiente
Per quanto riguarda la tutela dell'Ambiente, con l'obiettivo di ridurre l'impatto delle produzioni sulla salute del pianeta, Barilla ha diminuito del 15% il consumo di acqua e del 3,7% quello dell'energia. È stata ridotta anche la carbon footprint dei prodotti, abbassando del 15% le emissioni di CO2 - l'obiettivo è di arrivare a meno 30% entro il 2014 - e portando al 94% la quota del packaging riciclabile.

Il 76% del grano duro è coltivato localmente
Per ciò che concerne l'impatto ambientale, la sicurezza e qualità della Filiera, si sottolinea che il 76% del grano duro utilizzato nelle varie marche del Gruppo è coltivato localmente nel paese di produzione della pasta. Inoltre, il 40% del grano duro acquistato proviene da filiera integrata, completamente gestita da Barilla.

Selex cresce in centro Italia con Hurrà

Il nuovo Hurrà, ubicato in via Tucci Rosselletti, in un quartiere residenziale di Castel del Piano, si sviluppa su una superficie netta di vendita di 800 mq ed è caratterizzato da un alto contenuto di servizio. Reparti dei freschi in evidenza: ortofrutta, gastronomia, macelleria. Il totale è di 2.100 articoli sia discount che di grandi marche. Gli addetti sono 10.

Gmf di Ponte San Giovanni (Pg) che fa capo al Gruppo Unicomm di
Vicenza (associato a Selex), prosegue dunque nel suo sviluppo. Il nuovo
punto di vendita apre a distanza di soli due anni dal lancio del
prototipo, nel settembre 2009 a Magione (Perugia), a conferma del
successo registrato da questo particolare format che si spiega con il
pay off Scegli la convenienza, Trovi la qualità.

Sempre più interesse verso l'affiliazione
Parallelamente allo sviluppo della rete diretta, Gmf guarda con sempre più interesse anche al canale affiliazione, con l'apertura di punti di vendita sia a insegna Hurrà sia a insegna Emi Spesa.
“Un'insegna cresciuta in modo esponenziale - ha detto Giancarlo Paola, consigliere delegato di Gmf - grazie al buon equilibrio degli assortimenti e al giusto mix tra servizio, qualità dell'offerta e risparmio. Un format che risponde perfettamente al target di clientela che cerca il risparmio ma non in modo orizzontale in tutte le categorie”.

Si espande anche Emi
Intanto prosegue a pieno ritmo anche l'espansione di EMI, l'insegna lanciata l'anno scorso da Gmf, nelle sue diverse declinazioni, a seconda del format: Emi Superstore, Emi Supermercato, Emi Market, Emi Spesa, come ha spiegato Paola:
«Dal piccolo Emi Spesa all'Emi Superstore abbiamo già superato i 50 punti di vendita in Umbria, Toscana, Marche e Lazio. Anche per questa insegna, in particolare con le piccole unità di vicinato, puntiamo molto sullo sviluppo della partnership con singoli negozianti».

Gmf è presente anche nel canale iper con un ipermercato Emisfero (9 come gruppo Unicomm), in quello dei cash&carry, con 8 pdv (l'ultima apertura è stata quella di Foligno, lo scorso giugno), e negli hard discount con 15 pdv.
In tutti i canali, le nuove unità sono concepite nell'ottica dell'ottimizzazione del risparmio energetico, prevedendo l'impiego di fonti rinnovabili e l'uso di tecnologie a basso consumo, a salvaguardia dell'ambiente.

Gmf, Grandi magazzini Fioroni Spa
È una società del Gruppo Unicomm, con sede a Dueville di Vicenza, associato a Selex. Il Gruppo ha una presenza territoriale in 7 regioni e copre 25 province, con una rete multicanale: dai cash&carry ai discount, dai negozi di vicinato agli ipermercati, con circa 5.700 dipendenti. Gmf rappresenta il presidio territoriale nel Centro Italia, con centri distributivi a Perugia, per il grocery e per i prodotti freschi, e una rete commerciale presente in Umbria, Toscana, Marche e Lazio.

Henderson acquisisce immobili in Francia e Germania

Il fondo immobiliare retail europeo Herald, uno strumento da 930 milioni di euro gestito da Henderson Global Investor ha annunciato l'acquisizione del centro commerciale Galerie des Ailes (nella foto) a Le Blanc Mesnil, un quartiere nella periferia di Parigi, e di un ipermercato e galleria commerciale Real a Dreieich, in Germania. Le due operazioni hanno un valore pari a circa 100 milioni di euro

A Parigi
Il centro commerciale in Francia ha una superficie di circa 11.000 metri ed è stato acquisito da Immobiliere Frey e LeClerc attraverso un'operazione che includeva un contratto preliminare per lo sviluppo del centro, che ha aperto il 5 ottobre di quest'anno.
Il centro, che all'apertura era affittato per circa il 90%, ospita importanti marchi come Sport Direct, Espace Culturel e La Grand Recre, nonché un'ancora alimentare di 8.000 metri quadrati di proprietà di Leclerc. È ubicato in prossimità dell'autostrada A1 che collega Parigi all'aeroporto Charles De Gaulle, in un'area che beneficerà di investimenti significativi legati al piano di urbanizzazione “Grand Paris”.

A Dreiech
In Germania, la struttura retail copre circa 23.000 mq ed è stata acquisita attraverso un contratto preliminare che prevedeva l'impegno da parte del venditore per una ristrutturazione completa del centro pari a 16 milioni di euro, supervisionata da un team di esperti di sviluppo di Henderson. Il centro, che è completamente affittato, ospita Real e Decathlon come punti vendita principali.

CONAI


Si terrà presso la sede del Gruppo 24 ORE, in sala Collina - Via Monte Rosa 91 Ore 9.00-13.00 l'incontro convegno organizzato da il Gruppo 24 ORE, Conai e Ipack-Ima 2012  in collaborazione con MARK UPCome disegnare la via della sostenibilità del packaging - Il ruolo della filiera industria-distribuzione” -  che si pone l'obiettivo di analizzare, attraverso la partecipazione di esperti del settore e la presentazione di autorevoli case history, lo scenario di sostenibilità in Italia e le soluzioni tecnologiche più corrette in un'ottica di prevenzione.

La prevenzione dei rifiuti da imballaggio rappresenta, nel panorama più ampio della gestione dei rifiuti, una leva insostituibile sia da un punto di vista economico che ambientale e culturale: grandi vantaggi possono infatti essere ottenuti non solo riducendo il volume dei rifiuti, ma anche attraverso cambiamenti negli schemi di produzione, di distribuzione e di consumo delle merci.


Pensando al futuro, Conai ha messo a punto un “tool” per supportare produttori e utilizzatori di imballaggi nel cammino verso soluzioni più eco-efficienti. Uno strumento di analisi semplificata che permette il calcolo dell'impatto ambientale degli imballaggi.


 Per approfondire il programma clicca qui


VeriFone acquisisce Global Bay, leader nelle soluzioni mobile per il retail

VeriFone Systems, Inc. ha acquisito Global Bay Mobile Technologies, leader nelle soluzioni mobile di ultima generazione per il retail.
L’acquisizione permette a VeriFone di estendere il potere del mobile e del web nel mondo dei pagamenti e del retail, offrendo alle organizzazioni retail la possibilità di effettuare pagamenti tramite nuovi smartphone e tablet. I termini della transazione, non sono ancora stati resi noti.

“Le applicazioni mobile per il retail di Global Bay completano la nostra visione per offrire ricche soluzioni in grado di permettere ai clienti di incrementare il proprio profitto, tramite soluzioni significative per rinforzare i sistemi di loyalty -afferma Jennifer Milea, executive vice president VeriFone Nord America-. Retailer e consumatori possono continuare a cercare in VeriFone le più sofisticate e sicure commerce experience”.

Global Bay ha lavorato con numerosi retailer in Nord America, Europa e Asia per aumentare le vendite e migliorare la customer satisfaction attraverso le applicazioni mobile che aumentano le capacità dei Pos esistenti, dell’e-commerce e di tutti gli store system tradizionali.
La tecnologia Global Bay, unita alla tecnologia mobile per i pagamenti in sicurezza di VeriFone, offre al retailer una suite di applicazioni mobile completa e integrata che trasforma l’esperienza retail nel punto di vendita. Queste applicazioni includono il mobile pos, la gestione della clientela e lo store inventory management.

Parte il progetto Cuki Save the Food con il Banco Alimentare

Il recupero delle eccedenze alimentari rappresenta un'importante fonte di sostentamento e ausilio per la fascia sociale più debole del Paese. Da più di 20 anni la Fondazione Banco Alimentare Onlus raccoglie le eccedenze delle produzioni agricole, dell'industria alimentare, della Gdo e della ristorazione, ridistribuendo i generi alimentari ricavati alle molteplici associazioni che servono pasti agli indigenti.

Manforte dall’industria

Con l'obiettivo di contribuire a questa meritoria mission, Cuki ha lanciato il progetto Cuki Save the Food che consiste nella donazione di 15.000 vaschette in alluminio e 600 termobox al Banco Alimentare. Le vaschette consentono di razionalizzare la raccolta delle eccedenze dei generi deperibili e di difficile trasporto in modo da garantire la consegna degli alimenti in uno stato di adeguata conservazione.
I termobox saranno impiegati prevalentemente per la raccolta dei freschi della Gdo provenienti dai banchi frigo, dalla gastronomia e dall'ortofrutta. La possibilità di gestire una catena del freddo senza rotture è importante per l'efficacia della redistribuzione. Le forniture di vaschette in alluminio e termobox saranno integrate da Cuki nel tempo in funzione delle necessità.

Si amplia l’attività del Banco

Nel concreto, Cuki Save the Food consentirà di ampliare l'attività di raccolta già attiva del Banco Alimentare in sette nuove mense ospedaliere e aziendali a Torino, Alessandria e Voghera. Dal 7 novembre il progetto è stato avviato nel canale della Gdo in Umbria (Perugia, Foligno, Bastia Umbra e Marsciano) e nel mese di novembre sarà esteso a Sicilia (Palermo e Catania), Puglia (Taranto) e in Campania.
L’evoluzione e l’andamento del progetto è riportato nel sito www.cukisavethefood.it

2002: Mario Monti su liberalizzazioni e consumi

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"Sono convinto che la promozione di un ambiente concorrenziale non esclude affatto interventi pubblici finalizzati ad obiettivi di interesse generale, anzi spesso essi sono indispensabili a tutela dei consumatori degli operatori, dei lavoratori, della società".

Mario Monti, Gdoweek 2002

Mario Monti, fu intervistato da Anna Bartolini, giornalista esperta di consumerismo e membro del Consiglio Consumatore dell'Unione Europea, all'inizio del 2002, il tema del momento era l'adozione della bozza del regolamento di esenzione per categoria da parte della Commissione Ue, che avrebbe portato alla cancellazione dell'esclusiva di distribuzione degli autoveicoli da parte dei concessionari.

Il tema, quello che vi proponiamo, erano le liberalizzazioni.
Ecco che cosa dichiarava allora Monti ...

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Una giustificazione che viene spesso avanzata

per limitare la concorrenza è la protezione del consumatore. Come vede il rapporto fra regolamentazione settoriale e tutela della concorrenza?

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Ogni mercato ha bisogno di regole, e di una rigorosa
verifica del loro rispetto. Sono convinto che la promozione di un ambiente
concorrenziale non esclude affatto interventi pubblici finalizzati ad obiettivi
di interesse generale, anzi spesso essi sono indispensabili a tutela dei
consumatori, degli operatori, dei lavoratori, in sostanza della società intera.
Ma devono essere proporzionali alla realizzazione del pubblico interesse che
intendono perseguire.

Nei settori da poco liberalizzati e quindi ancora
caraterrizati da operatori dominanti (gli ex-monopolisti), una regolamentazione
ex-ante è necessaria per permettere la progressiva apertura alla concorrenza.
In questi casi c’è complementarietà fra regolamentazione settoriale e regole
generali della concorrenza. Mano a mano che il settore si liberalizza, la
regolamentazione specifica deve diventare meno intrusiva e lasciare il posto
alla normale applicazione delle regole generali, consentendo al mercato di
operare con la flessibilità necessaria. E’ quello che avviene, ad esempio, nel
settore delle telecomunicazioni. In linea generale definire il numero degli
operatori ammessi, i loro ambiti territoriali, così come i prezzi minimi e le
restrizioni all’advertising non sono strumenti idonei a correggere le
insufficienze del mercato (market failures), mentre appaiono molto più adeguate
misure volte a definire norme di qualità e le restrizioni qualitative
all’accesso.

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Per quanto riguarda in particolare il settore del commercio, l’Italia lascia alle Regioni il compito di legiferare in materia. Se queste decisioni entrano in collisione con le regole del Trattato in materiadi concorrenza, può la Commissione intervenire? Qual è il confine tra regolamentazione europea e quella di un singolo Stato?


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Innanzitutto, vorrei sottolineare che, nell’ultimo decennio, la
riforma della regolazione delle attività economiche è stata significativa in
tutti gli Stati membri, grazie in particolare all’instaurazione del mercato
unico, che ha sostituito quindici sistemi regolatori diversi con un unico
ordinamento-quadro che definisce le grandi linee normative, lasciando ad ogni
paese membro le disposizioni particolareggiate. L’Italia si è positivamente
inserita in tale tendenza, con risultati significativi in termini di
semplificazione, riduzione di vincoli regolamentari, e qualità della
regolazione.

Per quanto riguarda la recente modifica federalista della
Costituzione che affida maggiori poteri regolatori alle autonomie regionali e
locali, mi preme sottolineare che il nuovo testo dell’articolo 117 della
Costituzione stabilisce che le leggi, statali e regionali, devono comunque
rispettare i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario, tra i quali vanno
certamente incluse le regole della concorrenza.

Riguardo alle modalità più efficaci per garantire che la
regolazione, anche più particolareggiata, abbia un effetto pro-competitivo,
vorrei ricordare la segnalazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del
Mercato del 16 gennaio scorso, dove suggerisce diverse procedure di “democrazia
economica” per incentivare l’adozione di “best practices” regolamentari sotto
il profilo della concorrenza.

L’Autorità sottolinea le potenzialità positive di un tale
sistema, in quanto può assicurare che la disciplina dei vari mercati e settori
economici sia in armonia con le diverse esigenze delle differenti aree
geografiche.

 

GDOWEEK 38 2011

editoriale
Anticipare oggi
la domanda futura

osservatorio
Consumer & Retail Summit:
la crisi si può battere
immobiliare
Centri commerciali:
strategia cercasi
il paniere prezzi

La borsa della spesa
Aldi e Dico a confronto
faccia a faccia

Le opinioni di Valledoro
e di Coal (Sigma)

cover story
Il metodo Monoprix:
giocare d'anticipo

retail
Carrefour Banca:
sportello e carrello

Euronics testa format
più connessi coi clienti

Non solo flagship
per Abercrombie & Fitch

La formula food truck
riacquista sprint

sviluppo reti

industria
Pmi 2.0, piccola, media,
anzi grande rivoluzione

Il buon cibo italiano
in vetrina ad Anuga 2011

La storia unitaria
dell'Italia e di Regnoli

Pizza e marketing:
una ricetta Entremont

dossier
Supply chain:
integrata e green

Number 1 “movimenta”
l'innovazione logistica

servizi
Difendersi dai furti?
È una scelta strategica

Gd Service: come gestire
il prodotto elettronico

Times Higher Education
boccia gli atenei italiani

opinioni

Verso un mobile marketing
sempre più pervasivo
libri

Le centocinquanta
e una meraviglia d'Italia

Henkel, risultati positivi nel terzo trimestre 2011

Henkel con un incremento del fatturato dell'1,7% raggiunge i 4.028 milioni di euro. Inoltre tutte le divisioni registrano un incremento dei margini: l'utile per azione privilegiata depurato (Eps) a quota 0,85 euro è un +6,3%.
“Henkel ha confermato l'andamento positivo anche nel terzo trimestre. In una situazione di mercato che resta impegnativa, abbiamo ottenuto ancora una volta una crescita organica superiore a quella dei nostri mercati di riferimento”, ha affermato Kasper Rorsted, presidente del comitato direttivo di Henkel. “Tutte le divisioni hanno contribuito a tale incremento. Con tassi di crescita nuovamente a due cifre, la quota di fatturato delle regioni emergenti è migliorata passando al 43%. Nonostante l'ulteriore rincaro dei prezzi per le materie prime, siamo riusciti ad aumentare la profittabilità in tutte le divisioni”.

Aumento della flessibilità
Guardando all'esercizio in corso, Rorsted ha aggiunto: “La situazione economica rimane problematica. Oltre all'intensa concorrenza e ai prezzi elevati delle materie prime, la crisi finanziaria nell'area dell'euro porta ulteriore incertezza sui mercati. In questa prospettiva, continueremo a far evolvere l'organizzazione aziendale per essere in grado di reagire con maggiore flessibilità e rapidità, mantenendo una severa politica dei costi”.

In rialzo le previsioni di crescita organica
Per quanto concerne la crescita organica del fatturato (a perimetro costante) nell'esercizio in corso, Henkel ha ancora una volta rialzato leggermente le previsioni. “Ora prevediamo per l'intero anno una crescita organica del fatturato compresa fra il 5 e il 6 percento. Per il margine EBIT depurato ci attendiamo, come finora ipotizzato, un incremento vicino al 13% e un miglioramento dell'utile per azione privilegiata depurato attorno al 10%”, ha concluso Rorsted.

U2 è la catena più conveniente secondo Altroconsumo

Attenzione all'ambiente e prezzi convenienti non sono valori inconciliabili, anzi rappresentano i capisaldi dei supermercati U2, insegna di Unes con un posizionamento low cost e un atteggiamento “green”. La catena, che oggi conta 62 punti di vendita tra Lombardia, Piemonte ed Emilia, si è aggiudicata il primo posto tra le catene più convenienti d'Italia per i propri clienti, secondo un'indagine di Altroconsumo che ha coinvolto 949 pdv tra iper, super e discount sparsi in 61 città italiane e 887mila prezzi rilevati per 108 categorie merceologiche. “Siamo soddisfatti -spiega Mario Gasbarrino (in foto), Ad di Unes - in quanto oggi il mercato necessita di maggiore qualità e meno packaging, di più fantasia e meno plastica, di più energia e meno elettricità, di più scelta e meno assortimento. Ed è secondo questi principi che abbiamo dato vita ai nostri supermercati green U2: i risultati che stiamo ottenendo in termini di fatturato, di apprezzamento dell'offerta e di numero di clienti, dimostrano che siamo sulla strada giusta”.

La formula delle 3 R
La filosofia U2 si può riassumere, così come fa il management aziendale, nel “risparmio secondo la formula delle 3 R”: risparmio di denaro, con una politica di prezzo every day low price che taglia il costo della spesa da -15 a -50%, abolendo ogni iniziativa aggiuntiva; risparmio di tempo, con una semplificazione del layout espositivo e il ricorso alla formula self service anche su categorie merceologiche come la panetteria; infine risparmio a favore dell'ambiente, con la riduzione dei consumi energetici (nuovi impianti di illuminazione più efficienti, banchi refrigerati con sistemi di chiusura, rinuncia ai volantini promozionali, macchine per la vendita sfusa di detersivi e per il recupero delle bottiglie in Pet. Proprio sull'acqua minerale in Pet private label (Presolana) Unes ha dato vita a un nuovo tipo di fardello 6x che riduce l'utilizzo della plastica termoretraibile a tutto vantaggio dell'ambiente e del risparmio.

Temporary shop alla stazione centrale di Milano per Emozione3

Emozione3, dopo l'apertura di un monomarca temporaneo a Mantova, si mette in evidenza aprendone un altro presso la Stazione Centrale di Milano. La superficie è di circa 20 mq, con un concept identico a quello di Mantova. L'insegna è la stessa del brand: Emozione3. Le referenze in esposizione sono 26 cofanetti Emozione3 + i 7 cofanetti What a gift.
Andrea Dusi, Ad del brand, afferma: “La scelta di aprire un punto vendita è legata alla volontà di trasmettere la nostra identità ed i nostri valori. Vogliamo ovviamente far crescere la notorietà dei nostri cofanetti Emozione3 e What a gift!”. 

Despar dà il via al contest di design “Supermercato senza confini“

Novità per tutti gli architetti e designer: Aspiag Service, la concessionaria Despar per il Nordest, ha da poco dato il via al concorso internazionale di design “Supermercato senza confini”. Lo scopo del contest è generare, con l'aiuto della community Despar, design creativi ed innovativi per il supermercato di domani nel Tirolo, e accompagnare in questo modo la reale costruzione del nuovo supermercato Eurospar a Vipiteno, in Alto Adige.

Partecipanti
Possono partecipare architetti, designer, ingegneri, studenti e anche semplici fan del mondo e dell'architettura di Despar: è sufficiente diventare membri della Community, per dimostrare come dev'essere il “supermercato senza confini”. Non solo si possono inviare i propri progetti, ma anche discutere e valutare le proposte di altri membri della community - un modo per entrare concretamente a fare parte del progetto di Vipiteno.
Basta registrarsi sul sito (bilingue: tedesco - italiano) www.designcontest.despar.it dare via libera all'ispirazione e caricare gratuitamente i propri bozzetti. E chi non ha esperienza di design o vuole cimentarsi con l'allestimento degli spazi interni, può comunque partecipare utilizzando l'apposito configuratore, che dà a tutti l'opportunità di disegnare il “dentro” del supermercato e proporre i propri suggerimenti e la propria concezione di “spesa ideale”.

Scadenza 11 dicembre 2011
Entro questa data arà possibile caricare il proprio progetto sulla piattaforma web del “Supermercato senza confini”. Dal 19 dicembre cominceranno le votazioni, a cui la community è chiamata a partecipare valutando i vari progetti secondo precisi criteri. Una giuria onoraria deciderà nei primi giorni di gennaio 2012 quali saranno i design e le idee vincenti per le varie categorie. Inoltre, gli users più motivati e attivi potranno essere premiati come “Migliori utenti della Community”. Le premiazioni si terranno a metà gennaio, nel corso di una cerimonia a Vipiteno.

Dopo nove mesi dall’acquisizione, Blockbuster fa 3,3 milioni di profitti

Blockbuster ha registrato un profitto di 3,3 milioni di euro da quando è stata comprata da Dish Network, cioè nei nove mesi che si chiudevano il 30 Settembre 2011. Il successo secondo l'azienda è da attribuirsi all'integrazione in Blockbuster dei servizi
offerti da Dish Network, con abbonamenti tipo  Blockbuster Movie Pass e Blockbuster Movie Combo. Il Ceo di Dish Network Joe Clayton ha dichiarato che si aspetta di sviluppare una crescita di abbonamenti durante il quarto trimestre “Abbiamo notato significativi miglioramenti di traffico e di transazioni in gran parte dei negozi. Per questo pensiamo anche a nuove promozioni.”

Occorre aggiungere che se è vero che i negozi negli Usa sono più di 1.500, 900 di questi stanno operando in condizione di flexible termination provisions, ovverosia l'azienda si riserva di chiuderli senza preavviso se non raggiungono il fatturato previsto.

Area12, cc integrato con Juventus Stadium

Conad e la cristalleria Rcr si alleano contro la crisi

Si tratta di un accordo che ricorda quello fra Unicoop Firenze e Richard Ginori dello scorso inverno che con oltre 9 milioni di euro permise alla storica azienda di ceramiche di attivare un nuovo forno e di assumere una ventina di dipendenti.
In questo caso è Conad Tirreno che offre i punti per collezionare bicchieri, caraffe e decanter della famosa cristalleria Rcr di Colle Val d'Elsa, azienda che conta 410 dipendenti, 150 unità lavorative di indotto e una produzione annua di 40 milioni di pezzi.

Si reintegreranno alcuni lavoratori in cassa integrazione
Sono più di trecento i pdv interessati dall'inizativa, distribuiti principalmete in Toscana, Lazio e Sardegna. Con la commessa di Conad, Rcr potrà reintegrare alcuni dei lavoratori posti in cassa integrazione a causa della crisi. ''Questa operazione contribuirà alla crescita del nostro fatturato, seppur in un mercato mondiale di riferimento in perdita -spiega Roberto Pierucci Ad Rcr-. L'accordo ci permetterà di aumentare la capacità produttiva".

Un ulteriore segnale sicuramente positivo per il mondo delle imprese e dei lavoratori delle aziende toscane, quello di alleanza tra aziende per fronteggiare la crisi, facendo leva su consumi di qualità.

Ecolight recupera i panneli solari a fine vita

Ecolight il consorzio per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, presenta alla quindicesima edizione di Ecomondo il sistema integrato di raccolta e riciclo dei moduli fotovoltaici. Un servizio proiettato verso il futuro neanche troppo lontano.

290mila impianti installati da recuperare
Il fotovoltaico in Italia ha registrato un vero e proprio boom. Ad oggi sono più di 290mila gli impianti installati per una potenza complessiva di quasi 11.300 MW. Ed è possibile stimare che ci sia quasi un pannello solare installato per ogni abitante: sono infatti più di 53 milioni quelli che hanno trovato collocazione sui tetti di abitazioni e imprese oppure nei campi. Calcolando che i primi impianti solari sono stati installati negli anni 90 e la durata di un pannello fotovoltaico è di circa 20-25 anni, la richiesta di smaltimento di questi rifiuti sarà in crescita esponenziale in un futuro prossimo. Ecolight presenta un progetto tutto italiano per la raccolta e lo smaltimento dei moduli solari che permette di recuperare materie prime seconde facendo risparmiare energia.

Il marchio Olio Olita passa da Star agli Oleifici Mataluni

Il marchio Olita, attivo da oltre 50 anni sul mercato italiano, passa dalla Star agli Oleifici Mataluni di Montesarchio (Benevento), il complesso agroindustriale oleario specializzato nel private label, ma anche proprietario di 22 brand fra cui Olio Dante, Topazio, Oio, Gico, Minerva e Lupi.

Razionalizzare
L'obiettivo della cessione di Olita per la Star è di razionalizzare la propria offerta focalizzandosi sulle categorie più strategiche per il core business dell'azienda, mentre per gli Oleifici Mataluni sta nell'arricchimento del portafoglio di offerta che contribuisce a dare immagine al portafoglio del gruppo campano, nonché impatto commerciale sul trade. “L'acquisizione è stata definita il 6 ottobre -spiega Vincenzo Mataluni, Ad Oleifici Mataluni- e diventerà operativa a partire dal 1 gennaio 2012. Con l'accordo prende il via anche una collaborazione distributiva con la Star sul canale food service, che comprende la ristorazione ed il catering, sul quale entrambe le aziende investiranno nuove risorse. È motivo di orgoglio aver concluso la trattativa con una delle più importanti realtà nel settore alimentare, che contribuisce a valorizzare il Made in Italy in tutto il mondo”.

Oleifici Mataluni
Situati a Montesarchio rappresentano uno tra i più grandi complessi agroindustriali oleari del mondo estendendosi su una superficie di 160 mila mq.
Con un fatturato 2010 di 240 milioni di euro, circa 200 dipendenti (età media 29 anni) ed un Centro di ricerca riconosciuto nel 2010 dal Miur, l'industria Mataluni è tra le più importanti aziende italiane nel settore oleario.
In private label produce oli alimentari per conto di oltre 200 marchi ed aziende leader della gdo italiana ed estera.

Asda e Farmfoods fanno un’offerta per la catena Iceland

Asda ha unito le proprie forze con l'insegna scozzese Farmfoods per mettere insieme 1,5 miliardi di euro di offerta   per la catena di supermercati Iceland di cui da tempo si vociferava la ricerca di acquirenti. L'offerta è stata fatta in concorrenza con Morrison e quattro equity found ovvero BC Partners, Blackstone, TPG e Bain. Benché Asda non abbia fatto dichiarazioni sembra che l'offerta abbia avuto successo e da questo deriverebbe che 200 store Iceland saranno venduti a Farmfoods per superare i vincoli della commissione europea della concorrenza.

Comunque non è ancora detta l'ultima parola visto che l'attuale Ceo di Iceland, Malcolm Walker, che è anche il più grande azionista con una quota del 23%, ha
anche detto di stare pensando di fare un'offerta
più avanti, con il sostegno di fondi pensioni e
sovrani. Walker avendo fondato Iceland nel 1970 ha un vantaggio tattico, perché solo lui ha il diritto di accettare una qualsiasi offerta per Iceland.
Aspetto per altro che ultimamemente ha prodotto un risultato singolare, visto che la stessa offerta di 1 miliardo di sterline da parte di Walker per Iceland è stata respinta l'anno scorso. 

Gabbiano e Procos: nasce una partnership

La Gabbiano potenzia le sue strategie di crescita nel mondo dei prodotti per party e avvia una collaborazione con la Procos S.A. con lo scopo di sviluppare il reale potenziale del mercato del Party in Italia, sfruttando al meglio qualità di prodotto ed esperienza internazionale di Procos in questa categoria, unite con la qualità e l'esperienza unica di Gabbiano nel trade marketing e nel servizio al pdv.

Fondata nel 1954, la Procos S.A. è una società specializzata nel mercato degli articoli per party ed è leader in Europa per questi prodotti. La sua presenza attiva in 68 paesi fa di questa società un global player nella categoria dei prodotti party.
Procos è dunque un partner chiave per il retail locale ed internazionale grazie alla sua offerta completa di articoli party (piatti di carta, tovaglioli, bicchieri, tovaglie, ecc.) di alta qualità e design. In particolare l'azienda Procos vanta un'esperienza molto marcata nell'area del party bambino realizzando prodotti a marchio Disney

Un parco commerciale per Baranzate

Ha avviato con successo la sua attività a Baranzate, a pochi chilometri a nord ovest di Milano, il Baranzate Retail Park. Si tratta di una struttura, aperta il 28 ottobre, con cinque medie superfici ed un'area di  ristorazione per un totale di circa
10.500 mq di Gla.  Inoltre in una catchment area di soli 10 minuti di auto si trovano quasi 200 mila residenti. La location che si trova a poche centinaia di metri
dall'uscita Rho Fiera dell'Autostrada dei Laghi.

I negozi
Le ancore sono il Villaggio fitness Virgin Active, Unieuro e Unieuro Pc City, Prenatal, Ritmo
Shoes
e Caffè & Co. La proprietà del parco è della società Immobiliare Elsa Spa di Monza mentre la gestione è stata affidata a Larry Smith Italia. La struttura è su due piani e ha 670 posti auto.

Marks & Spencer sta per entrare nella fascia convenience

Il nuovo concept di Marks & Spencer sarà gestito dal partner SSP dell'azienda. Un totale di 600 mq che conterranno 250 linee di prodotto, la maggior parte delle quali saranno tratti dalla gamma del freddo nella gamma Food on the Move di Marks & Spencer, con l'aggiunta di piatti caldi, zuppe e bevande calde. Il negozio, che ricordiamo è un test, dovrebbe essere aperto alla fine della prossima settimana e si chiamerà appunto come la omonima linea di prodotti Food on the Move, che è la prima volta che verrà usato come insegna (fonte Retail Week).

Tesco nei suoi store vuole creare 70 beauty salon

Ne abbiamo parlato la prima volta a inizio anno (leggi notizia) dunque la strategia Tesco continua dopo l'apertura di un salone nel suo negozio a Chesterfield. Lobiettivo è di aprire 70 negozi di bellezza in tutto il paese, con abbronzature spray, tagli di capelli e trattamenti manicure con prezzi a partire da soli 12,50 sterline per un taglio di capelli, 20 per uno shampoo, taglio e finitura, sopracciglia a 5, e la ceretta alle gambe ad appena 15. Gli acquirenti, inoltre, non hanno bisogno di prenotare un appuntamento, il che significa che molte donne possono approfittare di un po' di relax extra alla fine della loro spesa settimanale.

Competizione contro i piccoli negozi
Tesco è la prima delle grandi insegne britanniche a fare una mossa nel settore bellezza che impiega circa 250.000 persone. Nel settore c'è preoccupazione verso i piccoli negozi che, incapaci di competere sul prezzo con rivali come Tesco, potrebbero essere costretti a chiudere. Sembra che Tesco stia cercando, al pari di quanto ha fatto negli ultimi anni la grande distribuzione, di spostarsi su aree lontane dalla originaria vendita di food. Gli operatori si chiedono infatti quanto tempo ci vorrà prima che altri retailer copino la mossa di Tesco con il risultato che l'offerta di servizi in-store farà sì che i clienti abbiano un motivo in più per non visitare le strade della propria città con effetti negativi anche su altri settori merceologici.

Fotovoltaico “domestico” per i soci Coop Adriatica e Coop Consumatori Nordest

Ha preso il via negli Ipercoop Lame di Bologna, Esp di Ravenna, Ariosto di Reggio Emilia e Meduna di Pordenone l'iniziativa “Il sole nel carrello”, che offre la possibilità ai soci Coop di installare un impianto fotovoltaico nella propria casa con un pacchetto conveniente, trasparente e “chiavi in mano”. Il progetto pilota è realizzato da Coop Adriatica e Coop Consumatori Nordest in collaborazione con Ccc (Consorzio cooperative costruzioni), che si avvale come partner tecnico di Fase Engineering Spa, mentre a fornire i componenti del kit sono Solsonica, Sma, Sunerg e Canadian.

Percorso di sostenibilità ambientale

Con “Il sole nel carrello”, le due cooperative di consumatori continuano a investire per la sostenibilità ambientale, coinvolgendo i propri soci, in linea con le tante iniziative avviate negli ultimi anni: dalle campagne per promuovere un uso consapevole dell'acqua o contro la deforestazione, agli accorgimenti sempre più innovativi utilizzati nella realizzazione dei punti di vendita, dotati perlopiù di impianti fotovoltaici.
La prima fase del progetto si concluderà a giugno 2012; successivamente, si valuterà se estendere l'iniziativa anche ad altri negozi.
Gli esperti di Ccc-Fase Engineering saranno a disposizione negli spazi allestiti nei punti di vendita coinvolti, dove sono sempre in distribuzione i dépliant informativi; i soci possono anche servirsi del numero verde 800.550505. “Il sole nel carrello” è al momento riservato ai soci delle Cooperative che abitano nelle province coinvolte dall'iniziativa.

Rientro delle spese in 8 anni

Due i kit proposti, con pannelli di 2,880 kilowatt potenza, in grado cioè di assorbire il consumo medio di elettricità di una famiglia, e componenti di qualità forniti da aziende europee o internazionali. Entrambe le soluzioni prevedono l'assistenza completa, dalla progettazione al montaggio alla gestione delle pratiche amministrative, oltre a un anno di assicurazione targata Unipol per tutti i rischi.
Il prezzo è di 10.770 euro per il kit europeo e 9.900 euro per quello internazionale; i soci che firmeranno il contratto tra novembre e dicembre, inoltre, avranno uno sconto di 250 euro. Gli impianti consentono di rientrare delle spese sostenute dopo circa 8 anni, usufruendo degli incentivi del Conto Energia.

Il canale food continua a predominare, ma rimane quello meno proficuo

Valgono 3,25 milioni di miliardi di dollari le vendite dei primi 250 gruppi retail, con un incremento pari al +10,2%. Il 30,1% del business è in mano ai primi dieci retailer, che da soli crescono del 9,2%, evidenziando come il settore stia incrementando ulteriormente il livello di concentrazione (da 27,40 a 30,10 tra 2001-2006).
Sono alcuni tra i dati dell'11° rapporto Deloitte Global Power of Retailing sull'evoluzione dei 250 maggiori operatori a livello mondiale, che ne analizza i dati e i trend tra il 2006 e il giugno 2007.

Sale la globalizzazione
Il rapporto sottolinea come i settori del commercio al dettaglio più globalizzati siano quelli dell'elettronica, dell'arredamento e del giocattolo; inoltre viene evidenziato che più l'azienda è globale maggiore è il margine medio netto. Relativamente all'area di origine, si evidenzia che gli Usa, con 93 retailer, si ritagliano il 45,5% (+1,5% sul 2005) del valore delle vendite mondiali.

Wal-Mart, che si mantiene saldamente al 1° posto nella classifica Deloitte, cresce dell'11,6%, probabilmente anche grazie al suo ingresso in altri 2 paesi sudamericani. Ovvio, però, che il terreno di competizione rimangano gli Usa, dove il recente sbarco di Tesco (che ha superato Metro attestandosi al 4° posto nel mondo e divenendo, di fatto, il secondo retailer continentale dopo Carrefour) con il format di vicinato Fresh & Easy ha condotto Wal-Mart a rivedere le proprie politiche territoriali, portandolo a pianificare l'apertura di piccoli pdv proprio per contrastare Tesco, più che determinato a sviluppare ulteriormente il proprio format in Usa. Sempre in tema di globalizzazione, è interessante notare come nella classifica delle new entry (18 ingressi) si trovino 4 gruppi cinesi (tra cui il gruppo Bailian e Suning Appliance), 2 russi (tra cui X5 Retail) e uno brasiliano (Grupo Pao de Acucar): quasi tutti questi retailer sono presenti anche nella classifica fra quelli con i più alti tassi di crescita.

Il trend dei settori
I retailer food e di beni di largo consumo (133 sui 250 operatori) rimangono i più numerosi, con una media di vendite pari a 16,5 mld $, ma con margini netti medi di appena il 2,8%. Qui si trova il primo retailer italiano: Coop, al 51°posto, che perde due posizioni. Tra il 2004 e il 2006 sono aumentati i retailer di abbigliamento e calzature, passati da 40 a 49, raggiungendo un fatturato pari a 6,8 mld $ così come pure sono cresciuti, in termini numerici, quelli operanti nei prodotti elettronici saliti da 34 a 37. I gruppi specializzati in altre categorie (sport, arredamento, giocattoli, hobbystica, gioielleria e forniture per l'ufficio) sono saliti da 80 a 88: 23,2 mld/$ il valore delle loro vendite.

La gdo capitalizzata
Deloitte analizza anche il valore delle aziende in rapporto alla loro capitalizzazione in borsa (tramite l'indice Q ratio dell'economista James Tobin, dove un valore superiore a 1 indica affidabilità e meno di 1 il suo contrario): l'indice più alto è registrato nei settori abbigliamento (2,47) e farmaceutico (2,03). Nelle tipologie di vendita, l'affidabilità più bassa viene assegnata ai convenience (0,66), ai diversificati, cioè che operano con format diversi (0,77), e ai department store (0,88). L'analisi di Deloitte stima che, nel giro di tre anni, proseguendo le tendenze attuali, ci saranno scossoni nella classifica delle prime 10 aziende: il più significativo potrebbe essere l'ascesa di Tesco al secondo posto, invece di Carrefour.

I mobili di Cargo&HighTech in vendita presso Media World a Cinisello

Il megastore Media World di Cinisello Balsamo ospiterà al proprio interno il nuovo negozio Cargo che verrà inaugurato il 10 novembre 2011. Il brand
Cargo&HighTech si è messo in evidenza nei propri punti di vendita di Milano esibendo prodotti che seguono la corrente americana di design denominata “hightech” ricercando il miglior rapporto
qualità/prezzo e offrendo la possibilità di arredare con gusto originale la propria casa a prezzi contenuti. Prezzi dunque in linea con l'offerta di Media World.

Obiettivo Media World: ampliare il servizio
Con questa partnership Media World amplia la propria offerta e il
servizio ai clienti, che, all'interno dello spazio commerciale di
Cinisello Balsamo, potranno trovare anche un'attenta scelta
di oggetti per la tavola e la cucina e di idee
regalo.
“È per noi un piacere ospitare Cargo all'interno del punto vendita di
Cinisello. Questa partnership ci permette di presentare ai nostri
clienti un servizio ancora più completo, per soddisfare quei consumatori
curiosi ed esigenti alla costante ricerca di scelte di stile” ha dichiarato
Pierluigi Bernasconi, Ceo di Mediamarket.

Obiettivo HighTech: i volumi della grande distribuzione
“È la prima volta che usciamo dai nostri negozi storici per entrare nella dimensione della grande distribuzione. La partnership con Media World è un'occasione per misurarci con un pubblico più ampio e più giovane”, dichiara Mauro Bacchini, Ad di HighTech srl.

Il primo negozio, aperto a Milano nel 1981, si pone all'attenzione del pubblico per la sua innovazione nel mondo della casa. La sua proposta si ispirava ad una corrente americana nell'ambito del design denominata “hightech”, che riproponeva oggetti e arredi di origine industriale in contesti domestici.
Oggi fanno parte dell'azienda i due punti vendita di Milano: HighTech in piazza XXV aprile e Cargo, in via Meucci. Fatturato nel 2010 di 19 milioni di euro e oltre 120 collaboratori.

Tre punti per il futuro di Barilla: Asia, Brasile e sviluppo degli Usa

Nel corso dell'intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, Paolo Barilla, presidente degli industriali pastai e dolciari, nonché vice presidente del Gruppo Barilla la pasta sarà sempre più protagonista nel mondo globale e per questo rappresenterà un'eccezionale opportunità per tutto il made in Italy. Tre i punti chiave: ampliare il business negli Stati Uniti e penetrare nei mercati a grande crescita, Brasile e Asia per iniziare.

I Paesi di interesse
«I mercati del gruppo Barilla sono l'Europa, dove possiamo ancora migliorare; in Nord America, dove fatturiamo 500 milioni di euro, abbiamo la possibilità di allargare la gamma dei prodotti complementari alla pasta, i sughi. In prospettiva però abbiamo l'obbligo di puntare sui mercati in grande sviluppo, dal Brasile all'Asia. Per approcciarli stiamo cercando di capire di cos'hanno bisogno: procediamo con cautela ma anche con grande determinazione».
«Abbiamo comunque consolidato la presenza negli Stati Uniti, dove si e rafforzata la nostra leadership del mercato della pasta raggiungendo una quota del 29%, e rinnovato il portafoglio prodotti».


Potenzialità della pasta

«A livello mondiale è il prodotto alimentare più presente sulle tavole globalizzate. Con l'8% delle preferenze complessive precede la carne e il riso. La pasta è inoltre il cibo più amato in Brasile (dove al terzo posto, peraltro, sono citate le lasagne), Sudafrica, Germania e Olanda. Ed è al secondo posto in Gran Bretagna e in Spagna, dove prevale solo l'intoccabile paella.
La penetrazione dei mercati emergenti è ora la sfida più impegnativa per Barilla».

Non solo prodotti sugli scaffali ma storie da raccontare
«Non basta esportare un prodotto straordinario come la pasta, collocarlo su uno scaffale in un supermercato e aspettare che qualcuno te lo acquisti. È necessario affascinare il consumatore attraverso un racconto, una descrizione di come utilizzare il prodotto, anche in riferimento alle culture locali.
I nostri connazionali emigrati hanno dissodato il terreno per noi in Nord e Sud America e in Australia. In Asia però manca la tradizione e la cultura di gustare la pasta. E noi dobbiamo crearla un po' alla volta».

Brasile
«Il Brasile ha 190 milioni di abitanti ed è il terzo consumatore al mondo di pasta. Loro hanno un prodotto equilibrato, miscelato cioè con il grano tenero. Ecco questa è un'opportunità: il ruolo delle imprese italiane è quello di far evolvere il gusto dei consumatori, ma valorizzando un modello di consumo già esistente. Quella del Brasile è un'opportunità».

Il potenziale delle specialità
«In generale, però, le imprese italiane hanno grandi possibilità di crescita anche nelle specialità: prodotto biologico, organico e per celiaci. Quello del mass market è indubbiamente più difficile da affrontare.
Le società pastarie italiane sono tante e mediamente di piccola taglia». «Anche le aziende piccole riescono a farsi spazio sui mercati esteri. Premetto che, rispetto al passato, gli investimenti per andare all'estero si sono moltiplicati e le pre-condizioni per farlo sono che l'azienda sia sana e forte anche in Italia. Tuttavia ci sono produttori piccoli, ma sagaci, che curano i clienti uno per uno e spesso nei paesi meno grandi. Il risultato è che, con questo lavoro di nicchia, ottengono risultati straordinari». (fonte: Emanuele Scarci per Il Sole 24 Ore)

Private label: un mercato stabile, alla ricerca di nuovi segmenti

Sulla base dei dati Iri presentati a Marca, la mostra-convegno dedicata al mondo delle Pl che si tiene ogni anno a Bologna, nel 2007 sembrerebbe che l'andamento dei prodotti a marchio del distributore in Italia sia stagnante: infatti, registrano "un incremento" di circa lo 0,1% e un numero di referenze medie sostanzialmente inalterato. La loro quota nazionale si assesta quindi al 12,2%, dato ben lontano dalle medie europee. Forse il mercato ha già raggiunto la sua saturazione? "Sono convinto che esistano ancora spazi di crescita significativi soprattutto in alcuni mercati (come il fresco, il giardinaggio, e la telefonia) -spiega a GDOWEEK Guido Cristini, ordinario di marketing dell'Università di Parma e coordinatore scientifico del rapporto annuale sulla private label. Credo, però, che oggi il limite principale a una crescita più efficace sia di natura organizzativa. Salvo pochi casi, infatti, le aree aziendali che normalmente si occupano di questo business sono sottostaffate rispetto ai reali bisogni e concentrate al massimo sull'operatività. Questo non indirizza sufficienti energie per individuare quei mercati e quei segmenti più innovativi sui quali, invece, le insegne dovrebbero orientare le proprie scelte".

● Individuare mercati, segmenti e nicchie
A livello di comparti merceologici, l'ortofrutta è il mercato che ha mostrato il trend di vendite più positivo, seguito dal fresco, segno che in questi ambiti esistono spazi di crescita interessanti. "Se è difficile individuare in anticipo i prodotti destinati a rappresentare un trend innovativo -come nel caso dei probiotici ad esempioci sono ancora da approfondire segmenti performanti, presidiati in maniera non sufficiente, come le insalate di quarta e quinta gamma e l'out of home, con tutta l'area del preparato, per non parlare sia del mondo dei bambini sia del non food, con attenzione alla parafarmacia", suggerisce Cristini. Al momento, le logiche di diversificazione delle catene si stanno concentrando sulle linee posizionate agli estremi della scala prezzi: cresce il numero dei brand premium, mercato che pesa in unità 0,8 (vuol dire che su 100 neanche un consumatore acquista questa categoria di prodotti) e che si sta segmentando con la tipicità e dei primi prezzi, cresciuti di oltre il 10% e che, in unità, pesano il 20,5.

● Prezzi e promozioni La spinta delle vendite si è avvalsa, oltre che di prezzi competitivi (anche se è prevedibile un loro incremento in linea con gli andamenti dei costi delle materie prime) di una certa intensità promozionale, soprattutto nel format supermercato, che canalizza il 77% delle vendite di Pl.

I supermercati Basko contro il caro vita a favore degli over 65

I supermercati Basko del Gruppo Sogegross contro il caro vita.
“Basko sostiene da sempre iniziative a favore dei cittadini. A queste si sono affiancate di recente alcune azioni concrete, volte a fronteggiare il periodo di dura crisi economica che ha colpito le fasce più a rischio, come gli anziani” spiega Antonio Mantero, direttore generale Basko. “Nostro intento è favorire le persone, soprattutto i più anziani, che si trovano a fronteggiare difficoltà economiche spesso gravose”.

L'idea è di accumulare sconti
L'iniziativa, attiva nei pdv dislocati tra Liguria (43), Piemonte (9), Emilia Romagna (3), Lombardia (1),  è dedicata ai clienti titolari della Prima Card 65, carta fedeltà con servizi e vantaggi dedicati ai senior.
“L'idea è quella di accumulare sconti acquistando determinati prodotti che cambieranno di mese in mese e che saranno evidenziati dall'icona del borsellino. I clienti Over 65 potranno sfruttare gli sconti accumulati a partire dal 25 di ogni mese, ovvero nella quarta settimana, che fa registrare la maggior sofferenza nelle spese da parte delle famiglie, facendo scalare dal conto della spesa lo sconto accumulato con l'acquisto dei prodotti borsellino. Si tratta di un'operazione con validità annuale, che continuerà anche in futuro in tutti i nostri negozi” spiega Mantero “Vogliamo dare un segnale forte in un momento di crisi quale quella attuale non solo a tutti i nostri clienti che ci seguono ormai da anni, ma in particolare agli anziani che soffrono maggiormente della situazione, anche se questo comporta uno sforzo economico notevole per la nostra azienda”.

Meccanica
I clienti Over 65 potranno raccogliere sconti sulla card ogni mese: l'accumulo degli sconti inizierà il primo giorno del mese e terminerà l'ultimo giorno del mese stesso.
Per tutte le informazioni relative ai “prodotti borsellino”, che appartengono a tutte le categorie, e che saranno facilmente riconoscibili sulla scaffale grazie all'immagine del borsellino, è possibile consultare i volantini promozionali con cadenza quindicinale e le apposite locandine che si trovano nei punti vendita.

Nati nel 1987, i supermercati e i superstore Basko rappresentano il core business del Gruppo Sogegross, sia in termini di fatturato che per espressione della mission aziendale, basata su processi innovativi e massima attenzione alle esigenze del cliente.

Tesco offre le torte delle squadre di Manchester con un prezzo 6 a 1 in funzione del risultato del derby?

Passati solo tre giorni da quando il Manchester United è stato umiliato dai suoi rivali cittadini, un dipendente Tesco ha pensato bene di rubare le luci della ribalta cambiando il prezzo di due articoli di pasticceria dell'insegna, per rispettare il rapporto stabilito dal punteggio. Di conseguenza è stato modificato il prezzo dei due dolci e mentre la torta dei Blues ha mantenuto il prezzo di sei sterline, su quella dei Red Devils c'è stato uno sconto di cinque sterline per arrivare a 1 sterlina.

Un gruppo di tifosi dei Red Devils ha ritenuto particolarmente offensiva l'immagine al suo primo apparire su Twitter e ha protestato verso Tesco sostenendo che si fosse ufficialmente schierata contro il club dell'Old Trafford. Ma poi si è subito capito che si trattava di un esempio eccellente di british humor destinato social network.

Per Metro nel terzo trimestre scende il fatturato ma cresce il margine

Secondo Metro Group, le vendite sono state influenzate da vari fattori. Questi includono i problemi dei consumatori a causa della difficile situazione macroeconomica in Europa occidentale, la crisi valutaria europea, gli effetti valutari negativi in ​​Europa orientale, le chiusure di alcuni pdv, la cessione delle aree di business non redditizie, il contenimento delle attività di promozione presso Media-Saturn, nonché la progressiva eliminazione di categorie di prodotti non redditizie presso Metro Cash & Carry e Galeria Kaufhof.

Migliora l'utile
L'utile prima delle imposte è migliorato del 14% a 557 milioni di euro, mentre l'utile netto è aumentato del 5% a 334 milioni. Il Ceo Eckhard Cordes di Metro Group così commenta: "Abbiamo di nuovo aumentato significativamente i nostri margini, nonostante un difficile contesto macroeconomico Questo testimonia la forza economica di Metro Group e si può anche segnalare un nuovo trend positivo degli utili di Media-Saturn"

Germania in diminuzione, Asia e Africa in aumento
In Germania, le vendite sono diminuite dell'1,3% nel periodo da gennaio a settembre a 18.3 miliardi di euro. Significativo aumento delle vendite pari all' 11,4% si è avuto nella regione Asia/Africa.
Metro Group, inoltre, ha confermato di aver rivisto le sue previsioni di vendita per l'anno finanziario 2011 e si aspetta di arrivare comunque sopra il livello dell'anno precedente purché non ci sia nessuna ulteriore evoluzione negativa del tasso di cambio e le misure di politica fiscale per stabilizzare i bilanci pubblici nei principali mercati di vendita siano state implementate.

Obiettivo 2011: utili a +10%
La società continua a credere che sarà in grado di realizzare un incremento degli utili, prima delle operazioni straordinarie, pari a circa il 10% per l'intero anno.

Secondo Nomisma il mondo cooperativo di carne e latte è pronto per l’aumento della domanda mondiale

Nomisma durante l'Assemblea Nazionale dei Settori lattiero-caseario e zootecnico di Fedagri-Confcooperative a Cremona e sulla scorta dell'analisi dei dati dell'Osservatorio Nazionale sulla Cooperazione Agricola ha evidenziato che nell'ultimo decennio la zootecnia da latte e quella da carne hanno conosciuto una fase di razionalizzazione e di aggregazione che ha portato i settori a livelli comparabili a quelli dei partner europei più avanzati.

C'é ancora da fare
Le dimensioni medie del fatturato per entrambi i comparti pur avendo raggiunto quote di tutto rispetto presentano numeri ancora inferiori a quelli registrati in Francia, Germania ed altri competitors europei.  “In seguito alla ristrutturazione dei comparti, oggi, nei due settori si riscontra un livello di concentrazione dell'offerta più alto rispetto agli altri segmenti del mondo cooperativo -afferma Andrea Zaghi, di Nomisma- quasi il 50% del fatturato del settore lattiero caseario è cooperativo e nei formaggi Dop si tocca quota 60%, mentre nell'ambito della zootecnia da carne, la cooperazione copre il 40% del fatturato globale”.

Dimensione più alta della media cooperativa
Oltre che per l'aggregazione, anche per i fatturati in questi due settori i dati sono superiori rispetto alla media cooperativa. La dimensione media delle cooperative da latte è 7,3 milioni di euro, per quelle del settore zootecnico è ancora più alta ed arriva a quota 16,1 milioni di euro, contro una media della cooperazione italiana di 5,9 milioni di euro. Tra le prime sei top player nel settore del latte ci sono due cooperative, mentre tra le prime sei più grandi imprese del comparto zootecnico figurano tre cooperative. Sono sempre più numerosi i marchi delle cooperative, conosciuti ed apprezzati dai consumatori per la qualità dei prodotti.

Forte crescita per l'export
Tommaso Mario Abrate, presidente del settore lattiero caseario di Fedagri-Confooperative ha dichiarato: "La crescita nei mercati esteri rappresenta un'occasione che la cooperazione non può perdere perché, per i prossimi anni, nel mondo salirà vertiginosamente la richiesta di latte e derivati (+20%)” e “Analoghe previsioni -evidenzia Giovanni Bettini, presidente del settore zootecnico di Fedagri-Confcooperative- abbiamo per la carne e i prodotti derivati (carne bovina +13,9%, carne suina +19,8%, carne avicola +28,7%, carne ovicaprina +22,3%); sviluppare le esportazioni è pertanto un obiettivo prioritario per le nostre cooperative”.

Quote attuali e future
La quota di fatturato oggi attribuibile all'export per il settore lattiero-caseario è pari al 20%, per quello della carne scende al 10%, rispetto ad una media della cooperazione italiana del 30%; una media tuttavia significativa se si considera che per latte e carni l'Italia ha una produzione deficitaria rispetto al fabbisogno interno. “Sono assai indicative - ha precisato al riguardoTommaso Mario Abrate - le performances dei formaggi grana, per i quali il volume lattiero relativo all'incremento delle esportazioni nell'ultimo decennio hanno interessato ben 6 milioni di quintali di latte, con tutte le positive conseguenze sull'equilibrio del mercato nazionale e sulle quotazioni”.

Difficoltà distributive
Sul piano interno la cooperazione mostra ancora qualche difficoltà nel raggiungere direttamente con i propri prodotti il mercato finale. In quella lattiero-casearia, il ricorso all'intermediazione è più intenso rispetto alla cooperazione da carne (28,6% rispetto al 18%), superiore anche il ricorso all'horeca (10,8% contro il 5,8%). Viceversa, nella cooperazione da carne il ricorso al dettaglio è molto superiore (19,2% contro 7,9%). Molte aziende si servono delle vendita diretta, tuttavia il peso di questo canale sul totale delle vendite è complessivamente ridotto, mentre circa un terzo dei prodotti di entrami i settori transita attraverso la Gdo. Le imprese cooperative lattiero-casearie hanno sviluppato politiche di branding che le hanno portate ad avere il 69% del fatturato complessivo a marchio proprio. Le cooperative di produzione carne, invece, sebbene abbiano dimensioni mediamente maggiori in termini di fatturato, faticano di più ad affermare un proprio marchio aziendale.

Nuova sede in costruzione per Bayernland a Vipiteno

La Bayernland Italia, nata nel 1970, è una affiliata di Bayernland
Norimberga. La nuova sede si è resa necessaria in virtù dell'aumento del giro
d'affari. Il terreno è di 5.000 m, nelle immediate vicinanze della zona
industriale di Vipiteno, a circa 600 m dalla attuale sede.
Il nuovo fabbricato che sarà terminato entro un anno verrà realizzato in
conformità agli elevati standard costruttivi di CasaClima A, mentre la
vecchia sede verrà ceduta alla Latteria Vipiteno.

L'azienda impiega attualmente 50 dipendenti, 20 presso la
sede principale di Vipiteno e i rimanenti nel centro logistico a Verona. All'inaugurazione ufficiale dei lavori hanno partecipato il direttore della casa madre, Gerhard Meier direttore generale della casa madre e i dirigenti di Bayernland Italia: Dietmar Bacher, Thomas Siller e Ulrich Hofer.
“La disposizione degli spazi consentirà di far fronte alle esigenze di
ulteriore sviluppo dell'azienda”, afferma Dietmar Bacher (in foto), Ad
di Bayernland Srl.
Numerosi sono gli accorgimenti che renderanno apprezzabile la nuova costruzione e in linea con la filosofia aziendale: dagli uffici pensati per offrire il miglior benessere nel luogo di lavoro, all'utilizzo di materiali ecosostenibili, al risparmio energetico.  “Dopo oltre 40 anni di attività è giunto il momento di realizzare finalmente la nuova sede per la nostra filiale italiana”, ha dichiarato Gerhard Meier.

La Bayernland fondata nel 1930 a Norimberga, è oggi uno degli interlocutori primari per il settore lattiero caseario, producendo una vasta gamma di prodotti quali burro, latte, panna e yogurt, venduti in tutto il mondo. La Bayernland di Vipiteno commercializza nel mercato italiano i prodotti caseari dalla Baviera nella distribuzione organizzata, nel settore industria, grossisti e canale Horeca.
Nel 2010 l'azienda ha raggiunto in Italia un fatturato di quasi 120 milioni di Euro con un trend in costante crescita, successo ottenuto anche grazie alla scelta di appoggiarsi, dal 1998, al Centro Logistico Quadrante Europa di Verona che ha permesso di migliorare notevolmente la logistica ottimizzando al massimo i trasporti. Attualmente la piattaforma di Verona dispone di una superficie di 4.000 m e di 2.200 posti pallet, da dove ogni giorno vengono distribuiti circa 150 t di prodotti caseari. 

Sonae Sierra partner de “L’albero della Vita”

Secondo i dati sulla povertà resi noti di recente dall'Istat in Italia 2 milioni e mezzo di minori vivono una condizione di povertà e di disagio sociale; inoltre un bambino italiano su 4 vive una condizione di povertà relativa, fa parte, cioè, di una famiglia che ha un reddito inferiore alla metà rispetto a quello medio.

Campagna
L'iniziativa “Nessun bambino escluso”, promosa dalla Onlus L'albero della vita, si propone l'obiettivo di riaffermare il diritto ad un futuro possibile grazie al sostegno di progetti educativi e di comunità di accoglienza.
Il sostegno alla campagna avviene con il sistema classico della donazione tramite sms: nel caso specifico l'invio deve avvenire contattando il numero 45508. Ogni messaggino avrà il valore di 2 euro; il contributo può essere dato anche telefonando da numero fisso.

Il ruolo di Sonae
Un forte sostegno all'iniziativa arriverà dai centri commerciali gestiti in Italia da Sonae Sierra: Airone, Valecenter, Freccia Rossa e Gli Orsi, dove fino al 19 novembre ci sarà una campagna di informazione, sensibilizzazione e raccolta diretta di fondi. 
La Fondazione L'Albero della Vita Onlus è attiva da 14 anni ed è stata creata con l'obiettivo di tutelare i diritti dei bambini. Proprio per l'attività e per i progetti promossi ha ricevuto due importanti riconoscimenti, uno nel 2002 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e nel 2007 dal Presidente strong>Giorgio Napolitano.

Il Gruppo Poli acquisisce i pdv Billa in Trentino Alto Adige

Da oggi i tre punti di vendita Billa di Bolzano in Corso Italia di 700 mq, Trento nel centro commerciale Top Center di 1.200 mq e Rovereto in via Pasqui di 800 mq, cambiano insegna e diventano Supermercati Poli. I 56 dipendenti vengono assorbiti in toto dal Gruppo Poli  e in più acquisiscono il contratto integrativo della società acquirente che è migliorativo.

Operazione di rafforzamento
Il Gruppo Poli che ha avuto i primi contatti in primavera e ha finalizzato a metà settembre, con questa operazione si rafforza nelle tre maggiori città del Trentino Alto Adige.
"I tre nuovi negozi saranno progressivamente ristrutturati -dichiara Mauro Poli direttore generale del gruppo- si parte dall'insegna, già oggi cambiata in Supermercati Poli, si procede entro la settimana prossima con l'introduzione dei volantini e delle carte fedeltà Poli, fino ad arrivare alla totale revisione dei prodotti a scaffale, illuminotecnica e armadi frigo compresi, entro l'inizio del 2012, adattando gli assortimenti alle logiche di offerta tipiche di Poli."
Nel caso di Bolzano la combinazione è particolarmente felice, in quanto al piano terra continuerà ad esserci l'insegna Regina, che nel gruppo Poli tratta non food, mentre al piano di sopra ci sarà il pdv Supermercati Poli, per cui è già stato un progetto di ampliamento da 700 a 1.200 mq.

Norda supporta progetto per la creazione di tre nuovi parchi sovracomunali

Norda, in stretta collaborazione con il Parco Regionale della Grigna Settentrionale, ha dato vita a diverse iniziative a tutela di uno degli ambienti naturali più interessanti e intatti della Lombardia, territorio nel quale nasce anche la sorgente storica (Daggio) del Gruppo Norda nel comune di Primaluna (LC), una tra le più alte d’Europa.

Un nuovo impulso per la salvaguardia di questo territorio a cavallo fra il massiccio della Grigna e la dorsale orobica trae spunto dal progetto per istituire tre parchi locali di interesse sovra comunale con l’obiettivo di creare un’interconnessione tra il Parco Regionale Grigna Settentrionale e i parchi delle Orobie Valtellinesi e delle Orobie Bergamasche.

Il Progetto prevede la messa in atto di quattro azioni:

- redazione di uno studio di fattibilità;
- coinvolgimento dei portatori di interesse per la condivisione delle risultanze dello studio di fattibilità;

- diffusione a livello locale delle risultanze dello studio di fattibilità;

- avvio delle procedure per l’istituzione dei 3 parchi locali.

Partnership

Per attuare il Progetto, la Comunità Montana della Valsassina intende avvalersi di una partnership con Istituto Oikos Onlus e della collaborazione di alcuni comuni competenti per territorio, già disponibili a diventare “Soggetti sostenitori” del Progetto.
La Comunità montana si avvarrà inoltre della collaborazione di enti quali il Parco Regionale delle Orobie Bergamasche, il Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi, la Provincia di Lecco, il WWF Lecco, che hanno già garantito la propria disponibilità a diventare anch'essi “Soggetti sostenitori” del Progetto.

Gruppo di Lavoro Tecnico Interdisciplinare

Per la realizzazione del Progetto è prevista l’istituzione di un Gruppo di Lavoro Tecnico Interdisciplinare costituito da esperti di gestione e governance del territorio (Parco, Comunità Montana, Provincia di Lecco e Comuni) ed esperti in conservazione della biodiversità e pianificazione ambientale (Istituto Oikos).

Il Progetto prenderà avvio nell’ottobre 2011 e si concluderà nel marzo 2013.
La Comunità Montana della Valsassina sarà parte attiva del progetto attraverso il sostegno e la collaborazione di Norda, da sempre sensibile alle problematiche ambientali, e montane in particolare, così come alla valorizzazione del territorio nel quale hanno storicamente origine le sue acque.
Per supportare ulteriormente questa collaborazione, Norda ha deciso di inserire il logo del Parco sulle etichette delle proprie bottiglie.

Amazon apre un cedi nel piacentino

Dopo l’apertura della piattaforma telematica amazon.it, il gigante di Seattle delle vendite on line di libri e intrattenimento multimediale apre nel piacentino, a Castel San Giovanni, il suo centro di distribuzione italiano. Con l’obiettivo di servire non solo il nostro paese, ma di divenire un hub logistico importante per tutta l’Europa meridionale e mettersi in rete con le altre 60 strutture analoghe sparse per il mondo. Non per niente, Jeff Bezos, uno dei nomi che contano della e-rivoluzione, definisce la sua creatura “il negozio più grande del mondo”.

25 mila mq a Castel San Giovanni
Nel piacentino, Amazon conterà su 25mila metri quadrati di superficie per 3mila posti pallet, con un occhio attento alla riduzione degli sprechi energetici e all’utilizzo di energie rinnovabili, attraverso un tetto fotovoltaico che cede in rete il suo surplus di elettricità prodotta. Il cedi italiano di Amazon gestirà decine di migliaia di titoli di libri dai suoi 3 chilometri di scaffali, ma anche elettronica, musica, video, occupando circa 150 addetti alla logistica e garantendo un servizio più celere e puntuale anche per il mercato italiano, che sta mostrando dati di forte crescita.

Layout 37 2011

editoriale

fermoimmagine
news
broklyn & soda fountain
Starbucks b-side

portrait
Jean Nouvel

grandangolo
Enoteche
Barriera Casse
Totem e chioschi interattivi

zoom

New York - M&M's World
Sidney - Sneakerology

Zurigo - Raiffeinsen Bank
Tokio - Super A Market
Milano - Pirelli

strumenti
ADT - Axis - Cefl a - Checkpoint Systems - Costan - Daikin
Gunnebo - Honeywell - Hörmann - Ingenico - OM - Osram
Plastimark - Psion - Reggiani - Softwork - Synco - VeriFone
Wincor Nixdorf - Wanzl - Zebra

Esselunga è prima nella classifica dei distributori di Mediobanca

Esselunga registra un incremento delle vendite nel 2010 pari al 6,4%, con un fatturato di 6,2 mld di euro grazie al quale supera Carrefour che con un fatturato in calo a 5,7 mld  con una diminuzione percentuale del 5,8%.

Seguono Auchan a 3 mld (+1,7% sul 2009), Finiper (Brunelli) a 2,5 mld (+0,2%), che è andata meglio del Gruppo Pam (Bastianello) con fatturato di 2,5 mld ma un calo dell'1,1%.
Per quanto riguarda il discorso delle cooperative si evidenzia Unicoop Firenze che raggiunge i 2,7 mld, con un incremento del 6,3% sul 2009. Si ricorda che, per altro, nel 2010 Coop Italia ha realizzato vendite per 12,2 mld di euro, in crescita dell'1,4%.

Nordiconad sbarca a Torino con il primo Leclerc della città

Un superluogo che unisce sport e tempo libero, per diventare un polo di aggregazione e di divertimento tutti i giorni della settimana, non solo per i tifosi, ma per tutti i torinesi: questa l'ambizione di Area12, lo shopping center realizzato accanto al nuovo Juventus Stadium, operativo da domani.

I numeri di Area12
Il centro commerciale, il cui design è stato curato da Giugiaro, occupa una superficie di 35mila mq (30mila dei quali di superficie di vendita), con una galleria composta da 58 negozi, l'ipermercato E.Leclerc Conad di Nordiconad, 4 medie superfici (Obi, Euronics, Game7 e H&M), una food court con due bar e tre ristoranti, cui si aggiunge il nuovo Juventus store, che con i suoi 500 mq rappresenta il più grande store di prodotti ufficiali di un club di calcio realizzato in Italia (in collaborazione con Nike).
La proprietà del centro è suddivisa tra Nordiconad, Cmb di Carpi ed Unieco di Reggio Emilia, riunite sotto l'egida della società San Sisto, che hanno sostenuto un investimento di oltre 90 milioni. “Cifre importanti in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, anche se abbiamo cominciato a lavorare per questo progetto sei anni fa -sottolinea Mauro Lusetti, Ad di Nordiconad-. Del resto, per vincere una scommessa di questo genere, era necessario condividere l'avventura con operatori con i quali possiamo vantare una lunga collaborazione, in modo da superare le difficoltà che si sono presentate nella fase di realizzazione”.

Le novità dell'ipermercato

L'ipermercato, il primo a insegna E.Leclerc ospitato da Torino, si sviluppa su una superficie di 4.500 mq, e presenta alcune novità, a partire da una nuova comunicazione in-store, che sarà diffusa a livello nazionale. Centrale i freschi, che vedono la presenza di una vasca per i mitili e di bilance di nuove generazione che riconoscono tramite tecnologia laser. Tra le novità, il Drive Express, soluzione già proposta da altri concorrenti in città, che prevede di ordinare la spesa via Internet per ritirarla almeno due ore più tardi. Esiste anche la possibilità, per chi va allo stadio, di farsi custodire la spesa nel rispetto delle temperature dei diversi articoli.


Bistrot e gelati, nuovi business
Tra le novità, due nuovi concept in fase di test: Le Bistro, un bar-pizzeria, con forno a legna, che, al classico servizio bar con caffè e colazione, intende offrire anche piatti pronti a mezzogiorno; nella parte finale, più lontana rispetto al mall centrale, ecco la prima gelateria Sapori&Dintorni,  nuovo business che Conad intende lanciare sul territorio nazionale sfruttando le caratteristiche di tipicità e originalità della linea Sapori&Dintorni.

Legame con il territorio
Nella logica di riqualificare il territorio circostante e di far vivere questa zona anche oltre le partite, sono previste sinergie tra centro commerciale e stadio, a per favorire la contiguità sette giorni su sette tra stadio e centro commerciale a partire dallo Stadium Tour (dal prossimo 3 novembre) e dal museo della Juve, in apertura la prossima primavera.

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