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Nestlé Francia crea shopper center per venire incontro ai retailer

Definire un assortimento ideale per brand e categorie in funzione delle singole insegne: questa l'idea sulla quale Nestlé Francia intende lavorare e stringere rapporti più proficui con i retailer all'interno del nuovo Shopper Center, aperto a Noisel, vicino a Parigi, ai primi di luglio.

Si tratta di uno spazio di circa 550 mq, nei quali Nestlé ricrea aree e lineari dei diversi formati distributivi nei quali opera (ipermercati, super e negozi di vicinato e prossimità) con tutti i propri marchi e quelli dei concorrenti.

“In questo modo vogliamo mettere i retailer al centro della nostra creazione di valore, ambito molto più interessante e proficuo rispetto alle continue battaglie sui prezzi”, chiarisce Gerard François, managing director per comunicazione e consumi di Nestlé Francia, evidenziando come si sia di fronte a una rivoluzione culturale.

All'interno di questo centro francese, le cui porte sono state aperte per la prima volta a Carrefour, i lavori si potranno concentrare non solo sul confronto contemporaneo di display attivi in concept diversi, ma anche di lavorare allo stesso tempo su più categorie, al contrario di quanto avviene nei due Shopper Center già esistenti in Usa e Uk, specializzati in un unico business.

Conad Insim chiude a novembre

Dal prossimo primo novembre, Conad uscirà definitivamente dal business della telefonia nel quale era entrato, in partnership con Vodafone, dal marzo dello scorso anno.

Conad Insim, la società creata per la gestione di questo mercato, sarà disattivata.
La notizia è stata data direttamente ai clienti che avevamo sottoscritto l'abbonamento in modo che abbiamo tempo per richiedere la portabilità del numero del cellulare a un altro operatore piuttosto che di chiedere il rimborso del credito residuo.

Anzi, sul sito viene suggerito “di effettuare la richiesta quanto prima, quando stai per terminare il credito di traffico presente sulla tua Sim”.

Consumatore sempre più attento ai risparmi

Il quadro non è tragico e forse il peggio è davvero alle spalle; i numeri arrivati oggi sul deficit pubblico e sul calo delle entrate fiscali potrebbero essere i peggiori dell'anno o, al massimo, calare ancora un po' solo nel terzo trimestre per poi riprendere, non fosse altro perché il confronto verrà poi fatto con numeri a loro volta già depressi. Ma i motivi di preoccupazione non sono venuti meno e lo dimostrano,  per passare dal macro al micro, le indagini sul consumatore. Molto interessante il survey rilasciato oggi da Nielsen sul tema “La crisi condiziona veramente il carrello della spesa”? La risposta all'interrogativo è che certamente il condizionamento è ancora in atto e rischia di durare a lungo.

L'analisi
Il primo dato da segnalare è che il 45% degli italiani ritiene la propria situazione finanziaria peggiorata nell'ultimo anno. Il dato smentisce le analisi un po' semplicistiche effettuate da alcuni istituti di ricerca dopo il crollo delle Borse; secondo queste previsioni il problema avrebbe toccato solo la piccola minoranza di famiglie che investono in azioni. Il problema è che i rendimenti obbligazionari sono scesi ai minimi ed è impossibile convincere un investitore comune di fronte a interessi annui dell'1% che il suo capitale si sta difendendo dall'inflazione.

Il sentiment sulla durata ulteriore della crisi è poi molto pessimistico: solo il 15% dei consumatori ritiene che gli effetti negativi si esauriranno entro un anno; per il 50% serviranno ancora tra un anno e due e per il 35% occorreranno addirittura altri 24 mesi almeno.

Tutto questo comporta scelte sostanziali di risparmio: il 61% degli italiani ha tagliato le spese per i regali, il 57% ha ridotto lo shopping per abbigliamento, il 44% ha cambiato la composizione del carrello della spesa. Il dato più sorprendente è però un altro: la voce su cui gli italiani hanno dichiarato di aver meno ridotto le spese (solo il 12%) sono le sigarette. Un dato che collima con i recenti allarmi sulla ripresa del vizio del fumo.

E’ tutto eco-friendly il pdv Tesco di Manchester

Tesco, ha scelto la tecnologia di refrigerazione Epta per il nuovo pdv di Cheetham Hill, Manchester, uno store di circa 5.000 mq, riconosciuto come il punto di vendita più efficiente dal punto di vista energetico in UK.
Lavorando a stretto contatto con l’eco-team di Tesco ed il loro specialista Andy Campbell, che si occupa delle soluzioni CO2, Epta ha progettato soluzioni personalizzate in grado di garantire ottime performance per lo store, che includono: 4 Centrali transcritiche NT Epta, 2 Centrali subscritiche BT Epta, Banchi verticali George Barker per carni e latticini completamente chiusi da porte, banchi George Barker per prodotti surgelati con illuminazione a Led e vetri caratterizzati da una speciale pellicola anticondensa. Inoltre, i batticarrelli di tutti i banchi sono stati realizzati con materiale completamente riciclabile.

Riduzione emissioni 

Tutte le centrali sono state collocate all’interno di particolari housing, per il controllo del rumore, e la loro efficienza è stata ulteriormente migliorata mediante l’utilizzo di inverter sia sulle unità di congelamento sia di raffreddamento dei compressori.
Le scelte perseguite nella progettazione di questo punto di vendita hanno permesso una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di 450 tonnellate l’anno, circa il 60% in meno rispetto alle emissioni di uno store equivalente, in cui non è stato adottato un sistema di questa tipologia. (dato calcolato utilizzando il modello TEWI–Total Equivalent Warming Impact).
L’impiego più razionale delle risorse energetiche è stato garantito anche da ulteriori accorgimenti che contribuiscono a rendere lo store eco-friendly: una struttura completamente in legno, anziché in metallo, il sistema di ventilazione naturale, il monitoraggio costante dell’uso dell’acqua e dell’elettricità, l’illuminazione garantita da lucernari posti sul tetto e la scelta di materiali riciclabili e riciclati.

Parte la seconda edizione di us-ufficiostile award

us-ufficiostile, rivista del gruppo editoriale Il Sole 24Ore Business Media, lancia la seconda edizione di us award, una competizione creata per identificare le eccellenze nella progettazione dell'ambiente di lavoro, per promuovere e diffondere la cultura della qualità e dell'innovazione nel workplace.
Possono essere iscritti progetti realizzati nel 2008/2009 o in fase di realizzazione, nelle due categorie: “progetto di interior design” e “progetto di architettura” per ambiente di lavoro. È inoltre prevista una sezione speciale “wood@work” dedicata all'uso del legno negli spazi ufficio.

Le informazioni e la scheda di partecipazione (termine 15 settembre 2009) sono online:
http://www.ufficiostile-online.it

Opportunità di crescita per i retailer cross-channel

Nonostante l’attuale situazione economica, esistono opportunità di crescita per quei retailer che sono in grado di integrare i punti di contatto e di interazione con i clienti all’interno di tutti i diversi canali di vendita, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza di acquisto e di incrementare di conseguenza il fatturato. È quanto evidenzia una ricerca paneuropea commissionata da Sterling Commerce a Ipsos Mori. Dallo studio -realizzato intervistando un panel di 1.000 consumatori di età compresa tra i 16 e i 64 anni nel Regno Unito, Germania, Francia e Svezia- emerge che i consumatori sono maggiormente propensi ad effettuare ricerche e ad acquistare online; inoltre, quando si trovano in un negozio, si aspettano un’esperienza simile a quella offerta da Internet.
In media, oltre la metà (54%) degli intervistati ricerca online gli articoli da acquistare e il 42% acquista regolarmente online. Per quegli intervistati che fanno acquisti direttamente in negozio, il 72% trova che sia utile, se non decisivo, poter ordinare direttamente nel punto di vendita prodotti non disponibili a scaffale, facendoli poi consegnare nel negozio più vicino o direttamente a casa, dimostrando che l’attivazione di punti di contatto multi canale con i clienti può risolvere le problematiche legate alla momentanea indisponibilità dei prodotti a scaffale.
La ricerca ha, inoltre, evidenziato che le abitudini dei consumatori per gli acquisti online variano in base al tipo di mercato:

Online

Per l’acquisto di libri, musica e dvd è predominante l’utilizzo del canale online. In media, il 64% dei consumatori nel Regno Unito, Germania e Svezia ora acquista questi prodotti online, in Francia, invece, soltanto il 43%.

Cross-Channel

Per quanto riguarda il mercato dell’elettronica di consumo, quasi i due terzi (60%) dei consumatori preferisce ricercare prima il prodotto online e successivamente acquistarlo in negozio (37%).

Punto di vendita

Nel mercato dell’abbigliamento, gli acquisti presso il punto vendita sono predominanti. In Svezia e Francia, gli acquisti in negozio sono elevati (rispettivamente il 79% e 77%); seguono il Regno Unito con il 74% e la Germania con il 64%.
I consumatori francesi sono i primi per quanto riguarda la ricerca di articoli di abbigliamento online (40%), seguiti dalla Gran Bretagna (35%) e dal 32% di Germania e Svezia.

DHL Supply Chain ottiene la Certificazione ISO 9001:2008 per tutti i siti

DHL Supply Chain, società del gruppo DHL specializzata
nella gestione dei servizi di logistica integrata, raggiunge il 100% dei siti aziendali certificati. Questo è il risultato contenuto nel report redatto da Certiquality, l'istituto di certificazione della qualità scelto da DHL Supply Chain per verificare la
conformità del proprio sistema di gestione qualità aziendale alla norma UNI
EN ISO 9001:2008 di: sede, magazzini centrali e piattaforme regionali dirette.

Martini e Tavernello tra i primi 5 brand di vino nel mondo

L’ultimo report realizzato da Impact Databank della rivista statunitense Wine Spectator, presenta la classifica dei primi 10 brand a livello mondiale (in termini di vendite complessive nel 2008). Unite, le vendite di questi brand rappresentano il 4,4% di quelle mondiali, pari a 120 milioni di confezioni di vino. Nel complesso, le aziende mantengono le medesime posizioni della precedente edizione, ma perdono circa 2,4 milioni di bottiglie vendute.
Tra i primi 5 figurano ben 2 brand italiani (Martini e Tavernello). Ma altri due appartengono ad aziende di origine italiana, che evidentemente hanno saputo ben valorizzare il know how alla base della cultura del vino italiano.

Le top five internazionali
Al primo posto si trova Franzia (della società newyorkese The Wine group, fondata nel 1981): con il suo “the wine in box” che ha venduto 24,3 milioni di confezioni, registrando un incremento dell’1% sul 2007 e una quota di mercato a livello mondiale dello 0,9%.
Segue l’italiana Martini & Rossi Ivlas (Bacardi) che, con il brand Martini, ha realizzato vendite per 13,7 milioni di confezioni, perdendo però il 6% rispetto al precedente anno (share 0,5%). Tra le altre aziende italiane, al quarto posto troviamo Caviro che, con il brand Tavernello ha sviluppato volumi di vendite pari a 11,4 milioni di confezioni, con un decremento sul 2007 del 6,1% (0,4% la quota).
Al terzo posto un brand dal sound italiano, Carlo Rossi, della californiana E & J Gallo Winery, con vendite di 13,7 milioni di pack e una crescita dello 0,5% (0,5% la share globale). E & J Gallo Winery, di origine indubbia italiana, con il brand Gallo Family Vineyards si colloca anche al 6 posto della classifica, con 10,6 mio/bottiglie.

Le performance del Nuovo Mondo
Le migliori performance sono state realizzate dal brand Yellow Tail dell’australiana Casella Wine (fondata da una famiglia italiana immigrata in Australia nel 1957): Yellow Tail è un brand lanciato sul mercato statunitense appena nel 2001 ed è ora tra quelli più affermati: nel complesso sono stati 10,9 i milioni di pack venduti, con una crescita dello 0,9% sul 2007 (0,4% la quota di mercato mondiale).
Concha y Toro, della compagnia cilena Vina Concha y Toro, si colloca al settimo posto con 10,2 milioni di bottiglie (-5,2%). All’ottava posizione vi è la Fosters Wine Estates, di origine australiana, con il brand Beringer, prodotto in California: 9,1 i milioni di bottiglie, con un decremento del 3%. Ancora dalla California è il nono brand: Sutter Home della Trinchero Family Estates, con 8,9 milioni di confezioni e un incremento dell’1,9% sul 2007. Infine, un’azienda francese, la Pernod Ricard, che con il brand Jacob’s Creek si posiziona al decimo posto: 7,8 i milioni di bottiglie, con una perdita del 5,1%.

Carrefour cede quattro ipermercati a Coop Estense

Bari, Brindisi, Lecce e Matera: sono questi gli ipermercati che Coop Estense ha rilevato da Carrefour che, come noto, da tempo sta procedendo a un disimpegno nell'area del Centro Sud Italia, dove ha già chiuso un punto di vendita a Bari così come sembrerebbe intenzionato a chiudere anche quello del centro commerciale Raffaello a Roma.

Sindacati agguerriti
“In realtà -dice Bruno Boco, segretario generale Uiltucs- Carrefour puntava a una vendita in blocco di tutta la rete, ma non ha trovato un acquirente. Quindi, per le trattative di questi e, probabilmente, di altri ipermercati collocati al sud dovremo confrontarci con altre imprese. Abbiamo fiducia che Coop mantenga in attività i circa 800 lavoratori coinvolti nel passaggio di proprietà. Sulle trattative con Carrefour siamo invece in difficoltà, pur avendo dato una disponibilità anche a soluzioni di riduzioni temporanee. A Roma, per il centro La Romanina siamo riusciti a ottenere la mobilità per oltre 100 dipendenti, ma sull'ipermercato Raffaello l'azienda ha dichiarato l'intenzione di chiudere. Inoltre, ci sono anche altri ipermercati in situazioni difficili, come, per esempio, quello di Milazzo (Me): qui, per il momento si è arrivati a un prolungamento della cassa integrazione”.
Intanto, Carrefour ha disdetto il contratto integrativo per i 24mila dipendenti in Italia. “Un'iniziativa che intendiamo rigettare  -aggiunge Boco-. Stiamo già impugnando l'atto, che riteniamo illegittimo. Su questo punto, come sindacati di settore, siamo uniti e abbiamo già proclamato 8 ore di sciopero per sabato 18 luglio”.

Le cifre e le strategie di Carrefour
La trattativa rientra in un contesto di difficoltà che era già stato illustrato ai sindacati da parte dello stesso Carrefour qualche mese fa. In particolare, i dati forniti alle rappresentanze sindacali evidenziavano, dal 2004 a oggi, una perdita di redditività dell'azienda (pari a - 39%), un calo delle vendite sugli ipermercati (- 32%) nonostante un incremento degli investimenti in promozione (+ 23%) per sostenere le vendite e ridurre la conseguente riduzione dei margini.
Per affrontare la situazione negativa, Carrefour aveva individuato alcune aree di intervento -ampiamente riportate anche da alcuni servizi di Gdoweek, quali una politica più focalizzata sulle proprie Pl e sul rafforzamento del marchio (in linea con le strategie indicate a livello internazionale), attraverso una politica dei prezzi integrata e focalizzata sulla convenienza, una semplificazione dell'organizzazione in una logica di maggiore efficienza, l'estensione di un'unica carta fedeltà su tutte la rete e la previsione di implementare iniziative più mirate di fidelizzazione; una particolare attenzione alla riduzione delle rotture stock e delle differenze inventariali. Per rivitalizzare le performance degli ipermercati, inoltre, il non positivo andamento del non food è stato rallentato attraverso il ridimensionamento di bazar, tessile e parte dell'hi-fi a vantaggio del libero servizio e dei freschi, categorie nelle quali il Gruppo registra, da sempre, una maggiore risposta da parte della clientela.
 “La crisi del gruppo -dice ancora Boco- non deriva però dalla situazione contingente del mercato, ma parte da molto più lontano ed evidenzia una politica di sviluppo non corretta e mirata di Carrefour nel mercato italiano”.

Assegnati i Brands Award 2009: Activia di Danone è il vincitore assoluto

La sede de Il Sole 24 ORE mercoledì 8 luglio ha ospitato la serata di premiazione del Brands Award 2009, il premio dedicato alle migliori marche dei beni di consumo, promosso e organizzato dal settimanale Gdoweek e dal mensile Mark Up, testate edite da Il Sole 24 ORE Business Media.

L'evento
Durante l'intervento di apertura della serata Antonio Greco, amministratore delegato de Il Sole 24 ORE Business Media, oltre a presentare l'iniziativa giunta alla sua decima edizione ha anche fornito alcune anticipazioni sul lancio di Retail24, il primo portale dedicato alla community del retail e del marketing. Il portale proporrà un'ampia offerta di servizi per un target estremamente qualificato: edicola, flipmagazine, sondaggi, e-learning, webcast, video, blog e altro ancora.

È seguito un talk show dedicato al ruolo della marca nell'attuale congiuntura economica e moderato da Debora Rosciani, giornalista di Radio 24. I partecipanti erano:  Silvestre Bartolini, amministratore delegato di GFK, Angelo Massaro general manager di IRI, Luigi Rubinelli, direttore di Mark Up e Gino Pagliuca, giornalista di Gdoweek.
Gli intervenuti hanno espresso un moderato ottimismo sulla possibilità di una piena ripresa dei consumi; maggiori difficoltà sono state evidenziate nell'area non food. Decisivo più che mai il ruolo dell'innovazione di marca e la capacità di comunicarne i valori. Per contro, dimostra non avere prospettiva il gioco al ribasso dei prezzi, tenuto conto che la pressione promozionale corrisponde ormai al 25% del totale delle vendite. Questi temi verranno ripresi e approfonditi in occasione della terza edizione del Retail Summit, organizzato da il Sole 24 ORE in collaborazione con Gdoweek e Mark Up, in programma il prossimo 8 ottobre a Milano.

Top Brand Activia
Activia di Danone è stato premiato come Top Brand di Brands Award, iniziativa giunta alla sua decima edizione, realizzata in collaborazione con IRI, azienda leader nel mercato delle rilevazioni continuative basate sui dati scanner dei canali distributivi moderni, GFK Retail and Technology, società di ricerche di mercato leader nel settore dei beni durevoli e di consumo e Toluna, leader mondiale nella fornitura di panel online e tecnologia per la creazione e personalizzazione di web community con finalità di ricerca. Activia è stato premiato per “aver saputo in questo decennio innovare la categoria e rinnovarsi costantemente attraverso continui ampliamenti di gamma, e aver coniugato al meglio funzionalità e gusto, unitamente ad una comunicazione diretta ed efficace nel tempo”.
Tre le novità di questa edizione del Premio: in gara i prodotti non food in collaborazione con GFK, la votazione del consumatore attraverso il panel Toluna e il Premio Retailer decretato, invece, dai manager della gdo.

Elenco dei vincitori

La tartaruga di Carpisa viaggia veloce

La piccola tartaruga scelta come logo ha portato fortuna al marchio di valigeria e accessori low cost del gruppo Kuvera, che ha chiuso il 2008 con un
fatturato 103 milioni di euro (+16% sul 2007). E a dispetto della crisi
conta di chiudere il 2009 mantenendo lo stesso trend di crescita. Anche grazie allo sviluppo della rete di vendita in Italia e all'estero, che secondo i piani dell'azienda -creata nel 2001 dai fratelli Maurizio e Raffaele Carlino, rispettivamente Ad e Presidente della società campana- dovrebbe arrivare entro fine anno al traguardo dei 500 pdv (erano 400 nel 2008).

Secondo monomarca londinese
Dopo il consolidamento in Italia, Carpisa punta al mercato internazionale e si appresta ad aprire il secondo monomarca a Londra, la cui inagurazione è prevista per il prossimo agosto, che  andranno ad aggiungersi ai punti di vendita già presenti in Arabia Saudita, Russia, Giappone, Costarica, Svizzera, Israele, Croazia, Serbia, Grecia, Cipro e Malta.

Un'azienda giovane
A fine giugno, nell'Interporto di Noli, è stato inaugurato il nuovo quartier generale Carpisa.
 La nuova sede -denominata Casacarpisa- si sviluppa su una superficie di oltre 10.000 mq e comprende sale di formazione, sviluppo, stile, marketing e comunicazione, oltre a mensa, nursery e spazio fitness. Il tutto studiato per stimolare la creatività dei 300 addetti, caratterizzati da un'età media molto bassa: 25 anni.

Viaitalia, la prossimità made in Italy secondo Casino

GDOWEEK 490

Elettrodomestici, crolla il bruno, tiene il bianco

Le prospettive del settore Consumer Electronics erano al centro del convegno “Dalla Price Erosion alla Value Erosion”, organizzato da Class PR e Paola Gallas Comunicazione, con l’intervento di  Deloitte e GfK, e con il Sole 24 ORE Business Media come media partner.
Di grande interesse l’analisi di mercato fornita da Gfk: per il mercato Total Consumer Durables si registra un -11% a quantità (aggiornamento a maggio) e un -5% a valore, con una tendenza ancora più negativa nell’ultimo mese di riferimento: -14% a quantità e -6% a valore.
Secondo Antonio Besana, direttore commerciale di GfK, sono i pochi segnali positivi, in particolare per prodotti innovativi (Flat TV, smartphone, netbook) che vanno a sostituire prodotti più obsoleti. Buona la performance dei decoder digitali, anche se si tratta di un exploit destinato a esaurirsi nel volgere di pochi mesi.

Erosione del prezzo
Per quanto invece riguarda la price erosion, GfK ne conferma la  tendenza: il Price Index (indice ponderato dei prezzi su base fissa gennaio 2006 e rilevato da GfK su un paniere di oltre 800 mila referenze appartenenti a cinque settori) ha registrato un calo del 28,8% da gennaio 2006 ad aprile 2009. La maggiore flessione si registra nei settori telefonia (-27%), IT (-37%) e Consumer Electronics (-47%). Questo sensibile calo sembra toccare meno i settori del bianco, che, come ha mostrato Enzo Frasio, Group Account Manager Sda/Mda di GfK, sta tenendo meglio. Stanno scendendo i prezzi dei prodotti per il lavaggio ma si sta innalzando la qualità media degli apparecchi sclti dal cliente. Il "freddo" poi registra una sostanziale stabilità nelle vendite. Altrettanto non può però dirsi del Consumer Electronics, il cui andamento va di pari passo con la crisi, avendo registrato da Gennaio ad Aprile un -8% che tradotto in dato tendenziale annuo significa -7%. Dalle rilevazioni GfK si evince però che per quanto riguarda gli acquisti di alcuni prodotti (Tv, Mp4, Camcorder, Home Theater) le scelte dei consumatori, rispetto al passato, sembrano orientarsi maggiormente verso i prodotti hi-end, e nel caso dei Tv verso i grandi schermi, magari Full HD, ma anche qui il fenomeno è favorito dal tracollo dei prezzi al pubblico.

L’Inran insegna a mangiar bene attraverso un sito interattivo

La dieta mediterranea rischia di diventare un ricordo per gli italiani: consumiamo troppa carne, mentre frutta, legumi e ortaggi sono in calo. E soprattutto tra i più giovani e si fanno strada nuovi stili alimentari, con possibili conseguenze negative per la salute: si mangia meno, ma si preferiscono alimenti ad alta densità energetica.

Per aiutare i consumatori a ritrovare il benessere anche a tavola, dal 2 luglio è on line “sapermangiare.mobi”, il primo sito italiano interattivo sull'alimentazione, realizzato dall'INRAN con il contributo economico del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Uno strumento di comunicazione innovativo, gratuito ed accessibile a tutti, dal computer e dal cellulare, che mette a disposizione dell'utente servizi e risorse -tra cui un “personal trainer”, che lo seguirà periodicamente via mail- per costruirsi uno stile di vita, alimentare ma non solo, che concili gusto, benessere e forma.

Il sito dedica ampio spazio alle Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana, di cui è stata realizzata una versione video stile fiction, e fornisce in tempo reale tutta una serie di risposte ai dubbi più frequenti in materia di alimentazione, con la garanzia
scientifica di un Ente pubblico che fa ricerca esclusiva sugli alimenti
e la nutrizione.
“Credo molto nel ruolo proattivo che le istituzioni devono svolgere a tutela della collettività, utilizzando i mezzi più efficaci per raggiungere le persone e fare prevenzione -afferma il professor Carlo Cannella, presidente dell'INRAN-. È questa la sfida di saper mangiare.mobi: dare a tutti la concreta opportunità di mangiare ciò che piace nella giusta quantità, in altre parole di imparare a saper mangiare non solo per il gusto, ma anche per il benessere”.

Il sito è stato presentato ufficialmente giovedì 2 luglio a Pescara, nell'ambito dei Giochi del Mediterraneo, presso la Business Lounge di Casa Italia-Coni.

Inaugurato il primo bar Ferrarelle

Il Bar Ferrarelle offre dei prodotti di altissima qualità ereditati dall'antica tradizione dei monaci cistercensi dell'Abbazia della Ferrara, che dimoravano nell'oasi delle sorgenti Ferrarelle di Riardo, utilizzando proprio l'acqua Ferrarelle per le coltivazioni e le preparazioni di tutti i cibi.
Per gli altri prodotti offerti si è scelta la tradizione napoletana, reinterpretati in forma mignon per evocare le bollicine dell'acqua; denominatore comune il  gusto ricercato, la genuinità e la freschezza quotidiana delle preparazioni.
Il Bar Ferrarelle inoltre darà la possibilità ai suoi consumatori di entrare in contatto con il mondo del glamour e del design attraverso l'esperienza “polisensoriale” offerta dalla Platinum Edition, bottiglia dedicata all'alta ristorazione e l' innovativa  linea di bicchieri magnetici Effe.

Impatto zero
In coerenza con i valori aziendali di tutela delle risorse naturali il Bar Ferrarelle è il primo Bar di Napoli a Impatto Zero poiché, per non alterare l'equilibrio del nostro ecosistema, compensa le emissioni di anidride carbonica generata dalla sua attività con la creazione e tutela di foreste in grado di assorbirle.

Visual
Il visual del Bar Ferrarelle è stato messo a punto attraverso lo
studio del logo, delle sue applicazioni sul materiale di servizio e
della caratterizzazione degli spazi, da Lumen di Milano, con cui la partnership dura da sei anni. “Siamo partiti dall'equity del brand Ferrarelle per sviluppare il nuovo logo del bar che caratterizza con autenticità un nuovo modo di vivere il brand” Matteo Leonti - project manager e account Lumen.

Coop Adriatica proroga il sostegno ai lavoratori in difficoltà

Sarà prorogata fino al 27 settembre l'iniziativa varata tre mesi fa da Coop Adriatica a sostegno dei lavoratori in difficoltà a causa della crisi occupazionale: per altre dodici settimane -in 151 punti vendita Coop a Bologna, in Romagna, in Veneto, nelle Marche e in Abruzzo- le persone licenziate, in cassa integrazione o con contratto di solidarietà potranno usufruire di buoni sconto del 10% su una spesa settimanale fino a 60 euro.

Quasi 9 mila adesioni in tre mesi
L'iniziativa si sta rivelando un aiuto per molte famiglie: finora, nelle quattro regioni in cui è presente Coop Adriatica, i consumatori che ne hanno usufruito almeno una volta sono stati quasi 9 mila, con un ritmo di circa 100 nuove adesioni al giorno, mentre il risparmio consentito dagli oltre 34 mila buoni utilizzati supera i 200 mila euro, pari a circa 23 euro per ciascun beneficiario.

I buoni sconto messi a disposizione da Coop Adriatica -che si presentano in forma sobria e anonima- consentiranno quindi ai beneficiari un risparmio massimo di 144 euro nell'intero periodo.
La riduzione sullo scontrino è valida su qualunque prodotto, compresi gli articoli già in promozione, con le sole eccezioni di farmaci, giornali e riviste, che per legge non possono essere scontati.
Per usufruire dell'iniziativa, occorre essere soci di Coop Adriatica; chi non lo è, può associarsi ricevendo un ulteriore buono spesa che compenserà totalmente l'importo versato per la quota sociale.

I consumatori scelgono bio: parola di Carrefour

Crescita inaspettata: questo il risultato che il Gruppo Carrefour Italia ha registrato nell'ambito dei prodotti biologici nel corso del 2009.

I dati sono confermati, oltre che dall'andamento delle vendite, anche da quanto emerso da una ricerca ad hoc effettuata da Carrefour su 794 store della propria rete (un campione in tutta Italia delle insegne Carrefour, Gs e DìperDì), in base alla quale 73 persone su 100 (con una netta predominanza di donne), a parità di prezzo, scelgono sempre prodotti bio.
Per le consumatrici femminili anzi, la provenienza biologica dell'alimento rappresenta il primo fattore nella scelta d'acquisto.

A livello di composizione della spesa, rispetto al primo quadrimestre del 2008, i maggiori incrementi sono stati evidenziati da ortofrutta fresca (+42,7%), seguita da prodotti lattiero-caseari (+23%),
pasta, riso e farina (+12%),
uova (+7,2%),
scatolame (+5%) e
carne (+5%, indice costante mensile).

Saturn: tre piani per lo store più grande d’Italia

Centrale del Latte di Torino incorpora la controllata Salads&Fruits

È stato stipulato il primo luglio 2009  a Torino l'atto di fusione per incorporazione della controllata al 100% Salads & Fruits nella Centrale del Latte di Torino & C.

Le motivazioni economiche sono legate a ragioni di semplificazione organizzativa, l'obiettivo di consentire alla capogruppo di svolgere in via diretta le attività esercitate da Salads&Fruits, aumentando l'efficienza e riducendo i costi dei processi decisionali e operativi, grazie ad una più snella struttura del Gruppo.
Dal punto di vista societario, Salads&Fruits -che opera a Casteggio (PV) dal 2007 in un sito produttivo tecnologicamente avanzato di 2.500 mq di superficie coperta- passa dallo status di società controllata a divisione della capogruppo mantenendo per oggetto la produzione di insalate di IV gamma e della verdura e frutta fresca pronta e confezionata sotto la direzione di Denis Avanzi.

De Cecco, fatturato in netta crescita

Un 2008 di netta crescita per il Gruppo De Cecco, che  ha approvato un bilancio con un fatturato di 330 milioni di euro (+ 22% rispetto ai 271 milioni di euro del 2007) ed un utile netto pari a 10 milioni di euro (7 milioni di euro nel 2007). L'azienda abruzzese ha consolidato nel 2008 la sua presenza sia nel mercato italiano che nei mercati esteri, a conferma della sua posizione di leader della fascia premium della pasta secca.

I dati
Il fatturato Italia  ammonta a 224 milioni di euro, con una crescita del 27% rispetto al 2007, mentre il fatturato estero è pari a 106 milioni di euro, con un aumento del 13%. I risultati hanno comportato anche l'aumento del 30% del premio di produzione attribuito ai dipendenti. E a proposito di forza lavoro, il Gruppo ha anche realizzato una politica di rafforzamento del proprio capitale umano ed un programma di stabilizzazione dei collaboratori.
Nel periodo da marzo a luglio 2009, per 50 di essi, è stata prevista la trasformazione del contratto, in un’assunzione a tempo indeterminato. Per altri 45, con contratto di somministrazione, è stata prevista la proroga per altri 10 mesi. L'età media dei giovani neo assunti è di 25 anni, 5 sono laureati e tutti gli altri hanno un diploma.

Certificazione etica e di prodotto
Nel corso del 2008 De Cecco ha ottenuto la conferma della certificazione etica SA800/2001 ed ha confermato la certificazione di qualità di prodotto, che, ad oggi, è l’unica azienda in Italia nel settore della pasta a poter annoverare.

Con oltre 120 anni di storia, il Gruppo, che ha il suo quartier generale a Fara San Martino (Chieti), conta oltre 780 dipendenti ed esporta in 96 Paesi.

Epta converte gli impianti a gas refrigerante R22

Epta (marchi Costan, Bonnet Névé, BKT, George Barker ed Euro'Cryor) converte gli impianti a gas refrigerante R22 con i gas della serie R422, nel pieno rispetto del regolamento CE 2037/2000. Questo provvedimento, entrato in vigore nell'ottobre del 2000, con l'obiettivo di eliminare progressivamente dal mercato le sostanze lesive dell'ozono, interessa tutti gli esercizi che utilizzano R22 negli impianti di refrigerazione e condizionamento. Infatti, il Regolamento Europeo CE 2037/2000, all'Art. 5 punto V, stabilisce che dal 1 gennaio 2010 “l'uso di idroclorofluorocarburi vergini è vietato nella manutenzione e assistenza delle apparecchiature di refrigerazione e condizionamento d'aria esistenti a tale data” e “dal 1 gennaio 2015, tutti gli idrofluorocarburi sono vietati”.

Epta per supportare i retailer nell'adempimento di queste misure, progetta nuovi impianti o converte gli esistenti, in funzione con R22, senza modificarne la struttura.
Il gas scelto per la sostituzione è l'R422, che garantisce un funzionamento a temperature di mandata dei compressori più basse di quelle attuali.

Upim e Mercatone Uno insieme in 32 store

Upim e Mercatone Uno hanno siglato un accordo commerciale per la gestione
del settore abbigliamento che prevede la presenza di 32 shop-in-shop Upim all'interno di altrettanti store Mercatone Uno in Italia.
"Come abbiamo fatto già per altri reparti come la telefonia mobile, la gioielleria o gli articoli sportivi -ha dichiarato l'Ad di Mercatone Uno, Ettore Bandieri- abbiamo scelto Upim per l'abbigliamento perché è il partner ideale per offrire alla nostra clientela un prodotto che coniughi qualità e novità a prezzi convenienti". Mentre Luca Rossetto, Ad Upim, ha così commentato "Aprire una trentina di nuovi punti di vendita di questi tempi è sicuramente una sfida., ma grazie a questo accordo con Mercatone Uno potremo raggiungere capillarmente tutte quelle famiglie che cercano qualità e non risiedono in città".

La gestione dello spazio sarà di Upim
Upim sostituirà, all'interno ed all'esterno
dei pdv, il marchio Lapo Galleri (brand di Mercatone Uno), operando
con piena autonomia gestionale
nello spazio dedicato all'abbigliamento
(da 200 a 900 mq di superficie,
a secondo del pdv)
con tutto l'assortimento di Upim, contraddistinto dal suo visual.
L'accordo avrà luogo a partire da settembre con l'inizio della stagione autunno-inverno ma le attività di conversione degli spazi inizieranno a partire dalla fine di luglio.
È garantito il mantenimento di tutti i posti di lavoro Mercatone Uno, mentre Upim si riserva la possibilità di fare nuove assunzioni.

Sinergia interessante
Mercatone Uno (100 store, 5.500 dipendenti e 800 mio nel 2008) è fortemente specializzato nei mobili e complementi di arredo che rappresentano il 56% del fatturato. L'abbigliamento pesa attualmente solo per il 2% del totale vendite. Al contrario di Upim (150 store diretti e 200 in franchising, 3.500 dipendenti) per il quale l'abbigliamento pesa per il 61% e la casa 14%. La partnership ha dunque le basi per funzionare.
“Le previsioni, nostre e di Upim, sono quelle di raggiungere 22 milioni
in tre anni -precisa a Gdoweek Ettore Bandieri, ad Mercatone Uno-. È ovvio che, in funzione dei riscontri, dopo un periodo di verifica, l'accordo con Upim potrebbe essere esteso anche ad altri punti di vendita della nostra rete”.

Confcommercio, crisi in superamento la ripresa arriverà in autunno

Pur evidenziando il permanere di una situazione non favorevole, dopo quattro mesi di variazioni praticamente nulle, il quadro di insieme comincia a mostrare elementi del superamento della fase più negativa del ciclo. Si dovrà però attendere, con tutta probabilità, la fine dell’estate per scorgere segnali di un’adeguata ripresa della domanda e dell’attività produttiva interna: è quanto evidenziano le rilevazioni dell’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) che, a maggio 2009, segnala una riduzione dello 0,3% in termini tendenziali e un decremento congiunturale dello 0,2%.
Il miglioramento, sottolinea Confcommercio, invita però alla cautela nel leggere i dati ''in quanto potrebbe trattarsi di rimbalzi tecnici che non preludono a un vero e proprio riavvio del sistema. In questo senso va letto l'andamento della media mobile a tre mesi dei volumi di beni e servizi compresi nell'ICC che segnala da marzo una inversione della tendenza. Il miglioramento, infatti, non mostra con sufficiente chiarezza se si tratti di tentativi di recupero da parte delle famiglie di livelli di consumo destinati ad arrestarsi nel breve periodo in assenza di risorse adeguate, o se sia il preludio ad una fase decisamente piu' positiva della domanda”.

Giugno, migliora il clima di fiducia
Segnali di un contesto meno negativo rispetto ai mesi finali del 2008 e all’inizio del 2009 provengono anche da indagini relative al clima di fiducia delle famiglie, che mostra, nel mese di giugno, un’ulteriore e moderata crescita.
In parallelo, si riscontra un contenuto miglioramento del clima di fiducia anche sul versante delle imprese manifatturiere e del commercio. Il superamento della fase più negativa della crisi sembra confermata anche dall’indagine rapida di Confindustria di giugno. La produzione industriale ha registrato una crescita dello 0,3% in termini congiunturali a cui si è associato anche un contenuto incremento degli ordinativi (+0,5%).

Dinamica della domanda
Nel complesso, la dinamica dei prezzi al consumo -relativa al paniere dei beni e servizi che compongono l’ICC- ha evidenziato anche nel mese maggio 2009 una contenuta flessione (-0,3%).
Per i servizi di ristorazione e d’alloggio, dopo il modesto rimbalzo di aprile dovuto allo sfasamento del periodo pasquale rispetto al 2008, si registra una flessione dei consumi delle famiglie (–1,2% in termini tendenziali) confermando il permanere di un trend negativo per questo segmento dei consumi delle famiglie. La domanda per beni e servizi per la mobilità ha mostrato, dopo l’arretramento di aprile, una tendenza al miglioramento grazie al trend favorevole della domanda di autovetture da parte di persone fisiche.
Il dato di maggio, pur segnalando il permanere di una dinamica positiva per la domanda di beni e servizi per le comunicazioni e per l’ICT domestico, conferma la tendenza al ridimensionamento dei tassi di crescita scesi da valori superiori al 10% della fine del 2008 al 2,5% dell’ultimo mese. A tale andamento ha contribuito sia una minore dinamicità della domanda di beni sia la flessione della componente relativa ai servizi.
La domanda per beni e servizi per la cura della persona ha mostrato un modesto miglioramento (+2,1%), conseguenza della ripresa dei consumi di articoli farmaceutici e terapeutici.
Gli acquisti di articoli d’abbigliamento e   calzature  evidenziano una   flessione (-1,5%), dato che, pur se meno negativo rispetto a quanto registrato nei mesi più recenti, sottolinea il permanere di uno stato di difficoltà del settore.
La domanda di beni e servizi per la casa ha subito un’ulteriore flessione delle quantità vendute (-2,1% in termini tendenziali): si conferma il persistere di una situazione critica per tutti i segmenti considerati nell’aggregato inclusi gli elettrodomestici.
Tra gli altri segmenti, viene segnatata  la contenuta crescita, per il secondo mese consecutivo, della spesa relativa ad alimentari, bevande e tabacchi: trend che non ha comunque permesso di recuperare quanto perso nei mesi più recenti.

Tiziana Primori direttore generale della gestione di Coop Adriatica

Il consiglio di amministrazione di Coop Adriatica ha approvato il nuovo assetto organizzativo della cooperativa, che, secondo il modello di governante adottato prevede una netta separazione tra il ruolo di presidente, al quale spettano poteri di pertinenza della proprietà sociale, e quello del direttore generale di gestione, focalizzato sull'attività operativa.

Quest'ultimo ruolo è stato assegnato a Tiziana Primori, una lunga carriera ed esperienza nel gruppo, che rassegna le dimissioni da vicepresidente per poter svolgere le nuove funzioni.

Il prossimo 22 luglio saranno nominato il vicepresidente e il nuovo consigliere.

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Gdoweek 489 | 6 luglio 2009 |

Despar supera i 4,5 Mld di euro e amplia le private label

Nel corso della convention annuale di Despar, dal titolo “Tra presente e futuro”, Antonino Gatto, presidente, e Gianluca di Venanzo, direttore generale (in foto), hanno delineato il futuro dell’organizzazione, che ha chiuso il 2008 con una crescita del volume d’affari grazie e della rete (passata da 2.106 a 2.123 store, tra Despar, Eurospar e Interspar, oltre a 6 C+C).

“Stiamo lavorando sulla razionalizzazione dell’assortimento, prevedendo una riduzione dello spazio attribuito alle marche industriali che in Italia, rispetto al resto d’Europa, continuano ad avere un’incidenza troppo elevata, a tutto favore delle nostre private label, per le quali, tra brand d’insegna e di fantasia, abbiamo raggiunto un’articolazione importante”, precisa di Venanzo.

Rientra in quest’ottica il lancio, dal 7 luglio, della nuova linea Vital, focalizzata sui prodotti funzionali e oggi composta da 33 referenze, che, per la fine dell’anno, dovrebbero arrivare a quasi un centinaio per sfiorare, nel 2010, le 200 referenze.

Il nuovo posizionamento di Despar è sottolineato anche da una comunicazione maggiormente focalizzata agli sportivi, come dimostra la sponsorizzazione del Giro d’Italia, con la presenza di testimonial dal mondo sportivo, come Antonio Rossi, utilizzando anche media innovativi, come cellulari e social network (come Facebook).

Il mondo Despar

  2007 2008 Incremento Incremento %
Totale fatturato
mld euro
 4.365  4.561  196  4,5
Rete di vendita  2.106  2.123  17  0,8
 Totale mq
di vendita
 930.000  942.090  44.760  1,3
 Dipendenti  19.710  20.104  394  2,0

Nuovo direttore commerciale per Trony

Stefano Belingheri, 46 anni, è stato nominato nuovo direttore commerciale di GRE Grossisti Riuniti Elettrodomestici, che  opera nell'elettronica di consumo con le insegne Trony e Sinergy.

La nomina di Belingheri conferma la strategia di rafforzamento della struttura commerciale dell'azienda.

Conagit-Giuntini pensa ai pet coinvolti nel terremoto in Abruzzo

Il Centro Mobile di Accoglienza Giuntini, è un'iniziativa di Conagit-Giuntini che ha subito
trovato la collaborazione con l'Unità di Crisi Veterinaria della
Protezione Civile.
Il progetto consiste nel mettere a disposizione dei cani alcuni box prefabbricati capaci di ospitare due cucce ognuno e di proteggere così gli animali dalla calura dell'estate, nonché dalle piogge. Appena pronti i box saranno posizionati all'interno del campo tenda dove sono ospitati i proprietari, in modo tale da rispettare gli altri ospiti delle tendopoli, senza però obbligare i cani a stare lontani da chi si prende da sempre cura di loro.

Cani e gatti che vagavano
Dopo il terremoto sono stati numerosi i casi di cani e gatti che si erano smarriti o che vagavano impauriti. In più con il trascorrere dei giorni, chi è riuscito a salvare il proprio animale lo ha portato con sé al riparo nelle tende. Tuttavia, in una situazione di tale disagio, si può immaginare quali e quanti problemi può aver causato la convivenza con animali.
Non a caso l'Unità di Crisi Veterinaria della Protezione Civile ha di fatto segnalato gravi problemi legati alla convivenza di cani e gatti con le persone che vivono nelle tendopoli. Conagit-Giuntini aveva pensato, in un primo momento, alla costruzione di un canile in prossimità delle tende, ma in questo modo proprietari e cani avrebbero dovuto separarsi.

Il Centro Mobile di Accoglienza Giuntini sarà donato da Conagit-Giuntini alla Protezione Civile che potrà utilizzare i box con le cucce una volta risolto il dramma degli sfollati in Abruzzo, in qualsiasi altra esigenza futura.

Partnership fra Alfa e Massa Spin-off per la sicurezza alimentare

L’Agenzia Alfa, presentata lo scorso 21 maggio a Parma dal Ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia, fungerà da “cabina di regia” della distribuzione agroalimentare a livello nazionale con l’obiettivo dell’abbattimento dei costi, della garanzia della qualità degli alimenti per i consumatori e della certificazione di filiera, mentre Massa Spin-off si occuperà di fissare gli standard della certificazione grazie alle competenze scientifiche, tecnologiche e metodologiche di assoluto rilievo.
Con questa partnership si realizza una sinergia fra strutture pubbliche di eccellenza e capitale privato con l'obiettivo di costituire un punto di riferimento nell'importante area delle metastrutture che stanno dietro la distribuzione dei prodotti agroalimentari. Si concorrerà così alla formazione, nell’area di Parma, di un “sistema” direzionale e di miglioramento della logistica agroalimentare nazionale.
Tra i prossimi passi previsti, la realizzazione di un bando di gara europea per permettere l’ingresso di privati nel capitale.

Obiettivo: la qualità finale
 “I tradizionali sistemi di certificazione,- spiega Andrea Costa, presidente di Alfa,- stanno segnando il passo. C’è bisogno di nuove metodologie, ad alta tecnologia, in grado di garantire inequivocabilmente i passaggi dei prodotti agroalimentari se vogliamo costruire un sistema, a livello nazionale, che persegua l’assoluta eccellenza delle produzioni, dei prodotti e della distribuzione, anello fondamentale per la qualità finale. È di queste garanzie che abbiamo più bisogno per dimostrare l’efficienza e la credibilità del nostro sistema Paese, particolarmente in un ambito strategico come quello del food”.

Certificazione e microchip
L’accordo riguarda:
•    le procedure di certificazione dei prodotti agroalimentari distribuiti nelle varie filiere, soprattutto per quanto riguarda la tracciabilità del prodotto fresco e/o lavorato attraverso analisi isotopiche, e la qualità lungo tutta la filiera attraverso l’analisi dei costituenti chimici.
•    le procedure di certificazione dei processi lungo tutta la filiera anche grazie all’etichettatura elettronica, un microchip adesivo in grado di riportare non solo i risultati delle analisi sul prodotto ma anche tutte le informazioni relative all’origine e a tutti i passaggi di produzione/distribuzione.
•    l’offerta di tutti gli strumenti metodologici di analisi richiesti dal mercato.

La ricetta di Olofsson per il rilancio di Carrefour

Lars Olofsson, Ceo di Carrefour, ha annunciato, nell'ambito della presentazione dell'analisi finanziaria del Gruppo avvenuta il 30 giugno, un “piano di trasformazione” triennale: i suoi benefici, quindi, saranno progressivamente evidenti entro la fine del 2012. Tra i punti di forza del piano vi sono: la rivitalizzazione del brand, il lancio di nuovi format e un'ottimizzazione della comunicazione e del marketing.
A livello economico, Carrefour, nel triennio, punta a un risparmio di circa 4,5 miliardi di euro attraverso tagli di costi operativi, miglioramento dei contratti di acquisto con i fornitori, riduzione dell'assortimento e degli stock di magazzino. Il piano di rilancio avrà un focus sui suoi 4 principali mercati europei: Francia, Spagna, Italia e Belgio.
Particolare enfasi assume il mercato francese, dove il processo di conversione sotto l'insegna Carrefour Market dei 668 supermercati verrà completato entro il prossimo ottobre. Tra le altre iniziative sul territorio d'Oltralpe, anche la progressiva conversione della quasi totalità dei discount Ed con l'insegna Dia (che riprende il format spagnolo di Dia Market) e l'apertura di una ventina di nuovi discount Dia. Alcuni Ed, invece, assumeranno il concept di negozio di vicinato: Carrefour City Contact, insegna che verrà utilizzata anche da altri 50 pdv previsti in apertura entro la fine dell'anno.

Le strategie per l'Italia
La relazione presentata conferma una politica di più basso profilo per l'area centro-sud, che dichiara la chiusura di due Carrefour (Roma e Bari) e la scelta di dismettere 4 ipermercati in Puglia. Relativamente ai restanti ipermercati del sud, la catena francese sta cercando, per alcuni, soluzioni di dismissione e, per altri, di rilancio.
Il focus sarà invece sul nord Italia, dove sono previsti, oltre al proseguimento della “convergenza” delle diverse insegne (entro fine anno è prevista la conversione di 40 store in Carrefour Market), investimenti per 40 milioni per rafforzare l'immagine di insegna conveniente: l'obiettivo primario è di incrementare significativamente il margine netto entro il 2010.

Sigma chiude il 2008 a quota 2,85 miliardi

Chiude in positivo il bilancio 2008 di Sigma, che si attesta a 2,85 miliardi di euro di fatturato alle vendite, con un incremento del 9,5% sul 2007, sviluppato su una rete di 2.000 punti vendita e più di 1.000 negozi di prossimità (erano, secondo dati aziendali, 2.600, inclusi quelli di prossimità, nel 2007), diffusi capillarmente sul territorio nazionale. Il bilancio evidenzia un incremento del ristorno di fine anno riservato ai Soci della cooperativa, che segna un +63% rispetto all'esercizio precedente.

Aumenta la private label
In un anno critico per i bilanci delle famiglie, per sostenere il potere d'acquisto dei clienti, Sigma ha accentuato gli investimenti a favore del rapporto qualità-convenienza, assicurando prezzi contenuti soprattutto con l'offerta dei prodotti a marchio (1.200 le referenze), che registrano un aumento delle vendite del 10% e che sono acquistati da quasi il 90% dei clienti. Nel 2008, Sigma ha inserito anche Scelto, linea premium che propone esclusive specialità regionali, prodotti enogastronomici da tutto il mondo, prodotti biologici e solidali.
In ambito di strategie, l'insegna ha rinnovato, per il prossimo quinquennio 2009-2013, la partnership avviata nel 2004 con Coop Italia nell'ambito di Centrale Italiana, con lo scopo di ampliarne i contenuti e le aree di collaborazione.
 
Lo sviluppo della rete
L'attività di sviluppo e di allargamento della base sociale, dopo l'ingresso di Prime (FR) del 2008, nel 2009 ha visto quello di Cedis Izzi, radicato nel basso Lazio con oltre 20 punti di vendita di proprietà, un cash & carry e circa 60 affiliati.
Inoltre, nel primo semestre 2009, Sigma ha aperto 70 store, di cui 43 supermercati e 27 superette (superficie pari a 40mila mq). L'obiettivo, entro la fine dell'anno è raggiungere un aumento di superficie di 60mila mq.

Un festival per il forno nella gdo italiana

In gdo c'è la fiera del bianco, la stagione del "ritorno a scuola", la festa del vino. A partire da quest'anno si svolgerà anche il Forno festival, nella settimana dal 12 al 18 ottobre prossimi, un'occasione di cultura e di business promossa da Pyrex e da partners quali Buitoni, Panna Chef, Angelo Parodi e Cuki. L'obiettivo è quello di dare vita a una kermesse ricca di sapori e colori, divertimento e sorprese.
Durante la settimana dell'iniziativa sarà approntato uno speciale allestimento all'interno degli store, ma i consumatori saranno ampiamente informati in anticipo grazie a una serie di strumenti di comunicazione innovativa tra cui spicca anche il sito www.fornofestival.it, dove si incontreranno uomini e donne di tutte le età, con informazioni, curiosità, suggerimenti sulla cucina al forno, giochi, newsletter on line, promozioni, concorsi.

La storia delle teglie
Pyrex, che produce articoli da forno dagli inizi dl secolo scorso, ha dato vita a questa iniziativa per ridare il giusto valore a un elettrodomestico che per la sua capacità di cuocere piatti gustosi, leggeri e di facile esecuzione si dimostra più che mai al passo con i tempi. La storia del marchio (Pyrex come nome deriva da pyr, il nome greco del fuoco) è davvero curiosa. La produzione prende le mosse dall'azienda statunitense Corning, che alla fine dell'Ottocento produsse le prime lampadine elettriche di Thomas Edison.  L'azienda nel 1912 sviluppò per conto dell'American Railway Company un vetro speciale, il borosilicato, resistente alle temperature estreme a cui erano esposte le lanterne segnaletiche lungo le linee ferroviarie; a un tecnico dell'azienda venne in mente di cuocere delle pietanze al forno usando lo stampo in vetro di una lampada di borosilicato  e da lì nacque la produzione di teglie e accessori.

Assegnati gli Italian Popai Award 2009

Tutti i progetti in concorso per gli Italian Popai Award, prodotti tra gennaio 2008 e febbraio 2009, sono stati esaminati e valutati da una giuria composta dalle personalità di rilievo, specialiste del mondo del marketing e della comunicazione e di importanti Brand Companies. Giovanardi ha vinto il primo premio per la Categoria Durevole con il progetto “Grotta Natale 2008” commissionato da Prada. Secondo classificato Visual Display con il “Display Illyquore” realizzato per Campari Italia. Oro nella Categoria Non Durevole all'”Isola del Cinema” di P.G.E., del Gruppo Espo&Cartotec, per Ferrero, progetto che ha conquistato anche il premio Best In Show!, riconoscimento alla migliore realizzazione in gara indipendentemente dalla categoria di appartenenza. Grafima ha ricevuto l'argento per il suo “Galeone Mostri & Pirati”, anch'esso commissionato da Ferrero.
Bi&Bi Advertising
, con il progetto di “In Store Reinvention” per Procter & Gamble, ed Integra, con il sistema espositivo “Teca” per M-Tech, hanno ottenuto il Riconoscimento Speciale Shopfitting.

Olio, da oggi in Europa nell’etichetta si deve specificare l’origine

Oggi entra in vigore il nuovo regolamento comunitario che prevede l'indicazione obbligatoria in etichetta dell'origine della materia prima dell'olio. A lungo discusso fra i produttori, il provvedimento offre l'indubbio vantaggio di valorizzare quelli più virtuosi.

Il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni, intervenendo ad Assisi alla celebrazione dell'olio italiano organizzata dal ministro Luca Zaia, ha così commentato:  “Il nuovo regolamento offrirà importanti garanzie di qualità e trasparenza verso i consumatori e consentirà all'ampia ed eccellente produzione di olio italiano di essere fortemente valorizzata quale elemento competitivo nei confronti di tutti gli altri paesi competitor. Basti pensare che il nostro paese, pur con la metà della produzione, vanta ben 350 varietà di oliveti contro i 16 presenti in Spagna e che abbiamo ben 40 olii italiani Dop e Igp, contro i 6 spagnoli”.

Fedagri-Confcooperative associa circa 200 oleifici cooperativi distribuiti sul territorio nazionale, per una produzione di 50.000 tonnellate olio (pari al 13% della produzione nazionale), il 50% dei quali è extravergine.

Mele Val Venosta, stagione positiva

Buone le vendite, con un raccolto 2008 già commercializzato per oltre l’80% e con realistiche prospettive di vendere il 20% residuo prima di ottobre. Qualche difficoltà a tenere i prezzi medi della scorsa stagione, netto incremento della produzione biologica (+31%), lancio sul mercato con successo del nuovo marchio amélie. Cosi riassume l’andamento della stagione 2008-2009 per il Consorzio VI.P, che riunisce  le Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta, il direttore Josef Wielander (nella foto).
Punto di partenza del successo commerciale si sono rivelate sia l'abbondanza e la qualità del raccolto sia le tecniche di conservazione impiegate: le mele della Val Venosta vengono raccolte tra la fine di agosto e l’inizio di ottobre, ma sono disponibili per tutto l’anno sempre gustose e croccanti, intatte nel gusto e nel profumo, grazie all’utilizzo della D.C.A. (Dynamic Controlled Atmosphere), il metodo di stoccaggio del tutto naturale utilizzato da VI.P.

Export
Per quanto conecerne le vendite Wielander osserva: “Il 2009 ha confermato l’importanza dei paesi scandinavi, dei paesi della penisola iberica ed soprattutto della Germania, che con il 12% del totale vendite continua ad essere il più importante mercato di sbocco; confidiamo che il prossimo anno l’est Europa e la Russia in particolare diano risultati migliori di quest’anno, non particolarmente positivo anche a causa della abbondante produzione polacca". Il core business resta comunque l’Italia con il 60% del totale, dove le cooperative venostane hanno mantenuto, nonostante la crisi, le quote di mercato sia nella Do che nella Gd. Le previsioni sul raccolto 2009 sono in linea, sotto il profilo qualitativo e quantitativo, con quelle dell’ultimo quinquennio.

Datalogic Mobile, nuovo servizio per controllo online delle riparazioni

Datalogic Mobile ha introdotto il nuovo servizio RMA Online (Return
Materials Authorization, Autorizzazione alla Restituzione del Materiale). La RMA Online assicura importanti vantaggi ai clienti, come l'accesso diretto al reparto riparazioni di
Datalogic Mobile che utilizza esclusivamente parti di ricambio originali secondo i processi produttivi, o la possibilità di monitorare l'avanzamento delle riparazioni, ricevendo informazioni dettagliate e precise in
tempo reale. Inoltre, l'utente finale non ha bisogno di creare documenti di spedizione separati, perché quelli necessari sono generati automaticamente alla fine del processo.

La recessione rallenta i consumi globali di farmaci da banco

Nel nuovo studio sul comportamento dei consumatori rispetto ai farmaci OTC, acquistabili senza prescrizione medica, The Nielsen Company sottolinea l'impatto polarizzante che sta avendo il rallentamento economico globale.

Il 46% dei consumatori mondiali indica che il rallentamento delle economie potrebbe incidere sulla quantità o sul tipo di medicinali da banco che utilizzano, anche se i livelli variano dal massimo della Cina (79%) al minimo della Danimarca (5%).
Un terzo degli europei e solo il 31% dei nord americani concordano sul fatto che l'utilizzo cambierà, ma soprattutto nei paesi in via di sviluppo -America Latina (47%), Medio Oriente/Africa (55%) e Asia Pacifico (57%)- i livelli sono significativamente più alti.
Anche se va detto che la percentuale di consumatori che hanno
dichiarato che smetteranno di acquistare questi prodotti a causa del
rallentamento economico globale è molto bassa. Arabia Saudita (16%) e
Turchia (14%) hanno avuto il più alto livello di risposta, ma la maggior
parte degli altri paesi ha dato risposte inferiori al 10%.

L'Europa dell'Est rivaluta i rimedi naturali

Invitati ad individuare i principali modi in cui l'uso di medicinali non soggetti a prescrizione medica poteva cambiare, i consumatori si sono innanzitutto dichiarati propensi a decidere di utilizzare medicinali OTC meno frequentemente. Questo comportamento avrà inevitabilmente un impatto sui volumi della categoria nel corso dei prossimi dodici mesi.

In secondo luogo, al di fuori del Nord America, vi è una base ampia di consumatori che indica di voler utilizzare maggiormente i rimedi naturali e tradizionali, in particolare in molti mercati dell'Europa orientale (Paesi Baltici, Russia, Repubblica Ceca, Ungheria).
Elevati livelli di risposta sono stati registrati anche in Cina, Filippine, Indonesia, Turchia, Brasile e Colombia. Tuttavia, nella maggior parte dei paesi dell'Europa occidentale e del Nord America, il livelli di adesione a questa opzione sono stati molto più bassi.

A caccia di primi prezzi

Infine i consumatori negli Stati Uniti si avvarranno della possibilità di acquistare prodotti meno costosi (30%).
Il ruolo dei prodotti generici a basso prezzo e a marchio privato è cresciuto significativamente negli ultimi anni in Nord America e i consumatori li ritengono, in molti casi, efficaci e affidabili quanto quelli delle marche più conosciute.
Allo stesso modo, in alcuni mercati europei occidentali, soprattutto nei paesi nordici e in Germania, per una elevata percentuale di consumatori il cambiamento li spingerà alla ricerca di prodotti meno costosi.

Rispetto alla media globale (20%), negli Stati Uniti i consumatori sono
molto più interessati al prezzo del prodotto: per il 33% questo è un
fattore importante nella scelta, superato solo in Giappone (40%).

Europei farmacisti-dipendenti
Invitati a scegliere, tra diverse opzioni, i fattori più importanti che li inducono ad acquistare farmaci OTC, sono la sicurezza e l'efficacia - "So che è sicuro" e "So che funziona". Inoltre ci sono altri fattori relativi alla fiducia nel prodotto, al branding, alla familiarità, alla velocità di azione e ai suggerimenti del farmacista.

Tuttavia le risposte da parte dei consumatori europei dimostrano che il parere del farmacista è ancora molto importante nel guidare la scelta dei prodotti e questo è uno dei motivi per cui i produttori investono milioni di euro per la forza vendita nelle farmacie. Questa fiducia dei consumatori verso le farmacie è particolarmente elevata in Belgio e in Spagna (oltre il 50%).
Confrontare questo dato con gli Stati Uniti (13%) mostra chiaramente come la politica di libero accesso e di auto-selezione ai farmaci nei supermercati e nelle farmacie ha ridotto significativamente il ruolo del farmacista in America.

Fatturazione Elettronica: risparmi potenziali fino a 60 mld l’anno

Un'adozione diffusa della Fatturazione Elettronica (FE) porterebbe benefici potenziali tra i 10 e i 60 miliardi di euro l'anno, nel caso in cui l'adozione fosse estesa all'intero ciclo ordine-pagamento; si tratta di valori compresi tra l'1% e il 4% del Pil annuo. Questo uno dei dati di sintesi emersi dall'edizione 2009 dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano.

1,3 miliardi le fatture B2b
In Italia sono circa 1,3 miliardi le fatture B2b scambiate ogni anno in tutti i settori e l'adozione di soluzioni riconducibili alla FE è un fenomeno limitato ma in espanzione. “Stiamo osservando due tipologie di imprese che si stanno accostando alla FE -spiega Alessandro Perego, responsabile scientifico dell'Osservatorio-. Sono circa 7mila le imprese inserite in 'filiere' che hanno sviluppato e utilizzano formati elettronici strutturati standard (Edi) e quasi 35mila le imprese che, invece, utilizzano formati proprietari (non Edi in senso stretto). A queste si aggiungono quegli ecosistemi che si creano attorno ai portali web di alcuni leader di filiera, una cinquantina secondo le nostre stime, per altre 15mila imprese complessivamente coinvolte”. Circa un terzo di queste 57.000 imprese scambia con i partner commerciali il documento fattura in formato elettronico strutturato, risultando quindi già molto “vicina” alla realizzazione del paradigma della FE a norma di legge.
“Dall'altro lato -continua Perego- si hanno le circa 2.000 aziende che hanno iniziato ad affrontare il tema della FE a partire dai modelli di conservazione sostitutiva delle fatture (attive, passive o entrambe). La semplificazione della normativa e l'obbligo della FE nei confronti della Pubblica Amministrazione potranno dare grande impulso alla diffusione dei modelli di conservazione sostitutiva, il salto verso modelli più evoluti -e 20 volte più remunerativi- dipenderà, però, dalla capacità di assumere la prospettiva dell'integrazione di processo”.

Le quattro regole d'oro
L'Osservatorio detta quattro “regole d'oro” nell'impostazione dei progetti di FE per cogliere il massimo dei benefici.

1. Puntare all'integrazione di processo: i benefici che si ottengono dall'allargamento dell'ambito di progetto -dalla sola conservazione all'invio elettronico delle fatture in formato strutturato, fino all'integrazione con le fasi di gestione ordini, consegna e pagamento- sono estremamente più significativi dei soli benefici di ottimizzazione locale.

2. Prestare estrema attenzione ad accuratezza e qualità del processo: la maggior parte degli errori in fattura dipende da errori commessi nella fasi a monte del processo e, in particolare, dal disallineamento nei dati anagrafici e commerciali che regolano le transazioni, e questi errori non sono eliminabili se non si agisce sulla qualità dei dati, all'origine e lungo l'intero processo.

3. Progettare un percorso di adozione graduale: per implementare i modelli di FE più completi -quelli che promettono i benefici più consistenti- è possibile procedere per passi, attraverso i modelli più semplici, a patto di avere da subito una visione di insieme che punti al traguardo finale.

4. Un unico processo con diversi canali di interfaccia verso clienti e fornitori: la varietà dei canali di comunicazione con clienti e fornitori (Edi, portali, Pec, fax, ecc.) -inevitabile, date le differenze nel grado e nella maturità di adozione- non impedisce di progettare un unico processo interno ottimizzato che realizzi, ad esempio, una riconciliazione automatica fatture-ordini indipendentemente dal canale con cui pervengono le fatture.

Autogrill a Praga va come un treno

Autogrill continua la sua espansione all’estero con 4 nuovi ristoranti nella rinnovata stazione centrale di Praga. Lo spazio occupato è di 600 metri quadrati con le insegne internazionali Burger King e Brioche Doreé Café. A queste si aggiungono concept sviluppati internamente per rispondere alle specifiche esigenze delle stazioni ferroviarie, come Pic-nic, insegna di grab&go ideale per pasti leggeri e veloci, e concept locali, come Potrefená husa, prestigiosa birreria ceca.
L’offerta privilegia format a servizio veloce data l’alta incidenza dei pendolari, pari a oltre il 60% dei circa 35 milioni di passeggeri totali, un dato stimato in crescita nei prossimi anni.

Una presenza consolidata
Autogrill nella Repubblica Ceca gestisce, a partire dal 2007, 8 punti di ristoro lungo i due principali assi autostradali del Paese, la D1, che collega Praga a Brno, e la D5, che unisce Praga al confine ceco-tedesco di Rozvadov, in direzione Norimberga. Oltre alla Repubblica Ceca, in Europa Centrale il Gruppo è presente anche in Germania dal 2005, in Slovenia, dal 2005, e in Polonia dal gennaio di quest'anno.

La nuova stazione
Praga Centrale è la prima grande stazione ferroviaria del Paese e dal 2003 è gestita da Grandi Stazioni (Gruppo Ferrovie dello Stato), che ha avviato i lavori di riqualificazione nel 2007, inaugurando lo scorso 24 giugno la prima ala ristrutturata. Si tratta di un'area di 16.000 metri quadrati  demolita e poi ricostruita, nella quale sono stati realizzati ex novo  illuminazione, segnaletica, scale mobili e tapis roulant,
sistema di controllo, impianti tecnologici e 26 nuove attività commerciali  per un investimento nell’ordine dei 22 milioni di euro.

Cartorama va alla conquista del Far East

Da quest'anno, bambini e ragazzi orientali potranno andare a scuola con zaini e quaderni firmati Ferrari, Benetton, Ducati, Baci e Abbracci, Guru, Fiorucci, per citare soltanto alcuni dei marchi che la licenziataria Cartorama inizierà a produrre da quest'autunno in Cina. E che intende distribuire direttamente in tutto il Far East attraverso una rete di pdv diretti a insegna Imago by Cartorama.
Il progetto di internazionalizzazone del gruppo veronese, infatti, prevede l'apertura entro l'anno di quattro negozi pilota a Hong Kong, Singapore, Bangkok e Taiwan, caratterizzati da un format innovativo, che accanto all'area di vendita prevede la creazione di un'area relax con internet-cafè.
Obiettivo: sviluppare una rete di 50 pdv di proprietà nell'arco del prossimo triennio.

Una storia trentennale
Nato nel 2007 dalla fusione di cinque aziende, ora divenute altrettante divisioni -Cartorama, Artena, Clipsy, Cds e Galvas- da fine 2008, il gruppo veronese è controllato dal fondo Barclays private equity.

Leader in Italia nel licensing per i prodotti scuola e cancelleria, regalistica e articoli natalizi, il Gruppo Cartorama ha chiuso il 2008 con una fatturato di 140 milioni di euro, grazie a un portafoglio di circa 70 marchi per i quali ha realizzato un'offerta di circa 15.000 articoli.
Con lo sviluppo del business in Estremo Oriente, il Gruppo si attende un incremento di oltre 40% del fatturato consolidato nell'arco del prossimo biennio.

AeroLogic: nuova joint venture aerea tra DHL Express e Lufthansa Cargo

AeroLogic, la nuova compagnia aerea per il trasporto di merci nata dalla joint venture tra DHL Express e Lufthansa Cargo, ha iniziato le sue operazioni di volo dall’hangar dell’HUB aereo DHL di Lipsia, dove ha base.
AeroLogic servirà nuove rotte tra l’Europa e l’Asia e opererà attraverso 8 nuovi aerei cargo B777F: i primi 4 saranno consegnati entro la fine dell’anno, i restanti a partire dal 2010. La flotta consentirà di espandere il network, di favorire il collegamento con i mercati asiatici in crescita e di migliorare i tempi di transito.

Il consolidato del Gruppo Apofruit è in crescita

L'Assemblea Generale dei soci della Cooperativa Apofruit Italia ha approvato il bilancio dell'esercizio 2008. I risultati, presentati dal presidente Enzo Treossi e dal direttore generale Renzo Piraccini  evidenziano che il fatturato ha raggiunto i 193 milioni di euro, che salgono a livello di consolidato (considerando le controllate Canova e Moc Mediterraneo) a 243 milioni di euro, rispetto ai 232 del 2007.
Sul fronte della produzione sono stati ritirati, dagli oltre 4.300 produttori soci, 236.000 tonnellate di prodotti ortofrutticoli (in diminuzione rispetto alle 248.000 dello scorso anno) per una liquidazione complessiva di 95,5 milioni di euro. L'utile di gestione è stato di 1,8 milioni di euro. Il patrimonio netto contabile dell'azienda raggiunge i 102 milioni di euro, di cui 13 di capitale sociale e 89 di riserve, elemento, quest'ultimo, che ne fa una delle imprese più capitalizzate e dunque maggiormente solide del settore a livello nazionale.

La fiducia dei soci

Tra gli altri aspetti che emergono dal bilancio figura anche la crescita del prestito da soci che ha raggiunto i 22 milioni di euro, dato ormai costante negli ultimi anni, a dimostrazione della fiducia che i soci ripongono nella loro cooperativa. Apofruit destina da anni almeno il 50% delle risorse che riceve dall'Unione Europea attraverso l'Organizzazione Comune di Mercato, alle aziende agricole dei soci. Questo nel 2008 ha significato erogare ai propri soci 3,5 milioni di euro di contributi da investire in azioni di riconversione e sviluppo delle aziende agricole. Oggi Apofruit Italia conta 4.300 soci, 12 stabilimenti e 6 centri di ritiro e dà lavoro a 160 dipendenti fissi e 2.200 stagionali. Negli ultimi tre anni ha investito 25 milioni di euro in strutture e nuove tecnologie, ottenendo fra l'altro risultati molto positivi dalla vendita della propria linea biologica.

Da Coop a scuola di spesa nutrizionalmente corretta

Nuovo impianto Coca-Cola in Cina da 500 milioni di bottiglie

Coca-Cola ha aperto il suo 37esimo impianto di imbottigliamento in Cina. Il nuovo stabilimento da 147 mila mq realizzato in joint venture fra COFCO Coca-Cola Beverages (Jiangxi) Co. Ltd. e Coca-Cola, si trova nella provincia orientale dello Jjaingxi e ha comportato un investimento di oltre 14milioni di dollari, creando 424 posti di lavoro diretti e 4.000 nell'indotto.
Interessanti le prospettive di sviluppo visto che la capacità produttiva è di 500 milioni di bottiglie all'anno per una regione che ha 44 milioni di abitanti e consuma 8 bottiglie all'anno a fronte delle 28 della media nazionale cinese.
I dati sono stati forniti da Muhtar Kent, Ceo di Coca-Cola durante la conferenza stampa di inaugurazione.

Negli ultimi 5 anni Coca-Cola in Cina, che rappresenta il terzo mercato dopo Usa e Messico, ha conosciuto una crescita media a due cifre, che si è sostanziata nel 19% del 2008.
Nel primo trimestre del 2009 Coca-Cola cresce globalmente del 2% (volume) e 11% in Cina.

Gs diventa Express

Coop sale a 12,6 miliardi e lancia il Barometro Coop

Sale a 12,6 miliardi, con un +3,8% sul 2007, il fatturato 2008 di Coop Italia. Il margine operativo netto è lo 0,8% sulle vendite, in linea con quello dell’anno precedente. I punti di vendita sono 1.427, di cui 31 nuove aperture.
Nel 2008, si confermano anche le esperienze avviate sul
versante dei nuovi servizi: Coop Voce raggiunge la quota di 350.000
utenze attivate e i corner Coop Salute aperti diventano 90, con 65 milioni
di fatturato e una quota del 65% nella grande distribuzione.
Con questi risultati, Coop consolida la sua leadership, nell’ambito
della gdo, con una share pari al 17,8%. Oltre all’apertura di 31 nuove
strutture, sono aumentati gli addetti (56.500, con 400 nuovi addetti) e
continuano a crescere i soci che sfiorano quota 7 milioni (+3,9%).
Guardando ai primi 6 mesi del 2009, Coop migliora la sua performance
(+3,9). Pur in un contesto difficile Coop conferma i suoi piani di
sviluppo: entro il 2011 prevede l’apertura di 62 nuovi punti di
vendita, dei quali 24 Ipercoop (3 in Sicilia e 2 in Puglia).

Ritorna il carrello basico
Il 2008 è stato, però, un anno in cui l’Istat ha segnalato un calo del
7,2% dei consumi di beni durevoli e del 2,4% per quelli alimentari. “Si
è chiuso un anno davvero difficile -ha dichiarato infatti Vincenzo Tassinari,
presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia nel corso
dell’assemblea annuale di presentazione del Bilancio Consuntivo 2008- e
quello che è iniziato si annuncia altrettanto, se non più difficile.
La crisi si è fatta sentire anche nelle scelte di consumo. Abbiamo notato un ritorno al ‘carrello basico’: quello composto prevalentemente da generi alimentari di prima necessità (pane, pasta, latte) che è cresciuto nel 2008 di un +6,4% e nei primi 4 mesi del 2009 di un +8,5%. Registriamo inoltre un’indubbia preferenza per le marche private, mentre calano i prodotti di marca. In questo quadro i risultati del prodotto a marchio Coop sono molto positivi: si è arrivati nel 2008 ad una quota, incluse carni e ortofrutta, del 25,2% con un incremento del 13% del fatturato. Il risultato si deve a un mix di componenti: la qualità, i valori e la convenienza dei prodotti Coop. Lo scorso anno, quando i prezzi delle materie prime sono calati, dopo i rialzi speculativi del 2007, abbiamo affermato con forza nei confronti del mondo della produzione, la nostra volontà di respingere aumenti ingiustificati dei prezzi, contenendo così la dinamica inflattiva”.

Il Barometro Coop: prospettive grigie per il non food
Nell’ambito dell’assemblea è stato anche annunciato l’avvio del Barometro Coop, un osservatorio trimestrale di monitoraggio della propensione al consumo e all’uso dei canali di vendita realizzato in collaborazione con l’istituto di ricerca Kkienn (attivato in via sperimentale nei mesi passati, è una rilevazione a campione con 3.500 interviste telefoniche).
L’ultima rilevazione è di giugno 2009 ed evidenzia che 7 consumatori su 10 pensano che le condizioni economiche della propria famiglia rimarranno critiche e il 13% dichiara di prevedere serie difficoltà nel fare la spesa di tutti i giorni.
Le attese di miglioramento riguardano solo il ceto medio-alto, mentre per chi ha redditi più bassi la percezione è quella di una situazione ancora complicata. La propensione al consumo è comunque in leggera ripresa (+1,3%) grazie solo ai prodotti alimentari, in particolare ortofrutta (+2,6%); perdura la crisi nei consumi non food (-7,0%). In particolare si evidenzia la propensione a tagliare significativamente nel campo dei prodotti multimediali (-25%) e nell’abbigliamento (-13). Si conferma l’atteggiamento positivo verso l’acquisto di prodotti a marchio (+9% rispetto a marzo), mentre continua a calare la propensione all’acquisto dei prodotti di marca (-1%), seguendo un trend già confermato nelle rilevazioni precedenti (a marzo -5%), seppur meno accentuato.

Il prosecco diventa Docg e cambia nome

Dopo 40 anni di DOC, il Prosecco diventa DOCG e cambia nome. Dalla prossima vendemmia, infatti, la produzione spumantistica storica del Prosecco, quella di Conegliano Valdobbiadene, indicherà in etichetta la denominazione “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore”.
Laddove, il territorio di origine assume una posizione di primo piano, seguito dalla parola Prosecco con l’aggettivazione Superiore. Tali modifiche intendono preservare
il valore creato da questo territorio in tre secoli di storia. Un
patrimonio che -coinvolgendo 160 aziende spumantistiche e oltre 3.000
viticoltori.- ammonta a un volume produttivo di  57.434.000 bottiglie,
per  un giro d’affari di 370
milioni di euro (dati 2008).

“Il passaggio al solo nome di territorio, che è il nostro obiettivo
finale, deve essere graduale -afferma il presidente del Consorzio di
Tutela
, Franco Adami-. In molti paesi al mondo prosecco è
divenuto un sinonimo di vino italiano di successo e togliere del tutto
questa parola sarebbe stato rischioso. L’aggettivazione Superiore,
tuttavia, aiuta il consumatore a capire subito che si tratta del
prosecco originale, quello di Conegliano Valdobbiadene ”.

Per comunicare queste importanti novità, il Consorzio avvierà un importante piano di comunicazione e renderà obbligatorio l’uso del logo sulla fascetta di Stato, che contraddistingue i vini DOCG.

Brands Award sul filo di lana

La premiazione avverrà mercoledì 8 luglio a Milano in via Monterosa 91, presso la sede de Il Sole 24 ORE.
Le 83 marche selezionate, sono visionabili sul sito www.brandsaward.it.

Come sono stati assegnati i premi
I livelli di giudizio, che hanno pesato in uguale misura nel determinare tutte le classifiche assolute e di categoria, sono tre: 1) dati di mercato IRI e GFK, 2) le preferenze dei consumatori attraverso il panel Toluna, 3) la votazione dei manager della grande distribuzione.

Tris di novità di questa edizione
Nell'ambito delle categorie merceologiche sono stati inseriti i prodotti durevoli di consumo, grazie alla collaborazione con GFK Retail and Tecnology, società di ricerche di mercato leader nel settore dei beni durevoli di consumo.

Il giudizio è stato esteso anche al consumatore finale, attraverso il panel Toluna (2.376 consumatori/acquirenti con 15.580 risposte), azienda leader nella fornitura di panel online e tecnologia per la creazione e personalizzazione di web community con finalità di ricerca.

È stato introdotto il Premio Retailer decretato dai manager di 36 catene della  distribuzione moderna sulla base di cinque parametri di valutazione specifici.

Cosa è
Il Brands Award, giunto alla sua decima edizione, è il premio promosso dal settimanale GDOWEEK e dal mensile MARK UP, testate de Il Sole 24 ORE Business Media. Un'iniziativa che premia le migliori performances annue di marca attraverso criteri oggettivi e riscontrabili.

Per partecipare alla premiazione

GDOWEEK 488

Italian Food Excellence

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