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laFeltrinelli rafforza la presenza nel canale travel

Il settore travel si dimostra strategico per l'insegna laFeltrinelli che potenzia la propria presenza con due strutture negli aeroporti di Milano Malpensa e Linate

Librerie in luoghi di transito ad alta densità come nel caso di aeroporti e stazioni ferroviarie. laFeltrinelli individua nuovi spazi in cui introdursi per consolidare la propria presenza sul territorio italiano. È il caso delle ultime aperture realizzate in due dei principali aeroporti italiani, Milano Malpensa T2 e Milano Linate. Si tratta di due corner all’interno degli shop Hudson posizionati in zona air-side, dopo i controlli di sicurezza.

In assortimento oltre 3.000 titoli nei vari generi che spaziano dalla narrativa alla saggistica, dai gialli alla letteratura per ragazzi fino ai libri dedicati a viaggi e turismo e a quelli in lingua inglese.

L'insegna sta dunque diversificando la propria offerta declinandola su target specifici come nel caso dell'ultimo concept store dedicato ai ragazzi di cui vi abbiamo parlato in questo articolo.

La rete laFeltrinelli in Italia

Il settore travel e turismo è strategico per l'insegna che attualmente conta nove librerie in luoghi di transito, come gli aeroporti di Fiumicino e Olbia, ma anche in varie stazioni italiane come Milano Garibaldi, Milano Centrale, Napoli Capodichino, Napoli Centrale, Torino Porta Nuova, Verona Porta Nuova e Firenze Santa Maria Novella.

In Italia, invece, laFeltrinelli conta in totale 120 punti di vendita totali con un'offerta di libri, musica e home video, all'interno dei quali vengono programmati eventi specifici che si sviluppano nel corso dell'anno.

Per il caffè un ruolo di traffico, rivitalizzato dalle capsule

Il macinato mantiene una valenza di core business, ma presenta tutte le caratteristiche di un segmento maturo e in fase declinante. Prevalgono ora le nuove modalità di consumo (da Gdoweek n. 3)

Nel 2018 abbiamo trasformato in bevanda 5,9 kg di caffè a testa: il caffè rimane in cima alle preferenze degli italiani. Lo dice il Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale, +5,3% rispetto all’anno precedente. I dati di coinvolgimento per occasione di consumo vedono in prevalenza la fruizione domestica (92%), seguita da quella al bar (72%), appena svegli (77%) oppure in un momento di relax (53%), che è anche di socialità.

Accesso riservato

Una shopping experience immersiva con l’eCommerce in 3D

Vicina la definizione di uno standard grafico per rappresentare oggetti e scenari e dare vita al 3DCommerce

Una nuova shopping experience, basata sulla rappresentazione tridimensionale nell'eCommerce, quella su cui sta lavorando il gruppo di lavoro 3DCommerce di Khronos Group, un'associazione a cui partecipano attori del calibro di Amazon, Alibaba, Ikea, Facebook, Google, Apple, Microsoft, Samsung, Intel, Amd e Nvidia, per citarne solo alcune.

Tra gli associati anche InVrsion, società italiana che si occupa di sviluppare soluzioni di realtà virtuale e rendering 3D a disposizione per retailer e l'industria di marca, che abbiamo incontrato allo scorso Euroshop (clicca qui per leggere lo speciale di Gdoweek) e che ci ha parlato del futuro del 3DCommerce.

Con Matteo Esposito, Ceo e co-fondatore della società abbiamo fatto il punto su questa rivoluzione alle porte. "Khronos Group si sta occupando di sviluppare uno standard per il 3DCommerce, con la definizione delle linee guida per superare il formato gltf, che è l'attuale utilizzato già per esempio da Facebook in alcuni annunci".

Il contenuto 3D è destinato a diventare pervasivo nel commercio al dettaglio

Rappresentazioni virtuali e tridimensionali di prodotti saranno presto ovunque: in annunci, risultati di ricerca e sui siti web di eCommerce. Si visualizzeranno da mobile o con applicazioni e dispositivi che supportano Realtà aumentata (AR) e Realtà virtuale (VR).

Sul sito di Khronos Group si raccolgono informazioni e presentazioni dei gruppi di lavoro, ma quando potremo vedere i primi esempi di 3DCommerce all'opera? "Probabilmente entro questa primavera", ci ha detto Esposito.

iDO: un flagship store a Milano

iDO Milano
A Milano, iDO, il marchio kidswear del gruppo italiano Miniconf, realizza un punto di vendita di 60 mq con un concept moderno

Al civico 40 di corso Buenos Aires a Milano, iDO, il marchio kidswear del gruppo italiano Miniconf, realizza il suo primo punto di vendita in città. Lo store occupa una superficie di 60 mq e dispone di due vetrine.

L’ispirazione per il nuovo spazio si fonda sull’energia, sulla vitalità e sugli stimoli della città. Il concept, sviluppato da Kikilab, enfatizza, infatti, le caratteristiche del marchio e si incentra su alcuni concetti chiave come il parco urbano, simbolo della solarità, della libertà e del rispetto per l’ambiente; la Casetta “mini” simbolo del calore famigliare e immagine di un luogo tranquillo a misura di bambino; lo Skyline simbolo della contemporaneità e della collettività.  L'azienda lo definisce  “camaleonte e flessibile, capace di cambiare in base alle diverse esigenze del cliente".
Il design è caratterizzato da dettagli, materiali e colorazioni che vogliono rendere il negozio uno spazio caldo e accogliente.

iDO è l'ultimo nato di Miniconf, azienda dedicata all'abbigliamento per l'infanzia, che nasce nel 1973 da un'ispirazione del suo attuale presidente, Giovanni Basagni. iDO è distribuito in Italia in 31 negozi retail e in 800 punti di vendita wholesale.

Minconf opera anche con altri brand come nel caso di Sarabanda e Dodipetto. Si sta sviluppando puntando su una distribuzione multicanale, con un'attenzione alle nuove tecnologie.

#Coronavirus. Despar dona prodotti non deperibili a Vo’ Euganeo

Un mezzo di Aspiag Service ha raggiunto il piccolo comune di Vo’ Euganeo, focolaio dell’infezione coronavirus in Veneto, per consegnare cibo

Il piccolo comune di Vo’ Euganeo, focolaio dell’infezione coronavirus in Veneto, è stato raggiunto  da un mezzo di Aspiag Service carico di generi di prima necessità, distribuiti ai cittadini dagli Alpini dell’Esercito. Si tratta di prodotti non deperibili come acqua, zucchero, pasta e passata di pomodoro, ma anche riso, biscotti e prodotti per l’igiene.

In questi giorni di difficoltà –spiega l’Ad Francesco Montalvo- Aspiag Service ha voluto essere ancora vicina al territorio e aiutare gli abitanti di Vo’ Euganeo con alcuni prodotti indispensabili per la quotidianità; per questo ci siamo messi a disposizione delle autorità per individuare e fornire la merce più necessaria per far fronte all’emergenza. Vogliamo ringraziare i volontari della Protezione Civile e il personale dell’Esercito per quello che stanno facendo”. Montalvo aggiunge: “Noi come parte del sistema della grande distribuzione sappiamo di rappresentare un punto di riferimento per le esigenze delle persone, in particolare in momenti come quelli che stiamo vivendo. Per questo per noi è importante esserci, ogni giorno con il nostro personale nei punti di vendita”.

Multicash (Gruppo Végé) apre al food delivery

multicash
Il futuro dell'azienda è sempre più orientato verso un approccio omnicanale basato su alcuni punti strategici. Il negozio fisico diventa un nodo logistico

Il futuro dell'azienda Multicash spa, socia del Gruppo VéGé e attiva nel settore cash and carry nelle regioni Marche, Abruzzo e Molise, è orientato su un rinnovato modello di business, presentato in occasione di una convention a San Benedetto del Tronto.

Il negozio fisico, secondo gli obiettivi programmati, “si trasforma in un nodo logistico proiettando l’azienda nel segmento di mercato della food delivery con livelli di servizio qualitativamente superiori rispetto ai benchmark di mercato”.

L'azienda ha appena attivato il servizio di consegna nelle regioni di sua pertinenza.

In questa strategia di sviluppo di Multicash si colloca anche la novità del brand Scelgo. A riguardo il ceo Davide Antonini spiega: “Vogliamo segnalare al mercato che l’azienda non sarà più solo Cash ma diventerà Full Service”.

Ampiezza e profondità dell’assortimento, che conta oltre 20.000 referenze, ricoprono un ruolo fondamentale nella strategia di sviluppo così come la gestione della relazione con il cliente “sempre caratterizzata dal tratto umano”. Altrettanto strategiche sono le tecnologie digitali, che “saranno al centro dell’evoluzione dei negozi e della gestione operativa dell’attività dei clienti” riferisce la società.

Il futuro di Multicash è dunque sempre più orientato verso un approccio omnicanale basato su alcuni punti strategici che coniugano web, negozio fisico, i consulenti specializzati, il customer service e i locker territoriali.

 

#Coronavirus. Store Crai assume nella “zona rossa”

Nel piccolo paese di Vo’ Euganeo, l’imprenditrice Elena Tagliaferro, titolare del negozio Crai, ha assunto a tempo determinato cinque addetti

L'isolamento di aree specifiche del nord Italia, per contenere il contagio da Coronavirus, ha certamente creato non poche difficoltà. C'è chi però ha adottato alcune iniziative lavorative per arginare gli ostacoli. Nella zona rossa veneta, nel piccolo paese di Vo’ Euganeo, un comune di circa 3.500 abitanti, attualmente presidiato dalle forze di polizia, l’imprenditrice Elena Tagliaferro, stando a quanto ha raccontato il Tg1 in un servizio ad hoc, titolare del negozio Crai, ha assunto a tempo determinato cinque addetti per assicurare il servizio instore durante il periodo di isolamento imposto dalle autorità competenti. I dipendenti del punto di vendita (Crai Ama), infatti, non possono entrare nella zona rossa per raggiungere il posto di lavoro perché tutti residenti in altri comuni. L’imprenditrice dunque ha dovuto adottare una misura alternativa per permettere il normale svolgimento del lavoro. Il supermercato, tra l’altro, ha registrato un aumento delle vendite, specie in alcune categorie merceologiche specifiche e un'affluenza di gente superiore alla norma.

 

Video: l’esperienza dalla zona rossa di Conad Codogno

Storie di solidarietà ai tempi del #Coronavirus:

Il racconto dei dipendenti del supermercato Conad di Codogno, Comune inserito nella zona rossa per delimitare la diffusione del #Coronavirus.

Dalla loro voce, l'esperienza di lavorare in condizioni diverse dal solito, consapevoli del ruolo sociale e di pubblica utilità svolto dai punti di vendita sul territorio

 

#Coronavirus: i mercati retail con maggior incremento degli acquisti

Secondo i dati Stocard le catene di negozi fisici che hanno registrato un maggior incremento sono state quelle nei mercati drug, gdo, pet e farma

Dopo i dati Iri e Nielsen, arriva una prima analisi sul picco delle vendite retail "da coronovirus" anche da Stocard, l’applicazione wallet che consente di memorizzare tutte le carte fedeltà nel proprio smartphone.

Il trend degli acquisti registrato dall’app nel corso della settimana dal 19 al 25 febbraio, ha evidenziato un significativo aumento rispetto alla media degli acquisti dei 30 giorni precedenti con un +5,9% in Italia e un +6,2% in Lombardia. Picco di soli tre giorni dal venerdì alla domenica, per poi rientrare nella media da martedì 25 febbraio.

I top mercati retail
Nel dettaglio, gli acquisti sono aumentati per tutti i canali distributivi più interessati dal fenomeno, come emerge dall’analisi di Stocard: un forte incremento di acquisti nei supermercati ed ipermercati alimentari (gdo) con il +23% in Lombardia e +5% nel resto del Paese, un grande afflusso anche nei negozi per animali (pet store) con +20% in Lombardia e +1% in Italia. Per le catene di vendita di prodotti per la cura della persona e della casa (drugstore) si registra un +31% per la Lombardia e +15% per quanto riguarda il resto del Paese. Resta curioso il dato che mostra che, al contrario delle aspettative, gli incrementi minori sono stati nel farma rispettivamente +7% e +1% nel confronto Lombardia/Italia per via delle chiusure domenicali.

Come spiega a Gdoweek Valeria Santoro, country manager di Stocard in Italia: "Non ricordo di aver mai assistito a un fenomeno di questo tipo, quindi trovo difficile fare previsioni. Posso ipotizzare due scenari: il primo, quello per il quale propendo, è che da un lato a breve si risolverà tutto e da lunedì gli italiani inizieranno ad essere più tranquilli, a riprendere le loro abitudini di acquisto con la frequenza usuale e differenze, ovviamente, in base al tipo referenze e a quanto acquistato in precedenza. Il riacquisto dello scatolame, ad esempio, sarà probabilmente un po' più lento. Un secondo scenario, non auspicabile e meno probabile, è quello di una seconda ondata di restrizioni e preoccupazione, che però a mio parere non porterà comunque allo stesso atteggiamento di accumulo immediato, perché gli italiani hanno preso coscienza del fatto che non esiste un'emergenza scorte alimentari".

Caviro valorizza gli scarti di produzione

L’adozione di un modello circolare porta il gruppo di Faenza (Ra) a un posizionamento multi-business di estremo interesse competitivo (da Gdoweek n. 3)

Cantina dei record, Caviro di Faenza (Ra) è anche la più grande filiera vitivinicola d’Italia. E da oltre 50 anni è impegnata sull’utilizzo di fonti rinnovabili. Il gruppo ha creato una task force dedicata, Caviro Extra, con un investimento di 8 milioni di euro l’anno. Scarti e sottoprodotti, come vinacce, vinaccioli, feccia del mosto, foglie e tralci di potatura, diventano risorse per ottenere altri prodotti ad alto valore aggiunto ed energia. Con gli stabilimenti produttivi di Faenza e Treviso, l’impresa è fornitore di riferimento di semilavorati e materia prima per il comparto farmaceutico, alimentare e beverage con altri numeri da record.

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Ekom (Sogegross): le novità del discount di Prato

Questo format presenta alcune novità rispetto alla tradizione dell'insegna Ekom tra cui il banco servito di pane e pasticceria, mai sperimentato prima

Nel punto di vendita inaugurato a Prato in via Palermo 7/9, ad angolo con via Venezia, Ekom (Gruppo Sogegross) introduce un banco servito per pane e pasticceria, che rappresenta il primo test per l’insegna.

L’apertura dell’Ekom di Prato è l’occasione per presentare al pubblico il nuovo format dei nostri discount e siamo felici che questo avvenga proprio in occasione del centesimo anniversario della nostra holding -afferma Giuseppe Marotta, direttore generale di Ekom-. Abbiamo deciso di rinnovare e innovare la nostra rete di vendita per andare incontro alle necessità di una clientela sempre più esigente, facilitandone il percorso all’interno dei negozi e offrendo un ambiente accogliente e funzionale. Questo format si caratterizza per uno stile moderno che non ci si aspetterebbe da un discount. Abbiamo fatto importanti investimenti sugli allestimenti e le attrezzature, privilegiando soluzioni a risparmio energetico e materiali, come l’alluminio e grigliati metallici, per veicolare una proposta assolutamente contemporanea”.

 

Il punto di vendita

La struttura si sviluppa su una superficie di 1.400 mq e conta un assortimento di circa 4.000 item di cui circa 800 di freschissimi, oltre 250 referenze di prodotti locali segnalati con la nuova linea Toscano Dentro, sia grocery che fresco, e il 20% di prodotti di marca. Il negozio propone al suo interno una zona dedicata alle promozioni e una selezione di articoli bazar. Come da tradizione dell’insegna, sono stati coinvolti partner locali per la gestione dei banchi freschi, come ortofrutta, dove sono disponibili anche spremute espresse take away, macelleria e gastronomia.
In barriera sono attive 4 casse mentre il parcheggio comprende oltre 80 posti auto coperti.

L'insegna ha inoltre adottato nuove soluzioni espositive con banchi in alluminio e griglie traforate per dare modernità e profondità agli spazi e nuove strutture aeree in ferro per la personalizzazione dei banchi. Infine Ekom ha voluto rinnovare anche il visual scegliendo cromie più neutre.

Negli store Spazio Conad entrano i punti di vendita Unieuro

Unieuro
Le strutture Unieuro all'interno degli store Soazio Conad saranno quattro in Lombardia e una in Veneto, nei punti di vendita ex-Auchan

Cinque punti di vendita a insegna Unieuro entreranno negli store Spazio Conad gestiti da CIA-Conad grazie  a un accordo appena stipulato tra i due gruppi. La collaborazione permette in primo luogo a Unieuro l’espansione in regioni strategiche come Lombardia e Veneto, senza sovrapposizioni significative con i punti vendita esistenti, e il presidio di centri commerciali in aree non ancora raggiunte, rafforzando la propria presenza nel segmento “mass merchandiser”. Dal canto suo CIA-Conad, che si concentrerà sulle categorie merceologiche che da sempre rappresentano il fiore all’occhiello dell’intero mondo Conad, in particolare il fresco, potrà beneficiare del traffico generato da Unieuro, sia attraverso le campagne promozionali sia grazie all’opzione di ritiro in negozio.

“L’accordo tra Unieuro e CIA-Conad suggella il proficuo e duraturo rapporto di collaborazione tra due aziende forlivesi che negli anni hanno saputo guadagnare notorietà e quote di mercato nazionali, cogliendo le opportunità che si sono via via presentate e facendo leva sulle rispettive specificità, a partire dalla natura aziendale: quella di società per azioni quotata in Borsa per Unieuro, quella di cooperativa per Commercianti Indipendenti Associati” spiega Luca Panzavolta, Amministratore Delegato di CIA-Conad.

Le strutture saranno quattro in Lombardia e una in Veneto, all’interno degli spazi ex-Auchan. Nello specifico saranno situati  all’interno dello Spazio Conad nel centro commerciale di Curno (Bg), che aprirà a breve,  ma anche a Padova, Vimodrone (Mi), Merate (Lc) e Rescaldina (Mi).

“I nuovi punti di vendita Unieuro all’interno degli ipermercati Spazio Conad nascono da un’occasione irripetibile nel panorama retail italiano. A distanza di un anno dallo sbarco di Unieuro nella grande distribuzione organizzata, rafforziamo e rilanciamo il nostro progetto di penetrazione del canale grazie a CIA-Conad, con cui condividiamo le radici forlivesi e la grande attenzione al cliente e ai suoi bisogni” aggiunge Giancarlo Nicosanti Monterastelli, Ad di Unieuro.

I termini dell’accordo

Negli spazi liberatisi nei punti di vendita ex Auchan sorgeranno gli store Unieuro della superficie media di 800 mq, con accesso diretto dall’ipermercato e/o dalla galleria commerciale e saranno gestiti direttamente da Unieuro tramite personale proprio, parte del quale di provenienza ex-Auchan.

 

 

Euronics (Siem) conquista le Marche e si espande al sud

Il piano di sviluppo del Gruppo Siem - Euronicis prevede l'espansione della propria presenza in regioni non ancora presidiate come nel caso delle Marche

Nuove fette di mercato nel piano di sviluppo messo a punto dal Gruppo Siem-Euronics che espande la propria presenza in aree geografiche non ancora presidiate. È il caso delle Marche dove il retailer ha realizzato il suo primo punto di vendita, situato a Civitanova Marche (Mc), in via Einaudi 280.

Il gruppo è già presente con 31 strutture in Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata.

Questa inaugurazione, unitamente a due nuove prossime aperture nelle Marche, è stata pianificata con l’obiettivo di riportare l’insegna Euronics in questa regione, raggiungendo quote di mercato significative come quelle detenute nelle regioni già presidiate -dichiara Raffaele La Torre, Ad di Siem-Euronics-. Il nuovo store conferma inoltre l’importanza della nostra strategia di garantire la massima prossimità e vicinanza: nonostante sia un mondo sempre più digitalizzato, crediamo che l’assistenza e il servizio ai clienti siano elementi sempre più qualificanti e distintivi nel nostro lavoro”.

Il punto di vendita

La struttura si sviluppa su una superficie di 1.400 mq e propone il format più moderno dell’insegna dotato di aree demo, touch e corner digitali per ampliare le referenze dei prodotti in esposizione e dare accesso all’intero assortimento disponibile online, oltre a zone espositive dei principali brand, che permetteranno agli utenti di testare con mano le ultime novità prima dell’acquisto.

Il negozio, che si avvale di un team di lavoro formato da 25 addetti, si rivolge a un bacino di utenza di oltre 200.000 abitanti, che si espande entro i 15 chilometri.

 

Amazon Go Grocery, primo supermercato automatico a Seattle

Un nuovo format per Amazon ispirato al negozio di quartiere con tutta la tecnologia degli Amazon Go ma un'offerta che si apre anche ai freschi

A Seattle Amazon ha lanciato Go Grocery nuovo concetto di store fisico, un vero e proprio supermercato da circa 1.000 mq, piccole dimensioni per le metrature americane, ma il quadruplo rispetto ad Amazon Go, da cui mutua la tecnologia di funzionamento. Una nuova formula che va ad aggiungersi a Whole Foods, Amazon 4 e Amazon Book.

Come nei più tradizionali Amazon Go, anche qui non esistono le casse, gli addetti allo store si occupano di aiutare i clienti nelle scelte, fornire raccomandazioni di prodotto e rifornire gli scaffali. Nel negozio si trova un mix di elementi biologici e convenzionali, con un assortimento di circa 5.000 referenze composto da brand nazionali e locali, mdd degli stessi fornitori di 365 (che firma il reparto ortofrutta con una selezione stagionale) e Whole Foods, e mdd di Amazon.

Ogni item, compreso i freschi sfusi, è venduto singolarmente ed ha un prezzo stabilito, non esistono bilance su cui pesare la referenza che si può prelevare ma anche rimettere sullo scaffale, saranno le telecamere e i sensori ad avvisare il sistema su quanti e quali prodotti inserire effettivamente a scontrino.

Un nuovo format ispirato al negozio di quartiere

In un'intervista con il magazine online The Verge, Dilip Kumar, vice presidente di Amazon che si occupa di tecnologia e commercio al dettaglio fisico, ha dichiarato “Questo non è un negozio Amazon Go più grande. È un format separato. Abbiamo lavorato sul concetto di negozio di alimentari di quartiere, oltre al fresco abbiamo una sezione per il cibo per animali domestici, articoli per la casa, salute e cura personale, cura orale, cura della pelle".

Un passo importante nella strategia di ampliamento dei negozi fisici di Amazon, che ha visto il gigante dell'eCommerce chiudere l'ultimo quarto con un rallentamento dell'1% della divisione retail dedicata e una perdita rispetto allo scorso anno di 4,36 miliardi di dollari. Certo molte di queste risorse sono dedicate agli investimenti tecnologici necessari per un negozio completamente automatizzato come questo.

La tecnologia Amazon Just Walk Out

Tutta la shopping experience poggia sulla tecnologia già adottata negli Amazon Go e chiamata Just Walk Out: si viene riconosciuti da Qr code all'entrata, passando il cellulare su un lettore all'ingresso, si fa la spesa inserendo ogni item nel sacchetto o nel carrello, e si esce facendo un checkout automatico.

 

Il sistema utilizza una serie di tecnologie che automatizzano l'esperienza instore come computer vision, analisi di big data, sensori Iot e intelligenza artificiale per riconoscere e analizzare e apprendere.

Food & beverage: contributo a fondo perduto dell’Emilia Romagna

Con scadenza il 18 marzo 2020 è attivo un bando per opere edili ma anche di macchinari fino ai beni intangibili quali marchi e licenze

La regione Emilia Romagna ha aperto un bando il scadenza il prossimo 18 marzo 2020 per l’erogazione di un contributo a fondo perduto pari a € 4.000.000 volto alla riqualificazione e valorizzazione delle imprese che operano nel settore del commercio al dettaglio e della somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, situate nel territorio della Regione Emilia-Romagna.
Gli interventi coperti finanziariamente dal contributo fanno riferimento alla ristrutturazione delle strutture nelle quali si svolge l’attività e all’introduzione/aggiornamento di moderne tecnologie informatiche e digitali per migliorare la propria offerta di beni e servizi nell’ambito del food and beverage. Saranno, quindi, coperte spese edili, murarie e impiantistiche; e di consulenza e progettazione, oltre che di macchinari e dotazioni informatiche, compreso l’acquisto di beni intangibili quali brevetti, marchi, licenze e know how. I beneficiari del contributo sono in linea preferenziale PMI e possono presentare la domanda di contributo per progetti con una dimensione di investimento non inferiore a € 15.000,00.

Maggiori informazioni qui: http://www.contributieuropa.com/v3/store/dettagliobando.asp?id=8683&affid=0&idc=85504

60 anni nel rispetto di valori uguali, ma nuovi

Sostenibilità, sociale e salute i temi intorno ai quali si muovono le strategie del Gruppo focalizzato a crescere (da Gdoweek n. 3)

Un anno importante, questo 2020, per Despar Italia: è l’anniversario dei 60 anni, un’occasione che diventa il baricentro intorno al quale ruotano iniziative, politiche e strategie che esprimono i valori del gruppo e delle insegne.

“Una funzione sociale, un impegno: questa è la nostra vision storica con la quale vogliamo sottolineare non solo la volontà di stare insieme, ma la comunanza di valori che ci unisce e che non sono cambiati nel tempo. Anzi sono sempre più attuali e moderni -chiarisce Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia-. Mi riferisco all’attenzione che per noi hanno sempre avuto temi come la sostenibilità, il sociale, con il focus sul territorio e sulle imprese locali, la salute e il benessere delle imprese e delle persone, consumatori, imprenditori o addetti ai lavori che siano”.

Come questi valori si traducono oggi in realtà?

In una tensione continua nell’intercettare nuove tendenze e trasformarle in azioni e gesti concreti, coinvolgendo le nostre linee a marchio (+4,5%), strumento ideale per trasmettere i nostri principi. Ad esempio, parlando di salute, significa continuare nella progressiva riduzione degli zuccheri in tutte le nostre linee a marchio, sulla base di formulazioni messe a punto in collaborazione con l’Università di Parma. In questa logica rientra la nostra nuova linea di food to go Enjoy, che risponde ai bisogni di salute e bontà, ma anche di velocità, in una linea accattivante e moderna. Una linea di cui quest’anno svilupperemo circa 50 item, che ben rientra nell’impegno di veicolare una cultura del benessere, con buone abitudini alimentari, attraverso sia il magazine DiVita sia con la nostra app Despar Tribù.

Quest’anno, si parla molto di sostenibilità. Per voi è ...

Un obbligo per le generazioni future, un tema sul quale stiamo lavorando da tempo su più livelli. Siamo concentrati sul packaging. Siamo già alla fase 2, che si traduce nella scelta per le nostre mdd prima di tutto di imballaggi più sostenibili, nel senso che progressivamente sostituiremo la plastica con la carta. Una scelta che certo ha dei costi, anche se la vera sfida è quella di preservare il gusto, il prodotto e il suo ciclo di vita, con un pack più ecologico. Stiamo anche lanciando soluzioni apri&chiudi riciclabili. Allo stesso tempo, stiamo costruendo sempre più negozi a impatto zero, grazie all’utilizzo di tecnologie evolute che permettono monitoraggi più puntuali e anche risparmi. Sostenibilità per noi vuol anche dire essere attenti ai territori e alle comunità.

A questo proposito, manterrete anche il legame con San Patrignano?

Certamente. Abbiamo sottoscritto una partnership di tre anni, iniziata nel 2019, con la quale ci impegnato a sostenere il progetto WeFree sulla prevenzione presso le scuole, i giovani, i genitori, gli educatori. Ma non c’è solo questo: anche quest’anno, dopo il successo del 2019, firmeremo una nuova Limited Edition nel segmento premium. Non mancheranno, comunque, attività anche con altri partner come, ad esempio, Banco Alimentare.

Tra le priorità di quest’anno, c’è anche lo sviluppo della rete. Come vi muoverete?

L’obiettivo è continuare a rafforzarci sia con l’apertura di nuovi punti di vendita sia con l’acquisizione di nuovi affiliati. Già quest’anno, grazie all’ingresso di un partner come Gruppo 3A, consolidiamo la nostra presenza anche in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. L’ambizione è quella di presidiare velocemente tutte le regioni e le aree in cui non siamo ancora presenti con le nostre insegne.

#Coronavirus: la posizione dei retailer non food, che rallentano

ovs corso buenos aires milano
Mentre per il mondo alimentare è boom di vendite, per gli altri settori l'inversione è opposta e non solo nelle aree geografiche "rosse". Il punto della situazione da Ovs a Euronics

Mentre per il mondo alimentare è boom di vendite da effetto Coronavirus, con relative misure messe in atto per rispondere alla domanda, per gli altri settori si registra un rallentamento e non necessariamente solo nelle "zone rosse" del Covid-19. Abbiamo interpellato alcuni retailer del non food per avere informazioni in merito, ecco le loro risposte (in aggiornamento).

Stefano Caporicci, presidente di Nova-Euronics e titolare di punti di vendita Euronics in Lombardia e Lazio, sottolinea: "Nel weekend abbiamo registrato una calo significativo del traffico nei pdv lombardi e di conseguenza una evidente contrazione delle vendite. Trend negativo che si è ulteriormente accentuato nella giornata di ieri. La contrazione si registra peraltro anche nei nostri store romani, anche se meno evidente, ma comunque segno che oggi le persone sono concentrate su altre priorità o acquisti di prima necessità, medicinali e alimentari, e non da ultimo dello stato generale di preoccupazione della popolazione. Questa situazione è confermata anche dal calo degli acquisti anche on line. Al momento non abbiamo adottato misure precauzionali particolari, ci stiamo attenendo ai consigli e indicazioni diffusi dalle autorità competenti anche in termini di chiusure: il centro commerciale di Sesto San Giovanni dove abbiamo un pdv è stato chiuso e poi riaperto, mentre quello di San Rocco al Porto è tuttora chiuso e così in nostro esercizio. Ovviamente, ci atterremo all’ordinanza della Regione Lombardia che prevede al momento per esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati la chiusura nelle giornate di sabato e domenica, con la sola eccezione dei punti di vendita dei generi alimentari. Rimaniamo in attesa di capire come evolverà la situazione e quali misure saranno prese a sostegno del tessuto economico toccato da questa emergenza".

Da Ovs, invece, fanno sapere che: "Abbiamo messo in atto tutte le misure precauzionali che riguardano la limitazione dei viaggi, incentivazione di utilizzo di strumenti di comunicazione a distanza (video call), oltre chiaramente all'indicazione di attenersi scrupolosamente alle norme igieniche previste. Per quando riguarda le vendite c'è un rallentamento nei negozi limitrofi alla zona dove si sono manifestati i focolai".

Esselunga: come stiamo rispondendo al #Coronavirus

esselunga
Di fronte a una domanda pari a più del doppio del normale l'insegna fondata da Bernardo Caprotti ha attuato tutte le misure per garantire sicurezza e operatività dei negozi
Di fronte alla situazione creatasi con l'emergenza legate al #Coronavirus, che ha portato ad incrementi inaspettati della domanda, Esselunga dichiara come obiettivi prioritari dell'azienda il garantire l’operatività dei negozi, che offrono alla popolazione un servizio di prima necessità e, allo stesso tempo, tutelare la salute e la sicurezza delle persone.
"Negli ultimi due giorni, abbiamo gestito in modo efficiente l'incremento improvviso che si è verificato -commenta Sami Kahale, CEO di Esselunga- e siamo riusciti a soddisfare un livello di domanda pari a più del doppio del normale. Anche lunedì abbiamo assistito allo stesso aumento di richieste che abbiamo soddisfatto. Non ci sono carenze di prodotti nei nostri magazzini e non prevediamo di averne. Anzi, desideriamo rassicurare i nostri clienti sulla continuità del servizio e di conseguenza invitiamo ad acquistare quantitativi solo per le normali esigenze di consumo".

Gestire i rifornimenti

Ma la questione dell'eccesso di scorte da parte dei clienti pone questioni legati al rifornimento degli scaffali e dei punti di vendita "Pertanto -conclude Kahale- abbiamo in atto un piano straordinario: per esempio oltre 150 persone della sede si sono rese disponibili a supportare i colleghi impegnati nei negozi. Le nostre operazioni stanno proseguendo nel migliore dei modi, nonostante le circostanze” . 

L'eCommerce

Per quato riguarda le vendite online, Esselunga conferma che le richiest sono state cinque volte superiori  al normale e "Dopo un'iniziale difficoltà l’app Esselungaonline e il sito, sono pienamente funzionanti. Per una maggiore sicurezza gli autisti non entreranno nelle case e le spese saranno consegnate davanti alla porta", precisa il comunicato emesso dall'azienda, che fa sapere, che, a seguito delle indicazioni delle autorità competenti ha deciso di sospendere "le attività straordinarie in negozio come gli eventi per la degustazione dei prodotti e le attività negli spazi bimbi così come è stata predisposta la chiusura dei Bar Atlantic in Lombardia dalle ore 18.00. Sono state inoltre chiuse le profumerie Esserbella, affinché i dipendenti possano aiutare i colleghi di negozio nel rifornimento degli scaffali". 
Annullati anche i corsi di formazione, così come sono state limitate le trasferte, mentre sono state e sono state divulgate a tutti i livelli le indicazioni igienico sanitarie stilate dalle autorità.
 

My Cooking Box: in una scatola lo spaghetto al pomodoro Eataly

Il frutto della collaborazione tra l’azienda bergamasca My Cooking Box, specializzata nel meal kit, e Eataly,  è lo spaghetto Eataly al pomodoro

Il frutto della collaborazione tra l’azienda bergamasca My Cooking Box, specializzata nel meal kit, e Eataly,  è lo spaghetto Eataly al pomodoro racchiuso in una scatola, promosso attraverso il claim “È difficile essere semplici”. Il prodotto, firmato da Enrico Panero, executive Chef Corporate di Eataly, non contiene aglio né cipolla ma semplicemente pasta, pomodoro, olio evo, basilico. Gli ingredienti sono: spaghetti di semola di grano 100% italiano, lavorati a mano e trafilati a bronzo secondo la più antica tradizione di Gragnano; pomodoro datterino rosso intero in succo, coltivato nel cuore del Cilento; l’olio extra vergine di oliva, prodotto con sole olive Taggiasche liguri e spremute a freddo e, per finire, cristalli di sale marino.

La box è in vendita nelle sedi Eataly, sul sito eCommerce di My Cooking Box e presso lo store monomarca di Milano, in Piazzale Baracca 10.

Quella con Eataly è una collaborazione d’eccezione ma certamente naturale, che non poteva mancare a My Cooking Box -afferma Chiara Rota, ceo di My Cooking Box-. Ci accomuna la volontà di esprimere al meglio, ma con le caratteristiche che ci distinguono, la cultura gastronomica del nostro paese, puntando su territorialità, qualità e piacere di vivere all’italiana. Del resto, è uso comune dire “Ci facciamo due spaghetti?”.

 

 

 

Coronavirus, boom eCommerce: la risposta di Amazon, Eataly e Cortilia

Amazon monitora i rivenditori scorretti mentre Prime Now rallenta la delivery. Cortilia implementa tecnologia, fornitura e misure di sicurezza per la consegna

Una delle conseguenze, prevedibili, della diffusione del coronavirus, o Covid-19, in Italia, è stato l'aumento istantaneo di spesa al supermercato ma anche di spesa online. Ce lo hanno confermato anche tutti i retail tradizionali interpellati, Esselunga compresa, ma la sfida coinvolge anche i player online-only, ovvero che fanno solamente eCommerce, come nel caso di Amazon (alle prese anche con uno spiacevole sciacallaggio da parte di alcuni rivenditoriCortilia ed Eataly. Ecco i loro commenti e le loro risposte alla situazione.

"Al momento le consegne su Prime Now a Milano, Roma e Torino stanno subendo dei rallentamenti a causa dell’elevata richiesta. Stiamo lavorando per rafforzare il servizio", dicono da Amazon, che in merito invece all'incremento spropositato di prezzi venduti dai partner terzi relativi a prodotti da emergenza, quali disinfettanti e mascherine, risponde: “I partner di vendita stabiliscono i prezzi dei loro prodotti nel nostro store e abbiamo delle regole per aiutarli a definire tali prezzi in modo competitivo. Monitoriamo attivamente il nostro store e rimuoviamo le offerte che violano le nostre regole”.

Tempestiva la risposta di Cortilia, come spiega il suo Ceo Marco Porcaro interpellato da Gdoweek:"confermo che abbiamo registrato un aumento significativo delle vendite in queste ore in tutte le categorie, ma soprattutto carne e scatolame, che ha avuto un impatto sul servizio. La nostra organizzazione flessibile ci ha permesso di intervenire tempestivamente su vari fronti: tecnologico, offerta e servizio di consegna. Stiamo lavorando sull'aumento dei rifornimenti, abbiamo incrementato le performance tecnologiche del sito e delle app, velocizzato il rifornimento dei prodotti deperibili e non, implementato nuove procedure nella supply chain per massimizzare la sicurezza dei clienti e del personale impegnato nelle attività di magazzino e di consegna a domicilio per Cortilia che sono per noi fondamentali".

Per quanto riguarda le misure di sicurezza, invece, Cortilia ha inviato direttamente ai propri clienti la seguente comunicazione: "Ti vogliamo informare che, in seguito alle misure sanitarie preventive disposte dalle autorità competenti ufficiali, stiamo applicando quanto indicato monitorando costantemente l’evoluzione della situazione. Abbiamo inoltre implementato alcuni accorgimenti per la gestione delle consegne della spesa per i prossimi giorni: tutti i driver consegneranno la spesa davanti alla porta; non verrà chiesta la firma dei clienti al momento della consegna; il ritiro delle scatole usate è momentaneamente sospeso. Data l’elevata affluenza sul nostro store, gli ordini in consegna oggi e nei prossimi giorni potrebbero subire qualche possibile ritardo. Ti ringraziamo sin d’ora per la comprensione che vorrai accordarci per questo periodo speciale per tutti. La salute dei nostri Clienti e del nostro Staff è fondamentale, pertanto cogliamo l’occasione per rassicurare tutti circa la situazione di allerta in un clima il più possibile di serenità. Restiamo a disposizione per ogni dubbio o chiarimento".

Emanuele Varva, head of Eataly Net, in merito all'eCommerce della catena Eataly riferisce: "A partire dalla giornata di domenica 23 febbraio stiamo registrando una crescita importante nel numero di ordini online, soprattutto nella zona di Milano e dintorni. Si tratta di spese di grandi dimensioni e quasi tutte includono beni di prima necessità come acqua, pasta, olio, uova e riso. Tanta anche la richiesta di carne, e di frutta e verdura in grosse quantità. Il rifornimento della merce in negozio è costante e i volumi degli acquisti attraverso il nostro e-commerce sono gestibili garantendo la consegna in giornata o nell’arco dei sette giorni successivi all’ordine, secondo preferenza del cliente. Siamo quindi regolarmente operativi e a disposizione dei clienti. Il nostro personale è stato correttamente informato e si attiene scrupolosamente alle disposizioni previste dal Ministero della Salute al fine di garantire la sicurezza di tutti".

Come sottolinea invece Roberto Liscia, presidente Netcomm, in merito alla crescita di domanda di eCommerce in concomitanza con la diffusione del coronavirus:

"In una situazione di emergenza come quella che si trova a fronteggiare l'Italia in queste ultime ore, in particolare nell'area del Nordest, a causa della diffusione del coronavirus, è evidente che la domanda di consumo individuale, in ogni settore, sta aumentando in modo significativo. Le persone, infatti, tendono a evitare i luoghi chiusi e affollati e tendono ad applicare la cosiddetta 'distanziazione sociale', evitando di frequentare grandi magazzini, supermercati, trasporti pubblici, teatri, musei, cinema. Questo auto-isolamento, volontario o forzato, porta senza dubbio le persone, soprattutto nelle aree più sensibili, a cercare nel digitale la risposta alle necessità di approvvigionamento e di intrattenimento, attraverso gli acquisti online di beni primari (ma non solo) e la fruizione, ad esempio, di video on demand. Numerosi operatori della filiera del commercio elettronico stanno registrando una crescita spropositata della domanda, anche da parte di consumatori meno abituali, solitamente restii all'acquisto e ai pagamenti online. L'intero sistema della logistica e delle consegne, in collaborazione con le istituzioni delle zone più colpite dal virus, dovrà misurarsi con questa emergenza e garantire a tutte le persone un servizio puntuale ed efficiente."

Coop su Coronavirus: aumenti dei ricavi fino a +50%

Un punto di vendita di Coop Lombardia, ieri
Il panico ha generato nel corso del week un aumento delle vendite stimabile in un +50% a partire dall’epicentro della crisi (Milano e Lombardia)

Scorte precauzionali ingenti, come si era verificato in situazioni analoghe come nel caso del contagio da Sars di inizio anni 2000, che hanno determinato nel corso del week end appena trascorso un aumento delle vendite stimabile in un +50% a partire dall’epicentro della crisi (Milano e Lombardia) e via via a scalare allontanandosi da quei territori. È quanto si sta verificando nei punti di vendita Coop sull'onda (molto proficua per i ricavi dei retailer e l'eCommerce, molto dannosa per la supply chain) del solito panico generato dal Coronavirus.

Coop informa che "i rifornimenti di merci sono regolari e continuativi con i magazzini che funzionano a pieno ritmo. Rimane invece la difficoltà di approvvigionamento di articoli quali in particolare gel disinfettanti e mascherine che sono andati esauriti e per i quali si sta provvedendo, contando di poterli riavere in assortimento nei prossimi giorni".

Coop sta seguendo l’evolversi della situazione adottando di volta in volta le misure di prevenzione indicate dal Ministero della Salute e dalle singole autorità territoriali e distribuendo al personale le 10 regole da seguire diffuse dal Ministero.

 

#Euroshop2020 Le nostre tre parole chiave sulla fiera

Si è chiuso Euroshop 2020 e la redazione di Gdoweek ha scelto le tre parole chiave per descrivere i giorni in fiera

Si chiude con il quarto appuntamento con il Tg di Gdoweek la nostra copertura di Euroshop 2020, la fiera dedicata allo shopfitting e alla tecnologia per il mondo retail che si è tenuta a Dusseldorf dal 16 al 20 febbraio 2020.

#fluidità#atuttocampo e #storevolution sono le tre parole chiave scelte dalla redazione per descrivere ciò che abbiamo raccolto dalla fiera. Nel video spieghiamo il loro significato.

Vi siete persi il Tg di Gdoweek dalla fiera di Dusseldorf? Cliccate per guardare la prima, seconda e terza puntata.

D.it, paladini di formule di prossimità moderne ed efficienti

Programmi e strategie di D.it Distribuzione Italiana per capire i nuovi driver di differenziazione nel retail, soprattutto per quanto riguarda la prossimità

“Siamo una centrale di imprenditori che sanno valorizzare la loro storia e il loro forte legame con il territorio e la comunità circostante; siamo un gruppo multibrand focalizzato sulla prossimità, un business che, con i nostri negozi, spesso diversi gli uni dagli altri, sappiamo declinare bene, in linea con le richieste e le attese dei clienti, come dimostrano le quote importanti che deteniamo in alcune zone. Quote che vogliamo incrementare per rafforzare ancora il nostro ruolo”. Queste le dichiarazioni di Donatella Prampolini Manzini, presidente di D.It. Distribuzione italiana (di cui ad oggi fanno parte otto soci: Consorzio Europa, Realco, Coal, Cedi Sigma Campania, Distribuzione Sisa Centro Sud, Sisa Sicilia Spa, San Francesco ed Europa Commerciale Srl), al convegno “I nuovi driver di differenziazione del retail”.

Al centro dell'incontro, una panoramica sull'andamento della distribuzione organizzata (+1,8 mld di euro di vendite) e sulle caratteristiche e i vantaggi competitivi dei punti di vendita di prossimità, il format di riferimento del gruppo e formula in crescita, come ha sottolineato Gianmaria Mazoli, direttore commerciale di Iri. “C’è uno spazio ampio per quei punti di vendita che prossimità, che su un totale di 12.000, si caratterizzano per la centralità dei freschi, il fatto di essere competitivi dal punto di vista commerciale, la presenza di assortimenti profondi grazie a scelte calibrate tra mdd, soprattutto appartenenti alla fascia premium, e marchi locali, per sottolineare quel radicamento con il territorio, elemento essenziale per negozi e insegne di successo”.

Il concetto cardine per le insegne di successo (ma anche per i brand) è quello di puntare sulla diversità, intesa come distintività, come ha sottolineato Sebastiano Grandi, docente dell'Università Cattolica di Piacenza.

 

Obiettivi

“In questo contesto -ha concluso Donatella Prampolini- abbiamo degli obiettivi chiari da raggiungere: vogliamo essere una centrale che favorisce l’identità dei singoli cedi, che sa valorizzare le differenze, consapevole che sono basilari per soddisfare i bisogni dei consumatori, vogliamo accompagnare in un percorso di crescita, anche le imprese piccole: non vogliamo lasciare nessuno indietro, perché ci consideriamo come una famiglia allargata, nella quale ognuno ha il suo spazio. E se quest’anno corriamo da soli nella contrattazione, nessun problema: siamo certi che sia un’esperienza che ci aiuterà a crescere e a capire meglio dove andare. Vogliamo una partnership, infatti, che non sia solo numeri, ma diventi una relazione forte che ci permetta di creare una distribuzione organizzata sempre più moderna”.

Coronavirus, i primi effetti per ristorazione e centri commerciali

I provvedimenti privati più urgenti riguardano le chiusure volontarie dei ristoranti nelle aree con maggior numero di casi: un esempio è Casalpusterlengo dove Burger King ha chiuso un locale

Fino a venerdì 21 tutto procedeva bene. La nave ristorazione viaggiava con il vento in poppa. Sembrava di stare tutti sul ponte a ballare, gustare piatti, ridere, scherzare, divertirsi, come dovrebbe essere in una società normale. Poi, nel fine settimana, nel giro di poche ore, tutto si è bloccato di fronte al coronavirus. O meglio: è bastata una manciata di casi, e la gran macchina lombarda del "socializing", dell'apericena, dell'aggregazione, della convivialità, del cinemino-cenetta con amici, del turismo spendaccione con gli occhi a mandorla, si è ingrippata. Già domenica 23 era il deserto nei locali, a pranzo, e non parliamo della sera. Sembra un film di Fellini: più Prova d'orchestra che E la nave va.

La ristorazione commerciale, ossia le grandi catene di ristoranti, pizzerie, bar/caffetterie, è uno dei settori più esposti alle conseguenze di questa emergenza. Le epidemie virali e batteriche sono un'arma potentissima per spaventare le masse e indurle a diradare le occasioni di vita sociale. E la ristorazione è il comparto a più diretto contatto con il pubblico, ancor più del commercio al dettaglio. Anche perché la capacità di attrarre quotidianamente grandissime folle di ogni età da parte di giganti come McDonald's e Burger King -ma lo stesso discorso vale per marchi ed esercizi nazionali ma non meno traffic buiding, come Spontini, Old Wild West, Roadhouse, ecc- è pari, se non superiore, a quella di grandi musei e monumenti.

Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) ha stimato in 2 miliardi di euro la perdita nel primo quadrimestre 2020 per tutti gli esercizi del settore, dai bar alle gelaterie, dai ristoranti alle pizzerie.

Quattro sono le tipologie di impatto sulla ristorazione:

  • chiusure obbligate da ordinanze pubbliche: es. pubblici esercizi nei comuni a rischio;
  • chiusure indirette, causate dal ridotto flusso di persone e/o lavoratori: per esempio i 1.600 dipendenti di Unicredit a Milano stanno a casa: con evidenti, immaginabili ripercussioni per l'indotto ristorativo;
  • Chiusure volontarie precauzionali da parte di catene o ristoranti singoli che operano in regioni e zone più vicine all'ipocentro dell'epidemia. es. McDonald's e Starbucks in Cina.
  • Chiusure volontarie, non obbligate, come è accaduto, da lunedì 24 febbraio 2020, nel caso di tanti esercizi di ristorazione e di servizio gestiti da cinesi a Milano.

In Italia, catene come Burger King si adeguano alle direttive di Regione Lombardia e del Ministero della Sanità, che non prevedono -dice l'ufficio stampa- particolari interventi restrittivi al di fuori delle zone a rischio conclamato: per esempio Burger King ha chiuso il ristorante di Casalpusterlengo, ma non ha preso nessun provvedimento sui ristoranti di Milano.

McDonald's non prevede, al momento, nessuna comunicazione, ma aggiunge che si attiene scrupolosamente alle indicazioni fornite da istituzioni ed enti sanitari, a livello nazionale e locale.

Spontini che è una delle catene di pizzerie più famose e frequentate di Milano, risponde "preferiamo per il momento non rilasciare numeri e/o dichiarazioni anche per non alimentare allarmismi fra gli operatori. Ci prendiamo qualche giorno per valutare appieno i risvolti di questa crisi".

Spontini figura fra i marchi della ristorazione che hanno aderito alla neonata Associazione brand ristorazione italiana (i brandi sono 63, ma l’elenco è ancora in fieri). Fra le insegne spiccano Antica Focacceria San Francesco, Bomaki, Bun the Abnormal Burger, Caffè Napoli, Cioccolatitaliani, East River American Pub, Glovo (che però non è ristoratore, ma fa parte del food delivery, ndr), Kalamaro Piadinaro, La Piadineria, Panini Durini, Panino Giusto, Pescaria, Poke House, Rossopomodoro, Signorvino, Spontini, per citare le più famose.

Questa associazione, di carattere temporaneo, rappresenta ad oggi un migliaio di attività, per un totale di circa 10.000 lavoratori.

Antonio Civita (Panino Giusto) e Vincenzo Ferrieri (Cioccolatitaliani), promotori dell’iniziativa, dichiarano così l’obiettivo immediato della neo-associazione: "Esprimiamo il nostro senso comune decidendo di tenere aperti i nostri locali, aderendo all’invito del nostro Sindaco Beppe Sala che richiama Milano al buon senso e invita a scongiurare atteggiamenti che possano generare eccessivo allarme, tra cui l’immagine di una città spenta in tutti i sensi, senza che ve ne sia l’effettiva necessità. Con i nostri colleghi abbiamo stabilito di devolvere un sostegno economico alle forze volontarie in campo, rappresentate da Associazioni riconosciute, che stiamo definendo in queste ore perché Milano è una città viva e una città viva è una città che reagisce.

"Abbiamo organizzato una riunione con i principali brand della ristorazione -commenta Vincenzo Ferrieri, fondatore di CioccolatItaliani- al tavolo con noi anche i marchi del food delivery, per capire come sostenere il Comune, la Croce Rossa e la protezione civile, il personale ospedaliero".

"La contrazione che stiamo vivendo non sarà compensabile"

"Si tratta di una fase difficile, che ci ha colti alla sprovvista, mai sperimentata in precedenza -commenta Umberto Gonnella, fondatore e ceo di 101caffè-. Entrare nel merito della gravità del Coronavirus è molto complesso e non mi sento di giudicare: non possiamo che affidarci agli esperti, ai medici e a tutte le misure governative messe in atto in questi giorni in via precauzionale e preventiva, che invitano tutti i cittadini d’Italia a rispettare le disposizioni date, favorendo il contenimento della malattia. Sarebbe bene evitare gli allarmismi, rimane però il problema dell’impatto dell’emergenza sulle attività commerciali: se protratta nel tempo, porterà alla crisi di interi comparti economici. Per quanto riguarda la nostra attività, stiamo registrando numeri in caduta. Sono stato di recente in stazione Centrale a Milano, dove abbiamo un punto vendita e ho potuto constatare come l’affluenza sia davvero diminuita. Se si pensa al fatto che i negozi vivono di pedonabilità, quando il flusso del passaggio cala in maniera così evidente, si riducono di fatto i fatturati. La contrazione che la nostra realtà sta vivendo in questi giorni non sarà compensabile: contemplando la chiusura dei centri commerciali anche nel week-end, la perdita è prevista essere importante".

"101Caffè -aggiunge Gonnella- non è un'azienda industriale che, se ritarda una consegna, la riprogramma il mese successivo, come accade, ad esempio, nel settore automobilistico. Siamo un marchio che vende prodotti al dettaglio, che i clienti acquistano in quel momento, per cui i consumi si ridurranno, oppure si sposteranno verso piattaforme online, usufruendo, quindi, di altri canali di acquisto. Stiamo cercando di arginare il più possibile il danno e auspico che questa azione così forte e decisa da parte del sistema governativo, protratta per giorni, possa poi riaprire alla normalità e alla libera circolazione delle persone. Ci sono anche dei temi legati alla gestione del personale, nel momento di chiusura imposta dei negozi, per cui bisognerà comprendere come il Governo aiuterà le piccole e medie imprese come la nostra".

Centri commerciali chiusi sabato e domenica

Sui centri commerciali, che hanno al loro interno macchine potentissime sul piano dell'attrazione e dei fatturati come le food court, rimandiamo al commento di Massimo Moretti.

I centri commerciali rientrano nell'ordinanza predisposta dal Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. La chiusura non riguarda le attività di pubblica utilità e dei servizi pubblici essenziali (di cui agli articoli I e 2 della legge 12 giugno 1990, 146, ivi compresi gli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità), ma include:

  • bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento aperto al pubblico: sono chiusi dalle ore 18 alle ore 6; verranno definite misure per evitare assembramenti in tali locali;
  • per gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati è disposta la chiusura nelle giornate di sabato e domenica, con eccezione dei punti di vendita di generi alimentari;
  • chiusura disposta anche per le manifestazioni fieristiche.

"Il Presidente della Regione Lombardia, sentito il Ministro della Salute – conclude l’ordinanza – può modificare le disposizioni di cui alla presente ordinanza in ragione dell’evoluzione epidemiologica. La presente ordinanza ha validità immediata e fino a domenica 1 marzo 2020 compreso, fatte salve eventuali e ulteriori successive disposizioni".

Non è chiarissimo se i ristoranti, soprattutto quelli della ristorazione veloce (fast food, pizzerie, hamburgherie) rientrino in questa ordinanza. Burger King, come detto, segue scrupolosamente le direttive del Ministero della Sanità e quindi si limita e si limiterà a chiudere solo nelle aree a rischio conclamato.

"In particolare, per lo svolgimento delle attività dei ristoranti non sono previste restrizioni fino ad eventuali nuove disposizioni -precisa il sito di Confimprese. I gestori sono, comunque, invitati a mettere in atto tutte le misure necessarie per evitare nei propri locali gli assembramenti a rischio. Precisiamo inoltre che  –solo verbalmente– ci è stato comunicato che per questa settimana non sono obbligatorie comunicazioni ufficiali ai Comuni qualora si volesse prevedere la chiusura del proprio esercizio commerciale (bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento) prima dell’orario indicato come obbligatorio (es h 17.00); sarà solo necessario apporre in vetrina relativo cartello informativo".

Crolli delle vendite del 30-40% 

Da quando è balzato drammaticamente e prepotentemente alla ribalta il primo focolaio nella Bassa Lodigiana (fine settimana 22-23 febbraio 2020) gli unici ad aver forse guadagnato (o a non aver perso) da questa iattura sono stati i punti di vendita della gdo (supermercati, superstore, discount, ipermercati), con punte del 50% (nel caso di Coop) per i negozi nella zona rossa. Il resto dei negozi (soprattutto non alimentari), per tacere della ristorazione, ha registrato un "drastico calo di traffico, con fatturati retail in forte flessione del 30-40% -precisa Mario Resca, presidente Confimprese- nel primo fine settimana di diffusione del coronavirus, e previsioni di un’ulteriore decrescita ancora non calcolabili per il resto della settimana. Questi i primi sintomi di una crisi che si inserisce nel sistema economico di un Paese già in recessione, che fino a ieri ha beneficiato del forte flusso turistico".

"Condividiamo –aggiunge Mario Resca, presidente Confimprese – le forti preoccupazioni e le richieste di adeguate misure a sostegno di tutto il sistema espresse da Confcommercio e Confindustria anche in tema di fiscalità, come la sospensione delle scadenze contributive per le aziende. Bisogna tenere in piedi il sistema Paese, siamo preoccupati per gli ulteriori danni che questo flagello potrà causare alla nostra economia".

 

Fratelli La Bufala: un flagship store a Londra

Continua l'espansione all'estero dei Fratelli La Bufala. Nel cuore di Londra è stato realizzato un flagship store Lab in linea con l'immagine rinnovata dell'insegna

Si consolida la presenza del brand napoletano all’estero che a Londra realizza un flagship store a Piccadilly. Fratelli la Bufala sceglie il cuore della città proponendo uno spazio coerente con il restyling dell’immagine del marchio che sta cambiando volto sia in Italia che all’estero.

La nuova strategia retail di Fratelli la Bufala prevede sia nuove aperture sia il restyling di ristoranti esistenti secondo il nuovo format Lab -spiega l’Ad Giovanni Galbiati-. Dopo Dubai, città strategica in vista di Expo 2020, abbiamo deciso di puntare su Londra perché la riteniamo un hub fondamentale per un processo di internazionalizzazione di un marchio come il nostro, essendo una delle città più importanti al mondo dal punto di vista turistico e non solo”.

Questo format di flagship store Lab si inserisce in contesti urbani strategici, come nel caso di quest’ultima apertura, e propone una maggiore cura dei dettagli e del menu, con una serie di proposte dedicate che riservano particolare attenzione ad una materia prima di altissima qualità, a partire dalla mozzarella di bufala, proveniente da caseifici selezionati, proposta in 6 versioni dop.

Oltre alla pizza napoletana, anche la selezione di salumi, carni e formaggi di bufala da accostare a pane fatto in casa. Nonostante la forte impronta napoletana del menu, non mancano alcune proposte “esotiche”, omaggio alla vocazione cosmopolita della città.

Tra le novità di questo store c’è la proposta di happy hour, previsto dal giovedì alla domenica dalle 17 alle 20 con una proposta di cocktail classici ma anche di signature a base di latte di bufala creati ad hoc dai barman Fratelli la Bufala, con accompagnamento di fingers a base di bufala.

 

 

Fare retail è sperimentare

Insegne che indagano nuove strade, a caccia dell’attenzione dei nuovi consumatori. Le ultime tendenze dall’edizione annuale di Nrf a New York (da Gdoweek n. 3)

Il consumatore cambia, desidera, chiede. Il retail studia, immagina e sperimenta. Così fa esperienza e trova la strada per il successo e la differenziazione. Come si muovono i retailer per rispondere alle esigenze di un mondo che cambia, tra nuove generazioni e il potere di cambiamento della tecnologia? Alcuni spunti arrivano da New York, città sempre effervescente, e dall’appuntamento annuale con l’Nrf, in occasione del quale Ibm ha presentato il proprio Consumer 2020 Research Study, un’analisi dei trend che guidano e guideranno nel prossimo futuro le preferenze d’acquisto dei consumatori.

Diverse le forze che entrano in gioco. La prima sono i valori: i consumatori li mettono in cima alle priorità, anche prima del brand. Anzi, pur di rimanere fedeli ai propri principi, sono disposti a cambiare abitudini d’acquisto e seguire un brand capace di incarnarli. Ne risulta che la sostenibilità diventa il valore più amato e ricercato, insieme a trasparenza e tracciabilità.

Ma c’è anche altro. I consumatori sono a caccia di comodità e intuitività nei propri acquisti, che non sono più un’attività programmata ma spesso avvengono in micro-momenti sparsi nel corso della giornata. Questa frammentazione offre nuove opportunità ai retailer che possono virtualmente intercettarli in qualsiasi momento, soprattutto tra Millennials e ragazzi della Generazione Z, il cui impatto sarà sempre più rilevante. Sono, questi, anche i più decisi sostenitori del retail etico. In particolare, i Millennials ( 2,3 miliardi nel mondo, i cui acquisti, negli Stati Uniti valgono il 30% delle vendite totale retail), mostrano abitudini distintive: la ricerca del miglior rapporto qualità prezzo, la scarsa fedeltà alla marca, la ricerca di esperienze, prima di comprare, l'attenzione alla salute, la multicanalità, la frequentazione dei social media sono tutti elementi che, insieme a originalità e rilevanza, li mettono nella condizione di affidarsi a brand capaci di essere autentici . Il negozio diventa così catalizzatore di una serie di valori, aspettative, servizi, funzioni e (finalmente) anche prodotti (che non sono l’aspetto più rilevante), un hub che si alimenta del contesto e della comunità nella quale è inserito (fisica e digitale) e che si distingue per dinamismo e attrattività: in sintesi, la capacità di trasmettere un'esperienza.

Inutile dire che, in questo scenario, la tecnologia apre nuovi spazi soprattutto in termini di personalizzazione non solo di prodotto, ma anche nello spazio di vendita, con il risultato che si apre un mondo di nuovi servizi innovativi per dove e come sono consumati. Tutto diventa esperienza in senso lato, che oltrepassa ruoli definiti: così alcuni brand si travestono da musei e da parchi gioco, altri trasportano i consumatori nel mondo della marca o evidenziano famigliarità e vicinanza. Altri ancora riducono al minimo distrazioni e relazioni, usando la tecnologia per consegnare subito il prodotto al cliente, senza che debba nemmeno pensare di cercarlo o pagare. In questo contesto si possono individuare 4 macro trend che, basati su negozi esistenti, aiutano a comprendere alcune direzioni future. Tendenze che riguardano i retailer e anche le aziende di marca e i loro brand che, grazie alla tecnologia, hanno cominciato ad affrontare sempre più direttamente le sfide del retail.

Coronavirus: cosa stanno facendo i retailer

Esselunga Famagosta Milano
Tra ordinanze e accaparramento, ecco come stanno affrontando la situazione straordinaria le maggiori catene italiane, interpellate da Gdoweek sul tema

Come si stanno organizzando le catene di supermercati, ipermercati e discount di fronte all'emergenza Coronavirus che sta coinvolgendo alcune zone del nostro Paese?

Prevale un senso di prudenza, in attesa di capire come meglio muoversi, soprattutto in Lombardia e Veneto, al momento le regioni più colpite da questa situazione, a fronte dell'adeguamento alle ordinanze delle istituzioni. A seguire tutti i commenti dei responsabili delle catene interpellati da Gdoweek. Qui, invece, un focus sulle risposte degli e-tailer come Amazon e Cortilia.

"Come Federdistribuzione - ci dice Stefano Crippa, della direzione relazioni esterne dell'Associazione- stiamo monitorando fin da ieri mattina costantemente la situazione è diamo alle aziende le info necessarie per decidere al meglio. Spetta infatti solo a loro scegliere come muoversi, nei confronti dei clienti e dei collaboratori, seguendo le ordinanze delle istituzioni".

Anche per Giorgio Santambrogio, presidente di Adm e amministratore delegato di VéGé (che vede coinvolte in prima battuta Bennet, Tosano e Vega), le catene stanno lavorando nel rispetto delle indicazioni di Governo e istituzioni regionali in attesa di ulteriori aggiornamenti, che potranno essere definiti nella mattinata di domani.

Atteggiamento in linea anche da parte di Conad, Coop, Carrefour, Selex, Despar, Pam e Sun.

"Noi di Lidl -sottolinea Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione e relazioni esterne- nelle zone della Lombardia dove sono stati identificati i contagi (per capirci i 10 Comuni della zona rossa) abbiamo rispettato l’ordinanza del ministero della salute di venerdì e chiuso sia i negozi sia il polo logistico. Stamattina abbiamo riaperto il negozio di Casalpusterlengo perché l’ordinanza comunale ci classifica come attività che eroga servizio di pubblica utilità. Per il resto siamo in contatto diretto con le autorità competenti e ci stiamo attendendo scrupolosamente alle indicazioni al fine di garantire la massima sicurezza sanitaria".

Esselunga, da parte sua, conferma il maggiore flusso di clienti nei negozi, il grande utilizzo del sito eCommerce Esselungaacasa e sottolinea l'impegno per garantire sicurezza e servizio.

Certo i negozi sono stati ovunque presi d'assalto. "Registriamo un picco nelle vendite non previsto e non usuale per il mese di febbraio -spiega Rossana Pastore, responsabile comunicazione e relazioni esterne di Carrefour Italia- con spese che privilegiano prodotti di scorta".

"Come misure preventive -continua Rossana Pastore-, oltre a quelle già richieste a livello istituzionale e attivate da subito, soprattutto nei punti di vendita (una maggiore e più frequente pulizia di casse e carrelli con detergenti disinfettanti, controllo del livello di salute del personale, disinfettanti per gli addetti in negozio a titolo di prevenzione) a livello organizzativo, stiamo suggerendo al personale di sede che proviene dalle "zone rosse" o che devono fare lunghi percorsi con mezzi pubblici (treni e metropolitane) di gestire le proprie attività in home working".

"Gli accaparramenti sono iniziati da ieri -spiega Maura Latini, amministratore delegato di Coop Italia- ma succede sempre in casi di panico: capitò la stessa cosa con la Sars e il massimo avvenne con la guerra nel golfo … Al momento i supermercati nell'ordinanza lombarda sono indicati aperti, ma con l'obbligo dell'uso delle mascherine sia per il personale sia per i clienti. Situazione molto difficile ma vedremo gli sviluppi. Incrociamo le dita e lavoriamo tutti  per non far mancare i prodotti essenziali".

Anche Giorgio Santambrogio conferma il forte accaparramento dei prodotti nei negozi di alcuni soci VéGé: "Bennet, Tosano e Vega hanno vissuto oggi una continua presenza di clienti che hanno portato allo svuotamento degli scaffali, soprattutto per quei punti di vendita che si trovano nelle vicinanze delle zone più colpite da questa situazione -precisa manager-. Nei negozi, sono state attuate tutte le misure di sicurezza consigliate dalle Autorità, come le mascherine indossate dalle cassiere e dal personale nel contatto con i clienti".

Sottolineano da Gruppo Selex: "Questa mattina (24 febbraio ndr) il dato degli accessi sul nostro eCommerce cosicomodo.it ha avuto un picco con di fattore moltiplicatore del “ X 70. L'emergenza per il nostro Gruppo, al momento, equivale a far fronte alle richieste di spesa dei clienti, tutelando sia loro che i dipendenti. Inoltre, grande attenzione è dedicata agli impatti organizzativi logistici, sia delle persone sia delle merci, per mantenere un adeguato livello di servizio, non particolarmente semplice nelle 'zone rosse', dove bisogna organizzare gli spostamenti nel rispetto delle indicazioni che ci vengono trasmesse dai Ministeri coinvolti".

NaturaSì ha inviato ai propri clienti attraverso la newsletter una e-mail dove si comunica che: "Con riferimento ai casi di Coronavirus individuati in Italia negli ultimi giorni informiamo tutti i clienti che il gruppo EcorNaturaSì, consapevole dell'importanza delle misure precauzionali indicate dalle autorità sanitarie, si impegna a mettere in atto con la massima solerzia tutte le raccomandazioni che saranno emesse (...) Ricordiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di indossare una mascherina solo se la persona abbia il sospetto di aver contratto il Coronavirus e presenta sintomi quali tosse o starnuti o se si prende cura di una persona con sospetta infezione da Coronavirus. EcorNaturaSì rispetterà le volontà individuali di tutti coloro che vorranno comunque farne uso. Per ogni informazione in merito a quanto sopra consigliamo di attenervi al sito del Ministero della Salute http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus ".

Questa la risposta di Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo di Crai Secom Spa interpellato da Gdoweek: "Registriamo picchi di vendita sia offline che online, come tutti gli altri. Di sicuro conserve e grocery stanno uscendo, ma anche i freschissimi. Per il resto, stiamo seguendo le indicazioni che comunica il governo ed al tempo stesso le indicazioni che arrivano dalle istituzioni regionali. Teniamo sotto controllo le informazioni e soprattutto teniamo il più possibile allineata la rete sulle evoluzioni delle informazioni in nostro possesso e diramate dagli organi competenti".

Secondo il responsabile qualità di D.IT, Domenico Russo, riguardo alle attività di  Consorzio Europa e Realco (ndr: che operano nelle zone in cui si stanno verificando i casi di pandemia) in merito alle misure adottate nelle regioni a rischio relativamente al Coronavirus, sottolinea come la situazione stia variando di ora in ora. Per quanto riguarda quanto emerso lunedì 24 febbraio, oltre al rispetto dell’ordinanza di competenza in base alla regione di appartenenza del punto vendita/socio (secondo quanto definito nelle tre ordinanze delle regioni incriminate), è stata rivista l’agenda degli appuntamenti esterni anche in relazione alle policy adottate dalle varie aziende. "Questo clima di allarme generale, scaturito soprattutto dopo le decisioni di chiudere scuole, musei, teatri e -in generale- di sospendere qualsiasi tipo manifestazioni o iniziative pubbliche e private, sia al chiuso così come all’aperto ha provocato la corsa al rifornimento di generi alimentari anche nei supermercati dei Soci (regioni a rischio) provocando un incremento delle vendite specialmente nei settori carne, ortofrutta e igiene casa (disinfettanti e presidi medico chirurgici)".

Riceviamo e pubblichiamo da Gruppo Gabrielli: Le conseguenze del coronavirus si stanno avvertendo anche tra gli scaffali dei supermercati. “Negli ultimi due giorni, e tale andamento è confermato anche oggi , – sottolinea Mauro Carbonetti, amministratore delegato del Gruppo Gabrielli – abbiamo notato un aumento tra l'8% e il 10% dei clienti nei punti vendita a marchio Oasi e Tigre”. Una conseguenza dell'impatto che sta avendo nelle cinque regioni dove opera il Gruppo Gabrielli ovvero Marche, Abruzzo, Lazio, Umbria e Molise, il coronavirus che sta mutando anche gli atteggiamenti dei consumatori. “Sugli scaffali dei nostri punti vendita – ha aggiunto l'Ad Mauro Carbonetti – le merci sono regolarmente disponibili e non abbiamo, sino ad ora, difficoltà”. Innalzati gli standard finalizzati all'igienizzazione. Nei nostri punti di vendita abbiamo innalzato i già elevatissimi standard di igienizzazione dei locali e degli strumenti messi a disposizione della clientela, come ad esempio i carrelli, per i quali i nostri clienti hanno a disposizione anche delle salviettine igienizzanti per effettuare ulteriori pulizie nei punti di contatto come i manici”.

Fa eco Bennet: "A fronte dei casi di Covid-19 registrati in Italia, si è immediatamente attivata con misure interne di prevenzione nei confronti del personale e della clientela nel pieno rispetto delle informative emesse dalle autorità competenti. Bennet assicura di essere operativa su tutti i fronti ed in grado di affrontare ogni esigenza e necessità. Tutti i prezzi coinvolti nell'emergenza sono rimasti inalterati, in modo da non gravare ulteriormente sui cittadini clienti".

Rende noto in un comunicato Despar (Aspiag Service): Tutti i punti di vendita diretti e affiliati Despar in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna sono aperti al pubblico e operativi con i normali orari di lavoro. Sottolinea Francesco Montalvo, amministratore delegato di Aspiag Service, in relazione alla diffusione del Coronavirus in Italia_ “Stiamo lavorando con grande impegno nei negozi, nelle sedi amministrative e nei reparti logistici. A partire da domenica si sono evidenziati dei picchi di accesso ai punti di vendita, ai quali stiamo rispondendo con massima dedizione e operatività, per la quale ringrazio tutti i nostri colleghi e l’indotto”. Per quanto riguarda le misure cautelative, Aspiag Service sta seguendo le indicazioni del Ministero della Salute, delle Regioni e dei Comuni. Alcune attività, come i corsi di formazione, le trasferte di lavoro per meeting e riunioni non urgenti, la selezione di personale, sono state differite. Le diverse sedi e i punti di vendita sono collegati con la Direzione Centrale con l’obiettivo di scambiare un continuo flusso di informazioni.

Chef Express, un 2020 ricco di aperture nei principali format

Cristian Biasoni, Ad di Chef Express, illustra il piano di investimenti (30 milioni di euro) previsto su tutti i principali format della ristorazione commerciale: da Roadhouse a Wagamama

Incontrato da Gdoweek nel contesto dell'inaugurazione a Roma Termini dell’Open Colonna Bistrò, Cristian Biasoni, Ad di Chef Express, ha fatto il punto sugli investimenti e le principali aperture previsti per il 2020.

"Il piano di sviluppo prevede investimenti pari a 30 miliardi di euro solo per i marchi in concessione", ha annunciato Cristian Biasoni, parlando della strategia del gruppo per il 2020. "Svilupperemo su tutti i canali, dalle autostrade, alle stazioni ferroviarie e agli aeroporti". Altri investimenti sono previsti su city center e shopping mall con marchi noti, ma anche con novità: tra queste spiccherà Wagamama, la catena di sushi restaurant che Chef Express ha rilevato da Percassi.

"A Roma nel 2020 avremo tre novità -aggiunge Biasoni- come il nuovo Roadhouse, una bakery e un McDonalds. Altre aperture saranno a Roma Tiburtina, alla stazione di Napoli e altrove, per un progetto complessivo da oltre 20 nuovi punti di vendita".

 

Quello che un e-tailer non ti può dare? Un sorriso

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 3)

New York, NRF, un appuntamento importante, il più grande ritrovo di retailer al mondo. Un appuntamento che ha la doppia valenza di avamposto tecnologico, lato fiera, e di confronto di una community, lato congresso. Quest’anno, il tema, e non stupisce, sono state le persone, non il cliente ma le persone del punto di vendita. Non più “personale” e nemmeno “addetti”, da qualche tempo sono chiamati collaboratori, oggi qualcuno li chiama partner. Una rivalutazione di coloro che, con l’arrivo delle nuove tecnologie, sono stati visti solo come costi, con salari (almeno in America) bassissimi, spesso assunti a chiamata, mera manovalanza. Oggi, i grandi retailer si accorgono che, per rendere appetibili i loro spazi di vendita, l’unica maniera è tornare al fattore umano, persone quindi, in grado di consigliare, di seguire il cliente, ma anche di sorridere e di fare una battuta, un complimento, qualcosa che l’intelligenza artificiale non potrà mai fare: diventare umana. L’estrema attenzione alla tecnologia ha portato molte aziende del retail a dimenticarsi che siamo talmente immersi in una comunicazione che si digitalizza sempre di più dal rendere il contatto umano un vero a-tout del negozio. Oggi si vende esperienza, e più il negozio è grande più questa esperienza deve essere ricca, premiante, perché recarsi in uno store per fare la spesa sarà una scelta di gusto e non un obbligo. Qualcuno potrebbe chiedersi allora Amazon Go sta sbagliando tutto? Amazon Go appartiene ad un altro movimento uguale contrario che è quello dell’immediatezza. Privo di contatto umano, è l’estrema sintesi del “qui e ora”, cui peraltro Amazon stesso ci sta abituando, e che cosa c’è di più immediato di entrare in uno spazio piccolo, con il solo cellulare in mano, per comprare senza fare altri sforzi, ciò di cui abbiamo bisogno e di cui semplicemente abbiamo voglia.

Ma come hanno ben capito i colossi, Walmart e Starbucks in primis: quando parti dall’estremo opposto rispetto ad un e-tailer, quando sei principalmente un brick and mortar, i negozi non sono e non saranno mai un di cui di una strategia online e allora si torna alle persone, con un cambio di paradigma non più costi ma risorse, fidate e motivate.

Zalando: la sostenibilità della linea Zign

La colezione primavera estate della private label Zign di Zalando propone esclusivamente articoli realizzati con materiali più sostenibili

La collezione primavera-estate 2020 della private label di Zalando, Zign, è stata sviluppata nel segno della sostenibilità, in linea con la strategia lanciata dalla piattaforma. Questa gamma propone esclusivamente articoli realizzati con materiali più sostenibili, contengono il 50% in più di materiali sostenibili o almeno il 20% di materiale riciclato. Inoltre, tutti i prodotti Zign della collezione 2020 sono realizzati nella top 50% della base di fornitura di Zalando per quanto riguarda le prestazioni sociali. Inoltre, Zalando richiede che queste realtà forniscano dati ambientali in conformità con l’Indice Higg per favorire il monitoraggio e il miglioramento di aree di interesse come le emissioni di gas serra, lo spreco di acqua e la produzione di rifiuti.

Siamo molto entusiasti di lanciare la prima collezione di Zign in assoluto dedicata interamente alla sostenibilità e con ciò estendere il nostro assortimento più sostenibile a oltre 800 nuovi pezzi. Zign è il nostro brand di punta sostenibile e supporta ulteriormente la strategia di Zalando do.MORE, concentrandosi su qualità e durata nel rispetto dei nostri criteri di sostenibilità. Con questa promessa, supportiamo i nostri clienti nel fare scelte più sostenibili agendo come modello di riferimento per altri brand sulla nostra piattaforma” dichiara Sara Diez, vice president categoria donne di Zalando.

La strategia do.MORE

Zalando ha lanciato nell'ottobre 2019 la sua strategia di sostenibilità, do.MORE, insieme all'impegno di generare il 20 percento del gmv con prodotti più sostenibili entro il 2023. Questa strategia di sostenibilità è strutturata attorno a tre pilastri: Take a Stand, Style With Care e Shape Our Future. Il pilastro ‘Style With Care’ si pone come obiettivo quello di guidare i clienti verso scelte più sostenibili; a supporto di ciò, il lancio della nuova collezione.

 

 

 

Coop.fi: il punto di vendita “agile” di Prato Fabbricone

Unicoop Firenze ha inaugurato un punto di vendita Coop.fi a Prato con varie soluzioni in linea con la rinnovata filosofia dell'insegna

Alla base di questo punto di vendita, situato a Prato, in via Targetti 18, c’è un’idea precisa che Unicoop Firenze vuole dare al consumatore, ossia la leggerezza. Una sensazione che dovrebbe scaturire da un lato dalle dimensioni più ridotte dello store che si sviluppa su un’area di 1.367 mq e quindi alla possibilità di una spesa più veloce, dall'altra per l’assortimento, semplificato rispetto alla tradizione. Non ultimo i prezzi, più bassi, stando a quanto sottolinea Unicoop Firenze, rispetto agli altri punti di vendita del territorio. Completa il quadro la sostenibilità: l’obiettivo è infatti di ridurre al massimo gli sprechi privilegiando prodotti e pratiche per venire incontro alla sensibilità ambientale dei consumatori. Fra le scelte adottate: l’eliminazione dagli scaffali dei prodotti di plastica monouso, l’eliminazione del polistirolo dal reparto pescheria, che è stato sostituito con casse riciclabili; l’introduzione di nuovi incarti per i reparti forneria, gastronomia, rosticceria e macelleria, ecologici.

Per favorire la presentazione e la presa dei prodotti sono stati utilizzati scaffali bassi che rendono più “agile” la scelta dei prodotti. In assortimento  trovano spazio le linee Fior Fiore e Vivi Verde, molti prodotti legati a salute, benessere, biologico, cibi per animali, prodotti per la persona, oltre alla cantina. Grande attenzione ai prodotti stagionali, del territorio e biologici in area ortofrutta, mentre le casse sono  tradizionali, veloci e con il Salvatempo e sarà presente il prestito sociale.

Abbiamo introdotto alcune innovazioni rispetto agli altri negozi della cooperativa, restando fedeli alla nostra distintività, che mette in primo piano convenienza e qualità, senza che l’una vada a scapito dell’altro” afferma Giovanni de Nitto, vicepresidente del Consiglio di Gestione di Unicoop Firenze.

Bennet (Gruppo VéGé) lancia la linea Filiera Valore

I valori dell'iniziativa Filiera Valore, già avviata e consolidata, si traducono in un marchio che contraddistingue determinati prodotti di carne e pesce

Il progetto Filiera Valore Bennet diventa un brand. I valori di questa iniziativa, già avviata e consolidata, si traducono in un marchio che contraddistingue determinati prodotti di carne e pesce. In tre parole si può sintetizzare la filosofia di questo progetto: ossia cura, controllo e sicurezza durante tutte le fasi, sotto la supervisione di professionisti esperti e secondo procedure documentate. "Nella nostra filiera di terra -spiega l'azienda- alleviamo: bovini adulti, vitelli, suini, polli, tacchini, faraone, galletti, capponi e quaglie; in quella del pesce: orate, branzini e trote iridee".

L’insegna (Gruppo VéGé) valorizza, inoltre, la tracciabilità dei propri prodotti, definendo il percorso del prodotto nei diversi passaggi dagli allevamenti, alle coltivazioni, passando per i centri di sezionamento e di distribuzione fino al consumatore finale.

I prodotti della linea sono stati inseriti in assortimento in tutti i punti di vendita della rete ma anche online su www.bennetdrive.it e sono identificati da etichette specifiche differenziate dai colori in base alle categorie merceologiche: color rosso per il reparto macelleria, azzurro per la pescheria. Nei mesi successivi si prevede un ampliamento della linea anche in altre categorie e in altri reparti.

Per comunicare al consumatore la tracciabilità dei prodotti Bennet utilizza etichette caratterizzate da pittogrammi dedicati. Per il comparto macelleria i pittogrammi si concentrano su tematiche come quella del benessere animale e dell’assenza di trattamenti antibiotici, applicando rigorose procedure di verifica. All’interno degli allevamenti di filiera gli animali vengono nutriti con mangimi selezionati e adeguatamente controllati. Per quanto riguarda invece il comparto ittico, gli allevamenti ittici sono certificati Friend of the Sea: si tratta del programma internazionale che promuove e tutela le pratiche di acquacoltura sostenibili, un dettaglio ben riconoscibile in etichetta.

 

Kalamaro Piadinaro bissa a Milano

Secondo apertura per Kalamaro Piadinaro a Milano, ma è come se fosse la prima: il nuovo ristorante di piazza XXV aprile è il flagship della catena di CirFood Retail

Dopo la prima apertura nel quartiere uffici di Symbiosis, il nuovo BD in zona Ripamonti, non lontano dalla Fondazione Prada, CirFood Retail inaugura a Milano in Piazza XXV Aprile, a pochi passi da Eataly, il primo flagship di Kalamaro Piadinaro, il ristorante innovativo sviluppato da Gabriele Urbinati a Riccione, che unisce, attraverso variegate combinazioni, il pesce alla piadina (un abbinamento non facile e non frequente anche per i piadinari romagnoli) in un menù da chef, che include primi, secondi e burger. Per le piadine sono disponibili diversi impasti senza strutto (grano arso, farro, mutlicereali, grano spezzato). Il menù spazia dalle piade uniche alle piade della tradizione. Prodotti tipici per gli ingredienti: guanciale di Mora romagnola, pecorino di Fossa di Sogliano dop, pomodoro San Marzano dop.

Il bar accoglie subito chi entra nel ristorante

Il format è una replica quasi esatta del ristorante di Riccione, soprattutto nei colori (prevalenza del nero) e nei materiali (pietra serena, legno, ferro), con la differenza che il locale di Riccione ha 8 vetrine.

Una delle caratteristiche più impattanti del format è l'ingresso che apre con la caffetteria: per dare respiro al locale, e per conferire un senso di accoglienza e un'atmosfera informale.

Per Leopoldo Resta, direttore generale di CirFood Retail, la società nata apposta per sviluppare i marchi della ristorazione commerciale di Gruppo CirFood, Kalamaro Piadinaro è uno dei brand/formati più promettenti nella scuderia del gruppo emiliano, insieme ad Antica Focacceria San Francesco, di recente acquisita da CirFood che oggi la controlla completamente dopo lo scioglimento della jv con Feltrinelli.

Gabriele Urbinati (a sin.) e Leopoldo Resta (direttore di CirFood Retail)

Gabriele Urbinati, classe 1965, non è figlio d'arte (nel senso che non viene da una famiglia di ristoratori), come racconta lui stesso, ma è un giovane imprenditore che da giovanissimo ha chiesto un prestito per aprire a Riccione il Caffè del Porto: grande successo. Successiva esperienza a Bologna con una gelateria storica in via Castiglione. Poi, preso dalla saudade adriatica, ritorna a Riccione e acquista un chiosco sul canale: il primo nucleo che sboccerà nel Kalamaro Piadinaro: piadina servita con il papillon, come si diceva, per connotare il posizionamento signorile del locale, lusso accessibile e democratico, s'intende.

Kalamaro Piadinaro di Milano-XXV Aprile è il 4° ristorante, dopo lo storico di viale Ceccarini a Riccione, il corner nei Gigli a Campi Bisenzio (Fi), e il locale a Milano-Symbiosis. Lo sviluppo è in corso: "a breve (nell'arco di sei mesi) -ha detto Resta- apriremo altre ristoranti a Torino, Bologna, e ancora Milano".

 

Insegna: Kalamaro Piadinaro

Dove: Milano, Piazza XXV Aprile 12 (zona Garibaldi-Porta Nuova)

Tipologia: Ristorante, servizio al tavolo, menù romagnolo (piadina, pesce) con completamento carne/salse, primi/secondi, dessert

Superficie: 276 mq

Posti a sedere: 110

Orario/Fasce di servizio: tutti i giorni, dalle 12 alle 23 (venerdì e sabato chiusura alle 24)

(Lampi di) Menù: piade uniche (es. Pi. Sardoni con alici di lampara marinate, squacquerone e cipolla rossa marinata con aceto di lamponi; o la Pi. Terramare, calamari alla griglia, crudo di Parma Dop, aceto balsamico di Modena Igp); piade della tradizione (es. Regina con crudo di Parma Dop, squacquerone e rucola). Primi piatti: es. K'Amatriciana (mezze maniche con calamari, guanciale di mora romagnola, pecorino di Fossa di Sogliano Dop, pomodoro San Marzano Dop e basilico), Passatelli asciutti con ragù bianco di pesce. Secondi come fish&chips con filetti di merluzzo in pastella dorata, patate fritte special e kalagreca sauce, salsa preparata ad hoc con yogurt greco, zenzero e lemongrass. Fra i dessert: gelati artigianali alla crema e alla frutta da laboratorio artigianale, serviti in vasetti di vetro personalizzati.

Prezzo medio (1 una persona): 10-15 euro (pranzo), 18-25 euro (cena)

Parcheggio: proprio davanti al ristorante, parcheggio sotterraneo in Piazza XXV (3 euro la prima ora, 3,50 euro la seconda ora).

#Euroshop2020 Gdoweek Tg focus sul quarto giorno di fiera

Patrick Fontana, Luca Moroni e Barbara Trigari alla ricerca di novità e tendenze per il retail del futuro da Euroshop 2020

Quarto giorno di fiera e terzo appuntamento con il tg di Gdoweek dagli inviati a Dusseldorf. Uno sguardo al futuro con le start up presenti allo stand Epta, e cosa aspettarci nell'eCommerce che arriverà ad essere tridimensionale. Spazio allo shopfitting dove prevalgano le partnership per offrire ai clienti competenze a più ampio spettro, che guardano al punto di vendita in tutte le sue sfaccettature e implicazioni. Come la fluidità proposta da Mediasys con un robot per il make up, oppure sul fronte opposto la scelta di Interstore che preferisce sviluppare internamente i talenti, dalla progettazione alla consulenza sui concept fino alle tecnologie per l'analisi dei risultati.
Parliamo anche degli stand accessibili solo con invito, e da noi giornalisti, come quello di Interstore e di Metawood, e....guardate la terza puntata del Tg di Gdoweek da Dusseldorf, e se ve le siete perse anche la seconda e la prima.

Un appuntamento in video ogni mattina, seguite lo speciale Euroshop sul sito e sui social

#Staytuned sui nostri social e su twitter seguendo i nostri account e gli hashtag #Euroshop2020 e #NBM_Dusseldorf, oltre al nostro speciale dalla fiera sul sito e sul prossimo numero di Gdoweek.

 

Lidl Italia promuove la corretta alimentazione in scuole e piazze

Lidl Milano Ornato
Un progetto in partnership con Croce Rossa italiana, che continua dopo una prima fase che ha già coinvolto 500 studenti e che toccherà anche il punto di vendita

Sensibilizzare gli italiani, i più giovani in primis, ad una sana e corretta alimentazione, lottando contro lo spreco di cibo e promuovendo la conoscenza degli alimenti. Questi gli obiettivi del progetto “Sano è Buono” che Lidl Italia porta avanti come partner della Croce Rossa Italiana fino a maggio 2020 attraverso azioni nelle scuole, nelle piazze e nei punti di vendita.

Durante la prima fase del progetto, che ha coinvolto oltre 500 studenti, si sono svolti incontri formativi e workshop nelle scuole primarie e secondarie di primo grado delle sei città che hanno aderito al programma: Roma, Cagliari, Molfetta, San Donà di Piave, Rossano e Senigallia. Gli studenti hanno inoltre partecipato ad un concorso di disegno sul tema della sana alimentazione. Tra tutti gli elaborati, una giuria di esperti ha decretato l’opera vincitrice che verrà stampata su delle shopper in edizione limitata.

La seconda fase, in partenza da aprile 2020, vedrà giovani volontari della Croce Rossa formati sul tema della sana alimentazione presenti nei punti di vendita Lidl delle città coinvolte per un’attività di sensibilizzazione e informazione rivolta alla clientela. Attraverso una donazione destinata a finanziare le attività dell'organizzazione, sarà possibile ricevere la shopper con il disegno vincitore del concorso. Inoltre, volontari, studenti e rappresentanti Lidl saranno presenti, insieme, nelle piazze delle sei città italiane interessate, nei week-end di maggio e giugno, con giochi e attività interattive rivolte a grandi e piccoli.

Carrefour e Nestlé uniti per migliorare la nutrizione infantile

carrefour italia park west
#iofacciodipiù | Un'iniziativa incentrata sulla promozione dei prodotti sani, a partire da frutta e verdura in omaggio, con indicazioni sulle migliori ricette per cucinarle

Carrefour e Nestlé uniscono le forze per aiutare i genitori a nutrire i propri figli in modo più sano e sostenibile, a partire da una promozione del consumo quotidiano di frutta e verdura. I due player hanno infatti in Francia, con arrivo previsto anche in Argentina e Italia, l'iniziativa "Adotta un frutto, adotta un ortaggio".

Un'attività che per Nestlé rientra nel programma Healthier Kids e per Carrefour nel programma Act for Food, entrambi lanciati a livello globale nel 2018. Tra le azioni previste la distribuzione in negozio ai genitori con figli di frutta e verdura, con relative ricette per cucinarle al meglio, ma l'iniziativa promuove anche prodotti più sani, con grano intero, ridotto contenuto di zucchero e sale, o ancora da gamme biologiche e vegetariane.

Come sottolinea Alexandre Bompard, Ceo di gruppo Carrefour: "Nel 2019, abbiamo rivisto le ricette di 1.500 prodotti a marchio e ci siamo assunti un grande impegno nel campo dell'alimentazione infantile, con il passaggio al 100% biologico della gamma Carrefour Baby, eliminando aromi artificiali e additivi, sostanze controverse, riducendo il contenuto di zucchero e sale e favorendo gli ingredienti locali. Unendo i nostri impegni e quelli del gruppo Nestlé, questa collaborazione ci consente di andare ancora oltre".

McDonald’s: arriva l’arancia rossa di Sicilia igp

Grazie alla collaborazione con l'azienda siciliana Oranfrizer, McDonald's introduce in 450 McCafè la spremuta di arancia rossa di Sicilia igp

In 450 McCafè sul territorio italiano sbarca l’arancia rossa di Sicilia igp. È l’ultima novità della collaborazione con l’azienda siciliana Oranfrizer che fornirà 500 tonnellate di prodotto per un totale di oltre 700.000 spremute. “Questa iniziativa -spiega Giorgia Favaro, direttore marketing di McDonald’s- segna una tappa importante nel percorso intrapreso oltre dieci anni fa con i Consorzi di tutela delle materie prime dop e igp. Possiamo affermare che il nostro McCafè diventa ancora più italiano e ancora più buono”.

La collaborazione con l’azienda siciliana è stata avviata già nel 2009 e oggi permette di introdurre anche prodotti certificati come nel caso degli agrumi igp. Dal canto suo McDonald’s ha da tempo intrapreso un percorso di valorizzazione di prodotti tipici del territorio ai quali ha dedicato uno spazio specifico nel proprio menu, optando per presenze stagionali o fisse come nel caso dell’arancia rossa.

Nello Alba, amministratore unico di Oranfrizer, aggiunge: “Per noi si tratta dell’unica esperienza continuativa con il mondo della ristorazione e dell’horeca. Con risultati crescenti, basati su una soluzione di business di successo, dove la qualità delle materie prime e della gestione dei servizi è centrata sulla soddisfazione del consumatore finale”.

 

MD discount: con la buona spesa continua a crescere

Risultati in crescita per il gruppo guidato da Patrizio Podini, che registra nel 2019 una crescita del 10% e stima nel 2020 un aumento delle vendita del 7-8%

In un mercato difficile come quello attuale, che non cresce (-1%) ad esclusione dei discount che, tutti insieme, registrano un + 4,5%, MD Spa invece, ha realizzato un + 10% rispetto all’anno precedente, portando le vendite nette del gruppo a 2,75 mld di euro (+ 250 milioni), risultati di cui siamo molto soddisfatti”. Esordisce così Patrizio Podini, fondatore e presidente di Md Discount, nel raccontare le strategie di sviluppo del gruppo per il 2020.

“Quest’anno il mercato sarà anche più difficile con prospettive non rosee sia per effetti endogeni come il Coronavirus sia per la competizione crescente -continua l’imprenditore- ma prevedo comunque un andamento positivo con una crescita del 7-8%, anche grazie a investimenti per lo sviluppo di circa 250 milioni”.

 

La rete di vendita

Md infatti ha programmato un piano di sviluppo per il 2020 con l’apertura di oltre 40 nuovi punti vendita a format (tra diretti e affiliati, rispettivamente 32 e 10) su tutto il territorio nazionale, con superfici da 1.500/2.000 mq; le prime due aperture sono state aperte nei giorni scorsi in Sicilia e Sardegna dove la presenza dell’insegna è già molto significativa. A questa rete vanno aggiunti i negozi ristrutturati, altri 40 store circa: i primi 10 sono già stati rinnovati fino ad ora e i restanti 30 saranno completati entro due mesi.

Ad oggi la rete è composta da 780 punti di vendita in tutta Italia, serviti da 8 centri logistici per la distribuzione per un totale di oltre 7.000 dipendenti, con 550 nuove assunzioni previste nell’anno

 

Il focus sui prodotti

Tra le novità di questo 2020 il rafforzamento della squadra con l’ingresso come direttore commerciale Giuseppe Cantone, campano, con esperienze professionali sia nel mondo dell’industria sia nella distribuzione dove ha collaborato al progetto di Il Viaggiator Goloso. “Il retail parte dal prodotto che sottolinea la distintività dell’assortimento e, quindi, il posizionamento dell’insegna -sottolinea Cantone-. Per questo ci focalizzeremo sulle nostre linee per verificare, a stretto contatto con l’ufficio controllo qualità, le caratteristiche dei nostri articoli e le possibilità di miglioramenti per garantire ai nostri clienti sempre maggiori soddisfazione”.

 

La sostenibilità

Forte l’impegno anche sulla sostenibilità che tocca aspetti nevralgici come i trasporti ( con l’introduzione dal 2018 di automezzi con motore alimentato a metano LNG/liquido e con gruppo refrigerante funzionante con energia elettrica prodotta dallo stesso motore.
“È un primo step di un progetto destinato nei prossimi anni ad avere il maggiore numero possibile di mezzi green nel parco vettori, nell’ottica di una politica ambientale sempre più innovativa e consapevole -spiega Pier Mario Mocchi, direttore generale di Md Dscount-. Un approccio che non si limita ai mezzi di trasporto ma coinvolge gli imballaggi, la scelta dell’illuminazione led in tutti i negozi, la presenza di impianti fotovoltaici, transplallet al litio (che durano il doppio e si ricaricano) per non parlare di promozioni come #zerosprechi, con le quali offriamo ai consumatori prodotti vicini alla scadenza a prezzi ancora più aggressivi”.

 

Prima volta in Tv

Il 2020 è anche l’anno del debutto di MD sulle reti televisive nazionali con una campagna con Antonella Clerici, dal 2017 testimonial dell’azienda, protagonista dello spot insieme a clienti e dipendenti della catena. “Del resto l’obiettivo della campagna è quello di far vedere come i discount MD siano luoghi allegri e colorati, nei quali i clienti, chiunque essi siano (famiglie, single, coppie, ecc) possono fare una spesa di qualità”, spiega Anna Campanile, direttore marketing, comunicazione acquisti non food.

Inoltre, Antonella Clerici affianca MD anche nel progetto digitale “Casa MD”, 12 video-ricette on air mensilmente a partire dal 20 febbraio.

 

Despar rilancia la raccolta fondi per donne in difficoltà

Torna dal 22 febbraio all'8 marzo l'iniziativa che lo scorso anno ha permesso di raccogliere in 16 giorni oltre 126mila euro

Riparte dal 22 febbraio all’8 marzo “Il mondo ha bisogno delle donne”, la raccolta fondi ideata e promossa da Despar in tutti i punti di vendita Despar, Eurospar e Interspar del Triveneto e dell’Emilia Romagna. Giunta alla sesta edizione, l’iniziativa lo scorso anno ha raccolto in 16 giorni oltre 126mila euro, devoluti poi a quattro associazioni regionali per progetti diversi rivolti alle donne. 

La dinamica (semplice) della raccolta. Nei giorni della campagna, in tutti i supermercati diretti Despar, Eurospar e Interspar in Triveneto ed Emilia Romagna (e nei punti di vendita affiliati che aderiranno all’iniziativa) i clienti potranno scegliere di arrotondare lo scontrino della spesa donando direttamente in cassa. L’offerta libera apparirà sullo scontrino alla voce “Per le donne”. 

I progetti sostenuti nel 2020
In Veneto a beneficiare della raccolta sarà il Gruppo Polis, una cooperativa sociale di servizi alla donna. La donazione servirà a sostenere il progetto “Casa Viola”, una struttura di accoglienza per le donne e bambini vittime di violenza.

In Friuli Venezia Giulia il charity sarà devoluto al Cro di Aviano: i fondi verranno utilizzati per l’acquisto di dispositivi e software che consentiranno un miglioramento del trattamento radioterapico del tumore della mammella evitando i danni da radiazione al tessuto polmonare e al cuore.

In Emilia Romagna, invece, si sosterranno spese e vitto di prima necessità per le donne e bambini ospiti nelle Case Rifugio gestite dalla “Casa delle donne per non subire violenza” di Bologna.

In Trentino Alto Adige i fondi saranno messi a disposizione dell’Anvolt di Trento, che finanzierà il progetto “Una Finestra Sulla Vita”, un piccolo centro dove le donne malate possano trovare un luogo accogliente in cui riscoprirsi, ritrovare il proprio corpo ed entrare di nuovo in sintonia con le proprie emozioni. 

Euronics: le ultime aperture al sud

A Casoria (Na), il gruppo Tufano ha inaugurato un punto di vendita. Si potenzia così la presenza dell'insegna nella regione dove sono attive 19 strutture

Aggiornamento

Lo store aperto a Casoria (Na) da Tufano, socio campano del gruppo Euronics, si allinea al nuovo format dell'insegna e consolida la rete dell'insegna in Campania dove sono attivi 19 punti di vendita. Questa struttura è la seconda dell'insegna nella città metropolitana di Napoli. L’adozione del nuovo design store concept è una delle caratteristiche distintive del negozio, ubicato all’interno della galleria del Casoria Park, nella zona commerciale di Casoria nei pressi dell’uscita della tangenziale, area recentemente oggetto di un intervento di forte riqualificazione. Il locale, che propone al suo interno corner e aree esperienziali, occupa un'area di 2.100 mq di cui 1.750 di area vendita. Il team di lavoro conta 15 addetti.
L’inaugurazione di questo nuovo store, come affermato da Raffaele Lioniello, direttore generale della società, “conferma la volontà della nostra azienda di sviluppare la presenza nelle aree da noi presidiate, all’interno di location dalle buone potenzialità. Abbiamo in programma altre aperture per sviluppare la nostra primaria posizione sul mercato, portando però nello stesso tempo del valore alla nostra azienda”.

 

Anche in Calabria Euronics ha proseguito il suo sviluppo. Nei mesi scorsi è stato realizzato uno store aperto al centro commerciale Le Ninfee, di Reggio Calabria, in viale Calabria 310, sviluppato su una superficie di 1.500 mq. Con questa inaugurazione salgono a nove i negozi della rete del socio del gruppo La Via Lattea che opera con nove strutture in Sicilia e in Calabria.

Il primo punto di vendita aperto in Calabria, a Villa San Giovanni, ha segnato il nostro ingresso nella regione, una scelta di sviluppo che ci sta dando buone soddisfazioni e che quindi oggi miriamo a consolidare con l’apertura di un secondo store, questa volta nel capoluogo e quindi in un bacino più ampio e più cittadino -dichiara Francesco Interdonato, amministratore unico de La Via Lattea-. La Calabria si caratterizza per un cliente fedele e non necessariamente basso spendente e guidato solo dalla super promozione, sensibile a un reale servizio. Tutte caratteristiche che ci fanno dire di poter esprimere anche su Reggio Calabria quelle potenzialità dei nostri negozi già dimostrate a Villa San Giovanni, sfruttando in più un traffico sul punto di vendita più importante vista l’ubicazione del negozio”.

Lo store dispone al suo interno di 2 totem digitali con l’assortimento completo dei prodotti ordinabili, di un corner dedicato al customer care studiato e all’ingresso uno showroom di prodotti per l’incasso.

Conta su uno staff di 20 addetti, nella maggioranza nuove assunzioni. A supporto dell’apertura è previsto un’attività sottocosto.

#Euroshop2020 Gdoweek Tg con gli highlight del terzo giorno di fiera

Patrick Fontana, Luca Moroni e Barbara Trigari alla ricerca di novità e tendenze per il retail del futuro da Euroshop 2020

Secondo appuntamento con gli inviati di Gdoweek ad Euroshop 2020, dopo la prima puntata del Tg che abbiamo pubblicato ieri,  con i trend che emergono dai padiglioni, e le novità viste agli stand.

Ikea Italia è stata premiata per il progetto pilota, primo a livello mondiale implementato nello store di Padova, di self checkout velocissimo, grazie a una cassa dotata di intelligenza artificiale che riconosce i cibi posti sul vassoio messa a punto da Diebold Nixdorf. Abbiamo poi visto le potenzialità dello shopfitting del gruppo Schweitzer, o l'eterno dilemma tra industrializzazione e personalizzazione che propongono Cefla, Arneg ed Epta, per finire con l'empowerment del personale con le soluzioni wearable di Zebra e l'uso smart dello scaffale di Nicolis Project. Ma senza l'emozione della luce, che si modella e rende unici gli ambienti, non si può garantire una shopping experience distintiva, basta passare dallo stand di iMoon per rendersene conto.

Un appuntamento in video ogni mattina, seguite lo speciale Euroshop sul sito e sui social

Vi aspettiamo per un prossimo appuntamento ogni mattina! Buona visione e #Staytuned sui nostri social e su twitter seguendo i nostri account e gli hashtag #Euroshop2020 e #NBM_Dusseldorf, oltre al nostro speciale dalla fiera sul sito.

#Euroshop2020 Ikea premiata per la migliore esperienza di pagamento grazie all’Ai

Assegnato a Ikea Italia il Retail technology awards Europe 2020 grazie ad iTray, strumento che automatizza il pagamento nei ristoranti

Ikea è stata premiata con il Retail technology award Europe 2020 per la migliore in-store experience grazie alla soluzione sviluppata da Diebold Nixdorf. Si tratta di iTray, uno strumento basato sul riconoscimento dei prodotti e dotato di intelligenza artificiale, pensato per rendere l’esperienza d’acquisto all’interno dei ristoranti Ikea più semplice e veloce.

Con iTray, infatti, al cliente basterà posizionare il vassoio sotto al sensore e procedere al pagamento. In pochi secondi il dispositivo riconoscerà automaticamente i prodotti sul vassoio, senza bisogno di selezionarli manualmente uno ad uno.

Antonio Semeraro, payment leader di Ikea Italia, sottolinea:"I clienti apprezzano la rapidità e la funzionalità del nuovo sistema di casse intelligenti che accorciano i tempi di attesa”. Grazie alla cassa self service iTray, inoltre, le code si riducono e lo staff può focalizzarsi sul miglioramento dell’intera esperienza nei ristoranti della catena.

I 25 anni dei supermercati Emme Più (gruppo Maiorana)

Eccellenze del territorio selezionate per la qualità; filiere e materie prime controllate. Sono i tratti distintivi dell'offerta di Emme Più

Per festeggiare il venticinquesimo anniversario della rete di supermercati a insegna Emme Più, il Gruppo Maiorana ha organizzato una serie di eventi all'interno dei negozi della rete, come nel caso della serata al centro commerciale Arca di Capena, alla quale ha partecipato anche l'attore Maurizio Mattioli.

Sono attualmente attivi 41 punti di vendita, precisamente 38 nel Lazio e 3 in Abruzzo.

L'azienda vuole valorizzare elementi specifici che possano contraddistinguere e caratterizzare l'insegna e la proposta assortimentale puntando sulle eccellenze del territorio selezionate per la qualità e la garanzia di produzione, sulla scelta di prodotti provenienti dai migliori produttori che utilizzano filiere e materie prime controllate.

La forte sinergia tra vendita all’ingrosso e vendita al dettaglio -spiega Maggiorino Maiorana, presidente del Gruppo- ci permette di essere più veloci e flessibili nelle scelte per proporre al cliente un’offerta sempre ricca, tracciabile e sicura”.

Consapevoli che tra le diverse esigenze del pubblico c’è il risparmio e la lotta allo spreco -afferma Domenico Salvoni, marketing manager di Emme Più- vogliamo mantenere alti gli standard di qualità e di sostenibilità. Grazie alle strette collaborazioni con i nostri partner e fornitori, possiamo offrire “prezzi bassi sempre” su tantissimi prodotti”.

Dog Heroes: il pop-up store con cibo fresco per cani

Dog Heroes
A Milano, in corso Garibaldi 121, è attivo fino al 14 marzo il temporary store Dog Heroes con una proposta di ricette studiate da veterinari

Un luogo a misura di cane con angoli specifici e un’offerta di petfood basata su cibo fresco e sano. A Milano, in corso Garibaldi 121, è attivo fino al 14 marzo il temporary store Dog Heroes. L’offerta ripropone le ricette che Dog Heroes rende disponibili sul sito www.dogheroes.it dove, inserendo i dati del proprio cane (razza, età, peso, abitudini e stile di vita), si può ricevere un piano alimentare personalizzato, consegnato a domicilio ogni due settimane, con porzioni giornaliere pronte per essere servite. Le ricette sono preparate secondo le linee guida della Federazione Europea dell'Industria degli Alimenti per animali da compagnia e hanno come principale apporto proteico la presenza di carne (oltre il 60%), oltre a verdure, cereali, vitamine e sali minerali, il tutto cucinato in un laboratorio in Lombardia. Nello store sono presenti aree assaggio con ciotole, zolle d'erba a coprire il pavimento.

Abbiamo creato Dog Heroes per realizzare qualcosa in più della semplice distribuzione di petfood di qualità - raccontano i tre fondatori Pierluigi Consolandi, Marco Laganà e Gregoire Desforges – ma per costruire una community intorno ai valori di qualità, condivisione e sostenibilità e amore verso gli animali. E con Unboxing abbiamo voluto tradurre tutto questo in un luogo fisico, che rappresentasse in modo tangibile in tutto e per tutto i nostri valori, così da dare anche a chi non è particolarmente avvezzo all’eCommerce, o scettico all’acquisto online, la possibilità di toccare con mano l’esperienza Dog Heroes, ma soprattutto di farla provare al proprio cane”.

Un progetto ecofriendly

Questa insegna è legata anche a un progetto ambientalista. Insieme a Treedom, si impegna a piantare nuovi alberi, riducendo, così, ogni giorno l’impatto che la produzione delle pappe per cani ha sul pianeta. Inoltre, il packaging è realizzato con materiali riciclabili o riutilizzabili e la consegna delle pappe a domicilio avviene con biciclette e veicoli elettrici.

 

 

Il machine learning nella pianificazione del retail

La previsione della domanda attraverso la valutazione di molte variabili eterogenee: dal meteo alla cannibalizzazione promozionale, in modo dinamico. Una nuova frontiera

Il retail non risulta immune al fascino del machine learning e diverse sperimentazioni dei suoi usi sono in atto per ottenerne delle best practice. Ma di cosa si tratta nello specifico? Per machine learning (o apprendimento automatico) si intende una branca dell'intelligenza artificiale volta alla progressiva elaborazione della performance di un algoritmo sulla base di pattern nei dati.

Sono molti i vantaggi dell’apprendimento automatico: conferendo ad un sistema la capacità di imparare automaticamente da grandi quantità di dati (molti di più di quanto potrebbe fare un intervento umano e senza bisogno di alcuna programmazione), questa tecnologia identifica modelli ripetitivi e utilizza schemi rilevati per prendere decisioni migliori. Grandi sono, allora, le potenzialità del machine learning, che se associato al retail, vede, ad esempio, nella previsione della domanda un ambito di applicazione ovvio per il settore, con un livello di complessità variabile a seconda che la previsione debba servire per la pianificazione a breve, medio e lungo termine. Si possono, quindi, combinare più metodi previsionali (ad esempio temporali o causali), in modo da ottimizzare la risposta del sistema sulla base di punti di forza e di debolezza, come la stabilità, la reattività, la quantità di dati necessari, l’orizzonte temporale della pianificazione e l’efficienza computazionale.

La soluzione RELEX di previsione della domanda utilizza algoritmi di apprendimento automatico per stimare l’impatto sulle vendite di fattori esterni, con lo scopo di aumentare significativamente l’accuratezza della previsione. Questa soluzione ha permesso di creare correlazioni complesse, ricavandone soluzioni output chiare, mettendo a fattor comune fenomeni come, ad esempio, le condizioni meteorologiche o la cannibalizzazione.
Le condizioni meteorologiche sono, infatti, un elemento che influisce notevolmente sul comportamento dei consumatori. Creare delle regole o dei modelli sulla base delle relazioni esistenti tra la domanda di un prodotto e diverse variabili meteorologiche, come pioggia, ore di sole, temperatura, ecc., facendo riferimento all'intero assortimento, non è banale, dato che bisogna elaborare una tale quantità di dati futuri e passati. Una previsione di base accurata e robusta grazie al machine learning permette, invece, di escludere dai dati storici eventuali effetti delle condizioni atmosferiche sulle vendite.

Un ulteriore esempio è fornito dalla strategia di vendita, e dalle promozioni in particolare. A differenza delle condizioni meteorologiche, che possono avere un effetto variabile sulla domanda, la promozione di un prodotto ha sempre un impatto positivo diretto sulle vendite del prodotto stesso. Tuttavia, spesso le aziende dimenticano di considerare le conseguenze che la promozione di un prodotto può avere sulle vendite di altri prodotti non in promozione. Quando l’aumento della domanda di un prodotto provoca il calo della domanda di un altro, si parla di cannibalizzazione. Ecco, quindi, che le tecniche di machine learning applicate a tale caso migliorano notevolmente l’accuratezza della previsione durante le campagne promozionali e riducono il rischio di deperimento dei prodotti soggetti a cannibalizzazione.

Quali prospettive per il futuro di questa tecnologia per il retail? Di sicuro vi sono ottime opportunità d'utilizzo soprattutto per la natura complessa in termini quantitativi del parco dati proprio del settore del retail. Continuare la sperimentazione, grazie a soluzioni come quella offerta da RELEX, permette di sfruttare l'eccezionale velocità e potenza di calcolo basata su in-memory computing e la capacità di integrazione dei dati. La chiave del successo starà nel sapere, però, applicare le tecnologie di machine learning in combinazione con metodi complementari per fornire le migliori soluzioni possibili ai problemi più complessi nella pianificazione del retail.

WHSmith, un caso di studio

RELEX ha messo a disposizione le sue tecnologie per l’ottimizzazione del sistema di riassortimento dell’azienda britannica WHSmith, presente con 1.400 punti vendita nel mondo, di cui 350 nel Regno Unito, il cui core business sono i libri, la cancelleria e il cibo take away (panini, insalate e pasticcini). A fine 2016 WHSmith presentava criticità relative all'inefficiente gestione degli ordinativi, dovuta alla mancanza di previsioni quantitative e alla limitata capacità di stoccaggio degli store, per i quali i prodotti devono essere il più freschi possibile quando raggiungono gli scaffali, e non essere a rischio di deperimento.

RELEX ha applicato al caso WHSmith le potenzialità dell’apprendimento automatico per il calcolo delle previsioni. Il sistema prende spunto dal contesto aeroportuale e dalle previsioni dei passeggeri in transito. Passando, quindi, ad elaborare i dati forniti dagli aeroporti, WHSmith utilizza i dati sul traffico aeroportuale per prevedere la domanda. Il sistema fornito da RELEX si è rilevato efficace per far fronte alle esigenze del cliente, offrendo previsioni realistiche sulle quantità di prodotti alimentari freschi necessari per i giorni della settimana, gestendo diverse consegne al giorno per alcuni prodotti, nonché di suddividendo le quantità in modo appropriato tra ciascuna di esse. Il breve arco temporale di conservazione degli alimenti freschi rende essenziali previsioni e riassortimenti precisi e, poiché le vendite possono variare da un giorno all'altro, i risultati migliori si ottengono attraverso previsioni e riassortimenti giornalieri.

La fase di test della tecnologia RELEX si è conclusa ad aprile 2017. Nelle 12 settimane successive all’implementazione, è stata notata una riduzione significativa dello spreco, aumentando la disponibilità di prodotti. Il tutto è stato coadiuvato dalla facile configurabilità di RELEX, che ha permesso agli esperti di WHSmith di affinare ulteriormente le funzionalità di sistema e i processi, in particolare per quanto riguarda le scorte di sicurezza, ottenendo un controllo ancora più rigoroso dell’attività. Con l’automatizzazione di gran parte delle operazioni di riassortimento di routine, il team di WHSmith è ora in grado di concentrarsi con maggior attenzione su compiti ad alto valore aggiunto, come la pianificazione e la gestione delle eccezioni.

Focalizzare i progetti

Ai e ml sono spesso considerati come le soluzioni universali per ogni esigenza di innovazione. Tuttavia, per la riuscita dei progetti basati su queste tecnologie, l’interpretazione corretta è una condizione necessaria. Per Stefano Scandelli, Senior Vice President Sales EMEA e APAC, la sfida per i retailer italiani è inserire in modo corretto questo asset tecnologico rispetto al proprio settore retail.

Per quale tipo di retail, Ai e ml sono particolarmente efficaci?
Sicuramente per tutti i contesti in presenza di prodotti alto rotanti. E tra questi il grocery e in generale il food. Le variabili interne come la pianificazione promozionale, associata a quelle esterne come l’andamento puntale del meteo, sono un terreno in cui AI e ML possono dare ottimi risultati. Si riesce a prevedere meglio la domanda, individuare i picchi di vendita e migliorare il sell-out. Questo in generale. Poi occorre valutare caso per caso anche perché occorre governare una complessità rilevante: per esempio la shelf life dei prodotti, il lead time del fornitore, l’isteresi del magazzino e così via. Poi occorre dire che in Italia queste tecniche non hanno ancora raggiunto un processo di maturazione tale da prevederne una diffusione massiccia.

Stefano Scandelli, Senior Vice President Sales EMEA e APAC

Le esperienze sull’automazione attraverso algoritmi previsionali cosa suggeriscono?
Suggeriscono che un progetto di machine learning basato su intelligenza artificiale può essere molto efficace se si hanno le idee chiare su quanto si vuole ottenere. Stiamo parlando di complessi algoritmi che aiutano a migliorare le previsioni finalizzate a automatizzare dei processi. Ma soprattutto vi sono alcuni fattori che non si possono trascurare: i dati sono fondamentali e devono essere di massima qualità. Inoltre, siccome stiamo parlando di algoritmi che “imparano” progressivamente dallo storico, il fine tuning può richiedere parecchio tempo e spesso tanto quanto lo sviluppo dell’intero progetto.

È quindi un cambiamento progressivo di capacità di governo dei processi più strategici?
Si, in larga misura. Per un retailer, implementare un progetto di AI e ML sulle previsioni, significa cambiare in positivo il valore competitivo dell’impresa. Per raggiungere questi risultati, servono obiettivi precisi, una base di dati opportuna (in qualità e quantità) e qualche anno di crescita che comprende la realizzazione del progetto e il suo affinamento. Ma i risultati sono concerti e misurabili come dimostrano i casi utente disponibili.

Gruppo Di Palo (ex Auchan) entra in Crai

L’azienda campana era master franchisee di Auchan per le insegne MyAuchan e Simply e opera con l'insegna Ottimo Supermercati in Campania

L’azienda campana Di Palo, precedentemente master franchisee di Auchan per le insegne MyAuchan e Simply con 20 store in Campania, e attiva con 80 punti di vendita con insegna Ottimo Supermercati in Campania e nel Lazio, entra nel Gruppo Crai. È dotato di un centro di distribuzione sviluppato su un’area di 30.000 mq situato nel polo logistico di Carinaro/Gricignano D’Aversa. Nella sede di Cardito, invece, si trovano il Cash&Carry vero e proprio e il centro per la  lavorazione delle carni.

 

Marco Bordoli, Ad Gruppo Crai Secom

Con l’ingresso del Gruppo Di Palo nella nostra compagine -afferma Marco Bordoli, Ad di Crai- consolidiamo ulteriormente la nostra presenza nel sud Italia. L’obiettivo è quello di apportare sempre di più valore al territorio e ai clienti che quotidianamente scelgono di fare la spesa nei nostri punti di vendita Crai. Gli imprenditori che scelgono di entrare a far parte del nostro Gruppo lo fanno perché trovano un gruppo solido, in crescita costante, con un management forte, con tanti servizi di valore a beneficio dei vari centri distributivi. In questo senso, il Gruppo Di Palo rappresenta perfettamente lo spirito di Crai, votato ad una presenza di qualità nel territorio in cui opera, e soprattutto con un importante piano di sviluppo”.

 

Siamo particolarmente orgogliosi di essere entrati a fare parte del Gruppo Crai -dichiara Giuseppe Di Palo, Ad e titolare del Gruppo Di Palo-. Per la nostra rete volevamo trovare un gruppo fortemente orientato al retail e che avesse una visione strategica del futuro chiara e ben delineata. Per noi la qualità e le persone sono elementi essenziali per portare avanti un piano strategico di sviluppo dell’insegna. E nella centrale Crai siamo certi di avere trovato quanto necessario ad accrescere e consolidare la nostra presenza sul territorio".  

Lidl Italia alla svolta della plastica

Nuovi obiettivi di riduzione e sostituzione in un’ottica di sostenibilità: dai prodotti a marchio ai centri logistici (da Gdoweek n. 2)

Ridurre il consumo di plastica di almeno il 20% entro il 2025 e rendere riciclabile il 100% degli imballaggi in plastica delle private label: questo l’impegno che ha assunto, e annunciato già nel 2018, Lidl Italia. Una sfida che abbraccia i processi aziendali nella loro globalità, coinvolgendo tutte le aree e i partner: dalle piattaforme logistiche, dai fornitori fino all’assortimento dei supermercati. A raccontare cosa significa questo approccio, a livello sia strategico sia pratico, è Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione e csr di Lidl Italia.

Come raggiungerete l’obiettivo che avete annunciato?

Ci siamo fissati alcuni obiettivi intermedi da raggiungere con azioni concrete: alcune sono già state attuate, come la riduzione media del 13% della plastica utilizzata per le bottiglie di acqua o la sostituzione delle stoviglie e posate monouso con alternative compostabili o, ancora, la riformulazione più concentrata di alcuni detersivi con la conseguente riduzione del formato e della quantità di plastica del flacone, soluzione che ci consentirà di risparmiare circa 120 tonnellate l’anno. Nei centri logistici, ad esempio, abbiamo introdotto una pellicola di plastica per l’imballaggio dei pallet che, oltre a essere più stretta, è 100% riciclabile. Un cambiamento apparentemente piccolo, ma significativo che, a livello di gruppo, ci ha permesso di risparmiare, dal 2015 ad oggi, 524 tonnellate di plastica all’anno.

Quali i vantaggi di questo processo? E le difficoltà?

Il vantaggio principale è la riduzione dell’impatto del nostro settore sull’ambiente, a favore di una più ampia tutela del pianeta. Più che di difficoltà parlerei di sfide: prendiamo l’eliminazione delle stoviglie in plastica monouso: anticipando di due anni la direttiva europea, Lidl Italia ha optato per alternative biodegradabili e compostabili, contando sull’efficienza dei sistemi di raccolta e riciclo dei rifiuti organici in Italia, che consentono un ciclo chiuso “dalla natura alla natura”. I prodotti sono conformi allo standard europeo Uni En 13432 per l’idoneità al compostaggio industriale. La sfida è stata la ricerca di fornitori che, in anticipo sui tempi, fossero in grado di produrre i quantitativi necessari a rifornire i nostri oltre 630 supermercati.

Quanto costa adottare un modello sostenibile?

La vera sfida è proprio questa: trovare l’equilibrio tra la sostenibilità ambientale ed economica, affinché non sia il cliente finale a sostenere i costi di questo impegno. La nostra formula commerciale, risultata vincente negli ultimi 28 anni, punta proprio a garantire un’elevata qualità nel rispetto dell’ambiente, senza rinunciare alla convenienza.

I consumatori sono pronti?

I consumatori sono sempre più esigenti e informati. C’è una fetta sempre più ampia di clienti attenti a queste tematiche e propensa al cambiamento. Contrariamente a quanto si potrebbe forse pensare, il profilo dei clienti “green” è ormai molto trasversale e tocca tutte le fasce socio-demografiche.

Oltre alla plastica, il vostro approccio ambientale come si concretizza?

Le nostre iniziative e progetti a tutela dell’ambiente sono molteplici e frutto di una strategia sviluppata nel corso degli anni. Nella logistica, punto nevralgico di ogni azienda della gdo, dal 2015 impieghiamo camion alimentati a gas naturale liquido; siamo stati la prima azienda del settore a introdurre i semirimorchi ad azoto a zero emissioni e la prima azienda italiana nel retail a impiegare mezzi alimentati a biometano. Tutti i nostri punti di vendita di nuova generazione rispondono a elevati standard di sostenibilità: classe energetica A+, pannelli fotovoltaici, illuminazione led e materiali altamente coibentanti. Inoltre prediligiamo aree da riqualificare al fine di ridurre il consumo del suolo, impieghiamo in tutte le nostre pertinenze solo energia proveniente da fonti rinnovabili e siamo uno dei primi operatori retail con certificazione di efficienza energetica Iso 50001 dal 2017.

E l’approvvigionamento dei prodotti?

Siamo impegnati sul fronte delle politiche di acquisto delle materie prime. Per esempio, impieghiamo solo cacao certificato sostenibile. Le uova provenienti da galline allevate in gabbia sono state sostituite con alternative cage free, anche in tutti i prodotti che le contengono come ingrediente. Abbiamo, inoltre, sviluppato una politica d’acquisto responsabile per tè e caffè, pesce e crostacei … insomma, un approccio aziendale trasversale per una tematica che è e sarà sempre più importante.

#Euroshop2020 La redazione di Gdoweek a caccia di trend e novità

Primi due giorni di Euroshop e prime considerazioni a caldo dalla fiera, un appuntamento che ci accompagnerà ogni mattina tra stand e padiglioni della fiera di Dusseldorf

Primo appuntamento con gli inviati di Gdoweek ad Euroshop 2020, quali sono i trend che emergono dai padiglioni, quali le novità viste agli stand? Ne parlano in questo primo video, a conclusione dei primi due giorni di kermesse, Patrick Fontana, Luca Moroni e Barbara Trigari.

Un appuntamento in video ogni mattina, seguite lo speciale Euroshop sul sito e sui social

Vi aspettiamo per un prossimo appuntamento ogni mattina! Buona visione e #Staytuned sui nostri social e su twitter seguendo i nostri account e gli hashtag #Euroshop2020 e #NBM_Dusseldorf, oltre al nostro speciale dalla fiera sul sito.

#Euroshop2020 Rfid dal magazzino al checkout

Dalle antenne Eas che integrano il digital signage alle etichette applicabili sul metallo, ma a dominare allo stand di Checkpoint è la soluzione Rfid

I tag Rfid trionfano a Euroshop, li si trova ovunque, magari abbinati ad altre tecnologie ma sempre presenti, e nel caso di Checkpoint Systems viene coperta tutta la filiera Rfid dal magazzino al checkout.

Soluzioni Rfid dal magazzino al checkout

I retailer sono a caccia di partner tecnologici capaci di fornire una soluzione, quindi di aggregare anche aziende, sistemi, tecnologie diverse per risolvere una questione posta dal retailer senza che questo debba, da solo, costruirsi un know how e rivolgersi a molti interlocutori diversi. A Euroshop ce lo siamo sentito dire spesso, quindi non stupisce trovare aziende che mettono in pratica questa aspirazione.

Checkpoint Systems propone quindi di curare tutto quanto concerne lo Rfid, dalla sua creazione, anche su misura per le specifiche esigenze, all'inserimento del tag nel capo o nel prodotto, fino al magazzino dove il tag viene riconosciuto e conteggiato (e qui interviene il software Halo, che permette di gestire l'omnicanalità), al negozio dove viene acquistato e preferibilmente non viene rubato (grazie alle antenne antitaccheggio) ma passa in cassa e arriva in mano al cliente.

Le novità a Euroshop 2020

Ecco in video le novità presentate in fiera, dal tag che si fa leggere anche se nel prodotto o nel pack c'è il metallo fino alle antenne con digital signage. Ce le mostra Alberto Corradini, business unit director Italy di Checkpoint Systems.

 

Conad PAC 2000A e Conad Sicilia: fusione completata

Il 19 marzo si terrà a Roma un’assemblea che eleggerà il nuovo consiglio di amministrazione con l’ingresso dei nuovi soci siciliani. 

Si completa la terza aggregazione del mondo Conad. Dopo Conad Nord Ovest e Conad Sud Est è la volta di PAC 2000A e Conad Sicilia che si fondono in un’unica cooperativa che sarà chiamata Pac 2000A Conad.  “Una fusione che rafforza il sistema Conad nel Sud Italia. È un ulteriore passo del processo di rafforzamento del nostro sistema, che diventa sempre più solido e più pronto a cogliere le sfide che si presentano in ogni area del Paese, nell’interesse delle comunità locali” sottolinea  Francesco Pugliese, Ad di Conad.

La cooperativa, che coprirà 5 regioni: Umbria, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, con una rete vendita di 1.468 punti di vendita e un giro d’affari di oltre 5.5 miliardi di euro, conta 1.052 soci imprenditori e quasi 3000 fornitori locali con cui ha sviluppato un fatturato prossimo ai 1.5 miliardi di euro. Il 19 marzo si terrà a Roma un’assemblea che eleggerà il nuovo consiglio di amministrazione con l’ingresso dei nuovi soci siciliani.

Questa operazione ci permette di essere un grande gruppo con la potenza e il peso di una grossa azienda capace di poter reggere la competizione commerciale senza però perdere l’agilità di un’impresa territoriale” commenta Danilo Toppetti, direttore generale di PAC 2000A-Conad.

Siamo un’azienda che crede nel sud e investe per la crescita del suo territorio -spiega Vittorio Troia, direttore generale di Conad Sicilia-. Metteremo a fattor comune strategie, investimenti, professionalità e competenze”.

 

 

 

 

 

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