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Pascar (Coralis) valorizza del territorio prima di tutto

pascar
Pascar sta attuando una politica di valorizzazione delle specialità territoriali per dare supporto concreto ed economico all'area geografica in un orbita la sua rete vendita.

Il gruppo punta tutto sul territorio di appartenenza sviluppando progetti legati alla coltivazione di prodotti destinata alla vendita nei propri supermercati. Prendendo spunto da un progetto già intrapreso da un altro socio del consorzio, Luigi Gianatempo, attivo con 11 supermercati La Prima -I Mercati di Città nel foggiano, Pascar (Consorzio Coralis) intende coltivare prodotti a km.zero. Attualmente l'insegna opera in Puglia, a Taranto, San Giorgio Jonico, Grottaglie, Crispiano e Statte.
In attesa di sviluppare questa iniziativa, però, Pascar sta attuando una politica di valorizzazione delle specialità territoriali per dare supporto concreto ed economico all'area geografica in un orbita la sua rete vendita.

La nostra è un’attività tarantina, ha i colori rossoblù nel suo brand e contribuisce ad alzare il prodotto interno: vendiamo e acquistiamo i prodotti della nostra terra, mozzarelle, biscotti, frutta del territorio, sicuramente contribuiamo a far crescere le aziende presenti sul territorio, così che queste possano proseguire nella loro politica di investimenti assumendo personale del posto -dichiara Carmine Passarelli, figlio di Egidio Passarelli che con la moglie e l’altro figlio Giuseppe gestiscono il Gruppo Pascar-. Massima attenzione a dove facciamo la spesa e cosa acquistiamo: se acquistiamo prodotti locali diamo una mano alla crescita della nostra provincia e dei comuni limitrofi e contribuiamo alla creazione di nuovi posti di lavoro”.

Alla base della filosofia dell'insegna dunque c'è l'intenzione di acquisire sempre più prodotti locali “per una ricaduta economica sulla provincia e nei comuni limitrofi”. Carmine Passareli aggiunge: “Servizi e massima qualità, dare il meglio significa crescere”.

Penny Market: prelievi e depositi in tutti gli store con Cash26

Il servizio della mobile bank arriva in 386 punti di vendita grazie alla nuova partnership, che estende così la copertura al Centro-Sud

Dal 17 febbraio il servizio di prelievo e deposito arriva in 386 Penny Market in Italia, che si vanno a sommare agli attuali 202 Pam Panorama e Pam local, per una copertura complessiva di oltre 580 punti di vendita sul territorio italiano. Un'implementazione resa possibile grazie a Cash26, il servizio della mobile bank N26, con la quale il retailer ha stretto una parnetship.

Come funziona il servizio
Per usufruire di Cash26, i clienti di N26 dovranno semplicemente generare dalla propria app un codice a barre, scegliendo tra deposito o prelievo. Successivamente, un addetto alla cassa dello store convenzionato eseguirà la scansione, permettendo il deposito o il prelievo dell’importo richiesto. A operazione conclusa, il saldo del conto è aggiornato in tempo reale. Sul fronte dei costi, i prelievi sono gratuiti fino ai 900 euro giornalieri (massimo 200 euro a transazione) e i depositi invece fino 100 euro mensili – dopo i quali il servizio prevede una commissione dell’1,5% - e hanno un tetto massimo giornaliero di 999 euro (minimo 50 euro a operazione).

Mercatò (Selex) amplia la rete per la spesa online

Il servizio è disponibile attraverso la piattaforma CosìComodo.it e propone oltre 13.000 referenze comprese le linee a marchio Selex

Attraverso la piattaforma CosìComodo.it, l’insegna Mercatò del Gruppo Dimar (Selex) ha avviato  a Saluzzo (Cn) la spesa online in modalità drive allargando a otto sue strutture il servizio di spesa online con la formula clicca e ritira. Sul sito www.mercato.cosicomodo.it sono disponibili oltre 13.000 referenze, comprese le linee Selex, le grandi marche, le specialità tipiche regionali e locali, e inclusi i freschissimi, che verranno confezionati appositamente dando la possibilità di specificare il tipo di taglio o di preparazione che si preferisce.

 

Come funziona il servizio

La spesa può essere effettuata dal consumatore da smartphone, tablet o computer,  in qualsiasi luogo e ritaglio di tempo, fissando il ritiro all’ora che si preferisce, dal lunedì al sabato, tra le 10.30 e le 19.30. Gli utenti possono ritirare la spesa nelle apposite aree esterne al superstore Mercatò Extra di via Lattanzi 29, dopo aver effettuato l’identificazione al totem digitale posto nei parcheggi. Sarà un addetto a caricare la spesa direttamente in auto. La temperatura degli alimenti viene tenuta sotto controllo siano essi freschi, surgelati o a temperatura ambiente, in modo tale da consegnarli al cliente esattamente come appena prelevati da uno scaffale del supermercato. Il pagamento può avvenire online, al momento dell’ordine, scegliendo fra carta di credito e PayPal.

Naïma: il futuro è luxury

La strategia 2020-2022 vede la crescita in termini qualitativi del brand e lo sviluppo retail sarà sempre più in chiave futuristica e inclusiva

L’insegna beauty store guarda avanti con un approccio nuovo verso una direzione specifica e con un piano di sviluppo disruptive declinato in chiave luxury. La NaïLuxury Omnichannel Strategy coinvolgerà sia gli store che la comunicazione online. Di pari passo andrà l’up-skilling dei NaïmAngels che si avvarranno di esclusivi programmi realizzati per loro dai brand partner del gruppo.

Naïma Beauty store cambia, dunque, ulteriormente volto. Dopo il progetto di conversione della rete vendita in linea con il format di ultima generazione, l’insegna continua a investire sull’immagine rimodulando quanto già fatto fino ad oggi.

È quanto è stato deciso in occasione di una riunione a cui hanno partecipato sia i soci che i Naïma Beauty Business Partner.

Abbiamo deciso, all’unisono, di portare avanti una sola filosofia: Naïma One Brand One Soul. Questo significa prendere decisioni comuni e portare avanti una strategia a lungo termine caratterizzata dall’innovazione nella quale essere pronti ad investire. Dobbiamo avere il coraggio di sperimentare il mercato cambiando le nostre abitudini questo il nostro mantra” sottolinea l’azienda.

La strategia 2020-2022 vede la crescita in termini qualitativi del brand e lo sviluppo retail sarà sempre più in chiave futuristica e inclusiva. Attraverso la tecnologia i consumatori avranno a loro disposizione tutte le informazioni, le curiosità e gli stimoli che cercano.

Abbiamo alle spalle anni di esperienza in questo settore nel quale vogliamo portare innovazione per farlo crescere, e crescere insieme a lui, con un solo pensiero: il consumatore al centro di ogni nostra iniziativa” dice il presidente Stefano Biagi.

In pochi anni abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi, davvero ambiziosi, che ci eravamo posti. Adesso che abbiamo consolidato la nostra reputation, con i consumatori che ci riconoscono e scelgono, e dopo aver sviluppato un concetto di shopping experience multicanale grazie al NaïPhyGital Model, siamo pronti ad un nuovo upgrade” aggiunge Fabio Lo Prato, managing director.

 

 

Ce.Di Gros: crescere con la rete fisica e online

Con una rete in crescita e risultati positivi, il gruppo nel 2020 vuole lanciare l’eCommerce anche per valorizzare la sua forte identità locale (da Gdoweek n. 2)

Lasciare a ogni insegna la propria identità nel territorio: questa la filosofia di Gruppo Ce.Di. Gros, dalla forte romanità e legato alle tradizioni locali, come spiega Giovanni Scifoni, direttore acquisti: “Il nostro consumatore ha le caratteristiche tipiche del romano: diffidente all’inizio, ma se si fidelizza lo fa in modo radicale. Inoltre, il rapporto, anche commerciale, è sempre diretto, legato alle persone dietro le aziende. Un valore per un consorzio, fatto da imprese familiari”.

La vostra è una storia controcorrente …

Gruppo Gros nasce nel 1998 un periodo in cui le multinazionali, soprattutto francesi, compravano insegne. Allora 13 imprenditori romani diedero vita al consorzio, diventato un modello imprenditoriale evoluto nel processo di modernizzazione a Roma e dintorni.

Associarsi ha lo stesso valore allora come oggi?

Non è cambiato lo spirito del 1998. E il presidente Giorgio Trombetta riesce sempre a coinvolgere il consorzio in pianificazioni e intuizioni visionarie. Nel 1998 il primo obiettivo fu quello di aggiornarsi e affrontare la situazione esterna. Fino al 2002 eravamo un gruppo che negoziava con i fornitori. Poi acquisimmo il primo deposito di 10.000 mq dentro Roma, per centralizzare lo scatolame, cui si sono aggiunte altre centralizzazioni fino alla sede di Guidonia per ottimizzare i flussi e ridurre i tempi di giacenza.

Come si concilia il marchio Gros con le insegne dei soci?

Stiamo lavorando molto sul rafforzamento del marchio, in termini di comunicazione e di insegne, senza snaturare lo spirito del Gruppo. Riteniamo che conservare la propria identità sia un valore, un rafforzamento del rapporto tra cliente e imprenditore. Gros comprende oggi 12 insegne. In ogni nostro super accanto all’insegna appare il logo Gros per avere la certezza di quello che si trova dentro.

Avete anche la firma Consilia ...

Sì, come Gros facciamo parte del consorzio Sun a livello nazionale, titolare del marchio Consilia, unico per tutti i soci. In questo gruppo abbiamo trovato una condizione ideale perché i soci Sun sono imprenditori con aziende familiari. Una caratteristica fondamentale per noi. Oggi partecipiamo attivamente alla vita del consorzio e al suo sviluppo: siamo coinvolti nelle commissioni commerciali interne con i nostri buyer. Il gruppo Sun, inoltre, fa parte della centrale ESD, una partecipazione importante e di qualità.

Di recente avete lanciato Vicini a te. Com’è andata?

Molto bene per sottolineare la sostenibilità e la tipicità dei prodotti coinvolti; soprattutto ci ha aiutato ad incentivare l’imprenditoria locale, la nostra vera vocazione. In questo modo, abbiamo valorizzato il singolo produttore locale, dando visibilità e aiutando a salvaguardare alcune produzioni. Questa impostazione ha portato un’ondata importante di partecipazione da parte di piccoli imprenditori, non abituati a un partner che vuole lavorare valorizzando i fornitori prima di se stesso.

Come è andato il 2019?

Siamo soddisfatti. Il fatturato alle casse è previsto in crescita del 10% per un totale di 2 miliardi di euro, in una rete di 155 punti di vendita (180.000 mq): di questi, 130 sono insegne dei soci, cui si aggiungono 25 somministrati. Abbiamo ampliato la rete di 14 pdv, con un incremento in volumi del 7%, grazie alle acquisizioni di alcuni soci del consorzio di negozi Sma ed Emmepiù. Un trend di crescita, a rete sia costante sia corrente, che avrà conseguenze anche nel 2020.

Il 2020 sarà un mondo plastic free. Come state affrontando la nuova normativa?

Va detto che il packaging biodegradabile e compostabile ha costi molto elevati. Come Gruppo Sun abbiamo sottoscritto un contratto con Novamont e visionato i nuovi pack. Come Gros abbiamo invitato tutti i nostri fornitori di ortofrutta a rivedere gli imballaggi dei prodotti Vicini a te: i vassoi saranno in cartoncino e la pellicola di un polimero biodegradabile. Stiamo verificando un approccio simile in macelleria. Anche le etichette della bilancia sono state già modificate. Certo tutto questo inciderà sui costi e avrà, ovviamente, anche un peso sull’andamento dell’anno.

Come affronterete il 2020?

A livello logistico apriremo una nuova superficie di 20.000 mq per i prodotti ad alta rotazione e arrivare a oltre 100.000 mq di piattaforma centralizzata. Il 2020 per noi rappresenta anche l’anno del lancio dell’eCommerce, un progetto fortemente voluto dal nostro presidente e sul quale abbiamo investito molto in comunicazione, soprattutto social (Instagram e Facebook). Investimento che continueremo.

#Euroshop2020 Italian retail revolution, i trend sono made in Italy

L'impronta italiana nelle scelte dei retailer nostrani all'estero e in Italia, e anche degli stranieri che con il fascino mediterraneo attraggono clienti

In diretta da #Euroshop 2020

Retailer italiani che lavorano sulla tradizione nostrana per rinfrescare il concetto del fare la spesa, e retailer stranieri che portano l'Italia all'estero perché fa tendenza e attrae i foodies. Italian retail revolution è il titolo e il tema dell'intervento tenuto da Cristina Lazzati, direttore Gdoweek, Mark Up, Fresh Point Magazine e Italian Food Excellence, presso lo stand Epta Group a Euroshop 2020. Ecco in video una sintesi.

Gdoweek lo ha seguito nella diretta twitter di domenica da Euroshop

#Euroshop2020 I 10 Concept Epta a Euroshop fotografano l’evoluzione del retail

Sono 9 le aree di studio presentate da Epta Group a Euroshop 2020, per immaginare l'evoluzione del retail attraverso l'analisi delle ultime tendenze

In diretta da Euroshop

La fotografia del retail presentata dai concept Epta esposti nell'enorme stand a Euroshop 2020 è di un mondo vivace e vario, nel quale l'offerta è altrettanto ampia quanto i desideri delle persone. In 10 trend ecco come acquisteremo, e in parte già acquistiamo, e le soluzioni per i retailer, alcuni dei quali spiegati da Giorgio de Ponti nella nostra videointervista.

Lo stand ad Euroshop con i 10 concept Epta è fatto di tanti negozi

Urban Spirit è l'area proximity e convenience
Urban Spirit è l'area proximity e convenience

1 - Urban Spirit è l'area dedicata al proximity e convenience, uno spazio urbano che deve essere attraente nell'immagine e nell'offerta, ma in poco o pochissimo spazio. Come risolvere? Con una serie di banchi plugin, quindi più flessibili per riallestire o spostare il negozio, con un'estetica uniforme e curata tipica dei banchi remoti, e anche una profondità maggiore, da supermercato. Inoltre, banchi dedicati a segmenti d'offerta (premium) specifici, come il vino o il biologico. Murali oppure semiverticali, anche negativi (tra le novità), non troppo alti, per lasciar vedere tutto il negozio.

Il vaporizzatore nell'area freschi e freschissimi Epta a Euroshop 2020
Il vaporizzatore nell'area freschi e freschissimi Epta a Euroshop 2020
La standardizzazione permette in realtà di creare abbinamenti sempre diversi tra basi e alzate
La standardizzazione permette in realtà di creare abbinamenti sempre diversi tra basi e alzate

2 - Grandi superfici e mercati, l'area freschi e freschissimi. Se gli ipermercati riducono gli spazi, rimangono comunque i superstore e i nuovi (o meglio, rinnovati, visto che appartengono alla tradizione italiana) mercati che spesso abbinano la spesa al consumo di cibo, su una superficie più vasta. Qui Epta ha estremizzato la componibilità proponendo le basi e le alzate da combinare. Ai banchi serve over per l'offerta servita, con soluzioni flessibili per accogliere insieme cibo caldo e refrigerato, si abbinano isole self service e i retrobanchi con doppia funzione, cioè utilizzabili anche per gli assaggi. L'impronta estetica è comune e sfrutta materiali come il Corian, per dare uniformità all'immagine del negozio.

Le vasche plugin interpretate da Epta, nessun ostacolo si frappone alla vista dei prodotti
Le vasche plugin interpretate da Epta, nessun ostacolo si frappone alla vista dei prodotti

3- Vasche plugin per nuovi bisogni. Ripensati Galileo Costan e Keplero Eurocryor. In questo concept Epta propone anche vasche plugin dall'estetica molto pulita, senza nessun ostacolo a distrarre la vista dal prodotto. Sono sempre più richiesti non solo per le offerte promozionali, ma anche per mettere in risalto segmenti d'offerta, dalla mdd premium ai localismi.

4 - L'area dedicata al progetto europeo Life-C4R cui l'azienda partecipa con le sue tecnologie per la refrigerazione sostenibile FTE, Full Transcritical Efficiency, ed ETE, Extreme Temperature Efficiency, per declinare il rispetto dell'ambiente anche in contesti climatici estremi.

5 - Supermercati. Qui i retailer cercano ancora flessibilità ma anche qualità estetica. Ampliata significativamente la gamma dei semiverticali, per venire incontro alle esigenze sempre diverse dei retailer interessati a dare il giusto valore a ciascun prodotto. E un nuovo finishing, "reticolo", che permette ampia personalizzazione e di allineare i banchi verticali e semiverticali remoti, a libero servizio, con l'estetica dei banchi tradizionali. Per l'ortofrutta, sempre a caccia di attenzioni, un frigo con vaporizzatore capace di refrigerare senza generare acqua, grazie a minuscole gocce che non rimangono sulla frutta e verdura.

Per gli hard discount il banco che abbina frutta verdura e fiori recisi
Per gli hard discount il banco che abbina frutta verdura e fiori recisi

6 - Hard discount. I discount crescono e le soluzioni che richiedono vanno sempre più verso l'immagine del supermercato. Quindi i banchi sono plugin, per dare più flessibilità, ma con ampi spazi espositivi. E per l'ortofrutta, un banco verticale capace di abbinare frutta, verdura e fiori recisi

La Saladette Eurocryor, nella testata l'area per i piatti caldi
La Saladette Eurocryor, nella testata l'area per i piatti caldi

7 - Estetica e dotazioni premium, Eurocryor. Dalla standardizzazione alla personalizzazione più curata e artigianale. Anche questa è una tendenza che si manifesta nella proposizione di carni e formaggi, ma anche dei dolci e del cibo pronto. Per i formaggi, Epta si allinea alle più stringenti norme francesi sull'ergonomia con un banco più alto, caratterizzato anche da una illuminazione del prodotto da sotto, che lo valorizza. La novità più trendy è la Saladette, un mobile a isola per comporre insalate o piatti diversi, con la possibilità di inserire anche una parte calda, per il food self service da consumare in loco.

L'area dedicata alla circolarità propone materiali e soluzioni nel rispetto dell'ambiente
L'area dedicata alla circolarità propone materiali e soluzioni nel rispetto dell'ambiente

8 - Circolarità e Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. La circular economy è un trend che non ci si può lasciare scappare, anche perché è un'ovvia conseguenza delle scelte eco fatte da Epta con le proprie tecnologie per la refrigerazione. Epta lo affronta con partner prestigiosi, come l'Università di Pollenzo, e Giorgio De Ponti come product strategy manager. Quello che viene presentato qui è un'immagine realistica di come potrebbe essere un'area grocerant davvero "circolare", cioè attento al pre e al post di tutte le materie prime, e anche alle sorti dei cibi proposti in vendita. Tutto riciclabile, o prodotto da materie prime riciclate, e con le idee dei ragazzi dell'Università delle Scienze, come un espositore a tre temperature. Presentata già al Seeds&Chips, la vending machine London Meal8, con piatti pronti da assemblare, in modo da separare gli ingredienti che hanno scadenze diverse, per sprecare meno cibo. E collaborazioni con Lucart, Lavazza, Novamont, Wega, KEO Project e BWT Italia.

9 - Beverage. Anche questa un'area da tenere sott'occhio per Epta che propone un frigo da inserire nel murale delle bibite, per proporre nello stesso reparto anche le bevande fresche da bere al momento. E' perfettamente allineato con le dimensioni dello scaffale.

L'area startup dello stand Epta a Euroshop 2020
L'area startup dello stand Epta a Euroshop 2020

10 - Startup per andare oltre. Una serie di collaborazioni per estremizzare i concetti retail, attraverso un carrello smart, o la sistema per coltivare i germogli, fiori, erbe privi di pesticidi da mangiare freschi.

Di trend ha parlato anche la direttrice di Gdoweek, Mark Up, Fresh Point Magazine e Italian Food Excellence Cristina Lazzati nel suo intervento dedicato alla Italian Retail Revolution, in calendario nell'area centrale dello stand. Lo abbiamo seguito nella diretta twitter dalla fiera ed ecco anche una sintesi video.

Cristina Lazzati durante l'intervento sull'Italian Retail Revolution
Cristina Lazzati durante l'intervento sull'Italian Retail Revolution

Sono solo alcuni dei molti spunti colti in fiera...

 

 

La customer journey del lusso cerca la relazione

customer journey del lusso Photo by Austin Chan on Unsplash
customer journey del lusso Photo by Austin Chan on Unsplash
Intercettare il consumatore in tutte le fasi della customer journey del lusso, il ruolo del digital signage secondo Masserdotti

La relazione fisica con il brand è ancora molto importante nella customer journey, soprattutto nel settore del lusso. È ciò che è emerso nel corso dei Digital Talks organizzati da VicenzaOro January 2020 da Federpreziosi Confcommercio.

La customer journey del lusso in 5 fasi

Davide Turatti_direttore marketing Gruppo MasserdottiSecondo Deloitte Digital “The restaurant of the future”, poiché il prodotto di lusso in genere si stacca dal discorso dell'impulso, il percorso d'acquisto tra fisico e digitale risulta essere un percorso complesso e articolato, meno prevedibile rispetto al passato, che Davide Turatti, direttore marketing Gruppo Masserdotti e Dominodisplay, nel suo intervento ai Digital Talks ha suddiviso in 5 fasi.

La prima fase corrisponde alla nascita del desiderio e viene chiamata Entice; segue l'Enter, la fase in cui la persona individua il luogo (fisico o digitale) dove può soddisfare il proprio desiderio. Qui entra in gioco da subito la qualità del servizio, basta che il sito di eCommerce sia lento a caricarsi, più di 3 secondi, perché il probabile cliente decida di migrare verso altri lidi. Una volta entrato nel luogo del desiderio, la fase successiva è quella dell'Engage, la ricerca di una relazione, di un coinvolgimento emotivo.

Attenzione però che la relazione di cui si parla non è limitata nel tempo, al momento dell'acquisto, ma è qualcosa di duraturo che prosegue una volta oltrepassata la soglia del negozio (fisico o digitale) nella vita reale e in quella social del consumatore. La fase dell'acquisto viene chiamata Exit, mentre il proseguimento dell'esperienza di utilizzo e interazione con la marca sui social viene chiamata Extend.

Interagire in tutte le fasi della customer journey del lusso

La suddivisione in fasi è uno stratagemma utile a capire come il brand si può muovere per conservare la relazione con i propri fans lungo l'intero percorso d'acquisto. Il digitale permette di studiare strategie ad hoc per ciascuna fase. Per esempio, appunto nel lusso, il medium costituito dalla vetrina ha esigenze specifiche: quando il negozio è chiuso, i prodotti di lusso spesso non rimangono esposti ma vengono messi al sicuro.

luxury retailLa funzione comunicativa della vetrina si può però ripristinare con il digital signage. Questo mezzo è utile anche per comunicare informazioni molto dettagliate sul prodotto e sul brand, ai consumatori che le richiedono, oltre che per dare supporto alle vendite trasmettendo le disponibilità dei prodotti in magazzino.

Tra gli esempi citati, quello di Oxo (occhialeria) e di Borbonese (maison, abbigliamento e accessori) che hanno utilizzato soluzioni digital signage ottenendo risultati tangibili in termini di engagement, incremento delle vendite e data analysis per il marketing.

Facile.it: prime aperture al sud

I due punti di vendita aperti a Bari e a Lecce segnano l'ingresso dell'insegna Facile.it in sud Italia raggiungendo una rete di 17 locali

L’insegna entra in Puglia segnando il suo ingresso nell’area meridionale del Paese dove opera con 15 strutture alle quali vanno ad aggiungersi i due punti di vendita Facile.it inaugurati a Bari, in corso Cavour 112/114, e Lecce, in piazza Mazzini 56. Continua dunque l’espansione nel retail fisico che ad oggi vede la presenza della catena a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova e Torino.

Gli store di Bari e Lecce rappresentano per noi un doppio traguardo -spiega Francesco Rigamonti, retail manager di Facile.it-. Da un lato sono importanti perché, con essi, raggiungiamo i 17 negozi fisici su tutto il territorio nazionale; dall’altro hanno un valore simbolico e strategico perché rappresentano il punto di partenza per la nostra espansione nelle regioni del Sud Italia. Vogliamo offrire anche agli abitanti di queste aree un’ulteriore opportunità per ridurre le principali voci di spesa con cui devono fare i conti ogni mese”. Rigamonti aggiunge: “Obiettivo dei Facile.it Store è comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare, anche ad un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online”.

Gli store Facile.it offrono consulenza per l’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, di finanziamento e utenze domestiche.

 

Ai per il retail con il machine learning checkup

Machine Learning Checkup Photo by Stephen Dawson on Unsplash
Machine Learning Checkup Photo by Stephen Dawson on Unsplash
Quali vantaggi porta l'intelligenza artificiale alle aziende retail? Basta fare un checkup. La novità nata dalla collaborazione tra google e la School of Management del Politecnico di Milano

Il machine learning checkup è uno strumento di valutazione gratuito per le imprese che serve a misurare il grado di maturità nell'adozione di soluzioni di intelligenza artificiale (AI). È un'invenzione italiana nata dalla collaborazione tra Google e la School of Management del Politecnico di Milano, inizialmente declinata nei settori agroalimentare, tessile, arredamento, metalsiderurgico e metalmeccanico e proprio a febbraio estesa anche al settore retail.

Machine learning checkup per le aziende retail

Cosa ricava un'azienda che si sottopone al machine learning checkup? Ricava un report personalizzato che porta alla luce i potenziali benefici della AI in quella specifica azienda, in base al settore di riferimento e al posizionamento nella filiera produttiva. Inoltre, per le aziende è disponibile un servizio di consulenza di Unioncamere realizzato attraverso i punti Impresa Digitale delle Camere di Commercio sparse sul territorio, e gli incentivi del ministero dello Sviluppo Economico.

Lo strumento disponibile in Italia da settembre 2019 verrà esteso nei prossimi mesi ad altri 11 paesi europei.

Case study sotto la lente del Politecnico

La School of Management del Politecnico di Milano ha portato a termine una ricerca commissionata da Google su 35 casi di applicazione dell'intelligenza artificiale nel retail. I dati rilevati parlano, nella distribuzione organizzata, di un 57% in meno nelle commissioni e un 10% in più nelle vendite, grazie alla AI. Nel settore moda invece i vantaggi più significativi riguardano la semplificazione del processo d'acquisto, la cui durata si riduce del 38%, e nel retail in generale i vantaggi sono nell'analisi predittiva, nel riconoscimento delle immagini e dei suoni. La AI insomma serve a rielaborare i feedback dei clienti, con potenzialità di incremento nelle vendite evidenziate dalla ricerca del Politecnico pari al 50%, e un aumento del traffico instore fino al 70%.

L'esempio di Cortilia

Gli ambiti in cui Cortilia ha adottato soluzioni di AI sono: ottimizzazione dei processi della filiera, previsioni di vendita, suggerimento degli acquisti ai clienti.
I vantaggi ottenuti: superamento delle complessità logistiche legate al coordinamento dei produttori, incremento delle vendite, riduzione delle eccedenze alimentari fino all'1%.

L'esempio di Motivi

Gli ambiti di utilizzo della AI: gestione dello stock e dell’inventario, gestione delle promozioni.
I vantaggi ottenuti: miglioramento dell’integrazione tra attività online e offline, significativa maggior efficienza di magazzino, +50% volumi di vendita, impatto positivo sul personale di vendita.

L'esempio di IBS.it

Gli ambiti di utilizzo della AI: personalizzazione dell'offerta di oltre 25 mila tra libri, musica, videogiochi, giocattoli.
I vantaggi ottenuti: il tasso di conversione è cresciuto di 5 volte nei primi 3 mesi dal lancio del progetto.

“La ricerca evidenzia numerosi ambiti di impatto dell’Intelligenza Artificiale sui processi di business del mondo retail -afferma Lucio Lamberti, associate professor, School of Management Politecnico di Milano-. I casi applicativi a livello nazionale sono ancora pochi, per quanto incoraggianti, ed evidenziano un fenomeno solo apparentemente paradossale; l’intelligenza artificiale è particolarmente interessante per quei retailer che vogliano rafforzare gli elementi qualificanti della distribuzione fisica: servizio, supporto e conoscenza del cliente”.

Non resta che sottoporsi al checkup e magari raccontare la propria esperienza sul sito leconomiadellintelligenza.it.

 

Crai Radenza lancia Gioca con il bomber

Gioca con il bomber Crai radenza
Questo progetto vede protagonista Bobo Vieri pronto a “sfidarsi” virtualmente con i clienti siciliani dell'insegna Crai in un gioco interattivo

L'iniziativa online lanciata da Crai Gruppo Radenza in collaborazione con P&G e con Gillette sulla piattaforma craigrupporadenza.it/giocaconilbomber vede protagonista Bobo Vieri pronto a “sfidarsi” virtualmente con i clienti siciliani dell'insegna in un gioco interattivo.

Il progetto Gioca con il bomber prevede un evento esclusivo in una location strategica per il gruppo siciliano: il prossimo 1 marzo il calciatore sarà in Sicilia, al Crai extra del centro commerciale Le Masserie di Ragusa, per il lancio di un nuovo prodotto a marchio Gillette.

Danilo Radenza, amministratore delegato di Crai Gruppo Radenza, evidenzia questo progetto come tra quelli di punta che caratterizzeranno le attività promozionali e di marketing per il 2020. “Sono molto soddisfatto ed orgoglioso della collaborazione con P&G e Gillette che sì è sintetizzata nel progetto Gioca con il bomber e che, oltre a coinvolgere direttamente i clienti Crai in un divertente gioco online, vedrà direttamente Bobo Vieri coinvolto dal vivo in una serie di attività” sottolinea Danilo Radenza.

Come Gillette siamo orgogliosi di aver organizzato questo evento in occasione del lancio di un nuovo prodotto, molto importante per noi, in una terra fantastica come la Sicilia -commenta Giuseppe La Pusata, brand manager Gillette Italia-. Siamo entusiasti di poterlo fare con Bobo Vieri, un personaggio amato da milioni di italiani”.

Sole365 (Selex): la spesa online arriva a Napoli

L’insegna inaugura i servizi di home delivery e drive “clicca e ritira” attraverso la piattaforma del Gruppo Selex CosìComodo.it.

L’insegna inaugura i servizi di home delivery e drive “clicca e ritira” attraverso la piattaforma del Gruppo Selex CosìComodo.it. “Oggi lanciamo un servizio che va incontro alle esigenze di una vita contemporanea, un servizio puntuale capace di facilitare la quotidianità proponendo la comodità di una consegna disponibile tutti i giorni della settimana, domenica compresa” afferma il direttore commerciale di Sole365 (Selex) Antonio Apuzzo.

L’offerta comprende tutti i prodotti dell’assortimento di un punto di vendita Sole365, oltre 9 mila item, compresi dunque i prodotti freschi di ortofrutta, carne, pesce, salumi e formaggi ma anche tutte le linee dei prodotti Selex, le grandi marche, le specialità tipiche campane e tutti i prodotti alimentari per esigenze specifiche, come i senza glutine o i senza lattosio. La gestione delle spesa dei clienti avviene tenendo sempre a temperatura controllata i prodotti, siano essi freschi, surgelati o a temperatura ambiente.

I consumatori hanno la possibilità di una doppia scelta: possono cioè decidere di ritirare la spesa nel punto di vendita di via Argine 380 a Napoli oppure optare per la consegna a domicilio nella fascia oraria più congeniale 7 giorni su 7.

L’arrivo dell’eCommerce www.cosicomodo.it in Campania, con un progetto nato nel 2017 che oggi conta 6 insegne nazionali e regionali e 37 negozi coinvolti e copre con la consegna a domicilio della spesa 11 aree geografiche, è un traguardo importante per il Gruppo -dichiara Maniele Tasca, direttore generale di Selex Gruppo Commerciale-. A fine 2019 la crescita dei volumi è stata pari all’80% e siamo convinti che l’immediatezza del processo di acquisto, la convenienza delle offerte promozionali e l’opportunità di farsi preparare i prodotti freschi come se li scegliessero al banco servito del negozio saranno elementi che convinceranno alla prima prova”.

Come funziona il servizio di spesa online

Per iniziare la spesa su Sole365 a casa è sufficiente digitare www.sole365.cosicomodo.it, da pc, smartphone o tablet, inserire il cap della zona in cui si desidera venga effettuata la consegna e selezionare il servizio consegna a domicilio. Bisogna selezionare l’orario per la consegna, che verrà effettuata al piano. Il sistema prevede inoltre di creare delle liste della spesa personalizzate. Infine non è obbligatorio un prezzo di spesa minimo per ordinare la consegna a casa, che parte con una promozione: fino al 30 marzo, tutte le consegne sono gratuite.

Il servizio è attivo dal lunedì alla domenica, in fasce da 2 ore, dalle 10.30 alle 20.30. Il pagamento avviene con carta di credito, e per il drive è prevista anche la possibilità di saldare l’ordine in contanti al momento del ritiro.

Etruria Retail: un punto di vendita Carrefour Express a Siena

A Siena il gruppo ha aperto un punto di vendita Carrefour Express, in via dei Rossi, sviluppato su un’area di 200 mq con un’offerta di 4.000 referenze

Continua il rebranding della rete di Etruria Retail. A Siena il gruppo ha aperto un punto di vendita Carrefour Express, in via dei Rossi, sviluppato su un’area di 200 mq con un’offerta di 4.000 referenze. La tradizionale proposta di freschi comprende i banchi serviti di gastronomia e panetteria con prodotti da forno e la pizza. All’ingresso del negozio si trova l’ortofrutta a libero servizio. In assortimento trovano spazio i prodotti a marchio Carrefour e della linea top di gamma Terre d'Italia, ossia prodotti tipici regionali di alta qualità. L’assortimento si completa con una gamma di prodotti bio, no gluten e la gamma benessere.

La nuova rete di Etruria Retail

Dopo l’operazione di rebranding la rete Etruria è così ridefinita:

  • 44 Carrefour Market
  • 107 Carrefour Express
  • 139 La Bottega Sapori &Valori.

Le aree in cui Etruria Retail sono:

  • Toscana (205 punti vendita)
  • Umbria (57)
  • Lazio (24)
  • Liguria (4).

Al centro di distruzione alimentare della Cooperativa, che ha sede a Badesse (Siena), fanno riferimento molti altri negozi tradizionali per il rifornimento quotidiano.

Retail e tecnologie, come cambiano gli store

Le insegne tra concretezza e utopia: uno sguardo ai trend dell’innovazione negli strumenti del retail, per capire cosa aspettarsi nel futuro (da Gdoweek n. 2)

Guardare avanti con la tecnologia come strumento chiave per dare valore ai clienti e all’impresa. Quali le ultime tendenze che disegneranno le fisionomie del retail che verrà?

In attesa di Euroshop, da sempre vetrina essenziale per capire dove si sta andando (soprattutto come si stanno muovendo le aziende specializzate in soluzioni per il punto di vendita), emergono proposte e idee che si aggregano intorno a 4 tendenze trasversali.

I temi caldi, oggi, riguardano la trasformazione dello spazio di vendita in qualcosa di diverso, la multifunzionalità di negozi e oggetti, la sostenibilità, il negozio intelligente, cioè in grado di acquisire e utilizzare le informazioni sul proprio funzionamento e sulla relazione con i clienti. I retailer sono tendenzialmente tradizionalisti, ma la tecnologia è un game changer per il negozio del futuro.

Cosa sta succedendo? Si va dal freddo e razionale magazzino dove prelevare rapidamente ordini predisposti da casa, a un luogo caldo e accogliente per vivere il prodotto e il brand con la fisicità che il web non può offrire. “Il retailer deve sapere cosa sta succedendo nel proprio negozio -spiega Stefano Nicolis, ceo di Nicolis Project- come se fosse una pagina web, della quale si sa quanti sono i visitatori e dove cliccano. Quindi, ci stiamo concentrando sulla digitalizzazione dello spazio fisico, che diventa ‘phygital’ (physic to digital), con la nostra tecnologia ‘On’ che rende lo scaffale interattivo e controllabile. Così il brand comunica con il consumatore, in modo trasparente”.

Stessa direzione per la app mobile Sif di Manhattan Associates, per individuare i prodotti nello store (che diventa anche magazzino per l’online) e i percorsi più efficienti per prelevarli. Una soluzione che riduce di oltre il 60% il tempo impiegato dal personale per raccogliere gli ordini. “La nostra tecnologia -dice Fabienne Cetre, sales director di Manhattan Associates- si integra con sistemi hardware che tracciano gli articoli attraverso i tag Rfid, permettendo anche in negozio i livelli di accuratezza del magazzino”. Tre esempi da Jürgen Frank, business unit manager shop solutions, head of marketing Wanzl: con i tag Rfid si può verificare la presenza dei carrelli in negozio o della merce a scaffale, mentre il conteggio dei clienti serve a velocizzare l’operatività in cassa. “Sarà indispensabile ogni tecnologia che permette il collegamento al cellulare, sia per i clienti che per il personale, oltre a quella che rende intelligenti gli oggetti, come la nostra scaffalatura che registra se viene prelevato il pane o i prodotti freschi”.

Tutto questo rende il ruolo del punto di vendita sempre più complesso. “Progressivamente il negozio diventa non solo il luogo dove termina il ciclo del prodotto con la vendita -spiega Antonio Rizzi, vice presidente di ID-Solutions e professore ordinario di Logistica e Scm all’Università di Parma- ma anche un vero e proprio snodo logistico, che svolge processi prima di pertinenza esclusiva del magazzino”.

Magazzino vuol dire picking, packing, shipping, gestione resi: il ruolo primario è affidato alla tecnologia Rfid, a garanzia dell’accuratezza inventariale che con i tag cresce dall’attuale 60-70% fino al 97-99%. La app costruita da ID-Solutions, basata su studi universitari, incrocia i dati di vendita con quelli sul display per definire prodotti:

Money Maker, molte vendite e poco spazio espositivo; Money Looser, che occupano molto spazio ma generano poche vendite; e Indifferent, che generano poche vendite e occupano poco spazio, o molte vendite occupando molto spazio, che lo store manager cercherà di spostare nella zona redditizia della matrice. “Dati reali, per prendere decisioni in razionali e incrementare il fatturato nell’ordine del 2-3%”, afferma Rizzi.

A proposito di locker, ancora pochi in Italia ma in crescita. “Dovranno essere posizionati presso il punto di vendita per incentivare i clienti a entrare -spiega Gilberto Frascaroli, direttore commerciale della divisione product & digital di Itab Italy- oppure presso luoghi di grande passaggio come stazioni e metropolitane”.

Il negozio sarà sempre più smart, grazie anche all’intelligenza artificiale: Juniper Research prevede che i retailer spenderanno 7,3 miliardi di dollari in applicazioni di Ai nel 2022, rispetto ai circa 2 miliardi di dollari spesi nel 2018.

“Il negozio fisico dovrà offrire personalizzazione e tempestività nel rinnovamento del layout, ergonomia e funzionalità -spiega Giuseppe Marcante, managing director Cefla Shopfitting- e le scaffalature saranno modulari, multiproposal, sostenibili e riciclabili”. Tutto all’insegna della flessibilità, ma con intelligenza: “Beacon bluetooth, sistemi di pagamento evoluti, riconoscimento facciale e physical cookies sono tra gli elementi tecnologici che dovranno sempre più contribuire a costruire un’esperienza dinamica e attrarre clienti”, aggiunge Marcante.

Un’evoluzione dettata anche dalle immagini, come spiega Federico Padovani, regional marketing manager per l’Italia di Panasonic Mobile Solutions: “L’immagine è al centro della comunicazione e del commercio: le nostre azioni, le nostre scelte, il nostro comportamento passano, come mai prima d’ora, attraverso la vista e lasciamo sempre più tracce visive”. In termini di retail del futuro, significa proiettare informazioni dinamiche sui pacchi della logistica, raccogliendo informazioni tramite telecamere intelligenti, e trasferirle al personale tramite toughbook, con un approccio che Panasonic definisce olistico, ovvero che abbraccia tutta la supply chain.

Tecnologia fa sempre più rima con sostenibilità, un must per la refrigerazione e la regolazione termica degli spazi. La loro operatività impatta su tutti e 17 gli obiettivi di sostenibilità ambientale individuati dall’Ue, oltre che sulla gestione del negozio. “Sempre più soluzioni ruoteranno intorno alla connettività cellulare -afferma Joe Perrott, co-fondatore e ceo di Remote Signals-: anche i frigoriferi saranno, come in parte sono già, oggetti connessi. Dunque occorre attrezzarsi con tecnologie adeguate come Lpwan (Low Powered wide area network) e 5G”.

Su queste infrastrutture si potranno collegare i controller portatori di quell’intelligenza grazie alla quale anche i banchi frigo raccoglieranno insight sulle abitudini dei clienti: quanto spesso viene aperto lo sportello, dove punta l’occhio, quando si acquista e cosa.

Novità anche sul fronte del modello di business: si affaccia il CaaS, Cooling as a service, cioè l’hardware (il frigorifero o simili) come il software si può acquistare come servizio (e non come proprietà a rischio obsolescenza).

Luca Masiero, direttore vendite Italia di Arneg, fornitore del format Esselunga di Brescia e dell’Iper Maestoso a Monza, sottolinea il cambiamento tecnologico che porterà l’entrata in vigore, nel 2021, dei regolamenti Eco Design ed Energy Labelling. “Scegliere determinati espositori rispetto ad altri avrà importanti ripercussioni nelle vendite -prosegue- viste le abitudine dei consumatori finali, la tipologia di prodotti proposti, le strategie promozionali. Non ci saranno più gli ipermercati, la spesa verrà fatta nei discount, già oggi molto simili ai supermercati, o nei superstore che diventeranno punti di aggregazione dove saranno proposti anche servizi per le famiglie”.

Estetica, flessibilità, rispetto dell’ambiente sono le parole chiave per il futuro degli store secondo William Pagani, group marketing director di Epta. Tendenze cui si affianca il tema della convivialità, con gli store che ospitano aree grocerant. “Epta propone l’evoluzione del sistema brevettato Fte Full Transcritical Efficiency, cuore del progetto Life C4R - Carbon 4 Retail Refrigeration, che mira a sensibilizzare all’utilizzo di soluzioni green sostituendo i refrigeranti Hcfc e Hfc con CO2 transcritica”, spiega Pagani.

Multifunzione e smart coinvolgono anche la luce per il retail. “Nel suo ruolo di elemento attrattivo, la luce conferisce valore aggiunto guidando il consumatore alla scoperta delle caratteristiche e della qualità dei prodotti esposti -commenta Massimiliano Giussani, general director di Makris e direttore commerciale Italia di Imoon-. Anche l’illuminazione sarà digitale e integrata con funzioni di sensoristica, come il rilevamento dell’inquinamento ambientale, del rumore e della temperatura, a favore del comfort”.

Una forza attrattiva che si esercita soprattutto nell’area accoglienza e nella zona casse, per tutti strategica: la sensazione è di vivere una fase intermedia, nella quale non si vuole rinunciare all’interazione umana, ma ci si impegna nell’offrire ai clienti anche la possibilità di fare prima, per esempio con la modalità self. In quest’ottica, Itab Italy ha sviluppato un sistema capace di migliorare del 40% le performance dell’addetto in cassa: un banco a isola che gestisce 4 flussi di clienti con lettore a 360 gradi. Il risultato è doppio: si conserva il rapporto personale con il cliente e si interviene sull’efficienza.

Il trend della multifunzionalità si esprime anche nella capacità dei software di cassa di andare oltre la gestione di fiscalità e pagamenti, verso la raccolta dati in real time. Camì punta sul sistema Q-busting, un software che velocizza queste operazioni grazie a un operatore che realizza un pre-scontrino per chi attende in coda. Ma avverte: l’innovazione va gestita con attenzione. “Acquisire subito una tecnologia molto avanzata non è sempre vantaggioso -sottolinea Michele Grande, titolare di Camì- a volte è meglio procedere per step successivi”. In primis, occorre rendere efficiente il momento del pagamento, oltre che facile e fluido il dialogo tra front-end e back-office.

“La tendenza -precisa Alessandro Mastropasqua, communications manager di Custom- non è più solo quella di implementare strutture e processi con soluzioni performanti, ma piuttosto quella di creare nuove soluzioni che possano integrarsi e ottimizzare i processi di digitalizzazione, migliorando l’efficienza complessiva”.

Cambiamenti anche sul fronte sicurezza? “Sarà sempre più attuale -chiarisce Alberto Corradini, business unit director Italy di Checkpoint Systems- se avremo sempre più negozi integralmente self service”. Da qui lo sviluppo di antenne antitaccheggio che dovranno conciliare elevate performance con piacevolezza estetica, abbinate all’utilizzo di tag Rfid capaci di proteggere anche prodotti con involucro metallico e nuove funzioni. “L’Rfid si sta estendendo oltre i territori classici del tessile verso elettronica, cosmesi e food -precisa Corradini-: sempre più il tag alla fonte servirà per gestire al meglio lo stock, in termini di scadenze per i freschi e disponibilità dei prodotti”.

Intanto ci si prepara il terreno per numerose sperimentazioni: basta guardare alla Cina e al riconoscimento biometrico, usato già per pagare in cassa (automatica), e alla pervasività dei social anche per fare acquisti. Le aziende produttrici sono attente, i retailer -e i consumatori- però sembrano ancora prudenti.

Primark: doppio opening a Roma

Primark Brescia
Primark aprirà ad aprile un negozio in zona Laurentina, all’interno del centro commerciale Maximo e un secondo, pare, a Roma Est

Lo sviluppo di Primark in Italia è iniziato dal nord Italia e si sta man mano consolidandosi conquistando nuove regioni e aree geografiche strategiche. È il caso di Roma dove l’insegna di abbigliamento low cost, la cui filosofia è sintetizzata nel claim amazing fashion at amazing prices, farà il suo ingresso con due punti di vendita.

Il prossimo aprile Primark aprirà, infatti, un negozio in zona Laurentina, all’interno del centro commerciale Maximo, una struttura commerciale che ospiterà 170 negozi, 30 ristoranti, un ipermercato, un cinema multisala, un fitness center e un’area entertainment.

La catena sta già selezionando i candidati da inserire in organico nello store che si estenderà su una superficie di circa 5.000 mq. Ma si vocifera che stia lavorando a una seconda apertura romana in costruzione a Ponte di Nona, al centro commerciale Roma Est. Secondo indiscrezioni, infatti, e stando a quanto pubblicato sul sito di Bms progetti, la struttura si svilupperebbe su doppio livello per una superficie totale di 6.000 mq circa. Sui tempi di apertura non ci sono ancora notizie certe.

Nel nostro Paese l’insegna è presente a Il Centro di Arese (Mi), a Roncadelle (Bs) al centro Elnòs Shopping, a Campi Bisenzio (Fi), a Rozzano (Mi) e a Verona, con strutture sviluppate su metrature che non vanno mai al di sotto dei 5.000 mq e non superano i 6.000 mq. Tra gli obiettivi di sviluppo anche un punto di vendita a Milano, in via Torino, che sarebbe il primo realizzato in centro cittadino. Pare ci sia l'interesse alla realizzazione del progetto ma ancora tutto tace.

I programmi fedeltà piacciono ai consumatori italiani

Il 56% degli italiani effettua acquisti collegati a programmi fedeltà. I risultati dello studio “The truth about customer loyalty” realizzato da Kpmg

Il 56% dei consumatori italiani effettua acquisti collegati a programmi fedeltà (che consentono di ottenere premi o benefit) più volte a settimana. Un valore che ha pochi pari a livello internazionale, se si considera che mercati a noi vicini sono tutti collocati molto più in basso, dal 45% della Germania al 35% della Spagna, fino al 30% della Francia. Gli Stati Uniti si fermano al 42% e la Cina addirittura al 31%, mentre la sola Australia (61%) fa registrare una diffusione maggiore al nostro Paese. E’ una delle evidenze che emergono dallo studio “The truth about customer loyalty”, realizzato da Kpmg attraverso 18mila interviste (di cui 800 nella Penisola) in 20 Paesi.

Il risultato tricolore assume un rilievo particolare se si considera l’importanza della customer centricity nel contesto attuale (anche sulla spinta degli investimenti fatti in questo senso dai giganti del web) e la difficoltà di mantenere l’attenzione dei clienti in uno scenario in continuo cambiamento. In particolare sono i più giovani a mostrarsi particolarmente esigenti nei confronti delle aziende e poco disposti a restare fermi sui nomi noti.

Per i consumatori italiani fedeltà a un brand vuol dire innanzitutto diventare promotori del marchio, consigliandolo ad amici e parenti. La seconda conseguenza indicata dal campione di casa nostra è la creazione di un forte legame con lo store e con il brand. Seguono la sensazione che il marchio sia migliore rispetto ai competitor e voler scrivere recensioni positive riguardo all'esperienza vissuta.

I settori più fedeli. I consumatori italiani sono fedeli soprattutto ai brand di abbigliamento, calzature ed accessori (65% degli intervistati), di cibo e bevande (64%) e ai cosmetici e prodotti di cura della persona (48%). Se si fa un confronto con le risposte di altri Paesi, la Penisola spicca per la fedeltà ai nomi della moda, di cibo e bevande. I fattori più importanti che consentono di fidelizzare la clientela – in Italia, così come a livello globale - sono la qualità del prodotto, il rapporto qualità/prezzo, le caratteristiche e l'assortimento dei prodotti.

Infine uno sguardo ai canali: i consumatori italiani preferiscono gli store fisici, mentre acquistano online soprattutto beni di lusso (il 5% in modo esclusivo e il 13% prevalentemente). Anche se i millennials sono sempre più orientati verso l’e-commerce e anche questo è un elemento da considerare in prospettiva.

Maiora: doppietta di cash&carry Altasfera in Puglia

Il gruppo inaugura due strutture Altasfera nell’area salentina e nel sud barese, rispettivamente a San Cesario di Lecce e a Monopoli

Si allarga la rete cash&carry del Gruppo Maiora che inaugura due strutture Altasfera nell’area salentina e nel sud barese, rispettivamente a San Cesario di Lecce e a Monopoli (Ba), aree strategiche per lo sviluppo della rete. Le aperture, rispettivamente sviluppate su un’area di 10.000 e 2.700 mq, sono state possibili grazie ad un accordo di partnership con la società Aligros della famiglia Montinari, proprietaria dei locali. Sale così a 7 il numero dei negozi dell’insegna gestiti da Maiora tra Puglia e Calabria. L’assortimento comprende circa 18.000 per punto di vendita, selezionate fra industria, prodotti tipici e prodotti Mdd. Entrambi gli store presentano all’ingresso reparto freschi e freschissimi e ortofrutta.

Dopo aver consolidato in questi anni la nostra presenza nell’area di Foggia, Bari, Taranto e in Calabria (con il punto vendita di Crotone) -spiega Pippo Cannillo, presidente e amministratore delegato di Maiora- la presenza in due aree strategiche per l’economia pugliese come quella salentina e del sud barese rappresenta per noi un investimento importante in un settore nel quale crediamo fortemente. L’esperienza e il blasone di Aligros, uniti al nostro impegno quotidiano nei riguardi dei clienti, ci consentiranno senza dubbio di raggiungere gli ambiziosi obiettivi che ci siamo posti”.

Eataly presenta Mercati dei Contadini in Festa

Eataly Roma
In varie strutture della rete italiana di Eataly si terranno, a partire dal 22 febbraio, attività specifiche per valorizzare le nostre tradizioni contadine

Le tradizioni contadine del nostro Paese sono valorizzate dall'iniziativa Mercati dei Contadini in festa. E troveranno spazio in varie strutture della rete italiana di Eataly dove si terranno attività specifiche. Gli eventi si svolgeranno, a partire dal 22 febbraio, in varie location come per esempio nel porticato di Eataly Roma, nella piazza XXV Aprile di fronte a Eataly Smeraldo, nel piazzale di Eataly Lingotto, negli ambienti storici di Eataly Firenze e da Eataly Genova. L’iniziativa nasce per sottolineare il ruolo centrale di contadini e produttori coinvolti nella valorizzazione dei prodotti sugli scaffali e nei banchi freschi di Eataly.

L’intenzione di Mercati dei Contadini in Festa è celebrare la bellezza del mondo contadino che festeggia mostrando il meglio di sé e offrendo molteplici occasioni di fare esperienza e acquisto di straordinari prodotti ed eccellenze gastronomiche raccontati direttamente da chi ha seguito ogni passaggio della filiera.

La crescita di Tannico: ricavi in aumento (+36%)

Tannico archivia il 2019 con un fatturato di oltre 20 milioni di euro registrando un incremento dei ricavi del 36%. Cresce anche la Wine Platform

L’enoteca online di vini italiani chiude il 2019 con ricavi in crescita del 36% su base annua e 20,3 milioni di euro di fatturato (erano stati 14,9 nel 2018). Parallelamente alla crescita nel canale B2C. che oggi costituisce la gran parte del giro d’affari dell’azienda, Tannico registra anche un incremento (+73%) come Tannico WinePlatform, nato per supportare le case vinicole sul piano tecnologico e logistico nella vendita dei propri prodotti. Ha inoltre potenziato la piattaforma Tannico.biz, partner per ristoranti, enoteche e catene di hotel.

La forte crescita registrata anche nel 2019 conferma la posizione di primo piano di Tannico nel mercato del vino online italiano e all’estero senza dimenticare le continue evoluzioni del suo modello di business che ora può contare anche sulla Tannico Flying School e sulla sezione dedicata ai vini rari -afferma Marco Magnocavallo, founder e ceo di Tannico-. Sono convinto che, anche grazie a questi due nuovi progetti, il 2020 sarà un anno di ulteriore crescita e consolidamento che vedrà inoltre la sfida dell’ingresso nel mondo retail fisico e l’apertura di due enoteche con format differenti ”.

Un’iniezione di tecnologia per potenziare la flessibilità del retail

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 2)

Davanti a un consumatore “always on” (sempre connesso) il retail non poteva che evolversi, cambiare, la tecnologia ha sicuramente fornito (e continua a fornire) strumenti per un’esperienza d’acquisto seamless, che accomodi anche i “microdesideri” come sono stati chiamati da un recente studio di IBM fatto in collaborazione con la National Retail Federation (NRF), un ventaglio di richieste che vanno oltre la mera compravendita ma qualcosa di più sottile, pervasivo. Secondo lo studio, infatti, al primo posto nella catena del valore del consumatore è la “semplificazione della propria vita”, convenience sì ma anche tanto servizio, e soprattutto tanta flessibilità: potenziare le possibilità di scelta non solo delle merci ma anche di come e quando acquistarle e riceverle.

Questo significa che il punto di vendita diventerà irrilevante? Assolutamente no, garantiscono da IBM, anzi! Ma è altrettanto certo che deve cambiare, avvantaggiandosi di tutto ciò che le nuove tecnologie possono fornirgli, accentuando gli aspetti che lo rendono insostituibile; a cominciare dalla socializzazione: riflettiamoci, se molti dei lati “noiosi” del fare la spesa al super come la fila alla casse, la difficoltà di reperire le merci, le liste della spesa manuali sono oggi tutte bypassate dagli strumenti digitali gestiti direttamente dal cliente, molta della forza lavoro si libera da compiti, altrettanto noiosi e ripetitivi, per affiancare il cliente, rinforzando l’aspetto umano che, per forza di cose, lo shopping via eCommerce non può (ancora) offrire.

Esperienza è e sarà il leitmotiv del retail degli ultimi anni, ed è proprio strutturando l’esperienza che si offre al negozio una possibilità unica e invincibile.

Infine siamo nell’era dell’impazienza, sempre più abituati ad ottenere tutto con un click, l’immediatezza del negozio è unica, ovvio che è nell’accuratezza del retailer quella di strutturare un’offerta adeguata, soprattutto con l’aumentare dei punti di vendita micro, qui tutto deve essere perfettamente pensato in base a ciò che li circonda, l’assortimento unico sicuramente ha finito di esistere.

Dresden invita a costruire i propri occhiali

Il tutorial del retailer australiano Dresden spiega come cambiare le asticelle degli occhiali: in negozio è possibile creare il proprio paio su misura, abbinando i singoli pezzi della montatura disponibili in colori e forme diverse.

Feed Shop & Café a Brooklyn

Il locale e shop Feed a Brooklyn sostiene le comunità in difficoltà devolvendo una parte degli incassi al sostegno di iniziative umanitarie concrete. Con tanto di contatore posizionato sotto la cassa. Un modo per rendere molto evidente il valore della solidarietà, importante per molti consumatori e brand.

 

Lo store automatico digitale Albert Heijn

Un convenience store di 14 mq a insegna Albert Heijn (Ahold Delhaize) a Zaandam in Olanda: è la sperimentazione del retailer che ha impiegato sensori e telecamere, e la tecnologia contactless per i pagamenti, per attrezzare questo mini shop automatico. Videocamere e sensori tracciano i movimenti del cliente e gli articoli presi dagli scaffali. Il pagamento avviene automaticamente, grazie alla carta di credito.

Per ora si tratta di un'esperienza accessibile solo ai dipendenti dell'insegna.

 

Il carrello intelligente all’interno del supermercato

Ecco una dimostrazione di cosa è possibile fare equipaggiando un carrello della spesa con la tecnologia digitale, in questo caso firmata Caper.

È possibile per esempio visualizzare informazioni sui prodotti prelevati dagli scaffali, ricevere ricette mirate, muoversi agevolmente nello spazio di vendita grazie a una mappa, e naturalmente pagare con lo smartphone.

 

Selfridges: la leva strategica del fashion renting

La piattaforma di noleggio di moda e lusso Hurr avrà un pop-up all'interno di Selfridges per sei mesi per un 'esperienza che coniuga online e offline

Il noleggio di abiti e accessori sta sempre più spesso ritagliandosi fette di mercato importanti. Nel caso specifico, Selfridges, che ha già sperimentato questa formula in passato avviando sinergie con partner specifici, ospiterà, stando a quanto scrive Pambianco, Hurr, piattaforma di noleggio della moda e del lusso che per sei mesi si insedierà nella struttura. Hurr coniuga in questo modo online e offline creando un contatto diretto con i propri clienti che in questo modo avranno la possibilità di toccare con mano i prodotti da noleggiare.

Il pop-up store, attivato nei giorni scorsi, è situato al terzo piano del grande magazzino di lusso e propone un assortimento che prevede una linea di 200 pezzi disponibili anche sul sito web, proposti in rotazione su base settimanale. L’offerta comprende abiti, accessori, capispalla, noleggiabili per un periodo 7 giorni. Questo spazio però è stato pensato anche come luogo in cui condividere informazioni e opinioni o formarsi su temi scelti ad hoc. Nel corso del semestre saranno, infatti, organizzati workshop interattivi, sessioni di styling e tavole rotonde sulla moda sostenibile e sulle modalità di affermazione di un marchio online.

 

 

Le arance rosse Airc in 3.000 punti di vendita

#iofacciodipiu Alla Fondazione Airc saranno destinati 50 centesimi a fronte dell’acquisto delle reticelle di arance rosse italiane. Coinvolti anche Carrefour, Bennet e Gruppo Gabrielli

Ventidue insegne distributive sposano il progetto dell'Airc che dal 2016 porta avanti l'iniziativa Arance rosse per la ricerca. Saranno oltre 3.000 i punti di vendita coinvolti all'interno dei quali, a partire da giovedì 13 febbraio, e fino a esaurimento scorte, venderanno le arance che andranno a finanziare la ricerca oncologica italiana. Alla Fondazione Airc saranno destinati 50 centesimi a fronte dell’acquisto delle reticelle di arance rosse italiane dedicate.

Diverse insegne quest'anno hanno confermato il proprio impegno già iniziato gli anni passati come nel caso di Bennet, Carrefour Italia insieme a Filiera Agricola Italiana spa, Selex (con i soci Il Gigante, Supermme, Unicomm, Megamark, L’abbondanza, Maxi Di’, Cedi Marche, Arca, Gala, Grandi Magazzini Fioroni, Super Elite), e ancora Coop Consorzio Nord Ovest, Coop Lombardia, Coop Vicinato Lombardia, Coop Liguria e NovaCoop. A queste si aggiungono le nuove adesioni delle insegne del Consorzio Sun quali CE.DI GROS, Gruppo Gabrielli con le insegne Oasi e Tigre, Italmark e Supergulliver.

Dopo la Campagna Nastro Rosa, il Gruppo Gabrielli torna al fianco di Airc, sostenendo di nuovo la ricerca sul cancro in tutti i punti di vendita Oasi e Tigre con questa iniziativa volta anche a sensibilizzare e a fare informazione  -sostiene Barbara Gabrielli vicepresidente del Gruppo Gabrielli- circa l'importanza di una sana alimentazione unita al movimento in relazione al raggiungimento del benessere fisico e alla prevenzione di malattie tumorali”.

Bennet sta supportando l'iniziativa attraverso i canali fisici e digitali che ha in gestione. "Oltre ad aiutare concretamente la ricerca oncologica -spiega l'azienda- questa iniziativa rappresenta un’occasione importante per sensibilizzare i consumatori sull’importanza della prevenzione, che può avvenire anche attraverso le buone abitudini alimentari".

"Per il quinto anno consecutivo, siamo orgogliosi partner di Airc, un’iniziativa che, anche quest’anno, sosteniamo con forte convinzione, sia per la sua valenza di contributo alla ricerca, che di sensibilizzazione sociale nei confronti di importanti temi come la prevenzione e la promozione di stili di vita sani” sottolinea Roberto Simonetto, direttore merci di Carrefour Italia.

Ringraziamo le aziende al nostro fianco da anni e quelle che lo sono per la prima volta: aderendo a questa manifestazione scelgono di sostenere concretamente la migliore ricerca oncologica e, al contempo, contribuiscono alla sensibilizzazione sulle corrette abitudini alimentari, confermando il ruolo che la grande distribuzione e la distribuzione organizzata possono rivestire nella promozione del benessere dei cittadini, a partire proprio dai loro punti di vendita e dal momento della spesa quotidiana” dichiara Niccolò Contucci, direttore generale di Fondazione Airc.

Nasce la società Moderna 2020 (Gruppo VéGé)

L'intera rete vendita, precedentemente gestita da Moderna spa, sarà interamente gestita da Moderna 2020 che manterrà le precedenti competenze

Cambia pelle la società Moderna spa che andrà a confluire nella neonata società Moderna 2020, socia Gruppo VéGé, con l'obiettivo di coniugare tradizione e innovazione, puntando su qualità, competenza, convenienza e cortesia, con un approccio più tecnologico e una maggiore apertura sulle nuove categorie emergenti: biologico, vegano, etnico e salutistico.
La società Moderna spa era attiva con 160 strutture con le insegne eté e Dimeglio in Campania, Basilicata e Calabria.

L'intera rete vendita, sviluppata su metrature fra i 250 e i 5.000 mq, sarà interamente gestita da Moderna 2020 che, con una nuova ragione sociale, manterrà le precedenti competenze sviluppandone nuove per rispondere alle esigenze del consumatore del futuro. Tra gli obiettivi anche il lancio di nuovi format convenience Xsempre e Superdis. Questi punti di vendita avranno anche la versione “gourmet”  come del resto già sperimentato per l'insegna eté.

Alla guida Nicola Mastromartino, nella qualità di amministratore unico, che spiega: La polarizzazione della domanda tra premium e convenience ci ha spinto a creare questa nuova realtà che guarda al futuro ed è in grado di soddisfare il bisogno di una clientela sempre più esigente e alla ricerca del prodotto particolare. Il cliente che ogni giorno entrerà nel nostro punto di vendita avrà l’accoglienza di sempre con il supporto tecnologico più avanzato che gli permetterà di avere una shopping experience completa”.

La spesa di Unes in un click

Unes attiva l'applicazione che consente ai consumatori di ordinare la spesa online sette giorni su sette ventiquattro ore su ventiquattro

Unes lancia un servizio di spesa online legata all'applicazione Click u2 al momento disponibile, in una prima fase di test, per il punto di vendita U2 Supermercato Controcorrente di Zelo Buonpersico (Lo), situato sulla strada provinciale, ex strada statale 415 Paullese. In fase progettuale, in questo store  è stato predisposto uno spazio dedicato al punto di ritiro e ai processi logistici. Da qui la scelta di iniziare proprio da questa struttura. In futuro l'insegna individuerà i negozi adattabili a questa logica omnicanale.

Come funziona

Per accedervi basta scaricare l'app, scegliere online i prodotti da acquistare e ritirare la spesa effettuata. Il servizio è gratuito, attivo sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro. L'app può essere installata su smartphone e tablet scaricabile sia da Apple store che da Google Play. L'utente ha la possibilità di scegliere quando ritirare la propria spesa optando tra le quattro fasce orarie disponibili: ossia 18-19; 19-20; 20-21 e 21-22. Al momento del ritiro può anche decidere come pagare.

L'assortimento

L'offerta comprende circa 6.000 referenze suddivise in 15 categorie merceologiche: frutta e verdura, carne, pesce, prodotti di panetteria e pasticceria, latticini e formaggi, salumi, grocery, ma anche articoli salutistici e dietetici, bevande, surgelati e per il non food item per il mondo baby, per la cura persona e casa, petcare e petfood e bazar.

Amazon: due nuovi centri di distribuzione in Italia

La piattaforma eCommerce ha messo in cantiere un investimento da 140 milioni di euro che si vanno ad aggiungere ai 4 miliardi già investiti nel Paese

Per far fronte alla domanda crescente di ordini da parte dei clienti e ampliare l’offerta di prodotti, Amazon continua a investire sul territorio italiano dove sta realizzando due centri di distribuzione: il  primo sorgerà tra i comuni di Castelguglielmo e San Bellino (Ro); il secondo Colleferro (Roma). Entrambi saranno operativi a partire dall’autunno di quest’anno. La piattaforma eCommerce ha messo in cantiere un investimento da 140 milioni di euro che si vanno ad aggiungere ai 4 miliardi già investiti nel Paese a partire dal suo arrivo nel 2010.

Siamo orgogliosi ed entusiasti di espandere la nostra attività con due nuovi centri di distribuzione nel Veneto e nel Lazio -commenta Roy Perticucci, vice presidente Amazon Operations in Europa-. Nel 2020 celebriamo i dieci anni dal nostro arrivo in Italia. Questo nuovo investimento ci consentirà di creare oltre 1.400 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato e di potenziare la nostra rete di consegna per raggiungere sempre più persone in tutto il Paese”.

Le strutture

Per la realizzazione dei due centri Amazon adotterà tecnologie sostenibili e sistemi per il risparmio energetico, come nel caso dei pannelli fotovoltaici. I due centri serviranno anche a supportare le piccole e medie imprese che vendono su Amazon.it e si appoggiano al servizio Logistica di Amazon

Il centro di distribuzione situato tra i comuni di Castelguglielmo e San Bellino, a 25 chilometri da Rovigo, impiegherà fino a 900 dipendenti a tempo indeterminato entro tre anni dall’inizio delle attività. Il sito, i cui lavori di costruzione sono stati affidati a P3 Logistic Parks, sarà equipaggiato con la tecnologia di Amazon Robotics, ultimo esempio di tecnologie innovative introdotte da Amazon nei propri siti con l’obiettivo di assistere i lavoratori, riducendo i loro spostamenti grazie a speciali scaffali di stoccaggio dei prodotti che si muovono in modo automatizzato verso la postazione degli operatori.

Il centro di distribuzione di Colleferro sarà il secondo magazzino aperto da Amazon nella Regione Lazio dopo quello di Passo Corese, inaugurato nel 2017. Vailog srl (Gruppo Segro) è lo sviluppatore che si è occupato della realizzazione del magazzino che creerà fino a 500 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato entro il 2023. Amazon si avvarrà di questo sito per immagazzinare i prodotti di grandi dimensioni e lavorerà in modo sinergico con il centro di distribuzione dello stesso tipo inaugurato a Vercelli nel 2017. I due nuovi magazzini saranno operativi a partire dall’autunno 2020.

Entrambi gli edifici verranno costruiti con l’obiettivo di conseguire la certificazione Breeam (Building Research Establishment Environmental Assessment Method) con la valutazione Very Good.

Gli investimenti in Italia

Lo scorso anno l’azienda ha inaugurato un quarto centro di distribuzione, in provincia di Torino, a Torrazza Piemonte. Oltre agli investimenti effettuati nella rete logistica, nel 2013 Amazon ha inaugurato il Customer Service di Cagliari e gli uffici corporate di Milano che, nel 2017, sono stati trasferiti in un edificio di 17.500 metri quadri nel quartiere emergente di Porta Nuova. Amazon ha inoltre aperto a Torino un centro di sviluppo per la ricerca sul riconoscimento vocale e la comprensione del linguaggio naturale che supporterà la tecnologia utilizzata per l’assistente vocale Alexa.

Museum of Ice Cream: l’esperienza instore evolve

Il filo conduttore del gelato serve per creare un percorso esperienziale e d'acquisto distintivo, fatto di assaggi e di gadget. Un tour del negozio di New York.

Pagamenti online, un collo di bottiglia per l’eCommerce

Come rendere più veloci, sicuri e facili i pagamenti online, soprattutto per i piccoli acquisti e le spese ridotte? E migliorare l'esperienza d'acquisto

Procedure troppo complesse, password da ricordare, timore di subire il furto delle credenziali o di incappare in truffe online: sono gli ostacoli più frequenti nei pagamento online, quelle che determinano l'abbandono del carrello digitale. Come rimediare? Calicantus Srl e Payplug si alleano per migliorare la user experience nei pagamenti.

Pagamenti online croce e delizia

Secondo il Baymard Institute, addirittura il 70% dei clienti non chiude l'acquisto online, ed ecco le motivazioni:il 34% si fa scoraggiare dall'obbligo di aprire un account nel sito dove sta acquistando, il 26% dal checkout, troppo lungo o complicato, il 17% non si fida del sito sul quale sta acquistando.

Da una parte le preoccupazioni relative alla sicurezza, dall'altra il desiderio di conservare la propria privacy. Il 14 settembre 2019 è entrata in vigore la direttiva europea PSD2 che impone l'obbligo dell'autenticazione tramite informazioni note solo al cliente, o dispositivi posseduti unicamente dal cliente, o caratteristiche fisiche del cliente. Appunto la password, o una domanda di sicurezza, oppure il cellulare, e infine l'impronta digitale o il riconoscimento del volto. Per questo le banche oggi chiedono ai clienti la creazione della OTP (One Time Password) attraverso una app sul proprio smartphone.

Credenziali salvate online

La complessità generata dalle precauzioni di sicurezza per i pagamenti online di manifesta soprattutto nei piccoli acquisti, o nelle operazioni che spostano cifre basse. L'idea di Calicantus, azienda veneta specializzata nella vendita online, e Payplug, il sistema di pagamento acquisito da Natixis, consiste in un sistema che salva online i dati del cliente. In questo modo non occorre ripetere la password e la procedura si semplifica. Seguendo la direttiva europea, si può attivare lo Smart 3-D Secure che prevede l'inserimento dello OTP solo per le transazioni a rischio.

Il sistema garantisce la sicurezza sia sul fronte cliente che sul fronte retailer, e la semplicità, secondo Calicantus e Payplug, fa crescere dell'8% il tasso di conversione e riduce le frodi del 50%.

Nel caso la transazione sia identificata come rischiosa dal sistema, si attiva automaticamente la procedura aggiuntiva: per esempio, se l'indirizzo di destinazione è diverso dalla residenza, o se il nome sulla carta di credito è diverso da quello sull'account.

 

Obbligo Pos, il punto dopo la legge di Bilancio 2020

La legge di Bilancio 2020 incentiva la tracciabilità dei pagamenti con detrazioni fiscali e la lotteria degli scontrini

Contanti o moneta digitale, in breve, obbligo Pos per i commercianti, artigiani, ristoratori, professionisti e attività ricettive, oppure no? La legge di Bilancio 2020 ha preferito la strada degli incentivi a quella, prospettata ma poi scartata, delle sanzioni. Chi sceglierà di rendere disponibile ai propri clienti anche il pagamento digitale, ne trarrà vantaggi di tipo fiscale; ugualmente i clienti che sceglieranno questa strada troveranno un tornaconto economico, a vantaggio della tracciabilità dei pagamenti.

Obbligo Pos, le novità per il 2020

Nessuna sanzione per chi rifiuta un pagamento elettronico e accetta solo contante: il preannunciato art. 23 della legge di bilancio è stato poi soppresso. Invariato fino al 1 luglio 2020 anche il tetto massimo per il singolo pagamento in contanti: 3.000 euro. Successivamente, a partire dal 1 luglio 2022, la cifra massima passa a 2.000 euro e nel 2022 scende a 1.000 euro.

Vantaggi per i retailer - I commercianti che utilizzano strumenti di pagamento elettronici possono beneficiare di un credito d'importa del 30% sulle commissioni bancarie, ma il fatturato annuo del retailer non deve superare i 400.000 euro annui.

Vantaggi per i clienti - Il legislatore ha scelto di incentivare gli acquisti in generale, qualsiasi sia la formula di pagamento prescelta, attraverso una lotteria che parte il 1 luglio 2020. Per ciascun cliente c'è un codice univoco, oppure il codice fiscale in caso di pagamento in contanti (così lo Stato riesce a tracciare anche questi pagamenti). Chi sceglie il pagamento digitale con carta o bancomat, avrà doppia possibilità di vincita rispetto a chi sceglie il contanti. In entrambe i casi è il cliente che fornisce dati all'esercente, il quale li comunica all'Agenzia delle Entrate. La stessa Agenzia sarà anche il referente per denunciare i commercianti che rifiutino di acquisire il codice del cliente.

Spese sanitarie, obbligo del digitale

Le spese sanitarie hanno regole più stringenti. Per beneficiare delle detrazioni fiscali, infatti, dal 1 gennaio di quest'anno devono essere pagate esclusivamente in digitale, quindi carta di credito, bonifico o assegno. Fanno eccezione i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale.

Spese con obbligo di tracciabilità

Ecco l'elenco delle spese la cui tracciabilità è obbligatoria da quest'anno, per ottenere le detrazioni fiscali:

  • Interessi passivi mutui prima casa
  • Intermediazioni immobiliari per abitazione principale
  • Veterinarie
  • Funebri
  • Frequenza scuole e università
  • Assicurazioni rischio morte
  • Erogazioni liberali
  • Iscrizione ragazzi ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi
  • Affitti studenti universitari
  • Canoni abitazione principale
  • Addetti all'assistenza personale nei casi di non autosufficienza
  • Abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale

L’esperienza del museo (e shop) del cioccolato di Anversa

museo del cioccolato di Anversa
museo del cioccolato di Anversa
Videoproiezioni e ambiente immersivo per il museo e store del cioccolato ad Anversa, in Belgio

È un'esperienza multisensoriale e coinvolgente, quella che il museo del cioccolato di Anversa vuole offrire ai propri visitatori, anche a quelli dei negozi, dei ristoranti e delle sale eventi e riunioni presenti all'interno della struttura. Nasce così la partnership tra Chocolate Nation, appunto il museo belga, e Panasonic, che oltre alla tecnologia ha fornito il know how. Vediamo di cosa si tratta, a caccia di ispirazione per le possibili applicazioni di schermi, proiettori e telecamere all'interno di un contesto retail.

Spettacolarizzazione nel museo del cioccolato di Anversa

Videoproiezioni per coinvolgere i visitatori

In tutto 20 schermi professionali, 10 proiettori laser, varie telecamere di sicurezza e soluzioni di telefonia. Il tutto al servizio di un percorso di scoperta multisensoriale, che ripercorre le tappe della coltivazione e della lavorazione delle fave di cacao, fino al prodotto finale, il cioccolato. Sono 14 le aree tematiche costruite per i visitatori, dalla giungla al trasporto delle fave attraverso l'oceano per approdare ad Anversa, porto specializzato in questo tipo di prodotti, dove il cacao viene trasformato in cioccolata.

Videoproiezioni nei piatti per il ristorante del museo
Videoproiezioni nei piatti per il ristorante del museo

L'esperienza diventa immersiva grazie a videoproiezioni sul soffitto, sulle pareti e sul pavimento che creano la sensazione di trovarsi su una nave porta container in alto mare, oppure di sperimentare la vista ravvicinata della macchina, immaginaria e in stile Willy Wonka, che produce il cioccolato. Accanto alla vista, luce ed effetti sonori amplificano la sensazione di realismo. In un'altra installazione, i visitatori entrano in contatto in virtuale con i produttori di cioccolato di Anversa e nel ristorante le videoproiezioni vengono usate per animare.... i piatti.

La tecnologia per l'affidabilità e il profitto

Una delle sale del museo attrezzata per eventi
Una delle sale del museo attrezzata per eventi

La scelta sembra essere gradita visto che nei primi 9 mesi di apertura i visitatori sono stati oltre 100 mila. La gestione del museo contava nell'efficacia della creazione di un ambiente magico. Con 3 anni a disposizione per pianificare e costruire l'esperienza del museo, le attrezzature installate sono state scelte anche in base alla capacità di rispondere a determinati requisiti, fra i quali l'affidabilità, la flessibilità rispetto agli orari di apertura del museo e una manutenzione che fosse la più "leggera" possibile. Il modello è anche replicabile all'estero, grazie al fatto che Panasonic è un provider globale.

Uno dei display video che accompagnano il tour del museo
Uno dei display video che accompagnano il tour del museo

Le tecnologie impiegate: proiettori Lcd e Dlp, monitor professionali con dimensioni comprese tra 32" e 65", telecamere Dome a 360° e video gestione con Panasonic Video Insight, sistema di comunicazione ibrido KX-NS700, telefoni da scrivania, telefoni Dect e citofoni tra loro integrati in un unico sistema.

 

Brico io rinnova il cda

Brico io Parma
Paolo Micolucci è stato nominato consigliere delegato mentre alla presidenza è stato eletto Alfredo De Bellis che manterrà anche il ruolo di vice presidente vicario di Coop Lombardia

Il consiglio di amministrazione di Brico io nomina nuovi membri eletti in occasione dell’assemblea ordinaria dell’azienda, a seguito delle dimissioni del consigliere delegato Danilo Villa, effettive dal 31 gennaio 2020. In occasione dell’assemblea Paolo Micolucci è stato nominato consigliere delegato il quale ha mantenuto le stesse deleghe e gli stessi poteri esecutivi necessari per la gestione aziendale. “Lavoro da sempre in Brico io e

Paolo Micolucci

sento l’azienda come la mia casa, questo nuovo incarico è motivo di orgoglio e soddisfazione. Uno stimolo a continuare a lavorare con entusiasmo. motivazione per la crescita dell’azienda e la serenità dei collaboratori” afferma Paolo Micolucci.

Alla presidenza c’è Alfredo De Bellis che mantiene il doppio ruolo di vice presidente vicario in Coop Lombardia e presidente in Brico io. Sono inoltre stati eletti consiglieri Enrico Cappelli e Aurelio Marchese.

Siamo certi che sotto la guida di Paolo Micolucci la rete Brico io possa crescere e consolidarne il valore per costruire un futuro solido per il nostro azionista, i nostri collaboratori e per i nostri clienti esistenti e futuri” dichiara il Presidente Alfredo De Bellis.

 

Sostenibilità e approcci circolari per il monouso

L’impulso derivato dal nuovo quadro normativo europeo in materia ha portato le aziende a individuare strade alternative di affermazione sul mercato (da Gdoweek n. 1/2020)

Il dado è tratto. Già da qualche tempo le nostre imprese stanno investendo cospicue risorse per realizzare investimenti nell’ottica di una graduale riconversione delle produzioni verso le bioplastiche o, comunque, articoli riciclabili e/o riutilizzabili. E un’altra minaccia che incombe sulle sorti del settore è l’introduzione della cosiddetta plastic tax. L’unico dato certo è che, a valle della filiera, in questa fase si rilevano scelte ed atteggiamenti non sempre razionali e coerenti. “I consumatori finali faticano a scegliere opportunamente fra i diversi materiali e a comportarsi in maniera corretta in merito al fine-vita dei prodotti, così come gli operatori della distribuzione mostrano incertezze nella selezione degli articoli da offrire a scaffale”, spiega Giorgio Elefante, direttore generale di DOpla. “In un momento di rapida e radicale trasformazione, la nostra categoria merceologica andrebbe ridefinita per essere percepita in modo adeguato dai clienti intermedi e finali: è sbagliato parlare di prodotti in plastica (per via dell’innovazione nei materiali) e persino riferirsi genericamente a stoviglie monouso risulta limitativo, visto che stanno proliferando le proposte di soluzioni riutilizzabili”. Occorre, di conseguenza, ripartire dalla funzione d’uso assolta dai casalinghi disposable: garantire una risposta pratica ed igienica alle esigenze di consumo di cibo e bevande in svariate circostanze, convenzionali e non. “Non si prevede una prossima contrazione dei consumi di generi food & beverage, specialmente in contesti urbani e on the go, dunque i nostri articoli assicurano soluzioni adeguate ed economiche alle esigenze del pubblico. Non sembra ancora in programma, insomma, la scomparsa della categoria: anzi, si aprono spazi significativi per innovare”.

La nuova normativa comunitaria in materia SUP (Single Use Plastics) ha suscitato un forte clamore nel nostro Paese, per nulla inatteso considerato il peso del comparto monouso, forte di oltre un miliardo di euro di fatturato. “In tempi brevi le aziende della filiera hanno cercato soluzioni alternative che ne permettessero la sopravvivenza”, afferma Andrea Cuccaro, responsabile marketing e comunicazione di Imi SpA. “Diversi produttori hanno optato per l’importazione, scegliendo di commercializzare prodotti in polpa di cellulosa provenienti da oltreoceano; pochi altri, invece, hanno preferito una strada nostrana, fatta di ricerca e studi sui materiali. IMI fa certamente parte di questo secondo gruppo: il nostro risultato è BioTable, una linea di stoviglie italiana bio-based, biodegradabile e compostabile, derivata da fonti vegetali rinnovabili (non destinate all’utilizzo alimentare), certificata da TUV Austria e molto apprezzata da CIC (Consorzio Italiano Compostatori)”.

Presso alcune superfici di vendita la definizione dello scaffale appare piuttosto ondivaga. “L’incertezza regna sovrana”, stigmatizza Marco Grillo, amministratore delegato di Aristea. “Molti operatori della distribuzione non hanno ancora le idee chiare in merito a quali soluzioni adottare per sostituire eventualmente le stoviglie in plastica. Molti ne hanno anticipato l’esclusione, pensando di rimpiazzarle con le più svariate alternative eco-friendly, ma il costo medio elevato delle stesse ha provocato un momentaneo dietrofront. E, per quanto ci riguarda, analizzando le recenti dinamiche dei segmenti che compongono la categoria monouso, le stoviglie in Pet si confermano ancora in crescita grazie ai plus che ne contraddistinguono il profilo: brillantezza, eleganza, infrangibilità e riciclabilità 100%”.

Qualche operatore ravvisa danni all’immagine della categoria presso gli end-user ma non a livello trade. “Al cliente finale i contenuti della Direttiva SUP sono pervenuti in modo parziale ed estremamente vago -puntualizza Alberto Conti, Italian sales & marketing manager di Goldplast - con l’unico effetto di aver in qualche modo legittimato le campagne indiscriminate contro la plastica che, per quanto continuino a dimostrarsi incoerenti e fuorvianti sul piano dei contenuti, hanno suggestionato l’opinione pubblica, influenzando la percezione del prodotto e i conseguenti comportamenti di acquisto. Più razionale la reazione dei clienti intermedi: la pubblicazione di molti studi e ricerche che dimostrano come le stoviglie in plastica abbiano un impatto ambientale sensibilmente inferiore a quello delle alternative in materiali compostabili, ha migliorato il giudizio sulla categoria da parte della distribuzione”.

La progressiva transizione verso l’eco-sostenibilità trova già riscontro nelle rotazioni a scaffale: un sentire comune che tende a demonizzare la plastica tradizionale non fa che supportare i risultati dei prodotti in materiali biodegradabili e compostabili, o comunque alternativi al classico polipropilene o al Pet.

“Con il varo della nuova Direttiva stiamo assistendo ad un cambiamento epocale”, dice Agnese Cartini, product manager di Gabbiano. “Tutti i clienti della gdo -alcuni più velocemente di altri- stanno cercando di eliminare dai propri scaffali le referenze monouso convenzionali per sostituirle con soluzioni biodegradabili e compostabili. C’è, però, ancora molta incertezza: la normativa stessa non risulta chiara in merito ai materiali ammessi e a quelli vietati e, di conseguenza, genera indecisione. Certo è che, analizzando i recenti dati di sell out, si profila un graduale ma deciso spostamento delle preferenze dei consumatori verso articoli più rispettosi dell’ambiente e in linea con le nuove regole di gestione dei rifiuti: nel segmento piatti, da maggio/giugno 2019 si è manifestata un’impennata nelle vendite di referenze biodegradabili a discapito di quelle in plastica”.

“L’introduzione delle nuove norme sta naturalmente creando una maggiore domanda di prodotti in materiali alternativi, a discapito di quelli in plastica convenzionale, da parte dei nostri clienti diretti e dei consumatori”, concorda Giovanni Donini, sales manager per la business unit foodservice e fresh food packaging di Ilip. “Tuttavia, esiste ancora una conoscenza superficiale circa le materie prime disponibili, le differenze tra biodegradabile e compostabile, l’etichettatura e la normativa di riferimento, per cui non è sempre scontato che il distributore o l’end-user effettui una scelta consapevole e consona con le sue specifiche esigenze. È il motivo per cui, all’interno dei nostri nuovi cataloghi Ilip Bio, abbiamo inserito contenuti informativi su queste tematiche, oltre ai dettagli tecnici sulle singole referenze”.

L’individuazione dei comportamenti di consumo più trendy consente di focalizzare nuovi fronti di sviluppo della gamma. “L’innovazione nei materiali rappresenta il tratto che accomuna tutti i segmenti nei quali operiamo, dai bicchieri da birra a quelli per il vending, dai piatti al packaging alimentare”, sottolinea Elefante di DOpla. “All’interno di ciascuna area, la ricerca del nuovo segue una strada finalizzata alla miglior soddisfazione della funzione d’uso per cui i prodotti sono pensati e offerti. Con riferimento ai bicchieri per il consumo on the go, per esempio, la nostra linea di articoli in i-Plastic è stata recentemente premiata con l’Innovative Packaging Award in Gran Bretagna”. Una soluzione per uscire dall’impasse consiste nella transizione dal monouso al casalingo durevole. “Abbiamo scelto di sviluppare le linee di prodotti resistenti e riutilizzabili che oggi fanno parte della collezione Tabletech”, precisa Conti di Goldplast.

“Si tratta di bicchieri e piatti realizzati con tecno-polimeri di ultima generazione, testati per resistere a molteplici cicli di lavaggio (da un minimo di 125 e fino ad oltre 500), infrangibili, riciclabili e spesso indistinguibili dalla tradizionali versioni in vetro e porcellana. I test LCA dimostrano che -con solo 10 riutilizzi- tali stoviglie permettono di abbattere l’impatto ambientale di oltre l’80%”.

InGrande (Gruppo Tuo): l’asta del pesce instore

L’asta del pesce sarà attiva tutti i venerdì, dalle 10 alle 12, nell’area pescheria del punto di vendita di Roma, in via Torre Spaccata 110

All’interno del punto di vendita InGrande (Gruppo Tuo) di Roma, situato in via di Torre Spaccata 110, è stata avviata un’iniziativa dedicata ai clienti: l’asta del pesce, attiva tutti i venerdì, dalle 10 alle 12, nell’area pescheria. I consumatori hanno la possibilità di aggiudicarsi il pesce con una base d’asta da prezzo d’ingrosso e per ogni alzata di mano il prezzo sale di 50 centesimi.

Il battitore d’asta mostra il prodotto alla platea dando alcune informazioni sulla provenienza e sulle sue caratteristiche. Il pesce bandito all’asta è, come prerogativa del brand InGrande, di origine locale: proveniente direttamente da pescherecci di porti limitrofi, come Anzio e Nettuno, e imbarcazioni esclusive. La prima asta sarà bandita il 7 febbraio.

L’insegna InGrande

La catena si rivolge parallelamente a privati e professionisti del settore Ho.re.Ca. Predilige convenienza e qualità dei prodotti, per l’80% italiani e al 100% provenienti da filiere controllate.

Nielsen: l’incremento del settore a inizio 2020

Federdistribuzione: le aperture ad agosto a Milano
I dati Nielsen registrano un incremento del 2% dei fatturati a totale negozio. Un dato che non tiene contro della prima settimana del mese di gennaio

Il 2020 per il mondo della gdo inizia con un trend positivo segnando di fatto una lieve crescita del settore. Lo dimostrano i dati Nielsen che registrano un incremento del 2% dei fatturati a totale negozio. Un dato che non tiene contro della prima settimana del mese di gennaio, a cavallo tra dicembre e il primo mese dell’anno. I settori trainanti sono i freschi.

Questi dati confermano il trend già registrato nel 2019 che, stando a quanto dichiarato da Nielsen Italia, è stato il “secondo miglior anno dell’ultimo quinquennio per la gdo”. Le vendite registrate lo scorso anno, a totale negozio, sono infatti cresciute dell’1,4% trainate dal food (+1,9%).

Le stime di Nielsen per il 2020 sono dunque positive con una crescita moderata compresa tra +1,2% e +1,6%. E i dati rilevati nel primo mese dell’anno non smentiscono le aspettative.

Giuseppe Cantone neo direttore commerciale di Md

Patrizio Podini e Giuseppe Cantone
Il presidente del Gruppo Md, Patrizio Podini, lo ha già presentato in via ufficiale ai responsabili di funzione e i dirigenti di Md

Nuova nomina nel management di Md. Giuseppe Cantone fa il suo ingresso nell'azienda, attiva  sul territorio italiano con oltre 780 punti di vendita, serviti da 8 centri logistici per la distribuzione.

Giuseppe Cantone, precedentemente responsabile acquisti grocery di Unes e responsabile dello sviluppo del progetto Il Viaggiator goloso, è stato appena nominato direttore commerciale. Il presidente del Gruppo Md, Patrizio Podini, lo ha già presentato in via ufficiale, in occasione di una riunione aziendale, ai responsabili di funzione e ai dirigenti di Md.

Lo sviluppo di Md

L'insegna continua l'espansione sul territorio italiano. In Sicilia ha  inaugurato una struttura situata a Nicolosi, in strada provinciale Belpasso 4/11. Sale così a 58 il numero degli store Md nell'isola.  Lo  store si estende su un'area 1.582 mq,  è  dotato di sei casse e si estende su sei corsie. L'ingresso è sull'ortofrutta.

 

BennetDrive: 34 punti di ritiro già attivi

Nella foto il "drive" aperto a Montano Lucino (Co)
Bennet raggiunge così la quota di 34 punti di ritiro attivi ad oggi nei quali si può ordinare la spesa online 24 ore su 24. Le ultime aperture in Lombardia e Piemonte

Aggiornamento

Continua lo sviluppo di BennetDrive con una struttura realizzata a Lodi. Bennet raggiunge così la quota di 34 punti di ritiro attivi ad oggi nei quali si può ordinare la spesa online 24 ore su 24, da ritirare nell’apposita piattaforma in qualsiasi momento della giornata. Il BennetDrive propone le stesse offerte presenti nel punto di vendita, con la possibilità di ordinare anche i prodotti freschissimi (ortofrutta, macelleria, pescheria e gastronomia) e i prodotti di produzione Bennet (panetteria, pasticceria, rosticceria e cucina). Il lancio del BennetDrive di Lodi è stato supportato da un’attività di comunicazione.

Dove è attivo il servizio

Il servizio è attivo anche in provincia di Como ad Anzano del Parco, Cantù, Cassina Rizzardi, Erba, Tavernola e Montano Lucino, nel lecchese a Lecco e Casatenovo, a Lentate sul Seveso e Brugherio in Brianza, a Cornaredo, Vanzaghello e Vaprio d’Adda nel milanese, a San Martino Siccomario in provincia di Pavia, a Pieve Fissiraga in provincia di Lodi, a Romano di Lombardia e Albano Sant’Alessandro in provincia di Bergamo, a Brescia, a Lavena Ponte Tresa nel varesotto, a Chivasso, Ciriè, Nichelino, Caselle Torinese, Pavone Canavese e Torino in via San Paolo nell’area torinese, a Romagnano Sesia in provincia di Novara, a Acqui Terme, Belforte Monferrato e Novi Ligure nell’alessandrino, a Vigliano Biellese in provincia di Biella, a Cento e Comacchio in Emilia Romagna e a Pradamano in Friuli Venezia Giulia.

Questa apertura in Lombardia segue quella in Piemonte, ad Acqui Terme, in provincia di Alessandria, già annunciata nei mesi scorsi.

Come funziona il servizio
BennetDrive è il servizio che consente di ordinare la spesa online da Bennet attraverso il portale www.bennetdrive.it e ritirarla poi nell’apposito punto ritiro in qualsiasi momento della giornata. La spesa è caricata direttamente in macchina da un addetto senza costi aggiuntivi e il pagamento si effettua alla consegna tramite bancomat o carta di credito. Con BennetDrive si accede alle medesime offerte presenti nel punto di vendita ed è possibile ordinare anche i prodotti freschissimi (ortofrutta, macelleria, pescheria e gastronomia) e di produzione Bennet (panetteria, pasticceria, rosticceria e cucina).

 

Coop Italia automatizza le prenotazioni ai Ce.Di

La logistica collaborativa con i fornitori azzera i tempi di attesa grazie alla piattaforma digitale Tc1 Gdo accessibile con smartphone (da Gdoweek n. 1/2020)

La digitalizzazione del processo di prenotazione e scarico merci presso i Ce.Di effettuato da Coop Italia ha ridotto i ritardi di attesa dei fornitori o dei loro vettori organizzando il magazzino e minimizzando le fasi di stress operativo. Coop Italia, raccogliendo le istanze di cinque Cooperative associate, ha implementato la soluzione Tc1 Gdo di Tesisquare per la prenotazione degli slot di scarico.

Una delle peculiarità di Tesi Tc1 Gdo è quella di consentirne l’utilizzo a qualunque soggetto della supply chain in consegna ai Ce.Di, non richiedendo alcuna specifica tecnica preesistente ma solo l’utilizzo dello smartphone da parte dell’operatore logistico del fornitore. La piattaforma è utilizzata sia dagli operatori del fornitore sia dall’ufficio arrivi del Ce.Di verso i vettori o verso il fornitore quando dotato di logistica propria. Il progetto di Coop Italia con Tesi Tc1 ha preso piede nel momento in cui il sistema Coop ha posto un focus sull’efficientamento della performance delle attività di scarico. La piattaforma consente di gestire le prenotazioni valutando automaticamente la quantità di merce da scaricare e computando i tempi necessari. Quindi è assegnato lo slot migliore per l’efficienza del processo in base alla merce in consegna.

Il processo gestito dalla piattaforma inizia con l’arrivo in guardiania, una fase che non rappresenta ancora l’ingresso che avviene successivamente quando il camion è chiamato per entrare in banchina. Il vantaggio di questa modalità operativa è tangibile, come dichiarato a Gdoweek da Theo Ricoveri, responsabile sviluppo Logistica food Coop Italia: “Attraverso il sistema di prenotazione e gestione in piattaforma degli scarichi, i rapporti con i fornitori sono diventati molto più fluidi e rapidi. Abbiamo eliminato la farraginosità dei processi precedenti gestiti manualmente, migliorando i rapporti tra Coop e i fornitori. Questo risultato lo abbiamo conseguito con un progetto partito nella prima metà degli anni 10 e giunto a totale operatività a partire dal 2016”. Un progetto che ha comportato una revisione di processo: “Nella Direzione Logistica di Coop Italia, che comprende tutti i direttori della logistica delle varie Cooperative, si è evidenziata in momenti differenti la necessità di apportare migliorie alle modalità operative. Le situazioni di partenza delle diverse fasi legate allo scarico erano molto differenti”.

Accesso riservato

Sephora: il piano di sviluppo nelle città statunitensi

Sephora Flash Parigi

Nel corso del 2020 Sephora (Gruppo Lvmh) aprirà cento store in 75 città del Nord America. È quanto pubblica la Cnn che sul futuro dell'insegna dà un quadro ben preciso: i negozi saranno sempre più spesso situati in aree urbane ad alta densità di traffico anziché nei centri commerciali.
Forte della crescita del settore, Sephora programma lo sviluppo della catena pianificando in maniera strategica aree geografiche e location e puntando su strutture di dimensioni minori rispetto a quelle già attive. Anche il layout subirà delle modifiche mentre si sta pianificando anche la possibilità di valorizzare e potenziare spazi dedicati agli eventi o a corsi specifici sul settore beauty.
Una volta portato a termine questo piano di espansione nel nord America, in zone come per esempio Nord Carolina e Tennessee, Sephora conterà circa 600 punti di vendita negli Usa.

 

Aw Lab (Bata) attiva Air Blow, la caccia al tesoro in omaggio a Nike

Air Blow è una nuova logica di gamification che nasce per valorizzare la relazione tra il partner Nike e gli appassionati delle sneaker

È dedicata al brand Nike la caccia al tesoro che Aw Lab (Gruppo Bata) ha introdotto nel programma loyalty per il 30° anniversario delle sneaker Air Max 90.

Air Blow è una nuova logica di gamification che nasce per valorizzare la relazione tra il partner Nike e gli appassionati delle sneaker esaltando i valori cardine dell’azienda: movimento, greatness, energia.

Nike AIR BLOW - la nuova SNKR HUNT AW LAB

?Scarica l'app AW LAB e vinci ?NIKE AIR MAX 90 1️⃣ segui le bolle e soffia nel microfono per raccoglierle2️⃣ apri le box NIKE e rispondi alle domande3️⃣ trova la AIR MAX nello store AW LAB più vicinoSe hai finito il gioco continua a prendere ITEM e a rispondere domande per aumentare il tuo punteggio.I migliori partecipano all'AIR MAX DAY!..#awlab #nike #airmax90

Posted by AW LAB on Friday, January 31, 2020

L'esperienza immersiva di Air Blow: da augmented reality ad airmented reality

Si tratta di un’esperienza immersiva, un gioco che trasforma l’augmented reality in airmented reality attraverso meccaniche di gioco che richiedono l’utilizzo di mente e corpo.

Ogni utente, per catturare gli oggetti sparsi per la città, oltre ad una buona dose di conoscenza del mondo Air Max, dovrà soffiare sul dispositivo, acquisire la sufficiente aria e camminare per la città per vincere un inedito modello di sneaker.

“Ingaggiare i nostri consumatori attraverso il gioco in un’ibridazione costante tra spazio fisico e virtuale per rispondere prontamente alle loro esigenze. Questo l’obiettivo di Air Blow. Lo storytelling in Aw Lab lascia sempre più spazio allo story doing e la storia è quella che scrivono i nostri clienti, scegliendo di far parte della nostra community giocando, visitando i nostri store, partecipando ai nostri eventi, ma soprattutto divertendosi con Aw Lab” spiega Domenico Romano, head of marketing di Aw Lab.

OnRetail: il sistema per rendere smart gli store Despar

Il sistema di retail management .onRetail ha permesso ai singoli punti di vendita di essere sempre connessi con i magazzini

Sviluppato in collaborazione tra Aspiag Service e la società di soluzioni software e servizi per le vendite multicanale e il mondo retail Aton, il sistema di retail management .onRetail ha permesso ai singoli punti di vendita di essere sempre connessi con i magazzini e di gestire attraverso una singola app mobile tutto il “ciclo di vita” dei prodotti. Ordini, inventari, gestione resi, movimentazione merci, statistiche relative agli articoli venduti, ordinati, in arrivo e in promozione possono infatti essere analizzati, inseriti e consultati direttamente a scaffale. Il sistema è stato adottato in 589 strutture Despar, Eurospar e Interspar gestiti da Aspiag Service nel Triveneto e in Emilia Romagna

Si tratta di una App - spiega Maurizio Usan, responsabile organizzazione vendite di Aspiag Service -  che abbiamo costruito assieme ai dipendenti e collaboratori dei punti di vendita e del settore distribuzione e acquisti, ascoltando le loro necessità, con l’obiettivo di rendere più semplice la gestione dei prodotti in negozio e in magazzino. Grazie a questo sistema siamo più vicini all’ambiente, evitando sprechi: da quelli relativi alla carta, perché ci sono molti fogli in meno da compilare e stampare, a quelli relativi alla merce stessa, perché minimizzando gli errori si gestisce meglio anche il prodotto, a vantaggio di tutti”.

I vantaggi di questo sistema, che rispetta l’ambiente e minimizza gli errori, sono stati spiegati dagli stessi dipendenti di Despar, diventati “testimonial” del progetto e protagonisti di un video pubblicato sui social in questi giorni, che mostra come la tecnologia ha migliorato il lavoro di tutti.

Francesco Montalvo, amministratore delegato di Aspiag Service, spiega: “Il video che abbiamo pubblicato sui social è motivo di soddisfazione: le persone che lavorano con noi hanno collaborato a tutte le fasi del progetto, dalla rilevazione dei bisogni alla realizzazione della App, fino alla sua promozione al cliente finale. Questo consistente investimento, infatti, si traduce in ultima analisi nel miglioramento del servizio: più informazioni per tutti, e in tempo reale”.

Giorgio De Nardi, Founder&CEO Aton, aggiunge: “Questa testimonianza dimostra più che mai quanto sia importante mettere l’utente al centro del percorso di creazione di una nuova soluzione”.

 

Dm drogerie markt: on air la campagna radiofonica

La campagna radiofonica è composta da 5 soggetti con formato 30 secondi, ognuno dedicato a un diverso aspetto distintivo della proposta di dm.

Sarà trasmessa dal 6 febbraio sulle principali emittenti radiofoniche italiane, quali Deejay, Radio Italia, m2o, Radio 105, Radio 101, RTL 102.5 e Radio Zeta, la nuova campagna radiofonica di dm drogerie markt, nata dalla collaborazione dell’agenzia ReTALE di Vienna con il team di comunicazione di dm Italia guidato da Vittoria Venturino, con copywriting a cura di Laura Bucciol e produzione affidata all’esperienza dello studio Screamovie di Milano.

La campagna radiofonica è composta da 5 soggetti con formato 30 secondi, ognuno dedicato a un diverso aspetto distintivo della proposta di dm.

L’obiettivo che ci poniamo con questa campagna -dichiara Benjamin Schneider, direttore marketing e acquisti di dm- è costruire una maggiore notorietà del brand puntando sull’unicità e sulla convenienza della nostra proposta, che ci rende i veri specialisti di bellezza e benessere di ogni giorno”.

H&M accelera l’integrazione tra offline e online

La maggiore integrazione tra eCommerce e negozi fisici ha portato a incremento del 30% delle vendite online di H&M

H&M, il colosso svedese del fast fashion, ha ufficializzato un riassetto della propria rete per ottimizzare i punti di vendita fisici anche come snodi logistici (hub) nella strategia omnicanale. Nel 2020 H&M registrerà il numero più basso di nuovi negozi, con un saldo positivo tra aperture in mercati emergenti (200 esercizi) e chiusure in aree mature come Europa e Usa (175), pari a 25 punti di vendita. H&M ha 5.067 negozi fisici nel mondo.

Oggi H&M consente di ritirare nei punti di vendita di 14 Paesi i prodotti acquistati online, mentre i resi degli ordini via web nei punti di vendita su strada sono possibili in 16 mercati. Questi servizi saranno incrementati ed estesi a più Paesi.

Lo sviluppo della rete di H&M

È da qualche anno che H&M ha intrapreso un processo d’inversione nello sviluppo della rete come appare evidente dal grafico qui sotto tratto da un articolo -molto dettagliato- di Graham Charlton dal titolo eloquente di “What’s the problem with H&M’s online strategy?”

 

La discesa -nell’andamento delle nuove aperture (linea nera)- è cominciata, all'incirca, nel 2015, anno in cui si è nel contempo impennata la curva relativa alle chiusure (linea in rosso).

H&M, (ALCUNE) CIFRE CHIAVE

233 miliardi di corone svedesi i ricavi netti nel 2019

51 i mercati con acquisti online

20.649 le tonnellate di materiale tessile riportate dai clienti nei punti di vendita nel quadro del programma "riutilizzo&riciclo" di H&M

96% il livello di energia rinnovabile nelle strutture del gruppo (2018)

Nel 2019 H&M vendeva online in 51 paesi nonostante la sua copertura fisica corrisponda a 74 mercati geografici. Nel 2019 le vendite online sono aumentate del 30% proprio grazie a questa maggiore integrazione tra offline e online.

L'ottimizzazione dell'acquisto online prevede, fra l'altro, il miglioramento della app e del sito, della navigazione e della presentazione dei prodotti, un ampliamento nelle opzioni di pagamento, e tempi di consegna più brevi. L'obiettivo principe è un'esperienza d'acquisto a tutto tondo, senza soluzioni di continuità (seamless) nella quale il click&collect sinergizza con le opzioni di "find-in-store".

H&M ha registrato nel IV trimestre 2019 ricavi netti di quasi 62 miliardi di corone svedesi, in crescita del 9%, pari a circa 5,8 miliardi di euro, e profitti per 5,4 miliardi di corone. Per quanto riguarda l’intero 2019, il livello dei ricavi è arrivato a 232,8 miliardi di corone (+11%) con un profitto lordo (gross profit) di 122, 45 miliardi di corone, e un gross margin quasi invariato rispetto all'anno precedente (52,6% vs 52,7%).

L'utile finale è salito da 12,6 milioni a 13,4 milioni di corone svedesi.

Coop Denmark unifica la pianificazione delle vendite degli store

L’obiettivo è migliorare le proposte di ordini, la gestione degli stock, i Kpi principali di vendita attraverso la collaborazione di tutti i team. Ecco come

Ottimizzazione dei processi. È l’espressione che riassume al meglio la natura delle best practice adottate da Coop Danimarca. Un big player che all’interno dei confini danesi gestisce circa 1.100 supermercati e che ha investito in una tecnologia finalizzata alla facilitazione della collaborazione diretta tra i team dei vari store sul territorio e la sua sede centrale, -da cui parte la strategia di pianificazione-, tramite una piattaforma condivisa.

La piattaforma che sta connettendo tutti gli store e la sede centrale, offrendo massima trasparenza e collaborazione è il portale On-the-Go di Relex per i punti vendita. Coop Danimarca utilizza già il software Relex per la previsione della domanda e il riordino e la pianificazione dello spazio commerciale. Con il portale On-the-go, il retailer punta a aumentare l’efficienza unificando ulteriormente i suoi processi di pianificazione della vendita al dettaglio. La piattaforma di Relex genera ripercussioni importanti in termini di comunicazione e trasparenza tra store locali e team centrali, migliorando anche i sistemi di fornitura e magazzino, e rafforzando così la competitività di Coop nei confronti degli altri retailer della Danimarca.

Gli store, attraverso On-the-Go di Relex, possono fornire facilmente input inerenti al processo di pianificazione, visualizzare e modificare gli ordini e gli attributi dei prodotti in movimento (“on-the-go” appunto), nonché rivedere metriche, categorie e previsioni di vendita negli store. Questi risultati si raggiungono grazie alla condivisione dei dati tra i punti di vendita e il quartier generale e si sostanziano nel poter pianificare al meglio le attività di replenishment dei negozi (con ricadute sulla qualità dei display), nella riduzione degli sprechi e sul continuo monitoraggio della disponibilità a magazzino.

Coop Danimarca ha trovato in Relex un partner strategico per sviluppare il valore della condivisione dei dati e delle informazioni, ottimizzando la pianificazione della vendita al dettaglio e della catena di approvvigionamento. Un efficientamento che ha ripercussioni sull’intera value chain del retailer e che consente di migliorare il vantaggio competitivo sul mercato in cui opera, come confermato da Søren Gram Christensen, Country Manager, Denmark at RELEX Solutions: “Incoraggiando la collaborazione tra i team e incrementando la capacità di pianificazione centrale, Coop Denmark migliorerà la precisione degli ordini, portando infine a una maggiore disponibilità e soddisfazione dei clienti”.

Il valore della piattaforma

Il dato, raccolto e gestito in mobilità rappresenta un asset fondamentale se opportunamente utilizzato. Le aziende stanno puntando a un controllo della value chain in modo da poter reagire in real time a qualsiasi cambiamento rispetto allo scenario pianificato. Stefano Scandelli, Senior Vice President Sales EMEA e APAC, mette a fuco i fattori chiave di questo tipo di approccio che è stato adottato anche da recenti esperienze con importanti player delle distribuzione come Eurospin e Ali, ma anche dell’industria farmaceutica come So.Farma.Morra.

Stefano Scandelli, Senior Vice President Sales EMEA e APAC

In Coop Danimarca, che tipo di soluzione avete realizzato?
Occorre dire che On-the-Go è un modulo di una soluzione end-to-end che Relex ha implementato per Coop Danimarca. Una piattaforma che oggi connette tutta la supply chain, a partire dalla collaborazione con il produttore, per arrivare allo scaffale. Quantificando, questo si traduce in 200.000 planogrammi gestiti in modo integrato con il loro Erp Sap, che non ha richiesto alcuna operazione di integrazione per inter-operare con la piattaforma Relex.

Come si è arrivati a On-The-Go?
L’utilizzo di questo importante modulo è finalizzato ad efficientare massivamente la capacità del singolo punto di vendita nell’adeguare l’offerta ed il facing dello scaffale alle dinamiche di vendita puntuali di negozio. Questo significa che, dalla sede centrale, si ha totale visibilità sui flussi e che il punto di vendita è in grado di reagire a qualsiasi variazione di sell-out.

Quali i benefici riscontrati?
On-the-Go è attivo dal secondo semestre 2019 ed è costatemente utilizzato dai responsabili di punto di vendita, oppure dagli addetti che si occupano di gestire i processi di riordino. Questi possono gestire tutto da un device mobile. Uno dei risultati immediatamente evidenziati è una gestione del change management rispetto alle previsioni di riordino efficiente. Nessuna rottura di stock, nessuna mancata vendita, qualsiasi cosa succeda localmente.

Med Store: a Macerata un punto di vendita dedicato al mondo Apple

Med Store
Lo store è stato realizzato in  via Cluentina e rispecchia l’immagine della catena che propone spazi ampi e luminosi, linee morbide ed elementi in legno

Ambienti minimalisti per un’offerta hi tech. Apre a Macerata un negozio Med Store, inaugurato da Gruppo Med, e rivolto agli appassionati dei prodotti Apple e dell’alta tecnologia.  Lo store è stato realizzato in  via Cluentina e rispecchia l’immagine della catena che propone spazi ampi e luminosi, con tavoli bianchi posti come isole centrali per l’esposizione dei prodotti, linee morbide ed elementi in legno per esaltare i contrasti suggerendo elementi naturali. Il punto di vendita è stato disegnato dall’azienda Trivellini Mobili, partner storico di Med Store.

Il sistema di luci è stato studiato per rendere più accogliente l’atmosfera esaltando al tempo stesso i prodotti in assortimento. Lo store è studiato e progettato per garantire la migliore esperienza d’acquisto e il massimo dei servizi post vendita grazie all’assistenza tecnica certificata Apple, la programmazione di eventi formativi gratuiti oltre ai corsi professionali personalizzati.

Il Gruppo Med

Sandro Parcaroli, rivenditore ufficiale dei prodotti Apple in Italia, ha creato il Gruppo Med nel 1982 a Macerata, città dove è stata realizzata, nel 2007, anche la prima struttura dell’insegna Med Store. Oggi la catena, attiva con negozi Apple Premium Reseller e Point affiliati, continua ad espandersi sul territorio.

La spesa in abbonamento: Esselunga rivoluziona la consegna a domicilio

L’insegna introduce la spesa in abbonamento che prevede la possibilità di avere consegne illimitate pagando un fisso mensile

All’interno della modalità Esselunga a casa, l’insegna introduce la spesa in abbonamento che prevede la possibilità di avere consegne illimitate pagando un fisso mensile, stabilito in più fasce periodiche a scelta del consumatore: per 3 mesi il costo del servizio è di 29 euro (9,60 euro al mese); per 6 mesi costa 39 euro e per 12 mesi 59 euro.

Esselunga ha attivato la nuova modalità attraverso l’app Esselunga online. Per accedere al servizio bisogna essere registrati sulla piattaforma di Esselunga, operazione che si velocizza se si è in possesso della carta Fidaty.

L’offerta comprende oltre 15.000 referenze consegnate a casa nel giorno e nell’ora che si preferiscono, come del resto già avveniva.

L’abbonamento può essere acquistato con la spesa, rispettando la soglia minima di acquisto di 40 euro. Attivato il servizio non verrà imputato alcun costo di consegna per tutte le spese di importo pari o superiore a 110 euro. Se la spesa non raggiunge l’importo minimo è previsto il costo della consegna, ossia 7,90 euro come da consuetudine. Il servizio si rinnova automaticamente alla scadenza.

Per Esselunga il riconoscimento Top Employer

L’insegna ha ottenuto anche quest’anno la certificazione Top Employer Italia 2020 per “le eccellenti condizioni di lavoro fornite ai propri dipendenti e per l’attuazione di best practice focalizzate sullo sviluppo e benessere delle persone”.

Ovs: spazi dedicati al brand Piombo in 500 punti di vendita

Gli spazi creati ad hoc per Piombo, presentati in aree caratterizzate e riconoscibili, prevendono proposte di collezioni dal prezzo accessibile

Il marchio del designer Massimo Piombo avrà spazi dedicati in oltre 500 store Ovs a partire dall’autunno 2020, rafforzando la collaborazione avviata. Saranno spazi declinati in proposte di  collezioni dal prezzo accessibile, presentate in aree caratterizzate e riconoscibili. L’offerta comprende giacche, pantaloni, abiti, camicie, maglieria, accessori.

Grazie a questa iniziativa desideriamo offrire ai nostri clienti l’opportunità di vestire Piombo -dice Stefano Beraldo, amministratore delegato di Ovs-. I nostri clienti troveranno così all'interno dei nostri negozi l'autentico sapore e lo stile italiano inconfondibile di uno dei designer di maggior talento in circolazione".

Massimo Piombo, direttore creativo di Ovs, aggiunge: "Con Ovs ora Piombo è per tutti. La mia aspirazione diventa realtà e la circolazione della mia idea di stile è favorita dall'incredibile know-how di questo brand, capace di produrre capi di qualità a un prezzo finale sorprendente. Mi impegnerò affinché  la mia esperienza possa essere utile per offrire Piombo al prezzo Ovs. Con questo progetto ho inteso accompagnare il cliente nelle sue diverse occasioni d’uso, da quando va in ufficio al mattino, a quando fa sport, fino al tempo libero".

 

L’ottimizzazione dei Ce.di rende la logistica più sostenibile

Il processo di concentrazione nei Ce.di ha permesso di risparmiare 160 milioni di euro lungo la filiera e 97mila tonnellate di CO2 all’anno

Secondo una ricerca finalizzata alla mappatura dei flussi logistici condotta da GS1 Italy in collaborazione con il Politecnico di Milano e con l’Università Cattaneo Liuc, negli ultimi 10 anni si è assistito a una centralizzazione sui Ce.di dei flussi logistici determinata non tanto da un aumento numerico quanto da una maggiore automatizzazione del processo. Questo processo di concentrazione unito ad azioni di efficientamento dei flussi di trasporto ha permesso di risparmiare 160 milioni di euro lungo la filiera e 97mila tonnellate di CO2 all’anno grazie a 450mila viaggi in meno rispetto al 2009, una diminuzione del 18% delle emissioni degli automezzi dallo stabilimento al Ce.di, all’aumento della saturazione dei mezzi (+19%) e del ricorso alle unità di carico intere (+49%).

Il flusso nei Ce.di italiani

Nei 450 Ce.di presenti in Italia transita l’89% dei flussi delle merci del largo consumo.

Il tasso di centralizzazione è passato dal 77% dei flussi nel 1994 al 90% attuale per i secchi e dal 29% all’83% per il fresco (salumi e latticini). Sono aumentati anche i flussi di consegna diretti (senza stoccaggi intermedi) dallo stabilimento aziendale o dal deposito centrale ai Ce.di, passati dal 2009 al 2018 dal 77 all’82%. Nel fresco il dato dei flussi diretti è ancora più significativo (dal 44% al 72%).

Nel tempo è migliorata anche la saturazione dei mezzi di trasporto arrivata al 90% in pianta in partenza e all’80% in pianta in arrivo dovuta all’incremento medio dell’order size e, nel fresco, si è supplito all’incremento del numero di referenze ordinate in minori quantitativi attraverso l’uso di interfalde a rendere per separare le merci sullo stesso pallet.

Richiesta una maggiore automazione per far fronte alle sfide del futuro

La previsione per il futuro è un ulteriore incremento delle referenze del largo consumo che porterà di conseguenza a ordini più parcellizzati quindi a una complicazione per i Ce.di nella gestione egli arrivi. Si sta assistendo inoltre a un incremento dell’invio delle aziende di merci in appositi espositori, il che comporta una maggiore delicatezza nella gestione dei pallet e il rischio di aumento delle merci danneggiate.

A questo criticità i ricercatori consigliano di rispondere con un maggiore ricorso all’automazione dei processi nei Ce.di per la gestione dei pallet, dei colli e degli stati di prodotti e una collaborazione tra le parti della filiera per evitare i momenti di congestionamento attraverso una ridefinizione degli orari e l’uso dello slot booking.

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