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Calzedonia acquista l’80% di Antonio Marras

calzedonia antonio marras
Con Calzedonia lo stilista sardo Antonio Marras continuerà a lavorare sulla creazione e la realizzazione di abiti e accessori in linea con la propria arte

Il Gruppo Calzedonia e Antonio Marras hanno siglato un accordo per l’ingresso del gruppo veronese nel capitale della Antonio Marras Srl. È previsto l’acquisto da parte di Calzedonia dell’80% della Antonio Marras unitamente a investimenti in ottica di rilancio del marchio. Lo stilista sardo continuerà a occuparsi delle creazioni e delle realizzazioni di abiti, accessori e complementi d’arredo in linea con la sua firma stilistica. “Sono felice di aver concluso questo accordo con Sandro Veronesi -ha commentato Antonio Marras-. Finalmente mi potrò dedicare esclusivamente all’aspetto creativo certo che al mio fianco ci sono professionisti di altissimo spessore che mi accompagneranno in questa nuova avventura”.

Il retail di Calzedonia e l'arte di Antonio Marras

L’accordo tra le due realtà prevede che Calzedonia metta a disposizione la propria esperienza nel retail e nella produzione e la propria forza finanziaria, al fine di sviluppare le potenzialità di Antonio Marras. “Questo accordo rappresenta l’ingresso del nostro gruppo in un mondo di alta esclusività e creatività per noi nuovo e quindi da affrontare con prudenza e rispetto -spiega Sandro Veronesi, presidente del Gruppo Calzedonia-. Siamo però convinti che l’arte e l’intuito di Antonio Marras supportati dalla nostra organizzazione, possano dare ottimi frutti”.

I numeri

Il Gruppo Calzedonia ha chiuso il 2021 con un fatturato di 2,5 miliardi di euro, in aumento del 29,1% rispetto al 2020 e del 3,9% in relazione al 2019, superando i livelli pre-pandemia. La strategia aziendale si è sempre più appoggiata sul canale online, con recenti investimenti in tecnologia e digital con l’obiettivo di creare un’infrastruttura omnicanale che unisca le potenzialità dell’eCommerce con quelle del punto di vendita fisico.

Baldinini: l’università di Bologna lancia un progetto di ricerca ad hoc

Un progetto di ricerca dell'Università di Bologna ha permesso di creare un archivio sulle creazioni del brand di calzature Baldinini

Nell'ambito di un progetto di ricerca sulla conservazione e valorizzazione dei beni culturali della moda, Baldinini diventa una case history. Il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna ha, infatti, attivato una collaborazione con il marchio di calzature che ha permesso di ordinare l'archivio di prodotto, costituito da oltre 2.000 calzature che, una volta datate e ordinate, sono state sistemate in un apposito spazio che oggi costituisce per il brand un vero e proprio patrimonio storico. Tutto questo processo è stato subito dopo digitalizzato. Ogni modello è stato, infatti, classificato a partire dal sabot sino all’iconico texano.  Questo lavoro ha permesso di creare un importante archivio dei 30 anni di attività, sperimentazioni e creazioni.

Il lavoro sarà presentato alla comunità scientifica a Ravenna il prossimo ottobre a Ravenna durante un convegno dedicato al 75° anniversario dell’Unesco.

Carrefour Italia si trasferisce nel green building Park West

carrefour italia park west
Il nuovo headquarter di Carrefour Italia sarà nella nuova costruzione Park West a Bisceglie a cura dello Studio Mario Cucinella Architects

Carrefour Italia annuncia il trasferimento della propria sede di via Caldera a Milano nel nuovo complesso, in costruzione, Park West di Bisceglie. Gli uffici saranno collocati in una delle tre torri del complesso a partire dal primo semestre del 2023. Park West è un green building, certificato con il protocollo Leed Platinium e con le certificazioni ambientali Fitwel, Wired e Well e sarà circondato da uno dei parchi più grandi di Milano con più di 160mila mq di verde.

Nuovi spazi per il benessere dei dipendenti

Gli spazi della nuova sede saranno disegnati con l’obiettivo di stimolare creatività e favorire il benessere dei dipendenti. Guardando al futuro, la società punterà su spazi tecnologicamente all’avanguardia e co-working, permettendo ai propri dipendenti un approccio più flessibile al lavoro che tenga conto delle esigenze di tutti. “Un cambiamento importante per noi, da sempre in via Caldera. Questi nuovi uffici saranno essenziali per la trasformazione di Carrefour Italia, che si sta convertendo in un’azienda sempre più sostenibile e digitale -afferma Christophe Rabatel, Ceo dell'azienda-. Siamo felici di poter offrire ai nostri collaboratori spazi e modalità di lavoro moderne, che daranno nuovo dinamismo a tutta la nostra organizzazione”.

Il complesso Park West è stato progettato dallo Studio Mario Cucinella Architects, già noto per aver disegnato la nuova stazione metropolitana di Bisceglie.
La nuova sede rappresenta il modello multi-hub che l'azienda sta introducendo, un progetto più ampio che comprenderà la presenza di nuovi uffici anche all’interno di spazi riconvertiti di alcuni punti vendita sul territorio milanese.

Sviluppo rete in Area 3 dal 2 al 9 settembre 2022

Unicoop Firenze rafforza la rete Coop.Fi a Tirrenia. Ibba (Crai) apre a Sassari il secondo store Tuttigiorni e Tigre Amico (Gabrielli) cresce a Roma

COOP.FI
Piazza del Belvedere 6
Tirrenia (Pi)
Unicoop Firenze

Data di apertura
29 agosto 2022
Format e location
Lo store è posizionato in una zona centrale della città e risponde all'esigenza di una spesa di prossimità.
Offerta
Migliaia gli item in assortimento con grande attenzione ai localismi e ai piatti pronti.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 8-13.30. Disponibile il servizio di prenotazione di prodotti da forno dolci e salati per feste o rinfreschi.
Addetti e casse
Non disponibile.

TIGRE AMICO
Via Appia Nuova 519
Roma
250 mq
Gruppo Gabrielli

Data di apertura
1 settembre 2022
Format e location
Il punto di vendita si trova in un'area strategica, una delle vie commerciali della Capitale, nei pressi di Villa Lazzaroni.
Offerta
L'assortimento comprende 7.300 referenze alimentari di cui 1.200 freschi.
Servizi
Orario: lun-sab 9-21; domenica 9-20.
Addetti e casse
Vi lavorano 11 addetti.

TUTTIGIORNI
Strada 2
Predda Niedda (Ss)
920 mq
Mura Market e Gruppi Abbi (Crai)

Data di apertura
1 settembre 2022
Format e location
Dopo l'apertura di Cagliari, l'insegna si espande in Sardegna in linea con la formula della catena che adotta la filosofia dell'every day low price.
Offerta
Conta in assortimento 8.500 referenze.
Servizi
Orario: lun-dom 8-23. Il parcheggio è dotato di 120 posti auto.
Addetti e casse
Impiega 50 dipendenti.

L’ABC Parmareggio e Teneroni La Merenda di nuovo insieme per il back to school con i Minions!

L'ABC della Merenda Parmareggio e Teneroni La Merenda Casa Modena

Il Gruppo ha rivoluzionato il mondo snack e merende con un’offerta innovativa, abbinamenti sfiziosi con prodotti che esprimono l’expertise di Parmareggio e Casa Modena, marchi di riferimento e leader rispettivamente nel Parmigiano Reggiano e nei salumi.

Il 2022 è da considerarsi l’anno della ripartenza per i consumi del fuori pasto sia per adulti che bambini con il progressivo ritorno a una nuova vita quotidiana e sociale tra scuola, lavoro e tempo libero e nell’ultimo quadrimestre 2022 stimiamo un mercato dei kit merenda di nuovo in linea ai consumi pre-Covid.

In questo scenario il nostro Gruppo è stato protagonista della categoria con due gamme a target kids, L’ABC della Merenda Parmareggio e Teneroni La Merenda di Casa Modena, prodotti che abbiamo sostenuto con l’iniziativa concorsuale Premiatissimo Te e in-pack promotion, con attività promozionali e con investimenti in comunicazione tv sui canali kids e digitale, che hanno permesso di mantenere la posizione di leader di mercato.

Entrambe le gamme, a partire dal 29 agosto e per circa tre mesi, saranno coinvolte in un’iniziativa di in-pack promotion con protagonisti ancora una volta i Minions: personaggi spassosi e irriverenti amati in tutto il mondo e per tutte le età, da pochi giorni di nuovo al cinema con il film “Minions 2 – Come Gru diventa Cattivissimo”.

All’interno di ogni confezione delle merende L’ABC Parmareggio e Teneroni La Merenda sarà presente un simpaticissimo regalo, una GOM MINIONS, gommine 3D realizzate in Italia, con la creatività degli esclusivi personaggi protagonisti del film Minions 2.

18 diversi soggetti disponibili in 3 differenti colori (bianco, azzurro e verde) da collezionare e da tenere nell’astuccio e nello zaino, per un back to school all’insegna dell’allegria e del divertimento.

L’iniziativa sarà comunicata attraverso una landing page dedicata, accessibile dai siti www.parmareggio.it e www.teneroni.it, in cui sarà presentata la collezione completa delle GOM MINIONS e saranno disponibili tanti divertenti giochi a tema Minions, tutti scaricabili. A sostegno della promozione, sarà inoltre attivata una campagna web con post dedicati sulle pagine Facebook dei 2 brand, banner e dem.

Il punto vendita sarà protagonista e si animerà con materiali di visibilità dedicati e ad alto impatto visivo per veicolare l’attività, supportare le vendite e stimolare l’acquisto d’impulso in un periodo di valore come il back to school!

 

SIAL Paris 2022, un’edizione all’insegna delle novità

Sial Paris 2022
ph. Foucha_Muyard_Dherines
Appuntamento dal 15 al 19 ottobre a Paris Nord Villepinte

SIAL Paris, la fiera internazionale dell’alimentazione, oltre a promuovere e incrementare il business delle aziende presenti, offre per questa edizione una decodifica unica delle tendenze che stanno interessando il pianeta food e porta alla luce il meglio delle innovazioni a livello mondiale.

SIAL Paris 2022 proseguirà con il tema Own the Change, lanciato nel 2020, per dare a tutti le chiavi di lettura necessarie per creare il cibo di domani, in risposta alle aspettative e alle iniziative di tutto il mondo. Si tratta quindi di un’edizione costruita con impegno e agilità attorno a un programma arricchito per soddisfare le aspettative dell’intero ecosistema.

I temi portanti

SIAL Innovation: il contest che riconosce e premia l'innovazione alimentare a livello mondiale. Le candidature sono rimaste aperte agli espositori fino al 12 agosto 2022 e, ora, una giuria di esperti premierà le aziende con i prodotti più innovativi della loro categoria.

SIAL Start Up: un nuovo spazio che presenterà un’accurata selezione di nuove aziende di nicchia nel settore food con la collaborazione di Start-up Sesame e La FoodTech. I visitatori scopriranno aziende francesi e internazionali innovative e in attività da 5 anni.

SIAL Insights/Think Tank presenta studi esclusivi sulle aspettative dei consumatori, innovazioni prodotto, tendenze di mercato ristorazione fuori casa. NDP Group, nuovo partner, si unisce al team di esperti Kantar e Protéines XTC responsabili del book delle tendenze.

SIAL Podcast, un nuovo appuntamento mensile sulle ultime novità della filiera alimentare per supportare gli operatori del suo ecosistema durante tutto l’anno.

Due domande a Audrey Ashworth - Direttore di SIAL Paris

Cosa significa per lei il tema Own the Change?

Ci ricorda che siamo responsabili del cambiamento e dobbiamo cogliere le sfide ambientali, etiche, digitali e demografiche del pianeta. Sta a noi rispondere alle sfide in merito a un equilibrio alimentare mondiale e al cambiamento delle abitudini di consumo. Significa anche individuare i talenti e dare spazio alle “giovani generazioni” che vogliono agire e contribuire all’ecosistema di domani.

Quali sono le sue ambizioni per SIAL?

L’ambizione è quella di essere molto più di un semplice salone professionale. Desidero lavorare su 3 assi specifici. Business: portare sempre più ricchezza e diversità, federare e facilitare i contatti e gli incontri tra i partecipanti prima, durante e dopo la fiera; Ispirazione: portare contenuti e servizi che aiutano i professionisti a evolvere con buoni strumenti 365 giorni all’anno; Esperienza: più supporto e consulenza, un maggiore e semplificato comfort di visita. E soprattutto mantenere la convivialità che caratterizza SIAL Paris.

Per saperne di più: www.sialparis.com

Coop Alleanza 3.0: i prezzi dei materiali per la scuola salgono

Gruppo Radenza Master Coop Alleanza 3.0

In occasione della riapertura delle scuole Coop Alleanza 3.0 traccia un quadro dei rincari del carrello della spesa di materiali per la scuola. Anche questo segmento subisce un rialzo dei prezzi che, escludendo i libri di testo, segna un +6,8%. Le risme di carta hanno subito un aumento dei prezzi che va dal 10% al 30%, rincaro giustificato dal massiccio uso dell’energia in questo tipo di aziende produttive. La cancelleria cosiddetta “minuta” segna in media un +5,8%, mentre zaini, astucci e altri contenitori per la scuola registrano un aumento dei prezzi del 3,5%. Lato soci Coop, la spesa media per il back to school è di 230 euro sul luglio/settembre, dove la media annuale è di 557 euro, dato che conferma i dati Codacons.

“Anche se i rincari che registriamo sulla fornitura di prodotti del paniere scuola disegnano una curva meno allarmante rispetto al resto della spesa -commenta Mario Cifiello, presidente di Coop Alleanza 3.0-, è prevedibile un impatto significativo sui bilanci delle famiglie, già gravate da altre improrogabili scadenze e dagli aumenti dei prodotti di uso quotidiano, proprio al ritorno dalle vacanze estive”.

Contenere i prezzi

In relazione ai dati allarmanti, Coop Alleanza 3.0 si impegna a contenere i prezzi. Infatti, con l’iniziativa “Prezzi tutelati per i soci”, sono disponibili due cataloghi scuola con prezzi calmierati fino al 5 ottobre su 300 prodotti e 300 grandi marchi con ribassi che arrivano fino al 30%. Inoltre, l’aggiornamento delle referenze viene effettuato sulla base di un sondaggio online a cui tutti possono partecipare, rendendo la presenza dei prodotti a scaffale una scelta partecipata. Per quanto riguarda, invece, i libri di testo, che rappresentano la spesa più ingente per gli studenti e le famiglie, Coop Alleanza 3.0 ha introdotto importanti scontistiche: -15% per i soci che acquistano libri nuovi, -60% per soci e consumatori per libri usati. Inoltre, con la consegna di libri usati è possibile ricevere un buono spesa del valore del 30% del prezzo di copertina.

Le iniziative Coop Alleanza 3.0

Sabato 10 settembre si terrà l’iniziativa, già di successo nel 2021, “Dona la spesa per la scuola”, una raccolta di materiale scolastico che verrà devoluto alle famiglie in difficoltà e che interesserà quasi 200 punti di vendita tra ipercoop, Coop Alleanza 3.0 e EasyCoop (servizio di spesa online). La raccolta benefica è organizzata in collaborazione con reti di volontariato e istituzioni locali. “L’accesso all’istruzione è una questione non negoziabile -spiega Cifiello-, anche in tempo di inflazione galoppante. Il nostro impegno va nella direzione del sostegno alle famiglie”.

Bocconi 12, la ristorazione declinata per isole di benessere

Bocconi 12 è la nuova area dedicata alla ristorazione della residenza dell’Università Bocconi, concepita come vera e propria Food Court

Bocconi 12 è la nuova area dedicata alla ristorazione della residenza dell’Università Bocconi, concepita come una vera e propria food court, in grado di garantire un’esperienza di convivialità e di benessere alimentare sostenibile, innovativa anche dal punto di vista tecnologico, in linea con l’identità dell’Università Bocconi. Progettazione e realizzazione sono frutto della partnership fra Università Bocconi e Gruppo Pellegrini, al servizio di studenti, docenti e dipendenti.

“L’obiettivo del progetto è coniugare tutti gli aspetti fondamentali che impattano sul benessere complessivo delle persone -commentaValentina Pellegrini, vice presidente Gruppo Pellegrini- dalla salute alimentare attraverso la qualità e la freschezza delle materie prime con proposte di dieta equilibrata, alla sostenibilità, con il risparmio energetico e l’utilizzo di risorse ecocompatibili, dall’innovazione tecnologica attraverso strumenti digitali e device multimediali per semplificare e velocizzare il servizio fino alla definizione di uno spazio accogliente e confortevole, dal design innovativo e flessibile per creare un ambiente multifunzionale per le esigenze di coworking”.

L’offerta alimentare sarà suddivisa in angoli tematici con preparazione delle pietanze a vista così da coinvolgere i commensali nell’esperienza del pasto. All’interno di ciascuna isola sarà possibile scegliere diversi menu a tema: Fresh & Healthy con pietanze e ingredienti come poke bowl, verdura e frutta di stagione, zuppe, valorizzate dall’utilizzo di un orto idroponico, in sintonia con l’obiettivo di sostenibilità ambientale che ha guidato l’intero progetto; Grill & More con la cottura a vista di carne, pesce e verdure e formaggi ai ferri; Pizza Lab con pizze e focacce preparate e cotte al momento; Italian Style con una proposta ispirata alla dieta mediterranea con materie prime dop e igp, biologiche e a km zero, oltre al Pasta Lab, il laboratorio artigianale di pasta fresca preparata direttamente in loco. L'esperienza alimentare di Bocconi 12 si completa con il Poke Corner, uno spazio per pranzi più veloci e leggeri, e la Caffetteria per un servizio di prime colazioni con pasticceria fresca e torte fatte in casa dagli Chef Pellegrini.

Sviluppo rete in Area 2 dal 2 al 9 settembre 2022

Aldi debutta a Bagnaria Arsa (Ud) potenziando la presenza in provincia dove sono attivi cinque store. Alì, invece, propone un punto di vendita a Treviso con soluzioni green

ALDI
Via Vittorio Bachelet 1
Bagnaria Arsa (Ud)
956 mq
Aldi Sud

Data di apertura
1 settembre 2022
Format e location
Primo store dell'insegna in città e quinto in provincia di Udine. Il punto di vendita rispecchia i valori dell'insegna.
Offerta
L'assortimento è per lo più made in Italy e per l'80% alimentare.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 8.30-20. Nel parcheggio sono disponibili 49 posti auto.
Addetti e casse
Impiega dieci persone.

ALI'
Via Noalese 72
Treviso
3.200 mq
Alì spa (Selex)

Data di apertura
31 agosto 2022
Format e location
Lo store, locomotiva alimentare del centro commerciale Canova, ha una forte connotazione green ed è dotato di un impianto fotovoltaico. L'area freschi propone in apertura l'ortofrutta, seguono i reparti serviti di gastronomia con cucina e preparazione pizza, banco sushi, panetteria e pasticceria, macelleria con la teca per la frollatura, pescheria. Presenti la parafarmacia, la cantina e la profumeria.
Offerta
Migliaia le referenze alimentari con un importante focus sui prodotti del territorio.
Servizi
Orario: lun-dom 8-21. Disponibile il servizio di spesa online Alìperme.it, sia con ritiro in negozio che con consegna a casa.
Addetti e casse
Sono impiegati 110 collaboratori.

IoNoi Gallery: lo store postmoderno di Fabio Novembre

Nel cuore di Milano, l'architetto Fabio Novembre ha dato vita a uno spazio dedicato alle creazioni realizzate negli anni con i migliori brand di design internazionale

Una pagina bianca su cui disegnare, un quaderno a quadretti per liberare la fantasia, per accogliere gli schizzi di un architetto e la sua creatività. Fabio Novembre ha scelto di dare vita a uno spazio nel cuore di Milano in cui è possibile ammirare, scoprire e acquistare tutte le sue creazioni realizzate negli anni in collaborazione con i migliori brand di design internazionale, iconici del made in Italy, come Kartell, Driade, Venini, Villari, Lasvit, Bitossi.

Novembre ha iniziato ad approfondire il rapporto tra l’IO e il NOI nei numerosi progetti di interior e industrial design realizzati negli anni, analizzando a fondo la genesi delle idee e la connessione tra le cose e il loro universo di riferimento: da qui il nome scelto per il concept store, IoNoi Gallery, una sorta di evoluzione filosofica del proprio pensiero e della sua arte.
Persone e cose nascono da altre persone e altre cose - ha affermato Fabio Novembre -. La ricerca di connessioni, spesso non pianificate e non dichiarate, aiuta a spianare la strada a un approccio alla conoscenza inclusiva e trasversale. La storia non si svolge in compartimenti separati, ma è insieme causa ed effetto. Nuovi orizzonti interpretativi si giocano nel libero confronto dei riferimenti”.
È nata così IoNoi Gallery, un progetto artistico evoluto, uno spazio fisico che racchiude, espone e vuole ampliare immaginario dell’architetto fatto di oggetti industriali e art design, in una sperimentazione ed esplorazione continua, in commistione tra arte, design, moda e architettura.

Le caratteristiche del punto di vendita

Lo store si trova in via Perugino 24 a Milano, all’angolo di una strada a pochi passi dallo studio di Novembre. Gli interni minimalisti e dallo stile fortemente postmoderno sono opera dello stesso architetto che ha scelto di rappresentare il motivo a griglia stampato sulle pareti in laminato melaminico bianco. Il fondale bianco è un espediente per porre al centro della scena i colori e le forme audaci delle sue creazioni: gli oggetti esposti sono disposti su semplici mensole che fungono sia da supporto sia da sistema di illuminazione; sono state valorizzate, infatti, da strisce luminose a Led integrate nella parte inferiore. Una parete gialla che conduce verso il retro del negozio, e alcuni espositori cilindrici, anch’essi gialli, sono l’unico vezzo cromatico a contrasto con il pavimento grigio.
Sulle mensole e sui cilindri trovano spazio le creazioni più eccentriche e apprezzate di Novembre. Gli elementi contenitori Smile, reinterpretazione dello storico progetto di Anna Castelli Ferrieri realizzato nel 1967 per Kartell, catturano l’attenzione nella versione rossa col sorriso e l’occhiolino, in una nuova interpretazione di un celebre classico senza tempo.
La lampada da tavolo Muse di Venini, ispirata agli artisti metafisici del primo Novecento, è un omaggio agli enigmi e alle inquietudini di quell’epoca: una figura senza volto intrappolata nel metallo. Sempre di Venini sono le Happy Pills, piccole pillole luminose in vetro di Murano.
Al centro di una delle due vetrine trova posto, sulla sommità di un cilindro giallo, Nobody, progetto lanciato nel 2022: una faccia di porcellana con finish in oro 24 carati che si moltiplica sugli assi cardinali “per dare un volto a chiunque lo cerchi”.
Il viaggio tra gli oggetti passa anche attraverso creazioni contemporanee legate alle radici di Novembre, come le collezioni di contenitori da tavolo Trullo e Pumo di Kartell, influenzate dall’architettura e dalle tradizioni della sua terra d’origine.
Infine, l’architetto strizza l’occhio al mondo della moda, con le attuali linee di t-shirt, hoodie, shopping bag e cappellini.
L’approccio inclusivo dello store milanese si traduce in una destinazione d’uso variegata: il negozio, infatti, sarà anche un luogo in cui ospitare mostre ed eventi, avviare progetti di ricerca, far nascere nuove collaborazioni.

Vita Veggies, snack 100% vegetariani per cani e gatti

Vitakraft Vita Veggies
Si chiamano “Vita Veggies” e sono la novità lanciata da Vitakraft: si tratta di snack per cani e gatti da offrire come alternativa agli snack di carne

Una deliziosa e innovativa linea Made in Germany che coniuga gusto e sostenibilità: la ricetta dei nuovi snack 100% vegetariani e tutta naturale contiene sane verdure senza aggiunta di zuccheri, cereali, coloranti artificiali, aromi ed esaltatori di sapidità. Una linea esclusiva che, non solo aggiunge più varietà all’offerta di snack ma, essendo priva di carne, contribuisce anche alla salvaguardia dell’ambiente.

Per i cani ci sono i Vita Veggies Stickies, deliziosi stick di verdure in due varietà: patata dolce e carote o formaggio e patate. Anche loro, come i rinomati Beef Stick di Vitakraft, sono affumicati su legno di faggio per un gusto irresistibile e un profumo appetitoso. Contengono preziose proteine dal formaggio o sano carotene dalle patate dolci e dalle carote.

Vita Veggies Liquid sono invece gli snack cremosi per gatti con gustosi pezzetti di verdure, preziosa taurina per supportare le funzioni cardiache e la vista ma senza conservanti. Due le varianti, una con formaggio e pomodori, l’altra con carote e barbabietola. I Liquid sono perfetti sia da offrire direttamente dalla mano spremendo il tubetto, da servire nella ciotola oppure come topping sopra l’alimento principale.

I test del Vitakraft panel sono ottimi: oltre l’80% dei possessori di pet è entusiasta di poter offrire al proprio animale un prodotto sano e naturale in linea con uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente. L’appetibilità del prodotto sui pet è addirittura eccellente con l’85% di gradimento da parte dei gatti e il 90% da parte dei cani.

Gli acquisti di prodotti senza carne sono in rapida crescita e il trend del vegetariano è in aumento grazie a tanti nuovi giovani consumatori con buona capacità di spesa. In tanti adesso si definiscono semivegetariani e praticano una dieta amica della salute e rispettosa dell’ambiente prediligendo alimenti vegetariani, senza però rinunciare sporaticamente ad alimentarsi con proteine animali. Vita Veggies è quindi la linea innovativa amica dell’ambiente dedicata ad un target giovane. Un concetto di prodotto unico dal grande potenziale di vendita che conferma ancora una volta Vitakraft come marchio leader per varietà e innovazione nel segmento degli snack per cani e gatti.

DISPLAY DEDICATO

In occasione del lancio di questa innovativa linea di snack vegetariani, Vitakraft ha realizzato un display dedicato importante per distinguersi dai normali snack di carne ed enfatizzare al massimo la comunicazione sul punto vendita attraendo il consumatore interessato ad una linea friendly e sostenibile. Il nuovo display Vita Veggies da 1/8 pallet permette di esporre tutti i 4 prodotti della linea con grande praticità e di avere al tempo stesso un grande impatto cromatico ed emozionale.

Per maggiori informazioni: https://www.vitakraft.it

Vitakraft Vita Veggies

Rovagnati: la logistica si muove anche con i green truck

green truck rovagnati
Si sviluppa la partnership tra Rovagnati e Gi.Ma.Trans con i green truck alimentati a Lng e gruppo refrigerante in elettrico, una delle prime cold chain sostenibili in Italia (Da Gdoweek 11)

La logistica è uno dei settori più importanti in cui si possono attuare strategie di sostenibilità e ne è un esempio la partnership tra Rovagnati e Gi.Ma.Trans che punta sui green truck. La collaborazione ha permesso di gestire il 30% circa delle tratte con mezzi alimentati a Lng (gas naturale liquefatto) e con il gruppo frigorifero alimentato non più da un generatore a gasolio, ma in elettrico. “Abbiamo una supply chain complessa -dice Federica Ferrario, supply chain director di Rovagnati-, con moltissime aree di lavoro e competenze a 360 gradi sul mondo del trasporto, dal ground, all’air freight, all’ocean freight. La logistica di Rovagnati si estende in tutto il mondo: serviamo dall’hub di Villasanta (Mb) più di quattro continenti. Oltre all’Italia e all’Europa, spediamo in Latam, Nord America, Asia Pacific. Inoltre, siamo negli Stati Uniti con un impianto di proprietà aperto lo scorso settembre. L’internazionalizzazione è il nostro pilastro strategico, però rappresenta al momento il 7-8% dei volumi complessivi di vendita. Quindi abbiamo un canale nazionale molto forte, servito da una centrale, anche attraverso partner che lavorano con noi in outsourcing gestendo quindi tutta la fase di distribuzione di secondo miglio in prossimità dei clienti".

Progetto green truck

"Il progetto green truck -continua Ferrario- è iniziato un anno e mezzo fa, e si presenta come un progetto pionieristico per il settore. Le mie esperienze passate mi hanno portato a lavorare su progetti di successo di questo livello, ma in altri settori, come quello del secco e del beverage, con nomi del calibro di Nestlé. Con questa eredità ho provato a introdurlo anche nel settore del freddo dove, in realtà, c’è una rarefazione di operatori in grado di lavorare su questo tipo di progetti. Con Gi.Ma.Trans, quindi, abbiamo intavolato la possibilità di entrare a far parte del pacchetto fornitori di Rovagnati in maniera strutturata, portando queste innovazioni importanti sia per l’azienda sia, appunto, anche per il settore del fresco. Noi abbiamo creato come elemento di valore per il partner un pacchetto di network interessante per sviluppare round trip tra stabilimenti Rovagnati. E da qui l’operatore ha messo i mezzi di sua proprietà interagenti con il network di riferimento”. Se il risparmio in Co2 e in emissioni come NOx è evidente, il driver principale della scelta non è primariamente il saving, ma la social responsibility e la riduzione dell’impatto ambientale.

Gi.Ma.Trans

Gi.Ma.Trans ha chiuso il 2021, a livello di consolidato, con un fatturato di 30 milioni e mezzo. “Abbiamo ampliato il nostro portafoglio clienti -dice Stefano Quarti, amministratore delegato di Gi.Ma.Trans-, sia per l’autotrasporto sia l’immobiliare industriale legato ai mezzi, quindi siamo complessivamente soddisfatti della crescita dello scorso anno. Siamo concentrati principalmente nel centro nord Italia e il nostro perno si trova sulla direttrice tra Milano e Bergamo, ma operiamo per diversi clienti fino alle Marche e la Toscana. A oggi il nostro parco veicoli Lng è composto da dodici Scania e quindici Iveco”. Una interessante innovazione è l’alimentazione elettrica del gruppo frigorifero, “quello che abbiamo tentato non è stato facile -afferma Quarti-, ma grazie alla collaborazione con Scania e ThermoKing siamo riusciti ad allestire dei mezzi che, oltre ad avere l’alimentazione a Lng possono far funzionare il frigorifero con un inverter montato sugli alberi motore, quindi oltre a muoverci mediante consumo di gas naturale, manteniamo una temperatura adatta al trasporto del fresco mediante energia elettrica, anziché consumare gasolio. Credo che l’Lng sia attualmente il carburante a minor impatto ambientale, ma resta secondo me una fase transitoria perché la visione futura da questo punto di vista si dovrà focalizzare sull’elettrico o sull’idrogeno”.

 

Sviluppo rete in Area 1 dal 2 al 9 settembre 2022

Crai si rafforza con un'apertura a Novi Ligure (Al), mentre Eurospin apre a Rivoli (To). Carrefour spinge sulla prossimità con il format Express a Novara

CARREFOUR EXPRESS
Via Fratelli Rosselli 12/A
Novara
243 mq
Carrefour

Data di apertura
29 agosto 2022
Format e location
Il punto di vendita dispone del reparto ortofrutta che apre l’area freschi, macelleria servita, un punto ristoro e un angolo sushi.
Offerta
Conta in assortimento 6.500 referenze con un focus sui prodotti del territorio.
Servizi
Orario: lun-sab 8-21; domenica 9-13 e 15-20. Sono disponibili diversi servizi quali: l’ordine telefonico della spesa, la consegna a domicilio, la possibilità di effettuare ricariche telefoniche in cassa, l’uso dei buoni pasto, vengono inoltre accettate soluzioni di pagamento elettroniche e smart come la formula di Satispay.
Addetti e casse
Non disponibile.

CRAI
Via Pinan Cichero 1
Novi Ligure (Al)
300 mq
Codè Crai Ovest

Data di apertura
1 settembre 2022
Format e location
Lo store, che risponde alla logica di prossimità dell'insegna, si trova a ridosso dello Stadio Costante Girardengo.
Offerta
Propone una selezione di referenze nei reparti secco, surgelati e freschi con ortofrutta, pane e carne.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-13 e 15.30-19.30; domenica 8.30-12.30.
Addetti e casse
Dispone di due casse.

EUROSPIN
Corso Susa 240
Rivoli (To)
Eurospin

Data di apertura
1 settembre 2022
Format e location
Risponde fedelmente alla filosofia dell'insegna incentrata sulla convenienza. L'area freschi apre sull'ortofrutta, seguono i reparti sul perimetro.
Offerta
L'assortimento comprende migliaia di articoli alimentari e non alimentari.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20; domenica 9-13.
Addetti e casse
Non disponibile.

L’efficienza negli store di Aldi passa dal centro logistico

centro logistico Aldi
È il secondo centro logistico dell’insegna tedesca Aldi, pensato per servire i punti di vendita nel nord ovest (Da Gdoweek 11)

Inaugurato a maggio 2020, in piena pandemia, il centro logistico di Aldi Italia di Landriano, in provincia di Pavia, rappresenta il secondo Centro di distribuzione logistico dell’insegna tedesca che si aggiunge al primo reso operativo nel 2018 ad Oppeano (Vr). Ad aprile 2022 Aldi Italia ha festeggiato i quattro anni nel nostro Paese e si appresta a chiudere il 2022 a 150 punti di vendita, in linea con il piano di sviluppo che prevede circa 30 nuove apertura all’anno.

Il centro logistico Aldi Landriano per il nord ovest

Dal centro logistico Aldi di Landriano saranno serviti i negozi presenti nel nord ovest del nostro paese, mentre da Oppeano i pdv nella parte nord est. La strategia di Aldi Italia prevede una crescita organica, senza acquisizioni esterne e i due centri permetteranno di far fronte alle esigenze crescenti nel corso dei prossimi anni. Per esempio il centro di Landriano ha la possibilità di sfruttare in altezza diverse aree con piena scaffalatura verticale, che al momento non è stata introdotta se non in particolari zone di prodotti gelo, non food e webshop.

La merce preparata non viene portata direttamente alle corsie di uscita, ma stoccata in un settore in cui sul muro si trovano i numeri di ogni filiale di vendita e sul pavimento sono invece stampati i numeri di controllo, importanti per la fase di picking ed evitare errori da parte del commissionatore, che prepara il pallet con la merce da consegnare nel punto di vendita. Per accorpare i volumi e aumentare l’efficienza, i responsabili del reparto logistico e delle vendite strutturano un piano di consegne ai negozi. Una parte dei mezzi di trasporto dal centro logistico ai negozi sono organizzati per poter gestire tre zone di temperatura: ambiente, frigo e surgelato, secondo una configurazione “austriaca” con una parete longitudinale che divide le zone.

Carne, latticini, superfreschi e ortofrutta

Nella zona di gestione di carne, latticini, superfreschi e ortofrutta si mantiene una temperatura tra zero e quattro gradi: il fornitore arriva e scarica la merce dal camion, viene poi fatto un esame a campione e rilevate eventuali problematiche rispetto alla merce in bolla. In caso di difformità operative, la merce viene accettata con riserva o respinta e si procede poi alla comunicazione al fornitore. Le scadenze delle merci collocate in questa zona sono controllate giornalmente e viene fatto una sorta di inventario continuo.

Carni, superfreschi e ortofrutta sono consegnati in A per A, ciò significa che il punto di vendita fa l’ordine al mattino e la riceve nella notte in meno di 24 ore. Le altre categorie merceologiche come secco e gelo non sono invece consegnate da 3 a 4 volte a settimana, per ottimizzare volumi, picking sia nel Ce.di sia lato filiale. Questo influisce positivamente anche sui costi di trasporto perché, visto l’aumento dei prezzi di materie prime ed energia, è fondamentale far viaggiare i camion solo quando necessario e carichi il più possibile.

Corporate responsibility internazionale

Aldi, impegnata nella strategia di corporate responsibility internazionale, contenuta nella Vision 2030, ha comunicato il raggiungimento dell’obiettivo della climate neutrality entro il 2022 in Italia, grazie all’abbattimento e alla compensazione delle emissioni, riducendo i consumi negli store, nei poli logistici e nell’headquarter di Verona e acquistando energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Per compensare le emissioni, Aldi finanzia progetti o acquista certificati verdi. La certificazione climate neutrality è frutto di un percorso intrapreso con Climate Partner, società tedesca con oltre 15 anni di esperienza che è già al lavoro a livello corporate internazionale. Da questo punto di vista si pensi che gli 87 impianti fotovoltaici Aldi hanno prodotto dal 2018 a oggi oltre 7,56 milioni di kWh di energia, pari a una riduzione di oltre 4.000 tonnellate di Co2 in ambiente.

In particolare nel centro logistico di Landriano, l’impianto fotovoltaico garantisce circa il 37% del consumo del centro, equivalente al consumo della cella frigo. L’impianto di freddo industriale è innovativo e con un gWp più basso rispetto ad Oppeano. L’edificio si estende per 54.000 mq ed è certificato secondo lo standard Breeam, che attesta il livello di sostenibilità raggiunto. All’interno del centro di Landriano non sono stati introdotti elementi di avanzata automazione, che per esempio abbiamo visto in quello di Md a Cortenuova (Bg), l’unico strumento particolare visto nel centro sono i transpallet che hanno delle forche più lunghe della misura tradizionale e che permettono di movimentare tre pallet invece che due.

(da Gdoweek 11, pag. 82-83)

 

Sviluppo rete in Area 4 dal 26 agosto al 2 settembre 2022

Si rafforza la formula edlp di Dodecà di Multicedi (VéGé) a Mugnano di Napoli (Na). In quest'area, Md ha fatto tripletta nel mese di agosto con tre aperture a Peschici (Fg), Bitonto (Ba) e Campobasso

DODECA'
Via Giuseppe di Vittorio
Mugnano di Napoli (Na)
1.000 mq
Multicedi (VéGé)

Data di apertura
1 agosto 2022
Format e location
Particolarmente curate la macelleria con bisteccheria e tutto il meglio delle carni dal mondo, e il reparto pescheria. Completano l'area freschi ortofrutta, panetteria con pasticceria, gastronomia.
Offerta
Lo store offe prezzi bassi sempre su di un assortimento di 7.000 referenze. Presenti anche oltre 1.000 prodotti a marchio Decò e la linea premium Gastronauta a firma Decò Italia.
Servizi
Orario: lun-dom 8-21.30. Tra i servizi: consegna a domicilio e giornata dedicata agli over 65 con agevolazioni sulla spesa il mercoledì.
Addetti e casse
Impiega 22 collaboratori.

MD
Via Tramontana
Peschici (Fg)
1.000 mq
Md

Data di apertura
8 agosto 2022
Format e location
Lo store si sviluppa su pianta rettangolare e sorge in un locale che ospitava un deposito di materiale edile e vendita per prodotti horeca. Il percorso è organizzato su cinque corsie. Offre lungo il perimetro ortofrutta e macelleria a libero servizio, gastronomia e panetteria servite.
Offerta
L'assortimento comprende 3.000 referenze a prezzi “anti-inflazione” con un focus sui prodotti del territorio a marchio Lettere d'Italia.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-21. Nel parcheggio sono disponibili 80 posti auto.
Addetti e casse
Sono state assunte 17 perone di cui nove uomini e otto donne. In barriera sono attive cinque casse.

MD
Viale Lazzati
Bitonto (Ba)
1.325 mq
Md

Data di apertura
11 agosto 2022
Format e location
Il punto di vendita è situato nella periferia nord della città, comodo a raggiungersi per chi arriva dal casello autostradale di Bitonto sulla A14 e per chi arriva dall’aeroporto di Bari che dista solo 10 km. Il layout si estende su pianta rettangolare e si sviluppa su sei corsie espositive.
Offerta
L'offerta propone circa 3.000 item in linea con la filosofia dell'insegna con soluzioni regionali, vegane e salutistiche e una proposta di freschi: macelleria e gastronomia a libero servizio, ortofrutta, panetteria e ittico.
Servizi
Orario: lun-sab 8-21. Sono disponibili 130 posti auto nel parcheggio.
Addetti e casse
Sono state assunte 27 persone. Sono disponibili cinque casse.

MD
Viale Manzoni
Campobasso
720 mq
Md

Data di apertura
23 agosto 2022
Format e location
Il negozio si trova in zona centrale, tra via Gazzani e via Monsignor Bologna, nella sede di un ex officina meccanica. Si sviluppa su pianta rettangolare e su sette corsie.
Offerta
L’offerta spazia dai prodotti più importanti per la spesa quotidiana alle eccellenze regionali, fino a coprire con Lettere dall’Italia una proposta di dop, igp, docg locali e non solo. Presenti anche item per le esigenze alimentari bio, light, free from e salutistiche in generale.
Servizi
Orario: lun-dom 8.30-20.30. Il parcheggio sotterraneo mette a disposizione dei clienti 52 posti auto.
Addetti e casse
Il team di lavoro è formato da 20 collaboratori di cui 13 neoassunti. In barriera cinque casse.

Deliveroo, sulla app è boom per i ristoranti virtuali, +90%

Deliveroo punta sui virtual brand della ristorazione: sono oltre 2.000 attivi sulla App. Fra le specialità più ordinate spiccano il poke e le patatine fritte

Continua la crescita dei ristoranti virtuali. Nel secondo trimestre 2022, il numero dei virtual brand presenti sulla app di Deliveroo è aumentato del 90% rispetto allo stesso periodo del 2021. Oggi sono più di 2.000 i virtual brand attivi in piattaforma, un numero quasi raddoppiato rispetto allo scorso anno, a dimostrazione, secondo Deliveroo, di quanto sia apprezzata la capacità dei virtual brand di innovare il modo di fare ristorazione, dando la possibilità ai ristoratori di cogliere nuove fette di mercato e creare occasioni di sviluppo e crescita del fatturato.

Cosa sono i Virtual Brand

Tramite i virtual brand i ristoratori partner di Deliveroo affiancano alla loro offerta, fisica e tradizionale, un ristorante virtuale presente e disponibile solo sulla piattaforma. In questo modo, sempre utilizzando la cucina del ristorante fisico, il partner ha la possibilità di proporre, attraverso un nuovo brand, nuovi piatti e tipi di cucina, quindi una nuova offerta pensata esclusivamente per l’online e tagliata su misura della domanda presente in una specifica area geografica. Attraverso il supporto consulenziale di Deliveroo, i virtual brand aiutano il ristoratore a definire un posizionamento commerciale più circoscritto capace di interpretare una nuova domanda e target diversi e, dunque, aumentare il giro d’affari.

I virtual brand sono un esempio concreto di come Deliveroo sia capace di aiutare la ristorazione, mettendo i nostri partner nelle condizioni di innovare la propria offerta commerciale, raggiungere nuovi consumatori e aumentare il proprio fatturato -ribadisce Matteo Sarzana, general manager Deliveroo Italy-. La crescita del numero dei virtual brand presenti in piattaforma è la dimostrazione più evidente della soddisfazione dei nostri partner e ci posiziona come un partner strategico dei ristoranti partner che vogliono investire in innovazione”.

Rispetto al numero totale dei ristoranti partner di Deliveroo, la città con il maggior numero di virtual brand in Italia è Trapani, seguita da Conegliano Veneto e Reggio Emilia. Chiudono la Top 5 Milano e Civitavecchia. Il piatto più ordinato dai virtual brand presenti in piattaforma è il poke bowl (l'ormai arcinota hit di di origine hawaiana a base di riso e pesce). Seguono le patatine fritte, il burrito messicano, le insalate componibili e gli anellini di cipolla.

La gdo spegne le luci contro il caro bollette

Gdo luci spente
Durante la conferenza di Confcommercio gli interventi dei rappresentanti della gdo per chiedere azioni concrete al governo

“Tra 40 minuti tutta la distribuzione italiana spegnerà o abbasserà le luci”. Questo l’annuncio delle 11,20 alla conferenza sull’impatto del caro energia sulle imprese del terziario e della distribuzione moderna, che ha riunito allo stesso tavolo i principali rappresentanti della gdo. Un gesto ben lontano dalle proteste, come spiega Francesco Pugliese, presidente di Conad e vicepresidente di Confcommercio, che di fatto vuole “spegnere le luci per accendere un faro”, anche solo per una manciata di minuti, continuando a offrire il servizio ai consumatori.

Le richieste urgenti al governo sono state argomentate dagli interventi di Confcommercio, Federdistribuzione, Conad e Coop attraverso proposte e possibili soluzioni. Solo la distribuzione moderna rappresenta 17 milioni di metri quadrati di superficie di vendita, con strutture che hanno un consumo medio annuo di circa 590 kw per metro quadrato.

I costi per la gdo

“Dal 2019 al 2023 il costo dell’energia per la gdo -commenta il presidente di Coop, Marco Pedroni- passa da 1 miliardo e mezzo a quasi 6 miliardi. Stiamo parlando di oltre il 300% di aumenti. In termini di proporzione sulle vendite, l’energia nel 2019 pesava 1,5 punti, si stima che nel 2023 si arriverà fino a 5 punti. Se si considera che l’utile netto non supera 1,5 punti -prosegue Pedroni-, ne consegue che le imprese sono costrette ad andare in rosso e, inevitabilmente, ne pagherà (e ne sta già pagando) le conseguenze anche il consumatore finale”. Parliamo di aumenti nei prezzi finora gestiti solo grazie alla messa in vendita di prodotti che stanno subendo il graduale aumento dei costi. “Come distribuzione, abbiamo già accolto le richieste dell’industria e le abbiamo inglobate nei prezzi a monte -spiega Pedroni-; stiamo parlando di valori che salgono con una media del 10-15% fino ad arrivare anche al 25-30%. Per ora siamo riusciti a trasferire al consumatore solo la metà dei costi, ma i margini si stanno sempre più restringendo”.

Le richieste

L’azione deve essere mirata e immediata. “Potenziamento del credito di imposta, rateizzazione delle bollette e innalzamento della garanzia statale -propone Donatella Prampolini, presidente di Fida-Confcommercio e di D.It-. Le richieste, per ora vagliate per i primi tre trimestri dell’anno, vanno estese anche al quarto”.

C’è, poi, la pressione del prezzo dei carburanti. “Chiediamo la proroga della riduzione delle accise -afferma Prampolini- e la riduzione dell’iva al 5%, oltre a interventi ad hoc per le realtà che fanno largo uso dei trasporti”.

Il food corner di Glovo: non solo piattaforma delivery, anche co-working

Food corner Glovo
Il nuovo food corner di Glovo, a Torino, inaugura una serie di aperture previste sul territorio nazionale, a partire dalle piazze di Milano e Roma

Spazio condiviso, che racchiude al suo interno diverse realtà del mondo della ristorazione, realizzato con l’obiettivo di rafforzare le potenzialità del food delivery, sia per i partner sia per gli utenti finali: così Glovo definisce il suo primo food corner italiano aperto a Torino, al centro del quartiere di Pozzo Strada, zona ovest della città, ai confini con il comune di Grugliasco, famoso per il centro commerciale Shopville Le Gru. Un riferimento a Pozzo Strada lo troviamo anche nel logo ideato da Glovo: si chiama, infatti, Food Corner Podëstrà, dal nome dialettale del quartiere.

Food corner per preparazione, ritiro e consegna

Questo nuovo punto di preparazione/ritiro/consegna del cibo ospita 15 postazioni di cucina professionale, su una superficie di 870 mq. I clienti possono presentarsi al food corner e ordinare direttamente in loco scegliendo tra le diverse opzioni culinarie disponibili, come farebbero normalmente al di fuori di un servizio delivery. All’interno della struttura c’è anche una saletta riservata ai ciclo/motofattorini (rider), che possono, così, ricaricare i propri dispositivi mobili e fare una pausa tra un ordine e l’altro.

Food corner Glovo

L’idea di base di questo nuovo food corner è stimolare l’espansione del marchio Glovo in aree al di fuori dei principali centri cittadini, mirando a un impatto positivo sulle comunità che abitano il quartiere, riunendo le diverse cucine del mondo in un unico vicinato.

Il consumatore ordina tramite l’app, può scegliere se ritirare al food corner oppure attendere a casa dove riceverà la consegna dal corriere Glovo. Grazie ai numerosi partner che lavorano all’interno del corner, sarà possibile ordinare nello stesso tempo diverse specialità preparate nelle cucine.

I primi cinque partner

Il food corner torinese, equipaggiato con cucine professionali e fornitura necessaria agli chef che preparano piatti pronti per essere consegnati, ospiterà fino a 15 partner. Cinque sono i primi brand (Pinseria SB, Whimsy Kitchen, Amici Miei, Bun Burger e I Love Poke) ad aver aderito al progetto, già operativi. Ogni partner avrà i propri servizi, magazzini e spogliatoi per assicurare la totale tracciabilità della propria filiera.

Glovo che, lo ricordiamo, è la più grande piattaforma di consegne multi-categoria in Europa (la più famosa oggi in Italia con Just Eat e Deliveroo) ha coinvolto nel progetto anche Fijodor Benzo, attivo da vent’anni nel mondo del graffiti writing e conosciuto anche come MrFijodor. L’artista ha realizzato un murale che celebra il lavoro quotidiano dei rider, visibile nello spazio antistante il food corner, dove i fattorini attendono gli ordini preparati dalle cucine, pronti per essere ritirati e consegnati.

In arriva a Roma e Milano

“Il food corner rappresenta uno degli asset centrali su cui Glovo vuole fondare la propria strategia di crescita -spiega Elisa Pagliarani, general manager di Glovo Italia-. Dopo aver avviato con successo progetti pilota in Spagna e in altri Paesi, abbiamo captato le grandi opportunità di sviluppo che il food corner offriva in termini di business e deciso di portare anche in Italia questo format. Viste le potenzialità del progetto, dopo Torino prevediamo food corner in tutta Italia, cominciando da Roma e Milano”. L’apertura del primo food corner Glovo italiano, e dei successivi previsti, avvia una pipeline non ancora numericamente definita nei tempi e nelle location.

In sintesi questo nuovo punto di vendita Glovo non è esattamente una dark kitchen, perché è concepito come uno spazio aperto al pubblico dove i clienti vanno per ordinare direttamente in loco. Semplificando, Glovo preferisce l’espressione di food co-working: molti partner lavorano uno accanto all’altro aprendosi al territorio.

 

Sviluppo rete in Area 3 dal 26 agosto al 2 settembre 2022

La società Dis, che fa capo a Superemme (Selex), potenzia l'insegna Hardis con un punto di vendita a Cagliari. Si consolida anche Todis (Iges-Pac 2000A Conad) in centro Italia a Castelnuovo di Porto (Roma)

HARDIS
Via Santa Gilla
Cagliari
975 mq
Dis srl (Gruppo Superemme-Selex)

Data di apertura
28 luglio 2022
Format e location
Si trova in un'area strategica della cittadina, vicino alla Necropoli Tuvixeddu e alla Grotta della Vipera e non lontano dalla facoltà di Ingegneria.
Offerta
I banchi ospitano un ampio assortimento di prodotti alimentari, con circa 2.700 referenze,
dalla macelleria all’ortofrutta ai latticini. L'offerta comprende anche piatti pronti, pane e dolci sfusi a libero servizio. Con il logo Amore Mio è possibile identificare una scelta di specialità locali.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-21; domenica 8.30-14.
Addetti e casse
Lo staff è formato da nove addetti e dispone di quattro casse.

TODIS
Via Montefiore 51
Castelnuovo di Porto (Roma)
Iges srl (Pac 2000A Conad)

Data di apertura
Agosto 2022
Format e location
Lo store si trova in periferia, non lontano dal Centro polisportivo Salvatore Delogu.
Offerta
L'offerta rispecchia la formula dell'insegna con spazio ai freschi. L'area comprende ortofrutta, gastronomia, pizzeria e macelleria.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20.30; domenica 8.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

Home Office: corsi e device per lo smart working

Home Office

Università Bocconi - Progetto di Riccardo Fanizzi, Matteo Ferrari, Francesca Maria Filauro, Ilaria Guagnelli, Andrea Miotto Docente Tutor Sandro Castaldo

Home Office è un innovativo concept di retail store incentrato sulla vendita di apparecchiature per lo smart working e l’offerta di corsi di formazione e aggiornamento di vario genere, rivolti sia ai singoli che agli studi professionali, alle aziende e ai loro dipendenti. Il punto di vendita vuole realizzare una customer experience immersiva e innovativa, realizzata ad hoc per uno specifico target di consumatori. L’idea parte da una chiara opportunità di mercato. Secondo la ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, nel periodo post pandemico si stima saranno 4,38 milioni i lavoratori italiani che aderiranno al lavoro agile con formule ibride. Tale valore è giustificato dal fatto che il lavoro da remoto comporta indubbi benefici sia per i lavoratori (miglior bilanciamento tra la vita lavorativa e la vita privata, minori spese) che per le aziende (minori costi, maggiore produttività ed efficienza dei dipendenti). I radicali cambiamenti nelle modalità di lavoro imposti dalla pandemia hanno avuto come naturale conseguenza la spinta all’acquisto di prodotti legati alla tecnologia di consumo.
Ciò è testimoniato da una crescita del 5,5% del mercato di riferimento in Italia, che oggi vale 15,5 miliardi di euro. Oltretutto, il modello di business di Home Office si basa anche sull’offerta di corsi di formazione e aggiornamento, ambito in cui il 29,6% dei lavoratori afferma di aver incrementato i propri investimenti. Oltre agli smart workers il target di Home Office includerà anche studi professionali, aziende e i loro dipendenti, lavoratori indipendenti e studenti.

L'Home Office a Milano

La location selezionata è la città di Milano, in quanto città dinamica e innovativa. La scelta è giustificata anche dal fatto che il 47% degli smart workers lavora in città con più di 250.000 abitanti e che nel post pandemia il 75% delle aziende all’interno del comune di Milano avrà almeno un lavoratore da remoto, stando ai valori stimati da Assolombarda.
La superficie del punto vendita sarà di 800 mq. Tralasciando la parte destinata al magazzino e ai servizi (200 mq), il punto di vendita presenterà tre aree principali: Compare and Buy (420 mq), Innovation Corner (100 mq), Learn and Improve (80 mq).

Compare and Buy

L’area Compare and Buy sarà la vera e propria area vendite in cui i prodotti saranno esposti in modalità e quantità simili ai negozi di elettronica di consumo già presenti sul mercato. La differenza sarà sostanzialmente in termini di prodotti esposti e di cura dell’ambiente espositivo. Inoltre, saranno presenti in quest’area dei totem interattivi multimediali in grado di combinare i vantaggi dell’acquisto online, quali una facile comparazione dei prodotti e la possibilità di consultare le recensioni di altri clienti, con i vantaggi dell’acquisto offline, come il contatto diretto con il prodotto e la possibilità di ricevere assistenza specializzata. Questo è molto importante per contrastare la crescente concorrenza del canale online nel mercato dell’elettronica di consumo.

Innovation Corner

L’Innovation Corner fungerà da piccolo showroom e si comporrà di cinque scrivanie allestite con le novità del momento che possono così essere provate dai clienti. Le scrivanie potranno anche essere affittate dalle aziende per l’esposizione dei propri prodotti.

Learn and Improve

L’area Learn and Improve includerà due aule attrezzate per lo svolgimento di corsi di formazione e aggiornamento. Questi corsi, oltre a essere un importante elemento del nostro modello di business, permetteranno di attirare potenziali clienti all’interno del punto di vendita.

Le categorie merceologiche comprendono: computer, pc, tablet, smartphone a elevate prestazioni, schermi, stampanti, scanner e toner, macchinette del caffè, impianti audio, sound bar, casse, cuffie e auricolari, puntatori laser, mouse, webcam, chiavette Usb, cavi, prese e adattatori, hard disk, modem, ripetitori, supporti per pc, occhiali contro luci blu, Illuminazione da ufficio e da scrivania, purificatori d’aria, sedie ergonomiche, tavolette grafiche, proiettori, lavagne Lim, carte prepagate per diversi programmi.

Approccio finanziario

La quota maggiore del fatturato è realizzata dall’area Compare and Buy, che si prevede presenti un fatturato al metro quadro crescente nel tempo, fino a raggiungere al quinto anno valori non troppo distanti da quelli dei leader di mercato. Il fatturato per mq dell’area Learn and Improve è calcolato ipotizzando 15 ore alla settimana di corsi per 42 settimane all’anno, 2 aule da 10 persone l’una e un costo per sessione di 25 euro. Il fatturato dell’Innovation Corner è previsto essere un quarto di quello dell’area vendite a motivo della minore quantità di prodotti esposti. Rientrano in questo calcolo stime di eventuali collaborazioni con brand che volessero affittare gli spazi. Il fatturato totale al quinto anno è pari a 3.366.100 euro. I costi che incidono nel calcolo dell’Ebit sono i costi d’assortimento, i costi del personale e l’affitto. I costi d’assortimento sono stimati al 72% del fatturato dell’area vendite e dello showroom. L’Ebit risulta in costante crescita e, dopo i primi due anni in negativo, raggiunge al quinto anno un valore pari a 230.167 euro con un Ros pari a 6,84%.

La campagna pubblicitaria Glovo con il jingle “Din Don Glovo”

Glovo, nuovo partner esclusivo di Five Guys
La campagna pubblicitaria Glovo on air sulle principali emittenti tv per aumentare la brand awarness del colosso del delivery

Glovo lancia la nuova campagna pubblicitaria on air sulle principali emittenti televisive. La campagna adv è firmata dall’agenzia spagnola Manifesto composta da un team guidato dall’art director e producer musicale Franchi Giuliodoro. La campagna pubblicitaria porta con se il lancio di un nuovo jingle, “Din Don Glovo”, e ha l’obiettivo di mostrare le occasioni di vita quotidiana nelle quali Glovo semplifica la vita ai propri clienti.

La campagna pubblicitaria Glovo per il qcommerce

Con questa strategia comunicativa, il colosso del delivery punta all’aumento della propria brand awarness, mettendo in luce le potenzialità del servizio nei momenti di vita quotidiana. Inoltre, con l’adv, Glovo punta a sponsorizzare il proprio servizio di quick commerce; non solo food, quindi, ma anche spesa di ogni genere recapitata a casa nel più breve tempo possibile. Glovo, infatti, ha introdotto da qualche anno il servizio di qcommerce che permette il recapito a casa di prodotti alimentari, ma anche di cura della persona o, per esempio, fiori per regali dell’ultimo minuto.

Gli spot da 20 secondi

La pianificazione della campagna pubblicitaria è a opera di Zenith Media. Sono previsti spot da 20 secondi supportati dalle attività sui canali digital. La produzione è firmata da Blua Production House, di Barcellona.

Sviluppo rete in Area 2 dal 26 agosto al 2 settembre 2022

Proseguono i programmi di restyling della rete di Conad Nord Ovest e Cia Conad che rinnovano i propri punti di vendita rispettivamente a Ferrara e Faenza (Ra) con soluzioni green e ambienti più moderni

CONAD
Via Righini
Ferrara
1.200 mq
Conad Nord Ovest

Data di apertura
11 agosto 2022
Format e location
Lo store riapre rinnovato con soluzioni sostenibili e un percorso più semplice e funzionale.
Offerta
Importante il focus sui prodotti del territorio con oltre 100 articoli a cui si aggiungono i prodotti I Nostri Ori.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 9-13.
Addetti e casse
Conta sei casse e impiega 21 persone.

CONAD CITY
Via Lamberto Caffarelli 1
Faenza (Ra)
800 mq
Cia-Conad

Data di apertura
27 luglio 2022
Format e location
Il punto di vendita è stato ristrutturato e ampliato e oggi dispone di un'area aggiuntiva di 300 mq. Nuovi gli interni, più moderni i banchi di macelleria con lavorazione tradizionale in osso, pescheria servita, gastronomia calda e fredda.
Offerta
Fedele alla tradizionale formula dell'insegna con ampio spazio ai freschi e freschissimi così come ai prodotti regionali e locali.
Servizi
Orario: lun-sab 7-20.30; domenica 7-12.45.
Addetti e casse
Vi lavorano 50 persone.

Il demand planning di beanTech per l’industria di marca

demand planning beanTech
demand planning beanTech - esempio di reportistica

Il demand planning è cruciale per l’industria soprattutto in periodi di gestione complessa, come quello attuale, che richiedono una attenzione maggiore nell’acquisto delle materie prime e nel sales&distribution con tutte le difficoltà legate oggi alla logistica. Ecco un esempio di come è possibile integrarlo in una azienda di produzione alimentare.

Il demand planning per il food

In questo esempio l'industria decide di intraprendere un percorso per ottimizzare gli strumenti disponibili e allo stesso tempo adottarne di nuovi. Il primo obiettivo è realizzare un sistema di demand planning, poi utilizzare una serie di informazioni, anche derivate dal sistema, ma non solo, per una pianificazione della produzione e per il miglioramento del servizio di consegna al cliente.

La pandemia ha offerto all'industria di marca un terreno di test senza appello: chi aveva già cominciato a lavorare sul demand planning è riuscito a servire la gdo senza intoppi, anche nella fase del primo lockdown, e oggi trae giovamento dalla stessa tecnologia per pianificare il difficile approvvigionamento delle materie prime.

La tecnologia beanTech

La tecnologia adottata è quella fornita da beanTech di Udine, che realizza soluzioni su misura costruite sulla base dello storico vendite dell'azienda produttrice e in particolare sulla coppia cliente-articolo, perché ciascun cliente ha esigenze e modalità diverse che dipendono dall’area geografica, dalle dimensioni, dalla stagionalità, le festività, le scelte assortimentali, il lancio di un nuovo prodotto e molto anche dalle promozioni. In genere l'industria alimentare lavora con i Cedi della gdo e spesso anche con l'horeca, sia in Italia che all'estero, e potrebbe avere a catalogo numerose referenze, ciascuna con le proprie caratteristiche. Di conseguenza è importante analizzate il comportamento di ciascuna in base al tipo di cliente, anche nell'output di previsione delle vendite.

Un esempio di soluzione elaborata da beanTech è quella composta da 3 moduli: motore algoritmico, portale web, strumento di verifica. Il motore algoritmico ogni mese prende i dati storici, li etichetta, per esempio differenziando un prodotto nuovo con poco storico da uno invece ricco di informazioni, e li indirizza verso un algoritmo specifico che tiene conto delle differenze. L’output è la previsione per i 12 mesi successivi, dunque 12 valori per ciascuna coppia cliente-articolo.

demand planning beanTech 2
Dimitri_Zornik, product manager & business analyst beanTech

Il secondo modulo, il portale web, viene usato prima di tutto dal planner che con i propri indicatori verifica l’attendibilità dei valori di uscita degli algoritmi, eventualmente li modifica e poi li valida. "Il modulo web si può predisporre anche per essere usato dagli agenti sul territorio -spiega Dimitri Zornik, product manager & business analyst beanTech- che in base alle direttive della produzione e insieme al cliente, decidono quali e quante promozioni attivare sui singoli prodotti. Il portale fornisce loro le indicazioni su come muoversi strategicamente con i clienti, di settimana in settimana, in base alla disponibilità di prodotto, di materie prime, all’andamento del mercato”.

L’ultimo modulo è la business intelligence, strumento che valuta oggettivamente e confronta la bontà del lavoro dell’algoritmo con quella del sistema senza l’intervento dell’algoritmo. Serve per capire se la tecnologia è valida e anche dove concentrare gli sforzi: la parte di produzione per cui l’accuratezza va oltre il 90% possono andare in automatico, i prodotti per i quali c’è meno precisione, perché c’è maggior complessità o sono nuovi, sono l’area su cui lavorare.

Verificare l'accuratezza del demand planning software

Le aziende stanno progressivamente introducendo in azienda nuove figure professionali che le aiutano nell'uso della tecnologia al massimo delle sue potenzialità. Un esempio è la figura organizzativa del Demand Planner, che verifica il processo e a posteriori l’accuratezza delle previsioni. Prima dell'introduzione della soluzione beanTech occorrevano una serie di passaggi interni per le verifiche, e l’accuratezza era inferiore. Con il software, la verifica avviene in tempo reale e con un’accuratezza intorno al 90%, molto elevata. Questo permette di mantenere ottimale il servizio al cliente e le scorte nella quantità minima richiesta.

La mensile riunione di sales&operation planning che riunisce supply chain e vendite, nella quale di definisce l’operatività del mese successivo, offre anche l’occasione per aggiustare le previsioni e validarle definitivamente.

In prospettiva: una chiara visione dell’effetto delle promozioni

Dimitri Zornik, product manager & business analyst beanTech, arriva dal mondo della gdo e conosce bene il meccanismo delle promozioni. “Sappiamo che i fattori moltiplicativi sulle vendite possono essere molto significativi, anche x20 in un mese, per cui l’algoritmo potrebbe decidere di scartarli come picchi non significativi dando come output valori errati. Noi invece inseriamo l’anomalia come evento specifico che l’algoritmo si allena a quantificare, anche in futuro quando la promozione si ripeterà, magari su una baseline diversa. Non solo, abbiamo fatto in modo che l’algoritmo tenga in considerazione anche gli andamenti delle vendite precedenti e successivi alla promozione, quindi l’erosione che potrebbe avere nelle vendite”. Uno strumento che può arrivare a disegnare degli scenari, immaginando di applicare un certo tipo di attività promozionale su uno specifico cliente e prodotto, in una fase dell’anno, e così supportare la definizione della strategia commerciale.

 

 

 

 

Amazon ci riprova con i droni per le consegne dal cielo

Un nuovo velivolo per un servizio di consegna di pacchi da massimo 2 kg entro un'ora, sarà attivato in due località del Texas e California entro la fine dell'anno

La consegna con i droni è da sempre una delle frontiere più affascinanti del processo di delivery, al punto da aver animato nel corso degli anni annunci roboanti che poi si sono scontrati con l'operatività di un servizio quasi mai entrato in funzione. Ne avevamo parlato anche nella puntata del podcast Markuptech dedicato alle potenzialità della urban air mobility.

Ora, diversi operatori logistici, ma anche nomi di rilievo nel mondo retail internazionale, stanno lavorando su progetti ad hoc, che si fanno via via sempre più concreti: è il caso dei trasporto di farmaci di Boots, ma anche Walmart, Google (Alphabet), Dhl e Ups che sono al lavoro su progetti principalmente b2b.

Amazon cambia passo nelle consegne con i droni

Tra i primi ad aver annunciato il servizio di delivery con i droni c'è di sicuro Amazon, il lavoro del team interno iniziato nel 2013 è culminato con lo storico tweet di Jeff Bezos nel 2016 nel quale annunciava PrimeAir, servizio mai entrato in funzione.

Amazon consegne droniIn un nuovo video, il gigante dell'eCommerce sembra aver cambiato passo, a partire dal velivolo che sarà utilizzato per le consegne dei pacchi: un esacottero di grandi dimensioni che un team di esperti aerospaziali, di sicurezza hardware e software e robotica stanno testando in una base in Oregon.

L'obiettivo è di arrivare a fare le prime consegne di pacchi al di sotto dei due kg in meno di un'ora ai clienti Amazon, entro la fine dell'anno in due città degli Stati Uniti: Lockerford in California e College Station in Texas.

Apre a Treviso il 20° Emporio Fratelli Carli

Emporio Fratelli Carli Olio
Fratelli Carli sceglie nuovamente un centro storico per un proprio Emporio. All’interno l’olio, ma anche conserve e prodotti Bio

Aprirà sabato 3 settembre il 20° Emporio della catena retail di Fratelli Carli. Il punto di vendita si trova in Piazza dei Signori a Treviso ed è il terzo della catena monomarca in Veneto, dopo Padova e Vicenza. L’apertura sarà anticipata da una festa di inaugurazione su invito, il 2 settembre. Fratelli Carli sceglie nuovamente il cuore pulsante della città e centro storico, con uno store collocato sotto gli antichi portici e caratterizzato da due ampie vetrine.

“Siamo particolarmente orgogliosi di raggiungere quota 20 Empori -commenta Claudia Carli, marketing manager di Fratelli Carli-. Il viaggio dei nostri Empori prosegue dopo aver scoperto, con l’impegno degli anni, di aver colto la giusta curiosità e l’apprezzamento da parte dei nostri consumatori, felici di darci il benvenuto nella propria città e soddisfatti di fare la loro esperienza di gusto”.

All’interno dell’Emporio

All’interno dell’Emporio Carli trevigiano saranno presenti non solo il celebre Olio, ma anche tutti i prodotti e le conserve della tradizione gastronomica ligure e mediterranea, come tonno, verdure, olive, pesto, sughi pronti, salse, ma anche pasta, vini, aceti e dolci. In vendita anche un’intera gamma di prodotti Bio.

Le vetrine dello store sono state allestite con sgabelli e tavoli imbanditi che rimandano alla tradizione delle tavole da pranzo delle famiglie italiane. Inoltre, sono stati inseriti a supporto anche dei monitor che anticipano il viaggio gustativo che si potrà vivere all’interno del punto di vendita Fratelli Carli.

L’Emporio Carli per avvicinarsi al consumatore

È una scelta dell’ultimo decennio, quella che Fratelli Carli ha fatto decidendo di avvicinarsi ancora di più al consumatore con punti di vendita monomarca. L’Emporio Fratelli Carli offre un’esperienza immersiva nei valori e nelle caratteristiche del marchio. All’interno degli store è possibile fare acquisti e portarli via, oppure farsi recapitare la spesa a casa; inoltre, è possibile prenotare i prodotti telefonicamente concordando il tipo di consegna o direttamente il ritiro in cassa.

eCommerce di prossimità: la nuova mission del vending

vending
Fas, da costruttore di hardware a fornitore di sistemi di vending integrati che permettono prenotazioni e pagamenti digital di cibi pronti e menù di qualità

Anche il mondo del vending sta vivendo una profondo trasformazione, dal punto di vista sia tecnologico, con integrazioni sempre più digitali sia entrando in nuovi business per recuperare la situazione pre Covid. “Nel 2021 il settore ha registrato una lieve ripresa ma, rispetto alle consumazioni del 2019, ha perso comunque mediamente il -20% -ha sottolinea Massimo Trapletti, presidente di Cofida appena riconfermato in occasione della recente edizione di Venditalia-. Anche nel mese di gennaio 2022, a seguito della recrudescenza dell’epidemia per la variante Omicron e la proroga dello smart working in luoghi di lavoro pubblici e privati, il settore della distribuzione automatica ha registrato nuovamente perdite superiori al 30% rispetto allo stesso mese del 2020, mentre, da metà febbraio 2022, il giro d’affari ha ripreso a crescere -ha proseguito il presidente-. Una crescita che passa per due sfide: la transizione ecologica e quella digitale”.

Nuovi soluzioni del vending

Le principali aziende di settore stanno concentrando i propri sforzi proprio lungo queste direttrici, fornendo soluzioni che sappiano intercettare le nuove esigenze della clientela in termini di velocità, salubrità dei prodotti e garanzia di qualità. In questo contesto, si inserisce Fas International, azienda di Schio (Vi) fondata dalla famiglia Adriani, oggi alla terza generazione, che, grazie a una forte propensione sulla ricerca e sviluppo, sta definendo soluzioni di vending più efficienti in termini di sostenibilità e di sicurezza energetica e ambientale. 

“Il punto di partenza della nostra strategia ruota intorno al nuovo logo e posizionamento di Fas, che nel prossimo futuro vuole sempre più proporsi non solo produttore di hardware (cioè delle macchine), ma come fornitori di un sistema intelligente e connesso, grazie a software e soluzioni gestionali che sappiano risolvere le nuove esigenze dei clienti e rappresentare delle nuove opportunità per retail e ristorazione”, spiega Matteo Marzotto, presidente di Fas. 

Una trasformazione che passa, prima di tutto, per vending machine sempre più automatizzate, in grado di fornire prodotti tradizionali come snack e bevande (di qualità sempre più elevata), ma anche piatti pronti che possono essere conservati in locker refrigerati a piani rotanti e ritirati secondo le necessità, visto che possono essere prenotati con web app dedicate.

Pagamenti innovativi

“Questo nostro approccio si basa sulla piattaforma Food24System con l’obiettivo di diventare un servizio di prossimità di qualità nei prodotti come nelle possibilità di pagamento: infatti, dopo il lancio delle chiavette da parte della prima generazione dell’azienda, oggi stiamo sviluppando macchine integrate con sistemi di pagamento innovativi, come Paypal e Satispay-spiega Luca Andriani, Ad di Fas-. Riteniamo che tutte queste caratteristiche ci permetteranno di espandere la diffusione delle nostre macchine a nuove location, oltre ai classici uffici, centri commerciali, stazioni ferroviarie e della metropolitana, pensiamo a condomini, alberghi e studi professionali, come alternative a mense aziendali e pasti poco genuini. Proprio nell’ottica di una maggiore attenzione alla salute e al benessere, stiamo sottoscrivendo partnership tecnico-commerciali con primari operatori sia della ristorazione sia del retail che possano garantire piatti più bilanciati e gustosi.  Nel primo caso, abbiamo da poco definito un accordo con Camst, per la fornitura di menù di qualità, grazie alla loro esperienza nel mondo della ristorazione collettiva -continua Adriani-. Allo stesso tempo, siamo anche in trattativa con primarie insegne della gdo con l’idea di inserire referenze della loro gastronomia nelle nostre macchine con il comune obiettivo di allargare il parco clienti, puntando su un consolidato rapporto di fedeltà verso le insegne. Tra le partnership, va anche sottolineata quella con Würth, per mettere a disposizione, dove serve, dispositivi di protezione individuale.
Per quanto riguarda la sostenibilità, dal primo gennaio di quest’anno, tutti i distributori automatici del freddo sono dotati di un nuovo tipo di refrigerante a Co2, con un impatto quasi nullo. 

Sviluppo rete in Area 1 dal 26 agosto al 2 settembre 2022

Codè Crai Ovest espande la formula di prossimità a Marcallo con Casone (Mi). Doppietta, invece, per In's Mercato (Pam) che porta la sua proposta di convenienza a Brescia e Milano

CUOR DI CRAI
Via Gornati 12
Marcallo con Casone (Mi)
120 mq
Codè Crai Ovest

Data di apertura
4 agosto 2022
Format e location
Rispecchia la formula di prossimità della catena con spazio ai freschi: macelleria, ortofrutta e pane self service.
Offerta
Dispone di oltre 950 referenze.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-12.30 e 15.30-19.30.
Addetti e casse
Disponibile una cassa.

IN'S MERCATO
Via Casazza 44
Brescia
In's Mercato (Pam)

Data di apertura
27 luglio 2022
Format e location
Il punto di vendita è in linea con il tradizionale concept store dell'insegna.
Offerta
Propone migliaia di referenze alimentari e non alimentari.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20; domenica 9-13 e 15.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

IN'S MERCATO
Via Fratelli Antona Traversi 18
Milano
In's Mercato (Pam)

Data di apertura
27 luglio 2022
Format e location
Come da formula della catena, incentrata sulla convenienza.
Offerta
Sono presenti migliaia di articoli food e non food.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 9-13 e 15.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

Crai e la sostenibilità

Crai è da sempre attenta al tema della “sostenibilità ambientale” anche grazie alla forte presenza e al legame con il territorio che la contraddistingue.

Il 5 giugno di quest’anno in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, ha preso il via un importante progetto di CSR costituito da 16 progetti di riqualificazione ambientale e forestazione con la messa a dimora di oltre 6000 alberi, attività che si inseriscono nella Campagna nazionale di forestazione Mosaico Verde, promossa da AzzeroCO2 e Legambiente.

Due le principali finalità: contrastare i cambiamenti climatici favorendo attraverso gli alberi il naturale assorbimento delle emissioni di CO2 e migliorare la qualità della vita in aree sottoposte a un forte stress ambientale. Molti e importanti i benefici della riqualificazione delle aree, quali la mitigazione delle temperature e del rumore, il miglioramento della qualità dell’aria, il consolidamento del terreno, l’ampliamento della biodiversità vegetale e animale.

Un gesto concreto che coinvolge 16 aree dislocate in diverse regioni d’Italia da Nord a Sud della Penisola.

Tre le altre iniziative intraprese a sostegno dell’ambiente ci sono le short collection firmate #Crai per l’Ambiente.

Due volte all’anno vengono realizzate delle short collection dedicate a sostenere e promuovere uno stile di vita sostenibile e a ridotto impatto ambientale.

Le short collection rappresentano uno strumento fondamentale per restituire valore al territorio e alla comunità in cui il Gruppo opera. Grazie alle varie short collection introdotte negli anni è stato possibile riciclare oltre 5 milioni di lattine e 4 milioni di bottiglie in plastica.

Questo impegno verso l’ambiente si traduce anche nella volontà di ridurre l’impatto ambientale del packaging delle linee a marchio Crai.  Basti pensare che negli ultimi 18 mesi più di 200 referenze sono già state lavorate, mentre per il prossimo biennio il target è quello di intervenire su ulteriori 300 referenze.

L’attenzione alla sostenibilità è presente anche nella volontà di ridisegnare il format ampliando la gamma di servizi “green” a disposizione della clientela.

Un esempio ne sono gli eco-compattatori installati sulla rete vendita per la raccolta delle bottiglie di plastica. L’obiettivo è quello di fornire un servizio che possa ridurre l’inquinamento e favorire l’economia del riciclo. Attualmente questi dispositivi sono presenti in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Sardegna.

Sempre in tema di riciclo, diversi punti vendita hanno già adottato carrelli eco-friendly prodotti con plastiche provenienti dalla pulizia dei mari.

Al momento questi carrelli sono disponibili in Lombardia, Sardegna e Lazio ma l’obiettivo è quello di estenderli a tutta la rete di punti vendita.

Per saperne di più: https://www.crai-supermercati.it/crai-per-l-ambiente/

Sviluppo rete Non food dal 26 agosto al 2 settembre 2022

Action apre a Savigliano (Cn) il suo dodicesimo negozio italiano. Crescono anche Portobello, con due aperture a Ravenna e Belpasso (Ct), e Primark che entra in Emilia Romagna con l'undicesimo store realizzato a Casalecchio di Reno (Bo). Infine, Mondadori Bookstore rinnova la libreria di Brindisi

ACTION
Via Mellonera 16
Savigliano (Cn)
900 mq
Action

Data di apertura
4 agosto 2022
Format e location
Il negozio rispecchia il concept store della catena discount non food, presente in Italia con 12 negozi.
Offerta
Sorpresa e prezzi bassi distinguono l'offerta di Action che conta circa 6.000 articoli di oltre 350 brand conosciuti e più di 70 a marchio per 14 categorie: articoli per la casa e lo sport, biancheria, cancelleria, decorazione, abbigliamento, giocattoli, prodotti per la pulizia della casa e la cura della persona, giardinaggio e il fai da te, multimedia, cibo e bevande e articoli per gli animali domestici. Due terzi dell’assortimento cambia costantemente con oltre 150 nuovi prodotti introdotti ogni settimana.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20.30; domenica 9-20.
Addetti e casse
Il negozio è gestito da uno store manager supportato da un team di 20 collaboratori, tutti neo assunti.

MONDADORI BOOKSTORE
Corso Garibaldi 38/A
Brindisi
200 mq
Mondadori

Data di apertura
1 agosto 2022
Format e location
La libreria riapre dopo i lavori di restyling e dispone di spazi per incontri di intrattenimento e condivisione.
Offerta
Dispone di 15.000 volumi a scaffale tra narrativa, saggistica, classici, poesia, arte insieme a un settore professionale. Tra le novità, un reparto dedicato ai fumetti, dai manga ai supereroi alla graphic novel. È dedicata ai giovani lettori un’area specifica dove si possono trovare anche giochi didattici e libri illustrati. Completano l'offerta le ultime novità musicali e dischi in vinile, prodotti di cartoleria, gift box e gift card.
Servizi
Orario: lun-sab 9-13 e 16.30-20.30; domenica 10.30-13 e 17.30-22.
Addetti e casse
Non disponibile.

PORTOBELLO
Via Bussato 74
Ravenna
684 mq
Portobello spa

Data di apertura
9 agosto 2022
Format e location
Il negozio è stato realizzato all'interno del centro commerciale Esp e rappresenta il 29esimo store della catena.
Offerta
Propone un assortimento di casalinghi, prodotti per la cura della casa, tecnologia, elettrodomestici, abbigliamento, benessere e tempo libero.
Servizi
Orario: lun-dom 9-21.
Addetti e casse
Impiega 12 addetti.

PORTOBELLO
Contrada Valcorrente
Belpasso (Ct)
888 mq
Portobello

Data di apertura
4 agosto 2022
Format e location
Lo store si trova in galleria, all'interno del centro commerciale Etnapolis e rimane in linea con il format dell'insegna.
Offerta
L'assortimento si sviluppa su quattro macro categorie: casalinghi, elettronica e regali, tessile e abbigliamento, cura della persona e della casa.
Servizi
Orario: lun-dom 9.30-21.
Addetti e casse
Dà lavoro a 13 persone.

PRIMARK
Via Marilyn Monroe 2
Casalecchio di Reno (Bo)
4.300 mq
Primark

Data di apertura
9 agosto 2022
Format e location
Il punto di vendita è situato all'interno del centro commerciale Gran Reno. Ad oggi sono 11 gli store dell'insegna sul territorio italiano. Questo store è il primo in Emilia Romagna.
Offerta
L'assortimento comprende capi d'abbigliamento e accessori moda duomo, donna, bambino e un'ampia gamma di articoli firmati Primark anche per la casa e il beauty. Presente anche la collezione Primark Cares, che propone indumenti realizzati con materiali riciclati.
Servizi
Orario: lun-dom 9-21.
Addetti e casse
Sono impiegate 150 persone.

L’illuminazione custom sui format retail

Illuminazione
Soluzioni personalizzate di illuminazione per alcuni retailer da parte di iMoon

Il cliente torna nel negozio fisico se si trova bene e vive un’esperienza coinvolgente. Ma le spese di gestione di un pdv sono sempre più alte e la tecnologia deve diminuirle. Al design viene dato il compito della sintesi di coinvolgimento e ottimizzazione e l’illuminazione riveste una componente fondamentale sul successo del negozio. Ecco che iMoon, azienda specializzata nella creazione di soluzioni illuminotecniche per il settore del Food & Fashion Retail, offre la sua esperienza verso il futuro degli ambienti condivisi. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Giussani, direttore commerciale Italia di iMoon. “Vivere un’esperienza positiva genera nella mente del cliente un punto di ancoraggio -dice Giussani-, che infonde una sensazione di sicurezza e fiducia: il cliente tornerà nel negozio in cui si è sentito a suo agio”. I retailer sono quindi chiamati a sviluppare una forte brand identity grazie a elementi distintivi, che si fondono con lo spazio espositivo. Anche il format, inteso nel senso più tradizionale del termine, lascia spazio a un design del layout più flessibile dello store a favore del coinvolgimento della clientela. La luce è al centro di tutto ed è ideale per comunicare e generare benessere.

Illuminazione personalizzata e originale

Per meglio seguire i concept più innovativi anche non caratterizzati da una dimensione industriale iMoon si è affidata prima al suo team Makris, ora affiancato dalla divisione iMoon Custom. La divisione Custom di iMoon è specializzata nella creazione di soluzioni illuminotecniche personalizzate e originali per il settore del Food & Fashion Retail. Makris è un brand interno al mondo iMoon per la realizzazione di prodotti custom. La ricerca dei materiali è la parte più importante e viene usata ogni forma d’innovazione, dalla manifattura additiva a nuovi materiali (wrapping, stampa 3d, schiuma poliuretanica ignifuga). Lavora anche per alberghi, con disegni specifici richiesti dal cliente e realizzati con componentistica di iMoon. Nella prossima fase Makris si specializzerà su prodotti iconici, lasciando l’attività alla divisione iMoon Custom.

Scegliere iMoon

Sono diversi i retailer che hanno già scelto la visione integrata di iMoon per tutti gli spazi. Tra questi spicca la catena Dodecà, dove il logo dell’insegna, inciso sul paralume, dà vita a un corpo illuminante esclusivo, in armonia con l’ambiente circostante. La soluzione Dart Number scelta invece per Il Gigante, rispecchia perfettamente l’immagine coordinata sia nei colori e nelle finiture, che attraverso l’inserimento del marchio. Per il flagship store di Eurospar in Svizzera, iMoon ha sviluppato l’innovativo “Concept Ambient”: un sistema plug-in che consente l’installazione su unico binario elettrificato di tutti gli elementi tecnici, dai molteplici corpi illuminanti (lineari, spot e dedicati), all’illuminazione di emergenza, fino alle casse audio wi-fi e a qualsiasi elettronica alimentata a 220V.

Oltre l'estetica il risparmio

Si parla sempre più di risparmi economici e ambientali, un punto nel quale Massimiliano Giussani crede molto. Una corretta progettazione permette oggi una riduzione fino al 70% dei costi di elettricità, rispetto alla vecchia tecnologia, mantenendo la stessa illuminazione. Le vasche (2.000-2.500 lux) e gli scaffali (1.000 lux) sono già passate da 25 W/m2 ai 15 W/m2 possibili con i led: con i nuovi layout si va verso gli 8 W/m2. Il ritorno dall’investimento è quasi sempre ottenuto in meno di un anno. Anche nelle gallerie commerciali, che spesso sono allestite con 1.000/2.000 faretti in gran parte di tipo vecchio, il rientro è veloce, tipicamente di 1,5 anni. In definitiva, la soluzione custom, ovvero personalizzata, è un cardine del futuro. Lo sviluppo ad hoc di una soluzione specifica per format, replicabile in tutti i punti di vendita dell’insegna, assicura importanti vantaggi in termini di riconoscibilità del brand, di maggiore visibilità delle aree a più alto rendimento e, infine, di versatilità.

A B2Cheese partecipano anche Cibus e PricewaterhouseCoopers (PwC) Italia

B2Cheese 2022

Due nuove firme di prestigio entrano a far parte della squadra della seconda edizione di B2Cheese, il salone nazionale per operatori (B2B) dedicato all’intera filiera lattiero-casearia organizzato da Promoberg, in agenda il 29 e 30 settembre 2022 alla Fiera di Bergamo. Stiamo parlando di Cibus - il Salone Internazionale dell’Alimentazione, la più importante fiera dedicata all’agroalimentare italiano e appuntamento imperdibile per tutta la community -, e di PricewaterhouseCoopers (PwC) Italia - oltre 7.000 professionisti esperti nei servizi di consulenza di direzione e strategica, revisione di bilancio e consulenza legale e fiscale, operanti in 24 uffici sparsi lungo lo Stivale; complessivamente il network multinazionale PwC è attivo in 156 Paesi, con oltre 295.000 professionisti.

Cibus sarà presente a Bergamo con uno spazio espositivo, mentre il 29 e 30 marzo 2023 sarà B2Cheese a trasferirsi alla Fiera di Parma per mettersi in vetrina a Cibus. Le due fiere stringono quindi un’alleanza tecnica strategica, per promuovere le relative eccellenze anche a livello internazionale. La provincia di Bergamo detiene il primato continentale dei formaggi Dop (nove); nel 2019 il capoluogo orobico ha ottenuto il riconoscimento di ‘Città Creativa Unesco per la Gastronomia’ grazie alle Cheese Valleys orobiche. Nel 2021, insieme alle Città creative per la gastronomia di Parma e Alba, ha fondato il Distretto della Gastronomia italiana. Parma è invece il cuore della Food Valley, conosciuta in tutto il mondo per le sue eccellenze gastronomiche.

PwC Italia sarà presente a B2Cheese con un convegno sui principali trend del settore lattiero-caseario: la trasformazione digitale, lo sviluppo sostenibile e i loro effetti sull’intero comparto, anche in vista dei nuovi contratti di filiera. Il caro energia, l’aumento dei costi delle materie prime e il senso di instabilità stanno condizionando i consumi interni, mentre l’export ha ripreso a crescere: se il 2022 si chiuderà con il segno positivo, il merito sarà delle vendite all’estero. Il settore lattiero-caseario è oggi rappresentato da numerose realtà produttive presenti in tutto il Paese e le imprese per rilanciare gli investimenti nel settore, restare competitive in un mercato in continua evoluzione e non rinunciare alla qualità dei loro prodotti, devono progettare una strategia comune in un’ottica di collaborazione.

Durante l’evento si individueranno le opportunità e le possibili aree di applicazione di interventi per la trasformazione digitale, per capire come possano rappresentare un vantaggio competitivo per l’intera filiera. Si discuterà anche di come le aziende lattiero-casearie possano valorizzare un approccio condiviso, in una più ampia prospettiva di sviluppo sostenibile ESG.

Sia B2Cheese sia Cibus daranno spazio anche ai protagonisti della Grande distribuzione organizzata (Gdo), che si sta confermando fondamentale per la promozione delle eccellenze enogastronomiche a tavola.

Per maggiori informazioni: www.b2cheese.it

Le specialità bavaresi: bontà premium di alta qualità

Specialità Bavaresi

Tutti conosciamo la Baviera per la bellezza dei suoi territori che abbracciano vastissimi alpeggi, laghi incontaminati e una natura generosa. Paesaggi unici che l’hanno resa un'ambita destinazione turistica, ma anche la culla di grandi eccellenze gastronomiche: birre impareggiabili, carni di alta qualità, latticini, formaggi freschi e stagionati. Specialità che devono la loro bontà a materie prime ottime, processi produttivi all’avanguardia e un sapere senza tempo. Dove modernità e tradizione si completano senza riserve.

Prodotti apprezzati in tutti i mercati europei: a partire dalla birra, una delle eccellenze di punta della regione, conosciuta in tutto il mondo e tutelata dal 1516 d.C. dal celebre “Editto della purezza” che ancora oggi vincola la produzione all’uso di orzo, luppolo e acqua. Ma anche i latticini sono degni di nota, insieme ai formaggi, a specialità come lo yogurt, il burro e a molte altre prelibatezze con il gusto unico del buon latte. Una materia prima che nasce su pascoli incontaminati, monitorata e certificata, prima di essere sottoposta a lavorazioni che uniscono il sapere della tradizione a processi produttivi evoluti. La carne, non per ultima, rappresenta una vera e propria bontà premium: dedicata a consumatori attenti, viene costantemente controllata e garantita da un attento sistema di certificazioni.

Qualità e bontà da sole non bastano, per questo il Ministero per le politiche agricole della Baviera, insieme alla sua agenzia per la promozione dei prodotti agroalimentari della Baviera, ha previsto anche quest’anno numerose attività offline e online per promuovere le specialità di diverse aziende e incentivarne l’acquisto.

A breve partiranno le "Settimane Bavaresi" promozioni instore con degustazioni e distribuzione di materiali informativi, affiancate da un roadshow itinerante che quest'anno avrà respiro nazionale e raggiungerà anche le città del Sud Italia. Online, insieme alle attività previste sulla pagina Facebook “Baviera all’italiana”, ampio spazio troveranno le nuove collaborazioni con quattro diverse food blogger con le quali verranno realizzate 30 video ricette stagionali e ulteriori 14 video con taglio edutainment, sviluppate per promuovere il lancio del canale YouTube "Baviera all’italiana".

Tante iniziative di un presidio sempre più capillare per amplificare la notorietà di eccellenze uniche che sicuramente troveranno i favori di tanti italiani.

Per saperne di più: https://www.bavieraallitaliana.it/trade/

 

 

Coin accompagna il back to work con “Colors in the City”

La catena italiana di department store lancia la nuova campagna digital e offline per le proposte autunno-inverno. La parola chiave è energia

Colori ed energia. Queste le parole al centro della nuova campagna di comunicazione digitale e offline con la quali Coin accompagna il periodo del back to work, un momento di ritorno alla routine lavorativa sempre più "sentito" dalla collettività e oggetto anche sui social di numerosi meme. La catena di deparment store lancia dunque le nuove proposte autunno-inverno esprimendo vitalità e forza nella campagna advertising “Colors in the City”, ideata dalla direzione marketing di Coin, con la collaborazione del fotografo Paolo Santambrogio e dello stylist Alessandro Buzzi.

Le tonalità prescelte sono ispirate alla palette istituzionale di Coin e, all’interno della comunicazione, l'insegna ha deciso di dare spazio ad alcuni dei brand presenti nella propria rete di punti di vendita, tra i quali Hugo By Hugo Boss, Gap, Superdry, La Martina, Dkny, Stefanel, Momonì, Gianni Chiarini, OOF Wear. La campagna sarà veicolata attraverso tutti i canali digitali (social, sito, newsletter) e in store (vetrine fisiche, vetrine digitali, monitor interni e videowall).
"Coin riparte dai colori, per una stagione all’insegna dell’energia e della ripartenza. La nuova campagna che lanciamo oggi è l’ennesimo step di un più ampio percorso di innovazione che l’azienda sta portando avanti, un progetto che coinvolge Coin a 360 gradi, che parte dai nostri store – che nell’ultimo anno si sono arricchiti con un brand mix quanto mai attuale, e con nuovi format che hanno da subito riscontrato un grande successo per la loro contemporaneità, come Lifestyle Hub, Beauty Innovation e Coin Season – e dal nostro marketplace, per arrivare a caratterizzare la nostra comunicazione", spiega Monica Gagliardi, direttore marketing e digital transformation di Coin SpA.

 

Perché il reso non è mai gratuito

Inditex, risultati economici dei primi nove mesi 2023
L'evoluzione del sistema dei resi gratuiti, tipici dell’eCommerce non food: uno studio ad hoc di Sendcloud, azienda olandese che fornisce servizi per chi si occupa di online. Il caso di Zara

 

“I pasti gratis non esistono”, sentenziava Milton Friedman, economista di riferimento del liberismo, e il concetto vale anche per il sistema dei cosiddetti “resi gratuiti” tanto in voga nell’e-commerce. Ad analizzarne il funzionamento è Rob van den Heuvel, ceo e co-founder di Sendcloud (azienda olandese che fornisce servizi per le spedizioni per gli eCommerce).

Il grande equivoco

L’analisi, che Gdoweek pubblica in esclusiva per l’Italia, parla di questo meccanismo come “il più grande equivoco nella storia degli eCommerce. Anche se la formula può sembrare attraente, i resi non siano mai gratuiti: proprio come costa denaro spedire un pacco da A a B, costa anche rimandare la spedizione al mittente - segnala l’esperto -. Il fatto che spesso i consumatori non sostengano questi costi da soli non significa che gli oneri non esistano. Spetta infatti ai rivenditori pagare il conto salato di questa pratica”.

Evoluzione in atto

Per molto tempo i rivenditori si sono fatti carico dei costi di restituzione: gli acquisti online non erano molto comuni e i retailer volevano incoraggiare le persone ad accedervi nel modo più semplice possibile. Offrendo questa opzione, piattaforme emergenti come Zalando e Amazon hanno guadagnato enormi quote di mercato. “Grazie alle loro economie di scala, inoltre, questi giganti dell'eCommerce sono stati in grado di ridurre al minimo i costi logistici per pacco, rendendo molto più difficile per i piccoli commercianti competere”, ricorda den Heuvel.

Ma ora la tendenza sta cambiando. Il recente annuncio di Zara di iniziare a far pagare i clienti per i resi potrebbe infatti comportare un effetto domino tra i rivenditori, anche se non sarà facile far passare il cambio di rotta a consumatori abituati a ottenere gratis questo servizio.

I costi reali

Infatti, ricorda l’esperto, molti consumatori hanno perso di vista il fatto che esiste una notevole quantità di tempo e denaro celata dietro l'intero processo di spedizione e restituzione. Dal costo dell'imballaggio e del dipendente addetto a impacchettare la consegna, fino al fattorino.

Secondo una ricerca di Sendcloud in collaborazione con Nielsen, l'86% degli acquirenti online italiani restituisce regolarmente un prodotto se non è soddisfatto e un altro 55% dichiara di considerare il reso è una grande seccatura.

Non si torna indietro

Ci sono tre ragioni per cui non sembrano esservi le condizioni per lasciare a metà strada questo cambiamento. In primo luogo, il rovescio della medaglia dei resi gratuiti è che incoraggiano i consumatori a utilizzarli esponenzialmente.

C’è poi il tema della scarsa consapevolezza. Quando si sommano tutti i costi associati a una restituzione, un rivenditore perde in media 12,50 euro. “L’implementazione di una piccola commissione di restituzione può indurre i consumatori a ripensare il loro vorace comportamento di restituzione”.

Infine c’è la questione della sostenibilità. “Gli articoli restituiti percorrono mediamente una distanza raddoppiata e vengono (ri)imballati almeno due volte: un processo costoso che nuoce soprattutto all'ambiente e alle sue risorse”.

In conclusione, per van den Heuvel è tempo di cambiare rotta. “I resi a pagamento non costituiscono solo un passo importante nella riduzione dei costi logistici, ma offrono anche l'opportunità all'intero settore dell'eCommerce di valutare in modo critico il nostro futuro comportamento di restituzione”.

 

 

Antitaccheggio, le nuove tendenze in atto

Antitaccheggio
Come ci si può difendere oggi? Quali i nuovi antitaccheggio sul mercato? Lo abbiamo chiesto a tre protagonisti del settore

Nel 2020 le differenze inventariali nel retail gdo in Italia sono state di circa 3,48 miliardi di euro (l’1,41% del fatturato annuo), tra le cause prevalgono nettamente i taccheggi, di qui la ricerca di soluzioni antitaccheggio da parte dei retailer. Il dato emerge dallo studio La Sicurezza nel Retail in Italia 2021, realizzato da Crime&tech, spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il supporto di Checkpoint Systems Italia e la collaborazione del Laboratorio per la Sicurezza. Il report è stato redatto raccogliendo i dati da un campione di security manager appartenenti a 33 gruppi aziendali del settore retail e gdo, per un totale di oltre 9.900 punti di vendita.

Quali articoli subiscono taccheggi

Per quanto riguarda le tipologie di articoli, i più soggetti a furti e taccheggi (per numero di pezzi rubati e per valore) risultano essere gli alcolici, seguiti da caramelle e cioccolato, prodotti in scatola, salumi e formaggi, caffè e profumeria. Il valore medio della merce rubata nei taccheggi singoli è pari a 48 euro, questo valore varia però significativamente in base ai settori merceologici considerati.

Per quanto riguarda le misure di protezione dei singoli prodotti, le più utilizzate sono placche/etichette antitaccheggio applicate in-store (83% dei rispondenti, di cui il 72% le applica in tutti i punti di vendita), scaffali chiusi o vetrine (54%), e placche/etichette antitaccheggio alla fonte (48%). Per tracciare una panoramica delle tendenze nell’ambito dell’antitaccheggio, abbiamo sentito l’opinione di tre aziende: Checkpoint Systems, Omnisint e Sensormatic.

Soluzioni antitaccheggio

“Nell’antitaccheggio sta crescendo la richiesta di maggiori informazioni su qualità e quantità dei prodotti che sono soggetti ai tentativi di furto -afferma Alberto Corradini, business unit director Italy di Checkpoint Systems-. È in atto un’evoluzione dei punti di vendita retail, che siano food o non food, con nuove modalità di cassa/experience. L’antitaccheggio si sta adeguando a questi cambiamenti, offrendo Eas sempre più intelligenti e quindi in grado di fornire più informazioni sulle singole referenze protette alla fonte”.

Secondo Mauro Barosi, managing director di Omnisint, partner affiliato esclusivo di Nedap Retail, una tendenza particolarmente importante è quella di legare la logistica all’antitaccheggio attraverso le più innovative soluzioni Rf e Rfid (Radio Frequency Identification).

“Mediante l’Rfid -sostiene Barosi-, non solo il negozio avrà informazioni in merito a quanti prodotti sono stati eventualmente rubati, ma potrà costantemente monitorare la posizione di tali prodotti”. È infatti possibile integrare il tracciamento di ogni singolo prodotto, grazie al codice univoco che gli corrisponde, per informazioni sempre più dettagliate. Per questo motivo, la tecnologia Rfid è importante non solo come integrazione alle operazioni di check-out, ma anche come strumento per la gestione degli inventari e nei magazzini. “Reputiamo -dice Corradini- che l’Rfid sarà sempre più applicato, anche in altri mercati verticali, che si tratti di Diy, Food & Beverage, Elettronica o Pharma. È per questo motivo che Checkpoint Systems, anticipando queste tendenze, ha lanciato le soluzioni Rfid per il Grey Market nel Beverage e RFreshID per la gestione dei prodotti freschi”.

“La sicurezza garantita e il design più elegante sono le due richieste più gettonate dai retailer -precisa Barosi-. Nelle nostre soluzioni proponiamo l’integrazione di più tecnologie per aumentare il controllo: per esempio le antenne antitaccheggio dotate di sistemi integrati per la rilevazione delle borse schermate e di dispositivi jammer o di distaccatori magnetici. Altra richiesta è la maggiore copertura di protezione delle antenne, per ottenere, soprattutto nel settore fashion, varchi più ampi”.

Servizi complementari

Le soluzioni di antitaccheggio sono ormai diventate parte integrante del facility, sono quindi fondamentali. È necessario però implementare i servizi complementari, quindi il monitoraggio dei dati e la possibilità del settaggio da remoto, per prevenire interventi tecnici in loco per la riparazione di eventuali guasti. “In definitiva -aggiunge Mauro Barosi-, ciò che più conta nel mondo della sicurezza fisica attiva sono l’estetica, gli impianti funzionanti su varchi sempre più ampi, le alte prestazioni, il minor numero di allarmi impropri e l’assistenza per interventi tempestivi”. Per Luca Cappellini, retail director Italy di Sensormatic, l’antitaccheggio sta sempre più trasformandosi da commodity a servizio che deve essere gestito per ottenere il 100% della sua efficacia. “La tecnologia può essere affiancata da un servizio tecnico, di consulenza o di formazione -sottolinea Cappellini-, ma il retailer non può essere “abbandonato” una volta terminata l’installazione, tale atteggiamento ridurrebbe drasticamente la profittabilità dei sistemi stessi. Noi offriamo assistenza a 360gradi, formiamo il personale sul punto di vendita, effettuiamo servizi di labeling sulla merce in esposizione e svolgiamo periodici audit per verificare la corretta adozione delle soluzioni antitaccheggio, inoltre tutti i nostri sistemi, sia in MagnetoAcustica (Am) che in Radio Frequenza (Rf), sono telegestibili da remoto, per poter fornire assistenza proattiva e immediata ai nostri clienti. Vogliamo che i nostri sistemi siano un aiuto per il retailer, non un’attività in più da gestire”.

“Stiamo lavorando su due fronti -aggiunge Corradini-. Da una parte cerchiamo di favorire l’introduzione della tecnologia Rfid in tutti i settori merceologici, con soluzioni integrate e che coinvolgono tutta la filiera, dal centro di produzione al punto di vendita, come per esempio RFreshID che consente ai retailer di monitorare accuratamente in store e in tempo reale i livelli di inventario e la gestione delle scorte, identificando allo stesso tempo le date di scadenza vicine o superate. Dall’altra parte stiamo migliorando le possibilità di protezione con Rf Metal, un’etichetta studiata per proteggere i prodotti metallici, categoria che fino ad oggi non era possibile proteggere”. Secondo Cappellini le soluzioni antitaccheggio non si limitano più alle sole barriere in uscita o alle casse, ma ora la loss prevention è sempre più legata all’intelligenza artificiale “noi promuoviamo già da diversi anni soluzioni di Computer Vision per monitorare ogni angolo del punto di vendita e fornire al retailer sicurezza, ma anche insights di valore sul comportamento d’acquisto dei propri clienti”. L’antenna Check-out di Nedap per il mondo della gdo è invece un dispositivo completamente personalizzabile nel design, che viene integrata direttamente nelle casse. In questo modo, l’eventuale furto viene bloccato ancora prima che il soggetto varchi l’uscita.
“Un prodotto che ha riscosso molto successo nel mondo del Fashion Retail è l’antenna ID Top Nedap -conclude Barosi-. È una soluzione poco invasiva che può essere installata a soffitto o a parete, mantenendo le stesse funzionalità delle altre antenne”.

Sigma festeggia l’anniversario con un concorso a premi

Sigma
Sigma conta 1200 referenze a marchio del distributore e lancia il nuovo concept Bottega Moderna in collaborazione con Sisa

Sigma festeggia il 60esimo compleanno con il concorso “La Fortuna fa 60”. Da settembre 2022 a gennaio 2023, infatti, verrà lanciata l’iniziativa che comprende promozioni e premi. Inoltre, è previsto un concorso istant win e un’estrazione finale con quattro automobili in palio.
L’azienda bolognese ha presentato anche il logo correlato con il motto rivisitato “Da 60 anni buoni come sai, vicini a come sei”.

Espansione della rete Sigma

Sigma, realtà fondata nel 1962 a Bologna come Società Italiana Gruppi Mercantili Associati, ha raggiunto importanti traguardi grazie all’espansione della rete. Inizialmente, infatti, si trattava di una realtà che operava su scala regionale che con il tempo ha progressivamente ampliato la propria presenza sull’intero territorio italiano. L’impegno di Sigma si concretizza, inoltre, nell’alleanza strategica con Sisa in D.It, centrale multinsegna e multibrand della distribuzione organizzata, con un fatturato di 3 miliardi di euro e una quota di mercato nazionale che ricopre circa il 2%. Inoltre, Sigma ha raggiunto quota 500 punti di vendita con diversi format che privilegiano la prossimità.
“Sigma ha come primo punto distintivo i negozi gestiti da soci imprenditori -commenta Alessandro Camattari, direttore commerciale e marketing D.It-. Il nostro sessantesimo è un importante traguardo da celebrare perché racconta la nostra storia, rappresenta i nostri valori, afferma i nostri principi e disegna il nostro futuro”.

Mdd in espansione

Sul fronte mdd, a oggi l'azienda conta 1200 prodotti a marchio suddivisi in 5 linee: Sigma, Gusto&Passione, Equilibrio&Piacere, VerdeMio e Primo. Inoltre, è prevista un’implementazione dell’assortimento delle private label con nuovi item. I prodotti a marchio Sigma rappresentano circa il 12% delle vendite, ma l’azienda si è posta un obiettivo virtuoso per il prossimo trienno: raggiungere quota 18%.
La mdd Sigma sarà protagonista con Sisa del nuovo concept Bottega Moderna per format di 200 e 350 metri quadrati. Si tratta di un progetto lanciato a giugno e oggi pronto al debutto. Si chiama Sigusta e vuole proporre un modo di fare la spesa innovativo che punta sulla facilità e la velocità senza tralasciare efficacia e la cura.

Bomaki uramakeria, format esotico dove l’estetica incontra il gusto

Bomaki uramakeria
Bomaki uramakeria ha oggi 9 locali, di cui 7 a Milano e 2 a Torino. L’ingresso dei fondi permetterà di accelerare lo sviluppo

La recente apertura, la prima del 2022, e nona nel complesso, di Bomaki uramakeria in corso Garibaldi 79 a Milano, coincide con, e contrassegna una, fase molto importante per la catena specializzata in cucina dai sapori e dai colori nippo-brasiliani: l’ingresso di Bic Capital e Augens Capital, i due fondi che hanno investito in Bomaki uramakeria con una quota di maggioranza. I tre soci fondatori, Giuseppe Grasso, Francesco Zambon (ceo) e l’executive chef Jeric Bautista, rimarranno al fianco, con il restante 25%, di Bic e Augens Capital nel futuro progetto di espansione. Senza dimenticare, nella compagine delle anime di Bomaki, anche Farida El Tantawi, la interior designer della catena. L’ingresso dei partner finanziari segna, dunque, una nuova fase.

Per Augens Capital è il primo investimento nella ristorazione in Italia, mentre Bic Capital aggiunge Bomaki alla sua scuderia di marchi, dopo aver sostenuto l’investimento in catene e società come Flower Burger, Glovo, Healthy Poke, La Piadineria, Panino Giusto, Temakinho. Bomaki è un luogo caratterizzato da un concetto fusion di cucina: già il nome rivela il gusto per il mix di culture gastronomiche, perché unisce l’aggettivo “bom” (buono, in brasiliano) e il termine “maki” -il roll della cucina giapponese- che definisce l’essenza di questo nuovo format nato nel 2013. Fra i piatti di Bomaki, una vasta scelta di roll, temaki, burritos, tartare, e ancora il tataki di salmone e la cheesecake alla frutta esotica. Solo per fare qualche esempio. L’uramaki è in sostanza un roll di riso, ripieno di gambero, ma realizzato e presentato “in mille modi diversi”.

I design interni

Bomaki non è solo cucina nippo-brasiliana, ma anche un luogo che evoca atmosfere esotiche, particolari, diverse dall’ordinario. Un ambiente caratterizzato da elementi d’arredo pop e ricercati nel contempo, come i lampadari realizzati con materiali di recupero, o gli interni contraddistinti da carta da parati (di Iannelli&Volpi) che ricordano foreste tropicali; o come le ceramiche azulejos che rievocano le atmosfere sudamericane.

“Accenti esotici incontrano dettagli naturali in una sorta di evasione metropolitana -aggiunge Giuseppe Grasso-. Nell’arredamento predomina il legno, i lampadari, caratterizzati da cromie variegate, sono dell’architetto Alvaro Catalan, fatti con materiale riciclato (bottiglie di plastica e paglia), le sedie colorate, azzure, sono in stile Thonet. Una parte del compenso di Catalan va in beneficenza a bambini sudamericani. Questo è un elemento distintivo del nostro format. Insieme alla carta da parati in stile jungle che cambia in tutti i locali, usiamo sempre le piastrelle azulejos, perché danno l’effetto delle cucine brasiliane. Uno dei nostri slogan è todo mundo è pais”.

Bomaki uramakeria: la formula

Lo spazio di Bomaki uramakeria in corso Garibaldi a Milano ospita fino a 100 coperti. L’obiettivo “ambizioso”, come sottolinea Grasso, di sviluppo prevede l’apertura di almeno 4 ristoranti all’anno; “ambizioso” perché Bomaki ha bisogno di location medio-grandi, con superfici medie intorno a 200 mq, minimo 70-80 sedute.
Il fatturato medio annuo oscilla fra 1,5 e 1,6 milioni di euro, ma i ricavi dipendono molto dalle dimensioni del locale: ci sono ristoranti che realizzano anche più di 2,5 milioni di euro l’anno. Il coperto medio va da 25-35 euro, ma per il pranzo si può scendere a 16-17 euro.
La formula di Bomaki si basa su piatti in costante evoluzione caratterizzati dalla creatività di Jeric Bautista, socio e capo-chef. La proposta gastronomica accosta a uramaki, sashimi (proposto con crema di gaspacho al mango) e temaki, i profumi e i colori del Brasile, un format divenuto di tendenza grazie ai punti di forza rappresentati dalla scelta delle materie prime, dagli accostamenti e dal rapporto qualità-prezzo. L’uramaki è la specialità predominante della cucina, ma il menù è molto ampio.

Gli uramaki vengono composti in vari mix originali: “Uno dei roll più venduti è il nostro astice gratinato al mango, un uramaki con gambero impanato all’interno, carpaccio di mango sopra, astice gratinato alla fiamma sopra, uno dei piatti più venduti da bomaki” precisa Giuseppe Grasso. L’offerta include l’abbinamento con caipirinha in gusti diversi (mango, maracuja), il cliente si mette a suo agio, aiutato dalla musica in sottofondo, soprattutto bossa nova.
Quello di Bomaki è un progetto che non si limita all’ambito enogastronomico: i fondatori hanno anche aderito al “Sustainable Restaurant Program” e ottenuto la certificazione Friend of the Sea, che prevede la promozione di buone pratiche di consumo ecosostenibile del prodotto ittico, sostenendo attività di pesca e acquacoltura certificate. Bomaki è anche plastic free, e tutti gli elementi delle confezioni per il servizio di consegna sono in materiale bio-compostabile.

Video Tour: Coop.fi, il nuovo format di superstore

Un incendio lo scorso giugno aveva danneggiato lo store Coop.fi di Ponte a Greve (Fi) che riapre totalmente rinnovato e con alcune novità

Riapre totalmente rinnovato il punto di vendita Coop.fi (Unicoop Firenze) di Ponte a Greve (Fi), danneggiato da un incendio lo scorso giugno. Lo store oggi si presenta con una nuova organizzazione degli spazi di vendita, più grandi rispetto al passato, e un percorso di spesa più lineare, come spiega nel video il direttore Simone Bini.

Nel caso della collaborazione con Unicoop Firenze e della ricostruzione di Ponte a Greve, ci hanno guidato tre valori: il fortissimo legame con il territorio e la comunità locale, che ci ha permesso di esprimere al massimo il valore sociale, il tema della sostenibilità ambientale, che non è più una promessa ma diventa una priorità a cui contribuire con atti concreti a livello soggettivo -sottolinea l'architetto Paolo Lucchetta-. Terzo ma non ultimo: il fatto che Unicoop Firenze a Ponte a Greve potrà avere un palcoscenico della qualità e della ricerca dei prodotti locali. Il progetto del nuovo supermercato è semplice ma non per questo banale, ci sono dei gesti forti, come il benvenuto verde e l’albero della socialità, insieme alla valorizzazione delle mansioni all’interno del personale, ad esempio con la declinazione dei diversi reparti e spazi come botteghe rinascimentali, luogo di produzione a vista oltre che di vendita”.

Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, aggiunge: “L’evento del 3 giugno scorso è stato tragico e, allo stesso tempo, foriero di opportunità, perché ci ha spinto a ripensarci e a proiettarci avanti nel tempo, rinsaldando vecchi legami e allacciandone di nuovi, valorizzando il territorio di Ponte a Greve".

Le caratteristiche del punto di vendita

Il punto di vendita si apre con il reparto frutta e verdura, dove vengono privilegiati i prodotti di stagione e spazio ai prodotti da agricoltura biologica. Nella zona di ingresso si trova un’ampia varietà di piante da interno ed esterno e di fiori recisi. Ampia la proposta di freschissimi con la forneria, posta nella parte iniziale del percorso di spesa, con produzione interna, macelleria e pescheria dove domina la presenza del marchio PAT (Pescato nell’Arcipelago Toscano), pescato il giorno precedente alla vendita. Segue la gastronomia. Non mancano i prodotti free from e i vini. Quanto agli extra-alimentari, il reparto è organizzato come una sorta di nicchia, in cui il consumatore può avere una visione di insieme e l'idea di tutte le possibilità a disposizione con un solo sguardo. I settori all'interno del reparto sono quattro, ognuno con uno spazio ben identificato: si tratta dell'area casa, di quella cartoleria/giocattolo, dei tessili, nelle declinazioni per la casa e intimo persona, e della mesticheria con prodotti per il fai da te, per il giardinaggio, la cura dell'auto e la pulizia della casa, a cui si affianca una proposta di prodotti “quotidiani”. Presente anche una selezione di piccoli elettrodomestici. Anche nell'extra alimentare, l'offerta della Cooperativa segue una logica di stagionalità. Cambiano posto le acque, su richiesta dei consumatori, che prediligono un posizionamento a metà spesa, dopo i freschissimi, per chi fa una spesa rapida, ma che comprende le bevande. Dopo l’area dei freschissimi si arriva alla barriera delle casse veloci posizionate dietro allo spazio ristoro dove è disponibile un menu declinato per i vari momento della giornata tra cui pizza alla pala, angolo hamburger e patatine fritte, proposta sushi e poke. Disponibile il servizio take away e il totem interattivo per pagare in modo automatico e veloce.

Le iniziative green di Coop.fi

Il compito di ripulire l’aria dagli inquinanti è parzialmente affidato alla Fabbrica dell’Aria, soluzione naturale e innovativa, progettata e realizzata da PNAT per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti interni. Inoltre, Unicoop Firenze, insieme a Pnat, Lucchetta Retail ed Inres ha inserito una struttura che ospita piante in coltivazione tipo idroponica. Si tratta di una modalità di coltivazione delle piante fuori suolo, ovvero senza terra e grazie all’acqua, nella quale vengono sciolte le sostanze nutritive necessarie alla crescita. Infine nell'area ristoro è stato inserito un albero. “La collaborazione con Unicoop Firenze funziona perché la Cooperativa è molto coinvolta nel contrasto alle problematiche ambientali e nella ricerca delle migliori soluzioni di sostenibilità, anche se queste comportano dei costi" aggiunge Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale.

Frankly Bubble Tea alla conquista dell’Italia

Frankly Bubble Tea
Frankly Bubble Tea punta a svilupparsi a livello nazionale e a diventare anche leader europeo nel segmento nei prossimi 3-4 anni

Il primo locale Frankly Bubble Tea ha aperto il 3 dicembre 2016, a Milano, in via Orefici, come precisa Franco Borgonovo, fondatore di Frankly Bubble Tea, insieme alla socia Lati Ting. “A quel tempo ero ancora nella consulenza, l’ho apert23o con la mia socia Lati, una ragazza nata a Hong Kong e cresciuta a Vancouver, in Canada, dove il bubble tea era, ed è, molto diffuso. In Italia, al contrario, pressoché sconosciuto: fu lei a farmi conoscere questo prodotto. Il negozio è partito molto bene. Ho lasciato il mio lavoro nella multinazionale della consulenza, abbiamo aperto il secondo e terzo store e da lì è partita l’avventura imprenditoriale”. Che arriva ad oggi con una proiezione di sviluppo che vede nel 2025-2026 l’ambizioso progetto di espansione in Italia e dal 2023 anche fuori dai confini nazionali. Frankly ha 8 negozi in 5 città d’Italia (Torino, Bologna, Bergamo, Milano e Pavia), ma aspira ad affermarsi come leader europeo del settore.

Che cos’è il Bubble Tea?
È una bevanda a base di tè nata a Taiwan negli anni Ottanta del secolo scorso, dagli anni Duemila si è diffusa dall’Asia in Canada e Usa, in Canada è popolare come Starbucks, ci sono migliaia di negozi, l’anno scorso si è quotata la prima catena con valore 4 miliardi di dollari, e se ne quoterà un’altra quest’anno a 9 miliardi di dollari. Fuori Europa è un mercato enorme, nel nostro Continente è un settore quasi per nulla praticato, tranne che nel Regno Unito, in particolare  Londra.
La versione più popolare è a base di tè con aggiunta di topping (palline colorate alla frutta, oppure palline nere di tapioca), che si consuma con una cannuccia leggermente più larga di quella comune: è quindi un misto tra snack e bevanda, un prodotto giovane, l’80% dei nostri clienti ha tra 15 e 25 anni, quindi Gen Z. Questo perché è un prodotto  personalizzabile: una volta scelta la bevanda ci sono un sacco di toppings, e si possono regolare dolcezza e temperatura (calda, a temperatura ambiente, fredda, ghiacciata).

Come si acquista: in locali self-service?
Principalmente con l’asporto: anzi, la bevanda è nata per il take away, è un drink da passeggio. Il cliente ordina il prodotto preparato al momento dai nostri operatori, tè fatto giornalmente, consegnato in bicchieri sigillati e trasparenti, coperti con una pellicola di Pla che impedisce al contenuto di versarsi. È perfetto per asporto e consegna, le cannucce, fatte di canna da zucchero, sono biodegradabili in due settimane. Il format ispiratore è Starbucks. Tra l’altro il 20% del nostro fatturato arriva anche dal caffè, un caffè simile a quello di Starbucks.

Qual è il vostro più grande pdv? Sono tutti diretti?
Come dimensioni, Bologna, 200 mq, gli altri sono tutti abbastanza piccoli, con metrature da 30 a 35 mq, quello in Stazione Centrale a Milano è 15 mq. Ma, se guardo i fatturati, le cose cambiano: Orefici (35 mq) e Milano Stazione Centrale fronte binari fatturano tanto. Orefici rimarrà il nostro flagship store.
Il locale a Bologna, dicevo,  è molto grande, frequentato soprattutto da studenti universitari: il consumo è da asporto, mentre il delivery incide per il 15-20%.
In genere, il fatturato medio di un nostro locale oscilla fra 700.000 e 900.000 euro, sui 35 mq. I negozi nelle location secondarie fanno ricavi tra 200.000 e 250.000 euro l’anno. Sono tutti diretti. Stiamo facendo una raccolta di capitale per aprirne altri, 4-5 almeno quest’anno, stiamo studiando anche il canale franchising.  Da qui a fine 2022 agli 8 negozi aperti aggiungeremo 4 nuove aperture, e dal 2023 il franchising.

È entrato un nuovo socio?
Per sostenere il nostro sviluppo è partita  questa campagna su Mamacrowd con l’obiettivo di raccogliere fino a un milione di euro. Mamacrowd è la più importante piattaforma italiana per  l’equity crowdfunding, che permette di investire nelle migliori startup e pmi italiane. Con le risorse raccolte, Frankly amplierà anche il team e svilupperà la digitalizzazione per creare una base clienti proprietaria premiando i più fedeli.  Dal canto suo il fondo di gruppo Azimuth (Alicrowd 29) verserà 1 milione di euro.

Autogrill lancia il concept Amore Do Eat Better

Amore Do Eat Better Autogrill
I menù di Amore Do Eat Better sono firmati da chef italiani che collaborano con Autogrill da tempo, come Sal De Riso per la pasticceria

Presente in 30 Paesi con oltre 34.000 collaboratori e una rete di circa 3.300 punti di vendita nella ristorazione per chi viaggia, Autogrill lancia Amore Do Eat Better, un nuovo concept di cucina fast casual all’italiana nonché primo format con servizio al tavolo in autostrada con un brand di Autogrill. Aperto nei locali di Montepulciano Est, sulla A1, Amore Do Eat Better si presenta con uno spiccato stile italiano, sia nelle ricette sia nel mood del locale: ambiente informale, servizio accogliente, piatti e ricette regionali pensate da grandi chef e realizzate con ingredienti premium.

“Autogrill concentra da sempre un’attenzione particolare allo studio delle tendenze del settore e alle esigenze dei propri clienti. In questa direzione prosegue il percorso di sviluppo dell’offerta attraverso nuovi concept di ristorazione e format pensati per soddisfare al meglio i bisogni di chi viaggia -commenta Luca D’Alba, commercial director Europe & Italy di Autogrill-. Con il lancio di Amore Do Eat Better e l’introduzione della formula del servizio al tavolo, intendiamo rispondere alle nuove richieste dei clienti che sono attenti al proprio benessere e all’autenticità del prodotto e dell’esperienza di sosta”.

Amore Do Eat Better dopo Montepulciano

Per quanto riguarda lo sviluppo, dopo il primo locale a Montepulciano, segue quello di Badia Al Pino (Ar). Le future aperture sono tutte previste in autostrada, ma Autogrill non esclude anche eventuali opportunità in altri canali. Ogni elemento del concept, dagli arredi alle stoviglie fino all’architettura, punta a valorizzare la cucina e il design italiani. Il layout è stato pensato per rappresentare tre ambientazioni che raccontano la varietà del nostro Paese: tre sale, Nord - Centro - Sud, accompagnano i clienti in un viaggio attraverso l’Italia. Così la sala Nord si ispira alla città di Milano con elementi che riprendono la moda e il design, la sala Centro si rifà all’arte delle trattorie toscane e romane e, infine, la sala Sud ricorda i colori delle regioni meridionali.

Arredi sostenibili

L’architettura del locale è sostenibile. “Per Autogrill sostenibilità significa anche progettare e costruire edifici che tengano conto di tutti gli aspetti ecologici relativi alla scelta dei materiali da utilizzare e al miglior impiego delle risorse naturali, nella prospettiva del risparmio energetico e della salvaguardia dell’ambiente”, prosegue D’Alba. Autogrill è, inoltre, attenta alla qualità e alla sicurezza della propria supply chain e delle materie prime, oltre che alla provenienza degli alimenti. Si impegna, dunque, a sviluppare partnership con i fornitori a cui viene richiesto il rispetto dei più alti standard qualitativi.

Menù firmati

I tratti distintivi di Amore Do Eat Better non sono solo il servizio al tavolo e il design dallo stile e dal sapore nostrani. Punto di forza è la cucina con una selezione di piatti e ricette regionali e contaminazioni internazionali che compongono un’offerta varia e ampia. I menu sono firmati da alcuni chef italiani, che da tempo collaborano con Autogrill: Andrea Ribaldone, per la pasta, Renato Bosco, “pizzaricercatore”, Simone Salvini, per i piatti green e vegani, Luca Montersino e Sal De Riso, per la pasticceria. Un viaggio nella gastronomia italiana che parte dall’ambiente e prosegue nel piatto.

È ufficiale il passaggio di Selfridges a Central e Signa

Selfridges

Circa 5 miliardi di euro. In mancanza di cifre ufficiali, è il valore più accreditato tra gli addetti ai lavori della transazione che ha visto passare il controllo di Selfridges nelle mani di Central Group (che, tra gli altri, ha in portafoglio l’italiana Rinascente) e Signa. Il gruppo tailandese e quello austriaco acquisiscono il 50% a testa del retailer britannico, completando così un'operazione tra le più importanti degli ultimi anni.Selfridges

Big del retail

Dall’operazione nasce uno dei principali gruppi di lusso al mondo con una presenza in 8 Paesi e i 18 negozi della realtà acquisita, raggruppati sotto quattro marchi (Selfridges in Gran Bretagna, Brown Thomas e Arnotts in Irlanda, infine De Bijenkorg in Olanda), che si aggiungono ai 22 già in portafoglio a Central e Signa, più altri due che apriranno a breve, a Dusseldorf e Vienna. L’accordo prevede anche l’integrazione della piattaforma e-commerce di Selfridges, che ha 30 milioni di visitatori mensili e organizza spedizioni in 130 Paesi.

SelfridgesIl management

A guidare il nuovo gruppo sarà Stefano Della Valle (ceo di Central Group Europe), mentre Anne Pitcher, attuale ad dell’azienda acquisita, rimarrà in carica fino al termine dell’integrazione.

Il fatturato congiunto di Signa e Central ammontava a 5 miliardi di sterline nel pre-pandemia ed è atteso in crescita, tra l’acquisizione e nuove aperture, a quota 7 miliardi entro il 2024.

L’evoluzione

Fondata nel 1908 dal magnate della distribuzione Harry Gordon Selfridge, Selfridges conta attualmente 10mila dipendenti in tutto il mondo ed è controllata dalla famiglia Weston, proprietaria della catena dal 2003. Le voci di una possibile vendita si susseguivano da tempo e hanno avuto un’accelerata proprio alla luce della pandemia che ha reso più importante il ruolo dimensionale per affrontare i marosi del mercato.

SelfridgesCentral Group è controllata dalla famiglia Chirathivat e opera nel segmento retail in Tailandia, Vietnam ed Europa: oltre alla già citata Rinascente, ha in portafoglio i retail Robinson e Supersports, nonché la catena alberghiera Centara. Oltre a Selfridges, Central Group è proprietaria con Signa dei department store KaDeWe e Globus. Signa è invece un network composto da cinque piattaforme commerciali indipendenti, con specializzazioni nell’abbigliamento di lusso, nel lifestyle, nel food e nel fashion sportivo. Fondato a Innsbruck nel 2020, è il più grande operatore immobiliare dell’Austria tra partecipazioni dirette e finanziarie.

La Samaritaine Paris Pont Neuf, una passeggiata nella joie de vivre

La Samaritaine Paris Pont Neuf
La Samaritaine Paris Pont Neuf offre al visitatore un’esperienza poliedrica, alla scoperta di brand iconici e di ricerca, dalla cura di sé all’abbigliamento

La Samaritaine Paris Pont Neuf, department store del lusso di proprietà del gruppo LVMH situato nel cuore di Parigi, riaperto a giugno 2021, dopo 17 anni di lavori, rappresenta storicità e avanguardia, luce e intimità, in un luogo di scoperta per un’esperienza eclettica grazie a un’offerta ampia, che spazia dai marchi di lusso ai corner multimarca fino al ricco programma di eventi in continuo divenire. Un vissuto di contrasti forti, tra il passato in stile Art Nouveau e Art Déco e la modernità. A tenere viva lacuriosità dei parigini e ad attirare i turisti alla ricerca della joie de vivre francese è stato il concept ideato e gestito da Dfs, società di travel retail di lusso nota in Italia per il Fondaco dei Tedeschi di Venezia.

Come si articola il percorso

La Samaritaine Paris Pont Neuf  si sviluppa su 7 livelli, ognuno specializzato in un mondo: il -1 è dedicato a beauty e servizi, il piano terra agli accessori, il primo alla moda femminile, il secondo a orologi e gioielli, il terzo all’abbigliamento maschile, il quarto alle calzature femminili, mentre il quinto è occupato quasi completamente dall’area Voyage, uno spazio di 1.000 mq dove sono protagonisti gastronomia, mixology, arte ed esperienze.

La scalinata Art Déco

Entrando dal lato Pont Neuf l’effetto è assicurato: nell’atrio, vero e proprio cuore dell’edificio, guardando la conciergerie, il visitatore è catturato dall’imponente scalinata in stile Art Déco, restaurata con una cura maniacale e riportata alla bellezza originaria di un tempo, da cui partono le gallerie, delimitate da antiche balaustre che contrastano con le nuove scale mobili.Molto scenografico il grande tetto a cupola in vetro con il telaio in ferro, stile torre Eiffel, sotto cui si snoda per 115 metri l’affresco Peacock, uno dei capolavori dell’Art Nouveau parigina. Il pavimento disegnato appositamente per questo progetto trae ispirazione dai sanpietrini dei passaggi coperti parigini, un fil rouge che si ritrova su diversi piani, per dare forma e concretezza all’idea di passeggiata all’interno dello store.
L’atrio, con i pannelli di vetro curvi montati su strutture metalliche a incastro a creare eleganti vetrine espositive e con il colonnato di vetro che delimita l’area di alta gioielleria, si presenta come un vasto volume aperto.

Una passeggiata a La Samaritaine Paris Pont Neuf

I piani sono invece caratterizzati da un’atmosfera più intima. Il visitatore deve andare alla scoperta di una collezione in continua evoluzione, racchiusa in ogni negozio affacciato sulla “passeggiata”. Minimali gli elementi che connotano gli spazi dei singoli brand: rastrelliere e specchi, qualche imbottito e tappeto per rendere più confortevole l’esperienza. All’insegna della personalizzazione lo spazio L’Apartément, al primo piano, curato dai designer Chloé Nègre, Karine Chahin e Virginie de Graveron, dove i personal stylist aiutano le clienti a comporre i propri look.
A firmare la beauty area invece è lo studio Hubert De Malherbe: 3.400 mq che si estendono dall’edificio Pont-Neuf a quello che si affaccia su rue Rivoli.
Al metallo della struttura, in questa zona si affiancano il legno dei pavimenti in parquet e degli espositori in essenze pregiate, che abbinati all’effetto pietra dei banconi e delle postazioni delle aree di servizi (Bespoke Beauty, per maquillage personalizzati, Studio de Beauté per trattamenti capelli, manicure e pedicure con Cinq Monde spa per i trattamenti corpo) conferiscono all’ambiente un tono minimal e professionale.

Oltre allo spazio Voyage, sotto la cupola di vetro dell’ultimo piano, La Samaritaine Paris Pont Neuf ha selezionato una scelta esclusiva di professionisti del mangiare e del bere, i cui corner sono distribuiti nei piani, mettendo in mostra gli aspetti più autentici di Parigi e della sua gastronomia, i cui prodotti si possono acquistare.
Al piano terra è anche presente Loulou, concept-store con una selezione di oggetti per il classico regalo dell’ultimo minuto, ovviamente dal sapore francese.

Aspiag Service: “Crescere in nuove aree geografiche”

Despar Aspiag Service
Storicamente attiva nel Triveneto e in Emilia-Romagna, da quest’anno Aspiag Service apre anche in Lombardia, dove prevede 60 negozi entro il 2026

Dopo un 2021 all’insegna del consolidamento delle quote di mercato e della crescita, grazie a nuove aperture, partnership con nuovi affiliati e l’inaugurazione del centro direzionale e logistico di Castel San Pietro Terme (Bo), Aspiag Service, che opera con il marchio Despar in Triveneto, Emilia-Romagna e Lombardia, non si ferma nel suo programma di espansione.
Lo confermano le parole di Harald Antley, presidente di Aspiag Service: “I nostri sforzi sono orientati all’assorbimento dell’inflazione e degli aumenti in atto. Lo sviluppo rimane strategico, in termini di nuove aperture e ristrutturazioni, per questo abbiamo deciso di non distribuire dividendi, ma di reinvestire tutto il cashflow per operazioni sia nelle regioni che presidiamo storicamente che sia in nuove aree”.

I prossimi passi di Aspiag Service

Il 2022 segna l’ingresso di Aspiag Service in Lombardia “dove abbiamo elaborato un piano di sviluppo ambizioso che ci porterà a investire in questa regione oltre 300 milioni di euro nel prossimo quadriennio” ha dichiarato Antley durante la conferenza stampa di presentazione dei dati di bilancio 2021. Il primo passo di questo percorso sarà l’apertura, per la fine di quest’anno, del primo punto di vendita a insegna Interspar in regione, con l’obiettivo di arrivare nel quadriennio 2022-2026 a un totale di 60 punti di vendita fra diretti e affiliati, utilizzando tutte le insegne Despar, Eurospar e Interspar (la firma per una superficie di vendita massima di 2.500 mq)”. L’idea di base è seguire uno sviluppo con l’apertura di una media di 15 esercizi l’anno, che porteranno alla creazione stimata di circa 1.600 nuovi posti di lavoro.

L'andamento del 2021

Il punto di partenza di questo piano è un 2021 chiuso con vendite alle casse pari a 2,474 miliardi di euro (+1,7%), un utile netto che si mantiene a doppia cifra, attestandosi a 13 milioni di euro. Grazie a questi risultati, Aspiag Service (controllata da Spar Austria, sul cui fatturato totale ha un’incidenza pari al 25%) ha consolidato all’8,3% (+0,2%)  la propria quota di mercato nell’area Nielsen di riferimento (la 2). I collaboratori sono aumentati (+142), arrivando a un totale di 8.659 addetti (di cui il 64% è donna), con il 90% dei contratti a tempo indeterminato e un livello molto basso di turnover. Parlando di vendite, si è registrata una spesa media ancora in forte crescita, come testimoniato dall’aumento del numero degli scontrini passato dai 68,6 milioni registrati nel 2020 ai 76,9 milioni del 2021, con un graduale ritorno anche del valore dello scontrino medio agli indicatori pre Covid. L’incremento delle vendite è derivato anche dall’ampliamento dell’offerta a scaffale di linee mdd, che, con le loro 6.244 referenze totali, rappresentano circa il 25,7% dell’intero fatturato di Aspiag Service.
Il 2021 è stato inoltre l’anno in cui la società ha meglio organizzato il proprio processo di multicanalità delle vendite: l’eCommerce ha totalizzato vendite per 5,9 milioni di euro, più che raddoppiate rispetto ai 2,7 milioni dell’anno precedente, realizzate nei 40 punti di vendita (6 in più rispetto al 2020) coinvolti nell’iniziativa, che hanno consegnato una media di 6.500 spese al mese.

Gli investimenti nel 2021 hanno raggiunto i 103,8 milioni di euro, + 8% sul 2020, principalmente per l’apertura, la ristrutturazione e la riqualificazione della rete di vendita e per il rafforzamento di quella logistica. In totale sono stati aperti 14 nuovi punti di vendita (5 diretti e 9 affiliati), consentendo alla rete Despar di raggiungere i 565 esercizi commerciali complessivi. Grazie alla propria catena logistica, composta da 10 piattaforme, il polo Agrologic di Monselice e il nuovo hub logistico Despar di Castel San Pietro Terme, Aspiag Service ha spedito, nel solo 2021, 111 milioni di colli grazie a più di 254 mila consegne.

L'eCommerce

Anche lo sviluppo dell’eCommerce proseguirà con determinazione nel 2022 e interesserà anche il territorio lombardo, Milano compresa. “Come Aspiag Service facciamo parte sia di un gruppo multinazionale europeo che negli anni ha maturato diverse esperienze di vendita multicanale in differenti Paesi, sia del Consorzio Despar Italia -spiega Francesco Montalvo, amministratore delegato di Aspiag Service-. Abbiamo iniziato a sviluppare la nostra strategia di eCommerce affidandoci a un player esterno efficiente ed esperto come Everli, che potesse accompagnarci in questo percorso, con l’obiettivo di studiare passo dopo passo i bisogni del mercato per rispondere poi in maniera sempre più puntale, implementando la nostra strategia eCommerce. Sicuramente l’eCommerce sarà importante anche per il nostro sviluppo in Lombardia: studieremo il mercato, i bisogni dei consumatori e le loro abitudini e saremo pronti a perfezionare e sviluppare la nostra offerta”.

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In Bricoman Tecnomat gestione dell’energia con sistemi Bems

Bricoman Tecnomat
Intervenire efficacemente sulla gestione energetica dell’edificio: il caso Tecnomat - Bricoman con i sistemi Bems per comfort e risparmi

Nel periodo particolare in cui l'Europa si trova oggi, Bricoman Tecnomat, retail specializzato in prodotti professionali per la costruzione e la ristrutturazione della casa, è un interessante esempio di efficienza energetica nella distribuzione. Per sottolineare l’importanza dei professionisti, da marzo 2022 l’azienda ha cambiato l’insegna in Tecnomat, mantenendo il nome dell’azienda in Bricoman.

Il tipico negozio Tecnomat è una struttura di notevoli dimensioni: l’ampia superficie (5-10mila mq), si sposa con un’altezza di 10 metri, raggiungendo una volumetria importante. I punti di vendita sono oggi 28, con una crescita prevista di 3 o 4 l’anno per arrivare a 40 nel 2024, e un più ambizioso piano a lungo termine nel 2030 con 70 negozi e un fatturato di 4 miliardi di euro.

Sistemi Bems

Tutti i 28 punti di vendita attuali sono stati equipaggiati con sistemi di building energy management system (Bems), usando apparecchiature di vari fornitori (Honeywell, Schneider e altri) e rivolgendosi a diverse aziende (Co2Save, Quinto, Enel X) per l’installazione e la gestione. L’azienda è certificata Iso 50001 e il Bems è stato rilevante nel relativo processo. Ogni nuovo punto di vendita è ora aperto con questo sistema in funzione.

In nove store l’efficientamento energetico è stato affidato a Quinto Impianti, che ha impostato l’azione sulla tecnologia di Trend by Honeywell Bt. Nella tecnologia Bems, tutti i parametri sono ottimizzati grazie alla capacità di auto-apprendimento del sistema, che si adatta a ogni condizione. Questo permette sincronizzazione degli impianti ed ottimizzazione dei consumi, con un risparmio energetico medio annuo del 35%.

Telegestione di Bems per Bricoman Tecnomat

Il sistema Bems per Bricoman svolge la telegestione ed il controllo in remoto di tutte le apparecchiature collegate, nel caso specifico degli impianti di climatizzazione delle aree vendita. Per assicurare ambienti confortevoli, la gestione non ha riguardato solo i consumi energetici, ma anche parametri quali la temperatura, l’umidità e i livelli di Co2 nell’aria, con attenzione alla qualità della stessa e al comfort. Una corretta analisi ha generato una forte riduzione dei consumi di energia elettrica, specialmente nei mesi in cui la climatizzazione può essere ridotta al semplice ricircolo di aria. Qualità dell’aria significa anche sicurezza e salubrità degli ambienti. La crisi pandemica ha evidenziato l’importanza di un ricambio continuo e controllato: si tratta di un aspetto fondamentale per garantire alla clientela il massimo del comfort in ogni situazione.

Abbonamento gratuito a Paramount+ per i membri di Walmart+

Walmart punta a fidelizzare i membri della sua community Walmart+. In quest’ottica va inquadrata la scelta di offrire un abbonamento Paramount+ Essential senza costi aggiuntivi.

Guanto di sfida

La mossa appare come una sfida ad Amazon, che ha portato il suo programma di abbonamento Prime a circa 200 milioni di membri su scala globale. Dunque, la più grande tra le catene di grande distribuzione tradizionali va all’attacco del leader mondiale delle vendite online scegliendo di portare la competizione sul terreno di casa di quest’ultimo.

Il servizio

Walmart+, attivo dal 2020 negli Stati Uniti, è simile ad Amazon Prime: al costo di 98 dollari all'anno (o 12,95 mensili), è possibile acquistare sul sito di Walmart e non pagare la spedizione, oltre a ricevere più velocemente la merce. Ora, insieme con l'abbonamento e senza costi aggiuntivi verrà inclusa la sottoscrizione a Paramount+, che da sola costa 59 dollari all'anno.

Il piano Paramount+ Essential darà ai membri di Walmart+ accesso all’ampia gamma di contenuti della Paramount+, dagli acclamati drammi originali come "1883" e "Star Trek: Strange New Worlds", al prescolare più famoso al mondo, "Paw Patrol", ai recenti film di successo come "Sonic the Hedgehog 2”, fino agli sport dal vivo.

Negli scorsi mesi Walmart aveva discusso sia con Disney che con Comcast (Peacock) per includere i loro abbonamenti nella sua offerta. Inoltre, tutti gli abbonati a Walmart+ possono già usufruire di sei mesi di Spotify Premium gratis.

“Già oggi Walmart+ offre ai membri un valore reale nella loro vita quotidiana, dalla spesa al rifornimento del serbatoio e altro ancora. Con l'aggiunta di Paramount+, stiamo dimostrando la nostra capacità unica di aiutare i membri a risparmiare ancora di più e vivere meglio offrendo intrattenimento anche a un prezzo inferiore”, ha affermato Chris Cracchiolo, vicepresidente senior e direttore generale del programma-. “L'85% delle famiglie statunitensi utilizza servizi di streaming 1 e Paramount+ ha i contenuti premium e l'ampio appeal che i nostri membri stanno cercando”.

“La Paramount ha uno stretto rapporto con Walmart da anni e i clienti Walmart si collegano con i marchi, i contenuti e i personaggi amati dalla Paramount ogni giorno attraverso una gamma di prodotti di consumo disponibili nei negozi Walmart", ha aggiunto Jeff Shultz, chief strategy officer e chief business development ufficiale, Paramount Streaming-. "Ora, accoppiare l'ampia portata di Walmart in tutto il Paese con i contenuti ampi e popolari di Paramount+ che offrono qualcosa per tutti è un'opportunità unica per espandere la nostra partnership”.

Sainsbury’s sperimenta un veicolo a idrogeno

Sainsburys

Sainsbury's proverà il primo camion elettrico a celle a combustibile refrigerato a emissioni zero del Regno Unito. A realizzarlo due aziende lo specialista del trasporto refrigerato di Rossendale, Solomon Commercials, ed Electra Commercial Vehicles, con sede a Blackburn, che produce camion elettrici.

Le caratteristiche

Si tratta di un veicolo alimentato da un motore elettrico che sfrutta l’elettricità generata da una cella a combustibile: un dispositivo elettrochimico che consente di ottenere energia elettrica da una reazione chimica tra idrogeno e ossigeno senza alcun processo di combustione termica.

“Abbiamo realizzato questo camion da 19 tonnellate con quattro cilindri di tipo tre che gli forniscono una capacità di 20 kg di idrogeno a 350 bar”, ha spiegato Ben Smith, amministratore delegato di Electra.

Programma green

L'Electra eCargo Fcev verrà utilizzato da Sainsbury’s nell’ambito di “Road to Hydrogen”, un progetto finanziato dal governo britannico per velocizzare la transizione energetica nel campo dei trasporti.

"Dotato di una cella a combustibile Proton Motors HY45, il veicolo avrà un tempo di funzionamento di 9-10 ore, dopodiché potrà tornare alla base necessitando di una rapida ricarica di idrogeno in modo che possa essere spostato in due turni", ha aggiunto  Smith.

Parmigiano Reggiano sperimenta l’etichetta digitale

Parmigiano Reggiano etichetta digitale
Il Consorzio del Parmigiano Reggiano Dop testa il micro-transponder della grandezza di un granello di sale sviluppato da p-Chip

La digitalizzazione sta trasformando l’agroalimentare. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano Dop, tra i brand simbolo del made in Italy nel mondo, è protagonista di un’azione avanguardistica: un’innovativa etichetta digitale in grado di rendere ancora più tracciabile e sicuro il prodotto. Una garanzia in più sull’autenticità del formaggio nell’interesse dei produttori, di tutta la catena distributiva e del consumatore finale.

L'etichetta digitale di Parmigiano Reggiano

Il Consorzio rappresenta un sistema costituito da oltre 300 caseifici che producono circa 4 milioni di forme di Parmigiano Reggiano ogni anno, con 2 mila aziende agricole, produttrici di latte nell’area della Dop, tra le 5 province di Parma, Reggio-Emilia, Modena, parte di Mantova e di Bologna. La nuova etichetta digitale è basata su un micro-transponder microscopico di silicio sviluppato da p-Chip, società di semiconduttori con sede negli Usa. Il dispositivo p-Chip viene integrato nella placca di caseina che dal 2002 costituisce il sistema di tracciabilità del Parmigiano Reggiano e la carta d’identità del formaggio introdotta dal Consorzio. “Il Consorzio oltre all’attività di vigilanza e tutela della Dop è attenta alle innovazioni e al miglioramento: c’è interesse sempre maggiore per avere sistemi più smart e informatizzati da parte della filiera -sottolinea Alberto Pecorari, responsabile Servizi Istituzionali del Consorzio-. Miglioriamo la tracciabilità esistente con un sistema più evoluto, 4.0, che supera alcuni limiti degli attuali sistemi utilizzati. La placca di caseina, per esempio, riproduce un codice univoco che va messo su ogni singola forma e ha stampato un QrCode che nel corso della stagionatura del formaggio (arriva anche oltre 40 mesi) può presentare problemi di identificazione. Il p-Chip permette, al contrario, durabilità e andando a leggerlo viene attivato, geolocalizzato, consentendo in real time la registrazione della produzione senza errori. Ne stiamo studiando la robotizzazione sulle placche: serve automatizzazione delle linee”.

Una smart label su 100mila forme

Il Consorzio di Tutela ha annunciato di essere il primo a introdurre queste etichette digitali nell’alimentare. La nuova smart label digitale verrà applicata su 100 mila forme di Parmigiano Reggiano di alcuni caseifici tra maggio e giugno 2022 come test pilota operativo. “Verso fine anno ci saranno delle valutazioni generali. Se funziona, il passaggio successivo sarà l’applicazione a tutta la produzione di Parmigiano Reggiano. Si potrebbe cominciare ad applicare il p-Chip alle prime forme nel 2023 e dal 2024 sarebbero sul mercato (servono almeno 12 mesi di stagionatura per diventare Parmigiano). Il progetto rappresenta il primo step di un percorso che guarda avanti a possibili nuove implementazioni digitali. “Per ora le informazioni sono quelle del giorno e caseificio in cui è stata prodotta la forma, ma si possono ampliare. Si potrebbe, in futuro legare anche la blockchain, con dati immodificabili, mettere anche il p-Chip sul packaging”. Lo strumento è anche un aiuto in più contro la contraffazione e un ulteriore elemento distintivo rispetto ai prodotti evocativi dell’italian sounding. “Possono dare un aiuto in più al consumatore per identificare il vero dal falso”.

Chi c'è dietro

Il progetto vede in campo tre attori: oltre al Consorzio c’è p-Chip che ha sviluppato l’etichetta digitale e l’azienda Kaasmerk Matec uno dei principali produttori europei di etichette in caseina per formaggi. “Questa tecnologia innovativa digitale che abbiamo sviluppato, secondo noi rivoluziona il tracciamento dei prodotti fisici -spiega Massimo Baio, direttore dello sviluppo dei mercati per l’Europa, Middle East e Africa di p-Chip Corporation-. È un micro trasponder in silicio, della dimensione di un grano di sale, 0,5 per 0,5 millimetri e spessore di 0,1 millimetro. Con i tecnici del Consorzio abbiamo convenuto di posizionarlo all’interno della caseina che viene già applicata dal 2002 sulle varie forme, prodotta dall’azienda Kaasmerk Matec in Olanda e Francia. Questo p-Chip, idoneo anche al contatto con gli alimenti, come certificato da analisi internazionali, è collegato ai sistemi informatici delle varie aziende. E consente una tracciabilità elettronica. Può avere impieghi multipli, beni di consumo, prodotti farmaceutici, agricoltura, acquacoltura e molti altri settori. Offriamo ai clienti l’ingegneria di processo la consulenza commerciale, l’integrazione dei sistemi informatici e con la blockchain e l’analisi dei dati. Per il Parmigiano Reggiano rappresenta un rafforzamento di un brand già molto curato: il QrCode non garantisce oggi un grado di sicurezza ottimale a livello blockchain: come gate servono sistemi crittografati che non possono essere violati”.

L’evoluzione dei sistemi di pagamento verso il digitale

Sistemi di pagamento digitali
Tra i sistemi di pagamento crescono gli strumenti digitali e si aprono nuove strade nelle relazioni fra clienti e retailer sia fisici sia virtuali

Superate le diffidenze verso l’uso dell’uso dei nuovi sistemi di pagamento da parte dei clienti e verificati i vantaggi per i retailer, le tecnologie e gli strumenti per il pagamento elettronico hanno le caratteristiche per diventare veicolo di informazioni e servizi in grado di coinvolgere l’esperienza di acquisto. Perché questo avvenga sono necessari una maggiore conoscenza delle potenzialità offerte dalle tecnologie e dalle soluzioni disponibili per i pagamenti digitali e un abbassamento delle difese di alcune aree di privilegio.

L'Italia indietro nei sistemi di pagamento

Nonostante la crescita del 2021, l’Italia resta il paese con un numero di transazioni pro-capite effettuate con carte di credito molto più basso rispetto ad altri paesi con economie avanzate. “Molto resta ancora da fare per facilitare e consolidare, soprattutto nei piccoli punti di vendita, l’accesso ai pagamenti digitali; se, per esempio, la cancellazione o la riduzione delle commissioni fisse per i pagamenti tramite pos, l’eliminazione delle commissioni per importi inferiori ai 5 o 10 euro o del costo del noleggio del pos, sostituite dall’offerta di nuovi servizi, vanno in questa direzione, la comunicazione agli esercenti dei cambiamenti fatti a loro favore dagli attori tradizionali del sistema bancario non è stata fatta in modo adeguato”, spiega Ivano Asaro, direttore dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano. La crescita dei pagamenti effettuati attraverso l’uso di strumenti digitali che si è verificata nel 2021 (+22% rispetto al 2020) indica che i pagamenti elettronici sono diventati una consuetudine, al punto che, secondo una ricerca sulle attitudini dei clienti condotta dall’Osservatorio Digital del Politecnico di Milano, il 76% delle persone che hanno utilizzato i pagamenti digitali nell’anno passato ha dichiarato di volerlo fare anche in futuro. Il 61% di coloro che hanno aderito al cash back hanno affermato di utilizzare di più i pagamenti digitali da quando hanno partecipato all’iniziativa, nonostante sia stata bloccata.

La spinta dell'eCommerce

“Negli ultimi due anni dallo scoppio della pandemia -racconta Asaro-, c’è stata probabilmente una svolta nella concezione del consumatore rispetto ai pagamenti digitali. Il lockdown ha fatto in modo che molte persone si avvicinassero per la prima volta all’eCommerce e, quando gli utenti si trovano a utilizzare questi strumenti con una certa frequenza -spiega Asaro-, la maggior parte di questi difficilmente torna indietro o quantomeno al livello precedente, perché si trovano bene, soprattutto abbattono dei muri di insicurezza, di timore legato al mondo dei pagamenti digitali e all’online ancora di più, perché c’è tutto il tema delle frodi, dei dati delle carte”. Sul lato esercenti, evidenzia Asaro, i pagamenti digitali sono stati una manna dal cielo, perché hanno permesso a molti, anche i più piccoli, di continuare a lavorare, mentre i consumatori hanno potuto accedere a questi servizi utilizzando i pagamenti digitali.
“È stato l’eCommerce a far scatenare i pagamenti digitali ed è l’eCommerce che per primo ha messo in evidenza la necessità di pagare in maniera unattended (non presidiata) -spiega Roberto Liscia, presidente del Consorzio Netcomm-. Quello che è cresciuto molto, è il pagamento utilizzando altri strumenti non necessariamente basati sulle carte”; si fanno infatti spazio forme di transazione digitale come i pagamenti contactless, quelli per piccole transazioni, quelli basati su wallet e i sistemi basati sull’utilizzo del mobile. “I wallet -continua Liscia-, sono quelli che hanno avuto una maggiore crescita nei pagamenti per l’eCommerce, in particolare PayPal che rappresenta più del 40% delle transazioni nell’eCommerce”. I pagamenti elettronici aprono la strada a nuovi servizi, come il buy now pay later, il pagamento differito in 3 rate al di sotto di una certa soglia, dove i protagonisti sono Klarna, Clearpay, Scalapay, a cui recentemente si è aggiunto PayPal.

Gli strumenti dei sistemi di pagamento

Quando si parla di pagamenti digitali, sottolinea Liscia, ”occorre ragionare su diversi livelli, il primo livello è quello degli strumenti, il secondo livello è come sono vestiti gli strumenti (se c’è o non c’è il wallet), il terzo livello riguarda l’aggiunta al vestito di interfaccia di servizi come il pagamento differito” che sta diventando un elemento che si sposa con i comportamenti delle nuove generazioni che acquistano online e che in questo modo hanno la possibilità di pagare piccoli importi con un differimento di tempo limitato. “Gli strumenti wallet e gli strumenti buy now pay later -aggiunge Liscia-, sono leve di relazione e di ingaggio valutati con grande positività dal consumatore e acquirente online”. Sono strumenti che allargano il mercato, facilitano e incrementano la vendita e sono strumenti che “più gli altri li hanno più tu sei costretto ad averli”, perché altrimenti è come avere un’offerta più debole rispetto al concorrente. Si tratta di strumenti che hanno un costo per i merchant, per cui è ancora in fase di analisi quanto l’aumento del costo si traduca in aumento delle vendite ed aumento del margine.

Cosa può fare il digitale in store

I percorsi di evoluzione dei pagamenti digitali vanno nella direzione dell’interfaccia utilizzata per i pagamenti, della filiera con cui è fatto il pagamento, dal circuito delle carte di credito o di debito o quello del bonifico banca su banca, dei sistemi di valutazione del rischio. Sul fronte dei pagamenti digitali nei punti di vendita, si fanno strada gli strumenti che possono essere utilizzati dagli esercenti per migliorare il modo di fare business e allo stesso tempo consentano di diversificare servizi offerti al cliente. “Sul mercato sono arrivati quelli che vengono chiamati gli smart pos -spiega Asaro-, pos basati sul sistema operativo Android che aprono la strada a una convergenza dei sistemi dei registratori di cassa con i pos. Un esercente può arrivare ad avere uno smart pos in cassa che permette di gestire tante app di pagamento accettabili, di gestire il magazzino, l’ordine e il riordine automatico della merce, di avere il tracciamento dei prodotti, di fare attività di marketing rivolte ai clienti, generare QrCode in automatico, proporre sconti ai clienti”, con il pos che diventa strumento di lavoro per l’esercente e non solo per accettare le carte.

Primo semestre in crescita per Deliveroo

Primo semestre in crescita per Deliveroo, che rispetto al medesimo periodo del 2021 vede crescere i ricavi nell’ordine del 12%

Va in archivio con i principali indicatori in crescita il primo semestre di Deliveroo, che rispetto al medesimo periodo del 2021 vede crescere i ricavi nell’ordine del 12%, gli ordini del 10% e il valore lordo delle transazioni del 7% (a valuta costante). In miglioramento l’Ebitda, che resta sempre in terreno negativo, ma passa -106 a -68 milioni di sterline (equivalenti a circa 80 milioni di euro).

Meglio il primo trimestre

Una nota diffusa dalla società spiega che il primo trimestre è stato migliore del secondo, il che non stupisce a considerare il rallentamento della crescita economica verificatori a livello locale per il permanere di un’inflazione elevata e – in parallelo – lo scoppio della guerra in Ucraina. Il valore lordo delle transazioni ha segnato un progresso anno su anno del 12% tra gennaio e marzo e del 2% tra aprile e giugno.

A livello geografico, Deliveroo ha rafforzato le proprie quote di mercato soprattutto in Gran Bretagna e in Italia. Quanto al nostro Paese, viene sottolineato il rafforzamento nell’offerta di generi alimentari grazie al rafforzamento dell’intesa con Esselunga, oltre che con altri retailer, simile a quelle adottate nel Regno Unito con Waitrose, Sainsbury’s, Co-op, Asda e Spar.

Accelerazione in vista

“Deliveroo è impegnata a realizzare una crescita profittevole. Puntiamo a portare il business al traguardo della profittabilità dell’Ebitda rettificato e quindi ancora alla generazione di flusso di cassa positivo – sottolinea Will Shu, fondatore e ceo di Deliveroo. A marzo abbiamo delineato il nostro percorso verso la profittabilità e le leve per realizzarlo. Da inizio anno abbiamo fatto buoni progressi per realizzare il nostro piano per la profittabilità, nonostante le maggiori difficoltà per i consumatori e il rallentamento della crescita durante il periodo. Siamo fiduciosi che dal secondo semestre del 2022 in poi vedremo ulteriori crescite grazie alle azioni già intraprese, nonché i benefici che derivano dalle nuove iniziative”.

Quindi aggiunge: “Restiamo fiduciosi nella nostra capacità di adattarci finanziariamente a ogni ulteriore cambiamento nel contesto macroeconomico. Continuiamo a essere entusiasti delle opportunità che abbiamo di fronte e della nostra capacità di sfruttarle al meglio”.

 

 

Innovazione logistica, Walmart punta sul consolidation centre hi-tech

Il gigante Usa della distribuzione ha creato in Pennsylvania una struttura ad alta incidenza di automazione che promette di triplicare i flussi di merci gestiti

Walmart è da sempre un punto di riferimento per le innovazioni nel campo della grande distribuzione. L’ultima novità è la creazione di un consolidation centre in Pennsylviania, al quale sarà affidato un ruolo di hub rispetto ai centri logistici presenti sul territorio, con l’obiettivo di innovare i processi logistici, rendendoli più rapidi ed efficienti.

Le caratteristiche

La struttura, ubicata a Lebanon e con una superficie di circa 1.200 metri quadrati, è caratterizzata da un’elevata automazione dei processi e vede al lavoro 500 persone, quota destinata a raddoppiare nel giro di pochi mesi. Proprio l’automazione consentirà di gestire flussi di merci tripli rispetto ai centri tradizionali. Il che consentirà di consegnare il prodotto giusto al negozio giusto, in modo che i clienti possano trovare i prodotti di cui hanno bisogno, ottimizzando così le tempistiche e minimizzando le possibilità di errore. Il centro di consolidamento servirà tutti i 42 centri di distribuzione regionali negli Stati Uniti.

“La struttura offrirà ancora più opportunità ai fornitori di piccole e medie dimensioni, che non effettuano spedizioni a livello nazionale, la possibilità di offrire i loro prodotti a tutti i 4.700 negozi Walmart”, sottolinea una nota diffusa dalla società.

Il precedente in California

Si tratta della seconda struttura di questo tipo realizzata da Walmart. La prima risale al 2019 ed è ubicata a Colton, in California.

I centri di consolidamento hanno un ruolo specializzato nello spostamento rapido dei prodotti durante il viaggio verso gli scaffali dei negozi, in modo da soddisfare i consumatori, che diventano sempre più esigente. Ciascuno ha la capacità di ricevere merce generica dai fornitori in carichi di merci più piccoli, noti nel settore come Ltl, letteralmente “less than truckload”, tradotto in italiano come trasporto stradale a carico parziale e consolidarli in carichi di merci più grandi, noti come carichi di camion completi (“full truckload”). Quindi il prodotto viene spedito ai centri di distribuzione regionali, nei quali viene smistato per la distribuzione ai negozi. A quel punto i fornitori possono consegnare la merce in un'unica sede per il consolidamento rispetto alla spedizione di ordini separati per ciascuno dei 42 centri di distribuzione regionali. Questa automazione semplifica l’evasione degli ordini di acquisto e riduce dei tempi di consegna.

 

 

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