Home Blog Pagina 115

Nova Coop, bonus da 200 euro ai dipendenti contro il carovita

La misura una tantum va a vantaggio di tutto i circa 5mila tra dipendenti e somministrati in regime continuativo, per un valore complessivo di circa un milione di euro

Un bonus straordinario da 200 euro per ciascuno dei circa 5mila tra dipendenti e somministrati in regime continuativo. Lo ha disposto la presidenza di Nova Coop in accordo con il consiglio di amministrazione per fronteggiare il carovita, che a luglio in Italia ha fatto segnare un balzo nell’ordine del 7,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno e dello 0,4% se il confronto viene fatto con giugno, con accenti più marcati per il cosiddetto carrello della spesa, cioè il paniere di beni alimentari, della cura della casa e della persona, salito del 9,1% a livello tendenziale, a segnare un progresso non si osservava da settembre 1984.

Anche Nova Aeg, società attiva nel settore luce e gas controllata da Nova Coop, ha scelto di estendere questa premialità ai suoi circa 50 dipendenti.

Misure che certamente non saranno sufficienti a fronteggiare le difficoltà emergenti di tante famiglie, ma che offrono una boccata d'ossigeno in attesa di (auspicati) interventi da parte del legislatore.

In una nota diffusa dalla società viene sottolineato che la forte spinta inflazionistica, dovuta al rincaro delle fonti energetiche e alla carenza delle materie prime, si è scaricata con particolare vigore sul settore della grande distribuzione dove la cooperativa ha agito “da subito per cercare il più possibile di difendere il potere di acquisto dei consumatori, assorbendo parte dei rincari di listino dovuti ai fenomeni inflattivi e accettando di ridurre le proprie marginalità”.

A queste misure si aggiunge ora la volontà di Nova Coop di premiare le proprie lavoratrici e i propri lavoratori devolvendo a loro favore il maxi-premio ricevuto nel corso del 2022 dalla Lotteria degli scontrini attraverso il bonus da 200 euro, anziché destinare l’importo a tonificare il proprio conto economico.

Accordo tra Everli e Abbi Group per semplificare la spesa online

Il marketplace su Internet e il gruppo della distribuzione sardo a marchio Despar hanno raggiunto un’intesa per mettere insieme i punti di forza delle due realtà

 

Lo sviluppo dell’e-commerce resta al centro delle strategie dei retailer, alla luce del crescente interesse mostrato dai consumatori verso questo canale. Anche quelli tradizionalmente più restii, lo hanno scoperto durante la pandemia e da lì in avanti hanno cominciato a farne largo uso. In questo scenario si inquadra l’accordo raggiunto tra Everli e Despar Sardegna (gruppo Abbi) che permetterà ai clienti dei due brand di fare la spesa online, contando sull’innovazione del marketplace online e sulla qualità e la convenienza dell’offerta della rete della seconda.

Si parte con 9mila referenze

La partnership, attiva con tre punti vendita a insegna Despar nell’area di Cagliari (Cagliari, Quartu Sant’Elena e Selargius) ha già reso disponibili sulla piattaforma di Everli quasi 9mila referenze, grazie alla vasta gamma di prodotti in offerta (il 20% dell’assortimento) e delle linee a marchio privato tra cui scegliere, come Cuore dell’Isola e La Rosa dei Gusti.

Everli rivendica di essere l’unica piattaforma per la spesa online che consente di scegliere il proprio supermercato di fiducia tra quelli dell’area circostante, approfittando di promozioni esclusive e scegliendo i propri prodotti preferiti all’interno di una vastissima offerta. L’ordine effettuato online (il servizio è attivo dal lunedì alla domenica dalle 9.00 alle 21.00) viene affidato a uno shopper, che si reca al punto vendita per fare la spesa per il cliente, consegnandola a casa o all’indirizzo desiderato all’orario concordato, anche in giornata.

Le dichiarazioni dei manager

“Siamo orgogliosi di annunciare la nostra collaborazione con Despar Sardegna, insegna appartenente al gruppo Abbi della Fratelli Ibba, un player di enorme rilievo che ci consente di ampliare l’offerta per i nostri clienti e di migliorare la capillarità della nostra presenza in Sardegna” - ha dichiarato Federico Sargenti, ceo di Everli. La mission di Everli è ridurre le complessità legate all’acquisto e garantire serenità ai consumatori quando fanno la spesa. Sono certo che questa partnership permetterà a moltissime persone di ordinare online i loro prodotti preferiti in maniera semplice e veloce, senza rinunciare alla qualità e alla convenienza del proprio punto vendita di fiducia”.

Per Stefano Ibba, direttore generale di Abbi Group, “la partnership con Everli consentirà ai punti di vendita aderenti Despar Sardegna di ampliare l’offerta di servizi che il punto vendita offre e soprattutto rispondere alle esigenze d’acquisto dei consumatori, attraverso un servizio personalizzato con un partner di riconosciuta esperienza nel canale online”.

 

Obicà Mozzarella Bar: un rebranding che parte da Milano

Obicà Mozzarella Bar
Obicà Mozzarella Bar ha avviato un processo di evoluzione del brand con il locale milanese di via Cusani, per una nuova fase di espansione della rete

Italianità, cosmopolitismo, freschezza, semplicità e convivialità, questi i valori che contraddistinguono Obicà Mozzarella Bar, l’insegna di ristorazione che dal 2004 ha nella mozzarella di bufala campana dop il suo caposaldo. A cominciare proprio dal nome: in dialetto napoletano Obicà (“eccolo qua”) è una espressione usata per indicare qualcosa di sorprendente proprio come la mozzarella in tutte le sue declinazioni. Ma Obicà è anche una catena che conta 20 locali tra Italia (8 ristoranti) ed estero (12 locali in Uk, Usa, Portogallo e Giappone) con l’obiettivo per il 2022 di consolidarsi nei mercati in cui è presente (Italia, Uk e Usa) e avviare nuove aperture in franchising in Turchia e Portogallo. Sono previste, infatti, due inaugurazioni in Italia, due aperture a Istanbul e una a Lisbona. Per il secondo semestre di quest’anno l’obiettivo è di crescere rispetto alle vendite del 2019 e chiudere con un fatturato superiore ai 40 milioni di euro (incluso il franchising).

Cosa offre il menù Obicà Mozzarella Bar

Menù con prodotti di qualità della cultura italiana e location dal design contemporaneo in posizioni strategiche in centro città sono i punti di forza dell’insegna, che ha come target di riferimento una clientela business tra i 25-45 anni. Con la recente apertura del locale milanese in via Cusani, il brand ha avviato un processo di rebranding voluto dalla famiglia Scudieri che ha acquisito il gruppo nel giugno 2021. “Con l’acquisizione di Obicà da parte della famiglia Scudieri, già attiva nel settore della ristorazione dal 2014 con il marchio Eccellenze Campane, è iniziata per noi una nuova fase di evoluzione ed espansione. Il nuovo ristorante in via Cusani rappresenta il primo passo di questo progetto in cui l’esperienza del cliente diventa ancora più centrale -dichiara Davide Di Lorenzo, ceo del Gruppo Obicà Mozzarella Bar -. Non solo un nuovo design e un nuovo modo di comunicare, ma soprattutto la volontà di offrire un viaggio gastronomico lussuoso nel rispetto della semplicità della cucina italiana che si rispecchia nei nostri piatti”.

Il progetto architettonico

Obicà Mozzarella Bar 2

L’evoluzione del brand si esprime soprattutto nel progetto architettonico dello spazio interno di via Cusani, ideato e curato dallo studio Labics. L’idea è quella di concepire gli interni come se fossero aree urbane pronte ad accogliere il pubblico per un momento di convivialità. Questo giustifica la scelta di materiali da esterni come il mattone e di altri elementi tipici di un paesaggio urbano come le ringhiere o i parapetti. L’uso di questi elementi, ai quali si aggiunge il legno massello per i tavoli, dotati di una grana e di una texture ben definite, trasmette l’idea di artigianalità, la stessa che si ritrova nel processo di produzione del cibo italiano. Obicà ha costruito così una identità visiva riconoscibile e associata al buon cibo. L’atmosfera è resa ancora più accogliente grazie all’uso della fragranza “O” di Obicà, creata su misura e diffusa da Integra Fragrances all’interno del ristorante milanese. Per rendere il brand anche olfattivo.

D.It: nuovi format e focus sulla qualità per resistere

Sigma D.It
In D.It attenzione all’inflazione, ma non solo. Priorità a mdd, al lancio del nuovo format Sigusta e allo sviluppo dell’online

Nuovi format, ampliamento delle mdd, sforzo di garantire convenienza: per il direttore commerciale e marketing di D.It Alessandro Camattari sono queste alcune delle priorità sulle quali la centrale sta lavorando nello scenario attuale. Oggi D.It raccoglie 9 gruppi distributivi (Sigma, Realco Soc. Coop., Consorzio Europa, Cedi Sigma Campania S.p.A., San Francesco S.r.l., Distribuzione Sisa Centro Sud, Sisa Sicilia, Supercentro S.p.A., Europa Commerciale e Lombardi & C.), attivi con circa un migliaio di punti di vendita Sisa e Sigma nella Penisola. Tra le principali novità va sottolineato il nuovo format di prossimità Sigusta, al quale alcune imprese lavorano dallo scorso giugno e che è stato presentato ufficialmente all’ultima edizione di Marca, la manifestazione delle mdd che si tiene a Bologna.

Parliamo di Sigusta, di cosa si tratta?
È il nuovo format di ultra prossimità sviluppato dalla centrale D.It. Una moderna bottega tra 200 e 350 mq di vendita, da declinare in base alle identità territoriali, sia per il canale Sisa che per Sigma. Abbinerà una spesa veloce e facile all’accoglienza e la possibilità di stabilire una relazione più stretta con il cliente. Circa il 40% dell’offerta sarà dedicata a freschi e freschissimi, con l’ortofrutta con vendita assistita e il food to go all’ingresso, per valorizzare e richiamare il concept del mercato urbano, seguiti da panetteria, macelleria, salumi e formaggi non industriali, sempre a vendita assistita. A completamento il non food con funzione di servizio, nei reparti cura casa, cura persona e pet.

Dalla pandemia all’Ucraina, quale impatto?
Lo scenario è molto complicato e fare previsioni è difficile. Una situazione di totale rottura rispetto al passato che ci costringe a navigare a vista. Tutto il comparto alimentare è stato toccato, i costi energetici sono balzati ai primi posti nei conti economici delle nostre aziende. Chi negli anni è riuscito a crearsi una sorta di paracadute grazie al prodotto a marchio, in questo momento si sente un po’ più al sicuro. Il livello inflattivo che incameriamo sulla mdd è sicuramente più contenuto rispetto all’industria di marca, ma si tratta di un dato fisiologico. Il fatto rilevante è che si sta creando un allargamento della forbice di prezzo tra prodotto a marchio e prodotto industriale.

Come evolve la strategia di D.It?
Per i prossimi tre anni investiremo in maniera decisa sul prodotto a marchio, con l’obiettivo di conquistare 3-4 punti di quota rispetto al 12% attuale: vogliamo arrivare al 16-18% nell’arco del prossimo triennio. Una scelta che non poteva più essere rimandata, nonostante la d.o. storicamente sia composta da ottimi venditori di prodotti Idm. Ma oggi bisogna cambiare il paradigma.

Cosa fate a tutela della convenienza?
Abbiamo iniziato a proporre una serie di panieri di convenienza per una spesa base. Aumenteremo l’incidenza promozionale sul prodotto a marchio, ragionando in maniera diversa rispetto ai ruoli delle categorie, in parte con una logica hi-low, in parte in logica di riposizionamento di prezzo con un’incidenza promozionale molto bassa. Il tema di fondo è che non possiamo più permetterci di essere generalisti nelle scelte. Le aziende che stanno tenendo meglio sono quelle che hanno fatto scelte chiare e radicali in termini di posizionamento, non solo sulla mdd.

Ad esempio, presidiando anche la fascia premium.
Certo, soprattutto attraverso il presidio dei localismi. In quest’ottica, tre anni fa abbiamo inaugurato la partnership con Slow Food Italia che per noi seleziona imprese di dimensioni medio piccole, connotate localmente, che sviluppano un segmento della linea premium. Questa soluzione ci permette, zona per zona, di sviluppare prodotti freschissimi per i nostri soci e valorizzare al meglio i localismi. Cosa più complessa per la g.d., ma che è, invece, nel dna della d.o.. Il livello di qualità anche per la mdd mainstream per noi rimane un must.

E l’eCommerce?
Abbiamo lanciato la piattaforma a giugno 2020, roll out a gennaio 2021, con circa 70 negozi collegati, il 10% della rete. Inizialmente ero scettico. Invece i dati dicono che l’incidenza delle categorie acquistate online è esattamente la stessa del negozio fisico, con uno scontrino medio quattro volte superiore. I freschi si confermano il punto di forza delle nostre insegne, anche perché la scelta strategica è stata di proporre l’assortimento specifico del singolo punto di vendita e identiche scelte commerciali.

Nessuna differenza tra online e offline?
È chiaro che il negozio attiva acquisti d’impulso che online sono più complessi: per questo abbiamo cercato di inserire elementi di discontinuità, in più lo stiamo arricchendo con contenuti redazionali prendendo spunto da esperienze anglosassoni. Per lo scaffale virtuale cerchiamo di privilegiare la marca privata ma non a discapito del prodotto industriale. Teniamo presente che circa il 30% degli inserimenti nel carrello virtuale passano dalla funzione diretta di ricerca del cliente.

Risultati che giustificano i costi?
ll click&collect sotto il profilo costi e ricavi non sposta nulla. Invece, quando c’è una forte presenza di home delivery l’incidenza sui costi è altissima ed è molto difficile fare economie di scala.

 

In che contesto operano i retailer oggi secondo Selex

Maniele Tasca, direttore generale Selex
Maniele Tasca, direttore generale di Selex
Per superare la situazione incerta di oggi, servono strumenti, comportamenti e visioni diverse. Parola di Maniele Tasca, dg di Gruppo Selex

Maniele Tasca, direttore generale di Selex, racconta il contesto nel quale, in questi primi mesi del 2022, i retailer si trovano ad operare.“Viviamo un’epoca di incertezza, nella quale non abbiamo a disposizione quei parametri di riferimento ai quali siamo stati abituati finora. Dobbiamo fare i conti con situazioni nuove: l’inflazione alla vendita, per esempio, ha implicazioni immediate sulle abitudini dei consumatori di cui dobbiamo tenere conto nella formazione degli assortimenti delle nostre reti”.

Quale scelte comporta questo scenario economico?
Serve prima di tutto capacità analitica alla ricerca di equilibri tra inflazione, che cresce in maniera non lineare ma differenziata per singole categorie e in funzione delle diverse causali, aumenti delle materie prime e dei costi energetici, a fronte di un carrello della spesa sempre più all’insegna dell’economicità.
Non possiamo riversare sui clienti tutti gli aumenti dei listini e dei costi che stiamo sopportando. Finora in Selex ci siamo riusciti. Lo scenario, però, è in peggioramento e non possiamo contenere ulteriormente l’inflazione, purtroppo.

Quali le priorità di Selex, quindi?
Da un lato, aumentare i prezzi dove necessario e in modo graduale; dall’altro, insieme all’industria, dobbiamo impegnarci per combattere le speculazioni ed evitare anticipi o eccessi di inflazione, dove non si giustifica. È in gioco la tenuta dei consumi e questo riguarda tutti gli attori della filiera che devono agire con grande responsabilità. Per questo, in Selex dovremo anche fare delle scelte a livello assortimentale, perché il ruolo di certi prodotti non trova più giustificazione se cambia radicalmente il loro posizionamento di prezzo o la politica promozionale. Sono valutazioni non semplici ma dobbiamo adattarci ai cambiamenti

Forse serve anche un’evoluzione dei rapporti con l’industria, meno conflittuale e complessa di quanto successo in questi ultimi anni ...
Come dicevo, stiamo vivendo un periodo particolare e complicato. Ora siamo in mezzo a una tempesta: cerchiamo di viverla, mettendo a disposizione tutte le nostre energie.
Vale per noi di Selex e anche per l’industria di marca. Certo, quando la situazione si calmerà, dovremo ripensare e rivedere alcuni comportamenti, da entrambe le parti.

Cosa vuol dire in concreto?
Per quanto ci riguarda applicheremo una maggiore selettività nelle partnership di medio e lungo periodo, tanto con i fornitori delle nostre private label quanto con l’industria di marca in generale. Siamo convinti che, quando la situazione si tranquillizzerà (speriamo presto), si dovrà anche tornare verso una riduzione dei listini, soprattutto quelli aumentati per spinte speculative. Deve essere anche chiaro, però, che ci ricorderemo di chi è cresciuto in maniera non coerente, chi ha proposto aumenti non dettati da situazioni contingenti, chi ci ha messo in difficoltà. Anche perché noi oggi sappiamo valutare l’impatto degli aumenti: abbiamo a disposizione dati, sappiamo analizzare l’effetto dei costi delle materie prime e di quelli energetici, sappiamo valutare il mercato e le prospettive.

In questo quadro, quale il ruolo delle mdd?
Sono sempre più un riferimento per i consumatori sotto diversi aspetti, per la loro qualità, ma anche economicità. La nostra linea premium, ad esempio, ha registrato un incremento del 26% nell’ultimo anno, un risultato che conferma anche il ruolo delle mdd come pilastro di crescita.
Una crescita legata al miglioramento continuo della qualità dei prodotti in senso organolettico, ma anche in termini di sostenibilità, soprattutto come rispetto dell’ambiente, con packaging che privilegiano l’utilizzo di materiali riciclabili e sostenibili. Inoltre, abbiamo rafforzato il confronto sia con l’industria di marca sia con i nostri concorrenti per ottimizzare l’assortimento, migliorando la produttività. Ma stiamo lavorando anche a nuovi progetti.

Di cosa si tratta, in particolare?
La presa in carico del brand Consilia ci consente di aggiungere la loro esperienza a quella dei marchi Selex con l’obiettivo di prendere il meglio in un processo di convergenza guidato dalla volontà di dare la migliore soluzione possibile ai clienti e massimizzare, allo stesso tempo, le sinergie di acquisto.

Per quanto riguarda lo sviluppo della rete, invece, i vostri progetti cambiano?
No. Anche nel 2022 per noi continua ad essere centrale l’ammodernamento della rete, sia come aggiornamento dei negozi sia come nuove aperture, in linea con il programma che ha previsto per quest’anno investimenti pari a 450 milioni di euro. La rete è la nostra chiave per interpretare i bisogni del consumatore e rispondere alle nuove tendenze, in un contesto che si evolve molto rapidamente. E questa capacità di adattamento si ottiene prima di tutto valorizzando le nostre insegne sul territorio, con le loro particolarità.

Caro-energia, Inalpi chiede l’intervento delle istituzioni

Il presidente dell’azienda casearia, Ambrogio Invernizzi, ha inviato una missiva al governatore del Piemonte e a due assessori regionali, sottolineando l’importanza di supportare le attività produttive

 

“Gentilissimi, alla luce del panorama che si è andato configurando in questi ultimi mesi, e delle prospettive tutt’altro che rosee che si paventano per i tempi a venire, riteniamo necessario richiedere, come Inalpi Spa, un confronto dal quale possa scaturire la definizione di un percorso di supporto a questo difficile e complesso periodo”. Inizia così la missiva inviata da Ambrogio Invernizzi, presidente dell’azienda lattiero-casearia di Moretta, al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, all’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa e all’assessore allo Sviluppo Attività Produttive Andrea Tronzano.

L’appello

“La nostra azienda che oggi occupa 300 dipendenti negli stabilimenti di Moretta e Peveragno (entrambe in provincia di Cuneo) e interessa mille famiglie di conferitori latte, affronta ormai quotidianamente una battaglia per contrastare i rincari che rischiano di minare fortemente la progettualità futura”, ricorda Invernizzi. L’azienda ha varato un piano investimenti da 148 milioni di euro per il quinquennio 2021-2025 “che punta alla realizzazione di importanti infrastrutture produttive e per il completamento di un percorso di totale sostenibilità dei nostri plant. Un investimento che avrà però anche un impatto fondamentale sui livelli occupazionali aziendali, sui conferitori coinvolti che raddoppieranno la loro numerica e sulla crescita dell’indotto di settore”, si legge nella missiva.

Costi crescenti

Un’azienda sana, dunque, che tuttavia rischia di dover fare i conti con “forti problematiche legate alla possibilità di fare fronte agli ingenti rincari in materia di energia, ma anche di trasporti, materie prime per la realizzazione di imballi e confezioni”. A questo proposito Invernizzi ricorda che se ad agosto 2021 il costo del gas era stato di 300mila euro, nello stesso mese di quest’anno si è saliti a un milione e mezzo. Mentre per l’energia elettrica il balzo è stato da 300mila a un milione di euro.

A questo si aggiungono problemi di classificazione normativa. “I requisiti che definiscono un’azienda energivora prevedono una base di calcolo distribuita in 3 anni. Tale definizione permette, come ben di vostra conoscenza, l’accesso a benefici che producono una riduzione degli oneri di sistema pagati e maggiori incentivi fiscali sotto forma di crediti di imposta che consentono all’azienda un considerevole risparmio”, ricorda il numero uno dell’azienda. “Tale valutazione prende però in considerazione un lasso di tempo estremamente ampio, durante il quale tutto si è andato modificando, con un accrescimento esponenziale dei costi”.

Da qui la richiesta di procedere a “una riclassificazione che potrebbe quindi risultare di estremo aiuto per molte realtà economiche che di fatto sviluppano un’attività a grande consumo energetico ma che non si vedono riconosciuti nessun tipo di supporto”.

 

Elettrodomestici ed elettronica sono i più acquistati online

elettrodomestici elettronica
Secondo la ricerca il 75% dei consumatori ha comprato elettrodomestici ed elettronica tramite canali di eCommerce almeno una volta

Il comportamento dei consumatori in relazione a elettrodomestici ed elettronica acquistata tramite eCommerce è ben preciso. La ricerca Digital Commerce Experience, realizzata da Vtex in collaborazione con Bva Doxa, offre nuovi spunti per comprendere quali siano le categorie merceologiche più in auge online.

Elettrodomestici ed elettronica sul podio

I beni durevoli sono la categoria merceologica maggiormente acquistata online. Il 75% del campione, infatti, afferma di aver comprato almeno una volta un elettrodomestico o un prodotto di elettronica tramite eCommerce. Nello specifico, i consumatori prediligono i marketplace per questo tipo di acquisti, spinti anche dalla comparazione dei prezzi. Se la categoria fashion, pur sfruttando l’eCommerce, ha ancora necessità della finestra fisica per una questione anche solo tattile, per i beni durevoli non è così. Per comprare un elettrodomestico o un prodotto di elettronica si ha una minore necessità di vederlo di persona, se non per valutarne le misure (che pure sono presenti nelle schede online). Gli eCommerce che commercializzano questa categoria di prodotti sono molti e si sfidano per la gara al prezzo, permettendo al consumatore di fare una ricerca giorno per giorno e valutare il rivenditore più conveniente.
Indicativamente, quando l’acquisto si conclude online, la tendenza è quella di muoversi nell’ambito di un numero ristretto di siti conosciuti alla ricerca del prezzo migliore.

In generale, viene effettuata almeno una visita in store prima dell’acquisto online; in questa fase un modo per agganciare il cliente evitandone la dispersione sui vari marketplace, potrebbe essere l’esistenza di un sito del negozio, magari con la presenza di totem che permettono l’acquisto diretto in eCommerce mentre si è nello store fisico.

 

Green Logistics Expo torna a Padova per la seconda edizione

Green Logistics Expo
La fiera b2b Green Logistics Expo vuole essere promotrice di una logistica sostenibile e un nuovo punto di riferimento per il settore

La logistica torna a incontrarsi nella seconda edizione di Green Logistics Expo, Il Salone internazionale della Logistica sostenibile, che si terrà dal 5 al 7 ottobre 2022. Si tratta di uno dei più importanti appuntamenti b2b dedicato alla logistica in ogni suo aspetto. La manifestazione è stata organizzata da Senaf presso il polo fieristico di Padova. “Green Logistics Expo si avvicina e possiamo dire che sarà un’edizione molto sentita da tutto il comparto -commenta Marco Valsecchi, direttore generale di Padova Hall-. L’esposizione vuole essere uno strumento per accompagnare la costruzione di un’identità unitaria del settore, che si appresta a realizzare i grandi cambiamenti, necessari per il Paese”.

Il programma di Green Logistics Expo

Saranno quattro le aree espositive che rappresentano al meglio la realtà della logistica sia in Italia, sia in Europa: Intermodalità, Logistica Industriale, City&Logistics, eCommerce. Sono stati organizzati eventi e dibattiti su temi urgenti, come la convergenza dei fondi pubblici sulla logistica o la necessità di fare i conti con la transizione green. In apertura ci sarà il convegno inaugurale “Investimeni, infrastrutture, riforme. La logistica per trasformare l’Italia”. A seguire un focus di Telecom Italia S.p.A. Tim e uno di Rete ferroviaria italiana, due occasioni per conoscere investimenti, cantieri e inaugurazioni delle strutture finanziate dal Pnrr.

I promotori

Oltre al patrocinio di Interporto Padova, Green Logistics Expo è supportata dal Ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibile e dalle principali associazioni di categoria, protagoniste dell’esposizione. Sos-Logistica, Assologistica, Anita (Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici) e Uir (Unione Interporti Riuniti), saranno presenti con un’area espositiva ad hoc.

Green Logistics Expo per un settore in crescita

La logistica italiana continua a crescere, il fatturato dell’ultimo anno ha visto un aumento del 3,5% con un fatturato di 86 miliardi di euro. La direzione tracciata per i prossimi dieci anni dall’Allegato Infrastrutture al Def 2022 individua gli interventi per il comparto, che verranno realizzati grazie ai 61 miliardi di euro del Pnrr. Green Logistics Expo vuole essere promotore di una logistica sostenibile che promette di diventare un nuovo punto di riferimento del settore.

 

Retail e pagamenti senza barriera cassa

Senza barriera cassa

La sosta alla cassa per pagare la spesa da sempre rappresenta uno dei momenti critici (e meno gradevole per il cliente) di un supermercato, al punto da spingere le insegne a trovare soluzioni che consentano di evitarla o ridurne la durata. Era stata Amazon, qualche anno fa, con Amazon Go, a proporre la prima soluzione che consentisse al cliente di un punto di vendita di entrare, prelevare i prodotti dagli scaffali ed uscire dal negozio con il costo della spesa addebitato direttamente sulla propria carta di credito. Da allora, è cominciata la corsa verso lo store del futuro, caratterizzata dall’assenza di barriera casse. Se Walmart aveva iniziato a percorrere una propria strada con Scan&Go anche altre società, fra le quali diverse start up, hanno iniziato a sviluppare tecnologie concorrenti o alternative a Just Walk Out di Amazon. E mentre Amazon ha deciso di vendere anche ai concorrenti la propria soluzione per il pagamento senza cassa, la lista delle società che hanno iniziato a sperimentare le soluzioni per il pagamento senza barriere cassa si è via via allungata. L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, che ha portato a un aumento dei pagamenti con le carte per il timore delle persone per i contatti fisici, ha dato una spinta alla sperimentazione, senza però esempi in Italia.

Chi ha sperimentato senza cassa

Tesco sta sperimentando una tecnologia per il pagamento senza barriera cassa nel Tesco GetGo a Holborn, nel centro di Londra (Uk). La soluzione utilizza sensori di peso collocati sugli scaffali e un sistema di intelligenza artificiale che traccia il movimento delle persone all’interno del punto di vendita e controlla i prodotti che vengono prelevati dagli scaffali. La tecnologia impiegata è Easyout di Trigo. All’ingresso nel punto di vendita viene identificata la sagoma della persona, invece di effettuare il riconoscimento facciale, evitando i problemi di privacy. Per fare gli acquisti nel punto di vendita è necessario scaricare sull’ smartphone l’app Tesco.com e poi selezionare il QrCode che viene generato nello smartphone all’ingresso del negozio. Il costo della spesa viene addebitato automaticamente quando il cliente esce dal punto di vendita.

Sainsbury’s aveva sperimentato la prima vendita senza casse a Londra nella primavera del 2019. I clienti potevano utilizzare lo smartphone per la scansione dei prodotti mentre facevano la spesa nel negozio. Nel novembre del 2021 Saisbury’s ha scelto di adottare una soluzione modificata per le proprie esigenze della tecnologia Just Walk out di Amazon nel proprio punto di vendita di Holborn Circus. Nello SmartShop Pick & Go il cliente scarica la app, all’ingresso del pdv inquadra il QrCode sullo schermo posto sulla barriera; l’app è collegata alla carta di credito o debito del cliente. All’uscita dal negozio riceve la ricevuta digitale sullo smartphone. Addetti al punto di vendita sono a disposizione delle persone per assistere i clienti e per il rifornimento degli scaffali.

Sempre nel Regno Unito a gennaio di quest’anno, Aldi è diventato il primo discount ad utilizzare il pagamento senza cassa in un punto di vendita aperto a Greenwich a Londra. La tecnologia utilizzata è quella di AiFi, che prevede che, per entrare in negozio, i clienti debbano scaricare l’app Aldi Shop & Go. Anche Albert Heijn, la catena olandese di supermercati di proprietà di Ahold Delhaize, ha adottato la tecnologia di Aifi per il suo punto di vendita collocato di fronte all’aeroporto Schiphol di Amsterdam. Si tratta di un punto di vendita di 250 mq non presidiato in cui, dalla fine del 2019, i frequentatori dell’aeroporto possono fare la spesa in modo veloce. L’uso di una soluzione per il pagamento senza cassa è in fase di test anche in Germania, presso un piccolo punto di vendita di Lekkerland, società del gruppo Rewe, a Colonia. Pick&Go, questo è il nome della soluzione, è stata sviluppata dalla divisione di Rewe che si occupa della digitalizzazione e si basa sulla tecnologia Trigo Vision della società israeliana Trigo. La scelta di Lekkerland prevede che, in questo store, sia possibile continuare ad effettuare pagamenti anche con i metodi tradizionali. 

Anche non food

Non solo i retailer del food stanno sperimentando format senza casse. Per esempio, Decathlon già nel 2019 ha iniziato a sperimentare nei suoi store olandesi Decathlon Scan & Go app. L’app, che si basa sulla tecnologia sviluppata dalla società britannica MishiPay, consente a cliente di effettuare la scansione del codice a barre del prodotto e pagare utilizzando lo smartphone senza doversi fermare alla barriera cassa. Attraverso l’app è possibile disattivare il tag Rfid collocato sul prodotto. La soluzione per il self-checkout che prevede che una app venga scaricata sullo smartphone è stata utilizzata per la prima volta da Leroy Merlin nel punto di vendita di Lyon-Bron nel sud della Francia. La soluzione utilizzata, basata sulla tecnologia MishiPay, prevede che il cliente, una volta prelevato l’articolo dallo scaffale, evidenzi il codice a barre del prodotto, paghi attraverso la app, esca dal negozio e riceva la ricevuta digitale sullo smartphone. Nel caso il cliente uscisse senza pagare il sensore lancia l’allarme.

Infine, l’Ikea app, introdotta per la prima volta dal retailer svedese in Canada, offre ai clienti che hanno scaricato l’app sul proprio smartphone di pagare utilizzando una linea dedicata. Il cliente traccia i prodotti prelevati dallo scaffale utilizzando lo smartphone, li depone nel carrello e man mano ottiene la somma degli acquisti. Viene infine prodotto un QrCode da far riprendere da uno schermo all’uscita del punto di vendita; il pagamento viene fatto utilizzando uno dei metodi di pagamento previsti in quel negozio.

Summer Garden Party: il livestream shopping di Leroy Merlin

Livestream shopping leroy merlin
Il livestream di Leroy Merlin è stato presentato dagli speaker di Radio Deejay Andrea & Michele con l’intervento di Tracy di Masterchef

Leroy Merlin punta sul Livestream Shopping e dopo il successo del primo appuntamento Barbecue, che spettacolo!, è stato presentato lo show in diretta Summer Garden Party. Nella diretta streaming trasmessa sul sito leroymerlin.it le ultime novità sull’arredo e la decorazione degli spazi esterni. Il Live show ha dato il via ufficiale alla nuova campagna promozionale multicanale Summer Garden, valida fino al 15 agosto. Inoltre, Leroy Merlin ha lanciato il concorso Il mio Summer Garden, grazie al quale i clienti potranno vincere fino a 200 euro di buoni spesa.

La Summer Garden Party

Il livestream di Leroy Merlin, Summer Garden Party, è stato presentato dagli speaker di Radio Deejay Andrea & Michele. Gli esperti sono stati Roberto, di Leroy Merlin Nova Milanese, e Federico, architetto Leroy Merlin Torino Giulio Cesare, che hanno condiviso idee su come arredare il giardino o il terrazzo e sull’organizzazione di una festa serale. Inoltre, presente anche Tracy, vincitrice dell’ultima edizione di Masterchef, che ha preparato due ricette da aperitivo sul barbecue. Per i propri eventi di livestream shopping Leroy Merlin si è affidata al servizio di Marlene, soluzione di live streaming per eCommerce già utilizzata da aziende come Dmail, Victoria's Secret e Kasanova.

Coinvolgimento allo shopping

Durante il Summer Garden Party i clienti hanno potuto interagire con gli esperti di Leroy Merlin via chat. Gli spettatori hanno ricevuto suggerimenti in tempo reale e procedere all’acquisto nel corso della diretta stessa senza abbandonare lo show. La live experience diventa, così, uno strumento strategico utile per valorizzare le competenze degli esperti Leroy Merlin, mostrare ai clienti i prodotti in situazioni d’uso, ma anche entrare in contatto e rafforzare il proprio legame con la community. Si tratta di uno strumento di coinvolgimento allo shopping, che unisce la partecipazione alla comodità dello shopping online e sono in molti ad averne compreso le potenzialità. Per esempio, da poco YouTube ha lanciato una collaborazione con Shopify per la quale sarà possibile partecipare proprio a eventi di live shopping. “Le live sono un format innovativo che ci permette di attirare e coinvolgere i clienti appassionati, proponendo loro di vivere insieme, in diretta live, un’esperienza di intrattenimento, acquisto e conversazione -spiega Caterina Clasa Nincevich, community & network manager di Leroy Merlin Italia-. Le connessioni emotive e le interazioni create con la community diventano il vero driver di acquisto”.

Chi compra prodotti per pet online è guidato dalla routine

prodotti per pet
Solo il 17% di chi compra prodotti per pet sceglie l’eCommerce, ma lo fanno con costanza optando maggiormente per i siti dei retailer

Gli acquisti di prodotti e cibo per pet online sono limitati. A rivelarlo la ricerca Digital Commerce Experience, realizzata da Vtex in collaborazione con Bva Doxa. Lo studio si concentra sui comportamenti di acquisto online ed evidenzia le esigenze dei consumatori sui prodotti, le piattaforme e i pagamenti. Solo il 17% del campione preso in esame afferma di comprare abitualmente prodotti per il proprio pet tramite canali online. Si tratta, principalmente, di coppie senza figli, heavy buyers (soggetti dediti alle compere su eCommerce) e chi predilige il personal computer come device per la navigazione. Tuttavia, nonostante la bassa percentuale chi compra questa categoria merceologica online è un affezionato che spesso rende routine l’acquisto sui siti.

Un acquisto emotivamente disinvestito

Il processo di acquisto di prodotti e mangimi per i pet è emotivamente disinvestito. Si tratta di compere effettuate con cadenza regolare in cui prevalgono convenienza in termini di comparazione di prezzi e accesso alle promozioni, e comodità con la consegna a domicilio. L’83% dei consumatori sceglie sempre lo stesso sito, spinto dalla possibilità di aderire a programmi fedeltà che spesso sono facilmente utilizzabili sia per il canale online, sia per quello offline, creando un vero e proprio strumento omnicanale che permette al consumatore di spostarsi tra lo store e l’eCommerce con tutti i vantaggi correlati.

Competitività dei prezzi dei prodotti per pet online

L’acquisto dei prodotti per gli animali da compagnia, quindi, è funzionale e pertanto non richiede di accurata scelta in quanto solitamente i nostri pet hanno un’alimentazione standard e abitudinaria. Tutto si gioca sui prezzi, e la qualità passa in secondo piano: non è particolarmente necessario recarsi nel canale offline se la genuinità di una referenza e tastabile solo dalla scritta in etichetta. Gli acquisti, quindi, vengono fatti di giorno tra un’attività e l’altra, proprio perché ripetitivi. Molti gli eCommerce che propongono il riacquisto automatico, con un piccolo sconto. In questo contesto, sono rilevanti anche le confezioni multipack che permettono di fare scorta a un prezzo più conveniente.

Il frigorifero al centro di un mondo di servizi

Frigorifero
Contratti versatili sul frigorifero rendono il fresco/freddo un punto di risparmio e di esperienza utente essenziale su tutti i formati di store

Il frigorifero è parte della customer experience e la gestione del freddo diventa un'occasione di risparmio. Unità gestite a isole a temperatura controllate, geolocalizzazione, connessione su reti private virtuali e sicure, manutenzione a distanza con algoritmi di intelligenza artificiale, eventualmente con contratti a noleggio per passare da Capex a Opex sembrano questioni da ambienti informatici, ma non è (solo) questo. Energia, rete e servizi con attenzione alle spese operative sono oggi le basi anche di un’attività che prevede la refrigerazione. Continuando il parallelo con l’informatica, potremmo definire il nuovo riferimento di business come Fridge as a service, frigorifero al centro di un mondo di servizi. I recenti cambiamenti, avvenuti purtroppo non solo nel nome della trasformazione digitale, ma anche di questioni più rilevanti come sovrappopolazione, pandemia e guerre, stanno sagomando la refrigerazione nei supermercati in modo radicalmente diverso rispetto a quanto immaginato finora. L’evoluzione della distribuzione moderna è influenzata dal modo in cui i consumatori vivono gli spazi cittadini e stanno guidando la trasformazione dei format dei negozi e nei negozi. Una nuova customer experience, sostenibilità e prossimità sono le parole chiave del tempo che viviamo. I negozi di vicinato, che erano già in crescita, hanno visto un’ulteriore accelerazione verso una spesa veloce e ricercata, aumentando la fidelizzazione della clientela. Inoltre, altre necessità, come il 24 ore per alcuni generi, hanno portato alla nascita del quick commerce, un nuovo format che completa perfettamente la rete esistente.

L'ottimizzazione del frigorifero Arneg

“Il mercato d’oggi richiede ottimizzazioni di vario genere, che si riflettono in riduzione delle aree frigo e non per i supermercati, in un’ottimizzazione dei negozi di prossimità e sulla nascita di self-service aperti 24 ore su 24 -spiega Massimiliano Bonin, responsabile vendite Italia di Oscartielle- il programma Industria 4.0 ha spinto molto il nostro mercato sia nel 2021, sia in questo primo scorcio del 2022”. Oscartielle è un produttore italiano che rientra nella galassia di Arneg. Con le sue specificità: “siamo forti nel plug-in, frigorifero con motore a bordo e tra loro interconnesse, per le quali offriamo la telegestione”.
L’attuale domanda di mercato, insomma, richiede costante innovazione nelle categorie merceologiche che nei punti di vendita della gdo vengono gestite a temperatura controllata fresco/freddo. Questa trasformazione si vede principalmente su tecnologia, design e attenzione, anche nei modelli di business, ma l’evoluzione del frigorifero riguarda anche il tipo di servizio, come monodose-porzionato, ready-to-eat e altre proposte.
“Arneg propone il frigorifero Korinthos 3 e il Venezia LX -spiega Luca Masiero, direttore vendite di Arneg Italia-; rispettando le dimensioni di una vetrina tradizionale, Korinthos 3 riunisce in un unico mobile il servizio assistito (accesso posteriore) e self-service (accesso frontale). Perfetta per freschi porzionati e cross-selling, questa vetrina è particolarmente indicata per l’esposizione di salumi, latticini, gastronomia e pasticceria. Venexia LX, invece, permette di realizzare i layout più evoluti in ogni tipologia di spazio commerciale, tra i quali gastronomia, pasticceria, carne e pesce. Torniamo sul modello di business, che è cambiato molto, e molto in fretta. L’esempio forse più significativo è la grande crescita del noleggio. “Questo servizio offre la certezza dei costi e molti store la preferiscono -riprende Bonin-; Oscartielle ha i suoi modelli con assistenza propria, con un parco di circa duemila unità dedicate a questo ramo d’attività”. La contrattualistica disponibile è molto differenziata e si mostra robusta per le varie esigenze del presente. Un’altra grande modifica richiesta dal cambiamento di modello di business è la tipologia di accesso al frigo. “Il 90% dell’industria alimentare chiede oggi frigoriferi aperti, che hanno un consumo molto maggiore di quelli chiusi; Oscartielle sta lavorando su frigo aperti ma con consumi da frigo chiusi”.Frigorifero Arneg esterno
Nell’ambito dei consumi energetici, Arneg mette una particolare attenzione. Oltre a fornire impianti integrati a Co2  in grado di provvedere sia alla refrigerazione che al riscaldamento/condizionamento del punto di vendita con notevoli risparmi, già da anni l’azienda sottoscrive contratti di vendita con la previsione del consumo già contrattualizzata. Nelle nuove soluzioni trova sempre più spazio il software, in particolare l’intelligenza artificiale. La piattaforma Arneg Data Power fornisce monitoraggio, manutenzione predittiva e previsione dei consumi del negozio. Le attrezzature possono essere gestite online grazie a connessioni di rete privata virtuale (Vpn): Arneg è certificata Iso/Iec 27001, garantendo alle Vpn i massimi standard di sicurezza.

Risparmio energetico per Epta

Se la scelta tra aperto e chiuso, benché importante, è un particolare, le nuove esigenze richiedono nuove soluzioni di tipo più generale. “SlimFit Costan coniuga il design dei banchi remoti con l’ottimizzata capienza e la compattezza delle soluzioni a gruppo incorporato -spiega Giorgio de Ponti, product strategy manager di Epta-: questa nuova collezione completa di vetrine self-contained è ideale per arredare con classe l’intera area a libero servizio di piccole superfici, minimarket e convenience store”.
L’energia è sempre più al centro dell’agenda di Paesi, corporation, cittadini e punti di vendita. La sola refrigerazione pesa per il 40% dei consumi energetici di un punto di vendita, quindi si deve operare in questa direzione, considerando l’estetica ma puntando sull’efficienza.
“A conferma del commitment del Gruppo, molte soluzioni sono già in Classe B o C, ovvero best-in-class nel regolamento Energy Label -continua de Ponti-, come la gamma di Integral SlimFit o di banchi remoti GranFit Costan”. La famiglia SlimFit promuove la sostenibilità: l’illuminazione a Led e il refrigerante naturale con propano R290 collocano queste soluzioni tra le migliori vetrine nell’ambito del nuovo regolamento Energy Labelling. Degni di nota anche i sistemi Fte (Full Transcritical Efficiency) ed Ete (Extreme Temperature Efficiency), che aprono la strada alla refrigerazione naturale a Co2. È, infatti, possibile sostituire completamente gli Hcfc e Hfc con Co2 transcritica in qualsiasi condizione climatica o di mercato, con un risparmio di energia tra il 15 e il 23%.

Un’economia climaticamente neutra si staglia molto in lontananza, ma con grandi probabilità di essere oggetto di continua revisione. Si tratta di quanto previsto dall’European Green Deal: gli obiettivi oggi indicati sono per il 2050, ma questa è una data estremamente mobile. Anche l’ozono è sotto osservazione, con l’antico protocollo di Montreal modificato dall’emendamento di Kigali (2016) diventato legge italiana nel recentissimo febbraio 2022. “Epta vuole accompagnare retailer, operatori horeca e food&beverage, agli adeguamenti normativi sugli F-gas -conclude de Ponti-, con soluzioni a prova di futuro”. E il futuro del frigo sembra una metafora di un più ampio futuro a metà tra trasformazione energetica e modifica del tessuto sociale.
I vecchi refrigeranti chimici ad idrofluorocarburi (Hfc) sono arrivati a pesare per il 4,4% delle emissioni serra in Italia. Vanno quindi rapidamente eliminati, in favore di una nuova generazione di sistemi di refrigerazione a Co2. Il frigorifero Life-C4R di Epta punta ad accelerare la diffusione di una nuova generazione di sistemi di refrigerazione commerciale ad alta efficienza, basati sul refrigerante R744/CO2 e adatti per qualsiasi mercato e condizione climatica. I risultati provengono da un progetto triennale su sette installazioni pilota realizzate in Italia, Spagna e Romania da Epta Iberia e Daas, partner del progetto insieme ad Epta. Si tratta di soluzioni che rendono possibile la completa eliminazione degli Hfc. I dati prodotti dagli impianti nel corso dei tre anni di osservazione hanno, inoltre, dimostrato la convenienza economica delle tecnologie Epta impiegate nell’ambito del Life-C4R: se confrontate con impianti a Co2 tradizionali, infatti, riducono il consumo annuo di energia tra il 15% al 23%.
Inoltre, l’analisi Lca dell’intero ciclo di vita delle emissioni di gas serra delle tecnologie Life-C4R secondo gli standard di Lccp (Life Cycle Climate Performance) evidenzia come la scelta dei sistemi Epta possa ridurre le emissioni complessive di Co2 fino al 20%.

Fashion ed eCommerce: i consumatori comprano moda online

fashion
Il 45% dei consumatori acquista con frequenza prodotti fashion tramite eCommerce, ma l'experience passa ancora per lo store

I consumatori prediligono il canale online per l'acquisto di prodotti fashion. Lo rivela la ricerca Digital Commerce Experience, realizzata da Vtex in collaborazione con Bva Doxa, analizza i comportamenti di acquisto online e le nuove tendenze rispetto alle diverse categorie merceologiche. Lo studio evidenzia le esigenze dei consumatori sia in termini di prodotto, sia di piattaforma preferita. In questo modo, brand e retailer hanno possibilità di comprendere dove e come canalizzare la propria forza.

L’offline resta per tastare con mano il fashion

Secondo la ricerca Vtex-Bva Doxa, il 79% del campione ha acquistato almeno una volta prodotti inerenti il mondo del fashion, mentre ben il 45% lo fa con frequenza. Il canale scelto è principalmente il sito specializzato multi-marca: solo 1 su 3 preferisce comprare direttamente dal sito del produttore. In particolare la scelta dell’eCommerce per i capi di abbigliamento e simili permette l’accesso a un assortimento completo rispetto al canale fisico, che spesso non possiede in store tutte le referenze; inoltre, acquistando i prodotti moda online è possibile effettuare una comparazione dei prezzi precisa, senza dimenticare la comodità della consegna a casa sempre più spesso inclusa nel prezzo. In questo contesto, il canale fisico ha il solo scopo di tastare con mano qualità e taglie; proprio per questo, risulta importante per il brand e per il retailer concentrarsi sul concetto di omnicanalità che sfrutti i lati positivi dell’eCommerce e del canale fisico per creare una customer experience di alto livello e precisa. E lo dimostrano anche i dati: il 48% degli acquirenti fashion prova i prodotti in negozio per poi migrare online ed effettuare l’acquisto.

 

Uniqlo festeggia i 20 anni della collezione Ut

Uniqlo
Il brand giapponese Uniqlo rilancia le iconiche t-shirt con le grafiche pop realizzate negli anni con la collezione Ut e un archivio storico

Uniqlo, azienda giapponese produttrice e distributrice di abbigliamento casual, annuncia il lancio di Ut Archive Project per festeggiare il ventesimo anniversario di Ut, acronimo di Uniqlo graphic t-shirt, collezione di magliette con grafiche artistiche di stampo pop da tutto il mondo. Il progetto rilancerà una raccolta di Ut tra quelle più iconiche degli ultimi anni. Inoltre, verrà messo online l’Ut Archive Site, una libreria digitale che accompagnerà i consumatori in un viaggio per entrare in contatto con la storia di Uniqlo e con i nuovi aspetti della street culture. Il lancio avverrà l’8 agosto online e il 9 agosto in store.

Selezionati 18 design

Per l’anniversario di Ut sono stati selezionati 18 design dagli archivi della collezione che dimostrano quanto il progetto sia saldamente legato al LifeWear nell’arte, nella musica, nel cinema, nei cartoni animati e in tutti gli aspetti della pop culture globale. Tra questi, sarà disponibile una Ut del 2003 con la grafica di Jean-Michel Basquiat e un pezzo dedicato all’artista Andy Warhol. Ci sarà anche la Ut Black Jack del 2006 con i disegni di Osamu Tezuka e una Ut con grafica del 2009 dedicata alla serie di videogiochi Street Fighter.

Uniqlo Ut Archive Site

L’Ut Archive Site, parte dell’Ut Archive Project, rappresenta l’impegno di Uniqlo nei confronti dell’arte grafica. Con il progetto il brand giapponese intende dare valore ai capolavori legati all’arte, ma anche a personaggi iconici e collaborazioni con marchi da tutto il mondo.

Ut UniqloUna curiosità: il grafico e art director di Uniqlo, Kosuke Kawamura, direttore creativo di Ut da aprile 2022, ha progettato il logo usando la tecnica del collage per rendere omaggio alla storia di Ut.

Bilance smart: pesare il prodotto è una nuova esperienza

Bilance per alimenti
Le ultime tendenze del settore bilance per la gdo con i brand Digi e Omega. Pesare gli alimenti diventa una shopping experience di alto livello

Da sempre le bilance per alimenti svolgono un ruolo fondamentale tra gli strumenti di gestione dei punti di vendita in gdo e, da diverso tempo, sono parte integrante dell’esperienza di shopping dei clienti. Per assolvere a questo duplice ruolo i modelli più recenti puntano su ricchezza funzionale da un lato e semplicità dall’altro. Vediamo le ultime tendenze del settore insieme ai brand Digi e Omega.

Le bilance Omega

Il mondo delle bilance Omega ruota intorno al concetto modulare delle Freestyle, che prevede la suddivisione in tre categorie: compact, advance ed extreme. Ognuna di queste, a sua volta, contiene diversi modelli/configurazioni. Pur conservando un family feeling sul design, tutte e tre le categorie propongono soluzioni che prevedono stampanti a cassetto o su colonna, con doppio gruppo di stampa, o ancora modelli integrati nei banchi dei punti cassa, grazie alle check-out con scanner piani o biottici. Le differenze sostanziali tra le tre categorie si riscontrano nelle tecnologie utilizzate. Si parte da modelli con firmware fino ad arrivare alle soluzioni pc-based, con la possibilità di scegliere tra diversi formati di tastiere e/o monitor (sui modelli compact vengono montati monitor Tft a led retroilluminati, sugli advance monitor con tastiera capacitiva mentre sugli extreme si trovano monitor touchscreen capacitivi). Le bilance elettroniche Omega Freestyle possono essere monitorate, programmate, aggiornate e gestite da remoto tramite cloud. In maniera autonoma, le bilance effettuano un auto-check scadenzato di tutti i parametri di funzionamento e, in caso di alert, comunicano le criticità alla piattaforma centralizzata Dws (DitronWebService). Le comunicazioni sono totalmente asincrone e questo consente un’ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse di rete e una comunicazione praticamente real-time dell’informazione. I servizi del Dws permettono di eseguire diagnosi sulle bilance ogni volta che viene riscontrata un’anomalia di funzionamento. Le informazioni critiche sono prelevate direttamente dal dispositivo, senza dover necessariamente contattare il cliente per l’esposizione della problematica. I servizi del Dws consentono inoltre di intervenire, in base alla tipologia di segnalazioni ricevute, anche in maniera predittiva, consigliando al cliente interventi specifici per evitare periodi di inoperatività.Bilancia Omega

Le bilance Omega permettono di gestire flussi dati di diverso genere, come ingredienti, tracciabilità, variazioni di prezzo, promozioni, immagini/video, palinsesti pubblicitari e servizi. “L’affermazione che negli ultimi anni riflette al meglio l’azienda -afferma Carlo Criscuolo, direttore generale di Omega Bilance- è che “con Omega Bilance puoi anche pesare”. È chiaramente una provocazione, che però descrive pienamente la filosofia del progetto. La bilancia Omega può, infatti, trasformarsi in una piattaforma, un touch-point, una fonte di dati, un aggregatore di periferiche, divenendo così il punto di incontro tra il digitale e il fisico, sfruttando in pieno le potenzialità del software Freestyle per rendere la bilancia (che comunque continua ad adempiere alla sua funzionalità primaria, pesare e stampare etichette) veicolo di servizi e interconnessioni”.

Le bilance Digi

Gli ultimi modelli lanciati da Digi Italia sono le bilance pc-based SM-6000 e SM-5300X. Le prime sono da banco e self-service. Con uno schermo disassato e il display con orientamento verticale, permettono di far risaltare il digital signage proposto a lato cliente, lasciando comunque piena visibilità del prodotto.
La Serie SM-5300X offre una gamma completa di bilance, adatte sia alle operazioni da banco, sia per il self-service e il preincarto. La base pc le rende uno strumento flessibile adatto ai bisogni della gdo, con un display lato cliente da 10 pollici per le promozioni. Oltre alle funzionalità “standard” di questi dispositivi, come la gestione del digital signage o della tracciabilità, le soluzioni di pesatura Digi per il retail offrono svariate innovazioni come e.Label e Infotag, che permettono di declinare l’etichettatura elettronica anche presso il banco servito, con modelli dedicati resistenti all’acqua e alle basse temperature. Le etichette elettroniche sono connesse direttamente alla bilancia, condividendone quindi ogni aggiornamento, per un cambio prezzi immediato.
Un’altra soluzione proposta in combinazione con le bilance Digi è Speed ID, che, tramite un dispositivo indossabile Rfid, permette all’operatore di fare il login automatico: niente più codici o password: è sufficiente avvicinarsi alla bilancia per eseguire le operazioni, aumentando l’efficienza del banco.

“Altre soluzioni molto richieste dalla gdo -afferma Federico Tanesini, presidente Digi Italia– in particolare a seguito della pandemia, sono quelle della gestione degli ordini in-store ed eCommerce. Grazie a OrderGO, gli operatori possono ricevere le ordinazioni direttamente sulla bilancia, pesandole tramite una procedura guidata. Il prodotto è poi messo a disposizione del cliente per il ritiro al banco o degli operatori del picking”.
Oltre a migliorare le classiche operazioni di registrazione e gestione della tracciabilità tramite scanner e procedure guidate, Digi ha creato una soluzione per una gestione completa della tracciabilità delle produzioni in-store: MaxProduction. Mettendo in comunicazione magazzino e laboratori attraverso un software installato su bilancia etichettatrice, si tiene traccia di tutti gli ingredienti utilizzati per le preparazioni interne, delle giacenze e dei costi sostenuti, oltre a eseguire tutte le operazioni di pesatura ed etichettatura con un unico strumento. Digi ha sviluppato una soluzione per il self-scanning utilizzando il dispositivo mobile del cliente per rendere le operazioni più smart, anche nel reparto self: grazie a un QrCode e alla funzione Bluetooth, il cliente può inquadrare i codici e inviare alla bilancia i dati degli articoli scansionati, per un’operatività completamente contactless. Il cliente non deve più ricordarsi i codici articolo, mentre ai retailer si assicura una selezione sempre corretta, oltre che la riduzione dei contatti con gli strumenti di pesatura.

Md riduce l’illuminazione negli store e mira alla sostenibilità

Md
L’azione di efficientamento energetico di Md diventa un esempio per tutti i retailer, in ottica di risparmio e riduzione delle emissioni di Co2

Md lancia il progetto Zero Sprechi con la sperimentazione finalizzata al risparmio energetico. Il test è stato effettuato su 12 punti di vendita su tutto il territorio nazionale, tra l’11 e il 20 luglio. Negli store è stato spento il 50% dell’impianto di illuminazione dell’area di vendita. Gli ottimi risultati riscontrati hanno portato all’applicazione del modello in tutti i negozi Md a partire dalla prossima settimana. La scelta, per la salvaguardia dell’ambiente, porterà a un risparmio di circa 10 milioni di Kwh all'anno, cioè 1870 Tep (tonnellate equivalenti di petrolio). “Dopo una settimana di prova -spiega il presidente di Md, Patrizio Podini- è stato fatto un sondaggio tra i consumatori, secondo il quale la quasi totalità delle persone non aveva vissuto nessun disagio dalla diminuzione dell’illuminazione, in pratica su una fila di faretti di un corridoio, un led è acceso e uno è spento. Md Zero SprechiMa, in ogni caso, tutti i nostri clienti interpellati sono stati concordi nel dire che si tratta di un’iniziativa che fa bene alla natura, al Paese, a tutti. Inoltre, i led, che già ci hanno permesso di ridurre i consumi, ci garantiscono una forte luminescenza, oltre alle vetrate da cui filtra luce naturale”.

Un’azione concreta per il pianeta

Lo spegnimento della metà delle luci all’interno dei punti di vendita non ha penalizzato i prodotti a scaffale che rimangono visibili chiaramente, e ha ricevuto un’accoglienza positiva sia da parte dei clienti, sia del personale. I punti di vendita scelti per il test sono stati selezionati in base alle diverse caratteristiche che permettessero risultati eterogenei da analizzare. Inoltre, la selezione è avvenuta anche in base a format, fatturato e collocazione geografica. Con l’introduzione di questo sistema in tutti gli store, si garantirà una drastica diminuzione delle emissioni di Co2 e si consentirà la reimmissione in circolo di energia. La scelta è stata possibile grazie all’impianto elettrico di Md che consente una parzializzazione. “Si tratta di un risparmio che aiuta tutti a vivere meglio, coerente con le logiche di sostenibilità che tutti i retailer dichiarano di seguire e che raccontano nei loro bilanci di sostenibilità -continua Podini-. Anche noi stiamo preparando il nostro e siamo convinti che, visto che supponiamo che i costi dell’energia continueranno ad aumentare, lavorare sulla riduzione dell’illuminazione è una delle azioni concrete che tutti i retailer possono facilmente adottare. Un piccolo risparmio che aiuta tutti, un’azione che guarda al futuro, non solo economico, ma soprattutto di sostegno al pianeta. Mi auguro che anche altri possano seguire questa nostra decisione”.

Md in ottica win win

Md si contraddistingue da tempo per la propria politica energetica. I punti di vendita e i centri distributivi di nuova realizzazione, infatti, sono dotati di impianti fotovoltaici, monitoraggio dei consumi della rete da remoto, segnalazione in tempo reale ai singoli negozi degli allarmi che segnalano le porte aperte delle celle. “Ogni anno investiamo per promuovere nuovi progetti e attività di efficientamento -commenta Podini- perché ci assumiamo un compito di responsabilità nei confronti della nostra comunità, in cui vogliamo favorire il benessere in un’ottica win win”. Visione che verrà riassunta nella prima relazione sulla sostenibilità, propedeutica alla redazione di un bilancio già nel prossimo esercizio. E sull’autunno il presidente conclude: “Sarà un periodo pesante. Continuiamo a ricevere aumenti di listino da parte dei fornitori. Vedremo cosa succederà, ma saranno tempi non facili”.

 

Roncadin in partnership con Intesa Sanpaolo per crescere

Roncadin partnership Intesa Sanpaolo
La collaborazione tra Roncadin e Intesa Sanpaolo per favorire le piccole e medie imprese della filiera produttiva Roncadin

Siglato l’accordo di partnership tra Intesa Sanpaolo e Roncadin, produttrice di pizze surgelate, per agevolare le aziende parte del processo produttivo e distributivo. L’obiettivo è sostenere le piccole e medie imprese del territorio legate alla filiera Roncadin per permettere loro di avere a disposizione gli strumenti necessari. In particolare, verrà favorito il supporto finanziario verso gli imprenditori della filiera che intendono realizzare nuovi impianti o ampliamenti, specialmente in ottica sostenibile. “Lavoriamo costantemente per avere una filiera sempre più sostenibile, corta, locale e che favorisce produttori attenti alla qualità, alla sostenibilità e al benessere dei lavoratori -spiega Dario Roncadin, Amministratore delegato-. Un impegno in linea con la nostra scelta, compiutasi a fine 2021, di diventare Società Benefit, portatrice di un modello di sviluppo basato sulla responsabilità verso l’ambiente, il territorio e le persone”.

Programma Filiere Intesa Sanpaolo

Roncadin è arrivata a occupare circa 780 persone nell’area pordenonese, realizzando 100 milioni di pezzi all’anno con un fatturato di 148,5 milioni di euro. L’azienda produce pizze surgelate sia per il proprio marchio, sia per le mdd nazionali e internazionali. Oltre alle pizze surgelate ha introdotto di recente tra le referenze anche gli impasti freschi da banco frigo. L’obiettivo di Roncadin è crescere investendo sullo sviluppo dello stabilimento e sull’acquisizione di piccole e medie imprese già operanti nel settore. “Grazie al Programma Filiere di Intesa Sanpaolo -continua Roncadin-, dunque, potremo portare nel mondo con ancora maggiore efficacia la bandiera del miglior Made in Italy, quello che è anche sinonimo di sviluppo condiviso e crescita del bene comune”.

Facilitare gli investimenti green

Intesa Sanpaolo si propone di agevolare, tra le altre cose, l’accesso al credito dei fornitori strategici segnalati dal capofiliera per facilitarne gli investimenti, in particolare quelli destinati all’efficientamento energetico, alla riduzione dei consumi idrici, alla valorizzazione dell’agricoltura biologica e a quella 4.0. “L’eccellenza dei prodotti alimentari è al centro del nostro Programma Sviluppo Filiere -spiega Massimiliano Cattozzi, responsabile direzione Agribusiness di Intesa-, con l’intento di sostenere in maniera decisa sia la capofiliera sia i fornitori che implementano la catena di produzione. A tali finalità si affiancano nell’accordo gli investimenti relativi alla transizione ambientale, energetica e tecnologica in coerenza con gli interventi del Pnrr”.

Nel comparto agroalimentare Intesa Sanpaolo ha già avviato 170 contratti di filiera, che hanno coinvolto oltre 6.500 fornitori, un giro d’affari complessivo di oltre 22 miliardi di euro e oltre 22.000 dipendenti del capofiliera.

Abercrombie&Fitch torna in Italia con un nuovo concept store

Il centro Arese Abercrombie&Fitch
Il brand americano Abercrombie&Fitch apre un punto di vendita a Il Centro di Arese con Getaway

Abercrombie&Fitch, marchio di riferimento statunitense per l’abbigliamento giovanile, torna in Italia aprendo uno punto di vendita a Il Centro di Arese (Mi). Il brand aveva chiuso i battenti di via Matteotti a Milano nel 2019, lasciando nel nostro Paese solo alcune insegne dell’associato Hollister Co. A Il Centro Abercrombie&Fitch presenterà la nuova gamma di prodotti per uomo e donna #AbercrombieToday. Il nuovo store si trova al piano terra ed è il primo negozio in Europa che collabora con l'azienda Getaway. Il brand ha deciso di puntare sull’omnicanalità attraverso un concept store che fa da trampolino per l’eCommerce.

"Siamo entusiasti di rientrare nel mercato italiano -commenta Kristin Scott, presidente globale del brand- con una nuova esperienza di shopping omnichannel all'avanguardia per il marchio Abercrombie & Fitch”.

Abercrombie&Fitch a Milano

Abercrombie&Fitch approda in Italia nel 2009 con lo storico store di via Matteotti a Milano. I prodotti di qualità venivano venduti a una fascia di prezzo media. Il punto di vendita aveva riscosso uno straordinario successo non tanto per i prodotti in vendita, quanto per il marketing studiato ad hoc: giovani ragazze e ragazzi di bell’aspetto esposti come vetrina all’ingresso del negozio, che spingevano centinaia di giovanissime (ma anche giovanissimi) a scattare una polaroid. Una forma di “butta dentro” con un modus operandi estremamente funzionale anche se poco politically correct. Quando, alla vigilia della pandemia, il brand ha chiuso battenti, gli affezionati non erano più molti avendo perso l’appeal della novità che ha caratterizzato il boom del primo decennio del 2000.

Intanto Netflix, da aprile scorso, ha messo in catalogo “White Hot”, il documentario sull’ascesa e la caduta di Abercrombie&Fitch.

Berberè: una pizza sostenibile nel rispetto dell’inclusività

Pizzeria Berberè
Berberè punta sulla formazione e sulla condivisione con la propria pizza sostenibile. Tra i valori, il rispetto per chi lavora e per la biodiversità

Due imprenditori, 200 dipendenti, 15 locali in Italia e uno a Londra: sono questi gli ingredienti di Berberè, l’insegna di pizzerie nata nel 2010 a Bologna da un’idea di Matteo e Salvatore Aloe basata sulla cultura gastronomia artigianale. Punto di forza della catena è l’artigianalità del prodotto che fa sì che l’impasto della pizza sia realizzato giornalmente in ogni locale partendo da acqua, farine semintegrali biologiche e lievito madre vivo, grazie alla formazione on job del personale. I locali, tutti gestiti direttamente, si sviluppano prevalente nel Nord Italia (5 a Milano, 3 a Torino, uno a Verona,  Bologna, Castel Maggiore e Roma) -oltre all’apertura inglese- e si presentano con un concept architettonico e creativo diverso per ogni location. Pizzeria BerberèNel rispetto della storia di ogni spazio e con l’intento di valorizzarne le caratteristiche peculiari, ogni ristorante è arredato con allestimenti studiati ad hoc. Nonostante questa diversità, esiste un fil rouge che rende i locali armonici: la presenza di oggetti che trasferiscono la filosofia di Berberè, la cucina a vista che rende trasparente la preparazione, un wall painting realizzato da artisti contemporanei che restituisce distintività a ogni location.

La valorizzazione delle diversità in Berberè

Lo staff di Berberè con 28 nazionalità diverse, con una età media di 25 anni, dove il 70% -11 locali su 15- è guidato da donne nel ruolo di store manager. La condivisione è, invece, alla base della formazione del personale e nell’unione di competenze diverse: dal pizzaiolo al cuoco, dal produttore che fornisce gli ingredienti al personale di sala a diretto contatto con la clientela. L’insegna ripone un’attenzione particolare alla sostenibilità. “La salvaguardia del pianeta, il risparmio delle risorse non rinnovabili, la riduzione delle emissioni di Co2 e dello spreco alimentare, sono tutti ingredienti della sostenibilità e, sono convinto, coinvolgono direttamente la ristorazione che può farsi voce di questo cambiamento necessario -afferma Matteo Aloe, co-fondatore e chef di Berberè-. Chi lavora in questo ambito deve sentirsi investito di una responsabilità pubblica. Per abbracciare la sostenibilità, ogni ristoratore deve introdurre piccoli e grandi accorgimenti in diversi ambiti: alimenti, energia, rifiuti, qualità del lavoro e trasporti. Non è più una sfida ma un’esigenza stringente per salvare il nostro Pianeta. Pizzeria Berberè

La logistica da non sottovalutare

La ristorazione non è solo il piatto, ma per arrivare al piatto un ingrediente viene coltivato/allevato/prodotto, poi impacchettato e trasportato … Forse uno degli elementi meno discussi è proprio la parte logistica e di packaging dove sia per necessità economiche sia di igiene si produce una quantità pazzesca di rifiuti”. Sostenibilità per Berberè significa, dunque, non solo preservare l’ambiente, ma creare un mondo socialmente ed economicamente più equo. Dai prodotti utilizzati alla scelta dei fornitori fino ai contratti di lavoro, tutto contribuisce a fare impresa in modo etico. Contadini e allevatori sono scelti secondo parametri relativi al rispetto del lavoro, impiego della terra, valorizzazione delle tradizioni produttive di ogni territorio. Tra le azioni concrete, la trasformazione di tutte le forniture elettrice in 100% energia green e l’utilizzo di packaging per il delivery completamente sostenibile. Per raggiungere l’obiettivo di impatto zero.

La catena è presente sui social media con un linguaggio fresco e attento all’inclusività. Inoltre, realizza un magazine cartaceo, in italiano e in inglese, per descrivere tutto ciò che ruota attorno alla cultura della pizza. 24 Hour Pizza People ha, infatti, l’obiettivo di raccontare la connessione sociale che si crea attorno a questo alimento, attraverso gli intrecci di relazioni urbane, persone, luoghi, immagini e leggende metropolitane.

In arrivo General Store by Walmart in partnership con Gateway

General Store by Walmart
Il big retailer americano Walmart alla prima esperienza con il micro-retail con General Store, per un’esperienza completa nella natura

Walmart annuncia l’apertura del primo General Store by Walmart in collaborazione con l’azienda Getaway che si occupa di fornire container mobili utilizzabili come store. Si tratta di piccole rivendite al dettaglio per aggiungere punti di vendita in avamposti di viaggio selezionati in tutto il paese, punti di snodo, e sarà la prima esperienza per Walmart di micro-retail. Walmart e Getaway hanno affermato che la partnership vuole aiutare a rendere i viaggi nella natura ancora più facili e convenienti. Il primo General Store verrà posizionato in Texas, a Wimberley vicino ad Austin e San Antonio.

I prossimi punti di vendita

“Collaborando con Walmart, siamo in grado di intensificare i nostri sforzi verso un pubblico più ampio e offrire ai nostri clienti più tempo libero -commenta Carlos Becil, Ceo di Geatway-, aiutandoli a prepararsi per i loro soggiorni e a godersi i comfort della natura una volta arrivati”. Walmart prevede l’apertura di altri quattro punti di vendita General Store entro la fine del 2022. Le località previste sono Moodus in Connecticut, Running Springs in California, Roscoe a New York e Osceola in Mossouri.

Le referenze in General Store by Walmart

Tra le referenze dei General Store ci saranno prodotti stagionali, che Walmart acquista da piccole imprese locali, e prodotti di uso quotidiano. Non mancherà l’attrezzatura da escursionismo, per attività ricreative e per i falò. Il catalogo sarà disponibile anche tramite la pagina Getaway shopping sul sito web di Walmart (https://www.walmart.com/shop/getaway). Becil precisa che la missione dell’azienda è aiutare le persone a disconnettersi e trascorrere del tempo di qualità nella natura dopo l’esperienza della pandemia.

ReStore lancia i primi punti di vendita senza personale

ReStore
ReStore diventa pioniere del phygital nella gdo italiana con casse automatiche e store senza personale per un’esperienza di spesa veloce

ReStore – Your eGrocery Solution, azienda leader nell'eCommerce per la gdo, lancia i supermercati senza casse e personale. Si tratta della prima iniziativa simile in Italia, adatta a piccoli negozi di prossimità, temporary store, ma anche negozi di medie dimensioni. L’iniziativa nasce dall’accordo siglato con Lifvs, società svedese che gestisce mini negozi di alimentari nelle zone rurali in strutture simili a container aperti 24 ore al giorno, e che fornirà in esclusiva per l’Italia la tecnologia del software StoreKey. La messa in campo del progetto avrà tempi brevi, circa 60 giorni, una vera novità per la gdo italiana e un’opportunità per i retailer che permetterà loro di adattarsi alle esigenze di acquisto veloce. Una soluzione adatta in particolare ai giovani, i nuovi shopper, che unisce rapidità alla necessità di toccare con mano la qualità dei prodotti.

ReStore senza cassa

La piattaforma di ReStore

La soluzione di ReStore fornirà ai retailer una piattaforma all-in-one per monitorare gli assortimenti permettendo una gestione completa dei negozi non presidiati. Tramite l’app i clienti potranno accedere allo store, scegliere i prodotti e pagare. La tecnologia, inoltre potrà essere utilizzata anche su container pre-allestiti, autoalimentati da pannelli solari, che possono essere spostati e posizionati a seconda delle necessità in punti strategici.
I primi a lanciare una soluzione simile, senza cassa e controllo all’uscita, è stata Amazon con Amazon Go che, tuttavia, non è ancora approdata in Italia. ReStore senza cassa

Una soluzione anche per i brand

L’iniziativa di ReStore, inoltre, è utile anche per i brand che desiderano aprire punti di vendita in snodi strategici senza l’impegno di un negozio fisso. In particolare, per quei marchi che vogliono optare e tastare il terreno con dei temporary store.
“Con questo importante accordo siglato con Lifvs ci posizioniamo come pionieri nel phygital applicato alla gdo in Italia -commenta Barbara Labate, Ceo di ReStore-. Già diversi retailer si sono mostrati interessati a questa nuova soluzione, vedendo l’opportunità di presidiare territori dove non sono normalmente presenti, realizzando dei piccoli punti di vendita fisici: aree turistiche, moli, località di villeggiatura”.

Gruppo VèGè e le sfide economiche di oggi

Edoardo Gamboni Gruppo VèGè
Negli ultimi due anni la gdo ha assorbito gli aumenti, ma ora serve una responsabilità più condivisa: l'appello del Gruppo VèGè all'idm

Edoardo Gamboni, direttore commerciale di Gruppo VèGè, spiega il suo punto di vista e quali sono secondo la sua ottica gli elementi di complessità dell’attuale contesto economico. Inflazione, forti incrementi dei costi energetici, rapporti con l’idm sempre più complessi da gestire per la rigidità di alcune imprese, pressione promozionale irrazionale, crescita continua dei discount e diffusione di servizi come il quick commerce che riducono ulteriormente gli spazi della gdo. “Tutto questo crea preoccupazione ed evidenzia la grande debolezza della gdo come settore, rendendoci tutti vulnerabili nella gestione dell’intera filiera, fattori che richiederebbero un intervento da parte della politica, perché la situazione sta diventando sempre più insostenibile”, ribadisce Gamboni.

Fattori che dipendono dal conflitto Russia- Ucraina?

In parte sì, perché rendono la situazione del mercato ancora più volubile, ma si tratta dell’ultima goccia di una serie di eventi, da due anni a questa parte, che hanno portato a un aumento dell’inflazione che non conoscevamo dagli anni Settanta e che pone questioni su cui tutti dobbiamo ragionare con onestà. Siamo di fronte a una situazione nuova e temo ci aspettino tempi peggiori, se il livello di inflazione non sarà ridotto. In altri Paesi del mondo, soprattutto in Asia, è al 2%. Da noi è più alta, con un percepito ancora superiore. Eppure, per calmierare la situazione, come retailer da due anni stiamo intervenendo con azioni importanti che da emergenza sono diventati normalità, assorbendo aumenti di listini che si aggiungono ai costi in più cui far fronte. Una situazione non più sostenibile: è tempo che tutti i componenti della filiera si assumano responsabilità.

Chiaro il riferimento all’industria di marca...

È arrivato il momento per le imprese produttrici di fare la loro parte in maniera trasparente, onesta e diretta per salvaguardare non solo il rapporto con noi retailer, ma anche con tutta la filiera made in Italy e con il consumatore. Finora abbiamo assorbito gli aumenti che l’industria ha richiesto: a volte produttivi, a volte industriali, a volte ingiustificati anche perché speculativi, comunque arrivati fino al 20%. Noi di Gruppo VèGè abbiamo cercato soluzioni di ogni sorta pur di venire incontro all’idm: abbiamo sottoscritto contratti con sconti provvisori di accompagnamento, definito listini a tempo da verificare sul trend del mercato. Abbiamo condiviso, straordinariamente, iniziative di riduzione di formato, volte a tutelare due logiche: evitare aumenti di listino e di spreco alimentare, specie laddove resistevano confezioni non più adatte a consumi pratici. Inoltre, abbiamo concordato modifiche di pressione promozionale per periodi tali da attenuare l’avvento di forte inflazione.

In questa situazione quali sono le priorità?

In Gruppo VèGè vorremmo evitare l’applicazione di nuovi, secondi e terzi listini, inevitabilmente motivo di eventuali ed ulteriori differenti posizioni con l’idm. Calo dei consumi, perdita di margine, trasferimento dei consumatori verso altri canali, sono le priorità sulle quali lavoriamo, unitamente alla irrinunciabile competitività che sempre ci contraddistingue. La proposta di condividere per un determinato periodo di tempo anche minore pressione, o l’applicazione di un listino di emergenza a termine dopo il quale tornare al precedente, sono soluzioni del tutto nuove, non facili da comprendere da ambedue le parti, ma sono fonte di dialogo e confronto che rivolgiamo a chiunque dell’industria. E poi la rete vendita: nuovi negozi, operazioni straordinarie delle nostre Imprese, ristrutturazione di quelli meno recenti, maggiori servizi, iniziative nazionali di maketing, scelta assortimenti locali, restano sani a saldi principi commerciali a cui ci ispiriamo: meglio si fanno, maggiori saranno i consumatori che meno privilegeranno altri format.

Quindi all’industria di marca cosa chiedete di fare?

Di scegliere. La gdo non è tutta uguale e forte allo stesso modo: qualcuno non reggerà alla lunga questa competizione. Per questo serve che l’industria di marca prenda una posizione premiando quei retailer che stanno lavorando con risultati positivi e conti economici solidi. Tutti dobbiamo rinunciare a qualcosa e alcune rigidità dell’industria, che rispetto alla gdo ha continuato a registrare redditività più elevate e non risicate, non aiutano a trovare un terreno comune per mantenere soddisfatti i consumatori su qualità e convenienza dei prodotti. Per questo è necessario che l’idm si impegni ad analizzare i progetti, capire chi cresce e chi saranno i capitani del prossimo futuro. Anche perché, dobbiamo lavorare tutti insieme per preservare il valore della nostra produzione agro-alimentare made in Italy, che rischia di essere sempre più penalizzata.

Come Gruppo VéGé come state intervenendo?

Come dicevo, stiamo crescendo in maniera solida: i nostri canali sono tutti in positivo a parità di rete. Continuiamo a svilupparci come dimostrano le 130 nuove aperture effettuate, nell’ultimo anno, nei diversi format dalle nostre aziende socie. Dal 2012, VéGé ha registrato tassi di crescita a due cifre a livello sia di sell-in, il valore di acquisto che più interessa all’idm, sia di sell-out. Per questo siamo fiduciosi, nonostante le criticità dello scenario di mercato. Allo stesso tempo, abbiamo anticipato operazioni importanti, come quella sulla scuola anche al Sud e, da settembre, lanceremo una nuova iniziativa a supporto delle società sportive locali.

BricksLab e MediaWorld: la piattaforma in tutti gli store

BricksLab
Due i tipi di abbonamenti ai contenuti multimediali BricksLab, che offrono anche l’accesso all’archivio storico del Corriere della Sera

La piattaforma digitale di contenuti education ideata da Mr Digital, BricksLab, sceglie MediaWorld per la distribuzione dei propri prodotti. La partnership prenderà il via il 18 agosto quando sarà possibile acquistare presso gli store del marchio una card attivabile online che permette di avere un abbonamento premium annuale. L’abbonamento consente l’accesso agli 11.000 contenuti della piattaforma BricksLab, che viene costantemente aggiornata dai prodotti resi disponibili dai partner. Tra i contenuti presenti, video, audio, presentazioni, podcast, mappe concettuali, materiali interattivi e quiz.

Chi è BricskLab

La piattaforma BricskLab nasce nel 2019 per fornire contenuti didattici dei più importanti editori scolastici, di partner qualificati e di docenti. Si tratta di risorse multimediali sviluppate dall’azienda e materiali reperibili sul web con l’obiettivo di creare un ambiente di apprendimento semplice e ludico che può essere utilizzato dagli insegnanti per creare lezioni interattive, ma anche da studenti che vogliono approfondire gli argomenti e agevolarne il ripasso. “Lavoriamo a stretto contatto con le scuole per favorire l’integrazione digitale, perché siamo convinti che possa portare a una didattica più inclusiva e accessibile che non si limita a trasmettere nozioni agli studenti, ma li rende protagonisti -spiega Andrea Russo, Amministratore delegato di Mr Digital-. Con la piattaforma BricksLab vogliamo dare ai docenti uno strumento in più per integrare facilmente contenuti digitali selezionati nelle loro lezioni”.
La collaborazione tra BircksLab e MediaWorld permette, così, l’ampliamento del bacino di utenza e la possibilità di rendere più semplice l’abbonamento alla piattaforma.

L’abbonamento a BricksLab

L’abbonamento a BricksLab è disponibile in due versioni. La prima offre l’accesso alla piattaforma a 79,90 euro, mentre la seconda aggiunge l’accesso all’archivio storico del Corriere della Sera, il tutto a 99,90 euro. Al momento della registrazione dell’abbonamento, inoltre, sarà possibile scegliere tra il profilo studente e quello docente, che dà la possibilità di costruire lezioni e schede interattive.  

Come si stanno muovendo i big retailer internazionali

Retailer internazionali Kaufland
Un'analisi sui risultati dei retailer internazionali dallo studio Global Powers of Retailing 2022 di Deloitte e dal ranking della National Retail Federation

Tempo di classifiche che analizzano e confrontano l’andamento dei retailer internazionali, indicando chi sale e chi scende, chi punta sul proprio Paese d’origine e chi preferisce misurarsi con l’espansione all’estero. Partiamo da Deloitte e dall’edizione 2022 del suo studio chiamato Global Powers of Retailing, che esamina i risultati finanziari nell’esercizio luglio 2020-giugno 2021 di 250 retailer a livello globale.

Complessivamente, queste realtà hanno registrato un fatturato globale pari a 5.110 miliardi di dollari (poco meno di 4.700 miliardi di euro), mettendo a segno un progresso del 5,2% rispetto all’anno precedente. In testa si conferma per il 20esimo anno di fila Walmart, davanti ad Amazon, con Costco a completare un podio made in Usa.

La classifica dei retailer internazionali

Al quarto posto la prima presenza europea di big retailer internazionali, con la tedesca Schwarz Group (titolare dei marchi Lidl e Kaufland, vendite per 106,4 miliardi di dollari nel 2020), che precede un altro terzetto di realtà americane:The Home Depot (che guadagna due posizioni in un anno, sottraendone una a testa alla coppia che segue), The Kroger e Walgreens Boots Alliance.

Il discounter tedesco Aldi si posiziona ottava, mentre la giapponese JD.com occupa il nono gradino, con un balzo in avanti di quattro posizioni, a testimonianza del successo dell’eCommerce. Chiude la top 10 un altro retailer statunitense, Target Corp, che guadagna una posizione. Nell’ultimo anno solo queste imprese hanno visto aumentare le vendite in media del 12,4%, più del doppio rispetto alle 250 prese in esame. Di pari passo tra le top 10 la marginalità è cresciuta di 0,4 punti percentuali, nonostante la pressione esercitata per l’intensa concorrenza, dall’aumento dei costi del lavoro, dall’inflazione e dagli investimenti online.

La pandemia ha spinto l'eCommerce

“L’anno della pandemia ha registrato una rapida crescita di numerosi player del mondo retail: gli eCommerce sono esplosi grazie al moltiplicarsi degli acquisti online, le aziende specializzate in food & drink che principalmente interagivano con ristoranti e il mondo dell’hospitality hanno visto aumentare le vendite grazie al passaggio al consumo casalingo di numerosi prodotti”, racconta Enrico Cosio, partner e responsabile del settore retail, wholesale & distribution di Deloitte. Che ricorda anche come i retailer specializzati in bricolage e fai da te abbiano avuto “enormi benefici grazie alle attività di rinnovamento delle abitazioni per adattarle alla nuova vita da smart working”.
Questa crescita è stata parzialmente impattata dalle perdite dei retailer in ambito fashion & luxury e travel. Da un lato 69 aziende su 250 hanno registrato vendite in diminuzione rispetto all’esercizio fiscale precedente, dall’altro ben 158 hanno chiuso con profitto. Nel 2019/20 il progresso annuo era stato del 4,4%, mentre, se si considera l’arco temporale quinquennale, il Cagr (indicatore finanziario della crescita media annua) è nell’ordine del 4,7%. Una precisazione: lo studio utilizza tassi di crescita composti e ponderati sulle vendite anziché medie aritmetiche pure; di conseguenza le imprese di grandi dimensioni tendono a pesare di più rispetto alle piccole sul tasso di crescita finale.

I ricavi all'estero dei retailer internazionali

Interessante vedere anche i retailer internazionali con i maggiori ricavi al di fuori del Paese in cui hanno i rispettivi headquarter: nell’ordine, si tratta di Amazon, gruppo Schwarz e Aldi Einkauf. È quanto si ricava dal Top 50 Global Retailers, ranking stilato dalla Nrf National Retail Federation, l’associazione Usa del commercio e da Kantar, società di analisi dei dati e consulenza). Nella top 10 delle vendite all’estero c’è una massiccia presenza di operatori della gdo, a cominciare dal secondo posto di Gruppo Schwarz, che ha una forte focalizzazione sull’Europa e nell’ultimo biennio ha ristrutturato numerosi negozi. A completare il podio è Aldi (98,95 miliardi), protagonista di forti investimenti per migliorare l’esperienza in negozio e online. Al quarto posto troviamo Walmart, che genera oltre l’80% del fatturato nel mercato domestico ed è solo quarta all’estero con vendite pari a 84,34 miliardi di dollari nel corso del 2020. Nel corso del 2021, il gigante della gdo fondato da Sam Walton ha bilanciato il disinvestimento dai mercati internazionali deboli, da ultimo il Sud Africa, con un crescente focus sulle strategie omnichannel e sull’offerta di servizi in store. In questo modo, spiegano gli analisti, ha accresciuto il proprio appeal presso la clientela alto-spendente, ponendosi come concorrente di Amazon (che intanto sta puntando su miglioramenti continui della catena logistica), grazie anche a un potenziamento eCommerce. Al quinto posto troviamo invece l’olandese Ahold Delhaize, che sta puntando soprattutto sugli Usa, seguito dal gruppo francese Carrefour, con buone performance soprattutto in Argentina e Brasile, mentre in nona posizione si colloca la nipponica Seven & I, che sta rapidamente sviluppando il suo modello di minimarket in franchising anche negli Usa.

Wholesale e fashion retail

Tra gli operatori wholesale, da segnalare le performance di CostCo, ottava nel ranking delle vendite internazionali grazie all’espansione soprattutto in Canada e nell’Asia-Pacifico, e il decimo di Metro, focalizzata sull’omnichannel. La riapertura dei negozi ha dato nuovo brio a Ikea, che tuttavia ha visto la sua crescita zavorrata da alcuni colli di bottiglia in sede di approvvigionamento della materia prima, con il risultato che si piazza al settimo posto.
Dal canto suo, la moda resiste alle criticità e continua ad essere tra i settori più rappresentati con otto gruppi tra i primi 50 retailer internazionali per vendite all’estero. A guidare la classifica di settore è H&M (21esima a livello generale), davanti a TJX, Fast Retailing, Sephora (che registra i maggiori progressi da un anno all’altro grazie ai massicci investimenti in nuovi punti di vendita), Inditex (scivolato dal 18esimo al 36esimo posto), Decathlon, C&A e Zalando.
Secondo l’analisi di Nrf, infine, nel 2022 la parola d’ordine è “digitalizzazione”, tanto sul fronte dell’offerta, quanto dell’organizzazione interna.

Sormapaper, packaging resistenti ed eco-friendly per l’ortofrutta

Sorma_Sormapaper Vertbag
Sorma Group arricchisce la gamma delle innovative confezioni monomateriali in carta e cellulosa con nuove soluzioni che preservano la shelf life dei prodotti e, al contempo, ne rendono visibile qualità e grado di maturazione ai consumatori

Nell’evoluzione green del settore ortofrutticolo il packaging svolge un ruolo di primo piano. Alle caratteristiche tecniche di robustezza e traspirabilità, a garanzia di una buona shelf life dei prodotti, si sommano le esigenze dei consumatori, che chiedono visibilità del contenuto e completa riciclabilità.

Sorma, gruppo leader a livello mondiale nella progettazione e realizzazione di sistemi di confezionamento, selezione e pesatura per il settore ortofrutticolo, risponde a tutte queste esigenze con la gamma plasticfree Sormapaper, costituita da vari modelli e formati di confezioni in carta 100% certificata FSC (il marchio della gestione responsabile delle foreste), completamente riciclabili. Le confezioni Sormapaper sono adatte a contenere un’ampia varietà di frutta e verdura (patate, cipolle, agrumi, frutta da nocciolo e ortaggi) fino a un peso di 2 kg e possono essere assemblate dalle confezionatrici Sorma con l’aggiunta di un kit specifico per ogni modello, senza dover quindi investire in macchine apposite per la lavorazione della carta.

L’offerta di modelli e formati della gamma Sormapaper è sempre più completa. Ad arricchirla ulteriormente il rivoluzionario Sormapaper Vertbag, versione in carta e cellulosa della classica confezione in rete Vertbag di Sorma in plastica.

Il Paper Vertbag, pensato per contenere patate e cipolle, è costituito da una rete tubolare in cellulosa, che conferisce visibilità e traspirabilità al prodotto, e da un’ampia banda in carta brandizzabile e personalizzabile.

La rete permette quindi al consumatore di verificare lo stato di conservazione del suo acquisto e il passaggio d’aria tra le maglie favorisce la shelf life del contenuto limitando gli scarti nei punti vendita.

La banda è disponibile in due larghezze, una più stretta per confezioni fino ad un kg e una più larga per grammature fino a 2 kg, ed è stampata senza l’utilizzo di solventi e a favore di colori a base d’acqua.

Altre due novità, specifiche per diverse tipologie di frutta e verdura, sono le retine in cellulosa con etichetta in carta FSC per confezionamento verticale e orizzontale e i cestini retinati, ovvero cestini in carta avvolti da una rete in cellulosa, anch’essi con etichetta in carta FSC. Questi ultimi adatti a ortaggi e frutta più delicati come pesche, nettarine, ciliegie e in generale a tutti i prodotti che solitamente vengono confezionati all’interno di cestini.

Grazie all’innovativa composizione eco-friendly e alle performance tecniche di robustezza e traspirabilità, la linea Sormapaper garantisce un facile riciclo del packaging ed evita lo spreco alimentare inserendosi perfettamente nel percorso di sostenibilità che stanno compiendo aziende e retailer.

Ovs acquisisce il brand bolognese Les Copains

Ovs acquisisce Les Copains
Continua il progetto di rafforzamento di Ovs con l’obiettivo di ampliare la platea di consumatori, acquisendo anche Les Copains

Ovs S.p.A. annuncia l’acquisizione del brand bolognese Les Copains. Il marchio, che si affermò tra gli anni ’70 e ’90, era noto ai giovani consumatori grazie agli iconici minipull a righe e ai giacconi di lana fredda. Ovs intende inserire, quindi, nel suo assortimento anche le collezioni Les Copains continuando a seguire la strategia per rafforzarsi come marketplace. L’obiettivo è quello di ampliare la platea di consumatori e avvicinarsi sempre più ai diversi stili di vita di diverse fasce di clienti, offrendo un ventaglio di referenze completo e adatto alle differenti esigenze d’acquisto.

Inserimento nella rete di vendita

La collezione Les Copains verrà inserita all’interno di una delle insegne del gruppo (non ancora resa nota) a partire dalla primavera-estate del 2023. Il prezzo delle collezioni, come dichiara l’azienda, sarà più accessibile rispetto al passato, in linea con le fasce di prezzo del brand Piombo (parte di Ovs) per un consumatore con un potere d’acquisto medio.

Chi è Les Copains

Lo storico brand, di proprietà della famiglia Zambelli dal 2019, era stato dichiarato fallito lo scorso marzo. Ovs subentra acquisendo Les Copains con un investimento di 1,4 milioni di euro, ma rinunciando al lotto completo. Infatti, le 25 lavoratrici dell’azienda bolognese e i diversi macchinari (ndr, valutati da fonti esterne pari a un valore di quasi due milioni) non sono stati comprati dal gruppo guidato da Stefano Beraldo. “Una vicenda che ci lascia sorpresi e anche delusi -commenta Eros Bolognesi della Filctem-Cgil-. Sorpresi per il fatto che nessun altro acquirente si sia presentato all’asta, mentre a suo tempo oltre una ventina di aziende e un paio di fondi avevano mostrato interesse, non solo per il marchio, ma alcuni anche a tutto il pacchetto industriale. Delusione, invece, per le 25 lavoratrici, molte delle quali hanno lavorato per diversi anni all’interno di Les Copains contribuendo alla sua crescita e alla sua storia”.
Le lavoratrici riceveranno la cassa integrazione fino a fine anno, resta da capire se Ovs avrà intenzione di assumerle a sua volta e su questo Bolognesi aggiunge: “Per il momento non abbiamo notizie. Purtroppo, da questa vicenda si rischia di perdere professionalità e che il tessuto imprenditoriale e cittadino bolognese perda un marchio storico come Les Copains”.

 

Sviluppo rete in Area 4 dal 22 al 29 luglio 2022

Multicedi (VéGé) procede a ritmo sostenuto il piano di espansione e cresce a Potenza con un Decò Maxistore e a Caianello (CE) con Decò Superstore. Anche Eurospin si rafforza a Tricase (Le)

DECO' MAXISTORE
Via della Meccanica 3
Potenza
1.000 MQ
Multicedi (VéGé)

Data di apertura
22 luglio 2022
Format e location
Il punto di vendita si allinea alla consueta formula dell'insegna.
Offerta
Sono oltre 10.000 le referenze in assortimento che comprendono 1.000 prodotti Decò e 150 Gastronauta.
Servizi
Orario: lun-sab 9-21; domenica 9.30-13.30 e 17.20.
Addetti e casse
Occupa 28 persone e dispone di cinque casse.

DECO' SUPERSTORE
Via Ceraselle
Caianello (Ce)
1.600 mq
Multicedi (VéGé)

Data di apertura
23 luglio 2022
Format e location
Il punto di vendita si trova all'interno del centro commerciale Vento Forte, adiacente il petstore Ayoka.
Offerta
Conta in assortimento 15.000 item con enfasi ai freschi, aree dedicate al proteico, al vegan, al nickel free.
Servizi
Orario: lun-dom 8.30-20.30. Effettua sconto agli over 65 ed è dotato di un ecompattatore.
Addetti e casse
Dà lavoro a 40 collaboratori e dispone di cinque casse.

EUROSPIN
Via Vittorio Emanuele II
Tricase (Le)
Eurospin

Data di apertura
23 luglio 2022
Format e location
Lo store è stato realizzato sulla strada provinciale 81, in area periferica.
Offerta
L'offerta comprende migliaia di articoli alimentari e non alimentari.
Servizi
Orario: lun-sab 7.30-21.30; domenica 8-13 e 16.30-21.
Addetti e casse
Non disponibile.

Disponibile da MediaWorld la card di BricksLab

Dal 18 agosto negli store di MediaWorld sarà disponibile la nuova Card BricksLab per attivare l’abbonamento alla piattaforma digitale per studenti e docenti

La card di BricksLab, piattaforma digitale di contenuti education ideata da Mr Digital, unisce i contenuti didattici dei più importanti editori scolastici, di partner qualificati e docenti con risorse multimediali originali sviluppate internamente e ulteriori materiali reperibili sul web. Grazie alla nuova partnership con la catena MediaWorld, la card sarà disponibile a partire dal 18 agosto nei 116 store sul territorio nazionale con la possibilità di abbonamento annuale Premium, che consente l’accesso a tutti gli oltre 11.000 contenuti didattici della piattaforma tra cui video, audio, presentazioni, podcast, mappe concettuali, materiali interattivi e quiz. “Con la piattaforma BricksLab vogliamo dare ai docenti uno strumento in più per integrare facilmente contenuti digitali accuratamente selezionati e di qualità nelle loro lezioni e permettere ad alunni e alunne di ogni ordine e grado di ripassare o approfondire i contenuti studiati a scuola, ma anche di esplorare nuovi mondi, grazie alla possibilità di reperire facilmente le risorse, in un ambiente di navigazione sicuro”,  dichiara Andrea Russo, Ad di MR Digital.

Le modalità di attivazione

La card è disponibile in due versioni: la prima, dal costo di 79,90 euro, offre l’accesso a BricksLab, mentre la seconda, dal costo di 99,90 euro, aggiunge l’accesso all’archivio storico del Corriere della sera. Inoltre, è possibile scegliere fra due profili: studente, pensato per offrire ad alunni e alunne delle scuole di ogni ordine e grado un luogo in cui reperire agevolmente e in totale sicurezza contenuti di qualità; docente per gli insegnanti con la possibilità di costruire lezioni interattive e schede da condividere con i propri studenti. In questa seconda possibilità è presente anche lo spazio Community per potersi confrontare con altri docenti.

Sviluppo rete in Area 3 dal 22 al 29 luglio 2022

Gruppo Gabrielli consolida la presenza dell'insegna Tigre Amico con un punto di vendita aperto a Roma.

TIGRE AMICO
Via Circonvallazione Appia 53
Roma
250 mq
Gruppo Gabrielli

Data di apertura
22 luglio 2022
Format e location
Lo store si trova in un'area periferica, tra il quartiere Tuscolano Nord e Appio Latino.
Offerta
Offre in assortimento 4.960 referenze alimentari e 990 non alimentari.
Servizi
Orario: lun-sab 8-21; domenica 9-20.
Addetti e casse
Vi lavorano nove addetti.

Esselunga è il primo partner dei Giochi olimpici 2026

partnership esselunga giochi olimpici invernali
I Giochi olimpici invernali mettono al centro il tema della sostenibilità ambientale, sociale e di governance, con la collaborazione di Esselunga

Esselunga è il primo partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali che si terranno in Italia, siglando la collaborazione con la Fondazione Milano Cortina 2026. L’azienda si fa, così, portatrice dei valori legati al benessere di un’alimentazione sana e un corretto di stile di vita. “Siamo molto felici di poter annunciare questa partnership -commenta Marina Caprotti, presidente esecutivo dell’azienda-. Ogni giorno lavoriamo per contribuire a generare valore per il nostro Paese attraverso piani di sviluppo sostenibili e politiche che si pongono tra gli obiettivi prioritari il sostegno al made in Italy. La decisione di affiancare il Comitato Olimpico per I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 risponde alla volontà di dare il nostro contributo per far conoscere ulteriormente l’eccellenza italiana nel mondo e celebrare i valori che lo sport rappresenta e che trovano la massima espressione nelle Olimpiadi”.

I valori Esselunga: sostenibilità, benessere, sport

Per Esselunga sostenere i Giochi Olimpici significa rafforzare l’impegno verso persone, comunità e territorio, tutti aspetti che fanno parte della strategia aziendale focalizzata sulla sostenibilità, valori imprescindibili anche per il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026.

partnership esselunga giochi olimpici invernali
Diana Bianchedi, games project director di Milano-Cortina 2026
Roberto Selva, chief marketing & customer officer di Esselunga

“Con il sostegno ai Giochi di Milano Cortina 2026 aggiungiamo un altro tassello al nostro impegno per i clienti e la comunità, che rappresentano alcuni dei pilastri della nostra strategia di sostenibilità -aggiunge Roberto Selva, chief marketing & customer officer di Esselunga-. L’attività sportiva evoca da sempre l’attenzione per la sana e corretta alimentazione che Esselunga promuove sia nell’offerta ai clienti che nella realizzazione di iniziative speciali”.

Esg al centro dei Giochi olimpici invernali

Anche il Coni (Comitato olimpico nazionale italiano) commenta la decisione di collaborare con Esselunga, partnership già siglata in occasione dei Giochi di Tokyo, sottolineando l’impegno preso con la società per porre al centro della manifestazione il tema della sostenibilità in tutte le sue sfaccettature: “È con grandissimo piacere che accogliamo Esselunga nella squadra dei partner -commenta Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 e del Coni-. L’Agenda Olimpica 2020 + 5, introdotta dal Comitato internazionale olimpico, ha segnato una svolta nella storia dello sport. Per questa ragione siamo felici che Esselunga abbia scelto di camminare al nostro fianco in questa magnifica avventura testimoniando ancora una volta il proprio legame con il mondo dello sport e con i valori che Milano Cortina 2026 vuole rappresentare”.
Il Ceo della Fondazione Milano Cortina 2026, Vincenzo Novari, anticipa: “Questo è il primo di una serie di accordi di grande valore che presto verranno annunciati e che saranno fondamentali per la realizzazione dei nostri Giochi”.

Autogrill e Tamoil, partnership trentennale a Herrlisberg

Autogrill forma i nuovi talenti per la ristorazione
Gruppo Autogrill rafforza la sua presenza in Svizzera con la nuova area di servizio Tamoil, nel cantone di Zurigo, operativa dall'inizio del 2023

Autogrill consolida la presenza in Svizzera rafforzando la collaborazione con Tamoil, un partner importante per il gruppo italiano leader nella ristorazione per i viaggiatori. Lo conferma Andrea Cipolloni, Ceo di Autogrill Europa: “Siamo lieti di consolidare ulteriormente la nostra presenza in Svizzera e di rafforzare la collaborazione con Tamoil, nostro importante partner. La scelta di effettuare concessioni di così lungo termine rappresenta un unicum rispetto ad altri paesi europei e riflette una visione di stabilità del mercato che premia operatori altamente qualificati come Autogrill, capaci di garantire qualità elevata e costante nel tempo”. La collaborazione sarà attiva a partire dal 2023.

Tamoil, gruppo svizzero che opera nel settore petrolifero, in stretta collaborazione con Autogrill, ha vinto una nuova concessione per la gestione dell’area di servizio autostradale Herrlisberg Nord (Cantone di Zurigo). La concessione dura 30 anni (con un’opzione per ulteriori 10) e prospetta un fatturato di circa 400 milioni di euro (cambio FY2021 €/CHF: 1,08) stimato sui trent’anni: il 40% proviene dal settore oil e il 60% dal food e retail, con i locali di Autogrill a insegna GranBar, Holy Cow e Spar.

I format Autogrill

L’offerta Autogrill per l’area di servizio di Herrlisberg Nord prevede i format GranBar, Holy Cow e Spar express. GranBar, prima del suo genere in Svizzera, è una caffetteria italiana con posti a sedere. Gli ospiti possono gustare ogni giorno il caffè Kimbo appena preparato, dalle prime ore del mattino fino a tarda sera, e scegliere tra un’ampia selezione di snack, dai croissant ai panini e spuntini caldi.

Holy Cow è un concept nato a Losanna che ha rivoluzionato la gastronomia svizzera dei burger. Seguendo la filosofia “un hamburger gourmet preparato con i migliori prodotti locali, servito in meno di 10 minuti”, il gruppo gestisce 13 ristoranti in Svizzera.

Nello Spar express (superficie di vendita 120 mq, aperto 24/24 per tutto l'anno) i clienti hanno a disposizione un’ampia selezione di alimenti freschi e di prodotti alimentari e di prima necessità.

Architettura sostenibile

L’area di servizio Herrlisberg Nord è al km 123.650 dell’autostrada A3, una delle più importanti direttrici svizzere, che registra un traffico giornaliero superiore a 55.000 veicoli. La nuova area di servizio si caratterizza per un’architettura finalizzata a creare un ambiente luminoso, grazie alla prevalenza di materiali come vetro e legno. Non mancheranno, in ottica di risparmio energetico e sostenibilità, l’impianto fotovoltaico e le pompe di calore.

La rete di vendita al dettaglio di Tamoil si articola in 250 stazioni di servizio distribuite in tutto il paese, con e senza personale. Per l'area di servizio di Herrlisberg Nord, l'offerta tradizionale di carburante sarà integrata da stazioni di ricarica elettrica.

"Con Autogrill siamo riusciti a trovare un partner esperto e un leader nel campo del food&beverage per tutti i viaggiatori in località ad alto afflusso -commenta Hans Boesch, responsabile della rete retail di Tamoil-. Siamo lieti di delegare questa parte molto importante del progetto ad Autogrill e di collaborare con loro per la prima volta in Svizzera".

Maiora Despar Centro Sud punta allo sviluppo della rete commerciale

Maiora Despar Centro Sud Interspar
Maiora-Despar Centro Sud ha in previsione 16 nuove aperture, tre punti di vendita in Puglia e un cash&carry in Calabria, e ulteriori progetti di restyling

Approvato il bilancio 2021 di Maiora-Despar Centro Sud con risultati record (900 milioni di euro in giro d’affari), segno che l’importante lavoro di rinnovamento, il restyling dei punti di vendita e le acquisizione avvenute hanno dato i loro frutti. Prosegue il programma di investimenti previsti per per il quinquennio 2021 al 2025, che prevede lo stanziamento di oltre 70 milioni di euro, per espandere tutti i canali di vendita. “Siamo certi che la crescita non passa a prescindere dal valore delle professionalità e da un piano di investimenti costante e strategico”, commenta il presidente e amministratore delegato Pippo Cannillo.

Nuovi punti di vendita Maiora-Despar Centro Sud

Il programma di Maiora-Despar Centro Sud prevede 16 aperture, di cui tre nuovi punti di vendita in Puglia e un cash&carry in Calabria. Inoltre, sono in progetto ulteriori ristrutturazioni di punti di vendita preesistenti. Nel 2021, nonostante le difficoltà della pandemia, il piano di ristrutturazione della rete - con un focus particolare in Calabria - è stato realizzato regolarmente con un investimento rilevante in sostenibilità: è partito a maggio con le riaperture nella provincia cosentina del Despar a Cetraro e degli Interspar a Belvedere Marittimo e a San Marco Argentano e proseguito successivamente con la ristrutturazione radicale presso l’Interspar di Corato e la nuova apertura dell’Interspar a Catanzaro, nel Centro Commerciale “Le Aquile”. Inoltre, sono stati realizzati una piattaforma ittica a gestione diretta e laboratori per la produzione del pane in alcuni punti vendita. Inoltre, sono stati realizzati una piattaforma ittica a gestione diretta e laboratori per la produzione del pane in alcuni punti vendita (Vedi: https://www.gdoweek.it/video-tour-il-nuovo-format-di-cash-carry-altasfera/).

Lidl in Germania propone a noleggio una city car elettrica

lidl auto elettrica noleggio
In partnership con Like2Drive, il servizio prevede un abbonamento mensile con un canone scontato a 222 euro, invece di 269, per i soci Lidl Plus

In Germania Lidl ha introdotto la possibilità di noleggiare una auto elettrica compatta in abbonamento a 269 euro al mese, scontato a 222 euro per i soci Lidl Plus. Si tratta di una Elaris Finn, una city car elettrica dalle dimensioni di una Smart, prodotta in Cina, importata nel paese e inserita nel servizio di noleggio Like2Drive, partner dell'operazione.

L'auto elettrica si può prenotare tramite l'app Lidl Plus che reindirizza al sito della società di noleggio.

Non è la prima volta che Lidl propone auto elettriche

L'insegna tedesca aveva già in passato proposto la formula in abbonamento per alcune auto a zero emissioni, lo scorso anno per esempio aveva testato, con molto successo, la formula a noleggio sulla Nissan Leaf, una berlina a quattro posti, decana delle auto elettriche.

La Elaris Finn, l'auto proposta da fine giugno per i soci Lidl Plus, è invece una due porte compatta con un'autonomia di circa 300 km, grazie alla batteria da 32 kWh e una velocità massima di 115 km/h. Può caricare fino a 30 kW alle colonnine in corrente continua (Dc) e fino a 11 kW in corrente alternata (Ac), alla massima potenza una carica completa avviene in poco più di un'ora. Questa iniziativa è per ora disponibile nei Lidl in Germania e non ne è prevista una simile in Italia.

Sviluppo rete in Area 2 dal 22 al 29 luglio 2022

Cresce la presenza dell'insegna In's Mercato (Gruppo Pam) che realizza nuove aperture a Fornovo di Taro (Pr) e a Treviso, in linea con la formula della catena

IN'S MERCATO
Piazza del Mercato 13
Fornovo di Taro (Pr)
600 mq
In's Mercato (Pam)

Data di apertura
20 luglio 2022
Format e location
Lo store rispecchia la formula dell'insegna con focus sui reparti In's Pescheria, In's Orto e In's Forno.
Offerta
In assortimento migliaia di item food e non food.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20; domenica 9-13 e 15.30-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

IN'S MERCATO
Via Col di Lana
Treviso
600 mq
In's Mercato (Pam)

Data di apertura
27 luglio 2022
Format e location
Lo store si trova in un'area centrale non lontano dal fiume Sile.
Offerta
Come da tradizione dell'insegna.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20; domenica 9-13 e 15-20.
Addetti e casse
Nd

I Love Poke, regioni meridionali traino dello sviluppo

Il 70% delle nuove aperture I Love Poke è nel Sud. La catena ha 140 punti di vendita in tutta Italia. Entro fine 2022 prevede di arrivare a 200

In pochi anni, dal debutto nel 2017 ad oggi, I Love Poke ha raggiunto i 140 punti di vendita e non si ferma qui: gli obiettivi per la fine del 2022 sono ambiziosi, e mirano a raggiungere quota 200 locali, entrando anche nelle cinque regioni dove ancora non è presente: Basilicata, Calabria, Liguria, Molise, Valle d’Aosta. La catena fondata nel 2017 da Michael Lewis e Rana Edwards ha puntato molto, soprattutto nel 2022, sul Mezzogiorno, dove si è concentrato il 70% delle nuove aperture di quest'anno, ben 20 locali, che sfidano arancini, orecchiette e pizza, per andare incontro alle esigenze dei consumatori più attenti a un’alimentazione leggera. Certo, non immaginiamo sia cosa facile convertire abitudini e cultura gastronomica del consumatore meridionale, avvezzo a una cucina molto ricca e corposa, ben lontana dalle ciotole hawaiane, non tanto come ingredienti (pesce e verdura abbondano anche nelle regioni del Sud), quanto come filosofia del cibo. C’è da dire che il caldo infernale di queste settimane facilita l’incontro con il poke per una pausa pranzo più leggera o una cena non troppo impegnativa sul piano peptico, ma non priva di gusto: I Love Poke ha già raggiunto alcune delle principali mete vacanziere degli italiani a sud, da Palermo a Catania, da Siracusa a Salerno, da Foggia a Napoli.

Un nuovo format: il container

Rimaniamo nel Mezzogiorno: a breve è prevista la seconda apertura a Catania, dove I Love Poke si è già fatto notare al centro commerciale Etnapolis con il suo primo container: un format d’impatto, smart e funzionale, che si può posizionare in qualsiasi luogo. Il container permette di preparare ovunque le poke bowl: al suo interno c’è tutto il necessario, dalle celle frigo al banco dedicato alle preparazioni.

Altre inaugurazioni sono in programma entro agosto: a Pisa, centro commerciale Pontedera, e a Torino Botticelli, settimo store nel capoluogo piemontese. I Love Poke debutta, poi, in due regioni ancora non presidiate: Friuli-Venezia Giulia (Udine, centro commerciale Città Fiera) e Trentino-Alto Adige, doveha inaugurato un locale all’Algo Shopping Center di Merano. A settembre, previste due nuove aperture nella Capitale: con i punti di vendita di via Andrea Doria (quartiere Prati) e del Dima Shopping Bufalotta, salgono a 10 gli store di I Love Poke a Roma.

 

 

 

 

 

Gap, Balenciaga e Kanye West insieme per un flagship store

Lo store Yeezy Gap Engineered by Balenciaga è stato annunciato e promosso proprio attraverso un videogame firmato Kanye West

Al centro di Manhattan, a Times Square, nella Grande Mela apre un flagship store avveniristico nato dalla collaborazione tra Gap, Balenciaga e il rapper Ye (alias Kanye West). Lo store Yeezy Gap Engineered by Balenciaga è stato annunciato e promosso proprio attraverso un videogame firmato Kanye West. All'interno del punto di vendita è stata inserita una postazione virtuale e videoludica per valorizzare l'esperienza di acquisto dei consumatori. Nella sede di Time Square, il secondo piano è stato ridisegnato per ospitare per la prima volta la collezione fisica di Gap, disponibile anche online a livello globale su Yeezy Gap, Balenciaga.com, così come sui siti partner online di Balenciaga, Farfetch .com, Mytheresa.com e Luisaviaroma.com.

Inoltre, una selezione della collezione Yeezy Gap Engineered by Balenciaga è ora disponibile presso le sedi Gap in Arizona, California, Connecticut, Florida, Illinois, Massachusetts, Missouri, New Jersey, New York, Ohio, Oklahoma, Pennsylvania, Tennessee, Texas, Virginia e Washington.

PRG Retail Group acquisisce Toys”R”Us Iberia

L’acquisizione, finanziata totalmente con risorse interne della società, porterà PRG Retail Group a consolidare la propria posizione nella penisola iberica

Attraverso le controllate in Spagna e Portogallo, PRG Retail Group acquisisce gli asset della società Toys”R”Us Iberia, assicurando la continuità del marchio, di proprietà di WHP Global. L’acquisizione, finanziata totalmente con risorse interne della società, porterà PRG Retail Group a consolidare la propria posizione nella penisola iberica dove opera con il marchio Prénatal e una rete di 46 negozi, di cui 35 dislocati in Spagna e 11 in Portogallo, i siti di eCommerce, il polo logistico, le sedi di Madrid e Lisbona con un organico complessivo di circa 800 persone. Le vendite nette per i negozi facenti parte del perimetro di acquisizione si prevedono pari a 100 milioni di euro già nel 2022, generati da circa 2,5 milioni di transazioni di cui il 10% su piattaforme digitali.

Le dichiarazioni

Siamo entusiasti per questa nuova grande avventura, e pronti a portare in Spagna e Portogallo il modello che stiamo applicando con successo in Italia e con il quale intendiamo crescere per divenire il primo hub dedicato alla famiglia in Europa, capace di proporre ai clienti un’offerta specializzata e completa di giocattoli, abbigliamento e prodotti di puericultura in negozi altamente qualificati, multiformato e multi-insegna” dichiara Amedeo Giustini, Ceo di PRG Retail Group.

Per questo, procederemo con velocità alla condivisione dell’esperienza acquisita da PRG nella costruzione e nella gestione della customer journey del Cliente su un insieme integrato di touchpoint fisici e digitali, investiremo per innovare le attuali tecnologie e per ottimizzare i processi, a partire da quelli di acquisto. Anche in Spagna e Portogallo intendiamo divenire il primo partner delle mamme e delle famiglie che crescono, dal momento della gravidanza a tutte le fasi di vita dei bambini" aggiunge Paloma Perez, già Ad di Toys”R”Us Iberia che rimarrà alla guida del business.

Il business globale di Toys”R”Us si struttura attraverso 900 negozi ed eCommerce in oltre 25 Paesi. Siamo felici di poter iniziare a lavorare insieme al team di PRG. Al contempo, continueremo a portare avanti il nostro approccio strategico che mira all’espansione del brand Toys”R”Us negli attuali e in nuovi mercati in tutto il mondo” commenta Yehuda Shmidman, chairmain e Ceo di WHP Global Toys”R”US.

Kfc Italia assume a diversi livelli: “Da noi la formazione interna è prioritaria”

Corrado Cagnola, ad di Kfc Italia, ci spiega il punto di vista di una delle più grandi catene della ristorazione sul problema dell'occupazione

I ristoranti Kfc-Kentucky Fried Chicken sono oggi in 14 regioni italiane. Una delle aperture più recenti è quella nel centro commerciale Shopville Gran Reno a Casalecchio di reno. Dal 2014, anno in cui il marchio del Colonnello Harland Sanders ha debuttato nel nostro paese, sono oltre 1.400 i posti di lavoro creati da Kfc in Italia: il 52% sono donne. È vero che in mezzo, nel 2020, c'è stata la pandemia, con tutti gli strascichi che ben conosciamo. Ma sono più di 10 milioni sono i clienti serviti nel 2021, per un giro annuo d’affari complessivo di circa 65 milioni di euro.

Il sistema Kfc continua a creare occupazione sul territorio e in particolare tra i giovani. Ad oggi, le 256 posizioni a tempo pieno o part-time sono così distribuite: 175 Team Member, 69 Team MemberCook, 6 Team Leader, 5 Assistant Restaurant General Manager e un Restaurant General Manager. Di queste posizioni, 110 si trovano al Nord, 39 al Centro e 107 al Sud, con alcune delle aperture recenti o imminenti a fare da traino per quantità di posti di lavoro offerti. Le opportunità di lavoro nei ristoranti Kfc sono in continua evoluzione, con i dettagli sempre aggiornati sulle assunzioni insieme alle specifiche che riguardano i requisiti richiesti per ogni posizione.

Corrado Cagnola, ad di KFC Italia

Abbiamo posto a Corrado Cagnola, Ad di Kfc Italia, alcune domande sul tema occupazione nella ristorazione, un problema che si è complicato soprattutto negli ultimi mesi e che riguarda fra l'altro anche le attività turistiche.

Cosa ne pensa dell'attuale scarsità di manodopera nella ristorazione lamentata dalle associazioni di riferimento?
Cagnola. Il sistema Kfc è strutturato in franchising, e sono quindi di franchisee che assumono direttamente le persone. I nostri franchisee riscontrano difficoltà nel trovare lavoratori da circa un anno. La situazione, però, varia molto anche a seconda delle aree geografiche: ci vengono segnalate maggiori difficoltà a trovare personale nel Nord rispetto al Sud, nelle grandi città e nelle aree con forte turismo stagionale rispetto ai piccoli centri urbani. I nostri franchisee lamentano difficoltà sia in prima istanza nel ricevere candidature e cv, sia successivamente ai colloqui, per concretizzare l’assunzione. Chi si candida spesso non accetta i turni di lavoro che includono i week end oppure li accettano ma lasciano il lavoro dopo 6-7 giorni spesso proprio per via dei turni. Inoltre, in virtù di tale situazione, i migliori talenti vengono corteggiati non solo dalla concorrenza ma anche da altri player del settore della ristorazione, hanno quindi molte opportunità e non sempre si riesce a trattenerli.

Quanto è d’accordo da 1 a 5 (1 non d’accordo, 5 completamente concorde), con le seguenti quattro affermazioni:
A. Il reddito di cittadinanza ha disincentivato la ricerca di lavori nella ristorazione. Voto 5. Condivido l’opinione più volte ribadita anche da diversi esponenti della Fipe e di Confimprese che il reddito di cittadinanza così come è studiato disincentiva la ricerca di lavoro.

B. Le retribuzioni nel settore ristorazione commerciale (fast/casual food) sono -in media- basse o non sufficienti secondo i candidati e chi cerca lavoro
Voto 3. Il salario minimo Fipe è troppo vicino al reddito di cittadinanza. Fonte Fipe, il Contratto collettivo nazionale di lavoro per la ristorazione prevede una retribuzione minima mensile per un cameriere professionista di 1.500 euro lordi (ossia circa 1.250 euro netti), con 14 mensilità e 40 ore di lavoro settimanali. Più nel dettaglio, un apprendista cameriere guadagna mensilmente 700 euro e un cameriere professionista prende in media, al mese, 1.250 euro Ma nella stagione estiva la media può arrivare anche a 1.450 euro. Inoltre c’è un problema legato al cuneo fiscale e contributivo e al gap troppo ampio fra retribuzione netta e costo azienda.

C. C’è scarsità di lavoratori qualificati. Il futuro è formarli nell’azienda (scuole e/ accademie interne)
Voto 5. I franchisee di Kfc non ricercano necessariamente lavoratori qualificati poiché abbiamo un sistema di formazione interno molto efficace a cui partecipano tutti i nuovi Team Member. Inoltre non ci sono scuole specifiche per il nostro settore: dopo 4 anni di alberghiero noi dobbiamo ripartire quasi da capo. Impossibile trovare un manager o un direttore di ristorante formati da una scuola. Anche per questo la formazione da noi è prioritaria e i percorsi formativi sono mirati per le diverse figure professionali. Dal franchisee, agli store manager, al cuoco, agli addetti alla sala e alla cassa: tutti seguono un percorso di formazione specifico. La durata del training varia dalle 2 settimane per il personale di cassa o sala, alle 6-8 settimane per chi lavora in produzione, fino ad arrivare ai 3-6 mesi per i responsabili di turno e il direttore del ristorante.

D. C’è molto turnover?
Voto 3. Storicamente il turnover nel sistema Kfc Italia è molto basso. Tuttavia al momento non possiamo calcolare un vero e proprio tasso di turnover perché il dato sarebbe viziato dalla situazione specifica. Infatti i nostri franchisee stanno avendo difficoltà a trovare nuovo personale per sostituire chi se ne va e questo innesca un meccanismo a catena perché aggiunge lavoro al personale rimasto nel ristorante che quindi è più propenso a cercare un nuovo lavoro.

Esselunga lancia Presto a casa e rafforza la spesa online

La catena di proprietà della famiglia Caprotti attiva nuove soluzioni per facilitare le operazioni di acquisto e di consegna a casa, rafforzando le disponibilità per la spesa online

Nuove soluzioni per gli acquisti online dedicate ai clienti Esselunga. L'insegna propone infatti una serie di attività per facilitare la spesa e ampliarne le possibilità di consegna.

Presto a casa, home delivery entro tre ore

Tra le novità, ecco Presto a casa con consegna a domicilio entro tre ore dall'ordine, usufruibile solo nel caso di acquisti effettuati tramite app dedicata. La consegna della spesa potrà essere effettuata esclusivamente nelle zone specificate sull’App e nella fascia oraria indicata dal cliente.

Questo servizio prevede la consegna gratuita per persone diversamente abili. Per poterne usufruire, la persona diversamente abile dovrà essere affetta da una patologia per la quale sia riconosciuta un'invalidità pari o superiore al 60%. In questo caso si dovrà compilare il form inserendo i dati richiesti sul sito dedicato e allegare la copia di idonea certificazione della competente Asl attestante la percentuale di invalidità (certificato di invalidità ad uso aziendale) senza indicazione della relativa patologia. Allo stesso link il cliente deve anche fornire il consenso all'informativa per il trattamento dei dati personali.

La consegna nelle località di vacanza

Nei Comuni della costa ligure e toscana, in riviera romagnola e in altre località di vacanza, il gruppo ha potenziato le promozioni di consegna a domicilio con consegne a 2.90 euro fino al primo settembre per ordini superiori a 110 euro. Questa operazione è accompagnata dal claim Estate dove vuoi, alla spesa pensiamo noi. Per i nuovi registrati il primo contributo di consegna è gratuito con una spesa minima di 40 euro.

L'omnicanalità secondo Esselunga

I servizi già citati vanno ad aggiungersi alle soluzioni attive e adottate da Esselunga che sta continuando a rafforzare la sua presenza omnichannel. Tra le iniziative disponibili, la catena dispone del Clicca e vai con ritiro da parte del cliente presso il punto di ritiro degli store della rete. In questo caso il cliente dovrà scegliere tra il parcheggio dei punti di vendita indicati sull'App e sul sito e la fascia oraria. A ciò si aggiunge anche la possibilità del Locker con ritiro nelle aree già predisposte.

Per le varie attività, i prezzi e le promozioni sono calcolati al momento dell'inoltro dell'Ordine o al momento della modifica dello stesso con successiva conferma da parte di Esselunga. Infatti, così come l'insegna tende a sottolineare nelle note informative, i prezzi dei prodotti e le promozioni presenti on-line potrebbero essere diversi da quelli applicati nei punti di  vendita. Infine, i buoni sconto immediati presenti sulle confezioni e i buoni sconto redimibili su acquisti successivi non sono utilizzabili per le spese on line. Per usufruire di buoni sconto redimibili su acquisti successivi è necessario recarsi nei punti di vendita.

laEsse e Deliveroo Hop

Esselunga entra anche nel servizio di quick commerce, e lo fa con Deliveroo Hop. Attraverso la piattaforma standard di Deliveroo, infatti, è possibile ordinare il servizio di Qcommerce esclusivamente dall'insegna laEsse e nel perimetro milanese. Il servizio è attualmente in fase di test, e si prevede la partenza ufficiale a settembre. Inoltre, il Qcommerce di Deliveroo e laEsse permetterà di accumulare i punti Fìdaty.

Sviluppo rete in Area 1 dal 22 al 29 luglio 2022

Pam Arimondo Diano Marina
Nuova location per il supermercato Pam di Diano Marina (Im) che riapre con alcune novità. Cresce anche l'insegna Punto. con uno store a Torino in una location storica

PAM
Viale Kennedy 107
Diano Marina (Im)
589 mq
Pam Panorama

Data di apertura
21 luglio 2022
Format e location
Il supermercato si è trasferito dal civico 9 al 107 della stessa via ed è stato realizzato in collaborazione con il partner Arimondo, che opera con 23 store Pam. Si trova a circa 300 metri dal mare.
Offerta
L'area freschi rispecchia la formula della catena con ortofrutta, salumi e formaggi, la gastronomia Arimondo, l’area forno, la macelleria Tallone e la pescheria, una novità rispetto allo store precedente.
Servizi
Orario: lun-dom 8-20.30. Propone la spesa a domicilio.
Addetti e casse
Impiega 20 addetti.

PENNY.
Corso Vittorio Emanuele 52
Torino
360 mq
Penny Market Italia (Rewe)

Data di apertura
21 luglio 2022
Format e location
Si trova a pochi passi dalla stazione di Torino Porta Nuova, ad angolo con via Rattazzi, all'interno di un edificio storico di pregio, Palazzo Priotti, noto per essere una delle prime architetture Liberty della città.
Offerta
Conferma un assortimento per il 75% di prodotti italiani, con una particolare attenzione ai regionalismi ed alle produzioni locali. Il negozio è dotato di una gastronomia servita con referenze territoriali di rinomati brand locali.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 9-13 e 15-20.
Addetti e casse
Assunti 11 collaboratori di cui otto donne.

Mirta sbarca nell’offline con il suo primo pop-up store

Mirta potenzia la strategia omnichannel e debutta offline con il suo primo temporary store realizzato a Firenze grazie alla collaborazione con Ireri

Lo showroom digitale Mirta apre il suo primo temporary store, uno spazio shop in shop realizzato a Firenze, all’interno della boutique Ireri, brand fiorentino di borse e accessori di alta gamma e Made in Italy. Il corner si sviluppa su un'area di 120 mq in Via de Gondi, all’interno dello storico Palazzo Gondi e a due passi da Piazza della Signoria. L'offerta comprende i prodotti handcrafted di una selezione di brand presenti anche su Mirta che spaziano dall'abbigliamento alle borse e accessori fino alle calzature.
Questo debutto si affianca alla strategia digital di Mirta per permettere a brand, store owner, KOL e clienti di entrare in contatto tra loro attraverso un’esperienza di shopping omnichannel. Ad oggi Mirta conta oltre 400 brand provenienti da Italia, Spagna, Francia e Portogallo; oltre 10.000 item in diverse categorie, dall’abbigliamento alle calzature, dagli accessori alla gioielleria; oltre 5.000 curator internazionali (50% da Nord America, 35% da Asia e 15% da Europa) e oltre 60 dipendenti under 30.

Siamo molto orgogliosi di aver avviato questa collaborazione con Ireri e di aver inaugurato il nostro primo temporary shop in una città dal respiro internazionale come Firenze. Per noi è il primo passo verso una strategia omnicanale, infatti siamo fermamente convinti che un’esperienza phygital permetta a brand, store owner e clienti di dialogare tra loro, condividere gli stessi valori e creare una community sempre più fidelizzata e consapevole” affermano i founder di Mirta, Ciro Di Lanno e Martina Capriotti.

Osservatorio Confimprese-EY, ristorazione e travel tornano a correre

Mario Maiocchi
L'Osservatorio Confimprese-EY registra nel mese di giugno 2022 sullo stesso mese 2020 ottimi incrementi per ristorazione (+11,4%) e "travel" (+65,5%)

L’Osservatorio Confimprese-EY sui consumi analizza i dati di giugno 2022 sullo stesso mese 2021 e mostra segni in linea con l’anno precedente, con il totale mercato che chiude a +0,6%, rimanendo, però, ancora negativo rispetto ai livelli pre-pandemia, a -3,9% rispetto allo stesso mese 2019. L'anno progressivo 2022 si attesta su un -7,4% rispetto al 2019 che mostra segni di riduzione mese dopo mese.

Dimenticando un attimo il confronto con il 2019, la ristorazione torna comunque a correre: a giugno 2022 gira a +11,4% rispetto a giugno 2021. In lieve contrazione il retail non food: chiude il mese di giugno a -2% rispetto a giugno 2021, ma nei primi 6 mesi ha comunque registrato un +7,6% rispetto al 2021 ed è ancora il settore con i trend migliori rispetto al 2019 con un dato mensile del +15,9% e un +5% rispetto all'anno progressivo. Abbigliamento-accessori registra -3,7% nel mese di giugno 2022 rispetto a giugno 2021.

"Il mese di giugno chiude solo poco sopra lo zero –ricapitola Mario Maiocchi, direttore Centro studi Confimprese- con la ristorazione che sicuramente intercetta la piena libertà degli italiani. Tuttavia non è un buon segnale che la crescita del totale mercato si fermi al +0,6% nel mese di giugno su giugno 2021 in cui non c’erano più le restrizioni. Questo significa che inflazione, caro bollette, il conflitto e, da ultimo, la grave crisi politica che ha investito il nostro Paese frenano i consumi e la fiducia delle famiglie. Buoni i segnali che arrivano dal travel, in piena ripresa. Ma la cautela è d’obbligo e dovremo aspettare l’evoluzione della situazione geopolitica prima di potere sperare in una vera ripresa dei consumi".

Anche l’andamento differente rilevato nei settori merceologici testimonia una situazione ancora molto altalenante, con il rischio che nei prossimi mesi l’andamento dei prezzi al consumo possa ancora subire dei forti rialzi.

Carlo La Giglia

"L’andamento dei consumi di giugno 2022 rispetto allo stesso mese del 2021 mostra un trend in miglioramento in particolare nel settore della ristorazione che chiude il mese a +11,4% e che traina i buoni risultati di vendita del mese nei centri città e nei centri commerciali -aggiunge Carlo La Giglia, responsabile dell’Osservatorio Confimprese-EY-. Gli italiani dimostrano di voler ritornare a investire il proprio tempo libero in momenti conviviali, senza rinunciare all’acquisto dei prodotti culturali e per l’arredamento della propria casa, con il settore del retail non food che mantiene il trend positivo verso il 2019 con un incremento del 5% sull’anno. Ancora in sofferenza abbigliamento e accessori, che fatica a recuperare i livelli precedenti, sintomo di un possibile cambiamento del paniere di spesa. Una spinta alla ripresa arriva anche dalle città turistiche, in particolare Firenze e Venezia, grazie al forte ritorno del turismo".

Riprende anche il canale travel, dove la ristorazione ha sempre più funzione attrattiva e motivante: nel mese di giugno 2022 il travel esibisce una netta ripresa con un incremento bello e pieno (+65,5%) rispetto allo stesso mese del 2021, ma ancora molto distante dai livelli pre-pandemia (-27,6% rispetto allo stesso mese del 2019), e -36,8% sullì'anno progressivo rispetto al 2019.

In ripresa anche le vie dello shopping delle grandi città, con il settore high street che chiude il mese di giugno 2022 a +10% rispetto allo stesso mese del 2021 e a -0,4% rispetto allo stesso mese del 2019. Anche i centri commerciali registrano segno positivo a +1,3% a giugno 2022, rispetto allo stesso mese del 2021.

Nelle aree geografiche il Sud Italia si riavvicina ai livelli 2019 (pre-pandemia) con un -2,7% sull'anno progressivo. Il Nord-Est rimane l’area più penalizzata: -7,1% nel mese di giugno 2022 rispetto a giugno 2019 e -11,9% sul progressivo. Nell’analisi dei consumi di giugno 2022 rispetto allo stesso mese del 2021, il Nord-Ovest consolida i consumi a +1%, seguito dal Nord-Est a +0,4%Il Centro chiude a +4,9% rispetto a giugno 2021, mentre per il Sud i consumi di questo stesso periodo si fermano a -3,8%.

 

Pasta Armando lancia gli Gnocchi di patate fresche della Filiera Armando

Gnocchi Armando

Un classico del giovedì, una tradizione dell’inverno, un’idea inaspettata per l’estate. Pasta Armando, il marchio di pasta premium realizzata con grano 100% italiano della Filiera Armando, presenta la sua versatile novità: gli Gnocchi di patate di Armando, realizzati esclusivamente con patate fresche italiane e semola di grano duro 100% italiano della Filiera Armando.

Frutto della stessa ricerca di qualità di Pasta Armando, gli Gnocchi di patate hanno un sapore delicato e una consistenza morbida ma compatta: l’aggiunta della semola di grano della filiera Armando nella ricetta gli conferisce infatti una gradevole e percepibile tenacia al morso e alla cottura.

La loro particolare composizione li rende adatti a ogni tipo di ricetta, dai sughi più corposi e apprezzati nei mesi invernali, a quelli più freschi e ideali per il periodo estivo. La cottura rapida, appena 2 minuti, riduce inoltre il tempo ai fornelli.

Gli Gnocchi di patate Armando non contengono uova né latte e sono certificati VeganOK.

“Con il lancio di questo nuovo prodotto vogliamo ribadire l’ampiezza del progetto che portiamo avanti con Armando, sin dalla nascita della sua Filiera nel 2010 su intuizione del Presidente Cavaliere del Lavoro Armando Enzo De Matteis. – afferma Fabrizio Nucifora, Brand Sales & Marketing DirectorUn progetto che mette al centro il rispetto e la valorizzazione del grano duro coltivato in Italia, con un’attenzione e una cura che parte dal campo. Così come Pasta Armando, i nuovi Gnocchi realizzati con patate fresche e semola di grano duro di Filiera, portano in tavola il meglio del nostro territorio, espresso in primi piatti.”

Il grano utilizzato negli Gnocchi è coltivato in otto regioni italiane dagli agricoltori che fanno parte della Filiera Armando, che firmano con l’azienda un patto diretto. Questa filosofia di produzione - espressa nel posizionamento del brand “La Cura del Grano” - si estende così oggi dalla Pasta anche agli Gnocchi di Armando.

Gli Gnocchi di Armando possono essere acquistati nell’e-commerce del sito: https://www.pastarmando.it/

Dal mangime dei nostri animali alle vostre tavole: la filiera sostenibile e integrata Amadori

Amadori Filiera Integrata

Filiera integrata significa evoluzione, tracciabilità, investimenti, qualità e innovazione.

Valori-guida che, attraverso un lavoro continuo e costante, hanno permesso anche di mettere l’impegno nero su bianco nel Report di Sostenibilità 2021 del gruppo Amadori, uno strumento efficace che consente di fare un’analisi puntuale dei piani, degli interventi e delle iniziative che sono state messe in campo per crescere in maniera sempre più consapevole, responsabile e attenta ad ogni dimensione della sostenibilità: ambientale, sociale ed economica.

Fossacesia (CH), 28-09-2021. Mangimificio. Vista e controllo dei pannelli fotovoltaici sul tetto della struttura

In quest’orizzonte, la filiera integrata in tutte le sue fasi, controllata e certificata, dalle sementi al punto vendita, passando per gli allevamenti e i siti di lavorazione alimentare, è la bussola del gruppo Amadori.

È con la filiera che si punta, infatti, a contribuire alla creazione di un sistema alimentare equo e rispettoso della natura, delle persone e degli animali, promuovendo un’unità di intenti alla base di una vera e propria “comunità Amadori”, fatta di dipendenti, allevatori, fornitori e partner.

Amadori Filiera Integrata
Foggia, 29-09-2021. Allevamento Pollo Il Campese

Per Amadori, l’impegno verso la sostenibilità viaggia di pari passo con lo sviluppo industriale. Per questa ragione sono molti i tavoli aperti con i nostri stakeholder strategici su questo fronte, dalla logistica al packaging, dalle istituzioni ” commenta Francesco Berti, amministratore delegato Amadori Spa.

In quest’ottica, le aziende partner coinvolte in una indagine, condotta da Istituto Ixé, in collaborazione con Homina, dispongono di un piano strategico di sostenibilità e dichiarano il presidio attivo di tutti gli aspetti analizzati, dalla sicurezza sul lavoro alla lotta alla corruzione, dal supporto delle comunità locali al rispetto delle diversità, fino alla protezione dell’ambiente.

Amadori Filiera Integrata

Su quest’ultimo fronte, in particolare, investiamo costantemente per migliorare le nostre performance ambientali e nel 2021” prosegue  Berti “abbiamo scelto anche di iniziare una collaborazione con la start-up Green Router, il primo tool manageriale italiano per la mappatura puntuale delle emissioni legate al trasporto logistico lungo tutta la filiera integrata, con lo scopo di orientare puntualmente ed efficacemente le strategie future di miglioramento in questo ambito”.

Questa è una delle numerose attività, insieme ad altre iniziative effettuate e ai progetti in cantiere, rendicontata nel nuovo Report di Sostenibilità, che in un’ottica di massima condivisione e trasparenza è stato reso fruibile a tutti attraverso un sito dedicato: www.sostenibilita.amadori.it.

Nella foto in apertura, Amadori Cesena, GESCO Società Cooperativa Agricola di San Vittore di Cesena (FC) 

Sviluppo rete Non food dal 22 al 29 luglio 2022

Doppietta per Arcaplanet in Lombardia con le aperture di Tradate (Bs) e Cislago (Bs). Anche Naima cresce a Lavagna (Ge) e Primark fa il suo ingresso sulla costa adriatica con un negozio a Chieti. Invece Media World ripropone il format Tech Village

ARCAPLANET
Via della Fornace Cortellezzi
Tradate (Bs)
830 mq
Arcaplanet

Data di apertura
15 luglio 2022
Format e location
Il petstore si trova all'interno del Retail Park Centradate.
Offerta
Offre migliaia di articoli di petcare e petfood.
Servizi
Orario: lun-sab 9-20; domenica 9.30-13 e 15-19.30. Disponibili servizi quali lavatrici per accessoristica e Pet Wash per toelette in loco.
Addetti e casse
Non disponibile.

ARCAPLANET
Via Cesare Battisti
Cislago (Bs)
590 mq
Arcaplanet

Data di apertura
16 luglio 2022
Format e location
Lo store si trova sulla strada provinciale 233, lungo un'arteria molto trafficata.
Offerta
L'assortimento rispecchia la tipica formula dell'insegna.
Servizi
Orario: lun-sab 9-20; domenica 10-19.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

MEDIA WORLD
Via Alberto Lionello 201
Roma
6.500 mq
Media World

Data di apertura
7 luglio 2022
Format e location
Lo store si trova al centro commerciale Porta di Roma. È il format di ultima generazione dell'insegna, disegnato dall’architetto Fabio Novembre. Il concept architettonico del Tech Village si ispira a quello della tipica piazza italiana, definita perimetralmente dai porticati esterni in cui sono ospitate le 18 “botteghe” tecnologiche, fucine del know-how tecnologico. Qui si trovano le sezioni dedicate a ciascun ambito dell’elettronica gestite dai major brand partner di MediaWorld. Il fronte della galleria del centro commerciale ha un forte impatto comunicativo e riassume il tema della digitalizzazione attraverso l’utilizzo di un rivestimento ad effetto pixel nei colori del brand con sfumatura verso l’ingresso.
Offerta
Un assortimento a 360 gradi sul mondo della tecnologia, della telefonia, con una proposta omnichannel disponibile anche online.
Servizi
Orario: lun-dom 10-21.30.
Addetti e casse
In organico 140 addetti.

NAIMA
Via Roma 6
Lavagna (Ge)
70 mq
Naima

Data di apertura
14 luglio 2022
Format e location
Il negozio si trova in un carruggio principale in prossimità del centro cittadino e del porticciolo turistico.
Offerta
Migliaia di referenze per la bellezza, la cosmetica e la cura della persona.
Servizi
Orario: lun-dom 9.30-13 e 15-19.30.
Addetti e casse
Impiega cinque persone e dispone di una cassa.

PRIMARK
Località Santa Filomena
Chieti
4.000 mq
Primark

Data di apertura
19 luglio 2022
Format e location
Situato all’interno del centro commerciale Megalò. È il primo negozio sulla costa adriatica e il decimo store di Primark in Italia.
Offerta
Come da consuetudine, propone le ultime tendenze e i capi basic delle collezioni abbigliamento uomo, donna, bambino, beauty, lifestyle e homewear.
Servizi
Orario: lun-dom 9-21.
Addetti e casse
Impiega 150 persone.

Chef Express, in una nuova app il fulcro della digitalizzazione

Chef Express sviluppa nuovi strumenti per rendere la sosta smart e sicura, attraverso la App, le casse digitali e il sistema Webcam Park

Chef Express, società che gestisce tutte le attività di ristorazione di Gruppo Cremonini, punta sulla digitalizzazione con l’obiettivo di rendere la sosta dei viaggiatori più sicura e conveniente, e migliorare nel contempo l’attività lavorativa del personale. Il percorso di digitalizzazione voluto da Chef Express mette al centro sia i clienti, per migliorare l’esperienza nella sosta, sia i dipendenti, che possono concentrarsi su aspetti del lavoro a maggior valore aggiunto. Fulcro del progetto è la nuova App Chef Express, che integra il programma di fedeltà, la scontistica su alcuni prodotti e i servizi dedicati alla clientela: come gli sconti per i conducenti di camion e autotreni (truck driver), le guide turistiche o gli altri sconti per tutti i clienti, oltre alla possibilità di accedere alla fatturazione elettronica per la clientela business.

Altra novità riguarda l’installazione dei chioschi e delle casse digitali nei punti di vendita del canale autostradale per l’ordinazione e il pagamento diretto, con tutte le principali tipologie di pagamenti. I chioschi, studiati per una migliore esperienza di utilizzo, combinano design e interfaccia utente, offrendo un utilizzo semplice ed efficace.

L’ulteriore novità che completa il percorso di digitalizzazione è il sistema Webcam Park, soluzione tecnologica ideata, sviluppata e integrata nell’app, che permette ai clienti di monitorare, in tempo reale, la propria autovettura posteggiata all’interno delle aree di servizio. Il sistema è dotato di telecamere che permettono di controllare dal proprio smartphone l’area del parcheggio in cui è in sosta l’autovettura. Il tutto nel rispetto delle regole sulla privacy (Gdpr).

Nonostante il forte impatto della pandemia sulla ristorazione, non ci siamo mai fermati e, al contrario, abbiamo accelerato sugli investimenti per le infrastrutture e l’innovazione, con oltre 20 milioni di euro investiti nel triennio solo sul canale autostradale -commenta Cristian Biasoni, amministratore delegato di Chef Express-. Oltre alla qualità dei menu, costantemente migliorata, garantita e apprezzata dai nostri clienti, oggi l’approccio ai nostri punti di vendita è decisamente orientato sul digitale, in linea con un nuovo trend di consumo che coinvolge tutti i nostri clienti. In più, miglioriamo l’attività del personale: dopo la pandemia siamo alla ricerca di 700 nuove risorse e, grazie alle innovazioni digitali, possiamo concentrare il lavoro dei nostri dipendenti su aspetti a maggior valore aggiunto, quindi al servizio del cliente”.  

A supporto del progetto di digitalizzazione, Chef Express ha pianificato, in collaborazione con l’agenzia Life, una campagna radio nazionale e digitale. Composta da 4 soggetti differenti da 15’’, di cui uno istituzionale e tre verticali relativi alle novità di app, chioschi e webcam park, la campagna è in onda sulle principali emittenti radiofoniche nazionali, rafforzata da una pianificazione digital, social e di influencer marketing che si prolungherà sino alla fine dell’estate.

Carrefour Italia punta a 1.500 store e pensa ad acquisizioni

L'espansione di Carrefour Italia si sviluppa velocemente attraverso il franchising. L'insegna si espanderà anche attraverso importanti acquisizioni

Un traguardo importante per Carrefour Italia che ha consolidato la sua presenza nel nostro Paese. Oggi l'insegna opera con 1.500 punti di vendita dislocati in 19 regioni con i tre formati Iper, Market ed Express, con un crescente interesse verso la prossimità. Uno sviluppo consentito anche dallo sviluppo dell'affiliazione. Sono infatti quasi 1.200 gli store gestiti da franchisee.  “Nonostante il contesto macroeconomico sfidante che stiamo affrontando in questo periodo, caratterizzato da inflazione, dagli alti costi delle materie prime e dal conflitto russo-ucraino, stiamo portando avanti il nostro piano di sviluppo con determinazione, grazie anche alla fondamentale collaborazione con i nostri partner locali, gli imprenditori attivi sul territorio nella gestione dei punti di vendita, che conoscono al meglio le esigenze dei consumatori, e i fornitori locali che ogni giorno assicurano al nostro assortimento qualità, freschezza e gusto autentici" sottolinea Christophe Rabatel, Ceo Carrefour Italia.

Foresta Carrefour

Per celebrare questo traguardo, Carrefour Italia ha dato vita a Foresta Carrefour, un progetto di piantumazione di alberi che partirà dall’Emilia Romagna, regione dove è stato aperto il 1.500esimo store, situato a Riccione, e si estenderà poi in altri territori d’Italia.

Lo sviluppo e le acquisizioni

La rete vendita continuerà ad espandersi ulteriormente nel corso dell'anno con 95 nuove aperture e il passaggio di 104 punti di vendita da gestione diretta a gestione in affitto di ramo d’azienda. In particolare, nelle ultime settimane, Carrefour Italia ha concluso diversi accordi che hanno permesso di espandere la presenza in alcune aree geografiche chiave del Paese: l’Emilia-Romagna, un territorio di crescente interesse per l’insegna; la Sicilia, dove l’azienda ha siglato un contratto con il master franchisee Apulia Distribuzione per il cambio insegna di 38 punti di vendita; e la Lombardia, con l’acquisizione di nuovi 14 punti di vendita nell’area del nord-Milano.

Mondadori Retail, nuove librerie e focus sui piccoli lettori

Mondadori Retail prevede entro la fine di quest'anno 13 nuove aperture di Bookstore fra diretti e franchising. Valorizzati i reparti 0-13 anni e i fumetti. L'ingresso in TikTok

Anno molto intenso, in termini di sviluppo e quindi nuove aperture, per Mondadori Retail, che inaugura nella seconda parte del 2022 tre nuovi Mondadori Bookstore a gestione diretta in Lazio, Lombardia e Umbria, dopo le aperture a Genova e a Montenero di Bisaccia (Cb).

Il continuo lavoro di rinnovamento e potenziamento della rete e di focalizzazione sul core business del libro hanno consentito al nostro network di consolidare la propria leadership -commenta Carmine Perna, amministratore delegato di Mondadori Retail-. Proseguiamo su questa strada, inaugurando entro la fine dell’anno 13 nuovi punti vendita, per arrivare a 25 aperture complessive nell’arco di tutto il 2022. Librerie concepite come luoghi di incontro e di scoperta per le comunità locali e di stimolo per i futuri lettori: in quest’ottica, guardiamo con sempre maggiore attenzione alle nuove generazioni, con format dedicati in store e sui canali social, e alla realizzazione di iniziative che coinvolgano il territorio”.

Non meno dinamica l'attività sul versante franchising: 10 nuove librerie entro fine anno in Friuli-Venezia Giulia, Marche, Sicilia e Veneto, dopo l’ingresso di 10 punti di vendita affiliati nella prima parte del 2022. Il piano di sviluppo di Mondadori Store mira anche al rinnovamento dei negozi a gestione diretta: entro settembre, il Mondadori Bookstore di Padova aprirà le porte nella nuova sede di piazza Garibaldi, e la libreria di Vimercate all’interno del centro commerciale Torri Bianche, si presenterà rinnovata dopo il restyling. A Milano, questo inverno, si potrà vedere la nuova versione dello storico flagship store Mondadori all'angolo tra piazza Duomo e via Mazzini, a pochi passi da Piazza Diaz.

Nuovi reparti

Si rafforza l'area bambini e ragazzi con il nuovo reparto We are junior: libri e giochi didattici rivolti alla fascia d’età 0-13 anni. Il settore, caratterizzato dai toni del giallo e del verde, ha un’identità visiva riconoscibile grazie alle decorazioni origami ispirate al mondo naturale e degli animali, che piacciono molto ai bambini.

Dedicato al mondo dei fumetti e dei volumi illustrati, dai manga alla graphic novel, dai supereroi ai grandi autori italiani, Just Comics è concepito come una fumetteria nella libreria, uno spazio adattabile alle diverse dimensioni dei locali. Partito a Milano con un intero piano nella libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele e nel Mondadori Megastore di piazza Duomo, il progetto è stato esteso a tutte le librerie a gestione diretta per poi essere adottato da un numero sempre maggiore di librerie in franchising.

Eventi

Anche in questo campo il programma si arricchisce di incontri con autori e personaggi dell’intrattenimento, e di iniziative con scuole e biblioteche. Tra le tante manifestazioni culturali in corso promosse dalle librerie Mondadori: Autori d’(A)mare a Rossano, Libri nel borgo antico a Bisceglie, Libri sulla cresta dell’onda a Formia, Morsi & sorsi di libri a Marsala, Velletri Libris a Velletri.

L'apertura del canale TikTok

Dal fisico al digitale, la relazione con i lettori si consolida anche sui social, con iniziative e contenuti che accompagnano l’esperienza d’acquisto su tutti i canali: da oggi Mondadori Store sarà anche su TikTok, che si aggiunge alle pagine Instagram e Facebook, con un racconto che parla di libri, territorio e incontri. Un viaggio alla scoperta delle librerie Mondadori in tutto il Paese, attraverso la voce dei testimonial che ogni giorno vivono il e nel punto di vendita: dai librai, che già oggi propongono rubriche e contenuti sui profili TikTok delle librerie Mondadori, ai booktokers, giovani ragazze e ragazzi appassionati di libri e lettura, con profili molto seguiti. Un format di comunicazione in grado di valorizzare il libro e le librerie, rendendole punto di riferimento per chi vuole seguire sui social le tendenze letterarie del momento.

Bontà & Benessere: la nuova linea di Loacker

Loacker lancia la gamma di prodotti Bontà & Benessere in due  varianti: Loacker Multicereali e Loacker -30% di zuccheri con materie prime selezionate

L'offerta di Loacker si arricchisce di una gamma di prodotti Bontà & Benessere pensata per chi vuole mantenere un corretto stile di vita senza rinunciare al gusto e disponibile in due  varianti: Loacker Multicereali e Loacker -30% di zuccheri. La linea è realizzata con materie prime provenienti da filiere controllate e sostenibili, e con ricette prive di aromi aggiunti, edulcoranti, coloranti, conservanti e Ogm. Il gusto Napolitaner, presente nelle due varietà Multicereali e -30% di zuccheri, è realizzato con il 100% di nocciole italiane tostate tra le Alpi direttamente in casa Loacker, mentre il gusto Cremkakao, anch’esso nelle due varietà, è caratterizzato da cacao pregiato e finemente lavorato. Grazie al Sustainable Cocoa Farming Program avviato da Loacker in Ecuador e in Costa D'Avorio, l'azienda punta a incrementare l'impiego di cacao sostenibile nei propri prodotti, supportando allo stesso tempo le famiglie dei lavoratori locali e avviando iniziative dedicate alla tutela dell'ambiente.

I Loacker Multicereali, nei due gusti Napolitaner e Cremkakao, sono disponibili nei formati 175g, 45g, 45gx12, 45gx25 e 90g, come anche nel formato Quadratini da 110g e 220g. I Loacker -30% di zuccheri sono disponibili nei due gusti Napolitaner e Cremkakao e nei formati 175g, 45g e 45gx25, così come nel formato Quadratini da 110g e 220g. Le confezioni sono state realizzati con carta nel rispetto della natura. I wafer Loacker Multicereali sono caratterizzati da tre cialde realizzate con farine integrali di farro, grano e avena, che racchiudono due strati di crema e sono indicati per uno spuntino nei vari momenti della giornata.

Differenze inventariali nel Fai-da-te da Checkpoint Systems

Differenze inventariali nel Fai-da-te Checkpoint
Come si comporta il fenomeno delle differenze inventariali nel Fai-da-te secondo lo studio Crime & Tech per Checkpoint Systems

Calano significativamente le differenze inventariali nel Fai-da-te, secondo lo studio "La sicurezza del retail in Italia 2021" di Crime&tech (spin off dell'Università Cattolica del Sacro Cuore) con il supporto di Checkpoint Systems e la collaborazione del Laboratorio per la sicurezza. La categoria retail si posiziona comunque in cima alla classifica delle più colpite dal fenomeno, insieme a supermercati, ipermercati e discount, a causa della situazione particolare determinata dalla pandemia.

Differenze inventariali nel Fai-da-te

Il Fai-da-te registra una percentuale di differenze inventariali pari al'1,67%, il secondo valore più elevato dopo quello dell'1,89% che accomuna supermercati, ipermercati e discount. Gli articoli per il bricolage sono tra quelli più acquistati in pandemia, al punto che in un panorama generale di calo delle vendite questo settore tra 2019 e 2020 si è spostato del -0,3%, praticamente è stabile. I primi 6 mesi del 2021 sono stati invece in crescita sul 2019, e il 2022 pare confermare l'andamento, con un 20% di italiani che dichiara tra i propri progetti la ristrutturazione della casa e dunque prevedibilmente acquisti nei negozi di fai-da-te.

L'indagine ha chiesto ai retailer se le restrizioni per la pandemia avessero inciso sulle differenze inventariali: il 33% ha risposto no, ma il 67% ha registrato un aumento delle perdite citando tra le cause primarie, in ordine di importanza: furti esterni, furti internim errori amministrativi.

Cause e prodotti più rubati

Differenze inventariali nel Fai-da-te Checkpoint
Differenze inventariali nel Fai-da-te Checkpoint

Tra le cause principali delle differenze inventariali nel fat-da-te secondo Checkpoint Systems ci sono furti e taccheggi. Nella graduatoria seguono errori amministrativi, scarti e rotture, sfridi, merce scaduta o deteriorata.

In media il valore sottratto in store è pari a 21 euro, prediligendo le merceologie facili da trasportare e da nascondere, con un valore elevato, d'interesse per il consumatore e facili da rivendere.

Classifica per numero di pezzi rubati: in testa ci sono le lampadine, a seguire le pile, spine, prese elettriche.

Classifica per valore dell'articolo rubato: in cima ai desideri ci sono gli elettroutensili, gli utensili manuali, apparecchi per il riscaldamento o raffreddamento delle abitazioni.

Gli ammanchi si verificano prevalentemente nel fine settimana, e per il fai-da-te anche lunedì, tra i giorni di picco dei furti.

Italian Food Excellence

dmc

Sei un digital manager? La tua impresa è impegnata nella Digital Transformation?

Gli aggiornamenti sulle ultime innovazioni e trend, per gestire la trasformazione culturale in azienda e identificare nuove opportunità di business